Torna all’indice Foto: A. Raise IL POTERE CALORIFICO DEL LEGNO di Bernardo Hellrigl Relatore Stefano Grigolato Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali Università degli Studi di Padova Progetto Fuoco “Le biomasse agricole e forestali nel panorama energetico nazionale” Verona 18 -19 marzo 2004 1 Il potere calorifico: ANIMA CALDA del LEGNO I Il LEGNO da ENERGIA è un materiale RINNOVABILE – NEUTRALE – ECONOMICO - VERSATILE - LOCALE Foto: S. De Battista “per utilizzare il LEGNO come fonte di ENERGIA bisogna conoscere come si esprime il valore energetico e quali sono le caratteristiche che lo valorizzano” Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 2 Il potere calorifico: ANIMA CALDA del LEGNO II “il suo valore energetico influenza non solo la resa energetica, ma può presentare ripercussioni a livello di trasporto e di logistica di approvvigionamento” Foto: A. Raise “questo perché a parità di specie legnosa, di peso o di volume del materiale trasportato, il valore energetico, che effettivamente arriva al deposito o alla caldaia può variare notevolmente in funzione del contenuto idrico presente” Il rischio è quello di trasportare più acqua che LEGNO Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 3 Il potere calorifico: ANIMA CALDA del LEGNO III il valore energetico del LEGNO si esprime come potere calorifico “il patrimonio termico nella misura del calore che può venire sviluppato nella combustione completa di una sua unità di peso o di volume” Si distingue in: POTERE CALORIFICO SUPERIORE POTERE CALORIFICO INFERIORE p.c.s p.c.i. nel prodotto della combustione considera come prodotto del calore anche quello che deriva dalla condensazione del vapore acqueo non considera il calore liberato che potrebbe derivare dalla condensazione del vapore acqueo NB: nella combustione l’evaporazione di 1 kg di acqua “consuma” 2,44 MJ Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 4 Il potere calorifico: ANIMA CALDA del LEGNO IV Il potere calorifico si misura in: J o Wh o cal ma fondamentale è l’unità a cui si rapporta… al PESO kg J/kg – Wh/kg – cal/kg es: LEGNA DA ARDERE al VOLUME m3 alla DENSITA’ STERICA mst J/m3 – Wh/m3 – kcal/m3 LEGNAME TONDO J/mst – Wh/mst – cal/mst CIPPATO Foto: S. De Battista Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 5 Il potere calorifico: ANIMA CALDA del LEGNO V Il potere calorifico del LEGNO dipende: COMPOSIZIONE CHIMICA “a seconda della specie, il LEGNO presenta diverse percentuali di composti come LIGNINA, CELLULOSA, RESINE, OLI che a loro volta si caratterizzano per diversi poteri calorifici” TENORE IDRICO il PARADOSSO “per parlare di FUOCO si inizia con il parlare dell’ACQUA” Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 6 Il TENORE IDRICO del LEGNO I Il LEGNO e l’ACQUA IGROSCOPICO Contiene sempre un certa quantità di acqua sottoforma di vapore legata al reticolo micellare ACQUA DI IGROSCOPICA Il LEGNO assorbe acqua fino a raggiungere la SATURAZIONE DELLE FIBRE Il peso del contenuto idrico è pari al 30% del peso secco del LEGNO POROSO Volume delle cavità è sempre maggiore del volume delle pareti In questo caso il peso del contenuto idrico sarà maggiore del 30% del peso secco del LEGNO Se il LEGNO è immerso o è a contatto con l’acqua, questa sostituisce gradualmente l’aria fino a raggiungere la condizione di IMBIBIZIONE TOTALE dove l’acqua sostituisce completamente l’aria Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 7 Il TENORE IDRICO del LEGNO II “la quantità max di acqua contenibile nel legno è quasi sempre, discretamente o notevolmente, superiore a quella dello stato fresco” Porosità Peso Specifico ( p0 ) Vediamo alcuni esempi: p0 w max (g/cm3) (%) Legno pesante pochi vuoti Legno di cerro 0,85 81 Legno leggero molti vuoti Legno di pioppo 0,34 257 Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 8 Il TENORE IDRICO del LEGNO III Per indicare il contenuto di acqua (espresso in termini percentuali) esistono due criteri: peso umido − peso anidro u = × 100 peso anidro umidità peso umido − peso anidro w = × 100 peso umido tenore idrico peso umido peso anidro acqua Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 9 Il potere calorifico PONDERALE I Che cos’è? MJ/kg > 3 MJ/kg 15 È il p.c. riferito all’ UNITA’ di PESO 16 17 18 19 20 21 Salice bianco Ontano bianco Le differenze di valore dipendono dalla % di presenza dei composti: Pioppo nero Cerro latifoglie “il p.c. ponderale delle diverse a parità di contenuto idrico, varia relativamente POCO” Carpino bianco Acero Ontano nero Quercia Frassino Betulla Faggio Olmo Potere Calorifico Tiglio (MJ/kg) Lignina 26 Cellulosa 18 Resine 35 Lipidi vario Cere vario Gomme vario Castagno Robinia Larice conifere Composto Douglasia Abete bianco Abete rosso Pino silvestre Pino strobo Specie Legnose *LEGNO allo stato anidro Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 10 Il potere calorifico PONDERALE II Due considerazioni… variazione modesta del potere calorifico per le specie usate come combustibile in Italia uso di miscele di specie diverse per determinare il p.c. ad una dato contenuto idrico (W) “in dendroenergetica si può fare riferimento ad un valore medio di p.c. ponderale tra il 18.5 MJ/kg e il 18.9 MJ/kg” Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 11 Il potere calorifico PONDERALE III Applicazione alla formula di HARTMANN (calcolo approssimativo del potere calorifico) pci = pci [18,5 × (100 - w ) − (2,44 × w )] Hartmann et al. (2000) 100 = potere calorifico inferiore in MJ, di un generico legno con certo tenore idrico 18,5 (MJ/kg) = potere calorifico inferiore medio ammesso per il legno anidro 2,44 (MJ/kg) = calore di evaporazione dell’acqua Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 12 Il potere calorifico PONDERALE IV MJ/kg potere calorifico diminuisce Variazione del potere calorifico inferiore del LEGNO (MJ/kg) in funzione del tenore idrico (w) e dell’umidità (u) calcolato con la formula di Hartmann et al. (2000) 20 u = p.c. f(u) w = p.c. f(w) 18 15 13 u 10 8 w 5 3 0 15% 35% 55% 75% 95% 115% 135% contenuto acqua aumenta Il potere calorifico diminuisce perché parte dell’energia si consuma con l’evaporazione dell’acqua, ma anche perché all’aumentare della contenuto d’acqua, per uno stesso kg di legno abbiamo una maggiore % di acqua rispetto alla sostanza legnosa, determinando l’effettiva diminuzione del potere calorifico per quel kg, in quanto la sostanza legnosa destinata alla combustione è minore Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 13 Il potere calorifico VOLUMETRICO I Il potere calorifico volumetrico, è dato dal prodotto tra il potere calorifico ponderale (p.c.i.) e la massa volumica p pci (v)w = pci w × p u dove: in MJ/m3 w = contenuto idrico percentuale del legno pu = massa volumica NB: la massa volumica di un legno è data dal rapporto fra il peso ed il volume entrambi determinati per lo stesso stato idrico Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 14 Il potere calorifico VOLUMETRICO II Perché il parametro potere calorifico volumetrico del LEGNO massiccio trova scarso impiego ?!? • il m3 di legno massiccio è raramente impiegato nel commercio del LEGNO per ENERGIA • la sua determinazione per i diversi assortimenti del legno da energia è laboriosa, di difficile o praticamente di impossibile esecuzione “la complessità dell’argomento deriva dal fatto che al variare dell’umidità, alla variazione del peso si aggiunge la variazione del volume” NB: uno dei casi in cui il parametro di riferimento commerciale è il metro cubo massiccio (Festmeter) è quello del tondo di scarto o di piccole dimensioni che viene acquisito per essere spaccato o cippato. Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 15 Il potere calorifico VOLUMETRICO III AUMENTO ACQUA IGROSCOPICA (0-30%) maggiore variazione del volume rispetto al peso L’aumento di peso è inferiore all’aumento di volume e perciò il peso specifico della sostanza legnosa diminuisce al crescere del tenore idrico nell’intervallo compreso tra 0% - 30% AUMENTO ACQUA DI IMBIBIZIONE ( > 30%) nessuna variazione del volume rispetto al peso L’aumento di peso è superiore all’aumento di volume Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 16 Il potere calorifico STERICO I “Gli assortimenti di LEGNO per Energia vengono spesso commerciati a metro stero (mst)” potere calorifico sterico potere calorifico volumetrico in MJ/m3 in MJ/mst Come si calcola??? “moltiplicando il potere calorifico volumetrico (MJ/m3) per l’appropriato coefficiente sterico (m3/mst)” Coefficiente sterico 3 1 m tondo massiccio 1 mst di ciocchi da 1 m accatastati 1 mst di legna da stufa impilata 1 mst di legna da stufa alla rinfusa (*) 1 mst di cippato < 30 mm 1 mst di cippato 30-50 mm 1mst 1m3 tronchi ciocchi 1 m 1mst 1mst 1mst 1mst legna da stufa alla rinfusa 2,00 cippato cippato <30 mm 2,50 30-150 mm 3,00 1,40 1,67 1 0,80 0,67 1,80 2,00 1,25 1 0,85 2,15 2,50 1,50 1,20 1 1 accatastati 1,40 legna da stufa impilati 1,20 0,70 0,85 0,50 0,40 0,33 1 1,20 0,70 0,55 0,47 0,85 1 0,60 0,50 0,40 da Itabia Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 17 Il potere calorifico STERICO II Qualcosa di incerto ?!? “effettivamente nei quattro elementi coinvolti (tenore idrico, peso specifico, variazione volumetrica e coefficiente sterico) nell’operazione solo il TENORE IDRICO viene determinato per campionamento” Alcuni impianti di una certa dimensione valutano: densità sterica (peso, in kg, di 1 mst) determinata sulla “fornitura” (carico di autotreno) o su ampi campioni (materiale stoccato) potere calorifico sterico In MJ/mst contenuto idrico determinato su un ben assortito campione minore con essiccamento in stufa o con dendroigrometro per cippato, segatura o trucioli Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 18 Il potere calorifico STERICO III Nella filiera LEGNO-energia la conoscenza del potere calorifico sterico, non ci interessa solo come unità di misura commerciale dell’ENERGIA, ma anche per motivi legati alla logistica e all’approvvigionamento Consideriamo il trasporto di cippato in un camion con rimorchio con portata utile di 32 t e volume massimo di carico di 85 m3 e come esempio prendiamo due specie legnose a due diverse umidità (pioppo e faggio) Peso del carico di 85 metro steri Sfruttamento della portata ponderale Energia contenuta nel carico Consumo assoluto di energia per 100 km A Consumo relativo di energia per 100 Km A Consumo assoluto di energia per 100 km A+R Consumo relativo di energia per 100 km A+R t % GJ MJ % MJ % Pioppo Pioppo Faggio Faggio u=30% u=120% u=30% u=70% 11,9 37,2 151 954 0,63 1746 1,16 20,2 63,1 133 1066 0,80 1858 1,40 22,8 71,2 309 1102 0,36 1894 0,61 29,8 93,1 293 1197 0,41 1989 0,68 Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 19 CONCLUSIONI E’ evidente che per parlare bene di LEGNO come fonte di ENERGIA, si deve partire dalla sua ANIMA CALDA. L’espressione termica del LEGNO è condizionata dalla composizione chimica, ma soprattutto dal tenore idrico Il tenore idrico influenza non solo “l’espressione termica” del LEGNO, ma anche le problematiche connesse alla logistica e al trasporto Dip. Te.S.A.F - Università degli Studi di Padova 20 Progetto Fuoco “Le biomasse agricole e forestali nel panorama energetico nazionale” Verona 18 -19 marzo 2004 CONTATTI: Prof. Bernardo Hellrigl e.mail: [email protected] Dott. Stefano Grigolato e.mail: stefano. [email protected] GRAZIE PER L’ATTENZIONE Dipartimento Territorio e Sistemi Agrigo-Forestali Università degli Studi di Padova 21