LA NUOVA VOCE DEL
Anno VII
novembre/dicembre 2007 n. 28
Sped. in A.P. Comma 20 C art. 2
Lett. Legge 662/96
Filiale P.T. Siena
PENSIONATO
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Periodico di informazioni
ORGANO BIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Direttore: Alberto Cavalieri Direttore Responsabile: Tullio Mori Redazione: Flavio Egni Progetto grafica: Maruska Pradelli Impaginazione: Bernard & Co
Reg. Tribunale di Siena n. 718 del 5 ottobre 2001 Stampa: Arti Grafiche Ticci, Sovicille (SI).
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
RASSEGNA DELL’ARTE
A cura di Anna Maria Tiberi
IL CASTELLARE SALIMBENI
Gli uffici amministrativi e gli spazi destinati all’attività del Monte dei Paschi si articolano intorno a Piazza
Salimbeni.
La piazza è una creazione ottocentesca dell’architetto
Giuseppe Partini il quale intese allestire una sorta di palcoscenico sul quale far dialogare le facciate dei palazzi
che fin dal XV secolo avevano ospitato gli uffici del
Monte Pio e della Dogana del Paschi. Il prospetto del
palazzo cinquecentesco di Mariano Tantucci è fronteggiato da Palazzo Spannocchi cui si affianca la fronte neogotica del Palazzo Salimbeni.
L’odierno edificio, al pari della Piazza, è il risultato di
un generale intervento di riassetto edilizio e urbano del
XIX secolo. Il nucleo più antico dell’intero complesso è
rintracciabile nelle strutture del duecentesco Palazzo
Salimbeni, parte di un grandioso organismo di edifici fortificati -Il castellare– che, a partire dall’inizio del XIII
secolo è stata dimora della famiglia Salimbeni.
Salimbene di Giovanni, capostipite della casata, diede
vita ad una tra le principali compagnie mercantili e bancarie dell’Europa del Duecento, attiva nel commercio del
grano, delle spezie e della seta e, fin da allora, presente
sulle principali piazze di Francia, Spagna e Inghilterra.
Tali attività consentirono alla famiglia di accumulare
Palazzo Spannocchi, Salone Strozzi
ben presto ingenti ricchezze, al punto che la loro grande
disponibilità è testimoniata dal gesto compiuto dal rappresentante della famiglia, Salimbene, che alla vigilia
della battaglia di Montaperti (1260) mise a disposizione
del governo cittadino ben 118.000 fiorini d’oro dichiarandosi pronto ad offrirne altrettanti non appena quelli
fossero finiti.
La consistenza e l’estensione dei possedimenti della
famiglia può essere rintracciata nell’insieme di tracce sedimentatesi nel corso dei secoli tra Piazza dell’Abbadia,
l’antica chiesa di San Donato, Via Montanini e Via dell’Arco dei Rossi. La costruzione, avvenuta in tempi diversi, inglobò una parte dell’antica cerchia di mura altomedievale che correva lungo il tratto della via francigena .
Come hanno dimostrato gli studi relativi alle strutture
architettoniche di più antica costruzione, insieme alla
casa–torre, il castellare rappresentò una delle prime tipologie abitative adottate dai ceti dominanti nella Siena agli
inizi del Duecento, luogo in cui, insieme alla famiglia, trovavano dimora la servitù armata e la consorteria facenti
capo ad essa; praticamente una città dentro la città.
Tale doveva essere anche il castellare dei Salimbeni con
un imponente complesso di edifici fortificati, chiuso da due
torri gemelle e circondato da poderose mura. Delle due
torri solo una ne è rimasta e se ne può ammirare il profilo
poderoso percorrendo gli spazi adiacenti il complesso di
palazzo Tantucci.
Gli studi compiuti in occasione degli ultimi lavori di
restauro (1963-1972) hanno
rivelato l’importanza e la centralità della torre nel contesto
abitativo del castellare vero e
proprio, caposaldo attorno a cui
si trovavano gli edifici di necessario supporto alle attività della
famiglia Salimbeni: dalla torre,
centro dinamico della struttura
del castellare, si originava una
serie di percorsi che collegavano
la Rocca e il Fondaco Salimbeni
attraverso ponti levatoi e passerelle in legno.
La Rocca, cuore della dimora,
era il luogo deputato ad esprimere il potere e l’importanza della
famiglia che vi risiedeva, impo-
LA NUOVA VOCE DEL
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PENSIONATO
nendosi con la sua struttura
all’attenzione di tutta la comunità; nelle strutture del Fondaco
si trovavano, invece, i magazzini e gli uffici relativi alle attività commerciali della famiglia:
tratti delle antiche mura perimetrali sono oggi visibili negli
spazi adiacenti l’ingresso principale, oggi sede della Banca.
Lungo il lato settentrionale
dei possedimenti dei Salimbeni
era l’antica chiesa di San Donato, fondata oltre un secolo
avanti il costituirsi dell’insediamento fortificato della famiglia.
La chiesa doveva in origine
presentarsi come un edificio a
navata unica dotato di terminazione absidale. La recente
trasformazione in spazio espositivo ha portato alla luce ciò
che ancora rimane dell’antica
costruzione: i filareti regolari
di pietra con cui sono realizzate le mura perimetrali e le dimensioni assai contenute
dell’edificio (20m x 9m) sono infatti una chiara attestazione dell’origine altomedievale della chiesa, che i documenti ci dicono già costruita nel 1236.
La chiesa rimase in uso fino agli inizi del XIX secolo
quando, a seguito delle soppressioni napoleoniche, fu utilizzata come deposito di carrozze: solo nel 1925 dopo
essere stata incamerata tra i
beni immobili del Monte dei
Paschi, si effettuarono i primi
tentativi mirati ad un recupero funzionale dell’edificio.
Nel 1419 il Comune di
Siena decreta la confisca dei
beni e dei possessi della famiglia Salimbeni, che in più
occasioni aveva tentato di
rovesciare il governo cittadino. Divenutone proprietario,
il Comune stabilisce in questa area gli uffici della Dogana del Sale e, dal 1425, gli
uffici della Gabella: d’ora in
avanti il castellare diverrà la
sede dei più importanti uffici
del Comune di Siena fino
alla costituzione, nel 1472,
del Monte di Pietà.
Nel corso del XVI secolo i
documenti testimoniano il
frazionamento degli spazi del
castellare: parte dei locali
venne occupata da privati,
parte dai discendenti della
famiglia Salimbeni, parte
dagli uffici pubblici della
Dogana del Sale, della Dogana dei Paschi e dal Monte Pio.
L’intervento di maggior
rilievo condotto in questo
periodo (1569 – 1572) fu la
costruzione di un ampio loggiato che sembra di poter
identificare con il loggiato
detto “del Peruzzi”, ubicato al
primo piano del Palazzo
Salimbeni prospiciente il
cortile interno dell’antico
edificio.
I secoli successivi al sec. XVI sono caratterizzati da una
lenta acquisizione di spazi limitrofi a quelli già occupati dal
Monte Pio connessi a quest’ultimo da corridoi e strutture
che chiudevano i vuoti esterni tra le architetture confinanti: le demolizioni ottocentesche hanno tuttavia cancellato
ogni traccia di tale situazione architettonica.
La ex chiesa di San Donato, oggi pinacoteca e sala per convegni.
Foto in alto: La scala realizzata su disegno di Pierluigi Spadolini e l’ingresso all’Archivio storico
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
FISCO ED ALTRO: SELEZIONATI PER I NOSTRI SOCI
In questa rubrica riportiamo solo indicazioni di
varia origine che, essendo volutamente sintetiche,
potrebbero a volte risultare incomplete; gli interessati potranno opportunamente approfondire gli
argomenti consultando la stampa specializzata o le
fonti ufficiali.
LA LEGGE FINANZIARIA 2008
Come oramai accade tutti gli anni, al momento
di andare in stampa, la Legge Finanziaria per il
2008 ha superato solo il primo, seppure il più difficile, dei due passaggi necessari per la sua definitiva
approvazione. Per la prima volta dopo diversi anni
non essendo stato posto il voto di fiducia, anziché
di un unico articolo con decine di commi, la legge
è tornata ad avere la normalità dei diversi articoli
(97). Si tratta di una manovra “leggera”, solo 11
miliardi di euro, improntata sulla riduzione della
pressione fiscale e sull’aiuto alle persone più povere. Il cosiddetto “tesoretto” dovrebbe essere in gran
parte utilizzato per l’abbattimento graduale del
lavoro precario nella pubblica amministrazione. Di
questi 11 miliardi, 6,35 derivano da maggior gettito, e 4,65 dalle minori spese.
Riportiamo di seguito le misure di maggiore interesse per la nostra categoria e per le famiglie. Torneremo ovviamente sull’argomento dopo l’approvazione definitiva della manovra.
GIOVANI
Sconti sugli affitti
Allo scopo di facilitare l’affitto di un appartamento per i giovani – single o coppie – tra i 20 e 30
anni di età, viene inserita la possibilità di detrarre
una parte del canone, esattamente 991,59 euro
annui per un reddito fino a 15.493,70 e 495,79 euro
per un reddito fino a 30.987,41. L’agevolazione è
valida solo per i primi tre anni di affitto, a condizione che si tratti dell’abitazione principale e che la
stessa sia diversa da quella dei genitori. Ovviamente deve trattarsi di contratti di locazione regolarmente registrati.
Trasporti, abbonamenti meno cari
Si tratta di un provvedimento esteso a tutte le
fasce di età, ma che incide in maniera significativa
sui ragazzi che vanno a scuola: è prevista una detrazione del 19% delle spese per abbonamenti autobus, tram, metrò e ferroviari per le tratte regionali
ed interregionali con un massimo di 250 euro.
Dall’asilo al mondo del lavoro
Non più sconti fiscali ma stanziamenti di denaro
pubblico per:
• Servizi socio-educativi per la prima infanzia:
finanziamento aumentato di 25milioni di euro;
• Adempimento dell’obbligo scolastico: autorizzata una spesa di 150milioni per l’anno in corso.
Utilizzo da stabilire con decreto ministeriale P.I.;
• Apprendistato; stanziati 100milioni per attività
di formazione esteso anche al 2007 e 2008.
Rocca Salimbeni - La Galleria Peruzziana.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
CASA
Mutui
Aumentano del 10% le detrazioni facendo salire
la soglia degli interessi passivi su cui potrà essere
applicata la detrazione del 19%. La spesa da indicare nella dichiarazione per ottenere lo sconto sale
così da 3.615,20 euro a 4.000,00.
Ici
Viene introdotta una ulteriore detrazione dell’ICI
sulla prima casa, che non può superare i 200 euro per
immobile, qualunque sia il reddito del proprietario.
Tale detrazione si somma a quella esistente di 103
euro. Esclusione per castelli, ville e case di lusso sia
pure adibite ad abitazione principale .
Bonus ristrutturazioni
Il bonus del 36% e l’aliquota IVA del 10% per i
lavori di ristrutturazioni edilizie potranno essere
utilizzati anche nei prossimi tre anni. È prevista la
detrazione anche per i privati che acquistano una
casa dall’impresa che ha ristrutturato l’intero fabbricato entro il 31 dicembre 2010. Il costo della
manodopera deve essere evidenziato in fattura.
Riqualificazione energetica
Proroga del cosiddetto bonus per la riqualificazione energetica degli edifici. Lo sconto è pari al
55%. Per la sostituzione di finestre ed infissi e per
l’installazione di pannelli solari termici non è più
richiesto l’attestato di qualificazione energetica.
Contratti di locazione
Come per i contratti di locazione specificati nel
capitolo “GIOVANI” e per far emergere gli affitti
in nero, è prevista una detrazione, sia pure in forma
minore, di 300 o di 150 euro per la stessa tipologia
di redditi.
FAMIGLIA
Protocollo welfare
Per l’attuazione del Protocollo welfare e lavoro
vengono stanziati 2,080 miliardi per il 2008 e 1,030
per il 2009. La somma sale a 2,750 miliardi nel 2010.
Rottamazione frigoriferi
Sgravi per la sostituzione di frigoriferi e caldaie
Rocca Salimbeni - Salone della Rocca Salimbeni
con apparecchi più economici dal punto di vista
energetico. Si prevede una detrazione del 20% fino
ad un massimo di 200 euro per la loro sostituzione
con analoghi apparecchi di classe A+.
Non autosufficienti
Due miliardi di euro a sostegno degli incapienti , sotto forma di bonus alle categorie economicamente non autosufficienti (da stabilire successivamente con apposito decreto). Le risorse saranno
destinate in gran parte ai giovani e ai lavoratori
precari. Si tratta di 150 euro netti per ogni contribuente e per ogni familiare a suo carico.
(1)
(1) soggetti che percependo un reddito inferiore alle soglie minime previste, non
subiscono alcuna tassazione sul reddito, e che in conseguenza non traggono beneficio da sue eventuali riduzioni.
Canone RAI
Sarà gratis per gli over 75 se il loro reddito è pari
a quello di una pensione minima (516,46 euro).
Congedi parentali
Cinque mesi a casa con l’80% dello stipendio per
il genitore che adotta o prende in affidamento un
bambino, come nel caso di maternità naturale.
Stage neolaureati al sud
Arriva un finanziamento mensile (per sei mesi)
di 400 euro per favorire lo stage di 30mila neolaureati al sud. Bonus di 3.000 euro alle imprese che li
stabilizzano.
Telecomunicazioni
Dal 2009 in vendita solo tv in grado di decodificare il segnale digitale. Il passaggio dalla televisione
analogica a quella digitale slitta dal 2008 al 2012.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Detrazione per i mezzi pubblici
Come per i “giovani”, per le spese sostenute per
abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, acquistati entro il 31 dicembre 2008, spetta una detrazione Irpef del 19% fino ad un massimo di 250 euro.
Class action
Novità assoluta è la possibilità di un’azione collettiva da parte di consumatori e utenti e anche
investitori, di rivalersi nei confronti di “società fornitrici di beni e servizi” per ottenere “risarcimento
di danni e restituzione di somme dovute”. Sono
legittimate ad agire in giudizio le associazioni del
Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli
Utenti e altre associazioni individuate dal decreto.
Le norme entreranno in vigore dal luglio 2008.
amministrazioni. 100milioni di euro saranno stanziati per i mezzi.
Vittime del dovere
Estensione dei benefici riconosciuti alle vittime
del terrorismo anche alle vittime del dovere a causa
di azioni criminose e ai loro familiari superstiti.
Statali
Per i contratti pubblico impiego vengono stanziati 1,85 miliardi nel 2008, 650 milioni nel 2009 e
altrettanti nel 2010.
Tagli ai ministeri
Stretta alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Arriva un taglio del 5% negli organici.
Abolizione del ticket sugli esami
Nel 2008 sparisce il ticket di 10 euro sulla diagnostica e le visite specialistiche.
Potenziato il riccometro
L’Isee, cioè l’indicatore della situazione reddituale
e patrimoniale complessiva, che serve per accedere a
tutte le prestazioni sociali agevolate o per ottenere
sconti sulle rette degli asili nido e all’università,
viaggerà per via telematica e potrà essere richiesto a
un Caf come avviene ora, all’Inps, oppure collegandosi on-line all’Agenzia delle entrate.
POLITICA
•
•
•
•
•
Congelamento delle indennità parlamentari;
80 comunità montane in meno e nuove regole;
Limite agli assessori in comuni e province da 16 a 12;
Stop spese pazze di amministratori degli enti locali;
Taglio ai membri dei cda pubblici e loro gettoni.
SOCIETÀ
Forfait per le microimprese
Viene inserita la possibilità per 900mila aziende
senza dipendenti e con un giro di affari inferiore a
30mila euro l’anno di non pagare IVA e Irap, in
cambio di un forfait del 20% sul giro di affari
annuale meno i costi sostenuti per l’impresa.
Meno Ires e Irap
Dal primo di gennaio l’aliquota Ires (l’imposta
sui redditi delle società) calerà di 5 punti dal 33%
al 27,5%. L’Irap scenderà dal 4,25% al 3,9%. Viene
però rimodulata la base imponibile.
Prelievo dividendi società
L’abbassamento dell’aliquota Ires porta ad una
rimodulazione del prelievo che colpisce le imprese
quando incassano plusvalenze e dividendi. Viene
aumentata al 18,5% dal 12,5% l’imposta sostitutiva
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Stop ai precari
Le assunzioni potranno essere effettuate esclusivamente con contratti a tempo indeterminato
tranne che per esigenze stagionali. Prevista la stabilizzazione dei precari nella P.A. attraverso una
selezione di tipo concorsuale.
Sicurezza
Verranno assunti 4mila poliziotti e torneranno
in polizia tutti gli uomini distaccati presso altre
Rocca Salimbeni di notte con la statua di Sallustio Bandini
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
DAL NOTAIO
L’acquisto come la vendita di un immobile è sempre un passaggio importante della vita. Si tratta infatti di operazioni dense di insidie, che non possono
essere affrontate senza i consigli di un esperto.
Insidie che si presentano sin dal momento della
decisione di vendere o di acquistare, infatti, non si
è spesso consapevoli delle conseguenze legali derivanti anche da una semplice firma per una proposta (quasi sempre irrevocabile) di acquisto o di vendita; oppure non si ha esatta consapevolezza dei
vincoli e degli obblighi che nascono dalla sottoscrizione di un contratto preliminare (anche redatto in forma privata).
Il notaio assolve così al compito di assicurare il
buon esito delle operazioni,
ponendosi in situazione di imparzialità, garantisce sia il venditore
che il compratore, assumendosi
la responsabilità in merito alla
positiva conclusione della compravendita. Il notaio è in grado di
fornire tutte le informazioni utili,
di dare tutte le spiegazioni relative ai diritti e agli obblighi delle
parti nella compravendita. È
quindi opportuno rivolgersi al
notaio per venire a conoscenza di
ciò che serve, sia a chi vende che
a chi acquista, per concludere
una regolare compravendita.
La scelta del notaio è libera e
rimessa alla discrezionalità delle
parti: nell’ambito delle compravendite immobiliari
in genere la scelta è riservata alla parte acquirente,
essendo la stessa onerata del pagamento dei compensi al professionista (salvo diverso accordo).
LAVORI IN ECONOMIA
La detrazione Irpef del 36% delle spese di ristrutturazione dei fabbricati residenziali si applica anche
per i lavori eseguiti in economia, cioè direttamente dal possessore del fabbricato. In tal caso le spese
che concorrono alla detrazione sono solo quelle
relative all’acquisto dei materiali.
Prima dell’inizio dei lavori occorre inviare la prescritta comunicazione al Centro operativo di
Pescara, mentre le fatture di acquisto dei materiali
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devono messere pagate con bonifico bancario o
postale. L’Iva per l’acquisto dei materiali è del 10%,
ma solo a condizione che si tratti di intervento di
restauro o ristrutturazione edilizia e non di semplice manutenzione.
Trattandosi di lavori eseguiti in economia non
deve essere indicato in fattura il costo della manodopera, ma occorre specificare che i lavori sono eseguiti appunto in economia direttamente dal possessore.
SPESE MEDICHE ALL’ESTERO
Le spese mediche sostenute all’estero dai contribuenti italiani sono detraibili dall’Irpef alle stesse
condizioni previste per quelle sostenute in Italia.
La documentazione giustificativa dovrà attestare
il tipo di prestazione effettuata e l’importo pagato. Se
tale documentazione è stata
rilasciata in lingua estera
occorrerà predisporre una
traduzione in italiano giurata – oppure una traduzione
eseguita e sottoscritta dallo
stesso contribuente se
l’originale è stato redatto in
lingua francese, inglese,
spagnola, tedesca -.
Tra le spese mediche non
vanno ricompresse le eventuali spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero, seppure per motivi di
salute.
RICOVERO DI FAMILIARE
Le spese mediche generiche e di assistenza specifica di personale paramedico, sono deducibili anche se
sostenute a favore del familiare disabile e non a carico fiscalmente. In caso di ricovero, non è possibile
dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che
riguarda le spese mediche e le spese paramediche, a
condizione che siano indicate distintamente nella
documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.
Qualora si dimostri che la spesa è sostenuta in
parte dall’interessato e in parte dal familiare, la
deduzione può essere conseguita da entrambi nella
stessa proporzione.
Sopra: la Rocca Salimbeni
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
CONDOMINIO
CALDAIA INDIVIDUALE
È previsto che nel caso di unità immobiliari
dotate di impianti termici individuali la figura dell’occupante, a qualsiasi titolo, dell’unità immobiliare stessa subentra, per la durata dell’occupazione,
alla figura del proprietario nell’onere di adempiere
agli obblighi previsti dal regolamento e nelle connesse responsabilità limitatamente all’esercizio,
alla manutenzione dell’impianto termico e alle
verifiche periodiche.
BOMBOLE A GAS
Non risulta nessuna normativa che faccia obbligo al condominio di collegarsi alla rete urbana del
gas. La vendita di Gpl in bombole è tuttora consentita, Dlgs 22.2.2006.
Ai fini di sicurezza: distribuzione, vendita e
detenzione delle bombole devono avvenire nel
rispetto della normativa in tema di impianti a Gpl
per uso domestico, non alimentati da rete di distribuzione.
ALLACCIAMENTO AL METANO
Così come avviene per la riparazione delle tubazioni del gas, pur se attraversanti proprietà esclusive,
anche per l’allacciamento alla rete comune del gas –
salvo diverse disposizioni del regolamento contrattuale – le spese sono ripartite tra tutti i condomini,
in base alla tabella millesimale di proprietà.
Fanno eccezione al principio le sole opere che
servano a un determinato gruppo di condomini, i
quali si devono, in tal caso, ripartire tali spese.
parcelle professionali, delle imposte, delle fatture per
i lavori e dei bonifici bancari di pagamento, oltre a
copia della ripartizione generale.
Si tratta infatti di documentazione indispensabile
a ciascun condomino per godere dei benefici fiscali
ed è un diritto individuale spettante per legge.
DISTACCO DALL’IMPIANTO CENTRALIZZATO
Secondo una consolidata giurisprudenza, la
rinuncia unilaterale al riscaldamento condominiale operata dal singolo condomino, mediante il distacco del proprio impianto dalle diramazioni di
quello centralizzato, è legittima:
¬ se l’interessato dimostri che dal suo operato non
derivano aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto, come pure squilibri
termici pregiudizievoli alla regolare erogazione
del servizio,
¬ solo nel caso in cui il regolamento di condominio, di natura contrattuale, non lo vieti espressamente; in questo caso egli sarà obbligato a pagare le spese di conservazione dell’impianto, mentre può essere esonerato dall’obbligo di pagamento delle spese per il suo uso.
E dunque il condomino può distaccarsi unilateralmente dall’impianto centralizzato ma – in mancanza di autorizzazione assembleare – egli è tenuto
a pagare sia le spese della gestione ordinaria sia le
spese di conservazione e manutenzione straordinaria dell’impianto, salvo provare che il distacco non
comporti pregiudizi per l’impianto comune.
L’AMMINISTRATORE E IL 36%
In assenza di pronunce giurisprudenziali,
l’orientamento dottrinale prevalente è quello per il
quale l’amministratore è tenuto a provvedere al
rendiconto e alla ripartizione delle spese ammesse
ai benefici della legge 449/97, senza che occorra
specifica richiesta da parte dei condomini.
In tale contesto, l’amministratore è tenuto a redigere un rendiconto (separato dalla restante contabilità) e a rilasciare a ogni condomino copia: della
comunicazione al Centro operativo di Pescara, delle
Palazzo Sansedoni
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
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RUBRICHE: DALLA REDAZIONE
L’INSONNIA NELL’ANZIANO
Molte persone anziane soffrono di insonnia e di
numerosi risvegli notturni. La mancanza di sonno ha
effetti su vigilanza, memoria e concentrazione; durante
il sonno il cervello ricostituisce le sue riserve di energia,
La prima parte della notte è più ristoratrice perché è
ricca in “sonno lento profondo“ che ha un ruolo di
restaurazione delle capacità fisiche, mentre la seconda
parte della notte è ricca in “sonno paradosso“ che è
quello dei sogni e del recupero psichico.
Quando si soffre di insonnia è buona regola non tentare di dormire a tutti i costi; infatti ci sono persone che
hanno bisogno di pochissime ore di sonno per sentirsi in
forma al mattino. Alcune ricerche in materia avvertono
che dopo i 52 anni la durata del “sonno lento profondo”
diminuisce e dopo i 70 anni non è raro che il sonno si
ripartisca tra il giorno, con la siesta, e la notte.
Se si soffre di insonnia è molto utile una attività sportiva durante la giornata. La regola fondamentale consiste nel conoscere i propri bisogni, occorre arrivare a captare i segnali di sonno e non confonderli con la stanchezza. Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita
ed è fondamentale per garantire il benessere del nostro
organismo. Durante il sonno, in particolare nel cervello, avvengono complesse regolazioni biochimiche che
servono a recuperare gli sforzi compiuti durante la giornata ed a recuperare condizioni ottimali per affrontarne
una nuova.
Analizzando i legami tra salute e sonno, si riesce a
comprendere come dormire poco o male riduce non
soltanto la qualità della vita percepita e la resa lavorativa, ma aumenta anche il rischio di sviluppare
malattie metaboliche/cardiovascolari.
L’incidenza di disturbi del sonno nella popolazione
italiana e mondiale è molto rilevante e solo una minima percentuale di pazienti anziani è adeguatamente
inquadrata e trattata.
POMODORO FANTASMA
Almeno un quinto di dieci milioni e passa di concentrato di pomodoro che l’Italia importa dalla Cina
non ha i requisiti minimi di qualità. Vale a dire che è
a rischio per la salute dell’ignaro consumatore. Che
non può scegliere. Sulle etichette di quelle confezio-
ni, nessuno troverà l’origine della materia prima (così
come ha deciso la recente riforma dell’ortofrutta).
La denuncia arriva dalla Cina stessa e porta la firma
dell’Amministrazione generale per il controllo della
qualità. Tuttavia il concentrato di pomodoro e di
numerosi altri prodotti alimentari continuano ad arrivare dalla Cina, senza che nessuno provveda a fare i
dovuti controlli. Con tutti i rischi che ne conseguono, come peraltro ammonisce la scoperta di sostanze
nocive nella fabbricazione di giocattoli.
L’Italia è uno dei maggiori produttori di pomodoro
fresco ed è leader nella trasformazione e nell’esportazione. Ma è anche il maggior importatore di concentrato. Quest’anno in seguito a un raccolto nazionale
scarso i prezzi interni sono ulteriormente cresciuti,
sicché già si avverte un forte aumento delle importazioni dalla Cina, assai più competitive. Con tutte le
carenze in fatto di qualità.
LUTTI IN ASSOCIAZIONE
Pochi giorni fa, dopo una lunga e tormentata malattia, è deceduta la signora Mirella, moglie di Duilio
Sprugnoli.
Duilio come sicuramente tutti ricorderanno, è stato
per tantissimi anni prezioso collaboratore nella redazione del nostro giornale, punto di riferimento importante
ed apprezzato presso l’Associazione.
Ci sentiamo a Lui vicini in questo difficile momento
della vita, esprimiamo il nostro più sentito cordoglio e
lo abbracciamo calorosamente.
Mentre stiamo per andare in stampa, ci viene segnalato il decesso del collega Mauro Pezzati. Mauro, che
è stato per lungo tempo Direttore del nostro giornale,
era fiorentino, persona di estrema sensibilità e di notevole cultura, tra l’altro autore pregevole di diverse commedie, alcune delle quali trasmesse da emittenti radiofoniche italiane e svizzere. Alla famiglia la nostra
affettuosa partecipazione.
Un nuovo lutto per l’Associane viene ad aggiungersi
agli altri segnalati sopra. Abbiamo appreso della scomparsa di Martino Martini, per alcuni anni membro del
Comitato Direttivo dell’Associazione in rappresentanza
del gruppo dei pensionati di Milano. Martino, già Direttore Centrale del Monte dei Paschi, aveva ricoperto
anche il ruolo di Direttore Generale del Credito Lombardo. Ai familiari le più sentite condoglianze.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
IMPEGNARSI CON SERIETÀ
di Gianfranco Gamboni
Nel momento in cui mi accingo a scrivere queste la Banca d’Inghilterra è dovuta intervenire massicnote (novembre 2007) la situazione economica ciamente per evitare il fallimento di una importaninterna è oggetto di notevoli preoccupazioni per te banca del paese e proprio in questi giorni due
due principali motivi : l’elevata e sembra inarresta- giganti Usa - Merrill Lynch e Citybank – sono state
bile crescita del prezzo del petrolio ed il rafforza- costrette ad effettuare svalutazioni per diversi
mento del valore dell’euro sul dollaro che rende miliardi di dollari. Secondo alcuni esperti i magsempre più difficili le nostre esportazioni e quelle giori danni si verificheranno all’inizio del prossimo
dell’intera Europa.
anno e la conseguenza sarà sicuramente un notevoMa queste preoccupazioni non sono le sole per- le rallentamento della economia mondiale per
ché altre nubi nere si stanno addensando sul nostro l’intero 2008.
orizzonte. Queste nubi sono rappresentate dalla
Per quanto riguarda i c.d. “strumenti finanziari
crisi internazionale innescata dai c.d. “ mutui sub- derivati”, la loro proliferazione ed i danni che gli
prime ”, cioè dai finanziamenti concessi dalle ban- stessi stanno producendo sulle imprese e su chi si è
che americane (a tassi maggiorati) a clientela poco avvicinato incautamente a questi strumenti bisosolvibile e quindi non in grado di rimborsarli e dai gna fare alcune riflessioni. Inizialmente le operaziorischi conseguenti alle operazioni su “strumenti ni su “derivati” sono state perfezionate, quasi esclufinanziari derivati” concluse dalle banche con sivamente, da imprese per coprire rischi derivanti
clientela privata e pubblica.
dalla oscillazione dei tassi di interesse sui finanziaPer quanto riguarda i c.d. mutui subprime non è menti contratti. Successivamente queste operaziofacile comprendere, per i non addetti ai lavori, ni sono state e vengono tuttora concluse anche per
come tali concessioni possano mettere in crisi il scopi prettamente speculativi con ciò esponendo
sistema bancario mondiale (per quanto si sa l’Italia, ad enormi rischi.
attualmente, non avrebbe assunto grossi rischi al
Una recente trasmissione televisiva della domeniriguardo); non si riesce a comprendere perché le ca ci ha informato di quanto grande sia la diffusione
banche americane abbiano concesso crediti con dei “derivati” estesi massicciamente,purtroppo,
l’occhio rivolto soltanto al maggior profitto e senza anche ad enti pubblici come regioni, province e
alcuna attenzione al rischio e come tali crediti una comuni; a questo proposito l’aspetto che deve preocvolta “cartolarizzati” e quindi resi negoziabili siano cupare di più è che i rischi assunti si tradurranno
stati acquistati, con altrettanta facilità, in tutto il quasi certamente in pesanti perdite a carico dei
mondo, da banche, fondi di investimento, istitu- bilanci futuri. Considerato che la Banca d’Italia ha
zioni finanziarie con il solo obiettivo di ottenere più volte richiamato l’attenzione sulla pericolosità di
maggiori guadagni. Poiché elevato è l’importo di questi strumenti viene spontaneo chiedersi perché
questi “mutui subprime”, altrettanto elevato è il tali rischi sono stati presi e se gli amministratori di
danno che si sta producendo sul sistema finanziario enti pubblici (non in possesso sicuramente delle
internazionale a causa del loro mancato rientro; già necessarie competenze in materia) disponevano
in più occasioni la Federal Reserve (Banca Centra- almeno delle autorizzazioni necessarie.
le) Usa e la Banca Centrale Europea sono state
Della dinamica euro-dollaro e dell’incremento
costrette ad effettuare massicci interventi di liqui- del prezzo del petrolio si può prendere soltanto atto
dità per consentire alle banche di mantenere le sperando in una stabilizzazione o, meglio, in una
erogazioni indispensabili al funzionamento delle inversione di tendenza a breve; della crisi di liquiimprese. La perdita di valore di queste attività car- dità causata dai mutui subprime e della proliferatolarizzate ha già prodotto consistenti difficoltà ai zione degli strumenti finanziari derivati qualcosa si
soggetti possessori tanto che, per citare due esempi, può invece dire.
11
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Per quanto riguarda i mutui subprime ci dobbiamo augurare che quanto riferito di recente dalla
Banca d’Italia corrisponda al vero e cioè che le
nostre banche, fondi di investimento ed intermediari in genere abbiano in portafoglio quantità
poco significative dei titoli sottostanti.
Per quanto riguarda gli strumenti finanziari non
possiamo ignorare che in passato molti di essi
hanno favorito la crescita della economia reale
mentre oggi non possiamo non rilevare che si sta
verificando l’effetto opposto. L’enorme quantità di
strumenti offerti – basta scorrere le pagine di un
giornale finanziario per rendersene conto – non
crea quasi mai sinergie con l’economia reale e
risponde prevalentemente alla logica di mettere a
disposizione di tutti gli intermediari finanziari una
grande quantità di prodotti per concludere contratti che consentano di lucrare ingenti provvigioni.
Certo non si possono introdurre limiti nei mercati,
ma si dovrebbe cercare di porre riparo – visti i
danni già prodotti – creando almeno una rete di
efficienti controlli che permettano alle autorità
competenti di monitorare i rischi in corso ed intervenire tempestivamente. Un grande aiuto alle
autorità per il contenimento ed il controllo di que-
sti rischi deve venire dalle banche stesse le quali,
pur in presenza della necessità di fare profitti, non
devono mai dimenticare che il loro compito fondamentale è quello di non fare mai mancare il sostegno alle iniziative valide che favoriscono la crescita della occupazione e del reddito. Al sistema bancario tuttora impegnato in fusioni e ristrutturazioni
(quelle effettuate hanno creato buone sinergie ed
evitato il rischio di scalate esterne, ma non hanno
dato sin qui i risultati attesi) non si può certo chiedere di fare a meno di strumenti finanziari sofisticati; si può solo chiedere una maggiore attenzione
al rischio, una riduzione dei costi per l’utenza ed
una migliore professionalità.
Queste dunque, in sintesi, le problematiche che
abbiamo davanti e che confermano il delinearsi di
una grave crisi che il nostro Paese deve affrontare
subito con determinazione tenendo presente che il
mutato assetto politico internazionale e la globalizzazione ci rendono più vulnerabili.
Per cercare di uscire da questa crisi gli interventi non possono essere soltanto di carattere economico, ma devono essere anche e soprattutto di
carattere politico. Sarebbe auspicabile che su un
tema di questa importanza ed urgenza, fosse trovato, finalmente, un accordo nell’interesse del
paese fra maggioranza e
opposizione, in modo da
dare soluzione ad un
problema che altrimenti
rischia di travolgere la
nostra economia. .
Naturalmente tutti
noi, consapevoli di vivere nel Paese migliore del
mondo, dovremmo dimostrare più senso dello
stato accettando i sacrifici a ciascuno richiesti
per il benessere comune.
Rocca Salimbeni,
Studio del Presidente
12
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
FATTI DI TOSCANA...
“LA TRAGEDIA DI MON DEL PELA”
di Mario Masseti
La fuga architettonica dei portici, ai due lati della grande
piazza di Mercatale, che terminava sul fondo di una specie
d’imbuto, rendeva Greve in Chianti più simile ad una cittadina della bassa padana che non ad un paese toscano.
Portici asimmetrici, dalle volte non troppo alte dall’impiantito(1), somiglianti quasi a tante stanze accoglienti e calde;
alcuni dal soffitto in cotto, altri ricoperti da una mano di scialbo, molti con finiture in cortina di mattoni, ma tutti degradanti, per delimitarne l’ampiezza dal centro.
Alla fine di quella specie d’imbuto si ergeva una bella
Chiesa, con un campanile a tre alzate.
Greve, però con la sua piazza d’antica data, era considerata
la culla dell’agricoltura mezzadrile, e forse della più antica
forma di democrazia popolare, per via delle antiche “riunioni
di Greve”, dove venivano discussi problemi e scambiate opinioni. Inoltre in quel posto, il vino era vero Chianti, mentre
nel mio paese, l’Impruneta, ai confini della zona doc, ci si sforzava di farlo apparire tale.
L’unicità dei portici era dovuta alla maniera stessa con la
quale erano stati pensati e costruiti: formavano, al di sopra,
ampie terrazze colme di gerani ed altri fiori multicolori, dove
si poteva godere meglio la vista sottostante.
Quand’ero ragazzo, venivo spesso in bicicletta dalla fattoria
dei miei, a passeggiare in quel luogo, davanti alle antiche botteghe rese buie dai portici stessi su cui si aprivano: osterie dai
tavolacci di pino, “appalti”(2) gestiti da vecchine dove si vendeva di tutto: dai quaderni foderati di nero al sale, locali oggi
scomparsi, emananti un odore acuto e pungente di cannella e
caffè in grani dal colore opaco, tabacco da fumo e da naso, dolciumi e chicche colorate. Odori che in avvenire, non sarebbe
più stato possibile ritrovare in nessuna parte del mondo.
Venivo soprattutto a Greve per sentire i racconti di un
certo Brandano, un contadino rugoso, che teneva a noi ragazzi in una di quelle osterie, intorno a un tavolino dal piano bruciato dal vino rosso versato e mai asciugato.
Quella che, nel tempo, mi piacque di più, fu l’avventura di
Mon del Pela: la tragedia di Mon del Pela! In realtà l’uomo
della storia si chiamava Simone Pelagalli, ed era un commerciante del luogo a cui avevano storpiato il nome: un tipo spericolato, gran pescatore in quella spece di rigagnolo di fiume
che attraversa il paese, e che, appunto ne prendeva il nome.
Senonché, costui il pesce non lo pescava con la lenza, ma con
le mani. Dopo i temporali estivi, che trasformavano il rigagnolo in un torrente impetuoso, si tuffava a capofitto per stanare i pesci gatto e una specie di persici verdicci sotto riva,
che poi chissà di che razza erano, e che sapevano di fango, trascinati a valle dall’impeto della piena. Quella volta, dopo il
tuffo, i suoi amici, che sempre dagli argini assistevano a quelle bravate, non lo videro più riemergere.
Nelle ore successive la Greve seguitò ancora a gonfiarsi, ma
di Simone nessuna traccia, tanto che fu dato per annegato.
Quella, però, era una disgrazia anomala, perché più a valle esisteva una rastrelliera dalla quale non sarebbe sfuggita neppure
la carogna di un gatto. Ma il corpo dell’uomo, nonostante i
dragaggi con le pertiche, risultava introvabile, tanto che nel
pomeriggio, i carabinieri decisero di effettuare una sorta di
cordone sanitario intorno al paese; chissà poi perché!.
Il parroco, non sapendo a che santo votarsi, a sera invitò la
popolazione in chiesa all’avemaria del giorno successivo, per
...benedire la salma, che sarebbe per forza dovuta scappar fuori
da qualche parte!
Al Vespro del giorno dopo erano tutti radunati in gramaglie; e la famiglia di Simone: una donna esile e due bimbetti
spauriti, isolata in coretto, era additata come il simbolo del
dolore. Solo che la salma non era presente, perché ancora non
era stata ripescata: circostanza inaudita negli annali del fiume!
Che Simone fosse stato travolto dalla piena non c’erano
dubbi: l’avevano visto in troppi scomparire nei gorghi, e tutti
testimoni attendibili.
In chiesa si era già al De profundis, quando...
Quel “quando”, pronunciato a voce bassa e lo sguardo circospetto di Brandano, lasciava l’uditorio col fiato sospeso, specialmente chi udiva la storia per la prima volta: ragazzi e adulti, che parevano essere a veglia come usava da quelle parti, in
tempi in cui ancora non c’era la televisione. E se Brandano
non riprendeva subito, sentivi il respiro delle donne accentuarsi in ansia ed attesa.
Quindi, dopo un po’, Brandano, soddisfatto del proprio successo riprendeva, con flemma studiata... Quando dal fondo
della chiesa, improvvisamente apparve, dopo quasi due giorni... l’affogato! Mon del Pela in persona, grondante acqua,
seminudo, i capelli infangati e pieni di sterpi, gli occhi arrossati, sbarrati sugli astanti.
Simone si fece avanti barcollando, fra due ali di popolo
ammutolito, perché tutti credevano si trattasse di un fantasma.
Arrivato fin quasi all’altare, fissando come inebetito i suoi,
Simone parlò, la voce rotta e tremante...
Disse che durante l’ultimo tuffo un vortice l’aveva trascinato sotto proprio nel punto dove la Greve fa una curva a
gomito, battendo la testa contro qualcosa di duro, fino a ritrovarsi in una specie di grotta, al buio, ma con la possibilità di
respirare, poiché la volta era a pochi centimetri al di sopra del
filo dell’acqua. Lì per lì non riuscì a raccapezzarsi, ma quando
tentò di uscire, una miriade di pali conficcati sul fondo glielo
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
impedirono. Allora capì: quei pali erano stati infissi proprio
l’estate precedente per frenare l’impeto della corrente, in
modo che non distruggesse l’argine sulla curva. L’acqua, però,
aveva scavato una grotta, e lui c’era finito dentro, passando
per un caso incredibile tra un palo e l’altro come un’anguilla.
Un gioco da ragazzi uscirne, pensò, ma quando tentò di
farlo, in quel dedalo buio, non seppe ritrovare la strada. Intanto era sopraggiunta la notte, poi l’alba. Le ore erano trascorse
lente, inesorabili, l’aria stava mancando, ma neppure il chiarore del giorno gli consentì di districarsi tra i pali.
Dalla sua tomba poteva sentire persino le grida della gente,
disperata per l’impossibilità di ritrovare il suo corpo. Poi più
nulla: il silenzio. Terrorizzato, si disse che tra poco sarebbe
morto, anzi “bell’e morto”!.
Dopo un’eternità, quando si accorse di essere arrivato allo
stremo delle forze, una luce violenta sembrò risalire dal fondo:
uno sfolgorio dorato e intenso, improvviso, come di un faro
13
elettrico, che, comunque, non poteva essere tale, gli fece scorgere nitidamente l’intrigo dei pali. Senza farsi cogliere alla
sprovvista, Simone, pur ignorando il fenomeno, si tuffò coraggiosamente nel bagliore. Se avesse fallito non avrebbe più
potuto tornare indietro per respirare, ma la luce, sempre più
fievole gli indicava chiaramente la strada, guidandolo nella
giusta direzione, finché ormai senza fiato, sbucò all’aperto,
proprio nell’attimo in cui il sole, tramontando, si perdeva dietro le colline, privando l’acqua di quella lama lucente, che per
effetto di una fortunata diagonale, aveva potuto raggiungere la
grotta: un attimo ancora, e Simone sarebbe veramente annegato come un topo di fogna!
Il prete, non sapendo cosa fare, corse verso il redivivo con
l’ampolla del vino della messa, non ancora benedetto: e siccome era Vin Santo, del migliore, bastò a Simone per tornare... alla vita.
(1) pavimento
(2) rivendita di sali e tabacchi
TIBURZI, IL RAMBO DELLA TUSCIA
Domenico Tiburzi, detto Domenichino, nato a Cellere
in provincia di Viterbo il 28 maggio 1836, fu il più famoso
brigante della Maremma, divenuto leggenda tra gli abitanti della provincia di Grosseto.
Tiburzi rappresenta una criminalità nata come risposta
alle ingiustizie della Società del tempo. Dai proprietari pretendeva la “tassa del brigantaggio” e in cambio garantiva
protezione. Tiburzi eroe popolare, brigante buono che
uccideva “perché fosse rispettato il
comando di non uccidere”. Eliminò
infatti molti briganti distintisi per la
loro prepotenza e cattiveria, quando
capì che non sarebbe riuscito con la
persuasione a ridurli a più miti comportamenti. Distingueva bene la
“legge” dalla “giustizia”, lui stesso si era
nominato protettore della “giustizia”
anche contro la “legge”.
Fin da giovanissimo ebbe problemi
con la giustizia per reati di furto,
aggressione e ferimento.
Si sposò con Veronica dell’Aia che
gli dette due figli.
Nel 1867, raccogliendo abusivamente un fascio di erba nei possedimenti
del marchese Guglielmi, fu sorpreso dal
guardacampi che gli affibbiò una multa
di 20 lire! Uno sproposito per quei
tempi, come se oggi per un furto di un
paio di calze in un supermercato fosse
prevista una multa di 20/25000 euro. Dopo aver passato la
notte insonne per l’enormità della multa, la mattina seguente Tiburzi tese un agguato al severo guardacampi Angelo del
Bono e lo uccise. Dopo tale evento si diede alla “macchia”
vero regno del brigantaggio di quei tempi, e con la latitanza
iniziò così la sua storia di bandito. Nel 1869 fu arrestato e
condannato a 18 anni di reclusione, tre anni dopo evase
insieme a Domenico Annesi (detto “l’Innamorato”) e Antonio Nati (detto “Tortorella”) . Si
rifugiò nelle macchie della zona
castrense dove si unì ad altri latitanti. Tiburzi strinse un duraturo
patto di alleanza con il brigante
Domenico Biagini di Farnese (detto
“il curato” perché molto credente).
Si unirono a loro anche David
Biscarini e Vincenzo Pastorini. Il
Biscarini divenne presto il capo
della banda, anche se per poco; fu
infatti ucciso dai carabinieri nel
1877. Da questo momento le redini
della banda passarono nelle mani di
“Domenichino”, sulla cui testa pendeva una taglia di diecimila lire,
che accolse nella banda anche Giuseppe Basili (detto “Basiletto”).
Basili e Pastorini furono uccisi da
Tiburzi, il primo perché commetteva continue estorsioni ai danni dei
mercanti e crudeli bravate, il secon-
Tiburzi, una volta esamine, fu legato ad una colonna e
fotografato con tanto di fazzoletto al collo e armi.
14
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
do perché lo metteva sempre in ridicolo raccontando della
sua fuga in mutande dalla grotta nella quale fu colpito il
Biscarini. Il Pastorini fu ucciso in un epico duello sull’aia,
fulminato dalla doppietta di Tiburzi. Nel 1883 nelle vicinanze di Farnese un boscaiolo, Antonio Vestri, per intascare la taglia, condusse i carabinieri presso il rifugio dei briganti, che riuscirono a fuggire. Dopo poco tempo il boscaiolo era cadavere. Biagini gli sparò una schioppettata e Tiburzi lo sgozzò.
Tiburzi uccise anche un capraio di Terracina perché
rapinava a suo nome, e indusse certo Luciano Fioravanti,
nipote del Biagini (affinché si dimostrasse degno di entrare nelle sue grazie) ad uccidere un tizio a lui sgradito perché era violento con le donne. Tra i suoi omicidi, i più
numerosi sono quelli contro gregari che non stavano alle
regole (sue), contro spie, o contro chi commetteva crimini in suo nome.
Era diventato un “ Robin Hood” dei suoi tempi, aveva
istituito una tassa sul brigantaggio, che veniva corrisposta
da nobili e ricchi possidenti terrieri; per gli insolventi la
punizione era l’incendio. Tiburzi donava il ricavato una
parte ai familiari dei “meritevoli” briganti uccisi e con
un’altra pagava il sostentamento per i più poveri e per i
contadini che non riuscivano a sbarcare il lunario. Il suo
ultimo omicidio fu quello del fattore dei Guglielmi, nelle
campagne di Montalto di Castro, perché non aveva avvertito i briganti che ci sarebbe stata una perlustrazione dei
carabinieri. L’uccisione del povero fattore fu una vera e
propria esecuzione; mentre faceva colazione con i suoi
mietitori, fu chiamato ad alta voce e allontanatosi con lui
di pochi metri e, di fronte ai mietitori atterriti, Tiburzi lo
“giustiziò” con un colpo alla testa.
Nel 1893 il Governo presieduto da Giovanni Giolitti,
ordinò alle autorità di intervenire in maniera decisa per la
cattura dei briganti, ne furono arrestati in poco tempo oltre
150, ma Tiburzi sfuggi alla cattura. Furono coinvolte negli
arresti persone di ogni ceto, nobili, contadini, pastori, tutti
accusati di aver aiutato i latitanti e quindi di aver contribuito a creare quel muro di omertà che avvolgeva e proteggeva i briganti della Maremma. I più erano ovviamente
contadini e pastori ai quali venne così a mancare, con il
loro arresto, l’unico mezzo di sostentamento. Lo stesso Giolitti rimase molto indignato per la situazione venutasi a
creare in Maremma. Questa azione delle forze dell’ordine,
portò infatti il brigantaggio maremmano, ed in particolare
Tiburzi, agli onori della popolarità nazionale. Da quel
momento la caccia al bandito divenne serrata e spietata.
Tiburzi fu ucciso nel 1896 dopo 24 anni di latitanza dai
militari del capitano Michele Giacheri. La latitanza di
Tiburzi durò così a lungo grazie agli equilibri che era riuscito a stabilire con i potentati locali, evitando di scontrarsi
con la polizia (“figli di mamma” come li chiamava lui),
garantendo protezione ai possidenti non solo dagli altri briganti, ma da ogni genere di problemi.
In una piovosa notte d’autunno, tra il 23 e 24 ottobre,
durante una perlustrazione dei carabinieri nelle macchie
tra Marsiliana e Capalbio, un confidente rivelò loro che il
brigante avrebbe dovuto passare la notte in uno dei casolari della zona. Molti contadini furono svegliati e perquisiti quella notte nel sospetto che potessero nascondere i briganti, verso le 03:30 i militi bussarono alla porta del podere “Le Forane” , lì si erano rifugiati i due briganti più osannati della macchia maremmana con le loro famiglie, il Fioravanti ed il Tiburzi. Seguì un violento scontro a fuoco
durante il quale il Fioravanti riuscì a fuggire. Tiburzi uscì
allo scoperto, colpì in pieno petto un brigadiere e ferì gravemente altri due militari. Alla fine due pallottole lo colpirono alla gamba sinistra, cadde a terra, sembrava che
volesse ancora sparare estraendo all’improvviso la rivoltella dalla fondina, ma gli uomini del capitano Giacheri furono pronti e gli fu inferto il colpo di grazia alla nuca.
Così recitano le cronache ufficiali dell’epoca. Altre
fonti ben accreditate riferiscono tuttavia che fu lo stesso
“Re del Lamone” a suicidarsi, preferendo così la morte che
cadere nelle mani dell’”autorità costituita”.
Di Tiburzi si conoscono i delitti, ma nessun archivio
riporta, di un brigante, le manifestazioni positive, che spiegano l’ammirazione di tanta gente del popolo.
Il prete voleva negare al brigante un regolare funerale e
la sepoltura in terra consacrata, ma la ostinata popolazione
di Capalbio, sdegnata da tale decisione, pretese per il
“paladino” dei diritti dei più deboli una sepoltura in terra
consacrata. Il compromesso fu “mezzo dentro e mezzo fuori
dal cimitero”, quindi si scavò la fossa proprio dove si apriva il cancello di ingresso; gli arti inferiori restarono dentro
– come vuole la tradizione – mentre la testa , il torace (e
dunque l’anima) rimasero fuori.
I Carabinieri che parteciparono all’azione furono premiati con una medaglia d’argento, con tanto di cerimonia
e foto in posa.
La fama di Tiburzi e la sua leggenda continuano ancor
oggi a imperversare attraverso alcuni media. A lui è stato
dedicato un film con il patrocinio e la collaborazione dei
Comuni di Montalto di Castro, Capalbio, Canino, Cellere,
Farnese, Ischia di Castro e Tarquinia. Il “Re della Maremma” è anche apparso più volte sulle copertine e sulle pagine
di diversi giornali e libri pubblicati anche di recente.
Le immagini
di questo articolo
sono tratte
da internet
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
NUOVI SOCI
Sono entrati a far parte della nostra Associazione i seguenti nuovi Soci:
Angelucci Angela ved. Pucci – Siena
Mantovani Massimo – Siena
Valentini Giuseppe – Siena
I NOSTRI LUTTI
Comunichiamo con vivo cordoglio la scomparsa dei Colleghi di seguito
riportati; siamo venuti a conoscenza della loro scomparsa solo
recentemente, grazie alla segnalazione che periodicamente ci viene
fornita dagli organi predisposti alla gestione pensionistica.
Angiolini Gianfranco
Castiglione della Pescaia
Argento Vincenzo
Roma
Azzerboni Mario
Milano
Bacci Raimonda Ved. Sambuchi Umbertide
Baldi Maria Ved. Peccianti
Siena
Baroni Franco
Viareggio
Bendinelli Licia Ved. Peri
Firenze
Bertusi Vittorio
Castel S. Pietro Terme
Bordiga Pier Alberto
Budapest
Borghetti Gastone
Volterra
Botassi Carmela Ved. Annaratone Torino
Brocchi Leoncini Luciana
Siena
Calvani Antonino
Roma
Cappuccini Vincenzo
Carrara
Carrieri Domenico
Napoli
Casprini Gino
Figline Valdarno
Cianciarelli Cesare
Roma
Corsi Paolo
Firenze
Crescenzi Maccari Tina
Roma
Da Milano Nillo
Sesto Fiorentino
De Iulis Renzo
Roma
De Petri Gilberto
Firenze
Di Manzano Camillo
Frascati
Fabbri Luigi
Milano
Ferruzzi Eugenio
Rapolano Terme
Fioretti Alessandro
S. Vincenzo
Foderi Brunero
Colle Val D’Elsa
Frosini Franco
Empoli
Giovannetti Pier Giovanni
Lucca
Giovannini Lina Ved. Frateschi Viareggio
Giudice Iole
Napoli
Gonnelli Bruno
Terranuova
Gren Sergio
Siena
06/05/2007
08/06/2007
30/06/2006
28/04/2007
13/08/2006
12/04/2007
18/03/2007
20/05/2007
02/06/2007
23/03/2007
01/05/2007
15/07/2006
28/10/2006
25/03/2006
07/10/2006
13/08/2006
29/12/2006
14/04/2007
20/01/2007
28/06/2006
31/12/2006
21/02/2007
15/02/2007
29/01/2007
20/12/2006
24/08/2006
11/01/2007
01/02/2007
07/11/2006
13/07/2006
30/07/2006
28/11/2006
02/04/2007
Guerrini Giovanni
Siena
Infantino Carmelo
Canicattì
Keller Elio
Napoli
Luttazzi Elso
Grosseto
Macera Gina
Montecatini Terme
Maggini Elia Ved. Arzilli
S. Domenico di Fiesole
Martini Renzo
Montecatini Terme
Mecattini Gino
Siena
Meniconi Mario
Siena
Migliorini Ada Ved. Montesi
Siena
Nappi Anna
Siena
Nicoletti Mannelli Adriana Ved. Vensi Firenze
Pacini Elena Ved. Laini
Siena
Palai Asia Ved. Banducci
Grosseto
Paroli Paolo
Roma
Pinzuti Mario
Grosseto
Profeti Luigi
Montevarchi
Puletti Plinio
Rio Marina
Riccio Adalgisa
Pozzuoli
Rigacci Costanza Ved. Billeri
Firenze
Sambuchi Renzo
Latina
Santi Fabio
Siena
Sarteschi Enrico
Pistoia
Scortecci Cesira Ved. Chiari
Perugia
Sereni Fedora Ved. Bartalini
Viareggio
Spinetti Franca Ved. Cerchiai
Montecatini Terme
Tanti Filiberto
Castiglione
Tonti Umberto Orazio
Pistoia
Valeri Giuseppe
Monte S. Savino
Vitelli Anna Maria Ved. Angelini Viterbo
Vivarelli Otello
Siena
Zaupa Clementina Ved. Natalicchi Firenze
12/04/2006
27/01/2007
03/03/2007
05/07/2006
10/01/2007
16/10/2006
24/10/2006
14/07/2006
10/04/2007
24/04/2007
22/02/2007
30/04/2007
03/11/2006
25/03/2005
02/01/2007
14/03/2007
14/06/2007
24/07/2007
26/02/2007
03/03/2007
28/10/2006
05/04/2007
17/11/2006
22/11/2006
20/12/2006
09/05/2007
29/03/2007
22/01/2007
04/05/2007
16/03/2007
22/01/2007
24/05/2007
CONTRIBUTI VOLONTARI
Sono pervenuti alla nostra Associazione, per le proprie attività
organizzative e per il periodico “La Nuova Voce del Pensionato”,
contributi volontari da parte dei seguenti Colleghi:
Della Lunga Loriana ved. Scattoni – Siena (in memoria di Scattoni Elio)
Ermini Rita ved. Marzi – Siena (in memoria di Marzi Ilio)
Scattoni Erina ved. Busatti – Siena (in memoria di Busatti Primo e di
Scattoni Elio)
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Auguri
Il Presidente e il
Comitato Direttivo
di questa Associazione, in occasione
delle prossime Festività,
rivolgono un affettuoso
augurio a tutti gli Associati ed alle loro famiglie.
Un fervido augurio anche
agli Esponenti della
Banca Monte dei Paschi di
Siena Spa, della Fondazione, della Cassa di
Previdenza, della Cassa di Mutua Assistenza e delle
Organizzazioni Sindacali.
A TUTTI I COLLABORATORI DEL GIORNALINO: G R A Z I E
Mentre stavo leggendo le bozze del numero 28 del nostro Giornalino con gli auguri per le Feste, ho voluto scorrere gli ultimi
numeri della pubblicazione: ne è venuto spontaneo il desiderio di esternare un ringraziamento - a nome, sono certo, di tutti i
lettori - a coloro che collaborano alla sua riuscita. Non solo a Mori, Egni, Tiberi, Dalle
Mura e Nocentini, che vi si dedicano assiduamente e con passione, alcuni in
forma quasi professionale, allo scopo di rendere sempre migliori le consuete ed apprezzate rubriche, ma anche agli amici che ci inviano articoli
per la pubblicazione, in quantità e qualità elevata: accanto a quelli di sempre (cito per tutti Gamboni, Susi, Quintiliani e Masseti) altri si stanno affermando, dando un positivo e importante segnale di ripresa e di vitalità.
Anche gli stessi argomenti si stanno allargando: ai quadretti descrittivi di
ambienti ed epoche che ci piace mantenere vitali, spesso condotti sul filo
vivo e colorito dei ricordi autobiografici, vanno ad aggiungersi interventi
su problematiche rilevanti, anche economiche, trattate con competenza e con la consueta attenzione alla apoliticità del nostro sodalizio, fissata anche dallo Statuto.
In questa direzione va un’iniziativa alla quale da qualche tempo
stiamo lavorando: in considerazione della presenza di
“giovani leve” che copiosamente il Monte ci consente
di “reclutare”, e della loro maggiore dimestichezza con
gli strumenti informatici, vorremmo cercare di realizzare
un sito internet, finalizzato a rendere immediate le nostre
comunicazioni a quei soci. Questo sito potrebbe essere
reso interattivo, allo scopo di ospitarvi una sorta di
“forum” ; non certo per sostituire il giornalino, ma, al
contrario, per meglio alimentarlo: pensiamo difatti che
attraverso questa sorta di “palestra” sarebbe possibile “allenarsi” nello scambio di esperienze ed opinioni da utilizzare poi, selezionandole, per articoli sul giornalino. È solo un’idea, tutta da sviluppare:
diteci cosa ne pensate, anche utilizzando il nostro indirizzo e-mail.
Il Presidente
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PENSIONATO