Periodico di informazione della Cooperativa UNIABITA - ANNO V - dicembre - 2013 | N°05 | n Co e lod LO/0812/2011 La rivista della Cooperativa di Abitanti Buon Natale e Felice Anno Nuovo La Cooperativa UniAbita Consulente ICREM Stefano Signorelli Pensa a vivere la VITA! A far rispettare le tue volontà ci penseremo noi Onoranze Funebri istituto cremazioni e dispersione ceneri Punto ICREM: Partita IVA 05554390962 SESTO SAN GIOVANNI viale marelli, 186 TEL. 02 25714154 CINISELLO BALSAMO Via Rinascita, 127 N05 FOCUS La rivista della Cooperativa di Abitanti UNIABITA DICEMBRE Sommario Servizi 5Editoriale 6 La festa per i 110 anni 8 Curiosità e tanto interesse per la casa di legno 10Il rispetto per l’ambiente comincia in casa, anzi in cortile 12In un anno messi a disposizione dei soci 117 alloggi in affitto 14 Le nuove proposte del Risparmio Sociale 15Importanti novità per il socio prestatore 16 L’unificazione tra le nostre cooperative è stata una scelta lungimirante 18 Coinvolgimento dei soci e trasparenza nelle scelte 21Il nuovo CdA si mette in gioco 22 Una casa più moderna ma sempre attenta alla socialità 24Il cuore di una cooperativa di abitanti 26 Lavoriamo per una maggiore partecipazione dei soci 28Via Mozart 13/15, il condominio più ecologico 30 Per noi l’opinione dei soci conta moltissimo 32 Allergie. L’importanza di una diagnosi accurata e tempestiva 36Fondazione Auprema onlus 38 Un teatro necessario e un cinema amico 08_Domus lignea 10_Eco Courts 16_Intervista a Sulas Rubriche 40 ...brrrr, che freddo! Piatto ricco mi ci ficco 41 Piccoli Djokovic crescono 42 Uno sguardo sull’UniAbita Volley 44 La vita operaia di Giuseppe Granelli 45Notizie Flash 46 La lettera di Franco Bollo Redazione e Amministrazione: Piazza Soncino, 1 20092 - Cinisello Balsamo - MI Tel. 02 66 071 81 Fax 02 61 25 675 Mail: [email protected] www.uniabita.it Direttore Editoriale: Angelo Maj Co-direttore: Luigi Seveso Segretaria di redazione: Rossella Parini Progetto grafico: Emanuele Gipponi Iscrizione al Tribunale di Monza reg.n.1949 del 25.03.2009 - Albo Soc.Coop. N°A109242 Sez. Cooperative a Mutualità Prevalente, Cat.Cooperative Edilizie di Abitazione Comitato di redazione: Rosanna Cantarelli, Katia Giannotta, Caterina La Grotteria, Fiorenza Melani, Elena Malagoli, Mara Negri Hanno collaborato: Fabio Brioschi, Alessandra Fraccon, Alessandro Frigerio, Attilio Miglioli, Noemi Tediosi Impaginazione: Emanuele Gipponi Stampa: Arti Grafiche Amilcare Pizzi S.p.A. AVVISI AI SOCI Chiusure Casse e Uffici UniAbita festività S.Natale 2013 Uffici piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo – piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni martedì 24 dicembre 2013: chiusura ore 12.30 martedì 31 dicembre 2013: chiusura ore 12.30 Casse piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo martedì 24 dicembre 2013: chiusura ore 12.00 lunedì 30 dicembre 2013: chiusura totale martedì 31 dicembre 2013: chiusura totale giovedì 2 gennaio 2014: chiusura totale piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni martedì 24 dicembre 2013: chiusura ore 12.00 venerdì 27 dicembre 2013: chiusura ore 12.00 lunedì 30 dicembre 2013: chiusura totale martedì 31 dicembre 2013: chiusura totale giovedì 2 gennaio 2014: chiusura totale via Garibaldi 47/49, Cinisello Balsamo martedì 24 dicembre 2013: da venerdì 27 dicembre 2013 a venerdì 3 Gennaio 2014: chiusura ore 12.00 chiusura totale Gli interessi maturati al 31/12/2013 verranno accreditati con decorrenza 1/1/2014. Al fine di evitare lunghe attese agli sportelli consigliamo ai Soci di prendere visione degli stessi in occasione della prima operazione di cassa. RICEVIMENTO SOCI ABITANTI I membri del C.d.A. della cooperativa UniAbita incontrano i soci abitanti, previo appuntamento, c/o la sede di piazza Soncino 1 a Cinisello Balsamo, nei giorni: martedì e giovedì, ore 15.00 – 18.00. Inoltre, dal 18 gennaio 2014: il sabato, ore 10.00 - 12.30, previo appuntamento , c/o la sede di via Garibaldi 47/49 a Cinisello Balsamo. I membri del C.d.A. sono comunque a disposizione dei Comitati di Caseggiato anche in orari diversi, previo appuntamento. RIUNIONI ASPIRANTI SOCI I prossimi incontri per gli aspiranti soci sono previsti nei giorni: 23 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo, alle ore 18.00 e alle ore 21.00 , presso la Sala Riunioni di Via Verdi 25 a Cinisello Balsamo. Non necessita confermare preventivamente la propria presenza, è possibile scegliere se partecipare all´incontro pomeridiano o a quello serale, ma la partecipazione non è delegabile ad altra persona che non sia l´aspirante socio. TASSI INTERESSE PRESTITO ORDINARIO: DA EURO A EURO TASSI INTERESSE PRESTITO VINCOLATO: TASSO FISSO NETTO TASSO FISSO LORDO DURATA VINCOLO (ritenuta 20%) TASSO TASSO FISSO NETTO FISSO LORDO (ritenuta 20%) 0 299,99 0,00% 0,00% a 2 anni 2,20% 2,75% 300,00 9.999,99 1,32% 1,65% a 3 anni 2,56% 3,20% 10.000,00 19.999,99 1,40% 1,75% a 4 anni 2,80% 3,50% 20.000,00 29.999,99 1,56% 1,95% a 5 anni 2,84% 3,55% 30.000,00 39.999,99 1,64% 2,05% 40.000,00 49.999,99 1,68% 2,10% 50.000,00 72.187,32 1,72% 2,15% EDITORIALE Senza rimpianti o nostalgie “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando: è questa la novità”, cantava Lucio Dalla. Ma, mentre ci prepariamo a voltare l’ultima pagina del calendario, che cosa ci portiamo via di questo 2013? Un altro “anno horribilis” che ci ha regalato poche soddisfazioni, in cui il negativo prevale sul positivo, in cui i tanti annunci di ripresa, di avviamento del superamento della crisi si arrendono di fronte alla realtà dei fatti e non appaiono che annunci al vento, carta straccia, mere dichiarazioni d’intenti? Con che fotogramma potremmo allora descrivere questo 2013? Penso soprattutto al centinaio di bare deposte una accanto all’altra dopo la tragedia nel mare di Lampedusa del 3 ottobre, oppure alla devastazione e alle migliaia di morti causate dal tifone Haiyan nelle Filippine all’inizio di novembre. Se proprio vogliamo pensare positivo dobbiamo ricordare la ventata di novità portata dall’elezione al soglio pontificio di Papa Francesco. Altre immagini felici non le abbiamo registrate. Ma esaminiamo le cose di casa nostra, di queste ultime settimane. Quando ho cominciato a pensare a che cosa scrivere in questo editoriale erano i giorni nei quali il Senato della Repubblica approvava la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Cominciavano così a scorrere i primi titoli di coda della saga ventennale dell’uomo di Arcore, ma le parole e i fatti dei giorni immediatamente successivi hanno chiarito, se qualcuno nutriva qualche dubbio, che dovremo aspettare ancora a lungo prima di veder comparire sullo schermo la parole “fine”. Il primo dicembre, a Prato, sette lavoratori cinesi sono morti nel rogo del capannone dormitorio nel quale erano rinchiusi, svelando che all’interno delle nostre città esistono tante realtà in cui sono assenti i più elementari diritti dei lavoratori e vige l’assoluta mancanza di ogni minima condizione di sicurezza. In altre parole, si lavora e si vive in condizioni prossime alla schiavitù. Il 13 dicembre le primarie del Partito democratico hanno regalato una bella sorpresa. In Italia, anche in questa epoca di discredito e di mancanza di assoluta autorevolezza, alcuni milioni di persone hanno scelto la strada della politica per risolvere i problemi del nostro paese. C’è, al fondo, l’idea della politica come impegno, come servizio, di una cosa utile e nobile, non per il proprio tornaconto personale ma a favore della collettività nella quale viviamo. Non passano però che pochi giorni e le strade si bloccano per le proteste del movimento dei forconi e di altre associazioni, espressione di un disagio sociale crescente e di rancore sordo diffuso in ampi ceti del paese, uniti nell’avversione a tutto quanto è emanazione dello Stato e dell’Europa. È in questa situazione di caos e confusione assoluta che, senza nostalgia o rimpianto, ci lasciamo alle spalle il 2013 e guardiamo al 2014 che si avvicina a passi veloci con incertezza e timore, ma anche con qualche barlume di speranza. Auguri a tutti noi. Angelo Maj COOPERATIVA DI ABITANTI La festa per i 110 anni Insigniti della benemerenza cooperativa “La Macina” i soci Antonio Ferrian e Felice Riccardi. Durante la serata è stato rappresentato lo spettacolo “Un mostro che non ho partorito io Un mostro che non ho partorito io”. Ai presenti è stato donato il libro di Ezio Meroni “Il sapore del tempo” di Katia Giannotta Centodieci anni di storia non possono essere dimenticati. Raccontano degli inizi, di uomini e donne con grandi ideali pronti a mettersi insieme e cooperare per il bene proprio e degli altri. Una storia che rappresenta l’ossatura indiscutibile della Cooperativa UniAbita, nata come Previdente e cooperativa di abitanti il 26 luglio 1903, unificatasi successivamente alle cooperative, Aurora e Matteotti in Auprema, per trasformarsi nell’ottobre 2010 in UniAbita, frutto dell’unione con la cooperativa di abitazione Camagni-Olmini di Sesto San Giovanni. Il 110° anniversario dalla fondazione è stato celebrato lo scorso 16 novembre, presso il Salone della Cooperazione Giacomo Matteotti di Cinisello Balsamo, alla presenza delle autorità e della cittadinanza. 6 - UNIABITA | SERVIZI “La giornata di oggi è un momento di celebrazione ma anche un ringraziamento per le centinaia di amministratori che, in collaborazione con i soci, in 110 anni hanno permesso ad UniAbita di trasformarsi in un punto di riferimento per il territorio - ha dichiarato Gian Matteo Marangoni, presidente di UniAbita -. Nel corso degli anni, grazie anche all’eticità che ha sempre caratterizzato gli organi direttivi, la Cooperativa non ha mai dimenticato lo spirito originario della sua missione: fornire risposte sostenibili alla domanda di casa da parte delle famiglie di lavoratori. Forti della nostra storia, guardiamo al futuro che, crediamo, debba essere sempre più imperniato sulla virtuosa collaborazione con le amministrazioni pubbliche, in modo da trovare percorsi comuni, anche innovativi, per continuare a rispondere alle esigenze espresse dalle nostre comunità”. Nella serata si è svolta anche la cerimonia di assegnazione della Macina, premio che in questa quindicesima edizione è stato conferito al socio sestese Antonio Ferrian, impegnato Dicembre 2013 nel movimento cooperativo dal 1966, e al socio cinisellese Felice Riccardi, che da 63 anni si dedica attivamente al movimento cooperativo. Ai partecipanti è stata offerta la possibilità di assistere alla rappresentazione del reading teatrale “Un mo- Renato Sarti stro che non ho partorito io Un mostro che non ho partorito io”, scritto da Renato Sarti e recitato da Bebo Storti, Monica Bonomi, Rufin Doh e Gabriele Falsetta del Teatro della Cooperativa. Lo spettacolo ha consentito una riflessione sulla storia del mondo operaio e cooperativo e sulle conquiste sindacali, sociali e civili del nostro Paese. Gli interventi dei sindaci di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, e di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, e di Giuliano Poletti, presidente di Legacoop Nazionale e dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, hanno preceduto il brindisi collettivo. Per l’importante occasione UniAbita ha voluto realizzare e consegnare, come omaggio agli intervenuti, anche il prezioso volume “Il Sapore del tempo” di Ezio Meroni che ripercorre le tappe del primo secolo di vita della Cooperativa, da sempre impegnata a fornire risposte concrete alla legittima aspirazione al “bene casa”, in linea con la missione originaria improntata ai principi di solidarietà e mutualità. Una cooperativa con un grande passato, ma che guarda anche al futuro, come si evince da queste parole contenute nella parte finale del discorso del Presidente Gian Matteo Marangoni: “Oggi è in atto una grave crisi che vede sempre più crescere fenomeni come la disoccupazione, la precarietà, l’erosione del reddito. Situazioni che mettono in difficoltà anche le famiglie dei nostri soci nel sostenere l’affitto, alle quali non facciamo mancare il nostro sostegno. Per i giovani crescono sempre più le difficoltà economiche nell’acquisto di una nuova casa. Come cooperativa ci stiamo interrogando su come interpretare questi cambiamenti e dare nuove risposte ai nuovi bisogni, stiamo sviluppando progetti, anche sperimentali: come l’affitto temporaneo e il patto di futura vendita. Storicamente, proprio nei periodi di crisi il movimento cooperativo ha esaltato il suo ruolo, restando fermo nei suoi principi e con la partecipazione dei soci. Abbiamo perciò il dovere, mai come in questo difficile periodo di congiuntura economica, di dare risposte e speranze ai soci e ai cittadini”. Siria Trezzi Monica Chittò Giuliano Poletti La premiazione di Antonio Ferrian La premiazione di Felice Riccardi Gian Matteo Marangoni Dicembre 2013 SERVIZI | UNIABITA - 7 UNIABITA PER L’AMBIENTE Curiosità e tanto interesse per la casa di legno Il progetto della Domus Lignea è stato presentato ai soci e alla stampa. Risparmio ed efficienza energetica, sostenibilità ambientale, sicurezza e velocità di realizzazione tra i punti di forza dell’edificio che sorgerà in via dei Martiri Palestinesi di Caterina Paola La Grotteria Rendering della Domus Lignea 8 - UNIABITA | SERVIZI Dicembre 2013 La presentazione alla stampa di Domus Lignea – la prima casa di Cinisello Balsamo realizzata con struttura in legno – avvenuta lo scorso martedì 5 novembre in Villa Arconati, è stata caratterizzata da un grande successo di interesse e di pubblico. L’edificio sorgerà nell’area nord di Cinisello Balsamo, nel quartiere di Sant’Eusebio, in via dei Martiri Palestinesi all’angolo con via Risorgimento, e i sedici appartamenti che comporranno la Domus Lignea, proposti in edilizia convenzionata, saranno realizzati dal Consorzio Cooperativo Edificatore Cinisellese (Co.Cec), costituito dalle cooperative UniAbita, Armando Diaz e La Nostra Casa. Presenti alcuni giornalisti di testate nazionali e locali, il mondo dei professionisti e quello dell’impresa, oltre a un buon numero di cittadini, il progetto della Domus Lignea sembra aver colpito nel segno, rispondendo a un’attenzione sempre più diffusa verso stili di vita e forme di abitazione ecosostenibili e attente al rispetto dell’ambiente e alla salute dei cittadini. Così la stampa, generalista e di settore, ha dato grande risalto all’iniziativa, con un nutrito elenco di uscite su testate e siti internet che si allunga di giorno in giorno. Certo, la novità ha giocato un ruolo fondamentale, ma sono soprattutto le caratteristiche innovative del progetto, il primo di questo genere in tutta l’area Nord Milano, a incuriosire. Durante la conferenza stampa, e poi il giorno successivo, mercoledì 6 novembre, presso l’Auditorium Pertini nel corso dell’assemblea rivolta ai soci di UniAbita, Pierluigi Falzoni, presidente del Co.Cec, con Mauro Moretti e Raffaella Fabbrocino di UniAbita, hanno presentato con dovizia di particolati il progetto soffermandosi sulle novità e i punti di forza. Li riassumiamo. Rigidezza e robustezza strutturale. La caratteristica innovativa del progetto sta nell’utilizzo di un sistema costruttivo e strutturale formato da pannelli massicci in legno incollato a strati incrociati in modo da formare una struttura di notevole rigidezza e robustezza, permettendo di rinunciare all’impiego di pilastri. Questo sistema permette di costruire in altezza edifici stabili e sicuri mantenendo proprietà ecologiche, tempi di costruzione veloci, elevato isolamento termico ed acustico. Ecologia e risparmio energetico. Particolarmente rilevanti sono gli aspetti legati ai temi dell’ecologia e del risparmio energetico. Il cantiere infatti si caratterizzerà per la sua Dicembre 2013 estrema pulizia e per la bassissima produzione di rifiuti, quasi tutti riciclabili. Inoltre, grazie all’utilizzo di materiali naturali, il processo di costruzione non genera sostanze tossiche né all’interno né all’esterno del cantiere. Efficienza energetica. Da questo punto di vista la perfetta coibentazione che contraddistinguerà la Domus Lignea permetterà di risparmiare notevolmente sulle spese di riscaldamento invernale e di condizionamento estivo. La creazione di uno sfasamento termico consentirà di rendere la casa piacevolmente vivibile sia d’estate che d’inverno. Le caratteristiche proprie del legno garantiranno un ottimo comfort abitativo e ambientale. Sostenibilità ambientale. La scelta dei pannelli in legno strutturale, infine, costituirà un ulteriore valore aggiunto sul piano della sostenibilità ambientale. I pannelli provengono da foreste certificate dell’Austria in cui è praticata un’attenta gestione delle risorse forestali. Si calcola che il legno utilizzato verrà rigenerato integralmente in meno di quattro ore. Sicurezza. Al contrario di ciò che si pensa, il legno lamellare brucia più lentamente di quanto non fonda il ferro del cemento armato. Inoltre una struttura in legno massiccio resiste meglio agli incendi, perché ha una combustione lenta, mentre le strutture tradizionali collassano velocemente ad alte temperature. Inoltre, le strutture in legno pesano un terzo di quelle in cemento e si basano sul principio della flessibilità anziché della rigidità. Questo fa sì che, in caso di evento sismico, la struttura in legno si fletta, senza deformarsi né crollare. Velocità di realizzazione. L’utilizzo del legno per la struttura portante avrà poi un impatto notevole anche sulla riduzione dei tempi di costruzione. I pannelli di grandi dimensioni, una volta giunti in cantiere, dovranno soltanto essere montati. Questo consentirà di ridurre i rischi delle fasi di lavorazione, rendendo tutto il processo di cantiere più rapido ed economicamente sostenibile, con un impatto positivo anche sul costo finale degli appartamenti riferibili esclusivamente alla reale qualità dei materiali di costruzione e non a fattori terzi. In seguito all'assemblea, otto famiglie hanno immediatamente presentato il modulo di richiesta informazioni per valutare l'ipotesi di assegnazione del nuovo stabile. A queste, nei giorni seguenti, si sono poi aggiunte numerose altre persone interessate al progetto. SERVIZI | UNIABITA - 9 UNIABITA PER L’AMBIENTE Il rispetto per l’ambiente comincia in casa, anzi in cortile Lo stabile di via Mozart 13/15 ha aderito a “Eco Courts”, un progetto che insegna a ridurre i consumi energetici e a produrre meno rifiuti a cominciare da numerose piccole azioni che ripetiamo ogni giorno di Fiorenza Melani È possibile diventare più rispettosi dell’ambiente nella vita di tutti i giorni? La risposta è sì e il progetto Eco Courts (che tradotto significa “cortili ecologici”) spiega come fare, partendo da casa propria e dal condominio in cui si abita. I consumi domestici ricoprono una parte rilevante dei consumi energetici nel nostro Paese. Negli edifici ad uso abitativo si consuma più di un terzo dell’energia complessivamente utilizzata in Italia. Il 70 per cento è destinata al riscaldamento, il 10 per cento alla produzione di acqua calda e il restante 20 per cento alla produzione di energia elettrica. Siamo anche tra i maggiori consumatori di acqua potabile al mondo: ogni italiano utilizza in media 237 litri al giorno, di questi soltanto due servono a dissetare. Il 10 per cento dell’acqua consumata viene utilizzata in casa. Siamo al di sopra della media europea anche nella produzione di rifiuti: ognuno di noi produce 536 chili di rifiuti l’anno e solo il 35 per cento viene differenziato. Gli ideatori del progetto Eco Courts mirano ad agire sul risparmio di acqua, energia e rifiuti attraverso piccole azioni quotidiane, che permettano di ridurre le spese di casa, oltre all’impronta ecologica che lasciamo sul pianeta. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, è coordinato dal Comune di Padova e vede tra i suoi partner Regione Toscana, Emilia-Romagna, Legacoop e l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori. Quattro cooperative di abitanti hanno scelto di partecipare ad Eco Courts all’interno dei loro condomini. Si tratta di 350 alloggi tra Milano e Roma, in quattro 10 - UNIABITA | SERVIZI caseggiati pilota. Tra le cooperative c’è anche UniAbita, che ha sperimentato i cortili ecologici nello stabile di via Mozart 13/15 a Cinisello Balsamo. La sperimentazione è stata illustrata ai cittadini il 22 novembre, durante un incontro organizzato dalla cooperativa insieme a Coop Lombardia. “Da tempo siamo attenti alle tematiche ambientali – spiega il presidente Gian Matteo Marangoni durante la presentazione pubblica –. Abbiamo installato pannelli solari sulle nostre case, ci siamo attivamente impegnati nel teleriscaldamento, al quale sono allacciati venti nostri stabili, abbiamo installato i termostati per la riduzione dei consumi di riscaldamento nelle case con caldaie centralizzate, abbiamo sostituito le lampadine delle parti comuni dei condomini con lampade led che consumano meno. Lo sviluppo sostenibile fa parte del nostro dna, per questo auspichiamo che l’esperienza dei soci di via Mozart rappresenti il primo passo di un progetto che possa presto interessare anche altri cortili”. Obiettivo di Eco Courts è ridurre del 30 per cento il consumo di acqua a livello domestico, del 15 per cento quello di energia consumata nei condomini e del 15 per cento i rifiuti prodotti dalle famiglie. Come si possa raggiungere questo risultato ce lo raccontano direttamente, e con orgoglio, gli inquilini di via Mozart 13/15. Attraverso una serie di incontri e utilizzando il portale web www.life-ecocourts.it, cuore del progetto, i condomini hanno potuto fare tesoro di una serie di eco-consigli. Vere e proprie operazioni o piccoli accorgimenti da tenere in Dicembre 2013 casa per ridurre i consumi: ad esempio spegnere gli apparecchi e non lasciarli in stand-by, chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti, e così via. All’interno del sito internet, navigando in una casa virtuale, è possibile approfondire come utilizzare al meglio ogni singolo elettrodomestico, riducendo i consumi e l’incidenza sull’ambiente. In via Mozart un lavoro puntuale è stato fatto rispetto alla raccolta dei rifiuti. All’isola ecologica del condominio sono stati aggiunti i cassonetti per lo smaltimento di pile esaurite, lampadine, medicinali scaduti, toner delle stampanti, ed è stata organizzata la raccolta degli olii di frittura, che rappresentano un costo notevole per l’ambiente, se versati nello scarico del lavello, e che possono invece essere recuperati e utilizzati come carburante. Tutto questo è stato realizzato raccordandosi con l’azienda comunale di gestione dei rifiuti Nord Milano Ambiente. “Il condominio è a metà del progetto – racconta Enza Galeazzi, consigliera UniAbita che ha promosso l’adozione e la sperimentazione di Eco Courts. L’entusiasmo dimostrato è altissimo, il coinvolgimento crescente. Gli abitanti hanno chiesto alla cooperativa di avere una loro Casa dell’Acqua e la cooperativa sta verificando i costi e come realizzarla”. Un premio di grande valore, quello della Casa dell’Acqua, per un condominio che sta effettivamente riducendo il suo impatto sull’ambiente. Ma non è tutto. Gli inquilini di via Mozart “ci hanno preso gusto”: grazie Dicembre 2013 agli scambi di esperienze e informazioni che il progetto Eco Courts permette attraverso il portale, hanno scoperto iniziative di altri condomini che vogliono sperimentare anch’essi. “Hanno già detto – prosegue Galeazzi – che intendono creare un bike sharing di condominio, cioè risistemare le biciclette abbandonate e impolverate per metterle a disposizione di tutti, e vogliono acquistare in comune una serie di elettrodomestici – quelli che si usano meno frequentemente – perché tutti a turno possano usufruirne”. Trapani super accessoriati, vaporelle per le “pulizie di primavera”, macchine per tagliare il legno sono strumenti che non vengono usati con frequenza, di cui si potrebbe quindi calendarizzare un utilizzo collettivo. Magari con qualche aiuto o consiglio da parte dei soci più bravi ed esperti nel fai-da-te. I cortili ecologici partono da tematiche ambientali e creano relazioni. Sembrano rispondere a un bisogno di attenzione per l’ambiente che in questi ultimi anni è fortunatamente cresciuto. “Gli inquilini del cortile di fianco – conferma Enza – quando hanno saputo della raccolta degli olii hanno subito dimostrato interesse e chiesto di poterli raccogliere anche loro”. Il progetto dei cortili ecologici sembra davvero riuscire a trasformare un luogo litigioso per definizione, come il condominio, in un luogo di costruzione di comunità. L’auspicio è che altri condomini UniAbita aderiscano con entusiasmo ed energia. Anche questi piccoli passi servono a lasciare un pianeta migliore rispetto a come lo abbiamo trovato. SERVIZI | UNIABITA - 11 COOPERATIVA DI ABITANTI In un anno messi a disposizione dei soci 117 alloggi in affitto Nel corso del 2013 riassegnato il 5 per cento dell’intero patrimonio abitativo. Molto spesso, alla base della scelta di cambiare alloggio, ci sono le difficoltà provocate dall’attuale crisi economica 12 - UNIABITA | SERVIZI Dicembre 2013 Martedì 19 novembre, Salone Giacomo Matteotti, ore 18,30. Sono presenti una quarantina di famiglie delle circa 120 invitate, una ristretta avanguardia del migliaio di soci di UniAbita in lista d’attesa nelle graduatorie alloggi a proprietà indivisa. In palio, per così dire, ci sono 17 appartamenti, quasi tutti di due e tre locali. La riunione fila via veloce, diretta dalla responsabile dell’Ufficio Assegnazioni, Sara D’Aguì. L’appartamento che si è liberato e che è pronto per trovare un nuovo proprietario viene descritto e vengono interpellati i soci seguendo l’ordine della graduatoria. Tempo un’oretta e tutti i 17 appartamenti sono preassegnati. Le facce sorridenti sono di chi ha con ogni probabilità posto fine a una situazione di difficoltà abitativa, di emergenza, di disagio. Sui restanti prevale la delusione, sembra dicano: “Questa volta siamo restati a bocca asciutta, ma la prossima volta, sarà quella buona”: nei giorni successivi, per onore di cronaca, quattro dei soci preassegnatari rinunceranno all’alloggio, per essere però subito rimpiazzati da altrettanti soci che in un primo momento erano rimasti esclusi. Diciassette appartamenti che, sommati agli altri 56 assegnati nelle cinque assemblee che si sono svolte nel corso del 2013, portano a 73 il totale degli alloggi in affitto assegnati ai soci di UniAbita in assemblea. Sommati ad altri 44 assegnati direttamente, senza passare dall’assemblea, fanno un totale di 117 alloggi assegnati nel 2013, un numero lontano dal soddisfare il bisogno di casa espresso dai nostri soci, ma senz’altro superiore a quelli messi a disposizione sul territorio dal Comune, dall’Aler e da tanti privati. Un risultato che equivale a circa il 5 per cento dell’intero patrimonio abitativo di UniAbita, che arriva, stando agli ultimi dati disponibili, a 2.776 alloggi. Ma chi sono i nuovi affittuari? “C’è un po’ di tutto - spiega Sara D’Aguì -. Diciamo che tra coloro che fanno la scelta dei due locali, che in questo periodo è la tipologia di abitazione preferita, prevalgono i soci più anziani. Molto spesso, per risparmiare, lasciano un appartamento più grande e più comodo a favore di uno di dimensioni più modeste che però per due persone, o per una sola, è più che sufficiente. Tra chi invece vuole i tre locali sono in maggioranza i soci più giovani, le famiglie di nuova formazione, quelle in cui la nascita di uno o due figli ha fatto diventare improvvisamente piccolo l’appartamento nel quale fino a ieri stavano comodamente”. Decisamente poche richieste ci sono invece, quest’anno, per gli appartamenti di quattro locali, il cui affitto più alto mal si accorda con questi tempi di vacche magre. Chi sono invece i soci che liberano le case? “Anche in questo caso - è sempre Sara D’Aguì a spiegarci queste dinamiche Dicembre 2013 le spiegazioni sono molteplici. Quella più comune, specie nelle case di meno recente costruzione, spiace dirlo, è il decesso del socio abitante. Ma ci sono anche altre cause. Alcuni soci, quelli che hanno da parte qualche risparmio o possono contare sull’aiuto dei parenti, in questo momento cercano di approfittare della diminuzione del costo delle case in vendita. Soprattutto appena al di fuori della cerchia più vicina alla metropoli i prezzi sono calati parecchio e in questo momento comprare, per chi ne ha la possibilità, è conveniente. Dall’altro lato ci sono i soci che sono alle prese con gravi difficoltà economiche, magari la perdita del posto di lavoro, e si trovano costretti a ritornare sui loro passi, alla casa d’origine. E poi ci sono quelli che si trasferiscono per motivi di lavoro e sono così obbligati a lasciare libera la casa”. Una situazione variegata, come si intuisce, dove non ci sono spiegazioni univoche e le storie sono tante, spesso contrastanti: non manca, ad esempio, chi vende la casa di famiglia e sceglie di andare ad abitare in affitto. Mentre fino a ieri si poteva indicare in tre anni il tempo che intercorreva tra l’entrata in graduatoria e quello di assegnazione di un appartamento, oggi i tempi si sono fatti più veloci, attorno ai due anni. Questo discorso vale però soltanto per le abitazioni di Cinisello Balsamo, perché per Sesto San Giovanni il discorso è molto diverso. Il basso numero di abitazioni in affitto a disposizione fa sì che le nuove assegnazioni avvengano col lumicino. C’è piuttosto un problema, che si è evidenziato prima a Sesto San Giovanni e a Monza e che oggi è evidente anche a Cinisello Balsamo negli appartamenti mansardati (i cosiddetti sottotetti) e in quelli realizzati nei piani pilotis, che in queste settimane cominciano a essere assegnati. In questi casi, uno degli elementi che ritarda le assegnazioni, un ritardo inspiegabile a fronte della massa di persone che cercano casa in affitto e del danno economico che questi ritardi provocano alla cooperativa, sono le rigidità dei requisiti convenzionali oggettivi e soggettivi. A volte tra i nostri soci e tra quelli presenti nelle liste comunali, non si trova proprio nessuno che possieda i requisiti di reddito (inferiore a una certa cifra e superiore a un’altra), di residenza e di lavoro, necessari per rispettare i dettami delle convenzioni sottoscritte con gli enti pubblici in anni passati, quando la società esprimeva bisogni e aspettative sociali diverse, assai distanti da quelle ridisegnate dall’attuale crisi economica. Così siamo all’assurdo che alcuni appartamenti restano sfitti, mentre molti soci in graduatoria restano ancora in attesa di una casa. SERVIZI | UNIABITA - 13 COOPERATIVA DI ABITANTI Le nuove proposte del Risparmio sociale Rendinova +0,30% prorogato di un anno Lo scorso dicembre, nell’ambito di un più ampio progetto di sviluppo e innovazione del prestito sociale, la cooperativa UniAbita ha proposto ai propri soci un nuovo prodotto finanziario: Rendinova + 0,30% sui tassi di interesse del prestito ordinario. Si tratta di una emissione speciale, riservata ai soci che per la prima volta sottoscrivono un libretto di prestito sociale e ai soci che da almeno 5 anni non hanno libretti di prestito sociale, a condizione che mantengano, per ogni annualità solare, o periodo inferiore in caso di attivazione/estinzione del libretto in corso d’anno, un deposito medio pari ad almeno tre mila euro. Le condizioni particolarmente vantaggiose di questo prodotto hanno indotto la Cooperativa a prorogare tale offerta e le sottoscrizioni saranno quindi ancora attive dall’1 dicembre 2013 fino al 30 novembre 2014, assicurando a tutti i nuovi sottoscrittori una maggiorazione pari allo 0,30% in aggiunta al tasso di interesse ordinario pro tempore vigente fino alla fine del 2015 oppure fino all’estinzione del libretto, se antecedente a tale data. Nel corso dell’anno appena trascorso questa offerta ha riscontrato nel corpo sociale un grande interesse: sono stati aperti 75 nuovi libretti di prestito per un valore di oltre 1.313.000 euro. È da evidenziare che i tassi di interesse vengono applicati su tutto l'ammontare del prestito e non a scaglioni: un piccolo incremento potrebbe portare al passaggio nella fascia successiva e quindi il vantaggio di un tasso più alto viene applicato all'importo dell’intero prestito depositato. Un risultato di grande soddisfazione per UniAbita che può contare, nel suo sviluppo, sulla fiducia concreta e tangibile di migliaia di soci risparmiatori. 14 - UNIABITA | SERVIZI Il tuo risparmio in Cooperativa. Garantito, etico e vantaggioso. RendiNova L’opportunità dedicata ai nuovi soci prestatori. RendiNova L’opportunità dedicata ai nuovi soci prestatori. Dettagli e condizioni complete nel bando di emissione disponibile nelle sedi UniAbita e anche sul sito www.uniabita.it Per dettagli e condizioni complete Dicembre 2013 COOPERATIVA DI ABITANTI Importanti novità per il socio prestatore A partire dal prossimo febbraio sarà possibile effettuare bonifici e farsi accreditare lo stipendio o la pensione La raccolta del risparmio tra i nostri soci ha consentito di consolidare e sviluppare un percorso fondato sulla reciproca fiducia e sullo spirito di servizio che ha sempre caratterizzato ogni aspetto della nostra vita sociale. Una delle molteplici tappe di questo percorso è stata la recente istituzione della “carta prepagata” che sta riscuotendo un vivo interesse. Ma abbiamo deciso di continuare sulla via dell’innovazione e dell’arricchimento dei servizi offerti con l’introduzione di strumenti che consentano un più agevole e sicuro utilizzo del libretto di deposito. Ci riferiamo ai bonifici e all’accredito dello stipendio o pensione per i quali sono in fase avanzata le attività concernenti la loro attuazione. Quando la procedura sarà operativa il socio prestatore potrà disporre bonifici da un proprio conto bancario a favore del proprio libretto di prestito cooperativo. D’altra parte, potrà disporre bonifici dal proprio libretto di prestito cooperativo a un proprio conto bancario presentandosi a uno sportello cassa della nostra Cooperativa o inviando una semplice e-mail a quest’ultima. Non potranno però essere effettuati bonifici da parte di terze persone né bonifici a favore di queste ultime in quanto tali operazioni non sono consentite, per disposizioni di legge, nell’ambito della gestione del risparmio cooperativo. È evidente che grandi vantaggi deriveranno al socio prestatore con l’avvio della procedura bonifici in quanto quest’ultimo potrà evitare di utilizzare gli attuali strumenti di prelievo e deposito che sono più laboriosi e che comportano maggiore dispendio di tempo. Si pensi, ad esempio, a un prelievo di 10 mila euro effettuato con il sistema tradizionale che comporta: 1) la richiesta di prelievo telefonica o direttamente allo sportello cassa; 2) l’attesa di tre Dicembre 2013 giorni lavorativi a far data dalla richiesta, come da Regolamento; 3) decorsi i tre giorni lavorativi, la consegna di un assegno circolare o bancario dell’importo richiesto al socio presso lo sportello cassa; 4) il deposito dell’assegno da parte del socio presso il suo conto corrente bancario. Nell’esempio considerato, se il socio sceglierà di effettuare il prelievo mediante bonifico si porranno in essere soltanto due semplici operazioni: 1) la richiesta di bonifico che il socio potrà trasmettere comodamente da casa mediante e-mail; 2) disposizione del bonifico da parte della nostra Cooperativa con conseguente accredito diretto del conto corrente bancario del socio, con la valuta prestabilita. L’altra novità, come accennato, riguarda l’accredito del proprio stipendio/pensione al libretto di prestito cooperativo. Anche in questo caso si eviterebbero le lungaggini derivanti dalla riscossione dello stipendio/pensione e dal successivo versamento del relativo ammontare presso il libretto di risparmio. L’entrata in funzione di queste novità è prevista per il febbraio del 2014. Per tempo ne daremo ampia ed esaustiva informazione a tutti i soci. SERVIZI | UNIABITA - 15 UNIABITA L’unificazione tra le nostre cooperative è stata una scelta lungimirante Intervista al presidente onorario Gerolamo Sulas. Quaranta anni di vita cooperativa. L’ingresso di tanti giovani nel C.d.A. è un’ottima scelta e contribuirà a rendere ancora più grande UniAbita Nello scorso giugno Gerolamo Sulas è stato eletto presidente onorario di UniAbita. Molto popolare tra i soci di Sesto San Giovanni, lo è meno tra quelli di Cinisello Balsamo, che però avranno modo di conoscerlo meglio e di apprezzarne le qualità nel prossimo futuro. Intanto, come biglietto da visita, ci facciamo raccontare i passaggi più significativi della sua esperienza di cooperatore. La mia esperienza di cooperatore inizia nel 1975, con la partecipazione alla fondazione della Cooperativa edificatrice Carlo Olmini, della quale per circa 20 anni ho ricoperto anche la carica di Presidente. Successivamente, fino alla unificazione con la Cooperativa Auprema, sono stato direttore generale del Consorzio Sestese di Abitazione e poi della Cooperativa Sestese di Abitazione “Camagni-Olmini”. In UniAbita, prima di andare in pensione, ho ricoperto la carica di Responsabile Area Produzione Immobiliare e Sviluppo. Ho ricoperto anche importanti incarichi, a livello provinciale e nazionale, nella Lega delle Cooperative di Abitazione e, parallelamente, ho partecipato assiduamente alla vita politica e amministrativa della mia città, della quale sono stato consigliere comunale e assessore. 16 - UNIABITA | SERVIZI Che giudizio dai della tua esperienza di cooperatore? E’ un’esperienza di vita che mi ha arricchito sotto moltissimi aspetti. Ho vissuto gli impegni e i sacrifici di 40 anni di cooperatore attivo attimo per attimo, con piacere, in prima linea, senza sentirne particolarmente il peso. E’ sempre prevalsa la soddisfazione alla stanchezza. Una caratteristica che non ha riguardato solo la mia persona, ma che ho piacevolmente notato in tanti altri cooperatori, soci e dirigenti che, con il loro lavoro, prevalentemente volontario, hanno contribuito a una positiva crescita della cooperazione, a tutti i livelli. E’ stato un periodo pieno di iniziative, di programmi e di positivi risultati che mi inorgoglisce ma soprattutto dimostra la validità del modello cooperativo. Un modello socio-economico, diverso dall’iniziativa privata, ma altrettanto valido economicamente, e irrobustito da elementi come la socialità, la partecipazione dei soci alle scelte e il non scopo di lucro privato. Sei stato uno dei promotori dell’unificazione con l’Auprema, Perché? Sei soddisfatto? Una delle cose importanti, direi fondamentali, che ho recepito durante la mia storia di cooperatore è che il modello cooperativo non ha “campanili”, non ha e non deve avere Dicembre 2013 territori “ideali” dove proiettare e applicare la propria “missione”. Premesso questo, i ragionamenti che hanno portato le nostre cooperative all’unificazione sono stati sostanzialmente di ordine strategico e programmatico. Una valutazione sociale e politica, che ha investito tutto il movimento di Legacoop, ci ha convinto che per il futuro era necessaria l’aggregazione di risorse, di economie, di strutture ed esperienze di soggetti diversi per creare dei veri e propri “poli cooperativi” sempre più in grado di competere con le nuove problematiche e rispondere meglio ai nuovi bisogni. Se vi è oggi una cooperativa in grado di dare risposte ai cittadini abitanti, questa è UniAbita. Non mi piace l’autoreferenzialità, ma rivendico con orgoglio questa scelta, condivisa dai gruppi dirigenti delle nostre cooperative, in primo luogo dal presidente Marangoni, che tuttora, come si dice “tira il carro”, e poi dai nostri ex presidenti Cipriano Martini e Roberto Vai, che purtroppo è venuto a mancare prematuramente. Quali sono i punti di forza di UniAbita? I punti di forza sono tanti. Penso al gruppo dirigente, sgombro da posizioni campanilistiche, di sana concezione cooperativa, di notevole esperienza. Ma la cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è constatare il notevole apporto organizzativo e professionale dei dipendenti e dei collaboratori. Senza questo apporto sarebbe stato tutto molto più complicato. Complessivamente tutti hanno collaborato ed è stato molto importante vedere lo sforzo di tutti e il crearsi di nuovi straordinari rapporti interpersonali. Tra le cose positive aggiungo che all’interno dell’apparato funzionale di UniAbita vi sono delle vere e proprie “eccellenze” professionali, e questo è un elemento di forte garanzia operativa e gestionale di cui è necessario tenere consapevolmente conto. Qualcosa che è mancato? Sarebbe presunzione negarlo. Per esempio si notano alcune problematiche relative alla gestione del rapporto con i soci, dove emerge la differenza culturale e di diversa concezione organizzativa tra la realtà cinisellese e quella sestese. In questo contesto si inquadra, per esempio, il non positivo (ma forse obbligato) fatto dell’abbandono da parte di UniAbita della gestione amministrativa degli stabili condominiali in proprietà o misti. Qual è lo stato di salute della Cooperativa? Distinguerei tra quello economico/patrimoniale e quello dell’azione attuativa e programmatica della propria “missione”. Sul primo non ho dubbi, siamo una realtà solida. Sul secondo aspetto è chiaro che la crisi nazionale e internazionale si riflette anche sull'attività di UniAbita, saremmo ipocriti o Dicembre 2013 ciechi a non vederne i risvolti anche sulla nostra azione. Ma, come dicevo prima, credo che se vi è un soggetto in grado di superare questo periodo difficile questo è proprio UniAbita. In questo senso la fusione tra due importanti e forti realtà economiche, patrimoniali e operative come l’Auprema e la Camagni Olmini è stata lungimirante e rende più sereno il cammino della nostra Cooperativa. Un socio anziano come te, come valuta l’ingresso in forza di giovani nel C.d.A.? Penso sia un’ottima cosa. Certo un Consiglio di Amministrazione composto per la metà da nuovi consiglieri può indurre a pensare che la Cooperativa sia governata da un organismo inesperto e debole, ma non è così. Intanto vi è una qualificata componente con esperienza che garantisce la continuità. Inoltre questi giovani sono motivati e qualificati, alcuni li conosco personalmente e posso affermare che hanno le qualità per diventare ottimi amministratori. La preparazione e il carattere non mancano, alcuni di loro hanno alle spalle esperienze politiche e associative, il che non guasta. Sono convinto che potranno dare l’impulso per cambiare le cose in positivo, a tutti i livelli. L’auspicio è che questo rinnovamento contribuisca a fare ancora più grande UniAbita. Come si deve esprimere il rinnovamento della Cooperativa? Credo che questa iniezione giovanile contribuirà a indicare la giusta direzione per rinnovare l’azione di UniAbita. Il nuovo modo di essere, di operare, di confrontarsi con le esigenze dei cittadini/soci è sicuramente una strada obbligata per il futuro. Che cosa significa concretamente? Credo che occorra sintonizzare sempre di più le “antenne” nella società, ascoltare i soci, valutare i cambiamenti sociali, normativi, economici e comportarsi di conseguenza. Senza perdere la rotta che è alla base della missione primaria della cooperativa e cioè la solidarietà, la mutualità e lo scopo di “migliorare la situazione economica e di vita dei soci”. SERVIZI | UNIABITA - 17 COOPERATIVA DI ABITANTI Coinvolgimento dei soci e trasparenza nelle scelte A colloquio con Alessandro Longo, responsabile della commissione che si occupa del decoro degli stabili, ma anche, e soprattutto, delle spese per il funzionamento degli edifici e per le opere di manutenzione di Fabio Brioschi Dallo scorso giugno è attiva in seno al Consiglio di Amministrazione la nuova Commissione Patrimonio e Decoro, presieduta da Alessandro Longo, consigliere di lungo corso all'interno del Consiglio di Amministrazione di Auprema prima e UniAbita dopo. Il suo compito non è solo quello di assicurare un costante controllo della spesa per le manutenzioni, ma anche un aspetto dignitoso alle facciate degli stabili UniAbita. Un patrimonio sempre in ordine, non lasciato andare al degrado, infatti, non va soltanto a vantaggio della cooperativa, ma i benefici ricadono su tutti i soci. Nata inizialmente come “semplice” Commissione Patrimonio, negli ultimi anni era stata presieduta da Luciano Boz18 - UNIABITA | SERVIZI zuto e aveva come compito quello di assicurare un controllo e un coordinamento delle manutenzioni e degli interventi su tutti gli stabili della cooperativa, con annesse previsioni di spesa, elaborazioni di preventivi e consuntivi da inviare ai soci residenti. Verso fine 2010 a queste peculiarità si aggiunse la necessità di eseguire una mappatura dell'aspetto esteriore degli stabili: in molti casi, infatti, il decoro e l'uniformità delle facciate si erano un po' lasciati andare per via del proliferare di parabole, condizionatori, tende e veneziane di ogni foggia e colore. Venne creato, allora, un gruppo di lavoro, che a tre anni da quell'esordio è stato istituzionalizzato all'interno della già esistente Commissione Patrimonio. “L'accorpamento all'interno della Patrimonio – racconta Longo – è stato deciso dal CdA per motivi organizzativi. Il Consiglio si è profondamente rinnovato e l'età media si è abbassata; vale a dire che molti nuovi consiglieri sono ancora in attività lavorativa e hanno decisamente meno tempo da dedicare alle attività correlate al Consiglio. Per questo era necessario rendere più produttivi i lavori del gruppo Decoro, che quindi è stato istituzionalizzato”. In questi primi tre anni di attività il gruppo di lavoro sul decoro degli stabili ha prodotto una mappatura completa dell'aspetto delle facciate, riscontrando che circa il 30 per cento degli stabili aveva un aspetto ben lontano dal normale decoro. “La questione non riguarda solamente l'estetica – ribadisce Longo – perché, per esempio, c'era la problematica delle fioriere esterne ai balconi. Lì si poneva una questione di sicurezza. Tuttavia, il concetto di fondo è che uno stabile con Dicembre 2013 un aspetto pulito e uniforme rende maggiormente piacevole viverci. E' il comportamento delle persone che fa la differenza e su quello, dopo la mappatura dei problemi, siamo intervenuti”. In alcuni casi estremi era già previsto il rifacimento delle facciate, a causa dei guasti provocati dal tempo che inesorabilmente è passato dal momento della costruzione. Qui è entrata in gioco l’altra prerogativa, quella principale, della Commissione. “Qui – dichiara con un pizzico di orgoglio Longo – siamo al cuore della cooperativa. Noi gestiamo le spese di funzionamento degli stabili e le opere di manutenzione. Elaboriamo i consuntivi e li controlliamo, in modo da sviluppare i preventivi stabile per stabile. Ovviamente siamo di supporto all'Ufficio Tecnico, che ha le competenze per programmare ed elaborare gli interventi. Gli aspetti tecnici si mischiano a quelli estetici, come abbiamo visto, ma soprattutto a quelli “politici”. Voglio dire che in tempi di crisi quali quelli che stiamo vivendo, non si possono proporre lavori straordinari ai soci senza valutare se siano sopportabili o meno. E' un costante lavoro di informazione, di trasparenza, di coinvolgimento. Il risultato è buono perché da quando abbiamo cominciato a intervenire su fioriere, parabole e condizionatori, si sono verificati solo una quindicina di casi limite di soci che non hanno risposto alla richiesta di mettersi a norma. La quasi totalità dei soci ha Dicembre 2013 invece compreso che certi comportamenti sono dannosi per tutti e ha collaborato alla riuscita del progetto di ripristino del decoro. L'unico problema aperto è quello delle tende e delle veneziane: la multiformità delle soluzioni adottate negli anni da molti soci è un vero pugno nell'occhio. Su questo stiamo ancora lavorando, ma anche in questo caso siamo fiduciosi”. Coinvolgimento dei soci e trasparenza sono i temi a cui Longo tiene maggiormente; anche perché i fatti hanno fin qui dimostrato che dove i soci, tramite i comitati di caseggiato, sono stati resi parte del processo decisionale, i risultati sono arrivati. “Non perdere il contatto con i comitati di caseggiato è il punto fondamentale. Non si tratta solo di essere sempre a disposizione dei soci che chiedono un incontro, ma anche e soprattutto di renderli edotti che certe scelte vengono fatte con lungimiranza. Per esempio, uno dei campi in cui otteniamo meno risultati di quelli che vorremmo è l’introduzione delle nuove tecnologie. Impiantare i pannelli solari o cambiare le lampade delle parti comuni con quelle a led, significa fare un investimento che è oneroso oggi, ma consente di risparmiare domani. Purtroppo la crisi economica provoca rigidità e crea incertezze: nessuno è contento di spendere, ma il risparmio è dietro l'angolo”. Insomma, sembra dire Longo, ci vuole sì un occhio al portafogli, ma anche uno verso il futuro. SERVIZI | UNIABITA - 19 Idee di viaggio Inverno 2014 Per viaggiare insieme Circolo Auprema IL NUOVO CATALOGO PROMOZIONALE MONDO AUPREMA - INVERNO 2013/2014 Sport, cultura e tempo libero È RICCO DI OFFERTE PER VIAGGIARE CON I MIGLIORI TOUR OPERATOR E DI INCREDIBILI PROPOSTE DI CROCIERE COSTA E ROYAL CARIBBEAN A QUOTE SCONTATE! Fondazione Auprema Onlus Vuoi essere aggiornato sulle iniziative Mondo Auprema e sulle promozioni dei migliori Tour Operator? Hai un sogno nel cassetto? Scrivi a [email protected]. Alla prima prenotazione ti sarà abbuonata la quota d’iscrizione. Mondo Auprema Viaggi e vacanze Info: via Cadorna 49, Cinisello Balsamo tel. 02 61293712 fax 02 61770932 - www.mondoauprema.it - [email protected] Gestione Centri Sportivi UNIABITA Il nuovo CdA si mette in gioco Predisposto un nuovo modello organizzativo, basato su tre gruppi di lavoro: Comunicazione, Servizi di Comunità, Nuove Forme dell’Abitare e Nuove Tecnologie di Caterina Paola La Grotteria Il percorso di forte rinnovamento, intrapreso da UniAbita con le ultime elezioni, ha portato all’ingresso in Consiglio di Amministrazione di un buon numero di nuovi consiglieri, molti alla prima esperienza, che si sono affiancati a consiglieri di lungo corso della cooperazione cinisellese e sestese. Un CdA rinnovato, quindi, che vuole essere sempre più un laboratorio di idee e di progetti reali, in grado di affrontare e dare una risposta concreta alle esigenze di una comunità di soci sempre più ampia e complessa. Temi critici si affiancano così a nuove opportunità di crescita per la cooperativa, in un programma di lavoro dove il nuovo procede in un costante confronto con le radici storiche di UniAbita. In questo contesto nasce una nuova forma di partecipazione dei consiglieri, che si sono strutturati in tre gruppi di lavoro che, in parte, hanno sostituito le precedenti commissioni. Nuovi modelli organizzativi, ognuno destinato ad affrontare nodi tematici fondamentali e a proporre approcci efficienti e innovativi in tre aree di interesse primario per UniAbita: Comunicazione, Servizi di Comunità, Nuove Forme dell’Abitare e Nuove Tecnologie. Dicembre 2013 I gruppi di lavoro – coordinati da Lia Strani e dei quali fanno parte componenti del CdA, tecnici, ex corsisti Adest – si sono posti, nell’arco dei tre anni di mandato consiliare, il raggiungimento di obiettivi strategici per la cooperativa. Un lavoro sul campo che vuole entrare nel vivo delle eventuali criticità e delle relative soluzioni, con un interesse prevalente: contribuire a rendere la nostra cooperativa, ogni giorno di più, uno strumento efficace ed efficiente al servizio dei soci e della comunità, ma anche capace di affacciarsi in modo adeguato e moderno a settori in grande fermento, come quello della comunicazione e delle nuove forme dell’abitare. I gruppi di lavoro hanno un compito ben preciso: elaborare proposte, effettuare analisi, studiare e approfondire situazioni particolari. Tutto ciò con una doppia anima: una di indirizzo, l’altra di gestione dei ruoli operativi. Abbiamo intervistato i tre coordinatori dei Gruppi di Lavoro che, tra l’altro, sono tutti e tre consiglieri di primo mandato, cercando di capire idee e obiettivi alla base di questi ambiziosi progetti. SERVIZI | UNIABITA - 21 UNIABITA Una casa più moderna ma sempre attenta alla socialità Intervista a Chiara Cariani, coordinatrice del gruppo di lavoro sulle Nuove forme d’abitare e Nuove tecnologie Nel nostro nome è racchiuso il senso dell’iniziativa di rinnovamento innescata dal precedente consiglio di amministrazione: il Gruppo di Lavoro è nuovo, esisteva invece la Commissione Nuove Tecnologie. Uno sguardo al futuro, quindi, per progettare e studiare insieme nuove offerte abitative che ben si adattino alla mutata società ma con uno sguardo a quanto è già stato fatto nel passato, per continuare il lavoro portato avanti dalla precedente Commissione in tema di sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio. Chiara Cariani ha 31 anni, è socia di UniAbita da oltre dieci e neo eletta nel Consiglio di Amministrazione. Laureata in Relazioni Pubbliche e Pubblicità è attualmente impiegata in qualità di assistente alla direzione e vice presidenza di una cooperativa di Milano. Per lei è il primo mandato e il primo ruolo di rilievo all’interno del gruppo che si occupa di Nuove forme d’abitare e nuove tecnologie. Nuove forme d’abitare e nuove tecnologie: il nome del vostro gruppo racchiude in sé il futuro stesso della cooperativa, la sua capacità di guardare al domani. Un tema a dir poco fondamentale: ce ne parli? 22 - UNIABITA | SERVIZI Come è cambiata negli ultimi anni, nei quali è cresciuta la presa di coscienza intorno ai temi dell’ecosostenibilità, l’aspettativa di abitazione per i soci della cooperativa? È forte ormai la necessità di fare qualcosa per ridurre l’impatto che l’uomo lascia sull’ambiente. UniAbita non può e non vuole restare a guardare: abbiamo la responsabilità di rinnovare il patrimonio immobiliare esistente adeguandolo non solo alle normative vigenti ma anche alle tecnologie e ai metodi costruttivi più innovativi, perché i nostri stabili siano più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale. Ricordiamo, tra i numerosi interventi già effettuati, l’installazione dei pannelli solari e fotovoltaici, il teleriscaldamento, ma anche il rifacimento di tetti e facciate con la realizzazione di cappotti termici, per limitare la dispersione del calore e quindi diminuire i consumi e le immissioni nell’ambiente. Altra esigenza che UniAbita non vuole tralasciare è la sensibilizzazione del Dicembre 2013 proprio corpo sociale verso i temi ambientali: il progetto Eco Courts ne è un esempio rappresentativo. L’idea, quindi, è di portare avanti iniziative di questo tipo, che permettano ai soci di sentirsi parte attiva nel ridurre sprechi e consumi all’interno delle nostre case. Il modo stesso di chiamare la casa è cambiato. Oggi si parla sempre di più e si progetta con un occhio all’Housing Sociale, al Co-housing, al Green Building, alle Smart Home. Di cosa di tratta? In realtà sono concetti che da tempo fanno parte del patrimonio culturale e statutario della cooperativa: l’housing sociale altro non è che l’offerta di alloggi rivolta a coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato libero, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata. Il co-housing è il passo successivo: significa progettare soluzioni abitative private corredate da ampi spazi destinati all'uso comune e alla condivisione. UniAbita da sempre, anche se in diversa misura, ha voluto dare spazio e rilevanza alla socialità nei propri caseggiati. Si tratta ora di fare un’ulteriore rivoluzione e riuscire a individuare le necessità delle nuove generazioni di abitanti, trovando il modo di favorire la condivisione e la coabitazione. Questo concetto ben si sposa con il Green Building, che oltre a far riferimento a edifici strutturalmente ecosostenibili, in senso allargato può anche essere riferito alla capacità delle persone che vivono in questi edifici di inquinare sempre meno e utilizzare le risorse in modo coscienzioso e consapevole. Infine, Smart Home, una casa intelligente e moderna, un concetto preso in prestito dal più ampio Smart Cities, grazie al quale apparecchiature, impianti e sistemi sono prenotabili, attivabili e fruibili dall’esterno. In questo contesto si inserisce il vostro gruppo. Qual è il vostro metodo di lavoro? Si svolge attraverso diverse fasi: anzitutto lo studio di quanto è già stato fatto finora e dei risultati ottenuti ci permette di fare un ‘punto zero’ e poter iniziare nuovi progetti con un bagaglio di esperienza non indifferente. Intendiamo proseguire con un’attenta analisi dei nuovi target a cui fare riferimento e dei conseguenti nuovi bisogni che emergono in una società in continua evoluzione. In seguito, occorrerà identificare una strategia operativa che corrisponda in modo adeguato e completo a questa analisi. Non è un lavoro da poco, Dicembre 2013 ma siamo certi di poter dare un valido contributo grazie anche alla disponibilità di chi prima di noi ha già seguito questi temi, alle competenze maturate e soprattutto forti di una struttura operativa dotata di ottima preparazione e capacità di mettersi in gioco. Come Gruppo di Lavoro abbiamo pensato di seguire parallelamente due strade: la prima ci porta a ragionare e lavorare operativamente tutti insieme su progetti di più ampio respiro e di carattere più generale, mentre la seconda vede il gruppo suddiviso in più sottogruppi, a seconda delle conoscenze e delle inclinazioni personali, per seguire da vicino alcuni temi più specifici. Quali obiettivi vi siete posti? Gli obiettivi, naturalmente, sono diversi a seconda del progetto che affrontiamo, così come cambiano le tempistiche di attuazione, adeguandosi al tipo di iniziativa che decidiamo di intraprendere. Resta però un fine comune: creare un ‘Modello UniAbita’ riconoscibile e apprezzato dai cosiddetti stakeholder, ovvero da tutti quei portatori di interessi che gravitano attorno alla nostra realtà cooperativa. Secondo questa concezione, UniAbita diventa ‘developer’, cioè promotore di iniziative dalla progettualità innovativa, in grado di soddisfare e rispondere alla domanda di casa, intesa come binomio casa-servizi cercando, al contempo, di mantenere vivo lo spirito cooperativo storico. L’emergenza casa è oggi un tema sempre più scottante per una società che attraversa una profonda crisi economica come la nostra. Cosa significa questo per il vostro lavoro? UniAbita si è sempre dimostrata attenta alle necessità del proprio corpo sociale e anche in futuro verranno messe in campo tutte le strategie possibili per andare incontro alle esigenze di chi si rivolge a noi per rispondere alla necessità di avere una casa. La nostra forza, dal mio punto di vista, è che non ci limitiamo a dare una casa, non siamo un ente pubblico, ma convogliamo i nostri sforzi e la nostra attenzione a migliorare la qualità della vita delle persone che risiedono nei nostri caseggiati, cercando soprattutto di instillare quei valori e quei principi propri della cooperazione che hanno consentito a UniAbita di festeggiare, quest’anno, i 110 anni di vita. (c.p.l.g) SERVIZI | UNIABITA - 23 UNIABITA Il cuore di una cooperativa di abitanti Intervista a Erika Palazzo, coordinatrice del Gruppo di lavoro sui Servizi di Comunità lo sport e il tempo libero, gestiti dal Circolo Auprema; l‘ambito sanitario, con il Consorzio Il Sole, che gestisce i Poliambulatori e la Residenza del Sole per gli anziani; il settore del turismo, con l’agenzia viaggi Mondo Auprema e il villaggio turistico Borgo Magliano; e ancora la solidarietà sociale, con la onlus Fondazione Auprema. Erika Palazzo, cinisellese, laurea in Economia politica, lavora in Università occupandosi di didattica dei programmi formativi e degli insegnamenti. Negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di formazione e volontariato nella cooperazione internazionale e, nel 2011, è iniziato per lei il progetto Adest, che l’ha portata a una partecipazione sempre più attiva nella realtà cooperativa di UniAbita, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di consigliere all’interno del CdA. E ora una nuova sfida: occuparsi del coordinamento del Gruppo di Lavoro dei Servizi di Comunità. I Servizi di Comunità sono il cuore di una cooperativa di abitanti come UniAbita, il polso della comunità. E sono una grande ed eterogenea “famiglia”. Ce li presenti? I Servizi di Comunità sono lo strumento che consente a UniAbita di essere una cooperativa di “abitanti” e non solo di “abitazioni”, rispondendo alle necessità dei soci che non riguardano esclusivamente l’abitazione. Consistono in una rete di strutture e servizi che operano in diversi settori: la cultura, 24 - UNIABITA | SERVIZI Come si colloca il vostro gruppo di lavoro in questo contesto? Il nostro obiettivo è verificare l’andamento dei servizi di comunità, cercando di analizzarne l’efficacia sociale e l’efficienza economica, ipotizzando quale possa essere la loro evoluzione nel futuro. Non dimentichiamo poi l’importanza che le strutture lavorino in modo integrato, costituendo una rete capace di definire un’offerta congiunta di servizi. Quali sono i nodi attuali dei Servizi di Comunità? Le criticità maggiori sono legate all’effettiva capacità di soddisfare i bisogni dei soci e di farlo in una situazione di sostenibilità economica. Dobbiamo abituarci a misurare, nei limiti del possibile, i risultati sociali ed economici del nostro operato. I servizi nascono per soddisfare le richieste dei soci. È un obiettivo centrato? A che costo stiamo realizzando i servizi offerti? Vi è una situazione sostenibile nel futuro? Cercheremo di rispondere a questi interrogativi. Ci sono dei settori che richiedono una maggiore attenzione? Dicembre 2013 La situazione è piuttosto articolata. Se l’ambito sanitario presenta una situazione positiva con l’apertura recente del nuovo Poliambulatorio Diaz nell’area di Balsamo (che si aggiunge a quello storico di via XXV Aprile) e la futura nuova sede di Sesto San Giovanni, nell’area Bergamella, quello del turismo sembra essere più complesso nello svolgere il ruolo di attivatore di turismo sociale per cui si è investito in questo settore. Come avete organizzato il lavoro? I temi da affrontare sono numerosi e complessi. Abbiamo individuato i temi prioritari e costituito dei sottogruppi che vi si dedicheranno nei prossimi mesi, pur riportando analisi e proposte al gruppo intero, in modo da non perdere una visione d’insieme e una strategia comune. All’interno dei sottogruppi abbiamo coinvolto altre persone, in ragione delle loro esperienze o per il ruolo che ricoprono nel settore. Inoltre intendiamo confrontarci con altre realtà: cooperative, il Politecnico, associazioni di territorio, per cogliere ulteriori spunti di riflessione dalle loro conoscenze ed esperienze. Qual è il ruolo dei Servizi di Comunità oggi e come è cambiato nel corso degli anni? I servizi di comunità sono partiti da forme elementari di organizzazione per offrire ai soci dei servizi complementari al puro abitare, per poi svilupparsi e ingrandirsi nel tempo, fino alla creazione di strutture complesse di gestione. Negli ultimi anni il fenomeno di diffusione è rallentato e per questo ci si chiede se i servizi rivestono ancora un ruolo di collettore sociale e di diffusore dei valori cooperativi. Il coinvolgimento dei soci in questo processo è fondamentale per il futuro del modello stesso di UniAbita, cooperativa di abitanti, e perché abbia successo, apriamo le porte ai soci che abbiano suggerimenti, indicazioni, opinioni sul tema e vogliano contribuire a questo rilancio. Quali sono gli scenari futuri che avete ipotizzato? Siamo ancora in una fase di comprensione di questa realtà articolata, abbiamo però iniziato a farci delle idee. Ho menzionato prima le strutture attive nei diversi settori: per alcune di queste potremmo operare delle trasformazioni negli obiettivi e nel modo di operare al fine di incrementare la capacità di soddisfare le esigenze dei soci, che nel tempo possono subire Dicembre 2013 dei cambiamenti. Faccio un esempio: assistiamo a un aumento del numero di soci in difficoltà nel far fronte al pagamento del canone. Che azioni possiamo mettere in atto? Ecco che un sottogruppo sta ragionando sulla costituzione di un fondo di sostegno ai soci, un altro sta verificando la fattibilità di un progetto di raccolta di prodotti alimentari che escono dalla grande distribuzione organizzata da redistribuire a persone in difficoltà economica. Stiamo progettando inoltre un modello di accompagnamento per le nuove comunità che si costituiranno a conclusione di alcuni interventi di proprietà divisa. Ci sono poi progetti a cui ci dedicheremo in un futuro meno immediato: programmi di housing sociale; servizi all’abitare con la gestione delle utilities in grado di creare benefici di fruizione ed economici per i soci; l’integrazione nell’offerta dei servizi. Vorremmo che nei caseggiati, ad esempio tramite il Circolo Auprema, si creasse una realtà che svolga un ruolo di attivatore di servizi che i singoli soci possano auto-progettare e gestire: ad esempio nell’introdurre pratiche di risparmio energetico, nel gestire orti condivisi, il servizio di badante o colf di condominio, creare dei gruppi di acquisto solidali, eccetera. Ma oggi, come fare per attrarre i soci e far conoscere l’offerta dei Servizi di Comunità? Ci confronteremo sicuramente con il gruppo di lavoro sulla comunicazione. È però essenziale offrire servizi che soddisfino le esigenze del socio, affinché ci sia un incontro fruttuoso da cui si possa ricavare un arricchimento reciproco. I Servizi di Comunità dovrebbero aprirsi a tutto il territorio? L’apertura al territorio è una scelta che in passato ha già caratterizzato UniAbita, e che rappresenta un importante strumento per la diffusione dei valori della cooperazione. Tutti i cittadini possono accedere ai servizi, mentre chi è socio può anche usufruire di vantaggi economici. Sicuramente, in questa fase di progettazione, questa modalità sarà confermata. (c.p.l.g) I soci che desiderano sottoporre osservazioni e proposte al Gruppo di lavoro sui servizi di comunità possono inviare una mail a: [email protected]. SERVIZI | UNIABITA - 25 UNIABITA Lavoriamo per una maggiore partecipazione dei soci Intervista a Jurij Bardini, coordinatore del Gruppo di Lavoro sulla Comunicazione CdA sia semplici soci che, per competenza professionale, passione e volontà cooperativa dimostrata sul campo negli anni sono stati scelti e invitati a partecipare ai nostri tavoli di lavoro”. Classe 1977, laurea con lode in Storia moderna e contemporanea, dal 2006 Jurij Bardini lavora nel campo della comunicazione, occupandosi nello specifico di gestione delle Community su web, le comunità di utenti su internet. Dopo numerose esperienze sul territorio di Cinisello Balsamo, sia nell’organizzazione di attività sociali con UniAbita, sia nella realizzazione di percorsi ed eventi culturali come WeParty, è arrivato in Consiglio di Amministrazione a seguito delle ultime elezioni. Pieno di idee e attento a cogliere stimoli e nuove sfide, da condividere con gli altri componenti del Gruppo di Lavoro sulla Comunicazione, del quale è il coordinatore. “Abbiamo deciso – racconta Jurij – di mettere a frutto fin da subito le novità che hanno portato con sé i gruppi di lavoro. Uno degli obiettivi è infatti quello di creare una maggiore partecipazione e un allargamento di responsabilità nel mondo cooperativo, rafforzando i legami tra amministratori e corpo sociale. Quindi al nostro gruppo di lavoro appartengono sia membri del 26 - UNIABITA | SERVIZI Il vostro gruppo si occupa di Comunicazione. Quanto è importante la comunicazione per una cooperativa grande e così radicata nel territorio come UniAbita? Naturalmente si tratta di un tema fondamentale. Lo è per tutte le realtà che si propongano di incidere, a vari livelli, sulla realtà economica, sociale, culturale in cui operano. Si tratta però di capire che cosa significhi davvero “comunicare” e come farlo in maniera efficace, utile e rapida. Cosa significa comunicare oggi per UniAbita? In termini strategici, significa compiere coppie di azioni congiunte e coordinate: parlare e ascoltare, immaginare e aiutare a vedere il futuro, innovare e accompagnare all’innovazione, ponendosi come leader e protagonista del cambiamento. La nostra cooperativa, del resto, è un’eccellenza nazionale: non ha pari in tutta Italia, e questo primato ci viene riconosciuto da molte realtà nel Paese, anche da quelle che per storia e tradizione non appartengono al nostro mondo. Spetta a noi, dunque, il ruolo di protagonisti: è un privilegio e una responsabilità da esercitare. Da un punto di vista concreto, comunicare vuol dire tenere sempre bene a mente gli obiettivi che si vogliono raggiungere, e solo in seguito riflettere e scegliere gli strumenti da impiegare. Per esemplificare, questo significa non inseguire per forza il “digitale”, ma comprendere bene in che misura e per cosa ci Dicembre 2013 serve. Allo stesso modo, non dobbiamo restare ancorati a priori alle forme tradizionali di comunicazione, ma imparare a mantenere quelle che sono funzionali ai nostri obiettivi di qualità e quantità. Quali sono, oggi, i principali nodi da sciogliere nell’ambito della comunicazione? Preferisco parlare di sfide, di occasioni preziose per promuovere un cambiamento. Il primo fronte di lavoro è la comunicazione interna, quella verso i soci. Intendo i soci della proprietà divisa e indivisa, i soci risparmiatori e quelli di cui abbiamo perso un po' le tracce nel tempo, magari perché non hanno comprato casa con UniAbita o non ci hanno scelto per il risparmio. A ogni tipologia di socio, che è un portatore di interessi specifici, va indirizzato un tipo di comunicazione mirata, a cui si aggiunge poi un’ulteriore segmentazione dei messaggi in base ad altri criteri (età, territorio di appartenenza, interessi, bisogni, …). Poi c’è il fronte dei messaggi verso l'esterno, e anche qui si tratta di mettere sempre meglio a fuoco obiettivi e interlocutori (cittadini, istituzioni, soggetti privati). Altra sfida è coniugare il linguaggio e lo stile cooperativo con i canali e le forme di comunicazione attuali, non per forza digitali, ma in ogni caso nuove. Bisogna scegliere qual è l’asse principale su cui puntare, a partire da ora: la storia e le radici oppure il presente e la visione di futuro? Forse si tratta di scegliere un mix equilibrato dei due elementi in base alle persone con cui parliamo. È un tema significativo su cui confrontarsi e agire. Comunicare: un concetto ampio e spesso facilmente vittima di fraintendimenti. C’è comunicazione e comunicazione. Si comunica con i soci, c’è la comunicazione istituzionale e anche quella commerciale che è fondamentale per una cooperativa come la nostra. E poi ci sono gli eventi, la cultura… Immagino che il gruppo si sia trovato di fronte a un mare magnum di imput e stimoli... Il mare magnum c’è, e noi dobbiamo orientarci con determinazione, coraggio, pazienza e umiltà. Dobbiamo studiare, fare domande, imparare. Anche perché, a differenza degli altri Gruppi di Lavoro, il nostro è completamente nuovo, e si trova quindi ad avere l’onore e la complessità di individuare ambiti di intervento, argomenti su cui lavorare, processi da mappare, interlocutori da ingaggiare e coinvolgere su temi e proposte. E poi si tratta di “tirare fuori” in tempi giusti soluzioni originali, sostenibili ed efficaci, che producano risultati tangibili. Come avete impostato la bussola? Ovvero, come si muoverà il gruppo di lavoro? Dicembre 2013 Stiamo utilizzando un metodo di lavoro che prevede tre passaggi successivi: mappatura (raccolta di informazioni, dati e strumenti di analisi insieme alla struttura di UniAbita), progettazione (messa a sistema dei dati raccolti e ipotesi strategiche di intervento), realizzazione (proposta di interventi mirati che producano risultati reali e misurabili). Obiettivi da raggiungere? Essere di supporto alla struttura di UniAbita. In cooperativa lavorano persone motivate ed entusiaste; degli ottimi professionisti. Il primo obiettivo è fare sinergia con loro, per individuare le strategie di intervento e le migliori modalità operative. Qual è l’apporto di novità e di utilità che il gruppo di lavoro può fornire a UniAbita? Penso che possiamo aiutare la Cooperativa a volare alto progettualmente, impedendo che le legittime urgenze dell’operatività sottraggano preziosi spazi di progettazione. Siamo anche pronti, però, a rimboccarci le maniche sul fare concreto. È finito il tempo di chi progetta solamente e di chi esegue. L’eccellenza richiede che si sia tutti in prima fila, a curare i passaggi “progettuali e produttivi” del nostro lavoro. Il lavoro del gruppo è appena iniziato, è un cammino lungo che si concluderà tra tre anni, ma che sta gettando ora solide basi. Ci dici una cosa che si potrebbe fare subito per la cooperativa e i soci e il “grande sogno” del futuro? Il sogno: gli stabili Uniabita come cellule di eccellenza nel tessuto cittadino per vivibilità, relazioni, risparmio energetico, raccolta differenziata, socialità, cultura “dal basso”; avanguardie che indichino la possibilità concreta di vivere in modo diverso, cooperativo, solidaristico. Un modello esportabile a livello cittadino, metropolitano, regionale, nazionale. Diventiamo i soggetti portatori di cambiamento, soprattutto in “tempi di crisi”. Cosa fare subito: è il momento in cui spostare l’attenzione dai nostri bisogni personali alla possibilità di contribuire alla vita della cooperativa. Ogni socio tiri una riga, e si soffermi un attimo a soppesare tutti i benefici che ha avuto negli anni grazie alla scelta di vivere in cooperativa. Ognuno pensi ai benefici relazionali, economici, di sicurezza che ha ricevuto e faccia convergere le energie a evidenziare ciò che c’è da migliorare. Rimbocchiamoci tutti le maniche, perché si può essere tutti protagonisti del cambiamento. (c.p.l.g) I soci che desiderano entrare in contatto con il Gruppo di lavoro sulla comunicazione possono scrivere a: [email protected] SERVIZI | UNIABITA - 27 COOPERATIVA DI ABITANTI Via Mozart 13\15, il condominio più ecologico Il fiore all’occhiello del Comitato di caseggiato è la partecipazione al progetto “Eco courts” ma si organizzano anche molte attività sociali, feste danzanti e pizzate, e nella saletta sono stati posizionati alcuni attrezzi per il fitness di Fiorenza Melani 28 - UNIABITA | SERVIZI Dicembre 2013 Un buon Comitato di Caseggiato necessita di un mix ben dosato di elementi. Intraprendenza, voglia di fare, capacità organizzative, apertura e creatività sono sicuramente indispensabili. Ma anche una buona dose di tenacia e la propensione alle relazioni fanno parte degli ingredienti della ricetta. In occasione del progetto “Eco-courts” abbiamo incontrato il Comitato di via Mozart 13/15, prototipo del “perfetto caseggiato ecologico” animato da un gruppo davvero speciale: tre uomini e due donne che sanno compensarsi in modo unico. Guido Luigi Biscuolo è il coordinatore, sostenuto dalle due signore Luigina detta Denise e Pina - “sono loro la parte portante del Comitato” dice Biscuolo -, e da Alfredo e Moreno. Il primo mix è sicuramente di genere ed età: il ventiseienne Moreno lavora insieme ad adulti e al più anziano Alfredo. Eletti nel 2012, tre di loro sono alla prima esperienza in un Comitato mentre Guido e Denise ne fanno parte da ormai sette anni. L’ulteriore miscellanea vincente è costituita dalle competenze e abilità dei membri del Comitato. Il coordinatore e il giovane Moreno sono dei veri esperti nel campo dei problemi tecnici e di manutenzione. Moreno si occupa di idraulica nella vita, il Coordinatore ha lavorato nel campo del controllo di qualità e sa quindi rapportarsi da esperto con i fornitori, assicurando un lavoro di qualità a prezzo modico. Una cosa che permette sicuramente di ottenere risparmi ingenti sulle spese condominiali, da non sottovalutare in questo momento di crisi economica. La parte femminile è quella invece maggiormente impegnata nell’organizzazione delle feste e nella cura della socialità all’interno del caseggiato. Noti in UniAbita per essere uno dei Comitati più solidi, organizzati e affidabili, sono stati scelti per la sperimentazione del progetto “Eco courts”, cosa per la quale ringraziano la cooperativa e in particolare la consigliera Enza Galeazzi, che ha letteralmente “preso a cuore” questo progetto e deciso di portarlo in UniAbita. “Siamo onorati - dice Biscuolo - e ci siamo impegnati molto nel sostenere Eco-courts. E’ una bella esperienza che speriamo faccia da battistrada per il futuro, perché bisogna fare i conti con le questioni ecologiche”. Una sperimentazione complessa in uno stabile formato da 112 nuclei familiari, quindi con molti soci da coinvolgere su questioni che riguardano le azioni quotidiane. Il segreto del successo? Pragmatismo, sistematicità e obiettivi effettivamente raggiungibili. “Il progetto sta funzionando perché insieme alla formazione sono stati fatti interventi strutturali inserendo nuovi raccoglitori per differenziare maggiormente la raccolta - commenta il Dicembre 2013 Coordinatore - Non si può solo parlare, ci vogliono rispondenze reali. E’ un progetto che richiede pazienza e tempo. L’obiettivo è quello di innescare un trend positivo, che porti a un aumento progressivo della differenziazione dei rifiuti. A nostro avviso Eco-courts sta funzionando perché abitua a fare cose importanti con gesti semplici. Una cosa che in Italia accade raramente”. Di certo il progetto ha richiesto tempo per maturare, è partito con il lavoro di poche persone e mano a mano è cresciuto, soprattutto grazie alla cura costante del Comitato. Ma il Comitato di via Mozart 13/15 non è impegnato solo in Eco-courts. Ha un programma mensile di attività di socializzazione: pizzate, lotterie, pomeriggi danzanti, feste di Natale e della donna, feste in cortile e gite fuori porta d’estate. E un’altra realizzazione decisamente innovativa: la palestra di caseggiato. “Per riavvicinare i giovani abbiamo utilizzato il loro linguaggio prosegue il Coordinatore - Diamo loro gli spazi per organizzare happy-hour, feste e abbiamo aperto una palestra nella saletta”. Cyclette, tapis roullant, panca per gli addominali, pesi, step: una vera e propria sala multiaccessoriata, aperta tre giorni alla settimana grazie all’aiuto di Denise, Pina e di una giovane coppia. “Le coppie di 30-40 anni si stanno avvicinando al Comitato grazie alla possibilità che diamo loro di organizzare iniziative. Sinceramente mi sono meravigliato che siano stati al gioco. Ovviamente chiediamo loro di partecipare alla vita attiva del caseggiato e alle assemblee. Perché gli affari si fanno sempre in due” conclude con una battuta il Coordinatore. In uno stabile in cui il 72% degli abitanti è pensionato, l’apporto dei giovani è sicuramente importante per rivitalizzare la vita sociale e per costruire buone basi per il futuro ma non devono essere dimenticati i bisogni delle persone d’età. Un dilemma, questo, che il Coordinatore Biscuolo ha bene in mente. "È pericoloso spaccare – ci dice – il mondo dei giovani e quello degli anziani. Come Comitato è nostro compito mantenere l'equilibrio”. In questo momento il Comitato è impegnato nell’organizzazione della festa di Natale, durante la quale verrà offerto un dono a tutti i condomini. “A chi non può partecipare per problemi di salute - racconta Denise - portiamo il dono a casa. Per fare comunque sentire la nostra vicinanza”. La festa di Capodanno invece, più “mondana”, potrebbe essere organizzata dalle giovani coppie del caseggiato. Almeno, questo è quanto auspicano nel Comitato. Via Mozart 13/15 si candida dunque, con tutte le sue attività, ad essere il condominio più ecologico, più salutista e più sociale di UniAbita. SERVIZI | UNIABITA - 29 COOPERATIVA DI ABITANTI Per noi l’opinione dei soci conta moltissimo È in corso in queste ultime settimane dell’anno un’iniziativa denominata “Customer satisfaction” (letteralmente “soddisfazione del cliente”) che si propone di misurare il grado di conoscenza e soddisfazione dei soci nei confronti di alcuni servizi. Questa volta tocca al servizio manutenzione e alla gestione del prestito sociale di Alessandro Frigerio Lo scorso febbraio UniAbita ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001/2008, che attesta la qualità del nostro sistema gestionale e la capacità di far fronte a esigenze e richieste dei soci in modo soddisfacente. È stato un traguardo importante e carico di soddisfazioni ma non sicuramente un punto di arrivo, in quanto, fin dal giorno dopo, il nuovo obiettivo che la cooperativa si è posta è quello di proseguire nel continuo miglioramento delle attività e dei servizi offerti. Per far questo è necessario conoscere sempre più e meglio quello che pensano i soci e qual è la loro percezione su ciò che viene loro erogato. Per questo motivo, come avranno visto molti soci che hanno frequentato in queste settimane gli uffici della Cooperativa, ha preso il via una nuova iniziativa denominata “Customer Satisfaction”. Al di là della terminologia inglese, purtroppo sempre più abusata nel modo delle imprese, quello che si intende fare è individuare, attraverso questionari predisposti per i soci, cosa questi pensano e quali sono i giudizi che danno su UniAbita. La traduzione letterale di “Customer Satisfaction” del resto è “Soddisfazione del cliente”. Questo è l’obiettivo che da tempo UniAbita si è posta, ben sapendo che quelli che per altri operatori economici sono solo “clienti”, per la Cooperativa sono invece “soci”, il cui valore, attaccamento e 30 - UNIABITA | SERVIZI senso di appartenenza è ben più alto e significativo, per cui le attenzioni che essi meritano e la considerazione che UniAbita riconosce loro vanno di pari passo. Il socio è il punto centrale della nostra attività e la sua opinione conta ed è determinante nell’impostazione delle linee di azione. Il progetto di “Customer Satisfaction” è impostato su questionari che interessano le aree principali della Cooperativa, vale a dire gestione della proprietà indivisa, produzione e vendita di immobili a proprietà divisa e gestione del prestito sociale. Nello specifico i questionari sono cinque e riguardano le seguenti attività: assegnazione in godimento degli immobili di UniAbita, manutenzione degli stabili di proprietà, assegnazione in proprietà degli immobili realizzati, consegna dei medesimi immobili e gestione del prestito sociale. Pur interessando attività assai diverse tra loro, la struttura dei questionari è simile. Ad una prima sessione dove vengono richiesti i dati anagrafici, segue una seconda parte riguardante le modalità con cui i soci sono venuti a conoscenza dell’attività in oggetto e subito dopo domande inerenti il livello di soddisfazione dello stesso; le parti successive riguardano invece le modalità di accesso al servizio, la facilità o meno con cui è possibile interloquire con gli uffici, la capacità che questi hanno di risponDicembre 2013 dere a esigenze e richieste dei soci. Infine si chiede di mettere in ordine una serie di elementi caratterizzanti il servizio e, per chi lo desidera, rilasciare commenti o suggerimenti. A parte questa ultima sezione, si tratta di domande a risposta chiusa a cui il socio deve dare un giudizio, che va dal negativo “per niente” al positivo “moltissimo”. Da rimarcare è l’assoluto anonimato che viene garantito a coloro che compilano i questionari. Non viene richiesto alcun nome, gli unici elementi caratterizzanti che si chiede di riportare sono l’età e il sesso. Una volta compilati, i questionari vengono inseriti in apposite urne sigillate predisposte nelle sale attesa di ogni sede, e la cui apertura compete solo al Responsabile Sistema Qualità della Cooperativa. Pertanto, con queste misure, si garantisce a ciascun socio la giusta riservatezza e la possibilità di rilasciare con serenità giudizi e opinioni. Due parole sulle modalità di somministrazione dei questionari. In questo momento sono in corso due campagne, quella riguardante il servizio manutenzione e quella sulla gestione del prestito sociale. Il primo questionario è in distribuzione presso la sede di piazza Soncino, allo sportello Reception o al Numero Verde, mentre il secondo presso ciascuna delle tre sedi (oltre a piazza Soncino, anche via Garibaldi e Sesto, in piazza della Repubblica). I soci che si recheranno presso le reception o le casse potranno avere una copia dei questionari, compilarli, un’operazioDicembre 2013 ne che richiede pochi minuti, e inserirli subito nell’apposita urna. Queste due campagne hanno una durata limitata e si esauriranno quando saranno stati compilati circa 250 questionari, un numero che si ritiene congruo e necessario per avere una giusta obiettività nelle risposte. Queste iniziative, che si conta di ultimare entro la fine dell’anno, saranno però ripetute più volte nei prossimi anni, valutando se e come utilizzare anche modalità di somministrazione e tempi diversi. Al contrario, i questionari relativi all’assegnazione e alla consegna alloggi resteranno sempre aperti. Ogni volta che si verificherà uno di questi eventi, i collaboratori di UniAbita inviteranno il socio a dare il proprio giudizio sul livello e la qualità del servizio ricevuto. La base dati che si pensa di costruire, grazie al recepimento e all’inserimento di queste informazioni, diventerà nel tempo sempre più significativa e, ricca di utili indicazioni sulle attività, gli uffici, il livello di preparazione dei collaboratori. Come si diceva all’inizio, questo è solo l’inizio di un processo di miglioramento e crescita che proseguirà nel tempo: con un mercato sempre più difficile e complicato, questi due elementi sono essenziali per essere competitivi e mantenere, se non innalzare, la qualità già raggiunta. Con questo spirito UniAbita si rivolge ai propri soci per conoscerli meglio e sapere se e cosa si aspettano dalla cooperativa: la loro opinione per noi conta moltissimo! SERVIZI | UNIABITA - 31 SERVIZI DI COMUNITà Allergie. L’importanza di una diagnosi accurata e tempestiva Intervista al professor Antonio Tiri, responsabile dell’ambulatorio di Immuno-allergologia, presente nel nuovo Poliambulatorio Diaz di via Concordia 10, a Cinisello Balsamo di Caterina Paola La Grotteria 32 - UNIABITA | SERVIZI Dicembre 2013 Professor Dottor Antonio Tiri Spesso si ignora che il “paziente allergico” in realtà non lo è, ma può presentare un quadro patologico ben più ampio. L’allergia, nella volgarizzazione del termine, rappresenta un iceberg dal quale, applicando una visione immunologica, è possibile scoprire e curare molte malattie altrimenti non diagnosticate. In sostanza essere immunologi è diverso che essere solo allergologi. In tutta la Lombardia sono pochi i medici che offrono un approccio medico di tipo immuno-allergologico. Un’eccellenza che da oggi è presente anche sul nostro territorio. In che cosa consiste ce lo spiega in questa intervista il professor Antonio Tiri, responsabile dell’ambulatorio di Immuno-allergologia del nuovo Poliambulatorio Diaz, in via Concordia 10 a Cinisello Balsamo. Medico chirurgo specialista in Allergologia e Immunologia clinica, lucano, classe 1960. Università a Firenze e specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica presso l’Università degli Studi di Firenze, medico internista presso il reparto di Allergologia e Immunologia diretto dal professor Ricci, poi ricercatore con il professor Sergio Romagnani con importanti pubblicazioni internazionali sull’autoimmunità tiroidea e sulla genesi delle allergie. Il professor Tiri ha collaborato, inoltre, con le Università di Pisa, Genova e Milano ed è attualmente professore a contratto del modulo Allergologia ed Immunologia presso l’Università Milano Bicocca Facoltà di Medicina. Il dottor Antonio Tiri riceve presso il Poliambulatorio Diaz Via Rimembranze 10 Cinisello Balsamo (MI) Tel. 02 89080395 [email protected] Orari ricevimento: mercoledì pomeriggio Cos'è l’immuno-allergologia? L’allergologia è una branca dell’immunologia. Il concetto fondamentale del nostro approccio medico è questo: dal sintomo “allergico” arrivare a una diagnosi corretta. Se noi consideriamo il paziente come un semplice soggetto allergico, di per sé si ottengono ben pochi risultati. Basti pensare che su 100 pazienti che si presentano in ambulatorio con i sintomi di un’allergia, il 50 per cento non è allergico. Vengono etichettati come tali, ma non è corretto. Si badi bene: sono loro i veri pazienti, perché in molti casi la manifestazione considerata allergica è solo la punta di un iceberg che nasconde patologie più serie a carico di organi interni. Dell’altro 50 per cento, solo un quarto sono da considerare allergici puri, vale a dire solo in questi casi l’allergia rappresenta la causa più importante del malessere del paziente. Del sintomo allergico è necessario fare una diagnosi accurata e approfondita, dalla quale spesso si scopre che la cosiddetta allergia è in realtà il sintomo di una malattia più importante. Questo è un approccio del tutto diverso, innovativo, di tipo immunologico appunto, ed è quello che vogliamo proporre nel nuovo poliambulatorio Diaz: trovare la causa, con una diagnosi il più accurata possibile e con strumenti di ricerca all’avanguardia, per individuare la cura. Se mi limito a considerare la manifestazione allergica in sé e per sé, nel 50 per cento dei casi l’intervento non serve a nulla. Dicembre 2013 SERVIZI | UNIABITA - 33 SERVIZI DI COMUNITà La capacità di diventare allergici si eredita. Successivamente l’esposizione a un fattore considerato allergene (pollini, alimentare, farmaco, sostanze da contatto) porta, anche dopo molti anni, alla manifestazione palese dell’allergia, con la comparsa di episodi più o meno acuti. Si sente spesso parlare di allergie o intolleranze ai farinacei... In questo caso il problema è soprattutto semantico. Tutti potenzialmente sono allergici, o meglio, credono di esserlo. Basta fare una telefonata a qualche amico e, invariabilmente, ognuno di loro potrebbe raccontarci di essere allergico. Questo perché si chiama allergia anche ciò che non lo è: l’intolleranza, i dolori di stomaco, l’idiosincrasia. Non dimentichiamo invece che una reazione allergica è, nella maggior parte dei casi, un episodio serio. E qui ci riallacciamo a quel “famoso” 50 per cento che crede di essere allergico, ma non lo è. Lo stesso discorso vale quindi per le intolleranze ai farinacei che molto spesso nascondono problemi gastroenterologici sottovalutati, come il reflusso gastrico. Come interviene lo specialista di fronte a un paziente con manifestazioni allergiche? Solo una diagnosi corretta permette di seguire una terapia adeguata. Facciamo un esempio: se un paziente si presenta Quali sono le patologie per cui un paziente si rivolge a uno specialista come lei? Mentre fino al decennio scorso ci si è concentrati principalmente sulle allergie di tipo respiratorio, ora la nuova pandemia, e non si sa bene perché, è l’allergia alimentare. Parlo di pandemia perché ha avuto una crescita esponenziale, e questo è dovuto alle nostre abitudini alimentari. Mangiamo in modo molto vario. Alimenti che prima erano quasi sconosciuti oggi sono diventati parte della nostra alimentazione, basti pensare al sesamo o alla frutta esotica. Ecco perché si sviluppano nuove allergie. Nei bambini sono soprattutto latte e uova a provocare reazioni allergiche, spesso gravissime come lo shock anafilattico. Negli adulti, invece, la pesca e la nocciola. Quest’ultima, in particolare, è un ingrediente che si trova ormai in moltissimi alimenti e questo rappresenta un grave problema. I servizi del Poliambulatorio Diaz -Allergologia -Cardiologia -Chirurgia/Medicina Interna -Chirurgia Vascolare -Dietologia -Educazione alimentare -Consulenza Sessuologica -Endocrinologia -Fisiatria/Reumatologia -Geriatria -Ginecologia/Ostetricia -Logopedia -Medicina Estetica -Ortopedia -Osteopatia -Otorinolaringoiatria -Podologia -Psicologia/Psicoterapia -Odontoiatria -Ortodonzia -Igiene Orale -Radiologia e MOC -Studio Ecografico -Urologia Quindi, come si sviluppa un’allergia? 34 - UNIABITA | SERVIZI Dicembre 2013 in ambulatorio con un’allergia alimentare e gli esami dimostrano essere provocata dalla nocciola, la terapia è semplice: eliminare la nocciola. Si elimina l’allergene dalla propria dieta e al paziente vengono fornite indicazioni aggiuntive in caso di rischio severo. Ovviamente nel caso di allergie più complesse, come quella legata ai pollini o alle muffe o agli acari della polvere, il percorso da intraprendere è diverso, perché è alquanto improbabile che il paziente non venga in contatto con l’allergene. Quanto la prevenzione è importante? Quando è consigliabile o possibile? È importante sottolineare un’altra volta che la predisposizione a diventare soggetti allergici si eredita. La famigliarità è un fattore fondamentale. Ecco perché, nei casi ove essa esiste, è preferibile che la diagnosi venga effettuata fin da piccoli, dopo i 6 anni di età, a partire dalla prima manifestazione di un sintomo allergico. Poliambulatorio Diaz, Via Rimembranze 14 20092 Cinisello Balsamo (MI) tel.02 89080395 Lunedì-Venerdì, orario continuato 9.00-19.30, Sabato ore 9.00-12.30 [email protected] Coordinamento Organizzativo: Marzia Zambonin “La comunità si prende cura della Malattia di Huntington” Un importante convegno presso la Residenza del Sole Lo scorso 8 novembre presso la RSA Residenza del Sole di Cinisello Balsamo si è tenuto il convegno “La comunità si prende cura della Malattia di Huntington”, organizzato dall'Associazione Italiana Corea di Huntington - AICH Milano Onlus, in collaborazione con l'Osservatorio e Metodi per la Salute dell'Università Milano Bicocca. Un importante momento di incontro, per fare luce su una patologia della quale, però, non si conosce a sufficienza. La malattia di Huntington, o corea di Huntington, è una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare e porta a un declino cognitivo e a problemi psichiatrici. Esordisce tipicamente durante la mezza età ed è la più frequente malattia a causa genetica nei quadri clinici neurologici con movimenti involontari anomali (che prendono il nome di córea). Provoca un invecchiamento precoce delle cellule nervose e conduce all’invalidità totale e alla Dicembre 2013 morte. Il decorso è lento, progressivo e irreversibile. Colpisce indifferentemente persone di sesso maschile e femminile. L’appuntamento è stato un’occasione interessante di approfondimento e di apertura verso i bisogni dei malati e delle famiglie che li accudiscono, oltre che di presentazione della rete di servizi presenti nei comuni del Nord Milano. Alla presenza di Siria Trezzi, sindaco di Cinisello Balsamo, di Gianfranca Duca, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cinisello, di Renato Magnelli, del Distretto ASL di Cinisello Balsamo, di Sara Valmaggi, consigliera regionale, oltre che di numerosi studiosi della patologia e di famigliari dei malati, si è discusso sul modo di comprendere e arginare le problematicità della Malattia di Huntington e sui programmi operativi regionali a sostegno delle famiglie colpite dalla grave disabilità. Tra i relatori anche la prof.ssa Mara Tognetti, direttrice dell’Osservatorio e Metodi per la Sa- lute della Bicocca, che ha illustrato i risultati di una ricerca condotta dal suo Dipartimento, realizzata con il contributo della Fondazione Comunitaria Nord-Milano Onlus, basata su metodologie di ricerca di tipo qualitativo, nel corso della quale sono state raccolte informazioni e testimonianze sulle problematiche di questa complessa e rara malattia, nelle famiglie residenti nei comuni del Nord Milano; ed è stato verificato lo stato e la rete dei servizi del territorio che operano sulla Malattia di Huntington. SERVIZI | UNIABITA - 35 Fondazione Auprema Onlus Solidarietà Al salone Matteotti di Cinisello Balsamo, domenica 2 dicembre si è svolta l’estrazione della lotteria 2013 della Fondazione Auprema, alla presenza di un folto pubblico (oltre 200 persone), in un clima festoso allietato dalla musica dal vivo di un noto complesso. Tutto sommato la lotteria ha dato un buon risultato: sono stati venduti 8.600 biglietti. Anche se il nostro obiettivo era di raggiungere almeno quota 10.000, bisogna sapersi accontentare. Il nostro sentitissimo GRAZIE va a tutti coloro, in modo particolare i membri dei vari Comitati di Caseggiato, che si sono prodigati per la vendita. Il ritiro dei premi è cominciato sin dal giorno successivo all’estrazione: ricordiamo che il termine ultimo è il 31 gennaio 2014 presentandosi alla sede della Fondazione con il biglietto in originale. L’attività della Fondazione prosegue ora, sia a Cinisello Balsamo che a Sesto San Giovanni, con il progetto “lingua madre”, mentre si sta lavorando, ancora in strettissima collaborazione con la Fondazione CUMSE, con la quale in pratica abbiamo ormai stabilito un vero gemellaggio, a un nuovo, importante, ambizioso progetto, che provvisoriamente chiameremo “aggiungi un posto a tavola”, mirato a contrastare il disagio alimentare delle vecchie e nuove povertà attraverso il recupero dalla grande distribuzione organizzata (Ipermercati) di alimenti in esubero da distribuire alle organizzazioni che gestiscono le mense e le donazioni per i bisognosi, quali Acli e Caritas. Ma, in merito a questo intervento, che è ancora in fase, sia pure avanzata, di studio, vi riferiremo prossimamente. Ringraziando ancora tutti coloro che si sono attivati per sostenere le attività della Fondazione Auprema Onlus, il Consiglio Direttivo, il Comitato Etico e i Revisori porgono i migliori auguri per le prossime festività Natalizie e per un 2014 che sia portatore di salute, serenità e prosperità. LOTTERIA: ELENCO IN ORDINE DI NUMERAZIONE ESTRATTI IL GIORNO 1 DICEMBRE 2013 Premio 24 - buono spesa ottica brando - numero estratto 10153; premio 16 - Cellulare samsung c3310 - 10183; premio 47 - Buono spesa bottega l’altro mercato - 10202; premio 54 - Buono spesa coop lombardia - 10277; premio 19 - Coupon cure termali plinio - 10385; premio 62 - Buono spesa la nostra casa - 10474; premio 56 - Buono spesa la nostra casa - 10585; premio 43 - Voucher autoanalisi “far. Comunale 1”- 10672; premio 41 - Voucher massaggio antistress “comunale 1”- 10754; premio 73 - Phon da viaggio reminton d 2400 - 10757; premio 52 - Buono spesa coop lombardia - 10939; premio 35 - Set 3 padelle moneta in ceramica - 11036; premio 60 - Buono spesa la nostra casa - 11050; premio 3 - Soggiorno settimanale “borgo magliano” - 11093; premio 17 - Fotocamera fujifilm dsc jv500 + scheda - 1110; premio 79 - Buono sconto trattamento estetico colors - 11574; premio 63 - Buono spesa la nostra casa - 11591; premio 32 - Buono spesa ottica brando - 11703; premio 1 - Buono viaggio agenzia mondo auprema - 11754; premio 9 - Buono sconto servizi pablo neruda - 11764; premio 4 - Tablet arnova 90-g34gb - 11842; premio 72 - Phon da viaggio reminton d 2400 - 11857; premio 46 - Buono spesa bottega l’altro mercato - 11868; premio 58 - Buono spesa la nostra casa - 12100; premio 75 - Buono spesa erboristeria la radice - 12122; premio 28 - Buono spesa ottica brando - 12213; premio 15 - Coupon polizza assicurativa unipol - 12534; premio 38 - Voucher massaggio antistress “ comunale 1” - 12544; premio 49 - Buono spesa la casa del fiore - 12567; premio 10 - Buono sconto servizi pablo neruda - 12620; premio 76 - Buono spesa erboristeria la radice - 12760; premio 40 - Voucher massaggio antistress “comunale 1” - 12863; premio 64 - Buono spesa la nostra casa - 12885; premio 65 - Buono spesa la nostra casa - 13010; premio 70 - Minipimer mixer ok osb110 - 13193; premio 82 - Buono sconto trattamento estetico colors - 13534; premio 36 - Macchina caffè gaggia - 13579; premio 77Buono spesa erboristeria la radice - 13781; premio 39 - Voucher massaggio antistress “comunale 1”- 13897; premio 67 - Ferro vapore imetec k109 new - 14140; premio 26 - Buono spesa ottica brando - 14252; premio 6 - Videocamera toshiba camileo p25 - 14362; premio 13 - Coupon polizza assicurativa unipol - 14455; premio 44 - Macchina caffè bialetti mokona cf42 - 14475; premio 27 - Buono spesa ottica brando - 14575; premio 8 - Buono sconto servizi pablo neruda - 14679; premio 12 - Fotocamera fuji dsc jx600 + scheda - 14716; premio 66 - Buono spesa la nostra casa - 14782; premio 33 - Buono spesa ottica brando - 15048; premio 55 - Cesto equo e solidale “sconfinando “ - 15274; premio 69 - Spremiagrumi philips hr 2737/70 - 15355; premio 45 - Buono spesa bottega l’altro mercato - 15449; premio 29 - Buono spesa ottica brando - 15569; premio 57 - Buono spesa la nostra casa - 15589; premio 11 - Buono sconto servizi pablo neruda - 15838; premio 20 - Microonde mw+grill ok omw320s 16311; premio 51 - Buono spesa coop lombardia - 16389; premio 14 - Coupon polizza assicurativa unipol - 16401; premio 53 - Buono spesa coop lombardia - 16483; premio 68 - Phon ok ohd220 - 16560; premio 21- Microonde mw+grill ok omw320s - 16623; premio 30 - Buono spesa ottica brando - 16655; premio 18 - Fotocamera fujifilm dsc jv500 + scheda - 16748; premio 71 - Minipimer mixer ok osb110 - 17196; premio 50 - Buono spesa coop lombardia - 17210; premio 59 - Buono spesa la nostra casa - 17469; premio 81- Buono sconto trattamento estetico colors - 17487; premio 37 - Voucher massaggio antistress “Comunale 1” - 17595; premio 61 - Buono spesa la nostra casa - 17797; premio 22 - Cena per due persone “trattoria villa gualdina - 17854; premio 23 - Buono spesa ottica brando - 18001; premio 31- Buono spesa ottica brando - 18198; premio 7 - Buono sconto servizi pablo neruda - 18301; premio 42 - Voucher autoanalisi “far. Comunale 1” - 18327; premio 78 - Buono spesa erboristeria la radice 18590; premio 74 - Buono spesa erboristeria la radice - 18669; premio 2 - Soggiorno settimanale “borgo magliano” - 19002; premio 34 - Casseruola a pressione lagostina - 19146; premio 48 - Buono spesa la casa del fiore - 19186; premio 5 - Tablet arnova 90-g34gb - 19256; premio 25 - Buono spesa ottica brando - 19271; premio 80 - Buono sconto trattamento estetico colors - 19448. COOPERATIVA DI ABITANTI Un teatro necessario e un cinema amico UniAbita e il Rondinella insieme nel nome della cultura. Prosegue con successo la rassegna che al sabato pomeriggio presenta film di qualità per bambini. A gennaio prenderà il via una manifestazione che porterà sul palco di viale Matteotti cinque spettacoli, tutti di forte impronta civile di Fiorenza Melani Cultura, cooperazione e impegno civile: sono alcune delle parole chiave che legano la cooperativa UniAbita e il cinema Rondinella di viale Matteotti a Sesto San Giovanni. Una collaborazione che prosegue da anni, guidata da valori comuni e dalla stessa passione per le persone e per il territorio. La partnership con il cinema Rondinella significa sostegno a un’eccellenza culturale del Nord Milano ma anche a un imprescindibile luogo di aggregazione, un posto in cui spendere tempo di qualità e tessere delle relazioni. Si tratta di fortificare un’esperienza culturale che si è via via arricchita di peso sociale, divenendo un momento insostituibile di coesione territoriale dei cittadini sestesi e delle località vicine. Per questo motivo UniAbita conferma il suo sostegno al Rondinella, anche in questa stagione 2013/2014, attraverso iniziative cinematografiche e teatrali per grandi e piccini. E’ iniziato a novembre e proseguirà fino ad aprile del prossimo anno il ciclo “Un cinema per amico”, rassegna che porta sullo schermo i migliori film per bambini arricchita da spettacoli teatrali d’eccezione. Appuntamento fisso tutti i sabato pomeriggio per mamme, papà, bambini, nonni e zii, per gustare le novità cinematografiche per ragazzi, riscoprire i grandi classici della Disney rimasterizzati in digitale e, una volta al mese, assaporare uno spettacolo teatrale proposto dalle migliori 38 - UNIABITA | SERVIZI Bruno Maria Ferraro in "FDA Bocca di rosa e altre storie" in scena giovedì 9 gennaio compagnie di teatro per bambini: Fondazione Teatro Ragazzi, Kosmocomico, Teatro dell’Archivolto. Alla fine di ogni proiezione il cinema Rondinella offre la merenda a tutti i partecipanti. Un modo divertente per creare occasioni di incontro, passare un pomeriggio in famiglia, ma anche per educare i ragazzi ad una visione più consapevole rispetto all’onnivoro consumo televisivo, con l’obiettivo di creare “migliori spettatori” per il Dicembre 2013 futuro del cinema, del teatro e dello spettacolo in generale. Partirà invece a gennaio la stagione di “Teatro necessario”, teatro di impegno civile che invita a riflettere su temi scottanti e di cogente attualità, sostenuta da UniAbita. Cinque spettacoli intensi, a cavallo tra l’omaggio a figure importanti per la storia italiana e l’indagine sui grandi tabù della società contemporanea. Si comincia il 9 gennaio con uno spettacolo dedicato a Fabrizio De André in occasione del quindicesimo anniversario della morte. La compagnia Tangram di Torino ci guiderà attraverso le storie dei tanti emarginati e vinti che hanno popolato l’universo musicale del cantautore: Bocca di Rosa, Marinella, Tito si uniranno alle storie di Fernanda Pivano, Edgar Lee Masters, Michele Serra, don Luigi Ciotti per parlarci del mondo degli ultimi, tanto caro al cantautore genovese. Il 13 febbraio si prosegue negli omaggi con “Croce e fisarmonica”, spettacolo di Diaghilev/Armamaxa Teatro dedicato a don Tonino Bello, pastore salentino, vescovo di Molfetta, strenuo difensore della pace e dell’umano. Ritratto di un prete che ha coniugato il rigore evangelico con un anticonformismo rivoluzionario, che ha saputo unire alla fede profonda una laicità che ancora oggi sembrerebbe quasi paradossale. Un uomo che ha difeso la pace fino alla fine dei suoi giorni, che, già gravemente malato, è corso a Sarajevo nel 1992 per cercare di fermare la guerra alle porte. Il racconto di un mito, del sud, della fede, dell’impegno sociale, riformatore e pacifista che viene percorso con il ritmo della ballata, perché questa storia resti negli spettatori come una canzone. L’11 marzo Babilonia Teatri porterà in scena lo spettacolo “The End“, vincitore del premio Ubu come migliore novità italiana. Uno spettacolo sul più grande tabù del XXI secolo: la morte. In una società in cui l’eterna giovinezza è assurta a valore assoluto, in cui malattia e vecchiaia sono vissute come colpe invece che come naturali passaggi dell’esistenza, la morte è lo spettro da cui fuggire, ma anche l’inevitabile accadimento che prima o poi deve essere affrontato. Un’indagine affilata sul modo ambiguo in cui la morte viene evitata oggi e su come questo occultamento la renda ancora più presente e sottilmente pervasiva. Oltre che maggiormente paurosa. Il 3 aprile verrà affrontato un altro argomento di grande attualità: il fenomeno del binge drinking. I binge drinker assumono grandi quantità di alcool in pochissimo tempo. Non si percepiscono come alcoolisti, perché “l’ubriacatura” è confinata nel fine settimana, nello “sballo” del sabato sera. Un fenomeno preoccupante, che è largamente diffuso tra i giovani considerati “normali”. Lo spettacolo del Teatro del Buratto Dicembre 2013 Mirko Lodedo ed Enrico Messina in "Croce e fisarmonica", giovedì 13 febbraio al Rondinella racconta la storia di quattro ragazzi, della loro settimana trascorsa in attesa del sabato sera, del momento in cui “staccare la spina”. Tra episodi di vita familiare, scolastica, nel gruppo di amici e voci lontane dal mondo degli adulti. Un’analisi lucida per uno spettacolo costruito attraverso esperienze e testimonianze di giovani e operatori in cui si racconta di un mondo in cui si abusa di ogni cosa e in cui l’abuso di alcool è il sintomo di una malattia che ci riguarda tutti. Chiude la stagione l’8 maggio “Green spell”, spettacolo molto particolare in cui gli spettatori saranno sul palcoscenico insieme all’attrice e autrice Francesca Contini. Si parla di disagio psichico attraverso la figura di Marianne Franziska Lask, figlia della donna che amò Franz Kafka nell’ultimo anno della sua vita. Marianne crebbe all’ombra del mito di Kafka, perpetrato dalla madre anche dopo la sua morte. La riflessione drammaturgica parte dal dato biografico per amplificarsi in tre tematiche: il rapporto che lega ricordo, memoria collettiva e malattia mentale; la possibilità della messa in scena della condizione del disagio mentale; la trasmissione di valori e figure archetipiche nel contesto di un rapporto madre-figlia, in assenza di una figura paterna. I soci di UniAbita hanno diritto all’ingresso ridotto a 5 euro per ogni spettacolo. SERVIZI | UNIABITA - 39 TEMPO LIBERO - ricette dEL BARBAGIANNI ...brrrr, che freddo! Piatto ricco mi ci ficco E siamo a Natale, la festa per eccellenza. E allora celebriamola con un bel piatto, ricco e di lunga preparazione, a base di pesce: il baccalà alla vicentina. Da secoli il merluzzo viene essiccato ai venti del Nord o salato, allo scopo di poterlo conservare e consumare anche dopo molto tempo. Il merluzzo essiccato diventa stoccafisso, quello salato diventa baccalà. Di questo pesce sono ricchissime la Norvegia, l'Islanda, la Groenlandia, il Mar Baltico e Terranova, mentre quello volgare, o Nasello, è presente nel Mediterraneo, ma con caratteristiche diverse. Una volta pescato, il merluzzo (lungo fino ad un metro, un metro e cinquanta, e pesante fino a 50 kg) viene immediatamente messo in barili, con abbondante sale che ne garantisce il prosciugamento e la lun- ga conservazione. Questo è il baccalà. Quando invece viene scaricato a riva e portato a seccare per mesi sui graticci di legno a temperatura che si aggira sugli zero gradi, esposto quindi all'aria fredda e ai deboli raggi del sole del cielo nordico, si ha lo stoccafisso (stock= legno o bastone di pesce, tale apparendo per forma e per durezza). Perché questo diverso trattamento? La ragione va riferita alle condizioni ambientali dei periodi di pesca, in funzione della conservazione del pesce. Il merluzzo pescato d'inverno si presta facilmente all'essicazione, perché esposto all'aria fredda. D'estate invece, quando la temperatura sale, tale procedimento non è piu' attuabile, il problema viene risolto con il sistema del barile e del sale. Info Osteria Barbagianni via Mariani 11, Cinisello Balsamo tel. 02 36586297 www.osteriabarbagianni.it anche su Facebook. Baccalà alla vicentina (più correttamente: stoccafisso alla vicentina o Bacalà) Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi. Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe. Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare. Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”. Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, può differire di consistenza. Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta. Vino consigliato: Custoza Montresor 40 - UNIABITA | RUBRICHE Ingredienti per 6 persone: Kg 1 di stoccafisso secco - gr. 250/300 di cipolle 1/2 litro di olio d’oliva extravergine - 3 sarde sotto sale 1 litro di latte fresco - poca farina bianca gr. 50 di formaggio grana grattugiato un ciuffo di prezzemolo tritato - sale e pepe Vista l’elaborata preparazione, potrete degustare questo piatto all’Osteria Barbagianni, la sera della vigilia di Natale, insieme ad un altro famoso baccalà…quello mantecato. Vi aspettiamo. E auguri! Dicembre 2013 SPORT Piccoli Djokovic crescono Una novità sul territorio sestese: la scuola tennis firmata UniAbita ha già raccolto 95 iscritti, dai 6 ai 18 anni di Noemi Tediosi A Cinisello Balsamo la squadra di UniAbita Volley si allena già da anni nelle palestre comunali, e all’interno dei saloni della cooperativa UniAbita si praticano yoga, danza ginnastica e tantissime altre discipline. L’ultimo ad aggiungersi all’elenco è il tennis che si praticherà presso il centro sportivo Falck di via General Cantore a Sesto San Giovannni. Il Circolo Auprema, in sinergia con la GCS (Gestione Centri Sportivi), ha da quest’anno la gestione della scuola tennis presso i quattro campi del centro sportivo. Questo ha portato a ben novantacinque bambine, bambini, Dicembre 2013 ragazze e ragazzi, iscritti ai corsi. Un esercito di piccoli sportivi, dai sei ai diciotto anni, seguiti dagli allenatori Francesco Cristinelli e Alessio Libèra, che fa parte anche della nuova squadra agonistica UniAbita Tennis e allena i giovani che si dedicano al pre agonismo. “I corsi si tengono nel pomeriggio – spiega Alessio Libèra – e hanno soprattutto lo scopo di far trascorrere ai bambini un’ora divertente”. Yuri Vai, responsabile della GCS, informa che “i genitori che iscrivono due fratelli vengono agevolati con uno sconto del 50 per cento e tutti gli iscritti alla cooperativa UniA- bita potranno usufruire di una riduzione del 10 per cento su qualsiasi corso”. La scuola, aperta a tutti, vuole essere un ulteriore servizio ai soci di UniAbita e un punto di riferimento sportivo a Sesto San Giovanni. “Questo è sintomo di una corretta collaborazione tra i Servizi di comunità di UniAbita”, sostiene Enrico Tosoni, responsabile del Circolo Auprema di Cinisello Balsamo. Tosoni afferma anche che: "L'obiettivo è quello di far far emergere presso il centro Falck il brand di UniAbita e i di trasmettere i valori e principi della cooperazione ai cittadini" RUBRICHE | UNIABITA - 41 sport E TEMPO LIBERO Uno sguardo sull’UniAbita Volley Un movimento forte di oltre 260 atlete e atleti suddivisi in 15 squadre femminili e 7 maschili, ma ci sono anche un centinaio di maschietti e femminucce che frequentano i corsi di minivolley Tutti i numeri di Uniabita Volley di Katia Giannotta Pallavolo femminile Gode di ottima salute il settore pallavolo “UniAbita Volley” del Circolo Polisportivo Dilettantistico Auprema. Lo confermano i numeri degli atleti tesserati, che comprendono anche bambini e bambine, e la sempre crescente partecipazione alle attività sportive della cooperativa. A parlarcene è Stefano Tagliabue, direttore del settore sportivo del Circolo. “La squadra trainante del settore pallavolo – dice Tagliabue – è indubbiamente quella della Serie C femminile, cha ha collezionato successi fin da inizio campionato e vanta il primo posto in classifica. Lo scorso anno, avevamo perso egregiamente la finalissima per il passaggio in serie B lottando fino al tie break. Questi risultati sono un esempio da seguire per le più piccole che sempre più si avvicinano a questo sport già attraverso il minivolley”. La squadra di Serie C si allena nella palestra Gorky di Cinisello Balsamo e disputa le partite in casa al Palazzetto dello Sport Salvador Allende di via XXV Aprile. Al momento in cui scriviamo questo articolo, nelle sei partite già disputate, UniAbita Volley ha ottenuto 6 vittorie, portandosi in testa al girone insieme a Nuova Euromontaggi Volley di Porto Mantovano. In squadra anche tre ragazze che arrivano dal settore giovanile e hanno tra i 19 e 20 anni. Il settore della Pallavolo del Circolo Polisportivo Auprema, che ha 262 tesserati, ha ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali. Di recente, per il terzo anno consecutivo, gli è stato 42 - UNIABITA | RUBRICHE assegnato il Marchio di Qualità Argento per l’attività giovanile Fipav (Federazione Italiana Pallavolo) e ciò ha significato classificarsi tra le dieci migliori società sportive lombarde. L’anno scorso l’Under 14 femminile ha vinto la Coppa Milano Fipav Provinciale, mentre l’Under 13 maschile 3x3 (tre giocatori su un campo più piccolo) e 6x6 hanno disputato la finale provinciale terzo e quarto posto classificandosi terze. Tre atleti di Uniabita Volley, due ragazze e un ragazzo, sono stati convocati nelle selezioni provinciali a cui accedono i migliori giocatori della provincia di Milano. Senza dimenticare altri importanti risultati quali: la vittoria della finale provinciale 3°/4° posto dell’Under 16 femminile; la serie C che ha vinto la Coppa Lombardia per la seconda volta; l’Under 15 maschile che ha disputato la finale provinciale 1°/2° posto e Under 21 femminile che ha vinto il campionato della Seconda Divisione. Iscriversi a UniAbita Volley conviene, vista la proposta di rette sociali tra le più competitive. Le rette annuali sono di 300 euro e 250 euro per il minivolley ed entrambe sono comprensive della fornitura del materiale sportivo di base. Un abbigliamento che, dopo l’unificazione delle due cooperative Auprema e Camagni Olmini, è stato rifatto recentemente col marchio UniAbita Volley. “Siamo anche scuola federale FIPAV – conclude Stefano Tagliabue – e ciò significa che i nostri istruttori sono tutti qualificati dal punto di vista tecnico e professionale”. 15 squadre femminili che comprendono 150 atlete e sono così suddivise: Serie C Serie D Progetto Giovani 1° Divisione Under 21 2° Divisione open 3° Divisione U20 Under 18 eccellenza Under 18 rossa Under 16 eccellenza Under 16 rossa Under 14 eccellenza Under 14 rossa Under 13 Under 13 PGS Under 16 PGS Minivolley selezionato Pallavolo maschile 7 squadre maschili che comprendono 70 atleti e sono così suddivise: 2° Divisione open Under 19 Under 17 eccellenza Under 15 Under 14 Under 13 Under 12 Minivolley maschile e femminile 100 bambini (8-10 anni ) Dicembre 2013 Appuntamento a giovedì 19 dicembre, tutti alla festa dello sport Tutti insieme per condividere una giornata all’insegna dello sport e del divertimento. E’ questo uno degli scopi della 17esima edizione della “Festa dello Sport” organizzata dal Circolo polisportivo dilettantistico Auprema, che si svolgerà il 19 dicembre a partire dalle 20.30, al Palazzetto dello Sport, in via XXV Aprile a Cinisello Balsamo. Il programma prevede la presentazione delle squadre di volley e dei gruppi della Accademia DanzAuprema e l’esibizione dei balletti della scuola di danza. “L’occasione della Festa dello Sport - dice Enrico Tosoni, responsabile del Circolo Auprema – ci permette di presentare le attività sportive della cooperativa ai soci e alla cittadinanza. Abbiamo chiesto una struttura più capiente come quella del Palazzetto dello Sport in quanto il nostro salone Matteotti non è più sufficiente a contenere le circa mille persone presenti alla manifestazione. Sarà una giornata di festa e tutti gli atleti canteranno una canzone a tema natalizio.”350 saranno gli atleti del volley, 100 quelli della danza e 100 i corsisti, più le famiglie degli atleti e gli amici. Tra le istituzioni sono stati invitati il sindaco, Siria Trezzi, l’assessore allo sport, Luca Ghezzi, e le cariche dirigenziali della cooperativa. Progetto “1, 2, 3, … Palla” Per il settimo anno consecutivo in tutte le scuole primarie di Cinisello Balsamo, in una scuola di Milano e due di Sesto San Giovanni, viene proposto “1, 2, 3… Palla”. Si tratta di un progetto legato alle scienze motorie, sviluppato con la palla, attraverso un percorso didattico dove vengono legate tra loro due materie: la matematica e l’educazione fisica. Per costruire il progetto sono stati presi in esame tre blocchi su cui si fondano gli obiettivi specifici dei programmi ministeriali di matematica, vale a dire: il numero, la misura e la geometria, Dicembre 2013 i quali a loro volta sono stati legati agli obiettivi dell’educazione fisica, sviluppati con la palla. Attraverso il progetto si sono messi a disposizione dei docenti del territorio ulteriori strumenti per ampliare le loro specifiche conoscenze, poiché nelle scuole elementari non esiste l’insegnante di educazione fisica. Il progetto prevede 25 lezioni parzialmente gratuite, tenute dagli istruttori del Circolo polisportivo dilettantistico Auprema, da svolgersi in orario scolastico. Tra le attività extra scolastiche il Circolo propone corsi di minivolley. RUBRICHE | UNIABITA - 43 CULTURA/ricordi La vita operaia di Giuseppe Granelli di Angelo Maj Con la morte di Giuseppe Granelli, avvenuta domenica primo dicembre, scompare uno degli ultimi testimoni di quella generazione che, dopo avere trascorso l’infanzia e la giovinezza nel periodo della dittatura mussoliniana, aveva scoperto pienamente l’antifascismo nella tragedia della guerra per diventare poi protagonista della rinascita democratica e di quella straordinaria epopea di lavoro, di lotte sindacali e politiche che hanno modellato l’identità di Sesto San Giovanni, sintetizzata nell’espressione di Stalingrado d’Italia. Giuseppe Granelli di questo mondo è stata una delle figure più significative. Nato nel 1923 in un piccolo paese della bergamasca, cresce a Sesto San Giovanni, dove il padre è operaio alla Falck. A 14 anni anche Granelli entra in fabbrica, operaio alla Falck Unione, che lascia nel 1942 per andare a svolgere il servizio militare in marina. Dopo l’8 settembre, il suo destino è quello di centinaia di migliaia di soldati italiani, i tedeschi lo fanno prigioniero e lo spediscono in un lager, dove resta fino alla fine della guerra. Tornato a casa aveva ripreso il suo posto di lavoro, e in pochi anni era diventato un leader operaio apprezzato e ascoltato dai suoi com44 - UNIABITA | RUBRICHE pagni, in quella lunga fase di riscossa che è partita dalle sconfitte e dalla repressione operaia degli anni cinquanta per approdare alle straordinarie conquiste del movimento sindacale della fine degli anni sessanta. La fama imperitura, che ha fatto conoscere Granelli ben oltre i cancelli della sua fabbrica, oltre le mura del Villaggio Falck, gliel’ha data un libro dal titolo emblematico “La vita operaia” scritta dal giornalista Giorgio Manzini. Un documento ancora oggi insostituibile per chi vuole conoscere e confrontarsi con il punto di vista della classe operaia di quegli anni. Nel libro di Granelli c’è la storia della sua vita, del suo impegno, delle sue lotte. Nelle sue parole potevano rispecchiarsi migliaia e migliaia di altri lavoratori che, chi più chi meno, portavano sulle spalle il peso delle stesse esperienze. Così che Granelli diventò, se così si può dire, un simbolo, l’alter ego in carne ed ossa dell’operaio Cipputi, inventato e reso immortale dalla geniale matita di Altan. Andato in pensione Granelli aveva cominciato a raccogliere, con insistenza e pazienza certosina, registrandole su nastro, memorie e testimonianze di lavoro e di lotta degli operai e dei tecnici che avevano riempito le fabbriche se- Giuseppe Granelli stesi. Un patrimonio prezioso custodito presso l’Archivio del Lavoro della Cgil. Mi piace ricordarlo con le parole che chiudono il suo libro: “Se al villaggio Falck la gente è diversa da quella di corso Monforte o di via Montenapoleone un motivo ci deve essere. Forse sono i soldi che rovinano il rapporto tra gli uomini: chi ha vorrebbe avere di più, e diventa avido, aggressivo, si cala nella sua trincea pronto a sparare. Ci sarebbe solo un modo per far sparire questi istinti, dare a ciascuno secondo il suo bisogno. E’ chiuso qui il segreto di una società giusta. Che poi sia difficile realizzarla è un altro discorso”. Addio Granelli, ti ricorderemo con affetto, e che la terra ti sia lieve. Dicembre 2013 notizie flash NEWS Benvenuta Greta 60 anni di matrimonio Festa in via Martinelli 1 Ciao, io sono Greta e sono nata il 29 luglio 2013, per la felicità di papà e mamma, dei nonni e degli zii. Ringrazio tutti per l’affetto che ogni giorno mi dimostrate. Greta Romano Galeazzi e Miranda Mantovani, soci abitanti in via Papa Giovanni XXIII 2, lo scorso 31 ottobre hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio. Figli, nipoti e pronipoti li hanno stretti in un lungo e affettuoso abbraccio Rimpatriata in via Mozart 17 Udienza dal Patriarca Latino In una serata di fine settembre i soci inquilini di via Martinelli 1 si sono riuniti per festeggiare in allegria la fine lavori di ristrutturazione esterna dell’edificio. L’incontro è stato allietato da una squisita paella valenciana, molto gradita dai convenuti. Ma oltre che a passare una bella serata in simpatica compagnia, l’incontro è stata l’occasione per porgere il benvenuto ai nuovi soci che sono venuti ad abitare in via Martinelli. In secondo luogo la serata ha rappresentato il ringraziamento collettivo, testimoniato anche da un omaggio floreale, offerto alla signora Valentina, che ha provveduto alle pulizie anche nei momenti più convulsi dei lavori. Insomma una bella serata, che ci si augura di poter bissare al più presto. Lo scorso 10 novembre, le famiglie Pezzetti, Magri, Sparaventi, Diaferia e Marrini si sono date appuntamento per una bella e simpatica rimpatriata nella saletta di Via Mozart 17. Si sono così ritrovate tre generazioni di soci ed ex soci che, pur non abitando più nelle case della cooperativa, sono rimasti in contatto nel corso degli anni e, attraverso le pagine della nostra rivista, hanno voluto condividere questo loro legame. Il nostro socio Vittorio Rossin, con la moglie Giuseppina e il figlio Massimiliano, l’8 novembre scorso sono stati a Gerusalemme in udienza da Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca Latino (Cattolico) di Gerusalemme, salutandolo come il successore dell’Apostolo Giacomo: “Il nostro pellegrinaggio a Gerusalemme è il terzo dei cinque patriarcati della Chiesa indivisa, dopo l’incontro con il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeos nel 2010 e quello di Alexandria Teodoros II nel 2011. E’ stato un incontro – ha detto Rossin – di assoluta cordialità e amicizia. Il Patriarca ha detto di pregare per l’unità dei cristiani, e ci ha ricordato che il prossimo anno, Papa Francesco farà visita in Terrasanta. È a disposizione dei soci il nuovo calendario UniAbita Come è ormai diventata una simpatica tradizione anche quest’anno la Cooperativa UniAbita metterà a disposizione dei propri soci un calendario illustrato, pensato e ideato per i bambini, opera ancora una volta della nostra socia Alessandra Fraccon, che ringraziamo di cuore. Il calendario sarà disponibile nelle sedi di piazza Soncino a Cinisello Balsamo e di Dicembre 2013 Brava Rosi Matrangolo Per una volta lasciateci parlare un po’ di noi della rivista, per farci i complimenti. La nostra collaboratrice Rosi Matrangolo ha infatti vinto il secondo premio del concorso giornalistico intitolato a Lidia Giordani, e indetto dal Circolo Città Futura di Legambiente con il patrocinio della Presidenza della camera dei Deputati e di Stampa Parlamentare. Il concorso, riservato a giovani giornaliste, pubbliciste o professioniste, riguardava un articolo su un tema ambientale. Per la cronaca Matrangolo ha avuto l’importante e meritato riconoscimento con un articolo sugli “orti della Bergamella”. Complimenti e brava Rosi. piazza della Repubblica a Sesto San Giovanni a partire dai giorni immediatamente precedenti il Natale. Per quanto riguarda la storia sappiamo che protagonisti sono un lupo e una bambina di nome Cappuccetto Rosso ma, da quello che ci è stato riferito, la storia è parecchio diversa da quella universalmente conosciuta. RUBRICHE | UNIABITA - 45 FAVOLE PER BAMBINI La lettera di Franco Bollo di Alessandra Fraccon “Uffa! E’ già arrivato il Natale. Tutti pronti a gioire, a diventare più buoni e a scrivere... bla bla bla. A Natale si spendono sempre troppe parole, e queste poi pesano! Ed io? Ed io poi devo recapitarle...” Non che il sig.Franco Bollo non amasse il Natale, in cuor suo adorava i regali, era affascinato dalle luci e dagli alberi, incantato dalla poesia dei momenti di festa, ma lui era nientedimeno che “il postino” di Babbo Natale. A lui era stato assegnato un unico indirizzo: Babbo Natale - Circolo Polare Artico- FIN 96930 Napapiiri -Finlandia All’inizio della sua carriera, gli era sembrata una gran fortuna trovare quel lavoro, ma gli anni passavano e la sua povera schiena stanca gli suggeriva che doveva fare qualcosa per impedire ai bambini di caricare le loro letterine di tutte quelle parole. Mai nessuno che pensasse a lui e, che ne so, usasse meno inchiostro. Basta! Aveva deciso: avrebbe scioperato. Nessuna lettera sarebbe stata più recapitata se i bambini non avessero alleggerito le loro letterine. E così fu. Immaginate che grosso guaio. Gli uffici postali si riempirono presto di montagne di letterine. Ne parlarono i principali notiziari di tutto il mondo. Il Natale era alle porte e a lettere cubitali si poteva leggere sulla prima pagina di tutti i giornali che quell’ anno Babbo Natale non avrebbe ricevuto alcuna letterina. Una mattina di fine dicembre, mentre passeggiava, Franco Bollo vide un bambino imbucare la propria letterina. Il postino aveva assistito molte volte a quella scena, ma per la prima volta nello sguardo di quel piccino non vi lesse più la gioiosa speranza ma una triste preoccupazione. Capì all’istante quanto in realtà fosse importante il suo lavoro e gli tornò alla mente l’emozione che anno dopo anno provava quando consegnava l’ultima busta, consapevole di essere un messaggero di sogni e buoni propositi. Ed ora? Fu assalito dalla preoccupazione. Ora era tardi, come avrebbe potuto recuperare il tempo perduto? Franco Bollo aveva nel cuore un grande desiderio così quella sera, per la prima volta, scrisse anche lui una lunga lettera, senza badare troppo a quanto fosse pesante e ricca di parole chiedendo a Babbo Natale che ogni bambino potesse avere ciò che tanto aveva desiderato. La mattina successiva, a bordo della sua motoslitta la consegnò al solito indirizzo, quello che lui conosceva bene... Ora non so dirvi come finirà questa storia, ma lo scoprirete presto, la mattina di Natale. Se sotto l’albero troverete ciò che più avete desiderato, sapremo che Babbo Natale avrà letto anche la letterina di Franco Bollo. 46 - UNIABITA | RUBRICHE Dicembre 2013 Dicembre 2013 RUBRICHE | UNIABITA - 47