NOTA INFORMATIVA La norma UNI 7129 ha già avuto tre edizioni; la prima nel 1972, la seconda nel 1992 e la terza nel 2001. La terza edizione del 2001 non rappresentava una revisione globale della norma bensì un’edizione consolidata in quanto fu preparato un “testo coordinato” della norma che nel testo della norma “madre” del 1992 introduceva: - l’aggiornamento A1 del 1995 e l’aggiornamento A2 del 1997; - ulteriori successive modifiche in merito a cui la Commissione Centrale Tecnica aveva dato la sua approvazione il 23 novembre 2000. Il gruppo di lavoro 9 (GL9) della Commissione CIG B5 “Impiantistica di utilizzazione” ha provveduto a revisionare globalmente la norma. Tenuto conto della valenza applicativa della UNI 7129, della sua grande importanza per l’impiantistica di installazione domestica inerente ai gas combustibili, alla necessità di aggiornare più frequentemente rispetto al passato i documenti normativi, nel corso della revisione è stato deciso di scorporare la norma in quattro parti, trattando l’esposizione normativa per macro argomenti. Grazie a questa impostazione in futuro sarà possibile intervenire, quando necessario, sulla singola parte della norma che lo necessiterà. Il Consiglio di Presidenza del Comitato Italiano Gas, sentita la Commissione B5, ha approvato la nuova impostazione, autorizzando l’inchiesta pubblica settoriale sul sito internet del CIG dei quattro progetti in cui è stata suddivisa la norma revisionata. Pertanto vengono sottoposti all’inchiesta pubblica settoriale CIG per commenti i seguenti quattro progetti: 1 – Progetto di norma CIG E01.08.931.1 (diventerà norma UNI 7129-1) “Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione e installazione – Progettazione e installazione – Parte 1: Impianto interno”; 2 - Progetto di norma CIG E01.08.931.2 (diventerà norma UNI 7129-2) “Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione e installazione – Progettazione e installazione – Parte 2: Installazione di apparecchi di utilizzazione – Ventilazione e aerazione dei locali di installazione”; 3 - Progetto di norma CIG E01.08.931.3 (diventerà norma UNI 7129-3) “Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione e installazione – Progettazione e installazione – Parte 3: Evacuazione dei prodotti della combustione”; 4 - Progetto di norma CIG E01.08.931.4 (diventerà norma UNI 7129-4) “Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione e installazione – Progettazione e installazione – Parte 4: Messa in servizio degli impianti/apparecchi”. L’inchiesta pubblica settoriale CIG avrà termine il 30 aprile 2006. Saranno accettati solamente commenti per iscritto che dovranno essere trasmessi entro la suddetta data, alla Segreteria del CIG per fax (02 52037621) o per posta (preferibilmente raccomandata) al seguente indirizzo: Comitato Italiano Gas – CIG Via S. Salvo, 1 20097 San Donato Milanese (MI) Ente Federato all’UNI 20097 – San Donato Milanese – Via S. Salvo, 1 – Tel 02 55700101 – Fax 02 52037621 www.cig.it PROGETTO DI NORMA CIG E01.08.931.3 IMPIANTI A GAS PER USI DOMESTICI E SIMILARI ALIMENTATI DA RETE DI DISTRIBUZIONE PROGETTAZIONE E INSTALLAZIONE – PARTE 3: EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Questo e’ un progetto di norma : non deve essere considerato od usato come norma UNI-CIG 1 NOTA ILLUSTRATIVA Il progetto di norma CIG E01.08.931.3 “Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da erte di distribuzione – Progettazione e installazione – Parte 3: Evacuazione dei prodotti della combustione”, viene sottoposto ad INCHIESTA PUBBLICA. Gli interessati sono invitati ad inoltrare le loro osservazioni alla Segreteria del CIG – Via S. Salvo, 1 – 20097 San Donato Milanese (MI) - fax : 02 52037621, entro e non oltre il 30 Aprile 2006. Il Coordinatore del Gruppo di Lavoro 9 della Commissione CIG B5 P.I. Mario Volongo Il Relatore della Commissione CIG B5 Ing. Alfredo Castaldi Il Presidente del CIG Dott. Ing. Enrico Aceto 2 NORMA ITALIANA Impianti a gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione Progettazione e installazione UNI 7129-3 E01.08.931.3 Evacuazione dei prodotti della combustione Gas plants for domestic use fed by network distribution Design and installation CLASSIFICAZIONE SOMMARIO ORGANO COMPETENTE CIG – Comitato Italiano Gas 3 INDICE 1. 1.1. 1.2. 1.3. 1.4. 2. 2.1. 2.2. 2.2.1. 2.2.2. 2.3. 2.4. 2.4.1. 2.4.2. 2.4.2.1. 2.4.2.2. 2.4.2.3. 2.5. 2.5.1. 2.5.2. 2.5.3. 2.5.4. 2.5.4.1. 2.6. 2.6.1. 2.6.2. 2.6.3. 2.6.4. 2.6.4.1. 2.7. 2.7.1. 2.7.2. 2.7.2.1. 2.7.2.2 2.7.2.3. 2.7.3. 2.7.4. 2.8. GENERALITÀ Scopo Campo di applicazione Norme di riferimento Termini e definizioni EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Generalità Apparecchi di cottura Condotto/condotto collettivo per vapori di cottura Evacuazione diretta all’esterno (scarico a parete) Apparecchi di tipo A Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale Collegamento a camini e/o canne fumarie Evacuazione diretta in atmosfera esterna (scarico a parete) Canale da fumo Terminale di tiraggio Posizionamento dei terminali di tiraggio Apparecchi di tipo B muniti di ventilatore Generalità Collegamento a camino Evacuazione diretta a tetto Evacuazione diretta in atmosfera esterna Posizionamento dei terminali di evacuazione Apparecchi di tipo C Generalità Collegamento a camino/canna fumaria Scarico diretto a tetto Evacuazione diretta in atmosfera esterna Posizionamento dei terminali di scarico Camini/canne fumarie Generalità Caratteristiche di installazione Camini singoli Canne fumarie collettive ramificate Canne fumarie collettive Comignoli Quota di sbocco dei prodotti della combustione Evacuazione dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio sia naturale che forzato entro spazi chiusi a cielo libero Appendice A SCHEMA DI INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DI COTTURA SECONDO I VARI TIPI DI EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE CLASSI DI RESISTENZA ALLA CORROSIONE PER CAMINI/CANNE FUMARIE RIFERIMENTI NORMATIVI ALTRESI’ PERTINENTI Appendice B Appendice C 4 1. Generalità 1.1. Scopo La presente norma ha lo scopo di fissare i criteri per la progettazione e l’installazione dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas combustibili distribuiti per mezzo di canalizzazione. 1.2. Campo di applicazione La presente norma si applica ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW. Sono esclusi i sistemi di evacuazione asserviti a un collettore di scarico fumi la cui portata termica nominale complessiva superi i 35 kW (ad eccezione di quanto previsto al punto 2.3.1.14). Sono altresì esclusi i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi a condensazione o affini (così come definiti dalla norma UNI 11071) e ad apparecchi professionali di cottura ricadenti nella norma EN 203. Nota 1 Nota 2 Nota 3 Nota 4 1.3. Per la progettazione e l'installazione dell’impianto interno per usi domestici e similari alimentato da rete di distribuzione vedi: 7129/1. Per la ventilazione dei locali e l’installazione di apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW vedi: 7129/2. Per la messa in servizio e la manutenzione degli impianti/apparecchi oggetto della presente sezione della norma vedi: 7129/4. La progettazione e l'installazione degli impianti/apparecchi oggetto della presente sezione della norma devono essere eseguite da personale qualificato. Norme di riferimento: UNI 9615 UNI 10389 UNI 10640 UNI 10641 Calcolo delle dimensioni interne dei camini – Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali Generatori di calore – Misurazione in opera del rendimento di combustione Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale – Progettazione e verifica Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per apparecchi di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione – Progettazione e verifica UNI 10642 Apparecchi a gas – Classificazione in funzione del metodo di prelievo dell’aria comburente e di scarico dei prodotti della combustione Caldaie ad acqua alimentate a gas con bruciatore atmosferico – Prese per la misurazione in opera del UNI 10784 rendimento di combustione UNI 10845 Impianti a gas per uso domestico. Sistemi per l'evacuazione dei prodotti dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas – Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione e intubamento UNI 11071 Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini – Criteri per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione UNI EN 483 Caldaie di riscaldamento centrale alimentate a combustibili gassosi – Caldaie di tipo C di portata termica nominale non maggiore di 70 kW UNI EN 1443 Camini – Requisiti generali [Chimneys – General requirements] UNI EN 13384-1 Camini – Metodi di calcolo termico e fluido dinamico – Parte 2 : Camini asserviti a un unico apparecchio da riscaldamento UNI EN 13384-2 Camini – Metodi di calcolo termico e fluido dinamico – Parte 2 : Camini asserviti a più apparecchi da riscaldamento UNI EN 203 Gas heated catering equipment UNI EN 1457 Chimneys – Clay/ceramic flue liners – Requirements and test methods UNI EN 1856-1 Chimneys – Requirements for metal chimneys – Part 1: system chimney products UNI EN 1856-2 Chimneys – Requirements for metal chimneys – Part 2: metal liners and connecting flue pipes UNI EN 1857 Chimneys – Components – Concrete flue liners UNI EN 13501-1 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco prEN 14241-1 Chimneys – Elastomeric seals and elastomeric sealants – Material requirements and test methods – part 1: seals and flue liners EN 14471 Chimneys – sistem chimneys with plastic flue liners – requirements and test methods 5 1.4. Termini e definizioni 1.4.1. 1.4.2. 1.4.3. 1.4.4. Apparecchio tipo A — Apparecchio non previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione all'esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono nel locale di installazione. Apparecchio tipo B — Apparecchio previsto per il collegamento a camino/canna fumaria o a dispositivo che evacua i prodotti della combustione all'esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell'aria comburente avviene nel locale d’installazione e l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso. Apparecchio tipo C — Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo dell'aria comburente, camera di combustione, scambiatore di calore e evacuazione dei prodotti della combustione) è a tenuta rispetto al locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell'aria comburente e l’evacuazione dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale. Apparecchio di cottura: Apparecchio destinato alla cottura dei cibi quali fornelli, forni a gas e piani di cottura siano essi ad incasso, separati fra loro oppure incorporati in un unico apparecchio chiamato solitamente ”cucina a gas”. 1.4.5. Canale da fumo: elemento od insieme di elementi costituiti da una o più pareti che collegano l’uscita fumi di un apparecchio al camino / canna fumaria / camino intubato / terminale di tiraggio, funzionante in pressione negativa rispetto all’ambiente. 1.4.6. Condotto di scarico fumi: elemento od insieme di elementi costituiti da una o più pareti che collegano l’uscita fumi di un apparecchio al camino / canna fumaria / camino intubato / terminale di scarico, funzionante in pressione positiva rispetto all’ambiente. Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6) e di tipo B dotati di ventilatore nel circuito di combustione è parte integrante dell’apparecchio ed è fornito dal costruttore dell’apparecchio. 1.4.7. Condotto di aspirazione dell’aria comburente: elemento od insieme di elementi costituiti da una o più pareti atto a convogliare l'aria comburente all'apparecchio direttamente dall'esterno o dalla canna di aspirazione aria. Per apparecchi a gas di tipo C (escluso il tipo C6) è parte integrante dell’apparecchio ed è fornito dal costruttore dell’apparecchio. 1.4.8. Canna di aspirazione dell’aria comburente: canna prevalentemente verticale atta a convogliare l'aria comburente. Può essere singola o collettiva. 1.4.9. Terminale di tiraggio: dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un canale da fumo o condotto di esalazione (se funzionante con pressione negativa), atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione o i vapori di cottura. 1.4.10. Terminale di scarico: dispositivo installato, nel caso di scarico a parete, al termine di un condotto di scarico fumi o condotto di esalazione (se funzionante con pressione positiva), atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione o vapori di cottura. 1.4.11. Terminale di aspirazione: dispositivo installato, nel caso di aspirazione dell’aria comburente, al termine di un condotto di aspirazione aria. 1.4.12. Terminale di scarico a tetto: dispositivo installato, nel caso di scarico a tetto, al termine di un condotto di scarico fumi o di un condotto per intubamento atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. 1.4.13. Comignolo: dispositivo installato alla sommità di un camino o canna fumaria atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. 1.4.14. Camino: struttura verticale costituita da una o più pareti atta a convogliare ed espellere i prodotti della combustione in atmosfera a tetto. 1.4.15. Camino funzionante a pressione negativa: camino dimensionato per funzionare con pressione interna minore della pressione esterna. 1.4.16. Camino funzionante a pressione positiva: camino dimensionato per funzionare con pressione interna maggiore della pressione esterna. 6 1.4.17. Canna fumaria collettiva ramificata: camino funzionante a pressione negativa asservito a più apparecchi di tipo B11 e installati su diversi piani di un edificio. 1.4.18. Canna fumaria collettiva: camino funzionante a pressione negativa atto a raccogliere ed espellere i prodotti della combustione di più apparecchi di tipo C installati su diversi piani. 1.4.19. Condotto per intubamento: condotto composto da uno o più elementi a sviluppo prevalentemente verticale, specificatamente adatto a raccogliere ed espellere i prodotti della combustione, nonché a resistere nel tempo ai componenti degli stessi e dalle loro eventuali condense, idonea per essere inserita in un camino, canna fumaria o vano tecnico esistente. 1.4.20. Camino intubato: sistema costituito da un condotto per intubamento più il camino/canna fumaria/vano tecnico esistente. 1.4.21. Vapori di cottura: insieme dei prodotti della combustione e dei vapori/esalazioni risultanti dalla cottura dei cibi. 1.4.22. Condotto per vapori di cottura: struttura verticale costituita da una o più pareti atta a convogliare ed espellere i vapori di cottura in atmosfera a tetto. 1.4.23. Condotto collettivo per vapori di cottura: condotto asservito a più apparecchi di cottura installati su diversi piani di un edificio. 1.4.24. Canale di esalazione: condotto che collega una cappa o un ventilatore asservito ad un apparecchio di cottura ad un condotto/condotto collettivo per vapori di cottura o direttamente verso l’atmosfera esterna. Esso può funzionare a pressione negativa o positiva rispetto all’ambiente. 1.4.25. Locali a rischio incendio: attività o luoghi soggetti a normativa specifica relativa alla prevenzione incendi ed in generale: quelli in cui sono svolte le attività elencate nel D.M. 16/02/1982; quelli costituiti da strutture in materiale combustibile; quelli in cui è presente materiale infiammabile o combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione o deposito , quando la classe del compartimento antincendio considerato è pari o superiore a 30 1.4.26. Locali adiacenti: Due locali sono detti adiacenti se hanno almeno una parete divisoria in comune. 1.4.27. impianto gas domestico o similari: insieme dell’impianto gas e dei suoi apparecchi di utilizzazione aventi singola portata termica nominale non maggiore di 34,8 kw. 1.4.28. collettore di scarico fumi: condotto che serve a raccogliere e convogliare i prodotti della combustione provenienti da due o più apparecchi dello stesso tipo e alimentati con lo stesso combustibile, verso un camino/sistema intubato. (def. GL12) 1.4.29. Altezza efficace del camino H: differenza di quota tra la sezione di ingresso dei fumi nel camino e la sezione di uscita. 1.4.30. Quota di sbocco: altezza (misurata dalla base del tetto) sino al punto inferiore della sezione di uscita dei fumi in atmosfera. 7 2. Evacuazione dei prodotti della combustione 2.1. Generalità La norma UNI 10642 classifica gli apparecchi di utilizzazione a gas in funzione del metodo di prelievo dell’aria comburente e di evacuazione in atmosfera esterna dei prodotti della combustione (v. definizioni). Allo scopo di evacuare i prodotti della combustione di apparecchi a gas di tipo B o C è possibile: a) realizzare nuovi sistemi fumari nel rispetto delle prescrizioni contenute nel seguito della presente sezione della norma; b) utilizzare sistemi fumari esistenti, secondo quanto indicato nella UNI 10845 e, per i componenti sostituiti, nel rispetto delle prescrizioni contenute nel seguito della presente sezione della norma; c) evacuare direttamente all'esterno (scarico a parete o scarico diretto a tetto) nel rispetto della legislazione vigente e delle prescrizioni contenute nel seguito della presente sezione della norma; d) adottare un’altra soluzione in grado di garantire un livello di sicurezza almeno equivalente alle soluzioni precedentemente riportate. Per gli apparecchi di cottura si veda il punto 2.2 della presente norma, mentre per gli apparecchi di tipo A il punto 2.3. 2.2. Apparecchi di cottura Come già specificato nella 7129/2 (alla quale si rimanda per maggiori dettagli in merito alle disposizioni relative all’aerazione e ventilazione), l’evacuazione dei vapori di cottura può essere ottenuta mediante l’installazione di uno o più dei sistemi sotto indicati. a. Cappa a tiraggio naturale collegata mediante un canale di esalazione ad un condotto singolo o collettivo per vapori di cottura (ad uso esclusivo delle cappe) o direttamente all’esterno. b. Cappa aspirante elettrica (munita di ventilatore) collegata mediante un canale di esalazione ad un condotto per vapori di cottura o direttamente all’esterno; tale cappa è da mettere in funzione per tutto il tempo di 1 funzionamento dell'apparecchio . L’installazione della cappa deve essere realizzata secondo le istruzioni del costruttore. c. Elettroventilatore (da mettere in funzione per tutto il tempo di funzionamento degli apparecchi di cottura), collocato sulla parte alta di una parete del locale di installazione (su serramenti e/o infissi rivolti verso l’esterno), oppure collegato ad un condotto di esalazione situato nel locale di installazione e non altrimenti utilizzato. Ovviamente il percorso dei vapori di cottura a monte e a valle dell’elettroventilatore dovrà risultare privo di ostacoli per il corretto deflusso. d. Apertura di aerazione permanente rivolta verso l’esterno, posizionata in prossimità del soffitto ed in ogni caso ad altezza non minore di 1,80 m dal livello del pavimento e avente sezione netta non minore di 100 2 cm . L’apertura può essere realizzata sia su pareti sia su serramenti e/o infissi del locale di installazione. Ovviamente il percorso dei vapori di cottura a monte e a valle dell’apertura di aerazione, dovrà risultare privo di ostacoli per il corretto deflusso Quest’ultima soluzione è consentita purché risultino soddisfatte le seguenti condizioni: 1. l’apparecchio sia provvisto di sorveglianza di fiamma; 2. la portata termica nominale sia non maggiore di 11,7 kW; 3. la portata termica nominale complessiva riferita agli apparecchi di tipo A e agli apparecchi di cottura con sorveglianza di fiamma installati nel medesimo locale sia non maggiore di 15 kW. In relazione a quanto sopra, le cappe filtranti (cioè prive di scarico in atmosfera esterna) non sono idonee allo scopo. 1 fermo restando la possibilità di dimensionare il ricambio di aria del locale di installazione per fini non esclusivamente legati alla sicurezza degli impianti alimentati a combustibile gassoso, la portata oraria di ricambio di aria della cappa aspirante elettrica o dell’elettroventilatore deve essere almeno pari a 1.72 m3/h per ogni kW riferito alla portata termica nominale complessiva degli apparecchi di cottura compresi nel locale di installazione. 8 Se nel locale di installazione è presente un imbocco di collegamento ad un sistema di evacuazione dei prodotti 2 della combustione inutilizzato, esso deve essere tappato . Alla luce di quanto sopra, nell’appendice A sono presentati i vari schemi di installazione degli apparecchi di cottura. 2.2.1. Condotto singolo o collettivo per vapori di cottura Nella presente tabella si riporta una schematizzazione delle modalità di funzionamento di condotto singolo o collettivo per vapori di cottura. Sistema di evacuazione Pressione nel sistema di evacuazione Condotto singolo per vapori di cottura Negativa / Positiva Condotto collettivo per vapori di cottura Negativa Posizionamento dei condotti per vapori di cottura Interno dell’edificio o all’esterno dell’edificio Interno dell’edificio o all’esterno dell’edificio TABELLA 1: modalità di funzionamento di condotto singolo o collettivo per vapori di cottura In generale un condotto singolo o collettivo per vapori di cottura deve rispondere ai seguenti requisiti minimi: - essere a tenuta dei vapori di cottura e impermeabile; - - essere realizzata/o in materiali appartenenti alla classe "0" di reazione al fuoco, adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche; avere andamento prevalentemente verticale ed essere priva/o di strozzatura in tutta la sua lunghezza; avere non più di due cambiamenti di direzione ed un angolo di inclinazione non maggiore di 45°; essere adeguatamente distanziato da: materiali combustibili, infiammabili o fonti di calore che potrebbero danneggiarlo; essere dotato alla sommità di un dispositivo che impedisca la penetrazione della pioggia e della neve; inoltre deve essere presente un’opportuna protezione contro l’ingresso di corpi estranei (es. volatili); deve essere di classe W (resistente all’umidità). Un condotto per vapori di cottura funzionante in pressione positiva deve essere dotato di giunzioni a tenuta. Un condotto collettivo per vapori di cottura deve avere alla base una camera di raccolta degli eventuali materiali solidi e delle condense; l'accesso a detta camera deve essere garantito mediante un opportuno dispositivo di ispezione. 2.2.2. Evacuazione diretta all’esterno (scarico a parete) L’evacuazione diretta a parete degli apparecchi a cottura deve essere realizzata in modo tale da consentire un’adeguata dispersione dei vapori di cottura. 2 l'azione dell'elettroventilatore o della cappa aspirante elettrica non deve influenzare la corretta evacuazione dei prodotti della combustione nel caso apparecchi di tipo B installati nel medesimo locale o in locale con esso adiacente e comunicante. Quanto sopra dovrà essere verificato effettuando una prova di tiraggio, facendo funzionare l'elettroventilatore o la cappa aspirante elettrica alla massima potenza e l'apparecchio di tipo B alle portate termiche nominale massima e minima dichiarate dal costruttore. Nel caso di presenza nel medesimo locale (o ad esso adiacente e comunicante) di apparecchio di cottura ed apparecchio di tipo B collegato a canna fumaria collettiva ramificata, l'elettroventilatore o la cappa aspirante elettrica alla massima potenza e con apparecchio spento non devono mettere in depressione il locale rispetto alla canna fumaria. Per maggior dettagli della prova in questione si veda 7129/4. 9 2.3. Apparecchi di tipo A Sono apparecchi di piccola potenza e con funzionamento continuo o discontinuo. La potenza massima, i limiti al loro impiego, la loro ubicazione e le particolari prescrizioni per la aerazione e ventilazione dei locali in cui sono installati, sono indicati nella UNI 7129/2. 2.4. Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale 2.4.1. Collegamento a camini/canne fumarie 2.4.1.1. I canali da fumo devono essere conformi alla EN 1856-2 o EN 1856-1 (materiali metallici) e EN 14471 (materiali plastici). Non è consentito l’utilizzo di canali non espressamente dichiarati idonei dal costruttore dei medesimi. 2.4.1.2. I canali da fumo devono essere collegati al camino e/o alla canna fumaria nello stesso locale in cui è installato l'apparecchio o, al massimo nel locale adiacente. 2.4.1.3. I canali da fumo non possono essere installati in locali a rischio incendi (es. autorimesse). 2.4.1.4. I canali da fumo in qualsiasi punto e per qualsiasi condizione esterna, al loro interno la temperatura dei fumi deve essere maggiore di quella del punto di rugiada. 2.4.1.5. I canali da fumo devono essere ispezionabili e smontabili, consentendo le operazioni di manutenzione. 2.4.1.6. I canali da fumo devono essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche. 2.4.1.7. I canali da fumo devono essere dotati, limitatamente al caso di apparecchi a gas asserviti a impianti termici, di presa di campionamento che consenta di eseguire correttamente la prova di combustione prevista dalla UNI 10389 (le dimensioni e le caratteristiche di tale presa devono essere conformi alla UNI 10784). 2.4.1.8. I canali da fumo per gli apparecchi con scarico verticale (vedere fig. 1a): - devono essere dotati di un tratto verticale di lunghezza non minore di due diametri, misurati come in figura 1a; - devono avere, dopo il tratto verticale, per tutto il percorso rimanente, andamento ascensionale, con pendenza minima del 5% (equivalente a circa 3°). La parte ad andamento sub-orizzontale (ascensionale) non deve avere una lunghezza maggiore di 1/4 dell'altezza efficace H del camino o della canna fumaria, e comunque non deve avere una lunghezza maggiore di 2500 mm; - non avere più di due cambiamenti di direzione (con esclusione del raccordo di imbocco al camino od alla canna fumaria).(vd.fig 1c) Nel caso in cui non sia possibile rispettare le indicazioni sopra riportate, è indispensabile dimensionare il sistema secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme UNI vigenti. 2.4.1.9. I canali da fumo per gli apparecchi con scarico posteriore o laterale (vedere fig. 1b): - devono essere dotati di un tratto sub-orizzontale con pendenza minima del 5% (equivalente a circa 3°), di lunghezza non maggiore di 1/4 dell'altezza efficace H del camino o della canna fumaria, e comunque non maggiore di 1500 mm; - gli eventuali cambiamenti di direzione (gomiti del canale da fumo) devono essere realizzati unicamente mediante l’impiego di elementi curvi rigidi; - non avere più di un cambiamento di direzione (con esclusione del raccordo di imbocco al camino od alla canna fumaria). (vd. fig. 1d) Nel caso in cui non sia possibile rispettare i limiti predetti, è possibile effettuare a priori una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme UNI vigenti (vd. appendice informativa); in ogni caso, a posteriori, la conferma verrà dato dall’esito positivo o meno della prova di tiraggio (prevista nei casi indicati dalla UNI 7129/4). 10 1a Esempio di collegamento a camino/canna fumaria di apparecchio con scarico verticale 2 50 0 mm max 2Ø figura Ø H efficace del camino figura Pende nza 5 % min. 1b Esempio di collegamento a camino/canna fumaria di apparecchio con scarico laterale o posteriore 11 figura 1c Esempio di massimo numero di cambiamenti di direzione del canale da fumo per un apparecchio con scarico verticale figura 1d Es. di massimo numero di cambiamenti di direzione del canale da fumo per un apparecchio con scarico posteriore o laterale 2.4.1.10. devono essere fissati a tenuta all’imbocco del camino/canna fumaria senza sporgere all’interno. Inoltre l’asse del tratto terminale di imbocco e l’asse del camino/canna fumaria devono intersecarsi (vd. fig. 2a e 2b); figura 2 Esempi di corretto collegamento a camino/canna fumaria Fig. 2a) Fig. 2b) 12 2.4.1.11. avere, per tutta la loro lunghezza un diametro non minore di quello dell'attacco del tubo di scarico dell'apparecchio. Nel caso in cui il camino o la canna fumaria avessero un diametro minore di quello del canale da fumo, dovrà essere effettuato un raccordo conico in corrispondenza dell'imbocco e una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo generale di calcolo di cui alle Norme UNI vigenti (vd. appendice informativa); 2.4.1.12. non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali dispositivi fossero già in opera devono essere eliminati; 2.4.1.13. distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili; se tale distanza non potesse essere mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al calore, oppure utilizzare prodotti 3 certificati per tale utilizzo 2.4.1.14. ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione; è consentito convogliare nello stesso collettore fumario un massimo di due apparecchi, purché siano rispettate le seguenti condizioni: a) i due apparecchi siano dello stesso tipo, alimentati con il medesimo combustibile ed installati nello stesso locale; l’apparecchio di portata termica minore, inoltre, deve avere una differenza di portata termica non superiore del 30% rispetto all’apparecchio di portata maggiore; b) il collettore fumario sia dimensionato secondo le specifiche norme di dimensionamento vigente. È vietato invece convogliare nello stesso canale da fumo lo scarico di apparecchi a gas e i vapori provenienti da cappe sovrastanti gli apparecchi di cottura. Due apparecchi, con le limitazioni di cui al punto a) precedente, possono essere anche raccordati direttamente allo stesso camino singolo (escluse le canne fumarie collettive); in tal caso, la distanza verticale intercorrente fra gli assi di imbocco deve essere di almeno 250 mm (vd fig. 3 b). figura 3 Esempi di collegamento di due apparecchi ad un camino singolo Legenda 3a) Collegamento con condotto comune 3b) Collegamento con condotti separati Dimensioni in mm fig. 3a 3 fig. 3b Le norme di prodotto applicabili sono: EN 1856-2 e UNI EN 1443 13 2.4.2. Evacuazione diretta in atmosfera esterna (scarico a parete) L’evacuazione diretta in atmosfera dei prodotti della combustione, ove consentito dalla legislazione vigente, deve avvenire tramite terminale di tiraggio posizionato su pareti perimetrali esterna dell'edificio. Il canale da fumo deve essere sempre collegato ad un opportuno terminale di tiraggio atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. I terminali di cui sopra devono essere installati nel rispetto delle distanze previste al punto 2.4.2.3. 2.4.2.1. Canale da fumo Il canale da fumo deve rispondere ai medesimi requisiti elencati in 2.4.1.1, 2.4.1.3, 2.4.1.4, 2.4.1.5, 2.4.1.6, 2.4.1.7, 2.4.1.11, 2.4.1.12, 2.4.1.13, con le seguenti ulteriori indicazioni: - deve avere la parte ad andamento sub-orizzontale (ascensionale) ridotta al minimo e comunque di lunghezza, nell’eventuale parte interna all'edificio, non maggiore di 1000 mm (vd fig. 4.a); per gli apparecchi a scarico verticale non deve avere più un cambio di direzione all’interno (gomito del canale da fumo) e un cambio di direzione all’esterno (gomito, T, ecc.), mentre per gli apparecchi a scarico posteriore o laterale (vd fig. 4.b) non deve avere cambi di direzione all’interno e non più di 1 all’esterno. I cambi di direzione devono avere angoli interni non minori di 90°. - deve ricevere lo scarico di un solo apparecchio; - deve essere protetto con tubo guaina metallico nel tratto attraversante i muri: la guaina deve essere sigillata nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno. 2.4.2.2. Terminale di tiraggio Il terminale di tiraggio deve essere realizzato con dispositivi che consentano la corretta evacuazione dei prodotti della combustione, quali ad esempio: a) un tratto di tubo verticale collegato al tratto terminale del canale da fumo mediante un gomito a 90°. La giunzione tra il gomito e il canale da fumo deve essere esterna alla guaina. Il tratto verticale deve avere lunghezza sufficiente affinché la sezione di sbocco dei fumi nell'atmosfera sia ad una quota di almeno 1,50 m rispetto a quella di attacco del canale da fumo all’apparecchio (vedere figure 4a e 4b). La sezione di efflusso deve essere protetta da idoneo dispositivo antivento, che elimini le correnti contrarie e l'entrata di acqua piovana e che impedisca l'accidentale ostruzione della sezione di sbocco; b) un elemento verticale innestato a T sul tratto orizzontale e di dimensioni tali che i due segmenti verticali abbiano altezza pari ad almeno tre diametri del tubo e che la sezione di efflusso dei fumi nell'atmosfera sia sempre ad una quota di almeno 1,50 m rispetto a quella di attacco del canale da fumo all’apparecchio (vedere fig. 4 c e 4 d). In caso di scarico a parete di apparecchi installati all’esterno, lo sbocco in atmosfera dei prodotti della combustione può avvenire solo mediante un opportuno terminale di tiraggio ad una quota non minore di 0,5 m dall’attacco dell’apparecchio. 14 min 1500 mm Ø 2xØ 500 mm (*) 2xØ Canale da fumo Terminale di tiraggio Pendenza min. 5% 1000 mm max 2xØ min 1500 mm Canale da fumo 500 mm (*) Fig. 4 a – Esempio di evacuazione diretta all’esterno di un apparecchio di tipo B (con scarico verticale) con canale da fumo dotato di gomito a 90°. (*) Il valore riportato (500 mm) vale per apparecchi aventi portata termica nominale massima compresa fra 16 e 35 kW. In generale, per tale distanza vedere prospetto 1. Terminale di tiraggio Ø Pendenza min. 5% 1000 mm max Fig. 4 b – Esempio di evacuazione diretta all’esterno di un apparecchio di tipo B (con scarico posteriore o laterale) con canale da fumo dotato di gomito a 90°. (*) Il valore riportato (500 mm) vale per apparecchi aventi portata termica nominale massima compresa fra 16 e 35 kW. In generale, per tale distanza vedere prospetto 1. 15 500 (*) 2xØ Canale da fumo >=3 Ø >=3 Ø min 1500 mm Ø Pendenza min. 3% 1000 mm max 2xØ 2xØ > = 3xØ Pendenza min. 3% Ø > = 3xØ min 1500 mm Canale da fumo 500 (*) Fig. 4c – Esempio di evacuazione diretta all’esterno di un apparecchio di tipo B (con scarico verticale) mediante un elemento costituito da un tubo verticale innestato a T. (*) Il valore riportato (500 mm) vale per apparecchi aventi portata termica nominale massima compresa fra 16 e 35 kW. In generale, per tale distanza vedere prospetto 1. 1000 mm max Fig. 4d – Esempio di evacuazione diretta all’esterno di un apparecchio di tipo B (con scarico posteriore o laterale) mediante un elemento costituito da un tubo verticale innestato a T. (*) Il valore riportato (500 mm) vale per apparecchi aventi portata termica nominale massima compresa fra 16 e 35 kW. In generale, per tale distanza vedere prospetto 1. 16 Altri dispositivi terminali possono essere adottati purché: 2.4.2.3. - sia identificabile il loro costruttore; - ne sia comprovato il funzionamento da parte del costruttore; siano corredati di adeguate istruzioni per l'installazione e l'eventuale manutenzione; siano di materiale atto a resistere alle sollecitazioni termiche e chimiche, nonché agli agenti atmosferici; sia specificata la portata termica massima di impiego dell'apparecchio al quale possono essere collegati. Posizionamento dei terminali di tiraggio I terminali di tiraggio devono: - - essere posizionati in modo tale da consentire un’adeguata dispersione dei prodotti della combustione e da impedire il ritorno dei fumi all’interno dell’edificio. La loro installazione deve essere effettuata in conformità alla legislazione nazionale vigente; essere situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio (salvo i casi previsti al successivo 2.8); essere posizionati in modo che, per la sezione di efflusso nell'atmosfera, vengano rispettate le distanze minime indicate rispettivamente: nel prospetto 1, nel caso si voglia installare il terminale nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto (vd. figura 5); nel prospetto 2, nel caso si voglia installare il terminale in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la zona di rispetto (vd. figure 8, 9, 10 e 11). Nelle figure sopra citate sono raffigurate le zone di rispetto, ovvero quelle zone in cui non può essere posizionato il terminale di tiraggio. Fig. 5 – Posizionamento dei terminali di tiraggio nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto. Nelle zone tratteggiate (variabili, così come indicato nel prospetto 1, a seconda della potenzialità dell’apparecchio a tiraggio naturale), non è consentito posizionare il terminale di tiraggio. 17 Prospetto 1 Posizionamento dei terminali di tiraggio (nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica Posizionamento del terminale Sotto finestra Quota A1 Distanze minime (mm) Apparecchi da 4 a 7 kW Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW 1 000 *** 1 500 2 500 Adiacenza ad una finestra A2 400 400 400 Sotto apertura di aerazione/ventilazione B1 1 000 *** 1 500 2 500 Adiacenza ad una apertura di aerazione/ventilazione B2 600 600 600 Distanza in verticale tra due terminali di tiraggio C1 600 1 500 2 500 Adiacenza in orizzontale ad un terminale di tiraggio C2 300 500 600 Sotto balcone* D1 300 400 500 Fianco balcone D2 1000 1000 1000 Dal suolo o da altro piano di calpestio E 400**** 1 500**** 2 200 Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali** F 300 300 300 Sotto gronda G 300 400 500 Da un angolo/rientranza dell'edificio H 300 500 600 18 *) I terminali sotto un balcone praticabile, devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi, dal punto di uscita del terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza dell’eventuale parapetto di protezione (se chiuso), non sia minore di 2000 mm. Per una corretta computazione del percorso dei fumi si veda la figura seguente: Fig. 6: computazione percorso dei fumi Esprimendo il tutto con delle formule: se balaustra chiusa: x+y+z+w ≥ 2000 mm; se balaustra aperta: x+y+z ≥ 2000 mm; con x che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 1 con x che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 1 N.B. Non è consentito scaricare a parete con terminale collocato all’interno di un balcone chiuso su 5 lati (vd. figura 7). Fig. 7: es. di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione all’interno di un balcone chiuso su cinque lati. **) Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate distanze non minori di 500 mm da materiali sensibili all'azione dei prodotti della combustione (ad esempio, gronde e pluviali di materiale plastico, elementi sporgenti di legno, et cetera); per distanze minori adottare adeguate schermature nei riguardi di detti materiali. ***) Riducibili a 400 mm per apparecchi da riscaldamento installati sotto il vano finestra del locale riscaldato. ****) In questi casi i terminali devono essere opportunamente protetti per evitare eventuali contatti diretti con persone 19 Gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono soggetti a limitazioni per quel che riguarda il posizionamento dei terminali, fatta eccezione per le quote relative alla distanza da una superficie frontale prospiciente (con o senza aperture). Per tali quote si faccia riferimento alla prima colonna del prospetto 2. Prospetto 2 Posizionamento dei terminali di tiraggio (in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica Posizionamento del terminale Quota Distanze minime (mm) Apparecchi da 4 a 7 kW Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW Da una superficie frontale prospiciente senza aperture I 600 1000 1200 Da una superficie frontale prospiciente con aperture L 1200 1900 2500 M 600 1000 1200 N 900 1600 2200 Da una finestra collocata su superficie laterale Alla luce di quanto sopra, nelle figure seguenti sono rappresentate rispettivamente la zona di rispetto di una finestra collocata su una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio e quella della parete stessa (nel caso non ci fossero aperture). È evidente che la quota I va rispettata anche nel primo caso (al di fuori della zona di rispetto della finestra stessa). Fig. 8: zona di rispetto di una finestra collocata su una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio Fig. 9: zona di rispetto di una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio 20 Per maggior chiarezza si presenta anche la vista laterale bidimensionale Fig. 10: zone di rispetto di una parete (contenente un’apertura) frontale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio Nella figura seguente, invece, è rappresentata la zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio. Fig. 11: zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio 21 2.5. Apparecchi di tipo B muniti di ventilatore 2.5.1. Generalità Il ventilatore è parte integrante dell’apparecchio, il quale deve essere specificatamente costruito allo scopo. È pertanto vietata la trasformazione di un apparecchio a tiraggio naturale con l’inserimento di un ventilatore non previsto dal costruttore. Gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore non devono essere collegati ad una canna collettiva. L’evacuazione di ogni apparecchio del tipo suddetto deve essere pertanto collegata ad un camino singolo, o canalizzata direttamente all’esterno. Per gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore, il condotto di scarico fumi collegante l’apparecchio al camino, il terminale di scarico (a tetto o a parete) devono essere forniti dal costruttore dell'apparecchio medesimo, del quale costituiscono parte integrante. 2.5.2. Collegamento a camini Il collegamento a camini con condotti di scarico deve essere eseguito secondo le istruzioni del costruttore; comunque tali condotti devono essere installati soddisfacendo i requisiti di cui ai punti 2.4.1.3, 2.4.1.4, 2.4.1.5, 2.4.1.6, 2.4.1.10. Inoltre è necessario che siano soddisfatti i seguenti due requisiti: - il condotto di scarico fumi può ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione; 4 - in assenza di diverse indicazioni fornite dal costruttore dell’apparecchio , il condotto deve distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili. 2.5.3 Scarico diretto a tetto 2.5.4. Anche in questo caso, i condotti di scarico, facenti parte integrante dell'apparecchio, devono essere installati secondo le istruzioni fornite a corredo dal costruttore degli apparecchi stessi. Il condotto di scarico deve essere sempre collegato ad un opportuno terminale di scarico a tetto atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. Le quote di sbocco dei terminali di scarico a tetto sono indicate dal costruttore dell’apparecchio stesso. Per il posizionamento del terminale di scarico diretto a tetto si veda il punto 2.7.4 della presente norma. Evacuazione diretta in atmosfera esterna Gli apparecchi di tipo B muniti di ventilatore possono evacuare i prodotti della combustione direttamente in atmosfera esterna ove consentito dalla legislazione vigente, tramite un condotto di scarico attraversante le pareti perimetrali dell'edificio o direttamente posizionato all’esterno con l’apparecchio stesso. Il condotto di scarico deve essere sempre collegato ad un opportuno terminale di scarico atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. L’installazione del condotto di scarico a parete deve essere eseguito secondo le istruzioni del costruttore; comunque tale condotto deve essere installato soddisfacendo, oltre ai requisiti pertinenti già menzionati in 2.5.2, anche i seguenti requisiti minimi: - avere il tratto finale, cui deve essere applicato il terminale di scarico, non a filo della parete esterna dell'edificio, ma sporgente da questa di quanto necessario per l'attacco di detto terminale; - essere protetto con guaina metallica nel tratto attraversante i muri: la guaina dovrà essere chiusa nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno. Inoltre all’interno delle guaine non devono essere presenti giunzioni. 2.5.4.1. Posizionamento dei terminali di scarico I terminali di scarico devono: - essere posizionati in modo tale da consentire un’adeguata dispersione dei prodotti della combustione e da impedire il ritorno dei fumi all’interno dell’edificio. La loro installazione deve essere effettuata in conformità alla legislazione nazionale vigente; 4 Il costruttore può indicare una distanza minima da materiale combustibile oppure indicare un metodo per proteggere opportunamente il condotto, nel caso in cui la distanza minima di 500 mm non potesse essere rispettata. 22 - essere situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio (salvo i casi previsti al successivo 2.8); essere posizionati in modo che, per la sezione di efflusso nell'atmosfera, vengano rispettate le distanze minime indicate rispettivamente: nel prospetto 3, nel caso si voglia installare il terminale nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto (vd. figura 12) nel prospetto 4, nel caso si voglia installare il terminale in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la zona di rispetto (vd. figure 16, 17, 18 e 19). Nelle figure sopra citate sono raffigurate le zone di rispetto, ovvero quelle zone in cui non può essere posizionato il terminale di scarico. Fig. 12 – Posizionamento dei terminali di scarico nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto. Nelle zone tratteggiate (variabili, così come indicato nel prospetto 3 a seconda della potenzialità dell’apparecchio a tiraggio forzato), non è consentito posizionare il terminale di scarico. 23 Prospetto 3 Posizionamento dei terminali di scarico (nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio forzato in funzione della loro portata termica Posizionamento del terminale Quota Distanze minime (mm) Apparecchi da 4 a 7 kW Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW Sotto finestra A1 300 500 600 Adiacenza ad una finestra A2 400 400 400 Sotto apertura di aerazione/ventilazione B1 300 500 600 Adiacenza ad una apertura di aerazione/ventilazione B2 600 600 600 Distanza in verticale tra due terminali di tiraggio C1 500 1000 1500 Adiacenza in orizzontale ad un terminale di tiraggio C2 500 800 1000 Sotto balcone* D1 300 300 300 Fianco balcone D2 1000 1000 1000 Dal suolo o da altro piano di calpestio E 400*** 1500*** 2200 Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali** F 300 300 300 Sotto gronda G 300 300 300 Da un angolo/rientranza dell'edificio H 300 300 300 *) I terminali sotto un balcone praticabile, devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi, dal punto di uscita del terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza della eventuale parapetto di protezione (se chiusa), non sia minore di 2000 mm. Per una corretta computazione del percorso dei fumi si veda la figura seguente: fig. 13: computazione percorso dei fumi Esprimendo il tutto con delle formule: se balaustra chiusa: se balaustra aperta: x+y+z+w ≥ 2000 mm; x+y+z ≥ 2000 mm; con x che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 3 con x che deve comunque rispettare la quota D1 indicata nel prospetto 3 24 Nel caso il terminale di scarico sporgesse oltre il balcone, la quota y va comunque computata come distanza tra il balcone ed il terminale (vd. fig. 14). Le formule sono le medesime del caso precedente. Fig. 14: computazione percorso dei fumi con terminale sporgente il balcone N.B. Non è consentito scaricare a parete con terminale collocato all’interno di un balcone chiuso su 5 lati (vd. fig. 15) al limite il terminale dovrebbe sporgere oltre il balcone con però la computazione delle distanze di cui al paragrafo precedente. Fig. 15: esempio di non corretta evacuazione dei prodotti della combustione all’interno di un balcone chiuso su cinque lati. **) Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate distanze non minori di 500 mm da materiali sensibili all'azione dei prodotti della combustione (ad esempio, gronde e pluviali di materia plastica, elementi sporgenti di legno, ecc.); per distanze minori adottare adeguate schermature nei riguardi di detti materiali. ***) In questi casi i terminali devono essere opportunamente protetti per evitare eventuali contatti diretti con persone. Gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono soggetti a limitazioni per quel che riguarda il posizionamento dei terminali, fatta eccezione per le quote relative alla distanza da una superficie frontale prospiciente (con o senza aperture). Per tali quote si faccia riferimento alla prima colonna del prospetto 4. 25 Prospetto 4 Posizionamento dei terminali di scarico (in una parete diversa di quella di cui si sta valutando la zona di rispetto) per apparecchi a tiraggio forzato in funzione della loro portata termica Posizionamento del terminale Quota Distanze minime (mm) Apparecchi da 4 a 7 kW Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW Da una superficie frontale prospiciente senza aperture I 1500 1800 2000 Da un’apertura frontale prospiciente L 2500 2800 3000 M 1500 1800 2000 N 1700 2000 2200 Da una finestra collocata su superficie laterale Alla luce di quanto sopra, nelle figure seguenti sono rappresentate rispettivamente la zona di rispetto di una finestra collocata su una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico e quella della parete stessa (nel caso non ci fossero aperture). È evidente che la quota I va rispettata anche nel primo caso (al di fuori della zona di rispetto della finestra stessa). Fig. 16: zona di rispetto di una finestra collocata su una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico Fig. 17: zona di rispetto di una parete frontale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico 26 Per maggior chiarezza si presenta anche la vista laterale bidimensionale Fig. 18: zone di rispetto di una parete (contenente un’apertura) frontale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico Nella figura seguente, invece, è rappresentata la zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico. Fig. 19: zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui è posizionato un terminale di scarico 27 2.6. Apparecchi di tipo C 2.6.1. Generalità Per quanto riguarda gli apparecchi di tipo C (eccezion fatta per quelli omologati unicamente C6), i condotti di aspirazione aria e scarico fumi ed i relativi terminali vengono forniti direttamente dal costruttore come facenti parte integrante degli apparecchi. È pertanto il costruttore che garantisce, secondo le norme specifiche, le condizioni di funzionamento e di sicurezza del complesso “apparecchio” - “condotti” - “terminali” di aspirazione aria e scarico fumi. L'apparecchio deve essere installato conformemente alle istruzioni del costruttore, utilizzando condotti di scarico della lunghezza fra la minima e la massima specificate dal costruttore stesso, in particolare per adattarli ai muri che devono attraversare. Nelle istruzioni per l'installazione il costruttore deve fornire precise indicazioni di montaggio per i vari tipi di tubi di scarico e/o allacciamento, dai tubi di lunghezza minima a quelli aventi la lunghezza virtuale più sfavorevole fra tutte le configurazioni ritenute sicure ed efficienti previste per un determinato tipo di apparecchio. Per gli apparecchi certificati unicamente C6 i condotti di scarico fumi e aspirazione aria ed i relativi terminali devono essere metallici, fatta eccezione per i materiali di tenuta, i quali devono essere comunque incombustibili. In particolare tali componenti devono essere realizzati con materiali adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali condense. Esistono apparecchi di tipo C dotati di ventilatore nel circuito di combustione e senza. La classificazione completa degli apparecchi di tipo C è contenuta nella UNI 10642. 28 2.6.2 Collegamento a camini/canne fumarie 2.6.2.1 Condotti di scarico per apparecchi di tipo C (ad esclusione degli apparecchi di tipo C6) I condotti di scarico degli apparecchi di tipo C sono parte integrante dell’apparecchio e forniti dal costruttore dell’apparecchio stesso (conformi alle disposizioni di cui alla norma UNI EN 483). Non è consentito l’utilizzo di condotti non espressamente dichiarati idonei dal costruttore dell’apparecchio; in ogni caso, non è consentito l’utilizzo di pluviali o condotti aggraffati longitudinalmente. Il collegamento a camino/canna fumaria con condotti di scarico deve essere eseguito secondo le istruzioni del costruttore. È, inoltre, necessario che i condotti siano installati rispettando i seguenti requisiti: - essere ispezionabili, facilmente smontabili ed installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche; - non essere installati in locali a rischio incendi, per esempio: rimesse, garage,box; - avere lunghezza equivalente totale compresa tra i valori di lunghezza minima e massima consentita dal costruttore dell'apparecchio al quale sono collegati; 5 - in assenza di diverse indicazioni fornite dal costruttore dell’apparecchio , il condotto deve distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili. 2.6.2.2 Condotti di scarico per apparecchi di tipo C6 I condotti di scarico devono essere conformi alla EN 1856-2 o EN 1856-1 (materiali metallici) e EN 14471 (materiali plastici). Non è consentito l’utilizzo di condotti non espressamente dichiarati idonei dal costruttore dei condotti di scarico. I condotti di apparecchi in configurazione C6, devono essere installati rispettando i seguenti requisiti minimi: - essere ispezionabili, facilmente smontabili ed installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche; - avere l'asse della sezione terminale di imbocco perpendicolare alla parete opposta interna del camino: il condotto di scaricoo deve inoltre essere saldamente fissato a tenuta all'imbocco del camino; - non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali dispositivi fossero già in opera, devono essere rimossi; - distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili; se tale distanza non potesse essere mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al calore, oppure utilizzare prodotti 6 certificati per tale utilizzo ; - ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione; - non essere installati in locali a rischio incendi, per esempio: rimesse, garage,box; - essere a tenuta e realizzati in materiali idonei a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali condense; - essere almeno di classe di pressione P1, se abbinati ad apparecchi dotati di ventilatore nel circuito di combustione; - essere dotati, se non gia presenti sull'apparecchio e limitatamente al caso di caldaie e di caldaie combinate (riscaldamento piu acqua calda sanitaria), di presa di campionamento avente dimensione e caratteristiche 7 conformi alla UNI 10784 . 2.6.3. Scarico diretto a tetto Nel caso di scarico diretto a tetto il condotto di scarico a vista può attraversare solo il locale di installazione ed il locale immediatamente sovrastante; quest’ultimo solo nel caso in cui il locale sovrastante faccia parte della stessa unità immobiliare. Il condotto di scarico deve essere sempre collegato ad un opportuno terminale di scarico a tetto atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. Le quote di sbocco dei terminali di scarico a tetto, riferite alla zona di reflusso, sono indicate dal costruttore dell’apparecchio stesso, o dal costruttore del condotto in caso di apparecchi di tipo C6. Per il posizionamento del terminale di scarico si veda il punto 2.7.4. della presente norma. 5 Il costruttore può indicare una distanza minima da materiale combustibile oppure indicare un metodo per proteggere opportunamente il condotto, nel caso in cui la distanza minima di 500 mm non potesse essere rispettata. 6 Le norme di prodotto applicabili sono: EN 1856-2 e UNI EN 1443 (ed eventuali aggiornamenti) 7 Le procedure per la misurazione in opera del rendimento di combustione dei generatori degli impianti termici degli edifici e la definizione della posizione delle prese di campionamento sono specificate invece dalla UNI 10389. 29 In assenza di specifiche indicazioni da parte del costruttore e in assenza di un progetto, la mutua distanza di due terminali a tetto concentrici (o equiparati a concentrici- vd def. UNI EN 483) e la mutua distanza tra un terminale a tetto concentrico ed un comignolo, deve essere non minore di 60 cm. 2.6.4. Evacuazione diretta in atmosfera esterna (scarico a parete) Gli apparecchi di tipo C possono evacuare i prodotti della combustione direttamente in atmosfera, ove consentito dalla legislazione vigente, tramite un condotto di scarico attraversante le pareti perimetrali dell'edificio o direttamente posizionato all’esterno con l’apparecchio stesso. Il condotto di scarico deve essere sempre collegato ad un opportuno terminale di scarico atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. A titolo esemplificativo si riportano le figure seguenti. fig. 20a fig. 20b Fig. 20 Esempi di scarico a parete: a) di un apparecchio collocato all’interno dell’abitazione b) di un apparecchio collocato all’esterno dell’abitazione L’installazione del condotto di scarico a parete deve essere eseguito: a) secondo le istruzioni del costruttore dell’apparecchio (per apparecchi di tipo C ad esclusione degli apparecchi di tipo C6); b) secondo le istruzioni del costruttore del condotto per apparecchi di tipo C6. In ogni caso, tale condotto deve essere installato soddisfacendo oltre ai requisiti pertinenti già menzionati in 2.5.2, anche i seguenti requisiti minimi: - 2.6.4.1. avere il tratto finale, cui deve essere applicato il terminale di scarico, non a filo della parete esterna dell'edificio, ma sporgente da questa di quanto necessario per l'attacco di detto terminale; essere protetto con guaina metallica nel tratto attraversante i muri: la guaina dovrà essere chiusa nella parte rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno. Inoltre all’interno delle guaine non devono essere presenti giunzioni. Posizionamento dei terminali di scarico Per gli apparecchi di tipo C a tiraggio naturale si faccia riferimento al paragrafo 2.4.2.3. Per gli apparecchi di tipo C a tiraggio forzato si faccia riferimento al paragrafo 2.5.4.1. 30 2.7. Camini/Canne fumarie 2.7.1. Requisiti generali 2.7.1.1. Prescrizioni generali Un camino/canna fumaria per l’evacuazione in atmosfera dei prodotti della combustione in generale deve: - essere resistente alle sollecitazioni meccaniche, quali quelle dovute al peso proprio, ed all’azione del vento nel caso di installazione all’esterno; essere realizzata/o in materiali appartenenti alla classe "0" di reazione al fuoco, adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche; essere impermeabile all’acqua piovana nel caso di installazione all’esterno; avere sezione interna di forma circolare, o quadrata a spigoli arrotondati con raggio non minore di 20 mm (sezioni idraulicamente equivalenti possono essere utilizzate purché il rapporto tra il lato maggiore ed il lato minore del rettangolo, che circoscrive la sezione stessa, non sia comunque maggiore di 1,5); essere privo/a di mezzi meccanici di aspirazione posti alla sommità. Inoltre i camini/canne fumarie devono rispondere ai requisiti di seguito riportati previsti dalla UNI EN 1443 e dalle specifiche norme armonizzate di prodotto, quali UNI EN 1856, EN 1457, EN 14471, EN 1857, EN 1858, EN 12446, EN 13084, EN 13502, . 2.7.1.2. Designazione generale secondo UNI EN 1443 Camino EN 1443 T 140 P1 W 1 Oxx Numero della norma corrispondente Classe di temperatura Classe di Pressione N o P o H Classe di resistenza alla condensa Classe di resistenza alla corrosione Classe di resistenza al fuoco di fuliggine G o O seguito dalla distanza da materiale infiammabile 2.7.1.3. Classe di temperatura La classe di temperatura del camino/canna fumaria deve essere correlata alla temperatura di uscita dei fumi dichiarata dal costruttore dell’apparecchio. Non sono comunque ammesse classi di temperatura inferiori a T140 (ovviamente per i sistemi di evacuazione rientranti nel campo di applicazione della presente sezione di norma, vd. p.to 1.2). Per evitare il pericolo d’incendio, il camino/canna fumaria deve inoltre essere installato ad una distanza dai materiali combustibili o infiammabili non minore di quella certificata dal Fabbricante del camino/canna fumaria. 31 2.7.1.4. Classe di pressione (Tenuta ai fumi) Nella tabella seguente si riporta una schematizzazione delle classi di pressione del sistema fumario richieste in funzione del tipo di apparecchio, della tipologia di funzionamento e dell’ubicazione: Tipologia apparecchio Tipo B senza ventilatore Tipologia CCR Tipo C senza ventilatore Tipo C con ventilatore N1 Interna/esterna Negativa N1 Condotto intubato Interna Negativa N1 Negativa N1 Esterna 8 P2 Interna Negativa P1 Condotto intubato Interna Negativa/Positiva Camino singolo Interna/esterna Negativa N1 Condotto intubato Interna Negativa N1 Esterna Negativa N1 Interna Negativa P1 Interno Negativo P1 Negativa N1 8 P2 Camino singolo Canna collettiva C Classe minima di pressione Camino singolo B Tipo B con ventilatore Sistema fumario Ubicazione sistema Pressione di esercizio fumario Interna/esterna Negativa Camino singolo Condotto intubato Esterno Interna Positiva Positiva Negativa/Positiva 9 9 P1 P1 Tabella 2: modalità di funzionamento di camini/canne fumarie collettive per apparecchi a gas di tipo B e C Fig. 21: Esempi di camini addossati e non addossati 8 In tal caso il camino, previsto per operare in pressione positiva, deve essere non addossato all’edificio (per addossato si intende un camino/canna fumaria in contatto continuo con la struttura perimetrale dell’edificio; vd figura 21). 9 In tal caso il condotto deve essere installato rispettando le prescrizioni di cui alla norma UNI 10845. 32 2.7.1.5. Resistenza ad umido (Impermeabilità) Il camino/canna collettiva ramificata al servizio di apparecchi di tipo B può essere di classe W (resistente all’umidità) oppure di classe D (non resistente all’umidità). Nel caso di camino/canna fumaria collettiva al servizio di apparecchi di tipo C è richiesta la classe W (resistente all’umidità). 2.7.1.6. Resistenza alla Corrosione (Durabilità) Il camino/canna fumaria deve resistere nel tempo alle sollecitazioni meccaniche, al calore, all’azione dei prodotti della combustione e delle loro condense. La classe minima di resistenza alla corrosione che deve avere il camino/canna fumaria è quella indicata nella seguente tabella in funzione del tipo di combustibile utilizzato: Classe minima di Resistenza alla Corrosione (UNI EN 1443) 1 2 Tipo di combustibile gas naturale o GPL; 3 (gas con contenuto di solfuri < 50mg/m ) gas manufatturato o biogas 3 (gas con contenuto di solfuri > 50mg/m ) Tabella 3: classi di resistenza alla corrosione in funzione del tipo di combustibile In Italia i gas normalmente distribuiti ricadono nella classe 1. La classe 2 è una classe di resistenza superiore rispetto alla 1 e quindi ne soddisfa automaticamente i requisiti; analogamente per le classi superiori alla 2. In appendice B si riportano le tabelle di comparazione fra le classi di corrosione indicate dalla norma di designazione generale (UNI EN 1443) e quelle indicate dalle specifiche norme di prodotto relative ai camini (metallici, in refrattario/ceramica, in materiale plastico, in calcestruzzo). 2.7.1.7. Guarnizioni Qualora nei camini/canne fumarie siano inserite guarnizioni, queste dovranno essere conformi alla EN 12241-1. In particolare gli elementi di tenuta, quando previsti, dovranno essere forniti dal costruttore. 33 2.7.2. Caratteristiche di installazione 2.7.2.1 Camini singoli Per il calcolo del dimensionamento e la verifica dei camini singoli (asserviti sia ad apparecchi di tipo B che C) si possono applicare le specifiche norme tecniche UNI 9615 ed UNI EN 13384-1, o altri metodi di calcolo di comprovata efficacia; per il dimensionamento di un camino asservito ad un apparecchio di tipo C si può utilizzare anche la UNI 10641. Nel caso di camini certificati per il solo funzionamento a secco (D), per gli apparecchi che possono funzionare a potenza termica variabile si deve controllare che la temperatura della parete interna allo sbocco del camino, sia maggiore della temperatura di rugiada dei fumi con apparecchio funzionante alla potenza termica minima. I camini singoli devono essere installati rispettando le seguenti indicazioni: avere andamento prevalentemente verticale ed essere privi di qualsiasi strozzatura lungo tutta la loro lunghezza; avere non più di due cambiamenti di direzione con un angolo d’inclinazione non maggiore di 30°. Nel caso di angoli con inclinazione superiore di 30° ma non maggiore di 45° è necessario effettuare una verifica del corretto funzionamento secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme vigenti; avere al di sotto dell’allacciamento dell’apparecchio, (condotto di scarico o canale da fumo) una altezza pari ad almeno 500 mm da utilizzarsi come camera di raccolta; l’accesso a detta camera deve essere garantito mediante un’apertura di ispezione munita di chiusura metallica a tenuta d’aria; le caratteristiche strutturali della camera di raccolta devono essere le stesse del camino. Nel caso di funzionamento ad umido, deve essere inoltre dotata di un dispositivo per il drenaggio delle condense che, comunque, ne garantisca la tenuta. 2.7.2.2 Canne fumarie collettive ramificate (c.c.r.) Negli edifici multipiano, per l'evacuazione a tiraggio naturale dei prodotti della combustione possono essere utilizzate canne collettive ramificate (vedere fig. 22) progettate secondo la UNI 10640 (per i requisiti generali si veda il punto 2.7.1.). Legenda A comignolo o aspiratore statico B altezza minima al di sopra dell’ultimo apparecchio = 3m C condotto secondario D canale da fumo E apparecchio a gas F dispositivo rompitiraggio-antivento G apertura di ventilazione H aria I prodotti della combustione L collettore Fig. 22 – Esempio di canna fumaria collettiva ramificata 11 12 34 Le c.c.r. oltre a rispondere ai requisiti indicati al 2.7.1, devono rispondere anche ai requisiti seguenti: - il canale da fumo, che unisce l'apparecchio utilizzatore alla c.c.r., deve immettersi nel condotto primario al di sopra del termine del secondario. In caso di presenza dell'elemento deviatore esso deve raccordarsi al collettore con un angolo non minore di 135° (vedere fig. 23); Fig. 23 esempi di raccordo al collettore - - la c.c.r. deve avere andamento perfettamente rettilineo e verticale e non deve subire restringimenti o variazioni di sezione (in termini di dimensioni o forma); la c.c.r. deve sempre essere dotata alla sommità di un comignolo, rispondente ai requisiti di cui in 2.7.3 e che, per le sue particolari caratteristiche, funzioni anche da aspiratore statico; l'uso della c.c.r. vieta l'impiego di qualsiasi mezzo ausiliario di aspirazione alla sommità della c.c.r.; l'uso delle c.c.r. consente solo l'allacciamento ai condotti secondari di apparecchi del medesimo tipo, alimentati con il medesimo combustibile e con portate termiche nominali che non differiscono oltre il 30% in meno rispetto alla massima portata termica allacciabile; ad una c.c.r. deve essere collegato un solo apparecchio per piano (fig. 24); tutti condotti secondari devono avere, al di sotto dell'imbocco di ogni canale da fumo, una camera di raccolta di eventuali materiali solidi, avente altezza da 20 a 30 cm (fig. 24). Fig. 24: Canne fumarie collettive ramificate con due immissioni per piano 35 il numero massimo di piani servibili da una c.c.r. deve essere rapportato alla effettiva capacità di evacuazione del collettore principale, il quale, comunque, non deve ricevere più di 5 immissioni provenienti dai relativi condotti secondari; - una singola c.c.r. può servire al massimo uno stabile di 6 piani, con l'ultimo condotto secondario (sempre facente parte della c.c.r.), che si immette direttamente nell'atmosfera tramite lo stesso comignolo (vd. fig. 25b); - nel caso di stabili di notevole altezza dovranno essere installate due o più canne collettive ramificate (vedere fig. 25a); o qualora l’ultimo condotto secondario del sistema corrisponda anche all’ultimo piano dell’edificio servito, questo deve scaricare direttamente nell’atmosfera tramite lo stesso comignolo, senza immettersi nel collettore (primario); - in ogni caso alla base dei condotti secondari che scaricano autonomamente nel comignolo deve essere previsto un sistema di ispezione dotato di sportello; - l'altezza minima al di sopra dell'imbocco del canale da fumo dell'ultimo apparecchio (posto cioè al piano più alto) sino al comignolo deve essere pari a 3 metri; - il condotto secondario della c.c.r. deve avere, per tutti i piani, un'altezza almeno pari a quella di un piano ed entrare nel collettore con un angolo non minore di 135°. Il diametro idraulico del secondario non deve mai essere minore di 12 cm, né maggiore della sezione del primario; - a b c Fig. 25: Esempi di canne fumarie collettive ramificate per edifici con diverso numero piani 2.7.2.3. Canne fumarie collettive Negli edifici multipiano, per l'evacuazione a tiraggio naturale dei prodotti della combustione di apparecchi di tipo C possono essere utilizzate canne fumarie collettive (vedere fig. 26), progettate secondo la UNI 10641, EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia. Le canne collettive, oltre a rispondere ai requisiti generali indicati al 2.7.1, devono rispondere anche ai requisiti seguenti: avere andamento prevalentemente verticale ed essere privi di qualsiasi strozzatura lungo tutta la loro lunghezza; avere non più di due cambiamenti di direzione con un angolo d’inclinazione non maggiore di 30°; avere al di sotto del primo allacciamento all’apparecchio (condotto di scarico o canale da fumo) una altezza pari ad almeno 500 mm da utilizzarsi come camera di raccolta; l’accesso a detta camera deve essere garantito mediante un’apertura di ispezione munita di chiusura metallica a tenuta d’aria; le caratteristiche strutturali della camera di raccolta devono essere le stesse del camino. Nel caso di funzionamento ad umido, deve essere inoltre dotata di un dispositivo per il drenaggio delle condense, che, nel caso di classe di pressione P1, comunque ne garantisca la tenuta; avere sopra il primo allaccio e sopra l’ultimo (entrambi in posizione facilmente accessibile, vd. fig. 26) un foro per il prelievo della pressione e della temperatura dei fumi; 36 Fig. 26: esempio di canna fumaria collettiva Per alcune tipologie le canne collettive consentono anche l’aspirazione dell’aria comburente (canne collettive combinate) come esemplificato nelle figure seguenti. Fig. 27 a: canna fumaria collettiva combinata con condotti coassiali Fig. 27 b: canne fumaria collettiva combinata con condotti adiacenti Fig. 27 c: canne fumaria collettiva combinata con condotti separati 37 38 2.7.3. Comignoli Per comignolo si intende il dispositivo installato alla sommità di un camino/canna fumaria atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione. In particolare esso deve soddisfare ai seguenti requisiti: - avere sezione utile di uscita non minore del doppio di quella del camino/canna fumaria sul quale è inserito; essere conformato in modo da impedire la penetrazione nel camino/canna fumaria della pioggia e della neve; essere costruito in modo che, anche in caso di venti di ogni direzione ed inclinazione, venga comunque assicurata l’evacuazione dei prodotti della combustione. Tali requisiti si ritengono soddisfatti nel caso di utilizzo di prodotti conformi alle direttive europee. Qualora il comignolo non sia previsto, il camino/canna fumaria/condotto intubato deve essere dichiarato idoneo al funzionamento ad umido (W). Deve inoltre disporre di un elemento di ispezione posto alla base e di un sistema di scarico dei liquidi. 39 2.7.4. Quota di sbocco dei prodotti della combustione La quota di sbocco per i sistemi fumari in depressione deve essere al di fuori della cosiddetta zona di reflusso, al fine di evitare la formazione di contropressioni che impediscano la libera evacuazione in atmosfera dei prodotti della combustione. Rientrano in questo caso i sistemi per intubamento privi di terminali di scarico, sia in pressione positiva che negativa. Le quote di sbocco dei terminali di scarico a tetto per apparecchi di tipo C (ad esclusione degli apparecchi C6) sono indicate dal costruttore dell’apparecchio stesso. Se il terminale è asservito ad apparecchio di tipo C6 o è posto a coronamento di un condotto per intubamento bisogna rispettare le quote indicate ai punti 2.7.4.1 e 2.7.4.2. 14 2.7.4.1 Posizionamento del comignolo/terminale di scarico su edifici dotati di tetti in pendenza La quota di sbocco del comignolo/terminale di scarico deve trovarsi al di fuori delle zone di rispetto indicate in figura 28 e quotate con il prospetto 5. a ß 90° c Fig. 28: zona di rispetto per il posizionamento di comignoli/terminali di scarico Prospetto 5: Quota di sbocco sopra il tetto in pendenza (β > 10°) Simbolo Descrizione Sistema fumario operante con Pressione Negativa c a 14 Distanza misurata a 90° dalla superficie del tetto [mm] Altezza sopra il colmo del tetto [mm] Area di rispetto Sistema fumario operante con Pressione Positiva Cappe Aspiranti 1300 500 500 500 500 500 Sono considerati tetti in pendenza quelli dotati di inclinazione della falda maggiore di 10° sessagesimali 40 2.7.4.1.1 Posizionamento del comignolo/terminale di scarico rispetto ad abbaini e lucernari apribili situati su edifici dotati di tetti in pendenza . Si tratta di prescrizioni aggiuntive rispetto a quanto già indicato al p.to 2.7.4.1. Lo sbocco del comignolo/terminale di scarico deve trovarsi al di fuori delle zone di rispetto indicate in fig. 29 e quotate nel prospetto 6. abbaino lucernario A A C C B d C L D Fig. 29: zona di rispetto per il posizionamento comignoli/terminali di scarico su tetti in pendenza dotati abbaini e lucernari apribili. Prospetto 6 – Quota di sbocco in prossimità di aperture/abbaini. Simbolo Descrizione A ABBAINO B L C LUCERNARIO D d distanza laterale da abbaino altezza sopra il colmo della struttura dell’abbaino distanza frontale da abbaino distanza dal filo superiore o laterale di aperture o finestre distanza dal filo inferiore di aperture o finestre altezza sopra apertura o finestre Zone di rispetto [mm] Sistema fumario Sistema fumario operante con operante con Pressione Negativa Pressione Positiva 1500 600 Cappe Aspiranti 600 1000 600 600 3000 2500 2500 1000 600 600 3000 2500 2500 1000 1000 1000 41 2.7.4.2 Posizionamento del comignolo/terminale di scarico su edifici dotati di tetti piani Nel caso di edifici dotati di tetti piani il comignolo/terminale di scarico deve essere posizionato rispettando determinate quote di sbocco in funzione della distanza da ostacoli o volumi tecnici (distanza che varia a seconda delle condizioni di pressione all’interno del sistema fumario e della presenza o meno di aperture). 2.7.4.2.1 Ostacolo/volume tecnico/edificio privo di aperture Nel caso in cui su tetto piano vi siano degli ostacoli/volumi tecnici/edifici privi di aperture, per il posizionamento di comignoli/terminali bisognerà rispettare le distanze di cui al prospetto 7 e le quote di sbocco di cui al prospetto 8 A2 Z B X X Fig. 30 quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edificio privo di aperture Il prospetto 7 riassume quanto rappresentato nella figura 30. Prospetto 7: quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dall’ostacolo privo di aperture Pressione negativa Pressione positiva Distanza [mm] Quota di sbocco Distanza [mm] Quota di sbocco Z + A2 Z + A2 X ≤ 2000 X ≤ 1200 X > 2000 B X > 1200 B Con il simbolo Z si intende l’altezza (mm) dell’ostacolo o vano tecnico, in merito alle quote A2 e B si veda il prospetto 8. Prospetto 8: indicazione quote di sbocco Simbolo Descrizione A2 B Altezza sopra la falda virtuale tesa tra i tetti di edifici od ostacoli o vani tecnici adiacenti in assenza di aperture/finestre. Altezza sopra tetti piani o parapetti chiusi Distanze da rispettare [mm] Pressione negativa Pressione positiva Cappe Aspiranti ≥ 500 ≥ 500 ≥ 500 ≥ 1000 ≥ 500 ≥ 500 42 2.7.4.2.2 Ostacolo/volume tecnico/edificio dotato di aperture Nel caso in cui su tetto piano vi siano degli ostacoli/volumi tecnici/edifici dotati di aperture (quali ad esempio finestre, portefinestre, aperture di ventilazione o aerazione, bocche di presa di impianti di trattamento aria), per il posizionamento di comignoli/terminali bisognerà rispettare le distanze di cui al prospetto 9 e le quote di sbocco di cui al prospetto 8. A2 Z J B X X X Fig. 31 quota di sbocco di un tetto piano in presenza di ostacolo o edifico con aperture Prospetto 9: quote di sbocco in funzione della distanza del terminale dall’ostacolo dotato di aperture Pressione negativa Pressione positiva Distanza [mm] Quota di sbocco Distanza [mm] Quota di sbocco Z + A2 Z + A2 X ≤ 3000 X ≤ 2500 J J 3000 < X ≤ 5000 2500 < X ≤ 4000 X > 5000 B X > 4000 B In caso di presenza di balcone o terrazza (invece che di semplice finestra), la quota X va computata a partire dalla balaustra (chiusa o aperta che sia) e non dalla parete dell’edificio. 43 2.8. Evacuazione dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio naturale o muniti di ventilatore entro spazi chiusi a cielo libero. In alternativa allo scarico in camino/canna fumaria, negli spazi chiusi a cielo libero (pozzi di ventilazione, cavedii) chiusi su tutti i lati, è consentito l’evacuazione diretta (scarico a parete) dei prodotti della combustione di apparecchi a gas a tiraggio naturale o muniti di ventilatore e portata termica oltre 4 kW e fino a 35 kW, purché vengano rispettate le condizioni seguenti: a) il lato minore in pianta deve essere di lunghezze maggiore o uguale a 3,5 m; b) il numero di colonne di terminali di scarico K che è possibile installare (intendendo per colonna una serie di terminali sovrapposti, contenuti entro una fascia verticale di 0,6 m di larghezza) deve essere minore od 2 uguale al rapporto fra la superficie in pianta dello spazio a cielo libero, in m , e l'altezza in metri, della parete più bassa delimitante detto spazio; c) sulla stessa verticale non devono coesistere scarichi di impianti termici e prese d'aria di impianti di condizionamento ambienti. Negli spazi a cielo libero adibiti ad uso esclusivo di impianti di ventilazione forzata o condizionamento dell'aria, è fatto assoluto divieto di installare terminali di scarico a tiraggio naturale o forzato di qualunque tipo di apparecchio a gas, in quanto tecnicamente incompatibili fra loro. Esempio: Spazio a cielo libero delimitato da 4 stabili di 7 piani (di altezza totale pari a h = 24 m) e dell'area di: A = 3,5 x 8 = 28 m 2 In base alle condizioni precisate in precedenza si ha: – condizioni a) e c) – condizioni b) rispettate K = A/h = 28/24 = 1,16 Pertanto nello spazio a cielo libero con area pari a quella sopraindicata ed altezza di 7 piani potrà essere installata una sola colonna di terminali [vedere fig. 32 a)], e quindi solo 7 apparecchi con scarico all'esterno, ciascuno di portata termica non maggiore di quanto indicato nelle norme. Affinché sia possibile l'installazione di una seconda colonna di terminali (K = 2) si deve avere: 1) per h = 24 m: 2 A = h x K = 24 x 2 = 48 m [vedere fig. 32 b)] 2 2) per A = 28 m : h = A/K = 28 : 2 = 14 m (4 piani) Fig. 32 – Colonne di terminali – Esempi 44 Se le condizioni di cui sopra non possono essere rispettate è consentito solo lo scarico in camino/canna fumaria. APPENDICE A SCHEMI ESEMPLIFICATIVI DI INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DI COTTURA SECONDO I VARI TIPI DI SCARICO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE (normativa) 45 APPENDICE B (normativa) CLASSI DI RESISTENZA ALLA CORROSIONE PER CAMINI/CANNE FUMARIE Camini metallici (EN 1856-1) I camini metallici si ritengono resistenti alla corrosione ai sensi della EN 1856-1 se: - hanno superato i test di resistenza alla corrosione previsti dalla suddetta norma e quindi classificati come V1, V2 oppure V3. Nella seguente tabella si riporta una correlazione tra le classi di corrosione previste dalla norma EN 1443 e quelle previste dalle EN 1856-1: Classe di resistenza corrosione EN 1443 alla Classe di resistenza alla condensa Classe di resistenza alla corrosione a seguito del test (EN 1856-1) V1 V2 V3 1 Apparecchio tipo B/C 2 D (secco) W (umido) • • • • • D (secco) W (umido) • • • Tabella 4: correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e quelle di cui alla EN 1856-1 (per camini metallici) - oppure se, pur non essendo stati sottoposti ai suddetti test, sono realizzati con i materiali (e relativi spessori minimi) elencati nella seguente tabella, in cui si riporta anche una correlazione rispetto alle classi di resistenza alla corrosione secondo EN 1443: Classe di resistenza alla corrosione EN 1443 Classe di resistenza alla condensa Materiale Qualità Sigla e Spessore materiale EN AW 1200A L 11150 316L L 50060 316L L 50100 904L L 70060 1 Apparecchio tipo B/C 2 D (secco) W (umido) D (secco) W (umido) • • • • • • • • • • • • • Tabella 5: correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443 e caratteristiche materiale (tipologia materiale, sigla, spessore) di camini metallici In questo secondo caso, ai sensi della EN 1856-1 tali camini/canne fumarie sono classificati Vm. Note: - Per l'acciaio 316L si considera equivalente anche l'acciaio 316Ti; - Le giunzioni degli elementi del camino/canna fumaria devono essere effettuate tramite saldature di testa; - In caso di impiego a secco (D) è necessario un isolamento di almeno 25mm 46 Camini in refrattario/ceramica (EN 1457) I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in refrattario/ceramica devono essere sottoposti sempre a test specifico di resistenza alla corrosione, secondo la EN 1457. di seguito si riporta la correlazione tra classi di resistenza alla corrosione secondo UNI EN 1443 e EN 1457. Apparecchio tipo B/C Classe di resistenza corrosione EN 1443 alla Classe di resistenza alla condensa Perdita di massa fumi (EN 1457) 5% 2% 1 2 D (secco) W (umido) D (secco) W (umido) • • • • • • Tabella 6: correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443, le classi di resistenza alla condensa e la perdita di massa fumi (per camini in refrattario/ceramica) Camini in plastica (prEN 14471) I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in plastica devono essere sempre sottoposti a specifico test di resistenza a corrosione secondo la prEN 14471. La tabella seguente riporta la correlazione tra classi di resistenza alla corrosione secondo UNI EN 1443 e prEN 14471. Classe di resistenza corrosione EN 1443 Classe di resistenza alla condensa Concentrazione solfati nei fumi (prEN 14471) ≤ 200 mg/l ≤ 400 mg/l alla 1 Apparecchio tipo B/C 2 D (secco) W (umido) D (secco) W (umido) • • • • • • Tabella 7: correlazione tra le classi di resistenza alla corrosione di cui alla UNI EN 1443, le classi di resistenza alla condensa e la concentrazione dei solfati nei fumi (per camini in materiale plastico). Camini in calcestruzzo (EN 1857) I camini/canne fumarie con parete a contatto dei fumi in calcestruzzo devono essere sempre testati alla resistenza alla corrosione, secondo quanto stabilito dalla EN 1857. In ogni caso possono essere utilizzati solo per funzionamento a secco D. 47 APPENDICE C (informativa) BIBLIOGRAFIA C.1 Relativamente ai camini si segnala l’esistenza delle seguenti norme e progetti di norma attualmente allo studio. EN 1859 Chimneys – Metal chimneys – Test methods EN 12391-1 Chimneys – Execution standard for metal chimneys – Part 1: Chimneys for non roomsealed heating appliances prEN 13063 Chimneys – System chimneys with clay/ceramic flue liners prEN 13069 Chimneys – Clay/ceramic outer walls for system chimneys EN 13216-1 Chimneys – Test methods for system chimneys – part 1: general test methods prEN 13359 Camini – Componenti di camini – Intubamento con conglomerato cementizio gettato in situ EN 13502 Chimneys – Requirements and test methods for clay/ceramic flue terminals C.2 Relativamente ai tubi guaina rigidi o pieghevoli di materiale plastico non propagante la fiamma, si segnala l’esistenza della seguente norma:. CEN EN 50086 C.3 Sistemi di tubi e accessori per installazione elettriche Al dicembre 2005 era in inchiesta pubblica il progetto CIG-CTI E01.51.916.0 circa la scelta dei sistemi fumari metallici in relazione alla tipologia di impianto da servire. (vd. p.to 2.7) 48