Musei e
Monumenti
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MUSEI
E MONUMENTI
UFFICI INFORMAZIONI TURISTICHE
FERRARA
Castello Estense
Tel: 0532 209370
Fax 0532 212266
Piazza Municipale 11
Tel. 0532 419474
Fax 0532 419488
ARGENTA
Via Matteotti, 24/b
Tel. 800 014669
Fax 0532 330215
CENTO
Via Guercino, 41
Tel. 051 6843334
Fax 051 6843309
CODIGORO
Abbazia di Pomposa
S.S. 309 Romea
Tel. e fax 0533 719110
COMACCHIO
C. so Mazzini,4
Tel. 0533 314154
Fax 0533 319278
MESOLA
P.tta S. Spirito
Tel. e fax 0533 993358
Accessibilità per persone disabili:
Accessibile
Non accessibile
Accessibile con aiuto
Parzialmente accessibile
Realizzato da:
Comune di Ferrara
Foto:
M. Baraldi, F. Meneghetti,
P. Zappaterra, Fototeca Arte
Antica Comune di Ferrara,
Fototeca Servizio Turismo
Provincia di Ferrara
Progetto grafico:
Mario Zanirato & C
Stampa:
Litografia Tosi
A cura di:
Ufficio Informazioni Turistiche,
Castello Estense.
Chiuso in redazione
il 23 gennaio 2006
Indice
Casa di Ludovico Ariosto
Casa Romei
Castello Estense
Cattedrale
Chiesa di San Cristoforo alla Certosa
Chiesa di San Domenico
Chiesa di Santa Maria in Vado
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Giorgio
Chiesa del Gesù
Chiesa di San Paolo
Monastero del Corpus Domini
Monastero di Sant’Antonio in Polesine
Museo Archeologico Nazionale
Museo dell’Architettura
Museo dell’Illustrazione
Museo di Storia Naturale
Museo della Cattedrale
Museo Lapidario
Museo Michelangelo Antonioni
Museo del Risorgimento e della
Resistenza
Oratorio dell’Annunziata
Palazzina Marfisa d’Este
Palazzo Bonacossi
Palazzo dei Diamanti
Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea
Pinacoteca Nazionale
Palazzo Massari
Museo Giovanni Boldini
Museo dell’Ottocento
Museo d’Arte Moderna e
Contemporanea Filippo De Pisis
Palazzo Municipale
Palazzo Paradiso
Palazzo Schifanoia
Sinagoghe e Museo Ebraico
Le Mura
In provincia
Argenta
Bondeno
Cento
Codigoro
Comacchio
Mesola
Portomaggiore
Voghiera
www.ferrarainfo.com
Casa di Ludovico Ariosto
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Via Ariosto 67. Tel. 0532 244949
Parva , sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo, sed tamen aere domus (la casa è piccola, ma adatta
a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con
il mio denaro): questa è l’iscrizione sulla facciata della casa
dove Ludovico Ariosto (1474-1533) trascorse gli ultimi anni
della sua vita dedicandosi alla terza e definitiva edizione
dell’Orlando Furioso. L’abitazione, realizzata probabilmente su disegno di Girolamo da Carpi, presenta una facciata
semplice ma elegante in mattoni a vista.
Al primo piano è sistemato un piccolo museo dedicato al
grande poeta. Vi sono conservati il calco del suo calamaio,
la sua sedia e molte medaglie che lo rappresentano, fra
cui quella rinvenuta nella sua tomba nel 1801.
Nel piccolo corridoio centrale è conservata la preziosa
edizione dell’Orlando Furioso illustrata da Gustave Doré
nel 1881.
Casa Romei
Via Savonarola 30. Tel. 0532 240341
La casa che Giovanni Romei costruì a Ferrara nel XV secolo, ampliandola e arricchendola nel corso del tempo,
rappresenta un classico esempio di dimora signorile in età
ducale. La casa fu collegata poi all’attiguo Convento del
Corpus Domini.
Chi oggi la visita resta subito colpito dall’armonico cortile
d’onore, frutto dell’unione di elementi medievali con altri
rinascimentali, dominato da un grande monogramma di
Cristo in terracotta.
Al piano terra le stanze conservano la decorazione originale di gusto gotico: soprattutto nella Sala delle Sibille,
dove i ritratti femminili, con in mano i cartigli delle profezie, corrono tutt’intorno, stagliandosi contro il verde di una
grande siepe.
Originale è anche l’imponente camino. Il primo piano fu
trasformato nel ‘500 per volere del cardinale Ippolito II
d’Este, nel Salone d’onore è ripetuta più volte, l’aquila
bianca, simbolo del cardinale. Lo studiolo di Giovanni
Romei ha conservato il soffitto a cassettoni, decorati al
centro da disegni stampati su carta: un artificio allora assai
comune, ma di cui sono rimasti pochi esempi.
Casa Romei ospita un interessante Museo di pittura e
scultura le cui opere, provenienti da vari luoghi scomparsi
di Ferrara sono sparse in tutte le stanze.
Nel Lapidario al piano terra si conservano fregi in marmo
e laterizio, sculture e stemmi.
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Castello Estense
Info 0532 299233
Nel 1385 il marchese Niccolò II d’Este ordinò la costruzione di una fortezza difensiva incaricando del progetto
Bartolino da Novara. Di quel periodo restano la massiccia
imponenza, il fossato, i ponti levatoi, le torri. Passarono
i secoli e a partire dai tempi di Ercole I d’Este il Castello
divenne la magnifica residenza della corte e fu arricchito
ad opera di Girolamo da Carpi, dalle altane sopra le torri,
dai balconi di marmo, dal cortile di linee cinquecentesche
ad opera di Girolamo da Carpi e da fastosi appartamenti
all’interno.Al piano terra sono visitabili le antiche cucine,
dove si trovano un plastico del castello nel suo aspetto
più antico. Seguono la prigione di Don Giulio d’Este e,
nei sotterranei, le anguste celle di Ugo e Parisina; la cui
storia d’amore fu scoperta e i due infelici furono decapitati
nelle segrete del Castello nel 1425. Una lunga rampa, anticamente destinata alle artiglierie, porta al piano nobile,
dove si viene accolti dalla grazia di un terrazzo circondato
da mura, il Giardino delle Duchesse; segue la piccola, ma
preziosa Cappella Ducale, di eleganti linee geometriche,
che un’antica tradizione vuole appartenesse a Renata
di Francia, la duchessa calvinista. Seguono alcune sale
dai soffitti sontuosi, opera della famiglia Filippi e dei loro
collaboratori (XVI sec.). Nella Sala dell’Aurora gli affreschi
scandiscono lo scorrere del tempo attraverso le quattro
parti del giorno: l’Aurora, il Giorno, il Tramonto e la Notte.
Nella Saletta dei Giochi, Il soffitto è decorato, al centro,
con il girotondo delle Quattro Stagioni e tutt’intorno da
affreschi con scene di giochi dell’antica Roma.
Da questa stanza si sale, con apposito biglietto, alla Torre
dei Leoni da cui è possibile ammirare il panorama della
città dall’alto.
Nella grande Sala dei Giochi, il soffitto è diviso in undici
riquadri , ciascuno contenente una scena di sport secondo
il gusto del duca Alfonso II ad opera del Bastianino (Sebastiano Filippi). Dopo una serie di Sale si giunge all’Anticamera e alla Sala del Governo, dagli splendidi soffitti
decorati ai tempi di Ercole II, che qui riceveva in udienza.
Seguono la Sala della Devoluzione che rappresenta il
passaggio dal potere estense a quello pontificio nel 1598,
la Sala dei Paesaggi e la Sala delle Geografie, con magnifiche carte del ferrarese affrescate sulle pareti. L’itinerario si conclude nell’ampia Sala degli Stemmi che presenta
una doppia decorazione araldica e alcune vedute della
legazione di Ferrara di metà Ottocento.
Lo scalone elicoidale cinquecentesco riporta nel cortile.
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Castello Estense
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Cattedrale
Info: 0532 207449
La Cattedrale, costruita a partire dal XII sec., mostra i segni
di tutte le epoche storiche attraversate dalla città.
La grandiosa facciata, dalla particolarissima struttura a tre
cuspidi, fu iniziata in uno stile romanico ancora prevalente
nella parte inferiore: da notare il San Giorgio e le Cene
del Nuovo Testamento sopra la porta centrale, opera
dello scultore Nicholaus. La parte superiore, di qualche
decennio più tarda, è in stile gotico e presenta, oltre alle
numerose arcatelle e ai finestroni strombati, un magnifico
Giudizio Universale scolpito da ignoto, sopra la loggia
centrale. Entro una nicchia, nella parte destra della facciata, è posta la statua di Alberto d’Este. Al lato opposto, il
busto bronzeo di papa Clemente VIII si affaccia su una lapide che ricorda la presa di Ferrara da parte del pontefice
effigiato. Il fianco lungo piazza Trento Trieste è decorato
da due logge con colonnette fantasiosamente scolpite,
e termina con l’imponente campanile rinascimentale in
marmo bianco e rosa, opera attribuita a Leon Battista Alberti. L’abside in laterizio appena movimentato dagli archi
in cotto e dai capitelli marmorei, è opera dell’ architetto e
urbanista ferrarese Biagio Rossetti.
L’interno, interamente rifatto nel XVII sec. contiene fastose
decorazioni e opere più antiche, come le statue bronzee
della Crocifissione e dei Santi Giorgio e Maurelio, di Niccolò Baroncelli e Domenico di Paris (XV sec.) e la splendida tela del Martirio di San Lorenzo, del Guercino (sec.
XVII). La zona absidale è coronata, nel catino, dal Giudizio
Universale del Bastianino (sec. XVI), ispirato al modello
michelangiolesco della Cappella Sistina. Altre opere di
gran pregio sono la Madonna in trono e Santi del Garofalo (3ª cappella sinistra), la Incoronzione della Vergine
di Francesco Francia (6ª cappella sinistra) e la Vergine in
gloria con le Sante Barbara e Caterina di Bastianino (3ª
cappella destra).
Chiesa di San Cristoforo alla Certosa
Via Borso d’Este 50. Tel. 0532 205619
Il monastero della Certosa, edificato da Borso d’Este nel
1461, venne trasformato in cimitero monumentale all’inizio
dell’800. La costruzione della chiesa di San Cristoforo,
attribuita a Biagio Rossetti, iniziò dal 1498 e fu portata a
termine nel 1551. La facciata, rimasta incompiuta, è decorata da un portale marmoreo settecentesco. L’interno è a
una navata unica con sei cappelle per lato, transetto e una
profonda zona presbiteriale absidata.
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Cattedrale
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Chiesa di San Domenico
Via Spadari. Tel. 0532 203383
Fu costruita nelle sue forme attuali nel 1726, in luogo di
una chiesa più antica, della quale sopravvivono una cappella ed il campanile, visibili sulla destra della facciata.
Il pavimento è ricoperto di pietre tombali antiche, esempio di una caratteristica un tempo comune a tutte le chiese. Nell’abside: coro ligneo del 1384.
Chiesa di Santa Maria in Vado
Via Borgovado 3. Tel. 0532 65127
Sorta presso un guado (“vado”) del Po, è documentata dal
X secolo. Nel 1171 vi ebbe luogo un evento miracoloso:
al momento della consacrazione, dall’Ostia sprizzarono
gocce di sangue che andarono a bagnare la volta dell’allora piccolo tempio. Ricostruita nel 1495 con il concorso
tecnico di Ercole de’ Roberti e Biagio Rossetti, la chiesa
ha una facciata in cotto e laterizio abbellita da un portale
marmoreo di Andrea Ferreri.
Riccamente decorato, l’interno è a pianta basilicale, absidato e diviso in tre navate. I bracci del transetto, provvisti
di due cappelle per lato, ospitano un organo cinquecentesco e il Santuario del Preziosissimo Sangue, nel quale è
conservata l’antica volta con tracce di sangue del miracolo
eucaristico. Nella chiesa si conservano opere pittoriche di
Camillo Filippi, Carlo Bononi, Domenico Mona.
Chiesa di San Francesco
Via Terranuova. Tel. 0532 209646
Eretta nel 1594 su un preesistente complesso francescano,
la chiesa è un capolavoro dell’architetto Biagio Rossetti.
La facciata in mattoni è scandita da lesene in marmo e
cotto e da ampie volte laterali.
L’interno è a croce latina, a tre navate, con otto cappelle
per lato e suscita un’impressione di grande armonia per le
pure proporzioni geometriche rinascimentali. Si segnala,
nella prima cappella di sinistra, lo splendido affresco La
cattura di Cristo del Garofalo (1524). L’altare accanto all’affresco presenta un raro esempio di ancona scolpita in
pietra Cristo nell’orto del Gestemani, fiancheggiata dai
ritratti a fresco dei donatori. Nel transetto destro si trova
l’imponente mausoleo barocco del marchese Ghiron
Francesco Villa, mentre nel transetto sinistro si ammira
un magnifico sarcofago romano-ravennate del V secolo.
Dietro l’altare maggiore è collocato un grande trittico di
Domenico Mona, del 1580-83: Resurrezione, Ascensione
e Deposizione.
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Chiesa di Santa Maria in Vado
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Chiesa di San Giorgio
Piazzale San Giorgio 29. Tel. 0532 62231
La chiesa del patrono della città è documentata dal X
secolo e fu Cattedrale cittadina fino al XII secolo. L’attuale
configurazione della chiesa si deve alla trasformazione
operata da Alberto Schiatti (1581) e a un successivo intervento del XVII secolo.
La facciata, in cotto, è impreziosita da un ampio bassorilievo in pietra: San Giorgio che uccide il drago. Il campanile
fu eretto nel 1485 a opera di Biagio Rossetti. All’interno
sono conservate opere di Francesco Ferrari, Costanzo
Catanio e Francesco Naselli. Nell’area presbiteriale è
collocato il quattrocentesco monumento sepolcrale del
vescovo Lorenzo Roverella, opera di Antonio Rossellino
e Ambrogio da Milano. Presso l’ingresso al campanile si
trova la tomba di Cosmè Tura, caposcuola della “Officina
Ferrarese”. Di disegno molto elegante sono la sacrestia e il
chiostro, unici resti dell’antico, ampio convento.
Chiesa del Gesù
Via Borgoleoni 56. Tel. 0532 205908
Fu costruita nel 1570 su disegno di Alberto Schiatti e successivamente ampliata. La facciata è austera, interamente
in cotto e laterizio.
All’interno, a navata unica, conserva alcuni dipinti di notevole interesse, fra cui una pregevole Annunciazione
del Bastarolo (1580) e due importanti esempi di pittura
barocca di G.M. Crespi.
A sinistra dell’ingresso si trova un importante gruppo
scultoreo quattrocentesco in terracotta policroma: il
Compianto su Cristo di Guido Mazzoni. Dietro l’altare
maggiore si trova il monumento sepolcrale della duchessa
Barbara d’Austria, moglie di Alfonso II d’Este.
Chiesa di San Paolo
C. so Porta Reno 60. Tel. 0532 765284
L’edificio fu ricostruito nelle forme attuali dopo il terremoto del 1570 dall’architetto Alberto Schiatti. A fianco esiste
ancora l’ex convento, con due eleganti chiostri.
All’interno del tempio si trovano affreschi e pregevoli dipinti di vari secoli, soprattutto dal XVI al XVII, che fanno di
questa chiesa un “museo” degli artisti ferraresi del tardo
Rinascimento. Nella navata sinistra si notano in particolare
La discesa dello Spirito Santo dello Scarsellino nella
terza cappella, La Resurrezione e La Circoncisione di Bastianino nella quarta e nella quinta.
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Chiesa di San Giorgio
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Altre opere sono collocate nella navata opposta: La nascita di San Giovanni Battista di Scarsellino nella terza
cappella, L’Annunciazione di Bastianino nella quinta.
Nel transetto destro, sotto l’organo, si ammira il San Girolamo di Girolamo da Carpi. Di Domenico Mona sono
L’adorazione dei Magi dietro l’altare maggiore e, ai lati
del presbiterio, La conversione e La decollazione di San
Paolo.
Nel catino absidale si ammira Il ratto di Elia, di Scarsellino, un affresco che aprì una nuova stagione nella pittura
italiana.
Monastero del Corpus Domini
Via Pergolato 4. Tel. 0532 207825
Ospitò Santa Caterina Vegri e conserva, nel coro delle
monache, alcune semplici sepolture della famiglia d’Este
(Eleonora d’Aragona, Alfonso I, Lucrezia Borgia, Lucrezia de’ Medici, Alfonso II e altri).
La chiesa pubblica è stata riccamente decorata in epoca
barocca: sull’altare maggiore si nota la Comunione degli
Apostoli di G. Cignaroli (1768). Il soffitto è decorato Dalla
Gloria di Santa Caterina Vegri, elegante opera (1770-73)
di G. Ghedini.
Monastero di Sant’Antonio in Polesine
Via Gambone 17. Tel. 0532 64068
Fondato dalla Beata Beatrice d’Este, figlia del marchese
Azzo VII, il monastero fu sempre protetto dagli Estensi,
che non lesinarono denaro per il suo abbellimento. La
chiesetta pubblica, in stile barocco, presenta un notevole
soffitto affrescato nel XVII secolo da Andrea Ferreri.
Nella chiesa interna si possono visitare tre cappelle con
preziosi affreschi.
Quella di sinistra contiene le Storie dell’infanzia di Gesù
e la Vita della Vergine, di scuola giottesca; nella cappella
di destra si possono ammirare le Storie della Passione,
ugualmente di scuola giottesca: tutte furono eseguite fra
la fine del Duecento e la metà del Trecento.
Nella cappella centrale si trovano affreschi di diverse scuole e periodi, fra cui si segnalano la delicata Annunciazione
di Domenico Panetti (1460-1530) e il cinquecentesco soffitto a grottesche.
Interessanti anche una Flagellazione cinquecentesca
completa di preziosa ancona in legno scolpito e dorato,
l’elegante chiostro e la tomba della fondatrice.
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Monastero di Sant’Antonio in Polesine
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Museo Archeologico Nazionale
Via XX Settembre 124. Tel. 0532 66299
Lungo l’antica via della Ghiara, Antonio Costabili, alto
funzionario della corte, volle erigere un grandioso palazzo,
disegnato da Biagio Rossetti. Ancora oggi il visitatore è
colpito dalle linee armoniche del cortile.
All’interno ha sede il Museo Archeologico Nazionale che
ospita i reperti della città etrusca di Spina, emporio
commerciale che fiorì dal VI al III secolo a.C , che scompare
senza lasciare traccia nella prima metà del II secolo a.C. La
scoperta di Spina è legata alle opere di prosciugamento
delle Valli di Comacchio che hanno portato alla luce più di
4.000 tombe oltre che a una parte dell’abitato. Nelle sale
del Museo sono esposti corredi funerari, dalle tombe più
antiche a quelle più recenti. Particolarmente numerosi e
di pregio sono i grandi Corredi da simposio, un’usanza
sociale di origine greca il cui nome significa “bere insieme”
che costituiscono la più grande collezione al mondo di
ceramiche attiche a figure rosse.
Grandi crateri, slanciate kylikes, anfore, hydrie: ogni parte
di questi completi è decorata con scene mitologiche
dove si riconoscono le mani dei più famosi artigiani ateniesi dell’epoca. Vi sono poi ceramiche della Magna Grecia e quelle di produzione locale, dette “alto adriatiche”,
caratterizzate da pitture rapide, quasi moderne.
Nell’ultima sala spiccano, tra le altre, due corredi femminili
con diademi d’oro decorati a sbalzo e fibule d’argento insieme a contenitori di profumi.
Museo dell’Architettura
Via XX Settembre 152. Tel. 0532 244949
La casa fu costruita nel 1490 dal grande architetto e urbanista Biagio Rossetti, per sé e per la propria famiglia.
L’edificio ospita il Museo dell’Architettura (MusArc) con
mostre temporanee , incontri e conferenze a tema.
(temporaneamente chiuso)
Museo dell’Illustrazione
Via Frescobaldi 40. Tel. 0532 244949
Il MIL, ospitato nella casa natale del musicista del ‘600,
Girolamo Frescobaldi, è un centro di studi sull’immagine
riprodotta, bozzetti, opere d’incisione, cartelloni, fumetti,
caricature. (temporaneamente chiuso)
Museo di Storia Naturale
Via de Pisis 24. Tel. 0532 244949
Il Museo è articolato nelle sezioni di Zoologia, Geopa14
Museo Archeologico Nazionale
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leontologia e Mineralogia, oltre a ospitare interessanti
reperti paleontologici ed etnografici.
La sezione zoologica possiede, fra gli altri, un grande orso
polare, un maschio di canguro gigante, alcuni enormi pipistrelli fungivori e due splendidi esemplari maschi di cervo
nobile.
Nella collezione ornitologica spiccano un grande emù,
una coppia di condor delle Ande, un uccello lira e alcune
straordinarie paradisee.
Molto interessante, inoltre, l’esposizione mineralogica e
petrologica, comprendente fra l’altro una bella collezione
di cristalli di quarzo e di agate del Brasile, accanto a una
serie di minerali fluorescenti.
Museo della Cattedrale
Via San Romano. Tel. 0532 244949
Ubicato nell’ex chiesa di San Romano, conserva tesori
quali le antiche ante d’organo raffiguranti L’Annunciazione e San Giorgio e il drago di Cosmè Tura, capofila della
scuola pittorica ferrarese.
Fra le opere scultoree sono da notare le formelle duecentesche provenienti dalla Porta dei Mesi, accesso laterale alla
Cattedrale distrutto nel ‘700. Dalla stessa porta proviene
lo splendido capitello con Le storie di San Giovanni Battista. Nell’abside si ammira la Madonna della melagrana
(1496) di Jacopo della Quercia.
Al centro sono esposti otto magnifici arazzi dedicati alle
storie dei due patroni di Ferrara su cartoni del Garofalo, e
di Camillo Filippi. Tutti furono eseguiti a metà del Cinquecento dalle manifatture ducali estensi, dirette dal fiammingo Johannes Karcher.
Una ricca collezione di antifonari miniati, reliquiari, dipinti
e altre opere completano il percorso museale.
Museo Civico Lapidario
Via Camposabbionario. Tel. 0532 244949
Ha sede nell’ex Chiesa di Santa Libera ed è la principale
raccolta di marmi romani del territorio ferrarese.
Si visita con lo stesso biglietto di Palazzo Schifanoia.
Museo Michelangelo Antonioni
C.so Ercole I d’Este 17. Tel. 0532 244949
Il museo, dedicato al grande regista ferrarese di fama
internazionale, espone, in una mostra permanente da lui
stesso allestita, la sua produzione pittorica.
(temporaneamente chiuso)
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Museo della Cattedrale
Museo del Risorgimento e della Resistenza
C.so Ercole I d’Este 19. Tel. 0532 244949
È costituito da una ricca collezione di documenti e cimeli
storici di importanza locale e nazionale.
Oratorio dell’Annunziata
Via Borgo di Sotto. 49. Tel. 0532 741009
Ha una semplice facciata cinquecentesca, da alcuni attribuita all’Aleotti.
L’interno fu decorato nel ‘500 con affreschi che narrano
la Leggenda del legno della Santissima Croce, dal momento in cui l’albero della futura croce nasce dalla bocca
di Adamo morto, fino alla vittoria di Costantino su Massenzio. Gli affreschi, opera di Camillo Filippi, Bastianino,
Roselli e Dielaì, non sono tutti di altissima fattura, ma costituiscono un raro e interessante esempio di ciclo decorativo cinquecentesco ancora intatto. Dietro l’altare si conserva una più antica Resurrezione di scuola di Pisanello.
Palazzina Marfisa d’Este
Corso Giovecca, 170. Tel. 0532 244949
Magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, fu
costruita da Francesco d’Este e, passò in eredità alla figlia
Marfisa che qui abitò fino alla morte.
All’interno si ammirano gli affreschi dei soffitti, parzialmente rifatti nel XX secolo, opera della bottega dei Filippi.
La decorazione a grottesche raggiunge grande raffinatezza. La palazzina è arredata con mobili del ‘500 e ‘600, in
parte ferraresi e in parte acquistati sul mercato antiquario.
Da notare il busto marmoreo del duca Ercole I, opera di
Sperandio Savelli (XV secolo) e la scultura della Madonna eseguita dalla bottega dei Lombardi (XVI secolo).
Nella loggia, anticamente aperta sull’esterno, si vedono
due ritratti di bambine sulle pareti: si tratta delle due figlie
di Francesco d’Este, Marfisa e Bradamante.
Da notare anche, in altre sale, i ritratti di Margherita Gonzaga, ultima duchessa di Ferrara, e di Alfonso I.
Attraverso ciò che resta del grande giardino si raggiunge
una loggia affrescata che veniva usata per concerti e piccoli spettacoli.
Palazzo Bonacossi
Via Cisterna del Follo 5. Tel. 0532 244949
Costruito nel 1468 e più volte trasformato, si caratterizza
per l’alta torre al centro della facciata. È sede di mostre,
conferenze e convegni.
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Palazzina Marfisa d’Este
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Palazzo dei Diamanti
C.so Ercole I d’Este 21
Nel 1492 iniziarono i lavori del colossale ampliamento
della città voluto dal duca Ercole I e progettato da Biagio
Rossetti. Nuovi quartieri sorsero a nord di quelli medievali,
strade larghe e luminose si intersecarono a creare la “prima città moderna d’Europa”.
Al centro, sull’importante incrocio chiamato Quadrivio
degli Angeli, sorse il palazzo di Sigismondo d’Este, fratello
del duca. Più di 8000 bugne a forma di “diamante” ne coprono le due facciate, dandogli il nome.
L’architetto Rossetti ne fece un capolavoro urbanistico,
soprattutto con il porre la decorazione principale sull’angolo: un artificio destinato a sottolineare l’importanza dell’incrocio e a fare dell’edificio un’opera del tutto originale,
creata per la veduta dell’angolo anziché di facciata.
Il palazzo è oggi sede della Galleria d’Arte Moderna e della
Pinacoteca Nazionale.
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Tel. 0532 244949
È sede di esposizioni d’Arte Moderna e Contemporanea di
fama internazionale.
Pinacoteca Nazionale
Tel. 0532 205844
Ha sede al piano nobile del palazzo e offre uno straordinario panorama sulla pittura a Ferrara dal medioevo al XVIII
sec. I primi secoli sono illustrati da grandi affreschi staccati,
fra cui l’imponente Trionfo di Sant’Agostino di Serafino
da Modena, e da una serie di quadri a fondo oro.
La grande Officina Ferrarese è rappresentata dal suo
maestro, Cosmè Tura, oltre che da Ercole de’ Roberti, Vicino da Ferrara, Michele Pannonio.
La Musa Erato e la Musa Urania, di autore incerto, provengono dal celebre Studiolo del marchese Leonello nel
palazzo Belfiore.
Il ‘500 è rappresentato dal grande genio del Garofalo,
maestro del classicismo, presente con numerosissime
opere di grande fascino, fra cui la splendida Pala Costabili, eseguita assieme a Dosso Dossi.
La fine secolo è invece rappresentata dal Bastianino e dalle sue opere che, da una michelangiolesca fisicità , passarono alla luce rarefatta e filacciosa della tarda produzione.
Fra gli altri autori presenti, ricorderemo Vittore Carpaccio,
l’Ortolano, il Manieri, il Panetti, il Coltellini, il cosiddetto
Maestro degli Occhi Spalancati e tanti altri.
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Palazzo dei Diamanti e Palazzo Prosperi Sacrati
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Palazzo Massari
Corso Porta Mare 9
Sorse alla fine del ‘400 per commissione del conte Onofrio
Bevilacqua e subì in seguito numerosissime aggiunte e
rimaneggiamenti, il più importante dei quali fu la costruzione di una dèpendance in elegante stile neoclassico.
L’ingresso al complesso conduce ad un grande ed elegante atrio che si affaccia sul retrostante giardino, dove si trovano opere di scultori moderni. Il grande scalone d’onore
conduce al piano nobile, dove inizia la visita ai musei ospitati nel palazzo.
Museo Giovanni Boldini
Tel 0532 244949
È dedicato al pittore ferrarese vissuto fra il 1842 e il 1931.
Dopo i primi anni di formazione passati fra Toscana, Parigi
e Londra, Boldini si stabilì definitivamente nella capitale
francese, dove sviluppò il proprio, inconfondibile stile e
divenne il più conteso ritrattista dell’alta società. Le donne
più affascinanti del tempo fecero a gara nel posare per lui,
sicure di essere rese immortali dal suo pennello e dal suo
tratto personalissimo.
Moltissimi anche i disegni, gli studi e gli oggetti personali
del pittore.
Museo dell’Ottocento
Inizia con tre sale dedicate principalmente a soggetti
religiosi e storici (Gaetano Turchi, Torquato Tasso in Sant’Anna). Dopo i ritratti della famiglia Massari e i quadri di
Giovanni Pagliarini, troviamo opere di Gaetano Previati
(1852-1920), maestro del romanticismo e simbolismo italiani. L’esposizione termina con sale dedicate a vari artisti fra
cui Giuseppe Mentessi e Alberto Pisa.
Museo d’Arte Moderna e Contemporanea
Filippo De Pisis
Tel. 0532 244949
L’esposizione comincia con opere di Mario Sironi, Aroldo
Bonzagni e Achille Funi. Una sala è dedicata alle sculture
di: Minerbi, Virgili, Giacomelli, Nenci e Zucchini. La collezione di pittura continua poi con Mimì Quilici Buzzacchi
e Aldo Bandinelli. Due sale sono dedicate al ferrarese
Roberto Melli, artista attento ai valori della luce e alle loro
possibilità emozionali.
La seconda metà del museo è dedicata a Filippo De Pisis
(1896-1956). Artista originalissimo, poeta oltre che pittore, trasfuse in tutte le sue opere una sorta di malinconia
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Giovanni Boldini, La Donna in rosa
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crepuscolare che si alterna alla ricerca di una dimensione
cosmica. I suoi colori sono inconfondibili, passando dai
toni pastello a quelli cupi, talvolta squarciati, quasi feriti da
macchie vivide. Molte le nature morte e di grande intensità sono i ritratti.
Palazzo Municipale
Piazza Municipale 2
Ex Palazzo Ducale, fu costruito a partire dal 1243 e divenne
residenza della famiglia estense sino al XVI secolo, quando
la corte si trasferì nel Castello. Ai lati dell’antico accesso al
Palazzo stanno un archetto e una colonna sui quali sono
poste le statue del marchese Niccolò III a cavallo e del
duca Borso d’Este in trono. Sull’ex Cortile Ducale,oggi
Piazzetta Municipale, sia affacciano le finestre marmoree
degli appartamenti estensi. Vi si ammira anche un bellissimo scalone d’onore eretto nel 1481 dall’architetto Pietro
Benvenuto degli Ordini. All’interno si possono visitare: il
Camerino delle Duchesse, un piccolo ambiente splendidamente decorato nella seconda metà del ‘500, e la Sala
dell’Arengo, affrescata tra il 1934 e il 1938 da Achille Funi.
Palazzo Paradiso
Via Scenze 17. Tel. 0532 418200
Edificato nel 1391. Nel 1567 il cardinale Ippolito II d’Este lo
diede in affitto al Magistrato dei Savi per trasferirvi tutte le
facoltà universitarie. Nel 1753 fu qui fondata la Biblioteca
Civica, poi intitolata all’Ariosto. Nel 1963 la sede dell’Università fu spostata e il palazzo è rimasto sede della biblioteca, che conserva preziosi manoscritti, incunaboli, codici
miniati, cimeli dell’Ariosto e di altri famosi scrittori. All’interno sono di particolare interesse la Tomba dell’Ariosto, disegnata dall’Aleotti nel 1612; il grandioso scalone d’onore
e il Teatro Anatomico, entrambi del XVIII secolo.
Palazzo Schifanoia
Via Scandiana 23 tel 0532 244949
Fu costruito per volere di Alberto d’Este e più tardi trasformato e ampliato, soprattutto all’epoca di Borso. La
facciata presenta un grande portale scolpito di squisita
fattura. La visita comincia dall’ala trecentesca, che ospita
collezioni d’arte di varia natura, fra cui si segnalano quelle
di pittura, libri miniati, bronzetti, oggetti d’avorio, tarsie lignee, ceramiche graffite e medaglie. Nel Salone
dei Mesi si trova uno dei cicli d’affreschi più importanti
del XV sec. in Italia. Opera collettiva di molti pittori, fra
cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, il grande
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Palazzo Schifanoia
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ambiente era suddiviso verticalmente in dodici scomparti,
uno per ogni mese: sono giunti fino a noi quelli da marzo
a settembre, da leggersi in senso antiorario. Ciascun mese
è a sua volta diviso in tre scomparti orizzontali: nel superiore (il mondo divino) si vede sempre un dio pagano in
trionfo su di un carro, circondato da scene mitologiche o
di vita quotidiana. Il mondo umano è dipinto nel registro
inferiore, dove ricorre la figura del committente, il duca
Borso d’Este, glorificato come saggio e giusto amministratore dei suoi Stati. Fra uomini e dei si situa la terza fascia,
nella quale troviamo i segni dello zodiaco occidentale e di
quello egiziano.
Nella adiacente Sala delle Virtù si ammira uno splendido
soffitto a lacunari dorati e dipinti eseguito da Domenico
di Paris (sec. XV) raffigurante le virtù cardinali e teologali e
le imprese estensi.
Sinagoghe e Museo Ebraico
Via Mazzini 95. Tel. 0532 210228
La presenza ebraica a Ferrara data almeno dal XII sec. e,
grazie alla tolleranza religiosa praticata dagli Estensi, la comunità divenne sempre più numerosa. Solo nel 1626 circa
il governo pontificio, subentrato a quello estense, istituì
il ghetto, chiudendo con cinque cancelli la zona attorno
alla Via Sabbioni, ora Via Mazzini.
In quella stessa strada, fin dal 1485, il ricco banchiere
romano Ser Samuel Melli aveva acquistato una grande
casa, e l’aveva donata agli ebrei ferraresi perché ne facessero la sede delle loro istituzioni.
La casa, intatta, serve tuttora da centro della vita dell’ormai piccola comunità locale Il Museo Ebraico costituisce
parte integrante della visita dell’edificio delle Sinagoghe.
Nelle Sale sono esposti oggetti tradizionali e di culto che
illustrano diversi momenti della vita di ogni ebreo e le
principali festività religiose. Particolarmente belli sono gli
arredi settecenteschi provenienti dalla sinagoga di Cento,
non più esistente.
Molte vetrine contengono oggetti in metallo, soprattutto
argento, di pregevole fattura.
Altre sale illustrano più specificamente la storia della comunità ferrarese, soprattutto attraverso libri e documenti.
In una vetrinetta sono custodite le chiavi dei portoni del
ghetto: una vera e propria rarità storica.
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Le Mura
Per chi giunge a Ferrara da alcune direzioni le mura costituiscono il primo approccio alla città: una rossa cortina di
mattoni che si staglia contro il verde intenso dei terrapieni
alberati. Esse circondano il centro storico per nove chilometri quasi ininterrotti, costituendo uno dei sistemi difensivi più imponenti del Medioevo e del Rinascimento.
Le fortificazioni dell’Addizione Erculea
Le mura settentrionali sono state elevate in gran parte tra
il 1493 e il 1505 nell’ambito della realizzazione dell’Addizione Erculea su progetto di Biagio Rossetti. Sono contraddistinte da torricini semicircolari e da un lungo cammino di ronda per le sentinelle.
All’estremità nord-ovest si segnala il Torrione del Barco,
importante esempio di architettura militare di transizione
fra ‘400 e ‘500. Da segnalare a nord la Porta degli Angeli e
a est il Torrione di San Giovanni, la cui struttura circolare
è tipica dell’achitettura rinascimentale. Sul vicino piazzale
si trova oggi una statua di Giorgio de Chirico.
I baluardi del XVI secolo
Il tratto delle mura a oriente fu concepito da Alfonso I
d’Este, tra il 1512 e il 1518. Vi si segnala la collinetta artificiale del Baluardo della Montagna.
Le fortificazioni meridionali sono caratterizzate da quattro
imponenti baluardi ad ‘asso di picche’, costruiti per volere
di Alfonso II fra il 1575 e il 1585. Lungo questo tratto la
Porta di San Pietro, che collega la città al fiume Volano.
Le difese pontificie
A sud delle mura si trova la Porta Paola, costruita nel 1612
su disegno di Giovan Battista Aleotti dopo il passaggio di
Ferrara allo Stato Pontificio.
Il tratto delle mura che conduce verso ovest è quello che
ha subito le maggiori trasformazioni. Vi si incontrano due
bastioni che facevano parte di una grandiosa fortezza
pentagonale poi demolita.
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In provincia
Argenta
Pieve di San Giorgio Strada Cardinala. Tel. 800 014669
La Pieve risale al 509 e fu costruita per volere dell’Arcivescovo Agnello di Ravenna. Il portale in marmo è romanico
e risale al 1122, riporta ai lati le rappresentazioni allegoriche delle attività caratteristiche dei mesi dell’anno; nella
lunetta centrale è descritto Il Martirio di San Giorgio.
All’interno spiccano un altare marmoreo in stile bizantino
e resti di affreschi del XII secolo.
Museo Civico Via G. B.Aleotti 46. Tel. 0532 808058
Il Museo ospita la Pinacoteca con opere di Giovan Battista
Aleotti, Garofalo e Scarsellino e la sezione archeologica
dedicata alle recenti soperte nel territorio argentano.
Bondeno
Pinacoteca Civica Galileo Cattabriga
Via Garibaldi 9. Tel. 0532 899245
Contiene opere del pittore (1901-1969) olte a una
sessantina di altre opere che spaziano dal XVII al XX
secolo.
Stellata di Bondeno
Museo Archeologico G. Ferraresi Tel. 0532 892918
Ospitato nella casa appartenuta al poeta Ludovico Ariosto,
contiene oltre quattrocento reperti che documentano la
storia del territorio bondenese.
Rocca Possente di Stellata
Via Argine Po. Tel. 0532 899245 e 0532 885470
Edificata intorno all’anno mille, fu ampliata e potenziata
dagli Estensi nel 1362. La sua posizione strategica sul Po
permetteva di controllare la navigazione. Distrutta nel
1521 venne prontamente ricostruita. La pianta a stella
della struttura risale probabilmente a prima del 1570.
Cento
Pinacoteca Civica Tel. 051 6843334
La Pinacoteca Civica è ospitata in un edificio settecentesco dal 1839 quando vennero esposte al suo interno
le opere della Collezione Civica, raccolte a partire dal
1815, nel tentativo di recuperare i quadri sottratti alla città
durante il periodo napoleonico. Il primitivo nucleo di
dipinti si arricchì negli anni successivi grazie a donazioni di
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Abbazia di Pomposa
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numerosi privati e ad acquisti da parte della Municipalità
stessa. Attualmente la collezione, che raggruppa il maggior numero di opere di Giovan Francesco Barbieri detto
“Il Guercino”, oltre a quelle di artisti centesi e bolognesi
del ‘700 e ‘800, si articola in 15 sale.
Codigoro
Abbazia di Pomposa Tel. 0533 719110
Capolavoro dell’arte romanica e bizantina. La chiesa fu
fondata nel secolo VI e dalla metà del secolo IX iniziò a
formarsi la prima comunità monastica benedettina, che
raggiunse il suo massimo splendore dopo l’anno Mille.
Fra i personaggi che la resero illustre si ricordano il Santo
Guido degli Strambiati e il monaco Guido da Pomposa,
inventore della moderna trascrizione musicale.
La Chiesa abbaziale è sorta tra l’VIII e il IX secolo, l’interno
è diviso in tre navate da due file di colonne di stile ravennate-bizantino, sormontate da elaborati capitelli.
Di grandissimo pregio è il pavimento ricoperto da mosaici di differenti epoche e stili. La volta absidale e le pareti
della navata centrale sono coperte di affreschi di scuola
bolognese trecentesca.
Museo Pomposiano
Ospita i pezzi preovenienti da lavori di restauro e da scavi
appartenenti al complesso abbaziale.
Comacchio Tel. 0533 314154
Duomo di San Cassiano
È dedicato al patrono San Cassiano. Le sue origini risalgono al 708 d. C, ma l’attuale edificio venne eretto nella
seconda metà del sec. XVII (1659). In origine il Duomo era
formato da tre navate, ora si presenta a navata unica con
12 cappelle laterali, dedicate ciascuna ad un’immagine
sacra e ricche di tele preziose. A lato del Duomo si trova
la Torre Campanaria. Edificata nel 1751, rovinò al suolo
nel 1757, lasciando intatta solo la base in pietra d’Istria. Il
campanile fu riedificato dopo oltre un secolo.
Museo della Nave Romana
Via della Pescheria 2. Tel. 0533 311316
Nell’ottocentesco Palazzo Bellini ha sede il Museo dedicato al carico della nave romana di epoca imperiale rinvenuta nel 1981 a pochi chilometri da Comacchio. La nave
naufragò e si arenò presso la foce del fiume.
Facevano parte del carico utensili destinati ai lavori di
bordo e al governo della nave, nonché il corredo dei
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passeggeri; trasportava inoltre tempietti votivi, lingotti di
piombo, ceramica ed anfore. Lo scafo, ad albero unico e
vela quadrata, è custodito in un padiglione-laboratorio
adiacente.
Mesola
Castello Estense Info 0533 993358 (339 1935943)
Il Castello Estense della Mesola fu costruito nel secondo Cinquecento per volere dell’ultimo Duca di Ferrara,
Alfonso II, in onore della terza moglie, Margherita Gonzaga. Ultima delle delizie estensi, si distingue per il suo
aspetto austero e allo stesso tempo elegante. Al centro di
una immensa tenuta di caccia, il Castello era circondato
da una cinta muraria lunga 12 km, di cui però non rimane
nulla. Sono rimaste invece le strutture di servizio poste
a semicerchio intorno al Castello.Il Castello ospita al suo
interno il Centro di Educazione Ambientale, ed è sede di
mostre temporanee.
Portomaggiore
Delizia del Verginese Info 0532 326258
Originariamente casale di campagna, il Verginese fu
trasformato in residenza ducale nel primo Cinquecento
da Alfonso I d’Este. Fu ristrutturato da Girolamo da Carpi,
che configurò il castello come un edificio a pianta rettangolare delimitato da quattro torri merlate. L’interno venne
decorato a partire dal XVIII secolo. Grazie ad un recente
restauro, l’antica delizia estense è diventata un luogo
privilegiato per mostre temporanee, incontri culturali e
concerti.
Voghiera
Delizia di Belriguardo Info 0532 328500
Voluta da Niccolò d’Este, sorse nel 1435. Fu la prima delle
celebri delizie estensi ad essere edificata fuori dalle Mura
di Ferrara e rimase sempre la più ricca e sontuosa delle
residenze degli Estensi.
La Delizia era originariamente costituita da un edificio
principale di cinquanta stanze, tutte decorate, e da due
logge; intorno si trovavano le grandi scuderie e gli altri
fabbricati. Unica testimonianza pittorica rimasta è il ciclo
della Sala delle Vigne, affrescata con tralci, cariatidi e
paesaggi immaginari.
Un’ala del palazzo ospita il Museo Archeologico, che
raccoglie reperti della Necropoli di Voghenza di epoca
romana e bizantina e la Sala Giuseppe Virgili, con opere
dello scultore contemporaneo.
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