ESPERIENZA di AUTOVALUTAZIONE nel CIRCOLO DIDATTICO di ALPIGNANO Dalla VALUTAZIONE d’ISTITUTO … ad una SCUOLA PARTECIPATA Rivoli, 6/09/2011 Viviana Rossi Già da alcuni anni ad Alpignano … dal 2006/07 AUTOVALUTAZIONE D‘ISTITUTO e VALUTAZIONE POF PIANO DELL‘OFFERTA FORMATIVA ISPEZIONE SISTEMICA “descrizione e analisi da parte di un sottosistema o un individuo (insegnante, capo di istituto) dell’attuale funzionamento della scuola come primo passo di un processo di miglioramento (Van Velzen) Da dove nasce? Si parla della necessità di una valutazione di sistema degli istituti da quando è nata l’AUTONOMIA con “l’obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi”. VALUTAZIONE e AUTONOMIA sarebbero dovute andare di pari passo … almeno dal 2000 È impossibile non valutare. L’autonomia nasce dalla capacità di autovalutarsi La mancanza di valutazione porta a incomprensioni di ciò che sta realmente succedendo … e quindi a distorsioni ed interpretazioni errate. AUTONOMIA = NO ANARCHIA Con la scuola dell’autonomia la valutazione assume un valore determinante: viene estesa ad ogni elemento, ad ogni progetto, ad ogni evento formativo. Valutazione interna o esterna? Il miglioramento deriva da una valutazione soprattutto interna (una sorta di autocontrollo riflessivo degli stessi insegnanti), mentre il controllo richiede una valutazione soprattutto esterna (poiché un buon controllo presuppone distacco e neutralità). Va cercata un’utile integrazione: il solo controllo esterno è esercizio di potere che crea dipendenza (non autonomia … ma sudditanza); la sola valutazione interna rischia di ridursi a sterile circolo autoreferenziale (non autonomia … ma autarchia). COME SIAMO GIUNTI ALLA VALUTAZIONE? Gli esperti sottolineano la continuità tra le cosiddette “riforme” degli anni '90, volute da Bassanini, e le iniziative di Brunetta Un “doppio circuito” che si è tentato di imporre anche alla Scuola, individuando nell'organo di governo di ogni istituzione scolastica (attualmente ancora il Consiglio di circolo o d'istituto) il decisore “politico” e nel nuovo dirigente scolastico il responsabile del raggiungimento degli obiettivi. (art. 25 Dlgs 165/2001 e Cm 205/2000). Breve storia del merito e dei premi Il “concorso per merito distinto” era stato istituito con la riforma Gentile, un Regio Decreto del 1923. Il merito distinto era il riconoscimento di competenze professionali premiate con un'accelerazione di carriera. Consisteva in un concorso per titoli ed esami (solo per il 25% dei docenti di una materia) e consentiva l’avanzamento da una classe all’altra. La progressione retributiva scattava ogni 2 anni, ma era sottoposta al giudizio del preside, che, con le “note di qualifica”, poteva anticipare o ritardare lo scatto 9 DPR 417/74 – Decreti Delegati : il concorso viene abolito insieme alle note di qualifica DPR 209/1987: vengono bloccati gli scatti di anzianità, ma viene definito il “fondo di incentivazione". DPR 399/1988: viene firmato un nuovo contratto che ripristina gli scatti di anzianità. CONTRATTO: CCNL 1995: vengono modificati gli scatti biennali in sessennali e settennali e assunti due impegni: 1) stabilire anticipazioni di carriera mediante titoli di merito 2) introdurre figure di sistema ovvero profili di specializzazione della professione docente Legge 15 marzo 1997, n. 59 Delega al Governo per la riforma della Pubblica L'art. 21 istituisce L'AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE e insieme ad essa la dirigenza dei capi d'istituto (nel paragrafo sulla Amministrazione e per la semplificazione amministrativa . dirigenza vengono istituite “nuove figure professionali” dei docenti) Dal contratto nazionale … CCNL 24/05/99: con l'art. 28 si introducono le funzioni obiettivo, per la valorizzazione di alcune competenze professionali La grande novità del CCNL è l'art.29 che prevede dal 2001 una maggiorazione economica annua lorda pari a £ 6.000.000, solo per il 20% dei docenti, con 10 anni di servizio, come riconoscimento di meriti professionali in riferimento all’attività di insegnamento … … al concorsone di BERLINGUER … il concorsone di BERLINGUER E' offerta l'opportunità di riconoscimento della crescita professionale … per … valorizzare le professionalità acquisite con particolare riferimento all'attività di insegnamento. Essa consiste nella possibilità per ciascun docente, con 10 anni di servizio, di acquisire un trattamento economico accessorio consistente in una maggiorazione pari a £ 6.000.000 annue … a seguito del superamento di una procedura concorsuale selettiva per prove e titoli attivata ordinariamente nell'ambito della provincia in cui è situata la scuola di titolarità. …. Alla maggiorazione di cui al comma 1 potrà accedere almeno il 20% del personale di ruolo al 31 dicembre 1999 (…) (Art. 29) Ci prova anche la Moratti LEGGE DELEGA 28/03/2003, n. 53, RIFORMA MORATTI C’è il tentativo di differenziare le figure professionali, attribuendo a pochi: “... compiti di supporto, di tutorato e di coordinamento dell'attività educativa, didattica e gestionale” 5 comma 1 lettera g della L. 53/2003) (art. CCNL 2002/2005: dopo la sconfitta del concorsone, il CCNL riprende la questione del merito e dei meccanismi di carriera e all’art. 22 stabilisce di costituire entro 30 giorni una Commissione tra ARAN, MIUR e OO.SS. firmatarie, per istituire meccanismi di carriera professionale per i docenti. La Commissione propone l’istituzione di un organismo di valutazione del sistema d’istruzione. La Moratti risuscita l’INVALSI (istituito da Berlinguer con il D.lvo 258/1999) Con la legge delega 53/03 e il successivo DLgs 286/2004 viene ripristinato il ruolo dell’Invalsi, Dlgs 286/2004 Art.3 comma 1 lett.b “.. ai fini del progressivo miglioramento e armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di formazione, l’INVALSI effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la struttura del predetto Istituto” CONTRATTO: CCNL 29/11/2007 Anche questo contratto s’impegna “… a ricercare in sede contrattuale, in coerenza con i processi di valutazione previsti dal Sistema nazionale di valutazione, forme, modalità, procedure e strumenti d'incentivazione e valorizzazione professionale e di carriera degli insegnanti”. In tre anni... NON SE NE È FATTO NULLA! Insomma in tutti i contratti si ritrovano le stesse raccomandazioni: introdurre un sistema “meritocratico” per l’accesso al salario accessorio, che premi pochi lavoratori, lasciando la gran parte della categoria con stipendi tra i più bassi d’Europa INTANTO …. ECCO il DLgs 150/2009 Attuazione della legge delega 4/3/2009, n. 15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1. Oggetto e finalità : riforma organica del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche intervenendo in particolare in materia di: contrattazione collettiva valutazione delle strutture e del personale delle pubbliche amministrazioni valorizzazione del merito, promozione delle pari opportunità dirigenza pubblica e responsabilità disciplinare ./.. TITOLO II Misurazione, Valutazione e Trasparenza della performance Disposizioni generali Art. 3. Principi generali 1. La misurazione e la valutazione della performance sono volte al miglioramento della qualità dei servizi, nonché alla crescita delle competenze professionali, attraverso: la valorizzazione del merito l’erogazione di premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative, in un quadro di trasparenza dei risultati e delle risorse impiegate per il loro perseguimento. ./.. Art. 19. Criteri per la differenziazione delle valutazioni In ogni amministrazione, l’Organismo indipendente compila una graduatoria delle valutazioni, in cui il personale è distribuito in differenti livelli di performance a cui corrisponde la percentuale di salario accessorio a) b) c) il 25% del personale è collocato nella fascia di merito alta, e gli spetta il 50% delle risorse il 50% è collocato nella fascia di merito intermedia, e gli spetta il 50% delle risorse il restante 25% è collocato nella fascia di merito bassa, e non gli spetta alcun salario accessorio. Gelmini e la “Brunetta” Progetti sperimentali per valorizzare il merito Premi agli istituti e ai docenti migliori Obiettivo: individuare criteri, metodologie e competenze per valorizzare il merito e migliorare la qualità del sistema scolastico. Fin dagli inizi del proprio mandato, il Ministro GELMINI ha enunciato fra i suoi obiettivi politici quello del riconoscimento del merito • A tal fine, era stato accantonato il 30% delle economie da realizzare attraverso la legge 133 del 2008 • Agli inizi del 2010, è stata insediata una commissione di esperti per riflettere sull’organizzazione di un sistema nazionale di valutazione ED INFINE ….. Il decreto “milleproroghe” (Legge 10/2011) ha stabilito che nella scuola il sistema di misurazione della performance sia affidato al SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE (SNV) che si articola: a) nell'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, con compiti di sostegno ai processi di miglioramento e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale della scuola e di documentazione e ricerca didattica; b) nell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI), con compiti di predisposizione di prove di valutazione degli apprendimenti per le scuole, di partecipazione alle indagini internazionali, alla prosecuzione delle indagini nazionali periodiche sugli standard nazionali; c) nel corpo ispettivo, autonomo e indipendente, con il compito di valutare le scuole e i dirigenti scolastici secondo quanto previsto dal Dlgs 150/ 2009. Estensione dell’autonomia delle singole unità scolastiche Creazione di un Servizio Nazionale di Valutazione FUNZIONALITA’ FORNIRE UNA GUIDA ALL’AZIONE DI SVILUPPO (catalizzatore delle potenzialità di miglioramento) CONSENTIRE IL CONTROLLO SISTEMATICO DEI RISULTATI (occasione di verifica e di revisione interne) VALORIZZARE L’IDENTITA’ DELLA SCUOLA (opportunità di delineare una propria identità) LEGITTIMARE L’AUTONOMIA DELLA SCUOLA (assunzione di responsabilità in ordine alla qualità dei servizi erogati e dei risultati ottenuti) PROCEDURE di VALUTAZIONE del SERVIZIO SCOLASTICO Dal nostro POF: “In assenza di un sistema nazionale di valutazione di riferimento, è stata scelta l’AUTOVALUTAZIONE per giungere ad una valutazione del servizio scuola/sistema complesso, che rifugga dai giudizi svalutativi e incoraggi il cambiamento e il miglioramento della qualità del servizio stesso. … Pertanto la SCUOLA si attiva ogni anno affinché utenti ed operatori possano procedere alla VALUTAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO elaborando scadenze temporali, definendo e assumendo i fattori di qualità del servizio, stabilendo modalità di rilevazione e interpretazione dei dati raccolti.” Il Collegio Docenti ed il Consiglio di Circolo hanno approvato i QUESTIONARI elaborati da FS e commissioni di lavoro per rilevare il gradimento dei servizi organizzativi, amministrativi e didattici. I QUESTIONARI, DIVERSI SECONDO I DESTINATARI (il personale docente, non docente, i genitori, gli alunni), contengono risposte graduate e possibilità di specifiche proposte. Inoltre, sono stati previsti i livelli in cui attuare la valutazione del servizio scolastico sulla base dei SEGUENTI FATTORI DI QUALITÀ definiti e approvati dal Collegio dei Docenti. FATTORI di QUALITÀ DEL SERVIZIO SCOLASTICO Il COLLEGIO DEI DOCENTI ritiene che un “ buon modo di fare scuola” sia rappresentato da : collegialità nell’adozione delle scelte educative raccordo interdisciplinare fra i docenti come strumento capace di garantire l’unitarietà dell’insegnamento flessibilità organizzativa definizione collegiale e applicazione di traguardi comuni personalizzazione dell’insegnamento disponibilità dei docenti ad intendere la verifica degli apprendimenti come un’operazione finalizzata all’adeguamento/correzione degli interventi didattici adozione collegiale del concetto di valutazione formativa, privilegiandola rispetto alla valutazione sommativa disponibilità dei docenti alla sperimentazione, all’innovazione didattica e all’aggiornamento professionale adozione di iniziative e interventi per favorire l’integrazione di soggetti in situazione di disagio e handicap attenzione al tema della continuità adozione di percorsi interculturali per l’accoglienza della « diversità » rapporto costante con le famiglie degli alunni collaborazione di tutto il personale (docente, amministrativo e ausiliario) nella soluzione di problemi organizzativi utilizzazione razionale delle risorse finanziarie, degli spazi educativi, laboratoriali ……. interazione educativa con il territorio, le sue risorse e strutture DIREZIONE DIDATTICA DI ALPIGNANO Via Cavour, 45 – 10091 – ALPIGNANO (TO) Tel/fax 0119676163 – Tel. 0119664983 ANNO SCOLASTICO 2010-11 AUTOVALUTAZIONE D‘ISTITUTO ANALISI DATI QUESTIONARI (a cura dell’insegnante Funzione Strumentale: Franco Bertino) • • • • • Questionari Questionari Questionari Questionari Questionari alunni classi quinte genitori scuola Infanzia genitori scuola Primaria docenti Infanzia e Primaria personale A.T.A Soggetti intervistati 103 ALUNNI: tutti i frequentanti delle classi quinte 386 GENITORI: tutti i genitori dei bambini del 1° anno dell’Infanzia e della Primaria; a campione i genitori degli altri (rappresentante di sezione/classe + 30% parte restante) : 94 genitori Infanzia e 292 genitori Primaria. 37 DOCENTI: tutti i docenti nuovi nel Circolo nell’a.s. 2010-11; il 30% dei docenti rimanenti (Infanzia+Primaria) 23 ATA: tutto il personale (collaboratori+personale di segreteria) FIGURE del territorio: non intervistate nel 2010-11 OSSERVAZIONI La soddisfazione rispetto al servizio scolastico nel suo insieme è stabile nel corso dei due anni scolastici di riferimento (90% di alto/medio gradimento nei due anni scolastici considerati). La valutazione degli alunni delle classi quinte registra una flessione del 7% nella percezione positiva in quest’anno scolastico; in aumento il numero degli astenuti in alcune risposte (+ 4% rispetto al 2009/10). La valutazione espressa dai genitori non registra sostanziali differenze nei risultati dei due anni scolastici. L’indagine condotta tra i docenti registra un + 3% nella soddisfazione. Nel 2009-10 si era registrato un + 10% rispetto al 2008-09. In confronto al 2008/09 si è verificato + 13% nella percezione positiva. Le risposte date dal personale ATA mostrano invece un forte incremento (+ 15%) nei livelli alto/medio della valutazione rispetto all’a.s. 2009-10. QUESTIONARI GENITORI SCUOLA DELL’INFANZIA Grafico GENERALE dei TOTALI delle risposte - Circolo LEGENDA DEI COLORI RIFERITA ALL'ORDINAMENTO DELLE % NELLE RISPOSTE • • • • Aspetto molto positivo Aspetto lievemente problematico Aspetto problematico Aspetto molto problematico CRITICITÀ SCUOLA DELL‘INFANZIA 7 Ho una chiara idea degli obiettivi che la scuola vuole raggiungere. 9 9,57% 2 La scuola riesce a coinvolgere i genitori sui problemi relativi alla socializzazione e all'apprendimento. 13 13,82% 2 14 14,89% 2 Ai genitori si dà la possibilità di essere presenti e di partecipare per realizzare al meglio l'inserimento dei bambini. 15 15,95% 3 L'orario di apertura e di chiusura della scuola risponde alle esigenze delle famiglie. 15 15,95% 3 Gli insegnanti mi hanno spiegato come posso favorire la crescita di mio figlio/a. 19 20,21% 3 20 14 Gli insegnanti spiegano quale sarà il percorso educativo di mio figlio. 2 27 9 QUESTIONARI GENITORI SCUOLA PRIMARIA Grafico GENERALE dei TOTALI delle risposte - Circolo CRITICITÀ SCUOLA PRIMARIA 4 La scuola chiarisce quali risultati scolastici si aspetta da mio figlio. 23 7,87% 2 22 Il capo d'istituto è disponibile e offre aiuto. 32 10,95% 2 18 L'edificio è ben tenuto e pulito. 35 11,98% 2 39 13,35% 2 47 16,09% 3 50 17,12% 3 21 La scuola riesce a coinvolgere i genitori sui problemi relativi all'insegnamento e all'apprendimento. 12 Ho una chiara idea degli obiettivi che la scuola vuole raggiungere. 11 La scuola mi ha spiegato come posso favorire l'apprendimento di mio figlio a casa. VALUTAZIONE PIANO DELL‘OFFERTA FORMATIVA POF Il POF, se davvero è il risultato di un‘attività progettuale che ha come „cuore“ l‘insegnamento /apprendimento, rappresenta tutti i cicli di azioni necessarie per la sua realizzazione. Pertanto, monitorando il POF in tutti i suoi aspetti (intrecciando il controllo anche con il Programma Annuale), esercitiamo un controllo organizzativo sistemico. Scuola Infanzia + Primaria 21% 2% 9% Alta Media Bassa Molto bassa N.R CRITICITÀ nella percezione dell‘attuazione del POF 60 Infanzia 40 Primaria 20 20 21 17 7 9 8 0 0 Alta Media 0 Bassa 0 Molto Bassa 0 NR 60 Infanzia 40 Primaria 24 18 15 20 12 8 2 0 0 Alta Media Bassa 0 2 Molto Bassa 1 NR 21% 20% 3% 12% 44% Alta Media Bassa Molto Bassa NR CRITICITÀ nella percezione dell‘attuazione del POF 60 40 Infanzia Primaria 18 20 7 4 9 8 0 0 Alta 16 11 Media Bassa 5 4 Molto Bassa NR 60 Infanzia 40 15 20 0 21 2 0 Alta 9 4 3 Media Bassa 21 7 0 Molto Bassa NR Primaria 13.40% 19.80% Alta+Media Bassa + Molto bassa 66.80% NR Principale difficoltà: PASSARE DALL’ANALISI DEI RISULTATI ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI e, quindi, cercare LE STRATEGIE PER IL MIGLIORAMENTO Come?.... attraverso 4 “compiti”! • COMPITO 1 : indicare i problemi più importanti del nostro istituto … • COMPITO 2: individuare un problema prioritario tra quelli emersi, risalire alle cause, isolare le cause modificabili, identificare gli interventi necessari, scegliere quelli possibili • COMPITO 3 : costruire il diagramma causa/effetto per il problema selezionato • COMPITO 4 : studiare un possibile intervento per la soluzione del problema, cioè un PIANO DI MIGLIORAMENTO, scegliendo la soluzione “ipoteticamente migliore” per rimuovere il problema COMPITO 1 I”problemi” più importanti del nostro circolo sono emersi appunto con l’autovalutazione d’istituto, che, attraverso i questionari, ha analizzato : • il contesto • i processi • le risorse e la loro gestione impegnate e risultati raggiunti) • il servizio formativo • i risultati • il clima organizzativo (rapporto risorse ANALISI DEL CONTESTO ANALISI della SITUAZIONE AMBIENTALE ALPIGNANO è un centro abitato della prima cintura di Torino, nel quale vivono circa 18.000 abitanti. … CIRCOLO DI ALPIGNANO: - TRE SCUOLE DELL’INFANZIA TRE SCUOLE PRIMARIE a TEMPO PIENO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE : - sostiene economicamente la scuola con finanziamenti che la scuola può gestire per progetti e per acquisti offre un forte supporto all’integrazione degli alunni portatori di handicap (educativa) fornisce servizi di supporto per le famiglie, come la refezione e lo scuolabus. I PLESSI DEL CIRCOLO SCUOLE DELL'INFANZIA Sezioni N° Alunni Alunni con handicap Alunni stranieri BORELLO 7 169 3 6 RODARI 3 76 0 6 GOBETTI 3 77 1 9 13 322 4 21 Plesso TOTALE SCUOLE PRIMARIE N° Classi N° Alunni Alunni con handicap Alunni stranieri GRAMSCI 12 249 8 13 MATTEOTTI 11 211 6 4 TURATI 8 164 3 12 TOTALE 31 624 17 29 Plesso DAL SISTEMA SCUOLA ALL’AZIONE DELLA SCUOLA E AL P. O. F. AZIONE SCUOLA Efficienza/Efficacia del SISTEMA SCUOLA SISTEMA SCUOLA Ruoli e Relazioni istituzionali I - Analisi della situazione ambientale II - Finalità della Scuola III - Risorse professionali e Formazione insegnanti IV - Risorse finanziarie e organizzative INDICAZIONI per il CURRICOLO PROGETTAZIONE DI CIRCOLO (Campi esperienza - Discipline) V - PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA di CIRCOLO - P.O.F. DEI PLESSI "Io sono consapevole, comunicativo e responsabile" VI - ARRICCHIMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA VI.1-Visite guidate e viaggi d'istruzione - Scambi VI.2-Attività di laboratorio collegate a visite guidate VI.3-Iniziative culturali e manifestazioni sul territorio VI.5-Progetti con finanziamenti comunali VI.7-Educazione alla salute e alla sicurezza VI.4-Attività di laboratorio presso la Biblioteca VI.6-Partecipazione a manifestazioni sportive VI.8-Attività di laboratorio nei plessi e progetti di classe VI.12-Attività facoltative - Servizi a domanda VI.9-Iniziative per l'accoglienza degli alunni Continuità Sc. Infanzia-Primaria-Media VI.10-Attività di consolidamento e di approfondimento abilità VI.11-Iniziative per l'accoglienza e l'inserimento di alunni stranieri Intercultura Direzione Didattica di Alpignano – POF 2009-10 VII - VERIFICA del PIANO dell'OFFERTA FORMATIVA - VALUTAZIONE dell'EFFICACIA dell'AZIONE della SCUOLA VIII - VALUTAZIONE degli ALUNNI 1 LE FINALITÀ DELLA SCUOLA La scuola si propone di favorire la crescita armonica dei bambini in un contesto di relazioni interpersonali positive, promuovendo l’acquisizione di competenze per la formazione dell’uomo e del cittadino. Pertanto si intende: • promuovere il SAPER FARE, il SAPERE, il SAPER ESSERE • riconoscere ad ogni alunno il diritto alla propria IDENTITA’ come presupposto per l’uguaglianza delle opportunità • organizzare le attività in un percorso formativo organico di CONTINUITA’ • adottare diversi tipi di strategie di intervento, per una reale prevenzione o riduzione del DISAGIO • favorire la CREATIVITA’ • educare alla CONVIVENZA CIVILE e alla CITTADINANZA RISORSE PROFESSIONALI La scuola si impegna affinché si realizzi nel modo più efficace e partecipato la propria proposta formativa, attraverso: a) Valorizzazione delle competenze delle risorse umane interne all’Istituzione b) Utilizzo di competenze specialistiche di risorse umane esterne c) Flessibilità oraria e organizzativa per: sostituzione colleghi assenti, visite guidate e viaggi d’istruzione, organizzazione di laboratori, iniziative sul territorio, manifestazioni e giornate a tema Formazione insegnanti d) DOCENTI ORGANICO SCUOLA DELL’INFANZIA L'organico è costituito da 28 ½ insegnanti (compresi anche 1 ½ insegnanti di sostegno e1 insegnante di religione). ORGANICO SCUOLA PRIMARIA L'organico funzionale per la scuola elementare è costituito da 74 ½ insegnanti di cui: - 3 3 7 8 3 insegnanti specialisti insegnanti di lingua inglese operante nei tre plessi insegnanti specializzati in lingua straniera operanti nelle proprie classi e in altre classi parallele ½ insegnanti di sostegno insegnanti di religione FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA ATTRIBUITE A DOCENTI Area 1: Continuità Area 2: P.O.F. e Autonomia Area 3: Progetti Area 4: Documentazione – Autovalutazione d’Istituto Area 5: Formazione – Educazione alla salute Area 6: HC 1°Collaboratore del Dirigente scolastico – 2°Collaboratore - Coordinatori di plesso, Funzioni strumentali ETÀ DEI DOCENTI + 546 45 - 545 35 - 444 25 - 343 - 25 2 NR 1 0 10 20 30 40 50 60 70 NR 1 -2 25 25 3- 34 35 4- 44 45 5- 54 + 654 Primaria 4 0 2 7 26 7 Infanzia 0 0 3 10 12 4 ANNI DI INSEGNAMENTO + 25 5 15 - 25 4 5 - 14 3 -5 2 NR 1 0 10 20 30 40 50 60 70 NR 1 -25 5 -314 15 4- 25 + 525 Primaria 4 2 2 6 32 Infanzia 1 2 9 5 12 RISORSE ORGANIZZATIVE E FINANZIARIE La SCUOLA si impegna affinché l’organizzazione dell’orario scolastico favorisca i processi relazionali e di insegnamentoapprendimento, tenendo conto delle aspettative e necessità delle famiglie, con le seguenti modalità: La SCUOLA DELL’INFANZIA ha un orario di funzionamento: 8.00-16.00.L’uso della compresenza è studiata per permettere una maggiore flessibilità di servizio. La SCUOLA PRIMARIA adotta il tempo unico: 8.30-16.30 dal lunedì al venerdì: da due anni, in seguito alla riduzione dell’organico, 3 classi svolgono un tempo lungo modulato, possibile solo con l’utilizzo di compresenze e contitolarità su L2 e IRC. Tutti gli insegnanti assegnati alla scuola vanno considerati, come una sorta di organico funzionale ed il loro utilizzo è autonomamente definito dall’istituzione scolastica. Le COMPRESENZE RIMASTE sono utilizzate per: • • • individualizzare gli interventi di recupero, rinforzo e potenziamento organizzare attività di laboratorio e ricerca garantire la copertura di supplenze brevi Il nuovo rapporto tra alunno HC e insegnante crea il problema dell’insufficiente copertura oraria degli alunni disabili e richiede un PROGETTO DI CIRCOLO per l’integrazione oraria di alunni disabili. Il progetto coinvolgerà molti insegnanti (che vi riverseranno parte delle loro compresenze), nel tentativo di garantire anche a questi bambini una buona qualità dell’insegnamento e il rispetto della normativa. Il COMUNE di Alpignano interviene con le ore degli EDUCATORI per cercare di completare le ore mancanti rispetto alle richieste dei tecnici contenute nelle diagnosi funzionali. SCOPI E STRUMENTI DELL’AUTOVALUTAZIONE PER REALIZZARE LA MISSION Progettare, pianificare, gestire manuali operativi, piani di lavoro, modelli di intervento, mappa delle attività, sistema qualità AREE STRATEGICHE •progettazione •attività dei gruppi •competenze e prestazioni •professionali •gradimento dell’utenza •modello organizzativo PER COINVOLGERE E ASCOLTARE L’UTENZA Questionari, check-list, indagini statistiche, autocertificazioni, verbali, produzioni studenti … PER COINVOLGERE E ASCOLTARE GLI OPERATORI riunioni, questionari, scale di attenzione, sequenze di miglioramento CASTOLDI APPROCCIO PARTECIPATO L’autovalutazione di Istituto come riflessione sistematica da parte dei soggetti interni ad una scuola sulle pratiche professionali esistenti come primo passo di un processo di miglioramento (adattamento progetto ISIP – OCSE CERI) APPROCCIO FORMATIVO APPROCCIO PRAGMATICO FOCALIZZARE DEFINIRE LE DOMANDE DI INDAGINE DECIDERE PROGETTARE PIANI DI SVILUPPO DESCRIVERE PROGETTARE E REALIZZARE L’INDAGINE INTERPRETARE ANALIZZARE I DATI RACCOLTI VALUTARE IL PROCESSO LEGITTIMARE IL PROCESSO CASTOLDI : QUALE PERCORSO METODOLOGICO? “se volete capire come funziona qualcosa provate a cambiarla” (K. Lewin) CASTOLDI: FORZE E RESISTENZE RESISTENZE VALUTATIVE LA PROFESSIONALITA’ DEBOLE noi siamo diversi L’IRRIDUCIBILITA’ DELLA FORMAZIONE LA CHIUSURA AUTOREFERENZIALE e io cosa c’entro? LA FANTASMATICA DEL CONTROLLO quando chiudo la porta… tra impiegati e missionari diffidare dell’estraneo IL NON SENTIRSI “SCUOLA” cui prodest? LA LIBERTA’ COME IMPUNITA’ NON è FACILE!!! “la scuola non sempre dispone di strumenti per riflettersi e riflettere su se stessa: i ballerini, che praticano la loro arte alla perfezione, dispongono di specchi per osservare i loro movimenti. Dove sono i nostri specchi?” (E.W. Eisner, The Educational Imagination, New York, Mac Millan, 1979) GRAZIE E BUON LAVORO