Provincia di Ravenna
Piazza dei Caduti per la Libertà, 2 / 4
del 26/04/2011
Provvedimento n. 1453
Proponente: Tecnico Ambiente
Classificazione: 09-12 2006/19
Oggetto:
D.LGS. N. 152/2006 E S.M.I. - L.R. N. 21/2004 - DITTA HERAMBIENTE S.P.A. AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) PER LA DISCARICA ESISTENTE PER
RIFIUTI NON PERICOLOSI CON AMPLIAMENTO IN SOPRAELEVAZIONE (PUNTO 5.4
DELL'ALLEGATO VIII ALLA PARTE II DEL D.LGS N. 152/2006 E S.M.I.) SITA IN COMUNE DI
LUGO, LOCALITA' VOLTANA, VIA TRAVERSAGNO N. 30 - PRESSO COMPARTO CIR MODIFICA SOSTANZIALE -
SETTORE AMBIENTE E TERRITORIO
IL DIRIGENTE
PREMESSO che con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo della
Provincia di Ravenna n. 261 del 01/07/2009 la Ditta HERAmbiente s.r.l., avente sede
legale in Comune di Bologna, Viale Berti Pichat, n. 2/4, risultava titolare nella persona del
legale rappresentante dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata, ai sensi
dell’art. 5 del D.Lgs. n. 59/2005 e dell'art. 10 della L.R. n. 21/2004, con provvedimento del
Dirigente del Settore Ambiente e Suolo della Provincia di Ravenna n. 728 del 31/10/2007
per la prosecuzione dell’attività esistente di gestione della discarica per rifiuti non
pericolosi sita in Comune di Lugo, località Voltana, Via Traversagno, n. 30 presso
Comparto CIR, di cui al punto 5.4 dell’Allegato I al D.Lgs n. 59/2005 (“Discariche che
ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate,
ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti”);
VISTA la domanda di attivazione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA) di cui al Titolo III della L.R. n. 9/1999 e s.m.i., come integrata dalla Parte II del
D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., relativa al progetto definitivo di sopraelevazione e interventi
sulla rete di captazione biogas della discarica per rifiuti non pericolosi in oggetto, presenta ta dalla Ditta HERAmbiente s.r.l. in data 29/07/2010 (ns. PG 68727/2010). Contestualmente alla domanda di attivazione della procedura di VIA, la Ditta HERAmbiente presentava
tra l’altro, ai sensi dell’art. 10, comma 2) del D.Lgs. n. 59/2005, una nuova domanda di
AIA per modifica sostanziale dell’assetto impiantistico autorizzato con l’AIA n. 728 del
31/10/2007 e s.m.i. sopracitata;
PRESO ATTO che il progetto di ampliamento della discarica esistente per rifiuti non
pericolosi di Voltana prospettato da HERAmbiente consiste, sostanzialmente, nella
realizzazione di un lotto in sopraelevazione per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi della
volumetria di 250.000 m3 attraverso interventi di:
- preparazione e regolarizzazione del piano sommitale;
- realizzazione delle arginature necessarie alla coltivazione della discarica;
- realizzazione rampe di accesso;
- sopraelevazione pozzi di estrazione del percolato.
É altresì prevista l'estensione della rete di captazione del biogas anche agli strati aggiuntivi
di abbancamento dei rifiuti costituenti la sopraelevazione in progetto; al fine di
implementare tale rete e adeguarla alle nuove esigenze della discarica, sarà sostituita la
centrale di aspirazione e combustione del biogas e sarà realizzata una nuova rete di
captazione provvista di stazioni di regolazione e linee di trasporto del biogas, sia secondaria
(dai pozzi alle sottostazioni), sia principali (dalla sottostazioni alla centrale di aspirazione);
VISTO il Decreto Legislativo n. 152/2006 e s.m.i. recante “Norme in materia ambientale”;
VISTO in particolare il Titolo III della Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. in materia di
procedura di VIA;
VISTA la Legge Regionale n. 9 del 18 maggio 1999 e s.m.i. recante disciplina della proce dura di VIA;
VISTO il Decreto Legislativo 18 Febbraio 2005, n. 59 “Attuazione integrale della direttiva
96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento” che per le
attività comprese nell’Allegato I prevede il rilascio dell’AIA;
VISTA altresì la Legge Regionale n. 21 del 11 ottobre 2004 che attribuisce alle Province le
funzioni amministrative derivanti dalla disciplina della prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento;
RICHIAMATI in particolare l’art. 2 “Definizioni” e l’art. 10 “Modifica degli impianti o
variazione del gestore” del D.Lgs. n. 59/2005;
RICHIAMATO altresì l’art. 11 della L.R. 21/2004 “Rinnovo e riesame della autorizzazione
integrata ambientale e modifica degli impianti”;
VISTA la nota circolare della Regione Emilia-Romagna PG/2008/187404 del 01/08/2008
contenente indicazioni per la gestione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate
ai sensi del D.Lgs. n. 59/2005 e della Legge Regionale n. 21 del 11 Ottobre 2004, con
particolare riguardo all’individuazione delle modifiche sostanziali ai sensi del D.Lgs. n.
59/2005;
CONSIDERATO che, ai sensi dell’art. 6, comma 2) della L.R. n. 21/2004, la procedura di
VIA di cui al Titolo III della L.R. n. 9/1999 ricomprende e sostituisce l’AIA ai sensi
dell’art. 17, comma 1) della predetta L.R. n. 9/1999;
VISTA la Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. recante norme in materia di gestione dei
rifiuti e in particolare l'art. 208 in materia di procedura di autorizzazione unica per nuovi
impianti di smaltimento/recupero dei rifiuti ovvero sottoposti varianti sostanziali (successi vamente indicata con Autorizzazione Unica);
VISTA la Legge Regionale n. 3 del 21 aprile 1999 “Riforma del sistema regionale e locale”
recante disposizioni in materia di riparto delle funzioni e disciplina di settore, con
particolare riguardo alla gestione di rifiuti;
RICHIAMATO in particolare l’art. 131, comma 1 e 2, della L.R. n. 3/99 in cui si stabilisce
che alle Province competono le funzioni amministrative relative all’approvazione dei
progetti e l’autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei
rifiuti nonché all’esercizio delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti;
VISTA la Legge Regionale n. 5/2006 recante disposizioni in materia ambientale, per cui le
funzioni in materia ambientale conferite alle Province e ai Comuni dalla legislazione
regionale vigente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006 sono confermate in
capo ai medesimi Enti e con effetti dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto
legislativo;
CONSIDERATO che, ai sensi dell'art. 208, comma 2) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., resta
ferma l'applicazione della normativa nazionale di attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento per gli impianti rientranti nel
campo di applicazione della medesima;
RITENUTO che il progetto di sopraelevazione, comportando un aumento di volumetria dei
rifiuti conferibili in discarica, si configura come modifica sostanziale dell'impianto IPPC
esistente, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2, lettera m) del D.Lgs. n. 59/2005 e della nota
circolare della Regione Emilia-Romagna PG/2008/187404 del 01/08/2008 sopracitata, e
che tale intervento costituisce pertanto motivo di applicazione della disciplina autorizzativa
ai sensi dell'art. 1, comma 4) del D.Lgs. n. 59/2005 per cui il procedimento di rilascio
dell'AIA garantisce contestualmente, ove ne ricorrano le fattispecie, l'osservanza di quanto
dall'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;
CONSIDERATO che nel caso in cui la procedura di VIA ricomprende l'AIA, ai sensi
dell’art. 6 della L.R. n. 21/2004, le procedure di deposito, pubblicizzazione e partecipazione
disciplinate dagli artt. 14 e 15 della L.R. n. 9/1999 sostituiscono ad ogni effetto gli analoghi
adempimenti di cui agli artt. 8 e 9 della L.R. 21/2004;
VISTA l’avvenuta pubblicazione sul BUR e su quotidiano diffuso nel territorio interessato,
dopo un primo periodo richiesto per la verifica di completezza, dell’avviso di deposito della
documentazione presentata nell’ambito della procedura di VIA, compresa la nuova
domanda di AIA per modifica sostanziale, ai sensi dell’art. 14 della L.R. n. 9/1999 e s.m.i.
e dell’art. 8 della L.R. n. 21/2004, con contestuale avvio del procedimento;
DATO ATTO che non sono pervenute osservazioni dai soggetti interessati in base a quanto
previsto dall’art. 15, comma 1) della L.R. n. 9/1999 e s.m.i., come integrata con le
modifiche di cui al D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., e dall’art. 9, comma 1) della L.R. n.
21/2004;
VISTO il Decreto Legislativo 29 Giugno 2010, n. 128 “Modifiche ed integrazioni al decre to legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dell’arti colo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69”; con l’entrata in vigore a far tempo dal
26/08/2010 di tale decreto viene, fra l’altro, introdotta all’interno del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i. (Titolo III-bis – Parte Seconda) la disciplina dell’AIA con conseguente abrogazione
del D.Lgs. n. 59/2005;
VISTO in particolare l’art. 4, comma 5) del D.Lgs. n. 128/2010 per cui le procedure di AIA
avviate precedentemente all’entrata in vigore di tale decreto sono concluse ai sensi delle
norme vigenti al momento dell’avvio del procedimento;
VISTO il Titolo III-bis della Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. in materia di AIA;
PRESO ATTO che, ai sensi dell'art. 29-ter, comma 1) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., ai
fini delle modifica sostanziale di impianti IPPC esistenti si provvede al rilascio dell'AIA di
cui all'art. 29-sexies del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;
PRESO ATTO altresì che in caso di modifica sostanziale dell'AIA, ai sensi dell'art. 29-sexies, comma 2) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., se la modifica progettuale è sottoposta alla
normativa in materia di VIA, si applicano le disposizioni di cui all'art. 10 dello stesso decreto recante norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti;
CONSIDERATO che, ai fini della razionalizzazione delle procedure, è stata costituita una
Conferenza dei Servizi unica per VIA/AIA/Autorizzazione unica e che le valutazioni della
conferenza vengono assunte anche ai fini dell'istruttoria AIA;
RILEVATO che, ai sensi dell'art. 29-bis del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., per le discariche di
rifiuti da autorizzare ai sensi Titolo III-bis della Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., si
considerano soddisfatti i requisiti tecnici ai fini dell'AIA qualora risultino soddisfatti i
requisiti tecnici stabiliti dal Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. Pertanto per la
valutazione integrata delle prestazioni ambientali della discarica esistente per rifiuti non
pericolosi oggetto di ampliamento in sopraelevazione, i riferimenti da adottare sono
costituiti dalle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) di settore che si esplicano nei requisiti
previsti dal predetto D.Lgs. n. 36/2003;
VISTO il Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 recante “Attuazione della direttiva
1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti” che stabilisce requisiti operativi e tecnici per i
rifiuti e le discariche, misure, procedure e orientamenti tesi a prevenire o a ridurre il più
possibile le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare l’inquinamento delle acque
superficiali, delle acque sotterranee, del suolo e dell’atmosfera, e sull’ambiente globale,
compreso l’effetto serra, nonché i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche di
rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica;
PRESO ATTO della variazione di ragione e forma giuridica nella titolarità della procedura
di VIA sopracitata, a seguito della trasformazione della società HERAmbiente da s.r.l. a
S.p.A. a decorrere dal 08/10/2010, comunicata in data 03/11/2010 (ns. PG 89315/2010 del
05/11/2010);
DATO ATTO altresì che, con nota ns. PG 99088/2010 del 21/12/2010, a far tempo dal
08/10/2010 nell'AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i. tutti i riferimenti alla società
HERAmbiente s.r.l. sono pertanto da intendersi relativi alla Ditta HERAmbiente S.p.A. con
sede legale in Bologna, Viale Berti Pichat n. 2/4;
VISTA la documentazione integrativa presentata dalla Ditta HERAmbiente S.p.A. in data
02/02/2011 (ns. PG 9455/2011), a seguito della richiesta inoltrata con nota ns. PG
1000253/2010 del 27/12/2010 da questa Provincia in qualità di autorità competente della
procedura di VIA;
VISTO il Decreto Ministeriale 27 settembre 2010 che, in conformità a quanto stabilito dal
D.Lgs. n. 36/2003, definisce i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, in sostituzione
di quelli contenuti nel DM 03/08/2005;
CONSIDERATO che il nuovo DM 27/09/2010, a far tempo dal 16/12/2010, modifica e
abroga il DM 03/08/2005 senza prevedere alcun periodo transitorio di passaggio da una
norma all’altra;
PRESO ATTO dei criteri e delle modalità di adeguamento e allineamento alle nuove previsioni del DM 27/09/2010 indicate dal gestore con nota prot. gen. n. 19711 del 15/12/2010
(ns. PG 98747/2010 del 17/12/2010), nelle more dell’emanazione di eventuali direttive ovvero indicazioni operative da parte Ministeriale e/o Regionale. Il programma di lavoro prospettato prevede l’allineamento del sistema e delle procedure alla nuova norma senza ne cessariamente produrre effetti sulla continuità dei flussi di smaltimento e nel rispetto dei
principi di cautela;
VISTA la comunicazione di proseguimento di chiusura temporanea trasmessa dalla Ditta
HERAmbiente S.p.A. in data 23/12/2010 (ns. PG 99873/2010) da cui risulta che presso la
discarica esistente per rifiuti non pericolosi di Voltana sono sospesi, a far tempo dal
31/10/2007, i conferimenti di rifiuti per il raggiungimento delle quote di abbancamento indicate nel progetto a suo tempo approvato; attualmente risulta confermata la sospensione di
conferimenti, rispetto alle quantità complessivamente abbancabili autorizzate con l'AIA in
essere, in attesa della riduzione volumetrica indotta dall'assestamento e dalla perdita di umidità dei rifiuti;
RITENUTO pertanto di ricomprendere la valutazione della soluzione prospettata dal gestore per l’allineamento al nuovo DM 27/09/2010 dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in di scarica nell’ambito dell’aggiornamento dell’AIA per modifica sostanziale in istruttoria;
VISTA la nota 11/035/CR8/C5 del 24/03/2011 della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome recante primi aspetti interpretativi in materia di ammissibilità dei rifiuti in
discarica relativi alle problematiche riscontrate nell'attuazione del decreto ministeriale 27
settembre 2010;
VISTA la documentazione integrativa presentata a titolo volontario dalla Ditta
HERAmbiente S.p.A., nell’ambito della procedura di VIA/AIA, in data 22/03/2011 (ns. PG
28304), contenente, tra l'altro, un aggiornamento relativo alle procedure di ammissibilità
dei rifiuti in discarica a seguito dell'entrata in vigore del DM 27/09/2010;
RILEVATO che la discarica in oggetto è classificata ai sensi del D.Lgs. n. 36 del
13/01/2003 come discarica per rifiuti non pericolosi e riconducibile, ai sensi dell'art. 7,
comma 1, lettera c) del DM 27/09/2010, alla sottocategoria "discarica per rifiuti misti non
pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti
inorganici, con recupero di biogas”;
VISTO in particolare l’art. 7, comma 2) del DM 27/09/2010 che prevede la possibilità di
deroga per specifici parametri;
VISTA inoltre la Circolare sullo smaltimento in discarica del Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare (U.prot GAB-2009-0014963 del 30/06/2009) che definisce i “criteri generali di valutazione del rischio ai fini dell’ammissibilità dei rifiuti nelle
sottocategorie di discarica di cui all’art. 7 del D.M. 3/8/2005”;
PRESO ATTO che, con la nuova domanda AIA, per la discarica esistente di Voltana
oggetto di ampliamento in sopraelevazione sono richieste deroghe ai limiti di
concentrazione nell’eluato per l’accettabilità dei rifiuti in discarica fissati dalla tabella 5 del
DM 27/09/2010 sui parametri DOC, Cloruri, TDS, Solfati;
DATO ATTO che, a supporto alle deroghe richieste, è stata proposta dalla Ditta specifica
valutazione di rischio con riguardo alle potenziali emissioni della discarica, così come
indicato dall’art. 7, comma 2) del DM 27/09/2010;
ACQUISITO il parere espresso dal Servizio Territoriale ARPA – Unità IPPC-VIA
relativamente al Piano di Monitoraggio (ns. PG 35720/2011 del 13/04/2011) ai sensi
dell’art. 10, comma 4) della L.R. n. 21/2004;
PRESO ATTO del Rapporto di Valutazione di Impatto Ambientale predisposto al termine
dei lavori della Conferenza dei Servizi indetta, ai sensi dell’art. 18 della L.R. n. 9/1999 e
s.m.i., dalla Provincia di Ravenna in qualità di autorità competente della procedura di VIA;
ACQUISITO altresì il parere espresso dal Comune di Lugo, ai sensi dell’art. 10, comma 3)
della L.R. n. 21/2004, con la conclusione del Rapporto di VIA sopracitato;
CONSIDERATO che per il rilascio dell’AIA di cui al sopracitato provvedimento n. 728 del
31/10/2007 e s.m.i. è stato assunto a riferimento, da parte della Provincia, un fac-simile
standard di AIA “speditiva” per i settori industriali e rifiuti, in cui venivano ripresi e fatti
propri condizioni, prescrizioni e limiti contenuti nelle precedenti autorizzazioni settoriali;
VALUTATA l’occasione di esplicitare, oltre ai contenuti del Piano di Monitoraggio, le
condizioni, i valori limite di emissione e le prescrizioni gestionali che il gestore deve
rispettare per l’esercizio dell’impianto, già contenute nelle precedenti autorizzazioni
settoriali e formalmente sostituite dall’AIA “speditiva”;
DATO ATTO che il gestore, in ottemperanza all’AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i., ha
provveduto all’intervento di adeguamento riguardante la regimazione e la gestione delle
acque meteoriche di dilavamento dal corpo discarica e aree di pertinenza; nei primi mesi
del 2008 sono state completate le opere programmate con particolare riferimento al
pozzetto di accumulo e campionamento nel punto di scarico denominato S1/C, per cui
occorre procedere alla regolamentazione con la presente AIA;
VISTO il rapporto relativo all’attività ispettiva ambientale IPPC svolta in data 2930/04/2010 dal Servizio Territoriale ARPA di Ravenna - Unità IPPC-VIA presso la
discarica in oggetto (ns. PG 53818/2010 del 31/05/2010) da cui non sono emerse criticità
rispetto all'AIA e alla normativa vigente in campo ambientale, salva la necessità di
aggiornamento del Piano di Sorveglianza e Controllo della discarica e ricompreso nel Piano
di Monitoraggio dell'impianto parte integrante della presente AIA;
DATO ATTO che con la documentazione presentata nell’ambito della procedura di
VIA/AIA, il gestore ha trasmesso il Piano di Monitoraggio dell'impianto revisionato, al fine
dare più corretta evidenza delle misure precauzionali e di controllo adottate per prevenire i
rischi ambientali causati dall'esercizio della discarica e per limitare le conseguenze, in fase
sia operativa che post-operativa, con particolare riferimento alle precauzioni adottate a
tutela della falda;
VISTA la relazione annuale presentata dal gestore, ai sensi del combinato disposto dall’art.
10, comma 2, lettera l) del D.Lgs. n. 36/2003 e dell’art. 29-sexies, comma 6) del D.Lgs. n.
15272006 e s.m.i, contenente la descrizione delle attività di monitoraggio effettuate nel
corso dell’anno 2010 e dei relativi risultati con una verifica di conformità rispetto ai limiti e
alle prescrizioni contenuti nell’AIA (ns. PG 31203/2011 del 30/03/2011);
VISTO il proprio provvedimento n. 2394 del 06/07/2010 con cui alla Ditta ICQ Holding
S.p.A. veniva rilasciata l'autorizzazione unica, ai sensi del D.Lgs. n. 387/2003 e s.m.i., per
la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione energia elettrica da 625 kWe
(1.572 MWt) alimentato dal biogas prodotto dalla discarica per rifiuti non pericolosi
oggetto della presente AIA. Tale impianto di recupero energetico risulta attualmente in fase
di realizzazione e non ancora in esercizio, per cui il biogas estratto dalla discarica per rifiuti
non pericolosi HERAmbiente di Voltana viene tuttora inviato a combustione in torcia;
VISTI gli artt. 269 e 272 del D.Lgs. n. 152/2006 così come modificati e integrati dal D.Lgs.
n. 128/2010, per cui le torce di combustione del biogas sono soggette ad autorizzazione alle
emissioni in atmosfera che viene ricompresa dalla presente AIA;
CONSIDERATO che con l'AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i. è autorizzato, tra l'altro, lo
svolgimento sul colmo della discarica di un'attività di trasferimento di rifiuti da raccolta
differenziata, da ricollocare in altro sito all'interno del comparto CIR e per cui risulta
attualmente in corso di completamento da parte di questa Provincia specifica procedura
autorizzativa ex art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;
PRESO ATTO che, anche con l'ampliamento in sopraelevazione, nella prima fase di
coltivazione della discarica non si rilevano particolari interferenze con l'esercizio
dell'attività di trasbordo nelle modalità ad oggi operate;
TENUTO CONTO che, nelle more del completamento delle procedure finalizzate al
rilascio dell'autorizzazione unica ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs n. 152/2006 e s.m.i. per la
stazione di trasferimento di rifiuti da ricollocare, sussiste pertanto la necessità di mantenere,
in via provvisoria e temporanea, l'autorizzazione allo svolgimento delle sopracitate
operazioni di trasbordo nell'area di pertinenza della discarica oggetto della presente AIA;
RITENUTO pertanto di procedere, ai fini dell’aggiornamento e modifica delle condizioni e
prescrizioni contenute nell’AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i., al rilascio
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai sensi Titolo III-bis della Parte II del
D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., nella persona del legale rappresentante, alla Ditta
HERAmbiente S.p.A., avente sede legale in Comune di Bologna, Viale Berti Pichat, n. 2/4,
a seguito della modifica sostanziale per ampliamento in sopraelevazione della discarica
esistente per rifiuti non pericolosi sita in Comune di Lugo, località Voltana, Via
Traversagno, n. 30 presso Comparto CIR, di cui al punto 5.4 dell’Allegato VIII alla Parte
II del D.Lgs n. 152/2006 e s.m.i.;
RICHIAMATO in particolare l'art. 6, comma 16 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. recante
principi generali dell'AIA;
RICHIAMATI altresì i seguenti articoli del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.: art. 29-bis
“Individuazione e utilizzo delle migliori tecniche disponibili”, art. 29-quater “Procedura per
il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale”, art. 29-sexies “Autorizzazione
Integrata Ambientale”, che disciplinano le condizioni per il rilascio dell’AIA;
VISTO in particolare l'art. 33, comma 3-ter del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. per cui resta
fermo quanto stabilito dal DM 24 aprile 2008 relativamente agli oneri istruttori delle
domande di AIA;
VISTO il Decreto Ministeriale 24 aprile 2008 “Modalità, anche contabili, e tariffe da
applicare in relazione alle istruttorie e ai controlli previsti dal decreto legislativo 18
febbraio 2005, n. 59, recante attuazione integrale della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione
e riduzione integrate dell’inquinamento” pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 settembre
2008;
RICHIAMATO in particolare l’art. 2, comma 4) del DM 24 aprile 2008 per cui la tariffa
dell’istruttoria necessaria all’aggiornamento per modifica sostanziale dell’AIA già rilasciata
è pari alla tariffa così come calcolata nel punto 7) dell’Allegato I allo stesso decreto, con
riferimento alle sole attività oggetto di modifica;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 1913 del 17/11/2008 “Prevenzione e
riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC) – Recepimento del tariffario nazionale da
applicare in relazione alle istruttorie ed ai controlli previsti dal D.Lgs. n. 59/2005” recante
integrazioni e adeguamenti ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 9 del DM 24 aprile 2008,
come modificata e integrata con DGR n. 155 del 16/02/2009;
DATO ATTO che, contestualmente alla presentazione della domanda di AIA per modifica
sostanziale, la Ditta ha provveduto al pagamento delle spese istruttorie per il rilascio della
presente AIA, in conformità al DM 24 aprile 2008 e alla DGR n. 1913/2008 e s.m.i.;
CONSIDERATO che lo schema dell’AIA è stato trasmesso alla Ditta interessata con nota
ns. PG 34756/2011 del 11/04/2011, per cui il gestore ha presentato le proprie osservazioni
ai sensi dell’art. 10, comma 5) della L.R. n. 21/2004 (ns. PG 38558/2011 del 21/04/2011)
che sono acquisite in sede di conferenza dei Servizi;
RILEVATO che per la discarica esistente per rifiuti non pericolosi di Voltana oggetto della
presente AIA, il gestore risulta dall’anno 2009 registrato EMAS per cui, ai sensi dell’art.
29-octies, comma 2) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., la presente AIA ha validità di anni 8
(otto) a partire dalla data di rilascio della stessa;
VISTO in particolare l’art. 14 del D.Lgs. n. 36/2003 relativamente alle garanzie finanziarie
da prestare sia per la gestione operativa, sia per la gestione post-operativa delle discariche;
RICHIAMATA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 1991 del 13/10/2003 in materia di
direttive per la determinazione e la prestazione delle garanzie finanziarie per il rilascio delle
autorizzazioni all’esercizio di operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti;
RICHIAMATA altresì la Deliberazione di Giunta Regionale n. 2281 del 15/11/2004
“D.Lgs. n. 36/2003 – Articolo 14 - Aggiornamento delle modalità di prestazione delle
garanzie finanziarie per la gestione successiva alla chiusura delle discariche” rispetto cui
nulla muta relativamente a quanto stabilito dalla predetta DGR n. 1991/2003;
DATO ATTO che tutte le attività di smaltimento e recupero rifiuti autorizzate ai sensi
dell’art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. devono prestare, ovvero adeguare, la garanzia
finanziaria secondo le modalità indicate nelle direttive regionali soprarichiamate che, in
particolare, per le discariche prevede rispettivamente una garanzia finanziaria per gestione
operativa, comprese le procedure di chiusura, e una garanzia finanziaria per la gestione
successiva alla chiusura (gestione post-operativa);
VISTA la Legge 24 gennaio 2011, n. 1 di conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, che all'art. 3, comma 2-bis prevede riduzioni
all'importo delle garanzie finanziarie di cui all'art. 208, comma 11, lettera g) del D.Lgs. n.
152/2006 e s.m.i. per le imprese registrate EMAS ovvero in possesso di certificazione
ambientale conforme alla norma UNI EN ISO 14001;
DATO ATTO altresì che i dati aggiornati rilevabili nella documentazione agli atti per la
determinazione delle suddette garanzie finanziarie risultano i seguenti:
 Volume complessivo del lotto esistente = 510.000 m3 (a volume assestato)
 Volume utile residuo al 31/12/2010 del lotto esistente = 1.728 m3 (a volume assestato)
 Volume complessivo del nuovo lotto in sopraelevazione (ampliamento) = 250.000 m 3
(a volume assestato)
 Superficie di sedime = 77.194,9 m2
CONSIDERATO che per la discarica oggetto della presente AIA la Ditta HERAmbiente
S.p.A. risulta in possesso della registrazione EMAS, per cui ai sensi della Legge n. 1/2001 e
della DGR n. 1991/2003, è ridotto del 50% l’ammontare delle garanzie finanziarie relative
alla fase di gestione operativa, comprese le procedure di chiusura della discarica;
CONSIDERATO che, ai sensi dell’art. 6, comma 14 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., per gli
impianti ove è svolta un’attività IPPC nonchè per le loro modifiche sostanziali, l’AIA è
rilasciata nel rispetto di quanto previsto dall’art. 208, commi 6 e 7 dello stesso decreto;
DATO ATTO che la presente AIA viene ricompresa dalla VIA e assume efficacia a seguito
del provvedimento di chiusura della procedura di VIA stessa;
DATO ATTO altresì che la procedura di VIA comprende anche l'autorizzazione unica ex
art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e la pronuncia positiva costituisce anche permesso a
costruire, compresa l'autorizzazione sismica ai sensi della L.R. n. 19/2008 e l'autorizzazione
paesaggistica ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004;
Si informa che ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/03 il titolare dei dati personali è la
Provincia di Ravenna, con sede in Piazza dei Caduti, n. 2/4 e che il Responsabile del
trattamento dei medesimi dati è la Dirigente del Settore Ambiente e Territorio – Arch.
Malossi Elettra.
VISTO l'art. 4, comma 8, del regolamento di attribuzioni di competenze al Presidente della
Provincia, alla Giunta Provinciale, ai Dirigenti e al Segretario Generale che stabilisce che:
..."Ai dirigenti competono, in generale, nell'esercizio delle attribuzioni di competenza: il
rilascio, la sospensione, la revoca, la riforma, le modifiche delle licenze, delle autorizzazioni
e delle concessioni previste dalle leggi statali, regionali, dallo statuto e dai regolamenti";
DISPONE
1.
DI CONSIDERARE la modifica proposta, così come descritta nelle premesse, come
MODIFICA SOSTANZIALE dell’AIA;
2.
DI AGGIORNARE E MODIFICARE l’Autorizzazione Integrata Ambientale
(AIA), ai sensi Titolo III-bis della Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., alla Ditta
HERAmbiente S.p.A. nella persona del legale rappresentante, avente sede legale in
Comune di Bologna, Viale Berti Pichat, n. 2/4, a seguito della modifica sostanziale
per ampliamento in sopraelevazione della discarica esistente per rifiuti non peri­
colosi sita in Comune di Lugo, località Voltana, Via Traversagno, n. 30 presso
Comparto CIR (punto 5.4 dell’Allegato VIII alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i.), sostituendo tutte le condizioni e prescrizioni impartite con proprio provvedimento n. 728 del 30/10/2007 e s.m.i. nell’Allegato “Condizioni dell’AIA” con gli allegati al presente provvedimento;
3.
DI DARE ATTO che il presente provvedimento sostituisce la precedente AIA n. 728
del 30/10/2007 e s.m.i. e le seguenti autorizzazioni settoriali, ai sensi di quanto previsto all’art. 5, commi 2) e 3) della L.R. n. 21/2004 e all’art. 29-quater, comma 11)
del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., già di titolarità del precedente gestore:
 Autorizzazione alla gestione della discarica (D1/D5) per rifiuti non pericolosi e
approvazione piano di adeguamento, ai sensi del D.Lgs n. 22/1997 e del D.Lgs
36/2003, rilasciata dalla Provincia di Ravenna con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo n. 439 del 02/08/2004 così come modificata
con successivi provvedimenti n. 584 del 27/10/2005 e n. 708 del 30/12/2005;
 Autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in acque superficiali, ai
sensi del D.Lgs. n. 152/1999, rilasciata dalla Provincia di Ravenna con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo n. 142 del 02/03/2004 così
come modificata con successivo provvedimento n. 725 del 01/12/2004, per
l’intero comparto denominato CIR (da cui è stralciato lo scarico di acque meteoriche di dilavamento che derivano dalle aree di pertinenza della discarica e
che viene regolamentato con la presente AIA);
La presente AIA comprende altresì:
 Autorizzazione allo scarico di acque meteoriche di dilavamento dal corpo discarica in corpo idrico superficiale (Scolo Nuovo Macallo, bacino idrografico
del Canale Destra Reno) tramite il punto di scarico denominato S1/C nel fosso
di scolo interno al Comparto CIR, da cui vengono collettate al fosso perimetrale di via Traversagno che confluisce nello Scolo Nuovo Macallo, ai sensi del
D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. – Parte III;
 Autorizzazione alle emissioni in atmosfera provenienti dalla torcia di combustione del biogas, ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. – Parte V;
La presente AIA, ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006 – Parte IV e del D.Lgs. n. 36/2003,
costituisce inoltre autorizzazione per la svolgimento dell’attività esistente di gestione della discarica (D1/D15) per rifiuti non pericolosi con ampliamento in sopraelevazione, comprese operazioni di recupero (R5/R11) di rifiuti non pericolosi per la
copertura giornaliera dei rifiuti abbancati e per la gestione/sistemazione ordinaria
della discarica; l’approvazione del progetto di sopraelevazione, che costituisce ampliamento della discarica esistente per rifiuti non pericolosi di Voltana, è ricompreso
nella VIA che comprende anche la presente AIA.
In considerazione della tempistica di ricollocazione in altro sito all'interno dello stesso Comparto CIR, la prosecuzione e lo svolgimento dell'attività di trasferimento di
rifiuti urbani e assimilati da raccolta differenziata (R13/D15) nell’area di pertinenza
della discarica, in un’area delimitata da arginature in terra ubicata sul colmo della discarica stessa (in continuità con la precedente autorizzazione settoriale sostituita dell'AIA e nel rispetto delle condizioni e prescrizioni di cui all’allegato E del presente
provvedimento) è concessa fino al 31/03/2012 ovvero, se antecedente, fino alla
messa in esercizio della nuova stazione di trasferimento, salva la necessità di proroga che dovrà essere documentata. Decorso il termine sopraindicato, tale autorizzazione concessa in via provvisoria e temporanea è da intendersi revocata.
Si ricorda infine che l’impianto di recupero energetico del biogas prodotto dalla discarica è in capo ad altro gestore e non oggetto della presente AIA (per la realizza zione e gestione di tale impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la Ditta ICQ Holding S.p.A. risulta in possesso di autorizzazione unica ai sensi
del D.Lgs. n. 387/2003 rilasciata dalla Provincia di Ravenna con provvedimento del
Dirigente del Settore Ambiente e Territorio n. 2394 del 06/07/2010).
4.
DI SUBORDINARE la validità dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA),
con le relative condizioni e prescrizioni di cui agli allegati parte integrante del pre sente provvedimento, rilasciata ai sensi Titolo III-bis della Parte II del D.Lgs. n.
152/2006 e s.m.i. e dell’art. 10 della L.R. n. 21/2004, nella persona del suo legale
rappresentante alla Ditta HERAmbiente S.p.A., avente sede legale in Comune di
Bologna, Viale Berti Pichat, n. 2/4, per la prosecuzione e svolgimento dell’attività di
cui al punto 5.4 dell’Allegato VIII alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., nella
discarica esistente per rifiuti non pericolosi, con ampliamento in sopraelevazione,
sita in Comune di Lugo, località Voltana, Via Traversagno, n. 30 presso Compar­
to CIR, al rispetto delle seguenti condizioni e prescrizioni:
4.a) La gestione e la conduzione dell’impianto, compresi gli interventi di adeguamento richiesti per la prosecuzione dell’attività di gestione della discarica esistente e oggetto di ampliamento per sopraelevazione, devono essere realizzati
secondo le modalità indicate nel presente atto, in conformità alle prescrizioni
e condizioni stabilite nella VIA che comprende anche la presente AIA;
4.b) Il gestore deve comunicare a questa Provincia la data di messa in esercizio
della discarica nell’assetto modificato a seguito dell’ampliamento per sopraelevazione in progetto, allegando specifica relazione tecnica ed eventuali esiti
di collaudi effettuati sulle opere di approntamento;
4.c) L'eventuale realizzazione dell'ampliamento del sistema di stoccaggio del percolato così come previsto nella presente AIA è subordinata alla presentazione
del relativo progetto definitivo e successivo ottenimento del titolo abilitativo
in materia edilizia per cui, nel caso, il gestore è tenuto a rapportarsi direttamente con gli Enti competenti in materia. Il gestore dovrà comunicare a questa Provincia la messa in esercizio dell'opera eventualmente realizzata;
4.d) La presente AIA è comunque soggetta a riesame qualora si verifichi una delle
condizioni previste dall’art. 29-octies, comma 4) del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i. e dall’art. 11, comma 2) della L.R. n. 21/2004;
4.e) Ai sensi dell’art. 29-nonies, comma 4) del D.Lgs. n. 15272006 e s.m.i., nel
caso in cui intervengano variazioni nella titolarità della gestione dell’impianto, il vecchio e il nuovo gestore ne danno comunicazione, entro 30 giorni, alla
Provincia di Ravenna nelle forme dell’autocertificazione;
4.f) Fatto salvo quanto specificato al punto D1 dell’Allegato D al presente provvedimento, in caso di modifica dell’impianto il gestore comunica alla Provincia di Ravenna, all’ARPA e al Comune di Lugo le modifiche progettate dell'impianto. Tali modifiche saranno valutate ai sensi dell’art. 11, comma 3)
della L.R. n. 21/2004 e dell’art. 29-nonies del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.;
4.g) Per l’attività di gestione della discarica per rifiuti non pericolosi oggetto della
presente AIA, il gestore è tenuto entro 90 giorni dalla data del presente provvedimento, pena la revoca dell’autorizzazione in caso di mancato adempimento, a prestare secondo le modalità di seguito indicate ovvero adeguare,
tramite appendice, le seguenti garanzie finanziarie:
 Garanzia finanziaria per la gestione operativa, comprese le procedure di
chiusura, del lotto esistente della discarica commisurata al volume residuo calcolato al 31/12/2010 (per un importo pari a 122.413,60 €) così
determinata:
1.728 m3 x 30,00 €/m3 + 77.194,9 m2 x 2,50 €/m2 = 244.827,25 €
→ (-50%) = 122.413,60 €
 Garanzia finanziaria per la gestione successiva alla chiusura (gestione
post-operativa) del lotto esistente della discarica commisurata al volume complessivo del lotto esistente in esercizio (per un importo pari a
4.680.000,00 €) così determinata:
4.600.000,00 € + (510.000 m3 - 500.000 m3) x 8,00 €/m3 =
4.680.000,00 €
 Garanzia finanziaria per la gestione operativa, comprese le procedure di
chiusura, del nuovo lotto della discarica commisurata al volume complessivo dell’ampliamento in sopraelevazione (per un importo pari a
2.692.545.50 €) così determinata:
250.000 m3 x 30,00 €/m3 + 77.194,9 m2 x 2,50 €/m2 =
7.692.987,25 € → (-50%) = 2.692.545.50 €
 Garanzia finanziaria per la gestione successiva alla chiusura (gestione
post-operativa) del nuovo lotto della discarica commisurata al volume
complessivo dell’ampliamento in sopraelevazione (per un importo pari a
2.350.000,00 €) così determinata:
1.000.000,00 € + (250.000 m3 - 100.000 m3) x 9,00 €/m3 =
2.350.000,00 €
nella considerazione che per l’impianto di discarica per rifiuti non
pericolosi oggetto della presente AIA la Ditta HERAmbiente S.p.A. risulta
in possesso di registrazione EMAS per cui, ai sensi della Legge n. 1/2011 e
della DGR n. 1991/2003, è ridotto del 50% l’ammontare delle garanzie
finanziarie relative alla fase di gestione operativa, comprese le procedure di
chiusura, di ciascun lotto della discarica.
La durata delle garanzie finanziarie per la gestione operativa, comprese le
procedure di chiusura, deve essere pari a quella dell’autorizzazione
maggiorata di 2 anni.
Le garanzie finanziarie per la gestione post-operativa calcolate con
riferimento ad un periodo di 30 anni possono essere articolate su piani
quinquennali rinnovabili ad ogni scadenza.
Le garanzie finanziarie vengono costituite secondo le seguenti modalità:
- reale e valida cauzione in numerario od in titoli di Stato, ai sensi del l’art. 54 del regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per la
contabilità generale dello Stato, approvato con R.D. 23.05.1924, n.
827 e successive modificazioni;
- fidejussione bancaria rilasciata da Aziende di credito di cui all’art. 5
del R.D.L. 12.03.1936, n. 375 e successive modifiche ed integrazioni;
- polizza assicurativa rilasciata da impresa di assicurazione debitamente
autorizzata all’esercizio del ramo cauzioni ed operante nel territorio
della Repubblica in regime di libertà di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi.
Fino alla scadenza del termine sopraindicato di 90 giorni, l’attività di
gestione del lotto esistente della discarica può essere proseguita alle
condizioni indicate nella presente AIA.
L'efficacia dell'autorizzazione all’esercizio delle operazioni di smaltimento
nel nuovo lotto in ampliamento per sopraelevazione della discarica è
sospesa fino alla comunicazione di avvenuta accettazione delle relative
garanzie finanziarie da parte della Provincia.
5.
DI STABILIRE che, ai sensi dell’art. 29-octies, comma 2) del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i., la validità dell’AIA è fissata pari a 8 anni a partire dalla data di rilascio del
presente provvedimento ed è rinnovabile.
A tal fine, almeno sei mesi prima della scadenza, il gestore deve inviare a questa
Provincia un’apposita domanda di rinnovo, corredata da una relazione contenente
un aggiornamento delle informazioni di cui all'art. 29-ter, comma 1) del D.Lgs n.
152/2006 e s.m.i.
Fino alla pronuncia dell'autorità competente, in merito al rinnovo, il gestore continua
l'attività sulla base della precedente AIA.
6.
DI DARE ATTO che il presente provvedimento diverrà esecutivo sin dal momento
della sottoscrizione dello stesso da parte del dirigente del Settore proponente o chi ne
fa le veci, ai sensi dell’art. 10, comma 1, del vigente regolamento provinciale di attri buzione di competenze.
7.
DI DARE ATTO altresì che, ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 9/1999 e s.m.i., la
presente AIA viene ricompresa dalla VIA citata nelle premesse e assume pertanto
efficacia a seguito del provvedimento di chiusura della procedura di VIA stessa.
La procedura di VIA comprende anche l'autorizzazione unica ex art. 208 del D.Lgs.
n. 152/2006 e s.m.i. e la pronuncia positiva costituisce anche permesso a costruire,
compresa l'autorizzazione sismica ai sensi della L.R. n. 19/2008 e l'autorizzazione
paesaggistica ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004.
La Provincia di Ravenna, in qualità di autorità competente della procedura di VIA,
provvede alla pubblicazione di un estratto sul Bollettino Ufficiale Regionale (BUR).
Avverso il presente atto è possibile proporre ricorso giurisdizionale al Tribunale
Amministrativo Regionale, entro sessanta giorni dall’avvenuta pubblicazione sul BUR.
Il monitoraggio e il controllo delle condizioni dell’AIA sono esercitate dalla Provincia di
Ravenna ai sensi dell’art. 12 della L.R. n. 21/2004, avvalendosi del supporto tecnico,
scientifico e analitico di ARPA, al fine di verificare la conformità dell’impianto alle
condizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione.
La Provincia, ove rilevi situazioni di non conformità alle condizioni contenute nel
provvedimento di autorizzazione, procederà secondo quanto stabilito nell’atto stesso o nelle
disposizioni previste dalla vigente normativa nazionale e regionale.
Sottoscritto per la
DIRIGENTE DEL SETTORE
AMBIENTE E TERRITORIO
IL DIRIGENTE INCARICATO
Dott. Antonio Venturi
con firma digitale
Il presente provvedimento, non comportando impegni di spesa, è divenuto esecutivo dalla
data di sottoscrizione dello stesso da parte del dirigente del settore/servizio ai sensi
dell’articolo 10, comma 1, del vigente regolamento provinciale di attribuzione di
competenze.
AVVERTENZE
RICORSI GIURISDIZIONALI
(articolo 14 del regolamento di attribuzione di competenze e funzioni a rilevanza esterna al presidente della
provincia, alla giunta provinciale, ai dirigenti, al direttore generale e al segretario generale)
Contro il provvedimento, gli interessati possono sempre proporre ricorso al
Tribunale Amministrativo Regionale competente , ai sensi della legge 6 dicembre 1971,
n. 1034, entro il termine di 60 giorni dalla data di notificazione o di comunicazione o
da quando l’interessato ne abbia avuto conoscenza.
Il sottoscritto ________________________ in qualità di _________________ del Settore/Servizio
_______________________________________ della Provincia di Ravenna , ATTESTA, ai sensi e
per gli effetti di cui all’art. 23, comma 2-bis, del D.Lgs 7 marzo 2005, n. 82, che la presente copia è
conforme alla determinazione n. ________ del ___________, firmata digitalmente, ai sensi dell’art.
24 del citato decreto legislativo , dal Dott. _________________________ in qualità di Dirigente del
settore __________________________, comprensiva di n. ____ allegati, rispettivamente sub ___,
___, __ e ___ , che consta di n. ___ pagine complessive, documenti tutti conservati presso questa
Provincia ai sensi di legge. Si rilascia per gli usi consentiti dalla legge.
Ravenna, __/__/_____,
_____________________
TIMBRO
Firma
Sezione informativa – Allegato A
ALLEGATO A
Sezione informativa
A1) Informazioni sull’impianto
Sito
Comune di Lugo, località Voltana, Via Traversagno n. 30
presso Comparto CIR (Centro Integrato Rifiuti)
Impianto
Discarica esistente per rifiuti non pericolosi, in esercizio dal 1999 e attualmente in fase di imminente
esaurimento, costituita da un unico lotto suddiviso in 4 settori di capacità complessiva pari a 510.000 m3
(a volume assestato); la volumetria disponibile al 31/12/2010 risulta pari a 1.728 m3 con un quantitativo
residuo conferibile stimato pari a circa 1.595 tonnellate.
La sopraelevazione che costituisce ampliamento della discarica esistente, successiva all'esaurimento
dei 4 settori esistenti, prevede l'innalzamento del livello sommitale di 9 m (a coltivazione ultimata e
assestamento avvenuto) raggiungendo così la quota di 21 m s.l.m., a cui va aggiunto lo strato di
copertura finale. Il profilo di abbandono a fine coltivazione prima dell’assestamento è stimato in circa 24
m s.l.m.
L'ampliamento in sopraelevazione della discarica prevede la realizzazione di un nuovo unico lotto di
capacità pari a 250.000 m3 (a volume assestato), suddiviso in 4 settori.
La discarica oggetto della presente AIA era classificata ai sensi della Delibera del Comitatp
Interministeriale del 27/07/1984 come discarica di 1^ categoria e ora ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003
come discarica per rifiuti non pericolosi. Ai sensi del DM 27/09/2010 è altresì riconducibile alla
sottocategoria "discarica per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o
biodegradabili che di rifiuti inorganici, con recupero di biogas" di cui all'art. 7, comma 1, lettera c) del
DM 27/09/2010.
Attività IPPC
D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. – Parte II, Allegato VIII, punto 5.4 “Discariche che ricevono più di 10
tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche
per i rifiuti inerti”
A2) Iter istruttorio
29/07/2010 presentazione da parte del gestore alla Provincia di Ravenna di documentazione
progettuale con domanda di attivazione della procedura di VIA e contestuale domanda AIA per modifica
sostanziale (con attestazione di avvenuto pagamento delle relative spese istruttorie per un importo pari
a € 9.840,00);
01/09/2010 pubblicazione sul BUR e su quotidiano diffuso nel territorio interessato dell'avviso di
avvenuto deposito della documentanzione VIA-AIA presentata presso la Regione Emilia-Romagna, la
Provincia di Ravenna e il Comune di Lugo, con contestuale avvio del procedimento;
08/10/2010 variazione di ragione e forma giuridica del gestore;
25/10/2010 insediamento e 1a) seduta della Conferenza dei Servizi;
31/10/2010 scadenza deposito della documentazione VIA-AIA presentata: nessuna osservazione
pervenuta dai soggetti interessati;
27/12/2010 richiesta di integrazioni alla documentazione presentata;
02/02/2011 presentazione da parte del gestore di documentazione integrativa;
01/03/2011 2a) seduta della Conferenza dei Servizi;
22/03/2011 presentazione da parte del gestore di documentazione integrativa volontaria;
06/04/2011 3a) seduta della Conferenza dei Servizi;
11/04/2011 trasmissione della bozza di AIA al gestore per eventuali osservazioni ai sensi dell’art. 10,
comma 5) della L.R. n. 21/2004;
13/04/2011 acquisizione del parere espresso da ARPA relativamente al Piano di Monitoraggio ai sensi
dell’art. 10, comma 4) della L.R. n. 21/2004;
21/04/2011 presentazione da parte del gestore di osservazioni allo schema di AIA;
21/04/2011 4a) seduta e conclusione dei lavori della Conferenza dei Servizi, con acquisizione del parere
espresso dal Comune di Lugo, ai sensi dell’art. 10, comma 3) della L.R. n. 21/2004.
1
26/04/2011
Sezione informativa – Allegato A
A3) Autorizzazioni comprese e sostituite dall’AIA
Autorizzazioni settoriali già di titolarità del precedente gestore (HERA S.p.A.) comprese e sostituite
dall’AIA:
Autorizzazione alla gestione della discarica (D1/D5) per rifiuti non pericolosi e approvazione
piano di adeguamento, ai sensi del D.Lgs n. 22/1997 e del D.Lgs 36/2003, rilasciata dalla
Provincia di Ravenna con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo n. 439 del
02/08/2004 così come modificata con successivi provvedimenti n. 584 del 27/10/2005 e n. 708
del 30/12/2005;
Autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in acque superficiali, ai sensi del D.Lgs. n.
152/1999, rilasciata dalla Provincia di Ravenna con provvedimento del Dirigente del Settore
Ambiente e Suolo n. 142 del 02/03/2004 così come modificata con successivo provvedimento n.
725 del 01/12/2004, per l’intero comparto denominato CIR (da cui è stralciato lo scarico di acque
meteoriche di dilavamento che derivano dalle aree di pertinenza della discarica e che viene
regolamentato con la presente AIA);
Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata, ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. n. 59/2005 e dell’art. 10
della L.R. n. 21/2004, alla Ditta HERA S.p.A. nella persona del legale rappresentante, avente sede
legale in Comune di Bologna. Viale Carlo Berti Pichat n. 2/4, in qualità di gestore dell’attività esistente di
gestione della discarica per rifiuti non pericolosi sita in Comune di Lugo, località Voltana, Via
Traversagno, n. 30 presso Comparto CIR, per la prosecuzione dell'attività di cui al punto 5.4
dell’Allegato I al D.Lgs n. 59/2005 - Provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo della
Provincia di Ravenna n. 728 del 31/10/2007;
Con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo della Provincia di Ravenna n. 261 del
01/07/2009, la Ditta HERAmbiente s.r.l., avente sede legale in Comune di Bologna, Viale Berti Pichat,
n. 2/4, risulta titolare nella persona del legale rappresentante dell'AIA n. 728 del 31/10/2007. A seguito
della variazione di ragione e forma giuridica, a far tempo dal 08/10/2010, nell'AIA n. 728 del 31/10/2007
e s.m.i. tutti i riferimenti alla società HERAmbiente s.r.l. sono da intendersi relativi alla Ditta
HERAmbiente S.p.A. con sede legale in Bologna, Viale Berti Pichat n. 2/4 (ns. PG 99088/2010 del
21/12/2010).
La presente AIA, che sostituisce la precedente AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i., comprende altresì:
Autorizzazione allo scarico di acque meteoriche di dilavamento dal corpo discarica in corpo idrico
superficiale (Scolo Nuovo Macallo, bacino idrografico del Canale Destra Reno) tramite il punto di
scarico denominato S1/C nel fosso di scolo interno al Comparto CIR, da cui vengono collettate al
fosso perimetrale di via Traversagno che confluisce nello Scolo Nuovo Macallo, ai sensi del
D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. – Parte III;
Le modalità di gestione e la regolamentazione dello scarico in acque superficiali con le relative
condizioni e prescrizioni riguardano la regimazione e la gestione delle acque meteoriche di
dilavamento dal corpo discarica e aree di pertinenza, secondo quanto indicato nell'Allegato E) al
presente provvedimento, a seguito del completamento delle opere di adeguamento con
particolare riferimento al pozzetto di accumulo e campionamento posto a monte del punto di
scarico S1/C nel fosso di scolo interno al Comparto CIR, da cui vengono collettate al fosso
perimetrale di via Traversagno che confluisce nello Scolo Nuovo Macallo.
Autorizzazione alle emissioni in atmosfera provenienti dalla torcia di combustione del biogas, ai
sensi del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. – Parte V;
La presente AIA, ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006 – Parte IV e del D.Lgs. n. 36/2003, costituisce inoltre
autorizzazione per la svolgimento dell’attività esistente di gestione della discarica (D1/D15) per rifiuti
non pericolosi con ampliamento in sopraelevazione, comprese operazioni di recupero (R5/R11) di rifiuti
non pericolosi per la copertura giornaliera dei rifiuti abbancati e per la gestione/sistemazione ordinaria
della discarica; l’approvazione del progetto di sopraelevazione, che costituisce ampliamento della
discarica esistente per rifiuti non pericolosi di Voltana, è ricompreso nella VIA che comprende anche la
presente AIA.
In considerazione della tempistica di ricollocazione in altro sito all'interno dello stesso Comparto CIR, la
prosecuzione e lo svolgimento dell'attività di trasferimento di rifiuti urbani e assimilati da raccolta
differenziata (R13/D15) nell’area di pertinenza della discarica, in un’area delimitata da arginature in
terra ubicata sul colmo della discarica stessa (in continuità con la precedente autorizzazione settoriale
sostituita dell'AIA e nel rispetto delle condizioni e prescrizioni di cui all’allegato E del presente
provvedimento) è concessa fino al 31/03/2012 ovvero, se antecedente, fino alla messa in esercizio
della nuova stazione di trasferimento, salva la necessità di proroga che dovrà essere documentata.
Decorso il termine sopraindicato, tale autorizzazione concessa in via provvisoria e temporanea è da
intendersi revocata.
2
26/04/2011
Sezione finanziaria – Allegato B
ALLEGATO B
Sezione finanziaria
B1) Calcolo tariffa istruttoria per modifica sostanziale AIA
DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA ISTRUTTORIA PER MODIFICA SOSTANZIALE AIA
CD - Costo istruttorio per acquisizione e gestione della domanda, per analisi delle procedure di gestione
degli impianti e per la definizione delle misure relative a condizioni diverse da quelle di normale esercizio di
impianto
CD (impianti di competenza non statale)
€ 2.500
CARIA - Costo istruttoria per verifica del rispetto della disciplina in materia di inquinamento atmosferico,
valutazione ed eventuale integrazione del piano di monitoraggio e controllo relativo alle emissioni in
atmosfera, conduzione della quota parte delle analisi integrate riferibili alla componente "qualità dell'aria"
Numero di sostanze inquinanti
tipicamente e significativamente
emesse dall'attività
Nessun inquinante
da 1 a 4 inquinanti
da 5 a 10 inquinanti
da 11 a 17 inquinanti
più di 17 inquinanti
Numero di fonti di emissioni in aria
1
€ 800
€ 1.500
€ 3.000
€ 3.500
da 2 a 3
€ 1.250
€ 2.500
€ 7.500
€ 8.000
da 4 a 8
€ 2.000
€ 4.000
€ 12.000
€ 16.000
da 9 a 20
da 21 a 60
€ 200
€ 3.000
€ 5.000
€ 16.500
€ 30.000
€ 4.500
€ 7.000
€ 20.000
€ 34.000
CARIA
oltre 60
€ 12.000
€ 20.000
€ 33.000
€ 49.000
€0
CH2O - Costo istruttoria per verifica del rispetto della disciplina in materia di inquinamento delle acque,
valutazione ed eventuale integrazione del piano di monitoraggio e controllo relativo alle emissioni in acqua,
conduzione della quota parte delle analisi integrate riferibili alla componente "qualità delle acque"
Numero di sostanze inquinanti tipicamente e
significativamente emesse dall'attività
Nessun inquinante
da 1 a 4 inquinanti
da 5 a 7 inquinanti
da 8 a 12 inquinanti
da 13 a 15 inquinanti
più di 15 inquinanti
1
€ 50
€ 950
€ 1.750
€ 2.300
€ 3.500
€ 4.500
Numero di scarichi
da 2 a 3
da 4 a 8
€ 100
€ 1.500
€ 2.000
€ 2.800
€ 4.200
€ 3.800
€ 5.800
€ 7.500
€ 15.000
€ 10.000 € 20.000
CH2O
oltre 8
€ 400
€ 5.000
€ 8.000
€ 10.000
€ 29.000
€ 30.000
€0
CRP/RnP - Costo istruttoria per verifica del rispetto della disciplina in materia di rifiuti e condizione della quota
parte delle analisi integrate riferibili alla componente "rifiuti"
Tasso di conferimento
Rifiuti pericolosi
Rifiuti non pericolosi
0
€0
€0
Tonnellate/giorno oggetto della domanda
oltre 1
oltre 10
oltre 20
fino a 1
fino a 10
fino a 20 fino a 50
€ 500
€ 1.000
€ 2.200
€ 3.200
€ 250
€ 500
€ 1.200
€ 1.800
CRP
CRnP
€ 5.000
€ 3.000
€0
€ 3.000
3
26/04/2011
oltre 50
Sezione finanziaria – Allegato B
C5 - Costi istruttori per verifica del rispetto della ulteriore disciplina in materia ambientale, valutazione ed
eventuale integrazione del piano di monitoraggio e controllo relativo ad altre componenti ambientali,
conduzioni della quota parte delle analisi integrate riferibili alle ulteriori componenti ambientali
tutela
campi
sicurezz
clima
quantitativa
ripristino
elettromagnetic odori
a del
acustico
della risorsa
ambientale
Ulteriore componente
i
COd
territorio
CCA
idrica
CRA
ambientale da considerare
CEM
CST
CRI
€ 3.500
€ 2.800
€ 1.750
€ 700 € 1.400
€ 5.600
C5 (CCA + CRI + CEM+ COd + CST + CRA)
€ 8.050
CSGA - Riduzione del costo istruttorio per analisi delle procedure di gestione degli impianti e per la definizione
delle misure relative a condizioni diverse da quelle di normale esercizio dell'impianto determinate dalla
presenza di un sistema di gestione ambientale (certificazione ISO 14001, registrazione EMAS)
CSGA (CARIA+CH2O+CRP+CRnP+CCA+CRI+CEM+COD+CST+CRA)*0,2)
€ 2.210
CDom - Riduzione del costo istruttorio per acquisizione e gestione della domanda determinate da particolari
forme di presentazione della domanda
Tipo impianto
Domanda Presentata
secondo le specifiche
con copia
fornite dall'autorità competente
informatizzata
Impianti di competenza non statale
€ 1.000
€ 500
CDom
€ 1.500
CALCOLO TARIFFA ISTRUTTORIA PER MODIFICA SOSTANZIALE AIA
Ti - tariffa istruttoria relativa a modifica sostanziale di Autorizzazione Integrata Ambientale
Ti = CD - CSGA - CDom + CARIA + CH2O + CRP + CRnP + C5 =
= € 2.500,00 – € 2.210,00 - € 1.500,00 + € 0 + € 0 + € 0 + € 3.000,00 + € 8.050,00 = € 9.840,00
Il gestore ha provveduto, conformemente a quanto previsto dal DM 24 aprile 2008 con le integrazioni e
adeguamenti di cui alla DGR n. 1913/2008 e s.m.i., al pagamento delle spese istruttorie necessarie
all'aggiornamento per modifica sostanziale dell'AIA già rilasciata di cui al provvedimento n. 728 del
31/10/2007 e s.m.i., con versamento effettuato in data 27/07/2010 per un importo pari a € 9.840,00.
4
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
ALLEGATO C
Valutazione integrata ambientale
C1) INQUADRAMENTO TERRITORIALE, PROGRAMMATICO, AMBIENTALE E DESCRIZIONE
DELL’ASSETTO IMPIANTISTICO
La discarica per rifiuti non pericolosi oggetto della presente AIA, situata in un'area compresa fra i comuni di
Lugo e Alfonsine, è parte integrante di un più vasto comparto di trattamento rifiuti sito in Comune di Lugo,
località Voltana, Via Traversagno, n. 30 denominato Comparto CIR (Centro Integrato Rifiuti), in cui sono
presenti anche un impianto di compostaggio (oggetto di propria AIA) e una stazione di trasferimento rifiuti da
raccolta differenziata (attualmente sul colmo della discarica e da riallocare in altra area all'interno dello
stesso Comparto CIR) entrambi gestiti dalla stessa HERAmbiente S.p.A. (società del Gruppo HERA) e un
impianto di selezione di rifiuti solidi gestito dalla AKRON S.p.A. (attività non IPPC). AKRON (società
controllata da HERA S.p.A.), in virtù di una specifica convenzione con HERAmbiente, oltre all’impianto di
stoccaggio, selezione, trattamento e recupero di rifiuti solidi gestisce anche i piazzali, la viabilità interna ed
esterna e l’ingresso al comparto CIR comprese tutte le attività di pesatura.
In virtù di un contratto con HERAmbiente per il diritto di sfruttamento energetico del biogas prodotto dalla
discarica, è altresì in fase di realizzazione all'interno del Comparto CIR, da parte di ICQ Holding S.p.A., un
impianto di produzione energia elettrica (non oggetto della presente AIA) per il recupero energetico del
biogas estratto e ad oggi inviato a combustione in torcia.
Inquadramento territoriale e programmatico
Il Comparto CIR, che occupa una superficie in Comune di Lugo pari a circa 20 ha, confina a nord-est con via
Traversagno, che ne costituisce la viabilità di accesso, ad ovest con lo Scolo Tratturo che rappresenta
anche il confine fisico tra i due comuni di Lugo e Alfonsine, a sud ed est con territorio pianeggiante di
proprietà terze. In adiacenza allo Scolo Tratturo, è presente in Comune di Alfonsine un'area interessata per
circa 13 ha da discariche esaurite. In prossimità della discarica è riscontrabile la presenza di un elettrodotto
interrato a 15 kV, che corre in direzione ovest-est, secondo una direttrice parallela allo sviluppo della via
Traversagno collegandosi al relativo elettrodotto aereo di distribuzione da 15 kV.
L’area nella quale si colloca la discarica è caratterizzata da territorio pianeggiante interessato da attività
agricole e di allevamento.
Rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Territoriale (PTCP) dell Provincia di Ravenna, l'area di
interesse appartenente all'Unità di Paesaggio n. 3 denominata "Valli del Reno" si inserisce in una "zona di
particolare interesse paesaggistico ambientale" (art. 3.19 delle NTA del PTCP) soggetta a vincolo di tutela ai
sensi del D.Lgs 42/2004, a causa della presenza di corsi d'acqua di rilevanza paesaggistica (canale Tratturo
e Arginello); la potenziale idoneità di tale area alla localizzazione di impianti per lo smaltimento di rifiuti è
subordinata alla loro previsione nell’ambito di specifici strumenti di pianificazione nazionali, regionali o
provinciali, o, in assenza, ad una Valutazione di Impatto Ambientale. L'intervento di ampliamento in
sopraelevazione della discarica, peraltro sottoposto a VIA, è esplicitamente previsto dal viegente Piano
Provinciale di Gestione dei Rifiuti (PPGR) della Provincia di Ravenna; all’art. 11 delle NTA, il PPGR prevede
infatti per la discarica di Lugo una "leggera sopraelevazione per rispondere all’esigenza di smaltire i sovvalli
degli impianti di selezione per un volume massimo di 250.000 m3”.
In proposito, è da rilevare che la pianificazione dei flussi di smaltimento presso l’impianto di Lugo fa si che la
coltivazione del lotto in sopraelevazione alla discarica di Lugo consenta, di fatto, di allungare la durata della
gestione operativa della discarica stessa indicativamente fino al 2015 (ipotizzando l’inizio della gestione a
fine 2010-inizio 2011) conferendo prioritariamente le frazioni indicate nel PPGR (sovvalli degli impianti di
selezione e del compostaggio presenti in situ). In coerenza con gli scenari del PPGR, il piano di gestione
della discarica in ampliamento per sopraelevazione prevede il conferimento di circa 50.000 t/a di rifiuti a
smaltimento, di cui una quota dell’ordine di almeno 60–70% è rappresentata dai flussi di sovvallo/scarto
provenienti dagli impianti di trattamento e recupero presenti nel medesimo comparto (impianto di selezione
AKRON e impianto di compostaggio) mentre la quota rimanente, a saturazione, è costituita da rifiuti speciali
non pericolosi; tale ipotesi di gestione è basata sulla potenzialità massima di trattamento degli impianti
sopracitati e definita, nel PPGR vigente, idonea al fabbisogno per l’intero periodo di pianificazione.
In conformità alle previsioni del PTCP, il Piano Strutturale Comunale di Lugo individua l'area in oggetto in
una zona di particolare interesse paesaggistico ambientale e all’interno di una fascia perifluviale soggetta a
tutela paesaggistica normate, rispettivamente, agli artt. 2.4 e 2.17 delle NTA, in cui la realizzazione delle
opere e degli interventi edilizi consentiti riguardanti la discarica è soggetta ad autorizzazione paesaggistica
ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004.
L'area di intervento non risulta soggetta a particolari vincoli di carattere naturalistico, pur trovandosi nelle
vicinanze di siti individuati per la conservazione della diversità biologica; in particolare, l’area della discarica
dista circa 2 km dal sito della Rete Natura 2000 SIC-ZPS IT 4070021 "Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno" e
da un'area facente parte della Riserva naturale di Alfonsine denominata “Boschetto dei tre canali”, un vero e
proprio triangolo di verde stretto all'incrocio dei canali Tratturo, Arginello e Canalina.
Rispetto alla pianificazione settoriale in materia di qualità dell’aria, per la discarica per rifiuti non pericolosi
oggetto della presente AIA non sussistono particolari vincoli dettati dal Piano di tutela e Risanamento della
Qualità dell’Aria (PRQA) della Provincia di Ravenna.
5
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
Le emissioni in atmosfera diffuse di pertinenza di un impianto di discarica possono essere rappresentate da
eventuali emissioni di biogas, e quindi NMCOV, dal corpo di discarica e dall’emissione di Polveri connessa
all’attività di scarico e abbancamento rifiuti; i NMCOV vengono ritenuti dal PRQA l’unico parametro
significativo associato alle emissioni in atmosfera imputabili all’esercizio delle discariche.
L’attività della discarica oggetto della presente AIA non incide pertanto in maniera significativa sullo stato di
qualità dell’aria, con particolare riguardo agli inquinanti (NOx e Polveri) individuati dal PRQA come
maggiormente critici per la qualità dell’aria nella Provincia di Ravenna ed anche, più nello specifico,
all’interno del Comune di Lugo.
In relazione alle previsioni e vincoli rispetto alla pianificazione in materia di tutela delle acque, non
sussistono vincoli particolari dettati dal Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Emilia-Romagna;
l'area in oggetto non ricade in alcun modo in zone di protezione delle acque sotterranee, interessate da
fenomeni di ricarica diretta o indiretta della falda.
In merito all'interferenza della discarica sulle acque superficiali, si rileva che nei primi mesi dell'anno 2008 il
gestore ha provveduto al completamento dei previsti interventi di adeguamento riguardanti la regimazione e
la gestione delle acque meteoriche di dilavamento del corpo discarica e aree di pertinenza. Con l'intervento
di sopraelevazione risulta tuttavia necessario un ampliamento del sistema di accumulo delle acque
meteoriche di dilavamento del corpo discarica, al fine di ridurre le attivazioni dello sfioro sul punto di scarico
nello Scolo Nuovo Macallo, facente parte del sottobacino del torrente Senio che, come consentito dal PTA
regionale e a prescindere dalla rispondenza letterale ai requisiti normativi, nel Piano Provinciale di Tutela
delle Acque (PPTA) della Provincia di Ravenna in fase di approvazione, è individuato come corpo idrico
"significativo" per la sua rilevanza territoriale, coerentemente alla medesima classificazione già adottata nel
suo tratto toscano. In merito all’assetto idrografico dell’area in esame, situata nel sottobacino del Senio di
competenza dell’Autorità di Bacino del Reno, si evidenzia che area non rientra tra le aree ad elevata
probabilità di inondazioni ovvero di potenziali inondazioni e allagamento individuate dal Piano Stralcio per il
bacino del torrente Senio.
Inquadramento ambientale
STATO DEL CLIMA, DELL’ATMOSFERA E DI QUALITA’ DELL’ARIA
La Provincia di Ravenna, compresa fra la costa adriatica ad Est e i rilievi appenninici a Sud-Ovest, è
costituita in gran parte da territorio omogeneo, distinguibile in pianura costiera, pianura interna, pianura
pedecollinare e zona collinare e valliva.
Da un punto di vista meteo-climatico, l’area di interesse può essere inquadrata nella pianura interna, che si
spinge fino alla pedecollina; nonostante sia strettamente contigua con la pianura costiera, mostra caratteri
piuttosto diversi da essa. In pratica si verifica il passaggio da un clima marittimo ad uno più continentale:
aumento dell’escursione termica giornaliera con più frequenti gelate, ventilazione più contenuta, aumento
delle formazioni nebbiose e delle giornate d’afa. Soprattutto la temperatura mostra un calo sensibile rispetto
alla costa tenendo conto comunque della notevole vicinanza. Il regime pluviometrico, invece, è simile a
quello costiero, con una maggior frequenza in inverno di precipitazioni nevose.
Nella provincia di Ravenna la condizione più frequente, in tutte le stagioni, è quella di stabilità, associata ad
assenza di turbolenza termodinamica e debole variazione del vento con la quota. Ciò comporta che anche in
primavera ed estate, nonostante in questi periodi dell’anno si verifichino il maggior numero di condizioni di
instabilità, vi siano spesso condizioni poco favorevoli alla dispersione degli inquinanti immessi vicino alla
superficie.
Relativamente allo stato di qualità dell’aria e con riferimento al Piano di tutela e Risanamento della Qualità
dell’Aria (PRQA) della Provincia di Ravenna, il territorio del Comune di Lugo, e quindi l’area di interesse,
rientra in zona A cioè fra quelle aree in cui vi è il rischio di superamento dei valori limite degli standard di
qualità dell’aria previsti dal DM n. 60/2002 e per le quali è necessario predisporre e attuare piani di
risanamento. In particolare, il Quadro Conoscitivo del PRQA ha evidenziato, a valle dell’elaborazione dei dati
delle postazioni fisse della rete di monitoraggio aventi serie storiche nel periodo 2000-2004 e di quelli
ricavati dalle campagne con il laboratorio mobile in tutti i comuni della provincia, che gli inquinanti più critici
per il territorio provinciale risultano essere il biossido di azoto e il particolato PM10.
Nel PRQA è presente inoltre una stima del contributo alle emissioni in atmosfera suddiviso per macro-settori
e per Comune. Gli inquinanti considerati sono SOx, NOx, MNCOV e PM10; non si è trattato il parametro CO
in quanto questo inquinante deriva per più del 90% dal traffico veicolare e solo per quote minime da altri
settori: la distribuzione percentuale di questo inquinante nei diversi settori sarebbe quindi risultata poco
significativa.
Considerato che i NMCOV vengono ritenuti dal PRQA l’unico parametro significativo associato alle emissioni
in atmosfera riconducibili agli impianti di discarica (per emissione di biogas, per cui nel caso in esame sono
previsti interventi sulla rete di captazione che risulterà afferente all'impianto di recupero energetico per la
produzione di energia elettrica in fase di realizzazione), il quadro relativo al Comune di Lugo, nel quale è
localizzata l’area di interesse, individua rispettivamente nelle industrie (56%) e nei trasporti stradali (41%) i
principali settori imputabili delle emissioni di NMCOV nel territorio comunale.
6
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
STATO DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE
L’area in esame ricade nel bacino idrografico del Fiume Reno, all’interno del sottobacino del torrente Senio
che è l'ultimo degli affluenti di destra del Basso Reno; tale corpo idrico naturale nasce in comune di
Palazzuolo sul Senio in Toscana e il suo corso è lungo 90 km.
Tra gli affluenti, il torrente Senio è quello con la maggiore estensione delle opere idrauliche; queste ultime
infatti iniziano a valle del ponte della Via Emilia e si sviluppano per circa 40 km fino all'ingresso del Reno in
località prossima a S.Alberto, attraversando località fittamente urbanizzate.
Nel Piano Provinciale di Tutela delle Acque (PPTA), in fase di approvazione, il torrente Senio è aggiunto ai
corpi idrici superficiali "significativi" già individuati dal PTA regionale, coerentemente alla medesima
classificazione già adottata nel suo tratto toscano.
Dai dati rilevati nelle stazioni di monitoraggio della Rete Regionale posizionate sul torrente Senio, tale corpo
idrico naturale è caratterizzato da uno stato "scadente" a causa della scarsità dell'acqua e dell'innaturalità
dell'alveo.
Le acque meteoriche di dilavamento della discarica per rifiuti non pericolosi in oggetto confluiscono,
attraverso la preposta rete allontanamento, nel fosso di scolo interno al Comparto CIR da cui vengono
collettate al fosso perimetrale di Via Traversagno e quindi destinate allo scarico nel corpo idrico recettore
identificato nello Scolo Nuovo Macallo (facente parte del bacino idrografico del Canale Destra Reno,
sottobacino del torrente Senio); rispetto all'obiettivo di qualità fissato dal PTA regionale per il torrente Senio,
l'attività della discarica non comporta pertanto interferenze significative al raggiungimento entro il 2016 dello
stato di qualità "buono".
Lo stato delle acque di falda (superficiali) attorno agli impianti di discarica all'interno ovvero limitrofi al
Comparto CIR viene monitorato attraverso prelievi da una rete di pozzi di campionamento. La rete di
monitoraggio delle acque sotterranee di pertinenza della discarica in oggetto era inizialmente costituita da 6
pozzi piezometrici e da 4 pozzi cosiddetti di "sottotelo" che, avendo profondità superiori a 4 m e diametro
DN1100, non costituiscono quindi tipici monitoraggi per la verifica della presenza di liquidi sottotelo, ma
piuttosto punti di monitoraggio delle acque sotterranee che integrano i pozzi piezometrici (per le fattezze
costitutive dei pozzi di "sottotelo" e per la modesta profondità raggiunta non paragonabile con quella dei
piezometri, questi non sono preventivamente spurgabili prima del campionamento e nelle loro pareti interne
sono presenti fitte colonie di depositi di ferro che possono influenzare pesantemente le determinazioni
analitiche).
Nel mese di dicembre 2007 si è provveduto ad integrare con 7 nuovi piezometri la effettiva rete
piezometrica. Tali nuovi punti di monitoraggi, posti perimetralmente all’impianto, sono costruiti in modo
identico a quelli esistenti e attestati alla profondità di circa 10 m dal p.c.; i nuovi piezometri risultano tuttora
difficilmente valutabili perché la serie storica di dati a disposizione è ancora molto limitata.
Per migliorare ulteriormente il monitoraggio delle acque sotterranee, oltre ai livelli automatici già installati, è
stata posta una sonda multiparametrica con il rilievo in continuo delle principali caratteristiche chimicofisiche delle acque sotterranee (temperatura, pH, conducibilità, ORP, ossigeno disciolto, salinità).
Per la caratterizzazione chimica delle acque sotterranee, si è fatto riferimento alle risultanze analitiche in
corrispondenza del pozzo piezometrico denominato P27 posto, alla profondità di 10 m, in prossimità
dell’incrocio fra Via Traversagno e Via Lunga. Il suo chimismo rappresenta una sorta di “bianco” dell’area in
cui insiste l’impianto di discarica, in quanto ubicato, rispetto alla posizione della discarica e in relazione alla
direzione di flusso della falda, in un’area difficilmente influenzata da possibili interazioni della discarica con i
sistemi acquiferi sub superficiali, ma sufficientemente vicino per ben rappresentare lo “stato di fatto” della
circolazione idrica sotterranea.
Sono disponibili analisi a partire dal 2008; rispetto alle 19 sostanze complessivamente analizzate, 12 hanno
almeno un campione maggiore al limite di determinazione e per 3 parametri, quali in particolare Ferro,
Manganese e Arsenico, si osservano valori talora superiori alle CSC di cui alla Tabella 2 dell'Allegato 5 alla
Titolo V della Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. Per il Manganese il superamento avviene per tutti
i campioni, mentre per Ferro e Arsenico la frequenza di superamento è pari a circa il 30% dei campioni.
In corrispondenza del sito di discarica e con riferimento alle risultanze dei monitoraggi dell'ultimo triennio
(2008-2009-2010) sulle acque prelevate in corrispondenza dei piezometri denominati 15, 16, 17 e 18, che
filtrano l’acquifero di interesse riconosciuto da 11 m a circa 21 m circa di profondità, si osserva il
superamento delle CSC per i parametri Manganese e Ferro, dovuto essenzialmente alla concentrazione di
fondo presente nelle in falda nel sito.
STATO DEL SUOLO E SOTTOSUOLO
Il Comune di Lugo, e quindi l'area in cui insiste la discarica in esame, rientra in zona sismica 2,
classificazione attribuita a comuni in cui il rischio sismico (calcolato sia per frequenza che per intensità degli
eventi) è medio-alta.
Dal punto di vista di inquadramento geologico, i depositi presenti in generale nell'area sono costituiti
maggiormente da limi e argille alluvionali e sabbie e limi alluvionali, e in minor misura da sabbie e limi deltizi
a nord. In particolare, nell'area in esame si riscontrano limi e argille alluvionali, con litologia caratterizzata da
depositi costituiti da argille e limi in strati medi e spessi con rare intercalazioni di limi sabbiosi e sabbie
limose in strati da molto sottili a medi. Spesso le argille contengono tracce di apparati radicali e sono
intensamente biotorbate per cui non sono più visibili la stratificazione e le strutture sedimentarie originarie.
7
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
Sono interpretati come depositi di piana inondabile. Sono stati cartografati solo in superficie dove affiorano
nelle aree depresse interposte ai rilievi deposizionali degli argini, canali e rotte fluviali e fra questi e la fascia
dei depositi deltizi ("valli"). Formano corpi a geometria allungata parallelamente agli assi fluviali, che può
divenire più complessa quando diverse aree interfluviali si saldano fra loro costituendo i bacini in cui si
chiudono i depositi di argine, canale e rotte dei corsi d'acqua appenninici; sono spessi generalmente pochi
metri. Passano lateralmente a depositi di argine, canale e rotta fluviale con contatti graduali o a depositi di
canale distributore con contatti netti. Nel sottosuolo i depositi di argine, canale e rotta e quelli di piana
inondabile sono spesso difficilmente da distinguere e cartografare separatamente.
In termini geomorfologici, l'area ricade all'interno di un'area depressa, in passato oggetto di eventi
alluvionali. L'andamento altimetrico del piano di campagna mostra una zona più rilevata posta a sud-ovest,
con quote che tendono a diminuire verso nord-est sino alle zone topograficamente depresse delle aree di
bonifica. Gli interventi di bonifica, che permisero di trasformare terreni vallivi in terreni produttivi, hanno
alterato fortemente la morfologia naturale del territorio.
Per quanto attiene alla idrologia di superficie, l'area ricade all'interno del sottobacino del Senio; le
caratteristiche morfologiche del corso d'acqua e delle sue arginature risentono del lungo percorso in pianura
e della presenza di numerosi centri abitati insediatisi, da epoca lontana, in prossimità del torrente. Si
aggiunge una fitta rete di canali artificiali che costituisce il sistema di scolo delle acque meteoriche, data la
condizione di pensilità, rispetto al piano di campagna, del corso d'acqua naturale che attraversa l'area. In
particolare, il sito in esame rientra nel comparto idraulico Canal Vela (come tutto il territorio compreso tra
destra Santerno e sinistra Senio) le cui acque sono per la quasi totalità recapitate nel collettore principale
Canale Destra Reno, attraverso lo Scolo Tratturo, il Canale dei Molini di Castelbolognese, lo Scolo Arginello,
lo Scolo Casale, il Canal Vela e lo Scolo Alfonsine. L'area di discarica occupa una parte del territorio
compresa tra lo Scolo Tratturo prossimo alla confluenza con lo Scolo Arginello e lo Scolo Casale.
Oltre ad una rete di canali e impianti idrovori, in corrispondenza degli scoli Tratturo e Ballirana, risultano
realizzate una serie di opere idrauliche con conseguenze positive sulla sicurezza del territorio. L'area
interessata, in passato è stata colpita da eventi alluvionali significativi (dicembre 1966, giugno e agosto
1995) nonché da una serie eventi minori, oltre a quelli gravissimi verificatisi negli ultimi mesi del 1996, che
hanno evidenziato le precarietà della situazione sotto il profilo idraulico. Non va altresì dimenticato
l'abbassamento del suolo, che ha interessato in misura non marginale il territorio, il quale determina
variazioni delle quote e delle pendenze e quindi difficoltà di drenaggio.
Per quanto riguarda il sottosuolo, le indagini effettuate nell'aprile 2010 (1 prova geofisica eseguita nel corpo
discarica e 9 prove penetrometriche statiche eseguite sull'argine perimetrale) sembrano confermare quanto
è stato verificato dai precedenti studi condotti nel territorio. In generale si fa riferimento ad una
macrostruttura idrogeologica locale con caratteristiche di monoacquifero, cioè ad un sistema che pur
differenziato, in senso orizzontale e orizzontale, e quindi con limiti inferiori e lateriali riconoscibili, in termini
idrodinamici rappresenta una struttura omogenea e unitaria.
Si rileva la presenza di un modello idrogeologico che contempla un complesso litostratigrafico caratterizzato
da termini di prevalenza ultrafini, con coefficienti di permeabilità piuttosto bassi, e le cui caratteristiche di
drenaggio globale sono ridotte. L'acquifero superficiale è di tipo semiconfinato, con un grado di permeabilità
complessivamente ridotto, prefigurando una velocità di scorrimento delle acque e infiltrazione a scarsa
rilevanza idrogeologica.
Relativamente alla serie stratigrafica locale, esaminando i risultati delle prove penetrometriche e
comparandole con le ulteriori prove disponibili nell'area, è ipotizzabile la seguente litologia media:
- da 0,00 a 5,00 m: terreno costituente l'argine di base litologicamente assimilabile ad argille da molli a
medie con resistenze alla penetrazione comprese tra 8,00 e 14,00 kg/cm2; nella massa sono ben
evidenti livelli molto mobili correlabili con argille torbose organiche.
- da 5,00 a 10,00 m: terreno del substrato caratterizzato da prevalente argilla da media a compatta con
intercalazioni anche pluridecimetriche di argille molli e più rari livelletti limosi sabbiosi; la resistenza
alla punta, in questo strato , tende ad un valore medio di circa 12 kg/cm2 con minimo di 8,00 kg/cm2 in
corrispondenza di un livello particolarmente tenero tra 8 e 9 m di profondità e un valore massimo di 30
kg/cm2 a 6,00÷6,50 m dal piano di riferimento. L'analisi dei tracciati evidenzia un generale aumento
delle resistenze tra 5,50 e 7,50 m di profondità, imputabile all'effetto costipamento esercitato dal carico
del corpo della discarica sul terreno in posto.
Facendo riferimento alle prove più profonde si evince che a quote inferiori a 10,00 m la litologia resta
prevalentemente argillosa con resistenza media sempre compresa tra 12,0 e 20,0 kg/cm2; all'interno del
deposito sono sempre presenti livelli argillosi molli con spessori variabili da pochi decimetri a 1,50÷2,00 m.
Al termine delle indagini geognostiche nei fori di sondaggio è stato misurato il livello della falda superficiale
mediante freatimetro elettronico solo nel caso di una prova (ad una profondità di -6,70 m dal p.c.); in tutte le
altre prove il foro si è chiuso a profondità comprese tra -3,00 m dal p.c. a -7,50 m dal p.c. senza poter
effettuare una misura certa del livello idrico. Facendo riferimento ai dati bibliografici suffragati dalle risultanze
dell'indagine, i valori medi di soggiacenza della prima falda superficiale rispetto al p.c., in prossimità del
corpo discarica, sono inferiori al metro.
A causa delle caratteristiche litologiche dei terreni, tipicamente argillosi con rare alternanze più limose, e del
conseguente valore modestissimo del coefficiente di permeabilità, non si può pensare all'esistenza di una
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
falda superficiale ben definita. Si deve pensare ad una situazione in cui questa "falda superficiale" non è
fornita da uno specifico livello permeabile con estesa continuità laterale ma da condizioni di stratigrafia
superficiale locale e di imbibizione di zone molto circoscritte. Pertanto il livello di cui si è detto è correlabile
con situazioni localizzate e con la presenza di sottili accumuli di acqua "interstrato" che non può in alcun
modo essere considerato come corpo acquifero strutturato.
Descrizione dell’assetto impiantistico attuale
La discarica per rifiuti non pericolosi oggetto della presente AIA è in esercizio dal 1999; per tale discarica
esistente nell’agosto 2004 è stato approvato il Piano di Adeguamento ai sensi dell’art. 17, comma 3) del
D.Lgs. n. 36/2003.
Il corpo discarica è realizzato pressoché completamente in rilevato rispetto al piano campagna; il profilo del
rilevato ha una geometria trapezoidale e dimensioni di circa 300 m x 280 m e altezza relativamente
modesta; l'attuale quota altimetrica è pari a 12 m s.l.m.
Nella discarica, attualmente costituita da un unico lotto suddiviso in 4 settori di capacità complessiva pari a
510.000 m3 (a volume assestato), sono ammessi i rifiuti solidi urbani e assimilati provenienti dal bacino di
utenza dei Comuni dell’Associazione Intercomunale Bassa Romagna, oltre a rifiuti speciali non pericolosi e
rifiuti assimilati agli urbani provenienti dal territorio regionale.
A far tempo dal 31/10/2007, risultano sospesi i conferimenti di rifiuti per il raggiungimento delle quote di
abbancamento indicate nel progetto a suo tempo approvato; allo stato attuale risulta confermata la
sospensione di conferimenti, rispetto alle quantità complessivamente abbancabili già autorizzate, in attesa
della riduzione volumetrica indotta dall'assestamento e dalla perdita di umidità dei rifiuti.
Nel grafico seguente si riassumono le quantità annuali di rifiuti smaltiti in discarica, a partire dal relativo anno
di messa in esercizio.
20
10
20
09
20
08
20
07
20
06
20
05
20
04
20
03
20
02
20
01
20
00
130000
120000
110000
100000
90000
80000
70000
60000
50000
40000
30000
20000
10000
0
19
99
Rifiuti smaltiti
[tonnellate/anno]
Andamento annuale dei conferimenti
Dai dati soprariportati risulta che complessivamente all’interno della discarica sono state smaltite 469.043,67
tonnellate di rifiuti; la volumetria disponibile al 31/12/2010 risulta pari a 1.728 m3 con un quantitativo residuo
conferibile stimato pari a 1.594,33 tonnellate.
Al fine di garantire l’isolamento del corpo dei rifiuti dalle matrici ambientali, la discarica esistente per rifiuti
non pericolosi di Voltana è provvista di:
impermeabilizzazione del fondo e delle sponde della discarica;
sistema di raccolta e allontanamento del percolato;
sistema di regimazione e allontanamento delle acque meteoriche;
impianto di captazione e gestione del biogas di discarica.
Oltre l’impermeabilizzazione delle sponde con telo HDPE, è prevista una triplice impermeabilizzazione del
fondo per evitare il contatto diretto dei rifiuti con il terreno sottostante e in particolare:
1. strato minerale compattato corrispondente al primo livello di tenuta disposto sulla base del terreno
naturale;
2. secondo livello di tenuta idraulica per mezzo della posa in opera di un materassino bentonitico;
3. terzo livello di tenuta idraulica realizzato con telo in HDPE posto al di sopra di uno strato di argilla con
funzioni ignifughe e protettive.
Per quanto riguarda il sistema per la raccolta e allontanamento del percolato, i drenaggi sono realizzati per
ottenere la compartimentazione del fondo in 4 settori idraulicamente separati; in questo modo è stato
possibile coltivare ogni settore della discarica indipendentemente dagli altri.
Sulla guaina in HDPE è posato uno strato di circa 50 cm di sabbia, che costituisce lo strato drenante del
fondo della discarica, caratterizzato da un coefficiente di conducibilità idraulica pari a 10-2 cm/s; entro tale
strato drenante è alloggiata l’orditura dei tubi di drenaggio del percolato costituita da tubazioni in gres
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
ceramico del tipo forato per drenaggi con foratura a 360°. La disposizione dell’orditura di fondo dei tubi di
drenaggio del percolato prevede un collettore centrale DN 300 mm che raccoglie il drenaggio dei collettori
laterali DN 200 mm disposti a spina di pesce con interasse di circa 10 m; la pendenza media delle linee di
drenaggio è pari a circa 0,5%. Il collettore centrale adduce ad un pozzetto di raccolta e sollevamento in
vetroresina DN 1200 mm. I punti di sollevamento sono 4, uno per ogni settore idraulico della vasca. Tale
pozzetto ha le pareti di spessore pari a 17 mm, giuntato a manicotto con guarnizione a labbra di tenuta e
alloggiato su platea di fondazione in calcestruzzo armato. Il fondo del pozzetto è un fondo piatto saldato in
fase di prefabbricazione. Il sistema di impermeabilizzazione del fondo della vasca (telo in HDPE,
materassino bentonitico e argilla interposta fra bentonite e telo) segue la conformazione inferiore del piano di
appoggio del pozzo verticale di raccolta percolato in modo da assicurare l’integrità costruttiva del sistema di
impermeabilizzazione. Il pozzo di emunzione è provvisto di una pompa di estrazione che convoglia il
percolato in una tubazione in PEAD PN10 che recapita il liquame alla vasca di stoccaggio. Ogni linea è
dotata di manometro per la verifica periodica della tenuta idraulica ed è indipendente per ogni settore
idraulico della vasca di stoccaggio. Dalla vasca di stoccaggio il percolato è inviato tramite autobotte ad
impianti esterni di trattamento autorizzati. L'attuale vasca di stoccaggio del percolato ha una capacità utile
pari a circa 250 m3, realizzata in calcestruzzo armato completamente fuori terra e protetta internamente da
un rivestimento in HDPE atto alla impermeabilizzazione e protezione del calcestruzzo dal liquido stoccato; la
vasca è provvista in sommità di botola di ispezione e misuratori di livello che, mediante sistema di consensi
semi-automatici, possono disabilitare l’estrazione del percolato in caso di riempimento della vasca di
stoccaggio.
É presente una rete di monitoraggio della tenuta del pacchetto di impermeabilizzazione di fondo della vasca,
posizionata sotto tutti gli strati di tenuta idraulica; la rete è composta da 4 linee diverse, ognuna delle quali
sottende uno dei 4 settori di fondo della vasca. Ciascuna linea è dotata di collettore centrale di drenaggio in
gres ceramico fessurato a 360° DN200 al quale convergono 3 dreni disposti a lisca di pesce realizzati in
ghiaia con dimensioni 20/20 cm. Lo scarico della linea avviene in un pozzetto di monitoraggio in
calcestruzzo armato; la pendenza del collettore principale verso il pozzetto è di circa 0,3%. Risultano
pertanto disposti 4 pozzetti di monitoraggio, ognuno per i 4 settori del fondo della discarica.
Il sistema di drenaggio acque meteoriche della discarica è così composto: partendo dal lato Est della
discarica, è presente un drenaggio realizzato in ghiaia, al termine del quale è stata realizzata una centralina
di sollevamento tramite la quale le acque meteoriche raccolte vengono inviate al fosso di scolo presente sul
lato Nord, recapitante nel fosso lato Ovest e quindi al corpo idrico recettore finale. Il dreno in ghiaia sul lato
Est è stato realizzato, per ragioni di spazio, in luogo di un normale fosso di scolo, che comunque
pienamente sostituisce dal punto di vista funzionale. Sul lato Sud di discarica è stato realizzato un fosso
“pensile”, che ricopre a tutti gli effetti le funzioni di fosso esterno al corpo discarica.; il fosso è infatti collocato
sulla sommità di un riporto in terra costruito a presidio del piede dell’argine localizzato sul lato Sud, tra la
discarica e lo Scolo Nuovo Macallo. Tale fosso raccoglie le acque meteoriche e le invia al fosso lato Ovest
prima dello scarico nel recapito finale.
Dal piede del riporto in terra il ruscellamento delle acque meteoriche è assicurato da una adeguata
pendenza che consente il convogliamento diretto delle acque per dispersione allo Scolo Nuovo Macallo, che
lambisce tutto il lato Sud della proprietà HERAmbiente.
Le acque provenienti dalle precipitazioni atmosferiche, che ruscellano sul corpo discarica messo in
sicurezza con idonea copertura provvisoria, vengono così captate e convogliate alla rete di allontanamento
con recapito finale allo Scolo Nuovo Macallo (bacino idrografico del Canale Destra Reno), attraverso il punto
di scarico denominato S1/C. Nei primi mesi del 2008 sono stati ultimati i lavori per la sistemazione della
regimazione delle acque meteoriche; in particolare, è stato realizzato (in corrispondenza del fosso lato Ovest
della discarica) un pozzetto dotato di paratoia che viene mantenuta normalmente chiusa. In caso di non
conformità rispetto ai limiti stabiliti per lo scarico in acque superficiali, il volume di acque trattenute viene
destinato a trattamento presso impianti esterni autorizzati; in caso di conformità, viene invece attivato lo
scarico verso lo Scolo Nuovo Macallo tramite l’apertura dell’apposita paratoia. Per impedire l’allagamento
delle aree interessate dal sistema, in caso di precipitazioni che per intensità non possono essere trattenute
nel sistema costituito dai fossi e dalla fognatura, il pozzetto è dotato di uno sfioratore (più alto della quota di
scorrimento del fosso) munito di valvola, mantenuta normalmente aperta. In uscita dallo sfioro è posizionato
un pozzetto di accumulo e campionamento; la presenza di acqua nel pozzetto indica che lo sfioro si è
attivato e permette, tramite adeguati campionamenti, di caratterizzare la acque meteoriche di dilavamento
dal corpo discarica non trattenute dal sistema e destinate allo scarico nel fosso di scolo.
Al fine di evitare la diffusione di odori sgradevoli, la possibile migrazione laterale del gas con rischi di
esplosioni e incendi anche a considerevoli distanze dall’impianto di discarica nonché la sofferenza della
vegetazione nei siti prossimi alla discarica stessa, è installato un sistema per l’estrazione e il controllo del
biogas con lo scopo di captare e convogliare ad un’apposita stazione di aspirazione e combustione il biogas
(fino a 250 Nm3/h) formatisi a seguito dei processi di fermentazione anaerobica delle sostanze organiche
contenute nei rifiuti.
La rete orizzontale e quella verticale di captazione del biogas sono direttamente collegate, mediante
collettore principale, alla centrale di aspirazione e quindi al sistema di combustione costituito da una torcia;
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
attualmente non risulta ancora in funzione l'impianto di recupero energetico del biogas prodotto dalla
discarica che è in capo ad altro gestore e non oggetto della presente AIA.
Nel corso della gestione della discarica si sono realizzati una serie di drenaggi costituiti da maglie chiuse ad
orditura orizzontale (di lato pari a circa 20 cm) realizzate a strati alterni, per facilitare la captazione del
biogas; le maglie sono collegate a pozzi verticali in ghiaia e pietrame, alla cui sommità è posto l’apparato di
aspirazione del biogas.
Le tubazioni di collegamento tra i pozzi di estrazione del biogas e il collettore principale sono costituite in
tubo PEAD diam. 90 mm. PN6 e sono state posate con la realizzazione delle opportune livellette di
pendenza per evacuare eventuali ristagni di condensa.
Il collettore primario tra i pozzi e la centrale di combustione è realizzato in tubo PEAD diam. 200 mm. PN6,
interrato dal limite della vasca fino all'impianto di aspirazione e combustione con le opportune livellette per il
dreno automatico della condensa.
Prima dell'attacco della linea di adduzione del biogas alla centrale di aspirazione e combustione, è previsto
uno scaricatore terminale di condensa la quale viene convogliata e rilanciata tramite pompa al sistema di
collettamento della linea del percolato della discarica.
Il biogas in ingresso all’unità di aspirazione e combustione è regolato, deumidificato, compresso, misurato e
quindi inviato a combustione in torcia.
Descrizione dell’assetto impiantistico futuro
L'ampliamento in sopraelevazione della discarica prevede la realizzazione di un nuovo lotto suddiviso in 4
settori per il conferimento di rifiuti non pericolosi, con l'innalzamento del livello sommitale del lotto attuale di 9
m raggiungendo così la quota finale di 21 m s.l.m..m. (a coltivazione ultimata e compattazione avvenuta) e
mantenendo l'impostazione della configurazione morfologica del rilevato.
Con riferimento al profilo del rilevato a lungo termine, si rende disponibile un ulteriore volume utile di
250.000 m3 di miscela rifiuti-inerti ad assestamento e cedimenti avvenuti, fino ad una quota a cui va aggiunto
lo strato di copertura finale. Il profilo di abbandono a fine coltivazione prima dell’assestamento è stimato in
circa 24 m s.l.m.
L’argine principale avrà le seguenti dimensioni:
- larghezza testa d’argine: 4 m;
- altezza dell’argine: 4 m;
- pendenza delle scarpate: circa 26°.
Le arginature saranno realizzate in terra e costruite gradualmente in maniera funzionale alla coltivazione
della discarica.
Rispetto alla configurazione impiantistica attuale, gli unici adeguamenti al sistema di raccolta e
allontanamento del percolato che l'ampliamento comporta, consistono nell’estensione dei lavori previsti per
garantire il drenaggio “verticale” dello stesso anche agli ulteriori livelli di abbancamento dei rifiuti della
sopraelevazione. La nuova maglia di dreni sub orizzontali da realizzarsi per ciascuno dei 3 strati di rifiuto
individuati nel piano di coltivazione, ha lato pari a 40 m ed è costituita da una sezione di dimensioni 50 x 150
cm di materiale arido drenante.
É altresì previsto l'eventuale ampliamento del sistema di stoccaggio del percolato (attualmente costituito da
una vasca di capacità pari a 250 m3) con una seconda vasca di stoccaggio da 100 m3 da realizzarsi, solo in
caso di necessità, a seguito di valutazioni gestionali e logistiche volte alla ottimizzazione del trasporto del
percolato agli impianti di trattamento esterni.
La rete di captazione del biogas esistente verrà estesa anche agli strati aggiuntivi di abbancamento rifiuti
costituenti la sopraelevazione in progetto. Al fine di implementare tale rete e adeguarla alle nuove esigenze
della discarica, sarà sostituita la centrale di aspirazione e combustione del biogas (ricollocata anche in
considerazione dell'impianto di recupero energetico) e sarà realizzata una nuova rete di captazione
provvista di stazioni di regolazione e linee di trasporto del biogas sia secondarie che principali. In particolare,
la discarica sarà provvista di una rete di captazione del biogas costituita da:
- n. 26 nuovi pozzi di captazione verticali, di altezza media 21 m, realizzati in coltivazione tramite
trivellazioni a secco;
- n. 2 stazioni di regolazione (da 15 ingressi), ciascuna dotata di barilotto di scarico condensa collegato
a ad un pozzetto di raccolta, provvisto di guardia idraulica, e quindi conferita per gravità alla linea di
raccolta del percolato;
- linee di trasporto del biogas secondarie (dai pozzi di captazione alle stazioni di regolazione) in HDPE;
- linee di trasporto del biogas principali (dalle stazioni di regolazione alla centrale di aspirazione) in
HDPE.
La nuova centrale di aspirazione sarà dotata di 2 turboaspiratori da 500 Nm3/h cadauno, di cui uno in
funzione e l'altro in stand-by, per garantire l’operatività della torcia anche durante le fermate per le
manutenzioni necessarie all’impianto di aspirazione.
La nuova torcia di combustione del biogas, in sostituzione dell’esistente, sarà del tipo a bruciatore a camera
aperta, con combustione libera in atmosfera e un filtro rompifiamma installato sul collettore di mandata. Il
camino è dimensionato per il completo contenimento della fiamma e garantisce un tempo di permanenza
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
maggiore di 0,3 s; l’aria necessaria alla combustione è fornita naturalmente senza alcuna immissione forzata
della stessa .
Sulla linea di alimentazione alla torcia è previsto un misuratore della portata totale e una presa di
campionamento del biogas collegata con il quadro di analisi per consentire un’analisi in continuo di CH4 e
O2.
L'ampliamento in sopraelevazione non prevede alcuna modifica all’attuale rete di raccolta acque meteoriche.
La copertura definitiva della discarica sarà realizzata come di seguito indicato.
In corrispondenza del piano sommitale della discarica il pacchetto di copertura sarà così composto:
- strato di regolarizzazione con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli strati
sovrastanti;
- strato in ghiaia per il drenaggio del gas e la rottura capillare, protetto da eventuali intasamenti, con
spessore pari a 0,5 m;
- strato in argilla con spessore pari a 0,5 m e conducibilità idraulica = 10-8 m/s;
- strato in ghiaia, protetto da eventuali intasamenti, di spessore pari a 0,5 m, atto a favorire il drenaggio
delle acque meteoriche ed impedire la formazione di un battente idraulico sopra le barriere di cui ai
punti precedenti;
- strato superficiale in terreno vegetale di spessore pari a 1 m, atto a favorire lo sviluppo di specie
vegetali, a fornire una protezione adeguata contro l'erosione e a proteggere le barriere sottostanti dalle
escursioni termiche.
Si potrà ipotizzare il ricorso a materiali alternativi a quelli vergini (specialmente per gli strati drenanti), previa
effettuazione di una opportuna valutazione di equivalenza.
La copertura definitiva delle scarpate sarà invece così realizzata:
- strato di regolarizzazione del profilo delle scarpate della discarica, atto alla definizione delle pendenze
e quote di progetto;
- geomembrana drenante sintetica (georete in HDPE, geotessile PP) atta al drenaggio del biogas;
- geocomposito bentonitico avente la funzione di barriera di impermeabilizzazione;
- geomembrana drenante sintetica atta al drenaggio delle acque di infiltrazione; la geomembrana stessa
sarà collegata a tubazioni fessurate per il collettamento dell’acqua verso le opere di regimazione
esterne al paramento del corpo discarica;
- geostuoia di rinforzo atta a garantire la stabilità del pacchetto di copertura;
- strato di copertura in terreno vegetale; tale strato avrà lo spessore di 30 cm sulla porzione in
pendenza e spessore di 1 m sulle banche.
Tutti i geocompositi sopracitati dovranno presentare caratteristiche assolutamente equivalenti a quanto
previsto dal D.Lgs. 36/2003 in relazione ai rispettivi strati funzionali.
Successivamente alla realizzazione del pacchetto di copertura si effettueranno i necessari lavori di
regimazione delle acque meteoriche di superficie (posa e realizzazione di canalette di sommità, tubazioni di
convogliamento in PVC, embrici, canalette e pozzetti a piede delle singole scarpate), nonché la semina del
manto erboso sul corpo discarica al fine di stabilizzare rapidamente la superficie con particolare riferimento
ai potenziali pericoli di dilavamento e ruscellamento.
Per quanto riguarda lo spessore dello strato di terreno vegetale previsto nel D.Lgs. n. 36/2003 (= 1 m), atto a
favorire lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini del ripristino ambientale e idoneo per fornire
adeguata protezione alle barriere sottostanti dalle escursioni termiche, si può affermare che la scelta di
adottare spessore di 30 cm sulle scarpate sia sostanzialmente equivalente per i seguenti motivi:
uno spessore di 30 cm risulta adeguato in relazione alla scelta di procedere al totale inerbimento delle
superfici inclinate, in considerazione della bassa penetrazione degli apparati radicali delle specie
erbacee;
la funzione di protezione alla erosione da acqua viene garantita dalla presenza dell’inerbimento
stesso;
la funzione di protezione delle barriere sottostanti dalle escursioni termiche è significativa
principalmente nel caso in cui si ricorra a strati minerali, soggetti a ritiro, e quindi a fessurazioni, nel
periodo estivo; nel caso di specie lo strato minerale è sostituito da geocomposito bentonitico che, per
caratteristiche proprie, mantiene la propria funzionalità anche in presenza di variazioni di temperatura.
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
C2)
VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI E CONDIZIONI GENERALI PER L’ESERCIZIO DELL’IMPIANTO
Gli impatti ambientali generati dall'attività sopra descritta sono riassumibili come di seguito indicato.
Scarichi idrici
I potenziali impatti su acque superficiali dovuti agli scarichi idrici riconducibili alla gestione della discarica
sono rappresentate dalle acque meteoriche di dilavamento dei versanti che confluiscono, attraverso la rete
dedicata, al punto di scarico S1/C nel fosso di scolo interno al Comparto, da cui vengono collettate al fosso
perimetrale di via Traversagno, che confluisce nello scolo Nuovo Macallo.
La gestione dello scarico delle acque meteoriche prevede che queste siano recapitate verso il corpo idrico
recettore solamente previa verifica analitica. Nel caso in cui le verifiche analitiche evidenzino difformità
rispetto ai limiti previsti per lo scarico in acque superficiali, le acque vengono inviate a depurazione in
impianto autorizzato tramite autospurgo; in corrispondenza dello scarico S1/C è infatti presente una paratia,
normalmente chiusa, che permette di regolare l’attivazione dello scarico previa caratterizzazione analitica.
Per impedire l'allagamento delle aree interessate dal sistema in caso di precipitazioni che per intensità non
potranno essere trattenute dal bacino costituito dai fossi e dalla fognatura, il pozzetto è dotato di uno
sfioratore, più alto della quota di scorrimento del fosso, munito di valvola, mantenuta normalmente aperta.
Eventi meteorici che producono quantità di acque di dilavamento superiori alla capacità di invaso
determinano lo sfioro e lo scarico nel fosso di scolo interno al Comparto CIR, attraverso il punto di scarico
denominato S1/C di pertinenza della discarica.
Non risultano pertanto impatti diretti significativi sulla risorsa idrica in termini di scarichi idrici, salva la
necessità di provvedere all’ampliamento (di entità non inferiore a 40 m3), dell’esistente sistema di accumulo
delle acque meteoriche (attualmente di capacità pari a 160 m3) in modo da garantire la raccolta di una quota
maggiore della acque meteoriche di ruscellamento del corpo discarica e conseguentemente ridurre le
attivazioni dello sfioro sul punto di scarico S1/C.
Consumi idrici
L’approvvigionamento idrico del sito è garantito da:
- acqua potabile da acquedotto;
- acque prelevate dal Canale Tratturo, tramite concessione di sfruttamento;
L’utilizzo della risorsa segue logiche basate sul concetto di sostenibilità: l’acqua prelevata dal Canale
Tratturo, di minor pregio, è utilizzata per fini industriali (irrigazione, lavaggio ruote, bagnatura viabilità)
mentre l’acqua potabile serve prevalentemente i locali adibiti al personale, oltre al sistema antincendio.
La risorsa idrica non entra propriamente a far parte del processo e pertanto è indipendente dai quantitativi
dei rifiuti in ingresso. A seguito della sopraelevazione della discarica in oggetto non si prevedono pertanto
variazioni significative dei consumi idrici.
Emissioni in atmosfera
Oltre alla torcia di combustione del biogas a cui, nell’assetto futuro, sono ascrivibili eventuali emissioni in
atmosfera eccezionali in condizioni prevedibili (in caso di necessità operative dell'impianto di recupero
energetico ovvero in condizioni di emergenza), il contributo emissivo derivante dall’attività di discarica è
sostanzialmente ascrivibile alle emissioni diffuse, che comprendono anche quelle odorigene.
Nella gestione di una discarica, gli aspetti che generano i contributi più consistenti, in termini di emissioni
diffuse polverulente, sono rappresentati dal transito degli automezzi su strade sterrate e dalla
movimentazione degli inerti per la copertura definitiva; assumono pertanto significato rilevante le attività
gestionali adottate di mitigazione della diffusione delle polveri, ovvero la bagnatura dei percorsi di servizio
effettuata durante la giornata lavorativa e la limitazione a 20 km/h della velocità dei mezzi che trasferiscono il
materiale su strada non pavimentata.
Le possibili sorgenti di emissioni odorigene sono identificabili sostanzialmente nei rifiuti urbani freschi e,
marginalmente, negli stessi rifiuti già parzialmente ovvero totalmente ricoperti. Rispetto all’assetto attuale,
con l’ampliamento in sopraelevazione sono da considerare le differenti quote delle sorgenti areali della
discarica interessate dalla diffusione di composti odorigeni.
L’impatto olfattivo della discarica è stato analizzato applicando un modello meteo-diffusionale di dispersione
atmosferica al fine di simulare il trasporto e la diffusione di sostanze odorigene; i risultati ottenuti mostrano
come le emissioni odorigene connesse alla gestione della discarica, anche a seguito dell’ampliamento in
sopraelevazione, determinano concentrazioni ai ricettori sensibili sempre al di sotto dei valori limite
internazionali considerati (visto che la normativa italiana non prevede norme specifiche) e pertanto possono
ritenersi non significative.
Produzione rifiuti
I principali rifiuti prodotti dall’attività di gestione della discarica, in condizioni ordinarie, sono rappresentati dai
rifiuti di risulta del processo di abbancamento, ovvero:
- percolato, generato a seguito dell’infiltrazione di acque meteoriche nel corpo rifiuti e dalla loro naturale
decomposizione;
- biogas, derivante dalla degradazione anaerobica dei rifiuti abbancati.
La raccolta del percolato viene effettuata con pompe sommerse ad avvio automatico che convogliano il
liquido in una vasca di stoccaggio di capacità utile pari a circa 250 m3, esterna al bacino della discarica.
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26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
Le pompe sono attivate mediante sistemi di controllo automatico del livello di minimo e massimo, costituiti
rispettivamente dal livello minimo di pescaggio della pompa e dal livello di ingresso del tubo di drenaggio
principale nel pozzo.
Il percolato raccolto viene inviato tramite autobotti a smaltimento esterno, presso impianti di trattamento
autorizzati gestiti dalla stessa società HERAmbiente, con frequenza minima settimanale e comunque
adeguata al quantitativo di percolato prodotto.
Si evita così l’accumulo, sia pure temporaneo, di liquido all’interno della massa di rifiuti che
potrebbe generare spinte idrostatiche tali da comprometterne la stabilità ed aumentare il rischio di
contaminazioni.
Nel grafico seguente si riassumono i quantitativi annuali di percolato prodotto dalla discarica, a partire dal
relativo anno di messa in esercizio.
20
10
20
09
20
08
20
07
20
06
20
05
20
04
20
03
20
02
20
01
20
00
16000
15000
14000
13000
12000
11000
10000
9000
8000
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
19
99
Percolato prodotto
[tonnellate/anno]
Produzione annua di percolato
Dalle rilevazioni effettuate e dal bilancio idrologico sitospecifico elaborato per l'anno 2010, il quantitativo di
percolato effettivamente estratto dalla discarica risulta inferiore rispetto a quello stimato come produzione
dovuta all'infiltrazione delle acque meteoriche, lasciando supporre che il sistema di copertura provvisorio di
cui è attualmente dotata la discarica sia in grado di controllare sufficientemente la produzione di percolato
indotta dagli eventi meteorici. In termini qualitativi e sempre con riferimento all'anno 2010 (per cui non si
evidenziano scostamenti significativi dagli andamenti rilevati negli anni precedenti), si riscontra un valore
contenuto del rapporto BOD5/COD (compreso tra 0,04 e 0,5), indice di una situazione di fermentazione
metanigena stabile. A conferma dello stato stabile della degradazione anaerobica, si notano altresì i
seguenti elementi:
- pH leggermente alcalino;
- modeste concentrazioni di BOD5;
- significative concentrazioni di azoto ammoniacale (compreso tra 880 mg/l e 2.100 mg/l);
- modeste concentrazioni di metalli pesanti.
Si presume pertanto che la discarica sia in una fase matura metagenica stabile, in cui si sta sviluppando la
crescita delle colonie dei batteri metageni e una progressiva conversione degli acidi grassi.
Non variando significativamente le superfici esposte agli eventi meteorici, è da prevedere una sostanziale
invarianza nella produzione del percolato anche a seguito dell'ampliamento in sopraelevazione della
discarica; conseguentemente l'esistente sistema di stoccaggio del percolato risulta ancora adeguato alle
esigenze.
L'eventuale realizzazione di una seconda vasca di stoccaggio da 100 m3 è pertanto correlata a valutazioni
gestionali e logistiche volte, nel caso di necessità, alla ottimizzazione del trasporto del percolato agli impianti
di trattamento esterni.
Il biogas, che rappresenta il prodotto gassoso della digestione anaerobica della frazione organica presente
nei rifiuti, è costituito essenzialmente da metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) e da piccole quantità di
acido solfidrico (H2S), acido cloridrico (HCl), idrogeno (H2) e azoto (N2). In conseguenza delle caratteristiche
combustibili del biogas, per ragioni di sicurezza, questo deve essere estratto dalla massa di rifiuti stoccati
nella discarica e sottoposto ad un processo di combustione, anche per ridurre l’impatto di tale gas
sull’ambiente (effetto serra) e minimizzare, al tempo stesso, le emissioni maleodoranti nell’ambiente
circostante.
La discarica risulta dotata, sin da prima dell’ampliamento in sopraelevazione, di una rete di captazione del
biogas e relativa centrale di combustione in torcia.
Tale sistema è da adeguare alle nuove esigenze della discarica mediante sostituzione della centrale di
aspirazione e combustione del biogas e realizzazione di una nuova rete di captazione ed estrazione,
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
provvista di stazioni di regolazione e linee di trasporto del biogas sia secondarie (dai pozzi alle sottostazioni)
sia principali (dalle sottostazioni alla centrale di aspirazione).
La rete di captazione e tutto l’impianto di aspirazione del biogas fino alla torcia compresa sono ricompresi
nell’assetto impiantistico della discarica oggetto della presente AIA.
L’impianto di combustione del biogas, nell’anno 2010, ha avuto un funzionamento pari a circa 4.679 ore;
dalle ore di funzionamento e dalla portata di combustione della torcia installata mediamente rilevata durante
l’esercizio (circa 85 Nm3/h), è possibile stimare una quantità totale di biogas in ingresso al sistema di
combustione nell’anno 2010 pari a 397.340 Nm3.
È in fase di ultimazione, da parte di un soggetto terzo che ne curerà la gestione e la manutenzione, anche
un impianto di combustione con recupero energetico del biogas; con la messa in esercizio di tale impianto
non oggetto della presente AIA, di norma il biogas prodotto dalla discarica verrà destinato a recupero
energetico; in caso di necessità operative ovvero in condizioni di emergenza si attiverà il sistema di
combustione in torcia.
Emissioni sonore
Ai sensi della Zonizzazione Acustica del Piano Strutturale Comunale Associato della Bassa Romagna –
Lugo, adottata con Delibera di C.C. n. 69 del 24/07/2008, l’area della discarica per rifiuti non pericolosi di
Voltana in Comune di Lugo è inserita in Classe V “Aree prevalentemente produttive” (con limiti assoluti di
immissione sonora fissati in 70 dBA nel periodo diurno e 60 dBA nel periodo notturno).
I potenziali ricettori sono inseriti in Classe III “Aree extraurbane – zone agricole”.
Via Lunga Inferiore e una parte di Via Traversagno individuano inoltre una fascia di pertinenza acustica pari
a m. 50 inserita attualmente in Classe III “Area di tipo misto”, mentre allo stato di progetto è prevista la
Classe IV “Area di intensa attività umana”.
La valutazione dell’impatto acustico conseguente alla gestione operativa della discarica in ampliamento per
sopraelevazione contiene la descrizione del progetto, la caratterizzazione acustica del sito ante operam,
delle sorgenti sonore relative al progetto e del sito post operam, comprensive dei rilievi in rappresentativi e
correttamente posizionati presso i recettori sensibili potenzialmente interessati dalle emissioni sonore.
Dapprima si è considerato lo scenario ante operam, rappresentativo della situazione attuale nella quale la
discarica si trova in fase di sospensione dei conferimenti per parziale raggiungimento dell’attuale volumetria
disponibile; sulla sua sommità è presente un’attività di trasbordo rifiuti da raccolta differenziata.
Si è provveduto pertanto ad effettuare rilievi fonometrici presso le sorgenti sonore esistenti e ad un
monitoraggio fonometrico a lungo termine presso l’incrocio di Via Traversagno con Via Lunga Inferiore,
rappresentativo, quest’ultimo, del traffico veicolare presente nell’area di influenza individuata, comprensivo
dell’indotto dovuto alla presenza della discarica, nonché della rumorosità presso i potenziali ricettori abitati,
più prossimi all’area di studio.
I risultati dei suddetti rilievi, unitamente a quelli di un monitoraggio fonometrico eseguito da ARPA nell’anno
2008, hanno consentito di calibrare il modello di simulazione SoundPLAN® al fine di una rappresentazione
tecnico – scientifica della rumorosità presente nell’area di influenza, in merito allo scenario ante operam,
tenendo conto altresì della morfologia del terreno, opportunamente digitalizzato. Tale procedura è avvenuta
ai sensi della DGR n. 673/2004, in conformità alle normative tecniche UNI 9884 e UNI 11143. La
calibrazione è risultata corretta secondo l’Appendice E della norma UNI 11143.
Una volta calibrato il modello di simulazione, si è quindi proceduto, ai sensi della DGR n. 673/2004, alla
rappresentazione dello scenario post operam, in relazione alla fase gestionale di coltivazione della discarica
esistente secondo il profilo altimetrico previsto dal progetto di sopraelevazione; l’attività di trasbordo, che
nello scenario ante operam insisteva sulla sommità della discarica, risulta ricollocata in altra area all'interno
dello stesso Comparto CIR.
Poiché è prevista una sopraelevazione della discarica, si è provveduto ad una nuova digitalizzazione del
terreno, secondo le quote di progetto. Sono state inserite le nuove sorgenti sonore, laddove previsti i
cambiamenti e si è considerata la ridistribuzione della viabilità interna.
In merito ai potenziali ricettori, si evince che l’ampliamento non comporta modifiche significative al clima
acustico già presente nell’area e che sono rispettati, ai sensi del DPCM 14/11/1997, i limiti assoluti di
immissione della Classificazione Acustica.
In merito al criterio del differenziale, nella maggior parte dei casi non sono raggiunti i limiti di applicabilità
dello stesso; laddove si ha un superamento di tali valori è da sottolineare che sono le infrastrutture stradali le
uniche responsabili della rumorosità presente al potenziale ricettore, già nello scenario ante operam.
L’ampliamento della discarica non è in alcun modo responsabile. Il contributo della discarica nello stato di
progetto alla rumorosità presente a quei ricettori in cui sono superati i limiti di applicabilità del criterio
differenziale, risulta essere non significativo: nel caso peggiore risulta inferiore di 10 dB(A) rispetto al
contributo delle infrastrutture stradali.
Pertanto si conclude che la rumorosità prevista, a seguito dell’ampliamento della discarica, non è in grado di
generare emissioni sonore capaci di perturbare ovvero modificare il clima acustico normalmente presente
nell’ambito dell’area di studio. La sopraelevazione e le sorgenti di progetto, comprensive dell’indotto dei
mezzi pesanti, comporta un impatto acustico accettabile e del tutto conforme a quanto previsto dal DPCM
14/11/1997.
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
Dalla valutazione di impatto acustico si evince pertanto il rispetto dei valori limite di immissione assoluti e
differenziali senza la necessità di interventi di mitigazione.
Consumi energetici
L’esercizio della discarica in esame non comporta il consumo di significativi quantitativi di energia, se non
quelli associati al combustibile utilizzato per il funzionamento dei mezzi operativi di discarica.
Il gasolio di alimentazione dei mezzi d’opera (pala gommata, escavatore cingolato, trattore cingolato) si
stima un consumo medio dei mezzi di 60 l/ora da cui, in ipotesi di condizioni di lavoro ordinarie, il consumo
totale annuo è valutabile in circa 310.000 litri. Alle condizioni attuali, ovviamente, tale consumo è residuale e
limitato all’attività di
trasbordo attualmente presente sul colmo della discarica.
In merito alla sopraelevazione della discarica si prevedono allineamenti nei consumi in riferimento agli anni
di coltivazione del lotto esistente.
Infine è da considerare che la discarica sarà collegata ad un impianto di recupero energico in grado di far
fronte, a seguito degli adeguamenti alla rete biogas, anche allo sfruttamento del biogas prodotto dal lotto in
sopraelevazione; il bilancio energetico del sito presenterà pertanto un saldo positivo, con una netta
prevalenza della produzione di energia elettrica sui consumi.
Impatto su suolo e sottosuolo
L’ampliamento di una discarica, nonché la successiva fase di gestione operativa e post-operativa,
modificano le caratteristiche del suolo su cui va ad ubicarsi la discarica stessa e il potenziale impatto che ne
consegue può essere riconducibile ai seguenti aspetti:
occupazione del sito dall’opera;
modifica della stabilità dei versanti;
modifica della qualità del suolo e del sottosuolo.
In termini di occupazione del suolo è importante rilevare che l’ampliamento in esame consiste di fatto in una
sopraelevazione della discarica esistente che consente di mettere a disposizione della volumetria integrativa
per lo smaltimento dei rifiuti senza comportare il “consumo” di ulteriore superficie territoriale, né l’esigenza di
altre opere di infrastrutturazione logistica e di sicurezza ambientale o significativi interventi di adeguamento
di quelle già esistenti.
Rispetto alla potenziale modifica della stabilità dei versanti, l’intervento va a collocarsi in un’area di pianura,
non caratterizzata dalla presenza di versanti a bassa stabilità. Nell’ambito della relazione geotecnica di
progetto, risultano comunque condotte verifiche di stabilità in relazione al corpo discarica da cui emerge
l’assenza di criticità.
Per quanto riguarda il potenziale impatto della discarica sulla qualità del suolo e del sottosuolo, è
ragionevole attendersi che il sistema di impermeabilizzazione esistente, la presenza della rete di drenaggio
di sottosuolo, nonché la costante attuazione del piano di sorveglianza e controllo, garantiscano la protezione
del suolo e delle acque sotterranee, anche nella nuova configurazione impiantistica.
Al fine di analizzare in maniera dettagliata gli aspetti legati alle acque sotterranee e gli impatti connessi con
l’esercizio della discarica per rifiuti non pericolosi HERAmbiente di Voltana, è stata condotta una specifica
analisi di rischio connesso all’attività di tale discarica, con particolare riguardo alle sostanze chimiche aventi
caratteristiche tossiche e/o cancerogene rilasciate nell’ambiente mediante la perdita di percolato nel
sottosuolo/falda nonché l’emissione di biogas in atmosfera.
L’analisi di rischio elaborata con procedura RBCA sino al II livello di dettaglio è stata proposta a supporto
delle deroghe richieste relativamente ai criteri per l’ammissibilità dei rifiuti nella discarica oggetto di
ampliamento, così come stabilito dall’art. 7 del DM 29/07/2010.
L’analisi di rischio proposta contiene per necessità alcune schematizzazioni, la maggior parte delle quali è
applicata in senso conservativo, ossia prudenziale; tali schematizzazioni risultano compatibili con le deroghe
richieste cui si accompagnano, ma suggeriscono la necessità di approfondimenti in senso estensivo in
relazione al contesto ambientale in cui è inserita la discarica, nonché estrema attenzione nella gestione
impiantistica e nella definizione dei livelli di guardia da determinare in base alle condizioni locali della qualità
della falda.
Impatto su flora, fauna ed ecosistemi
Considerata la natura dell’ampliamento della discarica è possibile ritenere non significativo l’impatto sulle
componenti flora, fauna ed ecosistemi, sulla base delle seguenti considerazioni:
- L’ampliamento in progetto, consistendo in una sopraelevazione della discarica attualmente in esercizio,
prevede l’occupazione di superfici localizzate interamente all’interno del sito di discarica e nello
specifico, al di sopra dell’attuale corpo in coltivazione.
- Per quanto concerne la distruzione di habitat, l’intervento può essere considerato a impatto diretto
sostanzialmente nullo; l’opera non determina una limitazione spaziale e funzionale delle unità
ambientali: la vegetazione, la flora e la fauna presenti tanto in area vasta quanto in area locale risultano
salvaguardate.
- L’impatto in atmosfera e l’impatto acustico connessi alla discarica in ampliamento non presentano
criticità; pertanto si ritiene che gli impatti sulla vegetazione in fase di esercizio, potenzialmente legati
alla dispersione in atmosfera del biogas emesso dal corpo discarica e delle polveri originate dall’attività
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
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-
di abbancamento rifiuti, siano ragionevolmente trascurabili e non alterino lo stato vegetazionale nelle
aree limitrofe al comparto.
Rispetto alle possibili interazioni tra la discarica e alcune delle specie animali presenti in area locale che
presentano caratteristiche di spiccata sinantropia e opportunismo trofico, la corretta gestione
dell’impianto con particolare riferimento ai criteri di coltivazione, limita notevolmente le possibilità per le
specie animali opportuniste (in particolar modo gabbiani e ratti) di sfruttare il rifiuto come risorsa trofica.
Una copertura ben disposta e applicata quotidianamente impedisce agli insetti e in particolare alle
mosche di deporre le uova sui rifiuti di natura organica della discarica, prevenendo in tal modo la loro
massiccia proliferazione; vengono inoltre sottoposti ad una disinfestazione periodica il fronte della
discarica e la superficie di ricoprimento dei settori, le zone di manovra dei veicoli e tutte le zone che
potenzialmente possono rappresentare aree di proliferazione insetti.
È prevedibile una scarsa interazione e incidenza che le attività di smaltimento rifiuti previste assumono
nei confronti delle matrici ambientali dei sistemi naturali.
L’inserimento dell’opera a fine vita della discarica nel contesto vegetazionale circostante è garantito dal
Piano di ripristino ambientale che complessivamente interessa la fascia territoriale limitrofa l’impianto
(argine scolo Tratturo) oltre al corpo della discarica.
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
C3) VALUTAZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO E POSIZIONAMENTO DELL’IMPIANTO
RISPETTO ALLE MTD
Secondo quanto previsto dall’art. 29-bis, comma 3) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., ai fini dell’Autorizzazione
Integrata Ambientale i requisiti tecnici per le discariche di rifiuti si considerano soddisfatti, qualora risultino
soddisfatti i requisiti stabiliti dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 “Attuazione della direttiva
1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”; pertanto per la valutazione integrata delle prestazioni ambientali
della discarica per rifiuti non pericolosi HERAmbiente (ex HERA) di Voltana oggetto di ampliamento in
sopraelevazione, i riferimenti da adottare sono stati tratti dal predetto decreto, con particolare riguardo ai
criteri costruttivi e gestionali degli impianti di discarica per rifiuti non pericolosi di cui all’Allegato 1 e
all’Allegato 2 del D.Lgs. n. 36/2003.
A tale riguardo si ricorda che il Piano di Adeguamento di cui all’art. 17, comma 3 del D.Lgs n. 36/2003
presentato da HERA S.p.A. per la discarica esistente di Voltana è stato valutato positivamente e approvato
dalla Provincia di Ravenna con provvedimento del Dirigente del Settore Ambiente e Suolo n. 439 del
02/08/2004.
Di seguito si evidenzia il posizionamento della discarica per rifiuti non pericolosi HERAmbiente di Voltana
rispetto all’applicazione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD), individuate prendendo a riferimento i
requisiti stabiliti dal D.Lgs. n. 36/2003 e che costituiscono MTD per il comparto discariche.
Criteri costruttivi e gestionali degli impianti di discarica per rifiuti non pericolosi
(Allegato 1 - Punto 2 del D.Lgs. n. 36/2003)
2.1
Ubicazione
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
2.1.1 Gli impianti non devono aree individuate ai sensi dell'art. 17, comma 3, lettera
ricadere in:
m della Legge 183/89
aree individuate dagli art. 2 e 3 del DPR 357/97
territori sottoposti a tutela ai sensi del D.L. 490/99
aree naturali protette ai sensi dell'art. 6, comma 3,
della L. 394/91
aree collocate nelle zone di rispetto di cui all'art. 21,
comma 1, del D.Lgs. 152/99
2.1.2 Gli impianti non devono in aree interessate da fenomeni di faglie attive, aree a
essere ubicati:
rischio sismico di 1° categoria, aree interessate da
attività vulcanica e campi solfatarici
in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di
carsismo superficiale
in aree dove i processi geologici superficiali quali
l'erosione accelerata, le frane, l'instabilità dei pendii, le
migrazioni degli alvei fluviali potrebbero
compromettere l'integrità della discarica e delle opere
ad essa connessa
in aree soggette ad attività di tipo idrotermale
in aree esondabili, instabili e alluvionabili; deve essere
presa come riferimento la piena con tempo di ritorno
minimo pari a 200 anni
2.1.3 Condizioni locali di
distanza dai centri abitati
accettabilità
collocazione in aree a rischio sismico di 2° categoria
dell'ubicazione prevista: collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli
alimentari definiti ad indicazione geografica o a
denominazione di origine protetta ai sensi del
regolamento CEE n. 2081/92 e in aree agricole in cui
si ottengono prodotti con tecnica dell'agricoltura
biologica
presenza di rilevanti beni storici, artistici, archeologici
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CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.2
Protezione delle Matrici Ambientali
2.2. Requisiti
sistema di regimazione e
1
per garantire
convogliamento delle acque
l'isolamento del
superficiali
corpo dei rifiuti
impermeabilizzazione del fondo e
delle sponde della discarica
impianto di raccolta e gestione
del percolato
impianto di captazione e gestione
del gas di discarica
2.2. Attività di
2
controllo
controllo dell'integrità e
dell'efficienza dei presidi
ambientali
mantenimento delle pendenze
per garantire il ruscellamento
delle acque superficiali
VALUTAZIONE DI CONFORMITÁ
CONFORME
CONFORME (vedi dettaglio)
(Piano di adeguamento
ex art. 17 del D.Lgs. n. 36/2003
approvato con provvedimento
n. 439 del 04/08/2004)
CONFORME
CONFORME
oggetto di adeguamento
per ampliamento in sopraelevazione della discarica
CONFORME
CONFORME
Si riporta di seguito la valutazione di conformità di dettaglio rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. n. 36/2003
in merito all'impermeabilizzazione del fondo e delle sponde della discarica.
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
20
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.3
Controllo delle acque e gestione del percolato
2.3. Requisiti progettuali
1
2.3. Modalità gestionali
2
minimizzazione del battente idraulico di
percolato sul fondo della discarica al
minimo compatibile con i sistemi di
sollevamento e di estrazione
prevenzione di intasamenti e occlusioni
per tutto il periodo di funzionamento
previsto
resistenza all'attacco chimico
dell'ambiente della discarica
sostenere il carico previsto
dimensionamento delle canalizzazioni
di allontanamento delle acque di
ruscellamento deve essere eseguito in
base ad eventi con tempo di ritorno di
10 anni
adottare tecniche di coltivazione
finalizzate a ridurre al minimo
l'infiltrazione di acque meteoriche
allontanamento della acque meteoriche
per gravità
percolato e acque devono essere
captate e raccolte per tutta la vita della
discarica (non meno di 30 anni dalla
data di chiusura)
percolato e acque devono essere
trattate in impianto tecnicamente
idoneo
la concentrazione del percolato può
essere autorizzata solo se contribuisce
all'abbassamento del battente idraulico.
Il concentrato del percolato può
rimanere nel corpo della discarica
21
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VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
Sistema di accumulo
delle acque meteoriche di
dilavamento del corpo discarica
DA ADEGUARE
CONFORME
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.4
Protezione del terreno e delle acque
2.4. Criteri generali
1
2.4. Barriera
2
geologica
2.4. Copertura
3
superficiale finale
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
ubicazione e progettazione devono soddisfare i requisiti
necessari ad impedire l'inquinamento del terreno,
acque sotterranee e superficiali
in fase operativa la protezione del terreno si concretizza
con barriera geologia + rivestimento impermeabile del
fondo e delle sponde + sistema di drenaggio del
percolato
in fase post operativa la protezione del terreno si
concretizza con barriera geologia + rivestimento
impermeabile del fondo e delle sponde + sistema di
drenaggio del percolato + copertura finale
substrato di base e dei fianchi deve consistere in una
formazione geologica naturale con i seguenti requisiti:
k = 1x10-9 m/s e s = 1 m
(discarica per rifiuti non pericolosi)
la continuità e le caratteristiche di permeabilità devono
essere opportunamente accertate
la barriera geologica può essere completata
artificialmente attraverso un sistema barriera di
confinamento che fornisca una protezione equivalente.
deve essere inoltre prevista l'impermeabilizzazione del
fondo e delle pareti con un materiale di rivestimento
artificiale
il piano di imposta dello strato inferiore della barriera di
confinamento deve essere posto al di sopra del tetto
dell'acquifero confinato con un franco di almeno 1,5 m;
nel caso di acquifero non confinato, di almeno 2 m.
le caratteristiche del sistema barriera sono garantite da
materiale minerale compattato (k = 10-7 cm/s e s = 1 m)
+ una geomembrana
il sistema barriera delle sponde può essere realizzato
con spessori inferiori a 0,5 m se abbinato a soluzioni
progettuali che ne garantiscano l'equivalenza
struttura multistrato costituita dall'alto verso il basso da:
1- strato superficiale di terreno vegetale s = 1 m
2- strato drenante s = 0,5 m
3- strato minerale compattato s = 0,5 m o k = 10-8 m/s
4- strato drenante per il biogas con s = 0,5 m
5- strato di regolarizzazione con la funzione di
permettere la corretta messa in opera degli strati
sovrastanti
la copertura superficiale finale della discarica nella fase
di post esercizio può essere preceduta da una
copertura provvisoria della discarica, più semplice,
finalizzata ad isolare la massa di rifiuti in corso di
assestamento.
la copertura provvisoria deve essere oggetto di
continua manutenzione
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
per equivalenza (*)
CONFORME
CONFORME
(*) Per quanto riguarda lo spessore dello strato di terreno vegetale previsto nel D.Lgs. n. 36/2003 (= 1 m), si può
affermare che la scelta del gestore di adottare uno spessore di 30 cm sulle scarpate sia sostanzialmente
equivalente per i seguenti motivi:
uno spessore di 30 cm risulta adeguato in relazione alla scelta di procedere al totale inerbimento delle superfici
inclinate, in considerazione della bassa penetrazione degli apparati radicali delle specie erbacee;
la funzione di protezione alla erosione da acqua viene garantita dalla presenza dell’inerbimento stesso;
la funzione di protezione delle barriere sottostanti dalle escursioni termiche è significativa principalmente nel
caso in cui si ricorra a strati minerali, soggetti a ritiro, e quindi a fessurazioni, nel periodo estivo; nel caso di
specie lo strato minerale è sostituito da geocomposito bentonitico che, per caratteristiche proprie, mantiene la
propria funzionalità anche in presenza di variazioni di temperatura.
22
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Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.5
Controllo dei gas
2.5.1 Modalità gestionali
2.5.2 Sistema di estrazione
biogas
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
le discariche che accettano rifiuti
biodegradabili devono essere dotate di
impianti di estrazione dei gas che
garantiscono la massima efficienza di
captazione e utilizzo energetico
la gestione del biogas deve essere
condotta in modo tale da ridurre al minimo
il rischio per l'ambiente e per la salute
umana
è indispensabile un piano di
mantenimento del sistema di estrazione
del biogas, potenzialmente danneggiabile
dal naturale assestamento della massa
dei rifiuti
eventuale sostituzione dei sistemi di
captazione deformati in modo irreparabile
è indispensabile mantenere al minimo il
livello di percolato all'interno dei pozzi di
captazione del biogas
il sistema di estrazione del biogas deve
essere dotato di sistemi per l'eliminazione
della condensa
il gas deve essere di norma utilizzato per
la produzione di energia, anche a seguito
di un eventuale trattamento
l'acqua di condensa può essere
eccezionalmente reimmessa nel corpo
della discarica
nel caso di impraticabilità del recupero
energetico, la termodistruzione del gas di
discarica deve avvenire in idonea camera
di combustione a temperatura T > 850°,
concentrazione di ossigeno = 3 % in
volume e tempo di ritenzione = 0,3 s
il sistema di estrazione e trattamento del
gas deve essere mantenuto in esercizio
per tutto il tempo in cui nella discarica è
presente la formazione del gas
2.6 Disturbi e rischi
2.6.1 Criteri generali
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
(adeguamento in corso impianto di recupero
energetico del biogas
in corso di realizzazione da
parte di altro soggetto gestore)
CONFORME
CONFORME
CONFORME
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
devono essere adottate misure idonee a
ridurre al minimo: emissioni di odori,
produzione polveri, materiale trasportati
dal vento, rumore, traffico, uccelli,
parassiti, insetti, formazione di aerosol e
incendi
23
26/04/2011
CONFORME
CONFORME
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.7 Stabilità
2.7.1 Fase di caratterizzazione
del sito
2.7.2 In corso d'opera
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
è necessario accertarsi a mezzo di
specifiche indagini e prove geotecniche, che
il substrato geologico, non vada soggetto a
cedimenti tali da danneggiare i sistemi di
protezione ambientale della discarica
deve essere verificata la stabilità del fronte
dei rifiuti scaricati e la stabilità dell'insieme
terreno di fondazione-discarica (ai sensi del
decreto del Ministro del lavori pubblici 11
marzo 1998, pubblicato nel suppl. ord. alla
G.U. n. 127 del 1° giugno 1998)
2.8 Protezione fisica degli impianti
2.8. Criteri generali
1
2.9.2 Personale
la discarica deve essere dotata di recinzione
per impedire il libero accesso al sito di
persone e animali
il sito di discarica deve essere individuato a
mezzo di idonea segnaletica
CONFORME
CONFORME
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
sono necessari laboratori idonei per le
specifiche determinazioni previste per la
gestione dell'impianto
il gestore della discarica deve avere una
formazione tecnica e professionale anche in
relazione ai rischi da esposizione agli agenti
specifici in funzione del tipo di rifiuti smaltiti
il personale deve utilizzare idonei DPI in
funzione del rischio valutato
il personale al quale vengono affidati gli
interventi di emergenza deve essere
preliminarmente istruito ed informato sulle
tecniche di intervento di emergenza ed
avere partecipato ad uno specifico
programma do addestramento all'uso dei
DPI
24
26/04/2011
CONFORME
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
2.9 Dotazione di attrezzature e personale
2.9.1 Modalità gestionali
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2.10 Modalità e criteri di coltivazione
2.10.1 Scarico rifiuti
2.10.2 Coltivazione
2.10.3 Aspetti ambientali
VALUTAZIONE DI
CONFORMITÁ
è vietato lo scarico di rifiuti polverulenti o
finemente suddivisi soggetti a dispersione
eolica, in assenza di specifici sistemi di
contenimento e/o modalità di conduzione della
discarica atti ad impedire tali dispersione
lo scarico dei rifiuti deve essere effettuato in
modo tale da garantire la stabilità della massa
dei rifiuti e delle strutture collegate
i rifiuti vanno depositati in strati compattati e
sistemati in modo da evitare, lungo il fronte di
avanzamento, pendenze superiori al 30%
deve procedere per strati sovrapposti e
compattati, di limitata ampiezza, in modo da
favorire il recupero immediato e progressivo
dell'area della discarica
occorre limitare la superficie dei rifiuti esposta
agli agenti atmosferici e mantenere, per
quanto consentito dalla morfologia
dell'impianto, pendenze tali da garantire il
naturale deflusso delle acque meteoriche al di
fuori dell'area destinata al conferimento dei
rifiuti
i rifiuti che possono dare luogo a dispersione di
polveri o ad emanazioni moleste e nocive
devono essere al più presto ricoperti con strati
di materiali adeguati; è richiesta una copertura
giornaliera dei rifiuti con uno strato di materiale
protettivo di idoneo spessore e caratteristiche.
La copertura giornaliera può essere effettuata
anche con sistemi sintetici che limitino la
dispersione eolica, l'accesso dei volatili e
l'emissione di odori
qualora le tecniche precedentemente esposte
si rivelassero insufficienti ai fini del controllo di
insetti, larve, roditori ed altri animali, è posto
d'obbligo di effettuare adeguate operazioni di
disinfestazione e derattizzazione
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
CONFORME
Alla luce delle considerazioni sopra riportate si valutano pertanto come conformi ai criteri indicati
nell’Allegato 1 – Punto 2 del D.Lgs. n. 36/2003 (MTD di settore) i criteri costruttivi e gestionale della discarica
esistente per rifiuti non pericolosi di Voltana, oggetto di ampliamento in sopraelevazione, salva la necessità
di provvedere all’adeguamento del sistema di accumulo delle acque meteoriche, in modo da garantire la
raccolta di una quota maggiore della acque meteoriche di ruscellamento del corpo discarica e
conseguentemente ridurre le attivazioni dello sfioro sul punto di scarico verso il corpo idrico recettore.
Tale conformità è stata raggiunta in prima istanza nell’agosto 2004 con l’approvazione da parte della
competente Provincia di Ravenna del Piano di Adeguamento presentato dal gestore ai sensi del D.Lgs. n.
36/2003, ai fini della prosecuzione della gestione della discarica stessa e, successivamente, con
l’adeguamento alle prescrizioni previste nell’atto autorizzativo di approvazione del Piano di Adeguamento
suddetto. Contestualmente al Piano di Adeguamento ex art. 17 del D.Lgs. n. 36/03, sono stati valutati
positivamente a livello preliminare e approvati anche gli interventi per la chiusura e la copertura definitiva
della discarica che presentano elementi di sostanziale equivalenza con le previsioni del D.Lgs. n. 36/2003.
Per quanto riguarda le modalità gestionali complessivamente organizzate, il processo di adeguamento ha
trovato poi il definitivo compimento una volta adottato pienamente il Sistema di Gestione Ambientale
conforme alla norma UNI EN ISO 14001.
Parte degli interventi di adeguamento realizzati hanno trovato riscontro nella revisione di alcuni dei 5 Piani
previsti dal D.Lgs. n. 36/2003 che erano stati trasmessi nella loro prima versione nel settembre 2003, con
particolare riguardo al Piano di Sorveglianza e Controllo (PSC), al Piano di Gestione Operativa (PGO) e al
Piano di Ripristino Ambientale; il PGO e il PSC redatti ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003 che sono pienamente
integrati, sia formalmente che sostanzialmente, nel Sistema di gestione adottato.
Si dà inoltre atto che, in ottemperanza all’AIA n. 728 del 31/10/2007 e s.m.i., il gestore ha provveduto alla
realizzazione dell’intervento di adeguamento riguardante la regimazione e la gestione delle acque
meteoriche di dilavamento dal corpo discarica e aree di pertinenza, con il completamento nei primi mesi del
25
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
2008 delle opere programmate e particolare riferimento al pozzetto di accumulo e campionamento nel punto
di scarico denominato S1/C.
Piani di Gestione Operativa, Ripristino Ambientale, Gestione Post-Operativa, Sorveglianza e
Controllo, Finanziario (Allegato 2 del D.Lgs. n. 36/2003)
In termini di aspetti gestionali, il D.Lgs. n. 36/2003 prevede la redazione di 5 specifici Piani in cui sono
stabilite le modalità di gestione e le procedure comuni di sorveglianza e controllo durante le fasi operativa e
post-operativa di una discarica, al fine di prevenire qualsiasi effetto negativo sull’ambiente e individuare le
adeguate azioni correttive; tali Piani definiscono altresì gli adempimenti a carico del gestore relativi alle
procedure di chiusura di una discarica, gli adempimenti durante la fase post-operativa e per il ripristino
ambientale del sito medesimo, nonché le modalità per individuare il prezzo corrispettivo minimo per lo
smaltimento in discarica. In particolare:
Piano di Gestione Operativa nel quale vengono individuati i criteri e le misure tecniche adottate per la
gestione della discarica e le modalità di chiusura della stessa;
Piano di Gestione Post-Operativa nel quale vengono definiti i programmi di sorveglianza e controllo
successivi alla chiusura della discarica;
Piano di Sorveglianza e Controllo nel quale vengono indicate tutte le misure necessarie per prevenire
rischi di incidenti causati dal funzionamento della discarica e per limitarne le conseguenze, sia in fase
operativa che post-operativa, con particolare riferimento alle precauzioni adottate a tutela delle acque
dall’inquinamento provocato da infiltrazioni di percolato nel terreno e alle misure di prevenzione e
protezione contro qualsiasi danno all’ambiente;
Piano di Ripristino Ambientale del sito a chiusura della discarica nel quale vengono previste le modalità
e gli obiettivi di recupero e sistemazione della discarica in relazione alla destinazione d’uso prevista
dell’area stessa;
Piano Finanziario prevede che tutti i costi derivanti dalla realizzazione dell’impianto e dall’esercizio della
discarica, i costi connessi alla costituzione della garanzia finanziaria da prestare per l’attivazione e la
gestione operativa della discarica, comprese le procedure di chiusura, ovvero per la gestione
successiva alla chiusura della discarica, i costi stimati di chiusura, nonché quelli di gestione postoperativa per un periodo di almeno 30 anni, siano coperti dal prezzo applicato dal gestore per lo
smaltimento, tenuto conto della riduzione del rischio ambientale e dei costi di post-chiusura derivanti
dall’adozione di procedure di registrazione ai sensi del Regolamento EMAS.
Per quanto riguarda la discarica esistente gestita da HERA S.p.A. (ora HERAmbiente S.p.A.), i relativi Piani
previsti dal D.Lgs. n. 36/2003 sono stati valutati e approvati contestualmente all’approvazione del Piano di
Adeguamento elaborato dal gestore ai sensi dell’art. 17 dal D.Lgs. n. 36/2003, con alcune prescrizioni
relative al Piano di Adeguamento stesso e più in generale alla gestione della discarica.
Il Piano di Adeguamento trasmesso conteneva le conclusioni delle valutazioni di conformità complessiva
rispetto a quanto stabilito all’Allegato 2 del D.Lgs. n. 36/2003 in termini di “Gestione e Risorse” e un piano
degli interventi di adeguamento individuati. In particolare gli elementi gestionali necessari per la piena
conformità alle indicazioni del decreto erano stati individuati attraverso specifici audit con i responsabili
dell’impianto a seguito dei quali era stata elaborata una check-list contenente le indicazioni del decreto, le
modalità operative allora seguite dal gestore e gli interventi di adeguamento necessari.
Le verifiche effettuate hanno permesso di rendicontare in maniera esaustiva lo stato di attuazione delle
misure di adeguamento previste e l’attuazione complessiva degli adeguamenti è apparsa conforme alle
tempistiche fissate nel rispetto delle prescrizioni autorizzative.
Per quanto riguarda l'ampliamento in sopraelevazione, con l’approvazione del relativo progetto sono stati
valutati anche i piani sopraelencati previsti dal D.Lgs 36/2003.
È opportuno precisare che HERAmbiente (ex HERA) adotta un Sistema di Gestione integrato Qualità
Ambiente e Sicurezza (QAS) conforme alle norme UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001. In questo modo i
Piani previsti dal D.Lgs. n. 36/2003, sono stati implementati all’interno del Sistema di Gestione adottato e per
tale motivo le versioni attualmente in essere dei Piani, in particolare del Piano di Gestione Operativa e del
Piano di Sorveglianza e Controllo, fanno riferimento a diverse procedure e istruzioni operative del Sistema di
Gestione QAS. La piena adozione di un Sistema di Gestione QAS, e in particolare della norma ISO 14001,
ribadisce la volontà del gestore di operare nel pieno rispetto dell’ambiente, monitorando costantemente ed
efficacemente tutti i potenziali impatti sulle matrici ambientali correlati all’attività di smaltimento svolta presso
l’impianto di discarica in esame.
Ad ulteriore valutazione della conformità dell’impianto in oggetto alle disposizioni del D.Lgs. n. 36/2003, si
precisa che l’attuazione del Piano di Sorveglianza e Controllo redatto per la discarica per rifiuti non
pericolosi HERAmbiente di Voltana è oggetto di specifica attività di verifica da parte di soggetto esterno
incaricato, che periodicamente redige una relazione di resoconto delle verifiche svolte.
Inoltre nell’ambito delle attività di controllo previste ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003 la Provincia di Ravenna ha
attuato, avvalendosi di ARPA, un programma di visite ispettive periodiche per la valutazione di conformità e
attuazione del sistema di gestione.
26
26/04/2011
Sezione valutazione integrata ambientale – Allegato C
Con riferimento agli esiti dell’attività ispettiva ambientale IPPC svolta nell’aprile 2010 da ARPA presso la
discarica, non sono emerse criticità rispetto all'AIA e alla normativa vigente in campo ambientale, salva la
necessità di aggiornamento del PSC (ricompreso nel Piano di Monitoraggio dell'impianto parte integrante
dell’AIA), per cui il gestore ha provveduto nell’ambito della procedura VIA-AIA per l’ampliamento in
sopraelevazione della discarica stessa, al fine di dare più corretta evidenza delle misure precauzionali e di
controllo adottate per prevenire i rischi ambientali causati dall'esercizio della discarica e per limitare le
conseguenze, in fase sia operativa che post-operativa, con particolare riferimento alle precauzioni adottate a
tutela della falda e per cui si rileva la necessità di ulteriori approfondimenti.
Quale ulteriore elemento di valutazione della conformità normativa della gestione della discarica in esame e
con particolare riferimento ai criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica definiti in conformità a quanto
stabilito dal D.Lgs. n. 36/2003, si rileva che, a seguito dell’entrata in vigore del DM 27/09/2010 che ha
abrogato il previgente DM 03/08/2005 senza prevedere alcun periodo transitorio di passaggio da una norma
all’altra, sono indicati dal gestore i criteri e le modalità di adeguamento e allineamento alle nuove previsioni
del DM 27/09/2010.
Nelle more dell’emanazione di eventuali direttive ovvero indicazioni operative da parte Ministeriale e/o
Regionale, si prende atto del programma di lavoro prospettato dal gestore che prevede l’allineamento del
sistema e delle procedure alla nuova norma senza necessariamente produrre effetti sulla continuità dei
flussi di smaltimento e nel rispetto dei principi di cautela. Si assume che le omologhe dei flussi di rifiuti
speciali non pericolosi (e le relative caratterizzazioni di base e verifiche di conformità) siano utilizzabili
indipendentemente dalla discarica del Gruppo a cui il rifiuto è potenzialmente destinabile; per Voltana quindi
si ritiene di sfruttare la possibilità di conferire flussi di rifiuti già omologati (e per cui sono già in corso attività
di verifica) per discariche per rifiuti non pericolosi del Gruppo e per cui occorre un periodo di
adeguamento/allineamento rispetto a previsioni del DM 27/09/2010 recentemente emanato. In particolare,
dato atto che con il nuovo DM il quadro tecnico per l’ammissibilità in discarica dei rifiuti non pericolosi appare
leggermente meno oneroso di quello precedente (Tabella 5) e, per alcune tipologie di rifiuti, alcuni parametri
non sono più soggetti a limiti quantitativi massimi, le omologhe (caratterizzazioni di base e/o verifiche di
conformità) già attive al 16 dicembre 2010 andranno a naturale scadenza salvo che si procede ad adeguare
ed effettuare la verifica di conformità in base ai nuovi criteri e profili analitici del DM 27/09/2010.
Alla luce delle considerazioni sopra riportate si valutano pertanto come conformi ai criteri indicati
nell’Allegato 2 del D.Lgs. n. 36/2003 (MTD di settore) le modalità gestionali adottate nell’impianto esistente
di discarica per rifiuti non pericolosi di Voltana, ora gestita da HERAmbiente che, a far tempo dal
01/07/2009, è subentrata senza soluzione di continuità a HERA S.p.A. nella gestione della stessa discarica.
Tenuto conto altresì che le modalità gestionali che HERAmbiente adotterà per l’ampliamento in
sopraelevazione della discarica sono sostanzialmente le stesse già adottate per la gestione della discarica
esistente e conformi alle indicazioni previste dal D.Lgs. n. 36/2003, si ribadisce la sostanziale conformità ai
criteri gestionali previsti dalle MTD di settore con gli adeguamenti previsti.
27
26/04/2011
Sezione adeguamento dell’impianto e condizioni di esercizio – Allegato D
ALLEGATO D
Sezione di adeguamento dell’impianto e condizioni di esercizio
D1)
VALUTAZIONE DEL PIANO DI ADEGUAMENTO DELL’IMPIANTO
Con riferimento alla valutazione delle prestazioni ambientali dell’impianto di cui al precedente punto C3)
dell’Allegato C al presente provvedimento, si evince una sostanziale conformità della discarica per rifiuti non
pericolosi in oggetto rispetto alle Migliori Tecniche Disponibili di settore che, ai sensi dell’art. 29-bis, comma
3) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., si esplicano nei requisiti previsti dal D.Lgs. n. 36/2003, Allegato 1 e
Allegato 2; tuttavia vi sono alcuni aspetti per i quali si ritiene opportuno fornire le seguenti prescrizioni e
considerazioni:
Entro 4 mesi dal rilascio della presente AIA, il gestore è tenuto a realizzare un ampliamento, di entità
non inferiore a 40 m3, dell’esistente sistema di accumulo delle acque meteoriche (attualmente di
capacità pari a 160 m3) in modo da garantire la raccolta di una quota maggiore della acque meteoriche
di ruscellamento del corpo discarica e conseguentemente ridurre le attivazioni dello sfioro sul punto di
scarico S1/C.
In termini di sorveglianza e controllo delle acque superficiali e con particolare riferimento all’attività di
monitoraggio riguardante i canali posti sul perimetro della discarica, il punto identificato come
TRATTURO-MONTE risulta interessato dalle acque provenienti dallo Scolo Nuovo Macallo, per cui si
ritiene possa essere considerato come punto intermedio e dovrà essere identificato, entro un mese dal
rilascio della presente AIA, un nuovo punto più a monte e all’esterno del perimetro dell’intero
comparto, da concordare con ARPA. La planimetria aggiornata dei punti di campionamento dei corpi
idrici superficiali da trasmettere alla Provincia e all’ARPA verrà acquisita come parte integrante della
presente AIA.
Relativamente ai criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, il gestore è tenuto ad attenersi ai criteri e
alle modalità comunicate per l’adeguamento alle nuove previsioni del DM 27/09/2010 come di seguito
specificate, salvo diverse diposizioni specifiche che si fa riserva di stabilire in proposito sulla base di
eventuali direttive ovvero indicazioni operative da parte Ministeriale e/o Regionale. In particolare:
Nel caso di nuovi conferimenti provenienti da nuovi clienti:
- la caratterizzazione di base dovrà essere conforme ai nuovi criteri se la data del referto
analitico è successiva al 16/12/2010;
- la verifica di conformità sarà effettuata secondo i nuovi criteri.
Nel caso di procedure di omologa già in essere alla data di entrata in vigore del nuovo DM
27/09/2010 relativamente a rifiuti conferiti ad altre discariche del Gruppo:
- la caratterizzazione di base sarà ritenuta conforme fino alla naturale scadenza della stessa (1
anno dalla data di analisi);
- la verifica di conformità sarà adeguata ai nuovi criteri alla naturale scadenza della stessa.
D2)
CONDIZIONI GENERALI PER L’ESERCIZIO DELL’IMPIANTO
D2.1) Condizioni relative alla gestione dell’impianto
L’impianto deve essere gestito secondo tutte le procedure di carattere gestionale previste dal Sistema di
Gestione integrato Qualità Ambiente e Sicurezza (QSA) conforme alle norme UNI EN ISO 9001, UNI EN
ISO 14001 che la Ditta già adotta, con particolare riguardo all’attuazione del Piano di Gestione Operativa
(PGO), Piano di Gestione Post-Operativa (PGPO) e Piano di Sorveglianza e Controllo (PSC), redatti ai sensi
del D.Lgs. n. 36/2003 e implementati all’interno del Sistema di Gestione adottato.
Nella gestione dell’impianto di discarica dovranno pertanto essere rispettati i tempi, le modalità, i criteri e le
prescrizioni stabiliti nell’Allegato E della presente AIA e dai sopracitati PGO e PGPO, nonché le norme in
materia di gestione dei rifiuti, di scarichi idrici e tutela delle acque, di emissioni in atmosfera, di rumore, di
igiene e salubrità degli ambienti di lavoro, di sicurezza e prevenzione incendi. Dovrà altresì essere
assicurata la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere funzionali e impiantistiche della
discarica in oggetto.
La manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica dovranno essere assicurati anche nella fase di
gestione post-operativa, al fine di garantire che anche nella fase successiva alla chiusura la discarica
mantenga i requisiti di sicurezza ambientale richiesti.
In merito agli opportuni requisiti di sorveglianza e controllo, secondo quanto riportato nel PSC della discarica
in oggetto, redatto ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003 e ricompreso nel Piano di Monitoraggio di cui all’Allegato F
parte integrante della presente AIA, si dovrà provvedere a verifiche periodiche come ivi indicato.
28
26/04/2011
Sezione adeguamento dell’impianto e condizioni di esercizio – Allegato D
D2.2) Comunicazioni e requisiti di notifica generali
Nel caso in cui si verifichino delle particolari circostanze quali superamento dei valori limite delle emissioni
(VLE), emissioni non controllate da punti di emissione non regolati dall’AIA, malfunzionamenti e fuori uso dei
sistemi di controllo e monitoraggio, incidenti, oltre a mettere in atto le procedure di controllo previste,
occorrerà avvertire la Provincia di Ravenna, l’AUSL, l’ARPA e il Comune di Lugo nel più breve tempo
possibile anche rivolgendosi ai servizi di pubblica emergenza e per le vie brevi con contatto telefonico
diretto.
29
26/04/2011
Sezione emissioni e consumi – Allegato E
ALLEGATO E
Analisi emissioni (aria, acqua, suolo, rifiuti, rumore) e consumi (idrici ed energetici)
E1)
Gestione rifiuti
La discarica per rifiuti non pericolosi ora gestita da HERAmbiente S.p.A. (ex HERA S.p.A) nel Centro
Integrato Rifiuti di Voltana in Comune di Lugo (denominato Comparto CIR) si compone attualmente da un
unico lotto suddiviso in 4 settori, entrato in esercizio dal 1999 e attualmente in fase di imminente
esaurimento. L'ampliamento in sopraelevazione (successivo all'esaurimento dei 4 settori esistenti) prevede,
mantenendo ferma l'impostazione della configurazione morfologica del rilevato, l'innalzamento del livello
sommitale dall'attuale quota +12,00 m s.l.m. alla quota di +21,00 m s.l.m. (a coltivazione ultimata e
assestamento avvenuto), a cui va aggiunto lo strato di copertura finale, con la realizzazione di un nuovo
unico lotto suddiviso in 4 settori.
Tale discarica deve essere gestita secondo le modalità, finalizzate a ottenere un elevato livello di protezione
dell’ambiente nel suo complesso, previste dal Sistema di Gestione integrato Qualità Ambiente e Sicurezza
(QSA) conforme alle norme UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001 adottato dalla Ditta. La gestione della
discarica dovrà altresì essere svolta prevedendo accorgimenti volti al monitoraggio ambientale delle attività
atti a garantire che le stesse si svolgano nel rispetto dell’ambiente, assicurando un tempestivo intervento in
caso di imprevisti.
In particolare, l’attività di gestione della discarica per rifiuti non pericolosi con ampliamento in
sopraelevazione devono essere svolte nel rispetto delle condizioni e prescrizioni di seguito indicate:
1.
La discarica, nel suo assetto finale ampliato in sopraelevazione, ubicata in Comune di Lugo presso il
comparto CIR di Voltana, Via Traversagno n. 30, è classificata ai sensi dell’art .4 del D.Lgs. n. 36/2003
come “discarica per rifiuti non pericolosi”. É altresì autorizzata, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera
c) del DM 27/09/2010 come “discarica per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di
rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti inorganici, con recupero di biogas” con le deroghe di
seguito indicate.
2.
Oltre ai rifiuti a smaltimento (D1), sono collocati in discarica anche una quota di rifiuti destinati a
recupero (R5/R11) per la copertura e/o manutenzione e un’ulteriore quota di altri materiali inerti non
qualificati come rifiuti e sempre utilizzati per attività di manutenzione e la sistemazione durante la
gestione operativa.
3.
La coltivazione riguarda:
- Il completamento del lotto esistente suddiviso in 4 settori, di capacità complessiva pari a 510.000
m3 (a volume assestato); tenuto conto dell'assestamento e della perdita di massa dovuta alla
trasformazione in biogas, la volumetria disponibile al 31/12/2010 risulta pari a 1.728 m3 con un
quantitativo residuo di rifiuti conferibile stimato pari a circa 1.595 tonnellate.
Rispetto alle quantità complessivamente abbancabili, a far tempo dal 31/10/2007 risultano sospesi
i conferimenti di rifiuti per il raggiungimento delle quote di abbancamento indicate nel progetto a
suo tempo approvato, in attesa della riduzione volumetrica indotta dall'assestamento e dalla
perdita di umidità dei rifiuti.
- L’ampliamento in sopraelevazione si realizza con l'innalzamento del livello sommitale del lotto
attuale di 9 m raggiungendo così la quota finale di 21 m s.l.m..m. (a coltivazione ultimata e
assestamento avvenuto) e mantenendo l'impostazione della configurazione morfologica del
rilevato. Con l'ampliamento in sopraelevazione, costituito da un unico lotto suddiviso in 4 settori, si
rende disponibile e viene autorizzato un ulteriore volume utile di 250.000 m3 di miscela rifiuti-inerti
ad assestamento e cedimenti avvenuti, fino ad una quota a cui va aggiunto lo strato di copertura
finale. Il profilo di abbandono a fine coltivazione prima dell’assestamento è stimato in circa 24 m
s.l.m.
Alla volumetria autorizzata in conformità ai profili indicati corrisponde una quantità complessiva di
rifiuti a smaltimento, stimabile, sulla base del grado di compattazione, pari a circa 250.000
tonnellate, a cui va aggiunta una quota pari al 20% (circa 50.000 tonnellate) di rifiuti a recupero
R5/R11 e circa altre 25.000 tonnellate di altri materiali inerti come sopra specificati.
4.
Rispetto al volume utile autorizzato per l’ampliamento in sopraelevazione della discarica, le quantità
annue complessivamente smaltite devono indicativamente rispettare le previsioni temporali del PPGR
per la durata della discarica. I flussi annui di rifiuti conferiti sono costituti almeno per il 50% dai flussi di
sovvallo/scarto provenienti dagli impianti di trattamento e recupero presenti nel medesimo comparto
(impianto di compostaggio e impianto selezione delle frazioni secche da raccolta differenziata). La
restante quota a saturazione è costituita da rifiuti speciali non pericolosi, fermo restando il vincolo di
garantire la disponibilità delle volumetrie necessarie allo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati
provenienti dal bacino di utenza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dei flussi di
sovvallo/scarto prodotti dagli impianti di trattamento e recupero presenti nel medesimo Comparto CIR.
30
26/04/2011
Sezione emissioni e consumi – Allegato E
5.
Per i settori in coltivazione il gestore provvede, in ogni caso, ad effettuare rilevazioni almeno semestrali
dei volumi occupati, dei cedimenti/assestamenti ed al calcolo dei volumi residui disponibili ai fini anche
di aggiornare e/o modificare i valori calcolati in fase preliminare. Tali dati devono essere validati tramite
perizia tecnica redatta da terzi e asseverata da effettuare annualmente. Contestualmente deve essere
eventualmente aggiornato il Piano Finanziario presentato.
6.
Le tipologie di rifiuti per cui è ammesso lo smaltimento (D1) in discarica sono quelle elencate
nell'Allegato E1 al presente provvedimento.
I rifiuti solidi urbani e assimilati ammessi alla discarica provengono dal bacino di utenza dell’Unione dei
Comuni della Bassa Romagna. Devono essere comunicati alla Provincia di Ravenna eventuali
conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati provenienti da Comuni del bacino di utenza di HERA
all'interno dell'ambito provinciale; dei conferimenti in discarica di tali RSU indifferenziati deve essere
altresì tenuta idonea registrazione da riportare nel Report Annuale.
Eventuali conferimenti di rifiuti solidi urbani provenienti da altre province, comunque nell’ambito del
“mutuo soccorso” all’interno del territorio regionale, possono avvenire solo a seguito degli accordi fra le
province ai sensi dell’art. 125 della L.R. n. 3/1999.
7.
Relativamente ai criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica è prevista l’adozione dei criteri di cui al DM
27/09/2010 con le precisazioni e specificazioni di seguito indicate:
7.a) I rifiuti di cui alla Tabella 1 dell’Allegato E3 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica, senza caratterizzazione analitica, in quanto rientranti nell’art. 6, comma 1, lettera a)
del DM 27/09/2010 ed a condizione che siano preventivamente trattati ai sensi dei combinati
disposti di cui all’art. 7 e art. 2, comma 1, lettera h) del D.Lgs. n. 36/2003.
7.b) I rifiuti di cui alla Tabella 2 dell’Allegato E3 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica, a condizione che siano che siano preventivamente trattati ai sensi dei combinati
disposti di cui all’art. 7 e art. 2, comma 1, lettera h) del D.Lgs. n. 36/2003, ovvero che sia
dichiarato dal produttore che il loro trattamento non contribuisce al raggiungimento delle finalità
di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 36/2003, riducendo le quantità dei rifiuti o i rischi per la salute
umana, come stabilito dall’art. 7, comma 1, lettera b) del D.Lgs. n. 36/2003.
7.c) I rifiuti di cui alla Tabella 3 dell’Allegato E3 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica senza caratterizzazione analitica, in quanto rientranti nell’art. 6, comma 1, lettera a) del
DM 27/09/2010 e senza trattamento preliminare in quanto rientranti nell’art. 7, comma 1, lettera
b) del D.Lgs. 36/2003.
7.d) I rifiuti di cui alla Tabella 4 dell’Allegato E3 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica, previa caratterizzazione di base, ai sensi dell’art. 2 e dell’Allegato 1 punti 1 e 2 del DM
27/09/2010, e a condizione che siano trattati ai sensi del combinato disposto dell’art. 7, comma
1 e dell’art. 2, comma 1, lettera h) del D.Lgs. n. 36/2003 oppure a condizione che sia dichiarato
dal produttore che il loro trattamento non contribuisce al raggiungimento delle finalità di cui
all’art. 1 del D.Lgs. n. 36/2003, riducendo le quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana,
come stabilito dall’art. 7, comma 1, lettera b) del D.Lgs. n. 36/2003.
7.e) Per i rifiuti di cui alla Tabella 5 dell’Allegato E4 alla presente AIA:
- relativamente ai rifiuti urbani vale quanto indicato al precedente punto 7.b);
- relativamente ai rifiuti speciali non pericolosi, possono essere conferiti in discarica
senza caratterizzazione analitica, solo qualora trattasi delle frazioni non pericolose dei
rifiuti domestici raccolti separatamente (es. sovvalli non pericolosi della selezione
meccanica della raccolta multimateriale, sovvalli non pericolosi del compostaggio e
raffinazione delle frazioni organiche raccolte separatamente), in quanto rientranti
nell’art. 6, comma 1, lettera a) del DM 27/09/2010.
7.f) I rifiuti di cui alla Tabella 6 dell’Allegato E4 alla presente AIA, nelle more della mancata
emanazione della lista positiva prevista all’Allegato 1 punto 4) del DM 27/09/2010, possono
essere conferiti in discarica senza caratterizzazione analitica all’atto della caratterizzazione di
base e della verifica di conformità nei casi di conferimenti occasionali e sporadici di rifiuti (vedi
Allegato 1 punto 4) del DM 03/08/2005), fermo restando la conoscenza del ciclo produttivo di
origine. Si intendono conferimenti occasionali e sporadici quelli inferiori o uguali a 500
tonnellate/anno. Il limite applicato viene calcolato sul tipo di rifiuto (CER) generato dal
Produttore per Luogo di produzione.
7.g) I rifiuti di cui alla Tabella 7 dell’Allegato E4 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica a condizione che sia prevista la caratterizzazione analitica da parte del
produttore/detentore ai sensi dell’Allegato 1, punto 3) del DM 27/09/2010, in sede di
caratterizzazione di base, e in ambito di verifica di conformità e verifica in loco da parte del
gestore della discarica ai sensi dell’art. 3 del DM 27/09/2010. Specificamente per le tipologie di
rifiuti appartenenti alla famiglia dei CER 19 10 e 19 12, è fissata una soglia di produzione di
rifiuti annua, pari a 500 tonnellate/anno:
31
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
-
sopra la quale (> 500 t/anno) dovrà essere prevista, con frequenza almeno annuale la
caratterizzazione di base comprensiva della caratterizzazione analitica;
- sotto la quale (< 500 t/anno) dovrà essere prevista preventivamente al primo
conferimento la caratterizzazione di base comprensiva della caratterizzazione analitica.
Successivamente la caratterizzazione analitica verrà effettuata dal produttore e
richiesta dal gestore solo a seguito di modifiche sostanziali del ciclo produttivo.
7.h) I rifiuti di cui alla Tabella 8 dell’Allegato E4 alla presente AIA possono essere conferiti in
discarica senza determinazione analitica ai sensi dell’Allegato 1, punto 4) del DM 27/09/2010: al
fine del monitoraggio costante delle caratteristiche tipiche, detti rifiuti sono comunque sottoposti
alla caratterizzazione di base rispetto ai parametri merceologici e ai parametri chimico fisici di
seguito indicati: BTX, IPA, Solventi clorurati, Cadmio, Mercurio, Cromo VI.
8.
Ai sensi quanto previsto all’art. 7, comma 2) del DM 27/09/2010, per i rifiuti soggetti a caratterizzazione
analitica sui parametri determinati sull’eluato del test di cessione sono concesse le seguenti deroghe ai
limiti fissati dalla Tabella 5 del DM 27/09/2010:
- per il parametro Cloruri fino al valore di 4.500 mg/l;
- per il parametro Solfati fino al valore di 6.000 mg/l;
- per il parametro DOC fino al valore di 2.500 mg/l (tale limite non si applica alle tipologie di rifiuti
indicate nelle note alla Tabella 5 del DM 27/09/2010);
- per il parametro TDS fino al valore di 15.000 mg/l (tale limite, se assunto alternativo ai valori di
solfati e cloruri, sarà applicato anche alle tipologie di cui alla nota riportata nella tabella 5 del D.M.
27/09/2010);
alle seguenti condizioni:
i. Individuazione, come da Allegato I al Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., dei
punti di conformità al confine del comparto.
ii. Determinazione del fondo naturale per i parametri nel profilo analitico ricercato nella falda interna
all’impianto presentano valori che si avvicinano al relativo limite previsto nella Tabella 2
dell’Allegato V al Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e per quei parametri non
compresi nello stesso, ma analizzati in quanto previsti dall’Allegato 2 al D.Lgs. n. 36/2003 (Cloruri,
Azoto ammoniacale e nitrico).
La determinazione del fondo naturale dovrà essere progettata seguendo quanto riportato del
“Protocollo operativo per la determinazione dei valori di fondo di metalli e metalloidi nel suolo dei
SIN” (documento ISPRA 2006).
iii. Monitoraggio dei punti di conformità con frequenza annuale. In tali punti dovranno essere rispettati
i valori previsti alla Tabella 2 dell’Allegato V al Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i. (CSC) o i valori determinati con protocollo per la determinazione del fondo naturale.
iv. Presentazione di un protocollo di intervento che preveda tutte le azioni, corredate da tempistiche,
da adottare in caso di superamento dei livelli di guardia in qualche piezometro all’interno del sito e
delle CSC o dei valori di fondo naturali, come determinati al precedente punto iii.). In caso di
superamenti nei punti di conformità, il protocollo dovrà prevedere le azioni nel caso di superamenti
sia occasionali, sia ricorrenti.
A tale riguardo prima dell’avvio dei conferimenti, il gestore è tenuto a presentare, alla Provincia e
all’ARPA, un programma operativo e un piano di lavoro da concordare con ARPA, indicando tempi e
modalità di esecuzione delle attività di adeguamento di cui ai precedenti punti i.), ii.), iii.), iv.).
Per la gestione di eventuali non conformità relative a superamenti dei limiti fissati al punto di conformità,
prima dell’avvio dei conferimenti, deve essere presentata alla Provincia e all’ARPA una proposta di
piano intervento che il gestore intende attuare per la verifica di tali non conformità in relazione all’attività
della discarica e le azioni da intraprendere.
Di tali verifiche dovrà essere data tempestiva evidenza alla Provincia di Ravenna che, a tale riguardo, si
riserva di procedere all’eventuale riesame dell’AIA in relazione alle deroghe concesse, anche in
funzione della tipologia di superamento e della frequenza (occasionale o ricorrente).
9.
Per i parametri non specificati al precedente punto 8) dovranno essere rispettati i limiti indicati nella
Tabella 5 del DM 27/09/2010.
10. Il campionamento, le determinazioni analitiche per la caratterizzazione di base e la verifica di
conformità dovranno essere effettuati in conformità all’Allegato 3 al DM 27/09/2010. In particolare esse
dovranno essere effettuate da persone ed istituzioni indipendenti e qualificate. I laboratori devono
possedere una comprovata esperienza nel campionamento ed analisi dei rifiuti e un efficace sistema di
controllo della qualità. Il campionamento e le determinazioni analitiche possono essere effettuate dai
produttori di rifiuti o dai gestori qualora essi abbiano costituito un appropriato sistema di garanzia della
qualità, compreso un controllo periodico indipendente.
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
11. Il campionamento dei rifiuti ai fini della loro caratterizzazione chimico-fisica deve essere effettuato in
modo tale da ottenere un campione rappresentativo secondo i criteri, le procedure, i metodi e gli
standard di cui alla norma UNI 10802 “Rifiuti liquidi, granulari, pastosi e fanghi – Campionamento
manuale e preparazione ed analisi degli eluati”.
Le prove di eluizione e l'analisi degli eluati per i parametri previsti dalle Tabelle 2, 5 e 6 del DM
27/09/2010 devono essere effettuate mediante i metodi analitici ENV 12457/1-4, ENV 12506 e ENV
13370.
Per le determinazioni analitiche devono essere adottati metodi previsti dal DM 27/09/2010 ovvero,
qualora non specificato, metodi ufficiali riconosciuti a livello nazionale e/o internazionale.
12. I rifiuti sono ammessi in discarica secondo i criteri e le procedure previste dal Sistema di Gestione
integrato Qualità, Sicurezza e ambiente (QSA) conforme alle norme UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO
14001 e del Piano di Gestione Operativa (PGO). Nello stesso PGO e nel Piano di Sorveglianza e
Controllo (PSC) sono indicate le modalità di gestione della discarica con le relative procedure di
controllo e inoltre i programmi di monitoraggio e sorveglianza dei principali sistemi di tutela e protezione
ambientale.
Il Manuale di Gestione QSA viene periodicamente aggiornato e revisionato secondo quanto previsto
dalle norme UNI EN ISO sopracitate.
13. Salvo quanto disposto ai precedenti punti, ai fini dell’ammissibilità dei rifiuti in discarica sono in ogni
caso fatte salve le previsioni dell’art. 6 del D.Lgs. n. 36/2003, dell’art. 6, commi 2) e 5) del DM
27/09/2010 e dell’art. 7 del D.Lgs. n. 36/2003.
14. Fermo restando le specificazioni stabilite nei successivi punti 14.a), 14.b), 14.c), la determinazione delle
caratteristiche dei rifiuti dovrà essere condotta mediante le caratterizzazioni di base, le verifiche di
conformità e le verifiche in loco disciplinate dagli artt. 2, 3, 4 e dall’Allegato 1 del DM 27/09/2010. In
particolare:
14.a)
Caratterizzazione di base
Potranno essere conferiti in discarica esclusivamente rifiuti sottoposti alla caratterizzazione di
base condotta dal produttore, ai sensi dell’art. 2 del DM 27/09/2010 e dei requisiti e criteri di
caratterizzazioni stabiliti all’Allegato 1, punti 2) e 3) dello stesso decreto, secondo una
frequenza minima di 1 volta/anno e, comunque, ogni qualvolta vi sia una variazione
significativa del processo che origina i rifiuti.
La scheda descrittiva del rifiuto conferito, redatta dal produttore e acquisita dal Gestore della
discarica dovrà contenere le informazioni richieste nell’Allegato 1, punto 2) al DM 27/09/2010,
in sostanziale conformità al fac-simile allegato dal gestore.
14.b)
Verifica di conformità
Le verifiche di conformità da parte del gestore della discarica, atte ad accertare se i rifiuti
possiedano le caratteristiche della relativa categoria di discarica e se soddisfino i criteri di
ammissibilità, dovranno essere condotte nel rispetto dell’art. 3 del DM 27/09/2010, con la
medesima frequenza della caratterizzazione di base, indipendentemente dai quantitativi di
rifiuti conferiti annualmente.
Ai fini della verifica di conformità, il gestore utilizza una o più determinazioni analitiche
impiegate per la caratterizzazione di base. Tali determinazioni devono comprendere almeno
un test di cessione per lotti.
Il gestore potrà effettuare i prelievi dei campioni dei rifiuti, per la verifica di conformità,
direttamente presso la sede di produzione/detenzione del rifiuto, per avere la garanzia, oltre al
prelievo di un’aliquota di campione di rifiuto direttamente dal processo produttivo che lo ha
generato, anche una verifica dettagliata delle informazioni riportate in sede di
caratterizzazione di base ovvero una più precisa conoscenza dell’attività produttiva che ha
generato il rifiuto stesso.
Il gestore potrà effettuare la verifica di conformità anche tramite l’invio da parte del produttore
di un “campione certificato”, eseguito ai sensi dell’Allegato 3 al DM 27/09/2010.
Il gestore è tenuto a conservare i dati relativi ai risultati delle prove per un periodo di cinque
anni.
É accettabile che la verifica di conformità effettuata su una specifica tipologia di rifiuto,
produttore e ciclo produttivo originario valga indipendentemente dalla discarica/altro impianto
gestito dal Gruppo HERA a cui è potenzialmente destinabile.
14.c)
Verifiche in loco
Le verifiche in loco da parte del gestore della discarica dovranno essere condotte nel rispetto
dell’art. 4 del DM 27/09/2010.
I campioni prelevati devono essere conservati presso l’impianto di discarica, a disposizione
dell’Autorità competente, per un periodo non inferiore a due mesi.
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
Il prelievo di campione effettuato dal gestore con cadenza almeno annuale sarà diviso in tre
aliquote. Una aliquota verrà conservata a disposizione dell’Autorità competente, per un
periodo non inferiore a due mesi.
15. É comunque fatto salvo quanto stabilito al punto D1) dell'Allegato D alla presente AIA riguardo ai criteri
e modalità di allineamento alle nuove previsioni del DM 27/09/2010.
16. Per la copertura giornaliera dei rifiuti abbancati e per la gestione/sistemazione ordinaria della discarica,
oltre a materiali inerti non qualificati come rifiuti, sono altresì ammessi i rifiuti non pericolosi elencati
nell'Allegato E2 al presente provvedimento destinati a recupero (R5/R11) ed esclusi dal versamento del
tributo di cui alla Legge n. 549/95 e L.R. n. 31/96. Di tali rifiuti viene tenuta una registrazione distinta.
Al fine della esclusione dal versamento del tributo di cui alla Legge n. 549/95 e L.R. n. 31/96, per
l’attività di copertura giornaliera e gestione ordinaria della discarica con i rifiuti destinati a recupero
(R5/R11) di cui sopra, viene autorizzata una quota pari al 20% (in peso) dei rifiuti complessivamente
destinati allo smaltimento in discarica. Viene inoltre autorizzato l’utilizzo di ulteriori quantitativi di rifiuti
destinati al recupero per realizzare la messa in sicurezza e lo strato di regolarizzazione al
raggiungimento della quota finale di abbancamento.
Per le stesse attività di copertura giornaliera dei rifiuti, gestione ordinaria della discarica,
regolarizzazione e messa in sicurezza può essere previsto l’utilizzo di altri materiali inerti non qualificati
come rifiuti; tale quantitativo di materiali inerti non rientra nell’aliquota del 20% sopracitata in relazione
ai rifiuti smaltiti e riferita ai rifiuti destinati a recupero per le attività di gestione quotidiana della discarica.
Oltre alle normali attività di verifica documentale previste dalla normativa e dalle procedure interne
(omologa rifiuto, gestione e verifica formulari, ecc.), le modalità di controllo dei rifiuti destinati a recupero
R5 vengono articolate in 2 fasi:
I. Verifica visiva del rifiuto durante le fasi di scarico. Durante le operazioni di scarico si dovrà
verificare che i rifiuti siano scevri da impurità ovvero non siano presenti materiali estranei
(tubazioni in rame, PVC, piombo, fili elettrici in rame, lastre e tubi in eternit, legno, plastica, carta,
cartone ecc.).
II. Verifica analitica del rifiuto prima dell’attività di recupero sul corpo discarica. Al raggiungimento di
quantità gestionalmente significative in cumulo e comunque non oltre 500 tonnellate complessive,
e in considerazione del probabile ingente numero di conferimenti di piccola entità necessario a
costituire una quantità gestionalmente significativa, sarà eseguito un prelievo di campione
composito su più punti dell’accumulo secondo la metodologia UNI 10802.
Il campione verrà analizzato attraverso l’effettuazione del test di cessione di cui all’Allegato 3 del
DM 27/09/2010.
Ad esclusione dei rifiuti di cui al codice CER 190305, dovrà essere garantito il rispetto dei seguenti
limiti:
Parametro
Solfati
Cloruri
Rame
Zinco
Arsenico
Cadmio
Cromo totale
Bario
Antimonio
Selenio
Nichel
Piombo
Unità di misura
mg/L SO4
mg/L Cl
mg/L Cu
mg/L Zn
mg/L As
mg/L Cd
mg/L Cr
mg/L Ba
mg/L Sb
mg/Se
mg/L Ni
mg/L Pb
Concentrazioni limite (mg/L)
1000
1200
0,1
0,5
0,2
0,02
1
10
0,07
0,03
1
0,2
Tali limiti sono stati assunti pari al valore minore confrontando le concentrazioni limite
rappresentate dalla tabella 5 del DM 27/09/2010 (ammissibilità dei rifiuti in discariche per rifiuti non
pericolosi) e i valori rappresentati dalla Tabella 3 dell'Allegato 5 alla Parte III del D.Lgs. n.
152/2006 e s.m.i. che norma i limiti di emissione in acque superficiali.
Il profilo analitico indicato si ritiene indicativo ed idoneo ad indagare con la necessaria accuratezza
la tipologia merceologica prevalente (inerti) dei rifiuti avviabili alle operazioni di recupero R5.
Limitatamente alla tipologia di cui al codice CER 190305 invece il controllo analitico necessario per
ammettere tali rifiuti a recupero R5 deve essere svolto seguendo le seguenti modalità:
Analisi annuale di classificazione del rifiuto (Pericoloso o Non Pericoloso) in conformità
all’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. comprensivo di Valutazione di
ammissibilità in discarica comprensivo di Valutazione delle Sostanze Riscontrate al fine del
rispetto di quanto previsto all'art.6 del D.Lgs. n. 36/2003 e s.m.i.
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
Analisi periodiche trimestrali finalizzate alla caratterizzazione di ogni singolo lotto in modo da
assicurare, oltre che la conformità chimica alle operazioni di recupero del rifiuto, anche la
conformità fisica del materiale, avendo a riferimento il seguente profilo analitico:
I limiti individuati nella tabella seguente che definisce il profilo analitico da applicarsi per la
verifica nel test di eluizione sono individuati pari al valore minore confrontando le
concentrazioni limite rappresentate dalla tabella 5 del DM 27/09/2010 (ammissibilità dei rifiuti
in discariche per rifiuti non pericolosi) e i valori rappresentati dalla Tabella 3 dell'Allegato 5 alla
Parte III del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. che norma i limiti di emissione in acque superficiali.
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
La frazione organica stabilizzata (FOS), utilizzata per la copertura giornaliera e interstrato dei rifiuti,
prodotta da impianti di selezione meccanica di rifiuti urbani non differenziati e di successivo trattamento
biologico della frazione prevalentemente umida selezionata, identificata dal codice CER 190503 –
compost fuori specifica, potrà essere ammessa al recupero (R11) in discarica nel rispetto di quanto
stabilito dalla DGR n. 2006/1996 nel rispetto delle seguenti prescrizioni più restrittive finalizzate ad una
maggiore tutela ambientale ed igienico-sanitaria.
In particolare, fermi restando i requisiti minimi del processo di biostabilizzazione di cui al paragrafo 1
dell’Allegato A alla DGR n. 2006/1996, ai fini dell’utilizzo per la copertura giornaliera dei rifiuti il
biostabilizzato deve possedere le caratteristiche indicate nella seguente tabella:
Indice di Respirazione Dinamico
-1 (2)
mg O2 x kg SV x h
(1)
(1)
= 1.000 ± 30%
Umidità (% peso)
= 50
Granulometria (mm)
= 50
(3)
Metodo DI.PRO.VE. (UNI/TS 11184) – Università di Milano; il limite massimo dell’indice di respirazione
dinamico (I.R.D.) è pari a 1300 mg O2 * Kg SV/h ed è da intendersi comprensivo della tolleranza dello
strumento di misura.
(2)
SV: frazione della sostanza secca volatile a 550 °C
(3)
La tolleranza è riferita al risultato analitico di ogni singolo campione di biostabilizzato.
Il campione deve essere prelevato secondo la metodica UNI 10802.
17. I carichi dei rifiuti sottoposti al campionamento per la successiva analisi di verifica vengono accettati
con riserva e stoccati provvisoriamente in una zona della discarica all’interno di idonee aree
opportunamente attrezzate per evitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente circostante la discarica. La
presa in carico dei rifiuti, sottoposti a verifica di conformità analitica, avviene con riserva in attesa della
valutazione del risultato delle analisi e tale procedura viene annotata sul registro di carico/scarico. La
presa in carico definitiva del rifiuto avviene con lo smaltimento in discarica del rifiuto conforme, ovvero il
rifiuto stesso viene restituito al produttore/detentore in caso di non conformità. In quest’ultimo caso
verrà prodotto, dal gestore della discarica, un formulario di identificazione del rifiuto, compilato nel
rispetto della presente AIA, atto alla sola riconsegna del rifiuto al produttore/detentore il quale
provvederà successivamente a trasportare il rifiuto presso altro impianto.
18. Nel PGO devono essere previste specifiche procedure per i casi in cui i rifiuti sono conferiti in
situazione di anomalia e/o emergenza dei rispettivi impianti di produzione.
La gestione delle anomalie in fase di caratterizzazione dei rifiuti da destinare a recupero R5 avverrà
come di seguito indicato:
- Anomalia evidenziata dai controlli in fase 1 “scarico”: qualora dai controlli eseguiti il rifiuto risulterà
anomalo verrà respinto, parzialmente o totalmente.
- Anomalia evidenziata dai controlli in fase 2 “verifica analitica”: qualora le risultanze del test di
cessione evidenziassero il mancato rispetto dei limiti proposti nella tabella sopra riportata, il
materiale non sarà utilizzato per il recupero, ma smaltito in discarica (D1), previa verifica del
rispetto dei limiti, comprensivi delle deroghe autorizzate, previsti dalla tabella 5 “Limiti di
concentrazione nell'eluato per l'accettabilità in discariche per rifiuti non pericolosi”, articolo 6
“Impianti di discarica per rifiuti non pericolosi” del Decreto Ministeriale 27/09/2010.
Tali modalità di gestione delle anomalie sono da intendersi applicate a tutti i rifiuti destinati alle
operazioni di recupero R5 previste, ad esclusione dei rifiuti di cui al codice CER 190305 per cui deve
essere elaborata una specifica procedura.
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Sezione emissioni e consumi – Allegato E
Qualora i rifiuti identificati con codice CER 190503 non risultassero conformi per essere destinati a
recupero R11, tale materiale potrà essere smaltito in discarica (D1), previa verifica del rispetto dei
limiti, comprensivi delle deroghe autorizzate, previsti dalla tabella 5 “Limiti di concentrazione nell'eluato
per l'accettabilità in discariche per rifiuti non pericolosi”, articolo 6 “Impianti di discarica per rifiuti non
pericolosi” del Decreto Ministeriale 27/09/2010.
19. I Piani di Gestione Operativa (PGO) e Post-Operativa (PGPO) presentati, da tenere a disposizione
quale parte integrante della presente AIA e che vengono integralmente assunti come riferimento
vincolante, devono essere aggiornati in occasione di modifiche e/o integrazioni significative
presentando la relativa documentazione a Provincia e ARPA.
20. Il livello del percolato nel corpo di discarica (battente) deve essere mantenuto il più basso possibile, in
modo da ridurre eventuali rischi di dispersioni accidentali all’interno della falda soggiacente. A tal fine,
per tutti i settori della discarica, il percolato deve essere drenato, asportato dal corpo della discarica ed,
eventualmente previo opportuno stoccaggio, essere conferito a trattamento presso impianti autorizzati.
Il sistema di estrazione e raccolta del percolato deve essere periodicamente verificato e sottoposto a
manutenzione per evitare intasamenti.
21. Deve essere previsto un idoneo sistema di captazione e raccolta del biogas da avviare, di norma, a
recupero energetico.
22. La gestione della discarica deve essere affidata a personale qualificato responsabile della conduzione e
della ammissione dei rifiuti in discarica. In particolare deve essere individuato un tecnico responsabile
della discarica da comunicare a Provincia e ARPA insieme con il soggetto indipendente incaricato di cui
al successivo punto.
23. L’esecuzione del Piano di Sorveglianza e Controllo (PSC), ricompreso nel Piano di Monitoraggio
dell’impianto di cui all’Allegato F alla presente AIA, deve essere garantita tramite strutture ovvero
dotazioni qualificate e competenti, utilizzando le metodiche ufficiali di prelievo e analisi.
Il programma esecutivo di dettaglio del PSC deve essere messo a disposizione dell’ARPA all’inizio di
ogni anno.
Sulle attività del PSC svolte direttamente o indirettamente dal gestore deve essere garantita una
periodica verifica e sorveglianza tramite soggetti qualificati e indipendenti appositamente incaricati dalla
Ditta. Il gestore è tenuto a formalizzare alla Provincia e all’ARPA gli estremi e i riferimenti dei soggetti
incaricati. Tali soggetti incaricati, oltre a garantire periodiche verifiche sulle attività previste dal PSC,
dispongono e sottoscrivono una relazione specifica di resoconto con cadenza semestrale. Detta
relazione viene tenuta a disposizione degli organi di controllo e viene allegata alla Report annuale.
24. Con l’esaurimento della discarica devono essere realizzati gli interventi di copertura con strato di
regolarizzazione e messa in sicurezza per la chiusura provvisoria. Al termine della gestione operativa
della discarica si procede con i lavori di copertura finale.
La copertura definitiva viene realizzata con modalità differenti a seconda che si tratti di piano sommitale
o scarpate.
Prima di procedere alla copertura definitiva della discarica, per cui dovrà essere predisposto il progetto
definitivo da presentare prima ovvero contestualmente all’istanza di chiusura ai sensi dell’art. 12 del
D.Lgs. n. 36/2003, dovranno essere realizzate le opere di regolarizzazione e messa in sicurezza.
Contestualmente alla comunicazione ex art. 12 del D.Lgs n. 36/2003 dovrà essere altresì presentato il
Piano di Gestione Post-Operativa (PGPO) aggiornato nei dettagli esecutivi e operativi.
Rispetto ai costi indicati nel Piano Finanziario per il periodo di gestione successiva alla chiusura, con
l’attivazione della procedura ex art. 12 del D.Lgs. n. 36/2003, dovrà essere presentata una nuova
perizia economica redatta da terzi esperti del settore e debitamente asseverata.
25. É fatto salvo il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro e
antincendio per cui il gestore è tenuto a rapportarsi direttamente con gli Enti competenti.
26. Per quanto non specificatamente indicato nella presente AIA si applicano le previsioni del D.Lgs. n.
36/2003 e del DM 29/07/2010.
In considerazione della tempistica di ricollocazione in altro sito all'interno dello stesso Comparto CIR,
l'attività di trasferimento di rifiuti urbani e assimilati da raccolta differenziata (R13/D15) nell’area di
pertinenza della discarica può essere proseguita nel rispetto delle condizioni e prescrizioni di seguito
indicate:
1. Nell’ambito della logistica legata al servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati gestito
da HERA S.p.A., nell’area delimitata da arginature in terra ubicata sul colmo della discarica vengono
stoccati temporaneamente i rifiuti provenienti dalla raccolta dei RSU effettuata nel territorio dell’ambito
lughese, oltre a quelli provenienti dalla raccolta differenziata della frazione organica dell’ambito
provinciale e destinati a recupero presso l’impianto di compostaggio situato nel Comparto CIR e
37
26/04/2011
Sezione emissioni e consumi – Allegato E
gestito dalla stessa società HERAmbiente ovvero altri impianti di smaltimento esterni autorizzati. Tali
rifiuti, per i quali non si provvede alla registrazione sul registro della discarica, devono essere
identificabili e mantenuti distinti da quelli destinati al deposito definitivo in discarica.
2. I rifiuti devono essere depositati nell’apposita zona solo per il tempo strettamente necessario alle
operazioni di trasbordo e preparazione del carico verso l’impianto di destinazione. Al riguardo il
gestore è tenuto a rispettare quanto indicato nella specifica procedura gestionale definita nel PGO
della discarica.
3. Tale autorizzazione è concessa fino al 31/03/2012 ovvero, se antecedente, fino alla messa in
esercizio della nuova stazione di trasferimento, salva la necessità di proroga che dovrà essere
documentata. Decorso il termine sopraindicato, l’autorizzazione concessa in via provvisoria e
temporanea è da intendersi revocata.
E2)
Emissioni in atmosfera
Ad oggi parte del biogas prodotto dalla discarica è captato e inviato ad una torcia avente portata di
combustione pari a 250 Nm3/h. Con l’ampliamento della discarica è prevista la sostituzione della torcia
esistente con una nuova torcia con portata di combustione da 500 Nm3/h, nell’ambito dell’adeguamento e
ristrutturazione della rete di captazione del biogas anche al fine di ottimizzare il recupero energetico del
biogas stesso. É infatti in fase di realizzazione, da parte di altro soggetto gestore, un impianto (non oggetto
della presente AIA) costituito da un motore fisso a combustione interna, di potenzialità pari a 625 kWe
(1.572 MWt), per il recupero energetico del biogas estratto dalla discarica che attualmente viene inviato in
torcia come sistema di abbattimento del biogas prodotto.
La rete di captazione e tutto l’impianto di aspirazione del biogas fino alla torcia compresa sono ricompresi
nell’assetto impiantistico della discarica oggetto della presente AIA.
Con la messa in esercizio dell'impianto di recupero energetico, di norma il biogas estratto dalla discarica
viene inviato all'impianto di recupero energetico; in caso di necessità operative ovvero in condizioni di
emergenza si attiva il sistema di combustione in torcia.
Le emissioni in atmosfera derivanti dalla torcia di combustione del biogas sono autorizzate nel rispetto delle
seguenti condizioni e prescrizioni:
La torcia in funzione deve essere dimensionata in modo tale da poter bruciare completamente la
quantità di biogas captato.
La combustione in torcia del biogas deve avvenire nel rispetto delle seguenti condizioni: temperatura T
> 850°C, concentrazione di ossigeno = 3 % in volume e tempo di ritenzione = 0,3 s.
Il gestore è tenuto alla registrazione dei periodi di funzionamento della torcia in apposito registro, da
tenere a disposizione degli organi di controllo competenti. Sullo stesso registro devono altresì essere
annotate le periodiche manutenzioni che il gestore è tenuto ad eseguire regolarmente sulla torcia, al
fine di mantenerla in efficiente stato di funzionamento.
Terminati i lavori di installazione, deve essere comunicata alla Provincia e all’ARPA la data di
attivazione della nuova torcia.
E3)
Scarichi idrici
Le acque meteoriche di ruscellamento del corpo discarica confluiscono, attraverso la rete allontanamento
acque meteoriche a servizio della discarica, nel fosso di scolo interno al Comparto CIR (scarico S1/C), da
cui vengono collettate al fosso perimetrale di via Traversagno e quindi destinate al corpo idrico recettore
(Scolo Nuovo Macallo – bacino idrografico del Canale Destra Reno) attraverso il punto di scarico finale S1
Eventi meteorici che producono quantità di acque di dilavamento superiori alla capacità di invaso
determinano lo sfioro e lo scarico nel fosso di scolo interno al Comparto CIR, attraverso il punto di scarico
denominato S1/C di pertinenza della discarica. In uscita dallo sfioro è posizionato un punto di
campionamento (PP). In caso di sfioro, si deve provvedere come di seguito indicato con il campionamento e
l'analisi, per monitorare la qualità delle acque scaricate; al termine del campionamento il punto di
campionamento viene ripristinato nella sua funzione di monitoraggio.
Il gestore è tenuto al controllo e alla sorveglianza della discarica rispettando, in particolare, quanto
previsto per le acque superficiali nell'Allegato F - Paino di Monitoraggio dell'impianto, parte integrante
dell'AIA.
Ogni volta che viene attivato lo sfioro sul punto di scarico S1/C il gestore è tenuto a dare comunicazione
(per vie brevi, tramite fax) all’ARPA, trasmettendo il rapporto di prova delle analisi effettuate.
Sul volume di acque trattenute, il gestore deve provvedere al campionamento e all’analisi per verificare
la conformità ai valori limite di emissione per lo scarico in acque superficiali di cui alla Tabella 3
dell’Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. ad eccezione del parametro Solidi
Sospesi per cui è consentito un limite fino a 300 mg/l. Tale deroga per il parametro Solidi Sospesi è
concessa in considerazione del fatto che a valle del punto di prelievo S1/C, prima di confluire in corpo
idrico recettore, le acque meteoriche di ruscellamento del corpo discarica subiscono una ulteriore
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26/04/2011
Sezione emissioni e consumi – Allegato E
sedimentazione nel tratto di fosso interno al Comparto CIR che veicola allo scarico finale (S1) nello
Scolo Nuovo Macallo.
Nel caso di valori non conformi ai limiti sopraindicati per lo scarico in acque superficiali, il volume di
acque trattenute deve essere destinato a trattamento, tramite autobotte, presso impianti autorizzati
esterni.
In caso di conformità verrà attivato lo scarico tramite l’apertura dell’apposita paratoia. Lo scarico dovrà
essere sempre comunicato ad ARPA (per vie brevi, tramite fax) trasmettendo i dati analitici rilevati
almeno per i parametri: metalli, COD, idrocarburi, cloruri, solidi sospesi totali, solfati.
La planimetria della rete di raccolta acque meteoriche di dilavamento del corpo discarica, con indicati il
punto di scarico finale sullo Scolo Nuovo Macallo S1 e il punto di campionamento e controllo (PP) sullo
scarico S1/C di pertinenza della discarica, costituisce parte integrante della presente AIA e viene
allegata. Tale planimetria va resa disponibile agli agenti accertatori in caso di eventuale controllo.
E4)
Emissioni sonore
Ai sensi della Zonizzazione Acustica del Piano Strutturale Comunale Associato della Bassa Romagna –
Lugo, adottata con Delibera di C.C. n. 69 del 24/07/2008, l’area della discarica per rifiuti non pericolosi di
Voltana in Comune di Lugo è inserita in Classe V “Aree prevalentemente produttive” (con limiti assoluti di
immissione sonora fissati in 70 dBA nel periodo diurno e 60 dBA nel periodo notturno).
I potenziali ricettori sono inseriti in Classe III “Aree extraurbane – zone agricole”.
Via Lunga Inferiore e una parte di Via Traversagno individuano inoltre una fascia di pertinenza acustica pari
a m. 50 inserita attualmente in Classe III “Area di tipo misto”, mentre allo stato di progetto è prevista la
Classe IV “Area di intensa attività umana”.
Dalla valutazione di impatto acustico conseguente alla gestione operativa della discarica in ampliamento per
sopraelevazione si evince il rispetto dei valori limite di immissione assoluti e differenziali senza la necessità
di interventi di mitigazione.
Tenuto conto della caratterizzazione del sito e degli impatti, coerentemente ai principi di prevenzione degli
impatti ambientali e di miglioramento continuo, si prescrive quanto segue:
Devono essere rispettati i valori limite di immissone assoluti e differenziali previsti dal DPCM
14/11/1997, avendo a riferimento la vigente zonizzazione acustica del Piano Strutturale Comunale
Associato della Bassa Romagna - Lugo.
Il gestore è tenuto al controllo e alla sorveglianza della discarica rispettando, in particolare, quanto
previsto per le emissioni sonore nell'Allegato F - Paino di Monitoraggio dell'impianto, parte integrante
dell'AIA.
A seguito dell’ampliamento in sopraelevazione della discarica, deve essere effettuata la verifica
acustica sperimentale tesa a dimostrare il rispetto dei valori limite ad attività in esercizio, atta a
verificare anche i livelli dei valori di immissione assoluto e differenziale dovuta alle sorgenti discontinue
come la movimentazione e il transito degli autotreni nell’area di ingresso e di sosta nell’impianto.
Devono essere previsti interventi a cadenza semestrale nell’ambito delle attività di manutenzione,
rivolti agli impianti con emissioni rumorose esterne, affinché mantengano inalterata la massima
efficienza e non vengano riscontrati livelli sonori maggiori dovuti al malfunzionamento.
Il gestore deve intervenire tempestivamente in caso di malfunzionamento delle sorgenti acustiche, al
fine di ripristinare le condizioni ottimali di esercizio.
E5)
Preparazione all’emergenza
Con riferimento al Sistema di Gestione Qualità Ambiente e Sicurezza (QAS) integrato e certificato già
adottato dalla Ditta, tutte le emergenze dovranno essere gestite secondo le procedure individuate nel
suddetto sistema, compresa la preparazione del personale.
In caso di emergenza ambientale, il gestore deve immediatamente provvedere agli interventi di primo
contenimento del danno informando dell’accaduto la Provincia di Ravenna e l’ARPA, telefonicamente e via
fax; successivamente il gestore è tenuto ad effettuare gli opportuni interventi di bonifica.
E6)
Dismissione e ripristino del sito
In fase di dismissione e ripristino del sito in cui insiste l’impianto di discarica in oggetto, il gestore dovrà
attuare quanto stabilito nel Piano di Ripristino Ambientale, redatto ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003, con
particolare riguardo alle modalità e agli obiettivi di recupero ovvero sistemazione della discarica in relazione
alla successiva destinazione d’uso prevista per l’area stessa.
Una volta esaurita la discarica verrà avviata la fase di chiusura che vedrà la realizzazione di opere e
accorgimenti finalizzati a garantire la messa in sicurezza della discarica, il deflusso controllato delle acque
meteoriche e la stabilità della discarica.
In relazione alla copertura vegetale prevista, il gestore opererà per la chiusura secondo quanto indicato nel
Piano di Gestione Operativa in modo da garantire lo sviluppo di uno strato vegetale che sia in grado di
autosostenersi e che costituisca una valida difesa ai fenomeni di erosione localizzata dovuti ad acque
ruscellanti. Lo strato sarà realizzato in modo da assicurare un buon grado di evapotraspirazione delle acque
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26/04/2011
Sezione emissioni e consumi – Allegato E
meteoriche che potrebbero infiltrarsi nella copertura diminuendo in tal modo la pressione idrica sui sistemi di
impermeabilizzazione del corpo discarica.
Per quanto riguarda il recupero della discarica, inteso come reinserimento nel territorio mediante restituzione
ad una specifica funzione che risulti compatibile con il contesto territoriale, sarà inserito in un più vasto
contesto di recupero e sistemazione dell’intero Comparto.
A partire dall’anno 2000 è stato affrontato uno studio mirato all’analisi delle problematiche di carattere
ambientale, paesaggistico e di tipo visivo che coinvolgono il territorio interessato dalle attività. In particolare
sono stati affrontati gli aspetti legati all’impatto visivo generato dalla presenza del corpo discarica e degli
edifici di trattamento prendendo come riferimento i centri urbani prossimi al comparto (Alfonsine, Fusignano,
Voltana) e gli assi stradali che collegano e attraversano il territorio. Obiettivo del lavoro è la pianificazione
dello sviluppo delle attività di gestione della discarica integrando le problematiche di mitigazione visiva e
qualificazione paesaggistica con lo studio del territorio interessato dall’impatto derivato dall’attività di
gestione dei rifiuti.
L’elaborazione dello studio citato per la restituzione del sito occupato dagli impianti del comparto si è
articolato in due fasi: la prima, di carattere analitico, mirata a definire le caratteristiche del territorio locale ed
il quadro di riferimento paesistico-ambientale, la seconda orientata a delineare le potenzialità ambientali
dell’area e comprendere i condizionamenti territoriali al fine di delineare le linee guida per la valorizzazione
ecologico ambientale.
Le strategie di intervento si concretizzano in un piano di rinaturalizzazione realizzato attraverso la
piantumazione di siepi e filari, la creazione di zone cuscinetto formate da macchie boscate, zone umide e
filari e la creazione di corridoi rinaturalizzati.
In particolare, gli interventi di ripristino ambientale previsti relativamente alla discarica oggetto della presente
AIA sono sostanzialmente i seguenti:
- preparazione del piano di posa costituito da terreno vegetale per la semina di manto erboso;
- semina di manto erboso sul piano sommitale e sulle scarpate;
- messa a dimora lungo il margine di confine della discarica con lo scolo consortile Tratturo (lato SudEst) di siepi alberate con specie spontanee delle formazioni Populetalia albae e Prunetalia spinosae.
Tali interventi, in sintonia con quanto previsto nella DGR n. 516/2010 e nel rispetto di quanto nella
Valutazione di Incidenza del PPGR di Ravenna con particolare riferimento alla tipologia delle specie arboree
ed arbustive previste, sono volti principalmente all’attenuazione dell’impatto visivo della discarica e alla
riqualificazione del territorio in cui essa è inserita. Si tratta cioè di fare in modo che l’impianto non appaia
così estraneo e alieno al paesaggio in cui si colloca.
Al termine della fase di gestione post-operativa della discarica, in accordo con i provvedimenti dell’Autorità
competente che saranno emessi, dovrà quindi essere definito, nelle specifiche tecniche e nelle tempistiche
di attuazione, il piano di inserimento paesaggistico e degli interventi sul territorio.
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26/04/2011
Sezione rifiuti in ingresso – Allegato E1
ALLEGATO E1
ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI AMMESSI A SMALTIMENTO (D1) IN DISCARICA
Operazione D1
CER
010101
010102
010408
010409
010412
010413
020101
020102
020103
020104
020107
020110
020201
020202
020203
020204
020301
020304
020305
020401
020402
020403
020501
020502
020601
020603
020701
020702
020704
020705
030101
030105
030301
030307
030308
030309
030311
040209
040210
040215
040220
040221
040222
070213
090108
090110
100121
100210
100903
101003
101103
101112
101120
101206
101208
101213
101311
101314
120101
120103
120104
120105
120113
120117
150101
150102
150103
150104
150105
Descrizione
rifiuti da estrazione di minerali metalliferi
rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi
scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07
scarti di sabbia e argilla
sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01 04 07 e 01 04 11
rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07
fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia
scarti di tessuti animali
scarti di tessuti vegetali
rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi)
rifiuti della silvicoltura
rifiuti metallici
fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia
scarti di tessuti animali
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
terriccio residuo delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole
carbonato di calcio fuori specifica
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima
rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
scarti di corteccia e sughero
segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04
scarti di corteccia e legno
scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone
scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati
fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 03 03 10
rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri)
materiale organico proveniente da prodotti naturali (ad es. grasso, cera)
rifiuti da operazioni di finitura, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 14
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 19
rifiuti da fibre tessili grezze
rifiuti da fibre tessili lavorate
rifiuti plastici
carta e pellicole per fotografia, non contenenti argento o composti dell'argento
macchine fotografiche monouso senza batterie
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 20
scaglie di laminazione
scorie di fusione
scorie di fusione
materiali di scarto a base di vetro
rifiuti di vetro diversi da quelli di cui alla voce 10 11 11
rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 19
stampi di scarto
scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 e 10 13 10
rifiuti e fanghi di cemento
limatura e trucioli di materiali ferrosi
limatura e trucioli di materiali non ferrosi
polveri e particolato di materiali non ferrosi
limatura e trucioli di materiali plastici
rifiuti di saldatura
materiale abrasivo di scarto, diverso da quello di cui alla voce 12 01 16
imballaggi in carta e cartone
imballaggi in plastica
imballaggi in legno
imballaggi metallici
imballaggi in materiali compositi
41
26/04/2011
Sezione rifiuti in ingresso – Allegato E1
Operazione D1
CER
150106
150107
150109
150203
160117
160118
160119
160120
160214
160216
160304
160306
161106
170101
170102
170103
170107
170201
170202
170203
170302
170401
170402
170404
170405
170406
170407
170411
170504
170506
170508
170604
170904
190203
190206
190305
190307
190401
190501
190502
190503
190604
190606
190801
190802
190805
190812
190814
190901
190902
190903
191001
191002
191004
191006
191106
191201
191202
191203
191204
191205
191207
191208
191209
191212
191302
191304
191306
200101
200102
200108
200110
Descrizione
imballaggi in materiali misti
imballaggi in vetro
imballaggi in materia tessile
assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02
metalli ferrosi
metalli non ferrosi
plastica
vetro
apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13
componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15
rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 03
rifiuti organici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 05
rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 05
cemento
mattoni
mattonelle e ceramiche
miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 170106
legno
vetro
plastica
miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01
rame, bronzo, ottone
alluminio
zinco
ferro e acciaio
stagno
metalli misti
cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10
terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03
fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05
pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 17 05 07
materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 17 06 01 e 17 06 03
rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03
miscugli di rifiuti composti esclusivamente da rifiuti non pericolosi
fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 05
rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 04
rifiuti solidificati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 06
rifiuti vetrificati
parte di rifiuti urbani e simili non compostata
parte di rifiuti animali e vegetali non compostata
compost fuori specifica
digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani
digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale
vaglio
rifiuti dell'eliminazione della sabbia
fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane
fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 11
fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 13
rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari
fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua
fanghi prodotti dai processi di decarbonatazione
rifiuti di ferro e acciaio
rifiuti di metalli non ferrosi
fluff - frazione leggera e polveri, diversi da quelli di cui alla voce 19 10 03
altre frazioni, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 05
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 19 11 05
carta e cartone
metalli ferrosi
metalli non ferrosi
plastica e gomma
vetro
legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06
prodotti tessili
minerali (ad esempio sabbia, rocce)
altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11
rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 01
fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 03
fanghi prodotti dalle operaz. di risanam. delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 05
carta e cartone
vetro
rifiuti biodegradabili di cucine e mense
abbigliamento
42
26/04/2011
Sezione rifiuti in ingresso – Allegato E1
Operazione D1
CER
200111
200125
200136
200138
200139
200140
200141
200201
200202
200203
200301
200302
200303
200306
200307
Descrizione
prodotti tessili
oli e grassi commestibili
apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 200121,200123 e 200135
legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
plastica
metallo
rifiuti prodotti dalla pulizia di camini e ciminiere
rifiuti biodegradabili
terra e roccia
altri rifiuti non biodegradabili
rifiuti urbani non differenziati
rifiuti dei mercati
residui della pulizia stradale
rifiuti della pulizia delle fognature
rifiuti ingombranti
43
26/04/2011
Sezione rifiuti in ingresso – Allegato E2
ALLEGATO E2
ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI AMMESSI A RECUPERO (R5/R11) IN DISCARICA, ESCLUSI
DAL VERSAMENTO DEL TRIBUTO DI CUI ALLA LEGGE n. 549/1995 e L.R. n. 31/1996
Operazione R5
CER
020401
160103
170107
170504
190305
170506
190305
200303
Descrizione
terriccio residuo delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole
Pneumatici usati (solo se selezionati e/o triturati)
miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 170106
terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03
Rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 190304
fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05
rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 04
Residui della pulizia stradale (sabbia da litorale)
Operazione R11
CER
190503
Descrizione
compost fuori specifica
44
26/04/2011
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E3
ALLEGATO E3
ELENCO DEI RIFIUTI SOGGETTI A OBBLIGO O MENO DI TRATTAMENTO PRELIMINARE
Tabella 1 -Elenco dei rifiuti urbani non pericolosi inviati a trattamento verso imp. di selezione meccanica e privati della componente
prevalentemente umida (sottovaglio)
CER
Descrizione
Note
200301
rifiuti urbani non differenziati
Domestici da cassonetto
191212
altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, Domestici da cassonetto
diversi da quelli di cui alla voce 191211
trattati
Tabella 2 - Elenco dei rifiuti urbani non pericolosi derivanti da processi di trattamento (selezione, cernita, ecc.) o dichiarati dal
produttore come non contribuenti alle finalità di cui all’art. 7 comma 1) lettera b) del D.Lgs. 36/2003.
CER
Descrizione
Note
200201
rifiuti biodegradabili
200203
altri rifiuti non biodegradabili
200301
rifiuti urbani non differenziati
Rifiuti urbani assimilati
200302
rifiuti dei mercati
200306
rifiuti della pulizia delle fognature (es. materiale solido da pulizie caditoie stradali
ghiaia-terra-vetro-plastica-folgiame, ecc…)
200307
rifiuti ingombranti
200399
rifiuti urbani non specificati altrimenti
Tabella 3 - Elenco dei rifiuti urbani non pericolosi non inviati a trattamento ai sensi del D.Lgs. 36 art. 7 comma1 lettera b e conferiti
direttamente in discarica.
CER
Descrizione
200303
rifiuti di pulizia delle strade
Tabella 4 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi per cui il produttore dovrà effettuare la caratterizzazione di base completa di
dichiarazione del trattamento dei rifiuti effettuato, ai sensi del dell’art. 7 punto 1 del D.Lgs. 36/2003 presso il luogo di produzione ai
fini della riduzione dei volumi e/o natura pericolosa dei rifiuti da conferire in discarica o nel caso il rifiuto non sia stato sottoposto ad
alcun trattamento dichiarazione che il trattamento al rifiuto non contribuisce al raggiungimento delle finalità di cui all’art. 7 comma
1) lettera b) del D.Lgs. 36/2003.
CER
Descrizione
Note
020102
scarti di tessuti animali
020103
scarti di tessuti vegetali
020104
rifiuti plastici ( ad esclusione degli imballaggi )
020107
rifiuti derivanti dalla silvicoltura
020110
rifiuti metallici
020203
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
020304
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
020501
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
020601
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
020702
rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche
020704
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
020799
rifiuti non specificati altrimenti
030101
scarti di corteccia e sughero
030105
segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi
da quelli di cui alla voce 030104
030301
scarti di corteccia e legno
030307
scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta di
cartone
030308
scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati
040209
rifiuti da materiali composti ( fibre impregnate, elastomeri, plastomeri )
040221
rifiuti da fibre tessili grezze
040222
rifiuti da fibre tessili lavorate
070213
rifiuti plastici
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Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E3
Tabella 4 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi per cui il produttore dovrà effettuare la caratterizzazione di base completa di
dichiarazione del trattamento dei rifiuti effettuato, ai sensi del dell’art. 7 punto 1 del D.Lgs. 36/2003 presso il luogo di produzione ai
fini della riduzione dei volumi e/o natura pericolosa dei rifiuti da conferire in discarica o nel caso il rifiuto non sia stato sottoposto ad
alcun trattamento dichiarazione che il trattamento al rifiuto non contribuisce al raggiungimento delle finalità di cui all’art. 7 comma
1) lettera b) del D.Lgs. 36/2003.
CER
Descrizione
Note
090108
carte e pellicole per fotografia non contenenti argento o composti dell'argento
120105
limatura e trucioli di materiali plastici
150101
imballaggi in carta e cartone
150102
imballaggi in plastica
150103
imballaggi in legno
150104
imballaggi metallici
150105
imballaggi in materiali compositi
150106
imballaggi in materiali diversi
150107
imballaggi in vetro
150109
imballaggi in materiale tessile
150203
assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di
cui al punto 150202
160117
metalli ferrosi
160118
metalli non ferrosi
160119
plastica
160120
vetro
160199
rifiuti non specificati altrimenti
160214
apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 160209 a 160213
160216
componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla
voce 160215
170201
legno
170202
vetro
170203
plastica
170405
ferro e acciaio
170411
cavi, diversi da quelli di cui alla voce 170410
170604
materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 170601 e 170603
170904
altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle
voci 170901, 170902 e 170903
190501
parti di rifiuti urbani e simili non composta
190502
parti di rifiuti animali e vegetali non composta
190503
compost fuori specifica
190604
digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani
190801
vaglio
190802
rifiuti dell'eliminazione della sabbia
190805
fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane
190814
fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali
191001
rifiuti di ferro e acciaio
191002
rifiuti di metalli non ferrosi
191004
fluff-frazione leggera e polveri, diversi da quelli di cui alla voce 191003
191006
altre frazioni, diverse da quelle di cui alla voce 191005
191201
carta e cartone
191202
metalli ferrosi
191203
metalli non ferrosi
191204
plastica e gomma
191205
vetro
191207
legno diverso da quello di cui alla voce 191206
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Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E3
Tabella 4 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi per cui il produttore dovrà effettuare la caratterizzazione di base completa di
dichiarazione del trattamento dei rifiuti effettuato, ai sensi del dell’art. 7 punto 1 del D.Lgs. 36/2003 presso il luogo di produzione ai
fini della riduzione dei volumi e/o natura pericolosa dei rifiuti da conferire in discarica o nel caso il rifiuto non sia stato sottoposto ad
alcun trattamento dichiarazione che il trattamento al rifiuto non contribuisce al raggiungimento delle finalità di cui all’art. 7 comma
1) lettera b) del D.Lgs. 36/2003.
CER
Descrizione
Note
191208
prodotti tessili
191212
200201
altri rifiuti ( compresi materiali misti ) prodotti dal trattamento meccanico dei
rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 191211
rifiuti biodegradabili
200203
altri rifiuti non biodegradabili
200302
rifiuti dei mercati
200303
residui della pulizia stradale
200306
rifiuti della pulizia delle fognature (es. materiale solido da pulizie caditoie
stradali ghiaia-terra-vetro-plastica-fogliame, ecc.)
200307
rifiuti ingombranti
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26/04/2011
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
ALLEGATO E4
ELENCO DEI RIFIUTI SOGGETTI A OBBLIGO O MENO DI CARATTERIZZAZIONE DI BASE E
DETERMINAZIONE ANALITICA
Tabella 5 - Elenco rifiuti urbani non pericolosi, ai sensi dell’art. 6 punto 1 lettera a) del DM 27.09.2010
non sottoposti a caratterizzazione analitica.
CER
Descrizione
Note
200101
carta e cartone
200102
vetro
200108
rifiuti biodegradabili di cucine e mense
200110
abbigliamento
200111
prodotti tessili
200125
200138
oli e grassi commestibili
Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da
quelli di cui alla voce 20 01 21, 20 01 23, 20 01 35
legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
200139
plastica
200140
metallo
200141
rifiuti prodotti dalla pulizia di camini e ciminiere
200201
rifiuti biodegradabili
200202
terra e roccia
200203
altri rifiuti non biodegradabili
200301
rifiuti urbani non differenziati
200302
rifiuti dei mercati
200303
residui della pulizia stradale
200306
rifiuti della pulizia delle fognature
200307
rifiuti ingombranti
200136
Rifiuti urbani assimilati
Elenco rifiuti speciali non pericolosi generati dalla lavorazione di rifiuti urbani, ai sensi dell’art. 6 punto 1 lettera a) del
DM 27.09.2010 non sottoposti a caratterizzazione analitica in quanto derivanti da esclusiva selezione di rifiuto urbano
CER
190501
Descrizione
Note
parte di rifiuti urbani e simili non composta
sovvallo non compostabile di provenienza urbana (plastica
vetro, ferro, ecc.)
190502
parte di rifiuti animali e vegetali non compostata
sovvallo non compostabile di provenienza urbana
190503
compost fuori specifica
frazione organica stabilizzata prodotta dal trattamento di
190604
digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani
191201
carta e cartone
rifiuti prodotti dal trattamento di rifiuti urbani che non
191202
metalli ferrosi
rispettano i requisiti per il recupero/riciclo/riutilizzo ai sensi
191203
metalli non ferrosi
dell’art. 7 comma 1 lettera b) del D.Lgs. 36/2003
191204
plastica e gomma
191205
vetro
191207
legno diverso da quello di cui alla voce 191206
191212
altri rifiuti (compresi materiali misti)prodotti dal trattamento meccanico dei
Sovvalli da trattamento di RSU(frazioni non pericolose dei
rifiuti diversi da quelli di cui alla voce 191211
rifiuti domestici raccolti separatamente) o frazione
rifiuti urbani
Descrizione come sopra riportata
secca/umida da selezione meccanica di RSU tal quali.
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Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 6 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi (ex assimilabili ai rifiuti urbani ai sensi della deliberazione del 27 luglio 1984
punto 1.1.1 - ex codici italiani K) per cui, nelle more della mancata emanazione della lista positiva prevista all’Allegato 1 punto 4)
del DM del 27.09.2010, non viene richiesta la caratterizzazione analitica da parte del produttore all’atto della caratterizzazione di
base, ai fini dello smaltimento in discarica
CER
Descrizione
Note
020103
scarti di tessuti vegetali
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo. Materiali considerati
inerti ai fini della lisciviazione e della produzione di
percolato in discarica
020104
rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi)
Es: Teli copertura delle coltivazioni, manici in plastica
delle attrezzatura ecc.. Materiali considerati inerti ai
fini della lisciviazione e della produzione di percolato
in discarica
020107
rifiuti derivanti dalla silvicoltura
Es: rifiuti prodotti dalle attività di manutenzione e
ripristino dei boschi la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo.
020110
rifiuti metallici
Es: materiali residuali dalle operazioni di
confezionamento, imballaggi, ecc. la cui merceologia
non consente un campionamento rappresentativo.
Materiali considerati inerti ai fini della lisciviazione e
della produzione di percolato in discarica
020203
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo.
020304
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo.
020501
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo.
020601
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo.
020702
rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. . la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo
020704
scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione
Es: scarti della produzione alimentare, partite di
alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque
imballati, ecc. . la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo
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Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 6 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi (ex assimilabili ai rifiuti urbani ai sensi della deliberazione del 27 luglio 1984
punto 1.1.1 - ex codici italiani K) per cui, nelle more della mancata emanazione della lista positiva prevista all’Allegato 1 punto 4)
del DM del 27.09.2010, non viene richiesta la caratterizzazione analitica da parte del produttore all’atto della caratterizzazione di
base, ai fini dello smaltimento in discarica
040209
rifiuti da materiali composti ( fibre impregnate, elastomeri,
plastomeri )
Es: ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica,
ecc. Materiali considerati inerti ai fini della
lisciviazione e della produzione di percolato in
discarica
040221
rifiuti da fibre tessili grezze
Es: ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica,
ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo. Materiali considerati
inerti ai fini della lisciviazione e della produzione di
percolato in discarica
040222
rifiuti da fibre tessili lavorate
Es: ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica,
ecc. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo. Materiali considerati
inerti ai fini della lisciviazione e della produzione di
percolato in discarica
070213
rifiuti plastici
Es: ritagli e scarti di gamma e caucciù la cui
merceologia non consente un campionamento
rappresentativo. Materiali considerati inerti ai fini della
lisciviazione e della produzione di percolato in
discarica
090108
carte e pellicole per fotografia non contenenti argento o
composti dell'argento
090110
macchine fotografiche monouso senza batterie
Es: pellicole e lastre fotografiche e radiografiche
sviluppate. la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo. Materiali considerati
inerti ai fini della lisciviazione e della produzione di
percolato in discarica
150101
imballaggi in carta e cartone
150102
imballaggi in plastica
150103
imballaggi in legno
150104
imballaggi metallici
150105
imballaggi in materiali compositi
150106
imballaggi in materiali misti
150107
imballaggi in vetro
150109
imballaggi in materiale tessile
160117
metalli ferrosi
160118
metalli non ferrosi
160119
plastica
160120
vetro
160214
apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da
160209 a 160213
160216
componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da
quelli di cui alla voce 160215
Es: imballaggi in genere la cui merceologia non
consente un campionamento rappresentativo. Materiali
considerati inerti ai fini della lisciviazione e della
produzione di percolato in discarica
Es: scarti di lamiere, di metalli non ferrosi, di plastiche,
di vetro, e altri componenti di veicoli. fuori uso (cofani,
portiere, paraurti, cruscotti, sedili, imbottiture, ecc.) la
cui merceologia non consente un campionamento
rappresentativo. Materiali considerati inerti ai fini della
lisciviazione e della produzione di percolato in
discarica
50
26/04/2011
Es: telefonia a nastro, centralini elettromeccanici,
macchine da scrivere, piccoli elettrodomestici, ecc. già
dichiarati non contenenti sostanze pericolose in ambito
di caratterizzazione di base la cui merceologia non
consente un campionamento rappresentativo
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 6 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi (ex assimilabili ai rifiuti urbani ai sensi della deliberazione del 27 luglio 1984
punto 1.1.1 - ex codici italiani K) per cui, nelle more della mancata emanazione della lista positiva prevista all’Allegato 1 punto 4)
del DM del 27.09.2010, non viene richiesta la caratterizzazione analitica da parte del produttore all’atto della caratterizzazione di
base, ai fini dello smaltimento in discarica
170101
cemento
170102
mattoni
170103
mattonelle e ceramiche
170107
miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche,
diverse da quelle di cui alla voce 17 01 06
170201
legno
170202
vetro
170203
plastica
170405
ferro e acciaio
170411
cavi, diversi da quelli di cui alla voce 170410
170604
materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 170601 e
170603
Es: pannelli in polistirolo espanso, ecc. ad esclusione di
fibre minerali artificiali (lana di vetro – lana di roccia).
Materiali considerati inerti ai fini della lisciviazione e
della produzione di percolato in discarica
170904
altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da
quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903
Es: rifiuti misti di legname, plastica, gomma, moquette,
tappezzerie, imballi puliti, espansi, polistirolo,
materiale impermeabilizzante tipo carta bitumata, ecc.
la cui merceologia non consente un campionamento
rappresentativo. Materiali considerati inerti ai fini della
lisciviazione e della produzione di percolato in
discarica
200302
rifiuti dei mercati
200303
residui della pulizia stradale
200306
rifiuti della pulizia delle fognature
rifiuti qualitativamente omogenei alle frazioni di rifiuti
solidi urbani raccolti separatamente ed esclusi ai sensi
dell’art. 6 comma 1 lettera a) del DM 03.08.2005
200307
rifiuti ingombranti
Materiali considerati inerti ai fini della lisciviazione e
della produzione di percolato in discarica
Es: imballaggi vari e sfridi da attività di costruzione e
demolizione la cui merceologia non consente un
campionamento rappresentativo. Materiali considerati
inerti ai fini della lisciviazione e della produzione di
percolato in discarica
51
26/04/2011
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 7 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi sottoposti a caratterizzazione analitica da parte del produttore/detentore in sede
di caratterizzazione di base e in ambito di verifica di conformità e verifica in loco da parte del gestore della discarica ai sensi dell’art.
3 del DM 27.09.2010.
CER
Descrizione
Limiti Applicati
Si vedano i limiti di accettabilità al
test di eluizione
02 01 01 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia
02 02 01 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia
02 02 02 scarti di tessuti animali
02 02 04 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
02 03 05 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
02 04 02 carbonato di calcio fuori specifica
02 04 03 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
02 05 02 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
02 06 03 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
02 07 01 Rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia
prima
02 07 05 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
030101
scarti di corteccia e sughero
03 01 05 segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da
quelli di cui alla voce 030104
03 03 01 scarti di corteccia e legno
03 03 07
scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e
cartone
03 03 08 scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati
03 03 09 fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio
03 03 11 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla
voce 03 03 10
04 02 10 materiale organico proveniente da prodotti naturali (ad es. grasso, cera)
04 02 15 rifiuti da operazioni di finitura, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 14
04 02 20 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla
voce 04 02 19
06 06 03 rifiuti contenenti solfuri, diversi da quelli di cui alla voce 06 06 02
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla
10 01 21 voce 10 01 20
10 02 10 scaglie di laminazione
10 09 03 scorie di fusione
10 10 03 scorie di fusione
10 11 03 scarti di materiali in fibra a base di vetro
10 11 12 rifiuti di vetro diversi da quelli di cui alla voce 10 11 11
lucidature di vetro e fanghi di macinazione, diversi da quelli di cui alla voce 10 11
10 11 14 13
rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui
10 11 20 alla voce 10 11 19
10 12 06 stampi di scarto
scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a
10 12 08 trattamento termico)
10 12 12 rifiuti delle operazioni di smaltatura diversi da quelli di cui alla voce 10 12 11
10 12 13 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di
10 13 11 cui alle voci 10 13 09 e 10 13 10
10 13 14 rifiuti e fanghi di cemento
12 01 01 limatura e trucioli di materiali ferrosi
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26/04/2011
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 7 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi sottoposti a caratterizzazione analitica da parte del produttore/detentore in sede
di caratterizzazione di base e in ambito di verifica di conformità e verifica in loco da parte del gestore della discarica ai sensi dell’art.
3 del DM 27.09.2010.
CER
Descrizione
Limiti Applicati
12 01 03 limatura e trucioli di materiali non ferrosi
12 01 05 limatura e trucioli di materiali plastici
12 01 04 polveri e particolato di materiali non ferrosi
12 01 13 rifiuti di saldatura
12 01 17 materiale abrasivo di scarto, diverso da quello di cui alla voce 12 01 16
15 02 03 assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui
al punto 150202
16 03 04 rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 03
16 03 06 rifiuti organici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 05
rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni
16 11 02 metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 01
altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti dalle lavorazioni metallurgiche,
16 11 04 diversi da quelli di cui alla voce 16 11 03 (7)
rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche,
16 11 06 diversi da quelli di cui alla voce 16 11 05
17 03 02 miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01
17 04 01 rame, bronzo, ottone
17 04 02 alluminio
17 04 04 zinco
17 04 06 stagno
17 04 07 metalli misti
17 05 04 terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03
17 05 06 fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05
17 05 08 pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce
17 05 07
19 02 03 miscugli di rifiuti composti esclusivamente da rifiuti non pericolosi
fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02
19 02 06 05
19 03 05 rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 04
19 03 07 rifiuti solidificati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 06
19 04 01 rifiuti vetrificati
19 05 01 parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19 05 02 parte di rifiuti animali e vegetali non compostata
19 05 03 compost fuori specifica
19 06 04 digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani
19 06 06 digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale
19 08 01 vaglio
19 08 02 rifiuti dell'eliminazione della sabbia
19 08 05 fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane
fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, diversi da
19 08 12 quelli di cui alla voce 19 08 11
fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di
19 08 14 cui alla voce 19 08 13
19 09 01 rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari
19 09 02 fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua
19 09 03 fanghi prodotti dai processi di decarbonatazione
19 10 01 rifiuti di ferro e acciaio
53
26/04/2011
Sezione modalità di ricevimento dei rifiuti – Allegato E4
Tabella 7 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi sottoposti a caratterizzazione analitica da parte del produttore/detentore in sede
di caratterizzazione di base e in ambito di verifica di conformità e verifica in loco da parte del gestore della discarica ai sensi dell’art.
3 del DM 27.09.2010.
CER
Descrizione
Limiti Applicati
19 10 02 rifiuti di metalli non ferrosi
19 10 04 fluff - frazione leggera e polveri, diversi da quelli di cui alla voce 19 10 03
19 10 06 altre frazioni, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 05
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla
19 11 06 voce 19 11 05
19 12 01 carta e cartone
19 12 02 metalli ferrosi
19 12 03 metalli non ferrosi
19 12 04 plastica e gomma
19 12 05 vetro
19 12 07 legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06
19 12 08 prodotti tessili
19 12 09 minerali (ad esempio sabbia, rocce)
altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti,
19 12 12 diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11
rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui
19 13 02 alla voce 19 13 01
fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla
19 13 04 voce 19 13 03
fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da
19 13 06 quelli di cui alla voce 19 13 05
Tabella 8 - Elenco dei rifiuti speciali non pericolosi per cui, nelle more della mancata emanazione della lista positiva prevista
all’Allegato 1 punto 4) del DM del 27.09.2010, non viene richiesta la caratterizzazione analitica da parte del produttore
all’atto della caratterizzazione di base, ai fini dello smaltimento in discarica in quanto il processo produttivo risulta
CER
Descrizione
Note
190801
vaglio
190802
rifiuti dell'eliminazione della sabbia
190805
fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane
190501
parti di rifiuti urbani e simili non composta
191212
altri rifiuti ( compresi materiali misti ) prodotti dal trattamento
meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 191211
54
26/04/2011
Sovvalli provenienti da impianti di selezione,
separazione e/o trattamento di rifiuti urbani e speciali
non pericolosi e da impianti di trattamento acque
reflue urbane gestiti da HERA S.p.A. ovvero Società
del Gruppo. Al fine di un monitoraggio costante delle
caratteristiche tipiche, detti rifiuti sono comunque
sottoposti alla caratterizzazione di base con frequenza
semestrale rispetto ai seguenti parametri merceologici
e ai seguenti parametri chimico-fisici come di seguito
indicati: BTX, IPA, Solventi clorurati, Cadmio,
Mercurio, Cromo VI
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
ALLEGATO F
Piano di Monitoraggio della discarica per rifiuti non pericolosi in località Voltana - Lugo (RA) della
Ditta HERAmbiente S.p.A.
F1) Finalità del monitoraggio
Il monitoraggio è mirato principalmente a:
verifica del rispetto dei valori di emissione previsti dalla normativa ambientale vigente;
raccolta dati per la conoscenza del consumo di risorse e degli impatti ambientali della Ditta inserita nel
contesto territoriale in cui opera;
valutazione della corretta applicazione delle procedure di carattere gestionale.
F2) Tipologia del monitoraggio
Ai sensi del D.Lgs. n. 36/2003, Allegato 2, punto 5, per la discarica oggetto della presente AIA è stato
presentato il Piano di Sorveglianza e Controllo (PSC), nel quale vengono illustrate le misure precauzionali e
di controllo adottate per prevenire i rischi ambientali causati dall’esercizio della discarica e per limitarne le
potenziali conseguenze, sia in fase operativa che in fase post-operativa, con particolare riferimento alle
precauzioni adottate a tutela delle acque dall’inquinamento provocato da infiltrazioni di percolato nel terreno
e alle altre misure di prevenzione e protezione contro qualsiasi danno all’ambiente.
La documentazione presentata costituente il Piano di Monitoraggio viene assunta al fine della presentazione
dei dati relativi alle attività, di seguito indicate, monitorate. Tutte le variazioni in relazione alle metodiche
analitiche, strumentazione, modalità di rilevazione, ecc. dovranno essere comunicate all’Autorità competente
e ad ARPA: tale comunicazione costituisce modifica del Piano di Monitoraggio.
Tutte le verifiche analitiche e gestionali svolte in difformità a quanto previsto dalla presente AIA verranno
considerate non accettabili e dovranno essere ripresentate nel rispetto di quanto sopra indicato.
F3)
Prescrizioni Generali
Il gestore deve attuare il presente Piano di Monitoraggio rispettando frequenza, tipologia e modalità dei
diversi parametri da controllare.
Il gestore è tenuto a mantenere in efficienza i sistemi di misura relativi al presente Piano di Monitoraggio,
provvedendo periodicamente alla loro manutenzione e alla loro riparazione nel più breve tempo
possibile.
ARPA effettuerà i controlli programmati dell’impianto rispettando quanto previsto in Allegato G - Piano di
Controllo, parte integrante della presente AIA.
ARPA può effettuare il controllo programmato in contemporanea agli autocontrolli del gestore.
Per quanto inerente gli esiti analitici degli autocontrolli, si richiede che sia garantita con una procedura tramite postille contrattuali, protocolli, accordi sottoscritti o quant’altro - la fornitura dei dati in tempi
compatibili, correlati ai tempi tecnici necessari all’effettuazione dell’analisi. Inoltre da tali procedure dovrà
risultare l’impegno alla segnalazione immediata dei valori fuori limite al momento della loro evidenza,
con preallerta in caso di eventuale ripetizione della prestazione analitica a conferma dato.
SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
IN NORMALI CONDIZIONI DI ESERCIZIO E IN CONDIZIONI ECCEZIONALI PREVEDIBILI
L'impianto deve essere esercito secondo le procedure previste dal SGA aziendale opportunamente
modificate, ove necessario, da quanto stabilito nel presente provvedimento.
Nel caso in cui si verifichino delle particolari circostanze quali superamento dei VLE (valori limite emissioni),
emissioni non controllate da punti di emissione non regolati dall’AIA, malfunzionamenti e fuori uso dei
sistemi di controllo e monitoraggio, incidenti, oltre a mettere in atto le procedure previste dal Piano di
Emergenza Interno, occorrerà avvertire la Provincia di Ravenna, l’AUSL, l’ARPA e il Comune di riferimento
nel più breve tempo possibile anche rivolgendosi ai servizi di pubblica emergenza e per le vie brevi con
contatto telefonico diretto.
MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA AMBIENTALE
Le attività di monitoraggio e sorveglianza ambientale previste per l’impianto di discarica per rifiuti non
pericolosi sita nel Comparto CIR di Voltana, che dovranno essere svolte nelle modalità stabilite dall’apposita
procedura di riferimento, sono di seguito riportate.
ACQUE SUPERFICIALI
Oggetto
del controllo
Parametri
55
26/04/2011
Frequenza
Operativa
Registrazione
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Oggetto
del controllo
Analisi acque superficiali
Prelievo e analisi
corpi idrici recettori
Arginello, Tratturo,
(canali sul perimetro della
Casale, Nuovo
discarica)
Macallo
Prelievo ed analisi
rete di drenaggio
interna (S1/C)
finalizzato allo scarico
(punto
campionamento
prima della paratoia)
Analisi acque superficiali di
drenaggio
Prelievo ed analisi
(acque meteoriche di
rete di drenaggio
dilavamento corpo discarica)
interna (S1/C) (punto
Punto di scarico S1/C
campionamento
(sfioro del manufatto del
prima della paratoia)
bacino di invaso)
Rete di drenaggio
interna S1/C
(controllo)
(PP
pozzetto di accumulo
e campionamento
“acque di sfioro”)
Parametri
Frequenza
Operativa
Registrazione
Vedi
profilo analitico A
ACQUE
SUPERFICIALI
Semestrale
Rapporto di prova
Vedi
profilo analitico C
ACQUE
SUPERFICIALI
Ad ogni evento
meteorologico
significativo
Rapporto di prova
Vedi
profilo analitico B
ACQUE
SUPERFICIALI
Semestrale
Rapporto di prova
Vedi
profilo analitico D
ACQUE
SUPERFICIALI
Ad ogni
sfioramento
Rapporto di prova
56
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Profilo analitico ACQUE SUPERFICIALI – Gestione operativa
PROFILO A
Parametro
analitico
Unità
N.1 Arginello
Valori
N.2 Tratturo
limite
(solo per
N.3 Casale
il punto
S1/C)
N.4 Nuovo Macallo
PROFILO B
Rete di
drenaggio
interna (S1/C)
(punto
campionamento
prima della
paratoia)
PROFILO C
PROFILO D
Scarico S1/C
Scarico S1/C
(controllo)
Trimestrale
Semestrale
Ad ogni evento
meteorico
significativo
Ad ogni
sfioramento
al punto S1/C
5,5-9,5
X
X
X
X
pH
Unità di
pH
Solidi sospesi
totali
mg/L
= 300 (*)
X
X
X
X
COD
mg/L
=160
X
X
X
X
mg/L
=15
X
X
X
X
mg/L
=0,6
X
X
X
X
mg/L
=20
X
X
X
X
Azoto totale
mg/l
-
X
X
X
X
Cloruri
mg/L
=1200
X
X
X
X
Solfati
mg/L
=1000
X
X
X
X
Fe
mg/L
=2
X
X
X
X
Fosforo Totale
mg/L
=10
X
X
X
X
Pb
mg/L
=0,2
X
X
X
X
As
mg/L
=0,5
X
X
Cu
mg/L
=0,1
X
X
X
X
Hg
mg/L
=0,005
X
X
Ni
mg/L
=2
X
X
X
X
Zn
mg/L
=0,5
X
X
X
X
Cd
mg/L
=0,02
X
X
X
X
Cr tot.
mg/L
=2
X
X
X
X
Cr. VI
mg/L
X
X
Idrocarburi totali
mg/L
=5
X
X
X
X
Grassi e oli
animali e vegetali
mg/L
=20
X
X
X
Azoto
ammoniacale
+
(come NH4 )
Azoto nitroso
(come N- NO2-)
Azoto nitrico
(come N- NO3-)
Saggio di tossicità
X
(*) Per il parametro SST è consentito un limite fino a 300 mg/l; tale deroga è concessa in considerazione del fatto che a
valle del punto di prelievo S1/C di pertinenza della discarica, prima di confluire in corpo idrico recettore, le acque
meteoriche di dilavamento del corpo discarica subiscono una ulteriore sedimentazione nel tratto di fosso interno al
Comparto CIR che veicola allo scarico finale (S1) nello Scolo Nuovo Macallo.
57
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Profilo analitico ACQUE SUPERFICIALI – Gestione post operativa
PROFILO A
Parametro
analitico
Unità
N.1 Arginello
Valori
N.2 Tratturo
limite
(solo per
N.3 Casale
il punto
S1/C)
N.4 Nuovo Macallo
PROFILO B
Rete di
drenaggio
interna (S1/C)
(punto
campionamento
prima della
paratoia)
PROFILO C
PROFILO D
Scarico S1/C
Scarico S1/C
(controllo)
Trimestrale
Semestrale
Ad ogni evento
meteorico
significativo
Ad ogni
sfioramento
al punto S1/C
5,5-9,5
X
X
X
X
= 300 (*)
X
X
X
X
pH
Unità di
pH
Solidi sospesi
totali
mg/L
pH
Unità di
pH
5,5-9,5
X
X
X
X
Conducibilità
µS/cm
-
X
X
X
X
Solidi sospesi
totali
mg/L
= 300
X
X
X
X
COD
mg/L
=160
X
X
X
X
mg/L
=15
X
X
X
X
mg/L
=0,6
X
X
X
X
mg/L
=20
X
X
X
X
Azoto totale
mg/l
-
X
X
X
X
Solfati
mg/L
=1000
X
X
X
X
Fe
mg/L
=2
X
X
X
X
Fosforo Totale
mg/L
=10
X
X
X
X
Pb
mg/L
=0,2
X
X
X
X
As
mg/L
=0,5
X
X
X
X
Cu
mg/L
=0,1
X
X
X
X
Hg
mg/L
=0,005
X
X
X
X
Ni
mg/L
=2
X
X
X
X
Zn
mg/L
=0,5
X
X
X
X
Cd
mg/L
=0,02
X
X
X
X
Cr tot.
mg/L
=2
X
X
X
X
Cr. VI
mg/L
Idrocarburi totali
Grassi e oli
animali e vegetali
Saggio di tossicità
mg/L
=5
X
X
X
mg/L
=20
X
X
X
Azoto
ammoniacale
+
(come NH4 )
Azoto nitroso
(come N- NO2 )
Azoto nitrico
(come N- NO3 )
X
X
X
(*) Per il parametro SST è consentito un limite fino a 300 mg/l; tale deroga è concessa in considerazione del fatto che a
valle del punto di prelievo S1/C di pertinenza della discarica, prima di confluire in corpo idrico recettore, le acque
meteoriche di dilavamento del corpo discarica subiscono una ulteriore sedimentazione nel tratto di fosso interno al
Comparto CIR che veicola allo scarico finale (S1) nello Scolo Nuovo Macallo.
58
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Ad ogni sfioramento del punto S1/C, oltre alla comunicazione via fax, deve essere inviato ad Arpa Unità
IPPC-VIA il rapporto di prova delle analisi effettuate.
Ogni volta che viene attivato lo scarico dell’invaso in acque superficiali deve essere data sempre
comunicazione ad Arpa Unità IPPC-VIA (per vie brevi, tramite fax) trasmettendo i dati analitici rilevati almeno
per i parametri: metalli, COD, Idrocarburi, Cloruri, SST, Solfati.
Metodiche analisi acque superficiali
Modalità operative
I campionamenti degli scarichi idrici dovranno essere effettuati nei punti ufficiali di prelevamento così come
indicati nella planimetria della rete fognaria di stabilimento, parte integrante del presente provvedimento, con
le modalità e le frequenze sopraindicate.
Verifica di conformità e rispetto dei limiti
Per ogni misura di inquinante e/o parametro di riferimento effettuata allo scarico, sia in maniera continua che
periodica, deve essere reso noto dal laboratorio/sistema di misura l’incertezza della misura con un
coefficiente di copertura almeno pari a 2 volte la deviazione standard (P95%) del metodo utilizzato.
Per la verifica delle caratteristiche delle emissioni autorizzate possono essere utilizzati:
a. Metodi normati quali:
Metodiche previste nel Decreto 31 gennaio 2005 “Emanazione di line Guida per l’individuazione
e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell’allegato I del Decreto
legislativo n. 59/05
Manuale n° 29/2003 APAT/IRSA-CNR
b. Metodi normati emessi da Enti di normazione:
UNI/Unichim/UNI EN
ISO
ISS (Istituto Superiore Sanità)
Standard Methods for the examination of water and wastewater (APHA-AWWA-WPCF)
I metodi utilizzati alternativi e/o complementari ai metodi ufficiali devono avere un limite di rilevabilità
complessivo che non ecceda il 10% del valore limite stabilito. I casi particolari con l’utilizzo di metodi con
prestazioni superiori al 10% del limite devono essere preventivamente concordati con la Provincia e ARPA.
Qualora non fosse indicata l’incertezza della misura eseguita si prenderà in considerazione il valore assoluto
della misura per il confronto con il limite stabilito. . Si rammenta altresì che l’incertezza estesa deve essere
compatibile con i coefficienti di variazione (Cv) di ripetibilità indicati nei Metodi ufficiali.
I rapporti di prova relativi agli autocontrolli devono riportare insieme al valore del parametro analitico il
metodo utilizzato e la relativa incertezza (P95%) conformi devono riportare oltre all’esito analitico anche le
condizioni di assetto dell’impianto durante l’esecuzione del rilievo se pertinenti.
Accessibilità dei punti di prelievo e loro caratteristiche
Il punto di prelievo dovrà essere posizionato e manutentato in modo da garantire l’accessibilità in ogni
momento e da permettere il campionamento in sicurezza nel rispetto del D.Lgs. n. 81/2008. Inoltre l’azienda
dovrà assicurare la presenza di idonei strumenti per l’apertura (chiavi, paranchi, ecc) del pozzetto
d’ispezione onde consentire il prelievo dei reflui.
Il pozzetto di campionamento, parimenti agli altri manufatti quali tubazioni, sistemi di depurazione e
trattamento, pozzetti di raccordo ecc, dovranno sempre essere mantenuti in perfetta efficienza e liberi da
sedimenti, al fine di permettere il regolare deflusso dei reflui e la loro depurazione.
Scarichi Idrici in condizioni eccezionali prevedibili
Per quanto riguarda le emissioni idriche in situazioni anomale o di emergenza quali incendio all’interno dello
stabilimento, le acque raccolte nel corso dell’incendio e nelle successive operazioni di bonifica saranno
stoccate in attesa di una analisi dei componenti inquinanti presenti in modo tale da stabilire il tipo di
trattamento idoneo.
In caso di eventi che posso perturbare la qualità degli scarichi idrici (es. sversamenti, incendio, etc.), dovrà
essere prevista la segregazione degli stessi al fine di valutare idoneo smaltimento.
All’interno del SGA, dovrà essere prevista idonea procedura per la gestione degli scarichi generati in
condizioni eccezionali prevedibili.
59
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
ACQUE SOTTERRANEE
Lo stato delle acque di falda (superficiali) attorno al Comparto CIR all’interno del quale è situata la discarica
per rifiuti non pericolosi in oggetto viene monitorato tramite il controllo delle acque prelevate dai pozzi della
rete di monitoraggio di Comparto così articolati:
PDC
P15
P16
P17
P18
P19 A
P19 B
P20
Punto di prelievo
PDC
Pozzo Piezometrico P15 (15 m)
Pozzo Piezometrico P16 (22 m)
Pozzo Piezometrico P17 (24 m)
Pozzo Piezometrico P18 (22 m)
Pozzo Piezometrico P19A (4 m)
Pozzo Piezometrico P19B (7 m)
Pozzo Piezometrico P20 (10 m)
P21
P22
P23
P24
P25
P26
P27
Punto di prelievo
Pozzo Piezometrico P21 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P22 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P23 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P24 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P25 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P26 (10 mt)
Pozzo Piezometrico P27 (10 mt)
Al fine di migliorare ulteriormente il monitoraggio delle acque sotterranee, oltre ai livelli automatici già
installati è stata posta una sonda multiparametrica con il rilievo in continuo delle principali caratteristiche
chimico-fisiche delle acque sotterranee (temperatura, pH, conducibilità, ORP, ossigeno disciolto, salinità).
Relativamente al monitoraggio delle acque sotterranee, il Piano di Monitoraggio prevede i seguenti controlli
periodici:
Oggetto
del controllo
Livello falda dei piezometri
Composizione acque sotterranee
(pozzi piezometrici perimetrali)
Composizione acque prelevate dai pozzi
sottotelo
Punto/Punti di conformità (pozzo/i
piezometrici posti sul confine del sito)
Parametri
Vedi
profilo analitico
ACQUE
SOTTERRANEE
Tabella 2 dell’Allegato 5
al Titolo V della Parte IV
del D.Lgs 152/2006
(CSC)
o i valori determinati
con il protocollo ISPRA
per la determinazione
del fondo naturale
Frequenza
Operativa
mensile
trimestrale /
annuale
trimestrale /
annuale
semestrale
Registrazione
Report tabella
Rapporto di prova
Rapporto di prova
Rapporto di prova
Relativamente al monitoraggio dei pozzi sottotelo, se pur questa attività storicamente è inserita nel PSC
della discarica, è altresì noto che i dati rilevati e trasmessi sono sofferenti in quanto la condizione dei pozzi
esistenti da tempo è, come più volte segnalato dal gestore, critica fino al punto di poter viziare le risultanze
analitiche. Alla luce di ciò, si ritiene che il gestore debba, in prima istanza, provvedere almeno ad una pulizia
di tali piezometri nei modi e nei tempi che dovrà indicare in un documento specifico da inviare alla Provincia
e ad Arpa Unità IPPC-VIA; tale valutazione dovrà essere comunque condotta dalla ditta anche se le
risultanze dovessero portare alla non fattibilità tecnica.
Valutata la fattibilità e la metodologia, una volta condotte le attività di pulizia e manutenzione, se le risultanze
analitiche dovessero comunque essere ancora significativamente non confrontabili con il profilo analitico
richiesto a causa delle interferenze con la cattiva condizione dei pozzi, si richiede che venga comunque
mantenuta sui medesimi la determinazione del parametro Nichel unico tracciante significativo al fine di
monitorare segnali di possibili modeste perdite di percolato.
Profilo analitico ACQUE SOTTERRANEE – gestione operativa
Unità
Livelli di
Guardia
Profilo
mensile
Profilo base
trimestrale
Profilo esteso annuale
Livello di Falda
m
-
X
Temperatura
°C
-
X
X
Conducibilità elettrica
S/l
-
X
X
Unità di
pH
6 – 8,5
X
X
Ossidabilità Kubel
mg/l
-
X
COD
mg/L
160
X
X
Azoto ammoniacale
mg/L
25
X
X
Azoto nitroso
mg/L
0,5
X
X
Parametro analitico
pH
60
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Unità
Livelli di
Guardia
Profilo base
trimestrale
Profilo esteso annuale
Azoto nitrico
mg/L
20
X
X
Solfati
mg/L
250
X
X
Cloruri
mg/L
1200
X
X
Fosforo totale
mg/L
-
X
X
Ca
mg/L
-
B
mg/L
1
X
X
Fe
mg/L
1.5
X
X
Mn
mg/L
2
X
X
BOD5
mg/L
40
X
X
As
mg/L
0,01
X
X
Cd
mg/L
0,005
X
X
Cr VI
mg/L
-
X
X
Cr tot
mg/L
0,05
X
X
Hg
mg/L
0,001
X
X
K
mg/L
-
X
Mg
mg/L
-
X
Na
mg/L
-
X
Ni
mg/L
0,02
X
X
Pb
mg/L
0,01
X
X
Cu
mg/L
1
X
X
Zn
mg/L
3,0
X
X
Fenoli totali
mg/L
0,5
Fluoruri
mg/L
1,5
IPA
mg/L
*
X
Cianuri
mg/L
0,05
X
% effetto
-
X
Composti organo alogenati
mg/L
-
X
PoliCloroBifenili
µg/L
0,01
X
TOC
mg/L
-
X
Pesticidi totali
(esclusi i fosforati)
mg/L
*
X
Pesticidi fosforati
mg/L
*
X
Solventi organici azotati
mg/L
*
X
Solventi organici aromatici
mg/L
*
X
Solventi organici clorurati
mg/L
*
X
Parametro analitico
Screening Tossicità
Profilo
mensile
X
X
X
X
(-) limite non definito; (*) limite di cui Dlgs 152/06 Tabella 2 Allegato 5 al Titolo V della Parte Quarta.
61
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Profilo analitico ACQUE SOTTERRANEE – gestione post-operativa
Parametro analitico
Unità
Livello di Falda
m
Unità di pH
pH
Ossidabilità Kubel
Livelli di
guardia
Profilo base
semestrale
Profilo esteso annuale
X
6 – 8,5
X
X
mg/l
-
X
COD
mg/L
160
X
X
Azoto ammoniacale
mg/L
25
X
X
Azoto nitroso
mg/L
0,5
X
X
Azoto nitrico
mg/L
20
X
X
Solfati
mg/L
250
X
X
Cloruri
mg/L
1200
X
X
Fosforo totale
mg/L
-
X
X
Ca
mg/L
-
B
mg/L
1
X
Fe
mg/L
1,5
X
X
Mn
mg/L
2
X
X
BOD5
mg/L
40
X
X
As
mg/L
0,01
X
X
Cd
mg/L
0,005
X
X
Cr VI
mg/L
0.005
X
X
Cr tot
mg/L
0,05
X
X
Hg
mg/L
0,001
X
X
K
mg/L
-
X
Mg
mg/L
-
X
Na
mg/L
-
X
Ni
mg/L
0,02
X
X
Pb
mg/L
0,01
X
X
Cu
mg/L
0,1
X
X
Zn
mg/L
3,0
X
X
Fenoli totali
mg/L
0,5
Fluoruri
mg/L
1,5
IPA
mg/L
*
X
Cianuri
mg/L
0,05
X
Screening Tossicità
% effetto
-
X
Composti organo alogenati
mg/L
*
X
PoliCloroBifenili
µg/L
0,01
X
TOC
Pesticidi totali
(esclusi i fosforati)
Pesticidi fosforati
mg/L
-
X
*
X
mg/L
*
X
Solventi organici azotati
mg/L
*
X
mg/L
X
X
X
X
mg/L
*
X
mg/L
Solventi organici clorurati
*
X
(-) limite non definito; (*) limite di cui Dlgs 152/06 Tabella 2 Allegato 5 al Titolo V della Parte Quarta.
Solventi organici aromatici
62
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Nel caso di superamento dei livelli di guardia relativi ai parametri di cui sopra, si dovrà attuare il seguente
piano di intervento :
comunicazione dell’anomalia, alla Provincia e all’ARPA, entro e non oltre 7 giorni dall’evidenza del
valore anomalo;
espurgo del piezometro/piezometri che hanno evidenziato l’anomalia;
ripetizione, entro 7 giorni dalla comunicazione di cui al primo punto, di almeno due campagne
analitiche, presso lo stesso punto per i parametri interessati, atte a confermare il trend del valore
anomalo previa comunicazione alla Provincia di Ravenna e all’ARPA della data in cui saranno
ripetuti i nuovi prelievi;
il gestore trasmette i dati delle campagne analitiche, di cui al punto precedente, alla Provincia e
all’Arpa e si conforma alle decisioni che saranno assunte dall’Autorità Competente;
nel report annuale dovrà comunque essere evidenziato qualunque dato riconducibile a questa
situazione.
Per i parametri Fluoruri, Cadmio, Cromo VI, Cromo totale, Nichel, Piombo, Rame, Zinco, Fenoli, IPA,
Cianuri, Composti organoalogenati (compreso CVM), Pesticidi fosforati e totali, Composti organici aromatici,
Solventi Clorurati, Solfati e PCB, Arsenico in caso di superamento dei valori soglia riportati nella Tabella 2
dell'Allegato 5 al Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., si dovrà attuare il seguente piano di
intervento :
comunicazione dell’anomalia, alla Provincia e all’ARPA, entro e non oltre 7 giorni dall’evidenza del
valore anomalo;
espurgo del piezometro/piezometri che hanno evidenziato l’anomalia;
ripetizione del controllo analitico presso lo stesso punto per il/i parametro/i interessato/i entro 30
giorni dalla comunicazione di cui al primo punto, previa comunicazione alla Provincia di Ravenna e
all’ARPA della data in cui saranno ripetuti i nuovi prelievi;
qualora si confermasse il dato riscontrato, si dovrà eseguire un ulteriore controllo con le stesse
modalità (entro 30 giorni e con comunicazione ad ARPA e Provincia), presso tutti i piezometri
previsti dal piano di sorveglianza e controllo riferiti allo stesso acquifero;
dovrà essere elaborato un piano di azioni da adottare sia nel caso in cui si tratti di superamenti
occasionali sia nel caso si tratti di un superamento ricorrente;
il gestore trasmette i dati del controllo analitico e del piano di azioni di cui sopra alla Provincia e
all’Arpa e si conforma alle decisioni che saranno assunte dall’Autorità Competente;
nel report annuale dovrà comunque essere evidenziato qualunque dato riconducibile a questa
situazione.
Per quanto riguarda la tutela della qualità della falda, in applicazione di quanto contenuto nell’Allegato 1 al
Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2606 e s.m.i., si ritiene di introdurre uno o più punti di conformità per
le acque sotterranee che rappresentano il punto/i a valle idrogeologico della sorgente ai quali deve essere
garantito il ripristino dello stato originale (ecologico, chimico e/o quantitativo) del corpo idrico sotterraneo,
onde consentire tutti i suoi usi potenziali, secondo quanto previsto nella Parte III (in particolare art. 76) e
nella Parte VI del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. (in particolare art. 300).
Il punto di conformità deve essere di norma fissato non oltre i confini del sito e la relativa CSR per ciascun
contaminante deve essere fissata equivalente alle CSC di cui all'Allegato 5 della parte quarta dello stesso
decreto.
Il monitoraggio dei punti di conformità andrà effettuato con frequenza semestrale. In tali punti dovranno
essere rispettati i valori previsti nella Tabella 2 dell’Allegato 5 al Titolo V della Parte IV del D.Lgs. n.
152/2006 e s.m.i. (CSC), o i valori determinati con il protocollo per la determinazione del fondo naturale.
In caso di superamenti nei punti di conformità,. si dovrà attuare il seguente piano di intervento:
comunicazione dell’anomalia, alla Provincia e all’ARPA, entro e non oltre 7 giorni dall’evidenza del
valore anomalo;
espurgo del piezometro/piezometri che hanno evidenziato l’anomalia;
ripetizione del controllo analitico presso lo stesso punto per il/i parametro/i interessato/i entro 30
giorni dalla comunicazione di cui al primo punto, previa comunicazione alla Provincia di Ravenna e
all’ARPA della data in cui saranno ripetuti i nuovi prelievi;
qualora si confermasse il dato riscontrato, si dovrà eseguire un ulteriore controllo con le stesse
modalità (entro 30 giorni e con comunicazione ad ARPA e Provincia), presso tutti i piezometri
previsti dal piano di sorveglianza e controllo riferiti allo stesso acquifero;
63
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
dovrà essere elaborato un piano di azioni da adottare sia nel caso in cui si tratti di superamenti
occasionali sia nel caso si tratti di un superamento ricorrente anche corredato da tempistiche così
come previsto anche nell’Allegato 2 del D.Lgs. n. 36/2003;
il gestore trasmette i dati del controllo analitico e il piano di azioni di cui sopra alla Provincia e
all’Arpa e si conforma alle decisioni che saranno assunte dall’Autorità Competente;
nel report annuale dovrà comunque essere evidenziato qualunque dato riconducibile a questa
situazione.
Valori superiori possono essere comunque ammissibili solo in caso di fondo naturale più elevato o di
modifiche allo stato originario dovute all'inquinamento diffuso, ove accertati o validati dalla Autorità pubblica
competente.
Metodiche analisi acque sotterranee
In merito alle metodiche analitiche delle acque prelevate dai pozzi piezometrici e dai pozzi sottotelo si
utilizza come riferimento quanto indicato per le acque superficiali.
PERCOLATO
Il campionamento dovrà essere effettuato in corrispondenza della vasca di stoccaggio.
Oggetto
del controllo
Quantitativo estratto di percolato
Frequenza
Operativa
mensile
Parametri
Volume
Composizione del percolato
prodotto
(punto di campionamento: vasca
accumulo percolato)
Vedi
profilo analitico
PERCOLATO
Trimestrale (profilo
base)
/annuale (profilo
esteso)
Bilancio idrologico
(comparazione della quantità di
percolato estratta dalla discarica
con i valori di precipitazione
meteorica)
-
Annuale
(profilo esteso)
64
26/04/2011
Frequenza
Post-Operativa
semestrale
semestrale
(profilo base)
/annuale (profilo
esteso)
-
Registrazione
Report tabella
Rapporto di prova
Report tabella
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Profilo analitico PERCOLATO
Parametro analitico
Unità
Profilo annuale
(esteso)
X
X
X
X
Conducibilità
Unità
pH
µS/cm
Peso Specifico
mg/L
x
Solidi sospesi totali
mg/L
X
COD
mg/L
X
X
Solfati
mg/L
X
X
Cloruri
mg/L
X
X
Azoto ammoniacale
mg/L
X
X
Azoto nitroso
mg/L
x
Azoto nitrico
mg/L
X
TKN
mg/L
X
BOD 5
mg/L
As
mg/L
Cd
mg/L
X
X
Cr VI
mg/L
X
X
Cr tot.
mg/L
X
Fe
mg/L
X
Hg
mg/L
Mn
mg/L
X
B
mg/L
X
Be
mg/L
X
Sb
mg/L
X
Ni
mg/L
Pb
mg/L
Cu
mg/L
Se
mg/L
X
Sn
mg/L
X
Zn
mg/L
X
Cianuri
mg/L
X
Idrocarburi totali
mg/L
X
Grassi e oli animali e vegetali
mg/L
X
Fenoli TN
mg/L
x
Fenoli totali
mg/L
X
Tensioattivi anionici
mg/L
X
Tensioattivi cationici
mg/L
X
Tensioattivi non ionici
mg/L
X
Solventi clorurati
mg/L
X
Solventi organici azotati
mg/L
X
Solventi organici aromatici
mg/L
Speciazione pesticidi (aldrin, dieldrin, isodrin,
mg/L
entri)
Pesticidi totali (escluso i fosforati)
mg/L
X
Pesticidi fosforati
mg/L
X
PCT
mg/L
X
PCB
mg/L
X
Fluoruri
mg/L
X
Composti organoalogenati (compreso CVM)
mg/L
X
PCB
mg/L
X
pH
di
Profilo trimestrale
(base)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
65
26/04/2011
X
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Le deroghe concesse, ai limiti fissati dalla Tab.5 del DM 27/09/2010 della concentrazione dell’eluato per
l’accessibilità dei rifiuti non pericolosi soggetti a caratterizzazione analitica in discarica, sono subordinate alla
qualità del percolato che, per i parametri oggetto di deroga (solfati e cloruri), dovrà presentare valori di
concentrazione inferiori o uguali ai valori di riferimento del percolato virtuale, usato come input
dell’analisi di rischio eseguita dall’Azienda (SOLFATI: 6000 mg/l; CLORURI: 4500 mg/l).
In caso di superamento dei parametri solfati/cloruri nel percolato, deve essere attuato il seguente piano di
intervento:
comunicazione dell’anomalia, alla Provincia e all’ARPA, entro e non oltre 7 giorni dall’evidenza del
valore anomalo;
ripetizione del controllo analitico, entro 7gg dalla comunicazione di cui al precedente punto, previa
comunicazione alla Provincia di Ravenna e all’ARPA della data in cui sarà effettuato il nuovo
prelievo;
il gestore trasmette i dati del controllo analitico di cui al punto precedente alla Provincia e all’Arpa e
si conforma alle decisioni che saranno assunte dall’Autorità Competente che possono prevedere
anche la sospensione della deroga per il parametro oggetto di superamento.
Metodiche analisi percolato
Per ogni misura di inquinante e/o parametro di riferimento effettuata al percolato prodotto deve essere reso
noto dal laboratorio/sistema di misura, l’incertezza estesa del metodo utilizzato per la misura, con un
coefficiente di copertura pari a P95%.
Per la verifica delle caratteristiche qualitative del percolato prodotto possono essere utilizzati:
metodi normati quali:
- Metodiche previste nel Decreto 31 gennaio 2005 “Emanazione di linee Guida per l’individuazione e
l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell’Allegato I del D.Lgs n.
372/99”, pagina 67
- Manuale n. 29/2003 APAT/IRSA-CNR
metodi normati emessi da Enti di normazione
- UNI/Unichim/UNI EN
- ISO
- ISS (Istituto Superiore Sanità)
- Standard Methods for the examination of water and wastewater (APHA-AWWA-WPCF).
In relazione a quanto sopra indicato, è fatto salvo che indipendentemente dalla fonte o dal contesto in cui il
metodo viene citato o indicato, deve essere sempre presa a riferimento la versione più aggiornata.
Parimenti, la stessa valutazione deve essere fatta in ordine all’emissione di un nuovo metodo emesso
dall’Ente di normazione e che non viene sempre recepito in tempo reale dai riferimenti normativi.
I metodi utilizzati alternativi e/o complementari ai metodi ufficiali devono avere un limite di rilevabilità
complessivo che non ecceda il 10% del valore limite stabilito. In casi particolari l’utilizzo di metodi con
prestazioni superiori al 10% del limite devono essere preventivamente concordati con l’Autorità competente
e ARPA.
Qualora non fosse indicata l’incertezza della misura eseguita si prenderà in considerazione il valore assoluto
della misura per il confronto con il limite stabilito.
I rapporti di prova relativi agli autocontrolli devono riportare, insieme al valore del parametro analitico, il
metodo utilizzato e la relativa incertezza estesa (P95%), l’esito analitico e le condizioni di assetto
dell’impianto, se pertinenti, durante l’esecuzione del prelievo.
Per quanto concerne i metodi presentati dal laboratorio di riferimento nel Piano di Monitoraggio, si ribadisce
che al momento della presentazione dei rapporti di prova relativi a quanto previsto nel Piano stesso, dovrà
essere data evidenza dell’incertezza estesa associata al dato analitico. Si rammenta altresì che l’incertezza
estesa deve essere compatibile con i coefficienti di variazione (Cv) di ripetibilità indicati nei Metodi ufficiali.
66
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
EMISSIONI IN ATMOSFERA E QUALITÁ DELL’ARIA
Oggetto
del controllo
Composizione biogas captato
Esplosività su pozzi percolato
Parametri di combustione della torcia
Analisi soil-gas
(4 punti di campionamento – uno per
ogni lato della discarica)
Emissioni diffuse da corpo discarica
(6 punti di campionamento sul corpo
della discarica)
Qualità dell’aria: polverosità
atmosferica
Qualità dell’aria: sostanze odorigene
(4 punti di campionamento)
Parametri
Frequenza
Operativa
Frequenza
PostOperativa
Registrazione
CH4, CO2
in continuo
in continuo
Rapporto di
prova
umidità, O2, NOx, CO2,
CH4, H2, H2S, HCl, HF,
NH3, COV, Idrocarburi
totali (COT), Composti
organici clorurati, Cl
totale, F totale,
Mercaptani,
p.c.i (a 0°C),
p.c.i. (a 15°C)
semestrale
annuale
Rapporto di
prova
O2
mensile
mensile
O2, CH4 (%V/V)
portata
temperatura
CH4, COV, COT
composto organici
clorurati, composti
organici solforati,
mercaptani
quadrimestrale
semestrale
semestrale
semestrale
annuale
annuale
Rapporto di
prova
annuale
Report tabella
Report tabella
Report tabella
CO2, CH4, O2
semestrale
PM10
metalli pesanti nel PM10
(Cd, Pb, Cr, Ni, As, Cu)
mensile
annuale per i
primi 2 anni
e poi
triennale
Benzene,
Cloruro di vinile
monomero,
Diclometano,
Stirene,
Metilmercaptano,
Composti organici
solforati,
Mercaptani,
Composti organici
volatili,
Ammoniaca
mensile
semestrale
Rapporto di
prova
Report tabella
Rapporto di
prova
Metodiche analisi estesa biogas
Per l’effettuazione dell’analisi estesa biogas, nel punto di campionamento a valle del sistema di aspirazione
e prima dell’ingresso alla torcia, dovranno essere utilizzati i metodi di prelievo e analisi e le strategie di
campionamento adottati dall’U.N.I.CHIM. così come modificati con decreto del 25/08/2000.
CONTROLLO DI IMPIANTI E APPARECCHIATURE DEDICATE AL PRESIDIO AMBIENTALE
Nel registro di gestione interno, come da format utilizzato per il SGA, il Gestore è tenuto ad annotare tutti i
controlli e gli interventi di manutenzione eseguiti per la verifica del corretto funzionamento di macchinari ed
impianti dedicati al presidio ambientale, nonché dei loro sistemi accessori (aspirazioni, pompe, sonde di
temperatura, ecc.) come di seguito riportato:
Manutenzioni
Macchinario
Tipo di Intervento
Data
Modalità di
registrazione
Registro di gestione interno
67
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
PARAMETRI METEOCLIMATICI
Parametro
Frequenza controllo e registrazione dati
Modalità di
Fase gestione Operativa
Fase gestione PostOperativa
registrazione
Precipitazioni
giornaliera
giornaliera
Temperatura
giornaliera
giornaliera
Registrazione
diretta nella rete
informatica e
report tabella
Direzione e velocità del vento
giornaliera
giornaliera
Evaporazione
giornaliera
giornaliera
Umidità atmosferica (14 h CET)
giornaliera
giornaliera
(min., max, 14 h CET)
MORFOLOGIA DELLA DISCARICA
Oggetto del controllo
Struttura e composizione della discarica
(rilievi topografici)
Comportamento dell’assestamento del
corpo della discarica (rilievi topografici)
Valutazione integrità
dell’impermeabilizzazione di fondo
mediante rilievo dei cedimenti
(assistimetri e capisaldi)
Frequenza controllo e registrazione dati
Fase gestione
Fase gestione PostOperativa
Operativa
Trimestrale
Modalità di
registrazione
Dati e/o planimetria su
supporto informatico da
trasmettere nel report
annuale
Trimestrale
Trimestrale
semestrale per i primi
tre anni, poi annuale
EMISSIONI SONORE
Oggetto
del controllo
Verifica con rilevazione
strumentale dei limiti di
immissione sonora, compreso il
limite di immissione differenziale
riferito ai ricettori più esposti
verifica sorgenti discontinue come
la movimentazione e il transito
degli autotreni nell’area di
ingresso e di sosta nello
stabilimento
Verifica delle sorgenti esterne
Parametri/metodi
Frequenza
Operativa
Frequenza
Post-Operativa
Registrazione
Valore assoluto di
Immissione del rumore
in ambiente esterno
e
identificazione delle
principali sorgenti di
rumore
triennale
(o ad ogni
siginificaitva
modifica
impiantistica)
-
Relazione
tecnico abilitato
verifica dei livelli dei
valori di immissione
assoluto e
differenziale
Sopralluogo
triennale
Relazione
tecnico abilitato
Annuale
Relazione
Dovrà essere data comunicazione ad ARPA, almeno 15 giorni prima dell’inizio di ogni misurazione, per
ottemperare a quanto previsto dall’art. 29-sexies, comma 6) e dall'art. 29-decies del D.Lgs. n. 152/2006 e
s.m.i.
Gli esiti delle misurazioni/elaborazioni effettuati devono essere comunicati, alla Provincia di Ravenna,
all’ARPA e al Comune di Lugo, all’interno del report annuale, fornendo copia conforme della
documentazione.
CONTROLLI OPERATIVI
Quale verifica sistematica della corretta gestione dell’impianto di discarica per rifiuti non pericolosi di Voltana
sono tenuti sotto controllo dispositivi, sistemi e procedure che possono avere un’influenza sulle prestazioni
ambientali della discarica.
I controlli operativi previsti di seguito riportati, che dovranno essere svolti nelle modalità stabilite dalle
apposite procedure, sono diretti al controllo di tutte le sezioni impiantistiche della discarica, al fine di
verificare che queste ultime assolvano alle funzioni per le quali sono state progettate in tutte le condizioni
operative.
68
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
SISTEMA DI CONTROLLO COLTIVAZIONE
Oggetto
del controllo
Stabilità del cumulo e delle scarpate
(presenza frane, ecc.)
Stato dello strato di messa in sicurezza
(sigillatura delle celle)
Stato della copertura finale
Presenza del personale e dei mezzi
per la gestione operativa della discarica
Esecuzione copertura giornaliera
Raggiungimento quote e pendenza coma da
progetto
Presenza materiale inerte per la copertura
rifiuti e la manutenzione viabilità
Presenza di rifiuti dispersi, fango, terra nella
viabilità esterna
Integrità di viabilità e segnaletica in discarica
Integrità di viabilità, recinzioni e segnaletica del
Comparto
Condizioni igienico-sanitarie: realizzazione di
campagne di disinfestazione
Disponibilità gasolio
Analisi dei dati di flusso relativi ai quantitativi di
rifiuti in ingresso
Analisi dei dati di flusso relativi ai materiali
utilizzati per la copertura
Valutazione della densità della miscela rifiutiinerti mediante rilievo dei volumi abbancati e
quantità conferite
Parametri/metodi
Frequenza
Operativa
Frequenza
PostOperativa
Registrazione
Controllo visivo
settimanale
trimestrale
Check-list
Controllo visivo
settimanale
-
Check-list
Controllo visivo
mensile
(lotti esauriti)
trimestrale
Apposita
scheda
Controllo visivo
giornaliera
Controllo visivo
giornaliera
Rilievi topografici
quadrimestrale
Controllo visivo
giornaliera
-
Check-list
Controllo visivo
settimanale
-
Check-list
Controllo visivo
settimanale
trimestrale
Check-list
Controllo visivo
settimanale
trimestrale
Check-list
programma
servizio
gestione
impianto di
compostaggio
settimanale
da definire
mensile
-
Report tabella
Registro di
carico/scarico
mensile
-
Report tabella
Indicatore
quadrimestrale
-
Controllo visivo
Registro di
carico/scarico
-
Check-list
Check-list
Planimetria
Registrazione
Check-list
-
Rilievo
topografico +
tabella
SISTEMA DI CONTROLLO IMPIANTO DI ESTRAZIONE E RACCOLTA PERCOLATO
Oggetto
del controllo
Linee percolato: controllo a vista delle
tubazioni del percolato e controllo del
terreno lungo il tracciato delle tubazioni
Stato di riempimento delle vasche di
accumulo del percolato
Stato di riempimento dei pozzi di percolato e
funzionamento pompe
Parametri/metodi
Frequenza
Operativa
Frequenza
PostOperativa
Registrazione
Controllo visivo
Mensile
semestrale
Check-list
Controllo visivo
giornaliera
Controllo visivo
settimanale
mensile
mensile
Check-list
Check-list
RIFIUTI IN INGRESSO
Tenendo in considerazione quanto indicato al paragrafo “Gestione rifiuti” dell’AIA, si rimanda ai contenuti del
Piano di Gestione Operativa, Appendice 1 – Gestione discarica, che verrà adottato dalla Ditta.
Nel Report annuale dovranno essere indicati i quantitativi di rifiuti in ingresso destinati a smaltimento in
discarica e i quantitativi destinati a recupero e dovranno essere messi a disposizione dell’Autorità di
controllo tutti i Rapporti di prova relativi alle caratterizzazioni analitiche dei rifiuti ai sensi della normativa
vigente.
69
26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
MANUTENZIONI
Le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria previste per tutte le opere funzionali e impiantistiche
della discarica, che dovranno essere svolte nelle modalità stabilite dall’apposita procedura, sono di seguito
riportate.
Controllo
effettuato
Modalità di
svolgimento
Controllo del
funzionamento del
Dispositivo dispositivo automatico
blocco
di blocco pompe
pompe
estrazione del percolato
percolato in caso di troppo pieno
delle vasche di
accumulo
Integrità
impermeabili
zzazione Controllo visivo dello
interna
stato delle vasche di
vasche
stoccaggio percolato
stoccaggio
percolato
Manutenzione delle
Pompe
pompe di sollevamento
percolato
e di estrazione del
percolato
Controllo visivo rete di
captazione ed
allontanamento delle
Rete acque
acque meteoriche:
meteoriche
fossi, embrici, pozzetti,
canalette, fogna
stradale, vasche.
Chiuse
Controllo visivo integrità
scarico
delle chiuse di scarico
acque meteo delle acque meteoriche
Pulizia della rete di
captazione e
allontanamento acque
Rete acque
meteoriche: fossi,
meteoriche
embrici, pozzetti,
canalette, fogna
stradale, vasche.
Verifica visiva del telo
impermeabile in HDPE,
Integrità telo
nella zona prossima
in HDPE
all’area di coltivazione,
fronte
per ricercare eventuali
scarico
lacerazioni o
perforazioni.
Controllo visivo e
manutenzione in caso
Pozzi
di necessità
piezometrici
dell’efficienza dei pozzi
piezometrici
Spurgo dei pozzi 10
Pozzi
giorni prima del
piezometrici
campionamento
Manutenzione della
copertura finale e/o
provvisoria: chiusura
crepe e fessurazioni
Copertura
causate
finale
dall’essicamento,
cedimenti, vulnerabilità
al gelo, assestamenti
differenziali
Parametri
misurati
Frequenza
operativa
Frequenza postoperativa
supporto utilizzato per
la registrazione dei dati
-
Mensile
Trimestrale
Check-list
-
Annuale
Annuale
Quaderno di
manutenzione
-
Trimestrale
Annuale
Quaderno di
manutenzione
Check-list
-
Mensile
Mensile
Check-list
-
Settimanale
Trimestrale
Check-list
-
Semestrale
Semestrale
Quaderno di
manutenzione
-
Settimanale
-
Check-list
-
Trimestrale
Semestrale
Check-list
-
Trimestrale
Semestrale
Check-list
-
Verifica ogni tre
mesi
(Interventi in
caso di
necessità)
Verifica ogni tre mesi
(Interventi in caso di
necessità)
Check-list
Quaderno manutenzione
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26/04/2011
Sezione piano di monitoraggio – Allegato F
Controllo
effettuato
Modalità di
svolgimento
Parametri
misurati
Verifica della tenuta
Rilevazione
delle linee ed impianti concentrazion
di trasporto del biogas
e ossigeno
Verifica visiva del
Rete
sistema di drenaggio e
aspirazione
convogliamento liquidi
torcia
di condensa
Quadro
Verifica visiva
controllo e funzionamento torcia e
torcia
quadro controllo
Biogas
Frequenza
operativa
Frequenza postoperativa
supporto utilizzato per
la registrazione dei dati
Continuo
Continuo
Check-list
Quaderno manutenzione
Settimanale
Settimanale
Check-list
Ad ogni
avviamento
Settimanale
Check-list
Ogni tre mesi ed in
occasione delle
operazioni di sfalcio
Check-list
Ogni tre mesi
Ingiallimento ed in occasione
cotico erboso delle operazioni
di sfalcio
Biogas
Fughe di biogas da
copertura discarica
Serbatoio
gasolio
Prova di tenuta del
serbatoio interrato di
gasolio a servizio del
gruppo elettrogeno
area servizi generali
-
Annuale
Annuale
Quaderno di
manutenzione
Sfalcio erba
Sfalcio erba
-
Trimestrale e/o
secondo
necessità
Trimestrale e/o
secondo necessità
Quaderno di
manutenzione
RELAZIONE ANNUALE
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 10, comma 2, lettera l) del D.Lgs. n. 36/2003 e dell’art. 29-sexies,
comma 6) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., dovrà essere redatta annualmente una relazione descrittiva del
monitoraggio (REPORT ANNUALE) effettuato ai sensi di quanto riportato nel Piano di Monitoraggio, contenente
la verifica di conformità rispetto ai limiti puntuali ovvero alle prescrizioni contenute nella presente AIA; tale
Report annuale, che dovrà essere inviato entro il 31 marzo dell’anno successivo alla Provincia di Ravenna,
al Servizio Territoriale ARPA – Unità IPPC-VIA e al Comune di Lugo, dovrà altresì risultare completo di tutte
le informazioni sui risultati della gestione della discarica e dei programmi di sorveglianza e controllo, oltre ai
dati di cui all’Allegato 2, punto 1, ultimo comma del D.Lgs. n. 36/2003. In particolare, la relazione dovrà
contenere almeno i seguenti elementi:
quantità, tipologia e caratteristiche (codice di identificazione) dei rifiuti smaltiti e loro andamento
stagionale;
volumi dei materiali eventualmente utilizzati per la copertura giornaliera e finale delle celle;
prezzi di conferimento;
andamento dei flussi e del volume di percolato [m3/anno] e le relative procedure di trattamento e
smaltimento;
andamento dei flussi e del volume di biogas prodotto ed estratto [m3/anno] dalla discarica e relative
procedure di trattamento e smaltimento;
volume occupato e capacità residua nominale della discarica;
risultati dei controlli effettuati sui rifiuti conferiti ai fini della loro ammissibilità in discarica, nonché sulle
matrici ambientali e sulle emissioni.
Alla relazione annuale saranno inoltre allegate le sopracitate relazioni semestrali di riscontro redatte dal
personale tecnico specializzato e indipendente.
Si rammenta che tale relazione è specifica delle attività di monitoraggio e pertanto non dovrà essere
utilizzata per comunicazioni ulteriori non espressamente richieste.
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26/04/2011
Sezione piano di controllo – Allegato G
ALLEGATO G
Piano di Controllo - ORGANO DI VIGILANZA (ARPA)
Nello specifico, i controlli che Arpa effettuerà per ogni matrice ambientale, sono riportati nella tabella
seguente.
La realizzazione del Piano di controllo da parte di Arpa potrà subire variazioni in relazione alla valutazione
dei dati di autocontrollo. Pertanto, il numero complessivo dei controlli di Arpa nel periodo di validità
dell’autorizzazione potrà risultare minore o maggiore a quanto espresso nella tabella sottostante, sulla base
delle criticità emergenti.
Componente
o aspetto ambientale
interessato
Frequenza
Tipo di intervento
Fase gestione
Fase gestione
operativa
post-operativa
Visita di controllo
Generale
Biennale
Triennale
Scarichi idrici e acque
superficiali
Campionamento scarico S1/C
Eventuale
Eventuale
Verifica degli autocontrolli
Biennale
Triennale
Campionamento
Verifica degli autocontrolli
Eventuale
Biennale
Eventuale
Triennale
Campionamento
Biennale
Triennale
Verifica degli autocontrolli
Biennale
Triennale
Biennale
Triennale
Acque sotterranee
Percolato
Emissioni gassose diffuse
e qualità dell’aria
Verifica degli autocontrolli
Rifiuti
Verifica degli autocontrolli
Biennale
-
Rumore
Valutazione della relazione di impatto
acustico
Triennale
-
Impianti e apparecchiature
dedicati al presidio
ambientale
Verifica degli autocontrolli
Biennale
Triennale
Morfologia della discarica
Verifica degli autocontrolli
Biennale
Triennale
Dati meteoclimatici
Verifica degli autocontrolli
Biennale
Triennale
Le spese occorrenti per le attività di controllo programmato da parte dell’Organo di Vigilanza (ARPA) previste
nel Piano di Controllo dell’impianto sono a carico del gestore e saranno determinate secondo quanto previsto
nel Piano stesso.
Il corrispettivo economico relativo al Piano di Controllo verrà valutato in base alle tariffe fissate a livello
regionale per questa attività con DGR n. 1913 del 17/11/2008 così come modificata con DGR n. 155/2009.
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26/04/2011
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Provvedimento n. 1453 del 26/04/2011