LA NUOVA VOCE DEL Anno VII novembre/dicembre 2007 n. 28 Sped. in A.P. Comma 20 C art. 2 Lett. Legge 662/96 Filiale P.T. Siena PENSIONATO Direzione e Redazione: via Monna Agnese 20, 53100 Siena Tel. 0577 294 265 - 0577 236 212 0577 41 297 - Fax 0577 41 297 E-mail: [email protected] Periodico di informazioni ORGANO BIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA Direttore: Alberto Cavalieri Direttore Responsabile: Tullio Mori Redazione: Flavio Egni Progetto grafica: Maruska Pradelli Impaginazione: Bernard & Co Reg. Tribunale di Siena n. 718 del 5 ottobre 2001 Stampa: Arti Grafiche Ticci, Sovicille (SI). 2 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO RASSEGNA DELL’ARTE A cura di Anna Maria Tiberi IL CASTELLARE SALIMBENI Gli uffici amministrativi e gli spazi destinati all’attività del Monte dei Paschi si articolano intorno a Piazza Salimbeni. La piazza è una creazione ottocentesca dell’architetto Giuseppe Partini il quale intese allestire una sorta di palcoscenico sul quale far dialogare le facciate dei palazzi che fin dal XV secolo avevano ospitato gli uffici del Monte Pio e della Dogana del Paschi. Il prospetto del palazzo cinquecentesco di Mariano Tantucci è fronteggiato da Palazzo Spannocchi cui si affianca la fronte neogotica del Palazzo Salimbeni. L’odierno edificio, al pari della Piazza, è il risultato di un generale intervento di riassetto edilizio e urbano del XIX secolo. Il nucleo più antico dell’intero complesso è rintracciabile nelle strutture del duecentesco Palazzo Salimbeni, parte di un grandioso organismo di edifici fortificati -Il castellare– che, a partire dall’inizio del XIII secolo è stata dimora della famiglia Salimbeni. Salimbene di Giovanni, capostipite della casata, diede vita ad una tra le principali compagnie mercantili e bancarie dell’Europa del Duecento, attiva nel commercio del grano, delle spezie e della seta e, fin da allora, presente sulle principali piazze di Francia, Spagna e Inghilterra. Tali attività consentirono alla famiglia di accumulare Palazzo Spannocchi, Salone Strozzi ben presto ingenti ricchezze, al punto che la loro grande disponibilità è testimoniata dal gesto compiuto dal rappresentante della famiglia, Salimbene, che alla vigilia della battaglia di Montaperti (1260) mise a disposizione del governo cittadino ben 118.000 fiorini d’oro dichiarandosi pronto ad offrirne altrettanti non appena quelli fossero finiti. La consistenza e l’estensione dei possedimenti della famiglia può essere rintracciata nell’insieme di tracce sedimentatesi nel corso dei secoli tra Piazza dell’Abbadia, l’antica chiesa di San Donato, Via Montanini e Via dell’Arco dei Rossi. La costruzione, avvenuta in tempi diversi, inglobò una parte dell’antica cerchia di mura altomedievale che correva lungo il tratto della via francigena . Come hanno dimostrato gli studi relativi alle strutture architettoniche di più antica costruzione, insieme alla casa–torre, il castellare rappresentò una delle prime tipologie abitative adottate dai ceti dominanti nella Siena agli inizi del Duecento, luogo in cui, insieme alla famiglia, trovavano dimora la servitù armata e la consorteria facenti capo ad essa; praticamente una città dentro la città. Tale doveva essere anche il castellare dei Salimbeni con un imponente complesso di edifici fortificati, chiuso da due torri gemelle e circondato da poderose mura. Delle due torri solo una ne è rimasta e se ne può ammirare il profilo poderoso percorrendo gli spazi adiacenti il complesso di palazzo Tantucci. Gli studi compiuti in occasione degli ultimi lavori di restauro (1963-1972) hanno rivelato l’importanza e la centralità della torre nel contesto abitativo del castellare vero e proprio, caposaldo attorno a cui si trovavano gli edifici di necessario supporto alle attività della famiglia Salimbeni: dalla torre, centro dinamico della struttura del castellare, si originava una serie di percorsi che collegavano la Rocca e il Fondaco Salimbeni attraverso ponti levatoi e passerelle in legno. La Rocca, cuore della dimora, era il luogo deputato ad esprimere il potere e l’importanza della famiglia che vi risiedeva, impo- LA NUOVA VOCE DEL 3 PENSIONATO nendosi con la sua struttura all’attenzione di tutta la comunità; nelle strutture del Fondaco si trovavano, invece, i magazzini e gli uffici relativi alle attività commerciali della famiglia: tratti delle antiche mura perimetrali sono oggi visibili negli spazi adiacenti l’ingresso principale, oggi sede della Banca. Lungo il lato settentrionale dei possedimenti dei Salimbeni era l’antica chiesa di San Donato, fondata oltre un secolo avanti il costituirsi dell’insediamento fortificato della famiglia. La chiesa doveva in origine presentarsi come un edificio a navata unica dotato di terminazione absidale. La recente trasformazione in spazio espositivo ha portato alla luce ciò che ancora rimane dell’antica costruzione: i filareti regolari di pietra con cui sono realizzate le mura perimetrali e le dimensioni assai contenute dell’edificio (20m x 9m) sono infatti una chiara attestazione dell’origine altomedievale della chiesa, che i documenti ci dicono già costruita nel 1236. La chiesa rimase in uso fino agli inizi del XIX secolo quando, a seguito delle soppressioni napoleoniche, fu utilizzata come deposito di carrozze: solo nel 1925 dopo essere stata incamerata tra i beni immobili del Monte dei Paschi, si effettuarono i primi tentativi mirati ad un recupero funzionale dell’edificio. Nel 1419 il Comune di Siena decreta la confisca dei beni e dei possessi della famiglia Salimbeni, che in più occasioni aveva tentato di rovesciare il governo cittadino. Divenutone proprietario, il Comune stabilisce in questa area gli uffici della Dogana del Sale e, dal 1425, gli uffici della Gabella: d’ora in avanti il castellare diverrà la sede dei più importanti uffici del Comune di Siena fino alla costituzione, nel 1472, del Monte di Pietà. Nel corso del XVI secolo i documenti testimoniano il frazionamento degli spazi del castellare: parte dei locali venne occupata da privati, parte dai discendenti della famiglia Salimbeni, parte dagli uffici pubblici della Dogana del Sale, della Dogana dei Paschi e dal Monte Pio. L’intervento di maggior rilievo condotto in questo periodo (1569 – 1572) fu la costruzione di un ampio loggiato che sembra di poter identificare con il loggiato detto “del Peruzzi”, ubicato al primo piano del Palazzo Salimbeni prospiciente il cortile interno dell’antico edificio. I secoli successivi al sec. XVI sono caratterizzati da una lenta acquisizione di spazi limitrofi a quelli già occupati dal Monte Pio connessi a quest’ultimo da corridoi e strutture che chiudevano i vuoti esterni tra le architetture confinanti: le demolizioni ottocentesche hanno tuttavia cancellato ogni traccia di tale situazione architettonica. La ex chiesa di San Donato, oggi pinacoteca e sala per convegni. Foto in alto: La scala realizzata su disegno di Pierluigi Spadolini e l’ingresso all’Archivio storico 4 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO FISCO ED ALTRO: SELEZIONATI PER I NOSTRI SOCI In questa rubrica riportiamo solo indicazioni di varia origine che, essendo volutamente sintetiche, potrebbero a volte risultare incomplete; gli interessati potranno opportunamente approfondire gli argomenti consultando la stampa specializzata o le fonti ufficiali. LA LEGGE FINANZIARIA 2008 Come oramai accade tutti gli anni, al momento di andare in stampa, la Legge Finanziaria per il 2008 ha superato solo il primo, seppure il più difficile, dei due passaggi necessari per la sua definitiva approvazione. Per la prima volta dopo diversi anni non essendo stato posto il voto di fiducia, anziché di un unico articolo con decine di commi, la legge è tornata ad avere la normalità dei diversi articoli (97). Si tratta di una manovra “leggera”, solo 11 miliardi di euro, improntata sulla riduzione della pressione fiscale e sull’aiuto alle persone più povere. Il cosiddetto “tesoretto” dovrebbe essere in gran parte utilizzato per l’abbattimento graduale del lavoro precario nella pubblica amministrazione. Di questi 11 miliardi, 6,35 derivano da maggior gettito, e 4,65 dalle minori spese. Riportiamo di seguito le misure di maggiore interesse per la nostra categoria e per le famiglie. Torneremo ovviamente sull’argomento dopo l’approvazione definitiva della manovra. GIOVANI Sconti sugli affitti Allo scopo di facilitare l’affitto di un appartamento per i giovani – single o coppie – tra i 20 e 30 anni di età, viene inserita la possibilità di detrarre una parte del canone, esattamente 991,59 euro annui per un reddito fino a 15.493,70 e 495,79 euro per un reddito fino a 30.987,41. L’agevolazione è valida solo per i primi tre anni di affitto, a condizione che si tratti dell’abitazione principale e che la stessa sia diversa da quella dei genitori. Ovviamente deve trattarsi di contratti di locazione regolarmente registrati. Trasporti, abbonamenti meno cari Si tratta di un provvedimento esteso a tutte le fasce di età, ma che incide in maniera significativa sui ragazzi che vanno a scuola: è prevista una detrazione del 19% delle spese per abbonamenti autobus, tram, metrò e ferroviari per le tratte regionali ed interregionali con un massimo di 250 euro. Dall’asilo al mondo del lavoro Non più sconti fiscali ma stanziamenti di denaro pubblico per: • Servizi socio-educativi per la prima infanzia: finanziamento aumentato di 25milioni di euro; • Adempimento dell’obbligo scolastico: autorizzata una spesa di 150milioni per l’anno in corso. Utilizzo da stabilire con decreto ministeriale P.I.; • Apprendistato; stanziati 100milioni per attività di formazione esteso anche al 2007 e 2008. Rocca Salimbeni - La Galleria Peruzziana. 5 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO CASA Mutui Aumentano del 10% le detrazioni facendo salire la soglia degli interessi passivi su cui potrà essere applicata la detrazione del 19%. La spesa da indicare nella dichiarazione per ottenere lo sconto sale così da 3.615,20 euro a 4.000,00. Ici Viene introdotta una ulteriore detrazione dell’ICI sulla prima casa, che non può superare i 200 euro per immobile, qualunque sia il reddito del proprietario. Tale detrazione si somma a quella esistente di 103 euro. Esclusione per castelli, ville e case di lusso sia pure adibite ad abitazione principale . Bonus ristrutturazioni Il bonus del 36% e l’aliquota IVA del 10% per i lavori di ristrutturazioni edilizie potranno essere utilizzati anche nei prossimi tre anni. È prevista la detrazione anche per i privati che acquistano una casa dall’impresa che ha ristrutturato l’intero fabbricato entro il 31 dicembre 2010. Il costo della manodopera deve essere evidenziato in fattura. Riqualificazione energetica Proroga del cosiddetto bonus per la riqualificazione energetica degli edifici. Lo sconto è pari al 55%. Per la sostituzione di finestre ed infissi e per l’installazione di pannelli solari termici non è più richiesto l’attestato di qualificazione energetica. Contratti di locazione Come per i contratti di locazione specificati nel capitolo “GIOVANI” e per far emergere gli affitti in nero, è prevista una detrazione, sia pure in forma minore, di 300 o di 150 euro per la stessa tipologia di redditi. FAMIGLIA Protocollo welfare Per l’attuazione del Protocollo welfare e lavoro vengono stanziati 2,080 miliardi per il 2008 e 1,030 per il 2009. La somma sale a 2,750 miliardi nel 2010. Rottamazione frigoriferi Sgravi per la sostituzione di frigoriferi e caldaie Rocca Salimbeni - Salone della Rocca Salimbeni con apparecchi più economici dal punto di vista energetico. Si prevede una detrazione del 20% fino ad un massimo di 200 euro per la loro sostituzione con analoghi apparecchi di classe A+. Non autosufficienti Due miliardi di euro a sostegno degli incapienti , sotto forma di bonus alle categorie economicamente non autosufficienti (da stabilire successivamente con apposito decreto). Le risorse saranno destinate in gran parte ai giovani e ai lavoratori precari. Si tratta di 150 euro netti per ogni contribuente e per ogni familiare a suo carico. (1) (1) soggetti che percependo un reddito inferiore alle soglie minime previste, non subiscono alcuna tassazione sul reddito, e che in conseguenza non traggono beneficio da sue eventuali riduzioni. Canone RAI Sarà gratis per gli over 75 se il loro reddito è pari a quello di una pensione minima (516,46 euro). Congedi parentali Cinque mesi a casa con l’80% dello stipendio per il genitore che adotta o prende in affidamento un bambino, come nel caso di maternità naturale. Stage neolaureati al sud Arriva un finanziamento mensile (per sei mesi) di 400 euro per favorire lo stage di 30mila neolaureati al sud. Bonus di 3.000 euro alle imprese che li stabilizzano. Telecomunicazioni Dal 2009 in vendita solo tv in grado di decodificare il segnale digitale. Il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale slitta dal 2008 al 2012. 6 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Detrazione per i mezzi pubblici Come per i “giovani”, per le spese sostenute per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, acquistati entro il 31 dicembre 2008, spetta una detrazione Irpef del 19% fino ad un massimo di 250 euro. Class action Novità assoluta è la possibilità di un’azione collettiva da parte di consumatori e utenti e anche investitori, di rivalersi nei confronti di “società fornitrici di beni e servizi” per ottenere “risarcimento di danni e restituzione di somme dovute”. Sono legittimate ad agire in giudizio le associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e altre associazioni individuate dal decreto. Le norme entreranno in vigore dal luglio 2008. amministrazioni. 100milioni di euro saranno stanziati per i mezzi. Vittime del dovere Estensione dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo anche alle vittime del dovere a causa di azioni criminose e ai loro familiari superstiti. Statali Per i contratti pubblico impiego vengono stanziati 1,85 miliardi nel 2008, 650 milioni nel 2009 e altrettanti nel 2010. Tagli ai ministeri Stretta alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Arriva un taglio del 5% negli organici. Abolizione del ticket sugli esami Nel 2008 sparisce il ticket di 10 euro sulla diagnostica e le visite specialistiche. Potenziato il riccometro L’Isee, cioè l’indicatore della situazione reddituale e patrimoniale complessiva, che serve per accedere a tutte le prestazioni sociali agevolate o per ottenere sconti sulle rette degli asili nido e all’università, viaggerà per via telematica e potrà essere richiesto a un Caf come avviene ora, all’Inps, oppure collegandosi on-line all’Agenzia delle entrate. POLITICA • • • • • Congelamento delle indennità parlamentari; 80 comunità montane in meno e nuove regole; Limite agli assessori in comuni e province da 16 a 12; Stop spese pazze di amministratori degli enti locali; Taglio ai membri dei cda pubblici e loro gettoni. SOCIETÀ Forfait per le microimprese Viene inserita la possibilità per 900mila aziende senza dipendenti e con un giro di affari inferiore a 30mila euro l’anno di non pagare IVA e Irap, in cambio di un forfait del 20% sul giro di affari annuale meno i costi sostenuti per l’impresa. Meno Ires e Irap Dal primo di gennaio l’aliquota Ires (l’imposta sui redditi delle società) calerà di 5 punti dal 33% al 27,5%. L’Irap scenderà dal 4,25% al 3,9%. Viene però rimodulata la base imponibile. Prelievo dividendi società L’abbassamento dell’aliquota Ires porta ad una rimodulazione del prelievo che colpisce le imprese quando incassano plusvalenze e dividendi. Viene aumentata al 18,5% dal 12,5% l’imposta sostitutiva PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Stop ai precari Le assunzioni potranno essere effettuate esclusivamente con contratti a tempo indeterminato tranne che per esigenze stagionali. Prevista la stabilizzazione dei precari nella P.A. attraverso una selezione di tipo concorsuale. Sicurezza Verranno assunti 4mila poliziotti e torneranno in polizia tutti gli uomini distaccati presso altre Rocca Salimbeni di notte con la statua di Sallustio Bandini LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO DAL NOTAIO L’acquisto come la vendita di un immobile è sempre un passaggio importante della vita. Si tratta infatti di operazioni dense di insidie, che non possono essere affrontate senza i consigli di un esperto. Insidie che si presentano sin dal momento della decisione di vendere o di acquistare, infatti, non si è spesso consapevoli delle conseguenze legali derivanti anche da una semplice firma per una proposta (quasi sempre irrevocabile) di acquisto o di vendita; oppure non si ha esatta consapevolezza dei vincoli e degli obblighi che nascono dalla sottoscrizione di un contratto preliminare (anche redatto in forma privata). Il notaio assolve così al compito di assicurare il buon esito delle operazioni, ponendosi in situazione di imparzialità, garantisce sia il venditore che il compratore, assumendosi la responsabilità in merito alla positiva conclusione della compravendita. Il notaio è in grado di fornire tutte le informazioni utili, di dare tutte le spiegazioni relative ai diritti e agli obblighi delle parti nella compravendita. È quindi opportuno rivolgersi al notaio per venire a conoscenza di ciò che serve, sia a chi vende che a chi acquista, per concludere una regolare compravendita. La scelta del notaio è libera e rimessa alla discrezionalità delle parti: nell’ambito delle compravendite immobiliari in genere la scelta è riservata alla parte acquirente, essendo la stessa onerata del pagamento dei compensi al professionista (salvo diverso accordo). LAVORI IN ECONOMIA La detrazione Irpef del 36% delle spese di ristrutturazione dei fabbricati residenziali si applica anche per i lavori eseguiti in economia, cioè direttamente dal possessore del fabbricato. In tal caso le spese che concorrono alla detrazione sono solo quelle relative all’acquisto dei materiali. Prima dell’inizio dei lavori occorre inviare la prescritta comunicazione al Centro operativo di Pescara, mentre le fatture di acquisto dei materiali 7 devono messere pagate con bonifico bancario o postale. L’Iva per l’acquisto dei materiali è del 10%, ma solo a condizione che si tratti di intervento di restauro o ristrutturazione edilizia e non di semplice manutenzione. Trattandosi di lavori eseguiti in economia non deve essere indicato in fattura il costo della manodopera, ma occorre specificare che i lavori sono eseguiti appunto in economia direttamente dal possessore. SPESE MEDICHE ALL’ESTERO Le spese mediche sostenute all’estero dai contribuenti italiani sono detraibili dall’Irpef alle stesse condizioni previste per quelle sostenute in Italia. La documentazione giustificativa dovrà attestare il tipo di prestazione effettuata e l’importo pagato. Se tale documentazione è stata rilasciata in lingua estera occorrerà predisporre una traduzione in italiano giurata – oppure una traduzione eseguita e sottoscritta dallo stesso contribuente se l’originale è stato redatto in lingua francese, inglese, spagnola, tedesca -. Tra le spese mediche non vanno ricompresse le eventuali spese relative al trasferimento e al soggiorno all’estero, seppure per motivi di salute. RICOVERO DI FAMILIARE Le spese mediche generiche e di assistenza specifica di personale paramedico, sono deducibili anche se sostenute a favore del familiare disabile e non a carico fiscalmente. In caso di ricovero, non è possibile dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche, a condizione che siano indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza. Qualora si dimostri che la spesa è sostenuta in parte dall’interessato e in parte dal familiare, la deduzione può essere conseguita da entrambi nella stessa proporzione. Sopra: la Rocca Salimbeni LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO CONDOMINIO CALDAIA INDIVIDUALE È previsto che nel caso di unità immobiliari dotate di impianti termici individuali la figura dell’occupante, a qualsiasi titolo, dell’unità immobiliare stessa subentra, per la durata dell’occupazione, alla figura del proprietario nell’onere di adempiere agli obblighi previsti dal regolamento e nelle connesse responsabilità limitatamente all’esercizio, alla manutenzione dell’impianto termico e alle verifiche periodiche. BOMBOLE A GAS Non risulta nessuna normativa che faccia obbligo al condominio di collegarsi alla rete urbana del gas. La vendita di Gpl in bombole è tuttora consentita, Dlgs 22.2.2006. Ai fini di sicurezza: distribuzione, vendita e detenzione delle bombole devono avvenire nel rispetto della normativa in tema di impianti a Gpl per uso domestico, non alimentati da rete di distribuzione. ALLACCIAMENTO AL METANO Così come avviene per la riparazione delle tubazioni del gas, pur se attraversanti proprietà esclusive, anche per l’allacciamento alla rete comune del gas – salvo diverse disposizioni del regolamento contrattuale – le spese sono ripartite tra tutti i condomini, in base alla tabella millesimale di proprietà. Fanno eccezione al principio le sole opere che servano a un determinato gruppo di condomini, i quali si devono, in tal caso, ripartire tali spese. parcelle professionali, delle imposte, delle fatture per i lavori e dei bonifici bancari di pagamento, oltre a copia della ripartizione generale. Si tratta infatti di documentazione indispensabile a ciascun condomino per godere dei benefici fiscali ed è un diritto individuale spettante per legge. DISTACCO DALL’IMPIANTO CENTRALIZZATO Secondo una consolidata giurisprudenza, la rinuncia unilaterale al riscaldamento condominiale operata dal singolo condomino, mediante il distacco del proprio impianto dalle diramazioni di quello centralizzato, è legittima: ¬ se l’interessato dimostri che dal suo operato non derivano aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto, come pure squilibri termici pregiudizievoli alla regolare erogazione del servizio, ¬ solo nel caso in cui il regolamento di condominio, di natura contrattuale, non lo vieti espressamente; in questo caso egli sarà obbligato a pagare le spese di conservazione dell’impianto, mentre può essere esonerato dall’obbligo di pagamento delle spese per il suo uso. E dunque il condomino può distaccarsi unilateralmente dall’impianto centralizzato ma – in mancanza di autorizzazione assembleare – egli è tenuto a pagare sia le spese della gestione ordinaria sia le spese di conservazione e manutenzione straordinaria dell’impianto, salvo provare che il distacco non comporti pregiudizi per l’impianto comune. L’AMMINISTRATORE E IL 36% In assenza di pronunce giurisprudenziali, l’orientamento dottrinale prevalente è quello per il quale l’amministratore è tenuto a provvedere al rendiconto e alla ripartizione delle spese ammesse ai benefici della legge 449/97, senza che occorra specifica richiesta da parte dei condomini. In tale contesto, l’amministratore è tenuto a redigere un rendiconto (separato dalla restante contabilità) e a rilasciare a ogni condomino copia: della comunicazione al Centro operativo di Pescara, delle Palazzo Sansedoni LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO 9 RUBRICHE: DALLA REDAZIONE L’INSONNIA NELL’ANZIANO Molte persone anziane soffrono di insonnia e di numerosi risvegli notturni. La mancanza di sonno ha effetti su vigilanza, memoria e concentrazione; durante il sonno il cervello ricostituisce le sue riserve di energia, La prima parte della notte è più ristoratrice perché è ricca in “sonno lento profondo“ che ha un ruolo di restaurazione delle capacità fisiche, mentre la seconda parte della notte è ricca in “sonno paradosso“ che è quello dei sogni e del recupero psichico. Quando si soffre di insonnia è buona regola non tentare di dormire a tutti i costi; infatti ci sono persone che hanno bisogno di pochissime ore di sonno per sentirsi in forma al mattino. Alcune ricerche in materia avvertono che dopo i 52 anni la durata del “sonno lento profondo” diminuisce e dopo i 70 anni non è raro che il sonno si ripartisca tra il giorno, con la siesta, e la notte. Se si soffre di insonnia è molto utile una attività sportiva durante la giornata. La regola fondamentale consiste nel conoscere i propri bisogni, occorre arrivare a captare i segnali di sonno e non confonderli con la stanchezza. Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita ed è fondamentale per garantire il benessere del nostro organismo. Durante il sonno, in particolare nel cervello, avvengono complesse regolazioni biochimiche che servono a recuperare gli sforzi compiuti durante la giornata ed a recuperare condizioni ottimali per affrontarne una nuova. Analizzando i legami tra salute e sonno, si riesce a comprendere come dormire poco o male riduce non soltanto la qualità della vita percepita e la resa lavorativa, ma aumenta anche il rischio di sviluppare malattie metaboliche/cardiovascolari. L’incidenza di disturbi del sonno nella popolazione italiana e mondiale è molto rilevante e solo una minima percentuale di pazienti anziani è adeguatamente inquadrata e trattata. POMODORO FANTASMA Almeno un quinto di dieci milioni e passa di concentrato di pomodoro che l’Italia importa dalla Cina non ha i requisiti minimi di qualità. Vale a dire che è a rischio per la salute dell’ignaro consumatore. Che non può scegliere. Sulle etichette di quelle confezio- ni, nessuno troverà l’origine della materia prima (così come ha deciso la recente riforma dell’ortofrutta). La denuncia arriva dalla Cina stessa e porta la firma dell’Amministrazione generale per il controllo della qualità. Tuttavia il concentrato di pomodoro e di numerosi altri prodotti alimentari continuano ad arrivare dalla Cina, senza che nessuno provveda a fare i dovuti controlli. Con tutti i rischi che ne conseguono, come peraltro ammonisce la scoperta di sostanze nocive nella fabbricazione di giocattoli. L’Italia è uno dei maggiori produttori di pomodoro fresco ed è leader nella trasformazione e nell’esportazione. Ma è anche il maggior importatore di concentrato. Quest’anno in seguito a un raccolto nazionale scarso i prezzi interni sono ulteriormente cresciuti, sicché già si avverte un forte aumento delle importazioni dalla Cina, assai più competitive. Con tutte le carenze in fatto di qualità. LUTTI IN ASSOCIAZIONE Pochi giorni fa, dopo una lunga e tormentata malattia, è deceduta la signora Mirella, moglie di Duilio Sprugnoli. Duilio come sicuramente tutti ricorderanno, è stato per tantissimi anni prezioso collaboratore nella redazione del nostro giornale, punto di riferimento importante ed apprezzato presso l’Associazione. Ci sentiamo a Lui vicini in questo difficile momento della vita, esprimiamo il nostro più sentito cordoglio e lo abbracciamo calorosamente. Mentre stiamo per andare in stampa, ci viene segnalato il decesso del collega Mauro Pezzati. Mauro, che è stato per lungo tempo Direttore del nostro giornale, era fiorentino, persona di estrema sensibilità e di notevole cultura, tra l’altro autore pregevole di diverse commedie, alcune delle quali trasmesse da emittenti radiofoniche italiane e svizzere. Alla famiglia la nostra affettuosa partecipazione. Un nuovo lutto per l’Associane viene ad aggiungersi agli altri segnalati sopra. Abbiamo appreso della scomparsa di Martino Martini, per alcuni anni membro del Comitato Direttivo dell’Associazione in rappresentanza del gruppo dei pensionati di Milano. Martino, già Direttore Centrale del Monte dei Paschi, aveva ricoperto anche il ruolo di Direttore Generale del Credito Lombardo. Ai familiari le più sentite condoglianze. 10 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO IMPEGNARSI CON SERIETÀ di Gianfranco Gamboni Nel momento in cui mi accingo a scrivere queste la Banca d’Inghilterra è dovuta intervenire massicnote (novembre 2007) la situazione economica ciamente per evitare il fallimento di una importaninterna è oggetto di notevoli preoccupazioni per te banca del paese e proprio in questi giorni due due principali motivi : l’elevata e sembra inarresta- giganti Usa - Merrill Lynch e Citybank – sono state bile crescita del prezzo del petrolio ed il rafforza- costrette ad effettuare svalutazioni per diversi mento del valore dell’euro sul dollaro che rende miliardi di dollari. Secondo alcuni esperti i magsempre più difficili le nostre esportazioni e quelle giori danni si verificheranno all’inizio del prossimo dell’intera Europa. anno e la conseguenza sarà sicuramente un notevoMa queste preoccupazioni non sono le sole per- le rallentamento della economia mondiale per ché altre nubi nere si stanno addensando sul nostro l’intero 2008. orizzonte. Queste nubi sono rappresentate dalla Per quanto riguarda i c.d. “strumenti finanziari crisi internazionale innescata dai c.d. “ mutui sub- derivati”, la loro proliferazione ed i danni che gli prime ”, cioè dai finanziamenti concessi dalle ban- stessi stanno producendo sulle imprese e su chi si è che americane (a tassi maggiorati) a clientela poco avvicinato incautamente a questi strumenti bisosolvibile e quindi non in grado di rimborsarli e dai gna fare alcune riflessioni. Inizialmente le operaziorischi conseguenti alle operazioni su “strumenti ni su “derivati” sono state perfezionate, quasi esclufinanziari derivati” concluse dalle banche con sivamente, da imprese per coprire rischi derivanti clientela privata e pubblica. dalla oscillazione dei tassi di interesse sui finanziaPer quanto riguarda i c.d. mutui subprime non è menti contratti. Successivamente queste operaziofacile comprendere, per i non addetti ai lavori, ni sono state e vengono tuttora concluse anche per come tali concessioni possano mettere in crisi il scopi prettamente speculativi con ciò esponendo sistema bancario mondiale (per quanto si sa l’Italia, ad enormi rischi. attualmente, non avrebbe assunto grossi rischi al Una recente trasmissione televisiva della domeniriguardo); non si riesce a comprendere perché le ca ci ha informato di quanto grande sia la diffusione banche americane abbiano concesso crediti con dei “derivati” estesi massicciamente,purtroppo, l’occhio rivolto soltanto al maggior profitto e senza anche ad enti pubblici come regioni, province e alcuna attenzione al rischio e come tali crediti una comuni; a questo proposito l’aspetto che deve preocvolta “cartolarizzati” e quindi resi negoziabili siano cupare di più è che i rischi assunti si tradurranno stati acquistati, con altrettanta facilità, in tutto il quasi certamente in pesanti perdite a carico dei mondo, da banche, fondi di investimento, istitu- bilanci futuri. Considerato che la Banca d’Italia ha zioni finanziarie con il solo obiettivo di ottenere più volte richiamato l’attenzione sulla pericolosità di maggiori guadagni. Poiché elevato è l’importo di questi strumenti viene spontaneo chiedersi perché questi “mutui subprime”, altrettanto elevato è il tali rischi sono stati presi e se gli amministratori di danno che si sta producendo sul sistema finanziario enti pubblici (non in possesso sicuramente delle internazionale a causa del loro mancato rientro; già necessarie competenze in materia) disponevano in più occasioni la Federal Reserve (Banca Centra- almeno delle autorizzazioni necessarie. le) Usa e la Banca Centrale Europea sono state Della dinamica euro-dollaro e dell’incremento costrette ad effettuare massicci interventi di liqui- del prezzo del petrolio si può prendere soltanto atto dità per consentire alle banche di mantenere le sperando in una stabilizzazione o, meglio, in una erogazioni indispensabili al funzionamento delle inversione di tendenza a breve; della crisi di liquiimprese. La perdita di valore di queste attività car- dità causata dai mutui subprime e della proliferatolarizzate ha già prodotto consistenti difficoltà ai zione degli strumenti finanziari derivati qualcosa si soggetti possessori tanto che, per citare due esempi, può invece dire. 11 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Per quanto riguarda i mutui subprime ci dobbiamo augurare che quanto riferito di recente dalla Banca d’Italia corrisponda al vero e cioè che le nostre banche, fondi di investimento ed intermediari in genere abbiano in portafoglio quantità poco significative dei titoli sottostanti. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari non possiamo ignorare che in passato molti di essi hanno favorito la crescita della economia reale mentre oggi non possiamo non rilevare che si sta verificando l’effetto opposto. L’enorme quantità di strumenti offerti – basta scorrere le pagine di un giornale finanziario per rendersene conto – non crea quasi mai sinergie con l’economia reale e risponde prevalentemente alla logica di mettere a disposizione di tutti gli intermediari finanziari una grande quantità di prodotti per concludere contratti che consentano di lucrare ingenti provvigioni. Certo non si possono introdurre limiti nei mercati, ma si dovrebbe cercare di porre riparo – visti i danni già prodotti – creando almeno una rete di efficienti controlli che permettano alle autorità competenti di monitorare i rischi in corso ed intervenire tempestivamente. Un grande aiuto alle autorità per il contenimento ed il controllo di que- sti rischi deve venire dalle banche stesse le quali, pur in presenza della necessità di fare profitti, non devono mai dimenticare che il loro compito fondamentale è quello di non fare mai mancare il sostegno alle iniziative valide che favoriscono la crescita della occupazione e del reddito. Al sistema bancario tuttora impegnato in fusioni e ristrutturazioni (quelle effettuate hanno creato buone sinergie ed evitato il rischio di scalate esterne, ma non hanno dato sin qui i risultati attesi) non si può certo chiedere di fare a meno di strumenti finanziari sofisticati; si può solo chiedere una maggiore attenzione al rischio, una riduzione dei costi per l’utenza ed una migliore professionalità. Queste dunque, in sintesi, le problematiche che abbiamo davanti e che confermano il delinearsi di una grave crisi che il nostro Paese deve affrontare subito con determinazione tenendo presente che il mutato assetto politico internazionale e la globalizzazione ci rendono più vulnerabili. Per cercare di uscire da questa crisi gli interventi non possono essere soltanto di carattere economico, ma devono essere anche e soprattutto di carattere politico. Sarebbe auspicabile che su un tema di questa importanza ed urgenza, fosse trovato, finalmente, un accordo nell’interesse del paese fra maggioranza e opposizione, in modo da dare soluzione ad un problema che altrimenti rischia di travolgere la nostra economia. . Naturalmente tutti noi, consapevoli di vivere nel Paese migliore del mondo, dovremmo dimostrare più senso dello stato accettando i sacrifici a ciascuno richiesti per il benessere comune. Rocca Salimbeni, Studio del Presidente 12 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO FATTI DI TOSCANA... “LA TRAGEDIA DI MON DEL PELA” di Mario Masseti La fuga architettonica dei portici, ai due lati della grande piazza di Mercatale, che terminava sul fondo di una specie d’imbuto, rendeva Greve in Chianti più simile ad una cittadina della bassa padana che non ad un paese toscano. Portici asimmetrici, dalle volte non troppo alte dall’impiantito(1), somiglianti quasi a tante stanze accoglienti e calde; alcuni dal soffitto in cotto, altri ricoperti da una mano di scialbo, molti con finiture in cortina di mattoni, ma tutti degradanti, per delimitarne l’ampiezza dal centro. Alla fine di quella specie d’imbuto si ergeva una bella Chiesa, con un campanile a tre alzate. Greve, però con la sua piazza d’antica data, era considerata la culla dell’agricoltura mezzadrile, e forse della più antica forma di democrazia popolare, per via delle antiche “riunioni di Greve”, dove venivano discussi problemi e scambiate opinioni. Inoltre in quel posto, il vino era vero Chianti, mentre nel mio paese, l’Impruneta, ai confini della zona doc, ci si sforzava di farlo apparire tale. L’unicità dei portici era dovuta alla maniera stessa con la quale erano stati pensati e costruiti: formavano, al di sopra, ampie terrazze colme di gerani ed altri fiori multicolori, dove si poteva godere meglio la vista sottostante. Quand’ero ragazzo, venivo spesso in bicicletta dalla fattoria dei miei, a passeggiare in quel luogo, davanti alle antiche botteghe rese buie dai portici stessi su cui si aprivano: osterie dai tavolacci di pino, “appalti”(2) gestiti da vecchine dove si vendeva di tutto: dai quaderni foderati di nero al sale, locali oggi scomparsi, emananti un odore acuto e pungente di cannella e caffè in grani dal colore opaco, tabacco da fumo e da naso, dolciumi e chicche colorate. Odori che in avvenire, non sarebbe più stato possibile ritrovare in nessuna parte del mondo. Venivo soprattutto a Greve per sentire i racconti di un certo Brandano, un contadino rugoso, che teneva a noi ragazzi in una di quelle osterie, intorno a un tavolino dal piano bruciato dal vino rosso versato e mai asciugato. Quella che, nel tempo, mi piacque di più, fu l’avventura di Mon del Pela: la tragedia di Mon del Pela! In realtà l’uomo della storia si chiamava Simone Pelagalli, ed era un commerciante del luogo a cui avevano storpiato il nome: un tipo spericolato, gran pescatore in quella spece di rigagnolo di fiume che attraversa il paese, e che, appunto ne prendeva il nome. Senonché, costui il pesce non lo pescava con la lenza, ma con le mani. Dopo i temporali estivi, che trasformavano il rigagnolo in un torrente impetuoso, si tuffava a capofitto per stanare i pesci gatto e una specie di persici verdicci sotto riva, che poi chissà di che razza erano, e che sapevano di fango, trascinati a valle dall’impeto della piena. Quella volta, dopo il tuffo, i suoi amici, che sempre dagli argini assistevano a quelle bravate, non lo videro più riemergere. Nelle ore successive la Greve seguitò ancora a gonfiarsi, ma di Simone nessuna traccia, tanto che fu dato per annegato. Quella, però, era una disgrazia anomala, perché più a valle esisteva una rastrelliera dalla quale non sarebbe sfuggita neppure la carogna di un gatto. Ma il corpo dell’uomo, nonostante i dragaggi con le pertiche, risultava introvabile, tanto che nel pomeriggio, i carabinieri decisero di effettuare una sorta di cordone sanitario intorno al paese; chissà poi perché!. Il parroco, non sapendo a che santo votarsi, a sera invitò la popolazione in chiesa all’avemaria del giorno successivo, per ...benedire la salma, che sarebbe per forza dovuta scappar fuori da qualche parte! Al Vespro del giorno dopo erano tutti radunati in gramaglie; e la famiglia di Simone: una donna esile e due bimbetti spauriti, isolata in coretto, era additata come il simbolo del dolore. Solo che la salma non era presente, perché ancora non era stata ripescata: circostanza inaudita negli annali del fiume! Che Simone fosse stato travolto dalla piena non c’erano dubbi: l’avevano visto in troppi scomparire nei gorghi, e tutti testimoni attendibili. In chiesa si era già al De profundis, quando... Quel “quando”, pronunciato a voce bassa e lo sguardo circospetto di Brandano, lasciava l’uditorio col fiato sospeso, specialmente chi udiva la storia per la prima volta: ragazzi e adulti, che parevano essere a veglia come usava da quelle parti, in tempi in cui ancora non c’era la televisione. E se Brandano non riprendeva subito, sentivi il respiro delle donne accentuarsi in ansia ed attesa. Quindi, dopo un po’, Brandano, soddisfatto del proprio successo riprendeva, con flemma studiata... Quando dal fondo della chiesa, improvvisamente apparve, dopo quasi due giorni... l’affogato! Mon del Pela in persona, grondante acqua, seminudo, i capelli infangati e pieni di sterpi, gli occhi arrossati, sbarrati sugli astanti. Simone si fece avanti barcollando, fra due ali di popolo ammutolito, perché tutti credevano si trattasse di un fantasma. Arrivato fin quasi all’altare, fissando come inebetito i suoi, Simone parlò, la voce rotta e tremante... Disse che durante l’ultimo tuffo un vortice l’aveva trascinato sotto proprio nel punto dove la Greve fa una curva a gomito, battendo la testa contro qualcosa di duro, fino a ritrovarsi in una specie di grotta, al buio, ma con la possibilità di respirare, poiché la volta era a pochi centimetri al di sopra del filo dell’acqua. Lì per lì non riuscì a raccapezzarsi, ma quando tentò di uscire, una miriade di pali conficcati sul fondo glielo LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO impedirono. Allora capì: quei pali erano stati infissi proprio l’estate precedente per frenare l’impeto della corrente, in modo che non distruggesse l’argine sulla curva. L’acqua, però, aveva scavato una grotta, e lui c’era finito dentro, passando per un caso incredibile tra un palo e l’altro come un’anguilla. Un gioco da ragazzi uscirne, pensò, ma quando tentò di farlo, in quel dedalo buio, non seppe ritrovare la strada. Intanto era sopraggiunta la notte, poi l’alba. Le ore erano trascorse lente, inesorabili, l’aria stava mancando, ma neppure il chiarore del giorno gli consentì di districarsi tra i pali. Dalla sua tomba poteva sentire persino le grida della gente, disperata per l’impossibilità di ritrovare il suo corpo. Poi più nulla: il silenzio. Terrorizzato, si disse che tra poco sarebbe morto, anzi “bell’e morto”!. Dopo un’eternità, quando si accorse di essere arrivato allo stremo delle forze, una luce violenta sembrò risalire dal fondo: uno sfolgorio dorato e intenso, improvviso, come di un faro 13 elettrico, che, comunque, non poteva essere tale, gli fece scorgere nitidamente l’intrigo dei pali. Senza farsi cogliere alla sprovvista, Simone, pur ignorando il fenomeno, si tuffò coraggiosamente nel bagliore. Se avesse fallito non avrebbe più potuto tornare indietro per respirare, ma la luce, sempre più fievole gli indicava chiaramente la strada, guidandolo nella giusta direzione, finché ormai senza fiato, sbucò all’aperto, proprio nell’attimo in cui il sole, tramontando, si perdeva dietro le colline, privando l’acqua di quella lama lucente, che per effetto di una fortunata diagonale, aveva potuto raggiungere la grotta: un attimo ancora, e Simone sarebbe veramente annegato come un topo di fogna! Il prete, non sapendo cosa fare, corse verso il redivivo con l’ampolla del vino della messa, non ancora benedetto: e siccome era Vin Santo, del migliore, bastò a Simone per tornare... alla vita. (1) pavimento (2) rivendita di sali e tabacchi TIBURZI, IL RAMBO DELLA TUSCIA Domenico Tiburzi, detto Domenichino, nato a Cellere in provincia di Viterbo il 28 maggio 1836, fu il più famoso brigante della Maremma, divenuto leggenda tra gli abitanti della provincia di Grosseto. Tiburzi rappresenta una criminalità nata come risposta alle ingiustizie della Società del tempo. Dai proprietari pretendeva la “tassa del brigantaggio” e in cambio garantiva protezione. Tiburzi eroe popolare, brigante buono che uccideva “perché fosse rispettato il comando di non uccidere”. Eliminò infatti molti briganti distintisi per la loro prepotenza e cattiveria, quando capì che non sarebbe riuscito con la persuasione a ridurli a più miti comportamenti. Distingueva bene la “legge” dalla “giustizia”, lui stesso si era nominato protettore della “giustizia” anche contro la “legge”. Fin da giovanissimo ebbe problemi con la giustizia per reati di furto, aggressione e ferimento. Si sposò con Veronica dell’Aia che gli dette due figli. Nel 1867, raccogliendo abusivamente un fascio di erba nei possedimenti del marchese Guglielmi, fu sorpreso dal guardacampi che gli affibbiò una multa di 20 lire! Uno sproposito per quei tempi, come se oggi per un furto di un paio di calze in un supermercato fosse prevista una multa di 20/25000 euro. Dopo aver passato la notte insonne per l’enormità della multa, la mattina seguente Tiburzi tese un agguato al severo guardacampi Angelo del Bono e lo uccise. Dopo tale evento si diede alla “macchia” vero regno del brigantaggio di quei tempi, e con la latitanza iniziò così la sua storia di bandito. Nel 1869 fu arrestato e condannato a 18 anni di reclusione, tre anni dopo evase insieme a Domenico Annesi (detto “l’Innamorato”) e Antonio Nati (detto “Tortorella”) . Si rifugiò nelle macchie della zona castrense dove si unì ad altri latitanti. Tiburzi strinse un duraturo patto di alleanza con il brigante Domenico Biagini di Farnese (detto “il curato” perché molto credente). Si unirono a loro anche David Biscarini e Vincenzo Pastorini. Il Biscarini divenne presto il capo della banda, anche se per poco; fu infatti ucciso dai carabinieri nel 1877. Da questo momento le redini della banda passarono nelle mani di “Domenichino”, sulla cui testa pendeva una taglia di diecimila lire, che accolse nella banda anche Giuseppe Basili (detto “Basiletto”). Basili e Pastorini furono uccisi da Tiburzi, il primo perché commetteva continue estorsioni ai danni dei mercanti e crudeli bravate, il secon- Tiburzi, una volta esamine, fu legato ad una colonna e fotografato con tanto di fazzoletto al collo e armi. 14 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO do perché lo metteva sempre in ridicolo raccontando della sua fuga in mutande dalla grotta nella quale fu colpito il Biscarini. Il Pastorini fu ucciso in un epico duello sull’aia, fulminato dalla doppietta di Tiburzi. Nel 1883 nelle vicinanze di Farnese un boscaiolo, Antonio Vestri, per intascare la taglia, condusse i carabinieri presso il rifugio dei briganti, che riuscirono a fuggire. Dopo poco tempo il boscaiolo era cadavere. Biagini gli sparò una schioppettata e Tiburzi lo sgozzò. Tiburzi uccise anche un capraio di Terracina perché rapinava a suo nome, e indusse certo Luciano Fioravanti, nipote del Biagini (affinché si dimostrasse degno di entrare nelle sue grazie) ad uccidere un tizio a lui sgradito perché era violento con le donne. Tra i suoi omicidi, i più numerosi sono quelli contro gregari che non stavano alle regole (sue), contro spie, o contro chi commetteva crimini in suo nome. Era diventato un “ Robin Hood” dei suoi tempi, aveva istituito una tassa sul brigantaggio, che veniva corrisposta da nobili e ricchi possidenti terrieri; per gli insolventi la punizione era l’incendio. Tiburzi donava il ricavato una parte ai familiari dei “meritevoli” briganti uccisi e con un’altra pagava il sostentamento per i più poveri e per i contadini che non riuscivano a sbarcare il lunario. Il suo ultimo omicidio fu quello del fattore dei Guglielmi, nelle campagne di Montalto di Castro, perché non aveva avvertito i briganti che ci sarebbe stata una perlustrazione dei carabinieri. L’uccisione del povero fattore fu una vera e propria esecuzione; mentre faceva colazione con i suoi mietitori, fu chiamato ad alta voce e allontanatosi con lui di pochi metri e, di fronte ai mietitori atterriti, Tiburzi lo “giustiziò” con un colpo alla testa. Nel 1893 il Governo presieduto da Giovanni Giolitti, ordinò alle autorità di intervenire in maniera decisa per la cattura dei briganti, ne furono arrestati in poco tempo oltre 150, ma Tiburzi sfuggi alla cattura. Furono coinvolte negli arresti persone di ogni ceto, nobili, contadini, pastori, tutti accusati di aver aiutato i latitanti e quindi di aver contribuito a creare quel muro di omertà che avvolgeva e proteggeva i briganti della Maremma. I più erano ovviamente contadini e pastori ai quali venne così a mancare, con il loro arresto, l’unico mezzo di sostentamento. Lo stesso Giolitti rimase molto indignato per la situazione venutasi a creare in Maremma. Questa azione delle forze dell’ordine, portò infatti il brigantaggio maremmano, ed in particolare Tiburzi, agli onori della popolarità nazionale. Da quel momento la caccia al bandito divenne serrata e spietata. Tiburzi fu ucciso nel 1896 dopo 24 anni di latitanza dai militari del capitano Michele Giacheri. La latitanza di Tiburzi durò così a lungo grazie agli equilibri che era riuscito a stabilire con i potentati locali, evitando di scontrarsi con la polizia (“figli di mamma” come li chiamava lui), garantendo protezione ai possidenti non solo dagli altri briganti, ma da ogni genere di problemi. In una piovosa notte d’autunno, tra il 23 e 24 ottobre, durante una perlustrazione dei carabinieri nelle macchie tra Marsiliana e Capalbio, un confidente rivelò loro che il brigante avrebbe dovuto passare la notte in uno dei casolari della zona. Molti contadini furono svegliati e perquisiti quella notte nel sospetto che potessero nascondere i briganti, verso le 03:30 i militi bussarono alla porta del podere “Le Forane” , lì si erano rifugiati i due briganti più osannati della macchia maremmana con le loro famiglie, il Fioravanti ed il Tiburzi. Seguì un violento scontro a fuoco durante il quale il Fioravanti riuscì a fuggire. Tiburzi uscì allo scoperto, colpì in pieno petto un brigadiere e ferì gravemente altri due militari. Alla fine due pallottole lo colpirono alla gamba sinistra, cadde a terra, sembrava che volesse ancora sparare estraendo all’improvviso la rivoltella dalla fondina, ma gli uomini del capitano Giacheri furono pronti e gli fu inferto il colpo di grazia alla nuca. Così recitano le cronache ufficiali dell’epoca. Altre fonti ben accreditate riferiscono tuttavia che fu lo stesso “Re del Lamone” a suicidarsi, preferendo così la morte che cadere nelle mani dell’”autorità costituita”. Di Tiburzi si conoscono i delitti, ma nessun archivio riporta, di un brigante, le manifestazioni positive, che spiegano l’ammirazione di tanta gente del popolo. Il prete voleva negare al brigante un regolare funerale e la sepoltura in terra consacrata, ma la ostinata popolazione di Capalbio, sdegnata da tale decisione, pretese per il “paladino” dei diritti dei più deboli una sepoltura in terra consacrata. Il compromesso fu “mezzo dentro e mezzo fuori dal cimitero”, quindi si scavò la fossa proprio dove si apriva il cancello di ingresso; gli arti inferiori restarono dentro – come vuole la tradizione – mentre la testa , il torace (e dunque l’anima) rimasero fuori. I Carabinieri che parteciparono all’azione furono premiati con una medaglia d’argento, con tanto di cerimonia e foto in posa. La fama di Tiburzi e la sua leggenda continuano ancor oggi a imperversare attraverso alcuni media. A lui è stato dedicato un film con il patrocinio e la collaborazione dei Comuni di Montalto di Castro, Capalbio, Canino, Cellere, Farnese, Ischia di Castro e Tarquinia. Il “Re della Maremma” è anche apparso più volte sulle copertine e sulle pagine di diversi giornali e libri pubblicati anche di recente. Le immagini di questo articolo sono tratte da internet 15 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO NUOVI SOCI Sono entrati a far parte della nostra Associazione i seguenti nuovi Soci: Angelucci Angela ved. Pucci – Siena Mantovani Massimo – Siena Valentini Giuseppe – Siena I NOSTRI LUTTI Comunichiamo con vivo cordoglio la scomparsa dei Colleghi di seguito riportati; siamo venuti a conoscenza della loro scomparsa solo recentemente, grazie alla segnalazione che periodicamente ci viene fornita dagli organi predisposti alla gestione pensionistica. Angiolini Gianfranco Castiglione della Pescaia Argento Vincenzo Roma Azzerboni Mario Milano Bacci Raimonda Ved. Sambuchi Umbertide Baldi Maria Ved. Peccianti Siena Baroni Franco Viareggio Bendinelli Licia Ved. Peri Firenze Bertusi Vittorio Castel S. Pietro Terme Bordiga Pier Alberto Budapest Borghetti Gastone Volterra Botassi Carmela Ved. Annaratone Torino Brocchi Leoncini Luciana Siena Calvani Antonino Roma Cappuccini Vincenzo Carrara Carrieri Domenico Napoli Casprini Gino Figline Valdarno Cianciarelli Cesare Roma Corsi Paolo Firenze Crescenzi Maccari Tina Roma Da Milano Nillo Sesto Fiorentino De Iulis Renzo Roma De Petri Gilberto Firenze Di Manzano Camillo Frascati Fabbri Luigi Milano Ferruzzi Eugenio Rapolano Terme Fioretti Alessandro S. Vincenzo Foderi Brunero Colle Val D’Elsa Frosini Franco Empoli Giovannetti Pier Giovanni Lucca Giovannini Lina Ved. Frateschi Viareggio Giudice Iole Napoli Gonnelli Bruno Terranuova Gren Sergio Siena 06/05/2007 08/06/2007 30/06/2006 28/04/2007 13/08/2006 12/04/2007 18/03/2007 20/05/2007 02/06/2007 23/03/2007 01/05/2007 15/07/2006 28/10/2006 25/03/2006 07/10/2006 13/08/2006 29/12/2006 14/04/2007 20/01/2007 28/06/2006 31/12/2006 21/02/2007 15/02/2007 29/01/2007 20/12/2006 24/08/2006 11/01/2007 01/02/2007 07/11/2006 13/07/2006 30/07/2006 28/11/2006 02/04/2007 Guerrini Giovanni Siena Infantino Carmelo Canicattì Keller Elio Napoli Luttazzi Elso Grosseto Macera Gina Montecatini Terme Maggini Elia Ved. Arzilli S. Domenico di Fiesole Martini Renzo Montecatini Terme Mecattini Gino Siena Meniconi Mario Siena Migliorini Ada Ved. Montesi Siena Nappi Anna Siena Nicoletti Mannelli Adriana Ved. Vensi Firenze Pacini Elena Ved. Laini Siena Palai Asia Ved. Banducci Grosseto Paroli Paolo Roma Pinzuti Mario Grosseto Profeti Luigi Montevarchi Puletti Plinio Rio Marina Riccio Adalgisa Pozzuoli Rigacci Costanza Ved. Billeri Firenze Sambuchi Renzo Latina Santi Fabio Siena Sarteschi Enrico Pistoia Scortecci Cesira Ved. Chiari Perugia Sereni Fedora Ved. Bartalini Viareggio Spinetti Franca Ved. Cerchiai Montecatini Terme Tanti Filiberto Castiglione Tonti Umberto Orazio Pistoia Valeri Giuseppe Monte S. Savino Vitelli Anna Maria Ved. Angelini Viterbo Vivarelli Otello Siena Zaupa Clementina Ved. Natalicchi Firenze 12/04/2006 27/01/2007 03/03/2007 05/07/2006 10/01/2007 16/10/2006 24/10/2006 14/07/2006 10/04/2007 24/04/2007 22/02/2007 30/04/2007 03/11/2006 25/03/2005 02/01/2007 14/03/2007 14/06/2007 24/07/2007 26/02/2007 03/03/2007 28/10/2006 05/04/2007 17/11/2006 22/11/2006 20/12/2006 09/05/2007 29/03/2007 22/01/2007 04/05/2007 16/03/2007 22/01/2007 24/05/2007 CONTRIBUTI VOLONTARI Sono pervenuti alla nostra Associazione, per le proprie attività organizzative e per il periodico “La Nuova Voce del Pensionato”, contributi volontari da parte dei seguenti Colleghi: Della Lunga Loriana ved. Scattoni – Siena (in memoria di Scattoni Elio) Ermini Rita ved. Marzi – Siena (in memoria di Marzi Ilio) Scattoni Erina ved. Busatti – Siena (in memoria di Busatti Primo e di Scattoni Elio) 16 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Auguri Il Presidente e il Comitato Direttivo di questa Associazione, in occasione delle prossime Festività, rivolgono un affettuoso augurio a tutti gli Associati ed alle loro famiglie. Un fervido augurio anche agli Esponenti della Banca Monte dei Paschi di Siena Spa, della Fondazione, della Cassa di Previdenza, della Cassa di Mutua Assistenza e delle Organizzazioni Sindacali. A TUTTI I COLLABORATORI DEL GIORNALINO: G R A Z I E Mentre stavo leggendo le bozze del numero 28 del nostro Giornalino con gli auguri per le Feste, ho voluto scorrere gli ultimi numeri della pubblicazione: ne è venuto spontaneo il desiderio di esternare un ringraziamento - a nome, sono certo, di tutti i lettori - a coloro che collaborano alla sua riuscita. Non solo a Mori, Egni, Tiberi, Dalle Mura e Nocentini, che vi si dedicano assiduamente e con passione, alcuni in forma quasi professionale, allo scopo di rendere sempre migliori le consuete ed apprezzate rubriche, ma anche agli amici che ci inviano articoli per la pubblicazione, in quantità e qualità elevata: accanto a quelli di sempre (cito per tutti Gamboni, Susi, Quintiliani e Masseti) altri si stanno affermando, dando un positivo e importante segnale di ripresa e di vitalità. Anche gli stessi argomenti si stanno allargando: ai quadretti descrittivi di ambienti ed epoche che ci piace mantenere vitali, spesso condotti sul filo vivo e colorito dei ricordi autobiografici, vanno ad aggiungersi interventi su problematiche rilevanti, anche economiche, trattate con competenza e con la consueta attenzione alla apoliticità del nostro sodalizio, fissata anche dallo Statuto. In questa direzione va un’iniziativa alla quale da qualche tempo stiamo lavorando: in considerazione della presenza di “giovani leve” che copiosamente il Monte ci consente di “reclutare”, e della loro maggiore dimestichezza con gli strumenti informatici, vorremmo cercare di realizzare un sito internet, finalizzato a rendere immediate le nostre comunicazioni a quei soci. Questo sito potrebbe essere reso interattivo, allo scopo di ospitarvi una sorta di “forum” ; non certo per sostituire il giornalino, ma, al contrario, per meglio alimentarlo: pensiamo difatti che attraverso questa sorta di “palestra” sarebbe possibile “allenarsi” nello scambio di esperienze ed opinioni da utilizzare poi, selezionandole, per articoli sul giornalino. È solo un’idea, tutta da sviluppare: diteci cosa ne pensate, anche utilizzando il nostro indirizzo e-mail. Il Presidente