Economia internazionale
-2-
Produttività del lavoro e vantaggi comparati:
il modello di Ricardo
Perchè si commercia a livello internazionale
• I motivi che inducono i paesi a commerciare tra di loro (e a
specializzarsi) sono sostanzialmente due:
– I paesi sono diversi tra loro in termini di dotazione dei fattori
della produzione (clima, terra, capitale, lavoro) oppure in
termini di tecnologie (efficienza nel produrre i beni)
– I paesi cercano di conseguire economie di scala nella
produzione, indipendentemente dall’essere o meno diversi dai
partner commerciali
• Il modello di Ricardo (del XIX secolo, ma attualissimo! V. “Sui
Principi dell’economia politica e delle imposte” 1817) è basato
sulle differenze tecnologiche tra paesi
– Tali diversità tecnologiche si riflettono in differenze nella
produttività del lavoro
Un concetto non ovvio: il vantaggio comparato
fiori freschi a New York il 14 febbraio!
• Nel giorno di San Valentino (pieno inverno) la domanda
statunitense di rose si impenna: sono tutte di produzione
statunitense?
• Coltivare rose negli Stati Uniti d’inverno è molto costoso
– E’ necessario l’uso di serre riscaldate (energia + altri input)
– Il costo dell’energia, del capitale e del lavoro impiegati è
notevole
• Le risorse per la produzione di rose potrebbero essere impiegate
per produrre altri beni, per esempio computer: le risorse (i fattori)
sono limitate. Se vengono impiegate per produrre un bene si deve
rinunciare alla produzione di qualcos’altro: c’è dunque un tradeoff; se si producono rose si deve rinunciare a produrre una certa
quantità di computer (e viceversa)
Concetto di vantaggio comparato:
trade-off costo opportunità  vantaggio comparato
• Trade-off
– Risorse limitate: se i fattori produttivi vengono destinati alle rose,
devono essere sottratti dalla produzione di computer
• Costo-opportunità
– Il costo-opportunità delle rose in termini di computer è il numero
di computer che si sarebbero potuti ottenere con le risorse che
vengono, invece, impiegate per produrre “in casa” le rose richieste
dai cittadini statunitensi: computer a cui si rinuncia per avere rose
• Vantaggio comparato
– Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene
se il costo-opportunità della produzione di quel bene (computer a
cui si deve rinunciare per produrre rose) è minore che in altri paesi
Esemplificazione del vantaggio comparato:
rose/computer; Usa/Messico
• Si supponga che negli Usa le risorse utilizzate per
produrre 10 milioni di rose potrebbero essere utilizzate,
in alternativa, per produrre 100.000 computer
• Si supponga che ci sia un altro paese, Messico, dove le
risorse per produrre quegli stessi 10 milioni di rose
potrebbero essere utilizzate, in alternativa, per produrre
30.000 computer
• I lavoratori messicani sono relativamente meno
produttivi (dei lavoratori statunitensi) nella produzione
di computer e relativamente più produttivi (degli
americani) in quella di rose
“Vantaggi” per tutti: Messico e Usa sono diversi;
possibilità di riorganizzare la produzione
internazionale in modo vantaggioso per entrambi
• Se ogni paese si specializza nella produzione del bene con il minore costoopportunità, allora il commercio internazionale può essere benefico per tutti i paesi
– Le rose hanno un costo-opportunità minore in Messico (le risorse per ottenere
rose consentono di produrre in Messico un numero di computer inferiore che
negli Usa)
– I computer hanno un costo-opportunità minore negli Stati Uniti (le risorse per
ottenere rose consentono di produrre negli Usa un numero di computer maggiore
che in Messico)
– Messico ha un vantaggio comparato nelle rose; Usa nei computer; il primo ha
convenienza a specializzarsi nelle rose, i secondi nei computer
• Se i due paesi si specializzano secondo le indicazioni dei vantaggi comparati,
maggiori quantità di beni disponibili per i consumatori di tutto il mondo; aumento
potenziale del tenore di vita per tutti
Negli Usa per produrre 10.000 rose si rinuncia a 100 computer;
in Messico si rinuncia a 30 computer:
chi deve produrre rose, chi computer?
Ipotetiche variazioni della produzione: se ciascun paese segue le proprie
vocazioni produtive (vantaggi comparati) si hanno benefici a livello
globale (una produzione complessiva maggiore)
Il concetto di vantaggio comparato
• L’esempio rose/computer illustra l’idea dei “vantaggi”
derivanti dal seguire i vantaggi comparati:
– Se ogni paese esporta i beni nei quali gode di un
vantaggio comparato (costi-opportunità minori),
allora tutti i paesi possono in linea di principio
avvantaggiarsi dagli scambi
• Cosa determina il vantaggio comparato (il fatto che il
Messico è relativamente più bravo degli Usa nel
produrre rose e meno bravo nel produrre computer)?
– Rispondere a questa domanda “nel mondo” di
Ricardo significa indagare sulle differenze
tecnologiche tra i paesi che effettuano lo scambio
Modello ricardiano (differenze nella
tecnologia): un’economia a un solo fattore
• Consideriamo un paese che chiamiamo A. In questo paese:
– Esiste un solo fattore di produzione: il lavoro, la cui disponibilità
complessiva (l’offerta) è data dalla dimensione della popolazione
(può essere considerata fissa)
– La popolazione è anche l’insieme dei consumatori che
domandano solo due beni: vino V e formaggio F; solo due beni
vengono quindi prodotti
– La tecnologia nelle due produzioni è rappresentata dalla quantità
di ore di lavoro necessarie per ottenere rispettivamente un’unità
di V e un’unità di F: coefficiente tecnico di produzione, “altra
faccia” della produttività
– In tutti i mercati (del vino, del formaggio, del lavoro), vigono
condizioni di concorrenza perfetta
Modello ricardiano: economia a un solo fattore
• Il coefficiente tecnico di produzione (reciproco della produttività del
lavoro) è quindi specificato come il lavoro necessario per ottenere
un’unità di prodotto:
– lavoro impiegato per unità di prodotto: numero di ore di
lavoro necessarie a produrre un’unità di bene
• aLV = Lv /Qv, lavoro impiegato per unità di V (cioè se aLV = 2,
allora ci vogliono 2 ore di lavoro per produrre un litro di
vino).
• aLF = LF /QF, lavoro impiegato per unità di F (cioè se aLF = 1,
allora ci vuole 1 ora di lavoro per produrre un chilo di
formaggio)
• Il lavoro complessivamente disponibile è definito da L, l’offerta
totale di lavoro (cioè se L = 120, allora l’economia è dotata di 120
ore di lavoro o di 120 lavoratori)
• La risorsa produttiva lavoro è limitata; c’è quindi un trade-off tra la
produzione di V e di F
Modello ricardiano: economia a un solo fattore
• Possibilità produttive
– La frontiera delle possibilità produttive (PF): quantità massima di un bene (ad
esempio, il vino) che è possibile produrre una volta deciso il livello di produzione
dell’altro bene (il formaggio) o viceversa, dato il vincolo costituito dalla disponibilità di
lavoro
– La PF si ottiene dal vincolo della disponibilità di lavoro
LV + LF = L
(es. prec., LV + LF = 120)
– La PF, ricordando che aLV = LV / QV e aLF = LF / QF, è quindi data da:
aLVQV +
aLFQF
= L (es prec., 2QV + QF = 120)
– Per cui la quantità massima producibile di V, data la quantità di F prodotta e il vincolo
dell’offerta di lavoro, è
QV = L/aLV – aLF/aLV QF (es prec., QV = 120/2 – 1/2 QF)
– Il costo opportunità del formaggio in termini di vino (“rinunciando a un chilo di
formaggio quanti litri di vino in più si possono ottenere”) è dato da
dQV / dQF = – aLF /aLV (es prec., costo opportunità = – ½, rinunciando a un 1 Kg di
formaggio si produce mezzo litro di vino in più; oppure, il concetto è lo stesso, si
rinuncia a 1/2 litro di vino per produrre 1 Kg di formaggio in più)
Modello ricardiano: economia a un solo fattore
Frontiera delle possibilità produttive di A
Produzione
di vino di A,
QV, in litri
L/aLV
P
l’inclinazione (negativa)
è il costo-opportunità
del formaggio in termini di vino
F
L/aLF Produzione di
formaggio di A,
QF, in chili
Modello ricardiano: economia a un solo fattore
• La PF indica tutte le infinite combinazioni di vino e formaggio ottenibili con
le tecnologie esistenti; “da sola” non dice quale sarà la combinazione dei due
beni prescelta; per determinare il mix di produzione manca qualcosa
• Per determianre le quantità dei due beni che vengono prodotte occorre tenere
conto del prezzo di V e di F
• Denotiamo con PF il prezzo del formaggio e con PV il prezzo del vino.
Denotiamo con wV il salario nel settore del vino e con wF il salario nel
settore del formaggio
• Nell’ipotesi di concorrenza perfetta, la condizione di profitti non negativi
implica salario=valore del prodotto (marginale) di un’unità di lavoro:
– PV / aLV = wV
– PF / aLF = wF
– da cui wF > wV se PF / aLF > PV / aLV ; wF< wV se PF / aLF < PV / aLV
– da cui wF > wV se PF / PV > aLF / aLV ; wF< wV se PF / PV < aLF / aLV
Modello ricardiano: economia a un solo fattore
• Le relazioni sopra indicate implicano che se il prezzo
relativo del formaggio (PF / PV ) è maggiore del suo
costo-opportunità (aLF / aLV), allora l’economia si
specializzerà nella produzione di formaggio (e viceversa)
• In assenza di scambi, in economia chiusa, entrambi i
devono essere prodotti perchè entrambi vengono
domandati dai consumatori; la legge della domanda e
dell’offerta conduce a PF / PV = aLF /aLV
Il commercio internazionale nel modello ricardiano:
si considerano due paesi
• Assunzioni del modello:
– Esistono nel mondo due paesi (A e B)
– Ciascuno dei due paesi produce entrambi i beni
(vino e formaggio)
– Esiste un solo fattore di produzione, il lavoro
– L’offerta di lavoro in ogni paese è data dalla
dimensione della popolazione
– La produttività del lavoro in ogni bene nei due
paesi è data
– Il lavoro non è mobile tra i due paesi
– In tutti i mercati vigono condizioni di concorrenza
perfetta
– Le variabili del paese B sono indicate con asterisco
Il commercio internazionale nel modello ricardiano
• Vantaggio assoluto
– Un paese ha un vantaggio assoluto nella produzione di un
bene se il lavoro necessario per produrre un’unità di quel bene
è minore rispetto al paese estero
– Se sia aLF < a*LF sia aLV < a*LV il paese A gode di un
vantaggio assoluto nella produzione di entrambi i beni: A è
più produttivo di B nella produzione di entrambi i beni
• Il vantaggio assoluto non ha alcuna rilevanza: anche se il
paese A ha un vantaggio assoluto in entrambi i beni, sono
possibili scambi vantaggiosi per entrambi i paesi
• La struttura dei flussi commerciali è determinata dal vantaggio
comparato, non da quello di vantaggio assoluto
Il commercio internazionale nel modello ricardiano
• Il vantaggio comparato
– Non si fanno ipotesi sui vantaggi assoluti perchè non sono
rilevanti (non importa chi è più produttivo in asosluto); i
vantaggi relativi sono rilevanti. Si supponga che
aLF /aLV < a*LF /a*LV
• il paese A richiede nella prodzione di F comparativamente (in rapporto
cioè alla produzione di V) meno lavoro che il paese B
• Il costo-opportunità del formaggio in termini di vino è minore in A che
in B
• In altre parole, in assenza di scambi, il prezzo relativo del formaggio in
A è minore del prezzo relativo del formaggio in B
• Il paese A gode di un vantaggio comparato nel
formaggio e lo esporterà in B in cambio di vino
Il commercio internazionale nel modello
ricardiano: il paese B
Frontiera delle possibilità produttive del paese B
Produzione di
vino di B,
Q*V, in litri
L*/a*LV
F*
P*
L*/a*LF
Produzione di
formaggio di B,
Q*F , in chili
Il commercio internazionale nel modello ricardiano:
prezzi e costo-opportunità
• In assenza di commercio, quando le due economie A e B
sono chiuse agli scambi, si ha
in A: PF / PV = aLF /aLV ; in B: P*F / P*V = a*LF /a*LV
• Quindi P*F / P*V > PF / PV (essendo a*LF /a*LV > aLF /aLV);
ne consegue che con lo scambio internazionale sarà
conveniente vendere formaggio prodotto da A nel paese B
e vino prodotto da B nel paese A
• Questi spostamenti tenderanno a fare salire PF / PV e a fare
scendere P*F / P*V fino al punto in cui i due prezzi relativi
convergeranno verso un unico valore del prezzo relativo
(mondiale) del formaggio in termini di vino
Il commercio internazionale nel modello
ricardiano a un solo fattore
• Determinazione del prezzo relativo dopo gli scambi
– Cosa determina il prezzo relativo (cioè, PF / PV)
dopo gli scambi?
• Per rispondere a questa domanda dobbiamo definire
l’offerta relativa e la domanda relativa di formaggio nel
mondo
• L’offerta relativa di formaggio è pari alla quantità
totale di formaggio offerta dai due paesi per ogni dato
prezzo relativo divisa per la quantità totale di vino
offerta, (Q F+ Q*F )/(QV + Q*V)
• La domanda relativa di formaggio nel mondo è un
concetto analogo
Il commercio internazionale nel modello ricardiano
a un solo fattore: l’offerta mondiale
• se PF / PV < aLF /aLV nessun paese produce formaggio, l’offerta
relativa di formaggio è zero
• se PF / PV = aLF /aLV il paese B non ha convenienza a produrre
formaggio, mentre in A i produttori ottengono lo stesso guadagno nel
formaggio e nel vino, quindi in questo caso A è disponibile a
produrre qualunque quantità relativa dei due beni, dando luogo a una
sezione piatta dell’offerta relativa mondiale di formaggio
• se aLF /aLV < PF / PV < a*LF /a*LV; A si specializza producendo solo
formaggio, B si specializza producendo solo vino; l’offerta relativa
mondiale di formaggio è (L / aLF)/(L / a*LV)
• se PF / PV = a*LF /a*LV; per i produttori di B è indifferente produrre
formaggio o vino, per cui l’offerta relativa mondiale di formaggio
torna a essere piatta
• se PF / PV > a*LF /a*LV; nessuno produce vino e l’offerta relativa di
formaggio tende a infinito
Il commercio internazionale nel modello
ricardiano: domanda e offerta relative
Domanda e offerta relative mondiali
Prezzo relativo
del formaggio, PF/PV
a*LF/a*LV
RS
1: aLF/aLV <PF/PV< a*LF/a*LV
aLF/aLV
RD
2
RD'
Q'
L/aLF
L*/a*LVW
Quantità relativa di
formaggio, QF + Q*F
Q V + Q *V
Il commercio internazionale nel modello ricardiano
• I vantaggi dal commercio internazionale
– Se i paesi si specializzano in base ai loro vantaggi
comparati, allora beneficiano tutti da tale
specializzazione e dal commercio internazionale
– Dimostreremo tali vantaggi dal commercio
internazionale in due modi: 1) il commercio
internazionale espande le possibilità di consumo dei
cittadini dei paesi che si integrano rispetto a una
situazione di chiusura; 2) il commercio internazionale è
un modo efficiente per produrre indirettamente ciò che
non si è in grado di fare “al meglio” con le proprie
tecnologie
Il commercio internazionale nel modello ricardiano:
espansione delle possibilità di consumo
– Il commercio internazionale influenza il consumo in ognuno dei due
paesi: apre più possibilità di consumo
– La frontiera delle possibilità di consumo evidenzia la quantità massima
di consumo di un bene che un paese può ottenere per ogni data
quantità consumata dell’altro bene
– In assenza di commercio, le possibilità di consumo coincidono con la
frontiera delle possibilità produttive
– Il commercio internazionale consente di espandere le possibilità di
consumo per ognuno dei due paesi: ciascun paese supera i limiti dettati
dalla tecnologia nazionale, “accedendo” alla frontiera produttiva del
partner commerciale; i consumatori di A accedono alla maggior offerta
di vino proveniente da B; i consumatori di B accedono alla maggior
offerta di formaggio da parte di A
Il commercio internazionale nel modello ricardiano:
espansione delle possibilità di consumo
Il commercio internazionale espande le possibilità di
consumo
Quantità
di vino, Q*V
F*
Quantità
di vino, QV
T
P
F
Quantità di
formaggio, QF
(a) Paese A
P*
T*
Quantità di
formaggio,Q*F
(b) Paese B
Il modello ricardiano: scambio internazionale come modo più efficiente
per produrre (indirettamente) i beni in cui si ha uno svantaggio comparato
•
•
PAIA DI SCARPE
MICROCHIP
ORE DI
LAVORO
PER
UN’UNIT
A’ DI
OUTPUT
•
ORE DI
LAVORO
PER
UN’UNITA
’ DI
OUTPUT
PRODUTTIVITA
OUTPUT
PER ORA
DI
LAVORO
PRODUTTIVITA
OUTPUT
PER ORA
DI
LAVORO
Ita
3
1/3=0,33
6
1/6=0,17
Usa
2
½ = 0,5
1
1
•
•
Prima degli scambi prezzo relativo
del microchip rispetto alle scarpe
Italia=2; Usa = 0,5
Con lo scambio, prezzo
internazionale si colloca tra 2 e
0,5; per esempio a 1
Con apertura agli scambi gli Usa,
pur più produttivi in assoluto nei 2
beni, hanno convenienza a produrre
solo il bene dove sono
relativamente più efficienti, cioè
microchip (vantaggio comparato), e
importare scarpe italiane
Se gli Usa realizzassero scarpe in
casa, con un’ora di lavoro
avrebbero 0,5 unità di scarpe; se
invece impiegassero quell’ora di
lavoro per produrre microchip,
ottengono un’unità di microchip
che scambiano nel mercato
mondiale al prezzo relativo di 1
ottenendo un’unità di scarpa
italiana
Scambio internazionale =
produzione indiretta
Il modello ricardiano: ai vantaggi comparati di produttività
corrispondono vantaggi comparati di costo del lavoro
•
•
•
•
L’industria nei 2 paesi si divide così: Italia
scarpe 80% microchip 20%; Usa scarpe
20%, microchip 80%. Quindi
Produttività media Italia
=0,80x0,33+0,20x0,17=0,3
Produttività media Usa=
0,20x0,5+0,80x1=0,9
Gli Usa pagano un salario triplo rispetto
all’Italia. Nonostante ciò gli Usa
conservano un vantaggio comparato di
costo nei microchip perché in questa
industria la produttività di un lavoratore
americano è 6 volte maggiore di quella di
un lavoratore italiano (1/0,17)
L’Italia è meno produttiva degli Usa in
entrambe le produzioni. Nonostante ciò
presenta un vantaggio comparato di costo
nella produzione di scarpe. Questo perchè
i salari italiani sono 1/3 di quelli
americani, mentre la produttività italiana
nelle scarpe è solo 2/3 di quella americana
nello stesso settore (0,33/0,5)
Clup italiano nelle scarpe più basso
nonostante la più bassa produttività; clup
Usa nei microchip più basso nonostante i
più alti salari: è qui il motivo
dell’interscambio
CLUP
SCARPE
CLUP
MICROCHIP
ITALIA
SALARI
O=0,30
0,3/0,33=0,9
0,3/0,17=1,8
USA
SALARI
O=0,9
0,9/0,5=1,8
0,9/1=0,9
Fraintendimenti a proposito dei vantaggi
comparati
• Produttività e competitività
– Luogo comune 1: il libero scambio è vantaggioso solo se un
paese è abbastanza forte (produttivo) da sostenere la
concorrenza straniera
• Questo argomento fallisce nel riconoscere che il
commercio internazionale è basato sui vantaggi
comparati e non sui vantaggi assoluti
• La questione dei bassi salari
– Luogo comune 2: la concorrenza estera è sleale e danneggia
gli altri paesi quando è basata su bassi salari
• Nel nostro esempio il paese Usa ha salari maggiori,
tuttavia continua a trarre vantaggio dal commercio
Fraintendimenti a proposito dei vantaggi comparati
• Sfruttamento
– Luogo comune 3: il commercio internazionale
peggiora le condizioni dei lavoratori nei paesi con
i salari più bassi
• In assenza di commercio, questi lavoratori starebbero
peggio
• Negare l’opportunità di esportare significa condannare
la gente povera a rimanere tale
Fraintendimenti a proposito dei vantaggi
comparati
Variazioni dei salari e dei costi del lavoro per unità di prodotto
Compensi orari, 1975
Compensi orari, 2000
Stati Uniti =
Italia =
Stati Uniti =
Italia =
crescita del costo del
100
100
100
100
lavoro per unità di
(a)
(b)
(a)
(b)
prodotto: 1979-2000
100
137
100
135
1,2
73
100
74
100
1
Sud Corea
5
7
41
55
0,07
Taiwan
6
8
30
40
3,6
Hong Kong
12
16
28
38
n.d.
Singapore
13
18
37
50
n.d.
Francia
71
97
83
112
0
RegnoUnito
53
73
80
108
2,5
Giappone
47
64
111
150
3,2
Stati Uniti
Italia
Fonte: Bureau of Labor Statistics (www.bls.gov/fls/home.htm)
Tasso annuo di
Modello ricardiano: il vantaggio comparato in
presenza di più beni
• Costruzione del modello
– Due paesi: A e B; entrambe le economie consumano e sono
in grado di produrre un numero elevato, N, di beni diversi;
un solo fattore della poduzione
• Salari relativi e specializzazione
– La struttura dei flussi commerciali dipenderà dal rapporto
tra i salari del paese A e quelli del paese B
– I beni saranno sempre prodotti dove è meno costoso farlo
• Per esempio, indicando con w e w* i salari pagati rispettivamente
nei due paesi A e B, sarà meno costoso produrre il bene i nel paese
A se waLi < w*a*Li , o riorganizzando i termini se a*Li/aLi > w/w*
• In generale si avrà una catena di N vantaggi comparati
aL1 /a*L1< aL2 /a*L2<....< aLi /a*Li<....<aLN /a*LiN
talché il paese A produrrà tutti i beni per i quali aLi /a*Li<w*/w oppure,
considerando le produttività relative, per i quali a*Li/aLi > w/w*
Modelllo ricardiano: il vantaggio comparato in
presenza di più beni
Costi del lavoro per unità di prodotto nei paesi A (home) e B (foreign)
Modello ricardiano: vantaggio
comparato in presenza di più beni
• Quale paese produce quali beni?
– Un paese ha un vantaggio di costo in ogni bene per
il quale la sua produttività relativa è maggiore del
suo salario relativo.
• Se, per esempio, w/w* = 3, A produrrà mele, banane e
caviale, mentre B produrrà solo datteri e focacce.
• Entrambi i paesi beneficieranno dei vantaggi della
specializzazione.
Modello ricardiano: il vantaggio
comparato in presenza di più beni
• Determinazione del salario relativo nel
modello a più beni
– Per determinare i salari relativi in un’economia a
più beni, dobbiamo considerare le domande di
lavoro implicite nelle domande relative dei beni
(cioè, le domande di lavoro relative derivate).
– In A, la domanda relativa di lavoro diminuisce
all’aumentare del rapporto tra i salari di A e quelli
di B.
Modello ricardiano: il vantaggio
comparato in presenza di più beni
Determinazione dei salari relativi
Salario
relativo, w/w*
RS
Mele
10
8
4
3
2
0.75
Banane
Caviale
Datteri
Focacce
RD
Quantità relativa
di lavoro, L/L*
Introduzione dei costi di trasporto e dei
beni non commerciati
• Ci sono tre ragioni principali per le quali la specializzazione
nell’economia internazionale reale non è estrema (vale a dire alcune
produzioni si realizzano solo nel paese A, le altre nel paese B):
– l’esistenza di più di un fattore produttivo.
– i paesi talvolta proteggono i settori dalla concorrenza straniera.
– il trasporto di beni e servizi è costoso
• L’introduzione dei costi di trasporto rende alcuni beni non
commerciati; per es, se il costo di trasporto è pari al 100% del
valore del costo di produzione, nel caso precedente, con un rapporto
tra salari nazionali ed esteri pari a 3, non vi sarà convenienza,
nonostante le differenze di produttività, a commerciare caviale e
datteri che continueranno quindi a essere prodotti in entrambe le
economie
• In alcuni casi, il trasporto è virtualmente impossibile.
– Esempio: servizi quali il taglio dei capelli o la riparazione
dell’automobile non possono essere commerciati internazionalmente
Limiti del modello ricardiano
• Prevede un estremo grado di specializzazione: alcune produzioni si concentrano
esclusivamente in un determinato paese, le altre nell’altro; ciò è estremamente raro
• Esclude che il commercio internazionale abbia effetti negativi per alcune categorie
di lavoratori; questo perchè suppone che il lavoro “espulso” dalle produzioni che si
perdono a vantaggio della concorrenza estera (dove si ha quindi uno svantaggio
comparato) si sposti immediatamente nelle produzioni di vantaggio comparato
• Non prevede che differenze diverse da quelle tecnologiche possano spingere al
commercio internazionale e alla specializzazione; in particolare, la differente
dotazione di risorse è una causa altrettanto importante della specializzazione
commerciale
• Trascura il possibile ruolo delle economie di scala come causa degli scambi;
questo comporta che tale modello non contempli la possibilità che vi siano scambi
commerciali tra paesi perfettamente identici sotto il profilo tecnologico
• Nonostante questi limiti il modello di Ricardo è un ottimo schema per porre in luce
alcuni meccanismi essenziali del commercio internazionale (vantaggio comparato
e “luoghi comuni” circa le conseguenze negative dell’integrazione commerciale);
esso riesce anche a “spiegare” il tipo di specializzazione che prevale in molti paesi
La previsione di fondo del modello di Ricardo (i paesi esportano ciò
in cui sono relativamente più produttivi) è verificata
Produttività e esportazioni
Sommario
• Abbiamo esaminato il modello di Ricardo, il
più semplice fra i modelli che mostrano come
differenze nelle caratteristiche dei paesi diano
luogo al commercio internazionale e come da
esso derivino vantaggi reciproci
• In questo modello, il lavoro è il solo fattore di
produzione ed i paesi si differenziano soltanto
per la produttività del lavoro nei diversi settori
dell’economia
• Nel modello di Ricardo, un paese esporterà il
bene nel quale ha un vantaggio comparato (non
un vantaggio assoluto) in termini di
produttività del lavoro
Sommario
• Il fatto che il commercio internazionale avvantaggi un
paese può essere mostrato in due modi:
– possiamo pensare al commercio internazionale
come a un modo indiretto di produzione.
– possiamo mostrare che il commercio
internazionale espande le possibilità di consumo di
un paese.
• La distribuzione dei vantaggi derivanti dal
commercio internazionale dipende dai prezzi relativi
dei beni che i due paesi producono.
Sommario
• Estendendo il modello ad un fattore produttivo
e due beni al caso di più beni consente di
mostrare che i costi di trasporto possono dare
luogo a beni non commerciati.
• La previsione principale del modello di
Ricardo - cioè che i paesi tenderanno ad
esportare i beni per i quali hanno una
produttività relativamente elevata - è stata
confermata da numerosi studi empirici.
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lezione 2