Musei e Monumenti 1 MUSEI E MONUMENTI UFFICI INFORMAZIONI TURISTICHE FERRARA Castello Estense Tel: 0532 209370 Fax 0532 212266 Piazza Municipale 11 Tel. 0532 419474 Fax 0532 419488 ARGENTA Via Matteotti, 24/b Tel. 800 014669 Fax 0532 330215 CENTO Via Guercino, 41 Tel. 051 6843334 Fax 051 6843309 CODIGORO Abbazia di Pomposa S.S. 309 Romea Tel. e fax 0533 719110 COMACCHIO C. so Mazzini,4 Tel. 0533 314154 Fax 0533 319278 MESOLA P.tta S. Spirito Tel. e fax 0533 993358 Accessibilità per persone disabili: Accessibile Non accessibile Accessibile con aiuto Parzialmente accessibile Realizzato da: Comune di Ferrara Foto: M. Baraldi, F. Meneghetti, P. Zappaterra, Fototeca Arte Antica Comune di Ferrara, Fototeca Servizio Turismo Provincia di Ferrara Progetto grafico: Mario Zanirato & C Stampa: Litografia Tosi A cura di: Ufficio Informazioni Turistiche, Castello Estense. Chiuso in redazione il 23 gennaio 2006 Indice Casa di Ludovico Ariosto Casa Romei Castello Estense Cattedrale Chiesa di San Cristoforo alla Certosa Chiesa di San Domenico Chiesa di Santa Maria in Vado Chiesa di San Francesco Chiesa di San Giorgio Chiesa del Gesù Chiesa di San Paolo Monastero del Corpus Domini Monastero di Sant’Antonio in Polesine Museo Archeologico Nazionale Museo dell’Architettura Museo dell’Illustrazione Museo di Storia Naturale Museo della Cattedrale Museo Lapidario Museo Michelangelo Antonioni Museo del Risorgimento e della Resistenza Oratorio dell’Annunziata Palazzina Marfisa d’Este Palazzo Bonacossi Palazzo dei Diamanti Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Pinacoteca Nazionale Palazzo Massari Museo Giovanni Boldini Museo dell’Ottocento Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Filippo De Pisis Palazzo Municipale Palazzo Paradiso Palazzo Schifanoia Sinagoghe e Museo Ebraico Le Mura In provincia Argenta Bondeno Cento Codigoro Comacchio Mesola Portomaggiore Voghiera www.ferrarainfo.com Casa di Ludovico Ariosto 3 4 6 8 10 13 14 16 19 20 22 24 26 27 29 30 31 Via Ariosto 67. Tel. 0532 244949 Parva , sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo, sed tamen aere domus (la casa è piccola, ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con il mio denaro): questa è l’iscrizione sulla facciata della casa dove Ludovico Ariosto (1474-1533) trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla terza e definitiva edizione dell’Orlando Furioso. L’abitazione, realizzata probabilmente su disegno di Girolamo da Carpi, presenta una facciata semplice ma elegante in mattoni a vista. Al primo piano è sistemato un piccolo museo dedicato al grande poeta. Vi sono conservati il calco del suo calamaio, la sua sedia e molte medaglie che lo rappresentano, fra cui quella rinvenuta nella sua tomba nel 1801. Nel piccolo corridoio centrale è conservata la preziosa edizione dell’Orlando Furioso illustrata da Gustave Doré nel 1881. Casa Romei Via Savonarola 30. Tel. 0532 240341 La casa che Giovanni Romei costruì a Ferrara nel XV secolo, ampliandola e arricchendola nel corso del tempo, rappresenta un classico esempio di dimora signorile in età ducale. La casa fu collegata poi all’attiguo Convento del Corpus Domini. Chi oggi la visita resta subito colpito dall’armonico cortile d’onore, frutto dell’unione di elementi medievali con altri rinascimentali, dominato da un grande monogramma di Cristo in terracotta. Al piano terra le stanze conservano la decorazione originale di gusto gotico: soprattutto nella Sala delle Sibille, dove i ritratti femminili, con in mano i cartigli delle profezie, corrono tutt’intorno, stagliandosi contro il verde di una grande siepe. Originale è anche l’imponente camino. Il primo piano fu trasformato nel ‘500 per volere del cardinale Ippolito II d’Este, nel Salone d’onore è ripetuta più volte, l’aquila bianca, simbolo del cardinale. Lo studiolo di Giovanni Romei ha conservato il soffitto a cassettoni, decorati al centro da disegni stampati su carta: un artificio allora assai comune, ma di cui sono rimasti pochi esempi. Casa Romei ospita un interessante Museo di pittura e scultura le cui opere, provenienti da vari luoghi scomparsi di Ferrara sono sparse in tutte le stanze. Nel Lapidario al piano terra si conservano fregi in marmo e laterizio, sculture e stemmi. 3 Castello Estense Info 0532 299233 Nel 1385 il marchese Niccolò II d’Este ordinò la costruzione di una fortezza difensiva incaricando del progetto Bartolino da Novara. Di quel periodo restano la massiccia imponenza, il fossato, i ponti levatoi, le torri. Passarono i secoli e a partire dai tempi di Ercole I d’Este il Castello divenne la magnifica residenza della corte e fu arricchito ad opera di Girolamo da Carpi, dalle altane sopra le torri, dai balconi di marmo, dal cortile di linee cinquecentesche ad opera di Girolamo da Carpi e da fastosi appartamenti all’interno.Al piano terra sono visitabili le antiche cucine, dove si trovano un plastico del castello nel suo aspetto più antico. Seguono la prigione di Don Giulio d’Este e, nei sotterranei, le anguste celle di Ugo e Parisina; la cui storia d’amore fu scoperta e i due infelici furono decapitati nelle segrete del Castello nel 1425. Una lunga rampa, anticamente destinata alle artiglierie, porta al piano nobile, dove si viene accolti dalla grazia di un terrazzo circondato da mura, il Giardino delle Duchesse; segue la piccola, ma preziosa Cappella Ducale, di eleganti linee geometriche, che un’antica tradizione vuole appartenesse a Renata di Francia, la duchessa calvinista. Seguono alcune sale dai soffitti sontuosi, opera della famiglia Filippi e dei loro collaboratori (XVI sec.). Nella Sala dell’Aurora gli affreschi scandiscono lo scorrere del tempo attraverso le quattro parti del giorno: l’Aurora, il Giorno, il Tramonto e la Notte. Nella Saletta dei Giochi, Il soffitto è decorato, al centro, con il girotondo delle Quattro Stagioni e tutt’intorno da affreschi con scene di giochi dell’antica Roma. Da questa stanza si sale, con apposito biglietto, alla Torre dei Leoni da cui è possibile ammirare il panorama della città dall’alto. Nella grande Sala dei Giochi, il soffitto è diviso in undici riquadri , ciascuno contenente una scena di sport secondo il gusto del duca Alfonso II ad opera del Bastianino (Sebastiano Filippi). Dopo una serie di Sale si giunge all’Anticamera e alla Sala del Governo, dagli splendidi soffitti decorati ai tempi di Ercole II, che qui riceveva in udienza. Seguono la Sala della Devoluzione che rappresenta il passaggio dal potere estense a quello pontificio nel 1598, la Sala dei Paesaggi e la Sala delle Geografie, con magnifiche carte del ferrarese affrescate sulle pareti. L’itinerario si conclude nell’ampia Sala degli Stemmi che presenta una doppia decorazione araldica e alcune vedute della legazione di Ferrara di metà Ottocento. Lo scalone elicoidale cinquecentesco riporta nel cortile. 4 Castello Estense 5 Cattedrale Info: 0532 207449 La Cattedrale, costruita a partire dal XII sec., mostra i segni di tutte le epoche storiche attraversate dalla città. La grandiosa facciata, dalla particolarissima struttura a tre cuspidi, fu iniziata in uno stile romanico ancora prevalente nella parte inferiore: da notare il San Giorgio e le Cene del Nuovo Testamento sopra la porta centrale, opera dello scultore Nicholaus. La parte superiore, di qualche decennio più tarda, è in stile gotico e presenta, oltre alle numerose arcatelle e ai finestroni strombati, un magnifico Giudizio Universale scolpito da ignoto, sopra la loggia centrale. Entro una nicchia, nella parte destra della facciata, è posta la statua di Alberto d’Este. Al lato opposto, il busto bronzeo di papa Clemente VIII si affaccia su una lapide che ricorda la presa di Ferrara da parte del pontefice effigiato. Il fianco lungo piazza Trento Trieste è decorato da due logge con colonnette fantasiosamente scolpite, e termina con l’imponente campanile rinascimentale in marmo bianco e rosa, opera attribuita a Leon Battista Alberti. L’abside in laterizio appena movimentato dagli archi in cotto e dai capitelli marmorei, è opera dell’ architetto e urbanista ferrarese Biagio Rossetti. L’interno, interamente rifatto nel XVII sec. contiene fastose decorazioni e opere più antiche, come le statue bronzee della Crocifissione e dei Santi Giorgio e Maurelio, di Niccolò Baroncelli e Domenico di Paris (XV sec.) e la splendida tela del Martirio di San Lorenzo, del Guercino (sec. XVII). La zona absidale è coronata, nel catino, dal Giudizio Universale del Bastianino (sec. XVI), ispirato al modello michelangiolesco della Cappella Sistina. Altre opere di gran pregio sono la Madonna in trono e Santi del Garofalo (3ª cappella sinistra), la Incoronzione della Vergine di Francesco Francia (6ª cappella sinistra) e la Vergine in gloria con le Sante Barbara e Caterina di Bastianino (3ª cappella destra). Chiesa di San Cristoforo alla Certosa Via Borso d’Este 50. Tel. 0532 205619 Il monastero della Certosa, edificato da Borso d’Este nel 1461, venne trasformato in cimitero monumentale all’inizio dell’800. La costruzione della chiesa di San Cristoforo, attribuita a Biagio Rossetti, iniziò dal 1498 e fu portata a termine nel 1551. La facciata, rimasta incompiuta, è decorata da un portale marmoreo settecentesco. L’interno è a una navata unica con sei cappelle per lato, transetto e una profonda zona presbiteriale absidata. 6 Cattedrale 7 Chiesa di San Domenico Via Spadari. Tel. 0532 203383 Fu costruita nelle sue forme attuali nel 1726, in luogo di una chiesa più antica, della quale sopravvivono una cappella ed il campanile, visibili sulla destra della facciata. Il pavimento è ricoperto di pietre tombali antiche, esempio di una caratteristica un tempo comune a tutte le chiese. Nell’abside: coro ligneo del 1384. Chiesa di Santa Maria in Vado Via Borgovado 3. Tel. 0532 65127 Sorta presso un guado (“vado”) del Po, è documentata dal X secolo. Nel 1171 vi ebbe luogo un evento miracoloso: al momento della consacrazione, dall’Ostia sprizzarono gocce di sangue che andarono a bagnare la volta dell’allora piccolo tempio. Ricostruita nel 1495 con il concorso tecnico di Ercole de’ Roberti e Biagio Rossetti, la chiesa ha una facciata in cotto e laterizio abbellita da un portale marmoreo di Andrea Ferreri. Riccamente decorato, l’interno è a pianta basilicale, absidato e diviso in tre navate. I bracci del transetto, provvisti di due cappelle per lato, ospitano un organo cinquecentesco e il Santuario del Preziosissimo Sangue, nel quale è conservata l’antica volta con tracce di sangue del miracolo eucaristico. Nella chiesa si conservano opere pittoriche di Camillo Filippi, Carlo Bononi, Domenico Mona. Chiesa di San Francesco Via Terranuova. Tel. 0532 209646 Eretta nel 1594 su un preesistente complesso francescano, la chiesa è un capolavoro dell’architetto Biagio Rossetti. La facciata in mattoni è scandita da lesene in marmo e cotto e da ampie volte laterali. L’interno è a croce latina, a tre navate, con otto cappelle per lato e suscita un’impressione di grande armonia per le pure proporzioni geometriche rinascimentali. Si segnala, nella prima cappella di sinistra, lo splendido affresco La cattura di Cristo del Garofalo (1524). L’altare accanto all’affresco presenta un raro esempio di ancona scolpita in pietra Cristo nell’orto del Gestemani, fiancheggiata dai ritratti a fresco dei donatori. Nel transetto destro si trova l’imponente mausoleo barocco del marchese Ghiron Francesco Villa, mentre nel transetto sinistro si ammira un magnifico sarcofago romano-ravennate del V secolo. Dietro l’altare maggiore è collocato un grande trittico di Domenico Mona, del 1580-83: Resurrezione, Ascensione e Deposizione. 8 Chiesa di Santa Maria in Vado 9 Chiesa di San Giorgio Piazzale San Giorgio 29. Tel. 0532 62231 La chiesa del patrono della città è documentata dal X secolo e fu Cattedrale cittadina fino al XII secolo. L’attuale configurazione della chiesa si deve alla trasformazione operata da Alberto Schiatti (1581) e a un successivo intervento del XVII secolo. La facciata, in cotto, è impreziosita da un ampio bassorilievo in pietra: San Giorgio che uccide il drago. Il campanile fu eretto nel 1485 a opera di Biagio Rossetti. All’interno sono conservate opere di Francesco Ferrari, Costanzo Catanio e Francesco Naselli. Nell’area presbiteriale è collocato il quattrocentesco monumento sepolcrale del vescovo Lorenzo Roverella, opera di Antonio Rossellino e Ambrogio da Milano. Presso l’ingresso al campanile si trova la tomba di Cosmè Tura, caposcuola della “Officina Ferrarese”. Di disegno molto elegante sono la sacrestia e il chiostro, unici resti dell’antico, ampio convento. Chiesa del Gesù Via Borgoleoni 56. Tel. 0532 205908 Fu costruita nel 1570 su disegno di Alberto Schiatti e successivamente ampliata. La facciata è austera, interamente in cotto e laterizio. All’interno, a navata unica, conserva alcuni dipinti di notevole interesse, fra cui una pregevole Annunciazione del Bastarolo (1580) e due importanti esempi di pittura barocca di G.M. Crespi. A sinistra dell’ingresso si trova un importante gruppo scultoreo quattrocentesco in terracotta policroma: il Compianto su Cristo di Guido Mazzoni. Dietro l’altare maggiore si trova il monumento sepolcrale della duchessa Barbara d’Austria, moglie di Alfonso II d’Este. Chiesa di San Paolo C. so Porta Reno 60. Tel. 0532 765284 L’edificio fu ricostruito nelle forme attuali dopo il terremoto del 1570 dall’architetto Alberto Schiatti. A fianco esiste ancora l’ex convento, con due eleganti chiostri. All’interno del tempio si trovano affreschi e pregevoli dipinti di vari secoli, soprattutto dal XVI al XVII, che fanno di questa chiesa un “museo” degli artisti ferraresi del tardo Rinascimento. Nella navata sinistra si notano in particolare La discesa dello Spirito Santo dello Scarsellino nella terza cappella, La Resurrezione e La Circoncisione di Bastianino nella quarta e nella quinta. 10 Chiesa di San Giorgio 11 Altre opere sono collocate nella navata opposta: La nascita di San Giovanni Battista di Scarsellino nella terza cappella, L’Annunciazione di Bastianino nella quinta. Nel transetto destro, sotto l’organo, si ammira il San Girolamo di Girolamo da Carpi. Di Domenico Mona sono L’adorazione dei Magi dietro l’altare maggiore e, ai lati del presbiterio, La conversione e La decollazione di San Paolo. Nel catino absidale si ammira Il ratto di Elia, di Scarsellino, un affresco che aprì una nuova stagione nella pittura italiana. Monastero del Corpus Domini Via Pergolato 4. Tel. 0532 207825 Ospitò Santa Caterina Vegri e conserva, nel coro delle monache, alcune semplici sepolture della famiglia d’Este (Eleonora d’Aragona, Alfonso I, Lucrezia Borgia, Lucrezia de’ Medici, Alfonso II e altri). La chiesa pubblica è stata riccamente decorata in epoca barocca: sull’altare maggiore si nota la Comunione degli Apostoli di G. Cignaroli (1768). Il soffitto è decorato Dalla Gloria di Santa Caterina Vegri, elegante opera (1770-73) di G. Ghedini. Monastero di Sant’Antonio in Polesine Via Gambone 17. Tel. 0532 64068 Fondato dalla Beata Beatrice d’Este, figlia del marchese Azzo VII, il monastero fu sempre protetto dagli Estensi, che non lesinarono denaro per il suo abbellimento. La chiesetta pubblica, in stile barocco, presenta un notevole soffitto affrescato nel XVII secolo da Andrea Ferreri. Nella chiesa interna si possono visitare tre cappelle con preziosi affreschi. Quella di sinistra contiene le Storie dell’infanzia di Gesù e la Vita della Vergine, di scuola giottesca; nella cappella di destra si possono ammirare le Storie della Passione, ugualmente di scuola giottesca: tutte furono eseguite fra la fine del Duecento e la metà del Trecento. Nella cappella centrale si trovano affreschi di diverse scuole e periodi, fra cui si segnalano la delicata Annunciazione di Domenico Panetti (1460-1530) e il cinquecentesco soffitto a grottesche. Interessanti anche una Flagellazione cinquecentesca completa di preziosa ancona in legno scolpito e dorato, l’elegante chiostro e la tomba della fondatrice. 12 Monastero di Sant’Antonio in Polesine 13 Museo Archeologico Nazionale Via XX Settembre 124. Tel. 0532 66299 Lungo l’antica via della Ghiara, Antonio Costabili, alto funzionario della corte, volle erigere un grandioso palazzo, disegnato da Biagio Rossetti. Ancora oggi il visitatore è colpito dalle linee armoniche del cortile. All’interno ha sede il Museo Archeologico Nazionale che ospita i reperti della città etrusca di Spina, emporio commerciale che fiorì dal VI al III secolo a.C , che scompare senza lasciare traccia nella prima metà del II secolo a.C. La scoperta di Spina è legata alle opere di prosciugamento delle Valli di Comacchio che hanno portato alla luce più di 4.000 tombe oltre che a una parte dell’abitato. Nelle sale del Museo sono esposti corredi funerari, dalle tombe più antiche a quelle più recenti. Particolarmente numerosi e di pregio sono i grandi Corredi da simposio, un’usanza sociale di origine greca il cui nome significa “bere insieme” che costituiscono la più grande collezione al mondo di ceramiche attiche a figure rosse. Grandi crateri, slanciate kylikes, anfore, hydrie: ogni parte di questi completi è decorata con scene mitologiche dove si riconoscono le mani dei più famosi artigiani ateniesi dell’epoca. Vi sono poi ceramiche della Magna Grecia e quelle di produzione locale, dette “alto adriatiche”, caratterizzate da pitture rapide, quasi moderne. Nell’ultima sala spiccano, tra le altre, due corredi femminili con diademi d’oro decorati a sbalzo e fibule d’argento insieme a contenitori di profumi. Museo dell’Architettura Via XX Settembre 152. Tel. 0532 244949 La casa fu costruita nel 1490 dal grande architetto e urbanista Biagio Rossetti, per sé e per la propria famiglia. L’edificio ospita il Museo dell’Architettura (MusArc) con mostre temporanee , incontri e conferenze a tema. (temporaneamente chiuso) Museo dell’Illustrazione Via Frescobaldi 40. Tel. 0532 244949 Il MIL, ospitato nella casa natale del musicista del ‘600, Girolamo Frescobaldi, è un centro di studi sull’immagine riprodotta, bozzetti, opere d’incisione, cartelloni, fumetti, caricature. (temporaneamente chiuso) Museo di Storia Naturale Via de Pisis 24. Tel. 0532 244949 Il Museo è articolato nelle sezioni di Zoologia, Geopa14 Museo Archeologico Nazionale 15 leontologia e Mineralogia, oltre a ospitare interessanti reperti paleontologici ed etnografici. La sezione zoologica possiede, fra gli altri, un grande orso polare, un maschio di canguro gigante, alcuni enormi pipistrelli fungivori e due splendidi esemplari maschi di cervo nobile. Nella collezione ornitologica spiccano un grande emù, una coppia di condor delle Ande, un uccello lira e alcune straordinarie paradisee. Molto interessante, inoltre, l’esposizione mineralogica e petrologica, comprendente fra l’altro una bella collezione di cristalli di quarzo e di agate del Brasile, accanto a una serie di minerali fluorescenti. Museo della Cattedrale Via San Romano. Tel. 0532 244949 Ubicato nell’ex chiesa di San Romano, conserva tesori quali le antiche ante d’organo raffiguranti L’Annunciazione e San Giorgio e il drago di Cosmè Tura, capofila della scuola pittorica ferrarese. Fra le opere scultoree sono da notare le formelle duecentesche provenienti dalla Porta dei Mesi, accesso laterale alla Cattedrale distrutto nel ‘700. Dalla stessa porta proviene lo splendido capitello con Le storie di San Giovanni Battista. Nell’abside si ammira la Madonna della melagrana (1496) di Jacopo della Quercia. Al centro sono esposti otto magnifici arazzi dedicati alle storie dei due patroni di Ferrara su cartoni del Garofalo, e di Camillo Filippi. Tutti furono eseguiti a metà del Cinquecento dalle manifatture ducali estensi, dirette dal fiammingo Johannes Karcher. Una ricca collezione di antifonari miniati, reliquiari, dipinti e altre opere completano il percorso museale. Museo Civico Lapidario Via Camposabbionario. Tel. 0532 244949 Ha sede nell’ex Chiesa di Santa Libera ed è la principale raccolta di marmi romani del territorio ferrarese. Si visita con lo stesso biglietto di Palazzo Schifanoia. Museo Michelangelo Antonioni C.so Ercole I d’Este 17. Tel. 0532 244949 Il museo, dedicato al grande regista ferrarese di fama internazionale, espone, in una mostra permanente da lui stesso allestita, la sua produzione pittorica. (temporaneamente chiuso) 16 Museo della Cattedrale Museo del Risorgimento e della Resistenza C.so Ercole I d’Este 19. Tel. 0532 244949 È costituito da una ricca collezione di documenti e cimeli storici di importanza locale e nazionale. Oratorio dell’Annunziata Via Borgo di Sotto. 49. Tel. 0532 741009 Ha una semplice facciata cinquecentesca, da alcuni attribuita all’Aleotti. L’interno fu decorato nel ‘500 con affreschi che narrano la Leggenda del legno della Santissima Croce, dal momento in cui l’albero della futura croce nasce dalla bocca di Adamo morto, fino alla vittoria di Costantino su Massenzio. Gli affreschi, opera di Camillo Filippi, Bastianino, Roselli e Dielaì, non sono tutti di altissima fattura, ma costituiscono un raro e interessante esempio di ciclo decorativo cinquecentesco ancora intatto. Dietro l’altare si conserva una più antica Resurrezione di scuola di Pisanello. Palazzina Marfisa d’Este Corso Giovecca, 170. Tel. 0532 244949 Magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, fu costruita da Francesco d’Este e, passò in eredità alla figlia Marfisa che qui abitò fino alla morte. All’interno si ammirano gli affreschi dei soffitti, parzialmente rifatti nel XX secolo, opera della bottega dei Filippi. La decorazione a grottesche raggiunge grande raffinatezza. La palazzina è arredata con mobili del ‘500 e ‘600, in parte ferraresi e in parte acquistati sul mercato antiquario. Da notare il busto marmoreo del duca Ercole I, opera di Sperandio Savelli (XV secolo) e la scultura della Madonna eseguita dalla bottega dei Lombardi (XVI secolo). Nella loggia, anticamente aperta sull’esterno, si vedono due ritratti di bambine sulle pareti: si tratta delle due figlie di Francesco d’Este, Marfisa e Bradamante. Da notare anche, in altre sale, i ritratti di Margherita Gonzaga, ultima duchessa di Ferrara, e di Alfonso I. Attraverso ciò che resta del grande giardino si raggiunge una loggia affrescata che veniva usata per concerti e piccoli spettacoli. Palazzo Bonacossi Via Cisterna del Follo 5. Tel. 0532 244949 Costruito nel 1468 e più volte trasformato, si caratterizza per l’alta torre al centro della facciata. È sede di mostre, conferenze e convegni. 18 Palazzina Marfisa d’Este 19 Palazzo dei Diamanti C.so Ercole I d’Este 21 Nel 1492 iniziarono i lavori del colossale ampliamento della città voluto dal duca Ercole I e progettato da Biagio Rossetti. Nuovi quartieri sorsero a nord di quelli medievali, strade larghe e luminose si intersecarono a creare la “prima città moderna d’Europa”. Al centro, sull’importante incrocio chiamato Quadrivio degli Angeli, sorse il palazzo di Sigismondo d’Este, fratello del duca. Più di 8000 bugne a forma di “diamante” ne coprono le due facciate, dandogli il nome. L’architetto Rossetti ne fece un capolavoro urbanistico, soprattutto con il porre la decorazione principale sull’angolo: un artificio destinato a sottolineare l’importanza dell’incrocio e a fare dell’edificio un’opera del tutto originale, creata per la veduta dell’angolo anziché di facciata. Il palazzo è oggi sede della Galleria d’Arte Moderna e della Pinacoteca Nazionale. Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Tel. 0532 244949 È sede di esposizioni d’Arte Moderna e Contemporanea di fama internazionale. Pinacoteca Nazionale Tel. 0532 205844 Ha sede al piano nobile del palazzo e offre uno straordinario panorama sulla pittura a Ferrara dal medioevo al XVIII sec. I primi secoli sono illustrati da grandi affreschi staccati, fra cui l’imponente Trionfo di Sant’Agostino di Serafino da Modena, e da una serie di quadri a fondo oro. La grande Officina Ferrarese è rappresentata dal suo maestro, Cosmè Tura, oltre che da Ercole de’ Roberti, Vicino da Ferrara, Michele Pannonio. La Musa Erato e la Musa Urania, di autore incerto, provengono dal celebre Studiolo del marchese Leonello nel palazzo Belfiore. Il ‘500 è rappresentato dal grande genio del Garofalo, maestro del classicismo, presente con numerosissime opere di grande fascino, fra cui la splendida Pala Costabili, eseguita assieme a Dosso Dossi. La fine secolo è invece rappresentata dal Bastianino e dalle sue opere che, da una michelangiolesca fisicità , passarono alla luce rarefatta e filacciosa della tarda produzione. Fra gli altri autori presenti, ricorderemo Vittore Carpaccio, l’Ortolano, il Manieri, il Panetti, il Coltellini, il cosiddetto Maestro degli Occhi Spalancati e tanti altri. 20 Palazzo dei Diamanti e Palazzo Prosperi Sacrati 21 Palazzo Massari Corso Porta Mare 9 Sorse alla fine del ‘400 per commissione del conte Onofrio Bevilacqua e subì in seguito numerosissime aggiunte e rimaneggiamenti, il più importante dei quali fu la costruzione di una dèpendance in elegante stile neoclassico. L’ingresso al complesso conduce ad un grande ed elegante atrio che si affaccia sul retrostante giardino, dove si trovano opere di scultori moderni. Il grande scalone d’onore conduce al piano nobile, dove inizia la visita ai musei ospitati nel palazzo. Museo Giovanni Boldini Tel 0532 244949 È dedicato al pittore ferrarese vissuto fra il 1842 e il 1931. Dopo i primi anni di formazione passati fra Toscana, Parigi e Londra, Boldini si stabilì definitivamente nella capitale francese, dove sviluppò il proprio, inconfondibile stile e divenne il più conteso ritrattista dell’alta società. Le donne più affascinanti del tempo fecero a gara nel posare per lui, sicure di essere rese immortali dal suo pennello e dal suo tratto personalissimo. Moltissimi anche i disegni, gli studi e gli oggetti personali del pittore. Museo dell’Ottocento Inizia con tre sale dedicate principalmente a soggetti religiosi e storici (Gaetano Turchi, Torquato Tasso in Sant’Anna). Dopo i ritratti della famiglia Massari e i quadri di Giovanni Pagliarini, troviamo opere di Gaetano Previati (1852-1920), maestro del romanticismo e simbolismo italiani. L’esposizione termina con sale dedicate a vari artisti fra cui Giuseppe Mentessi e Alberto Pisa. Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Filippo De Pisis Tel. 0532 244949 L’esposizione comincia con opere di Mario Sironi, Aroldo Bonzagni e Achille Funi. Una sala è dedicata alle sculture di: Minerbi, Virgili, Giacomelli, Nenci e Zucchini. La collezione di pittura continua poi con Mimì Quilici Buzzacchi e Aldo Bandinelli. Due sale sono dedicate al ferrarese Roberto Melli, artista attento ai valori della luce e alle loro possibilità emozionali. La seconda metà del museo è dedicata a Filippo De Pisis (1896-1956). Artista originalissimo, poeta oltre che pittore, trasfuse in tutte le sue opere una sorta di malinconia 22 Giovanni Boldini, La Donna in rosa 23 crepuscolare che si alterna alla ricerca di una dimensione cosmica. I suoi colori sono inconfondibili, passando dai toni pastello a quelli cupi, talvolta squarciati, quasi feriti da macchie vivide. Molte le nature morte e di grande intensità sono i ritratti. Palazzo Municipale Piazza Municipale 2 Ex Palazzo Ducale, fu costruito a partire dal 1243 e divenne residenza della famiglia estense sino al XVI secolo, quando la corte si trasferì nel Castello. Ai lati dell’antico accesso al Palazzo stanno un archetto e una colonna sui quali sono poste le statue del marchese Niccolò III a cavallo e del duca Borso d’Este in trono. Sull’ex Cortile Ducale,oggi Piazzetta Municipale, sia affacciano le finestre marmoree degli appartamenti estensi. Vi si ammira anche un bellissimo scalone d’onore eretto nel 1481 dall’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini. All’interno si possono visitare: il Camerino delle Duchesse, un piccolo ambiente splendidamente decorato nella seconda metà del ‘500, e la Sala dell’Arengo, affrescata tra il 1934 e il 1938 da Achille Funi. Palazzo Paradiso Via Scenze 17. Tel. 0532 418200 Edificato nel 1391. Nel 1567 il cardinale Ippolito II d’Este lo diede in affitto al Magistrato dei Savi per trasferirvi tutte le facoltà universitarie. Nel 1753 fu qui fondata la Biblioteca Civica, poi intitolata all’Ariosto. Nel 1963 la sede dell’Università fu spostata e il palazzo è rimasto sede della biblioteca, che conserva preziosi manoscritti, incunaboli, codici miniati, cimeli dell’Ariosto e di altri famosi scrittori. All’interno sono di particolare interesse la Tomba dell’Ariosto, disegnata dall’Aleotti nel 1612; il grandioso scalone d’onore e il Teatro Anatomico, entrambi del XVIII secolo. Palazzo Schifanoia Via Scandiana 23 tel 0532 244949 Fu costruito per volere di Alberto d’Este e più tardi trasformato e ampliato, soprattutto all’epoca di Borso. La facciata presenta un grande portale scolpito di squisita fattura. La visita comincia dall’ala trecentesca, che ospita collezioni d’arte di varia natura, fra cui si segnalano quelle di pittura, libri miniati, bronzetti, oggetti d’avorio, tarsie lignee, ceramiche graffite e medaglie. Nel Salone dei Mesi si trova uno dei cicli d’affreschi più importanti del XV sec. in Italia. Opera collettiva di molti pittori, fra cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, il grande 24 Palazzo Schifanoia 25 ambiente era suddiviso verticalmente in dodici scomparti, uno per ogni mese: sono giunti fino a noi quelli da marzo a settembre, da leggersi in senso antiorario. Ciascun mese è a sua volta diviso in tre scomparti orizzontali: nel superiore (il mondo divino) si vede sempre un dio pagano in trionfo su di un carro, circondato da scene mitologiche o di vita quotidiana. Il mondo umano è dipinto nel registro inferiore, dove ricorre la figura del committente, il duca Borso d’Este, glorificato come saggio e giusto amministratore dei suoi Stati. Fra uomini e dei si situa la terza fascia, nella quale troviamo i segni dello zodiaco occidentale e di quello egiziano. Nella adiacente Sala delle Virtù si ammira uno splendido soffitto a lacunari dorati e dipinti eseguito da Domenico di Paris (sec. XV) raffigurante le virtù cardinali e teologali e le imprese estensi. Sinagoghe e Museo Ebraico Via Mazzini 95. Tel. 0532 210228 La presenza ebraica a Ferrara data almeno dal XII sec. e, grazie alla tolleranza religiosa praticata dagli Estensi, la comunità divenne sempre più numerosa. Solo nel 1626 circa il governo pontificio, subentrato a quello estense, istituì il ghetto, chiudendo con cinque cancelli la zona attorno alla Via Sabbioni, ora Via Mazzini. In quella stessa strada, fin dal 1485, il ricco banchiere romano Ser Samuel Melli aveva acquistato una grande casa, e l’aveva donata agli ebrei ferraresi perché ne facessero la sede delle loro istituzioni. La casa, intatta, serve tuttora da centro della vita dell’ormai piccola comunità locale Il Museo Ebraico costituisce parte integrante della visita dell’edificio delle Sinagoghe. Nelle Sale sono esposti oggetti tradizionali e di culto che illustrano diversi momenti della vita di ogni ebreo e le principali festività religiose. Particolarmente belli sono gli arredi settecenteschi provenienti dalla sinagoga di Cento, non più esistente. Molte vetrine contengono oggetti in metallo, soprattutto argento, di pregevole fattura. Altre sale illustrano più specificamente la storia della comunità ferrarese, soprattutto attraverso libri e documenti. In una vetrinetta sono custodite le chiavi dei portoni del ghetto: una vera e propria rarità storica. 26 Le Mura Per chi giunge a Ferrara da alcune direzioni le mura costituiscono il primo approccio alla città: una rossa cortina di mattoni che si staglia contro il verde intenso dei terrapieni alberati. Esse circondano il centro storico per nove chilometri quasi ininterrotti, costituendo uno dei sistemi difensivi più imponenti del Medioevo e del Rinascimento. Le fortificazioni dell’Addizione Erculea Le mura settentrionali sono state elevate in gran parte tra il 1493 e il 1505 nell’ambito della realizzazione dell’Addizione Erculea su progetto di Biagio Rossetti. Sono contraddistinte da torricini semicircolari e da un lungo cammino di ronda per le sentinelle. All’estremità nord-ovest si segnala il Torrione del Barco, importante esempio di architettura militare di transizione fra ‘400 e ‘500. Da segnalare a nord la Porta degli Angeli e a est il Torrione di San Giovanni, la cui struttura circolare è tipica dell’achitettura rinascimentale. Sul vicino piazzale si trova oggi una statua di Giorgio de Chirico. I baluardi del XVI secolo Il tratto delle mura a oriente fu concepito da Alfonso I d’Este, tra il 1512 e il 1518. Vi si segnala la collinetta artificiale del Baluardo della Montagna. Le fortificazioni meridionali sono caratterizzate da quattro imponenti baluardi ad ‘asso di picche’, costruiti per volere di Alfonso II fra il 1575 e il 1585. Lungo questo tratto la Porta di San Pietro, che collega la città al fiume Volano. Le difese pontificie A sud delle mura si trova la Porta Paola, costruita nel 1612 su disegno di Giovan Battista Aleotti dopo il passaggio di Ferrara allo Stato Pontificio. Il tratto delle mura che conduce verso ovest è quello che ha subito le maggiori trasformazioni. Vi si incontrano due bastioni che facevano parte di una grandiosa fortezza pentagonale poi demolita. 27 In provincia Argenta Pieve di San Giorgio Strada Cardinala. Tel. 800 014669 La Pieve risale al 509 e fu costruita per volere dell’Arcivescovo Agnello di Ravenna. Il portale in marmo è romanico e risale al 1122, riporta ai lati le rappresentazioni allegoriche delle attività caratteristiche dei mesi dell’anno; nella lunetta centrale è descritto Il Martirio di San Giorgio. All’interno spiccano un altare marmoreo in stile bizantino e resti di affreschi del XII secolo. Museo Civico Via G. B.Aleotti 46. Tel. 0532 808058 Il Museo ospita la Pinacoteca con opere di Giovan Battista Aleotti, Garofalo e Scarsellino e la sezione archeologica dedicata alle recenti soperte nel territorio argentano. Bondeno Pinacoteca Civica Galileo Cattabriga Via Garibaldi 9. Tel. 0532 899245 Contiene opere del pittore (1901-1969) olte a una sessantina di altre opere che spaziano dal XVII al XX secolo. Stellata di Bondeno Museo Archeologico G. Ferraresi Tel. 0532 892918 Ospitato nella casa appartenuta al poeta Ludovico Ariosto, contiene oltre quattrocento reperti che documentano la storia del territorio bondenese. Rocca Possente di Stellata Via Argine Po. Tel. 0532 899245 e 0532 885470 Edificata intorno all’anno mille, fu ampliata e potenziata dagli Estensi nel 1362. La sua posizione strategica sul Po permetteva di controllare la navigazione. Distrutta nel 1521 venne prontamente ricostruita. La pianta a stella della struttura risale probabilmente a prima del 1570. Cento Pinacoteca Civica Tel. 051 6843334 La Pinacoteca Civica è ospitata in un edificio settecentesco dal 1839 quando vennero esposte al suo interno le opere della Collezione Civica, raccolte a partire dal 1815, nel tentativo di recuperare i quadri sottratti alla città durante il periodo napoleonico. Il primitivo nucleo di dipinti si arricchì negli anni successivi grazie a donazioni di 28 Abbazia di Pomposa 29 numerosi privati e ad acquisti da parte della Municipalità stessa. Attualmente la collezione, che raggruppa il maggior numero di opere di Giovan Francesco Barbieri detto “Il Guercino”, oltre a quelle di artisti centesi e bolognesi del ‘700 e ‘800, si articola in 15 sale. Codigoro Abbazia di Pomposa Tel. 0533 719110 Capolavoro dell’arte romanica e bizantina. La chiesa fu fondata nel secolo VI e dalla metà del secolo IX iniziò a formarsi la prima comunità monastica benedettina, che raggiunse il suo massimo splendore dopo l’anno Mille. Fra i personaggi che la resero illustre si ricordano il Santo Guido degli Strambiati e il monaco Guido da Pomposa, inventore della moderna trascrizione musicale. La Chiesa abbaziale è sorta tra l’VIII e il IX secolo, l’interno è diviso in tre navate da due file di colonne di stile ravennate-bizantino, sormontate da elaborati capitelli. Di grandissimo pregio è il pavimento ricoperto da mosaici di differenti epoche e stili. La volta absidale e le pareti della navata centrale sono coperte di affreschi di scuola bolognese trecentesca. Museo Pomposiano Ospita i pezzi preovenienti da lavori di restauro e da scavi appartenenti al complesso abbaziale. Comacchio Tel. 0533 314154 Duomo di San Cassiano È dedicato al patrono San Cassiano. Le sue origini risalgono al 708 d. C, ma l’attuale edificio venne eretto nella seconda metà del sec. XVII (1659). In origine il Duomo era formato da tre navate, ora si presenta a navata unica con 12 cappelle laterali, dedicate ciascuna ad un’immagine sacra e ricche di tele preziose. A lato del Duomo si trova la Torre Campanaria. Edificata nel 1751, rovinò al suolo nel 1757, lasciando intatta solo la base in pietra d’Istria. Il campanile fu riedificato dopo oltre un secolo. Museo della Nave Romana Via della Pescheria 2. Tel. 0533 311316 Nell’ottocentesco Palazzo Bellini ha sede il Museo dedicato al carico della nave romana di epoca imperiale rinvenuta nel 1981 a pochi chilometri da Comacchio. La nave naufragò e si arenò presso la foce del fiume. Facevano parte del carico utensili destinati ai lavori di bordo e al governo della nave, nonché il corredo dei 30 passeggeri; trasportava inoltre tempietti votivi, lingotti di piombo, ceramica ed anfore. Lo scafo, ad albero unico e vela quadrata, è custodito in un padiglione-laboratorio adiacente. Mesola Castello Estense Info 0533 993358 (339 1935943) Il Castello Estense della Mesola fu costruito nel secondo Cinquecento per volere dell’ultimo Duca di Ferrara, Alfonso II, in onore della terza moglie, Margherita Gonzaga. Ultima delle delizie estensi, si distingue per il suo aspetto austero e allo stesso tempo elegante. Al centro di una immensa tenuta di caccia, il Castello era circondato da una cinta muraria lunga 12 km, di cui però non rimane nulla. Sono rimaste invece le strutture di servizio poste a semicerchio intorno al Castello.Il Castello ospita al suo interno il Centro di Educazione Ambientale, ed è sede di mostre temporanee. Portomaggiore Delizia del Verginese Info 0532 326258 Originariamente casale di campagna, il Verginese fu trasformato in residenza ducale nel primo Cinquecento da Alfonso I d’Este. Fu ristrutturato da Girolamo da Carpi, che configurò il castello come un edificio a pianta rettangolare delimitato da quattro torri merlate. L’interno venne decorato a partire dal XVIII secolo. Grazie ad un recente restauro, l’antica delizia estense è diventata un luogo privilegiato per mostre temporanee, incontri culturali e concerti. Voghiera Delizia di Belriguardo Info 0532 328500 Voluta da Niccolò d’Este, sorse nel 1435. Fu la prima delle celebri delizie estensi ad essere edificata fuori dalle Mura di Ferrara e rimase sempre la più ricca e sontuosa delle residenze degli Estensi. La Delizia era originariamente costituita da un edificio principale di cinquanta stanze, tutte decorate, e da due logge; intorno si trovavano le grandi scuderie e gli altri fabbricati. Unica testimonianza pittorica rimasta è il ciclo della Sala delle Vigne, affrescata con tralci, cariatidi e paesaggi immaginari. Un’ala del palazzo ospita il Museo Archeologico, che raccoglie reperti della Necropoli di Voghenza di epoca romana e bizantina e la Sala Giuseppe Virgili, con opere dello scultore contemporaneo. 31 32