CINEFORUM F.I.C.
e MOVIEPIU’ presentano
1° RASSEGNA 22° EDIZIONE 2015-2016
Proiezioni presso la Multisala Movie planet
BELLINZAGO NOVARESE
Viale della libertà 231
Inizio delle proiezioni alle ore 21,15
1
Ciao a tutti e tutte il primo ottobre inizierà la 22sima edizione del cineforum e la 6a presso la
multisala Movieplanet. Apriamo con “Diamante nero” il cui titolo originale è “Bande de filles”
della regista Celine Sciamma, lo abbiamo visto al Bergamo film meeting, in una proiezione dedicata
alle scuole con studenti del liceo artistico ai quali - come a noi - è piaciuto molto. Eravamo contenti
ma non speravamo che avesse una distribuzione invece eccola, così rispettosa che ha scelto di non
doppiarlo perché le ragazze di colore parlano lo slang delle banlieues di Parigi, una lingua
difficilmente doppiabile, quindi meglio i sottotitoli.. Vedrete che vi conquisterà.
Il secondo film è una commedia, vi confessiamo il nostro accanimento nella ricerca di questo
genere cinematografico e siamo riusciti ad inserirne 5 su 10 titoli, anche se alcune di queste hanno
un sapore sarcastico senza happy end. “E’ arrivata mia figlia” della regista Anna Muilaert è una
storia brasiliana che narra come una giovane figlia riesca a scardinare i ruoli consolidati con cui la
classe borghese approfitta di badanti, tate, o donne di servizio agendo una superiorità quasi di casta.
La nuova generazione aiuterà la precedente ad aprire gli occhi.
Il terzo film, ancora in lingua originale inglese, è “Eisenstein… in Messico” e narra la fantastica
vicenda di uno dei più grandi registi della storia del cinema, autore di “La corazzata Poteomkin,
Sciopero, Ottobre” ed altri capolavori: nel 1930, trentenne e famoso, su presentazione di Charlie
Chaplin va in Messico, dove gira “Que viva Mexico” mai montato e proiettato nelle sale ( ne esiste
una versione montata postuma al MOMA) . Greenaway racconta che in 10 giorni , complici la
cultura latina e ancestrale ed un assistente molto particolare, il regista libera la sua omosessualità,
vietata e repressa in Russia. Sarà una effervescente liberazione che Peter Greenaway ben riesce a
rappresentare con un caleidoscopio di immagini cubiste e barocche senza soluzione di continuità.
Altra opera a regia femminile è invece quella della iraniana Nima Javidi che con “Melbourne”
ripercorre, in chiave di giallo, le tracce del bellissimo film del suo collega iraniano Farhadi, già
Premio Oscar con “ Una separazione” e ci regala con lo stesso interprete maschile una profonda
interpretazione attoriale.. Ed eccoci arrivati alle commedie sarcastiche sopra citate. Prima “Storie
pazzesche” del regista argentino Damian Szifroin, prodotto dal grande Almodovar, che crede in
questo regista anche se il suo taglio narrativo non è passionale e leggero ma grottescamente amaro,
sarcastico e a volte spietato. Segue lo spagnolo Alex de Iglesia con il suo lavoro “Le streghe son
tornate” ambientato in un paese basco già teatro di storie di stregoneria. Il regista calca la mano,
senza però cadere nella misoginia, dipingendo tutte le donne come streghe, ma per parità di genere
non risparmia toni altrettanto crudeli e spietati per gli uomini protagonisti della storia. Puro
intrattenimento cinematografico. Eccoci arrivati al 4° film a regia femminile: “Vergine giurata “ di
Laura Bispuri che sceglie l’attrice italiana più richiesta, Alba Rohrwacher, per interpretare una
storia arcaica, ambientata in Albania, e raccontarci il percorso di Hana, una giovane orfana adottata
da una famiglia di pastori: dopo aver sacrificato la sua femminilità per onorare il patrigno, privo di
figli maschi, inizia un percorso di riscoperta di se stessa, aiutata dalla sorella emancipata che
soffriva per la dura condizione autoimpostasi da Hana. Segue una commedia dal sapore locale,
ambientata in Piemonte anche se il titolo è inglese: “The repairman” primo lungometraggio di
Paolo Mitton, un umorismo pacato fatto di situazioni comiche e un messaggio etico in un mondo
sprecone che butta via tutto. Torniamo alla cinematografia internazionale con un altro bel film
israeliano che denuncia l’ottusità di leggi e regole della tradizione ebraica, di cui gli uomini, laici e
religiosi, fanno uso per esercitare il loro potere e controllo sul genere femminile. “Viviane” , opera
della regista Ronite e del marito Shlomi Elkabetz, racconta con lucida freddezza le difficoltà di una
donna che vuole divorziare dal marito, essendo la pratica affidata a dei rabbini e non a funzionari
comunali. E’ un film che ci trasmetterà impazienza e rabbia, ma ci darà anche momenti di grande
umorismo e complicità con i rari magnifici sorrisi della protagonista nonché regista del film. La
conclusione della prima delle tre rassegne (32 titoli in totale) , che lascia spazio ai film del periodo
natalizio che invaderanno le sale, la dedichiamo in data 3 dicembre alla celebrazione dei diritti
umani. Ambientato in Etiopia nel 1996, il film “Difret” (che significa coraggio) del regista
Zeresenay Erhane Mehari racconta di Hirut, una ragazzina 14 enne, sequestrata per essere data in
sposa. Riesce a fuggire uccidendo i sequestratori e si difenderà poi assistita da una associazione
femminile di avvocate contro le leggi dello stato e quelle tribali, ennesima testimone della lotta per
l’emancipazione femminile. Il film, già premiato dal pubblico nei festival Sundance, Berlino,
Amsterdam e Montreal, ora aspetta il vostro giudizio. Buona visione Paolo Rizzi
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Giovedì 1 ottobre 2015
DIAMANTE NERO Céline Sciamma.
Con Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay
Karamoh, Mariétou Touré, Idrissa Diabate. Titolo
originale Bande de filles. durata 112 min
Dopo l'interessantissimo Tomboy Celine Sciamma torna ad
affrontare il tema della ricerca di una propria via nel mondo
e di un'identità in quel periodo della vita sempre più difficile
che risponde al nome di adolescenza. Lo fa attraverso una
banda di ragazze di colore evitando però tutte le scorciatoie
e gli stereotipi che il cosiddetto cinema di banlieue ha
disseminato sullo schermo nel corso degli anni. Suddivide la
narrazione in capitoli, utilizza di preferenza carrelli, piani
sequenza o camera fissa sfuggendo anche qui alla
tentazione della camera a mano nelle sue varie declinazioni.
Riesce così a offrire un ritratto sincero e non retorico dei
sogni, delle aspettative, dei bisogni e degli errori da
commettere che un'adolescente percepisce in modo tanto confuso quanto pressante. Con in più la
presenza di un gruppo al femminile di cui vengono tratteggiate con grande sensibilità le diverse
componenti tenendo però sempre al centro la necessità di mostrare come la fragilità di ognuna
trovi una compensazione nelle altre. Marieme cerca, cerca con fatica e proprio per questo dovrà
lottare e soffrire con la dignità e la forza della donna che sta crescendo in lei.
Giovedì 8 ottobre 2015
E' ARRIVATA MIA FIGLIA
Con Regina
Case, Michel
Márdila, Karine
Teles, Lourenço
Albergaria Drammatico,
durata
Brasile 2015. - Bim
di Anna Muylaert.
Joelsas, Camila
Mutarelli. Helena
114
min.
-
Val lavora come bambinaia amorevole a San Paolo, mentre
la figlia Jessica è cresciuta da alcuni parenti nel Nord del
Brasile. Jessica arriva in visita 13 anni dopo. A che ora
torna?" si chiede il titolo originale e a pronunciare la fatidica
domanda, che tradisce l'attesa e l'affetto, è Fabinho, il
signorino di ceto superiore, che interroga la domestica sul
rientro della madre, ma è anche la figlia della domestica, in
una catena di ritardi e deleghe che è il vero e proprio
fenomeno sociale (non solo brasiliano) contro il quale punta
il dito il film della Muylaert. Donne che assumono bambinaie
per crescere i propri figli al loro posto, mentre le stesse
bambinaie sono costrette a far crescere i propri figli a
qualcun altro e così via, in un circolo che mescola vizio e necessità e fa sì che a farne le spese
siano democraticamente i figli di tutti e la loro educazione sentimentale. In termini cinematografici,
Jessica è portatrice di un altro sguardo e di un altro uso del corpo nello spazio. Il suo avvento non
ha la forza sovvertitrice del misterioso ospite del teorema pasoliniano, il film non ha certo le stesse
ambizioni poetiche, ma destruttura comunque, gesto dopo gesto, stanza dopo stanza, un codice
separatista che si basa sul patto tra chi pretende e chi lascia che ciò avvenga.
3
Giovedì 15 ottobre 2015
EISENSTEIN IN MESSICO
di Peter
Greenaway. Con Elmer Bäck, Luis Alberti, Maya
Zapata, Rasmus Slätis, Jakob Öhrman. Lisa Owen, Stelio
Savante durata 105 min. - Messico, Finlandia, Belgio,
Francia, Paesi Bassi 2014. - Teodora
1931 Sergey Eisenstein jr si trova al vertice della sua
carriera artistica. Decide di recarsi in Messico dove
girerà Que Viva Mexico! con cui intende celebrare la
rivoluzione del 1911 che sente come la più vicina a quella
russa. Da poco respinto dal cinema hollywoodiano e con il
regime sovietico che vorrebbe un suo rapido rientro in
patria, Eisenstein raggiunge la città di Guanajuato. A fargli
da accompagnatore è Palomino Cañedo grazie al quale
scoprirà molte cose sul Messico ma anche su se stesso e
sulla propria sessualità. Saranno dieci giorni che
cambieranno
per
sempre
la
sua
vita.
Uno stralcio da una lunga dichiarazione d'amore del regista
britannico per il collega sovietico, associazioni tra passato,
presente e futuro, vecchio e nuovo, entrambi i lati del muro - come il Cubismo - che tanto influenzò
l'avanguardia contemporanea russa nella pittura".
In quei dieci giorni messicani Eisenstein imparerà tutto ciò mentre sta impressionando chilometri di
pellicola per un film che non vedrà mai la luce di un proiettore. Così come il suo essere gay,
mascherato con due matrimoni mai consumati, in una Russia che (allora come oggi con
ordinamenti politici mutati) fa dell'omofobia una sua bandiera.
Giovedì 22 ottobre 2015
MELBOURNE
di
Nima Javidi.
Con Peyman Moaadi, Negar Javaherian, Mani
Haghighi, Shirin Yazdanbakhsh, Elham Korda. Roshanak
Gerami, Alireza Ostadi durata 93 min. - Iran 2014. Microcinema
Amir e Sara sono una giovane coppia in procinto di lasciare
l'Iran per la lontana Australia, per ragioni di studio. Il film
entra in casa loro mentre inscatolano le ultime cose e si
danno appuntamento con i parenti più stretti per i saluti
all'aeroporto. È tutto pronto, il futuro è alle porte. Occorre
solo che un vicino di casa passi a riprendere la sua bambina
di pochi mesi, che la babysitter ha lasciato in custodia a
Sara. Ma qualcosa non va.
La commedia si tinge di nero, fa leva sulla nostra angoscia
sotterranea. La tenuta del thriller è un perfetto mosaico di attori
(Negar Javaherian e il bravissimo Peyman Moaadi del film di
Farhadi “Una separazione”) al servizio della menzognera verità
della storia , dove un crudele gioco del destino sotterra a
valanga anni d’amore, proponendo infine di non credere più a
nulla se non al valore del caos e alla magia della menzogna.
L'opera prima di Nima Javidi, estremamente ben architettata negli snodi narrativi e nella tempistica
dell'andirivieni teatrale delle figure coinvolte, manca però del terzo sguardo che nel film di Farhadi
era incarnato dalla figlia della coppia.
4
Giovedì 29 ottobre 2015
STORIE PAZZESCHE di Damián Szifron.
Con Ricardo Darín, Oscar Martínez, Leonardo
Sbaraglia, Erica Rivas, Rita Cortese. Julieta
Zylberberg, Darío Grandinetti, Nancy Dupláa, María
Onetto, Osmar Núñez durata 122 min. - Argentina,
Spagna 2014. - Lucky Red
Storie pazzesche è un buon esempio del nuovo cinema
argentino e riflette sui mostri della modernità lasciandosi
dietro un retrogusto amaro. L'imprinting della commedia
all'italiana è fortissimo, ma rispetto ai film comici a episodi
prodotti in Italia in tempi recenti Storie pazzesche rimane
saldamente agganciato alla realtà del paese che racconta, e
tanto i dialoghi quanto le svolte narrative mantengono un
occhio alla contemporaneità e un orecchio al vero modo di
esprimersi della gente. Lo stile di regia dell'episodio sul
matrimonio sembra ispirarsi a Reality di Matteo Garrone, la
violenza in chiave satirica piacerebbe invece a Tarantino, e certe volgarità alla nuova commedia
yankee del filone Una notte da leoni. L'accento è sulla violenza e la brutalità ferina dei personaggi,
ma anche sul potere di compressione di una società basata sulla sopraffazione e sulla disparità
economica. Prodotto da Pedro Almodovar, colora di ironia e di spunti polemici ogni situazione, e il
cast riunisce il meglio del talento argentino attuale.
Giovedì 5 novembre 2015
LE STREGHE SON TORNATE di Alex De
la Iglesia Con Carmen Maura, Hugo Silva, Mario
Casas, Carolina Bang, Terele Pavez. Gabriel
Delgado, Jaime Ordóñez, Secun de la
Rosa, Macarena Gómez, Javier Botet,Santiago
Segura, Carlos Areces Commedia, durata 112 min. Spagna 2013. - Officine Ubu
Iosè non è mai stato un gran lavoratore e da quando la
moglie lo ha lasciato può vedere solo ogni tanto il figlio
piccolo, così decide di portarlo con sè in una rapina al
termine della quale, dopo un lungo inseguimento in auto, i
due assieme al complice, l'autista del taxi che hanno
sequestrato e un ostaggio finiranno in un paese di streghe
nel
tentativo
di
espatriare
in
Francia.
Zugarramurdi è un luogo esistente, un paese della regione
basca noto per uno dei più clamorosi casi di "stregoneria"
registrati e aspramente repressi da parte dell'Inquisizione
spagnola, in cui Alex de la Iglesia si diverte ad ambientare il
suo film di streghe, Scritto assieme al solito straordinario Jorge Guerricaechevarria Las brujas de
Zugarramurdi non fa mai mistero di usare le streghe per parlare di donne con il tono iperbolico,
cattivo e spietato che il regista applica a qualsiasi argomento e dalle cui esagerazioni riesce ad
estrarre le più oneste verità. Le donne sono streghe, tutte. Lo sono quelle vere, che nel film
irretiscono i protagonisti e pianificano l'annichilimento del maschio, ma lo sono anche quelle che
non hanno alcun potere magico, come si intuisce dalla maniera in cui i protagonisti parlano di loro.
Usando infatti come un'arma il terrore degli uomini nei confronti di fidanzate e mogli, de la Iglesia e
Guerricaechevarria si tengono in un miracoloso equilibrio, capace di condannare e scherzare
pesantemente su entrambi i sessi (tanto vili e scemi gli uomini quanto oppressive le donne), di
fatto evitando la trappola della misoginia.
5
Giovedì 12 novembre 2015
VERGINE GIURATA
di Laura
Bispuri.
Con Alba
Rohrwacher, Flonja
Kodheli, Lars
Eidinger, Luan Jaha, Bruno Shllaku. Ilire Celaj, Drenica
Selimaj, Dajana Selimaj, Emily Ferratello durata 90
min. - Italia, Albania, 2015. - Cinecittà Luce
Hana orfana albanese viene accolta in casa da Gjergi, un
montanaro con moglie e una figlia più o meno dell'età della
ragazza, Lila. Ma la cultura arcaica che abita quelle regioni,
seguendo il severo codice del Kanun, mortifica e reprime il
femminile, e Hana si ritrova a compiere una scelta drastica:
diventare una vergine giurata, ovvero giurare verginità
eterna e assumere un'identità maschile. Da quel momento
sarà Mark e condurrà la sua vita come un uomo, ovvero con
maggiore autodeterminazione, ma al prezzo di un rifiuto
radicale della propria femminilità. Molti anni dopo Mark si
reca in Italia, dove ritrova Lila. Nessuno sa il perché della
sua venuta, ma a poco a poco, in contatto con una cultura
più aperta, Mark ritroverà in sé le tracce di Hana.
Ma l'appeal carnale delle immagini ricorda soprattutto
l'opera di Lucrecia Martel, la regista argentina che ha raccontato la femminilità, soprattutto
adolescente, in modo magistrale in La ciénaga e La niña santa (dove l'acqua assumeva la stessa
valenza amniotica che ha in Vergine giurata). Entrambe le registe maneggiano con disinvoltura gli
elementi naturali, e non hanno paura di ciò che può apparire osceno o imbarazzante. Attraverso di
loro, la conoscenza del corpo e dell'animo femminile si fa forma filmica, e accende un altro
riflettore su una realtà diversa (sommersa?) ancora poco vista al cinema.
Giovedì 19 novembre 2015
THE REPAIRMAN
di Paolo Mitton.
Con Daniele Savoca, Hannah Croft, Paolo
Giangrasso, Fabio Marchisio, Irene Ivaldi. Francesca
Porrini, Elena Griseri, Alessandro Federico, Lorenzo
Bartoli, Beppe Rosso,Anna Bonasso durata 89 min. Italia 2013. - Cineama
Nella provincia piemontese Scanio Libertetti ripara
macchine del caffè da bar. Lavora da casa per conto di un
padrone che lo sfrutta e la sua endemica lentezza non
migliora le cose, l'unico parente che gli sta vicino sembra
essere un zio panettiere con aiutante mezzo scemo.
Attraverso i suoi amici, molto più integrati di lui nella
società, entra in contatto con una ragazza inglese con cui
inizia un rapporto sentimentale. Tuttavia sembra che ciò
che sia dritto per Scanio risulti storto agli altri.
C'era bisogno di un personaggio come Scanio Libertetti nel
panorama del cinema nazionale e non per l'intrinseco
luddismo di cui si fa portatore indolente ma per la
potenzialità remissivamente distruttiva della sua sola presenza. Paolo Mitton arriva al suo primo
lungometraggio dopo alcuni corti e diversi anni di lavoro negli effetti speciali di grandi film
statunitensi e la sua prospettiva su un racconto, fortemente radicato sul territorio piemontese in cui
è ambientato, è una boccata d'aria fresca. The repairman la afferra con un umorismo avvincente e
giocato su un complesso e coinvolgente avvicendarsi di situazioni più che sulle singole battute.
Non è un capolavoro, non punta troppo in alto, ma disegna una società in una maniera che (un
po') non conoscevamo. Senza dubbio uno dei più interessanti esordi italiani degli ultimi anni.
6
Giovedì 26 novembre 2015
VIVIANE
di Ronite e Shlomi Elkabetz, .
Con Ronit Elkabetz, Menashe Noy, Simon
Abkarian, Sasson Gabai, Eli Gornstein. Gabi
Amrani, Rami Danon, Roberto Polak, Dalia
Beger, Albert Iluz,Shmil Ben Ari, Abraham
Celektar, Evelin Hagoel, durata 115 min. - Israele,
Francia, Germania 2014. – Parthenos
Nel tribunale religioso di una località israeliana non
specificata si esamina la richiesta di divorzio di Viviane
Amsalem, che da tre anni ha lasciato il domicilio coniugale
per incompatibilità col marito Elisha e risiede nel frattempo
presso parenti. Per la legge israeliana, Viviane è
un'emarginata sociale in libertà vigilata: non può avere
nuove
relazioni
né
una
nuova
famiglia.
Terzo capitolo di una trilogia Viviane parte dallo stesso
assunto
di
Una
separazione dell'iraniano Asghar
Farhadi ma si afferma come dramma legale puro. I toni
oscillano per lo più tra tragico e paradossale, ma c'è spazio
anche per una strepitosa parentesi comica femminile. Ricostruzione esemplare di un'anomalia del
diritto di famiglia israeliano, che ancora oggi discrimina la donna rispetto all'uomo, per dirla con i
suoi autori, Viviane è anche «una metafora della condizione delle donne in generale che si
considerano "imprigionate dalla legge"».Non da ultimo è ritratto femminile di rara forza, con una
protagonista che riaggiorna il mito di Antigone opponendo una ferma, pazientissima resistenza a
una norma inattuale.
Giovedì 3 dicembre 2015
DIFRET
di Zeresenay Berhane Mehari.
Con Meron Getnet, Tizita Hagere, Haregewoin
Assefa, Shetaye Abreha, Mekonen Laeake. Meaza
Tekle Drammatico, , durata 99 min. - Etiopia,
USA 2014. - Satine Film
1996 in Etiopia in un villaggio nell'area di Addis Abeba la
quattordicenne Hirut viene rapita e violentata da colui che la
pretende come sposa nonostante l'opposizione dei genitori
di lei. La ragazzina riesce a fuggire impossessandosi di un
fucile e uccidendo il suo sequestratore come auto difesa.
Tutto però è contro di lei, sia la legge dello stato sia le
regole ancestrali delle comunità rurali. Solo Meaza
Ashenafi, avvocato e leader dell'associazione Andenet (uno
studio legale al femminile che assiste gratuitamente donne)
decide di assisterla. La battaglia contro i pregiudizi non sarà
facile né indolore. "Difret" in etiope significa avere coraggio,
osare. Il titolo rappresenta con efficacia il senso della
vicenda
anche
sul
piano
produttivo.
Nella vicenda di Hirut si intrecciano le due tensioni che
attraversano, seppur con caratteristiche diverse, più di un Paese del continente africano. Da un
lato la progressiva emancipazione delle donne che trova nelle città occasioni per affermarsi e
dall'altro un mondo rurale in cui vigono regole imposte dai maschi e la più completa sottomissione
della donna all'uomo.
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CINEFORUM F.IC
e Moviepiù presentano
1° RASSEGNA 22° EDIZIONE 2015-16
Multisala Movie Planet
BELLINZAGO NOVARESE
Inizio proiezioni ore 21,15 Ingresso soci 4,00 € tessera annuale per 32 film 10,00 €
Giovedì 1 ottobre
DIAMANTE NERO
Giovedì 8 ottobre
E' ARRIVATA MIA FIGLIA
Giovedì 15 ottobre
EISENSTEIN IN MESSICO
Giovedì 22 ottobre
MELBOURNE
Giovedì 29 ottobre
STORIE PAZZESCHE
Giovedì 5 novembre LE STREGHE SON TORNATE
Giovedì 12 novembre
VERGINE GIURATA
Giovedì 19 novembre
THE REPAIRMAN
Giovedì 26 novembre
VIVIANE
Giovedì 3 dicembre
DIFRET
Céline Sciamma.
Anna Muylaert
Peter Greenaway.
Nima Javidi.
Damián Szifron
Alex De la Iglesia
Laura Bispuri.
Paolo Mitton.
Ronite Elkabetz,
Meaza Ashenafi
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