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OPERAZIONI PRELIMINARI PER L'APERTURA DI UN
CAMPO DI TIRO PRIVATO
estratto dal lavoro dei nostri collaboratori Marinucci A. e Fortunati G.
NORMATIVA
Le norme vigenti contemplano le attività di tiro consentite come segue:
a) attività addestrativa e di promozione al tiro, da svolgersi presso le Sezioni di TSN affiliate all'U.I.T.S.;
b) attività sportiva da svolgersi oltre che presso le citate Sez. dell'U.I.T.S. anche presso associazioni di tiro isc
ad una federazione sportiva affiliata al CONI [FITAV - FIDASC (cfr. art. 3 legge 25.3.1986, n. 85)];
c) attività di caccia, da svolgersi nei luoghi, nei tempi e con le modalità previste dalla legge 11 febbraio 199
157;
d) attività di mero intrattenimento, come previsto all’art.121 del Reg. TULPS con riguardo al tiro con l'arco;
e) nell’attività libera dei privati, con i limiti relativi agli art. 703 C.P., 57 e 110 del T.U.L.P.S.
CARATTERISTICHE
Per essere privato il campo deve risultare frequentato da un “unico soggetto”, perciò per renderlo frequentabi
più persone mantenendo la peculiarità di campo privato, è necessario creare una associazione sportiva se
finalità di lucro, quindi chiunque frequenta il campo deve essere associato e poterlo dimostrare con una tes
e deve essere registrato su un apposito registro soci della associazione.
ATTIVITA' PRELIMINARE
1. Deve essere costituita (per il motivo sopra citato, ma non è essenziale), una associazione sportiva senza f
lucro che preveda nelle sue finalità le attività di tiro con qualsiasi arma comune da sparo (sportive, cacc
difesa) e/o da lancio (archi e balestre), a cui aggiungerei anche le Soft air, i cui soci a qualsiasi t
potranno svolgere tali attività all’interno del sito; Per creare una associazione basta redigere un
costitutivo con relativo statuto e registrare il tutto presso l’agenzia delle entrate, operazione questa che
essere effettuata privatamente senza bisogno di notai o commercialisti.
2. Trovare un sito dove poter svolgere l’attività di tiro che risponda ai requisiti di sicurezza tali da poter forn
massimo della copertura del rischio di incidenti provocati da eventuali fuoriuscite dei proiettili: una
dismessa (in regola con le normative regionali locali per quanto riguarda il recupero ambientale
natura il luogo ideale e più sicuro è certamente una cava, ma si può ovviare anche con altre morfo
territoriali tipo depressioni, gole ecc.
3. L’ubicazione ideale per un campo di tiro è fuori del limite del centro abitato del comune ove sorge. Tal
informazione la si può avere rivolgendosi all’ufficio urbanistica del comune e chiedendo la carta topograf
dove vi è indicato il limite del centro urbano del territorio comunale, ed accertarsi che il terreno scelto ne
fuori. La direzione ideale del tiro, deve essere non parallela e non in direzione di una pubblica via.
4. Stipulare un contratto di affitto con il proprietario del sito, va bene anche un contratto di comodato di u
gratuito, nel quale sia chiaramente descritta l’attività per la quale verrà utilizzato il sito;
5. Procedere alla verifica, con l’aiuto di un tecnico iscritto all’albo (Ingegnere, Architetto o Geometra)
dell’eventuale esistenza di vincoli di qualsiasi natura (paesistici, archeologici, idrogeologici, ambientali
architettonici, ecc) al fine di richiedere i relativi nullaosta di competenza;
6. Destinazione d’uso del terreno, o delle varie particelle catastali che compongono il sito, nel caso in cui
Comune, nel quale ricadano i terreni, preveda delle limitazioni per lo svolgimento di talune attività;
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7. Eventuale possibilità di creare delle strutture fisse in muratura, per le quali si deve richiedere la relativ
licenza di edificabilità, o la possibilità di installare prefabbricati. (Uno di essi dovrà comunque essere posat
loco in cui sarà installato l'ufficio / sede dell'Associazione)
8. Denuncia inizio attività (DIA) nel caso in cui non si prevede nulla da costruire, preparata da un tecnico di
al punto 4;
9. Inizio lavori rispettando rigorosamente quanto previsto dai relativi permessi e/o nullaosta ottenuti per
spostamento di terra, per la posa in opera di linee di tiro in campo aperto e di eventuali parapalle comp
da cumuli di sabbie; (prestare estrema attenzione all'aventuale taglio di piante, che deve essere concord
con la Polizia Provinciale o Forestale) e per scritto.
10. Preventiva perizia tecnica sull’inquinamento acustico, redatta da un tecnico iscritto all’albo regionale, (
ARPAL), che si dovrà allegare alla richiesta di permesso (DIA o Licenza di edificabilità), nella quale si dov
misurare il numero dei decibel riscontrati a distanze prestabilite e comunque rilevate nel punto abitato p
vicino al campo di tiro. Per punto abitato si intende una civile abitazione, nel caso ve ne siano a distanze
che si possa presumere un disturbo a coloro che vi abitano e non un fabbricato dove si svolgono attivit
lavorative di qualsiasi natura.
11. Prima di iniziare le attività per le quali non si ha bisogno delle autorizzazioni, quindi quelle ludiche sportive
tiro, è bene comunicare per iscritto, con raccomandata e ricevuta di ritorno (RR), alle autorità di zona d
Pubblica Sicurezza (Sindaco), l'inizio attività sportiva di tiro. Nelle comunicazioni evidenziate che potran
accedere al sito solo le persone in regola con la qualifica di Socio (fondatore, frequentante o altro)
dell’associazione che gestisce il sito.
OBBLIGHI
Le Società non soggette ad autorizzazione (art. 703 c.p. Nonchè 57 e 110 T.U.L.P.S.) non hanno nessun altro
di obbligo, compreso quello di tenere un registro delle presenze vidimato dalle Autorità e di conseguenza di
essere soggetti a controlli per la sua tenuta. E' però meglio avere un registro presenze, per permettere al tira
associato di dimostrare il motivo per cui, in caso di controllo per la strada, ha a bordo del proprio mezzo un’a
dei proiettili e tutto il resto, nonché una cronologia della sua attività presso il poligono, utile anche alla soc
stessa.
In tutti i casi la comunicazione di inizio attività si deve fare al Sindaco del Comune di appartenenza del camp
tiro, in base all’art. 57 TULPS, quale autorità di P.S.
Per informazioni:
Gianfranco Fortunati ................ [email protected]
Andrea Marinucci .................... [email protected]
Facsimile della Lettera informativa alle Autorità di Polizia e Giudiziaria
INTESTAZIONE ASSOCIAZIONE
Al SINDACO del Comune di......…....................
e p.c.
Alla Questura di ………....................................
Al Comando/Stazione Carabinieri di .........…......
Alla Polizia Municipale di ……...........................
Alla Polizia Provinciale di ……........................…
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Oggetto : Apertura di un campo di tiro sportivo a carattere privato
Con la presente informiamo le Autorità in indirizzo che in località ……............................... sita nel Comun
………. all’indirizzo …………............................... , è stato allestito un poligono di tiro a carattere privato pe
svolgimento dell’attività di tiro sportivo come previsto nell’atto costitutivo della stessa Associazione ..............
(denominazione) .........................
L’attività svolta all’interno del campo di tiro privato, è esente da autorizzazione art. 57 TULPS in quanto lo st
si trova fuori dal centro abitato e la direzione del tiro non è parallela e non è in direzione di vie pubblic
rispetta le attuali normative sulla sicurezza del tiro con armi a fuoco.
Si comunica che l’attività svolta all’interno del campo di tiro a carattere strettamente privato in quanto access
solo ai soci iscritti all'associazione, non è quindi definibile “luogo pubblico”, come le sezioni Tiro a Se
Nazionale, ma “luogo privato” e quindi esente dal rilascio delle licenze di Polizia.
Per quanto sopra descritto e in assenza di dinieghi da parte delle Autorità in indirizzo entro trenta giorni dalla
di protocollo presso le sedi in indirizzo, l'associazione .......................(denominazione)........................ si rit
legittimata a svolgere l’attività sportiva per cui è stata creata presso il luogo indicato.
(data)____________ li ___________
Il presidente
___________________________
L'Associazione si riserva di comunicare successivamente le giornate e gli orari di apertura all'attività di tiro
poligono.
Si allegano alla presente copie delle perizie tecniche svolte in loco accertanti l'indoneità del sito all'attività di
con armi a fuoco lunghe e corte di qualsiasi calibro legalmente ammesso dalla normativa vigente.
Copia mappa catastale della zona di tiro
Fotografie del sito allestito a campo di tiro
Disegno schematico della linea di tiro e protezione adottata
COME APRIRE
UN
CAMPO DI TIRO PRIVATO
La prima cosa da fare è associarsi in un gruppo sportivo di tiro, provvedendo a fondare una società sportiva n
scopo di lucro con proprio statuto ricavato naturalmente dallo statuto federale di tiro dinamico sportiv
d'obbligo depositare lo statuto e quanto richiesto prosso gli uffici competenti della propria Provincia che a
volta rilasceranno ricevuta e (se si vuole) il numero di partita iva per le fatturazioni della società (fattura
scaricabili in seguito per la richiesta di eventuali sovvenzioni).
Si dovrà individuare un sito adatto all'esercizio dell'attività (solitamente questo avviene prima della fondaz
della società), una cava dismessa, un terreno o un cuneo di terra privata in una gola, sufficientemente sicuro
l'attività di tiro a segno o tiro dinamico. Il terreno dovrà essere di proprietà di un socio che lo offre a titolo gra
o in affitto alla società o di altra persona o ente.
In seguito si procede a una perizia eseguita da tecnici riguardante la sicurezza balistica, acustica e ambientale
le perizie danno esito favorevole si può dare comunicazione alle autorità Comunali dell'inizio dell'attività di
presso la Società e il luogo convenuto nella data indicata.
Molte società hanno ad oggi iniziato l'attività seguendo queste indicazioni ed è quindi accertato che
z
se il luogo prescelto è fuori del centro abitato e le linee di tiro non sono rivolte verso una via pubblica o po
parallelamente ad una via pubblica, non trova applicazione l’art 57 TULPS e quindi l’attività di sparo non
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soggetta alla autorizzazione richiamata in tale articolo, ma libera .
l’associazione sportiva senza scopo di lucro non esercita una attività di tipo pubblicistico come i TSN, ed è
unico soggetto di diritto privato, anche se composta da più associati, che esercita attività di sparo all’inter
luogo privato, quindi non soggetta a licenza di polizia e di conseguenza a nessun obbligo imposto dagli ar
del TULPS alle sezioni dei TSN. Unica precauzione è fare in modo che chiunque frequenta il campo di tiro
esclusivamente un associato alla associazione, ovvero iscritto come socio frequentatore nel libro dei soci.
buona cosa, è tenere un giornale delle presenze sul campo. La tenuta di tale registro, nei campi di tiro pr
non è obbligatoria ed in caso si tenga, è esente da vidimazione .
z è comunque buona diligenza, far fare una perizia balistica da un tecnico che certifichi la sicurezza del luo
oltre ad una perizia acustica che certifichi che non si reca disturbo, se nelle vicinanze ( 300 – 400 mt ) vi
abitazioni o strutture ricettive .
z dare comunque notizia alle forze dell’ordine della attività che si svolge nel luogo prescelto.
z non occorre chiedere alcuna autorizzazione ad alcuna autorità di P.S. , ma darne solo comunicazione
z Paradossalmente si può affermare che i luoghi autorizzati dall’art 57 TULPS , sono luoghi non sicuri, dove
svolgere l’attività di sparo occorre una assunzione di responsabilità da parte della Autorità di P.S. che rila
l’autorizzazione richiesta appunto per alcune situazioni geografiche ben distinte ovvero attività di spar
all’interno di centro abitato, direzione di tiro in direzione di vie pubbliche o parallela ad esse.
z
Marinucci Andrea
Vittorio Balzi, perito balistico.
Antonio Iascone, penalista di Viareggio.
AGGIORNAMENTI SULL’APERTURA DI UN CAMPO DI TIRO
settebre 2008
Il mito da sfatare, relativo al fatto che sia impossibile sparare con armi da fuoco al di fuori dei poligoni dell’Un
Italiana Tiro a Segno, rimane. Lo affermano innumerevoli sentenze ed è anche scritto sul sito web della Poliz
Stato (www.poliziadistato.it) nella sezione FAQ alla voce “attività di tiro, dove sono consentite”.
Nella precedente risposta si affermava quanto segue: “Le norme vigenti contemplano le attività di tiro consen
inquadrandole: a) nell’attività addestrativa e di promozione al tiro, da svolgersi presso le Sez. U.I.T.S
nell’attività sportiva da svolgersi oltre che presso le citate Sez. U.I.T.S. anche presso associazioni di tiro iscrit
una federazione sportiva affiliata al CONI [FITAV - FIDASC (cfr. art. 3 legge 25.3.1986, n. 85)]; c) nell’attivi
caccia, da svolgersi nei luoghi, nei tempi e con le modalità previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157
nell’attività di mero intrattenimento,.come previsto all’art.121 del Reg. TULPS con riguardo al tiro al volo
nell’attività libera dei privati, con i limiti relativi agli art. 703 c.p., 57 T.U.L.P.S. e 110 reg. T.U.L.P.S. Data: 16
2003
A fronte di questo chiarimento, peraltro rimasto tale rispetto al passato, scendiamo nel dettaglio prendend
esame i vari passi che si devono compiere per arrivare all’apertura del campo di tiro, evidenziando in grasset
modifiche apportate rispetto al passato.
1. Deve essere costituita una associazione senza fini di lucro che preveda nelle sue finalità le attività di tiro
qualsiasi arma comune da sparo (sportive, caccia e difesa) e/o da lancio (archi e balestre), a cui
aggiungerei anche le Soft air e i cui soci a qualsiasi titolo potranno svolgere tali attività all’inte
del sito;
2. Trovare un sito dove poter svolgere l’attività di tiro che risponda ai requisiti di sicurezza tali da poter forn
massimo della copertura del rischio di incidenti provocati da eventuali fuoriuscite dei proiettili: una c
dismessa (in regola con le normative regionali locali per quanto riguarda il recupero ambiental
una depressione naturale oppure un canalone in montagna che garantiscano pari requisiti di sicurezza
3. Stipulare un contratto di affitto con il proprietario del sito, va bene anche un contratto di comodato di u
gratuito (se siete fortunati), nel quale sia chiaramente descritta l’attività per la quale usate il sito;
4. Procedere alla verifica, con l’aiuto di un tecnico iscritto all’albo (Ingegnere, Architetto o Geometra)
dell’eventuale esistenza di vincoli di qualsiasi natura (paesistici, archeologici, idrogeologici, ambientali
architettonici, ecc) al fine di richiedere i relativi nullaosta di competenza;
5. Destinazione (facoltativo) d’uso del terreno, o delle varie particelle catastali che compongono il sito, nel c
in cui il Comune, nel quale ricadano i terreni, preveda delle limitazioni per lo svolgimento di talune attivi
6. Eventuale possibilità di creare delle strutture fisse in muratura, per le quali si deve richiedere la relativ
licenza di edificabilità;
7. Denuncia inizio attività (DIA) nel caso in cui non si prevede nulla da costruire, preparata da un tecnico di c
punto 4;
8. Inizio lavori rispettando rigorosamente quanto previsto dai relativi permessi e/o nullaosta ottenuti;
9. Preventiva perizia tecnica sull’inquinamento acustico, redatta da un tecnico iscritto all’albo regionale, che
dovrà allegare alla richiesta di permesso (DIA o Licenza di edificabilità), nella quale si dovrà misurare
numero dei decibel riscontrati a distanze prestabilite e comunque rilevate nel punto abitato più vicino a
campo di tiro (per punto abitato si intende una civile abitazione, nel caso ve ne siano a distanze tali che
possa presumere un nocumento a coloro che vi abitano, e non un fabbricato dove si svolgono attività
lavorative di qualsiasi natura);
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10. Prima di iniziare le attività ludiche sportive del tiro, è bene comunicare per iscritto, con raccomandata c
avviso di ricevimento, le autorità di zona di Pubblica Sicurezza (Prefettura, Polizia di Stato, Carabinieri, Co
Forestale dello Stato), nelle comunicazioni evidenziate che potranno accedere al sito solo le persone in re
con la qualifica di Socio (fondatore, frequentante o altro) dell’associazione che gestisce il sito.
Vorrei sottolineare come rivesta estrema importanza il fatto che all’interno del sito possano accedere solo i
dell’associazione e non gli estranei, al fine di evitare che si possa contestare lo svolgimento di una attività ape
tutti. Non dimentichiamo, inoltre, che, a seguito dell’emanazione e dell’applicazione del Decreto 7 aprile 200
104 “Regolamento previsto dall'articolo 17, comma 3, della legge 26 marzo 2001, n. 128, recante «Inter
legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini» è consentito agli ufficiali ed agenti di Pubblica Sicur
accedere nei siti privati dove si svolgono alcune attività che vedono l’uso di armi comuni da sparo, così co
riportato di seguito nel comma 2 dell’articolo 1 del predetto decreto:
Art. 1. Prevenzione dei delitti concernenti armi ed esplosivi
2. Per le finalità di cui al comma 1, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza, fermi restando i poteri già attr
dalle norme vigenti, esercitano, altresì, i controlli di cui all'articolo 16 del T.U.L.P.S., nei locali destinati
attività di tiro a segno e di tiro a volo e ad ogni altra attività di tiro da esercitarsi in campi e poligo
tiro pubblici, aperti al pubblico e privati, comunque sottoposti a provvedimenti autorizzativi, nonché
attività di cui all'articolo 99 del regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. ed a quelle ad esse complementa
svolte dagli organismi notificati in relazione a quanto previsto dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7.
PER OGNI INFORMAZIONE SI PUO’ CONTATTARE L’AUTORE AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA
ELETTRONICA: [email protected] oppure chiamare il 328-7685548
Gianfranco Fort
Hanno collaborato:
A.S. TIRO DINAMICO VERSILIA
Via C. Piaggia 32
55049 – Viareggio (LU)
Tel. Segreteria 329 8615150 fax . 0584 943311
Presidente : Mazzanti Massimo
Segretario : Marinucci Andrea
CAMPO DI TIRO
Via Sarzanese I° tornante Monte Quiesa 55054 – Mssarosa fraz.
Quiesa
CAMPO DI TIRO "LE MACCHIE "
SS 17 Km 50,250 Loc. Poggio Picenze (AQ)
[email protected]
Tel 333.6516944 - 333.5317596
0862.717639
EAGLE SHOOTING CLUB ARNASCO
17023 Ceriale (SV) – Via II° Vico Chiuso, 18
Tel. 0182/932179 Fax. 0182/559691
Presidente: Dino Fava
http://www.eaglearnasco.com
[email protected]
CUNEO COMBAT CLUB
12018 Roccavione Fraz.Brignola(CN)- Via Brignola, 3
Tel./Fax 0171/260708
Presidente: Ciro Zeno
http://www.cuneocombatclub.it [email protected]
SPARARE IN CAMPAGNA I
oppure in giardino
E' la domanda più comune: " è possibile per chi possiede una licenza di porto d'arma sparar
campagna o nel proprio giardino di casa ? ".
Rispondere a questa domanda non è cosi semplice come sembra se pur la norma possa apparire chiara (ma
apparire.....), ci sono facce della stessa, interpretazioni possibili, che possono portare a spiacevoli situazioni
costo spesso non vale "la candela".
Vediamo allora di dare una risposta definitiva o almeno che possa soddisfare coloro che hanno la possibili
utilizzare un loro appezzamento di terra per allenarsi al tiro anche saltuariamente. Sottolineo "un loro" perc
consigliabile utilizzare fondi di proprietà piuttosto che avventurarsi in luoghi la cui proprietà altrui o demaniale
nuovi conflitti che non vogliamo considerare alla stregua del nostro semplice piacere di sparare due colpi in s
pace. Come primo passo daremo uno sguardo alle norme che possono riguardare il tema di questo arti
partendo dal primo: la licenza di porto (trasporto) d'armi.
Sono tre le principali licenze che permettono di portare o trasportare armi sul territorio Italiano:
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(1) Licenza di porto d'armi per difesa personale
(2) Licenza di porto d'armi per uso di caccia
(3) Licenza di porto d'armi per tiro a volo
(i rimanenti permessi, come la carta verde o il permesso di trasporto per uso sportivo, non sono vere e pr
licenze art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 e permettono il trasporto solo per recarsi a poligoni di tiro e
programmate impedendo un più ampio utilizzo dello stesso permesso, non permettono quindi ne l'acquisto di
ne di munizioni ).
La prima licenza, (art. 42 TULPS) permette il porto delle armi comuni in ogni situazione e il trasporto delle
sportive, comuni e da caccia anche prese in comodato; con essa è possibile circolare portando in dosso l'a
catalogata comune carica (salvo nei luoghi dove è assolutamente vietato) e pronta all'uso, trasportare
catalogate diversamente per altri motivi.
La seconda licenza, per uso di caccia, permette il porto delle sole armi per la caccia proprie o prese in como
nei territori e nei tempi stabiliti dalle norme Regionali sulla caccia, il porto sui campi di tiro o poligoni
trasportare tutte le armi detenute o in comodato su tutto il territorio Italiano.
La terza licenza (per tiro a volo, legge 323/69) permette il porto delle armi detenute o in comodato nei soli lu
in cui è ammesso (poligoni, campi di tiro a volo e altri campi di tiro abilitati) e il trasporto delle stesse su tu
territorio Italiano. Un appunto: il porto con questa licenza è possibile sui campi di tiro dove vi è un respons
(direttore di tiro).
Porto o trasporto ?? La differenza tra questi due modi di condurre o portare un arma è ormai conosciuta
ricordiamone i parametri essenziali: è un PORTO di arma quando l'arma è portata carica pronta all'u
immediatamente disponibile (quindi non per forza deve essere indossata). E' pronta e disponibile se la ten
carica nel porta oggetti dell'auto, nella valigetta 24ore che abbiamo sotto braccio o nel marsupio, nello zaino,
la sella del motorino. Si parla di TRASPORTO d'arma quando questa viene portata scarica e non di pronto us
munizioni saranno separate da essa ed entrambi si troveranno racchiusi in contenitori separati. E' un trasp
quando l'arma e le munizioni sono nel bagagliaio dell'auto in borse separate, quando nello zaino sono in conte
separati, quando è chiaro l'impossibile rapido uso di essa. L'aggiunta di lucchetti non è d'obbligo ma sp
certifica l'impossibilità di un uso immediato dell'arma.
Sfatiamo subito alcuni luoghi comuni: innanzi tutto non è assolutamente vero che si deve andare da ca
poligono per la via più breve, questa dicitura era scritta sulle vecchie carte verdi rilasciate dai poligoni, ed è an
valida per esse e per i permessi di trasporto sportivi, che per altro non sono nemmeno delle vere e proprie lice
per questo il trasporto delle armi (per le prime tre licenze sopracitate), può essere fatto illimitatamente su tu
territorio Nazionale purchè si abbia giustificato motivo per movimentare l'arma. Abbiamo già detto in altre pa
che i motivi plausibili sono molti, per esempio andare da un armiere oltre che al poligono, ma anche da un a
per fargli vendere l'arma (lui vorrà vederla prima di acquistarla), per portarla nella casa di campagna, per
lasciarla incustodita in quella di città, ecc.
L'arma deve essere trasportata separata dalle munizioni, quindi scarica e chiusa in un contenitore o una bis
ma non deve per forza essere smontata (cosa impossibile da fare con un revolver o una carabina) e non
essere per forza chiusa con lucchetti o serrature a combinazione; si possono allora usare quelle valigette mo
appositamente studiate per le armi sia lunghe che corte complete di cerniera o le stesse scatole anche di car
con cui le armi sono state acquistate, le classiche "ventiquattrore" vanno anche bene e le cartucce possono tro
posto anche in una scatola delle scarpe. La legge sottolinea che l'arma non deve essere di pronto uso perc
possa presupporre il trasporto. (CIRCOLARE 559/C-3159-10100(1) del 17 febbraio 1998).
Torniamo alla domanda iniziale: è possibile sparare in campagna o nel proprio giardino ??
Nessuna norma vieta esplicitamente questa possibilità, vi sono però una serie di limitazioni che nell'ins
rendono quasi impossibile sparare senza incappare in una di esse con il rischio grave di perdere più di ciò c
mette in gioco. Innanzi tutto per sparare in un luogo aperto, esso dovrebbe essere inaccessibile a terze per
per evitare chiaramente di ritrovarsi sulla linea di tiro (cosa peggiore) qualche bambino curioso. Sparare i
bosco, in un campo aperto non potrà mai garantire che qualcuno non si affacci a curiosare. Con licenza per t
volo la norma non consente di "portare" l'arma fuori dei poligoni, la licenza per caccia permette il porto di
lunghe solo la dove la caccia è permessa, solo la licenza per difesa personale permette di portare l'arma q
ovunque (se pur non da diritto a usarla indiscriminatamente), quindi nei periodi di caccia chiusa (per chi ha lic
di caccia) e sempre (per chi ha licenza di tiro a volo), impugnare l'arma fuori dai luoghi indicati dalla norm
(poligoni e campi di tiro), diventa reato. Allora si dovrebbe avere un luogo privato adiacente l'abitazione o in
(tunnel chiuso) cercado cosi di evitare il reato di porto abusivo d'arma, in quanto è consentito portare l'arma
propria abitazione e nelle appartenenze di essa... A questo punto diciamo che la campagna, che si trova ad
certa distanza da essa non può essere considerata sua appartenenza, in quanto questa (l'appartenenza) è lim
all'aia o all'uscio, qualora essa si affacci su una via, al garage sottostante o la cantina, il seminterrato, ecc.
"Il gatto si è morso la coda", siamo cosi nuovamente da capo, sparare in campagna è impossibile, o quasi, pe
se pur riuscissimo a organizzare un campo sotto casa ci sono altri fattori da considerare prima di poter inizia
praticare il nostro sport. Non ultimo il rumore, non solo non dovrà infastidire i vicini ma non deve assolutam
allarmare chiunque si trovi a passare casualmente li vicino, il rischio di essere denunciati per procurato allarm
caso di segnalazione pervenuta alle Forze dell'Ordine, è assai elevato; un semplice passante, un raccoglito
funghi, gli stessi agenti della Guardia Forestale non devono essere allarmati da colpi d'arma a fuoco. C
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accennato, si devono prendere tutte le precauzioni possibili perchè il nostro esercizio sportivo non possa procu
danni altrui o pericolo a cose e persone, compresi noi stessi. La norma sulla caccia prevede, per sparare, il ris
di distanze da abitazioni e strade. Sarebbe quindi vietato sparare in prossimità della nostra abitazione (per fu
canna liscia la distanza è di 150 mt.) ..... e cosi il gatto si morde ancora una volta la coda.
Un altro appunto è doveroso la dove se pur venissero prese tutte le precauzioni possibili, un agente troppo so
possa comunque inoltrare una denuncia contro di noi per aver usato armi a fuoco e a suo giudizio in m
pericoloso o fastidioso, (ripetiamo a suo semplice e ignorante giudizio) con i tempi che corrono, trover
sicuramente un Magistrato o lo stesso Prefetto disposto a sequestrarci non solo il porto d'armi ma anche tut
armi detenute, con aggravio finanziario e perdita di tempo, per non parlare del probabile linciaggio mediatico
si subirebbe.
Ma allora quale è la soluzione che da assoluta sicurezza ??
La sicurezza assoluta (non esiste) sarebbe (forse) quella di poter sparare in casa, ad esempio in garage
corridoio in cantina, nell'intercapedine dopo essersi accertati di aver reso la "linea di tiro" sicura contro rimba
fuoriuscite di proiettili e insonorizzata contro i rumori molesti o allarmanti. Scavare un tunnel sotterran
allestirlo in superficie non è certo il sistema più economico ma sicuramente l'unico che darebbe la mag
garanzia contro spiacevoli denunce; ma attenzione al piombo, questo inquina, come inquina l'emissione delle
nell'atmosfera. Allora che fare ?
Frequentare un poligono abilitato, oppure...
Fondare una società di tiro e approntare un campo di tiro . . .
La fortuna potrebbe venire per quegli appassionati che possono ristrutturare la casa di campagna o costruirs
novo la propria (unifamiliare) in cui possono ricavare facilmente uno spazio interrato e fuori dagli sg
indiscreti, capace di accogliere almeno una linea di tiro di una quindicina di metri. Anche un ampia intercape
può diventare un tunnel di tiro se pur le strutture interrate rimangono da preferire in quanto già sicu
insonorizzate grazie alla loro particolare ubicazione.
Vi sono in vendita strutture prefabbricate in cemento, usate per alvei e scarichi di grandi proporzioni,
assemblate possono facilmente comporre un tunnel di tiro.
SPARARE IN CAMPAGNA II
UN ANNO DOPO
Ne avevamo parlato e ne hanno parlato un poco tutti. Non è più un segreto per nessuno, nel 2008 finalm
associarsi in un gruppo sportivo di tiratori e sparare in un campo privato in aperta campagna non è più un u
ma una realtà alla portata di tutti.
La falsa dipatita dell'Unione Italiana di Tiro a Segno dovrebbe aver accellerato, in tutti coloro che covavano
di crearsi un club di tiro tutto personale, la presa di contatti con altri amici amanti dello stesso sport per fon
senza indugio una società di tiro e un campo di tiro con annessi e connessi.
Se pensiamo solo a quanto era utopistico solo 10 o 15 anni or sono arrivare con poche mosse alla realizzazio
tutto ciò, ci fa capire che al di la delle sempre maggiori restrizioni sulle armi che aleggiano anche nel nostro Pa
in verità la raggiunta libertà su questo tema a fatto si che anche nel mondo del tiro, finalmente, il l
commercio abbia permesso il sorgere di società che forniscono a costo concorrenziale un posto dove poter spa
in piena sicurezza senza doversi "svenare" per 100 colpi in calibro nove o quaranta o trentotto....
Ma quali sono le aspettative dei tiratori che frequentano un campo di tiro o un poligono e quali dovrebbero ess
comportamenti delle società per garantirsi un ricco successo di affiliati ? Certo non possiamo fare questa dom
ad un dirigente dell'UITS, la risposta sarebbe scontata, tantomeno la si può fare a chi, a tutt'oggi non è riu
nell'intento. Cosi investiamo di questo il fondatore di Tiropratico.com che nei primi anni '80 prese in mano le r
della sez. di Sanremo del TSN e da un deficit di oltre 50 milioni di lire di quei tempi, lascio la sezione nel 1996
in cassa utili per oltre 20 milioni di lire. Un vero successo dettato da esperienza e volontà di dedicarsi semp
solo all'interesse del tiratore prima che a quello della società o della "cassa". Ma sentiamo dalle sue parole c
dovrebbe essere gestita una società di tiro: D "cosa arricchisce di soci una società di tiro ?" B "il campo di tir
poligono può essere il più brutto mai visto, ma se coloro che lo gestiscono sono persone esperte e capaci nel
campo, se conoscono bene lo sport e ciò che ne fa parte, se sono affabili, gentili, disponibili, se non abbiam
"Rambo" come spesso si vedono in alcune società, se sono capaci ti mantenere l'attività nei limiti della p
sicurezza sempre con un sorriso e mai fare i "poliziotti" dal muso duro, i tiratori potrebbero sentirsi parte di
non sentirsi, voglio dire, degli intrusi che devono pagare, sparare e togliere il fastidio"
D "chi sono i Rambo ?" B " in molte sezioni di tiro tra i direttori c'è qualcuno che vuole strafare, credendo c
direttore sia uno status simbol e che a lui tutto possa e debba essere dovuto, che la sua parola sia sacra pe
scoprire che questi elementi di poco conto spesso non sono capaci di sbloccare un arma inceppata; questo
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solo li rende ridicoli, in poco tempo diventano gli zimbelli degli altri tiratori, trascinando in questo "gorgo" anch
altri direttori e l'intera società che permette a questi individui di sminuire la reale responsabilità dei direttori di
Una sola cosa non si potrà mai contestare all'UITS e a i loro vecchi istruttori, il modo in cui insegnarono a noi c
a nostra volda dovevamo insegnare ai giovani tiratori e come con estrema semplicità e umiltà, dovev
affrontare con loro le problematiche del tiro. Un istruttore è un amico, che con il tempo ti fa fare quel bened
centro e quando lo fai, lui, è più contento di te che lo hai fatto, lo è perchè sa che il suo lavoro è stato per
come il tuo tiro."
D "come si dovrebbe gestire un poligono perchè sia concorrenziale rispetto agli altri ?" B "Innanzi tutto si dovr
fare passare il dovere di cassa in secondo piano, spellare i tiratori con tessere dal costo esorbitante non porta
società il denaro creduto, il denaro entra dalla frequenza del singolo tiratore, meglio una tessera da 10 eu
1000 giornate di frequesnza che una sola tessera da 1000 euro e poi solo poche giornate trascorse dal tirato
poligono. Ma anche la spesa giornaliera per l'uso delle linee non dovrebbe mai pesare sulle tasche dei tiratori
esperienza sappiamo che se un tiratore (facendo un ipotesi) ha 10 euro e le deve spendere per il tiro, se
sessione di tiro gli costa proprio 10 euro verrà una sola volta per poi rimanere diverso tempo latitante. Se il c
della linea invece, è solo di 5 euro, lo stesso tiratore verrà sicuramente molte più volte e a lungo andare
spesso più di quello che si aspettava, ma diluito, non pesando sulle sue tasche, si sarà divertito molto di
probabilmente porterà altri amici e le prove garantiscono un entrata di cassa maggiore nel tempo. Esiste
gestione sezionale che ritengo stupida e da persone che con lo sport non hanno nulla a che vedere, l'idea che
sempre più strada e che vede aumentare sensibilmente i prezzi, per far si che a frequentare i poligoni siano
quelle persone dal tenore di vita sufficientemente elevato da potersi permettere un tale salasso. Un ottimo sis
per eliminare i "poveretti" che con uno stipendio da operaio devono fare i conti non solo con la busta paga.
D "consigli per le sezioni Italiane ?" B "smettere subito con l'imporre ogni tipo di tesseramento o corso
richiesto e spesso cosi inutile da apparire anche al più distratto tiratore un sopruso duro da mandare giù, ciò m
già di malumore il socio e fa capire a cosa mira la società prima che all'interesse dei tiratori. I corsi dovreb
essere liberi, preparati su misura dei tiratori e sulle loro richieste. Non si può certo obbligare ad un corso di tir
di tiro ne fa già uno sport da decenni, lo si può e lo si deve organizzare per coloro che hanno difficolt
apprendere le tecniche più evolute, per quelli che hanno particolari esigenze ma le sezioni devono mette
disposizione e non imporli. Lo sport del tiro in realtà possiamo dividerlo in due essenziali branche ben distint
prima è quella degli amatori (anche l'unione prevede la tessera "amatoriale") che ogni fine settimana scarica
nevrosi del lavoro sul proprio bersaglio, questo è un aspetto naturale di ogni sport, c'è chi tira un calcio al pal
chi si butta con il deltaplano e al termine torna a casa soddisfatto e rilassato; la seconda è quella degli sportiv
e propri che inseguono ogni settimana il punteggio più alto o la somma dei centri più alta. In ogni sezione d
esistono da sempre queste due facce dello sportivo, ogni sezione vive grazie a entrambe ma per esperienza p
assicurare che si fa a meno della seconda ma non della prima, i cosidetti "amatori" sono il reale sostegno
sezioni, sono spesso quelli che affittano armi, cuffie, occhiali, ecc. che spesso tornano a sparare il sabato
anche la domenica (solo se i prezzi lo permettono), cosa che non fanno i professionisti (non si forza mai ol
braccio, il tiro e la precisione ne risente quindi sarebbe inutile). Cosi i tanto osannati tiratori sportivi (i v
tiratori con tessera blu) non sono più importanti dei "poveri" tiratori spesso senza arma e senza storia ma che
sezione portano sempre buon denaro. Prenderli per il "c...ollo" li allontana spesso dai poligoni, se invece
poligoni trovano divertimento e calore sono proprio loro a far crescere le sezioni di tiro, genitori che portano i
figli, uomini le loro signore, gli amici e cosi via in una catena importante per la crescita della società di tiro.
D " le sezioni sono allora tutte cosi ?" B "fortunatamente no, ci sono in Italia moltissime sezioni di tiro, spes
zone sconosciute, che offrono ad ogni iscritto sostegno da quando inizia a quando finisce la sessione di tiro, i
contenuti le rendono appetibili per ogni tasca di sportivo, la gentilezza e la simpatia attrae ogni giorno nuovi is
ed è questa la vera ricchezza che fa delle società sportive serie, un passaporto di onestà che dovrebbe es
preso ad esempio dalle altre. Spero di evere presto riscontri a queste mie dichiarazioni per poter segnalare q
società oneste prossimamente su questo sito.
Lasciamo cosi Bruno sperando di aver lanciato quel benedetto sasso nello stagno che spesso serve a muo
quelle coscienze sopite che credono ancora nei fantasmi del passato. Le società hanno comunque diritto di rep
ognuno verra pubblicato senza indugio dal nostro sito.
SPARARE IN CAMPAGNA III
oppure in giardino
"Ma è possibile per chi possiede una licenza di porto d'arma sparare in campagna o nel pro
giardino di casa ? "
E' rimasta la domanda più frequente se pur fiumi di parole siano stati spesi per chiarire la situazione legisl
Italiana sull'argomento, situazione confusa come sempre.
Prima di inoltrarci nei meandri dei problemi che sorgono nell'eventualità di usare armi a fuoco fuori dei pol
abilitati, vogliamo consigliare a tutti coloro che avrebbero piacere e possibilità di sparare in "campagna
prendere in considerazione la fondazione di una società di tiro, la quale avrebbe sicuramente meno proble
trovare i permessi per utilizzare un campo aperto quale poligono di tiro sportivo che quelli di un singolo pr
cittadino che voglia sparare in un proprio appezzamento di terra.
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Facciamo un passo in dietro doveroso:
sono tre le principali licenze che permettono di portare o trasportare armi sul territorio Italiano:
(1) Licenza di porto d'armi per difesa personale
(2) Licenza di porto d'armi per uso di caccia
(3) Licenza di porto d'armi per tiro a volo
(i rimanenti permessi, come la carta verde o il permesso di trasporto per uso sportivo, non sono vere e pr
licenze art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 e permettono il trasporto solo per recarsi a poligoni di tiro e
programmate impedendo un più ampio utilizzo dello stesso permesso, non permettono quindi ne l'acquisto di
ne di munizioni o polveri da sparo ).
La prima licenza, (art. 42 TULPS) permette il porto delle armi comuni in ogni situazione e il trasporto delle
sportive, comuni e da caccia anche prese in comodato; con essa è possibile circolare portando in dosso l'a
catalogata comune carica (salvo nei luoghi dove è assolutamente vietato) e pronta all'uso, trasportare
catalogate diversamente per altri motivi. Fate attenzione alla circolare 559/C-3159-10100(1) del 17 febb
1998 che sancisce: "I titolari di licenza di porto d'armi di cui all'art. 42 TULPS (porto di arma corta per d
personale, porto di bastone animato e porto d'armi lunghe da fuoco, ivi comprese quelle a canna rigata) posso
1) portare il tipo o i tipi d'armi indicati nell'autorizzazione,
2) trasportare e acquistare tutte le armi comuni da sparo "
quindi se pur in possesso del porto d'armi per difesa, si possono unicamente (interpretando la direttiva indic
trasportare le armi sportive e anche per loro si presuppone si possano imporre le stesse limitazioni di qua
altro tiratore che voglia sparare in campagna. Non faremo quindi distinzioni sulle tre licenze, chiunque ne
possesso dovrebbe attenersi a quanto di seguito specifichiamo.
La seconda licenza, per uso venatorio, permette il porto delle sole armi per la caccia di proprietà o pre
comodato nei territori e nei tempi stabiliti dalle norme Regionali sulla caccia, di portare e quindi usare le arm
campi di tiro o poligoni e di trasportare tutte le armi detenute o in comodato su tutto il territorio Italiano.
La terza licenza (per tiro a volo, legge 323/69) permette di portare le proprie armi o altre date in comodat
soli luoghi in cui è ammesso (poligoni, campi di tiro a volo e altri campi di tiro abilitati) e il trasporto delle st
su tutto il territorio Italiano.
Un appunto: il porto con queste licenze (tiro a volo e caccia) è possibile sui campi di tiro dove vi è un respons
(direttore di tiro) non certo in piena campagna, salvo per il porto ad uso venatorio nei periodi di caccia aperta
luoghi dove la caccia è permessa con armi per questa adatte (fucili e carabine di calibro consentito a
venatorio).
Porto o trasporto ?? La differenza tra questi due modi di condurre o portare un arma è ormai conosciuta
ricordiamone i parametri essenziali: è un PORTO di arma quando l'arma è portata carica pronta all'u
immediatamente disponibile (quindi non per forza deve essere indossata). E' pronta e disponibile se la ten
carica nel porta oggetti dell'auto, nella valigetta 24ore che abbiamo sotto braccio o nel marsupio, nello zaino,
la sella del motorino. Si parla di TRASPORTO d'arma quando questa viene trasportata scarica e non di pronto
le munizioni saranno separate da essa ed entrambe si troveranno racchiuse in contenitori separati. E' un trasp
quando l'arma e le munizioni sono nel bagagliaio dell'auto in borse separate, quando nello zaino sono in conte
separati, quando è chiaro l'impossibile rapido uso di essa anche solo scarica ma a minaccia verso terzi. L'agg
di lucchetti non è d'obbligo ma spesso certifica l'impossibilità di un uso immediato dell'arma, le tipiche vali
per armi vendute in armeria sono sempre corredate di chiusure a combinazione o lucchetti e non certo
impedire il furto, visto che scassinare queste è cosa da bambini, ma per dimostrare l'impossibilità di a
immediato accesso all'arma durante il trasporto.
Torniamo alla domanda iniziale: è possibile sparare in campagna o nel proprio giardino ??
Abbiamo già detto che nessuna norma vieta esplicitamente questa possibilità, salvo il divieto di sparare in l
pubblico o nella pubblica via, in prossimità di case, chiese e ogni luogo in cui ci sia la presenza di persone
pubblico consapevole dell'azione di tiro che si effettua come nei poligoni di tiro) al lavoro o in festa, riunite
passaggio.
Per sparare in un luogo aperto, questo dovrebbe essere inaccessibile a terze persone per evitare chiaramen
ritrovarsi sulla linea di tiro (cosa imperdonabile ) qualche bambino curioso. Sparare in un bosco, in un ca
aperto non potrà mai garantire che qualcuno non attraversi la linea di tiro, altri cacciatori, persone a fung
cittadini a passeggio all'aria aperta possono diventare bersagli inaspettati. Troppo spesso le zone di
improvvisate non sono cintate in modo sicuro, cosi queste sono le meno adatte allo scopo. Una cinzione dovr
essere invalicabile, e con "invalicabile" vogliamo proprio dire che deve essere insuperabile da chiunque v
anche volontariamente superarla. Difficile cosa, lo sappiamo, ma questa sarebbe la sola soluzione di tutto.
Comunque le licenze citate non consentono il "PORTO", cioè l'uso delle armi fuori dei poligoni sempre eccettua
licenza di caccia e solo con armi da caccia, nei periodi di caccia. Cosi con questa, per pochi mesi ogni a
possiamo fare del tiro al bersaglio in posti tranquilli, in zone in cui la caccia è permessa ed è quello che
tiratori fanno ormai da sempre, (quelli in possesso di licenza di caccia naturalmente), fingendo di cacciare spa
ai bersagli che si portano nello zaino.
Ma per coloro che hanno solo la licenza per tiro a volo ? E nei mesi di caccia chiusa ? La legge permette il PO
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dell'arma senza licenze nella propria abitazione e nelle appartenenze di essa, (l'uscio, l'aia, il tetto, la cantin
garage collegato ad essa sono le sole appartenenze di una casa), non lo sono le campagne che distano già p
decine di metri, figurarsi se andiamo a centinaia. Già..., dato che è vietato sparare in prossimità di abitazio
dovremo sicuramente allontanarci dall'abitazione e quindi dalle appartenenze di essa.
Quindi, o spariamo in cantina o in garage, oppure possiamo appendere la pistola al chiodo. Attenzione però
spari (rumore), che potrebbero attirare l'attenzione di un Agente troppo solerte, pronto a denunciarci per
pericolosi o almeno un procurato allarme, con i tempi che corrono un sequestro preventivo delle armi
mancherebbe di certo e i vicini non sono di meno, c'è sempre un vicino poco incline a sopportare che qual
abbia un arma in casa, figurarsi se questo si mette a sparare ....
Soluzione ? Si dovrebbe sparare in un luogo di nostra proprietà cintato a tal punto da impedire l'accesso anche
forze dell'ordine o alla cavalleria in assetto di battaglia, senza nostro permesso naturalmente, si dovrebbe
distante da case e strade ma sopratutto da occhi indiscreti, al centro di una valle circondata da alte rocce, den
un canyon, la classica cava scavata nella roccia o nella terra. Dove nessuno ci può vedere impugnare armi,
per arrivare chiunque eccetto noi, dovra chiedere permesso altrimenti resterà fuori senza possibilità di accesso
palizzate e semplici recinzioni, anche se alte due metri, non bastano, queste devono essere assolutam
invalicabili: guardate le recinzioni poste intorno alle vecchie polveriere militari, oppure quelle cinzioni Americ
di rete e filo spinato a sommità inclinata, ottime e difficili da scavalcare. Cartelli di delimitazione della proprie
avvertenze di "cani feroci" possono essere molto utili. Ricordate che se non vi vedono sparare, potreste se
dire che usavate mortaretti per divertimento inoltre vi sono alcune situazioni in cui Agenti di PG in servizio e
possono accedere a proprietà private senza permesso, l'uso di armi da parte del proprietario è uno dei casi i
gli Agenti possono "buttarvi giù" la porta di casa. Quindi recintate bene e tenete i cani slegati, questi sono l'u
deterrente possibile, difficilmente qualcuno sparerebbe a cani in una proprietà cintata solo per eseguir
controllo.
Non è facile trovare altre soluzioni che non implichino un minimo di pericolo di denuncia, specialmente se avet
vicini che non amano gli spari e le armi come abbiamo già detto. La principale salvezza consiste nel non
vedere e sentire.
Ma non tutti vivono in campagna o hanno un garage sotterraneo personale lungo almeno 15 metri. Cosi torn
da capo e scopriamo che sparare in campagna senza pericolo di denuncia è quasi impossibile: si può es
denunciati per avere allarmato i passanti, spaventato bambini, arrecato pericolo per l'incolumità pubb
esercitato l'attività venatoria senza permesso anche se cosi non è, denunce di questo tipo sono all'ordine
giorno, poi i tiratori improvvisati devono ricorrere ... e sapete bene cosa vuol dire.
Non vi è soluzione, solo se non vi vedono e vi raggiungono e quindi non possono prendervi in flagranza, p
stare tranquilli, altrimenti se vi sorprendono a sparare, un cavillo qualsiasi possono sempre trovarlo, poi (com
detto), a voi tocca fare ricorso, ma con la lentezza odierna, rischiate di perdere licenze e armi per molti mesi.
Se pur le leggi siano ambigue e molti esperti (Avvocati e Giudici) confermino la mera possibilità di spara
luoghi diversi dai poligoni di tiro, la realtà dimostra che tutti quelli sorpresi a sparare in campagna, hanno se
subito gravi ritorsioni da parte delle Autorità, perchè chi usa disinvoltamente le armi anche solo per spo
sempre malvisto, (un po' anche a causa degli avvenimenti criminosi che accadono ogni giorno) e persegui
ogni modo pur di bloccarne l'attività sul nascere. Del resto se tutti sparassimo disinvoltamente in camp
potrebbe veramente prospettarsi il "far west" con gente che spara ai barattoli in ogni spiazzo.
Il consiglio rimane quello di formare un gruppo di tiratori e associarvi per poi percorrere l'iter burocratico se
da ogni nuova società di tiro che esegue gli allenamenti presso un proprio campo di tiro abilitato, può semb
cosa peggiore ma in realtà richiede solo pazienza e un poco di tempo e in fondo è preferibile sparare con gli a
che completamente soli, un gruppo oltre che a essere politicamente e finanziariamente più forte, determi
creazione di un luogo che con il tempo viene riconosciuto come "campo di tiro", luogo che tutti con il te
riconoscono come tale e automaticamente la gente sopporta come cosa normale. Con il passare degli anni q
campi sono divenuti moltissimi in tutta Italia (se pensate che solo 10/15 anni or sono questo era impossi
capirete subito che la soluzione dei vostri problemi è questa.
2010 Spariamo ancora.
Sul numero di Gennaio di Atmi E Tiro è apparsa questa risposta:
Non sono tardate le polemiche e il Giudic
Cassazione doardo Mori, illustre Giurista
esperto in materia, di cui si occupa orma
sempre, ha subito chiarito quanto segue
letto su Armi e Tiro i consiglio dato dal
legale su come si crea un poligono di
privato e sono rimasto basito. Mi vien
mente quel romanzo intitolato "Il nemic
casa" ! Ecco le perle (fra paretnesi il
commento):
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- "È necessario fare una associazione
opportuno, ma non necessario; un privato può creare un poligono a fini commerciali);
- "Se non è aperto solo ai soci si applicano gli art. 68 e 80 del TULPS" (non c'entrano assolutam
nulla; essi regolano gli spettacoli pubblici; il fatto che uno paghi 10 euro per entrare in un poligono
sparare non fa diventare il poligono uno stadio! Solo se si organizzano gare come spettacolo si ric
nell'art. 68).
- "Il poligono non deve avere contiguità con luoghi pubblici o aperti al pubblico" (vuol dire che no
possono fare poligoni perché ogni poligono, anche se in mezzo al deserto, si trova in mezzo ad
luogo pubblico!)
- "Interessante la nota del ministero in cui si dice che occorre la licenza del sindaco in base all'art
TULPS" (L'art. 57 riguarda solo lo sparo in luoghi abitati o lungo la pubblica via, ove ovviam
nessuno farà mai un poligono; quindi il sindaco non c'entra).
- "Si deve ritenere corretta la procedura indicata dagli articoli 19 e 20 della legge 15/2005" (pec
che l'art. 15 non dica nulla di concreto e che l'art, 20 sia stato abrogato) - "Per le corr
determinazione dell'autorità di PS bisogna allegare la pianta delle linee di tiro con
altimetria" (l'autorità di PS non deve determinare proprio nulla e il sindaco deve solo applicar
norme edilizie perche in materia la PS non c'entra; le centrali atomiche sono più pericolose d
poligono, ma non sono soggette ai controlli della PS!), "una perizia sottoscritta da un pe
balistico" (io in Italia non conosco più di 5 periti in grado di fare una perizia del genere; bel co
quello di far buttare soldi per pagare uno che sa smontare un fucile!). "Il sindaco dovrà individuare
il responsabile del campo, che le figure dei direttori di tiro, indicando quali sono le loro funzioni
qualifiche che essi debbono possedere per esercitare tale attività" (ma chi mai ha stabilito ch
voglia un direttore di tiro? È una attività privata lecita, come coltivare le patate e ognuno si assum
responsabilità di ciò che fa; se si fanno sparare persone prive di porto d'armi può essere consiglia
che vi sia una persona abile al maneggio delle armi che le controlli. Forse che in un poligono del TS
direttore di tiro ha speciali capacità o attestati? No, ha solo l'abilità al maneggio alle armi e ciò ch
imparato di testa sua; e al poligono privato uno ci va proprio per non avere alle spalle un incompet
che gli dà consigli!).
- "Ci vuole il registro di PS per registrare i visitatori" (è opportuno averlo, ma non è previsto d
legge) e "per lo scarico delle munizioni? (ma quando mai? dove è scritto questo obbligo?; Cassazio
Ministero sono d'accordo sul fatto che il consumo di munizioni non va mai denunziato!).
Non mi pare che si renda un gran servizio agli appassionati di armi nell'inventarsi obblighi che fin
ora neppure il Ministero ha potuto sostenere. Ci ha provaot, ma poi, anche di fronter a sentenze pe
e dei TAR ha dovuto riconoscere che la legge regola solo i poligoni del TSN.
Noi ci fermiamo qui, queste pagine dovrebbero aver chiarito a tutti come comportarsi.
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OPERAZIONI PRELIMINARI PER L`APERTURA DI UN