150 o... in musica Banda Musicale della Guardia di Finanza La Banda Musicale della Guardia di Finanza nasce ufficialmente nel 1926, riunendo in un’unica compagine strumentale le diverse fanfare che fin dal 1883 erano state istituite presso molti reparti del Corpo. Attualmente è un complesso artistico stabile composto da 102 elementi provenienti dai diversi conservatori italiani e accuratamente selezionati tramite concorso nazionale. Durante la sua lunga e intensa attività concertistica, la Banda si è esibita presso le più prestigiose istituzioni musicali italiane, quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Massimo di Palermo, la Fenice di Venezia, il Bellini di Catania e il Petruzzelli di Bari. Storici i concerti che per anni ha tenuto nella Basilica di Massenzio a Roma. La Banda del Corpo ha più volte collaborato con alcune delle più affermate orchestre sinfoniche italiane e internazionali, come quella della RAI di Roma, quella del Maggio Musicale Fiorentino, con la quale si è esibita in mondovisione in un concerto diretto da Zubin Mehta, e quella del Festival dei Due Mondi di Spoleto, con cui, assieme al Coro di Washington, ha partecipato a un concerto anch’esso trasmesso in mondovisione sotto la direzione di Steven Mercurio. Concerto all’Auditorium “Parco della Musica” - Roma 2006 Recatasi ripetutamente all’estero, la Banda ha effettuato fortunate tournée in Germania, Lussemburgo, Svizzera, Belgio, Francia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Emozionante, a New York, in occasione delle celebrazioni per il Columbus Day del 2002, il concerto tenuto a Ground Zero, luogo simbolo della coscienza nazionale americana, nel quale, dopo i tragici fatti dell’11 settembre, si era esibita la sola Boston Symphony Orchestra. Le doti di fusione, la qualità del suono e la sensibilità interpretativa rendono il Complesso uno dei più prestigiosi a livello internazionale e gli assicurano il costante successo di pubblico e di critica. Il suo vasto repertorio, inoltre, comprendente brani originali e trascrizioni, spazia dalla musica antica a quella contemporanea e può considerarsi tra i più significativi e completi in materia. La Banda è stata diretta da illustri Maestri, quali Giuseppe Manente, Antonio D’Elia, insigne compositore e accademico di Santa Cecilia, Olivio Di Domenico, docente presso il Conservatorio di Roma, Fulvio Creux e Gino Bergamini. Dal 16 aprile 2002, la Banda Musicale della Guardia di Finanza è diretta dal Maestro, Tenente Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Concerto al Teatro Petruzzelli - Bari 2009 Leonardo Laserra Ingrosso, nato ad Avetrana, in provincia di Taranto, ha compiuto gli studi musicali contemporaneamente a quelli universitari, diplomandosi in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, in Composizione presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, in Direzione d’Orchestra e in Strumentazione per Banda presso il Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila. Nel 2009 ha conseguito il Biennio Superiore si Specializzazione in Strumentazione per Banda presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Dal 1991 al 1996 è stato docente di Composizione al Liceo Musicale Giovanni Paisiello di Taranto e si è esibito più volte come direttore e pianista accompagnatore in formazioni musicali di vario tipo. Vincitore del Concorso Nazionale per l’insegnamento di Armonia e Contrappunto nei Conservatori di Musica di Stato, nel 2002 diventa Maestro Direttore della Banda Musicale della Guardia di Finanza. È regolarmente invitato come giurato a importanti concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Concorso Internazionale di Composizioni Originali per Banda di Novi Ligure, e dal 2004 al 2007 ha fatto parte della commissione di selezione dei candidati provenienti dall’Accademia della Canzone per il Festival di Sanremo. Attivo anche come autore e trascrittore, ha recentemente strumentato per banda Marte e Giove dalla suite sinfonica I Pianeti di Gustav Holst. Nel luglio 2006 ha eseguito una serie di concerti negli Stati Uniti come direttore ospite della Atlantic Brass Band del New Jersey. Gioacchino Rossini Guglielmo Tell Sinfonia dall’opera Con Guglielmo Tell, rappresentato all’Opera di Parigi il 3 agosto 1829, Rossini pose inaspettatamente fine alla sua carriera teatrale, a un passo dalla sua piena adesione alla poetica del Romanticismo. In quest’opera si è visto sempre un qualcosa di radicalmente nuovo rispetto al Rossini precedente, a partire già dall’Ouverture, che differisce da qualunque altra sinfonia scritta in passato dal Pesarese. Concepito con il chiaro intento di preannunciare il significato e l’ambientazione dell’opera, il brano è stato da molti paragonato a un piccolo poema sinfonico e si articola in quattro movimenti. La melanconica melodia dell’Andante iniziale è interrotta dalla naturalistica descrizione di un temporale. Segue un suggestivo canto alpestre intonato in morbidi arabeschi sonori dal corno inglese e dal flauto, finché brillanti squilli di tromba danno il via all’impetuoso Allegro finale, che Rossini trasse da una sua precedente composizione per banda. Giuseppe Verdi Nabucco Sinfonia dall’opera Nabucco, dramma lirico in quattro atti su libretto di Temistocle Solera, costituisce la prima compiuta espressione del linguaggio drammatico verdiano. Lo stesso compositore, del resto, ne era perfettamente consapevole quando affermava: ”Con quest’opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica”. II successo di Nabucco, accolto trionfalmente alla Scala di Milano il 9 marzo 1842, tuttavia, traeva origine non solo da fattori di natura squisitamente musi cale, ma derivava soprattutto dall’energia morale che animava quel linguaggio e che trovava pieno riscontro nel delicato momento storico attraversato dalla Penisola nel decennio compreso tra il 1840 e il 1850. Dramma non di singoli personaggi ma di popoli e fedi, Nabucco è preceduto da una Sinfonia strumentale intessuta degli episodi corali più significativi dell’opera, dall’Andante introduttivo all’Allegro finale. Cuore musicale e poetico dell’intera pagina è il tema di Va, pensiero, sull’ali dorate, il pianto nostalgico e dolente per la patria lontana, cantato nel III atto, che gli ebrei in catene levano sulle sponde di un fiume straniero, l’Eufrate. L’intenso afflato lirico del brano riposa interamente sulla straordinaria semplicità della melodia, che, sussurrata all’unisono e “sottovoce”, si distende in un pacato e raccolto crescendo, per poi ripiegare delicatamente lungo le linee di un arco espressivo armonicamente disegnato. Giuseppe Verdi Mattadori e Zingarelle dal II atto de La Traviata Nella Traviata, opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, rappresentata alla Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, la contrapposizione tra felicità collettiva e mestizia personale, uno dei temi più ricorrenti del teatro musicale verdiano, si sviluppa nell’ambito di una cornice scenica anch’essa ricorrente, quella della festa in ambienti aristocratico-borghesi. Il I atto dell’opera si apre con il ballo in casa di Violetta, durante il quale la protagonista, in un dialogo con Alfredo, dà i primi segni della sua inesorabile malattia. Un analogo sdoppiamento dello spazio scenico si ha nel III atto, quando gli echi dell’allegria carnevalesca penetrano per un istante nella stanza di Violetta, ormai prossima alla morte. Un’ulteriore festa, quella a cui fa riferimento il brano inserito nel presente CD, ha luogo nel II atto dell’opera, in casa di Flora Bervoix: qui, tuttavia, il contrasto felicità-mestizia non nasce più dalla sovrapposizione simultanea di differenti situazioni espressive, come nei due casi precedenti, ma si sviluppa come episodio di un più ampio disegno drammatico. La festa, infatti, costituisce una sorta di parentesi collocata tra due dei momenti più critici dell’intera vicenda: la dolorosa separazione dei protagonisti e l’invettiva di Alfredo contro Violetta. La musica è nello stile brillante delle feste verdiane. I temi, dal profilo ritmico incisivo e tagliente, sono semplicemente ripetuti nella regolarità della loro scansione metrica, articolandosi in evidenti formule dialogiche di domanda e risposta o in contrastanti sezioni in maggiore e minore. “Tutto ciò”, come osserva il Budden,” non è altro che musica pittoresca e leggera alla quale i tamburelli, il triangolo, le nacchere e il profilo esotico del ritmo conferiscono un certo interesse, formando soprattutto un contrasto drammatico con ciò che segue”. Pëtr Il’ič Čajkovskij Ouverture 1812 All’origine di Ouverture 1812, eseguita per la prima volta nella capitale russa l’8 agosto 1882, vi è la richiesta fatta a Čajkovskij da parte di Nikolaj Rubinstein, di scrivere un pezzo celebrativo per l’inaugurazione dell’Esposizione Industriale e Artistica di Mosca. Il brano, che intende ricordare la vittoria delle armate russe sulle truppe francesi e la storica ritirata di Napoleone da Mosca avvenuta appunto nell’ottobre 1812, si apre con l’inno degli eserciti russi “Dio, salva il tuo popolo”. Seguono cinque sezioni di carattere descrittivo, chiaramente articolate: i preparativi della battaglia, sottolineati da motivi a fanfara e rulli di tamburi; il fronte francese, con echi de La Marsigliese; le linee russe, con l’accenno ad alcuni temi di canzoni popolari; l’impetuoso scontro dei due schieramenti, espresso con la contrapposizione dei motivi musicali che li identificano; e l’apoteosi finale, in cui la ripresa in fortissimo del tema iniziale dell’ouverture si unisce, sotto uno scrosciante scampanio e fragorosi colpi di cannone, a l’inno “Dio salvi lo Zar”. La 1812 non costituisce sicuramente uno degli esiti creativi più felici del compositore (egli stesso la definì di “assai limitato valore artistico”). Tuttavia il Čajkovskij più “autentico”, creatore di melodie calde e appassionate, affiora qua e là in episodi di profondo afflato lirico: è il caso, per esempio, dei due canti popolari russi sopracitati, che si impongono all’attenzione della nostra sensibilità al di là e nonostante gli intenti palesemente descrittivi e celebrativi del pezzo, realizzato comunque con indubbie doti di abile e fine orchestratore. Armando Trovajoli - Renato Rascel Acquarello romano Acquarello romano riunisce alcune delle pagine più conosciute di Rugantino, la più famosa commedia del nostro teatro musicale leggero, ambientata nella Roma papalina dell’Ottocento. Il lavoro, nato dalla collaborazione di Giovannini, Garinei, Festa Campanile e Franciosa, con musiche di Armando Trovajoli, andò in scena per la prima volta al Teatro Sistina il 15 dicembre 1962, ottenendo quel successo che non l’avrebbe mai più abbandonato. Fra i brani proposti, si potranno riconoscere le dondolanti note di Ciumachella de Trastevere, quelle più vivaci e popolaresche della Tarantella di Rugantino e quelle conosciutissime di Roma nun fa la stupida stasera, vera e propria “icona” della canzone romana. Chiude l’antologia Arrivederci Roma, lanciata da Renato Rascel nel 1955 e dedicata alla “vocazione turistica” di una città che negli anni ’50 e ’60 era considerata uno dei luoghi più romantici, piacevoli e ospitali del mondo. Artie Shaw Concerto for clarinet Nato a New York nel 1910, Artie Shaw iniziò lo studio del sassofono e del clarinetto a New Haven, nel Connecticut, dove si era trasferita la sua famiglia. Debuttò nel 1935 e collaborò con alcune delle più note dance band dell’epoca. Personalità eccentrica come non mai, tanto nell’arte quanto nella vita (si sposò otto volte), Artie Shaw rappresenta sicuramente uno dei fenomeni più originali della cosiddetta Swing Era, di cui fu sempre considerato uno dei fondatori. Tuttavia le sue profonde innovazioni di linguaggio e strumentazione (tra le più importanti, l’aggiunta di un quartetto d’archi alla consueta base ritmica jazz e al clarinetto) trasformarono così radicalmente lo stile delle sue band, da spingere i critici a coniare per lui l’espressione di Third stream music, ossia Musica del terzo flusso. Il Concerto for clarinet fu scritto da Artie Shaw nel 1940 in occasione del film Second chorus, con Fred Astair e Paulette Goddard, in cui egli recita se stesso nell’atto di suonare questo brano musicale con la sua band. Il pezzo costituisce un originale tentativo di apertura dello Swing nei confronti dello stile classico, inteso quest’ultimo essenzialmente come ampiezza della forma musicale e virtuosismo tecnico costantemente orientato in senso espressivo. In un unico movimento e dal sound autenticamente jazzistico, il brano si caratterizza per le elaborate sezioni assolo del clarinetto, cui risponde prima l’insistente ritmo di boogie-woogie dell’orchestra, poi l’incisivo accompagnamento della batteria. La cadenza finale del solista, quindi, proiettata sui registri acuti dello strumento, chiude la pagina con un taglio decisamente virtuosistico, volto a porre in luce le straordinarie qualità timbrico-coloristiche del clarinetto. Anonimo Gloria in Excelsis Deo Questo popolare canto tradizionale, concepito per coro e orchestra, acquista particolare forza espressiva nell’esecuzione per banda, le cui ampie sonorità sembrano accentuare maggiormente la solennità di questo pezzo musicale, particolarmente adatto a suggerirci il senso di gioia e di pace che tradizionalmente accompagna la festa di Natale. Johann Strauss figlio Champagner polka Tra le pagine più celebri di Johann Strauss figlio, Champagner polka appartiene a una sorta di “filone enologico” della musica da ballo degli Strauss, testimoniato da titoli come Vino, donne e canto, Bachus polka, Champagner galop o Champagner walzer. La composizione fu scritta in occasione della nomina del nuovo segretario della legazione diplomatica austriaca in Russia e fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo nel 1858. L’invito a gustare un calice di champagne si traduce in un omaggio musicale elegantemente gioioso e spensierato, affidato ai ritmi spigliati e frizzanti di una polka veloce, genere di danza che accentua decisamente l’andamento di per sé già vivace della polka tradizionale. Henk van Lijnschooten Rossini’s birthday party Il CD termina con un breve divertimento musicale, in cui l’autore immagina una fantasiosa festa di compleanno di Gioacchino Rossini, alla quale sono invitati alcuni illustri colleghi del Pesarese. Si esegue la musica del Maestro, accennando a numerosi motivi tratti dalle sue opere più famose, i quali si alternano a quelli dei suoi ospiti. In poco più di tre minuti, si susseguono così una ventina di motivi musicali, incastonati tra loro in una sorta di simpatico mosaico sonoro. La Banda Musicale della Guardia di Finanza, quindi, prendendo spunto dalle note di Happy birthday citate nel pezzo, chiude il programma del presente CD rivolgendo a tutti i suoi ascoltatori i più calorosi e sentiti auguri di un sereno Natale e di un felice Anno Nuovo. BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA DI FINANZA Vice Ispettore per gli Istituti d’Istruzione: Gen. B. Raffaele Romano Ufficiale Superiore addetto: Magg. Felice Virgilio Palmeri Capo Ufficio Comando e Cerimonie: Magg. Antonio Di Biagio Maestro Direttore: Ten. Col. Leonardo Laserra Ingrosso Maestro Vice Direttore: Cap. Gino Bergamini Flauti Zazzarino Luigi Tidei Giuseppe Pulcini Vincenzo Ottavino Di Filippo Elia Clarinetto piccolo in LAb Trepiccione Raffaele Clarinetti piccoli in MIb Gaizo Raffaele Tilia Sandro Oboi Manganozzi Massimo Corsini Marco Carnevali Marco Mancini Lucio Corno inglese Stiffan Gianmatteo Primi Clarinetti soprani Cuseri Giulio Galella Antonio Montanaro Massimiliano Iannucci Giuseppe Castagnini Roberto Pollio Giuseppe Merola Giuseppe Ghiani Giampaolo Rosati Andrea Marini Marco Secondi Clarinetti soprani Beltrami Gianluca Scozzaro Francesco Biondo Antonino Falzarano Gaetano De Sanctis Vivenzio Bruni Marcello Rasicci Giovanni De Bonis Giovanni Battista Simonetta Giuseppe Moronese Michele Barbone Massimo Clarinetti contralti Pinto Pasquale Viola Leonardo Gilio Francesco Albori Calogero Scuotto Giuseppe Clarinetti bassi Gualerzi Massimo Bergamini Matteo Mattei Giovanni Vladimiro Sax baritoni Santoro Isidoro Ficarra Marco Mazzalupi Massimiliano Mosca Gianni Fagotti Rinaldi Piero Vincenzi Antonio Sax basso Valle Pietro Corni Contrabbasso ad ancia Petrucca Francesco Servidone Fernando Antonio Fratticci Sante Quattrone Michele Sax soprani Manelfi Renzo Ambrosini Maurizio Bilotti Roberto Quinquennale Vittorio Trombe in SIb Sax contralti Ricci Vincenzo Rosetti Gabriele Lotito Michele Ricci Giuseppe Ciampechini Sandro Caldarone Antonio Sanna Marco Brucchi Roberto Trombe in FA Ferrara Paolo Crescimbeni Pietro Perciante Giovanni Sax tenore Ciammaruconi Massimo Moscato Giuseppe Croce Lamberto Dionisi Daniele Tromboni Dionisi Antonio Boccacci Roberto D’Antonio Antonino Menegazzo Antonio Flicorni contrabbassi Vissani Enrico Camera Rocco Romano Claudio Mantero Marino Trombone basso Guidi Davide Timpani Ranalli Luca Flicorni sopranini Orsini Giuseppe Percussioni Canelli Gabriele Veneroso Aniello Acerra Roberto Ermacora Enrico Sammali Luigi Flicorni soprani Fedeli Genesio Iacoboni Fabrizio Agostini Domenico Civitano Michele Flicorni contralti Mascali Giuseppe Depalma Nicola Boccacci Marco Flicorni tenori De Angelis Sergio Mascali Salvatore Fragapane Salvatore Flicorni bassi Mula Gerlando Cangiamila Filippo Ligi Alessio Flicorni bassi gravi Della Corte Fabrizio Redavid Francesco Teori Roberto Ufficio Comando e Cerimonie Santamaria Donato Ruggieri Loreto Ascani Roberto Scarponi Ugo Mollo Carmine D’Alessandri Federico G. Rossini Guglielmo Tell (tr. A. Vessella) Sinfonia dall’opera 11’ 07’’ G. Verdi Nabucco 08’ 15’’ G. Verdi Mattadori e zingarelle 07’ 05’’ (tr. L. Ruggieri) Sinfonia dall’opera dal II atto de La Traviata, per coro e banda P. I. Čajkovskij Ouverture 1812 (tr. G. Napolitano) A. Trovajoli - R. Rascel Acquarello romano (arr. M. Marzi - L. Ruggieri) 15’ 50’’ 09’ 00’’ A. Shaw Concerto for clarinet 07’ 38’’ Anonimo Gloria in Excelsis Deo 03’ 25’’ (arr. T. Watson) J. Strauss figlio Champagner polka (tr. M. Marzi) H. van Lijnschooten Rossini’s birthday party (arr. J. Walls) Prodotto da Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di Finanza Curatore G. Orlacchio Concept N. Tarantino Grafica F. Di Ceglie Testi M. Carnevali Foto A. Lecci - G. Di Prima Stampa Intellecto s.r.l. - www.intellecto.com Anno 2011 02’ 09’’ 03’ 48’’