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Anno XXVI - no5 5 Settembre/Ottobre 2012
Via Palmieri, 47 Milano - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art.2 comma 20/b legge 662/96 - Fil .di Milano
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ADERENTE ALLA FEDERAZIONE MONDIALE
DELLE ASSOCIAZIONI VIGILI DEL FUOCO
VOLONTARI (F.W.V.F.A.)
5
S ETTEMBRE /O TTOBRE 2012
RIVISTA UFFICIALE DELLʼASSOCIAZIONE
NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI
Direttore Responsabile
Antonio Ascanio MANGANO
Segreteria Editoriale
P.I. Fabio MARANGONI
Comitato di Direzione
Cav di Gran Croce Gino GRONCHI
(Pres. Naz. Ass. Naz. VV.F.VV.)
Carlo Alberto COCCHI, Roberto MUGAVERO,
Mauro COLOMBINI, Francesco BIANCALANI,
Erminio CAPPARONI, Claudio DI MAIO, Rolando
FAGIOLI, Luca GERARDI, Gian Carlo NICOLI,
Gianluca RONDI, Massimiliano TOLOMEI,
Domenico VOLONTERIO, Marco ZUCCATO
(Consiglieri Naz. Ass. Naz. VV.F.VV)
Inviato di Redazione
Francesco MAZZILLI
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SATECO [email protected]
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Pubblicità Inferiore al 70%
Aut. Trib. Milano n. 855/89
w w w. a n v v f v. o r g
GINO GRONCHI
ALLE
DURANTE L'INTERVENTO ALLA
SUE SPALLE IL LOGO DELLA
ANVVFV
XXII ASSEMBLEA NAZIONALE
FOTO DI COPERTINA:
FOSSANO
MAURO CINI.
TENUTASI A
RECENTEMENTE RIDISEGNATO DAL GRAFICO
EDITORIALE
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EDITORIALE [A LATO]
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TORINO RICORDA IL GENERALE DALLA CHIESA
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PER LʼEMILIA: DALLA UE 670 MILIONI DI EURO
NUOVI PRESIDI VOLONTARI: DENIGRAZIONE IN CORSO
VOLONTARIATO NEI VIGILI DEL FUOCO
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NORME ATEX QUESTE SCONOSCIUTE
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A GRONCHI LʼAQUILA DI SAN VENCESLAO
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25.000 NUOVI VVF “VOLONTARI” IN TRE ANNI?
MACUGNAGA: 9 VVF VOL. A PRESIDIO D'UNA INTERA VALLE
XXII ASSEMBLEA NAZIONALE ANVVFV
I VOLONTARI SI RIPRENDONO LA CRI
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VIDEOGIOCO CHE INSEGNA COME ASSISTERE UN DISABILE
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SUICIDI E ALIENATI
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I VOLONTARI VALDOSTANI VIGILI DEL FUOCO A PIENI TITOLI
LETTERE AL DIRETTORE
RECENSIONI
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Via Palmieri, 47 - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Fil. di Milano
EDITORIALE
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Mentre scrivo questo editoriale è da poche ore terminato a
EDITORIALE
Fossano (CN) lo spoglio delle schede elettorali per l’elezione dei
componenti del nuovo Consiglio nazionale.
L’ampia partecipazione dei soci in questo importante appuntamento è senz’altro un buon segno che ha confermato gli auspici
di molti con l’elezione di candidati in rappresentanza delle varie
aree italiane (nord – centro – sud) emersi in forma quasi proporzionale con le forze associative in esse presenti. Erano in molti a
temere un accentramento di responsabilità e competenze in una
determinata area, visione favorita (forse) da recenti prese di posi-
EDITORIALE
alzare la testa per protestare contro la precaria condizione cui
EDITORIALE
zione di alcune Sezioni provinciali che hanno avuto il coraggio di
Mi auguro che il prossimo Consiglio nazionale sappia meglio interpretare i bisogni del territorio cioè
EDITORIALE
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Preferisco non dare un giudizio su quanto effettivamente fatto in questo triennio, considerazioni peral-
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versa il volontariato dei vigili del fuoco; ha invece prevalso, e qui
non avevo dubbi, il desiderio di servire meglio e più da vicino i
distaccamenti con i quali non deve mai mancare quel doppio legame che li aiuta a sopravvivere.
L’Assemblea di Fossano del 6 ottobre è stata preceduta da un coinvolgimento di tutti gli associati con
un’intensità che se fosse quotidianamente applicata sul territorio permetterebbe di raddoppiare il
numero degli aderenti. Ma si sa le elezioni sono un momento particolare che catalizza le attenzioni
anche per i “tiepidi” cioè di coloro che normalmente si chiedono che cosa fa l’Associazione per loro.
tutte quelle necessità causate dalla burocrazia statale o da irrazionali forze conservatrici esterne e che
una rinnovata mentalità associativa porti ad esprimere un migliore servizio per il nostro volontariato.
Penso di trovarmi d’accordo con chi predica che il più immediato e semplice servizio da mettere a
disposizione è la costante, efficace e pronta informazione che contribuisce a controllare quelle aspirazioni disgregatrici sempre in agguato.
w w w. a n v v f v. o r g
tro già espresse in altre sedi, anche se mi auguro che ognuno di noi metta al servizio dell’Associazione
e dei nostri Distaccamenti le positive esperienze maturate cercando di proporre le proprie idee nel
rispetto della democrazia che nel tempo ci ha permesso, dopo oltre quarant’anni e con molte delusioni, di vederci ancora in prima linea.
Gin o Gron ch i
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desidero ringraziare pubblicamente quan-
ti di voi – durante la XXII Assemblea Nazionale di Fossano
- m’hanno avvicinato per ringraziarmi, per conoscermi di
persona, per lusingarmi con complimenti, magari omaggiarmi d’un libro, oppure solo per salutarmi.
Ringrazio anche Giuseppe Parrinello che è riuscito a farmi
arrossire con le belle parole dedicatemi durante il suo intervento.
La copertina di quest’edizione – consentitemelo – è dedica-
ta a Gino Gronchi, 26 anni di presidenza e 40 dedicati ai
VVF volontari. Dopo anni trascorsi a macinar chilometri
per far conoscere il nostro volontariato in giro per l’Italia, Gino non s’è ricandidato. Per lui si prospetta tuttavia –
sarebbe da stolti lasciarlo andare – un incarico di rilievo all’insegna della continuità e della collaborazione col
Consiglio Nazionale neo-eletto a Fossano.
Un direttivo variegato sia per regione di provenienza che per l’età anagrafica dei componenti: c’è qualche “vecchio”
ma anche diversi “giovani” con idee ben chiare sul futuro della nostra Associazione. Un giusto mix che potrà
(dovrà!) rilanciare/sviluppare il volontariato pompieristico nell’intera Penisola, al fine di raggiungere i cittadini
necessitanti di soccorso in tempi - se non proprio ragionevoli – quantomeno decenti (Sic!).
“Occorrerà lavorare, magari scontrarsi, ma poi trovare una sintesi.” – ha detto Roberto Mugavero durante il suo
intervento – io credo di poter affermare che questo nuovo direttivo ha tutte le carte giuste per far compiere un gros-
so balzo in avanti al nostro sodalizio nei tre anni di mandato che sono già cominciati.
In bocca al lupo!
Ascanio
h t t p s : / / t w i t t e r. c o m / p o m p i e r i
[email protected]
facebook.com/pompieri.vfv
Hanno firmato questa quinta edizione del 2012 di VFV:
Fabio Marangoni, Massimo Barbon, Andrea Costa Pisani e Clara Rüsi-Bison.
V F V SETTEMBRE/OTTOBRE 2012
EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ]
Cari lettori/pompieri,
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PER
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L’ E M I L I A
DALLA UE 670 MILIONI DI EURO
UNA CIFRA RECORD
Il Fondo di Solidarietà dellʼUnione Europea intende stanziare
la grossa somma al fine di operare gli interventi più urgenti.
Il capitolo più consistente riguarda lʼalloggio di circa 43mila
sfollati; 90 milioni occorrono per ripristinare le infrastrutture
di base ed i servizi di soccorso costeranno 60 milioni di euro.
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PER
L’ E M I L I A
BOLOGNA - “Voglio ringraziare la
Commissione europea, in particolare il
commissario per la Politica regionale
Johannes Hahn e il vicepresidente
Antonio Tajani, per lʼimportantissimo
contributo a favore della nostra regione
e delle altre zone colpite dal sisma, frutto di una collaborazione e di un lavoro
svolti insieme al Dipartimento nazionale
della Protezione civile con le Regioni”.
Così il presidente dellʼEmilia
Romagna e commissario delegato per
la Ricostruzione, Vasco Errani, ha commentato la proposta avanzata dalla
Commissione per uno stanziamento di
670 milioni di euro.
Lʼannuncio è stato dato oggi dal commissario Hahn, secondo il quale la
Commissione europea ha anche adottato un progetto di bilancio rettificativo per
coprire lʼimporto, che dovrà essere
approvato dai ministri delle finanze dellʼUe e dal Parlamento
europeo.
Lʼobiettivo del sostegno, la somma più elevata mai stanziata
dal Fondo di solidarietà dellʼUnione europea (Fsue), è coprire
gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di
fornitura di alloggi e di servizi di soccorso nonché proteggere
il patrimonio culturale della regione.
“Dobbiamo aiutare questa regione altamente produttiva a
rimettersi in piedi”, ha dichiarato il Commissario Hahn, che si
è recato in Emilia-Romagna in giugno. “Lʼammontare dellʼaiuto è il maggiore mai erogato dal Fondo di solidarietà
dellʼUnione europea dalla sua istituzione nel 2002. Esso riflette lʼentità dei danni provocati dal terremoto a migliaia di famiglie, alle loro case, ai loro mezzi di sostentamento e allʼeconomia della regione in generale. La priorità è ridare un alloggio e
sostenere le decine di migliaia di persone che hanno perso la
casa in seguito a questo disastro epocale”.
“LʼEuropa – ha detto Errani – ha riconosciuto lʼimportanza strategica della nostra regione per tutta lʼeconomia italiana, valutando con la necessaria gravità i danni provocati dal terremoto a migliaia di famiglie, imprese, beni culturali”.
“Sapremo gestire questi fondi, - ha assicurato - come ogni
risorsa destinata alla ricostruzione, con la trasparenza e lʼefficienza necessarie in questa difficile fase per la nostra comunità”.
LʼItalia ha presentato una domanda di aiuto a titolo del Fondo
di solidarietà, ricevuta il 27 luglio 2012, entro il termine di dieci
settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno (20
maggio 2012).
Le autorità italiane hanno indicato danni diretti per 13,3 miliardi di euro, 3 miliardi di euro in più rispetto ai danni record provocati dal terremoto dellʼAquila, in Abruzzo, nel 2009.
Questo importo rappresenta lo 0,86% del reddito nazionale
lordo italiano e supera di quasi quattro volte le condizioni per
la mobilitazione del Fondo di solidarietà, fissate a 3,6 miliardi
di euro per lʼItalia nel 2012 (corrispondenti 3 miliardi di euro ai
prezzi del 2002).
La percentuale maggiore dei costi degli interventi urgenti (oltre
465 milioni di euro) si riferisce alla fornitura di strutture ricettive provvisorie per ospitare circa 43 000 persone per un massimo di 3 anni. Quasi 90 milioni di euro occorrono per riparare
le infrastrutture di base e oltre 60 milioni di euro è il costo
dei servizi di soccorso.
Il terremoto del 20 maggio, di magnitudo 5,9 sulla scala
Richter, ha colpito la zona a nord di Bologna, verso Ferrara,
causando vittime e danni ingenti agli edifici storici dei paesi circostanti. Il 29 maggio, il secondo terremoto, di magnitudo 5,8
sulla scala Richter, ha colpito la stessa regione, questa volta
con epicentro a nord di Modena. I terremoti hanno causato 27
morti e circa 350 feriti e lʼevacuazione di oltre 45.000 persone.
I danni agli edifici, alle infrastrutture, alle imprese, agli impianti industriali, allʼagricoltura e al ricco patrimonio culturale sono
stati gravi e diffusi.
La maggior parte dei danni (quasi il 92%) è stata registrata in
Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Modena,
Ferrara, Bologna e Reggio Emilia. La Lombardia e il Veneto
sono state colpite in misura minore, rispettivamente quasi lʼ8%
e lo 0,4% dei danni totali.
Il Fondo di solidarietà dellʼUnione europea (Fsue) è stato istituito in seguito alle inondazioni che hanno colpito lʼEuropa
centrale nellʼestate del 2002. Esso eroga aiuti finanziari fino ad
un massimo di un miliardo di euro lʼanno agli Stati membri e ai
paesi in fase di adesione colpiti da catastrofi naturali gravi.
fonte Aise - Agenzia Internazionale Stampa Estero
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TORINO
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RICORDA IL
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GENERALE DALLA CHIESA
La Città di Torino, a trentʼanni esatti dallʼeccidio, ha reso omaggio
alla figura del Generale con una giornata di ricordo solenne.
Il Ministro Cancellieri ha fatto appello alle nuove generazioni
affinché facciano propri esempi dʼonestà e rispetto delle regole.
Il presidente della ANVVFV Gronchi ha partecipato alla cerimonia.
rentʼanni fa, il 3 settembre 1982, in un agguato mafioso
in via Carini a Palermo veniva assassinato il Generale
dellʼArma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa,
nominato prefetto del capoluogo siciliano appena 100 giorni
prima. Nellʼattentato rimanevano uccisi anche la moglie
Emanuela Setti Carraro e lʼagente di scorta Domenico Russo.
a cura della redazione
T
Nella mattinata del 3 settembre 2012, ai Giardini Reali, è stata
deposta una corona di alloro davanti al Monumento nazionale
al Carabiniere, con lʼintervento del Sottosegretario di Stato alla
Difesa Filippo Milone, a nome del Governo Italiano.
Nel pomeriggio, la Sala Rossa di Palazzo Civico ha
ospitato una cerimonia di commemorazione, a cui hanno parLe autorità nella Sala Rossa
tecipato lʼon. Nando Dalla Chiesa, figlio del compianto
del Palazzo Civico
Generale, il sindaco Piero Fassino, il presidente del Consiglio
comunale Giovanni Maria Ferraris, il procuratore della
Repubblica Gian Carlo Caselli e il Comandante Generale
dellʼArma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.
zia, il Ministro ha ricordato quando Dalla Chiesa, prefetto a
Ha concluso gli interventi il Ministro dellʼInterno
Palermo, aveva chiesto una generalizzata mobilitazione per
Annamaria Cancellieri, “emozionata nel ricordare, nella Sala in
orientare le coscienze verso il rafforzamento della democrazia,
cui ha lavorato Camillo Cavour, un grandissimo italiano come
della legalità e dellʼuguaglianza, ma non ebbe il tempo di porCarlo Alberto Dalla Chiesa, straordinario servitore dello Stato,
tare a compimento la sua missione, perché venne barbarafino allʼestremo sacrificio, proprio perché amava profondamente ucciso.
mente il suo Paese”.
Annamaria Cancellieri ha infine fatto appello alle
Il Ministro ha quindi sottolineato il forte legame di
nuove generazioni, affinché facciano proprio lʼinsegnamento
Dalla Chiesa con Torino, città dove nel 1974 venne istituito il
del Generale Dalla Chiesa di onestà e rispetto delle regole e
Nucleo Speciale Antiterrorismo,
dei basilari diritti del prossimo
“illuminata intuizione del
quali valori imprescindibili per
generale”, che nello stesso
ogni Paese civile e democrati« [...] ci sono cose che non si fanno per
anno catturò a Pinerolo i brico: “Dobbiamo tutti insieme,
coraggio. Si fanno per potere continuare a
gatisti rossi Renato Curcio e
Istituzioni e società civile, perguardare serenamente negli occhi i propri
Alberto Franceschini. Aver
correre la strada tracciata dal
figli
e
i
figli
dei
propri
figli.
creato una struttura ad hoc,
Generale Dalla Chiesa, impeCʼè troppa gente onesta, tanta gente qualunque,
altamente specializzata, con
gnandoci a salvaguardare la
che ha fiducia in me.
uomini selezionati e con spedemocrazia e la libertà e
Non posso deluderla. »
cifiche competenze – ha spieaffermando con ogni mezzo
Carlo Alberto dalla Chiesa al figlio,
gato lʼesponente del Governo
possibile la cultura della legacitato in ʻDelitto imperfettoʼ
Monti – si rivelò indispensabilità”.
di Nando dalla Chiesa, 1984
le per capire e scardinare dallʼinterno il complesso sistema
Alla cerimonia in Sala
criminale.
Rossa hanno preso parte tanNel rimarcare la passione, grande professionalità e
tissimi cittadini e autorità civili, religiose e militari, tra cui il
competenza con cui il Generale ha sempre perseguito la straSottosegretario alla Difesa Filippo Milone, il vicepresidente del
da della legalità e dellʼaffermazione dei principi della democraCSM Michele Vietti, il procuratore della Repubblica Marcello
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Il picchetto d’onore
delle associazioni presenti
Maddalena, monsignor Giacomo Martinacci dellʼArcidiocesi di
Torino, il prefetto di Torino Alberto Di Pace, i prefetti delle province piemontesi, il Capo della Polizia di Stato Antonio
Manganelli, il Comandante della Legione Carabinieri Piemonte
e Valle dʼAosta gen. Pasquale Lavacca, il questore di Torino
Aldo Faraoni, il presidente dellʼAssociazione Nazionale Vigili
del Fuoco Volontari Gino Gronchi, gli ex sindaci di Torino
Diego Novelli, Valentino Castellani e Sergio Chiamparino, don
Luigi Ciotti, sindacalisti, numerosi onorevoli, consoli, rappresentanti di Associazioni dʼArma, Comunità Ebraica ed Enti
Biografia
Gino Gronchi incontra
Sergio Marchionne
locali (il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
Valerio Cattaneo, il presidente della Provincia di Torino Antonio
Saitta, consiglieri e assessori di Comune, Provincia e
Regione).
Il 7 maggio 2012 il Consiglio comunale di Torino
aveva approvato allʼunanimità una mozione (primo firmatario:
Andrea Tronzano) per commemorare in città il trentennale dallʼassassinio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Palermo,
Grande Ufficiale dellʼOrdine Militare dʼItalia alla Memoria.
Figlio di un carabiniere (il padre Romano partecipò alle campagne del Prefetto Mori e nel 1955 sarebbe divenuto vice comandante generale dellʼArma), entrò nellʼEsercito partecipando alla Guerra in Montenegro nel 1941 come sottotenente; divenne ufficiale di complemento di fanteria nel 1942 e nello stesso anno passò allʼArma dei Carabinieri (dove già prestava servizio il fratello Romolo) in servizio permanente effettivo completando gli studi di giurisprudenza.
Come primo incarico viene mandato a comandare la caserma di San Benedetto del Tronto, dove rimane fino al giorno dellʼarmistizio, 8 settembre 1943. A causa del suo rifiuto a collaborare nella caccia ai partigiani, viene inserito nella lista nera dai nazisti,
ma riesce a fuggire prima che le SS riescano a catturarlo.
Dopo lʼarmistizio entrò nella Resistenza, operando in clandestinità nelle Marche, dove organizzò i gruppi per fronteggiare i tedeschi. Nel dicembre del 1943 entrò tra le linee nemiche con le truppe alleate ritrovandosi in una zona dʼItalia già liberata.
Dopo la guerra fu inviato a comandare una tenenza a Bari, dove riesce a conseguire 2 lauree; una in giurisprudenza e lʼaltra in
scienze politiche (per questʼultima segue i corsi di Laurea tenuti dallʼallora docente Aldo Moro). A Bari conosce Dora Fabbo, la
ragazza che nel 1945 diventerà sua moglie. Viene inviato a Roma per seguire gli alleati nel loro ingresso e per provvedere alla
sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri dellʼItalia liberata.
Arriva poi in Campania, avendo per prima destinazione il Comando Compagnia di Casoria (Napoli), dove erano in corso rilevanti operazioni nella lotta al banditismo. Durante la permanenza a Casoria, nasce la figlia Rita. Proprio in questa lotta si distinse e
nel 1949 fu pertanto inviato in Sicilia, dove entrò nella formazione delle Forze Repressione Banditismo agli ordini del Generale
Ugo Luca, che oltre ad avere a che fare con criminali come il bandito Salvatore Giuliano, si occupava anche di arginare le tensioni separatistiche attizzate dallʼEVIS e da altri agitatori, nonché delle relazioni fra queste due pericolose sacche di illegalità; nellʼisola comandò il Gruppo Squadriglie di Corleone e svolse ruoli importanti e di grande delicatezza, meritando peraltro una
Medaglia dʼArgento al Valor Militare.
Nel novembre del 1949, nasce a Firenze il figlio, Nando dalla Chiesa.
Da capitano, indagò sulla scomparsa (poi rivelatasi omicidio) del sindacalista Placido Rizzotto e giungendo ad indagare e incriminare lʼallora emergente boss della mafia Luciano Liggio. Il posto di Rizzotto sarebbe stato preso da Pio La Torre, che dalla
Chiesa conobbe in tale occasione e che in seguito fu anchʼegli ucciso dalla mafia.
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A . N . V V. F. V V.
NUOVI
PRESIDI VOLONTARI:
DENIGRAZIONE IN CORSO
Il sindaco di un comune
dell’aretino decide di
dotarsi d’un avamposto
di soccorso formato da
vigili del fuoco volontari
e il “solito sindacato”
ne approfitta per gettare
fango sull’operato dei
VVF volontari e raccontare
le solite frottole su
“professionismi”, presunta
esclusiva e impreparazione.
Il segretario generale
dell’ANVVFV ha inviato
una missiva – ed alcuni
documenti - al sindaco
di Magliano Sabina.
a cura della redazione
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A . N . V V. F. V V.
Egregio Signor Sindaco, buon giorno.
Sono Fabio MARANGONI segretario generale dellʼAssociazione Nazionale dei Vigili del Fuoco
Volontari, Ente Morale costituito con DPR 1160/72, che da oltre 40 anni tutela e assiste il volontariato
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in collaborazione con il Corpo stesso e le locali Amministrazioni
Comunali, Provinciali e Regionali.
Innanzitutto ci premetta di complimentarci con lei e lʼAmministrazione comunale di Magliano
Sabina per lʼespressa intenzione di aprire sul Vs. territorio un distaccamento dei vigili del fuoco volontari.
Certamente Lei avrà letto lʼarticolo (che invio in allegato) pubblicato sui vari quotidiani on-line
della provincia di Rieti che riporta la risposta da parte del sindacato CONAPO che rappresenta una minima parte del personale permanente (dipendenti fissi) del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Le assicuro che dopo averlo letto non ci stupiamo delle demenzialità scritte tendenti a denigrare lʼopera e la
figura dei vigili del fuoco volontari presenti (in preponderanza al nord ma negli ultimi anni con un considerevole sviluppo anche nel sud Italia) sul territorio nazionale dal oltre 150 anni con punte fino a 200
anni.
Ovviamente per il momento la nostra Associazione non vuole perdere tempo a rispondere al contenuto fuorviante della lettera scritta da qualcuno che, pur essendo dipendente, dimostra di non conoscere bene lʼattività del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e tanto meno lʼopera dei vigili del fuoco volontari che sono nati almeno 100 anni prima dello stesso Corpo nazionale.
Purtroppo pare che per raccogliere tessere alcuni sindacalisti del personale permanente ritengano opportuno denigrare la componente volontaria del Corpo nazionale dei vigili del fuoco piuttosto che
fare i veri interessi dei propri associati.
Non volendole far perdere ulteriore tempo con i nostri pensieri, ci teniamo ad inviarLe la seguente documentazione illustrante il nostro volontariato che si avvale di dati ed articoli di provenienza indipendente:
Costi del personale vigile del fuoco – Sunto dei dati estratti da varie fonti (Ministero dellʼInterno, Corte
dei Conti, Ministero dellʼEconomia e delle Finanze)
VVFVV articolo “La Protezione Civile” – Articolo apparso sulla rivista “La Protezione Civile Italiana”
Volontariato VVF – Obiettivo Sicurezza – Articolo apparso su
“Obiettivo Sicurezza” organo ufficiale del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco
Vigili Volontari – Obiettivo Sicurezza – Articolo apparso
su “Obiettivo Sicurezza” organo ufficiale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
Nel restare a disposizione per fornire eventuali
ulteriori informazioni, colgo lʼoccasione per
porgerLe un cordiale saluto.
Il Segretario Generale
Fabio MARANGONI
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A . N . V V. F. V V.
CONAPO: “VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI?
FABBRICA DI PRECARI”
Non si è fatta attendere la risposta del Co.Na.Po. al Sindaco di Magliano Sabino, dove in questo periodo, sono sempre più insistenti notizie non ufficiali su un presunto accordo fra il comandante dei vigili del fuoco di Rieti e il locale
primo cittadino, confermato peraltro dagli organi di informazione, teso ad istituire un distaccamento dei vigili del
fuoco volontari a campana.
Sullʼargomento scende in campo il Conapo – sindacato autonomo dei vigili del fuoco – di Rieti, nella persona del
segretario provinciale, Andrea Faraglia, che ha indirizzato a sua volta una lettera al primo cittadino di Magliano
Sabino – che di seguito riportiamo in integralmente – spiegando perché non sarebbe una buona idea.
Egr. Sig. Sindaco,
Le scrivo in qualità di Segretario Provinciale del CO.NA.PO., organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa dei Vigili del Fuoco, di Rieti.
Credo sia fondamentale premettere che, come CO.NA.PO, Le indirizzo la presente con lo scopo prioritario di tutelare la componente operativa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nonché la sicurezza ed il soccorso pubblico alla popolazione che Ella amministra.
Tale premessa, onde evitare che si possa anche solo lontanamente sospettare che alla base delle argomentazioni con la presente trattate, possano esservi stimoli di tipo politico e/o strumentali.
Ho appreso dal quotidiano “il Messaggero” di una lettera inviata il 7 Agosto u.s. al Comandante Provinciale dei
Vigili del Fuoco ed un articolo pubblicato dal “Corriere di Rieti” il 19 Agosto u.s. inerente un “bando di reclutamento” per lʼapertura di un distaccamento di Vigili del Fuoco “Volontari”. Mi perdonerà se abbiamo appreso la notizia
con una certa ilarità, ma non posso sottrarmi al dovere, sindacale e morale, di porre alla Sua cortese attenzione
alcune considerazioni, ben note gli addetti ai lavori, che hanno lo scopo di chiarire quale sia la vera realtà dei
distaccamenti dei Vigili del Fuoco “Volontari”, nonché altre considerazioni, più generali, sul servizio di soccorso tecnico urgente.
Prioritariamente, ne siamo perfettamente consapevoli, lʼidea dellʼapertura di una sede di questa tipologia suscita,
in linea genere, unanime consenso; tutti gli scopi posti alla base di una tale ipotesi appaiono pienamente e trasversalmente condivisibili: volontariato, qualità del soccorso “certificata” dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,
sicurezza e soccorso ai cittadini. La realtà, però, a lungo andare si rivelerà molto, molto diversa da quello che inizialmente si era auspicato.
Innanzitutto i Vigili del Fuoco “Volontari” sono tali solo per il fatto che nessuno li obbliga ad intraprendere questa
strada, poi la verità è che percepiscono una retribuzione ogni volta che effettuano interventi. Hanno dunque un
costo, in realtà molto elevato, soprattutto se rapportato allʼefficacia ed efficienza del loro operato. Non di volontari, dunque, si parla, bensì di precari, tantʼè che è in atto, anche per loro, una procedura di “stabilizzazione”!
Ma il punto focale e cruciale della questione è la qualità della preparazione degli aspiranti stessi. I cosiddetti “volontari” frequentano un corso di appena 120 ore – al lordo dei ritardi e delle lunghe pause – che, nella migliore delle
ipotesi, diventano 80 effettive. Al termine del periodo di “formazione” viene rilasciata loro, ai sensi di una delle più
infelici, a nostro parere, leggi vigenti nellʼOrdinamento del Corpo Nazionale, unʼabilitazione a prestare servizio
come Vigile del Fuoco, in tutto e per tutto assimilabile a quella di un professionista del settore. Basti pensare, solo
per citare un esempio, che assumono a tutti gli effetti la qualifica di “agenti di polizia giudiziaria”.
Se non stessimo parlando di sicurezza e soccorso ai cittadini, converrà, ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere!
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Tornando ai volontari, frequentato il “corso” di cui sopra, viene fornito loro un automezzo e da quel momento sono
da ritenersi autonomi ed in grado di fronteggiare ogni tipo di intervento. Del controllo che dovrebbe esercitare il
Comando dei Vigili del Fuoco – quelli veri – qui da noi, fino ad ora, neanche lʼombra. E certamente un controllo
non potrebbe comunque colmare lʼabisso di preparazione esistente tra un “volontario” con poche ore di corso ed
un professionista che per essere abilitato deve superare un concorso pubblico unitamente ad un corso di formazione della durata di sei mesi con verifica finale!
A questo punto Le chiediamo: quale sicurezza vuole per i suoi cittadini? In passato abbiamo sentito dire da esponenti politici di primo piano frasi quali: “meglio questo piuttosto che niente”; “iniziamo dai volontari per poi arrivare
ai professionisti”. Frasi fatte, infelici e di circostanza, in nettissimo contrasto con tutte le attuali normative e tecniche in essere nel mondo del soccorso pubblico in senso lato, dette, evidentemente, da persone profondamente
incompetenti in materia le quali non si erano nemmeno ben documentate.
Noi siamo convinti che Lei vorrà offrire ai cittadini che amministra non vane promesse, spicciola propaganda elettorale per accaparrarsi voti e consensi e cattedrali nel deserto, ma verità sulle concrete possibilità dʼapertura di un
presidio di Vigili del Fuoco permanenti a Magliano Sabino, senza farsi strumentalizzare da false rassicurazioni,
dipingendo un quadro della situazione che non esiterei a definire “naif”.
(omissis)
IL COMMENTO DEL NOSTRO DIRETTORE:
Il modus scribendi del CONAPO è sempre il medesimo: denigrare/ridicolizzare il lavoro dei VVF
volontari al fine di avvalorare l'anacronistica tesi d'un corpo interamente di "professionisti del settore" (che io chiamerei semplicemente "permanenti").
Sanno benissimo che non tutti i VVF volontari del CNVVF sono "precari da stabilizzare" (io non mi sogno
di venir stabilizzato ad esempio e, con me, tanti lettori di questa rivista).
Le 120 ore sono la sola formazione iniziale, nessuno si sogna di dare in mano una APS a 6 pivelli (come
nessuno si sogna di farlo con 6 VPP rientrati dalla SFO dopo "ben" 6 mesi di corso).
"Se non stessimo parlando di sicurezza e soccorso ai cittadini, converrà, ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere!" - oppure - "...il Comando dei Vigili del Fuoco - quelli veri - ..." sono soltanto i soliti triti (e pure tristi) sfottò
che dovrebbero riservare alle bicchierate in compagnia.
Neppure l'URSS aveva un Corpo di vigili del fuoco dello Stato, si mettano in testa che è inimmaginabile
aprire sedi permanenti (o di professionisti, come piace dire) in ogni dove. La capillarità s'ottiene con la distribuzione di presidi VVF volontari (formati e addestrati ovviamente) che possano garantire un intervento rapido e professionale (già, magari certi incendi rimarrebbero solo dei princìpi…).
I "professionisti" rimarrebbero solo nelle città più grosse/industrializzate.
Provino ad andare in Alto Adige (dove il Corpo Permanente è solo a BZ, parrà strano) e dove gli istruttori volontari (udite, udite) fanno lezione anche ai permanenti... i “CONAPI”, si metterebbero le mani nei capelli ma, funziona così in tutta Europa (il n° di VVF per abitante, in Europa, è alto proprio per via dei Corpi Volontari, e se in
Italia detto rapporto è sballato è proprio perché mancano i corpi comunali di VVF, non perché manchino permanenti).
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Volontariato
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nei Vigili del Fuoco
Una panoramica sulle esperienze in Italia e negli altri Paesi
Pubblichiamo uno degli articoli della rivista “obiettivo sicurezza”,
organo ufficiale del CNVVF, che il segretario generale dell’ANVVFVV
Marangoni ha inviato al sindaco di Magliano Sabina per evidenziargli
la componente volontaria dei VVF in campo internazionale.
di Natalia Restuccia
ualche cifra sul volontariato dei vigili del fuoco in
Italia sarà il punto di partenza del viaggio nel
volontariato dei vigili del fuoco.
I volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
sono oggi circa 5.000.
Essi sono impegnati presso i distaccamenti
volontari o presso le strutture dei comandi provinciali,
anche con richiami temporanei in servizio, in occasione
di sopravvenute esigenze di potenziamento dei
dispositivi di soccorso.
Le sedi volontarie sul nostro territorio oggi sono
259, dislocate ancora per la maggior parte in regioni
dellʼItalia settentrionale; da alcuni anni il loro numero sta
crescendo anche nelle altre regioni, sia perchè sta
aumentando la sensibilità verso le attività di volontariato, sia perchè diviene più urgente lʼesigenza delle comunità locali di garantirsi un maggiore livello di sicurezza.
Lʼetà per lʼaccesso al volontariato del CNVVF è
per i vigili volontari non inferiore a diciotto e non superiore a quarantacinque anni.
Sarebbe interessante disporre di unʼindagine
puntuale e recente su altri dati relativi al nostro volontariato, quali la distribuzione per età ovvero le attività lavorative svolte dai volontari dei vigili del fuoco, per studiarne meglio il possibile sviluppo.
Credo si possa affermare che nel nostro volontariato cʼè ancora molto da scoprire.
Q
Le realtà di volontariato
dei vigili del fuoco
in campo internazionale
Anche per gli altri Paesi si condurrà lʼanalisi partendo da qualche dato numerico significativo relativo
alla situazione dellʼorganizzazione del soccorso, comparando la consistenza della componente volontaria allʼorganizzazione complessiva del soccorso.
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Molti dei dati utilizzati si rieriscono ai risultati
dello studio comparativo svolto in ambito europeo
“Survey of the career of professional firefighters in
Europe” effettuato con il supporto di fondi della UE nellʼambito del programma dʼiniziativa comunitaria
Leonardo da Vinci.
Tali dati, insieme a quelli relativi ai paesi terzi,
sono stati utilizzati per costruire dei prospetti dʼinsieme
da cui è immediato rilevare quali sono i Paesi la cui
organizzazione è basata su vigili del fuoco volontari e
quali i Paesi la cui organizzazione si basa su vigili del
fuoco “professionisti”, per noi i “permanenti”.
Per alcuni Paesi lʼorganizzazione prevede lʼimpiego
anche di vigili del fuoco “temporanei”.
Lʼesame di alcuni casi
Esistono alcune realtà significative di volontariato nei vigili del fuoco ed in particolare negli Stati Uniti, in
Germania ed in Francia.
Sono casi rappresentativi di Paesi in cui il volontariato nei vigili del fuoco ha profonde radici storiche e
culturali e notevole peso nellʼorganizzazione dei servizi
antincendi e di soccorso.
Le realtà prese in esame hanno tuttavia al
momento attuale una problematica comune, che è quel-
la di avere un trend decrescente nel numero complessivo dei volontari. Unʼesperienza che per tutti sembra
essere in declinorispetto al passato.
Negli Stati Uniti i vigili del fuoco volontari sono
il 74% dei vigili del fuoco complessivi del Paese. In cifre,
del totale complessivo stimato di 1.082.500 vigili del
fuoco, 804.200 sono volontari.
Del totale di 31.114 fire department nel Paese,
22.636 sono costituiti tutti da volontari; 4.848 sono costituiti in prevalenza da volontari; 1.602 sono costituiti in
prevalenza da professionisti e 2.028 sono interamente
costituiti da professionisti.
Il numero dei vigili del fuoco volontari negli Stati
Uniti dal 1983 ad oggi si stima sia diminuito del 5-10%.
Da unʼanalisi effettuata sul fenomeno si è rilevato che i principali fattori che hanno contribuito alla diminuzione dei volontari sono lʼaccresciuta richiesta di
impegno in termini di tempo per lʼattività di volontario, gli
standard di addestramento più rigorosi, con lʼaumento
delle ore di addestramento necessarie per raggiungere
gli standard fissati e lʼevoluzione della società verso
famiglie a due redditi, i cui membri hanno meno tempo da
dedicare a impegni per il volontariato.
Le piccole comunità (quelle con popolazione inferiore a 10.000 abitanti) negli Stati Uniti sono tipicamente
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protette da dipartimenti esclusivamente di volontari. In alcuni
casi in queste comunità vengono utilizzati anche vigili del
fuoco assunti temporaneamente. Le comunità di medie dimensioni (quelle con popolazione superiore a 10.000 abitanti) sono
servite tipicamente da combinazioni di dipartimenti di volontari e di professionisti. Negli Stati Uniti esistono pochissimi dipartimenti costituiti soltanto da vigili del fuoco professionisti, e
questi sono principalmente nelle aree molto urbanizzate.
Molti Stati richiedono comunque che i volontari si
adeguino al “national fire protection associationʼs standard
1001: firefighter professional qualifications”, che stabilisce un
corso molto rigoroso di teoria e pratica di addestramento di
base. Questo stesso standard è comunemente usato per
addestrare i vigili del fuoco professionisti.
Bisogna aggiungere che i volontari dei vigili del fuoco
negli stati Uniti prestano servizio anche nei “federal emergency management agencyʼs national urban search and
rescue teams”, squadre attualmente di avanguardia nelle tecniche di ricerca e salvamento nei crolli. Le squadre US&R
sono utilizzate in occasione di disastri nazionali ed internazionali.
Qualche altro dato...
Negli Stati Uniti gli incendi registrati ogni anno sono
più di 2 milioni. Eʼ stimato che circa 4500 persone muoiono
annualmente a causa di incendi e 26.500 persone restano ferite per gli stessi eventi. Le perdite dirette di beni a causa di
incendi sono stimate annualmente in 8,5 miliardi di dollari.
La Germania è uno dei Paesi dellʼUnione europea in
cui per tradizione e cultura la componente volontaria costitui-
14
sce il tessuto fondamentale dellʼapparato di soccorso. Tale
esperienza è comune anche allʼAustria ed alle province italiane di confine quali la provincia di Bolzano. La componente
volontaria e lʼorganizzazione dei gruppi dei vigili del fuoco
volontari nella provincia di Bolzano ha molte analogie con lʼorganizzazione tedesca e con quella austriaca, tutte accomunate peraltro dal comune protettore San Floriano!
Il servizio pubblico dei vigili del fuoco in Germania è
articolato a livello municipale con servizi di volontari, servizi di
volontari con alcuni vigili del fuoco a tempo pieno, servizi di
professionisti che comprendono anche dei corpi di volontari.
I
n Germania tutti i comuni o le municipalità devono
garantire un servizio pubblico di vigili del fuoco (volontari o professionisti): la dimensione del servizio dipende dagli abitanti
del comune e dal livello di rischio presente.
Tutti i comuni dispongono di un servizio di volontari.
Le città con una popolazione da 80.000 a 120.000 abitanti
dispongono anche di un servizio di professionisti (oltre al servizio dei volontari). In Germania ci sono circa 28.500 servizi di
volontari (con circa 1,1 milioni di unità in servizio, compresi
5.500 vigili del fuoco a tempo pieno) e 98 servizi di professionisti (con circa 27.000 unità in servizio).
I tempi di risposta dei vigili del fuoco in
Germania
Esiste inoltre lʼobbligo per le imprese ad alto rischio di avere
un servizio di vigili del fuoco privato. Ce ne sono circa 1.000
(con 35.000 membri in attività, di cui 6.000 a tempo pieno).
Le caserme di volontari delle città con più di 40.000
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abitanti sono presidiate dagli stessi volontari a tempo pieno.
Se pure articolata a livello municipale, lʼorganizzazione dei servizi pubblici dei vigili del fuoco (professionisti e
volontari) in Germania è regolamentata a livello nazionale. Gli
interventi sono svolti in funzione di regolamenti nazionali del
servizio pubblico dei vigili del fuoco.
I tempi dichiarati dal servizio pubblico tedesco dei
vigili del fuoco sono i seguenti: in zone rurali circa 8 minuti in
agglomerati urbani circa 5 minuti
Uno sguardo ai vigili del fuoco
volontari francesi
Nella legge n. 96-370 del 3 maggio 1996 e le successive modifiche sullo “sviluppo del volontariato nei corpi dei
vigili del fuoco” allʼart. 1 si legge: “I vigili del fuoco volontari partecipano allʼinsieme delle missioni di sicurezza civile di ogni
natura che sono conferite su territorio ai servizi antincendi e di
soccorso”.
Più in particolare nel regolamento del volontariato dei
vigili del fuoco emanato con il decreto n. 99-1039 del 10
dicembre 1999, modificato recentemente con il decreto n.
2003-1141 del 28 novembre 2003 si afferma che: “(…) I vigili
del fuoco volontari, come i professionisti, sono incaricati della
prevenzione e della valutazione dei rischi, della formazione,
delle operazioni di soccorso che richiedono la salvaguardia
delle persone, dei beni e dellʼambiente. Partecipano a lʼinsieme dei servizi antincendi e di soccorso e possono vedersi affidate delle missioni o delle funzioni specifiche nel quadro della
organizzazione dei servizi (…)”.
I volontari in Francia sono lʼ85% degli effettivi dei servizi antincendi e di soccorso.
Lʼorganizzazione, che è basata sul reclutamento
volontario dei cittadini, permette di realizzare una fitta rete di
presenza sul territorio, requisito indispensabile per garantire
lʼuguaglianza dei cittadini di fronte al soccorso.
I dati riportati sono tratti dai siti ufficiali dei vigili del
fuoco francesi e della Brigata dei vigili del fuoco di Parigi.
Qualche cifra (statistiche 2002):
In Francia ci sono 246.000 vigili del fuoco di cui:
o
193.600 i vigili del fuoco volontari
o
33.500 i vigili del fuoco professionisti
o
9.250 i vigili del fuoco dei servizi di sanità e
soccorso medico (volontari e professionisti)
o
9.000 vigili del fuoco militari di cui 7.000 a Parigi
(la Brigata dei vigili del fuoco di Parigi) e 2.000
a Marsiglia (il Battaglione dei pompieri marinai
di Marsiglia).
Sui vigili del fuoco volontari francesi si dispone di
numerose statistiche utilizzate per studi recenti e dalle quali
sono stati estratti alcuni dati riportati nel seguito, utili per comprenderne la struttura e la composizione.
Il primo dato esaminato è lʼetà: è stata fatta una ripartizione per fasce di età per evidenziare la consistenza attuale
del volontariato.
Dallʼesame dei dati risulta che lʼ11% dei volontari ha
meno di 20 anni. La fascia di età da 21 a 25 anni ha la percentuale maggiore (15,6%).
Le donne sono poco più del 5%, ma costituiscono il
12% di tutti i giovani volontari al di sotto dei 25 anni. Il 41% dei
volontari sotto i 25 anni sono studenti di scuola superiore o di
università.
La durata media della permanenza è di circa 5 anni.
Va precisato che lʼart. 8 del regolamento dei volontari prevede
che “ i volontari sono reclutati per un periodo di cinque anni,
tacitamente rinnovato (…)”.
Eʼ stata fatta unʼindagine approfondita sulle attività
svolte dai vigili del fuoco volontari. Questo dato ha un notevole interesse al fine di comprendere “dove va il volontariato”, chi
sono i volontari, quali sono i settori in cui si hanno le adesioni,
quali i risultati delle campagne di sviluppo e potenziamento.
La componente prevalente è quella degli
impiegati/operai (55,6%), ma non è trascurabile la componente studentesca (12,7%).
I vigili del fuoco volontari appartengono comunque in
maggioranza al settore di impiego privato. La ripartizione è la
seguente: il settore privato 60%, il settore pubblico 20,4%, gli
autonomi 8%.
Il volontariato in Francia è una componente importante ma in declino. Rispetto al 2001 i dati sono decrescenti,
ancora di più lo sono rispetto allʼinizio del secolo. I vigili del
fuoco volontari allʼinizio del XX secolo in Francia erano
270.000.
La politica francese degli ultimi anni per rilanciare il
volontariato dei vigili del fuoco è stata orientata verso lʼapprofondimento e lo studio dei fenomeni e delle statistiche, per
puntare infine su due componenti ritenute fondamentali: i giovani e gli imprenditori.
Sono stati svolti studi accurati sulle dinamiche sociali e sui cambiamenti nel mondo giovanile, ritenuto un serbatoio
importante a cui attingere per rilanciare il volontariato nelle
squadre di soccorso.
Il secondo filone percorso per il rilancio e lo sviluppo
del volontariato dei vigili del fuoco in Francia è quello della
sensibilizzazione degli imprenditori, attraverso una campagna
sui vantaggi di avere nella propria azienda volontari dei vigili
del fuoco, sia per il valore aggiunto in sicurezza per lʼimpresa,
sia per la possibilità di poter trattare condizioni più vantaggiose sulle polizze assicurative.
Nella lettura del regolamento francese sul volontariato ha colpito la mia attenzione la scelta di far partire il reclutamento già a 16 anni. Ciò interessa una fascia significativa di
giovani in età scolare, per i quali è previsto un periodo di addestramento e trasferimento di competenze, oltre che la trasmissione di messaggi sociali forti e la conoscenza della realtà del
volontariato dei vigili del fuoco, del quale viene percepita la
forte utilità sociale.
Ritengo che anche in Italia sia indispensabile promuovere un nuovo concetto di volontariato altamente qualificato, nel quale la formazione dei volontari abbia un ruolo
sempre più importante e sempre più incisivo, divenendo lo
strumento principe per il rinnovamento e il rilancio del
volontariato del Corpo nazionale.
Questa strada è già stata intrapresa in altri Paesi
in cui la componente volontaria riveste un ruolo importante
nel servizio di soccorso e dove, come negli Stati Uniti, si
pone sempre più lʼaccento su una formazione più sistematica e più specialistica.
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NORME ATEX
QUESTE SCONOSCIUTE
Prosegue lʼattività della sezione
Milano-Lodi della ANVVFV rivolta
al miglioramento della formazione
del personale volontario;
il 24 aprile, presso il Centro
dʼAddestramento Polifunzionale
di Bovisio Masciago (MB),
si è tenuta una serata dedicata
ai sistemi diprotezione e
controllo delle esplosioni.
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a cura di Massimo Barbon
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incontro è stato organizzato con la preziosa e
indispensabile partecipazione della Società
FIKE ITALIA, che opera nel settore sicurezza
dei processi produttivi con particolare riferimento ai
sistemi di protezione dalle esplosioni per lʼindustria civile.
L’
ll tecnico specializzato Massimiliano De Santis e
lʼIngegnere Carlo Robino hanno iniziato questo primo
incontro introducendo i seguenti argomenti:
NORME ATEX (atmosfere esplosive)
SISTEMI DI SFOGO DELLE ESPLOSIONI
SISTEMI DI SOPPRESSIONE ED ISOLAMENTO
DELLE ESPLOSIONI
Lʼincontro ha visto la partecipazione molto
attenta di oltre 40 unità provenienti dai distaccamenti
volontari dei Comandi di Milano, Lodi e Pavia; molto gradita la partecipazione del Comandante Provinciale di
Milano, Silvano Barbéri che, dopo aver brevemente
introdotto lʼargomento, ha assistito a buona parte della
serata.
Ovviamente la complessità dellʼargomento,
arricchito da filmati e immagini utilissime per comprendere lʼargomento, non si può racchiudere in poche ore;
lʼobbiettivo della Sezione, condiviso dai tecnici della
Società Fike, è di programmare una
serie di incontri per approfondire la
materia, coinvolgendo possibilmente anche il personale NBCR del
Comando di Milano.
apparecchi o sistemi di protezione relativamente ai
rischi di esplosione.
Per atmosfera esplosiva si deve intendere una miscela
caratterizzata dalla presenza contemporanea di:
1)
sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori,
nebbie, polveri;
2)
in aria;
3)
in determinate condizioni atmosferiche;
4)
in cui, a seguito di un innesco, la combustione
si propaga alla miscela non bruciata;
Unʼatmosfera suscettibile di trasformarsi in atmosfera
esplosiva a causa delle condizioni locali e/o operative
viene chiamata “atmosfera potenzialmente esplosiva”.
Le condizioni atmosferiche di riferimento sono quelle per
le quali la concentrazione di ossigeno nellʼatmosfera è
approssimativamente del 21% e che includono variazioni di pressione e temperatura al di sopra ed al di sotto
dei livelli di riferimento di 101,3 kPa e 20°C, denominati
condizioni atmosferiche normali, purché tali variazioni
abbia- no un effetto trascurabile sulle proprietà esplosive delle sostanze.
Le condizioni atmosferiche previste come base per le
prove di conformità alle norme tecniche (EN 50014, EN
13463-1) indicano una gamma di variazioni di temperatura da - 20°C a + 40°C ed una gamma di variazioni di
GENERALITÀ SULLA
DIRETTIVA 94/9/CE
La direttiva 94/9/CE del 23 marzo
1994, riguarda il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri
relative agli apparecchi e sistemi
di protezione destinati a essere
utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.
La direttiva 94/9/CE si applica a tutti
i tipi di apparecchi, sistemi di protezione e componenti destinati ad
essere utilizzati in o in relazione a
atmosfere potenzialmente esplosive.La direttiva riguarda anche i
dispositivi destinati a essere utilizzati fuori dallʼatmosfera potenzialmente esplosiva ma utili o indispensabili
per il funzionamento sicuro degli
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loro proprie, rischiano di provocare
unʼesplosione.
›
Sistemi di protezione art. 1,
paragrafo 3(b)
I
dispositivi, diversi dai componenti,
la cui funzione è bloccare sul nascere le esplosioni e/o circoscrivere la
zona colpita dalle fiamme e dalla
pressione derivante dallʼesplosione
che sono immessi separatamente
sul mercato come sistemi con funzioni autonome.
›
Componenti art. 1,
paragrafo 3(c):
Parti essenziali per il funzionamento
sicuro degli apparecchi e dei sistemi
di protezione (in caso contrario non
rientrerebbero nella direttiva); ma
privi di funzione autonoma (in caso
contrario sarebbero considerati
apparecchi, sistemi di protezione o
dispositivi ai sensi dellʼarticolo 1,
paragrafo 2).
›
pressione da 0,8 bar a 1,1 bar.Dal 1° luglio 2003, tutti i
prodotti immessi sul mercato o messi in servizio devono
essere conformi alla direttiva 94/9/CE. La direttiva
94/9/CE si applica a tutti i prodotti immessi sul mercato
dellʼUE, fabbricati sia allʼinterno che al di fuori della
Comunità.
Le definizioni dei prodotti compresi nella direttiva sono le
seguenti:
›
Apparecchi art. 1,
paragrafo 3(a)
Si intendono le macchine, i materiali, i dispositivi fissi o
mobili, gli organi di comando, la strumentazione e i
sistemi di rilevazione e di prevenzione che, da soli o
combinati, sono destinati alla produzione, al trasporto, al
deposito, alla misurazione, alla regolazione e alla conversione di energia ed alla trasformazione di materiale e
che, per via delle potenziali sorgenti di innesco che sono
18
Dispositivi di sicurezza,
controllo e regolazione
art. 1, paragrafo 2 :
Un qualunque dispositivo utile o
necessario per il funzionamento
sicuro degli apparecchi e/o sistemi
di protezione ai fini dellʼesplosione,
destinati ad essere utilizzati al di
fuori di atmosfere potenzialmente
esplosive.
Nel caso un prodotto rientrante nella definizione di
dispositivo di sicurezza, sia destinato invece ad essere
utilizzato in atmosfere potenzialmente esplosive, questo
dovrebbe essere trattato come apparecchio (nel caso
sia anche dotato di sorgente di innesco propria).Molti
prodotti (che potrebbero essere definiti componenti)
generalmente vengono immessi sul mercato senza lʼintenzione esplicita di essere incorporati in apparecchi,
sistemi di protezione o dispositivi secondo la direttiva. In
questi casi la conformità dei “componenti” viene effettuata durante la valutazione di conformità del prodotto in
cui sono incorporati.Nella definizione di “apparecchio”
viene riportata la frase : “ ... che, per via delle potenziali sorgenti di innesco che sono loro proprie, rischiano di provocare unʼesplosione”. Il significato della sorgente di innesco “propria” ha indotto a numerose e
diverse posizioni in ambito di Comitato Permanente
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ATEX in quanto molti paesi sostengono che ad esempio
una sorgente di innesco dovuta ad una carica elettrostatica indotta dal processo in cui lʼapparecchio è destinato ad operare non debba ritenersi sorgente propria e
quindi lʼapparecchio in questione non ricadrebbe nel
campo di applicazione della direttiva. Tale discussione
risulta allo stato ancora in corso di ufficializzazione.Le
atmosfere potenzialmente esplosive possono derivare
da materiali infiammabili lavorati, utilizzati o rilasciati da
apparecchi, sistemi di protezione e componenti o da
materiali in prossimità degli apparecchi, sistemi di protezione e componenti e/o dai materiali di costruzione di
apparecchi, sistemi di protezione e componenti.Eʼ solo a
questo tipo di atmosfera che sono destinati i prodotti
oggetto della direttiva 94/9/CE, salvo che per i prodotti
rientranti nella definizione di dispositivi.
La direttiva si applica agli apparecchi, sistemi di protezione, componenti e dispositivi in tutte le fasi della loro
utilizzazione, pertanto, nellʼambito della valutazione del
rischio, le considerazioni esposte nel presente documento devono estendersi a tutte le seguenti fasi:
- o normale esercizio;
- o avviamento;o fermata;o manutenzione;
- o eventualmente altro.
La direttiva 94/9/CE ha ampliato il campo di applicazione rispetto al quadro legislativo preesistente in quanto
ha stabilito i requisiti essenziali di sicurezza relativi a:
• apparecchi non elettrici destinati ad essere utilizzati in
atmosfera potenzialmente esplosiva;
• apparecchi destinati a essere utilizzati in ambienti
potenzialmente esplosivi a causa dei pericoli derivanti
dalla presenza di polveri;
• sistemi di protezione ed ai dispositivi destinati a essere utilizzati fuori dallʼatmosfera esplosiva, utili o indispensabili per il funzionamento sicuro degli apparecchi
o sistemi di protezione relativamente ai rischi di esplosione;
La direttiva prende in esame tutti i tipi di sorgenti di innesco quali:
o superfici calde;
o fiamme libere e/o gas caldi;
o scintille di origine meccaniche;
o scintille elettriche, archi, scariche elettrostatiche, onde
elettromagnetiche;
o radiazioni ionizzati, ultrasuoni;
o compressione adiabatiche e onde dʼurto;
o reazioni esotermiche.
La direttiva 94/9/CE prevede degli obblighi a carico della
persona che immette i prodotti sul mercato e/o li
mette in servizio, sia che si tratti del fabbricante, del
suo mandatario, dellʼimportatore o di qualsiasi altra persona responsabile.
La direttiva non regola lʼuso degli apparecchi utilizzati
in atmosfera potenzialmente esplosiva. Questi aspetti
sono infatti regolamentati dalla direttiva 1999/92/CE
relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento
della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori
che possono essere esposti al rischio di atmosfere
esplosive definisce le varie zone in relazione alla presenza di gas, vapori e polveri.
(fonti: Unità di Certificazione ATEX Dipartimento
Omologazione e Certificazione)
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NUOVI
POTREBBERO
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VVF “VOLONTARI”
SIGNIFICARE
500
IN TRE ANNI?
NUOVI DISTACCAMENTI MA…
Il dipartimento – dopo aver analizzato i dati pervenuti dalle direzioni regionali – ha
stilato un piano triennale che prevede, in primo luogo, la formazione del personale
volontario già iscritto, aprendo a nuove procedure dʼiscrizione per i posti non coperti.
a cura della redazione – ha collaborato Federico Cecchetti
ià la circolare 14828 del maggio scorso,
aveva dato “priorità al funzionamento dei
distaccamenti volontari”, la 23536 del 10
agosto, non fa che ribadirlo.
Si aprirà a nuove domande solo per i posti non
coperti dal personale in lista dʼattesa e non
potranno venir accettate domande oltre il tetto
stabilito. Si potrà disattendere solo per “rispondere
alle esigenze operative dei distaccamenti volontari
presenti sul territorio”.
Si, i distaccamenti volontari già presenti sul territorio nazionale che superano a malapena il numero
di trecento ma i venticinquemila non verranno
certo distribuiti nei distaccamenti volontari esistenti (anche perché vorrebbe dire 80 e rotti
nuovi iscritti per caserma).
I più andranno ovviamente ad
aggiungersi alle migliaia di
“ventigiornisti” richiamabili
per le esigenze dei
Comandi Provinciali
(e delle Direzioni
Regionali) ed in caso di
calamità naturale; ma sappiamo che (per via di regole
non scritte) terremoti e affini (leggasi missioni, trasferte ecc.) sono
esclusiva del personale “permanente” e
dei volontari di protezione civile.
G
E pensare che, in un mondo perfetto, quei 25mila
potrebbero servire allʼapertura di 500 nuove caserme di
VVF volontari, già…in un mondo perfetto.
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•
la previsione di un piano triennale, disposto dal Capo del Dipartimento per la determinazione del contingente
massimo dei nuovi reclutamenti a domanda, facendo salvo, in prima applicazione, il personale volontario che, aUa
data de13U12/2011, sia iscritto o abbia presentato domanda di iscrizione negli appositi elenchi.
Per tali fina}ità, con circolare n. 5746 del 21 \2\20 12, recante le prime disposizioni in attuazione della legge
n.183 \20 Il , sono state richieste ai Sigg. Direttori Regionali una serie di informazioni relative a ciascun Comando
Provinciale, per consentire una corretta pianificazione territoriale dei nuovi reclutamenti a domanda del personale
volontario.
Dalla analisi dei dati pervenuti, è risultato evidente la difficoltà in termini organizzati vi, registrata in alcune sedi, per completare sia la formazione dei volontari già iscritti, ma anche per il previsto addestramento periodico
del personale volontario. Nel contempo, la riduzione dei richiami a regime impone di limitare le nuove domande,
anche a causa del costo a carico degli interessati per gli accertamenti clinico - strumentali e di laboratorio della prima
visita medica, che dovranno essere opportunamente pianificati, anche in relazione alla loro validità temporale ..
Pertanto, al fine di incrementare il numero del personale effettivamente operativo a disposizione delle strutture e le ulteriori esigenze dei Comandi Provinciali, il piano triennale elaborato, allegato alla presente, nella fase di
prima applicazione delle nuove disposizioni, ha cercato di razionalizzare il sistema sulla base delle esigenze di servizio, prevedendo in primo luogo la formazione del personale volontario già iscritto negli elenchi o che abbia presentato domanda entro il 31\12\2011, e secondariamente aprendo - per i posti non coperti - a nuove procedure di iscrizione. In sostanza le esigenze dovranno essere soddisfatte valorizzando i seguenti criteri:
indirizzare le iscrizioni solo verso le sedi che hanno effettive esigenze, privilegiando - nella attuale fase di
•
prima applicazione - la formazione del personale già iscritto o che ha presentato domanda nell'anno 20 Il ;
•
priorità al funzionamento dei distaccamenti volontari, già anticipata con circolare n. 14828 del 14 maggio
2012, fissando comunque per ciascuno un limite massimo di nuove iscrizioni;
•
previsione di apertura a nuove domande d' iscrizione solo per posti che risulteranno non coperti dal personale già in lista di attesa;
•
massima pubblicità sul numero dei posti disponibili per i reclutamenti, sui tempi previsti per l'accoglimento
delle richieste, nonché sul calendario dei corsi di formazione programmati.
Si rammenta che ai sensi dell'art. 4 della Legge di Stabilità 2012, possono essere accettate presso i Comandi
nuove istanze di iscrizione negli elenchi dei vigili volontari, solo se il numero massimo di nuovi volontari relativo al
rispettivo elenco provinciale, riportato nel piano programmati co 2012-2014, sia superiore alla somma del numero
degli aspiranti volontari iscritti negli elenchi, ma in attesa dello specifico corso di formazione iniziale, e del numero
di richieste di iscrizione, registrate alla data del 31/12/2011. Tale regola di carattere generale, potrà essere disattesa
nella sola ipotesi, già precedentemente prevista dalla circolare n. 14828 del 14 maggio 2012, per rispondere alle esigenze operative dei distaccamenti volontari presenti sul territorio provinciale rappresentate dal Comandante
Provinciale, rispettando comunque il limite massimo di 2 nuovi vigili volontari previsto dal piano programmati co
per il triennio. Per tale limite, concorreranno anche ]e iscrizioni già registrate dalla Direzione Centrale per le Risorse
Umane nei trascorsi mesi deil'anno 2012.
Si segnala la particolare importanza e urgenza dei suddetti elementi, al fine di una corretta ed efficace pianificazione del reclutamento e dell'impiego del personale volontario.
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Ci sono oltre milleduecento ragazzi
e ragazze che si preparano a diven-
tare dei buoni pompieri e comunque
dei buoni cittadini”
È questa molla, dunque, a far scattare il meccanismo della solidarietà
ogni volta che da qualche parte
qualcuno chiede aiuto.
“Siamo orgogliosi di poter dire
che i nostri pompieri sono sem-
pre i primi ad intervenire - ha
aggiunto Dellai - e lo farò presen-
te al presidente Napolitano quando, tra qualche giorno, sʼinaugurerà
A Gronchi l’Aquila di San Venceslao,
simbolo dell’autonomia trentina
Nellʼambito delle iniziative per i festeggiamenti dei 90 anni del
Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Sopramonte (Trento),
il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha conferito a
Gino Gronchi unʼimportante onorificenza.
a cura della redazione
n queste occasioni - ha esordito Dellai - si dice
“I
sempre grazie. Ed è una parola detta con since-
rità, accompagnata dalla parola “orgoglio” che personal-
lʼauditorium che la Provincia ha
donato come simbolo di tutti quei
volontari che lì si sono alternati nel
momento del bisogno. Gli diremo
che non tutte le Regioni italiane
usano le risorse pubbliche per
“festini”. Ce ne sono anche di
quelle che accompagnano lʼesperienza del volontariato, la coltiva-
no e cercano di farla crescere ovunque“.
Di qui il senso del messaggio che Dellai - attra-
mente condivido con voi. Ci sono momenti, come que-
verso la consegna del simbolo dellʼautonomia, lʼAquila di
propria identità, quei segni dai quali dipende la rotta
Volontari.
sto, caratterizzati da grandi cambiamenti e una comu-
nità ha il dovere di ritrovarsi per leggere i segni veri della
verso il futuro”.
San Venceslao - ha affidato a Gino Gronchi, presidente
della Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco
“Diciamo anche al presidente Gronchi che sentiamo
Ricordando la particolarità dellʼistituzione pompieristica
questa nostra esperienza come patrimonio non solo
lʼimportante funzione pubblica che svolgono) Dellai ha
stazione del sistema della protezione civile, il cui
(sono volontari ma cʼè una legge che obbliga ogni
Comune ad avere un Corpo di vigili del fuoco proprio per
definito un “miracolo” il fatto che questa particolarità sia
sopravvissuta e addirittura si stia rafforzando anche nei
decenni della ricchezza, anche in questa stagione in cui
prevale il messaggio della delega, dellʼegoismo, del
“tanto arriva la Provincia”.
del Trentino, ma dellʼintero Paese e che saremo
sempre a fianco di chi vorrà superare lʼattuale impocentralismo mortifica le potenzialità che ci sono in
tutte le Regioni e che bisogna saper tirare fuori.
Forse proprio partendo dalle esperienze dei volontari si riuscirà a dimostrare che il sistema delle auto-
nomie locali non è un modello da buttare”.
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MACUGNAGA: 9 VVF VOLONTARI
A PRESIDIO D'UNA INTERA VALLE
a cura di Andrea Costa Pisani
Considerando che il primo distaccamento di VVF permanenti più vicino è a Domodossola,
quindi a 44 chilometri di strada di valle, che il 90% degli edifici di Macugnaga è costruito in legno…
quello dei VVF volontari è un presidio indispensabile; l'unico di tutta la Valle Anzasca.
a prima squadra di Volontari era composta da 8
persone, inizialmente coordinate da Gino
Rainelli: gli altri erano Ruppen Cesare, Pirazzi
Giuseppe, Iacchini Vittorio, Burghiner Zaverio,
Marone Vittorio, Renato Creda e Aldo Corsi.
Il primo mezzo in dotazione al distaccamento era un
motocarro a 3 ruote (autopompa a furgoncino, come la
ʻbattezzòʼ il Vittorio Marone), che era un Motocarro
Guzzi Ercole (1943); era adibito al trasporto di materiale
ed attrezzatura antincendio, ma non era provvisto di serbatoio per lʼacqua, mentre aveva in dotazione una
pompa col motore a scoppio e diverse manichette.
La squadra, per una quindicina di anni , rimase pressoché invariata. Simpatico aneddoto fu quando, in occasione del Giubileo di Roma del 1950, 3 membri della
squadra si recarono come rappresentanza del distaccamento Volontari di Macugnaga al cospetto di Papa Pio
XII. I tre, Cesare Ruppen, Giuseppe Pirazzi e Vittorio
Marone, erano accompagnati dalla neo-sposina di
Cesare (“Cesarino”), Maria.
Nel 1963 il Volontario Cesare Ruppen acquistò
dal Comune di Macugnaga il forno del pane della
frazione Prati ed i proventi della vendita furono utilizzati
dal Comune per lʼacquisto e lʼinstallazione dei primi
idranti frazionali, con le rispettive cassette portamanichette. Purtroppo, per vari motivi, la squadra si sciolse, ma i Volontari parteciparono tutti al tentativo di
spegnimento dellʼincendio del gennaio ʼ65, tristemente
diventato famoso come “incendio degli Olandesi”, dove
persero la vita dei bimbi Olandesi arsi vivi nella casa di
Opaco mentre i genitori erano assenti.
Nel 1972 si riformò il distaccamento di
Volontari, su richiesta dellʼallora sindaco Delio
Montagnani; era composto da una
nuova generazione e vedeva come
Capo distaccamento Mauro Marone,
vice Capo dist Angelo Erigoni, e i
Volontari Luigi Bettoni, Giacinto Nanni,
Delio Montagnani, Ferruccio Pirazzi,
Aldo
Pirazzi,
Walter
Schranz,
Giampiero Iacchini; questa squadra
rimase invariata fino alla fine degli anni ʼ70.
L
26
In questi anni i mezzi a disposizione erano composti
solo da un furgone Alfa Romeo con una pompa a scoppio al traino.
Con lʼinizio degli anni ʼ80 entrarono a far parte della
squadra Valerio Morandi, Silvano Lenzi ed
Ermenegildo Burgener; questʼultimo divenne Capo
distaccamento nel maggio del 1992 (fino al 2011)
La dotazione di mezzi consisteva in un “gippone” OM
con modulo da 600 l. di acqua, ed una FIAT
Campagnola AR56, ed era aumentato il materiale a disposizione.
Con lʼinizio del ʼ94 entrano nel distaccamento Riccardo
Iacchini e Gianluca Leidi.
Dal ʼ96 arriva a Macugnaga il primo APS 79,
cioè la prima autopompa/serbatoio con 2000 litri di
acqua, generatore ed attrezzature varie per il poli-soccorso (scala Italiana, motosega, moto-troncatrice, autoprotettori, manichette, naspo ad alta pressione, pompa
spallabile, schiumogeno, faretti alogeni, ecc..), il tutto
facente parte del caricamento del mezzo. Altro grosso
vantaggio della dotazione è lʼimpianto radio per la
comunicazione col Comando.
Dal 2002 lʼAR 56 viene sostituita con un Rover
Defender 130, dotato di un modulo per incendi boschivi
con serbatoio da 600 litri ed i
naspi.
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Il numero di Volontari nellʼarco degli anni
è sempre stato tendente alla diminuzione: nel
decennio del 2000 alcuni Volontari sono stati
pensionati ed altri si sono dimessi, ma, malgrado
il rincalzo di tre nuovi ingressi (Massimo Zanni,
Fausto Bettoli, Simone Patelli), purtroppo nel
2010 la squadra si è ridotta a soli 6 Volontari; fortunatamente nel 2012 sono entrati tre nuovi elementi, portando così lʼorganico a 9 persone:
Gianluca Leidi
(CAPO DISTACCAMENTO DAL 2011)
Ermenegildo Burgener
-
VICE
CAPO DISTACCAMENTO)
Riccardo Iacchini
Massimo Zanni
Fausto Bettoli
Simone Patelli
Fabio Bettineschi (NUOVO VOLONTARIO)
Christian Landonio (NUOVO VOLONTARIO)
Andrea Vacca (NUOVO VOLONTARIO)
Al momento (settembre 2012) altri 4 aspiranti
Volontari sono stati decretati dal Ministero
dellʼInterno, ma sono in attesa di corso: (Mauro
Tomola, Simone Balmetti, Ivano Iacchini,
Luciano Iacchini).
Attività
Le occasioni di intervento dei Volontari in tutti
questi anni sono state molteplici e di diversa natura.
Oltre allo spegnimento di incendi in varie
abitazioni e sul territorio (anche della Valle
Anzasca), i Volontari hanno anche dovuto
provvedere al recupero di salme nei fiumi, sono
stati in prima linea in occasione delle varie alluvioni che ci sono state nellʼarco degli anni, oltre
agli interventi negli incidenti stradali.
Infine cʼè da considerare che il primo distaccamento di
VVF permanenti più vicino è a Domodossola, quindi a
44 chilometri di strada di valle, che in Valle Anzasca non
ci sono altri distaccamenti, e tenuto conto che il 90%
degli edifici di Macugnaga è costruito in legno, si denota lʼimportanza di avere in paese un distaccamento efficiente di Volontari.
Le sedi
Riconosciuta come prima sede del distaccamento era il
garage della famiglia Piccioni nella frazione di Borca, di
fronte al ristorante Eden. Successivamente fu trasferita
a Pestarena, nellʼedificio delle scuole elementari, fin
verso la fine degli anni ʼ90. Dopodiché fu trasferita nel
garage del Comune dove ora cʼè la Kongresshaus e da
lì si scese ad Isella presso il Centro Fondo ma nellʼattesa del completamento della sede della Protezione Civile
(provvisoria), sempre ad Isella.
Attualmente si è in attesa di trasferire definitivamente la
sede della Protezione Civile (VVF, Gruppo Volontari
ambulanza) presso il garage Mignon; è già stato presentato il progetto sui lavori necessari a rendere idoneo
la sede, che deve essere munita di tramezze divisorie e
di saracinesche di chiusura, ed il Comune sta preventivando la spesa nel bilancio …
Ricerche storiche e materiali di Gianluca Leidi,
Ringraziamo per le “memorie storiche” Mauro Marone,
Cesarino Ruppen e Gildo Burgener.
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XXII Assemblea Nazionale ANVVFV
RINNOVATI I VERTICI ASSOCIATIVI
GRONCHI NON SI RICANDIDA
MA I NUOVI NON INTENDONO PERDERLO
Sʼè conclusa la ventiduesima Assemblea Nazionale della nostra Associazione. Le elezioni hanno portato alla formazione dʼun nuovo direttivo equilibrato e rappresentativo dellʼintera penisola: sette sono i
consiglieri piemontesi, cinque i lombardi, e poi vi sono membri da Lazio, Sicilia e Toscana. Per Gronchi,
che lascia la presidenza dopo 26 anni, si prospetta, tuttavia, un incarico allʼinsegna della continuità.
a cura di Antonio Ascanio Mangano
Fossano (CN) – Sono giunti delegati da tutta Italia
allʼAssemblea Nazionale, organizzata e ospitata dalla
delegazione fossanese della ANVVFV e dal locale
distaccamento di vigili del fuoco volontari che si appresta (o meglio sʼappresterebbe) a festeggiare il 150°
anniversario di fondazione. Seggio e Assemblea sono
stati ospitati nella sala Congressi comunale “Brut e
Bon”, spazio dedicato alla memoria di un noto artista
fossanese, autore tra lʼaltro di una bellissima poesia dialettale - la “Cioca del feu” – dedicata ai VVF volontari
fossanesi.
I lavori sono stati introdotti da Mauro Marro della
Delegazione di Fossano e, nel mentre, sono iniziate le
operazioni di voto. Hanno poi preso la parola il Sindaco
di Fossano Francesco Balocco e il Presidente della
Fondazione CRF Antonio Miglio. Proprio questʼultimo ha
enunciato il “principio di sussidiarietà” alla rovescia: “Ciò
che non riesco a fare io – Stato – arrangiatevi a farvelo
da soli”. Ha poi ricordato lʼassurdità tutta italiana dʼun
28
fuoristrada donato dalla ANVVFV di Fossano al
Ministero e di diciotto mesi dʼattesa per le targhe che
ancora tardano ad arrivare. Tra lʼaltro sarebbero a
rischio anche i festeggiamenti del centocinquantesimo
perché il Comandante Provinciale di Cuneo avrebbe
messo in dubbio lʼesatta data, anche se si hanno documenti che dicono di una manovra ginnico-professionale
eseguita nel 1932 in occasione del 70° di fondazione
(1932 meno 1862 dovrebbe dare 70 NdR). Miglio ha poi
concluso citando il Presidente della Repubblica
Napolitano: “Suscitare tra gli italiani una più diffusa
presa di coscienza e mobilitazione morale e civile”.
Ha poi preso la parola uno dei vicepresidenti
uscenti, lʼemiliano Carlo Alberto Cocchi che, in questʼultimo mandato, aveva dedicato tempo e professionalità
(oltre ad essere un VF volontario è un dottore commercialista NdR) allʼequiparazione – in tema di previdenza –
del personale volontario a quello permanente: “La delega al senato è, in pratica, scaduta due volte; dapprima
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in maggio e ora ad agosto dove in una legge (la
131/2012 NdR) è stato inserito un poʼ di tutto – la Croce
Rossa, gli allievi della Polizia e, per quanto riguarda i
VVF la sola possibilità che anche i figli di VVF volontari
deceduti in servizio possano essere assunti in ruolo
senza concorso – una vittoria a metà insomma.”. Poi
Cocchi ha accennato alla riforma del DPR 76/2004 e
alla paura che possa cascarci sulla testa il nuovo testo
– senza neppure essere stati interpellati – un poʼ come
fu per la circolare sul contingentamento.
Il presidente uscente (e non ricandidato per sua
scelta) Gronchi, sʼè agganciato al discorso di Carlo
Alberto: “Eʼ una situazione molto critica – ha detto –
hanno capito la nostra debolezza…”, riferendosi a
“incomprensioni” in seno al vecchio consiglio nazionale.
Cocchi poi, enormemente crucciato per non esser riuscito a veder realizzata la “equiparazione previdenziale”,
ha comunque dato la sua disponibilità (pur non ricandidato anchʼegli) a
collaborare col nuovo direttivo.
Ha poi preso la parola il
consigliere uscente Giuseppe
Parrinello – siciliano, promotore,
negli anni, dellʼapertura di nuovi
distaccamenti volontari nellʼisola –
“Ringrazio in primo luogo il presidente, il nostro portavoce, Gino.
Grazie anche a te Carlo Alberto per
il grande lavoro svolto in questi
anni.” – poi lʼFTAV catanese ha proseguito a braccio – “Cari colleghi,
ricordiamoci conto che, innanzitutto,
diamo un servizio alla cittadinanza.
Anche in Sicilia abbiamo istituito un
coordinamento formale affinché
anche la nostra regione possa dare il proprio contributo
allo sviluppo del nostro volontariato.”.
Parrinello ha fatto riferimento ai grandi traguardi raggiunti dallʼAssociazione a livello nazionale: il DPR 362
del ʻ94 ed il 76 del 2004; il corso per oltre 700 capi squadra volontari. “Certo che avere i qualificati sulla carta e
poi non poterli utilizzare, non conta nulla. Quasi dobbiamo nascondere le nostre mostrine perché persino il
Capo del Corpo sostiene che le nostre qualifiche non
servano a nulla!”. Poi il sanguigno Giuseppe ha proseguito parlando della preparazione dei nostri volontari,
gente che utilizza le proprie abilità, anche professionali,
ogni volta che esce in intervento (tra i volontari VVF
idraulici, elettricisti, fabbri, carpentieri, geometri, periti,
soccorritori sanitari NdR). Ha utilizzato una metafora –
riferendosi a quella bozza di riforma del DPR 76 (che in
fondo era ancora una minuta, una brutta) finita per errore sulla scrivania di qualche ʻministerialeʼ: “Se lanci un
I VOLONTARI
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ALLE URNE
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MEETING
lui non andremo da nessuna parte.
Per il futuro occorrerà lavorare,
magari scontrarsi, ma poi trovare
una sintesi.”.
Fabio Marangoni, segretario generale, ha voluto esprimere un
pensiero nei confronti di Gronchi,
dopo aver denunciato in breve lʼassenza di “un rapporto a tu per tu”
con alcuni membri di consiglio e collegi durante lʼultimo mandato.
“Un
pensiero
al
mio/nostro
Presidente, conosciuto nel 1988 al
Teatro Nuovo di Torino e col quale,
dal 2001, lavoro a stretto contatto.
Gino mi ha molto insegnato, gli devo
molto; certo ho dato molto ma
anche ricevuto.”. Marangoni ha
I VOLONTARI SICILIANI CON GINO GRONCHI
detto di quanto Gronchi fosse presED IL NOSTRO DIRETTORE ASCANIO MANGANO
sante ma mai tanto da chiederti di
mettere la famiglia in secondo
masso giù dalla montagna, è molto difficile che poi tu
piano: “Certo ti mette fretta ma è un piacere lavorare con
riesca a fermarlo!”. In effetti – ha poi confermato anche
lui. Un ringraziamento sincero vada al presidente che,
Cocchi – lʼelaborato, pur non ufficiale (ANVVFV) – ha
mi auguro, non molli lʼANVVFV, dopo quarantʼanni non
girato per gli uffici romani; non quanto lo scritto della
può mollarla.”.
FNC (la federazione dei discontinui che vanterebbe
14mila iscritti NdR) ma ha girato.
Le dichiarazioni di Marangoni e Mugavero,
Eʼ stato poi il vicepresidente Roberto Mugavero ad interentrambi eletti per questo nuovo mandato, lasciano prevenire aspramente: “Vi siete accorti che sta per passarsagire che – comunque vengano ripartite le cariche nel
ci un treno sopra? Quella che vediamo è una realtà
nuovo consiglio – per Gronchi sarà riservato un posto di
associativa drogata. La nostra Associazione è stata, in
rilievo, perché il nostro futuro è il nostro passato.
questi anni, cortesemente ascoltata ai piani alti, soltanto
perché
lʼANVVFV
era
Gino
Gronchi!”. Poi il professore romano
ha fatto un monito al nuovo consiglio direttivo: “Possiamo anche pensare di raggiungere la luna ma,
prima del razzo, dobbiamo imparare
a guidare la bicicletta che ci serve
per raggiungere la rampa di lancio.”.
Ha poi suggerito di porsi delle
domande sulle cose da fare e con
quali strumenti, perché il rischio è
quello dʼessersi spinti troppo avanti
“da grandi tessitori di network”,
tanto avanti da sorpassarsi. “Il
nuovo DPR 76 è stato un mero
esercizio mentale, magari fighissimo, ma ora chi se lo fila?”.
Salutando e ringraziando Gronchi,
Mugavero ha poi concluso: “Il nostro
futuro è il nostro passato, mi piaceL’INVIATO DELLA REDAZIONE FRANCESCO MAZZILLI
rebbe che Gino – in qualsiasi caso –
CON L’INGEGNER CODURI DI VERBANIA
rimanesse Il Presidente. Senza di
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MEETING
R I S U LTAT I D E L L E E L E Z I O N I
Consiglio Nazionale
Paolo Barbin
Fabio Marangoni
Sergio Aureli
Erminio Capparoni
Alberto Biddoccu
Roberto Mugavero
Giuseppe Parrinello
ClaudioBallesio
Luca Bonello
Diego Coriasco
Gian Carlo Giachino
Damiano Landi
Lorenzo Arosio
Rolando Fagioli
Paolo Corbetta
Collegio dei Revisori dei Conti
Fabrizio Rabelli
Claudio Di Maio
Plinio Bignamini
Mauro Colombini (supplente)
Samuele Castellazzi (supplente)
Collegio dei Probiviri
Laura Stucchi
Gian Piero Cattaneo
Andrea Panero
Tiziana Coda Zabetta (supplente)
Leo Cosimo (supplente)
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arà un processo lento ma entro il 2017 la Croce
Rossa Italiana subirà un cambiamento radicale: via
il commissario e saranno gli stessi Volontari del
Soccorso ad eleggere consiglio e presidente. “Siamo
davanti a un momento storico“, questo il primo commento
del Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana,
Francesco Rocca, dopo il voto del Consiglio dei Ministri sul
riordino dellʼAssociazione.
“Oggi è nata la Croce Rossa Italiana del domani. Con lʼemanazione del Decreto legislativo di Riordino della CRI,
vengono sanciti alcuni principi fondamentali per il futuro.
Prima fra tutti lʼautonomia dellʼAssociazione che, così, non
sarà più condizionata come purtroppo accaduto troppe
volte nel passato. Dopo un percorso durato anni, la CRI si
riposiziona a tutti gli effetti nellʼortodossia del Movimento
Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Lo statuto, altro passo fondamentale, verrà scritto e deciso direttamente dai volontari, che diventeranno così protagonisti di
questo processo di rinnovamento”, dice Rocca.
S
La C.R.I. agisce tramite lʼimpegno gratuito, organizzato e
continuativo di 145.019 soci attivi appartenenti a sei distinti gruppi di volontariato, specializzati in attività diverse.
In particolare aderiscono alla C.R.I.: 88.527 Volontari del
Soccorso, 23.423 Volontarie del Comitato Femminile,
17.615 Pionieri, 6.863 Infermiere Volontarie, 4.474
Donatori di Sangue e 3.991 iscritti al Corpo Militare.
È previsto che restino in servizio 200 o 300 militari, col passaggio degli altri al ruolo civile. Una fase intermedia perché
il personale militare scomparirà definitivamente.
Ecco in sintesi le principali norme articolo per articolo del
Dlgs sul riordino della Croce Rossa:
Nasce lʼAssociazione (privata) della Croce Rossa
Italiana (art. 1)
Dal 1° gennaio 2014 le funzioni esercitate
dallʼAssociazione italiana Croce rossa (lʼattuale CRI) passano alla costituenda Associazione della Croce Rossa
Italiana che diverrà a tutti gli effetti un soggetto di diritto privato.
LʼAssociazione sarà lʼunica società di croce rossa
autorizzata ad operare sul territorio nazionale.
Nello stesso articolo sono indicati i compiti della nuova CRI
sia in tempo di pace che in tempo di guerra. (Ad esempio:
Organizzare rete di volontariato sempre attiva; collaborare
con le Cri di altre Paesi e adempiere alle convenzioni internazionali; Organizzare e svolgere servizi di assistenza
sociale e soccorso sanitario in occasione di calamità e
situazioni di emergenza; svolgere attività umanitarie presso
i Cie; svolgere in tempo di guerra il servizi di assistenza e
di ricerca dei prigionieri, internati, dispersi, profughi, deportati e rifugiati. In tempo di pace garantisce il servizio di
ricerca delle persone scomparse in ausilio alle forze armate, etc.)
LʼAssociazione potrà stipulare convenzioni con le
pubbliche amministrazioni o partecipare a gare indette
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dalla Pa. La nuova Cri concorre allʼerogazione dei fondi per
attività di volontariato compresi quelli derivanti dal 5x1.000.
Riordino CRI fino alla liquidazione (Art.2)
Fino al 1° gennaio 2014, giorno di entrata a regime delle
nuove norme e di liquidazione per la vecchia CRI, la CRI
assume la denominazione di “Ente strumentale alla Croce
Rossa italiana”, e mantiene la personalità giuridica di diritto pubblico come ente non economico, con lʼobiettivo di
concorrere allo sviluppo della nuova Associazione.
LʼEnte svolgerà le attività in ordine al patrimonio e
ai dipendenti della CRI. Sono organi dellʼEnte un comitato,
nominato con decreto dal Ministro della Salute, presieduto
dal Presidente nazionale dellʼAssociazione in carica, da tre
componenti designati dal Presidente tra i soci CRI e da altri
3 membri nominati dai ministeri della Salute, dellʼInterno e
della Difesa. Inoltre vi sarà anche Collegio dei revisori dei
conti, nominato dal Ministro della Salute e vi sarà anche un
amministratore con compiti di gestione e rappresentanza
legale. Tutte le cariche dureranno fino al 31 dicembre 2015.
Disposizioni sui tempi e sulle modalità di applicazione
delle nuove norme (Art. 3)
Entro 30 giorni il Commissario della CRI con propria ordinanza modifica lo statuto vigente riducendo il numero delle
attuali componenti volontaristiche non ausiliare delle Forze
armate.
Entro 20 giorni dallʼentrata in vigore del Dlgs, il
commissario predispone e trasmette al Ministro della
Salute uno schema di nuovo regolamento elettorale che nei
successivi 10 giorni è emanato dal Ministro. Il commissari
convoca poi le elezioni, che dovranno svolgersi in ogni
caso entro 90 giorni dallʼentrata in vigore del decreto, per i
presidenti regionali, provinciali e locali che eserciteranno i
compiti fino al 1° gennaio 2014.
Entro 120 giorni si dovrà riunire lʼAssemblea
straordinaria che eleggerà un presidente nazionale e due
vice presidenti. A quella data cesserà il commissariamento.
Il presidente e i due vice presidenti dovranno poi redigere
uno schema di proposta di statuto provvisorio e di atto
costitutivo.
Lo statuto e lʼatto costitutivo dovranno essere
approvati entro 6 mesi dalla nomina del presidente. Il presidente, entro il 1° gennaio 2014 definisce anche le linee
operative provvisorie per lʼEnte e lʼAssociazione e predispone lo schema di fabbisogno del personale per entrambi
i soggetti.
Patrimonio (Art. 4)
Il commissario e successivamente il presidente, almeno
entro il 31 dicembre 2013 redigono e aggiornano lo stato di
consistenza patrimoniale e lʼinventario dei beni immobili di
proprietà o comunque in uso dalla CRI. Inoltre, i soggetti
sopraccitati dismettono dal 2013 gli immobili che non provengono da negozi giuridici modali e che non risultano
essere necessari al perseguimento dei fini statutari.
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V O L O N TA R I AT O
Da ente di diritto pubblico diventerà unʼassociazione di volontariato a tutti gli effetti
non più finanziata automaticamente dallo Stato. Il Consiglio dei Ministri ha approvato,
a fine settembre, un decreto legislativo storico. Commissariata ben 8 volte dal 1982
e al centro di polemiche: “carrozzone di raccomandati”, “macchina di sprechi”,
bilanci poco chiari. Spariranno gradualmente anche i militari che però – insieme
alle infermiere volontarie – non vorrebbero rinunciare alle stellette.
a cura della redazione
I VOLONTARI
SI
RIPRENDONO LA
CRI
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Inoltre, sino al 31 dicembre 2015 il commissario e
successivamente il presidente provvede al ripiano del debito pregresso mediante procedura concorsuale. A tal fine
dovrà essere accertata la massa passiva risultante ed istituisce un apposita gestione separata in cui confluiranno
tutti i debiti in data anteriore al 31 dicembre 2011
I creditori esclusi potranno presentare ricorso
entro 30 giorni dalla notifica. Commissario o presidente
dellʼEnte sono autorizzati a definire trans attivamente le
pretese dei creditori in misura non superiore al 70% di ciascun debito complessivo, con rinuncia ad ogni altra pretesa e liquidazione entro 30 giorni.
Commissario o presidente dovranno predisporre
entro il 31 dicembre 2015 un piano di riparto finale che
dovrà poi essere approvato dal Ministero entro il 31 dicembre 2015.
Corpi militari ausiliari delle Forze armate (Art. 5)
Il Corpo militare della CRI assume la denominazione di
Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa sono ausiliari delle Forze armate e
i loro appartenenti sono soci della CRI.
Inoltre, allo scopo di garantire la funzionalità e il
pronto impiego di servizi ausiliari alle Forze armate entro
60 giorni sono determinati i criteri per la costituzione, previa selezione per titoli, di un contingente di personale in
servizio attivo di 300 unità.
Il personale del Corpo militare in servizio attivo
transita nel ruolo civile della CRI non oltre il 31 dicembre
2015.
Personale (Art. 6)
Con decreto del Presidente del Consiglio sono stabiliti i cri-
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teri e le modalità di equiparazione fra
i livelli di inquadramento previsti dal
Contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo
indeterminato della CRI e quelli del
personale già appartenenti al Corpo
militare.
Alla data del 1° gennaio 2014 il
personale della CRI e quindi dellʼEnte
è
utilizzato
temporaneamente
dallʼAssociazione. Entro i successivi
90 giorni lʼAssociazione definisce un
organico provvisorio di personale valido fino al 31 dicembre 2015.
A decorrere dalla determinazione
dellʼorganico e fino al 31 dicembre
2015 il personale della CRI potrà
esercitare lʼopzione tra la risoluzione
del contratto con lʼEnte e lʼassunzione.
Il presidente entro il 30 giugno
2015 determina sentiti i sindacati e il
ministero della Difesa, lʼorganico con
una proiezione pluriennale.
Per le Regioni che decidono di gestire in via diretta le attività già affidate in convenzione alla CRI potranno
prevedere il passaggio di personale con rapporto a tempo
indeterminato della Cri a tali attività.
I contratti a tempo determinato relativi al personale CRI potranno essere prorogati non oltre il 31 dicembre
2013. A decorrere dal 1° gennaio 2014 i predetti contratti,
ove stipulati per convenzioni per le quali lʼAssociazione
subentra alla CRI sono prorogati fino alla scadenza delle
convenzioni.
Modalità di vigilanza sulla CRI e sullʼEnte (Art. 7)
I compiti di vigilanza possono essere esercitati anche attraverso ispezioni verifiche disposte dal ministro della Salute
o dal quello della Difesa. Le delibere di adozione dei regolamenti, di organizzazione e funzionamento, gli atti di programmazione, le variazioni del ruolo organico, il bilancio di
previsione e il rendiconto dovranno essere trasmesse entro
10 giorni dallʼadozione al ministero della Salute che li
approva nei 60 giorni successivi di concerto con il ministero dellʼEconomia .
Norme transitorie e finali (Art. 8)
Fino al 31 dicembre 2013 la CRI continua ad esercitare i
compiti istituzionali applicando le disposizioni del decreto. Il
Ministro della Salute informerà il Parlamento con relazioni
semestrali sugli adempimenti previsti dal Decreto. Dal 1à
gennaio 2016 lʼEnte di cui allʼarticolo 2 è soppresso e posto
in liquidazione.
Invarianza ed oneri (Art. 9)
Dallʼattuazione del Decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica
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DAL FRIULI VENEZIA GIULIA
IL PRIMO VIDEOGIOCO CHE INSEGNA
COME ASSISTERE UN DISABILE IN CASO DI EMERGENZA
Lʼunico serious game al mondo dedicato alle emergenze che coinvolgono persone disabili è italiano
gratuito e disponibile sul social network Facebook. Un vigile del fuoco virtuale insegna le nozioni
necessarie per evacuare un disabile in sedia a rotelle in caso calamità o incendio.
a cura della redazione
ome comportarsi in caso di incendio o terremoto se
è presente anche una persona disabile? Da oggi le
mosse giuste si imparano con un videogioco. Lʼidea
è del Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina
dellʼUniversità di Udine (Hci Lab) che ha realizzato “Help!”,
un serious game messo a punto in collaborazione con la
Consulta regionale delle associazioni dei disabili del Friuli
Venezia Giulia.
gioco sarà implementato con altri tipi di disabilità e di emergenze.
“I serious game - spiega il direttore del Laboratorio, Luca
Chittaro - sono lo strumento più recente e innovativo per la
formazione, in ambiti che spaziano dal militare allʼaziendale, ma il nostro è lʼunico serious game al mondo dedicato
alle emergenze che coinvolgono persone disabili”.
“Help!” è lʼultimo risultato delle attività nate dal progetto di
ricerca “Servizi avanzati per il soccorso sanitario al disabile basati su tecnologie ICT innovative” coordinato dal
Laboratorio dellʼateneo e cofinanziato dalla Regione. Sono
coinvolti nellʼiniziativa la Centrale operativa 118 Udine Elisoccorso regionale FVG, lʼIstituto di medicina fisica e riabilitazione “Gervasutta” di Udine e la Consulta regionale.
Nellʼambito del progetto sono stati anche realizzati un sistema informatico (Presydium) che utilizza il web per migliorare il soccorso sanitario al disabile, un ambiente virtuale
(Emsave) per lʼaddestramento alle procedure di emergenza su pazienti disabili e un sistema mobile (Slec) per la
comunicazione tra soccorritori e pazienti sordi.
C
Lʼapplicazione è disponibile gratuitamente su Facebook
(http://www.facebook.com/HelpTheSeriousGame).
Il gioco mette lʼutente di fronte a eventi come un terremoto
o un incendio con lʼobiettivo di aiutare un disabile in sedia
a rotelle nellʼevacuazione da un edificio. Il livello iniziale è
una palestra di addestramento che, sotto la guida di un vigile del fuoco virtuale, permette di apprendere le nozioni
necessarie. Le linee guida insegnate si basano su quelle
ufficiali raccomandate dai vigili del fuoco. Per il futuro il
“Ogni giorno le persone costrette su una sedia a rotelle
devono affrontare ostacoli imprevisti - sottolinea il rappresentante della Consulta regionale Mauro Morassut - e questo videogioco offre la possibilità di imparare in modo semplice ma efficace come condurre una persona in carrozzina
e superare i gradini. Inoltre, vista la sua alta valenza sociale, potrebbe essere utilmente impiegato nelle scuole per
sensibilizzare i giovani nei confronti della disabilità“.
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V V. F. V.
I
VOLONTARI VALDOSTANI
VIGILI DEL FUOCO A PIENI TITOLI
Il presidente della Regione Autonoma Valle dʼAosta bolla come poco verosimili e offensive
le affermazioni del Conapo. La segreteria regionale del sindacato autonomo riteneva che i
VVF volontari non dovessero occuparsi di soccorso pubblico ma soltanto di supporto logistico.
In realtà è proprio grazie alla diffusione capillare di distaccamenti VVF volontari, che molte
emergenze vengono risolte sul nascere.
a cura della redazione.
fotografie di Andrea Cappello.
n luglio il sindacato aveva chiesto e ottenuto un incontro col
presidente della regione, in seguito anche alle operazioni
svolte a Mirandola dalla componente volontaria del Corpo
Valdostano VVF. Secondo il Conapo i volontari, con alcune
dichiarazioni alla stampa, ritenute “imbarazzanti” (si trattava
tra lʼaltro dei vigili feriti nel crollo dʼun capannone NdR), erano
“risultati impreparati ad affrontare una situazione dʼemergenza”.
I rappresentanti sindacali avevano chiesto che, nei casi in cui
la componente volontaria venisse attivata per attività diverse
dal soccorso pubblico, questa non dovesse utilizzare la divisa
operativa VVF bensì quella della protezione civile. Mentre, per
le attività dʼinteresse locale, si suggeriva lʼadozione di pettorine da utilizzare sopra agli abiti civili.
Era stato chiesto che anche i DPI delle due componenti (professionista/volontaria) venissero in qualche modo differenziati.
Il presidente Rollandin – in quellʼoccasione – ribadì che non
vʼera alcuna volontà/necessità di differenziare le due componenti.
I
Durante lʼincontro “il sindacato” chiese anche lʼistituzione dʼun distaccamento professionista (facendo anche ricorso ai richiami del personale volontario) presso lʼattuale
distaccamento volontario
di Verrés ma il
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presidente ribadì che non cʼera alcuna volontà politica dʼistituire un distaccamento (con personale dipendente) di bassa
valle.
Il presidente Rollandin, nei giorni scorsi - con un documento
ufficiale indirizzato alla segreteria regionale del Conapo, al
presidente dei VVF volontari e al Comandante regionale dei
VVF – ha tenuto a ribadire il proprio sostegno e la piena fiducia nei confronti dellʼattività svolta dai Vigili del fuoco volontari, che costituiscono a pieno titolo una delle due componenti del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. Nella
sua, Rollandin ha precisato che il ruolo insostituibile dei VVF
volontari sul territorio è confermato anche da attestazioni di
stima provenienti da amministrazioni locali e dal sistema regionale di protezione civile.
Le affermazioni del sindacato autonomo, quali: “agli occhi
della popolazione di Mirandola i Vigili del fuoco del Corpo
Valdostano sono risultati impreparati ad affrontare una situazione dʼemergenza”, sono definite da presidente
della Regione
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V V. F. V.
Autonoma come poco verosimili e offensive nei confronti di chi offre il proprio
impegno, tempo e professionalità in favore
degli altri.
Nella sua Rollandin conferma (come se ce ne fosse
bisogno) la validità dellʼimpianto legislativo previsto dalla
l.r. 10 novembre 2009 n°37 ed i principali capisaldi:
1) lʼunicità del Corpo valdostano dei VVF, nelle sue due componenti, professionisti e volontari;
2) il suo inserimento, quale componente fondamentale, nel
sistema regionale di protezione civile.
Sempre per fugare ogni dubbio, il presidente della regione ha
precisato che tutte le attività dʼinteresse regionale (protezione civile, soccorso pubblico e diffusione della cultura
della sicurezza antincendi e protezione civile) hanno pari
dignità e competono pienamente alla componente volontaria del Corpo.
Augusto Rollandin, nella missiva, conclude confidando che
lʼOrganizzazione Sindacale in questione, per il futuro, sʼoccuperà dʼattività di tutela dei propri iscritti, senza tuttavia esprimere giudizi che non le competono.
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Le forze dʼintervento hanno
sempre più spesso a che fare con
avvenimenti drammatici, come
per esempio in caso di tentativo di
suicidio.
Compiti diversi da assolvere e delicate
decisioni da prendere.
Un pericolo per ivigili del fuoco giunge
anche dai cosiddetti “suicidi chimici”;
una miscela di sostanze che porta
alla formazione di vapori tossici.
a cura di Clara Rüsi
sostituta redattrice capo “118 Swissfire”
Rivista della Federazione Svizzera dei Pompieri
S UICIDI
E ALIENATI
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INTERVENTI
D E L I C AT I
5 ottobre 1994 – suicidio collettivo a Cheiry e Salvan: allʼinizio sembra trattarsi di un normale intervento, ma quando i pompieri arrivano nei due chalet, a Cheiry e Salvan, vi trovano i cadaveri di 48 membri dellʼOrdine del tempio solare. Un suicidio collettivo?
27settembre 2001 – forsennato al Parlamento di Zugo: un uomo si introduce nellʼedificio del Parlamento cantonale e comincia ad abbattere delle persone in modo mirato. Allʼarrivo delle forze dʼintervento, un gran numero di feriti si trovano già davanti
lʼentrata dellʼedificio, mentre altri escono, scioccati.
13luglio 2003 – esplosione di un edificio a Steffisburg (BE): una violenta esplosione causa il crollo di una parte di questo edificio di sei appartamenti. Rapidamente giunte sul luogo, le forze dʼintervento liberano nove abitanti feriti, ma tutti gli sforzi per salvare altre tre persone si rivelano inutili. Gli inquirenti scopriranno che un uomo separato dalla moglie aveva deciso di suicidarsi
e di uccidere allo stesso tempo anche il proprio figlio.
La realizzazione del suo piano e costata la vita anche a una terza persona.
16maggio 2011 – un uomo getta delle tegole da un tetto: a Basilea un uomo in preda a confusione mentale si
rifugia su un tetto e tiene in sospeso le forze dellʼordine per circa 50 ore. Il mercoledì mattina, unʼunità speciale della polizia interviene con successo, né lʼuomo in questione né i poliziotti saranno feriti.
IL
Ma che rapporto hanno questi avvenimenti con i pompieri?
In tutti questi casi i pompieri sono stati chiamati a intervenire per assolvere ogni volta
dei compiti diversi. La missione sarà quindi completamente diversa se si tratta di
evitare la messa a esecuzione di un progetto e di salvare la persona in caso
di tentativo di suicidio, o nel caso in cui la persona in questione è già morta.
In questo ultimo caso bisogna sbarrare e mettere in sicurezza il luogo e
recuperare la salma. In presenza di un forsennato invece, i compiti vanno
dal salvataggio ai primi soccorsi.
Suicidio e tentativo di suicidio
Il suicidio, che consiste nel provocare volontariamente la propria morte,
è la forma più estrema di aggressione contro se stessi. Il suicidio figura tra le dieci cause di decesso più frequenti. In Svizzera la polizia e
anche i pompieri devono spesso confrontarsi con dei casi di suicidio
o tentativi di suicidio:
1. Dopo un litigio in famiglia, il coniuge, in stato di ebbrezza, lascia
lʼappartamento e parte in auto, minacciando di suicidarsi. La polizia
chiede lʼaiuto dei pompieri per effettuare le ricerche.
2. Un uomo sale su un tetto e minaccia di lanciarsi nel vuoto. Viene
richiesto lʼaiuto dei pompieri.
3.
Un uomo si barrica nel suo appartamento e apre il rubinetto del gas. I pompieri devono intervenire.
Questa lista potrebbe ancora allungarsi allʼinfinito, i compiti affidati ai pompieri cambiano da una situazione allʼaltra.
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D E L I C AT I
Caso n° 1: persona scomparsa
In questo caso la polizia attribuisce ai pompieri un settore nel
quale i due organismi effettueranno delle ricerche congiunte.
Quando la persona sarà ritrovata, verrà interpellata con molta
calma. Se necessario il servizio di soccorso o una persona
qualificata verrà chiamata in aiuto e per la presa in carico ulteriore.
Caso n° 2: persona su un tetto e minaccia di gettarsi nel
vuoto
Lʼintervento dei pompieri è in questo caso del tutto diverso. Il
Corpo dei pompieri professionisti di Winterthur, per esempio,
interviene con dieci pompieri professionisti equipaggiati di
autobotte, con unʼautoscala con materassi di salvataggio, con
un veicolo pioniere e con un veicolo con cuscini di salvataggio.
Se la persona non si è ancora gettata nel vuoto:
•
Presa di contatto con la polizia
•
Coordinazione con la polizia e il servizio di soccorso.
Come procedere? Dove si trova la persona? Chi si avvicina
alla persona? Quali mezzi tecnici, come per esempio il cuscino di salvataggio, sono necessari?
•
Avvicinamento senza lʼutilizzo delle sirene, per non
spaventare la persona
•
Procedere allʼanalisi della situazione
•
Analisi dei pericoli: esiste un pericolo per le forze dʼintervento e per lʼambiente?
•
Abbiamo a disposizione i mezzi adeguati?
•
Sbarrare delimitando un grande perimetro
•
Procedere con calma
•
In caso dʼutilizzo dellʼautoscala: mai elevare il cestello direttamente sotto la persona per evitare che questʼultima
possa saltare sulla scala.
•
Sistemare i cuscini di salvataggio
•
Chiedere eventualmente il sostegno di specialisti del
salvataggio in altezza dei pompieri professionisti o del salvataggio in montagna e della Rega (in Italia, CNVVF, i nuclei SAF
– Speleo Alpino Fluviali)
Gli interventi eseguiti fino a oggi hanno mostrato che lʼevoluzione della situazione è assolutamente imprevedibile e che i
soccorritori devono far prova di molta flessibilità e di molto
tatto.
Se la persona si è già lanciata nel vuoto:
•
Ingaggiare il personale dʼintervento con il dovuto
riguardo
•
Sbarrare delimitando un grande perimetro e disporre
la protezione contro lo sguardo dei curiosi e le intemperie
•
Utilizzare i mezzi a disposizione, quali i verricelli delle
piattaforme di salvataggio, un roll-gliss o una gru mobile
•
Non correre più nessun rischio
•
Assicurare la presa a carico del personale dʼintervento dopo lʼingaggio!
42
Caso n° 3: persona barricata nel proprio appartamento, con il
rubinetto del gas aperto
Se lʼedificio è raccordato alla rete pubblica di gas, una delle
misure dʼurgenza dei pompieri potrebbe consistere nel taglio
dellʼalimentazione allʼentrata dellʼedificio.
Altre misure:
•
Convocare o prevedere la convocazione del personale dei Servizi industriali (Azienda distribuzione del GAS)
•
Misurare la concentrazione di gas
•
Interrompere lʼalimentazione del gas
•
Evacuare lʼedificio. Tutte le misure di salvataggio
devono essere eseguite controllando la concentrazione di gas
e indossando lʼequipaggiamento per la protezione della respirazione
•
Sbarrare delimitando un grande perimetro intorno alla
zona pericolosa; interrompere eventualmente anche la circolazione dei trasporti pubblici
•
Ventilare, eventualmente rompere i vetri dallʼesterno
•
Restare attenti allʼaccumulo di gas nei locali, nei locali adiacenti, nei pozzi, nelle condotte e nei doppi soffitti.
•
Evitare ogni fonte dʼignizione, particolarmente lʼutilizzo di motori e lʼutilizzo di accendini e di fiammiferi, divieto
assoluto di fumare, non azionare gli interruttori elettrici, non
ritirare le prese degli apparecchi elettrici, non utilizzare
apparecchi telefonici fissi o portatili, evitare la produzione di
scintille degli attrezzi, evitare le
cariche elettrostatiche.
•
Interrompere lʼalimentazione
elettrica
esterna
Caso particolare: suicidio con lʼutilizzo di
solfuro
dʼidrogeno
(suicidio chimico)
Il numero di casi di suicidio con lʼutilizzo del solfuro
dʼidrogeno
(H2S)
aumenta in Giappone
(circa 800 casi nel 2009) e
negli Stati Uniti (circa 20
casi nel 2009). Questo
metodo, chiamato anche
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INTERVENTI
«suicidio chimico», può mettere in pericolo anche il personale dʼintervento. È
quindi molto importante che i soccorritori siano informati sui possibili pericoli.
Il solfuro dʼidrogeno (H2S) è un gas
incolore che sprigiona un odore di uova
marce a debole concentrazione, poi, a
una concentrazione più elevata, causa
la perdita dellʼodorato. È un gas combustibile e altamente tossico. Questo gas
causa rapidamente unʼirritazione delle
vie respiratorie, già a debole concentrazione. Le concentrazioni maggiori portano alla perdita di conoscenza, al coma,
alla paralisi e infine alla morte.
Il gas H2S è ottenuto mescolando un
prodotto contenente dellʼacido (soprattutto lʼacido cloridrico), con un prodotto
che contiene dei solfuri. Questo significa
che si tratta di prodotti disponibili in tutte
le case o che è relativamente facile procurarsi. Il suicidio avviene generalmente in un locale chiuso di
piccole dimensioni in modo da garantire una concentrazione di
gas elevata, molto spesso allʼinterno di unʼauto. I due prodotti
vengono mescolati in un recipiente, il gas si forma, causa la
perdita di conoscenza e la morte sopravviene rapidamente.
In alcuni casi avvenuti negli Stati Uniti, le persone suicide avevano esse stesse messo dei pannelli dʼavvertimento per le
forze dʼintervento, al di fuori della zona pericolosa per non metterli in pericolo. Tuttavia non sempre si potrà contare su un tale
riguardo! In presenza di questo genere di suicidio, è importante che il personale dʼintervento osservi attentamente il veicolo
o il locale in questione durante la prima fase di avvicinamento.
Bisogna essere particolarmente attenti ai seguenti punti:
•
Le porte e le finestre sono tutte chiuse?
•
Le battute di porte e finestre sono state rinforzate con
nastro adesivo?
•
Cʼè una lettera dʼaddio nelle vicinanze?
Cʼè un pannello di avvertimento appeso a una fine•
stra o a una porta?
•
Cʼè un recipiente aperto nel locale?
•
Si vedono dei recipienti per prodotti chimici vuoti?
•
Si sente un odore di uova marce?
•
Altre persone che si trovano nelle immediate vicinanze hanno delle difficoltà respiratorie?
Se si sospetta un suicidio chimico, i sanitari (SsUEm 118)
devono ritirarsi immediatamente e richiedere lʼintervento dei
VVF se questo non è già stato fatto. Questi ultimi possono poi
procedere allʼintervento sotto protezione della respirazione.
Quando il gas sarà stato evacuato in seguito a una sufficiente
ventilazione del locale, sarà di nuovo possibile penetrarvi normalmente. Le persone incaricate dellʼesame della salma
dovranno essere particolarmente prudenti poiché gli abiti della
vittima potrebbero essere ancora impregnati di gas.
D E L I C AT I
Suicido collettivo
I suicidi collettivi non sono un fenomeno nuovo. La Svizzera ha
avuto a che farvi nel 1994. Negli anni 1990 la setta dellʼOrdine
del tempio solare è stata, da sola, allʼorigine di tre ecatombi di
questo genere. Nel 1994 in Svizzera, nel 1995 in Francia e nel
1997 in Canada, con un totale di 70 morti i cui corpi erano
disposti a forma di stella. Un suicidio collettivo? Si ignora ancora oggi se le vittime avevano scelto di morire. Le indagini sembrano indicare che queste persone sono state prima drogate,
poi assassinate.
Allʼepoca i pompieri avevano trovato 22 cadaveri in una fattoria della frazione di Cheiry, a ovest della città di Friburgo. Si
trovavano in una specie di cappella dalle pareti decorate con
un rosso fluorescente, sotto un quadro rappresentante il
Cristo. La testa di alcuni cadaveri era avvolta in un sacco della
spazzatura, altre persone indossavano una tunica.
Tre ore più tardi la polizia autostradale annunciava un incendio a Martigny, in Vallese, in cima alla valle del Rodano. Lo
chalet in questione, su un pendio del villaggio di vacanze di
Granges-sur-Salvan, era già interamente carbonizzato allʼarrivo dei pompieri. Allʼinterno sono state trovate le salme di 25
persone tra cui 5 bambini.
Anche in questʼoccasione i pompieri hanno dovuto intervenire
per procedere allo spegnimento, impedire lʼaccesso al settore
ed evacuare i corpi dopo che questa misura era stata autorizzata dallʼautorità giudiziaria, ma anche per tenere a distanza i
curiosi e i media.
Forsennato
Dieci anni dopo i fatti,le immagini ,dellʼattentato del 27 settembre 2001 a Zugo, sono ancora presenti nelle menti. Allʼepoca
un forsennato aveva abbattuto 14 politici prima di darsi la
morte. Vestito con una giacca della polizia che aveva confe-
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Visto il messaggio dʼallarme «esplosione nellʼedificio del governo», i pompieri
hanno inoltre proceduto allʼevacuazione
dellʼedificio e proibito ogni accesso fino
a che le misure di detenzione prese dellʼufficiale AC hanno permesso di escludere ogni ulteriore pericolo dʼesplosione.
È stato inoltre necessario delimitare un
grande perimetro sbarrando lʼaccesso
alla zona sinistrata e organizzare una
deviazione del traffico.
Anche per questo tipo di interventi ci si
dovrebbe esercitare. È per questo che
un esercizio di simulazione di catastrofe
chiamato «Forsennato a scuola» si è
svolto mercoledì 18 agosto 2010 a
Steinhausen, con uno scenario simile
agli eventi di Zugo. Il Corpo dei pompieri volontari della città di
Zugo è intervenuto con i seguenti mezzi:
•
Forze di primo intervento per il sostegno al servizio di
soccorso con la sezione tecnica e la presenza degli autisti
delle ambulanze, per la presa a carico dei pazienti
•
Trasporto del personale dellʼorganizzazione dellʼintervento in caso di urgenza dalla caserma dei pompieri al luogo
del sinistro
zionato lui stesso, era entrato nellʼedificio del Parlamento di
Zugo con diverse armi e aveva aperto il fuoco in tutte le direzioni sui parlamentari in sessione, uccidendo tre membri dellʼesecutivo e 11 parlamentari e ferendo inoltre, a volte in modo
grave, numerosi politici e giornalisti. Aveva sparato in totale 91
colpi e utilizzato una bomba artigianale. Questo attentato – il
primo del genere in Svizzera – è stato traumatizzante per tutto
il cantone di Zugo.
Il Corpo di pompieri volontari della città di Zugo, spalleggiato
dai Corpi pompieri di Baar e di Cham ha dovuto compiere un
intervento difficile. I servizi di soccorso e i pompieri sono stati
i primi a essersi recati sul posto e hanno dovuto procedere,
con lʼaiuto di numerosi ausiliari, al salvataggio dei feriti e alla
loro presa a carico iniziale, fino a che tutte le persone coinvolte sono state trasportate in ospedale.
Importanti forze supplementari erano state convocate, in
accordo con il servizio di soccorso, in seguito a una ricognizione sommaria effettuata dal primo ufficiale dei pompieri giunto sul posto. In totale 210 pompieri hanno fornito il loro aiuto in
prima linea, salvando delle persone e prendendosi cura dei
feriti.
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•
Sostegno allʼorganizzazione dʼintervento in caso di
urgenza per lʼorganizzazione e lʼutilizzo del posto di soccorso
sanitario in collaborazione con altri corpi pompieri comunali
•
Trasporto dei pazienti dal nido dei feriti al posto di
soccorso sanitario, in collaborazione con gli altri corpi pompieri comunali
•
Condotta dʼintervento/comando sul luogo del sinistro,
in collaborazione con le altre organizzazioni a luci blu
•
Lotta contro il fuoco sotto protezione della respirazione nellʼedificio in questione
•
Servizio di picchetto per altri eventuali interventi di
sostegno nel cantone Zugo
Nel corso di questo esercizio sono intervenuti 110 membri del
Corpo pompieri volontari della città di Zugo.
Pesante per le forze dʼintervento
Nel corso di tali interventi, il carico psicologico è particolarmente pesante per il personale dʼintervento, per questo motivo non bisogna mai trascurare la presa a carico da parte di un
“careteam”, di persone specificamente formate, ecc. Dei defusing e dei debriefing sono anchʼessi indicati.
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Il Corpo dei pompieri volontari della città di Zugo, con la collaborazione dei Corpi pompieri di Baar e di Cham, ha dovuto portare a termine una missione difficile.
Lʼattentato del 2001 a Zugo: importanti forze supplementari erano state convocate in accordo con il servizio di soccorso, in seguito a una ricognizione sommaria da parte del
primo ufficiale dei pompieri giunto sul posto.
Il lunedì 16 maggio 2011, un uomo in preda a confusione
mentale, è rimasto per ore sul tetto di un edificio della
Bruderholzstrasse a Basilea.
Il Corpo dei pompieri professionisti di Basilea è stato presente sul posto per tutte le 50 ore di durata dellʼevento,
pronto a contribuire al salvataggio.
I cuscini di salvataggio sono stati preparati sin dallʼinizio.
Cheiry e Salvan 1994: anche in questo caso i pompieri
sono intervenuti per procedere allo spegnimento, impedire
lʼaccesso al settore ed evacuare le salme in seguito allʼautorizzazione delle autorità giudiziarie, ma anche per
tenere lontani i curiosi e i media.
I suicidi collettivi non sono un fenomeno nuovo. La
Svizzera vi è stata confrontata nel 1994. Allʼepoca i pompieri avevano trovato 22 cadaveri in una fattoria nella frazione Cheiry,
a ovest della città di Friburgo.
Nella mattinata di domenica 13 luglio 2003, i pompieri e la polizia hanno proceduto allʼispezione delle macerie di una casa a
Steffisburg nelle vicinanze di Thun (BE), distrutta da unʼesplosione avvenuta la sera precedente e che aveva causato la morte
di tre persone. Nove altre persone erano rimaste ferite tra cui alcune in modo grave.
In caso di dubbio: protezione respiratoria!
Assicurare la presa a carico del personale dʼintervento durante e dopo lʼingaggio da parte di un “careteam”!
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Ciao Direttore, sai lʼultima novità?
Il Ministero ha deciso che a giorni apriranno – ed entro fine
mese faranno lʼinaugurazione – il distaccamento “misto”,
verrà anche Tronca con tutto il seguito, il presidente
della regione Puglia Vendola, faranno una cosa alla
grande.
Che fine faremo noi Volontari?
Non lo sappiamo ma, con loro in casa la conclusione e presto fatta.
Martedì abbiamo lʼincontro con il Sindaco per tentare di non farci togliere la sede ma, con il distaccamento “misto” a 100 metri che vuoi fare?
Non ti so dire cosa abbiamo dentro, rabbia,
delusione, arrabbiatura, ecc.: abbiamo dato lʼanima per il distaccamento volontario ed ora
con un calcio nel sedere (scusa il termine) ci
sbattono fuori.
Il bello è che i nostri interventi si aggirano intorno ai 150/200 lʼanno, il 90 % sono effettuati fuori
zona (quando in rinforzo presso la centrale di Foggia) e
sono quasi tutti concentrati nei mesi estivi, per il resto dellʼanno si dorme, o meglio si va in letargo.
Con tali numeri fuori dal nuovo distaccamento non si potrà che
scrivere “Distaccamento misto - Casa di riposo per vigili del
fuoco”.
Tolomei (consigliere nazionale ANVVFV NdR) ci sta dando un mega aiuto (e
non finirò mai di ringraziarlo) ma di risultati – per il momento almeno - non se ne
sono visti, se non lʼOdG che ti allego che, di fatto, ci sega le gambe.
Abbiamo interpellato testate di giornali, movimenti politici, nel nostro piccolo battaglieremo e, ovviamente, non saremo presenti allʼinaugurazione.
Ci auguriamo che Tolomei riesca ad ottenere un risultato, è lʼunica Nostra via di uscita.
Scusa per lo sfogo, ringrazierò personalmente il Presidente Gronchi per lʼaiuto che vorrà darci.
Ciao
(lettera firmata)
Deliceto FG
Caro lettore
seguiamo ormai la vostra vicenda da due anni e pubblicammo una lettera di un collega giusto nel mese di luglio del 2010.
Dunque allora non si trattava (come qualcuno vi rassicurò) di “voci non confermate”! Lʼintenzione di aprire il “distaccamento misto”
cʼera ed i risultati si vedono tutti.
Vi mobbizzarono quando vi misero i “permanenti in casa” per il presidio boschivo e, quando chiedeste dʼaggregarvi, vi costrinsero ad andare a Foggia con le vostre auto per poi tornare a Deliceto (a bordo di mezzo VF) = 80 km di strada.
Ma se il vostro sindaco fa una dichiarazione come quella che segue, fermamente convinto che i vigili “permanenti” siano più pompieri di quelli “volontari” (penso io), tutta ʻsta storia ha lʼaria dʼuna battaglia persa in partenza:
«La comunicazione è ufficiale ed è di quelle che riempie di gioia e di soddisfazione il merito è da attribuire a tutti coloro che, a
loro modo, hanno contribuito per raggiungere questo grande risultato.
Lʼapertura del reparto (?) dei Vigili del Fuoco a Deliceto, non solo ci onora, ma sancisce lʼimportanza logistica, economica e sociale dalla nostra comunità!». (foggiatv.it)
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I pompieri li aveva già il primo cittadino, ma non gli bastavano, li voleva tutti “di ruolo” (o quasi tutti almeno) perché, probabilmente, qualcuno gli avrà detto che così il servizio sarà più professionale (sarà vero?). Di certo i “cugini” permanenti che si faranno trasferire a Deliceto, saranno più vicini a casa (andare sino a Foggia devʼessere proprio una rottura) e, visto lʼesiguo numero
dʼinterventi, avranno tanto, tanto tempo da dedicare allʼaddestramento.
Dato che siamo in periodo di “Spending Review” vorrei che qualcuno facesse due conti per dirci quanto costeranno ai contribuenti
4 vigili H24 (su turni) in pianta stabile a Deliceto. “Statali” messi a fare il lavoro che prima facevano i “volontari” a chiamata…
In merito a tutto ciò, ho sentito il presidente Gronchi nei giorni scorsi, era in ospedale perché ha subito un delicato intervento alla spalla. Mi ha promesso che si sarebbe interessato, appena rimessosi un poʼ in sesto, alla vostra vicenda.
Ti terrò aggiornato.
Mi spiace,
Ascanio
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IL FUOCO DENTRO
Storia del Distaccamento dei Vigili del
Fuoco Volontari di Giaveno 1883-2011
(Edizioni del Graffio pagg. 208 € 25,00)
In un manoscritto del 1454 “Statuti di Giaveno” si legge: “…se
è stato appiccato il fuoco o si veda sui monti di Giaveno e le
campane suonino a martello come si è soliti, si porti la
bandiera, tutte insieme le persone di
Giaveno, cioè di qualunque
casa, siano obbligate ad andare
a spegnere lʼincendio, chi non
sarà andato paghi la multa di cinque soldi e altrettanti di ammenda.”
Bisognerà attendere la fine del
XIX secolo perché prendesse
forma lʼidea di unʼorganizzazione di
volontariato che intervenisse nel più
breve tempo possibile per far fronte
agli incendi. Nellʼaprile del 1883 il
sindaco del paese – che già contava
quasi dodicimila abitanti, tra capoluogo e le numerose borgate – istituì il
Corpo di Guardie a Fuoco Comunali.
Tra i motivi di tale decisione la presenza sul territorio di numerose industrie
manifatturiere, perlopiù tessili, oltre che
grandi cartiere e cotonifici. Inoltre il
tramway era pericoloso perché funzionante a vapore, poteva capitare infatti
che faville fuoriuscite dal camino della
vaporiera andassero a incendiare vagoni
spesso carichi di fibre tessili.
Il primo incendio dei pompieri giavenesi,
del quale si abbia traccia scritta, è proprio
quello del 15 giugno 1887 “un carro merci
stipato di balle di iuta…alla fermata Brossa a
causa di scintille fuoriuscite dal fumaiolo della
locomotiva”.
Questi gli albori vigili del fuoco volontari di
Giaveno, attraversate due guerre, nel 1956
arriva la prima autopompa, una Fiat 3F503. Il
libro è zeppo dʼinterviste a vecchi pompieri, oltre che dʼaneddoti, uno è appunto legato allʼautopompa: “…nellʼaffrontare
una curva saliva sul marciapiede, poiché la macchina non era
dotata di servosterzo, e il vigile Giovanni Ughetto veniva sbalzato dal sedile andando a sbattere contro il palo della
luce…lʼautista al suo rientro veniva sgridato dalla moglie che
aveva visto tutto dal balcone di casa.”.
Nel 1960 iniziarono i lavori dʼampliamento della nuova caserma, dalle relazione sʼapprende che gli interventi di quellʼanno
furono 12 di cui 6 allagamenti e sei incendi (4 case, 1 bosco,
1 camino).
Poi la partecipazione alle grandi calamità come “Il Friuli” e
“LʼIrpinia” e, proprio in quegli anni, le difficoltà a causa di auto-
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mezzi non riparati dal comando e la scarsezza di materiali
fecero rischiare la chiusura del distaccamento. Lʼallora capo
distaccamento Monfrino – attivo anche nella neo nata
ANVVFV come vice presidente – dichiarò lo stato di crisi e
interessò esponenti politici di rilievo, tanto che si scomodò persino lʼispettore generale Inzerillo che sʼadoperò per la risoluzione dei problemi.
Negli anni ʼ90 inizia “lʼera
Biddoccu” (Alberto è capo
distaccamento da allora e
frequenta la caserma da
oltre quarantʼanni ed è attivo, insieme a Piermauro,
anche in Associazione
Nazionale NdR).
Tra terribili incendi –
alcuni così vasti da
distruggere intere borgate – drammatici incidenti stradali, salvataggi di persone in difficoltà, raccontati con
dovizia di particolari e
corredati da fotografie, sʼarriva ai giorni
nostri.
“In questo libro
possono mancare i
fatti più crudi, le
emozioni più forti:
la spettacolarizzazione del soccorso non è nel
nostro intento;
la nostra vuole
essere
una
raccolta
di
testimonianze
che raccontano il nostro percorso…per non dimenticare e per
dimostrare, soprattutto alle nuove generazioni,
come con la passione e la dedizione, unendo le forze, si possono fare “grandi cose”. (Alberto Biddoccu)
Elisa Bevilacqua è giornalista e scrittrice.
Collabora con diverse testate locali e ha pubblicato numerosi
libri dedicati al territorio. Ama la Val Sangone e tutto ciò che la
riguarda.
Dal 1992 collabora con lʼAssociazione Amici dei Vigili del
Fuoco Volontari di Giaveno Valerio Ruffino Onlus nel reperire i
fondi per il locale Distaccamento. I proventi della vendita di
questo libro sono destinati a questo scopo.
Per lʼacquisto del testo contattare Alberto Biddoccu
via e-mail: [email protected]
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