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Territorio
Pescantina e l’Adige
Cenni storici
Il Progetto
Bibliografia
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pag 5
pag 8
pag 21
pag 33
pag 51
The Territory
Pescantina and the Adige
Historical Facts
The Plan
Bibliography
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page 8
page 21
page 33
page 51
Con questo nuovo libro l’Amministrazione Comunale intende
proporre un utile strumento per far conoscere la storia, il
territorio e gli sviluppi socio culturali del nostro paese ai suoi
cittadini e a tutti coloro, compresi gli stranieri, che avranno
l’occasione o la necessità di rapportarsi con Pescantina.
In questi anni il nostro Comune ha avuto un’espansione di
una certa importanza. Con la valorizzazione del centro
storico e delle frazioni sono state rinnovate molte strutture e
sono stati predisposti nuovi servizi per la comunità, che ha
visto nel frattempo nascere e crescere molte associazioni di
volontariato, culturali e sportive.
Abbiamo cercato, come Amministrazione Comunale, di
guardare alla gente e al paese con l’obiettivo di migliorare
la qualità della vita e di integrare l’intervento pubblico e
l’iniziativa privata dando priorità all’apporto del volontariato
nello sviluppo delle politiche sociali.
Riteniamo che questa iniziativa possa contribuire a far
crescere il patrimonio di risorse presente nella nostra
comunità, ad avvicinare i cittadini di Pescantina vecchi e
nuovi alle nostre radici storiche, e infine a far apprezzare il
nostro paese e la nostra collettività ai non residenti e agli
stranieri.
Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla
realizzazione di questo libro ed in particolare il Vice Sindaco
Giorgio Girelli che ha coordinato l’iniziativa editoriale.
Il Sindaco
Francesco Cav. Testa
With this new book the Municipal Administration is proposing an effective way to make the history, territory and
social and cultural developments of our town known to its
citizens and to all those, including foreigners, who may
have the opportunity or need to get to know Pescantina.
Over the last few years our town has grown considerably.
The historical town centre and its outskirts have been developed, many buildings have been renovated and new facilities have been created for the community, in which numerous voluntary, cultural and sports associations have
been founded and expanded.
The Town Council has tried to consider the inhabitants and
their town with a view to improving the quality of life and
to integrating public and private investments, giving priority to voluntary contributions in the development of social
projects.
We believe that this initiative can help to increase the patrimony of resources our community contains, to bring the
old and young citizens of Pescantina closer to our historical roots, by spreading the knowledge of our historical and
environmental riches, and finally to allow both strangers
and foreigners to appreciate our town and all it possesses.
I would like to thank all those who have contributed to the
production of this book and especially the Vice-Mayor Giorgio Girelli who coordinated the editorial aspect.
The Lord Mayor
Francesco Cav. Testa
Pescantina, veduta panoramica - Pescantina, landscape
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l Comune di Pescantina è situato all’interno della provincia di Verona, in direzione ovest-nordovest rispetto alla città, sulla sinistra del fiume Adige. Occupa un tratto di pianura ai piedi delle colline pedemontane della Valpolicella, che
fanno da sfondo ai campi coltivati e alle ville con i loro parchi affacciati sul fiume. La pianura, formata dalle alluvioni
dell’Adige e resa fertile da una efficace opera di irrigazione,
è ora riccamente coltivata a vigneti e pescheti, che si alternano lungo il fiume, fin dai tempi più antichi, a piccoli centri
abitativi ricchi di storia e di arte.
Il territorio comunale di Pescantina si estende da Nassar a
Santa Lucia per 9 Km di lunghezza e da Ospedaletto all’Adige, un po’ ad ovest di Arcè, per un larghezza di 3 Km. Confina ad est con Parona, frazione del Comune di Verona; a nord
con i Comuni di S. Pietro Incariano e di Sant’Ambrogio di
Valpolicella; ad ovest con Ponton e Domegliara, frazioni del
Comune di Sant’Ambrogio e con il fiume Adige che lo separa dal Comune di Pastrengo; a sud ancora con il fiume Adige, sulla riva destra del quale si trova il Comune di Bussolengo. L’altitudine sul livello del mare va dai 120 mt. di Ospedaletto ai 78 mt. davanti alla chiesa parrocchiale di Pescantina. Sono sei gli abitati compresi nel comune: Pescantina, il
capoluogo, e le frazioni di Arcè, Balconi, Ospedaletto, Santa
Lucia e Settimo. Arcè, sicuramente di origine antica, visto il
ritrovamento di materiale lapideo romano, è un piccolo borgo agricolo, che nasconde fra le viuzze e le antiche case piccoli tesori d’arte, immagini sacre e stemmi nobiliari, ora resi
velati dal tempo. In passato una piccola chiatta di legno permetteva il passaggio sull’Adige verso Bussolengo. Settimo, il
suo nome deriva dalla settima pietra miliare posta lungo la
via romana Claudia Augusta che passava da qui, si trova a
breve distanza dall’Adige. Nei secoli scorsi era porto attivo e
il piccolo traghetto che funzionava come collegamento fra le
Pescantina, il nuovo ponte sull’Adige - Pescantina, the new bridge over the Adige
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he town of Pescantina is situated within the province of Verona,
to the west-north-west of the city, on the left bank of the river Adige. It occupies an area of flat land at the feet of the Pedemonte hills
in the Valpolicella, which offer a backdrop to the cultivated fields and
the villas with their gardens running down to the river. The plain,
formed by the floods of the Adige and made fertile by an efficient irrigation system, is now richly cultivated with vineyards and peach orchards which, since time immemorial, alternate along the banks of
the river with small groups of dwellings steeped in history and art.
The town boundary of Pescantina reaches from Nassar to S.Lucia for
a total of 9 km and from Ospedaletto to the Adige, a little west of Arcé, for a distance of 3 km. Its eastern boundary is Parona, on the outskirts of Verona; to the north are the towns of S.Pietro Incariano
and Sant’Ambrogio di Valpolicella; to the west are Ponton and
Domegliara (in the district of Sant’Ambrogio) and the river Adige
which separates it from the town of Pastrengo; to the south again is
the river Adige, on the right bank of which is the town of Bussolengo. Pescantina is 120 m. above sea level (at the boundary with Ospedaletto) and 78 m. above sea level (in front of Pescantina’s Parish
Church). There are six districts within the town boundary: Pescantina,
the main town, and the hamlets of Arcé, Balconi, Ospedaletto, Santa
Lucia and Settimo. Arcè definitely has ancient origins as evidence of
Roman tombstones have been found. It is a small agricultural borough which conceals among the narrow streets and ancient
dwellings small works of art, sacred images and noble crests, now
Pescantina, veduta aerea - Pescantina, aerial view
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La piccola chiesa di Santa Lucia si trova all’interno
della frazione omonima. Dedicata alla Vergine di Siracusa, è orientata da est ad ovest, ad una sola navata, con facciata a capanna. I muri, costruiti con
grossi ciottoli, sono per la maggior parte intonacati e
sul lato est rimangono i segni di una meridiana. All’interno vi è un unico altare in marmo, probabilmente del 1600, sopra al quale si trova la statuetta in legno di Santa Lucia. Recentemente portati alla luce, alle pareti vi sono degli affreschi tardo medievali: otto santi (fra cui forse anche Santa Lucia), due immagini della Madonna con il Bambino,
una Crocefissione e un San Cristoforo, raffigurato con un bimbo sulla
spalla. Ora la chiesa non è più utilizzata per le funzioni religiose, data
l’esistenza di una chiesa nuova all’interno dell’abitato. È ora in via di
attuazione un progetto di restauro che restituirebbe al semplice edificio il suo antico aspetto. La Chiesa viene ricordata già nel 1184 quando, come tutto il territorio di Santa Lucia, si trovava sotto la giurisdizione del Vescovo di Verona. Diviene centro regolare di culto nella seconda metà del 1500 e fino al 1867 rimane sotto l’autorità vescovile.
Ai primi del ‘900, mancando un edificio più opportuno, viene anche
usata come scuola. Nella parete posteriore della Chiesa si erge il piccolo campanile a vela, che possedeva una sola campana e sul quale
funzionava un orologio. La tradizione racconta che Napoleone, dai colli di Piovezzano, durante la battaglia di Rivoli vi leggesse le ore con il
binocolo. Fino al 1880 veniva usato il cimitero a fianco della Chiesetta.
The little Santa Lucia church is situated in the hamlet
of the same name. Dedicated to the Virgin of Siracusa,
it faces east-west, with a single nave and a simple
façade. The walls, built with large pebbles, are mostly
plastered and on the east facing wall there are the remaining signs of a meridiana. Inside there is an altar
in marble, probably dating from 1600, above which is
a wooden statue of Santa Lucia. Recently uncovered,
on the walls there are frescoes of the late medieval
period: eight saints (among which maybe also Santa Lucia), two images of the Madonna with her Child, a crucifixion and a Saint Christopher, depicted with a child on his shoulder. The church is no longer
used for religious celebrations, as there is a new church in the hamlet.
A restoration project is about to begin, which will give back to the
simple building its original, ancient appearance. The church is already
remembered in 1184 when, like all the territory of Santa Lucia, it was
under the jurisdiction of the Bishop of Verona. It became a regular religious place in the second half of the 1500s and until 1867 it stayed
under the Bishop’s authority. At the beginning of the twentieth century, as there was no other suitable building, it was also used as a
school. On the back wall of the church is the small ribbed bell tower,
which had only one bell and a wall clock. Tradition has it that
Napoleon, from the hills of Piovezzano, during the battle of Rivoli, told
the time from the clock face using his binoculars. Until 1880, the
cemetery beside the church was used.
due rive dell’Adige venne sostituito nel 1950 dal ponte, che
è utilizzato ancora oggi. Tra il XVI e il XVIII secolo l’abitato
venne scelto come luogo di villeggiatura da alcune famiglie
nobili veronesi che vi costruirono le loro dimore signorili circondate da estesi giardini. Anche Santa Lucia ha origini antiche, visto che viene ricordata come “vicus” già nel IX secolo. Nell’Ottocento vi funzionavano due mulini per la molitura dei cereali, uno a fianco dell’abitato e l’altro più a valle. La campagna circostante è intensamente coltivata a pescheti e vi sono stabilimenti per la lavorazione del marmo.
Ospedaletto e Balconi si sono sviluppati solo recentemente,
favoriti dalla vicinanza con la statale del Brennero e la ferrovia. Ospedaletto sorge attorno al complesso di Villa Quaranta, mentre Balconi si è sviluppato sull’importante incrocio
mostly obscured by time. In the past a small wooden barge took people across the Adige towards Bussolengo. Settimo, whose name derives from the seventh milestone placed along the Roman road Claudia Augusta which passed this way, is a short distance from the
banks of the Adige. In centuries gone by it was an active port and the
little ferry that ran between the two banks of the Adige was substituted in 1950 by the bridge still used today. Between the sixteenth
and eighteenth centuries this district was chosen as a holiday resort
by a few noble Veronese families who built their elegant mansions
here and surrounded them with extensive gardens. Also Santa Lucia
has ancient origins; it is referred to as “vicus” in the ninth century. In
the nineteenth century there were two working mills for the grinding
of cereals, one next to the hamlet and the other further down the valley. The surrounding countryside is intensively cultivated with peach
orchards and there are numerous marble companies. Ospedaletto
and Balconi have grown up only recently, favoured by their nearness
to the Brennero State road and to the railway. Ospedaletto is
grouped around the Villa Quaranta, while Balconi envelops the important crossroads of the Brennero State road with the provincial
road to Valpolicella. The hamlet takes its name from a residence
called “with many balconies” because of the wide gallery that distinguished it (now transformed). In its longest stretch, the territory of
Pescantina is crossed by the busy road Abetone-Brennero, built on
the ancient Roman road Claudia Augusta Padana. Built by Druso in
the twelfth century B.C. it linked Ostiglia on the Po with Verona, passing through Settimo, Balconi and Ospedaletto and entering the Val
d’Adige via the lock of Ceraino, joining the Veronese territory to the
Brennero and as far as the Danube. Another important means of
communication is the railway, which runs partly through the town
boundary and partly along the north limit of the territory, going to
Trento and on to the Brennero. It was built during the Hasburg rule
and played a vital role in the transportation of goods and people
throughout the nineteenth century.
Settimo, la zona del porto - Settimo, the area of the port
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Attuale sede di un rinomato hotel e di un ristorante, Villa Quaranta fu costruita nel Seicento, restaurata nel Settecento e nel primo
Novecento. Il corpo principale della villa si affaccia su un ampio
giardino all’italiana, mentre gli edifici rustici e i porticati retrostanti -un tempo abitazione per i lavoranti- circondano un cortile
quadrato in cui si trova ancora un pozzo, in origine adibito a cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. La facciata principale
della villa è scandita da una loggia centrale a tre archi e da finestre con cornici modanate di primo stile barocco. Gli interni presentano pareti e soffitti riccamente decorati da affreschi, alcuni di
essi attribuiti a Paolo Ligozzi. Fa parte della villa anche la chiesetta, probabilmente di origine romanica, dedicata alla Purificazione
di Maria, (già Santa Maria dell’Ospedale di Mezzacampagna), con
campanile quadrato e bifore, sul quale si trova ancora una delle
due meridiane presenti in origine. Sotto il dominio veneto, ogni
due febbraio, festa della Purificazione di Maria, il Vicario della Valpolicella si recava in questa chiesa per celebrarvi un rito solenne,
durante il quale i fedeli potevano pregare davanti a una reliquia
del velo della Beata Vergine. All’interno della chiesa si conservano
alcuni cicli di affreschi di un certo pregio, attribuiti a Paolo Ligozzi, raffiguranti l’Annunciazione di Maria e le scene della Passione
e della Crocifissione di Cristo. Di grande effetto la scena che raffigura il Tribunale di Ponzio Pilato, ricca di cartigli tanto da sembrare un enorme fumetto. La pala d’altare, che rappresenta la Presentazione di Gesù Bambino al tempio, è attribuita a Paolo Moro.
Present-day seat of a well-known hotel and restaurant, Villa Quaranta was built in the seventeenth century, restored in the eighteenth
century and again in the early twentieth century. The main body of
the villa faces onto a large Italian garden, while the farm buildings
and arcades at the back – once the dwellings of the workers – surround a square courtyard in which there is still a well, originally used
as a cistern to collect rain water. The main façade of the villa is distinguished by a central loggia with three arches and by windows
with moulded frames of early Baroque style. Inside the villa the
walls and ceilings are richly decorated with frescoes, some of which
are attributed to Paolo Ligozzi. The little church is also part of the villa; it is probably of Romanesque origin, dedicated to the Purification
of Maria (formerly Santa Maria dell’Ospedale di Mezzacampagna),
with a square, mullioned bell tower, on which can still be seen one
of the two original meridianas. Under Veneto dominion, every 2 February, festival of the purification of Maria, the Vicar of Valpolicella
went to this church to celebrate a solemn rite, during which the worshippers could pray before a relic of the veil of the Blessed Virgin. Inside the church are
preserved a few valuable collections of
frescoes, attributed to
Paolo Ligozzi, depicting the Annunciation
of Maria and the
scenes of the Passion
and the Crucifixion of
Christ. The fresco depicting the Court of
Pontius Pilate is particularly effective, rich in
writings, so much so
that it seems like a
large cartoon. The altar-piece, which represents the Presentation
of Baby Jesus in the
Temple, is attributed
to Paolo Moro.
fra la statale del Brennero e la provinciale per la Valpolicella. La località prende il nome da un caseggiato detto “dei
tanti Balconi” per l’ampio loggiato che lo contraddistingueva (ora trasformato).
Nella sua massima lunghezza il territorio comunale è percorso dalla trafficata arteria stradale dell’Abetone-Brennero,
edificata sull’antica strada romana Claudia Augusta Padana.
Costruita da Druso nel 12 a.C., congiungeva Ostiglia sul Po
con Verona, passava per Settimo, per Balconi ed Ospedaletto, ed entrava attraverso la Chiusa di Ceraino in Val d’Adige,
unendo il territorio veronese con il Brennero e fino al Danubio. Altra importante via di comunicazione è la ferrovia che,
correndo in parte all’interno del territorio comunale, in parte affiancando il suo confine settentrionale, arriva a Trento
proseguendo il suo tragitto fino al Brennero. Venne costruita durante la dominazione asburgica, assumendo un ruolo
fondamentale nel trasporto delle merci e delle persone durante tutto il XIX secolo.
Pescantina, centro storico dall’Adige - Pescantina, historical centre from the Adige
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a storia di Pescantina e del suo sviluppo è legata intimamente al fiume Adige. Fin dall’inizio della sua storia, il paese scoprì nel fiume una fonte di lavoro e di ricchezza, sviluppando ed incrementando molteplici attività legate all’acqua e
al suo utilizzo: dalle attività domestiche più semplici alla pesca, primaria fonte alimentare per la popolazione; dalle attività agricole, con l’uso dell’acqua nell’irrigazione degli orti e
dei campi a quelle artigianali e commerciali, con l’utilizzo dell’intensità della corrente per i mulini e per la navigazione.
he history of Pescantina and its development is closely
linked to the river Adige. Right from the start, the town
found in the river a source of work and wealth, developing
and increasing numerous activities linked with the water
and its uses: from the simplest domestic activities to fishing,
the main source of food for the population; from agriculture,
using the water to irrigate their vegetable gardens and
fields, to craft and commerce, using the power of the current
to work the mills and for navigation.
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Nel piazzale della Chiesa di San Rocco, di fronte alla Chiesa stessa,
si trova la Ca’ del Comun che fino al 1880 circa, fu la sede del Municipio di Pescantina: Ca’ del Comun starebbe infatti per “casa del
comune”. L’edificio è molto probabilmente di origini tardomedievali, con rimaneggiamenti successivi, anche recenti. Nel 1874,
quando l’edificio era ancora sede del Comune, un incendio ne danneggiò la struttura, distruggendo quasi completamente l’archivio
municipale. Sul fianco rivolto a nord, sono segnati, incisi nella pietra, i livelli raggiunti dall’Adige durante le piene più rilevanti: la più
antica ed anche la più elevata rispetto al manto stradale è datata
1567. Sulla facciata fu posto, dopo la I guerra mondiale, il Monumento ai Caduti, opera dello scultore locale Giovanni Giacopini.
In the square, opposite San Rocco church, is the “Ca’ del Comun”
which until about 1880, was the seat of the Municipal Authority of
Pescantina: in fact “Ca’ del Comun” stands for “casa del comune”
(Town Hall). The building most probably dates from the late medieval time, with subsequent and even recent alterations. In 1874,
when the building was still the Town Hall, it was damaged by a fire
and almost all the town archives were destroyed. On the north-facing wall, carved in the stone there are the levels to which the Adige rose during the most important floods: the oldest and highest
compared to the level of the road is dated 1567. On the façade, after the First World War, the Monument to the Dead was erected, the
work of the local sculptor Giovanni Giacopini.
Pescantina, vista del centro storico - Pescantina, view of historical centre
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L’Adige permetteva e facilitava gli scambi commerciali anche
fra luoghi molto lontani, dal centro Europa all’Adriatico, e
Pescantina seppe sfruttare la sua posizione, favorendo lo sviluppo dell’attività di navigazione. Le rive vennero sistemate,
vennero costruiti i porti per facilitare l’attracco delle barche
e le operazioni di carico e scarico, ed inoltre venne assestato il greto del fiume per regolare il flusso dell’acqua. Si svilupparono i cantieri per la costruzione di barche adatte alla
navigazione sul fiume: imbarcazioni particolari, di piccole dimensioni, con la chiglia quasi piatta, conosciute in tutto il
bacino dell’Adige e dell’alto Adriatico. La loro tipica struttura, a basso pescaggio, le rendeva ricercate per la navigazione in acque poco profonde: nei fiumi, nei delta e nella laguna. La più in uso era il “burchio”, costruita in legno di larice,
rovere ed abete, misurava fino a 30-35 metri ed aveva una
capacità di carico tra i 180 e i 2000 quintali. Un altro tipo di
imbarcazione utilizzata era la cosiddetta “barca di Pescantina”, chiamata anche “panciana” per la sua forma allargata.
Questo tipo di battello era utilizzato soprattutto per il trasporto delle pietre da calce dalla cava di Ceraino fino alla
fornace di Pescantina e più spesso a quella di La Sorte al
Chievo. La fornace Righetti a Pescantina iniziò a funzionare
nel 1896 e andò a sostituire le numerose fornaci rudimentali, che fino ad allora avevano cotto mattoni e tegole per le
costruzioni edilizie dell’intera zona. Cessò di funzionare nel
Pescantina, Piazza San Rocco
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La chiesa di San Rocco, in piazza nel centro di Pescantina, risale
probabilmente al XIII-XIV secolo. Fu sede della “Confraternita dei
Neri” dal 1637, preceduta già dalla “Società Laica dei Disciplinati
di San Rocco” nel XV secolo.
Di proporzioni modeste, non possiede particolari elementi artistici
se non una porta quattrocentesca e i pulvini delle bifore del campanile, molto antichi. L’interno dell’edificio, in passato, fu spesso allagato dagli straripamenti dell’Adige. Sul portale di accesso si possono ancora notare alcuni solchi longitudinali per la posa di paratoie, come difesa dalle piene del fiume. Una recente ristrutturazione ha riportato alla luce, nell’abside, le fondamenta medievali di
una primitiva cappella ed ha eliminato le due colonne che sostenevano il locale per le riunioni. Vi è un unico altare in marmo, con nicchia per la statua in legno di San Rocco, separato dal resto della
Chiesetta da una piccola balaustra in marmo.
San Rocco church, in the main square of Pescantina, probably dates
back to the XIII-XIV century. It was the seat of the “Brotherhood of
the Blacks” from 1637, and previously of the “Lay Society of the Orderlies of San Rocco” in the XV century. Of moderate proportions, it
does not possess any particular artistic elements of value, apart from
a fifteenth century door and the
ancient pyramidal blocks of the
mullions of the bell tower. The inside of the building, in the past,
was often flooded when the Adige broke its banks. Around the
entrance door, you can still see
some horizontal crevices where
the sluice-gates were placed, as
a defence against flooding by
the river. Recent restoration
work brought to light, in the
apse, the medieval foundations
of a simple chapel and eliminated the two columns which supported the room for the meetings. There is one marble altar,
with a recess containing a wooden statue of San Rocco, separated from the rest of the church by
a low marble railing.
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Santa Lucia, resti di condotte del 1600 - Santa Lucia, remains of water mains of 1600
1934. I due cantieri di Pescantina, nelle vicinanze di Piazza
San Rocco, occupavano nell’insieme quasi una trentina di
operai fra legnaioli, carpentieri e calafati, i quali lavoravano
i tronchi provenienti dal Trentino per ottenere le tavole adatte alla costruzione delle imbarcazioni. Nel 1920, a causa dei
lavori di ampliamento della piazza, il cantiere della Ditta Cobelli si trasferì a monte del ponte, dove continuò la sua attività fino al 1949. Il cantiere Pontara proseguì invece la sua
attività fino al 1925.
Le barche percorrevano il tratto da Pescantina a Venezia in
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The Adige allowed for and favoured commercial exchanges also
between faraway places, from central Europe to the Adriatic, and
Pescantina knew how to take advantage of its position, favouring
the development of navigation.
The banks were built up, ports were built to allow easy mooring
for the boats and for loading and unloading cargo and further-
Arcé, resti di condotte del 1600 - Arcé, remains of water mains of 1600
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more the bed of the river was cleared in order to regulate the flow
of water. Boatyards were created to build boats suitable for navigation on the river: special boats, small, with almost flat keels, famous all along the Adige and high Adriatic basin. Their typical
structure, with a low draught, made them much saught after for
navigation in shallow waters: in rivers, in deltas and in the laguna. The most frequently-used was the “burchio”, built with larch
wood, oak and fir; it was 30-35 metres long and could carry loads
of between 180 and 2000 quintals. Another type of boat used was
the so-called “barca di Pescantina”, also called “panciana” because of its wide shape.
This type of boat was used especially for the transport of limestones from the Ceraino quarry to the oven in Pescantina and
more often to the La Sorte quarry in Chievo.
The Righetti oven in Pescantina started work in 1896 and substituted the numerous rudimentary ovens which until then had
baked the bricks and tiles for the buildings of the entire area. It
shut down in 1934.
Pescantina’s two shipyards, near Piazza San Rocco, employed altogether almost thirty workmen (woodcutters, carpenters and
caulkers), who worked on the tree trunks coming from Trentino to
make the planks suitable for the construction of the boats. In
1920, as a result of work carried out to enlarge the square, the
boatyard belonging to the Ditta Cobelli moved to beyond the
bridge, where it continued its activity until 1949. The Pontara
boatyard continued to work until 1925. The boats travelled the
stretch between Pescantina and Venice in about three days. On
the way back though, having to travel against the current, the
journey took between 8-15 days.
In this case the boats were pulled along by couples of horses or
oxen, which followed the river along the parallel pathways, called
“del tiraglio” and also “cavalara”. This road was on the left bank
of the river, it was about two metres wide and ran at the same
height as the high water mark. At approximately every fifteen kilometres there was a “restare” or resting station, where the boat
drivers could change the tired animals and find a place to stay.
Piazza San Rocco, alluvione del 1966 - Piazza San Rocco, floods in 1966
circa tre giorni. In senso inverso invece, dovendo risalire la
corrente, il tempo impiegato era di 8-15 giorni. Le imbarcazioni in questo caso venivano trainate da coppie di cavalli o
buoi, che risalivano il corso dell’Adige sulla strada Alzaia,
detta anche “del tiraglio” o ancora “cavalara”. Tale strada si
trovava sulla sinistra del fiume, era larga circa due metri ed
elevata fino all’altezza della linea di guardia. Ogni quindici
chilometri circa si trovavano le “restare” o stazioni, dove i
conducenti delle imbarcazioni potevano sostituire gli animali affaticati e trovare alloggio.
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La forza della corrente veniva sfruttata anche per far muovere le ruote che azionavano le macine dei mulini e che sollevavano l’acqua per la campagna. Nei pressi di Piazza San
Rocco vi erano quattro mulini: tre galleggianti e uno terragno. I mulini galleggianti, ormeggiati alla riva con corde e catene, potevano essere trasferiti nel punto in cui la corrente
aveva maggior intensità. Strette passerelle permettevano il
passaggio da terra dei mugnai e una struttura in legno proteggeva gli ingranaggi anch’essi in legno. I cereali macinati
erano frumento e in quantitativo minore granoturco. Il mulino della famiglia Ugolini, più vicino a piazza san Rocco, era
strutturato su due piani e macinava un grosso quantitativo di
farina giornaliero (durante la I guerra mondiale anche 80
quintali). Esso venne smantellato nel 1929. L’altro mulino, più
a monte, della famiglia Simeoni e poi dei Bonsaver era strutturato su di un piano e terminò la sua attività cinque anni dopo. Nel territorio tra Pescantina e Settimo esistevano una
mezza dozzina di altri impianti per la molitura dei cereali.
Gli impianti di irrigazione invece si diffusero fin dal 1600 per
ovviare a lunghi periodi di siccità. Enormi ruote di legno solLoc. Roveiago, L’Adige - Loc. Roveiago, The Adige
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Composto di edificio padronale, rustici e cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova,
il complesso di Villa Bertoldi
fu costruito nel corso del XVII
secolo. La villa si distingue negli interni per alcuni particolari di pregio: quattro dipinti di
Andrea Porta a soggetto paesaggistico, uno scalone in tufo
e un camino con stipiti scolpiti a busto di fauno. Di notevole interesse, la biblioteca Bertoldi conserva volumi rari del
Seicento e del Settecento, tra
cui una preziosa Bibbia in 36
tomi del 1781.
Nel granaio si trova una singolare iscrizione autografa,
di autore sconosciuto, che
così recita: “1853 anno di miseria per la povera gente per
che la polenta vale lire Austriache 36 il Saco e il Vin alla Bote Napoleoni Doro N.40 quel Bon. Dunque come si può far a vivere ditemelo Voi”.
Composed of the owner’s residence, farm buildings and chapel dedicated to Sant’Antonio of Padova, Villa Bertoldi was built during the
XVII century. The villa is of particular interest inside due to a few
valuable details: four landscape paintings by Andrea Porta, a grand staircase in tufa and a fireplace with side
posts sculpted in the shape of fauns’
busts. Of considerable interest is the
Bertoldi library, which houses rare volumes of the seventeenth and eighteenth centuries, among which a precious Bible in 36 tomes dated 1781.
In the barn there is a peculiar handwritten inscription, of unknown
hand, which says: “1853 year of
poverty for the poor people because
polenta costs 36 Austrian lire a bag
and a barrel of wine Napoleoni Doro
N.40, the good one. So how can we
live, you tell me”.
The chapel floor was laid and the
whole building decorated in 1832, as
a memorial stone inside the church
states. Opposite, in a semi-circular
opening, there is a shrine with a statue of Our Lady of Sorrows. On the side
of the property that runs along the
main road of Settimo some remains of
Roman walls have been discovered.
There are also traces of the water
pump installation by which the vegetable garden was irrigated up to
about fifty years ago. Today Villa
Bertoldi is the seat of a cultural association and hosts concerts and other
artistic events.
La cappella fu pavimentata e decorata nel 1832,
come testimonia una lapide posta al suo interno. Di
fronte ad essa, su uno spiazzo semicircolare, si trova un’edicola con la statua dell’Addolorata.
Sul lato della proprietà che confina con la strada
principale di Settimo sono stati scoperti i resti di
murature di epoca romana. Rimangono inoltre alcune tracce dell’impianto idrovoro con cui era irrigato il brolo fino ad una cinquantina di anni fa.
Attualmente Villa Bertoldi è sede di un’associazione culturale ed ospita concerti ed eventi di interesse artistico.
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The power of the current was exploited also to move the wheels
which turned the millstones in the mills and which took the water to the fields.
Near Piazza San Rocco there were four mills: three on the water
and one on dry land. The floating mills, moored to the bank by
ropes and chains, could be moved to the place where the current
was strongest. Narrow gangways allowed the millers to reach
the mills and a wooden structure protected the cog-wheels, also
made of wood.
The cereals ground were wheat and in a lesser quantity maize.
The Ugolino family mill, the closest to Piazza San Rocco, was
built on two floors and ground an enormous quantity of flour
every day (during the First World War as much as 80 quintals a
day). It was dismantled in 1929. The other mill, further away, belonged first to the Simeoni family and later to the Bonsayer family, and was built on one floor and stopped working five years
later. In the territory between Pescantina and Settimo there were
another six installations for the grinding of cereals.
The irrigation installations, on the other hand, were widespread
from 1600 onwards to alleviate the long periods of drought.
Enormous wooden wheels lifted the water from the river which
then flowed to the cultivated fields and the orchards. The installations, at first rudimentary, slowly became more and more efficient, so much so that specialised carpenters were needed to
build and maintain them. At the beginning of the twentieth century there were 18 water-pumped wheels between S. Lucia and
Settimo, all of which disappeared around the 1950s. Today there
remain a few of the pillars, made of wood but more often of
stone, which supported the raised water channels.
Settimo, resti di canali per ruota idrovora - Settimo, remains of channels for water pump wheel
levavano l’acqua del fiume, che per scorrimento raggiungeva le campagne coltivate a prato e frutteto. Gli impianti, prima rudimentali, si fecero via via sempre più efficienti, tanto da
richiedere l’opera di falegnami specializzati per la costruzione
e la manutenzione. All’inizio del ’900 si contavano 18 ruote
idrovore tra Santa Lucia e Settimo, scomparse verso gli anni
‘50. Ora rimangono alcuni dei pilastri, fatti di legno ma più
spesso in muratura, che sostenevano i canali sopraelevati.
Adige - The Adige
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Nel ‘500 Pescantina era divenuta il maggior centro commerciale sull’Adige. Le imbarcazioni salivano verso il Trentino
con olio, limoni, cotone, prodotti coloniali ed altro; scendevano portando dal Tirolo e dalla Germania legname e tessuti. Parte del legname veniva scaricato a Pescantina per essere utilizzato nella costruzione dei burchi e delle altre barche
da fiume, il resto proseguiva il suo viaggio fino all’Adriatico.
Il traffico commerciale veniva regolato dalle corporazioni
naviganti, che disciplinavano gli orari di trasporto, le misure
dei carichi ed i compensi ai marinai. Nella seconda metà del
‘500 erano le corporazioni di Verona a monopolizzare i trasporti sull’Adige. In seguito, favorito dalle controversie sorte
fra le corporazioni cittadine, il commercio fluviale pescantinese ebbe un notevole sviluppo, tanto che nel 1621 anche a
Pescantina si costituì una corporazione locale di burchieri.
L’aumento dei traffici mercantili portò notevole ricchezza a
Pescantina che divenne il cardine del commercio tra il Tirolo
e Venezia. Fu verso la fine del ‘600 che, a causa dell’aumento dei dazi doganali del Trentino e l’inasprimento dei contrasti con le vicine corporazioni naviganti, il trasporto fluviale
divenne più difficile e costoso e l’economia pescantinese cominciò ad incrinarsi. Altri eventi causarono nei secoli successivi il declino del commercio atesino: le riforme dovute alla
Rivoluzione francese, alla fine del ‘700, che portarono allo
By the sixteenth century Pescantina had become the most important business centre on the Adige. The boats sailed north towards
Trentino with oil, lemons, cotton, colonial products and other
goods; they returned bringing from Tirol and from Germany wood
and materials. A part of the wood was unloaded in Pescantina to
be used in the construction of the “burchi” and other river boats,
the rest went on to the Adriatic. The business traffic was controlled by the shipping corporations which set the transport
timetables, the measurements of the loads and the sailors’ wages.
In the second half of the sixteenth century, the corporations in
Verona had the monopoly for transport on the Adige. Later, thanks
also to the controversies between the city-based corporations,
Pescantina’s river business developed considerably, so much so
that in 1621 a local corporation of “burchieri” boat-owners was
set up in Pescantina.
The increase in mercantile traffic brought considerable wealth to
Pescantina which became the mainstay of business between Tirol
and Venice. Towards the end of the seventeenth century, due to the
increase in the customs taxes in Trentino and the further deterioration of relations with the nearby shipping corporations, river
transportation became more difficult and more expensive and the
Pescantina economy took a turn for the worse. Other events in the
following centuries caused the decline of the Atesina business: the
reforms following the French Revolution, at the end of the eigh-
Piazza San Rocco, lavorazione dei Burchi primi 900 - Piazza San Rocco, work on the Burchi, early 19th century
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L’edificio, che si trova nel centro di Pescantina, ha dimensioni notevoli (25 x 14 metri), è alto 12 metri ed ha una struttura massiccia con muri molto spessi. Risale probabilmente alla prima metà
del XVIII secolo, ma non si conosce precisamente la sua destinazione originaria d’uso. È circondato da altri edifici che lo racchiudono “a corte” e, insieme
agli appezzamenti di terra
contigui, appartenne quasi
certamente fino alla fine del
Settecento alla famiglia Butturini di Pescantina, proprietari di burchi e commercianti.
L’edificio di nobile fattura, è
stato recentemente ristrutturato, ha un’elegante facciata
che sporge leggermente dal
corpo di fabbrica, divisa in tre
sezioni. Al pian terreno vi è
un porticato ad archi a tutto
sesto, pavimentato a ciottoli
di fiume, sormontato da tre
finestre ad arco con balaustra in pietra e al secondo
piano finestre riquadrate da
cornici rettilinee. Sul fianco
ad est vi è una bifora in tufo.
Palazzon subisce già nell’Ottocento una rapida decadenza, quando viene diviso e dato in affitto sia al pianterreno
che ai piani superiori. All’interno, in alcune sale e sullo
scalone in tufo, vi sono ancora resti di decorazioni a stucco di origine settecentesca,
alcuni camini, porte a volto e
un terrazzo interno, composto da un’unica lastra di pietra. Sulla facciata rimangono
i segni di una Pietà, di delicata fattura, dipinta a metà del
Novecento da Natalino Corda, allora fanciullo. L’affresco
sarà a breve restaurato.
This building, situated in the centre of Pescantina, is considerably
large (25 x 14 metres), 12 metres high and has very thick, strong
walls. It probably dates back to the first half of the XVIII century, but
we do not know what it was originally used for. It is surrounded by
other buildings that altogether make a courtyard and, together with
the adjacent pieces of land, almost certainly belonged to the
Butturini family of Pescantina,
until the end of the eighteenth
century, “burchi” boat-owners
and traders. Of noble workmanship, the building has recently been renovated; it has
an elegant façade that protrudes slightly from the body
of the building, divided into
three sections. On the ground
floor, there is an arcade of
curved arches, with river pebble flooring; above there are
three arched windows with
stone railings and on the second floor windows divided into squares by rectilinear
frames. On the east-facing
wall there is a tufa mullion. In
the nineteenth century Palazzon was already rapidly decaying, when it was divided
and all three floors were rented out. Inside, in a few rooms
and on the grand staircase in
tufa, there are still remains of
stucco decorations of eighteenth century origin, a few
fireplaces, vaulted doors and
an internal terrace, made of
one great slab of stone. On
the façade there are still the
signs of a Devotion, of delicate workmanship, painted
halfway through the twentieth century by Natalino Corda, then only a boy. This fresco
is soon to be restored.
scioglimento delle corporazioni, e successivamente, durante
la dominazione asburgica, la costruzione della ferrovia nel
tratto Verona-Trento, che ridusse ulteriormente i traffici mercantili via acqua. Pescantina patì allora un periodo di miseria, in cui le attività sul fiume si ridussero al trasporto di legna da ardere e materiale per le fornaci. Anche le residue e
proficue occupazioni legate al fiume andarono lentamente
cessando, con la costruzione del Canale d’Irrigazione di Sinistra d’Adige e con le derivazioni attuate dalla società idroelettrica S.I.M.A.
teenth century, led to the breaking-up of the corporations, and later, during the Hasburg rule, the railway from Verona to Trento was
built and this further reduced the mercantile river transportation.
Pescantina suffered a period of poverty, in which the activity on
the river was reduced to the transportation of wood for burning
and materials for the ovens. Also the remaining, profitable activities associated with the river slowing ceased to exist when the Irrigation Channel on the Left Bank of the Adige was built and the
hydroelectric power company S.I.M.A. began drawing off water for
its activity.
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Fu nella prima metà del Settecento, in concomitanza con il
fiorire dei traffici commerciali
lungo il fiume Adige, che la
Vecchia Pieve di Pescantina
cominciò a dimostrarsi troppo
piccola per accogliere tutti i fedeli durante le funzioni religiose. In principio si propose di
ampliare la Chiesa Vecchia ma
in seguito si optò per la costruzione di un nuovo edificio,
a metà strada fra Arcè e Pescantina, affiancandolo alla
Chiesa già esistente, che venne così mutilata nella struttura. Ancora non è possibile far
luce con chiarezza sull’autore
di questo imponente progetto;
diversi autori (Sormani-Moretti, 1904 e L. Simeoni, 1909) lo
attribuiscono a Luigi Trezza,
non considerando che la costruzione dell’edificio, come
attesta una lapide al suo interno, prese il via a partire dal
1753, anno di nascita del Trezza stesso. Si sa poi che un disegno di tempio a pianta circolare, proposto da Adriano Cristofoli, venne bocciato. Gli archivi parrocchiali ci parlano infine di un disegno dell’architetto Alessandro Pompei, che
venne scelto ed approvato dal
Comitato preposto. Probabilmente il progetto venne poi
portato a termine da Daniele
Peracca, architetto e scultore
attivo a Verona in quegli anni.
Indubbiamente sue sono le
cinque statue dei santi, i due
angeli e i due vasi che vennero
posti ad adornare la facciata
del maestoso tempio e se consideriamo che molti concordano nel ritenere la chiesa lontana dai canoni rigorosi dell’architettura pompeiana, si può
affermare che probabilmente il
Peracca abbia apportato il suo
intervento non solo alla facciata ma anche a tutta la struttura architettonica. A sostegno
di ciò vi sarebbe un documento notarile del 1755 che citerebbe il Peracca come progettista della Nuova Chiesa di Pescantina.
It was in the first half of the
eighteenth century, at the
time when the trading traffic
along the Adige was expanding, that the old Parish Church
of Pescantina proved to be
too small to accommodate all
the parishioners during the
religious services. At first the
proposal was to enlarge the
old church, but later they opted for the constructioin of a
new building, halfway between Arcè and Pescantina,
beside the existing church,
whose appearance was thus
mutilated. Even today we do
not know the author of this
imposing project; various authors (Sormani-Moretti, 1904
and L. Simeoni, 1909) attribute it to Luigi Trezza, not considering that the building of
the church, as a tombstone
within testifies, started in
1753, the year Trezza was
born. It is known that a design
of a circular temple, proposed
by Adriano Cristofoli, was rejected. The Parish archives tell
finally of a design by the architect Alessandro Pompei,
which was chosen and approved by the appointed Committee. Probably the project
was finished off by Daniele
Peracca, architect and sculptor
working in Verona at that
time. Certainly his are the five
statues of the saints, two angels and two vases that were
made to adorn the façade of
the majestic church and if we
consider that many agree that
the church does not comply
with the rigorous canons of
Pompeian architecture, we
can conclude that probably
Peracca intervened not only in
the work on the façade but on
the whole building. In support
of this there is a notary document from 1755 which cites
Peracca as designer of the
New Church in Pescantina.
The new church stands majestically next to the Adige, with
the façade facing the river and
therefore north-south orient-
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ed. Imposing in its dimensions, (it is 68 metres long, 20 metres wide
and 35 metres tall), it has neoclassic forms, with baroque elements,
very thick walls, the arch of the vault extended to an elegant dome.
The façade rises above a paved square and has two floors: the lower floor has pilasters with Ionic capitals, and the higher level has pilasters with Corinthian capitals. In the centre of this part of the
façade, inside an arch, is a big window crowned by a red rose-window. On the pinnacle of the pediment stands a large iron cross, while
at its sides are two ornamental vases and two statues of saints
(Saint Peter and Saint Paul). Lower down are another two statues of
saints: Saint John the Baptist and Saint Sebastian. The portal is compound and contains in the cut lintel the statue of Saint Laurence the
Martyr, patron of the Church, with two angels.
The inside has one nave with six side chapels; up the walls rise
columns with compound capitals above which protrudes a cornice
with dentil decorations. The presbytery is raised by four steps and
is separated from the rest of the nave by marble railings. The main
altar is covered in polychrome marble, brought from Venice along
the Adige.
At the end of the apse stands, between marble columns, the big altar-piece (6.11 m. x 3.08 m.), with the martyrdom of Saint Laurence,
work of Francesco Lorenzi of Mazzurega (1723-1787). Above the altar-piece rises a large semi-circular fresco representing the Glorification of Saint Laurence by Gianbattista Cossali. The dome is decorated by another fresco representing the Holy Spirit in the form of a
dove, surrounded by angels.
Inside the side chapels there are another six marble altars of different eras. One of these holds the wooden statue of San Nicolò
San Lorenzo venne finalmente aperta al culto nel 1767 quando ancora non era stata terminata, e consacrata nel 1774. La nuova Chiesa sorse maestosa a fianco dell’Adige, con la facciata ad esso rivolta e quindi con orientamento da nord a sud. Imponente nelle dimensioni, (è lunga 68 metri, larga 20 ed alta 35), ha forme neoclassiche, con elementi barocchi, i muri spessissimi, l’arco della volta
esteso e cupola elegante. La facciata si eleva sopra uno spiazzo lastricato ed è a due piani: quello inferiore con lesene a capitelli ionici, e il superiore con lesene a capitelli corinzi. Al centro di questa parte della facciata, all’interno di un arco, spicca un ampio finestrone
sormontato da un rosone rosso. Sulla cuspide del timpano sta una
grande croce di ferro mentre ai suoi lati stanno due vasi ornamentali e due statue di santi (San Pietro e San Paolo). Più in basso vi sono
altre due statue di santi: San Giovanni Battista e San Sebastiano. Il
portale è di ordine composito e reca nell’architrave spezzato la statua di San Lorenzo Martire, patrono della Chiesa, con due angeli.
L’interno è ad una sola navata con sei cappelle laterali; alle pareti
si innalzano colonne con capitelli compositi sopra alle quali sporge un cornicione con decorazione a dentelli. Il presbiterio si eleva
su quattro gradini ed è separato dal resto della navata da una balaustra in marmo. L’altare maggiore è rivestito di marmi policromi,
fatti arrivare da Venezia lungo l’Adige. Sul fondo dell’abside troneggia, fiancheggiata da colonne di marmo, la grande pala (metri
6,11x3,08), con il martirio di San Lorenzo opera di Francesco Lorenzi di Mazzurega (1723-1787). Sopra alla pala spicca un grande
affresco semicircolare, rappresentante la glorificazione di San Lorenzo di Gianbattista Cossali. La cupola è decorata da un altro affresco rappresentante lo Spirito Santo in forma di colomba, circondata da angeli.
All’interno delle cappelle laterali vi sono altri sei altari marmorei di
epoche diverse. Uno degli altari reca la statua in legno di San Nico-
17
lò da Bari, proveniente dall’antica Pieve, compatrono e protettore un
tempo della corporazione dei burchieri. Adornano le pareti della
Chiesa, ridipinte in tinte bianco e avorio nel 1943, ventitrè quadri
ad olio, del ‘700 attribuibili ai seguenti autori: P. Rotari, F. Polassi,
G.B. Pittoni, P. Piatti ed autori della scuola del Cignaroli. Il campanile, alto 73 metri, si innalza sulla sinistra della chiesa all’altezza
dell’abside. Fu costruito fra il 1820 e il 1840 su disegno dell’architetto Giuseppe Barbieri. Ha base quadrata a due piani, sulla quale
si innalza una parte mediana, a sezione ottagonale che termina in
una terrazza con balaustra a guglie. Da qui si eleva l’ultima parte,
cilindrica con cupolino sormontato da una grande croce. Nella parte mediana del campanile, si trovano otto capitelli fioriti, due dei
quali presentano una piccola testa scolpita nel centro. Secondo la
tradizione, vorrebbero ricordare gli operai caduti durante la costruzione del campanile ed insieme alla testina scolpita in uno dei
capitelli della facciata della chiesa, vengono familiarmente chiamate “la testa che pensa, la testa che piange, la testa che ride”.
Nel locale al piano inferiore, in una nicchia a livello del pavimento,
si trova il coperchio di un sarcofago della tarda età romana (IV secolo), di fattura alquanto particolare. È alto 90 cm e lungo quasi
due metri. Porta scolpite nel timpano un cacciatore a cavallo, un
piccolo quadrupede, un uccello e due piantine. Alle estremità degli
spioventi si trovano invece due leoni sdraiati.
from Bari, originally in the old Parish church, co-patron and once
protector of the corporation of “Burchieri”. The walls of the church,
repainted in white and ivory in 1943, are adorned with twentythree oil paintings of the eighteenth century attributed to the following authors: P. Rotari, F. Polassi, G.B. Pittoni, P. Piatti and authors of the Cignaroli school. The bell tower, 73 metres high, rises
to the left of the church in line with the apse. It was built between
1820 and 1840 on the design of the architect Giuseppe Barbieri. It
has a square base, two floors high, upon which the middle section
rests in octagonal form ending in a terrace with spired railings.
From here the last section rises, cylindrical with a small dome
crowned by a large cross. In the middle section of the bell tower,
there are eight floral capitals, two of which have a small head
sculpted in the middle.
Tradition says they are in memory of the workmen who died during
the construction of the bell tower and together with the head
sculpted in one of the capitals on the church façade, they are informally called “the head that thinks, the head that cries, the head that
laughs”. Inside on the lower floor, in a recess at floor level, there is
the lid of a sarcophagus of the late Roman era (IV century), of quite
peculiar workmanship. It is 90 cm high and nearly 2 metres long.
Sculpted in the pediment is a hunter on horseback, a small
quadruped, a bird and two small plants. Two lions lie at the ends.
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Le sue origini non sono documentate in modo preciso. Simile nelle
forme alla Pieve di S. Floriano, si fa risalire alla stessa epoca, presumibilmente il XII secolo, periodo in cui Pescantina, grazie al commercio ed al trasporto sul vicino fiume Adige, si sviluppa economicamente e demograficamente.
Orientata da est a ovest, era inizialmente costituita da tre navate,
divise da colonne marmoree con capitelli corinzi, alternate a pilastri, costruita a strati regolari di tufo e con cornice esterna a dentelli. Ora rimane solo una parte dell’antica struttura, poichè nel
1700, con la costruzione della nuova Parrocchiale, essa venne tagliata perpendicolarmente alla prima campata ed addossata alla
nuova chiesa. Ancora prima di questo radicale intervento, la Pieve
subì un energico rimaneggiamento tra il XVII e il XVIII secolo. L’abside venne abbattuta per allungare il presbiterio e ricostruita poi
con alcuni materiali primitivi, ad esempio alcune decorazioni a tralcio, che in parte vengono fatte risalire al X secolo e che ora formano una fascia a circa due metri dal pavimento, sul lato esterno dell’abside (poco visibili perché nascoste da altri edifici). L’interno della chiesa fu inoltre barocchizzato: alle strutture originarie si sovrapposero stucchi ed intonaci e nelle volte di ciascuna delle due
navate minori fu ricavato un cupolino-lucernario. Dietro al campanile venne eretto un ampio locale destinato a sacrestia ed unito alla chiesa da un piccolo ambiente.
Delle antiche colonne, quattro sono ancora in situ mentre due si trovano ai bordi del piazzale. Di tali colonne vanno ricordati i capitelli,
corinzi, decorati da protome di animali ed avvicinati dagli studiosi
alle sculture di maestro Pellegrino, attivo a Verona nel XII secolo.
Possiamo immaginare le decorazioni che ornavano l’interno della
Pieve, grazie allo studio di Gianbattista Lanceni che nel 1720 ne descrive i dipinti, per la maggior parte opera di Antonio Spadarino, de-
18
Its origins are not accurately documented. Similar in appearance to
the Parish church in S. Floriano, it appears to date back to the same
era, presumably the XII century, a period in which Pescantina, thanks
to the trade and transport on the nearby river Adige, developed economically and demographically.
East-west oriented, it originally had three naves, divided by marble
columns with Corinthian capitals alternating with pilasters, built in
even layers of tufa and with external dentil cornices. Today there is
only a part of the ancient structure, because in 1700, with the building of the new Parish church, it was cut through perpendicularly at
the first span and built onto the new church. Even before this radical
intervention, the Parish church underwent a serious alteration between the XVII and XVIII centuries. The apse was knocked down to
lengthen the presbytery and rebuilt with some basic materials, for example some vine shoot decorations, of which some are dated as far
back as the X century and now make a strip about two metres up
from the floor, on the outside of the apse (not easily visible as hidden
by other buildings). The inside of the church was also given elements
of baroque style: stuccoes and plasters were put over the original
structure and in the vaults of each of the two secondary naves a
small light-giving dome was made. Behind the bell tower a large
room was erected destined to be the sacristy and joined to the
church by a small passage.
Of the ancient columns, four are still in place while two are now at
the edges of the square. Of these columns we should mention the
capitals, Corinthian, decorated with animal heads and likened by
scholars to the sculptures of Master Pellegrino, working in Verona in
the XII century.
We can imagine the decorations that adorned the inside of the Parish
church, thanks to the study of Gianbattista Lanceni, who in 1720 described the pictures, mostly the work of Antonio Spadarino, painted
at the beginning of the eighteenth century. The report made by Bishop Giovanni Bragadino, on his pastoral visit in 1737, speaks of the
baptismal font, in a small chapel near the main door, and of the five
altars, of which only one was wooden and the others marble. The
main altar, the marble one, had icons adorned with stuccoes, behind
which the choir sat in choir-stalls of walnut wood. The cemetery was
in front and on the south side of the church towards the Adige (now
Piazzale San Lorenzo).
In about 1830, three rooms were made from the separation of the
naves. In the first, corresponding to the right-hand nave, the baroque
dome is still preserved. This room, now used as e storeroom, should
be restored as soon as possible. In the room corresponding to the
left-hand nave, which occupies all the area of the small aisle and of
the baroque sacristy, you can see the remains of the old bell tower,
demolished between 1820 and 1840, when the present-day tower
was built, the whole wall of the central nave, with beautiful arched
windows in the top and the remains of ancient floorings placed one
on top of the other.
The central nave, transformed in 1830 into the oratory of San Luigi
Gonzaga, has recently been carefully cleaned up and now hosts the
ethnographic museum “Work and traditions along the river Adige”.
The room is rectangular and has a small apse outlined by a marble
railing. Inside it, Romanesque architectural elements mix with more
recent baroque ones: in the choir’s place you can see the arcades
made of regular layers of tufa and from the foundations emerge the
bases of the columns and Romanesque pilasters. Next to these elements are recesses, cornices, and seventeenth and eighteenth century cherubs.The floor, made of marble slabs with inlay work, was probably brought from another building and placed on top of the original
floor. In the apse there is a marble altar with angels and ornamental
vases and on the railings stand two statues from the XVII century,
probably belonging to a sculpted group representing the Crucifixion.
gli inizi del ‘700. La relazione del vescovo Giovanni Bragadino, sulla visita pastorale del 1737, ci parla del fonte battesimale, in una
cappelletta vicino alla porta maggiore, e dei cinque altari dei quali
uno solo era di legno, gli altri di marmo. Fra questi ultimi anche l’altare maggiore con icone ornate di stucchi, dietro al quale stava il
coro con scanni in noce. Il cimitero si trovava davanti e sul fianco
meridionale della Chiesa verso l’Adige (ora piazzale San Lorenzo).
Nel 1830 circa, dalla separazione delle navate vennero ricavati tre
ambienti. Nel primo, corrispondente alla navata di destra, si conserva ancora il cupolino barocco. L’ambiente, ora usato come deposito, dovrebbe venire recuperato al più presto. Nel locale corrispondente alla navata di sinistra, che occupa tutta l’area della navatella e della sacrestia barocca, sono evidenti i resti del vecchio
campanile, demolito fra il 1820 e il 1840, quando venne costruito
quello attuale, l’intera parete della navata mediana, con belle finestre ad arco nella parte superiore ed i resti di antiche pavimentazioni sovrapposte.
La navata centrale, trasformata nel 1830 in oratorio di San Luigi
Gonzaga, recentemente è stata oggetto di un’accurata pulizia ed
ora ospita il museo etnografico “Lavoro e tradizioni lungo il fiume
Adige”. La sala è rettangolare ed ha una piccola abside delimitata
da una balaustra in marmo. Al suo interno, elementi architettonici
romanici si fondono con quelli più recenti barocchi: nella cantoria
sono evidenti le arcate a strati regolari di tufo, e dalle fondamenta
emergono le basi delle colonne e dei pilastri romanici. Accanto a
questi elementi stanno nicchie, cornici, e putti sei-settecenteschi. La
pavimentazione, a lastre di marmo con intarsi, è stata probabilmente trasportata da un altro edificio e sovrapposta al pavimento
originario. Nell’abside si trova un altare marmoreo con angioletti e
vasi ornamentali e sulla balaustra stanno due statue del XVII secolo, probabilmente appartenenti ad un gruppo scultoreo rappresentante la Crocefissione.
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Settimo, ara pagana di Villa Mirandola - Settimo, pagan altar in Villa Mirandola
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escantina. Un nome che gli studi di toponomastica hanno riferito a “pescante”, vocabolo antico che significa pescatore. Le ipotesi più accreditate riferiscono il termine pescante a luogo che “pesca nell’acqua” e all’attività del la
pesca. È evidente come sia l’acqua stessa, con le attività
inerenti al fiume, a qualificare in modo significativo il nome
del Comune. Il fiume Adige poteva essere attraversato con
facilità in questo tratto fin dai tempi più antichi, ed è grazie al commercio via acqua che il paese divenne nel Medioevo un centro tra i più importanti della navigazione atesina. Nella stessa epoca, intorno al XII secolo, si costituì
inoltre l’autonomia amministrativa del Comune di Pescantina. Per ricostruirne le vicende storiche che precedono l’epoca comunale è necessario ricorrere all’analogia con la
storia della Valpolicella, così come narrata dagli scrittori
classici Livio, Plinio e Strabone. Le prime popolazioni ad occupare questi territori furono i Lebui, gli Euganei e i Reti,
mentre i Galli furono respinti oltre il Mincio dai Veneti di
stirpe illirica. Alcuni ritrovamenti lapidei testimoniano l’esistenza degli Arusnati, popolo di origine retico-etrusca, sottomesso nel corso del I secolo d.C. alla dominazione dei Romani. Con la vittoria sui Cimbri e la costruzione della via
Claudia Augusta, collegamento tra Verona e il Danubio attraverso il Brennero, i Romani fecero infatti di questi territori un importante centro strategico. Altre vie di comunicazione erano già state tracciate, la Via Gallica e la Via Postumia, mentre il corso dell’Adige, di agevole controllo dalle
alture, divenne un importante elemento di difesa contro gli
invasori. È in questi territori che si accampavano i difensori per controllare il passaggio della Chiusa e i traghetti dell’Adige, utilizzati dagli eserciti barbarici che mossero verso
la città. Dominazioni diverse si susseguirono in epoca medievale, da quella carolingia a quella germanica. Nel 1183
la Pace di Costanza sancì la sconfitta dell’Imperatore che
dovette riconoscere definitivamente l’autonomia dei liberi
comuni (Vezza, 1965, pag. 1-4).
escantina. A name which the study of place-names has traced
to “pescante”, an ancient word meaning fisherman. The most accredited hypotheses link the word “pescante” to a place where you
“fish in the water” and to the activity of fishing. It is clear that the
water and the activities associated with the river have played a significant role in the naming of the town. The river Adige could be
easily crossed at this point right back in ancient times and it is
thanks to the business activities along the river that the town became one of the most important centres for navigation in the
Atesina region in Medieval times. In the same era, around the
twelfth century, the town of Pescantina gained its status as an autonomous administrative centre. In order to reconstruct the historical events that preceded this time we have to look at its analogy
with the history of Valpolicella, as is narrated by the classic writers,
Livio, Plinio and Strabone. The first populations to inhabit these territories were the Lebui, the Euganei and the Reti, while the Galli
were pushed beyond the Mincio by the Veneti of Illiric descent.
Some tombstone remains witness the existence of the Arusnati, a
people of Retico-Etruscan origin, overruled in the first century A.D.
by the Romans. With the victory over the Cimbri and the construction of the Claudia Augusta road, connecting Verona to the Danube
passing through the Brennero, the Romans made this territory an
important strategic centre. Other means of communication had already been created, the Via Gallica and the Via Postumia, while the
course of the Adige, easily controlled from the high ground, became
an important element in the defences against invaders. It was on
these lands that the soldiers camped to control the passage
through the lock and the ferries on the Adige, used by the barbaric
armies in their approaches to the city. Various rules, from the Carolingia to the Germanic domination, followed one another
throughout Medieval times. In 1183 the Treaty of Constance established the defeat of the Emperor who had to recognise once and for
all the autonomy of the free towns (Vezza, 1965, pag. 1-4).
From the end of the twelfth century, all over the Veronese territory roads were built and forests cleared away and agriculture was
developed thanks to new systems of irrigation.
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Costruita sul finire del XVII secolo, Villa Mirandola conserva
poco del suo antico splendore. Un tempo ampia e di elegante struttura, con un vasto parco distrutto durante la seconda
guerra mondiale, la villa ha ospitato per diversi anni un ente
morale, ed è ora sede del Centro Diocesano Pastorale Giovanile. Di notevole interesse un’ara pagana scolpita con figure
di putti e strumenti sacrificali, ritrovata nel terreno appartenente alla villa agli inizi dell’Ottocento. Essa si trova ora divisa in due parti, poste ai lati della porta d’ingresso della
cappella dedicata a San Giuseppe, annessa alla villa.
Built at the end of the XVII century, Villa Mirandola preserves little
of its old splendour. Once a large and elegant house, with an enormous park which was destroyed in the Second World War, the villa
was home for several years to a non profit-making company and
today it is the seat of the Diocesan Pastoral Centre for Young People. Of considerable interest is a pagan altar sculpted with figures
of angels and sacrificial instruments, found in the grounds belonging to the house at the beginning of the nineteenth century. It is
now split into two pieces, placed one each side of the door of the
chapel, which is dedicated to Saint Joseph and adjoining the villa.
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Questa piccola chiesa si trova ad ovest dell’abitato di Arcé, su di un
piccolo prato cintato da un muro di pietra. Viene fatta risalire ai primi anni del XII secolo, forse anche alla seconda metà del secolo
precedente, anche se sono diversi i rimaneggiamenti dei secoli successivi. Orientata da est ad ovest, è costruita a corsi regolari di ciottoli, struttura ben evidente nel fianco meridionale della chiesa. Qui
due finestrine di tufo, a strombo, danno luce all’interno ed affiancano una porta con arco di tufo. Sopra questa vi è iscritta una frase curiosa: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Essa è ritenuta da
alcuni studiosi una formula magica, usata come rito nell’era di Roma pagana per allontanare le febbri dall’uomo e dagli animali. La
sua particolarità sta nel poter disporre le cinque parole una sopra
l’altra e di riuscire a leggerle allo stesso modo orizzontalmente da
sinistra a destra e da destra a sinistra e verticalmente dall’alto in
basso e viceversa. All’interno, sulla stessa porta, sono visibili due
scritte, una ad inchiostro e l’altra incisa. La facciata, semplice, è a
doppio spiovente con una porta simile a quella posta a meridione
ed in alto una piccola finestra rotonda. A lato dell’ingresso stanno
due finestre rettangolari aperte nel XVII secolo. L’abside è anch’essa a corsi regolari di ciottoli intervallati da qualche fila di tufo ed
ha una piccola finestra quadrata. Il campanile si innalza nell’angolo sud-orientale della piccola chiesa, ed è del XVII secolo. L’interno,
ad una navata, è per la maggior parte imbiancato se si eccettuano
alcune zone affrescate: una “Madonna in trono con Bambino” su
di una parete e nell’abside, di notevole interesse, una testa di Santa, San Bartolomeo e San Michele. Quest’ultimo è raffigurato nell’atto di pungolare con una lancia i dannati spinti all’inferno; nella
mano sinistra tiene una figurina umana che posa su di una
grande bilancia, sostenuta
dalla mano divina, in attesa di
essere pesata e giudicata. Tali
affreschi vengono attribuiti alla cerchia di Altichiero da Zevio. L’altare, posto nel vano
dell’abside è del XVIII secolo.
La pala, raffigurante San Michele, è stata recentemente
eseguita da Maurizio Zanolli.
This little church is situated to the west of Arcè, in the middle of a
small lawn surrounded by a stone wall. It is said to date back to the
XII century, maybe even to the second half of the previous century,
although there have been several alterations made to it in the following centuries. Positioned east-west, it is built in regular layers of
pebbles, this being particularly evident in the south-facing side of
the church. Here there are two little splayed windows in tufa, which
give light to the inside and flank a door with an arch in tufa. Above
this is written a peculiar sentence: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Some scholars believe this is a magic formula, used as a rite in
the era of pagan Rome to keep fevers away from men and animals.
The particular thing about this sentence is that the words can be
written one on top of the other and it will read the same horizontally from left to right and right to left and vertically from top to bottom and vice versa. Inside, on the same door, there are two writings
visible, one in ink and the other carved. The façade is simple, with
double sloping roof and a door similar to the one facing south; up
high there is a small round window. Beside the entrance there are
two rectangular windows opened in the XVII century. Also the apse
is in regular layers of pebbles interspersed with a few rows of tufa
and it has a small square window. The bell tower rises in the southeast corner of the little church and dates from the XVII century. The
inside has one nave and is almost all painted white apart from a few
area of frescoes: a “Madonna on the throne with Child” on one wall
and in the apse, of great interest, is a Saint’s head, Saint
Bartholomew and Saint Michael. The latter is depicted in the act of
piercing with a spear the damned souls pushed down to hell; in his
left hand he holds a human figure who is standing on some
scales, supported by the divine
hand, waiting to be weighed
and judged. These frescoes are
attributed to the circle of Altichiero from Zevio. The altar,
placed in the recess of the apse,
dates from the XVIII century.
The altar-piece, figuring Saint
Michael, was recently made by
Maurizio Zanolli.
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This was the period of fighting for autonomy of the towns, in
which the Villas, small farmhouse estates previously subjected to
the Parish – unitarian bodies of a religious nature which also controlled the economic activities – formed autonomous administrative units. It was a long and arduous process, favoured by the
slackening of Imperial and religious power over small centres.
The Villa of Pescantina, named in two documents dated 1184
(Vezza, 1965, pag. 89) grew up in this period, especially due to its
activities linked with the river, that is the selling and transporting
of wood along the course of the Adige.
The Scaligeri politics (they gained power in 1262 with the people’s consent) promoted the rebirth of Verona, which became a
famous artistic and cultural centre and gave a strong impetus to
the development of activity all over the territory. In 1311, Federico della Scala, supporter of Imperial Restoration in Italy, was given control by Enrico VII of all the territory of Valpolicella, with the
sole exception of Pol, which remained under the direct control of
the Bishop.
Until 1325 Valpolicella was governed independently in matters of
administration, law and economy, enjoying particular privileges
that made it an organic body and gaining in political and strategic value, being positioned between Trentino and Verona. The fall
of the Scaligeri in 1387, and a succession of calamitous events,
among which the plague, an earthquake and famine, crippled the
population which was further tried by the war between the Venetians and the Carraresi for the control of the territory. In 1405
Valpolicella and the territory of Verona became part of the Republic of Venice.
The Venetian politics took care to maintain the previous arrangements, including the privileges that the Valpolicella had enjoyed
since the Scaligera era, thus permitting the inhabitants to live in
Arcé, affresco nella chiesa di San Michele Arcangelo - Arcé, fresco in San Michele Archangel church
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La Chiesa di Settimo è dedicata a Sant’Antonio Abate. In origine
l’edificio era di forma quadrata con orientamento da est ad ovest.
Nel 1744 venne realizzato il primo ingrandimento, nel 1864 venne
costruito il coro e al 1880 risalgono importanti lavori di ristrutturazione, fra cui lo spostamento degli altari dell’Addolorata e di
Sant’Anna e l’ingrandimento della sacrestia. Ulteriori rimaneggiamenti si hanno nel 1953 con l’ampliamento della struttura sulla sinistra dell’altare maggiore, e con l’apertura di due grandi finestre
dietro lo stesso altare.
Ora la Chiesa, circondata da una piazza, possiede un orientamento
perpendicolare all’originale (ossia da nord a sud). Sull’altare maggiore, in marmo, rammentiamo la pala raffigurante la Madonna con
il Bambino e ai lati Sant’Antonio Abate e San Rocco. I due altari laterali sono entrambi in marmo: quello della parete occidentale è
dedicato alla Madonna Addolorata e reca in una nicchia la statua
dell’Addolorata in pietra dipinta. L’altare di Sant’Anna, sulla parete
orientale, reca un quadro ad olio raffigurante Sant’Anna che tiene
sulle ginocchia Maria Bambina (1808).
Degni di nota sono i due frammenti di affreschi ai lati dell’altare
maggiore, della seconda metà del 1400, recentemente attribuiti ad
un maestro veronese. Il campanile si eleva dal lato orientale della
Chiesa ed è probabilmente coevo ad essa. Originariamente molto
più basso, portava solo tre piccole campane.
The church of Settimo is dedicated to Saint Anthony Abbot. Originally the building was square and faced east-west. In 1744, the first
extension was made, in 1864 the choir-stalls were built and in 1880
other important restructuring was done, including the moving of
the altars of The Lady of Sorrows and of Saint Anna and the extension of the sacristy. Further alterations were made in 1953 with an
enlarging of the building on the left of the main altar and the opening of two large windows behind it.
Today the church, surrounded by a square, faces perpendicular to
its original position (that is, north-south). On the main altar, in marble, we remember the altar-piece representing the Madonna with
Child and on the sides Saint Anthony Abbot and San Rocco. Both
side altars are made of marble: the one on the west wall is dedicated to the Madonna Layd of Sorrows and has in a recess the statue of the Lady of Sorrows in painted stone. The altar of Saint Anna,
on the east wall, has an oil painting depicting Saint Anna holding
on her knees the child Maria (1808).
Worth mentioning are the two pieces of frescoes at the sides of the
main altar, dating from the second half of the 1400s, recently attributed to a Veronese master.
The bell tower rises from the east side of the church and is probably contemporary with it. Originally much lower, it held only three
small bells.
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Dalla fine del XII secolo, in tutto il territorio veronese furono promossi disboscamenti e incrementi viari, e l’agricoltura si sviluppò per merito di nuovi sistemi di irrigazione.
Fu questa l’epoca delle lotte per le autonomie comunali, in
cui le Ville, piccoli centri colonici in precedenza soggetti alle Pievi - organismi unitari a carattere religioso che esercitavano anche funzioni economiche - si costituirono come
unità amministrative autonome. Fu un processo lungo e
travagliato, favorito dall’allentarsi del potere imperiale e
religioso sui centri minori.
La Villa di Pescantina, elencata in due documenti del 1184
(Vezza, 1965, pag. 89) si sviluppò in questo periodo, soprattutto per le attività legate al fiume, quali il commercio
e il trasporto del legname lungo il corso dell’Adige.
La politica degli Scaligeri, che nel 1262 assunsero il potere
con il consenso del popolo, favorì la rinascita di Verona, che
divenne famosa come centro d’arte e cultura, e diede un forte impulso allo sviluppo delle attività in tutto il territorio. Nel
1311 Federico della Scala, sostenitore della restaurazione
peace and with a good standard of living. During this period, the
increase in business traffic on the river gave Pescantina notoriety
and wealth and made it one of the mainstays of the Atesina
navigation.
The sixteenth century started with the war between the Empire
and Venice, the latter in the meantime having become allies of the
French in the Sacred League. From 1528 Venice obliged all its
towns to institute “Cernide”, platoons of soldiers recruited among
the inhabitants, ready to join forces and defend the threatened
towns. The fatal plagues of 1576 and 1630 – the latter brought by
the soldiers who fought in the war for the succession to the Duchy
of Mantova – halved the number of inhabitants. Disorder and devastation were also caused by the wars of the Polish, Spanish and
Austrian succession, in which Venice, by now well on the decline,
remained totally neutral. With the fall of Venice and the arrival of
the Napoleonic troops, the Valpolicella territory lost every privilege and autonomy. At Pescantina, Marano, Caprino and Albaredo there were violent outbursts that culminated in the episode of
the Veronese Easters of April 1797. The inhabitants of Pescantina
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Caratterizzata da elementi
quattro-cinquecenteschi, Villa
Sparavieri sorge nella zona
alta di Settimo. La parte più
antica ed elegante della villa
è la facciata principale orientata verso il fiume. Essa presenta un porticato ad archi ribassati con pilastri a base
quadrata, di rudimentale fattura, e una loggia scandita da
archi a tutto sesto, poggianti
su colonne rastremate di marmo rosso sormontate da capitelli. Elementi interessanti della villa, che nel complesso si trova in cattive condizioni, sono il portale massiccio, alcuni camini ben squadrati e una scala in tufo. È
presente inoltre un monogramma a due colori in tempera e un
affresco, di controversa attribuzione cronologica, raffigurante la
Madonna con il Bambino.
Characterised by fourteenth
and fifteenth century features,
Villa Sparvieri stands in the
upper part of Settimo. The oldest and most elegant part of
the house is its main façade
facing the river. It presents an
arcade of low arches with
square-based pilasters, of simple workmanship, and a loggia distinguished by curved
arches resting on red marble
columns thinning towards
their tops, surmounted by capitals. Interesting features of the
house, which is generally not in a good state of upkeep, are the
massive portal, a few squared fireplaces and a staircase in tufa.
There is also a monogram in two colours painted in tempera and
a fresco, of controversial chronological attribution, depicting the
Madonna with Child.
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Questo palazzo, affacciato sull’Adige, era di proprietà della famiglia
Cipriani di Verona che, ai primi del Novecento veniva a passarvi la
villeggiatura. L’edificio è composto da un corpo centrale, non grande e da due ali laterali a porticato, con archi sostenuti da colonne.
Davanti rimane una grande corte, sopraelevata di alcuni metri rispetto alla strada Alzaia. Il palazzetto vanta quasi certamente origini quattrocentesche poiché se ne trova traccia sulla mappa dell’epoca. In seguito ha comunque subito rimaneggiamenti, soprattutto nella parte centrale. Nel periodo fra le due guerre, nei porticati funzionarono dei laboratori per la lavorazione del tabacco e
della canapa, usata per la fabbricazione di corde.
This building, facing over the Adige, was the property of the Cipriani family from Verona who, at the beginning of the twentieth century, came to spend their holidays here. The house is composed of
a medium-sized central body and two lateral wings with arcades,
with arches supported by columns. In front of the house there is a
large courtyard, raised several metres above the level of the towpath. The house can almost certainly boast fifteenth century origins
as it is indicated on the map of that era. It underwent alterations in
subsequent centuries however, especially to the central part. In the
period between the two wars, in the arcades there were laboratories for producing tobacco and hemp, used to make ropes.
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Costruita nel Cinquecento, Villa Bricci presenta l’impianto
architettonico caratteristico
delle ville venete. Il corpo centrale è fiancheggiato da ali laterali porticate di altezza minore, che si sviluppano in due
altri corpi perpendicolari più
massicci, adibiti a rustici. All’intersezione di questi con il
corpo longitudinale dell’edificio principale si ergono due
colombaie, una delle quali reca all’esterno uno stemma, ormai poco leggibile, riferito alla
famiglia Bricci. All’interno della villa, nel salone centrale, si
trovano affreschi di soggetto religioso, con personaggi biblici e santi. Nei primi anni del secolo scorso, la villa funse da asilo e da scuola elementare, mentre durante la prima guerra mondiale vi trovarono alloggio truppe e reparti militari.
Built in the sixteenth century,
Villa Bricci has the typical architectural style of the Veneto
villas. The central body is
flanked by arcaded lateral
wings lower in height which
further develop on another
two perpendicular more solid
bodies, used as farm buildings. At the intersection of
these with the longitudinal
body of the main building,
there are two dovecotes, one
of which has on the outside
the crest, now hardly legible,
of the Bricci family. Inside the
villa, in the main hall, there
are frescoes of religious scenes with biblical characters and saints.
In the early years of the last century, the house was used as a nursery and primary school, while during the First World War soldiers
and military units stayed there.
imperiale in Italia, ottenne in feudo da Enrico VII tutto il territorio della Valpolicella, con la sola esclusione di Pol, che
mantenne una diretta dipendenza dal Vescovo.
Fino al 1325 la Valpolicella fu governata in modo indipendente, a livello amministrativo, giudiziario ed economico,
godendo di particolari privilegi che la resero un’unità organica e assumendo valore politico e strategico, essendo posta tra il Trentino e Verona.
La caduta degli Scaligeri nel 1387 ed una successione di
participated heroically, blocking the advance of a French column
and stopping them from crossing the Adige to join the troops besieged in the forts of Verona. This resistance cost the lives of
eighteen inhabitants, shot and burned alive in their own homes.
In 1798, with the Treaty of Campoformio, Napoleon released the
Veneto to Austria. In the Veronese territory the population had
suffered years and years of plunder and pillage and the Austrians were received with resignation. Not fearing the rural classes, the Austrian regime was at first balanced, but later, as the
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Così chiamata per la torretta-colombaia ancora presente sul lato settentrionale della corte,
“La Colombina” fu costruita nella seconda
metà del Cinquecento. Ora in rovina dopo secoli di incuria e di abbandono, fu un tempo dimora signorile e prestigiosa, di stile architettonico ispirato al Sanmicheli. Degli affreschi cinquecenteschi che ornavano l’esterno, rimangono solo lo stemma nobiliare degli ex proprietari Morando e una Madonna. Negli ambienti
interni sono ancora visibili alcuni busti e figure femminili e una Madonna con Bambino
presso lo scalone. Nel 1990, il restauro della
colombaia ha evidenziato il passaggio a portico situato alla base dell’edificio, probabilmente in origine adibito ad ingresso principale della villa. Sul lato occidentale si può notare un pittoresco camino, disposto presso una delle due aperture verso la campagna.
So-called because of the tower-dovecote still
standing on the north side of the courtyard,
“La Colombina” was built in the second half
of the sixteenth century. Today in ruins after
centuries of negligence and abandon, it was
at one time a noble and prestigious home, of
an architectural style inspired by Sanmicheli.
Only the noble crest of the former owners
Morando and a Madonna remain of the sixteenth century frescoes that once adorned the
external walls. In the rooms inside some busts
and female figures and a Madonna with Child
near the staircase are still visible. In 1990, the
restoration of the dovecote highlighted the
arched walkway situated at ground level and
probably originally the main entrance to the
house. On the west side you can see a picturesque fireplace, placed
in one of the two openings facing towards the countryside.
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Pescantina, palazzo Giacopini/Quarella - Pescantina, Giacopini/Ouarella House
eventi calamitosi, tra cui la peste, il terremoto e la carestia,
piegarono la popolazione che fu ulteriormente provata dalla guerra tra veneziani e carraresi per la contesa del territorio. Nel 1405 la Valpolicella e il territorio di Verona entrarono a far parte della Repubblica di Venezia. L’accortezza
della politica veneziana nel mantenere gli ordinamenti precedenti, compresi i privilegi che la Valpolicella aveva ottenuto fin dall’epoca scaligera, consentì agli abitanti di vivere con tranquillità e benessere. In questo periodo, l’intensificarsi dei traffici commerciali sul fiume diede a Pescantina
notorietà e ricchezza e la rese uno dei perni della navigazione atesina.
Il Cinquecento si aprì con la guerra tra Impero e Venezia, nel
frattempo alleatasi con la Francia nella Lega Santa. Dal
1528 Venezia impose a tutti i Comuni di istituire le Cernide,
squadre di soldati reclutati tra gli abitanti, pronte ad adunarsi in difesa dei paesi minacciati. Le gravissime pestilenze del 1576 e del 1630 - quest’ultima portata dagli eserciti
che si scontrarono sul territorio nella guerra per la successione al Ducato di Mantova - dimezzarono il numero degli
abitanti. Disordini e devastazioni furono causati anche dalle guerre di successione polacca, spagnola e austriaca, nelle quali Venezia, ormai avviata al declino, rimase totalmente neutrale. Con la caduta di Venezia e l’arrivo delle truppe
napoleoniche, il territorio della Valpolicella perse ogni privilegio e autonomia. A Pescantina, Marano, Caprino e Albaredo scoppiarono violente sommosse che culminarono nell’episodio delle Pasque Veronesi dell’aprile 1797. Pescantina
partecipò con l’eroismo dei propri abitanti, che bloccarono
desire for independence spread, it became ever more intolerant
and repressive.
Pescantina was not involved in the first two wars of independence, but suffered in the same period a decline in business on the
Adige. The railway between Trento and Verona, inaugurated in
1859, speeded up the business traffic and transport on rails soon
replaced the more difficult and expensive transport on water.
Only with the Peace of Venice, which in 1866 ended the third War
of Independence, did the Veneto and Mantova enter the Kingdom
of Italy. In the towns the administrtative bodies of the Austrian
governments remained in control, with the Lord Mayor being
nominated by the Prefect and by the Government. The model of
the System of the Provinces and of the Towns was exactly like the
French one, centralised and subordinate to the King. At the end of
the nineteenth century various associations were set up to fight
for local autonomy: the League of Democracy, the Association of
Towns in Italy and the Union of the Provinces.
The First World War saw the sacrificing of many young lives of Pescantina. The destruction and poverty that followed the war were
accompanied by a new feeling of autonomy, suffocated by fascism
and the suppression of the electing bodies, substituted by the appointment of the Powers. During the Second World War the territory of Pescantina became of strategic importance for its geographical position and for the presence of the railway and the
road to the Brennero, road connections with Germany, and therefore primary targets for the Anglo-American aviation.
One violent event worthy of note in the history of Pescantina is
what is recalled as the massacre of the Bassi brothers. On 24 August 1944 a few militants from a fascist brigade were trying to
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L’edificio, di probabile origine seicentesca, fu sede della Regia
Guardia di Finanza, addetta nei secoli scorsi al controllo del commercio via acqua. La semplice facciata è rivolta all’Adige e mostra
nella chiave di volta degli ingressi, due testine raffiguranti i volti di
re Umberto I di Savoia e della regina Margherita. All’interno rimangono alcune stanze con soffitti decorati e una cella di isolamento. L’edificio è ora purtroppo in condizioni di forte degrado.
This building, probably of seventeenth century origin, was the seat
of the Royal Customs Office, responsible in past centuries for the
controlling of the river trade. The simple façade faces the Adige and
has in the keystone of the entrances two heads representing the
faces of King Umberto I of Savoia and Queen Margherita. Inside
there are still a few rooms with decorated ceilings and one cell. The
building is now unfortunately in a terrible state of degradation.
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Il pregevole edificio, nel centro storico di Pescantina, si fa risalire al XVI-XVII secolo. È costituito da un portico centrale a due archi, sormontato da quattro grandi finestre a cornici sagomate. Al
secondo piano ornano la facciata altre finestre, disposte in modo
regolare l’una accanto all’altra. All’interno del palazzo si trovano
alcuni brani di affreschi e diversi camini cinquecenteschi in tufo
lavorato. Sull’arco di accesso alla proprietà si può ammirare lo
stemma dei Giacopini: un elefante e quattro spighe in bassorilievo, stemma che si trova, dipinto, anche nel chiostro dei Redentoristi a Bussolengo. Accanto rimangono alcune iniziali e parte di
una data.
This valuable building, in the historic centre of Pescantina, is said
to date back to the XVI-XVII centuries. It is made up of a central
arcade with two arches, surmounted by four large windows with
moulded frames. On the second floor, other windows adorn the
façade, evenly spaced one next to the other. Inside the building
there are a few pieces of frescoes and several sixteenth century
fireplaces in worked tufa. On the entrance archway you can admire the crest of the Giacopini: an elephant and four ears of corn
in bas-relief, a crest which can also be found painted in the cloisters of the Redentoristi on Bussolengo. Nearby are the remains of
a few initials and part of a date.
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La Madonnina, ovvero Santuario della Beata Vergine della Pietà, è situata
nella parte settentrionale di Pescantina. È un edificio barocco a pianta ottagonale, con orientamento da est ad
ovest. È sorta nel 1732, probabilmente su di una precedente chiesetta di
proprietà dei marchesi Sagramoso, i
quali erano proprietari anche del terreno circostante. All’interno si trova
un unico altare di marmo, sopra al
quale, sul muro, è dipinta l’immagine
della Madonna, protetta da un cristallo. La tradizione vuole che tale dipinto sia stato protagonista di un
evento miracoloso. Quando ancora
era parte di un capitello, posto a duecento metri di distanza, sembra che
un bovaro la colpisse in viso con la
frusta e l’immagine abbia versato lacrime di sangue. Fu in relazione a
questo fatto che, con l’ausilio economico della popolazione, venne eretto
il piccolo santuario della Madonnina.
Ai lati dell’altare vi sono la statua in
legno di San Giuseppe e la statua di
San Giovanni in gesso. Un tempo il
presbiterio era delimitato da due pareti e ai lati dell’altare si trovavano
delle grate. In sacrestia si trova l’altare primitivo, in legno dipinto come marmi policromi, recante la statuetta della Madonna Addolorata. Il campanile, quadrato, porta
cinque campane e un secolare orologio sulla facciata meridionale.
È di imminente attuazione il restauro esterno del santuario, i muri
del quale necessitano di un’accurata pulizia. La Madonnina, dotata
di una buona acustica, viene utilizzata per l’esecuzione di concerti
di musica sacra.
The Madonnina, otherwise called
the Sanctuary of the Blessed Virgin
of Devotion, is situated in the northern part of Pescantina. It is a
baroque building based on an octagonal shape, facing east-west. It
was built in 1732, probably on the
site of a previous little church property of the Marquis and Marquess
Sagramoso, who alkso owned the
land surrounding it. Inside there is
only one marble altar, above which,
on the wall, is painted the image of
the Madonna, protected by a pane
of glass. Tradition has it that this
painting was involved in a miracle.
When it was still part of a capital,
two hundred metres away from
were it is now, it is said that a
cowherd struck its face with a whip
and the image cried tears of blood.
It was in relation to this fact that,
with the financial help of the population, the little sanctuary of the
Madonnina was built. At the sides of
the altar, there is a wooden statue of
Saint Joseph and a plaster one of
Saint John. Once upon a time the
presbytery was outlined by two
walls and on the sides of the altar
there were gratings. In the sacristy is the simple altar, made of
wood painted to appear like polychrome marble, holding the little
statue of the Madonna, Lady of Sorrows. The bell tower, square,
holds five bells and a centuries-old clock on the south-facing wall.
The external restoration of the sanctuary is due to begin soon, the
walls are in need of careful cleaning. The Madonnina, having good
acoustics, is used for concerts of sacred music.
l’avanzata di una colonna francese, impedendole di traghettare l’Adige per raggiungere le truppe assediate nei
forti di Verona. La resistenza costò la vita a diciotto abitanti, colpiti a fuoco o arsi vivi nelle proprie case.
Nel 1798, con il Trattato di Campoformio, Napoleone cedette il Veneto all’Austria. Nel territorio veronese la popolazione aveva subito decenni di rapine e spogliazioni e gli
austriaci furono accolti con rassegnazione. Non temendo le
classi rurali, il regime austriaco fu inizialmente equilibrato,
divenendo in seguito, con il diffondersi delle aspirazioni all’indipendenza, sempre più intollerante e repressivo. Pescantina non fu coinvolta nelle prime due guerre d’indipendenza, ma subì in questo periodo il declino del commercio
sull’Adige. La strada ferrata fra Trento e Verona, inaugurata
nel 1859, velocizzò i traffici commerciali, ed il trasporto su
rotaie soppiantò ben presto il più difficile e costoso trasporto via acqua.
Solo con la Pace di Vienna, che nel 1866 concluse la III
Guerra d’Indipendenza, il Veneto con Mantova entrarono a
capture Angelo (Ezio) Bassi in order to oblige him to join up with
the Republicans. The young man managed to escape and the fascists shot his mother, Paola Zaninelli, and his two sisters, Bianca
and Maria, guilty of helping him to escape. In the days following
the war, two of the men responsible for the massacre were arrested in Verona and taken to Pescantina where they were tried by
an improvised Partisan court and shot on the municipal sports
ground.
In 1945, with the liberation of Italy from German occupation, the
towns in the Valpolicella situated close behind the prealpine line
of defence, took advantage of the leftovers of the food reserves
left by the nazis, who were either fleeing or had been captured by
the partisans. Many of those who succeeded in reaching their
homeland, after being interned in the nazi camps, were received
in Pescantina.
The democratic regime was temporarily set up until 1946, with the
Committee of National Liberation, and later permanently with the
arrival of the Republic.
28
far parte del Regno d’Italia. Nei Comuni restarono in carica le amministrazioni dei governi austriaci, con il Sindaco
nominato su proposta del Prefetto e del Governo. Il modello dell’Ordinamento delle Province e dei Comuni era del
tutto simile a quello francese, centralista e subordinato al
re. Sul finire dell’Ottocento nacquero diverse associazioni
per la lotta in nome delle autonomie locali: la Lega della
democrazia, l’Associazione dei Comuni d’Italia e l’Unione
delle Province.
La I Guerra Mondiale vide il sacrificio di molti giovani di Pescantina. La distruzione e la povertà che seguirono alla
guerra si accompagnarono ad un nuovo sentimento di autonomia, che il fascismo soffocò con la soppressione degli
organi elettivi, sostituiti dalla carica di Potestà. Durante la
II Guerra Mondiale il territorio di Pescantina assunse un importante valore strategico, per la posizione geografica e per
la presenza della ferrovia e della strada per il Brennero, collegamenti viari con la Germania, e quindi obiettivi primari
per l’aviazione anglo-americana.
Arcé, Torretta di Villa da Sacco - Arcé, Tower of Villa da Sacco
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Costruita alla fine del
XVII secolo, Villa Da
Sacco è situata in prossimità del fiume.
Sull’ampio giardino si
affacciano il palazzo, i
rustici che compongono ali e cortili e la cappella dedicata a Santa
Anna, che risale alla seconda metà dell’Ottocento. Nel vasto parco
sull’Adige, tra alberi secolari, si trovano quattro torrette costruite
anch’esse nella seconda metà dell’Ottocento
dal conte Carlo Albertini che, essendo al tempo proprietario della villa, diede a queste torrette il nome dei propri figli. A ridosso della strada Alzaia sono ancora presenti i resti di
una costruzione seicentesca di ingegneria idraulica per il sollevamento dell’acqua. Risale probabilmente al Seicento una Madonna
con Santi dipinta sul casino denominato “casa del cacciatore”.
Il palazzo, ampiamente modificato alla metà dell’Ottocento con l’eliminazione delle torricine del tetto, presenta facciate sobrie e interni di discreto pregio, decorati a stucco e con preziose tappezzerie ottocentesche. Negli anni degli eventi bellici che interessarono
la zona, la villa ospitò truppe e reparti militari: nel 1848 accolse un
ospedale da campo austriaco, nel 1859 fu alloggio di ufficiali e graduati. In queste occasioni furono riportati gravi danni, il muro di
cinta fu demolito, vennero abbattuti molti alberi del giardino e gli
interni del palazzo furono pesantemente danneggiati. Anche durante i conflitti mondiali del Novecento la villa fu alloggio di squadre militari. Occupata per due anni nel corso della seconda guerra
mondiale da un comando germanico, fu infine teatro di una sparatoria tra militari tedeschi e partigiani del posto.
Built at the end of the
XVII century, Villa Da
Sacco is situated near
the river. Over the large
garden look the house,
the farm buildings that
form wings and courtyards and the chapel
dedicated to Saint Anna, dating back to the
second half of the nineteenth century. In the
huge park going down
to the Adige, among
secular trees, there are
four little towers also
built in the second half
of the nineteenth century by Count Carlo Albertini who, being the then owner of the house, gave these towers
the names of his sons. Next to the towpath you can still see the remains of a seventeenth century construction of hydraulic engineering for the lifting of water from the river. A Madonna with Saints
painted on the cottage called “hunter’s house” probably dates back
to the seventeenth century. The house, greatly altered in the midnineteenth century, by the elimination of the little towers from the
roof, presents sober facades and discreetly valuable insides, decorated with stuccoes and precious nineteenth century tapestries. In
the war years, the villa housed troops and military units: in 1848 it
contained n Austrian field hospital, 1859 it was the home of officers
and non-commissioned officers. On these occasions serious damage
was done to the property, the surrounding wall was destroyed, many
trees in the garden were cut down and the inside of the house was
heavily damaged. Also during the two World Wars the villa housed
military groups; it was occupied for three years during the Second
World War by German headquarters and was the scene of a shooting between German soldiers and local partisans.
29
È degno di nota per la storia di Pescantina, un fatto violento ricordato come l’eccidio dei fratelli Bassi. Il 24 Agosto
1944, alcuni militanti di una brigata fascista cercarono di
catturare Angelo (Ezio) Bassi, per costringerlo ad arruolarsi
tra i repubblichini. Il giovane riuscì a scappare, e i fascisti
uccisero a colpi di mitra Paola Zaninelli, la madre, e le due
sorelle, Bianca e Maria, colpevoli di averlo aiutato a fuggire. Nei giorni successivi alla guerra, due dei responsabili
dell’eccidio vennero arrestati a Verona e portati a Pescantina, dove furono giudicati da un improvvisato tribunale partigiano e fucilati sul terreno del campo sportivo comunale.
Nel 1945, con la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca, i paesi della Valpolicella situati a ridosso della linea
prealpina di difesa, usufruirono degli avanzi delle scorte
alimentari dei nazisti ormai in fuga o catturati dai partigiani. Molti di coloro che riuscirono a tornare in patria, dopo
essere stati internati nei campi nazisti, furono accolti a Pescantina.
Il regime democratico fu istituito in forma straordinaria fino al 1946, con il Comitato di Liberazione Nazionale, e in
seguito in forma ordinaria con l’avvento della Repubblica.
Pescantina, palazzo Betteloni - Pescantina, Betteloni House
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È sede del Municipio di Pescantina, dal 1880 circa. Ha probabile
origine settecentesca con facciata neoclassica, suddivisa in tre
parti. La parte centrale presenta un colonnato sormontato da un
frontone. All’interno rimangono alcuni brani di affreschi, restaurati, fra cui una Madonna con Bambino, di buona fattura.
It has been the seat of the Town Hall of Pescantina since about 1880.
It has probable eighteenth century origins with a Neoclassical façade,
subdivided in three parts. The central part presents a colonnade topped
by a pediment. Inside are the remains of a few pieces of frescoes, restored, among which a Madonna with Child, of good workmanship.
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Situato nel centro storico di
Pescantina, è uno degli edifici di maggiore interesse artistico. È di origine seicentesca
o della prima metà del Settecento. La sua struttura si articola su tre piani e comprende
diversi saloni, un cortiletto
interno ed una torretta con finestrelle a forma di monofora, sormontata da merli. Per
questa torretta l’edificio è conosciuto come torre del “Mami”, dal soprannome dell’antico proprietario Angelo Danese. Tale torretta era in origine su due piani; nell’Ottocento, dopo un crollo, venne ricostruita inserendo un terzo piano, identificabile per la diversa struttura architettonica. All’interno, in alcuni
locali, si notano decorazioni a motivi floreali della prima metà del
Novecento; si conservano poi dei modiglioni di legno, qualche architrave lavorato, un paio di camini, una particolare modanatura
in uno dei solai. Negli anni ’40 e ’50, tale palazzo ospitò un orfanotrofio femminile.
Situated in the historic centre
of Pescantina, it is one of the
most interesting buildings artistically-speaking. Its origins
are in the seventeenth century
or the first half of the eighteenth century. The building is
on three floors and contains
numerous rooms, a small internal courtyard and a little
tower with small windows
topped by merlons. Thanks to
this little tower, the building is
known as the tower of “Mami”, from the nick.name of
the old owner Angelo Danese. The tower was originally on two
floors; in the nineteenth century after a collapse it was rebuilt inserting a third floor, distinguishable from the rest because of its diverse architectural style. Inside, in a few rooms, there are floral decorations dating from the first half of the twentieth century; some
wooden modillions are preserved, some fashioned lintels, a couple
of fireplaces, a particular moulding in one of the lofts. In the 1940s
and 1950s this building housed a girls’ orphanage.
30
Pescantina, il vecchio ponte in ferro - Pescatnia, the old iron bridge
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Il monumento dedicato ai caduti e agli
ex-internati nei campi nazisti fu inaugurato il 25 Settembre 1966. Ideato dall’architetto Mirko Vucetich e realizzato sotto
la direzione dell’ingegnere Enea Ronca,
vicepresidente della federazione veronese dell’ANEI - Associazione Nazionale Ex
Internati - esso sorge nei pressi della stazione, a Balconi, collocazione che già
sottolinea il ruolo assunto da Pescantina
durante la seconda guerra mondiale. La
stazione di Pescantina fu infatti capolinea di quella ferrovia del Brennero che
vide trasferite in Germania, per essere
deportate nei lager, centinaia di migliaia
di persone. Nella primavera del 1945, la
stessa stazione accolse i superstiti dei
campi di concentramento, i quali trovarono a Pescantina il primo punto di approdo dopo le atroci sofferenze subite. Tutto
il paese si prodigò in quell’occasione per
offrire ai superstiti le prime cure, divenendo per essi il simbolo della fine del conflitto e del primo contatto con la patria. Il monumento è composto di reticolati punteggiati da mani tese ad implorare la libertà, simbolo del monito rivolto a tutta l’umanità da coloro che sacrificarono la propria vita
per la giustizia e per la patria. Del senatore Paride Piacenti, presidente nazionale dell’ANEI, la frase posta al centro del monumento:
“Qui dove giungeste, o fratelli, di noi caduti ritorna soltanto il ricordo, ma non si muore invano per amore della giustizia”.
Nel 1996, la celebrazione del trentennale del monumento ha rappresentato il forte invito a non dimenticare, rinnovando l’attualità
della denuncia contro ogni forma di conflitto e l’eterna gratitudine
per coloro che hanno contribuito con il sacrificio alla conquista della libertà e della democrazia.
The monument dedicated to the dead and
to the former internees of the Nazi camps
was inaugurated on 25 September 1966.
Designed by the architect Mirko Vucetich
and constructed under the guidance of engineer Enea Ronca, vice-president of the
Veronese federation of ANEI – National
Association of Former Internees – it stands
near the station in Balconi, a position that
by itself underlines the role played by Pescantina in the Second World War. In fact
the station of Pescantina was the end of
the Brennero line that transferred to Germany hundreds of thousands of people,
destined to be deported to the concentration camps. In the spring of 1945, the
same station welcomed back the survivors
of the concentration camps, and so Pescantina was their first landing-place after
the atrocious suffering they had experienced. The whole town did all they could
to offer help to these survivors, becoming
for them the symbol of the end of the war and of their first contact
with their homeland. The monument is composed of a network of
barbed wire, interspersed with hands stretched out begging for freedom, a symbol of the warning directed at the whole of humanity by
those who sacrificed their lives for justice and their country. The sentence written in the centre of the monument is by Senator Paride Piacenti, national president of ANEI: “Here where you came, o brothers,
of those who died only the memory returns, but we did not die in vain
for the love of justice”. In 1996, the thirty year anniversary of the
monument represented a strong invitation not to forget, renewing the
relevance today of the denouncing of every form of conflict and our
eternal gratefulness to those who have contributed to and sacrificed
themselves in the fight for freedom and democracy.
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Peschi in fiore con il campanile di San Lorenzo - Peach trees in bloom with the bell tower of San Lorenzo
Il progetto
The plan
Sviluppo urbanistico e territorio
Urban and territorial development
Negli ultimi dieci anni lo sviluppo edilizio di Pescantina è
stato supportato dallo spirito di rivitalizzare e rendere il più
possibile autonome le singole frazioni, salvaguardandone
l’identità di fieri ed indipendenti “centri di vita”.
Con questa filosofia sono state individuate le nuove zone
residenziali ed i servizi, dalle scuole alle attività ricreative,
sportive e sociali.
In campo artigianale ed industriale si è cercato di tutelare e
incentivare tutte quelle attività che, in linea con quanto avviene nel resto del Veneto, sono nate e cresciute in una realtà prettamente agricola, attenuandone comunque l’impatto
ambientale attraverso piani urbanistici di riordino territoriale, ovvero incentivandone il trasferimento in aree appositamente predisposte che hanno dato origine negli anni all’importante polo produttivo di Settimo.
La pianificazione a livello provinciale, a cui è demandata la
previsione e programmazione dei nuovi insediamenti industriali, individua nel territorio di Pescantina limitati sviluppi di carattere produttivo, concentrati nella parte di territorio posta a confine
con il comune di Sant’Ambrogio.
Per quel che riguarda l’aspetto ambientale sono state poste le basi per un futuro parco dell’Adige, limitando l’attività edilizia in vaste
aree di tutela paesaggistica e riqualificando
tutto il tracciato della storica strada Alzaia.
Più recentemente, attraverso un’utile concentrazione delle aree a servizi, in seguito alla
realizzazione delle varie zone residenziali, è
stato possibile rendere disponibile alla collettività una vasta area verde, superiore ai diecimila metri quadri, destinata a diventare un
bellissimo parco nel cuore del centro storico di
Pescantina.
Sono state altresì avviate tutta una serie di iniziative, a partire dall’approvazione del piano
della viabilità, finalizzate ad una riorganizzazione funzionale dei percorsi, alla messa in sicurezza delle sedi stradali e al decongestionamento del traffico in alcune arterie del capoluogo, da concretizzare attraverso la modifica
delle intersezioni e la realizzazione di una
nuova viabilità ciclo-pedonale.
Pescantina, cresciuta negli ultimi anni nel numero dei suoi abitanti, sulla scia di una tendenza demografica che ha coinvolto la gran
parte dei paesi limitrofi, grazie alla favorevole posizione geografica ed alla presenza di
importanti vie di comunicazione, è destinata
a divenire sempre più una polarità di livello
sovraccomunale.
Over the last ten years the building development of Pescantina
has been characterised by the spirit of revitalisation and the desire to make the individual hamlets as autonomous as possible,
while at the same time maintaining the identity of each proud
and independent “life centre”.
With this philosophy the new residential areas and facilities
have been located: from schools to recreation, sports and social
facilities.
In the craft and industrial field, support and incentive have been
given to all the activities which, in line with what was happening in the rest of the Veneto, were born and have developed in
a typically agricultural reality, minimizing however the impact on
the environment thanks to urban planning of the territorial organisation, that is encouraging the transfer to areas purposely
equipped, which has over the years seen the birth of the important centre of production in Settimo.
Provincial planning, to which the provision and planning of new
Pescantina, la nuova sala civica - Pescantina, the new civic centre
33
industrial estates refers, sees in
the territory of Pescantina limited developments of a productive nature; these are concentrated in the area that borders
on the town of Sant’Ambrogio.
As far as the environmental aspect is concerned, the foundations for a future park around
the Adige have been laid, limiting the building activity in large
areas of protected landscapes
and reclassifying the route of
the historic road Alzaia.
More recently, as a result of
the useful concentration of the
areas and facilities, due to the
completion of various residenPescantina, il velodromo - Pescantina, the cycling stadium
tial areas, a large area of open
space (more than ten thouSarà necessario, attraverso l’iniziativa pubblica e l’incentivo
sand square metres) has been made available to the populadi quella privata, continuare nel processo di recupero di
tion with the intention of making it a beautiful park in the
quel centro storico, vero e proprio vanto per i pescantinesi,
heart of the historic centre of Pescantina.
che diventa contemporaneamente coscienza del proprio
A series of other initiatives are under way, starting with the appassato e punto di partenza per il futuro.
proval of the road plans to reorganise the functionality of the
Un futuro nel quale assisteremo, molto probabilmente, ad
roads, make the road surfaces safer and reduce the amount of
una fusione tra i centri abitati della frazione di Balconi ed
traffic congestion in some of the main roads of the town, modil Capoluogo, in un’ideale congiunzione tra le due storiche
ify some intersections and create new pathways for cyclists and
direttrici, l’Adige e l’antica via militare Claudia Augusta Papedestrians.
dana (ai più nota come la “Statale 12”), che hanno caratOver the last few years, Pescantina has seen an increase in the
terizzato da sempre la crescita del paese; un futuro nel quanumber of its inhabitants, in the wake of a demographic tenle dovranno continuare a trovare spazio tutta una serie di
dency that has touched most of the surrounding towns, thanks
iniziative urbanistiche, ambientali e culturali per far sì che il
to the favourable geographic position and to the existence of
parco dell’Adige continui a rappresentare il naturale moimportant means of communication and as a result is destined
mento di contatto tra la gente ed il fiume.
to develop into an increasingly large municipal centre. It will be
necessary, through public and private initiatives, to continue reAttività economiche
cuperating the historic centre, of which the Pescantina people
are so proud, to give it the awareness of its past and make it a
Il territorio del Comune di Pescantina è stato interessato da
starting point for the future.
una profonda trasformazione economica e sociale, che riguarda le forme della produzione e del lavoro. Gli esiti di
questo cambiamento sono dipesi anche dalla capacità degli
attori pubblici e delle forze sociali di affrontare i problemi
relativi alle risorse umane e al lavoro.
La trasformazione ancora in atto, che vede una grande diffusione dei settori delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ma che investe anche settori più tradizionali, richiede quindi un impegno straordinario di adeguamento del sistema locale dell'educazione, della formazione,
dell'orientamento e delle politiche attive del lavoro.
Nella realtà attuale del Comune di Pescantina le attività economiche, commerciali e artigianali erogano svariati servizi
indispensabili al cittadino: esse sono particolarmente importanti nel tessuto sociale del comune, costituendo fonte di lavoro e di relazioni. Un posto molto importante occupa l'agricoltura, già ben sviluppata in passato, che in questi anni
ha conosciuto un notevole sviluppo soprattutto nel settore
della coltivazione del pesco e del kiwi.
Tuttavia la realtà economica di Pescantina si presenta molto variegata con un numero consistente di aziende suddivise nei seguenti settori:
Pescantina, scorcio del centro storico - Pescantina, a corner of the historical centre
34
Agricoltura - Agriculture
Cava - Quarry
Attività Manifatturiere - Manufacturing industry
Costruzioni - Buildings
Commercio ingrosso e dettaglio
Wholesale and retail trade
Alberghi e ristoranti - Hotels and restaurants
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Transport, warehousing and communications
Intermediazione monetaria e finanziaria
Financial intermediaries
Attività immobiliare, noleggi o informatica ricerca
Real estate, renting and information research
Istruzione - Education
Sanità e altri servizi sociali - Health and other social services
Altri servizi pubblici, sociali e personali
Other public services, social and personal
Imprese non classificate - Unclassified firms
A future in which we will see, quite probably, the fusion of the
hamlet of Balconi with the main town in conjunction with the
two historic routes, the Adige and the ancient military road
Claudia Augusta Padana (known by most as the “Statale 12”),
which have always been part of the growth of the town; a future in which there must be space for a series of urban, environmental and cultural initiatives in order to ensure that the
Adige park continues to represent a natural moment of contact
between the people and their river.
1. commercio ingrosso e dettaglio: 311
2. aziende agricole: 285
3. attività manifatturiere: 216
4. attività di costruzione: 168
5. attività immobiliari, informatica e di ricerca: 90
6. aziende di trasporto: 51
7. alberghi e ristoranti: 39
8. aziende di intermediazione monetaria e finanziaria: 20
9. imprese varie: 14
Economic Activities
Un importante riferimento per il settore commerciale ed
industriale del territorio è la manifestazione “Pescantina
produce”. Un progetto ambizioso nato nel 1999 con l’obiettivo di promuovere Pescantina e le realtà commerciali e produttive del paese e del comprensorio.
Una fiera che ha riscosso un successo immediato fin dalla
prima edizione ospitando espositori, stand gastronomici e
spettacoli con personaggi di fama internazionale.
Visitata ogni anno da migliaia di persone, “Perscantina produce” ha saputo rinnovarsi e presentare edizioni, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, sempre più curate
e ricche di avvenimenti, diventando una felice realtà ormai
ben radicata nel territorio.
The territory of the town of Pescantina has seen a profound
economic and social transformation regarding types of production and work. The results of this change have also depended on the ability of the public officials and the social
powers to face the problems relating to human and work resources.
The transformation, which is still under way today, has seen
a wide diffusion of the information technology and communications field, but is also investing in the more traditional
sectors and therefore requires a special effort to adapt the
existing local systems of education, professional training and
vocational courses and active work policies.
In the present situation of the town of Pescantina, the financial, business and craft activities supply various indispensable
facilities to the citizens: they are particularly important in the
social context of the community, providing work opportunities and social outlets. Agriculture has an important role,
well-established in the past, which in recent years have seen
a considerable development especially in the cultivation of
peaches and kiwi.
However, the economic situation in Pescantina is quite varied
and includes a good number of companies subdivided into
the following sectors:
1. wholesale and retail trade: 311
2. farms: 285
3. manufacturing industry: 216
La coltivazione del pesco
Nell’insieme delle attività economiche di Pescantina ha un
ruolo centrale la coltivazione del pesco. Il terreno, caratterizzato da un substrato permeabile e calcareo, e la posizione
soleggiata e vicina al fiume, costituiscono un habitat favorevole per questo tipo di coltura che era presente, sia pure in
forma ridotta, già in epoca romana. A partire dal XVII secolo la coltivazione del pesco conobbe una vera e propria diffusione. Con la costruzione delle ruote idrovore e il progressivo sviluppo delle tecniche di irrigazione, sempre più terre
vennero infatti destinate alla produzione della pesca. Nel secolo scorso, l’introduzione di sistemi colturali quali impianti,
potature e trattamenti per limitare la diffusione delle malattie,
35
e la costruzione del canale di irrigazione negli anni ’20, ne determinarono la definitiva affermazione, tanto che oggi le pesche di Pescantina hanno conquistato il mercato nazionale ed
estero, meritando l’attenzione dei tecnici per le loro qualità
organolettiche.
Il mercato ortofrutticolo
ed il marchio Principesca
Il mercato ortofrutticolo di Bussolengo e Pescantina è stato
costruito nell’anno 1988 e racchiude in questa nuova struttura tutta una serie di piccoli mercati che operavano sul territorio.
La posizione logistica della struttura, nella zona più a nord
della pianura, ha un bacino di conferimento molto vasto,
basti pensare che vi sono interessati ben sette Comuni.
I produttori conferenti sono un migliaio, di cui oltre seicento sono aziende imprenditoriali a titolo principale. Per queste caratteristiche, fin dai primi anni il mercato si è dimostrato un punto di riferimento per le produzioni locali, non
solo della pesca ma anche per i prodotti secondari quali mele, pere, susine, albicocche e kiwi. In seguito, dal 1992, è iniziata la commercializzazione del kiwi con un prodotto lavorato direttamente dal produttore negli appositi imballaggi.
Questo metodo di commercializzazione ha dato maggiore
importanza al mercato, indicando nuove linee di marketing
anche per l’altra frutta.
Il nuovo marchio Principesca - The new logo “Principesca”
4. building industry: 168
5. real estate, information technology and research: 90
6. transport companies: 51
7. hotels and restaurants: 39
8. financial intermediaries: 20
9. others: 14
An important reference for the business and industrial sector
in this area is the event “Pescantina produce”. It is an ambitious project started in 1999 with the aim of promoting Pescantina and its business and productive reality and that of
the surrounding area.
This trade fair met with immediate success and hosts exhibitors, gastronomic stands and shows with internationally
famous names.
Visited every year by thousands of people, “Pescantina produce” has always moved with the times and presents, in collaboration with the Municipal Administration, a fair full of
important events, havin now become a well-established appointment on the territory’s calendar.
Peach cultivation
In the general picture of economic activities in Pescantina, a
central role is played by the cultivation of peaches. The
ground, characterised by a permeable and calcareous substrate, and the sunny position near the river make for a
favourable habitat for this type of cultivation, which was already present, be it to a lesser extent, in Roman times. From
the seventeenth century the cultivation of peach trees spread
diffusely. With the construction of the water pump wheels and
the progressive development of the irrigation techniques,
more and more land was given over to the production of
peaches. In the last century, the introduction of cultivation systems such as installations, pruning and treatments to limit the
spreading of diseases and the construction of the irrigation
channel in the 1920s were the signs of ultimate success, so
much so that today the peaches from Pescantina have conquered the national and international market, worthy of the
experts’ attention for their flavour, perfume and texture.
The fruit and vegetable market
and the logo “Principesca”
The fruit and vegetable market belonging to Bussolengo and
Pescantina was built in 1988 and encloses a collection of little
markets that existed in the territory. The logistic position of the
building, in the northern part of the plain, covers a vast
La raccolta delle pesche - The peach harvest
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È degli anni ’90 la profonda rivoluzione che il mercato ha
dato al sistema di produrre frutta, ponendo la qualità come
fattore determinante per il commercio. Sul piano commerciale, il mercato si è posto all’attenzione delle innovazioni di
vendita e delle trasformazioni del marketing, andando a
promuovere la produzione in Paesi esteri, della Comunità
Europea, ma anche nell’Europa dell’Est e introducendo una
commercializzazione diretta tramite gli importatori dei mercati di tali nazioni.
Da sottolineare l’importanza delle mostre pomologiche di
Pescantina e Bussolengo che si svolgono annualmente da
molti decenni e la partecipazione del mercato a manifestazioni nazionali e internazionali con mostre, convegni e presentazione di prodotto.
Negli ultimi anni, con la grande trasformazione data dall’introduzione dei marchi e dell’IGP, i produttori hanno sentito il bisogno di fregiarsi di un marchio per qualificare
maggiormente il prodotto. È nato così, tramite le amministrazioni comunali e la società di gestione, il marchio “Principesca”. Tale marchio è correlato di un disciplinare di produzione che dispone dei metodi di produzione, di raccolta e
commercializzazione.
La produzione di Principesca è legata al territorio dei comuni conferenti, in particolare a quelli di Pescantina e Bussolengo, e vi possono partecipare solo le varietà prodotte con
la forma dell’allevamento a vaso ed i frutti che hanno raggiunto una perfetta maturazione, forma e colorazione. Il
prodotto è commercializzato esclusivamente tramite il mercato e deve essere raccolto in giornata, lavorato a mano in
appositi plateaux recanti il marchio “Principesca” e sigillati
sulla parte superiore con una fascia portante le stesse indicazioni. Questo marchio ha l’obiettivo di soddisfare i clienti
più esigenti, che ricercano nella pesca le qualità di profumo,
catchment area encompassing as many as seven municipalities.
The appointed producers are about a thousand, of whom over
six hundred are specialised companies. For these reasons, right
from the start the market was a reference point for local production, not only of peaches but also of secondary products like
apples, pears, plums, apricots and kiwi. Later, in 1992, the trading of kiwis began with a product prepared directly by the producer in specific packaging. This method of trading gave even
greater importance to the market, indicating new lines of marketing also for the other fruits.
In the 1990s the market brought about a profound revolution in
the way of producing fruit, making quality the determining factor in trade. On a business level, the market gave its attention to
sales innovations and marketing transformations, promoting the
production abroad, in the European Community and in Eastern
Europe, and introducing direct trading via the market importers
of those countries. We should emphasize the importance of the
fruit tree exhibitions in Pescantina and Bussolengo that have
taken place every year for many years and the participation of
the market in national and international meetings with exhibitions, conferences and product presentations. Recently, with the
great transformation brought about by the introduction of logos
and GPI, the producers felt the need to give themselves a logo
to further qualify their product. So, thanks to the municipal administration and the managing company, the logo “Principesca”
was born. This logo is correlated by a list of production regulations which lays down the methods of production, harvesting
and trading. The production of “Principesca” is linked to the territory of the appointed towns, in particular to Pescantina and
Bussolengo and only the varieties produced by cultivation in
pots and the fruits which have reached perfect ripeness, shape
and colour can be marked with the logo. The produce is sold exclusively through the market and must be harvested the same
Sagra di San Lorenzo, fuochi d’artificio - Festival of San Lorenzo, fireworks
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fragranza e sapore, caratteristiche del frutto spesso ormai
dimenticate. Con Principesca il mercato qualifica una fascia
di prodotto superiore, un prestigio sia per le aziende che lo
producono che per la terra di Pescantina, da sempre culla
della peschicoltura.
day, prepared by hand in specific boxes marked with the logo
“Principesca” and sealed on the top by a tape bearing the same
information. This logo aims to satisfy the most demanding
clients who look for the quality of perfume, fragrance and
flavour in the peaches, characteristics that are often forgotten
these days. With “Principesca” the market recognises a superior
product, a sign of prestige both for the companies producing
them and for the land of Pescantina, which has always been the
home of peach cultivation.
Le associazioni a Pescantina
Nel territorio di Pescantina le associazioni trovano un forte sviluppo con più di settanta gruppi impegnati in diversi
settori di attività. Un insieme che si dimostra notevole anche per l’ampiezza degli interessi e delle finalità: dalle associazioni sportive e ricreative a quelle di promozione culturale ed artistica, dai gruppi impegnati nella valorizzazione e conservazione del patrimonio ambientale, locale o internazionale, fino alle associazioni di impegno e solidarietà sociale.
Associations in Pescantina
In the territory of Pescantina associations have developed
strongly with more than seventy groups working in different areas of activity; quite considerable in number also for the wide
range of interests and aims represented: from sports and recreational associations to cultural and artistic promotion groups,
from groups involved in the development and preservation of
the environmental patrimony, local and worldwide, to associations for social support and solidarity.
ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
Il comune di Pescantina è particolarmente vivace in quest’ambito, con la presenza di molteplici realtà di volontariato capaci di rispondere in modo puntuale a bisogni sociali
vecchi e nuovi.
Le varie iniziative di solidarietà trovano radici comuni nella cultura cristiano-cattolica, cultura che mette la persona
e la sua dignità al centro di ogni iniziativa e attività umana. Molte di queste Associazioni sono nate nei primi anni
ottanta, momento favorevole allo sviluppo di una nuova
solidarietà, attenta a combattere i fenomeni di esclusione
sociale e di disagio; proponendo la promozione e l’emancipazione della persona in alternativa alla cultura dell’assistenzialismo.
Alcune di queste associazioni sono l'espressione del radicamento sul territorio di realtà Nazionali mentre altre sono nate sul territorio comunale ed operano quasi esclusivamente
in tale ambito.
In un elenco che certamente non esaurisce ne descrive la ricchezza del volontariato espresso dal nostro territorio, comprende: Caritas; Associazioni
NOI delle Parrocchie di Pescantina, Balconi e Settimo;
San Vincenzo - Casa Ozanam;
A.I.D.O., Associazione Famiglie Italiane; Associazione
Mato Grosso, le sezioni
A.V.I.S di Pescantina, Balconi
e Settimo. Gruppo Sostegno
Persone Handicappate; Mario
e i sui amici; Associazione
Aiutiamoli a Vivere; A.C.A.T;
Gruppo C.T.G. Citrato. Merita
menzione in questo ambito
anche i gruppi Alpini di Pescantina e Arcè che spesso
operano a sostegno delle
realtà di volontariato sopra
elencate.
Le diverse Amministrazioni
Comunali hanno sempre sostenuto queste realtà in diversi modi e il futuro sarà
VOLUNTARY SERVICE ASSOCIATIONS
The Municipal Administration in Pescantina is particularly active in this area, with many realties of voluntary service capable of responding punctually to old and new social needs. several solidarity’s initiatives have their common roots in the
Christian catholic culture which puts the person in the centre
of any human initiative or activity. Many of these associations
were born during the1980s, a period culturally favourable for
the development of a new culture of solidarity, concentrating
on destroying the phenomenon of social abandonment and
unease; proposing the promotion and the emancipation of the
person instead of the welfarism culture. Some of these associations are an expression of national groups well-established
locally while others are were born in the municipal territory
and work almost exclusively in this area. A list that certainly
isn’t exhaustive and doesn’t express the richness of the voluntary service expressed by our territory, includes: Caritas;
Il nuovo centro sociale - The new social club
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Associazioni NOI delle Parrocchie di Pescantina, Balconi e Settimo; San Vincenzo - Casa Ozanam; A.I.D.O., Associazione Famiglie Italiane; Associazione Mato Grosso, A.V.I.S di Pescantina, Balconi e Settimo. Gruppo Sostegno Persone Handicappate; Mario e i sui amici; Associazione Aiutiamoli a Vivere;
A.C.A.T; Gruppo C.T.G. Citrato. In this area also the Gruppi alpini di Pescantina and Arcè deserve praise for the support given to the over listed voluntary activities.
The different municipal administrations have always supported
these activities in different ways and must continue to offer an
even wider collaboration in the future, inspired by the model of
social security benefits of the State institutions compared to organised and spontaneous private forms of reply to social needs.
Fundamental elements in the relationship between Administration and the no profit organisations will be: a shared planning
of the intervention; economic support or the supply of materials
or services by the public body; the research for forms of wider
and more active involvement on the part of the citizens, developing the awareness that each of us including those who are
“weak”, is a bearer of both needs and resources.
La casa di riposo - Rest Home
necessariamente connotato da una più ampia collaborazione,
ispirata al modello della sussidiarietà delle Istituzioni pubbliche nei confronti delle forme private organizzate e spontanee. Elementi fondanti del rapporto futuro tra l’Amministrazione e le realtà non profit saranno: la progettazione condivisa degli interventi; il sostegno economico o la fornitura di
beni o servizi da parte pubblica; sviluppare la consapevolezza che ognuno di noi, compresi i soggetti “deboli”, è portatore di bisogni ma nel contempo di risorse.
PUBLIC SOCIAL SERVICES
The town of Pescantina boasts can extended network of social services, which guarantees a wide response to the citizens’ needs. The services respond to the needs of the elderly,
of disabled people, of people with addictions (drugs, alcohol,
smoking), of under-age people, of people living in poverty,and
include replies not only of an economic type but also cultural
mediation in order to help the people who have immigrated
to our town. This complex network of services is activated in
collaboration with the local health authority U.L.S.S. 22 of the
Veneto region. More specifically the services are:
- UNDER-AGE 0-18
scholastic integration for disabled children
educational and scholastic support
Project “non solo nido” (socialising for children age 0-3 years)
Project “soffitta” (animation in playgrounds)
Psycho-pedagogic advice for families
Day centre for under-age people
- ELDERLY
Physiotherapy, chiropody and laboratory for medical analyses
Tele-rescue and tele-control
Summer holiday programmes
Gymnastics for the elderly
Meals on wheels
I SERVIZI SOCIALI PUBBLICI
Il comune di Pescantina gode di un’estesa rete di servizi sociali, garantendo un’ampia risposta ai bisogni dei cittadini.
I servizi rispondono ai bisogni degli anziani, delle persone
disabili, delle persone con dipendenza (droga, alcool, fumo), dei minori, delle persone in situazioni di povertà, mediazione culturale a favore delle persone immigrate nel nostro paese.
Questa complessa rete di servizi è attivata in collaborazione
con la locale Azienda sanitaria U.L.S.S. 22 della regione Veneto. Nello specifico i servizi sono:
- MINORI 0-18
servizi di integrazione scolastica per disabili
servizio di appoggio educativo e scolastico
progetto “non solo nido” (socializzazione per bambini 0-3 anni)
progetto “soffitta” (attività di animazione nei parco giochi)
servizio di consulenza psicopedagogica per famiglie
centro diurno per minori
- ANZIANI
servizio di fisioterapia, podologia, laboratorio analisi
servizio di telesoccorso e telecontrollo
soggiorno vacanza estivi
ginnastica per anziani
pasti a domicilio
inserimenti in casa di riposo
inserimenti in R.S.A. servizio di sollievo familiare
- HANDICAP
centri diurni educativi occupazionali
comunità alloggio
vita indipendente
abbattimento barriere architettoniche
servizio inserimento lavorativo
soggiorno vacanza estivi
servizio interventi individualizzati
La Comunità alloggio - Community home
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IL PRIVATO SOCIALE
Il nostro terrritorio può inoltre vantare due realtà del privato
sociale non profit, che rispondono in modo strutturato e professionale erogando servizi sociali integrati appieno nel sistema dei servizi promossi dall’ente pubblico.
La cooperativa sociale FILO CONTINUO nasce nel 1989 a Pescantina dal “Gruppo sostegno persone handicappate”, ed
ha come obiettivo l’integrazione sociale e lavorativa, l’educazione e la riabilitazione di persone disabili adulte. Essa ha
sede in via dei Sassi ed opera sul territorio attraverso alcuni
servizi convenzionati con l’ULSS 22:
- la comunità alloggio è un servizio residenziale e può accogliere fino a nove persone disabili adulte che non hanno famiglia o che hanno situazioni familiari difficili, offrendo loro
servizi educativi, di assistenza e di integrazione sociale. La
sede è stata realizzata dal Comune di Pescantina nel 1995.
- Il CEOD (centro occupazionale diurno) è dedicato a persone
disabili adulte con handicap grave o medio-grave che necessitano di un ambiente dove poter realizzare condizioni
di crescita e benessere personale. Il CEOD di Pescantina accoglie 18 persone e offre servizi educativi, riabilitativi ed assistenziali oltre ai servizi di mensa e di trasporto ed è inserito in una nuova sede completata dal Comune nel 1999.
La cooperativa Filo Continuo gestisce anche due servizi nel
comune di Villafranca: un CEOD e il Gruppo lnsieme che attraverso l’attività artistica (ceramica e pittura) offre agli
utenti un momento di relazione ed integrazione. La cooperativa propone altre attività che vengono svolte in collaborazione con il Comune: soggiorni climatici estivi per persone
disabili adulte; progetto “Arcobaleno di ceramica” rivolto alle classi elementari con obiettivi educativi e di integrazione e
l’attività assistita a cavallo.
Il nuovo progetto “Una fattoria per conoscere” prevede la
costruzione di una piccola fattoria nell’area adiacente al
cen-tro diurno con lo scopo di creare un ambiente educativo
Insertion in old people’s homes
Insertion in R.S.A. for family relief
- HANDICAPPED PEOPLE
Day centres for occupational therapy
Community homes
Independent living
Destroying architectural barriers
Insertion into working world
Summer holiday programmes
Personalised interventions
PRIVATE SOCIAL ACTIVITIES
Our territory can also boast two private no profit social realities, which respond in an organised and professional way offering social services fully integrated into the system of services promoted by the public sector.
The social cooperative FILO CONTINUO was founded in 1989
in Pescantina by the “Gruppo sostegno persone handicappate”. Its aims are social and professional integration, education and rehabilitation for adult disabled people. Its headquarters is in Via dei Sassi and it works all over the territory
through a few subsidised services with the ULSS 22:
- Community homes is a residential service and can receive
up to nine adult disabled people without family or with difficult family situations, offering them educational services,
help and social integration. The headquarters was built by
the Town Council of Pescantina in 1995.
- The CEOD (day work centre) is dedicated to adult disabled
people with serious or average-serious handicaps who require an environment where they can find personal development and well-being. The CEOD in Pescantina can welcome 18 people and offers educational, rehabilitative and
support services as well as a canteen and transport service. It is situated in a new headquarters completed by the
Council in 1999.
Vladi Panato, Pluricampione del mondo di canoa - Vladi Panato, World Canoe Champion many times over
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The cooperative Filo Continuo also runs two services in the
town of Villafranca: a CEOD and the “Gruppo Insieme” which
through artistic activity (pottery and painting) offers its users
a moment of contact and integration. The cooperative proposes other activities which are carried out in collaboration
with the Town Hall: summer holidays in health resorts for
adult handicapped people; project ”Arcobaleno di ceramica”
(Rainbow pottery) for the primary school age group to assist
their education and integration and supervised horse-riding.
The new project “Una fattoria per conoscere” (A farm for
learning) foresees the construction of a small farm in the area
next to the day centre with the aim of creating an educational, occupational environment for disabled children, open
to didactic exchanges with nursery and primary schools.
The foundation rest home “Immacolata di Lourdes” was set
up in 1913 thanks to acts of charity organised by the Archpriest Benvenuto Ottoboni, head of the Parish of Pescantina.
In 1933 this religious institution was transformed into a nonprofit making company (I.P.A.B.). On 14 March 1997 the
Veneto region gave the rest home “Immacolata di Lourdes”
independent legal status. In the new legal form of the Foundation’s statute, it is possible to act as a private organisation
to all intents and purposes, while still maintaining the regional reimbursements for receiving guests who are not selfsufficient. In order to do this the private organisation must
maintain and guarantee the standards of services set by the
Veneto region. All this in order to offer a better and more
qualified service to the old people. For several years now the
rest home has been offering its guests a GP, physiatric treatment, minor surgery, diet consultation, a chiropodist, physiotherapy and qualified nursing assistance. There are also entertainment activities for free time and a religious service. The
work of the Foundation spreads over the territory: there are
more than 20 old people who use the meals on wheels service; meals are prepared in the institution. As well as the
changes at management level, recently the rest home has undergone structural changes in order to meet the current
norms (safety in work environments, elimination of architectural barriers etc.). Finally, work is under way to extend the
home with a building that will be an RSA centre for 18
guests, gym club and surgeries.
The final aim is to create a 90-bed capacity compared to the
83 available today. In this way there will be fewer shared
bedrooms and more rooms with one bed only.
occupazionale per disabili, aperto ad esperienze didattiche
con le scuole materne ed elementari.
La fondazione Casa di Riposo “Immacolata di Lourdes” venne istituita nel 1913 grazie ad atti di beneficenza disposti
dall’ Arciprete Benvenuto Ottoboni, titolare della parrocchia
di Pescantina. Nel 1933 il Pio Istituto si trasformò in Ente
Morale (I.P.A.B.). Dal 14 marzo ‘97 la regione Veneto ha riconosciuto personalità giuridica di diritto privato alla Casa
di Riposo “Immacolata di Lourdes”. Nella nuova configurazione giuridica fornita dallo statuto della Fondazione è possibile agire a tutti gli effetti come in una struttura privata,
mantenendo inalterati i rimborsi regionali sull’accoglienza
degli ospiti non autosufficienti. Per fare questo la struttura
privata deve mantenere e garantire gli standard di servizio
stabiliti dalla regione Veneto. Tutto ciò al fine di offrire un
servizio migliore e più qualificato agli anziani. Da alcuni anni la casa di riposo sta offrendo ai propri ospiti servizi di medicina generale, fisiatrica, di piccola chirurgia, dietologia,
podologia, fisioterapia ed assistenza infermieristica qualificata. A ciò si aggiunge l’attività di animazione del tempo libero e il servizio religioso. L’azione della fondazione si
estende anche sul territorio in collaborazione con l’ Amministrazione Comunale: sono circa 20 gli anziani che si avvalgono del servizio pasti a domicilio, preparati dall’istituto.
Oltre alle modifiche gestionali, negli ultimi anni la casa di riposo ha subito modifiche strutturali dovute all’adeguamento alle normative vigenti (sicurezza negli ambienti di lavoro,
eliminazione delle barriere architettoniche, etc.). Infine sono
in corso lavori di ampliamento della casa con la costruzione
di un nucleo di R.S.A. per 18 ospiti, palestra e ambulatori.
Obiettivo finale è quello di realizzare all’interno della casa
circa 90 posti letto rispetto agli 83 odierni. Verranno così diminuiti i posti letto nelle camere attuali e create nuove
stanze ad un letto.
Lo sport
C’è sempre stato a Pescantina un interesse particolare verso
l’attività sportiva, tanto che lo sport praticato è diventato un
motivo d’orgoglio per il paese.
Sono attive sul territorio comunale ben 24 società sportive
che offrono ai giovani delle opportunità, dei punti di incontro in cui ognuno può praticare l’attività motoria preferita.
Nelle scuole, le società fanno conoscere le realtà sportive
presenti mediante i propri tecnici ed allenatori, che le propongono affiancando gli insegnanti di educazione fisica.
Per quanto riguarda gli aspetti agonistico-sportivi, in alcune discipline si sono raggiunti risultati di altissimo livello,
proiettando alcuni atleti di Pescantina ai vertici mondiali
dello sport.
Inoltre si deve sottolineare che la gran parte delle società
sportive svolgono la loro attività in buone strutture e si avvalgono di allenatori, tecnici e dirigenti di grande esperienza e professionalità.
Una ricerca, svolta alcuni anni fa sul numero di ragazzi in età
scolare che praticavano una attività sportiva agonistica, aveva evidenziato che 8 ragazzi su 10 erano iscritti a società
sportive e praticavano attivamente lo sport.
Tale dato sta a significare quanto è sentito lo sport a Pescantina e quanto sia alto il grado di adesione delle famiglie
alle proposte sportive delle singole società, riconosciute
Sport
There has always been a particular interest in sport in Pescantina, so much so that the sport played has become a matter of local pride. There are 24 sports clubs operating in the
territory, offering young people opportunities and meeting
places where everyone can play the sport they like best.
In schools, the clubs bring their sports to the students’ attention through their own experts and trainers who work together with the schools’ sports teachers.
As far as competition sport is concerned, in a few disciplines
very high results have been achieved, taking some local Pescantina athletes to world championship level in their sport.
Moreover we should emphasize that most of the sports clubs
have excellent facilities and employ trainers, experts and managers with a lot of experience and professionalism.
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come ambienti sani, portatrici di salute fisica e di positivi valori umani.
Le società sportive più rappresentative e più blasonate sono il Canoa Club, l’US Ausonia CSI e l’AC Pescantina-San
Lorenzo.
L’Ausonia è una delle società più vecchie essendo affiliata alla federazione ciclistica dal 1927.
Attualmente sono circa 50 i corridori tesserati che svolgono
attività agonistica dai 7 ai 18 anni e le circa 50 vittorie stagionali stanno a significare la quantità di lavoro svolto e la
caratura tecnica del team.
La società organizza una decina di gare ogni anno per tutte le categorie ed è considerata una delle società più serie
e brillanti della provincia, sia in campo organizzativo che
agonistico.
La società calcistica Pescantina-San Lorenzo è nata da una
fusione delle due compagini storiche del calcio pescantinese,
e conta al suo attivo dei numeri molto significativi: sono infatti 330 gli atleti tesserati, 16 le squadre iscritte ai tornei e
27 gli allenatori.
Da vari anni il settore giovanile è diventato l’obiettivo primario della società e molti sono stati i successi in campo
agonistico, tanto che il riconoscimento della federazione alla scuola calcio per i bambini, con l’acquisizione del livello
più alto (specializzata) ha coronato l’attenzione verso i giovani, portando la società ad impegnarsi anche a livello educativo-formativo, in collaborazione con le scuole e con lo
staff tecnico del Chievo.
Un discorso a parte merita il Canoa Club Pescantina che nasce nel 1968 grazie alla passione di alcuni pionieri entusiasmati da questa disciplina sportiva. In seguito le attività incominciarono ad ampliarsi con la partecipazione del Club a
gare regionali e nazionali. AII’inizio degli anni ottanta, diventa presidente il prof. Alviano Mesaroli, tuttora in carica, il
quale orienta progressivamente il club verso l’agonismo
A survey carried out several years ago on a selection of
school-age youths who played competition sport showed that
8 out of 10 were enrolled in a sports club and played sport on
a regular basis. This shows how important sport is in Pescantina and how many families adhere to the various proposals
made by the clubs, which are viewed as healthy environments,
promoting good health and positive human values.
The most representative and respected clubs are the canoe
club, US Ausonia CSI and the AC Pescantina-S.Lorenzo. The
Ausonia is one of the oldest clubs, a member of the cycling
federation since 1927. At the moment there are about 50
member racers who participate in competitions, aging from 7
to 18 years old, and the approximately 50 annual victories are
witness to the amount of work put in and the technical value
of the team. The club organises about 10 races every year for
all the different categories and is regarded as one of the most
professional and capable clubs in the province, both in terms
of organisation and sporting ability.
The football club Pescantina-S.Lorenzo was born from a recent
fusion of the two historic Pescantina football teams and has a
considerable number of members: there are in fact 330 members, 16 teams registered in the league and 27 trainers. For
several years now the club has been concentrating on the
young players and they have achieved great success in league
performances, so much so that the federation has awarded
the football school for children with the highest possible level
of recognition (specialised) in crowning the attention towards
young people, encouraging the club to get involved also on an
educational-training level, in collaboration with the schools
and with the expert staff of Chievo.
Pescantina Canoe Club merits a special mention. It started in
1968 thanks to the passion of a few enthusiastic pioneers of
this sport. Later, under the guidance of their president, Alfonso Giacopini, the activity began to expand with the club’s participation in regional and national races.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE - SPORTS ASSOCIATIONS
- A.C. San Lorenzo, Pescantina (Football)
- A.C. Settimo (Football)
- Accademia pugilistica BOVO (Boxing)
- A.P.S. Adige Pescantina (Fishing)
- A.P.S. Trota Sport Olivi (Fishing)
- Ass. Danza Evoluzione (Dancing)
- Ass. Pescantina Calcio a 5 (5-a-side football)
- A.T. Settimo Poker
- Basketball
- Canoa Club
- Centro Subacqueo Nautilus (Scuba diving)
- Gruppo Podistico La Rustica (Walking)
- Gruppo Scacchi (Chess group)
- Judo club
- Natura a cavallo (Horse-riding)
- Nippon Club Karate
- Ordine delle Lame Scaligere (Fencing)
- Real Pescantina Calcio a 5 (5-a-side football)
- Ski club
- Tennis club
- U.C.A.V. (Hunting)
- Unione Sportiva Settimo (Athletics)
- Us Ausonia CSI (Cycling)
- Volleyball 88
sportivo programmato. Negli ultimi vent’anni, grazie al contributo di validi collaboratori, la società ottiene successi
agonistici di straordinario rilievo e l’adesione di numerosi
giovani e non.
In questo periodo, atleti di interesse per le squadre nazionali di canottaggio si formano al Club, che arriva così a creare
una tradizione di campioni esemplare. A tutt’oggi si possono contare numerosi titoli nelle varie categorie nazionali e
risultati straordinari a livello internazionale: nei Mondiali,
At the start of the 1980s, Prof. Alviano Mesaroli became president and still is today, and thanks to him the club has moved
progressively towards a regular programme of sporting competitions. Over the last twenty years, thanks to the contribution of worthy collaborators, the club has achieved sporting
success of great importance and new memberships from
hundreds of young and not so young people. In this period,
athletes of potential interest to the national canoe teams are
training at the club, which can boast an exemplary tradition
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of champions. Also today numerous titles in the various national categories may be noted along with incredible results
at an international level: in the World Championships, the European Championships and in the World Cup. The number
one athlete in the Canoe Club is Vladi Panato. Winner of eight
World Championships and eight World Cups, Vladi Panato,
the World Champion title-holder, has not been beaten since
1993. He is the athlete who has won the most medals in the
world, not only for river canoeing but also in other specialisations of the sport.
CEA, Centre of Artistic Education
To educate the citizens to music culture, love of art, of dance
and of theatre; to increase personal awareness so it becomes a
human and social gift, as well as an artistic one. This is the mission that the CEA “Guido Bianchi” in Pescantina has committed
itself to pursue.
Since October 1977, and before that in Verona from 1958, the
CEA has seen between three and four thousand young people
from Pescantina and the Valpolicella pass through its classrooms and grow up in music and art.
In recent years the Centre has developed its own instrumental
courses and various artistic activities, trying to offer the student
diversified training courses, while maintaining a professional
and qualified didactic programme and at the same time meeting the new demands of the territory. From this point of view,
we should emphasize the start of new courses for wind and percussion instruments with the aim to re-launch the Municipal
Band of Pescantina.
In its didactic programme, the CEA offers courses in music education for infants, group courses in painting and design, acting,
classical and modern dance courses and courses for all musical
instruments for youths and adults, individuals and groups. Actively involved in the cultural events organised by the citizens
Teatro comunale, Saggio di danza classica - Municipal Theatre, Classical dance performance
negli Europei e nella Coppa del Mondo. L’atleta di spicco del
Canoa Club è Vladi Panato. Vincitore di otto Campionati del
Mondo e di otto Coppe del Mondo, Vladi Panato tuttora
Campione del Mondo in carica, è imbattuto dal 1993. Atleta più medagliato del mondo, non solo della canoa fluviale
ma anche delle altre specialità sportive.
Il CEA, Centro di Educazione Artistica
Educare i cittadini alla cultura musicale, all’amore per l’arte,
per la danza, per il teatro ed accrescere la sensibilità personale perché diventi dote sociale ed umana, oltre che artistica. Questa è la missione che il CEA “Guido Bianchi” di Pescantina ha iscritto nelle proprie finalità. Dall’ottobre 1977,
e già prima a Verona dal 1958, il CEA ha visto passare nelle
sue aule circa tre-quattromila giovani di Pescantina e della
Valpolicella appassionati di musica e di arte.
Negli ultimi anni il Centro ha sviluppato i propri corsi strumentali e le diverse attività artistiche, cercando di offrire
all’allievo percorsi formativi diversificati, conservando una
Via Borgo, il nuovo edificio scolastico - Via Borgo, the new school building
43
programmazione didattica seria e qualificata, e nello stesso tempo incontrando le nuove esigenze del territorio. Da
questo punto di vista è da sottolineare l’avviamento dei
nuovi corsi di strumenti a fiato e a percussione con l’obiettivo di rifondare la Banda Municipale di Pescantina.
Nel programma didattico il Cea offre corsi di educazione musicale rivolti all’infanzia, corsi collettivi di pittura e disegno,
di recitazione, corsi di danza classica e moderna e corsi per
tutti gli strumenti musicali per ragazzi e per adulti, individuali e collettivi.
Presente attivamente alle iniziative culturali organizzate a livello cittadino e promotore di manifestazioni con allievi e
docenti, il Centro propone un’attività periodica di verifica
con saggi di classe, saggi pubblici di fine anno, seminari,
concorsi e corsi di aggiornamento.
and promoter of exhibitions with students and teachers, the
Centre proposes occasional concerts in class (to check the students’ progress), end-of-year concerts for the public, seminars,
competitions and refresher courses.
La scuola
Scuola media, pittura del murales - Middle school, murales painting
La realtà scolastica a Pescantina comprende l’Istituto Comprensivo “I. Pindemonte”, con la scuola materna ed elementare di Balconi e la scuola media di Pescantina e la Direzione Didattica, di cui fanno parte la scuole materne di Arcé,
Settimo, Santa Lucia, le scuole elementari di Pescantina e
Settimo e le scuola materna privata S. Luigi gestita dalle
suore di S.G.B. Cottolengo.
Di particolare interesse è l’offerta formativa proposta dalle
singole scuole, le quali, in base alle competenze professionali del personale e con il concorso delle famiglie e dell’Amministrazione comunale, perseguono l’obiettivo di offrire un servizio qualitativamente elevato e rispondente alle esigenze della società odierna.
La scuola materna di Balconi ad esempio, propone un iter
formativo articolato in vari progetti legati alla particolarità
dei singoli bambini, attivando due laboratori (animazione
teatrale e attività di rinforzo) ed il progetto “nati per leggere”, mentre la scuola elementare, tramite un’organizzazione a moduli, offre la possibilità agli alunni di partecipare a
progetti ed attività, seguiti anche da esperti esterni, quali:
l’informatica, la mostra del libro, il progetto nuoto.
Anche la scuola media propone molteplici attività, quali lo
studio di due lingue comunitarie, l’insegnamento della lingua italiana ad alunni stranieri, informatica, laboratori di artigianato, ceramica, pittura di murales, karaoke, incisione,
serigrafia, atletica leggera, tennis tavolo, judo, scacchi, collezionismo, ortofloricoltura, cucina, teatro, giornalismo.
Un posto di rilievo occupano il progetto Orientamento, che
accompagna i ragazzi di terza media alla scelta della scuola superiore tramite visite alle scuole ed incontri con esperti, ed il servizio psico-pedagogico che fornisce un aiuto concreto ai docenti e alle famiglie nei casi più difficili.
La Direzione Didattica si propone di realizzare un percorso
di continuità educativa in collaborazione con le famiglie e
fra i diversi gradi della scuola di base.
Pur prestando attenzione ai bisogni del singolo bambino, si
sottolinea l’importanza ed il valore della vita comunitaria
aiutando i ragazzi a comprendere e a sperimentare le regole della convivenza.
La scuola si propone di fornire gli strumenti indispensabili
per accedere al mondo della conoscenza e dell'informazione e si avvale di specifici progetti che vanno ad arricchire
l’offerta formativa.
Schools
The school network in Pescantina includes the comprehensive school “I. Pindemonte”, with the nursery and primary
schools in Balconi and the middle school in Pescantina, and
the Education Authority, of which the nursery schools in Arcé,
Settimo, S. Lucia and the primary schools in Pescantina and
Settimo are a part.
Of particular interest is the education programme proposed
by each individual school, which, on the basis of the professional ability of the teachers and with the collaboration of the
families and the municipal administration, pursue the aim of
offering a qualitatively high service which responds to the
needs of today’s society.
The nursery school in Balconi, for example, proposes a learning programme articulated by various projects linked to the
particular needs of each child, running 2 laboratories (theatre
and back-up activities) and the project “born to read” while
the primary school, through a modular system, offers the students the chance to take part in projects and activities followed by external experts, such as: computer technology,
book exhibitions, swimming courses.
Also the middle school proposes numerous activities, including the study of two European languages, the teaching of
Italian to foreign students, computer technology, craft laboratories, pottery, murales painting, karaoke, carving, printing,
light athletics, table tennis, judo, chess, collecting, vegetable
and flower-growing, cooking, theatre, journalism.
A special place is occupied by the project Orientation, which
accompanies the students through the final year of middle
school in their choice of secondary school, by visiting the
schools, and meetings with the experts, and a psycho-pedagogic service which gives concrete advice to the teachers and
the families in the most difficult cases.
The Education Authority works to achieve scholastic continuity in collaboration with the families and between the various
levels of obligatory school.
While taking into consideration the needs of each individual
child, the importance and the value of communal living is
stressed, by helping the young people to understand and experiment the rules of living together. The schools hope to
44
Tali attività si svolgono in orario scolastico ed in orario facoltativo aggiunto.
Fra i diversi progetti si segnalano in
particolare: “leggere per crescere”,
“cori scolastici”, “teatro a scuola”,
“arcobaleno di ceramica”, “giochi motori”, “chitarra”, “clicca… e vai”, “attività del lunedì”.
Le due istituzioni scolastiche statali, da
qualche anno, sono inoltre coinvolte a
pieno titolo negli scambi culturali e di
esperienze scolastiche con le scuole
della città polacca di Siedlce, gemellata con il Comune di Pescantina.
La strategia educativa della scuola materna S. Luigi prevede la sollecitazione
delle esperienze dirette da parte del
bambino nei vari settori manipolativi,
grafici, linguistici ecc.; la rappresentazione del vissuto nei sistemi simbolicoculturali e la successiva rielaborazione
cognitiva. Tutte le attività sono realizzate nel rispetto del bambino, riconoscendolo come persona con i suoi limiti e potenzialità. Il ruolo di regia educativa svolto dall’insegnante consiste,
soprattutto, in un atteggiamento di
ascolto dei bambini senza imporre un
itinerario didattico precostituito nell’ambito di un progetto formativo che
dà priorità ai valori cristiani e una particolare attenzione ai più bisognosi.
Uwe G. Thurnau, mostra 2002 - Uwe G. Thurnau, exhibition 2002
provide the necessary tools to allow access to the world of
knowledge and information and make use of specific projects that can enrich the training programme. These activities
take place during the school day and in optional extra classes. Among the various projects, we would mention in particular: “read to grow”, “school choirs”, “theatre at school”,
“rainbow pottery”, “moving games”, “guitar”, “click... and
away”, “Monday’s activities”. For several years now, the
two schools have been involved in cultural exchanges and
school experiences with schools in the Polish town of
Siedlce, twinned with the town of Pescantina.
The education strategy of the nursery school S. Luigi foresees
the encouragement of direct experiences for the children in
handling things, drawing and language etc.; the representation of life experienced in symbolic-cultural systems and the
subsequent cognitive re-elaboration of it. All the activities are
carried out with complete respect of the child, who is treated
as a person with his limits and potentials. The teacher’s role
of educational director consists predominantly in listening to
the children without imposing on them a ready-made didactic path, within a training project which gives priority to
Christian values and particular attention to the most needy.
Attività culturali
Pescantina offre numerose occasioni per coltivare interessi
artistici e culturali, sia espressivi che di semplice intrattenimento. L’attenzione che l’Amministrazione Comunale rivolge a tali iniziative è sostenuta dall’interesse degli abitanti,
non meno che dal contributo attivo dei cittadini più impegnati. La pittura, la musica, il teatro, la poesia e il cinema,
hanno trovato negli anni, più o meno recenti, spazi di crescente partecipazione, dimostrando l’importanza che la
cultura può assumere come fattore di scambio e di aggregazione sociale.
Pittura e arti visive
Una lunga tradizione unisce Pescantina al mondo dell’arte e
degli artisti, un legame profondamente radicato nel territorio, che ha saputo aprirsi a suggestioni di diversa natura e ad
esperienze di respiro internazionale.
Testimone del ruolo che la pittura ha assunto nel clima culturale complessivo del paese, la storia degli ultimi trent’anni e le continue iniziative artistiche odierne.
Le prime tre edizioni della Mostra Concorso “Città di Pescantina”, sono a carattere estemporaneo, con i pittori che
ritraggono “en plein air” gli scorci più suggestivi del paese. In seguito, il concorso acquista un carattere tematico libero assumendo nel 1998 la nuova denominazione di
“Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea”, con cui
prosegue tuttora.
Cultural Activities
Pescantina offers numerous opportunities to cultivate artistic and cultural interests, both expressively and for simple
entertainment. The attention given to these initiatives by the
Municipal Administration is supported by the inhabitants’ interest and by the active contribution of the more committed
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citizens. Painting, music, theatre, poetry and cinema have all
met over the years with increasing participation, proving the
importance of culture as a means of exchange and social
union.
Painting and the visual arts
A long tradition links Pescantina to the world of art and
artists, a link deeply-rooted in the territory and in its ideas,
which have opened themselves to suggestions of various
types and to experiences of international flavour.
Witness to the role of painting in the whole cultural climate
of the town is the history of the last thirty years and the
continuing artistic initiatives of today.
The first three editions of the Competitive Exhibition “City
of Pescantina” were impromptu, with the artists painting
“in the open air” the most attractive corners of the town.
Later, the competition was based on a free theme, and in
1998 it took on a new name: “National Competition of Contemporary Art” by which it is still called.
Also the “Painting Group of Pescantina” has noticeably characterised the cultural activities of the town, with painting,
graphic and sculpture exhibitions. For four years consecutively
this exhibition has been a moment of contact and exchange
between the many artists working in the Veronese territory.
Various authors of international fame and acclaim have participated in the event. In 1991, Beni Montresor, well-known “New
York” stage designer and director, of local origin, participated
in the exhibition with a show of graphic works; 1993 saw the
presence of the Spanish sculptor Miguel Berrocal, to whom a
personal space was dedicated in the exhibition. Over the years,
there have however been numerous one-off events of an artistic nature: the exhibition “Painters of the Veronese Twentieth
Century”, the personal exhibition of “Angelo dall’Oca Bianca”,
at the same time as the fall of the Berlin Wall; open-air courses by sculptors of various nationalities, run by the Cultural Association “Pescantina History Art Environment”, the “Exhibition of Graphic Art” represented an opportunity to get to know
more about specific graphic techniques.
New events were promoted in 2002 by the Municipal Administration and edited by Giuseppe Perotti: a personal exhibition
Miguel Berrocal, mostra 1993 - Miguel Berrocal, exhibition 1993
Anche il “Gruppo Pittori di Pescantina”, ha caratterizzato
in misura rilevante le attività culturali del paese, con mostre di pittura, grafica e scultura. Per quattro anni consecutivi questa rassegna si propone come momento di contatto
e di scambio tra i tanti artisti operanti nel territorio veronese. Partecipano alle rassegne diversi autori, noti ed apprezzati anche in ambito internazionale. Nel 1991, Beni
Montresor, noto scenografo e regista “newyorkese” di origini locali, partecipa alla mostra con un’esposizione di opere grafiche; nel 1993 spicca la presenza dello scultore spagnolo Miguel Berrocal, cui viene dedicato uno spazio
personale all’interno della mostra.
Nel corso degli anni sono comunque numerose le iniziative di un certo rilievo: la mostra “Pittori del Novecento veronese”; la Rassegna Personale di “Angelo dall’Oca Bianca”; in coincidenza con il crollo del muro di Berlino, stages all’aperto di scultori di varie nazionalità, gestiti dall’Associazione Culturale “Pescantina, Storia, Arte, Ambiente”; la “Rassegna d’Arte Grafica” che rappresenta
una occasione di approfondimento sulle specifiche
tecniche grafiche.
Nuove iniziative sono state promosse recentemente dall’Amministrazione Comunale curate da Giuseppe Perotti:
una mostra personale del pittore tedesco Uwe G. Thurnau,
nel nuovo spazio espositivo in Piazza San Rocco, una re-
Pescantina, raduno bandistico - Pescantina, gathering of bands
46
trospettiva dedicata alla famiglia Partesotti e la mostra dello scultore Gino
Bogoni.
Cinema, Teatro e Poesia
Il cinema e il teatro sono presenti a
Pescantina con tre iniziative che nel
corso dell’anno trovano sede presso il
teatro comunale. Riscuote un notevole
successo il cineforum nel mese di febbraio, che da qualche anno propone
una scelta di pellicole significative della stagione cinematografica internazionale. La manifestazione “Famiglie a
teatro” è promossa dall’Amministrazione Comunale con lo scopo di avvicinare i bambini e le loro famiglie all’arte del teatro. Pensata per stimolare
la fantasia e la curiosità dei bambini,
l’iniziativa comprende film d’animazione e spettacoli teatrali.
Nel Comune sono attivi anche due
gruppi teatrali, il Gruppo Popolare
“Contrade” e il Gruppo corale popolare “La Resela”.
Il Gruppo Popolare “Contrade” si dedica al teatro popolare dal 1991, ispirandosi alla memoria di quella vita
umile e dura, che è parte integrante
del passato e delle tradizioni locali.
Nato dal desiderio di alcuni amici di
conservare e trasmettere le emozioni
legate ai valori più autentici della tradizione, il gruppo ha prodotto nei suoi anni di attività sette lavori tutti rigorosamente inediti. Guidato magistralmente dal regista Delio Righetti, il Gruppo corale popolare “La Resela” nasce nel 1982, quando un gruppo di appassionati delle tradizioni popolari locali ha iniziato a riscoprire e registrare, presso i più anziani della zona, le
vecchie cante dei paesi fra l’Adige e la Valpolicella.
Da questo lavoro di ricerca è nata una serie di spettacoli
che ha riscosso fin da subito un notevole successo. Il repertorio attuale del gruppo è ampio, arricchito da azioni
mimiche, scene di vita popolare, spettacoli di prosa in vernacolo e balli. La direzione musicale è oggi affidata a Lorenzo Giacopini e Giuseppe Guglielmi.
Gli appassionati di poesia possono cimentarsi con il concorso tematico di poesia dialettale “La Madonnina”, che
ha celebrato nel 2002 la sua venticinquesima edizione. Nato per merito di Bruno Sartori, Wanda Girardi Castellani e
Toni Beltrame, il concorso vede ogni anno una presenza
consistente di autori locali, regionali e trentini. Aperto anche agli alunni delle scuole elementari e medie, il concorso
è un esempio significativo di come si possano valorizzare e
mantenere vivi il dialetto e le tradizioni locali, come patrimonio di grande valore espressivo e culturale.
Da qualche anno è stato costituito un premio speciale dedicato alla memoria del Prof. Lorenzo Calabrese.
“Batel”, imbarcazione del 1890 - “Batel”, boat from 1890
of the German painter Uwe G. Thurnau in the new exhibition
area in Piazza San Rocco, a retrospective show dedicated to
the Partesotti family and the art exibition of the sculptor Gino
Bogoni.
Cinema, Theatre and Poetry
Cinema and theatre are present in Pescantina with three annual events which take place in the municipal theatre. The
cinema club in February is very successful and has for several years proposed a selection of important, recent international films. The event “Families at the theatre” is promoted
by the Municipal Administration in April with a view to bringing children and their families closer to the art of theatre. Created to stimulate the imagination and curiosity of children,
the event includes animated films and stage shows.
In the town there are also two existing theatre groups, the
amateur group “Contrade” and the choral amateur group
“La Resela”. The “Contrade” group has been producing theatre since 1991, getting its inspiration from the humble, hard
life which was part of the past and of local traditions. Born
from the desire of a few friends to preserve and pass on the
emotions linked to the most authentic values of tradition, the
group has over the years produced seven plays all completely unedited. Guided magnificently by the director Delio
Righetti, the choral group “La Resela” began in 1982, when
a group of supporters of local popular traditions started rediscovering and recording, from the older inhabitants in the
area, the old songs from the towns between the Adige and
the Valpolicella. From this research was born a series of
Musica
L’associazione culturale G.B. Bertoldi “Pescantina Storia
Arte Ambiente”, promuove da ben 23 anni un importante
47
evento per gli amanti della musica classica:
“l’Ottobre musicale pescantinese” ideato nel
1982 dal compianto Riccardo Vincenzi.
La manifestazione presenta un calendario di
concerti tenuti da artisti nazionali ed esteri di livello internazionale. Le serate si svolgono presso le ville più rinomate della zona e nelle ultime
edizioni in particolare presso villa Bertoldi. Negli anni ‘90 la stessa Associazione su iniziativa
del presidente Pietro Pontara promuove per diverse edizioni la manifestazione “chitarre” che
ospita artisti stranieri e nazionali di fama mondiale riscuotendo un notevole successo fra gli
appassionati di chitarra acustica.
Si è svolto recentemente il l° Festival della Fisarmonica, organizzato dal Comune in collaborazione con il CEA con la partecipazione del musicista Fabio Rossato, due volte campione del
mondo e di due noti gruppi musicali di
fisarmoniche.
È da sottolineare la presenza sul territorio di due
gruppi corali che rivestono una certa importanza in ambito provinciale: il Coro Monti Lessini e
il Gruppo “Resela”.
Il gruppo corale popolare la Resela, che attualmente si dedica in misura maggiore al teatro, ha
tuttavia recentemente inciso una raccolta di
brani popolari locali, frutto di una ricerca ventennale del maestro Giacopini sui canti popolari della nostra
tradizione.
Il Coro Monti Lessini, diretto dal maestro Dante Savoia con
grande passione e abilità, in breve tempo ha ottenuto notevoli successi in ambito internazionale. Il coro ha recentemente inciso un cd dal titolo ”La Bella Lessinia” ed il maestro
ha redatto una collana di armonizzazioni raccolta nel libro
“Cantar in Coro”. Dedicate ai canti di montagna e di tradizione popolare, entrambe queste opere sono un importante
contributo per la salvaguardia del patrimonio musicale locale.
Di notevole rilievo anche i raduni bandistici degli ultimi due
anni. Le bande hanno sfilato per il centro storico del paese e
si sono esibite in concerto nella splendida cornice di piazza
San Rocco davanti ad un pubblico sempre molto numeroso.
Museo etnografico, antica ruota idrovora - Ethnographic museum, ancient water pump wheel
Museo etnografico
shows which met with immediate and considerable success.
The present repertoire of the group is ample, enriched by
mimicking, scenes of popular life, prose recitals in dialect and
dances. The current musical directors are Lorenzo Giacopini
and Giuseppe Guglielmi.
The poetry fans can measure themselves in the dialectal
theme-based competition “La Madonnina”, which celebrated
its twenty-fifth edition in 2002. Born thanks to Bruno Sartori,
Wanda Girardi Castellani and Toni Beltrame, the competition
sees every year a consistent number of local, regional and
Trentino authors. Open also to the pupils of the primary and
middle schools, the competition is an important example of
how to appreciate and keep alive dialect and local traditions,
as a patrimony of great expressive and cultural value.
For some years now a special prize has been awarded, dedicated to the memory of Prof. Lorenzo Calabrese.
All’interno della Pieve Romanica si trova il museo etnografico “Lavoro e tradizioni lungo il fiume Adige”.
Attraverso l’esposizione di documenti ed oggetti, esso testimonia il profondo legame esistente tra l’Adige e la popolazione locale, legame che in passato ha segnato le abitudini,
i mestieri e le attività delle comunità sorte vicino al fiume.
Con lo sviluppo industriale e con il modificarsi delle attività
artigianali e commerciali, il mondo legato alla cultura del
fiume è andato poco a poco scomparendo, rischiando di venire dimenticato: non esistono più i mulini, nè le barche che
ne seguivano il corso o lo attraversavano per collegare una
riva all’altra e neppure tutte le piccole attività domestiche
che venivano svolte quotidianamente accanto al fiume.
Il museo si pone quindi come ponte tra passato e presente,
poiché custodisce tale patrimonio, e riproponendolo in chiave educativa e didattica ne sottolinea il valore culturale.
Music
The cultural association G.B. Bertoldi “Pescantina History Art
Environment” has promoted for 23 years an important event
for the lovers of classical music: ”Musical October in Pescantina” created in 1982 by the late Riccardo Vincenzi. The
event presents a calendar of concerts given by Italian and
foreign artists of international acclaim. The performances
take place in the most important villas in the area and the
most recent editions have all been in the Villa Bertoldi. In the
1990s the same Association, following an idea put forward
by its president Pietro Pontara, promoted for several years a
guitar concert which hosted foreign and Italian artists of
world acclaim, meeting with considerable success among
the acoustic guitar fans. The first Accordion Festival was held
recently, organised by the Municipal Administration in collaboration with the CEA with the participation of the
48
musician Fabio Rossato, twice World Champion and member
of two well-known Accordion music groups.
We should mention the presence of two choral groups who
have a certain standing throughout the province: the Monti
Lessini choir and the group La Resela.
The choral group La Resela is now working more in theatre,
however they have recently recorded a collection of local
popular songs, the result of twenty years of research by
maestro Giacopini into the popular songs of our tradition.
The Monti Lessini choir, directed by maestro Dante Savoia
with great passion and ability, has achieved considerable success internationally in a short space of time. The choir recently recorded a cd entitled “La Bella Lessinia” (Beautiful
Lessinia) and the maestro has compiled a collection of harmonies in the book “Cantar il Coro”. Dedicated to the mountain songs and to the popular traditional songs, both of these
works are an important contribution to the safeguarding of
our local musical patrimony. Also of considerable importance
are the gatherings of bands in the last two years. The bands
paraded through the historic centre of the town and played
concerts within the splendid setting of Piazza San Rocco in
front of large audiences.
L’esposizione è suddivisa in quattro sezioni: la navigazione, la molitura, le attività artigianali e domestiche e l’agricoltura.
La prima sezione descrive l’utilizzo delle barche, la loro
costruzione e lo sviluppo del commercio fluviale.
Nella seconda sezione, attraverso modellini e disegni, viene
rappresentata l’attività di molitura dei cereali per mezzo dei
mulini presenti lungo il fiume fino a qualche decennio fa.
La terza sezione illustra alcune attività artigianali che si
esercitavano lungo le rive dell’Adige, la pratica della pesca
e l’uso dell’acqua nelle attività domestiche.
L’ultima sezione descrive il lavoro nei campi e lo sviluppo
dell’attività agricola, grazie anche all’utilizzo di speciali sistemi di irrigazione che permettevano di raccogliere l’acqua del fiume per mezzo di ruote idrovore e di trasportarla ai campi attraverso complesse canalizzazioni.
Ogni sezione è documentata con oggetti o arnesi recuperati sul posto, modellini in scala, fotografie, schemi e disegni. Da ricordare è l’esposizione in scala reale di un “batel”, un’imbarcazione costruita nel 1890 da un carpentiere
locale e più volte usata sull’Adige.
Il museo di Pescantina è curato da appassionati di storia
del territorio che, guidati dal prof. Conati, hanno raccoIto
negli anni gli oggetti esposti, hanno stilato tabelle e schemi ed hanno provveduto, con l’ausilio di esperti e con il
contributo della Parrocchia e dell’Amministrazione Comunale, a sistemare l’edificio e ad allestire il museo.
The Ethnographic Museum
Inside the Romanic Parish Church is the ethnographic museum “Work and traditions along the river Adige”. Through the
exhibiting of documents and objects, it witnesses the deep
bond existing between the Adige and the local population, a
bond which in the past influenced the habits, trades and activities of the communities that grew up along the river. With
industrial development and with the changes in craft and
commercial activities, the
world linked to the culture of
the river has slowly disappeared, risking being forgotten
altogether: there are no longer
the mills or the boats that travelled on the river and crossed it
connecting one bank to the
other. Neither are there all the
little domestic activities that
were carried out daily along
the river banks. The museum
serves therefore as a bridge between past and present as it
houses this patrimony, offering
it as an educational and didactic tool and emphasizing its
cultural value. The exhibition is
subdivided into four sections:
navigation, the mills and
milling, craft and domestic activities and agriculture. The first
section describes the use of the
boats, their construction and
the development of river trading. In the second section, with
the help of little models and
drawings, we can see the
grinding of the cereals in the
Strada Alzaia
Non lontano dall’esposizione, accanto al fiume Adige, corre
la strada Alzaia, costruita ed utilizzata in passato per il trai-
Santa Lucia, strada Alzaia - Santa Lucia, the towpath
49
mills, which stood along the banks of the
river until a few decades ago.
The third section illustrates some of the
craft activities that were done along the
riverside, fishing and the use of river
water in domestic activities. The last
section describes the work in the fields
and the development of agricultural
activities, thanks also to the use of special irrigation systems which meant they
could collect water from the river by
means of water pump wheels and transport it to the fields via complex channel
systems. Each section contains objects
or tools collected locally, models to
scale, photographs, charts and drawings. Not to be missed is the life-size exhibit of a “Batel”, a boat built in 1890
by a local carpenter and used many
times on the Adige. The museum in Pescantina is run by a group of local history fans led by Prof. Conati, who over the
years have collected the objects exhibited, drawn up tables and charts and
who, with the assistance of experts and
the contribution of the Parish and the
municipal administration, renovated the
building and set up the museum.
The Alzaia road
no delle imbarcazioni. Da qualche anno, grazie al recupero
attuato dall’Amministrazione Comunale che, assieme ad
alcune associazioni si è occupata di ripulirla, è possibile
compiere il tragitto (circa 11 Km) da un’estremità all’altra
del comune. La strada può essere percorsa a piedi, in bicicletta o a cavallo e unisce elementi di interesse naturalistico ad aspetti storici e culturali. Essa corre sul lato sinistro
dell’Adige e ne segue tutte le anse interrompendosi in prossimità dei “progni” e della piazza principale del paese, dove un tempo funzionavano due cantieri di barche. In passato la strada veniva utilizzata dai barcaioli che per risalire la
corrente facevano trainare le barche da cavalli o da buoi.
Allora la strada si interrompeva anche per la presenza dei
mulini e delle ruote idrovore: i resti dei basamenti si possono ritrovare ancora in alcuni tratti del percorso, dove restano anche parte dei canali di irrigazione sopraelevati (i
più imponenti sorgono nei pressi di Santa Lucia e di Villa
Bertoldi a Settimo). La strada tocca alcune abitazioni signorili e costruzioni affacciate sull’Adige, come Villa Da
Sacco, la chiesa di San Michele ad Arcè, e Villa Bertoldi a
Settimo. Con qualche deviazione è possibile visitare anche
gli abitati adiacenti al fiume di Pescantina, Settimo, Arcè e
Santa Lucia, che con le piazze, i vicoletti caratteristici, i palazzi e le chiese meritano senza dubbio una visita.
Not far from the museum, next to the
river Adige, runs the towpath (the Alzaia road), built and used in the past for
towing the boats. A few years ago, the
La strada Alzaia - The towpath
municipal administration together with
some associations began to clean it up
and return it to its former glory, and since then it has been
possible to follow the road (about 11 km) from one side of
the town to the other. You can walk, cycle or ride a horse
along the road, which combines elements of natural interest with historical and cultural aspects. It runs along the left
bank of the Adige and follows all the bends, ending near the
“progni” and the main square of the town, where once upon a time two shipyards were situated. In the past the road
was used by boatmen whose boats were pulled back up the
river against the current by horses or oxen. Then, the road
was interrupted also by the mills and by the water pump
wheels: the remains of their foundations can still be seen in
a few points along the road, and there are also parts of the
raised irrigation channels remaining (the most impressive
are near S. Lucia and Villa Bertoldi in Settimo). The road
touches a few elegant houses and buildings overlooking the
Adige, like Villa Da Sacco, San Michele church in Arcé and
Villa Bertoldi in Settimo. With a few diversions it is possible
also to visit the houses along the river in Pescantina, Settimo, Arcé and Santa Lucia, which, with the squares, characteristic alleys, buildings and churches, are without doubt
worth a visit.
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Bibliografia essenziale
Bibliography (the most important texts)
-A. Vezza, Pescantina, cenni storici e vicende paesane,
1965, Verona
-G. Conati, Pescantina tra ‘800 e ‘900. Cronache dai vicoli, dalle piazze, dalle campagne,
1994, Verona
-G. Conati, B. Sartori, S. Sartori, V. Zantedeschi, Pescantina, uno sguardo al passato,
1990, Torino
-G. F. Viviani, Ville della Valpolicella,
1983, Verona
-G. Silvestri, La Valpolicella,
1950, Verona
-D. Coltro, L’Adige, arti e mestieri sul fiume,
1989, Venezia
-G. Sala, L’antico oratorio di San Michele Arcangelo ad Arcè di Pescantina,
in Annuario Storico della Valpolicella 1993-1994, 1994, Verona
-P. Brugnoli, È molto quel che ancora rimane dell’antica chiesa romanica presso la parrocchiale di Pescantina,
in Annuario Storico della Valpolicella, 1982-1983, 1982, Verona
-P. Brugnoli, Il paesaggio atesino dalla Chiusa a Castagnaro, in G. Borelli (a cura di), Una città e il suo fiume,
1977, Verona
Ringraziamenti/Acknowledgements
Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo libro.
In modo particolare desideriamo ringraziare:
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Progetto a cura di/Project: Giorgio Girelli
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Redazione testi/Copywriter: Elena Fiorentini, Mariarosa Fiorio
Fotografie/Photographs: Nicola Rovetti, Comune di Pescantina
Produzione/Production: Alberto Cafaro
Stampa/Printer: Grafiche SIZ
ABC.Studi s.r.l.- Tutti i diritti sono riservati.
Questo volume è stato stampato a Verona (Italia) nel mese di marzo 2004 - È vietata la riproduzione anche parziale del suo contenuto.
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This book was printed in Verona (Italy) in march 2004 - The reproduction of any part of this book is forbidden.
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