Atleta
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I colpi
della passione
Anno II numero 9
di Salerno
e Provincia
Mensile di cultura e informazione sportiva
Il canottaggio è sacrificio, è sudore misto ad acqua, è passione. E’ uno
di quegli sport duri, uno di quegli sport in cui ti giochi anni di allenamento in pochi minuti. Ma quando la punta della tua imbarcazione è lì, giusto un palmo davanti a tutti gli avversari, la gioia che ti prende non ha
eguali. E’ in quel momento che vedi premiati tutti gli sforzi, è in quei
momenti di euforia e stanchezza, che senti la vera essenza del canottaggio. E queste sono le sensazioni che prova Gennaro Gallo, atleta di
spicco del movimento salernitano, dopo ogni vittoria. Lui sa quanto duro
bisogna lavorare per tagliare il traguardo. Ma il lavoro premia e le vittorie arrivano, come ai campionati europei in Portogallo, dove il salernitano ha conquistato la medaglia d’oro nell’otto di coppia pesi leggeri.
Il vero segreto di un campione è non
accontentarsi mai. Dopo ogni vittoria
c’è una nuova sfida da affrontare e
un’altra gara da vincere: “Questo oro
europeo” – conferma Gennaro Gallo –
“ è una tappa di preparazione ai mondiali che si disputeranno a novembre in
Nuova Zelanda”. E lì ci sarà un titolo
da confermare: “L’anno scorso in
Polonia abbiamo vinto l’oro. Vincere
un mondiale è difficile, ma riconfermarsi campioni secondo me lo è ancora di più”. Tante le avversarie, tante le
incognite: “Per la prima volta il mondiale si disputa a novembre e questo è
un dato non trascurabile. Le avversarie
da temere sono le solite: Usa,
Inghilterra, Australia e quest’anno
anche i padroni di casa che si saranno
preparati bene”. Arrivare da campioni
d’Europa è indubbiamente un bel
biglietto da visita: “Questo sicuramente. Ma per noi era importante soprattutto testare il nostro stato di forma.
Capire a che punto siamo nella preparazione”. A buon punto, vista la medaglia d’oro conquistata. E questa volta
la dedica è speciale: “Ho sempre dedicato i miei successi ai miei familiari, ai
tecnici, agli amici. Questa volta la
dedica è tutta per me. Questa medaglia
deve essere da sprone per continuare a
migliorare sempre di più”. Anche perché il vero obiettivo di Gennaro Gallo
è partecipare ai prossimi Giochi
Olimpici: “L’Olimpiade è il primo
obiettivo di ogni atleta. Per arrivarci
sono necessarie anche delle combinazioni favorevoli, come ad esempio non
farsi male nell’anno olimpico oppure
farsi trovare pronto e in gran forma al
momento giusto. Partecipare a Londra
2012 sarebbe un sogno, pensate vincerle che sarebbe”. Gallo è cresciuto nel
circolo Canottieri Irno, dove ha scoperto e ha iniziato ad amare questo
sport: “Oltre a giocare a calcio con i
miei amici, quando ero più piccolo
praticavo nuoto. Ed ero anche bravino.
Poi per raggiungere grandi obiettivi ho
capito che devi avere una società forte
alle spalle. Per questo motivo ho scelto
l’Irno, dove ho trovato il professor
Noio, la persona che più mi ha insegnato. Il canottaggio mi ha subito
appassionato, anche se, devo ammettere, prima lo confondevo con la canoa”.
Un amore sbocciato all’improvviso, un
amore che dura per tutta la vita: “Per
me il canottaggio è tutto, è la mia vita.
E’ anche grazie a questo sport e ai
risultati raggiunti che sono entrato
nella Marina militare. Salerno? E’ nel
mio cuore, così come la Salernitana, un
cui gadget porto sempre con me durante le gare”. Gare che portano a nuovi
emozioni e a nuovi sacrifici “Ma quando vedi la tua punta tagliare il traguardo prima delle altre, ripensi a tutti gli
sforzi e vedi realizzati i tuoi sogni”.
(red.at.)
Settembre 2010
Pronti
a nuove
sfide
• FABIO SETTA
Rieccoci. Dopo il break estivo
torniamo più carichi che mai.
Pronti a nuove sfide. Da vivere,
da scrivere e da raccontare a tutti
i nostri appassionati lettori che,
fortunatamente, aumentano ogni
mese di più. E proprio questo
dato ci dà maggiore spinta per
migliorare e crescere. Non ci fermiamo dopo una vittoria, ma
pensiamo già alla prossima sfida.
Proprio come il nostro atleta da
prima pagina di questo mese.
Gennaro Gallo, fresco campione
d’Europa di canottaggio, ma già
proiettato verso la sfida dei mondiali di novembre. Tanti sacrifici,
tanti sforzi premiati con una vittoria. Come per noi è una vittoria
ed una gioia regalare ogni mese a
tutti gli sportivi un nuovo numero. E a proposito di vittorie, questo mese, oltre l’oro di Gallo, ci
ha regalato nuove entusiasmanti
prestazioni dei nostri atleti salernitani. C’è il bronzo conquistato
agli Europei, sempre di canottaggio, da Laura Schiavone; c’è il
titolo nazionale delle prove multiple di atletica leggera conquistato
dalla Vis Nova Salerno grazie a
tre giovanissime campionesse,
Derkach, Giocondo e Mangino;
c’è la nuova stellina del karate, la
piccola Annamaria Damolideo,
13 anni appena compiuti. In conclusione troverete un excursus sul
tango, un ballo di passione.
Proprio quella passione che ci
porta ogni giorno ad affrontare
sempre nuove sfide.
all’interno
•Taiji Quan
3
Li Rong Mei, il Gran Maestro di
Taj ji quan è l’ospite d’onore
della seconda edizione di “Salerno e le discipline orientali” in
programma ai Giardini della Minerva. La Rong Mei si esibirà
inoltre anche al Parco Salid in
uno stage tecnico di Taiji Quan,
impartendo lezioni a tutti gli
appassionati.
• Arrampicata
5
Un settore sportivo ancora troppo poco conosciuto, ma che da
qualche anno sta coinvolgendo
un numero sempre maggiore di
appassionati, anche salernitani.
Fascino, brivido emozione e spettacolo: tutto questo è l'Arrampicata Sportiva. La location ideale? La costiera amalfitana
•Body building
6
Quaranta anni a novembre, la
salernitana Giovanna Bottero,
da due anni ha iniziato a gareggiare a livello agonistico. Ha iniziato quasi per scherzo ma ora
non si vuole più fermare e sogna
la Nazionale. Nella nostra provincia però il movimento è
fermo: "Qui si va in palestra
solo per moda"
Atleta
Nuova stellina d'oro
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l
numero
di Salerno
e Provincia
9 settembre 2010
Annamaria Damolideo campionessa di karate
• DILETTA TURCO
Una giovane stella si affaccia
nel firmamento europeo del
karate. Si chiama Annamaria
Damolideo l'atleta della Nuova
Polisportiva Bellizzi che ha
vinto la medaglia d'oro ai campionati internazionali svolti a
Grado alla fine di agosto.
Annamaria ha partecipato agli
open della disciplina nella categoria 37 chili esordienti, e cioè
nella fascia d'età che va dai 12
ai 13 anni. La sua specialità è il
combattimento individuale. Il
percorso di gara fatto dalla giovanissima atleta bellizzese è
stato impeccabile. Con un dato
da non sottovalutare: la finale,
infatti, è stata integralmente
“made in Salerno”. A contendere ad Annamaria il gradino
più alto del podio è stata infatti Desideria Bove, atleta del
Team di Moffa di Mercato San
Severino, un'avversaria che
Annamaria ha incontrato più
volte nelle varie gare disputate.
Bello anche il percorso che la
giovane karateka della Nuova
Polisportiva ha fatto nel suo
gruppo di appartenenza, battendo in finale l'atleta slovena
Zala Kustrin. Sono due le doti
vincenti che la piccola Annamaria ha dimostrato nella sua
esperienza internazionale: l'at-
MONDIALI DI PUGILATO
Marzia
fuori
dal podio
Marzia Davide, classe '80, di
Pontecagnano, sposata e
mamma a tempo pieno con
un figlio di quasi quattro anni
non è riuscita a centrare l'impresa dipinta d'oro. Il puglie
salernitano, appartenente all'Associazione Sportiva Sporting Center, si è fermata ai
quarti di finale ai campionati
del mondo di pugilato che si
sono disputati a Bridgetown
nelle Isole Barbados. Negli
ottavi di finale Marzia Davide, in gara nella categoria 57
kg, ha ottenuto una bella vittoria contro la russa Gurkovich, una delle favorite della
manifestazione iridata. Davide ha condotto il match sin
dalla prima ripresa, chiudendo in scioltezza con il punteggio di 9-5. Nei quarti di finale
però l'atleta salernitana è stata sconfitta dalla cinese Yanzi
Yang, una ventenne ricca di
grinta e talento, per 7 a 3.
L’obiettivo, comunque, resta
sempre Londra 2012.
Mensile di cultura
e informazione sportiva
l
Atleta
di Salerno
e Provincia
Fabio Setta
Direttore responsabile
Gianpiero Scafuri
Direttore editoriale
Diletta Turco
Caporedattore
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di Salerno n. 20/2009 del 29-04-2009
Stampa Arti Grafiche Capozzoli
via Irno, snc loc. Sardone - Pontecagnano (Sa)
tenzione e la caparbietà.
Qualità che, come in una formula magica, al momento della
premiazione si sono tramutate
in una gioia senza freno. Ha
festeggiato la sua medaglia
d'oro con le lacrime la karateka
bellizzese, che ha commosso
l'intera panchina di allenatori
che l'ha seguita nell'esperienza
a Grado. «E f stata una conferma importante – ha detto il presidente della società di Bellizzi,
Sonia Doto – che ha suggellato
una preparazione continuata
anche durante il mese di agosto, con la supervisione tecnica
del Maestro Antonio Califano
dello Shirai Club di San
Valentino Torio». La stagione
agonistica che attende l'intero
gruppo di atlete della Nuova
Polisportiva Bellizzi è davvero
colma di impegni e gare importanti da affrontare. Primo fra
tutti il campionato italiano di
categoria, verso cui la presidentessa Doto non nasconde la
volontà di puntare in alto. «E f
proprio vero che il lavoro paga
e pertanto da subito dobbiamo
cominciare a pensare ai Campionati Italiani con l’augurio di
poter scalare le vette di quella
competizione che allo stato è
prossima ed importante. Da
sempre abbiamo aspettato che
la ragazza potesse cominciare a
fare sul serio nelle competizioni
che contano – ha concluso la
Doto – ed è innegabile che
l fessersi cimentata in un torneo
così importante vincendolo fa
ben sperare in altre e ben più
importanti vittorie».
La giovane atleta
della Nuova
Polisportiva Bellizzi
a soli 13 anni
si è classificata
prima
ai campionati
internazionali
di Grado
Prossimo obiettivo:
il torneo nazionale
Dopol’Europa,rottasui mondiali
Dopo il bronzo in Portogallo, la Schiavone punta la Nuova Zelanda
Non è un bronzo qualsiasi quello
che Laura Schiavone ha conquistato a Montemor-o-Velho in
Portogallo. L'atleta azzurra ha
vinto infatti una medaglia che
vale un Mondiale. I Campionati
d'Europa hanno confermato il
valore dell'atleta salernitana, che
lotta strenuamente del Doppio di
Coppia cercando l'oro, ma cede
nel finale all'equipaggio polacco
conquistando egualmente il
biglietto per la Nuova Zelanda.
La gara si dimostra difficile già
dalla partenza: quarte dopo i
primi 500 metri le azzurre fanno
valere la forza del loro ritmo iniziando una rimonta, con grande
forza di volontà, sulle polacche e
successivamente sull'equipaggio
della Repubblica Ceca. Le tedesche Thiele e Schiller, come da
pronostico, si dimostrano nettamente superiori alle azzurre. Il
vantaggio su Fularczyk e
Michalska, di appena 1 e 24, è
minimo le rivali polacche accele-
rano, 39 colpi negli ultimi 500
metri, superando l'Italia e andando a conquistare la piazza d'onore a pochi decimi dalla Germania.
"La gara è stata durissima fin dai
primi minuti con tutte le barche
separate da distanze praticamente
minime - commenta la Schiavone
- fino ai 1000 metri c'è stato un
sostanziale equilibrio e purtroppo
c'è mancato qualcosa nella fase
finale". Una dedica particolare
per una vittoria importante nel
banco di prova del Mondiale.
"Voglio dedicare questa medaglia
di bronzo al tecnico Rosario del
Circolo Canottieri Irno, ai miei
nonni, e ai miei allenatori Josy,
Andrea e Massimo che mi sono
sempre vicini e mi aiutano tanto
sotto ogni punto di vista". Con il
suo ricco medagliere Laura
Schiavone, dopo aver tirato i remi
in barca per un breve periodo di
riposo, tornerà a gareggiare avvicinandosi sempre più alla realizzazione di un sogno cullato da
dieci anni: vincere una medaglia
ai Campionati del Mondo in
Nuova Zelanda. "Per me gareggiare lì significa realizzare un
sogno che sto inseguendo da tantissimi anni. Non vedo l'ora di
misurarmi con le avversarie,
anche se so che sarà molto difficile". Una nazione, il cui ammaliante fascino ha rapito la
Schiavone in passato, ora diventa
meta ambita di tutti gli atleti del
canottaggio mondiale. "Ammiro
tanto la Nuova Zelanda, sono
estimatrice della loro cultura e mi
piace lo stile dei vita che hanno i
neozelandesi. Desidero ardentemente andare - conclude la
Schiavone - e ora ho realizzato il
mio sogno". (red.atl.)
l
numero
Atleta
di Salerno
e Provincia
9 settembre 2010
Dalla storia di una campionessa orientale alla storia di una città occidentale
3
LiRongMeinellacittàdellemeraviglie
Il Gran Maestro di Tai ji quan, Li Rong Mei, sbarca a Salerno per presenziare
come ospite d’onore alla seconda edizione di “Salerno e le discipline orientali”
• IVAN COSTA
«Sono nata nell’anno del Drago e, malgrado fossero i primi giorni di gennaio, mia madre mi raccontava che era un inverno mite, messaggero di una
primavera pronta a sbocciare con tutta la delicatezza dei suoi fiori sui rami ancora esili e nudi.
Fiori delicati, fragili nell’aspetto ma forti, capaci di
resistere al freddo e alla brina della notte. Forse
per questo i miei decisero di chiamarmi Rong Mei,
“fiore d’inverno”, per la mia costituzione fragile
essendo nata in un momento di grande difficoltà
per tutta la Cina, la carestia.»
Quando nel 1970, ad Hong Kong, un inesperto
regista di nome Lo Wei girava – insieme al mitico
Bruce Lee - “Dalla Cina con furore”, film cult che
avvicinò un vastissimo pubblico alla pratica delle
arti marziali, Li Rong Mei era una ragazzina di
appena sette anni.
Nata a Shangai in una famiglia dov’era la più giovane di cinque fratelli, viene da subito avviata allo
sport dal padre (istruttore di nuoto), al fine di irrobustire il suo corpo troppo debole per sopravvivere alla grande carestia di quegli anni.
Nella primavera dello stesso anno, Li Rong
approccia per la prima volta col Wushu, morfema
cinese traducibile nel trinomio cina - guerra - arte,
che sta appunto ad indicare la totalità degli stili e
dei metodi delle arti marziali nate in Cina.
Le lezioni erano tenute in un parco da un maestro che convince i suoi genitori a lasciar perdere il nuoto, concentrandosi sulla pratica
delle arti marziali, sino a quando non viene
indirizzata presso un centro specializzato per
il wushu diretto da Hu Han Pin, grande maestro di fama nazionale.
Seguiranno anni di intensa pratica e studio,
durante i quali inizia ad apprendere le basi del
Tai ji quan.
Sette anni più tardi, nel 1977, accede ad un prestigioso College di Educazione Fisica dove, attraverso una durissima selezione durata addirittura due
anni, entra a far parte del Wushu Team di Shangai.
Divenendo in seguito allieva diretta di Fu Zhong
Wen, migliora il suo Tai ji salendo numerose volte
sul podio nazionale fino a quanto, negli anni ’80,
dopo aver primeggiato in ben 6 specialità ai grandi campionati nazionali, ottiene il titolo di Gran
Maestro, entrando a far parte della nazionale
Cinese e girando anche diversi film sulle Arti
Marziali.
Intorno al 1989, poi, si trasferisce in Italia, dove
avrà un ruolo fondamentale nella diffusione del
Wushu e del Taiji, prodigandosi in numerosi interventi nei canali televisivi e collaborando alla formazione della federazione italiana wushu, oggi
FIWuK.
Ricopre il ruolo di Direttore Tecnico, fino a divenire responsabile europeo dello Yangnian, scuola
che vanta oggi proseliti sia in Svizzera che in Italia,
come ad esempio il Dojo di Baronissi dove “il”
Gran Maestro, in occasione della sua ultima visita,
ha parlato ai suoi allievi
ribadendo l’importanza del sacrificio
nello sport.
«A quel tempo, dalle campagne non arrivava nulla e
nelle grandi
città non c’era da mangiare per tutti;
così io, come
un fiore d'inverno, a volte mi
sono trovata sola
sul ramo della vita
a difendere i miei
sogni dalla brina della
notte…»
Un viaggio alla riscoperta del proprio “io”
Formula(Esse) 3
Salerno-Sport-Salute, per il terzo anno
insieme ai Giardini della Minerva
“Si tibi deficiant Medici, medici
tibi fiant haec tria: Mens laeta,
requies et moderata diaeta”, Se ti
mancano i medici, siano per te
medici queste tre cose: l’animo
lieto, la quiete e la moderata
dieta. Un proverbio redatto dai
padri della medicina salernitana
che, letto insieme ad un altro
altrettanto celebre proverbio che
recita “Prevenire è meglio che
curare”, è il motivo scatenante
per il quale l’iniziativa “Salerno e
le discipline orientali”, giunta
oramai alla seconda edizione,
riscuote anno dopo anno maggior successo, accumulando sem-
patrocinio del Comune di Salerno, l’evento del 25 Settembre si
aprirà col saluto ai partecipanti,
quest’anno affidato a Emilio
d’Agostino del Centro Studi
Europa Nuova, spalleggiato nella
consuetudinaria relazione introduttiva da Luciano Mauro, conservatore del Giardino della
Minerva, che descriverà l’importanza delle erbe nelle cure naturali, confrontando alcune teorie
orientali con quelle della scuola
medica salernitana.
Le discipline e le varie tecniche
riabilitative correlate saranno poi
presentate dai tanti medici ed
pre più fans.
Il Giardino della Minerva, come
di consueto, facendo leva sul forte
impatto visivo dei sui terrazzamenti, delle sue sculture architettoniche e delle tante piante medicinali, sarà una sorta di macchina
del tempo che, appunto, accompagnerà i partecipanti nel viaggio
alla riscoperta del migliore equilibrio, con se stessi e con gli altri.
“Sarà il punto d’incontro tra culture orientali ed occidentali che –
come sottolineava la stessa Elena
Russo, organizzatrice dell’evento
nonché Maestra di Taiji Quanmi auguro riesca ancora una
volta a porre l’accento sulla
valenza che queste discipline possono avere nel vissuto di tutti i
giorni.”
Organizzato dall’associazione
dilettantistica “il Podio”, con la
collaborazione della Fondazione
Scuola Medica Salernitana e col
esperti presenti alla conferenza,
approfondendo le proprie conoscenze attraverso il Taiji Quan
con il M° Elena Russo, il Reiki
con il M° Giuseppina Scafuri o lo
Yoga con il M° Mario Della
Corte, che saranno puntualmente
spalleggiati da medici accreditati
e specializzati nella riabilitazione
psico-fisica.
Il 26 settembre, poi, nella struttura del Parco Salid, ubicato nei
pressi del Lungoirno, il Gran
Maestro Li Rong Mei si esibirà in
uno stage tecnico di Taiji Quan,
impartendo lezioni a coloro i
quali accorreranno all’evento che
Elena Russo, in occasione dell’incontro avvenuto recentemente
all’università di Baronissi col
grande atleta cinese, è riuscita ad
organizzare mettendo a segno un
colpo a dir poco epico per i fruitori salernitani delle “Matrial
Arts.”
Taiji e Aikido: L’unione che fa la forza
Corpo che pensa, mente che muove
Nello scenario oltremodo suggestivo offerto dai diciassette ettari
della Villa d’Ayala, dopo aver
valicato l’ampio cancello di ferro
ricavato in una torre normanna,
e il porticato ospitante cinque
strutture raffiguranti rispettivamente la musica, la danza, il
canto, la pittura e la scultura,
domenica 19 settembre, sotto
l’occhio vigile delle due grandi
statue d’eroi presenti all’ingresso:
Meleagro ed Ercole, Valva ha
aperto alle discipline orientali.
“Matrial Art Open Day, Valva
incontra l’Oriente”, questo il
nome della manifestazione, orga-
nizzata grazie al patrocinio del
Comune di Valva, della Provincia
di Salerno e alla indispensabile
sovraintendenza dell’accademia
delle Belle Arti di Salerno, allo
scopo di promuovere due delle
più belle discipline orientali: il
Tai ji Quan e l’Aikido.
Ad Elena Russo, maestro di Tai ji
quan stile Yang, è spettata l’apertura intorno alle ore 11:00, la
quale ha in seguito ceduto il testimone al maestro di Tai ji Quan
stile Chen Giampaolo Salvatore
e, in ultimo, al maestro Giovanni
Desiderio, 5° dan di Aikido.
Al termine delle lezioni, i maestri
hanno deliziato la platea prodigandosi in un’esibizione spettacolare. Partendo dall’eleganza del
Taiji stile Yang della maestra
Russo, con le sue movenze armoniche e raffinate, meditative
quanto efficaci, passando poi per
le prese e i fendenti rappresentativi rispettivamente dell’Aikido e
dello Iaido (spada giapponese)
del maestro Desiderio; per il
Brazilian Jiu Jitsu del maestro
Salvatore che, per clamor di
popolo, è stata da disciplina che
ha entusiasmato maggiormente i
giovani accorsi all’evento, terminando poi col dinamismo incal-
zante quanto maschio del Sanda
(boxe cinese), praticato dai maestri Umberto Vorgia e Sergio
Romano.
Eloquente oltre ogni misura
sono state al termine della
manifestazione le parole di un
bambino, il quale – ci ha raccontato Elena Russo- pare
avrebbe chiesto alla madre di
annullare l’iscrizione fatta
pochi giorni fa alla “scuola calcio”, supplicandola di iscriverlo
in una palestra. «Aikido,
Karate, non mi importa, purché
possa rivedere un qualcosa di
così bello ed entusiasmante.»
4
l
Atleta
numero
di Salerno
e Provincia
9 settembre 2010
Ciro : una grande passione per l'hockey
che lo ha portato verso il sogno iridato
BELLIZZI
Il giovane atleta ebolitano ha rappresentato l'Italia ai campionati europei under 17
Se nel 1999, durante la prima edizione di “E..state sui pattini”
organizzata dalla Cresh di Eboli,
avessero detto a Ciro Martino
che, a distanza di undici anni,
avrebbe indossato la divisa
dell'Italia ai campionati europei
di hockey su pista, molto probabilmente lui stesso non avrebbe
capito l'importanza di una simile
affermazione. Questo perché nel
1999 Ciro aveva soltanto cinque
anni. E' un fenomeno tutto ebolitano il giovane Ciro. A 13 anni è
entrato nella selezione nazionale
degli under 15 vincitrice di due
tornei europei. Dopo una stagione da capocannoniere di serie B
con la casacca della Cresh, è arrivata la convocazione per i campionati europei under 17. Destinazione: Inghilterra. Di certo non
la prima trasferta per la giovanissima promessa del sodalizio sportivo della cittadina della Piana del
Sele, ma sicuramente una delle
più importanti. Ciro, infatti, è
sceso in campo in ogni partita
con il numero 5, nel suo ruolo da
esterno. Ha sempre il sorriso
stampato sul volto il giovane atleta ebolitano, che non si stanca
mai di allenarsi e di pattinare
insieme ai suoi compagni di squadra, che non hanno di certo fatto
mancare il loro sostegno a quello
che è un punto di riferimento del
campionato dai giovani della
Cresh. Nemmeno il tempo di
riposarsi alla fine dell'intensa stagione agonistica terminata lo
scorso mese di giugno che per
l'atleta della Cresh si Eboli è iniziata un'altra avventura: il cammino per le selezioni ai campionati di Nrothampton. Ciro non è
stato l'unico giocatore della
Cresh a rientrare nella lunga
corsa agli europei di inizio settembre: assieme a lui anche
Pierpaolo De Maio, il portiere
della squadra, aveva partecipato
alla preselezione, senza, però,
riuscire ad entrare nei primi dieci
della penisola, che, a fine agosto,
sono partiti alla volta di
Northampton. Ciro nella nazionale di coach Paolo De Rinaldis
ha la maglia numero 5. Nel girone azzurro anche il Portogallo,
l'Austria, la Svizzera e la
Germania, E' stata proprio la
squadra tedesca a “battezzare”
l'esordio del giovane Ciro. Lunedì
30 agosto alle ore 18.15 al
“Benham Sports Arena” nel
Moulton Park a Northampton
l'avventura europea di Ciro nella
squadra dell'under 17 è iniziata,
non senza soddisfazioni. Gli
azzurri, infatti, si sono imposti nel
loro girone. L'Italia si è, infatti,
qualificata alla fase finale, affrontando, nelle due ultime partite, la
favorita Spagna (1-4) e i padroni
di casa inglesi, con cui hanno
perso 2 a 0. Sugli spalti dei palazzetti dello sport di Northampton,
c'è stato anche un tifoso speciale:
Berniero Gallotta, mentore del
giovanissimo Ciro, nonché suo
maestro dal 1999. «Sono certo
che la sua storia sportiva sia sensazionale – ha detto Gallotta - le
sfide che abbiamo vinto insieme
per raggiungere questo risultato
stratosferico sono innumerevoli.
Ciro è il simbolo del nostro impegno per l’hockey su pista e per
Eboli. Non dimenticheremo mai
da dove veniamo. Eboli è stata a
Northampton con un nutritissimo gruppo di sostenitori. Ciro
Martino è il riscatto allo strapotere del nord in questa disciplina, è
il talento che non puoi non ammirare, è il frutto succoso di una
terra solare, è figlio di Eboli, è il
risultato di una sfida partita dieci
anni fa tra scetticismo e indifferenza».
(dile)
Riapre
la piscina
Ciro Martino, il secondo in basso, da sinistra
Corsi di nuoto, nuoto controllato, acquagym, scuola
di pallanuoto. E' questa
solo parte dell'offerta formativa della stagione 20102011 della piscina comunale “Enrico Berlinguer” di
via Pescara a Bellizzi. La
campagna di iscrizioni alla
nuova annualità di attività
sportive è partita dallo
scorso 6 settembre, mentre
i corsi sono iniziati lunedì
20, per poi concludersi soltanto prima della prossima
estate. Il calendario settimanale prevede spazi e
lezioni dedicate ai più piccoli e al pubblico adulto,
con corsi mattutini, pomeridiani e serali. La piscina
Berlinguer ha un proprio
profilo anche su Facebook.
Sul tetto d’Italia Vis Nova da urlo
grazie a Derkach, Al sodalizio salernitano il titolo
italiano Allievi di Prove multiple
Mangino
e Giocondo
che hanno saputo
trasformare
un sogno
in realtà
Dal 1990 l’unica creperia di Salerno in
cui è possibile gustare oltre 100 varietà sia rustiche che dolci di questo tipico
prodotto francese.
“Sinantisi”
mette a disposizione il proprio spazio per mostre ed
eventi
Info 328 2827196
Via Santa Margherita, 21 –
Salerno
Atletica: storico successo per il club
• VALENTINA LIGUORI
“Un grazie di cuore per essere
riusciti a fare di un sogno una
realtà”. E’ stato questo il commosso commento del vice presidente della Vis Nova Salerno,
Giovanni Ferrigno. E la commozione è inevitabile, direttamente
proporzionale al traguardo tagliato. Il grazie è per lo straordinario risultato raggiunto dalle
sue altrettanto straordinarie
atlete. Daria Derkach, Gilda
Mangino e Francesca Giocondo
hanno trascinato la Vis Nova
Salerno alla conquista del titolo
italiano ai Campionati di Società Allieve di Prove Multiple.
Un risultato storico per il sodalizio salernitano. Allo Stadio
"Andrea Gorla" di Novara, sede
della due giorni di finale, il club
di Salerno, presieduto da Anna
Pergola, ha conquistato lo scudetto Allieve totalizzando 8865
punti, relegando, molto lontana,
al secondo posto la società
C.S.S. Leonardo da Vinci di
Bolzano (p.7935) ed al terzo
posto la Sai Fondiaria di Roma
che ha conseguito7893 punti.
Una classifica che già al termine
della prima giornata di gara
sembrava così delineata e che
nel corso della seconda giornata
di gare ha trovato conferma. Vis
Nova Salerno sul tetto d’Italia,
quindi. Il team salernitano ha
trovato un grande traino in
Daria Derkach che, come da
pronostico, domina nettamente
la gara a livello individuale:
5224 punti per Daria (già
detentrice della detentrice della
Atleta
miglior prestazione italiana di
sempre della specialità) alla fine
della due giorni di gare e la soddisfazione di aver trascinato
appunto il suo club allo scudetto di prove multiple. La giovane
atleta italo-ucraina è stata grande protagonista. Al termine delle
sette prove dell’eptathlon, come
da pronostico, ha dominato la
gara a livello individuale totalizzando 5224 punti, stabilendo
tra l’altro anche il record regionale. Ottimi i parziali dell’atleta
salernitana. Sui 100hs, Daria ha
chiuso con l’ottimo tempo di
14”16, nell’alto ha chiuso con
1,71. 8,38 la misura del lancio
del peso, mentre sul lungo la
Derkach ha saltato la misura di
5,81. 36,12 la misura del giavellotto mentre sui 200 metri la
punta di diamante della Vis
Nova Salerno ha corso in
25”33”, mentre sugli 800 ha
chiuso in 2’26”65. Risultati
sicuramente di rilievo che dimostrano quanto sia cresciuto nell’ultimo periodo la Derkach che
in ogni caso lascia intravedere
inoltre grandi margini di crescita. E’ lei la grande speranza dell’atletica salernitana. Ma alla
storica vittoria della società
salernitana presieduta da Anna
Pergola hanno contribuito in
maniera importante anche Gilda
Mangino e Francesca Giocondo.
La Mangino ha chiuso la gara
individuale all’undicesimo posto
collezionando punti 3641, mentre la Giocondo ha terminato la
propria gara al diciasettesimo
posto con 3471 punti.
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l
di Salerno
e Provincia
Mensile di cultura
e informazione sportiva
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Una scalata oltre ogni limite
numero
l
Atleta
di Salerno
e Provincia
9 settembre 2010
5
Sono sempre di più gli sportivi stregati dal fascino dell'arrampicata sportiva
Bottiglieri: "Il segreto? Tecnica, allenamento ma soprattutto calma interiore"
• ANGELO DE NICOLA
Aggrappato con la sua determinazione a
quella parete rocciosa, mentre cerca di
superare l'insidioso ostacolo, lo scalatore
cerca di vincere anche una prova di resistenza con se stesso. Un settore sportivo
ancora troppo poco conosciuto, ma che
da qualche anno sta coinvolgendo un
numero sempre maggiore di appassionati,
è quello dell'Arrampicata Sportiva.
Differenziandosi dall'Alpinismo, nel quale
lo scopo è il raggiungimento della vetta di
una montagna, l'arrampicata ha come
obiettivo il superamento di una parete
naturale o artificiale. Uno dei campi ideali, per questa attività sportiva nel meridione, è la Costiera Amalfitana che offre non
poche scelte di pareti allo scalatore.
"L'arrampicata è una disciplina che prevalentemente si pratica su strutture rocciose
naturali ed è un'attività sportiva che coinvolge l'atleta sia dal punto di vista fisico
che in quello psicologico - dice l'istruttore
Oreste Bottiglieri, responsabile Arrampicata Sportiva dell'azienda Campobase
fondata da Stefano Prota Guida ambientale escursionistica - scalare la parete rocciosa può essere un divertimento, ma al
tempo stesso un modo per misurare la propria forza di volontà. Una sorta di gara
con se stessi fatta di resistenza e abilità".
Un pioniere dell'arrampicata in un territorio dove il fascino di questo settore non è
ancora stato scoperto. "Sono anni che mi
batto per far conoscere a tutti questa
meravigliosa attività che, contrariamente a
Oreste Bottiglieri,
responsabile
dell’arrampicata sportiva
dell’azienda Campbase,
impegnato
in alcune emozionanti
scalate
Immagini
queste
davvero mozzafiato
quanto si possa pensare, è alla portata di
tutti anche dei bambini. Abbiamo aperto
dei siti in Costiera Amalfitana ubicati a
Furore e Positano, ma il nostro ambizioso
progetto prevede a breve l'apertura di
nuovi siti anche in altre zone". Una lotta
per la diffusione di uno sport in ascesa.
"Quella della diffusione dell'Arrampicata
Sportiva è una crociata che si vince solo
mostrando il lato più bello di questo sport
ai praticanti. Una volta iniziato si comprende a pieno il vero significato di questo
sport". Da un semplice divertimento fino a
un impegno maggiore. Scalare la parete
rocciosa è sia un passatempo che un impegno agonistico. "Non c'è limite alle possibilità dell'appassionato che decide di
seguire i nostri insegnamenti. Può essere
solo un fine settimana diverso, alla scoperta della natura, o un impegno futuro grazie ai nostri corsi di perfezionamento che
forgiano l'atleta con ambizioni per un
futuro di gare a livello agonistico". Non
essendoci un mese ideale per intraprendere
l'ambiziosa ascesa, il progetto di diffusione dell'Arrampicata Sportiva non va mai
in vacanza. "Tutti gli interessati possono
inviare le loro adesioni all'indirizzo
[email protected] visitare il sito
Campobase.org per ogni informazione.
Sono tanti gli sportivi che stiamo seguendo, anche bambini rapiti dal fascino della
scalata. Inoltre per tutti è previsto un corso
con kit di scalata e istruttori qualificati che
li seguiranno passo dopo passo". La parete rocciosa è una metafora di vita: scalandola si superano anche i propri limiti. "I
grandi scalatori diventano tali non solo
per la loro tecnica, che deve sempre essere
di buon livello e figlia di un duro allenamento, ma anche grazie alla calma interiore e all'intelligenza nel dosare le forze per
proseguire il percorso. Scalare una parete
significa trovare il giusto appoggio, ma
anche bilanciarsi bene - conclude Bottiglieri - e gestire il proprio fisico nel miglior modo possibile". Giunto alla fine
della parete rocciosa lo scalatore può dunque decidere di fermarsi, ma proseguire
significa affrontare un nuovo ostacolo
mettendosi ancora una volta alla prova.
«Il segreto
Lezione di tennis dei successi
spagnoli?
Coinvolgimento
dei ragazzi
sin da piccoli
e strutture
di grande livello»
Al Villaggio del Sole il Tennis Team forgia i nuovi campioni
Dopo una lunga carriera e tante vittorie, Labrocca
insegna ai giovani:"Questo sport è scuola di vita"
Al termine di una lunga carriera,
dopo tanti sevizi vincenti e precisi
rovesci colpendo quella minuscola
pallina gialla, ha deciso di giocare
un ultimo e importante set: diventare maestro per trasmettere ai
suoi giovani atleti tutto ciò che
aveva imparato. Marco Labrocca,
maestro dell'associazione sportiva
"Tennis Team Labrocca" e tecnico
nazionale dal 2002 ottenuto al 1°
corso di specializzazione per allenatori della Federazione Italiana
Tennis equivalente al quarto livello europeo , ha esordito da giocatore all'età di 10 anni.
"Rammento come fosse ieri il
giorno in cuoi mio padre, tornando a casa, mi portò la mia prima
racchetta da tennis. Mi innamorai
subito di questo sport e decisi che
sarebbe stata la mia attività - dice
il maestro Labrocca, che racconta
la prima esperienza - mi iscrissi
alla scuola comunale dell'epoca,
diretta da don Nicola Massa che è
stato il mio primo maestro, poi ho
proseguito seguendo gli insegnamenti del maestro Brenno Opipari
presso il Circolo Tennis "Le
Querce", dove mi sono preparato
dedicandomi anima e corpo per
partecipare alle prime importanti
gare della mia vita". A 17 anni
Labrocca è convocato in nazionale under 18,. "E' stato il momento
chiave della mia carriera agonistica. Ho iniziato a misurarmi con
atleti sempre più forti e il confronto mi ha fatto crescere tecnicamente, garantendomi un bagaglio
tecnico non indifferente". E poi
l'incontro con un mentore del tennis italiano: Berardinelli già maestro di Adriano Panatta. "I suoi
insegnamenti sono stati per me
preziosi e iniziai prima con i campionati italiani under 18 e arrivai
in semifinale, al lido di Venezia e
poi in finale gareggiai a Bari". E
poi tante partite, tornei, anche
all'estero: "Ho gareggiato a livello
europeo per più di cinque anni,
recandomi anche in Spagna. Lì ho
notato che i ragazzi sono subito
coinvolti nell'attività del tennis,
con delle strutture che spuntano
come funghi ovunque. Questo è
uno dei piccoli segreti degli iberici,
oltre alla loro tecnica di gioco, che
gli ha consentito di raggiungere
alti livelli nel tennis". Labrocca
vince il titolo over 40, con l'ex
Coppa Davis Massimo Cierro, e
sceglie di allenare i piccoli sportivi
del Salernitano presso l'associazione Tennis Labrocca affiliata al
Villaggio del Sole. "Il presidente
Giuseppe Chiancone sta facendo
molto per colmare il gap di strutture che la nostra provincia ha con
le altre. Insieme al maestro e tecnico nazionale Pasquale Della Notte
del Tennis Cava intendiamo far
crescere i ragazzi e spero un giorno di organizzare un torneo nazionale a Salerno.Una scuola di tennis è una scuola di vita. Per me è
stato così e desidero che sia lo stesso - conclude Labrocca - per tanti
bambini che come me amano questo sport". (adn)
TACCUINO
Federazione
di Chanbarà
Nella riunione del mese di
luglio è stato eletto il nuovo
consiglio federale della sport
Chanbara Italia. Presidente,
Giovanni Desiderio, vice presidente, Nicola Altieri, consiglieri, Di Maio Luigi, Gerardo del
Guacchio, Antonello Di Donato, segretario generale, Mario Baldi.
Il rientro dei maestri Baldi e
Altieri ha portato entusiasmo
all'interno della federazione e
tra i praticanti. L’obiettivo dei
due guru salernitani è di coinvolgere nuovi giovani e creare
nuove società di disciplina per
avere un vivaio, dove poter attingere nuovi talenti in grado di
continuare a confermarsi nei
vari tornei iridati.
Attualmente la nuova federazione sta organizzando due
corsi di qualifica, in campania
e in puglia, mentre a fine settembre sarà organizzato un
corso per allenatori.
La nuova sede della federazione Italiana Sport Chanbarà è la
palestra della “Nicodemi” a
Salerno.
Corso
di abilitazione
E’ indetto, il 2° Modulo di
Formazione ed Abilitazione
all'insegnamento del Metodo
Globale Autodifesa 3° Livello,
il 25 e 26 Settembre a Salerno,
su organizzazione dell' APD
Bu Sen Salerno. Sarà presente
la Commissione Nazionale
(Bagnulo-Failla-Colaiacomo)
che esaminerà i discenti, selezionati dalla Federazione.
6
l
Atleta
di Salerno
e Provincia
«Non è uno sport per soli uomini, capito?»
numero
9 settembre 2010
L'atleta salernitana da due anni pratica questa disciplina a livello agonistico
Giovanna Bottero rilancia il movimento femminile salernitano del body building:
«Siamo ancora poche, ma qui si va in palestra solo per moda o in vista dell'estate»
Una vita passata in palestra ad
allenarsi e poi a 38 anni la decisone di provare con l’agonismo.
Giovanna Bottero, 40 anni a
novembre è la risposta a chi pensa
che il Body Building sia uno sport
per soli uomini
Giovanna, come è nata questa
passione per il Body building?
È una vita che lavoro in palestra e
mi alleno. Faccio il personal trainer a Vietri nella Palestra Enjò
Fitness. Covavo da tempo l’idea
di provare qualche gara, ma ci
voleva la spinta giusta
E quando è arrivata questa spinta?
Due anni fa, ho provato quasi per
scherzo e mi sono presentata a
una gara tra le più difficili in Italia
a Sapri nei Mondiali over 35. Mi
sono preparata in brevissimo
tempo, ma da quel momento mi
sono messa in testa di provare con
l’agonismo. Faccio 40 anni a
novembre, ho iniziato tardi e proprio per questo non ho intenzione
di fermarmi
A che età si può iniziare col Body
Building?
Per farlo a livello agonistico, non
troppo presto. Non è tanto questione di età, bisogna più che altro
guardare al completamento dello
sviluppo biologico della persona
dal punto di vista scheletricomuscolare
E fino a che età si può gareggiare?
Tra gli uomini ho visto anche
ultrasessantenni, quindi basta
allenarsi con regolarità e tutto è
La femminilità
non dipende
solo dai muscoli
Per sedurre
può bastare
uno sguardo.
Ho iniziato tardi,
ma voglio arrivare
in Nazionale
possibile. Certo per le donne è
diverso, siamo molte di meno. Ma
è un discorso culturale, soprattutto a Salerno
Perché? Siete in poche?
Poche?Non arriviamo neanche a
10. A fare Body Building a livello
agonistico siamo io, Annamaria
Santoro, che forse ha pure smesso, poi ricordo una ragazza di
Montoro e qualcuna di Nocera
Come si spiega questa situazione?
Beh, al di là del discorso agonistico da noi manca la cultura della
cura del fisico. Si va in palestra
per moda o la si prende come un
last minute per aggiustare il fisico
prima delle vacanze. Ma per avere
risultati ci vogliono continuità e
un allenamento personalizzato.
Spesso è anche colpa degli istruttori delle palestre che sono poco
qualificati e pensano poco alla
fidelizzazione del cliente.
Può essere che le donne abbiano
paura di perdere la loro femminilità con troppi muscoli?
Prima di tutto la femminilità non
dipende solo dai muscoli, ma da
tanti altri aspetti. Per sedurre può
bastare uno sguardo. E poi nel
Body Building ci sono categorie di
gara in cui non è necessario avere
una massa muscolare eccessiva.
Quante categorie ci sono?
Tre. C’è l’Hard Body Building che
è quella superiore e la Fitness che
è per quelle un po’ più piccolette.
Io gareggio nella Body Fitness che
Quaranta anni a novembre,
Giovanna Bottero,
personal trainer a Vietri
nella Palestra Enjò Fitness
da due anni prende parte
a gare agonistiche
nella categoria
Body Fitness.
Per preparare
al meglio ogni gara
sono necessari
almeno sei mesi
di duro allenamento
e di dieta ferrea
è intermedia. Più che all’ipertrofia
si guarda alla tonicità e all’armonia dei muscoli.
Come si svolgono le gare?
Ci sono varie posture da effettuare. Poi giudici valutano e decidono. Nella mia categoria guardano
molto l’apertura delle spalle che
deve essere come due ali di pipistrello e la tonicità di gambe e glutei.
Come ci si prepara alla competizione sportiva?
E’ dura, ci vogliono 6-7 mesi.
Allenamenti costanti e dieta ferrea
anche se a me ogni tanto mi “vengono i cinque minuti” e sgarro.
Quali sono i tuoi impegni futuri?
Sto preparando una gara per
dicembre la “Ludus Maximus”
che si terrà a Roma ed è valevole
per le qualificazioni ai campionati italiani e ai Giochi del
Mediterraneo. Speriamo bene.
E il tuo sogno?
Arrivare in nazionale. Spero di
essere notata già a dicembre. E
poi l’anno prossimo farò il
“Trofeo due torri” a Bologna che
è una gara importantissima e difficilissima. In generale visto che
ho iniziato tardi spero di poter
continuare ancora un bel po’e di
togliermi qualche soddisfazione.
Comunque sono già soddisfatta
di me stessa perché per mettersi in
gara quando non sei più una
ragazzina ci vuole coraggio.
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l
numero
«Oltretango», non solo ballo
danza sportiva e conoscenza di se
Mitico, popolare, misterioso, affascinante ma soprattutto argentino: il Tango. Questo ballo dà
la possibilità di mantenersi in
forma e di conoscere meglio se
stessi e il proprio partner di
ballo. Famosa in tutto il mondo,
da qualche anno questa danza
sportiva è arrivata anche a
Salerno dove, dopo lo scetticismo iniziale, in breve tempo è
diventata insostituibile per gli
intenditori.
L’associazione Oltretango vive a
pieno i valori di espressione
popolare e solidarietà che sono
alla base del Tango. Un gruppo
di amici con la stessa passione
ha deciso di far ballare e conoscere la danza argentina ai salernitani; il tutto senza fini di lucro.
Le difficoltà in itinere non sono
state poche ma la determinazione dei soci di Oltretango ha
saputo superarle trovando gli
spazi necessari. Il progetto ha
come obbiettivo la diffusione
della cultura argentina tramite il
Tango. L’attività si svolge al
Salerno in via Manzella, 23
(zona Torrione).
Indispensabili per quest’opera
messianica sono i maestri di
ballo. La risposta al problema?
Claudio Cortejarena e Laura
Rodriguez.
La coppia di insegnanti, made in
Argentina da anni impegnati nel
ballo a 360°, riesce a rendere la
lezione molto semplice e a far
ballare anche chi all’inizio è un
vero e proprio pezzo di legno.
Alla base delle loro corso di
Tango c’è prima molta tecnica e
postura, poi si arriva all’interpretazione personale che è indispensabile per potersi definire
un tanghero. Come dice Laura il
Tango «non può essere solo
meccanica, bisogna sentirlo dentro e lasciarsi andare». È questo
uno dei segreti che lo rendono
magico perché soltanto vivendo
a pieno se stessi e il partner di
ballo, la coppia riesce a espri-
mersi al meglio. Per Claudio la
danza argentina è un «mezzo
sociale che permette di comunicare senza parlare. Inizia con la
consapevolezza del proprio
corpo per arrivare alla sincronizzazione nei movimenti con la
propria partner».
I tangheri o neo-tangheri che
partecipano al corso sono tutti
entusiasti della scelta che hanno
fatto e ognuno adduce motivi
personali. A Gaetano il ballo ha
dato «serenità, intensità ed è
stato un ottimo modo per staccare dalla quotidianità del lavoro». Rita ha trovato sicurezza in
se e nel partner «in un continuo
scambio dare-avere essenziale
Ettore
uomo - donna
Le certificazioni dei nostri prodotti
UNI EN ISO 9001:2000 per l’attività ricerca e sviluppo
UNI EN ISO 14001:2004 per la gestione ambientale
UNIPRO Associazione Italiana per le imprese cosmetiche
AIAB
Associazione Italiana per l’agricoltura biologica
o 0%
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co s c
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Parrucchiere
do entri nel mondo del Tango, non
ne vuoi uscir più». Barbara, poi,
che ha dovuto interrompere la pratica per un anno, è tornata a ballare più motivata di prima perché per
lei la danza argentina è «fantastica
e relazionale. Mi ha trasmesso tante
cose».
Il corso di Tango inizia a settembre e
finisce a maggio, la frequenza è di
una o due volte a settimana ed è articolata in: principianti, principianti 2
e intermedio avanzato.
A ottobre e gennaio sarà possibile
partecipare a lezioni di prova per
curiosi e appassionati. Per dettagli è
possibile fruire i siti internet
w w w. o l t r e t a n g o . i t ,
www.claudioylaura.com.ar oppure
scrivere a [email protected].
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9 settembre 2010
7
I Mandia
sul podio
Ad Alessandria, all'interno della "Cittadella", magnifica fortezza del 700, si
sono svolti domenica 12
settembre i campionati italiani targa 2010. Massimiliano e Claudia Mandia hanno vinto la medaglia d'argento individuale
di classe. Claudia ha raggiunto il quarto posto negli assoluti cedendo solo
ad atlete olimpioniche.
I due fratelli hanno vinto
il bronzo tirando insieme
nella prima edizione della
competizione Mixed Team. Massimiliano il 21
settembre partirà per i
Mondiali Universitari che
quest'anno si svolgeranno
a Shenzhen (Svizzera),
località dove il prossimo
anno si svolgeranno le
Universiadi.
per la coppia di tangheri». Per
Federico il Tango «devi sentirlo
dentro e ti farà vibrare». Lino è
entusiasta della parte passionale
di questa danza sportiva, dove è
l’uomo a condurre e quando la
ballerina è più brava di te «no
problem! è sempre l’uomo che
deve condurre, magari solo con i
passi di base, ma è lui che
comanda la partner». Emanuela, membro integrante di
Oltretango, ha riscoperto una
passione collaterale al Tango,
quella per i vestiti e soprattutto
le scarpe da ballo che «devono
essere rigorosamente argentine».
Caterina balla da sette anni e qui
ha vissuto una rinascita: «Quan-
«Eleganza
molta passione
intesa, armonia
tecnica e postura
È un’emozione
che nasce dentro
e ti fa vibrare
La vida es una
herida absurda»
di Salerno
e Provincia
TIRO CON L’ARCO
L’associazione salernitana cresce a passi di Tango
• FRANCESCO MARIA BORRELLI
Atleta
Inaugurata una struttura sportiva nel rione Petrosino
Un campo per tutti
L’Istituto dei Padri Saveriani promotore
dell’iniziativa per i giovani del territorio
• GIANPIERO SCAFURI
Inaugurata in estate, una piccola
struttura sportiva, nell’Istituto
dei Padri Saveriani nel rione
Petrosino a Salerno.
Un’opera importante, capace di
soddisfare la richiesta di pratica
sportiva del territorio con particolare attenzione alle attività
giovanili e alla promozione dello
sport come stile di vita.
«È la realizzazione di un sogno»
afferma la laica saveriana, l’architetto Marta Chiaradonna,
che ha seguito i lavori. «Sapevo
che i Padri Saveriani erano disponibili e interessati alla realizzazione di un impianto sportivo,
abbiamo subito unito le forze e
grazie al contributo della regione italiana dei missionari saveriani e con la partecipazione del
Comune di Salerno, questo progetto è diventato realtà.
Finalmente un impianto dove
tutti potranno praticare diversi
sport, in un clima allegro e familiare, e dove i giovani potranno
fare quelle esperienze uniche che
solo lo sport offre!»
Intorno all’istituto dei Padri
Saveriani, attivo da 50 anni sul
territorio salernitano, ruotano
un centinaio di ragazzi impegnati socialmente e questo impianto, aperto a tutti, potrebbe rappresentare il trait d’union per
coinvolgere nuove leve. «Sono
particolarmente orgoglioso del
fatto che un istituto religioso, ha
detto padre Alex, ha realizzato
una struttura sportiva pensata e
progettata specificatamente per
la multidisciplina dei giovani:
chissà che in futuro anche altri
istituti possano intraprendere
questa strada».
Il campo sportivo è gestito dai
laici saveriani ed è totalmente
gratuito. È sufficiente recarsi
presso l’Istituto dei Padri Saveriani e lasciare le proprie indicazioni per la prenotazione della
fascia oraria.
Nei prossimi mesi, saranno
organizzati tornei baby, junior e
multietnici.
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