ORDEN DE FRAILES MENORES
I CONGRESO INTERNACIONAL DE LA SECRETARIA GENERAL PARA LA MISIÓN Y LA EVANGELIZACIÓN
“VADE, REPARA DOMUM MEAM”
Identidad y novedad en la misión evangelizadora de la Orden Franciscana
Sassone, Roma, 18-28 de mayo de 2014
FORMARE PER LA MISSIONE
NELL’ORDINE DEI FRATI MINORI
Mercoledì 21 de maggio de 2014,
Segretaria generale per la formazione e gli studi OFM
I.
II.
III.
IV.
*
Formare per la missione nella Ratio Formationis Franciscanae.
Il perché, cosa e il come della missione francescana.
Cosa chiede la formazione alla missione?
Cosa chiedono la formazione e la missione ai Frati Evangelizzatori e Missionari?
Fr. Vidal Rodríguez López ofm,
Segretario generale per la formazione e gli studi
I PARTE
Formare per la missione nella Ratio Formationis Franciscana
Se parliamo di formare per la missione1, dobbiamo riferirci al documento nodale della formazione nell’Ordine dei Frati
Minori, la Ratio Formationis Franciscanae2, proprio perché parliamo di formazione nell’Ordine e perciò si deve far riferimento a
quel documento che l’Ordine stesso si è dato come principio orientativo e senso ultimo della nostra formazione, quindi anche della
formazione per la missione3, sviluppo e concretizzazione del capitolo VI “Devono desiderare di avere lo Spirito e la sua santa
operazione” 4 e del capitolo V “Per questo Dio vi mandò nel mondo”5 delle nostre Costituzione Generali.
Tornando alla RFF, si ricupera il concetto di formazione nella vita religiosa, che Vita consecrata definisce come un
processo formativo che dura per tutta la vita e non si ferma mai6, quindi formare per la missione deve intendersi all’interno di una
formazione permanente, esigenza intrinseca della consacrazione religiosa e autentico humus della formazione iniziale7. Ecco perché
parliamo di formare per la missione in chiave di formazione permanente8.
Tutti noi frati siamo stati chiamati vocazionalmente alla missione, perché se l’obbiettivo ultimo della vocazione è la
configurazione con Cristo, e a questa configurazione deve mirare la formazione in senso ampio, la formazione allora diventa una
progressiva e mai compiuta assimilazione della vita di Cristo.
Identificare la sequela Christi con la formazione, chiave della spiritualità francescana, ha una conseguenza nodale, si tratta
di formare il cuore umano perché impari ad amare come ama il cuore divino.
Il cuore divino ha voluto un disegno salvifico dell’umanità dall’inizio della creazione. Creazione ferita dal peccato
dell’uomo e restaurata dal mistero pasquale di Cristo. L’annunzio del Vangelo come buona novella di Dio in Cristo, è l’azione
amorosa del Padre delle misericordie verso l’umanità, verso ogni uomo e tutti gli uomini. Formare per la missione, non nasce dalla
nostra volontà, ma dalla volontà dal Dio, uno e trino, che si fa carne e parola di vita per darci una salvezza che il Padre Francesco, e
noi con lui, abbiamo trovato nel Vangelo che annunzia la Chiesa: questo è quello che io cerco questo è quello che io voglio.
Il volere di Cristo è annunziare il Regno di Dio, che rende presente9, donandoci il suo amore per poter credere e sperare
nella verità. La nostra missione, il nostro invio ad evangelizzare parte da un continuo formare il cuore nel lasciarsi evangelizzare
dall’amore di Dio. L’annunzio di Cristo nel nostro cuore, sempre rinnovato e mai compiuto, ci fa condividere questo stesso annunzio
con i fratelli e le sorelle della nostra generazione, all’interno della quale anche noi siamo “mendicanti di senso”10, come abbiamo
detto nell’ultimo Capitolo Generale dell’Ordine:
“Come Francesco e molti fratelli della nostra storia, che seppero porre i propri doni particolari al servizio della
buona novella, anche noi ci sentiamo chiamati ad accogliere il dono del Vangelo e a restituirlo creativamente con la vita,
con gesti concreti, mediante l’esercizio dei nostri doni specifici. Vogliamo imparare ad ascoltare la parola di Gesù e a
restituirla agli uomini e alle donne di oggi, nello spirito del Vangelo, camminando per le strade del mondo come Frati
Minori evangelizzatori con il cuore rivolto al Signore.11
Tornando alla RFF, una delle parti nuove12 rispetto a quella RFF del 1991, é la formazione alla vita evangelica del Frate
Minore.
1
Per una sintesi cf. La misión en la vida consagrada, in CAMILO MACCISE, 100 Fichas sobre la Vida consagrada, Burgos 2005115-136; La
formación para la vida consagrada, 137-157.
ORDINE DEI FRATI MINORI, Ratio Formationis Francescanae, Roma 2003.
3
Cf. Formar para la misión, in J. RODRIGUEZ CARBALLO OFM, En autenticidad y visión de futuro. Misioneros en el mundo como hermanos
menores con el corazón vuelto al Señor. Informe del Ministro General Fr. José Rodríguez Carballo OFM al Capitolo Generale OFM, Asís 2009, n.
233.
4
CCGG, Capitolo VI, (Art. 126-167).
5
CCGG, Capitolo V, (Art. 83-125).
6
Cf. Vita consecrata, circa la sua Vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo, Roma 25 marzo 1996, 65.
7
Cf. Vita consecrata, 69.
8
Siete stati chiamati a libertà. La formazione permanente nell’Ordine dei Frati Minori, Roma 2008.
9
Cf. Cristo rende presente il Regno, in Redemptoris missio, circa la permanente validità del mandato missionario, Roma 7 dicembre 1990, n. 13.
10
Cf. Il Signore ti dia pace, Documento del Capitolo generale 2003, 6.
11
Cf. I. Il dono del Vangelo, in Portatori del dono del Vangelo, Documento del Capitolo Generale dell’Ordine dei Frati Minori, Assisi Pentecoste,
2009, n. 10.
12
Le tre parte nuovi della RFF de 2003 rispetto alla RFF 1991 sono la pedagogia francescana, la formazione alla vita evangelica del Frate minore e
l’accompagnamento vocazionale.
2
Formare per la missione
Segretaria generale per la Missione e l’Evangelizzazione - Segretaria generale per la Formazione e gli Studi
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Conviene tenere conto, per quanto concerne il formare per la missione, come la RFF definisce la vocazione evangelica del
Frate minore13, in concreto sull’evangelizzazione14, per poi indicare le linee guide per formare il Frate minore alla vita evangelica15,
e infine per concretizzare sulla formazione all’evangelizzazione e alla missione16.
La vocazione evangelica del Frate minore, per quanto riguarda l’evangelizzazione, precisa:
- è una partecipazione alla missione evangelizzatrice della Chiesa per vivere e annunziare
fedelmente i valori del Vangelo agli uomini di oggi17
- è un lasciarsi evangelizzare nutriti del Pane della vita alla mensa della Parola di Dio e del
Corpo di Cristo18
- è un celebrare la presenza di Cristo con la testimonianza della comunione fraterna, la
contemplazione, il servizio, la pace e la letizia e semplicità di cuore19
- è, quando piace al Signore, una proclamazione esplicita del Vangelo, soprattutto del mistero
di Cristo, fatto con semplicità francescana20.
Come formare il frate minore a questa evangelizzazione e alla missione?:
- la dimensione missionaria è essenziale al nostro carisma: siamo una Fraternità
evangelizzatrice21
- aiutare ogni Frate a comprendere che la missione francescana si realizza prima di tutto nella
conformità a Cristo Signore, nella fede data alla sua Parola e all’accoglienza gioiosa del suo
progetto di vita evangelica22
- tutti i Frati siano formati a predicare con le opere la pace e la giustizia, vincendo il male con
la pratica del bene23
- questa intima adesione al Vangelo di Gesù si esprime in primo luogo nella comunione di vita
evangelica… i Frati apprendano a dare testimonianza di fraternità, vivendola per essere
riconosciuti come discepoli del Signore24
- la minorità è la prima modalità di presenza fra i credenti… la formazione insegni a declinare
questo valore nelle situazioni concrete25
- I frati siano gradualmente avviati ad annunziare il Vangelo di Gesù26:
o Siano accompagnati a:
§ programmare insieme
§ lavorare insieme
§ esser inviati da parte della Fraternità (insieme).
§ condividendo i frutti dell’annunzio con la Fraternità (insieme)
- Il contenuto dell’annunzio27… ogni Frate sia in grado di provvedere:
o alla propria formazione teologica, catechetica e tecnica
o ad accogliere le domande dell’uomo contemporaneo
o allo studio delle scienze umane, storiche e filosofiche
o i progetti inseriscano l’aggiornamento e la formazione culturale
- Le esperienze missionarie ad gentes28 siano proposte a tutti…
o siano vissute e accompagnate con gradualità
o e siano sostenute, nei luoghi di missioni, da un’autentica vita di comunione fraterna
II. PARTE.
Il perché, cosa e il come della missione francescana.
Alcune preliminari considerazioni del come formare per la missione29:
13
Cf. Ratio…, I Vocazione evangelica del Frate minore, nn. 5-35.
Cf. Ratio…, 6. Evangelizzazione, nn. 26-35.
15
Cf. Ratio…, 4. Formare il Frate minore alla vita evangelica, nn. 62-91.
16
Cf. Ratio..., Formare all’evangelizzazione e alla missione, nn. 84-91.
17
Cf. Ratio…, 6. Evangelizzazione, n. 26.
18
Cf. Ratio…, 6. Evangelizzazione, n. 27.
19
Cf. Ratio…, 6. Evangelizzazione, n. 28.
20
Cf. Ratio…, 6. Evangelizzazione, n. 29.
21
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 84.
22
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 85.
23
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 86.
24
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 87.
25
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 88.
26
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 89.
27
Cf. Ratio…, Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 90.
28
Cf. Ratio… Formare all’evangelizzazione e alla missione, n. 91.
29
Cf. Restituire il dono del Vangelo, in Portatori del dono del Vangelo, nn. 11-31; Testimonio autentici del Vangelo, In dialogo con il mondo, in
Presentazione del Ministro generale, Ripartire dal Vangelo. Linnee guida di animazione per il sessennio 2010-15, Roma 2010.
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Formare per la missione
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a)
b)
c)
Il perché della missione: Cristo si è fatto annunzio di salvezza, buona novella di Dio per tutti gli
uomini30.
i. Quindi formare per la missione deve risalire alla fonte della missionarietà di Cristo,
dell’invio missionario che scaturisce dalla pasqua: “andate dunque e ammaestrate tutte
le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20). Così ha
fatto Francesco, che non è mai partito da se stesso, dalla sua esperienza; al contrario è
partito dall’incontro permanente con Cristo fino a conoscerlo a memoria, e da questo
incontro, esperienza fondante, è partito ad annunziare il dono del Vangelo al mondo,
genuino chiostro della forma e vita dei Frati minori 31.
ii. Formare per la missione deve sempre ripartire da Cristo, ragione dell’evangelizzazione
missionaria; deve periodicamente rivedere e verificare in sincerità con Dio stesso, con la
Chiesa e con la propria Fraternità, la ragione ultima dell’agire missionario e il suo
obbiettivo, Cristo.
iii. Formare per la missione non è un’aggiunta posteriore all’equipaggiamento teologico o
tecnico, ma è un processo di personalizzazione che cammina in due direzioni: una,
approfondendo pian piano la conoscenza spirituale di Cristo per “avere gli stessi
sentimenti di Cristo”, e l’altra, entrando nella verità dell’altro per annunziare Cristo
Gesù, “colui che svela il mistero dell’uomo all’uomo”32.
Il che cosa si deve annunziare nella missione inter gentes33 et ad gentes34. Il contenuto della
missione è lo stesso: Cristo e il suo Vangelo, questa è la chiamata alla vita consacrata, ad una
sempre maggiore configurazione a Cristo35, e deve essere il contenuto fondamentale e perenne
della nostra missione. L’annunzio della missione francescana non è annunziare l’Ordine, non è
dare da mangiare, provvedere sanità, offrire cultura in primo luogo. La ricchezza della
predicazione francescana è la nudità della povertà profonda di non avere altro che Cristo da
offrire, perché anche per noi Cristo è la nostra ricchezza a sazietà.
i. Formare per la missione è allenare il fratello nel restituire continuamente il frutto della
nostra attività missionaria a Cristo; questo esercizio di espropriazione ci àncora
progressivamente in Cristo, ci accomuna all’azione corale della missione della Chiesa
ed esige un discernimento per non diventare una ONG umanitaria con il saio!
“L’annunzio di Cristo è il primo e principale fattore di uno sviluppo integrale
dell’uomo” 36.
Il come fare missione. La modalità propria dell’evangelizzazione missionaria dell’Ordine sta
nell’essere “in fraternità”37. E’ questa la modalità che deve permeare tutta l’attività missionaria e
la Fraternità, in senso reale e aperto: siamo inviati dalla Fraternità… annunziamo in Fraternità… e
restituiamo la missione come Fraternità. Al di là della pluralità strategica dei tipi di missioni e del
principio di realtà, sia nei missionari che nella missione, la Fraternità è l’ambito naturale dello
sviluppo francescano dell’evangelizzazione.
i. Formare per la missione quindi sarà il continuo cammino nel fare missione
fraternamente, purificando i limiti e guarendo le ferite, rallentando forse il passo, perché
non si tratta tanto di arrivare lontano o a tanti ma di farsi vicini a tutti, specialmente ai
più poveri di ogni genere, come fratelli in fraternità.
ii. Formare per la missione non è guardare all’efficacia missionaria, ma verso la qualità
evangelica del nostro annunzio, del quale siamo solo strumenti, servi inutili. Formare
non è generare missionari, ma avviare evangelicamente una Fraternità contemplativa in
missione, ciò che siamo chiamati ad essere38.
III PARTE
30
Cf. Vita di speciale missione, in ÁNGEL PARDILLA, Vita consacrata per il nuovo millennio, Concordanze, fonti e linee maestre dell’Esortazione
apostolica “Vita Consecrata”, Roma 2003,1389-1391.
31
Cf. I. Il dono del Vangelo, in Portatori del dono del Vangelo, nn. 5-10.
32
Gaudium et spes, n. 22.
33
Cf. Missione inter gentes: Incarnati evangelicamente nel nostro tempo, in Portatori del dono del Vangelo, nn. 13-17.
34
Cf. Missione ad gentes, in Portatori del dono del Vangelo, nn. 18-24.
35
Cf. Vita di speciale configurazione a Cristo, in ÁNGEL PARDILLA, Vita consecrata per il nuovo millennio, 1358-1360.
36
Intuizione riaffermata da PP. Benedetto XVI, in Caritas in veritate, sullo sviluppo umano integrale dell’uomo, nella carità e verità, Roma 29
giugno 2009.
37
Cf. Progetto fraterno di vita e missione, in Portatori del dono del Vangelo, nn. 27- 31.
38
Cf. Vita con una speciale ed accurata formazione, in ÁNGEL PARDILLA, Vita consecrata per il nuovo millennio, 1412-1415.
Formare per la missione
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3.1. Cosa chiede la formazione alla missione39?
Che sia una missione formata, in formazione permanente40:
a. Una missione integrale che coinvolga tutta la persona e tutta la vita del missionario.
b. Una missione cristiana che sia un evangelizzarsi per evangelizzare.
c. Una missione spirituale che parta e si sostenga da una sincera esperienza di Dio.
d. Una missione evangelizzatrice, dove la priorità è vivere ed annunciare Cristo.
e. Una missione cattolica, in comunione con la Chiesa locale e in collaborazione con la Vita Religiosa.
b) Che sia una missione accompagnata, con matura responsabilità:
a. una missione in discernimento, con delle scelte realmente sincere ed evangeliche.
b. una missione programmata con tempo, dialogo e discernimento.
c. una missione che sia verificata periodicamente.
i. nei suoi frutti pastorali, anche in dialogo con la Comunità ecclesiale.
ii. nei suoi frutti fraterni, a livello personale e di Fraternità..
d. una missione che sia reale, che non sia una collana di esperienze ma uno sperimentare realmente la
missionarietà a tutti i livelli.
c) Che sia una missione in fraternità, una missione fraterna.
a. una missione non dai singoli missionari, ma dalla Fraternità-in-missione.
b. una missione animata, non gestita dalle entità (locale, provinciale o generale) ma di Fraternità che
inviano fratelli a evangelizzare in Fraternità.
c. una missione internazionale, da uomini credenti in Dio incarnato nel Cristo, fiduciosi dell’uomo per
aiutare a costruire una umanità nuova, la fraternità dei figli di Dio, la Chiesa.
a)
IV PARTE.
Cosa la formazione e la missione chiede ai Frati Evangelizzatori e Missionari?41
* Che nelle vostre entità ci sia una formazione, permanente e iniziale, avviata alla missione:
- Che la formazione permanente e iniziale tengano conto di questa dimensione della nostra spiritualità
sia a livello formativo che pratico42.
* Che nelle vostre entità ci sia una missione convenientemente formata43:
- Che le realtà missionarie di evangelizzazione tengano conto della necessità di essere all’interno della
formazione permanente.
* Che ci sia una formazione per la missione reale e vera44:
- Che si possano realmente avviare (dove non ci sono), sostenere ( dove già ci sono) o promuovere
(dove si chiede collaborazione) progetti45 concreti.46
CONCLUSIONE
Tutti siamo discepoli missionari, in Papa Francesco, Evangelii gaudium, n. 121.
“Certamente tutti noi siamo chiamati a crescere come evangelizzatori. Al tempo stesso ci adoperiamo per una migliore
formazione, un approfondimento del nostro amore e una più chiara testimonianza del Vangelo. In questo senso, tutti dobbiamo lasciare
che gli altri ci evangelizzino costantemente; questo però non significa che dobbiamo rinunciare alla missione evangelizzatrice, ma
piuttosto trovare il modo di comunicare Gesù che corrisponda alla situazione in cui ci troviamo. In ogni caso, tutti siamo chiamati ad
offrire agli altri la testimonianza esplicita dell’amore salvifico del Signore, che al di là delle nostre imperfezioni ci offre la sua vicinanza,
la sua Parola, la sua forza, e dà senso alla nostra vita. Il tuo cuore sa che la vita non è la stessa senza di Lui, dunque quello che hai
scoperto, quello che ti aiuta a vivere e che ti dà speranza, quello è ciò che devi comunicare agli altri. La nostra imperfezione non
dev’essere una scusa; al contrario, la missione è uno stimolo costante per non adagiarsi nella mediocrità e per continuare a crescere. La
testimonianza di fede che ogni cristiano è chiamato ad offrire, implica affermare come san Paolo: «Non ho certo raggiunto la mèta, non
sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla ... corro verso la mèta» (Fil 3,12-13).”
Fr. Vidal Rodríguez López ofm, SGFS
39
Cf. Mandati, Portatori del dono del Vangelo, Evangelizzazione in chiave francescana, n. 13; Il progetto, in Ripartire dal Vangelo. Linnee guida di
animazione per il sessennio 2010-15, Roma 2010.
40
Cf. Portatori del dono del Vangelo, Formazione alla missione evangelizzatrice, nn.15-16;
41
Cf. Portatori del dono del Vangelo, Formazione alla missione evangelizzatrice, Entità e Conferenze, nn. 17-18.
42
“Formare para la missione significa trasmettere una spiritualità missionaria…” in Informe del Ministro General Fr. José Rodríguez Carballo OFM
al Capitolo General OFM, Asís 2009, n. 233.
43
“Formare para la missione esige non soltanto l’organizzazione di qualche programma sul particolare o alcune attività di missione evangelizzatrice,
ma inserire questa come orizzonte ultimo di tutto il progetto formativo…” in Informe del Ministro General…, n. 233.
44
“Formare per la missione esige ricuperare l’unità fra fede e missione…” in Informe del Ministro General…, n. 233.
45
“Formare per la missione esige formare per vivere la fraternità internazionale e multiculturale…” Informe del Ministro General…n. 233.
46
Cf. Portatori del dono del Vangelo, Formazione alla missione evangelizzatrice, Forme presenze missionarie, nn. 19-26.
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Per il dialogo fraterno nei gruppi:
3.4 Cosa dicono i Frati Evangelizzatori e Missionari alla formazione e la
missione?
PER RICORDARE:
Progetto, Anni 2010-2011, Viviamo il dono del Vangelo;
Ripartire dal Vangelo. Linnee guida di animazione per il sessennio 2010-15, Roma 2010.
Vivere il Vangelo in maniera “spiritualmente letterale” significa ripartire dalla radice evangelica che fa ritrovare
l’unità fondamentale delle nostre Priorità:
(in particolare)
• la missione del Frate Minore non è che annunciare il Vangelo (CCGG 83,1; 88) attraverso la testimonianza e
la parola;
• «compito primario della formazione è esporre e sperimentare il modo francescano di vivere il Vangelo»
(CCGG 127,4);
• gli studi devono preparare «ad annunciare il Vangelo» (CCGG 162).
Mandati del Capitolo Generale 2009, Portare il dono del Vangelo.
1. Il Capitolo generale chiede che il Ministro generale, con il suo Definitorio, riproponga le Priorità in chiave di
missione evangelizzatrice e nella prospettiva di apertura al mondo, perché continuino ad essere i valori fondamentali di
riferimento nell’animazione della nostra vita e missione nei prossimi anni.
17. Le Entità e le Conferenze promuovano nella formazione iniziale e permanente il tema della evangelizzazione
ordinaria, della nuova evangelizzazione e della missione ad gentes, a livello sia teorico sia esperienziale. Per
conseguire questo obiettivo occorrerà:
• Rivedere nelle Entità i programmi di formazione permanente e iniziale alla luce della priorità
dell’evangelizzazione e missione, anche attraverso esperienze concrete sia nell’Entità che nella Conferenza e
nell’Ordine, garantendo un’adeguata preparazione, l’attento accompagnamento e la verifica.
• Avviare laboratori di formazione per l’evangelizzazione e la missione inter gentes e ad gentes a livello di
Conferenza e/o di Entità. Siano aperti ai Segretari per le missioni e l’evangelizzazione, ai frati in formazione
permanente e iniziale insieme ai laici ed abbiano modalità e tempi adatti ai diversi luoghi e culture.
18. I Ministri provinciali e i Custodi promuovano e sviluppino durante il periodo di formazione iniziale, a livello
provinciale e custodiale, la dimensione missionaria e le esperienze formative missionarie.
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