ANNO XXI
L’occhio più attento dopo il tuo
N° 65
D IC E M B R E
2014
IL
periodico di attualità e cultura
PORTOMAGGIORE - ARGENTA
Q
Redazione e amministrazione
ARSTUDIO via Garibaldi, 13
Portomaggiore (Fe)
Tel./Fax 0532.813848
email. [email protected]
on-line. www.arstudioedizioni.eu
Aut. Trib. Ferrara n. 16
ualcosa è cambiato: alle recenti elezioni
d’interesse oltre i confini portuensi, con la nuova
regionali quasi nessuno ha detto di avere vinto.
realtà territoriale costituita dai tre comuni e spazi
Perché è chiaro a tutti che - nella regione
dedicati anche a Voghiera, che, certamente, è solo in
italiana dove forse risiede la maggiore quantità
modo formalmente amministrativo staccata da
di senso civico dei cittadini - la vittoria assoluta
Porto, ma non certo nella realtà del vivere
è di quel 70% di elettori che non è andato a
quotidiano, con decine di voghieresi che
votare, esprimendo fortissimo disagio ed
giornalmente gravitano su Portomaggiore per vari
enorme dissenso e quindi tutti hanno
motivi, come da sempre. Apriamo il nostro
sonoramente perso…anche la democrazia.
giornale con un doveroso omaggio ai due secoli di
In questa legislatura ogni provvedimento
vita dei Carabinieri, ringraziando per la
che riguarderà le nostre quotidiane
collaborazione il Capitano Roberto Rapino,
attività, da qualunque maggioranza
poi altri ricordi per uomini che lasciarono
verrà approvato, sarà comunque
un segno come don Tanasini, Nando
stato deciso da una piccolissima
Orfei ed altri. Salutiamo con
rappresentanza del popolo,
piacere anche l’ingresso di un
molto lontana dall’essere il
nuovo collaboratore, Gian
volere della
Paolo Bertelli, esperto di
maggioranza dei
ricerche storiche, che ci
cittadini di questa
offre memoria di
regione. Era
dimenticati
questo che
portuensi scomparsi
volevano i nostri
nella prima guerra
padri costituzionali dopo avere perseguito
mondiale, di cui ricorre quest’anno il
la democrazia a prezzo del loro sangue?
centenario. Poi lo sport, come di consueto, ed
Noi crediamo proprio di no.
una piccola perla che, purtroppo, ci riporta
Ma veniamo a questo numero natalizio del
alla memoria le promesse mai mantenute del
PORTO,
recupero del nostro
completamente
bellissimo teatro
In questo numero
Da 200 anni i Carabinieri /
rinnovato nella veste ATTUALITÀ
Concordia.
Pubblica
assistenza
/
grafica, nella
Ancora con voi quindi
Salama IGP
speranza di offrire
da ventuno anni a
LATERZA
Celebrazioni Tanasini
un servizio ancora
questa parte, per la
CULTURA
Psicologo / Paolo Squerzanti
migliore ai nostri
ventunesima volta IL
PERSONAGGI Nando Orfei / Ottimo Bonacorsi
cari Lettori. Altra
PORTO augura a
RICORDI
Centenario I Guerra
novità è poi
tutti
un felice Natale in
SPORT
Delfino ’93 / Spal
l’allargamento della
famiglia.
LA PERLA
Teatro Concordia
Ottorino Bacilieri
nostra sfera
del 2 Dicembre 1994
Grafica
Arstudio
Via Provinciale, 112 - Voghiera
Direttore
editoriale
Francesco Pasini
Direttore responsabile
Ottorino Bacilieri
Distribuzione gratuita
VENDITA Carne
ed insaccati
CONFEZIONAMENTO CESTE NATALIZIE Personalizzate
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Festeggiati 200 anni
I CARABINIERI
Importante presenza
L’Arma dei carabinieri venne istituita
200 anni or sono, nel luglio del 1814
con il nome di Corpo dei Reali
Carabinieri. Lo volle Vittorio
servizio CUP
Emanuele I re di Sardegna. Lo
omeopatia
scopo dei Carabinieri era quello di
erboristeria
fornire al Regno un corpo di polizia
r
pe
hi
cc
simile a quello della Gendarmerie
noleggio appare
si
re
fo
no
-jo
francese. Inizialmente furono 802
magneto-tens
i
gli uomini, a piedi e a cavallo, ai
terapia ultrasuon
quali furono affidati compiti di
cosmesi
“Buon governo”, cioè tutelare
articoli sanitari
l’ordine pubblico ed assicurare
l’esecuzione delle leggi . I
re (FE)
Portomaggio
Carabinieri ebbero il loro
80
tel. 05328110
battesimo del fuoco sul campo di
o.it
fa rsanti@liber
battaglia di Grenoble , in Francia,
durante l'ultima campagna
militare contro Napoleone
Bonaparte. La storia dei
Carabinieri è coronata da
moltissimi comportamenti altruistici, che hanno dato nel tempo una grande
popolarità all'Arma presso la popolazione guadagnandosi così l'appellativo di "Benemerita". I
colori del pennacchio (il rosso ed il blu) furono scelti il 25 giugno del 1833 dal re Carlo Alberto, al
quale successivamente i Carabinieri salvarono la vita durante la
battaglia di Pastrengo. Nel 1822
venne emanata la prima edizione
del Regolamento Generale dove
si dichiarano i 3 principi
fondamentali che ancora oggi
caratterizzano il Corpo:
Albergo Ristorante
1) i Carabinieri devono
Piazza Umberto I, 24/25
considerarsi
costantemente in
44015 Portomaggiore
servizio,
in
qualunque
circostanza
Ferrara - Italy
Tel. +39 0532 324 500
ed a qualunque ora;
Fax +39 0532 320 984
2) i Carabinieri devono sempre
svolgere
i servizi di istituto
Si organizzano pranzi e
cene
almeno
in
coppia, eccezion fatta
per ogni occasione: mat
rimoni,
compleanni, battesimi,
per
quelli
d'ordinanza,
quale la
Chiuso per turno tutto il luned
cresime, comunioni e
ì
e martedì a mezzogiorno
trasmissione
di
dispacci
urgenti;
festeggiamenti in genere.
3) i Carabinieri devono sempre
avere un contegno distinto,
È un Locale accogliente
e
urbano,
fermo, dignitoso e
caratteristico di recente
apertura
alla portata di tutti, situ
calmo,
oltre
che imparziale ed
ato
in pieno centro a Portoma
ggiore,
umano.
Dall’11
novembre 1949, la
di fronte al Municipio.
Tutti gli ambienti sono climatizza
ti.
Vergine Maria è la Patrona dell’Arma
dei Carabinieri, a seguito della
Come ogni Locanda che
si rispetti
promulgazione
del Breve relativo di
offriamo anche l’allogg
io,
che è costituito da 4 stan
Papa
Pio
XII,
che
in tal senso aveva
ze
matrimoniali tutte finemen
te
accolto
il
voto
unanime
dei
arredate.
E-mail info@locandadelduom
cappellani
militari
dell’Arma
e
o.it - Web www.locandadeldu
omo.it
dell’Ordinario Militare per l’Italia. Il
titolo di “Virgo Fidelis” era stato
sollecitato in relazione al motto
araldico dell’Arma: “Fedele nei secoli”. La
ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso
Pontefice il giorno 21 novembre, in cui cade la
presentazione di Maria Vergine.
Fino al 2000 i carabinieri, erano parte integrante
dell'Esercito Italiano con il rango di Arma, poi
vengono elevati a forza armata autonoma
nell'ambito del Ministero della Difesa. Questo
permette oggi anche all'Arma dei Carabinieri di
avere come comandante un Generale
proveniente dai suoi stessi ranghi.
Un pesante tributo di sangue venne dato
dall’Arma nel corso della prima guerra mondiale,
di cui ricorre in quest’anno 2014 il centenario
dell’inizio. Al termine della Grande Guerra i
Carabinieri morti furono 1.423 e 5.245 quelli feriti
e, anche per onorarli, il 5 giugno 1920 fu concessa
alla Bandiera dell'Arma la sua prima Medaglia
d'Oro al Valor Militare. Durante la 2ª guerra
mondiale, i Carabinieri furono presenti su tutti gli
Locanda del Duomo
2
attualità
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
La sede del Comando Carabinieri
di Portomaggiore
in Piazza XX Settembre
scacchieri operativi, dai deserti africani al fronte
dei Balcani, a quello russo ed infiniti furono gli atti
di eroismo espressi dall’Arma in quegli anni. Sia in
Italia che negli altri scacchieri operativi, lunga fu la
schiera dei Carabinieri che si sacrificò per gli ideali
della libertà. Dodici furono i Carabinieri vittime
dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ma molti altri
furono i Carabinieri patrioti combattenti con il
Fronte Clandestino di Roma, nella guerriglia
contro i tedeschi nei territori occupati, a Cefalonia,
a Corfù e in Jugoslavia, oltre a quelli che
preferirono soccombere nei lager nazisti piuttosto
che rinnegare l’impegno d’onore. L’Arma diede
dunque anche un tributo altissimo di vite e di
sangue alla Resistenza, ottenendo due Croci di
Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, 32 Medaglie
d’Oro e 684 Medaglie d’Argento al Valor Militare.
Durante la seconda guerra mondiale l’Arma ebbe
4.618 caduti, 15.124 feriti e 578 dispersi.
SEGUE A PAG. 14
periodico di attualità e cultura
Celebrazione Mons. Tanasini
UNO STIMOLO PER CREARE IL DIALOGO
Coinvolte Scuola e culti
La via dedicata, appare
significativa la scelta essendo
il percorso parallelo alla fiancata
della Collegiata edificata durante
il ministero portuense.
Col titolo: Portomaggiore - sfide di
ieri e di oggi: dalla riedificazione
della Collegiata alla costruzione di
una comunità dialogante dal 14 al
16 novembre si è svolta una tre
giorni in occasione della cerimonia di
intitolazione della via Mons. Elvezio
Tanasini il tutto sotto l’attenta
pianificazione di Parrocchia e
CARITAS portuensi mentre il decollo
della figura Tanasini nasce dalla
nostra redazione. Venerdì 14 presso
l’ Istituto Istruzione Secondaria, il dott.
La Marca del “Centro Interculturale
Baobab” e Sylwia Iwan – mediatrice
culturale, hanno condotto un gioco
formativo con gli studenti delle
Scuole superiori con l'obiettivo di
aiutarli a confrontarsi con diverse
norme culturali dal titolo “La mia
città al plurale - non si incontrano le
culture, ma gli uomini”. Nella
giornata di sabato 15 al Teatro
Smeraldo si è dato vita al Convegno
“La Convivenza in una società
multiculturale” erano presenti don
Negretto e Minarelli –
rispettivamente Arciprete e Sindaco
di Portomaggiore, nonché il prof.
Borciani - Dirigente Polo scolastico.
Le relazioni a cura del dott. Mustapha
Toumi – Esperto in immigrazione sul
tema “Per una civiltà del dialogo:
luoghi e tempi di convivialità” del
dott. Domenico la Marca con tema
“Vivere l’intercultura e costruire
percorsi di interazione” al quale ha
fatto seguito il prof. Muhammad
Mudassir Gualini Chishti “Islam
religione di pace o no?” Le
Conclusioni sono state a cura di
mons. Ghizzoni - Vescovo di Ravenna
Il tutto coordinato da Francesco
Pasini, giornalista, editore Arstudio
Portomaggiore. A convegno
concluso si è svolta la cerimonia di
inaugurazione di
Via mons. Elvezio Tanasini
Parroco Collegiata 1953/1968
presieduta da Mons. Alberto Tanasini,
Vescovo di Chiavari nonché nipote di
Don Elvezio.
Un buffet multietnico sotto la “regia” di
Michele Palmiotto in collaborazione
con le associazioni cittadini immigrati
la Fedeltà e PortoAmico ha concluso
la mattinata. Nel pomeriggio al teatro
Smeraldo l’Istituto Comprensivo di
Portomaggiore con le scolaresche IIB
e IV D hanno presentato “Dipende
dal punto di vista” spettacolo
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
teatrale ispirato al racconto “Primo
giorno di scuola degli animali della
foresta” di Luigi Dal Cin ed a seguire
“Per una scuola plurale” rassegna di
pensieri a cura del Consiglio
Comunale dei ragazzi dell’Istituto
Comprensivo di Portomaggiore sul
tema “Per una scuola plurale:
rassegna di pensieri a cura del
Consiglio Comunale dei ragazzi” La
tre giorni si è conclusa domenica 16
con la Santa Cresima impartita da
Mons. Alberto Tanasini, Vescovo di
Chiavari.
MOTIVAZIONE PRESENTATA
PER L’INTITOLAZIONE
Mons. Elvezio Tanasini,
Parroco della Collegiata
Santa Maria Assunta
dal 20 dicembre 1953
al 31 maggio 1968.
Figura di grande fede, determinato
ed attento, artefice di un ministero dinamico
e profondo, proseguendo
il percorso tracciato dal suo predecessore,
si adoperava - favorito dalla
“proverbiale generosità dei Portuensi” alla ricostruzione delle opere parrocchiali
e della nuova chiesa Collegiata.
La figura di questo sacerdote non
beneficia di ampi consensi popolari
ma si sa che questo avviene per tutti
SEGUE A PAG. 5
la terza
3
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Ogni tanto arriva anche qualche buona
notizia: la salama da sugo sarà tutelata dal
marchio europeo IGP (Indicazione
Geografica Protetta). La decisione è stata
ufficializzata con la pubblicazione del
provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale
dell'Unione Europea del 24 ottobre con le
di Ottorino Bacilieri
finalità di proteggere il nostro gustoso
insaccato da contraffazioni varie. Per
Portomaggiore, sicuramente uno dei centri di eccellenza provinciali di
questo prodotto, è sicuramente anche il raggiungimento di un
traguardo pluri decennale che ha visto impegnate in questo senso
anche diverse Amministrazioni Comunali. «Ho seguito l’iter partecipando
a vari incontri che si sono svolti presso la Camera di Commercio e avere
l’Igp è una gran bella cosa, ora entra in campo la qualità del prodotto che
dovrà essere garantita e certificata. Sarà opportuno un incontro con i vari
soggetti interessati per studiare iniziative di valorizzazione e promozione»,
ha dichiarato Giovanni Tavassi, assessore portuense che si occupa, tra
l’altro, dei prodotti tipici e non possiamo che dargli ragione: ora
bisognerà essere ancor più rigorosi sulla qualità e lavorare molto sulla
reperibilità del prodotto, sia crudo, che pronto da assaggiare nei
ristoranti e punti di ristoro.
Il marchio IGP è appena un gradino sotto il massimo riconoscimento
possibile,cioè il DOP (Denominazione di Origine Protetta, come l’Aglio
di Voghiera, unico prodotto agricolo della nostra provincia a fregiarsi di
questo marchio), ma è sicuramente uno strumento valido per
agevolare la valorizzazione del prodotto anche oltre i confini ferraresi
ed incentivarne una produzione di alta qualità.
La salama da sugo ferrarese è un piatto unico al mondo, di antica
tradizione e ancor oggi regina incontrastata della cucina ferrarese che
non consente alcun tentennamento: o si ama o si odia, esattamente
come il nostro clima, insopportabile per chi non è nato qui, perché
d’estate fa troppo caldo e d’inverno fa troppo freddo. La salama è
presente nella nostra gastronomia da almeno mezzo millennio e la si
può identificare fin nelle ricette cinquecentesche del più grande
Maestro di cucina del Rinascimento, come fu riconosciuto e invidiato
agli Estensi da tutte le corti europee: il grande Cristoforo da Messi,
detto Sbugo.
Cristoforo occupò importanti incarichi presso la corte degli Estensi in
veste di amministratore di fondi ducali e, soprattutto, in qualità di
scalco, così da meritare il titolo di Conte Palatino, concessogli
dall’imperatore Carlo V nel gennaio del 1533.
SEGUE A PAG. 5
Soddisfazione a Por
tomaggiore
Portomaggiore
SALAMA È IGP
Prestigioso marchio Europeo
LA
Prestigioso marchio Europeo
n Nicolò
Portomaggiore - Sa
2
8
Tel. 0532.8113
ELETTROMARKET
di ROSSI DENNI
INGROSSO
E DETTAGLIO
TTRICO
E
L
E
E
L
IA
R
E
T
A
M
DI
ICI
ELETTRODOMEST
RCHE
A
M
I
R
IO
L
IG
M
E
D E LL
hieri, 4/a
Via Dante Alig
IORE (Fe)
PORTOMAGG
107
Tel. 0532.812
4
attualità
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
periodico di attualità e cultura
DA PAG.
3 - UNO STIMOLO...
gli uomini che hanno “fatto ed hanno
lasciato segni tangibili” il loro operato
è sempre oggetto dei più svariati
interrogativi. Da alcuni mesi aveva
esordito nelle sale cinematografiche
il primo Don Camillo ed in molti
pensammo, che questo parroco
Don Elvezio Tanasini
nel giorno della nomina
a Monsignore, 1955.
fosse il clone del prete
cinematografico. Sono convinto che
oggi non abbia alcun senso
esprimere valutazioni, lodi o
perplessità sull’operato generale di
don Elvezio, credo sia molto più utile
ricordare quanto è stato fatto in
quegli anni per la nostra parrocchia e
non solo dal punto di vista spirituale.
Basta constatare che quelle sacre
mura in cui i portuensi oggi si
ritrovano prima dell’arrivo di don
Elvezio non c’erano e, sicuramente,
lui ha saputo ottimamente
proseguire nell’opera di chi lo aveva
preceduto e con risultati straordinari
per i portuensi. Tutto il resto a mio
avviso non ha senso. Il mio ricordo
personale è quello di un uomo
giusto, generoso ed onesto, che ha
cercato sempre di servire tutta la sua
comunità e così intendo continuare a
ricordarlo.
(F.P.)
DA PAG.
4 - LA SALAMA...
Scomparve nel 1548 ed un anno
dopo fu dato alle stampe
il suo volume “Banchetti,
composizione di vivande
ed apparecchio generale”,
il più importante e completo
trattato di questo tipo di tutti quelli
stampati nel Rinascimento che
continua ad essere ristampato
anche ai giorni nostri.
Nei capitoli vengono descritti in
dettaglio tutte le suppellettili di
cucina, i lavoranti
e le figure professionali necessarie,
i cibi, le materie prime, le spezie e
tutte le ricette per confezionare
al meglio tutto quanto
sia commestibile. Vengono anche
descritti dettagliatamente alcuni
banchetti preparati da Messisbugo
per varie solennità; c’è veramente
da rimanere sbalorditi e diventa
indubbio che anche la grande salama
da sugo abbia avuto origine proprio
dalla genialità di questo Leonardo della
gastronomia, come si può evincere
da una ricetta che lui illustra e definisce
Mortadella di ficato che viene così
descritta: carne di porco ben grassa,
fegato, cuore, milza, animelle, sale,
pepe e vino rosso. Purtroppo non ci
dice altro, ma la presenza degli
ingredienti fondamentali per
la salama anche di oggi, come carne di
maiale mista, fegato e vino rosso,
ci fanno pensare alla nonna di tutte
le salame e non è da escludere
che il gustoso insaccato fatto
pervenire da Ercole I d’Este
a Lorenzo il Magnifico nel 1481
fosse proprio una gustosa salama.
Portomaggiore - Sagra della salama e dei sapori portuensi.
L’Assessore all’Antica Fiera Tavassi (a destra nella foto)
funge da Gran cerimoniere durante la “gara della Salama”
competizione che si tiene annualmente durante la sagra,
mentre l’addetto al “taglio” è Ottorino Bacilieri (a sinistra nella foto)
già rodato come responsabile del concorso del salame
all’aglio di Voghiera.
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
attualità
5
arutluc e àtilautta id ocidoirep
UN PORTUENSE A LIVELLI MODIALI
Nando Orfei
Scomparso il profeta del circo
di Francesco Pasini
NATO A PORTOMAGGIORE il 29 luglio 1934 muore nel
2014 all’Ospedale San Raffaele di Milano, all’età di 80
anni dopo una lunga malattia, un pioniere dell’arte
circense italiana nel mondo. Il suo nome resterà legato
per sempre alla storia del circo, dove iniziò giovanissimo
come giocoliere per poi diventare abile domatore di
leoni e tigri (vedi foto a sotto), fino a quando la malattia
glielo ha consentito. Era fratello di Liana Orfei, cugino di
Moira Orfei e padre di Paride, Ambra e Gioia Orfei, era
sposato dal 1963 con Anita Gambarutti. Periodicamente
frequentava Portomaggiore ed ha ricevuto
l’onorificenza “Cittadino di Porto”; è stato anche ospite
d’onore all’edizione 2011 del nostro Carnevale dei
Ragazzi, molti coetanei e non lo ricordano nelle visite ai
parenti portuensi. Nel ricordi di molti suscitava grande
curiosità quando in compagnia della cugina Moira ed il
campione di motociclismo Masetti si sedevano a
sorseggiare una bibita presso il “Bar Cristallo”, ove ora c’è
la banca Unicredit. Di lui è doveroso ricordare anche la
6
personaggi
Nando Orfei mentre presenta il “suo” circo e a
Portomaggiore, con l’ex sindaco Barbieri sul palco del
Carnevale dei ragazzi, in Piazza Giovanni XXIII, in
veste di ospite d’onore. A quella data era già ammalato
ed è stata l’ultima volta che ha visto il paese natio.
fase legata al cinema, in particolare la famosa
partecipazione ai film I clowns (insieme a Liana e
Rinaldo) e Amarcord (dove interpreta la parte dello zio
di Titta) di Federico Fellini. Attivo anche
nell’associazione di categoria dei circhi italiani, Nando è
stato uno dei personaggi del circo italiano più noti e
gettonati dai media. Non ha mai smesso di
appassionarsi per continuare a far vivere il circo e in
particolare seguendo da vicino la scuola “Piccolo circo
dei sogni” nata dal figlio Paride.
“La scelta di un circo senza animali esotici”
L’artista era orgoglioso della sua scelta, adottata negli
anni Novanta, di un circo senza animali esotici.
Decisione da lui spesso definita «difficile per le
aspettative del pubblico, soprattutto i bambini». Ma
una scelta condivisa pienamente anche dai suoi figli.
Nella nota diffusa in occasione della tournée 2013 a
questo proposito si legge che «L’unico animale
proposto nello spettacolo è un enorme cane Terranova,
avvicendato al fianco del suo amico clown in alcune
gag molto divertenti». Nando Orfei amava ripetere che
«I veri protagonisti del circo sono gli esseri umani», e
faceva un punto d’orgoglio della sua personale
selezione dei migliori artisti del panorama circense
internazionale.
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
periodico di attualità e cultura
SEMPRE VIVACE E ATTIVA
PUBBLICA ASSISTENZA
Nuovi automezzi
CONSIGLIO DIRETTIVO IN CARICA
Presidente
Vice-Pres. e Responsabile del personale
Segretario
Responsabile corsi di formazione
Responsabili acquisti
Direttore Sanitario (medico)
REVISORI DEI CONTI
Presidente
Angius Pietro
Revisore
Crestani Nicoletta
Revisore
Verzelli Letizia
Una foto d’archivio del consistente gruppo di Soci
beneficiano di stazionamento e assistenza senza costi. Le
polemiche non mancano e non sono mai mancate, a tal
proposito il presidente dell’associazione Lorenzo Pancaldi
intervistato ha detto: “Se ci sono dubbi o perplessità sul
nostro operato tutti possono chiederci conti e chiarimenti;
ma prima di far commenti poco produttivi invito chiunque
ad entrare nel nostro gruppo perché le nuove collaborazioni
sono ben accette e decisamente desiderate e permettono di
poter constatare il nostro operare.” Ed ha continuato: “La
nostra Pubblica Assistenza gode di una ottima reputazione
in campo regionale infatti lo attestano le numerose
chiamate a servizi continuativi in varie province limitrofe.”
Una bella realtà alla quale va un grazie sincero per essere
una sentinella in più per la nostra salute.
La scheda
L’evento del 28 settembre ultimo scorso c’induce ad una
obbligata carrellata su questa Associazione che sul suo
percorso ha sempre accresciuto in credibilità; il folto gruppo
di volontari ne è tangibile testimonianza mentre con
l’acquisto dell’ultima ambulanza(1) (120.000 €) si evidenzia il
felice rapporto con la popolazione in quanto buona parte dei
proventi giungono dall’adesione di una sottoscrizione rivolta
alla cittadinanza. La scheda tecnica va letta con attenzione in
quanto sottolinea l’interessante ed importante mole di
prestazioni assistenziali che vengono effettuate. Chiaramente
i trasporti individuali, per necessità di routine, sono
assoggettati a pedaggio ad un costo molto vantaggioso per i
residenti nel bacino portuense; mentre la maggior parte dei
servizi a manifestazioni sportive o sociali del territorio
Portomaggiore 28 settembre u.s. - Taglio del nastro per la
nuova ambulanza da parte del Sindaco Nicola Minarelli
unitamente al Parroco Don Giuseppe Negretto
ed a Lorenzo Pancaldi Presidente della P.A.
(1) Vedi un pulmino per trasporto disabili.
Pancaldi Lorenzo
Matteoli Maurizio
Contarini Mario
Borsatti Livio
Mantovani Renzo
Zanotti Gilberto
Ragione sociale:
ASSOCIAZIONE PUBBLICA ASSISTENZA
CITTÀ DI PORTOMAGGIORE
Anno di fondazione: 1998
Soci: 70 VOLONTARI
Personale: 3 DIPENDENTI a libro paga
Parco automezzi: 4 AMBULANZE,
2 PULMINI e 1 VETTURA ATTREZZATA
(per trasporto disabili e difficoltà motorie)
Servizi prestati
Trasporti annuali: 5.000/6.000
Ambulatorio: DAL LUNEDI AL SABATO
ore 9/12 per PICCOLE PRESTAZIONI MEDICHE
TUTTE GRATUITE
Prelievi ematici a domicilio: 100 MENSILI
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
attualità
7
arutluc e àtilautta id ocidoirep
CENTENARIO 1914 - 2014
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Toccante testimonianza da Portomaggiore
di Gian Paolo Bertelli
Fra pochi mesi si apriranno le
celebrazioni ufficiali dei cento anni
dall’inizio della Grande Guerra.
Le vite bruciate in questo conflitto
furono milioni, giovani di nemmeno
vent’anni vennero mandati al macello,
strappati alle loro case, caricati su
tradotte e spediti a combattere spesso
senza alcun addestramento. Le stime
parlano di 15-17 milioni di morti in
totale, ma se includiamo anche le
vittime della pandemia chiamata
“Spagnola” che colpì civili e militari
debilitati dalla guerra il numero
quadruplica e si arriva a 65 milioni di
morti. La nostra provincia contò 5400
Caduti, molti a seguito di ferite, altri per
malattia o per le privazioni e
maltrattamenti subiti in prigionia.
Dopo la disfatta di Caporetto, non
certo imputabile al comportamento dei
nostri militari ma piuttosto
all’insipienza degli alti comandi,
Badoglio in primis, si ebbe un numero
impressionante di prigionieri: in totale,
nel periodo 1915-1918, gli internati
italiani furono circa 600.000, di cui
19.500 ufficiali. Ma ancora più
impressionante è la cifra dei morti:
100.000 italiani perirono nei campi di
Silvio Bottoni,
Bersagliere portuense
scomparso nel corso
del primo conflitto mondiale.
concentramento ed il numero è da
considerare per difetto perché, per
ammissione degli ex nemici, nel
computo sono esclusi i morti nelle
compagnie di lavoro, disseminate in
ogni angolo dell’Europa centrale.
Causa di morte era principalmente la
fame e le malattie che insorgevano a
seguito della denutrizione. Il Governo
italiano, in perfetta sintonia col
Comando Supremo dell'esercito, rifiutò
sempre ogni tipo di intervento statale,
tollerando appena l'invio di aiuti da
parte dei privati cittadini. In parecchi
casi si arrivò ad impedire alla famiglia
di inviare pacchi viveri al prigioniero di
guerra sospettato di diserzione.
Per quanto riguarda Portomaggiore i
Caduti della Grande Guerra furono 426,
circa il 10% perirono in prigionia. Dopo
il crollo del muro di Berlino fu possibile
accedere ad un ex poligono di tiro
allestito fin dal 1904 dall’ impero
austro-ungarico. Il nome della località,
Milovice a 30 chilometri da Praga, era
già noto ai nostri comandi in quanto
all’inizio del primo conflitto mondiale
era stato utilizzato come campo di
prigionia per i soldati russi e serbi
catturati dagli austriaci. Dopo
Caporetto arrivarono più di 15.000
prigionieri italiani. Fra questi anche
Silvio Bottoni, agricoltore di
Portomaggiore, classe 1898. Era stato
mandato al fronte ancora
diciannovenne, era effettivo del 9°
L’occhio più atte
n
to dopo il tuo
PORTOMAGG
IORE - ARGEN
8
ricordi
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
TA
periodico di attualità e cultura
Bersaglieri, venne preso prigioniero il
25 ottobre sul Monte Nero mentre
cercava di arginare l’avanzata austriaca
dopo lo sfondamento di Caporetto.
Insieme a tanti altri compagni di
sventura dovette avviarsi a piedi verso
le retrovie austriache e da li proseguire
verso il campo di prigionia di Milovice.
Il nipote Franco Moretti ci ha fornito
l’ultima lettera del nonno ed una sua
fotografia. La lettera è del maggio 1917,
indirizzata alla sorella, nella quale Silvio
esprime il timore per quanto gli
riserverà il futuro, la preoccupazione
per la distribuzione dei pacchetti di
automedicazione, “perché in guerra si
può rimanere feriti” scrive. Gli diedero
probabilmente riferendosi al
lavoro dei campi. “Bisogna
andare contro tutto quello che
non si sa”, aggiunge, “contro
un brutto destino e forse
anche alla morte”. Racconta
poi dello zaino che pesa
quaranta chili e che gli serve
come cuscino quando dorme
sotto la tenda sdraiato su
una piccola coperta e con la
mantella come coperta. La
lettera di Silvio Bottoni si
conclude con l’esortazione
alla sorella a non far
leggere la lettera ai
genitori ma di tenerla per
sé. Sarà l’ultima lettera che
arriverà a casa. Il 9°
Bersaglieri sarà impiegato
sull’Ortigara e sull’
Altipiano di Asiago, in
giugno perderà 32
ufficiali e 885 soldati
oltre ad un rilevante
numero di dispersi. Il 24
ottobre Sivio Bottoni è sulla linea di difesa del Monte
Nero dove dovrà arrendersi davanti alle preponderanti forze nemiche. Tre
mesi e mezzo dopo morirà di fame a Milovice. I medici per non indicare sui
referti questa diagnosi preferirono
indicare “edema” come
nella maggioranza dei
casi di morte per
denutrizione. Silvio
Bottoni è inumato nel
cimitero del campo
insieme ad altri settemila
$BSUPOHFTTP
soldati italiani vittime
GàUJ
4UVDDIJr(SB
incolpevoli della guerra.
OJ
Con lui riposano nello
3JTUSVUUVSB[JP
733
stesso luogo Luigi Piva,
Tel. 0532 813
agricoltore di
8387
Cell. 329 135
Portomaggiore, classe
1884, catturato nei pressi di
Caporetto il 25 ottobre
1917, deceduto il 20
gennaio 1918 per “paralisi al
cuore” recita il certificato di
morte ed anche Giulio
Carrara classe 1878, già
piuttosto anziano per
combattere, effettivo del 43°
Fanteria, venne catturato a
Cormons il 28 ottobre 1917 e
morì il 26 marzo 1918 di fame,
da civile faceva il cocchiere.
JP
S
B
.
B
S
V
U
B
D
O
JB
C
N
*
Particolare delle lunga lettera
originale inviata dal Bottoni
alla sorella.
Significativa la conclusione:
CHISSÀ QUANDO TI VEDRÒ.
Purtroppo non è mai più avvenuto
anche il distintivo di lancia bombe e
l’elmetto, racconta; sempre nello scritto
si preoccupa della sua probabile
destinazione, Cividale, sicuramente è la
prima volta che sentiva nominare
questo paese. “Chissà come andrà a
finire la mia giovane vita” si chiede, e
rimpiangendo i bei tempi passati si
dispiace di non potere aiutare i propri
cari “adesso che c’è bisogno”,
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
ricordi
9
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Lo psicologo e i nostri piccoli
Panicoun modo
nei bambini...
per chiedere aiuto
di Bariani Pa
olo
di Claudio Bonipozzi
Nell’infanzia è un
fenomeno molto raro,
perché i piccoli a
differenza degli adulti,
non sono dotati di
strumenti cognitivi per
inquadrare razionalmente il conflitto interiore che
genera il panico in età matura. Ma anche se non sa
cronicizzare il suo malessere, il bimbo può comunque,
attraverso comportamenti e segnali fisici - cui dobbiamo
prestare SEMPRE la massima attenzione - esprimere le
sue paure e chiedere in maniera più o meno evidente
attenzione ed aiuto. Ad esempio, il pianto disperato di
un neonato che sta poco in braccio ai genitori, non va
sottovalutato (alla larga da coloro che sostengono che
coccolare e accarezzare si creano bimbi deboli e pieni di
capricci... senz’altro più sicuri e autonomi). Allo stesso
modo non deve essere trascurato il pianto violento e
singhiozzante di bambini più grandi, che per piangere si
nascondono dietro una tenda o dentro un mobile, alla
ricerca di protezione. Altro fenomeno da non trascurare
è il repentino cambiamento di carattere di un bimbo di
natura solare, che diventa inspiegabilmente violento o
reattivo; oppure la “paralisi” motoria - accompagnata da
sudore, mutismo, pallore - che irrigidisce il bambino che
prova paura. Può anche predisporre al panico la “figura
di riferimento” che ha lo stesso problema: un genitore
apprensivo e spaventato può “contaminare” con le sue
ansie persino il feto che porta nell’utero attraverso la
produzione ormonale eccessiva (adrenalina)... il bambino
nel tempo assorbe le paure altrui e le fa proprie. Non
dobbiamo mai dimenticare che da piccoli, vivendo in un
mondo di adulti, abbiamo fatto tutti l’esperienza di non
avere alcuna autorità, di essere ignorati e di sentirci
meno importanti di altri... la nostra felicità parte da qui,
dal superamento di queste esperienze senza esserne
“schiacciati”. Solo se riusciremo a giungere ad uno stato
di serena tranquillità, assaporeremo la felicità della
nostra vita quotidiana, anche nei suoi più semplici
aspetti, e sentiremo che dentro di noi qualcosa sta
cambiando: affiorano altre idee, altre intenzioni, altre
possibilità, un altro modo di affrontare la vita.
Nell’infanzia le fobie infantili più frequenti sono: terrore
del buio, timore di essere abbandonati, ansia del
confronto con i coetanei nelle situazioni collettive (gioco,
sport, scuola)... se si incoraggia il bimbo a parlare della
sua fobia, se la butta fuori attraverso la parola, si calmerà
all’istante. Nel processo evolutivo, il ragazzino può
10
cultura
Scavi
Demolizioni
Impianti Sotto
suolo
Recupero e R
iciclo
Materiali Iner
ti
Sede e Dep
osito
Via Olmo, 13
int. 10
Portomaggio
re (Fe)
Tel./Fax 0532
81 03 60
Cell. 333 89
90 870
lamoterbaria
[email protected]
m
sviluppare il terrore di non crescere dal punto di vista
fisico, di non saper padroneggiare i suoi impulsi sessuali,
di non essere riconosciuto e accettato dal gruppo di
coetanei. I sintomi da “mal di scuola”. Colite: paura di
situazioni e persone; mal di stomaco: tensione emotiva,
si sente solo; mal di testa: conflitto e sofferenza non
“metabolizzati”; disturbi cutanei: fragile e attaccabile,
soprattutto nel rapporto con gli educatori e i compagni...
è vulnerabile allo stress e alle critiche. I bambini hanno
bisogno di essere ascoltati e capiti nei lori conflitti e
disagi, senza essere gravati da quelli degli adulti.
Impariamo ad ascoltarli, a consolarli e a comunicare loro
con affetto (sempre in maniera naturale e spontanea,
mai per compensare carenze o sensi di colpa)...
cresceranno sereni.
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Un dilettante professionista
Paolo Squerzanti
Un professionista che si diletta
dell’informatica, da sempre
appassionato di arte e fotografia e
membro storico del Fotocineclub “Il
Girasole di Voghiera”, fondato da Enrico
Benetti negli anni ’70. Una profonda
amicizia con i soci, come Corrado
Pavani e lo stesso Benetti, ha
consentito a Squerzanti di affinare
sempre più negli anni le sue qualità
espressive. Pavani è un raffinato
fotografo con qualità tecniche
consolidate e dalle sfumature
Ferrara 2014 - Paolo Squerzanti nello intimistiche, mentre del compianto
Enrico va ricordata la grande
studio del pittore Gianni Vallieri
esperienza nel mondo fotografico
durante la fase di progettazione
del catalogo e della mostra tenutasi unita ad una qualità artistica da più
parti riconosciuta, nonché la “grinta”
al Museo Archeologico di Ferrara.
organizzativa e professionale.
Un titolo giocoso per definire un
Squerzanti ha saputo raccogliere,
personaggio poliedrico cui non difetta
confezionare e fare proprie parecchie
certo l’inventiva: Paolo Squerzanti, ed
qualità dei suoi amici fotografi, ama
è noto che curiosità e apertura
intensamente la fotografia e si
mentale vanno spesso a braccetto.
destreggia continuamente in questo
Squerzanti è un qualificato ed
settore. Essendo anche dotato di forte
affermato professionista nel campo
senso organizzativo si è reso
promotore di numerosi eventi culturali
che lo hanno visto protagonista in
prima persona o valente collaboratore.
Nella pagina a fronte pubblichiamo il
percorso artistico e organizzativo
finora realizzato da Paolo e noi stessi
(Arstudio), che in più occasioni lo
abbiamo affiancato sia come editori
che come galleristi, siamo
piacevolmente sorpresi per la quantità
- ed un tantino colpiti dalla qualità Corrado Pavani, coautore con
che appaiono in ogni singolo evento.
Squerzanti in varie iniziative.
Sicuramente una delle qualità da
riconoscere a Squerzanti è quella di
aver saputo assumere spesso il ruolo
di “regista silenzioso”: in tutti gli eventi
(ove non sia protagonista diretto) non
appare mai una sua prevaricazione sui
personaggi principali e riesce ad
attingere dalle loro esperienze o
professionalità per farne un positivo
mix, ottenendo sempre risultati di
buon livello. Questo è sicuramente un
modo intelligente di far sentire la
propria presenza senza volersi
imporre: ovvero serietà e coerenza
possono anche tramutare un
“dilettante” in vero professionista.
Enrico Benetti (1933/2012),
con l’immancabile macchina
fotografica. Era definito
il “custode del Belriguardo”
in quanto preparato
accompagnatore dei visitatori
della Delizia Estense voghierese;
è anche l’autore
di un volume italiano-inglese
giunto alla III edizione dal titolo:
“Piccola storia del rapporto
tra la famiglia d’Este e la Delizia
di Voghiera”, è autore di varie
mostre personali fotografiche.
dei simboli di Portomaggiore
Dal lontano 25 settembre 1949 la Conchiglia d’Oro rimane uno
... l’opportunità dello star insieme...
12
cultura
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
periodico di attualità e cultura
LA COPIOSA RASSEGNA BIBLIOGRAFICA ED ORGANIZZATIVA
GIANNI VALLIERI - Omaggio a Ferrara
“La città, la Piazza, Il Fiume” Catalogo
Mostra Liceo Artistico Dosso Dossi – Ferrara
A cura di Paolo Squerzanti (comunicazione)
48 pagine formato 23 x 23, 2011
Presentazione di Patrizio Bianchi
MARE D’INVERNO - FOTOGRAFIA
Paolo Squerzanti
Corrado Pavani
57 pagine formato 22x 22
Edizione Arstudio
A cura Antonio Caggiano
Mostra a “Palazzo Bellini”
OLTRE L’IMMAGINE - FOTOGRAFIA
Paolo Squerzanti /Corrado Pavani /Enrico Benetti
80 pagine formato 23 x 23, 2010
Mostra fotografica presso “Imbarcadero”,
Castello Estense - Ferrara con servizio sul TG2
Presentazione: Roberta Boschetti e Giovanna Tonioli
NUMERI IN FOTOGRAFIA - FOTOGRAFIA
Paolo Squerzanti
80 pagine formato 23 x 23, 2012
Presentazione di Gianni Vallieri
e Giovanna Tonioli
Personale “Centro Mercato”
Argenta
GIANNI VALLIERI - Fra terra ed acqua
Catalogo mostra “ex Convento Cappuccini”- Argenta
48 pagine formato 23 x 23, 2012
Curatore Paolo Squerzanti (comunicazione e grafica)
Presentazione di Ranieri Varese
Recensito “Resto del Carlino” da Gianni Cerioli
LUCIANO MONTANARI - Racconti
“Gli ultimi luoghi dove ancora si parla”
Copertina di Paolo Squerzanti
65 pagine 15 x 21, 2012 - Edizioni Arstudio
Prefazione di Gianna Vancini
ELISABETTA FARINA
PITTURA – Mostra personale, 2013
Curatore Paolo Squerzanti
(comunicazione e grafica)
“ex Convento dei CappucciniChiesa di San Lorenzo” Argenta.
Presentazione di Roberto Roda
1969 FOTOGRAFIE VALLIERI
Volume di Fotografie
scattate da Vallieri nel 1969
64 pagine formato 25x25, 2008
Edizioni Arstudio
A cura di Paolo Squerzanti
Prefazione: Nicoletta Bertazza
GIANNI VALLIERI
30 Opere al museo Archeologico di Ferrara
Catalogo della mostra personale
Curatore Paolo Squerzanti (comunicazione e grafica)
48 pagine formato 23 x 23, 2014 - Edizione Arstudio
Presentazione di Ranieri Varese e Caterina Cornelio
LUCIANO MONTANARI
ROMANZO “Una triste Felicità”
Omaggio fotografico: inserto
di Paolo Squerzanti
96 pagine 17 x 24, 2010 - Edizioni Arstudio
Presentato alla Biblioteca Ariostea
A cura di Gianna Vancini e Francesco Pasini
MAIERO
lizie
ta
a
N
te
s
e
C
to
n
e
m
a
n
Confezio
Personalizzate
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
cultura
13
arutluc e àtilautta id ocidoirep
DA PAG.
41B[JP5SBEJOH
4PGUXBSFHFTUJPOBMJ
QFSB[JFOEF
FQSPGFTTJPOJTUJ
Componenti la Tenenza
dei Carabinieri di Portomaggiore
(dalla rivista “l’Arma Fedele” del 1° febbraio 1925)
Te
14
2 - I CARABINIERI...
A partire dalla fine degli
anni sessanta del secolo
scorso l'Italia ha dovuto
fare i conti con diverse
situazioni eversive ed i
Carabinieri sono sempre
stati in prima linea in
ogni drammatico
frangente che potesse
costituire un pericolo
per le nostre istituzioni
democratiche, così
come anche nel
contrasto alla
delinquenza comune
ed alle cosche
organizzate.
Per combattere il
terrorismo di quegli
anni, l’Arma rinnovò la
sua struttura
organizzativa ed il 22
maggio 1974 nacque
il Nucleo Antiterrorismo dei
Carabinieri.
Il Carabiniere più noto in quel periodo
(e sicuramente anche dopo) fu Carlo
Alberto Dalla Chiesa, il quale ebbe
l’intuizione che per combattere il
terrorismo, occorreva conoscerne i
metodi ed adeguare quindi
integralmente le tecniche di contrasto,
cosa che poi fece anche per le cosche
mafiose, diventandone il maggior
nemico per cui fu barbaramente
ucciso. Tra le principali
Saugo e Marzola
RE - Via Tibet, 3
PORTOMAGGIO
@samasnc.it
0532.811560 - info
x
Fa
3
68
11
.8
32
l. 05
attualità
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
competenze dell’Arma troviamo i
compiti di Polizia Militare, di Pubblica
Sicurezza e di Polizia Giudiziaria (cioè al
servizio della Magistratura). L’Arma,
perciò dipende da due Ministeri: quello
della Difesa e quello dell’Interno. Per
altri impieghi, i Carabinieri ricevono
ordini dal Ministero della Giustizia
(sono Polizia Giudiziaria), da quello
della Salute (sanità, alimentazione,
ecc….), da quello dei Beni Culturali e
Ambientali (tutela del patrimonio
culturale), da quello del Lavoro e della
Previdenza Sociale (applicazione delle
leggi sul lavoro), da quello degli Esteri
(attività di sicurezza presso sedi
diplomatiche), da quello delle Politiche
Agricole e Forestali (repressione delle
frodi agroalimentari ed evasioni nel
settore). L’Arma dei Carabinieri, per il
grande numero di compiti diversi che
deve svolgere comprende Gruppi,
Nuclei e Servizi specializzati per
operare in ogni ambiente, e con
funzioni e modalità particolari.
Nell’ambito dell’Arma troviamo: i Nuclei
elicotteri; il Servizio navale, che
dispone di numerose motovedette; i
Carabinieri sciatori e i Carabinieri
rocciatori; i Carabinieri paracadutisti; i
Carabinieri cinofili; il Nucleo addetto
alla tutela del patrimonio artistico; il
Nucleo antisofisticazioni (NAS); il GIS
(Gruppo di Intervento Speciale), cioè le
così dette “teste di cuoio”. Un reparto
specialissimo di Carabinieri poi, che nel
linguaggio comune viene chiamato
dei “Corazzieri”, funge da guardia al
Presidente della Repubblica.
Nel dopoguerra, ed in special modo
negli ultimi anni, i Carabinieri sono stati
chiamati frequentemente a partecipare
a missioni operative all'estero,
rinnovando una tradizione che risale al
lontano 1855, distinguendosi sempre
per la loro capacità di assolvere compiti
sia militari che di polizia. A partire dal
1982 sono stati in Libano, Somalia,
Bosnia, Kosovo, Cambogia, Timor Est,
Mozambico, Afganistan ed Iraq, solo
per citare le missioni più importanti.
Oggi i Carabinieri impegnati all'estero
sono ben oltre mille. Anche in questo
tipo di attività, ricordando in questa
sede solamente la strage di Nassiriya, il
debito di sangue pagato è sempre e
comunque troppo alto.
periodico di attualità e cultura
I CARABINIERI A PORTOMAGGIORE
sport
I Carabinieri a Portomaggiore sono presenti dal lontano
1855. Nell’ambito del comune hanno avuto sede in diverse
strutture del centro e, dal 1950, occupano l’edificio ex
Ospedale C. Eppi in Piazza XX settembre. Da una prima
Compagnia a cavallo, importante per la provincia di
Ferrara perché posta tra il capoluogo e la vicina Ravenna,
ha nel corso degli anni cambiato denominazione e
struttura mantenendo comunque il presidio e quindi il
controllo del territorio nell’area portuense. Presso l’attuale
caserma dei Carabinieri trovano sede i classici reparti
dell’Arma territoriale cioè un Comando Compagnia, retto
da un Capitano, un Nucleo Operativo e Radiomobile, retto
Foto degli anni ’30 raffigurante l’Ospedale Eppi.
da Luogotenente e, certamente la più conosciuta, la
Poi, divenuto a tutt’oggi caserma dei Carabinieri.
Stazione, retta da un Maresciallo.
Dalla Compagnia Carabinieri di
Argenta, Longastrino, Santa Maria
Ringraziamo il Capitano Comandante
Portomaggiore dipendono poi
Codifiume, Voghiera, Ostellato,
della Compagnia Carabinieri
alcune Stazioni limitrofe quali
Migliarino e Massa Fiscaglia, tutti
di Portomaggiore per questo intervento comandi deputati al controllo del
concesso al PORTO in occasione
Ingresso attuale
territorio, a svolgere un servizio di
della ricorrenza bicentenaria della
della Compagnia Carabinieri
prossimità e quindi rappresentano
fondazione dell’Arma.
al Comando del Capitano
il punto di riferimento per i cittadini.
È presso la Stazione che il cittadino
Roberto Rapino.
può trovare una risposta, una corretta indicazione e magari
anche un consiglio, fermo restando che in caso di urgenza
l’Arma è sempre contattabile attraverso il 112, numero
telefonico individuato quale unico numero di emergenza a
livello europeo e che tutti dovremmo iniziare a
memorizzare.
Nella nostra comunità da sempre i Carabinieri
rappresentano un anello di congiunzione tra la
popolazione e lo Stato e per questa considerazione non
devono sussistere preoccupazioni o timori quando gli stessi
circolano in paese, quando effettuano i controlli, quando
richiamano all’ordine chi si è comportato male. Forse tali
preoccupazioni potranno sorgere quando non vedremo più
i Carabinieri.
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
attualità
15
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Una vita spesa per la comunità
O
ttimo B onacorsi
Il “Governatore” di Belriguardo
Ci sono persone che, pur senza
pubblici incarichi, lasciano segni
profondi della loro presenza in un
territorio; la loro fortissima carica di
senso civico e l’infinita disponibilità
in vari settori del volontariato, fanno
si che le loro azioni diventino
insegnamento e monito per intere
generazioni. È sicuramente il caso
del voghierese Ottimo Bonacorsi,
scomparso nel febbraio scorso ad 82
anni: un’intera vita a disposizione
della comunità.
“Compagno” da sempre, fino al
midollo, perché credeva nel
significato più alto e vero della
parola “democrazia”, si era
guadagnato con il suo civico
impegno il rispetto di tutti, che la
pensassero o meno come lui: non gli
importavano le etichette, ma le
azioni, dimostrando sempre
un’apertura mentale straordinaria e
capacità di intervento non comuni.
Insieme alla moglie Lidia aveva
anche prestato per decenni la sua
preziosa attività di volontario nelle
feste di partito a Portomaggiore. Ha
sempre vissuto nella sua amatissima
Belriguardo e non è esagerato
affermare che la residenza estense di
Voghiera gli deve moltissimo. Dal
sindaco Neda Barbieri fu persino
simpaticamente incoronato
“Governatore di Belriguardo”. La sua
dedizione a quelle vecchie pietre
andava molto oltre il suo grado di
comprensione di quello che
veramente avessero rappresentato
nella storia di Ferrara e dell’arte
16
attualità
Rinascimentale, ma era del tutto
superfluo e con enorme sensibilità
lui proteggeva e vigilava ogni angolo
della sua “delizia”, e quando non ci
arrivava da solo faceva intervenire
chi di dovere, e alla svelta. Ha
partecipato fattivamente alla
valorizzazione di Belriguardo ed era
sempre pronto a spendersi in prima
persona, con generosità, in ogni
manifestazione, affinché tutto
potesse andare per il meglio.
Nonostante fosse privo della cultura
dello studio, aveva capito prima di
molti altri la grande valenza
valorizzatrice per l’intero territorio di
un sito come Belriguardo.
A lui non è mai importato da dove o
da chi venissero le iniziative, gli
bastava che fossero attività aperte a
tutti, fungendo anche, spesso, da
“ufficio informazioni turistiche” con
tanto di depliant da consegnare a
chiunque varcasse l’arco del torrione.
Era diventato molto orgoglioso del
“suo” castello e ripeteva spesso che
non avrebbe mai creduto di vederlo
com’è oggi e più vedeva
miglioramenti più il suo impegno
aumentava, sempre attento e con
infinita disponibilità, finché le forze lo
hanno sorretto. Partecipazione,
voglia di spendersi per la comunità,
generosità e senso civico
per lui non erano parole,
ma solidi pilastri attorno ai
quali ha costruito la sua
vita e lo ha ampiamente
dimostrato.
(O.B.)
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
Centro e frazioni
si animano
FESTIVITÀ NATALIZIE
2014/15
Dal 7 dicembre
al 4 gennaio 2015
Sarà domenica 7 che avranno inizio
FESTIVITÀ con Porchetta in Piazza
e degustazione vini, Lancio dei
Palloncini ed alle 17,30 accensione
dell’Albero di Natale la promozione
è sempre sostenuta da Amm.ne
Comunale e Pro Loco; è stata fatta
una sottoscrizioni presso le attività
commerciali ed artigianali per
sostenere le varie iniziative che si
avvalgono delle collaborazioni di
associazioni o gruppi singoli per la
loro attuazione.
Fino al 6 gennaio 2015, tradizionale
giorno della Befana, si
susseguiranno manifestazioni ed
iniziative dalle più svariate
espressioni.
Dalla porchetta al debutto al vin
brulè nella serata conclusiva; mostre
d’arte e fotografiche, concerti
classici e leggeri, grande presepe
nella Collegiata. Ci saranno i
volontari che riproporranno
l’indimenticata “Mistuchina” e non
mancheranno le calze ed i giochi
per tutti i bambini. Il tutto avverrà
in prevalenza nel centro cittadino
ma anche nelle frazioni ci saranno
importanti momenti coinvolgenti.
ALLA PRO LOCO AMPIE
POSSIBILITÀ DI NOTIZIE
TEL. 0532 320168
CAMBIO AL VERTICE
Associazione Sportiva Delfino ’93
21 anni senza alternanze
S
port
a cura di
Correre è bello - ottica
Facciata della Piscina comunale ed anche sede sociale
della Delfino’93 ubicata in Piazza Ghandi;
alla sinistra vi è un campo all’aperto di calcetto/basket
mentre nella via parallela (foto sotto) si trovano
una palestra e due campi da tennis all’aperto che diventano
agibili anche d’inverno in quanto vengono protetti
con tensostrutture gonfiabili
Nella seconda quindicina di ottobre
abbiamo assistito al cambio di
presidenza alla Delfino 93 che
gestisce il centro sportivo “Zardi” di
Portomaggiore; sale sul gradino più
alto Stefano Peverati di anni 46,
sportivo praticante (nuoto e tennis in
particolare) nonché promotore della
disciplina sub nel nostro territorio
che va ad occupare la poltrona di
Maurizio Bariani presidente della
Polisportiva dal 1993 (anno di
fondazione). Completamente
rinnovato tutto il Consiglio Direttivo
che vede alla vice presidenza
Maurizio Guerzi, Mirela Mihai
(segretaria) ed i consiglieri Paolo
Cristofori, Paolo Dinardo, Roberto
Forlani, Bruno Morelli, Maurizio
Raimondi e Raffaele Sisti. Le
intenzioni di rinnovo erano già
nell’aria da tempo in quanto la
volontà di trasformazioni
organizzativi serpeggiava fra i
Presidente e vice
recentemente
eletti alla guida
della Delfino ’93.
frequentatori del centro
sportivo. Il nuovo gruppo
direttivo si prefigge un
maggior coinvolgimento
delle associazioni facenti
parte del sodalizio,
attualmente la parte
dominante sta nel nuoto
seguito da ciclismo e
tennis. Va ricordato che il
nuoto ha dato varie
soddisfazioni in risultati e
notorietà per alcuni atleti
portuensi mentre per
tutti gli altri sport non
esistono segnalazioni
molto importanti. Al
nuovo gruppo dirigente
va tutto il nostro
appoggio per un lavoro
importante: lo sport è
simbolo di salute, per
cui ben vengano i
rinnovi.
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
sport
17
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Quando l’imprenditoria del territorio
incontra lo sport, soprattutto se
legato al territorio stesso, possono
nascere sinergie magiche e oniriche,
in grado di far sognare, ma
soprattutto entusiasmare i tifosi. Il
rapporto speciale è nato e continua a
svilupparsi con grande forza e
attrazione tra la famiglia
Colombarini, imprenditori a Masi
San Giacomo con Vetroresina, e la
società calcistica SPAL, mito degli
anni ’50 e ’60 quando campioni
ricordati ancora oggi facevano
sognare il pubblico della città in serie
A. Simone Colombarini (nella foto),
proprietario insieme a papà
Francesco, della maggior parte delle
quote della nuova srl nata nel luglio
2013 con acquisizione del marchio
SPAL, racconta le sensazioni,
emozioni e fatiche che da diciotto
mesi lo legano ad un patrimonio
indiscusso di Ferrara.“Lo scorso
anno – racconta Simone – tutto è
iniziato molto in fretta. Abbiamo
dovuto abituarci con velocità alla
nuova realtà. L’avventura è
cominciata con la consapevolezza di
avere un grosso onere, una grande
responsabilità: erano proprio questi
fattori a pesare. Dopo le fatiche dei
primi mesi, siamo riusciti a
rilassarci un po’: abbiamo goduto
dell’evento sportivo. Sicuramente,
Ferrara dà più stimoli rispetto a
Masi San Giacomo. La prima
stagione si è conclusa raggiungendo
tutti gli obiettivi prefissati:
mantenimento della categoria e
riavvicinamento della città alla
18
sport
Fu il mito degli anni ’50 e ’60
La SPAL sarà ancora mito?
Intervista all’ing. Simone Colombarini
Di Enrico Menegatti
squadra”. L’attenzione a livello
mediatico di giornali, siti on-line e
televisioni è raddoppiata, ma Simone
Colombarini non pare essere a
disagio da questo riflettore puntato
addosso. “È una visibilità diversa,
come del resto la responsabilità.
Responsabilità notevolmente
maggiore rispetto alle attese della
città. Bisogna trovare il tempo per
conciliare entrambe le cose:
l’azienda famigliare e la SPAL. Il
fatto di gestire società sportiva
diventata storica richiede più tempo
rispetto al passato. Abbiamo tante
persone, come il presidente Mattioli,
che dedicano gran parte della loro
giornata alla società. Ogni tanto c’è
modo di dare un’occhiata a quanto
si sta facendo. Più che pressione, si
sente di essere maggiormente al
centro dell’attenzione. Sappiamo di
essere stati accolti in città molto
bene, in particolare per il modo in
cui ci siamo presentati. A Ferrara si
respira affetto e non pressione”.
Fin dalla stagione in Seconda
Divisione, il pubblico biancazzurro
ha risposto in modo confortante,
forse più di quanto i vertici societari
potessero attendersi. “La risposta
del pubblico è stata eccezionale.
Pensavo sarebbe occorso più tempo
per portare questa affezione,
arrivata già dalle primissime
giornate. Dobbiamo continuare per
questa strada, portando sempre più
gente allo Stadio. Vogliamo
avvicinare la squadra alla città:
farla sentire patrimonio di Ferrara,
in tutte le sue componenti, non
solamente di tifosi e
amministrazione”.Il bilancio dei
primi diciotto mesi: aspetti positivi e
considerazioni negative.
“Gli aspetti più positivi sono stati
l’affluenza del pubblico e la
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
vicinanza dei tifosi a squadra e
società. Le considerazioni negative
sono state la scarsa risposta da
parte del mondo imprenditoriale
ferrarese e di tutte le attività della
città. Sapevamo d’iniziare un
percorso che avrebbe avuto un po’
di tempo per essere portato a
termine: è quello che abbiamo
continuato a fare quest’anno e che
continueremo a fare anche in
futuro. L’obiettivo è di arrivare a
traguardi più importanti di quelli
raggiunti oggi coinvolgendo in toto
la città”. Il progetto, con la
convenzione firmata davanti al
sindaco di Ferrara, ha durata
quinquennale, mentre i tifosi
continuano a chiedere la salita in
serie B.“I cinque anni sono un
limite solamente stabilito dalla
convenzione. Ma se le cose
funzionano non vedo perché
limitarci a questo periodo e non
proseguire oltre. Il primo obiettivo è
di avvicinare la città in tutti i suoi
settori alla squadra. Poi, sarà
possibile valutare tutti insieme dal
punto di vista sportivo dove si può e
vuole arrivare. Cercheremo di
mettere in campo formazioni
sempre più competitive per puntare
in alto. La serie B è l’obiettivo da
raggiungere qualora ci fosse più
forza imprenditoriale”. Com’è
possibile conciliare imprenditoria,
società di calcio e famiglia?
“La Vetroresina porta via un sacco
di tempo. La famiglia c’è e ha
bisogno di averne altro. Alla SPAL
non riesco sempre a dedicare tempo
di cui forse vi sarebbe necessità, ma
proprio per questo abbiamo un
presidente come ho detto che dà
gran parte del suo. Grazie al tifo di
mia moglie, riesco a coniugare
famiglia e sport insieme”.
chiuso il 30 novembre
RISISTEMARE IL CONCORDIA…
2
NELLA SPERANZA CHE CESSI LA DISCORDIA
Quando RINGO ha visto sul tavolo della direzione la lettera di Bellini ha voluto farla
sua e senza cercare colpevoli da criminalizzare ha fatto un piccolo percorso a ritroso
su questa bellissima struttura esistente a Portomaggiore e purtroppo eternamente
e forse perennemente incompiuta.
LETTERA
Carissimo Direttore, gradirei fosse data
divulgazione ad una mia idea!
Facciata del Teatro Concordia.
Opera dell’arch. Giovanni Tosi, come anche
il nostro municipio ed il teatro Comunale
di Ferrara, i lavori di costruzione
del Concordia terminarono
il 13 agosto 1841. La facciata è decorata da un
grande timpano triangolare e cinque finestre
Sormontate da decorazioni in marmo bianco.
storico Teatro Concordia"? Mi sono anche
risposto da solo che "nulla la impedisce se
non la paura di dare vita ad una
iniziativa inutile a causa della crisi, della
mancanza di fondi, ecc, ecc." In ogni caso,
convinto come sono, da anni, che chi non
cerca nulla trova,
ho deciso di convocare una riunione
presso il Ridotto del Teatro Concordia
per MARTEDI' 16 DICEMBRE ALLE ORE
21.00 per verificare la eventuale fattibilità
della cosa. Ho consegnato a mano e
invitato un gruppo di persone perché
credo possano dare un valido contributo
3
Bravo Mario: bellissima iniziativa!
Noi parteciperemo a distanza,
purtroppo al momento dell’incontro saremo
già in stampa col nostro periodico, ma
daremo il massimo appoggio singolarmente
e con “IL PORTOmaggiore” all’iniziativa.
1 - Era un tipico esempio di teatrino sociale
ottocentesco destinato a riunioni ed eventi
culturali di lirica, balletto e teatro. Nella foto
l’ingresso del teatro dal ridotto recentemente
restaurato ed oggi adibito ad eventi espositivi.
2 - Il teatro era dotato di 44 palchi su tre ordini
che, con la platea, potevano ospitare circa 400
persone. Durante l’ultima guerra il teatro subì
seri danni e fu depredato di tutto ciò che era
asportabile, quindi divenne sede di riunioni
politiche e sindacali e nel 1955 fu dichiarato
pericolante dal Comune.
Recentemente mi sono posto una
domanda:" Cosa impedisce la nascita di
un Comitato Cittadino per il restauro
completo e I‘eventuale gestione dello
1
e mi sono fermato a un piccolo numero
per fare un passo alla volta e non
bruciare I ‘idea in una eventuale
fiammata improvvisa ma con poca
sostanza. A seconda dei presenti e
dell'andamento della serata decideremo
poi il da farsi. Con i miei più cordiali
saluti".
Mario Bellini
3 - Il così detto “occhio” era collocato al centro
del soffitto e si apriva per il passaggio
di un grande lampadario.
Ora è conservato nella Biblioteca Comunale.
4
4 - Il palcoscenico era ampio, sorretto da una
interessante struttura in pilastri di legno e dotato
di tutte le attrezzature necessarie per eventi lirici
o teatrali, come macchine per la movimentazione
di scene e sipari ed altre moderne dotazioni.
Ringo
CCHI snc
LEONIDA CENA & C.
o
ur
Sa
tti
LA (BO)
di Carlo
- 40062 MOLINEL
Via Mentana, 2/497 / 881748
Tel. 051 8812 00227
Telefax 051 69 dacenacchi.191.it
cenacchi@leoni
dicembre 2014
anno 21 - numero 65
la Perla
19
lavorazione
marmi
e
graniti
lavorazione marmi e graniti
MARMI
PASINI sas
Via Donatore di Sangue, 45
Portomaggiore (Fe)
Tel. 0532.81.06.60
Fax 0532.81.11.15
E-mail: [email protected]
Attivi da oltre sessant’anni sul territorio portuense,
la ditta Marmi Pasini è ora gestita da quattro fratelli
che nel 1990 hanno raccolto l’eredità del padre
e hanno fondato l’attuale società specializzata
nella lavorazione, non solo artigianale, del marmo,
del granito e da qualche anno anche dei moderni
ricomposti di marmo - granito - resina.
Capolavori ed opere d’altri tempi sono realizzati oggi.
Lucida Coste ad assi controllati (a controllo numerico)
Fresatrice Multidisco
per taglio blocchi di
marmo o granito.
Casato Arcivescovile della
Reggenza attuale - 1999
Per adeguarsi alle nuove
esigenze produttive,
sono state acquistate
di recente moderne
attrezzature dalla tecnologia
molto avanzata
e si è reso necessario
attrezzare nuovi spazi
per ampliamenti operativi
e di magazzino; il nuovo
laboratorio amplia quello
già esistente ed un piazzale
di 10.000 mq accoglie
l’esposizione permanente
di oltre 220 qualità
di marmi, graniti
e ricomposti, campionario
indispensabile alla scelta
delle caratteristiche
e dei colori dei materiali
stessi, disponibili
alla lavorazione istantanea.
Scarica

Dicembre 2014 - Arstudioedizioni