EDITORIALE Il mio Natale a Calcutta I l vento della recessione soffia gelido su tutti i mercati del mondo, rende la vita dei cittadini sempre più complicata, costringe le famiglie ad arrabattarsi con il quotidiano e i più poveri a stringere la cinghia come da decenni non accadeva. Cambiano le abitudini, anche quelle che da tempo immemorabile scandiscono le nostre esistenze, ma al Natale nessuno vuole rinunciare: ce lo teniamo stretto dentro il cuore, forse perché è l’unica festa dell’anno che ci regala ancora un forte segno di speranza e di ottimismo, in un mondo che uccide ogni cosa confermandoci che, malgrado tutto, l’avventura cristiana continua. Anch’io ho un Natale nel cuore, quello trascorso in India con Madre Teresa nella sua casa per lebbrosi, la Shanti Nagar (Città della Pace), situata in uno dei quartieri più malfamati di Calcutta. Era il 24 dicembre 1984 e la piccola suora, che l’anno prima aveva vinto il Premio Nobel per la Pace, aveva organizzato una Messa natalizia per i suoi ammalati in collaborazione con l’Arcidiocesi della città. Io, che ero lì per intervistarla, fui invitato a restare, cosa che feci più per curiosità che per spirito di fede. Si avvicinava il tramonto. La giornata era bella e il vento portava un acuto odore di sterco proveniente dai vicoli vicini. Il Presepe era povero e semplice, allestito in fondo alla baracca che faceva da chiesa, alla sinistra del piccolo altare. La Madonna aveva il volto nero e i grandi occhi stupiti, e così il Bambinello, mentre le statuine di San Giuseppe, del bue, dell’asinello, dei pastori e delle pecore avevano mantenuto il colore della terracotta con cui le avevano costruite. In poco tempo la chiesetta si riempì di gente: le consorelle di Madre Teresa, tutte giovanissime e vestite con un semplice sari bianco a strisce blu, avevano introdotto un centinaio di barelle su cui giacevano i corpi dei lebbrosi e le avevano appoggiate sul pavimento di terra nuda. In piedi un altro centinaio di fedeli affetti da malattie, all’apparenza meno gravi, si ammassavano in quello spazio angusto, aggrappati alle loro stampelle o sorretti dalle mani dei volontari, ma la grande stufa che bruciava tronchi di pino e profumava la stanza di resina, non riusciva a scaldarli: portavano nelle ossa il freddo di infiniti inverni e la pioggia di chissà quante stagioni. Eppure, in quell’atmosfera surreale, assistetti alla Messa di Natale più straordinaria della mia vita e avvertii la realtà di una presenza occulta che invitava quella gente, pronta a morire, a liberarsi dall’egoismo, dall’indifferenza, dal pessimismo, perché a breve sarebbe stata al di là dalla propria miseria terrena. Forse fu l’emozione a tradirmi, ma in quei volti segnati dal dolore riuscii anche a cogliere qualche sorriso di speranza. Quelle immagini, quelle sensazioni, quegli odori continuo ad avvertirli dentro di me e mi confortano nei momenti di difficoltà, quando non so più a chi e a cosa credere. Molti personaggi sono stati spazzati via dalla memoria, ma avrò sempre in mente, nitido, il viso scavato e sofferto di Madre Teresa, piccolo e fragile Angelo sceso sulla terra per aiutare i poveri e i derelitti. Anche per questo, ma non solo, sono convinto che Natale sia una festa da vivere innanzitutto recuperando le radici della Fede: tutto il resto è importante, ma secondario. di Toni Liguori PS. Negli ultimi tempi, ho avuto la fortuna di incontrare qui a Monza numerose persone che si occupano di volontariato e che dedicano buona parte della propria vita ad alleviare le sofferenze della povera gente. Anche in questo numero sono raccontate alcune delle loro storie e delle tante iniziative a cui danno vita con spirito di sacrificio davvero encomiabile. Sopratutto a loro, e alle loro famiglie, vanno i miei auguri più affettuosi e sinceri, accompagnati da quelli di tutta la redazione di Monza Club. N.40 M C 1 SHARON STONE WEARS ROSE COLLECTION - WWW.DAMIANI.COM MONZA YOUNG MONZACLUB www.monzaclub.it PERIODICO REALIZZATO DA Monza Club Edizioni srl Piazza Carrobiolo, 5 - Monza Tel. 039/5961872 [email protected] Prezzo di copertina: 5 euro DIRETTORE EDITORIALE Pietro Fortunato DIRETTORE RESPONSABILE Toni Liguori SEGRETERIA DI REDAZIONE Chiara Bramati 54 O C S A M A MIRKO D VIA CARLO ALBERTO 4 - TEL. 039 2328120 - MONZA - MI Lo scorso 23 novembre è stata inaugurata la nuova sede della Croce Rossa monzese. Un evento importante per la città e per un’associazione che costituisce un faro nel panorama del volontariato cittadino. Da qualche mese a guidarla c’è Mirko Damasco, un ventinovenne capace e determinato, che sull’assistenza e l’aiuto agli altri sta costruendo il suo futuro REDAZIONE Sara Re (caporedattore) Francesca Barzaghi Chiara Bramati Sara Franchini Greta La Rocca Laura Marinaro Francesco Pozzi Valentina Rigano Benedetta Trabattoni Paola Vanni GRAFICA Andrea Giarola Ilaria Nigro FOTOGRAFIE Marco Brioschi Daniele Rossi Foto di copertina: Marco Brioschi PUBBLICITÀ Hubnet Communication Paolo Marchettini Tel. 039/2315288 e-mail [email protected] STAMPA Vamaprint - Melzo Periodico registrato presso il Tribunale di Monza al n.242 - Registro stampa periodica N.40 M C 3 8 38 Volti noti dello sport e della televisione hanno dato vita a una kermesse sportiva e solidale 22 Numerosi ospiti hanno partecipato ad una serata di divertimento e beneficenza a Villa D’Este Maurizio Galimberti, la fotografia disegna la vita Il Museo e Tesoro del Duomo di Monza raccontato dai coniugi Gaiani, i fautori della sua rinascita 42 SOMMARIO SOCIAL 8 - Villa D’Este, l’allegria della solidarietà 12 - Cucina d’autore 14 - L’arte di Riccardo Colombo 16 - 80 anni e non dimostrarli 20 - Monzesi meritevoli 22 - Rally: insieme per un sorriso 27 - Dalla parte delle donne BRIANZA CLUB 34 - Bertazzini, il professore di Monza 38 - Le istituzioni ci fanno gli auguri 42 - Gaiani, il mecenatismo come vita 4 54 - Mirko, una vita per la CRI 59 - Rolex, l’oggetto del desiderio 60 - Caccia al tesoro nel Parco 62 - Natale a tempo di musica IL CLUB DEI PROTAGONISTI M C N.40 80 Opere ed emozioni provenienti da Patong, dall’altro capo del mondo MONZA YOUNG FASHION&DESIGN 28 - Promelit, verso il futuro Protagonisti e attori della vita cittadina fanno i loro auguri ai lettori di Monza Club 46 - Biraghi, una vita in mare 50 - Una carrellata di stili COVER 72 66 - Idee per un Natale sorprendente 72 - Galimberti, Polaroid che passione 76 - Il Lambro e la sua Valle incantata 80 - Patong le sculture del Borneo PASSIONI 82 - La Grande Mela PIACERI DELLA VITA 86 - Pasticceria Surgo 88 - Mulino a Vino 89 - Rossana 89 - Profondo Rosso VETRINE&VETRINE 92 - Gioielleria Pavan 94 - Bradipo Travel Designer 96 - Gabetti Franchising Agency Monza 97 - Galleria Fatto ad Arte 98 - La Palestra 100 - Il 2 - Emporio del gusto 101 - Pellicceria York 102 - Marli IL CONSULENTE 104 - Finanziario 105 - d’impresa 106 - Assicurativo 107 - Legale 108 - Del lavoro TEMPO LIBERO 6 - Chi sale 109 - Block notes 110 - Mostre & Eventi 112 - Oroscopo 66 Consigli per un Natale ricco di sorprese per tutti i gusti N.40 M C 5 TEMPO LIBERO Chi sale Monza presto sarà capoluogo di Provincia, ma con due grosse carenze: il Tribunale e la Questura. Monza Club questo mese vuole dare il benvenuto ai due nuovi reggenti delle rispettive istituzioni, per augurare loro buon lavoro di Laura Marinaro A nna Maria Di Oreste Milanese doc, è appena arrivata a Monza a ricoprire l’incarico di Presidente del Tribunale. A Novara ricopriva lo stesso incarico dal ’96, mentre prima ancora, dal 1970 al 1996, era stata a Monza Giudice Civile e responsabile della sezione Fallimentare. Siamo certi che grazie a lei i monzesi recupereranno la fiducia nei confronti della Giustizia, donando a tutta la Brianza un Tribunale moderno e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini in tempi veloci. Oggi, infatti, la struttura di piazza Garibaldi soffre di problemi legati alla sicurezza e i dipendenti sono costretti a lavorare in condizioni pessime. Appena arrivata, Di Oreste ha incontrato il sindaco Mariani ottenendeo rassicuazioni sull’avvio del cantiere dell’Area Solera, dove sorgerà la Procura, e sui miglioramenti nel corpo centrale. Un plauso al nuovo Presidente, convinto che nell’era dell’informatica non si possa essere sommersi dalle carte, come avviene tuttora, e che i problemi legati ai permessi sindacali e alla riduzione dei dipendenti possano essere risolti con un intervento degno del Ministro Brunetta. S alvatore Campagnolo Ha 51 anni e un piglio da uomo d’azione. Si è appena insediato nel Commissariato di Polizia di viale Romagna e traghetterà gli agenti monzesi verso l’istituzione della Questura nella nuova Provincia. Campagnolo, originario di Acate, in provincia di Ragusa, dal 2006 vive e opera in Lombardia ed è particolarmente affezionato alla Brianza. Il dirigente, che ha ricoperto ruoli operativi nelle squadre mobili di Milano e Como, arriva da Lecco dove si occupava di anticrimine e immigrazione ed è determinato a risolvere i problemi del commissariato della nuova Provincia. Primi fra tutti: la carenza delle strutture e quella del personale. Le camere di sicurezza che oggi non sono a norma di legge, infatti, verranno ristrutturate a giorni e nel 2011 sorgerà la nuova Questura. Ma Campagnolo ha già in mente anche altri progetti: l’incremento graduale dei turni sulle volanti, mentre una nuova pattuglia di poliziotti di quartiere ha appena preso servizio a San Fruttuoso, dove da tempo era stata richiesta. E ancora, microcriminalità diffusa e presenza di criminalità organizzata: ultimamente non si parla d’altro, ma per lui non si tratta di emergenze, bensì solo di lavoro da svolgere. Bravo! 6 M C N.40 Alta moda e sartoria, accessori e abiti per ogni occasione, qualità e attenzione alle nuove proposte. In esclusiva per Monza MEG Boutique offre i marchi Agnona, Mariella Burani, Walter Duchini, Maria Grazia Severi, Taviani. Via Pergolesi, 8 - 20052 - Monza (MI) - Tel. 039 387376 SOCIAL SOCIAL Seduti da sinistra Aldo, Giacomo, Giovanni, José Mourinho e Massimo Moratti. In piedi, da sinistra, Roberto Cassina, il professor Giovanni Broggi, Laura Cassina Fondazione Paolo Zorzi Una grande Q festa per una grande causa A sostenere il progetto c’erano anche Moratti, Mourinho, Aldo, Giovanni & Giacomo. Ma soprattutto tanti amici dell’Associazione impegnata nella ricerca sulle Neuroscienze di Toni Liguori foto Meta 8 M C N.40 8 uando Aldo, Giovanni e Giacomo, i simpaticissimi attori del cinema, del teatro e della tv, hanno battuto all’asta per 5 mila euro un pallone firmato da tutti i giocatori dell’Inter, e lo hanno consegnato all’ospite che se lo era aggiudicato, i trecento invitati alla cena di gala, svoltasi recentemente a Villa d’Este, sono scoppiati in un fragoroso applauso. Il più soddisfatto fra tutti i presenti era Massimo Moratti, che ha visto andare all’asta la palla autografata dai giocatori nerazzurri ad una cifra particolarmente alta. Tutto merito naturalmente della sua adorata Inter che in Campionato continua a mietere successi e a riempire di gioia gli innumerevoli tifosi sparsi nel mondo. In effetti, 5 mila euro per un pallone di calcio sono davvero tanti, ma c’è da dire che quei soldi, insieme a quelli ricavati dalla vendita degli altri oggetti messi all’asta quella sera, erano destinati ad un’associazione benefica che di soldi ne ha tanto bisogno e che li impiega per uno scopo davvero nobile: promuovere studi mirati all’integrazione tra ricerca neurobiologica e attività clinica, in accordo con le finalità del prestigioso Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano. L’Associazione, nata nel 1983 e intitolata a Paolo Zorzi, economista morto tragicamente e > 1 2 1 - Da sinistra, Roberto Pancirolli, Bruno Santamaria, Laura Grasso Fumagalli 2 - Seduti da sinistra, Giuseppe Porro, Paolo Pelucchi, Flavia Santamaria, Luigi Santamaria. In piedi da sinistra, Loris Onniboni, Antonietta Onniboni, Patrizia Gatto, Toni Liguori, Bruno Santamaria, Sandra D’Alessandro e Catia Santamaria Da sinistra, Giacomo Poretti, Francesca Scotti, Marina Fontana, Francesca Spinelli e Aldo Baglio N.40 M C 9 SOCIAL SOCIAL 3 Da sinistra, Patrizia Sangalli, Raffaele Della Valle, Massimo Moratti, Giancarlo Sangalli e Rosa Maria Sangalli 1 2 1 - Da sinistra, Luca Cesana, Paola Madonnini, Laura Grasso Fumagalli, Maurizio Rossi e Lella Fumagalli 2 - Da sinistra Anna Zorzi, Pierangelo Aloisio e Carolina Zorzi L’ASSOCIAZIONE Costituita nel 1983 con lo scopo di promuovere studi mirati all’integrazione tra ricerca neurobiologica e attività clinica, tra gli obiettivi dell’Associazione figurano il finanziamento di progetti di ricerca avanzata, di borse di studio nell’ambito delle neuroscienze, promozione di iniziative di alto livello scientifico nonchè simposi e convegni sul tema. Enio Fontana, presidente dell’Associazione 10 M C N.40 10 prematuramente, ha sostenuto negli anni diversi progetti, tra cui quelli dedicati ai disordini del movimento in età pediatrica, alla neurochirurgia funzionale, alle complicanze neurologiche dell’AIDS nel bambino, all’epilessia. E a proposito di epilessia, proprio i medici che sostengono l’Associazione, alcuni dei quali sono membri del Comitato Scientifico della stessa, hanno presentato prima dell’inizio della cena un interessantissimo filmato che raccoglieva i risultati ottenuti nell’ultimo anno di studi e di ricerche effettuati proprio su questa terribile malattia che, soltanto in Italia, colpisce ogni anno e ad ogni età più di 25.000 persone. Oggi l’epilessia si cura anche chirurgicamente e nel filmato sono stati documentati in maniera molto realistica alcuni interventi eseguiti sui pazienti nell’ultimo anno e che nel 70-80 per cento dei casi hanno ottenuto una perfetta guarigione. Naturalmente, per conseguire questi 7 4 5 risultati, impensabili fino a pochissimo tempo fa, sono necessari studi e ricerche che impegnano senza sosta i clinici coinvolti nei progetti dell’Associazione e per la cui realizzazione occorrono risorse di notevole consistenza. Anche questa volta, l’incontro di Villa d’Este è servito a fare il punto della situazione ma, soprattutto, a raccogliere contributi e dare modo all’Associazione di continuare nel suo cammino per il bene di tante persone che soffre e che, senza quei fondi destinati alla ricerca, rischierebbe di soffrire ancora di più. Gli ospiti hanno rivolto un caloroso applauso di ringraziamento a Francesca Scotti e Marina Fontana, bravissime organizzatrici dell’incontro e infaticabili anime dell’Associazione: il loro lavoro, e quello degli eccezionali collaboratori, hanno contribuito a rendere la serata assolutamente piacevole e al di sopra di ogni più rosea aspettativa. 8 6 3 - Francesca e Alessandro Scotti 4 - Marina e Enio Fontana 5 - Giuseppe Porro e Lella Fumagalli 6 - Barbara Scotti e Francesca Scotti 7 - Aldo, Giovanni e Giacomo 8 - Professor Giovanni Broggi 9 - Dottor Carlo Marras 10 - Dottor Roberto Spreafico 9 10 Il Consiglio direttivo è composto da: Enio Fontana (presidente), Francesca Scotti (vicepresidente) e i consiglieri Marina Fontana, Franco Santamato, Alessandro Scotti, Mario Spreafico, Lorenzo Zorzi e il segretario tesoriere Pierangelo Aloisi. Del Comitato scientifico fanno parte: Lucia Angelini, professor Giovanni Broggi, Nardo Nardocci, Roberto Spreafico, Giovanna Zorzi. N.32 N.40 M C 11 11 SOCIAL SOCIAL Signor Vai, che cosa l’ha spinta a lasciare le sue adorate montagne per “scendere a valle” e prendersi cura di un ristorante la cui clientela è certamente un po’ diversa da quella che per anni ha frequentato il suo Cavallo Bianco? «Mi ha convinto un amico, un caro amico al quale non potevo dire di no. Ma la clientela in fondo non è molto cambiata perché i lombardi in genere, e i milanesi in particolare, sono sempre stati i miei clienti più fedeli e più affezionati tra quelli che per tanti anni hanno frequentato il mio locale di Aosta. Se ai milanesi piace mangiare bene, anche i brianzoli non sono da meno!». Grandi chef A cena con L Leonardo da Vinci Una gara di bravura che ha portato quattro chef d’eccezione a misurarsi a colpi di prelibatezze di Francesco Liguori foto Marco Brioschi 12 M C N.40 12 eonardo da Vinci, per i suoi soggiorni a Milano, ebbe in dono da Ludovico il Moro una vigna e un orto a pochi passi dal Refettorio del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, dove ancora oggi si trova “L’ultima Cena”, uno dei suoi capolavori più grandi. Proprio in questi luoghi ha sede il Ristorante Orti di Leonardo e proprio qui, la sera del 28 ottobre scorso, quattro grandi chef di livello internazionale hanno presentato le proprie ricette, dando vita ad una serata speciale. Marco Sacco, Paolo Vai, Luca Gabelli e Fabio Ugoletti, hanno curato personalmente le loro creazioni gastronomiche per la gioia del palato dei giornalisti e dei numerosi ospiti che hanno avuto la fortuna di essere presenti allo straordinario evento. A Paolo Vai, già guru dei fornelli al Cavallo Bianco di Aosta, e consulente, insieme al fratello Franco, del ristorante Rossana di Cavenago, in Brianza, abbiamo rivolto qualche domanda alla fine della gustosissima cena, annaffiata da un ottimo Brunello di Montalcino dell’Azienda Agricola Molino di Sant’Antimo. Però, Aosta… «Certo, ad Aosta si respira un’aria diversa e le giornate scorrono lentamente, senza lo stress e il rumore che in altri luoghi rendono la vita più difficile. Ma anche la Brianza, conoscendola bene, è dotata di un’atmosfera particolare ed è ricca di posti bellissimi che forse gli italiani dovrebbero imparare a frequentare di più. Comunque le mie montagne non le ho mai abbandonate perché ogni mese mio fratello ed io ci regaliamo due o tre giorni di vacanza e ritorniamo a respirare l’aria della nostra terra di cui non potremmo fare a meno». Lei questa sera ha cucinato dei deliziosi tortelli di patate e funghi porcini, adagiati su un velo di burro tartufato: anche questa è una specialità del ristorante Rossana? «Sì, è uno dei piatti che fanno parte del nostro menù ricco e variegato che si arricchisce dei prodotti che madre natura ci regala, soprattutto in questa meravigliosa stagione che è l’autunno. Cerco di soddisfare i miei clienti allestendo il pranzo di mezzogiorno con piatti leggeri e facilmente digeribili e rendendo quello della sera più ricco ed elaborato perché, si sa, il tempo a disposizione per chi fa una pausa per il pranzo è molto più limitato per chi, invece, può regalarsi una cena più sostanziosa, magari accompagnata da ottimi vini. Non è per nulla facile accontentare le esigenze di tutti». Lei ha molta esperienza sulle sue spalle ed ha insegnato questo mestiere a molti giovani che hanno voluto intraprendere questa carriera: che cosa pensa di loro? «Penso che, come tutti i mestieri, anche questo vada fatto con passione e con spirito di sacrificio. A ciò, bisogna aggiungere estro, fantasia e inventiva: doti che non tutti possiedono e che fanno la vera differenza tra un grande chef e un semplice cuoco». Sappiamo che lascerà il Rossana dopo un lungo periodo di lavoro qui in Brianza. Come è arrivato a questa scelta? «Con mio fratello abbiamo accettato di svolgere questa consulenza in Brianza per un po’ di tempo e qui abbiamo fatto un bellissimo lavoro; ma ora il nostro tempo è finito e il testimone passa a giovani talenti del territorio: io finirò a dicembre, mio fratello a fine aprile. Poi toccherà a loro». Sopra, gli chef protagonisti della serata, tra cui Paolo Vai (secondo da destra). In alto, da sinistra, i fratelli Franco e Paolo Vai Quali sono i suoi progetti futuri? «Alla mia età (69 anni, Ndr) mi piacerebbe anche riposarmi e dedicarmi ai miei hobby, ovvero la scultura e l’intaglio del legno nella mia amata Aosta. A dire il vero, però, mi hanno già chiamato per alcune consulenze in Valle, ci devo pensare... Forse non so stare ancora lontano dai fornelli». N.32 N.40 M C 13 13 SOCIAL SOCIAL Quale spirito vi ha animato nell’allestimento? «Abbiamo voluto far rivivere al pubblico le stesse emozioni che, in vita, mio marito sapeva suscitare con le sue opere. La gente si ritrova in questi quadri, vi si rispecchia; la mostra è visitata da un pubblico eterogeneo e vorrei che questo fosse un invito ai più giovani per avvicinarsi alle opere di un artista vero. La pittura per Riccardo non era un hobby, ma una scelta di vita e la mostra vuole essere una proposta per farlo scoprire a chi non ha avuto il piacere di conoscerlo». Riccardo Colombo Cuore e silenzio L Una vita per l’arte e un grande sogno che la moglie Margherita spera di realizzare per lui di Benedetta Trabattoni foto di Marco Brioschi 14 M C N.40 14 Che tipo di opere sono esposte? «Sono esposte tele di paesaggi, rigorosamente dipinti en plein air, ma anche di oggetti e luoghi collegati alla sua infanzia, soprattutto alla balia, a cui Riccardo era legatissimo. Le tele sono da gustare lentamente per poter cogliere le sfumature che a prima vista potrebbero sfuggire: sono quadri ricchi, da osservare più volte». a complessa personalità e una sensibilità artistica particolare, hanno reso il pittore Riccardo Colombo una figura di spicco nella cultura monzese. Carattere spesso cupo, introverso, l’artista - venuto a mancare nel 2003 - ha colmato la sua mancanza di capacità comunicativa immediata con le sue opere. Fino al 14 dicembre la Galleria civica ospita la mostra “La poetica dei luoghi e degli oggetti”, curata dall’amico Pier Franco Bertazzini e fortemente voluta dalla moglie Margherita che, amandolo profondamente, ha desiderato celebrarlo ancora una volta. Chi era Riccardo Colombo? «Era un grande uomo, ma con un carattere molto chiuso; spesso si trovava a disagio in compagnia di altre persone, era urtato dal chiacchiericcio banale, si trovava bene solo discutendo di arte. Ha sofferto molto a livello familiare: essendo troppo sensibile, non veniva capito da nessuno. Quando pensava alla famiglia di origine veniva colto da una profonda tristezza, è stata una ferita mai rimarginata e, pur amandolo immensamente, neanche noi siamo riusciti a colmare completamente questo vuoto». Come è nata l’idea di questa mostra? «L’assessore alla Cultura Alfonso Di Lio ha voluto darmi l’opportunità di riproporre i suoi quadri a cinque anni dalla sua scomparsa; decidere quali opere scegliere per la mostra non è stata un’impresa facile; inoltre io e i miei figli abbiamo dovuto allestirla in breve tempo. Il risultato è un’esposizione equilibrata e serena: la Galleria Civica si prestava a questo tipo di opere, le più drammatiche avrebbero richiesto uno spazio diverso». Quanto impegno richiedeva la realizzazione di un suo lavoro? «Riccardo non ha mai iniziato due quadri allo stesso modo, c’era un profondo studio dietro ogni sua opera. Due mesi prima di mancare aveva acquistato un cavalletto orizzontale per sperimentare una tecnica sgocciolata, l’intuizione stava già nascendo ma non era ancora arrivato a capirla. Il cavalletto è ancora nel suo studio, non è stato mai usato...». L’assessore Alfonso Di Lio e Pier Franco Bertazzini all’inaugurazione della mostra. Nell’altra pagina, Di Lio con la famiglia del pittore A chi amava vendere i suoi quadri? «Era molto selettivo da questo punto di vista, vendeva quadri solo a chi voleva lui. Nel suo studio, rimasto così come l’aveva lasciato, conserviamo tante sue opere: io e i miei figli abbiamo deciso di venderne alcune per farlo rivivere negli altri». Alcuni dipinti dell’artista monzese a cui è stata dedicata una mostra retrospettiva alla Galleria Civica Cosa si augura per il futuro? «Spero di vivere fino al giorno in cui mi sarà data la possibilità di esporre le opere che mio marito amava molto e riteneva significative del suo percorso. Non è mai riuscito a realizzare questo sogno, vorrei poterlo fare io per lui». N.32 N.40 M C 15 15 SOCIAL SOCIAL In questa pagina, la giovane Georgia Brescia, campionessa monzese dodicenne e speranza del tennis italiano Tennis Club Monza 80 di questi slam! U Una campionessa giovanissima, tanti trofei e novità per lo storico club di via Boccaccio di Laura Marinaro 16 M C N.40 16 na storia passata fatta di glorie e trofei e un presente colmo di giovani promesse. Il Circolo Tennis Monza, nato da una “costola” della polisportiva Forti e Liberi nel 1928, ha festeggiato con numerose iniziative l’importante compleanno. Non ultimo il riconoscimento che l’Unione società sportive monzesi, lo scorso 8 novembre in Autodromo, ha conferito a Georgia Brescia, campionessa dodicenne e speranza del tennis italiano. Ma la storia del Club è fortemente legata alla città e al luogo splendido in cui sorge, nonostante le difficoltà che il tennis sta vivendo da alcuni decenni a questa parte. Ne è pienamente consapevole Carlo Cevenini, da un anno presidente del Club e figlio dell’atleta Giacomo. «Il luogo in cui oggi ci troviamo, ovvero l’antico orto della Villa Reale è per noi croce e delizia – spiega il Presidente – Il contesto è meraviglioso, ma, nello stesso tempo è difficile fare qualsiasi intervento strutturale. Con la ristrutturazione della Villa Reale prima o poi dovremo andare via, ma credo che questo sia uno stimolo ad andare avanti e magari a trovare un luogo più moderno e ampio che ci permetterà di crescere ancora». Il Club conta oggi circa 320 associati tra juniores e seniores, ma il fiore all’occhiello è la scuola per i giovani tennisti frequentata da 150 ragazzi e richiesta da un numero ancora superiore. «Monza è stata sempre fucina di grandi campioni – prosegue Cevenini – e durante i festeggiamenti li abbiamo ricordati: Fausto Gardini, ad esempio, idolo degli Anni 40 e 50, oppure Franco Castelli, tra il 50 e il 60; ancora, Eugenia Biruskova, oggi campionessa mondiale seniores, che è cresciuta e si è formata proprio sui nostri campi». Il grande tennis monzese trova un momento clou ogni anno da cinque edizioni in occasione del Trofeo Internazionale che si disputa ad aprile e nel quale vengono invitati a gareggiare anche i migliori del mondo. Per il prossimo anno non si esclude la presenza di alcuni tra i primi cinquanta tennisti del mondo. Si tratta di un Challenger con montepremi da 37 mila 500 dollari, che assegna ai giocatori punti ATP, valevoli per la classifica mondiale, pari ai punti che vengono assegnati nei tornei con montepremi di 50 mila dollari. Il trofeo, inoltre, è gratuito e aperto a tutti, in modo da garantire > N.32 N.40 M C 17 17 la possibilità di avvicinarsi ai campioni del tennis anche ai non addetti ai lavori. Tanti i giocatori sotto il numero 100: Cuevas n.94, Eschauer n.83, Garcia –Lopez Guillermo n.62, Montanes n.56, e anche il taglio del tabellone principale si attesta di poco sopra alla centesima posizione, garantendo una settimana di grande spettacolo agonistico. Come sempre il challenger monzese si presta come osservatorio privilegiato di possibili futuri campioni. I colori italiani sono stati difesi da Flavio Cipolla arrivato in finale nell’edizione 2006 del challenger, attualmente numero 125 del mondo. Una delle wild card verrà sicuramente assegnata a Stefano Ianni, che da anni veste i colori del Tennis Club Monza. In questo momento una delle promesse per il futuro di questo sport a Monza è appunto Georgia Brescia, 12 anni, sorella di Natasha. Ha iniziato a palleggiare a un anno e mezzo e già mentre allattava la mamma Deborah la portava a seguire le gare della sorella maggiore. Oggi Georgia è seconda ai Nazionali Under 12, sia in singolare che nel doppio, in coppia con la piemontese Alexa Avalis, vincitrice del torneo. Sui campi del circolo Bonacossa, ADV LOSCALZOMOSCHERI.IT_STYLING DONATA SONGIA_PHOTO PESARINI MICHETTI SOCIAL Georgia ha vissuto una settimana eccezionale, grazie ad un doppio risultato di altissimo livello ottenuto sulla scena della Coppa Lambertenghi, il torneo più importante per la categoria Under 12, quella a cui la monzese appartiene nell’ambito del tennis italiano. «È dura seguire Georgia tra le gare e la scuola - racconta la mamma - ma per noi è una grandissima soddisfazione e siamo davvero emozionati». Georgia si allena ogni giorno per un’ora e mezza a tennis e altrettanto per l’atletica, poi studia. Ce la farà? «Lo spero, ha una tenacia incredibile», conclude la mamma. Lei è il simbolo di quello che ancora il tennis può fare con i giovani a dispetto di chi dice che non va più di moda. A Monza non è così. 1 DIVIDE 2 3 1 - Una foto scattata durante il Trofeo Internazionale 2 - La premiazione in Autodromo 3 - Un’immagine storica 4 - Un momento di una finale tenutasi la scorsa primavera presso il Tennis Club di Monza TRAIT.DESIGN MASSIMO LUCA 4 18 M C N.40 18 DELMONTE S.R.L. VIA S. MARTINO 20054 NOVA MILANESE (MI) ITALY T +39 0362 367112 F +39 0362 450586 E [email protected] WEB WWW.ALBED.IT ORGANIZZA LO SPAZIO SOCIAL SOCIAL Sanbiagini d’oro Premiati i L benemeriti Consegnati i riconoscimenti della Circoscrizione 5 a chi si è impegnato per la vita del quartiere di Sara Franchini 20 M C N.40 20 a Circoscrizione 5 ha premiato chi ha fatto grande i quartieri di San Biagio e Cazzaniga lo scorso anno. In una sala gremita si è svolta, lo scorso 22 novembre, al Teatrino della Villa Reale, la consegna dei Sanbiagini d’oro, il premio che, da sempre, la Circoscrizione conferisce ai suoi cittadini più meritevoli in diverse categorie. Il riconoscimento alla cultura è andato all’associaizone Mnemosyne, guidata da Ettore Radice, ex consigliere comunale grande esperto di storia cittadina. La motivazione: “Per le numerose iniziative proposte sul territorio che spaziano dalla storia all’arte, dall’attualità alla musica”. Tra questi, uno degli eventi più riusciti della Circoscrizione 5: il convegno sugli anni di piombo organizzato dalla Commissione Cultura in collaborazione con Mnemosyne nel maggio scorso. Il premio allo Sport è stato consegnato ai dirigenti della Pro Victoria, storica società impegnata nel quartiere “per i grandissimi successi della pallavolo, per la lunghissima storia del calcio (102 anni) e per il suo impegno nel sociale”; ex equo, è stato conferito anche all’Associazione Sportiva Ciechi Monza e Brianza, “Per la determinazione con cui ogni giorno i ragazzi affrontano il proprio handicap impegnandosi e divertendosi facendo sport, anche a livello agonistico”. Nella categoria volontariato la Circoscrizione ha premiato l’associazione Friends, insieme per un sorriso, soprattutto per il profondo impegno di chi impiega parte del tempo per far sorridere i ragazzi malati di leucemia dell’ospedale San Gerardo di Monza. Un riconoscimento particolare è poi andato a Corrado Beretta, rappresenante dell’Amministrazione del Parco e al dirigente Fabio Berti, sempre disponibili a collaborare in tutti gli eventi e iniziative che la Circoscrizione propone nel Parco o nella Villa Reale. Infine, per il commercio ha ritirato il premio Rita Favilli, titolare della Merceria Villa presente dal 1915, con tre generazioni di commercianti, nel cuore di San Biagio. Alla serata hanno partecipato l’assessore Pierfranco Maffè e quello alle Politiche Giovanili Martina Sassoli. «Questa è un’inziativa importante - ha commentato Alberto Tripodi, coordinatore della Commissione Cultura - Le associazioni presenti sul nostro territorio sono davvero numerose e sono il cuore pulsante della vita del quartiere. Sia che esse siano culturali, sportive o di volontariato, le loro attività e il loro impegno è di fondamentale importanza e con questa iniziativa, vogliamo riconoscerne il valore, ringraziarle e far sentire la nostra presenza». Nella stessa serata sono stati consegnati i premi ai vincitori del Concorso Fotografico dedicato alla vita del proprio quartiere. Tra le cento foto pervenute in Circoscrizione, sono state selezionate e premiate quelle degli alunni della quinta elementare della scuola Salvo D’Acquisto, e gli scatti di quattro residenti dei quartieri: Ludovico Sironi, Matteo Rivolta, Guido Ferraro e Ivo Rossi. Un’iniziativa portata avanti per valorizzare quegli aspetti della vita quotidiana del proprio quartiere che spesso sfuggono. «Ancora prima di ritirare le foto, sono stato davvero soddisfatto quando, per caso, una mattina ho incrociato tre persone con la macchina fotografica che sceglievano la foto migliore nel quartiere di San Biagio - ha concluso Tripodi - Visto lo strepitoso successo, ripeteremo l’iniziativa in primavera». Un particolare ringraziamento è andato allo sponsor della serata, Gabetti Immobiliare, sede di Monza. In questa pagina, in alto, Tripodi con Rita Favilli e sotto, Gianluigi Parenti, Presidente della Circoscrizione Cinque con Ettore Radice. Nell’altra pagina, un altro momento della cerimonia di premiazione a cui ha partecipato anche l’assessore Sassoli N.40 M C 21 SOCIAL SOCIAL Monza Rally Show Uno spettacolo U che corre Boom di partecipanti famosi e spettatori per la trentesima edizione dell’evento. Ecco le voci dei corridori di Benedetta Trabattoni foto di Marco Brioschi Alcuni momenti della due giorni di prove e gare sul circuito monzese. Tra i protagonisti Marco Simoncelli, sotto con l’assessore Maffè, il vicesindaco Allevi, Guido Meda e il presidente della Sias, Claudio Viganò 22 M C N.40 n bel sole, tanta gente e molti protagonisti del mondo dello spettacolo, dello sport, della televisione e della musica: sono stati questi ingredienti a rendere un vero e proprio successo, anche quest’anno, la classica manifestazione di chiusura della stagione agonistica dell’Autodromo Nazionale Monza. Un riuscito mix tra sana competizione, show e solidarietà: molte infatti le associazioni di volontariato presenti all’evento con nobili scopi. La mascotte di Friends - Insieme per un sorriso, onlus nata in aiuto dei bambini malati di leucemia presso l’Ospedale San Gerardo, ha continuato ad aggirarsi per i paddock intrattenendo i piccoli spettatori. Corrado Fontana, posizionatosi per il secondo anno consecutivo al quarto posto nel campionato europeo rally, ha gareggiato al fianco del padre Gigi, con una macchina “ Mi sto divertendo davvero un mondo; Vale va molto più forte di me, ma sto imparando! Marco Simoncelli speciale: una Citroën Xsara WRC, disegnata per l’occasione proprio dai bambini sostenuti da Friends. «Si tratta di una bella iniziativa – ha detto Fontana – in cui tutti possono vedere dal vivo i loro beniamini. Per quanto mi riguarda, il mio coinvolgimento è uguale a quello di una gara ufficiale: una volta messo il casco mi concentro al massimo». Dello stesso parere il cugino Fabrizio Fontana che vive il rally come divertimento: «Sin da piccolo venivo con Corrado e mio zio Gigi a vedere le gare, cosa che mi ha trasmesso una grande passione. Purtroppo non ho molto tempo per allenarmi durante l’anno, ma quando posso gareggio volentieri; è la quinta volta che partecipo a questa manifestazione ed è un’emozione fortissima perché posso confrontarmi con me stesso e altri piloti. Sono convinto comunque che l’aspetto fondamentale sia divertire divertendosi». Entusiasmo palpabile, quindi, tra i piloti professionisti e con coinvolgimento pari a quello di una competizione agonistica. «C’è una bellissima atmosfera di festa e grande partecipazione – ha confessato il pilota Alex Caffi – Pur non > N.40 M C 23 SOCIAL WAVE TANGRAM A lato, Marco Simoncelli. Nella foto sotto, Alessandro e Francesca Scotti trattandosi di una gara titolata, l’emozione è tanta. E poi c’è l’aspetto coreografico». Tensione simile quella vissuta dal giornalista Guido Meda che ora capisce «cosa provano gli amici caduti nel mondo dei motori da piccoli: io in confronto sono così scarso!». Prenotato anche per la prossima edizione il pilota di moto Marco Simoncelli: «Mi sto divertendo davvero un mondo, Vale va molto più forte di me, ma sto imparando». Il Vale in questione è chiaramente Valentino Rossi, il “Dottore”, acclamatissimo e seguito ovunque da uno stuolo di fans in visibilio. Entusiasmo alle stelle anche per il giovane Geronimo La Russa, al debutto con una macchina da rally: «Sono appassionato di motori e ho partecipato con lo spirito del divertimento, non vivendola affatto come una competizione. L’anno scorso ero navigatore e quest’anno è stato divertentissimo poter guidare, la mia più grande soddisfazione è di non essere arrivato ultimo». Ha partecipato alla manifestazione anche il rappresentante comunale del Cda di Sias (Società di gestione dell’Autodromo) Alessandro Scotti. «Cerco di supportare l’Autodromo e le sue attività - ha dichiarato - Con le automobili dobbiamo imparare a convivere e tutte quelle iniziative che avvicinano la gente al mondo dei motori non possono che essere positive. Certo, riproporre il rally su sterrato come all’origine porterebbe un pubblico di appassionati e partecipanti decisamente maggiore, ma ormai non si può più tornare indietro». La gara è stata vinta dalla coppia Dindo Capello e Luigi Pirollo, al secondo posto Valentino Rossi con Carlo Cassina e al terzo Piero Longhi insieme a Capitan Ventosa. 24 M C PAVIMENTI IN ACCIAIO PER L’ARCHITETTURA WAVE STEELS È COMMERCIALIZZATO DA STAINLESS PRODUCTS S.R.L. VIALE DELLE INDUSTRIE, 9 - 20040 CAMBIAGO (MI) ITALY - TEL. +39 02.959.499.640 - FAX +39 02.959.499.641 WWW.WAVE-STEELS.IT N.40 SOCIAL SOCIAL Ottobre in Rosa Donne, obiettivo formazione Eventi e convegni per dare informazione, sostegno e supporto alle “quote rosa” della Brianza di Valentina Rigano - foto di Marco Brioschi U Maison - Althea uno spazio esclusivo di benessere dove rigenerarsi ed abbandonarsi in un viaggio multisensoriale avvolgente ed indimenticabile vivi un’esperienza sublime e scopri i risultati straordinari dei prodotti e dei trattamenti [comfort zone] vieni a scoprire l’innovativo sistema brevettato [comfort zone] skin regenis la nuova frontiera nella strategia anti-età, elisir cellulare di giovinezza 26 M C n mese interamente dedicato alle donne, alle loro esigenze e problematiche più sentite si è concluso lo scorso 13 novembre con una conferenza che ha visto riunite istituzioni, associazioni, enti e soprattutto loro: le donne. L’iniziativa patrocinata dal Comune, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Milano, è stata fortemente voluta dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Monza, che ha scelto di incentrare il convegno conclusivo su tematiche di grande attualità quali prostituzione, violenza e stalking. «Ottobre in Rosa è stato un successo raggiunto grazie agli assessorati e alle associazioni, che si sono impegnati per dare alle donne risposte a 360 gradi - spiega l’assessore Martina Sassoli - Le donne di oggi sono madri, mogli e lavoratrici, vorrebbero essere imprenditrici di se stesse, ma spesso faticano a coordinare le loro attività o, peggio, hanno gravi difficoltà personali che non gli permettono di vivere serenamente». La kermesse di incontri ha toccato svariati temi come l’autodifesa personale, lo stress, il tumore al seno, la conciliazione tra casa e lavoro, le nuove tecnologie e l’imprenditoria femminile, che durante tutto il mese sono stati affrontati con interventi di professionisti e personalità di ogni singolo settore. La Provincia di Milano in particolare, nella prevenzione della violenza sulle donne, unitamente a Spazio Donna, ha promosso attività per dare alla Brianza supporto ed assistenza concreta alle donne vittime di maltrattamenti, molestie e mobbing. Il 13 novembre tutti i principali oratori ed organizzatori hanno affrontato insieme anche argomenti scottanti, come la prostituzione in città. «Ci hanno accusato di aver deliberato ordinanze contro le donne quando abbiamo scelto la linea dura contro la prostituzione – dichiara il sindaco Marco Mariani – In realtà sono provvedimenti contro la criminalità organizzata che le sfrutta, le schiavizza e usa loro violenza». Per salvare le vittime dello sfruttamento servono nuovi orizzonti. «Basta con il falso perbenismo, ci vuole una legge che proibisca la prostituzione in strada – commenta l’assessore alla Sicurezza Massimiliano Romeo – È in questa direzione che Monza deve lavorare». Essere accanto alle donne che si sentono al margine, non comprese, è l’obiettivo di Ottobre in Rosa. «Dobbiamo dare informazione e formazione – conclude Martina Sassoli – evitare le emergenze e sostenere coloro che sono o diventeranno imprenditrici». Lo staff dell’assessorato alle Pari Opportunità. Da sinistra, Lorena Zita, Emanuela Danili, l’assessore Martina Sassoli, Monica Crippa, e Patrizia Sacchetti MAISON ALTHEA - Via Giovanbattista Pergolesi, 8 - Monza - Tel. 039 382016 N.40 N.40 M C 27 IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI Danilo I Marchiori L’uomo del futuro nnovazione, imprenditorialità, capacità di anticipare le richieste del mercato. Aziende come queste, aziende come Promelit, sono quelle che fanno la differenza tra un’economia sana e una che risente delle tempeste del mercato. Ne parliamo con Danilo Marchiori, presidente di una società in perfetta salute e Cavaliere d’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Oltre 25 anni di attività per Promelit, società da lui fondata e che opera nell’ambito delle comunicazioni professionali di Toni Liguori foto di Marco Brioschi 28 M C N.40 Signor Marchiori, che cos’è il lavoro per lei e per la sua azienda? «Impegno, ricerca, flessibilità: il motore propulsivo di nuove scoperte e applicazioni nel settore delle telecomunicazioni, in particolare della telefonia professionale, da parte di una società tutta italiana che, in pochi anni di continua crescita, si è posta sempre più come leader di mercato. A fianco della telefonia professionale abbiamo aggiunto altre attività, come quella della videosorveglianza, un settore che ci sta dando grandi soddisfazioni». Come è nata Promelit? «Come è nata la maggiore parte delle imprese italiane, frutto delle idee e della genialità degli imprenditori del nostro Paese. Nel 1982, insieme ad altre persone che la pensavano come me, ho deciso di concretizzare le mie ambizioni mettendo a frutto le esperienze professionali maturate prima alla Ericsson e poi alla Ete, società di telecomunicazioni nella quale ricoprivo il ruolo di Direttore commerciale. Promelit è nata con l’intento di creare una struttura capace di rispondere in maniera dinamica alle esigenze di quel tempo, come fornitore di sistemi di tecnologia > N.40 M C 29 IL CLUB DEI PROTAGONISTI circa 150 persone, più le consociate dislocate in tutta Italia, che formano, senza cadere nella retorica, una grande famiglia nella quale ognuno cerca di dare il meglio di se stesso. Abbiamo anche aperto una filiale in Grecia e contiamo di inaugurarne altre all’estero». avanzata nell’ambito delle comunicazioni. All’epoca vigeva un sistema monopolistico esercitato dalla SIP che, praticamente, controllava tutto il mercato... Mi è andata bene perché, soltanto un anno dopo, Promelit si trasformava da S.r.l. in S.p.A. e cominciava ad acquisire mandati da parte di aziende che in campo internazionale svolgevano funzioni strategiche assai rilevanti o come la coreana LG, con cui ancora oggi intratteniamo ottimi rapporti di partnership». Le faccio una domanda da neofita: cosa fabbricate esattamente? «Noi fabbrichiamo idee. Siamo una realtà che ritiene che costruire un prodotto sia la parte più semplice del lavoro: per noi è importante disegnare ciò di cui il mercato ha bisogno. Voglio sottolineare che in alcuni casi oggi è più vantaggioso produrre in Italia piuttosto che in altri Paesi emergenti come l’India o la Cina, in quanto la tecnologia che impieghiamo richiede un apporto di manodopera minima, dal momento che il vero valore aggiunto è la tecnologia avanzata, e quella si trova anche in Italia, anzi spesso solo qui. A questo proposito, proprio qualche settimana fa, abbiamo costituito Giga Vison, una società spin-off nata in collaborazione con il Politecnico di Milano e con quello di Genova per la produzione di telecamere 30 M C N.40 ad alta definizione. Queste ultime sono state progettate a tempo di record: in soli dieci mesi i bravissimi ricercatori dei due prestigiosi atenei sono riusciti a realizzare prodotti che soltanto una dozzina di aziende nel mondo sarebbero in grado di produrre. Un lavoro di cui tutti dovremmo andare fieri perché dimostra, ancora una volta, quanto sia ricco il patrimonio tecnologico italiano e come sia importante dedicare più risorse alla ricerca, senza la quale il nostro Paese non avrebbe un futuro degno delle sue tradizioni. Queste telecamere saranno distribuite dalla nostra nuova società e, naturalmente, saranno prodotte in Italia». Quali sono i motivi principali del vostro successo e quali le difficoltà maggiori che incontrate nel fare impresa? «Abbiamo sempre creduto nella nostra capacità di crescere e di allargare gli orizzonti dei mercati di riferimento. Non ci siamo mai fermati di fronte alle difficoltà che, in periodi di recessione come quello attuale, costringono molte aziende a fare i salti mortali per sopravvivere. Anzi, proprio in momenti come questo, abbiamo ingranato una marcia in più, contando soltanto sulle nostre forze e sulla volontà di continuare a vincere le sfide di una globalizzazione che, in tanti casi, ha cancellato anche le regole più elementari. Da noi lavorano Tutto bene, allora? «No, non tutto. Purtroppo, dobbiamo anche fare i conti con una burocrazia devastante, con la carenza di infrastrutture che rallenta le attività delle aziende, con la mancanza di supporti finanziari governativi che possono aiutare le imprese a crescere e a produrre lavoro e ricchezza. Oggi accedere alle finanze pubbliche è diventato quasi impossibile. Abbiamo costituito in Corea una società a capitale misto che sviluppa software di nuova generazione: mentre i nostri partner hanno ricevuto in un anno e mezzo un fondo pubblico di finanziamento, noi stiamo sviluppando una telecamera avveniristica sulla quale abbiamo investito quasi 1 milione di euro contando unicamente sulle nostre forze. Si tratta di prodotti complessi, tecnologie altamente innovative, eppure, a fronte delle imposte pagate, non riceviamo in cambio alcun tipo di aiuto». Danilo Marchiori è sposato con Mariangela da trent’anni. Compagna di vita e di lavoro, Mariangela gli ha dato due figli: Riccardo, 19 anni e Alessandro, 25. Nella pagina precedente, Marchiori mostra Uebbi, l’ultimo arrivato in casa Promelit: un apparecchio di nuova generazione che si collega a Internet con tecnologia Wi-Fi, fornendo un largo spettro di servizi multimediali Quali sono i prodotti di ultima generazione che state distribuendo? «L’ultimo nato, sviluppato con Telecom, si chiama Uebbi - italianizzando il termine “Web” - e verrà distribuito nei negozi prima di Natale. Uebbi consente a qualsiasi utente, anche il meno esperto, di entrare in contatto con il Web e di eseguire un’infinità di operazioni, come la messaggistica in video e il collegamento con tutti gli operatori di Adsl. Questo prodotto, accattivante e singolare, è nato come radiosveglia, poi si è evoluto come un vero e proprio terminale: Uebbi consente di aprire una piccola finestra sul mondo di Internet e di prelevare informazioni d’uso comune in maniera semplice ed immediata, consentendo, anche ai meno pratici, di cominciare a navigare. Ai più esperti, invece, Uebbi darà la possibilità di ascoltare migliaia di radio on line da tutto il mondo, prelevare le notizie di borsa, disporre di widget da tutto il mondo, ricevere e trasmettere e-mail senza dover usare il Pc. Inoltre Uebbi è un oggetto che avrà un costo alla portata di tutti! Un autentico gioiello, che racchiude in sé tutti i prodigi della tecnologia più avanzata: è in assoluto il primo di questo genere realizzato nel mondo. Ciò non può che riempirci di orgoglio e spronarci ad “ IL CLUB DEI PROTAGONISTI Promelit fabbrica idee. In genere ritieniamo che realizzare un prodotto sia la parte più semplice del nostro lavoro andare avanti per la nostra strada, che poi è quella dell’innovazione e della ricerca». Insomma, alta tecnologia combinata all’innovazione... «In effetti Promelit ha sempre seguito la via della dinamicità nella sua storia aziendale; nata per produrre impianti telefonici tradizionali si è evoluta nel tempo tanto che dall’82 ad oggi è stata al passo con 3-4 generazioni tecnologiche che le hanno consentito di realizzare macchine altamente sofisticate. Ad esempio di realizzare centrali telefoniche Full IP, che ultilizzano il protocollo IP, lo stesso impiegato da internet per trasmettere in rete: immagini, voce, suoni, dati, etc. Possiamo stimare che, dalla sua nascita, Promelit abbia istallato almeno 3 milioni di linee derivate, circa 200 mila anno, vale a dire il 10% del mercato nazionale». E l’ingresso nel settore della videosorveglianza? «Nel 2000, prevedendo quello che sarebbe accaduto, anche se allora l’attacco alle Twin Towers non c’era ancora stato abbiamo capito in anticipo che la società avrebbe avuto bisogno di una tranquillità e una sicurezza sempre maggiori. Di conseguenza, che il settore della videosorveglianza avrebbe avuto un grande sviluppo. Pertanto, abbiamo iniziato a lavorare in questo ambito, che rappresenta sì una “sicurezza passiva” ma, in molti casi, garantisce di salvaguardare la sicurezza di ville e appartamenti, uffici, fabbriche e magazzini presi di mira da malviventi sempre più organizzati e feroci. Siamo cresciuti in maniera esponenziale, acquisendo un know-how tale che ci ha consentito di collaborare prima con alcuni comuni della bergamasca e poi con altre realtà italiane, installando per la prima volta sistemi di videosorveglianza piuttosto complessi, sofisticati, > N.40 M C 31 IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI giocano un ruolo devastante e frenano lo sviluppo». dotati di una tecnologia molto avanzata. Ora, inoltre, stiamo installando l’intera rete di videosorveglianza della Metropolitana Milanese, che servirà a garantire più sicurezza in tutte le stazioni. È il risultato di una gara vinta nel 2007, svolta in competizione con altre importanti aziende del settore». Lei è spesso in viaggio per il mondo e ha la possibilità di incontrare molti imprenditori stranieri: come siamo giudicati all’estero? «Dipende dai Paesi: alcuni hanno molta stima di noi, del nostro lavoro, delle nostre capacità e della serietà nel fare impresa. Atri sono molto critici, ma credo che ciò dipenda più da una certa forma mentis che dalla realtà dei fatti. In Corea, ad esempio, sono sbalorditi della lentezza con cui facciamo le cose. Sono andato per la prima volta in quel Paese 25 anni fa e posso testimoniare che in questi ultimi tempi i coreani hanno fatto passi da gigante che noi neppure ci sogniamo. Sono capaci di costruire un ponte nel giro di un anno, grattacieli o infrastrutture in pochi mesi». Che cosa vuole dire esattamente? «Che in qualunque Paese del mondo esistono un governo e un’opposizione: ognuno ha il suo ruolo e ognuno lavora, magari con idee diverse, ma per 32 M C N.40 il bene comune dei cittadini che rappresenta. Da noi questo equilibrio è saltato, si è perso nella notte dei tempi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Appena possiamo denigriamo il nostro Paese, anche le cose che molti ci invidiano. Neppure quando siamo all’estero, siamo capaci di esaltare il nostro ruolo di nazione civile e ricca di realtà imprenditoriali di grande spessore. Anzi, spesso abbiamo l’abitudine di criticare anche quello che funziona perché, chi lo fa funzionare, non appartiene al nostro credo politico. Questo, purtroppo, succede solo da noi…». Una volta, le nostre vere ricchezze erano rappresentate dall’artigianato, dall’agricoltura e dal turismo. Se dovesse ricominciare tutto da capo, in quale campo si butterebbe? «Non avrei alcun dubbio: certamente nel turismo perché è una miniera d’oro che finora non siamo riusciti a sfruttare fino in fondo. Abbiamo un patrimonio turistico e culturale che il mondo ci invidia, eppure non siamo capaci di renderlo una vera risorsa per il Paese perché, anche in questo settore, le pastoie burocratiche sono infinite e non consentono di realizzare tutti quei progetti che attirerebbero, specialmente dall’estero, sempre più investitori. Purtroppo la burocrazia e gli interessi politici Sono oltre 150 le persone che lavorano in Promelit, nell’head quarter di Cinisello Balsamo ma anche nelle varie filiali dislocate su tutto il territorio italiano Lei è certamente un uomo dinamico che, da buon imprenditore, è sempre alla ricerca di nuove opportunità e di idee da sviluppare per far crescere la sua azienda: qual è il progetto a cui adesso sta lavorando? «Sto cercando di mettere insieme un consorzio di aziende medio-piccole per partecipare alle gare dell’Expo Milano, perché c’è il rischio che se le aggiudichino solo quelle più grosse. Questo gruppo, formato da una decina di realtà, si chiamerà probabilmente Consorzio Expo Milano e, anche se alcune di queste aziende sono concorrenti tra di loro, sono tutte dotate di esperienze e di intelligenze diverse che aumenteranno le chance - e lo dico in senso buono - di cogliere qualche opportunità di lavoro in più. Se ci presentassimo singolarmente davanti allo stesso interlocutore, queste probabilità certamente diminuirebbero. Il Consorzio avrà sede a Monza: una scelta non casuale dal momento che vogliamo insediarci nella nuova Provincia brianzola che ha una grossa realtà imprenditoriale capace di conquistare nuovi mercati unendo le forze, senza farci concorrenza l’uno con l’altro. Naturalmente, queste aziende hanno alle spalle una grande competenza nel settore delle telecomunicazioni, delle infrastrutture per videosorveglianza, delle protezioni attive e quelle passive, dei cablaggi, ecc…». Ha altre idee che le passano per la testa? «Una sì, ed è quella di costruire un progetto globale costituendo una multinazionale, magari facendo nuove acquisizioni e sbarcando su altri territori, anche molto lontani. Ma è un idea che non ha nulla di rivoluzionario perché fa parte del dna di qualunque imprenditore che si rispetti cercare di allargare i confini della propria azienda, farla crescere, cogliere le migliori opportunità che si presentano sui mercati». Ha mai pensato di entrare in politica? «Sì, ci ho pensato. Ma per fare politica seriamente occorre impegnarsi fino in fondo, trascurando anche i propri interessi personali: in questo momento sono troppo occupato a traghettare le mie aziende sulle sponde sicure del fiume che stiamo attraversando e che attualmente appare piuttosto agitato. Non è detto però che in un prossimo futuro non entri in politica cercando di mettere le mie esperienze di imprenditore al servizio della gente che, come me, ama il proprio Paese e soffre quando vive momenti di grande difficoltà come quello attuale». Danilo Marchiori con Gin, cucciolo di Labrador Quelle che ha sulla scrivania sono le foto dei suoi figli? «Sì, di Riccardo che ha 19 anni e di Alessandro che ne ha 25. Sono loro i continuatori della mia storia imprenditoriale, anche se vorrei che una volta terminata l’Università, facessero qualche esperienza all’estero prima di prendere in mano le redini dell’azienda». E sua moglie cosa ne pensa? «Anche lei è d’accordo con me. Mariangela è la mia compagna di vita da trent’anni: una donna forte e intelligente che ha sempre saputo sopravvivere alla mia irruenza, ma anche molto dolce, allegra e concreta che ha cresciuto i nostri figli in maniera esemplare, senza mai interferire nel mio lavoro e aiutandomi nei momenti di difficoltà. Stiamo molto bene insieme, ci compensiamo in tutto e abbiamo reso il nostro legame immune dai pericoli che spesso inquinano i rapporti tra due persone che vivono insieme da tanti anni». Allora, lei è un uomo veramente felice… «Sì e lo dico senza retorica. Amo il mio lavoro, ho una famiglia meravigliosa, apprezzo ogni aspetto, anche quello più semplice, della mia vita: che cosa potrei desiderare di più?». N.40 M C 33 IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI Pier Franco T Bertazzini «Monza, ora devi volare!» La parola al Professore monzese per eccellenza che si esprime su politica, arte e società. E ci rivela un sogno nel cassetto di Andrea Trentini foto Marco Brioschi 34 M C N.40 utti i monzesi lo chiamano “Professore”. Pier Franco Bertazzini è una bandiera della città briantea, un filo conduttore che ha legato gli ultimi 50 anni di vita politica e culturale, del quale tutti gli amministratori che si sono succeduti hanno sempre avuto grande rispetto e considerazione. Nato ad Asti il 5 febbraio del 1921 (ma monzese di adozione, essendosi trasferito in riva al Lambro nel 1928), professore di Italiano e Latino, Pier Franco Bertazzini è anche esperto d’arte (in particolare di pittura dell’800 e del ’900) e collabora con diverse testate giornalistiche, occupandosi di argomenti come educazione, storia locale e, per l’appunto, arte. Sindaco di Monza dal 1971 al 1976, Bertazzini è stato anche assessore e consigliere comunale in diverse giunte e ha lasciato la carriera politica nel 1983. Per quanto riguarda la carriera scolastica il suo nome è legato alla carica di preside in diversi istituti monzesi: alla media Bellani (1963/64), al Liceo Scientifico Frisi (dal 1970 al ’75), al Liceo Linguistico Porta dal ’76 al ’79, agli Artigianelli (1980 all’85) e, infine, al Liceo Linguistico Oxford, dal 1985 al 2000. “Giovannino d’oro” nel 1996, collabora con il Lions Club Monza Host dall’anno della sua fondazione (1976). Professor Bertazzini, per noi lei è in politica da sempre; ci sarà stato, però, un momento in cui ha cominciato: se lo ricorda? «Sono fiero di aver fatto il ’48, pochi si ricordano quei tempi, c’erano dure lotte politiche in quegli anni. Feci la tessera della Democrazia Cristiana in quel periodo, ma cominciai ad occuparmi di politica seriamente intorno al 1959. Erano gli anni > N.40 M C 35 IL CLUB DEI PROTAGONISTI della riforma della scuola media, io andai in giro a parlarne e cominciai a farmi conoscere dalla gente. Nel 1970 accettai di entrare in lista per il consiglio comunale e, come spesso capita in politica, mi fu affidato un assessorato lontano dalle mie esperienze: Economato e Partimonio». Poi un colpo di scena... «Dopo dieci mesi il sindaco in carica, Luigi Pavia, presentò le dimissioni e così presi il suo posto. Avrei dovuto essere un sindaco “balneare”, solo per il periodo estivo, e invece conclusi la legislatura fino al 1975. In quella successiva ricoprii la carica di assessore alla Cultura e poi fui consigliere comunale fino al 1983, quando decisi che era meglio lasciare. Trovo che il concetto “largo ai giovani” sia un criterio da adottare». Se dovesse darsi un aggettivo, per qualificarsi come politico, quale userebbe? «Mi sono sempre definito un politico di complemento, mai di carriera. Come altri miei colleghi di allora non ho mai chiesto il distaccamento dalla mia attività professionale, anche se avrei potuto. Ai miei tempi dominava una visione della politica come servizio temporaneo». Che differenze ci sono tra la politica di oggi e quella dei suoi tempi? «I problemi che la politica deve affrontare sono sempre gli stessi, quelli della casa, delle famiglie in difficoltà e così via. Ai miei tempi forse c’era più rispetto per gli avversari, oggi molto meno. Mi ricordo quando il capogruppo del Partito Comunista di quei tempi, Vladimiro Ferrari, si ammalò: in aula ci divideva tutto, ma io andai a trovarlo all’ospedale e sono sicuro che lui avrebbe fatto lo stesso con me». Qual è il politico monzese di oggi che le assomiglia di più? «E’ l’assessore Alfonso Di Lio: siamo simili dal punto di vista professionale (anche Di Lio è preside, Ndr) e personale. Inoltre siamo molto legati anche perchè fui tra i primi ad accoglierlo quando arrivò dalla Sicilia». Questo è un periodo di grandi cambiamenti per Monza, soprattutto dal punto di vista urbanistico: la variante al Pgt potrebbe cambiare volto alla città. Si parla di diventare un polo espositivo dell’Expo 2015. Cosa si 36 M C N.40 Il professor Bertazzini insieme al sindaco di Monza Marco Mariani augura per Monza in futuro, in previsione della Provincia? «Io ho un sogno: che si inserisca nel progetto dell’Expo la ristrutturazione della Villa Reale. Bisogna assolutamente valorizzare questa risorsa. Auspico che le varianti al Pgt diano finalmente a Monza la possibilità di volare alto e risolvano questioni per le quali occorrono scelte e somme di denaro importanti. Questo non è il momento economico migliore, ma si deve avere il coraggio di cambiare». Ha parlato di valorizzazione della Villa Reale, le attrazioni culturali sono forse poco considerate? «No, se parliamo del Museo e Tesoro del Duomo: è bellissimo e i Gaiani hanno ricevuto numerosi elogi per l’importanza dell’opera e per il valore del loro impegno. Tuttavia è un peccato che molte opere d’arte siano chiuse da decenni nei sotterranei della Villa Reale e nessuno possa vederle. Almeno ai miei tempi c’era una Pinacoteca all’Arengario!». Concludiamo con una domanda secca: un pregio e un difetto dei monzesi. «Il pregio: sicuramente i monzesi sono gente concreta e che lavora. Amando molto questa città, è difficile trovare dei difetti. Devo proprio dirne uno? Non aver mai avuto il coraggio di volare alto!». IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI Auguri Natale e Capodanno di speranza Ecco il 2009 che istituzioni e autorità auspicano per i monzesi CARLO EDOARDO VALLI Presidente dell’Associazione Industriali e della Camera di Commercio É innegabile che queste feste, a causa della crisi mondiale, non saranno come le altre, soprattutto per gli imprenditori brianzoli; tuttavia io credo che si può continuare pensare in maniera positiva, soprattutto per trasmettere gioia ai propri collaboratori, clienti e alla stessa famiglia. Auguro a tutti di trascorrere con serenità e ottimismo il tempo in famiglia, non ignorando quello che sta succedendo intorno a noi, ma non pensando che occorre da aspettare anni per rialzarsi: anche io ho grandi speranze nel nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non solo per gli sviluppi economici, ma per la grande rivoluzione culturale che attuerà proprio perché testimone di una cultura lontana. di Laura Marinaro - foto di Marco Brioschi U n Natale e un Capodanno diverso dagli altri, quelli che ci apprestiamo a festeggiare, forse un po’ sottotono rispetto al solito, ma pur sempre festività che i monzesi cercheranno di onorare come sempre con gioia e unione nelle famiglie. Almeno questo è quello che i personaggi istituzionali più importanti della città augurano a se stessi e ai propri concittadini. Ecco dunque i loro auguri per la città. MARCO MARIANI Sindaco di Monza Auguro alla città di Monza una variante al Pgt densa di opportunità per la città e l’avvio del Consorzio Villa Reale e Parco. Quest’ultimo garantirebbe, oltre al recupero monumentale del nostro tesoro, tantissimi posti di lavoro e introiti per alberghi, ristoranti ed esercizi commerciali, con il risultato di un estremo beneficio per tutti. Per il resto, auspico un nuovo anno in salute per tutti... e, perchè no, qualcosa di buono anche per me. DARIO ALLEVI Vicesindaco di Monza Abbiamo terminato il piano per la Cittadella dello Sport, che andrà deliberato nelle prossime settimane, quindi auguro che il 2009 veda l’inizio dei lavori per uno dei progetti più ambiziosi di questa città. Saremo un esempio per tutta l’Italia e avremo il primo stadio polifunzionale con tante altre strutture collaterali tali da garantire al pubblico sportivo una struttura davvero innovativa e assolutamente competitiva da tutti i punti di vista. I due anni di lavoro necessari alla realizzazione della Cittadella inizieranno proprio con l’arrivo del 2009, sarà quindi per me e, spero per tutti i monzesi, un Capodanno molto atteso. 38 M C N.40 MARTINA SASSOLI Assessore alle Politiche Giovanili Una manciata di giorni ci separa dall’arrivo del 2009, un anno importante che abbiamo tutti atteso a lungo, significativo perchè rappresenta il momento di arrivo in cui Monza e tutta la Brianza potranno godere dell’autonomia tanto agognata, ma anche il punto di partenza in cui insieme inizieremo il percorso di crescita indipendente della nostra Provincia. Un augurio a chi, in questi anni, ha dedicato il proprio lavoro, la passione e il tempo a far sì che la Provincia di Monza e Brianza diventasse una realtà solida e degna di essere tra le più importanti e produttive del nostro Paese e un augurio alla futura classe dirigente che sarà eletta a rappresentarci e a gestire il nuovo organismo. Infine un caloroso buon 2009 ai giovani che in un momento di difficoltà come quello che stiamo affrontando, devono essere pronti a raccogliere le sfide nel mondo del lavoro. LUIGI NARDI Presidente dell’Unione Commercianti Auguro a tutti i monzesi un po’ di ottimismo, purtroppo le previsioni per il prossimo anno sono nere e la preoccupazione, anche tra i commercianti, esiste ed è reale. Ma l’ottimismo, come lettura della vita, è fondamentale. Il prossimo anno sarà cruciale per la Brianza grazie alla nascita della Provincia, per questo auguro un’elezione serena di un presidente forte. E spero che noi commercianti possiamo realizzare il progetto dei distretti urbani commerciali, con i quali riporteremo la vita nel centro storico nostra bella Monza. MATTEO PARRAVICINI Presidente dei Giovani Industriali di Monza e Brianza Il mio augurio è che dopo la tempesta vissuta recentemente sui mercati mondiali, arrivi la quiete. Visto che la storia è sempre andata avanti superando cicli e ricicli di crisi, spero che questo anno nero per tutti i monzesi e i brianzoli, non solo per gli imprenditori, temrini bene e ci si rivolga verso un nuovo ciclo di sviluppo territoriale. Quello su cui proprio noi giovani dobbiamo puntare è produrre ed esportare il nostro Made in Brianza come eccellenza nel mondo: sono certo che ce la faremo! N.40 M C 39 IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI PIETRO MAZZO Presidente dell’Unione Società Sportive Monzesi L’anno trascorso per lo sport monzese è stato abbastanza tranquillo nella gestione delle nostre società sportive, tuttavia il mio augurio è che con l’arrivo della nuova Provincia anche gli sportivi abbiano dei vantaggi non tanto economici, ma soprattutto di promozione delle nostre attività. Inoltre auguro ai nostri atleti tanta salute e che si realizzino i loro sogni di vittoria e che il progetto di Cittadella dello Sport che ci è stato promesso si realizzi nel migliore dei modi... anzi prometto che vigileremo attentamente perché questo accada. ANNAMARIA DI ORESTE Presidente del Tribunale di Monza È da poco che vivo a Monza ma l’ho trovata davvero bella e soprattutto molto indipendente da Milano! Auguro a tutti i monzesi e ai brianzoli, che diventeranno parte della nuova Provincia, di avere anche un nuovo Tribunale più efficiente e più funzionale soprattutto nei confronti dei cittadini: oggi, purtroppo, la struttura soffre di gravi problemi di sicurezza e non solo. Spero che Ministero e Comune di Monza possano ascoltarci. La mia ricetta? Eliminare la carta che ci seppellisce e informatizzare gli archivi. MARCELLO FONTANESI Rettore dell’Università Milano-Bicocca Il mio augurio per il 2009 è che l’Università degli Studi di MilanoBicocca e, in particolare, il nostro Campus di Monza diventino sempre più un punto di riferimento culturale e scientifico per tutta la comunità monzese e brianzola. Vogliamo essere al fianco degli studenti, delle loro famiglie, delle imprese e delle istituzioni nelle sfide locali e internazionali che ci attendono. Regione Lombardia Brianza, locus amoenus L’assessorato di Massimo Zanello è impegnato in un ambizioso progetto di riqualificazione del patrimonio delle residenze lombarde di Francesco Pozzi - foto di Marco Brioschi A rte, tradizione e storia si incontrano nelle numerose ville gentilizie sparse sul territorio lombardo. Tra le 209 che si contano solo nella zona a Nord di Milano, molte sono quelle presenti sul territorio brianzolo, che nei secoli scorsi fu un vero e proprio luogo di delizie e che vede il suo apice nella Villa Reale di Monza. L’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, Massimo Zanello, crede fortemente nelle potenzialità ancora inespresse di questa eredità, tanto da farsi promotore di un circuito finalizzato alla loro valorizzazione. Su quali attività punta l’Assessorato? «Si parte da un’accurata operazione di sostegno ai Comuni, che devono essere affiancati in operazioni di recupero realmente efficaci. Questo non significa che basta aprire queste strutture per manifestazioni ed eventi, ma occorre definirne con chiarezza la destinazione d’uso, che deve essere sempre studiata nel rispetto del contesto storico e culturale del luogo. Inoltre stiamo lavorando alla realizzazione di un Sistema culturale integrato per la valorizzazione delle Ville del Nord-Milano, che collegherà tutti i proprietari e i referenti delle istituzioni locali». Buona parte del recupero e delle attività di riqualificazione viene svolta da privati. Come giudica questi interventi? «Positivamente, anche se occorre sottolineare che, quando affrontiamo operazioni di restauro di beni come questi, i nostri interlocutori sono principalmente due: gli ereditieri che, forti di una lunga gestione di famiglia, riescono a restaurare le ville soprattutto a scopo residenziale, e gli enti istituzionali, come banche e aziende, che creano centri per i dipendenti o sedi di rappresentanza. In genere si tratta di ottime iniziative e il nostro compito non può essere che quello di dare il massimo risalto agli interventi realizzati». Un’altra regione famosa in tutto il mondo per le sue ville è il Veneto: come viene vissuto questo confronto? «Probabilmente le ville venete sono conosciute più di quelle lombarde. Tuttavia, credo che dal punto di vista qualitativo e delle potenzialità siamo alla pari: loro hanno il Palladio, noi il Piermarini... Spero che in futuro si possano stabilire connessioni anche con altri sistemi, ad esempio sfruttando l’asse del fiume Po, che potrebbe essere il filo conduttore di un percorso storico, artistico e culturale ricco di sfumature». Sullo sfondo, Villa Tittoni Traversi di Desio. Sotto, l’assessore Massimo Zanello DON SILVANO PROVASI Arciprete del Duomo di Monza Auguro all’amata Monza di vivere e celebrare il Natale come una festa che non può essere improvvisata né enfatizzata da coreografie che tendono ad estraniarne il Mistero. Importante per la famiglia è la liturgia dell’attesa dell’incontro con il Signore. Una liturgia semplice, luminosamente religiosa, capace di interrogare ed interessare anche chi dice di non credere o sta percorrendo altre strade per incontrare Dio. Auguro ad ogni cittadino e a chi desidera diventarlo, di potersi fermare a pensare, in questo tempo, per capire e valutare le fatiche e le opportunità della crisi che ci sta davanti. Una crisi economica che ci può aprire gli occhi ed il cuore verso un nuovo stile di vita personale e sociale. 40 M C N.40 N.40 M C 41 IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI Titti e Franco Gaiani L’arte sposa la vita I Ad un anno dall’inaugurazione, il Museo e Tesoro del Duomo raggiunge i 40 mila visitatori. Un successo che porta la firma di una coppia speciale di Sara Re foto di Marco Brioschi l nome di Titti Giansoldati Gaiani e di suo marito Franco, a Monza e non solo, sono sinonimo di mecenatismo. Di più: di passione per la cultura, di attivismo senza risparmio di energie, di generosità. Dai cittadini alle istituzioni, dal mondo della cultura a quello dell’associazionismo, tutti riconoscono alla coppia Gaiani un grande coraggio, quello di aver creduto da sempre e concretamente nelle ricchezze culturali del territorio e, credendoci, hanno posto alla città una sfida: istituire un museo in grado di valorizzare davvero questo patrimonio. Una sfida vinta la loro grazie alla creazione del Museo e Tesoro del Duomo, inaugurato un anno fa e oggi gestito dalla Fondazione che porta il loro nome. Eppure tanto resta ancora da fare. Signora Gaiani, associazioni, comitati, convegni, campagne… Non c’è promozione culturale che non la veda protagonista. Questo attivismo ha sempre fatto parte della sua natura o è maturato nel corso degli anni? «Più che attivismo, lo definirei spirito di servizio! Nel 1970 sono stata invitata a far parte del Soroptimist International Club di Monza e ho avuto la possibilità di conoscere più da vicino la realtà monzese e i suoi bisogni. Da lì, > 42 M C N.40 N.40 M C 43 IL CLUB DEI PROTAGONISTI grazie proprio a questo Club del quale ancora sono socia, ho potuto mettere a disposizione la professionalità maturata nelle mie esperienze imprenditoriali, nonché realizzare progetti concreti. I comitati e le associazioni arrivate in seguito sono il frutto di un lavoro di équipe con tutti coloro che hanno creduto in iniziative e progetti culturali atti a tutelare, valorizzare e sostenere il patrimonio culturale del nostro territorio. Sono ormai convinta che senza una cornucopia di eccellenze concentrata su uno stesso obiettivo non avremmo potuto creare niente di costruttivo». Come vive la sua immagine pubblica di moderno mecenate? «L’atto di mecenatismo che mio marito ed io abbiamo realizzato in questi ultimi anni non ha avuto e non avrà mai lo scopo di rendere pubblica la nostra immagine. Si tratta di un atto di “amore” per la città di Monza ed è frutto della nostra grande passione per l’arte. Il Museo, come “contenitore” e “istituzione” ci rappresenta molto, perché in questa avventura abbiamo potuto concentrare le nostre professionalità e metterle al servizio degli altri». Nel privato, invece, che tipo di donna è? «In privato? Non vedo che differenza possa esserci! Sono una persona normale, come tante altre donne che conciliano il lavoro con la famiglia e la vita di tutti i giorni!». La Fondazione Gaiani, di cui suo marito è presidente, è attualmente impegnata anche nel recupero della Cappella degli Zavattari. «Il progetto di recupero richiede un enorme impegno economico a causa degli irreversibili danni e gli estesi distacchi di intonaco verificatisi negli ultimi anni. Con questo intervento sarà anche possibile approfondire le conoscenze fino ad oggi raggiunte sulle tecniche pittoriche utilizzate a metà del XV secolo e lo stato di identificazione e di attribuzione delle varie mani che si alternarono durante la realizzazione di questa splendida opera. La Fondazione ha fatto da traino: il World Monument Found si è interessato al progetto della Cappella eleggendolo “Progetto dell’anno 2008” e mettendo a disposizione i primi fondi che, uniti a quelli di Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo, consentiranno alla Fondazione Gaiani di intraprendere i restauri». 44 M C N.40 LA FONDAZIONE GAIANI dida aldida dida L’ingegnere Franco Gaiani è presidente della Fondazione Dida intitolata dida dida dida padre Carlo e nata con lo scopo di perseguire «l’intento di far conoscere, di Dida dida dida dida valorizzare e custodire le testimonianze della storia, dell’arte e della fede». dida dida dida dida dida dida Quando è stata istituita la Fondazione e con quali scopi? «Oltre alla realizzazione del Museo e Tesoro del Duomo di Monza, fummo da subito convinti che fosse indispensabile istituire un ente in grado di gestire il Museo e garantire la tutela necessaria alle opere. Così, nel gennaio 2008, è stata ufficializzata e riconosciuta dalla Regione Lombardia la nascita della Fondazione Gaiani, di cui sono Presidente». Che interesse riscontra questa istituzione da parte dei cittadini? «Il Museo è qualcosa di complesso: è permanente, è un’istituzione, ma allo stesso tempo è in continua evoluzione. Non nego però che, pensando alle intenzioni con cui lo abbiamo realizzato, spero che diventi sempre più un luogo di aggregazione, di ricerca, un polo culturale in continua evoluzione e fermento, a disposizione di tutti». Ha notato un cambiamento nell’atteggiamento dei cittadini verso ciò che è cultura? «Non credo che “cambiamento” sia il termine adatto, ma maggiore interessamento ed entusiasmo verso il territorio e noi abbiamo messo a disposizione di tutti questo patrimonio in modo nuovo». In queste “avventure culturali” lei e suo marito siete sempre insieme. Come vivete la quotidianità di questi progetti, così complessi ma, al contempo, così affascinanti? «È bello condividere gli stessi ideali e obiettivi, tanto più se si lavora unitamente come due perfetti “compagni di lavoro”. I ruoli ci consentono di mantenere l’obiettività preziosa nell’arte». Titti e Franco Gaiani sono entrambi attivissimi nell’ambito dell’associazionismo e della vita culturale cittadina.Titti Gaiani, in particolare, nel 2001 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per il suo grande impegno culturale Nella pagina precedente, Titti Gaiani fotografata tra alcuni dei capolavori conservati nel Museo e Tesoro del Duomo di Monza AL RISTORANTE SAINT GEORGES PREMIER L’ATMOSFERA DEL NATALE SI VESTE DI ELEGANZA Saremo chiusi per le festività natalizie dal 29 dicembre al 14 gennaio PREMIO MERCURIO D’ORO Saint Georges Premier Via Vedano, 7 – 20052 Monza Tel. +39 039 320 600 – Fax +39 039 360 298 www.saintgeorges.it – [email protected] Ingresso Porta Vedano/Autodromo – Chiuso il Martedì IL CLUB DEI PROTAGONISTI ai servizi segreti che indagavano sul rapimento ma, purtroppo, non ci fu nulla fare». Sergio Biraghi Una vita in mare per l’Italia N I racconti dell’Ammiraglio milanese, ex Capo di Stato Maggiore della Marina di Toni Liguori ato nella capitale della Pianura Padana 67 anni fa, ma attratto “fatalmente” dal mare, ha trascorso quasi tutta la vita sulle navi. E quell’attrazione ha portato l’Ammiraglio Sergio Biraghi, milanese doc, prima all’Accademia Navale di Livorno e poi a girare il mondo in lungo e in largo al servizio della nostra Marina Militare di cui è diventato Capo di Stato Maggiore. Lei è stato consigliere Militare del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, oltre che Capo di Stato Maggiore della Marina Militare maturando numerose esperienze in ruoli delicati, soprattutto in periodi travagliati della nostra storia nazionale: qual è quello che ricorda con più nostalgia e dolore? «Conservo nel mio cuore ogni attimo trascorso in Marina, ma i momenti più esaltanti, a parte quelli vissuti al fianco del Presidente Ciampi, sono gli innumerevoli viaggi al comando di navi tecnologicamente perfette. Tra queste la traversata fino a Chicago, percorrendo il Saint Lawrence Seaway, un sistema di canali navigabili che collega il Canada agli Stati Uniti: un viaggio avventuroso che per ogni marinaio può essere l’esperienza più significativa della vita. Il periodo più brutto, invece, risale al rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Allora come esperto crittografo fui chiamato da Francesco Cossiga a dare una mano 46 M C N.40 È vero che è stato lei a portare il sommergibile Toti a Milano? «Certo e ne vado fiero, perché è stato il primo sogno che ho potuto realizzare quando sono diventato Capo di Stato Maggiore. Mi dispiaceva vedere un gioiello come il Toti abbandonato a Cremona perché mancavano i fondi per trasferirlo in una sede più consona al suo glorioso passato. L’impresa sembrava impossibile, ma io ho sempre amato le sfide e quella l’ho vinta con l’aiuto dell’amministrazione pubblica milanese e con la generosità di tanti sponsor che hanno condiviso il progetto. Ora il Toti è esposto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e per poterlo ammirare la gente si prenota con tre mesi di anticipo: è stata per me un’enorme soddisfazione». Lei ha sempre occupato posizioni di rilievo in seno alla Marina Militare e il suo ruolo le ha consentito di vivere in prima persona i momenti cruciali della storia recente: che cosa ne pensa della guerra in Iraq, si poteva evitare? «È difficile rispondere perché, dopo quel maledetto 11 settembre, si stava creando un cordone pericolosissimo tra i paesi più integralisti del mondo arabo; l’America aveva molte ragioni per spezzarlo. Forse, visti anche i risultati ottenuti fino ad oggi, sarebbe stato più efficace intervenire radicalmente e prendere il controllo di quel Paese, per poi riportarlo alla normalità. La situazione, però, è sfuggita di mano e non sarà facile risolverla in tempi brevi. Personalmente, ho avuto molti contatti con la marina irachena, che sta rinascendo e che sta acquistando alcune navi italiane per utilizzarle nei servizi di pattugliamento». “ IL CLUB DEI PROTAGONISTI Aver regalato il sommergibile Toti alla città di Milano, strappandolo all’abbandono, è stata la mia più grande soddisfazione tecnologico e operativo abbiamo la capacità di muoverci in tutti i mari del mondo esattamente come loro e, in alcuni casi, anche meglio. Come Marina Militare siamo tra i top five al mondo e nel Mediterraneo rappresentiamo un punto di riferimento per tutti. Per essere più chiari, controlliamo la sicurezza, il traffico e tutto ciò che succede in quell’area che è considerata tra le più > Sergio Biraghi, 67 anni, milanese, è stato Capo di Stato Maggiore della Marina Militare italiana Esiste il pericolo che scoppi un altro conflitto mondiale? «Non a breve. Lo squilibrio militare tra le grandi potenze è troppo rilevante perché qualcuno possa rischiare di uscire sconfitto. Ciò che mi preoccupa è il prolificare di guerre locali che, allargandosi dai loro confini, potrebbero costringere le grandi potenze ad intervenire». Mi risponda sinceramente: che cosa ne pensa della nostra Marina Militare? «Noi non abbiamo una flotta navale grande come quella americana, inglese o francese, ma a livello N.40 M C 47 IL CLUB DEI PROTAGONISTI calde del mondo. Sono fiero di essere stato uno dei protagonisti di questa operazione che vede collaborare fattivamente tra di loro 19 marine battenti bandiere siriana, egiziana, israeliana, francese, americana, ed altre ancora, sotto il nostro diretto controllo». Recentemente lei è venuto allo Sporting Club di Monza ad intrattenere più di 300 imprenditori brianzoli su un argomento singolare come la storia moderna della nostra Marina Militare. Come le è venuta questa idea? «A dire la verità è stata un’idea del mio carissimo amico Guido Nori che io ho accettato molto volentieri. Ci siamo conosciuti all’Accademia Militare di Livorno e non ci siamo mai persi di vista. Io sono un milanese purosangue e amo moltissimo questa terra ricca di talenti che tutto il mondo ci invidia e alla quale sono rimasto sempre legato: parlare davanti a un pubblico così attento e preparato è stato per me motivo di grande soddisfazione». Ammiraglio Biraghi, non penso che lei ora che non è più in servizio attivo trascorra le sue giornate come una persona “normale”: non me la vedo alzarsi la mattina, bere il caffè e leggere il giornale in attesa che arrivi sera... «Bevo il caffè, leggo il giornale ma faccio anche qualcos’altro… In questo momento sto organizzando lo sbarco della Fincantieri in America. Stiamo formalizzando una serie di accordi per acquisire dei cantieri sul luogo e per costruire navi da guerra per la Marina Americana. Come ogni sbarco che si rispetti, abbiamo preparato bene il terreno per questa nostra pacifica invasione ed ora che siamo vicinissimi alla meta credo proprio che il nostro Paese ne trarrà grandi benefici». Che cosa direbbe ai giovani per spingerli ad arruolarsi in Marina? «Più che spingerli ad arruolarsi in Marina, cercherei di convincerli ad avvicinarsi al mare, perché si possono vivere esperienze straordinarie. Si può iniziare fin da bambini, imparando a veleggiare, magari iscrivendosi a un circolo di vela: ci sono ottimi maestri anche nelle città di pianura. Se poi proprio si vuole intraprendere la carriera militare e diventare ufficiale di Marina, si avrà la possibilità di imparare un mestiere affascinante e girare il mondo, misurandosi ogni giorno con se stesso e scoprendo la natura, ma anche le culture lontane». 48 M C N.40 Sopra, l’Ammiraglio Biraghi con i giovani del Rotaract Monza. Sotto, il sottomarino Toti nel Museo della Scienza e della Tecnica I In uno show-room di 1200 mq proponiamo una selezione di mobili d’antiquariato, ’700 e ’800, tappeti orientali, quadri d’epoca ed oggetti d’arte, tutto corredato con garanzia di autenticità, dove certamente scoprirete il “pezzo unico” che cercavate per personalizzare la Vostra casa. BORGO ANTICO by Fortuzzi Via Nazionale dei Giovi, 9 20030 Bovisio Masciago (Mi) Tel. 0362.558321 - Fax 0362.559366 www.borgoantico.info IL CLUB DEI PROTAGONISTI IL CLUB DEI PROTAGONISTI Bruno Santamaria Se potesse scegliere, rinascerebbe nell’Ottocento Look Ad ognuno il suo Dismessi per qualche istante i panni professionali e istituzionali, quattro personaggi monzesi raccontano come hanno modellato il loro abbigliamento perché diventasse specchio del loro carattere di Chiara Bramati - foto di Marco Brioschi Orecchini: in oro etiope, rappresentano il sole Stola: volpe grigia di Barni, pellicciaio di Monza. Usa sempre e solo stole, non cappotti, perché è come ricevere un caldo abbraccio Abito: in Lana di Lorenzo Riva, maniche ¾. si veste sempre da lui perché ha uno stile molto femminile, elegante e raffinato Quanto c’è di lei nel suo abbigliamento? «Molto, mi piace indossare l’abito che sento mio. Non sono appassionata delle mode che cambiano, ma ho un guardaroba molto ricco che mi rappresenta appieno: la mia passionalità e la mia femminilità risaltano perfettamente nei miei abiti; li scelgo adatti al mio corpo, in grado di esaltare le mie forme come in un abbraccio» Anello: indossato sul mignolo, è un pavè di brillanti che rappresenta il suo carattere: duro, luminoso, essenziale nella bellezza M C N.40 Spilla all’occhiello della giacca: distintivo del Lions Club Monza Host Papillon: acquistato, come tutti quelli che possiede, nello storico negozio Marinella di Napoli Scarpe: artigianali, su misura. Sempre in cuoio Livia Porta Orecchini: di perle, che illuminano il viso Il caldo abbraccio degli abiti da cui si lascia avvolgere Scarpa: Miu Miu 50 Quale è l’accessorio cult per le prossime vacanze natalizie? «Nell’armadio, a parte i miei papillon, sicuramente l’ascot di seta, classico foulard da uomo in voga nel XIX secolo che non deve mai mancare in valigia. I papillon preferisco lasciarli a casa». Lucia Arizzi Cosa non manca mai nel suo armadio e nelle valigie dei suoi viaggi? «Nell’armadio sicuramente i guanti, ne ho a centinaia, nella mia valigia, che poi è sempre uno zaino, data la particolarità dei miei viaggi, non mancano mai capi monouso e il mio inseparabile binocolo». Bracciale: regalo del papà alla mamma che lei ha ereditato. In oro lavorato anni ‘40 Abito: su misura, di sartoria. Giacca sempre due bottoni, per lasciare lo spazio al papillon Orologio: In che modo le sue scelte di look la rendono unico? Patek Philippe Calatrava, «Per il gusto dell’eleganza e della tradizione; mi piace molto piatto, per non rovinare i polsini delle camicie essere classico nell’abbigliamento e allo stesso tempo avere un elemento che evidenzi la mia peculiarità. Nel mio caso è il papillon; da giovane mi colpì molto Bracciale: degli orafi di Bassano una foto del fratello di mia nonna materna che lo Balestra 1882. Regalo della moglie per il indossava; affascinato dall’eleganza che emanava matrimonio quell’uomo, cominciai ad indossarlo anch’io». Un mix vincente per un look molto personale Fusciacca: Hermes, regalo di un’amica Bracciale: realizzato da artigiani milanesi Collana: presa al mercato di Saint Tropez, regalo di un’ amica Maglia: acquistata al mercato del cachemire di Forte dei Marmi Dario Allevi Che cosa racconta di lei il suo abbigliamento? «Sono una persona classica e conservatrice, non amo i fronzoli e le mode estreme, ma nel classico mi piace essere aggiornato e riversare, anche nell’abbigliamento, i cambiamenti della mia vita. Ad esempio in coincidenza con il mio nuovo ruolo istituzionale uso meno la cravatta in modo da essere elegante ma sportivo al tempo stesso» Nel suo armadio e nelle valigie delle prossime festività, cosa non deve mancare? «Nell’armadio sicuramente le camicie bianche e nella valigia un paio di jeans, un capo indispensabile». Un capo o un accessorio che non devono mancare mai nel suo armadio o nella valigia? «Non ho passioni particolari, per me tutto è uguale: ogni cosa mi serve, ma nessuna è indispensabile. Rinuncio a tutto tranne che ai libri, uno, due, dieci». Cappotto: La Fabrique, in lana cotta, regalo dell’ex marito Classicamente alla moda, impeccabile in ogni occasione In che modo il suo look rispecchia la sua personalità? «In generale prediligo unire linee geometriche e colore in modo da riversare anche nell’abbigliamento il mio modo di essere: razionale, per formazione culturale e professionale, però mai banale e che ama condire la razionalità con tanta fantasia». Camicia: Brian&Barry, sempre bianca e con i bottoni delle maniche slacciati e le cifre Bracciale: Tricolore porta fortuna, proviene dalle ultime elezioni politiche, quando con l’unione di varie forze politiche nel PDL, Ignazio La Russa lo donò agli appartenenti ad AN perché si riconoscessero all’interno dell’alleanza Orologio: Rolex Submariner con datario Cravatta: di Marinella, regalo di Natale Abito: gessato di Cantarelli acquistato da Brian&Barry N.40 M C 51 MONZA young MUSICA Dj session sotto le stelle ROLEX DAY DATE II L’oggetto del desiderio EVENTI Un Parco pieno di misteri MIRKO DAMASCO Al servizio degli altri MONZA YOUNG MONZA YOUNG Mirko Damasco Nato per soccorrere accomuna un po’ tutti è la volontà di dare un maggiore senso alla propria vita, concretizzando quella vocazione umanitaria che una volta espressa serve anche a gratificare se stessi». Il vicesindaco Dario Allevi insieme a Mirko Damasco durante l’inaugurazione della nuova sede della Cri Di recente la Croce Rossa Italiana è stata commissariata dal Governo: qual è il suo stato d’animo? «Purtroppo non è dei migliori, anche se, per dovere di cronaca, devo sottolineare che negli ultimi trent’anni la CRI è stata commissariata almeno 21 volte. Naturalmente, noi non siamo assolutamente coinvolti in questa brutta storia e dobbiamo andare avanti lo stesso, continuando a fare il nostro dovere con l’entusiasmo e l’onestà professionale che da sempre caratterizzano il nostro lavoro. Quello che facciamo qui a Monza è sotto gli occhi di tutti e sono certo che i cittadini continueranno a giudicarci solo per questo. E poi, mi creda, i nostri bilanci sono così trasparenti che non c’è un movimento contabile, anche di un solo euro, che non venga documentato in ogni dettaglio». Quando il volontariato diventa quasi un lavoro. Perché i buoni sentimenti non si manifestano solo in occasione del Natale… di Toni Liguori foto di Marco Brioschi D a pochissimi mesi Mirko Damasco è stato eletto Presidente della Croce Rossa Italiana, Comitato locale di Monza, un’organizzazione che esiste fin dal 1937 e che conta 15 dipendenti e più di 280 volontari. Un impegno che lui vive come una missione, che lo rende un esempio per tanti giovani e che non gli impedisce comunque di vivere una vita intensa e divertente come qualsiasi altro coetaneo.C Presidente della Croce Rossa di Monza a soli 29 anni: non è un impegno troppo gravoso per un giovane della sua età? «È un impegno gravoso per tutti coloro che, indipendentemente dall’età, volessero assumere questo incarico. Comunque, un po’ d’esperienza l’avevo già, perché entrai in Croce Rossa come volontario quando avevo solo 18 anni». Cosa l’ha spinta a dedicarsi al volontariato con tanta passione? «Se rivolgesse la stessa domanda a mille persone ognuno le darebbe una risposta diversa. Le motivazioni possono essere tante, ma credo che quella che 54 M C N.40 Il giovane presidente ha traghettato dipendenti e volontari nei locali di via Piave 11 appena ristrutturati Quali sono i problemi più urgenti che ha dovuto affrontare da quando è stato eletto? «Abbiamo cercato di rafforzare la nostra immagine esterna e aumentato le donazioni mettendo in cantiere una serie di progetti che a poco a poco si stanno concretizzando. Tra questi, quello di trovare una sede definitiva perché da quando ci hanno sfrattato dal vecchio Ospedale abbiamo traslocato nello stabile di via Piave 11, dove paghiamo un affitto abbastanza oneroso; la sede è stata inaugurata lo scorso 23 novembre. In effetti la nostra sede storica di via Pacinotti ci avrebbe consentito di aggirare il problema del costo ma, purtroppo, è stata dichiarata inagibile e per rimetterla in sesto occorrono parecchi soldi». La generosità dei monzesi è proverbiale: è possibile che nessuno vi aiuti? «I monzesi hanno un cuore grande come il mare e molti ci sostengono con le loro donazioni, senza le quali ci troveremmo in serie difficoltà. Però per ristrutturare la nostra vecchia sede è necessario l’aiuto di tutti, dagli imprenditori alle forze politiche ai semplici cittadini, che dovrebbero fare uno sforzo ancora più importante per permetterci di realizzare un progetto che renderebbe la sede della Croce Rossa di Monza veramente degna del nome che porta». > N.40 M C 55 MONZA YOUNG Quando un’ambulanza corre a sirene spiegate si pensa subito alla Croce Rossa, ma quante ambulanze avete veramente? «In effetti abbiamo una sola ambulanza a disposizione del 118 in servizio tutto l’anno 24 ore su 24: di giorno è gestita dai nostri dipendenti, mentre di notte, i sabato e i festivi dai nostri volontari. Naturalmente, i nostri servizi non si limitano al soccorso dei pazienti con le autoambulanze, ma spaziano in altre attività socioassistenziali che ogni giorno aumentano e che hanno lo scopo di venire incontro ai bisogni dei cittadini meno abbienti: è vero che Monza è una città ricca ma, purtroppo, ha delle sacche di povertà non indifferenti e sempre più vaste». Ventinove anni, Mirko Damasco che da tempo presta servizio come volontario, è alla guida del comitato locale della Croce Rossa Italiana Segno zodiacale: Bilancia Ultimo viaggio: Australia Prossima meta: per il viaggio di nozze, forse andrà in Messico Libro preferito: “Cosa sognano i pesci rossi” di Marco Venturino Musica: di tutti i tipi Canzone preferita: “A te” di Jovanotti Film Preferito: tra tanti, “La stanza del figlio” Cucina: italiana e orientale Svaghi: lettura, cinema, amici Sport: poco, a volte nuoto Sogno: riportare la Croce Rossa ai suoi fasti M C N.40 CON CONDUCENTE AUTO PRIVATA CON AUTISTA MILANO MONZA TUTTE LE DESTINAZIONI Voi come intervenite? «A parte la normale attività che vede impegnati tutti i giorni e su vari fronti i nostri generosi volontari - da quelli che operano sulle ambulanze, alle Crocerossine, ai giovani Pionieri, alle infermiere presenti negli ospedali - abbiamo attivato una serie di servizi che sono già in funzione e che, naturalmente, andranno potenziati e resi ancora più efficienti». Mirko 56 AUTONOLEGGIO Quali sono i più importanti? «A mio avviso, tutti sono importanti, ma quelli che vanno incontro alle fasce sempre più numerose dei nuovi poveri e degli emarginati sono l’ambulatorio gestito dalle infermiere volontarie, aperto gratuitamente tutti giorni dalla 17 alle 18.30; la distribuzione della “borsa della spesa” effettuata ogni mese agli indigenti che non ce la fanno neppure a comprare il minimo necessario per sopravvivere; l’aiuto che, in collaborazione con la sede di Sesto San Giovanni e di altre associazioni che operano nell’hinterland milanese, offriamo a quelli che vivono per la strada, dando loro generi di conforto come coperte, vestiti e bevande calde per ristorarsi e, possibilmente, anche un sostegno psicologico perché possano, almeno per un attimo, ritrovare la gioia di un sorriso». Immagino che le rimanga poco tempo per la sua vita privata… «In effetti pochissimo, ma i miei progetti sono uguali a quelli di tanti giovani della mia età. Tra un po’ mi laureerò in Medicina e in febbraio mi sposerò: come vede ho anche altri interessi». TRASFERIMENTI PER AEROPORTI SERVIZI AZIENDALI SERVIZI PERSONALIZZATI TURISMO WE SPEAK ENGLISH Ing. MISHA JANKOVIC w w w. c l a s s l i m o . i t - i n f o @ c l a s s l i m o . i t Ha mai pensato di entrare in politica? «Per adesso no, domani si vedrà». C e l l . 3 3 3 . 1 7 2 11 6 9 - Te l . e F a x 0 3 9 4 9 2 2 3 9 V i a P r a d a , 4 0 - 2 0 0 5 7 Ve d a n o a l L a m b r o ( M I ) MONZA YOUNG LAST PLANET Monza Oggetto del desiderio Rolex Day Date II Quattro modelli per un orologio di successo che unisce tecnologia a bellezza Vuoi passare una serata diversa e divertente? Cerchi un’idea regalo speciale? Il computer fa i capricci o è pieno di virus? I TUOI AMICI, I TUOI REGALI, IL TUO LAVORO Game Center è sinonimo di divertimento e tecnologia. È un punto di incontro tra divertimento, tecnologia, professionalità e passione. Partecipare a sessioni di gioco condivise in tanti giocatori, collaborando o sfidandoli in gare di moto e auto, guerra simulata, volo o giochi strategici o di intelligenza. Giocare insieme o contro amici, coetanei e campioni di tutto il mondo, prendere parte a sfide, tornei, eventi e fiere. Tornare bimbi per una volta, desiderando o regalando anche il pezzo vintage da collezione, legato al mondo dei fumetti, film e videogames. Poter contare su una consulenza informatica di alto livello e un punto di riferimento per la manutenzione o acquisto del proprio PC. IDEE REGALO, COLLEZIONISMO, MANGA, ROBOT, STATUE USA E GIAPPONESI, GIOCA: FINO A 16 GIOCATORI CON PC PS3 Wii N el 1956 fu il primo orologio al mondo ad indicare a tutte lettere il giorno della settimana, diventando il simbolo delle persone di successo. Il celebre Rolex DayDate oggi, con l’Oyster Perpetual Day Date II scrive un nuovo capitolo della storia dedicata all’eccellenza e al prestigio della più blasonata casa di orologeria al mondo. E lo fa con quattro nuovi modelli nati per essere ammirati e desiderati, ma ricercati soprattutto dagli uomini che esigono in un orologio eleganza e tecnologia insieme. Dal punto di vista tecnico da sottolineare che la precisione cronometrica e l’affidabilità del Day Date II sono garantite grazie al movimento 3156, interamente progettato e realizzato da Rolex, dalla spirale Parachrom, un sistema resistente ad urti e campi magnetici e alla protezione Paraflex dei quali è dotata la cassa. La cassa, del diametro di 41 millimetri, è pratica e ricavata da un unico blocco di oro giallo, bianco ed Everose 18 carati o platino, con lunetta zigrinata o liscia e può resistere nell’acqua ad una profondità di 100 metri. Il cronometro è certificato dal Control Office Suisse des Chronometres e ha un’autonomia di 48 ore. L’estetica si arricchisce di una gamma di quadranti dal design moderno e classico, mentre il bracciale Super-President con chiusura invisibile Crownclasp è estremamente confortevole e raffinato. Veniamo ai modelli: il primo con cassa in platino e lunetta liscia presenta un quadrante nero opaco con cifre arabe: nere, o, in alternativa, blu ghiaccio con cifre romane; il secondo modello, con cassa in oro giallo e lunetta zigrinata ha il quadrante in avorio con cifre arabe; il modello con cassa in Everose 18 ct. presenta la lunetta zigrinata e il quadrante rosa con cifre romane e infine il modello con cassa in oro bianco 18 ct., con lunetta zigrinata, ha il quadrante avorio con cifre romane. LAST PLANET Monza - www.lpmonza.com 039 2308316 - via Sempione, 17 - MONZA N.40 M C 59 MONZA YOUNG MONZA YOUNG Misteri esoterici Caccia notturna nei Giardini Reali Grande successo per l’iniziativa organizzata lo scorso 25 ottobre dall’Assessorato alle Politiche Giovanili di Sara Franchini - foto di Marco Brioschi A ndare a “caccia” dei tesori del Giardino e del Parco Reale divisi in squadre e insieme ad una serie di comparse in abiti d’epoca. Una caccia al tesoro davvero speciale quella promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Monza, lo scorso 25 ottobre, dedicata ai giovani tra i 18 e i 35 anni d’età. Ad organizzarla è stato il centro Studi Sintesi, un’associazione pedagogica che ha come linee guida la cultura, l’educazione e la natura. L’adesione è stata entusiasta e sono state 25 le squadre composte 60 M C N.40 ognuna da cinque giovani a prendere parte all’emozionante esperienza. «Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di far riscoprire i Giardini della Villa Reale nella loro dimensione originaria per poter cogliere significativamente questo ambiente anche nell’attualità: questa parte di Parco è sicuramente la più interessante sotto il profilo storico e paesaggistico - ha detto l’assessore Martina Sassoli - A tutti i partecipanti, infatti, dopo il gioco è stato distribuito un agile opuscolo, strumento didattico utile per andare autonomamente alla scoperta dei Giardini». Nelle pagine, alcuni dei partecipanti all’iniziativa alla ricerca degli indizi nei Giardini Reali N.40 M C 61 MONZA YOUNG Eventi I Dj scendono in pista Piazza San Paolo per Natale si trasforma, grazie a una pista di ghiaccio che costituirà un punto di ritrovo per i giovani dalla Redazione - foto di Marco Brioschi N atale giovane in città in compagnia della musica. Quest’anno saranno i più bravi maghi della consolle della Brianza e le più interessanti band giovanili, a cimentarsi in una vera e propria Dj Session all’aria aperta. Un’iniziativa organizzata dall’assessorato alle Politiche Giovanili di Monza. Si tratta di un concorso, dal titolo “Dj Set”, a cui hanno partecipato sei band e alcuni dj della Brianza. Il 13 dicembre, in Piazza San Paolo, dalle 19 alle 22.30, si esibiranno i dj e il 20 le band, a fianco della pista di pattinaggio sul ghiaccio allestita dall’assessorato allo Sport e agli Eventi. Le iscrizioni al concorso sono gratuite e si raccolgono presso la sede dell’agenzia “Yes” di Seregno. In palio per i vincitori c’è un contratto con l’agenzia del valore di mille euro. «Questo evento è nato sulla scia dell’obiettivo principe del nostro assessorato - ha spiegato Martina Sassoli, assessore alle Politiche 62 M C N.40 Giovanili - ovvero costruire anche una città a portata di giovani e offrirle vivacità». Nella piazza centrale della città, dunque, il divertimento sui pattini e la musica saranno legati a doppio filo durante le festività natalizie. «L’idea è quella di offrire ai giovani musicisti e dj un palcoscenico all’aperto - ha continuato l’assessore - ma anche la possibilità di farsi conoscere da tutta la città e da coloro che la frequenteranno durante le Feste. A giudicare dalle richieste di partecipazione, infatti, abbiamo riscontrato un successo dell’iniziativa senza precedenti e quindi contiamo di ripeterla magari anche nella bella stagione» COMUNICAZIONE GINNICO CELESTE (Senza) camera con vista 28 agosto 2008, deserto del Kalahari La mia notte trascorre nel mezzo del deserto, sotto un emisfero di stelle, circondato da un silenzio assoluto; nessuna duna e nemmeno un albero nel raggio di 500 chilometri. Sentirsi così minuscoli in mezzo alla grandiosità della natura è un’emozione forte, autentica, quasi un disagio. Nicos Contos Dalla Moremi Game Reserve parte il viaggio sul delta dell’Okavango, accompagnati da Ralph Bousfield, botanico e zoologo nato in Botswana da un’antica famiglia di esploratori e Nicos Contos, Managing Director e co-fondatore di Bradipo Travel Designer. Un lussuoso campo tendato mobile vi seguirà in questa esplorazione, di giorno nel regno dei grandi animali africani, la sera intorno al fuoco, sotto le stelle, circondati dalla natura più autentica. Dopo il grande verde dell’Okavango, l’immenso paesaggio lunare del deserto del Kalahari. MILANO + ROMA + FIRENZE + TORINO + MODENA + REGGIO EMILIA + PADOVA + TREVISO + MONZA + NAPOLI + VERONA + PARMA + GENOVA + BRESCIA + TRIESTE www.bradipotravel.com VARESE + BOLOGNA + VARESE + MONACO DI BAVIERA + MONTECARLO + MADRID + BARCELLONA + PARIGI + ISTANBUL + JEDDAH + DUBAI FASHION & DESIGN FASHION & DESIGN quando il regalo di natale fa del bene Gucci e Unicef, insieme contro l’Hiv in Africa Gucci propone Tattoo Heart Collection, una collezione di cui il 25% del ricavato sarà destinato allo sviluppo di programmi di supporto e assistenza ai bambini africani affetti dal virus dell’Hiv. Tra le creazioni proposte spicca la tracolla in pitone bianco con ricami. regali trendy La Perla studio beachwear – 2009 Bikini in lycra soft colore militare con inserti spalmati di paillettes oro e particolari effetto legno. Tutta in paillettes la microgonna Quanto costa: Su richiesta (tracolla) Louis Vuitton Monogram Scuba GM Creatura della collezione Cruise ad opera del genio Marc Jacob, apparsa da pochissime settimane nelle vetrine Vuitton di Milano, è già uno dei pezzi hot del prossimo Natale, in cima alla piramide dei desideri delle fashioniste. Quanto costa: 159 euro (bikini) - 92 euro (pareo) Marni Il marchio si presta quest’anno per il progetto “In a World of My Own” con una maglia realizzata con disegni fatti dai bambini provenienti da diverse parti del mondo. Il ricavato delle vendite verrà distribuito alle associazioni umanitarie impegnate nei progetti di sostentamento all’infanzia bisognosa, ma soprattutto in quelli mirati al recupero e all’insegnamento scolastico nei Paesi in via di sviluppo. La Perla Monza - Via Italia, 3 20052 Monza Tel. 039 384014 Moon Boot Doposci Epoque Una passione inesauribile. Il Moon Boot è certamente sinonimo di montagna, neve e … anni 80!!! Un ritorno ormai stabilizzato da qualche anno che continua a piacere e spopolare in tutte le località di montagna, da Cortina a Courmayeur. Quanto costa: 80 euro (maglia) Natale e la magia dei regali Quanto costa: 2.580 euro (borsa grande) Quanto costa: 65 euro Qualche proposta fuori dal comune per accendere l’entusiasmo e anticipare qualche curiosità tra gli oggetti cult del 2009 di Francesca Barzaghi regali per piacevoli momenti di relax limited edition La Pavoni Europiccola, disegnata nel lontano 1950, riflette uno spaccato della storia italiana del design ed è un vero oggetto di culto, esposto anche al Museum of Modern Art di New York. È dorata in oro zecchino con impugnature in legno e, grazie ai materiali pregiati, non teme le incrostazioni di calcare. Permette di ottenere cappuccini schiumosi e fino a otto tazze consecutive di caffè espresso. Absolut È Absolut Masquerade l’ultima special edition della vodka prodotta dall’azienda svedese, creata per animare con un tocco glamour le feste di fine anno. La bottiglia di vodka di qualità premium già apprezzata in tutto il mondo, si veste di 3 mila 238 paillettes rosso fuoco chiuse con un’elegante zip in velluto sul retro. Per tutte le party girls. Quanto costa: 9,90 euro Armand de Brignac Ha una lunga storia questo Champagne, definito eccellente all’interno della “Parker’s Guide of Fine Wines” e prodotto in quantità limitata con una tecnica tutta tradizionale e manuale. È richiesto per eventi speciali da numerose celebrità tra cui Tom Cruise, Victoria e David Beckham, Justin Timberlake e George Clooney. Quanto costa: 223 euro Christian Dior Parfumes Portacipria da collezione Night Diamond nella nuance 002 Pink (limited edition Natale ’08). A cialda ricaricabile, ha chiusura magnetica e lussuose “incrostazioni” a tema diamante, belle da vedere e piacevoli al tatto. 66 M C Quanto costa: 68,13 euro N.40 Quanto costa: 1.205 euro L’Estragon Tra 6000 referenze abbiamo privilegiato oltre 100 varietà di the e infusi. 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Abbiamo creato un parco vetture all’ultimo grido, tutti modelli attuali e richiestissimi, per permettere alla clientela di poter provare la vettura giusta prima di acquistarla, o più semplicemente di noleggiarla per potersi togliere qualche soddisfazione e realizzare i propri sogni. La nostra clientela potrà quindi noleggiare queste vetture e decidere di iscriversi al Royal Club. Tutte le vetture sono coperte da assicurazione I.F.K. con franchigia minima di €3.000,00 e max 10% del valore del danno. Deposito cauzionale obbligatorio. L’acquisto di una tessera con un versamento in un’unica soluzione di €25.000 dà la possibilità al cliente di far parte del Royal Club e di usufruire dei mezzi per un totale di 30 gg. e un max di 10.000 km. I vantaggi di iscriversi al Club? Si ottiene un effettivo sconto nel prezzo giornaliero del noleggio e l’utente del Club, una volta registrato, è alleggerito dal dover presentare ogni volta la documentazione necessaria per il noleggio. Con una semplice telefonata valuterà la disponibilità dell’auto, effettuerà la prenotazione e potrà ritirarla secondo gli accordi. Il valore delle franchigie sono gli stessi del noleggio. Veniteci a trovare per avere più informazioni! GIORNO WEEK-END SETTIMANA MESE MURCIELAGO LP 640 1.500 3.800 7.800 22.000 GALLARDO SPIDER 1.300 3.300 6.800 19.000 F 599 1.500 3.800 7.800 22.000 F 430 SPIDER 1.300 3.000 6.800 19.000 BENTLEY GTC CABRIO 1.300 3.300 6.800 19.000 BENTLEY GT 1.100 2.800 5.800 16.000 ASTON MARTIN DB9 1.000 2.800 5.800 16.000 TURBO CABRIO 997 1.000 2.500 5.200 15.000 200 km. al giorno compresi; km. extra € 1,5 Royal Motors Via Forlanini Carlo, 69 - 20033 Desio www.royalmotors.it BRIANZA CLUB BRIANZA CLUB I l fotografo Maurizio Galimberti è la prova vivente che la forza dei sogni può tutto. E lo si intuisce attraverso la sua passione e la sua instancabile voglia di imparare, caratteristiche che lo rendono un artista di caratura internazionale, comunque e sempre legato alla Brianza che l’ha visto crescere. Atttraverso la lente della sua inseparabile Polaroid sono passati numerosi personaggi dello spettacolo e della cultura e il suo sguardo analitico si è posato su città di tutto il mondo. Il self made man di Meda si racconta attraverso le sue immagini immergendosi ogni giorno nel «duro vivere quotidiano… magico vivere quotidiano». Maurizio Galimberti Istantanee dell’essere Un artista capace di rendere eterno non solo quello che si vede, ma tutto quello che c’è da scoprire nelle cose di Benedetta Trabattoni Partiamo dalla fine. Quali sono i suoi ultimi lavori? «La mia attenzione si è focalizzata ultimamente su New York e Venezia, due città straordinarie che ho voluto catturare nel mio obiettivo con la tecnica dell’immagine singola. Il lavoro, in America, è stato influenzato dalla Pop Art, dalle opere di Edward Hopper e dalla street photography: ho immortalato strade, palazzi, persone portandomele nella pancia per poi buttarle fuori con la mia progettualità. A Venezia, invece, mi ha accompagnato l’ossessione della memoria e del cinema, con il sottofondo musicale delle note di Vivaldi e Mozart, ma anche di Giovanni Allevi. La città mi suscita magia e inquietudine, ho voluto “suonarla” attraverso la fotografia nei miei mosaici e proporla in tutto il suo pathos nelle immagini singole. È stata una ricerca continua ed emozionante di amore e poesia. Il volume appena uscito su Venezia (“Polaroid Venezia”, Contrasto, 45 euro, Ndr) è stato presentato al Paris Photo il 15 novembre. Tra i miei progetti futuri c’è un lavoro su Berlino». Ecco in sequenza alcune fotografie scattate con la Polaroid e “scomposte”. Le immagini più amate: quelle scattate tra New York e Venezia Perché la scelta è caduta proprio su queste città? «New York è estrema, contemporanea, è “la città” per eccellenza ; Venezia appare sempre senza tempo, ricca di spiritualità; Berlino, invece, è simbolo del cambiamento, la caduta del Muro ha riscritto la nostra storia ed è vivissima dal punto di vista architettonico». Le sue Polaroid sono famose in tutto il mondo e immediatamente riconducibili a lei, ma dove trova maggiore riscontro per la sua arte? «I miei lavori hanno estimatori ovunque, la mia fotografia è apprezzata da molti collezionisti > 72 M C N.40 N.40 M C 73 BRIANZA CLUB nonostante la tendenza esterofila dei galleristi italiani, che tendono a esportare poco l’arte del nostro Paese. Sono conosciuto a Londra, Montecarlo, Pechino, Singapore e presso nicchie di appassionati, a New York, dove attualmente è di moda esporre nelle abitazioni di privati; esperienza che mi ha particolarmente entusiasmato». Cosa significa essere artista oggi? «Significa avere un’ossessione a tutte le ore del giorno che ti scrive la vita. Un’ossessione, però, in grado di dare profonda gioia». Si sente davvero un artista? «Sì, perché la fotografia per me sta sopra tutto e tutti! Nel tempo è diventata quasi una mania, mediata dalla storia dell’arte che mi ha portato ad avere un progetto da artista degno di tale nome. Calvino diceva che “la fantasia è come una marmellata che va spalmata su un pane solido per evitare il molle del banale”. Ho fatto mia questa frase, mi ci ritrovo: si può andare da qualche parte solo avendo un forte background culturale». Se non avesse percorso la strada della fotografia artistica, oggi cosa sarebbe? «Per me c’è sempre lei, la fotografia. Avrei sempre fatto qualcosa legato all’immagine, alla comunicazione». La Polaroid è destinata a scomparire, non vengono più prodotte pellicole; come vive la situazione? «Per due-tre anni ho ancora pellicole, cerco di non pensarci perché rischierei di risentirne negativamente nei miei scatti. Sicuramente mi ha reso più aggressivo nel mio continuo voler fotografare, vivo lo scatto come liberazione». La sua opera si ispira a Umberto Boccioni, Marcel Duchamp, Max Ernst, Fortunato Depero e Man Ray; i recenti ready made sono stati 74 M C N.40 influenzati proprio dall’arte di quest’ultimo: che messaggio voleva che arrivasse attraverso questi scatti manipolati? «Ho voluto leggere con attenzione tutto ciò che mi circondava per arrivare ad essere il protagonista del mio progetto artistico. Questa realtà mi ha profondamente affascinato; con questa tecnica ho eseguito una rilettura delle cartoline di Venezia e dei lavori di Christo, che ammiro per il suo saper entrare nel vivo del paesaggio sconvolgendolo. Mettere un mio timbro su un suo lavoro è stata una grande emozione». Chi sono gli artisti del panorama nazionale e internazionale che stima particolarmente? «Amo molto Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Julian Schnabel, il primo David LaChapelle, Giovanni Frangi e Nicola De Maria». Qual è la persona che non è riuscito ancora a fotografare e che le piacerebbe avere nelle sue Polaroid? «Mia madre, ma credo che non ci riuscirò mai. Certo sarebbe per me un’emozione davvero grande». Sotto, Maurizio Galimberti, 52 anni, in uno scatto d’autore BRIANZA CLUB BRIANZA CLUB Parco della Valle I del Lambro Un tesoro di natura L’area verde abbraccia tutto il territorio della Provincia, proteggendo vedute e complessi monumentali di grande fascino. Ma non tutti lo conoscono fino in fondo di Greta La Rocca 76 M C N.40 n Brianza si cela una grande ricchezza verde: è il Parco della Valle del Lambro, una grande area protetta, che abbraccia ben 35 comuni, sparsi tra le province di Milano, Como e Lecco. Il territorio comprende un tratto di 25 chilometri del fiume Lambro, compreso tra i laghi di Pusiano e Alserio a nord e la Villa Reale di Monza a sud; la zona dei laghi ha un forte interesse naturalistico, come l’area di Inverigo, che vanta il complesso monumentale formato dalla Rotonda, da Villa Crivelli e da Santa Maria della Noce. Le vedute panoramiche sono affascinanti: si alternano lungo il territorio altopiani, valli scavate da fiumi, zone boschive e grandi praterie; di forte valore storico, infine, le ville patrizie, al cui interno si svelano eleganti e curati giardini. A tutelare il patrimonio naturalistico brianzolo è il Parco regionale della Valle del Lambro, istituzione guidata dal presidente Emiliano Ronzoni, in carica da dicembre 2007: «Siamo un Ente Consortile – ha spiegato – disciplinato dal Testo Unico degli Enti Pubblici Locali, nato nei primi Anni Ottanta per preservare le aree naturali adiacenti al fiume dall’urbanizzazione sregolata e dall’espansione dell’area metropolitana di Milano. Abbiamo lo scopo, come riporta lo stesso statuto, di progettare, realizzare e gestire il territorio del parco fluviale e di cintura metropolitana. Il complesso deve porsi al servizio dei suoi consorziati e dei cittadini, deve essere uno strumento facilitatore e promotore di politiche e interventi sul territorio». Ronzoni, giornalista, ex presidente della Compagnia delle Opere di Monza e Brianza e oggi direttore della comunicazione interna del Comune di Milano, vuole portare novità > N.40 M C 77 BRIANZA CLUB Mercedes-Benz Mercedes-Benz Service Service Il cliente al centro delle nostre attenzioni 78 M C N.40 valle, le sue valenze paesaggistiche, ambientali e monumentali. Qui, infatti, possiamo ammirare ambienti, bellezze e valori architettonici difficilmente riscontrabili in altri territori della Lombardia. È necessario veicolare queste informazioni e pubblicizzarle, perché tutti possano apprezzarne le ricchezze. L’ostacolo, però, è rappresentato dalla mancanza di risorse finanziarie. I limiti di bilancio sono talmente elevati che la comunicazione viene relegata all’ultimo posto». L’Expo rappresenta una ricchezza per la nuova provincia e un’opportunità per valorizzare le bellezze brianzole: «L’Expo - conclude - ha fra i suoi temi cardine le vie d’acqua e il Lambro è il fiume di Milano; il Parco è la porta d’uscita dal capoluogo lombardo: le possibilità non mancano, ma tutto dipenderà dalla capacità di sfruttare questa grande opportunità. Con le 3 province e i 35 comuni consorziati lavoreremo per essere all’altezza della sfida». Emiliano Ronzoni, caratese, è presidente del Parco. In queste pagine alcune immagini in cui i colori dell’autunno esaltano la natura del Parco. Da sinistra in alto una barca sul lago di Pusiano e due scorci di cascine, elementi architettonici tipicamente brianzoli Le sedi importanti e decisive nelle scelte direzionali: «Ho un approccio culturale teso a spostare il peso del Parco da risorsa urbanistica a soggetto promotore per il territorio - ha aggiunto - La Valle del Lambro non può più caratterizzarsi come l’ente che rilascia permessi o che impone obblighi e divieti, ma come realtà istituzionale in grado di far percepire e vivere l’ambiente come un patrimonio, un’occasione per una diversa qualità della vita e per un differente modello di sviluppo economico». L’Ente promuove diverse iniziative, tra le più interessanti il progetto “Educazione ambientale” che coinvolge migliaia di studenti delle scuole del territorio». È più difficile, invece, organizzare iniziative di più ampio raggio: «Non è facile appassionare i cittadini al territorio, perché il Parco è carente nell’attività di comunicazione. Non esiste ancora una conoscenza diffusa della sua esistenza: questa mancanza fa a pugni con la realtà della Due officine, showroom e carrozzeria. Un’organizzazione votata al servizio dei clienti Mercedes-Benz di Milano e il suo hinterland. L’esperienza e la passione di Beppe Arlotti, formata e sviluppata in anni di lavoro, temprata dalla partecipazione a numerose competizioni automobilistiche sui circuiti di tutta Europa, è oggi al servizio dei clienti MercedesBenz. Al suo fianco una squadra di tecnici di elevata professionalità, con lunghi anni di esperienza, cresciuti ai corsi di specializzazione Mercedes. Attrezzature di ultima generazione per la diagnosi dei componenti elettrici e meccanici; magazzini riforniti per ridurre al minimo i tempi di fermo macchina; una carrozzeria dotata di forno, dima e macchinari modernissimi. Arlotti Motorsport Srl Via Canella, 6 20147 Milano tel 02-417.440 www.arlotti.it Arlotti Service Srl Via Fantoli, 15/1/A 20138 Milano tel 02-507.2941 [email protected] BRIANZA CLUB BRIANZA CLUB Arcore I La magia del Borneo a Villa Borromeo Una grande mostra con sculture provenienti dall’altro capo del mondo. Per conoscere una cultura di migliaia di anni fa di Greta La Rocca 80 M C N.40 l fascino del Borneo, l’anima delle diverse etnie e la cultura indonesiana sono esposte ad Arcore, nella splendida cornice della Villa Borromeo D’Adda. “Patong. Le grandi figure scolpite dei popoli del Borneo” è il titolo della mostra aperta fino al 15 febbraio e che contiene opere provenienti dal Museo delle culture di Lugano e dalla collezione dell’artista surrealista Serge Brignoni, di origine svizzera. Si tratta di circa 650 reperti trovati in Oceania e in Indonesia, raccolti a partite dagli Anni 20 fino alla Seconda Guerra Mondiale di cui il Museo di Lugano tre anni fa ha proposto un programma di rivalutazione. Tra queste il nucleo delle sculture del Borneo, «uno dei più grandi e importanti - ha spiegato Paolo Maiullari, il curatore del Museo delle culture - L’isola del Borneo è stata abitata da etnie differenti e le sculture esposte evidenziano le diversità e le analogie, permettono di studiare la cultura dei popoli e di capire come gli stili iconografici e decorativi abbiano influenzato l’arte moderna». Tre stanze della Villa sono state allestite per la mostra: «La sala centrale intitolata “Dominio della natura” presenta le sculture legate alle grandi forze naturali, capaci - secondo le antiche tradizioni dei popoli - di influenzare la quotidianità. Il quotidiano, appunto, è protagonista della seconda sala ed è rappresentato come oggetto funzionale avente un valore artistico, in grado di situarlo in un gruppo sociale: qui, ad esempio, è esposto un porta-neonato scolpito in legno, decorato con un altorilievo raffigurante un corpo ornato da conchiglie. Questa figura non solo aveva funzione protettiva, ma identificava la nobiltà locale. Lo stile, infine, è il protagonista dell’ultima zona, che mette in luce i caratteri e le peculiarità della cultura del Borneo. In questa sala, infatti, sono state collocate le rappresentazioni divine, i pali sacrificali o le figure accovacciate o contrapposte, tipiche dell’arte bornea. Tra le più suggestive l’immagine di una divinità, che sorge da un fiore di loto». Le sculture erano chiamate “patong”, parola da cui trae origine il titolo della mostra: erano in genere ritratti di spiriti ancestrali o di divinità della natura, realizzati in occasione della morte di un membro del villaggio o per commemorare la cattura di un nemico in battaglia. Le opere esposte hanno un forte valore simbolico, testimoniato dalle misure spesso monumentali e dal grande realismo figurativo. Per l’occasione è stato pubblicato il catalogo “Patong”, edito da Mazzotta, frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca realizzato da professionisti. Quest’ultimo, artista di origine austriaca, ha curato la sezione dedicata ai bastoni da caccia, anch’essi esposti a Villa Borromeo. La scelta di proporre una collezione di tale valore risponde al desiderio di promuovere la Scuderie di Arcore come punto di riferimento per l’arte in Brianza. La Villa è ancora chiusa al pubblico, ma è possibile visitare la cappella all’ingresso del parco, decorata con le sculture di Vincenzo Vela, realizzate a metà del XIX secolo. Alcune delle opere dal Borneo e oggi appartenenti al Museo delle Culture di Lugano e ad una collezione privata in mostra ad Arcore fino al 15 febbraio 2009 N.40 M C 81 PASSIONI PASSIONI A New York La città del cambiamento Times Square, Manhattan e Rockefeller Center lo scorso 5 novembre sono diventati i luoghi della speranza testo e foto di Francesca Barzaghi 82 M C N.40 rrivare a New York è un’esperienza sempre diversa e ogni volta più emozionante; poco importa se il motivo per cui ci si spinge Oltreoceano è il lavoro, piuttosto che il puro svago. Avere la possibilità di passare qualche giorno nella Grande Mela da sempre rappresenta uno dei sogni nel cassetto di chi non c’è mai stato e continua ad essere un’occasione imperdibile per chi, invece, già la conosce e ha avuto modo di apprezzare l’unicità di questa metropoli. Alla soglia del 2009 infatti, Manhattan, cuore di New York, continua a rappresentare una delle mete più desiderate ed è considerata un “punto di arrivo” per svariate attività lavorative: dalla finanza alla moda, dalla progettazione urbanistica, al design, all’arte. Una città che ha saputo affrontare a testa alta le tragedie che l’hanno toccata nel profondo, prima di tutte quella dell’11 settembre, trovando la forza in se stessa per guardare avanti e rifiorire, più bella che mai, con la consapevolezza di essere il punto di riferimento dell’Occidente. Quando ci si trova a New York ci si sente davvero al centro del mondo, in una città che vive senza freni, la cui vivacità si esprime ininterrottamente 24 ore su 24 e in cui il giorno si confonde facilmente con la notte: qui, infatti, è possibile fare praticamente tutto a qualsiasi ora. O, almeno, si hanno a disposizione attività di ogni genere che coprono l’intera durata del giorno e della notte. New York non rispecchia però il volto più vero degli Stati Uniti, paese esteso e multiforme per tradizioni, culture e stili di vita. New York non è solo il coacervo di razze che vivono negli States, ma l’espressione più alta della convivenza tra popolazioni, attitudini e culture che animano il mondo. Negli ultimi mesi la città ha anche saputo smettere i panni di “regina del mondo” tornando ad accogliere la propria naturale vocazione, ad essere espressione e vetrina importante del proprio Paese, prestandosi come testimonial d’eccezione - non solo come luogo di confronto ma come soggetto vero e proprio - delle ultime elezioni presidenziali. Ritrovarsi nella Big Apple durante gli ultimi giorni del confronto elettorale non ha avuto prezzo. New York, più di Chicago o Washington, è stato infatti il teatro più significativo in cui il melting pot razziale, culturale e generazionale che rappresenta tutte le anime degli Stati Uniti, e del mondo intero, si è riunito per abbracciare simbolicamente l’elezione del nuovo Presidente Barack Obama. Il 5 novembre 2008 verrà ricordato come il giorno del cambiamento, in cui il mondo ha visto gli Stati Uniti affidarsi alle mani di un giovane presidente di colore: il giorno del “ribaltone sociale”, della vittoria della democrazia sulle più radicate espressioni di divisione razziale che, ancora oggi, stentano a dissolversi. Il giorno in cui il sogno, quindi la possibilità della scalata e dell’affermazione sociale, è diventata una realtà sotto gli occhi di tutti, talmente tangibile da lasciare stupiti anche i politologi e sociologi più smaliziati dei cinque continenti. Ancora un volta gli Stati Uniti d’America hanno dato al mondo una vera e propria lezione di democrazia, lasciando senza fiato tutti per la loro innata capacità di cambiare. Quando Barack Obama si è presentato al mondo con la chiara intenzione di condurre una campagna elettorale reale e credibile, non da outsider come in un primo momento era stata definita, ha scelto dei claim essenziali ma estremamente arditi, soprattutto se si considera la reale natura del Paese. La scelta del “cambiamento”, come tema centrale della sua campagna, avrebbe potuto avere un effetto destabilizzante sull’elettorato, specialmente negli Stati più centrali, il Kentucky o l’Alabama ad esempio, in cui il mantenimento dello status quo avrebbe garantito, come sempre, una certa tranquillità, al riparo da nuovi terremoti sociali ed economici che avrebbero portato alla luce nuove sfide. Al contrario, il tema forte del “We change” è stato l’elemento fondamentale della vittoria democratica insieme a due semplici parole chiave: speranza e ottimismo. “Change”, “Hope” e infine il felicissimo “Yes, We Can”, le espressioni che hanno risuonato in tutte le case e le strade come imperativi nuovi, freschi e positivi, in antitesi con quanto proposto dalla campagna di John McCain, forse un po’ troppo tradizionalista e basata su concetti superati e polverosi come quelli di prosperità e pace. Sarebbe forse opportuno interrogarsi sul reale valore delle affermazioni messe in campo dal candidato Obama e domandarsi se la sua campagna sia stata davvero anticonformista e innovativa. Basti pensare a quanti presidenti sono già stati scelti dal popolo sulla base di un programma fuori dal comune, nuovo per contenuti proposti e per linguaggio utilizzato. Basti pensare a quanti anni siano ormai passati da quel lontano 1994 in cui l’Italia scelse di affidare il Paese a Silvio Berlusconi, l’unico uomo che aveva incentrato il suo messaggio elettorale sul sogno e sulla possibilità del cambiamento. Quello stesso uomo che ancora oggi ci governa grazie al consenso ottenuto nelle elezioni della scorsa estate. Che fosse allora l’Italia il paese più democratico e più lungimirante nell’aver affidato il mandato a un “non politico” e a un “visionario” che credeva nel cambiamento, però, nessuno avrebbe mai osato nemmeno sussurrarlo; figuriamoci affermarlo sulla carta stampata, addirittura internazionale. Alla luce quindi di quanto accaduto nella “sonnacchiosa” Europa già nel secolo scorso, quindi, è fuori luogo, nel caso di Obama, parlare di una elezione senza precedenti. La realtà, però, emerge se si considera la reale natura, soprattutto da un punto di vista sociale, di quanto accaduto. Se ci si ferma a riflettere > Sopra, Central Park e, a seguire, Times Square nella lunga notte dei festeggiamenti per l’elezione del nuovo Presidente Obama N.40 M C 83 PASSIONI che un candidato di colore sia riuscito a vincere in uno stato come l’Alabama, uno dei più estremisti e discriminanti stati americani, dal punto di vista del colore della pelle, si capisce che questa elezione sia stata realmente significativa soprattutto per il suo Paese, dando vita a nuovi imperativi: apertura, tolleranza, convivenza civile. In una parola: speranza. Il 5 novembre New York, infatti, meglio di qualunque altra città, ha offerto a chi ci vive e a chi vi si trovava temporaneamente, una visione nuova, una chiave di lettura diversa di quanto stava accadendo nel mondo. New York quella sera si è trasformata, prestando i suoi scorci universalmente noti alla festa che stava per avere inizio. Ed ecco, allora, Rockefeller Center diventare teatro dell’attesa: la gente era radunata per assistere, con lo sguardo in su, alla scalata di Obama, simbolicamente rappresentata da un’impalcatura allestita sul Top of the Rock, i cui piani rappresentavano i Grandi Elettori che di minuto in minuto venivano acquisiti dal Partito Democratico. Ed ecco poi Times Square trasformata in una vera “polis”, cuore pulsante della città in cui migliaia di persone si sono dirette per festeggiare, dando avvio a celebrazioni degne del miglior veglione di capodanno. Times Square che quindi ha assunto le sembianze di un’unica casa sotto il cui tetto si sono riuniti fratelli accomunati dallo stesso desiderio di cambiamento, avvicinati dalla stessa speranza e dalla fiducia nel futuro. Un quadro insolito, soprattutto in un periodo di grande crisi economica che si respira persino nella Big Apple, nei migliaia di “sale”, saldi, comparsi in tutti i templi della moda. Essere lì in quei giorni ha chiarito a tutti, almeno da un punto di vista sociale, il vero significato di questa vittoria per il Paese e per la città. Una vittoria importante che rompe gli schemi della più tradizionale e conservatrice America e che simboleggia proprio la vittoria dello stile newyorkese, abbracciato anche dal resto del Paese. La vera vittoria è l’aver sancito definitivamente e di fronte al resto del mondo la capacità, tipica di questa splendida metropoli, di accoglienza e di convivenza pacifica, seppur competitiva tra razze, generazioni e culture che hanno reso New York la città più aperta e cosmopolita del mondo e che nessun attacco terroristico potrà mai intaccare. 84 M C N.40 PASSIONI Maratona L’altra metà della Mela M In alto, la Fifth Avenue vestita a festa per le elezioni; ancora Times Square, il mitico ed indimenticabile skyline della città e, sotto, bandiere e luci al Rockfeller Center entre Barak Obama simbolo dell’American dream conquistava la Casa Bianca, migliaia di americani e turisti correvano per le strade di New York. Applauditi e incoraggiati dalla folla, percorrevano i cinque grandi distretti della città: Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Tra i quasi 40 mila atleti in gara non mancava una folta rappresentanza di monzesi. Tra loro Andrea Galbiati, avvocato, è stato il più veloce: 3 ore, 37 minuti e 25 secondi: «È stata un’esperienza sportiva e umana bellissima, – ha raccontato – si ha la sensazione di avere New York ai piedi. Il tifo ti aiuta, ti sprona, è come avere due gambe in più che consentono di andare più veloce». È ancora emozionato, ha gli occhi lucidi: «È stata un’esplosione di gioia e di affetto. Mi sono sentito come allo stadio di San Siro durante il derby». Per la quinta volta a New York Luca Pancirolli, consulente: «Ogni anno vivo una sensazione unica. È incredibile come una città di 11 milioni di abitanti riesca a fermarsi per un giorno per assistere alla maratona. Ricordo con piacere e anche un pizzico di nostalgia il momento iniziale: l’inno americano sullo sfondo e noi corridori pronti a partire». La partecipazione dei cittadini americani deve essere un esempio anche per noi secondo Alessandro Baldini, manager: «Monza ha un potenziale podistico eccezionale. La città, il comune, le istituzioni dovrebbero sfruttarlo. Noi siamo corridori amatoriali, eppure per gli americani eravamo importanti; urlavano il nostro nome, ci fermavano per la strada, ci chiedevano foto. È un’emozione che tutti dovrebbero vivere, al di là dell’evento sportivo». A New York non solo si corre la maratona più famosa, ma anche la più difficile, a causa dei continui cambi di pendenza, eppure «si provano sensazioni forti, da brividi – ha detto l’imprenditore Stefano Durante – Per 42 chilometri le persone fanno il tifo per te. C’è molto affiatamento anche tra i partecipanti, si sostengono l’uno con l’altro, pur senza conoscersi. In alcuni punti del percorso ci sono dei complessi che suonano, persone che ballano: tutta la città è in festa. È un’emozione da rivivere». C’è anche chi ha assistito a scene inusuali, come Massimiliano Messina, direttore generale di Flou: «Mentre correvo, un poliziotto mi si è avvicinato e mi ha mostrato il distintivo. Mi sono spaventato e invece voleva solo farmi leggere il suo cognome: era di origine italiana». A lato, Andrea Galbiati. In alto, Luca e Alessandra Pancirolli. N.40 M C 85 PIACERI DELLA VITA PIACERI DELLA VITA Antonio Surgo Dalla Brianza S con amore Il pasticcere che viene da Monza e ha conquistato Milano racconta il rapporto speciale con la città di Teodolinda di Toni Liguori ignor Surgo, sono trascorsi già due anni da quando ha rilevato lo storico San Carlo di Milano eppure, ogni volta che la incontro, mi parla di Monza, del Bar Moderno, dei suoi vecchi clienti che ancora oggi continua a frequentare assiduamente… Non è che a Monza ci ha lasciato il cuore? «In un certo senso sì, perchè dopo avere gestito per qualche anno un locale a Meda, dove ancora abito, ho avuto la fortuna di conoscere una meravigliosa famiglia brianzola che mi ha ceduto lo storico Bar Moderno, vera e propria istituzione monzese situato all’ombra dell’Arengario. Questa famiglia si è comportata stupendamente nei miei confronti, perché mi è stata sempre molto vicina, specialmente nei primi due anni della mia gestione, quando ancora i vecchi clienti non mi conoscevano e prima di accettarmi volevano valutare fino in fondo sia le mie capacità professionali, che quelle umane». Ma è veramente difficile per un forestiero farsi accettare dai monzesi… «Sì, e lei che dirige un mensile che si rivolge proprio a loro, dovrebbe saperlo meglio di me. Sono persone riservate, che all’apparenza possono sembrare anche diffidenti verso chi non conoscono e nei confronti di chi cerca di affermarsi nella loro città». E poi come andò? «Poi, quando ho dimostrato quello che valevo, mi hanno accettato con simpatia e con affetto e hanno continuato a frequentare assiduamente il locale come se la vecchia gestione, che durava da quasi sessant’anni, non fosse mai cambiata. 86 M C N.40 Li ringrazierò sempre perché, oltre che a dimostrarmi il loro sostegno, mi hanno consentito di affermarmi nella mia professione e anche di crescere socialmente». Quali sono i motivi del suo successo? «Molteplici. Innanzitutto ho continuato a proporre prodotti di alto livello, lavorati con materie prime di qualità, confezionati in maniera elegante e raffinata, aggiungendo qualcosa in più che il mio estro e la mia fantasia suggerivano. Ma la fiducia più completa l’ho acquisita attraverso una serie di rapporti personali, sinceri e disinteressati, intessuti con la maggiore parte dei clienti che hanno potuto conoscermi bene ed apprezzare fino in fondo la mia professionalità». Che cosa l’ha spinta a compiere questo importante salto alla conquista della grande Milano? «La mia irrequietezza, la voglia di fare cose nuove, il desiderio di affermarmi e la volontà di riuscire nelle imprese più difficili. Sono nato in una provincia italiana molto povera, dove si incominciava a lavorare fin da bambini ed io avevo appena 11 anni quando mi sono avvicinato per la prima volta a questo mestiere che ancora oggi mi affascina e mi appassiona. Lavoro anche 15 ore al giorno, ma non mi stanco mai, perché è la mia vita, mi consente di realizzarmi e, perché no, anche di togliermi qualche soddisfazione». Il San Carlo è frequentato da una clientela piuttosto selezionata: da che cosa dipende principalmente? «Nel giro di due anni abbiamo raddoppiato il fatturato e la clientela è in costante aumento. Siccome ogni locale ha la sua storia, credo che il successo del San Carlo dipenda in particolare dalla qualità dei prodotti che si possono acquistare e dall’accoglienza che riserviamo ai nostri clienti con i quali, anche qui, come a Monza, sono riuscito ad instaurare grazie anche ai miei collaboratori, un rapporto di fiducia e di grande cordialità. Tutto ciò che vede esposto viene prodotto nel nostro laboratorio dove lavorano nove esperti pasticceri: dal cioccolato alla pasticceria, dai biscotti al famosissimo panettone San Carlo, ripieno di noci e datteri, tutto è accuratamente lavorato in casa. E questa, forse, è la vera differenza tra questo locale e i tanti altri della città. Grazie ai 26 collaboratori, tutti esperti e qualificati maître, abbiamo dato vita ad un servizio catering di altissimo livello». Gli splendidi dolci esposti nella pasticceria San Carlo di Milano gestita da Antonio Surgo, medese ed ex gestore del Bar Moderno di Monza N.40 M C 87 PIACERI DELLA VITA PIACERI DELLA VITA Rossana S Cioccolato italiano e sherry spagnolo per augurare ai lettori di Monza Club un dolce Natale SALAME AL CIOCCOLATO: Ingredienti: - Biscotti - Zucchero a velo - Cacao - Uvette - Pinoli - Granella di nocciole - Uova - Burro - Rhum Clèment 6 anni I ntenso profumo di noci, spezie aromatiche e prugna, colore ambra carico, quasi marrone che, cromaticamente, oltre che al palato, si abbina splendidamente al colore del cioccolato; lo sherry Don Zolio Pedro Ximenez 12 anni è la proposta natalizia di Mulino a Vino e del Gruppo Meregalli. L’azienda produttrice, la Williams & Humbert, ha le sue 21 bodegas (cantine) a Jerez de la Frontera, in Spagna, dove utilizza il sistema delle Soleras y Criaderas, caratteristico della vendemmia effettuata al centro dei vari vigneti e basato sul metodo del rabbocco progressivo delle botti di vino maturo con un vino più giovane della stessa varietà; in questo modo si ottiene un gusto costante indipendentemente dalle annate. Il sistema consiste nel porre in una serie di botti, ognuna delle quali dette escala, vino di una particolare età media; la escala più vecchia viene definita solera, poiché quando le escala sono disposte una sopra all’altra, questa si trova più in basso e a contatto con il suolo (suelo in Spagnolo). Le escala sopra la solera prendono il nome di criadera. Nella proposta di Mulino a Vino l’abbinamento di questo sherry con il salame di cioccolato può essere di due tipi: qualche goccia direttamente sulle fette, in modo che l’intenso sapore si uniformi con quello del dolce, e il resto in un calice da meditazione, per onorare al meglio questo capolavoro dell’arte enologica. Mulino a Vino Via De Amicis, 21 20052 - Monza Tel. 039/384180 www.silvarte.it I.P. PREPARAZIONE: Usare 2 uova intere e 4 rossi, frullare con 300 gr di zucchero 250 gr di cacao; sciogliere 50 gr di burro e mischiare tutto con pinoli, uvette e biscotti. Feste al profumo di zagara 88 M C N.40 La delicatezza della ricotta e la dolcezza del caramello sposano l’aroma del più colorato agrume di Sicilia Ristorante Rossana Via Delle Industrie, 4 20060 - Basiano (MI) Tel. 02/95761691 TORTINO SICILIANO: Dosi: - 400 gr di ricotta fresca - 1 disco di pan di Spagna - 200 gr di zucchero a velo - essenza d’arancia (q.b.) - ½ bicchierino di liquore Strega - 80 gr di canditi RICAPITOLIAMO LE PORTATE DI QUESTO MENù PREPARAZIONE : - Impastare la ricotta con lo zucchero a velo - Amalgamare i 2 ingredienti, aggiungere i canditi con il liquore e l’essenza di arancia e lasciar riposare il composto in frigo per 15’ - Nel mentre ritagliare con un coppapasta circolare della dimensione desiderata i cerchi di pan di Spagna - Tagliare a metà i dischi ottenuti di pan di Spagna in modo da usarli come base e copertura del dolcino - Adagiare sul fondo del coppapasta un disco di pan di Spagna, bagnarlo con un poco di Strega,riempire con il composto di ricotta lasciando lo spessore del secondo disco di pan di Spagna che verrà adagiato sopra il tutto. - Lasciare riposare in frigo a bassa temperatura per circa 20 h. - Carpaccio di branzino - Ravioli di zucchine, burro al timo e ragù di mazzancolle - Medaglione di agnello in crepinette su purea di patate e turbante di zucchine N.40 I.P. Mulino a Vino Feliz Navidad iamo partiti dall’antipasto per arrivare, ricetta dopo ricetta, all’ultima portata prevista nello speciale menu che il team del ristorante Rossana di Basiano propone ai lettori di Monza Club. Per il mese più dolce dell’anno, il dessert, la cassata siciliana con caramello e agrumi, ha una ricetta di solide basi mediterranee, rivisitata con il gusto e l’esperienza di uno chef valdostano. Solitamente servita a fette o come gelato, dalle mani di Paolo Vai, chef del Rossana e mentore del giovane allievo Stefano Colombo, diventa un dolce monoporzione, pensato per essere la perfetta conclusione dell’intero menu. Due cerchi di pan di Spagna racchiudono un calibrato impasto di ricotta, canditi, essenza d’arancia e un goccio del famoso liquore Strega; adagiato sul piatto, il dolce viene decorato con fette d’arancia pelate al vivo e gocce di caramello. Prima di un buon caffè e del brindisi per scambiarsi gli auguri di Natale, Franco Vai, l’esperto di vini della famiglia, consiglia un calice di Vigna del Volta, malvasia passito della casa “La Stoppa”, un grande vino che esalta i sapori mediterranei della cassata. M C 89 PIACERI DELLA VITA Profondo Rosso Le feste… come a casa Non solo enoteca e ristorante, ma anche fonte di ispirazione per regali che abbinano il buono alla qualità M Tante le proposte che Profondo Rosso propone per le festività natalizie, tra cui numerosi piatti inediti aria Rosa Ronchi e Gabriele Godina, rispettivamente responsabile e chef del ristorante ed enoteca Profondo Rosso, hanno preparato un dicembre doc. A cominciare dal locale, caldo e intimo, in cui ad accogliervi troverete sempre la loro gentilezza e disponibilità, garanzia per trascorrere una serata in cui ottimo cibo e relax sono protagonisti. E perché una cena da Profondo Rosso sia sempre un’esperienza indimenticabile, soprattutto nelle occasioni speciali come le feste natalizie, Maria Rosa e Gabriele hanno studiato per voi menu ideali per le cene d’auguri, con tre proposte che variano dai 40 ai 70 euro e che vedono il trionfo di piatti deliziosi. Tra questi la crema di topinambur e castagne, terrina di foie gras d’anatra del Périgord con marmellata di fichi e pan brioche tostato, tagliolini di pasta fresca all’uovo con spugnole e fegatini di pollo, filetto di vitello arrosto con crema di sedano rapa, mandorle e riduzione di Sauternes e la millefoglie di meringa con mascarpone e frutti di bosco. Sapori che si sposano con stupefacente armonia e deliziano il palato. Nascendo come enoteca, Profondo Rosso è il luogo giusto in cui trovare interessanti idee regalo per Natale: composizioni di cesti con bottiglie di vino da abbinare a prodotti culinari ricercati come pâté de foie gras, pasta di tartufo bianco al 100 per cento, cioccolati della Bernardi, piccola ma ottima pasticceria pugliese, i torcetti alle mandorle o i “brutti ma buoni” che confeziona Gabriele stesso. Novità e sorprese sono previste anche per il pranzo di Natale e la cena di San Silvestro, da “gustare” in due menù inediti. Del resto tutto questo è Profondo rosso, un luogo ideale in cui trascorrere splendide serate sentendosi a casa. Profondo Rosso Via Matteo da Campione, 8 20052 - Monza - Tel. 039/3900363 www.ristoranteprofondorosso.it 90 M C N.40 I.P. [email protected] Centro Benessere di Mara Via Lecco, 5 Castello Brianza (LC) Tel. 039/57368 Welltan Via Montello, 226 Seregno (MI) Tel 0362/1795017 Bioestetica Center Via Castelbarco, 23/A Imbersago (LC) Tel. 039/9921057 Centro Benessere di Cristina Via Cascina Nuova, 2/F Cassago Brianza (LC) Tel. 039/9212142 Shai estetica e benessere Via Milano, 33 Barlassina (MI) Tel. 0362/569953 Sun Flower Via Garibaldi, 54 Barzanò (LC) Tel. 039/9217580 Yanna Nails & Beauty C.So Vittorio Emanuele, 23 Besana Brianza (MI) Tel. 0362/996540 Palestra New Physical Via General Cantore, 14 Inverigo (CO) Tel 031/3599080 Light Beauty Center Via Borgazzi, 17 Monza Tel. 039/386184 Due Emme Beauty Club Via Garibaldi, 40 Villasanta (MI) Tel. 039/303840 VETRINE & VETRINE VETRINE & VETRINE Gioielleria Pavan Pura passione il tesoro della Regina Teodolinda. Le gemme sono un microcosmo sempre diverso e affascinate, davanti ad un microscopio puoi perderti per delle ore, circumnavigando attraverso queste splendide creature di madre natura. Credo di essere uno dei più importanti punti di riferimento per l’investimento in diamanti, materia nella quale ci siamo specializzati, e questo per me è motivo di grande soddisfazione». Per Natale la presentazione dell’esclusiva collezione Crea Diva V era e propria istituzione cittadina, la Gioielleria Pavan è guidata ancora oggi dal suo fondatore, Antonio Pavan: mastro orologiaio, gemmologo, perito in preziosi, broker in diamanti. La sua è un’attività di successo, fortemente radicata sul territorio di Monza e Brianza da quasi mezzo secolo. Come è nata la sua passione per i preziosi? «Iniziai la mia carriera dedicandomi alla riparazione di orologi; successivamente conobbi mia moglie Marilena che aveva una gioielleria. Nel 1968 fondammo la Gioielleria Pavan, che quest’anno festeggia i quarant’anni di vita. In seguito decisi di approfondire le mie conoscenze nel settore: seguii i corsi per diventare gemmologo e tagliatore di pietre presso l’Istituto Gemmologico Italiano, per tutelare gli acquisti dei miei clienti. Contemporaneamente partecipai ai corsi di aggiornamento e specializzazione nel campo dell’orologeria». So che state lavorando a una nuova linea di gioielli in vista delle festività natalizie. Ci racconta di cosa si tratta? «Il progetto Crea Diva nasce dalla voglia di valorizzare le ottime capacità del nostro laboratorio di design e oreficeria, nonché dal desiderio di immaginare gioielli con gemme rarissime e di grandi dimensioni. Il nostro sogno è reso possibile, grazie all’utilizzo di gemme create. Presentiamo il nostro lavoro con quattro collezioni, tutte su misura ed esclusive, delle quali non sarà riproposto alcun modello con altre pietre. Accosteremo l’oro bianco, l’oro rosa e diamanti naturali di elevata qualità e caratura. Le gemme create hanno una particolarità fondamentale, sono di fatto identiche sotto ogni aspetto alle gemme naturali. Ciò che distingue una gemma creata da una naturale sono dettagli estremamente tecnici, rilevabili solo in laboratorio e solo da esperti gemmologi». Come ha visto cambiare la moda e il mondo dei gioielli nel corso della sua lunga esperienza? «Con il passare degli anni è cambiato il modo in cui il cliente si accosta all’oggetto prezioso: un tempo si ricercava un gioiello solo con un valore intrinseco, mentre oggi si dà importanza anche al design del prodotto. Questo stimola il settore, fornendo nuove idee: da parte nostra c’è un occhio di riguardo rispetto alla qualità, che deve essere sempre garantita. Quando propongo un prodotto devo essere convinto della qualità dello stesso, magari a scapito di mode passeggere». Quali sono i lavori che le hanno dato maggior soddisfazione o che hanno significato molto per lei? «La mia passione sono i meccanismi, e tutto ciò che si osserva attraverso una lente d’ingrandimento. Con l’appoggio del mio carissimo amico Mario Viganoni ho potuto riparare l’orologio del Duomo di Monza e, sempre per suo merito, con l’Istituto Gemmologico Italiano abbiamo potuto analizzare Sotto, una panoramica dell’interno del negozio Una grande storia alle spalle e tanti progetti attuali. Qual è invece il futuro della Gioielleria Pavan? «Attualmente lavorano con me e mia moglie in negozio i miei tre figli Andrea, Silvia e Laura: tutti con un’ottima preparazione in ambito gemmologico e tecnico e appassionati del loro lavoro. In futuro la gioielleria sarà sempre di più il punto di riferimento per chi si avvicina al mondo dei preziosi. Infatti, in una società che tende sempre più all’esasperazione del consumo a discapito della qualità e dell’assistenza, penso che ci sia bisogno di un recupero delle tradizioni, al fine di instaurare con il cliente un rapporto di fiducia, professionalità e stima reciproca». Sopra, Antonio Pavan, ritratto con la famiglia, che lo affianca nella gestione dell’attività Gioielleria Pavan Via G. Pergolesi, 8 20052 Monza 92 M C N.40 I.P. I.P. Tel. 039/388828 www.gioielleriapavan.it N.40 M C 93 VETRINE & VETRINE VETRINE & VETRINE Great Barrier Reef Dalle montagne si passa al mare, dove troviamo la più preziosa delle meraviglie naturali che l’Australia possiede: la Grande Barriera Corallina, duemila chilometri di coralli che hanno scelto di raggrupparsi sul bordo della piattaforma continentale prima che questa si tuffi per raggiungere i fondali oceanici. All’interno della barriera, lagune calme e limpidissime. Al suo esterno apparentemente solo l’immensità dell’oceano, fino a che, inaspettatamente, ardite guglie di corallo si arrampicano fino alla superficie dell’acqua: sono i reef, piccole lagune racchiuse da una cintura di corallo, che in un trionfo verde smeraldo abbagliano per la loro bellezza. I litorali più belli sono quelli di Queensland, una costa che ha saputo cedere sapientemente alle lusinghe del turismo, dove trovare ristoro in eco-lodge esclusivi immersi nella natura, circondati da montagne ricoperte da una fitta vegetazione tropicale. I.P. Città a misura d’uomo, paesaggi mozzafiato, parchi naturali. Dove i contrasti diventano bellezza ’Australia mantiene sempre le sue promesse e viaggiare in questa terra primordiale è un’esperienza forte che rimane impressa nel cuore e nella memoria. Un percorso attraverso questa grande isola potrebbe cominciare da Blue Mountains, un’area composta da paesaggi scenografici, gole boscose e foreste incontaminate, che si trovano circa 120 km a ovest di Sydney e sono state designate Patrimonio dell’Umanità in virtù della loro biodiversità naturale. È il luogo ideale per cimentarsi in attività avventurose, visitare gallerie d’arte, deliziare il palato in raffinati ristoranti. Nel XX secolo erano in voga i grandi alberghi rustici in stile edoardiano, mentre ora è possibile scegliere tra un’ampia gamma di centri benessere, lussuosi bed and breakfast e campi avventura. I giardini di queste zone sono incantevoli. Tra i più interessanti gli Everglades Gardens, realizzati negli Anni 30 del ’900 dall’architetto paesaggista danese Paul Sorensen. 94 M C N.40 Adelaide e i Gawler Ranges L’Australia del Sud incanta ed incuriosisce. Ammirare Adelaide, la cpitale, significa perdersi in uno scenario ancora intriso di tradizioni europee testimoniate dagli edifici coloniali che conferiscono a questa città un aspetto solido ed elegante. Trenta minuti di volo separano Adelaide dai Gawler Ranges, dove è possibile osservare migliaia di animali in libertà e le incredibili bizzarie geologiche di quest’isola. Un soggiorno nei Gawler Ranges normalmente include un’esperienza di wildlife viewing: qui è possibile avvistare centinaia di canguri in una giornata di safari, dal Grey e Red Kangaroo fino ai più rari Wallabies. Sydney Approdiamo infine in una delle città più belle. Premiata come una delle più affascinanti e vivibili del pianeta, oltre ad essere la più famosa città australiana, Sydney ne rappresenta la quintessenza. È impossibile non innamorarsi di lei. Avviene semplicemente, confondendosi tra i surfisti della Bondi Beach o passeggiando nelle vie dello shopping di George Street. Oppure lasciando l’architettura ultramoderna del centro per spingersi verso la storica zona di Rocks, tra le vie che costeggiano l’insenatura più spettacolare del mondo, dove musicisti e artisti di strada allietano i passanti a caccia di souvenir. Dalle montagne al mare, dalla natura alle città: il paesaggio dell’Australia è un continuo stupore Bradipo Travel Designer Via Carlo Alberto, 11 20052 Monza Tel. 039/5961805 Fax 039/5961806 [email protected] www.bradipotravel.com N.40 M C I.P. Bradipo Travel Designer Australia, l’infinito è da L scoprire Top End L’Australia è un Paese a cui piace stupire attraverso gli affascinanti contrasti della sua terra, proprio come avviene nei territori del Nord, dove contrappone al suo arido Red Centre i paesaggi tropicali del Top End. Capoluogo del Top End è Darwin, giovane e moderna città australiana che ammicca al vicino Oriente e che sa coinvolgere i visitatori nella joy of living dei suoi abitanti e nella sua animata vita notturna. Da Darwin è possibile accedere a quello che, sia per la sua importanza naturale, sia per quella culturale, è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità: il Kakadu National Park. Questo tesoro naturalistico ospita nella sua rigogliosa vegetazione cascate, specchi d’acqua e, soprattutto, una brulicante fauna selvatica. Ma il Kakaku National Park è anche storia: custodisce infatti antichissime pitture rupestri che fanno di questo parco una preziosa finestra sul mondo di quasi 20.000 anni fa. 95 VETRINE & VETRINE VETRINE & VETRINE Soluzioni immobiliari... di valore Una struttura consolidata, forte di una lunga presenza sul mercato uarant’anni in prima linea nel mercato immobiliare monzese sono già un ottimo biglietto da visita. Eppure la storica società di intermediazione immobiliare Gabetti, non contenta degli obiettivi già raggiunti e consolidati a livello sia locale che nazionale, è da sempre proiettata al futuro e ricettiva ai mutamenti delle esigenze e delle necessità della propria clientela. E se il mattone riserva parecchie incognite, specie in questa delicata congiuntura economica, solo il “professionista” che ha fatto della pluriennale esperienza della propria azienda la base da cui trarre preziosi spunti per la gestione di nuove sfide è in grado di riconoscere nelle incognite vere e proprie opportunità. Roberto Brioschi – responsabile territoriale della Gabetti di Monza – si propone oggi, con il proprio staff, a tutti coloro che sono alla ricerca di un servizio consulenziale immobiliare ad alto valore aggiunto: non solo l’espressione di un marchio storico ed autorevole, ma, altresì, la confluenza, in un gruppo organizzato, di distinte professionalità specializzate, tutte organicamente orientate alla soddisfazione delle sempre più complesse istanze del mercato immobiliare. Nella foto, Roberto Brioschi, responsabile territoriale Gabetti Monza M C N.40 Attraverso la Galleria, Fatto ad Arte incoraggia e promuove l’artigianato artistico di qualità a Galleria Fatto ad Arte è uno spazio nato a Monza nel 1997 per volontà di due sorelle, Raffaella e Francesca Fossati e che, da due anni, ha sede in via Zucchi 28, dove presenta collezioni e oggetti di arte applicata e design. La Galleria propone, inoltre, collezioni di abiti, tessuti, accessori, realizzati artigianalmente da laboratori in tutta Italia e gioielli progettati e costruiti da artigiani utilizzando diversi materiali: argento, rame, ottone, plastiche e materiali di recupero. Contro la globalizzazione e l’omologazione dei gusti, infatti, la Galleria Fatto ad Arte propone la tipicità e la qualità della tradizione artigianale italiana attraverso ceramiche, vetri, cristalli e serie divertenti e ironiche di bicchieri e vasi soffiati, disponibili in numero limitato e in pezzi unici, tutti certificati e firmati. Le opere e gli oggetti di Fatto ad Arte, selezionate dai migliori laboratori artigianali italiani sono pensati e realizzati per “abitare con l’arte”. Acquistare e regalare un oggetto Fatto ad Arte - sia esso un vaso, un bicchiere, una ciotola, un oggetto scultura, un gioiello, un abito o una sciarpa - significa promuovere la cultura dell’artigianato artistico italiano valorizzandone le risorse e le tipicità. Per Natale, eccezionalmente, la Galleria propone, accanto all’oggetto artigianale, anche prodotti gastronomici tipici, che si reinventano per confezionare un regalo unico e personalizzato, nonché un’ampia selezione di vini scelti dall’enoteca Profondo Rosso di Monza. La Galleria Fatto ad Arte è inoltre sede di Ad Arte, Primo Osservatorio Nazionale sulle Arti Applicate in Italia. Galleria Fatto ad Arte Sede legale e operativa : Via XX Settembre, 2 - Monza Via B. Zucchi, 28 Tel. 039-365383 - [email protected] 20052 – Monza Sede operativa: via Romagna, angolo via V. Giulia, 1 Monza Tel. 039/2308725 I.P. Gabetti Franchising Agency Monza Tel. 039-2726184 - [email protected], www.gabetti.it 96 L’artigianato diventa sorpresa L Oggetti unici e una vasta gamma di prezzi per accontentare qualsiasi richiesta Q Per info su questi immobili chiamare il numero 039/365383 Galleria Fatto ad Arte I.P. Gabetti Franchising Agency Monza www.fattoadarte.com N.40 M C 97 VETRINE & VETRINE VETRINE & VETRINE La Palestra Il fitness si impara Esercizio fisico, relax, ma anche disciplina finalizzata al raggiungimento degli obiettivi U na realtà solida e radicata in città che con serietà, impegno e competenza ha saputo raggiungere e mantenere nel tempo successo e credibilità tra la sua affezionata clientela. La Palestra – che sin dagli Anni 80 si è fatta apprezzare per i risultati ottenuti dai suoi corsi – ora, nella nuova sede di Via S.Gottardo 58, dispone anche di una efficiente sala attrezzi organizzata per garantire l’ottimizzazione del lavoro fisico. Una spazio ampio ma intimo, dove qualificati istruttori attraverso un accurato lavoro di équipe aiutano a risolvere i problemi di ciascuno dando sempre una soluzione “su misura”. Del resto, La Palestra può contare su una solida tradizione e una vasta esperienza nella conoscenza delle esigenze della persona che le permette di mantenere livelli di eccellenza in tutte le attività proposte. Precorrendo i tempi, già negli Anni 90 La Palestra è diventata centro qualificato per l’insegnamento del metodo Pilates: in quanto tale, offre sedute individuali e semi-individuali (duetto) e, da quest’anno, anche lezioni per piccoli gruppi di otto persone in cui l’allenamento a corpo libero (matwork) si affianca all’utilizzo del reformer, attrezzo base di questa disciplina. Una gradevole zona benessere con sauna e bagno turco completa i servizi di questo centro. Da 26 anni La Palestra è un punto di riferimento per tutti coloro per cui forma fisica fa rima con benessere La Palestra Via San Gottardo, 58 20052 Monza 98 M C N.40 I.P. I.P. Tel. 039/386504 [email protected] N.40 M C 99 VETRINE & VETRINE VETRINE & VETRINE York L’eleganza è di casa a Lissone Emporio del Gusto L’arte del vino Situata in una zona facilmente accessibile, dotata di ampio parcheggio, l’enoteca porta avanti una tradizione di gusto che viene da lontano I l piacere di stare insieme, di soffermarsi ad ascoltare i propri sensi, di dedicare a se stessi minuti di piacevole intimità. Il “buon bere” è molto di più che il semplice gustare un’ottima bottiglia di vino: è condivisione e calore, desiderio di darsi il tempo di conoscere i sapori, ritrovare profumi e aromi dimenticati. Una tradizione che dalle lontane radici greche ed etrusche oggi arriva fino a noi grazie a figure professionali come Franco Colombo e Maria Teresa Bolis. Sono loro, nell’Emporio del Gusto, situato a Biassono, nel cuore della Brianza, a guidare la clientela nella scelta del vino, della confezione migliore per un regalo, una ricorrenza, un evento. «Semplice o importante – spiega Maria Teresa Bolis – ciò che conta è che il dono sia in grado di deliziare e stupire chi lo riceve, ma anche di allietare chi lo fa». Ecco perché l’acquisto deve trasformarsi in un momento piacevole, in cui sia possibile ponderare con calma la propria scelta in un’ampia selezione. Emporio del Gusto, infatti, promuove un consumo consapevole, che privilegia la qualità piuttosto che la quantità e che consente di riconoscere il valore di un prodotto e comprenderne la differenza rispetto agli Dal 1960 stile ed alta qualità caratterizzano i prodotti della pellicceria gestita dalla famiglia Nava V iaggia in tutto il mondo Gianluigi Nava per trovare le migliori pellicce da offrire ai suoi clienti al miglior prezzo. Fu lui, infatti, a fondare la pellicceria York negli Anni Sessanta e ad avere l’intuizione di acquistare le pelli alle aste internazionali: in Scandinavia, Canada, Russia, Stati Uniti, Nuova Zelanda… Ovunque si trovino ottime pelli, York c’è. Le materie prime vengono poi conciate in manifatture qualificate e successivamente confezionate nei laboratori di York, con manodopera specializzata sia a livello stilistico che per quanto riguarda la lavorazione, che prevede anche rifiniture a mano. Questo permette all’azienda di creare capi di alta qualità a prezzi molto interessanti e concorrenziali. Il felice connubio tra qualità artigianale, gusto italiano, eleganza e moda è visibile in ogni creazione di York, il cui vasto catalogo comprende: pellicceria classica e sportiva, capi foderati e bordati in vera pelliccia e realizzati in tessuti tecnici impermeabili, accessori in vera pelliccia (sciarpe, stole, colli, cappelli), capi per donna e uomo in vero piumino d’oca con colli e bordi in pelo vero. Tutti da provare nello showroom di Lissone. Inoltre, per garantire un servizio davvero completo alla clientela, la pellicceria offre anche servizi di rimessa a modello di vecchi capi, riparazioni e cambi fodera, puliture, azzurrature, rinfrescature. E per chi avesse qualche problema di spazio, York effettua anche il servizio di custodia estiva con possibilità di assicurare la pelliccia tutto l’anno. altri. Una filosofia “da toccare con mano” durante i numerosi momenti di degustazione che l’enoteca ospita, come quello, che si è svolto alcune settimane fa, che ha avuto per protagonisti whisky di diverse etichette, provenienti da famose distillerie scozzesi che lo propongono con invecchiamenti dai 12 anni del Cardhu ai 18 del Caol Ila. Ma, occasioni speciali a parte, il ricco allestimento preparato in occasione delle festività natalizie, rappresenta un’ottima opportunità per venire a curiosare tra gli scaffali e la fornitissima carta dei vini e, magari, per sorprendersi con un regalo: questa volta solo per se stessi… All’Emporio del Gusto è stata dedicata una serata al whisky, il più antico distillato prodotto in Scozia, la cui data di nascita ufficiale è l’8 agosto 1494 York 20035 Lissone Tel. 039/2494791 - Fax 039 2494515 e-mail [email protected] e-mail: [email protected] www.york-nava.it 100 M C N.40 www.york-fashion.it Nel catalogo di York è possibile trovare un modello per ogni occasione I.P. Via Tiziano Vecellio, 43 Via dei Gelsi – 20046 Biassono I.P. Il 2 – Emporio del Gusto N.40 M C 101 VETRINE & VETRINE Marli Protezione, calore e ambiente Reinventiamo la tua vecchia pelliccia diventerà piu morbida, più leggera, ...come nuova! Un nuovo spazio nato per soddisfare le esigenze di tutti coloro che ricercano nel dettaglio alta qualità, raffinatezza ed eleganza 102 M C N.40 infissi per i cittadini di Monza, durante le serate prenatalizie dedicate allo shopping, vista anche la vicinanza al centro città. Marli infissi Via A. Visconti, 39 20052 – Monza Marli infissi ha da poco inaugurato il suo showroom in via Visconti, 39 Tel. 039/362009 Se prima era così con noi diventerà... ...così I.P. A pre a Monza Marli infissi: nel nuovo show room in Via Azzone Visconti 39, la neonata società, che fa capo a Martina Mangione e a Lisa Bandiera, entrambe già operatrici da tempo nel settore, si propone al pubblico monzese con un’area espositiva di oltre 200 metri quadrati. Il ventaglio di proposte comprende un’ampia gamma di prodotti, tutti caratterizzati da linee eleganti e diverse soluzioni di design, in linea con le nuove tendenze dell’arredamento e per diversi contesti abitativi. Il tutto avvalendosi di una serie di brand forti e qualificati, quali SPI, Bertolotto, Tesio e Sidel, che consentono un’ampia scelta fra moltissime tipologie di infissi in alluminio, legno, alluminio-legno e PVC, per soddisfare qualsiasi esigenza in termini di isolamento termico, acustico e di risparmio energetico, oltre ad una vasta gamma di porte interne e blindate. Marli infissi è particolarmente attenta alle esigenze climatiche ed ambientali del nostro comprensorio, offrendo nella sua gamma prodotti che rientrano in quelli previsti dalla vigente normativa (Dlgs 192) in materia, al fine di poter accedere agli sgravi fiscali del 55 per cento previsti dalla Finanziaria 2008/2009, e proponendo consulenza gratuita ai fini dell’istruzione delle pratiche di accesso a queste agevolazioni. La direzione commerciale è affidata a due professionisti di ventennale esperienza nel settore, monzesi doc, quali Giampaolo Sciffo e Miriam Monguzzi che, abbinando i giusti complementi, propongono un progetto personalizzato per qualsiasi soluzione abitativa. Marli propone, inoltre, ulteriori servizi accessori come: finanziamenti personalizzati, polizza di garanzia decennale (sui serramenti SPI) e verifiche funzionali post vendita all inclusive. Una tappa obbligata, quindi, quella alla Marli ...o così ...o così CASATENOVO - Via Roma, 4 - Tel. 039 9204723 MONZA - Via Zucchi, 42 - Tel 039 2311020 www.pirottapellicce.com [email protected] ...o così! CONSULENTE FINANZIARIO CONSULENTE D’IMPRESA Obbligazioni: ecco come investire I titoli obbligazionari sono strumenti finanziari che assegnano un credito all’investitore nei confronti di chi emette l’obbligazione. L’emittente potrà essere lo Stato, un ente sovranazionale o un’azienda. La garanzia di rimborso dell’obbligazione, sia durante la vita del titolo, che alla scadenza, è, quindi, elemento essenziale per ogni scelta d’investimento. Aldo Varenna Inizia l’attività nel 1985 come Private Banker e addetto ai Rapporti Istituzionali in Banca Fideuram. Dal 1998 è membro del Comitato Esecutivo e del Consiglio Nazionale ANASF (Associazione di Categoria). Dal 2003 è responsabile Area Rapporti con l’estero ANASF. Inoltre è membro del Comitato Esecutivo CIFA (Convention of Indipendent Financial Advisor), associazione no profit con sede a Ginevra. Da maggio 2007 ricopre la carica di Segretario Generale delegato del FECIF, associazione con sede a Bruxelles. Da aprile 2005 è professionista Certificato €FA (€uropean Financial Advisor). Svolge l’attività professionale su tutto il territorio nazionale, con paticolare focalizzazione su Milano e l’hinterland. Aldo Varenna Private banker tel. 039/2358011 104 M C N.40 OBBLIGAZIONI GOVERNATIVE Si chiamano Titoli di Stato (Government Bond) perché emessi dal Tesoro di un Governo. In questo caso la garanzia di rimborso è prestata dallo stato emittente e qui particolare attenzione va a paesi esotici o particolarmente generosi; non dobbiamo infatti dimenticare lo sciagurato default dell’Argentina. Talvolta si creano sul mercato anomalie di rendimento tra obbligazioni simili. L’esempio recente è quello tra i Btp italiani e i cugini Bund Tedeschi: investire sui titoli italiani rende infatti 100 punti base di più che acquistare un titolo della Germania, per un rischio Paese che molti analisti non ritengono oggettivamente tanto maggiore. CORPORATE BOND Sono titoli emessi dalle Società normalmente con lo scopo di finanziare il proprio sviluppo industriale. Quando ad emetterle sono aziende particolarmente a rischio vengono chiamate High Yeld (ad alto rendimento). Il rischio credito è sempre mutabile e non è sufficiente un buon rating: vista la non infallibilità delle agenzie, sarà quindi fondamentale monitorare l’azienda scelta in modo costante e approfondito. EMERGING MARKET BOND Appartengono a questa categoria i Paesi cosiddetti emergenti, Est Europa, America Latina e Asia. In queste nazioni talvolta un cambio di governo può stravolgere radicalmente le sorti di un paese, affossarlo o rilanciarlo in modo eclatante (il Brasile di Lula è un tipico esempio) con un’immediata conseguenza sui prezzi delle obbligazioni quotate. I mercati emergenti richiederanno quindi un monitoraggio che dovrà essere particolarmente puntuale e continuo. Può essere ceduto un ramo d’azienda creato ad hoc? a cura di Eliano Goltara a cura di Aldo Varenna OBBLIGAZIONE CONVERTIBILE Le convertibles sono un mix tra un’azione e un’obbligazione, emesse dalla stessa azienda. Normalmente queste obbligazioni distribuiscono anche una cedola annua. Per una corretta selezione si dovrà valutare sia la scelta del titolo-azienda, sia analizzare il momento di mercato. Questa asset class è stata tra le più penalizzate nel 2008. Per questo motivo, molti analisti ritengono che vi siano obbligazioni convertibili a forte sconto e che possano rappresentare una buona scelta futura. TASSO FISSO, VARIABILE O INFLATION? Qui la scelta è su quale futuro macroeconomico possiamo prevedere. La Bce sino a luglio pensava, sbagliando, di dover combattere l’inflazione, oggi invece si parla di recessione con possibile rischio depressione. Ecco che un’obbligazione a tasso variabile, perfetta 3 mesi fa, oggi - se, come sembra, i tassi scenderanno ancora - potrebbe risentire di questa discesa: tornerebbe quindi in auge sia il vecchio Btp, che il Bund che paga un tasso fisso per tutta la durata del titolo. OBBLIGAZIONI INFLATION LINKED Che siano BTP Inflation o le francesi Oat, queste obbligazioni sono vincenti con un’ipotesi di inflazione al rialzo e oggi sembrerebbero avere meno appeal, anche se fino a giugno apparivano il miglior investimento possibile! Come dire, la velocità di cambiamento delle economie mondiali porta ancora una volta a dover effettuare un continuo monitoraggio del portafoglio. Dovremmo poi ricordare l’aurea regola del premio al rischio: ogni strumento dovrà essere analizzato sulla base del rendimento atteso. Si dovrà quindi avere una corretta proporzione con il rischio da correre (anche minimo) per raggiungere l’obiettivo di rendimento. Spesso le quotazioni non rispecchiano questa fondamentale equazione. Vi sono infatti attività troppo rischiose con un obiettivo di rendimento non adeguato e altre con un rapporto più equo ed equilibrato. Al vostro consulente dovrete quindi chiedere di approfondire queste situazioni di mercato e consigliarvi di conseguenza. D Eliano Goltara Svolge la professione di avvocato presso i propri studi di Monza e di Milano e si occupa prevalentemente di diritto dell’impresa. Ricopre l’incarico di consigliere in diversi consigli di amministrazione ed è autore di numerose pubblicazioni. È titolare di Studio Goltara. Avvocati. I rami d’azienda che vengono ceduti devono necessariamente avere capacità produttiva autonoma a parte delle imprese italiane si sta sempre più spesso manifestando la tendenza a realizzare innovativi progetti di riorganizzazione - che spesso scaturiscono in processi di delocalizzazione - al fine di avvalersi di meccanismi produttivi più flessibili e competitivi. Tende quindi a declinare l’impresa autosufficiente e di grandi dimensioni, per lasciare il passo ad una realtà aziendale più ristretta, ma caratterizzata da un articolato complesso di relazioni commerciali con fornitori terzi a cui delegare parte della produzione. Nelle ipotesi più estreme si giunge persino a configurare un’impresa che abbandona, per così dire, il ruolo della produzione per occuparsi esclusivamente della gestione del proprio marchio o del coordinamento dei subfornitori collegati. L’evidente intento che emerge da questo processo di esternalizzazione (o, meglio, di outsourcing) è quello di concentrarsi sul cosiddetto core business aziendale, dunque su ciò che realmente produce valore, delegando a terzi le altre attività. Non è raro che queste nuove forme organizzative vengano realizzate attraverso il trasferimento dell’azienda o, ancor più spesso, di un solo ramo di essa. La questione d’ordine pratico, oltre che giuridico, che molti imprenditori si pongono è la seguente: qualora, come spesso accade, non sia preesistente all’interno della propria impresa un autonomo ramo d’azienda (giuridicamente inteso) è possibile (e, soprattutto, è giuridicamente valido) crearne uno ad hoc solo ai fini del suo trasferimento? Si badi che ciò che viene sostanzialmente trasferito con la cessione è l’attività economica organizzata, quindi autonoma e capace di vita propria, piuttosto che i singoli beni. In altri termini, il cedente trasferisce il proprio diritto su tali beni da lui “organizzati” per consentire al cessionario di esercitare, a sua volta, l’impresa in modo autonomo. E la cessione si sostanzia in ogni atto giuridico con cui si raggiunge un mutamento nella direzione aziendale: ciò vale quindi per la vendita, ma anche per l’usufrutto e l’affitto dell’azienda, così come per l’espropriazione, la fusione, l’incorporazione o la scissione della società proprietaria dell’azienda. Non si differenzia dalla cessione dell’azienda nella sua globalità la disciplina dettata dal nostro legislatore nel caso in cui venga trasferita solamente una frazione (ramo) di essa. La condizione di validità della cessione, però, è che il complesso di beni trasferito “in sé” costituisca, a sua volta, un insieme di elementi produttivi organizzati dall’imprenditore al fine dell’esercizio di un’attività. Si ha cessione di ramo d’azienda (tecnicamente intesa) solo se tale ramo preesiste all’attività della nuova impresa e, dopo la cessione, tale frazione di azienda mantiene la propria identità; il ramo oggetto della cessione di azienda costituisce un insieme di beni organizzati per l’esercizio dell’impresa di connotato simile a quest’ultima, ma idoneo ad essere ceduto perché possiede una sua precedente (nonché, evidentemente, successiva) identità ed autonomia. La stessa Cassazione (5 marzo 2008, n. 5932) ha recentemente ribadito la nullità dell’atto con cui venga ceduto un ramo di un’azienda nel caso in cui questo difetti ab origine di autonoma organizzazione economica e, di conseguenza, non possa mantenere la sua identità a seguito del trasferimento. Uno degli indefettibili presupposti per la cessione del ramo d’azienda consiste, quindi, proprio nella preesistenza di un’autonoma capacità produttiva. N.40 M C 105 CONSULENTE ASSICURATIVO CONSULENTE LEGALE Trasportare le merci in sicurezza La consulenza aiuta a conciliare a cura di Vittorio Massardi N Vittorio Massardi Ha iniziato l’attività assicurativa nel 1968 come agente di città della Toro Assicurazioni. Dal 1995 è partner ed amministratore delegato della GPG, gruppo Puricelli & Ghezzi. ella maggior parte dei casi, le imprese produttrici, quelle commerciali e i clienti finali sono distanti tra loro e diversi sono i sistemi di trasporto merci: terrestre (stradale o ferroviario), aereo, via acqua (marittimo, di cabotaggio, idroviario), e i rischi a cui vengono esposte le merci durante i tragitti sono molti, imprevedibili e difficilmente calcolabili. Tra questi perdita e danneggiamento dei beni trasportati e incidenti dei mezzi di trasporto sono quelli più frequenti, con evidenti ripercussioni finanziare; non va dimenticato, inoltre, che il trasporto merci diviene una variabile non trascurabile della dinamica competitiva dell’impresa e l’incidenza del prezzo del trasporto è un dato significativo per la formazione del prezzo finale del prodotto. Un’eventualità a cui è possibile fare fronte assicurando l’intera fase del trasporto, da quello verso l’azienda delle materie prime da lavorare, fino al trasferimento del prodotto finito ai centri di distribuzione. Da tenere conto, inoltre, che le imprese di spedizione e quelle artigianali manipolano le merci con mezzi propri, come gru o carrelli elevatori, e gli eventuali danni possono essere coperti appunto solo da un’assicurazione trasporti e da nessun’altra tipologia di assicurazione aziendale tenendo presente che queste aziende di trasporto o spedizione non rispondono in caso di danni, o hanno una responsabilità molto limitata. Tale garanzia può essere elaborata partendo da un’attenta analisi dei rischi connessi alla spedizione delle merci e dei mezzi utilizzati che viene effettuata ad hoc sul singolo cliente. In Italia esiste, ad esempio, la PIAMT (Polizza Italiana Assicurazione Merci Trasportate, ed. 1983) che, prevedendo tutte le clausole inerenti la delimitazione del rischio, consente di ottenere una copertura su misura sulla base delle specifiche necessità del contraente. Due sono essenzialmente i tipi di copertura previsti: la prima è quella con clausola a pieno rischio, che assicura, contro particolari avarie, eventi dipendenti dalla volontà umana (ad esempio il furto, la manomissione, la dispersione, il colaggio, il bagno con acqua dolce, lo smarrimento e la mancata consegna in conseguenza di avvenimenti a carico degli assicuratori, la rottura) e avarie generali. La seconda è chiamata clausola rischio base che assicura da qualsiasi rischio, eccetto i danni da innavigabilità e inidoneità della nave o di qualsiasi mezzo di trasporto. lli & Ghezzi Gruppo Purice 9 Via Camperio, no ila 20123 M 700 Tel. +39 02.30322 722 Fax +39 02.30322 .it er ok www.gpg-br 106 M C N.40 U Avv.Giorgio Galbiati È iscritto all’Albo degli Avvocati di Monza dal 2001. Avvocato civilista, si occupa di diritto commerciale, societario e fallimentare. Dal 2000 è socio dello studio Galbiati Pozzoli Radaelli. na delle più interessanti novità apportate negli ultimi anni al sistema processuale italiano è senza dubbio costituita dall’introduzione della consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi, di cui all’art.696 bis Cod. Proc. Civ. (introdotta dall’art. 2 comma terzo lett. e-bis n. 6 del D.L. 14 marzo 2005 n. 35, convertito con modificazioni nella Legge 14 maggio 2005 n. 80), la cui portata pratica ed utilità si sono rivelate addirittura maggiori di quelle sottese al disegno del Legislatore. Con essa è stata infatti introdotta una preziosa arma contro il proliferare dei giudizi. Questi i tratti più salienti della norma in questione: - l’espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere richiesto anche al di fuori dei limiti di legge apposti all’accertamento tecnico preventivo classico, nel cui ambito assume particolare rilevanza il carattere di urgenza, cioè di sussistenza di un grave pregiudizio in caso di rinvio di tale accertamento, in assenza di cui detto procedimento non può essere promosso; - l’oggetto della consulenza è molto ampio in virtù della genericità dell’indicazione fornita dal Legislatore circa il suo campo applicativo (“ai fini dell’accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito”); - l’attività è svolta da un consulente appositamente designato dal Giudice, scelto in appositi elenchi di esperti della materia oggetto dell’accertamento; - il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, deve tentare la conciliazione delle parti, una fase che avviene durante l’espletamento degli accertamenti ed al loro termine e quindi quando il consulente dispone già di un quadro ben preciso; - il procedimento di norma si chiude nel giro di 4-5 mesi, essendo questo il tempo medio intercorrente dal deposito del ricorso introduttivo, a quello della relazione peritale conclusiva; - di norma i costi, specie se rapportati agli scopi ed ai benefici perseguiti, sono contenuti e nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di anticipare spese che dovrebbero comunque essere sostenute nel a cura dell’avv. Giorgio Galbiati caso di introduzione di un giudizio ordinario. L’estrema utilità di tale strumento processuale è data dal fatto che la consulenza preventiva può trovare le più svariate applicazioni, costituendo un valido strumento per evitare l’introduzione di una causa civile di merito, ovvero per stimolare il raggiungimento di un accordo bonario a ridosso del suo avvio, evitando di esporsi alle lungaggini ed ai costi di una causa ordinaria: può quindi ipotizzarsi di accedere a tale procedimento per la quantificazione dei danni patrimoniali o biologici derivanti da un sinistro stradale, per l’esatta determinazione della rata di un mutuo, per la verifica della sussistenza di vizi occulti, con relativa determinazione dei costi di ripristino nell’ambito di contratti di compravendita e/o d’appalto. A ciò si aggiunge che, essendo il procedimento retto da un consulente tecnico (cioè, a seconda dei casi, da un architetto, un ingegnere, un revisore contabile, ecc.) oggetto di valutazione sarà l’ammontare del credito (quantum debeatur), ma non anche le questioni giuridiche vere e proprie correlate all’esistenza del diritto di credito azionato (incidenti sull’an debeatur); e, ove la risoluzione di tali questioni dovesse essere necessaria, il consulente vi procederà di norma facendo ricorso a regole di buon senso e nell’ottica di indurre le parti ad una intesa conciliativa. Il limite dello strumento è tuttavia probabilmente dovuto alla preparazione prettamente tecnica e non giuridica del consulente, il quale, nell’intento di dare una risposta al quesito affidatogli dal Tribunale e nella volontà di stimolare le parti verso il raggiungimento di un accordo bonario, potrebbe sorvolare totalmente sulle questioni giuridiche, quali ad esempio quelle collegate alla tempestività nella denunzia dei vizi nell’ambito di un negozio di compravendita, piuttosto che all’interpretazione di clausole contrattuali inerenti le limitazioni di responsabilità di una delle parti, ovvero dalle alle stesse risposte errate e/o approssimative. In questi casi potrà risultare inutile avere anticipato l’accertamento tecnico rispetto all’esame del merito della lite. N.40 M C 107 CONSULENTE DEL LAVORO TEMPO LIBERO Erogazioni liberali e regali natalizi ai dipendenti BLOCK NOTES C Eugenio Leoni Consulente del lavoro, esperto in materie sindacali e rapporti con gli enti pubblici, case editrici, società sportive e dello spettacolo. È titolare dello studio Leoni, attività con 30 dipendenti e 10000 paghe mensili elaborate. superi, nel periodo di imposta, il predetto limite. L’azienda che è dunque solita erogare in occasione del Natale la “liberalità in denaro” ai propri dipendenti, potrà continuare a seguire tale prassi erogandola però come “liberalità in natura” ovvero sotto forma di beni o servizi o buoni rappresentativi degli stessi. Per poter fruire dell’esenzione sulle liberalità in questione, le stesse non dovranno però superare il limite delle 258,23 euro, comprendendo in tale importo anche tutti gli altri fringe benefit percepiti dal lavoratore nel corso dell’anno (autovettura ad uso promiscuo, polizze assicurative, appartamento, prestiti, ecc.). Se il valore è superiore a tale limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito. Nello specifico, il così detto “pacco natalizio” potrà ancora essere esente da tassazione solo per il dipendente che non avrà complessivamente percepito nel corso dell’anno fiscale compensi in natura superiori a 258,23 euro. In caso contrario verrà scontata, in sede di conguaglio di fine anno o di fine rapporto, l’imposizione previdenziale e fiscale. Precisiamo infine che ai fini dell’esenzione non è più necessario che la liberalità venga concessa alla generalità o categorie di lavoratori. Heavy Rotation Anastacia Mercury € 20,90 Dopo quindici milioni di album venduti, il ciclone Anastacia torna a fare gioire i suoi Anni Ruggenti che il cinema e la letteratura brani che non smentiscono la passionalità e numerosissimi fan e ci propone una raccolta di dell’alta società newyorkese, il simbolo di quegli la sensualità di questa straordinaria e ancora hanno saputo magistralmente interpretare. Con bellissima cantante. “Alabama Song” Gilles Leroy, al suo dodicesimo Anastacia, a quarant’anni suonati e dopo avere romanzo e vincitrice del prestigioso premio sconfitto un terribile tumore al seno, Goncourt, ricostruisce la vita scandalosa e splendida voce, da tutti definita la più “nera” fra le ritratto affascinante di un’epoca assolutamente voci della musica pop mondiale. irripetibile. Finché un giorno… DOVE & COME Albed: Via S.Martino – 20054 Nova Milanese- T.0362/367112 www. albed.it Aldo Varenna: Banca Fideuram Piazza Garibaldi, 8 - Monza -T. 039/2358001 Arlotti Motorsport: Via Canella, 6 - 20147 MilanoT. 02/417440 www.arlotti.it Ars Medica Dentistica: Via Borgazzi, 17- Monza T. 039.2308662 www. arsmedicadentistica.it Alberto, 11 - 20052 Monza- T. 039/5961805 www. bradipotravel.com Repubblica, 42 – 20035 Lissone – T. 039/ 2459777 www.ggranetto.it Class Limousine: Via Prada, 40 - Vedano al Lambro - T. 039/492239 T. 333.1721169 www. classlimo.it Gruppo Puricelli & Ghezzi: Via Camperio, 9 – 20123 Milano – T 02/ 30322700 www.gpgbroker.it Dibi Center: Via Passerella dei Mercati, 16 – Monza – T. 039/2308908 www.dibicenter.it Guglielmo Fortuzzi&C. - Nazionale dei Giovi, 9 20030 Bovisio Masciago –T. 0362/558321 www. borgoantico.info Mulino a Vino: Via De Amicis, 21- Monza – T. 039/384180 www.enotecailmulino.it Gabetti Monza: Via XX Settembre, 2 – Monza - T. 039-365383 - monza@ gabetti.it, www.gabetti.it Galleria Fatto ad Arte:Via B. Zucchi, 28 – Monza T. 039/2308725 www.fattoadarte.com Beauty life: Via Montello, 226 - 20038 Seregno - T. 0362/240424 Gioielleria Pavan: Via G. Pergolesi, 8 - Monza – T. 039/388828 www.gioielleriapavan.it Bradipo Travel:Via Carlo G.Granetto: Viale della continua imperterrita a mietere successi grazie alla sua dissipata di questi due straordinari personaggi. Un Attualità: Via Cimabue, 1 – Monza – T. 039/839136 N.40 Alabama Song ovviamente dannati, erano la coppia icona Associazione P. Zorzi: Via Amadeo, 40 – Milano – T. 02/2394210 www. associazionepaolozorzi.it M C IL CD Zelda e Scott Fitzgerald, giovani, belli e Associazione Friends: Via Ramazzotti 20 -Monza - www.friends-online.org 108 IL LIBRO di Gilles Leroy Baldini Castoldi Dalai Editore € 16,50 a cura dello Studio Leoni on l’avvicinarsi del periodo natalizio lo Studio ritiene interessante tornare sull’argomento delle erogazioni liberali concesse in occasione di festività e ricorrenze, questo anche a fronte delle precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 59/E del 22.10.2008. L’art. 2 comma 5 del Decreto Legge 93/2008 ha soppresso la lettera b) dell’art. 51, comma 2, T.U.I.R, abrogando la norma che escludeva dall’imponibile fiscale e previdenziale le somme concesse dal datore di lavoro in occasione di festività e ricorrenze, alla generalità o a categorie di dipendenti, fino all’importo di 258,23 euro per anno fiscale (c.d. erogazioni liberali). L’Agenzia delle Entrate, con la circolare sopra menzionata, precisa che le erogazioni liberali, qualora concesse sotto forma di beni o servizi o buoni rappresentativi degli stessi, possono, in linea di principio, comunque rientrare nella fattispecie dei “fringe benefit” e di conseguenza beneficiare della franchigia prevista per le erogazioni in natura, consistente nell’esenzione fiscale e contributiva fino al valore di 258,23 euro per anno fiscale. La parziale esenzione non si applica qualora il valore dei beni e dei servizi a cura di Paola Vanni Il 2-Emporio del Gusto: Via del Gelsi - 20046 Biassono - T. 039/2494791, [email protected] In Casa Store: Via Boito,126 –Monza – T. 039 2315960 - www. incasastore.it La Palestra: Via S. Gottardo, 58 - Monza - T. 039/386504 lpmonza.com www.promelit.it L’Estragon: Via V. Emanuele, 1 – Monza, T. 039/366316 www.lestragon.com Ristorante Rossana: Via Delle Industrie, 4 – 20060 Basiano (MI) – T. 02.95761691 York Confezioni: Via Tiziano Vecellio, 43 - 20035 Lissone- T. 039/462846 www.york-nava.it Marli infissi: Via A. Visconti, 39 - Monza - T. 039/362009 Meg Boutique: Via Pergolesi, 8 - Monza T. 039/387376 Maison – Althea: Via G. Pergolesi, 8 – Monza – T. 039/382016 Pellicceria Pirotta: Via Zucchi, 42 – Monza - T. 039/2311020 La Perla: Via Italia, 3 Monza – T. 039/384014 Profondo Rosso: Via Matteo da Campione, 8 – Monza T. 039/3900363 www.ristoranteprofondorosso.it Last Planet Monza: via Sempione, 17b- Monza - T. 039/2308316 www. Promelit: Via Modigliani, 20 – 20092 Cinisello Balsamo - T. 02/66087.1 Saint Georges Premier: Via Vedano, 7 – Monza –T. 039/320600 www. saintgeorges.it Royal Motors: Via C. Forlanini , 69 - 20033 DesioT. 0362/300154 - www. royalmotors.it Strippoli Gioielli: Via Carlo Alberto, 4-Monza – T.039/2328120 Studio legale Goltara: Vicolo Duomo, 1 – Monza - T. 039/3900081 Studio Leoni: Via Statuto, 4 – 20121 Milano – T. 02/36573500 www. studioleoni.it Tanzi: Via Zucchi, 13 Monza – T. 039/323678 Venus: Viale Sicilia, 98 - 20052 Monza – T. 039 /28301 www.venus-spa.it N.40 M C 109 TEMPO LIBERO TEMPO LIBERO MOSTRE & EVENTI a cura di Chiara Bramati MONZA 20 dicembre MONZA Tragedia giapponese in tre atti con musica di Giacomo Puccini. Libretto di SUPER FATHERS FOR CHRISTMAS MADAMA BUTTERFLY 13 e 14 dicembre Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma “Madame Butterfly” di David Papà separati in piazza per raccogliere fondi negli abiti di Babbo Natale. Perché: perché spesso i Tribunali lasciano i bambini lontani dai papà durante Belasco. Perché: per gustare, anche a Monza, il mondo dell’opera lirica. le feste, ma anche perché il cuore di papà è uguale a quello di mamma! Come: ore 21, spettacolo fuori abbonamento. Info T. 039/386500. Come: dalle 10 alle 19 gazebo informativo con gadget per i piccoli. Dove: Teatro Manzoni, Via Manzoni, 23. Dove: piazza Carducci. Web: www.teatromanzonimonza.it LISSONE Web: www.papaseparatilombardia.org Fino al 23 dicembre MONZA SOLITUDE OF PAPER SOLSTIZIO D’INVERNO 2008 RAQUEL MAULWURF/ANTONIO ELIGIO FERNANDEZ (TONEL) Doppia esposizione di artisti che usano la carta come supporto primario della loro ricerca lanciando interrogativi sulle future prospettive dei rapporti umani. Perché: per osservare i risultati di due generazioni a confronto. Come: ingresso gratuito; da martedì a sabato dalle 14.30-19.30, mattina su appuntamento. Info T. 039/5960355. Dove: Galleria Six, Via Giosuè Carducci, 10 - Lissone. Fino al 14 dicembre Seconda edizione per un contenitore di diversi momenti di divertimento che, oltre ad avere la finalità aggregative, riescono a far emergere i giovani come risorsa e valore aggiunto per l’intera cittadinanza. Perché: per seguire da vicino il tema dell’anno: “Vivere la Città”. Come: Informazioni su eventi e manifestazioni presso l’Ufficio Politiche Giovanili T. 039/2372338. Web: www.galleriasix.it Web: [email protected] SEVESO 21 e 23 dicembre/ 6 gennaio CONCERTI DI NATALE- CONCERTO DI INIZIO ANNO Rassegna di concerti dello storico Corpo musicale “Santa Cecilia” nato nel MONZA Perché: per onorare la patrona cittadina e per celebrare Natale e l’Epifania. FESTIVITÀ 2008/2009 1902. Speciale Natale Come:ingresso gratuito. Info orari T. 333/3616265. Iniziative rivolte alla cittadinanza in occasione delle Festività natalizie e di Dove: nelle principali Chiese della citta di Seveso. fine anno. Web: www.banda.it Programma: dal 6 dicembre al 11 gennaio 2009 – Piazza San Paolo: novità 2008, pista di pattinaggio sul ghiaccio; da 7 al 21 dicembre 2008 – Piazza Duomo: animazione per bambini in apposita struttura allestita con decori e addobbi natalizi, con giochi, laboratori e spettacoli a tema; 19 dicembre – Palacandy: spettacolo di cabaret “Punto Zelig” alle ore 21.00 (sconti previsti MONZA per i residenti); 20 dicembre – Piazza Roma: “Natale on the road”, dalle ore 14.30 alle 19.30, parata di Harley-Davidson con motociclisti vestiti da Babbo dal 17 dicembre NOTE DI SOLIDARIETA’ 2008/2009 Natale; 24 dicembre - Piazza Duomo: “Vin brulè con gli Alpini”, tradizionale manifestazione di festa ed incontro per lo scambio di auguri di Buon Natale Rassegna musicale giunta alla 5° edizione che vede la presenza dell’intera al termine della S. Messa di mezzanotte; 31 dicembre – Palacandy: Gran- compagine sinfonica dell’Orchestra di Milano Giuseppe Verdi. Perché: per il piacere di ascoltare musica ad alto livello. de festa di Capodanno con l’intrattenimento musicale dell’Orchestra Beghini Come: per il piacere di ascoltare musica ad alto livello e per contribuire a sostenere i più deboli. Dove: primo concerto al Duomo di Monza, successivi al Teatro Manzoni, Via Manzoni, 23. Web: www.fondazionemonzabrianza.org 110 M C N.40 Show di Radio Zeta e l’esibizione del grande artista Fausto Leali, dalle ore ato Assessor e Spettacolo al Turismo 21.00 alle 2.00 ad ingresso gratuito. Informazioni, orari e prezzi: Ufficio Turismo e Spettacolo del Comune di Monza - Tel. 039/2372279/222/369. Web: [email protected] - www.comune.monza.mi.it N.40 M C 111 TEMPO LIBERO OROSCOPO ARIETE - 21 Marzo - 20 Aprile Siete un po’ focosi e irascibili, ma il vostro umore, invece che danneggiarvi, creerà intorno a voi una specie di timore reverenziale che vi consentirà di giocare le vostre carte mettendo a segno qualche punto importante. Gli amici finalmente capiranno che la ragione stava dalla vostra parte e che i torti subiti erano solo frutto dell’invidia di qualcuno che non sopportava il vostro successo in amore e negli affari. Dicembre scorrerà sereno e tranquillo: vi aspettano giorni bellissimi, pieni di calore, circondati dall’affetto e dall’amore. ARIETE TORO - 21 Aprile - 20 Maggio La Luna torna positiva nel vostro segno e Marte è intenzionato a proteggervi anche quando i vostri passi risulteranno un po’ avventati. Infischiatevene delle critiche che vi pioveranno addosso quando comunicherete agli altri le vostre decisioni e pensate soltanto a voi stessi perché, da molto tempo, vi siete occupati molto degli altri e poco di voi stessi. In amore è giunto il momento di affrontare la realtà e iniziare una convivenza che se cambierà le vostre abitudini, vi darà anche modo di apprezzare la vita di coppia. TORO GEMELLI - 21 Maggio - 21 Giugno Incontri passionali ed erotici in primo piano renderanno i prossimi giorni particolarmente elettrizzanti. Dicembre sarà costellato di riunioni mondane, feste e ricevimenti nel segno dell’allegria e del buon umore. Venere vi sostiene e Giove vi ripara dai rischi che si nascondono dietro l’angolo. Attenzione a non esagerare perchè il troppo storpia e non sempre è facile riparare i danni provocati da una vita senza regole. Comunque, dateci sotto e divertitevi: soprattutto da Natale a Capodanno, il periodo migliore per festeggiare con gli amici. GEMELLI CANCRO - 22 Giugno - 22 Luglio La Luna vi suggerisce di usare tutte le forme di comunicazione raffinate e legate alla vostra sensibilità creativa per raggiungere gli obbiettivi del mese. Circondatevi di persone armoniose, in linea con il vostro sentire e frequentate posti dove avrete la possibilità di trovare queste qualità intorno a voi. Approfittate del tempo libero per riflettere sull’anno che sta finendo e su quello che sta per nascere. È giunto il momento di prendere delle decisioni che riguardano la vostra vita sentimentale. Confidatevi con chi da voi non aspetta altro… CANCRO LEONE - 23 Luglio - 23 Agosto Cercate di non disperdere troppo le vostre energie perché nella seconda quindicina del mese vi attendono un’infinità di appuntamenti mondani ai quali non saprete e non vorrete rinunciare. Venere rende il vostro fascino irresistibile, Marte vi ricopre di forza e di mistero: tutto gioca a vostro favore per mettere a segno importanti conquiste in amore e negli affari. Finalmente trascorrete giorni sereni che vi ripagheranno dello stress e della solitudine degli ultimi mesi. Per il veglione di fine anno, preparatevi ad un incontro inatteso... LEONE VERGINE - 24 Agosto - 22 Settembre Luna, Sole e Marte uniti nel vostro segno sono pronti a regalarvi giorni indimenticabili. Sappiate approfittare del favore delle stelle per osare di più di quanto siete abituati a fare. Lasciate da parte la timidezza e tirate fuori le vostre carte migliori: vi aspetta un’importante partita al tavolo dell’amore dove la posta è molto alta e dove voi potreste risultare i veri vincitori. Anche negli affari si risolverà quella situazione un po’ antipatica che da qualche mese si trascinava e non vi permetteva sonni tranquilli. Non abusate con cibo e alcolici. VERGINE 112 M C N.40 di Antoninus BILANCIA - 23 Settembre - 22 Ottobre Abbiate ancora un po’ di pazienza: il vostro progetto di lavoro sta per andare in porto e, finalmente, tra poco potrete raccogliere i frutti delle vostre fatiche. L’anno nuovo sarà per voi importante e determinante per dare una svolta alla vostra vita e a quella delle persone che vi stanno intorno. Con l’aiuto di Marte, anche le difficoltà economiche si supereranno perché una somma di denaro non indifferente andrà a rimpinguare il vostro conto corrente… Natale in famiglia, Capodanno a brindare allegramente con gli amici di sempre. BILANCIA SCORPIONE - 23 Ottobre - 22 Novembre Non è stato un anno facile perché avete dovuto sopportare una serie di imprevisti che hanno messo a dura prova il vostro coraggio e la vostra pazienza. Ora però molte cose cambieranno e finalmente potrete vivere giorni migliori. Aumenterà il vostro benessere personale, si risolveranno le questioni finanziarie, le persone che vi circondano si renderanno conto della bellezza dei sentimenti che vi animano. Protetti da Giove e da Saturno, ritornerete a sorridere. È il momento di programmare un bel viaggio nei mari del Sud. SCORPIONE SAGITTARIO - 23 Novembre - 21 Dicembre Ottime giornate per riflettere sulla vostra vita trovando le intuizioni giuste per risolvere qualche problema che si sta trascinando a livello materiale, ma anche esistenziale. In questo periodo è meglio pensare più che agire, perché la forza e l’intuizione personale ci sono, ma restano nascoste, mentre per superare gli ostacoli occorre maggiore consapevolezza delle potenzialità che sono in voi. Non rivolgete in continuazione lo sguardo al passato: meglio andare avanti e programmare un futuro tenendo conto delle vostre passioni. SAGITTARIO CAPRICORNO - 22 Dicembre - 20 Gennaio Un altro mese estremamente positivo che vi condurrà a dare il meglio di voi nelle cose pratiche che svolgerete in modo egregiamente creativo. Vi sentite bene e in forma splendida: ciò vi consentirà di affrontare con allegria e buon umore le prossime vacanze natalizie da trascorrere un po’ in famiglia, e un po’ con gli amici di sempre. Nuove avventure in vista e, forse, anche nuovi amori in arrivo che potrebbero dare una svolta decisiva alla vostra vita affettiva. Attenti a non spendere più delle vostre possibilità. CAPRICORNO ACQUARIO - 21 Gennaio - 19 Febbraio Aspettate il prossimo Gennaio per schiarirvi le idee e per capire che cosa vi sta agitando dall’interno. Il periodo è comunque favorevole per risolvere problematiche che vi stanno a cuore, dovete solo scegliere il momento giusto per decidere dove è meglio intervenire. Godetevi questo momento di transizione e se avete qualche giorno di vacanza approfittate per organizzare un viaggio poco impegnativo e, soprattutto, alla portata delle vostre tasche. Potreste avere bisogno di una discreta somma per risolvere una situazione rimasta in sospeso. ACQUARIO PESCI - 20 Febbraio - 20 Marzo Il lavoro creativo, la professione in movimento, la messa in forma delle idee, tutto ciò che ha a che fare con l’energia vitale è baciato dalla fortuna in questo periodo per voi. Tralasciate i problemi familiari e concentratevi su quello che vi riesce meglio. È giunto il momento di decidere quale strada intraprendere per raggiungere gli obiettivi che avete in mente e i progetti che avete in animo di realizzare. Giove è con voi, Venere e Marte continuano a proteggervi: che cosa volete di più per darvi una mossa? PESCI