Atleta Direzione via Giulio Pastore, 17 - Salerno www.editorialeatleta.it l [email protected] distribuzione REGIA S.r.l. Logistica e Recapiti www.regiarecapiti.it tel. 089.336650 I colpi della passione Anno II numero 9 di Salerno e Provincia Mensile di cultura e informazione sportiva Il canottaggio è sacrificio, è sudore misto ad acqua, è passione. E’ uno di quegli sport duri, uno di quegli sport in cui ti giochi anni di allenamento in pochi minuti. Ma quando la punta della tua imbarcazione è lì, giusto un palmo davanti a tutti gli avversari, la gioia che ti prende non ha eguali. E’ in quel momento che vedi premiati tutti gli sforzi, è in quei momenti di euforia e stanchezza, che senti la vera essenza del canottaggio. E queste sono le sensazioni che prova Gennaro Gallo, atleta di spicco del movimento salernitano, dopo ogni vittoria. Lui sa quanto duro bisogna lavorare per tagliare il traguardo. Ma il lavoro premia e le vittorie arrivano, come ai campionati europei in Portogallo, dove il salernitano ha conquistato la medaglia d’oro nell’otto di coppia pesi leggeri. Il vero segreto di un campione è non accontentarsi mai. Dopo ogni vittoria c’è una nuova sfida da affrontare e un’altra gara da vincere: “Questo oro europeo” – conferma Gennaro Gallo – “ è una tappa di preparazione ai mondiali che si disputeranno a novembre in Nuova Zelanda”. E lì ci sarà un titolo da confermare: “L’anno scorso in Polonia abbiamo vinto l’oro. Vincere un mondiale è difficile, ma riconfermarsi campioni secondo me lo è ancora di più”. Tante le avversarie, tante le incognite: “Per la prima volta il mondiale si disputa a novembre e questo è un dato non trascurabile. Le avversarie da temere sono le solite: Usa, Inghilterra, Australia e quest’anno anche i padroni di casa che si saranno preparati bene”. Arrivare da campioni d’Europa è indubbiamente un bel biglietto da visita: “Questo sicuramente. Ma per noi era importante soprattutto testare il nostro stato di forma. Capire a che punto siamo nella preparazione”. A buon punto, vista la medaglia d’oro conquistata. E questa volta la dedica è speciale: “Ho sempre dedicato i miei successi ai miei familiari, ai tecnici, agli amici. Questa volta la dedica è tutta per me. Questa medaglia deve essere da sprone per continuare a migliorare sempre di più”. Anche perché il vero obiettivo di Gennaro Gallo è partecipare ai prossimi Giochi Olimpici: “L’Olimpiade è il primo obiettivo di ogni atleta. Per arrivarci sono necessarie anche delle combinazioni favorevoli, come ad esempio non farsi male nell’anno olimpico oppure farsi trovare pronto e in gran forma al momento giusto. Partecipare a Londra 2012 sarebbe un sogno, pensate vincerle che sarebbe”. Gallo è cresciuto nel circolo Canottieri Irno, dove ha scoperto e ha iniziato ad amare questo sport: “Oltre a giocare a calcio con i miei amici, quando ero più piccolo praticavo nuoto. Ed ero anche bravino. Poi per raggiungere grandi obiettivi ho capito che devi avere una società forte alle spalle. Per questo motivo ho scelto l’Irno, dove ho trovato il professor Noio, la persona che più mi ha insegnato. Il canottaggio mi ha subito appassionato, anche se, devo ammettere, prima lo confondevo con la canoa”. Un amore sbocciato all’improvviso, un amore che dura per tutta la vita: “Per me il canottaggio è tutto, è la mia vita. E’ anche grazie a questo sport e ai risultati raggiunti che sono entrato nella Marina militare. Salerno? E’ nel mio cuore, così come la Salernitana, un cui gadget porto sempre con me durante le gare”. Gare che portano a nuovi emozioni e a nuovi sacrifici “Ma quando vedi la tua punta tagliare il traguardo prima delle altre, ripensi a tutti gli sforzi e vedi realizzati i tuoi sogni”. (red.at.) Settembre 2010 Pronti a nuove sfide • FABIO SETTA Rieccoci. Dopo il break estivo torniamo più carichi che mai. Pronti a nuove sfide. Da vivere, da scrivere e da raccontare a tutti i nostri appassionati lettori che, fortunatamente, aumentano ogni mese di più. E proprio questo dato ci dà maggiore spinta per migliorare e crescere. Non ci fermiamo dopo una vittoria, ma pensiamo già alla prossima sfida. Proprio come il nostro atleta da prima pagina di questo mese. Gennaro Gallo, fresco campione d’Europa di canottaggio, ma già proiettato verso la sfida dei mondiali di novembre. Tanti sacrifici, tanti sforzi premiati con una vittoria. Come per noi è una vittoria ed una gioia regalare ogni mese a tutti gli sportivi un nuovo numero. E a proposito di vittorie, questo mese, oltre l’oro di Gallo, ci ha regalato nuove entusiasmanti prestazioni dei nostri atleti salernitani. C’è il bronzo conquistato agli Europei, sempre di canottaggio, da Laura Schiavone; c’è il titolo nazionale delle prove multiple di atletica leggera conquistato dalla Vis Nova Salerno grazie a tre giovanissime campionesse, Derkach, Giocondo e Mangino; c’è la nuova stellina del karate, la piccola Annamaria Damolideo, 13 anni appena compiuti. In conclusione troverete un excursus sul tango, un ballo di passione. Proprio quella passione che ci porta ogni giorno ad affrontare sempre nuove sfide. all’interno •Taiji Quan 3 Li Rong Mei, il Gran Maestro di Taj ji quan è l’ospite d’onore della seconda edizione di “Salerno e le discipline orientali” in programma ai Giardini della Minerva. La Rong Mei si esibirà inoltre anche al Parco Salid in uno stage tecnico di Taiji Quan, impartendo lezioni a tutti gli appassionati. • Arrampicata 5 Un settore sportivo ancora troppo poco conosciuto, ma che da qualche anno sta coinvolgendo un numero sempre maggiore di appassionati, anche salernitani. Fascino, brivido emozione e spettacolo: tutto questo è l'Arrampicata Sportiva. La location ideale? La costiera amalfitana •Body building 6 Quaranta anni a novembre, la salernitana Giovanna Bottero, da due anni ha iniziato a gareggiare a livello agonistico. Ha iniziato quasi per scherzo ma ora non si vuole più fermare e sogna la Nazionale. Nella nostra provincia però il movimento è fermo: "Qui si va in palestra solo per moda" Atleta Nuova stellina d'oro 2 l numero di Salerno e Provincia 9 settembre 2010 Annamaria Damolideo campionessa di karate • DILETTA TURCO Una giovane stella si affaccia nel firmamento europeo del karate. Si chiama Annamaria Damolideo l'atleta della Nuova Polisportiva Bellizzi che ha vinto la medaglia d'oro ai campionati internazionali svolti a Grado alla fine di agosto. Annamaria ha partecipato agli open della disciplina nella categoria 37 chili esordienti, e cioè nella fascia d'età che va dai 12 ai 13 anni. La sua specialità è il combattimento individuale. Il percorso di gara fatto dalla giovanissima atleta bellizzese è stato impeccabile. Con un dato da non sottovalutare: la finale, infatti, è stata integralmente “made in Salerno”. A contendere ad Annamaria il gradino più alto del podio è stata infatti Desideria Bove, atleta del Team di Moffa di Mercato San Severino, un'avversaria che Annamaria ha incontrato più volte nelle varie gare disputate. Bello anche il percorso che la giovane karateka della Nuova Polisportiva ha fatto nel suo gruppo di appartenenza, battendo in finale l'atleta slovena Zala Kustrin. Sono due le doti vincenti che la piccola Annamaria ha dimostrato nella sua esperienza internazionale: l'at- MONDIALI DI PUGILATO Marzia fuori dal podio Marzia Davide, classe '80, di Pontecagnano, sposata e mamma a tempo pieno con un figlio di quasi quattro anni non è riuscita a centrare l'impresa dipinta d'oro. Il puglie salernitano, appartenente all'Associazione Sportiva Sporting Center, si è fermata ai quarti di finale ai campionati del mondo di pugilato che si sono disputati a Bridgetown nelle Isole Barbados. Negli ottavi di finale Marzia Davide, in gara nella categoria 57 kg, ha ottenuto una bella vittoria contro la russa Gurkovich, una delle favorite della manifestazione iridata. Davide ha condotto il match sin dalla prima ripresa, chiudendo in scioltezza con il punteggio di 9-5. Nei quarti di finale però l'atleta salernitana è stata sconfitta dalla cinese Yanzi Yang, una ventenne ricca di grinta e talento, per 7 a 3. L’obiettivo, comunque, resta sempre Londra 2012. Mensile di cultura e informazione sportiva l Atleta di Salerno e Provincia Fabio Setta Direttore responsabile Gianpiero Scafuri Direttore editoriale Diletta Turco Caporedattore Progetto grafico red.atl. e-mail [email protected] Autorizzazione del tribunale di Salerno n. 20/2009 del 29-04-2009 Stampa Arti Grafiche Capozzoli via Irno, snc loc. Sardone - Pontecagnano (Sa) tenzione e la caparbietà. Qualità che, come in una formula magica, al momento della premiazione si sono tramutate in una gioia senza freno. Ha festeggiato la sua medaglia d'oro con le lacrime la karateka bellizzese, che ha commosso l'intera panchina di allenatori che l'ha seguita nell'esperienza a Grado. «E f stata una conferma importante – ha detto il presidente della società di Bellizzi, Sonia Doto – che ha suggellato una preparazione continuata anche durante il mese di agosto, con la supervisione tecnica del Maestro Antonio Califano dello Shirai Club di San Valentino Torio». La stagione agonistica che attende l'intero gruppo di atlete della Nuova Polisportiva Bellizzi è davvero colma di impegni e gare importanti da affrontare. Primo fra tutti il campionato italiano di categoria, verso cui la presidentessa Doto non nasconde la volontà di puntare in alto. «E f proprio vero che il lavoro paga e pertanto da subito dobbiamo cominciare a pensare ai Campionati Italiani con l’augurio di poter scalare le vette di quella competizione che allo stato è prossima ed importante. Da sempre abbiamo aspettato che la ragazza potesse cominciare a fare sul serio nelle competizioni che contano – ha concluso la Doto – ed è innegabile che l fessersi cimentata in un torneo così importante vincendolo fa ben sperare in altre e ben più importanti vittorie». La giovane atleta della Nuova Polisportiva Bellizzi a soli 13 anni si è classificata prima ai campionati internazionali di Grado Prossimo obiettivo: il torneo nazionale Dopol’Europa,rottasui mondiali Dopo il bronzo in Portogallo, la Schiavone punta la Nuova Zelanda Non è un bronzo qualsiasi quello che Laura Schiavone ha conquistato a Montemor-o-Velho in Portogallo. L'atleta azzurra ha vinto infatti una medaglia che vale un Mondiale. I Campionati d'Europa hanno confermato il valore dell'atleta salernitana, che lotta strenuamente del Doppio di Coppia cercando l'oro, ma cede nel finale all'equipaggio polacco conquistando egualmente il biglietto per la Nuova Zelanda. La gara si dimostra difficile già dalla partenza: quarte dopo i primi 500 metri le azzurre fanno valere la forza del loro ritmo iniziando una rimonta, con grande forza di volontà, sulle polacche e successivamente sull'equipaggio della Repubblica Ceca. Le tedesche Thiele e Schiller, come da pronostico, si dimostrano nettamente superiori alle azzurre. Il vantaggio su Fularczyk e Michalska, di appena 1 e 24, è minimo le rivali polacche accele- rano, 39 colpi negli ultimi 500 metri, superando l'Italia e andando a conquistare la piazza d'onore a pochi decimi dalla Germania. "La gara è stata durissima fin dai primi minuti con tutte le barche separate da distanze praticamente minime - commenta la Schiavone - fino ai 1000 metri c'è stato un sostanziale equilibrio e purtroppo c'è mancato qualcosa nella fase finale". Una dedica particolare per una vittoria importante nel banco di prova del Mondiale. "Voglio dedicare questa medaglia di bronzo al tecnico Rosario del Circolo Canottieri Irno, ai miei nonni, e ai miei allenatori Josy, Andrea e Massimo che mi sono sempre vicini e mi aiutano tanto sotto ogni punto di vista". Con il suo ricco medagliere Laura Schiavone, dopo aver tirato i remi in barca per un breve periodo di riposo, tornerà a gareggiare avvicinandosi sempre più alla realizzazione di un sogno cullato da dieci anni: vincere una medaglia ai Campionati del Mondo in Nuova Zelanda. "Per me gareggiare lì significa realizzare un sogno che sto inseguendo da tantissimi anni. Non vedo l'ora di misurarmi con le avversarie, anche se so che sarà molto difficile". Una nazione, il cui ammaliante fascino ha rapito la Schiavone in passato, ora diventa meta ambita di tutti gli atleti del canottaggio mondiale. "Ammiro tanto la Nuova Zelanda, sono estimatrice della loro cultura e mi piace lo stile dei vita che hanno i neozelandesi. Desidero ardentemente andare - conclude la Schiavone - e ora ho realizzato il mio sogno". (red.atl.) l numero Atleta di Salerno e Provincia 9 settembre 2010 Dalla storia di una campionessa orientale alla storia di una città occidentale 3 LiRongMeinellacittàdellemeraviglie Il Gran Maestro di Tai ji quan, Li Rong Mei, sbarca a Salerno per presenziare come ospite d’onore alla seconda edizione di “Salerno e le discipline orientali” • IVAN COSTA «Sono nata nell’anno del Drago e, malgrado fossero i primi giorni di gennaio, mia madre mi raccontava che era un inverno mite, messaggero di una primavera pronta a sbocciare con tutta la delicatezza dei suoi fiori sui rami ancora esili e nudi. Fiori delicati, fragili nell’aspetto ma forti, capaci di resistere al freddo e alla brina della notte. Forse per questo i miei decisero di chiamarmi Rong Mei, “fiore d’inverno”, per la mia costituzione fragile essendo nata in un momento di grande difficoltà per tutta la Cina, la carestia.» Quando nel 1970, ad Hong Kong, un inesperto regista di nome Lo Wei girava – insieme al mitico Bruce Lee - “Dalla Cina con furore”, film cult che avvicinò un vastissimo pubblico alla pratica delle arti marziali, Li Rong Mei era una ragazzina di appena sette anni. Nata a Shangai in una famiglia dov’era la più giovane di cinque fratelli, viene da subito avviata allo sport dal padre (istruttore di nuoto), al fine di irrobustire il suo corpo troppo debole per sopravvivere alla grande carestia di quegli anni. Nella primavera dello stesso anno, Li Rong approccia per la prima volta col Wushu, morfema cinese traducibile nel trinomio cina - guerra - arte, che sta appunto ad indicare la totalità degli stili e dei metodi delle arti marziali nate in Cina. Le lezioni erano tenute in un parco da un maestro che convince i suoi genitori a lasciar perdere il nuoto, concentrandosi sulla pratica delle arti marziali, sino a quando non viene indirizzata presso un centro specializzato per il wushu diretto da Hu Han Pin, grande maestro di fama nazionale. Seguiranno anni di intensa pratica e studio, durante i quali inizia ad apprendere le basi del Tai ji quan. Sette anni più tardi, nel 1977, accede ad un prestigioso College di Educazione Fisica dove, attraverso una durissima selezione durata addirittura due anni, entra a far parte del Wushu Team di Shangai. Divenendo in seguito allieva diretta di Fu Zhong Wen, migliora il suo Tai ji salendo numerose volte sul podio nazionale fino a quanto, negli anni ’80, dopo aver primeggiato in ben 6 specialità ai grandi campionati nazionali, ottiene il titolo di Gran Maestro, entrando a far parte della nazionale Cinese e girando anche diversi film sulle Arti Marziali. Intorno al 1989, poi, si trasferisce in Italia, dove avrà un ruolo fondamentale nella diffusione del Wushu e del Taiji, prodigandosi in numerosi interventi nei canali televisivi e collaborando alla formazione della federazione italiana wushu, oggi FIWuK. Ricopre il ruolo di Direttore Tecnico, fino a divenire responsabile europeo dello Yangnian, scuola che vanta oggi proseliti sia in Svizzera che in Italia, come ad esempio il Dojo di Baronissi dove “il” Gran Maestro, in occasione della sua ultima visita, ha parlato ai suoi allievi ribadendo l’importanza del sacrificio nello sport. «A quel tempo, dalle campagne non arrivava nulla e nelle grandi città non c’era da mangiare per tutti; così io, come un fiore d'inverno, a volte mi sono trovata sola sul ramo della vita a difendere i miei sogni dalla brina della notte…» Un viaggio alla riscoperta del proprio “io” Formula(Esse) 3 Salerno-Sport-Salute, per il terzo anno insieme ai Giardini della Minerva “Si tibi deficiant Medici, medici tibi fiant haec tria: Mens laeta, requies et moderata diaeta”, Se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la moderata dieta. Un proverbio redatto dai padri della medicina salernitana che, letto insieme ad un altro altrettanto celebre proverbio che recita “Prevenire è meglio che curare”, è il motivo scatenante per il quale l’iniziativa “Salerno e le discipline orientali”, giunta oramai alla seconda edizione, riscuote anno dopo anno maggior successo, accumulando sem- patrocinio del Comune di Salerno, l’evento del 25 Settembre si aprirà col saluto ai partecipanti, quest’anno affidato a Emilio d’Agostino del Centro Studi Europa Nuova, spalleggiato nella consuetudinaria relazione introduttiva da Luciano Mauro, conservatore del Giardino della Minerva, che descriverà l’importanza delle erbe nelle cure naturali, confrontando alcune teorie orientali con quelle della scuola medica salernitana. Le discipline e le varie tecniche riabilitative correlate saranno poi presentate dai tanti medici ed pre più fans. Il Giardino della Minerva, come di consueto, facendo leva sul forte impatto visivo dei sui terrazzamenti, delle sue sculture architettoniche e delle tante piante medicinali, sarà una sorta di macchina del tempo che, appunto, accompagnerà i partecipanti nel viaggio alla riscoperta del migliore equilibrio, con se stessi e con gli altri. “Sarà il punto d’incontro tra culture orientali ed occidentali che – come sottolineava la stessa Elena Russo, organizzatrice dell’evento nonché Maestra di Taiji Quanmi auguro riesca ancora una volta a porre l’accento sulla valenza che queste discipline possono avere nel vissuto di tutti i giorni.” Organizzato dall’associazione dilettantistica “il Podio”, con la collaborazione della Fondazione Scuola Medica Salernitana e col esperti presenti alla conferenza, approfondendo le proprie conoscenze attraverso il Taiji Quan con il M° Elena Russo, il Reiki con il M° Giuseppina Scafuri o lo Yoga con il M° Mario Della Corte, che saranno puntualmente spalleggiati da medici accreditati e specializzati nella riabilitazione psico-fisica. Il 26 settembre, poi, nella struttura del Parco Salid, ubicato nei pressi del Lungoirno, il Gran Maestro Li Rong Mei si esibirà in uno stage tecnico di Taiji Quan, impartendo lezioni a coloro i quali accorreranno all’evento che Elena Russo, in occasione dell’incontro avvenuto recentemente all’università di Baronissi col grande atleta cinese, è riuscita ad organizzare mettendo a segno un colpo a dir poco epico per i fruitori salernitani delle “Matrial Arts.” Taiji e Aikido: L’unione che fa la forza Corpo che pensa, mente che muove Nello scenario oltremodo suggestivo offerto dai diciassette ettari della Villa d’Ayala, dopo aver valicato l’ampio cancello di ferro ricavato in una torre normanna, e il porticato ospitante cinque strutture raffiguranti rispettivamente la musica, la danza, il canto, la pittura e la scultura, domenica 19 settembre, sotto l’occhio vigile delle due grandi statue d’eroi presenti all’ingresso: Meleagro ed Ercole, Valva ha aperto alle discipline orientali. “Matrial Art Open Day, Valva incontra l’Oriente”, questo il nome della manifestazione, orga- nizzata grazie al patrocinio del Comune di Valva, della Provincia di Salerno e alla indispensabile sovraintendenza dell’accademia delle Belle Arti di Salerno, allo scopo di promuovere due delle più belle discipline orientali: il Tai ji Quan e l’Aikido. Ad Elena Russo, maestro di Tai ji quan stile Yang, è spettata l’apertura intorno alle ore 11:00, la quale ha in seguito ceduto il testimone al maestro di Tai ji Quan stile Chen Giampaolo Salvatore e, in ultimo, al maestro Giovanni Desiderio, 5° dan di Aikido. Al termine delle lezioni, i maestri hanno deliziato la platea prodigandosi in un’esibizione spettacolare. Partendo dall’eleganza del Taiji stile Yang della maestra Russo, con le sue movenze armoniche e raffinate, meditative quanto efficaci, passando poi per le prese e i fendenti rappresentativi rispettivamente dell’Aikido e dello Iaido (spada giapponese) del maestro Desiderio; per il Brazilian Jiu Jitsu del maestro Salvatore che, per clamor di popolo, è stata da disciplina che ha entusiasmato maggiormente i giovani accorsi all’evento, terminando poi col dinamismo incal- zante quanto maschio del Sanda (boxe cinese), praticato dai maestri Umberto Vorgia e Sergio Romano. Eloquente oltre ogni misura sono state al termine della manifestazione le parole di un bambino, il quale – ci ha raccontato Elena Russo- pare avrebbe chiesto alla madre di annullare l’iscrizione fatta pochi giorni fa alla “scuola calcio”, supplicandola di iscriverlo in una palestra. «Aikido, Karate, non mi importa, purché possa rivedere un qualcosa di così bello ed entusiasmante.» 4 l Atleta numero di Salerno e Provincia 9 settembre 2010 Ciro : una grande passione per l'hockey che lo ha portato verso il sogno iridato BELLIZZI Il giovane atleta ebolitano ha rappresentato l'Italia ai campionati europei under 17 Se nel 1999, durante la prima edizione di “E..state sui pattini” organizzata dalla Cresh di Eboli, avessero detto a Ciro Martino che, a distanza di undici anni, avrebbe indossato la divisa dell'Italia ai campionati europei di hockey su pista, molto probabilmente lui stesso non avrebbe capito l'importanza di una simile affermazione. Questo perché nel 1999 Ciro aveva soltanto cinque anni. E' un fenomeno tutto ebolitano il giovane Ciro. A 13 anni è entrato nella selezione nazionale degli under 15 vincitrice di due tornei europei. Dopo una stagione da capocannoniere di serie B con la casacca della Cresh, è arrivata la convocazione per i campionati europei under 17. Destinazione: Inghilterra. Di certo non la prima trasferta per la giovanissima promessa del sodalizio sportivo della cittadina della Piana del Sele, ma sicuramente una delle più importanti. Ciro, infatti, è sceso in campo in ogni partita con il numero 5, nel suo ruolo da esterno. Ha sempre il sorriso stampato sul volto il giovane atleta ebolitano, che non si stanca mai di allenarsi e di pattinare insieme ai suoi compagni di squadra, che non hanno di certo fatto mancare il loro sostegno a quello che è un punto di riferimento del campionato dai giovani della Cresh. Nemmeno il tempo di riposarsi alla fine dell'intensa stagione agonistica terminata lo scorso mese di giugno che per l'atleta della Cresh si Eboli è iniziata un'altra avventura: il cammino per le selezioni ai campionati di Nrothampton. Ciro non è stato l'unico giocatore della Cresh a rientrare nella lunga corsa agli europei di inizio settembre: assieme a lui anche Pierpaolo De Maio, il portiere della squadra, aveva partecipato alla preselezione, senza, però, riuscire ad entrare nei primi dieci della penisola, che, a fine agosto, sono partiti alla volta di Northampton. Ciro nella nazionale di coach Paolo De Rinaldis ha la maglia numero 5. Nel girone azzurro anche il Portogallo, l'Austria, la Svizzera e la Germania, E' stata proprio la squadra tedesca a “battezzare” l'esordio del giovane Ciro. Lunedì 30 agosto alle ore 18.15 al “Benham Sports Arena” nel Moulton Park a Northampton l'avventura europea di Ciro nella squadra dell'under 17 è iniziata, non senza soddisfazioni. Gli azzurri, infatti, si sono imposti nel loro girone. L'Italia si è, infatti, qualificata alla fase finale, affrontando, nelle due ultime partite, la favorita Spagna (1-4) e i padroni di casa inglesi, con cui hanno perso 2 a 0. Sugli spalti dei palazzetti dello sport di Northampton, c'è stato anche un tifoso speciale: Berniero Gallotta, mentore del giovanissimo Ciro, nonché suo maestro dal 1999. «Sono certo che la sua storia sportiva sia sensazionale – ha detto Gallotta - le sfide che abbiamo vinto insieme per raggiungere questo risultato stratosferico sono innumerevoli. Ciro è il simbolo del nostro impegno per l’hockey su pista e per Eboli. Non dimenticheremo mai da dove veniamo. Eboli è stata a Northampton con un nutritissimo gruppo di sostenitori. Ciro Martino è il riscatto allo strapotere del nord in questa disciplina, è il talento che non puoi non ammirare, è il frutto succoso di una terra solare, è figlio di Eboli, è il risultato di una sfida partita dieci anni fa tra scetticismo e indifferenza». (dile) Riapre la piscina Ciro Martino, il secondo in basso, da sinistra Corsi di nuoto, nuoto controllato, acquagym, scuola di pallanuoto. E' questa solo parte dell'offerta formativa della stagione 20102011 della piscina comunale “Enrico Berlinguer” di via Pescara a Bellizzi. La campagna di iscrizioni alla nuova annualità di attività sportive è partita dallo scorso 6 settembre, mentre i corsi sono iniziati lunedì 20, per poi concludersi soltanto prima della prossima estate. Il calendario settimanale prevede spazi e lezioni dedicate ai più piccoli e al pubblico adulto, con corsi mattutini, pomeridiani e serali. La piscina Berlinguer ha un proprio profilo anche su Facebook. Sul tetto d’Italia Vis Nova da urlo grazie a Derkach, Al sodalizio salernitano il titolo italiano Allievi di Prove multiple Mangino e Giocondo che hanno saputo trasformare un sogno in realtà Dal 1990 l’unica creperia di Salerno in cui è possibile gustare oltre 100 varietà sia rustiche che dolci di questo tipico prodotto francese. “Sinantisi” mette a disposizione il proprio spazio per mostre ed eventi Info 328 2827196 Via Santa Margherita, 21 – Salerno Atletica: storico successo per il club • VALENTINA LIGUORI “Un grazie di cuore per essere riusciti a fare di un sogno una realtà”. E’ stato questo il commosso commento del vice presidente della Vis Nova Salerno, Giovanni Ferrigno. E la commozione è inevitabile, direttamente proporzionale al traguardo tagliato. Il grazie è per lo straordinario risultato raggiunto dalle sue altrettanto straordinarie atlete. Daria Derkach, Gilda Mangino e Francesca Giocondo hanno trascinato la Vis Nova Salerno alla conquista del titolo italiano ai Campionati di Società Allieve di Prove Multiple. Un risultato storico per il sodalizio salernitano. Allo Stadio "Andrea Gorla" di Novara, sede della due giorni di finale, il club di Salerno, presieduto da Anna Pergola, ha conquistato lo scudetto Allieve totalizzando 8865 punti, relegando, molto lontana, al secondo posto la società C.S.S. Leonardo da Vinci di Bolzano (p.7935) ed al terzo posto la Sai Fondiaria di Roma che ha conseguito7893 punti. Una classifica che già al termine della prima giornata di gara sembrava così delineata e che nel corso della seconda giornata di gare ha trovato conferma. Vis Nova Salerno sul tetto d’Italia, quindi. Il team salernitano ha trovato un grande traino in Daria Derkach che, come da pronostico, domina nettamente la gara a livello individuale: 5224 punti per Daria (già detentrice della detentrice della Atleta miglior prestazione italiana di sempre della specialità) alla fine della due giorni di gare e la soddisfazione di aver trascinato appunto il suo club allo scudetto di prove multiple. La giovane atleta italo-ucraina è stata grande protagonista. Al termine delle sette prove dell’eptathlon, come da pronostico, ha dominato la gara a livello individuale totalizzando 5224 punti, stabilendo tra l’altro anche il record regionale. Ottimi i parziali dell’atleta salernitana. Sui 100hs, Daria ha chiuso con l’ottimo tempo di 14”16, nell’alto ha chiuso con 1,71. 8,38 la misura del lancio del peso, mentre sul lungo la Derkach ha saltato la misura di 5,81. 36,12 la misura del giavellotto mentre sui 200 metri la punta di diamante della Vis Nova Salerno ha corso in 25”33”, mentre sugli 800 ha chiuso in 2’26”65. Risultati sicuramente di rilievo che dimostrano quanto sia cresciuto nell’ultimo periodo la Derkach che in ogni caso lascia intravedere inoltre grandi margini di crescita. E’ lei la grande speranza dell’atletica salernitana. Ma alla storica vittoria della società salernitana presieduta da Anna Pergola hanno contribuito in maniera importante anche Gilda Mangino e Francesca Giocondo. La Mangino ha chiuso la gara individuale all’undicesimo posto collezionando punti 3641, mentre la Giocondo ha terminato la propria gara al diciasettesimo posto con 3471 punti. Leggi l di Salerno e Provincia Mensile di cultura e informazione sportiva Distribuzione Gratuita [email protected] Matteo Greco 3, Salerno tel.089 798697 - 089 795403 fax. 089 792172 Una scalata oltre ogni limite numero l Atleta di Salerno e Provincia 9 settembre 2010 5 Sono sempre di più gli sportivi stregati dal fascino dell'arrampicata sportiva Bottiglieri: "Il segreto? Tecnica, allenamento ma soprattutto calma interiore" • ANGELO DE NICOLA Aggrappato con la sua determinazione a quella parete rocciosa, mentre cerca di superare l'insidioso ostacolo, lo scalatore cerca di vincere anche una prova di resistenza con se stesso. Un settore sportivo ancora troppo poco conosciuto, ma che da qualche anno sta coinvolgendo un numero sempre maggiore di appassionati, è quello dell'Arrampicata Sportiva. Differenziandosi dall'Alpinismo, nel quale lo scopo è il raggiungimento della vetta di una montagna, l'arrampicata ha come obiettivo il superamento di una parete naturale o artificiale. Uno dei campi ideali, per questa attività sportiva nel meridione, è la Costiera Amalfitana che offre non poche scelte di pareti allo scalatore. "L'arrampicata è una disciplina che prevalentemente si pratica su strutture rocciose naturali ed è un'attività sportiva che coinvolge l'atleta sia dal punto di vista fisico che in quello psicologico - dice l'istruttore Oreste Bottiglieri, responsabile Arrampicata Sportiva dell'azienda Campobase fondata da Stefano Prota Guida ambientale escursionistica - scalare la parete rocciosa può essere un divertimento, ma al tempo stesso un modo per misurare la propria forza di volontà. Una sorta di gara con se stessi fatta di resistenza e abilità". Un pioniere dell'arrampicata in un territorio dove il fascino di questo settore non è ancora stato scoperto. "Sono anni che mi batto per far conoscere a tutti questa meravigliosa attività che, contrariamente a Oreste Bottiglieri, responsabile dell’arrampicata sportiva dell’azienda Campbase, impegnato in alcune emozionanti scalate Immagini queste davvero mozzafiato quanto si possa pensare, è alla portata di tutti anche dei bambini. Abbiamo aperto dei siti in Costiera Amalfitana ubicati a Furore e Positano, ma il nostro ambizioso progetto prevede a breve l'apertura di nuovi siti anche in altre zone". Una lotta per la diffusione di uno sport in ascesa. "Quella della diffusione dell'Arrampicata Sportiva è una crociata che si vince solo mostrando il lato più bello di questo sport ai praticanti. Una volta iniziato si comprende a pieno il vero significato di questo sport". Da un semplice divertimento fino a un impegno maggiore. Scalare la parete rocciosa è sia un passatempo che un impegno agonistico. "Non c'è limite alle possibilità dell'appassionato che decide di seguire i nostri insegnamenti. Può essere solo un fine settimana diverso, alla scoperta della natura, o un impegno futuro grazie ai nostri corsi di perfezionamento che forgiano l'atleta con ambizioni per un futuro di gare a livello agonistico". Non essendoci un mese ideale per intraprendere l'ambiziosa ascesa, il progetto di diffusione dell'Arrampicata Sportiva non va mai in vacanza. "Tutti gli interessati possono inviare le loro adesioni all'indirizzo [email protected] visitare il sito Campobase.org per ogni informazione. Sono tanti gli sportivi che stiamo seguendo, anche bambini rapiti dal fascino della scalata. Inoltre per tutti è previsto un corso con kit di scalata e istruttori qualificati che li seguiranno passo dopo passo". La parete rocciosa è una metafora di vita: scalandola si superano anche i propri limiti. "I grandi scalatori diventano tali non solo per la loro tecnica, che deve sempre essere di buon livello e figlia di un duro allenamento, ma anche grazie alla calma interiore e all'intelligenza nel dosare le forze per proseguire il percorso. Scalare una parete significa trovare il giusto appoggio, ma anche bilanciarsi bene - conclude Bottiglieri - e gestire il proprio fisico nel miglior modo possibile". Giunto alla fine della parete rocciosa lo scalatore può dunque decidere di fermarsi, ma proseguire significa affrontare un nuovo ostacolo mettendosi ancora una volta alla prova. «Il segreto Lezione di tennis dei successi spagnoli? Coinvolgimento dei ragazzi sin da piccoli e strutture di grande livello» Al Villaggio del Sole il Tennis Team forgia i nuovi campioni Dopo una lunga carriera e tante vittorie, Labrocca insegna ai giovani:"Questo sport è scuola di vita" Al termine di una lunga carriera, dopo tanti sevizi vincenti e precisi rovesci colpendo quella minuscola pallina gialla, ha deciso di giocare un ultimo e importante set: diventare maestro per trasmettere ai suoi giovani atleti tutto ciò che aveva imparato. Marco Labrocca, maestro dell'associazione sportiva "Tennis Team Labrocca" e tecnico nazionale dal 2002 ottenuto al 1° corso di specializzazione per allenatori della Federazione Italiana Tennis equivalente al quarto livello europeo , ha esordito da giocatore all'età di 10 anni. "Rammento come fosse ieri il giorno in cuoi mio padre, tornando a casa, mi portò la mia prima racchetta da tennis. Mi innamorai subito di questo sport e decisi che sarebbe stata la mia attività - dice il maestro Labrocca, che racconta la prima esperienza - mi iscrissi alla scuola comunale dell'epoca, diretta da don Nicola Massa che è stato il mio primo maestro, poi ho proseguito seguendo gli insegnamenti del maestro Brenno Opipari presso il Circolo Tennis "Le Querce", dove mi sono preparato dedicandomi anima e corpo per partecipare alle prime importanti gare della mia vita". A 17 anni Labrocca è convocato in nazionale under 18,. "E' stato il momento chiave della mia carriera agonistica. Ho iniziato a misurarmi con atleti sempre più forti e il confronto mi ha fatto crescere tecnicamente, garantendomi un bagaglio tecnico non indifferente". E poi l'incontro con un mentore del tennis italiano: Berardinelli già maestro di Adriano Panatta. "I suoi insegnamenti sono stati per me preziosi e iniziai prima con i campionati italiani under 18 e arrivai in semifinale, al lido di Venezia e poi in finale gareggiai a Bari". E poi tante partite, tornei, anche all'estero: "Ho gareggiato a livello europeo per più di cinque anni, recandomi anche in Spagna. Lì ho notato che i ragazzi sono subito coinvolti nell'attività del tennis, con delle strutture che spuntano come funghi ovunque. Questo è uno dei piccoli segreti degli iberici, oltre alla loro tecnica di gioco, che gli ha consentito di raggiungere alti livelli nel tennis". Labrocca vince il titolo over 40, con l'ex Coppa Davis Massimo Cierro, e sceglie di allenare i piccoli sportivi del Salernitano presso l'associazione Tennis Labrocca affiliata al Villaggio del Sole. "Il presidente Giuseppe Chiancone sta facendo molto per colmare il gap di strutture che la nostra provincia ha con le altre. Insieme al maestro e tecnico nazionale Pasquale Della Notte del Tennis Cava intendiamo far crescere i ragazzi e spero un giorno di organizzare un torneo nazionale a Salerno.Una scuola di tennis è una scuola di vita. Per me è stato così e desidero che sia lo stesso - conclude Labrocca - per tanti bambini che come me amano questo sport". (adn) TACCUINO Federazione di Chanbarà Nella riunione del mese di luglio è stato eletto il nuovo consiglio federale della sport Chanbara Italia. Presidente, Giovanni Desiderio, vice presidente, Nicola Altieri, consiglieri, Di Maio Luigi, Gerardo del Guacchio, Antonello Di Donato, segretario generale, Mario Baldi. Il rientro dei maestri Baldi e Altieri ha portato entusiasmo all'interno della federazione e tra i praticanti. L’obiettivo dei due guru salernitani è di coinvolgere nuovi giovani e creare nuove società di disciplina per avere un vivaio, dove poter attingere nuovi talenti in grado di continuare a confermarsi nei vari tornei iridati. Attualmente la nuova federazione sta organizzando due corsi di qualifica, in campania e in puglia, mentre a fine settembre sarà organizzato un corso per allenatori. La nuova sede della federazione Italiana Sport Chanbarà è la palestra della “Nicodemi” a Salerno. Corso di abilitazione E’ indetto, il 2° Modulo di Formazione ed Abilitazione all'insegnamento del Metodo Globale Autodifesa 3° Livello, il 25 e 26 Settembre a Salerno, su organizzazione dell' APD Bu Sen Salerno. Sarà presente la Commissione Nazionale (Bagnulo-Failla-Colaiacomo) che esaminerà i discenti, selezionati dalla Federazione. 6 l Atleta di Salerno e Provincia «Non è uno sport per soli uomini, capito?» numero 9 settembre 2010 L'atleta salernitana da due anni pratica questa disciplina a livello agonistico Giovanna Bottero rilancia il movimento femminile salernitano del body building: «Siamo ancora poche, ma qui si va in palestra solo per moda o in vista dell'estate» Una vita passata in palestra ad allenarsi e poi a 38 anni la decisone di provare con l’agonismo. Giovanna Bottero, 40 anni a novembre è la risposta a chi pensa che il Body Building sia uno sport per soli uomini Giovanna, come è nata questa passione per il Body building? È una vita che lavoro in palestra e mi alleno. Faccio il personal trainer a Vietri nella Palestra Enjò Fitness. Covavo da tempo l’idea di provare qualche gara, ma ci voleva la spinta giusta E quando è arrivata questa spinta? Due anni fa, ho provato quasi per scherzo e mi sono presentata a una gara tra le più difficili in Italia a Sapri nei Mondiali over 35. Mi sono preparata in brevissimo tempo, ma da quel momento mi sono messa in testa di provare con l’agonismo. Faccio 40 anni a novembre, ho iniziato tardi e proprio per questo non ho intenzione di fermarmi A che età si può iniziare col Body Building? Per farlo a livello agonistico, non troppo presto. Non è tanto questione di età, bisogna più che altro guardare al completamento dello sviluppo biologico della persona dal punto di vista scheletricomuscolare E fino a che età si può gareggiare? Tra gli uomini ho visto anche ultrasessantenni, quindi basta allenarsi con regolarità e tutto è La femminilità non dipende solo dai muscoli Per sedurre può bastare uno sguardo. Ho iniziato tardi, ma voglio arrivare in Nazionale possibile. Certo per le donne è diverso, siamo molte di meno. Ma è un discorso culturale, soprattutto a Salerno Perché? Siete in poche? Poche?Non arriviamo neanche a 10. A fare Body Building a livello agonistico siamo io, Annamaria Santoro, che forse ha pure smesso, poi ricordo una ragazza di Montoro e qualcuna di Nocera Come si spiega questa situazione? Beh, al di là del discorso agonistico da noi manca la cultura della cura del fisico. Si va in palestra per moda o la si prende come un last minute per aggiustare il fisico prima delle vacanze. Ma per avere risultati ci vogliono continuità e un allenamento personalizzato. Spesso è anche colpa degli istruttori delle palestre che sono poco qualificati e pensano poco alla fidelizzazione del cliente. Può essere che le donne abbiano paura di perdere la loro femminilità con troppi muscoli? Prima di tutto la femminilità non dipende solo dai muscoli, ma da tanti altri aspetti. Per sedurre può bastare uno sguardo. E poi nel Body Building ci sono categorie di gara in cui non è necessario avere una massa muscolare eccessiva. Quante categorie ci sono? Tre. C’è l’Hard Body Building che è quella superiore e la Fitness che è per quelle un po’ più piccolette. Io gareggio nella Body Fitness che Quaranta anni a novembre, Giovanna Bottero, personal trainer a Vietri nella Palestra Enjò Fitness da due anni prende parte a gare agonistiche nella categoria Body Fitness. Per preparare al meglio ogni gara sono necessari almeno sei mesi di duro allenamento e di dieta ferrea è intermedia. Più che all’ipertrofia si guarda alla tonicità e all’armonia dei muscoli. Come si svolgono le gare? Ci sono varie posture da effettuare. Poi giudici valutano e decidono. Nella mia categoria guardano molto l’apertura delle spalle che deve essere come due ali di pipistrello e la tonicità di gambe e glutei. Come ci si prepara alla competizione sportiva? E’ dura, ci vogliono 6-7 mesi. Allenamenti costanti e dieta ferrea anche se a me ogni tanto mi “vengono i cinque minuti” e sgarro. Quali sono i tuoi impegni futuri? Sto preparando una gara per dicembre la “Ludus Maximus” che si terrà a Roma ed è valevole per le qualificazioni ai campionati italiani e ai Giochi del Mediterraneo. Speriamo bene. E il tuo sogno? Arrivare in nazionale. Spero di essere notata già a dicembre. E poi l’anno prossimo farò il “Trofeo due torri” a Bologna che è una gara importantissima e difficilissima. In generale visto che ho iniziato tardi spero di poter continuare ancora un bel po’e di togliermi qualche soddisfazione. Comunque sono già soddisfatta di me stessa perché per mettersi in gara quando non sei più una ragazzina ci vuole coraggio. Servizi POST@doc Raccomandata documentata La ricevuta comodamente nella tua casella di posta elettronica E’ il prodotto che certifica l’avvenuta consegna dell’invio ed è studiato per le esigenze aziendali con la possibilità di ricevere con una e-mail copia dell’avviso A.R. immediatamente dopo la consegna permettendo di avere sia un archivio informatico che cartaceo. 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Il progetto ha come obbiettivo la diffusione della cultura argentina tramite il Tango. L’attività si svolge al Salerno in via Manzella, 23 (zona Torrione). Indispensabili per quest’opera messianica sono i maestri di ballo. La risposta al problema? Claudio Cortejarena e Laura Rodriguez. La coppia di insegnanti, made in Argentina da anni impegnati nel ballo a 360°, riesce a rendere la lezione molto semplice e a far ballare anche chi all’inizio è un vero e proprio pezzo di legno. Alla base delle loro corso di Tango c’è prima molta tecnica e postura, poi si arriva all’interpretazione personale che è indispensabile per potersi definire un tanghero. Come dice Laura il Tango «non può essere solo meccanica, bisogna sentirlo dentro e lasciarsi andare». È questo uno dei segreti che lo rendono magico perché soltanto vivendo a pieno se stessi e il partner di ballo, la coppia riesce a espri- mersi al meglio. Per Claudio la danza argentina è un «mezzo sociale che permette di comunicare senza parlare. Inizia con la consapevolezza del proprio corpo per arrivare alla sincronizzazione nei movimenti con la propria partner». I tangheri o neo-tangheri che partecipano al corso sono tutti entusiasti della scelta che hanno fatto e ognuno adduce motivi personali. A Gaetano il ballo ha dato «serenità, intensità ed è stato un ottimo modo per staccare dalla quotidianità del lavoro». Rita ha trovato sicurezza in se e nel partner «in un continuo scambio dare-avere essenziale Ettore uomo - donna Le certificazioni dei nostri prodotti UNI EN ISO 9001:2000 per l’attività ricerca e sviluppo UNI EN ISO 14001:2004 per la gestione ambientale UNIPRO Associazione Italiana per le imprese cosmetiche AIAB Associazione Italiana per l’agricoltura biologica o 0% lid 2 va del on to up on co s c o rl pe Parrucchiere do entri nel mondo del Tango, non ne vuoi uscir più». Barbara, poi, che ha dovuto interrompere la pratica per un anno, è tornata a ballare più motivata di prima perché per lei la danza argentina è «fantastica e relazionale. Mi ha trasmesso tante cose». Il corso di Tango inizia a settembre e finisce a maggio, la frequenza è di una o due volte a settimana ed è articolata in: principianti, principianti 2 e intermedio avanzato. A ottobre e gennaio sarà possibile partecipare a lezioni di prova per curiosi e appassionati. Per dettagli è possibile fruire i siti internet w w w. o l t r e t a n g o . i t , www.claudioylaura.com.ar oppure scrivere a [email protected]. Via Posidonia, 22 84100 Salerno tel. 089. 750614 9 settembre 2010 7 I Mandia sul podio Ad Alessandria, all'interno della "Cittadella", magnifica fortezza del 700, si sono svolti domenica 12 settembre i campionati italiani targa 2010. Massimiliano e Claudia Mandia hanno vinto la medaglia d'argento individuale di classe. Claudia ha raggiunto il quarto posto negli assoluti cedendo solo ad atlete olimpioniche. I due fratelli hanno vinto il bronzo tirando insieme nella prima edizione della competizione Mixed Team. Massimiliano il 21 settembre partirà per i Mondiali Universitari che quest'anno si svolgeranno a Shenzhen (Svizzera), località dove il prossimo anno si svolgeranno le Universiadi. per la coppia di tangheri». Per Federico il Tango «devi sentirlo dentro e ti farà vibrare». Lino è entusiasta della parte passionale di questa danza sportiva, dove è l’uomo a condurre e quando la ballerina è più brava di te «no problem! è sempre l’uomo che deve condurre, magari solo con i passi di base, ma è lui che comanda la partner». Emanuela, membro integrante di Oltretango, ha riscoperto una passione collaterale al Tango, quella per i vestiti e soprattutto le scarpe da ballo che «devono essere rigorosamente argentine». Caterina balla da sette anni e qui ha vissuto una rinascita: «Quan- «Eleganza molta passione intesa, armonia tecnica e postura È un’emozione che nasce dentro e ti fa vibrare La vida es una herida absurda» di Salerno e Provincia TIRO CON L’ARCO L’associazione salernitana cresce a passi di Tango • FRANCESCO MARIA BORRELLI Atleta Inaugurata una struttura sportiva nel rione Petrosino Un campo per tutti L’Istituto dei Padri Saveriani promotore dell’iniziativa per i giovani del territorio • GIANPIERO SCAFURI Inaugurata in estate, una piccola struttura sportiva, nell’Istituto dei Padri Saveriani nel rione Petrosino a Salerno. Un’opera importante, capace di soddisfare la richiesta di pratica sportiva del territorio con particolare attenzione alle attività giovanili e alla promozione dello sport come stile di vita. «È la realizzazione di un sogno» afferma la laica saveriana, l’architetto Marta Chiaradonna, che ha seguito i lavori. «Sapevo che i Padri Saveriani erano disponibili e interessati alla realizzazione di un impianto sportivo, abbiamo subito unito le forze e grazie al contributo della regione italiana dei missionari saveriani e con la partecipazione del Comune di Salerno, questo progetto è diventato realtà. Finalmente un impianto dove tutti potranno praticare diversi sport, in un clima allegro e familiare, e dove i giovani potranno fare quelle esperienze uniche che solo lo sport offre!» Intorno all’istituto dei Padri Saveriani, attivo da 50 anni sul territorio salernitano, ruotano un centinaio di ragazzi impegnati socialmente e questo impianto, aperto a tutti, potrebbe rappresentare il trait d’union per coinvolgere nuove leve. «Sono particolarmente orgoglioso del fatto che un istituto religioso, ha detto padre Alex, ha realizzato una struttura sportiva pensata e progettata specificatamente per la multidisciplina dei giovani: chissà che in futuro anche altri istituti possano intraprendere questa strada». Il campo sportivo è gestito dai laici saveriani ed è totalmente gratuito. È sufficiente recarsi presso l’Istituto dei Padri Saveriani e lasciare le proprie indicazioni per la prenotazione della fascia oraria. Nei prossimi mesi, saranno organizzati tornei baby, junior e multietnici.