I bambini di classe 3a
Scuola primaria “Mancini “Quadrellara
Marina di Pietrasanta
SE IO FOSSI UN ARCOBALENO
COLOREREI IL MONDO
Raccolta di tanti testi
A cura di
Monica Bianchi
Veronica Panichi
Quadrellara, settembre 2010 – giugno 2011
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Prefazione
Un
altro
titolo
di
questo
libro
potrebbe
essere
“Macedonia”, perché come la macedonia è composta da
diversi frutti, anche questo libro è una miscellanea di testi
di varie tipologie: racconti onirici, testi autobiografici,
storie fantastiche.
In molti testi per rendere più piacevole la lettura, sono
stati inseriti disegni colorati a matita o pennarello e
decorazioni eseguite
su cartoncino, carta crespa, carta
stoffa che durante l‟anno hanno rallegrato la nostra classe.
Auguriamo a tutti quelli che leggeranno i nostri racconti una
gustosa lettura!
maestra Monica
Aiutare la maestra Monica a realizzare questo progetto è
stata veramente una magnifica esperienza. Ho sempre
amato scrivere e stare con i bambini, quindi questo è stato
un lavoro che ho fatto con gioia: tutte le volte che mi
venivano consegnati i testi dei bambini da trascrivere al
computer
sapevo
che
avrei
passato
del
tempo
a
emozionarmi, a stupirmi, a rallegrarmi.
Questi bambini sono stati bravissimi, si sono impegnati
molto e, leggendo i loro testi, si vede chiaramente che
hanno imparato a raccontare, a descrivere, a parlare dei
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loro sogni e delle proprie aspirazioni acquisendo sempre
maggior dimestichezza col linguaggio scritto.
Quindi grazie ai bambini e soprattutto grazie a chi ancora
crede nella scuola, quella fatta dalle persone, quella in cui si
mette anima e cuore, e anche tanta fatica.
Per esperienza personale so che il lavoro di un‟insegnante
non si esaurisce all‟uscita da scuola, ma prosegue, te lo porti
addosso sempre,
perché comunque ogni giorno è diverso
così come diverse sono le esigenze di ciascun bambino e a
ciascuno si vorrebbe dare di più e allora si pensa, si studia,
ci si prepara,
anche se si sa che non tutti capiranno,
apprezzeranno…ma i bambini vengono prima di tutto, di
tutti…quindi grazie
a chi ogni
giorno li accompagna nel
lavoro faticoso di piccoli studenti che in un futuro non
troppo lontano saranno cittadini/e di una società migliore di
quella in cui stiamo vivendo .
Veronica (mamma di Penelope)
Ringraziamenti
Ai bambini di classe terza, a Maria Piscitelli la “Musa
ispiratrice del percorso autobiografico”, a mia figlia Sara,
a mio nipote Marco, alla mia collega Gianna.
Un ringraziamento particolare ai Genitori della classe terza
che hanno finanziato la pubblicazione del libro.
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Sommario
I SOGNI ........................................................................................... 9
COME GLI INDIANI SCEGLIEVANO IL LORO NOME E
COME NOI ABBIAMO SCELTO IL NOSTRO NOME
INDIANO ......................................................................................... 21
VITA DI UN PICCOLO INDIANO CHIRICAHUA
APACHE .............................................................................................27
IL MIO NOME È STATO SCELTO COSÌ ...........................33
NATALE PER ME ...........................................................................40
IL MIO PRIMO INCONTRO CON BABBO NATALE.......43
IL MIO ALBERO DI NATALE ..................................................57
IL NATALE QUANDO ERO PICCOLA IO ........................... 61
IO ALLA NASCITA ......................................................................66
IO A UN ANNO ............................................................................73
5
IO DA UNO ANNO A TRE ANNI .........................................84
LA CURIOSITÀ ..............................................................................98
LA MONELLERIA ......................................................................... 105
IO COME SONO ADESSO… ................................................... 114
CARO DIARIO, MI PRESENTO: .......................................... 125
CARI MAMMA E PAPÀ, RISPONDIAMO ALLE VOSTRE
LETTERE… ....................................................................................... 137
IO DOMANI… ............................................................................... 144
CARO DIARIO, ECCO COSA FARÒ DA GRANDE… ...... 147
LETTERE D’AUGURIO…............................................................. 156
E PER FINIRE… ............................................................................ 185
6
A chi, come noi, ama i bambini
e con loro cresce…
maestra Monica
maestra Gianna
Veronica
7
8
I sogni
I sogni pensano,
I sogni volano,
I sogni sognano,
I sogni non dormono mai.
maestra monica
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Fantino
Il mio sogno è quello di diventare un fantino, perché vorrei
vincere i mondiali e alcune coppe e quando corro mi piace
sentire il vento. Poi vorrei conoscere altri fantini e altre
razze di cavalli. Vorrei vedere tutta la folla che urla a me e
agli altri fantini.
Mi piacerebbe cavalcare fra gli alberi e sull‟erba. Con il
cavallo voglio andare in giro a conoscere case, hotel, nuovi
porti, barche, gru e giochi. Mi piacerebbe andare in giro per
il mondo e al mio cavallo faccio mangiare l‟erba fresca, il
fieno e le carote.
Alessio L.
Luigi di Nintendo
Il mio sogno è quello di diventare Luigi di “Nintendo”,
perché è l‟eroe che salva Daisy.
Io, Luigi, ho anche un fratello di nome Mario che è mio
gemello. Poi c‟è anche Peach che è la principessa del regno
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dei funghi e mio fratello Mario che è il suo eroe. Poi c‟è
anche Wario che è il mio cugino ed è forte e ci aiuta nei
combattimenti. Infine ci sono anche i nostri nemici più
cattivi: Bowser che sputa fuoco e tira pugni e Tartosso che
è uno scheletro che se si schiaccia si ricostruisce! Quando
Bowser rapisce Peach e Daisy che sono sorelle, tocca a me e
a Mario salvarle. Infine io e Mario sconfiggiamo Bowser e
liberiamo Daisy e sua sorella Peach.
Io e Mario siamo troppo forti!!!
Filippo
All’albergo Corona…
Il mio sogno è quello di tornare in Trentino, all‟albergo
“Corona, la magia dei cristalli”. Io sogno che succederà così:
io, la mamma, il babbo, Tommino e la mia cugina Giulia
arriviamo all‟albergo, dopo andiamo alla reception per
vedere i cristalli e per sapere qual è la nostra camera.
Davanti alla porta c‟è il “Cristallo guardiano” che quando lo
vedo lo abbraccio, poi la “Stua” del cavaliere che è la cucina
dove c‟è il cristallo che aiuta a digerire e poi c‟è l‟ascensore.
Io vorrei andare nella camera Ametista dove c‟è proprio
quel cristallo! In camera poi c‟è uno sportello dove ci sono le
scale, poi c‟è un lettino e al piano di sotto ci sono due lettini
e una tv. C‟è anche la poltrona che fa i massaggi, la piscina,
la sala giochi e la sala sci. E c‟è anche il giardino. Ciao
dall‟albergo Corona!!!
Matteo
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Pikachu…
Il mio sogno è diventare Pikachu perché è un Pokèmon in
gamba e ha delle mosse potentissime e con il team Rocket
usa sempre il suo attacco super fulmine e libera tutti i
Pokèmon. Poi torno felice da Ash, Lucinda e Brock e insieme
andiamo in altre palestre per combattere contro il
capopalestra per ottenere le medaglie.
Alessio
Beyblayder professionista
Vorrei diventare un Beyblader professionista per vincere il
torneo mondiale di Beyblade con la mia squadra e viaggiare
per vincere tanti incontri con il mio Bayblade Dranzer.
Stefano
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Judoka
Sogno spesso di diventare una judoka, perché indosso il
kimono e una cintura che ora è arancione, poi perché mi
insegnano delle mosse e delle cadute.
La mia maestra è cintura nera e vorrei diventarci anche io.
All‟inizio e alla fine si fa un saluto.
Non ho solo la maestra Monica ma anche il maestro
Emanuele e sono tutti e due simpaticissimi!
Rachele
Ballerina di hip-hop
Il mio sogno è quello di diventare una ballerina di hip-hop.
Io vado alla scuola Fly dance cool perché mi piace ballare e
mi piacciono le maestre e la musica. A scuola di ballo prima
di tutto ci fanno fare un‟ora di riscaldamento, poi ci fanno
ballare. Qualche volta ci fanno mettere in gruppo e ci fanno
inventare le coreografie. La divisa è gialla e nera. Tutte le
volte che vado a i-pop ci sono da fare due file. Poi parte la
musica e noi dobbiamo camminare, quando suona il
campanello dobbiamo saltare e poi diventa più difficile
perchè dobbiamo camminare e poi fare la piroetta e subito
saltare. Alla fine ci danno le caramelle perché siamo stati
bravi.
Caterina
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Pescatore
Il mio sogno è di diventare un pescatore perché mi piace
molto la pesca e mi piacciono le canne, i galleggianti e la
pesca della mosca e anche vincere le gare e i mondiali e
altre cose. Poi mi piace il pescatore Sampei che era un
pescatore bravissimo e prendeva ogni tipo di pesce. Mi
piacciono i pesci molto grossi come carpe, storioni, il pesce
serra, il pesce ragno, l‟orata e altri pesci.
Davide
Ballerina professionista
Il
mio
sogno
è
quello
di
diventare
una
ballerina
professionista della scuola di ballo della Fly dance cool di
Pietrasanta perché ci sono molte canzoni dolci. Ci sono
anche tanti vestiti particolari e molto colorati.
Lo scorso anno ho fatto il saggio e ci siamo messi dei bei
vestiti. Ora ve li dico: i colori del primo ballo erano rosa, i
vestiti del secondo ballo erano verdi. Io ero nel secondo.
Il ballo è andato bene e mi piace tanto ballare il ballo
caraibico.
Valentina
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Del Piero
Io sogno spesso Del Piero perché è il capitano della
Juventus. Ha la maglia bianca e nera, ha fatto 125 goal ed è
bravo, forte e coraggioso e intelligente. Io voglio diventare
un calciatore bravo come lui.
Simone
Tennista
Il mio sogno è quello di diventare una tennista perché mi
piacciono le sfide, poi posso andare in posti che non conosco
e posso conoscere persone di altri paesi e diventarci amica.
Spero di vincere tutti i tornei e essere fra le prime otto
tenniste più brave al mondo. Il mio maestro, ora, dice che
sono brava. Ho una racchetta tutta per me di colore bianca
e blu con il manico bianco che poi è diventato nero da tutte
le volte che l‟ho tenuta in mano. La bella notizia è che dal
primo gennaio 2011 sarò “under 10”.
Elena
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Il futuro
Un sogno che mi sogno spesso è di andare nel futuro di
Londra con il Big Ben elettronico, le macchine volanti, le
barche che non remano più ma vanno ad energia solare e le
persone non camminano, perché sotto di loro ci sono delle
scale mobili, così anche i vecchi possono camminare senza
che si stanchino, e i palazzi e le case sono invisibili e le
macchine ci possono passare dentro senza fare gli incidenti.
Alice
Spinosauro
Il mio sogno è quello di diventare uno Spinosauro perché è
forte, perché ha la spine, perché la sua spina dorsale è
grossa, le sue unghie sono lunghe e la sua bocca è piena di
denti affilati. E se poi io fossi Spino, nuoterei e farei anche
le imboscate. Sarei lungo 18 metri e alto 9 metri e mezzo.
Così super mega gigante potrei anche pescare pesci grossi e
poi ammazzare il Tirex e spostare un camion e anche
ribaltare un autobus o un camion con sopra le casse.
Emanuele
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Comandante
Il mio sogno è di fare il comandante della nave da crociera
e forse così potrei incrociare il mio babbo che è un ufficiale
su una nave. Io vedo poco il babbo perché è quasi sempre
via; a casa sta solo 4 mesi. Io vorrei fare il comandante
anche per poter stare sulla nave quando mi pare e vorrei
portarci le mie amiche.
Una cosa che mi diverte tanto, poi, è la piscina. Non vedo
l‟ora di diventare comandante e dare gli ordini a tutti.
Voglio dare anche gli ordini di tenere il mare pulito.
Benedetta
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Cavalla di Camargue
Il mio sogno è di diventare una cavalla Camargue perché mi
piacciono i cavalli.
Io sarei bianca come la neve.
Mi piacerebbe galoppare nelle paludi della Camargue.
Scalcerei e mi impennerei molto. Poi mi rotolerei e nuoterei
nelle paludi fresche e fangose.
Mangerei un‟erbetta acquatica e poi galopperei verso il mio
branco perché sennò mi perderei e non troverei più la casa
Penelope
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Gli aerei
Ho sognato una volta un aereoporto grandissimo ed era il
posto in cui vivevo. Avevo molti aerei ed erano quasi tutti
privati. Un giorno io, il mio babbo, la mia mamma e i miei
amici siamo andati nei Caraibi per 50 settimane. Quando
siamo arrivati, la mia mamma è scesa e anche alcuni amici,
perchè il jet andava troppo forte e loro avevano paura. Io
invece, ho ripreso subito il mio aereo privato per tornare a
casa a prendere un anello di fidanzamento, perchè lo avevo
dimenticato. Lo volevo dare alla mia fidanzata che mi
aspettava nei Caraibi.Quando sono tornato ci siamo sposati.
Poi è suonata la sveglia e mi ha detto :
-Alzati, che è l‟ora di andare a scuola!
Niccolò Maria
Il mio sogno meraviglioso
l mio sogno è meraviglioso, perchè vorrei essere un
pompiere o un dottore, ma ora non posso decidere. Mi sogno
spesso anche Babbo Natale che mi porta i giochi :Bakugan e
PoKèmon. Mi sogno anche di essere amico di Niccolò, di
Elena, di Benedetta, di Stefano, di Emanuele che gli piace lo
Spinosauro. Questo sogno per me è meraviglioso.
E davvero vorrei essere amico di tutti i miei compagni.
Boby
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Come gli indiani sceglievano
il loro nome e come noi
abbiamo scelto il nostro
nome indiano
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I bambini di classe terza si presentano
con il loro nome indiano:
Capelli di grano
Viso di pesca
Niccolò
Rachele
Occhi di gatto
Occhi di mare
Davide
Matteo
Piccolo dinonico
Cane veloce
Emanuele
Michael
Guance di fuoco
Capelli di seta
Alessio B.
Elena
Delfino tranquillo
Cavallo veloce
Simone V.
Penelope
Capelli d’insalata
Giraffa alta
Stefano
Valentina
Filippo
Caterina
Capelli di sole
Leone arrabbiato
Benedetta
Boby
Cerbiatto buono
Dolce miele
Alessio L.
Alice
Pagliaccio che ride
Bocca di rosa
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Cari bambini,
poiché vi sono piaciuti tanto, abbiamo formato anche per noi
dei nomi indiani, usando similitudini e metafore per
comporli.
Ad esempio per il vostro compagno Emanuele, al quale
piacciono i dinosauri, abbiamo scelto il nome appropriato in
seguito alla domanda che gli ho posto :
- Emanuele a quale dinosauro ti potresti paragonare?
Lui ci ha risposto che si potrebbe paragonare a un dinonico
che è un piccolo dinosauro.
Dopo la formulazione della frase ”Emanuele è piccolo come
un dinonico” e la spiegazione della parolina come che sta a
significare simile, abbiamo riflettuto sulla frase così
ottenuta con la “similitudine”: “Emanuele è piccolo come un
dinonico”. L‟ultimo passaggio è stato quello di cancellare il
verbo essere e la parola come; in questo modo, Emanuele è
diventato con sua grande soddisfazione un piccolo dinonico.
Questa nuova immagine della frase, che si
chiama
metafora, non è altro che un‟ associazione di idee.
Lui è stato molto felice di questa “magia” e così abbiamo
fatto magie con tutti i vostri nomi e abbiamo ottenuto nomi
bellissimi più o meno simili a quelli usati dagli indiani.
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- Ma se vi chiedessi come facevano veramente gli indiani a
scegliere i loro nomi sapreste rispondere?
- No!!?
Bene! Allora vi racconterò io qualcosa su questo argomento
e cioè sulla loro origine affascinante:
- la prima parola del nome doveva essere di un animale, o
una cosa di uso comune, o di un nome
che si riferiva al
tempo atmosferico (pioggia, vento, sole, nuvola, tuono).
- la seconda un aggettivo (caldo, freddo, veloce, lento
rosso,nero, ecc…).
Nuvola rossa ne è un esempio.
Il nome di una persona non era qualcosa di immutabile anzi,
al contrario, poteva variare più volte nel corso della vita,
anche due o tre volte nel corso dell‟esistenza.
Il primo nome veniva scelto dal padre, ma anche il capo
tribù
e la persona più anziana del villaggio potevano
sceglierlo. Essi potevano
manifestazione
della
trarre ispirazione da qualsiasi
Natura:
uno
stormo
di
uccelli
migratori avvistato dal padre del neonato, un piccolo corvo
che si posava sul Tepee ( la tenda indiana), o ancora, il
passaggio di grandi nuvole.
Tutto questo era sufficiente per dare il nome al piccolo.
Così i bambini potevano chiamarsi:
"Piccolo
corvo
“,
”Grande
Corvo”,
”Corvo
Nero”.
Il secondo nome invece poteva essere dato in base alle
caratteristiche del bambino.
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I capelli lisci come la seta ad esempio, erano una
caratteristica comune degli Indiani e potevano suggerire il
nome per una bambina che poteva chiamarsi “Capelli di
seta”.
Inoltre una serie infinita di caratteristiche potevano
contribuire a dare il nome.
- un‟altezza oltre due metri: "Tocca le nuvole";
- un piccolo uomo ma coraggioso: "Piccolo Grande Uomo".
Il
terzo nome poteva essere suggerito da un evento
eccezionale: il “Guerriero Sioux “ebbe questo nome dopo
essere riuscito a catturare un cavallo ai soldati americani!
Il cavallo americano era più
massiccio rispetto ai rapidi
Mustang usati dagli indiani, ma i Mustang erano piccoli, per
questo gli indiani cercavano di possedere cavalli grandi e la
cattura del robusto cavallo americano rese famoso il Sioux!
Gli indiani iniziarono a combattere i soldati americani
perché
quest‟ultimi
uccisero
moltissimi
di
loro
per
impadronirsi dei vasti territori su cui vivevano e cacciavano.
Poi, dopo che ebbero conquistate le loro terre li relegarono
in Riserve dove adesso
attualmente vivono e conducono
un‟esistenza pacifica ma da “indiani americanizzati“ e si
sentono ospiti in luoghi, quali valli, praterie e colline, dove
un tempo invece erano i veri abitanti e dove conducevano
un‟esistenza nel rispetto della natura e delle persone più
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anziane che essi ritenevano sagge e alle quali si rivolgevano
per avere consigli.
Con queste ultime notizie vi saluto affettuosamente e vi
anticipo che presto vi scriverò un‟altra lettera e sarà penso
una lettera che vi piacerà perché vi narrerò la vita di un
bambino indiano.
La vostra maestra
Occhi di cielo
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Cari bambini,
come promesso in questa lettera vi racconterò la vita di un
piccolo indiano dalla nascita alla vostra età (8 anni) e oltre.
Vita di un piccolo indiano Chiricahua Apache
Sono nato da poche settimane. La mamma mi ha forato i lobi
dell'orecchio,
perché
possa
ascoltare
le
cose
più
velocemente ed essere pronto all'obbedienza. IL mio
lettino è una culla costruita apposta per me. E‟ di legno di
quercia. Sul fondo è coperta da pelle di daino. Dopo quattro
giorni dalla nascita, è stata
celebrata la cerimonia della
culla da un anziano che ha pregato perché possa avere una
lunga e buona vita e ha attaccato alla culla degli amuleti
(portafortuna) che devono proteggermi. Anche la mamma vi
ha aggiunto i suoi.
Una mattina mi hanno svegliato presto ed è cominciata una
cerimonia alla presenza di tutta la famiglia; la culla è stata
sollevata nella direzione dei quattro punti cardinali( Nordest-sud-ovest).
“Mi sembrava di volare! E mi girava anche la testa!”
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A fine cerimonia c‟è stato una festeggiamento e tutti si
sono messi a ballare. Che confusione! Non riuscivo a fare i
miei soliti sonnellini! .Allora ho cominciato a strillare, così
la nonna mi ha riportato nella tenda e lì ho dormito
beatamente perché le voci e il suono dei tamburi erano
lontani!
Sono passati alcuni mesi. Adesso ne ho sette. C‟è di nuovo
un‟altra cerimonia:”la cerimonia del mocassino “'. Mi hanno
dato un nome! Mi hanno chiamato Figlio dell' Acqua. Un
anziano poi mi ha fatto fare quattro passi e ad ogni passo
diceva una preghiera. Io ero eccitato e nervoso.
“Ehi!
Sono
sempre
piccolo
per
camminare!
Però!!!
”Sgranchirsi le gambette non è male!”
Anche in questa cerimonia c‟è stata una grande festa. E le
cerimonie non sono finite!!
Dopo la cerimonia del mocassino, in primavera c‟è stato il
rito del taglio dei capelli.
“ Li avevo già corti!”
Ma non solo! Prima dello “zac” alle mie ciocche di capelli, mi
hanno messo del polline sulle guance.
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I capelli poi, sono ricresciuti e li ho avuti sempre lunghi.
Noi Chiricahua abbiamo una grande cura per la nostra
chioma per tutta la vita.
“Certo che sono bruttino così pelato! Spero che i capelli mi
ricrescano veloci!”
“Mi piacciono i capelli lunghi! Sono fashion!!”
Mi ricordo che nei primi anni mi hanno insegnato presto la
religione dei Chiricahua . Noi bambini abbiamo conosciuto i
capi tribù e le montagne sacre.
Io che sono figlio di un capo , ho avuto un'educazione
migliore rispetto agli altri bambini.
Il mio babbo mi ha detto tante volte:
“Stai buono, non litigare, non prendere le cose agli amici,
non essere cattivo nei giochi, non dire parolacce!
” Perché?”- ho chiesto” .
E lui ogni volta che glielo chiedevo mi rispondeva:”Se sei
gentile ora, lo sarai anche da grande “.”Dovrai essere un
bravo capo!” Sarai di esempio a tutta la tua tribù”.
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Perciò, se mi comportavo male venivo rimproverato .
I miei genitori hanno anche cercato di proteggermi con
riti e cerimonie perché avessi fortuna.
A sette anni poi
ho avuto un regalo che desideravo da
molto tempo: arco e frecce . Con i miei
compagni
ho
iniziato a cacciare uccelli e piccoli animali .Non giocavamo
insieme alle bimbe, perché noi maschi facevamo giochi di
forza, di agilità e di velocità. I giochi erano: il tiro alla
fune, la lotta e soprattutto andare a cavallo.
Gli anziani mi hanno sempre incoraggiato ad avere cura del
mio corpo e spesso mi dicevano:
" Nessuno ti aiuterà in questo mondo più delle tue
gambe...Le tue gambe e i tuoi piedi sono i tuoi amici."
Per questo dai sette ai nove anni ho corso tanto. Poi ho
cavalcato, ho cacciato sempre di più per essere sempre
più abile , prudente , paziente e costante . Per garantirmi il
successo nella caccia,
i capi mi hanno consigliato
di
inghiottire il cuore crudo del primo animale ucciso, perché
mi avrebbe dato forza. E così ho fatto. Da allora ho sempre
ucciso gli animali per non morire di fame, per ripararmi dal
freddo con le loro pelli e ho sempre rispettato l‟ambiente e
la natura.
30
Ehi!Ma non vi ho detto come mi chiamo!
Volete saperlo? Sììììììì!????????
Mi chiamo Nuvola nera.
E‟ stato scelto questo nome, perché quando sono nato
c‟erano tante nuvole nel cielo e poi perché alla nascita avevo
già tanti capelli e erano nerissimi.
Vi ricordate che i capelli sono molto importanti per noi
Ciricahua, vero?
E all‟età di diciassette anni, proprio i miei capelli lunghi e
lucidi, sciolti sulle spalle,
il mio sguardo da guerriero
buono(caccio solo animali per sopravvivere),e la mia altezza
di 1m e 80, hanno fatto innamorare una ragazza di 14 anni
con un nome limpido e dolcissimo:“Occhi di sorgente”.
Io, certo ho fatto di tutto per farmi notare: ho cavalcato,
ho danzato e poi un giorno ho detto alla mia famiglia che il
mio cuore palpitava per una ragazza. Ho chiesto loro il
permesso di andare a parlare con i suoi genitori.
I miei hanno detto che potevo andare e io sono andato.
Certo che mi batteva forte il cuore più di quando cacciando,
ho ucciso il mio primo animale. Poi man mano che mi sono
avvicinato alla sua tenda mi sono sentito leggero come una
31
piuma. Ho parlato con la madre di lei e le ho detto che
volevo sposare sua figlia”Occhi di sorgente” e ho offerto in
dono sei cavalli. Li ho portati di notte alla sua capanna
”wickiup” e ho aspettato con trepidazione che lei si
prendesse cura di loro. Sono stato un po‟ in ansia, perché
all‟inizio non se ne è occupata subito, ma il secondo giorno
ha cominciati ad accarezzarli. Io che stavo nascosto dietro
una tenda più lontana, ma potevo vederla, ero al colmo della
felicità, perché lei con quel gesto mi aveva fatto capire che
mi aveva accettato.
Ci siamo sposati e siamo andati in vacanza due settimane nei
boschi e sulle montagne rocciose. Abbiamo cavalcato,
abbiamo camminato, abbiamo percepito il penetrante
profumo della terra e dell‟erba bagnata dopo che una
pioggia leggera e un vento fresco ci hanno accarezzato per
alcuni giorni.
Ci siamo sempre voluti bene e a me non è mai venuto in
mente di sposare altre donne, perché con Occhi di sorgente
ho trovato veramente la compagna ideale della mia vita.
maestra monica
32
Il mio nome è stato scelto
così
33
Il mio nome è stato scelto dalla mamma e dal papà.
E‟ stato scelto perché ricorda “pazienza e perseveranza”.
E‟ stato suggerito da un sms mandato da mia zia Francesca.
Se
fossi
stato
un
maschio
mi
avrebbero
chiamato
Bartolomeo.
Fin da piccola mi hanno sempre chiamato “Pepe”.
Penelope
E‟ stato scelto ascoltando una canzone. Il mio nome è stato
scelto dalla canzone di carnevale perché metteva allegria.
Ha origine ebraica, significa mandato da Dio per eseguire il
desiderio dei genitori.
Se fossi stato una femmina mi sarei chiamata Simona.
Da piccolo mi chiamavano cucciolo.
Simone
34
Il mio nome è stato scelto pochi mesi prima della mia
nascita e mi hanno chiamato Elena perché era il nome
preferito di mio fratello Alessandro.
E‟ un nome storico però non ricordo il significato.
Se
fossi
stata
Michele.Quando
un
maschio
mi
avrebbero
ero
piccola
mi
chiamavano
chiamata
sempre
principessa o amore di mamma e babbo.
Elena
Il mio nome è stato scelto dalla mamma e dal babbo; è stato
scelto guardando il libro dei nomi. Nessuno in famiglia aveva
lo stesso nome. Deriva dal greco “Stefanos” ch è il simbolo
della vittoria e per la mamma la mia nascita è stata una vera
vittoria.
Se fossi stato una femmina mi avrebbero chiamato Sofia.
La mamma mi ha sempre chiamato “pulcino”.
Stefano
Il mio nome è stato scelto dalla mia sorella e dal mio babbo.
E‟ stato scelto perché piaceva in famiglia. E‟ stato scelto
perché mio babbo è un tifoso della Juve e gli piaceva il
bomber della Juve “David Trezeguet”. Non ha un significato
particolare: Se fossi stato una femmina mi avrebbero
35
chiamato Clelia. Quando ero piccolo mi chiamavano Davidino
o Babù.
Davide
Il mio nome è stato scelto dalla mamma.
E‟ stato scelto perché piaceva a lei quando ha saputo che
ero una femmina. Non ha un significato particolare. Se fossi
stata un maschio mi avrebbero chiamato Andrea. Quando
ero piccola mi chiamavano Lele o Scricciolo.
Rachele
Il mio nome è stato scelto dalla mamma.
E‟ stato scelto perché le è sempre piaciuto.
Non ha un significato particolare. Se fossi stata una
femmina mi avrebbero chiamata Alessia. Quando ero piccolo
mi chiamavano Alessio o Ale.
Alessio B.
36
Il mio nome è stato scelto dalla mamma e dal babbo.
E‟ stato scelto parlandone in famiglia. E‟ stato scelto perché
è bello e è stato scelto nel 2001.
Alla mamma ricordava il Natale.
Alla mamma se fossi stato femmina gli sarebbe piaciuto il
nome Giulia.
La mamma e il babbo da piccolo mi chiamavano cucciolo.
Niccolò
Il mio nome l‟ha scelto la mamma. E‟ stato scelto parlandone
in casa.
E‟ stato scelto perché era il nome del migliore amico della
mamma. Il significato è: amante dei cavalli.
Se fossi stato una femmina mi avrebbero chiamato Martina.
Quando ero piccolo mi chiamavano cucciolo.
Filippo
Il mio nome è stato scelto dalla mamma e dal papà.
E‟ stato scelto fra diversi nomi: Vittoria, Ludovica,
Benedetta e Caterina.
37
E‟ piaciuto a tutti e due.
Non ha un significato particolare. Se fossi stato un maschio
mi avrebbero chiamato Niccolò o Federico.
Da piccola mi chiamavano sempre Chicca, Patatina, Etta e
Chioccina.
Benedetta
Non mi ricordo, perché i miei genitori hanno scelto Boby
Lemy, forse piaceva alla mamma e forse anche al papà.
Boby G. Lemy Jony
38
39
Natale per me
40
Natale per me
È Boby
e il bene che gli voglio,
è il suo stringermi forte,
il baciarmi sulle guance
con il viso un po‟ appiccicoso .
Maestra sto diventando buono?
E il mio rispondere:
-Sì, dai che ce la fai!
Natale per me
E‟ Michael
e il suo parlare piano
per farsi ascoltare solo da me:
41
-Il mio babbo abita in Basilicata.
-Quando ho diciotto anni vado da lui.
E il mio rispondere:
-Intanto potresti scrivergli una letterina.
-E‟ vero. Mi aiuti?
Natale per me
È un canto continuo
E‟ un sogno che non dorme mai!
Buon Natale!
Buon Natale a tutti i miei pulcinotti!
A Benedetta,Michael , Rachele, Simone, Niccolò,
Matteo, Emanuele, Stefano, Alessio e Alessio
Caterina, Alice, Valentina, Filippo, Davide, Elena, Boby,
Penelope.
42
Il mio primo incontro con
Babbo Natale
43
Io ho incontrato Babbo Natale quando avevo due anni.
Babbo Natale è passato a portarmi i regali anche quando
ero piccolo ma non me lo ricordo.
L‟ho visto a casa di mia nonna Maida a Lamporecchio.
L‟ambiente intorno a me era festoso; nel presepe era nato
Gesù bambino, le luci dell‟albero di Natale si accendevano e
si spengevano. Con me c‟erano la mamma, il babbo, e la mia
nonna Maida.
Gli odori che mi ricordo sono: la legna sul fuoco che
scoppiettava, un leggero odore di fumo in ogni stanza.
Quando ho visto babbo Natale ho avuto un po‟ di paura e mi
sono nascosto dietro la mamma ma lui mi ha detto di non
aver paura e mi ha dato alcuni doni e mi ha consigliato di
essere buono e mi è ritornato il sorriso. Dopo ho aperto
tutti i regali e da quel giorno ho aspettato il natale con
gioia.
Niccolò
44
Ho incontrato Babbo Natale all‟età di due anni. Era a casa
ed era la vigilia di Natale.
C‟era l‟albero di Natale, il presepe e tutte le luci, con me
c‟erano la mamma, il babbo, mia sorella Chiara e tutti e
quattro i miei nonni.
Babbo Natale mi ha detto:- Sei un bravo bambino, vieni e
dammi un bacino!!! Io avevo paura e volevo stare in braccio
al babbo. Prima di andare via mi ha lasciato dei pacchi e
subito li ho scartati tutto contento.
Simone
Io ho incontrato Babbo Natale quando avevo solo 8 mesi nel
dicembre del 2002. L‟ho visto in un negozio “L‟Incaba”
quando fanno la ruota di babbo Natale. Tutto l‟ambiente
intorno a me faceva sentire che era Natale. All‟ingresso
c‟erano delle ragazze vestite da babbo Natale che
45
distribuivano caramelle e biglietti a noi bambini. Sugli
scaffali vendevano palline colorate e anche lucine, e
pastorelli per addobbare gli alberi e i presepi. Ero con la
mamma, con il babbo e mia sorella Giada. All‟Incaba non
c‟erano odori particolari. Babbo Natale mi ha salutato e poi
mi ha chiesto cosa volevo. Io l‟Ho guardato un po‟
spaventato ma con un bel sorriso gli ho indicato una bella
automobilina esposta sugli scaffali. Dopo è successo che
dovevo girare la ruota e siccome ero piccolo mi ha aiutato
mia sorella. Per fortuna è andata sulla super ruota e così ho
avuto una bella pista di macchinine.
Davide
Io ho incontrato babbo natale di persona all‟Incaba all‟età
di tre anni. Era nel negozio dell‟Incaba. Intorno a me c‟era
di tutto. L‟Incaba è il paese dei balocchi perciò c‟erano
tutte le luci colorate, giochi e pacchi regalo vestiti a festa,
alberi decorati e melodiosi. Con me c‟erano la mamma e la
46
zia. C‟era un profumo di candele profumate e di muschio.
Quando ho visto babbo natale mi ha detto:- Sei stato bravo
Michael Julian quest‟anno?-Un pochino si. Così, così!!- poi gli ho chiesto il gioco che
volevo”Il vulcano dei Gormiti. Arriva il natale e babbo
Natale mi porta proprio il gioco che volevo, così il mio
desiderio si è avverato.
Michael
Io ho incontrato Babbo Natale quando avevo 23 mesi.
All‟improvviso, nella stanza dell‟asilo è arrivato un signore
vestito tutto di rosso con un sacco pieno di caramelle e
regalini.
Eravamo all‟asilo delle Focette con le mie suore e tutti i
miei genitori. Intorno a me c‟erano tante decorazioni e
addobbi ma soprattutto in una piccola stanza c‟erano tante
persone. Con me c‟era tutta la mia famiglia tranne Rebecca
perché non era ancora nata.
C‟erano anche i miei amichetti. C‟erano tanti profumi perché
i tavolini erano pieni di cose da mangiare.
Quando ho visto Babbo Natale mi sono un po‟ preoccupata.
Io non gli ho chiesto nulla, mentre lui mi ha fatto un sorriso
e mi ha dato un pensierino.
Tutta contenta l‟ho fatto
vedere alla mamma e al papà.
Rachele
47
La prima volta che ho visto Babbo Natale è stata durante la
vigilia del 2003, e avevo poco più di un anno, cioè 16 mesi.
Era sera, dopo cena, verso le nove circa. Quando lo ho
incontrato ero a casa con la mia famiglia e Babbo Natale
era
stato
invitato
dai
miei
genitori,
per
portarci
personalmente, a me e a mio fratello Alessandro i doni
natalizi. L‟incontro è avvenuto nella sala, che per l‟occasione
era stata decorata con vari disegni natalizi fatti da noi
bimbi. Naturalmente non potevano mancare né l‟albero con
tante luci colorate, né il presepe per il quale era stato
utilizzato muschio vero. All‟arrivo di babbo Natale, con me
c‟era tutta la famiglia: io però ero vicino alla mamma, un po‟
intimorita ma al tempo stesso incuriosita da quel grosso
omone dalla barba lunga e bianca. Ricordo che nella stanza
48
c‟era un miscuglio di profumi: quello del piccolo abete, quello
del muschio, e i profumi deliziosi che venivano dalla cucina.
Inizialmente babbo Natale salutò e fece gli auguri a tutti,
poi cominciò a consegnare i regali. Quando fu il mio turno,
mi avvicinai a lui, si chinò su di me, e mi disse che ero stata
proprio una brava e buona bambina. Io lo ringraziai e gli
detti un piccolo bacio.
Consegnati i regali, Babbo Natale si rifocillò un po‟,
mangiando una fetta di panettone e bevendo dello
spumante. Io ero molto felice e intenta ad aprire i vari
Elena
pacchettini.
Io ho incontrato babbo natale quando avevo due anni. Ero a
Gardaland. Tutto intorno a me era decorato con splendidi
alberi, addobbi di Natale, pacchi enormi e luci sfavillanti.
49
Erano con me il babbo e la mamma. C‟era l‟odore di biscotti
e di zucchero filato. Ho detto a babbo Natale che volevo un
regalo molto speciale. Dopo gli ho dato un grosso abbraccio
e poi un grosso bacio.
Filippo
Ho incontrato babbo Natale quando avevo 3 anni. Eravamo
nel teatro dell‟asilo per la recita di Natale, ma la cosa più
bella è che babbo Natale ha dato delle caramelle a noi
bambini. Con me c‟erano il babbo, la mamma, i nonni, la mia
sorella e gli zii. Non ricordo se c‟erano odori o profumi
particolari. Babbo Natale mi ha detto se ero stata brava
durante l‟anno e gli ho chiesto:- Che cosa mi porti per
Natale?Dopo siamo andati al rinfresco che avevano preparato le
mamme.
Valentina
50
Io ho incontrato Babbo Natale quando avevo 20 mesi.
Era la vigilia di Natale, esattamente il 24 dicembre del
2003. Eravamo nella nostra casa e avevamo fatto il cenone
natalizio. La casa era addobbata per lì
„evento natalizio con l‟albero di Natale, con tante palline
rosse e le luci a intermittenza creavano l‟ambiente colorato.
Sotto l‟albero c‟era un piccolo presepe e sopra il camino
c‟era una bella ghirlanda.
51
Con me c‟erano, la mamma, il papà, la nonna Wilma, la
bisnonna Piera, i nonni materni e lo zio Antonio. Nell‟aria
c‟erano l‟odore della legna che scoppiettava nel camino e il
profumo di cera delle candele rosse profumate sistemate
come centro tavola nel candelabro color argento. Quando ho
visto Babbo Natale, che per me era la prima volta, sono
rimasta a bocca aperta.
Appena mi si è avvicinato, gli ho dato un bacio. Senza
problemi gli ho detto tutto di un fiato:- Sono stata brava,
voglio cicciotello.
Appena Babbo Natale ha lasciato la casa mi sono buttata sui
doni tutta emozionata.
Benedetta
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Quando ho incontrato Babbo Natale avevo tre anni. Ero a
casa e Babbo Natale ha bussato alla mia porta.
Tutta la casa era decorata. L‟albero di Natale era pieno di
luci e palline colorate e sopra il camino c‟era un piccolo
presepe di terra cotta.
Erano con me, la mamma, il papà, la nonna Luisa, che ora è
morta, la zia Francesca e mia sorella che piangeva disperata
e spaventata.
In casa c‟era l‟odore della cena della vigilia.
Babbo Natale mi ha detto:- Sei stata buona?Io non ho risposto perché ero troppo emozionata.
Mia sorella ha continuato a piangere mentre io raccontavo
come era stato bello stare in braccio a Babbo Natale.
Penelope
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Io ho incontrato per la prima volta Babbo Natale da piccola
e avevo due anni e mi sono proprio spaventata tanto,
eravamo in un bellissimo centro commerciale a Prato, Gigli.
L‟ambiente intorno a me era decorato con l‟albero di Natale
grandissimo, tanti festoni colorati, la neve finta, il presepe
piccolo mabello e c‟erano tante decorazioni, luci e musiche
di Natale.
Con me c‟era il babbo, la mamma e la nonna. C‟erano tanti
odori particolari: il muschio, il vischio, la frutta secca, i
dolci natalizi, i mandarini e odore di vaniglia.
Babbo Natale non mi ha detto nulla perché ho iniziato a
piangere e volevo scappare via, ci siamo dovuti allontanare
da lui tutte le volte che lo incontravamo perché ero
terrorizzata e non mi ha potuto dire nulla.
Dopo c‟erano troppi Babbo Natale e siamo dovuti andare via.
Caterina
La prima volta che ho visto Babbo Natale è stato nel Natale
del 2003 e avevo all‟incirca 21 mesi.
Ero in piazza del Duomo a Pietrasanta.
C‟era molta gente e un grande albero di Natale con tante
luci e Babbo Natale accoglieva i bambini sul suo asinello.
Eravamo io, la mamma, il nonno e la nonna.
C‟era un odore di castagne arrostite perché c‟era un signore
che le arrostiva. Mi ricordo che ero felicissimo di montare
54
sull‟asinello, ma non ho detto nulla perché ero un po‟
timoroso di Babbo Natale.
Ci siamo fatti una foto sull‟asinello e poi sono tornato a
casa.
Emanuele
Ho incontrato Babbo Natale quando ero molto piccola; avevo
poco più di un anno. Eravamo a casa dei miei nonni, c‟era
l‟albero di Natale e le luci a festa. Con me c‟erano la
mamma, il babbo, Lucrezia, i nonni, gli zii e i miei cugini.
C‟era l‟odore delle frittelline che la nonna prepara sempre
per Natale.
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Babbo Natale ha bussato alla porta urlando con un vocione!!!
Poi ci ha lasciato i regali e tutti insieme li abbiamo scartati
fra urla e risate.
Alice
La prima volta che ho incontrato Babbo Natale è stato
l‟anno scorso…Era proprio quello vero!!!
Volava nel cielo con la slitta e le sue renne.
Ero a casa al calduccio insieme a mio fratello e guardavamo
alla finestra. L‟ambiente era caldo e c‟erano l‟albero di
Natale e il presepe. Ero con tutta la famiglia…ma la mamma
e il babbo erano un po‟ distratti.
C‟era un buon profumo d‟abete. Babbo Natale non mi ha
detto nulla perché volava.
Io e Tommaso abbiamo gridato:- Babbo Natale! Babbo
Natale!Dopo c‟è stato un momento di: gioia, eccitazione ed euforia.
Nella nicchia del presepe ho visto il sorriso di Gesù
bambino.
Matteo
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Il mio albero di Natale
57
Il mio albero è ecologico. Ci sono tantissime palline
colorate. Ha due tipi di lucine: gialle e bianche.
E‟ ecologico perché:
-
non voglio tagliare un albero,
-
non ho la motosega!
Niccolò
Il mio albero di Natale è molto bello. Intanto è tutto bianco
ed è ecologico, così non tagliamo ogni anno un altro albero
nuovo.
Quest‟anno
lo
abbiamo
decorato
con
palline
che
assomigliano a dei dolcetti veri e con veri bastoncini di
zucchero di tanti colori diversi.
Intorno all‟albero, insieme alle luci abbiamo messo dei
nastri che sembrano fatti da fili di caramelle uniti insieme.
Sulla cima dell‟albero infine c‟è una bellissima stella rossa
lucente e sulla punta della stella c‟è una ciambella colorata e
zuccherosa. Per completare l‟albero, abbiamo messo in
fondo una casettina di zucchero vero!
Alice
Il mio albero è decorato con tutti i colori; è bellissimo.
Le lucine sono di tanti colori tranne un filo che è giallo; nove
illuminano se le giri e non sono con le pile.
58
5 palline sono oro, 16 grigie, 10 blu, 32 rosse, 5 campane, 2
cuori rossi, 7 con le stelle, 17 piccole, 9 grigie con le stelle,
5 con le caramelle, 6 con Babbo Natale.
In tutto 121 palline.
In cima all‟albero c‟è la stella, perché l‟albero con la stella è
bello. Babbo Natale porta dei bei doni sotto l‟albero.
Boby
Il mio albero di Natale è decorato con palline di Hello Kitty
e palline di tutti i tipi.
Addirittura dentro le palline ci sono le nostre foto.
Ci sono anche le lucine rosse, gialle, blu e anche bianche.
In cima all‟albero c‟è una stella gialla.
Devo dire che il mio albero mi piace molto.
Rachele
59
Il mio albero di Natale è di resina sintetica color verde. Io,
la mia mamma, la mia sorella e il mio babbo gli abbiamo
messo cinque file di luci multicolor e tantissime palline
colorate. Le palline che mi piacciono di più sono quelle di
vetro che erano del mio babbo: una è arancione di vetro
soffiato con disegnato un Babbo Natale, poi ce ne sono due
con dei fiocchi di neve brillantinati. I festoni che scendono
giù dalla cima dell‟albero sono color argento e oro e infine il
puntale è rosso con una collanina di perline argentate e un
fiocco bianco. Mi piace tanto e la mattina di Natale sotto ci
ho trovato tutto quello che desideravo!
Davide
Il mio albero di Natale è ecologico, per non disboscare le
foreste.
E‟ colmo di luci verdi, rosse, blu e gialle, con palline dorate e
rosse, angeli d‟oro, fiocchi rossi come la stella che ha sulla
punta. C‟è anche una piccola renna di pezza, un filo di stelle
dorate e dei piccoli angioletti regalati dalla nonna.
Vicino alla stella c‟è una grossa palla rossa con due angeli ai
lati. Mia sorella ha aggiunto una palla piatta, arancione, con
dentro una G gialla che le ha regalato un‟amica, per finire un
guanto di feltro rosso.
Il mio albero è bello e a me piace così!
Penelope
60
Il natale quando ero piccola io
Quando ero piccola il Natale si festeggiava come festa
religiosa e
non si associava la festa religiosa a quella
consumistica imperniata sulla figura di Babbo Natale e sui
regali che portava a grandi e piccini.. Nel paese dove
abitavo io vicino a Lucca il caro vecchietto, infatti non lo
conosceva quasi nessuno. Era la
Befana, invece a quel
tempo popolarissima che portava i regali ai bimbi che erano
stati buoni, mentre ai più capricciosi o birbantelli lasciava
carbone.
Io scrivevo una lettera a Gesù Bambino due settimane
prima di Natale dopo aver fatto un attento esame di
coscienza in cui promettevo solennemente che non avrei più
combinato guai. Eh, sì perché era piuttosto vivaciotta e la
promessa di essere più buona era una “promessa da
marinaio”.
Erano sinceri gli auguri per miei genitori in particolare per
la mia carissima nonna Paola, la mamma del mio babbo alla
quale volevo un gran bene e chiedevo per lei tanta salute.
Firmavo poi, la lettera con tanto di nome e cognome, del
resto come fate voi, (come se il babbo e la mamma non
sapessero che siete i loro figlioli), ma si sa, l‟appartenenza
al branco va ribadita e soprattutto alla vostra età.
Veramente di lettere ne scrivevo due, una a Gesù Bambino e
l‟altra l a scrivevo a “Babbo Natale al quale chiedevo dei
61
giochi tra cui delle bambolone con tanto di capelli lunghi e
biondissimi, vestite eleganti e con tanto di scarpe di
vernice ai piedi.
Ma perché due lettere?
Perché
come avrete capito io conoscevo già la storia di
Babbo Natale e delle sue magie. A Milano, dove era
indirizzata la lettera, la città in cui abitava e abita tutt‟ora
mia zia Lidia i bambini impazzivano per il vecchietto vestito
di rosso, con gli stivali neri, la cintura nera, il cappello
rosso, la barbona, i capelli lunghi e bianchi, ah e la
panciotta rotonda che donava loro i regali e diceva:
-Merry Christmas! Merry Christmas!
E da Milano mi arrivavano letterine di paesaggi innevati e
sorvolati da Babbo sulla sua slitta trainata da renne
capitanate
da
Rudolph
(la
renna
dal
naso
rosso
incandescente che illumina il percorso nella notte fredda
della vigilia di Natale…)
E sulla slitta
c‟erano stivati pacchi e pacchettini
per i
bambini che lo conoscevano.
E pensavo:
-Quando non ce la fa a consegnarli tutti chi lo aiuterà?
Mi sono sempre posta questa domanda e mi sono sempre
risposta così:
-Babbo Natale deve nominare “BABBI NATALE” tanti suoi
amici per aiutarlo nella consegna . L‟unione, si sa, fa la
forza.
62
E così accadeva.
La sera della vigilia appendevo delle calze di lana tutte
molto colorate e molto grandi al caminetto di cucina e poi
guardavo su nella cappa del camino che era stata pulita dal
mio babbo perché non si sporcasse nella discesa. Mi
ricordavo infatti che mia zia Lidia mi aveva detto che lui
sarebbe sceso da lì quando dormivo e che la canna fumaria
doveva essere splendente. Il resto della magia si sarebbe
compiuto il giorno di Natale quando entrata in cucina avrei
trovato le calze riempite di pacchettini sui quali c‟era
scritto di rosso:
“Cara Monica auguri e baci da Babbo Natale”.
Al colmo della felicità piangevo e ridevo.
Cominciavo a scartare, o meglio a strappare le carte in cui
erano avvolti i regali. Ed era sempre una sorpresa, perché
non solo ci trovavo quello che avevo chiesto ma anche cose
che proprio non mi sarei aspettata di ricevere, come
animaletti che si muovevano dopo aver dato un giro di
carica, le prime Barbie che mi sembravano così magre
rispetto alle bambolotte con le quali giocavo, scarponcelli
“tipo trekking”, pantaloni di panno a quadretti che proprio in
quegli anni non si trovavano nei negozi di Lucca, scatole di
matite , tante matite, acquerelli, tempere di tutti i colori e
dimensioni.
Le mie amiche che sapevano che ricevevo regali il 25
dicembre durante la Messa della mattina di Natale non
63
facevano che chiedermi che cosa avessi ricevuto. E il prete
dall‟altare ci faceva gli occhiacci perché parlavamo troppo.
Poi appena c‟era tempo mostravo quello che avevo ricevuto.
E i regali erano esposti sotto l‟albero decorato dalla mia
mamma e a me sembrava bellissimo con le palline di vetro
colorate, i mulini a vento, gli uccellini con le piume vere.
Ma tutte le decorazioni si rompevano, perciò bisognava
stare attenti al gatto che non tirasse giù tutto e non
rompesse quei piccoli tesori di cui purtroppo non conservo
nulla.
Ma una cosa mi mancava: il presepe, per cui andavo ad
ammirarlo
dalle
mie
piccole
amiche
e
ci
restavo
imbambolata e avrei voluto farlo anch‟ io.
La mamma mi rispondeva che non avevamo i pastorelli. In
realtà penso che non le piacesse e per questo non li ha mai
comprati.
Ho cominciato a fare il presepio a casa di mia suocera e
quando mia figlia era piccola la sera metteva a letto tutti,
pastori, contadini, pecore galline e al mattino li rialzava
dicendo:
-Buongiorno! e ci lavorava un bel po‟ a rimettere tutti in
“pole”.
E poi arrivava anche la Befana….
Maestra monica
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65
Io alla nascita
66
Sono nata all‟ospedale di Pietrasanta il 22 aprile del 2002
di lunedì alle ore 13,50.
Alla nascita pesavo 3 chili e 380. Ero lunga 52 centimetri.
Il babbo e la mamma hanno detto che ero graziosa e che
ero il loro amore.
Di giorno poppavo il latte. Di notte ho sempre dormito. Ho
succhiato il latte materno fino a 18 mesi. Si occupavano di
me la mamma e il papà. Il mio primo dentino mi è spuntato a
dieci mesi. Ho incominciato a camminare a tredici mesi.
Non mi ricordo un episodio particolare, so solo che tutto
quello che trovavo lo mettevo in bocca e facevo delle
smorfie!
Benedetta
Io sono nata a Pisa il 17 novembre del 2002, un mese prima
del previsto, verso le 8 del mattino di domenica. Pesavo 2
chili e 700 grammi ed ero lunga 44 centimetri e la mia
mamma quando mi ha vista ha detto che ero bellissima.
Di giorno mangiavo, ridevo e guardavo la mamma e di notte
dormivo sempre. Bevevo il biberon, ma molto poco.
Si occupavano di me la mamma e il papà.
67
Il mio primo dentino mi è spuntato verso i 3 mesi e ho
camminato verso i 17 mesi.
A quattro mesi avevo la testa fasciata perché mi hanno
operato .
Penelope
Sono nato a Camaiore, di mercoledì, alle 6,47 del
pomeriggio. Pesavo 2 chili e 680 grammi e ero lungo 49
centimetri. Quando il babbo e la mamma mi hanno visto
hanno detto che ero bellissimo. Bevevo il latte materno; di
giorno dormivo e mangiavo e di notte dormivo. La mamma si
occupava sempre di me! Il mio primo dentino mi è spuntato
a 6 mesi. Ho cominciato a camminare a 12 mesi esatti e mi
muovevo al suono della musica.
Filippo
Sono nato a Lido di Camaiore il giorno martedì 3 luglio del
2002 alle ore 14 e 45. Alla nascita pesavo 3 chili e 400
grammi. Ero lungo 50 centimetri. Appena la mamma ed il
babbo mi hanno visto mi hanno detto:- Oh è meraviglioso!Di giorno ero buono e di notte dormivo sempre. Per i primi
mesi prendevo il latte della mamma. Di me si occupava la
68
mamma con il babbo. Il primo dentino mi è spuntato a sei
mesi e ho iniziato a camminare a 13 mesi. Ricordo un
episodio: a dieci mesi ero seduto sul seggiolone a mangiare
la minestrina quando ad un tratto ho scaraventato il piatto
in terra ed io ci ridevo come un pazzo.
Simone
Sono nato a Barga il 4 febbraio 2002, di lunedì. Alle ore 21
e 30. Pesavo 3 kg e 500 grammi. Ero lungo 51 centimetri.
Quando la mamma mi ha visto mi ha detto:
-Benvenuto amore della mamma!Fino a 3 mesi dormivo ovunque la mamma mi portasse. Fino a
3 mesi mangiavo latte in polvere e dopo ho iniziato con
brodini di verdura. Il giorno si occupava di me la mamma e la
notte il babbo. Il mio primo dentino mi è spuntato a 9 mesi.
Ho iniziato a camminare a 14 mesi. La cosa più buffa che
ricordo è che volevo sempre le mani pulite.
Stefano
Io sono nato all‟ospedale di Pietrasanta il 10 gennaio 2002.
Era giovedì ed erano le 00:25.
Pesavo 3,170 kg.
La mia lunghezza era di 47 centimetri.
69
La mia mamma e il mio papà quando mi hanno visto hanno
detto che finalmente ero arrivato.
Di giorno facevo tanti pisolini e di notte dormivo poco. Non
mangiavo perché quando vedevo il biberon mi mettevo a
piangere. La mamma e il babbo e la nonna Rita che era
sempre presente si occupavano di me.
Il primo dentino mi è spuntato il 9 luglio 2002.
Ho cominciato a camminare a 12 mesi.
Non mi ricordo un episodio curioso.
Alessio B.
Io sono nato a Massa il 13 ottobre 2002; mi ricordo che
sono nato di domenica come la mia mamma.
Sono nato alle ore 19,45 e alla nascita pesavo 3520 grammi.
Ero lungo 50cm.
La mamma e il babbo quando mi hanno visto mi hanno detto
che ero il bambino più bello del mondo.
Di giorno spesso piangevo e anche di notte perché avevo
forti coliche di pancia e mi calmavo solo col calore del phon.
Ho mangiato per molti mesi latte e basta.
A casa si occupavano di me la mamma, il babbo e la nonna
Maida.
Il primo dentino mi è spuntato nei giorni di Pasqua, a sei
mesi.
Ho cominciato a camminare a un anno.
70
La mamma e il babbo si ricordano qualcosa di buffo del mio
primo anno di vita: per dormire mi portavano in macchina
Niccolò
anche di notte.
Io sono nata di domenica alle 14,45 il 25 agosto 2002
all‟ospedale Versilia; pesavo kg 3,55 ed ero alta 50 cm.
Quando sono nata il babbo si è sorpreso perché all‟inizio non
ho pianto. La mamma ha detto che ero una bambina
bellissima. Di giorno i primi tempi dormivo abbastanza e
mangiavo molto, di notte mi svegliavo spesso per mangiare,
ma permettevo alla mamma e al babbo di riposare. Per i
primi 4 mesi bevevo il latte dal biberon poi sono passata al
cibo. Di me si occupavano la mamma e alcune volte il babbo.
Quando mi è spuntato il primo dentino avevo circa un anno.
Ho cominciato a camminare sulla spiaggia del bagno Lucia a
un anno. Mi ricordo la prima parola che ho detto cioè
“babbo”. La mamma si è sorpresa perché avendo due sillabe
diverse “ba” e “bo” era più difficile pronunciare questa
parola che non mamma.
Elena
Sono nato il 19 aprile 2002 a Pietrasanta di venerdì.
Sono nato alle ore 9,20, pesavo kg 3,350, ero lungo 50 cm.
Il babbo quando mi ha visto ha detto che ero “brutto”. La
mamma mi ha potuto vedere solo il pomeriggio e ha detto
71
che ero bello. Di giorno ero tranquillo, e di notte dormivo. I
primi mesi succhiavo il latte della mamma. Poi mangiavo la
minestra della mamma e del babbo perché le minestrine non
mi piacevano. Di me si occupava la mamma. Il primo dentino
mi è spuntato verso i 5 mesi, ho cominciato a camminare a
11 mesi. La mamma si ricorda di quando avevo solo 8 mesi,
che sono andato a Gardaland e non volevo mangiare la
pappina che mi aveva portato. Allora la mamma mi ha dato il
suo panino e l‟ho mangiato tutto.
Davide
Io sono nata a Genova l‟11 gennaio 2003 ed era sabato.
Erano le ore 15.05. Alla nascita pesavo 2,950 kg ed ero
lunga 48 cm. Quando il babbo e la mamma mi hanno visto mi
hanno detto che ero il loro scricciolo.
Di giorno dormivo e anche di notte dormivo.
Mangiavo poco o niente.
Si occupavano di me la mamma e il mio papà.
Il mio primo dentino mi è spuntato a sei mesi.
Ho cominciato a camminare l‟11 gennaio 2004 quando facevo
un anno.
Mi
ricordo
un
episodio
buffo:
un
giorno
mi
sono
addormentata sul seggiolino della bicicletta della mia
mamma quando eravamo in vacanza in Croazia.
Rachele
72
Io a un anno
73
Quando avevo un anno la dottoressa, alle visite, diceva che
ero proporzionata.
Ero più alta della mia età. Avevo il visino tondo, gli occhi
grandi, il naso dritto e piccolo. Avevo una testa di riccioli
biondi. Avevo delle manine cicciotelle e dei piedini lunghi e
cicciosi. Ero una bambina che giocavo, ma i miei riposini li
facevo. Sono sempre stata una bambina che mi piaceva
mangiare tanto.
No, non avevo un piatto che mi piaceva in particolare.
La crema di riso dolce però mi piaceva tanto più della
minestrina.
Ho
parlato
a
dieci
mesi
e
ho
parlato
correttamente. Non avevo un giocattolo preferito.
Ero
molto curiosa, quindi giocavo con qualsiasi giocattolo. Ero
una bambina tranquilla. Non avevo paura di nulla, ero solo
molto curiosa.
Benedetta
Quando avevo un anno ero perfetta come un bambolotto e
avevo un altezza giusta, né troppo alta né troppo bassa.
Avevo il viso paffuto, due guance rosee incorniciavano i miei
bellissimi occhi blu! Il mio naso era piccolo, dritto e
perfetto come è anche ora.
74
Purtroppo nel mio primo anno di vita avevo pochi capelli ma
verso i 18 mesi la mia capigliatura era fatta da dei riccioli
biondissimi.
Le mie manine erano cicciotelle e i piedini un po‟ storti. Le
dita infatti erano accavallate e i piedi torti e quindi portavo
delle scarpine speciali e dei cerotti.
Di giorno ridevo, dormivo e mi piaceva molto quando la
mamma accendeva la musica, sia classica che moderna.
Al contrario di ora, assaggiavo tutti i cibi ma mi piaceva
tanto il brodo con i tortellini.
Ho parlato un po‟ tardi, prima ci ho studiato un po‟ e poi ho
detto:- Orologio arancione.I miei giochi preferiti erano i librini.
Ero una bambina tranquilla e non avevo paura di nulla.
Penelope
Quando avevo un anno ero abbastanza paffutello ma non
grasso.
Nel mio primo anno di vita ero alto normale, il mio viso era
paffuto, il naso era piccolo e i miei occhi azzurri. Appena
nato non avevo capelli, ma dopo pochi mesi mi sono spuntati
i primi capelli biondi. Poi mi sono venuti riccioli, ma quando li
ho tagliati non sono più tornati.
75
Con il sole d‟estate diventavo biondissimo, compreso ciglia e
sopracciglia. Le manine e i piedini erano morbidi e rosa. Le
prime scarpe le ho messe a 11 mesi, ma non le volevo perché
i miei piedi non erano abituati. Di giorno dormivo poco, mi
piaceva giocare, ascoltare la musica e non volevo restare
solo. Il mio piatto preferito era il pane finché non ho
scoperto le lasagne, la cotoletta e la cioccolata. Ho iniziato
molto presto a dire qualche parola ma anche se non si capiva
riuscivo a farmi intendere.
I miei giocattoli preferiti erano. Il camion della spazzatura,
le ruspe. Sono sempre stato vivace, anche nella pancia della
mamma. Avevo paura dei mostri e dei rumori forti.
Niccolò
Quando avevo un anno non ero né grasso, né magro. Non ero
tanto alto, il mio viso era piuttosto piccolo, con grandi occhi
neri e il nasino piccolo. Avevo i capelli biondi e riccioli come
il babbo. Le mie manine erano cicciotelle, mentre i miei
piedini erano magri. La mattina mi svegliavo presto. Mi
piaceva giocare con le costruzioni e con gli animali, il
pomeriggio invece dormivo, poi la mamma mi portava al
parco che era fuori dall‟asilo della Giada e lì giocavo con gli
altri bambini. Non ho mai mangiato tanto però il mio piatto
preferito era la pizza. Parlavo piuttosto bene.
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Il mio giocattolo preferito era la macchinina della Chicco.
Ero tranquillo ma un po‟ piangine, avevo paura del cane
quando lo vedevo andare in braccio a qualcuno.
Davide
Quando avevo un anno sembravo un bambolotto.
Sono sempre stato un po‟ più alto degli altri bimbi. Avevo il
viso paffuto e rotondo, due occhini grandi e azzurri, un
nasino a patatina, le labbra fini e rosa, i capelli lisci e ribelli.
Sono nato con tante “virgolette” sulla testa e nel crescere
sono rimaste. Le mie manine erano lunghe e paffutelle come
i piedi e diventavano calde quando avevo sonno. La mamma
dice che verso i quattro mesi mi metteva nel box e giocavo
con i pupazzetti mentre gli chiacchieravo a modo mio.
Mangiavo brodini di verdura con piacere. Dicevo tante
parole buffe, anzi, erano più versi che parole. Ho iniziato
tardi a parlare. Le più buffe erano “affe” quando vedevo le
giraffe e “cuga” per la tartaruga. Mi sono sempre piaciuti i
pupazzi e il mio preferito era un pagliaccetto che suonava.
Ero molto tranquillo, solo a volte quando giravo con il girello
o gattonavo, inseguivo la Lilli che dalla disperazione si
fermava accanto a me e si faceva fare di tutto.
Stefano
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Quando avevo un anno ero magra ,mi chiamavano sempre
scricciolo.
Sono stata sempre più bassa di tutte le mie coetanee, ma
non è mai stato un problema per me.
Il mio viso era tondo, due occhini verde chiaro come la mia
zia e un nasino a patata identico alla mia mamma.
All‟inizio non avevo i capelli ed ero pelata come il mio papà.
Solo dopo mi sono cresciuti, colore biondo chiaro con un
sacco di ricci, più che altro boccoli.
Le mie manine erano piccole ma con le dita lunghe ed
affusolate, tanto che la mia zia Claudia diceva che da
grande avrei fatto la pianista. La mia mamma diceva invece
che avrei fatto il chirurgo estetico…
Di giorno dormivo sempre, mangiavo poco, ridevo tanto.
Il mio piatto preferito era il fruttolo e per il resto non è
che mangiavo così tanto.
Chiacchieravo parecchio, come ora!!
Parlavo abbastanza bene, mi facevo capire.
Il mio giocattolo preferito erano Alice e Agnese, due
pupazzetti!!
Ero la tranquillità in persona. Non avevo paura di nulla!!!
Rachele
Quando ero piccola avevo una corporatura normale; non ero
né magra ma neanche cicciotella, si notava solo un po‟ di
pancetta. Ero alta per la mia età, come del resto lo sono
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adesso. Il mio viso era paffutello con due belle guanciotte
rosse che, quando ridevo, si formavano dei buchi adorabili.
I miei occhi erano grandi e di colore verde chiaro; il naso
piccolo e la bocca sottile. Avevo i capelli corti, perché mi
crescevano lentamente, lisci e morbidi come la seta, sottili
e biondissimi, quasi bianchi. Le manine erano cicciotelle ma
spesso fredde; i piedi lunghi e magri, le cui unghie spesso la
mamma le decorava con lo smalto.
Elena
Quando avevo un anno ero un bambino normale, né
cicciotello né magrolino. Posso dire che ero un bambino un
po‟ piccolo per la mia età. Il mio viso era tondo con le gote
sempre rosse, gli occhi grandi e marroni e un naso a patata.
I capelli erano lisci anche se ora non ci si può credere
perché li ho ricci.
Le mie mani sono sempre state piccole e cicciotelle e i piedi
come le mani.
Di giorno giocavo con i miei giochi, mangiavo e dormivo poco.
Non avevo un piatto preferito. Parlavo poco ma mi facevo
capire. Il mio giocattolo preferito era il pallone.
Ero molto vivace: la paura più grande era il rumore forte e i
palloncini gonfiabili.
Alessio B.
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Quando avevo un anno ero magrolino e ero alto con gli occhi
grandi, con il naso piccolo, il viso paffutello, i capelli lisci e
le manine cicciotelle e i piedi piccoli. Mangiavo tanto e
dormivo. Il mio piatto preferito era la pasta al pomodoro.
Parlavo poco. Il mio giocattolo preferito era un cane di
peluche. Ero tranquillo e avevo paura della Befana.
Simone
Io da piccolo ero magrolino e carino, ero alto per la mia età,
il viso era ovale, gli occhi erano grandi e verdi, con pagliuzze
marroni. Ero paffutello e con un nasino piccolo e grazioso, i
capelli erano liscissimi, le manine e i piedini erano lunghi e
sottili. A un anno dormivo tre volte al giorno (metà mattina,
pomeriggio, sera), mangiavo poco, ma giocavo tanto con la
mamma. Il mio piatto preferito era la sogliola al vapore.
Dicevo mamma – papà – nonno – nonna -tv, tutte pronunciate
bene.
Il mio gioco preferito era un orsetto di peluche.
Ero tranquillo e calmo e non avevo paura di nulla.
Filippo
Io ero fisicamente cicciottella da mordere, ero alta più
della media fin da piccola. Avevo un bel viso simpatico e
paffuto, gli occhi verdi grandi da furbetta e un naso a
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patata, avevo i capelli biondissimi e riccioletti, i piedi e le
mani erano piccoli, rosa e cicciottelli.
Di giorno giocavo tanto, non dormivo mai, e ho sempre avuto
appetito: il mio piatto preferito era la minestra.
Io ho parlato presto e abbastanza bene.
IL mio giocattolo preferito era l‟altalena che andava su e
giù, mi divertivano tanto anche i giochi musicali e le palline
colorate. Ero molto vivace e attiva.
Caterina
Alla nascita ero abbastanza magrolino, ero di altezza
naturale, ero molto scuro di pelle, occhi neri e sopracciglia
nerissime che sembravano blu. Il nasino era a patatina, i
capelli erano neri e dritti con una cresta alta.
Le manine e i piedini erano piccolissimi e magri. Di giorno
giocavo molto, poi alle 14 era l‟ora del pisolino. Non ero un
gran mangione e così sono rimasto.
Ho cominciato a parlare verso i 12 mesi perché prima
parlottavo solamente.
Emanuele
Quando avevo un anno non ero né cicciottella né magrolina,
avevo un peso nella norma perché non ero mangiona. Ero
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piuttosto alta per la mia età. Il viso era lungo con delle
belle guanciotte, avevo il naso un po‟ a patata e gli occhi
erano grandi. I capelli erano pochi e con qualche ricciolo.
Di giorno giocavo e dormivo spesso. Il mio piatto preferito
era la minestra di verdure. Parlavo con parole inventate e
con i gesti. No! Non avevo paura, ero molto tranquilla.
Alice
Durante il mio primo anno di vita fisicamente ero magrolino;
come altezza ero nella norma. Il mio viso era tondo con
occhi grandi e un naso a patata grande come un dito pollice.
I miei capelli erano lisci, le mie manine piccole piccole e i
piedini lunghi e magri magri.
Ero un bambino molto vivace, mangiavo pochissimo e giocavo
con tutto. Il mio piatto preferito era il latte. Non parlavo, a
parte le parole : mamma e tata. In compenso ero un
bambino molto attento e capivo benissimo tutto quello che
mi veniva chiesto. Il mio giocattolo preferito era l‟orsetto
A-B-C. Ero molto vivace e non ho mai avuto paura di niente.
Michael Julian
Nel primo anno di vita ero cicciottello, alto, avevo il viso
rotondo, gli occhi grandi e chiari, il naso a patatina, i capelli
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un po‟ riccioli, le manine piccole, i piedini cicciottelli e buoni
da “mordere”.
Facevo tanti giochi con la mamma e un grande pianto quando
il babbo usciva la mattina.
Tutte le pappe venivano gradite e la mia preferita era un
bel biberon di latte.
Parlavo a sillabe ma-ma, bam-bo, do-do.
Matteo
Nella foto che sto descrivendo avevo quasi un anno, avevo i
capelli corti, lisci e biondi. Questa foto l‟ha scattata il
babbo.
Io avevo le mani magroline, indossavo una maglietta
verdolina con i disegni e i pantaloncini erano uguali alla
maglietta. La mamma mi teneva la mano perché c‟era la
torta con la candelina e aveva paura che mi bruciassi.
La mamma aveva fatto la torta e io soffiavo forte sulla
candelina.
Quando ero piccolo stavo con la mamma o il babbo, perché a
casa ci stava o l‟uno o l‟altro. Qui c‟erano tutti e due e io
guardavo anche il babbo che faceva la foto.
Boby
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Io da uno anno a tre anni
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Il coccodrillo
Il mio coccodrillo si chiama Crocodile, ma il suo vero nome è
Coccodentista. Il suo muso è verde, le unghie sono gialle
attaccate a quattro piccole zampe verdi. Se apro la boca
vedo dei denti bianchi e stondati, la lingua è rosso scura. Gli
occhi sono azzurri, ma l‟altro occhio è rotto. Se gli apro la
bocca fa il rumore di una porta che scricchiola e se
schiaccio
il
dente
malato
la
bocca
si richiude subito facendo lo stesso rumore. Il mio
giocattolo me lo ha regalato la mia famiglia, perché
pensavano che mi piacesse. Quando me l‟hanno regalato
avevo tre anni. Me l‟hanno regalato per il mio compleanno. La
mia mamma mi ha detto che ci giocavo tanto però avevo
paura e quindi pigiavo i denti con la forchetta, però se
qualcuno metteva il dito sul dente malato e la bocca si
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richiudeva stringendolo io ridevo a più non posso. Questo
gioco mi piace tantissimo e qualche sera vorrei rigiocarci.
Davide
Il pupazzino
Quando ero piccola, avevo un pupazzino di nome Agnese. Me
lo ha regalato Antonella una cara amica del babbo.
Mi è stata regalata appena sono nata, ed è stata chiamata
Agnese perché alla mamma piaceva molto quel nome. Appena
me lo hanno regalato ho sorriso e naturalmente non sapevo
prenderla in mano, perché ero piccola, pian piano, dopo
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tanto,
finalmente
ci
sono
riuscita.
Le
ciucciavo
specialmente le stelline infatti la mamma la doveva lavare
Agnese è fatta di tanti colori, la bocca e il nasino sono rossi
e i capelli biondi. Ora che sono cresciuta appena l‟ho
toccata e tenuta in mano mi sono un po‟ emozionata perché
mi piace tenere un oggetto di quando ero piccola. Con
questo pupazzino hanno giocato anche le mie sorelle Claudia
e Rebecca e ora è nella cesta dei giochi e quando la voglio
prendere so che è lì.
Rachele
Benedetta
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L’anatrella
L‟oggetto del passato è un‟anatrella; ha la pancina con un
termometro, gli occhi blu e il becco e le guanciotte
arancioni con una scritta sulla pancia “Mister Baby”. E‟
grande come la mia mano, è di plastica. In certe parti è
ruvido, come al becco e un pochino alla pancina. Non è né
morbido né duro, non è per niente peso, i suoni non li fa,
profuma di shampoo.
Ci facevo il bagnetto e il bagnetto non mi piaceva per
niente. Me l‟ha regalato la nonna Maida a pochi mesi. Io non
ci facevo nulla, ma la mamma sì. Le serviva per misurare la
temperatura dell‟acqua. Dopo tanto tempo che non lo usavo
la mamma ha deciso di metterlo in uno scatolone chiamato
“dei ricordi” che contiene anche il bracciale dell‟ospedale, i
depliants dei viaggi e altre cose dell‟infanzia.
Io mi ricordo che con l‟anatrella ci facevo il bagno e il bagno
proprio non mi piaceva.
Niccolò
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La scimmiotta
La mia scimmiotta è di peluche, ha il pelo morbido, il naso
peloso e nero, gli occhi sono grandi e teneri e marroni. Il
suo corpo è nero, le orecchie grigie e morbide. Le zampe
sono uguali alle orecchie. Il musino molto piccolo, è di
peluche molto morbido; è leggero, non fa rumore. Ha un
profumo buonissimo: sa di vaniglia. Si chiama Coccolo e me
l‟ha regalato la mia famiglia a Las Vegas.
Io insistevo tanto per Coccolo, e così me l‟hanno comprato.
E‟ bellissimo e ancora ci parlo. Coccolo ha due cugini: Koki e
l‟altra Cocca e loro tre li porto ancora in viaggio e ci dormo,
però ognuno ha il suo letto!
Alice
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Il mio coniglietto
Boby
Rocky
Il mio peluche si chiama Rocky, è fatto a forma di cane, ha
il corpo marroncino, le orecchie marroni, il musino e le
zampe bianche il naso nero di plastica dura e gli occhi
marroni. E‟ fatto di pelle finta; è liscio, non pesa tanto.
Sulla zampa sinistra ha un pulsante rosso e se si pigia
comincia a scodinzolare e a muovere la testa. Se lo avvicino
al naso non sa di nulla. Me lo hanno regalato il babbo e la
mamma.
Il giorno ci giocavo e la notte lo mettevo nel letto insieme a
me e ci sono ancora affezionato.
Stefano
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Il tigrotto
Il mio oggetto del passato è una tigre di peluche. E‟ un
maschietto di nome tigrotto e ha tre anni. L‟ho trovato
nell‟uovo di Pasqua del duemilacinque che mi ha regalato il
mio nonno materno di nome Benito.
La sua testa è molto grande rispetto al corpo. E‟ arancione
con le strisce nere e intorno al musino e le zampe sono
bianche come il latte. Anche il corpo, la coda e su parte
delle zampe è arancione a strisce nere.
Gli occhi sono teneri, di plastica e neri, la bocca è piccola e
quasi non si nota sotto il suo nasino rosso e triangolare. E‟
piccolo, leggero e se lo accarezzo è morbido. Se lo annuso
non sento nessun odore e non fa suoni Lo portavo con me nel
letto per addormentarmi più serena.
Quando
ero
piccola
mi
piaceva
lanciarla
in
aria
e
riprenderlo; alcune volte ci parlavo fingendo che lui mi
rispondesse, altre invece, la mamma nascondeva Tigrotto ed
io e Ale dovevamo trovarlo.
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Nel passato per me tigrotto era un “amico” con il quale
giocare volentieri, e ne ero molto affezionata.
Ancora oggi sono affezionata a lui e lo tengo vicino al mio
letto, però ci gioca meno rispetto al passato, perché,
essendo cresciuto, ho altri interessi.
Elena
Il peluche
Il mio peluche si chiama Ciccio, è di colore grigio, gli occhi
neri di plastica dura, il naso è nero e più morbido degli
occhi. Ha gli orecchi piccoli e ha un cappello celeste
ricoperto di bianco. Nella mano ha un cuscino celeste che
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c‟è scritto IT‟S A BOY. Non pesa, se lo stringo sento i
pallini. Il suo musetto è piccolo, e se annuso il cappello
profuma.
Me lo ha regalato la zia, quando ero appena nato, lo tenevo
dappertutto e me lo portavo nel passeggino, e quando lo
mettevo nella culla con me mi addormentavo.
Ci sono sempre affezionato e gli voglio tanto bene.
Filippo
L’abitino del Battesimo
L‟oggetto che sto osservando è un vestitino color avorio, è
fatto di pizzo con disegnati dei fiorellini bianchi. E‟ un po‟
ingiallito perché è vecchio. Me lo ha regalato la nonna
Antonella; me lo hanno messo per il mio battesimo; avevo
appena 4 mesi. Quando la mamma lo ha tirato fuori
dall‟armadio mi sono emozionata tanto e le ho chiesto:Mamma, è strabellissimo!! Dove l‟hai comprato?- e lei ha
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risposto:- Amore, il vestitino l‟ha comparto la nonna a
Avenza quando avevi 4 mesi!-
Valentina
Sullivan
Il mio oggetto del passato è un peluche che si chiama
Sullivan; è fatto di pelliccia finta e dentro è imbottito con
del cotone.
Me lo hanno regalato i miei genitori, ci dormivo e ci giocavo
e me lo hanno regalato a 3 anni.
Me lo portavo dappertutto perché era il mio amico e mi
ricordo che ogni tanto mi arrabbiavo perché la mamma lo
metteva in lavatrice per lavarlo, e io non vedevo l‟ora che
fosse asciutto per riportarmelo a letto.
Emanuele
Figaro
Il mio oggetto del passato si chiama Figaro ed è un peluche
di leopardo.
E‟ marrone come la cioccolata, marroncino come la nocciola,
bianco come lo yogurt e nero come una piastra di ferro. E‟
di piccole dimensioni, come una pianta grassa. E‟ ruvido
come la lana e morbido come il cotone. Ha due occhi neri e
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rotondi. Mi ricordo che gli mettevo un collarino col
campanello.
Ci dormivo insieme a Pablo, un piccolo toro e a Tika, il
cucciolo della mia cangura di nome Maori.
Me l‟ha regalato mio cugino quando avevo due anni e mezzo.
Ora per lui provo amore, infatti l‟ho consumato di baci,
carezze e coccole.
Dopo sei anni gli voglio ancora bene!
Penelope
Flash
Questo è il mio peluche e si chiama Flash. Ha un solo occhio
marroncino, la bocca rossa ed è leggero come una piuma.
Profuma di borotalco, ha il muso e il corpo un po‟ bianco e un
po‟ marroncino. Non fa nessun suono, le orecchie sono
lunghe e dalla sua bocca esce la linguina rossa. Me l‟ha
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regalato la nonna il giorno di Pasqua insieme all‟uovo di
cioccolata.
Quando ero piccolo lo tenevo sempre con me. Me lo mettevo
nel letto, così ,per dormire insieme. Per me rappresentava
l‟amicizia. E‟ il mio compagno anche oggi e ogni tanto me lo
abbraccio e lo porto a letto.
Simone
Il sonaglio
Il mio oggetto del passato è un orsetto sonaglio. E‟ un
orsetto che suona se lo tocchi. E‟ di plastica colorata con un
gancio per essere appeso. E‟ di vari colori: rosso, giallo e
bianco. E‟ poco più grande di un palmo di una mano.
Ha due fili che pendono e in fondo ci sono due palline che
suonano. E‟ leggerissimo e duro. Quando suona si sentono
dei campanelli.
Alessio L.
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E questo era il mio!!
Alessio B.
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La curiosità
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Quando ero piccolo ero molto curioso. Un giorno ero al
Parco della Preistoria che si trova a Cremona. Il luogo è
molto bello, ci sono alberi molto alti con tronco robusto,
attraversato da un sentiero lungo con delle riproduzioni di
dinosauri sui lati del sentiero. Io ero con la mia famiglia.
Ero curioso per due cose: la prima era che volevo vedere
tutti i dinosauri del parco e poi volevo vedere cosa c‟era
prima dell‟uomo. Alla mia famiglia gli volevo far vedere che
non avevo paura di niente, così quando loro si sono fermati,
sono andato avanti da solo e ho visto un dinosauro molto
grosso; ho incominciato a correre per andarlo a vedere
meglio, però mi sono perso. La mia mamma e il mio babbo si
sono spaventati, però mi hanno ritrovato e il mio babbo
quando mi ha preso in braccio mi ha brontolato.
Davide
Quando avevo 7 anni mi ero vestita da odalisca per ballare;
mi trovavo in camera mia insieme a mia sorella.
La stanza è tutta viola e rosa con fiori bellissimi; volevo far
vedere a Lucrezia che sapevo ballare e che sono una vera
odalisca. Il vestito che indossavo era tutto rosa e faceva
tanto rumore. Ero curiosa di sapere che cosa succedeva
quando mi muovevo in fretta. Sono caduta perché ballavo
troppo velocemente e mia sorella è scoppiata a ridere e
anche io.
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Alice
Quando ero piccola ero molto curiosa. Un giorno volevo
andare nell‟orto coltivato dai nonni. La cosa che mi attirava
di più era vedere cosa c‟era tra le piante di granturco, così
ho fatto e mi sono persa in mezzo al campo. Il babbo mi è
venuto a prendere.
La faccenda si è conclusa che mi sono fatta un piantino e le
persone che erano con me hanno cercato di consolarmi.
Benedetta
Quando ero piccolo non ero tanto curioso, però un giorno
giocavo con le mie macchinine nel giardino e anche con delle
margherite, e tante altre piante. Ad un tratto ho visto una
chiocciola attaccata al vaso dei fiori della mamma.
Per un po‟ ci ho giocato insieme, poi curioso di sapere che
sapore aveva me la sono mangiata. La chiocciola era morbida
e il guscio era duro. Era buona, ma la mamma è venuta a
farmela sputare, poi mi ha sgridato e mi ha detto di non
farlo mai più.
Alessio B.
Quando ero piccola ero molto curiosa.
Un giorno mi trovavo dietro casa nel giardino. Ero seduta
sull‟erba morbida come un cuscino sotto un albero di olivo
che mi faceva ombra.
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Io ero da sola perché il babbo e Ale, mio fratello, giocavano
a calcio nel giardino davanti casa e la mamma stirava in
cucina. Una lucciola mi volò sulla mano destra e io, mi
incuriosii perché non avevo mai visto una lucciola di giorno.
Mi faceva il solletico.
Decisi di farla vedere alla mia famiglia, allora mi alzai
lentamente per non farla volare via, e camminando a lumaca,
raggiunsi il babbo che interruppe il gioco. Fu proprio lui a
dirmi che era una lucciola maschio. Era piccola, aveva ali
allungate, sottili come il velo ed erano arrossate. Mi ero
accorta che all‟estremità inferiore aveva una specie di
pallina, che di notte si illuminava per attirare le femmine.
Avrei voluto mostrarla anche alla mia mamma, però non fu
possibile perché la lucciola volò via prima di avvisarla.
Il babbo e Ale, furono sorpresi di vedere una lucciola di
giorno perché si notano meglio di notte.
Elena
Io da piccolo ero molto curioso e lo sono anche adesso, ora
vi racconterò di quando avevo quattro anni circa.
Nel mese di agosto, fui invitato alla festa del compleanno
della mia amica Martina. Questa festa si teneva all‟aperto
in un grande prato dove ci sono tanti alberi, tanti giochi e
c‟era anche un tronco d‟albero svuotato dove dentro le api
avevano fatto un nido. La zia, la nonna di Martina mi avevano
raccomandato di non avvicinarmi a quel tronco perché era
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pericoloso, ma io per curiosità di vedere com‟era fatto un
nido d‟api mi sono intrufolato dentro il tronco e ho
stuzzicato il nido. Volevo dimostrare che ero un bimbo
coraggioso e non avevo paura di niente. Tutte le api hanno
cominciato a svolazzare di qua e di là e due di loro mi hanno
punto una gamba. Tutti i bimbi hanno cominciato a gridare:
- Aiuto! Aiuto! Michael è stato punto!E‟ venuta la nonna di Martina e mi ha spruzzato uno spray
magico e mi è passato subito il bruciore!
Michael
Quando ero piccola ero curiosa.
Un giorno mio padre è venuto in salotto. Il salotto è molto
accogliente: un tavolo pieno di foto, un divano, la televisione
accesa, dei mobili con sopra tutti i libri. Io stavo giocando.
Ad un certo punto è arrivato il babbo che mi ha fatto
vedere il giocattolo che
aveva comprato per me: un
giocattolo stranissimo. Lo abbiamo scartato insieme e poi mi
ha fatto vedere di cosa si trattava. La mamma e il babbo
erano felici perché io ero felice. Si trattava di una
macchinina telecomandata.
Da quel giorno ho giocato tutti i giorni con la macchinina ed
è diventata il mio nuovo giocattolo preferito.
Rachele
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Quando ero piccolo non ero molto curioso ma un giorno che
ero sul letto del babbo e della mamma volevo prendere la
sveglia perché volevo vedere come funzionava.
Per prendere la sveglia dal comodino sono caduto e ho
picchiato la testa in terra e ho cominciato a piangere.
Quando il babbo mi ha sentito dal salotto, ha cominciato a
correre verso la camera per vedere cosa avevo fatto e
quando mi ha visto mi ha preso in braccio e io ho smesso di
piangere.
Stefano
Quando ero molto piccola ero curiosa. Un giorno all‟asilo
stava arrivando la maestra. L‟asilo era addobbato con
cartelloni colorati, farfalle, fiori. Quando è arrivata la
maestra ci ha raccontato una storia ma non l‟ha finita. Io e i
miei amici eravamo curiosi di sapere come andava a finire,
così il giorno dopo le abbiamo chiesto se la finiva e lei ci ha
detto di sì
Valentina
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Quando ero piccolo ero molto curiosa.
Un giorno io, la mamma e la mia amica Alessia eravamo
andate a raccogliere i fiori. All‟improvviso ho visto una
strada che non conoscevo e ho insistito per andare a
vedere. Cammina, cammina a un certo punto alla fine della
strada, ho scoperto che c‟era un parco giochi bellissimo. E‟
stata una scoperta fantastica!
Caterina
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La monelleria
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Quella volta l’ho fatta davvero grossa…
Avevo nove anni.
Un pomeriggio la mamma mi ha detto di andare fuori con la
bici. La mamma mi ha detto di andare piano perché potevo
scivolare. La strada era bagnata perché aveva piovuto. Io
ho dimenticato quello che ha detto. Sono andato forte in
discesa e ho fatto una frenata forte, e stavo quasi per
cascare. Quando sono ritornato in casa a dire alla mamma
quello che avevo fatto lei ha esclamato:- La prossima volta
stai attento! Potevi andare all‟ospedale!-
Boby
Avevo 5 anni.
Stavo facendo una cenetta con i miei nonni e i miei zii. Io
bevevo il mio Estathè, poi sono andato fuori al muro del
giardino e ci ho spruzzato sopra il tè. Il mio babbo si è
arrabbiato a morte. Mi ha dato uno sculaccione e poi mi ha
detto:- Pulisci subito il muro!-
Simone
Era un pomeriggio di primavera e avevo 7 anni. Io e una mia
amica siamo andate di nascosto dalla mia vicina e abbiamo
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giocato a palla a volo e alla vicina le abbiamo tirato la palla
in testa.
Dopo ci siamo andate a nascondere. La vicina è andata a
dirlo alla mia mamma e la mamma mi ha detto:- Sei in
punizione!Quella volta l‟ho combinata davvero grossa!
La vicina ha avuto il mal di testa per tanti giorni!
Benedetta
Quella volta Rebecca l‟ha combinata davvero grossa.
Avevo 7 anni. Eravamo in vacanza; era pomeriggio. Eravamo
in una camera di albergo con quattro letti e un bagno.
Mentre io e la mamma sciavamo, Claudia giocava nella
camera con Rebecca e papà. Quando papà è andato in bagno,
Rebecca ha preso i miei occhiali e li ha tirati rompendoli. Il
mio babbo è uscito dal bagno, è entrato in camera, ha visto
Rebecca con gli occhiali in mano, che erano rotti e era molto
arrabbiato. Allora le ha dato uno sculaccione. Dopo che io e
la mamma siamo tornate, lui le ha raccontato quello che era
successo e ha sgridato Rebecca. Il babbo ed io siamo andati
a comprare degli occhiali nuovi. Per fortuna abbiamo
trovato un negozio di occhiali. Spero che Rebecca non me li
rompa più.
Rachele
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Avevo otto anni. In un pomeriggio d‟inverno, guardai la
finestra di cucina e trovai un giardino bianco e pieno di
neve. Era una distesa ghiacciata e mi sembrava un tappeto
bianco. Allora chiesi a mio fratello di andare a giocare fuori
a tirarci palle di neve e lui rispose di sì.
Ci vestimmo e andammo fuori.
Io ero felice come Ale perché ci stavamo divertendo.
Quando stavamo per tornare in casa io lanciai a Ale l‟ultima
palla di neve e lo presi e la neve cascò nelle mutande di mio
fratello e la mamma si arrabbiò molto e disse:- Non rifarlo
mai più! Vuoi che tuo fratello si ammali?Io risposi:- No!Poi mi hanno messo in punizione, ma Ale mi ha perdonato.
Non lo rifarò mai più perché non voglio essere rimessa in
punizione.
Quella volta l‟ho fatta grossa!
Elena
Era estate. Avevo sette anni. Stavo dormendo nel mio letto
e la mamma mi voleva svegliare però io gli ho dato un pugno.
La mamma ha preso il pugno e non ha gridato,anzi mi ha
lasciato dormire in santa pace. Io non darò mai più un pugno
alla mamma anche se lei non si è arrabbiata.
Alessio B.
108
Avevo 7 anni; era un pomeriggio. Io e mia sorella stavamo
giocando a pallone in salotto. Ero eccitata. Il pallone è
andato sulle tazzine da té della mia bisnonna. Quelle
tazzine erano preziose per la mamma e si sono rotte. La
mamma si è arrabbiata tantissimo. Io e mia sorella ci siamo
chiuse a chiave nella mia stanza e alla fine è arrivato il
babbo e anche lui si è arrabbiato e ci ha messe in punizione.
Le tazzine poi sono state riattaccate e la mamma le ha
messe nel solito posto e io non le ho più rotte.
Alice
Forse avevo 4, o forse 5 anni.
La vicenda è accaduta nel pomeriggio, alle ore quattro.
Era primavera.
Ero al campo del mio babbo, c‟erano alcuni olivi e altre
piante, e poi una piscina. Quel posto mi ha fatto sempre un
po‟ di paura, perché ci sono molte vespe e api e molti altri
insetti. Con me c‟era il babbo ma era da un‟altra parte.
Stavo andando su una macchinina per bambini piccoli, e il
babbo mi disse:- Niccolò hai tirato giù l‟alberello di olivo!- e
io ho risposto:- Scusa!Sono stato monello perché ho tirato giù l‟olivo piccolino. A
me non riusciva curvare benissimo ed è per quello che sono
andato addosso all‟albero ed è caduto.Io al babbo ho
chiesto scusa e tutto così si è risolto. Il babbo non mi ha
109
sgridato come mi sgrida ora perché ero piccolo e non me ne
rendevo conto. Non lo rifarei, perché mi piacciono le olive e
non voglio tirare giù gli alberi.
Niccolò
Era una sera di primavera, avevamo mangiato la pizza. Mia
sorella aveva tre anni. Con mia sorella c‟erano il babbo,
lamamma e io. Stavamo tornando a casa. Quando eravamo al
ristorante, mia sorella aveva visto in un laghetto vicino alla
sala dove mangiavamo un pesce rosso e lo voleva prendere.
“Mamma, mamma, pesce rosso, pesce rosso, rosso!”
La mamma stava fumando una sigaretta e le ha risposto:Virgi, un attimo stai buona!- Dopo tre minuti lei si è tuffata
e tutti i clienti del ristorante si sono alzati e lei ci ha fatto
fare una figuraccia e poi era tutta bagnata. Anche ora che
è più grande non è cambiata e ne combinerà ancora!
Valentina
Quando avevo sette anni, e ero in vacanza, un pomeriggio di
inverno siamo andati a slittare.
Prima di partire abbiamo fatto merenda.
Quando stavamo per montare sugli slittini ho messo
Tommaso dentro lo slittino e l‟ho buttato giù senza che ci
110
fosse il babbo a guardarlo e mentre Tommy scivolava,
urlava e io ridevo.
Quando lo slittino si è fermato, Tommaso è tornato su e la
mamma mi ha detto:- Vai subito a riprendere lo slittino!
Tommaso poteva farsi male!-
Matteo
Era una giornata di inverno, mia sorella era all‟asilo; aveva 5
anni.
Ha allagato il bagno della scuola e quando le maestre hanno
chiesto chi fosse stato lei ha risposto con coraggio che era
stata lei, ma era agitata.
Mia sorella aveva intasato il lavandino così il bagno si era
allagato. Poi aveva tentato di asciugarlo con gli asciugamani
degli altri bambini e li aveva anche scambiati di posto.
La maestra non l‟ha sgridata perché lei aveva le maestre più
brave del mondo. Se ci fosse stata la mamma avrebbe
detto:- Ginevra, vai in camera tua!-
Penelope
Ciao!!! Io sono Michael.
Avevo 5 anni. Era un pomeriggio di primavera. Io e mia
sorella eravamo fuori a giocare, intanto la mamma stendeva
i cenci. Giocavamo con le forbici. La mamma si è
raccomandata di non farci male, ma io non ho sentito e ho
111
lanciato le forbici a Angelica. Le ho staccato la pelle del
gomito e la mamma mi ha messo in punizione. Mia sorella
piangeva!!! Poi la mamma le ha messo quattro cerotti e
Angelica ha smesso di piangere.
Dopo ero triste e ho promesso di non tirare mai più le
forbici.
Michael
In un giorno di piena primavera, avevo 5 anni. Ero in casa
con la mia mamma e mia sorella e non sapevo cosa fare. Loro
facevano la lezione e io ad un certo punto ho trovato un
foglio della scuola di Giada. L‟ho preso e ci ho fatto un buco
con un pennarello viola. Dopo ho visto che c‟era scritto e
l‟ho buttato dietro una cassa della televisione. Però quando
è arrivata la mamma ha esclamato:- Hai visto per caso un
foglio scritto?- E io ho risposto:- E‟ questo?- E lei ha
risposto:- Si, bravo! E‟ di Giada e lo deve riportare a scuola!
Sei contento di averlo sciupato?-.
Ci sono rimasto malissimo e non lo rifarò più!
Davide
112
113
Io come sono adesso…
114
115
Tutti i fiori per me
Il cielo negli occhi,
il granturco nei capelli,
un‟onda rosata
sotto il naso allungato.
Pallide porte armoniose
ascoltano il mondo.
maestra monica
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La mia testa fiorita
Girasoli, primule, un oleandro
Io in metafora
Il mio viso è un pallone da football,
i capelli sono castagne,
gli occhi sono cioccolato,
la bocca è una pesca,
il naso è Pinocchio,
le orecchie sono piccoli occhiali.
Boby
La mia testa fiorita
Girasoli
Io in metafora
Il mio viso è un uovo,
i capelli sono rami,
gli occhi sono cielo,
la bocca è erba,
il naso è uno scivolo,
le orecchie sono ruote.
Alessio L.
117
La mia testa fiorita
Girasoli e margherite
Io in metafora
Il mio viso è una perla,
i miei capelli sono il grano,
gli occhi la chioma degli alberi,
la bocca una fragola,
il mio naso un topolino,
le mie orecchie sono grandi
come biciclette.
Benedetta
La mia testa fiorita
Rose e mimose
Io in metafora
Il mio viso è un uovo,
i capelli sono cioccolata,
la bocca è una rosa,
il naso una patatina
e le orecchie sono un muffin.
Alice
118
La mia testa fiorita
Girasoli e violette
Io in metafora
Il mio viso è rotondo,
i capelli sono grano,
la bocca, una rosa,
il naso una gomma
e le orecchie palloncini.
Caterina
La mia testa fiorita
Girasoli e violette
Io in metafora
Il mio viso è un uovo,
i capelli sono seta,
gli occhi sono smeraldi,
la bocca è pesca,
il naso un finocchio,
le orecchie palloncini.
Elena
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La mia testa fiorita
Primule e margherite
Io in metafora
I miei occhi sono alberi,
I miei denti sono nuvole,
i capelli sono stecchi,
la bocca è una formica.
Emanuele
La mia testa fiorita
Violette e mimosa
Io in metafora
Il mio viso è una pista,
i capelli sono castagne,
gli occhi sono alberi,
la bocca un cuore,
il naso una patatina,
le orecchie sono palle da golf.
Filippo
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La mia testa fiorita
Primule e girasoli
Io in metafora
Il mio viso è un uovo di Pasqua,
i capelli sono le onde,
gli occhi sono il mare,
la bocca è una rosa,
il naso una patata,
le orecchie sono paperini.
Matteo
La mia testa fiorita
Tutti i fiori per me
Io in metafora
Il mio viso è un pallone da calcio,
i capelli sono carta sottile,
gli occhi sono fusti d‟albero,
la bocca è un ruvido pavimento.
Il mio naso è un angolo appuntito
E le orecchie sono occhi di ciclopi.
Michael
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La mia testa fiorita
Girasoli e papaveri
Io in metafora
Il mio viso è un uovo,
i capelli sono grano,
gli occhi sono mare,
la bocca è fuoco,
il naso una patatina,
le orecchie sono pulcini.
Niccolò
La mia testa fiorita
Mimosa e viole per me
Io in metafora
Il mio viso è un uovo d‟anatra,
i miei occhi sono uova di merlo,
i miei capelli sono oro,
il naso è una fragola,
le orecchie sono topi,
la mia bocca è un ribes.
Penelope
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La mia testa fiorita
Girasoli
Io in metafora
Il mio viso è una pesca,
i capelli sono fili d‟erba,
gli occhi sono la chioma degli alberi,
la bocca è una rosa,
il naso una patatina,
le orecchie palloncini.
Rachele
La mia testa fiorita
Margherite e primule
Io in metafora
Il mio viso è un ovetto,
i capelli sono spaghetti,
gli occhi sono cielo,
la bocca è erba,
il naso una patatina,
le orecchie sono palline.
Stefano
123
La mia testa fiorita
Margherite e primule
Io in metafora
Il mio viso è un palloncino,
i capelli sono un ciuffo d‟erba marrone,
gli occhi sono nocciole,
la bocca è un bacio rosso,
il naso, una patatina gialla,
le orecchie sono pizzette profumate.
Valentina
La mia testa fiorita
Margherite e primule
Davide
La mia testa fiorita
Mimosa e primule
Alessio B.
124
CARO DIARIO, MI PRESENTO:
le cose che mi piacciono di più…
Caro diario,
il mio colore preferito è l‟azzurro perché è il colore del
vestito delle fate.
La mia migliore amica è Caterina perché è una bimba buona.
Mi piace mangiare di tutto, soprattutto le patatine, le
crocchette di pollo, gli hamburger, la bistecca e la
rosticciana.
Il mio gioco preferito è quando gioco con le mie amiche a
sparare con le pistole d‟acqua.
Il mio animale preferito è il cane perché ci posso giocare e
addestrarlo.
I programmi preferiti sono i film dei pirati.
L‟attività che preferisco è stare con la mamma e con il papà.
I cibi che non mi piacciono sono il pesce, i piselli e i
pomodori.
Detesto non vedere la mamma e il papà e detesto perdermi.
Benedetta
125
Caro diario,
il mio colore preferito è il nero tenebra perciò state in
guardia. Il mio migliore amico è Alessio L.
Mi piace mangiare quasi tutto, ma specialmente il passato di
verdure, i sacchetti giganti di pop-corn, il gelato, le
patatine fritte e i frullati alla menta.
Il mio gioco preferito è il BeyBlade. Una volta con il
BeyBlade mi sono trasformato come uno dei personaggi.
Incredibile! Con due occhi lisci ma non mi scolava il sangue
sul mento. Il mio animale preferito è il leone così mangerei i
miei nemici. Il mio programma televisivo preferito è Ace
Ventura. L‟attività che preferisco è stare con il mio cane.
Le cose che non mi piacciono sono: l‟insalata, le carote, i
pomodori, il formaggio. Detesto i fagioli.
Ciao!
Stefano
Caro diario,
Il mio colore preferito è il rosso sangue, perché è il colore
del papavero.
La mia migliore amica è Benedetta.
Mi piace mangiare di tutto però i miei cibi preferiti sono le
patatine fritte, la pasta e le bracioline. Il mio gioco
preferito è giocare con la pistola ad acqua e sparare alle
126
mie amiche. Il mio animale preferito è il cane perché fa la
guardia.
Il mio programma televisivo preferito è il film dell‟orrore.
L‟attività che preferisco è stare con la mamma e il babbo.
Le cose che non mi piacciono sono i cibi come il pesce, i
piselli, gli spinaci.
Detesto Aurora alla grande, perché mi dà noia, soprattutto
al mare.
Caterina
Caro diario,
ho dieci anni, il mio compleanno è il 5 gennaio.
Sono nato in un ospedale in Turchia. Da neonato ero molto
carino ma scommetto che strillavo.
Sono alto centimetri…non lo so bene! Ho provato a
misurarmi ma da solo non ci riesco e non voglio farmi
aiutare.
Peso chili…non so nemmeno questo. La mamma ha una
bilancia ma non sono sicuro che pesi bene.
I miei occhi sono marroni castani e vorrei farli diventare
dolci come un coniglietto che ha i bambini piccoli e io amo i
conigli.
127
I miei capelli sono corti perché la mia mamma ha fatto zac
e sono caduti.
Poi sono lisci e castani.
Boby
Caro diario,
il mio colore preferito è l‟arancione, perché è il colore
dell‟arancia.
La mia migliore amica è Elena che è anche la mia nemica. Mi
piace mangiare di tutto ma soprattutto gli hamburger. Il
mio gioco preferito è il Nintendo con Bakugan e Pokemon. Il
mio animale preferito sono i coniglietti e i cricetini. Il mio
programma preferito è con gli animali. L‟attività preferita è
aiutare il babbo nei lavoretti.
Non mi piace la gelatina. Detesto le pistole o i film dove si
uccidono.
Boby
Caro diario,
il mio colore preferito è il rosa fatato, perché è una
tonalità bellissima.
Il mio cibo preferito è l‟hot dog, la piadina con la
mortadella, il brodo, le patatine fritte, lesse, al forno o in
padella.
128
La mia migliore amica è Benedetta.
Il mio gioco preferito è collezionare modellini di cavalli e
altri animali.
Il mio animale preferito è il cavallo perché è un magnifico
corridore.
Non ho programmi televisivi preferiti.
La mia attività preferita è andare a cavallo e leggere.
Non mi piace mangiare formaggio, spezzatino, cinghiale,
cervo, vitello, agnello e coniglio.
Mi piacciono tutti i bimbi. Odio i telefilm di amore e i ragni.
Penelope
Caro diario,
il mio colore preferito è il blu perché è il colore della notte.
Il mio amico preferito è Stefano perché è un bravo amico.
Mi piace mangiare di tutto, ma soprattutto il pollo, i popcorn, i dolci e di più di tutto la carne.
Il gioco preferito da me è il Monopoli. L‟animale preferito è
il pastore tedesco. Con il pastore tedesco farei spaventare
i ladri e le persone che picchiano.
Detesto Manuel e anche Jerry, quello di Tom e Jerry, e non
vedere la mia mamma.
Alessio L.
129
Caro diario,
Il mio colore preferito è il rosso sangue perché mi evoca
uno spirito positivo.
Il mio amico migliore è Niccolò e insieme ci divertiamo
molto.
Mi piace mangiare di tutto, ma soprattutto il gorgonzola, gli
spaghetti cinesi con la soia, l‟insalata, i kiwi e le melanzane.
Il mio gioco preferito sono le costruzioni Lego. Una volta ad
un gioco sul manuale c‟era scritto: Gioca a modo tuo!
Il giorno dopo ho invitato Federico a casa e abbiamo giocato
al mio gioco modificato: ad un certo punto stava per vincere
lui ma io ho esclamato:- Regole, regole!- Lui ha guardato le
regole del gioco modificato e ha urlato:- Matteo vinci
sempre!Il mio animale preferito è il leone perché è anche il mio
segno zodiacale.
Il mio programma preferito è “Striscia la notizia”.
Di cose che non mi piacciono non ce ne sono. I cibi mi
piacciono tutti, perché sono un buongustaio.
Detesto i rifiuti, i linfonodi e le zecche.
Matteo
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Caro diario,
il mio colore preferito è il giallo perché è un colore allegro e
chiaro.
La mia migliore amica è…non ce n‟è una precisa perché tutte
si comportano bene con me.
Di cibo ho poche cose che mi piacciono: la milanese, la pizza,
gli affettati, il gelato, le caramelle, la pasta…
Il mio gioco preferito sono gli scacchi. Un giorno ho battuto
il babbo.
Il mio animale preferito è la volpe perché mi piace il colore
della sua pelliccia e anche perché la volpe è furba, veloce
proprio come me.
Il mio programma preferito è qualsiasi film di azione.
L‟attività che preferisco è allenarmi a tennis, stare con la
mamma e il babbo.
Molti cibi non mi piacciono come la coscia di pollo, la
crostata, la verdura, la mela, l‟arancia, le fragole…
Detesto quando mio fratello mi prende in giro e anche
quando la mamma mi sgrida.
Elena
Caro diario,
131
il mio colore preferito è il rosso perché è il colore della
Ferrari. Il mio migliore amico è Stefano, perché un giorno
mi ha regalato Pikachu.
Mi piace il minestrone, il brodo e la pasta al pomodoro.
Il mio gioco preferito è il Nintendo DS e il gioco di Pokèmon
bianco. Il mio animale preferito è il doberman, il programma
preferito: mi piaceva vedere il “Bayblade”.
L‟attività preferita è stare con il papà. Le cose che non mi
piacciono sono il sushi e il pomodoro.
Simone
Caro diario,
il mio colore preferito è il rosso sangue perché è il colore
della morte. Il mio migliore amico è Filippo. Noi due non ci
separiamo mai, tranne che a ginnastica. Mi piace mangiare la
frutta e la verdura, ma soprattutto caramelle, gelato,
hamburger e ”Happy Meal” di Mc Donald‟s.
Il mio gioco preferito è il personaggio di Mario. Il mio
animale preferito è il coniglietto nano.
Il mio programma preferito è “Pokèmon bianco e nero”.
L‟attività che preferisco è stare con la mamma. Non
sopporto mia sorella Angelica; mi sta appiccicata, non posso
fare niente.
Michael
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Caro diario,
il mio colore preferito è il rosso, perché è come il sangue, il
mio migliore amico è Niccolò perché è sciocco.
Mi piace mangiare di tutto, ma soprattutto: il gelato alla
fragola, le patatine fritte, le caramelle, i biscotti e il toast
del Mc Donald‟s.
Il mio gioco preferito è giocare con il Nintendo DS al gioco
Pokèmon Oro.
Il mio animale preferito è il cane di razza Labrador perché
è simpatico.
Il mio programma televisivo preferito è il cartone Pokèmon.
Mi piace stare fuori all‟aperto. Non mi piacciono i cibi al
pomodoro, i piselli e le melanzane.
Detesto…io non detesto nessuno.
Alessio B.
Caro diario,
il colore che mi piace è il rosso, perché rappresenta il
sangue.
La mia migliore amica è Caterina.
Mi piace mangiare il gelato, gli hamburger e lo spezzatino di
manzo.
Il mio gioco preferito è giocare a guardia e ladri: ci sono
delle guardie, i maschi, che rincorrono i ladri, le femmine.
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Il mio animale preferito è il gatto perché è affettuoso e fa
le fusa quando lo si prende in braccio.
Il mio programma televisivo preferito è la famiglia Simpson,
con Homer il padre che si caccia sempre nei guai e la moglie
e i figli lo devono sempre aiutare.
L‟attività che preferisco è cucinare insieme alla mamma.
Le cose che non mi piacciono sono il pollo arrosto, le
verdure grigliate e le patate fritte.
Detesto Michael e mia sorella Virginia.
Valentina
Caro diario,
il mio colore preferito è l‟azzurro perché è il colore della
Subaru.
Il mio migliore amico è Stefano e infatti gioco sempre con
lui.
Mi piace mangiare quasi tutto, ma soprattutto le torte con
il liquore, poi anche salsicce e panini con insalata,
mozzarella, maionese e pomodori, anche la macedonia e
anche il gelato al limone.
Il mio gioco preferito è la PSP, che ci gioco quando ho
tempo.
Il mio animale preferito è la zebra perché è il simbolo della
Juve.
Il mio programma preferito è “Topolino”.
134
Le attività che preferisco è stare con gli adulti.
I cibi che non mi piacciono sono la pasta con la pancetta e il
sushi e detesto Boby quando mi dà noia.
Davide
Caro diario,
il mio colore preferito è il rosa acceso, perché è il colore
delle regine.
La mia migliore amica…beh, ne ho molte, però ne ho una che
preferisco: Ilaria.
Mi piace mangiare torte fatte a cappello della regina
Elisabetta con glassa e fiori fucsia, i pop-corn che io chiamo
popi–corn, le fragole, il gelato…tanto gelato. Lo mangerei
dalla mattina alla sera e l‟insalata che è la mia passione.
Il mio gioco preferito è trasformarmi in regina. Una volta la
mia nonna mi ha fatto una crinolina mega gigante e ai piedi
mi sono messa i tacchi della mamma, poi mi sono truccata e
alla fine Lucrezia mi ha sistemato i capelli e così sono
diventata una regina perfetta.
Il mio animale preferito è l‟okapi, è un incrocio tra una
giraffa, una zebra e un asino. E‟ molto bello, ma purtroppo è
in via di estinzione.
Il mio programma preferito è “I due fantagenitori”.
L‟attività che preferisco è stare con Lucrezia, ma lei non
vuole mai.
135
Le cose che non mi piacciono sono: il purè, il pesce e la
melanzana.
Detesto quando mi brontolano perché dopo comincio a
piangere.
Alice
Caro diario,
il mio colore preferito è il verde, perché è il colore della
natura.
La mia migliore amica è Rachele.
Mi piace mangiare: il kiwi, la cotoletta alla milanese, la pasta
alla “Bitta” che è fatta con besciamella e ragù e la
“fritturina” di mare.
Il mio gioco preferito è ballare tante canzoni ma non solo di
Michael Jackson ma anche di break-dance.
Il mio animale preferito è il gatto. Il mio programma
preferito è la Pantera Rosa.
L‟attività che preferisco è fare surf con Davide.
Le cose che non mi piacciono sono: le noci, il gorgonzola e il
pomodoro.
Detesto quando picchiano i compagni, quando mi insultano,
soprattutto quelli di quarta che mi dicono fi……o!!
Niccolò
136
Cari mamma e papà, rispondiamo alle
vostre lettere…
Cara mamma,
nella lettera che hai scritto va tutto bene a parte certe
cose.
Mamma hai scritto che sono una bambina tranquilla, però a
casa sono dispettosa.
Non hai scritto che sono precisa. Secondo me sono precisa.
Mamma nella lettera non hai scritto che la mia materia
preferita è la matematica.
Mi dici che sono un avvocato: è vero! Difendo tutti.
Sei la migliore mamma del mondo e grazie per la lettera.
Baci
Benedetta
Cara mamma,
di me hai scritto tutto bene.
Però hai scritto che con la mia sorella e il mio cugino ci
litigo molto. Infatti direi che non ho un buon rapporto con
loro. Era meglio se scrivevi la verità.
137
Dovevi scrivere che mi piace al 100% l‟italiano e al 90% la
matematica. Per il resto hai ragione!
Sei la migliore!
Davide
Cara mamma,
sono molto contento della lettera che mi hai scritto. E‟
tutto vero quello che hai scritto su di me. E‟ vero che amo
gli animali ed è vero che mi porterei Flash dappertutto. E‟
tutto quanto vero ma ti sei dimenticata una cosa, come per
esempio mi comporto a scuola.
Baci
Stefano
Cara mamma,
nella lettera che mi hai fatto va tutto bene. Sono contento
per tutto quello che fai. Per me sei la mamma più bella
dell‟universo e te sei per me il cielo. Sei un cuore per
l‟amore che provo.
Ti voglio bene.
Filippo
138
Cara mamma,
nella lettera che mi hai scritto va tutto bene. Sono
contenta però ti sei dimenticata di scrivere come sono a
scuola e poi del nuoto. Non hai scritto che mi piace nuotare
a stile libero. Non so cosa vuol dire solare.
Ti voglio tanto bene.
Caterina
Caro babbo,
nella lettera che mi hai scritto va tutto bene. Sono
contento di quello che hai scritto. E‟ vero che sono furbetto
e non sono attento e sono un bambino noioso e non mi piace
neanche il mio nome. Sono così e sono testardo e ho il
cervello piccolo. Non mi ricordo nulla di quando sono nato e
vorrei sapere perché non mi ricordo niente.
Vorrei aiutare te e la mamma in giardino.
Vi voglio bene e vi amo.
Boby
Cara mamma,
sono contento di quello che hai scritto, ma ti sei scordata
una cosa, come sono a scuola. Mi piace tanto matematica,
storia e italiano. Io sono un bambino molto vivace e non sto
fermo un attimo, nonostante che non mangio niente.
139
Hai parlato dell‟hip-pop che mi piace molto e ogni volta che
ci vado sono euforico. Hai scritto che mi piace giocare
all‟aperto, infatti vado spesso con il mio fratellino nell‟orto
del nonno e mi riempio di terra e di fango.
Sono riservato e timido e soprattutto sono molto emotivo.
E‟ vero! Amo molto il mio fratellino Marco anche se a volte
litighiamo e ci picchiamo ma dopo cinque minuti ci cerchiamo
e facciamo la pace.
Sono contento di te, di Marco e del babbo.
Emanuele
Cara mamma,
grazie della lettera anche se hai dimenticato che mi piace
scrivere e fare storie come facevo in seconda.
Nelle altre cose hai ragione: sono paziente, allegra e
curiosa.
Ciao!
Penelope
P.S. Non hai scritto che mi piace correre!
Cara mamma,
nella lettera che mi hai scritto ho capito che mi conosci
molto bene. Non hai scritto ti voglio bene o ti amo nella
140
lettera ma hai espresso altre sensazioni. Ti sei dimenticata
che io e mio fratello litighiamo per niente e che io tratto
Lucy un po‟ come un “giocattolo” perché le voglio bene.
L‟amore che ho per te e per la mia famiglia è grande più
dell‟oceano. Siete le mie quattro stelle, più luminose della
luna. L‟amore che ho per voi è più grande e più infinito di
tutto l‟universo.
E‟ vero che alcune volte ti faccio arrabbiare per il cibo. Non
so neanche perché lo faccio.
Una cosa che ti sei scordata di scrivere che sono timida e
inoltre ho difficoltà a scrivere i testi, anche se i risultati
sono buoni, ma questo succede grazie a te e al babbo che mi
aiutate nelle difficoltà e anche se non vi vedo o non vi sento
siete sempre accanto a me.
Io vi voglio bene, dà un bacione a tutti da parte mia.
L‟amore che per voi io ho è più grande di questo cuore.
Dalla tua dolce figlia Elena
Cara mamma,
mi sono piaciute tanto le cose che mi hai detto.
Anche te sei il mare che è mosso e anche tranquillo. Le
parole sono belle, sono anche tranquille e dolci. Anche io
preferisco dirtelo di persona invece che per lettera. Anche
141
io ti voglio bene, anche tu sei la mia stella cometa che brilla.
A volte mi appari nei sogni.
Ti voglio bene.
Baci
Michael
Cara mamma,
nella lettera va tutto bene. E‟ vero che ti aiuto in cucina, è
vero che ti aiuto anche in sala a servire. Sono precisa e
testarda, ma anche molto sveglia, affettuosa e coccolona.
Cara mamma, ti voglio bene.
La tua bimba.
Valentina
Cara mamma,
grazie della lettera e per le cose che mi hai scritto.
Va tutto bene perché io sono così.
Sono contento però non hai scritto come mi comporto a
scuola e a casa e cioè sono birbante.
Con me sei molto premurosa, sei gentile.
Mamma ti voglio bene.
Alessio B.
142
Cara mamma,
nella lettera va tutto bene, ma non hai scritto delle cose
come quando mi comporto a scuola. A scuola sono molto
chiacchierone e a volte sono un po‟ spiritoso e faccio ridere
alcuni compagni. Sono anche tranquillo e cerco di non
chiacchierare. Certe volte quando non riesco a fare i
compiti mi arrabbio!! Quando mi arrabbio perché qualcuno
mi picchia cerco di non reagire, ma se non picchio le
prendo!!
E queste cose le so solo io e non te!
Mamma va benissimo quello che mi hai scritto!!!
Tuo figlio Niccolò
143
Io domani…
144
Io cosa desidero per il FUTURO dei miei pulcinotti…
Somewhere over the rainbow
di Israel Kamakawiwo'ole interpretata da me
Da qualche parte sopra l'arcobaleno
proprio lassù, ci sono i sogni che avete fatto
all‟inizio dell‟anno durante la scrittura dei sogni
e da qualche parte sopra l'arcobaleno
voleranno uccelli blu
lassù proprio dove i sogni diventano davvero realtà.
Perché se ci credete sarà così.
Un giorno esprimendo un desiderio
su una stella cadente
vi sveglierete quando le nuvole
saranno lontane dietro di voi
dove i problemi si fondono come gocce di limone
e lassù in alto, sulle cime dei camini
vedrete alberi nel prato e
rose rosse.
Le guarderete mentre fioriranno
per voi miei cari pulcini
e per tutti i pulcini del mondo.
145
Vedrete cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno e il buio della notte.
Ascolterete il silenzio.
E penserete
"Che mondo meraviglioso!"
I colori dell'arcobaleno così belli nel cielo
li vedrete anche sui visi delle persone che passano
sul volto degli amici che salutano
e dicono "come stai?"
e in realtà stanno dicendo: "Ti voglio bene!"
ascolterete i pianti e le risa dei bambini
che non possono crescere
senza il vostro amore
e voi gli vorrete bene, li rispetterete,
li inviterete a giocare,avrete pazienza.
E non li punirete se vi abbracceranno
o se urleranno troppo.
E rispetterete anche i grandi, i vecchietti e
la vostra maestra monica che vi vuole tanto bene.
Se ci credete e se vi impegnerete il futuro per voi
sarà meraviglioso.
146
Caro diario, ecco cosa farò
da grande…
Caro diario,
da grande penso di fare il fantino perché è un lavoro che mi
piace tanto.
Salverei i cavalli liberi e li terrei con cura. Curerei i quart
arabians, i quart arabi e tanti altri anche i purosangue.
Un cavallo molto bello è l‟arabo. Con i quart ci farei delle
corse ,però devo avere quattordici anni per avere il
patentino. Vorrei diventare bravissimo e vincere tante
coppe e medaglie.
Alessio L.
Caro diario,
io da grande farò il “salvatore” di animali: conigli, uccelli,
criceti e hamster.
Solo questi animali posso salvare anche appena nati. So che
si uccidono e li abbandonano. Mi viene da piangere e vorrei
aiutare gli animali a non morire.
147
Comprerò una casa grande, un giardino grande e nel giardino
ci metterò tantissime casine per loro e una casetta apposta
per i conigli e per gli uccellini.
Per adesso mi sto allenando a tenere i criceti che sono tre
e gli do da mangiare.
Boby
Caro diario,
da grande farò la salvatrice di animali, soprattutto di gatti,
quelli che non graffiano. Quelli abbandonati li curerò e poi
quando saranno belli profumati li darò ai bambini che li
desiderano tanto.
Agli animali insegnerò questi comandi: seduto, rotola,
zampa, a cuccia. Sarebbe proprio bello fare questo lavoro.
Caterina
Caro diario,
da grande vorrei fare quello che vende il mangiare degli
animali e così venderei il cibo per i cani e lo darei anche agli
animali abbandonati.
Simone
148
Caro diario,
mi piace parlare con te. Vorrei diventare un distributore di
giochino del Nintendo. Vorrei essere bello e con gli occhi
marroni. Vorrei anche dare il pane e il latte ai bambini
poveri e darei anche mille euro per comprare cose ai
poveretti che hanno bisogno. Darei anche tanto amore.
E‟ questo che voglio.
Michael
Caro diario,
da grande vorrei essere una zoologa perché così salverei
tutti gli animali, poi comprerei una casa enorme con tanto
giardino e tutti gli animali verranno salvati.
Ciao diario ci vediamo .
Benedetta
Caro diario,
da piccola volevo essere un‟attrice perché sapevo e so
ancora fingere di piangere e lo dice anche il babbo.
Invece ho cambiato idea perché adesso ho una passione per
il tennis e da grande voglio essere una tennista. Ma quando
sarò grande non voglio essere una tennista maleducata che
quando vince va a umiliare l‟avversario. Voglio essere una
149
tennista che si congratula con l‟avversaria anche se ha
perso. Vorrei diventare forte come la Schiavone e la
Pennetta e vincere tutti i grandi Slam.
Elena
Caro diario,
da grande farò il calciatore. Passerei la palla ai miei amici e
loro la passerebbero a me. Andrei a fare goal e vincerei
tutte le partite. Non mi batterebbe mai nessuno.
Alessio B.
Caro diario,
io da grande lavorerò nella mesticheria di mio padre. Da
grande sarò un uomo molto allegro e non mi arrabbierò.
Quando avrò dei figli li chiamerò con dei bei nomi. Quando
poi comprerò un cane e un gatto mi farò una casa a due
piani.
Il piano terra sarà per il cane, il primo piano per me e il
secondo per il gatto.
E io sarò un babbo davvero eccezionale.
Filippo
Caro diario,
voglio dirti cosa farò da grande. Beh, non so se lo sarò ma
se sarò regina chiaramente andrei a Buckingham Palace per
150
conoscere la regina Elisabetta e vedere Kate e William.
Salirei sulla carrozza reale, prenderei una bella corona
d‟oro con rubini, smeraldi e diamanti e mi vestirei da vera
regina con un bel vestito rosa acceso con delle belle scarpe
con il tacco, e dopo ritornerei in Italia con un jet privato.
Prenderei Ilaria (la mia amica del cuore) e la porterei in
Inghilterra per farle vedere la regina Elisabetta.
Vorrei che questo sogno non finisse perché è il più bel
sogno che abbia mai fatto e vorrei diventasse realtà.
Alice
Caro diario,
da grande vorrei essere come sono ora, ma cresciuto e non
essere troppo alto perché poi è scomodo. Da grande vorrei
essere un pilota delle Frecce Tricolori, c-130 Hercules,
Eurofighter Thyproon 2000. Diario se non sai che aerei
sono questi te li spiego: le Frecce Tricolori sono la pattuglia
acrobatica italiana. Il C-130 Hercules è un aereo militare.
Non pensare che sia un Jet, è un aereo un po‟ più
cicciottello e l‟Eurofighter Thyproon 2000 è un jet
velocissimo che poco tempo fa è andato in missione in Libia.
Mi piace fare il pilota!!!
Niccolò
151
Caro diario,
da grande vorrei fare il pilota di Formula uno. Naturalmente
Ferrari. Vorrei andare in ogni parte del mondo per vincere il
primo posto e stringere la mano come simbolo di pace e
anche se perdessi non mi importerebbe perché l‟importante
è giocare!!
Vincerei grazie alla carica del cuore che mi
spinge lontano lontano con un ritmo costante. Salirei sul
podio alzando la coppa e sentirei urlare tutti i miei tifosi.
Spero che questa cosa si realizzerà!
Matteo
Caro diario,
nel mondo ci sono tanti lavori però ce ne sono due che mi
piacciono di più: l‟ingegnere automobilistico e l‟architetto.
Stamattina a scuola però ho deciso di fare l‟ingegnere
automobilistico perché ho in testa già una macchina
spettacolare: la Punto G.T., di colore bianca e nera e di
forte velocità: 350 km all‟ora!
Ciao diario, sono un appassionato di auto, ricordatelo!
Davide
Caro diario,
da grande vorrei fare la dottoressa. Aiuterei i miei nonni e
il babbo e aiuterei tutto il mondo a guarire. Salverei tutti:
152
chi soffre di pressione alta, mal di cuore, chi non riesce a
respirare bene.
Ciao.
Valentina
Caro diario,
da grande farò la contadina e alleverò cavalli, polli, asini,
buoi, cani, gatti, maiali e pecore per produrre latte, carne,
lana e uova.
Coltiverò cereali, ulivi, viti, patate, pomodori, mele, pere,
arance, per produrre cibo, vino, olio, pane e succhi.
Abiterei su una collina erbosa con erbe profumate e con
alle pendici dei boschi.
Coltiverei anche fiori come gelsomini, primule, viole, mimose
e gigli per produrre profumi.
Costruirei una casa di legno dipinta di rosa sulle pareti, di
azzurro sulle finestre, di viola il comignolo e di giallo il
tetto.
La stalla la colorerei di verde, l‟ovile blu e il porcile indaco.
Farei mangiare gli animali a sufficienza. Poi mi vestirei con
un grembiule rosso, una minigonna arancione e una maglia
giallo pallido.
Alleverei anche api come quelle europee e asiatiche,anche le
farfalle come la Monarca e la Beatrice.
Alleverei trote, carpe, lucci, salmoni, tinche e anguille.
153
I miei animali sarebbero allevati con cura e precisione e
coltiverei con bravura.
Penelope
Caro diario,
da grande farò il maestro di hip-pop, perché ci sono tanti
movimenti diversi e belli come: il moon-walker, il freeroller- point e il leone dello yoga. Mi piacerebbe farlo ora
ma non posso perché sono piccolo e devo imparare ancora
molto.
Ciao.
Emanuele
Caro diario,
ho scoperto cosa farò da grande. Prima volevo fare il
calciatore. Mi piaceva un sacco l‟idea di fare goal e avere
tutti gli applausi e tutti quei soldi.
Invece ho cambiato idea. Farò il modello. Insomma, sono
proprio deciso, farò il modello per mettermi tanti abiti e
essere ammirato dalle ragazze.
Stefano
154
155
Lettere d’augurio…
156
Caro Micheal Julian,
tante volte abbiamo parlato della vita e insieme abbiamo
cercato di capirne il senso, come quando sono andata in
ospedale per andare a prendere la sorellina e invece quella
sorellina ha preferito diventare un Angelo, il “Nostro
angelo”. La vita toglie e la vita dà, ma nel bene o nel male
bisogna amarla per rispetto di chi vorrebbe vivere e invece
non gli è permesso. A te la vita ha tolto tanto facendoti
fare fin dalla nascita tantissimi sacrifici, ti ha fatto
crescere in fretta togliendoti quella spensieratezza che
ogni bambino ha diritto di avere. Per questo per me sei
sempre stato “Il mio piccolo uomo”.Dovrai lottare per i tuoi
ideali e per le cose in cui credi.
Ti auguro di essere una persona positiva leale e onesta, con
sani principi.
Ti auguro che la vita possa regalarti un percorso sereno e
che tu possa realizzare i tuoi desideri dal più piccolo al più
grande. In primis, ti auguro di poter incontrare il tuo Papà e
riuscire a ricucire quello strappo che a te fa tanto male e
che da tanti anni ti fa fare tante domande che per il
momento rimangono senza risposta.
Ti auguro anche di essere sempre te stesso e ricordati
sempre che la tua mamma ti vuole tanto bene,
mamma
157
Michael
Caro Simone,
ti auguro di poter esaudire tutti i tuoi sogni. Vorrei che la
tua vita futura fosse piena di serenità e con tanta salute,
cose veramente importanti e fondamentali per tutti.
Spero che tu studi e da grande tu faccia un mestiere che ti
dia soddisfazione.
Ti auguro anche
di avere una bella famiglia unita e di
essere sempre felice,
mamma
158
Simone
Caro Davide,
cosa mi auguro per te?
Spero che tu possa essere felice, che tu abbia tante
soddisfazioni e che tu riesca a realizzare i tuoi sogni.
Ricordati sempre che la vita è fatta di alti e bassi, perciò
avrai momenti bellissimi e altri tristi, ma l‟importante è non
159
arrendersi mai, lottare sempre. Spero che tu abbia una
buona salute .
Sei un bambino bravissimo, dolce e ti meriti tanto, perché
dai tanto agli altri.
mamma e papà
Davide
Cara Valentina,
in mente avrei tante idee. Mi piacerebbe tanto che tu
studiassi
e diventassi qualcuno di importante, ma poi
ripensandoci spero che tu faccia quello che ti senti di fare.
L‟importante è che tu sia una donna felice e realizzata,
160
sicura, intraprendente, ma allo stesso tempo dolce e carina
con chi ha bisogno .Praticamente vorrei che tu fossi
perfetta e sicuramente non potrai esserlo, perché il mondo
di oggi non permette tanto di essere se stessi.
Ti auguro amore mio, tanta felicità e serenità e tu dovrai
cercarla soprattutto dentro di te. Sii forte. Baci,
mamma
161
Caro Boby,
Non é lontano il futuro
non é lontano e se il vento é giusto potrai navigare lontano
e diventare un ragazzo felice e tranquillo
Aspetta e vedrai. Credimi.
Se il vento é giusto non perderai
la gioia di abbracciare
i tuoi amici
ma con meno forza
perché tu sai che nessuno vuol essere stropicciato
o rimanere senza respiro per il tuo abbraccio ora così
forte.
Sarai buono e dolce.
Si possono fare miracoli
Aspetta e vedrai.
Navigando
potrai andare lontano
e avere quando sarai grande una famiglia tua con bambini
che come te ameranno i coniglietti e i criceti.
E ti sentirai leggero .
Se non penserai che sei noioso
Che hai un cervello piccolo
E che nessuno ti vuol bene
162
Allora avrai vinto una battaglia che ti fa tanto soffrire.
E allora potrai navigare lontano
e trovare la serenità con gli amici e con i nemici
potrai realizzare i sogni che vuoi
E la rabbia sparirà per sempre.
E la mamma che è diventata una stella luminosa
Ti augurerà come la tua maestra ti augura
Tanta gioia.
E ricorda che se hai bisogno di aiuto
Non solo io ma anche la maestra Gianna ci saremo sempre.
A cosa servono i telefonini?
Basta uno squillo o un sms. Ricorda!
Noi ti vogliamo bene,
Baci maestra monica
Boby
163
Mio carissimo Alessio,
dal giorno della tua nascita hai riempito di gioia la mia vita e
quella del tuo papà.
Credo che ogni genitore sogni il futuro del proprio figlio e
anch‟io l‟ho fatto. La cosa che mi sono sempre augurata è
che nel tuo futuro, naturalmente ci sia tanta felicità e che
tutti i sogni si avverino e se non sarà possibile, posso solo
assicurarti che i tuoi genitori saranno sempre con te e ti
aiuteranno tutte le volte che avrai bisogno e ti saranno
sempre vicini.
Un bacione grandissimo dalla tua mamma e dal tuo papà.
Alessio B.
164
Caro Emanuele,
il mio desiderio più grande è che il mio piccolo Emanuele sia
innanzitutto pieno di salute, perché è la cosa più importante
nella vita, poi che sia una persona buona e onesta e svolga
un lavoro che gli piaccia.
Caro Emanuele mi auguro che quelle cose che ti stiamo
insegnando io e il tuo babbo, le recepisca e le interiorizzi
bene poichè nella vita niente viene regalato e per le cose
che si desiderano bisogna faticare. Spero che ti faccia una
bella famiglia come la nostra e quando avrai dei figli capirai,
perché tante volte i genitori urlano e perché danno le
punizioni. Capirai che hanno fatto tutto questo perché ti
amano immensamente,
mamma e papà
Emanuele
165
Caro cucciolo,
ormai sarai stanco di ascoltare le parole della mamma,
ormai sei già grande per capire che nella vita sei e sarai tu
l‟artefice, come sa bene il muratore che per costruire una
casa sicura deve usare materiali buoni e durevoli nel tempo
e soprattutto tanto sacrificio per renderla confortevole
per sé e per i suoi figli.
Un padre e una madre hanno sempre mille preoccupazioni
per i loro “angioletti”, perché il loro istinto è di proteggerli
sempre e desiderano per loro il “meglio”.
Proprio così Filippo, ciò che oggi sento di augurarti è di
raggiungere ciò che tu desideri dalla vita. Sappi amore mio,
sia che tu voglia diventare un dottore, sia che tu voglia fare
il veterinario, sia che tu desideri una famiglia numerosa o
meno, sappi che il tuo percorso sarà a volte bello, a volte
meraviglioso, talvolta difficile o triste, ma tutto dipenderà
da te.
Siamo noi a creare il nostro futuro con le nostre azioni e le
nostre scelte e nel farlo non siamo soli, perché vicino
avremo sempre una famiglia e degli amici.
Come mamma, cucciolo mio, ti auguro il cielo e le stelle, il
mare in tempesta ed il tramonto del sole. Ti Auguro la
tenerezza di una mamma che tiene in braccio il suo bimbo
per la prima volta, il Sì di una persona che ti scelga per
tutta la vita, la gentilezza e la pazienza di una nonna che
accudisce i suoi nipotini, ma più di tutto ti auguro la
166
Felicità, perché se la possiedi, allora non avrai bisogno di
nient‟altro,
ti amo la tua mamma
Filippo
167
A Matteo
Avrai il desiderio di scoprire i sogni nascosti
nel mare dei sentimenti che dentro porti..
i suoni, i colori, i profumi di un vento leggero
che ti accompagna e ti fa sentire più vero.
Avrai amici vicini e lontani
con cui intrecciare forte le mani
e insieme ascoltare i moti del cuore
per una terra in cerca d‟amore.
Avrai frutti da assaporare
e dei fiori da regalare
a chi dolcemente ti accarezza la pelle
e vede nei tuoi occhi un mare di stelle.
Avrai figli che chiedono storie
fiabe,racconti e un mare d‟amore,
e insieme giocare, guardare lontano
per costruire un mondo più umano.
Avrai un Dio che innamorato
ti insegna ad amare
168
senza mai smettere di sognare..
Avrai avrai avrai
sorrisi da regalare
e cuori da consolare.
Se amerai
tu poi avrai
la passione per la vita
grande, bella, infinita
la tua, la sua ,la mia
senza che nessuno te la porti via.
Avrai avrai avrai
tutto quello che dai
viaggerai incontrando
crescerai ascoltando
scoprirai amando…..
La tua mamma
169
Matteo
Amore mio,
questa lettera che ti scrivo è un augurio per la tua vita.
E papà ed io vorremmo che tu potessi essere sempre felice.
Purtroppo nel tuo percorso di crescita potrai incontrare
degli ostacoli, ma noi ci saremo sempre! E ti aiuteremo nel
migliore dei modi, nella gioia e nel dolore……. nei tuoi sogni .
Sai che a mamma e a papà piace darti quella sicurezza che
un giorno da adulta ti aiuterà ad affrontare i problemi che
emergeranno.
Spero che un giorno tu possa avere dei figli per coronare il
tuo piccolo sogno che hai ora da bambina.
170
Come sai la mamma non è molto coccolona, ma devi sapere
che ti adoro! Sei una figlia meravigliosa, un dono immenso!
Io e papà faremo di tutto affinché tu possa essere felice,
cara Benedetta. Termino la lettera con un augurio che tuo
papà ha scritto il giorno in cui sei nata:
“Che tu possa avere il vento in poppa,
che il sole ti risplenda in viso
e che il vento del destino
ti porti in alto a danzare con le stelle”.
(frase tratta dal film”Blow” di Ted Demme)
il tuo papà e la tua mamma
Benedetta
171
Ciao Rachele,
le cose che ti auguro per il futuro ovviamente sono tante,ma
decisamente molte sarebbero futili, non essenziali per
essere felici. Prima di tutto, ti auguro di poter fare le tue
prime esperienze di vita in modo sereno e felice.
Riuscire a fare i passi da soli non è facile, ma se trovi il
modo giusto e responsabile per farlo, sappi che è
divertentissimo.
Dovrai imparare a camminare con forza e determinazione
senza aver paura di sbagliare o fallire ogni tanto e se anche
ti dovesse succedere, devi sapere che sbagliando s‟impara,
però poi dovrai rialzarti e andare avanti.
L‟augurio più grande che ti faccio è che tu possa essere
serena e felice per quello che diventerai, quindi orgogliosa
di quello che riuscirai a realizzare.
Qualunque cosa tu voglia fare in futuro, se ci metterai
grinta e amore, vedrai che riuscirai .. E‟ importante che tu
costruisca la tua vita giorno per giorno; questo ti renderà
orgogliosa di te stessa, come lo sono ora io di te. Ti auguro
tanto amore, amici e una famiglia che ti ami sempre.
Qualunque cosa tu farai andrà sempre bene e comunque
sappi che noi tutti saremo sempre con te.
Con tutto il mio amore
la tua mamma
172
Rachele
Cara Elena,
di nuovo la maestra Monica ci chiede di esprimere
sentimenti e riflessioni, stavolta sul futuro.
Se ti immaginiamo adulta, prima di tutto vorremmo che tu
fossi realizzata con un lavoro che ti piaccia, perché è
importante essere indipendenti economicamente per poter
decidere in piena libertà su tutto ciò che riguarda la tua
vita. Un consiglio che io e papà ci sentiamo di darti è quello
di fare scelte sempre in base a ciò che tu desideri e non
per volere di altri. Ti chiediamo di non farti condizionare e
di essere determinata nelle tue decisioni e se avrai bisogno
173
saremo pronti ad aiutarti e a consigliarti. In secondo luogo
ti auguriamo di essere una donna tranquilla, di goderti la
vita per quanto è possibile, reagendo in modo positivo a
stress e a preoccupazioni. Infine speriamo che tu possa
realizzare una famiglia tutta tua,se lo vorrai avere dei figli
per sentire il loro calore e il loro affetto.
Questo è ciò che speriamo e ci auguriamo per te sempre nel
rispetto del tuo volere,
un bacio mamma e papà
Elena
174
Caro Alessio,
che dire del tuo futuro?
Vorrei che fossi il più sereno e felice del mondo, ma
guardando la realtà,dovrai sicuramente affrontare quegli
ostacoli che tutti troviamo nel corso della vita. Hai sempre
avuto un forte senso di onestà e giustizia sin da quando eri
piccolissimo e da sempre ami la divisa. Il tuo desiderio è
sempre stato di vestirla un giorno. Io preferirei che non
fosse così, perché in tutti i casi il lavoro che ne deriva è
rischioso, ma dovrò assecondarti se questo è ciò che tu
vorrai, perché è giusto che tu faccia quello che tu ti senti.
Fortunatamente hai anche una forte passione per i cavalli e
ora cominci a dire che da grande vorresti diventare un
fantino per gareggiare e ti vedi già con medaglie, coppe e
molto famoso nel mondo ippico. Per quanto mi riguarda già
da ora ti esorto a studiare e far cultura, che ti aiuterà
sempre ad essere all‟altezza delle situazioni senza dover
chinare la testa non sapendo cosa dire. Spero anche che tu
sia educato, perché l‟educazione è molto importante nel
vivere quotidiano.
I miei auguri sono e saranno i migliori e sinceri che mai
potrai ricevere e io sarò sempre al tuo fianco nel bene e nel
male finché avrò vita, perché tu sei la mia vita.
mamma
175
Alessio L.
Cara Penelope,
vorrei che il tuo mondo si specchiasse nei tuoi occhi per
abbellirsi
vorrei che poi si tuffasse nel tuo cuore per ritrovare
amore
vorrei che i tuoi sogni fossero la culla delle tue aspirazioni
e la strada delle tue ispirazioni
vorrei che il tuo sorriso rimanesse sul tuo viso.
Sempre.
176
Non so come sarai da grande, non ci penso mai perché
preferisco crescere ogni giorno insieme a te
per poi
riuscire solo a stupirmi e a sorprendermi senza delusioni o
rimpianti.
Il tuo cammino è appena iniziato e nessuno può indicarti la
strada perché solo tu saprai quale sarà. Io posso solo
accompagnarti,tenerti la mano,lasciandotela la solo quando
ti sentirai più sicura. Ricordati di camminare piano,
piano,assaporando ogni momento, bello o brutto. Ci saranno
salite faticose, ma tu cerca sempre di guardarti intorno
perché sicuramente non faticherai,troverai conforto e
ristoro nelle piccole cose. Accetta di buon grado chi vorrà
viaggiare con te, ma non offenderti se i tuoi compagni di
viaggio decideranno poi di prendere strade diverse:la
libertà
è
l‟unico
tesoro
per
cui
vale
la
pena
combattere,quindi difendi la tua e rispetta sempre quella
degli altri. Cerca di realizzare i tuoi sogni ma non
rattristarti se ti sembrano irraggiungibili, li realizzerai e
sognerai di nuovo.
Impara l‟arte della pazienza: sarà l‟unica compagna di
viaggio che ti sarà veramente utile. Nel tuo cammino ti
ferirai raccogliendo delusioni e inciamperai mille volte, ma
tu cerca di rialzarti sempre;il tempo curerà le ferite. Il tuo
viaggio non sarà sempre faticoso…ci saranno discese che
farai a perdifiato e sentirai la gioia sulla pelle, il vento sulla
faccia e tu correrai senza sentire la fatica. La discesa ti
177
sembrerà breve ma il ricordo sarà così intenso da
allungarne il piacere. Viaggia con bagagli leggeri:non legarti
agli oggetti, tieni solo i bei ricordi e lascia sotto i sassi ciò
che ti ha fatto soffrire.
Non permettere a nessuno di giocare con il tuo cuore ma
non cercar vendetta con chi lo ha preso a calci:la vendetta
è l‟arma degli sciocchi. Non smettere mai di essere curiosa
e non pensare mai di sapere abbastanza:la presunzione è
pericolosa come un serpente velenoso. Ogni tanto fermati
ad ascoltare, in silenzio, senza giudicare. Sentirai suoni
diversi
quasi
cacofonici:non
ti
spaventare e
usa
la
tolleranza, vedrai ti aiuterà a codificare qualsiasi suono
sconosciuto e a farti sentire solo dolci melodie. Non
nascondere le tue idee solo perché diverse da quelle degli
altri, sii coraggiosa e orgogliosa di essere quello che sei
perché così facendo sarai già una persona meravigliosa!!!
Mamma
Penelope
178
Il mio augurio per Alice Zoe
Viste le tue ambizioni “regali”,credo che io non possa far
altro che augurarti che queste ambizioni si realizzino.
In realtà,ti auguro di avere un carattere forte,, affinchè tu
possa affrontare con coraggio i problemi piccoli e grandi
che purtroppo la vita ti metterà inevitabilmente davanti e
allo stesso tempo ti auguro di non perdere la tua allegria,
quella gioia di cantare e ballare che ti contraddistingue e
che rende felice ogni giorno la tua famiglia.
Ti auguro di essere buona e rispettosa verso gli altri, ma
anche decisa nei tuoi propositi e che, alla fine, tu riesca a
realizzare tutti i tuoi sogni, anche se non saranno “sogni
regali”,
la tua mamma
Alice
179
Caro Stefano,
ti auguro tanta fortuna, ma soprattutto tanta salute. La
vita, a volte, non è facile, ma si spera sempre che dopo il
temporale torni il sereno. Avrai delusioni e soddisfazioni
che ti aiuteranno a crescere.
Spero che ti faccia una famiglia tua e insieme alla donna
che condividerà la tua vita, incontrerai piccoli e grandi
ostacoli,ma insieme potrete superarli. Sarete rispettosi e
sinceri l‟un l‟altro. Se avrete dei figli, sarà per voi la vostra
più grande soddisfazione, come tu ora lo sei per noi. Ti vedo
un padre ed un marito dolce e premuroso. Spero che tu
abbia un lavoro che ti possa piacere e se così non fosse,
ricordati che non si può avere sempre ciò che si vuole.
Spero che tu abbia una casa con un giardino per poter
ospitare gli animali che a te piacciono tanto.
Coltiverai sogni che prima o poi riuscirai a realizzare. Non
perdere mai la speranza. La tua vita sarà felice, anche
perché riesci ad accontentarti di ciò che hai.
Sarai una persona eccezionale e ti ricorderai delle persone
e degli insegnamenti che ti hanno dato.
Non abbatterti mai di fronte alle difficoltà, perché sarai
una persona forte e sappi che noi saremo con te.
Un grosso bacio, luce dei miei occhi
La mamma
180
Stefano
181
Cara Caterina,
era il 6 maggio 2002 quando sei nata. Da quel momento, il
tuo sguardo mi ha cambiato la vita. Ci siamo guardate e ci
siamo innamorate.
Siamo cresciute insieme, io ho cercato di insegnarti i valori
della vita e tu hai insegnato a me la purezza dell‟anima. La
cosa fondamentale è vederti serena e felice. Il cammino
che abbiamo intrapreso ci vede per mano nell‟affrontare le
difficoltà che senz‟altro ci saranno.
Crescerai, diventerai grande, farai le tue scelte. Il mio
augurio per il tuo futuro è che tu possa essere e diventare
quello che vuoi…….
Realizza i tuoi sogni, con la consapevolezza che io sarò
sempre con te,
la tua mamma
Caterina
182
Caro Niccolò,
ti auguro di diventare un ragazzo e poi un uomo felice, ma di
quella felicità che sta nelle piccole cose di tutti i giorni…
Mi piace immaginarti circondato da amici e persone che ti
vogliono bene, che ti amano per come sei.
Ti auguro di realizzare i tuoi sogni, che spero crescendo,
non metterai in un cassetto…
Ti auguro di mantenere un po‟ di spensieratezza di questa
tua età, di continuare a stupirti davanti alle cose nuove
della vita, ma anche davanti alle cose di tutti i giorni…non
dare mai niente per scontato……
Ti auguro di ascoltare sempre la voce del cuore che spesso
fa trovare la strada giusta….
Spero che riuscirai a vivere guardando attraverso i tuoi
occhi e non con quelli degli altri….
Ti auguro una strada tutta in discesa ma ogni tanto troverai
delle salite, anche ripide, ed è lì che dovrai stringere i denti
per arrivare in cima.
Quando avrai tanti capelli bianchi,tra un milione di anni,
spero che tu possa guardare indietro ed essere soddisfatto
della tua vita.
Come ultima cosa mi auguro di stare sempre nel tuo cuore
come tu stai nel mio.
la tua mamma
183
Niccolò
184
e per finire…
185
Una strega
Uscì dalla sua casa diroccata.
Serpesangue aveva il viso ruvido, rugoso e peloso. I suoi
capelli bianchi, lunghi e attorcigliati ai pipistrelli colavano
sangue rosso rosso. Il naso lungo, brufoloso e curvo
gocciolava sempre e lei se lo stropicciava con le mani
sporche e appiccicate e poi se le leccava.
Nella sua bocca raggrinzita c‟era rimasto solo un dente
d‟oro tutto consumato. Serpesangue aveva anche l‟alito
puzzolente; puzzolenti erano anche le calze e i piedi. Se poi
alzava la sottana strappata si potevano vedere i suoi
mutandoni giallognoli e rattoppati.
Il castello di gelato
Era la notte di Halloween.
Al castello di gelato al cioccolato c‟era una grande festa.
C‟erano tutti:
fantasmi, streghe, mummie, pipistrelli,
vampiri e lupi mannari.
Il fantasma di Canterville aveva le catene di salame quasi
tutte mordicchiate e strillava:
-Voglio delle catene nuove e di gelato al mirtillo! Il gelato al
mirtillo però era nelle segrete del castello.
-Che problema!
186
A guardia delle cantine c‟erano i vampiri che leccavano le
scale di gelato al mirtillo e il fantasma una volta
oltrepassata la porta della cantina ,scivolava e scivolava. Di
volare neanche se ne parlava ,perché sopra la sua testa i
pipistrelli spiavano ogni sua mossa e se spiccava un voletto
gli piombavano addosso e lo mordicchiavano senza pietà.
E le streghe sghignazzavano…
“Ah, ah, ah, !!!”
La strega Serpesangue con la sua vecchia scopa era volata
al ponte levatoio di gelato alle nocciole e ci si era avvolta
con il suo gonnellone e lo leccava tutto e così facendo
leccava anche i suoi mutandoni
gialloni- marroni color
caffè e ogni tanto sputava e gracchiava:
-Questo gelato moderno non ha più il gusto di quello che
leccavo da ragazzina cento anni fa, a volte è gustosissimo, a
volte è cattivissimo!
E comunque leccava e leccava……….
I lupi mannari, anche loro golosi di gelato alla nocciola,
cercavano di strappare la sottana della strega e la strega
però difendeva la sua posizione, sganciando tante di quelle
“puzzette” per il mal di pancia che le era venuto, che i lupi
mannari ci rimanevano asfissiati.
187
Però, a parte questo inconveniente, la festa fu ricordata
per mille e settecentoventi anni.
Solo le mummie non ricordarono la festa perché non
riuscirono a leccare niente.
La cucina dell’orchessa Platessa
La cucina di Platessa era grande come una caverna, con il
soffitto alto come un grattacielo. Era fresca perché aveva i
frigoriferi sempre aperti. Le finestre sembravano dei
portoni. Nel mezzo della cucina c‟era una stufa enorme
perché Platessa l‟orchessa ci cucinava i bambini cattivi, o
per lo meno ci provava.
L‟orco Bambito, suo marito, che era buono come un candito
e puzzolente come
un serpente, aiutava i bambini a
scappare dall‟orchessa che li voleva mangiare. E mentre la
moglie li infornava da un altro sportello lui li levava.
Al posto dei bambini, lui metteva maialini, panini, cetriolini,
cipollini e caprettini. E Platessa ingrassava, ingrassava e un
bel giorno scoppiò e Bambito……………………. se la mangiò!
maestra monica e i suoi bambini
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SE IO FOSSI UN ARCOBALENO COLOREREI IL MONDO