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LA STAMPA
SABATO 21 GENNAIO 2006
PROTESTA RACCOLTE GIÀ QUATTROCENTO FIRME DAI RESIDENTI ESASPERATI CHE CHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI DEL COMUNE
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TORINO E PROVINCIA 41
IERI L’INAUGURAZIONE
In via Rossini si suona il Requiem
I commercianti: solo il ripristino del doppio senso di circolazione ci salverà
Grazia Longo
La maggior parte dei commercianti è convinta che vada
ripristinato il doppio senso.
Qualcun altro preferisce il senso unico per tutti - tram e bus
compresi - più una fila per il
parcheggio. Ma su un aspetto
sono tutti convinti: così com’è
la strada non va bene.
Siamo nel tratto di via Rossini compreso tra corso San
Maurizio e corso Regina, poco
più di una ventina di negozi
che si affacciano su una via
dove chi fa la spesa sfida i
vigili mollando l’auto in centro strada. L’esasperazione è
talmente alta che è stata avviata una petizione, 414 le firme
raccolte, presentata ieri mattina al presidente del consiglio
comunale. Alessandro Altamura ha ricevuto i primi firmatari del documento garantendo
che la questione verrà discussa in seconda commissione
mercoledì prossimo.
La notizia però non rasserena gli animi. «Per ora non
possiamo essere tranquilli esordisce Raffaella De Regibus, titolare di un’enoteca -: i
clienti latitano, mentre la
delinquenza rischia di aumentare perché è chiaro che una
strada meno frequentata diventa più facilmente preda
della microcriminalità. Ci rendiamo di non essere in via
Roma, ma la nostra via non
può essere penalizzata solo
perché non è così centrale, in
«Sarebbe molto
meglio poter
sostare invece
che istituire
il doppio senso»
Pasquale Costa
Sarto, memoria storica
«Ci rendiamo conto
che la nostra
non è via Roma
ma non può
essere penalizzata»
«Senza il passaggio
i commercianti
sono danneggiati
Il transito delle auto
rende i negozi visibili»
Raffaella De Regibus
Ferdinanda Cortese
Titolare di un’enoteca
Proprietaria di due locali
fondo siamo solo a 100 metri
da via Po». Per ribadire la
loro preoccupazione i commercianti hanno inventato
uno slogan disincantato: «Via
Rossini apre alla musica ma
chiude al commercio». Clara
Bocchino, che vende articoli
per la cantina insiste sul
tema: «È un vero peccato,
proprio adesso che è ritornato in funzione l’Auditorium
della Rai per noi avanza il
declino. Lavoro qui da 16
anni e negli ultimi 3 abbiamo
perso quasi il 50% dei clienti». E aggiunge: «Fino al marzo 2002 c’era molta più affluenza perché si poteva accedere più facilmente. Adesso
che l’unico senso consentito è
dal centro della città verso
l'esterno, abbiamo perso tutti
quei clienti che non hanno
voglia di fare il giro largo per
venire proprio da noi».
Ma c’è anche chi opta per
un’alternativa diversa. Il sarto
Pasquale Costa, memoria storica della via, «lavoro qui dal
‘69», punta il dito contro l’impossibilità di parcheggiare. «Sarebbe molto meglio poter sostare invece che istituire di nuovo
il doppio senso. Quest’ultima
soluzione infatti non risolve-
rebbe il problema di chi esce
dal negozio con tante buste
della spesa. Non parlo per me,
io non ho perso clienti e comunque dal mio negozio si esce
leggeri, ma comprendo benissimo le ragioni degli altri commercianti. Per questo mi auguro che il Comune ci aiuti a
risolvere la questione». In sintonia con lui c’è anche la pasticciera Barbara Bacci: «Sarebbe
meglio favorire la possibilità di
parcheggiare, potremmo diventare come via Vanchiglia con
un un senso unico esteso anche
ai mezzi pubblici e lo spazio
per la sosta. In ogni caso, così
come siamo messi oggi non
possiamo andare avanti».
Idem per la fioraia Maria
Graziella Battaglia e Daniela
Bosco, che gestisce un negozio
di abbigliamento vintage.
«Non vogliamo compiangerci dicono - ma solo attirare l’attenzione su un problema destinato a peggiorare».
Ferdinanda Cortese, proprietaria dei locali che affitta a due
negozianti conclude: «Questi
due locali, acquistati con molti
sacrifici anni fa, sono la mia
unica fonte di reddito. Senza il
passaggio i negozi restano fortemente danneggiati: via Rossini non è pedonale per cui il
transito delle auto offre ai
negozi l’opportunità di essere
“visti”. Quando la nostra via è
stata chiusa ci è stato detto
che si trattava di una sperimentazione di 6 mesi. Peccato
siano trascorsi quasi 4 anni».
«Con i Giochi riscopriamo la bellezza di Torino»
Restaurati i bronzi del ponte Umberto I
«Dio benedica le Olimpiadi: è un meraviglioso periodo, in cui si raccoglie ciò che si è
seminato». Parole di Fiorenzo Alfieri ieri all’inaugurazione del restauro dei gruppi
scultorei del ponte Umberto I. «Non si fa che tagliare nastri: i Giochi ci aiutano a riscoprire
parti della città belle come mai - ha spiegato il sindaco Chiamparino -. In questo caso, il
restauro è stata occasione di formare nuove professionalità, che resteranno nuove
opportunità una volta terminati i Giochi». Il restauro, come ha sottolineato Alfieri, «non è
costato un soldo al Comune e non restituisce bronzi color cioccolato: la pulitura è
rispettosa della patina antica». I lavori, durati 8 mesi e costati 300 mila euro, sono dovuti
al mecenatismo dell’Associazione amici dei beni culturali piemontesi presieduta da
Fabrizio Benintendi. Li ha eseguiti la Compagnia italiana di conservazione.
COMMENTI PUBBLICO ENTUSIASTA IERI SERA PER IL CONCERTO DELL’ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE
IERI ALLARME INCENDIO
Bentornati all’Auditorium della Rai
«Sala splendida, peccato i parcheggi»
La maledizione
di Manon Lescaut
colpisce il Regio
Giacomo Bramardo
È stata una vera festa per Torino
ed un momento storico, giovedì
sera, la riapertura dell'Auditorium
Rai di via Rossini. Per gli appassionati di classica, un grande appuntamento che ha avuto un po’ il sapore
di un ritorno a casa, dopo il lungo
periodo di chiusura - durato otto
anni - e la trasferta al Lingotto. Il
direttore Rafael Frühbeck de Burgos ha diretto l'Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai, affiancata dal
Coro «Ruggero Maghini», nella sinfonia n.2 in do minore «Resurrezione» di Mahler. Un'opera che non è
stata scelta a caso: di vera resurrezione si può parlare, e non solo per
la sala restaurata, ma anche per le
trascorse polemiche sul futuro dell'
Orchestra di Torino, rimasta l'unica sinfonica dell'ente televisivo
pubblico italiano (tutte le grandi tv
pubbliche europee ne hanno almeno una e di gran livello).
Ad applaudire per oltre dieci
minuti e festeggiare l'evento, giovedì sera, in un Auditorium arricchito di fiori c’erano in prima fila il
presidente della Rai Claudio Petruccioli, il sindaco Sergio Chiamparino, la presidente della Regione
Mercedes Bresso e il presidente
della Provincia Antonio Saitta. E
ieri sera, dopo la «prima» riservata
alle personalità, l’esecuzione della
«Resurrezione» si è ripetuta per il
pubblico. Commenti unanimi, molto positivi, per il nuovo aspetto
della sala, che ha mantenuto fondamentalmente inalterata la struttura, con le poltroncine rosse delle
balconate affacciate sull’ampio
spazio circolare.
«L’impatto è decisamente di
grande effetto, rispetto al passato
la sala ora sembra anche più
luminosa», dice Italo Longhin rientrandoci per la prima volta. «Ricordo che le poltroncine in piano,
sullo stesso livello, creavano in
passato problemi di visuale per
chi era seduto dietro. Ora la pendenza della sala, più accentuata,
sembra aver risolto anche questo
problema».
L'Auditorium tornato in uso ai
torinesi presenta comunque alcuni
cambiamenti che hanno decisamente migliorato l’acustica, grazie
soprattutto ai pannelli fonoassorbenti (collocati sopra l’orchestra) e
alla cupola centrale. Il risultato
architettonico finale non è più quello originale che Carlo Mollino diede
al momento della costruzione all’Auditorium, negli Anni Cinquanta, ma lo spirito e la distribuzione
degli spazi sono rimasti gli stessi.
«Sì, sono contenta che non ci
siano stati stravolgimenti e che sia
stato conservato un aspetto molto
fedele all’idea originale - commen-
Nuccia Guglielmino
Maria Corrado
Italo Longhin
ta Maria Corrado, con il naso all’insù -. Hanno fatto un bel lavoro. Ma
entrando, la cosa che ho subito
apprezzato è stata l’assenza di gradini. Al Lingotto molti anziani rischiavano di inciampare, qui invece è un unico grande parquet inclinato: decisamente più comodo».
Più luminosità, palco più visibile per tutti. «Sì - dice Sandra
Giacomazzi - ricordo che nel
vecchio Auditorium ero stata una
sola volta, prima della chiusura.
L’avevo trovato scuro e oppri-
mente. Nelle ultime file non si
vedeva bene. Credo che tornerò a
vedere altri concerti. Rispetto
alla sala del Lingotto? Non c’è
paragone: qui è più intimo, là era
molto più dispersivo. E al centro
della sala l’acustica era pessima».
Per Nuccia Guglielmino «un restauro intelligente, con una buona armonia di materiali, dal velluto rosso delle poltroncine, alle
colonne o i marmi del foyer.
L’unica cosa che stona, mi sembrano proprio i tanto declamati
lampadari in vetro di Murano».
Elogi e applausi. Tutto bello?
No, purtroppo c’è anche una nota
dolente, quella dei parcheggi. Tutti
gli interpellati hanno sottolineato
la carenza di posti auto in una zona
centrale come quella di via Rossini,
dove il problema dei parcheggi è
già cronico. C’è chi racconta di aver
lasciato l’auto in piazza Maria Teresa ed essere arrivato fin qui a piedi.
E chi si chiede come mai non si sia
pensato ad un parking sotterraneo,
proprio qui, dove sarebbe servito.
Lo splendido colpo d’occhio sulla sala dove è tornata la grande musica
VERSO LE ELEZIONI VERNETTI (DL) STRIZZA L’OCCHIO A CHIAMPARINO (DS): OGGI PRIMA USCITA PUBBLICA DELL’IRIDE
Torino laboratorio per il Partito democratico
C’è l’ok dei leader
Fassino e Rutelli
A parte dialogano
Verdi e Comunisti
Luciano Borghesan
Francesco Rutelli ha scelto la
Margherita di Torino per avviare il percorso «verso il Partito
democratico». A fare da apripista è l’onorevole Gianni Vernetti che è il coordinatore regionale del partito ma che in questa
fase si presenta con un’associazione politico-culturale. Si chiama l’Iride (Iniziative e ricerche
dei Democratici Europei) e riunisce anime con esperienze diverse, tra cui il vicepresidente
della Regione Piemonte, Gianluca Susta (ex dc), l'assessore al
Bilancio della Città di Torino
Paolo Peveraro, il presidente
del consiglio comunale, Alessandro Altamura (ex Pli), il senato-
re Giuseppe Vallone (un passato
nel Pci), i consiglieri regionali
Angela Motta (una partenza
con i dipietristi), Mauro Laus.
Laici, liberali, socialisti, riformisti, cattolici, post comunisti:
ingredienti per «un laboratorio
che vuole anticipare il Partito
democratico».
E’ un caso che anche i Ds
abbiano adottato Torino (ndr, il
leader nazionale Fassino è torinese) per collaudare la formazione di un centrosinistra unito? Sergio Chiamparino, per le
amministrative, ha proposto
una lista civica unitaria, un
prototipo del Pd.
La coincidenza diventa ufficiale oggi, alle ore 10,30, presso
il Circolo Canottieri Esperia, in
corso Moncalieri 2: la prima
uscita pubblica dell’Iride, infatti, prevede l’incontro di Chiamparino con Paolo Gentiloni, presidente della Commissione Vigilanza Rai, ma soprattuto braccio destro di Rutelli sul tema
«Verso il Partito democratico».
Vernetti ha organizzato l’iniziativa con Il Riformista, presente
FRA RAI E SINDACATI
Confronto sugli
immobili rinviato
al 6 febbraio
Da sinistra: Gianni Vernetti, Piero Fassino, Francesco Rutelli e Sergio Chiamparino
il direttore Antonio Polito.
«L’Iride è un luogo di riflessione e di incontro tra le diverse
tradizioni del riformismo che
nella stagione del bipolarismo
ha saputo sperimentare una
comune progettualità», spiega
il presidente Vernetti ponendo
l’accento sul «riformismo». Altamura ricorda che il primo tentativo per superare le tradizionali
e superate ideologie - dopo il
crollo del muro di Berlino - era
già avvenuto nel 1993 per le
elezioni comunali con Alleanza
per Torino, dove erano rappre-
Trattative per l’intera giornata, ieri,
in via Verdi, per il super impegno
del Centro di produzione radio-tv in
occasione delle Olimpiadi.
L’accordo (economico) è stato
raggiunto solo per l’Orchestra
Nazionale Sinfonica, ci sarà un altro
incontro per gli altri dipendenti di
via Verdi. Erano presenti, tra gli
altri, i dirigenti dell’azienda Lorenzo
Vecchione, Gianfranco Comanducci
e Valerio Fiorespino e il direttore
della sede torinese, Tommaso
Genisio.. Ieri era in programma
anche un vertice sulla «partita
immobiliare», i dirigenti nazionali
avrebbero dovuto illustrare il piano
dell’azienda: ma non c’è stato.
L’appuntamento Rai-sindacato è
stato rinviato al 6 febbraio.
Alla fine si dirà che questa è una
delle «Manon Lescaut» più
sfortunate mai rappresentate. Non
perché in sala non scroscino gli
applausi, né perché la direzione di
Evelino Pidò e la regia di Jean Reno
non siano impeccabili. Ma perché,
in pochi giorni, è successo di tutto.
Prima del debutto la star Roberto
Alagna, tenore di fama mondiale,
ha accusato sul palco, durante le
prove, un malore così serio che ha
dovuto dare forfait. La sera della
prima, invece, si è verificato un
contrattempo di portata ben
minore: pubblico e ospiti compreso Levon Sayan, impresario
dell’artista ammalato - sono stati
costretti a restare una ventina di
minuti, al freddo, nell’androne di
fronte al Regio, in attesa che si
aprissero le porte del foyer.
Motivo: un sopralluogo dei vigili
del fuoco all’interno del teatro,
iniziato in ritardo e terminato in
ritardo. E ieri, ciliegina sulla torta,
al sesto piano sotto terra si è
sviluppato un piccolo incendio.
Alcune scintille di saldatura sono
finite su dei pezzi di gommapiuma.
Tanto fumo, un po’ di fuoco e
pompieri che arrivano in sirena,
ma tutto si risolve in pochi attimi.
sentati pezzi di società civile,
lib-lab, e che con Ppi e Ds riuscì
a battere «massimalisti» a sinistra e «conservatori» a destra.
I promotori dell’Iride la pensano come Chiamparino rispetto a forze «frenanti» come Comunisti e Verdi. Chiusure verso
«alleati» ingombranti sui programmi di sviluppo (anche il
vicepresidente della Regione,
Susa, ha evidenziato problemi a
sinistra) e aperture verso chi
aderirà al progetto del movimento unico, ma, precisa Altamura «favorendo il ricambio
generazionale, aggregando energie, se di qualità», un messaggio
rivolto anche a chi (laganghiani?) vorrebbe già salire sul treno del Partito democratico. Ieri,
tra i soci dell’Iride, c’erano ex
socialisti, ex Sdi - come Lorenzo
Gentile - che aderiscono alla
Margherita da tre, quattro anni.
Verdi e Comunisti privilegiano
già il dialogo tra loro e con
Rifondazione, l’esempio è contestuale: oggi, alle 9,30, in corso
Stati Uniti 23, si confrontano
sull’«urbanistica
regionale».
Hanno invitato Legambiente,
Polis, Italia Nostra, Pro Natura,
esperti, ma per gli alleati solo i
rappresentanti istituzionali, il
presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio e l'assessore Sergio Conti.
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Bentornati all‟Auditorium della Rai „sala splendida