Mariella
Bettineschi Un arcipelago
mobile
A mobile
archipelago
Solo show
13.09 – 31.10.2014
Piazza Riforma 9
CH-6900 Lugano, Svizzera
2° Piano, vis à vis Municipio
“Il filo del pensiero che diventa ghiaccio quando
esplora mondi lontani e sconosciuti, che diventa fuoco
quando tocca le coscienze”
Elias Canetti
“The thread of thought that turns to ice when it explores
distant and unknown worlds, that becomes fire when it
touches the consciences”
Elias Canetti
Mariella Bettineschi, Un arcipelago mobile
di Francesca Pasini
Courtesy Francesca Pasini
Si può riunire la vita di un’artista in un libro? No.
Si può scegliere però un tragitto, programmare un
viaggio tra le opere, lasciando emergere somiglianze
e differenze.
Mariella Bettineschi ha creato un arcipelago
raggiungibile da strade diverse e formato da territori
diversi. A tratti si è avvolti da un cielo comune, ma la
chiave che contraddistingue il suo lavoro è la ricerca di
nuove forme, nuove tecniche, nuove sensibilità. Siamo
di fronte ad una personalità eclettica per necessità,
come lei afferma: “A un certo punto sento il bisogno
di cambiare, di tentare altre strade, è una specie di
richiamo”. Eclettismo e persistenza progressiva del
linguaggio sono due facce della stessa medaglia.
Non c’è invenzione che non produca una variante,
ma la tentazione di abbandonare le proprie figure,
o il sistema di rappresentarle e di lasciarsi catturare
dalla mobilità delle intuizioni, è uno dei cardini della
sorpresa che ognuno si aspetta dall’arte.
Ovviamente c’è il rischio di non venire abbinati a un
“motivo firma”, un aspetto che negli ultimi decenni si
è articolato in vari modi per creare un aggiornamento
del linguaggio che, pur restando nel proprio alveo,
dia conto nella maggior diversità dei segni che vanno
a comporre “il motivo firma”.
Mariella Bettineschi ha scelto una via divergente,
ha deciso di lasciarsi contaminare dalla passione
del tempo in atto ed è passata da esperienze di
manualità, come il disegno, il ricamo, l’intaglio, la
pittura, a fotografie, installazioni, manipolazioni di
immagini. Così ha creato questo mobile arcipelago,
dove l’orientamento non è lineare, ma intuibile.
Per questo libro abbiamo fatto insieme un viaggio
tra le sue innumerevoli opere, scegliendo una
selezione senza predisporre una bussola. Alla fine
però è risultato chiaro che la via migliore era quella
di stare ancorate agli anni di creazione e credo
emerga abbastanza chiaramente che, nonostante
i suoi continui dirottamenti, persiste un legame
sotterraneo, ma visibile, tra una pratica manuale
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e una struttura immaginativa che si fonda sulla
smaterializzazione prodotta dalla luce come appare
esplicito nel corpus di fotografie del 2010 – 2011, dove
l’immagine stampata è complementare a uno spazio
bianco che fa parte della stessa lastra fotografica.
Una volta stabilito che il libro sarebbe proceduto
seguendo le tappe della sua vita, è apparso non solo
un legame tra le varie stagioni della sua creazione,
ma anche una suspense narrativa che ci fa andare da
un luogo all’altro di questo arcipelago, restituendoci
un clima biografico e una dimensione emozionale.
Da una pagina all’altra ogni opera indica un tempo,
un luogo, una ricerca che poi vira in altro e così, di
pagina in pagina appare il percorso.
Il fatto che non sia definito una volta per tutte è da un
lato il “motivo firma” dell’opera di Mariella, dall’altro
è il quid che crea suspense, nel senso che man mano
l’occhio si abitua a cambiamenti e insistenze. Ogni
gruppo di figure può funzionare come dei personaggi
che raccontano la loro storia, indicano temperature
e desideri, ma anche la loro capacità di eclissarsi per
lasciar posto all’immagine che verrà.
Si inizia con le impalpabili pitture-disegni trascritti
in oro su cuscinetti di organza (Morbidi, 1980)
animali, volti, scritte si adagiano su questi spazi
tattili, intimi, fragili. Hanno il sapore delle cose
antiche, impreviste, che emergono dai cassetti, ma
anche il guizzo della sensibilità, della tenerezza, la
quale, in genere, crea le proprie figure tra le pieghe
dell’esistenza. Non si impone a prima vista, si associa
alla dimensione impalpabile delle percezioni ed è per
questo che spesso la si riconosce in piccole porzioni
dell’esperienza, anche quando essa ci investe con
grandiosità.
Chi non ha conservato un indumento, un oggetto, un
appunto scritto di sbieco, che evocava un’emozione
d’amore, di dolore, di fascino intellettuale o di un
grande evento politico?
Così agiscono anche i Piumari (1981) dove solo dei
punti di colore oro rappreso costruiscono geometrie
sospese dalle piume che si rapprendono all’interno
del guscio d’organza. E un’altra variante avviene nelle
Carte Ermetiche (1984) dove tutto è racconato nei
bordi, dove escrescenze di materie appena sfiorate
dal colore si condensano in un bianco sporco, come
a volte assume la neve quando si restringe ai bordi
delle strade. Altrove sono resti di pietre, gesso, che
si sostituiscono alla matita e disegnano sulla carta
figure aperte, immaginari passaggi o costruzioni, Le
carte dell’isola (1984).
Il discorso prosegue con naturalezza, si capiscono le
alleanze e le divergenze, ma poi c’è uno stacco che
può essere il simbolo della passione rabdomantica
di Mariella. Un libro bianco, aperto, appoggiato su
un leggio da musica, campeggia su una distesa
d’acqua. Orfeo: è una foto del 1981 che racconta
un’installazione più articolata, ma che prende un
valore icastico e diventa un’opera autonoma.
L’ abbiamo scelta per la copertina sia per il suo valore
simbolico: un libro bianco su cui scrivere la storia, sia
per il sentimento della luce e dell’infinito che acqua,
libro, musica portano con sè. Tutto il lavoro di Mariella
tenta la scalata al cielo per intercettare quel tratto
di infinito che il linguaggio visivo può trattenere. In
questa direzione Mariella ha usato la fotografia fatta
da lei o rubata in internet. Luce, luce, ancora luce.
Come vedremo nelle sequenze Incendiati del 1996,
Alla velocità della luce e La vestizione della sposa
del 1999. Si potrebbe chiudere qui. Ma dobbiamo
ritornare indietro e rientrare nella suspense prima di
intuire l’annuncio di Orfeo.
Attraversiamo dei paesaggi oscuri, enigmatici, dove
vetro, carta, pigmento, sassi, legno evocano mondi
notturni dai contorni fluttuanti, rischiarati a tratti,
forse percorribili, ma non realmente abitabili (Erma).
E cosa può esserci dietro quel buio baluginante?
I Tesori (1985) sono carte fragili come quelle
da lucido, che normalmente vengono usate per
progettare architetture, trattate con catramina,
acquaragia, polvere d’oro e poi messe alla prova del
fuoco. Assumono l’aspetto di una materia arcaica,
non definibile, che ci fa venire in mente la “lamina
di Agilulfo”, che segna la svolta nella storia dell’arte
dell’Alto Medioevo introducendo il concetto di un’arte
nomade, che seguiva le scorribande e le invasioni
dei popoli cosiddetti barbari, perché venivano dai
confini dell’ex impero Romano, e barbaro in greco
antico, significa straniero.
I
Tesori
di
Mariella
Bettineschi
spingono
l’immaginazione verso un tempo originario che tutti
abbiamo mitizzato come l’intersezione dalla quale
nascono le figure, ma che lei invece ricava dalla
carta, ovvero il simbolo universale del disegno e
della scrittura, quindi della necessità di raccontare
storie. E di pagina in pagina i Tesori si stemperano,
la materia si distende e tra il catrame e i pigmenti
appaiono skyline di montagne, bagliori di fuochi,
stelle che bucano il cielo buio fitto, colate di ghiacci
che scontornano le vette. Così si chiude l’anno 1986
con le opere Verso la costellazione dei leopardi.
Nel 1987 le immagini alternano con più decisione
differenze e citazioni di maestri amati: c’è un
sentimento per Alberto Burri in Artigli (1987), dove
delle tavole rivestite di catramina sono assemblate
insieme, lasciando in evidenza i tagli delle
superfici, mentre degli aghi da telaio le trafiggono.
Nei monocromi Piano di fuga (1989), invece,
riconosciamo una dedica a Lucio Fontana, ai suoi
teatrini. Si passa poi, a una passione più astratta,
più rigida, nelle composizioni geometriche in bianco
e nero del 1990 o nelle “sculture bidimensionali”
Rifugio impossibile, dove il quadro genera al proprio
interno una base come succede nei bassorilievi, o in
Sequenza d’inganno, dove legno sagomato, dipinto
in acrilico giallo, crea delle semicolonne.
Una rosa dei venti d’acciaio campeggia su uno stelo
di due metri ed è fotografata in riva al mare: si intitola
Angolo di elevazione (1990). Ci avverte che qualcosa
sta per succedere e, all’inizio, il cambiamento sembra
contiguo, Dondoli è una piccola popolazione di
sculture di marmo che hanno la figura primaria del
dondolo, ma girando pagina tutto cambia. Appare
una lamina di ottone sulla quale è intagliata la figura
di un lucente vestito, La vestizione dell’angelo (1996).
Il procedimento è specularmente inverso ai quadri
bidimensionali, qui l’ottone fa da sfondo e allo stesso
tempo dà corpo al vestito, l’intaglio si autonomizza e
unisce fondo e figura in un tutto tondo.
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E poi il vestito si disaggrega, diventa un modello
tagliato su superfici di vetro, accostate le une alle
altre come in una danza, prima di assumere la figura
dell’abito con le pieghe, il corpetto, lo scollo. Ogni
parte è a sè, ma distribuita in sequenza come se da
questa disarticolazione apparisse la scia luminosa
che sempre attribuiamo agli angeli. E da qui inizia
la famiglia di vestiti realizzati in materiali vari: corpi
vivi, indefiniti, bellezza e geometria. Sono segni
sintetici, ma molto espressivi. Il vestito è una forma
che indossiamo, varia di continuo, anche in senso
metaforico. In queste figure c’è una tenerezza
particolare, riguarda l’aspirazione alla bellezza
e in queste sagome di vestiti geometrici, puri,
riconosciamo una compiutezza e un appaesamento
che è appunto quello di una linea, un oggetto,
un luogo, una figura quotidiana che ci trasporta
nell’immaginario.
Una cosa analoga avviene nelle immagini stampate
su acetato o su plexiglas, dove irriconoscibili vasi o
lampadari fanno tutt’uno con la luce che emanano.
Evocano l’intimità e la festa di una casa, dove gli
abitanti stessi sono inglobati nella luce. A volte
il cinema ci fa provare quest’emozione, penso a
Hitchcock, perché l’enigma aleggia tra queste visioni
(Sovraesposti, 1997).
E così arriviamo a quelle sequenze di luce che prima
ho descritto seguendo l’intuizione che avevo letto
nell’immagine del libro bianco sul leggio in mezzo al
mare (Orfeo), Incendiati, Apparizioni, Alla velocità
della luce, sono frammenti istantanei che mettono a
fuoco la luce nella sua imprendibilità, a volte lasciano
scie che sembrano quelle di un pennello, a volte
fissano l’attimo in cui prendono forma le scintille
dei fuochi artificiali, o il tremolio della fiamma delle
candele, ma anche i colpi di luce informe e umida
che ci appaiono in una strada di notte, mentre si
guida. Ma c’è anche il prodigio di un doppio anello
incandescente che copre e illumina una palma in riva
all’acqua. Mariella lo ha visto e poi lo ha creato con
la tecnica, è sfuocato e impreciso, come fosse fatto
a mano libera e diventa simbolo del desiderio di luce
che attraversa l’arte e la vita.
Un altro stacco.
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La luce non proviene più da fotografie ma da sculture
di plexiglas sulle quali sono stati stampati dei disegni
geometrici. Sono dei tondi che si rincorrono in una
circonferenza fissata sul muro. Le ombre e i disegni
creano un mondo tridimensionale dove questa
geometria immaginaria proietta se stessa, creando
un circuito che può metaforicamente ricordare i
meandri del cervello, che presiedono alle immagini,
pensieri, emozioni, movimenti. Pur essendo un
ellisse chiuso, non ha rigidità perché la trasparenza
del plexiglas e la mobilità dei disegni provocano
continue varianti in base al punto di vista.
Si intitola La costellazione del disegno interno, il
continuo intreccio tra la forma circolare dei dischi di
plexiglas e dei disegni spinge a immaginare mondi
che stanno dentro la mente, ma che con la mente
vediamo muoversi nello spazio (2003).
Il viaggio diventa Voyager (2005), il titolo ci
trasporta in quello che per eccellenza ha segnato
il secolo scorso, ovvero l’allunaggio, e che Mariella
traduce in un’ampia sequenza di segni, figure, come
se la scienza fosse troppo grande e avesse bisogno
di più spazi per essere avvicinata. Altri dischi (questa
volta colorati) invadono la parete, sono attaccati in
modo ortogonale, come se stessero per staccarsi dal
muro e ci parlano dell’infinito, della sua inesauribile
percezione e anche della necessità di interpretare
l’enigma del globo in cui uomini, donne, stelle e
satelliti vivono e guardano (La teoria delle sfere).
Uno scoppio di luce deflagra direttamente dentro
un’architettura, tutto sembra correre, ma non si
capisce dove (Voyager, 2006).
Si apre il capitolo de L’era successiva (2008-2013).
È una lunga affabulazione. Inizia con la foto della
grande macchina-campana del propulsore SSME
(Space Shuttle Main Enginel) della Nasa: la foto è
rovesciata quasi a rappresentare il “cielo” che sovrasta
il quotidiano, ormai più legato alla tecnologia che alle
stelle. E da qui si passa alle fotografie raddoppiate,
dove metà della lastra di vetro è bianca, come se
fosse impossibile chiudere i confini e quindi bisogna
prevedere uno spazio in più per l’impressione di
un’immagine ancora non visibile. Immagini della
guerra, aerei minacciosi ripresi rovesciati, rampe di
missili, paesaggi conosciuti, ma non identificabili,
boschi soffusi di nebbia, stagni... e in tutti affiorano
o si nascondono dei dischi di luce che alludono
alla metafisica e all’ipotesi di mondi non ancora
individuati. Ma in queste figure si inseriscono anche
celebri ritratti della storia dell’arte, dove gli occhi
sono stati duplicati: quattro occhi che dialogano con
lo spazio bianco, sottostante, ci avvertono di un più
di luce di cui dotarci per andare incontro al futuro,
ma anche per riportare il passato a un presente che
vive non solo di certezze, ma di uno spazio bianco
per continuare a scrivere e disegnare. Ritorna il libro
di Orfeo.
La tensione a inventare il sistema per fotografare
il futuro appare negli ultimi paesaggi invasi da luci
improvvise, senza un’origine predeterminata. Così
Mariella modifica il presente di quello che vede
usando la tecnica come un pennello, così ritorna
la sua attrazione per la manualità che avevamo
visto all’inizio. E alla fine il capitolo si chiude con
un’immagine di un cono di luce su un fondo blunero-notte che fa da pendant all’immagine dello
shuttle nucleare.
Il libro è finito? No.
Il Progetto per laboratorio tessile (1995), apre la
sezione dei disegni che hanno accompagnato
tutta la vita e l’opera di Mariella. Si vede una mano
che tiene sospesa un’asta da cui pendono oggetti
nebulosi, come non pensare ai Piumari? O agli spazi
in cui Mariella ha navigato per cogliere luci e figure?
Lasciar aleggiare ciò che si vede corrisponde in fin
dei conti a quella linea (asta) che attraversa i territori
dell’arcipelago. Mentre la mano è l’altra polarità che
riguarda il lavoro di Mariella.
Gli innumerevoli disegni, dai quali abbiamo tratto
questa sezione conclusiva, ci parlano con passione
della sua mai sopita aspirazione eclettica. Troviamo
tanti spunti delle immagini che abbiamo visto.
La suspense e il viaggio continuano, tra la carta
si libera la fisicità che spesso non si accontenta
del carboncino, ma ingloba pietre, materiali vari,
anonimi e quotidiani. A volte i disegni prendono
corpo attraverso l’intaglio di libri, a volte raccontano
episodi della sua vita affettiva. Insomma abitano nella
variegata flora e fauna che costituisce l’arcipelago in
cui cresce l’eclettica attitudine di Mariella Bettineschi.
Tutti sono pervasi da un’indipendenza che è il punto
nevralgico di ogni opera d’arte.
Forse occorrerebbe un altro libro per navigare tra le
terre e il cielo dell’arcipelago, dove i disegni da un
lato fanno parte dell’humus della “terra”, dall’altro
sono “i frutti” di una vegetazione fatta di visioni,
appunti, note biografiche, guizzi di intuizione. Ecco
la mano di Mariella.
Testo
introduttivo
alla
monografia
Mariella
Bettineschi, Maurizio Corraini, Mantova, dicembre
2013
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Mariella Bettineschi, A mobile archipelago
by Francesca Pasini
Courtesy Francesca Pasini
Can you compile the life of an artist in a book? No.
You can, however, choose your route, planning a
journey among their works, allowing similarities and
differences to emerge.
Mariella Bettineschi created an archipelago that can
be reached from different directions and formed from
different territories. At times, you are surrounded by
a common sky, but the key that distinguishes her
work is the search for new forms, new techniques,
and new sensibilities. We find ourselves in front
of a necessary eclectic personality, as she herself
confirms, “At some point I feel the need to change, to
try other roads, it is a kind of calling”. Eclecticism and
progressive persistence of language are two sides of
the same coin. There is no invention that does not
produce a variant, but the temptation to abandon
our forms, or the system of representing them, and
leaving you captivated by the movability of insights
is one of the cornerstones of surprise that everyone
expects from art.
Obviously there comes the risk of not be matched
with a “signature motif”, an aspect which in recent
decades has been articulated in various ways, to
create an update of language which, while remaining
within its own roots, gives an account of the greater
diversity of signs that make up the “signature motif”.
Mariella Bettineschi chose a divergent path, deciding
to let herself be contaminated by the passion of time
in place and went from experiences of dexterity,
such as drawing, embroidery, carving, painting, to
photographs, installations, image manipulations.
And so she created this mobile archipelago, where
the orientation is not linear, but intuitable.
For this book, we have put together a journey
through her numerous works, choosing a selection
without providing a compass. Eventually, however, it
became clear that the best way was to be anchored
to the years of creation and, I believe, despite its
continued hijackings, that an underground but
visible bond appears quite clearly, which includes
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a practice manual and imaginative structure based
on dematerialisation produced by light as it appears
explicitly in the collection of photographs, 20082010, where the printed image is complementary
to a blank space that forms part of the same
photographic plate.
Having established that the book would proceed
according to the stages of her life, not only has a
link appeared between the various seasons of her
creation, but also a narrative suspense that keeps
us going from one place to another around this
archipelago, giving us a biographical climate and an
emotional dimension.
From page to page, each work indicates a time, a
place, a search, which then turns into another and,
so, page by page the course starts to appear.
The fact that it is not completely defined is, on the
one hand, the “signature motif” of Mariella’s work.
On the other hand, it is the undefinable thing that
creates suspense, in the sense that the eye gradually
becomes accustomed to changes and insistences.
Each group of figures can act as the characters who
tell their own story, show temperatures and desires,
but also their ability to eclipse them to make way for
the image that will come later.
It starts with the ethereal paintings-drawings
transcribed in gold on organza cushions Morbidi
(Soft), 1980: animals, faces, writings are settled
comfortably upon these tactile, intimate, fragile
spaces. They have the flavour of ancient things,
unforeseen, that rise up from the drawers, but
also a flicker of sensitivity, tenderness, which, in
general, creates its own shapes among the folds
of existence. It does not impose itself at first sight,
this is associated with the intangible dimension of
perceptions, and this is why it is often recognised in
small portions of the experience, even when it hits us
with grandeur. Who has not kept an item of clothing,
an object, a slantwise-written note which evoked an
emotion of love, of pain, of intellectual appeal or of a
major political event?
And so the Piumari, 1981, behave in this manner,
where only points of set construct geometries
suspended from the feathers which come together
inside the organza shell. And another variation
occurs in the Carte Ermetiche (Hermetic Papers)
1984, where everything is told in the edges, where
growths of materials barely touched by colour
condense into a dirty white, as sometimes happens
to snow at the side of a road. Elsewhere, the stone,
plaster pieces replace the pencil, and trace open
figures, imaginary passages or buildings onto paper,
Le carte dell’isola (The maps of the island), 1984. The
discourse continues with naturalness, the covenants
and differences are understood, but then there is a
break that can be the symbol of Mariella’s dowsing
passion.
A white open book, resting on a music stand placed
on an expanse of water. Orfeo: it is a 1981 photograph
which tells of a more complex installation, but
which takes on a figurative value and becomes an
autonomous work.
We have chosen it for the cover and for its symbolic
value: blank paper which the story can be written on,
for the feeling of both light and infinity that water,
book, music bring with them. All of Mariella’s work
attempts to reach up to the sky to intercept the
infinite expanse that visual language can hold. In this
direction, Mariella used photography both taken by
her or stolen from the Internet. Light, light and yet
more light. And this can be seen in Incendiati (Burned,
1996), La vestizione della sposa (The dressing of the
bride) and Alla velocità della luce (At the speed of
light) both from 1999. You could finish here. But we
have to go back and reenter into suspense before
guessing Orfeo announcement.
We cross obscure, enigmatic landscapes where glass,
paper, pigment, stones and wood evoke nocturnal
worlds composed of floating contours, sometimes
illuminated, maybe passable, but not really
inhabitable, Erma, 1983. And what could be behind
that shiny darkness? The Tesori (Treasures), 1985,
are fragile, transparent papers such as those that are
normally used to design structures, treated with tar,
turpentine and gold dust, and undergo the fire test.
Take the form of an archaic, undefinable material
which brings to mind the “Triumph of Agilulf”, which
marked the turning point in the history of art of the
Middle Ages by introducing the concept of nomadic
art, which followed the incursions and invasions of
the so-called barbarians, because it came from the
borders of the Roman Empire, and barbarian means
foreigner in Ancient Greek.
Mariella Bettineschi’s Tesori push the imagination
towards a primitive time that we have mythologised as
the intersection from which forms arose, but instead
she obtains it from paper, which is the universal
symbol of drawing and writing, and therefore, the
need to tell stories. And on each page, the Tesori
dissolve, and the material is stretched; mountainous
skylines, flashes of fireworks, stars that pierce the
dark sky, and streams of ice that block out the peaks
all appear between the tar and the pigments. 1986
end with the works Verso la costellazione dei leopardi
(Towards the constellation of leopards).
In 1987, the images alternate with more decisions,
differences and quotes from beloved masters:
there is emotion for Alberto Burri Artigli (Claws),
1987, where the tar-coated plates are assembled
together, revealing the cuts of the surfaces, while the
needles pierce the frame. In the monochrome Piano
di fuga (Escape Plan), 1989, however, we can spot a
dedication to Lucio Fontana, his toy theatres.
She then moves towards a more abstract passion;
more rigid, geometric black and white compositions
in 1990 or in the “two-dimensional sculptures”
Rifugio impossibile (Impossible refuge), where the
framework generates an internal base as in bas-relief,
or in Sequenza dell’inganno (Sequence of deception)
where shaped wood, painted in acrylic yellow, creates
half-columns.
A steel compass rose standing on a two-metre stem
and photographed by the sea is called Angolo di
elevazione (Elevation angle), 1990. It warns us that
something is about to happen, and the change
initially seems to be contiguous, Dondoli (Swings) is
a small collection of marble sculptures that features
the swing as the primary figure, but everything
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changes upon turning the page. A brass plate
appears into which the figure of a gleaming dress
is carved, La vestizione dell’angelo (The dressing
of the angel), 1996. The process is spectacularly
reversed in the two-dimensional paintings, here
brass gives both background and body to the dress,
the carving becomes autonomous and combines
shape and background in full relief. And then the
dress separates, it becomes a pattern cut on glass
surfaces, juxtaposed with each other as if they are
dancing, before assuming the shape of a gown with
pleats, bodice, and neckline. Each part is individual,
but they are distributed in sequence as if the shining
path that is always linked with angels appeared
from this disarticulation. And here begins the
collection of clothes made from various materials:
living bodies, undefined, beauty and geometry.
They are synthetic, but extremely expressive signs.
Clothing are shapes that we wear, something that
changes constantly, even in a metaphorical sense.
There is a special tenderness to these shapes, with
respect the aspiration to beauty and in the pure
geometric outlines of these clothes, we recognise
a completeness and an assimilation that is precisely
that of a line, an object, a place, a figure from
everyday life that transports us into the imagination.
A similar thing happens to images printed on acetate
or Plexiglas, where unrecognisable vases or lamps
become one with the light they give off. They evoke
the intimacy and celebration of a home, where the
inhabitants themselves are incorporated into the
light. Sometimes cinema provokes this emotion,
Hitchcock comes to mind because the enigma
hovers between these visions (Sovraesposti), 1997.
And so we come to those sequences of light that I
described earlier, following the intuition that I had
read in the image of the white book on the music
stand in the middle of the sea (Orfeo), Incendiati
(Fires), Apparizioni (Apparitions), Alla velocità
della luce (At the speed of light). They are instant
fragments that focus the light in its elusiveness:
sometimes they leave trails reminiscent of a brush,
sometimes they fix the moment in which they take
the form of sparks from a firework, or the flickering
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flame of a candle, but also the shapeless and humid
streaks of light that appear on a street at night, while
driving. But there is also the miracle of a double
glowing ring which covers and illuminates a palm
tree by the water. Mariella saw it and then created
it with technique; it is fuzzy and imprecise, as if it
were done freehand, and it becomes a symbol of
the desire to give light through art and life. Another
detachment. Light does not come through more
pictures, but instead with sculptures made from
Plexiglas with geometric designs printed on them.
They are chasing each other in a circle attached
to the wall. The shadows and drawings create a
three-dimensional world where this imaginary
geometry projects itself creating a circuit that can
metaphorically remember the intricacies of the brain,
which presides over images, thoughts, emotions and
movements. Despite being a closed ellipse, it has no
rigidity due to the transparency of the Plexiglas, and
the mobility of the drawings provoke continuous
variations depending on the viewpoint. It’s called La
costellazione del disegno interno (The constellation
of interior design), 2003, and the continuous interplay
between the circular disk of Plexiglas and drawings
leads us to imagine worlds that are contained within
the mind, and which with the mind we can seen
move around in space.
The journey becomes Voyager, 2005, the title takes
us into something that has certainly marked the
last century, the moon landing, and which Mariella
translates into a wide sequence of signs and shapes,
as if science were too large, and needs more space
in order to draw closer to it. Other discs (this time
coloured) invade the wall. They are attached at right
angles, as if they were coming off the wall, and speak
to us of the infinite, of its unfailing perception, and
also of the need to interpret the riddle of the world
where men, women, stars and satellites live and look
La teoria delle sfere (The theory of the spheres), 2003.
A burst of light explodes directly into architecture,
everything seems to run, but we can’t understand
where, Voyager, 2006. This opens the chapter of
L’era successiva (The following era), 2008-2013. This
is a long narrative. It starts with the photo of the big
NASA machine-bell engine SS ME (Space Shuttle
Main Engine): the photo is reversed almost represent
to the “sky” that sits above daily life, now even more
linked to skyrocketing technology. And from here
it goes to doubled photographs, where half of the
glass plate is white, as if it were impossible to close
the borders and, therefore, the need to envisage
a further space for the impression of an image
that is not yet visible. Images of war, overturned
threatening aircraft, flights of missiles, landscapes
that are familiar but not identifiable, forests suffused
with mist, ponds... and in all of them, discs of light
emerge or hide, alluding to the metaphysical and the
hypothesis of worlds yet to be discovered. But these
figures also feature famous portraits from the history
of art where the eyes were duplicated: four eyes
interacting with white space, below, warning us of a
further light with which we need to equip ourselves
to meet the future, but also to bring the past to a
present that lives not only from certainties, but from
a blank space so as to continue to write and design.
And here the book of Orfeo returns.
The strain of inventing the system to photograph
the future appears in the last landscapes that are
invaded by sudden lights without a predetermined
origin. Here Mariella changed the present into what
she sees using technique like a paintbrush, so she
returns to her attraction to manuality that we saw
at the beginning. And here at the end, the chapter
closes with an image of a cone of light on a blueblack nighttime background, matched to the image
of the nuclear shuttle.
Is the book finished? No.
The Progetto per laboratorio tessile (Project for
a textile workshop, 1995, opens the section of the
drawings that accompanied Mariella’s life and work.
Seeing a hand holding a pole from which nebulous
objects are hanging, how can we not think about
Piumari? Or to the spaces in which Mariella steered
to capture lights and shapes? Leaving what can be
seen hovering corresponds after all to that line (bar)
that runs through the territories of the archipelago.
While the hand is the other polarity in terms of
Mariella’s work. The numerous drawings, from which
we have drawn this concluding section, speak to us
passionately of her never-ending eclectic aspiration.
We find many ideas of the images that we have seen.
Both the suspense and the journey continue; with
paper, the physicality that is often unsatisfied with
charcoal becomes free, but it incorporates stones,
various materials that are both anonymous and taken
from everyday life. Sometimes the designs take shape
through carving books, sometimes they tell stories
about her love life. So they live in the diverse flora and
fauna that make up the archipelago in which Mariella
Bettineschi’s eclectic attitude grows. They are all
pervaded by an independence that is the focal point
of each piece of art. Perhaps another book would
be necessary to navigate between the archipelago’s
land and the sky, where the drawings on one hand
make up part of the humus of the “ground,” but on
the other are the “fruits” of a vegetation of visions,
notes, biographical notes, and flashes of intuition.
Here is Mariella’s hand.
Introductory text to the monograph Mariella
Bettineschi, Maurizio Corraini, Mantua, December
2013
11
Indicazioni di un viaggio
di Lea Ticozzi
Courtesy Lea Ticozzi
Senza la trasparenza ci può essere luce?
Il vetro ha colore?
Quali sono e cosa sono i fili che trasportano luce?
La luce passa e si ferma, si intrappola in fili che sono
sguardi, con incandescenti light box che vanno Alla
velocità della luce (1999) o sembrano fermarsi negli
Incendiati (1997). Cosa è fermo? Cosa è in movimento?
Chi c’è in quelle luci, in quei fuochi, in quelle sfere?
Sono fotografie, scritture effettuate con la luce, sono
immagini che si imprimono sulla retina dello
spettatore che è invitato a vivere, sentire e dirsi di
una visione, nell’elaborata materia del mondo che a
lui arriva attraverso gli occhi.
E così i quesiti si ripropongono nello sguardo che
si posa su opere di bianco e neri, grigi, azzurri, con
L’era successiva (2010 e 2012) che interroga tutti,
osservandoci.
Chi siamo? Chi ci guarda? Chi ci vede? Cosa significa
ciò che vediamo?
La delicatezza delle scelte rappresentative dell’artista
Mariella Bettineschi mostra quel qualcosa della realtà
che sempre sfugge: un cono di luce, una macchia
sospesa, uno sguardo profondo. E così ciò che si
vede o non si vede diventa specchio dell’osservatore
e sensazione. Perché l’arte vuole essere una doppia
visione, uno specchio e uno spicchio di mondo
che inducono una sensazione, nel caso di Mariella
una sensazione di dolcezza per quel qualcosa di
delicatamente sospeso che riesce a fermare nelle
sue opere.
Anche nei lavori passati l’artista ha lavorato su
elementi sfuggenti o fuggevoli del mondo. Con La
vestizione dell’angelo (1996) e con i Piumari (1981)
dice della levità della vita, con materiali leggeri (carta
da lucido, organza, piume, oro) che sono anche
puntini luminosi e sguardi altrui che completano le
opere, che assaporano piccole e grandi sfere : forse
12
sono pianeti, stelle di una vita e di una terra lontana
o semplicemente “altra”. Lo spettatore deve allora
volgere lo sguardo al cielo? Oppure deve tornare a
guardare alla sua quotidiana visione del mondo con
occhi che diversamente si interrogano? A cosa fa
riferimento quest’arcipelago mobile di segni? Con
una loro intrinseca forza i Tesori (1985) suggeriscono
di volgere la vista alla terra, un luogo da osservare in
profondità, nella profondità della materia che a volte
intrappola la luce e altre volte la libera, la lascia
passare.
I colori sono rifrazione della luce, dice la scienza.
L’invito de La teoria delle sfere (2003) dell’artista è
allora forse quello di capire lo scibile ed è ancora una
volta una richiesta di attenzione nell’osservazione
della realtà apparentemente scontata che ci circonda.
Un viaggio, anche secondo Voyager (2005), nella
complessità di quello che ogni essere umano vede.
E veniamo immersi in chiaro - scuri, luci, colori, che
portano a sensazioni e a sempre nuove creazioni. Lo
spettatore incontra la primavera in un Giardino
(2009) di steli e forse si trova a pensare che sia
una stagione che negli ultimi lavori è diventata un
insieme di macchie sferiche che sono petali de Il libro
dei fiori (2014).
Il filamento meno o più luminoso della materia si
manifesta così continuamente nell’operare di Mariella
Bettineschi, secondo una raffinata estetica del
presente e dell’effimero, del dicibile e dell’ineffabile
arcipelago che è la semplice complessità della vita
da guardare, vedere e sentire con l’aiuto di occhi.
Directions for a journey
by Lea Ticozzi
Courtesy Lea Ticozzi
Without transparency, can there be light?
Does glass have colour?
Which and what are the threads carrying light?
The light passes and stops, it gets trapped in threads
that are gazes, with white-hot light boxes going At
the speed of light (1999) or seem to stop in Burnt
(1997). What is fixed? What is moving? Who is in
those lights, in those fires, in those spheres? They
are photographs, writings made with light; they are
images imprinted on the viewer’s retina, a viewer
invited to live, to feel and tell about a vision, in the
elaborate world’s matter coming to him through the
eyes.
And so the questions come again to the gaze resting
on artworks of black and white, grey and blue, with
The Next Era (2010 and 2012), which questions
everyone, observing us.
Who are we? Who is gazing at us? Who is seeing us?
What does what we see mean?
The daintiness of the representative choices by artist
Mariella Bettineschi shows that something about
reality always slips away: a cone of light, an hanging
blot, a deep gaze. And so what can or can’t be seen
becomes the viewer’s mirror and sensation. Because
art wants to be a double vision, a mirror and a slice
of a world inducing a sensation; in Mariella’s case,
a sensation of sweetness for that dainty suspended
something that she can impress in her artworks.
Even in her past artworks the artist worked on fleeing
or transient elements of the world. With The dressing
of the angel (1996) and the Feather Case (1981) she
tells about the lightness of life with light materials
(tracing paper, organza, feathers, gold) which also
are points of light and others’ gazes completing the
artworks, savouring small and big spheres: maybe
they are planets, stars of a distant life and land, or
simply “other”. Does the viewer have to raise the
gaze to the heavens then? Or rather should he
return to see his familiar vision of the world with
different interrogating eyes? What does this mobile
archipelago of signs refer to? With their inner power,
the Treasures (1985) suggest to turn the gaze to the
earth, a place to observe in depth, the matter’s depth
that sometimes traps the light and some other times
sets it free, letting it pass.
The colours are the light’s refraction, science says.
The theory of the spheres (2003) perhaps invites to
understand knowledge and once more it is a request
of attention to observe the apparently predicted
reality around us. A journey, also according to
Voyager (2005), in the complexity of everything a
human being sees. And we are immersed in light and
shade, lights, colours that bring on sensations and
always-new creations. The viewer meets spring in a
Garden (2009) of stems and perhaps wonders about
a season that, in the later works by Bettineschi, has
become a set of spherical spots that are the petals
of The book of flowers (2014).
The more or less bright thread of the matter
continuously manifests itself in Mariella Bettineschi’s
work, according to a refined aesthetics of the
present and the ephemeral, the spoken and ineffable
archipelago that is the complex simplicity of life to
be gazed, seen and felt with the aid of eyes.
13
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Organza,
piume, oro,
1981
30x120x4 cm
14
Richiesta
CHF 8’445
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Organza,
piume, oro,
1981
30x120x4 cm
CHF 8’445
15
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Organza,
piume, oro,
1981
30x30x4 cm
16
Richiesta
CHF 4’825
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Organza,
piume, oro,
1981
30x30x4 cm
CHF 4’825
17
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Organza, oro,
1981
30x30x4 cm
18
Richiesta
CHF 4’825
Mariella Bettineschi
Piumario
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Organza, oro,
1981
30x30x4 cm
CHF 4’825
19
Mariella Bettineschi
Tesoro
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Carta da lucido,
catramina, acquaragia,
oro, fuoco,
1985
44x60 cm
CHF 7’240
20
Mariella Bettineschi
Tesoro
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Carta da lucido,
catramina, acquaragia,
oro, fuoco, 1985
30x42 cm
CHF 4’825
21
Mariella Bettineschi
La vestizione dell’angelo
Descrizione
Dimensioni
Carta da lucido,
acetato, pennarello,
1996
110x53x7 cm
Richiesta
CHF 9’650
23
Mariella Bettineschi
Alla velocità della luce
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Light box,
1999
35x49x3 cm
CHF 4’825
24
Mariella Bettineschi
Alla velocità della luce
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Light box,
1999
35x49x3 cm
CHF 4’825
25
Mariella Bettineschi
Alla velocità della luce
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Light box,
1999
35x49x3 cm
CHF 4’825
26
Mariella Bettineschi
Alla velocità della luce
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Light box,
1999
35x49x3 cm
CHF 4’825
27
Mariella Bettineschi
Incendiati
Descrizione
Dimensioni
Light box,
1997
50x30x3 cm
28
Richiesta
CHF 4’220
Mariella Bettineschi
Incendiati
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Light box,
1997
35x49x3 cm
CHF 4’220
29
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 2/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2010
120x80x4 cm
CHF 7’240
30
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2010
120x80x4 cm
CHF 7’240
31
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Edizione 1/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2012
50x70x4 cm
32
Richiesta
CHF 4’825
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 2/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2012
50x70x4 cm
CHF 4’825
33
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2010
120x80x4 cm
CHF 7’240
34
Mariella Bettineschi
L’era successiva
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 2/3.
Stampa diretta su
plexiglas, specchio,
2010
120x80x4 cm
CHF 7’240
35
Mariella Bettineschi
La teoria delle sfere
Descrizione
Dimensioni
Edizione 2/3.
Stampa diretta su
plexiglas, acciaio,
2003
ø 27 cm
36
Richiesta
CHF 1’085
A pezzo
Mariella Bettineschi
La teoria delle sfere
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Edizione 1/3.
Stampa diretta su vetro,
abete bianco,
2003
60x70x33 cm
CHF 6’030
37
Mariella Bettineschi
Voyager
Descrizione
Dimensioni
Edizione 2/3.
Stampa diretta su vetro,
abete bianco,
2005
60x70x40 cm
38
Richiesta
CHF 6’030
Mariella Bettineschi
Sconosciuto
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Carta da lucido,
matita, vetro
2008
21x30 cm
CHF 2’415
39
Mariella Bettineschi
Giardino
Descrizione
Dimensioni
Carta da lucido,
matita, cerchietto,
2008
28x40x1 cm
40
Richiesta
CHF 2’415
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Carta da lucido,
pennarello,
2014
41x29x4 cm
Richiesta
CHF 2’415
41
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Carta da lucido,
argento, perline,
2014
41x29x4 cm
CHF 2’415
42
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Carta da lucido,
argento, rametti, rame,
2014
41x29x4 cm
Richiesta
CHF 2’415
43
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Carta da lucido,
acrilico,
2014
41x29x4 cm
CHF 2’415
44
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Carta da lucido,
coriandoli acquarellati
2014
41x29x4 cm
Richiesta
CHF 2’415
45
Mariella Bettineschi
Il libro dei fiori
Descrizione
Dimensioni
Richiesta
Cartoncino,
coriandoli acquarellati,
2014
41x29x4 cm
CHF 2’415
46
A occhi socchiusi
espiro salsedine e naufragate memorie
l’eco di conchiglie culla e placa una natura
vulcanica mai estinta
Senza ormeggi esisto
io, mobile arcipelago
di isole affini ed equidistanti
mi affido alla corrente della Grande Onda
custode di una perla rara
forgiata dalla Luna e riscaldata dal Sole
Vorresti questo tesoro?
Non conservare relitti e non abituarti a bere salato
sii semplice linea d’orizzonte.
Omaggio alla mostra da parte di Mya Lurgo
Biografia / Biography
Mariella Bettineschi nasce a Brescia nel 1948 e attualmente vive e lavora a Bergamo. Artista multidisciplinare
utilizza diverse tecniche per la creazione dei sui lavori, quali: pittura, scultura, architettura, installazione,
fotografia o immagine digitale.
Dopo la partecipazione alla XLIII Biennale di Venezia viene scelta per la mostra Aspekte der Biennale Venedig
all’Art Forum di Munich e per la mostra Blau: Farbe der Ferne al Kunstverein di Heidelberg. Nel 1990 esce
la sua prima monografia curata Achille Bonito Oliva. Una lunga carriera testimoniata dalle numerosissime
esposizioni, personali e collettive. Dal 2003 è inoltre visiting artist presso l’Università Cattolica di Milano nel
Master in Servizi educativi per il patrimonio artistico dei musei storici e di arti visive. Le opere di Mariella
Bettineschi sono in collezioni pubbliche e private in Europa e in America.
Mariella Bettineschi was born in Brescia in 1948 and currently lives and works in Bergamo. Multidisciplinary
artist uses different techniques for the creation of her works, such as: painting, sculpture, architecture,
installation, photography or digital image.
After her participation at XLIII Venice Biennale is chosen for the exhibition Aspekte der Biennale Venedig
at the Art Forum Munich and the exhibition Blau: Farbe der Ferne at the Kunstverein in Heidelberg. In 1990
she released her first monography curated by Achille Bonito Oliva. A long career testified by the numerous
exhibitions, solo and group show. Since 2003 she is also “visiting artist” at the Università Cattolica di Milano
for the Master Servizi educativi per il patrimonio artistico dei musei storici e di arti visive. Mariella Bettineschi’s
works are in public and private collections in Europe and America.
Curriculum vitae
SOLO EXHIBITIONS
2014
• Un arcipelago mobile, The Piper
Gallery, London
• Un arcipelago mobile, Nellimya:
light art exhibition, Lugano
• Un arcipelago mobile, BAF,
Bergamo
• Un arcipelago mobile,
Temporary Gallery, Bergamo
2011
• Voyager, Italian Institute of
Culture, San Francisco
2010
• ¿qué estás esperando?, Italian
Institute of Culture, New York
• ¿qué estás esperando?,
Pabellón de las Bellas Artes de la
Universidad Católica Argentina,
Buenos Aires
• ¿qué estás esperando?, Centro
de Expresiones Contemporàneas,
Rosario
• Amori nascosti, Studio Vanna
Casati, Bergamo
• ¿qué estás esperando?, Gachi
Prieto Gallery, Buenos Aires 2008
• ¿qué estás esperando?,
Università Cattolica, Milano
• ¿qué estás esperando?,
Laboratorio di Architettura,
Stazione Leopolda, Pisa
2007
• Voyager,
Milano
2006
• Voyager,
New York
• Voyager,
New York
• Voyager,
San Pellegrinospace,
New York University,
Dorfman Projects,
The University of Arts,
Philadelphia
• Voyager, Museum of New Art,
Detroit
• Voyager, Italian Institute of
Culture, Los Angeles
• Voyager, Santa Monica Museum
of Art, Santa Monica
• Voyager, Jean Albano Gallery,
Chicago
• Voyager, Galleria d’Arte
Moderna e Contemporanea,
Bergamo
2004
• La teoria delle sfere,
Platform Gallery, London
2003
• Libertà, Palazzo Ducale,
Massa Carrara
2002
• N.Y.C. Groundzero, Italian
Institute of Culture, New York
47
• N.Y.C. Groundzero,
Museum of New Art, Detroit
• N.Y.C. Groundzero, Biagiotti Arte
Contemporanea, Firenze
2001
• Ritratti, Università degli Studi,
Bergamo
• Appropriazione indebita, Rosa
Leonardi Arte Contemporanea,
Genova
1999
• La vestizione della sposa,
Heidelberger Kunstverein,
Heidelberg
• La vestizione della sposa, Galerie
Doris Wullkopf, Darmstadt
• La vestizione della sposa,
Appartamento di Isabella D’Este,
Palazzo Ducale, Mantova
• La vestizione della sposa,
Biagiotti Arte Contemporanea,
Firenze
1998
• Rubata al tempo, Galleria
Continua, San Gimignano
1997
• La vestizione dell’angelo, Brahen
Galeria, Turku
1996
• Il primo racconto, Galerie Doris
Wullkopf, Darmstadt
1994
• Appunti, Studio Vanna Casati,
Bergamo
1993
• Paesaggio plurale, Durhammer
Galerie, Frankfurt
1992
• Paesaggio in nero, Serrone di
Villa Reale, Monza
• Paesaggio plurale, Galleria
Enrico Gariboldi, Milano
• Paesaggio plurale, Ex Chiesa
della Maddalena, Bergamo
1991
• Le avventure della superficie,
Galleria d’Arte Contemporanea,
Suzzara
• Mariella Bettineschi 1988-1990,
Galleria Mara Coccia, Roma
48
1988
• Lo spazio totale della pittura,
Chiostro di Voltorre, Gavirate
1986
• Tesori, Spazio Temporaneo,
Milano
• Tesori, Palazzo dei Diamanti,
Ferrara
1984
• L’isola, Galleria Corsini, Intra
Sub-limine, Centro Mascarella,
Bologna
• Erme, Spazio Metropolitano,
Milano
• Indagine sull’isola, Studio Vanna
Casati, Bergamo
• Erme, Galerie Intakt, Wien
1982
• Piumari, Galleria Ipermedia,
Ferrara
• Orfeo, Tempio di Santa Croce,
Bergamo
GROUP EXHIBITIONS
2013
• The Blank Benefit, The Blank
Residency, Bergamo
• With a little help from my
friends, Atisti per il MAGA,
MAGA, Gallarate
2011 • In principio, Università Cattolica,
Milano
2010 • Il Museo privato, Galleria d’Arte
Moderna e Contemporanea,
Bergamo
• Premio d’Arte Città di Treviglio,
Museo Civico, Treviglio
• Premio d’Arte Città di Treviglio,
ALT Museo Arte Contemporanea,
Alzano Lombardo
• 7 Artiste, Villa Camozzi,
Bergamo
• Archivi, Archivio di Stato,
Novara
• Di filo in filo, Studio 25, Milano
2009
• Una collezione trasversale, ALT
Museo Arte Contemporanea,
Alzano Lombardo
2008
• Incognito, Santa Monica
Museum of Art, Santa Monica
• La parola nell’arte, Museo d’Arte
Moderna e Contemporanea di
Trento e Rovereto, Rovereto
• Storie, Spazio Viamoronisedici,
Bergamo
• Jean Cocteau, Le joli coeur,
Centre Culturel Francaise, Milano
• Invito a Palazzo, Chiostro di
Santa Marta, Bergamo
2006
• Skope, Biagiotti Arte
Contemporanea, New York
• Incognito, Santa Monica
Museum of Art, Santa Monica
• Dissonanze, Chiostro Santa
Marta, Bergamo
• Stauròs per l’Arte
contemporanea, Quartiere
Fieristico, Verona
2005
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
• Incognito, Santa Monica
Museum of Art, Santa Monica
• Quadrato della ricerca,
Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea, Bergamo
2004
• Small treasure, Biagiotti Arte
Contemporanea, Firenze
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
• Percorso Arte, opere site
specific sul territorio di Romano
di Lombardia
2003
• Rosa schocking, Biagiotti Arte
Contemporanea, Firenze
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
2002
• Detroit Video Festival, Museum
of New Art, Detroit
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
• The invisible city, Wäino
Aaltosen Museo, Turku
• Passaggi a N/O,
Quartiere Piazzo, Biella
• Rompere il silenzio,
Galleria ONE OFF, Torino
• Nel segno della luce,
San Gabriele, Teramo
2001
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
• Effetto Notte, Studio 25, Milano
• Mostra Dossier, Museo d’arte
Moderna e Contemporanea di
Trento e Rovereto, Rovereto
• Garden Fashion, Palazzo
Revoltella, Trieste
2000
• Artefiera di Bologna, Biagiotti
Arte Contemporanea, Firenze
• Art Frankfurt, Doris Wullkopf
Galerie, Darmstad
• Accesso Temporaneo, Studio
Contemporanei, Bergamo
• E-MONA, Museum of New Art,
Detroit
• Onori di casa, Ex Chiesa della
Maddalena, Bergamo
1998
• 15 Jahre, Galerie Doris Wullkopf,
Darmstad
• Collettiva, Biagiotti Arte
Contemporanea, Firenze
FIAC Paris, Galleria Artra, Milano
1997
• Il Punto 2, Galleria Continua,
S.Gimignano
• Quarant’anni in blu, Galleria Blu,
Milano
• Architettura, acqua, scultura,
Arsenale, Verona
1996
• Il Punto 1, Galleria Continua,
San Gimignano
• Periferie, Villa Vitali, Fermo
• Aalto Viipuri, Chiesa di
Sannt’Agostino, Bergamo
• Maestri e Artisti, Chiesa di
Sant’Agostino, Bergamo
• Art Frankfurt, Doris Wullkopf
Galerie, Darmstadt
1995
• Contemporanei, Palazzo della
Provincia, Bergamo
• Disegni di scultori, Doris
Wullkopf Galerie, Darmstadt
• Art Frankfurt, Doris Wullkopf
Galerie, Darmstadt
• Percorsi dell’astrazione a Milano,
Museo della Permanente, Milano
1994
• Restauri e donazioni, Opere dal
1400 al 1900, Accademia Tadini,
Lovere
1993
• Linguaggio Immagine, Archivio
di Nuova Scrittura, Milano
• Materiali Natura, Bosco del
WWF, Vanzago
• Art Frankfurt, Doris Wullkopf
Galerie, Darmstadt
1991
• Grand Prix International d’Art
Contemporain, Fondation Prince
Pierre de Monaco, Montecarlo
• Art Frankfurt, Galleria Bonomo,
Bari
• Artae, Palazzo delle Esposizioni,
Ferrara
• Artae, Circolo degli Artisti,
Roma
• Artae, Chiesa di San Carpoforo,
Milano
1990
• Blau: Farbe der Ferne,
Heidelberger Kunstverein,
Heidelberg
• Art Frankfurt, Galleria Marilena
Bonomo, Bari
• Aids Benefizeranstaltung auf
der Art Frankfurt, Kunstmesse,
Frankfurt
1989
• L’attualità, acquisizioni per il
museo, Galleria d’Arte Moderna,
Gallarate
1988
• Duetti d’artista, Studio
Ghiglione, Genova
• XLIII Biennale di Venezia, Aperto
‘88, Venezia
• Aspekte der Biennale
Venedig, 1988, Art Forum
Thomas, Munich
1987
• La pittura verso gli anni ‘90,
Galleria d’Arte Moderna, Gallarate
1986
• Giovane pittura Italiana, Grand
Palais, Paris
• Dopo il concettuale, giovani
generazioni in Lombardia, Palazzo
delle Albere, Trento
• The Sea, Quentin Gallery,
Claremont
• Il limite infinito, Studio G7,
Bologna
• Le perle delle nuvole, Galleria
Multimedia, Brescia
• Acquisizioni recenti, Serrone di
Villa Reale, Monza e Brianza
• Figure dallo sfondo, Palazzo dei
Diamanti, Ferrara
1985
• Sulla linea dell’orizzonte, Casa
del Mantegna, Mantova
SITE SPECIFIC
2014
• Lighting Moods, Parco 8 Marzo,
Bergamo
2012
• 10 architetture per Chiesina
Uzzanese, laboratorio di
Architettura, Architettura IV,
Università di Pisa
• Dal concetto all’opera: La
famiglia e i gesti della cura,
Master Università Cattolica,
Milano
2010 • Appena oltre, project for Museo
Diocesano, Milano
• Dal concetto all’opera:
Illuminazioni, Master Università
Cattolica, Milano
2009 • Dal concetto all’opera: Dalla
terra al cielo, Master Università
Cattolica, Milano
• Tomba Cortesi, Cimitero Civico,
Bergamo
2008 • Dal concetto all’opera: Viaggio,
Master Università Cattolica,
Milano
• Il pescatore di stelle, project for
Marriott skyscraper, New York
49
• Grazia, project for a private
Chapel, San Miniato
2007
• For Gertrude Mongella,
Sculpture donated to
the President of Pan African
Parliament, during SIW Centenary
congress, Stuttgart
• Omaggio a Benozzo Gozzoli,
Palazzo Caffè Haus, Peccioli
Cappella Radici, Cimitero Civico,
Leffe
• Dolls for UNICEF, Palazzo della
Triennale, Milano
• Evento Ambrosini, Palazzo dei
Congressi, Bergamo
• Dal concetto all’opera:
Trasparenza, Master Università
Cattolica, Milano
2006
• Dal concetto all’opera: Confini
variabili, Master Università
Cattolica, Milano
2005
• Dal concetto all’opera: Futuro,
Master Università Cattolica,
Milano
2004
• Harmony, performance for
Spandex, New Orleans, Louisiana
• Ospiti d’onore, Palazzo Dolci,
Bergamo
• Dal concetto all’opera: Corpo,
Master Università Cattolica,
Milano
2003
• Dal concetto all’opera: Spazio,
Master Università Cattolica,
Milano
2002
• 6 porte, private building,
Bergamo
2001
• Fare luce, Piazza Locatelli,
Romano di Lombardia
• Guardarsi, gym, Villa d’Ogna
1999
• 7 porte e 4 light boxes, Radicinylon, Bergamo
1998
• Lampi, BCCB, Zanica
50
Una scena leggera, Aler,
Bergamo
1995
• Luminoso, Textile Produkte,
Villa d’Ogna, Bergamo
• A fior d’acqua, villa privata,
Bergamo
1994
• Il mulino di Amleto, Arte e
Industria, Textile Produkte,
Villa d’Ogna, Bergamo
• Cappella privata, Istituto
Don Orione, Bergamo
• La Croce, la Rosa, Carmelite
Luostari, Helsinki
• Carro celeste, Environmental Art
Works in Turku, Wäino Aaltosen
Museo, Turku
• Fontana, Istituto Don Orione,
Bergamo
• La mia Stella, Galluspark,
Frankfurt
• UFO, private garden, Berlin
BIBLIOGRAPHY
2014
• B. Mazzoleni, Arte, Bettineschi e
Cavalli Felci in primo piano, L’eco
di Bergamo, 15 giugno
• H. Marsala, Atmosfere di luce a
Bergamo, Art Tribune, 22 maggio
2013
• S. Vaglietti, Mariella Bettineschi,
trentanni di ricerca nell’arte, L’eco
di Bergamo, 18 dicembre
• M. Brizzi, Quando l’arte viaggia
in un arcipelago, Corriere della
Sera, 10 dicembre
• F. Pasini, Mariella Bettineschi,
un arcipelago mobile, Edizioni
Corraini, Mantova
• A. Natalini, M. De Carlo, Progetti
1990-2012, Edizioni Grafica &
Arte, Bergamo
• A. Piazzoli, Anima mundi,
Edizioni Grafica & Arte, Bergamo
2012
• P. Riani, presentazione della
mostra 10 architetture per
Chiesina Uzzanese, Laboratorio
di Architettura, Architettura IV,
Università di Pisa
• La famiglia e i gesti della
cura, catalogo della mostra a
cura di C. De Carli, G. Massone,
Edizioni Università Cattolica,
Milano
• H. Marsala, Torna Artdate,
Artribune, 1 giugno 2012
2011
• In principio, catalogo
della mostra a cura di E.
Fraschini, Edizioni Università
Cattolica, Milano
• Illuminazioni, catalogo della
mostra a cura di C. De Carli, G.
Massone, Edizioni Università
Cattolica, Milano
• G. Anceschi, copertina del n. 47 de “Il Verri”, Edizioni
Monogramma
2010
• B. Mazzoleni, In via Moroni i
Miraggi di Mariella Bettineschi,
L’Eco di Bergamo, 29 novembre
• E. De Pascale, Miraggi, Studio
Viamoronisedici, Bergamo
• P. Tognon, 7 Artiste, Villa
Camozzi, Bergamo
• Premio d’Arte Città di Treviglio,
catalogo della mostra a cura di S.
Fontana, Museo Civico, Treviglio,
Artshow Editore, Milano
• G. Di Pietrantonio, C. Rodeschini,
• Il museo Privato, Galleria d’Arte
Moderna e Contemporanea,
Edizioni Gamec, Bergamo
• A. Andrighetto, Archivi, Archivio
di Stato, Novara
• M. Galbiati, Di filo in filo, Studio
25, Milano
• Dalla terra al cielo, catalogo
della mostra a cura di C. De Carli,
G. Massone, Edizioni Università
Cattolica, Milano
2009
• M. Mojana, Italiani nella Grande
Mela, Il sole 24 Ore, ArtEconomy,
7 marzo
• V. Casati, Amori nascosti, Studio
Vanna Casati, Bergamo
• Il viaggio, catalogo della mostra
a cura di C. De Carli, G. Massone,
Edizioni Università Cattolica,
Milano
• E. Calcaterra, ALT! L’arte
contemporanea nella
cementeria, L’Eco di Bergamo,
26 giugno
• P. Spadano, Mariella Bettineschi
alla Gachi Prieto Gallery di
Buenos Aires, Il segno, 7 luglio
2008
• Contemporaneamente, invito a
Palazzo, VII Edizione, catalogo
della mostra a cura di E. De
Pascale, Chiostro di Santa Marta,
Bolis Editore, Bergamo
• Jean Cocteau, Le joli coeur,
catalogo della mostra a cura di M.
Carrera, E. Fermi, Centre Culturel
Francaise, Edizioni dell’Uroburo,
Milano
• Laboratorio di Architettura,
catalogo della mostra a cura di S.
Andreussi, Architetture Pisane,
n° 15-16, Edizioni ETS, Pisa
• R. Castelli, L’architettura e il
sogno in mostra alla Leopolda di
Pisa, La Nazione, 24 maggio
• C. De Carli, Artisti e Università
nella formazione degli allievi e
negli spazi d’Ateneo, Atti del
convegno: Il contemporaneo
diffuso, Trinnale Milano, 7 maggio
• D. Montalto, Cattolica,
l’Università incontra l’arte,
Avvenire, 20 febbraio
• S. Gecchele, Open day
della Cattolica: lezioni
d’arte, ArteVarese, 15 febbraio
• Trasparenza, catalogo della
mostra a cura di C. De Carli, G.
Massone, Edizioni Università
Cattolica, Milano
2007
• M. Funtò, Iconografia
e iconologia della Sposa
nell’arte moderna e
contemporanea, Università
Cattolica, Milano
• Confini variabili, catalogo della
mostra a cura di C. De Carli, G.
Massone, Edizioni Università
Cattolica, Milano
• Copertina, “Alias 2008”, Dai
costruttivisti russi ai segni del
‘68, alla poesia visiva recente:
un anno con “La parola
nell’arte”, supplemento de Il
Manifesto, 29 dicembre
• M. Mangoni, Peccioli ritrova
un’altra storica perla. Apre il
complesso della marchesa
Dufour, La Nazione, 16 dicembre
• M. Mangoni, Taglio del nastro
per il Caffè Haus. A Peccioli
si apre uno spazio urbano
ristrutturato, La Nazione,
15 dicembre
• M. Mangoni, L’area del Caffè
Haus restaurata presenta il suo
nuovo look, La Nazione, 14 dicembre
• La parola nell’arte,
ricerche d’avanguardia
nel ‘900. Dal futurismo ad oggi
attraverso le collezioni del
Mart, catalogo della mostra a
cura di A. Bonito Oliva, G. Belli,
G. Zanchetti, D. Ferrari, Skira
Editore, Milano
• K. Krebs, Vorwärts für
Gleichstellung!, vorwaerts.de,
settembre
• V. Rosigkeit, 100 Jahre Kampf
für Frauenrechte, Stuttgarter
Nachrichte, settembre
• S. Schuler, Gewalt gegen Frauen
muss aufhören, Stuttgarter
Nachrichte, settembre
• S. Schuler, Der Kampf für
Veränderung geht weiter,
Stuttgarter Zeitung, settembre
• G. Valagussa, Maestri e allievi
dell’Accademia Carrara fra 800
e 900, Palazzo della Provincia,
Bergamo
• A. Bersani, Zornitza
Kratchmarova, Mariella
Bettineschi per la Sanpellegrino,
Panorama Economy, 2 maggio
• B. Mazzoleni, Mariella
Bettineschi, Voyager,
teknemedia.net, 17 aprile
2006
• Voyager, catalogo della mostra
a cura di G. Di Pietrantonio, C.
Rodeschini, S. Albertini, S. Sachs,
C. De Carli, New York University,
New York; Dorfman Projects,
New York; The University of Arts,
Philadelphia; Museum of New Art,
Detroit; Italian Institute of Culture,
Los Angeles; Santa Monica
Museum of Art, Santa Monica;
Jean Albano Gallery, Chicago;
Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea, Bergamo;
Edizioni Michele Lombardelli,
Piacenza
• S. Lawson, Platform 19982006, readings 11, Patform
Gallery, Edizioni Aldgate Press,
London
• Il Futuro, catalogo della
mostra a cura di C. De Carli, G.
Massone, Edizioni Università
Cattolica, Milano
• V. Costa, Mariella Bettineschi alla
Gamec, Flash Art, dicembre
• E. Calcaterra, Chiude la mostra
Voyager, ma il viaggio continua a
Milano, L’Eco di Bergamo,
3 novembre
• Stauròs per l’Arte
contemporanea, catalogo della
mostra a cura di C. Chenis,
Quartiere Fieristico, Silvana
Editore, Verona
• A.A., Riparte la Gamec con
Voyager, Flash Art, ottobre
• M. Pelliccioli, Mariella
Bettineschi, Arte, ottobre
• A.A., Mariella Bettineschi,
Voyager, Vernissage, inserto del
Giornale dell’Arte, ottobre
• A.A., Mariella Bettineschi, Tema
Celeste, ottobre
• M. Gianni, News,
Bergamo, Voyager, Arte In,
settembre-ottobre
• A.A., Voyager: arte e
multimedialità, italia.gov.it,
29 settembre
• C. Zocchi, Viaggiare con una
voce d’artista, Avvenire,
24 settembre
• E. Calcaterra, Voyager, visioni
artistiche di un viaggiatore
interiore, L’Eco di Bergamo,
22 settembre
• A.A., Notiziario televisivo, Studio
TV 1, 22 settembre
• P. Colombo, Su “Voyager”
un’odissea virtuale
nell’interspazio, Il Giorno,
21 settembre
• A.A., Mariella Bettineschi,
Voyager, TuttoMilano, inserto di
Repubblica, 21-27 settembre
• C. Gatti, In viaggio con Mariella
dagli Usa a Bergamo, La
Repubblica, 21 settembre
• L. Melandri, Mariella Bettineschi,
Voyager, artscapemedia.com
51
• R. Barzi, Mariella Bettineschi
Voyager, Extrart online
• A.A., Mariella Bettineschi,
Voyager, Rai International
• A.A., Mariella Bettineschi,
Voyager, Flash Art n° 259,
agosto-settembre
• A.A., Voyager al Santa Monica
Museum, Tema celeste, luglioagosto
• A.A., Museum of New Art
Presents Mariella Bettineschi,
artdaily.com
• F.L., Exhibition by Mariella
Bettineschi at the Santa Monica
Museum of Art, Iiclosangeles.
esteri.it
• A.A., Los Angeles, Voyager,
MuVi News, luglio
• A.A., Review: Summer
Exhibitions, Mariella
Bettineschi, dailybruin.ucla.edu
• A.A., Mariella Bettineschi:
Voyager, artfacts.net
• L.M., Project Room II. Mariella
Bettineschi: Voyager, smmoa.org
• J.K., Mona mia, detroitarts.
blogspot.com
• C. Hill, Mariella Bettineschi at
MONA, thedetroiter.com
• J.K., Mariella Bettineschi al
MONA, detroitmona.com
• L.M., Mariella Bettineschi:
Voyager, Bergamot Station Arts
Center
• R. del Valle, Mariella Bettineschi
at the MONA, detroitmona.com
• C. Dea, Mariella
Bettineschi, Museums, Los
Angeles Times, Calendar
Weekend, maggio
• F. Valente, Los Angeles
celebra Mariella Bettineschi
con due mostre allestite
contemporaneamente presso il
Santa Monica Museum of Art e
l’Istituto Italiano di Cultura, IIC,
Los Angeles, newsletter
• G. Di Meo, Il viaggio di
Bettineschi in America, L’Eco di
Bergamo, 14 aprile
• L.M., Mariella Bettineschi:
Voyager, Santa Monica Museum
of Art, Newsletter, 31 marzo
• S.S., Mariella Bettineschi,
Voyager, The University of the
Arts, marzo
• L.C., Sample work by Mariella
52
Bettineschi, chelseaartgalleries.com
• S.A., Artist Mariella Bettineschi’s
light installations at NYU’s Casa
Italiana Zerilli, nyu.edu, 15 febbraio
• A.A., Mariella Bettineschi
Voyager. Tour americano nel
segno del 7 (+2), exibart.com
• L.M., Mostra di Mariella
Bettineschi al Museo di Santa
Monica, News, Istituto italiano di
Cultura, gennaio
• L. Culpan, Mariella
Bettineschi, artwisecurators.com
• Dissonanze, catalogo della
mostra a cura di E. Baleri, F. Noris,
Chiostro Santa Marta, Edizioni
eb&c, Bergamo
2005
• Quadrato per la ricerca,
catalogo della mostra a cura di N.
Ghisalberti, D. Losa, A. Pizzigoni,
Lubrina Editore, Bergamo
• A.A., Mariella Bettineschi, Artists
participating in INCOGNITO
2005, smmoa.org
• Il corpo, catalogo della mostra
a cura di C. De Carli, G. Massone,
Edizioni Università Cattolica,
Milano
• A.A., Museum of New Art
Presents Mariella Bettineschi,
artdaily.com
2004
• G. Valagussa, Ospiti
d’onore, Palazzo Dolci, Edizioni
Contemporanei, Bergamo
• La teoria delle sfere, catalogo
della mostra a cura di L.J.
Culpan, Edizioni Contemporanei,
Bergamo
• B. Mazzoleni, Londra, Bergamo,
Bettineschi rilegge Caravaggio,
L’Eco di Bergamo, 14 luglio
• G. Valagussa, Figure nitide ma
immateriali, Qui Bergamo,
luglio 2004
• Primizie d’artista, catalogo della
mostra a cura di G. Valagussa,
Edizioni Quaderni dell’Accademia
Carrara, Bergamo
• A.S., Londra: Mariella Bettineschi
da Platform, Italiani all’estero,
Flash Art, ottobre novembre
• S. Carminati, Percorso Arte,
catalogo delle opere site
specific installate nel comune di
Romano di Lombardia, Edizioni
Assessorato alla Cultura
• Lo spazio, catalogo della mostra
a cura di C. De Carli, G. Massone,
Edizioni Università Cattolica,
Milano
2003
• R. Suominen, Carro celeste
onjalleen taivaan peili, Torun
Sannomat, 7 agosto
• M. Mazzarella, New York e Cile,
Il Tirreno, 5 settembre
• S. Tonarelli, Dal Cile alle
Twin Towers, riflessioni sull’11
settembre, La Nazione,
5 settembre
• Segreto professionale,
catalogo della mostra a cura di
G. Brambilla, BMeA Avvocati,
Lubrina Editore, Milano
2002
• N.Y.C. Groundzero, catalogo
della mostra a cura di G.
di Pietrantonio, IIC New
York, Edizioni Contemporanei,
Bergamo
• A.S., Detroit New York: N.Y.C.
Groundzero, Tema Celeste,
novembre dicembre
• P. Riani, La libertà, Palazzo
Ducale, Massa Carrara
• Passaggi a N/O, catalogo della
mostra a cura di O. Gambari,
Quartiere Piazzo, Edizioni
Manifesto Zero, Biella
• Nel segno della luce, catalogo
della mostra a cura di L. Caramel,
C. Chenis, C. De Carli,
San Gabriele, Edizioni ECO,
Monza e Brianza
• Rompere il silenzio, catalogo
della mostra a cura di P. Gilardi,
Galleria One Off, Edizioni One Off,
Torino
2001
• The invisible city, exhibition
catalogue, P. Kiiski, Wäino
Aaltosen Museo, Edition WAM,
Turku, Finland
• Mostra Dossier, catalogo della
mostra a cura di G. Belli, N.
Boschiero, Museo d’arte Moderna
e Contemporanea di Trento
e Rovereto, Edizioni MART,
Rovereto
• G. Brambilla, Fermati attimo,
sei bello! Università Cattolica di
Milano, Edizioni Contemporanei,
Bergamo
• Garden Fashion, catalogo
della mostra a cura di M.
Campitelli, Palazzo Revoltella,
Edizioni G.72, Trieste
• P. Traversi, Taversi+Traversi, BCCB, Edizioni Libri Scheiwiller,
Zanica (Bergamo)
2000
• Accesso temporaneo,
catalogo della mostra a cura
di G. Di Pietrantonio, Studio Contemporanei, Edizioni Michele
Lombardelli, Bergamo
• Ritratti, catalogo della mostra
a cura di C. De Carli, Università
degli Studi di Bergamo, Edizioni
Michele Lombardelli, Bergamo
• Onori di casa, catalogo della
mostra a cura di S. Galimberti, Ex Chiesa della Maddalena,
Lubrina Editore, Bergamo
1999
• G.A. Bauer, Einst nackt, heute
angezogen, Darmstadter Echo,
30 marzo
• R. Barzon, La vestizione della
sposa da Heidelberg a Mantova, Il Giorno, 7 maggio
• R. Held, Im der kleinen Gesten, Darmstadter Echo, 9 agosto
• P. Cortese, “La vestizione della
sposa” Bettineschi e la luce
trasformata, Gazzetta di Mantova,
26 maggio
• A. Finocchiaro, Le allusioni
alla realtà nell’opera di Mariella
Bettineschi, Bergamosette,
28 maggio
• D. Carrara, Quando la fotografia
si fa arte, Giornale di Bergamo,
3 giugno
• R. Pasini, Cento segni di
solitudine, dal Romanticismo al
Postmoderno, Edizioni CLUEB,
Bologna
• L. Frisa, M.Ercolani, M.
Bettineschi, La cerimonia di
Isabella, Edizioni Bacacay
• D. Morera, Mariella Bettineschi,
l’artista della luce, MM magazine,
anno X, numero 2
1998
• La vestizione della sposa,
catalogo della mostra a cura di H.
Gercke, G. Romano, G. Verzotti, Edizioni Michele Lombardelli,
Piacenza
• Libri d’artista in Italia 1960-1998,
catalogo della mostra a cura di
L. Dematteis, G. Maffei, Regione
Piemonte, Edizioni Regione
Piemonte
1997
• E. Grazioli, Mariella Bettineschi,
Skira Editore, Milano
• L. Monaldi, Periferie, Flash Art, febbraio
• Il punto, catalogo della mostra
a cura di E. Grazioli, Galleria
Continua, Edizioni Galleria
Continua, San Gimignano (Siena)
• Quarant’anni in blu, catalogo
della mostra a cura di E.
Pontiggia, Vanni Scheiwiller
Editore, Milano
• L. Grazioli, Mariella Bettineschi,
libro d’artista per la mostra Rubata al tempo, Edizioni
Bacacay
• Architettura, acqua, scultura,
catalogo della mostra a cura di
G. Anselmi, M. Belpoliti, Arsenale,
Edizioni Arsenale, Verona
1996
• Arte e Industria, catalogo della
mostra a cura di A. Barzel, Textile
Produkte, Villa D’Ogna, Marcos &
Marcos Editore, Milano
• A.A., Skulpturen und
Papierarbeiten, Frankfurter
Allgemeine, 21 agosto
• B. Talpo, Mariella Bettineschi, Qui Bergamo, marzo
• S. Galimberti, Il gioco del creare, Bergamo 15, febbraio
• R. Pacchioli, Mariella Bettineschi, Arte Estetica, gennaio
• 200 anni dell’Accademia Carrara,
Maestri e Artisti, catalogo della
mostra a cura di R. Bossaglia, C.
Rodeschini, F. Rossi, Chiesa di S.
Agostino, Bergamo, Skira Editore,
Milano
• Aalto Viipuri, L’arte e la città di
Bergamo per salvare la Biblioteca
di Viipuri, catalogo della mostra
a cura di P. dalla Vecchia, Chiesa
di S. Agostino, Bergamo, Pezzini
Editore, Lucca
• M. Agnellini, Arte
contemporanea Italiana, De
Agostini Editore, Novara
• Periferie, catalogo della mostra
a cura di E. Grazioli, Villa Vitali,
Fermo, Hestia Editore
1995
• La civica raccolta del disegno di
Salò, catalogo della mostra a cura
di F. Gualdoni, Galleria Civica,
Salò
• E. Grazioli, Mariella Bettineschi,
Skira Editore, Milano
• Percorsi dell’astrazione a
Milano, catalogo della mostra a
cura di F. Gualdoni, Museo della
Permanente, Garzanti Editore,
Milano
• A.A. Arredo Urbano, Arte,
Abitare, maggio
• Contemporanei, catalogo
della mostra a cura di A.
Vettese, Palazzo della Provincia, Bergamo, Edizioni Provincia
Bergamo
• S. Galimberti, Una scultura
tra i condomini, Bergamo 15,
settembre
1994
• P. Della Grazia, Appunti, Galleria
Casati, Bergamo
• Enviromental art Works in Turku,
exhibition catalogue A. Barzel,
P. Kiiski, Wäino Aaltosen Museo,
Edition WAM, Turku, Finland
• Restauri e donazioni, Opere
dal 1400 al 1900, catalogo della
mostra a cura di G.A. Scalzi,
Atelier Tadini, Edizioni Accademia
di Belle Arti Tadini, Lovere
(Bergamo)
• R. Barzon, Bettineschi in
Finlandia, Il giornale di Bergamo,
9 novembre
1993
• Linguaggio Immagine, catalogo
della mostra a cura di A. Altamira,
Archivio di Nuova Scrittura,
Edizioni Archivio di Nuova
Scrittura, Milano
• Materiali Natura, catalogo della
53
mostra a cura di A. Maestri, Bosco del WWF, Edizioni
Vanzago Vivace, Vanzago
(Milano)
1992
• AA.VV., Catalogo dell’Arte
Moderna Italiana, Giorgio
Mondadori Editore, Milano
• R. Pasini, Mariella Bettineschi, le avventure della superficie, Arnoldo Mondadori Arte Editore,
Milano
• P. Messina, Bis di Donne, Amica,
20 maggio
• S. Neri, Grand Prix International
d’Art Contemporain, Montecarlo, Titolo, n°5, estate
• A. Bonito Oliva, Traume, Rogue
Frankfurt am Main
• F. Campanelli, Mariella
Bettineschi, Titolo, n°6, autunno
• Mariella Bettineschi, Paesaggio
in nero, catalogo della mostra a
cura di P. Biscottini, G. Verzotti,
Villa Reale, Monza, Federico
Motta Editore, Milano
• S. Grasso, Mariella Bettineschi,
Il Corriere della sera, 7 maggio
• L. Caramel, Mariella Bettineschi,
Il Giornale, 12 maggio
• R. Sanesi, Gli enigmatici
“oggetti” di Mariella Bettineschi,
Corriere della sera, 12 maggio
1991
• P. De Vecchi, E. Cerchiari, Arte
nel tempo, vol.IV, Bompiani
Editore, Milano
• A. Bonito Oliva, Artae, Palazzo
delle Esposizioni, Ferrara, Prearo
Editore, Milano 1990
• F. Vincitorio, Italiani all’estero, La
Stampa, 21 aprile
• S. Neri, Blau Farbe der Ferne,
Titolo, estate
• L. Vergine, Mariella Bettineschi, Vanity Fair, agosto
• E. Silva, Mariella Bettineschi, Bergamo oggi, 7 settembre
• F. Irranca, Mariella Bettineschi,
L’eco di Bergamo, 10 settembre
• V. Coen, Mariella Bettineschi,
Titolo, inverno
• A. Bonito Oliva, Mariella
Bettineschi, Electa Editore, Milano
54
1989
• L’attualità, per l’aggiornamento
di un museo, catalogo della
mostra a cura di A. Bonito Oliva,
Galleria d’Arte Moderna, Gallarate,
Edizioni Galleria d’Arte Moderna
• Blaue, farbe der Ferne,
exhibition catalogue H. Gercke,
Heidelberger Kunstverein,
Wunderhorn, Heidelberg
alla Biennale di Venezia, L’Eco di
Bergamo, 28 aprile
• G. Bonomi, Ipotesi
epistemologiche sulla pittura di
Mariella Bettineschi, Artinumbria,
aprile-maggio
• F. Fanelli, Vernissage, Il Giornale
dell’Arte, maggio
• G. Serafini, Mariella Bettineschi,
Terzoocchio, maggio
• F. Burzio Negri, Zona d’ombra
fra i silenzi del Chiostro, La
1988
Prealpina, 10 maggio
• Lo spazio totale della pittura,
catalogo della mostra a cura di A. • AA.VV., Aperto’88, La giovane
Bonito Oliva, Chiostro di Voltorre, Italia, Vernissage, Il giornale
Edizioni Chiostro di Voltorre,
dell’Arte, giugno
Gavirate (Varese)
• L. Sacca’, Zona d’ombra, Juliet, • Duetti d’artista, catalogo della
n°37, giugno
mostra a cura di A. Bonito
• M. Dini, Gli anonimi veneziani,
Oliva, Studio Ghiglione, Edizioni
L’Europeo, 17 giugno
Studio Ghiglione, Genova
• F. D’Amico, Mi piace, non mi
piace, La Repubblica, 25 giugno
• T. Zanchi Anselmi, Mariella
• F. Vincitorio, Arrivano i nostri:
Bettineschi, Casa Oggi, n°167
vetrina dei giovani leoni, La
• G. Carandente, XLIII Biennale
Stampa, 26 giugno
di Venezia, Aperto 88, Corderie,
• R. De Grada, Tanti progetti per
Venezia, Fabbri Editori, Milano
una nuova creatività, Corriere
• E. Quarantelli, Il luogo degli
della Sera, 26 giugno
artisti, Contemporanea, n°2
• W. Jacob, Aspekte der Biennale
• L. Cavadini, Una Biennale a due
Venedig, Art Forum Thomas,
facce, La Provincia, 26 giugno
Monaco
• G. Mascherpa, Dopo le
• L. Sacca’, Mariella Bettineschi,
polemiche Biennale al via,
Artinumbria, marzo
Avvenire, 26 giugno
• G. Manfredini, Nel chiostro un
• B. Paoline, H. Gauville, Il punto
viaggio tra luci ed ombre, L’Unità, di vista del Big Boss, Liberation,
13 marzo
Paris, 28 giugno
• L. Ferrarella, Mariella Bettineschi, • L. Vincenti, Riconsegno la
Vivimilano, I7 marzo
Biennale ai giovani ed agli Italiani,
• S. Dell’Orso, Zona d’ombra, Oggi, 29 giugno
Tuttomilano, I7 marzo
• S. Orienti, Attualizzate
• V. Di Majo, Biennale più giovane
avanguardie, Il Popolo, 30 giugno
e Venezia sfida Kassel, Il Giornale, • A. Antolini, Trappole minimali,
2I marzo
Il Giornale, 3 luglio
• A.C. Quintavalle, Le pittrici si
• C. Ghristov Bakargiev,
ribellano, Panorama, 27 marzo
Aperto’88, Il Sole 24 Ore, 3 luglio
• L. Donati, I cento pittori su cui
• A. Mistrangelo, Spiando il 2000
contare, Class, aprile
nel luogo degli artisti, Stampa
• A.A., Le 27 frecce di Carandente, Sera, 4 luglio
Il Giornale dell’Arte, aprile
• P. Talosano, L’altra Biennale,
• L. Sacca’, Mariella Bettineschi,
Il Lavoro, 6 luglio
Home, n° 4, aprile
• V. Sgarbi, Padiglioni lontani,
• C. Christov Bakargiev, Alle
L’Europeo, 8 luglio
Corderie aperto ai giovani talenti,
• A. Possenti, L’astratto libero
Il Sole 24 Ore, 17 aprile
di Mariella Bettineschi, L’Eco di
• M. Fochessati, Quattro duetti da Bergamo, 11 luglio
Ghiglione, Il Corriere mercantile, • M. Corradini, Taccuino dei
27 aprile
giovani, Bergamo oggi, 20 luglio
• L. Lazzari, Mariella Bettineschi
• R. Picciche’, Un po’ più di
coraggio ci voleva, Il Giornale di
Sicilia, 20 luglio
• L. Cabutti, Classica e
tradizionale ma aperta ai
giovani, Arte, luglio agosto
• E. Buda, Fra storia e futuro,
La Gazzetta delle arti, agosto
• M. Varga, Aperto’88,
Altrimmagine, settembre
• E. Pontiggia, Aperto ‘88 è
ora di chiudere?, Terzoocchio,
settembre
• E. Crispolti, Biennale, Altrimmagine, settembre
• AA.VV. La Biennale esporta,
Il Giornale dell’arte, ottobre
• F. Vincitorio, La Biennale a
Monaco, La Stampa, 29 ottobre
1987
• La pittura verso gli anni 90,
catalogo della mostra a cura
di R. Bossaglia, Galleria d’Arte
Moderna, Gallarate, Edizioni
Galleria d’Arte Moderna
• A. Spinardi, La pittura verso gli
anni 90, l’Umanità, 13 aprile
• P. Lori, Il limite infinito, Segno,
maggio
• R. Pasini, Una nuova materia
italiana, Arte e Cronaca, maggio
• A. Antolini, Aria astratta in
galleria, Il Giornale, 24 maggio
• M. Mizrahil, Mariella Bettineschi, Interni, giugno
• D. Biagi Maino, Il limite infinito,
2000 Incontri, agosto
• R. Barilli, Il grande freddo, L’Espresso, n° 34
• M. Pasquali, Un’arte nuova per
un mondo nuovo, Arte e Cronaca,
dicembre
1986
• Giovane pittura italiana,
catalogo della mostra a cura di G.
Serafini, Grand Palais, Paris
• Tesori, Spazio Temporaneo,
catalogo della mostra a cura di F.
Bartoli, P. Serra, Edizioni Spazio
Temporaneo, Milano
• Dopo il concettuale, giovani
generazioni in Lombardia,
catalogo della mostra a cura di
L. Caramel, Palazzo delle Albere,
Trento, Mazzotta Editore, Milano
• Il limite infinito, catalogo della
mostra a cura di R. Pasini, Studio
G7, Edizioni Studio G7, Bologna
• R. Pasini, Il limite infinito, Arte e
Cronaca, n° 2-3
• E. Muritti, Sono di carta quelle
sculture?, Il Giornale, 12 febbraio
• G. Manfredini, I tesori,
L’Espresso, 9 marzo
• E. Pontiggia, Anni ‘80 ritorno
alla pittura, Il Giornale, 18 maggio
• G. Manfredini, Lombardi
moderni, L’Unità, 22 giugno
• P. Serra, Dopo il concettuale, Rassegna clinico scientifica,
giugno-luglio
• R. Barilli, A grandi passi verso gli
anni ‘90, Corriere della sera,
2 luglio
• D. Auregli, Il limite infinito, L’Unità, novembre
• M. Torza, Il limite infinito,
Quest’arte, dicembre
1985
• G. Manfredini, Le magnifiche
otto, L’Espresso, n°13
• M. Varga, Frammenti di natura,
Rassegna clinico scientifica, maggio-giugno
• Sulla linea dell’orizzonte,
catalogo della mostra a cura
di P. Serra, R. Casarin, Casa del
Mantegna, Edizioni Casa del
Mantegna, Mantova
Santa Croce, Bergamo
• A. Pizzigoni, Orfeo, Bergamo
oggi, 10 ottobre
1984
• F. Menna, Indagine sull’isola,
Galleria Corsini, Intra
• G. Serafini, Sub limine, Centro
Mascarella, Bologna
• L. Legrenzi, Erme, Galleria Intakt,
Vienna
• Stauròs, catalogo della mostra a
cura di L. Strozzieri, Palazzo della
Provincia, Pescara, ECO Editore,
Monza e Brianza
• M. Varga, Erme, Spazio
Metropolitano, Milano
1983
• L. Strozzieri, La febbre del bello,
Corriere dell’Umbria, 11 giugno
• I. Mazza, Piumari dell’inconscio,
Casa classica, luglio-agosto
1982
• P. Serra, Piumari, Galleria
Ipermedia, Ferrara
• M. Lorandi, Orfeo, Tempio di
55
Contributi:
Mariella Bettineschi tutti i diritti riservati
Testi
Francesca Pasini tutti i diritti riservati
Lea Ticozzi tutti i diritti riservati
Traduzioni
Traduzione testo Francesca Pasini: David Kelly, Marco Masserini
Traduzione testo Lea Ticozzi: Susanna Bianchini
Traduzione apparati: Mircea Masserini
Fotografie
Francesca Barbarino
Coordinamento
Mya Lurgo Antonelli
Redazione e promozione
Alessia Ballabio
Assicurazione opere
La Mobiliare
Piazza Riforma 9
CH-6900 Lugano, Svizzera
2° Piano, vis à vis Municipio
tel. +41 (0)91 911 88 09
fax +41 (0)91 911 88 02
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