Progetto esecutivo - Scuola secondaria di 1° grado “Falcone” - Santena (TO)
INDICE
PARTE PRIMA – DESCRIZIONE GENERALE .................................................................................................................. 3
Art. 1 – Premessa .......................................................................................................................................................... 3
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI ............................................................................
3
Art. 2 – Elaborati grafici .................................................................................................................................................. 4
Art. 3 – Caratteristiche dei materiali e delle apparecchiature dell'impianto termico........................................................ 5
REQUISITI GENERALI DELLE TUBAZIONI, POMPE, VALVOLE E ACCESSORI .........................
5
RIVESTIMENTI ISOLANTI DELLE TUBAZIONI ....................................................................
6
VASI PRESSURIZZATI A MEMBRANA
............................................................................. 6
POMPE PER ACQUA CALDA .........................................................................................
7
VALVOLE SERVOCOMANDATE A TRE VIE.......................................................................
8
VERNICIATURA ..........................................................................................................
8
IDENTIFICAZIONE DELLE TUBAZIONI .............................................................................
8
VALVOLE DI SICUREZZA
............................................................................................. 8
VALVOLE DI INTERCETTAZIONE COMBUSTIBILE .............................................................
9
DEFANGATORE .......................................................................................................
10
GENERATORE DI CALORE A BIOMASSA .......................................................................
10
ESTRATTORE ORIZZONTALE DIAMETRO FINO 6,5 M TIPO AH .........................................
12
COCLEA DI ESTRAZIONE PER SISTEMA ROTATIVO AH ...................................................
12
SERRANDA DI SICUREZZA.........................................................................................
12
QUADRO DI COMANDO .............................................................................................
13
PULIZIA PNEUMATICA TUBI FUMO ..............................................................................
13
RIMOZIONE CENERE DA BIDONE MOBILE ESTERNO ......................................................
14
DEPOLVERIZZATORE GAS SCARICO ...........................................................................
14
GRUPPO TERMICO A CONDENSAZIONE
LINEA ADDUZIONE GAS METANO
...................................................................... 14
............................................................................... 15
SCAMBIATORE A PIASTRE.........................................................................................
16
ADDOLCITORE ........................................................................................................
16
CANNE FUMARIE .....................................................................................................
18
Art. 4 – Impianto elettrico ............................................................................................................................................. 19
Art. 5 – Sistema di rivelazione fughe gas ..................................................................................................................... 22
Art. 6 – Sistema di telegestione ................................................................................................................................... 23
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PARTE SECONDA – RELAZIONE DI CALCOLO ........................................................................................................... 25
Art. 7 – Dimensionamento gruppi termici ..................................................................................................................... 25
Art. 8 – Dimensionamento valvole di sicurezza ............................................................................................................ 25
Art. 9 – Dimensionamento vasi d’espansione .............................................................................................................. 27
Art. 10 – Stabilità dei generatori di calore .................................................................................................................... 32
Art. 11 – Dimensionamento pompe a portata variabile ................................................................................................ 32
Art. 12 – Installazione valvole termostatiche ................................................................................................................ 34
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PARTE PRIMA – DESCRIZIONE GENERALE
Art. 1 – Premessa
Il progetto prevede l’efficientamento energetico della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Falcone”,
sita in via Tetti Agostino 31 A Santena. La presente relazione e gli altri elaborati riportati di seguito sono
riferiti alla realizzazione degli impianti termici a servizio dell’edificio in oggetto ed in particolare:
1.1 Impianti termici
Nuova centrale termica a cippato e gas metano, con gruppi termici ed apparecchiature di centrale
Rifacimento sottocentrali tecnologiche
Installazione valvole termostatiche e detentori, a servizio dei radiatori interni all’edificio scolastico
1.2 Linea di alimentazione del combustibile
Realizzazione nuova linea di carico cippato
Realizzazione nuova tubazione d’adduzione gas metano di rete, dal contatore esistente sul lato
circonvallazione
1.3 Impianti elettrici
Nuovi impianti elettrici F.M. ed illuminazione in centrale termica e locale deposito cippato
Rifacimento impianti elettrici F.M. ed illuminazione sottocentrali tecnologiche
Realizzazione nuovo impianto di telegestione e telecontrollo in remoto
Fornitura e posa di sonde di temperatura in ambiente
Non rientrano nel presente progetto le sezioni e le tipologie di impianti non riportate nell’elenco soprastante.
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
Legge 6 dicembre 1971, n. 1083: Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile.
(Gazzetta Ufficiale n. 320 del 20 dicembre 1971)
LEGGE 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di
uso nazionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia)
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 16 gennaio 1991, n. 13
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14
aprile 2006, n. 88, S.O. n. 96
D.Lgs 19 agosto 2005, n. 192 e ss.mm.ii. come modificato dal D.L. n. 63/2013 e dalla legge n.
90/2013
D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi
finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 3 luglio 2008 n. 154
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D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 e ss.mm.ii. (Regolamento recante norme per la progettazione,
l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento
dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della L. 9 gennaio 1991, n. 10)
D.P.R. 2 aprile 2009, n. 59 (Regolamento di attuazione dell'art. 4, comma 1, lettere a) e b), del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul
rendimento energetico in edilizia) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 giugno 2009, n. 132
D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di
esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la
climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici
sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
192) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 giugno 2013 n.149
D.M. 1-12-1975 (Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione).
pubblicato nel Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. 6 febbraio 1976, n. 33
D.M. 12 aprile 1996 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi) pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale N. 103 del 04 Maggio 1996
D.M. 28 aprile 2005 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili liquidi)
D.M. 17 marzo 2003 (Aggiornamenti agli allegati F e G del decreto del Presidente della Repubblica
26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la
manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia)
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 12 aprile 2003, n. 86
Deliberazione della Giunta Regionale 4 agosto 2009, n. 46-11968: Aggiornamento del Piano
regionale per il risanamento e la tutela della qualita' dell'aria - Stralcio di piano per il riscaldamento
ambientale e il condizionamento e disposizioni attuative in materia di rendimento energetico
nell'edilizia ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettere a) b) e q) della legge regionale 28 maggio
2007, n. 13 "Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia"
Art. 2 – Elaborati grafici
I limiti di fornitura, la caratteristiche, le dimensioni, gli elementi costruttivi degli impianti, nonché
l'orientamento e l’ubicazione dei vari locali tecnologici, risultano dalle tavole di disegno allegate al progetto:
M01: pianta e sezione locale centrale termica, planimetria area d’intervento
M02: schema funzionale termoidraulico centrale termica, sottocentrale sud-est e sottocentrale nordovest
E01: schema unifilare impianto elettrico centrale termica sottocentrale sud-est, sottocentrale nordovest e carta punti sistema di telegestione
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Art. 3 – Caratteristiche dei materiali e delle apparecchiature dell'impianto termico
REQUISITI GENERALI DELLE TUBAZIONI, POMPE, VALVOLE E ACCESSORI
Le riduzioni di sezione saranno effettuate solo con i relativi pezzi speciali, non sarà permessa la loro
piegatura; per qualunque cambio di direzione saranno usati i relativi pezzi speciali (curve e gomiti).
Saranno previste valvole di intercettazione su entrambi i lati delle apparecchiature e macchinari; la rete
presenterà una sufficiente pendenza per permettere un adeguato drenaggio e sfiato; per tutti i punti bassi è
previsto uno scarico intercettato da valvole o rubinetti a maschio; i collegamenti ai macchinari saranno
realizzati con giunti a tre pezzi o flange ed essere ubicati in modo da permettere l'estrazione delle macchine
senza smontare le tubazioni.
Lo scarico delle valvole di sicurezza sarà portato entro 150 mm dal pavimento a meno che non sia
specificato diversamente, le saracinesche o valvole d'intercettazione saranno previste su ciascun lato di
macchinari come pompe e caldaie.
I giunti dielettrici saranno usati per unire tubazioni di differenti metalli con la parte ferrosa del giunto
collegata al tubo d'acciaio.
Le tubazioni che attraversano muri e pavimenti
verranno fatti correre entro manicotti, questi saranno
costituiti da spezzoni di tubi d'acciaio zincato per attraversamenti di muri perimetrali lo spazio tra il tubo (o
l'isolamento che lo ricopre) e lo spezzone non sarà meno di 15 mm, tutti i manicotti saranno di lunghezza
sufficiente per attraversare l'intero spessore di muri, tavolati, solette, lo spazio tra tubazione e manicotto
sarà permanentemente sigillato con un composto a base di silicone.
I supporti delle tubazioni terranno conto delle esigenze del problema della trasmissione delle vibrazioni,
della realizzazione dell'isolamento, della ispezionabilità e delle dilatazioni (punti fissi, guide, rulli, pattini,
ecc.)
Tutti i supporti saranno preventivamente studiati, disegnati e sottoposti all'approvazione della D.L.; le
distanze massime tra i supporti per i vari diametri delle tubazioni, saranno le seguenti:
DN
DISTANZA (m)
¾”
1,5
1” – 1”1/2
2,0
2” – 2”1/2
2,5
3” – 6”
3,0
Le tubazioni saranno in acciaio nero senza saldatura (UNI 7287/74) con giunti saldati effettuati mediante
saldatura elettrica oppure autogena o a flangia (PN 10); le guarnizioni in fibra sintetica saranno di spessore
idoneo per il diametro della flangia e comunque non inferiore a 2 mm.
Gli scarichi delle varie macchine e apparecchiature (pompe, serbatoi, valvole di sicurezza, ecc.) verranno
effettuati attraverso pilette e/o imbuti.
I rubinetti di scarico delle tubazioni saranno muniti di raccordo portagomma.
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I rubinetti manuali di sfogo verranno installati in posizione facilmente accessibile in modo che eventuali
fuoriuscite non possano arrecare danno.
I rubinetti di scarico saranno del tipo a maschio con premistoppa in esecuzione adatta alle condizioni
d'esercizio del fluido interessato.
RIVESTIMENTI ISOLANTI DELLE TUBAZIONI
Tutte le tubazioni in acciaio per gli impianti di acqua calda installate in vista o sottotraccia saranno isolate
come segue:
Isolante per tubazioni per riscaldamento costituito da guaina flessibile o lastra in elastomero espanso a
cellule chiuse, tipo armaflex, coefficiente di conducibilità termica a 40 °C non superiore a 0,050 W/m °C,
comportamento al fuoco classe 1, campo d’impiego da –60 °C a +105 °C, spessore determinato secondo la
tabella “B” del d.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 comprensivo di eventuale collante e nastro coprigiunto con le
seguenti caratteristiche:
d) diam. est. tubo da isolare
34 mm. (1")
- spessore isolante 20 mm.;
e) diam. est. tubo da isolare
42 mm. (1"1/4) - spessore isolante 20 mm.;
f) diam. est. tubo da isolare
48 mm. (1"1/2) - spessore isolante 20 mm.;
g) diam. est. tubo da isolare
60 mm. (2")
h) diam. est. tubo da isolare
76 mm. (2"1/2) - spessore isolante 20 mm.;
i) diam. est. tubo da isolare
89 mm. (3")
- spessore isolante 20 mm.;
m) diam. est. tubo da isolare
114 mm. (4")
- spessore isolante 20 mm.;
n) diam. est. tubo da isolare
140 mm. (5")
- spessore isolante 20 mm.;
o) diam. est. tubo da isolare
168 mm. (6")
- spessore isolante 20 mm. (in lastra).
- spessore isolante 20 mm.;
Le lastre saranno di spessore mm. 6-9-13-20-25-32.
Rivestimento superficiale per ricopertura dell’isolamento per tutte le tubazioni installate a vista in:
– foglio di alluminio liscio di forte spessore con temperature d’impiego –196 °C/+250 °C e classe 0 di
reazione al fuoco spessore mm. 0,6-0,8.
I materiali coibenti a contatto con le tubazioni presenteranno stabilità dimensionale e funzionale alle
temperature di esercizio e per la durata dichiarata dal produttore; presenteranno un comportamento al fuoco
idoneo, in relazione al loro inserimento nelle strutture e al tipo e destinazione dell’edificio, dimostrata con
documentazione di avvenuti accertamenti di laboratorio.
VASI PRESSURIZZATI A MEMBRANA
Saranno del tipo chiuso, costruiti come approvato da INAIL (ex I.S.P.E.S.L.) in lamiera d'acciaio, verniciata
esternamente con vernice epossidica, con membrana in gomma, precaricati con aria alla pressione
necessaria, aventi la pressione massima d’esercizio di 6 bar.
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POMPE PER ACQUA CALDA
Saranno del tipo ad asse orizzontale, aventi le seguenti caratteristiche:
corpo in ghisa a voluta spirale con bocca aspirante assiale e bocca premente verticale (oppure
entrambi assiali) con flange PN16;
girante in AISI 304 di tipo a singola aspirazione con equilibratura della spinta a mezzo di alette sul
retro;
supporti della girante della pompa affidata a due cuscinetti a sfere del motore, schermati e
prelubrificati a grasso;
albero in acciaio inox AISI 431 con tenuta meccanica esente da manutenzione, resistente alla
corrosione; protetto dall'usura con una bussola in acciaio inox;
tenuta di tipo meccanico provvista di lubrificazione forzata;
motore trifase 380V, 50Hz quattro poli, grado di protezione IP55.
Inoltre ogni pompa sarà ad alta efficienza regolata elettronicamente (Classe energetica "A") rotore bagnato
esente da manutenzione con bassi costi di esercizio, adatta per montaggio diretto sulla tubazione.
Utilizzabile per riscaldamento (da –10 °C fino a +110 °C).
Regolazione elettronica delle prestazioni integrata in base alla differenza di pressione costante/variabile.
Di serie completa con i seguenti accessori:
piano comandi con il pulsante rosso;
Pompa On/Off;
Scelta del modo regolazione;
dp-c (Differenza di pressione costante)
dp-v (Differenza di pressione variabile)
dp-T (Differenza di press. in base alla temperatura)
Esercizio a velocità fissa (regolazione di una velocità fissa);
Funzionamento automatico a regime ridotto (autoapprendente);
Impostazione valore di consegna pressione o numero giri;
Display grafico, leggibile sul frontale, con visualizzazione orientabile in base alla posizione del
modulo, orizzontale o verticale, visualizzazione di:
Stati di funzionamento;
Modo di regolazione;
Valore di consegna differenza di pressione o numero giri;
Segnalazione errori e blocchi.
Motore sincrono con tecnologia ECM a magnete permanente, sistema elettronico di comando
speciale privo di sensori, convertitore di frequenza monofase.
Rendimento e coppia di spunto elevati, compresa funzione di sblocco meccanico del rotore
automatico.
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Protezione integrale incorporata, spia segnalazione blocco, contatto libero da potenziale per la
segnalazione del blocco generico, passaggio a regime ridotto automatico (min. numero giri,
autoapprendente), porta IR per la comunicazione senza fili con l’apparecchio di diagnosi Monitor.
Spazio per l’innesto di moduli - IF. (Modulo - IF con porta di comunicazione per sistemi di
automazione degli edifici GA oppure management pompa doppia).
Corpo pompa in ghisa grigia con strato protettivo in cataforesi, girante in materiale sintetico
rinforzato con fibra di vetro, albero in acciaio inossidabile con boccole di supporto in grafite.
Campo temperatura fluido min. e max.: da –10 °C fino +110 °C (senza limitazioni con temperatura
dell’aria ambiente fino a max. 40 °C).
VALVOLE SERVOCOMANDATE A TRE VIE
Valvole a due vie flangiate ISO 7005 per acqua calda in circuiti chiusi per pressione di esercizio PN10.
Caratteristiche tecniche:
Corsa fino a DN80: 20 mm - da DN100: 40 mm
Trafilamento della via aperta 0...0.02 % del valore del kvs
Trafilamento del bypass 0.5...2 % del kvs
Temperatura del fluido +25…+120 °C
Pressione di esercizio 1000 kPa
Corpo valvola Ghisa GG20/25
Stelo, otturatore Acciaio CrNi
VERNICIATURA
Tutte le tubazioni, i supporti, gli staffaggi ed in genere tutte le parti metalliche fornite verranno verniciate
mediante due strati di vernice antiruggine. Il secondo strato di vernice sarà di colore grigio alluminio.
IDENTIFICAZIONE DELLE TUBAZIONI
Su tutte le tubazioni isolate saranno applicate fasce colorate e frecce direzionali ben visibili e frequenti, la
tipologia delle fasce dovrà essere approvata dalla D.L., inoltre le tubazioni non isolate saranno verniciate
nel colore richiesto dalla D.L..
VALVOLE DI SICUREZZA
Le valvole di sicurezza sono rispondenti ai requisiti dettati dalla direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature
in pressione (denominata PED) e quindi sono provviste di marchio CE.
Le valvole di sicurezza sono del tipo "omologato I.S.P.E.L." provviste dei seguenti documenti:
il certificato di omologazione che riguarda esclusivamente la procedura di fabbricazione da parte del
costruttore, la validità del certificato ha una durata di cinque anni;
il verbale di taratura a banco che attesta la prova di ogni singolo dispositivo facente parte della serie
omologata.
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La tubazione di scarico della valvola di sicurezza sarà realizzata in modo da non impedire la regolare
funzionalità delle valvole e da non recare danno alle persone o cose, lo scarico della valvola di sicurezza
sarà visibile e convogliato in apposita tubazione di raccolta.
Caratteristiche tecniche
Materiali:
Corpo in ottone UNI EN 1982 CB753S
Coperchio in ottone UNI EN 12165 CW617N
Asta comando in ottone UNI EN 12164 CW614N
Guarnizione otturatore in EPDM
Membrana in EPDM
Molla in acciaio UNI 3823
Pressione nominale PN10
Campo di taratura 5 - 110°C
Prestazioni:
Sovrapressione apertura: 10%
Scarto di chiusura: 20%
Fluido d'impiego: acqua
Categoria PED: IV
Taratura: 3,5 bar
Diametro: 1” (DN 25)
VALVOLE DI INTERCETTAZIONE COMBUSTIBILE
I tre gruppi termici installati in batteria, omologati come unico generatore di calore, saranno dotati di una
valvola di intercettazione del combustibile ad azione positiva per il quale è prevista la taratura a banco.
La valvola sarà installata sulla tubazione d’alimentazione comune ad ogni bruciatore ed avrà la funzione di
intercettare l'afflusso di combustibile, qualora la temperatura del fluido termovettore raggiunga il valore di
taratura del sensore (98 °C).
Le valvole di intercettazione combustibile saranno rispondenti ai requisiti dettati dalla direttiva 97/23/CE in
materia di attrezzature in pressione (denominata PED) e quindi saranno classificate in categoria IV e
provviste di marchio CE.
Le valvole di intercettazione combustibile saranno del tipo "omologato I.S.P.E.L." provviste dei seguenti
documenti:
il certificato di omologazione che riguarda esclusivamente la procedura di fabbricazione da parte del
costruttore e viene emesso dall'I.S.P.E.L., la validità del certificato ha una durata di cinque anni;
il verbale di taratura a banco che attesta la prova di ogni singolo dispositivo facente parte della serie
omologata.
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DEFANGATORE
Sul lato secondario dell’impianto, prima del ritorno nel compensatore idraulico, sarà montato un defangatore
di marca Caleffi o equivalente, installato in posizione verticale.
Le caratteristiche tecniche del defangatore sono:
Attacchi DN 150 flangiati PN16, accoppiamento con controflangia EN 1092-1
Valvola di scarico 1" F
Corpo in acciaio verniciato con polveri epossidiche
Corpo valvola automatica di sfogo aria in ottone
Elemento interno in acciaio inox
Galleggiante in polipropilene
Guida galleggiante e asta in ottone
Leva galleggiante e molla in acciaio inox
Tenute idrauliche in EPDM
Valvola di scarico in ottone cromato
Pressione massima di esercizio 10 bar
Campo di temperatura 0 -110°C
Capacità separazione particelle fino a 5 micron
Coibentazione a guscio in PE-X espanso a celle chiuse e pellicola esterna in alluminio grezzo
goffrato.
GENERATORE DI CALORE a BIOMASSA
Si prevede la fornitura e posa di un gruppo termico alimentato a biomassa, in particolare cippato. La scelta è
ricaduta su un gruppo Viessmann-Köb, modello Pyrot 300 o equivalente, in quanto policombustibile a legna.
Il sistema di combustione con fiamma a
rotazione Pyrot è adatto alla combustione
automatica di tutti i combustibili di legno da
secchi a umidi (scarti di legno, pellet, cippato
di bosco fino a max. W35-40). Il sistema di
combustione a rotazione PYROT si distingue
per il massimo grado di efficienza e la
perfetta combustione a tutti i livelli di carico. L’
impianto caldaia PYROT è collaudato e
omologato in conformità ai più recenti criteri
di qualità ai sensi della norma EN 303-5.
La caldaia è progettata per l’impiego di
combustibili solidi, è munita di contrassegno
CE
secondo
la
direttiva
europea
sui
macchinari, con controllo continuo della
qualità da parte del TÜV.
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Funzioni principali:
Il dosatore a coclea porta il combustibile alla camera di combustione diagonalmente dal basso. Sul
tubo di alimentazione sono previsti i supporti del sensore contro i ritorni di fiamma e della valvola di
spegnimento termica. Sopra la coclea è previsto il dosatore con fotocellula per la determinazione del
livello dello strato di sbarramento combustibile previsto dalla norma TRD 414
Il materiale di combustione viene acceso automaticamente con una ventola elettrica ad aria calda.
La gassificazione del combustibile avviene sulla griglia di avanzamento movimentata da un
motoriduttore con ingranaggio a vite. La cenere cade nell’apposito contenitore sottostante
(rimozione automatica ceneri disponibile come optional). Il blocco di combustione è rivestito con un
isolamento resistente alle alte temperature e con elementi in refrattario
I gas di combustione che salgono dal blocco di combustione vengono catturati dall’aria secondaria
rotante alimentata dalla ventola a rotazione e bruciati completamente nella camera di combustione
cilindrica. Nello scambiatore di calore interno a fasce tubiere, l’energia termica dei gas di
combustione viene trasferita all’acqua della caldaia. La caldaia è altamente isolata, coperta da un
rivestimento elegante e facilmente accessibile attraverso lo sportello frontale. Sul retro della caldaia
è prevista la flangia per il bruciatore a gasolio chiusa tramite coperchio cieco isolato con finestrella
di controllo in vetro
Il dispositivo del gas di ricircolo riduce la temperatura all’interno del focolare mantenendo invariata
l’efficienza massima possibile. Ciò aumenta la durata utile dei componenti refrattari non raffreddati
nella zona di combustione. Con la regolazione di base si determina esattamente il rapporto tra il gas
di ricircolo e l’aria fresca in base al materiale di combustione. La regolazione meccanica del flusso
volumetrico produce un rapporto costante tra la quantità di gas di ricircolo e l’aria fresca sull’intera
gamma di potenza
La ventola dei gas di scarico è concepita appositamente per la combustione a legna ed è molto
silenziosa. Il motore è in materiale massiccio resistente al calore con mozzo a molla per la
dispersione del calore, bocchettoni di uscita aria rotondi, montaggio possibile sul collettore dei gas
di scarico in alto, lateralmente e posteriormente.
Forniture:
dosatore con strato di sbarramento, incl. valvola di spegnimento con filtro, serbatoio acqua di
estinzione con supporto
blocco di combustione con griglia di avanzamento
dispositivo di accensione automatica
caldaia con camera di combustione a rotazione
set barre di spinta
dispositivo gas di ricircolo
ventola as di scarico
dispositivo per aria secondaria (regolatore tiraggio), da montare sul tubo di scarico
accessori: controflangia incl. viti e guarnizioni, dispositivo di pulizia.
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Dati tecnici:
potenza nominale:
300 kW
contenuto d’acqua:
903 l
Dimensioni:
altezza:
2.025 mm
larghezza:
1.330 mm
profondità
2.822 mm
peso:
3.433 kg
Pressione massima di esercizio lato riscaldamento: 4,5 bar (esecuzione su richiesta)
Temperatura massima: 100 °C
ESTRATTORE ORIZZONTALE DIAMETRO FINO 6,5 M TIPO AH
Estrazione orizzontale con agitatore a terra in versione pesante, indicato in particolare per bunker di grande
capacità e/o caldaie di potenza elevata. Entrambi i bracci agitatori sono costituiti all'interno da bracci
articolati massicci e all'esterno da un elastico pacco di molle. L'agitatore viene azionato separatamente a
modalità ciclica, in base al livello di riempimento della coclea (regolazione tramite fotocellula).
La coclea viene azionata indipendentemente dalla estrazione da una propria unità motrice che viene
comandata in corrispondenza della richiesta di caldaia. Ciò assicura un funzionamento senza problemi e
una lunga durata utile.
Sul piano del serbatoio, dovrà essere posato un fondo intermedio di legno, posato su travetti da 100 mm, in
maniera da creare una camera di ventilazione.
COCLEA DI ESTRAZIONE PER SISTEMA ROTATIVO AH
Il
combustibile
viene
movimentato
attraverso le braccia del agitatore dell'
estrattore orizzontale (AH-...) lungo tutto il
canale di trasporto aperto.
All'esterno del silo il canale della coclea è
chiuso. Fornitura: canale di trasporto
combustibile, completo di coclea adatta.
SERRANDA DI SICUREZZA
Apparecchio omologato contro gli incendi da montare in un tratto verticale, per la separazione meccanica fra
il focolare e il deposito di combustibile senza pressione. La serranda di sicurezza si apre azionata dal
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motore e si chiude, in caso di post-combustione, principio di combustione inversa e in caso di mancanza di
corrente privo di tensione tramite sistema a molla.
materiale: Acciaio/ottone.
azionamento: Motore con ritorno a molla. Protezione antincendio: RSE secondo TRVB e VKF.
fornitura: serranda secondo le caratteristiche ordinate, comando della serranda secondo il tipo di
regolazione della caldaia.
coppia motore: 30 Nm
QUADRO DI COMANDO
Controllo a microprocessore per l'intero impianto caldaia PYROT incluso il comando dei dispositivi di
alimentazione combustibile in base agli articoli riportati separatamente. La potenzialità della caldaia viene
adeguata in modo modulante al fabbisogno di energia. Il circuito di regolazione per l'ottimizzazione della
combustione mediante sonda lambda è sovrapposto al circuito di regolazione potenza. Per quanto riguarda
la protezione antincendio e personale, vengono soddisfatti i massimi criteri di qualità.
Funzione: Accensione automatica, circuito di regolazione potenza con funzionamento modulante (25-100
%), regolazione mediante ventola dei gas di scarico con regolazione di velocità in base alla temperatura di
mandata, esatta regolazione del combustibile mediante dosatore a coclea con strato di sbarramento,
rabbocco del contenitore di dosaggio mediante monitoraggio del livello, limitazione e distribuzione della
massa bruciante nella camera di combustione mediante monitoraggio del livello al suo interno e
azionamento della griglia di avanzamento, circuito di regolazione con ottimizzazione delle emissioni,
ottimizzazione dell’ alimentazione dell'aria tramite valvole a comando motorizzato per una combustione
ottimale mediante sonda lambda, il mantenimento della temperatura di ritorno con valvola miscelatrice
caldaia assicura la massima durata utile della caldaia, controllo per bruciatore a gasolio sulla PYROT,
funzioni di sicurezza per temperatura eccessiva, ritorno di fiamma, apertura del coperchio nella sezione di
alimentazione, dissipazione forzata del calore, uscita priva di tensione (messaggio di errore).
Comando: Il comando si effettua da una consolle di comando con tastiera a membrana e display con testo
in chiaro. Tutti i dati di esercizio possono essere letti sul display. I valori nominali di tutti i parametri più
importanti possono essere facilmente inseriti tramite tastiera. I messaggi di errore vengono visualizzati in
testo chiaro ed indicati nell'ordine in cui hanno luogo.
PULIZIA PNEUMATICA TUBI FUMO
L'intero scambiatore di calore a fasce tubiere viene pulito durante il funzionamento con getti d'aria
compressa periodici. La pulizia stessa viene eseguita applicando la pressione consecutivamente alle singole
sezioni. Il distacco della cenere dai tubi dello scambiatore di calore avviene mediante un impulso di
pressione molto breve ma forte.
Le particelle staccate vengono trasportate insieme al flusso dei gas fino al depolverizzatore dove vengono in
gran parte espulse. Il dispositivo è integrato sul retro della caldaia. Il compressore si deve montare
preferibilmente in un posto fresco del locale della caldaia.
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Funzionamento del controllo: Il numero dei cicli di pulizia all'interno di un’ unità di tempo (per es.: ogni ora)
viene adeguato al carico della caldaia. Un singolo ciclo completo di pulizia consiste in una sequenza di
impulsi di pressione su tutte le sezioni dello scambiatore di calore.
RIMOZIONE CENERE DA BIDONE MOBILE ESTERNO
Sistema completo di rimozione ceneri tramite coclea dal vano ceneri del blocco di combustione in un fusto
zincato mobile di raccolta ceneri disposto esternamente (standard 240 litri).Il sistema di regolazione a
fotocellula mantiene costante il livello della cenere tramite la coclea. Ciò consente alla cenere di raffreddarsi
nella vasca posta sotto il focolare, in modo che durante il normale funzionamento il fusto venga riempito solo
con cenere fredda, ormai spenta.
Fornitura: vasca per la cenere della caldaia con regolazione del livello e coclea di rimozione ceneri in acciaio
resistente alle alte temperature, azionamento tramite motoriduttore a vite senza fine, coclea di trasporto
cenere ascendente di forma tubolare con prelievo diretto dalla coclea di rimozione ceneri, azionamento
tramite motoriduttore a vite senza fine, postazione di connessione con fusto mobile di raccolta cenere,
regolazione degli azionamenti della coclea, fotocellula a raggi infrarossi per il controllo del livello della
cenere nella camera di combustione.
DEPOLVERIZZATORE GAS SCARICO
Il depolverizzatore dei gas di scarico serve per ridurre al minimo le missioni di polveri ed è seguito in
versione multiciclone con funzione assiale.
Il depolverizzatore è completamente isolato, coperto da un rivestimento elegante e munito di tre coperchi
per consentirne la pulizia. La pulizia del vano dei gas grezzi avviene attraverso i coperchi laterali. La pulizia
del vano dei gas puliti avviene attraverso il coperchio superiore o posteriore (raccordo ventola non
utilizzato).
Il contenitore delle ceneri è munito di carrello proprio, collegato al depolverizzatore mediante chiusure rapide
e si può facilmente estrarre per consentirne lo svuotamento.
La ventola dei gas di scarico è montata facoltativamente in alto o lateralmente.
GRUPPO TERMICO a CONDENSAZIONE
Con funzione di back-up ed integrazione di punta, si prevede la fornitura e posa di n. 1 gruppo termico, del
tipo a condensazione, ad alto contenuto d’acqua. Si è individuato un gruppo di marca Viessmann modello
Vitocrossal 200 tipo CM2, o equivalente.
Il gruppo termico dovrà essere accoppiato ad un bruciatore del tipo ad irraggiamento, si richiede
esplicitamente l’impiego di gruppi termici del tipo ad alto rendimento.
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I gruppi Vitocrossal 200 CM2, sono caratterizzati da:
Elevata sicurezza d'esercizio e lunga durata grazie alla superficie
di scambio termico Inox-Crossal resistente alla corrosione in
acciaio inossidabile
Superficie di scambio termico Inox-Crossal per una trasmissione
del calore e una condensazione altamente efficaci
Effetto autopulente grazie alla superficie liscia in acciaio
inossidabile
Combustione con ridotte emissioni inquinanti grazie al carico
termico ridotto e alla tipologia della camera di combustione
Bruciatore ad irraggiamento MatriX per un funzionamento
ecologico con un campo di modulazione dal 33 al 100%
Dati tecnici:
campo di potenzialità utile TM /TR = 50 / 30 °C = 104 – 311 kW
campo di potenzialità utile TM /TR = 80 / 60 °C = 95 – 285 kW
potenzialità al focolare : 98 – 293 kW
Dimensioni:
altezza: 1.277 mm (con attacchi idraulici)
larghezza: 760 mm
profondità:1.396 mm
Pressione massima di esercizio lato riscaldamento: 4 bar
Classe NOX = 5
Classificazione 92/42 CE: 4 stelle
LINEA ADDUZIONE GAS METANO
Lo schema di principio
della
linea
di
alimentazione
prevede
la
omologata
gas
rampa
secondo
normativa EN 676 fornita
separatamente
dal
bruciatore, a monte della
valvola del gas verrà
installata una valvola di
intercettazione manuale
e
giunto
disposti
antivibrante
secondo
lo
schema della UNI a lato.
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SCAMBIATORE A PIASTRE
All’interno delle due sottocentrali termiche, si prevede l’installazione di altrettanti scambiatori a piastre, con
funzione di disaccoppiamento del circuito di teleriscaldamento e centrale termica, con gli impianti interni
all’edificio scolastico. In tal modo si raggiungerà il duplice obiettivo di preservare nuovi gruppi termici e rete,
nonché d’aumentare il volano d’acqua tecnologica a servizio dell’impianto a biomassa.
Gli scambiatori di calore saranno del tipo a piastre ispezionabili, si esclude pertanto la possibilità di ricorso a
scambiatori di tipo saldobrasato. Gli assemblati sono costituiti da piastre in acciaio INOX AISI 316,
opportunamente sagomate con spessore di 0,5 mm, separate da guarnizioni incollate in EPDM con
temperatura massima di esercizio di 140 °C.
I telai di testa sono in acciaio al carbonio, verniciati con polveri epossidiche. Tutti gli spessori sono adeguati
alle rispettive pressioni nominali, si richiede la fornitura di scambiatori a basse perdite e con pressione
massima d’esercizio, non inferiore a 6 bar.
Per quanto concerne le potenzialità degli scambiatori, si prevedono le seguenti tipologie di componenti:
locale
potenzialità
temperatura 1°
temperatura 2°
SCT sud-est
200 kW
75 / 60 °C
70 / 60 °C
SCT nord-ovest
350 kW
75 / 60 °C
70 / 60 °C
Sul lato primario degli scambiatori, si provvederà alla fornitura e posa di una valvola di regolazione
motorizzata del tipo a due vie, completa di servomotore accoppiato. La valvola della sottocentrale sud-est
lavorerà in regolazione climatica, secondo la temperatura esterna e la temperatura voluta sul lato
secondario dello scambiatore.
La valvola della sottocentrale nord-ovest lavorerà in climatica quanto il bollitore a.c.s. è in condizioni di
soddisfazione, ed a punto fisso a 70 °C nei periodi di carica del bollitore.
Le valvole di regolazione primarie degli scambiatori, saranno rese intercettabili dalla presenza di valvole a
sfera monte / valle; inoltre, le valvole motorizzate a 2 vie saranno complete di linea by-pass, da utilizzare in
caso di manutenzione o avaria della regolazione.
ADDOLCITORE
L'addolcitore d’acqua è costruito secondo le disposizioni del decreto del Ministero della Sanità N°443 del
21/12/90. Tutte le parti dell’impianto destinate al contatto con acqua rispondono alle normative vigenti, in
particolare:
D.M. 25/12 regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento
di acque potabili;
D.M. 174 del 6 aprile 2004 concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli
impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo
umano.
Decreto Legislativo n°31/2001 “attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque
destinate al consumo umano”
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89/336/CEE, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità
elettromagnetica
73/23/CEE e risponde ai requisiti specifici delle norme UNI EN ISO 12100-1 :2005 e UNI EN ISO
12100-2 : 2005
Per l’equipaggiamento elettrico l’apparecchio è conforme alle Norme EN 60204-1 (1992), 44/5 (1993) CEI
64-8 EN 60335 ed EN 60335-2-24 (sicurezza degli impianti elettrici d’uso domestico e similare) e alle
normative inerenti la compatibilità elettromagnetica EN 50081-50082.
La valvola in dotazione all’addolcitore automatico si caratterizza per la comodità del grande display digitale
LCD retroilluminato e per semplicità nel suo utilizzo e nell’inserimento dei vari parametri.
L’apparecchio, essendo un digitale avanzato, permette l’impostazione di numerosi parametri in modo da
ottenere un ottimale rapporto funzionalità/risparmio.
Quando la quantità di acqua trattata supera il valore impostato, o comunque ogni quattro giorni (anche
senza alcun
consumo, a meno che non sia stata disinserita l’opzione), il timer predispone l’apparecchio alla
rigenerazione che sarà avviata all’ora programmata.
Si evitano così rigenerazioni superflue con conseguente risparmio di sale e di acqua.
Il conta-litri assicura il controllo della valvola anche con portate estremamente basse ed in assenza di
energia elettrica.
La valvola è dotata di un dispositivo di miscelazione/by pass di MIX incorporato, che consente di controllare
la durezza residua miscelando l’acqua dolce in uscita dall’impianto con quella dura di alimento.
L’apparecchio è autodisinfettante ed è dotato di una cella elettrolitica (produttore di cloro) rivestita in titanio,
che produce cloro durante la fase aspirazione salamoia. Ad ogni rigenerazione è garantita la disinfezione
delle resine per preservare la qualità batteriologica dell’acqua dolce. Pressione di esercizio: 1,8/5,0 bar.
L’elettronica monitorizza costantemente le varie funzioni dell'addolcitore e possiede un programma di
controllo ad uso dell'utente.
Le logiche di funzionamento sono le seguenti:
Tempo
Volumetrico statistico (versioni DATA e BIODATA)
Rigenerazione a tempo: rigenerazione a tempo significa che l’addolcitore si rigenera ad una certa ora,
programmabile dall’utente (generalmente di notte quando la richiesta di acqua addolcita è minima o
inesistente). Il programma inoltre permette di effettuare una rigenerazione con una frequenza compresa tra
1 e 30 giorni.
La frequenza delle rigenerazioni è impostata in funzione del consumo d’acqua e dalla sua durezza totale,
nonché della capacità ciclica dell’addolcitore, ossia la quantità di acqua addolcita che l’apparecchio è in
grado di erogare tra due rigenerazioni.
Funzioni e caratteristiche dell’elettronica di comando:
Rigenerazione a tempo puro (frequenza)
Rigenerazione a tempo giornaliera (max 2 al giorno)
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Richiesta ASSISTENZA dopo numero di rigenerazioni impostato a programma per questi modelli
Inserimento Manuale programmi;
Visualizzazione delle fasi di rigenerazione;
Modifica fasi ciclo (solo assistenza);
Registrazione numero di rigenerazioni effettuate.
Rigenerazione volumetrica statistica: la rigenerazione volumetrica statistica tiene conto di quanta acqua
addolcita viene erogata giornalmente. In base alla media giornaliera di consumo d’acqua addolcita rilevata,
l’addolcitore calcola autonomamente quando è giunto il momento di eseguire una rigenerazione.
Tuttavia per evitare che il sistema elettronico faccia partire una rigenerazione durante il giorno, cioè proprio
nel momento nel quale si verifica la maggiore richiesta di acqua addolcita, è possibile programmare l’ora in
cui effettuare tale rigenerazione.
Qualora la riserva a disposizione non fosse statisticamente sufficiente per erogare ancora acqua addolcita
fino all’ora della rigenerazione per il giorno dopo fissata, l’addolcitore avvia la rigenerazione
automaticamente; in tal modo è sempre garantita la disponibilità di acqua addolcita. Dopo qualche giorno il
sistema elettronico incomincia ad avere i dati di riferimento necessari e l’elaborazione statistica migliorerà
progressivamente fino a quando il sistema elettronico potrà calcolare la frequenza della rigenerazione
esattamente in relazione al fabbisogno di acqua addolcita. Nel caso sia programmata la rigenerazione
automatica minimo ogni 4 giorni (consigliata per l’addolcimento delle acque potabili), qualora entro tale
periodo il consumo d’acqua non fosse stato raggiunto gli automatismi avviano una rigenerazione
supplementare.
Funzioni e caratteristiche dell’elettronica di comando:
Logica DATA settimanale con memorizzazione e modifica statistica giornaliera.
Logica 96 ore (con rigenerazione al primo passaggio dall’ora di rigenerazione);
Richiesta ASSISTENZA dopo numero di rigenerazioni impostato a programma per questi modelli
Inserimento Manuale programmi;
Rigenerazione manuale con avanzamento (solo assistenza);
Contatore programmabile (solo assistenza);
Visualizzazione delle fasi di rigenerazione;
Modifica fasi ciclo (solo assistenza);
Registrazione numero di rigenerazioni effettuate;
Uscita cella cloro;
Stop (inibizione rigenerazione);
Rigenerazione in corso (uscita transistor).
CANNE FUMARIE
A servizio del gruppo termico a condensazione, si prevede l’installazione di un sistema camino a parete
semplice, avente diametro interno di 200 mm, costituito da elementi modulari di sezione circolare aventi
parete interna in acciaio inossidabile AISI 316L, con finitura esterna lucida.
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Il particolare profilo conico del giunto di connessione brevettato garantisce la tenuta ai fumi (sino a 5000 Pa)
e alle eventuali condense senza l’obbligo della fascetta di bloccaggio elementi e di guarnizioni di tenuta.
La connessione meccanica fra gli elementi avviene mediante battitura di ogni elemento installato.
Il prodotto Conix Duo è marcato CE secondo la EN1856-1, con la seguente designazione: Sistema camino
T600-H1-W-V2-L50040-G75
I processi di saldatura longitudinale della parete interna ed esterna (LASER o TIG) sono
certificati
dall’Istituto Italiano della Saldatura.
A servizio del gruppo termico a biomassa, si prevede l’installazione di un sistema camino a doppia parete,
avente diametro interno di 250 mm, costituito da elementi modulari di sezione circolare aventi parete interna
in acciaio inossidabile AISI 316L, finitura esterna lucida, con intercapedine di 75 mm. di lana minerale di
densità superiore a 150 kg/m³.
Il particolare profilo conico del giunto di connessione brevettato garantisce la tenuta ai fumi (sino a 5000 Pa)
e alle eventuali condense senza l’obbligo della fascetta di bloccaggio elementi e di guarnizioni di tenuta.
La connessione meccanica fra gli elementi avviene mediante battitura di ogni elemento installato.
Il prodotto Conix Duo è marcato CE secondo la EN1856-1, con la seguente designazione: Sistema camino
T600-H1-W-V2-L50040-G75
I processi di saldatura longitudinale della parete interna ed esterna (LASER o TIG) sono
certificati
dall’Istituto Italiano della Saldatura.
Art. 4 – Impianto elettrico
DESCRIZIONE GENERALE
L’opera comprende la realizzazione dell’impianto elettrico per l’alimentazione dei generatori di calore, delle
apparecchiature accessorie (pompe, elettrovalvole e apparecchiature di controllo e regolazione), per
l'alimentazione delle prese di corrente, dei corpi illuminanti sia per l'illuminazione normale, sia per quella di
emergenza, dell'impianto rivelazione fughe di gas e per il sistema di telecontrollo e telegestione.
La centrale termica è classificato come locale a maggior rischio in caso di incendio e pertanto le
caratteristiche degli impianti, nonché dei loro componenti, corrispondono alle norme di legge e di
regolamento vigenti, attestati da idonea documentazione ed in particolare saranno conformi:
alle prescrizioni di Autorità locali, comprese quelle dei Vigili del Fuoco
alle prescrizioni e indicazioni dell’Ente distributore dell’energia elettrica
alle Norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) generali e particolari
alle richieste della Comunità Europea come dimostra la marcatura CE
norme UNI
D.P.R. 547
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Legge 186/68 Realizzazione a regola d’arte
CEI 17-13
Standard di progettazione e costruzione quadro elettrico
CEI 44-5
Equipaggiamento elettrico
CEI 31-35 V1
Guida per la classificazione dei luoghi pericolosi
CEI 64-8
Impianti elettrici utilizzatori
CEI 11-17
Impianti di distribuzione dell’energia – Linee in cavo
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CEI UNEL 25024/1
Portata di corrente in regime permanente per posa in aria
D.P.R. 459/96 Direttiva macchine
D. Lgs. 615/96 Compatibilità elettromagnetica
Legge 791/97 Materiale elettrico di bassa tensione
D.Lgs. 81/2008 Sicurezza e salute dei lavoratori e marcatura CE
UNI EN 1838
Applicazioni dell’illuminotecnica – Illuminazione di emergenza
CLASSIFICAZIONE DELL'AMBIENTE
Il locale centrale termica è alimentato con gas metano e quindi secondo il D.M. 16/02/1982, gli impianti per
la produzione di calore con potenzialità superiore a 100.000 kcal/h sono soggetti al controllo da parte dei
VV.F.
Per quanto riguarda l'impianto elettrico, ai fini della prevenzione incendi, è richiesto dal D.M. 12/4/1996 il
comando d'emergenza all'esterno del locale centrale termica.
Il grado di protezione minimo richiesto è IPX2 purché le apparecchiature utilizzate siano marchiate CE ai
sensi della direttiva 90/396/CE, gli impianti elettrici realizzati avranno un grado di protezione IP65 e la
tensione di contatto verso terra sarà inferiore a 50V.
TIPOLOGIA DELL'IMPIANTO ELETTRICO
L’alimentazione elettrica dell’impianto in centrale termica ha origine dall’interruttore di bassa tensione
ubicato nel quadro elettrico esistente nell'attuale locale centrale termica, i cavi di alimentazione del quadro
saranno posate all’interno di tubazioni in acciaio zincato del tipo conduit, mentre le linee di alimentazione dei
generatori di calore, delle pompe e dei dispositivi di controllo saranno alloggiate all’interno di nuove
canalizzazioni metalliche.
I conduttori sono protetti contro le sovracorrenti causate da sovraccarichi o da corto circuito, la protezione
contro i sovraccarichi è effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle norme CEI 64-8/4 (sesta edizione)
art.433. In particolare i conduttori saranno scelti in modo che la loro portata sia superiore o almeno uguale
alla corrente di impiego (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza da trasmettere in
regime permanente).
Gli interruttori magnetotermici previsti a protezione dei conduttori, presentano una corrente nominale
compresa tra la corrente di impiego del conduttore e la sua portata nominale ed una corrente di
funzionamento minore o uguale a 1,45 volte la portata del conduttore.
Gli interruttori automatici magnetotermici interrompono anche le correnti di corto circuito che possono
verificarsi nell’impianto, in ottemperanza all’art. 434 delle norme CEI 64-8/4 (sesta edizione), ciò per
garantire che nel conduttore protetto non si raggiungano temperature pericolose, pertanto il potere di
interruzione degli interruttori è superiore alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione.
Ad ogni attraversamento di strutture classificate REI, sarà eseguito il ripristino della resistenza al fuoco
mediante prodotti idonei e dotati della certificazione REI.
DIMENSIONAMENTO DEI COMPONENTI
I cavi posati nelle tubazioni a vista saranno del tipo LSOH, adatti a tensione nominale verso terra e tensione
nominale (U0/U) non inferiori a 450/750V, mentre quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando sono
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adatti a tensione nominale non inferiore a 300/500 V, simbolo di designazione 05: la posa deve rispettare la
profondità e la distanza di sicurezza prescritta dalle norme e dai decreti per le condotte delle altre utenze.
I cavi posati nei canali metallici sono in gomma, dotati di guaina ed hanno tensione di isolamento 0,6/1 kV.
Le sezioni dei conduttori calcolate in funzione della potenza impegnata e dalla lunghezza dei circuiti sono
state scelte tra quelle unificate:
Le sezioni minime adottate per i conduttori sono:
1,5 mm² per i circuiti di segnalazione;
2,5 mm² per alimentazione pompe;
25 mm² per l’alimentazione del quadro centrale termica.
La sezione dei conduttori neutri, nei circuiti monofase e trifase sarà non inferiore a quella dei corrispondenti
conduttori di fase quando la dimensioni dei conduttori di fase è inferiore o uguale a 16 mm2.
La sezione dei conduttori di terra e di protezione, cioè dei conduttori che collegano all’impianto di terra le
parti da proteggere contro i contatti indiretti, non sono inferiori a quelle indicate nella tabella 54F dell’art.
543.1.2 delle norme CEI 64-8/5.
Essendo i cavi raggruppati in ambiente chiuso, occorre contenere il pericolo di propagazione di un eventuale
incendio, pertanto presentano i requisiti di non propagazione dell’incendio in conformità alle norme CEI 2022, inoltre tutti i cavi devono essere del tipo LSOH per le pose non incassate.
La sezione dei canali è pari ad almeno 2 volte la sezione del fascio dei cavi, comunque è sufficientemente
grande da permettere di sfilare e reinfilare i cavi con facilità e senza che risultino danneggiati i cavi stessi.
Il tracciato delle condutture consente un andamento rettilineo orizzontale o verticale, le curve sono di ampio
raggio tali da non pregiudicare la sfilabilità dei cavi, in ogni brusca deviazione resa necessaria, ad ogni
derivazione da linea principale a secondaria, la canalizzazione è interrotta con cassette di derivazione.
Le giunzioni dei conduttori sono eseguite nelle scatole di derivazione con l’impiego di opportuni morsetti o
morsettiere: in particolare non sarà superata la capacità di connessione indicata dalle norme CEI EN 60998,
CEI 23-21 e indicata sui cataloghi.
Le derivazioni all’interno della scatola sono etichettate per garantire una sicura individuazione dei circuiti, le
scatole sono costruite in modo che nelle condizioni ordinarie di installazione non sia possibile introdurvi
corpi estranei, deve risultare agevole la dispersione di calore in essa prodotta: scatole e morsettiere devono
essere in classe di isolamento II documentato dal doppio quadrato stampato sul materiale.
I cavi e le giunzioni non devono occupare più del 50% del volume interno della cassetta dotata di coperchio
che offre garanzie di fissaggio ed è apribile solo con attrezzo.
Tutti i materiali e gli apparecchi previsti nella realizzazione dell’impianto elettrico sono adatti all’ambiente in
cui saranno installati ed hanno caratteristiche tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive, termiche o
dovute all’umidità alle quali possono essere esposti durante l’esercizio. Essi sono marcati CE e rispondenti
alle norme CEI e tabelle di unificazione CEI-UNEL, ove queste esistono; inoltre le apparecchiature devono
essere standardizzate e la disposizione deve essere gradevole dal punto di vista estetico.
Le apparecchiature installate nei quadri sono di tipo modulare e componibile con fissaggio a scatto su
profilato normalizzato EN 50022, in particolare:
gli interruttori automatici magnetotermici sono modulari;
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tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l’impianto sono modulari e
accoppiabili nello stesso quadro con gli interruttori automatici;
il potere di interruzione degli interruttori automatici è garantito sia in caso di alimentazione dai
morsetti superiori (alimentazione dall’alto) sia in caso di
alimentazione dai morsetti inferiori
(alimentazione dal basso), tutti gli interruttori sono conformi alle norme CEI 23-18 e sono
interamente assiemati dal costruttore.
Il quadro principale è dotato di circuiti protetti da interruttori magnetotermici per alimentare le utenze ed è
dotato di uno spazio di riserva per futuri ampliamenti,
i conduttori codulati, sono dotati di barre di
distribuzione per il cablaggio rapido, di morsettiera e di canaline.
Per il quadro è prodotta la documentazione relativa alla dichiarazione di conformità, al rapporto di prova
individuale con collaudo in conformità alla norma CEI 17-13/1 e CEI 23-51
e sarà fornito di targa
identificativa.
Il quadro sarà munito di profilato di fissaggio a scatto delle apparecchiature elettriche e detti profilati sono
protetti da pannelli di chiusura preventivamente lavorati per far sporgere l’organo di manovra delle
apparecchiature ed è prevista la possibilità di individuare le funzioni svolte dalle apparecchiature. Il quadro è
dimensionato con un 30 % di spazio di riserva, dotato di sportello trasparente con serratura a chiave, grado
di protezione adatto al luogo di posa e tutti gli interruttori sono etichettati con le indicazioni dei circuiti serviti.
L’impianto elettrico è stato calcolato per la potenza di 3 kW con il sistema di distribuzione trifase alla
tensione di alimentazione di 230/400V concatenata e alla frequenza di 50 Hz, quindi si intende che le
prestazioni e le garanzie per quanto riguarda le portate di corrente, le cadute di tensione, le protezioni e
l’esercizio in genere sono riferite alla potenza impegnata.
L’impianto di illuminazione di sicurezza è costituito da plafoniere autoalimentate con segnalazione di
autodiagnosi, autonomia di 2 ore e potenza sufficiente a garantire i 5 lux, pertanto ogni eventuale guasto
interessa il singolo corpo illuminante e non l’insieme. I materiali utilizzati saranno conformi alle relative
normative di prodotto per ambienti a maggior rischio in caso di incendio.
Nei locale centrale termica le plafoniere presentano grado di protezione IP 65, tutte le lampade al neon sono
trifosforo, con indice di resa cromatica 80 e garantiscono una lunga durata.
Ogni plafoniera sarà alimentata dalla cassetta di derivazione evitando l’entra esci dei cavi dai morsetti delle
apparecchiature illuminanti, ad eccezione delle plafoniere con morsettiera prevista dal costruttore per
permettere l’entra esci del cavo.
Ogni macchina, destinata ad essere messa in servizio, deve essere conforme alla direttiva macchine,
direttiva EMC, marcata CE, munita di targa del costruttore e libretto di istruzione e quindi sarà verificata la
compatibilità con l’impianto elettrico di alimentazione.
Art. 5 – Sistema di rivelazione fughe gas
Nonostante la geometria della centrale termica e delle aperture d’aerazione, con ridondanza rispetto alla
regola tecnica di prevenzione incendi, si prevede l'installazione di un sistema capace di rilevare le possibili
fughe di gas e contestualmente interrompere l'alimentazione del combustibile.
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Il sistema sarà fornito completo di tutti gli accessori e collegamenti elettrici necessari per un corretta
installazione e risulta composto dai seguenti elementi:
n. 1 Centralina di rivelazione per centrali termiche completa di sensori catalitici tarati per miscele
esplosive;
n. 1 Elettrovalvola a due vie per l'intercettazione del gas metano con riarmo manuale, del tipo
“normalmente aperta”.
n. 1 allarme ottico-acustico, con lampeggiante luminoso e sirena bitonale
La centralina verrà installata nei pressi del quadro elettrico di comando dell'impianto termico, le sonde
verranno installate a soffitto nella zona ove trovano ubicazione i generatori di calore.
L'elettrovalvola sarà installata sulla tubazione principale di alimentazione gas dei generatore di calore, a
monte del punto di attraversamento della parete esterna del locale centrale termica, in prossimità della
valvola d'intercettazione a sfera. L’allarme ottico-acustico sarà installato in corrispondenza dell’esterno della
centrale termica, in posizione facilmente individuabile.
Art. 6 – Sistema di telegestione
Lo scopo che il sistema di telegestione e telecontrollo si propone è quello di permettere il controllo
dell'impianto di riscaldamento e il comando dello stesso in tempo reale.
Il sistema permette di concentrare in un unico posto tutte le informazioni sul funzionamento dell' impianto
termico ubicato nella scuola, di elaborarle in modo da ottenere maggiori indicazioni per la taratura ed i
comandi degli stessi, per consentire una sensibile riduzione del personale addetto al controllo degli impianti.
Il sistema offre inoltre la possibilità di conoscere in tempo reale le anomalie presenti sugli impianti e quindi di
poter intervenire in maniera tempestiva per il ripristino delle condizioni ideali di funzionamento.
Il sistema è di tipo "ad intelligenza distribuita", questo significa che ciascun impianto è completamente
autonomo dal sistema di telegestione e funziona indipendentemente se questo è connesso o meno. Tutte le
logiche di funzionamento sono residenti nei microprocessori dei singoli apparecchi installati presso gli
impianti termici, che, per questo motivo, vengono definiti "stand alone".
L'architettura del sistema è basata sul concetto di "intelligenza distribuita" e prevede:
Postazione centrale: ubicata presso la sede del gestore, dalla quale può essere controllato l'intero
sistema. Composta da singolo operatore o da più operatori collegati in rete con logica "Client Server", ciascuno abilitato secondo il livello di accesso concesso. Comunica con le unità periferiche
utilizzando i mezzi sopra descritti.
Unità periferiche: sono definite unità periferiche gli impianti controllati e sono composte dalle
apparecchiature preposte alla acquisizione dei dati e allo svolgimento delle procedure autonome di
regolazione e comando degli impianti, secondo la logica dell’intelligenza distribuita. Configurabili
secondo le proprie caratteristiche in modo da adattarle agli organi in campo da comandare e
secondo le misure da effettuare. La comunicazione fra unità periferiche e la postazione centrale può
essere indifferentemente: tramite linee telefoniche commutate, tramite linee telefoniche digitali GSM
oppure tramite reti ethernet con protocolli di comunicazione TCP IP.
Rete di trasmissione dati: per il collegamento delle varie unità periferiche alla postazione centrale,
costituite da bus locali, linee telefoniche, modem o reti ethernet.
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CARTA PUNTI
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PARTE SECONDA – RELAZIONE DI CALCOLO
Art. 7 – Dimensionamento gruppi termici
La diagnosi energetica del sistema edificio-impianto, porta ad un calcolo complessivo delle dispersioni, per
trasmissione e ventilazione, complessivamente pari a 448.386,4 W. Si riporta nel seguito il quadro di
riepilogo delle dispersioni calcolate per zona termica.
I risultati di calcolo, sono
frutto
di
indagini
non
invasive delle strutture
opache.
La mancata indagine invasiva delle strutture opache, oltre alla considerazione dei rendimenti d’impianto, ha
indotto ad adottare un coefficiente correttivo di 1,2, ottenendo quindi una potenzialità necessaria di 538 kW.
La scelta di suddividere la potenzialità su due gruppi termici, di cui uno di fondo e l’altro di punta e back-up,
è finalizzata al miglioramento del rendimento medio stagionale, derivante dal funzionamento a pieno regime
del generatore a biomassa, ed in modulazione continua del gruppo termico a condensazione.
I due gruppi termici individuati presentano una potenzialità nominale complessiva, pari a 300 kW (biomassa)
e 285 kW (metano), con temperatura di mandata 80 °C e ritorno a 60 °C.
Art. 8 – Dimensionamento valvole di sicurezza
Sulla tubazione di mandata del gruppo termico a biomassa, sarà installata una valvola di sicurezza, avente
le seguenti caratteristiche tecniche:
Casa costruttrice :
Caleffi o equivalente
Modello :
art. 527 o equivalente
Misura :
1”
φ Orifizio :
25 mm
Sezione netta :
4,9087 cm²
Press. taratura :
3,5 bar
Sovrapress. scar. :
< 10%
Press. scar. nom. :
3,85 bar
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Press. chiusura :
2,80 bar
Coeff. efflusso K :
0,88
W:
984,23 kg/h
Portata di scarico :
492.100 kcal/h, pari a 572,3 kW
Verifica della valvola di sicurezza
Q (biomassa) = P/0,58 = 300 / 0,58 = 517,24 Kg/h < 984,23 Kg/h
Sulla tubazione di mandata del gruppo termico a gas metano, sarà installata una valvola di sicurezza,
avente le seguenti caratteristiche tecniche:
Casa costruttrice :
Caleffi o equivalente
Modello :
art. 527 o equivalente
Misura :
¾”
φ Orifizio :
20 mm
Sezione netta :
3,1416 cm²
Press. taratura :
3,5 bar
Sovrapress. scar. :
< 10%
Press. scar. nom. :
3,85 bar
Press. chiusura :
2,80 bar
Coeff. efflusso K :
0,67
W:
479,59 kg/h
Portata di scarico :
239.700 kcal/h, pari a 278,8 kW
Note :
Qualificata I.S.P.E.S.L. e marchiata ‘CE’, ai sensi della direttiva 97/23/CE
Verifica della valvola di sicurezza
Q (gas metano) = P/0,58 = 285 / 0,58 = 491,38 Kg/h < 479,59 Kg/h
dove:
W è la portata oraria di scarico di vapore;
P è la potenza nominale del generatore di calore espressa in kW;
Le valvole pertanto sono verificate.
Le valvole di sicurezza saranno installate sulle tubazioni di mandata dei 2 gruppi termici, ad una distanza
inferiore ad 1,00 m dall’uscita dagli stessi.
Le tubazioni di collegamento non avranno diametro inferiore a quello dei raccordi della valvola di sicurezza,
inoltre non dovranno essere in alcun modo intercettabili.
Il diametro delle tubazioni di scarico non saranno inoltre inferiori a quelli dei raccordi d’uscita della valvola di
sicurezza.
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Le valvole di sicurezza saranno provviste dei prescritti scarichi convogliati, e disposti in modo da non recare
danno alle persone ed agli oggetti; gli scarichi sboccheranno nelle immediate vicinanze delle valvole stesse,
in posizione facilmente visibile ed accessibile.
Art. 9 – Dimensionamento vasi d’espansione
In considerazione della separazione idraulica fra circuito primario e sottocentrali, nonché della presenza di
due generatori di calore distinti, si è provveduto al dimensionamento di 5 sistemi d’espansione, posto a
servizio dell’intero impianto termico, ovvero:
gruppo termico a biomassa
gruppo termico a gas metano
centrale termica (puffer + circuiti) e rete di teleriscaldamento
secondario sottocentrale sud-est
secondario sottocentrale nord-ovest
Si riporta nel seguito il dimensionamento di ognuno dei 5 sistemi sopra individuati.
Sistema d’espansione gruppo termico a biomassa:
Contenuto acqua gruppo termico / primario: C =
Pressione assoluta di precarica v.e. :
900 l
P1 = 1,65 bar
P2 = 4,65 bar
Dislivello vaso / valvola di sicurezza = ± 1,50 m
Vn ≥ Ve / (1 – P1 / P2)
dove :
Vn
è il volume teorico del vaso d’espansione espresso in litri;
Va
è il volume d’acqua contenuto nell’impianto (circuito) servito dal vaso
Ve
è il volume d’espansione espresso in litri (VE = VA . n/100; dove: n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm²)
P1
è la pressione assoluta iniziale espressa in bar;
P2
è la pressione massima assoluta d’esercizio espressa in bar.
n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm² = 0,31 + 3,9 x 10–4.x 10² = 4,2100
Ve = 900 x 4,2100 / 100 = 37,89 l
Vn ≥ 37,89 / (1 – 1,65 / 4,65) = 58,73 l
Il volume d’espansione teorico del vaso d’espansione dovrà essere maggiore o uguale a 58,73 l;
considerata l’installazione di
1 vaso d’espansione avente capacità pari a 80 l, tale dispositivo risulta
correttamente verificato.
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Sarà installato:
n. vasi a membrana:
1
Capacità assegnata :
80 l
Pressione max esercizio: 6 bar
φ Attacco:
22,9 mm (3/4”)
Note : collaudato I.S.P.E.S.L ., certificato d’omologazione della casa costruttrice.
Verifica diametro delle tubazione di sicurezza:
√ P/1,163
φ interno =
= √ 300 / 1,163 = 16,06 mm
φ interno teorico :
16,06 mm
φ interno effettivo :
22,9 mm (3/4”) > 16,06 mm
Sistema d’espansione gruppo termico a metano:
Contenuto acqua gruppo termico / primario: C =
Pressione assoluta di precarica v.e. :
600 l
P1 = 1,65 bar
P2 = 4,58 bar
Dislivello vaso / valvola di sicurezza = ± 0,80 m
Vn ≥ Ve / (1 – P1 / P2)
dove :
Vn
è il volume teorico del vaso d’espansione espresso in litri;
Va
è il volume d’acqua contenuto nell’impianto (circuito) servito dal vaso
Ve
è il volume d’espansione espresso in litri (VE = VA . n/100; dove: n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm²)
P1
è la pressione assoluta iniziale espressa in bar;
P2
è la pressione massima assoluta d’esercizio espressa in bar.
n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm² = 0,31 + 3,9 x 10–4.x 10² = 4,2100
Ve = 600 x 4,2100 / 100 = 25,26 l
Vn ≥ 25,26 / (1 – 1,65 / 4,58) = 39,48 l
Il volume d’espansione teorico del vaso d’espansione dovrà essere maggiore o uguale a 39,48 l;
considerata l’installazione di 1 vaso d’espansione avente capacità pari a 50 l, tale dispositivo risulta
correttamente verificato.
Sarà installato:
n. vasi a membrana:
1
Capacità assegnata :
50 l
Pressione max esercizio: 5 bar
φ Attacco:
22,9 mm (3/4”)
Note : collaudato I.S.P.E.S.L ., certificato d’omologazione della casa costruttrice.
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Verifica diametro delle tubazione di sicurezza:
√ P/1,163
φ interno =
= √ 285 / 1,163 = 15,65 mm
φ interno teorico :
15,65 mm
φ interno effettivo :
22,9 mm (3/4”) > 15,65 mm
Sistema d’espansione centrale termica / puffer / rete di teleriscaldamento:
Contenuto acqua circuiti, puffer e rete:
C=
11.000 l
Pressione assoluta di precarica v.e. :
P1 = 1,65 bar
P2 = 4,65 bar
Dislivello vaso / valvola di sicurezza = ± 1,50 m
Vn ≥ Ve / (1 – P1 / P2)
dove :
Vn
è il volume teorico del vaso d’espansione espresso in litri;
Va
è il volume d’acqua contenuto nell’impianto (circuito) servito dal vaso
Ve
è il volume d’espansione espresso in litri (VE = VA . n/100; dove: n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm²)
P1
è la pressione assoluta iniziale espressa in bar;
P2
è la pressione massima assoluta d’esercizio espressa in bar.
n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm² = 0,31 + 3,9 x 10–4.x 10² = 4,2100
Ve = 11.000 x 4,2100 / 100 = 463,1 l
Vn ≥ 25,26 / (1 – 1,65 / 4,65) = 717,81 l
Il volume d’espansione teorico del vaso d’espansione dovrà essere maggiore o uguale a 717,81 l;
considerata l’installazione di 3 vasi d’espansione aventi capacità singola pari a 250 l, tali dispositivi risultano
correttamente verificati.
Saranno installati:
n. vasi a membrana:
3
Capacità assegnata:
250 l
Pressione max esercizio: 6 bar
φ Attacco:
22,9 mm (3/4”)
Note : collaudato I.S.P.E.S.L ., certificato d’omologazione della casa costruttrice.
Verifica diametro delle tubazione di sicurezza:
φ interno =
√ P/1,163
= √ 585 / 1,163 = 22,42 mm
φ interno teorico :
22,42 mm
φ interno effettivo :
22,9 mm (3/4”) > 22,42 mm
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Sistema d’espansione sottocentrale termica lato sud-est:
Contenuto acqua secondario STC sud-est: C =
Pressione assoluta di precarica v.e. :
3.300 l
P1 = 1,95 bar
P2 = 4,65 bar
Dislivello vaso / valvola di sicurezza = ± 1,50 m
Vn ≥ Ve / (1 – P1 / P2)
dove :
Vn
è il volume teorico del vaso d’espansione espresso in litri;
Va
è il volume d’acqua contenuto nell’impianto (circuito) servito dal vaso
Ve
è il volume d’espansione espresso in litri (VE = VA . n/100; dove: n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm²)
P1
è la pressione assoluta iniziale espressa in bar;
P2
è la pressione massima assoluta d’esercizio espressa in bar.
n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm² = 0,31 + 3,9 x 10–4.x 10² = 4,2100
Ve = 3.300 x 4,2100 / 100 = 138,93 l
Vn ≥ 138,93 / (1 – 1,95 / 4,65) = 239,27 l
Il volume d’espansione teorico del vaso d’espansione dovrà essere maggiore o uguale a 239,27 l;
considerata l’installazione di 1 vaso d’espansione avente capacità pari a 250 l, tale dispositivo risulta
correttamente verificato.
Sarà installato:
n. vasi a membrana:
1
Capacità assegnata:
250 l
Pressione max esercizio: 6 bar
φ Attacco:
22,9 mm (3/4”)
Note : collaudato I.S.P.E.S.L ., certificato d’omologazione della casa costruttrice.
Verifica diametro delle tubazione di sicurezza:
φ interno =
√ P/1,163
= √ 200 / 1,163 = 13,11 mm
φ interno teorico :
13,11 mm
φ interno effettivo :
22,9 mm (3/4”) > 13,11 mm
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Sistema d’espansione sottocentrale termica lato nord-ovest:
Contenuto acqua secondario STC nord-ov: C =
Pressione assoluta di precarica v.e. :
4.800 l
P1 = 1,95 bar
P2 = 4,65 bar
Dislivello vaso / valvola di sicurezza = ± 1,50 m
Vn ≥ Ve / (1 – P1 / P2)
dove :
Vn
è il volume teorico del vaso d’espansione espresso in litri;
Va
è il volume d’acqua contenuto nell’impianto (circuito) servito dal vaso
Ve
è il volume d’espansione espresso in litri (VE = VA . n/100; dove: n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm²)
P1
è la pressione assoluta iniziale espressa in bar;
P2
è la pressione massima assoluta d’esercizio espressa in bar.
n = 0,31 + 3,9 x 10–4.x tm² = 0,31 + 3,9 x 10–4.x 10² = 4,2100
Ve = 4.800 x 4,2100 / 100 = 202,08 l
Vn ≥ 202,08 / (1 – 1,95 / 4,65) = 348,03 l
Il volume d’espansione teorico del vaso d’espansione dovrà essere maggiore o uguale a 348,03 l;
considerata l’installazione di 2 vasi d’espansione aventi capacità singola pari a 200 l, tali dispositivi risultano
correttamente verificati.
Saranno installati:
n. vasi a membrana:
2
Capacità assegnata:
200 l
Pressione max esercizio: 6 bar
φ Attacco:
22,9 mm (3/4”)
Note : collaudato I.S.P.E.S.L ., certificato d’omologazione della casa costruttrice.
Verifica diametro delle tubazione di sicurezza:
φ interno =
√ P/1,163
= √ 350 / 1,163 = 17,34 mm
φ interno teorico :
17,34 mm
φ interno effettivo :
22,9 mm (3/4”) > 17,34 mm
Installazione delle tubazioni di collegamento al vaso d’espansione:
Le tubazioni di collegamento con i vasi d’espansione a membrana non presenteranno spigoli vivi. Le sezioni
delle tubazioni non presenteranno diminuzioni lungo il percorso. Le curve avranno raggio di curvatura
misurato sull'asse del tubo non inferire a 1,5 volte il diametro interno.
Le tubazioni saranno protette contro l’azione del gelo.
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Art. 10 – Stabilità dei generatori di calore
Gruppo termico a biomassa
Pressione di taratura valvola di sicurezza :
3,500 bar
Sovrapressione di scarico valvola di sicurezza : 0,350 bar
Dislivello valvola di sicurezza / base caldaia :
0,200 bar
_________________________________________________
Totale
4,050 bar
Pressione max d’esercizio gruppi termici:
4,500 bar (esecuzione su richiesta)
4,50 bar > 4,050 bar
Gruppo termico a gas metano
Pressione di taratura valvola di sicurezza :
3,500 bar
Sovrapressione di scarico valvola di sicurezza : 0,350 bar
Dislivello valvola di sicurezza / base caldaia :
0,130 bar
_________________________________________________
Totale
3,980 bar
Pressione max d’esercizio gruppi termici:
4,000 bar
4,000 bar > 3,980 bar
Per tanto è garantita la stabilità idraulica dei due gruppi termici in progetto.
Art. 11 – Dimensionamento pompe a portata variabile
L’installazione di valvole termostatiche, prescritta dalla D.G.R. 46-11968 del 04.08.2009, nonché l’impiego
delle stesse da parte degli utenti occupanti i locali serviti, comporta una variazione continua del contenuto
d’acqua dei circuiti termoidraulici; tale condizione di continuo mutamento di portata e prevalenza richieste
dai circuiti, non può essere affrontata dai circolatori attualmente presenti, del tipo a 3 velocità
Nelle attuali condizioni la circolazione del fluido termovettore, all’interno dei circuiti presenti, è garantita dalla
presenza di elettropompe del tipo a 3 velocità.
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Con l’obiettivo di modulare la portata e la prevalenza delle pompe, in parallelo al mutare delle condizioni dei
circuiti serviti, si richiede la sostituzione delle pompe attualmente presenti con altrettante, a portata variabile;
l’intervento avrà inoltre l’obiettivo di ridurre il carico elettrico ed i relativi consumi per l’Amministrazione
comunale di Santena, nonché di aggiornare il parco componenti di proprietà del Comune. Le nuove
elettropompe saranno di tipo a rotore bagnato, con attacchi flangiati; il funzionamento delle pompe gemellari
sarà di una girante di riserva all’altra.
Le nuove elettropompe dovranno essere altamente efficienti, con un indice EEI che supero ampiamente i
rigorosi requisiti fissati da EuP, ovvero in linea con la direttiva europea del 2013 e del 2015 ErP
2009/125/CE. Tutte le nuove elettropompe dovranno essere in classe energetica ‘A’ o ‘B’.
Le nuove elettropompe avranno le seguenti caratteristiche tecniche:
Dati
EG01/A-B – aule nord-ovest EG02/A-B – segreteria
EG01/A-B – aule sud-est
Tipologia
gemellare portata variabile
gemellare portata variabile
gemellare portata variabile
Marca
-
-
-
Modello
-
-
-
Portata circuito
16 m³/h
7 m³/h
16 m³/h
Prevalenza circuito
3,8 m
3,1 m
3,8 m
Alimentazione elettrica
230 V / 1 Ph / 50 Hz
230 V / 1 Ph / 50 Hz
230 V / 1 Ph / 50 Hz
Saranno inoltre sostituite le elettropompe poste a servizio dei circuiti a portata fissa, con altrettante aventi le
seguenti caratteristiche tecniche:
Dati
EG03/A-B – aerotermi palestra EG04/A-B – primario bollitore
Tipologia
gemellare a 3 velocità
gemellare a 3 velocità
Marca
-
-
Modello
-
-
Portata circuito
7 m³/h
5 m³/h
4,5 m
2,7 m
230 V / 1 Ph / 50 Hz
230 V / 1 Ph / 50 Hz
Prevalenza
circuito
Alimentazione
elettrica
Per quanto concerne le elettropompe primarie in centrale termica, si sono calcolati i punti di lavoro,
individuabili sull’elaborato M 02; sottolineiamo tuttavia come tali punti di lavori siano da confermare a seguito
della scelta in fase costruttiva, di gruppi termici e puffer oggetto di nuova installazione.
L’individuazione del punto di lavoro delle elettropompe, è stata effettuata considerando un salto termico (∆t)
pari a 15 °C fra mandata e ritorno, nonché sommando le perdite di carico dalla centrale termica al terminale
maggiormente sfavorito.
Il punto di lavoro del circuito, dovrà essere utilizzato per selezionare le elettropompe che presentassero tale
punto, in corrispondenza dell’area centrale del campo di lavoro.
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Progetto esecutivo - Scuola secondaria di 1° grado “Falcone” - Santena (TO)
Art. 12 – Installazione valvole termostatiche
L’art. 1.4.17 della D.G.R. n. 46-11968, prescrive in caso di sostituzione del generatore di calore,
l’installazione di valvole termostatiche a servizio di tutti i radiatori presenti all’interno degli ambienti serviti.
In ottemperanza alle prescrizioni della normativa nazionale e regionale, si prevede l’installazione delle
valvole termostatiche, a servizio di tutti i radiatori interni alla scuola secondaria di primo grado “Falcone”; si
evidenzia per altro, come all’interno della struttura non siano presenti altre tipologie di terminali in ambiente.
Tutti i radiatori presenti all’interno della scuola “Falcone”, saranno oggetto di sostituzione delle valvole,
installazione teste termostatiche e sostituzione detentori per il bilanciamento della rete. Scendiamo più nel
dettaglio per quanto riguarda l’installazione delle valvole termostatiche.
Tutti gli organi d’intercettazione presenti in ingresso nei terminali sopra individuati,
saranno sostituiti con valvole termostatiche con attacco a squadra, per tubo in ferro PN10
e campo di temperatura compreso fra 5-100 °C. Qualora si riscontrassero attacchi
differenti, saranno utilizzate valvole per inserimenti dritto, allo stesso modo l’eventuale
individuazione di tubazioni d’alimentazione ai radiatori in rame comporterà l’utilizzo di
valvole termostatiche per attacchi in rame; ad ogni modo tutti gli organi d’intercettazione
saranno sostituiti.
I diametri riscontrati in fase di sopralluogo, sono tutti pari a ½”. Il corpo valvola sarà in ottone UNI EN 12165
CW617N cromato, l’asta di comando dell’otturatore sarà esclusivamente in acciaio inox e le guarnizioni di
tenuta in EPDM.
In luogo della manopola in ABS e del comando manuale saranno fornite testine di tipo termostatico.
Il comando termostatico, sarà fornito di sensore incorporato, con elemento sensibile a
liquido; idoneo per valvole radiatori termostatiche.
Completo di manopola di manovra, con scala graduata per la regolazione da 0 a 5
corrispondente ad un campo di temperatura da 0 °C a 28 °C. L'omologazione EN 215 è
valida per l'accoppiamento dei comandi termostatici con i corpi valvola individuati in
precedenza.
Il guscio protettivo del comando sarà in policarbonato di tipo autoestinguente; in fase di campionatura di
valvole e teste termostatiche, sarà valutata con la DL e con l’Amministrazione comunale di Santena,
l’opportunità di installare teste termostatiche del tipo anti-manomissione in tutti quegli ambienti che saranno
ritenuti possibili oggetto di atti vandalici o urti accidentali in zone di particolare passaggio.
In corrispondenza dell’uscita dai radiatori, si provvederà alla sostituzione dei detentori,
dove presenti. In luogo degli attuali, o dove non presenti, saranno installati nuovi
detentori a squadra o dritti, cromati, con attacchi a maschio, completi di codolo fornito
di pre-guarnizione in EPDM. Il corpo del detentore sarà in ottone cromato, con
cappuccio bianco RAL 9010 in ABS.
La tenuta verso l’esterno sarà costituita da un O-Ring in EPDM sull’asta di comando. Temperatura massima
d’esercizio 100 °C, pressione massima d’esercizio 10 bar.
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parte prima – descrizione generale