Periodico di informazione della Cooperativa UNIABITA - ANNO V - dicembre - 2013 | N°05 |
n
Co
e
lod
LO/0812/2011
La rivista della Cooperativa di Abitanti
Buon Natale
e Felice Anno Nuovo
La Cooperativa UniAbita
Consulente ICREM
Stefano Signorelli
Pensa a vivere la VITA!
A far rispettare
le tue volontà
ci penseremo noi
Onoranze Funebri
istituto cremazioni
e dispersione ceneri
Punto ICREM: Partita IVA 05554390962
SESTO SAN GIOVANNI
viale marelli, 186
TEL. 02 25714154
CINISELLO BALSAMO
Via Rinascita, 127
N05
FOCUS
La rivista della
Cooperativa di Abitanti
UNIABITA
DICEMBRE
Sommario
Servizi
5Editoriale
6
La festa per i 110 anni
8
Curiosità e tanto interesse per la casa di legno
10Il rispetto per l’ambiente comincia in casa, anzi in cortile
12In un anno messi a disposizione dei soci 117 alloggi in affitto
14
Le nuove proposte del Risparmio Sociale
15Importanti novità per il socio prestatore
16
L’unificazione tra le nostre cooperative è stata
una scelta lungimirante
18
Coinvolgimento dei soci e trasparenza nelle scelte
21Il nuovo CdA si mette in gioco
22
Una casa più moderna ma sempre attenta alla socialità
24Il cuore di una cooperativa di abitanti
26
Lavoriamo per una maggiore partecipazione dei soci
28Via Mozart 13/15, il condominio più ecologico
30
Per noi l’opinione dei soci conta moltissimo
32
Allergie. L’importanza di una diagnosi accurata e tempestiva
36Fondazione Auprema onlus
38
Un teatro necessario e un cinema amico
08_Domus lignea
10_Eco Courts
16_Intervista a Sulas
Rubriche
40
...brrrr, che freddo! Piatto ricco mi ci ficco
41
Piccoli Djokovic crescono
42
Uno sguardo sull’UniAbita Volley
44
La vita operaia di Giuseppe Granelli
45Notizie Flash
46
La lettera di Franco Bollo
Redazione e Amministrazione:
Piazza Soncino, 1
20092 - Cinisello Balsamo - MI
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Direttore Editoriale:
Angelo Maj
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Segretaria di redazione:
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Progetto grafico:
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Iscrizione al Tribunale di Monza reg.n.1949 del 25.03.2009 - Albo Soc.Coop. N°A109242 Sez. Cooperative a Mutualità Prevalente, Cat.Cooperative Edilizie di Abitazione
Comitato di redazione:
Rosanna Cantarelli,
Katia Giannotta,
Caterina La Grotteria,
Fiorenza Melani,
Elena Malagoli,
Mara Negri
Hanno collaborato:
Fabio Brioschi, Alessandra Fraccon,
Alessandro Frigerio, Attilio Miglioli,
Noemi Tediosi
Impaginazione:
Emanuele Gipponi
Stampa:
Arti Grafiche
Amilcare Pizzi S.p.A.
AVVISI AI SOCI
Chiusure Casse e Uffici UniAbita festività S.Natale 2013
Uffici
piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo – piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni
martedì 24 dicembre 2013:
chiusura ore 12.30
martedì 31 dicembre 2013:
chiusura ore 12.30
Casse
piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo
martedì 24 dicembre 2013: chiusura ore 12.00
lunedì 30 dicembre 2013:
chiusura totale
martedì 31 dicembre 2013:
chiusura totale
giovedì 2 gennaio 2014:
chiusura totale
piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni
martedì 24 dicembre 2013: chiusura ore 12.00
venerdì 27 dicembre 2013: chiusura ore 12.00
lunedì 30 dicembre 2013: chiusura totale
martedì 31 dicembre 2013: chiusura totale
giovedì 2 gennaio 2014:
chiusura totale
via Garibaldi 47/49, Cinisello Balsamo
martedì 24 dicembre 2013:
da venerdì 27 dicembre 2013 a venerdì 3 Gennaio 2014:
chiusura ore 12.00
chiusura totale
Gli interessi maturati al 31/12/2013 verranno accreditati con decorrenza 1/1/2014. Al fine di evitare lunghe attese agli sportelli consigliamo ai Soci di prendere visione degli stessi in occasione della prima operazione di cassa.
RICEVIMENTO SOCI ABITANTI
I membri del C.d.A. della cooperativa UniAbita incontrano i soci abitanti, previo appuntamento, c/o la sede di piazza
Soncino 1 a Cinisello Balsamo, nei giorni: martedì e giovedì, ore 15.00 – 18.00.
Inoltre, dal 18 gennaio 2014:
il sabato, ore 10.00 - 12.30, previo appuntamento , c/o la sede di via Garibaldi 47/49 a Cinisello Balsamo.
I membri del C.d.A. sono comunque a disposizione dei Comitati di Caseggiato anche in orari diversi, previo appuntamento.
RIUNIONI ASPIRANTI SOCI
I prossimi incontri per gli aspiranti soci sono previsti nei giorni: 23 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo, alle ore 18.00 e alle
ore 21.00 , presso la Sala Riunioni di Via Verdi 25 a Cinisello Balsamo. Non necessita confermare preventivamente la
propria presenza, è possibile scegliere se partecipare all´incontro pomeridiano o a quello serale, ma la partecipazione
non è delegabile ad altra persona che non sia l´aspirante socio.
TASSI INTERESSE PRESTITO ORDINARIO:
DA EURO
A EURO
TASSI INTERESSE PRESTITO VINCOLATO:
TASSO
FISSO NETTO
TASSO
FISSO LORDO
DURATA
VINCOLO
(ritenuta 20%)
TASSO
TASSO
FISSO NETTO FISSO LORDO
(ritenuta 20%)
0
299,99
0,00%
0,00%
a 2 anni
2,20%
2,75%
300,00
9.999,99
1,32%
1,65%
a 3 anni
2,56%
3,20%
10.000,00
19.999,99
1,40%
1,75%
a 4 anni
2,80%
3,50%
20.000,00
29.999,99
1,56%
1,95%
a 5 anni
2,84%
3,55%
30.000,00
39.999,99
1,64%
2,05%
40.000,00
49.999,99
1,68%
2,10%
50.000,00
72.187,32
1,72%
2,15%
EDITORIALE
Senza rimpianti
o nostalgie
“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando: è questa la
novità”, cantava Lucio Dalla. Ma, mentre ci prepariamo a voltare l’ultima pagina del
calendario, che cosa ci portiamo via di questo 2013? Un altro “anno horribilis” che ci
ha regalato poche soddisfazioni, in cui il negativo prevale sul positivo, in cui i tanti
annunci di ripresa, di avviamento del superamento della crisi si arrendono di fronte
alla realtà dei fatti e non appaiono che annunci al vento, carta straccia, mere dichiarazioni d’intenti? Con che fotogramma potremmo allora descrivere questo 2013?
Penso soprattutto al centinaio di bare deposte una accanto all’altra dopo la tragedia
nel mare di Lampedusa del 3 ottobre, oppure alla devastazione e alle migliaia di
morti causate dal tifone Haiyan nelle Filippine all’inizio di novembre. Se proprio vogliamo pensare positivo dobbiamo ricordare la ventata di novità portata dall’elezione
al soglio pontificio di Papa Francesco. Altre immagini felici non le abbiamo registrate. Ma esaminiamo le cose di casa nostra, di queste ultime settimane. Quando ho
cominciato a pensare a che cosa scrivere in questo editoriale erano i giorni nei quali
il Senato della Repubblica approvava la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.
Cominciavano così a scorrere i primi titoli di coda della saga ventennale dell’uomo
di Arcore, ma le parole e i fatti dei giorni immediatamente successivi hanno chiarito,
se qualcuno nutriva qualche dubbio, che dovremo aspettare ancora a lungo prima di
veder comparire sullo schermo la parole “fine”. Il primo dicembre, a Prato, sette lavoratori cinesi sono morti nel rogo del capannone dormitorio nel quale erano rinchiusi,
svelando che all’interno delle nostre città esistono tante realtà in cui sono assenti i
più elementari diritti dei lavoratori e vige l’assoluta mancanza di ogni minima condizione di sicurezza. In altre parole, si lavora e si vive in condizioni prossime alla
schiavitù. Il 13 dicembre le primarie del Partito democratico hanno regalato una bella
sorpresa. In Italia, anche in questa epoca di discredito e di mancanza di assoluta
autorevolezza, alcuni milioni di persone hanno scelto la strada della politica per risolvere i problemi del nostro paese. C’è, al fondo, l’idea della politica come impegno,
come servizio, di una cosa utile e nobile, non per il proprio tornaconto personale ma
a favore della collettività nella quale viviamo. Non passano però che pochi giorni e le
strade si bloccano per le proteste del movimento dei forconi e di altre associazioni,
espressione di un disagio sociale crescente e di rancore sordo diffuso in ampi ceti del
paese, uniti nell’avversione a tutto quanto è emanazione dello Stato e dell’Europa.
È in questa situazione di caos e confusione assoluta che, senza nostalgia o rimpianto,
ci lasciamo alle spalle il 2013 e guardiamo al 2014 che si avvicina a passi veloci con
incertezza e timore, ma anche con qualche barlume di speranza. Auguri a tutti noi.
Angelo Maj
COOPERATIVA DI ABITANTI
La festa
per i 110 anni
Insigniti della benemerenza cooperativa “La Macina”
i soci Antonio Ferrian e Felice Riccardi.
Durante la serata è stato rappresentato lo spettacolo
“Un mostro che non ho partorito io Un mostro che non ho partorito io”.
Ai presenti è stato donato il libro di Ezio Meroni “Il sapore del tempo”
di Katia Giannotta
Centodieci anni di storia non possono essere dimenticati.
Raccontano degli inizi, di uomini e donne con grandi ideali
pronti a mettersi insieme e cooperare per il bene proprio e
degli altri. Una storia che rappresenta l’ossatura indiscutibile
della Cooperativa UniAbita, nata come Previdente e cooperativa di abitanti il 26 luglio 1903, unificatasi successivamente
alle cooperative, Aurora e Matteotti in Auprema, per trasformarsi nell’ottobre 2010 in UniAbita, frutto dell’unione con la
cooperativa di abitazione Camagni-Olmini di Sesto San Giovanni.
Il 110° anniversario dalla fondazione è stato celebrato
lo scorso 16 novembre, presso il Salone della Cooperazione
Giacomo Matteotti di Cinisello Balsamo, alla presenza delle
autorità e della cittadinanza.
6 - UNIABITA | SERVIZI
“La giornata di oggi è un momento di celebrazione ma anche un ringraziamento per le centinaia di amministratori che,
in collaborazione con i soci, in 110 anni hanno permesso ad
UniAbita di trasformarsi in un punto di riferimento per il territorio - ha dichiarato Gian Matteo Marangoni, presidente di
UniAbita -. Nel corso degli anni, grazie anche all’eticità che ha
sempre caratterizzato gli organi direttivi, la Cooperativa non
ha mai dimenticato lo spirito originario della sua missione:
fornire risposte sostenibili alla domanda di casa da parte delle famiglie di lavoratori. Forti della nostra storia, guardiamo
al futuro che, crediamo, debba essere sempre più imperniato
sulla virtuosa collaborazione con le amministrazioni pubbliche, in modo da trovare percorsi comuni, anche innovativi, per
continuare a rispondere alle esigenze espresse dalle nostre
comunità”.
Nella serata si è svolta anche la cerimonia di assegnazione della Macina, premio che in questa quindicesima edizione
è stato conferito al socio sestese Antonio Ferrian, impegnato
Dicembre 2013
nel movimento cooperativo dal 1966, e al
socio cinisellese Felice Riccardi, che da 63
anni si dedica attivamente al movimento
cooperativo. Ai partecipanti è stata offerta la possibilità di assistere alla rappresentazione del reading teatrale “Un mo- Renato Sarti
stro che non ho partorito io Un mostro
che non ho partorito io”, scritto da Renato Sarti e recitato
da Bebo Storti, Monica Bonomi, Rufin Doh e Gabriele Falsetta
del Teatro della Cooperativa. Lo spettacolo ha consentito una
riflessione sulla storia del mondo operaio e cooperativo e sulle
conquiste sindacali, sociali e civili del nostro Paese. Gli interventi dei sindaci di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi,
e di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, e di Giuliano Poletti,
presidente di Legacoop Nazionale e dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, hanno preceduto il brindisi collettivo. Per l’importante occasione UniAbita ha voluto realizzare e consegnare, come omaggio agli intervenuti, anche il prezioso volume “Il
Sapore del tempo” di Ezio Meroni che ripercorre le tappe del
primo secolo di vita della Cooperativa, da sempre impegnata
a fornire risposte concrete alla legittima aspirazione al “bene
casa”, in linea con la missione originaria improntata ai principi di solidarietà e mutualità.
Una cooperativa con un grande passato, ma
che guarda anche al futuro, come si evince
da queste parole contenute nella parte finale
del discorso del Presidente Gian Matteo Marangoni: “Oggi è in atto una grave crisi che
vede sempre più crescere fenomeni come la disoccupazione, la
precarietà, l’erosione del reddito. Situazioni che mettono in difficoltà anche le famiglie dei nostri soci nel sostenere l’affitto, alle
quali non facciamo mancare il nostro sostegno. Per i giovani crescono sempre più le difficoltà economiche nell’acquisto di una
nuova casa. Come cooperativa ci stiamo interrogando su come
interpretare questi cambiamenti e dare nuove risposte ai nuovi
bisogni, stiamo sviluppando progetti, anche sperimentali: come
l’affitto temporaneo e il patto di futura vendita. Storicamente,
proprio nei periodi di crisi il movimento cooperativo ha esaltato
il suo ruolo, restando fermo nei suoi principi e con la partecipazione dei soci. Abbiamo perciò il dovere, mai come in questo
difficile periodo di congiuntura economica, di dare risposte e
speranze ai soci e ai cittadini”.
Siria Trezzi
Monica Chittò
Giuliano Poletti
La premiazione di Antonio Ferrian
La premiazione di Felice Riccardi
Gian Matteo Marangoni
Dicembre 2013
SERVIZI | UNIABITA - 7
UNIABITA PER L’AMBIENTE
Curiosità e tanto
interesse per la casa
di legno
Il progetto della Domus Lignea è stato presentato ai soci e alla stampa.
Risparmio ed efficienza energetica, sostenibilità ambientale,
sicurezza e velocità di realizzazione tra i punti di forza dell’edificio
che sorgerà in via dei Martiri Palestinesi
di Caterina Paola La Grotteria
Rendering della Domus Lignea
8 - UNIABITA | SERVIZI
Dicembre 2013
La presentazione alla stampa di Domus Lignea – la prima
casa di Cinisello Balsamo realizzata con struttura in legno – avvenuta lo scorso martedì 5 novembre in Villa Arconati, è stata
caratterizzata da un grande successo di interesse e di pubblico.
L’edificio sorgerà nell’area nord di Cinisello Balsamo, nel
quartiere di Sant’Eusebio, in via dei Martiri Palestinesi all’angolo con via Risorgimento, e i sedici appartamenti che comporranno la Domus Lignea, proposti in edilizia convenzionata,
saranno realizzati dal Consorzio Cooperativo Edificatore Cinisellese (Co.Cec), costituito dalle cooperative UniAbita, Armando Diaz e La Nostra Casa.
Presenti alcuni giornalisti di testate nazionali e locali, il
mondo dei professionisti e quello dell’impresa, oltre a un buon
numero di cittadini, il progetto della Domus Lignea sembra
aver colpito nel segno, rispondendo a un’attenzione sempre
più diffusa verso stili di vita e forme di abitazione ecosostenibili e attente al rispetto dell’ambiente e alla salute dei cittadini. Così la stampa, generalista e di settore, ha dato grande
risalto all’iniziativa, con un nutrito elenco di uscite su testate e
siti internet che si allunga di giorno in giorno.
Certo, la novità ha giocato un ruolo fondamentale, ma
sono soprattutto le caratteristiche innovative del progetto, il
primo di questo genere in tutta l’area Nord Milano, a incuriosire. Durante la conferenza stampa, e poi il giorno successivo,
mercoledì 6 novembre, presso l’Auditorium Pertini nel corso
dell’assemblea rivolta ai soci di UniAbita, Pierluigi Falzoni,
presidente del Co.Cec, con Mauro Moretti e Raffaella Fabbrocino di UniAbita, hanno presentato con dovizia di particolati
il progetto soffermandosi sulle novità e i punti di forza. Li
riassumiamo.
Rigidezza e robustezza strutturale. La caratteristica innovativa del progetto sta nell’utilizzo di un sistema costruttivo
e strutturale formato da pannelli massicci in legno incollato a
strati incrociati in modo da formare una struttura di notevole
rigidezza e robustezza, permettendo di rinunciare all’impiego di pilastri. Questo sistema permette di costruire in altezza
edifici stabili e sicuri mantenendo proprietà ecologiche, tempi
di costruzione veloci, elevato isolamento termico ed acustico.
Ecologia e risparmio energetico. Particolarmente rilevanti sono gli aspetti legati ai temi dell’ecologia e del risparmio energetico. Il cantiere infatti si caratterizzerà per la sua
Dicembre 2013
estrema pulizia e per la bassissima produzione di rifiuti, quasi
tutti riciclabili. Inoltre, grazie all’utilizzo di materiali naturali, il processo di costruzione non genera sostanze tossiche né
all’interno né all’esterno del cantiere.
Efficienza energetica. Da questo punto di vista la perfetta coibentazione che contraddistinguerà la Domus Lignea
permetterà di risparmiare notevolmente sulle spese di riscaldamento invernale e di condizionamento estivo. La creazione
di uno sfasamento termico consentirà di rendere la casa piacevolmente vivibile sia d’estate che d’inverno. Le caratteristiche
proprie del legno garantiranno un ottimo comfort abitativo e
ambientale.
Sostenibilità ambientale. La scelta dei pannelli in legno
strutturale, infine, costituirà un ulteriore valore aggiunto sul
piano della sostenibilità ambientale. I pannelli provengono da
foreste certificate dell’Austria in cui è praticata un’attenta gestione delle risorse forestali. Si calcola che il legno utilizzato
verrà rigenerato integralmente in meno di quattro ore.
Sicurezza. Al contrario di ciò che si pensa, il legno lamellare brucia più lentamente di quanto non fonda il ferro del cemento armato. Inoltre una struttura in legno massiccio resiste
meglio agli incendi, perché ha una combustione lenta, mentre
le strutture tradizionali collassano velocemente ad alte temperature. Inoltre, le strutture in legno pesano un terzo di quelle
in cemento e si basano sul principio della flessibilità anziché
della rigidità. Questo fa sì che, in caso di evento sismico, la
struttura in legno si fletta, senza deformarsi né crollare.
Velocità di realizzazione. L’utilizzo del legno per la struttura portante avrà poi un impatto notevole anche sulla riduzione dei tempi di costruzione. I pannelli di grandi dimensioni,
una volta giunti in cantiere, dovranno soltanto essere montati.
Questo consentirà di ridurre i rischi delle fasi di lavorazione,
rendendo tutto il processo di cantiere più rapido ed economicamente sostenibile, con un impatto positivo anche sul costo
finale degli appartamenti riferibili esclusivamente alla reale
qualità dei materiali di costruzione e non a fattori terzi.
In seguito all'assemblea, otto famiglie hanno immediatamente presentato il modulo di richiesta informazioni per valutare l'ipotesi di assegnazione del nuovo stabile. A queste, nei
giorni seguenti, si sono poi aggiunte numerose altre persone
interessate al progetto.
SERVIZI | UNIABITA - 9
UNIABITA PER L’AMBIENTE
Il rispetto per
l’ambiente comincia
in casa, anzi in cortile
Lo stabile di via Mozart 13/15 ha aderito a “Eco Courts”,
un progetto che insegna a ridurre i consumi energetici
e a produrre meno rifiuti a cominciare da numerose piccole azioni
che ripetiamo ogni giorno
di Fiorenza Melani
È possibile diventare più rispettosi dell’ambiente nella vita di
tutti i giorni? La risposta è sì e il progetto Eco Courts (che tradotto significa “cortili ecologici”) spiega come fare, partendo
da casa propria e dal condominio in cui si abita.
I consumi domestici ricoprono una parte rilevante dei consumi energetici nel nostro Paese. Negli edifici ad uso abitativo
si consuma più di un terzo dell’energia complessivamente utilizzata in Italia. Il 70 per cento è destinata al riscaldamento,
il 10 per cento alla produzione di acqua calda e il restante 20
per cento alla produzione di energia elettrica. Siamo anche
tra i maggiori consumatori di acqua potabile al mondo: ogni
italiano utilizza in media 237 litri al giorno, di questi soltanto
due servono a dissetare. Il 10 per cento dell’acqua consumata
viene utilizzata in casa. Siamo al di sopra della media europea
anche nella produzione di rifiuti: ognuno di noi produce 536
chili di rifiuti l’anno e solo il 35 per cento viene differenziato.
Gli ideatori del progetto Eco Courts mirano ad agire sul
risparmio di acqua, energia e rifiuti attraverso piccole azioni
quotidiane, che permettano di ridurre le spese di casa, oltre
all’impronta ecologica che lasciamo sul pianeta.
Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, è coordinato dal Comune di Padova e vede tra i suoi partner Regione
Toscana, Emilia-Romagna, Legacoop e l’Associazione Nazionale
Cooperative di Consumatori. Quattro cooperative di abitanti
hanno scelto di partecipare ad Eco Courts all’interno dei loro
condomini. Si tratta di 350 alloggi tra Milano e Roma, in quattro
10 - UNIABITA | SERVIZI
caseggiati pilota. Tra le cooperative c’è anche UniAbita, che ha
sperimentato i cortili ecologici nello stabile di via Mozart 13/15
a Cinisello Balsamo. La sperimentazione è stata illustrata ai
cittadini il 22 novembre, durante un incontro organizzato dalla
cooperativa insieme a Coop Lombardia.
“Da tempo siamo attenti alle tematiche ambientali – spiega
il presidente Gian Matteo Marangoni durante la presentazione
pubblica –. Abbiamo installato pannelli solari sulle nostre case,
ci siamo attivamente impegnati nel teleriscaldamento, al quale
sono allacciati venti nostri stabili, abbiamo installato i termostati per la riduzione dei consumi di riscaldamento nelle case
con caldaie centralizzate, abbiamo sostituito le lampadine delle
parti comuni dei condomini con lampade led che consumano
meno. Lo sviluppo sostenibile fa parte del nostro dna, per questo auspichiamo che l’esperienza dei soci di via Mozart rappresenti il primo passo di un progetto che possa presto interessare
anche altri cortili”.
Obiettivo di Eco Courts è ridurre del 30 per cento il consumo
di acqua a livello domestico, del 15 per cento quello di energia
consumata nei condomini e del 15 per cento i rifiuti prodotti
dalle famiglie. Come si possa raggiungere questo risultato ce
lo raccontano direttamente, e con orgoglio, gli inquilini di via
Mozart 13/15. Attraverso una serie di incontri e utilizzando il
portale web www.life-ecocourts.it, cuore del progetto, i condomini hanno potuto fare tesoro di una serie di eco-consigli.
Vere e proprie operazioni o piccoli accorgimenti da tenere in
Dicembre 2013
casa per ridurre i consumi: ad esempio spegnere gli apparecchi
e non lasciarli in stand-by, chiudere l’acqua mentre ci si lava i
denti, e così via. All’interno del sito internet, navigando in una
casa virtuale, è possibile approfondire come utilizzare al meglio
ogni singolo elettrodomestico, riducendo i consumi e l’incidenza
sull’ambiente.
In via Mozart un lavoro puntuale è stato fatto rispetto alla
raccolta dei rifiuti. All’isola ecologica del condominio sono stati
aggiunti i cassonetti per lo smaltimento di pile esaurite, lampadine, medicinali scaduti, toner delle stampanti, ed è stata
organizzata la raccolta degli olii di frittura, che rappresentano
un costo notevole per l’ambiente, se versati nello scarico del
lavello, e che possono invece essere recuperati e utilizzati come
carburante. Tutto questo è stato realizzato raccordandosi con
l’azienda comunale di gestione dei rifiuti Nord Milano Ambiente. “Il condominio è a metà del progetto – racconta Enza
Galeazzi, consigliera UniAbita che ha promosso l’adozione e la
sperimentazione di Eco Courts. L’entusiasmo dimostrato è altissimo, il coinvolgimento crescente. Gli abitanti hanno chiesto alla
cooperativa di avere una loro Casa dell’Acqua e la cooperativa
sta verificando i costi e come realizzarla”. Un premio di grande
valore, quello della Casa dell’Acqua, per un condominio che sta
effettivamente riducendo il suo impatto sull’ambiente. Ma non
è tutto.
Gli inquilini di via Mozart “ci hanno preso gusto”: grazie
Dicembre 2013
agli scambi di esperienze e informazioni che il progetto Eco
Courts permette attraverso il portale, hanno scoperto iniziative
di altri condomini che vogliono sperimentare anch’essi. “Hanno
già detto – prosegue Galeazzi – che intendono creare un bike
sharing di condominio, cioè risistemare le biciclette abbandonate e impolverate per metterle a disposizione di tutti, e vogliono
acquistare in comune una serie di elettrodomestici – quelli che
si usano meno frequentemente – perché tutti a turno possano
usufruirne”. Trapani super accessoriati, vaporelle per le “pulizie
di primavera”, macchine per tagliare il legno sono strumenti
che non vengono usati con frequenza, di cui si potrebbe quindi
calendarizzare un utilizzo collettivo. Magari con qualche aiuto
o consiglio da parte dei soci più bravi ed esperti nel fai-da-te.
I cortili ecologici partono da tematiche ambientali e creano
relazioni. Sembrano rispondere a un bisogno di attenzione per
l’ambiente che in questi ultimi anni è fortunatamente cresciuto.
“Gli inquilini del cortile di fianco – conferma Enza – quando
hanno saputo della raccolta degli olii hanno subito dimostrato
interesse e chiesto di poterli raccogliere anche loro”. Il progetto
dei cortili ecologici sembra davvero riuscire a trasformare un
luogo litigioso per definizione, come il condominio, in un luogo di costruzione di comunità. L’auspicio è che altri condomini
UniAbita aderiscano con entusiasmo ed energia. Anche questi
piccoli passi servono a lasciare un pianeta migliore rispetto a
come lo abbiamo trovato.
SERVIZI | UNIABITA - 11
COOPERATIVA DI ABITANTI
In un anno messi
a disposizione dei soci
117 alloggi in affitto
Nel corso del 2013 riassegnato il 5 per cento
dell’intero patrimonio abitativo.
Molto spesso, alla base della scelta di cambiare alloggio,
ci sono le difficoltà provocate dall’attuale crisi economica
12 - UNIABITA | SERVIZI
Dicembre 2013
Martedì 19 novembre, Salone Giacomo Matteotti, ore
18,30. Sono presenti una quarantina di famiglie delle circa
120 invitate, una ristretta avanguardia del migliaio di soci di
UniAbita in lista d’attesa nelle graduatorie alloggi a proprietà
indivisa. In palio, per così dire, ci sono 17 appartamenti, quasi
tutti di due e tre locali.
La riunione fila via veloce, diretta dalla responsabile
dell’Ufficio Assegnazioni, Sara D’Aguì. L’appartamento che si
è liberato e che è pronto per trovare un nuovo proprietario
viene descritto e vengono interpellati i soci seguendo l’ordine
della graduatoria. Tempo un’oretta e tutti i 17 appartamenti
sono preassegnati. Le facce sorridenti sono di chi ha con ogni
probabilità posto fine a una situazione di difficoltà abitativa,
di emergenza, di disagio. Sui restanti prevale la delusione,
sembra dicano: “Questa volta siamo restati a bocca asciutta,
ma la prossima volta, sarà quella buona”: nei giorni successivi, per onore di cronaca, quattro dei soci preassegnatari rinunceranno all’alloggio, per essere però subito rimpiazzati da
altrettanti soci che in un primo momento erano rimasti esclusi.
Diciassette appartamenti che, sommati agli altri 56 assegnati nelle cinque assemblee che si sono svolte nel corso del
2013, portano a 73 il totale degli alloggi in affitto assegnati ai
soci di UniAbita in assemblea. Sommati ad altri 44 assegnati
direttamente, senza passare dall’assemblea, fanno un totale di
117 alloggi assegnati nel 2013, un numero lontano dal soddisfare il bisogno di casa espresso dai nostri soci, ma senz’altro
superiore a quelli messi a disposizione sul territorio dal Comune, dall’Aler e da tanti privati. Un risultato che equivale a circa
il 5 per cento dell’intero patrimonio abitativo di UniAbita, che
arriva, stando agli ultimi dati disponibili, a 2.776 alloggi.
Ma chi sono i nuovi affittuari? “C’è un po’ di tutto - spiega Sara D’Aguì -. Diciamo che tra coloro che fanno la scelta
dei due locali, che in questo periodo è la tipologia di abitazione preferita, prevalgono i soci più anziani. Molto spesso,
per risparmiare, lasciano un appartamento più grande e più
comodo a favore di uno di dimensioni più modeste che però
per due persone, o per una sola, è più che sufficiente. Tra chi
invece vuole i tre locali sono in maggioranza i soci più giovani, le famiglie di nuova formazione, quelle in cui la nascita di
uno o due figli ha fatto diventare improvvisamente piccolo
l’appartamento nel quale fino a ieri stavano comodamente”.
Decisamente poche richieste ci sono invece, quest’anno, per
gli appartamenti di quattro locali, il cui affitto più alto mal si
accorda con questi tempi di vacche magre.
Chi sono invece i soci che liberano le case? “Anche in questo caso - è sempre Sara D’Aguì a spiegarci queste dinamiche Dicembre 2013
le spiegazioni sono molteplici. Quella più comune, specie nelle
case di meno recente costruzione, spiace dirlo, è il decesso del
socio abitante. Ma ci sono anche altre cause. Alcuni soci, quelli che hanno da parte qualche risparmio o possono contare
sull’aiuto dei parenti, in questo momento cercano di approfittare della diminuzione del costo delle case in vendita. Soprattutto appena al di fuori della cerchia più vicina alla metropoli
i prezzi sono calati parecchio e in questo momento comprare,
per chi ne ha la possibilità, è conveniente. Dall’altro lato ci
sono i soci che sono alle prese con gravi difficoltà economiche,
magari la perdita del posto di lavoro, e si trovano costretti a
ritornare sui loro passi, alla casa d’origine. E poi ci sono quelli
che si trasferiscono per motivi di lavoro e sono così obbligati a
lasciare libera la casa”.
Una situazione variegata, come si intuisce, dove non ci
sono spiegazioni univoche e le storie sono tante, spesso contrastanti: non manca, ad esempio, chi vende la casa di famiglia
e sceglie di andare ad abitare in affitto.
Mentre fino a ieri si poteva indicare in tre anni il tempo
che intercorreva tra l’entrata in graduatoria e quello di assegnazione di un appartamento, oggi i tempi si sono fatti
più veloci, attorno ai due anni. Questo discorso vale però
soltanto per le abitazioni di Cinisello Balsamo, perché per
Sesto San Giovanni il discorso è molto diverso. Il basso numero di abitazioni in affitto a disposizione fa sì che le nuove
assegnazioni avvengano col lumicino.
C’è piuttosto un problema, che si è evidenziato prima
a Sesto San Giovanni e a Monza e che oggi è evidente anche a Cinisello Balsamo negli appartamenti mansardati (i
cosiddetti sottotetti) e in quelli realizzati nei piani pilotis,
che in queste settimane cominciano a essere assegnati. In
questi casi, uno degli elementi che ritarda le assegnazioni,
un ritardo inspiegabile a fronte della massa di persone che
cercano casa in affitto e del danno economico che questi
ritardi provocano alla cooperativa, sono le rigidità dei requisiti convenzionali oggettivi e soggettivi. A volte tra i nostri
soci e tra quelli presenti nelle liste comunali, non si trova
proprio nessuno che possieda i requisiti di reddito (inferiore
a una certa cifra e superiore a un’altra), di residenza e di
lavoro, necessari per rispettare i dettami delle convenzioni
sottoscritte con gli enti pubblici in anni passati, quando la
società esprimeva bisogni e aspettative sociali diverse, assai
distanti da quelle ridisegnate dall’attuale crisi economica.
Così siamo all’assurdo che alcuni appartamenti restano sfitti, mentre molti soci in graduatoria restano ancora in attesa
di una casa.
SERVIZI | UNIABITA - 13
COOPERATIVA DI ABITANTI
Le nuove proposte
del Risparmio
sociale
Rendinova +0,30% prorogato di un anno
Lo scorso dicembre, nell’ambito di un più ampio progetto di
sviluppo e innovazione del prestito sociale, la cooperativa UniAbita ha proposto ai propri soci un nuovo prodotto finanziario:
Rendinova + 0,30% sui tassi di interesse del prestito ordinario.
Si tratta di una emissione speciale, riservata ai soci che per la
prima volta sottoscrivono un libretto di prestito sociale e ai soci
che da almeno 5 anni non hanno libretti di prestito sociale, a
condizione che mantengano, per ogni annualità solare, o periodo inferiore in caso di attivazione/estinzione del libretto in corso
d’anno, un deposito medio pari ad almeno tre mila euro.
Le condizioni particolarmente vantaggiose di questo prodotto hanno indotto la Cooperativa a prorogare tale offerta e
le sottoscrizioni saranno quindi ancora attive dall’1 dicembre
2013 fino al 30 novembre 2014, assicurando a tutti i nuovi sottoscrittori una maggiorazione pari allo 0,30% in aggiunta al
tasso di interesse ordinario pro tempore vigente fino alla fine
del 2015 oppure fino all’estinzione del libretto, se antecedente
a tale data.
Nel corso dell’anno appena trascorso questa offerta ha riscontrato nel corpo sociale un grande interesse: sono stati aperti 75 nuovi libretti di prestito per un valore di oltre 1.313.000
euro. È da evidenziare che i tassi di interesse vengono applicati
su tutto l'ammontare del prestito e non a scaglioni: un piccolo
incremento potrebbe portare al passaggio nella fascia successiva e quindi il vantaggio di un tasso più alto viene applicato
all'importo dell’intero prestito depositato.
Un risultato di grande soddisfazione per UniAbita che può
contare, nel suo sviluppo, sulla fiducia concreta e tangibile di
migliaia di soci risparmiatori.
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Dicembre 2013
COOPERATIVA DI ABITANTI
Importanti novità
per il socio prestatore
A partire dal prossimo febbraio sarà possibile
effettuare bonifici
e farsi accreditare lo stipendio o la pensione
La raccolta del risparmio tra i nostri soci ha consentito di
consolidare e sviluppare un percorso fondato sulla reciproca
fiducia e sullo spirito di servizio che ha sempre caratterizzato
ogni aspetto della nostra vita sociale. Una delle molteplici tappe di questo percorso è stata la recente istituzione della “carta
prepagata” che sta riscuotendo un vivo interesse. Ma abbiamo deciso di continuare sulla via dell’innovazione e dell’arricchimento dei servizi offerti con l’introduzione di strumenti
che consentano un più agevole e sicuro utilizzo del libretto di
deposito.
Ci riferiamo ai bonifici e all’accredito dello stipendio o
pensione per i quali sono in fase avanzata le attività concernenti la loro attuazione. Quando la procedura sarà operativa
il socio prestatore potrà disporre bonifici da un proprio
conto bancario a favore del proprio libretto di prestito cooperativo. D’altra parte, potrà disporre bonifici dal proprio libretto
di prestito cooperativo a un proprio conto bancario presentandosi a uno sportello cassa della nostra Cooperativa o inviando
una semplice e-mail a quest’ultima. Non potranno però essere
effettuati bonifici da parte di terze persone né bonifici a favore
di queste ultime in quanto tali operazioni non sono consentite,
per disposizioni di legge, nell’ambito della gestione del risparmio cooperativo.
È evidente che grandi vantaggi deriveranno al socio
prestatore con l’avvio della procedura bonifici in quanto
quest’ultimo potrà evitare di utilizzare gli attuali strumenti di prelievo e deposito che sono più laboriosi e
che comportano maggiore dispendio di tempo. Si pensi,
ad esempio, a un prelievo di 10 mila euro effettuato con il
sistema tradizionale che comporta: 1) la richiesta di prelievo
telefonica o direttamente allo sportello cassa; 2) l’attesa di tre
Dicembre 2013
giorni lavorativi a far data dalla richiesta, come da Regolamento; 3) decorsi i tre giorni lavorativi, la consegna di un assegno circolare o bancario dell’importo richiesto al socio presso
lo sportello cassa; 4) il deposito dell’assegno da parte del socio presso il suo conto corrente bancario. Nell’esempio considerato, se il socio sceglierà di effettuare il prelievo mediante
bonifico si porranno in essere soltanto due semplici operazioni: 1) la richiesta di bonifico che il socio potrà trasmettere
comodamente da casa mediante e-mail; 2) disposizione del
bonifico da parte della nostra Cooperativa con conseguente
accredito diretto del conto corrente bancario del socio, con la
valuta prestabilita.
L’altra novità, come accennato, riguarda l’accredito
del proprio stipendio/pensione al libretto di prestito cooperativo. Anche in questo caso si eviterebbero le lungaggini
derivanti dalla riscossione dello stipendio/pensione e dal successivo versamento del relativo ammontare presso il libretto
di risparmio.
L’entrata in funzione di queste novità è prevista per
il febbraio del 2014. Per tempo ne daremo ampia ed esaustiva informazione a tutti i soci.
SERVIZI | UNIABITA - 15
UNIABITA
L’unificazione tra le
nostre cooperative
è stata una scelta
lungimirante
Intervista al presidente onorario Gerolamo Sulas.
Quaranta anni di vita cooperativa.
L’ingresso di tanti giovani nel C.d.A.
è un’ottima scelta e contribuirà
a rendere ancora più grande UniAbita
Nello scorso giugno Gerolamo Sulas è stato eletto presidente onorario di UniAbita. Molto popolare tra i soci di Sesto
San Giovanni, lo è meno tra quelli di Cinisello Balsamo, che
però avranno modo di conoscerlo meglio e di apprezzarne le
qualità nel prossimo futuro. Intanto, come biglietto da visita, ci
facciamo raccontare i passaggi più significativi della sua esperienza di cooperatore.
La mia esperienza di cooperatore inizia nel 1975, con la
partecipazione alla fondazione della Cooperativa edificatrice
Carlo Olmini, della quale per circa 20 anni ho ricoperto anche
la carica di Presidente. Successivamente, fino alla unificazione
con la Cooperativa Auprema, sono stato direttore generale
del Consorzio Sestese di Abitazione e poi della Cooperativa
Sestese di Abitazione “Camagni-Olmini”. In UniAbita, prima
di andare in pensione, ho ricoperto la carica di Responsabile
Area Produzione Immobiliare e Sviluppo. Ho ricoperto anche
importanti incarichi, a livello provinciale e nazionale, nella
Lega delle Cooperative di Abitazione e, parallelamente, ho
partecipato assiduamente alla vita politica e amministrativa
della mia città, della quale sono stato consigliere comunale
e assessore.
16 - UNIABITA | SERVIZI
Che giudizio dai della tua esperienza di cooperatore?
E’ un’esperienza di vita che mi ha arricchito sotto moltissimi aspetti. Ho vissuto gli impegni e i sacrifici di 40 anni
di cooperatore attivo attimo per attimo, con piacere, in prima
linea, senza sentirne particolarmente il peso. E’ sempre prevalsa la soddisfazione alla stanchezza. Una caratteristica che non
ha riguardato solo la mia persona, ma che ho piacevolmente
notato in tanti altri cooperatori, soci e dirigenti che, con il loro
lavoro, prevalentemente volontario, hanno contribuito a una
positiva crescita della cooperazione, a tutti i livelli. E’ stato un
periodo pieno di iniziative, di programmi e di positivi risultati che mi inorgoglisce ma soprattutto dimostra la validità del
modello cooperativo. Un modello socio-economico, diverso
dall’iniziativa privata, ma altrettanto valido economicamente,
e irrobustito da elementi come la socialità, la partecipazione
dei soci alle scelte e il non scopo di lucro privato.
Sei stato uno dei promotori dell’unificazione con
l’Auprema, Perché? Sei soddisfatto?
Una delle cose importanti, direi fondamentali, che ho recepito durante la mia storia di cooperatore è che il modello
cooperativo non ha “campanili”, non ha e non deve avere
Dicembre 2013
territori “ideali” dove proiettare e applicare la propria “missione”. Premesso questo, i ragionamenti che hanno portato le
nostre cooperative all’unificazione sono stati sostanzialmente
di ordine strategico e programmatico. Una valutazione sociale
e politica, che ha investito tutto il movimento di Legacoop, ci
ha convinto che per il futuro era necessaria l’aggregazione
di risorse, di economie, di strutture ed esperienze di soggetti
diversi per creare dei veri e propri “poli cooperativi” sempre
più in grado di competere con le nuove problematiche e rispondere meglio ai nuovi bisogni.
Se vi è oggi una cooperativa in grado di dare risposte ai
cittadini abitanti, questa è UniAbita. Non mi piace l’autoreferenzialità, ma rivendico con orgoglio questa scelta, condivisa
dai gruppi dirigenti delle nostre cooperative, in primo luogo
dal presidente Marangoni, che tuttora, come si dice “tira il
carro”, e poi dai nostri ex presidenti Cipriano Martini e Roberto Vai, che purtroppo è venuto a mancare prematuramente.
Quali sono i punti di forza di UniAbita?
I punti di forza sono tanti. Penso al gruppo dirigente,
sgombro da posizioni campanilistiche, di sana concezione cooperativa, di notevole esperienza. Ma la cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è constatare il notevole apporto organizzativo e professionale dei dipendenti e dei collaboratori. Senza
questo apporto sarebbe stato tutto molto più complicato.
Complessivamente tutti hanno collaborato ed è stato molto
importante vedere lo sforzo di tutti e il crearsi di nuovi straordinari rapporti interpersonali. Tra le cose positive aggiungo
che all’interno dell’apparato funzionale di UniAbita vi sono
delle vere e proprie “eccellenze” professionali, e questo è un
elemento di forte garanzia operativa e gestionale di cui è necessario tenere consapevolmente conto.
Qualcosa che è mancato? Sarebbe presunzione negarlo. Per esempio si notano alcune problematiche relative alla
gestione del rapporto con i soci, dove emerge la differenza
culturale e di diversa concezione organizzativa tra la realtà
cinisellese e quella sestese. In questo contesto si inquadra, per
esempio, il non positivo (ma forse obbligato) fatto dell’abbandono da parte di UniAbita della gestione amministrativa degli
stabili condominiali in proprietà o misti.
Qual è lo stato di salute della Cooperativa?
Distinguerei tra quello economico/patrimoniale e quello
dell’azione attuativa e programmatica della propria “missione”. Sul primo non ho dubbi, siamo una realtà solida. Sul secondo aspetto è chiaro che la crisi nazionale e internazionale
si riflette anche sull'attività di UniAbita, saremmo ipocriti o
Dicembre 2013
ciechi a non vederne i risvolti anche sulla nostra azione. Ma,
come dicevo prima, credo che se vi è un soggetto in grado di
superare questo periodo difficile questo è proprio UniAbita. In
questo senso la fusione tra due importanti e forti realtà economiche, patrimoniali e operative come l’Auprema e la Camagni Olmini è stata lungimirante e rende più sereno il cammino
della nostra Cooperativa.
Un socio anziano come te, come valuta l’ingresso in
forza di giovani nel C.d.A.?
Penso sia un’ottima cosa. Certo un Consiglio di Amministrazione composto per la metà da nuovi consiglieri può indurre a pensare che la Cooperativa sia governata da un organismo inesperto e debole, ma non è così. Intanto vi è una
qualificata componente con esperienza che garantisce la continuità. Inoltre questi giovani sono motivati e qualificati, alcuni li conosco personalmente e posso affermare che hanno le
qualità per diventare ottimi amministratori. La preparazione e
il carattere non mancano, alcuni di loro hanno alle spalle esperienze politiche e associative, il che non guasta. Sono convinto
che potranno dare l’impulso per cambiare le cose in positivo,
a tutti i livelli. L’auspicio è che questo rinnovamento contribuisca a fare ancora più grande UniAbita.
Come si deve esprimere il rinnovamento della Cooperativa?
Credo che questa iniezione giovanile contribuirà a indicare
la giusta direzione per rinnovare l’azione di UniAbita. Il nuovo
modo di essere, di operare, di confrontarsi con le esigenze dei
cittadini/soci è sicuramente una strada obbligata per il futuro.
Che cosa significa concretamente? Credo che occorra sintonizzare sempre di più le “antenne” nella società, ascoltare i soci,
valutare i cambiamenti sociali, normativi, economici e comportarsi di conseguenza. Senza perdere la rotta che è alla base
della missione primaria della cooperativa e cioè la solidarietà,
la mutualità e lo scopo di “migliorare la situazione economica
e di vita dei soci”.
SERVIZI | UNIABITA - 17
COOPERATIVA DI ABITANTI
Coinvolgimento
dei soci e trasparenza
nelle scelte
A colloquio con Alessandro Longo, responsabile della commissione
che si occupa del decoro degli stabili, ma anche, e soprattutto,
delle spese per il funzionamento degli edifici
e per le opere di manutenzione
di Fabio Brioschi
Dallo scorso giugno è attiva in seno al Consiglio di Amministrazione la nuova Commissione Patrimonio e Decoro, presieduta da Alessandro Longo, consigliere di lungo corso all'interno del Consiglio di Amministrazione di Auprema prima e
UniAbita dopo.
Il suo compito non è solo quello di assicurare un costante
controllo della spesa per le manutenzioni, ma anche un aspetto dignitoso alle facciate degli stabili UniAbita. Un patrimonio
sempre in ordine, non lasciato andare al degrado, infatti, non
va soltanto a vantaggio della cooperativa, ma i benefici ricadono su tutti i soci.
Nata inizialmente come “semplice” Commissione Patrimonio, negli ultimi anni era stata presieduta da Luciano Boz18 - UNIABITA | SERVIZI
zuto e aveva come compito quello di assicurare un controllo
e un coordinamento delle manutenzioni e degli interventi su
tutti gli stabili della cooperativa, con annesse previsioni di
spesa, elaborazioni di preventivi e consuntivi da inviare ai soci
residenti. Verso fine 2010 a queste peculiarità si aggiunse la
necessità di eseguire una mappatura dell'aspetto esteriore
degli stabili: in molti casi, infatti, il decoro e l'uniformità delle
facciate si erano un po' lasciati andare per via del proliferare
di parabole, condizionatori, tende e veneziane di ogni foggia e
colore. Venne creato, allora, un gruppo di lavoro, che a tre anni
da quell'esordio è stato istituzionalizzato all'interno della già
esistente Commissione Patrimonio. “L'accorpamento all'interno della Patrimonio – racconta Longo – è stato deciso dal
CdA per motivi organizzativi. Il Consiglio si è profondamente
rinnovato e l'età media si è abbassata; vale a dire che molti
nuovi consiglieri sono ancora in attività lavorativa e hanno
decisamente meno tempo da dedicare alle attività correlate al
Consiglio. Per questo era necessario rendere più produttivi i lavori del gruppo Decoro, che quindi è stato istituzionalizzato”.
In questi primi tre anni di attività il gruppo di lavoro sul
decoro degli stabili ha prodotto una mappatura completa
dell'aspetto delle facciate, riscontrando che circa il 30 per
cento degli stabili aveva un aspetto ben lontano dal normale
decoro. “La questione non riguarda solamente l'estetica – ribadisce Longo – perché, per esempio, c'era la problematica
delle fioriere esterne ai balconi. Lì si poneva una questione di
sicurezza. Tuttavia, il concetto di fondo è che uno stabile con
Dicembre 2013
un aspetto pulito e uniforme rende maggiormente piacevole viverci. E' il comportamento delle persone che fa la differenza e
su quello, dopo la mappatura dei problemi, siamo intervenuti”.
In alcuni casi estremi era già previsto il rifacimento delle
facciate, a causa dei guasti provocati dal tempo che inesorabilmente è passato dal momento della costruzione. Qui è
entrata in gioco l’altra prerogativa, quella principale, della
Commissione. “Qui – dichiara con un pizzico di orgoglio Longo – siamo al cuore della cooperativa. Noi gestiamo le spese
di funzionamento degli stabili e le opere di manutenzione. Elaboriamo i consuntivi e li controlliamo, in modo da sviluppare
i preventivi stabile per stabile. Ovviamente siamo di supporto
all'Ufficio Tecnico, che ha le competenze per programmare ed
elaborare gli interventi. Gli aspetti tecnici si mischiano a quelli
estetici, come abbiamo visto, ma soprattutto a quelli “politici”. Voglio dire che in tempi di crisi quali quelli che stiamo vivendo, non si possono proporre lavori straordinari ai soci senza valutare se siano sopportabili o meno. E' un costante lavoro
di informazione, di trasparenza, di coinvolgimento. Il risultato
è buono perché da quando abbiamo cominciato a intervenire
su fioriere, parabole e condizionatori, si sono verificati solo
una quindicina di casi limite di soci che non hanno risposto
alla richiesta di mettersi a norma. La quasi totalità dei soci ha
Dicembre 2013
invece compreso che certi comportamenti sono dannosi per
tutti e ha collaborato alla riuscita del progetto di ripristino del
decoro. L'unico problema aperto è quello delle tende e delle
veneziane: la multiformità delle soluzioni adottate negli anni
da molti soci è un vero pugno nell'occhio. Su questo stiamo
ancora lavorando, ma anche in questo caso siamo fiduciosi”.
Coinvolgimento dei soci e trasparenza sono i temi a cui
Longo tiene maggiormente; anche perché i fatti hanno fin qui
dimostrato che dove i soci, tramite i comitati di caseggiato,
sono stati resi parte del processo decisionale, i risultati sono
arrivati. “Non perdere il contatto con i comitati di caseggiato
è il punto fondamentale. Non si tratta solo di essere sempre
a disposizione dei soci che chiedono un incontro, ma anche e
soprattutto di renderli edotti che certe scelte vengono fatte
con lungimiranza. Per esempio, uno dei campi in cui otteniamo
meno risultati di quelli che vorremmo è l’introduzione delle
nuove tecnologie. Impiantare i pannelli solari o cambiare le
lampade delle parti comuni con quelle a led, significa fare un
investimento che è oneroso oggi, ma consente di risparmiare
domani. Purtroppo la crisi economica provoca rigidità e crea
incertezze: nessuno è contento di spendere, ma il risparmio è
dietro l'angolo”. Insomma, sembra dire Longo, ci vuole sì un
occhio al portafogli, ma anche uno verso il futuro.
SERVIZI | UNIABITA - 19
Idee di viaggio
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UNIABITA
Il nuovo CdA
si mette in gioco
Predisposto un nuovo modello organizzativo,
basato su tre gruppi di lavoro: Comunicazione,
Servizi di Comunità, Nuove Forme dell’Abitare e Nuove Tecnologie
di Caterina Paola La Grotteria
Il percorso di forte rinnovamento, intrapreso da UniAbita
con le ultime elezioni, ha portato all’ingresso in Consiglio di
Amministrazione di un buon numero di nuovi consiglieri, molti
alla prima esperienza, che si sono affiancati a consiglieri di
lungo corso della cooperazione cinisellese e sestese.
Un CdA rinnovato, quindi, che vuole essere sempre più un
laboratorio di idee e di progetti reali, in grado di affrontare e
dare una risposta concreta alle esigenze di una comunità di
soci sempre più ampia e complessa. Temi critici si affiancano
così a nuove opportunità di crescita per la cooperativa, in un
programma di lavoro dove il nuovo procede in un costante
confronto con le radici storiche di UniAbita.
In questo contesto nasce una nuova forma di partecipazione dei consiglieri, che si sono strutturati in tre gruppi di lavoro che, in parte, hanno sostituito le precedenti commissioni.
Nuovi modelli organizzativi, ognuno destinato ad affrontare
nodi tematici fondamentali e a proporre approcci efficienti e
innovativi in tre aree di interesse primario per UniAbita: Comunicazione, Servizi di Comunità, Nuove Forme dell’Abitare e
Nuove Tecnologie.
Dicembre 2013
I gruppi di lavoro – coordinati da Lia Strani e dei quali
fanno parte componenti del CdA, tecnici, ex corsisti Adest
– si sono posti, nell’arco dei tre anni di mandato consiliare,
il raggiungimento di obiettivi strategici per la cooperativa.
Un lavoro sul campo che vuole entrare nel vivo delle eventuali criticità e delle relative soluzioni, con un interesse
prevalente: contribuire a rendere la nostra cooperativa,
ogni giorno di più, uno strumento efficace ed efficiente al
servizio dei soci e della comunità, ma anche capace di affacciarsi in modo adeguato e moderno a settori in grande
fermento, come quello della comunicazione e delle nuove
forme dell’abitare.
I gruppi di lavoro hanno un compito ben preciso: elaborare proposte, effettuare analisi, studiare e approfondire situazioni particolari. Tutto ciò con una doppia anima:
una di indirizzo, l’altra di gestione dei ruoli operativi.
Abbiamo intervistato i tre coordinatori dei Gruppi di
Lavoro che, tra l’altro, sono tutti e tre consiglieri di primo
mandato, cercando di capire idee e obiettivi alla base di
questi ambiziosi progetti.
SERVIZI | UNIABITA - 21
UNIABITA
Una casa più
moderna ma sempre
attenta alla socialità
Intervista a Chiara Cariani,
coordinatrice del gruppo di lavoro
sulle Nuove forme d’abitare e Nuove tecnologie
Nel nostro nome è racchiuso il senso dell’iniziativa di rinnovamento innescata dal precedente consiglio di amministrazione: il Gruppo di Lavoro è nuovo, esisteva invece la Commissione Nuove Tecnologie. Uno sguardo al futuro, quindi, per
progettare e studiare insieme nuove offerte abitative che ben
si adattino alla mutata società ma con uno sguardo a quanto
è già stato fatto nel passato, per continuare il lavoro portato
avanti dalla precedente Commissione in tema di sostenibilità
ambientale e tutela del patrimonio.
Chiara Cariani ha 31 anni, è socia di UniAbita da oltre dieci e neo eletta nel Consiglio di Amministrazione. Laureata in
Relazioni Pubbliche e Pubblicità è attualmente impiegata in
qualità di assistente alla direzione e vice presidenza di una
cooperativa di Milano. Per lei è il primo mandato e il primo
ruolo di rilievo all’interno del gruppo che si occupa di Nuove
forme d’abitare e nuove tecnologie.
Nuove forme d’abitare e nuove tecnologie: il
nome del vostro gruppo racchiude in sé il futuro
stesso della cooperativa, la sua capacità di guardare al domani. Un tema a dir poco fondamentale:
ce ne parli?
22 - UNIABITA | SERVIZI
Come è cambiata negli ultimi anni, nei quali è cresciuta la presa di coscienza intorno ai temi dell’ecosostenibilità, l’aspettativa di abitazione per i
soci della cooperativa?
È forte ormai la necessità di fare qualcosa per ridurre l’impatto che l’uomo lascia sull’ambiente. UniAbita non può e non
vuole restare a guardare: abbiamo la responsabilità di rinnovare il patrimonio immobiliare esistente adeguandolo non
solo alle normative vigenti ma anche alle tecnologie e ai metodi costruttivi più innovativi, perché i nostri stabili siano più
efficienti dal punto di vista energetico e ambientale. Ricordiamo, tra i numerosi interventi già effettuati, l’installazione dei
pannelli solari e fotovoltaici, il teleriscaldamento, ma anche il
rifacimento di tetti e facciate con la realizzazione di cappotti
termici, per limitare la dispersione del calore e quindi diminuire i consumi e le immissioni nell’ambiente. Altra esigenza
che UniAbita non vuole tralasciare è la sensibilizzazione del
Dicembre 2013
proprio corpo sociale verso i temi ambientali: il progetto Eco
Courts ne è un esempio rappresentativo. L’idea, quindi, è di
portare avanti iniziative di questo tipo, che permettano ai soci
di sentirsi parte attiva nel ridurre sprechi e consumi all’interno
delle nostre case.
Il modo stesso di chiamare la casa è cambiato.
Oggi si parla sempre di più e si progetta con un
occhio all’Housing Sociale, al Co-housing, al Green
Building, alle Smart Home. Di cosa di tratta?
In realtà sono concetti che da tempo fanno parte del patrimonio culturale e statutario della cooperativa: l’housing sociale altro non è che l’offerta di alloggi rivolta a coloro che non
riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato
libero, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta
adeguata. Il co-housing è il passo successivo: significa progettare soluzioni abitative private corredate da ampi spazi destinati all'uso comune e alla condivisione. UniAbita da sempre,
anche se in diversa misura, ha voluto dare spazio e rilevanza
alla socialità nei propri caseggiati. Si tratta ora di fare un’ulteriore rivoluzione e riuscire a individuare le necessità delle
nuove generazioni di abitanti, trovando il modo di favorire la
condivisione e la coabitazione. Questo concetto ben si sposa
con il Green Building, che oltre a far riferimento a edifici strutturalmente ecosostenibili, in senso allargato può anche essere
riferito alla capacità delle persone che vivono in questi edifici
di inquinare sempre meno e utilizzare le risorse in modo coscienzioso e consapevole. Infine, Smart Home, una casa intelligente e moderna, un concetto preso in prestito dal più ampio
Smart Cities, grazie al quale apparecchiature, impianti e sistemi sono prenotabili, attivabili e fruibili dall’esterno.
In questo contesto si inserisce il vostro gruppo.
Qual è il vostro metodo di lavoro?
Si svolge attraverso diverse fasi: anzitutto lo studio di
quanto è già stato fatto finora e dei risultati ottenuti ci permette di fare un ‘punto zero’ e poter iniziare nuovi progetti
con un bagaglio di esperienza non indifferente. Intendiamo
proseguire con un’attenta analisi dei nuovi target a cui fare
riferimento e dei conseguenti nuovi bisogni che emergono in
una società in continua evoluzione. In seguito, occorrerà identificare una strategia operativa che corrisponda in modo adeguato e completo a questa analisi. Non è un lavoro da poco,
Dicembre 2013
ma siamo certi di poter dare un valido contributo grazie anche
alla disponibilità di chi prima di noi ha già seguito questi temi,
alle competenze maturate e soprattutto forti di una struttura
operativa dotata di ottima preparazione e capacità di mettersi
in gioco.
Come Gruppo di Lavoro abbiamo pensato di seguire parallelamente due strade: la prima ci porta a ragionare e lavorare
operativamente tutti insieme su progetti di più ampio respiro
e di carattere più generale, mentre la seconda vede il gruppo suddiviso in più sottogruppi, a seconda delle conoscenze
e delle inclinazioni personali, per seguire da vicino alcuni temi
più specifici.
Quali obiettivi vi siete posti?
Gli obiettivi, naturalmente, sono diversi a seconda del progetto che affrontiamo, così come cambiano le tempistiche di
attuazione, adeguandosi al tipo di iniziativa che decidiamo di
intraprendere. Resta però un fine comune: creare un ‘Modello
UniAbita’ riconoscibile e apprezzato dai cosiddetti stakeholder, ovvero da tutti quei portatori di interessi che gravitano
attorno alla nostra realtà cooperativa.
Secondo questa concezione, UniAbita diventa ‘developer’,
cioè promotore di iniziative dalla progettualità innovativa, in
grado di soddisfare e rispondere alla domanda di casa, intesa
come binomio casa-servizi cercando, al contempo, di mantenere vivo lo spirito cooperativo storico.
L’emergenza casa è oggi un tema sempre più scottante per una società che attraversa una profonda
crisi economica come la nostra. Cosa significa questo per il vostro lavoro?
UniAbita si è sempre dimostrata attenta alle necessità
del proprio corpo sociale e anche in futuro verranno messe in campo tutte le strategie possibili per andare incontro
alle esigenze di chi si rivolge a noi per rispondere alla necessità di avere una casa. La nostra forza, dal mio punto di
vista, è che non ci limitiamo a dare una casa, non siamo
un ente pubblico, ma convogliamo i nostri sforzi e la nostra
attenzione a migliorare la qualità della vita delle persone
che risiedono nei nostri caseggiati, cercando soprattutto di
instillare quei valori e quei principi propri della cooperazione
che hanno consentito a UniAbita di festeggiare, quest’anno,
i 110 anni di vita. (c.p.l.g)
SERVIZI | UNIABITA - 23
UNIABITA
Il cuore di una
cooperativa di abitanti
Intervista a Erika Palazzo,
coordinatrice del Gruppo di lavoro sui Servizi di Comunità
lo sport e il tempo libero, gestiti dal Circolo Auprema; l‘ambito
sanitario, con il Consorzio Il Sole, che gestisce i Poliambulatori
e la Residenza del Sole per gli anziani; il settore del turismo,
con l’agenzia viaggi Mondo Auprema e il villaggio turistico
Borgo Magliano; e ancora la solidarietà sociale, con la onlus
Fondazione Auprema.
Erika Palazzo, cinisellese, laurea in Economia politica, lavora in Università occupandosi di didattica dei programmi formativi e degli insegnamenti. Negli ultimi anni ha intrapreso
un percorso di formazione e volontariato nella cooperazione
internazionale e, nel 2011, è iniziato per lei il progetto Adest,
che l’ha portata a una partecipazione sempre più attiva nella
realtà cooperativa di UniAbita, fino ad arrivare a ricoprire il
ruolo di consigliere all’interno del CdA. E ora una nuova sfida:
occuparsi del coordinamento del Gruppo di Lavoro dei Servizi
di Comunità.
I Servizi di Comunità sono il cuore di una cooperativa di abitanti come UniAbita, il polso della comunità. E sono una grande ed eterogenea “famiglia”. Ce li presenti?
I Servizi di Comunità sono lo strumento che consente a
UniAbita di essere una cooperativa di “abitanti” e non solo di
“abitazioni”, rispondendo alle necessità dei soci che non riguardano esclusivamente l’abitazione. Consistono in una rete
di strutture e servizi che operano in diversi settori: la cultura,
24 - UNIABITA | SERVIZI
Come si colloca il vostro gruppo di lavoro in questo contesto?
Il nostro obiettivo è verificare l’andamento dei servizi di
comunità, cercando di analizzarne l’efficacia sociale e l’efficienza economica, ipotizzando quale possa essere la loro evoluzione nel futuro. Non dimentichiamo poi l’importanza che
le strutture lavorino in modo integrato, costituendo una rete
capace di definire un’offerta congiunta di servizi.
Quali sono i nodi attuali dei Servizi di Comunità?
Le criticità maggiori sono legate all’effettiva capacità di
soddisfare i bisogni dei soci e di farlo in una situazione di
sostenibilità economica. Dobbiamo abituarci a misurare, nei
limiti del possibile, i risultati sociali ed economici del nostro
operato. I servizi nascono per soddisfare le richieste dei soci. È
un obiettivo centrato? A che costo stiamo realizzando i servizi
offerti? Vi è una situazione sostenibile nel futuro? Cercheremo
di rispondere a questi interrogativi.
Ci sono dei settori che richiedono una maggiore
attenzione?
Dicembre 2013
La situazione è piuttosto articolata. Se l’ambito sanitario
presenta una situazione positiva con l’apertura recente del
nuovo Poliambulatorio Diaz nell’area di Balsamo (che si aggiunge a quello storico di via XXV Aprile) e la futura nuova
sede di Sesto San Giovanni, nell’area Bergamella, quello del
turismo sembra essere più complesso nello svolgere il ruolo
di attivatore di turismo sociale per cui si è investito in questo
settore.
Come avete organizzato il lavoro?
I temi da affrontare sono numerosi e complessi. Abbiamo
individuato i temi prioritari e costituito dei sottogruppi che
vi si dedicheranno nei prossimi mesi, pur riportando analisi e
proposte al gruppo intero, in modo da non perdere una visione
d’insieme e una strategia comune. All’interno dei sottogruppi
abbiamo coinvolto altre persone, in ragione delle loro esperienze o per il ruolo che ricoprono nel settore. Inoltre intendiamo confrontarci con altre realtà: cooperative, il Politecnico,
associazioni di territorio, per cogliere ulteriori spunti di riflessione dalle loro conoscenze ed esperienze.
Qual è il ruolo dei Servizi di Comunità oggi e come
è cambiato nel corso degli anni?
I servizi di comunità sono partiti da forme elementari di
organizzazione per offrire ai soci dei servizi complementari
al puro abitare, per poi svilupparsi e ingrandirsi nel tempo,
fino alla creazione di strutture complesse di gestione. Negli
ultimi anni il fenomeno di diffusione è rallentato e per questo
ci si chiede se i servizi rivestono ancora un ruolo di collettore
sociale e di diffusore dei valori cooperativi. Il coinvolgimento
dei soci in questo processo è fondamentale per il futuro del
modello stesso di UniAbita, cooperativa di abitanti, e perché
abbia successo, apriamo le porte ai soci che abbiano suggerimenti, indicazioni, opinioni sul tema e vogliano contribuire a
questo rilancio.
Quali sono gli scenari futuri che avete ipotizzato?
Siamo ancora in una fase di comprensione di questa realtà
articolata, abbiamo però iniziato a farci delle idee. Ho menzionato prima le strutture attive nei diversi settori: per alcune di
queste potremmo operare delle trasformazioni negli obiettivi
e nel modo di operare al fine di incrementare la capacità di
soddisfare le esigenze dei soci, che nel tempo possono subire
Dicembre 2013
dei cambiamenti.
Faccio un esempio: assistiamo a un aumento del numero
di soci in difficoltà nel far fronte al pagamento del canone. Che
azioni possiamo mettere in atto? Ecco che un sottogruppo sta
ragionando sulla costituzione di un fondo di sostegno ai soci,
un altro sta verificando la fattibilità di un progetto di raccolta
di prodotti alimentari che escono dalla grande distribuzione
organizzata da redistribuire a persone in difficoltà economica.
Stiamo progettando inoltre un modello di accompagnamento per le nuove comunità che si costituiranno a conclusione di alcuni interventi di proprietà divisa. Ci sono poi progetti
a cui ci dedicheremo in un futuro meno immediato: programmi di housing sociale; servizi all’abitare con la gestione delle
utilities in grado di creare benefici di fruizione ed economici
per i soci; l’integrazione nell’offerta dei servizi. Vorremmo che
nei caseggiati, ad esempio tramite il Circolo Auprema, si creasse una realtà che svolga un ruolo di attivatore di servizi che
i singoli soci possano auto-progettare e gestire: ad esempio
nell’introdurre pratiche di risparmio energetico, nel gestire orti
condivisi, il servizio di badante o colf di condominio, creare dei
gruppi di acquisto solidali, eccetera.
Ma oggi, come fare per attrarre i soci e far conoscere l’offerta dei Servizi di Comunità?
Ci confronteremo sicuramente con il gruppo di lavoro sulla
comunicazione. È però essenziale offrire servizi che soddisfino
le esigenze del socio, affinché ci sia un incontro fruttuoso da
cui si possa ricavare un arricchimento reciproco.
I Servizi di Comunità dovrebbero aprirsi a tutto il
territorio?
L’apertura al territorio è una scelta che in passato ha già
caratterizzato UniAbita, e che rappresenta un importante strumento per la diffusione dei valori della cooperazione. Tutti i
cittadini possono accedere ai servizi, mentre chi è socio può
anche usufruire di vantaggi economici. Sicuramente, in questa fase di progettazione, questa modalità sarà confermata.
(c.p.l.g)
I soci che desiderano sottoporre osservazioni e proposte al
Gruppo di lavoro sui servizi di comunità possono inviare una
mail a: [email protected].
SERVIZI | UNIABITA - 25
UNIABITA
Lavoriamo
per una maggiore
partecipazione dei soci
Intervista a Jurij Bardini,
coordinatore del Gruppo di Lavoro sulla Comunicazione
CdA sia semplici soci che, per competenza professionale, passione e volontà cooperativa dimostrata sul campo negli anni sono
stati scelti e invitati a partecipare ai nostri tavoli di lavoro”.
Classe 1977, laurea con lode in Storia moderna e contemporanea, dal 2006 Jurij Bardini lavora nel campo della comunicazione, occupandosi nello specifico di gestione delle Community
su web, le comunità di utenti su internet. Dopo numerose esperienze sul territorio di Cinisello Balsamo, sia nell’organizzazione
di attività sociali con UniAbita, sia nella realizzazione di percorsi ed eventi culturali come WeParty, è arrivato in Consiglio di
Amministrazione a seguito delle ultime elezioni. Pieno di idee e
attento a cogliere stimoli e nuove sfide, da condividere con gli
altri componenti del Gruppo di Lavoro sulla Comunicazione, del
quale è il coordinatore.
“Abbiamo deciso – racconta Jurij – di mettere a frutto fin
da subito le novità che hanno portato con sé i gruppi di lavoro.
Uno degli obiettivi è infatti quello di creare una maggiore partecipazione e un allargamento di responsabilità nel mondo cooperativo, rafforzando i legami tra amministratori e corpo sociale.
Quindi al nostro gruppo di lavoro appartengono sia membri del
26 - UNIABITA | SERVIZI
Il vostro gruppo si occupa di Comunicazione. Quanto è importante la comunicazione per una cooperativa grande e così radicata nel territorio come
UniAbita?
Naturalmente si tratta di un tema fondamentale. Lo è per
tutte le realtà che si propongano di incidere, a vari livelli, sulla
realtà economica, sociale, culturale in cui operano. Si tratta però
di capire che cosa significhi davvero “comunicare” e come farlo
in maniera efficace, utile e rapida.
Cosa significa comunicare oggi per UniAbita?
In termini strategici, significa compiere coppie di azioni congiunte e coordinate: parlare e ascoltare, immaginare e aiutare a
vedere il futuro, innovare e accompagnare all’innovazione, ponendosi come leader e protagonista del cambiamento. La nostra
cooperativa, del resto, è un’eccellenza nazionale: non ha pari
in tutta Italia, e questo primato ci viene riconosciuto da molte
realtà nel Paese, anche da quelle che per storia e tradizione non
appartengono al nostro mondo. Spetta a noi, dunque, il ruolo di
protagonisti: è un privilegio e una responsabilità da esercitare.
Da un punto di vista concreto, comunicare vuol dire tenere
sempre bene a mente gli obiettivi che si vogliono raggiungere,
e solo in seguito riflettere e scegliere gli strumenti da impiegare. Per esemplificare, questo significa non inseguire per forza il
“digitale”, ma comprendere bene in che misura e per cosa ci
Dicembre 2013
serve. Allo stesso modo, non dobbiamo restare ancorati a priori
alle forme tradizionali di comunicazione, ma imparare a mantenere quelle che sono funzionali ai nostri obiettivi di qualità
e quantità.
Quali sono, oggi, i principali nodi da sciogliere
nell’ambito della comunicazione?
Preferisco parlare di sfide, di occasioni preziose per promuovere un cambiamento. Il primo fronte di lavoro è la comunicazione interna, quella verso i soci. Intendo i soci della proprietà
divisa e indivisa, i soci risparmiatori e quelli di cui abbiamo perso un po' le tracce nel tempo, magari perché non hanno comprato casa con UniAbita o non ci hanno scelto per il risparmio.
A ogni tipologia di socio, che è un portatore di interessi specifici, va indirizzato un tipo di comunicazione mirata, a cui si aggiunge poi un’ulteriore segmentazione dei messaggi in base ad
altri criteri (età, territorio di appartenenza, interessi, bisogni, …).
Poi c’è il fronte dei messaggi verso l'esterno, e anche qui si
tratta di mettere sempre meglio a fuoco obiettivi e interlocutori
(cittadini, istituzioni, soggetti privati).
Altra sfida è coniugare il linguaggio e lo stile cooperativo
con i canali e le forme di comunicazione attuali, non per forza
digitali, ma in ogni caso nuove. Bisogna scegliere qual è l’asse
principale su cui puntare, a partire da ora: la storia e le radici oppure il presente e la visione di futuro? Forse si tratta di scegliere
un mix equilibrato dei due elementi in base alle persone con
cui parliamo. È un tema significativo su cui confrontarsi e agire.
Comunicare: un concetto ampio e spesso facilmente vittima di fraintendimenti. C’è comunicazione e
comunicazione. Si comunica con i soci, c’è la comunicazione istituzionale e anche quella commerciale
che è fondamentale per una cooperativa come la
nostra. E poi ci sono gli eventi, la cultura… Immagino che il gruppo si sia trovato di fronte a un mare
magnum di imput e stimoli...
Il mare magnum c’è, e noi dobbiamo orientarci con determinazione, coraggio, pazienza e umiltà. Dobbiamo studiare,
fare domande, imparare. Anche perché, a differenza degli altri
Gruppi di Lavoro, il nostro è completamente nuovo, e si trova
quindi ad avere l’onore e la complessità di individuare ambiti
di intervento, argomenti su cui lavorare, processi da mappare,
interlocutori da ingaggiare e coinvolgere su temi e proposte. E
poi si tratta di “tirare fuori” in tempi giusti soluzioni originali,
sostenibili ed efficaci, che producano risultati tangibili.
Come avete impostato la bussola? Ovvero, come si
muoverà il gruppo di lavoro?
Dicembre 2013
Stiamo utilizzando un metodo di lavoro che prevede tre
passaggi successivi: mappatura (raccolta di informazioni, dati e
strumenti di analisi insieme alla struttura di UniAbita), progettazione (messa a sistema dei dati raccolti e ipotesi strategiche
di intervento), realizzazione (proposta di interventi mirati che
producano risultati reali e misurabili).
Obiettivi da raggiungere?
Essere di supporto alla struttura di UniAbita. In cooperativa
lavorano persone motivate ed entusiaste; degli ottimi professionisti. Il primo obiettivo è fare sinergia con loro, per individuare le
strategie di intervento e le migliori modalità operative.
Qual è l’apporto di novità e di utilità che il gruppo
di lavoro può fornire a UniAbita?
Penso che possiamo aiutare la Cooperativa a volare alto
progettualmente, impedendo che le legittime urgenze dell’operatività sottraggano preziosi spazi di progettazione. Siamo
anche pronti, però, a rimboccarci le maniche sul fare concreto.
È finito il tempo di chi progetta solamente e di chi esegue. L’eccellenza richiede che si sia tutti in prima fila, a curare i passaggi
“progettuali e produttivi” del nostro lavoro.
Il lavoro del gruppo è appena iniziato, è un cammino lungo che si concluderà tra tre anni, ma che
sta gettando ora solide basi. Ci dici una cosa che si
potrebbe fare subito per la cooperativa e i soci e il
“grande sogno” del futuro?
Il sogno: gli stabili Uniabita come cellule di eccellenza nel
tessuto cittadino per vivibilità, relazioni, risparmio energetico,
raccolta differenziata, socialità, cultura “dal basso”; avanguardie che indichino la possibilità concreta di vivere in modo diverso, cooperativo, solidaristico. Un modello esportabile a livello
cittadino, metropolitano, regionale, nazionale. Diventiamo i soggetti portatori di cambiamento, soprattutto in “tempi di crisi”.
Cosa fare subito: è il momento in cui spostare l’attenzione
dai nostri bisogni personali alla possibilità di contribuire alla
vita della cooperativa. Ogni socio tiri una riga, e si soffermi un
attimo a soppesare tutti i benefici che ha avuto negli anni grazie alla scelta di vivere in cooperativa. Ognuno pensi ai benefici relazionali, economici, di sicurezza che ha ricevuto e faccia
convergere le energie a evidenziare ciò che c’è da migliorare.
Rimbocchiamoci tutti le maniche, perché si può essere tutti protagonisti del cambiamento. (c.p.l.g)
I soci che desiderano entrare in contatto con il Gruppo di
lavoro sulla comunicazione possono scrivere a: [email protected]
SERVIZI | UNIABITA - 27
COOPERATIVA DI ABITANTI
Via Mozart 13\15,
il condominio
più ecologico
Il fiore all’occhiello del Comitato di caseggiato
è la partecipazione al progetto “Eco courts”
ma si organizzano anche molte attività sociali,
feste danzanti e pizzate, e nella saletta sono
stati posizionati alcuni attrezzi per il fitness
di Fiorenza Melani
28 - UNIABITA | SERVIZI
Dicembre 2013
Un buon Comitato di Caseggiato necessita di un mix ben
dosato di elementi. Intraprendenza, voglia di fare, capacità organizzative, apertura e creatività sono sicuramente indispensabili. Ma anche una buona dose di tenacia e la propensione alle
relazioni fanno parte degli ingredienti della ricetta.
In occasione del progetto “Eco-courts” abbiamo incontrato
il Comitato di via Mozart 13/15, prototipo del “perfetto caseggiato ecologico” animato da un gruppo davvero speciale: tre
uomini e due donne che sanno compensarsi in modo unico. Guido Luigi Biscuolo è il coordinatore, sostenuto dalle due signore
Luigina detta Denise e Pina - “sono loro la parte portante del
Comitato” dice Biscuolo -, e da Alfredo e Moreno. Il primo mix
è sicuramente di genere ed età: il ventiseienne Moreno lavora
insieme ad adulti e al più anziano Alfredo. Eletti nel 2012, tre di
loro sono alla prima esperienza in un Comitato mentre Guido e
Denise ne fanno parte da ormai sette anni. L’ulteriore miscellanea vincente è costituita dalle competenze e abilità dei membri
del Comitato. Il coordinatore e il giovane Moreno sono dei veri
esperti nel campo dei problemi tecnici e di manutenzione. Moreno si occupa di idraulica nella vita, il Coordinatore ha lavorato
nel campo del controllo di qualità e sa quindi rapportarsi da
esperto con i fornitori, assicurando un lavoro di qualità a prezzo modico. Una cosa che permette sicuramente di ottenere risparmi ingenti sulle spese condominiali, da non sottovalutare in
questo momento di crisi economica. La parte femminile è quella
invece maggiormente impegnata nell’organizzazione delle feste
e nella cura della socialità all’interno del caseggiato.
Noti in UniAbita per essere uno dei Comitati più solidi, organizzati e affidabili, sono stati scelti per la sperimentazione del
progetto “Eco courts”, cosa per la quale ringraziano la cooperativa e in particolare la consigliera Enza Galeazzi, che ha letteralmente “preso a cuore” questo progetto e deciso di portarlo in
UniAbita. “Siamo onorati - dice Biscuolo - e ci siamo impegnati
molto nel sostenere Eco-courts. E’ una bella esperienza che speriamo faccia da battistrada per il futuro, perché bisogna fare i
conti con le questioni ecologiche”. Una sperimentazione complessa in uno stabile formato da 112 nuclei familiari, quindi con
molti soci da coinvolgere su questioni che riguardano le azioni
quotidiane. Il segreto del successo? Pragmatismo, sistematicità
e obiettivi effettivamente raggiungibili.
“Il progetto sta funzionando perché insieme alla formazione sono stati fatti interventi strutturali inserendo nuovi raccoglitori per differenziare maggiormente la raccolta - commenta il
Dicembre 2013
Coordinatore - Non si può solo parlare, ci vogliono rispondenze
reali. E’ un progetto che richiede pazienza e tempo. L’obiettivo
è quello di innescare un trend positivo, che porti a un aumento progressivo della differenziazione dei rifiuti. A nostro avviso
Eco-courts sta funzionando perché abitua a fare cose importanti
con gesti semplici. Una cosa che in Italia accade raramente”. Di
certo il progetto ha richiesto tempo per maturare, è partito con il
lavoro di poche persone e mano a mano è cresciuto, soprattutto
grazie alla cura costante del Comitato.
Ma il Comitato di via Mozart 13/15 non è impegnato solo
in Eco-courts. Ha un programma mensile di attività di socializzazione: pizzate, lotterie, pomeriggi danzanti, feste di Natale e
della donna, feste in cortile e gite fuori porta d’estate. E un’altra
realizzazione decisamente innovativa: la palestra di caseggiato.
“Per riavvicinare i giovani abbiamo utilizzato il loro linguaggio prosegue il Coordinatore - Diamo loro gli spazi per organizzare
happy-hour, feste e abbiamo aperto una palestra nella saletta”.
Cyclette, tapis roullant, panca per gli addominali, pesi, step: una
vera e propria sala multiaccessoriata, aperta tre giorni alla settimana grazie all’aiuto di Denise, Pina e di una giovane coppia.
“Le coppie di 30-40 anni si stanno avvicinando al Comitato
grazie alla possibilità che diamo loro di organizzare iniziative.
Sinceramente mi sono meravigliato che siano stati al gioco.
Ovviamente chiediamo loro di partecipare alla vita attiva del
caseggiato e alle assemblee. Perché gli affari si fanno sempre
in due” conclude con una battuta il Coordinatore. In uno stabile
in cui il 72% degli abitanti è pensionato, l’apporto dei giovani
è sicuramente importante per rivitalizzare la vita sociale e per
costruire buone basi per il futuro ma non devono essere dimenticati i bisogni delle persone d’età. Un dilemma, questo, che il
Coordinatore Biscuolo ha bene in mente. "È pericoloso spaccare
– ci dice – il mondo dei giovani e quello degli anziani. Come
Comitato è nostro compito mantenere l'equilibrio”.
In questo momento il Comitato è impegnato nell’organizzazione della festa di Natale, durante la quale verrà offerto un
dono a tutti i condomini. “A chi non può partecipare per problemi di salute - racconta Denise - portiamo il dono a casa. Per fare
comunque sentire la nostra vicinanza”. La festa di Capodanno
invece, più “mondana”, potrebbe essere organizzata dalle giovani coppie del caseggiato. Almeno, questo è quanto auspicano
nel Comitato. Via Mozart 13/15 si candida dunque, con tutte le
sue attività, ad essere il condominio più ecologico, più salutista
e più sociale di UniAbita.
SERVIZI | UNIABITA - 29
COOPERATIVA DI ABITANTI
Per noi l’opinione
dei soci conta
moltissimo
È in corso in queste ultime settimane dell’anno un’iniziativa denominata
“Customer satisfaction” (letteralmente “soddisfazione del cliente”)
che si propone di misurare il grado di conoscenza
e soddisfazione dei soci nei confronti di alcuni servizi.
Questa volta tocca al servizio manutenzione
e alla gestione del prestito sociale
di Alessandro Frigerio
Lo scorso febbraio UniAbita ha ottenuto la certificazione UNI
EN ISO 9001/2008, che attesta la qualità del nostro sistema gestionale e la capacità di far fronte a esigenze e richieste dei
soci in modo soddisfacente. È stato un traguardo importante e
carico di soddisfazioni ma non sicuramente un punto di arrivo,
in quanto, fin dal giorno dopo, il nuovo obiettivo che la cooperativa si è posta è quello di proseguire nel continuo miglioramento
delle attività e dei servizi offerti.
Per far questo è necessario conoscere sempre più e meglio
quello che pensano i soci e qual è la loro percezione su ciò che
viene loro erogato. Per questo motivo, come avranno visto molti
soci che hanno frequentato in queste settimane gli uffici della
Cooperativa, ha preso il via una nuova iniziativa denominata
“Customer Satisfaction”. Al di là della terminologia inglese,
purtroppo sempre più abusata nel modo delle imprese, quello
che si intende fare è individuare, attraverso questionari predisposti per i soci, cosa questi pensano e quali sono i giudizi
che danno su UniAbita. La traduzione letterale di “Customer
Satisfaction” del resto è “Soddisfazione del cliente”. Questo è
l’obiettivo che da tempo UniAbita si è posta, ben sapendo che
quelli che per altri operatori economici sono solo “clienti”, per
la Cooperativa sono invece “soci”, il cui valore, attaccamento e
30 - UNIABITA | SERVIZI
senso di appartenenza è ben più alto e significativo, per cui le
attenzioni che essi meritano e la considerazione che UniAbita
riconosce loro vanno di pari passo. Il socio è il punto centrale
della nostra attività e la sua opinione conta ed è determinante
nell’impostazione delle linee di azione.
Il progetto di “Customer Satisfaction” è impostato su
questionari che interessano le aree principali della Cooperativa, vale a dire gestione della proprietà indivisa, produzione e
vendita di immobili a proprietà divisa e gestione del prestito
sociale. Nello specifico i questionari sono cinque e riguardano le
seguenti attività: assegnazione in godimento degli immobili di
UniAbita, manutenzione degli stabili di proprietà, assegnazione
in proprietà degli immobili realizzati, consegna dei medesimi
immobili e gestione del prestito sociale.
Pur interessando attività assai diverse tra loro, la struttura
dei questionari è simile. Ad una prima sessione dove vengono
richiesti i dati anagrafici, segue una seconda parte riguardante
le modalità con cui i soci sono venuti a conoscenza dell’attività
in oggetto e subito dopo domande inerenti il livello di soddisfazione dello stesso; le parti successive riguardano invece le modalità di accesso al servizio, la facilità o meno con cui è possibile
interloquire con gli uffici, la capacità che questi hanno di risponDicembre 2013
dere a esigenze e richieste dei soci. Infine si chiede di mettere in
ordine una serie di elementi caratterizzanti il servizio e, per chi
lo desidera, rilasciare commenti o suggerimenti. A parte questa
ultima sezione, si tratta di domande a risposta chiusa a cui il
socio deve dare un giudizio, che va dal negativo “per niente” al
positivo “moltissimo”.
Da rimarcare è l’assoluto anonimato che viene garantito a
coloro che compilano i questionari. Non viene richiesto alcun
nome, gli unici elementi caratterizzanti che si chiede di riportare
sono l’età e il sesso. Una volta compilati, i questionari vengono
inseriti in apposite urne sigillate predisposte nelle sale attesa di
ogni sede, e la cui apertura compete solo al Responsabile Sistema Qualità della Cooperativa. Pertanto, con queste misure, si
garantisce a ciascun socio la giusta riservatezza e la possibilità
di rilasciare con serenità giudizi e opinioni.
Due parole sulle modalità di somministrazione dei questionari. In questo momento sono in corso due campagne, quella
riguardante il servizio manutenzione e quella sulla gestione del
prestito sociale. Il primo questionario è in distribuzione presso
la sede di piazza Soncino, allo sportello Reception o al Numero
Verde, mentre il secondo presso ciascuna delle tre sedi (oltre
a piazza Soncino, anche via Garibaldi e Sesto, in piazza della
Repubblica). I soci che si recheranno presso le reception o le casse
potranno avere una copia dei questionari, compilarli, un’operazioDicembre 2013
ne che richiede pochi minuti, e inserirli subito nell’apposita urna.
Queste due campagne hanno una durata limitata e si esauriranno quando saranno stati compilati circa 250 questionari, un
numero che si ritiene congruo e necessario per avere una giusta
obiettività nelle risposte. Queste iniziative, che si conta di ultimare entro la fine dell’anno, saranno però ripetute più volte nei
prossimi anni, valutando se e come utilizzare anche modalità
di somministrazione e tempi diversi. Al contrario, i questionari relativi all’assegnazione e alla consegna alloggi resteranno
sempre aperti. Ogni volta che si verificherà uno di questi eventi,
i collaboratori di UniAbita inviteranno il socio a dare il proprio
giudizio sul livello e la qualità del servizio ricevuto.
La base dati che si pensa di costruire, grazie al recepimento
e all’inserimento di queste informazioni, diventerà nel tempo
sempre più significativa e, ricca di utili indicazioni sulle attività, gli uffici, il livello di preparazione dei collaboratori. Come si
diceva all’inizio, questo è solo l’inizio di un processo di miglioramento e crescita che proseguirà nel tempo: con un mercato
sempre più difficile e complicato, questi due elementi sono essenziali per essere competitivi e mantenere, se non innalzare, la
qualità già raggiunta.
Con questo spirito UniAbita si rivolge ai propri soci per conoscerli meglio e sapere se e cosa si aspettano dalla cooperativa: la loro opinione per noi conta moltissimo!
SERVIZI | UNIABITA - 31
SERVIZI DI COMUNITà
Allergie. L’importanza
di una diagnosi
accurata
e tempestiva
Intervista al professor Antonio Tiri,
responsabile dell’ambulatorio di Immuno-allergologia,
presente nel nuovo Poliambulatorio Diaz
di via Concordia 10, a Cinisello Balsamo
di Caterina Paola La Grotteria
32 - UNIABITA | SERVIZI
Dicembre 2013
Professor Dottor Antonio Tiri
Spesso si ignora che il “paziente allergico” in realtà non lo
è, ma può presentare un quadro patologico ben più ampio.
L’allergia, nella volgarizzazione del termine, rappresenta un
iceberg dal quale, applicando una visione immunologica, è
possibile scoprire e curare molte malattie altrimenti non diagnosticate. In sostanza essere immunologi è diverso che essere solo allergologi. In tutta la Lombardia sono pochi i medici
che offrono un approccio medico di tipo immuno-allergologico. Un’eccellenza che da oggi è presente anche sul nostro
territorio. In che cosa consiste ce lo spiega in questa intervista il professor Antonio Tiri, responsabile dell’ambulatorio di
Immuno-allergologia del nuovo Poliambulatorio Diaz, in via
Concordia 10 a Cinisello Balsamo.
Medico chirurgo specialista in Allergologia e Immunologia clinica, lucano, classe 1960. Università a Firenze e
specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica
presso l’Università degli Studi di Firenze, medico internista presso il reparto di Allergologia e Immunologia diretto
dal professor Ricci, poi ricercatore con il professor Sergio
Romagnani con importanti pubblicazioni internazionali
sull’autoimmunità tiroidea e sulla genesi delle allergie. Il
professor Tiri ha collaborato, inoltre, con le Università di
Pisa, Genova e Milano ed è attualmente professore a contratto del modulo Allergologia ed Immunologia presso l’Università Milano Bicocca Facoltà di Medicina.
Il dottor Antonio Tiri riceve presso il Poliambulatorio Diaz
Via Rimembranze 10
Cinisello Balsamo (MI)
Tel. 02 89080395
[email protected]
Orari ricevimento: mercoledì pomeriggio
Cos'è l’immuno-allergologia?
L’allergologia è una branca dell’immunologia. Il concetto fondamentale del nostro approccio medico è questo: dal
sintomo “allergico” arrivare a una diagnosi corretta. Se noi
consideriamo il paziente come un semplice soggetto allergico,
di per sé si ottengono ben pochi risultati. Basti pensare che su
100 pazienti che si presentano in ambulatorio con i sintomi di
un’allergia, il 50 per cento non è allergico. Vengono etichettati
come tali, ma non è corretto. Si badi bene: sono loro i veri
pazienti, perché in molti casi la manifestazione considerata
allergica è solo la punta di un iceberg che nasconde patologie
più serie a carico di organi interni.
Dell’altro 50 per cento, solo un quarto sono da considerare
allergici puri, vale a dire solo in questi casi l’allergia rappresenta la causa più importante del malessere del paziente. Del
sintomo allergico è necessario fare una diagnosi accurata e
approfondita, dalla quale spesso si scopre che la cosiddetta
allergia è in realtà il sintomo di una malattia più importante.
Questo è un approccio del tutto diverso, innovativo, di tipo
immunologico appunto, ed è quello che vogliamo proporre nel
nuovo poliambulatorio Diaz: trovare la causa, con una diagnosi il più accurata possibile e con strumenti di ricerca all’avanguardia, per individuare la cura. Se mi limito a considerare la
manifestazione allergica in sé e per sé, nel 50 per cento dei
casi l’intervento non serve a nulla.
Dicembre 2013
SERVIZI | UNIABITA - 33
SERVIZI DI COMUNITà
La capacità di diventare allergici si eredita. Successivamente l’esposizione a un fattore considerato allergene (pollini, alimentare, farmaco, sostanze da contatto) porta, anche
dopo molti anni, alla manifestazione palese dell’allergia, con
la comparsa di episodi più o meno acuti.
Si sente spesso parlare di allergie o intolleranze ai
farinacei...
In questo caso il problema è soprattutto semantico. Tutti
potenzialmente sono allergici, o meglio, credono di esserlo.
Basta fare una telefonata a qualche amico e, invariabilmente,
ognuno di loro potrebbe raccontarci di essere allergico. Questo
perché si chiama allergia anche ciò che non lo è: l’intolleranza,
i dolori di stomaco, l’idiosincrasia. Non dimentichiamo invece
che una reazione allergica è, nella maggior parte dei casi, un
episodio serio. E qui ci riallacciamo a quel “famoso” 50 per
cento che crede di essere allergico, ma non lo è. Lo stesso
discorso vale quindi per le intolleranze ai farinacei che molto
spesso nascondono problemi gastroenterologici sottovalutati,
come il reflusso gastrico.
Come interviene lo specialista di fronte a un paziente con manifestazioni allergiche?
Solo una diagnosi corretta permette di seguire una terapia
adeguata. Facciamo un esempio: se un paziente si presenta
Quali sono le patologie per cui un paziente si rivolge a uno specialista come lei?
Mentre fino al decennio scorso ci si è concentrati principalmente sulle allergie di tipo respiratorio, ora la nuova pandemia, e non si sa bene perché, è l’allergia alimentare. Parlo
di pandemia perché ha avuto una crescita esponenziale, e
questo è dovuto alle nostre abitudini alimentari. Mangiamo
in modo molto vario. Alimenti che prima erano quasi sconosciuti oggi sono diventati parte della nostra alimentazione,
basti pensare al sesamo o alla frutta esotica. Ecco perché si
sviluppano nuove allergie. Nei bambini sono soprattutto latte e uova a provocare reazioni allergiche, spesso gravissime
come lo shock anafilattico. Negli adulti, invece, la pesca e la
nocciola. Quest’ultima, in particolare, è un ingrediente che si
trova ormai in moltissimi alimenti e questo rappresenta un
grave problema.
I servizi del Poliambulatorio Diaz
-Allergologia
-Cardiologia
-Chirurgia/Medicina
Interna
-Chirurgia Vascolare
-Dietologia
-Educazione alimentare
-Consulenza Sessuologica
-Endocrinologia
-Fisiatria/Reumatologia
-Geriatria
-Ginecologia/Ostetricia
-Logopedia
-Medicina Estetica
-Ortopedia
-Osteopatia
-Otorinolaringoiatria
-Podologia
-Psicologia/Psicoterapia
-Odontoiatria
-Ortodonzia
-Igiene Orale
-Radiologia e MOC
-Studio Ecografico
-Urologia
Quindi, come si sviluppa un’allergia?
34 - UNIABITA | SERVIZI
Dicembre 2013
in ambulatorio con un’allergia alimentare e gli esami dimostrano essere provocata dalla nocciola, la terapia è semplice:
eliminare la nocciola. Si elimina l’allergene dalla propria dieta
e al paziente vengono fornite indicazioni aggiuntive in caso di
rischio severo.
Ovviamente nel caso di allergie più complesse, come quella legata ai pollini o alle muffe o agli acari della polvere, il
percorso da intraprendere è diverso, perché è alquanto improbabile che il paziente non venga in contatto con l’allergene.
Quanto la prevenzione è importante? Quando è
consigliabile o possibile?
È importante sottolineare un’altra volta che la predisposizione a diventare soggetti allergici si eredita. La famigliarità è
un fattore fondamentale. Ecco perché, nei casi ove essa esiste,
è preferibile che la diagnosi venga effettuata fin da piccoli,
dopo i 6 anni di età, a partire dalla prima manifestazione di un
sintomo allergico.
Poliambulatorio Diaz, Via Rimembranze 14
20092 Cinisello Balsamo (MI)
tel.02 89080395
Lunedì-Venerdì, orario continuato 9.00-19.30, Sabato ore
9.00-12.30
[email protected]
Coordinamento Organizzativo: Marzia Zambonin
“La comunità si prende cura della Malattia di Huntington”
Un importante convegno presso la Residenza del Sole
Lo scorso 8 novembre presso la RSA Residenza
del Sole di Cinisello Balsamo si è tenuto il convegno “La comunità si prende cura della Malattia di Huntington”, organizzato dall'Associazione Italiana Corea di Huntington - AICH Milano
Onlus, in collaborazione con l'Osservatorio e
Metodi per la Salute dell'Università Milano Bicocca.
Un importante momento di incontro, per fare
luce su una patologia della quale, però, non
si conosce a sufficienza. La malattia di Huntington, o corea di Huntington, è una malattia
genetica neurodegenerativa che colpisce la
coordinazione muscolare e porta a un declino
cognitivo e a problemi psichiatrici. Esordisce
tipicamente durante la mezza età ed è la più
frequente malattia a causa genetica nei quadri
clinici neurologici con movimenti involontari
anomali (che prendono il nome di córea). Provoca un invecchiamento precoce delle cellule
nervose e conduce all’invalidità totale e alla
Dicembre 2013
morte. Il decorso è lento, progressivo e irreversibile. Colpisce indifferentemente persone
di sesso maschile e femminile.
L’appuntamento è stato un’occasione interessante di approfondimento e di apertura verso
i bisogni dei malati e delle famiglie che li accudiscono, oltre che di presentazione della rete
di servizi presenti nei comuni del Nord Milano.
Alla presenza di Siria Trezzi, sindaco di Cinisello Balsamo, di Gianfranca Duca, assessore
alle Politiche Sociali del Comune di Cinisello,
di Renato Magnelli, del Distretto ASL di Cinisello Balsamo, di Sara Valmaggi, consigliera
regionale, oltre che di numerosi studiosi della
patologia e di famigliari dei malati, si è discusso sul modo di comprendere e arginare le problematicità della Malattia di Huntington e sui
programmi operativi regionali a sostegno delle
famiglie colpite dalla grave disabilità.
Tra i relatori anche la prof.ssa Mara Tognetti,
direttrice dell’Osservatorio e Metodi per la Sa-
lute della Bicocca, che ha illustrato i risultati
di una ricerca condotta dal suo Dipartimento,
realizzata con il contributo della Fondazione
Comunitaria Nord-Milano Onlus, basata su metodologie di ricerca di tipo qualitativo, nel corso della quale sono state raccolte informazioni
e testimonianze sulle problematiche di questa
complessa e rara malattia, nelle famiglie residenti nei comuni del Nord Milano; ed è stato
verificato lo stato e la rete dei servizi del territorio che operano sulla Malattia di Huntington.
SERVIZI | UNIABITA - 35
Fondazione Auprema Onlus
Solidarietà
Al salone Matteotti di Cinisello Balsamo, domenica 2 dicembre si è svolta l’estrazione della lotteria 2013 della Fondazione Auprema, alla presenza di un folto pubblico (oltre 200 persone), in
un clima festoso allietato dalla musica dal vivo di
un noto complesso. Tutto sommato la lotteria ha
dato un buon risultato: sono stati venduti 8.600
biglietti. Anche se il nostro obiettivo era di raggiungere almeno quota 10.000, bisogna sapersi
accontentare. Il nostro sentitissimo GRAZIE va
a tutti coloro, in modo particolare i membri dei
vari Comitati di Caseggiato, che si sono prodigati per la vendita. Il ritiro dei premi è cominciato
sin dal giorno successivo all’estrazione: ricordiamo che il termine ultimo è il 31 gennaio 2014
presentandosi alla sede della Fondazione con il
biglietto in originale. L’attività della Fondazione
prosegue ora, sia a Cinisello Balsamo che a Sesto
San Giovanni, con il progetto “lingua madre”,
mentre si sta lavorando, ancora in strettissima
collaborazione con la Fondazione CUMSE, con la
quale in pratica abbiamo ormai stabilito un vero
gemellaggio, a un nuovo, importante, ambizioso
progetto, che provvisoriamente chiameremo “aggiungi un posto a tavola”, mirato a contrastare il
disagio alimentare delle vecchie e nuove povertà
attraverso il recupero dalla grande distribuzione
organizzata (Ipermercati) di alimenti in esubero
da distribuire alle organizzazioni che gestiscono
le mense e le donazioni per i bisognosi, quali Acli
e Caritas. Ma, in merito a questo intervento, che
è ancora in fase, sia pure avanzata, di studio, vi
riferiremo prossimamente. Ringraziando ancora tutti coloro che si sono attivati per sostenere
le attività della Fondazione Auprema Onlus, il
Consiglio Direttivo, il Comitato Etico e i Revisori
porgono i migliori auguri per le prossime festività
Natalizie e per un 2014 che sia portatore di salute, serenità e prosperità.
LOTTERIA: ELENCO IN ORDINE
DI NUMERAZIONE
ESTRATTI IL GIORNO 1 DICEMBRE 2013
Premio 24 - buono spesa ottica brando - numero estratto 10153; premio 16 - Cellulare samsung c3310 - 10183; premio 47 - Buono spesa bottega
l’altro mercato - 10202; premio 54 - Buono spesa coop lombardia - 10277; premio 19 - Coupon cure termali plinio - 10385; premio 62 - Buono
spesa la nostra casa - 10474; premio 56 - Buono spesa la nostra casa - 10585; premio 43 - Voucher autoanalisi “far. Comunale 1”- 10672; premio
41 - Voucher massaggio antistress “comunale 1”- 10754; premio 73 - Phon da viaggio reminton d 2400 - 10757; premio 52 - Buono spesa coop
lombardia - 10939; premio 35 - Set 3 padelle moneta in ceramica - 11036; premio 60 - Buono spesa la nostra casa - 11050; premio 3 - Soggiorno
settimanale “borgo magliano” - 11093; premio 17 - Fotocamera fujifilm dsc jv500 + scheda - 1110; premio 79 - Buono sconto trattamento estetico
colors - 11574; premio 63 - Buono spesa la nostra casa - 11591; premio 32 - Buono spesa ottica brando - 11703; premio 1 - Buono viaggio agenzia
mondo auprema - 11754; premio 9 - Buono sconto servizi pablo neruda - 11764; premio 4 - Tablet arnova 90-g34gb - 11842; premio 72 - Phon
da viaggio reminton d 2400 - 11857; premio 46 - Buono spesa bottega l’altro mercato - 11868; premio 58 - Buono spesa la nostra casa - 12100;
premio 75 - Buono spesa erboristeria la radice - 12122; premio 28 - Buono spesa ottica brando - 12213; premio 15 - Coupon polizza assicurativa
unipol - 12534; premio 38 - Voucher massaggio antistress “ comunale 1” - 12544; premio 49 - Buono spesa la casa del fiore - 12567; premio
10 - Buono sconto servizi pablo neruda - 12620; premio 76 - Buono spesa erboristeria la radice - 12760; premio 40 - Voucher massaggio antistress
“comunale 1” - 12863; premio 64 - Buono spesa la nostra casa - 12885; premio 65 - Buono spesa la nostra casa - 13010; premio 70 - Minipimer
mixer ok osb110 - 13193; premio 82 - Buono sconto trattamento estetico colors - 13534; premio 36 - Macchina caffè gaggia - 13579; premio 77Buono spesa erboristeria la radice - 13781; premio 39 - Voucher massaggio antistress “comunale 1”- 13897; premio 67 - Ferro vapore imetec k109
new - 14140; premio 26 - Buono spesa ottica brando - 14252; premio 6 - Videocamera toshiba camileo p25 - 14362; premio 13 - Coupon polizza
assicurativa unipol - 14455; premio 44 - Macchina caffè bialetti mokona cf42 - 14475; premio 27 - Buono spesa ottica brando - 14575; premio
8 - Buono sconto servizi pablo neruda - 14679; premio 12 - Fotocamera fuji dsc jx600 + scheda - 14716; premio 66 - Buono spesa la nostra casa
- 14782; premio 33 - Buono spesa ottica brando - 15048; premio 55 - Cesto equo e solidale “sconfinando “ - 15274; premio 69 - Spremiagrumi
philips hr 2737/70 - 15355; premio 45 - Buono spesa bottega l’altro mercato - 15449; premio 29 - Buono spesa ottica brando - 15569; premio
57 - Buono spesa la nostra casa - 15589; premio 11 - Buono sconto servizi pablo neruda - 15838; premio 20 - Microonde mw+grill ok omw320s 16311; premio 51 - Buono spesa coop lombardia - 16389; premio 14 - Coupon polizza assicurativa unipol - 16401; premio 53 - Buono spesa coop
lombardia - 16483; premio 68 - Phon ok ohd220 - 16560; premio 21- Microonde mw+grill ok omw320s - 16623; premio 30 - Buono spesa ottica
brando - 16655; premio 18 - Fotocamera fujifilm dsc jv500 + scheda - 16748; premio 71 - Minipimer mixer ok osb110 - 17196; premio 50 - Buono
spesa coop lombardia - 17210; premio 59 - Buono spesa la nostra casa - 17469; premio 81- Buono sconto trattamento estetico colors - 17487;
premio 37 - Voucher massaggio antistress “Comunale 1” - 17595; premio 61 - Buono spesa la nostra casa - 17797; premio 22 - Cena per due persone
“trattoria villa gualdina - 17854; premio 23 - Buono spesa ottica brando - 18001; premio 31- Buono spesa ottica brando - 18198; premio 7 - Buono
sconto servizi pablo neruda - 18301; premio 42 - Voucher autoanalisi “far. Comunale 1” - 18327; premio 78 - Buono spesa erboristeria la radice 18590; premio 74 - Buono spesa erboristeria la radice - 18669; premio 2 - Soggiorno settimanale “borgo magliano” - 19002; premio 34 - Casseruola
a pressione lagostina - 19146; premio 48 - Buono spesa la casa del fiore - 19186; premio 5 - Tablet arnova 90-g34gb - 19256; premio 25 - Buono
spesa ottica brando - 19271; premio 80 - Buono sconto trattamento estetico colors - 19448.
COOPERATIVA DI ABITANTI
Un teatro necessario
e un cinema amico
UniAbita e il Rondinella insieme nel nome della cultura.
Prosegue con successo la rassegna che al sabato pomeriggio
presenta film di qualità per bambini.
A gennaio prenderà il via una manifestazione
che porterà sul palco di viale Matteotti cinque spettacoli,
tutti di forte impronta civile
di Fiorenza Melani
Cultura, cooperazione e impegno civile: sono alcune delle
parole chiave che legano la cooperativa UniAbita e il cinema
Rondinella di viale Matteotti a Sesto San Giovanni. Una collaborazione che prosegue da anni, guidata da valori comuni e dalla stessa passione per le persone e per il territorio.
La partnership con il cinema Rondinella significa sostegno a
un’eccellenza culturale del Nord Milano ma anche a un imprescindibile luogo di aggregazione, un posto in cui spendere
tempo di qualità e tessere delle relazioni. Si tratta di fortificare
un’esperienza culturale che si è via via arricchita di peso sociale, divenendo un momento insostituibile di coesione territoriale dei cittadini sestesi e delle località vicine. Per questo motivo
UniAbita conferma il suo sostegno al Rondinella, anche in
questa stagione 2013/2014, attraverso iniziative cinematografiche e teatrali per grandi e piccini.
E’ iniziato a novembre e proseguirà fino ad aprile del prossimo anno il ciclo “Un cinema per amico”, rassegna che porta
sullo schermo i migliori film per bambini arricchita da spettacoli teatrali d’eccezione. Appuntamento fisso tutti i sabato pomeriggio per mamme, papà, bambini, nonni e zii, per gustare
le novità cinematografiche per ragazzi, riscoprire i grandi classici della Disney rimasterizzati in digitale e, una volta al mese,
assaporare uno spettacolo teatrale proposto dalle migliori
38 - UNIABITA | SERVIZI
Bruno Maria Ferraro in "FDA Bocca di rosa e altre
storie" in scena giovedì 9 gennaio
compagnie di teatro per bambini: Fondazione Teatro Ragazzi,
Kosmocomico, Teatro dell’Archivolto. Alla fine di ogni proiezione il cinema Rondinella offre la merenda a tutti i partecipanti.
Un modo divertente per creare occasioni di incontro, passare
un pomeriggio in famiglia, ma anche per educare i ragazzi ad
una visione più consapevole rispetto all’onnivoro consumo
televisivo, con l’obiettivo di creare “migliori spettatori” per il
Dicembre 2013
futuro del cinema, del teatro e dello spettacolo in generale.
Partirà invece a gennaio la stagione di “Teatro necessario”, teatro di impegno civile che invita a riflettere su temi
scottanti e di cogente attualità, sostenuta da UniAbita. Cinque
spettacoli intensi, a cavallo tra l’omaggio a figure importanti
per la storia italiana e l’indagine sui grandi tabù della società
contemporanea.
Si comincia il 9 gennaio con uno spettacolo dedicato
a Fabrizio De André in occasione del quindicesimo anniversario della morte. La compagnia Tangram di Torino ci guiderà
attraverso le storie dei tanti emarginati e vinti che hanno popolato l’universo musicale del cantautore: Bocca di Rosa, Marinella, Tito si uniranno alle storie di Fernanda Pivano, Edgar
Lee Masters, Michele Serra, don Luigi Ciotti per parlarci del
mondo degli ultimi, tanto caro al cantautore genovese.
Il 13 febbraio si prosegue negli omaggi con “Croce e fisarmonica”, spettacolo di Diaghilev/Armamaxa Teatro dedicato a don Tonino Bello, pastore salentino, vescovo di Molfetta, strenuo difensore della pace e dell’umano. Ritratto di un
prete che ha coniugato il rigore evangelico con un anticonformismo rivoluzionario, che ha saputo unire alla fede profonda
una laicità che ancora oggi sembrerebbe quasi paradossale.
Un uomo che ha difeso la pace fino alla fine dei suoi giorni,
che, già gravemente malato, è corso a Sarajevo nel 1992 per
cercare di fermare la guerra alle porte. Il racconto di un mito,
del sud, della fede, dell’impegno sociale, riformatore e pacifista che viene percorso con il ritmo della ballata, perché questa
storia resti negli spettatori come una canzone.
L’11 marzo Babilonia Teatri porterà in scena lo spettacolo
“The End“, vincitore del premio Ubu come migliore novità
italiana. Uno spettacolo sul più grande tabù del XXI secolo:
la morte. In una società in cui l’eterna giovinezza è assurta a
valore assoluto, in cui malattia e vecchiaia sono vissute come
colpe invece che come naturali passaggi dell’esistenza, la
morte è lo spettro da cui fuggire, ma anche l’inevitabile accadimento che prima o poi deve essere affrontato. Un’indagine
affilata sul modo ambiguo in cui la morte viene evitata oggi e
su come questo occultamento la renda ancora più presente e
sottilmente pervasiva. Oltre che maggiormente paurosa.
Il 3 aprile verrà affrontato un altro argomento di grande
attualità: il fenomeno del binge drinking. I binge drinker assumono grandi quantità di alcool in pochissimo tempo. Non
si percepiscono come alcoolisti, perché “l’ubriacatura” è confinata nel fine settimana, nello “sballo” del sabato sera. Un
fenomeno preoccupante, che è largamente diffuso tra i giovani considerati “normali”. Lo spettacolo del Teatro del Buratto
Dicembre 2013
Mirko Lodedo ed Enrico Messina in "Croce e
fisarmonica", giovedì 13 febbraio al Rondinella
racconta la storia di quattro ragazzi, della loro settimana trascorsa in attesa del sabato sera, del momento in cui “staccare
la spina”. Tra episodi di vita familiare, scolastica, nel gruppo di
amici e voci lontane dal mondo degli adulti. Un’analisi lucida
per uno spettacolo costruito attraverso esperienze e testimonianze di giovani e operatori in cui si racconta di un mondo in
cui si abusa di ogni cosa e in cui l’abuso di alcool è il sintomo
di una malattia che ci riguarda tutti.
Chiude la stagione l’8 maggio “Green spell”, spettacolo
molto particolare in cui gli spettatori saranno sul palcoscenico insieme all’attrice e autrice Francesca Contini. Si parla
di disagio psichico attraverso la figura di Marianne Franziska
Lask, figlia della donna che amò Franz Kafka nell’ultimo anno
della sua vita. Marianne crebbe all’ombra del mito di Kafka,
perpetrato dalla madre anche dopo la sua morte. La riflessione
drammaturgica parte dal dato biografico per amplificarsi in
tre tematiche: il rapporto che lega ricordo, memoria collettiva
e malattia mentale; la possibilità della messa in scena della
condizione del disagio mentale; la trasmissione di valori e figure archetipiche nel contesto di un rapporto madre-figlia, in
assenza di una figura paterna.
I soci di UniAbita hanno diritto all’ingresso ridotto a
5 euro per ogni spettacolo.
SERVIZI | UNIABITA - 39
TEMPO LIBERO - ricette dEL BARBAGIANNI
...brrrr, che freddo!
Piatto ricco mi ci ficco
E siamo a Natale, la festa per eccellenza. E
allora celebriamola con un bel piatto, ricco
e di lunga preparazione, a base di pesce: il
baccalà alla vicentina. Da secoli il merluzzo
viene essiccato ai venti del Nord o salato, allo
scopo di poterlo conservare e consumare anche dopo molto tempo. Il merluzzo essiccato
diventa stoccafisso, quello salato diventa baccalà. Di questo pesce sono ricchissime la Norvegia, l'Islanda, la Groenlandia, il Mar Baltico
e Terranova, mentre quello volgare, o Nasello,
è presente nel Mediterraneo, ma con caratteristiche diverse. Una volta pescato, il merluzzo
(lungo fino ad un metro, un metro e cinquanta, e pesante fino a 50 kg) viene immediatamente messo in barili, con abbondante sale
che ne garantisce il prosciugamento e la lun-
ga conservazione. Questo è il baccalà. Quando invece viene scaricato a riva e portato a
seccare per mesi sui graticci di legno a temperatura che si aggira sugli zero gradi, esposto
quindi all'aria fredda e ai deboli raggi del sole
del cielo nordico, si ha lo stoccafisso (stock=
legno o bastone di pesce, tale apparendo per
forma e per durezza). Perché questo diverso
trattamento? La ragione va riferita alle condizioni ambientali dei periodi di pesca, in funzione della conservazione del pesce. Il merluzzo pescato d'inverno si presta facilmente
all'essicazione, perché esposto all'aria fredda.
D'estate invece, quando la temperatura sale,
tale procedimento non è piu' attuabile, il problema viene risolto con il sistema del barile e
del sale.
Info
Osteria Barbagianni
via Mariani 11, Cinisello Balsamo
tel. 02 36586297
www.osteriabarbagianni.it
anche su Facebook.
Baccalà alla vicentina (più correttamente: stoccafisso alla vicentina o Bacalà)
Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4
ore, per 2-3 giorni. Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine.
Tagliarlo a pezzi. Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un
bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo,
a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in
un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’
versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del
soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.
Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocere a fuoco molto
dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso
rotatorio, senza mai mescolare. Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si
chiama “pipare”. Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello
stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, può differire di consistenza. Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore.
Servire con polenta. Vino consigliato: Custoza Montresor
40 - UNIABITA | RUBRICHE
Ingredienti per 6 persone:
Kg 1 di stoccafisso secco - gr. 250/300 di cipolle
1/2 litro di olio d’oliva extravergine - 3 sarde sotto sale
1 litro di latte fresco - poca farina bianca
gr. 50 di formaggio grana grattugiato
un ciuffo di prezzemolo tritato - sale e pepe
Vista l’elaborata preparazione, potrete degustare
questo piatto all’Osteria Barbagianni,
la sera della vigilia di Natale, insieme
ad un altro famoso baccalà…quello mantecato.
Vi aspettiamo. E auguri!
Dicembre 2013
SPORT
Piccoli Djokovic crescono
Una novità sul territorio sestese:
la scuola tennis firmata UniAbita ha già raccolto
95 iscritti, dai 6 ai 18 anni
di Noemi Tediosi
A Cinisello Balsamo la squadra di UniAbita Volley si allena già da anni nelle palestre
comunali, e all’interno dei saloni della cooperativa UniAbita si praticano yoga, danza
ginnastica e tantissime altre discipline. L’ultimo ad aggiungersi all’elenco è il tennis che
si praticherà presso il centro sportivo Falck di
via General Cantore a Sesto San Giovannni.
Il Circolo Auprema, in sinergia con la GCS
(Gestione Centri Sportivi), ha da quest’anno
la gestione della scuola tennis presso i quattro campi del centro sportivo. Questo ha portato a ben novantacinque bambine, bambini,
Dicembre 2013
ragazze e ragazzi, iscritti ai corsi. Un esercito di piccoli sportivi, dai sei ai diciotto anni,
seguiti dagli allenatori Francesco Cristinelli e
Alessio Libèra, che fa parte anche della nuova
squadra agonistica UniAbita Tennis e allena i
giovani che si dedicano al pre agonismo.
“I corsi si tengono nel pomeriggio – spiega
Alessio Libèra – e hanno soprattutto lo scopo
di far trascorrere ai bambini un’ora divertente”. Yuri Vai, responsabile della GCS, informa che “i genitori che iscrivono due fratelli
vengono agevolati con uno sconto del 50 per
cento e tutti gli iscritti alla cooperativa UniA-
bita potranno usufruire di una riduzione del
10 per cento su qualsiasi corso”.
La scuola, aperta a tutti, vuole essere un ulteriore servizio ai soci di UniAbita e un punto
di riferimento sportivo a Sesto San Giovanni.
“Questo è sintomo di una corretta collaborazione tra i Servizi di comunità di UniAbita”,
sostiene Enrico Tosoni, responsabile del Circolo Auprema di Cinisello Balsamo. Tosoni
afferma anche che: "L'obiettivo è quello di far
far emergere presso il centro Falck il brand di
UniAbita e i di trasmettere i valori e principi
della cooperazione ai cittadini"
RUBRICHE | UNIABITA - 41
sport E TEMPO LIBERO
Uno sguardo sull’UniAbita
Volley
Un movimento forte di oltre 260 atlete e atleti suddivisi
in 15 squadre femminili e 7 maschili, ma ci sono
anche un centinaio di maschietti e femminucce
che frequentano i corsi di minivolley
Tutti i numeri
di Uniabita Volley
di Katia Giannotta
Pallavolo femminile
Gode di ottima salute il settore pallavolo
“UniAbita Volley” del Circolo Polisportivo
Dilettantistico Auprema. Lo confermano i numeri degli atleti tesserati, che comprendono
anche bambini e bambine, e la sempre crescente partecipazione alle attività sportive
della cooperativa. A parlarcene è Stefano
Tagliabue, direttore del settore sportivo del
Circolo.
“La squadra trainante del settore pallavolo –
dice Tagliabue – è indubbiamente quella della
Serie C femminile, cha ha collezionato successi fin da inizio campionato e vanta il primo
posto in classifica. Lo scorso anno, avevamo
perso egregiamente la finalissima per il passaggio in serie B lottando fino al tie break.
Questi risultati sono un esempio da seguire
per le più piccole che sempre più si avvicinano
a questo sport già attraverso il minivolley”.
La squadra di Serie C si allena nella palestra
Gorky di Cinisello Balsamo e disputa le partite in casa al Palazzetto dello Sport Salvador
Allende di via XXV Aprile. Al momento in cui
scriviamo questo articolo, nelle sei partite già
disputate, UniAbita Volley ha ottenuto 6 vittorie, portandosi in testa al girone insieme a
Nuova Euromontaggi Volley di Porto Mantovano. In squadra anche tre ragazze che arrivano dal settore giovanile e hanno tra i 19 e 20
anni. Il settore della Pallavolo del Circolo Polisportivo Auprema, che ha 262 tesserati, ha
ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali. Di recente, per il terzo anno consecutivo, gli è stato
42 - UNIABITA | RUBRICHE
assegnato il Marchio di Qualità Argento per
l’attività giovanile Fipav (Federazione Italiana
Pallavolo) e ciò ha significato classificarsi tra
le dieci migliori società sportive lombarde.
L’anno scorso l’Under 14 femminile ha vinto
la Coppa Milano Fipav Provinciale, mentre
l’Under 13 maschile 3x3 (tre giocatori su un
campo più piccolo) e 6x6 hanno disputato la
finale provinciale terzo e quarto posto classificandosi terze. Tre atleti di Uniabita Volley,
due ragazze e un ragazzo, sono stati convocati nelle selezioni provinciali a cui accedono
i migliori giocatori della provincia di Milano.
Senza dimenticare altri importanti risultati
quali: la vittoria della finale provinciale 3°/4°
posto dell’Under 16 femminile; la serie C che
ha vinto la Coppa Lombardia per la seconda
volta; l’Under 15 maschile che ha disputato
la finale provinciale 1°/2° posto e Under 21
femminile che ha vinto il campionato della
Seconda Divisione.
Iscriversi a UniAbita Volley conviene, vista la
proposta di rette sociali tra le più competitive.
Le rette annuali sono di 300 euro e 250 euro
per il minivolley ed entrambe sono comprensive della fornitura del materiale sportivo di
base. Un abbigliamento che, dopo l’unificazione delle due cooperative Auprema e Camagni Olmini, è stato rifatto recentemente
col marchio UniAbita Volley. “Siamo anche
scuola federale FIPAV – conclude Stefano Tagliabue – e ciò significa che i nostri istruttori
sono tutti qualificati dal punto di vista tecnico
e professionale”.
15 squadre femminili che comprendono 150
atlete e sono così suddivise:
Serie C
Serie D Progetto Giovani
1° Divisione Under 21
2° Divisione open
3° Divisione U20
Under 18 eccellenza
Under 18 rossa
Under 16 eccellenza
Under 16 rossa
Under 14 eccellenza
Under 14 rossa
Under 13
Under 13 PGS
Under 16 PGS
Minivolley selezionato
Pallavolo maschile
7 squadre maschili che comprendono 70 atleti
e sono così suddivise:
2° Divisione open
Under 19
Under 17 eccellenza
Under 15
Under 14
Under 13
Under 12
Minivolley maschile e femminile
100 bambini (8-10 anni )
Dicembre 2013
Appuntamento
a giovedì 19 dicembre,
tutti alla festa dello sport
Tutti insieme per condividere una giornata
all’insegna dello sport e del divertimento. E’
questo uno degli scopi della 17esima edizione della “Festa dello Sport” organizzata dal
Circolo polisportivo dilettantistico Auprema,
che si svolgerà il 19 dicembre a partire dalle
20.30, al Palazzetto dello Sport, in via XXV
Aprile a Cinisello Balsamo. Il programma
prevede la presentazione delle squadre di
volley e dei gruppi della Accademia DanzAuprema e l’esibizione dei balletti della scuola di danza. “L’occasione della Festa dello
Sport - dice Enrico Tosoni, responsabile del
Circolo Auprema – ci permette di presentare le attività sportive della cooperativa
ai soci e alla cittadinanza. Abbiamo chiesto
una struttura più capiente come quella del
Palazzetto dello Sport in quanto il nostro
salone Matteotti non è più sufficiente a contenere le circa mille persone presenti alla
manifestazione. Sarà una giornata di festa
e tutti gli atleti canteranno una canzone a
tema natalizio.”350 saranno gli atleti del
volley, 100 quelli della danza e 100 i corsisti,
più le famiglie degli atleti e gli amici. Tra le
istituzioni sono stati invitati il sindaco, Siria
Trezzi, l’assessore allo sport, Luca Ghezzi, e
le cariche dirigenziali della cooperativa.
Progetto “1, 2, 3, … Palla”
Per il settimo anno consecutivo in tutte
le scuole primarie di Cinisello Balsamo,
in una scuola di Milano e due di Sesto San
Giovanni, viene proposto “1, 2, 3… Palla”.
Si tratta di un progetto legato alle scienze
motorie, sviluppato con la palla, attraverso
un percorso didattico dove vengono legate
tra loro due materie: la matematica e l’educazione fisica. Per costruire il progetto
sono stati presi in esame tre blocchi su cui
si fondano gli obiettivi specifici dei programmi ministeriali di matematica, vale a
dire: il numero, la misura e la geometria,
Dicembre 2013
i quali a loro volta sono stati legati agli
obiettivi dell’educazione fisica, sviluppati
con la palla. Attraverso il progetto si sono
messi a disposizione dei docenti del territorio ulteriori strumenti per ampliare le
loro specifiche conoscenze, poiché nelle
scuole elementari non esiste l’insegnante
di educazione fisica. Il progetto prevede 25
lezioni parzialmente gratuite, tenute dagli
istruttori del Circolo polisportivo dilettantistico Auprema, da svolgersi in orario
scolastico. Tra le attività extra scolastiche
il Circolo propone corsi di minivolley.
RUBRICHE | UNIABITA - 43
CULTURA/ricordi
La vita operaia
di Giuseppe Granelli
di Angelo Maj
Con la morte di Giuseppe Granelli, avvenuta
domenica primo dicembre, scompare uno degli ultimi testimoni di quella generazione che,
dopo avere trascorso l’infanzia e la giovinezza
nel periodo della dittatura mussoliniana, aveva scoperto pienamente l’antifascismo nella
tragedia della guerra per diventare poi protagonista della rinascita democratica e di quella
straordinaria epopea di lavoro, di lotte sindacali e politiche che hanno modellato l’identità di
Sesto San Giovanni, sintetizzata nell’espressione di Stalingrado d’Italia.
Giuseppe Granelli di questo mondo è stata una
delle figure più significative. Nato nel 1923
in un piccolo paese della bergamasca, cresce
a Sesto San Giovanni, dove il padre è operaio alla Falck. A 14 anni anche Granelli entra
in fabbrica, operaio alla Falck Unione, che lascia nel 1942 per andare a svolgere il servizio
militare in marina. Dopo l’8 settembre, il suo
destino è quello di centinaia di migliaia di soldati italiani, i tedeschi lo fanno prigioniero e lo
spediscono in un lager, dove resta fino alla fine
della guerra.
Tornato a casa aveva ripreso il suo posto di lavoro, e in pochi anni era diventato un leader
operaio apprezzato e ascoltato dai suoi com44 - UNIABITA | RUBRICHE
pagni, in quella lunga fase di riscossa che è
partita dalle sconfitte e dalla repressione operaia degli anni cinquanta per approdare alle
straordinarie conquiste del movimento sindacale della fine degli anni sessanta.
La fama imperitura, che ha fatto conoscere
Granelli ben oltre i cancelli della sua fabbrica,
oltre le mura del Villaggio Falck, gliel’ha data
un libro dal titolo emblematico “La vita operaia” scritta dal giornalista Giorgio Manzini.
Un documento ancora oggi insostituibile per
chi vuole conoscere e confrontarsi con il punto
di vista della classe operaia di quegli anni. Nel
libro di Granelli c’è la storia della sua vita, del
suo impegno, delle sue lotte. Nelle sue parole
potevano rispecchiarsi migliaia e migliaia di altri lavoratori che, chi più chi meno, portavano
sulle spalle il peso delle stesse esperienze. Così
che Granelli diventò, se così si può dire, un simbolo, l’alter ego in carne ed ossa dell’operaio
Cipputi, inventato e reso immortale dalla geniale matita di Altan.
Andato in pensione Granelli aveva cominciato
a raccogliere, con insistenza e pazienza certosina, registrandole su nastro, memorie e testimonianze di lavoro e di lotta degli operai e dei
tecnici che avevano riempito le fabbriche se-
Giuseppe Granelli
stesi. Un patrimonio prezioso custodito presso
l’Archivio del Lavoro della Cgil.
Mi piace ricordarlo con le parole che chiudono il suo libro: “Se al villaggio Falck la gente
è diversa da quella di corso Monforte o di via
Montenapoleone un motivo ci deve essere. Forse sono i soldi che rovinano il rapporto tra gli
uomini: chi ha vorrebbe avere di più, e diventa avido, aggressivo, si cala nella sua trincea
pronto a sparare. Ci sarebbe solo un modo per
far sparire questi istinti, dare a ciascuno secondo il suo bisogno. E’ chiuso qui il segreto di una
società giusta. Che poi sia difficile realizzarla è
un altro discorso”.
Addio Granelli, ti ricorderemo con affetto, e che
la terra ti sia lieve.
Dicembre 2013
notizie flash
NEWS
Benvenuta Greta
60 anni di matrimonio
Festa in via Martinelli 1
Ciao, io sono Greta e sono nata il 29 luglio 2013, per
la felicità di papà e mamma, dei nonni e degli zii.
Ringrazio tutti per l’affetto che ogni giorno mi dimostrate.
Greta
Romano Galeazzi e Miranda Mantovani, soci abitanti in via Papa Giovanni XXIII 2, lo scorso 31 ottobre hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio.
Figli, nipoti e pronipoti li hanno stretti in un lungo e
affettuoso abbraccio
Rimpatriata in via Mozart 17
Udienza dal Patriarca Latino
In una serata di fine settembre i soci inquilini di via
Martinelli 1 si sono riuniti per festeggiare in allegria
la fine lavori di ristrutturazione esterna dell’edificio.
L’incontro è stato allietato da una squisita paella
valenciana, molto gradita dai convenuti. Ma oltre
che a passare una bella serata in simpatica compagnia, l’incontro è stata l’occasione per porgere il
benvenuto ai nuovi soci che sono venuti ad abitare
in via Martinelli. In secondo luogo la serata ha rappresentato il ringraziamento collettivo, testimoniato
anche da un omaggio floreale, offerto alla signora
Valentina, che ha provveduto alle pulizie anche nei
momenti più convulsi dei lavori. Insomma una bella
serata, che ci si augura di poter bissare al più presto.
Lo scorso 10 novembre, le famiglie Pezzetti, Magri,
Sparaventi, Diaferia e Marrini si sono date appuntamento per una bella e simpatica rimpatriata nella
saletta di Via Mozart 17. Si sono così ritrovate tre
generazioni di soci ed ex soci che, pur non abitando più nelle case della cooperativa, sono rimasti in
contatto nel corso degli anni e, attraverso le pagine
della nostra rivista, hanno voluto condividere questo
loro legame.
Il nostro socio Vittorio Rossin, con la moglie Giuseppina e il figlio Massimiliano, l’8 novembre scorso
sono stati a Gerusalemme in udienza da Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca Latino (Cattolico)
di Gerusalemme, salutandolo come il successore
dell’Apostolo Giacomo: “Il nostro pellegrinaggio a
Gerusalemme è il terzo dei cinque patriarcati della
Chiesa indivisa, dopo l’incontro con il Patriarca di
Costantinopoli Bartolomeos nel 2010 e quello di
Alexandria Teodoros II nel 2011. E’ stato un incontro
– ha detto Rossin – di assoluta cordialità e amicizia.
Il Patriarca ha detto di pregare per l’unità dei cristiani, e ci ha ricordato che il prossimo anno, Papa
Francesco farà visita in Terrasanta.
È a disposizione dei soci il nuovo calendario UniAbita
Come è ormai diventata una simpatica tradizione
anche quest’anno la Cooperativa UniAbita metterà
a disposizione dei propri soci un calendario illustrato, pensato e ideato per i bambini, opera ancora
una volta della nostra socia Alessandra Fraccon, che
ringraziamo di cuore. Il calendario sarà disponibile
nelle sedi di piazza Soncino a Cinisello Balsamo e di
Dicembre 2013
Brava Rosi Matrangolo
Per una volta lasciateci parlare un po’ di noi della rivista, per farci i complimenti. La nostra collaboratrice
Rosi Matrangolo ha infatti vinto il secondo premio del
concorso giornalistico intitolato a Lidia Giordani, e indetto dal Circolo Città Futura di Legambiente con il
patrocinio della Presidenza della camera dei Deputati
e di Stampa Parlamentare. Il concorso, riservato a giovani giornaliste, pubbliciste o professioniste, riguardava un articolo su un tema ambientale. Per la cronaca
Matrangolo ha avuto l’importante e meritato riconoscimento con un articolo sugli “orti della Bergamella”.
Complimenti e brava Rosi.
piazza della Repubblica a Sesto San Giovanni a partire dai giorni immediatamente precedenti il Natale.
Per quanto riguarda la storia sappiamo che protagonisti sono un lupo e una bambina di nome Cappuccetto Rosso ma, da quello che ci è stato riferito, la
storia è parecchio diversa da quella universalmente
conosciuta.
RUBRICHE | UNIABITA - 45
FAVOLE PER BAMBINI
La lettera di Franco Bollo
di Alessandra Fraccon
“Uffa! E’ già arrivato il Natale. Tutti pronti a gioire, a diventare più buoni e a scrivere... bla
bla bla. A Natale si spendono sempre troppe parole, e queste poi pesano! Ed io? Ed io poi devo
recapitarle...”
Non che il sig.Franco Bollo non amasse il Natale, in cuor suo adorava i regali, era affascinato
dalle luci e dagli alberi, incantato dalla poesia dei momenti di festa, ma lui era nientedimeno che
“il postino” di Babbo Natale.
A lui era stato assegnato un unico indirizzo:
Babbo Natale - Circolo Polare Artico- FIN 96930 Napapiiri -Finlandia
All’inizio della sua carriera, gli era sembrata una gran fortuna trovare quel lavoro, ma gli anni
passavano e la sua povera schiena stanca gli suggeriva che doveva fare qualcosa per impedire ai
bambini di caricare le loro letterine di tutte quelle parole. Mai nessuno che pensasse a lui e, che
ne so, usasse meno inchiostro. Basta! Aveva deciso: avrebbe scioperato. Nessuna lettera sarebbe
stata più recapitata se i bambini non avessero alleggerito le loro letterine.
E così fu.
Immaginate che grosso guaio. Gli uffici postali si riempirono presto di montagne di letterine. Ne
parlarono i principali notiziari di tutto il mondo. Il Natale era alle porte e a lettere cubitali si
poteva leggere sulla prima pagina di tutti i giornali che quell’ anno Babbo Natale non avrebbe
ricevuto alcuna letterina.
Una mattina di fine dicembre, mentre passeggiava, Franco Bollo vide un bambino imbucare la
propria letterina. Il postino aveva assistito molte volte a quella scena, ma per la prima volta nello
sguardo di quel piccino non vi lesse più la gioiosa speranza ma una triste preoccupazione.
Capì all’istante quanto in realtà fosse importante il suo lavoro e gli tornò alla mente l’emozione
che anno dopo anno provava quando consegnava l’ultima busta, consapevole di essere un
messaggero di sogni e buoni propositi.
Ed ora?
Fu assalito dalla preoccupazione. Ora era tardi, come avrebbe potuto recuperare il tempo perduto?
Franco Bollo aveva nel cuore un grande desiderio così quella sera, per la prima volta, scrisse
anche lui una lunga lettera, senza badare troppo a quanto fosse pesante e ricca di parole
chiedendo a Babbo Natale che ogni bambino potesse avere ciò che tanto aveva desiderato. La
mattina successiva, a bordo della sua motoslitta la consegnò al solito indirizzo, quello che lui
conosceva bene...
Ora non so dirvi come finirà questa storia, ma lo scoprirete presto, la mattina di Natale.
Se sotto l’albero troverete ciò che più avete desiderato, sapremo che Babbo Natale avrà letto
anche la letterina di Franco Bollo.
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