Proposta di una relazione congiunta della
Commissione e del Consiglio in materia di
pensioni adeguate e sostenibili
• Adeguatezza delle pensioni
- 3 obiettivi
•Sostenibilità finanziaria
- 4 obiettivi
•Modernizzazione: rispondere a nuove esigenze
- 3 obiettivi
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1
Adeguatezza delle pensioni
(ob. 1, 2, 3)
Obiettivi
Esplicitazione
1. Prevenire
l'esclusione sociale
Garantire che gli anziani non siano soggetti al
rischio della povertà e possano godere di un tenore
di vita decente, condividere il benessere economico
del loro paese e partecipare attivamente alla vita
pubblica, sociale e culturale
2. Consentire il
mantenimento di un
tenore di vita
adeguato
Garantire che tutti i cittadini possano accedere a
regimi pensionistici adeguati, pubblici o privati,
onde maturare diritti alla pensione che consentano
di mantenere, in misura ragionevole, lo stesso
tenore di vita anche dopo il pensionamento
3. Promuovere la
solidarietà
Promuovere la solidarietà fra generazioni e all'interno di una
stessa generazione
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2
Sostenibilità delle pensioni
(ob. 4 -5)
4. Aumentare i livelli di Raggiungere un elevato livello di occupazione, dove necessario
attraverso riforme generali del mercato del lavoro, come previsto
occupazione
dalla strategia europea per l'occupazione e in linea con gli
orientamenti generali di politica economica
5. Prolungare la vita
lavorativa
Garantire che nel mercato del lavoro e nelle politiche
economiche tutte le componenti pertinenti della protezione
sociale, in particolare i sistemi pensionistici, offrano incentivi
efficaci alla partecipazione dei lavoratori anziani; che i lavoratori
non siano incoraggiati ad accedere al pensionamento anticipato e
non siano penalizzati in caso di prolungamento dell'attività
lavorativa oltre la normale età di pensionamento; e che i sistemi
pensionistici promuovano l'opportunità di un pensionamento
graduale.
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3
Il quadro di riferimento della
forza lavoro “anziana”
Tasso dipendenza
degli anziani
(popolazione >65
anni/ pop. 15 - 64
anni) nell'anno 2000
Tasso di
partecipazione alla
forza lavoro della
fascia di età 55 - 64
anni

Italia
26.5%(trend 2001
negativo/in diminuizione)
28.5% (trend
2001
positivo/in
aumento)

Media OECD
20.9%
40%

obiettivo 2010
fissato dal
Consiglio UE
di Stoccolma
50%
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4
Il lavoro “over 50” in Italia
•Il 50% circa delle interruzioni del rapporto di lavoro degli over 50 dà luogo ad
un accesso diretto al pensionamento;
•nel Nord Italia il 50% dei lavoratori anziani arriva al pensionamento senza
percorsi “irregolari” di carriera (cioè con un rapporto di lavoro “stabile”); nel
Sud tale percentuale scende al 30%;
•Nel Nord Italia il 10% dei lavoratori anziani arriva al pensionamento dopo un
periodo di disoccupazione, lavoro precario, elevata mobilità; nel Sud la
percentuale sale al 20%;
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5
Gli effetti dell’invecchiamento della
forza lavoro (2)
Rischi di esclusione
sociale per i
lavoratori anziani
dovuti
Cause del basso
tasso di
occupazione dei
lavoratori anziani
•ad una maggiore competitività sul MdL dovuta alla
presenza di giovani con elevato livello di scolarizzazio
specializzazione (rispetto ai lavoratori anziani);
•al costo del lavoro più elevato rispetto alla
componente giovanile;
•alla maggiore disponibilità dei giovani ad
accettare rapporti di lavoro di tipo flessibile
• Il lavoro degli anziani costa di più rispetto a quello
dei giovani;
•la struttura degli incentivi che ritardano l’accesso al
pensionamento non è efficace;
•le crisi economiche e le ristrutturazioni aziendali
hanno accelerato il turn - over nella forza lavoro
attiva
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6
Gli effetti del lavoro anziano sui sistemi
sociali
La scelta del
pensionamento
dipende:
- dallo stock della ricchezza previdenziale maturata
(più elevata è la “ricchezza previdenziale maturata”
più elevata è la probabilità del pensionamento);
- dal valore attuale dei flussi di ricchezza previdenziali
ancora maturabili (accrual), rimanendo al lavoro
(più elevata è la possibilità di incrementare la
ricchezza pensionistica nel futuro, più alto sarà
l’incentivo a restare a lavorare);
- dalla penosità/onerosità del lavoro connesso alle
condizioni effettive lavorative, alla stabilità del
rapporto, alla presenza di “barriere” in uscita
(che generano un effetto “fuga” dal MdL
appena possibile
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7
Sostenibilità delle pensioni
(ob. 6,7,8)
6. Sistemi pensionistici
sostenibili in un contesto di
solidità delle finanze
pubbliche
Promuovere un'adeguata informazione tenendo conto dell'ob.
generale di mantenere la sostenibilità delle finanze pubbliche.
La sostenibilità deve essere accompagnata da valide politiche
fiscali. Le strategie adottate per raggiungere questo obiettivo
possono comprendere anche la creazione di appositi fondi di
riserva
7. Un corretto equilibrio
fra prestazioni e
contributi
Garantire che i regimi pensionistici e le riforme mantengano un
corretto equilibrio fra la popolazione attiva e quella in pensione,
evitando oneri eccessivi per la prima e fornendo prestazioni
adeguate alla seconda
8. Garantire che i sistemi
pensionistici privati
siano adeguati e
finanziariamente
sostenibili
Garantire, attraverso norme adeguate e una gestione corretta,
che i regimi pensionistici privati e pubblici a capitalizzazione
continuino ad erogare le pensioni assicurando la necessaria
efficienza, convenienza, trasferibilità e sicurezza
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8
Modernizzazione: rispondere a nuove
esigenze (ob. 9,10,11)
9. Adeguarsi a modelli
occupazionali e
professionali più
flessibili
Garantire la compatibilità dei sist. Pensionistici con le esigenze di flex e
di sicurezza del MdL, ferma restando la coerenza dei regimi fiscali degli
Stati membri; assicurare che la mobilità nel MdL e le forme di
occupazione inusuali non penalizzino i diritti a pensione delle persone e
che il lavoro autonomo non venga scoraggiato dai sistemi pensionistici
10.Realizzare le
aspirazioni di
maggiore
uguaglianza fra
donne e uomini
Riesaminare i sistemi pensionistici nell'intento di garantire l'applicazione
del principio di parità di trattamento tra donne e uomini, tenendo conto
degli obblighi previsti dal diritto comunitario
11.Dimostrare la
capacità dei sistemi
pensionistici di
affrontare le sfide
Rendere i sist. Pensionistici più trasparenti e adattabili alle circostanze in
evoluzione; fornire informazioni affidabili e di facile comprensione circa
le prospettive a lungo termine; promuovere il più ampio consenso
possibile in merito alle politiche e alle riforme in materia previdenziale e
migliroare la base metodologica per un monitoraggio efficiente di tali
riforme pubbliche
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Adeguatezza delle pensioni
Obiettivi
Esplicitazione
1. Prevenire
l'esclusione sociale
Garantire che gli anziani non siano soggetti al
rischio della povertà e possano godere di un tenore
di vita decente, condividere il benessere economico
del loro paese e partecipare attivamente alla vita
pubblica, sociale e culturale
2. Consentire il
mantenimento di un
tenore di vita
adeguato
Garantire che tutti i cittadini possano accedere a
regimi pensionistici adeguati, pubblici o privati,
onde maturare diritti alla pensione che consentano
di mantenere, in misura ragionevole, lo stesso
tenore di vita anche dopo il pensionamento
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Adeguatezza delle pensioni
Obiettivi
Esplicitazione
1. Prevenire
l'esclusione sociale
Garantire che gli anziani non siano soggetti al
rischio della povertà e possano godere di un tenore
di vita decente, condividere il benessere economico
del loro paese e partecipare attivamente alla vita
pubblica, sociale e culturale
2. Consentire il
mantenimento di un
tenore di vita
adeguato
Garantire che tutti i cittadini possano accedere a
regimi pensionistici adeguati, pubblici o privati,
onde maturare diritti alla pensione che consentano
di mantenere, in misura ragionevole, lo stesso
tenore di vita anche dopo il pensionamento
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Per un metodo aperto di coordinamento al
servizio di pensioni
adeguate e sostenibili
COMITATO ESECUTIVO CES DI ATENE (6 - 7 MARZO 2003)
•Commenti della CES alla proposta di rapporto congiunto
Commissione - Consiglio sulle pensioni adeguate e sostenibili
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I limiti dei sistemi pensionistici
legati alle nuove forme di lavoro
Punti critici
 Copertura previdenziale
lavori atipici inadeguata
(difficoltà di strutturare
carriere contributive
continue in presenza di
carriere lavorative
discontinue, precarie,
parziali). Difficoltà o
impossibilità di accesso ai
sistemi di previdenza
integrativa.
Strategie UE

I sistemi
pensionistici
pubblici dell'U.E.
vengono ritenuti
sufficientemente
adeguati nel fornire
risposte ai
problemi dei
lavoratori atipici e
dei lavoratori
marginali
temporanei
Valutazioni CES
La CES ritiene inaccettabile
risolvere il problema, facendo
riferimento soltanto alle
pensioni minime. Bisogna far
emergere differenze e
convenienze fra pensioni
minime che rientrano nei
sistemi assicurativi, pensioni
forfettarie concesse ai residenti,
pensioni assistenziali. Rimane
aperta la questione dell'accesso
alla previdenza complementare
per le forme di lavoro atipico e
temporaneo.

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13
Le pensioni minime e la lotta
alla povertà (adeguatezza)
Punti critici
Strategie UE
 Lotta alla povertà

I sistemi di I° pilastro
vengono giudicati
adeguati nella lotta
contro le povertà
Valutazioni CES

Garantire un
tenore di vita
proporzionato
alla precedente
vita
professionale e a
quello della
popolazione
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I regimi legali e la solidarietà
Punti critici
Strategie UE
Solidarietà intra generazionale
Promuovere una maggiore
solidarietà fra i pensionati,
evitando trattamenti
commisurati sulla base
dell'ultima retribuzione
percepita
Valutazioni CES e opzioni
CISL


Le riforme sono già state fatte
agganciando la misura delle
pensioni all'intera vita
lavorativa
La CISL chiede che vada
ridefinito, in modo più incisivo,
il trattamento previdenziale e
assistenziale del lavoro
indipendente, accelerando il
processo di innalzamento delle
aliquote contributive, oltre
quanto previsto dalla normativa
vigente.
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I regimi legali e la solidarietà (2)
Punti critici
Scarsa solidarietà fra uomini
e donne. Le iniquità
dipendono dalle carriere più
discontinue delle donne
rispetto agli uomini. Per
quanto riguarda la previdenza
complementare le rendite delle
donne sono meno elevate di
quelle degli uomini, a parità di
capitale accumulato, in
considerazione della diversa
aspettativa di vita al
pensionamento
Strategie UE
I regimi delle pensioni
minime forniscono, a
giudizio dell'UE, una
risposta efficace al
problema
Valutazioni CES
Le pensioni minime non
offrono una soluzione
efficace al problema
perché le donne
lavoratrici finiscono per
fare appello ai diritti
derivati piuttosto che a
quelli propri dato che le
prestazioni finiscono con
l'essere più vantaggiose
con un disincentivo
implicito all'occupazione
femminile.
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Il prolungamento della vita
attiva
La CES propone di:
•favorire le pratiche antidiscriminatorie in materia di
assunzione e formazione dei lavoratori adulti
• Adattare l’organizzazione del lavoro anche per sfruttare
al meglio le condizioni di lavoro (migliorandole per
incentivare la permanenza sul luogo di lavoro) e per evitare
che i lavoratori utilizzino il pensionamento anticipato come
ammortizzatore di ultima istanza
•Mettere in essere sistemi previdenziali “progressivi”
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Rafforzare il Metodo di
coordinamento aperto sulle
pensioni (MOC)
•Una buona valutazione delle riforme pensionistiche nei vari Paesi U.E. si basa su
un sistema di indicatori trasparente, adeguato, e omogeneo (confrontabilità dei dati)
•, I dati attualmente a disposizione possono contribuire ad aumentare la
confusione o a generare conclusioni affrettate
(per esempio la spesa pensionistica tedesca è riportata al netto delle imposte)
•per le forme pensionistiche complementare un MOC efficace deve essere in grado
di confrontare anche i costi dei diversi sistemi di gestione che incidono sul
rendimento effettivo delle prestazioni pensionistiche
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