EDITORIALE
Il mio Natale a Calcutta
I
l vento della recessione soffia gelido su
tutti i mercati del mondo, rende la vita
dei cittadini sempre più complicata,
costringe le famiglie ad arrabattarsi
con il quotidiano e i più poveri a
stringere la cinghia come da decenni non
accadeva. Cambiano le abitudini, anche quelle
che da tempo immemorabile scandiscono le
nostre esistenze, ma al Natale nessuno vuole
rinunciare: ce lo teniamo stretto dentro il cuore,
forse perché è l’unica festa dell’anno che ci
regala ancora un forte segno di speranza e di
ottimismo, in un mondo che uccide ogni cosa
confermandoci che, malgrado tutto, l’avventura
cristiana continua.
Anch’io ho un Natale nel cuore, quello trascorso
in India con Madre Teresa nella sua casa per
lebbrosi, la Shanti Nagar (Città della Pace),
situata in uno dei quartieri più malfamati di
Calcutta. Era il 24 dicembre 1984 e la piccola
suora, che l’anno prima aveva vinto il Premio
Nobel per la Pace, aveva organizzato una Messa
natalizia per i suoi ammalati in collaborazione
con l’Arcidiocesi della città. Io, che ero lì
per intervistarla, fui invitato a restare, cosa
che feci più per curiosità che per spirito di
fede. Si avvicinava il tramonto. La giornata
era bella e il vento portava un acuto odore di
sterco proveniente dai vicoli vicini. Il Presepe
era povero e semplice, allestito in fondo alla
baracca che faceva da chiesa, alla sinistra del
piccolo altare. La Madonna aveva il volto nero
e i grandi occhi stupiti, e così il Bambinello,
mentre le statuine di San Giuseppe, del bue,
dell’asinello, dei pastori e delle pecore avevano
mantenuto il colore della terracotta con cui le
avevano costruite. In poco tempo la chiesetta si
riempì di gente: le consorelle di Madre Teresa,
tutte giovanissime e vestite con un semplice
sari bianco a strisce blu, avevano introdotto un
centinaio di barelle su cui giacevano i corpi dei
lebbrosi e le avevano appoggiate sul pavimento
di terra nuda. In piedi un altro centinaio di
fedeli affetti da malattie, all’apparenza meno
gravi, si ammassavano in quello spazio angusto,
aggrappati alle loro stampelle o sorretti dalle
mani dei volontari, ma la grande stufa che
bruciava tronchi di pino e profumava la stanza
di resina, non riusciva a scaldarli: portavano
nelle ossa il freddo di infiniti inverni e la
pioggia di chissà quante stagioni. Eppure, in
quell’atmosfera surreale, assistetti alla Messa
di Natale più straordinaria della mia vita e
avvertii la realtà di una presenza occulta che
invitava quella gente, pronta a morire, a liberarsi
dall’egoismo, dall’indifferenza, dal pessimismo,
perché a breve sarebbe stata al di là dalla
propria miseria terrena. Forse fu l’emozione
a tradirmi, ma in quei volti segnati dal dolore
riuscii anche a cogliere qualche sorriso di
speranza. Quelle immagini, quelle sensazioni,
quegli odori continuo ad avvertirli dentro di
me e mi confortano nei momenti di difficoltà,
quando non so più a chi e a cosa credere.
Molti personaggi sono stati spazzati via dalla
memoria, ma avrò sempre in mente, nitido, il
viso scavato e sofferto di Madre Teresa, piccolo
e fragile Angelo sceso sulla terra per aiutare i
poveri e i derelitti. Anche per questo, ma non
solo, sono convinto che Natale sia una festa da
vivere innanzitutto recuperando le radici della
Fede: tutto il resto è importante, ma secondario.
di Toni Liguori
PS. Negli ultimi tempi, ho avuto la fortuna di
incontrare qui a Monza numerose persone che si
occupano di volontariato e che dedicano buona
parte della propria vita ad alleviare le sofferenze
della povera gente. Anche in questo numero
sono raccontate alcune delle loro storie e delle
tante iniziative a cui danno vita con spirito di
sacrificio davvero encomiabile. Sopratutto a
loro, e alle loro famiglie, vanno i miei auguri più
affettuosi e sinceri, accompagnati da quelli di
tutta la redazione di Monza Club.
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DIRETTORE
EDITORIALE
Pietro Fortunato
DIRETTORE
RESPONSABILE
Toni Liguori
SEGRETERIA
DI REDAZIONE
Chiara Bramati
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MIRKO D
VIA CARLO ALBERTO 4 - TEL. 039 2328120 - MONZA - MI
Lo scorso 23 novembre
è stata inaugurata
la nuova sede della
Croce Rossa monzese.
Un evento importante
per la città e per
un’associazione che
costituisce un faro
nel panorama
del volontariato
cittadino. Da qualche
mese a guidarla c’è
Mirko Damasco, un
ventinovenne capace
e determinato, che
sull’assistenza e
l’aiuto agli altri sta
costruendo il suo futuro
REDAZIONE
Sara Re (caporedattore)
Francesca Barzaghi
Chiara Bramati
Sara Franchini
Greta La Rocca
Laura Marinaro
Francesco Pozzi
Valentina Rigano
Benedetta Trabattoni
Paola Vanni
GRAFICA
Andrea Giarola
Ilaria Nigro
FOTOGRAFIE
Marco Brioschi
Daniele Rossi
Foto di copertina:
Marco Brioschi
PUBBLICITÀ
Hubnet Communication
Paolo Marchettini
Tel. 039/2315288
e-mail [email protected]
STAMPA
Vamaprint - Melzo
Periodico registrato presso il
Tribunale di Monza al n.242
- Registro stampa periodica
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Volti noti dello sport e
della televisione hanno
dato vita a una kermesse
sportiva e solidale
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Numerosi ospiti hanno partecipato ad una serata
di divertimento e beneficenza a Villa D’Este
Maurizio Galimberti,
la fotografia disegna la vita
Il Museo e Tesoro del Duomo di Monza
raccontato dai coniugi Gaiani,
i fautori della sua rinascita
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SOMMARIO
SOCIAL
8 - Villa D’Este, l’allegria della solidarietà
12 - Cucina d’autore
14 - L’arte di Riccardo Colombo
16 - 80 anni e non dimostrarli
20 - Monzesi meritevoli
22 - Rally: insieme per un sorriso
27 - Dalla parte delle donne
BRIANZA CLUB
34 - Bertazzini, il professore di Monza
38 - Le istituzioni ci fanno gli auguri
42 - Gaiani, il mecenatismo come vita
4
54 - Mirko, una vita per la CRI
59 - Rolex, l’oggetto del desiderio
60 - Caccia al tesoro nel Parco
62 - Natale a tempo di musica
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
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Opere ed emozioni
provenienti da Patong,
dall’altro capo del
mondo
MONZA YOUNG
FASHION&DESIGN
28 - Promelit, verso il futuro
Protagonisti e attori della vita cittadina
fanno i loro auguri ai lettori di Monza Club
46 - Biraghi, una vita in mare
50 - Una carrellata di stili
COVER
72
66 - Idee per un Natale sorprendente
72 - Galimberti, Polaroid che passione
76 - Il Lambro e la sua Valle incantata
80 - Patong le sculture del Borneo
PASSIONI
82 - La Grande Mela
PIACERI DELLA VITA
86 - Pasticceria Surgo
88 - Mulino a Vino
89 - Rossana
89 - Profondo Rosso
VETRINE&VETRINE
92 - Gioielleria Pavan
94 - Bradipo Travel Designer
96 - Gabetti Franchising
Agency Monza
97 - Galleria Fatto ad Arte
98 - La Palestra
100 - Il 2 - Emporio del gusto
101 - Pellicceria York
102 - Marli
IL CONSULENTE
104 - Finanziario
105 - d’impresa
106 - Assicurativo
107 - Legale
108 - Del lavoro
TEMPO LIBERO
6 - Chi sale
109 - Block notes
110 - Mostre & Eventi
112 - Oroscopo
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Consigli per un Natale ricco di
sorprese per tutti i gusti
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TEMPO LIBERO
Chi sale
Monza presto sarà capoluogo di Provincia, ma con due grosse carenze: il
Tribunale e la Questura. Monza Club questo mese vuole dare il benvenuto ai due
nuovi reggenti delle rispettive istituzioni, per augurare loro buon lavoro
di Laura Marinaro
A
nna Maria Di Oreste
Milanese doc, è appena arrivata a Monza a ricoprire
l’incarico di Presidente del Tribunale. A Novara ricopriva lo
stesso incarico dal ’96, mentre prima ancora, dal 1970 al 1996, era stata
a Monza Giudice Civile e responsabile della sezione Fallimentare.
Siamo certi che grazie a lei i monzesi recupereranno la fiducia nei
confronti della Giustizia, donando a tutta la Brianza un Tribunale
moderno e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini in tempi veloci.
Oggi, infatti, la struttura di piazza Garibaldi soffre di problemi legati
alla sicurezza e i dipendenti sono costretti a lavorare in condizioni
pessime. Appena arrivata, Di Oreste ha incontrato il sindaco Mariani
ottenendeo rassicuazioni sull’avvio del cantiere dell’Area Solera, dove
sorgerà la Procura, e sui miglioramenti nel corpo centrale. Un plauso al
nuovo Presidente, convinto che nell’era dell’informatica non si possa
essere sommersi dalle carte, come avviene tuttora, e che i problemi
legati ai permessi sindacali e alla riduzione dei dipendenti possano
essere risolti con un intervento degno del Ministro Brunetta.
S
alvatore Campagnolo
Ha 51 anni e un piglio da uomo d’azione. Si è appena insediato
nel Commissariato di Polizia di viale Romagna e traghetterà gli
agenti monzesi verso l’istituzione della Questura nella nuova Provincia.
Campagnolo, originario di Acate, in provincia di Ragusa, dal 2006 vive
e opera in Lombardia ed è particolarmente affezionato alla Brianza. Il
dirigente, che ha ricoperto ruoli operativi nelle squadre mobili di Milano
e Como, arriva da Lecco dove si occupava di anticrimine e immigrazione
ed è determinato a risolvere i problemi del commissariato della nuova
Provincia. Primi fra tutti: la carenza delle strutture e quella del personale.
Le camere di sicurezza che oggi non sono a norma di legge, infatti,
verranno ristrutturate a giorni e nel 2011 sorgerà la nuova Questura. Ma
Campagnolo ha già in mente anche altri progetti: l’incremento graduale
dei turni sulle volanti, mentre una nuova pattuglia di poliziotti di quartiere
ha appena preso servizio a San Fruttuoso, dove da tempo era stata
richiesta. E ancora, microcriminalità diffusa e presenza di criminalità
organizzata: ultimamente non si parla d’altro, ma per lui non si tratta di
emergenze, bensì solo di lavoro da svolgere. Bravo!
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SOCIAL
SOCIAL
Seduti da sinistra Aldo, Giacomo, Giovanni, José Mourinho e Massimo Moratti.
In piedi, da sinistra, Roberto Cassina, il professor Giovanni Broggi, Laura Cassina
Fondazione Paolo Zorzi
Una grande Q
festa per una
grande causa
A sostenere il progetto c’erano anche
Moratti, Mourinho, Aldo, Giovanni &
Giacomo. Ma soprattutto tanti amici
dell’Associazione impegnata nella ricerca
sulle Neuroscienze
di Toni Liguori
foto Meta
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uando Aldo, Giovanni e Giacomo,
i simpaticissimi attori del cinema,
del teatro e della tv, hanno battuto
all’asta per 5 mila euro un pallone firmato da
tutti i giocatori dell’Inter, e lo hanno consegnato
all’ospite che se lo era aggiudicato, i trecento
invitati alla cena di gala, svoltasi recentemente
a Villa d’Este, sono scoppiati in un fragoroso
applauso. Il più soddisfatto fra tutti i presenti era
Massimo Moratti, che ha visto andare all’asta
la palla autografata dai giocatori nerazzurri
ad una cifra particolarmente alta. Tutto merito
naturalmente della sua adorata Inter che in
Campionato continua a mietere successi e a
riempire di gioia gli innumerevoli tifosi sparsi
nel mondo. In effetti, 5 mila euro per un pallone
di calcio sono davvero tanti, ma c’è da dire che
quei soldi, insieme a quelli ricavati dalla vendita
degli altri oggetti messi all’asta quella sera, erano
destinati ad un’associazione benefica che di soldi
ne ha tanto bisogno e che li impiega per uno
scopo davvero nobile: promuovere studi mirati
all’integrazione tra ricerca neurobiologica e attività
clinica, in accordo con le finalità del prestigioso
Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano.
L’Associazione, nata nel 1983 e intitolata a
Paolo Zorzi, economista morto tragicamente e >
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1 - Da sinistra, Roberto
Pancirolli, Bruno Santamaria,
Laura Grasso Fumagalli
2 - Seduti da sinistra, Giuseppe Porro, Paolo Pelucchi, Flavia Santamaria,
Luigi Santamaria. In piedi
da sinistra, Loris Onniboni, Antonietta Onniboni, Patrizia Gatto, Toni Liguori, Bruno Santamaria, Sandra
D’Alessandro e Catia Santamaria
Da sinistra, Giacomo Poretti, Francesca Scotti, Marina Fontana, Francesca Spinelli e Aldo Baglio
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Da sinistra, Patrizia Sangalli, Raffaele Della Valle, Massimo Moratti, Giancarlo Sangalli e Rosa Maria Sangalli
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1 - Da sinistra, Luca Cesana, Paola Madonnini, Laura Grasso Fumagalli, Maurizio Rossi e Lella Fumagalli
2 - Da sinistra Anna Zorzi, Pierangelo Aloisio e Carolina Zorzi
L’ASSOCIAZIONE
Costituita nel 1983 con lo scopo di promuovere
studi mirati all’integrazione tra ricerca
neurobiologica e attività clinica, tra gli obiettivi
dell’Associazione figurano il finanziamento di
progetti di ricerca avanzata, di borse di studio
nell’ambito delle neuroscienze, promozione
di iniziative di alto livello scientifico nonchè
simposi e convegni sul tema.
Enio Fontana, presidente dell’Associazione
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prematuramente, ha sostenuto negli anni diversi
progetti, tra cui quelli dedicati ai disordini del
movimento in età pediatrica, alla neurochirurgia
funzionale, alle complicanze neurologiche
dell’AIDS nel bambino, all’epilessia.
E a proposito di epilessia, proprio i medici che
sostengono l’Associazione, alcuni dei quali sono
membri del Comitato Scientifico della stessa,
hanno presentato prima dell’inizio della cena
un interessantissimo filmato che raccoglieva i
risultati ottenuti nell’ultimo anno di studi e di
ricerche effettuati proprio su questa terribile
malattia che, soltanto in Italia, colpisce ogni anno
e ad ogni età più di 25.000 persone.
Oggi l’epilessia si cura anche chirurgicamente
e nel filmato sono stati documentati in maniera
molto realistica alcuni interventi eseguiti sui
pazienti nell’ultimo anno e che nel 70-80 per
cento dei casi hanno ottenuto una perfetta
guarigione. Naturalmente, per conseguire questi
7
4
5
risultati, impensabili fino a pochissimo tempo fa,
sono necessari studi e ricerche che impegnano
senza sosta i clinici coinvolti nei progetti
dell’Associazione e per la cui realizzazione
occorrono risorse di notevole consistenza.
Anche questa volta, l’incontro di Villa d’Este
è servito a fare il punto della situazione ma,
soprattutto, a raccogliere contributi e dare modo
all’Associazione di continuare nel suo cammino
per il bene di tante persone che soffre e che, senza
quei fondi destinati alla ricerca, rischierebbe di
soffrire ancora di più.
Gli ospiti hanno rivolto un caloroso applauso di
ringraziamento a Francesca Scotti e Marina
Fontana, bravissime organizzatrici dell’incontro
e infaticabili anime dell’Associazione: il loro
lavoro, e quello degli eccezionali collaboratori,
hanno contribuito a rendere la serata
assolutamente piacevole e al di sopra di ogni più
rosea aspettativa.
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3 - Francesca e
Alessandro Scotti
4 - Marina e Enio Fontana
5 - Giuseppe Porro e
Lella Fumagalli
6 - Barbara Scotti e
Francesca Scotti
7 - Aldo, Giovanni
e Giacomo
8 - Professor
Giovanni Broggi
9 - Dottor Carlo Marras
10 - Dottor
Roberto Spreafico
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10
Il Consiglio direttivo è composto da: Enio
Fontana (presidente), Francesca Scotti
(vicepresidente) e i consiglieri Marina Fontana,
Franco Santamato, Alessandro Scotti, Mario
Spreafico, Lorenzo Zorzi e il segretario
tesoriere Pierangelo Aloisi.
Del Comitato scientifico fanno parte: Lucia
Angelini, professor Giovanni Broggi, Nardo
Nardocci, Roberto Spreafico, Giovanna Zorzi.
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SOCIAL
SOCIAL
Signor Vai, che cosa l’ha spinta a lasciare le
sue adorate montagne per “scendere a valle” e
prendersi cura di un ristorante la cui clientela
è certamente un po’ diversa da quella che per
anni ha frequentato il suo Cavallo Bianco?
«Mi ha convinto un amico, un caro amico al quale
non potevo dire di no. Ma la clientela in fondo
non è molto cambiata perché i lombardi in genere,
e i milanesi in particolare, sono sempre stati i miei
clienti più fedeli e più affezionati tra quelli che
per tanti anni hanno frequentato il mio locale di
Aosta. Se ai milanesi piace mangiare bene, anche
i brianzoli non sono da meno!».
Grandi chef
A cena con L
Leonardo
da Vinci
Una gara di bravura che ha portato
quattro chef d’eccezione a misurarsi
a colpi di prelibatezze
di Francesco Liguori
foto Marco Brioschi
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eonardo da Vinci, per i suoi soggiorni
a Milano, ebbe in dono da Ludovico il
Moro una vigna e un orto a pochi passi
dal Refettorio del Cenacolo di Santa Maria delle
Grazie, dove ancora oggi si trova “L’ultima
Cena”, uno dei suoi capolavori più grandi.
Proprio in questi luoghi ha sede il Ristorante
Orti di Leonardo e proprio qui, la sera del 28
ottobre scorso, quattro grandi chef di livello
internazionale hanno presentato le proprie ricette,
dando vita ad una serata speciale. Marco Sacco,
Paolo Vai, Luca Gabelli e Fabio Ugoletti,
hanno curato personalmente le loro creazioni
gastronomiche per la gioia del palato dei
giornalisti e dei numerosi ospiti che hanno avuto
la fortuna di essere presenti allo straordinario
evento.
A Paolo Vai, già guru dei fornelli al Cavallo
Bianco di Aosta, e consulente, insieme al fratello
Franco, del ristorante Rossana di Cavenago, in
Brianza, abbiamo rivolto qualche domanda alla
fine della gustosissima cena, annaffiata da un
ottimo Brunello di Montalcino dell’Azienda
Agricola Molino di Sant’Antimo.
Però, Aosta…
«Certo, ad Aosta si respira un’aria diversa e le
giornate scorrono lentamente, senza lo stress e
il rumore che in altri luoghi rendono la vita più
difficile. Ma anche la Brianza, conoscendola bene,
è dotata di un’atmosfera particolare ed è ricca di
posti bellissimi che forse gli italiani dovrebbero
imparare a frequentare di più.
Comunque le mie montagne non le ho mai
abbandonate perché ogni mese mio fratello ed
io ci regaliamo due o tre giorni di vacanza e
ritorniamo a respirare l’aria della nostra terra di
cui non potremmo fare a meno».
Lei questa sera ha cucinato dei deliziosi tortelli
di patate e funghi porcini, adagiati su un
velo di burro tartufato: anche questa è una
specialità del ristorante Rossana?
«Sì, è uno dei piatti che fanno parte del nostro
menù ricco e variegato che si arricchisce dei
prodotti che madre natura ci regala, soprattutto
in questa meravigliosa stagione che è l’autunno.
Cerco di soddisfare i miei clienti allestendo
il pranzo di mezzogiorno con piatti leggeri e
facilmente digeribili e rendendo quello della sera
più ricco ed elaborato perché, si sa, il tempo a
disposizione per chi fa una pausa per il pranzo è
molto più limitato per chi, invece, può regalarsi
una cena più sostanziosa, magari accompagnata
da ottimi vini. Non è per nulla facile accontentare
le esigenze di tutti».
Lei ha molta esperienza sulle sue spalle ed ha
insegnato questo mestiere a molti giovani che
hanno voluto intraprendere questa carriera:
che cosa pensa di loro?
«Penso che, come tutti i mestieri, anche questo
vada fatto con passione e con spirito di sacrificio.
A ciò, bisogna aggiungere estro, fantasia e
inventiva: doti che non tutti possiedono e che
fanno la vera differenza tra un grande chef e un
semplice cuoco».
Sappiamo che lascerà il Rossana dopo un
lungo periodo di lavoro qui in Brianza. Come è
arrivato a questa scelta?
«Con mio fratello abbiamo accettato di svolgere
questa consulenza in Brianza per un po’ di tempo
e qui abbiamo fatto un bellissimo lavoro; ma
ora il nostro tempo è finito e il testimone passa a
giovani talenti del territorio: io finirò a dicembre,
mio fratello a fine aprile. Poi toccherà a loro».
Sopra, gli chef
protagonisti della
serata, tra cui Paolo Vai
(secondo da destra).
In alto, da sinistra, i
fratelli Franco e Paolo Vai
Quali sono i suoi progetti futuri?
«Alla mia età (69 anni, Ndr) mi piacerebbe anche
riposarmi e dedicarmi ai miei hobby, ovvero la
scultura e l’intaglio del legno nella mia amata
Aosta.
A dire il vero, però, mi hanno già chiamato per
alcune consulenze in Valle, ci devo pensare...
Forse non so stare ancora lontano dai fornelli».
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SOCIAL
SOCIAL
Quale spirito vi ha animato nell’allestimento?
«Abbiamo voluto far rivivere al pubblico le stesse
emozioni che, in vita, mio marito sapeva suscitare
con le sue opere. La gente si ritrova in questi
quadri, vi si rispecchia; la mostra è visitata da un
pubblico eterogeneo e vorrei che questo fosse un
invito ai più giovani per avvicinarsi alle opere di
un artista vero. La pittura per Riccardo non era
un hobby, ma una scelta di vita e la mostra vuole
essere una proposta per farlo scoprire a chi non ha
avuto il piacere di conoscerlo».
Riccardo Colombo
Cuore e silenzio
L
Una vita per l’arte e
un grande sogno che la
moglie Margherita spera
di realizzare per lui
di Benedetta Trabattoni
foto di Marco Brioschi
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Che tipo di opere sono esposte?
«Sono esposte tele di paesaggi, rigorosamente
dipinti en plein air, ma anche di oggetti e luoghi
collegati alla sua infanzia, soprattutto alla balia,
a cui Riccardo era legatissimo. Le tele sono da
gustare lentamente per poter cogliere le sfumature
che a prima vista potrebbero sfuggire: sono quadri
ricchi, da osservare più volte».
a complessa personalità e una sensibilità
artistica particolare, hanno reso il pittore
Riccardo Colombo una figura di spicco
nella cultura monzese. Carattere spesso cupo,
introverso, l’artista - venuto a mancare nel
2003 - ha colmato la sua mancanza di capacità
comunicativa immediata con le sue opere. Fino
al 14 dicembre la Galleria civica ospita la mostra
“La poetica dei luoghi e degli oggetti”, curata
dall’amico Pier Franco Bertazzini e fortemente
voluta dalla moglie Margherita che, amandolo
profondamente, ha desiderato celebrarlo ancora
una volta.
Chi era Riccardo Colombo?
«Era un grande uomo, ma con un carattere molto
chiuso; spesso si trovava a disagio in compagnia
di altre persone, era urtato dal
chiacchiericcio banale,
si trovava bene solo
discutendo di arte. Ha
sofferto molto a livello
familiare: essendo
troppo sensibile, non
veniva capito da nessuno.
Quando pensava alla
famiglia di origine veniva
colto da una profonda
tristezza, è stata una ferita
mai rimarginata e, pur
amandolo immensamente,
neanche noi siamo riusciti
a colmare completamente questo vuoto».
Come è nata l’idea di questa mostra?
«L’assessore alla Cultura Alfonso Di Lio ha
voluto darmi l’opportunità di riproporre i suoi
quadri a cinque anni dalla sua scomparsa;
decidere quali opere scegliere per la mostra non
è stata un’impresa facile; inoltre io e i miei figli
abbiamo dovuto allestirla in breve tempo. Il
risultato è un’esposizione equilibrata e serena:
la Galleria Civica si prestava a questo tipo di
opere, le più drammatiche avrebbero richiesto uno
spazio diverso».
Quanto impegno richiedeva la realizzazione di
un suo lavoro?
«Riccardo non ha mai iniziato due quadri allo
stesso modo, c’era un profondo studio dietro
ogni sua opera. Due mesi prima di mancare
aveva acquistato un cavalletto orizzontale per
sperimentare una tecnica sgocciolata, l’intuizione
stava già nascendo ma non era ancora arrivato a
capirla.
Il cavalletto è ancora nel suo studio, non è stato
mai usato...».
L’assessore Alfonso
Di Lio e Pier
Franco Bertazzini
all’inaugurazione della
mostra.
Nell’altra pagina, Di Lio
con la famiglia del pittore
A chi amava vendere i suoi quadri?
«Era molto selettivo da questo punto di vista,
vendeva quadri solo a chi voleva lui. Nel suo
studio, rimasto così come l’aveva lasciato,
conserviamo tante sue opere: io e i miei figli
abbiamo deciso di venderne alcune per farlo
rivivere negli altri».
Alcuni dipinti dell’artista
monzese a cui è stata
dedicata una mostra
retrospettiva
alla Galleria Civica
Cosa si augura per il futuro?
«Spero di vivere fino al giorno in cui mi sarà data
la possibilità di esporre le opere che mio marito
amava molto e riteneva significative del suo
percorso. Non è mai riuscito a realizzare questo
sogno, vorrei poterlo fare io per lui».
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SOCIAL
SOCIAL
In questa pagina, la
giovane Georgia Brescia,
campionessa monzese
dodicenne e speranza
del tennis italiano
Tennis Club Monza
80 di questi slam!
U
Una campionessa giovanissima, tanti trofei
e novità per lo storico club di via Boccaccio
di Laura Marinaro
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na storia passata fatta di glorie e
trofei e un presente colmo di giovani
promesse. Il Circolo Tennis Monza,
nato da una “costola” della polisportiva Forti e
Liberi nel 1928, ha festeggiato con numerose
iniziative l’importante compleanno. Non ultimo
il riconoscimento che l’Unione società sportive
monzesi, lo scorso 8 novembre in Autodromo,
ha conferito a Georgia Brescia, campionessa
dodicenne e speranza del tennis italiano. Ma
la storia del Club è fortemente legata alla città
e al luogo splendido in cui sorge, nonostante
le difficoltà che il tennis sta vivendo da alcuni
decenni a questa parte. Ne è pienamente
consapevole Carlo Cevenini, da un anno
presidente del Club e figlio dell’atleta Giacomo.
«Il luogo in cui oggi ci troviamo, ovvero
l’antico orto della Villa Reale è per noi croce
e delizia – spiega il Presidente – Il contesto è
meraviglioso, ma, nello stesso tempo è difficile
fare qualsiasi intervento strutturale. Con la
ristrutturazione della Villa Reale prima o poi
dovremo andare via, ma credo che questo
sia uno stimolo ad andare avanti e magari a
trovare un luogo più moderno e ampio che ci
permetterà di crescere ancora». Il Club conta
oggi circa 320 associati tra juniores e seniores,
ma il fiore all’occhiello è la scuola per i giovani
tennisti frequentata da 150 ragazzi e richiesta
da un numero ancora superiore. «Monza è stata
sempre fucina di grandi campioni – prosegue
Cevenini – e durante i festeggiamenti li abbiamo
ricordati: Fausto Gardini, ad esempio, idolo
degli Anni 40 e 50, oppure Franco Castelli, tra
il 50 e il 60; ancora,
Eugenia Biruskova,
oggi campionessa mondiale seniores, che è
cresciuta e si è formata proprio sui nostri
campi».
Il grande tennis monzese trova un momento
clou ogni anno da cinque edizioni in occasione
del Trofeo Internazionale che si disputa ad
aprile e nel quale vengono invitati a gareggiare
anche i migliori del mondo. Per il prossimo
anno non si esclude la presenza di alcuni tra i
primi cinquanta tennisti del mondo. Si tratta
di un Challenger con montepremi da 37 mila
500 dollari, che assegna ai giocatori punti
ATP, valevoli per la classifica mondiale, pari
ai punti che vengono assegnati nei tornei con
montepremi di 50 mila dollari. Il trofeo, inoltre,
è gratuito e aperto a tutti, in modo da garantire >
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17
la possibilità di avvicinarsi ai campioni del
tennis anche ai non addetti ai lavori. Tanti i
giocatori sotto il numero 100: Cuevas n.94,
Eschauer n.83, Garcia –Lopez Guillermo
n.62, Montanes n.56, e anche il taglio del
tabellone principale si attesta di poco sopra alla
centesima posizione, garantendo una settimana
di grande spettacolo agonistico. Come sempre il
challenger monzese si presta come osservatorio
privilegiato di possibili futuri campioni. I
colori italiani sono stati difesi da Flavio
Cipolla arrivato in finale nell’edizione 2006 del
challenger, attualmente numero 125 del mondo.
Una delle wild card verrà sicuramente assegnata
a Stefano Ianni, che da anni veste i colori del
Tennis Club Monza. In questo momento una
delle promesse per il futuro di questo sport a
Monza è appunto Georgia Brescia, 12 anni,
sorella di Natasha. Ha iniziato a palleggiare
a un anno e mezzo e già mentre allattava la
mamma Deborah la portava a seguire le
gare della sorella maggiore. Oggi Georgia
è seconda ai Nazionali Under 12, sia in
singolare che nel doppio, in coppia con
la piemontese Alexa Avalis, vincitrice
del torneo. Sui campi del circolo Bonacossa,
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SOCIAL
Georgia ha vissuto una settimana eccezionale,
grazie ad un doppio risultato di altissimo livello
ottenuto sulla scena della Coppa Lambertenghi,
il torneo più importante per la categoria
Under 12, quella a cui la monzese appartiene
nell’ambito del tennis italiano. «È dura seguire
Georgia tra le gare e la scuola - racconta
la mamma - ma per noi è una grandissima
soddisfazione e siamo davvero emozionati».
Georgia si allena ogni giorno per un’ora e mezza
a tennis e altrettanto per l’atletica, poi studia. Ce
la farà? «Lo spero, ha una tenacia incredibile»,
conclude la mamma. Lei è il simbolo di quello
che ancora il tennis può fare con i giovani a
dispetto di chi dice che non va più di moda.
A Monza non è così.
1
DIVIDE
2
3
1 - Una foto scattata
durante il Trofeo
Internazionale
2 - La premiazione in
Autodromo
3 - Un’immagine storica
4 - Un momento di una
finale tenutasi la scorsa
primavera presso il Tennis
Club di Monza
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ORGANIZZA
LO SPAZIO
SOCIAL
SOCIAL
Sanbiagini
d’oro
Premiati i L
benemeriti
Consegnati i riconoscimenti
della Circoscrizione 5 a chi si è
impegnato per la vita del quartiere
di Sara Franchini
20
M
C
N.40
20
a Circoscrizione 5 ha premiato chi ha
fatto grande i quartieri di San Biagio e
Cazzaniga lo scorso anno. In una sala
gremita si è svolta, lo scorso 22 novembre,
al Teatrino della Villa Reale, la consegna dei
Sanbiagini d’oro, il premio che, da sempre, la
Circoscrizione conferisce ai suoi cittadini più
meritevoli in diverse categorie.
Il riconoscimento alla cultura è andato
all’associaizone Mnemosyne, guidata da Ettore
Radice, ex consigliere comunale grande esperto
di storia cittadina. La motivazione: “Per le
numerose iniziative proposte sul territorio che
spaziano dalla storia all’arte, dall’attualità alla
musica”. Tra questi, uno degli eventi più riusciti
della Circoscrizione 5: il convegno sugli anni di
piombo organizzato dalla Commissione Cultura
in collaborazione con Mnemosyne nel maggio
scorso.
Il premio allo Sport è stato consegnato ai
dirigenti della Pro Victoria, storica società
impegnata nel quartiere “per i grandissimi
successi della pallavolo, per la lunghissima
storia del calcio (102 anni) e per il suo impegno
nel sociale”; ex equo, è stato conferito anche
all’Associazione Sportiva Ciechi Monza e
Brianza, “Per la determinazione con cui ogni
giorno i ragazzi affrontano il proprio handicap
impegnandosi e divertendosi facendo sport,
anche a livello agonistico”.
Nella categoria volontariato la Circoscrizione ha
premiato l’associazione Friends, insieme per
un sorriso, soprattutto per il profondo impegno
di chi impiega parte del tempo per far sorridere
i ragazzi malati di leucemia dell’ospedale San
Gerardo di Monza.
Un riconoscimento particolare è poi
andato a Corrado Beretta, rappresenante
dell’Amministrazione del Parco e al dirigente
Fabio Berti, sempre disponibili a collaborare in
tutti gli eventi e iniziative che la Circoscrizione
propone nel Parco o nella Villa Reale. Infine,
per il commercio ha ritirato il premio Rita
Favilli, titolare della Merceria Villa presente
dal 1915, con tre generazioni di commercianti,
nel cuore di San Biagio. Alla serata hanno
partecipato l’assessore Pierfranco Maffè
e quello alle Politiche Giovanili Martina
Sassoli. «Questa è un’inziativa importante - ha
commentato Alberto Tripodi, coordinatore
della Commissione Cultura - Le associazioni
presenti sul nostro territorio sono davvero
numerose e sono il cuore pulsante della vita del
quartiere. Sia che esse siano culturali, sportive o
di volontariato, le loro attività e il loro impegno
è di fondamentale importanza e con questa
iniziativa, vogliamo riconoscerne il valore,
ringraziarle e far sentire la nostra presenza».
Nella stessa serata sono stati consegnati i
premi ai vincitori del Concorso Fotografico
dedicato alla vita del proprio quartiere. Tra le
cento foto pervenute in Circoscrizione, sono
state selezionate e premiate quelle degli alunni
della quinta elementare della scuola Salvo
D’Acquisto, e gli scatti di quattro residenti dei
quartieri: Ludovico Sironi, Matteo Rivolta,
Guido Ferraro e Ivo Rossi. Un’iniziativa
portata avanti per valorizzare quegli aspetti
della vita quotidiana del proprio quartiere che
spesso sfuggono. «Ancora prima di ritirare le
foto, sono stato davvero soddisfatto quando,
per caso, una mattina ho incrociato tre persone
con la macchina fotografica che sceglievano la
foto migliore nel quartiere di San Biagio - ha
concluso Tripodi - Visto lo strepitoso successo,
ripeteremo l’iniziativa in primavera». Un
particolare ringraziamento è andato allo sponsor
della serata, Gabetti Immobiliare, sede di
Monza.
In questa pagina, in
alto, Tripodi con Rita
Favilli e sotto, Gianluigi
Parenti, Presidente della
Circoscrizione Cinque
con Ettore Radice.
Nell’altra pagina, un altro
momento della cerimonia
di premiazione a cui
ha partecipato anche
l’assessore Sassoli
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SOCIAL
SOCIAL
Monza
Rally Show
Uno spettacolo U
che corre
Boom di partecipanti famosi e spettatori
per la trentesima edizione dell’evento.
Ecco le voci dei corridori
di Benedetta Trabattoni
foto di Marco Brioschi
Alcuni momenti della due giorni di prove e
gare sul circuito monzese. Tra i protagonisti
Marco Simoncelli, sotto con l’assessore
Maffè, il vicesindaco Allevi, Guido Meda e il
presidente della Sias, Claudio Viganò
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n bel sole, tanta gente e molti
protagonisti del mondo dello
spettacolo, dello sport, della
televisione e della musica: sono stati questi
ingredienti a rendere un vero e proprio
successo, anche quest’anno, la classica
manifestazione di chiusura della stagione
agonistica dell’Autodromo Nazionale Monza.
Un riuscito mix tra sana competizione, show
e solidarietà: molte infatti le associazioni di
volontariato presenti all’evento con nobili
scopi. La mascotte di Friends - Insieme per
un sorriso, onlus nata in aiuto dei bambini
malati di leucemia presso l’Ospedale San
Gerardo, ha continuato ad aggirarsi per i
paddock intrattenendo i piccoli spettatori.
Corrado Fontana, posizionatosi per il
secondo anno consecutivo al quarto posto
nel campionato europeo rally, ha gareggiato
al fianco del padre Gigi, con una macchina
“
Mi sto divertendo davvero un
mondo; Vale va molto più forte
di me, ma sto imparando!
Marco Simoncelli
speciale: una Citroën Xsara WRC, disegnata
per l’occasione proprio dai bambini sostenuti
da Friends. «Si tratta di una bella iniziativa
– ha detto Fontana – in cui tutti possono
vedere dal vivo i loro beniamini. Per quanto
mi riguarda, il mio coinvolgimento è uguale a
quello di una gara ufficiale: una volta messo
il casco mi concentro al massimo». Dello
stesso parere il cugino Fabrizio Fontana
che vive il rally come divertimento: «Sin da
piccolo venivo con Corrado e mio zio Gigi
a vedere le gare, cosa che mi ha trasmesso
una grande passione. Purtroppo non ho molto
tempo per allenarmi durante l’anno, ma
quando posso gareggio volentieri; è la quinta
volta che partecipo a questa manifestazione
ed è un’emozione fortissima perché posso
confrontarmi con me stesso e altri piloti. Sono
convinto comunque che l’aspetto fondamentale
sia divertire divertendosi». Entusiasmo
palpabile, quindi, tra i piloti professionisti
e con coinvolgimento pari a quello di una
competizione agonistica. «C’è una bellissima
atmosfera di festa e grande partecipazione –
ha confessato il pilota Alex Caffi – Pur non >
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SOCIAL
WAVE TANGRAM
A lato, Marco
Simoncelli.
Nella foto sotto,
Alessandro e
Francesca Scotti
trattandosi di una gara titolata, l’emozione
è tanta. E poi c’è l’aspetto coreografico».
Tensione simile quella vissuta dal giornalista
Guido Meda che ora capisce «cosa provano gli
amici caduti nel mondo dei motori da piccoli:
io in confronto sono così scarso!».
Prenotato anche per la prossima edizione il
pilota di moto Marco Simoncelli: «Mi sto
divertendo davvero un mondo, Vale va molto
più forte di me, ma sto imparando». Il Vale in
questione è chiaramente Valentino Rossi, il
“Dottore”, acclamatissimo e seguito ovunque
da uno stuolo di fans in visibilio. Entusiasmo
alle stelle anche per il giovane Geronimo
La Russa, al debutto con una macchina da
rally: «Sono appassionato di motori e ho
partecipato con lo spirito del divertimento,
non vivendola affatto come una competizione.
L’anno scorso ero navigatore e quest’anno è
stato divertentissimo poter guidare, la mia più
grande soddisfazione è di non essere arrivato
ultimo». Ha partecipato alla manifestazione
anche il rappresentante comunale del Cda di
Sias (Società di gestione dell’Autodromo)
Alessandro Scotti. «Cerco di supportare
l’Autodromo e le sue attività - ha dichiarato
- Con le automobili dobbiamo imparare
a convivere e tutte quelle iniziative che
avvicinano la gente al mondo dei motori non
possono che essere positive. Certo, riproporre
il rally su sterrato come all’origine porterebbe
un pubblico di appassionati e partecipanti
decisamente maggiore, ma ormai non si può
più tornare indietro».
La gara è stata vinta dalla coppia Dindo
Capello e Luigi Pirollo, al secondo posto
Valentino Rossi con Carlo Cassina e al terzo
Piero Longhi insieme a Capitan Ventosa.
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SOCIAL
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n mese interamente dedicato
alle donne, alle loro esigenze e
problematiche più sentite si è
concluso lo scorso 13 novembre con una
conferenza che ha visto riunite istituzioni,
associazioni, enti e soprattutto loro: le donne.
L’iniziativa patrocinata dal Comune, dalla
Camera di Commercio e dalla Provincia
di Milano, è stata fortemente voluta
dall’Assessorato alle Pari Opportunità del
Comune di Monza, che ha scelto di incentrare
il convegno conclusivo su tematiche di
grande attualità quali prostituzione, violenza
e stalking.
«Ottobre in Rosa è stato un successo
raggiunto grazie agli assessorati e alle
associazioni, che si sono impegnati per dare
alle donne risposte a 360 gradi - spiega
l’assessore Martina Sassoli - Le donne
di oggi sono madri, mogli e lavoratrici,
vorrebbero essere imprenditrici di se stesse,
ma spesso faticano a coordinare le loro
attività o, peggio, hanno gravi difficoltà
personali che non gli permettono di vivere
serenamente». La kermesse di incontri ha
toccato svariati temi come l’autodifesa
personale, lo stress, il tumore al seno, la
conciliazione tra casa e lavoro, le nuove
tecnologie e l’imprenditoria femminile,
che durante tutto il mese sono stati
affrontati con interventi di professionisti
e personalità di ogni singolo settore. La
Provincia di Milano in particolare, nella
prevenzione della violenza sulle donne,
unitamente a Spazio Donna, ha promosso
attività per dare alla Brianza supporto
ed assistenza concreta alle donne vittime
di maltrattamenti, molestie e mobbing. Il
13 novembre tutti i principali oratori ed
organizzatori hanno affrontato insieme anche
argomenti scottanti, come la prostituzione in
città. «Ci hanno accusato di aver deliberato
ordinanze contro le donne quando abbiamo
scelto la linea dura contro la prostituzione –
dichiara il sindaco Marco Mariani – In realtà
sono provvedimenti contro la criminalità
organizzata che le sfrutta, le schiavizza e
usa loro violenza». Per salvare le vittime
dello sfruttamento servono nuovi orizzonti.
«Basta con il falso perbenismo, ci vuole
una legge che proibisca la prostituzione in
strada – commenta l’assessore alla Sicurezza
Massimiliano Romeo – È in questa direzione
che Monza deve lavorare». Essere accanto
alle donne che si sentono al margine, non
comprese, è l’obiettivo di Ottobre in Rosa.
«Dobbiamo dare informazione e formazione
– conclude Martina Sassoli – evitare le
emergenze e sostenere coloro che sono o
diventeranno imprenditrici».
Lo staff dell’assessorato
alle Pari Opportunità.
Da sinistra, Lorena
Zita, Emanuela Danili,
l’assessore Martina
Sassoli, Monica Crippa, e
Patrizia Sacchetti
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Danilo I
Marchiori
L’uomo del
futuro
nnovazione, imprenditorialità, capacità di
anticipare le richieste del mercato. Aziende
come queste, aziende come Promelit, sono
quelle che fanno la differenza tra un’economia sana
e una che risente delle tempeste del mercato. Ne
parliamo con Danilo Marchiori, presidente di una
società in perfetta salute e Cavaliere d’Ordine al
Merito della Repubblica Italiana.
Oltre 25 anni di attività per
Promelit, società da lui fondata
e che opera nell’ambito delle
comunicazioni professionali
di Toni Liguori
foto di Marco Brioschi
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Signor Marchiori, che cos’è il lavoro per lei e per
la sua azienda?
«Impegno, ricerca, flessibilità: il motore propulsivo
di nuove scoperte e applicazioni nel settore delle
telecomunicazioni, in particolare della telefonia
professionale, da parte di una società tutta italiana
che, in pochi anni di continua crescita, si è posta
sempre più come leader di mercato. A fianco della
telefonia professionale abbiamo aggiunto altre
attività, come quella della videosorveglianza, un
settore che ci sta dando grandi soddisfazioni».
Come è nata Promelit?
«Come è nata la maggiore parte delle imprese
italiane, frutto delle idee e della genialità degli
imprenditori del nostro Paese. Nel 1982, insieme
ad altre persone che la pensavano come me, ho
deciso di concretizzare le mie ambizioni mettendo
a frutto le esperienze professionali maturate
prima alla Ericsson e poi alla Ete, società di
telecomunicazioni nella quale ricoprivo il ruolo
di Direttore commerciale. Promelit è nata con
l’intento di creare una struttura capace di rispondere
in maniera dinamica alle esigenze di quel tempo,
come fornitore di sistemi di tecnologia >
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
circa 150 persone, più le consociate dislocate in
tutta Italia, che formano, senza cadere nella retorica,
una grande famiglia nella quale ognuno cerca di
dare il meglio di se stesso. Abbiamo anche aperto
una filiale in Grecia e contiamo di inaugurarne altre
all’estero».
avanzata nell’ambito delle comunicazioni.
All’epoca vigeva un sistema monopolistico
esercitato dalla SIP che, praticamente, controllava
tutto il mercato... Mi è andata bene perché, soltanto
un anno dopo, Promelit si trasformava da S.r.l. in
S.p.A. e cominciava ad acquisire mandati da parte
di aziende che in campo internazionale svolgevano
funzioni strategiche assai rilevanti o come la
coreana LG, con cui ancora oggi intratteniamo
ottimi rapporti di partnership».
Le faccio una domanda da neofita: cosa
fabbricate esattamente?
«Noi fabbrichiamo idee. Siamo una realtà che
ritiene che costruire un prodotto sia la parte
più semplice del lavoro: per noi è importante
disegnare ciò di cui il mercato ha bisogno.
Voglio sottolineare che in alcuni casi oggi è più
vantaggioso produrre in Italia piuttosto che in altri
Paesi emergenti come l’India o la Cina, in quanto
la tecnologia che impieghiamo richiede un apporto
di manodopera minima, dal momento che il vero
valore aggiunto è la tecnologia avanzata, e quella si
trova anche in Italia, anzi spesso solo qui. A questo
proposito, proprio qualche settimana fa, abbiamo
costituito Giga Vison, una società spin-off nata in
collaborazione con il Politecnico di Milano e con
quello di Genova per la produzione di telecamere
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ad alta definizione. Queste ultime sono state
progettate a tempo di record: in soli dieci mesi i
bravissimi ricercatori dei due prestigiosi atenei
sono riusciti a realizzare prodotti che soltanto una
dozzina di aziende nel mondo sarebbero in grado di
produrre. Un lavoro di cui tutti dovremmo andare
fieri perché dimostra, ancora una volta, quanto sia
ricco il patrimonio tecnologico italiano e come sia
importante dedicare più risorse alla ricerca, senza
la quale il nostro Paese non avrebbe un futuro
degno delle sue tradizioni. Queste telecamere
saranno distribuite dalla nostra nuova società e,
naturalmente, saranno prodotte in Italia».
Quali sono i motivi principali del vostro successo
e quali le difficoltà maggiori che incontrate nel
fare impresa?
«Abbiamo sempre creduto nella nostra capacità
di crescere e di allargare gli orizzonti dei mercati
di riferimento. Non ci siamo mai fermati di fronte
alle difficoltà che, in periodi di recessione come
quello attuale, costringono molte aziende a fare
i salti mortali per sopravvivere. Anzi, proprio in
momenti come questo, abbiamo ingranato una
marcia in più, contando soltanto sulle nostre forze
e sulla volontà di continuare a vincere le sfide di
una globalizzazione che, in tanti casi, ha cancellato
anche le regole più elementari. Da noi lavorano
Tutto bene, allora?
«No, non tutto. Purtroppo, dobbiamo anche fare i
conti con una burocrazia devastante, con la carenza
di infrastrutture che rallenta le attività delle aziende,
con la mancanza di supporti finanziari governativi
che possono aiutare le imprese a crescere e a
produrre lavoro e ricchezza. Oggi accedere alle
finanze pubbliche è diventato quasi impossibile.
Abbiamo costituito in Corea una società a capitale
misto che sviluppa software di nuova generazione:
mentre i nostri partner hanno ricevuto in un anno
e mezzo un fondo pubblico di finanziamento, noi
stiamo sviluppando una telecamera avveniristica
sulla quale abbiamo investito quasi 1 milione di
euro contando unicamente sulle nostre forze. Si
tratta di prodotti complessi, tecnologie altamente
innovative, eppure, a fronte delle imposte pagate,
non riceviamo in cambio alcun tipo di aiuto».
Danilo Marchiori è
sposato con Mariangela
da trent’anni. Compagna
di vita e di lavoro,
Mariangela gli ha dato
due figli: Riccardo, 19
anni e Alessandro, 25.
Nella pagina precedente,
Marchiori mostra Uebbi,
l’ultimo arrivato in casa
Promelit: un apparecchio
di nuova generazione
che si collega a Internet
con tecnologia Wi-Fi,
fornendo un largo spettro
di servizi multimediali
Quali sono i prodotti di ultima generazione che
state distribuendo?
«L’ultimo nato, sviluppato con Telecom, si chiama
Uebbi - italianizzando il termine “Web” - e verrà
distribuito nei negozi prima di Natale. Uebbi
consente a qualsiasi utente, anche il meno esperto,
di entrare in contatto con il Web e di eseguire
un’infinità di operazioni, come la messaggistica
in video e il collegamento con tutti gli operatori
di Adsl. Questo prodotto, accattivante e singolare,
è nato come radiosveglia, poi si è evoluto come
un vero e proprio terminale: Uebbi consente di
aprire una piccola finestra sul mondo di Internet
e di prelevare informazioni d’uso comune in
maniera semplice ed immediata, consentendo,
anche ai meno pratici, di cominciare a navigare.
Ai più esperti, invece, Uebbi darà la possibilità
di ascoltare migliaia di radio on line da tutto il
mondo, prelevare le notizie di borsa, disporre di
widget da tutto il mondo, ricevere e trasmettere
e-mail senza dover usare il Pc. Inoltre Uebbi è
un oggetto che avrà un costo alla portata di tutti!
Un autentico gioiello, che racchiude in sé tutti i
prodigi della tecnologia più avanzata: è in assoluto
il primo di questo genere realizzato nel mondo. Ciò
non può che riempirci di orgoglio e spronarci ad
“
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Promelit fabbrica idee. In
genere ritieniamo che realizzare
un prodotto sia la parte più
semplice del nostro lavoro
andare avanti per la nostra strada, che poi è quella
dell’innovazione e della ricerca».
Insomma, alta tecnologia combinata
all’innovazione...
«In effetti Promelit ha sempre seguito la via
della dinamicità nella sua storia aziendale; nata
per produrre impianti telefonici tradizionali si
è evoluta nel tempo tanto che dall’82 ad oggi è
stata al passo con 3-4 generazioni tecnologiche
che le hanno consentito di realizzare macchine
altamente sofisticate. Ad esempio di realizzare
centrali telefoniche Full IP, che ultilizzano il
protocollo IP, lo stesso impiegato da internet per
trasmettere in rete: immagini, voce, suoni, dati, etc.
Possiamo stimare che, dalla sua nascita, Promelit
abbia istallato almeno 3 milioni di linee derivate,
circa 200 mila anno, vale a dire il 10% del mercato
nazionale».
E l’ingresso nel settore della videosorveglianza?
«Nel 2000, prevedendo quello che sarebbe
accaduto, anche se allora l’attacco alle Twin Towers
non c’era ancora stato abbiamo capito in anticipo
che la società avrebbe avuto bisogno di una
tranquillità e una sicurezza sempre maggiori. Di
conseguenza, che il settore della videosorveglianza
avrebbe avuto un grande sviluppo. Pertanto,
abbiamo iniziato a lavorare in questo ambito, che
rappresenta sì una “sicurezza passiva” ma, in molti
casi, garantisce di salvaguardare la sicurezza di
ville e appartamenti, uffici, fabbriche e magazzini
presi di mira da malviventi sempre più organizzati
e feroci.
Siamo cresciuti in maniera esponenziale,
acquisendo un know-how tale che ci ha
consentito di collaborare prima con alcuni
comuni della bergamasca e poi con altre realtà
italiane, installando per la prima volta sistemi di
videosorveglianza piuttosto complessi, sofisticati, >
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
giocano un ruolo devastante e frenano lo
sviluppo».
dotati di una tecnologia molto avanzata.
Ora, inoltre, stiamo installando l’intera rete di
videosorveglianza della Metropolitana Milanese,
che servirà a garantire più sicurezza in tutte le
stazioni. È il risultato di una gara vinta nel 2007,
svolta in competizione con altre importanti
aziende del settore».
Lei è spesso in viaggio per il mondo e ha la
possibilità di incontrare molti imprenditori
stranieri: come siamo giudicati all’estero?
«Dipende dai Paesi: alcuni hanno molta stima
di noi, del nostro lavoro, delle nostre capacità e
della serietà nel fare impresa. Atri sono molto
critici, ma credo che ciò dipenda più da una certa
forma mentis che dalla realtà dei fatti. In Corea,
ad esempio, sono sbalorditi della lentezza con cui
facciamo le cose. Sono andato per la prima volta
in quel Paese 25 anni fa e posso testimoniare che
in questi ultimi tempi i coreani hanno fatto passi
da gigante che noi neppure ci sogniamo. Sono
capaci di costruire un ponte nel giro di un anno,
grattacieli o infrastrutture in pochi mesi».
Che cosa vuole dire esattamente?
«Che in qualunque Paese del mondo esistono un
governo e un’opposizione: ognuno ha il suo ruolo
e ognuno lavora, magari con idee diverse, ma per
32
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N.40
il bene comune dei cittadini che rappresenta. Da
noi questo equilibrio è saltato, si è perso nella
notte dei tempi e i risultati sono sotto gli occhi
di tutti. Appena possiamo denigriamo il nostro
Paese, anche le cose che molti ci invidiano.
Neppure quando siamo all’estero, siamo capaci
di esaltare il nostro ruolo di nazione civile e ricca
di realtà imprenditoriali di grande spessore. Anzi,
spesso abbiamo l’abitudine di criticare anche
quello che funziona perché, chi lo fa funzionare,
non appartiene al nostro credo politico. Questo,
purtroppo, succede solo da noi…».
Una volta, le nostre vere ricchezze erano
rappresentate dall’artigianato, dall’agricoltura
e dal turismo. Se dovesse ricominciare tutto da
capo, in quale campo si butterebbe?
«Non avrei alcun dubbio: certamente nel turismo
perché è una miniera d’oro che finora non siamo
riusciti a sfruttare fino in fondo. Abbiamo un
patrimonio turistico e culturale che il mondo ci
invidia, eppure non siamo capaci di renderlo una
vera risorsa per il Paese perché, anche in questo
settore, le pastoie burocratiche sono infinite e non
consentono di realizzare tutti quei progetti che
attirerebbero, specialmente dall’estero, sempre
più investitori.
Purtroppo la burocrazia e gli interessi politici
Sono oltre 150 le
persone che lavorano
in Promelit, nell’head
quarter di Cinisello
Balsamo ma anche nelle
varie filiali dislocate su
tutto il territorio italiano
Lei è certamente un uomo dinamico che, da
buon imprenditore, è sempre alla ricerca di
nuove opportunità e di idee da sviluppare per
far crescere la sua azienda: qual è il progetto a
cui adesso sta lavorando?
«Sto cercando di mettere insieme un consorzio
di aziende medio-piccole per partecipare alle
gare dell’Expo Milano, perché c’è il rischio che
se le aggiudichino solo quelle più grosse. Questo
gruppo, formato da una decina di realtà, si chiamerà
probabilmente Consorzio Expo Milano e, anche
se alcune di queste aziende sono concorrenti
tra di loro, sono tutte dotate di esperienze e di
intelligenze diverse che aumenteranno le chance
- e lo dico in senso buono - di cogliere qualche
opportunità di lavoro in più. Se ci presentassimo
singolarmente davanti allo stesso interlocutore,
queste probabilità certamente diminuirebbero.
Il Consorzio avrà sede a Monza: una scelta non
casuale dal momento che vogliamo insediarci
nella nuova Provincia brianzola che ha una grossa
realtà imprenditoriale capace di conquistare nuovi
mercati unendo le forze, senza farci concorrenza
l’uno con l’altro. Naturalmente, queste aziende
hanno alle spalle una grande competenza nel settore
delle telecomunicazioni, delle infrastrutture per
videosorveglianza, delle protezioni attive e quelle
passive, dei cablaggi, ecc…».
Ha altre idee che le passano per la testa?
«Una sì, ed è quella di costruire un progetto globale
costituendo una multinazionale, magari facendo
nuove acquisizioni e sbarcando su altri territori,
anche molto lontani. Ma è un idea che non ha
nulla di rivoluzionario perché fa parte del dna di
qualunque imprenditore che si rispetti cercare
di allargare i confini della propria azienda, farla
crescere, cogliere le migliori opportunità che si
presentano sui mercati».
Ha mai pensato di entrare in politica?
«Sì, ci ho pensato. Ma per fare politica seriamente
occorre impegnarsi fino in fondo, trascurando
anche i propri interessi personali: in questo
momento sono troppo occupato a traghettare le mie
aziende sulle sponde sicure del fiume che stiamo
attraversando e che attualmente appare piuttosto
agitato. Non è detto però che in un prossimo futuro
non entri in politica cercando di mettere le mie
esperienze di imprenditore al servizio della gente
che, come me, ama il proprio Paese e soffre quando
vive momenti di grande difficoltà come quello
attuale».
Danilo Marchiori con Gin,
cucciolo di Labrador
Quelle che ha sulla scrivania sono le foto dei
suoi figli?
«Sì, di Riccardo che ha 19 anni e di Alessandro
che ne ha 25. Sono loro i continuatori della mia
storia imprenditoriale, anche se vorrei che una
volta terminata l’Università, facessero qualche
esperienza all’estero prima di prendere in mano le
redini dell’azienda».
E sua moglie cosa ne pensa?
«Anche lei è d’accordo con me. Mariangela è la
mia compagna di vita da trent’anni: una donna forte
e intelligente che ha sempre saputo sopravvivere
alla mia irruenza, ma anche molto dolce, allegra e
concreta che ha cresciuto i nostri figli in maniera
esemplare, senza mai interferire nel mio lavoro e
aiutandomi nei momenti di difficoltà.
Stiamo molto bene insieme, ci compensiamo in
tutto e abbiamo reso il nostro legame immune dai
pericoli che spesso inquinano i rapporti tra due
persone che vivono insieme da tanti anni».
Allora, lei è un uomo veramente felice…
«Sì e lo dico senza retorica. Amo il mio lavoro, ho
una famiglia meravigliosa, apprezzo ogni aspetto,
anche quello più semplice, della mia vita: che cosa
potrei desiderare di più?».
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Pier Franco T
Bertazzini
«Monza,
ora devi
volare!»
La parola al Professore
monzese per eccellenza
che si esprime su politica,
arte e società. E ci rivela
un sogno nel cassetto
di Andrea Trentini
foto Marco Brioschi
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utti i monzesi lo chiamano “Professore”.
Pier Franco Bertazzini è una bandiera
della città briantea, un filo conduttore
che ha legato gli ultimi 50 anni di vita politica e
culturale, del quale tutti gli amministratori che
si sono succeduti hanno sempre avuto grande
rispetto e considerazione. Nato ad Asti il 5
febbraio del 1921 (ma monzese di adozione,
essendosi trasferito in riva al Lambro nel 1928),
professore di Italiano e Latino, Pier Franco
Bertazzini è anche esperto d’arte (in particolare
di pittura dell’800 e del ’900) e collabora con
diverse testate giornalistiche, occupandosi di
argomenti come educazione, storia locale e,
per l’appunto, arte. Sindaco di Monza dal 1971
al 1976, Bertazzini è stato anche assessore e
consigliere comunale in diverse giunte e ha
lasciato la carriera politica nel 1983. Per quanto
riguarda la carriera scolastica il suo nome è legato
alla carica di preside in diversi istituti monzesi:
alla media Bellani (1963/64), al Liceo Scientifico
Frisi (dal 1970 al ’75), al Liceo Linguistico Porta
dal ’76 al ’79, agli Artigianelli (1980 all’85) e,
infine, al Liceo Linguistico Oxford, dal 1985 al
2000. “Giovannino d’oro” nel 1996, collabora
con il Lions Club Monza Host dall’anno della sua
fondazione (1976).
Professor Bertazzini, per noi lei è in politica da
sempre; ci sarà stato, però, un momento in cui
ha cominciato: se lo ricorda?
«Sono fiero di aver fatto il ’48, pochi si ricordano
quei tempi, c’erano dure lotte politiche in quegli
anni. Feci la tessera della Democrazia Cristiana
in quel periodo, ma cominciai ad occuparmi di
politica seriamente intorno al 1959. Erano gli anni >
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
della riforma della scuola media, io andai in giro a
parlarne e cominciai a farmi conoscere dalla gente.
Nel 1970 accettai di entrare in lista per il consiglio
comunale e, come spesso capita in politica, mi
fu affidato un assessorato lontano dalle mie
esperienze: Economato e Partimonio».
Poi un colpo di scena...
«Dopo dieci mesi il sindaco in carica, Luigi Pavia,
presentò le dimissioni e così presi il suo posto.
Avrei dovuto essere un sindaco “balneare”, solo per
il periodo estivo, e invece conclusi la legislatura
fino al 1975. In quella successiva ricoprii la carica
di assessore alla Cultura e poi fui consigliere
comunale fino al 1983, quando decisi che era
meglio lasciare. Trovo che il concetto “largo ai
giovani” sia un criterio da adottare».
Se dovesse darsi un aggettivo, per qualificarsi
come politico, quale userebbe?
«Mi sono sempre definito un politico di
complemento, mai di carriera. Come altri
miei colleghi di allora non ho mai chiesto il
distaccamento dalla mia attività professionale,
anche se avrei potuto. Ai miei tempi dominava una
visione della politica come servizio temporaneo».
Che differenze ci sono tra la politica di oggi e
quella dei suoi tempi?
«I problemi che la politica deve affrontare sono
sempre gli stessi, quelli della casa, delle famiglie
in difficoltà e così via. Ai miei tempi forse c’era
più rispetto per gli avversari, oggi molto meno.
Mi ricordo quando il capogruppo del Partito
Comunista di quei tempi, Vladimiro Ferrari, si
ammalò: in aula ci divideva tutto, ma io andai a
trovarlo all’ospedale e sono sicuro che lui avrebbe
fatto lo stesso con me».
Qual è il politico monzese di oggi che le
assomiglia di più?
«E’ l’assessore Alfonso Di Lio: siamo simili
dal punto di vista professionale (anche Di Lio è
preside, Ndr) e personale. Inoltre siamo molto
legati anche perchè fui tra i primi ad accoglierlo
quando arrivò dalla Sicilia».
Questo è un periodo di grandi cambiamenti
per Monza, soprattutto dal punto di vista
urbanistico: la variante al Pgt potrebbe
cambiare volto alla città. Si parla di diventare
un polo espositivo dell’Expo 2015. Cosa si
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Il professor Bertazzini
insieme al sindaco di
Monza Marco Mariani
augura per Monza in futuro, in previsione della
Provincia?
«Io ho un sogno: che si inserisca nel progetto
dell’Expo la ristrutturazione della Villa Reale.
Bisogna assolutamente valorizzare questa risorsa.
Auspico che le varianti al Pgt diano finalmente
a Monza la possibilità di volare alto e risolvano
questioni per le quali occorrono scelte e somme
di denaro importanti. Questo non è il momento
economico migliore, ma si deve avere il coraggio di
cambiare».
Ha parlato di valorizzazione della Villa Reale, le
attrazioni culturali sono forse poco considerate?
«No, se parliamo del Museo e Tesoro del Duomo: è
bellissimo e i Gaiani hanno ricevuto numerosi elogi
per l’importanza dell’opera e per il valore del loro
impegno. Tuttavia è un peccato che molte opere
d’arte siano chiuse da decenni nei sotterranei della
Villa Reale e nessuno possa vederle. Almeno ai
miei tempi c’era una Pinacoteca all’Arengario!».
Concludiamo con una domanda secca: un
pregio e un difetto dei monzesi.
«Il pregio: sicuramente i monzesi sono gente
concreta e che lavora. Amando molto questa città, è
difficile trovare dei difetti. Devo proprio dirne uno?
Non aver mai avuto il coraggio di volare alto!».
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Auguri
Natale e Capodanno
di speranza
Ecco il 2009 che istituzioni e autorità auspicano per i monzesi
CARLO EDOARDO VALLI
Presidente dell’Associazione Industriali e della Camera di Commercio
É innegabile che queste feste, a causa della crisi mondiale, non saranno come
le altre, soprattutto per gli imprenditori brianzoli; tuttavia io credo che si può
continuare pensare in maniera positiva, soprattutto per trasmettere gioia ai
propri collaboratori, clienti e alla stessa famiglia. Auguro a tutti di trascorrere
con serenità e ottimismo il tempo in famiglia, non ignorando quello che sta
succedendo intorno a noi, ma non pensando che occorre da aspettare anni per
rialzarsi: anche io ho grandi speranze nel nuovo presidente degli Stati Uniti,
Barack Obama, non solo per gli sviluppi economici, ma per la grande rivoluzione
culturale che attuerà proprio perché testimone di una cultura lontana.
di Laura Marinaro - foto di Marco Brioschi
U
n Natale e un Capodanno diverso
dagli altri, quelli che ci apprestiamo
a festeggiare, forse un po’ sottotono
rispetto al solito, ma pur sempre festività che i
monzesi cercheranno di onorare come sempre
con gioia e unione nelle famiglie. Almeno
questo è quello che i personaggi istituzionali
più importanti della città augurano a se stessi
e ai propri concittadini. Ecco dunque i loro
auguri per la città.
MARCO MARIANI
Sindaco di Monza
Auguro alla città di Monza una variante al Pgt densa
di opportunità per la città e l’avvio del Consorzio
Villa Reale e Parco. Quest’ultimo garantirebbe,
oltre al recupero monumentale del nostro tesoro,
tantissimi posti di lavoro e introiti per alberghi,
ristoranti ed esercizi commerciali, con il risultato di
un estremo beneficio per tutti. Per il resto, auspico
un nuovo anno in salute per tutti... e, perchè no,
qualcosa di buono anche per me.
DARIO ALLEVI
Vicesindaco di Monza
Abbiamo terminato il piano per la Cittadella dello Sport, che andrà deliberato
nelle prossime settimane, quindi auguro che il 2009 veda l’inizio dei lavori
per uno dei progetti più ambiziosi di questa città. Saremo un esempio per
tutta l’Italia e avremo il primo stadio polifunzionale con tante altre strutture
collaterali tali da garantire al pubblico sportivo una struttura davvero innovativa
e assolutamente competitiva da tutti i punti di vista. I due anni di lavoro necessari
alla realizzazione della Cittadella inizieranno proprio con l’arrivo del 2009, sarà
quindi per me e, spero per tutti i monzesi, un Capodanno molto atteso.
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MARTINA SASSOLI
Assessore alle Politiche Giovanili
Una manciata di giorni ci separa dall’arrivo del 2009, un anno importante che abbiamo
tutti atteso a lungo, significativo perchè rappresenta il momento di arrivo in cui Monza
e tutta la Brianza potranno godere dell’autonomia tanto agognata, ma anche il punto
di partenza in cui insieme inizieremo il percorso di crescita indipendente della nostra
Provincia. Un augurio a chi, in questi anni, ha dedicato il proprio lavoro, la passione e il
tempo a far sì che la Provincia di Monza e Brianza diventasse una realtà solida e degna
di essere tra le più importanti e produttive del nostro Paese e un augurio alla futura classe
dirigente che sarà eletta a rappresentarci e a gestire il nuovo organismo. Infine un caloroso
buon 2009 ai giovani che in un momento di difficoltà come quello che stiamo affrontando,
devono essere pronti a raccogliere le sfide nel mondo del lavoro.
LUIGI NARDI
Presidente dell’Unione Commercianti
Auguro a tutti i monzesi un po’ di ottimismo, purtroppo le previsioni per
il prossimo anno sono nere e la preoccupazione, anche tra i commercianti,
esiste ed è reale. Ma l’ottimismo, come lettura della vita, è fondamentale. Il
prossimo anno sarà cruciale per la Brianza grazie alla nascita della Provincia,
per questo auguro un’elezione serena di un presidente forte. E spero che noi
commercianti possiamo realizzare il progetto dei distretti urbani commerciali,
con i quali riporteremo la vita nel centro storico nostra bella Monza.
MATTEO PARRAVICINI
Presidente dei Giovani Industriali di Monza e Brianza
Il mio augurio è che dopo la tempesta vissuta recentemente sui mercati
mondiali, arrivi la quiete. Visto che la storia è sempre andata avanti
superando cicli e ricicli di crisi, spero che questo anno nero per tutti i
monzesi e i brianzoli, non solo per gli imprenditori, temrini bene e ci si
rivolga verso un nuovo ciclo di sviluppo territoriale. Quello su cui proprio
noi giovani dobbiamo puntare è produrre ed esportare il nostro Made in
Brianza come eccellenza nel mondo: sono certo che ce la faremo!
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
PIETRO MAZZO
Presidente dell’Unione Società Sportive Monzesi
L’anno trascorso per lo sport monzese è stato abbastanza tranquillo
nella gestione delle nostre società sportive, tuttavia il mio augurio
è che con l’arrivo della nuova Provincia anche gli sportivi abbiano
dei vantaggi non tanto economici, ma soprattutto di promozione
delle nostre attività. Inoltre auguro ai nostri atleti tanta salute e che
si realizzino i loro sogni di vittoria e che il progetto di Cittadella
dello Sport che ci è stato promesso si realizzi nel migliore dei
modi... anzi prometto che vigileremo attentamente
perché questo accada.
ANNAMARIA DI ORESTE
Presidente del Tribunale di Monza
È da poco che vivo a Monza ma l’ho trovata davvero bella e
soprattutto molto indipendente da Milano! Auguro a tutti i monzesi
e ai brianzoli, che diventeranno parte della nuova Provincia, di
avere anche un nuovo Tribunale più efficiente e più funzionale
soprattutto nei confronti dei cittadini: oggi, purtroppo, la struttura
soffre di gravi problemi di sicurezza e non solo. Spero che
Ministero e Comune di Monza possano ascoltarci. La mia ricetta?
Eliminare la carta che ci seppellisce e informatizzare gli archivi.
MARCELLO FONTANESI
Rettore dell’Università Milano-Bicocca
Il mio augurio per il 2009 è che l’Università degli Studi di MilanoBicocca e, in particolare, il nostro Campus di Monza diventino
sempre più un punto di riferimento culturale e scientifico per tutta
la comunità monzese e brianzola. Vogliamo essere al fianco degli
studenti, delle loro famiglie, delle imprese e delle istituzioni nelle
sfide locali e internazionali che ci attendono.
Regione Lombardia
Brianza, locus amoenus
L’assessorato di Massimo Zanello è impegnato in un ambizioso
progetto di riqualificazione del patrimonio delle residenze lombarde
di Francesco Pozzi - foto di Marco Brioschi
A
rte, tradizione e storia si incontrano nelle
numerose ville gentilizie sparse sul territorio
lombardo. Tra le 209 che si contano solo
nella zona a Nord di Milano, molte sono quelle presenti
sul territorio brianzolo, che nei secoli scorsi fu un vero
e proprio luogo di delizie e che vede il suo apice nella
Villa Reale di Monza. L’assessore alle Culture, Identità
e Autonomie della Regione Lombardia, Massimo
Zanello, crede fortemente nelle potenzialità ancora
inespresse di questa eredità, tanto da farsi promotore di
un circuito finalizzato alla loro valorizzazione.
Su quali attività punta l’Assessorato?
«Si parte da un’accurata operazione di sostegno ai
Comuni, che devono essere affiancati in operazioni
di recupero realmente efficaci. Questo non significa
che basta aprire queste strutture per manifestazioni
ed eventi, ma occorre definirne con chiarezza la
destinazione d’uso, che deve essere sempre studiata
nel rispetto del contesto storico e culturale del luogo.
Inoltre stiamo lavorando alla realizzazione di un
Sistema culturale integrato per la valorizzazione
delle Ville del Nord-Milano, che collegherà tutti i
proprietari e i referenti delle istituzioni locali».
Buona parte del recupero e delle attività di
riqualificazione viene svolta da privati. Come
giudica questi interventi?
«Positivamente, anche se occorre sottolineare che,
quando affrontiamo operazioni di restauro di beni
come questi, i nostri interlocutori sono principalmente
due: gli ereditieri che, forti di una lunga gestione di
famiglia, riescono a restaurare le ville soprattutto a
scopo residenziale, e gli enti istituzionali, come banche
e aziende, che creano centri per i dipendenti o sedi di
rappresentanza. In genere si tratta di ottime iniziative e
il nostro compito non può essere che quello di dare il
massimo risalto agli interventi realizzati».
Un’altra regione famosa in tutto il mondo per le sue
ville è il Veneto: come viene vissuto questo confronto?
«Probabilmente le ville venete sono conosciute più di
quelle lombarde. Tuttavia, credo che dal punto di vista
qualitativo e delle potenzialità siamo alla pari: loro
hanno il Palladio, noi il Piermarini...
Spero che in futuro si possano stabilire connessioni
anche con altri sistemi, ad esempio sfruttando l’asse del
fiume Po, che potrebbe essere il filo conduttore di un
percorso storico, artistico e culturale ricco di sfumature».
Sullo sfondo,
Villa Tittoni Traversi
di Desio.
Sotto, l’assessore
Massimo Zanello
DON SILVANO PROVASI
Arciprete del Duomo di Monza
Auguro all’amata Monza di vivere e celebrare il Natale come una festa che non
può essere improvvisata né enfatizzata da coreografie che tendono ad estraniarne
il Mistero. Importante per la famiglia è la liturgia dell’attesa dell’incontro con il
Signore. Una liturgia semplice, luminosamente religiosa, capace di interrogare
ed interessare anche chi dice di non credere o sta percorrendo altre strade
per incontrare Dio. Auguro ad ogni cittadino e a chi desidera diventarlo, di
potersi fermare a pensare, in questo tempo, per capire e valutare le fatiche e le
opportunità della crisi che ci sta davanti. Una crisi economica che ci può aprire
gli occhi ed il cuore verso un nuovo stile di vita personale e sociale.
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Titti e Franco Gaiani
L’arte sposa la vita
I
Ad un anno dall’inaugurazione, il
Museo e Tesoro del Duomo raggiunge i
40 mila visitatori. Un successo che porta
la firma di una coppia speciale
di Sara Re
foto di Marco Brioschi
l nome di Titti Giansoldati Gaiani e di
suo marito Franco, a Monza e non solo,
sono sinonimo di mecenatismo. Di più:
di passione per la cultura, di attivismo senza
risparmio di energie, di generosità. Dai cittadini
alle istituzioni, dal mondo della cultura a quello
dell’associazionismo, tutti riconoscono alla
coppia Gaiani un grande coraggio, quello di
aver creduto da sempre e concretamente nelle
ricchezze culturali del territorio e, credendoci,
hanno posto alla città una sfida: istituire un
museo in grado di valorizzare davvero questo
patrimonio. Una sfida vinta la loro grazie alla
creazione del Museo e Tesoro del Duomo,
inaugurato un anno fa e oggi gestito dalla
Fondazione che porta il loro nome. Eppure tanto
resta ancora da fare.
Signora Gaiani, associazioni, comitati,
convegni, campagne… Non c’è promozione
culturale che non la veda protagonista. Questo
attivismo ha sempre fatto parte della sua
natura o è maturato nel corso degli anni?
«Più che attivismo, lo definirei spirito di servizio!
Nel 1970 sono stata invitata a far parte del
Soroptimist International Club di Monza e ho
avuto la possibilità di conoscere più da vicino
la realtà monzese e i suoi bisogni. Da lì, >
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
grazie proprio a questo Club del quale ancora
sono socia, ho potuto mettere a disposizione la
professionalità maturata nelle mie esperienze
imprenditoriali, nonché realizzare progetti
concreti. I comitati e le associazioni arrivate
in seguito sono il frutto di un lavoro di équipe
con tutti coloro che hanno creduto in iniziative
e progetti culturali atti a tutelare, valorizzare
e sostenere il patrimonio culturale del nostro
territorio. Sono ormai convinta che senza una
cornucopia di eccellenze concentrata su uno
stesso obiettivo non avremmo potuto creare
niente di costruttivo».
Come vive la sua immagine pubblica di
moderno mecenate?
«L’atto di mecenatismo che mio marito ed io
abbiamo realizzato in questi ultimi anni non
ha avuto e non avrà mai lo scopo di rendere
pubblica la nostra immagine. Si tratta di un atto
di “amore” per la città di Monza ed è frutto della
nostra grande passione per l’arte. Il Museo,
come “contenitore” e “istituzione” ci rappresenta
molto, perché in questa avventura abbiamo potuto
concentrare le nostre professionalità e metterle al
servizio degli altri».
Nel privato, invece, che tipo di donna è?
«In privato? Non vedo che differenza possa
esserci! Sono una persona normale, come tante
altre donne che conciliano il lavoro con la
famiglia e la vita di tutti i giorni!».
La Fondazione Gaiani, di cui suo marito è
presidente, è attualmente impegnata anche nel
recupero della Cappella degli Zavattari. «Il
progetto di recupero richiede un enorme impegno
economico a causa degli irreversibili danni e
gli estesi distacchi di intonaco verificatisi negli
ultimi anni. Con questo intervento sarà anche
possibile approfondire le conoscenze fino ad oggi
raggiunte sulle tecniche pittoriche utilizzate a
metà del XV secolo e lo stato di identificazione e
di attribuzione delle varie mani che si alternarono
durante la realizzazione di questa splendida
opera. La Fondazione ha fatto da traino: il World
Monument Found si è interessato al progetto della
Cappella eleggendolo “Progetto dell’anno 2008”
e mettendo a disposizione i primi fondi che, uniti
a quelli di Regione Lombardia e della Fondazione
Cariplo, consentiranno alla Fondazione Gaiani di
intraprendere i restauri».
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LA FONDAZIONE GAIANI
dida aldida dida
L’ingegnere Franco Gaiani è presidente della Fondazione Dida
intitolata
dida dida dida
padre Carlo e nata con lo scopo di perseguire «l’intento di far
conoscere,
di
Dida dida dida dida
valorizzare e custodire le testimonianze della storia, dell’arte e della
fede».
dida
dida dida
dida dida dida
Quando è stata istituita la Fondazione e con quali scopi?
«Oltre alla realizzazione del Museo e Tesoro del Duomo di Monza,
fummo da subito convinti che fosse indispensabile istituire un ente in
grado di gestire il Museo e garantire la tutela necessaria alle opere. Così,
nel gennaio 2008, è stata ufficializzata e riconosciuta dalla Regione
Lombardia la nascita della Fondazione Gaiani, di cui sono Presidente».
Che interesse riscontra questa istituzione da parte dei cittadini?
«Il Museo è qualcosa di complesso: è permanente, è un’istituzione, ma
allo stesso tempo è in continua evoluzione. Non nego però che, pensando
alle intenzioni con cui lo abbiamo realizzato, spero che diventi sempre
più un luogo di aggregazione, di ricerca, un polo culturale in continua
evoluzione e fermento, a disposizione di tutti».
Ha notato un cambiamento nell’atteggiamento
dei cittadini verso ciò che è cultura?
«Non credo che “cambiamento” sia il termine
adatto, ma maggiore interessamento ed
entusiasmo verso il territorio e noi abbiamo
messo a disposizione di tutti questo patrimonio in
modo nuovo».
In queste “avventure culturali” lei e suo
marito siete sempre insieme. Come vivete la
quotidianità di questi progetti, così complessi
ma, al contempo, così affascinanti?
«È bello condividere gli stessi ideali e obiettivi,
tanto più se si lavora unitamente come due perfetti
“compagni di lavoro”. I ruoli ci consentono di
mantenere l’obiettività preziosa nell’arte».
Titti e Franco Gaiani
sono entrambi
attivissimi nell’ambito
dell’associazionismo
e della vita culturale
cittadina.Titti Gaiani,
in particolare, nel
2001 è stata insignita
dell’onorificenza
di Cavaliere della
Repubblica per il suo
grande impegno culturale
Nella pagina precedente,
Titti Gaiani fotografata
tra alcuni dei capolavori
conservati nel Museo e
Tesoro del Duomo
di Monza
AL RISTORANTE SAINT GEORGES PREMIER L’ATMOSFERA
DEL NATALE SI VESTE DI ELEGANZA
Saremo chiusi per le festività natalizie dal 29 dicembre al 14 gennaio
PREMIO MERCURIO D’ORO
Saint Georges Premier
Via Vedano, 7 – 20052 Monza
Tel. +39 039 320 600 – Fax +39 039 360 298
www.saintgeorges.it – [email protected]
Ingresso Porta Vedano/Autodromo – Chiuso il Martedì
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
ai servizi segreti che indagavano sul rapimento ma,
purtroppo, non ci fu nulla fare».
Sergio Biraghi
Una vita in mare
per l’Italia
N
I racconti dell’Ammiraglio milanese,
ex Capo di Stato Maggiore della Marina
di Toni Liguori
ato nella capitale della Pianura Padana 67
anni fa, ma attratto “fatalmente” dal mare,
ha trascorso quasi tutta la vita sulle navi.
E quell’attrazione ha portato l’Ammiraglio Sergio
Biraghi, milanese doc, prima all’Accademia Navale
di Livorno e poi a girare il mondo in lungo e in
largo al servizio della nostra Marina Militare di cui è
diventato Capo di Stato Maggiore.
Lei è stato consigliere Militare del Presidente
Carlo Azeglio Ciampi, oltre che Capo di Stato
Maggiore della Marina Militare maturando
numerose esperienze in ruoli delicati, soprattutto
in periodi travagliati della nostra storia
nazionale: qual è quello che ricorda con più
nostalgia e dolore?
«Conservo nel mio cuore ogni attimo trascorso
in Marina, ma i momenti più esaltanti, a parte
quelli vissuti al fianco del Presidente Ciampi,
sono gli innumerevoli viaggi al comando di navi
tecnologicamente perfette. Tra queste la traversata
fino a Chicago, percorrendo il Saint Lawrence
Seaway, un sistema di canali navigabili che collega
il Canada agli Stati Uniti: un viaggio avventuroso
che per ogni marinaio può essere l’esperienza più
significativa della vita. Il periodo più brutto, invece,
risale al rapimento di Aldo Moro da parte delle
Brigate Rosse. Allora come esperto crittografo fui
chiamato da Francesco Cossiga a dare una mano
46
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È vero che è stato lei a portare il sommergibile
Toti a Milano?
«Certo e ne vado fiero, perché è stato il primo
sogno che ho potuto realizzare quando sono
diventato Capo di Stato Maggiore. Mi dispiaceva
vedere un gioiello come il Toti abbandonato a
Cremona perché mancavano i fondi per trasferirlo
in una sede più consona al suo glorioso passato.
L’impresa sembrava impossibile, ma io ho sempre
amato le sfide e quella l’ho vinta con l’aiuto
dell’amministrazione pubblica milanese e con la
generosità di tanti sponsor che hanno condiviso il
progetto. Ora il Toti è esposto al Museo Nazionale
della Scienza e della Tecnologia e per poterlo
ammirare la gente si prenota con tre mesi di
anticipo: è stata per me un’enorme soddisfazione».
Lei ha sempre occupato posizioni di rilievo in
seno alla Marina Militare e il suo ruolo le ha
consentito di vivere in prima persona i momenti
cruciali della storia recente: che cosa ne pensa
della guerra in Iraq, si poteva evitare?
«È difficile rispondere perché, dopo quel maledetto
11 settembre, si stava creando un cordone
pericolosissimo tra i paesi più integralisti del
mondo arabo; l’America aveva molte ragioni per
spezzarlo. Forse, visti anche i risultati ottenuti
fino ad oggi, sarebbe stato più efficace intervenire
radicalmente e prendere il controllo di quel Paese,
per poi riportarlo alla normalità. La situazione, però,
è sfuggita di mano e non sarà facile risolverla in
tempi brevi. Personalmente, ho avuto molti contatti
con la marina irachena, che sta rinascendo e che sta
acquistando alcune navi italiane per utilizzarle nei
servizi di pattugliamento».
“
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Aver regalato il sommergibile
Toti alla città di Milano,
strappandolo all’abbandono,
è stata la mia più grande
soddisfazione
tecnologico e operativo abbiamo la capacità di
muoverci in tutti i mari del mondo esattamente
come loro e, in alcuni casi, anche meglio. Come
Marina Militare siamo tra i top five al mondo
e nel Mediterraneo rappresentiamo un punto
di riferimento per tutti. Per essere più chiari,
controlliamo la sicurezza, il traffico e tutto ciò che
succede in quell’area che è considerata tra le più >
Sergio Biraghi,
67 anni, milanese,
è stato Capo di Stato
Maggiore della Marina
Militare italiana
Esiste il pericolo che scoppi un altro conflitto
mondiale?
«Non a breve. Lo squilibrio militare tra le grandi
potenze è troppo rilevante perché qualcuno possa
rischiare di uscire sconfitto. Ciò che mi preoccupa
è il prolificare di guerre locali che, allargandosi
dai loro confini, potrebbero costringere le grandi
potenze ad intervenire».
Mi risponda sinceramente: che cosa ne pensa
della nostra Marina Militare?
«Noi non abbiamo una flotta navale grande come
quella americana, inglese o francese, ma a livello
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
calde del mondo. Sono fiero di essere stato uno
dei protagonisti di questa operazione che vede
collaborare fattivamente tra di loro 19 marine
battenti bandiere siriana, egiziana, israeliana,
francese, americana, ed altre ancora, sotto il nostro
diretto controllo».
Recentemente lei è venuto allo Sporting Club di
Monza ad intrattenere più di 300 imprenditori
brianzoli su un argomento singolare come la
storia moderna della nostra Marina Militare.
Come le è venuta questa idea?
«A dire la verità è stata un’idea del mio carissimo
amico Guido Nori che io ho accettato molto
volentieri. Ci siamo conosciuti all’Accademia
Militare di Livorno e non ci siamo mai persi di
vista. Io sono un milanese purosangue e amo
moltissimo questa terra ricca di talenti che tutto
il mondo ci invidia e alla quale sono rimasto
sempre legato: parlare davanti a un pubblico così
attento e preparato è stato per me motivo di grande
soddisfazione».
Ammiraglio Biraghi, non penso che lei ora
che non è più in servizio attivo trascorra le sue
giornate come una persona “normale”: non me
la vedo alzarsi la mattina, bere il caffè e leggere il
giornale in attesa che arrivi sera...
«Bevo il caffè, leggo il giornale ma faccio
anche qualcos’altro… In questo momento sto
organizzando lo sbarco della Fincantieri in
America. Stiamo formalizzando una serie di accordi
per acquisire dei cantieri sul luogo e per costruire
navi da guerra per la Marina Americana. Come ogni
sbarco che si rispetti, abbiamo preparato bene il
terreno per questa nostra pacifica invasione ed ora
che siamo vicinissimi alla meta credo proprio che il
nostro Paese ne trarrà grandi benefici».
Che cosa direbbe ai giovani per spingerli ad
arruolarsi in Marina?
«Più che spingerli ad arruolarsi in Marina, cercherei
di convincerli ad avvicinarsi al mare, perché si
possono vivere esperienze straordinarie. Si può
iniziare fin da bambini, imparando a veleggiare,
magari iscrivendosi a un circolo di vela: ci sono
ottimi maestri anche nelle città di pianura. Se poi
proprio si vuole intraprendere la carriera militare e
diventare ufficiale di Marina, si avrà la possibilità di
imparare un mestiere affascinante e girare il mondo,
misurandosi ogni giorno con se stesso e scoprendo
la natura, ma anche le culture lontane».
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Sopra, l’Ammiraglio Biraghi con
i giovani del Rotaract Monza.
Sotto, il sottomarino Toti nel Museo
della Scienza e della Tecnica
I
In uno show-room di 1200 mq proponiamo una selezione di mobili d’antiquariato, ’700 e ’800, tappeti
orientali, quadri d’epoca ed oggetti d’arte, tutto corredato con garanzia di autenticità, dove certamente
scoprirete il “pezzo unico” che cercavate per personalizzare la Vostra casa.
BORGO ANTICO by Fortuzzi
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IL CLUB DEI PROTAGONISTI
IL CLUB DEI PROTAGONISTI
Bruno Santamaria
Se potesse scegliere, rinascerebbe nell’Ottocento
Look
Ad ognuno il suo
Dismessi per qualche istante i panni professionali e istituzionali,
quattro personaggi monzesi raccontano come hanno modellato il loro
abbigliamento perché diventasse specchio del loro carattere
di Chiara Bramati - foto di Marco Brioschi
Orecchini:
in oro etiope,
rappresentano il sole
Stola:
volpe grigia di Barni,
pellicciaio di Monza. Usa
sempre e solo stole, non
cappotti, perché è come
ricevere un caldo abbraccio
Abito:
in Lana di Lorenzo Riva,
maniche ¾. si veste sempre
da lui perché ha uno stile
molto femminile, elegante e
raffinato
Quanto c’è di lei nel suo abbigliamento?
«Molto, mi piace indossare l’abito che sento
mio. Non sono appassionata delle mode che
cambiano, ma ho un guardaroba molto ricco che
mi rappresenta appieno: la mia passionalità e la
mia femminilità risaltano perfettamente nei miei
abiti; li scelgo adatti al mio corpo, in grado di
esaltare le mie forme come in un abbraccio»
Anello:
indossato sul mignolo,
è un pavè di brillanti
che rappresenta il
suo carattere: duro,
luminoso, essenziale
nella bellezza
M
C
N.40
Spilla all’occhiello
della giacca:
distintivo del Lions
Club Monza Host
Papillon:
acquistato, come tutti
quelli che possiede, nello
storico negozio Marinella
di Napoli
Scarpe:
artigianali, su misura.
Sempre in cuoio
Livia Porta
Orecchini:
di perle, che illuminano il viso
Il caldo abbraccio degli abiti da cui si lascia
avvolgere
Scarpa:
Miu Miu
50
Quale è l’accessorio cult per le prossime vacanze
natalizie?
«Nell’armadio, a parte i miei papillon, sicuramente
l’ascot di seta, classico foulard da uomo in voga nel
XIX secolo che non deve mai mancare in valigia. I
papillon preferisco lasciarli a casa».
Lucia Arizzi
Cosa non manca mai nel suo armadio e nelle
valigie dei suoi viaggi?
«Nell’armadio sicuramente i guanti, ne ho a
centinaia, nella mia valigia, che poi è sempre
uno zaino, data la particolarità dei miei viaggi,
non mancano mai capi monouso e il mio
inseparabile binocolo».
Bracciale:
regalo del papà alla
mamma che lei ha
ereditato. In oro
lavorato anni ‘40
Abito:
su misura,
di sartoria.
Giacca
sempre due
bottoni, per
lasciare lo
spazio al
papillon
Orologio:
In che modo le sue scelte di look la rendono unico?
Patek Philippe Calatrava,
«Per il gusto dell’eleganza e della tradizione; mi piace molto piatto, per non rovinare
i polsini delle camicie
essere classico nell’abbigliamento e allo stesso tempo
avere un elemento che evidenzi la mia peculiarità.
Nel mio caso è il papillon; da giovane mi colpì molto
Bracciale:
degli orafi di Bassano
una foto del fratello di mia nonna materna che lo
Balestra 1882. Regalo
della moglie per il
indossava; affascinato dall’eleganza che emanava
matrimonio
quell’uomo, cominciai ad indossarlo anch’io».
Un mix vincente per un look molto personale
Fusciacca:
Hermes, regalo di un’amica
Bracciale:
realizzato da
artigiani milanesi
Collana:
presa al mercato
di Saint Tropez,
regalo di
un’ amica
Maglia:
acquistata al mercato del
cachemire di Forte dei
Marmi
Dario Allevi
Che cosa racconta di lei il suo abbigliamento?
«Sono una persona classica e conservatrice, non
amo i fronzoli e le mode estreme, ma nel classico
mi piace essere aggiornato e riversare, anche
nell’abbigliamento, i cambiamenti della mia vita.
Ad esempio in coincidenza con il mio nuovo ruolo
istituzionale uso meno la cravatta in modo da essere
elegante ma sportivo al tempo stesso»
Nel suo armadio e nelle valigie delle prossime
festività, cosa non deve mancare?
«Nell’armadio sicuramente le camicie bianche e nella
valigia un paio di jeans, un capo indispensabile».
Un capo o un accessorio che non devono mancare
mai nel suo armadio o nella valigia?
«Non ho passioni particolari, per me tutto è uguale:
ogni cosa mi serve, ma nessuna è indispensabile.
Rinuncio a tutto tranne che ai libri, uno, due, dieci».
Cappotto:
La Fabrique,
in lana cotta,
regalo dell’ex marito
Classicamente alla moda, impeccabile in ogni occasione
In che modo il suo look rispecchia la sua
personalità?
«In generale prediligo unire linee geometriche e
colore in modo da riversare anche nell’abbigliamento
il mio modo di essere: razionale, per formazione
culturale e professionale, però mai banale e che ama
condire la razionalità con tanta fantasia».
Camicia:
Brian&Barry,
sempre bianca e
con i bottoni delle
maniche slacciati e
le cifre
Bracciale:
Tricolore porta fortuna,
proviene dalle ultime
elezioni politiche, quando
con l’unione di varie forze
politiche nel PDL, Ignazio
La Russa lo donò agli
appartenenti ad AN perché
si riconoscessero all’interno
dell’alleanza
Orologio:
Rolex Submariner
con datario
Cravatta:
di Marinella,
regalo di Natale
Abito:
gessato di Cantarelli
acquistato da Brian&Barry
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MONZA
young
MUSICA
Dj session
sotto le stelle
ROLEX DAY
DATE II
L’oggetto
del desiderio
EVENTI
Un Parco
pieno di misteri
MIRKO DAMASCO
Al servizio degli altri
MONZA YOUNG
MONZA YOUNG
Mirko
Damasco
Nato per
soccorrere
accomuna un po’ tutti è la volontà di dare un
maggiore senso alla propria vita, concretizzando
quella vocazione umanitaria che una volta espressa
serve anche a gratificare se stessi».
Il vicesindaco Dario
Allevi insieme a Mirko
Damasco durante
l’inaugurazione della
nuova sede della Cri
Di recente la Croce Rossa Italiana è stata
commissariata dal Governo: qual è il suo stato
d’animo?
«Purtroppo non è dei migliori, anche se, per dovere
di cronaca, devo sottolineare che negli ultimi
trent’anni la CRI è stata commissariata almeno 21
volte. Naturalmente, noi non siamo assolutamente
coinvolti in questa brutta storia e dobbiamo andare
avanti lo stesso, continuando a fare il nostro dovere
con l’entusiasmo e l’onestà professionale che da
sempre caratterizzano il nostro lavoro.
Quello che facciamo qui a Monza è sotto gli occhi
di tutti e sono certo che i cittadini continueranno
a giudicarci solo per questo. E poi, mi creda, i
nostri bilanci sono così trasparenti che non c’è un
movimento contabile, anche di un solo euro, che
non venga documentato in ogni dettaglio».
Quando il volontariato diventa
quasi un lavoro. Perché i buoni
sentimenti non si manifestano
solo in occasione del Natale…
di Toni Liguori
foto di Marco Brioschi
D
a pochissimi mesi Mirko Damasco è
stato eletto Presidente della Croce Rossa
Italiana, Comitato locale di Monza,
un’organizzazione che esiste fin dal 1937 e che conta
15 dipendenti e più di 280 volontari. Un impegno che
lui vive come una missione, che lo rende un esempio
per tanti giovani e che non gli impedisce comunque di
vivere una vita intensa e divertente come qualsiasi altro
coetaneo.C
Presidente della Croce Rossa di Monza a soli 29
anni: non è un impegno troppo gravoso per un
giovane della sua età?
«È un impegno gravoso per tutti coloro che,
indipendentemente dall’età, volessero assumere questo
incarico. Comunque, un po’ d’esperienza l’avevo già,
perché entrai in Croce Rossa come volontario quando
avevo solo 18 anni».
Cosa l’ha spinta a dedicarsi al volontariato con
tanta passione?
«Se rivolgesse la stessa domanda a mille persone
ognuno le darebbe una risposta diversa. Le motivazioni
possono essere tante, ma credo che quella che
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M
C
N.40
Il giovane presidente ha
traghettato dipendenti
e volontari nei locali di
via Piave 11 appena
ristrutturati
Quali sono i problemi più urgenti che ha dovuto
affrontare da quando è stato eletto?
«Abbiamo cercato di rafforzare la nostra immagine
esterna e aumentato le donazioni mettendo in
cantiere una serie di progetti che a poco a poco si
stanno concretizzando.
Tra questi, quello di trovare una sede definitiva
perché da quando ci hanno sfrattato dal vecchio
Ospedale abbiamo traslocato nello stabile di via
Piave 11, dove paghiamo un affitto abbastanza
oneroso; la sede è stata inaugurata lo scorso 23
novembre. In effetti la nostra sede storica di via
Pacinotti ci avrebbe consentito di aggirare il
problema del costo ma, purtroppo, è stata dichiarata
inagibile e per rimetterla in sesto occorrono
parecchi soldi».
La generosità dei monzesi è proverbiale: è
possibile che nessuno vi aiuti?
«I monzesi hanno un cuore grande come il mare
e molti ci sostengono con le loro donazioni, senza
le quali ci troveremmo in serie difficoltà. Però per
ristrutturare la nostra vecchia sede è necessario
l’aiuto di tutti, dagli imprenditori alle forze
politiche ai semplici cittadini, che dovrebbero fare
uno sforzo ancora più importante per permetterci di
realizzare un progetto che renderebbe la sede della
Croce Rossa di Monza veramente degna del nome
che porta». >
N.40
M
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MONZA YOUNG
Quando un’ambulanza corre a sirene spiegate
si pensa subito alla Croce Rossa, ma quante
ambulanze avete veramente?
«In effetti abbiamo una sola ambulanza a
disposizione del 118 in servizio tutto l’anno
24 ore su 24: di giorno è gestita dai nostri
dipendenti, mentre di notte, i sabato e i festivi
dai nostri volontari. Naturalmente, i nostri servizi
non si limitano al soccorso dei pazienti con le
autoambulanze, ma spaziano in altre attività socioassistenziali che ogni giorno aumentano e che
hanno lo scopo di venire incontro ai bisogni dei
cittadini meno abbienti: è vero che Monza è una
città ricca ma, purtroppo, ha delle sacche di povertà
non indifferenti e sempre più vaste».
Ventinove anni,
Mirko Damasco
che da tempo
presta servizio
come volontario,
è alla guida del
comitato locale
della Croce
Rossa Italiana
Segno zodiacale: Bilancia
Ultimo viaggio: Australia
Prossima meta: per il viaggio di nozze,
forse andrà in Messico
Libro preferito: “Cosa sognano i pesci rossi”
di Marco Venturino
Musica: di tutti i tipi
Canzone preferita: “A te” di Jovanotti
Film Preferito: tra tanti, “La stanza del figlio”
Cucina: italiana e orientale
Svaghi: lettura, cinema, amici
Sport: poco, a volte nuoto
Sogno: riportare la Croce
Rossa ai suoi fasti
M
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N.40
CON
CONDUCENTE
AUTO PRIVATA CON AUTISTA
MILANO
MONZA
TUTTE LE DESTINAZIONI
Voi come intervenite?
«A parte la normale attività che vede impegnati tutti
i giorni e su vari fronti i nostri generosi volontari
- da quelli che operano sulle ambulanze, alle
Crocerossine, ai giovani Pionieri, alle infermiere
presenti negli ospedali - abbiamo attivato una
serie di servizi che sono già in funzione e che,
naturalmente, andranno potenziati e resi ancora più
efficienti».
Mirko
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AUTONOLEGGIO
Quali sono i più importanti?
«A mio avviso, tutti sono importanti, ma quelli
che vanno incontro alle fasce sempre più
numerose dei nuovi poveri e degli emarginati sono
l’ambulatorio gestito dalle infermiere volontarie,
aperto gratuitamente tutti giorni dalla 17 alle
18.30; la distribuzione della “borsa della spesa”
effettuata ogni mese agli indigenti che non ce la
fanno neppure a comprare il minimo necessario per
sopravvivere; l’aiuto che, in collaborazione con la
sede di Sesto San Giovanni e di altre associazioni
che operano nell’hinterland milanese, offriamo a
quelli che vivono per la strada, dando loro generi
di conforto come coperte, vestiti e bevande calde
per ristorarsi e, possibilmente, anche un sostegno
psicologico perché possano, almeno per un attimo,
ritrovare la gioia di un sorriso».
Immagino che le rimanga poco tempo per la sua
vita privata…
«In effetti pochissimo, ma i miei progetti sono
uguali a quelli di tanti giovani della mia età. Tra
un po’ mi laureerò in Medicina e in febbraio mi
sposerò: come vede ho anche altri interessi».
TRASFERIMENTI PER AEROPORTI
SERVIZI AZIENDALI
SERVIZI PERSONALIZZATI
TURISMO
WE SPEAK ENGLISH
Ing. MISHA JANKOVIC
w w w. c l a s s l i m o . i t - i n f o @ c l a s s l i m o . i t
Ha mai pensato di entrare in politica?
«Per adesso no, domani si vedrà».
C e l l . 3 3 3 . 1 7 2 11 6 9 - Te l . e F a x 0 3 9 4 9 2 2 3 9
V i a P r a d a , 4 0 - 2 0 0 5 7 Ve d a n o a l L a m b r o ( M I )
MONZA YOUNG
LAST PLANET Monza
Oggetto del desiderio
Rolex Day Date II
Quattro modelli per un orologio di successo che unisce tecnologia a bellezza
Vuoi passare una serata diversa e divertente?
Cerchi un’idea regalo speciale?
Il computer fa i capricci o è pieno di virus?
I TUOI AMICI, I TUOI REGALI, IL TUO LAVORO
Game Center è
sinonimo di divertimento
e tecnologia. È un punto di
incontro tra divertimento,
tecnologia, professionalità
e passione. Partecipare
a sessioni di gioco
condivise in tanti giocatori,
collaborando o sfidandoli in
gare di moto e auto, guerra
simulata, volo o giochi
strategici o di intelligenza.
Giocare insieme o
contro amici, coetanei
e campioni di tutto il
mondo, prendere parte
a sfide, tornei, eventi e
fiere. Tornare bimbi per
una volta, desiderando o
regalando anche il pezzo
vintage da collezione,
legato al mondo dei fumetti,
film e videogames. Poter
contare su una consulenza
informatica di alto livello e
un punto di riferimento per
la manutenzione o acquisto
del proprio PC.
IDEE REGALO, COLLEZIONISMO, MANGA, ROBOT, STATUE USA E GIAPPONESI,
GIOCA: FINO A 16 GIOCATORI CON PC PS3 Wii
N
el 1956 fu il primo
orologio al mondo
ad indicare a tutte
lettere il giorno della settimana,
diventando il simbolo delle persone
di successo. Il celebre Rolex DayDate oggi, con l’Oyster Perpetual
Day Date II scrive un nuovo capitolo
della storia dedicata all’eccellenza e
al prestigio della più blasonata casa di
orologeria al mondo. E lo fa con quattro
nuovi modelli nati per essere ammirati e
desiderati, ma ricercati soprattutto dagli uomini
che esigono in un orologio eleganza e tecnologia
insieme.
Dal punto di vista tecnico da sottolineare che la
precisione cronometrica e l’affidabilità del Day
Date II sono garantite grazie al movimento 3156,
interamente progettato e realizzato da Rolex, dalla
spirale Parachrom, un sistema resistente ad urti
e campi magnetici e alla protezione Paraflex dei
quali è dotata la cassa.
La cassa, del diametro di 41 millimetri, è pratica
e ricavata da un unico blocco di oro giallo, bianco
ed Everose 18 carati o platino,
con lunetta zigrinata o liscia
e può resistere nell’acqua ad
una profondità di 100 metri.
Il cronometro è certificato
dal Control Office Suisse
des Chronometres e ha
un’autonomia di 48 ore.
L’estetica si arricchisce di
una gamma di quadranti dal
design moderno e classico, mentre
il bracciale Super-President con
chiusura invisibile Crownclasp è estremamente
confortevole e raffinato.
Veniamo ai modelli: il primo con cassa in platino e
lunetta liscia presenta un quadrante nero opaco con
cifre arabe: nere, o, in alternativa, blu ghiaccio con
cifre romane; il secondo modello, con cassa in oro
giallo e lunetta zigrinata ha il quadrante in avorio
con cifre arabe; il modello con cassa in Everose
18 ct. presenta la lunetta zigrinata e il quadrante
rosa con cifre romane e infine il modello con cassa
in oro bianco 18 ct., con lunetta zigrinata, ha il
quadrante avorio con cifre romane.
LAST PLANET Monza - www.lpmonza.com 039 2308316 - via Sempione, 17 - MONZA
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MONZA YOUNG
MONZA YOUNG
Misteri esoterici
Caccia notturna nei
Giardini Reali
Grande successo per l’iniziativa organizzata lo scorso 25 ottobre
dall’Assessorato alle Politiche Giovanili
di Sara Franchini - foto di Marco Brioschi
A
ndare a “caccia” dei tesori del Giardino
e del Parco Reale divisi in squadre e
insieme ad una serie di comparse in abiti
d’epoca. Una caccia al tesoro davvero speciale
quella promossa dall’Assessorato alle Politiche
Giovanili del Comune di Monza, lo scorso 25
ottobre, dedicata ai giovani tra i 18 e i 35 anni d’età.
Ad organizzarla è stato il centro Studi Sintesi,
un’associazione pedagogica che ha come linee guida
la cultura, l’educazione e la natura. L’adesione è
stata entusiasta e sono state 25 le squadre composte
60
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ognuna da cinque giovani a prendere parte
all’emozionante esperienza. «Lo scopo dell’iniziativa
è stato quello di far riscoprire i Giardini della Villa
Reale nella loro dimensione originaria per poter
cogliere significativamente questo ambiente anche
nell’attualità: questa parte di Parco è sicuramente la
più interessante sotto il profilo storico e paesaggistico
- ha detto l’assessore Martina Sassoli - A tutti i
partecipanti, infatti, dopo il gioco è stato distribuito un
agile opuscolo, strumento didattico utile per andare
autonomamente alla scoperta dei Giardini».
Nelle pagine, alcuni dei
partecipanti all’iniziativa
alla ricerca degli indizi
nei Giardini Reali
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MONZA YOUNG
Eventi
I Dj scendono
in pista
Piazza San Paolo per Natale si trasforma,
grazie a una pista di ghiaccio che costituirà
un punto di ritrovo per i giovani
dalla Redazione - foto di Marco Brioschi
N
atale giovane in città in compagnia
della musica. Quest’anno saranno i
più bravi maghi della consolle della
Brianza e le più interessanti band giovanili,
a cimentarsi in una vera e propria Dj Session
all’aria aperta. Un’iniziativa organizzata
dall’assessorato alle Politiche Giovanili di
Monza. Si tratta di un concorso, dal titolo “Dj
Set”, a cui hanno partecipato sei band e alcuni
dj della Brianza. Il 13 dicembre, in Piazza San
Paolo, dalle 19 alle 22.30, si esibiranno i dj e
il 20 le band, a fianco della pista di pattinaggio
sul ghiaccio allestita dall’assessorato allo
Sport e agli Eventi. Le iscrizioni al concorso
sono gratuite e si raccolgono presso la sede
dell’agenzia “Yes” di Seregno. In palio per
i vincitori c’è un contratto con l’agenzia del
valore di mille euro.
«Questo evento è nato sulla scia dell’obiettivo
principe del nostro assessorato - ha spiegato
Martina Sassoli, assessore alle Politiche
62
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Giovanili - ovvero costruire anche una città
a portata di giovani e offrirle vivacità». Nella
piazza centrale della città, dunque, il divertimento
sui pattini e la musica saranno legati a doppio filo
durante le festività natalizie. «L’idea è quella di
offrire ai giovani musicisti e dj un palcoscenico
all’aperto - ha continuato l’assessore - ma
anche la possibilità di farsi conoscere
da tutta la città e da coloro che la
frequenteranno durante
le Feste. A giudicare
dalle richieste di
partecipazione, infatti,
abbiamo riscontrato
un successo
dell’iniziativa
senza precedenti
e quindi contiamo
di ripeterla magari
anche nella bella
stagione»
COMUNICAZIONE
GINNICO CELESTE
(Senza) camera con vista
28 agosto 2008, deserto del Kalahari
La mia notte trascorre nel mezzo del deserto, sotto un emisfero
di stelle, circondato da un silenzio assoluto; nessuna duna e
nemmeno un albero nel raggio di 500 chilometri. Sentirsi così
minuscoli in mezzo alla grandiosità della natura è un’emozione
forte, autentica, quasi un disagio.
Nicos Contos
Dalla Moremi Game Reserve parte il viaggio sul delta dell’Okavango, accompagnati da Ralph Bousfield, botanico e zoologo nato in
Botswana da un’antica famiglia di esploratori e Nicos Contos, Managing Director e co-fondatore di Bradipo Travel Designer. Un lussuoso
campo tendato mobile vi seguirà in questa esplorazione, di giorno nel regno dei grandi animali africani, la sera intorno al fuoco, sotto
le stelle, circondati dalla natura più autentica. Dopo il grande verde dell’Okavango, l’immenso paesaggio lunare del deserto del Kalahari.
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FASHION & DESIGN
FASHION & DESIGN
quando il regalo di natale fa del bene
Gucci e Unicef, insieme contro l’Hiv in Africa
Gucci propone Tattoo Heart Collection, una collezione di cui il 25%
del ricavato sarà destinato allo sviluppo di programmi di supporto e
assistenza ai bambini africani affetti dal virus dell’Hiv. Tra le
creazioni proposte spicca la tracolla in pitone bianco con
ricami.
regali trendy
La Perla studio beachwear – 2009
Bikini in lycra soft colore militare con inserti spalmati di
paillettes oro e particolari effetto legno.
Tutta in paillettes la microgonna
Quanto costa: Su richiesta (tracolla)
Louis Vuitton Monogram Scuba GM
Creatura della collezione Cruise ad opera del
genio Marc Jacob, apparsa da pochissime
settimane nelle vetrine Vuitton di Milano, è già
uno dei pezzi hot del prossimo Natale, in cima
alla piramide dei desideri delle fashioniste.
Quanto costa: 159 euro (bikini) - 92 euro (pareo)
Marni
Il marchio si presta quest’anno per il progetto “In
a World of My Own” con una maglia realizzata
con disegni fatti dai bambini provenienti da diverse
parti del mondo. Il ricavato delle vendite verrà
distribuito alle associazioni umanitarie impegnate
nei progetti di sostentamento all’infanzia
bisognosa, ma soprattutto in quelli mirati al
recupero e all’insegnamento scolastico nei Paesi
in via di sviluppo.
La Perla Monza - Via Italia, 3
20052 Monza
Tel. 039 384014
Moon Boot
Doposci Epoque
Una passione inesauribile. Il Moon Boot è certamente
sinonimo di montagna, neve e … anni 80!!! Un ritorno
ormai stabilizzato da qualche anno che continua a piacere
e spopolare in tutte le località di montagna, da Cortina a
Courmayeur.
Quanto costa: 80 euro (maglia)
Natale e la magia dei regali
Quanto costa: 2.580 euro (borsa grande)
Quanto costa: 65 euro
Qualche proposta fuori dal comune per accendere l’entusiasmo
e anticipare qualche curiosità tra gli oggetti cult del 2009
di Francesca Barzaghi
regali per piacevoli momenti di relax
limited edition
La Pavoni
Europiccola, disegnata nel lontano 1950,
riflette uno spaccato della storia italiana
del design ed è un vero oggetto di culto,
esposto anche al Museum of Modern Art
di New York. È dorata in oro zecchino con
impugnature in legno e, grazie ai materiali
pregiati, non teme le incrostazioni di
calcare. Permette di ottenere cappuccini
schiumosi e fino a otto tazze consecutive di
caffè espresso.
Absolut
È Absolut Masquerade l’ultima special edition della vodka
prodotta dall’azienda svedese, creata per animare con un
tocco glamour le feste di fine anno. La bottiglia di vodka di
qualità premium già apprezzata in tutto il mondo, si veste di
3 mila 238 paillettes rosso fuoco chiuse con un’elegante zip
in velluto sul retro. Per tutte le party girls.
Quanto costa: 9,90 euro
Armand de Brignac
Ha una lunga storia questo Champagne, definito eccellente
all’interno della “Parker’s Guide of Fine Wines” e prodotto
in quantità limitata con una tecnica tutta tradizionale e
manuale. È richiesto per eventi speciali da numerose
celebrità tra cui Tom Cruise, Victoria e David Beckham,
Justin Timberlake e George Clooney.
Quanto costa: 223 euro
Christian Dior Parfumes
Portacipria da collezione Night Diamond nella nuance
002 Pink (limited edition Natale ’08). A cialda ricaricabile,
ha chiusura magnetica e lussuose “incrostazioni” a tema
diamante, belle da vedere e piacevoli al tatto.
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M
C
Quanto costa: 68,13 euro
N.40
Quanto costa: 1.205 euro
L’Estragon
Tra 6000 referenze abbiamo privilegiato oltre 100 varietà di the
e infusi.
Quanto costa: 62 euro (teiera) - 54,50 euro (confezione)
L’Estragon - Via Vittorio Emanuele, 1
20052 Monza - Tel./fax 039 366316
Via Cavour, 25 - 20059 Vimercate (MI)
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e ancora...
Sony Ericsson
XPERIATM X1 non è solo un telefono multimediale, con touch-screen WVGA
da 3 pollici, tastiera QWERTY e una elegante finitura metallica. Questo è il vero
oggetto del desiderio di tutti gli appassionati di tecnologia, design e massimo
comfort ottenibile da uno smartphone, geniale sia per l’entertainment, sia per
il business. È dotato di sistema operativo Windows Mobile con connessione
WiFi™.
Quanto costa: 649 euro
Bottega Veneta
Chic e classico il set da scrivania di Bottega
Veneta con righello, tagliacarte, lente
d’ingrandimento, porta-biglietti da visita e
fermalibro, tutti d’argento.
Quanto costa: Su richiesta
Tanzi
Le candele di Point à Ligne sono disponibili presso Tanzi,
Articoli regalo – Liste nozze – Progettazione d’interni – Mobili
su disegno – Illuminazione
Quanto costa: da 7 a 65 euro
Tanzi - Via Zucchi, 13 - 20052 Monza
Tel. 039 323678 - e.mail [email protected]
Brionvega
Vincitrice di premi internazionali per il design, esposta nei più
importanti musei di arte contemporanea tra cui anche il MoMa,
Museum of Modern Art di New York, è senz’altro uno dei regali
più trendy ed esclusivi per il Natale. La mitica radio a forma di
cubo di Brionvega che, nella variante giallo sole, riaccende il
mito del design made in Italy degli Anni 60.
Quanto costa: 219 euro
DIBI Center
Prodotti e trattamenti benessere per la cura
del viso e del corpo.
Quanto costa: da 25 euro
DIBI Center - Via Passerella dei Mercati, 16
20052 Monza - Tel. 039 2308908
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N.40
Royal Club
Un parco di vetture prestigiose e tanti vantaggi per gli iscritti al Royal Club
WEEK-END
CON AUTO
DA SOGNO
Royal Motors nasce come concessionario plurimarche in Brianza, più precisamente
a Desio in Via Carlo Forlanini. Prevalente attività è la vendita e il noleggio di vetture
nuove ed usate dei marchi più esclusivi e prestigiosi come Ferrari, Lamborghini,
Porche, Bentley, Aston Martin, Audi, Mercedes, BMW.
Royal Motors si propone, inoltre, di soddisfare le esigenze delle propria
clientela dando la possibilità di provare alcune delle vetture più potenti presenti
oggi sul mercato automobilistico. Abbiamo creato un parco vetture all’ultimo grido,
tutti modelli attuali e richiestissimi, per permettere alla clientela di poter provare la
vettura giusta prima di acquistarla, o più semplicemente di noleggiarla per potersi
togliere qualche soddisfazione e realizzare i propri sogni. La nostra clientela potrà
quindi noleggiare queste vetture e decidere di iscriversi al Royal Club. Tutte le
vetture sono coperte da assicurazione I.F.K. con franchigia minima di €3.000,00 e
max 10% del valore del danno. Deposito cauzionale obbligatorio.
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possibilità al cliente di far parte del Royal Club e di usufruire dei mezzi per un totale
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sconto nel prezzo giornaliero del noleggio e l’utente del Club, una volta registrato,
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SETTIMANA
MESE
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3.800
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22.000
GALLARDO SPIDER
1.300
3.300
6.800
19.000
 F 599
1.500
3.800
7.800
22.000
F 430 SPIDER
1.300
3.000
6.800
19.000
BENTLEY GTC CABRIO
1.300
3.300
6.800
19.000
BENTLEY GT
1.100
2.800
5.800
16.000
ASTON MARTIN DB9
1.000
2.800
5.800
16.000
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1.000
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BRIANZA CLUB
BRIANZA CLUB
I
l fotografo Maurizio Galimberti è la prova
vivente che la forza dei sogni può tutto. E lo
si intuisce attraverso la sua passione e la sua
instancabile voglia di imparare, caratteristiche che
lo rendono un artista di caratura internazionale,
comunque e sempre legato alla Brianza che
l’ha visto crescere. Atttraverso la lente della sua
inseparabile Polaroid sono passati numerosi
personaggi dello spettacolo e della cultura e il
suo sguardo analitico si è posato su città di tutto
il mondo. Il self made man di Meda si racconta
attraverso le sue immagini immergendosi ogni
giorno nel «duro vivere quotidiano… magico
vivere quotidiano».
Maurizio
Galimberti
Istantanee
dell’essere
Un artista capace di rendere
eterno non solo quello che si
vede, ma tutto quello che c’è
da scoprire nelle cose
di Benedetta Trabattoni
Partiamo dalla fine. Quali sono i suoi ultimi
lavori?
«La mia attenzione si è focalizzata ultimamente
su New York e Venezia, due città straordinarie
che ho voluto catturare nel mio obiettivo con
la tecnica dell’immagine singola. Il lavoro,
in America, è stato influenzato dalla Pop Art,
dalle opere di Edward Hopper e dalla street
photography: ho immortalato strade, palazzi,
persone portandomele nella pancia per poi
buttarle fuori con la mia progettualità. A Venezia,
invece, mi ha accompagnato l’ossessione della
memoria e del cinema, con il sottofondo musicale
delle note di Vivaldi e Mozart, ma anche di
Giovanni Allevi. La città mi suscita magia e
inquietudine, ho voluto “suonarla” attraverso la
fotografia nei miei mosaici e proporla in tutto
il suo pathos nelle immagini singole. È stata
una ricerca continua ed emozionante di amore
e poesia. Il volume appena uscito su Venezia
(“Polaroid Venezia”, Contrasto, 45 euro, Ndr) è
stato presentato al Paris Photo il 15 novembre.
Tra i miei progetti futuri c’è un lavoro su
Berlino».
Ecco in sequenza alcune
fotografie scattate con la
Polaroid e “scomposte”.
Le immagini più amate:
quelle scattate tra New
York e Venezia
Perché la scelta è caduta proprio su queste
città?
«New York è estrema, contemporanea, è “la città”
per eccellenza ; Venezia appare sempre senza
tempo, ricca di spiritualità; Berlino, invece, è
simbolo del cambiamento, la caduta del Muro ha
riscritto la nostra storia ed è vivissima dal punto
di vista architettonico».
Le sue Polaroid sono famose in tutto il mondo
e immediatamente riconducibili a lei, ma dove
trova maggiore riscontro per la sua arte?
«I miei lavori hanno estimatori ovunque, la mia
fotografia è apprezzata da molti collezionisti >
72
M
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N.40
N.40
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BRIANZA CLUB
nonostante la tendenza esterofila dei galleristi
italiani, che tendono a esportare poco l’arte
del nostro Paese. Sono conosciuto a Londra,
Montecarlo, Pechino, Singapore e presso
nicchie di appassionati, a New York, dove
attualmente è di moda esporre nelle abitazioni
di privati; esperienza che mi ha particolarmente
entusiasmato».
Cosa significa essere artista oggi?
«Significa avere un’ossessione a tutte le ore del
giorno che ti scrive la vita. Un’ossessione, però,
in grado di dare profonda gioia».
Si sente davvero un artista?
«Sì, perché la fotografia per me sta sopra tutto
e tutti! Nel tempo è diventata quasi una mania,
mediata dalla storia dell’arte che mi ha portato
ad avere un progetto da artista degno di tale
nome. Calvino diceva che “la fantasia è come una
marmellata che va spalmata su un pane solido per
evitare il molle del banale”. Ho fatto mia questa
frase, mi ci ritrovo: si può andare da qualche
parte solo avendo un forte background culturale».
Se non avesse percorso la strada della
fotografia artistica, oggi cosa sarebbe?
«Per me c’è sempre lei, la fotografia.
Avrei sempre fatto qualcosa legato
all’immagine, alla comunicazione».
La Polaroid è destinata a
scomparire, non vengono più
prodotte pellicole; come vive la
situazione?
«Per due-tre anni ho ancora pellicole,
cerco di non pensarci perché rischierei
di risentirne negativamente nei miei
scatti. Sicuramente mi ha reso più
aggressivo nel mio continuo voler
fotografare, vivo lo scatto come
liberazione».
La sua opera si ispira a Umberto
Boccioni, Marcel Duchamp, Max
Ernst, Fortunato Depero e Man
Ray; i recenti ready made sono stati
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N.40
influenzati proprio dall’arte di quest’ultimo:
che messaggio voleva che arrivasse attraverso
questi scatti manipolati?
«Ho voluto leggere con attenzione tutto ciò
che mi circondava per arrivare ad essere il
protagonista del mio progetto artistico. Questa
realtà mi ha profondamente affascinato; con
questa tecnica ho eseguito una rilettura delle
cartoline di Venezia e dei lavori di Christo, che
ammiro per il suo saper entrare nel vivo del
paesaggio sconvolgendolo. Mettere un mio
timbro su un suo lavoro è stata una grande
emozione».
Chi sono gli artisti del panorama nazionale e
internazionale che stima particolarmente?
«Amo molto Gabriele Basilico, Olivo Barbieri,
Julian Schnabel, il primo David LaChapelle,
Giovanni Frangi e Nicola De Maria».
Qual è la persona che non è riuscito ancora a
fotografare e che le piacerebbe avere nelle sue
Polaroid?
«Mia madre, ma credo che non ci riuscirò mai.
Certo sarebbe per me un’emozione davvero
grande».
Sotto, Maurizio
Galimberti, 52 anni,
in uno scatto d’autore
BRIANZA CLUB
BRIANZA CLUB
Parco
della Valle I
del Lambro
Un tesoro
di natura
L’area verde abbraccia tutto il
territorio della Provincia, proteggendo
vedute e complessi monumentali
di grande fascino. Ma non tutti lo
conoscono fino in fondo
di Greta La Rocca
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N.40
n Brianza si cela una grande ricchezza
verde: è il Parco della Valle del Lambro,
una grande area protetta, che abbraccia ben
35 comuni, sparsi tra le province di Milano,
Como e Lecco. Il territorio comprende un tratto
di 25 chilometri del fiume Lambro, compreso
tra i laghi di Pusiano e Alserio a nord e la Villa
Reale di Monza a sud; la zona dei laghi ha un
forte interesse naturalistico, come l’area di
Inverigo, che vanta il complesso monumentale
formato dalla Rotonda, da Villa Crivelli e da
Santa Maria della Noce. Le vedute panoramiche
sono affascinanti: si alternano lungo il territorio
altopiani, valli scavate da fiumi, zone boschive e
grandi praterie; di forte valore storico, infine, le
ville patrizie, al cui interno si svelano eleganti e
curati giardini.
A tutelare il patrimonio naturalistico brianzolo
è il Parco regionale della Valle del Lambro,
istituzione guidata dal presidente Emiliano
Ronzoni, in carica da dicembre 2007: «Siamo un
Ente Consortile – ha spiegato – disciplinato dal
Testo Unico degli Enti Pubblici Locali, nato nei
primi Anni Ottanta per preservare le aree naturali
adiacenti al fiume dall’urbanizzazione sregolata
e dall’espansione dell’area metropolitana di
Milano. Abbiamo lo scopo, come riporta lo
stesso statuto, di progettare, realizzare e gestire
il territorio del parco fluviale e di cintura
metropolitana. Il complesso deve porsi al
servizio dei suoi consorziati e dei cittadini, deve
essere uno strumento facilitatore e promotore di
politiche e interventi sul territorio».
Ronzoni, giornalista, ex presidente della
Compagnia delle Opere di Monza e Brianza
e oggi direttore della comunicazione interna
del Comune di Milano, vuole portare novità >
N.40
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BRIANZA CLUB
Mercedes-Benz
Mercedes-Benz
Service
Service
Il
cliente
al centro delle nostre attenzioni
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N.40
valle, le sue valenze paesaggistiche, ambientali
e monumentali. Qui, infatti, possiamo ammirare
ambienti, bellezze e valori architettonici
difficilmente riscontrabili in altri territori della
Lombardia. È necessario veicolare queste
informazioni e pubblicizzarle, perché tutti
possano apprezzarne le ricchezze. L’ostacolo,
però, è rappresentato dalla mancanza di risorse
finanziarie. I limiti di bilancio sono talmente
elevati che la comunicazione viene relegata
all’ultimo posto». L’Expo rappresenta una
ricchezza per la nuova provincia e un’opportunità
per valorizzare le bellezze brianzole: «L’Expo
- conclude - ha fra i suoi temi cardine le vie
d’acqua e il Lambro è il fiume di Milano; il Parco
è la porta d’uscita dal capoluogo lombardo: le
possibilità non mancano, ma tutto dipenderà dalla
capacità di sfruttare questa grande opportunità.
Con le 3 province e i 35 comuni consorziati
lavoreremo per essere all’altezza della sfida».
Emiliano Ronzoni,
caratese, è presidente
del Parco.
In queste pagine alcune
immagini in cui i colori
dell’autunno esaltano
la natura del Parco. Da
sinistra in alto una barca
sul lago di Pusiano e
due scorci di cascine,
elementi architettonici
tipicamente brianzoli
Le sedi
importanti e decisive nelle scelte direzionali:
«Ho un approccio culturale teso a spostare il
peso del Parco da risorsa urbanistica a soggetto
promotore per il territorio - ha aggiunto - La
Valle del Lambro non può più caratterizzarsi
come l’ente che rilascia permessi o che impone
obblighi e divieti, ma come realtà istituzionale in
grado di far percepire e vivere l’ambiente come
un patrimonio, un’occasione per una diversa
qualità della vita e per un differente modello di
sviluppo economico». L’Ente promuove diverse
iniziative, tra le più interessanti il progetto
“Educazione ambientale” che coinvolge migliaia
di studenti delle scuole del territorio». È più
difficile, invece, organizzare iniziative di più
ampio raggio: «Non è facile appassionare i
cittadini al territorio, perché il Parco è carente
nell’attività di comunicazione. Non esiste ancora
una conoscenza diffusa della sua esistenza:
questa mancanza fa a pugni con la realtà della
Due officine, showroom e carrozzeria.
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BRIANZA CLUB
BRIANZA CLUB
Arcore I
La magia del
Borneo a Villa
Borromeo
Una grande mostra con sculture
provenienti dall’altro capo del
mondo. Per conoscere una cultura
di migliaia di anni fa
di Greta La Rocca
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l fascino del Borneo, l’anima delle diverse
etnie e la cultura indonesiana sono esposte
ad Arcore, nella splendida cornice della
Villa Borromeo D’Adda. “Patong. Le grandi
figure scolpite dei popoli del Borneo” è il
titolo della mostra aperta fino al 15 febbraio e
che contiene opere provenienti dal Museo delle
culture di Lugano e dalla collezione dell’artista
surrealista Serge Brignoni, di origine svizzera.
Si tratta di circa 650 reperti trovati in Oceania e
in Indonesia, raccolti a partite dagli Anni 20 fino
alla Seconda Guerra Mondiale di cui il Museo di
Lugano tre anni fa ha proposto un programma di
rivalutazione. Tra queste il nucleo delle sculture
del Borneo, «uno dei più grandi e importanti - ha
spiegato Paolo Maiullari, il curatore del Museo
delle culture - L’isola del Borneo è stata abitata da
etnie differenti e le sculture esposte evidenziano
le diversità e le analogie, permettono di studiare
la cultura dei popoli e di capire come gli stili
iconografici e decorativi abbiano influenzato
l’arte moderna».
Tre stanze della Villa sono state allestite per la
mostra: «La sala centrale intitolata “Dominio
della natura” presenta le sculture legate alle
grandi forze naturali, capaci - secondo le
antiche tradizioni dei popoli - di influenzare
la quotidianità. Il quotidiano, appunto, è
protagonista della seconda sala ed è rappresentato
come oggetto funzionale avente un valore
artistico, in grado di situarlo in un gruppo sociale:
qui, ad esempio, è esposto un porta-neonato
scolpito in legno, decorato con un altorilievo
raffigurante un corpo ornato da conchiglie.
Questa figura non solo aveva funzione protettiva,
ma identificava la nobiltà locale. Lo stile, infine, è
il protagonista dell’ultima zona, che mette in luce
i caratteri e le peculiarità della cultura del Borneo.
In questa sala, infatti, sono state collocate le
rappresentazioni divine, i pali sacrificali o le
figure accovacciate o contrapposte, tipiche
dell’arte bornea. Tra le più suggestive l’immagine
di una divinità, che sorge da un fiore di loto».
Le sculture erano chiamate “patong”, parola da
cui trae origine il titolo della mostra: erano in
genere ritratti di spiriti ancestrali o di divinità
della natura, realizzati in occasione della morte
di un membro del villaggio o per commemorare
la cattura di un nemico in battaglia. Le opere
esposte hanno un forte valore simbolico,
testimoniato dalle misure spesso monumentali e
dal grande realismo figurativo.
Per l’occasione è stato pubblicato il catalogo
“Patong”, edito da Mazzotta, frutto di un
lungo lavoro di studio e ricerca realizzato da
professionisti.
Quest’ultimo, artista di origine austriaca, ha
curato la sezione dedicata ai bastoni da caccia,
anch’essi esposti a Villa Borromeo. La scelta di
proporre una collezione di tale valore risponde
al desiderio di promuovere la Scuderie di Arcore
come punto di riferimento per l’arte in Brianza.
La Villa è ancora chiusa al pubblico, ma è
possibile visitare la cappella all’ingresso del
parco, decorata con le sculture di Vincenzo Vela,
realizzate a metà del XIX secolo.
Alcune delle opere
dal Borneo e oggi
appartenenti al Museo
delle Culture di Lugano e
ad una collezione privata
in mostra ad Arcore fino
al 15 febbraio 2009
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PASSIONI
PASSIONI
A
New York
La città del
cambiamento
Times Square, Manhattan
e Rockefeller Center lo scorso
5 novembre sono diventati i
luoghi della speranza
testo e foto di
Francesca Barzaghi
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rrivare a New York è un’esperienza
sempre diversa e ogni volta più
emozionante; poco importa se il motivo
per cui ci si spinge Oltreoceano è il lavoro,
piuttosto che il puro svago. Avere la possibilità
di passare qualche giorno nella Grande Mela
da sempre rappresenta uno dei sogni nel cassetto
di chi non c’è mai stato e continua ad essere
un’occasione imperdibile per chi, invece, già la
conosce e ha avuto modo di apprezzare l’unicità
di questa metropoli. Alla soglia del 2009 infatti,
Manhattan, cuore di New York, continua a
rappresentare una delle mete più desiderate ed
è considerata un “punto di arrivo” per svariate
attività lavorative: dalla finanza alla moda, dalla
progettazione urbanistica, al design, all’arte.
Una città che ha saputo affrontare a testa alta le
tragedie che l’hanno toccata nel profondo, prima
di tutte quella dell’11 settembre, trovando la forza
in se stessa per guardare avanti e rifiorire, più
bella che mai, con la consapevolezza di essere il
punto di riferimento dell’Occidente.
Quando ci si trova a New York ci si sente davvero
al centro del mondo, in una città che vive senza
freni, la cui vivacità si esprime ininterrottamente
24 ore su 24 e in cui il giorno si confonde
facilmente con la notte: qui, infatti, è possibile
fare praticamente tutto a qualsiasi ora. O, almeno,
si hanno a disposizione attività di ogni genere che
coprono l’intera durata del giorno e della notte.
New York non rispecchia però il volto più vero
degli Stati Uniti, paese esteso e multiforme per
tradizioni, culture e stili di vita. New York non è
solo il coacervo di razze che vivono negli States,
ma l’espressione più alta della convivenza tra
popolazioni, attitudini e culture che animano il
mondo. Negli ultimi mesi la città ha anche saputo
smettere i panni di “regina del mondo” tornando
ad accogliere la propria naturale vocazione,
ad essere espressione e vetrina importante del
proprio Paese, prestandosi come testimonial
d’eccezione - non solo come luogo di confronto
ma come soggetto vero e proprio - delle ultime
elezioni presidenziali.
Ritrovarsi nella Big Apple durante gli ultimi
giorni del confronto elettorale non ha avuto
prezzo. New York, più di Chicago o Washington,
è stato infatti il teatro più significativo in cui il
melting pot razziale, culturale e generazionale
che rappresenta tutte le anime degli Stati Uniti,
e del mondo intero, si è riunito per abbracciare
simbolicamente l’elezione del nuovo Presidente
Barack Obama. Il 5 novembre 2008 verrà
ricordato come il giorno del cambiamento, in
cui il mondo ha visto gli Stati Uniti affidarsi
alle mani di un giovane presidente di colore:
il giorno del “ribaltone sociale”, della vittoria
della democrazia sulle più radicate espressioni
di divisione razziale che, ancora oggi, stentano
a dissolversi. Il giorno in cui il sogno, quindi
la possibilità della scalata e dell’affermazione
sociale, è diventata una realtà sotto gli occhi di
tutti, talmente tangibile da lasciare stupiti anche
i politologi e sociologi più smaliziati dei cinque
continenti.
Ancora un volta gli Stati Uniti d’America hanno
dato al mondo una vera e propria lezione di
democrazia, lasciando senza fiato tutti per la
loro innata capacità di cambiare. Quando Barack
Obama si è presentato al mondo con la chiara
intenzione di condurre una campagna elettorale
reale e credibile, non da outsider come in un
primo momento era stata definita, ha scelto
dei claim essenziali ma estremamente arditi,
soprattutto se si considera la reale natura del
Paese. La scelta del “cambiamento”, come tema
centrale della sua campagna, avrebbe potuto
avere un effetto destabilizzante sull’elettorato,
specialmente negli Stati più centrali, il Kentucky
o l’Alabama ad esempio, in cui il mantenimento
dello status quo avrebbe garantito, come sempre,
una certa tranquillità, al riparo da nuovi terremoti
sociali ed economici che avrebbero portato alla
luce nuove sfide. Al contrario, il tema forte del
“We change” è stato l’elemento fondamentale
della vittoria democratica insieme a due semplici
parole chiave: speranza e ottimismo. “Change”,
“Hope” e infine il felicissimo “Yes, We Can”, le
espressioni che hanno risuonato in tutte le case e
le strade come imperativi nuovi, freschi e positivi,
in antitesi con quanto proposto dalla campagna di
John McCain, forse un po’ troppo tradizionalista
e basata su concetti superati e polverosi come
quelli di prosperità e pace.
Sarebbe forse opportuno interrogarsi sul reale
valore delle affermazioni messe in campo
dal candidato Obama e domandarsi se la sua
campagna sia stata davvero anticonformista e
innovativa. Basti pensare a quanti presidenti
sono già stati scelti dal popolo sulla base di
un programma fuori dal comune, nuovo per
contenuti proposti e per linguaggio utilizzato.
Basti pensare a quanti anni siano ormai passati da
quel lontano 1994 in cui l’Italia scelse di affidare
il Paese a Silvio Berlusconi, l’unico uomo che
aveva incentrato il suo messaggio elettorale sul
sogno e sulla possibilità del cambiamento. Quello
stesso uomo che ancora oggi ci governa grazie
al consenso ottenuto nelle elezioni della scorsa
estate.
Che fosse allora l’Italia il paese più democratico
e più lungimirante nell’aver affidato il mandato
a un “non politico” e a un “visionario” che
credeva nel cambiamento, però, nessuno avrebbe
mai osato nemmeno sussurrarlo; figuriamoci
affermarlo sulla carta stampata, addirittura
internazionale.
Alla luce quindi di quanto accaduto nella
“sonnacchiosa” Europa già nel secolo scorso,
quindi, è fuori luogo, nel caso di Obama, parlare
di una elezione senza precedenti.
La realtà, però, emerge se si considera la reale
natura, soprattutto da un punto di vista sociale,
di quanto accaduto. Se ci si ferma a riflettere >
Sopra, Central Park e, a
seguire, Times Square
nella lunga notte dei
festeggiamenti per
l’elezione del nuovo
Presidente Obama
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M
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83
PASSIONI
che un candidato di colore sia riuscito a vincere
in uno stato come l’Alabama, uno dei più
estremisti e discriminanti stati americani, dal
punto di vista del colore della pelle, si capisce che
questa elezione sia stata realmente significativa
soprattutto per il suo Paese, dando vita a nuovi
imperativi: apertura, tolleranza, convivenza
civile. In una parola: speranza.
Il 5 novembre New York, infatti, meglio di
qualunque altra città, ha offerto a chi ci vive
e a chi vi si trovava temporaneamente, una
visione nuova, una chiave di lettura diversa di
quanto stava accadendo nel mondo. New York
quella sera si è trasformata, prestando i suoi
scorci universalmente noti alla festa che stava
per avere inizio. Ed ecco, allora, Rockefeller
Center diventare teatro dell’attesa: la gente era
radunata per assistere, con lo sguardo in su, alla
scalata di Obama, simbolicamente rappresentata
da un’impalcatura allestita sul Top of the Rock,
i cui piani rappresentavano i Grandi Elettori
che di minuto in minuto venivano acquisiti
dal Partito Democratico. Ed ecco poi Times
Square trasformata in una vera “polis”, cuore
pulsante della città in cui migliaia di persone
si sono dirette per festeggiare, dando avvio
a celebrazioni degne del miglior veglione di
capodanno. Times Square che quindi ha assunto
le sembianze di un’unica casa sotto il cui tetto
si sono riuniti fratelli accomunati dallo stesso
desiderio di cambiamento, avvicinati dalla stessa
speranza e dalla fiducia nel futuro. Un quadro
insolito, soprattutto in un periodo di grande crisi
economica che si respira persino nella Big Apple,
nei migliaia di “sale”, saldi, comparsi in tutti i
templi della moda.
Essere lì in quei giorni ha chiarito a tutti,
almeno da un punto di vista sociale, il vero
significato di questa vittoria per il Paese e per
la città. Una vittoria importante che rompe gli
schemi della più tradizionale e conservatrice
America e che simboleggia proprio la vittoria
dello stile newyorkese, abbracciato anche dal
resto del Paese. La vera vittoria è l’aver sancito
definitivamente e di fronte al resto del mondo la
capacità, tipica di questa splendida metropoli,
di accoglienza e di convivenza pacifica, seppur
competitiva tra razze, generazioni e culture
che hanno reso New York la città più aperta e
cosmopolita del mondo e che nessun attacco
terroristico potrà mai intaccare.
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N.40
PASSIONI
Maratona
L’altra metà della Mela
M
In alto, la Fifth Avenue
vestita a festa per le
elezioni; ancora Times
Square, il mitico ed
indimenticabile skyline
della città e, sotto,
bandiere e luci al
Rockfeller Center
entre Barak Obama simbolo
dell’American dream conquistava
la Casa Bianca, migliaia di
americani e turisti correvano per le strade di
New York. Applauditi e incoraggiati dalla folla,
percorrevano i cinque grandi distretti della
città: Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn
e Staten Island. Tra i quasi 40 mila atleti in
gara non mancava una folta rappresentanza di
monzesi. Tra loro Andrea Galbiati, avvocato,
è stato il più veloce: 3 ore, 37 minuti e 25
secondi: «È stata un’esperienza sportiva e
umana bellissima, – ha raccontato – si ha la
sensazione di avere New York ai piedi. Il tifo
ti aiuta, ti sprona, è come avere due gambe in
più che consentono di andare più veloce». È
ancora emozionato, ha gli occhi lucidi: «È stata
un’esplosione di gioia e di affetto. Mi sono
sentito come allo stadio di San Siro durante il
derby».
Per la quinta volta a New York Luca
Pancirolli, consulente: «Ogni anno vivo una
sensazione unica. È incredibile come una città
di 11 milioni di abitanti riesca a fermarsi per
un giorno per assistere alla maratona. Ricordo
con piacere e anche un pizzico di nostalgia
il momento iniziale: l’inno americano sullo
sfondo e noi corridori pronti a partire».
La partecipazione dei cittadini americani deve
essere un esempio anche per noi secondo
Alessandro Baldini, manager: «Monza ha un
potenziale podistico eccezionale. La città, il
comune, le istituzioni dovrebbero sfruttarlo.
Noi siamo corridori amatoriali, eppure per
gli americani eravamo importanti; urlavano
il nostro nome, ci fermavano per la strada,
ci chiedevano foto. È un’emozione che
tutti dovrebbero vivere, al di là dell’evento
sportivo».
A New York non solo si corre la maratona
più famosa, ma anche la più difficile, a causa
dei continui cambi di pendenza, eppure «si
provano sensazioni forti, da brividi – ha detto
l’imprenditore Stefano Durante – Per 42
chilometri le persone fanno il tifo per te. C’è
molto affiatamento anche tra i partecipanti,
si sostengono l’uno con l’altro, pur senza
conoscersi. In alcuni punti del percorso ci
sono dei complessi che suonano, persone che
ballano: tutta la città è in festa. È un’emozione
da rivivere».
C’è anche chi ha assistito a scene inusuali,
come Massimiliano Messina, direttore
generale di Flou: «Mentre correvo, un
poliziotto mi si è avvicinato e mi ha mostrato il
distintivo. Mi sono spaventato e
invece voleva solo farmi leggere
il suo cognome: era di origine
italiana».
A lato, Andrea Galbiati.
In alto, Luca e Alessandra
Pancirolli.
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PIACERI DELLA VITA
PIACERI DELLA VITA
Antonio Surgo
Dalla Brianza S
con amore
Il pasticcere che viene da Monza e
ha conquistato Milano racconta il
rapporto speciale
con la città di Teodolinda
di Toni Liguori
ignor Surgo, sono trascorsi già due anni
da quando ha rilevato lo storico San
Carlo di Milano eppure, ogni volta che la
incontro, mi parla di Monza, del Bar Moderno,
dei suoi vecchi clienti che ancora oggi continua
a frequentare assiduamente… Non è che a
Monza ci ha lasciato il cuore?
«In un certo senso sì, perchè dopo avere gestito
per qualche anno un locale a Meda, dove ancora
abito, ho avuto la fortuna di conoscere una
meravigliosa famiglia brianzola che mi ha ceduto
lo storico Bar Moderno, vera e propria istituzione
monzese situato all’ombra dell’Arengario. Questa
famiglia si è comportata stupendamente nei miei
confronti, perché mi è stata sempre molto vicina,
specialmente nei primi due anni della mia gestione,
quando ancora i vecchi clienti non mi conoscevano
e prima di accettarmi volevano valutare fino in
fondo sia le mie capacità professionali, che quelle
umane».
Ma è veramente difficile per un forestiero farsi
accettare dai monzesi…
«Sì, e lei che dirige un mensile che si rivolge
proprio a loro, dovrebbe saperlo meglio di me.
Sono persone riservate, che all’apparenza possono
sembrare anche diffidenti verso chi non conoscono
e nei confronti di chi cerca di affermarsi nella loro
città».
E poi come andò?
«Poi, quando ho dimostrato quello che valevo, mi
hanno accettato con simpatia e con affetto e hanno
continuato a frequentare assiduamente il locale
come se la vecchia gestione, che durava da quasi
sessant’anni, non fosse mai cambiata.
86
M
C
N.40
Li ringrazierò sempre perché, oltre che a
dimostrarmi il loro sostegno, mi hanno consentito
di affermarmi nella mia professione e anche di
crescere socialmente».
Quali sono i motivi del suo successo?
«Molteplici. Innanzitutto ho continuato a proporre
prodotti di alto livello, lavorati con materie prime
di qualità, confezionati in maniera elegante e
raffinata, aggiungendo qualcosa in più che il mio
estro e la mia fantasia suggerivano. Ma la fiducia
più completa l’ho acquisita attraverso una serie di
rapporti personali, sinceri e disinteressati, intessuti
con la maggiore parte dei clienti che hanno potuto
conoscermi bene ed apprezzare fino in fondo la
mia professionalità».
Che cosa l’ha spinta a compiere questo
importante salto alla conquista della grande
Milano?
«La mia irrequietezza, la voglia di fare cose
nuove, il desiderio di affermarmi e la volontà
di riuscire nelle imprese più difficili. Sono nato
in una provincia italiana molto povera, dove si
incominciava a lavorare fin da bambini ed io
avevo appena 11 anni quando mi sono avvicinato
per la prima volta a questo mestiere che ancora
oggi mi affascina e mi appassiona. Lavoro anche
15 ore al giorno, ma non mi stanco mai, perché è
la mia vita, mi consente di realizzarmi e, perché
no, anche di togliermi qualche soddisfazione».
Il San Carlo è frequentato da una clientela
piuttosto selezionata: da che cosa dipende
principalmente?
«Nel giro di due anni abbiamo raddoppiato il
fatturato e la clientela è in costante aumento.
Siccome ogni locale ha la sua storia, credo che
il successo del San Carlo dipenda in particolare
dalla qualità dei prodotti che si possono acquistare
e dall’accoglienza che riserviamo ai nostri
clienti con i quali, anche qui, come a Monza,
sono riuscito ad instaurare grazie anche ai miei
collaboratori, un rapporto di fiducia e di grande
cordialità.
Tutto ciò che vede esposto viene prodotto nel
nostro laboratorio dove lavorano nove esperti
pasticceri: dal cioccolato alla pasticceria, dai
biscotti al famosissimo panettone San Carlo,
ripieno di noci e datteri, tutto è accuratamente
lavorato in casa.
E questa, forse, è la vera differenza tra questo
locale e i tanti altri della città.
Grazie ai 26 collaboratori, tutti esperti e qualificati
maître, abbiamo dato vita ad un servizio catering
di altissimo livello».
Gli splendidi dolci
esposti nella pasticceria
San Carlo di Milano
gestita da Antonio Surgo,
medese ed ex gestore
del Bar Moderno
di Monza
N.40
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C
87
PIACERI DELLA VITA
PIACERI DELLA VITA
Rossana S
Cioccolato italiano e sherry spagnolo
per augurare ai lettori
di Monza Club un dolce Natale
SALAME AL CIOCCOLATO:
Ingredienti:
- Biscotti
- Zucchero a velo
- Cacao
- Uvette
- Pinoli
- Granella di nocciole
- Uova
- Burro
- Rhum Clèment 6 anni
I
ntenso profumo di noci, spezie aromatiche e
prugna, colore ambra carico, quasi marrone
che, cromaticamente, oltre che al palato, si
abbina splendidamente al colore del cioccolato;
lo sherry Don Zolio Pedro Ximenez 12 anni
è la proposta natalizia di Mulino a Vino e del
Gruppo Meregalli.
L’azienda produttrice, la Williams & Humbert,
ha le sue 21 bodegas (cantine) a Jerez de la
Frontera, in Spagna, dove utilizza il sistema
delle Soleras y Criaderas, caratteristico della
vendemmia effettuata al centro dei vari vigneti
e basato sul metodo del rabbocco progressivo
delle botti di vino maturo con un vino più
giovane della stessa varietà; in questo modo si
ottiene un gusto costante indipendentemente
dalle annate. Il sistema consiste nel porre in una
serie di botti, ognuna delle quali dette escala,
vino di una particolare età media; la escala più
vecchia viene definita solera, poiché quando le
escala sono disposte una sopra all’altra, questa
si trova più in basso e a contatto con il suolo
(suelo in Spagnolo). Le escala sopra la solera
prendono il nome di criadera.
Nella proposta di Mulino a Vino l’abbinamento
di questo sherry con il salame di cioccolato può
essere di due tipi: qualche goccia direttamente
sulle fette, in modo che l’intenso sapore si
uniformi con quello del dolce, e il resto in un
calice da meditazione, per onorare al meglio
questo capolavoro dell’arte enologica.
Mulino a Vino
Via De Amicis, 21
20052 - Monza
Tel. 039/384180
www.silvarte.it
I.P.
PREPARAZIONE:
Usare 2 uova intere e 4 rossi, frullare con 300 gr di
zucchero 250 gr di cacao; sciogliere 50 gr di burro e
mischiare tutto con pinoli, uvette e biscotti.
Feste al profumo
di zagara
88
M
C
N.40
La delicatezza della ricotta e la dolcezza
del caramello sposano l’aroma
del più colorato agrume di Sicilia
Ristorante Rossana
Via Delle Industrie, 4
20060 - Basiano (MI)
Tel. 02/95761691
TORTINO SICILIANO:
Dosi:
- 400 gr di ricotta fresca - 1 disco di pan di Spagna
- 200 gr di zucchero a velo - essenza d’arancia (q.b.)
- ½ bicchierino di liquore Strega
- 80 gr di canditi
RICAPITOLIAMO LE
PORTATE DI QUESTO MENù
PREPARAZIONE :
- Impastare la ricotta con lo zucchero a velo
- Amalgamare i 2 ingredienti, aggiungere i canditi con il liquore e
l’essenza di arancia e lasciar riposare il composto in frigo per 15’
- Nel mentre ritagliare con un coppapasta circolare della dimensione
desiderata i cerchi di pan di Spagna
- Tagliare a metà i dischi ottenuti di pan di Spagna in modo da usarli
come base e copertura del dolcino
- Adagiare sul fondo del coppapasta un disco di pan di Spagna, bagnarlo
con un poco di Strega,riempire con il composto di ricotta lasciando lo
spessore del secondo disco di pan di Spagna che verrà adagiato sopra il
tutto.
- Lasciare riposare in frigo a bassa temperatura per circa 20 h.
- Carpaccio di branzino
- Ravioli di zucchine,
burro al timo e ragù di
mazzancolle
- Medaglione di
agnello in crepinette
su purea di patate e
turbante di zucchine
N.40
I.P.
Mulino a Vino
Feliz Navidad
iamo partiti dall’antipasto per arrivare,
ricetta dopo ricetta, all’ultima portata
prevista nello speciale menu che il team del
ristorante Rossana di Basiano propone ai lettori di
Monza Club. Per il mese più dolce dell’anno, il
dessert, la cassata siciliana con caramello e agrumi,
ha una ricetta di solide basi mediterranee, rivisitata
con il gusto e l’esperienza di uno chef valdostano.
Solitamente servita a fette o come gelato, dalle
mani di Paolo Vai, chef del Rossana e mentore
del giovane allievo Stefano Colombo, diventa un
dolce monoporzione, pensato per essere la perfetta
conclusione dell’intero menu. Due cerchi di pan
di Spagna racchiudono un calibrato impasto di
ricotta, canditi, essenza d’arancia e un goccio del
famoso liquore Strega; adagiato sul piatto, il dolce
viene decorato con fette d’arancia pelate al vivo e
gocce di caramello.
Prima di un buon caffè e del brindisi per
scambiarsi gli auguri di Natale, Franco Vai,
l’esperto di vini della famiglia, consiglia un calice
di Vigna del Volta, malvasia passito della casa
“La Stoppa”, un grande vino che esalta i sapori
mediterranei della cassata.
M
C
89
PIACERI DELLA VITA
Profondo Rosso
Le feste…
come a casa
Non solo enoteca e ristorante,
ma anche fonte di ispirazione per regali
che abbinano il buono alla qualità
M
Tante le proposte che
Profondo Rosso propone
per le festività natalizie,
tra cui numerosi piatti
inediti
aria Rosa Ronchi e Gabriele
Godina, rispettivamente responsabile
e chef del ristorante ed enoteca
Profondo Rosso, hanno preparato un dicembre
doc. A cominciare dal locale, caldo e intimo,
in cui ad accogliervi troverete sempre la loro
gentilezza e disponibilità, garanzia per trascorrere
una serata in cui ottimo cibo e relax sono
protagonisti.
E perché una cena da Profondo Rosso sia sempre
un’esperienza indimenticabile, soprattutto nelle
occasioni speciali come le feste natalizie, Maria
Rosa e Gabriele hanno studiato per voi menu
ideali per le cene d’auguri, con tre proposte
che variano dai 40 ai 70 euro e che vedono il
trionfo di piatti deliziosi. Tra questi la crema
di topinambur e castagne, terrina di foie gras
d’anatra del Périgord con marmellata di fichi
e pan brioche tostato, tagliolini di pasta fresca
all’uovo con spugnole e fegatini di pollo, filetto
di vitello arrosto con crema di sedano rapa,
mandorle e riduzione di Sauternes e la millefoglie
di meringa con mascarpone e frutti di bosco.
Sapori che si sposano con stupefacente armonia e
deliziano il palato.
Nascendo come enoteca, Profondo Rosso è il
luogo giusto in cui trovare interessanti idee regalo
per Natale: composizioni di cesti con bottiglie
di vino da abbinare a prodotti culinari ricercati
come pâté de foie gras, pasta di tartufo bianco al
100 per cento, cioccolati della Bernardi, piccola
ma ottima pasticceria pugliese, i torcetti alle
mandorle o i “brutti ma buoni” che confeziona
Gabriele stesso.
Novità e sorprese sono previste anche per il
pranzo di Natale e la cena di San Silvestro, da
“gustare” in due menù inediti. Del resto tutto
questo è Profondo rosso, un luogo ideale in cui
trascorrere splendide serate sentendosi a casa.
Profondo Rosso
Via Matteo da Campione, 8
20052 - Monza - Tel. 039/3900363
www.ristoranteprofondorosso.it
90
M
C
N.40
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[email protected]
Centro Benessere di Mara
Via Lecco, 5
Castello Brianza (LC)
Tel. 039/57368
Welltan
Via Montello, 226
Seregno (MI)
Tel 0362/1795017
Bioestetica Center
Via Castelbarco, 23/A
Imbersago (LC)
Tel. 039/9921057
Centro Benessere di Cristina
Via Cascina Nuova, 2/F
Cassago Brianza (LC)
Tel. 039/9212142
Shai estetica e benessere
Via Milano, 33 Barlassina (MI)
Tel. 0362/569953
Sun Flower
Via Garibaldi, 54
Barzanò (LC)
Tel. 039/9217580
Yanna Nails & Beauty
C.So Vittorio Emanuele, 23
Besana Brianza (MI)
Tel. 0362/996540
Palestra New Physical
Via General Cantore, 14
Inverigo (CO)
Tel 031/3599080
Light Beauty Center
Via Borgazzi, 17
Monza
Tel. 039/386184
Due Emme Beauty Club
Via Garibaldi, 40
Villasanta (MI)
Tel. 039/303840
VETRINE & VETRINE
VETRINE & VETRINE
Gioielleria Pavan
Pura passione
il tesoro della Regina Teodolinda. Le gemme sono
un microcosmo sempre diverso e affascinate,
davanti ad un microscopio puoi perderti per delle
ore, circumnavigando attraverso queste splendide
creature di madre natura. Credo di essere uno dei più
importanti punti di riferimento per l’investimento in
diamanti, materia nella quale ci siamo specializzati, e
questo per me è motivo di grande soddisfazione».
Per Natale la presentazione dell’esclusiva collezione Crea Diva
V
era e propria istituzione cittadina, la
Gioielleria Pavan è guidata ancora oggi
dal suo fondatore, Antonio Pavan: mastro
orologiaio, gemmologo, perito in preziosi, broker in
diamanti.
La sua è un’attività di successo, fortemente
radicata sul territorio di Monza e Brianza da
quasi mezzo secolo. Come è nata la sua passione
per i preziosi?
«Iniziai la mia carriera dedicandomi alla riparazione
di orologi; successivamente conobbi mia moglie
Marilena che aveva una gioielleria. Nel 1968
fondammo la Gioielleria Pavan, che
quest’anno festeggia i quarant’anni di vita. In seguito
decisi di approfondire le mie conoscenze
nel settore: seguii i corsi per diventare gemmologo
e tagliatore di pietre presso l’Istituto Gemmologico
Italiano, per tutelare gli acquisti dei miei clienti.
Contemporaneamente partecipai ai corsi di
aggiornamento e specializzazione nel campo
dell’orologeria».
So che state lavorando a una nuova linea di
gioielli in vista delle festività natalizie. Ci racconta
di cosa si tratta?
«Il progetto Crea Diva nasce dalla voglia di
valorizzare le ottime capacità del nostro laboratorio
di design e oreficeria, nonché dal desiderio di
immaginare gioielli con gemme rarissime e di grandi
dimensioni.
Il nostro sogno è reso possibile, grazie all’utilizzo
di gemme create. Presentiamo il nostro lavoro con
quattro collezioni, tutte su misura ed esclusive,
delle quali non sarà riproposto alcun modello con
altre pietre. Accosteremo l’oro bianco, l’oro rosa e
diamanti naturali di elevata qualità e caratura.
Le gemme create hanno una particolarità
fondamentale, sono di fatto identiche sotto ogni
aspetto alle gemme naturali. Ciò che distingue
una gemma creata da una naturale sono dettagli
estremamente tecnici, rilevabili solo in laboratorio e
solo da esperti gemmologi».
Come ha visto cambiare la moda e il mondo dei
gioielli nel corso della sua lunga esperienza?
«Con il passare degli anni è cambiato il modo in
cui il cliente si accosta all’oggetto prezioso: un
tempo si ricercava un gioiello solo con un valore
intrinseco, mentre oggi si dà importanza anche
al design del prodotto. Questo stimola il settore,
fornendo nuove idee: da parte nostra c’è un occhio di
riguardo rispetto alla qualità, che deve essere sempre
garantita. Quando propongo un prodotto devo essere
convinto della qualità dello stesso, magari a scapito
di mode passeggere».
Quali sono i lavori che le hanno dato maggior
soddisfazione o che hanno significato molto
per lei?
«La mia passione sono i meccanismi, e tutto ciò
che si osserva attraverso una lente d’ingrandimento.
Con l’appoggio del mio carissimo amico Mario
Viganoni ho potuto riparare l’orologio del Duomo
di Monza e, sempre per suo merito, con l’Istituto
Gemmologico Italiano abbiamo potuto analizzare
Sotto, una panoramica
dell’interno del negozio
Una grande storia alle spalle e tanti progetti
attuali. Qual è invece il futuro della Gioielleria
Pavan?
«Attualmente lavorano con me e mia moglie in
negozio i miei tre figli Andrea, Silvia e Laura:
tutti con un’ottima preparazione in ambito
gemmologico e tecnico e appassionati del loro
lavoro. In futuro la gioielleria sarà sempre di più il
punto di riferimento per chi si avvicina al mondo
dei preziosi. Infatti, in una società che tende sempre
più all’esasperazione del consumo a discapito della
qualità e dell’assistenza, penso che ci sia bisogno
di un recupero delle tradizioni, al fine di instaurare
con il cliente un rapporto di fiducia, professionalità e
stima reciproca».
Sopra, Antonio Pavan,
ritratto con la famiglia,
che lo affianca nella
gestione dell’attività
Gioielleria Pavan
Via G. Pergolesi, 8
20052 Monza
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M
C
N.40
I.P.
I.P.
Tel. 039/388828
www.gioielleriapavan.it
N.40
M
C
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VETRINE & VETRINE
VETRINE & VETRINE
Great Barrier Reef
Dalle montagne si passa al mare, dove troviamo
la più preziosa delle meraviglie naturali che
l’Australia possiede: la Grande Barriera
Corallina, duemila chilometri di coralli che
hanno scelto di raggrupparsi sul bordo della
piattaforma continentale prima che questa si tuffi
per raggiungere i fondali oceanici. All’interno
della barriera, lagune calme e limpidissime. Al
suo esterno apparentemente solo l’immensità
dell’oceano, fino a che, inaspettatamente,
ardite guglie di corallo si arrampicano fino
alla superficie dell’acqua: sono i reef, piccole
lagune racchiuse da una cintura di corallo, che
in un trionfo verde smeraldo abbagliano per la
loro bellezza. I litorali più belli sono quelli di
Queensland, una costa che ha saputo cedere
sapientemente alle lusinghe del turismo, dove
trovare ristoro in eco-lodge esclusivi immersi
nella natura, circondati da montagne ricoperte da
una fitta vegetazione tropicale.
I.P.
Città a misura d’uomo, paesaggi
mozzafiato, parchi naturali.
Dove i contrasti diventano
bellezza
’Australia mantiene sempre le sue
promesse e viaggiare in questa terra
primordiale è un’esperienza forte che
rimane impressa nel cuore e nella memoria. Un
percorso attraverso questa grande isola potrebbe
cominciare da Blue Mountains, un’area composta
da paesaggi scenografici, gole boscose e foreste
incontaminate, che si trovano circa 120 km a
ovest di Sydney e sono state designate Patrimonio
dell’Umanità in virtù della loro biodiversità
naturale. È il luogo ideale per cimentarsi in
attività avventurose, visitare gallerie d’arte,
deliziare il palato in raffinati ristoranti. Nel XX
secolo erano in voga i grandi alberghi rustici in
stile edoardiano, mentre ora è possibile scegliere
tra un’ampia gamma di centri benessere, lussuosi
bed and breakfast e campi avventura. I giardini
di queste zone sono incantevoli. Tra i più
interessanti gli Everglades Gardens, realizzati
negli Anni 30 del ’900 dall’architetto paesaggista
danese Paul Sorensen.
94
M
C
N.40
Adelaide e i Gawler Ranges
L’Australia del Sud incanta ed incuriosisce.
Ammirare Adelaide, la cpitale, significa perdersi
in uno scenario ancora intriso di tradizioni
europee testimoniate dagli edifici coloniali che
conferiscono a questa città un aspetto solido ed
elegante. Trenta minuti di volo separano Adelaide
dai Gawler Ranges, dove è possibile osservare
migliaia di animali in libertà e le incredibili
bizzarie geologiche di quest’isola. Un soggiorno
nei Gawler Ranges normalmente include
un’esperienza di wildlife viewing: qui è possibile
avvistare centinaia di canguri in una giornata di
safari, dal Grey e Red Kangaroo fino ai più rari
Wallabies.
Sydney
Approdiamo infine in una delle città più belle.
Premiata come una delle più affascinanti e
vivibili del pianeta, oltre ad essere la più famosa
città australiana, Sydney ne rappresenta la
quintessenza. È impossibile non innamorarsi di
lei. Avviene semplicemente, confondendosi tra i
surfisti della Bondi Beach o passeggiando nelle
vie dello shopping di George Street. Oppure
lasciando l’architettura ultramoderna del centro
per spingersi verso la storica zona di Rocks, tra le
vie che costeggiano l’insenatura più spettacolare
del mondo, dove musicisti e artisti di strada
allietano i passanti a caccia di souvenir.
Dalle montagne al mare,
dalla natura alle città: il
paesaggio dell’Australia
è un continuo stupore
Bradipo Travel
Designer
Via Carlo Alberto, 11
20052 Monza
Tel. 039/5961805
Fax 039/5961806
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www.bradipotravel.com
N.40
M
C
I.P.
Bradipo Travel Designer
Australia,
l’infinito è da L
scoprire
Top End
L’Australia è un Paese a cui piace stupire
attraverso gli affascinanti contrasti della sua terra,
proprio come avviene nei territori del Nord, dove
contrappone al suo arido Red Centre i paesaggi
tropicali del Top End. Capoluogo del Top End è
Darwin, giovane e moderna città australiana che
ammicca al vicino Oriente e che sa coinvolgere
i visitatori nella joy of living dei suoi abitanti e
nella sua animata vita notturna. Da Darwin è
possibile accedere a quello che, sia per la sua
importanza naturale, sia per quella culturale,
è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio
mondiale dell’Umanità: il Kakadu National
Park. Questo tesoro naturalistico ospita nella sua
rigogliosa vegetazione cascate, specchi d’acqua e,
soprattutto, una brulicante fauna selvatica. Ma il
Kakaku National Park è anche storia: custodisce
infatti antichissime pitture rupestri che fanno di
questo parco una preziosa finestra sul mondo di
quasi 20.000 anni fa.
95
VETRINE & VETRINE
VETRINE & VETRINE
Soluzioni
immobiliari... di valore
Una struttura consolidata, forte di una lunga presenza sul mercato
uarant’anni in prima linea nel mercato
immobiliare monzese sono già un
ottimo biglietto da visita.
Eppure la storica società di intermediazione
immobiliare Gabetti, non contenta degli
obiettivi già raggiunti e consolidati a livello sia
locale che nazionale, è da sempre proiettata al
futuro e ricettiva ai mutamenti delle esigenze e
delle necessità della propria clientela.
E se il mattone riserva parecchie incognite,
specie in questa delicata congiuntura economica,
solo il “professionista” che ha fatto della
pluriennale esperienza della propria azienda la
base da cui trarre preziosi spunti per la gestione
di nuove sfide è in grado di riconoscere nelle
incognite vere e proprie opportunità.
Roberto Brioschi – responsabile territoriale
della Gabetti di Monza – si propone oggi, con il
proprio staff, a tutti coloro che sono alla ricerca
di un servizio consulenziale immobiliare ad
alto valore aggiunto: non solo l’espressione di
un marchio storico ed autorevole, ma, altresì,
la confluenza, in un gruppo organizzato, di
distinte professionalità specializzate, tutte
organicamente orientate alla soddisfazione
delle sempre più complesse istanze del mercato
immobiliare.
Nella foto,
Roberto Brioschi,
responsabile territoriale
Gabetti Monza
M
C
N.40
Attraverso la Galleria, Fatto ad Arte incoraggia e
promuove l’artigianato artistico di qualità
a Galleria Fatto ad Arte è uno
spazio nato a Monza nel 1997 per
volontà di due sorelle, Raffaella e
Francesca Fossati e che, da due anni, ha sede
in via Zucchi 28, dove presenta collezioni e
oggetti di arte applicata e design. La Galleria
propone, inoltre, collezioni di abiti, tessuti,
accessori, realizzati artigianalmente da
laboratori in tutta Italia e gioielli progettati
e costruiti da artigiani utilizzando diversi
materiali: argento, rame, ottone, plastiche e
materiali di recupero.
Contro la globalizzazione e l’omologazione
dei gusti, infatti, la Galleria Fatto ad Arte
propone la tipicità e la qualità della tradizione
artigianale italiana attraverso ceramiche,
vetri, cristalli e serie divertenti e ironiche di
bicchieri e vasi soffiati, disponibili in numero
limitato e in pezzi unici, tutti certificati e
firmati. Le opere e gli oggetti di Fatto ad Arte,
selezionate dai migliori laboratori artigianali
italiani sono pensati e realizzati per “abitare
con l’arte”. Acquistare e regalare un oggetto
Fatto ad Arte - sia esso un vaso, un bicchiere,
una ciotola, un oggetto scultura, un gioiello,
un abito o una sciarpa - significa promuovere
la cultura dell’artigianato artistico italiano
valorizzandone le risorse e le tipicità.
Per Natale, eccezionalmente, la Galleria
propone, accanto all’oggetto artigianale,
anche prodotti gastronomici tipici, che si
reinventano per confezionare un regalo unico
e personalizzato, nonché un’ampia selezione
di vini scelti dall’enoteca Profondo Rosso di
Monza.
La Galleria Fatto ad Arte è inoltre sede di Ad
Arte, Primo Osservatorio Nazionale sulle Arti
Applicate in Italia.
Galleria Fatto ad Arte
Sede legale e operativa : Via XX Settembre, 2 - Monza
Via B. Zucchi, 28
Tel. 039-365383 - [email protected]
20052 – Monza
Sede operativa: via Romagna, angolo via V. Giulia, 1 Monza
Tel. 039/2308725
I.P.
Gabetti Franchising Agency Monza
Tel. 039-2726184 - [email protected], www.gabetti.it
96
L’artigianato
diventa sorpresa L
Oggetti unici e una vasta gamma di prezzi
per accontentare qualsiasi richiesta
Q
Per info su questi immobili
chiamare il numero 039/365383
Galleria Fatto ad Arte
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www.fattoadarte.com
N.40
M
C
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VETRINE & VETRINE
VETRINE & VETRINE
La Palestra
Il fitness
si impara
Esercizio fisico, relax,
ma anche disciplina finalizzata
al raggiungimento degli obiettivi
U
na realtà solida e radicata in
città che con serietà, impegno e
competenza ha saputo raggiungere
e mantenere nel tempo successo e credibilità
tra la sua affezionata clientela. La Palestra
– che sin dagli Anni 80 si è fatta apprezzare
per i risultati ottenuti dai suoi corsi – ora,
nella nuova sede di Via S.Gottardo 58,
dispone anche di una efficiente sala attrezzi
organizzata per garantire l’ottimizzazione del
lavoro fisico. Una spazio ampio ma intimo,
dove qualificati istruttori attraverso un
accurato lavoro di équipe aiutano a risolvere
i problemi di ciascuno dando sempre
una soluzione “su misura”. Del resto, La
Palestra può contare su una solida tradizione
e una vasta esperienza nella conoscenza
delle esigenze della persona che le permette
di mantenere livelli di eccellenza in tutte
le attività proposte. Precorrendo i tempi,
già negli Anni 90 La Palestra è diventata
centro qualificato per l’insegnamento del
metodo Pilates: in quanto tale, offre sedute
individuali e semi-individuali (duetto) e, da
quest’anno, anche lezioni per piccoli gruppi
di otto persone in cui l’allenamento a corpo
libero (matwork) si affianca all’utilizzo del
reformer, attrezzo base di questa disciplina.
Una gradevole zona benessere con sauna
e bagno turco completa i servizi di questo
centro.
Da 26 anni La Palestra è un punto
di riferimento per tutti coloro per cui
forma fisica fa rima con benessere
La Palestra
Via San Gottardo, 58
20052 Monza
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I.P.
I.P.
Tel. 039/386504
[email protected]
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C
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VETRINE & VETRINE
VETRINE & VETRINE
York
L’eleganza è di casa a Lissone
Emporio del Gusto
L’arte del vino
Situata in una zona facilmente accessibile, dotata di ampio parcheggio,
l’enoteca porta avanti una tradizione di gusto che viene da lontano
I
l piacere di stare insieme, di soffermarsi
ad ascoltare i propri sensi, di dedicare a
se stessi minuti di piacevole intimità. Il
“buon bere” è molto di più che il semplice
gustare un’ottima bottiglia di vino: è
condivisione e calore, desiderio di darsi il
tempo di conoscere i sapori, ritrovare profumi
e aromi dimenticati. Una tradizione che dalle
lontane radici greche ed etrusche oggi arriva
fino a noi grazie a figure professionali come
Franco Colombo e Maria Teresa Bolis.
Sono loro, nell’Emporio del Gusto, situato a
Biassono, nel cuore della Brianza, a guidare la
clientela nella scelta del vino, della confezione
migliore per un regalo, una ricorrenza, un
evento. «Semplice o importante – spiega Maria
Teresa Bolis – ciò che conta è che il dono sia
in grado di deliziare e stupire chi lo riceve,
ma anche di allietare chi lo fa». Ecco perché
l’acquisto deve trasformarsi in un momento
piacevole, in cui sia possibile ponderare con
calma la propria scelta in un’ampia selezione.
Emporio del Gusto, infatti, promuove un
consumo consapevole, che privilegia la
qualità piuttosto che la quantità e che consente
di riconoscere il valore di un prodotto e
comprenderne la differenza rispetto agli
Dal 1960 stile ed alta qualità caratterizzano i prodotti
della pellicceria gestita dalla famiglia Nava
V
iaggia in tutto il mondo Gianluigi
Nava per trovare le migliori pellicce
da offrire ai suoi clienti al miglior
prezzo. Fu lui, infatti, a fondare la pellicceria
York negli Anni Sessanta e ad avere l’intuizione
di acquistare le pelli alle aste internazionali:
in Scandinavia, Canada, Russia, Stati Uniti,
Nuova Zelanda… Ovunque si trovino ottime
pelli, York c’è. Le materie prime vengono
poi conciate in manifatture qualificate e
successivamente confezionate nei laboratori di
York, con manodopera specializzata sia a livello
stilistico che per quanto riguarda la lavorazione,
che prevede anche rifiniture a mano. Questo
permette all’azienda di creare capi di alta qualità
a prezzi molto interessanti e concorrenziali.
Il felice connubio tra qualità artigianale,
gusto italiano, eleganza e moda è visibile in
ogni creazione di York, il cui vasto catalogo
comprende: pellicceria classica e sportiva, capi
foderati e bordati in vera pelliccia e realizzati in
tessuti tecnici impermeabili, accessori in vera
pelliccia (sciarpe, stole, colli, cappelli), capi per
donna e uomo in vero piumino d’oca con colli e
bordi in pelo vero. Tutti da provare nello showroom di Lissone.
Inoltre, per garantire un servizio davvero
completo alla clientela, la pellicceria offre anche
servizi di rimessa a modello di vecchi capi,
riparazioni e cambi fodera, puliture, azzurrature,
rinfrescature. E per chi avesse qualche problema
di spazio, York effettua anche il servizio di
custodia estiva con possibilità di assicurare la
pelliccia tutto l’anno.
altri. Una filosofia “da toccare con mano”
durante i numerosi momenti di degustazione
che l’enoteca ospita, come quello, che si
è svolto alcune settimane fa, che ha avuto
per protagonisti whisky di diverse etichette,
provenienti da famose distillerie scozzesi
che lo propongono con invecchiamenti dai
12 anni del Cardhu ai 18 del Caol Ila. Ma,
occasioni speciali a parte, il ricco allestimento
preparato in occasione delle festività natalizie,
rappresenta un’ottima opportunità per venire a
curiosare tra gli scaffali e la fornitissima carta
dei vini e, magari, per sorprendersi con un
regalo: questa volta solo per se stessi…
All’Emporio del Gusto è stata dedicata
una serata al whisky, il più antico
distillato prodotto in Scozia, la cui data
di nascita ufficiale è l’8 agosto 1494
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è possibile trovare
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prenatalizie dedicate allo shopping, vista anche la
vicinanza al centro città.
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Martina Mangione e a Lisa Bandiera, entrambe
già operatrici da tempo nel settore, si propone al
pubblico monzese con un’area espositiva di oltre
200 metri quadrati.
Il ventaglio di proposte comprende un’ampia
gamma di prodotti, tutti caratterizzati da linee
eleganti e diverse soluzioni di design, in linea con
le nuove tendenze dell’arredamento e per diversi
contesti abitativi. Il tutto avvalendosi di una serie
di brand forti e qualificati, quali SPI, Bertolotto,
Tesio e Sidel, che consentono un’ampia scelta fra
moltissime tipologie di infissi in alluminio, legno,
alluminio-legno e PVC, per soddisfare qualsiasi
esigenza in termini di isolamento termico,
acustico e di risparmio energetico, oltre ad una
vasta gamma di porte interne e blindate. Marli
infissi è particolarmente attenta alle esigenze
climatiche ed ambientali del nostro comprensorio,
offrendo nella sua gamma prodotti che rientrano
in quelli previsti dalla vigente normativa (Dlgs
192) in materia, al fine di poter accedere agli
sgravi fiscali del 55 per cento previsti dalla
Finanziaria 2008/2009, e proponendo consulenza
gratuita ai fini dell’istruzione delle pratiche di
accesso a queste agevolazioni. La direzione
commerciale è affidata a due professionisti di
ventennale esperienza nel settore, monzesi doc,
quali Giampaolo Sciffo e Miriam Monguzzi
che, abbinando i giusti complementi, propongono
un progetto personalizzato per qualsiasi soluzione
abitativa. Marli propone, inoltre, ulteriori servizi
accessori come: finanziamenti personalizzati,
polizza di garanzia decennale (sui serramenti SPI)
e verifiche funzionali post vendita all inclusive.
Una tappa obbligata, quindi, quella alla Marli
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CONSULENTE FINANZIARIO
CONSULENTE D’IMPRESA
Obbligazioni:
ecco come investire
I
titoli obbligazionari sono strumenti finanziari che
assegnano un credito all’investitore nei confronti
di chi emette l’obbligazione. L’emittente potrà
essere lo Stato, un ente sovranazionale o un’azienda.
La garanzia di rimborso dell’obbligazione, sia durante
la vita del titolo, che alla scadenza, è, quindi, elemento
essenziale per ogni scelta d’investimento.
Aldo Varenna
Inizia l’attività nel
1985 come Private
Banker e addetto ai
Rapporti Istituzionali
in Banca Fideuram.
Dal 1998 è membro
del Comitato Esecutivo e del Consiglio
Nazionale ANASF
(Associazione di
Categoria). Dal
2003 è responsabile
Area Rapporti con
l’estero ANASF.
Inoltre è membro del
Comitato Esecutivo
CIFA (Convention of
Indipendent Financial
Advisor), associazione no profit con
sede a Ginevra. Da
maggio 2007 ricopre
la carica di Segretario
Generale delegato del
FECIF, associazione
con sede a Bruxelles.
Da aprile 2005 è
professionista Certificato €FA (€uropean
Financial Advisor).
Svolge l’attività
professionale su tutto
il territorio nazionale,
con paticolare focalizzazione su Milano e
l’hinterland.
Aldo Varenna
Private banker
tel. 039/2358011
104
M
C
N.40
OBBLIGAZIONI GOVERNATIVE
Si chiamano Titoli di Stato (Government Bond)
perché emessi dal Tesoro di un Governo. In questo
caso la garanzia di rimborso è prestata dallo stato
emittente e qui particolare attenzione va a paesi esotici
o particolarmente generosi; non dobbiamo infatti
dimenticare lo sciagurato default dell’Argentina.
Talvolta si creano sul mercato anomalie di rendimento
tra obbligazioni simili. L’esempio recente è quello tra
i Btp italiani e i cugini Bund Tedeschi: investire sui
titoli italiani rende infatti 100 punti base di più che
acquistare un titolo della Germania, per un rischio
Paese che molti analisti non ritengono oggettivamente
tanto maggiore.
CORPORATE BOND
Sono titoli emessi dalle Società normalmente con lo
scopo di finanziare il proprio sviluppo industriale.
Quando ad emetterle sono aziende particolarmente
a rischio vengono chiamate High Yeld (ad alto
rendimento). Il rischio credito è sempre mutabile e non
è sufficiente un buon rating: vista la non infallibilità
delle agenzie, sarà quindi fondamentale monitorare
l’azienda scelta in modo costante e approfondito.
EMERGING MARKET BOND
Appartengono a questa categoria i Paesi cosiddetti
emergenti, Est Europa, America Latina e Asia. In
queste nazioni talvolta un cambio di governo può
stravolgere radicalmente le sorti di un paese, affossarlo
o rilanciarlo in modo eclatante (il Brasile di Lula è un
tipico esempio) con un’immediata conseguenza sui
prezzi delle obbligazioni quotate. I mercati emergenti
richiederanno quindi un monitoraggio che dovrà essere
particolarmente puntuale e continuo.
Può essere ceduto un ramo
d’azienda creato ad hoc?
a cura di Eliano Goltara
a cura di Aldo Varenna
OBBLIGAZIONE CONVERTIBILE
Le convertibles sono un mix tra un’azione e
un’obbligazione, emesse dalla stessa azienda.
Normalmente queste obbligazioni distribuiscono
anche una cedola annua. Per una corretta selezione
si dovrà valutare sia la scelta del titolo-azienda,
sia analizzare il momento di mercato. Questa asset
class è stata tra le più penalizzate nel 2008. Per
questo motivo, molti analisti ritengono che vi siano
obbligazioni convertibili a forte sconto e che possano
rappresentare una buona scelta futura.
TASSO FISSO, VARIABILE O INFLATION?
Qui la scelta è su quale futuro macroeconomico
possiamo prevedere. La Bce sino a luglio pensava,
sbagliando, di dover combattere l’inflazione, oggi invece
si parla di recessione con possibile rischio depressione.
Ecco che un’obbligazione a tasso variabile, perfetta 3
mesi fa, oggi - se, come sembra, i tassi scenderanno
ancora - potrebbe risentire di questa discesa: tornerebbe
quindi in auge sia il vecchio Btp, che il Bund che paga
un tasso fisso per tutta la durata del titolo.
OBBLIGAZIONI INFLATION LINKED
Che siano BTP Inflation o le francesi Oat, queste
obbligazioni sono vincenti con un’ipotesi di
inflazione al rialzo e oggi sembrerebbero avere meno
appeal, anche se fino a giugno apparivano il miglior
investimento possibile! Come dire, la velocità di
cambiamento delle economie mondiali porta ancora
una volta a dover effettuare un continuo monitoraggio
del portafoglio. Dovremmo poi ricordare l’aurea
regola del premio al rischio: ogni strumento dovrà
essere analizzato sulla base del rendimento atteso.
Si dovrà quindi avere una corretta proporzione con
il rischio da correre (anche minimo) per raggiungere
l’obiettivo di rendimento. Spesso le quotazioni non
rispecchiano questa fondamentale equazione. Vi
sono infatti attività troppo rischiose con un obiettivo
di rendimento non adeguato e altre con un rapporto
più equo ed equilibrato. Al vostro consulente dovrete
quindi chiedere di approfondire queste situazioni di
mercato e consigliarvi di conseguenza.
D
Eliano Goltara
Svolge la professione
di avvocato presso
i propri studi
di Monza e di
Milano e si occupa
prevalentemente di
diritto dell’impresa.
Ricopre l’incarico
di consigliere in
diversi consigli di
amministrazione ed
è autore di numerose
pubblicazioni. È
titolare di Studio
Goltara. Avvocati.
I rami d’azienda
che vengono
ceduti devono
necessariamente
avere capacità
produttiva autonoma
a parte delle imprese italiane si sta
sempre più spesso manifestando la
tendenza a realizzare innovativi progetti
di riorganizzazione - che spesso scaturiscono in
processi di delocalizzazione - al fine di avvalersi di
meccanismi produttivi più flessibili e competitivi.
Tende quindi a declinare l’impresa autosufficiente
e di grandi dimensioni, per lasciare il passo ad una
realtà aziendale più ristretta, ma caratterizzata da
un articolato complesso di relazioni commerciali
con fornitori terzi a cui delegare parte della
produzione. Nelle ipotesi più estreme si giunge
persino a configurare un’impresa che abbandona,
per così dire, il ruolo della produzione per occuparsi
esclusivamente della gestione del proprio marchio
o del coordinamento dei subfornitori collegati.
L’evidente intento che emerge da questo processo
di esternalizzazione (o, meglio, di outsourcing) è
quello di concentrarsi sul cosiddetto core business
aziendale, dunque su ciò che realmente produce
valore, delegando a terzi le altre attività.
Non è raro che queste nuove forme organizzative
vengano realizzate attraverso il trasferimento
dell’azienda o, ancor più spesso, di un solo ramo
di essa. La questione d’ordine pratico, oltre che
giuridico, che molti imprenditori si pongono è
la seguente: qualora, come spesso accade, non
sia preesistente all’interno della propria impresa
un autonomo ramo d’azienda (giuridicamente
inteso) è possibile (e, soprattutto, è giuridicamente
valido) crearne uno ad hoc solo ai fini del suo
trasferimento?
Si badi che ciò che viene sostanzialmente
trasferito con la cessione è l’attività
economica organizzata, quindi autonoma
e capace di vita propria, piuttosto che i
singoli beni. In altri termini, il cedente
trasferisce il proprio diritto su tali beni da lui
“organizzati” per consentire al cessionario
di esercitare, a sua volta, l’impresa in modo
autonomo. E la cessione si sostanzia in
ogni atto giuridico con cui si raggiunge
un mutamento nella direzione aziendale:
ciò vale quindi per la vendita, ma anche per
l’usufrutto e l’affitto dell’azienda, così come per
l’espropriazione, la fusione, l’incorporazione o la
scissione della società proprietaria dell’azienda.
Non si differenzia dalla cessione dell’azienda
nella sua globalità la disciplina dettata dal nostro
legislatore nel caso in cui venga trasferita solamente
una frazione (ramo) di essa. La condizione di
validità della cessione, però, è che il complesso
di beni trasferito “in sé” costituisca, a sua volta,
un insieme di elementi produttivi organizzati
dall’imprenditore al fine dell’esercizio di un’attività.
Si ha cessione di ramo d’azienda (tecnicamente
intesa) solo se tale ramo preesiste all’attività della
nuova impresa e, dopo la cessione, tale frazione di
azienda mantiene la propria identità; il ramo oggetto
della cessione di azienda costituisce un insieme
di beni organizzati per l’esercizio dell’impresa
di connotato simile a quest’ultima, ma idoneo ad
essere ceduto perché possiede una sua precedente
(nonché, evidentemente, successiva) identità ed
autonomia. La stessa Cassazione (5 marzo 2008, n.
5932) ha recentemente ribadito la nullità dell’atto
con cui venga ceduto un ramo di un’azienda nel
caso in cui questo difetti ab origine di autonoma
organizzazione economica e, di conseguenza,
non possa mantenere la sua identità a seguito del
trasferimento. Uno degli indefettibili presupposti
per la cessione del ramo d’azienda consiste, quindi,
proprio nella preesistenza di un’autonoma capacità
produttiva.
N.40
M
C
105
CONSULENTE ASSICURATIVO
CONSULENTE LEGALE
Trasportare le merci
in sicurezza
La consulenza
aiuta a conciliare
a cura di Vittorio Massardi
N
Vittorio Massardi
Ha iniziato l’attività
assicurativa nel
1968 come agente
di città della Toro
Assicurazioni. Dal
1995 è partner ed
amministratore
delegato della GPG,
gruppo Puricelli &
Ghezzi.
ella maggior parte dei casi, le imprese
produttrici, quelle commerciali e i
clienti finali sono distanti tra loro
e diversi sono i sistemi di trasporto merci:
terrestre (stradale o ferroviario), aereo, via
acqua (marittimo, di cabotaggio, idroviario),
e i rischi a cui vengono esposte le merci
durante i tragitti sono molti, imprevedibili e
difficilmente calcolabili. Tra questi perdita e
danneggiamento dei beni trasportati e incidenti
dei mezzi di trasporto sono quelli più frequenti,
con evidenti ripercussioni finanziare; non va
dimenticato, inoltre, che il trasporto merci diviene
una variabile non trascurabile della dinamica
competitiva dell’impresa e l’incidenza del
prezzo del trasporto è un dato significativo per la
formazione del prezzo finale del prodotto.
Un’eventualità a cui è possibile fare fronte
assicurando l’intera fase del trasporto, da quello
verso l’azienda delle materie prime da lavorare,
fino al trasferimento del prodotto finito ai centri
di distribuzione. Da tenere conto, inoltre, che
le imprese di spedizione e quelle artigianali
manipolano le merci con mezzi propri, come gru
o carrelli elevatori, e gli eventuali danni possono
essere coperti appunto solo da un’assicurazione
trasporti e da nessun’altra tipologia di
assicurazione aziendale tenendo presente che
queste aziende di trasporto o spedizione non
rispondono in caso di danni, o hanno una
responsabilità molto limitata. Tale garanzia può
essere elaborata partendo da un’attenta analisi dei
rischi connessi alla spedizione delle merci e dei
mezzi utilizzati che viene effettuata ad hoc sul
singolo cliente.
In Italia esiste, ad esempio, la PIAMT (Polizza
Italiana Assicurazione Merci Trasportate, ed.
1983) che, prevedendo tutte le clausole inerenti la
delimitazione del rischio, consente di ottenere una
copertura su misura sulla base delle specifiche
necessità del contraente.
Due sono essenzialmente i tipi di copertura
previsti: la prima è quella con clausola a
pieno rischio, che assicura, contro particolari
avarie, eventi dipendenti dalla volontà umana
(ad esempio il furto, la manomissione, la
dispersione, il colaggio, il bagno con acqua
dolce, lo smarrimento e la mancata consegna
in conseguenza di avvenimenti a carico degli
assicuratori, la rottura) e avarie generali. La
seconda è chiamata clausola rischio base che
assicura da qualsiasi rischio, eccetto i danni
da innavigabilità e inidoneità della nave o di
qualsiasi mezzo di trasporto.
lli & Ghezzi
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Avv.Giorgio Galbiati
È iscritto all’Albo
degli Avvocati di
Monza dal 2001.
Avvocato civilista,
si occupa di diritto
commerciale,
societario e
fallimentare. Dal
2000 è socio dello
studio Galbiati
Pozzoli Radaelli.
na delle più interessanti novità apportate
negli ultimi anni al sistema processuale
italiano è senza dubbio costituita
dall’introduzione della consulenza tecnica preventiva
a fini conciliativi, di cui all’art.696 bis Cod. Proc.
Civ. (introdotta dall’art. 2 comma terzo lett. e-bis
n. 6 del D.L. 14 marzo 2005 n. 35, convertito con
modificazioni nella Legge 14 maggio 2005 n. 80), la
cui portata pratica ed utilità si sono rivelate addirittura
maggiori di quelle sottese al disegno del Legislatore.
Con essa è stata infatti introdotta una preziosa arma
contro il proliferare dei giudizi.
Questi i tratti più salienti della norma in questione:
- l’espletamento di una consulenza tecnica, in via
preventiva, può essere richiesto anche al di fuori
dei limiti di legge apposti all’accertamento tecnico
preventivo classico, nel cui ambito assume particolare
rilevanza il carattere di urgenza, cioè di sussistenza
di un grave pregiudizio in caso di rinvio di tale
accertamento, in assenza di cui detto procedimento
non può essere promosso;
- l’oggetto della consulenza è molto ampio in
virtù della genericità dell’indicazione fornita dal
Legislatore circa il suo campo applicativo (“ai fini
dell’accertamento e della relativa determinazione dei
crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione
di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito”);
- l’attività è svolta da un consulente appositamente
designato dal Giudice, scelto in appositi elenchi di
esperti della materia oggetto dell’accertamento;
- il consulente, prima di provvedere al deposito della
relazione, deve tentare la conciliazione delle parti,
una fase che avviene durante l’espletamento degli
accertamenti ed al loro termine e quindi quando il
consulente dispone già di un quadro ben preciso;
- il procedimento di norma si chiude nel giro di 4-5
mesi, essendo questo il tempo medio intercorrente
dal deposito del ricorso introduttivo, a quello della
relazione peritale conclusiva;
- di norma i costi, specie se rapportati agli scopi ed
ai benefici perseguiti, sono contenuti e nella maggior
parte dei casi si tratta semplicemente di anticipare
spese che dovrebbero comunque essere sostenute nel
a cura dell’avv. Giorgio Galbiati
caso di introduzione di un giudizio ordinario.
L’estrema utilità di tale strumento processuale è
data dal fatto che la consulenza preventiva può
trovare le più svariate applicazioni, costituendo
un valido strumento per evitare l’introduzione di
una causa civile di merito, ovvero per stimolare il
raggiungimento di un accordo bonario a ridosso del
suo avvio, evitando di esporsi alle lungaggini ed ai
costi di una causa ordinaria: può quindi ipotizzarsi di
accedere a tale procedimento per la quantificazione
dei danni patrimoniali o biologici derivanti da un
sinistro stradale, per l’esatta determinazione della
rata di un mutuo, per la verifica della sussistenza di
vizi occulti, con relativa determinazione dei costi di
ripristino nell’ambito di contratti di compravendita
e/o d’appalto.
A ciò si aggiunge che, essendo il procedimento retto
da un consulente tecnico (cioè, a seconda dei casi,
da un architetto, un ingegnere, un revisore contabile,
ecc.) oggetto di valutazione sarà l’ammontare
del credito (quantum debeatur), ma non anche
le questioni giuridiche vere e proprie correlate
all’esistenza del diritto di credito azionato (incidenti
sull’an debeatur); e, ove la risoluzione di tali
questioni dovesse essere necessaria, il consulente vi
procederà di norma facendo ricorso a regole di buon
senso e nell’ottica di indurre le parti ad una intesa
conciliativa.
Il limite dello strumento è tuttavia probabilmente
dovuto alla preparazione prettamente tecnica e non
giuridica del consulente, il quale, nell’intento di dare
una risposta al quesito affidatogli dal Tribunale e nella
volontà di stimolare le parti verso il raggiungimento
di un accordo bonario, potrebbe sorvolare totalmente
sulle questioni giuridiche, quali ad esempio quelle
collegate alla tempestività nella denunzia dei vizi
nell’ambito di un negozio di compravendita, piuttosto
che all’interpretazione di clausole contrattuali
inerenti le limitazioni di responsabilità di una delle
parti, ovvero dalle alle stesse risposte errate e/o
approssimative. In questi casi potrà risultare inutile
avere anticipato l’accertamento tecnico rispetto
all’esame del merito della lite.
N.40
M
C
107
CONSULENTE DEL LAVORO
TEMPO LIBERO
Erogazioni liberali e
regali natalizi ai dipendenti
BLOCK NOTES
C
Eugenio Leoni
Consulente del
lavoro, esperto in
materie sindacali
e rapporti con gli
enti pubblici, case
editrici, società
sportive e dello
spettacolo. È titolare
dello studio Leoni,
attività con 30
dipendenti e 10000
paghe mensili
elaborate.
superi, nel periodo di imposta, il predetto limite.
L’azienda che è dunque solita erogare in
occasione del Natale la “liberalità in denaro”
ai propri dipendenti, potrà continuare a seguire
tale prassi erogandola però come “liberalità in
natura” ovvero sotto forma di beni o servizi o
buoni rappresentativi degli stessi.
Per poter fruire dell’esenzione sulle liberalità in
questione, le stesse non dovranno però superare
il limite delle 258,23 euro, comprendendo in
tale importo anche tutti gli altri fringe benefit
percepiti dal lavoratore nel corso dell’anno
(autovettura ad uso promiscuo, polizze
assicurative, appartamento, prestiti, ecc.). Se
il valore è superiore a tale limite, lo stesso
concorre interamente a formare il reddito.
Nello specifico, il così detto “pacco natalizio”
potrà ancora essere esente da tassazione solo per
il dipendente che non avrà complessivamente
percepito nel corso dell’anno fiscale
compensi in natura superiori a 258,23 euro.
In caso contrario verrà scontata, in sede di
conguaglio di fine anno o di fine rapporto,
l’imposizione previdenziale e fiscale.
Precisiamo infine che ai fini dell’esenzione non
è più necessario che la liberalità venga concessa
alla generalità o categorie di lavoratori.
Heavy Rotation
Anastacia
Mercury
€ 20,90
Dopo quindici milioni di album venduti,
il ciclone Anastacia torna a fare gioire i suoi
Anni Ruggenti che il cinema e la letteratura
brani che non smentiscono la passionalità e
numerosissimi fan e ci propone una raccolta di
dell’alta società newyorkese, il simbolo di quegli
la sensualità di questa straordinaria e ancora
hanno saputo magistralmente interpretare. Con
bellissima cantante.
“Alabama Song” Gilles Leroy, al suo dodicesimo
Anastacia, a quarant’anni suonati e dopo avere
romanzo e vincitrice del prestigioso premio
sconfitto un terribile tumore al seno,
Goncourt, ricostruisce la vita scandalosa e
splendida voce, da tutti definita la più “nera” fra le
ritratto affascinante di un’epoca assolutamente
voci della musica pop mondiale.
irripetibile. Finché un giorno…
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IL LIBRO
di Gilles Leroy
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a cura dello Studio Leoni
on l’avvicinarsi del periodo natalizio
lo Studio ritiene interessante tornare
sull’argomento delle erogazioni liberali
concesse in occasione di festività e ricorrenze,
questo anche a fronte delle precisazioni fornite
dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 59/E
del 22.10.2008.
L’art. 2 comma 5 del Decreto Legge 93/2008
ha soppresso la lettera b) dell’art. 51, comma
2, T.U.I.R, abrogando la norma che escludeva
dall’imponibile fiscale e previdenziale le
somme concesse dal datore di lavoro in
occasione di festività e ricorrenze, alla
generalità o a categorie di dipendenti, fino
all’importo di 258,23 euro per anno fiscale (c.d.
erogazioni liberali).
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare sopra
menzionata, precisa che le erogazioni liberali,
qualora concesse sotto forma di beni o servizi
o buoni rappresentativi degli stessi, possono,
in linea di principio, comunque rientrare nella
fattispecie dei “fringe benefit” e di conseguenza
beneficiare della franchigia prevista per le
erogazioni in natura, consistente nell’esenzione
fiscale e contributiva fino al valore di 258,23
euro per anno fiscale. La parziale esenzione non
si applica qualora il valore dei beni e dei servizi
a cura di Paola Vanni
Il 2-Emporio del
Gusto: Via del Gelsi
- 20046 Biassono - T.
039/2494791, [email protected]
In Casa Store: Via
Boito,126 –Monza – T.
039 2315960 - www.
incasastore.it
La Palestra: Via S.
Gottardo, 58 - Monza - T.
039/386504
lpmonza.com
www.promelit.it
L’Estragon: Via V. Emanuele, 1 – Monza, T. 039/366316
www.lestragon.com
Ristorante Rossana:
Via Delle Industrie, 4 –
20060 Basiano (MI) – T.
02.95761691
York Confezioni: Via Tiziano Vecellio, 43 - 20035
Lissone- T. 039/462846
www.york-nava.it
Marli infissi: Via A.
Visconti, 39 - Monza - T.
039/362009
Meg Boutique: Via
Pergolesi, 8 - Monza T.
039/387376
Maison – Althea: Via G.
Pergolesi, 8 – Monza – T.
039/382016
Pellicceria Pirotta: Via
Zucchi, 42 – Monza - T.
039/2311020
La Perla: Via Italia, 3 Monza – T. 039/384014
Profondo Rosso: Via
Matteo da Campione, 8
– Monza T. 039/3900363
www.ristoranteprofondorosso.it
Last Planet Monza: via
Sempione, 17b- Monza
- T. 039/2308316 www.
Promelit: Via Modigliani, 20 – 20092 Cinisello
Balsamo - T. 02/66087.1
Saint Georges Premier:
Via Vedano, 7 – Monza
–T. 039/320600 www.
saintgeorges.it
Royal Motors: Via C. Forlanini , 69 - 20033 DesioT. 0362/300154 - www.
royalmotors.it
Strippoli Gioielli: Via
Carlo Alberto, 4-Monza –
T.039/2328120
Studio legale Goltara:
Vicolo Duomo, 1 – Monza
- T. 039/3900081
Studio Leoni: Via Statuto, 4 – 20121 Milano
– T. 02/36573500 www.
studioleoni.it
Tanzi: Via Zucchi, 13 Monza – T. 039/323678
Venus: Viale Sicilia, 98
- 20052 Monza – T. 039
/28301 www.venus-spa.it
N.40
M
C
109
TEMPO LIBERO
TEMPO LIBERO
MOSTRE & EVENTI
a cura di Chiara Bramati
MONZA
20 dicembre
MONZA
Tragedia giapponese in tre atti con musica di Giacomo Puccini. Libretto di
SUPER FATHERS FOR CHRISTMAS
MADAMA BUTTERFLY
13 e 14 dicembre
Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma “Madame Butterfly” di David
Papà separati in piazza per raccogliere fondi negli abiti di Babbo Natale.
Perché: perché spesso i Tribunali lasciano i bambini lontani dai papà durante
Belasco.
Perché: per gustare, anche a Monza, il mondo dell’opera lirica.
le feste, ma anche perché il cuore di papà è uguale a quello di mamma!
Come: ore 21, spettacolo fuori abbonamento. Info T. 039/386500.
Come: dalle 10 alle 19 gazebo informativo con gadget per i piccoli.
Dove: Teatro Manzoni, Via Manzoni, 23.
Dove: piazza Carducci.
Web: www.teatromanzonimonza.it
LISSONE
Web: www.papaseparatilombardia.org
Fino al 23 dicembre
MONZA
SOLITUDE OF PAPER
SOLSTIZIO D’INVERNO 2008
RAQUEL MAULWURF/ANTONIO ELIGIO FERNANDEZ (TONEL) Doppia esposizione di artisti che usano la carta come supporto primario della loro
ricerca lanciando interrogativi sulle future prospettive dei rapporti umani.
Perché: per osservare i risultati di due generazioni a confronto.
Come: ingresso gratuito; da martedì a sabato dalle 14.30-19.30, mattina su
appuntamento. Info T. 039/5960355.
Dove: Galleria Six, Via Giosuè Carducci, 10 - Lissone.
Fino al 14 dicembre
Seconda edizione per un contenitore di diversi momenti di divertimento che, oltre
ad avere la finalità aggregative, riescono a far emergere i giovani come risorsa e
valore aggiunto per l’intera cittadinanza.
Perché: per seguire da vicino il tema dell’anno: “Vivere la Città”.
Come: Informazioni su eventi e manifestazioni presso l’Ufficio Politiche
Giovanili T. 039/2372338.
Web: www.galleriasix.it
Web: [email protected]
SEVESO
21 e 23 dicembre/ 6 gennaio
CONCERTI DI NATALE- CONCERTO DI INIZIO ANNO
Rassegna di concerti dello storico Corpo musicale “Santa Cecilia” nato nel
MONZA
Perché: per onorare la patrona cittadina e per celebrare Natale e l’Epifania.
FESTIVITÀ 2008/2009
1902.
Speciale Natale
Come:ingresso gratuito. Info orari T. 333/3616265.
Iniziative rivolte alla cittadinanza in occasione delle Festività natalizie e di
Dove: nelle principali Chiese della citta di Seveso.
fine anno.
Web: www.banda.it
Programma: dal 6 dicembre al 11 gennaio 2009 – Piazza San Paolo: novità
2008, pista di pattinaggio sul ghiaccio; da 7 al 21 dicembre 2008 – Piazza
Duomo: animazione per bambini in apposita struttura allestita con decori e
addobbi natalizi, con giochi, laboratori e spettacoli a tema; 19 dicembre –
Palacandy: spettacolo di cabaret “Punto Zelig” alle ore 21.00 (sconti previsti
MONZA
per i residenti); 20 dicembre – Piazza Roma: “Natale on the road”, dalle ore
14.30 alle 19.30, parata di Harley-Davidson con motociclisti vestiti da Babbo
dal 17 dicembre
NOTE DI SOLIDARIETA’ 2008/2009
Natale; 24 dicembre - Piazza Duomo: “Vin brulè con gli Alpini”, tradizionale
manifestazione di festa ed incontro per lo scambio di auguri di Buon Natale
Rassegna musicale giunta alla 5° edizione che vede la presenza dell’intera
al termine della S. Messa di mezzanotte; 31 dicembre – Palacandy: Gran-
compagine sinfonica dell’Orchestra di Milano Giuseppe Verdi.
Perché: per il piacere di ascoltare musica ad alto livello.
de festa di Capodanno con l’intrattenimento musicale dell’Orchestra Beghini
Come: per il piacere di ascoltare musica ad alto livello e per contribuire a
sostenere i più deboli.
Dove: primo concerto al Duomo di Monza, successivi al Teatro Manzoni, Via
Manzoni, 23.
Web: www.fondazionemonzabrianza.org
110
M
C
N.40
Show di Radio Zeta e l’esibizione del grande artista Fausto Leali, dalle ore
ato
Assessor e Spettacolo
al Turismo
21.00 alle 2.00 ad ingresso gratuito.
Informazioni, orari e prezzi: Ufficio Turismo e Spettacolo del Comune di
Monza - Tel. 039/2372279/222/369.
Web: [email protected] - www.comune.monza.mi.it
N.40
M
C
111
TEMPO LIBERO
OROSCOPO
ARIETE - 21 Marzo - 20 Aprile
Siete un po’ focosi e irascibili, ma il vostro umore, invece
che danneggiarvi, creerà intorno a voi una specie di timore reverenziale che vi consentirà di giocare le vostre carte
mettendo a segno qualche punto importante. Gli amici finalmente capiranno che la ragione stava dalla vostra parte e che i torti subiti erano solo
frutto dell’invidia di qualcuno che non sopportava il vostro successo in
amore e negli affari. Dicembre scorrerà sereno e tranquillo: vi aspettano
giorni bellissimi, pieni di calore, circondati dall’affetto e dall’amore.
ARIETE
TORO - 21 Aprile - 20 Maggio
La Luna torna positiva nel vostro segno e Marte è intenzionato a proteggervi anche quando i vostri passi risulteranno
un po’ avventati. Infischiatevene delle critiche che vi pioveranno addosso quando comunicherete agli altri le vostre decisioni e pensate soltanto a voi stessi perché, da molto tempo, vi siete occupati molto
degli altri e poco di voi stessi. In amore è giunto il momento di affrontare la
realtà e iniziare una convivenza che se cambierà le vostre abitudini, vi darà
anche modo di apprezzare la vita di coppia.
TORO
GEMELLI - 21 Maggio - 21 Giugno
Incontri passionali ed erotici in primo piano renderanno i
prossimi giorni particolarmente elettrizzanti. Dicembre sarà
costellato di riunioni mondane, feste e ricevimenti nel segno dell’allegria e del buon umore. Venere vi sostiene e Giove vi ripara
dai rischi che si nascondono dietro l’angolo. Attenzione a non esagerare
perchè il troppo storpia e non sempre è facile riparare i danni provocati da
una vita senza regole. Comunque, dateci sotto e divertitevi: soprattutto da
Natale a Capodanno, il periodo migliore per festeggiare con gli amici.
GEMELLI
CANCRO - 22 Giugno - 22 Luglio
La Luna vi suggerisce di usare tutte le forme di comunicazione raffinate e legate alla vostra sensibilità creativa per
raggiungere gli obbiettivi del mese. Circondatevi di persone
armoniose, in linea con il vostro sentire e frequentate posti dove avrete la
possibilità di trovare queste qualità intorno a voi. Approfittate del tempo libero per riflettere sull’anno che sta finendo e su quello che sta per nascere.
È giunto il momento di prendere delle decisioni che riguardano la vostra
vita sentimentale. Confidatevi con chi da voi non aspetta altro…
CANCRO
LEONE - 23 Luglio - 23 Agosto
Cercate di non disperdere troppo le vostre energie perché
nella seconda quindicina del mese vi attendono un’infinità
di appuntamenti mondani ai quali non saprete e non vorrete
rinunciare. Venere rende il vostro fascino irresistibile, Marte
vi ricopre di forza e di mistero: tutto gioca a vostro favore per mettere a
segno importanti conquiste in amore e negli affari. Finalmente trascorrete
giorni sereni che vi ripagheranno dello stress e della solitudine degli ultimi
mesi. Per il veglione di fine anno, preparatevi ad un incontro inatteso...
LEONE
VERGINE - 24 Agosto - 22 Settembre
Luna, Sole e Marte uniti nel vostro segno sono pronti a regalarvi giorni indimenticabili. Sappiate approfittare del favore delle stelle per osare di più di quanto siete abituati a
fare. Lasciate da parte la timidezza e tirate fuori le vostre carte migliori: vi
aspetta un’importante partita al tavolo dell’amore dove la posta è molto
alta e dove voi potreste risultare i veri vincitori. Anche negli affari si risolverà
quella situazione un po’ antipatica che da qualche mese si trascinava e
non vi permetteva sonni tranquilli. Non abusate con cibo e alcolici.
VERGINE
112
M
C
N.40
di Antoninus
BILANCIA - 23 Settembre - 22 Ottobre
Abbiate ancora un po’ di pazienza: il vostro progetto di lavoro sta per andare in porto e, finalmente, tra poco potrete
raccogliere i frutti delle vostre fatiche. L’anno nuovo sarà
per voi importante e determinante per dare una svolta alla vostra vita e a
quella delle persone che vi stanno intorno. Con l’aiuto di Marte, anche le
difficoltà economiche si supereranno perché una somma di denaro non indifferente andrà a rimpinguare il vostro conto corrente… Natale in famiglia,
Capodanno a brindare allegramente con gli amici di sempre.
BILANCIA
SCORPIONE - 23 Ottobre - 22 Novembre
Non è stato un anno facile perché avete dovuto sopportare una serie di imprevisti che hanno messo a dura prova il
vostro coraggio e la vostra pazienza. Ora però molte cose
cambieranno e finalmente potrete vivere giorni migliori. Aumenterà il vostro
benessere personale, si risolveranno le questioni finanziarie, le persone
che vi circondano si renderanno conto della bellezza dei sentimenti che vi
animano. Protetti da Giove e da Saturno, ritornerete a sorridere. È il momento di programmare un bel viaggio nei mari del Sud.
SCORPIONE
SAGITTARIO - 23 Novembre - 21 Dicembre
Ottime giornate per riflettere sulla vostra vita trovando le intuizioni giuste per risolvere qualche problema che si sta trascinando a livello materiale, ma anche esistenziale. In questo periodo è meglio pensare più che agire, perché la forza e l’intuizione
personale ci sono, ma restano nascoste, mentre per superare gli ostacoli
occorre maggiore consapevolezza delle potenzialità che sono in voi. Non
rivolgete in continuazione lo sguardo al passato: meglio andare avanti e
programmare un futuro tenendo conto delle vostre passioni.
SAGITTARIO
CAPRICORNO - 22 Dicembre - 20 Gennaio
Un altro mese estremamente positivo che vi condurrà a dare
il meglio di voi nelle cose pratiche che svolgerete in modo
egregiamente creativo. Vi sentite bene e in forma splendida:
ciò vi consentirà di affrontare con allegria e buon umore le
prossime vacanze natalizie da trascorrere un po’ in famiglia, e un po’ con
gli amici di sempre. Nuove avventure in vista e, forse, anche nuovi amori
in arrivo che potrebbero dare una svolta decisiva alla vostra vita affettiva.
Attenti a non spendere più delle vostre possibilità.
CAPRICORNO
ACQUARIO - 21 Gennaio - 19 Febbraio
Aspettate il prossimo Gennaio per schiarirvi le idee e per
capire che cosa vi sta agitando dall’interno. Il periodo è
comunque favorevole per risolvere problematiche che vi stanno a cuore,
dovete solo scegliere il momento giusto per decidere dove è meglio intervenire. Godetevi questo momento di transizione e se avete qualche giorno di vacanza approfittate per organizzare un viaggio poco impegnativo e,
soprattutto, alla portata delle vostre tasche. Potreste avere bisogno di una
discreta somma per risolvere una situazione rimasta in sospeso.
ACQUARIO
PESCI - 20 Febbraio - 20 Marzo
Il lavoro creativo, la professione in movimento, la messa in
forma delle idee, tutto ciò che ha a che fare con l’energia
vitale è baciato dalla fortuna in questo periodo per voi. Tralasciate i problemi familiari e concentratevi su quello che vi riesce meglio. È
giunto il momento di decidere quale strada intraprendere per raggiungere
gli obiettivi che avete in mente e i progetti che avete in animo di realizzare.
Giove è con voi, Venere e Marte continuano a proteggervi: che cosa volete
di più per darvi una mossa?
PESCI
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