Numero 33 del 28/06/2011 HOME LA REDAZIONE CONTATTI ARCHIVIO martedì 05 luglio Stop all’aumento di un euro al cinema il governo ha varato un decreto che reintegra il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) di 149 milioni… Leggi... Editoriale Mostra 0 | 5 | 10 | 15 Articoli Ultimo Articolo Tutti gli Articoli Qualcuno parli chiaro a questo Paese! Il discorso integrale di Di Pietro è già storia! Habemus statistam. Tag Berlusconi secondo l’Economist :”Unfit to lead Italy” Il Paese allo sbando, manca un leader in grado di traghettarci oltre la A Napoli torna Masaniello! Mentre il Paese crolla Bersani pettina le sue bambole! siepe Sport Mostra 0 | 5 | 10 | 15 Articoli Ultimo Articolo Tutti gli Articoli Tag La retrocessione del River Plate apre nuovi scenari di mercato. Ed è asta per Lamela Inter: La confusione del dopo Leonardo, o sarebbe meglio dire del dopo Mourinho argentina Mazzarri protagonista inconsapevole del film “Il Pentito ruffiano” calciomercato calcio lamela Rebus in casa Napoli La retrocessione del River Plate in seconda divisione argentina ha fatto scattare l'asta per i propri gioiellini. Su tutti Lamela, il cui costo si è dimezzato. Sulle sue tracce Palermo, Roma e Napoli. E i partenopei potrebbero anche dover sostituire Marek Hamsik pronto ad andare al Milan Politica Mostra Mazzarri si, Mazzarri no, la terra dei cachi 0 | 5 | 10 | 15 Articoli Ultimo Articolo Tutti gli Articoli Referendum, il sapore amaro di una vittoria inutile Giovanottismo e bimbiminkia applicati alla politica: piccole considerazioni sul Sai Baba genovese No alla privatizzazione dell’acqua, al nucleare e al legittimo impedimento. 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Sezioni MARTEDÌ, 28 GIUGNO 2011 10:39 NESSUN COMMENTO Credo che dopo il consiglio dei ministri di giovedi avremo qualche chiarezza in più sul prosieguo di questo cammino ultimo del governo. E’ chiaro ormai che c’è guerra aperta tra il divino Giulio e il sempre più rintronato Cavaliere che ormai non sa più che pesci prendere. Lo hanno mollato un po tutti financhè le ministre un tempo molto intime e collaborative. Il clima politico è diventato veramente torbido. Nella riunione di giovedi il ministro Giulio Tremonti porterà i temi ormai noti: la manovra di 45 miliardi; la bozza della legge delega sul fisco; la nomina del governatore della Banca d’Italia. Non credo che stavolta passerà la solita delega in bianco che Giulio riempirà alla sua maniera. Pensiamo a quanto accaduto in questi giorni, alla strana sortita di Crosetto, ex responsabile economico di Forza Italia, uomo di fiducia di Silvio Berlusconi: «La manovra del ministro Tremonti è roba da psichiatria». Il portavoce del presidente del Consiglio dice che si è trattato di «un’uscita a titolo personale». E’ come dire che esiste la befana! La verità è quella che ormai tutti sanno, anche nel Pdl che Berlusconi conta sempre meno sta diventando come il due della briscola. Alterna dichiarazioni confuse a comportamenti sempre più labili ed ondeggianti. Oggi, prima del Consiglio dei ministri, è stata convocata una riunione della maggioranza e, il Pdl e la Lega, con il contorno di Scilipoti, hanno finalmente scoperto la collegialità, nel tentativo maldestro di cambiare le carte in tavola.Sulla cosiddetta riforma fiscale c’è silenzio. Sia chiaro, il paese è con le spalle al muro, e ieri è stato toccato un nuovo record per lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi: la differenza tra i due andamenti si attesta a 222 punti base, otto in più rispetto a venerdì. Nuovo record. Ed è con le spalle al muro sul terreno sociale: non c’è sviluppo economico e le nuove generazioni sembrano tagliate fuori dai processi produttivi.La responsabilità di questa situazione va ricercata in un fatto incontrovertibile: il governo racimola la fiducia alle Camere, ma non ha forza politica per governare. La guerriglia all’interno della maggioranza coinvolge interessi generali, come quelli che emergono nella Napoli ancora sepolta dai rifiuti. Tutto si svolge solo sul terreno del potere tra persone e gruppi violentemente contrapposti. Anche la nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia è giocata su questo terreno. E vi partecipano attivamente anche gruppi editoriali e persone che non sono nella maggioranza.Per fortuna la cosiddetta P4 di Bisignani non è in grado di mobilitarsi, ma altre lobbies, meno chiassose e più potenti, sono, come in altre occasioni, in campo ed operano. Ormai anche i giornali i destra parlano di un partito balcanize la stessa Lega non è da meno. Il problema però riguarda tutti. Una maggioranza e un governo balcanizzati possono governare un paese in crisi che ha bisogno di una guida forte e autorevole? Una risposta seria dovrebbe darla non solo l’opposizione, ma coloro che nella maggioranza sono ancora in grado di dire la verità a se stessi e al paese. Allora tutti insieme per una nuova legge elettorale e poi il voto sperando che la sorte ci aiuti. Vincenzo Branca Mi piace Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 10:39 and is filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) E-mail (Required) Website Attualità Cinema E' vero che? Economia Editoriale La Nera La Rosa Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica Sport Who's who INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. C.F. 95094790631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 86 del 26.10.2010 per la diffusione elettronica e cartacea Numero 33 del 28/06/2011 HOME LA REDAZIONE CONTATTI ARCHIVIO La retrocessione del River Plate apre nuovi scenari di mercato. Ed è asta per Lamela MARTEDÌ, 28 GIUGNO 2011 14:21 Sezioni Attualità NESSUN COMMENTO Cinema Alzi la mano chi nei giorni scorsi, alla notizia della retrocessione del River Plate in seconda divisione argentina, l’equivalente della nostra serie B, non ha pensato che ora tanti campioni finiranno sul mercato ad un prezzo d’occasione. Alzi la mano chi non ha pensato a Erik Lamela. E al diavolo la gloriosa società, la squadra con più scudetti dell’Argentina, l’evento più unico che raro mai successo il 110 anni di storia; e chi se ne importa anche dei rischi di bancarotta per la società e degli scontri tra i tifosi. Sembra brutto dirlo, ma il primo pensiero di molti, se non di tutti, è andato ai tanti campioni, o presunti tali a giudicare dal risultato, che ora il River sarà costretto a vendere, o meglio a svendere. Ci hanno pensato di sicuro i tifosi di mezza Europa e sicuramente ci hanno pensato i presidenti delle tante società che si ritrovano ottimi calciatori a buon mercato. Solo in Italia, per esempio, sono diverse le squadre che potrebbero accogliere i calciatori del River. L’ultima voce in tal senso arriva da Erik Lamela, il gioiellino del River Plate nel mirino di Palermo: i rosanero sarebbero interessati a tante squadre italiane ed europee, soprattutto dopo la Ezequiel Cirigliano, centrocampista classe 1992. retrocessione del River che ha fatto dimezzare il Ma ovviamente il pezzo pregiato è Erik Lamela, prezzo del cartellino. anche lui centrocampista e anche lui classe 1992, inseguito dallo stesso Palermo, ma anche da Roma e Napoli. In realtà tra i tifosi del Napoli l’entusiasmo per l’ingaggio dell’argentino è andato via via scemando, soprattutto vista la deludente prestazione dello stesso nel doppio spareggio contro il Belgrano di Cordoba. Un doppio confronto che deve aver guardato anche il presidente Aurelio De Laurentis e forse anche per questo nelle ultime ore ha dichiarato “Lamela ha bisogno di 2 o 3 anni ancora. Bisogna fare su di lui un grosso investimento, non so quanto convenga farlo”. Che sia solo pretattica quella del Presidente? Difficile dirlo, soprattutto se il tutto avviene mentre in casa Napolisi è distratti dalla grana Marek Hamsik. Tanto per non buttarla in politica si tratta il sequel delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, pronunciate durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative della città partenopea. “Il Milan non comprerà Hamsik” aveva detto il presidentissimo e a fargli eco era stato Adriano Galliani. La seconda parte della storia è arrivata con le dichiarazioni dello slovacco che, in un’ intervista rilasciata al quotidiano slovacco Pravda, ha di fatto aperto le porte al Milan con frasi tipo: “Non è facile prevedere il momento giusto per andare via, ma ho voglia di iniziare a vincere qualcosa”, o anche, parlando di un eventuale passaggio in rossonero, “Sarebbe una svolta nella mia carriera. Sono giovane, ma al momento non ho vinto nulla. Nè il campionato e nè una coppa, direi che è ora di iniziare a vincere”. Di cose da obiettare al discorso di Hamsik ce ne sarebbero tante, ma per ora non resta da constatare che il terzo momento di tutta questa storia dovrebbe essere il passaggio del centrocampista slovacco alla corte di mister Allegri. Provando allora a collegare le due situazioni, le dichiarazioni di De Laurentis in merito a Lamela si spiegano in diversi modi: il primo, già ipotizzato, è che davvero il ragazzo non l’abbia entusiasmato. Lamela è un talento in prospettiva secondo il presidente e con la partenza di Hamsik il Napoli a centrocampo avrà bisogno di certezze. La seconda possibilità è che la cessione di Hamsik frutterebbe un bel gruzzoletto che potrebbe essere rinvestito verso altri obiettivi. Secondo le prime indiscrezioni il prezzo fissato dalla società per Hamsik sarebbe di 40 milioni, o senza voler quantificare “una proposta indecente”, come ha sottolineato il presidente De Laurentis. Parole che servono a spaventare le pretendenti, compreso il Milan che, incassate le dichiarazioni del centrocampista, per ora se ne sta in disparte in attesa di sferrare il colpo. La sensazione però, è che ora De Laurentis non se la possa cavare così semplicemente: è in ballo il futuro del Napoli, ma soprattutto è il banco di prova per la società che ora deve dimostrare se davvero vuole diventare una big. Una società importante, in questi casi, fa anche la voce grossa pur di salvaguardare la permanenza in rosa di un giocatore di indubbio talento e di appena 24 anni. E soprattutto non lo vende ad una diretta concorrente ( crediamo che il Napoli aspiri a lottare con le grandi) cedendole un calciatore che per caratteristiche è al momento difficile da sostituire. In attesa di scoprire la sorte di Hamsik, appare evidente che a sostituire lo slovacco non possa essere Lamela. In pole per l’argentino resta dunque la Roma: Walter Sabatini, è forte dell’accordo con il papà del calciatore ottenuto durante il primo viaggio in Argentina. La Roma è pronta a prendere il gioiellino in saldi del River, anche se, secondo i ben informati, solo per girarlo al Palermo, per arrivare a Pastore. Insomma Lamela tutti lo vogliono ma nessuno se lo piglia, per il momento. Però non c’è fretta: Il supermercato River ha appena aperto e la stagione dei saldi è cominciata solo da pochi giorni. E' vero che? Umberto Rennella Economia Editoriale La Nera La Rosa Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica Sport Who's who Mi piace Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici. TAGS: argentina, calcio, calciomercato, lamela, napoli, palermo, plate, river, roma This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 14:21 and is filed under Sport. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) E-mail (Required) Website INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. C.F. 95094790631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 86 del 26.10.2010 per la diffusione elettronica e cartacea Numero 33 del 28/06/2011 HOME LA REDAZIONE CONTATTI ARCHIVIO Sindrome di Samo: l’amore ignoto per la malattia Sezioni MARTEDÌ, 28 GIUGNO 2011 17:33 Attualità NESSUN COMMENTO “Vinceva ogni disgusto pur di essere contagiata ed ecco che il suo sacrificio è inutile. Giustamente lei non si uccide, perché voleva morire dello stesso male. Amava più la leb b ra, del leb b roso”. Queste le parole di Guido Ceronetti. Questa la citazione del 1979, ma facente riferimento ad un libro del 1891. La storia raccontata è ambientata in un’isola greca dell’Egeo conosciuta, appunto, come Samo. Tratta dell’amore di una splendida donna per un lebbroso, il quale cerca di contagiarla per gelosia. L’innamorata non gioisce di non ricevere il “grande dono” dell’uomo. Il grande dono era la lebbra. La malattia ha sviluppato, con il tempo, nuove “perversioni”. Oggi si prediligono malattie sessualmente trasmissibili come l’Aids, la gonorrea e la sifilide. Il concetto di base Sindrome di Samo. Amare la malattia più del malato non cambia. Si tratta di parafilia. La Dsm-IV – American Psychiatric Association – ha cercato di non utilizzare termini giudicanti, restringendo il riferimento alle situazioni in cui vengono utilizzati oggetti non umani, coinvolti bambini o adulti non consenzienti, oppure afflitti dolori a se stessi o al partner. Può raggiungere tre stadi: lieve, moderata e grave. In sé la sindrome di Samo non è una malattia. Viene considerata tale nel momento in cui si presenta con una violenza fisica o psicologica nei confronti del partner oppure in modo compulsivo tanto da essere incontrollabile. Come si manifesta? Nell’avere rapporti sessuali continui con una persona malata, sperando di contrarre la stessa malattia. Si finisce per amare più quest’ultima dello stesso partner. È il sacrificio d’amore spontaneo e, per loro , altruista. In contrapposizione, forse per facilitare inconsciamente il rivestimento del ruolo della martire innamorata, si tende a cercare un partner che non si preoccupa di poter contagiare la persona con cui si relaziona sessualmente. Da specificare che si tratta di una sindrome che colpisce maggiormente le donne, anche se, negli ultimi anni, si sta estendendo anche agli uomini. La causa scatenante non è riscontrabile all’atto dei primi sintomi, bensì nel passato e negli eventuali traumi – quali violenze o abbandoni – che hanno scatenato queste strane forme della sessualità. L’esclusività del rapporto è una di queste. Soprattutto se l’elemento speciale e unificante è la stessa malattia contagiosa. Tutto ciò che può essere d’intralcio al sacrificio deve essere eliminato. È per questo che l’uso del preservativo è bandito nei rapporti sessuali tra persone “affette” dalla sindrome di Samo. Il modo consigliato per affrontare il problema è uno psicoterapeuta. La mancanza di razionalità fa sì che siano le persone vicine a condurre la persona verso lo specialista. Quest’ultimo tenterà, attraverso diverse sedute, di far prendere coscienza della sindrome. Come in ogni situazione problematica, la prima cosa a cui arrivare è l’ammissione di essere affetti da un eventuale disturbo. Successivamente il percorso sarà differente per il singolo paziente. Sarà protratto verso l’emersione dei motivi che hanno portato al sacrificio estremo di sé. Fondamentale, soprattutto per le malattie psico-emotive, è che lo psicoterapeuta non assuma un atteggiamento giudicante nei confronti del paziente. Roberta Santoro Mi piace A Diego Zapple Imperatore piace questo elemento. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 17:33 and is filed under La Rosa. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) Cinema E' vero che? Economia Editoriale La Nera La Rosa Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica Sport Who's who E-mail (Required) Website INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. C.F. 95094790631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 86 del 26.10.2010 per la diffusione elettronica e cartacea Numero 33 del 28/06/2011 HOME LA REDAZIONE CONTATTI ARCHIVIO Tirannosaurus Rock Sezioni MARTEDÌ, 28 GIUGNO 2011 14:18 Attualità NESSUN COMMENTO Cinema E' vero che? Tirannosaurus Rock: starne alla larga o provare compassione? “Mi dimetto ufficialmente da rockstar, finito questo tour dichiaro felicemente conclusa la mia trentennale carriera nel mondo del rock”. Economia Così pochi giorni fa il Blasco Nazionale, quel Vasco Rossi che riempie gli stadi con orde di fans più o meno stagionati, si toglie il berrettino, saluta e se ne va dalla scena. La Rosa Ora a prescindere dai gusti personali, fa sempre specie venire a sapere che personaggi osannati ed entrati nella fantasia collettiva di tutti i giorni spariscano così improvvisamente. Che sia o meno una mossa commerciale non ci è dato saperlo, ma le “dimissioni” di Vasco permettono di guardarci un pò attorno. Sfatiamo subito il luogo comune che l’Italia sia un paese di attaccati alle poltrone, visto che in questo ambito ci sono dei veri e propri “poliponi”. Basta pensare a quel Mick Jagger e ai suoi Rolling Stones, ancora a calcare i palchi degli stadi di tutto il mondo, con uscite discografiche la cui qualità rasenta quella di un bambino alle scuole medie alle prese con le prime composizioni. Ma non si salvano neanche i reduci dei Beatles, quei Paul McCartney e Ringo Starr che ancora ci danno dentro (in attesa di goderci Ringo a Roma il 4 Luglio, aspettiamo notizie su Paul in Italia prima della fine di questo anno). I soldi in questo caso c’entrano ben poco, andando ad immaginare gli introiti dovuti ai soli diritti d’autore, e allora cos’è? Precisiamo anche che Vasco Rossi, prima di compiere il coraggioso gesto (!!!) già marciava da anni e anni sulla sua immagine. Alzi la mano chi ricorda di un album decente quantomeno del signor Rossi negli ultimi dieci anni. Ricapitolando e mettendo anche il Blasco nel calderone quindi, cos’è? La domanda resta in piedi. Ciò che può far pensare che molti di questi mostri sacri del rock ancora stiano in giro a fare la loro musica alla loro veneranda età è solo per il gusto di farlo. Molti di questi personaggi se non fossero divenuti rockstars amate e idolatrate probabilmente starebbero a sbarcare il lunario alla viva il parroco, sapendo fare ben poco altro. E allora via col waltzer delle reunion ( basta guardare Led Zeppelin, Pink Floyd, Blur, Police e tanti altri), una danza frenetica che da 5-6 anni a questa parte non ha intenzione di smettere. C’è da dire che molte di queste iniziative sono per scopo benefico, ma mi giocherei volentieri soldi di tasca mia che sono fatte anche per soddisfare degli Ego che non possono più fare a meno della celebrità, della notizia in copertina, del “successo”. Il “successo”, che così come arriva così ti saluta (Warhol docet), che ti abbandona nel limbo dei dimenticati, e ti fanno diventare un Tirannosaurus Rock. Marco Della Gatta Mi piace Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 14:18 and is filed under Piano e Forte. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) E-mail (Required) Editoriale La Nera Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica Sport Who's who Website INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. 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Avvolto nel suo spiegazzato trench beige, con l’immancabile sigaro in bocca, il Tenente Colomb o per undici stagioni e otto film per la tv ha risolto i gialli più intricati con la sua intelligenza mascherata da falsa sbadataggine e il suo acuto spirito di osservazione. Muore a 83 anni l’attore americano Peter Falk indimenticabile interprete della serie tv Il Tenente Colombo Il pilota della serie tv andò in onda per la prima volta negli Usa, il 20 febbraio del 1968. A dirigere il primo episodio della prima stagione, “Un giallo da manuale”, l’allora 22enne di belle speranze Steven Spielberg. Sui nostri schermi, Colombo fa la sua prima apparizione nel 1974 e da allora replica dopo replica continua a mantenere alto il gradimento del pubblico. Una serie rivoluzionaria diventata grazie a quella particolare struttura di gialli a rovescio, dove lo spettatore conosce tutto sin dalle primissime battute del telefilm, il gusto stava in quella caccia tra gatto e topo, dove alla fine a spuntarla era sempre l’arguto poliziotto che, sornione, riusciva ad incastrare l’assassino con quell’ultima decisiva domanda: “Oh, c’è un ultima cosa…”, proprio quando il colpevole pensava di averla fatta franca. Colombo, insieme ad alcuni suoi “colleghi” della tv (da Perry Mason, a Derrick e Jessica Fletcher) è diventato un pezzo di storia della televisione premiata con quattro Emmy e un Golden Globes, ma non sarebbe stato tale senza Peter Falk, un attore così legato al suo personaggio da esserne quasi ostaggio.Falk per tutti è sempre stato “solo” il Tenente Colombo. Soltanto i cinefili incalliti possono ricordare le sue altrettanto memorabili gesta da grande schermo. La popolarità televisiva ha offuscato e fatto passare in secondo piano una lunga e brillante attività cinematografica. La sua ultima e breve apparizione cinematografica prima di ammalarsi di Alzheimer, risale al 2007, accanto a Nicolas Cage nel film Next ma ha girato film di successo come Questo pazzo, pazzo mondo (1963) e La grande corsa (1965), Una moglie (1974) a fianco di Gena Rowlands, Quando passi da queste parti (1976), Una strana coppia di suoceri (1979), Invito a cena con delitto (1976). Noi però vogliamo ricordarlo nei suoi due ruoli più importanti in Angeli con la pistola (1961) e Il cielo sopra Berlino (1987). Nel film di Frank Capra, remake di “Signora per un giorno”, Falk è un simpatico mafioso di nome Carmelo al fianco del boss superstizioso Glenn Ford e di Bette Davis. Per questo film Peter Falk ottenne la sua seconda nomination agli oscar come miglior attore non protagonista (la prima l’aveva ottenuta l’anno prima col film Sindacato assassini). Decisamente più bizzarro e particolare è il ruolo nel capolavoro drammatico di Wim Wenders, in cui l’attore Newyorkese interpreta sé stesso. Giungendo a Berlino per girare un film sui nazisti, Falk scopre di essere stato un tempo un angelo e di aver deciso di perdere le ali per mischiarsi in quel mondo che aveva sempre osservato dall’alto, rinunciando per sempre all’immortalità. Un’immortalità che giovedì scorso Peter Falk s’è ripreso. Perché è questo il destino degli attori, avere una chance di vita in più e tenerci compagnia in eterno, sul piccolo o sul grande schermo poco importa. Enrica Raia Mi piace Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 14:19 and is filed under Cinema. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) Cinema E' vero che? 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Roberto Sanesi scrive: “L’ opera di Martino Ob erto è uno degli esempi più articolati della pratica del segno visibile della scrittura” che “concettualmente privilegia un Una foto d'autore dell'artista atteggiamento di interrogazione sulle relazioni possib ili fra la scrittura e la pittura, sempre cercando significati ulteriori” . È questa l’essenza profonda della “poesia visiva”, l’arte in cui Oberto fu maestro, quella capacità di trasformare le parole in immagini, di evocarne il significato suggestivo attraverso l’accostamento di colori, di scardinare la logica stessa del rapporto tra significante e significato, rivisitandola in maniera innovativa e armonizzante. Una sperimentazione artistica che coinvolge non soltanto la mente, ma, attraverso la vista, tutti gli altri sensi. Una sperimentazione che per Oberto inizia grazie alla lettura e all’incontro con Wittgenstein, filosofo del linguaggio e della logica formale vissuto nella prima metà del Novecento, la cui opera può essere considerata una musa ispiratrice per l’arte di Martino Oberto: l’idea che il linguaggio sia una forma di espressione artistica piuttosto che convenzionale, paragonabile alle altre forme d’arte, e in grado di rispecchiare perfettamente la natura logico-formale della realtà, sottende in effetti tutto il percorso sperimentale di Oberto, che tuttavia resta un esempio assolutamente originale di sperimentazione, vestendosi poi di una serie di “contaminazioni”: dalla filosofia Zen alla musica di Cage, alla “gestualità” poetica di Mallarmé, al flusso di coscienza di Joyce. Una sperimentazione che prosegue poi anche nel cinema, grazie alla collaborazione con Gabriele Stocchi, e più tardi si affaccia al mondo dell’editoria, grazie anche all’apporto della sorella Anna, e insieme allo stesso Stocchi, con cui fond a e dirige (1959-1971) la rivista Ana Etcetera, intorno alla quale inizia a fiorire l’idea della scrittura visuale, che troverà pieno sboccio negli anni ’70, quelli delle esposizioni newyorkesi. Oberto vivrà un decennio a New York prima di tornare nella sua Liguria, terra di natali e di ispirazioni, per tirare le somme della sua vita artisticamente movimentata e incontrarne serenamente la fine. Giuliana Gugliotti Mi piace Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on venerdì, luglio 1st, 2011 at 14:06 and is filed under Who's who. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. 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Dopo molte polemiche, relative ai fondi comunali da destinare all’iniziativa in questo periodo di forte crisi economica e di tagli alla cultura e al settore teatrale, il festival riparte con alcune novità: la prima è costituita dal cambio di vertice alla direzione artistica, che passa a Luca Fusco, dopo aver visto alla conduzione delle precedenti stagioni, Renato Quaglia; inoltre sono previste due sessioni di eventi: una sessione estiva, dal 26 giugno al 17 luglio, aperta dallo spettacolo “Le dragon b lue” del regista canadese Robert Lepage, applauditissimo al San Carlo domenica sera; una seconda sessione, autunnale, che La locandina del Napoli Teatro Festival Italia dal 27 settembre all’8 ottobre, nonostante un numero minore di eventi, porterà a Napoli nomi di grande spessore – gli spettacoli vedranno, infatti, impegnati grandi registi e coreografi europei come Lluis Pasqual e Maurizio Scaparro. Tra le tradizioni, invece, anche quest’anno non mancheranno il Premio Maschere del Teatro – che andrà in onda in diretta su Rai uno – ed il festival parallelo, l’E45 Napoli Fringe Festival, organizzato dal Teatro Stabile di Napoli, che prevede la messa in scena di 20 spettacoli al Ridotto del Mercadante e al Teatro Sannazzaro, volto a promuovere l’attività di giovani compagnie e promesse del mondo del teatro. Dal San Carlo al San Ferdinando, molti e diversi sono i luoghi scelti per le rappresentazioni e gli spettacoli; non soltanto teatri, ma anche monumenti ed altri edifici storici della città diventeranno palcoscenico per le compagnie che giungeranno a Napoli con i loro talenti: il Real Albergo dei Poveri ospiterà le pièces del coreografo brasiliano Ismael Ivo, “Sacrificium-Victims of musical sensuality” e “Le sacre du Printemps”; l’ex Asilo Filangieri accoglierà il “Ritratto dell’artista da giovane”; le Catacombe di San Gennaro saranno la location per “La Tana”, opera di Kafka rivisitata da Francesco Saponaro con protagonista Mascia Musy; infine, per lo spettacolo “Otello e Jago, viaggio in mare” di Antonella Monetti, allestito in barca a vela, la cornice sarà il golfo di Napoli. Spazio importante sarà dato anche a spettacoli di stampo mitologico, con “Variazioni sul mito – femminile sotterraneo Arianna, Elena, Antigone” diretto da Bruno Garofalo, con protagonista Giovanna Di Rauso – che riporterà in vita le tre donne della mitologia all’interno del Tunnel Borbonico – e “Hyb ris” di Enrico Frattaroli che rivisiterà il mito di Edipo. Nonostante il programma ricco di eventi imperdibili, che coinvolgerà artisti italiani ed internazionali, dall’alto rassicurano: le spese sono state tagliate di almeno un terzo rispetto alle precedenti edizioni; Caterina Miraglia, Presidente della Fondazione Campania dei Festival e successore di Rachele Furfaro, ha infatti sottolineato che l’edizione di quest’anno rappresenta concretamente “la volontà di mantenere in vita un’istituzione come questa. Il festival ha un’incidenza economica significativa e questo poneva la Giunta in condizioni di valutare se vi fossero le forze necessarie per realizzare la rassegna rendendola più virtuosa. Per il festival, sono stati investiti 4 milioni e 500 mila euro, circa un terzo rispetto agli anni precedenti. Ma il festival è solo economicamente svantaggiato non certo culturalmente”. Anche per l’acquisto dei biglietti ci saranno dei cambiamenti: l’organizzazione, infatti, al fine di favorire la partecipazione dei cittadini ad eventi culturali di così grande valore, ha diminuito gli inviti eliminando le cosiddette card nere, che consentivano l’ingresso previa telefonata. Il costo dei biglietti resta, invece, quasi invariato rispetto agli anni precedenti: 25 euro per l’acquisto dell’abbonamento, 10 euro per il singolo spettacolo; per informazioni http://www.teatrofestivalitalia.it. Sara Di Somma Mi piace A una persona piace questo elemento. Di' che piace anche a te, prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 14:26 and is filed under Napoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Attualità Cinema E' vero che? Economia Editoriale La Nera La Rosa Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica Sport Who's who Lascia un commento Name (Required) E-mail (Required) Website INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. C.F. 95094790631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 86 del 26.10.2010 per la diffusione elettronica e cartacea Numero 33 del 28/06/2011 HOME LA REDAZIONE CONTATTI ARCHIVIO Banner nei tweets di Twitter? Gli utenti dicono “No” Sezioni MARTEDÌ, 28 GIUGNO 2011 19:39 Attualità NESSUN COMMENTO Il Financial Time, giornale economico-finanziario del Regno Unito, annuncia che il sito di microblogging di Stone e Williams sta studiando la possibilità di far apparire tweets sponsorizzabili nel flusso dei tweets di twitter. Non stiamo parlando dei “promoted tweets “ o dei “promoted accounts” , ma di una vera e propria rivoluzione degli spot per Twitter che finora è rimasto completamente libero da banner pubblicitari, dando spazio ai soli utenti. Questi ultimi non hanno accolto bene la notizia dell’azienda, perché non vedono questa decisione conforme alla “filosofia” di Twitter. Cinema E' vero che? Economia Editoriale La Nera La Rosa Napoli Notizie Flash Piano e Forte Politica I risultati ? Facebook di Zuckerberg quest’anno dovrebbe fruttare 3 miliardi e mezzo di dollari solo in pubblicità, Twitter 100 milioni di dollari. Quello degli introiti è diventato un vero problema per Stone e Williams, per cui la decisione di inserire pubblicità all’interno del social sembra inevitabile. Xbox tw itter promoted account Inoltre pare che la pubblicità poco invasiva dei promoted accounts non basti a soddisfare le aspettative societarie. Ricordiamo che i promoted tweets e account, rispettivamente informazioni fornite dalle aziende circa eventuali prodotti o offerte e dall’altra parte veri e propri account con cui le aziende comunicano, sono le uniche forme di “promozione” messe a disposizione da twitter. Ci avevano provato nel Marzo scorso ad inserire banner solo nella versione mobile del servizio, con risultati disastrosi per la rivolta degli utenti. Ma la performance di mercato di Twitter è estremamente bassa perciò Twitter vuole aprirsi alla forma di promozione più utilizzata on line : il banner, pubblicità sottoforma di striscioni che appaiono in cima, in fondo, a destra , a sinistra o al centro di una pagina web . Nel caso di Twitter i banner andrebbero quindi ad inserirsi nel flusso dei tweets e gli utenti questo non lo gradiscono. Agli utenti non piace il fatto di vedere pubblicità nei loro flussi di “cinguettii” (da cui il nome Twitter ) e protestano, perché Twitter è nato come strumento semplice di condivisione, mentre è facebook il social network completo che basa il business sui collegamenti sponsorizzati. Twitter con i suoi tweet e follower è caratterizzato da messaggi di massimo 140 caratteri, notizie brevissime ed essenzialità e gli utenti non vogliono interruzioni nel social in cui la parola d’ordine è “seguire”. Al popolo di Twitter l’ultima parola. Giuseppina De Angelis Mi piace A 4 persone piace questo elemento. Di' che piace anche a te, prima di tutti i tuoi amici. This entry was posted on martedì, giugno 28th, 2011 at 19:39 and is filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Lascia un commento Name (Required) E-mail (Required) Website Sport Who's who INVIA LINEA DI CONFINE LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5 THE BEATALL Editore: A.C.S.P. C.F. 95094790631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 86 del 26.10.2010 per la diffusione elettronica e cartacea