Area Welfare
S E T TOR E S E RV I Z I E D U CAT I V I
IL QUADERNO
DEGLI APPUNTI
ASCOLTARE è SINONIMO
DI QUALITà!
Le geometrie cromatiche di Mondrian.1
Il rigore metodologico e l’ancoraggio alla progettazione pedagogica, che si intrecciano in un mosaico
dove l’organizzazione del servizio si declina nelle categorie strutturanti di tempo e spazio.
Il Coordinamento pedagogico dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna
si occupa di qualità dal 2010, quando hanno iniziato a diffondersi le prime
Linee Guida della Regione Emilia-Romagna, sul tema della valutazione
del progetto pedagogico dei servizi per la prima infanzia. Il percorso
è partito con un lavoro nel Coordinamento pedagogico provinciale
(CPP) di Ravenna, che ha coinvolto successivamente i Coordinamenti
pedagogici locali (Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Comune di
Faenza, Comuni della Valle del Senio, Comune di Cervia), all’interno del
sistema integrato pubblico e privato, comprendente il Coordinamento
pedagogico Fism e delle Cooperative sociali come Zerocento e Il
Cerchio. Una prima fase, a livello di CPP, ha previsto la costruzione dello
Strumento 1: la griglia di autovalutazione del gruppo di lavoro, che è stata somministrata, dopo una
prima sperimentazione, a tutti i servizi 0-3, attraverso iniziative di autoformazione sulle percezione che gli
operatori hanno del loro servizio al fine di introdurre azioni migliorative. Le dimensioni indagate da questo
strumento sono quelle relative alla qualità del contesto educativo; la qualità delle relazioni; la qualità
delle offerte educative; la qualità della partecipazione delle famiglie e la professionalità degli operatori.
Matisse rappresenta uno spazio reale e al tempo stesso intimo ed
emotivo. Un po’ come avviene nei gruppi di lavoro...dove tanti aspetti
legati alle persone che vi operano si intrecciano: da quello professionale
a quello umano fino alla passione per il lavoro educativo.
Una volta avviato il percorso, come Unione dei Comuni, si è
subito pensato di allargare il concetto di valutazione della qualità
coinvolgendo le famiglie/utenti dei servizi. Sono stati quindi elaborati
dal Coordinamento Pedagogico due questionari di gradimento: il primo
sulla valutazione dell’ambientamento, ad inizio frequenza nel servizio,
il secondo, sul progetto pedagogico, a fine anno educativo. Inoltre, la
riflessione all’interno dei gruppi di lavoro ha individuato come centrale
il tema delle dinamiche relazionali tra gli operatori, decidendo così di
adottare lo strumento 2, elaborato dal CPP: la griglia specifica che
analizza gli aspetti che interessano la qualità delle relazioni tra adulti.
Si parte dal presupposto che il gruppo di lavoro educativo (GLE) è un
soggetto che interagisce con il contesto educativo. Quest’anno, il CPP,
invitato dalla Regione, che sostiene e finanzia progetti di formazione
sull’eterovalutazione, ha completato il sistema qualità, elaborando un’ultima griglia che, con impianto
simile a quella dell’autovalutazione, è stata sperimentata in alcuni servizi. L’obiettivo dell’eterovalutazione
è quello di fornire “un occhio esterno”, che permetta di evidenziare aspetti (sia positivi, che criticità) che, chi
è implicato nel servizio, non riesce a vedere. Nell’Unione dei Comuni, attualmente, l’eterovalutazione è stata
sperimentata nel Nido La Fattoria di Villanova di Bagnacavallo.
1 - Raccogliamo le suggestioni visive offerte dalla dott.ssa Marisa Anconelli, tutor del Cpp di Ravenna nell’articolo “Dal coordinatore, al
coordinamento, alla comunità professionale: appunti di viaggio”. Bambini, supplemento al numero 3, Marzo 2014.
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Un Coordinatore pedagogico esterno al servizio ma membro del CP provinciale, ha trascorso due giornate,
partecipato a due incontri del gruppo di lavoro ed ha elaborato osservazioni, documentazioni e valutazioni che
hanno già prodotto i primi interventi di azioni volte al miglioramento del servizio. In ultimo, si è pensato che fosse
opportuno coinvolgere in questo percorso, nato primariamente per i nidi, anche le Scuole dell’infanzia comunali (Le
Capanne di Villanova, Capucci di Lugo e Pueris Sacrum di Massa Lombarda), per cui, con la supervisione della dott.
ssa Anconelli, è stato elaborato e sperimentato uno strumento ad hoc per l’autovalutazione. Le testimonianze di
questo numero del quaderno degli appunti parlano del tema della qualità sotto tanti punti di vista. QUALITA’ è una
parola che sottende lavoro, fatiche, idee nuove, ripensamenti, nuove progettualità. Negli articoli si evince quanto
la qualità sia insita nella pratica quotidiana di ogni gruppo di lavoro attraverso gesti, metodologie in uso, buone
prassi, memorie, revisioni critiche del proprio operato. Esperienze diverse accomunate da un pensiero di fondo: la
valutazione è un’azione di un gruppo di lavoro educativo che si ferma a riflettere sulle proprie pratiche, valutando
sia i risultati (cioè la concreta organizzazione del contesto educativo) sia le strategie adottate nei confronti dei
bambini e degli adulti in generale. L’atteggiamento non è quello giudicante, ma riflessivo e argomentativo: si pensa
a quello che si fa, a come si fa e perchè si fa e valutando si impara anche a decostruire per ricostruire.
L’affresco La Scuola di Atene di Raffaello si collega
alla nostra idea di servizio che dialoga e fa ricerca.
Teoria e pratica si aggiornano grazie all’esperienza
sul campo, ai percorsi di aggiornamento, agli scambi
pedagogici, agli incontri con le Coordinatrici pedagogiche:
nutrimenti per un lavoro educativo
che la contemporaneità sollecita sempre a nuove sfide.
Dott.ssa Dina Grandi
Dott.ssa Cristiana Santinelli
Dott.ssa Roberta Lolli
Coordinamento Pedagogico Unione dei Comuni
Sommario degli articoli
Ma che cos’è la qualità ......................................................2
Conoscerci meglio per lavorare meglio..................18
A passo di danza ................................................................3
Storie, che emozione .....................................................19
Scoprire e riscoprirsi...........................................................3
Da una qualità percepita
a una qualità partecipata............................................21
La qualità nella cura ........................................................5
Nido senza frontiere .........................................................7
Datemi tempo .....................................................................8
Il verbo leggere non sopporta l’imperativo ............10
Lo spazio della qualità e la qualità dello spazio ...11
Trovare la qualità nei sinonimi ..................................13
Dal programmare all’agire .........................................23
Spazio bimbi scoiattolo .................................................24
Io, tu, noi...per un rapporto di qualità .....................25
Al nido con mamma e papà ......................................27
Qualità degli spazi al nido ............................................28
Cosa si intendeva per qualità negli anni 80 .........18
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Ma che cos’è la qualità?
Jessica Ceccoli
Nido d’Infanzia Massa Lombarda
“Nessuno ha mai commesso errore più grande di colui
che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco”
Burke Edmund
Sembrava inizialmente difficile scrivere quest’articolo sulla qualità:
Cosa intendiamo per qualità di un servizio? Cosa raccontare della qualità all’interno del “mio” servizio?
Poco alla volta si è fatta strada la consapevolezza che ogni gesto del mio lavoro quotidiano al nido è un
gesto di qualità...
• la cura dei bambini
• giocare con loro
• creare un progetto adeguato alle diverse età
• i colloqui con i genitori per conoscere meglio il bambino
• creare momenti di confronto e scambio con le famiglie per coinvolgerle nella vita del nido e farle sentire co-protagoniste di questa esperienza.
“Qualità” mi fa pensare a tutti gli operatori che lavorano nei servizi e che ogni giorno danno il massimo per
soddisfare i bisogni dei bambini e delle loro famiglie.
Essere un servizio di qualità vuol dire incontrarsi dopo l’orario di lavoro per organizzare laboratori che
coinvolgano i genitori nella vita del nido, che li rendano partecipi, che li mettano in contatto con quello che
il bambino fa per rendere meno faticoso il peso della separazione.
Essere un servizio di qualità vuol dire ritrovarsi una settimana prima della riapertura dei servizi a progettare
nuovi spazi volti ad accogliere bambini di varie fasce di età per farli sentire pensati e attesi, facilitandone
l’ambientamento.
Essere un servizio di qualità è trovarsi nei collettivi per “pensare” ai bambini, fissando obiettivi da raggiungere
insieme e accompagnandoli nella loro crescita.
Essere un servizio di qualità è creare, nutrire e consolidare la relazione con i bambini, essere per loro un
punto di riferimento, vederli crescere e crescere insieme a loro, cogliendo quando c’è qualcosa che non va e
aiutandoli a superarlo.
Essere un servizio di qualità è…
• realizzare la festa di fine anno progettata 5 mesi prima
• accogliere con un sorriso il genitore e il bambino per rassicurarli, al momento dell’ingresso, e per la
restituzione della giornata, nel momento del ricongiungimento, il messaggio che la giornata trascorsa è
stata positiva
• l’assemblea di sezione dove ci si confronta con i genitori sui progetti educativi e si racconta loro come si
svolge la giornata dei loro piccoli
• trovarsi in assemblea e cogliere lo stupore dei genitori per ogni cambiamento dei loro bambini, sorridendo
con loro per le cose buffe, ma accogliendo le loro domande e a volte anche le ansie.
Per me qualità significa lavorare con la consapevolezza che ogni giorno siamo chiamate a dare il massimo e
che a volte tutto ciò può richiedere anche qualche fatica, superabile con il supporto di tutto il gruppo!
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
A passo di danza
Cinzia Casalini | Valentina Montanari
Nido-Scuola dell’Inf. di Villanova di Bagnacavallo
“La scuola non sempre dispone di strumenti per riflettersi e riflettere su se stessa: i ballerini che praticano la
loro arte alla perfezione, dispongono di specchi per osservare i loro movimenti. Dove sono i nostri specchi?”
(E. W. Eisner, The educational imagination, New York, Mac Millian 1979)
Mai come oggi, queste parole di Elliot W. Eisner, (docente di Arte ed Educazione presso la Stanford Graduate
School of Education), risalenti agli anni 70, appaiono ai nostri occhi tanto attuali e più che centrate nel parlare di
autovalutazione. Per poter però comprendere al meglio il significato e l’intento di un processo tanto complesso
e delicato, come quello dell’autovalutazione, dovremmo, a nostro avviso, riprendere il significato etimologico
di una parola tanto usata e forse “abusata” come quella della valutazione. Da sempre gli insegnanti valutano
con modalità diverse, ma per gli stessi fini ed obiettivi i propri alunni (educare-tirare fuori, insegnare-lasciare
un segno)...ma che cosa significa valutare? Valutazione, deriva dal latino valitus, participio passato del verbo
valere e cioè dare un prezzo, stimare; perciò la valutazione è quel processo attraverso il quale si attribuisce
“valore” ad un oggetto, un’azione o un evento; attenzione, si attribuisce valore...non si valuta con il solo fine di
esprimere un giudizio mero a se stesso. Diversamente dal passato, oggi, come viene anche sottolineato nelle
recenti “Indicazioni nazionali per il curricolo”, si crede quindi che le scuole debbano non solo più esclusivamente
valutare ma autovalutarsi, con il fine di riconoscere il proprio valore e la propria qualità e laddove si riscontrino
delle criticità adoperarsi per riconoscerle e perché no, superarle. Da qui, è stato avviato nei nostri servizi un
progetto di auto ed eterovalutazione che ha previsto il coinvolgimento del personale in servizio. Processo
questo, nato con l’intento di invitarci ad essere maggiormente autocritici, non per aderire passivamente,
a normative e a criteri di valutazione esterna, ma per migliorare dall’interno “ethos” e cultura della nostra
scuola, per conquistare un alto, ma non per questo irraggiungibile obiettivo...la qualità del servizio, avendo
fiducia in noi stesse, aiutandoci reciprocamente, conquistando la sicurezza necessaria per utilizzare nel modo
migliore gli strumenti della valutazione. La fase iniziale, che in tempi diversi, ha visto coinvolti sia il nido che la
scuola dell’infanzia, è stata caratterizzata dalla presentazione, spiegazione e successiva compilazione di una
scheda tecnica, “Strumento 1”, concepito e “costruito” dal CPP di Ravenna, attraverso la quale elaborare la
qualità dell’offerta formativa e dei contesti in cui si realizzano i processi educativi e didattici. Le fasi successive
del processo, hanno coinvolto l’intero gruppo di lavoro del nido; si è proceduto con la compilazione dello
“Strumento 2- La qualità delle relazioni tra adulti”, che ci ha dato l’opportunità di “ri-pensarci e ri-valutarci”
come gruppo di lavoro, un’occasione di “ripensamento” complessivo sul servizio e di maggior presa di coscienza
del nostro agito professionale. Ad Ottobre 2013, parte del personale educativo ha avuto inoltre l’opportunità
di partecipare al Convegno “Valutazione della qualità e regolazione del sistema dei servizi per la prima infanzia
in Emilia Romagna”, tenutosi a Forlì; sicuramente un’esperienza che è andata ad arricchire il processo già in
atto e che ha permesso di affrontare con occhi diversi la fase successiva e cioè quella dell’eterovalutazione.
L’eterovalutazione è quel percorso finale che ha integrato e completato il complesso percorso valutativo,
rappresentando un valore aggiunto con l’introduzione di un punto di vista esterno che collabora, in modo
costruttivo-propositivo e non giudicante, al raggiungimento della qualità. Timori ed ansie, miste ad eccitazione
e soddisfazione, sono le molteplici e diverse emozioni che ci hanno investito, attraversato ed accompagnato
durante questa fase, che ha visto il servizio protagonista di un’attenta osservazione da parte di un “OCCHIO
TERZO”, una sorta di “amico-critico” che si è messo in “dialogo” con il servizio e che attraverso un’attenta
ed analitica osservazione ha aggiunto uno sguardo esterno a quello interno del gruppo di lavoro stesso.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Strumento 1, 2, eterovalutazione...ecco dove sono i nostri specchi! Un processo questo, a tal punto delicato
e complesso, da ricondurci a quel parallelismo citato da Eisner, che lo paragona all’attività rigorosa, ma al
contempo tanto curata nel dettaglio, dei ballerini. Un percorso, scandito nel tempo, che ci ha portato, volenti
o nolenti, a guardarci negli occhi, a leggerci dentro, a riconoscere limiti ma anche punti di forza dei nostri
servizi. Ci siamo confrontate, “scontrate”, poste in discussione e abbiamo discusso, abbiamo analizzato e
puntualizzato, osservato, riconosciuto ed interiorizzato...il tutto con quell’unico obiettivo precedentemente più
volte citato...il raggiungimento della qualità. Per concludere possiamo solo evidenziare quanto il concetto di
qualità sia davvero un concetto vastissimo:
• qualità nel progettare ed organizzare;
• qualità del e nel gruppo di lavoro;
• qualità nel rendere leggibile l’idea di bambina e bambino attivo e competente;
• qualità nella relazione con i bambini e le famiglie;
• qualità educativa che porta con sé tanto altro...cura, attenzione, ascolto, confronto, passione, rispetto, collaborazione, gratificazione.
“Dada, l'asilo sembra la mia casa, la mia casa non è proprio così, ma sembra però!” (T. 32 mesi)
Quale frase migliore se non questa riportata da un nostro bambino per esprimere in sintesi la nostra idea di
qualità...un bambino sta bene quando un'insegnante lavora bene...a passo di danza naturalmente!
SCOPRIRE E…RISCOPRIRSI
Educatrici
Nido d’Infanzia Girasole
Quasi tutti i servizi per l’infanzia 0/3 anni stanno entrando nel sistema qualità...ma che cos’è la qualità?
Qualità è cercare di migliorare ogni giorno il servizio offerto alle famiglie, qualità è adottare strumenti utili
(come la modulistica da compilare) per agevolare il lavoro degli educatori e di tutti coloro che ruotano attorno
al sistema nido. Come in altri servizi anche all’interno del nido “il Girasole” abbiamo compilato insieme alle
coordinatrici pedagogiche strumenti che ci permettono di capire e scoprire pregi e difetti del nostro servizio.
Siamo partite nella prima metà dell’anno educativo con la compilazione dello STRUMENTO 1.
Lo STRUMENTO 1 è una griglia di auto valutazione nella quale vengono analizzati gli spazi, gli arredi, i
materiali, il tempo e la gestione della collettività infantile. L’elaborazione dei risultati ottenuti ci ha portato a
riflettere rispetto ad alcune criticità relative agli spazi e agli arredi all’interno del servizio.
Gli spazi risultavano poco connotati e riconoscibili da parte dei bambini, per rispondere a questi bisogni nel
gruppo di lavoro educativo sono state progettate delle strategie di miglioramento.
A tale scopo abbiamo creato una stanza del gioco simbolico all’interno della quale è presente una cucina
di legno, culle, lettini, passeggini, un fasciatoio con creme guanti e pannolini (per la cura dei bambolotti) e, un
angolo travestimenti con abiti e borse che i bambini piacevolmente indossano quando giocano a far finta di…
Anche la sezione dei bimbi grandi è stata modificata soprattutto in base ai bisogni dei bambini presenti
all’interno. Non abbiamo lasciato “troppi” giochi a loro disposizione per evitare di fornirgli troppi stimoli e
creare confusione (a loro). E’ stato migliorato l’angolo del gioco del chi c’è e allestito l’ambiente con materiali
inerenti al nostro progetto “acqua”. Stiamo pian piano modificando anche il salone dove abbiamo realizzato
un angolo lettura accompagnato dalla possibilità di ascoltare musica e creato una zona tana dove i bimbi
si possono “rifugiare”. L’elaborazione dello strumento 1 aveva evidenziato anche alcune criticità relative al
funzionamento del gruppo di lavoro e abbiamo pensato di “indagare” servendoci dello strumento 2 quali
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
potevano essere nello specifico i punti critici e le eventuali strategie migliorative.
Lo strumento 2 è un questionario che permette di analizzare la QUALITA’ DELLA RELAZIONE TRA GLI ADULTI
e, da questo ne è emersa una maggiore consapevolezza di essere un gruppo e l’importanza che rivestono
le relazioni professionali per garantire la qualità del servizio. A tale scopo si è riflettuto sull’importanza di
curare il personale neo assunto, perché possa avere dei documenti che lo orientino. Per quanto riguarda il
gruppo di lavoro educativo emerge il bisogno di confrontarsi maggiormente sull’osservazione dei bambini,
un numero maggiore di incontri di sezione e una maggiore presenza del coordinatore pedagogico al nido per
potersi confrontare direttamente sulle situazioni contingenti e ottenere supporto educativo.
Il gruppo di lavoro si ritiene orientato al “nuovo”, ma il nuovo spesso viene vissuto come una decorazione
sopra a una situazione ideale, al contrario il confronto ha fatto maturare l’importanza che si ponga come
una modalità di pensiero aperta e creativa, dove i limiti possono trasformarsi in risorse.
A inizio anno, potrebbe essere importante, definire un
“calendario” di tutte le progettualità che ruotano attorno al nido,
in modo da evitare un “sovraccarico” di impegni e organizzare
al meglio il lavoro in funzione del progetto educativo che si
svilupperà insieme ai bambini.
Queste riflessioni sono nate dal confronto all’interno del
gruppo di lavoro educativo grazie anche agli strumenti che
abbiamo adottato. Siamo ancora in fase di sperimentazione,
con qualche incertezza, ma forse sono proprio questi dubbi che
ci stimolano a non fermarci e a metterci in discussione.
LA QUALITA' NELLA CURA
Josi Guidi
Nido d'Infanzia Europa
“Un contesto educativo per la prima Infanzia si qualifica come tale quando si propone come luogo di
relazioni significative, intenzionalmente pensato per far sperimentare al bambino un clima di benessere”
(Linee Orientative Provinciali del CPP di Ravenna).
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Occuparsi di bambini, della loro crescita ed educazione, qualunque sia la loro età, significa “avere cura di loro”. A
maggior ragione, occuparsi dei bambini nei primi tre anni di vita, implica avere cura di loro in modo totale.
Quando una famiglia ti affida un bambino/a di pochi mesi capisci che non ti devi lasciar sfuggire nulla: sai con
quale prudenza, timore o resistenza te lo affidano e devi essere tu a conquistare la loro fiducia, giorno per giorno,
facendo capire ai genitori che hai fatto tesoro, sia delle informazioni avute da loro, sia di quelle che riguardano
la vita al nido. Solo così si può iniziare a tessere un dialogo tra la famiglia e il servizio che non si interromperà
più e del quale l’educatore è il custode.” Ogni progresso, ogni conquista fatta dal bambino al Nido va osservata,
registrata e restituita alla famiglia, perché, in questa fase della crescita, ogni giorno è fonte di cambiamento.
Proviamo a pensare ad una giornata tipo al nido: al mattino arriva il bimbo/a con un famigliare e tu, educatore lo
prendi in carico informandoti di come sono andate le cose la sera precedente o la mattina al risveglio.
Queste informazioni che la famiglia condivide con te sono personali e richiedono quella riservatezza e
quell’intimità necessarie per instaurare un rapporto di fiducia tra educatore e genitore. Come educatore fai
capire a quella famiglia che ci sei, che sarai un attento osservatore della crescita del loro bambino, perché
non ti occupi solo della sua custodia, ma sarai presente, vigile e lo accompagnerai in ogni istante della
giornata educativa. Allo stesso modo, la sera all’uscita dal nido, sarai tu come educatore a restituire queste
preziose informazioni, questi momenti di esperienza alla famiglia sempre in un clima intimo e raccolto: se ha
mangiato, se ha dormito, quale nuova conquista motoria, quale nuova parola, quale nuovo atteggiamento
coi compagni, a volte accattivante, a volte aggressivo e quale strategia educativa hai usato come educatrice
per evitare momenti conflittuali o incoraggiare momenti di complicità e solidarietà tra di loro. Per scambiarsi
queste informazioni, può succedere che un altro genitore debba aspettare qualche minuto per avere la sua
parte di notizie: ognuno avrà il suo momento e il suo spazio. Ecco perché riteniamo così importante la figura
dell'educatore/educatrice che ha curato l’ambientamento e che fa memoria di informazioni (per quel che
riguarda pasto, cambio, sonno) di un suo gruppo di bambini, ovviamente senza rigidità, ma con un’attenzione
particolare verso alcuni e che diviene un interlocutore privilegiato, ma non unico, nel dialogo con la famiglia.
Questo implica la possibilità di un incontro diverso anche con i genitori, poiché lo sguardo sul bambino può
essere intero solo in un dialogo nutrito quotidianamente, che viene gestito e co-costruito in maniera attenta e
consapevole dall’educatore di riferimento.
Si tratta di una responsabilità centrale e vitale per l’educatore che fa sì che il nido sia pensato come luogo di
incontro e di dialogo, di sperimentazione di sguardi accoglienti nei confronti dell’Altro (bambino o genitore), di
costruzione di nuovi modi originali di conoscersi, di sostenersi e di far sentire ogni bambino pensato, tenuto
nella mente e riconosciuto.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
NIDO SENZA FRONTIERE
Roberta | Federica | Simone | Barbara
Nido d’Infanzia Pappapero - Alfonsine
Al centro del grande lavoro del nido ci sono da sempre: le famiglie ed i bambini...i piu’ piccoli cittadini.
Dedicarsi alla prima infanzia, è un ruolo delicato, ma anche STRAORDINARIAMENTE unico.
Le famiglie, i genitori, i nonni, ma anche altri adulti che accompagnano i bambini al servizio, portano la propria
storia, il proprio modello culturale ed educativo, spesso senza filtri e mediazioni.
Partendo da questi presupposti è nato nell’anno scolastico 2012-2013 un progetto che coinvolge le famiglie
nella quotidianità del nido offrendo loro uno spazio per poter mettersi in gioco raccontando storie,cantando
canzoni e filastrocche che fanno parte del loro vissuto. In questo modo entrano al nido anche culture diverse,
lingue straniere, suoni lontani…
Anche quest’anno grazie alla disponibilità delle famiglie il progetto continua con entusiasmo.
Noi educatori abbiamo lasciato ai genitori la possibilità di esprimersi liberamente in un contesto organizzato
e pensato per creare un atmosfera serena che ha favorito la spontaneità dei gesti di tutti i soggetti coinvolti ,
bambini, educatori, famiglie…
I sentimenti e le emozioni che nascono in questi momenti sono forti!
Una mamma è venuta a raccontarci una bellissima storia in russo (sua lingua di origine), i bambini si sono
seduti sul tappeto aspettando curiosi ed attenti l’inizio della storia ma…quel nodo alla gola dato dalla forte
emozione non lasciava spazio alle parole. Quando il suo bambino gli è corso tra le braccia ogni timore è svanito
lasciando il posto alla narrazione di una storia che ha coinvolto tutti i bambini.
Un altro significativo incontro è stato quello con la lingua francese grazie alla collaborazione di una mamma
che ha vissuto in Francia per molto tempo.
Ci ha cantato tante canzoncine in lingua, ci ha letto una storia e ha fatto ballare grandi e piccoli la canzone “Ah
les crocodiles” mimando gesti e mosse divertenti.
Nonostante questa mamma sia abituata a lavorare con i bambini avere la sua piccola tra gli spettatori a fatto
si che trapelasse un forte coinvolgimento emotivo, una tensione che si è sciolta grazie alla spontaneità dei
bambini che hanno da subito provato a replicare i suoni di una lingua sconosciuta.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Poi comincio a manipolare e a mettere in bocca gli oggetti che mi circondano per conoscerli meglio. Ah! dimenticavo,
il “materiale euristico” mi piace proprio tanto tanto, aveva ragione quella signora1, dicendo che con questi oggetti
posso scoprire, conoscere, sperimentare, pensarci, ripensarci e utilizzarli in modo sempre diverso e creativo.
FRERE JACQUES
Frere Jacques, Frere Jacques
Dormez vous? Dormez vous?
Sonez les matines, sonez le matines
Din, don, dan
Din, don dan!
Lasciare entrare all’interno del nido figure diverse dagli operatori che vi lavorano, portando un bagaglio
culturale ed emozionale, vuol dire lavorare “a porte aperte”, permettendo uno scambio che rompe gli schemi
e arricchisce tutti i fruitori. La continua ricerca di stimoli che arricchiscano i bambini, gli operatori e le famiglie
culturalmente ed emotivamente denota un forte punto di qualità, in quanto sviluppa pluriculturalità e
promozione della socialità fra piccoli e grandi cittadini del mondo.
DATEMI TEMPO
Elda Bagnaresi
Nido d'Infanzia Europa 1
Cari mamma papà e dade, appena nato sembro fragile e immobile ma non è così. Se mi lasciate il tempo
per sperimentare, scoprire il mio corpo, sarete colti da meraviglia e stupore: vedrete che ben presto comincio
a cambiare posizione, mi rotolo, mi siedo, mi metto a gattoni e comincio a spostarmi per la stanza finché
trovo un oggetto tipo una sedia o un divano, e lì mi aggrappo fino ad alzarmi in piedi...piano piano...un
passettino dopo l'altro comincio a camminare...LA MIA PRIMA GRANDE CONQUISTA!!
Non sto mai fermo in una posizione statica come volete voi adulti, non voglio stare seduto con dei cuscini che
mi sostengono la schiena. Voglio poter guardare ciò che mi circonda e appena sono pronto, esplorare. Mi basta
avere un ambiente con uno spazio pensato per me, come al Nido, con oggetti che attirano la mia attenzione
e la mia curiosità per questo le educatrici vi chiedono di vestirmi con abiti comodi che mi permettano di
muovermi liberamente. Io non so quando sono pronto ma continuo a provare e a riprovare finché scopro
casualmente una nuova conquista o un migliore equilibrio. Allora comincio a ripetere i gesti correggendo da me
i tentativi non riusciti o le posizioni insicure finché non sento di possederli del tutto e di poterli ritrovare quando
mi servono, per raggiungere, toccare o trasportare un oggetto. Inoltre mi piace giocare con diversi materiali da
poter manipolare senza il timore di sporcarmi ad esempio la colla, il colore, le farine, l'acqua, la pasta, i semi,
la sabbia, la terra, le foglie ecc...
1 - Elinor Goldschmied
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Non vorrei essere super stimolato da voi adulti perchè poi esibiate le mie potenzialità, ma Vi prego, datemi
il tempo che mi serve per poterci arrivare da solo. GRAZIE
PER L’EDUCATORE COSA SIGNIFICA ASPETTARE?
Aspettare significa poter riconoscere il valore dell’osservazione, concedersi il tempo per capire, individuare cosa
è importante e approfondire, avere un comportamento non invasivo ma di sostegno, saper restare nel piacere
del momento, offrire piccole variazioni per sostenere le scoperte dei bambini, farsi delle domande, eliminare il
superfluo, infondere sicurezza nei bambini e credere nella ricchezza delle cose semplici.
Se i bambini hanno tempo per sperimentare ed esplorare, ci mostrano in ogni istante che le cose semplici ed
autentiche hanno un GRANDE valore.
Se gli educatori riescono a superare la prima difficoltà rappresentata dall’attesa, è difficile che facciano marcia
indietro.
Anche l’organizzazione degli spazi è pensata nel rispetto dei tempi dei bambini: il gruppo di lavoro educativo
(G.L.E.) del Nido Europa 1 ritiene che la qualità degli spazi, al nido, debba essere il centro della regia delle
educatrici. L'attenta osservazione dell'ambiente e dei bambini, viene usata per organizzare gli spazi in base
alle loro esigenze, curando tutti i dettagli nella disposizione dei materiali: NULLA VIENE LASCIATO AL CASO.
La sistematica osservazione mette in luce i pregi e i difetti dello spazio in base all'uso che ne fanno i bambini.
Dove c'è una mancanza, interveniamo riaggiustando arredi e materiali in modo da favorire sempre la curiosità
e l'autonomia dei bambini.
”Qualità significa fare le cose bene quando nessuno ti sta guardando.”
(Hanry Ford)
“IL VERBO LEGGERE
NON SOPPORTA L'IMPERATIVO”
Tarroni Federica | Graziani Annalisa
Nido d’Infanzia Europa 2 Lugo
“Se riesci a far innamorare i bambini di un libro,o due, o tre, cominceranno a pensare che leggere
è un divertimento. Così forse, da grandi, diventeranno dei lettori e leggere è uno degli strumenti
più grandi della nostra vita.”
Roald Dahl
Parlando di qualità all'interno di un servizio per l'infanzia,ci vengono in mente molte parole, molti concetti
che non sono semplicemente idee astratte, nel nostro lavoro quotidiano assumono giorno dopo giorno
concretezza e valore, prendono forma e consistenza, partendo dalla passione e dalla professionalità che
ci muovono. Alcune di queste parole sono: condivisione, cura, ascolto, armonia, serenità, fiducia, fantasia,
emozione...tutte cose che nascono durante la lettura tra chi ascolta e chi legge. Vorremmo parlare di un
percorso partito lo scorso anno, che trae la sua ispirazione dalla rinnovata collaborazione con la Biblioteca
“Trisi” di Lugo e in particolare con la referente Dott.ssa Nives Benati, coordinatrice nazionale del progetto
“NATI PER LEGGERE”. L'idea è stata quella di realizzare un laboratorio di lettura permanente all'interno del
nido, ”Il posto delle storie”, riflettendo sulle innumerevoli potenzialità che un libro può offrire, le quali possono
toccare i diversi ambiti di sviluppo del bambino, arricchendoli attraverso il suo utilizzo. Cominciando da qui,
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
armati di fantasia e non solo,tutti gli educatori in un modo o nell'altro si sono adoperati per realizzare, in
una stanza non utilizzata, questo spazio magico. Quindi con pennelli, scatoloni, carta...abbiamo realizzato il
nostro intimo ”nido” da dedicare alla lettura. Per noi la lettura è una grande fonte di piacere, infatti, si prova
molta soddisfazione a raccontare, osservando lo sguardo che il bambino restituisce nell'ascolto, appagante
per il tempo dedicato. E' uno sguardo che restituisce gratitudine, stupore e crea una particolare intimità
nella relazione. Narrare è un processo creativo, con le parole si costruisce un mondo da abitare e si vola con
la fantasia. Le storie ci insegnano a vivere e ad adattarci alle situazioni; solo se capace di immaginare, il
bambino scopre possibilità di crescita e cambiamento.
Le storie toccano e stimolano non solo l'immaginazione, ma soprattutto il cuore.
Questo spazio è il contenitore in cui speriamo avvenga tutto ciò, lo utilizziamo regolarmente a piccoli
gruppi, ma abbiamo avuto anche il supporto e la collaborazione della Dott.ssa Silvia Bertuzzi esperta di
biblioterapia, che durante i mesi di febbraio e marzo, ha iniziato con i bimbi uno stimolante percorso di
letture animate, da cui anche noi educatori ne siamo usciti arricchiti.
Oltre a tutto ciò è attivo all'interno del nido il “prestito del libro”, un'iniziativa che si inserisce all'interno del
percorso educativo di promozione delle attività di lettura, in sinergia con le linee guida dettate da “Nati per
leggere”, un progetto nazionale al quale l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna aderisce da anni.
In collaborazione con la Biblioteca Comunale, infatti sono messi a disposizione delle famiglie libri selezionati
dal personale educativo, che ogni venerdì il bambino porterà a casa per qualche giorno da leggere in
compagnia dei genitori.
Un adulto che legge a un bambino compie un duplice atto d'amore: da un lato avvicina il piccolo alla
lettura, dall'altro costruisce per lui un privilegiato tempo di cure, attenzioni e restituzioni che arricchiscono e
incentivano lo sviluppo affettivo e cognitivo.
LO SPAZIO DELLA QUALITA’
E LA QUALITA’ DELLO SPAZIO
Le educatrici
Nido d'Infanzia Cavina - Alfonsine
Convinte da sempre che la finalità del nido d’infanzia sia il benessere psicofisico del bambino, il gruppo di
lavoro ha sempre perseguito questo obiettivo confrontandosi con idee, opinioni accogliendo a volte anche
suggerimenti pervenuti da formatori, coordinatori pedagogici, educatori e collaborazioni provenienti da
organizzazioni operanti nel territorio. Dare qualità al nido è stato negli anni un intento che ci ha coinvolto
molto ma senza mai perdere di vista una qualità pensata in primo luogo per i bambini e per i loro genitori.
La qualità “si fa” prima ancora di dichiararla e ciò che si fa e si fa bene diventa visibile anche con occhi non
esperti. Qualità è confronto, partecipazione tra individui e gruppi che hanno un interesse verso il servizio,
che hanno responsabilità, che sono coinvolti e che lavorano in maniera univoca per definire valori, obiettivi,
priorità, idee. Secondo noi dare qualità al nostro nido non è solo agire, ma anche riflettere sui contesti,
sulle abitudini, sugli usi, sulle tradizioni, anche in modo critico per una migliore opportunità educativa. La
qualità del nostro nido è offrire opportunità adeguate negli spazi allestiti con cura, impegno, motivazione
professionale orientata alla ricerca educativa, alla sperimentazione e all’ innovazione pedagogica.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
DOCUMENTARE
• sostenere bisogni e desideri
• attenzione all'individuo
• piccoli gruppi
• benessere
• delicatezza
CULTURA
• bambini portatori
di altre culture
• aprirsi ad altre culture
• pluralita' di figure educative
• plurilinguismo
• rapporti con il sociale
Qualità
TEMPO
• rispetto dei tempi di ciascuno
• routines
• lasciare tempo
• tempo per l'ascolto
• tempo per guardare
Avendo presenti tutti questi intrecci relazionali abbiamo
cercato di favorire nel nostro nido il benessere del bambino e
delle famiglie, con l’allestimento di angoli, spazi che dessero
una maggiore opportunità per una crescita armonica e
condivisa. Gli spazi frequentati sempre da piccoli gruppi,
sono stati arredati dando loro delle connotazioni in modo
tale che anche i bambini abbiano la possibilità, nel nostro
discorrere, di poterli identificare.
MANSARDA GRANDE: percorsi e giochi motori.
MANSARDA PICCOLA: libreria per lettura di immagini.
STANZA MUSICALE: giochi musicali con accesso di genitori
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SPAZIO
CURA
• cartaceo/ dvd /foto
• per i genitori e i bambini
• per dare all'ambiente
una storia/un vissuto
• per le colleghe
• per la memoria
• per noi stessi
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
• adeguato arredo
• raccolto
• senso estetico
• stimolante
• autonomie
• predisposizione di materiale
OPPORTUNITà
• materiale specifico per il gioco
• manipolare e scoprire
• ripetitivita'
• partecipare
• ritrovare il materiale lasciato
• sperimentare
• incontro/scambio tra
bambini e adulti
DISPONIBILITA’
• mettersi in gioco
• accogliere
• tolleranze
• dialogo
• rispetto
• condividere
• ascolto e innovazione
e bambini in alcuni pomeriggi e gestiti da esperti (Arianna
Sedioli, Luzietti).
STANZA DELLE FARINE: manipolazione di farina e con l’ausilio
di una atelierista per la manipolazione di argilla.
La qualità è come un grande infinito puzzle che si costruisce
nel tempo conservando la memoria delle esperienze positive
e negative, e che non può mai dirsi concluso, consolidando con
il confronto di punti di vista, la riflessione di trasformazioni
migliorative, riflessioni condivise che arricchiscono lo scambio
e le trasmissioni di saperi.
Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’ inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco.
B. Tognolini (Pubblicata nel libro RIME RAMINGHE, Salani 2013)
TROVARE LA QUALITA’ NEI SINONIMI
Cristina De Santis
Scuola Comunale Capucci - Lugo
Vorremmo parlare di qualità proponendo un gioco di parole e sinonimi.
Per prima cosa dobbiamo definire i cinque “fruitori” della qualità in rete tra loro tramite la scuola; i bambini,
i genitori, il gruppo di lavoro, il coordinamento pedagogico e gli amministratori.
Per ognuno di loro abbiamo definito un elenco oggettivo di parole guida della qualità, per poi utilizzare come
definizione e descrizione i loro sinonimi.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
I
Bambini
SINONIMI
CONDIVIDERE
Dividere con altri - partecipare - approvare
SCELTE
Decisioni - possibilita’ - alternative
INIZIATIVE
Proposte - progetti - idea
QUOTIDIANITA’
Routine - abitudine - consuetudine
COMUNICARE
Partecipare - informare - trasmettere
INFORMARE
Dar forma - formare - improntare - avvisare
VALUTARE
Prezzare - stimare - prendere in considerazione
ASCOLTARE
Sentire - accogliere
PAROLE GUIDA
SINONIMI
GARANTIRE
Tutelare - avallare
ORGANIZZARE
Formare - articolare - coordinare
SPAZIO/I
Estensione di lavoro o di tempo - vagare con la mente
TEMPO
Successione continua e illimitata di istanti
AMBIENTE
Adattamento - ambientazione
RICONOSCERE
Identificazione - legittimazione
RITMI
Misura - armonia - cadenza
SOGGETTIVO
Personale - individuale - unilaterale
ASCOLTARE
Sentire - accogliere
GESTIONE
Conduzione - amministrazione
IDENTITA’
Uguaglianza - caratteristiche
AUTONOMIA
Indipendenza - liberta’ - autosufficienza
SOSTEGNO
Appoggio - supporto - puntello
ESPERIENZA
Pratica - esperimento - abitudine
COMPETENZE
Abilita’ - capacita’ - bravura
INTERESSI
Utilita’ - vantaggi
PAROLE GUIDA
SINONIMI
BISOGNI
Necessita’ - esigenze - urgenze
PROFESSIONALITA’
Competenza - capacita’ professionale
GIOCO
Azione - movimento
ATTIVITA’
Operosita’ - energia - prontezza
OFFERTA
Proposta - dedicato
FORMAZIONE
Educazione - struttura - sviluppo
CONFRONTO
Paragone - riscontro - discussione - comparazione
INTEGRAZIONE
Supplemento - completamento - inserimento
ASCOLTARE
Sentire - cogliere
GESTIONE
Amministrazione - conduzione
ORGANIZZAZIONE
Formare - articolare - coordinare
INCONTRI
Convegni - appuntamenti - ritrovo - colloquio
STRUMENTI
Mezzo - tramite
I
Genitori
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PAROLE GUIDA
Il gruppo di
lavoro
COLLABORAZIONE
Aiuto - assistenza
PAROLE GUIDA
SINONIMI
PROGETTO
Disegno - piano - proposito - strategia
GENITORI
Procreatore - padre - madre
VALUTARE
Prezzare - apprezzare - prendere in considerazione
PARTECIPARE
Coinvolgimento - adesione - intervento
DOCUMENTARE
Provare - comprovare - dimostrare - informarsi
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
nto
Coordiname
Pedagogico
PAROLE GUIDA
SINONIMI
PROFESSIONALITA’
Competenza - capacita’ - professionalita’ - preparzione
ELABORAZIONE
Eseguire con molta cura - comporre
PROGETTARE
Ideare - creare - concepire - proporsi
RIFLESSIONE
Ripiegamento - attenzione - valutazione
PROMOZIONE
Avanzamento - passaggio - lancio
ASCOLTARE
Sentire - accogliere
AZIONI
Atto - gesto - mossa
RACCORDO
Collegamento - allacciamento
TERRITORIO
Ambito - settore - zona
SVILUPPO
Svolgimento - evoluzione - aumento
FORMAZIONE
Educazione - struttura - sviluppo
ORGANIZZARE
Formare - articolare - coordinare
OSSERVARE
Considerazione - indagine - esame
Gli
tori
Amministra
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PAROLE GUIDA
SINONIMI
TUTELARE
Patrocinare - proteggere - garantire
GESTIRE
Amministrare - curare - guidare
CONTROLLARE
Verificare - assicurarsi - vigilare
COLLABORARE
Cooperare - coadiuvare - partecipare
PROMUOVERE
Far avanzare - elevare - stimolare
ASCOLTARE
Sentire - accogliere
PARTECIPARE
Aver parte - prendere parte - essere partecipe
SCEGLIERE
Discernere - anteporre - optare
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
PAROLE GUIDA
SINONIMI
FINANZIARE
Fornire - dotare - sovvenzionare
COMPRENDERE
Contenere - abbracciare - includere
ACCESSIBILITA’
Raggiungibile - contaminare - disponibile
COERENZA
Connessione - conformita’ - armonia
Il gioco dei sinonimi parla di competenza e responsabilità; evidenzia come ogni professionalità dev’essere unita
all’altra in un processo dinamico di relazioni e partecipazione. Per approfondire utilizziamo la parola chiave
“ASCOLTARE” che è presente trasversalmente in ogni elenco, ponendo la stessa domanda ad ogni protagonista:
“CHE COSA SIGNIFICA NELLA TUA REALTA’ ASCOLTARE?”
UN BAMBINO DI 5 ANNI
“Ascoltare le parole degli amici che raccontano i loro viaggi ma anche come si sentono se sono tristi.”
UN GENITORE
“Basta guardare il proprio bimbo, le espressioni, i movimenti, a volte parlano da soli, essere attenti, partecipi
con domande e risposte reciproche e discutere.”
IL GRUPPO DI LAVORO
• ASCOLTARE
I BAMBINI/E:
“prestare attenzione e raccogliere i messaggi diretti e indiretti anche con l’aiuto dell’osservazione.”
• ASCOLTARE I GENITORI:
“essere disponibile a togliere ostacoli, pregiudizi e favorire la conversazione con atteggiamento collaborativo e di fiducia reciproca.”
• ASCOLTARE TECNICI/AMMINISTRATORI:
“capire e farsi capire per creare cultura ed educazione insieme.”
IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO
“Ascoltare non è pregiudizio, non implica una risposta o una soluzione. Ascoltare non è complicato ma
richiede energie. Ascoltare non è mai tempo perso. Ascoltare implica silenzio, una giusta distanza. ascoltare
è educare perché significa mettersi a disposizione dell’altro, cercare di comprenderlo, lasciarsi “contaminare”
dal suo pensiero e poter infine scegliere e generare cambiamento.”
L’AMMINISTRATORE
“Penso che ascoltare sia il verbo più importante e prezioso per chiunque si occupi di relazioni e ancor più per
chi è chiamato ad amministrare. Non esiste pensiero politico senza capacità di ascolto. E’ necessario per
me ascoltare ponendo domande per verificare se ho veramente compreso quanto mi è stato detto, perché
sappiamo tutti quanto sia facile il malinteso, il “pregiudizio” nell’ascolto. A volte la fretta ci porta a credere di
aver ascoltato senza averlo fatto realmente. L’ascolto autentico presuppone il rispetto dell’altro, a maggior
ragione se “l’altro” sono i cittadini di cui noi siamo al servizio.”
Tiriamo le somme.
Ascoltare aiuta a consolidare le amicizie, a conoscere il proprio figlio e farsi conoscere, a condurre la regia
nelle relazioni, a proporsi in un confronto di crescita, a evidenziare il cuore della politica; perciò ASCOLTARE
E’ SINONIMO DI QUALITA’.
17
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
COSA SI INTENDEVA
PER QUALITA' NEGLI ANNI '80
Paola Cortesi
Nido d'Infanzia Europa 1 Lugo
Abbiamo iniziato a parlare di qualità dagli anni Ottanta. In molte occasioni formative abbiamo incontrato
ricercatori e formatori universitari che ci hanno insegnato ad osservare i bambini e le loro attività, a come si
relazionano fra di loro e con l'adulto; a come l'adulto si relaziona con il bambino e cosa può fare per aiutarlo
a crescere il più serenamente possibile. Abbiamo iniziato a fare osservazioni fotografiche (cioè descrivere
quello che vedevamo senza dare interpretazioni personali) e riprese filmate da poter riguardare più volte per
evidenziare le criticità e là dove c'erano risolverle. Grazie all'osservazione abbiamo compreso molto del nostro
operato, es. parlare troppo con i bambini e con un tono di voce troppo alto, far loro fretta e non dar loro il
tempo di capire, dare la precedenza ad alcune attività o cure personali senza rispettare i tempi dei bambini.
Altri ricercatori e formatori ci hanno abituato a riflettere e a confrontarci su quello che stiamo facendo. Uno
dei percorsi più significativi della nostra esperienza professionale è stata la scheda di osservazione della
dott.ssa Falk1 poi elaborata per la nostra realtà dall'equipe psicopedagogica dell'allora USL 36 di Lugo.
La dott.ssa Caravita, pedagogista, e la dott.ssa Davalli, psicologa, ci hanno seguito nella interpretazione e
nella compilazione di questo strumento. L'utilizzo bimestrale di uno strumento così specifico ha permesso
un'osservazione accurata di ciascun bambino da parte dell'educatore sui seguenti aspetti:
1) precisa
conoscenza dello sviluppo individuale di ciascun bambino
2) possibilità di notare competenze e difficoltà di ogni bambino su dati oggettivi anzichè impressioni personali
3) individuare percorsi educativi mirati per sviluppare le potenzialità personali di ogni bambino.
I coordinatori settimanalmente verificavano insieme a noi (anche singolarmente) la scheda compilata e
aggiornata e mettevano in evidenza le criticità e i punti di forza. Le criticità venivano discusse nel gruppo
di lavoro educativo e insieme si cercava di trovare la soluzione al problema, niente era affidato al caso,
tutto era pensato. Questo lungo periodo di osservazioni e confronti (non sempre idilliaci) ci hanno portato
ad affinare competenze professionali indispensabili nella pratica educativa ed utilizzare il gruppo di lavoro
come strumento di confronto libero.
A mio avviso questo periodo formativo durato molti anni ha consolidato il nostro gruppo di lavoro e ci ha
permesso di condividere lo stesso metodo educativo lasciando però inalterata la creatività di ognuno di noi.
Conoscerci meglio
per lavorare meglio
Un percorso di autovalutazione per scoprire noi stesse
Merendi Serena | Piserchia Alessia
Scuola dell'Infanzia Comunale di Massa Lombarda
1 - Dott.ssa Judith Falk, pediatra, è stata direttrice dell'Istituto Nazionale di Metodologia delle Case per l'Infanzia in Ungheria.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Durante l'anno scolastico 2013/2014, al personale educativo della Scuola dell'infanzia di Massa Lombarda
è stato proposto un percorso formativo di 4 incontri indirizzati al tema dell'Autovalutazione all'interno
del Servizio. Questi incontri sono scaturiti dall'analisi di un questionario rivolto al personale educativo al
termine dell'anno scolastico 2012/2013. Lo strumento da noi utilizzato indagava le seguenti aree: spazi
interni ed esterni, materiali, sicurezza, rapporto con i genitori, con i bambini e con il personale di servizio.
Analizzando questi dati, guidate dalla Dott.ssa Anconelli, l'aspetto che ci connota maggiormente è la fatica
ad avere tempi di “condivisione e scambio” tra insegnanti all'interno della scuola visti i ritmi frenetici del
lavoro educativo che non consentono un tempo adeguato per la condivisione. Alla luce di questa criticità, di
comune accordo, si è deciso di intraprendere un percorso di conoscenza delle routine adottate dalle diverse
insegnanti, ritagliandoci uno spazio all'interno del nostro GLE; ad ogni sezione è stato assegnato un diverso
momento della giornata da condividere ai fini di migliorare la conoscenza tra le diverse realtà, avviando
un confronto e uno scambio finalizzato all'individuazione di buone prassi condivise. Alle insegnanti di ogni
sezione è stato suggerito dal coordinamento pedagogico di descrivere lo svolgimento della Routine nel
modo più oggettivo possibile, scrivendo a margine criticità/ipotesi di miglioramento/impressioni personali.
Grazie a questo scambio d'informazioni, attualmente in corso, stiamo imparando a conoscerci meglio,
comprendendo lo stile di ogni insegnante e permettendo a ognuna di noi di interrogarsi sul proprio stile
educativo. Un esempio di queste differenze di stili si verifica nel corso dell'accoglienza della mattina quando
alcune insegnanti ritengono che questo momento debba essere dedicato esclusivamente al bambino e al
genitore mentre altre approfittano di questo tempo per organizzare alcune attività o predisporre la merenda.
Il percorso che stiamo effettuando sta portando a diversi benefici all'interno del servizio:
• Stimolare azioni di innovazione e miglioramento, grazie allo scambio di conoscenze tra insegnanti “nuove”
e “veterane” del servizio.
• Maggiore consapevolezza e capacità di autovalutarsi.
• Aumento degli scambi comunicativi tra operatori del servizio.
• Maggiore collaborazione e laboratori di intersezione.
In conclusione possiamo dire che l'autovalutazione delle pratiche da parte delle insegnanti aiuta a
decostruire e ricostruire l'identità di un contesto educativo; essa implica l'assunzione di una posizione
decentrata rispetto al proprio fare e richiede procedure riflessive.
Valutare e valutarsi quindi rappresentano operazioni essenziali per promuovere e alimentare nei contesti
educativi quel processo di continua riorganizzazione, ricostruzione e modificazione.
Un buon clima lavorativo permette di unire realtà diverse per un lavoro di squadra, possiamo così dire che
l'unione fa la forza!
Le storie, che emozione!
Un nido di libri per il mio bambino
Benedetta Marchetti
Nido d’Infanzia Mazzanti
L’iniziativa è promossa nell’ambito del progetto nazionale “Nati per leggere”. La biblioteca “Giovanna Righini
Ricci” di Conselice aderisce da tempo al progetto nazionale “Nati Per Leggere” nel cui ambito dal 2007
promuove “Un nido di libri per il mio bambino”, nato dall’esigenza di offrire ai più piccoli la possibilità di
avvicinarsi ai libri fin dalla più tenera età, favorendo il loro sviluppo intellettivo, emotivo ed espressivo.
L’iniziativa, che ha luogo in collaborazione con i nidi d’infanzia di Conselice e Lavezzola, propone letture ad
alta voce e il prestito di libri con immagini o piccole storie, scelti dal personale della biblioteca comunale.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Una volta al mese, all’interno della struttura educativa viene proposta l’ “ora del racconto” a cura di una
bibliotecaria che condivide spazi e modalità con le educatrici. Alle letture, differenziate per età, segue il
prestito di libri che i bambini più grandi possono scegliere direttamente mentre i più piccoli troveranno nel
proprio armadietto un libro da portare a casa. Naturalmente tutto questo è stato possibile coinvolgendo
e sensibilizzando innanzitutto le famiglie, avviate alla sana abitudine di interagire col proprio bambino
attraverso un libro, tanto da farlo diventare un oggetto quotidiano. “Come bibliotecaria che si reca
mensilmente al nido per leggere storie ai bambini -afferma Maria Grazia Crudo, bibliotecaria- credo che
questa iniziativa arricchisca i piccoli, le famiglie e anche me. Ho infatti la possibilità di osservare i bambini,
costruire una piccola relazione fatta di contatto visivo, dialogo, riconoscere la soglia di attenzione e la
capacità di ascolto. Mi consente anche di valutare le storie che più hanno catturato l’attenzione e quelle
meno”. L’auspicio- aggiunge Tatiana Fabbri, bibliotecaria- è quello di trasmettere a bambini, bambine e
genitori il piacere di leggere come esperienza quotidiana e di favorire- citando Daniel Pennac- l’emozione di
“infilarsi nel pigiama del sonno prima di scomparire sotto le lenzuola” ascoltando una delle storie prese a
prestito dalla biblioteca. Oltre a quello, naturalmente, di incontrare in biblioteca ba,mbini, genitori, educatrici
nello spazio attrezzato con tappeti e divanetti per favorire il comfort di grandi e piccini. (m.g.c e t.f)
Quest’articolo nasce dal confronto con il gruppo di lavoro e con le bibliotecarie di questo territorio. Ciò che
si è cercato di mostrare è il frutto di tanto lavoro, tanta dedizione e di pensieri fatti sui bambini. Non tutti
hanno la possibilità di avvicinarsi alla lettura, che è uno dei tanti modi, a parere mio, di liberare la fantasia
e l’immaginazione di ognuno di noi (grandi e piccoli) e questo Progetto la offre a tutti, senza distinzione.
Si inizia così…con l’iscrizione al Nido comincia l’avventura del bambino con le storie. E’ come un filo, da
qui si inizia a tessere una relazione con il territorio, e con la biblioteca nello specifico per formare una tela:
un rapporto che si instaura piano piano, iniziando da un modulo di iscrizione che viene consegnato alle
famiglie, cercando di far passare il messaggio che la biblioteca è un luogo di incontro e di scambio a cui il
bambino può fare visita (SPAZIO BAMBINI E RAGAZZI - A CASA DI GIO’). E’ compito dell’educatrice, a mio
avviso, far capire l’importanza di tutto ciò, che è un processo, fatto di piccoli passi e che leggere è un piacere.
I BIMBI DELLA SEZ. SCIMMIETTE E I BIMBI DELLE SEZ. LEONCINI ED ELEFANTINI
L’attesa è finita! E’ Venerdì! E come tutti i Venerdì, l’ultimo del mese, arriva Grazia con le sue storie e i suoi
libri. I bimbi del Nido sanno che dopo la frutta, di lì a poco ci viene a trovare Grazia e dopo qualche gioco
(il gioco dell’albero, ossia le presenze ma anche gioco libero) e qualche canzoncina/lettura si preparano
e preparano lo spazio dedicato alla lettura: sistemano i giochi negli appositi spazi e con l’educatrice si
preparano all’ascolto. Sono storie e libri pensati e calibrati sull’età e sullo sviluppo di questi bambini, per i più
piccoli vengono letti racconti più brevi con immagini che catturino la loro attenzione; ai più grandicelli (che a
settembre andranno alla Scuola dell’Infanzia) i libri ci narrano di conquiste (autonomia e controllo sfinterico),
I bimbi della sez. Scimmiette
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
E i bimbi delle sez. leoncini ed elefantini
di emozioni (gioia, felicità, tristezza, rabbia…) e di relazioni in famiglia e tra amici. Le storie vengono raccontate
con impegno e dedizione da parte di Grazia, i bambini lo capiscono e la ascoltano fermi, “immobili” rapiti
dalla sua voce. A seguito della lettura, i bimbi più piccoli trovano un libro nel proprio armadietto, mentre
i grandi scelgono ciascuno il proprio libro che verrà riposto nell’armadietto dall’educatrice. Bisognerebbe
filmare questo specifico momento, fatto a piccoli gruppi, poiché il bambino si siede,prende un libro lo sfoglia,
lo guarda...sembra stiano parlando poi dice “DADA, IO QUESTO!”.
Da una qualità percepita
ad una qualità partecipata
Gabriella Cricca | Anna Dalla Valle | Linda Baldisarri | Mery Zaccherini | Liliana Guicciardo
Nido d’Infanzia il Bosco
Quando parliamo di valutazione, come gruppo di lavoro del nido d'infanzia Il Bosco, facciamo riferimento
a due percorsi di ricerca fortemente interconnessi. Il primo, cominciato nel 2011 con l'autoformazione, ha
prodotto sia riflessioni sul concetto di qualità sia l'adozione dello strumento "griglia di autovalutazione"
interno al gruppo di lavoro. Il secondo, cominciato nel 2012, si è realizzato con la valutazione del
servizio da parte dei genitori, attraverso la somministrazione di due questionari di gradimento, uno
sull'ambientamento ad inizio esperienza ed uno sul progetto pedagogico, a fine anno educativo. Ad oggi
i dati elaborati evidenziano spesso una corrispondenza tra quanto rilevato dagli operatori e dai genitori,
sia in termini di eccellenze che criticità. Queste "indagini" con dati quantitativi che sono di fatto indicazioni
qualitative, ci permettono di riflettere sulla pratica educativa e favorire quindi l'introduzione di nuove ed
altre consapevolezze. Una richiesta forte da parte delle famiglie è quella di "sentirsi parte" del progetto
pedagogico a tal punto da indicare la partecipazione delle famiglie come secondo punto qualificante di
un servizio per la prima infanzia, dopo la qualità del personale che vi opera. Così negli ultimi anni, si è
scelto di investire su nuove modalità di coivolgimento dei genitori, consapevoli di quanto sia importante
l'alleanza tra nido e famiglie, per una relazione educativa di qualità. Ci piace qui riportare le parole di
Paulo Freire, pedagogista, "Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo. Ci educhiamo gli uni con
gli altri mediati dal mondo". Così a quanto previsto, oramai da tradizione (tre incontri di sezione all'anno,
merenda di benvenuto a settembre e di saluto ad inizio estate, festa di fine anno, laboratorio legato al
progetto di sezione, incontro con la coordinatrice pedagogica e con esperti esterni) abbiamo aggiunto: il
laboratorio interattivo di formazione congiunta per il personale e i genitori del Comitato di partecipazione che quest'anno tratta il tema "Chi educa chi. Quale relazione tra adulti e bambini" e la giornata del genitori
al nido. Ed è proprio di ciò che desideriamo scrivere. A fronte delle frequenti richieste da parte dei genitori
di sapere di più cosa succede al Nido, come si comporta il proprio figlio, cosa fa la propria bambina e come
21
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Ho riprovato l’emozione di tanti anni fa’ quando guardavo da mamma l’entusiasmo delle mie bimbe, ma
con matilde e’ molto piu’ intenso. Giusy (nonna di Matilde)
Come per Jacopo che guarda il mondo con occhi pieni di stupore e meraviglia, io vivo queste esperienze con lui
ritornando bambina e scoprendo emozioni che pensavo non si provassero piu’. Sabrina (mamma di Jacopo)
Per concludere possiamo affermare che le esperienze fatte sono state belle e diverse. Ciascuno ha dato il
meglio di sè...E' capitato a volte che ci sia stata anche qualche lacrima. Mica solo da parte dei bambini, anche
le mamme e i papà si sono emozionati molto. Noi educatrici sentiamo di aver avuto modo di sperimentare
qualcosa di nuovo, anche complesso, che ci ha fatto crescere insieme ai bambini e ai loro genitori per questo
ripeteremo l'esperienza anche alla fine di quest'anno scolastico.
Dal programmare all’agire
riescono le educatrici a gestire il gruppo di bambini, ci è venuta l'idea, già dall'anno scolastico 2011/2012
di costruire un momento per mamma e papà al nido. Inizialmente ci siamo poste tante domande, abbiamo
avuto qualche dubbio e perplessità ma, allo stesso tempo, erano forti il desiderio e la curiosità di provare
un'esperienza mai fatta prima. Così ci siamo tuffate in quest' avventura. Ci siamo innanzitutto accordate
su come procedere sia coi bambini che con i genitori e, in un secondo tempo, abbiamo spiegato ai bimbi che
mamma e papà sarebbero venuti a trovarci una mattina al nido per trascorrere un po' di tempo e giocare
tutti insieme. L’iniziativa, collocata verso la fine dell’anno educativo, ha previsto dalle 9,30 alle 11,30 la
presenza di un gruppetto di genitori che, insieme ai loro bimbi e ad un’educatrice della sezione, hanno
giocato in modo "speciale". I genitori coinvolti sono stati dei protagonisti straordinari; ciascuno di loro ha
fatto qualcosa di veramente originale, dal presentare la loro professione, giocandola insieme ai bambini,
al leggere storie in sezione o in giardino, fino alla realizzazione di un piccolo orticello… Ne sono successe
davvero delle belle. A testimonianza di ciò, valgono le parole dei genitori che di seguito trovate raccolte.
15/5/2012
Nido d'Infanzia Corelli - Lugo
Le educatrici dei nidi d'infanzia sanno bene che una delle difficoltà maggiori della programmazione è la
relazione fra ciò che si scrive e ciò che si fa. E’ necessario che la programmazione sia uno strumento di lavoro
da utilizzare quotidianamente e che diventi un mezzo efficace di comunicazione con i genitori per condividere
con loro le attività che i bambini e le bambine svolgono all’interno del nido. Infatti le attività proposte e
l’organizzazione degli spazi non sono lasciati mai al caso, ma pensati dal gruppo di lavoro in base ai bisogni
dei bimbi. All’interno del nido Corelli, per esempio sono presenti 5 spazi “comuni”, esterni alle sezioni, che
sono suddivisi giornalmente. I genitori possono cosi sapere il giorno in cui la sezione del proprio figlio ha a
disposizione la pallestra (cioè la piscina di palline), oppure il salone per attività motorie, oppure ancora “il posto
delle storie” in cui si legge insieme all'uccellino Cory.
PALESTRA
SALONE
INTERNO
IL POSTO
DELLE STORIE
ATELIER
SALONE
LATERALE
E’ stata proprio una bella esperienza per un paio d’ore entrare nel loro mondo e condividere un piccolo
progetto. Serena (mamma di Caterina)
LU
orsetti
rane
api
gufi
coccinelle
MA
rane
orsetti
coccinelle
api
gufi
L'esperienza di oggi credo sia stata molto bella per alessandro ma soprattutto lo e’ stata per me. Io
ricordero' senz’altro di questa giornata un’immagine vista dall’alto: il mio piede da una parte, il suo piedino
dall’altra, sopra la vanga, insieme a spingere con fatica per rivoltare e preparare il terreno. Grazie per questa
opportunita’. Daniela (mamma di Alessandro)
ME
gufi
api
rane
coccinelle
orsetti
GIO
api
coccinelle
gufi
orsetti
rane
VEN
coccinelle
gufi
orsetti
rane
api
30/5/2012
E’ stato veramente emozionante. Mi sono resa conto che al nido con voi si sta davvero bene!!!! Grazie
ancora per l’entusiasmo che mettete in quello che fate! Simona (mamma di Martina)
17/04/12
Credo che certe emozioni non abbiano prezzo, giocare con il proprio figlio, nel suo giorno al nido e’ stato
davvero meraviglioso. Pamela (mamma di Alessandro)
Una giornata speciale, trascorsa in un posto speciale. Adesso possiamo evitare di trasformarci in moschine
per venire a spiarli. Damiano e Katiussa (papà e mamma di Sara)
E’ stato bello, speciale ed emozionante condividere con la mia emma un pezzetto della sua vita qui all’asilo.
Grazie per questa bellissima opportunita’. Elena (mamma di Emma)
Ci siamo divertiti e abbiamo sentito il calore dell’ambiente in cui andrea trascorre la maggior parte della sua
giornata. Angela e Luca Lacchini (mamma e papà di Andrea)
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Lo schema dell'organizzazione degli spazi è presente nelle bacheche esterne delle varie sezioni, insieme ad un
altra scheda: il programma delle attività. In questa scheda pianifichiamo settimanalmente le attività. Prendo
ad esempio la sezione Api il martedi ha a disposizione come spazio l’atelier, nel programma delle attività è
specificato il tipo di attività che verrà svolta in atelier (pittorica,
manipolativa, con le spugna, con i pennelli eccetera eccetera).
Nelle note si può, ad esempio, scrivere se solo una parte o tutta
la sezione ha partecipato all’attività, con che metodologie sono
state svolte ed eventualmente osservazioni da condividere.
Questi strumenti sottolineano che nulla è lasciato al caso: il
fare quotidiano è sostenuto dal fare intenzionale, le attività e
l’organizzazione degli spazi sono pensati a priori ed è importante
che i genitori conoscano quotidianamente il progetto che ruota
attorno all’educazione e alla cura dei propri figli.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
SPAZIO BIMBI SCOIATTOLO
Spazio Bambino “Lo Scoiattolo” - Bagnacavallo
Nell'anno educativo 2012/13 a gennaio sono stati accolti otto
bimbi nella sezione rosa. Questo ha portato a dover pensare ad
una nuova organizzazione del servizio, compresi gli spazi. In
modo particolare l'atelier che fino ad allora era stato utilizzato
dalle tre sezioni con una turnazione settimanale per le attività
specificatamente espressive, è diventato un luogo “quasi esclusivo”
per il gruppo dei bambini grandi della sezione rosa con l'educatrice
di rifermento. Una mattina mentre il gruppo di otto bimbi della dada
Beatrice era in atelier e stavano organizzando l'attività, sentirono
bussare...era la dada Rosa che chiedeva: "possiamo giocare
con voi?" E così cogliendo la necessità di usufruire dello stesso
spazio è nata l'idea di un progetto di intersezione che si è andato
strutturando progressivamente. "Con che cosa giochiamo?” E
proprio in quel momento Camilla chiede:"dada che cosa è questa?"
“E' la creta” e da qui è iniziata la scoperta di questo materiale così
speciale. "Che ne dite se un altro giorno giochiamo con la farina? e
lo diciamo anche ai bimbi grandi della sezione gialla?" Il progetto
di intersezione è partito così e veniva svolto il martedì e il giovedì
alternando i gruppi dei bambini di una sezione e quelli dell'altra.
Per entrambi i materiali si è seguito lo stesso percorso partendo
dalla scoperta e manipolazione del materiale fino alla creazione
di un prodotto finale, utilizzando vari strumenti (come mattarelli,
stampini, etc). Per i bambini è stata una piacevole occasione di
conoscenza sia dell'altro, che del materiale proposto. Sulla base
del buon esito dell'esperienza vissuta con i bambini grandi si è
pensato ad un momento di intersezione anche con i bimbi piccoli,
sfruttando il progetto sul materiale euristico già portato avanti
nella sezione gialla. Essendo bambini più piccoli si è deciso di ridurre
il numero dei partecipanti per gruppo, cioè quattro per sezione. Ci
sono state delle piacevoli sorprese nello stile relazionale di alcuni bambini che solitamente tendevano ad un gioco
più individuale e che hanno manifestato un coinvolgimento, uno scambio sociale con bambini che fino a quel
momento non erano conosciuti. Tra M. e A. (bambini di sezioni diverse) è nata una forte complicità, creando un
bellissimo "treno di fusi di legno". Quando come gruppo di lavoro, abbiamo cominciato a riflettere sulla qualità
del progetto pedagogico, la parte della griglia di autovalutazione sulla gestione della collettività infantile A2-2
e quella relativa alla qualità delle attività e delle offerte educative proposte ai bambini A3-1, sono state utili a
conoscere e riconoscere l'esperienza sopra descritta con un valore diverso. Attività a volte naturalmente scontate,
tra il noto e l'inedito, tra un linguaggio comune e uno più tecnico, si caricano di significati che rinnovano la ricerca
quotidiana, che come educatori dobbiamo saper praticare. Questo approccio di guardare a ciò che succede con
una sorta di lente di ingrandimento, fornisce a noi operatori la possibilità di allenarci al confronto e al dialogo, nella
logica di una pedagogia del cambiamento sia nella sfera emotiva, sociale, relazionale e cognitiva per adulti e per
bambini.Del resto è vero ciò che dice Morin, ciò che non si rigenera è destinato a degenerare.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
IO, TU, NOI...
PER UN RAPPORTO DI QUALITA’
Perché un IO diventi un NOI
occorre instaurare un rapporto con un TU.
Emanuela Burzacchi
Sezione Primavera Massa Lombarda
Le relazioni positive e il clima di fiducia con le famiglie si basano sulla valorizzazione del ruolo educativo dei
genitori e sul loro coinvolgimento nell’attività del nido.
La progettazione educativa prevede dei momenti privilegiati da questo punto di vista: gli scambi quotidiani,
i colloqui, le assemblee dei genitori, feste e incontri di socializzazione con gli altri genitori.
Colloqui individuali: ogni sezione organizza i colloqui individuali con i genitori per parlare di argomenti che
riguardano vari aspetti della crescita dei bambini e delle bambine, mettendo a punto alleanze e condivisione
di principi e comportamenti educativi, da qualche anno abbiamo ritenuto opportuno di non fissare un
determinato periodo per i colloqui ma di essere a disposizione tutti i mesi, ciò ha reso questa esperienza più
“ordinaria” e molti genitori hanno usufruito di questa possibilità più volte.
Questionario
Il punto di vista delle famiglie, la loro soddisfazione e percezione della
qualità offerta dal servizio sono elementi importanti per realizzare efficaci
valutazioni e quindi migliorare gli interventi. A tale scopo il nido propone ai
genitori un questionario di valutazione della soddisfazione a conclusione
degli ambientamenti e a fine anno educativo perché possano esprimere
le loro opinioni sul funzionamento del nido. Il processo di valutazione
della qualità erogata è stato un momento molto stimolante di analisi e
discussione che ha coinvolto tutto il personale educativo, aiutato dalla
coordinatrice pedagogica; il confronto tra i dati emersi dalla valutazione
della qualità erogata e della qualità percepita, ci ha consentito di mettere a
fuoco la vicinanza-distanza del servizio dai bisogni dell’utente, raccogliere
indicazioni e suggerimenti, permettendo in primo luogo a noi educatrici
poi anche ai responsabili politici ed educativi di riflettere sulla pertinenza
e sostenibilità delle politiche del servizio.
Progetto genitori:
vengono organizzati incontri cui partecipano esperti e genitori, per
considerare gli aspetti riguardanti lo sviluppo e la crescita dei bambini e
delle bambine, il rapporto genitori /figli, genitori/scuola.
Coinvolgere le famiglie nelle attività svolte nell’asilo e valorizzare il ruolo
dei genitori sono aspetti importanti per instaurare relazioni positive e un
clima di fiducia. Il Nido di Massa Lombarda ha una grande risorsa: è l’unico
Nido che ha una cucina interna con una cuoca che prepara il cibo solo per
i bimbi del servizio; dopo l’esperienza molto positiva dello scorso anno
che ha visto la partecipazione di molti genitori “incuriositi” si è pensato
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Chiacchierata
con la cuoca
Laboratorio di cucina
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
di ripetere l’iniziativa “CHIACCHIERATA CON LA CUOCA”, coinvolgendo anche le pediatre del territorio e di
arricchirla con un laboratorio di cucina da fare con i genitori e bimbi insieme.
Comitato di Partecipazione: è un organo di partecipazione con compiti organizzativi e consultivi ed è
composto da rappresentanti di genitori, di insegnanti e ausiliarie.
Quest’anno i genitori del comitato si sono coinvolti moltissimo nel preparare la CITTA’ DEI BAMBINI E DELLE
BAMBINE in primo luogo si sono organizzati per avere i recapiti degli altri genitori, poi in collaborazioneintegrazione con noi hanno organizzato un laboratorio per “costruire” all’interno dell’iniziativa lo spazio
dedicato al nido. Quello che segue è il racconto della mia partecipazione a questo momento dove, parlando
con i genitori presenti, ho potuto constatare che c’è ancora tanta voglia di coinvolgersi:
- Vedi sono qui tutta piena di colla e sono contenta perché il giorno della Città dei bambini mio figlio si
divertirà un mondo con questo albero che stiamo costruendo.
- Questa sera siamo qui perché il giorno che andremo in piazza vogliamo che il nostro bimbo si diverta tanto.
- E’ bello costruire le cose insieme perché ci si conosce di più.
- E’ stato buffo quando ho detto a mio figlio che sarei andata nel suo asilo infatti con faccia stupita mi ha
chiesto: perché ci vai? L’asilo è mio!
Si tagliano le foglie per l’albero
Con vinavil e carta si costruisce il tronco
Erano in 20 genitori tutti coinvolti e contenti
di rendere la Città dei bambini e delle bambine
un’occasione bella per tutti: per loro la festa è già
iniziata questa sera.
Ora anche il sottotitolo è più concreto: durante
questo laboratorio tanti IO in rapporto con
altrettanti TU sono diventati un grande NOI in grado
di costruire una meravigliosa esperienza anche per
chi non c’era ma sarà in piazza il 10 Maggio alla
Città dei bambini e delle bambine.
Occorre salire sulla sedia per fare i rami
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Al nido con mamma e papà
Un nido che accoglie le famiglie,
le famiglie che arricchiscono il nido…
Il Gruppo di Lavoro Educativo
Nido d’Infanzia Tartaruga
Il gruppo di lavoro educativo del nido Tartaruga ha pensato di riportare un’esperienza che proponiamo (al
nido) da alcuni anni, perché gratificate dal riscontro positivo restituito dai genitori.
Dagli incontri con i genitori emerge frequente la richiesta di conoscere meglio cosa succede dentro al nido,
come si comporta il proprio figlio, cosa fa la propria bambina e come si regolano le educatrici, visto che la
gestione di un solo bambino è già complessa per loro, figuriamoci dover seguire tutta una sezione.
Ecco alcune frasi dei genitori che testimoniano bene in sintesi il loro pensiero:
“vorrei stare di più dentro l’ambiente di mio figlio”
“vorrei proprio vedere il mondo del nido”
“vorrei essere una mosca per essere lì con voi”
È da queste sollecitazioni, che è venuta l’idea per i bambini grandi, dai 2-3 anni, di costruire un momento per
mamma e papà, in cui stare al nido, per alcune ore, insieme, per vivere tutto quello che lì può accadere.
Questo incontro speciale tra bambini e genitori è carico di tanti significati; offre emozioni ed apprendimenti
che vanno in tante direzioni: affettivi, relazionali, sociali e cognitivi. L’iniziativa, collocata verso la fine dell’anno
educativo, prevede dalle 10 alle 11,30 circa la presenza di un genitore che porta dentro al nido la sua professione
o una sua passione…ognuno è speciale per qualcosa che fa. Molti genitori aderiscono con entusiasmo anche
se mostrano un po’ di timore di “non riuscire“ a proporre qualcosa di interessante. Anche noi educatrici quando
pensavamo a questo progetto, lo facevamo con un po’ di titubanza, perché le incognite erano tante: come
reagirà il bimbo/a? come reagirà il gruppo? Come si sentirà il genitore? Come ci sentiremo noi?
Ma ogni volta, giorno dopo giorno, scopriamo che sono davvero delle belle ed insolite mattinate e ci
emozioniamo sentendo e provando complicità, alleanza, scoperta,e tanta voglia di mettersi in gioco da parte
di tutti i protagonisti. I bambini sono entusiasti, è bello vedere i genitori darsi da fare “a stupire“ i propri figli e gli
altri bambini. I genitori respirano l’aria del nido, osservano le dinamiche di gruppo e lo “stare“ dei bambini dentro
un contesto sociale fatto di regole, mediazione, ascolto dei sentimenti e rispetto per lo spazio individuale.
Ecco di seguito una delle tante testimonianze che i genitori sono invitati a lasciare prima di uscire:
23 aprile ore 10
Non lo posso negare, il cuore batte forte, sono davanti alla porta della sezione gialla e mi domando “sarò
alla loro altezza? Avrò preparato le cose giuste? Bando agli indugi, il tempo stringe. Busso. Avanti, le loro
dolci vocine invitano, sono le vocine dei nostri bimbi, entro, si, ce la posso fare.
E’stata una giornata importante,una giornata dove prima di tutto devo ringraziare le dade per avermi
permesso di essere lì e per avermi regalato la possibilità di vivere questa esperienza inestimabile. Non
posso non ringraziare anche i bimbi per avermi permesso di invadere il loro spazio, il loro nido. Ho pensato
tanto a cosa potevo portare,cosa potevo fare,quale sarebbe stata l’attività giusta per i bimbi e alla fine, con
un po’ di egoismo, ho pensato che la cosa che potessi fare meglio era quella di divertirmi in prima persona.
Nei giorni passati ho così deciso di preparare e animare per loro la filastrocca di Whisky Ragnetto, una delle
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
prime filastrocche che Giulia e Chiara mi hanno raccontato a casa e che mi è piaciuta subito tantissimo.
Avevo trovato il libro con il cd e ho pensato di fare il libro più grande e di farlo fare ai bimbi.
Così, a casa,complici nella preparazione dell’attività, abbiamo impostato i cartelloni principali,colorandoli poi
abbiamo preparato la casa della streghetta ed infine abbiamo preparato tutto l’occorrente per rendere,con
i bimbi al nido,più colorata e divertente la storia (fiori, nuvole, sole, lampi…).
E’stato anche un modo per trovare qualcosa di bello da fare tutti insieme durante giornate uggiose che
ci hanno accompagnato prima di questo sboccio di primavera. Eccomi qua con tutti i bimbi! Il primo
gruppo,quello dei grandi,con le loro esuberanze,le loro spigolosità,le loro passioni,ad ascoltare e cantare la
filastrocca,per creare i primi cartelloni. Poi con il gruppo dei piccini, con le loro tenerezze, gli occhioni sbarrati
e le bocche sorridenti.
E’ stata veramente una giornata straordinaria, che mi ha fatto riscoprire quel po’ di Peter Pan che c’è in me
e che negli anni è stato un po’ sepolto dalle consuetudini, dalla razionalità e dalla routine quotidiana.
E’ stata una giornata dove naturalmente Giulia e Chiara, non hanno mancato di farsi notare. Sono state un
po’ impegnative, ma del resto sono bambini, non sono soldatini. Sono bimbi, con le loro emozioni, le loro
paure,le loro sensazioni, senza veli, senza pregiudizi, puri ed eterei. Sono la cosa più bella del mondo.
Grazie ancora dade per quello che avete fatto oggi per me e per quello che ogni giorno fate e donate ai nostri
cuccioli!
Grazie
Daniela mamma di Giulia e Chiara
I genitori ci hanno regalato tante frasi emozionanti di cui questa rappresenta solo un esempio. Le abbiamo
tutte raccolte in un piccolo quaderno per tenere memoria delle emozioni e le abbiamo inserite nella
documentazione personale del percorso nido.
• il bisogno di sicurezza e di affettività del bambino, il sostenere e incoraggiare il suo desiderio di esplorare
e conoscere.
Il nostro modo di creare gli spazi, l’arredo, i giocattoli e i materiali didattici, è diventato il protagonista attivo
della vita al nido, favorendo un ambiente caldo, motivante, accogliente e curato in ogni piccolo particolare. Lo
spazio-nido è così “ambiente di vita e di cultura”, luogo dove ogni bambino si sente libero di agire e di muoversi
secondo le proprie motivazioni interiori. L’educatore è responsabile dell’uso dello spazio ed è una presenza
stimolante all’attività e alla valorizzazione del singolo bambino. Il bambino acquista la spinta motivazionale
per muoversi, esplorare e quindi imparare. Il nido, è un luogo in cui il bambino può sentirsi a proprio agio, perché
organizzato in modo da rispettare i suoi tempi e i suoi bisogni. E’ un luogo, a cui il bambino può attribuire un
valore emotivo,non solo perché trova affetto e calore nelle relazioni con gli altri, ma anche perché vi sono
oggetti che gli appartengono e che parlano di lui (foto personali,disegni,cartelloni). Le dimensioni dell’ ambiente
sono importantissime e condizionano il clima sociale e l’agire del bambino. Per sentirsi sicuro, il bambino ha
bisogno di spazi contenuti, con punti di riferimento stabili che favoriscono l’ambientamento e che consentono
un rapporto ravvicinato con l’adulto Il nido il “cucciolo” ospita 40 bambini, divisi in due sezioni, la sezione dei
piccoli e dei grandi. Ognuna è organizzata in base ai bisogni e all’età del bambino. La sezione dei grandi è stata
creata in base ai bisogni crescenti del bambino,in questa fase di età il bambino comincia a giocare in modo
autonomo,scegliendo liberamente i giochi e i compagni con cui giocare. Nella sezione piccoli, lo spazio è stato
pensato e organizzato per creare molte opportunità di movimento in quanto il bambino comincia a consolidare
capacità motorie, si muove con maggior sicurezza e autonomia. La sezione è allestita tenendo presente la
caratteristica principale del bambino: andare alla scoperta del mondo. Lo spazio è stato pensato per favorire
la ricerca di nuovi stimoli e conquiste sempre nuove. Per concludere,si può considerare lo spazio come uno
dei luoghi del mondo di un bambino che cresce e, pertanto, nell’ambito del nido,non deve essere occupato
dall’adulto. Il bambino all’interno del suo spazio ha bisogno di un rapporto di dialogo con l’educatore.
QUALITA’ DEGLI SPAZI AL NIDO
Sara Cristoferi
Nido d’Infanzia Cotignola
Pensare alla qualità dello spazio al nido significa creare una proposta educativa completa e coerente capace
di soddisfare la necessità del bambino, favorendo l’interazione e la socializzazione,nella prospettiva del
suo benessere e del suo sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale e sociale. Realizzare spazi adeguati, per
un sano e proporzionato sviluppo, significa saper creare e organizzare angoli ludici, privilegiare relazioni
individuali o di gruppo, sostenere un fare infantile e quindi perseguire lo star bene del bambino al nido. Ogni
esperienza educativa si realizza nello spazio. Quindi progettare qualitativamente un ambiente adeguato
al bambino significa soprattutto occuparsi del contesto comunicativo, relazionale e cognitivo. Il gruppo
educativo ha organizzato gli spazi in base alle esigenze del bambino e ha curato ogni piccolo dettaglio nella
disposizione dei materiali, niente è lasciato al caso. L’ambiente che il bambino ha a sua disposizione, ha le
caratteristiche precise di un luogo funzionale al suo sviluppo ma anche protettivo, ben curato e accogliente,
rappresenta una sorgente di stimoli permanente e allo stesso tempo uno spazio simile a quello domestico
dove possono nascere affetti stabili e rassicuranti. Le variabili che abbiamo considerato sono:
• l’attenta osservazione dei bisogni del bambino e delle sue potenzialità di sviluppo, per caratterizzare al
meglio gli ambienti.
• la sistemazione degli arredi e dei materiali come motivante dell’attività e dell’autonomia.
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IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Per contribuire alle prossime pubblicazioni:
Chi volesse partecipare alla realizzazione del prossimo numero previsto per dicembre
2014 e gennaio 2015 pertanto entrare a far parte della redazione, potrà comunicarlo al
Coordinatore del progetto, Carlo Alberto Senatore, tel. 0545 38235
oppure via email all’indirizzo [email protected]
IL QUADERNO DEGLI APPUNTI
Nido “Pappappero” - Alfonsine
Nido “Asteroide B 612” - Bagnara
Nido “La Tartaruga” - Bagnacavallo
Nido “La Fattoria” - Villanova di Bagnacavallo
Nido “Mazzanti” - Conselice
adv proArte grafica
Nido “Cavina” - Alfonsine
Anno 2 - Numero 1
Nido “Landi” - Lavezzola
Nido “Il Cucciolo” - Cotignola
Nido “Il Bosco” - Fusignano
Nido “Corelli” - Lugo
Nido - Voltana
Nido Europa 1 - Lugo
Nido Europa 2 - Lugo
Nido Spazio Bambino e sezioni Primavera - Massa Lombarda
Nido “Il Girasole” - Sant’Agata sul Santerno
Spazio Bambino “Lo Scoiattolo” - Bagnacavallo
Scuola dell’Infanzia Le Capanne - Villanova di Bagnacavallo
Scuola dell’Infanzia Capucci - Lugo
Scuola dell’Infanzia Pueris Sacrum - Massa Lombarda
Hanno collaborato
alla realizzazione del
QUADERNO
DEGLI APPUNTI
Le Cooperative Sociali:
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il quaderno degli appunti - Unione dei Comuni della Bassa Romagna