Giornale Quotidiano - Sped. in abb. posto - Gruppo 1/70 - Anno IV - N
273 . Martedì 9 dicembre 1975
MARTEDI
9
DICEMBRE
1975
Lire 150
Moro si prepara'ad una se_timana piena di Il 12 dicembre
ostacoli. Il più grosso è in Piazza Plebiscito
Oggi inizia il dibattito parlamentare sul piano a medio termine. Domani la discussione sull'aborto e la direzione
socialista. Fanfani rimette a nuovo i suoi vecchi discorsi. Ma la grande paura è lo sciopero generale del 12
ROMA, 8 - Questa sert:timaD'a salTà deci~va- per
il gOve!ffio.
Domani, martedì, ÌIIl!ÌZlÌa
al jXlrl3Jmento Ila dis-cusSlÌone sul piano a medio termine, un piano che rappreserrta rlJ maggior vanto
di ques-to govennO' Un piano che è 9taw fe'llioemente definito da uno ohe se
ne intencLe come ilil maTcmngegno c he perunette ai
gI1andi padroni dò. rimpinrersi di migliaia idi !lTIi.!Ji3Jrdi, liamziam.do 300.000 ope-
ran.
PrepaTam.do$li a tale diba't·tito il V'iiOOpresiJdenie
del consigIrio La MaJ.fa che
del 'Piano govemaltlivo è il
padTe spirr.ituale, ha riospo'lverato ll<a sua ,v ena migliore_ Se ti[ piatnO ;non sa·rà
accettato dalI 'P arlamenw
- ha det·to in un dilScorso
domenicale - ,l o sta'to ita1'Lano si :troverà a ll10n aver
più nuNa, (<< 1fl0lIl ha più
fond-a menta, se Iflon quelile
della .B anca d'Italia, Iflon
come istituto di emissione, ma come fabbric-a di
danaro »).
In lTerailtà La Mallfa grida a vuoto. '
Dai bam.chi dclil'opposUmOlIle parlarrne:ntare ola pokmica sarà cOIJtenu1Ja entro i [irrnri.ti che COIIlsento[lO al governo di continuare a resistJelre am.cora qualche mese.
Da paDte socialliiS'ta li.l
massimo sarà qualche richiesta di bandiera sulila
p:aTtecÌlplaziOlIle di 5:ÌnoocaIii ed enti Jocaili aJ.la definizione dei piani. settodali.
Il pcr afforonia ili ipI'Oblema in un ed.itM'alIe dome-
IDcale del'l'Uniltà a fi'I'ma di
Gera:rdo 'Chiaromonte che
da una 'Parte dà un du!f'O
giudlizio sul .governo ca1pevale di «aff.ront1are, una
per una le questi<mi d~ffici­
Ii che ci sta!mJ.Q chl fronte", senza un prog;ramma
orgaIliÌco di ,riconversione
cWll'apparato
prddutrtivo;
ma dall'alt,r a conalude che
hl .diba't<ti.10 paruamentare
è ·la sede giusta per ...
«premere SUlI governo con
tut>te 1e forze e sen:ro SlUb.i-
re ricatti»
(A parlare di crisi d~ governo, come !'il futw Manoini - -sor.ive ChiaromOlIl(Continua a pago 6)
"Donna, donna, donna non smetter di lottare,
tutta la vita deve cambiare"
Duale .nuovo
compromesso
sull' abòrlo ?
ROMA, 8 Mercoledì . tJrario. E questo punt'O, i:nalle -commissioni giustizia sieme all'aTiticolo 5, quello
e sarrità della camera ri- che i<stituisce il «medicoprende il d~battito p:arla- giudice), sono i punti carmenl1are sull'alxmto. In di- dini dello scoIl!t!ro in seno
scussione è l'articolo due al parlamento. Uno scondella ,l egge, quello che sstJa- tro che passa ltotailimente
billisce lÌ casi in cui è con- sulla testà del movimento
sentito l'aborto. Su questo di massa delle donne che
ar:ticolo manca l'accordo. il suo punto d i... vista lo ha
ura oj partiti «laici» e il ri'badito con forza nella
PCI. r 'Primi sostengono la formidabile manifestazione
liberalizzazione, <il pcr in- di Roma: «Aborto oIibero
vece è radicalmente con- gra.tm to e Jegale, a decidere deve essere la donna ».
E non è i.mprobabhle che
questa prova di forza abbia costretto .}'arco dei
paTtiti 'a prenJdere qualche iniziativa. r giornali
di domenica e di lunedì
son'O pieni di titolii rassicu.ranti sul retto che un accordo sarà trovato, che il
pcr ha modificato la sua
posiz:ione, etc_
Su quest'ultimo punto
citiamo le parole del senatore Bufalini. «TI progetto
di legge Forrtuna affidava
la decisione a due medici. Il progetto di legge del
pcr a due .medici e un
Spagna:
assistente 'Sociale. Il progetto om in disoussione ' 10
di nuovo
affida, c'On <:er.te mooolità,
a un solo medico. Può
arrestato
darsi - conclude BufiaLini
Marcelino
- che si possa trovare una
soluzione che tenda a daCamacho
re più spazio, <il -m aggiorre
spazio possibile, alla ,r esponsabilfiità del'la donna ».
(pag. 5)
In questo « può darsi» insomma -risiede la cosidetI fascisti
ta apertum del PCr. DalJe
parole di Bufa'l ini risulta
indonesiani
anche evidente che, prima,
non era venuto .in lITIe\l1rte
invadono
a nessuno che la decisione
sull'aborto
dovesse
Timor
spetJta!re aU<a dorma interessata. Anzi, non più tar(pag. 5)
di di venerdì scorso, l'onorevole N1at1Ja, sul selitimanaIe del pcr, Rilnascita,
'Prima vittoria
aveva bolla<to La lihera decisione della donna con il
cJegli studenti
signi-f ìoativo . te l'mine di
« privatizzazione », con un
professionali
ragionamento il CIUÌ succo,
profondamente reaz-i onario
(pag. 6)
- è IiI seguente: l'aborto
è un problema sociale, non
privato, dell'-a borto deve
quindi decidere la società,
Domani:
cioè 'nei Da.tti il meruco o i
mediai o chi alJtri l'a Jegge
Giorno
stabiJirà.
per giorno,
Poi arriva Bufaillni dopo il correo .eLi Roma
ora per ora
- a dire : «calma, calma.
Può da,r si ohe riusckemo
il rovescio
a dare un .p o' di 's pazio
della sinistra
anche alla donna ». U problema non è dello spazio.
militare in
Il problema è del riconoscimento che deve essere
Portogallo
la donna autonomamente
(Continua a pago 6)
A pagina 4 e '5 la cro.naca della manifestazione di Ro.ma e interventi della co.mmiss.i one
femminile nazio.nale e dell'la compagna lRo.salba S'pagno.letti. Sul g,iQrnale di dQmani un co.municato. del Comitato nazionale di Lotta Continua
COMIZIO DI CUNHAL A LISBONA
Il PCP scarica ogni responsabilità
sugli "estremisti" e si mette in riga
con Antunes e· Berlinguer
Accogli~nza non entusiastica della base del partito all'ennesimo giro di
valzer di Cunhal - Una . battaglia che si combatte nelle fabbriche e nei quartieri - Verso una scissione nel PPD?
LISBONA, 8 - Da Alvaro Cunhal è effettivamen1e
venuto hl gesto «i'IlIU!ITIdimlto}) che l'Unlltà gl~ ha chiesto, con un edi<toriale che
sapeva non poco di «ingerenza negld affalli interrni
di un alltTo .panilto »: ma
non nella forma che il pcr
si aspettava ed a cui !lavorava. Cunhal non 'Su è dimesso. Ha annUilloiato, con
l'ennesima giJravo.1ta nella
sua carriera, che cambierà
politica.
« La minaccia di un'ali tra
-di-ttartura si perO'filerebbe se
i cormmisti portoghesi non
capissero la nuova situa.
zione, o insUstessero e persistesS'eI'o nelle '})'reCedenti
poli~iche », così ha detto
Cunhail al C'Omizio tenuto
ieri neN '-a rena , in cui ha
parlato, da solo, per una
o ro3_
Doveva eSiSere
il
« ,grande ni<lancio » del PC,
dopo il 25 novemb.re, dopo
una fase dii profondo diso<rjentamento che ha co.1to
i suoi m i,li tanti ~n modo
ancora più <a ccentuato che
il 'resto deUa olasse operaia, di frOlIlte ai cedimenti
dei vertici, di fronte aila
j,noapaci<tà, e non volontà,
del
quadro lintermedio,
non dki:amo di assumerre
iniziative ma neppure di
fom~re
spiegazioni.
Ma
non è che ~a p.ia-z:ro sUa
sta1a gran che .trascinata
dalll'orratoria di CUMaII,
che ha riSiCOsso ile sue ovazioni -solo quando ha ribadito ,la consunta retorica
del «v.imceremo e nessuno
ci fermerà ». H resto del
rnsoorso è sbalto ascoltato
sostanzialmente in silenzio.
. Come era ampiamente
prevedibile, dopo la campagna aggressiva condotta
in questi giorni dal PC nelle fabbriche e negli organismi di poder popular, è
sulla sinistra che oggi Cunhal ba cercato di scaricare
le sue responsabilità, di
polarizzare lo scontro; per
coprire i suoi vistosi cedi·
menti a destra, per riconcentrare, al solito, su un
qualche obiettivo il tradizionale «patriottismo di
partito» della sua base.
La colpa di tutto, secondo Cunhal , è degli es t,re·
mi s-t i , tra i militari come
nell'a.mbi,t o della sinistm
proletaria. L'avventurismo
del<la sinist'ra ha messo tI
PC in difficoltà e per U·
scirne esso deve mutare
le sue allea'IlZe, apriTe al
PS, a Melo Antunes , magari al PPD (del qua le non
ha parlato: ·per dargli
(Continua a pago 6)
PORTOGALLO - DUE COMPAGNE
D~ LOTTA CONTINUA TRATTENUTE DA 3 GIORNI DALLA POLIZIA
Un comunicato di solidarietà degli organismi di volontà popolare
LISBONA 8 Sabato, di fronte alla sede
dell'associazione di amicizia rivoluzionaria Portogallo Italia, sono state arrestate due compagne
di Lotta Continua, provocatoriamente trattenute
dalla polizia che il governo Azevedo ha prontamente rimesso in attività. Contro Stefania ed
Anna non c'è nessuna accusa ed il loro arresto
«si inserisce in una campagna forsennata di attacco alla presenza di stranieri in Portogallo ».
Come denuncia in un suo comunicato il segretariato degli organismi di volontà popolare, che
riunisce oltre cento commissioni di lavoratori di
quartiere e di soldati. Nel comunicato di qu~to
organismo, oltre alla denuncia contro questi
nuovi atti repressivi del governo, ancora più provocatori quando sono contro compagni spagnoli
e . latino-americani, si esprime piena solidarietà
con l'AARPI, «che dalla sua formazione ha svol·
to un ruolo di solidarietà con la classe operaia
portoghese. Sarebbe un tradimento da parte
nostra - conclude il comunicato - se non difendessimo e appoggiassimo le compagne arre.
state. Per l'internazionalismo proletario, viva l'or·
ganizzazione della classe operaia}). Anche Répu·
blica ha dato un grosso rilievo a questo atto repressivo e si stanno organizzando iniziative per
la difesa degli stranieri che -stanno in Portogallo.
Lo. sciopero. nazionale de,I 12 di·
cembre la manifestaziQne che s,i terrà a Napoli rappresentano. H punto
di arrivo. di tutta una mobi,loitazione
nelle fabbriche, negli uffici, nelle
scuole, neNe caserme, tra le donne
e nei quartieri proletari, che si sta
saldando. sempre più chiaramente at·
tQrnQ al preciso. obtettivQ del'la caduta del gQvernQ Moro, perché questo. gQvernQ antipopolare e antidemocratico. sia 'l 'ultimo. gQvernQ del'l a e
con la demQcrazia cristiana.
" mQvimento proletario che si è
espresso. in queste settimane e in
questi giorni trova nella giQrnata del
12 a Napoli una tappa fondamentaie,
non soIQ" di arrivo ma di ulteriore
sviluppo e raffQrZamento, di radicalizzare e di unificare. Per questo. noi
mettiamo al primo. posto. nel mQdo
più assQlutQ la promozione del'la più
ampia partecipazione alla mani;f estazione de'l 12 a Napoli; nel'l o stesso.
tempo. ci impegnamQ, ferma restando questa priQrità a<Na promozione e
a<l'Ia partecipaziQne agli scio.peri ed
alle manifestaziQni -locali. Per questo
ci impegnamo subito. non SQlo per
arrivare a 'Napoli più numerosi e' più
cQmpatti possibi,le a partire dalle
fabbriche che scenderanno in sciope·
ro in tutta Italia, ma promuovendo l'
adesiQne e la mobi<litazione di tutti
i settori del movimento.. Pèr questo
ci impegnamQ perché si esiga da-i
sindacati di mettere a dispQsizione
tutti i mezzi finanzi'a ri e di trasporto. necessari, ma al tempo. stesso. ci
impegnamQ a fare noi stessi, CQme
QrganizzaziQne tutti gl'i sforz'i necessari per garantire comunque la par·
tecipaziQne più ampia.
l'I 12 dicembre, tutti a Napoli; questo. è il nQstrQ obiettivo., questa la
prospettiva di lavoro. fn questi pochi
giQrni che ci rimangono..
A NapQli contro. il gQvemQ Moro. e
-p er aprire subito. i cQntratti si'a neH'
industria chè nel pubblico impiego,
prQmuoviamQ la mQbi-litaziQne a partire dalle fabbriche, da quelle che
chiudQnQ a quelle che smobilitano,
da quelle che licenziano. migliaia di
Qperai a quelle che attraverso i pon.
ti e la cassa integrazione ristruttu·
rano la prQduziQne ed aumentano. lo.
sfruttamento..
A Napoli contro il governo. Moro.
che lavQra per creare centinaia di
migHaia di disoccupati,
A Napoli per le 35 ore e per le
50.000 lire e per aprire ·s'u bito ,l a -lotta nelle fabbriche, CQntrQ 'la svendi·
ta della 'l otta ~ del CQntrattQ.
Andiamo. tutti a Napoli, dalle SCUQle prQfessiQnali, andiamoci con i
compagn'i di Pietro Bruno che hanno.
dato. il via a1la lotta ,per la caduta del
governo.. Dalle scuole, che il 12 dicembre vivono. ormai da cinque anni una giQrnata di -IQtta antifascista,
antigolpista e antidemocristiana. Per
questo prQclamiamQ lo. sciQperQ na·
zionale degli studenti. Andiamo. a Napoli <dagli uffici _del par-astatQ e da
tutto. il pubblico. impiego, che il sindacato. vuole tenere ancora una volta diviso. dalla classe Qperaia; da
tutto. il pubblico ,impiego che vuole
il CQntrattQ e nQn vuole il gQvernQ.
Noi prQPQniamQ la mobilitazione più
ampia in questo. settQre, sempre più
impQrtante, e proPQniamQ non SQIQ
assemblee, mQzioni, adesiQni, ma
anche concrete iniziative di sciopero. e di lotta, che denuncino praticamente -la politica del gQvernQ e
del'le Confederazioni, sempre più imo
pegnate nelll'Qpera di diVlisione e di
smobilìtazione di tutto i,1 settore.
-La IQtta contro. il gQverno arriva al·
la manifestaziQne del 12 dicembre dQPQ quella di piazza S. Carlo a TQrinQ,
quelle di Mestre e di Catanzaro., dQPQ
la giQrnata del quattro. dicembre CQn
le migliaia di soldati in lotta, ci arriviamo. dQPQ la straQrdinaria manife·
stazione di sabato. a RQma, dQPQ l'im·
pQnente rivelaziQne della rabbia delle
donne CQntro il gQvernQ e i cedimenti
delle sinistre sulla IQrQ pelle e sul·
la 10.1"0. vita.
Andiamo a Napoli senza fare nessun CQncentramentQ di LQtta Conti·
nua, per fare i CQncentramenti di chi
vuo.I cacciare subito. il gQverno, di chi
vUQle le 50.000 lire; i cQncentramenti
dell'autQriduzione, della IQtta degli
studenti prQfessiQnali, dei pensiona·
ti, dei disQccupati, delle dQnne, dell'
aborto. libero. e gratuito., dei sQldati.
Andiamo. a NapQIi, con i nQstri stri·
scioni, con le nQstre bandiere. Il 12
dicembre ci saremo. tutti, attQrnQ ai
disoccupati alla IQrQ straQrdinaria Qr·
ganizzaziQne di IQtta, ricQnoscendQ in
essi il punto. più alto. di tutto. l'enQr·
me schieramento. che ci sarà in piazza ~r chi'e dere la testa di questo.
gQvernQ, di questo. gQverno che meno
tre cerca di dividerlo., fa caricare e
sparare CQntrQ l'Qrganizzazione dei di·
sQccupati; perché l'organizzaziQne dei
disQccupati rappresenta Qggi, meglio.
di Qgni altra CQsa, meglio. di Qgni altra
realtà, tutto il cQntrariQ di quello. che
il gQvernQ,
padrQni pensano. evo.·
gliQno.
IICQmitato naziQnale
di LQtta CQntinua
8 dicembre 1975. Oggi Pietro
Bruno avrebbe dQvuto compiere diciotto. a anni. E' stato. uc·
ciso a freddo. da carabinieri e
poliziQtti la sera di sabato. 22
novembre. Gli ideali comunisti
ed internazionalisti vivono nella nostra IQtta qUQtidiana; l'immensO' dQIQre della sua famiglia, dei suoi parenti, dei SUQi
amici, è ti nQstrQ
TUTTI A NAPOLI IL 12 DICEMBRE!
2 - LOTTA CONTINUA
Martedì 9 d'icembre 1975
La conferenza sull'occupazione a Napoli
Sabato 5 -100 soldati I disoccupati organizzati riaffermano
in assemblea a Por- la forza e il programma
denone, nonostante i del movimento e preparano il 12 dicembre
baschi neri
Scarcerato uno dei soldati arrestato a Monguelfo • Altri
dati sulla mobUitazione del 4
PORDENONE - AlI 1820
reggo Corazzato di Sacoi:le,
secondo i dati ufficiali del
comando sono stati 719 i
soldati che si sono astenuti ·dal rancio su 911; in
reahà su tutto H .reggimento solo 90 militari si
sono recati alla mensa,
mentre tutti gli aJ.tri sono
rimasti nelle camerate.
Persino tra i soldati in
esercitazione SO su 80 hanono rifiuta<to di consumare
lÌIl primo piatto. H colonnello in adunata di tu<tto
il .r eggimento, è arrivato a
fornire iI proprio numero
di telefono per favorire le
delazioni; l'unica telefonata arrivata denunciava C<T
me responsabile della lotta il capiiano tlelll'ufficio I.
A Codroipo aI.le trasmissioni ·s i era svolto il 27
novembre un minuto di silenzio contro i tmsferimenti. Subito dopo oltre
150 ·s oldati venivano trasfel1iJti nel quadro della ristrutturazione del reparto; per decidere sulle forme di 'l otta da attuare per
dII 4 dicembre, vemV3iJlo
sV(jlte delle vere e proprie
consultazioni di massa nelle cameraie; il 3 dicembre
in base alle delazioni tre
soldati (Bondoni, Caracchi e Bedini) sono stati
arrestati e tradotti a Padova. Nonostante le decimazioni e il timore di poter danneggiare i soldati
arrestati. si è attuato uno
sciopero dello spaccio che
ha visto il boicottaggio da
'Parte -del'l a S'tragrande
maggioraIl7..a dei soldati
(260 ~u 300) nella giornata
del 4, ed è poi pmseguÌto.
anche se in forma meno
totale, il 5 e il 6.
Sabato sera era stata
convocata una assemblea
ed un concentramento di
soìdati in piazza Municipio a Pordenone. II terrore che si ripetesse il corteo di saldati del 4 sera
ha spin,t o le 2erarchie a
concentr·a re centinaia di
carabiruieri ~ poliziotti. uf.ficiali e sottufficiali di
tuita -la provinci'a nella
zona scelta per il concentramento. Ai soldati era
let'teralmente impedito l'
accesso, da uffioiali e superiori dei carabinieri, al'.le strade che portavano in
piazza Municipio e la z0na ai torno alla sala dell'
assemblea era fortemente
presidiata_ Nonos1ante tutto ciò l'assemblea si è
svolta con la par,t ecipazione di olire 100 soldati e
lo stesso PCI. che si era
pubblicamente dissociato,
ohe aveva volantinato davanti alle caserme nei
giorni precedenti iI 4 condannando
le
iniziamve
« dei
gruppi extraparlamentari", che aveva fatto
pressioni 'sul PSI che non
concedesse la s·a la per !il
4 sera, è venuto neJla persona del suo segretario, a
giustifical'Si di fronte ai
soldam in assemblea .
MONGUELFO (Bz) - Ieri uno dei quattro soldati arrestati il 27 novembre è stato liberato.
Le accuse mosse, in parsono di istigazione .alla
disobbedienza per lo sciopero del rancio che il 17
novembre tutti i soldati
della caserma hanno attuato per protestare contro
l'incarcerazione del soldato Franco Telck.
Le acuse mosse, in particolare per il soldato Marco Manganott'.i sono state
fatte da un fascista di Verona, Lodi Claudio di Ordine Nero che alcuni mesi fa,
prima di partire militare
è stato condannato a tre
mesi per ricostituzione del
partito fascista.
LlBERTA' PER IL
SOLDATO LANFRA'NCHI
Il soldato Livio Lanfranchi è stato arrestato
sabato, fuori dalla caserma, per nnpedire ogni
reazione interna. L'imputazione è quella di reclamo collettivo, molto probabilmente per aver
partecipato alla assemblea pubblica di mercoledì 3 dicembre indetta dal movimento dei soldati, dall'ARCI e dal comune di Alessandria,
dove i soldati avevano preannunciato -la lotta
del 4 nella forma di 5 minuti di silenzio_ Non
solo la lotta del 4 è riuscita, nonostante le intimidazioni, il boicottaggio, la presenza massic·
cia degli ufficiali, ma c'era la volontà diffusa di
radicalizzarla, per arrivare aHo sciopero del
rancio.
Sottoscrizione
per il giornale
PERIODO 1/12 - 31/12
La miseria
della
reazione
116 dicembre il governo
Moro, il ministro Forlani,
le gerarchie militari, hanno cercato a Pordenone la
rivincita. Avevano subìto
in tutta Italia le iniziative dei soldati, non erano
riusciti a bloccare le iniziative di lotta nelle caserme,
avevano registrato impotenti la mobilitazione
di migliaia di operai, studenti e proletari al fianco dei soldati e sottufficiali: cercavano la vendetta
volevano far pesare la forza del loro apparato e l'
opportunità era loro fornita dal fatto che sabato
scorso a Pordenone era prevista una nuova manifestazione di soldati: era possibile isolare una situazione e fornirne esempio a
tutti. Centinaia di baschi
neri da Udine, centinaia di
ufficiali e sottufficiali in
borghese (tutti quelli mobilitabili dalle caserme
della provincia) carabinie~
ri e PS da tutta la regione, comandati dal questore
e da alti ufficiali, tutto l'
apparato del SID in piazza
e nella sala dell'assemblea,
con !(J.pparecchi sofistica;ti (microfoni direzionali,
registratori miniaturazzati
per captare i discorsi ecc.)_
I soldati venivano avvicinati, minacciati e identificati. Veniva loro ordinato
di allontanarsi; tutta U?Ul
zona della città era loro
interdetta; per entrare nella sala i soldati dovevano
percorre:-e 200 metri di
strada brulicante di sbirraglia in borghese e in divisa, e nella sala l'apparato era impotente_
Gli ordini erano stati diramati direttamente dal
ministero, si erano svolte
riunioni di generali per
coordinare la azione. Voleva essere una colossale
prova di forza ed è stata
la prova della debolezza,
dell'impotenza: della miseria della reazione di fronte al coraggio e alla mobilitazione dei soldati che
hanno fatto comunque la
loro assemblea.
SEDE DI REGGIO EMILIA
Cristina in memoria di
Alceste 30.000, Bonilauri
5.000,
Maletto delegato
5_000, Angelo operaio Lombardini 2.000, Gabriele operaio Bloch 1.000, Giocando a carte 10.500.
SEDE DI MATERA
Mario 20.000, Vito 7.200,
Giuliano 11.000, Carmelo
1.700, Gianni 1.000.
SEDE DI VIAREGGIO
Sezione Lucca: I soldati
democratici della Caserma
Lorenzini e del Deposito
misto 10.050, operaio Cantoni 3.000, operaio Cantoni
1.000, compagna bancaria
3.000, insegnante 5.000 Anna corsista 4.000, Nazareno corsista 1.000, insegnante 3.000, raccolti all'assemblea da Maria V. 1.800, studenti del Classico 1.000,
Pucio dell'Itis 1.000, Alessandro del'Artistico 1.000,
·raccoLti vendendo il giornale 9.700.
SEDE DI PISA:
Mariani 10.000, Sandrino
2.000, Adriano CNR 1.000,
Ghelarducci di CollesalvetH 2.000, .raccolti da Anatrone 11.500, Gadducci G.
500, Irma 1.000, Rossi 5.000,
Vantaggiato 3.000. Sez. Centro: FF.SS. 2_000, un compagno 1.500 Frezza 5.000,
Massimo G. 1.000, Rita dipendente ospedaliera 2.000.
Sez. S. Marco: Leo 5.000.
Sez. Porta a Piagge: Beppe
3.000_ Sez. Università: raccolti a mensa 2.650, Campanini 5.000, raccolti a medicina 2.000, 'vendendo il
giornale 12.000, raccolti a
Ingegneria 7.000, Gaetano
1.000. Sez. Scuola: CPOS II
Liceo 3.500, OPS Classico
1.500, CPS raccolti in centro 29.500. Sez. Buti « D. ni
Nanni »: raccolti da Angelo
Giuseppe 2.000, Luca 1.000,
Otello 500, Massimo 1.000,
Roberto 500, Piero 500,
Luciano 500, Bruno 1.000,
Spartaco 500. Raccolti da
R,k=do: Enrico 500, Cesare 500, ,Palmiro 500, Gino di
Gioventù Aclista 1.000, La
Piccola Tania 500, Eugenio 5.000, Riccardo 500, Grazia 1.000. Raccolti da Giulio, Adriano di Medicina
1.000, Michele di Gioventù
,A clista 1.000. Raccoll.ti alla
Casa del 'P opolo di Bien·
tina Gianfranco PCI 1.000,
Enz~ PCI 1.000, Antonio
PCI 1.000, Sergio PCI 1.000_
Raccolti da Renzo alla Ca-
sa del Popolo di Quattro
Strade, Niccolò PCI 400,
Claudio 500, Michele 1.000,
Epeo 1.000, Sauro 1.000,
Battaglini opèraio Pistoni
Asso 500, Carlo PCI operaio Pistoni Asso 500, Enrico
FGCI 500, Roberto operaio
PCI 500, J acky con gioia
per la morte del boia
Franco 1.000, Mario 1.000_
SEDE DI UDINE:
Vittorio
12.500, Carla
1.000, Cristina 1.500, .raccolti al comizio 1.000, soldati
di Tarcento 1.500.
SEDE DI BERGAMO:
I compagni di Lovere
30.000.
SEDE DI ROMA:
Sez. Magliana: Alessandro Cola'ÌOC'Ono 1.000 TaCcolH da Angela, Ricci 800,
Maddalini 700, Mandrisi
350, Marcella 500, Iolanda
500, Nezti 500, Sollozzo
1.000, .Roberta 500, !AIliIlamaria 1.000, MigJino 850.
SEDE DI MODENA:
Operai
OEOM
1.700,
Gianni Rolli 30.000, CPS
Anna 1.000, Part:rizia 2.000,
Alessandra 500, Elena 1.000,
Anna 1.000. Raccolti all'
Università 2.800, Ivonne
5.000 Paola e Michele 2.000,
Impiegati Salami, Adriana
1.000, Athos 1.000, Maruska
1.000, Umberto 500, Athos
3.500, Lupo Zanna 3.000,
Mamma di Maurizio 500,
una partita a carte .1.000.
SEDE DI BOLOGNA:
Raccolti tra 100 studenti
e CAP professionali 25.000,
autoriduttori 3_000, Arrigo
2.000, Walter 1.000,
SEDE DI SIRACUSA:
Sez. Gasparazzo: Di Giovanni PCI 5.000, Spinellidda 2.000, Nuccio Sincat
350, Baffo 500, Armando
CTS 7.000, Enzo CTS 1.000,
Nuccio CTS 1.000, Lino 500,
Leoni 500, Ortis 500, Rossitto 1.000, Franco Somic
700, Paolo .Sincat 500.
SEDE DI TREVISO:
Dai compagni di Vittorio Veneto: Luciana casalinga 1.000, compagni di
Vazzola 2.000, Luisa insegnante 1.500, operaio PCI
di Treviso 1.000, Franco
CGIL 500, Roberto 4.000,
Francesca studentessa 500,
operaio PCI 1.000.
Contributi individuali: una compagna inglese 5.000.
Totale
%6.750
Totale prec.
2.182.980
Totale compI.
2.649.730
NAPOLI, 8 - Nell'aula magna del
Politecnico gremita da 'più di mille
'disocoupati, studenti, operai si è
svolta sabato la conferenza suIroocupazione convocata dal movimento dei
d i'soccupati organizzati.
Non ·c'era la pompa e l'ordine bu
rocratico de~le conferenze sindacali,
c'era invece -l'orgoglio di una ulteriore dimostrazione della maturità e
della capacità politica del movimento
dei disoccupati. Per chi· non vede
di persona la vita di questi compagni è odifficile 'r endersi conto deHa
qualità di una :1otta , di una organizzazione, di una militanza quotidi'ana
che dura ormai ininterrottamente da
dieci mesi. E' difficile 'capir'e come
sia pOSSibile s·ostenere il 'ritmo di
una o più manifestaiioni al giorno.
di un confronto quotidiano 'e impegnaHvo con il sinda·cato e il ,PCI,
del'le riunioni quotidiane dei singoli comitati ' odeJ direttivo dei delegati: 'p reparare Questo convegno ha signN:icato , olt·re a tutto questo, fa,re
e di'st'ribui'r'e un volantino 'in tutte
I·e fabbri'che, ottenere e preparare
la sala, ottenere dal 'PCI che sta mpass-e un manifesto e attaccarlo in
tutta 'la città, s.criversi g'l i 'int'erventi
durante la notte. La mattina di sabato
H servizio d'ordine de'i disoccupati
era pronto ad accogliere i compagni e a 'g aranti're un perfetto svO'lgimento cella riunione. Nei giorni pre·cedenti il movimento .aveva subit'O
il p'iù duro attaoco dai tempi deIrassassinio di Gennaro Costantino: tre
·c ariche poliziesohe consecutive, o/'ultima sotto e dentro la Camera del ·Iavoro, come conseguenza immediata
del fatto che la massa dei disoocupati aveva rifiutato, dimostrandolo
c'On la lotta dura e con l'altrettanto
dura contestazione de'i pr'Opri delegati che avevano fkmato. 'l 'oc·cordo bidone proposto dal governo ·s ul col·locamento; e del fattà dhe' H governo
si prep'arava~ a rispondere -derfirnitivamente p'i'c~'h~ aHa ·richiestéfultimativa
dei disoccupati di mantenere "'impegno dei 10.500 ,posti promessi.
Contemporaneamente P,OI ·e sindacato 'ritenevano fosse gi'u nto i'l momento di ·Ianciare un'dfof.ensiva per
i I recupero e lo oSnat-uramento del
movimento, che avrebbe dovut'O esse're sanzionata dal 12 di'c emore, dal'i"in'c'Ontro programmato per il 10 da -lama Storti e Vanni Icon i d.i soccupati.
IL'aoSpetto più cieco e ottuso di questa offensiva è 'i'ndubbiamente i'l tentativo di strappare ai disoccupati, ·e
soprattutto ·ai del·ega1i, la sconf'essi'One del'ia lotta dura 'Come awenturista
e provocatoria , condizione indi'spensabHe per potersiilludere di trasformare 'il movimento dei disocoupati
in un sindacato 'dei di'soocupati, senza obiettivi e senza spina dorsale.
Si è fatta ,una assemolea al .pCI
c'On i·1 segretario della federa~iolle
napol'etana; si è fatta, venerdì, 'Un'assemb'l·ea a'll'università ·con il seg,retario della Camera del Lavoro: in 'en·
trambe aHe argomentazioni dei segretari i disocoupati Ihanno contrap
posto innanzitutto la dilfes·a intransigeme del 'loro movimento, della :1'0gica che ne ha ,g uidato 'la 'nascita e
Ilo sviluppo. U segretario deoi-la Camera ,del Lavoro Iha .spiegato che 'il
sindacato non accetta il centralismo
democratico, non accetta che gli vengano imposte ·le decisi'Oni e gli obiettivi del movimento. ILa con'f erenza di sabato. a+la quale il 'sindacato
ha mandato un s·d lo ,rappresemante
minore e 'iI PlCI nessuno, ha rdhi.esto
·che .pregiudizi'almente venga .scon,f essato l'articolo dell'Unità che chiama «commando di provocatori» i
disoccupati che fanno i blocchi stradali e vengono spa'rati dal'la polizia.
,Lo ha c'hi·esto tra gl'i a'ltri un odisoccupat'O del PCI che ha raccontato la sua vita di militante comun·ista,
i 5 anni di galera fatti per ·Ia libertà
deHa Grecia , la sua 'ra'I:>bia odi -senti rs i -eh iamare avventu rista e provocatore dal giorna,le de'l suo partito,
la volontà di andare avanti per buttare giù un -governo e 'una società
per i quali Chieder'e lavoro è 'reato,
al di là di tutte le chiacchiere.
ta volontà di · andare a f'Ondo nel
braccio di fer,r'O ,col governo; di rifiutare 'l'accordo tr;uftfa sul collocamento (. 'la odisoccupazione elettroni'ca
l'ha chiamata un disoccupato riferendosi al progetto ,di ri.fare le graduatorie c'On gli 180M ma senza ,le iliste
di lotta del movimento); di portare
avanti il reperimento dei posti nelle
fabbriche, nelle scuole, nei servizi,
in · stretto collegamento con la lotta
contro gli straordinari e per la ridu·
zione d'orario: tutto questo è emerso
D
con chiarezza dagli interventi dei disoccupati come da quelli degli studenti, dei corsisti abilitanti, degli
operai dell'Alfa Sud, del compagno
delle tranvie provinciali che ha denunciato 300 assunzioni clientelari e
lo stato disastroso ,del servizio per le
migliaia di assunzioni non fatte (si
è deciso immediatamente una azione di lotta dei disoccupati al,le TPN) .
E' emersa anche la contraddizione
presente dentro il movimento stesso,
rappresentata dal comitato di Vic'O 5
Santi che conduce costantemente una
opera di mediazione tra 'Ia linea sindacale e la linea del movimento e
costituisce di fatto l'unico punto di
forza del sindacato dentro 'il movimento. Ma comples·sivamente è stata
una grossa dimostrazi'Orre di ·forza e
di maturità politica del movimento
dei disoccupati, che ha riaffermato
davanti agli altri settori del movimento il suo programma, sul quale scenderà in piazza il 12 dicembre. Lo ha
fatto con gli interventi ·e anche con
la partecipazione poi itica della massa. con gli slogan cont,ro il governo,
per l'unità con 'l a classe operaia e gli
studenti, con l'applauso che ha salutato l'intervento di un compagno soldato sulla giornata di lotta del 4 dicembre ·e sulla v'Olontà dei soldati
di partecipare al 12 dicembre.
Sugli interventi al'la confe·renza daremo un- resoconto più dettagliato
nei prossimi giorni. oggi pubbltichiama l'intervento che ha aperto l'assembl·ea a nome dei delegati.
LA RELAZIONE
INTRODUTl'IVA
ALLA CONFERENZA
«Compagni, disoccupati, ope,rai, S'ÌUdenti, H convegno sull'occupazione che
ci vede oggi qui ·riumiti .è 'stato convocato e riIlNiato diVerse volte nell corso de~. le -ultime· settimane, nQn certo per catnlia volontà ma perché quella frase che
,sentiamo dire e dpel'ere da tutii dal governo, dai partitI. odai sindaca~i,. dai gi~:>I:­
n!a:li: dalla radio e daMa televlslOne, cme
che' « L"ocoupazione oggi è il primo e il
prÌnòpa!le dei p!Qb~emi ,), q~esta f~.ase
11 mOVÌlIlleIllto del dISoccupati orgamzzati di Napoli l'ha messa e la mette in ,p ratica tutti i giorni da più di lO mesi con
una. lotta 's enza tregua che riempie le
giornate di ciascuno di noi, che ci :vede
impegnati quasi 24 ore su 24 nelle 'p lazze
e davanti al'l e fabbriche, nelle manifes.tazioni e nelle discussioni, per essere
sempre !più forti e più coscienii.
.
Oggi finalmente riusciann? a reahzUire questa 'Pausa, che non e tma !pausa
deNa ~otta, ma un momento di rif.lessione di confronto fora il programma del
m~vimento dei ·d isoccupati organizzati e
quello degli altri fronti che lottano per
.}'ocou'Pazione: gli operai <!-eBe gra~dl ~
delle piccole fabbriohe, gli ·studeI,1'1l: gli
insegnanti e i .ffiaest·~ odiscx;:cupat'!-,. I lavoratori degli ospedaih e de! serviZI.
I disoccupati org.anizzati possono affermare con orgoglio d'aver aperto l~
s·t rada e di essere stati in tutti questi
mesi l'avanguardia di ques<ta lotta gene-
Uno striscione delle donne di Napo!:i alla manifestazione di Roma
quest'aossemolea, e bÌlSogna dirlo forte,
bili del.la miseria e della disoccupaziooe
ohe il movimento dei disoccupati orga- del sud, si accorgono oggi che il collocamento di Napoli non ha mai funzionato
nizzati non è più dis.postoa tollerare che
che è un bordello. Meglio tardi ohe mai,
nessuno usi 'le 1pa·r ole « qualunquismo, dima SAPPIANO SUBITO CHE IL COLLOsperazione, .avventurismo, provocazione»
OAMENTO ENTRA IN FUNZIONE SOLO
parlando delde lotte dei disoccupati .
A CONnIZIONE CHE CIO' AVVENGA
Il movimen to dei disoccupati organizSOTTO IL CONTROLLO DEI DISOCCUzati, che lotta per un po5'to di Javoro 'StaPATI ORGANIZZATI, CHE LE GRADUAbile e sicuro, rovesciando ·t utto il mec·
canismo mafioso del coJ.locamento, delTORIE SI RIFAlNNO SOLO A PARTlJRE
la corruzione diidividua!le, della olientela,
DALLE LISTE DEI DISOCCUPATI ORche grida ogni giorno neHe !piazze « SI'
GANIZATI E CON I CRITERI STABILISI' GAMBIERA' QUESTA SPORCA SO·
TI DALL'UNICA FORZA CHE HA DIMOSTRATO DI AVERE IL DIRITTO E
cietà » è una conquista storica ohe ha
cambiato la {accia '<li Napoli, che ha porLA CAPACITA' DI FARlLO: I DISOCtato una rivoluzione nelle coscienze di
CUPATI.
I~liaia di uomini, che oggi dicono giuIl movim.ento dei disoccupati organizstMIleute: « Fino a ieri eravamo numeri
zati è impegnato in una vertenza con il
in balìa di ·promesse clientelari ed elettogoverno che si trascina ormai daU'accorrali mai mantenute, oggi siMIlo dei prodo del 30 giugno.
tagonisti, abbiamo preso in mano il noAllora furono stanziati 382 miliardi per
stro destino ».
?
10.500 posti di ,l avoro entro il '75: 257 miChiunque si permette oggi di fhiamare
liardi di in1erventi stJraoroinari, 125 miprovocazione ed esas.perazione la lotta liardi ·di interventi ord:inari e 20 miliardi
durissima dei disoccupati, si assume ,la della legge speciale 'per N-apoli. Oggi il signor Andr~tti, il signor ComresponsabHi1à morale di insu1taTe una
pagna ci prendono in giro dopo 5 mesi
delle più belle conquiste del proletanato
rrapoletano, e -la gravissilma respons~bi­
di lotta, dicendo che la cassa è vuota.
Se la cassa è vUota o piena a noi, non
lità politica di offrÌlre spazio alla volontà
di vendetta dei nostri nemici: iiI goill1'1:eressa. Sappiamo per esperienza .ohe
verno, i padroni, tutti queiJ.h che oggi le casse del'lo stato sono sempre piene
ancora hanno il !pOtere, e hanno paura di per i padroni e sempre vuote per i properder.lo.
leta'r i.
A 5 mesi di dista~ da quelila promesA chi dice che la lotta dei disoccupatisa, siamo 'tornati a Roma ed eravamo più
rischia di res1are isolata, rispondiamo che
i disocèupati ci hanno penosato 'prima di
tanti e più forti.
Siamo disposti a tomarci e abbiamo le
loro e sono andati alle fabbriche non a
chiedere soliodarietà, ma a spiegare agli
idee chiare:
IIL TERMINE FISSATO DA QUELL'
operai C'he la ,l otta contro i licenziamenti,
ACCORoDO STA PER SCAf)ERE. O IL GOi trasferimenti, gli straoroinari, ,l a 'IQt1a
VERNO 'MANTIENE LA 'P,AROLA O SE
:per ridurre 'l'orario di ,l avoro E' L'UNICA
VBRA LOTTA CONTRO LA DISOCCU·
NIE DEVE ANDARoE.
Compagni, d i queste cose dobbiamo diPAZIONE. E l'hano dimostrato facendo i
soutere oggi per rafforzare un fron.te
pirohetrtiall'AJ.fasud, alla Cementir insieme agli O'perai. Sono andati -nelle scuole, di 'l otta generale su1 nOIStro programma
comune sui nostri comuni interessi.
nelle assemblee degll:i insegnanti disocSu q~esto progrMIl.ma saremo i~ piazcupati, a verificare ohe il progra.mma di
re. inSieme il 12 dicembre nel,l o SCIopero
lotta per 'l 'ediIizia ·s col·a stica, COll'tro i
doppi 1urni, contro la selezione E' UN
groerale.
Vogliamo che, ohre questa giQ;na~
PROGRAMMA DI LOTTA CONTRO LA
di discussione, i disoccupati orgamzzatl
DISOCCUPAZIONE_
possano parteci!pare aJle assemblee l!1elJe
Lo stesso hanno fatto negli ospedali,
lo s teSlSo faralDlIlo in tutti i ,l uoghi di la· fabbriche per cqmrontarsi diretamente
con la malSSa degH operai ed ABBIANO
varo 'dove si :i.mpone lo straordinario, con
IL 12 DICEMBRE LA PAROLA NEL
iiI ricatto delle paghetrappo ba'5Se, per
non assumere l,l personale necessario.
COMIZIO.
TUTTA LA CLASSE ORERoAIA DEVE
Così si fa concret.a:mente il censimen·
IM'MBDIAT·A MENTE n,J
to dei posti di lavoro e si distruggono SCEN'D ERE
LOTTA PER I CONTRATTI.
i sistemi olientelari odi assunzione. Il siOPERAI, STUDENTI, OlSOCCUPATI,
gnor Andreotti, 11 signor Compagna, il
VINCEREMO ORGANIZZATI !
signor Bosco, . tra i più .iJlustJri Tesponsa·
POZZUOLI
Il sindaco DC truffa
•
I disoccupati
La polizia li sgombera dal comune ma la lotta vuole andare avanti
rale -per l'occupazione. $lamo ~:titi ~
poche decine, con -la lot!a qU01lld!an~ SI
lÌ! costruito il primo corrutato ~ la 'Pnma
vittoria: ,la prima conqUlsta del 700 compagni del vico 5 'santi, dopo la ~rande
manifestazione del 30 giugno a Roma, ha
al-l argato 'ÌÙ movimento, ha moltiplicato i
comitati, ha orÌ:svegliato un gj,gante, come
oggi tutti riconoscono_ . .
.
Oggi il movimento del dlosoccu'Pah or:
ganizzati è una .forza con la quale tutt!
a cominciare dal governo, devono fare I
conti. Quando i disoccupati organizzati
parlano dell'AUTONOMI.A DE'L LORO
MOVIMENTO, intendono che questa forza 'Che hanno cos.truito a pa-rtire da,ma
loro condizione comune dai ·loro bisogni comuni, non sono disposti a d.elegarla A NESSUNO, non sono disposti a delega're a nessuno il potere di decidere la
loro lotta e i loro obiettivi.
Questa coscienza, questa forza org<llll!Ìzzata non ha niente a che vedere con il
qualunquismo, non ha niente a che vedere con la disperazione. Bisogna dire in
NAPOLI, 8 Giovedì
una ventina di disoccupati ha occupato il Comune di Pozzuoli e si è
chiuso dentro bloccando l'
attività degli uffici. La lotta è partita con la chiarezza (anche se con alcune contraddizioni all'interno) della necessità di allargare la lotta a tutti i
disoccupati per conquistarsi il posto di lavoro, rompendo con la logica delle
clientele personali o delle
lotte di piccoli gruppi chiusi, gurdati da qualche personaggio del Collocamento o del Comune.
Appena occupato il Comune sono stati fatti dagli
occupanti manifesti e volantini per spiegare la loro lotta e per chiamare
tutti i disoccupati ad unirsi. Già sabato mattina, essendosi uniti altri disoccupati si era potuto occupare il collocamento, per
domeni1:a mattina poi si
era convocata una assemblea di tutti i disoccupati
di Pozzuoli davanti al comune occupato. Questa situazione ha messo paura
al sindaco (DC dimissionario) e alle altre forze politiche istituzionali, abitua- .
te a trattare a livello personak e mafioso coi dis<x.:--cupati. Questa paura ha
spinto il sindaco a chIedere l'intervento immediato della polizia. A11'ora di
pranzo in una discussione coi disoccupati, il sindaco aveva detto che ill
quel mO'lTIento non c'era
tempo di parlare bene, che
alle 4 sarebbe tornato per
discutere con tutta calma.
Afle 4 invece si è presentata la polizia che è riuscita ad entrare dopo aver
picchiato con ul\ tronche·
se un disoccupato che difendeva con le braccia la
catena che chiudeva il can·
.celilo. Appena sgom'brato
il Comune si sono presen-
tati vari personaggi per
cer·care di speculare e creare sbandamento fra i disoccupati.
Fra gli altri si è distinto il solito Gennaro Chiocca (consigliere comutlale
del PCI) che si è messo in
mostra per non aver fatto
fare .al disoccupa'to colpito
la denunzia al poliziotto
colpevole. Tutti quanti poi
si sono adoperati a dire
che la p(j1itica non ci deve stare, che Lotta Continua è pericolosa e deve
stare fuom, che c'è la crisi e i posti strappati nelle fabbriche con le vertenze aziendali (120 alla Sofer,
80 all'Olivetti di Pozzuoli)
non si possono avere tutti,
e se i disoccupati restano
pochi in qualche modo si
potranno sistemare_ Ora l~
lotta deve andare avantI,
superando le difficoltà ch~
pongono Ile promesse del
vari notab~li tendenti a·
chiudere e a dividere la
lotta.
LOTI A GONTINUA - 3
Martedì 9 ·di'cembre 197'5
RIMANDATI I 760 LICENZIAMENTI NELL'INCONTRO CON LA REGIONE
IGAV di Abbiategra'sso:
chi sono gli operai che hanno parlato
a M'ilano allo sciopero dei 150.000
Una fabbrica a capitale svizzero sotto la direzione di un padrone italiano· Una lotta partita da un punto basso è
arrivata ad essere punto di riferimento per tutta la zona - Un lavoro capili are e nascosto di contatto e organizzazione delle fabbriche a monte e a valle del ciclo di produzione - Ora la fabbrica è in liquidazione e sotto la direzione del CdF
ciale dell'I'gav. Quello di mandare avant~ il lavoro
esportati illegalmente in
mantenere in piedi. il più alla Igav, e quindi indi·
Svizzera.
possibi,l e la rete commer- spensabili per mostrare al
La coscienza e la matu·
ciale è la preoccupazione liquidatore la possibi1lità
r.ità della classe operaia
costante di tutte quel.l e di lavorare e quindi ga'l"an·
dell'lgav è cresciuta pa·
trre il sala.rio. Si è tenuta
lotte dove iI padrone non
recchio in queste settima·
vuole sbarazzarSlÌ solo dell' una riunione di tutti que·
.ne. Partendo da un punto,
apparato produttivo per sti C.d:F. in cui tutti si
che i compagnIÌ non esita·
no a definire, basso, in ·tenersi solo la rete com- sono j,mpegnati a lottare
merciale e fare . alifari d' per costringere le rispetti·
mezzo a una zona dove la
oro sui brevetti, ma ·v uole ''e direzioni a m:aaJ.tenereclasse operia è molto divd·
far fuori tutto; salvaguar- le consegne aU'Igav, che in
sa e frammentata e dove
di fallimento dovreb·
,la piccoIri.'ssÌ!ma 'propr~età da'r e il più a -lungo 'l'ossi· caso
bile 'l a possibj.Jità di ga· bero 'l'iprenders-i e rimbor·
della terrà gioca ancora
rantire le forniture è con- sare i CTeditori.
çome elemento di divisioI
compagni delII'Igav
ne ,i nterno alla classe, la dizione importante sia per
hanno tutta l'intenzione di
trovare
poi
un
padrone
di·
10tta è cresciuta su se
fare della propria lotta un
s'p osto a comprare, sia sostessa, prima in risposta
punto di riferimento di
a!lije provoca:moni del pa. prattuHo per andare avan- zona, di usare il potere
ti H più a ·I ungo possibile
drone, poi uscendo dal
di contrattazione conquinella lotta, garantendosi il
chius'o della fabbrica conn'
stato con la regione per
volgendo migliaia di ape· salario, e magari la t'r edi- mettere in piedi una verrai del,l a zona nel!l'assem· cesima a Natale, come nel
tenza di zona sull'occupacaso Igav.
blema aperta a decine di
zione e riaprire quindi la
Questa
preoccupazione
CDF di tutte le fa,b briche
lota di numerose piccole
a monte e a valle del ci· ha determinato anche la fabbriche chiuse o minac·
scelta delle forme di ·Iotciclo
di
produzione,
per
ciate di licenziamenti.
Una fabbrica
poi esplodere frnfine nel!la ta, che non sono mai state, tranne che nei giorni
manifestazione
di
Milano
di cui « non si
di venerdì con la parte· immediatamen te preceden... sarà un Natale
ti a quello che si riteneva
cipazione di tutta ·I a fab·
parlava»
brica allo 'Sciopero, coro- giorno di 'licenziamento in
di lotta
La società svizzera, comnata da un breve comizio massa, blocco delle merci
totale,
ma
un
controHo
.riposta da due svizzeri di
in piazza e da'l fatto ohe
Sulle prospettive c'è ancui uno senatore, ha tut·
tutti fr giornali paI1lano del· gido su ogni cosa ohe cora inçertezza: il padrousciva
dalla
,falbbrica,
con
to l'ospetto di essere cola loro lotta.
Brunoldi: tipico
,l a sicurezm che ad ogni ne non c'è, c'è solo il listruita coi soldi succhia·
Gli operai non s.i sen- materiale ·f inito che veniva quidatore, il CdF ha asti agli operai dell'Igav ed
padrone della'
tono più soli, hanno su' posto in vendita doveva sunto il controllo della fabbrica: in tutti i contatti
perato nel'Ia ~otta quel corrispondere . a-lt'r ettanto
Bassa
con le forze politiche due
complesso che li faceva materiale da ·lavoraTe.
sono state le possibilità
guardare con invidia quel·
Il padrone si chiama
In questo modo si è
ventilate: la nazionalizzaCOORDINAMENTO NAZIONALE DEI le .grandi fabbriche di cui preso
Brunoldi. Tipico padrone
tempo per cost·ruire
zione o l'irizzazione, pro·
tutti par,l ano e di cui tut· nella fabbrica -con tutti gli
della bassa che si è coCONSIGLI DI FAB'BRICA DEt GRUPPO ti 'Si occupano, si sono operai
getto non assurdo visto
struito con le proprie ma·
presen·t j quell'unità
che la produzione dell'Iconquistati con entusia· e volontà di 10Ma che è
ni, ammazzando di fatica '
GAV potrebbe inserirsi be·
smo la parola t.r a le mas· sfociata nella manifestazio·
gli operai. A suo tempo
nissimo nel rilancio dell'
se, a fianco degill operai ne di giovedì, e ohe è ga·
è riuscito ad andare in
dell'Innocenti e capiscono ranzia sufficiente .p er guar- edilizia e dei servizi socia·
gafera per bancarotta frauli, tanto pomposamente
che con l'unità di tutti dare con fiducia aU'even·
dolenta ed insolvenza conquegli operai coinvolti nel
tributiva, cosa però chè
tuali·tà di dover ricorrere sbandierato dal governo,
progetto di chiusura, poSo all'occupazione ad olt·r anz,a oppure un padrone privanon gli ha impedito di
to che magari con sovven·
sono mettere in ginoochio della falbbrica, una forma
continuare ad ammassare
pubblici
si
padroni, regioni e comuni di lotta che, se molti in zionamenti
soldi nella maniera più
che preferirebbero fare precedenza temevano, per- compra la fabbrica. Certo
sfacciata, tanto da diveAssemblea
aUa
Pirelli
di
Settimo:
il
in ambedue i casi quello
nire il più ricco della z0orecohfie da mercante.
ché avrebbe svuotato Ja
che deve esere chiaro è
na. Propriietario di ca. fabbrica di più del 50%
blocco
dei
licenziamenti
è
la
pregiuIn
caso
di
mJeSsa
dn
iM.1
che non si accetta nessuna
scine modello dove si aldi operai, adesso, con i
limento
dell'azienda
si
diziale alla riapertura delle trattative troverebbero
levano tori e cavalli di razsenza posto rapporti di forre costruiti, diminuzione della mano
za, proprietario anche di
può avere ben altro siJgni- d'opera, nessuna intensifi·
di -lavoro più di 2000 ope·
ville più o meno appartaficato
e ben altra incisi- cazione dei ritmi, nessuna
·rai
perohé
oltre
ai
760
del!1'
TORINO, 8 - Giovedì si simo potevano porre qual·
te dove si radunano i
ristrutturazione a danno
vi,
t
à.
Igav,
vanno
aggiunti
tut·
è riunito presso la Camera che domanda. Uno dopo l'
rampolli fascisti della zo.
degli operai.
ti
quelli
che
dipendono
del Lavoro di Torino il altro sono intervenuti i rapna.
Intanto nell'ultimo inesclusivamente
dalla
pro·
nazionale presentanti delle diverse
contro la regione si è
Da quando sono sorte coordinamento
Un
lavoro
duzione Lgav. Questa fabdei
consigli
di
fabbrica
del
forze
politiche:
Gatti,
della
impegnata a far mantene·
k difficoltà per questa fabbrica produce .laminati
re le forniture e a sonbrica, che nel suo settore gruppo Pirelli con le se· DC, che nonostante abbia plastici per rivestimenti
capillare e
greterie
FULC
nazionale
e
subito
messo
le
mani
avan(laminati plastici per l'
dare la possibilità di finanneH'edilizia e decorativi
provinciali.
ti
attaccando
il
suo
stesso
nascosto ma
edilizia) copre il mercato
ziamenti pubblici, ma quel·
per mobHi, laminata indu·
partito,
è
stato
sonoramenpiù grosso fra tutte quelle
lo che è più importante i
Si è deciso una giorna· te fischiato; Minucci e Vit- striaLi per circuiti st'aimpa·
molto
italiane, è subentrato il
licenziamenti sono stati
ta di lotta per giovedi pros·
ti e pannelli truciolari, da
capitale Svizzero, che ha simo per il gruppo Pirelli, torelli si sono pronunciati cui dipendondo molte fab·
rimandati,
gli operai vano
produttivo
contro il piano a medio terassunto il completo conno ancora tutti in fab·
con assemblee aperte in mine che finanzia i padroni ·briche e fabrichette che
trollo finanziario, mentre
Un momento im:portante brica, lavorano ancora con
tutte le fabbriche, contro
le responsabilità di dire- i 1380 licenziamenti. Si è senza nessuna garanzia per hanno l'esolusrlvo, del dise· è stata l''assemblea aperta
le forniture che la solidagno
o
della
lavorazione,
o
l'occupazione.
zione sono sempre rimarietà degli altri compagni
di venerdì 28 novembre, a
anche parlato della poslavorano
solo
sul
materiaL'assemblea
ha
applaudiste finora in mano a Bro·
cui hanno parr-teoipato ben
deTIe altre fabbriche gli gasibilità di indurire la lotta
noldi. Da allora iniziano in vista del 16 dicembre, to con entusiasmo solo le dell.'Igav. L'esempio ohe 2.500 operai della zona, rantiscono, e vendono a
gli
operai
fanno
è
quello
un dirigente della
tutti i vari tentativi di
tutte 'l e forze politiche, in fabbriche anche loro impedata in cui i licenziamen' quando
ha annunciato l'oc- del co.ns.i.glio comuna,l e di cuil 'unico ad aver il co· gnate a sostenerli,
far passare dentro ,l a fab·
ti diventeranno esecutivi, FULC
Peccioli
in
provincia
di
Pio
cupazione della Superga,
brica una ristrutturazio.
raggio di individuare nel
Natale si avvicina, forse
con «forme di presidio al·
sa, che ha inviato un te- governo
ne selvaggia.
Moro e nel.3.a DC gli operai dell'IGAV riuscile fabbriche, per garantire se, entro il 15, il governo
La storia è cominciata gli attuali assetti produtti· non bloccherà i licenzia· legrarmma ·i n cui. si espri- i veri Tesponsa:mli dei n- ranno ad avere la tredice·
menti. E' questo anche il me solidarietà alla lotta e cenzi'a menti ed indicare sima, e sarà un Natale di
nel '74, quando Brunoldi
vi ".
senso del comunicato che si .i<nvitano i lavoratori a nella cacciata del govenlO lotta.
ha chiesto la cassa inteL'assemblea che si è svol- l'assemblea ha emesso: si resistere; da loro dipende Moro lo sbocco politico
grazione pretendendo di
ta venerdì all'interno della chiede come pregiudiziale il ,p osto di lavoro di ben di tutte le ,l otte sull'occupagarla al 50 per cento e
Pirelli, erano presenti le alla discussione del piano 710 operai del comune di- pazione e sul saoJario, è
con il posto garantito so·
spersi in decine di d'ab· stato il compagno Bolis Riunione sul movimento
lo sino al marzo del 1975. forze politiche, ma Lotta economico a medio termi·
brichette; lo stesso va~e che ha .p aIila,t o, a.uulaudi· di lotta per la casa
Continua è stata esclusa ne, il blocco delle procedu·
La risposta operaia fu
Mercoledì 10 a!I.e ore
dura: scioperi articolati - il pretesto era che il te- re di licenziamento in atto, .per tante altre fabbriche tissimo, a nome di Lotta
18 nella sede di via De
ma Idell'assemblea con i e la riapertura delle trat- deJ.l"Bmilia, Marche, To- Continua.
che bloccarono la fabbri·
scana, Lombardia, di cui
Cristoforis, 5 - MiJ.ano, riuparlamentari Minucci, Gat- tative tra le organizzazioni
ca, il CDF venne denun.
Momento ancora più deciato, il pretore fu co.
ti e Vittorelli non poteva sindacali e Pirelli per la si preferisce tacere il no· cisivo nellia costruzione nione sul movimento di lotta per 'la casa. Devono esstretto a dare ragione agli
dell'occupa- me per impedire ohe ven· dell'unità dei più 2.000 ope·
riguardare le forze rivolu' salvaguardia
gano ,l oro ritirate .l e com· r>ai interessa ti al caso sere presenti i compagni
operai, costringendo il pa·
zionarie; e, a quanto pare, zione alla Superga alla
drone a pagare la cassa
gli operai dovevano fare Sapsa e in tutto il gruppo
messe, pregiudicando quin' Igav è stato il lavoro ca- delle sedi del nord e del
integrazione al 100 per solo da ascoltatori, al mas· Pirelli.
di la stessa rete commer- pilla.re e nascosto, ma centro.
molto produttivo, di con- VENEZIA
tart:to e organizzazione di
Martedì 9 ore 17 attivo
tutte le fabbriche del ci- generale provinciale in seclo produttivo dell'Igav a
de a Mestre sul 12 dicemmonte e a valle.
bre.
Nel fuoco deIaa ,l otta si
è riusci to a fare quello BARI
'Mercoledì lO ore 18,30 in
che prima m'ai :si era neanche provato: coordinarsi, via Celentano 24, riuniòne
con tutte le fabbriche del . 'generale dei mi1J.itanti e
ciclo, con fabbriche come simpatizzanti dscritti all'
Università di Bari.
la Montedison la Binda, la
OdG: lavoro politico in
Mazzoni, Ja SIR, l'a SMEA
facoltà; i fuori sede; la si·
h.rtte produttrici di mate·
no a lID fuoco enorme e lì si rimane con decine
Domenica mattina, sulla st'ata!le per Susa. Piorie prime necessarie per tuazione politica.
di compagni operai a mangiare a bere a cantave, siamo senm tergi'Cri;s,talli non ci si vede UIll
re a discutere .di politica. Molti vogliono sapere
tubo. Avevamo già forato a tRoma alla partenza,
come vrumo gli spettacoli in altri posti, come
per iIlltenderci. Arriviamo al teatro Ci vico di Susa,
siamo accolti al 'Sud. Gli si spiega, si ra'Cconta epi·
gentilmente (e gratuitamente) conoesso dietll"o risodi divementi, situazio!1lÌ in cui la nostra presen·
chiesta del C.d.F. deWAssa, acciaieria, 500 oparrai,
IL GRUPPO OPERAtO
za tè stata importante. Poi si continua a cantare,
65 -licenziamenti, fabbrica presidiata. Sono g;li
molti improvvisano sceneggiate, molti operai si
operai stessi che i giorni pmma hanno fa't,to ,l a
DI RISENTIMENTO
esibiscano in pezzi personali mcitati ra gran voce
propa~nda :per 10 spettacolo pass:amdo ad avverda tutti gli ral·tri: «Sali sul podio, sali sul podio"
tire casa .p er casa (i manifesti spediti da Roma
Questo comUlllicaJto è stato affisso nel reparto
(podio è iJ direttore della fabbrica!).
erano rimasti a Torino. Li abbiamo 1lrovati due
Lavoraz:ioni Varie della Selenia di .Fusano; era
giorni dopo in un aII'11laruo ancora ben conserva.ti:
- Berto, insuperabile, canta '" Spingala francestato tolto dal delegato, poi recuperato e consemeno male, che ad attaccarli wi muri non si sa
se » qUiasi senza ba.ttere ciglio. Ci sailutiamo tutti
gnato nelle mani di un delegato di Lotta Contimai, passano i ragaZ2!ini, 'l i graffiano, li strapplaTIo
che sono le dieci di sera.
nua pregaiIJ.dolo di farlo pubblicare sul ~ornale.
e si sciupano tutti).
QueS/t!a la nostra giornata a Susa, ,pressoché
UN GRUPPO DJ OPERAI
H teatro si riempie, malgrado il tempo -brutunica positiva - a parte uno spettacolo la sera
to, di intere farrniglie e fino a mezzogiorno pasprima al Circarr-ama di TOIrino per un po' di
«Chiede: all'organizzazione FLM quale .r esponsato tutti restono ad ascoltare .le canzoni siciliamilÌltlanti - di un giro fantasma ipl'ogrammato 'ÌIIl
sabil-i-tà e che richieste intendono modifìcaore alle
ne di Pino Veneziano (che tutti comprendono, anP,i emonte, quattro giorni a Torino e quatt·ro nella
richieste del contIratto, ·tamo già sterile. Mentre
che la minoranza piemontese presente i.n sala),
zona di Novara, dove però non era stato prepail governo la sua dittatoriaile richiesta è gJ.à
1e storie Taccontate da Oasparazzo e Concettina
rato niente e avvertiti solo il giorno prima ra
pagata dall'aumento della benzina.
sulle dotte contll"o i lkenziarmenti, le foto e la
Torino. Di colpo disoccupati torniamo a Roma
-Già dalle pross~me settimane si awà un austoria delle lotte dei disoccupati a Napoli, il die qui, mi sembro giovedì, mi telefona un compiamento su tutti i generi alimentari .d i consumo
scorso del Presidente. Berto vince un disco al
~o da Verbania per sapere se è 'Pl()s~biIe avere
e gli operai pagheranno il 20% della Joro paga.
giuoco delle coppie, per 4 a O, cappotto, su un
lo spettacolo del Teatro Operaio per id '12. « SouPertanto preghiamo la FLM di tpTOmuovere una
avversario debolino. Alla fine si legge l'adesione
5a, ma dove è Verbania? D. «In provincia di Noazione di Jot·ta contro l'aumento della beIl2lÌln>a.
dei saldati delle caserme deLla zona talla lotta
vara ". « Ah!, perché vedi noi quaLche giorno
Dall'alternativa non si esce, o ritiro delle 15 li..re
del.l'Assa.
.
eravamo 'ÌIIl quei paraggi ... » e gli spiego .J'inghipsul costo deUa benzina e blocco dei prezzi o un
La colletta infine raccoglie trentamiJa lire,
po. Ci riflettano sui oj responsabili .polittici e dei
aumento di L 100.000 uguale per tutti sul conquindici per le nostre spese e qu.i.n.dici per gli
tratto. Siamo stanchi di paog.an-e sempre noi.
Circoli Ottobre.
operai Assa. Ma lo spettacolo non è finito. Ci si
PIBRINO
,
del
Teatro
Operaio
UN GRUPPO OPERAIO DI RISENTIMENTO"
trasferisce alla tenda davanti alla fabbrioa attor-
Il padrone dice: da venerdì tutti licenziati. Gli
operai scendono compatti in piazza, parlano al
comizio dei centomila a
Milano, la regioné è costretta a far sospendere
-la pratica dei Licenziamenti.
Sono 760 operai che si
vedono attaccare il posto
di lavoro, in una zona,
quella dell'Abbiatese, dove, di questi tempi, non
se ne possono trovare tanti altri. E' una di quelle
tipiche zone 10mb arde dove padroncini e padroni
più grossi hanno saccheggiato la mano d'opera locale costringendola al supersfruttamento del lavoro nero a domicilio o in
piccole e piccolissime fabbriche.
L'Igav è ·I a fabbrica più
grande nella zona, punto
di riferimento di lotta per
tutta la classe operaia, occupa 760 'operai divisi in
·due stabilimenti: 450 ope·
rai ad Abbiategrasso e gli
altri nello stabilimento di
Soria.
cento e la garanzio inde·
finita del posto di lavoro.
Nei primi sei mesi del·
l'anno, il CDF concesse
due periodi di cassa in·
tegrazione da gennaio a
marzo, e da maggio a lu·
glio tutte pagate al 100
per cento e trasferimenti
interni a patto di salva·
guardare i livelli salaria·
li e l'indennità di turno.
La musica cambia al ri.
torno delle ferie: la direzione richiede di nuovo
un altro mese e mezzo di
cassa integrazione, ma a
metà deHe trattative, pro·
prio mentre si çhiedeva
come contropartita il rein·
tegro degli organici, dimi·
nuiti di 100 persone è aro
rivata la botta: la direzione chiede di fermare il
40 per cento delle mac·
chine e trasferire i 75 o·
perai eccedenti nello sta.
bilimento di Soria, nessu·
na garanzia sugli organici
e sul mantenimento del
posto di lavoro, mentre
i magazzini continuavano
a svuotarsi e non si fa·
ceva manutenzione agli
impianti: si sentiva puz·
za di licenziamento lontano un miglio. Niente è
stato più concesso; rigi.
dità assoluta, nessun tra·
sferimento, controllo ri·
gido sulla merce che usciva, tanta ne usciva tanta
ne doveva essere sostituita.
I! consiglio di ammini.
strazione si riunisce, il
denaro svizzero fa sentire
la sua voce: « produciamo
in perdita di ben il 44 per
cento. Il capitale sociale
di 5 miliardi è tutto con·
sumato, quello che rima·
ne serve per saldare i creditori e pagare gli ope·
rai ".
Brunoldi fa ·l a parte del·
la vittima inviando una
patetica lettera ai suoi 0perai in cui si scusa di
averli licenziati, d'altra
p?-rte lui non c'entra è
stato il consiglio di amo
ministrazione.
Giovedì giornata di lotta
nell,e fabbriche Pirelli
Il Teatro Operaio con i·com.pagni
dell' Assa di Susa -"Sali sul Podio"
Due im~ini da'Ua manifestazione delle donne a Roma
Scrive la nostra cell'ula
dell' Italca·ntier~i di 'Sestri
A/ giornale Lotta Continua, Roma;
AI Consiglio di fabbrica
dell'lta/cantieri di Sestri P., Genova;
AI Consiglio di fabbrica delle ditte
d'appalto dell'ITG di Sestri P., Genova;
Alla sezione del PCI « Van Troy",
di Sestri P., Genova.
GENOVA, 8 In relazione all'articolo apparso su Lotta Continua di
mercoledì \3 dicembre intitolato
« Italcantieri di 'Sestri: il PCI ha' voluto usare la mano pesante: era meglio
che non la usava» facciamo le
seguenti osservazioni:
t'intervista pubblicata è il risultato
di una discussione tra la cellula di
totta Continua dell'ltalcantieri e l'in·
viato del giornale.
Il testo ·dell'intervista , così come
pubblicato, contiene delle inesattezze e degli errori di interpretazione
delle cose dette.lPur tenuto conto che
un'intervista non deve essere necessariamente un resoconto rigido, e
che al contrario l'intervistatore può
mettere in risalto questo o quell'aspetto dellà discussione, dobbiamo dissentire in parte da quanto pubblicato.
In particolare, non approviamo che'
siano stati pubblicati dei nomi in riferimento allo scontro politico che
investe alcuni settori della fabbrica
e che non lascia spazio 'a personalismi. 'Inoltre, sui fatti di Torino - citati episodicamente non si riporta un nostro giudizio completo. '11 ti·
tolo dell'articolo , infine , riassume in
modo sbagliato il contenuto della discussione, perché sottintende che lo
scontro politico di cui parliamo abbia
un livello diverso da quello che realmente ha.
Il giudizio politico sulla situazione
all \ltalcantieri, espresso soprattutto
dal corsivo a fianco dell'intervista,
non è il nostro. Noi non crediamo infatti che si possa parlare di «vittoria» senza distinguere le diverse articolazioni di una battaglia politica,
se non .si vuole essere superficiali.
In linea generale , il fatto che dopo la vertenza navalmeccanica e l'
elezione del consiglio di fabbrica la
sinistra rivoluzionaria in fabbrica abbia allargato la fYropria base di seguito e consenso, rappresenta un'affermazione poi itica incontestabile .
Nel fatto specifico dello scontro,
voluto soprattutto dal PCI, dopo Torino, con il tentativo di arrivare alI'
eliminazione di alcuni compagni dal
consiglio di fabbrica, ci troviamo di
fronte ad una battaglia ancora aperta, che deve esser e tenut3 lontana
dal piano della rissa e riportata costantemente dentro la lotta politica.
Detto questo, riaffermiamo con la
massima fermezza che l'attacco sfèrrato dal !PC I e dal sindacato nei confronti nostri e di altri compagni è
di una gravità estrema nel metodo e
nel merito.
Nel metodo, perché, al di fuori
di ogni forma di democrazia operaia,
vuole risolvere sul piano dei rapporti di forza il confronto politico, ostacolando ;1 dibattito, con episodi di
intimidazioni e minacce fisiche.
Nel merito, perché i fatti di Torino vengono grossolanamente deformati, per renderli strumentali ad un
attacco a Lotta Continua e ai suoi
militanti, il cui impegno po'l itico viene denigrato.
Noi faremo tutto il possibile per
riportare questo scontro all'interno
di un dibattito più ampio, che esis~e
da tempo, e che vede la fabbrica divisa sulla linea ' del si'ndoacato, giudicata da un numero sempre magg'iore
di operai subalterna allia crisi e lontana dagli interessi generali del movimento. In questo senso viene vista
la conclusione della vertenza J1I8valmeccanica, riduttiva rispetto alla forza messa in campo dagli operai, particolarmente mortificante per gli operai delle ditte d'appalto. di cui solo
la minor parte ha oggi 'la garanzia dell'assorbimento.
Questi sono i prob-Iemi su cui confrontarci, respingendo le forzature
di chi vuole eludere la loro sostanza
e punta con ogni mezzo sul discredito di chiunque porti avanti una linea
alternativa .
A chi ci chiede conto del nostro
ruolo nel movimento, noi sappiamo
che la migliore risposta la daremo
non rinnegando (come ci è stato
chiesto) ma confermando il nostro
impegno, a partire dai fatti. Sull'occupazione, per imporre il rimpiazzo
effettivo del turn-over (nei vari reparti, decine e decine di posti di
lavoro devono essere rioocupatiJ. per
il diritto al lavoro per tutti gli operai
delle ditte d'appalto (rivendichiamo,
tra l'altro, che venga imposto alla direzione Italcantieri il riconoscimento
dell 'esecutivo delle ditte e che sia
questo a trattare con la direzione).
Sui passaggi di livello, per impedire che nella pratica della direzione
passi un criterio di polivalenza di f.atto , specie per l'ottenimento del
quinto .
Su questi temi siamo comunque disponibili, in ogni momento, a confrontarci pubblicamente in ogni sede, come siamo pronti ad affrontare
i problemi lasciati aperti dall'ultimo
accordo e a lottare per ·risolverli.
La cellula di Lotta Continua
dell'lta/cantieri di Sestri
4 . LOTTA CONTfNUA
Martedì 9 d icembre 1975
"D~nna, donna, donna, non smett
tutta la vita deve cambi
50.000 .donne in piazza per
l'aborto, contro il governo
Parlano le donne di .Palermo
({ Le d0':1ne vogliono cambiare il mondo)) ha detto una
compagna di Palermo - Contro questa volontà delle donne di cambiare autonomamente il mondo, una assurda
iniziativa di compagni di Lotta Continua danneggia gravemente il corteo
ROMA, 8 - Il corteo delle donne
si concentra a piazza Esedra rac·co·
gliendo immediatamente decine di
migliaia di compagne. E' un corteo
straordinario, di una forza e di, una
creatività mai visti in piazza. Ci sono
donne giovani'ssime e anziane, stri·
scioni con parole d'ordine da tutta
Italia. Colpisce subito la presenza di
striscioni che legano il problema dell'aborto a quello del governo, riaffe,rmando insieme la volontà delle donne a prendere in mano ·Ia propria vita e di cambiare il mondo. Le donne
srciliane stanno davanti a tutte le
altre delegazioni, precedute solo dagli striscioni unitari. Sono venute
viaggiando una notte intera, coi bamb~ni, alcune con i mariti, altre nonostante la gelosia dei mariti. l loro
striscioni dicono: « Catania: Decidere sta a noi, e non al Padreterno, né
a quel fottuto del governo », « Preti,
padroni, governo, non fermeranno più
le donne di Pale'r mo ", « Padroni, attenti, per voi è la fine; le donne es'cono dalle cucine».
Il gigantesco cor~eo prende forma,
gli striscioni sul governo sono i"toccabili, saldamente ne)le m~ni delle
donne, nonostante . qualche timido
tentativo, non del servizio d 'o'r dine,
ma di alcune compagne del PDUP.
C'è tensione sulla presenza di compagni dentro il corteo. Nessuno ha
nulla da ri,dire sulla presenza dei
mariti delle donne di Palermo, c'era
tensione invece la presenza dei compagni veneti ne'I loro spezzone di
corteo. I compagni restano dentro al
corteo, ma abbandonano le bandiere
con la sigla di Lotta Continua. mentre le compagne in altri punti de'I
corteo le portano in mano. C'è una
donna con un cartello «Sono del
pcì, però sono qui» e uno striscione
delle donne socialiste. Ne"a parte finale del corteo, compagne e compagni di Roma; studenti, compagni di
Lotta Continua. I compagni e le compagne de'Ila sezione di Cinecittà sono venuti, nonostante tutti i divieti,
con uno , stri,s clone firmato « Sez. Cinecittà - Lotta Continua " . Questo
striscione crea subito tensione, ma
il corteo intanto si avvia ",ermso via
Cavour, cominci'a a scandire gli slogans. Il servizio d'ordine di testa lancia la parola d'ordine « Per le donne
morte non ci basta il lutto. Pagherete caro, pagherete tutto». l'enorme
forza 'e combattività del corteo fa
passare in secondo piano tutte le
divergenze 51;1gli stri,s cioni; il corteo
si avvia lungo via Cavour con grande
sicurezza, le compagne alla testa all'altezza di via Serpenti, chiedono ai
funzionari deNa questura di lasciar
passare il corteo in direzione del
Parlamento; la risposta è negativa,
ma non si esclude una nuova trattativa all'altezza di piazza Venezia. Improvvisamente, H corteo si arresta e
arrivano voci allarmate. E' successo
questo: all'altezza derll'imbocco di via
Cavour, i compagni della sezione di
Cinecittà, seguiti da altri compagni e
compagne di Lotta Continua e da
compagni autonomi, hanno cercato
di introdursi nel corteo, spezzando in
due la massa compatta dei cordoni
di donne. I compagni hanno sfondato
il servizio d'ordine delle compagne,
sono volate botte e spintoni contro
le donne, e i compagn-i bloccano via
Cavour. C'è molta tensione , il corteo
resta fermo più di mezz'ora. Alla fine mentre tutte le compagne rimaste tagliate fuori si ricon-g iungono
con il corteo, si forma in coda , separato, uno spezzone fatto prevalentemente di compagni di Roma. Dentro
questo spezzone , le donne di Casalbruciato e di altre situazioni romane
restano in minoranza, soffocate. lo
spezzone lancia slogans come «Nel
proletariato nessuna divisione, uomini, donne, per la rivoluzione» creando una contrapposizione deviante.
l
Il corteo delle donne avanza fino
a piazza Venezia_ E' uno spettacolo
Un intervento della commissione femminile romana
impressionante 'di forza_ I compagni
maschi, in gran maggioranza si mettono spontaneamente sui marciapiedi,
guardano, applaudono, restano colpiti.
In questo bellissimo corteo, che
ha riaffermato la sua unità, resta però il peso della provocazione fatta
poco prima. Buona parte del corteo :
ne dis'cute e c'è un po' di demoraI izzazione, soprattutto nelle compagne di Lotta Continua che h~.lmo lavorato a costruire il corteo, che vedono pienamente riaffermati dentro
al corteo i propri contenuti rispetto
al governo. ma ora vengono attaccate
per il 'comportamento de'i propri compagni; prevale la necessità di affermare 'l'unità del movimento delle
donne. " corteo passa da piazza VeIlezia senza che ,la testa abbia 4a
forza e l 'unità sufficienti per fare una
nuova trattativa con la questura e
di chiedere di passare per vi,a del
Corso. Sotto la sede della DC, il Corteo si ferma e lancia slogans contro
la DC, prinCipale responsabile della
legge. Il corteo si avvia ve'rso piazza
Mastai. La piazza è piccola e non
basta a contenerei 'enorme corteo, Le
donne si affol,lano sotto al palco. Lo
spezzone dei compagni resta fuori
dall'l piazza.
Aprendo i comizi, una compagna di
Lotta Continua sottolinea la forza
del 'cort~o e denuncia, dissociandosene, il comportamento . dei 'Compagni ,della sezione di Cinecittà. Pa'rla
una compagna del Comitato Romano
per l'aborto e la contraccezione: il
suo intervento riafferma tutti i contenuti 'del'la liberazione della donna
e spiega H ruolo del oomitato stes'so
rispetto alla lotta per l'aborto e alla
sua pratica. Parla poi la compagna
del Coordinamento donne in lotta di
Venezia: il suo intervento 'r ibadisce
la volontà delle donne di ribaltare
oompletamente la propria cDndizione, in tutti i suoi aspetti; parla de'lle lotte sociali, della nuova coscienza dei propri diritti 'Che oggi hanno
le donne; e, se questo governo deve
cadere, che se ne vada. Non cade
sul vuoto, ma sul nostro programma .
Prende poi l,a parola, applauditissima, una donna di Palermo. Nel suo
breve, belli'ssimo intervento, dice che
le do Il/') e di Palermo sono venute a
Roma come lottano a Palermo, per
i propri bisogni. contro ,i I . governo ,
perché ormai le donne vogliono trasformare il mondo e la vita, e 10
stanno già facendo. Una compagna
I,egge le adesioni delle organizzazioni femmini·ste dei paesi europei, e
termina a pugno chiuso; « il femminismo non è separatismo; ma lotta di
classe per il comunismo ".
Interviene poi una donna della
Magliana, del col,lettivo femminista,
e una compagna legge un comunicato di condanna per l'ennesima violenza che le donne hanno subìto da
parte dei compagni maschi in questo
corteo. AI comunicato si associa una
oompagna, a nome delle commissio·
ni femminili di Lotta Continua.
La manifestazione termine con altri
due-interventi, di una compagna femminista di Roma e di una compagna
del Comitato Triveneto per il Salario
al 'Lavoro Domestico; infine, canzoni
femministe. In piazza ci sono accesissimi capannelli al termitne della
manifestazione. Nuovi momenti di
tensione si sono verificati durante i
comizi , all'esterno della piazza. Nei
capannelli, si discute sul comportamento dei compagni di Lotta Continua; le donne sono - solO' in parte
sodd isfatte del proprio corteo; le'
compagne di Lotta Co'ntinua sono indignate per l'accaduto, deluse per
le sue ripercussioni s·u"'andamento
dello straordinario corteo, e decidono di andare in massa, la sera stessa, alla riunione del Comitato Nazionale.
(Servizio di cronaca a cura di Vida,
responsabile della CF Nazionale)
-Donne, usciamo dall' isolamento, costruiamo i'nsieme
il nostro movimento
Compagne,
io sono una mamma. Non sono abituata a fare i comizi e sono un po' emoziDnata e adesso
leggo un comizio che abbiamo
preparato assieme alle altre
donne dei 'comitati di lotta.
'Le compagne di Palermo in
lotta per la casa, le donne che
hanno fatto cadere · i I sindaco
Marchello sono venute a Roma
insieme alle altre donne che lottano in Italia per far cadere Moro. Per di're NO alla legge truffa
sull'aborto che ci vuole costringeroe ancora a morire d'aborto;
dire NO a questa legge che non
lascia a noi donne decidere come e quando fare i figli, per dire
NO a questa legge che ci vuole
rtenere ancora prigioniere in casa. Molti credono o vogliono
credere che le donne del Sud
sono chiuse in casa, che non
lottano, che sono indietro. Ma
questa lotta, i blocchi che abbiamo fatto per avere l'acqua, le
occupazioni di case, le occupazioni del comune di Palermo; le
delegazioni, i bloochi, i cortei
che ogni giorno percorrono Palermo, ci vedono sempre alla testa. Siamo in prima fila a lotta-
re, a decidere per molte di nDi.
Scendere in piazza a lottare ha
significato e significa tenere in
disDrdine la casa, non mandare
i bambini a scuola, non cucinare
per il marito, litigare col marito; prima eravamo noi a dire
a nostro marito di non scioperare, di stare attento; ora siamo
noi le prime a scioperare e le
più decise. Que"o che abbiamo
scoperto lottando petr l'acqua
e per la casa è che la vita può
cambiare, anzi la stiamo cambiando. Stare in casa ognuno
per conto proprio, ognuna sola
con i suoi problemi senza sapere che i miei problemi sono
come quelli delle altre donne
è brutto e non lo vogliamO' più
fare.
Quando avremo avuto la casa non ci entreremo dentro per
restarci ma uscime subito fuori per avere consultori, asili, per
discutere di tutto. Il mondo sta
cambiando e siamo noi a farlo
cambiare_
'Le donne dei comitati di lotta
di: Resuttana, Altarello, Borgo
Nuovo, Monte Grappa, Ballarò,
S. Erasmo, Arene"a, Alcqua San·
ta.
Questo arti-colo, è mdlto
La malIlifestazione è staschematico per motivi di ta la prima grossa e evitempo e enuncia solo al· dente espressione dell'orcuni - dei numerosi proble- ganizzazione . a u 1: o n orna
mi emeTsi dalla manifesta- delle donne.
zione di sabato e vuole soAbbiamo preparato quelo essere UiI1 momento per st-a . ma,nirfestazione con
l'apertura del dibattito su cortei c'i t tadi.ni, assemblee
questi problemi.
e dibattiti
Abbiamo paTtecipato tmLa maJIlifestazione del 6
è s'tata beltl a, bellissima, te, c0Hettivi femministi,
enorme, ma soprattutto compagne delle OIIganizrappresentava una svolta zazioni, donne in 'lotta per
per iII moviJlIlenrto delle le occupazioni dÌ case, in
donne; la prima grossa e- lotta per la difesa del pospressione di massa delle sto di .j'a voro, te studerutesdonne organizzate sui lo- se e tutte le donne che firo obiettivi, su quello che nora non sono state cOÌ!Il·
volte in momenti di dotta
viene definito rinizio di un
che invece hanno sentito
programma delle donne.
come proprio ques<to obiet·
La
caratteris1:ica
del
tivo comune.
corteo, aperto dallo sociTutto con un'ottica di
scione « d'ora in poi demovimen1:o, non di somma
cido io» è proprio questa:
di diverse posizioni.
non ,p iù solo aborto, ma
Molte donne sono venuaborto deciso da , noi, cote non solo perohé il corme lo vogliamo noi, che
corrisponde ad UIlla spin- ' teo è sull'aborto, ma ,anta a prendere in mano 'la c)le perché era un nostro
tpropria vita: non più iSO- corteo, il corteo deHe donne organizzate.
lo servizi sociaài, ma servizi sociali contbrohlati da
Da sempre si enuncia
noi e tali da permetterci
la difficoltà , di «orgaJIlizdi vivere la noSitra vita im
zare le donne », è vero, ma
maniera diversa, di gestir- ,la car.a'tteristica di queStt'
la, e cosÌ i consultori che anno è proprio questo salvengono dchies1:i come un
to, 1lill inizio di capacità di
luogo di organizZtaZione, di tradurre rabbia e ,lotta in
dibattito e crescita tra le fìcn;me di organizzazione,
donne, con il contTollo d'i- diverse da quelle tradizioretto sul,l a nostra salute naili, con difficoltà, casini
, e sullla medicina.
e scontri, se ,necessari, con
oui questi bisogni, questa
necessità di organizzazione awtonoma, le nega.
Non solo noi che abbiamo lavorato e preparaJ10
quesrt:o corteo lo senniva,mo nostro, ma si vedevaJIlo
le donne, venute forse senza cogliere a fondo :l'impo.rtanza e la diverS'ità, che'
si sono :identifica't e e lo
hanno difeso fino in fondo, con rabbia, co.Ìtnvolte
in quanto donrne che lottano.
Lo s'tesso servi:lJio d'o.rdine era parte integrante del
corteo e si fondeva con
esso; è -5'l:ato un sel"V'izio
d'ordine di <tutte e il resto del corteo non si faceva «guidare». Le compagne che facevano i cordoni non erano estranee ed
esterne, ma coimvolte fino
in fondo, gridando tUJt1:e
insieme gli sIlogans_ Non
era quindi una Soonrma di
collettivi, di gru,ppi od altro. ma 'la crescita, l'unittà.
'La battaglia politica e non
settaria, s'a lvo TaJre eccezioni, è aJIldata avantIÌ nel
corteo fra di noi, sugli
.gllogan: un'assemblea nel
corteo.
n movimento delle donficolltà, poco omogeneo, è
ne è ancora ,p ieno di difLa commissione femminile di Roma
(Continua a pago 6)
Comunicato cI,lla responsabile clelia commissione
femminile nazionale cii Lotta Continua
La manifestazione nazionale di massa delle donne
ha avuto una riuscita
grandiosa
superiore
a
qualsiosi aspettativa. Questo eccezionale corteo ha
espresso la forza c l'unità del movimento di lotta delle donne, la sua volGntà di rovesciare alle radici la società dei padroni,
fondata sullo sfruttamento di classe e sull'oppressione delle donne; ha espresso con forza la volontà di rovesciare il governo Moro, responsabile
del1la infame legge sull'aborto e dell'aggravamen-
to delle condizioni di vita delle donne.
Questa
manifestazione,
frutto di una mobilitazione
senza precedenti delle donne, nella quale le compagne di Lotta Continua sono state in prima fila e
hanno affermato il legame tra lotta per l'aoorto,
lotta contro la condizione complessiva di oppressione e subalternità delle
donne, e lotta per rovesciare il governo Moro, è
stata gravemente danneggiata dalla iniziativa dei
compagni di Lotta Continua della sezione di Cine-
città che hanno spezzato
l'unità del corteo, sfondato il servizio d'ordine delle donne, picchiato campa·
gne, tenuto fermo il corteo. Questa iniziativa dei
compagni è stata gravissima: essi non hanno rispettato le indicazioni del
movimento delle donne che
le stesse compagne di Lotta Continua avevano contribuito a formulare secondo i criteri della massima unità e chiarezza politica; non solo essi hanno danneggiato lo svolgimento della manifestazio·
ne, ma la sua stessa riuscita politica ne è risultata
in parte pregiudicata.
Nel corteo è prevalsa la
necessità di fare fronte comune contro la prevaricazione maschile, a tutto
danno del confronto politico sui temi del governo.
Questo assurdo episodio
ha pregiudicato la possibilità, presente anche se
non garantita, che il corteo si fermasse in piazza
Venezia per riaffermare la
sua volontà di passare sotto al Parlamento.
La iniziativa dei compani di Lotta Continua della
sezione Cinecittà non va
attribuita
ai
compagni
stessi: le responsabilità
dell'accaduto sono, in ultima analisi, della direzione nazionale di Lotta
Con tinua, della segreteria,
del segretario generale, del
Comitato Nazionale. La segreteria nazionale porta
la responsabilità di aver
costantemente sottovalutato l'importanza politica e
s tra tegica del la voro delle
commissioni femminili , di
non aver contribuito a far
emergere il dibattito interno alle compagne come
patrimonio di tutto il par·
tito, di aver gravemente
trascurato la preparazione
della manifestazione del
6 dicembre, di non essersi
pubblicamente
espressa
sul suo significato politico e sul suo svolgimento.
Questo atteggiamento della segreteria nazionale ha
dato spazio a gravi errori
della segreteria romana di
Lotta Continua, che .non
ha affrontato il problema di questa manifesta·
zione con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto
alle decisioni delle compagne delle commissioni
femminili. In questo contesto, l'iniziativa dei compagni di Cinecittà ha avuto ampio spazio per affermarsi.
Tutto l'accaduto dimostra quanto sia profonda
e quanto dannosa per le
donne e per la rivoluzione
la contraddizione uomodonna, e anche quanto sia
presente nel nostro partito. E' la prevalenza del potere maschile in Lotta Continua, non sufficientemente contrastato dalla lotta
delle commissioni femminili, che ha determinato
questo episodio e che ha
portato a un grave errore
politico_ C'è stata, nei compagni di Cinecittà, una assurda volontà di inserirsi
di forza nel corteo, senza
con questo rafforzare i
contenuti politici del corteo e la sua capacità di
mettere in orisi il governo, ma provocando l'effetto
contrario.
Questa
prevaricazione di una iniziativa di partito deviante
c sbagliata, sulla autono-
mia e sulla forza di un mente anche controrivolu'
movimento" di massa den· zionari.
tro al quale già i contenu·
Va detto che 'la conceti della lotta contro il zione dehle campaglIle di
governo erano presenti ed
AvanguardJia Operaia riegemoni, anche grazie al spetto al movimento de}.
lavoro delle compagne di >le donne è nonostante
Lotta Continua che lavo- tutte le apparenze, sostanrano in questo movimento, zialmente analoga a.lla loè la manifestazione di u- gica politica che ha &pinna logica poEtica che si
to i compagni diCinecit·
è manifestata, probabil- ,t à a fare questa dannosa
mente anche in altre oc- bravata.
Infatti
queste
casioni; una logica politi- compagne ham.no fino aH'
ca contraria alla battaglia ultimo, lavorato per soffo·
delle compagne delle com- care la 'parola d 'ordime
missioni femminili, che deHa cacciata del governo
battendosi
contro ogni e per escluderla dalla maprevaricazione tendono ad
'Il~festaiione, come se !le
affermare. contro la con· donne, dopo mesi di loto
cezione revisionista dei
ta e di lavoro /politico non
movimenti di massa, la ne fossero portatTici. Quenecessità e la possibilità
ste compagne interpretache siano le masse stesse, no -in modo pericolosae in particolare le donne, mente riduttivo e oppora gestire fino in fondo la tunista 'l 'autonomia del
propria lotta, a buttare movimento di lotta delle
giù il governo, a fare la donne, e danno spazio a
rivoluzione.
una forma diversa, ma anSe tutto questo è accacora più pericolosa, di pre·
d~to~ senza che da COJIlva:ricazione maschile e di
mISSIone femminile na- patri~ttismo di
partito
nonale di Lotta Continua ·--tanto più grave, in quanlo prevedesse, è perché la to ~ loro « partito» è. orcontTaddizione uomo-don- gamcamoote opportumsta!
na nel nostro partito e Ques,te comp~~e riduc~­
tra ·le masse è più pro- no l autonomla del mO:"lfonda e radicata di quan. mento delle donne a smto finora noi abbiamo ca- dacaJismo e separMismo.
pito, denunciato, e contriLe donne vogliono butbulto a rovesciare. E' ne· tare giù il governo, vogliocessario che dappertutto, no l'aborto libero egranel nostro partito e tra le tuito contro tutti i patemasse, si apra una discus· racchi paJI'lamentari e le
sione che verifichi questa mediazioni dei pa.rtiti di
contraddizione nella sua governo. E' importante
reale portata ' e nei suoi che le donne scendano in
effetti politici, per rove- piazza nuovamente il 12
sciarla a favore delle don- dicembre, a Napoli. con i
ne e della rivoluzione. im·
propri striscioni, le propedendo che, al contrario, prie parole d'ordine sull'
tenga paralizzate le don- aborto, contro l'oppressione e produca errori poli· ne della donna, contro
tlci gravissimi, potenzial- questo governo.
LonA
Martedì 9 dicembre 1975
ttare,,
'
Mentre
dii
I fascisti
e"
CONTINUA - 5
Ford lancia la nuova "dottrina asiatica"
DILl, 8 La capitale
dell'ex colonia portoghese
di Timor, DiIi, è stata occupata ieri dalle truppe
irtdonesiane, un migliaio
di paracadutisti più di centinaia di marines, dopo
che la città era stata bom·
ba'r oata dal mare. L'invasione avviene a .poco più
di una settimana di distanza dalla dichiarazione
unilaterale dell'indipendenza dell'isola da parte delle
forze ant~mperialiste del
FREHUN (Fronte di Liberazione Nazionale di Ti·
mor; vedi scheda a fianco). E' svato questo stesso
movimento a dare ,la notizi>a dell'invasione, fornendo particolari agghiaccianti sul massacro che le forze indonesiame e i movi·
menti-fantoccio ohe le ap,poggiano stanno
perpetrando sulla ' ,popolazio.ne
civile. Il governo indonesiano, dopo aver fatto .10
gnorri -per qualche ora, ha
poi ammesso .la invasione,
affermando di essere ]n·tervenuto
per K' ragioni
umanitJa'rie", su richiesta,
appunto, delle organizza·
zioni-fantoccio. L'umanitarismo di Suhanto e dei
suoi complici (essi -hanno
ipooritamente
affermato
che intendono co.ncedere
'l 'autadeterminaZlione
alla
ex colonia, e aprire <tratta·
tive «anche .c ol FRETILlN ») è quello stesso che
portò, lI1el colpo di stato
del 1967, al massacro di
500.000 comunisti indone.
siani. I combattenti del
FRETILIN hanno abban·
donato .Diii e smnno riorganizzandosi 'p er la guerri.
glia a paI1tke da altJre città .non ancore ~nvase e
dalle montagne.
Il portavoce di Ford,
Ron Nessen, ha vigorosamente smentito due « vo.~e Foro sia stato
•
indonesiani invadono limor
in forma to preventi vamente delle in tenzioni .indonesiane e che egli abbia pregato Suharto di rimandare l'i.nvasione a dopo ~a
sua partenza da Giacarta.
Ma l'invasione di Timor
da parte dell'Indonesia, il
più sicuro baluardo USA
del Sud-Est asiatico, è evidentemente
legava
alla
complessiva risbrutturazione della strategia imperialista per il Pacifico. L'isola in sè non ha grande .
impoptanza strategica; ma
la presenza in essa di una
·repubblica
p rog-ressista ,
non allineata, !legata a Cina e Vietnaun (due paesi
che hanno sempre a'p pog·
giato il FRETIUN) avreb·
be mppresentato un intollerabile « cuneo)} dentro la
SEATO , l'a'lleanza militare
che Ford ha ieri stesso dichiarato di volere ril'anciare. In ques to stesso contesto del /Testo VaJl'l.IlO viste
operazion-i come il «colpo
di stato)} che ha condotto
alla deposizione del governo laburista {e autonom.isl'a) in Australia, e tutta la
vicenda del Viaggio QS·iatico del presidente americano.
Le previsioni, nell'i.mmediato, s'Ono purtroppo fa·
ciii: la spropoIlZione di forze è troppo grande perché
i progressisti ripiI'errdano U
controllo della situazione,
se non d'Opo una Junga
fase di guerriglia. E' escluso un .intervento inteI'nazionale, anche se moho dipenderà dalle ,pross~me (13
dicembre) elezioni australiane: il leader ,l aburista
Wh'itlam ha già crua<rito
che chiederà, se vince le
elezioni, l'intervento dell'ONU. Per intanto i portuali australiani stanno
già praticando l'embargo
su tutte le navi indone·
siane.
Il "Piano del Pacifico"
~i
:::::Kup
Dopo il 25 aprile 1974, a Timor (colonia portoghese da più di quattro secoli) nascono tre movimenti: il FRETILIN, appoggiato dalla Cina e
dal Vietnam, su posizioni fermamente antimperialiste, combatte per l'indipendenza totale; l'
APODETI (Associazione democratica del popolo
di Timor) agisce su ordini diretti di Giacarta, per
l'unificazione con l'Indonesia, l'UDT (il partito
della borghesia coloniale: Unione Democratica di
Timor, poi ribattezzato « Unione anticomunista»)
si assume il compito della provocazione contro
il FRETILIN. L'atteggiamento del presidio militare portoghese rimane, a lungo, a dir poco ambiguo. Con l'esplosione, ad agosto, della guerra
civile, le truppe portoghesi abbandonano l'isola.
Mentre le minacce di un'iniziativa diretta indonesiana divengono sempre più palesi, si intavolano
diverse trattative multilaterali. A Roma, all'inizio di novembre, si incontrano i rappresentanti
portoghesi e quelli indonesiani. Il governo di Azevedo nega aH'Indoniesia il diritto ad intervenire,
ma «riconosce il suo interesse » suIl'ex-colonia. Il
FRETILIN accusa Il governo portoghese di sostanziale connivenza con i fascisti 'indonesiani, e
il 28 novembre proclama unilateralmente l'indipendenza. Il governo di Azevedo rifiuta di riconoscere il nuovo stato, e non prende provvedimenti di alcun genere. Solo dopo l'invasione esso
rompe le relazioni con Giacarta.
Kissinger
HONOLULU, 8 - A conclusione del suo viaggio asiatico, mentre i suoi soci indonesiani invadevano
Timor, Ford ha enunciato
i termini essenziali della
«nuova strategia pacifica
USA ». Non si tratta di
grosse novità, i punti che
Ford ha definito già emergevano, nella sostanza, dalle scelte economiche e mi·
litari portate avanti in questi mesi, successivi alla
sconfitta in Vietnam, dall'
imperialismo: la dichiarazione di Ford vi aggiunge
la chiarezza di un'enunciazione sistematica e la provocatol'ietà che emerge dal
coJijegamento diretto 't ra le
sue dichiarazioni e la aggressione indonesiana. Il rilancio della SEATO, il privilegiamento al suo interno
delle forze insulari (Indonesia e Filippine), sono le
punte di lancia militari di
questo progetto il cui fine
complessivo è, nelle parole stesse di Ford, il mantenimento della «centralità
USA in ogni equilibrio di
potere nel Pacifico ». Sul
piano diplomatico, questo
progetto di stabilizzazione
passa per la «normaliuazione» delle relazioni con
. la Cina, e, in prospettiva,
con Hanoi (precondizione
per questo, e per il pagamento, da parte USA dei
danni di guerra, è secondo
Ford la garanzia che Hanoi
si astenga da azioni «squilibranti}) nell'area), oltre
che per la più stretta associazione del Giappone nell'
egemonia dell'area. Un pro.
getto che il triste stato dell'economia giapponese rende oggi più plausibile di ieri, nel senso che le contraddizioni interimperialistiche,
almeno nelle speranze di
Kissinger, appaiono destinate ad una fase di relativo ripiegamento. E' in
questo quadro che Kissinger vorrebbe «risolvere i
conflitti a tutt'oggi insoluti », come la Corea e Taiwan, punti sui quali i colloqui cinesi hanno registrato un dissenso profondo.
Come dicevamo, gli USA
stanno già praticand.o nei
fatti questo tipo di strategia: lo dimostra non solo Ila vicenda di Timor,
ma il tentativo di spezzare in Australia il governo
autonomista, l'armamento
accelerato dell'Indonesia e
delle Filippine, il complicato intreccio di pressioni diplomatiche e di minacce militari per la Corea.
Ma le falle del progetto
rimangono vistose: in primo 'luogo, il comportamento dei paesi indocinesi liberati non appare certo
facilmente adattabile ad una strategia di stabilizzazione. E neppure i movimenti di liberazione che
si muovono in diversi paesi della SEATO. E neppure
la classe operaia australiana.
•
I reaZiOnari spagnoli sollevano un'altra pietra ....
L'autonomia del movimento
delle donne. Una-lettera
di Rosalba Spagnoletti
La battaglia per ;l'aborto è un momento fondamentale della lotta storica
deHe donne: sono scese in
piazza a manifestare contro questa società di clas·
se e sessista che nega loro il diri1to di disporre
<Iella propria persona. La
manifestazione, la mobili·
tarione di decine di migliaia di donne è sta·ta lo
sbo<x:o di un 'l ungo lavoro
politico, di un ricchissimo
dibattito ~'nterno al femminismo e alla sinistaa ri·
voluzionaria, di un incalzante 'p rocesso di lotta che
tutto lo schieramento anticapitalistico ha espresso
un questi ultimi anni, conoscendo le sue tappe più
significative nella vittoria
di classe del referendum
sul divorzio e del voto del
15 giugno. T.ra 'l e oIlffiai insanabili con1'I'addiziOll'i del
nostTo sistema sociale di
oppressione e di· sfrutta·
mento, è esplosa anche
quella delle donne ~n lat·
ta, che per la priméL volta
in Italia sono uscite dalle
case, da'lle scuole, dalle
fabbriohe, dai ghetti del
consumo carne mowmento politico org.anizzato che
s.a legare i propri obiettivi e le proprie rivendica'
zioni a quelli complessivi
dell'alternativa di sinis,t ra,
deH'alternativa
rivoluzio·
na'r ia.
,H comportamento provocatorio di alcuru ... «com·
pagni» contro 'l a 'l otta autonoma delle donne che
lottavano in prima persona, non ha diviso il movi·
mento consapevole della
sua accresciu1a forza e
del suo potenziale rivolu·
zionario . Le donne, con
maiturità politica, 'h anno
'POrtato avanti da protagoniste la manifestazione,
ricca di !Contenuti e di
Ooo'e ttivi di lotta che in
questi ultimi anni si sono
' ~mpre più saldati a quel'
-iI del proletariato. Mai corna ieri il significato del
·termine «autonomia» si
è chiarito dinanzi a!lle centinaia di strisoioni di tutte le regioni, dinanzi agli
slogans e alle parole d'
ordine. Il riconoscimento
dell'autonomia delle donne come movimento è un
fatto pol:itico preciso: l'
unità tra le donne è ,l'elemento costitutivo di una
reale crescita del movimento in tutte 1e sue art.icolazioni; è l'uscita dall'
ISOlamento, dal ,separatiSTUo, dal ghetto a cui sono
Costrette e subordinate ,
per impedir aoro di diven°
tare le protagoniste della
trasformazione di questa
società tanto di c,l asse
quanto sessista, Le dOllllle
oggi sono sempre più consapievoli ohe per cambiare
la società debbono essere
unite su temi e rivendica·
rioni di ,l otta che da:J.lo
specifico si saldano a tu'tti i complessi meccanici
di sforuttamento e oppressione. Le donne mettono
in discussione l'intero si·
stema di vita in cui vivia·
'm a e ne indicano concretamente, e non ,più in ne·
gativo, le premesse da cui
partire.
Proprio da noi, .nella patria del mito latino del
« pa-ter
familias », nella
terra di dominio cattolico
di 'P api, di gerarchi fascisti e democristiani, era
giusto e necessario che le
donne, non più ruoli, non
più madri, non più spose,
non più figlie, non più
compagne, non più putta·
ne, mostrassero di esis,tere come soggetti umani,
come soggetti politici rivoluzionari.
In
questa
grande mobihtazione di
massa sembra avverarsi
una deHe condizioni che
pure il non sospetto LeniTI
aveva postulato come ne·
cessaria per l'edificazione
del socialismo: le dOIl'Ile,
in quanto tali, sono pron·
te a gesti,r e in prima per·
sono la 'l otta per la società
socialista. Dinanzi a tutto
questo la premeditata provocazione e l'aggressione
di una .frazione di «com'
pagni» non può trovare
gi ustificazioni
di
alcll'l
genere.
Nel 1969 nella Facoltà di
Magistero a Roma avveno
ne, su scala ridotta, un e·
pisodio analogo: si parlò
aHora di ignoranza e d i
disinformazione
polit ica.
Oggi nel 1975, dopo anni
Ì!n cui le donne si sono
vittoriosamente gesti te le
loro lotte e dopo i dibat·
titi e le condusio~a<ilc~i
sono pervenute le -m-g!fIl.lz,
zazioni della sinistra, se
questi limiti ancora 'èsisto,no, nascondono sotto la
crosta della falsa coscien·
za una CO'Tlcezione del comunismo e della . militanza
fatta di moralismo e di ter·
rorismo ideologico, che ha
come base una visione de l
ruolo del parl i lO nel lega·
mc con il muvilTcnlO d i
massa per cui il primo è
l'avanguardia
cosciente,
unico soggetto rivoluzio·
na'rio, e il secondo il mo·
vimento della oggetti~tà
passiva. Questa concezione del rapporto classe-partito, superata nella tradizione teorica e storica del
movimento operaio, è il
'luogo dello spontaneismo
e del settarismo: due facce della stessa medaglia.
IL a paura dii, ,perdere l'
« egemonia l), sino a giustificare la violenza e l'at·
tacco contro il movimento di massa, mostra no.n
'l'im·pegno di questi compagni verso le masse ma
la ,l oro estraneità ad esse.
E' stato proprio nei confronti della « unità Ji
classe,., che vd1evano rappresentare, che si sono resi separatisti, perché la
classe era li presente e la
lotta delle donne la rapo
presentava diret1amente.
Questo modo di essere
comunisti senza tenèr conto della realtà di massa
deJole donne, (unite perché
politicamente unite, autonome perché capaci di
areare propri strumenti di
lot·ta e proprie stTategie)
mostra l'esigenza di portare avanti la battaglia per
la liberazione delle donne:
non come mera appendice
aHa lotta di classe, come
uno specifico in più, ma
come una vera e propria
rivoluzione culturale capace di rimettere in discussione ,l a dicotomia tra - vita e politica e di mettere
a nudo con le temati'Che
della famiglia, dei rapporti tra i sessi, 'della storicità dei bisogni e della
qualità della vita la sclerosi c he s u que~ti temi
Nuovamente arrestato Marcelino Camacho
MA>DRIO, 8 - I reazionari spagnoli hanno sollevato una nuova pietra
che non potrà che ricadergli, pesa nt<emente e dolorosamente (per loro),
sui piedi. IMarcellino Camacho, operaio fresatore di 57 anni , il più popolare ed amato dei dirigenti delle Comisiones Obreras, membro del PCE,
,è stato nuovamente arrestato ieri,
dopo una s'ettimana di libertà. Juan
Carlos si sta rimangiando pian piano
l'. atto di clemenza ., che, in alternativa all'amnistia richiesta in modo
sempre più duro ed aperto dalle manifestazioni operaie e studentesche di
questi giorni, aveva portato alla scaroerazione per indulto dei principali
imputati del « processo 1001 ». Dopo
il gesuita Garcia Salve, arrestato sabato durante una manifestazione in
suo onore alla stazione di Madrid, Camacho. Sabato lo avevano « pregato })
di astenersi dalle dimostrazioni pubbliche. Ieri lo hanno preso mentre
comprava il giornale, accusandolo di
avere organizzato una manifestazione per l'amnistia davanti al carcere
diCarabanchel. Il momento è stato
scelto con oculatezza, a fabbriche , e
scuole chiuse per due giorni. Ma nessuno dubita, neanche Navarro, che la
risposta ci sarà, e decisa; che la
nuova incarcerazione di Camacho, se
può servire a togliere momentaneamente dalla cil1colazione un 'troppo
pericoloso punto di riferimento per
l'iniziativa di massa, non può, d'altra
parte, che rendere ancora meno plausibile né tollerabile una politica di
« attesa» da parte del POE.
Certo, ieri, con la polizia in assetto di guel1ra, a prezzo di 350 fermi, sono riusciti ad impediroe il corteo a
Carabanchel, che sarebbe stato (ma
nel contesto di una mobHitazione generale ben più avanzata) un « bis » di
q'uello avvenuto nel giorno dell'incoronazione. Ma rimane il fatto che migliaia di persone si sono recate ali'
appuntamento, e se non hanno potuto dimostrare oggi, s8'rà difficile impedirgli di farlo nei prossimi g'iomi'.
Tanto più cile la pietosa farsa dell'indulto è stata clamorosamente smentita, e questo non può che rafforzare il movimento per un'autentica amnistia, che nel'le fabbriche si lega In
tà della provocazione sta
soprattutto nel fatto che
si è tentato di spaccaTe il
movimento di ,l otta che le
donne hanno unitariaanente realizzato ncilla ·loro prati c~
politica Cjuotidiana,
dialell icame nt c
confrontando e componendo i temi del femminismo e del
comunismo. Mentre per la
prima volta, nei ,f atti, la
questione femmi,n ile usciva dalle secche della contrapposIzione
ideologica,
questt « compagni» 'la riconducevano ad una concezione antica e sorpassata.
Non a ccettiamo più le
provocazioni. Basta con i
vecchi fantasm i dalle «m ani callose» . E' ( )l'a c he la
lotta d e lle donne non si
perda più nelle pieghe della Rivoluzione.
Rosalba Spagnoletti
IL MINISTRO CHAMOUN PUNTA AL GOLPE
Libano - Oltre 140 morti
in due giorni
Israele richiama l'ambasciatore in Svezia
r ,- 'I
~
2
~ -"'. ~):'.
~_ '":in parte deUa sinistra. La gravi-
modo diretto {come ha provato la gior- immaginabile. Questa mattina, al cimitero-est di Madrid, la poliZia ,ha
nata di venerdì) con le rivendicazioni
salariali, ma che si esprime nelle
bloccato una manifestazione del Psoe
farme e nei luoghi più impensati. B'a- in commemorazione del fondatore del
sti dire che il convegno delle don- - partito, 'Iglesias. Dodic'i persone sono
state arrestate. la ristrutturazione del
ne, a cui partecipavano nella grande
maggioranza associazioni legal'i. se governo rimane uno scoglio difficile
non di regime, ha inviato un messag- (qualche umo'r ista scriveva ieri che
gio in tal senso a Juan Carlos.
ci sono a Madrid 1500 « papabili » che
sono da due giorni accanto al telefo,I tempi della mediazione le delle
« aperture» sono lontani: Navarro ha
no in attesa della comunicazione di
tutte le intenzioni di affrontare la un incarico di ministro); ma i fatti di
questi giorni chiariscono chi vincerà:
cresoita del movimento con gli stessi
metodi dell'epoca di Franco. ,Ieri è
sul piano istituzionale si intende. Così
arrivato ad espellere la troupe della come è evidente che le leggi antiterTV belga, rea di avere filmato la ma- rorismo restano in vigore, sebbene
nifestazione che accoglieva Garcia le proteste contro di esse crescano
Salve: con quali conseguenze per l' fino a coinvolgere gli ordini professionali dei legali.
ingresso della Spagna nell'a CEE è
Marcelino Camacho
Sahara: nuovo grande successo del Fronte Polisario
El Aayun, 8 - Mentre sulla capitale del Sahara occidentale contim;a
a sventolare la bandiera del Fronte
Polisario, mentre le operazioni di guerriglia continuano a colpire duramente
gli invasori marocchini, il tentativo di
Hassan Il di dare una veste « legale»
in termini di diritto internazionale alla sua invasione subisce una nuova
grave batosta .
Ben 79 dei 104 membri della Djemma (il « parlamento» sahariano crea-
to dal colonialismo) si sono rifiutati
di partecipare alla seduta di ratifica
dell'annessione al Marocco . La maggioranza della Djemaa (il cui presidente si trova ad Algeri per colloqui
con Bumedien) ha emesso un comunicato che riconosce il Fronte Polisario come unico autentico rappresentante del popolo sahariano. Intanto
all'GNU 15 paesi non-allineati hanno
presentato un nuovo progetto di risoluzione per un referendum sotto il
controllo GNU .
BEIRUT, 8 - Per tutta
la giornata di oggi, la capitale libanese è sottoposta
al coprifuoco, deciso ieri
dal ministro degli interni,
Chamoun
(notoriamente
legato ai fascisti della falange), insieme con la proclamazione dello stato di
emergenza e l'uso dell'esercito nelle zone centrali
del paese,
n bilancio della giornata di sabato è agghiacciante: 110 morti (in gran parte persone fermate da posti di blocco), centinaia di
feriti . Ieri , giornata « relativamente calma» secon·
do molti osservatori, i moro
ti sono stati almeno 25.
Colpi di armi , leggere e
pesanti, continuano ad essere uditi in tutta la capitale ed in diverse zone
del paese. Perché questa
ripresa de i combattimenti,
proprio mentre la mediazione siriana sembrava andare per il meglio, coinvolgendo gli stessi dirigenti della falange? La versione che viene data, secondo cui « gli estremisti di
entrambe le fazioni» avrebbero preso la mano
ai loro capi, è un 'idiozia.
La decisione di impedire
una stabilizzazione della
situazione libanese , tanto
più una stabilizzazione de·
terminata dalla iniziativa
diplomatica s iriana, viene
evidentemente da quegli
stessi che, col criminale
massacro
di mercoledì,
hanno chiarito la loro in-
tenzione di andare ad una
"soluzione finale" (tipo
settembre nero) della presenza della resistenza pales tinese in territorio libanese.
Israele è sempre più is01ata sul piano interna·
zionale (è di ieri la notizia del « richiamo per consultazioni» delq'ambasciatore a Stoccolma, dopo
che la Svezia si era pronunciata per l'ammissione dell'OLP al consiglio di
sicurezza); e il tempo gioca a suo sfavore. Mentre
vengono presentati, e smentiti, piani mirabolanti di
« stato palestinese» affidato a « forze costruttive»
(come quelle, per intenderei, che oggi siedono a rappresentare gli arabi allo
Knesset l, è l'aggressjone, a
partire dal Libano, il progetto dominante oggi nella
leadership israeliana.
La tecnica, per quanto
riguarda il Libano, è sempre la stessa: non appena
si presenta una possibilità
concreta di mediazione fino a sabato Beirut ha
vissuto una settimana di
tregua relativamente soli·
da, mentre come si è visto segnava progressi l'i·
niziativa siriana - utilizza.
re i contingenti filoimpcrialisti della falange per
spezzarla. Chamoun rilenta la sua solita carta, quella dello stato d'assedio e
ldell 'intervento dell'esercito (nella maggioranza del-
l'ufficialità
filo-falangista,
ma diviso, esso stesso, al
suo interno) come strumento per un rovesciamen·
to dei complicati equilibri
istituzionalli e per un attacco diretto alla resistenza. Il gioco non gli è riuscito finora, e non è detto possa riuscirgli oggi: da
tutta questa fase la sini·
stra libanese è uscita sem·
mai rafforzata, non idebolita, dallo scontro con la
falange; mentre i palestinesi presenti in Libano si
sono tenuti fuori dal con·
flitto (la lezione giordana
è stata chiara, in questo
senso), ma hanno fornito
al:le forze progressiste un
appoggiodereI1IT1inante, Il
tempo gioca anche contro
la falange: ed è questo
che il suo capo Gemayel
ha compreso, quando ha
deciso di entrare in trattativa con la Siria. Li! sinistra libanese ha però chiaramente intenzione di uscire da questo scontro con
qualcosa di più stabile che
non il consueto accordo di
carta: e per questo ha deciso di ritirarsi dal comitato di conciliazione fino a che la falange non
denuncerà gli scontri. Una
scelta tattica evidentemente lucida, che potrebbe ulteriormen t'c indebolire le
prospettive di successo di
Chamoun . Israe le lo sa, 'e
in caso di fallimento del
tentativo golpista del ministro degli interni si prepa·
ra all'aggressione diretta.
"
6 - LonA CONTINUA
Ma-rte'dì 9 d'i cembre 1975
Una grande vittoria di tutto il movimento proletario per la scuola unica e di massa
DOPO LA GRANDIOSA MANIFESTAZIONE DEI 10 MILA
ALL'EUR E GLI SCIOPERI REGIONA'LI
Decine di ·nuove classi di .IV
Il nuovo a.ppuntamento dei
.
It-t
tf
Iparastatah:
e V anno neg 1 15 1 U 1 pro esslona 1 Napoli piazza Plebiscito
Un provvedimento « eversivo» imposto a Malfatti dalla grandiosa mobilitazi one di ottobre e novembre rompre il
numero chiuso 'nel biennio sperimentale degli IPS
Ogni giorno a partire
dalla fine della scorsa settimana, in decine di istituti professionali d'Italia
- dalla Sicilia a Torino viene data da notizia dell'
apertura di nuove classi di
IV anno mediante sdoppiamento delle classi numerose (superiori ai t:renta alunni) e creazione di nuòve classi dove c'è stato 'un
consistente numero di alunni iscritti esclusi.
Cosa è suocesso?
La risposta è semplice,
e l'abbiamo avuta direttamente al ministero della
PI: Malfatti non ce l'ba
fatta più a resistere alle
occupazioni di istituto, ai
cortei, alle delegazioni e
agili scioperi provinciali regionali, nazionali. Così di
fronte alle proteste che
gli arrivavano ormai dall'
inizio dell'anno a ogni
ora del giorno e della not-
te, il suo equilibrio fisico
e psichico antiproletario
ha ceduto: invia immediatamente telegrammi con
l'ordine , di aprire immediatamente nuove classi di
IV agli istituti da cui è
venuta "motivata richiesta ».
La portata di que3ta vittoria del movimento va
colta interamente:
l) la decisione d i Malfatti se non si conoscessero le formidabili lotte che l'hanno determ~na­
ta desterebbe l'immagine di una « pericolosa
natura
eversiva »,
una
mancanza di rispetto per
le istituzioni borghesi, un
fare «extraparlamentare»
da parte del ministro. La
apertura di nuove classi
di IV oltre alle 700 già esistenti avviene infatti in
aperta violazione alla famosa legge del '69 che i·
ROMA - INAUDITO ARRESTO DI DUE
COMPAGNI
ROMA, 8 - Ruggero De
Luca e Maurizio Di Gregorio, due compagni legati al
movimento degli studenti
della Zona Nord e alla lotta per l'autoriduzione, sono stati sequestrati dalla
polizia mentre sostavano
({ con fare sospetto» su un
muretto vicino all'Ambasciata dello Zaire presso
la Santa Sede. Questa la
versione della polizia.
Da sabato sono in cella
di punizione; sono stati in·
terrogati da Paolino dell'Anno accompagnato ,da
Lazzarini (vice di Improta), ma si sono rifiutati di
rispondere perché il magistrato, conosciuto come
" ergastolinO» si è presentato visibilmente ubriaco:
sono imputati di tentato
sequestro di persona del·
l'ambasciatore dello Zai. re e associazione sovversiva perché In possesso di
LISBONA
man forte l'Unità di oggi
ful,so:f''ÌCa l'andamento del
congresso del pp.o, di cui
partiamo più a'VéliIlIti, per
sostenere 'c he Sa Carneko
non avrebbe abieziOll1i a
governaTe col PC). Una
svolta tattica ohe conferma l'indissolubHe legame
tra avventurismo ed opportll!Ttismo nella dirigenza del PCP, e che dovrebbe - se fosse pos-sd.bile fornire materia di rifles·
sione ai professordni nostJrani. Nel mO'menrto della
tan.'to {da 'loro) sospirata
apertura del IPC all PS è il
momento stesso della ioTochiusura a sinistra, della loro più aperta manovra (in fabbrica cO'me nei
discO'rsi) di spaccature del
movimento.
Che si vada ad un governotripartito, con PC e
PPD, è comunque la posIs.ihllità 'Più concreta iIlJ
questo mO'mentO'. Al congresso del PPD, infatti, Sa
Carnei'ro, che in'Carna 1'« amma " più apertJamente
fascista del partito, ha subìto una non lieve scon·
fitta. E' riuscito, certo, a
fare apprO'vare un ordine
del giorno 'Che esclude la
collaborazione col PC; ma
ha poi dO'V'UtO apportarvi
un «aggiunta» ohe dichiara che « 's e la situazione
deI paese lo richiede», al
governo cdI PC si andrà lo
stesso, ad aI'Cune condizioni, tra cui la «crevisione» del
patto partiti-MFA e la convocazione al più presto di
eleziO'ni legisdative. Una
« apertura» come si vede,
ben più condizionata di
quanto non dica l'Unità.
Resta però i1 fatto che nemmeno con questo « compromesso» Sa Carneiro è
riuscito a contenere la
spaccatura con l'ala moderata e più vicina ai nove del part'ito. Guerreiro,
lin particolare, capo del
gruppo paVIamentare, lo ha
accusato senza mezzi termini di metodi dittatoriali,
ed ha abbandonato pubblicamente il congresso insieme con tutti i deputati.
La « vittoria» de! 25 novembre è difficiae da gestire anche per il PPD. E c'è
ehi parla di scissione.
Ieri si è svolta anche l'
assemblea indetta dalla
UDP, alla presenza di diverse mig'liaia di compagni. Un « meeting» combattico, certo, ma sostanzialmente privo, ancora, d i
indicazioni.
GOVERNO
te - si corre :ilI rischio dii
'd are una mano alle forze
reazionarie ddla DC). E
alcune bollette telefoniche
riferentisi all'autoriduzione (sic) trovate nella lambretta (con la quale avreb·
bero dovuto rapire l'ambasciatore!).
Dopo l'interrogatorio, 01"
tre a non essere tolti dalle celle di punizione è stato loro rifiutato anche il
colloquio con gli avvocati
difensori.
A queste due forme di
intimidazione si aggiunge
il silenzio stampa voluto
dall'Ufficio Politico e dal.
la Procura della Repubblica come ulteriore forma di
attacco contro i militanti
rivoluzionari e le lotte che
essi esprimono, dopo i tentativi di falsificare le notizie sull'assassinio da parte
di Carabinieri e Polizia davanti all'Ambasciata dello
Zaire del compagno Pietro
Bruno.
a pa'Pte ,j discorsi di «ibinea", id PCI insiSlterà lSull'autonomm dellle ifinaJl1Ze
Jocali e suMa Gassa del
MezzO'giorno.
.
'
Mercoledì si riunisce la
di'renO'ne socialista: dovrà
prendere pO'siziO'ne sul governo; ManciJni ha già detto Ila sua: crisi immediata,
i demartiniani irnvece vogliO'no restare nella maggioranza, magari contratt<am.do qua.khe concessione sul piano a medio termine o sull'aborto. In margirne non sono ma!Ilcati interventi a favore delle eiezioni anticipate.
Nella DC, dopo un hm.go silenzio, è tornato aBa
rilbal ta con i suO'Ì. toni di
sempre ,F anfan:i: un dilscorso domenicale che proietta la sua ombra sul delicato castello cOSDru~to
da Moro e Zaccagnini nella DC. Minacciosamente
Fanfani si fa paladino degli elettori democri·s·tiani
,dci 15 giugno, «che non si
.l]JOssono deludere", e atr
,t acca sarcasticamente l'attua-Ie segreteria (<< dobbia·
mo dirci felici che tan,ti
amici si dedichino all'auspicato recupero dei con·
sensi -perduti »), rill/endi·
cando a sè ù'azione « per
evitare nuove perdite »,
Fanfani insomma si pre,p ara a u1}a ·ren'tiré sull'onda di elezioni anticipate.
Ma la giornata crucia:le
per Moro sarà venerdì 12
dicembre: in questa giornata di sciopero generale
risuonerà alta e chiara la
volontà deIna classe operaia di -farla finite cO'n
questo govermo. Con questo pronunci amento gene-ra:le e di massa dovra!ll'Ilo
fare i conti tutti coloro
che 'p ensano di pO'tersi
muovere tJranquillamente
nell cielo della po'litica.
ABORTO
a decidere . Un riconoscimento che nO'n è compatibile con gli a1tuali equlÌilibri politici (sabato le compagne esp'rimeVlano questo
concetto
nello
sloga.n:
«Aborto li·berO', aborto legale, governo Moro per te
finisce male »).
Anche per l'aborto infatti il liJInite invalicabile di
ogni accoroo ,p arlamentare è da compatibilità cioè il sostegno al governo
Moro - . Un s·imile accOlTdo nO'n è però compatibile
con il movimento deLle
donne, che non possono
la ccettare ,n essun compromesso sul'l a ,l aro pelle. I
margini di accordo e di
movimento sono quin.di anche molto stretti alll.che
per il PSI, schli,a cciato più
ancora del PCI tra 11 so-
stituiva il numero chiu·
so, senza che i'l Parlamento abbia approvato alcun
provvedimento in questo
senso, dato che i lavori
della commissione istruzione della Camera non
hanno ancora portato a
niente di definito. Si tratta dunque di un caso clamoroso di imposiZJione al
. governo italiano da parte
delle masse di un provvedimento di violazione delle
leggi esistenti, nel nome
dei bisogni proletari!
2) Il modo ,i n cui gli
studenti professionali hanno condotto la lotta dimostra una capacità di articolazione dell'iniziativa nuova neLla storia deil movimento degli studenti che porterà diIiitto alla
vittoria_ I telegrammi di
Malfatti ai presidi, infatti,
au torizzano nella massima
parte lo sdoppiamento delle classi numerose; le
grandi mobHitazioni cittadine, dunque, non avrebbero potuto ottenere questo
risultato se per ben due
mesi gli studenti, scuola
per scuola, non avessero
difeso la presenza quotidiana nei «reparti" (classi) dei compagni esclusi,
se non fosse stata seguita
!'indicazione che non un
« posto» di studio andava
perduto.
3) L'apertura ufficiale di
nuove classi di biennio
sperimentale crea nuovi
posti di lavoro per i lavoratori della scuola disoccupati; _ i.l legame tra
studenti, corsisti e precari affermatosi con la
creazione autonoma di decine di IV non autorizzati,
con la «assunzione» da
parte degli studenti dei
corsist4 con la straordinaria presenza dei professionali al corteo nazionale
dei corsisti del 13 novembre a Roma - si rafforza
e ottiene da questa vittoria un clamoroso slancio
in vista del !:'innovo del
contratto nazionale dei la- .
voratori della scuOila.
4) Si è posta finalmente
una prima pesante ipoteca a qualunque progetto
di riforma della scuola media superiore che voglia
potenziare un canale di
scolarità parallelo per i
giovani proletari. Si é fatto un passo avanti sulla
via dell'abolizione delle
scuole «ghetto ».
Il nuovo e più avanzato
livello di scontro che si
apre in seguito al provvedimento imposto a Malfatti richiede una precisione
e una articolazione dell'iniziativa ancora maggiore.
Anzitutto bisogna costringere il ministro ad aprire IV alassi ovunque
ve ne sia bisogno. A quelle che sono le notizie giunte fin ora dalle sedi, infatti, i telegrammi sono arrivati in tutti gli istituti
in cui la lotta è stata più
dura.. E' invece interesse
del movimento degli studenti, dei lavoratori della
scuola, di tutti i proletari
che in ogni istituto o sezione coordinata (succursali) vengano aperti i corsi. Ciò significa andare su,bito alla ricerca di tutti
i diplomati di III anno disoccupati, portarli a scuola, formare nuove classi
di IV assumendo i corsisti e imporre al ministero
l'istituzione ufficiale. Significa inoltre - poiché il
telegramma
ministeriale
pone la condizione che esistano locali sufficienti e
idonei alla apertura di nuove classi dare nuovo
impulso all'occupazione di
stabili vuoti da adibire ad
uso scolastico_ Significa
infine organizzare fin da
adesso la lotta perché tutti gli studenti che frequentano attualmente il Hl anno abbiano la possibilità di
continuare gli studi il
prossimo anno nello stesso istituto. Questa pratica autonoma degli obiettivi deve poi ancora raccogliersi al livello nazionale
nella vertenza aperta con
DALLA PRIMA PAGINA
stegno al governo e .la
spinta del movirrneThto di
massa. Per uscire <:La questa incomoda poS'izione i
socialist:i si stamno druldo
un gran d'affare. Può da,rsi
che till PSI intenda condizionare il <proprio aPIPog'
gio ,a l ,gO'verno ad una posizione più avanz'alta SIt1ll"aborto, ma da.hle file dc
è già partlm la replica.
Pare che al COIllvegno -f emmintle demoar.iJstiano, l'e
amiche di Gedda e Lombaudi accarezzerebbero ~a
idea di una ·b el1a crociata
sull'aborto. Un pe!IlSlÌeIiino
che certO' ,non :si sono fatte
da sole.
Commissione
femminile
romana
(Continuaz. da pago 4)
in una fase di grossa
cr~­
s.c1ta, in cui il nucleo deHe
donne orgélJIl'ÌZzate e militanti -nel movimento si
trova ad essere ia molla
che muove molte a:ltre
donne, che lottano ma non
ancora cosoienti che questa nost'r a 'lotta coinvolige
tutti g,Jj aspetti deHa nostra vrta e quindi il rifiuto del ruolo che ancora
ci
vOTrebbero
!imporre,
affrontando le conuraddiziOIlÌ che ne seguono, mettendo in discussione i pio
lastJri fondamentali dell'
organiZZ13.Zione 1cii' questa
società: la famigl.ia e qumd'i la donna, i rapporti
umani e l'organizzazione
del lavoro.
Noi donne vogliamo affenmare ,la nostra autonomia, i nostri contenuti che
non sono assolUJtamente
estranei al ·r esto dea mO'Vimento, ma che a~i lo arricchiscono e gli pongono
il dovere di confrontarsi
con questi. Que5l1:a non estraneità dello scon1iro di
classe in atto era palese
nella composizione e negli
sloga,m; espressi in tutta
la manifestaz.ione: il rifiuto del compromesso storico sulla 1J10stra pelhle, la
volontà di 10Ma contro la
DC e il governo, urlata con
una !rabbia sempre crescente fino a trovare il suo
culmine sotto la sede della DC: « sì , sì, sì, alb ortiamo la DC», «aborto libero, aborto kgale, governo
Moro per te finisce made".
E già 'lunedì matltina si
vedono i 'Primi risultati,
gli emendamenti . La battaglia è ancora aperta: nO'i
non cediiamo sulla nost~a
vi ta, sull'aborto, sul posto
di Iavoro. Se deve esserci
:la orisi del govern.o -su
questa ci sia, non cadrebbe sul nuLla, !IDa sutta fOTza de~le donne oI'ganizzate. Si contrappone a questa ricchezza incredibile, il
compol1tamento vengognoso, perdente ed ot~uso di
colOTo che ,s i sono presen-tat-i, oI'ganizzati a stJravolgere i contenuti e la compoSizione dèl corteo.
Ci riferiamo aHa sezione
di Lottà Continua di Cinecittà (Roma) che SIÌ è
presentata,
chiaramente
organizz:ata in modo preordinato al corteo, cui si
sono aggregati malti altri
compagni della ,·n ostra organizzazione. Erano mossi
da uno spiri10 ottusamente
<di «partito" che nascondeva in realtà il rifiuto
dell'organizzazione
delle
donne, Ila paura di essere
esclusi, Il rifiuto di .u.n
confronto
e
del
riconoscimento dehl'esistenza
del movimento e di tu1l:to
ciò che ,mette ID disoussione.
I metodi che hanno usato ip.er cercare di entrare
nel corteo con ,l a forza, sono state le botte. Molte
compagne, anche di Lotba
Continua, sono state picchiate e insultate, come
compagne e carne donne:
come donne perché gli insulti erano di crnara marca
sessista,
perché
i
« compagn1» facevano Ioro l'i'<ieologia <più destra:
putta.ne, isteriche, è ora è
ora la figa a chi la'Vora e
vila di questo passo.
Come compagne perohé
non hanno ["iconosciutO' gli
accordi presi a livefi,l o nazionale da noi, dicendo
«ce ne freghiamo". A'f fer'
mavano inoltre il loro diritto, come sezione, di decidere come venire al corteo, cosa inammissibile
per dei miIi,tanti di una
organizzazione
riiVoluzionaria. Si sono imposti con
la forza, ma questa volta
non per tenere 'l a piazm
contro i fascisti e 'la polizia ma contrO' le masse,
che guarda caso erano
donne.
Ha!Ilno fU'llzionato da catalizmtore sia per chi- aveva "a volontà di preva'I1icare e controHare il movi'
mento e le donne, che si
ereno organizzate, sia dello scontento maschilista
che pur di difendere i propri privi'l egi" si r,i1iiuta dimostJrando incapaci,tà p0litica di capire cosa le
masse femminHi oggi stanno esprimendo.
il Parlamento per l'approvazione di un progetto di
legge che generalizzi definitivamente l'accesso al IV
anno per tutti gli studenti che frequentano e frequenteranno prima dell'entrata in vigore di una riforma della s,c uoIa media
superiore che deve vedere scomparire gli IPS, i
CFP, e ogni altra .forma di
scuola «ghetto".
L'estensione della scolarità di massa strappata
dalle lotte di questi mesi
deve trovare un adeguato
sostegno materiale. Per
questo le vertenze regionali - aperte soprattutto dagli studenti e dagli insegnanti dei CFP sulle rivendicazioni
centrali
della
pubblicizzazione e del passag>gio al III anno nella
scuola media superiore devono svilupparsi ovunque
per ottenere il presalario
per gli studenti professionali e per tutti gli studenti proletari, i trasporti e
le mense gratuite, piani
regionali per l'edilizia che
consentano la formazione
di classi non superiori ai
25 alunni.
Il superamento di uno
scoglio sulla via dell'unificazione della scuola media superiore - l'apertura
di nuovi IV-Vanno deve vedere infine gli studenti impegnati in una lotta per la trasformazione
della didattica che prefiguri una scuola riformata
nel senso dei bisogni proletari. In questo senso vanno le esperienze di autogestione in corso in molti
istituti (recente il «Carlo
Cattaneo» di Roma).
Qui, a partire dalle lotte
contro gli strumenti selettivi e repressivi - note,
libretti
di
giustificazione - si arriva ad una contestazione radicale dell'organizzazione
teoricistica
degli studi, ad una pressante richiesta di conoscenza a partire dai proQuesta m[opia politica
non l'hanno invece dimostraNI tutti quei compagni che stando ai iati del
corteo o aH 'interno come
queHi di Pa·l ermo riconoscevano al movimento la
sua s.tessa autonomia e il
suo programma offrendo
la loro solidarietà e non le
bastonate.
Le donne di CasalbIUciato e della Magliana venute al corteo s6:no state
sommerse da CO'storo e -sono sta'te cOSotrette a rimanere isoIate a~:ja coda del
corteo senza 'p oter espri·
mere con la JO'ro presenza la volontà di lotta e di
partecipaz,ione ,p er cui erano venute.
Una nota ancora plU amara è s t ata 'la presenza
di a.lcune compagne sotto
lo strisciane di Cinecittà
che si ponevano in maniera estranea a~ movimento
dCll[e donne. E' per questi
5TaVÌ'ssimi episodi che le
\compagne de!lle commissioni femminili di tutta Italia, hanno ritenuto indispensabile far leggere dal
pako un comunicato di
dissociazione e di condanna. Dopo la manifestazione le compagne delle commis'sioni femminili hanno
deciso di riunirsi immediatamente con i,l Comitato
Nazionale.
Abbiamo invaoso i:l Comitato Nazionalle per portare
la nostra testimonianza,
per dare battaglia politica
perché venissero fuori tutte le res.ponsabilità. In un'
assemblea dal clima incandescente come non se ne
vedeva da anm, che si è
protratta per ore e ore
si sono fronteggiate le compagne della Commissione
Fem.minile da una parte e
i compagni dd Comitato
Nazionale e della direzione romana daH'a1tra . Alla
fine dopo essere stati investiti dal problema non
'in maniera formale ma
dalIla rabbia delle compagne hanno cercato di risolvere la si tuazione con un
palleggiamento di responsalbiJità e dimissioni offerte a destra e sinistra a partire da quelle del segretario nazionale, mentre la
segreteria romana nonostante le fossero state ampl1ate richieste ha rifiutato
le sue.
La quest-i one delle dimissioni e di eventuali
espulsioni per noi è ancora aperta in tutte le
sedi, in tutti i luoghi di
intervento. Questa 'volta
non saremo solo noi a
pagare rispetto al nostro
lavoro di massa e alla nostra partecipazione come
donne nel movimento. Ma
pri bisogni e dalle proprie esperienze. E si arriva
alla discussione sui contratti e sulle condizioni del
lavoro in fabbrica, mentre
prende corpo la fOI1lTIazione di comi tati di diplomati
e 'diplomarrdi nella prospettiva della lotta per la riduzione dell'orario di lavoro
e per lo sviluppo dell'occupazione a fianco · dei disoccupati organizzati e della clas~e operaia.
Torino
Oggi in
sciopero tutte le
scuole professionali
La mobili tazione ' cresce
nelle scuole professionali
di Torino. DOPQ che sono
sta ti concessi il 4 e il 5
anno al Paravia, allo alberghiero, e allo Zerboni,
gli studenti capiscono che
la lotta comincia a pagare, che si può vincere e
così riacquistano fiducia
nelle proprie forze_ Sabato mattina al Paravia c'è
stata una assemblea aperta,
cui hanno partecipato folte delegazioni della maggioranza delle altre scuoie.
Da parte degli studenti c'è
la chiarezza sugli obiettivi e la decisione di arriva_ re alla mobilitazione generale_ «Siamo stufi di fare
uno sciopero ogni tanto
che non ottiene niente: bisogna andare alla lotta dura ».
« Il provveditorato dovrà
trattare di fronte alle masse». Questa settimana le
lotte dei professionali saranno un grosso punto di
riferimento per il movimento. Questo è il giusto modo di arrivare allo'
sciopero del 12: sviluppare
la lotta sugli obiettivi degli
studenti far si che essi si
saldino ai contenuti della
lotta generale e alla parola
d'ordine della cacciata del
governo Moro.
ci sarà una precisa individuazione delle responsa·
bilità a tutti i livelli.
Da questo episodio che
è una conseguenza di carenze nostre e di un atteggiamento di rifiuto da
parte del-la organizzazione di riconoscere l'autonomia delle donne e la nostra autonomia e il nostro
ruolo all'interno del partito l'assemblea ha deciso
attivi in tutte le sedi entro
15 giorni e un convegno
nazionale entro la fine di
gennaio da cui escano posizioni precise. Allo stesso tempo si richiede uno
sforzo grosso a tutte le
commissioni femminili di
dibattere oltre che al nostro interno, con il resto
del movimento di cui facciamo parte non solo perché siamo di Lotta Continua ma perché anche noi
stiamo lottando e costruendo il movimento come donne e come compagne. Questo dibattito
deve vedere come punti
centrali anche il problema
degli organismi autonomi
di massa, dell'autonomia
del movimento delle donne, del nostro ruolo. Il
problema delle responsabilità, dei provved'lmenti
della crescita nostra e
dell'organizzazione è aperta, come lo è lo scontro e
la battaglia che conduciamo . Uscirà anche il verbale completO' della discussione col Comitato Nazionale a giorni. Proprio perché la discussione e la battaglia è tutta aperta teniamo a precisare che gli
articoli firmati «commissione femminile nazionale» non possono rappresentare le posizioni delle
compagne delle 'commissioni femminili e portano
solo la posizione della
compagna Vida.
VIAREGGIO
Martedì 9 ore 21 attivo
di sezione sull'autoriduzione in sede, via Nicola Pisano 111. Parteciperà un
compagno della Commissione Nazionale delle lotte sociali. I compagni devono assolutamente -partecipare.
COORDINAMENTO
DEI
FERROVIERI DEL SUD
Mercoledì lO, ore 18, a
Napoli.
O,d.g.: la manifestazione
del 12, la situazione del
nostro intervento, devono
partecipare assolutamente
i compagni dell-a Sicilia.
Tutte .te sedi che intervengono sui ferrovieri devono prenotare entro oggi,
le copie di un volantino
nazionale per la giornata
del 12 dicembre, telefonando in amministrazione_
La manifestazione sotto
la sede deld'INAM aH'EUR
del 26 novemb-re ha dato
una chiara idea dello stato di tensione e della d isponibilità alla lot,ta del
parastatali:
In lO mila erano giunti d'a
ogni parte d'Italia. in preva'lenza quelli deM'lNoPS
che, attraverso -i termin'ali
del calcol'artore elletJtronico,
s,i eranO' coI.legati passandosi !ja parr-ola d'oroirue:
·tuHi ,a Roma, ,l a .piattaforma FLEP è il mtin-imo irrinunciabile,
coll1.<tro
ogni
1Jenbazione di cedimento
dei
sindaC3lti
dobbiamo
esercitare un contJroll'O di
massa
sulle
trattati,v e.
Ouel mercoledì (lo stesso
giorno dei funera'lri di iPietro Bruno) era 1'0 sbocco
di 5 g;iorni di lotta come
risposta dei ÙavO'ralor.i alla conurop-aI1te paJd.ronale:
blocco dei tennirnali per
l'uso di ufficio, assemblee
permanenti con abbandono del lavoro, cortei ~lJ]­
temi... tuHO' per lo più
senza o· contro il -p arere
dei burocraJti sindacali. A
Roma, questo ,mO'do nuovo di difendere i propri
interessi ilo si era intravisto neilte settrirrnane preoedent-i quando ai due incontri· Idi ,tJraDtativa si so'ilO presentati, con un no,tevole fastidio <per lÌ sindacélJli sti , oontinaila di lavoratori per cont.ro1,lare le
cose; poi, id giorno 28, ci
ha pensato il governo a
rompere la fil'att'3ltiva- e i
sindacati a questo ,p unto,
anche per 'l 'iprende.re i·]
controUo dena s i'tua:zJÌO'ne,
non 'hanno potuto\ fare a
meno 'di ,p roclamw-e gl,i
scioperi. In questi giorni
in ,tutta I,talia le scadenze
di laMa dei p-araSltatali si
sono in,trecd3lte con le IDtte operaie per. l'ocx:upazio,n e e ,p er i contrartt:i: a VeneZlia con gli operai 'del
Patro'ichimico e glli s·tudenti, a TClITli con i siderur.gici e gli 5'1Illdenti, a
Napoli con studeIJJti, disoccupaJt:i , e donne per J'aborto, a Potenza con i l-icenziati della Chtimioa meIÙdionale, a PaleI1lTIo con gli
student1 e i proletari in
10t13 per la casa.
Ndla crescita del movimento nel parastafO in
questi anni i compagni rivoluzionari hannO' avuto
un ruolo deC'islÌvo; ~a lotta
operaia dopo iI '69 ha fattO' senti.re iii suo peso fra
i .pubblici impiegati, ,t radizionale massa di mano.vre
della DC; iJI processo di
innovazione .tecnOIO'gica (sistemi meccalIlÌ.zzati, comPiuter) e di procedure che
ha ,tr'asformarto .!'impiegato
in un addetto alla catena
di montaggio, le nuove Jeve e, infine, l'impennate
verti,g inosa della arioSi e il
15 g;iugno, hanno fa!Jto il
resto_ Segno di questa creo
sci.ta sono gli obi'eNnvi
eguahi.talfi e antigerarchici
sviluppati si in questi =i,
I-a ilDt<ta contro gl:i enti
mutili e hl ruolo. della DC,
la cresci ta degbi Ìlscritti
CGIL (dai 5,000 dell 68 ai
25 mila attuali) che ha
emarginato completamente ;j sinda'ca'fi autonomi e
messo alle strette Ja linea
gialla della CISL; al centro
di questa maturazi'One 'PO'litica sano le nuove leve
di 'g i9v,ani enrtTam dO'Po lÌIl.
'69 clie sono sltaltri i promotor.i dell,l e seZJioni sindacali
e in alcuni posti del cons~­
gliio ,dei delegati. FO'rti anche delle esperienze di mobj;lit-azione deHa scorsa prim'avera per d'approVlaZT()(!le
della ,legge 7tl su'll'climina·
zione degli enti inuti,l~, ci
si è serv,it~ di queste strutture di base 'p er una gesl'ionedi massa degli obiettivi e delile ~or.me di lo tba,
riuscendo a mettere IÌ:n minoranza, <di f,ronte alle assemblee dei 'Lavoraltori, le
posizioni dei TeV'~sionis~i
ohe in nome del servizio
-pubb~ico e del sosteg.no 'a!l
governo Maro sono capaci
di tutto. Questi, .infutti, ISOno pas·sati a'lla pravooazione, al1a del~zione, al crumireggio.
Quella deJ1la sede INPS
di Roma è una stOTm esemplare: in un comunica.to
deUa fiederaZJione uniJta·ria
romana si condannano le
forme di lotta attuate in
quelli sede (blocco del lavoro e qUJÌnidi deglli sporteLli aHe lO e mezza e
assemblea) inVÌitando .iJl
cons.iglio ,d,j IaJIllmiinistrazione (in ma!IlO al sindacato)
a operare Ile trat-tenute pe.r
le ore d1 .l avoro perdUIte;
nella stessa settimana pe·
rò, ,rot1:eSii le t'l"atJtaJtive, i
9indacarti proc'laomlaiIlo due
giorni.dJi sciopero! In viSIta
dello :sciopero dell 4, ilsindacato propone iIn assemblea di 1nstailIare agilii
ingressi di ogni ufficio un
t avolino CO!I1 un ~mpiegato
deN'INCA ,per raccogliere
ROMA: le operaie della
Toseroni portano la loro
lotta al Campidoglio
Un folto gruppo di operaie stagionali della Toseroni si è raccOilto venerdì
mattina davanti ai can-eelli deHa fabbrica. Alla notizia che la sera si sarebbe riunito il Consiglio Comunalle tutte le operaie si
sono date da fare per organizzare una manifestazione al Campidoglio. Alcune compagne sono andate alle varie fabbriche
Idella zona chiedendo la
partecipazione di delegazioni di fabbrica alla manifestazione_ MO'l ti delegati hanno aderito alla richiesta, anche se in molti casi
questa volontà s,i è scontrata con l'impossibilità
di organizzarsi in così poche ore. Alle 19, comunque, le operaie della Toseroni hanno trovato ad
'attenderle in piazza del
Campidoglio gli operai della Croce Rossa e del1a Siccar. La manifestazione è
stata beJ.lissima: trecento
operai hanno scandito, in
hm ritmo assordante di
campanacci e bidoni, tu tte
le parole d'ordine della lotta contro i licenziamenti
e contro il governo Moro.
Una folta delegazione è
stata ricevuta alla seduta
del consiglio.
Sabato mattina le comIpagne della Toseroni si
sono ritrovate in assemblea al comitato di lotta
per la casa di S. Basilio.
Tutte le compagne hanno
rilevato che la forza messa in campo fino a questo
momento è straordinaria:
lo dimostra la manifestazione organizzata in poche
ore. Un compagno affer-mava -che questa lolta deve essere durissima: Nessuno ci può dire che se
blocchiamo i cancelli, ci
mettiamo "fuorilegge".
Fuori-Jegge c i hanno costrette a diventarlo i pa·
droni , con i licenziamenti dopo quindici anni di
sfruttamento ".
Martedì mattina ci saranno due orc di hlocco
(I
ai cance11i, sarailno due
ore di assemblea con gli
operai interni. La prospettiva, nei pross-i mi giorni
è quella di una manifestazione centra-Ie con tutti
gli operai in lotta per il
posto di lavoro.
PROFESSIONALI
Riunione naZ'.Ìona1e dei
responsabili domenica 14
alle ore 9 a Roma.
SEDE DI ROMA
PER IL 12 DICEMBRE
Sono stati prenotati dei
pullman per la manifestazione di Napoli chiunque
vuole prenotare i posti deve rivolgersi al centro organizzativo della sede di
Roma e chiedere di Fabio.
Quota L. 3000_
le ,p ratiche degLi utenti; 1Ì~
crumiraggio, che è an.che
un'ottima iniZJia1:4va COlfimerciale per l'INCA daJto
che per O'gni .p ratica ottie·
ne un contributo, è gius't amente boociato lin assemblea_
Ma ciò non basta: durante ,l a ·ma'l11Ìfestaz,ione del
4 un autoparlante ckilQ'IiNCA spiegava, meIlltendo,
che mentre j parastatali
saioperavano, il ser,V'ÌZiio
funzionava ùo stesso. Dopo
riunionj delila celliuila dei
PCI 'del paralstaJto, ,l a C.
d.L. COIIlvoca i compagni
di . LotJta Continua dehla
sezione 's.indac.ale, p.retendendo, cosa rilafferrna.ta in
una Jeì'tera, che ,perr- ognJi
~nizilllJtiva di loMa la sezione sindaoaIle si confronoti
con ~a Crl.L. Cose 5'Ìmil1i
stanno avvenendo in al,tre
òttà e su questo i compa·
gni, troppo 'fiduciosi nel
rappollto di ma·ssa, non
danno a . sufficienza battaglia. Con ~Li " sCioperi 'regionallci dei gioI1I1i scorsi il
sindaca to ha JCercafto di
·tagliere ai 'lavoratori la -gestione dalI basso deHa .Jotta. Nei vrossimi giorni, t-m
i,1 lO e il 16, saTà procla- '
mata una gi()(fnaJta di saiO'pero articolato per p.rovinda, e un'altIra Jil 18 con
maTllifestaz10ne nazionalfe a
Roma. E' ICvidente' che per
sbhlandarsi tanto verso la
101!ta i sindacati h'<lnlllo a'asso ,n ella maJI1lÌ.ca_
Ìntanto per il 9 è previsto un incontro tra la fe,d erazione unitaria e i sindacati degli statali e dei
parastatali che fa prevedere una proposta al ribasso su una piattaforma già
nata « compatibiIe» con la
crisi. Per il lO invece ci
sarà l'incontro per la ripresa dena trattativa e i
sindacati si presenteranno
.con una loro proposta; il
tatto che nessuno conosca
i contenuti di questa pro·posta che evidentemente
è la pia ttaforma originaria
della FLEP, non fa presagire nulla di buono. I sin·
dacati inoltre si guardano bene dal proclamare lo
sciopero per il 12 e la paTtecipazione a NapaH: una
mobilitazione anche del
parastato in quel giorno, a
cui 'si aggiungerebbero g'li
statali e i lavoratori del'la
S'Cuola, sarebbe un colpo
troppo grosso per il governo Moro! Ed è proprio
questa la direzione in cui
devono muovers·i i COffipagni raccogll-iendo il « bisogno" delll 'unità di lotta con gli operai.
Intanto va data battaglia in modo da cO'invol
gere non sO'lo i parastatali, ma all'che gli altri lavoratori, coMro le iniziative antidemocratiche dei
sindacati; va sviluppata al
massimo !'.iniziativa dal
basso a partire dagli enti
più forti, in particolare l'
, INPS che e l'avanguardia
del1 movimento, per smuovere tutte le situazioni più
debdli; va curata in particolare, con un lavoro di
propaganda e di controinformazione, iI collegamento diretto con gli operai, i
pensionati, con quartieri,
per spiegare, contro chi
vudle regolamentare il diritto di sciopero in nome
del serv,i zio, come questo
non funzioni o sia schifoso per i grossi interessi
mafiasi e professionali (in
particolàre i medici) e come funzionerà sempre peg. gio a causa del crlocco della spesa pubblica e deNe
Jissunzioni. Infine, perno
centra!le del,la battaglja politica d'i questo periodo, è
la parola d'ordine: via il
governo Moro_ Contro gli
incerti e gli opportunisti
che vedono nella caduta
deil governo un nuovo rinvio sine die del contratto
(è da 8 anni che s·i lotta
per questo!) va spiegato
che questo governo assasSino-e affama tore può firmare solo dei contratti
svuotati di ogni contenuto: ed è quello che i sindacati si apprestano a fare.
ERRATA CORRIGE
Nell'articolo '« Sulle tesi ,
del PdUP", pubblicato domenica, due errori tipografici, in particolare impediscono di capire il senso: Seconda colonna, ventisettesima riga e seguenti sotto la foto , va let·
to: un governo in cui non
ci sta solo il PdUP , il PCI
e il PSI, .__ ecc.» (invece
che: un governo in cui ci
sta solo ...);
Seconda colonna, tren--'
tasettesima riga e seguenti sotto la foto: la frase
esatta, nel testo del PdUP,
è che il programma del
governo di sinistra « è e non può non essere il programma di una mobilitazione nazionale con
direzione operaia » (invece
che «è - e non può essere - il programma ... ).
Terza colonna, riga quindicesima e seguenti va Ietto: La « svolta antifascista
al Sud » è così spiegata
non con la forza e la coscienza del proletariato ...
(invece che: la «svolta antifascista al Sud" è spiegata con la forza e la coscienza dci proletariato ... )_
LOTTA CONTINUA
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Marcello Galeotti. Vicedirettore: Alexander Langer. Redazione: via Dandolo 10, 00153 Roma, tel.
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del 13-3-1972. Autorizzazione a giornale murale
del Tribunale di Roma n.
15751 del 7-1-1975.
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Moro si prepara` ad una se_timana piena di ostacoli. Il più grosso è