VISSUTO NELLA ROMA IMPERIALE, AL SENATORE Lucio Fabio Severo N LA «PLEBS TERGESTINORUM» DEDICÒ A PERENNE MEMORIA UN MONUMENTO EQUESTRE IN BRONZO DORATO, ERETTO SUL COLLE CAPITOLINO AI TEMPI DELL’IMPERATORE MARCO AURELIO el cinquecentesco bastione Lalio del castello di San Giusto, nella sala A del Lapidario Tergestino, è esposto, purtroppo privo di basamento e di coronamento (che si vede nella foto della pagina accanto, tratta dal già citato volume “Trieste” di Giulio Caprin), il dado centrale ch’era stato il pidestallo del monumento equestre in bronzo dorato dedicato dalla plebs Tergestinorum al nobile concittadino Lucio Fabio Severo. Il monumento è un’importantissima testimonianza epigrafica riportando, sul fianco destro, in versione integrale, il verbale della seduta della Curia (Consiglio municipale) durante la quale venne deliberato di erigere nel posto più frequentato del Foro capitolino il grande monumento equestre a Lucio Fabio Severo (Lucius Fabius Severus). Egli, distintosi nella carriera giuridica, aveva raggiunto il rango senatorio ed aveva operato per la sua città patrocinando le cause dei tergestini presso l’imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.). Tra queste, la più impor- S tante fu la concessiosplendore della Terne imperiale in virtù geste romana, giadella quale gli uomiceva abbandonato ni migliori tra i Carni nella corte della ree i Catali (popolaziosidenza della famini del Carso triestino) glia Cadoppi, in via poterono acquisire la Cavazzeni. Nel 1688 cittadinanza romana il capitano conte Coe partecipare così albenzel ordinò di racla vita pubblica della cogliere sulla piazcolonia. za Grande (l’odierIl grande parallena piazza dell’Unità lepipedo in pietra cald’Italia) alcune ancarea (alto piedi 2 e tichità romane che oncie 9, lungo piedi stavano sparse qua e 4 e oncie 9, largo pie- Il dado del monumento a Fabio Severo là in varie parti della riporta sul lato breve la dedica al di 2 e oncie 3 – come senatore tergestino. città: in tale occasiodocumenta Vincenne il dado venne in zo Scussa nella sua «Storia cronogra- un primo momento posato davanti alfica di Trieste dalla sua origine all’an- le scale della Loggia municipale, trano 1695 cogli annali dal 1695 al 1848 sformato nella “pietra del bando”, suldel procuratore civico Pietro Kandler», la quale il pubblico banditore saliva per Trieste, Coen Editore, 1863), un tem- annunciare al popolo i decreti del Conpo murato nella porta di San Loren- siglio comunale. Nel 1728 fu quindi inzo delle mura medievali, una delle pri- serito nel muro esterno della chiesa di me testimonianze che ricorda l’antico San Pietro (nella stessa piazza), dove LEGGENDA IN ONORE DI LUCIO FABIO SEVERO u una faccia frontale (la più corta) è scolpito il decreto municipale relativo all’onorificenza tributata al giovane senatore Lucius Fabius Severus: A Lucio Fabio Severo, figlio di Lucio, iscritto alla tribù Pupinia (il distretto di voto dei Tergestini), questore a Roma, i Decurioni (i membri del Consiglio municipale) e il popolo dei Tergestini (dedicarono). L • FABIO/////FIL/// PVP • SEVERO QVAESTOR/// VRBANO ////CU////////PLEBS T////////////////NOR/// Sulla faccia laterale del dado (quella più lunga), suddiviso in due colonne, è scolpito il testo del decreto approvato durante la seduta del Consiglio municipale in cui vennero stabilite le onorificenze tributate al senatore tergestino. COLONNA 1 ... ASPANIO LENTULO E ... NEPOTE, DUOVIRI CON POTERE GIURISDICENTE (I MAGISTRATI ANNUALI A CAPO DELLA COLONIA), HANNO RIFERITO CHE GIÀ DA TEMPO FABIO SEVERO, UOMO DI RANGO SENATORIO, RESE MOLTI BENEFICI ALLA NOSTRA COMUNITÀ, ESSENDOSI SUBITO ADOPERATO, FIN DALLA PRIMA GIOVINEZZA, A PROGREDIRE NELLA DIGNITÀ E NELL’ELOQUENZA, RECANDO AIUTO ALLA SUA PATRIA, TANTE INFATTI E DI 102 PAGINE DI STORIA rimase fino al 1843, anno in cui venne collocato nell’allora eretto Museo Lapidario in via della Cattedrale, e sistemato nel posto d’onore in mezzo alla Gliptoteca. Oggi, come già detto all’inizio, è esposto nel Lapidario Tergestino, al bastione Lalio del castello di San Giusto. Nella prosa ridondante e pomposa del II sec. d.C. il Consiglio municipale accoglie la proposta del decurione Lucio Calpurnio Certo – il primo a proporre la formula del decreto – che ricorda i meriti di Lucio Fabio Severo, il senatore tergestino che nonostante la sua giovane età era già riuscito ad operare con grande competenza e abilità per il bene della sua città patrocinando le cause dei Tergestini anche presso l’imperatore. Tra i suoi meriti più grandi vi fu la concessione da parte dell’imperatore Antonino Pio che i membri più ricchi e nobili dei Carni e dei Catali potessero acquisire la cittadinanza romana. Essi passarono così dal pagamento di una tassa (probabilmente per l’occupazione del suolo) alla condivisione de- TANTO PRESTIGIO SONO LE CAUSE PUBBLICHE DA LUI PROMOSSE, TRATTATE E VINTE PRESSO L’OTTIMO PRINCIPE ANTONINO AUGUSTO PIO, SENZA ALCUN AGGRAVIO PER IL NOSTRO ERARIO, QUESTI, PER QUANTO ASSAI GIOVANE, TUTTAVIA, CON OPERE E AZIONI PERFETTE E DEGNE DI UN UOMO ANZIANO, SI È ASSICURATA LA RICONOSCENZA DELLA SUA PATRIA E DI TUTTI NOI IN PARTICOLARE; ORA, POI, SI È RESO BENEMERITO VERSO LA NOSTRA COMUNITÀ CON UN BENEFICIO COSÌ NOTEVOLE, CON UN’INIZIATIVA COSÌ PROFICUA, CON UN VANTAGGIO COSÌ DURATURO, DA SUPERARE FACILMENTE TUTTE LE SUE AZIONI PRECEDENTI, BENCHÉ SIANO IMMENSE ED ESIMIE - INFATTI ANCHE IN QUESTO È MIRABILE IL VALORE DELL’UOMO DI RANGO, NEL FATTO CHE OGNI GIORNO EGLI SUPERA SE STESSO NEL BENE OPERARE E NEL TUTELARE LA SUA PATRIA, E PERCIÒ, SEBBENE SIAMO IMPARI NEL RICAMBIARE IN PROPORZIONE I SUOI BENEFICI, TUTTAVIA, NELLA MISURA IN CUI LO CONSENTONO LE CIRCOSTANZE E LE NOSTRE POSSIBILITÀ, DOBBIAMO PREMIARE LA BENEVOLENZA DI UN TALE UOMO DI RANGO, NON AL FINE DI RENDERCELO PIÙ FAVOREVOLE - UN UOMO TALE NON PUÒ INFATTI AGIRE DIVERSAMENTE - MA PER MOSTRARCI RICONOSCENTI A CHI CI GIUDICA E DEGNI DI UN TALE ONORE E DI UN TALE APPOGGIO. PERTANTO È STATA PRESENTATA LA SEGUENTE PROPOSTA SULLE DECISIONI DA PRENDERE AL RIGUARDO, PER INIZIATIVA DI CALPURNIO CERTO: FABIO SEVERO, STIMATISSIMO UOMO DI RANGO, AVENDO FATTO DELLA NOSTRA COMUNITÀ L’OGGETTO DELLA SUA DEVOZIONE E DEL SUO ATTACCAMENTO, VIGILANDO PER I PIÙ PICCOLI COME PER I PIÙ GRANDI VANTAGGI DI ESSA E ADOPERANDO IN CIÒ OGNI SUA ENERGIA, AFFINCHÉ SIA CHIARO CHE EGLI AGISCE COSÌ PERCHÉ SIA MANIFESTO NON SOLO A NOI MA ANCHE ALLE CITTÀ PIÙ VICINE, CHE EGLI, NATO PER NULL’ALTRO CHE LA SUA PATRIA, HA DESIDERATO MASSIMAMENTE L’ATTIVITÀ PUBBLICA, CHE DA LUI, PUR OLTREMODO GIOVANE, È STATA INTRAPRESA ED ESERCITATA CON SUCCESSO, E LA DIGNITÀ SENATORIA PER QUESTA RAGIONE, VALE A DIRE PER GIOVARE ALLA SUA PATRIA ORNATA E SICURA E DIFESA DA OGNI INGIUSTIZIA, PATROCINANDOLA ORA DI FRONTE AI GIUDICI DESIGNATI DA CESARE, ORA DI FRONTE ALLO STESSO IMPERATORE, IN PUBBLICHE CAUSE, CHE, GRAZIE ALLA GIUSTIZIA DEL DIVINO PRINCIPE E ALLA SUA ECCELLENTE E AVVEDUTA ELOQUENZA, SEMPRE A NOI RESTITUÌ RAFFORZATE DALLA VITTORIA; ULTIMAMENTE COLONNA 2 … IN VERITÀ, E DI RECENTE, COME www.storiadetrieste.it www.giornale.ilmercatino.it gli oneri (munera) che gravavano sui membri del Consiglio municipale incrementando in tal modo le entrate della colonia. Per tale ragione in onore del senatore, come dice il testo, fu stabilito di erigergli nel punto più frequentato del Foro una statua dorata, sulla cui base fosse inciso anche il decreto onorario, l’unico atto pubblico di Tergeste di cui conserviamo memoria. Nella foto piccola a sinistra: l’aquila, simbolo dell’Impero di Roma. Qui a sinistra: il lato lungo del dado con inciso, suddiviso in due colonne, il testo del decreto di onorificenza a Lucio Fabio Severo approvato dal Consiglio comunale (per gentile concessione dei Civici musei di storia ed arte di Trieste). Sotto: l’acronimo latino S.P.Q.R. (“Senatus Populusque Romanus”, il Senato e il popolo romano) racchiude in sé le figure che rappresentavano il potere di Roma. UNITÀ DI MISURA Il piede e l’oncia nell’antica Roma (2. Continua) Antonio Denich La prima parte delle “Pagine di Storia” dedicate al senatore Lucio Fabio Severo è stata pubblicato nel Mercatino n. 32 del 10 agosto, ed è consultabile anche sul sito www.storiaditrieste.it cliccando “consulta on line”. LE TUE «PAGINE DI STORIA» Se vuoi vederli pubblicati anche sul Mercatino, mandaci i tuoi commenti, pareri, foto e documenti su queste «Pagine di Storia» inviando tutto a www.storiadetrieste.it. SI LEGGE NELLA SUBLIME MISSIVA DELL’(IMPERATORE) ANTONINO PIO, PRESSO DI LUI EGLI HA TANTO FELICEMENTE FAVORITO IL VOLERE DELLA COMUNITÀ OTTENENDO CHE I CARNI E I CATALI, ATTRIBUITI ALLA NOSTRA CITTÀ DAL DIVO AUGUSTO, COSÌ COME COLORO CHE HANNO MERITATO PER CONDOTTA E PER CENSO, SIANO AMMESSI ATTRAVERSO LA CARICA DELL’EDILITÀ NELLA NOSTRA CURIA, E ATTRAVERSO CIÒ OTTENGANO LA CITTADINANZA; CON QUESTO EGLI HA ARRICCHITO IL NOSTRO ERARIO E HA COMPLETATO LA CURIA E HA L ’uso del “piede” come unità di misura della lunghezza risale ai popoli antichi, e veniva definito come la lunghezza del piede maschile ideale (considerata pari ad 1/6 della statura di un uomo ben proporzionato). Presso i Romani il piede (in latino pes), equivaleva a 29,64 cm. Nella tarda antichità romana il piede veniva diviso a volte in dodici parti, ed ogni oncia (in latino uncia) equivaleva a 2,47 cm. Prima del periodo medioevale fu prevalente la suddivisione in sedici parti (digitus). In base a queste informazioni, quindi, le dimensioni del dado del monumento equestre di Lucio Fabio Severo sono: altezza cm 81,51; lunghezza cm 140,79; lar- RINVIGORITO L’INTERA NOSTRA COMUNITÀ AMMETTENDO ALLA PARTECIPAZIONE DEGLI ONORI E AL GODIMENTO DELLA CITTADINANZA ROMANA TUTTI I MIGLIORI E TUTTI I PIÙ FACOLTOSI, IN MODO CHE COSTORO CHE UN TEMPO ERANO UNA SOLA VOCE NELLE ENTRATE DELLE CASSE STATALI ORA SONO REPERIBILI IN QUELLA STESSA (VOCE) E IN UNA SECONDA PER IL VERSAMENTO DELLA SOMMA ONORARIA E IN MODO CHE SIANO (CONTATI) TRA COLORO CON I QUALI, ORMAI RIDOTTI DI NUMERO, NOI DIVIDIAMO GLI OBBLIGHI ONEROSI DEL DECURIONATO. PER RINGRAZIARLO DI CIÒ, POICHÉ IL BENEFICIO DURERÀ NEI SECOLI A VENIRE, SAREBBE STATO OPPORTUNO, SE FOSSE POSSIBILE E SE LA MODESTIA DI QUEST’UOMO DI RANGO LO PERMETTESSE, CHE NOI TUTTI CI RECASSIMO A RINGRAZIARLO ALLA PRESENZA DELL’OTTIMO PRINCIPE. MA, La gliptoteca dell’Orto Lapidario, costruita nel 1874 per ospitare i reperti romani più preziosi POICHÉ SIAMO CERTI delle collezioni dei Civici Musei di Trieste. All’interno era custodito il dado del monumento a CHE PER LUI SAREBFabio Severo (ancora con base e cornice, poi andate perdute), ora al Lapidario Tergestino. ghezza cm 66,69. Prendendo a modello il monumento equestre di Marco Aurelio (nella foto a sinistra) che si trova in piazza del Campidoglio a Roma, non è azzardato ipotizzare che quello dedicato a Lucio Fabio Severo dal Consiglio comunale dell’antica Tergeste – con un dado di quelle dimensioni – doveva avere un basamento alto più o meno 170 cm ed una statua di 250300 cm, per una altezza complessiva dai 4,50 ai 5 metri. Un monumento, quindi, davvero imponente, e per di più realizzato in bronzo dorato (proprio come quello dell’imperatore Marco Aurelio), come si conveniva per un figlio tanto illustre e tanto meritevole. BE ONEROSO QUESTO NOSTRO GESTO, È CERTO OPPORTUNO CHE PRESTO GLI SIA DEDICATA UNA STATUA EQUESTRE DORATA DA COLLOCARE, QUANTO PRIMA, NELLA PARTE PIÙ FREQUENTATA DEL NOSTRO FORO E CHE NELLA SUA BASE SIA INCISO IL NOSTRO UNANIME ACCORDO E QUESTO DECRETO, AFFINCHÉ TANTO L’ASPETTO DI QUESTO NOBILISSIMO UOMO, QUANTO LE GESTA SIANO VIVE PRESSO I NOSTRI POSTERI ED È CERTO OPPORTUNO CHE SIA RICHIESTO A FABIO VERO, UOMO DI RANGO EQUESTRE, PADRE DI SEVERO, - ALLA CUI SOLLECITUDINE È DOVUTO QUESTO PROVVEDIMENTO, SOLLECITUDINE CON LA QUALE, SENZA RIPOSO, EGLI GOVERNA LA NOSTRA COMUNITÀ, E, PIÙ ANCORA DEL (SUO) PUBBLICO BENEFICIO, PER IL FATTO CHE HA GENERATO E CRESCIUTO PER NOI E PER LO STATO UN TALE CITTADINO DELLA CUI OPERA E DELLA CUI DEVOZIONE NOI CI SENTIAMO DI GIORNO IN GIORNO PIÙ ONORATI E SICURI - CHE ACCETTI DI ESSERE MANDATO QUALE MESSAGGERO PER QUESTO INCARICO PRESSO SUO FIGLIO AFFINCHÉ, PER NOSTRO MANDATO, RINGRAZI PUBBLICAMENTE QUEST’UOMO DI RANGO E, COME COLUI CHE GLI È STATO MAESTRO DI TALI COSE, GLI PORTI LA NOTIZIA DELLA GIOIA E DELLA VOLONTÀ DI TUTTA LA COMUNITÀ E DI OGNI SUO SINGOLO RAPPRESENTANTE. 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