Open Space Technology PARCO DEL LAGORAI VALE LA PENA PENSARCI? Report dei lavori Borgo Valsugana 26 e 27 Novembre 2010 PARTECIPANTI Cognome Nome ente Agnoli Alba Amato Anderle Anesi Baldi Beber Bernardo Bertagnolli Bombarda Boschele Brugnara Campana Casanova Casarotto Curzel D'Acquilio Dallafior Donati Fabris Adriano Silvia Stefano Renzo Mauro Lucia Cristina Andrea Andrea Roberto Sergio Anna Chiara Luigi Cristian Nicola Matteo Patrizia Bruno Margherit a Claudio Ruggero Claudio Enrico Enzo Matteo Carlo Marco Livio Aldo Mauro Igor Franco Federico Dario Lunghefocali Editrice Snc Fattore Felicetti Ferrari Ferrari Fumanelli Gadaleta Galvan Galvan Gecele Giacomin Gianesini Gilmozzi Gioppi Giuliani Groff 2 Insegnante e biologo Consigliere Prov. Aut. di Trento Fondazione E. MACH Lista Civica Aria Nuova Ischia (Pergine Valsugana) Consigliere Comunale di Bieno Uff. Tecnico–Mag.Com.di Fiemme Consigliere Prov.Aut. di Trento WWF Trentino Alto Adige APPA–resp.Lab.Ter.Val di Fiemme Libera professionista Vicepresidente C.I.P.R.A. Museo Tridentino di Scienze Naturali responsabile Laboratorio territoriale Alta Valsugana Delegato al turismo Comune di Telve consigliere della Comunità della Bassa Valsugana e Tesino Comune di Telve Comune Castello Tesino Sindaco del Comune di Ospedaletto Provincia Autonoma di Trento Fondazione E. MACH Associazione Sviluppo Valsugana Sindaco Pieve Tesino Consigliere Comunità Bassa Valsugana e Tesino Ecomuseo della Magnifica Comunità di Fiemme Vicepresidente SAT Ordine provinciale dottori Agronomi e Forestali di Trento Lancerin Libardi Mario Montibeller Morandini Oss Paterno Patti Pecoraro Pecoraro Piazzi Ropelato Schraffl Slomp Tomio Trentin Valcanover Zanetti Zorzi 3 Lucia Massimo Lea Mirko Luigi Massimo Franco Gaetano Lidio Bruno Fausto Claudio Gianfranc o Paola Walter Fabrizio Roberto Laura Giuseppe Laboratorio città Sistema Culturale Valsugana Orientale Cooperativa QUATER Sindaco di Roncegno Architetto APT Valsugana Lagorai Finanziaria Valsugana Agenzia Provinciale Protezione Ambiente Vicepresidente Associazione Artigiani Valsugana Dolomitech.com Lunghefocali Editrice Snc Presidente Associazione Artigiani Valsugana Vice Sindaco Comune Borgo Valsugana Consigliera Comuità Bassa Valsugana e Tesino WWF Trentino Alto-Adige Sindaco Comune di Telve Consigliere Comunità dell'Alta Valsugana e Bersntol Associazione Malghesi Lagorai Scario Magnifica Comunità di Fiemme OPEN SPACE TECHNOLOGY Un’ampia sala libera di arredi e tavoli. Un grande cartello con il titolo dell’incontro – PARCO DEL LAGORAI: VALE LA PENA PENSARCI? I cinquanta partecipanti appartenenti ad organizzazioni ed associazioni pubbliche e private del territorio che siedono in circolo. Un programma di lavoro di massima che prevede delle sessioni parallele di gruppo, ma non dice cosa si discuterà in quelle sessioni. Un facilitatore che ad inizio lavori spiega brevemente come decidere, cosa discutere e come funziona il metodo - poi scompare. Alcuni partecipanti volontariamente si alzano per fare le proprie proposte, lanciare delle idee, spiegare i propri dubbi e cosa vorrebbero discutere. Le scrivono su dei fogli di carta che poi attaccano su una grande bacheca scegliendo a che ora e dove dare appuntamento a chi vorrà unirsi a quella discussione. Poi cominciano i lavori e i partecipanti decidono liberamente a quale sessione partecipare. Otto diverse sessioni di gruppo si succedono in parallelo nelle due giornate di lavoro. Ogni gruppo gestisce in completa autonomia il proprio lavoro. Chiunque è libero di partecipare ai lavori e di spostarsi da un gruppo all’altro se ha interesse a farlo. La gente discute con passione, scambia idee ed opinioni, confronta le diverse proposte. Alcuni gruppi discutono a lungo. Altri finiscono in anticipo. Certi gruppi sono molto numerosi. In altri ci sono solo due o tre persone. Qualcuno si sposta da un gruppo all’altro. Chi ha bisogno di una pausa se la prende, magari sorseggiando un caffè o mangiando qualcosa – il cibo è sempre disponibile durante i lavori – e discutendo con gli altri che stanno facendo un break. Al termine di ogni sessione ciascun gruppo prepara una breve relazione sulla proposta che ha discusso. I diversi contributi vengono raccolti in un report che viene reso disponibile on line immediatamente al termine dei lavori. Ecco l’Open Space Technology. PROGRAMMA Venerdì 26 novembre 18.00 18.15 19.15 20.45 21.00 Registrazione partecipanti Apertura lavori Sessione di gruppo Plenaria Fine prima giornata Sabato 27 novembre 09.00 09.15 09.30 11.00 12.30 13.00 Caffè di Benvenuto Plenaria Sessione di gruppo Sessione di gruppo Sessione plenaria conclusiva Fine lavori Questo Open Space è un’iniziativa di Europe Direct Trentino, coordinata da Giancarlo Orsingher e Paolo Pezzin. L’Open Space è stato organizzato dalla Genius Loci (www.loci.it) e coordinato da Gerardo de Luzenberger con la collaborazione di Riccardo Acerbi e Riccardo Riva. 4 LE PROPOSTE DISCUSSE 1. PER PENSARCI E’ NECESSARIO INFORMARE – CON QUALI MEZZI E DIVULGAZIONE 2. PANDA 1993: DISCUSSIONE PROPOSTA PARCO WWF 3. LAGORAI PERCHE’ CAMBIARE? / PARCO DEL LAGORAI, PERCHE’ non PENSARCI (E PENSARE A QUALCOS’ALTRO)? / IL PARCO PERMETTE LA CONVIVENZA CON GLI USI CIVICI? 4. HO UN DUBBIO: È DIMOSTRATO CHE QUANDO SI FÀ UN PARCO SI METTE IN EVIDENZA, SI ATTIRA GENTE, TRAFFICO, ECCETERA. E INVECE DI TUTELARE SI CREA PRESSIONE ANTROPICA. 5. MAI PIÙ UN MARCHIO 6. PROGETTO MONTAGNA LAGORAI, UNA PROPOSTA CHE S’INTEGRA CON IL “PARCO DEL LAGORAI” 7. PARCO COME FINE O COME MEZZO? 8. IL PARCO PUÒ DIVENTARE UNO STRUMENTO PER VALORIZZARE LE PRODUZIONI ZOOTECNICHE? 5 SINTESI DELLE PROPOSTE DISCUSSE 6 Proposta 1 PER PENSARCI E’ NECESSARIO INFORMARE – CON QUALI MEZZI E DIVULGAZIONE Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: 1. Alla base di ogni progetto deve esserci la conoscenza. 2. In Valsugana con l’industrializzazione (anni ’60-’70) è stata rimossa in parte quella sensibilità ambientale tipica del mondo rurale e pastorale. 3. Informazione e consenso per ricuperare la sensibilità ambientale e la progettualità per il futuro; necessario coinvolgere in questo progetto tutte le scuole di ogni ordine e grado attraverso progetti, ricerche, concorsi ecc. 4. Adeguata informazione anche verso i portatori di interessi specifici all’interno dell’area ipotesi parco: cacciatori, pescatori, utenti usi civici ecc. 5. Informare anche attraverso visite guidate nei parchi naturali. 6. Con quali altri mezzi informare? - Tavole rotonde tematiche - Questionari e indagini territoriali diffuse - Creare database anagrafici via internet per informare sull’andamento della proposta di parco, sulle novità, sulle indagini - Stampa di notiziario informativo (anche i blog internet) per aggiornare sistematicamente l’attività informativa e divulgativa, che comprenda anche altre attività collegate e presenti sul territorio (Arte Sella, Oasi Valtrigona ecc.). Gruppo proposto da: GALVAN CARLO GAETANO PATTI Hanno partecipato alla discussione: IDEM C.S. 7 Proposta 2 PANDA 1993: DISCUSSIONE PROPOSTA PARCO WWF Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: Prima di formulare qualsiasi proposta è necessario leggere la storia del nostro territorio. E’ indispensabile coinvolgere i diversi soggetti della comunità per formulare la proposta più adeguata e per condividere il progetto fin dalla sua partenza. L’istituzione di un Parco può essere vista come fulcro di un nuovo modello di sviluppo della valle. Emerge forte il bisogno di informazione della popolazione e per questo proponiamo l’organizzazione di serate pubbliche basate anche sul confronto con realtà di Parchi già funzionanti (per analizzare e discutere vantaggi e svantaggi). Gruppo proposto da: WALTER TOMIO Hanno partecipato alla discussione: Walter Tomio, Stefano Amato, Paola Slomp, Margherita Fabris, Lucia Baldi, Claudio Ferrari 8 Proposta 3 LAGORAI PERCHE’ CAMBIARE? / PARCO DEL LAGORAI, PERCHE’ non PENSARCI (E PENSARE A QUALCOS’ALTRO)? / IL PARCO PERMETTE LA CONVIVENZA CON GLI USI CIVICI? Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: Solo alcune frasi più significative: - Lagorai zona piuttosto eterogenea, due versanti abbastanza diversi. - Il territorio deve essere gestito, non sfruttato, ma deve comunque servire l’uomo, e non viceversa. - L’uomo comunque deve intervenire per favorire la biodiversità o perlomeno per mantenere quella che lui stesso ha creato nel corso del tempo. - Se il parco serve per coprire le magagne del fondovalle della Valsugana, non vogliamo certo una coperta per nascondere quello che non va. - L’esperienza parco perlomeno in Italia non ha dato un granchè, soprattutto per mancanza di fondi, spesso è divenuto un carrozzone. - Serve condivisione, manca un’unitarietà di visione comune. - Grande qualità totale, ma la visione globale parte con un processo dal basso e non certo da un’istituzione. - Perché non levare la parola parco dal nostro vocabolario della riunione, visto che ognuno di noi ne da una propria interpretazione? - La Magnifica Comunità di Fiemme gestisce il territorio fiemmese da 900 anni, porta una propria cultura, è difficile che in Valsugana in poco tempo venga mutuata una cultura simile. - E’ meglio valorizzare quello che già abbiamo. - L’educazione ambientale soprattutto nelle scuole va valorizzata maggiormente. - Serve l’integrazione fra i saperi “alti” delle nostre università e quelli “pratici”, che sono quelli che stiamo perdendo. - Il Lagorai sta perdendo piano piano la propria biodiversità per l’abbandono dell’uomo dell’agricoltura di montagna. -Deve essere mantenuto il legame uomo territorio. - Manca la gente che vive in e la montagna. - La rete delle riserve è un’ottima possibilità per una gestione unitaria delle aree protette, la normativa provinciale offre già ora ampie possibilità di tutela. Gruppo proposto da: Bertagnolli Andrea – Zorzi Giuseppe Scario Magnifica Comunità di Fiemme Hanno partecipato alla discussione: Bertagnolli Andrea – Zorzi Giuseppe Scario Magnifica Comunità di Fiemme 9 Proposta 4 HO UN DUBBIO: È DIMOSTRATO CHE QUANDO SI FÀ UN PARCO SI METTE IN EVIDENZA, SI ATTIRA GENTE, TRAFFICO ECCETERA. E INVECE DI TUTELARE SI CREA PRESSIONE ANTROPICA. Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: Vale la pena pensarci? Sì altrimenti ci pensa qualcun altro: i politici e i loro amici imprenditori! Un buon modo per tutelare il territorio in maniera accettabile e sostenibile sarebbe quello di ricreare una “piccola” economia che esisteva e adesso si è persa. Perché l’ambiente è il risultato dell’interconnessione delle componenti naturalistica, storica e culturale. Vale la pena investire risorse per ricrearlo? Esistono gli attori intesi come privati da cercare eventualmente nelle zone limitrofe? Le decisioni, le idee, le iniziative DEVONO arrivare da percorsi e processi partecipati e inclusivi, composti da amministratori, agricoltori ed eventuali altri portatori di interesse. Non vogliamo il “Luna Park”! Gruppo proposto da: SILVIA ALBA Hanno partecipato alla discussione: Igor, Dario, Federico, Nicola, Andrea, Gaetano, Aldo, Matteo, Cristina, Silvia. 10 11 Proposta 5 MAI PIÙ UN MARCHIO Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: Siamo partiti dalla diffidenza, non tanto verso il parco, ma verso i rischi presenti in un banale marchio-marketing e la costruzione di una grande coperta verde che ci faccia dimenticare i danni presenti nel fondovalle di Valsugana. Necessita invece un progetto condiviso che abbia ricadute di qualità e ripristino anche nel fondovalle e in tutti i luoghi dell’economia. Si deve investire in un progetto di lungo periodo, che parta dal basso, dai comuni, coinvolgendo associazioni, volontariato, popolazioni. Per superare i “mungitori frustrati” si deve ricostruire un “distretto agricolo” o parco agricolo, il parco fluviale del Brenta, partire dai progetti concreti, animati e sostenuti dalla/e Comunità di valle per costruire fondamenta solide. Un altro percorso può trovare spazio nel recepimento della legge 11-2007 sulle riserve naturali e locali, fare formazione anche usando gli Ecomusei, portando i giovani a lavorare in malga e sui territori. Una sintesi: prima le fondamenta, singoli progetti per arrivare al grande tessuto di un parco condiviso, non imposto, che faccia anche e specialmente conservazione dei beni naturali e paesaggistici. Gruppo proposto da: Luigi Casanova Hanno partecipato alla discussione: circa 12 persone, anche farfalle, Lucia, Margherita, Andrea, Stefano, Marco, Anna ecc. 12 Proposta 6 PROGETTO MONTAGNA LAGORAI, UNA PROPOSTA CHE S’INTEGRA CON IL “PARCO DEL LAGORAI” Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: Il progetto Montagna Lagorai, sviluppato dalla Finanziaria Valsugana, gruppo d’imprenditori locali, con lo scopo di poter offrire al territorio ed alle generazioni attuali e future opportunità di crescita economica ed occupazionale, s’integra perfettamente al sostegno e generazione di valore aggiunto su una possibile nascita di “Parco del Lagorai”. Infatti i focus su cui si regge il progetto M.L. sono la valorizzazione e messa in rete di quanto già oggi è a nostra disposizione, quindi La Natura in primo luogo, e le numerose iniziative presenti nel Territorio (Arte Sella , Osservatorio Astronomico , ecc), cercando di sviluppare una proposta di nuovo Turismo dove far conoscere Tradizioni, Genuinità, Cultura, Sostenibilità, Autenticità, Integrazione. Offrendo inoltre nuovi modi di trascorrere un periodo di Vacanze a Bambini e Famiglie. Durante la presentazione è stato specificata e messa in evidenza l’importanza di coniare un nuovo termine che sostituisca la parola “Parco”, in quanto interpretato come sicuro territorio di valore aggiunto in termini naturali; ma che, per i residenti e per chi deve “convivere” con questo luogo, non diventi espressione di nuove già troppe limitazioni, dove si rischia che l’uomo diventi a servizio del territorio, anziché il contrario. Altro aspetto importante è la creazione di un qualcosa D’INNOVATIVO ed UNICO, che permetta di avere una visibilità anche Internazionale, diventando un Territorio Esperienze e Cultura per le nuove generazioni. Questo per evidenziare che lo sviluppo un progetto legato alla sola nascita di un Parco, non sia quell’elemento di distintività cui oggi si necessita confrontandosi con un mondo sempre più globalizzato. Gruppo proposto da: Paterno Franco Hanno partecipato alla discussione Circa 12 persone, tra cui farfalle, bombi e giraffe 13 ci di di di Proposta 7 PARCO COME FINE O COME MEZZO? Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: USCIRE DAGLI SCHEMATISMI IDEOLOGICI PARCO SI PARCO NO NON IMPICCHIAMOCI ALLA PAROLA PARCO (OGGETTO DI PREGIUDIZI E DI INCROSTAZIONI IDEOLOGICHE DIFFICILI DA SUPERARE, IN PARTICOLARE IN CERTI AMBITI TERRITORIALI) IN QUESTO MOMENTO OCCORRE SUPERARE ANCHE IL CONCETTO DI CONFINI, CHE DETERMINA UN DENTRO E UN FUORI PARCO OCCORRE PENSARE GLOBALMENTE, A UN’IDEA-PROGETTO DI SVILUPPO PER TUTTA LA VALSUGANA All’interno di questo progetto il parco è un tassello, uno spunto un’occasione per mettere in rete tutte le valenze territoriali, ambientali, culturali, economiche dal fondovalle al crinale. L’economia stessa deve essere orientata a questo nuovo modello: l’agricoltura, artigianato, l’industria stessa possono essere riorientate. Occasione per definire nuove politiche di settore. Superando il concetto di entità fisica, con confini precisi, si deve ragionare in termini di rete che collega diverse componenti sia in senso verticale che orizzontale: in una successione per fasce possiamo immaginare il parco fluviale, i biotopi di fondovalle, i parchi agricoli, il geoparco, la zps; in senso trasversale possiamo coinvolgere i castelli, i centri abitati, artesella, gli spazi agricoli. Sistema Valsugana, in un’accezione ampia che coinvolge l’aspetto ambientale e paesaggistico, storico-culturale, delle tradizioni, ma anche quello produttivo dal primario al terziario, in una coerenza complessiva. Il momento storico è ideale, per l’acquisizione di una consapevolezza diffusa a livello di amministratori e cittadini della necessità di un modello di sviluppo diverso da quello del passato, che migliori la vivibilità e l’idea stessa di futuro dei nostri figli. Necessità di conoscenza, consapevolezza, di educazione come prerequisito. Anche in questo senso c’è da fare molto. Necessità di informazione e coinvolgimento dei cittadini. La metodologia proposta in questa occasione è molto positiva e va estesa, per coinvolgere altri portatori di interesse e altri territori. Occorre un soggetto attuatore di questo progetto di coinvolgimento, che non può che essere la Comunità di valle. Partire dal basso e in maniera graduale ed elastica (liquida?) IL PARCO COME PUNTO DI ARRIVO DI QUESTO PROGETTO PIÙ’ CHE PUNTO DI PARTENZA. Gruppo proposto da: Claudio Ferrari Hanno partecipato alla discussione: Franco Gioppi (SAT), Sergio Boschele (WWF), Pecoraro Bruno, Felicetti Ruggero (coordinatore Collegio dei Sindaci della Bassa Vals.), Livio Gecele (Pieve tesino), Mirco Montibeller (Sindaco Roncegno), Libardi Massimo (biblioteca Borgo), Anesi Mauro (Fondazione “E. Mach”), Fumanelli (Fondazione “E. Mach”), Slomp Paola (Comunità Valsugana e Tesino), Lea Mario 14 Proposta 8 IL PARCO PUÒ DIVENTARE UNO STRUMENTO PER VALORIZZARE LE PRODUZIONI ZOOTECNICHE? Cosa ci siamo detti/cosa proponiamo: -Il Parco deve essere visto come una risorsa economica rivolta in primis a coloro che con l’ambiente naturale convivono ricavandone reddito: gli allevatori. -La presenza degli allevatori garantisce l’equilibrio fra l’attività produttiva e le potenzialità naturali del territorio. -Collegare le produzioni zootecniche al territorio attraverso la identificazione di un “marchio” che funzioni anche come veicolo di promozione turistica. -Trasferimento in loco di quanto di positivo è già stato realizzato in altre realtà, evitando gli errori già evidenziati nelle stesse. -Promuovere e realizzare attività formative rivolte ai conduttori degli alpeggi, dopo avere individuato alcune “malghe pilota” idonee ad avvicinare i visitatori ad un approccio di tipo didattico ai temi della montagna e a quanto su di essa si vive e si realizza. Gruppo proposto da: Mauro Anesi, Enzo Fumanelli Hanno partecipato alla discussione: Mauro Anesi, Enzo Fumanelli, Orsingher Giancarlo, Galvan Marco, Patrizia Dallafior, Anna Brugnara, Silvia Lancerin. 15