ANNO 2 NUMERO 16 aprile 2013 d e l l a P r o v i n c i a G RAN D A L’agricoltura non si ferma! INVIATO A T U T T I G L I I M P R E N D I TORI A G RICO L I D E L L A P ROVINCIA G RAN D1A 2 3 SOMMARIO 55 L’ editoriale 5 Rondini, grilli e il papa piemontese O rizzonte 6 Il ritorno del baratto versione 5 stelle L’ aria 8 terra che tira La politica agricola decisa da quattro “cagnass” F iere 24 26 L’IMPRENDITORE AGRICOLO della provincia Granda Direttore responsabile: Osvaldo Bellino Direttore editoriale: Valerio Maccagno Direzione, redazione e amministrazione: Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Tel. 0172.711279 [email protected] www.imprenditoreagricolo.com Editore: Réclame S.r.l. Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo 29 32 33 34 38 50 Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Tel. 0172.711279 e-mail: [email protected] www.reclamesavigliano.it Stampa: G. Canale & C. S.p.A. 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La carne non è debole se lo spirito è forte «Allevatori non lasciamoci prendere dallo sconforto, la prospettiva c’è » La riduzione dei suini mette in difficoltà i piccoli allevamenti Le bufale di Morisiasco sul podio a Napoli A. r . pro . m . a . 40 informa Il premio della meccanizzazione ai costruttori più innovativi A ttualità 10 12 13 14 20 48 52 F isco 9 42 44 46 La rivincita dell’umile “panot” Novità sui voucher Rottami e rifiuti agricoli Istruzioni per il trasporto Triplicati i prezzi della verdura Mercalli alla fiera di Savigliano Agreenculture, l’innovazione scende in campo a Savigliano Patentini e revisione macchinari agricoli, cresce la protesta e T ributi L’agenzia delle Entrate dà una mano a chi si affida al fisco telematico Attenzione alla responsabilità solidale per i contratti di appalto Tassazione catastale: trasformare le società agricole in tempo utile Posta elettronica certificata obbligatoria entro il 30 giugno N otizie dalle aziende 28 Il mistero dei patentini agricoli 36 Tecnoengineering Specialisti in coperture Nelle vigne c’è Tryke, nato senza rivali! Claas, dai trattori alla raccolta 41 Z ootecnia Progetto grafico: Marco Grussu Pubblicità: Réclame Fruttinfiore sotto il segno della Mela Rossa Cuneo, nuova stella delle Igp La festa della frutta in fiore a Lagnasco Benvenuta primavera! Mondovì sorride alla nuova stagione Il mercatino dell’usato agricolo gratis in diretta su terraoggi.it 54 56 57 “Mondo Servizi” apre alla plastica Tour Fendt alla cascina Baida E nologia 16 19 Primavera di bellezza La stagione di Vinum Al ministero piace il dolcetto dell’Istituto enologico di Alba V oci 47 dai campi «E adesso dateci un ministro che abbia calzato gli stivali fin da piccolo» R icerca 30 Al Creso, le nuove frontiere della confusione sessuale O rtofrutticoltura 22 L’Europa riconosce l’Igp della Mela Rossa Cuneo R adici 60 62 Il pianto di una donna misteriosa sulle ali del bombardiere: «Povra gent!» Le ostriche dei poveri che fanno bene all’amore M ercatino 63 Gli affari dell’imprenditore L’ editoriale di O svaldo B ellino Rondini, grilli e il papa piemontese Se è vero che una rondine non fa primavera, cosa dovremmo dire dei grilli? Saranno loro, questa volta, a portare la primavera? Oppure ci annunceranno l’estate della carestia? Certo che tanti grilli per la testa non si erano mai visti. Dai campi (molti dai campi e dalle valli, un tempo verdi al sole delle Alpi) sono arrivati fino in Parlamento, e ora aspettano di balzare nelle stanze dei bottoni. Ma sono grilli, mica rondini, così nessuno sa ancora dove aspettarseli. Intanto, con la primavera è arrivato il “papa piemontese”. Si è affacciato per la prima volta dal balcone di San Pietro dicendo che i fratelli cardinali erano andati a prenderlo “quasi alla fine del mondo”, ma in realtà ai piemontesi non sarà sfuggito che potesse trattarsi di “uno di loro”, quando un secondo più tardi aveva aggiunto “ma siamo qui”. C’è tutto un mondo dietro quell’espressione tipicamente piemontese, “suma si”, tradotta alla lettera in italiano dal nuovo papa, che come tutti gli argentini discendenti dagli emigranti del Piemonte probabilmente conosce la lingua dei suoi avi meglio di quella di Dante. “Suma si” è una bella espressione, rassicurante. Coniugata al plurale maiestatis, trasmette un senso di tranquillità, famigliarità, perché unisce, abbraccia, fa sentire che non si è soli, che dietro a quell’uno che arriva ci sono tutti. Una sensazione di stabilità, perché vuol dire esserci con tutto se stessi, pronti a fare quel che c’è da fare, senza tirarsi indietro. Wojtyla aveva detto “non abbiate paura”, che più o meno è la stessa cosa. State tranquilli, “suma si”, si può guardare con fiducia al futuro, nonostante tutto. Dopo un papa ne viene un altro e così è anche per le stagioni, come sanno bene gli agricoltori. Non c’è crisi che possa bloccare la fioritura, né spread che tolga il latte alle vacche. L’agricoltura non può fermarsi e gli agricoltori sanno vedere ben oltre le cinque stelle, perché da sempre hanno come orizzonte il firmamento intero. 5 O rizzonte T erra di F loriano L uciano Il ritorno del baratto versione cinque stelle Beppe Grillo è la star del momento: teleguida i “suoi” cinquestelle e lancia anatemi, riempie le piazze delle città e quelle del web, provocando ed accusando, ma – per ora – non rispondendo alle domande. Nella sua veste di predicatore del mondo perfetto da tempo sostiene l’economia dell’autoproduzione, dell’autoconsumo e del baratto. Nella recensione del libro “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, il signor Grillo disserta di economia con riferimenti anche all’agricoltura sostenendo che “comprare di meno vuol dire far diminuire il Pil, ma non per forza significa avere di meno: basta prodursi da sé o scambiare con altri autoproduttori quel che non si compra più”. La teoria della “decrescita felice” può anche risultare affascinante, ma in via teorica appunto, alla prova dei fatti e su volumi economici reali diventa inapplicabile. Coltivarsi quattro pomodori e due teste d’insalata in un orto ai margini della ferrovia o su un balcone può pure risultare fattibile, ma il valore economico non incide certo in maniera significativa sui volumi e valori dei prodotti commercializzati. Se parliamo in concreto di polli, galline, maiali o vacche e vitelli la teoria di Grillo sfonda nella conclamata irrealtà. Vuole davvero farci autoprodurre o peggio barattare il milione e 250 mila tonnellate di carne di pollo realizzate ogni anno in Italia? Ed i 12 miliardi di uova prodotti li facciamo tutti nei sottoscala dei palazzi per poi barattarli con i 2 milioni e mezzo di tonnellate di mele prodotte nel nostro paese? Oppure ci rivolgiamo sul mercato mondiale del baratto (sempre se c’è) e li scambiamo con il milione e mezzo di tonnellate di nocciole prodotte nel mondo? Domande semplici e banali forse ma che attendono risposte adeguate. Nell’attesa, sorgono altre questioni, fra tutte una: ma il signor Grillo, ad esempio, cosa avrebbe da barattare? 6 7 L’ aria di che tira M ichele A ntonio F ino La politica agricola decisa da quattro “cagnass” Due milioni e mezzo di europei nei mesi scorsi hanno firmato una petizione per mettere al bando l’uso di agrofarmaci neocotinoidi, che per proteggere dai parassiti, uccidono le api. Ricorderete tutti anni fa la morìa di nobili insetti, dovuta all’uso di quei veleni per conciare i semi di mais: l’aerosol di neocotinoidi che le moderne seminatrici pneumatiche spargevano (involontariamente) sui campi, seminati nel periodo in cui decine di specie fioriscono, causava la morte di interi alveari; le api semplicemente non sapevano più tornare a casa dopo aver raccolto il nettare, con il senso di orientamento sconvolto dal pesticida. Venerdì 15 marzo il comitato messo in piedi dalla Commissione Europea per discutere il problema nell’ambito delle questioni che riguardano la catena alimentare e la salute animale, non ha accolto la richiesta di due milioni e mezzo di europei, per il voto contrario di Germania e Inghilterra. Adesso la palla torna nelle mani della Commissione, mentre, giova dirlo, il Comitato non si è molto curato anche del fatto che Italia e Francia hanno messo al bando questi principi attivi e che l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (pubblica e indipendente) ha definito quello connesso all’uso di Clothianidin, Imidacloprid e Thiamethoxam (che si trovano alla base di prodotti di largo uso) come un rischio “alto e acuto” per le api da miele. Niente: non la scienza, non l’opinione pubblica, non gli interessi degli apicoltori hanno potuto qualcosa contro le multinazionali dell’agrofarmaco. Le lobby trionfano ancora una volta e parlano di successo pieno per una vitale misura di protezione per i raccolti. Come no, siamo certi della loro genuina e disinteressata affezione per i raccolti sani ed abbondanti. Così non può andare avanti. Margari soppiantati da speculatori sui pascoli di montagna; produttori di pesticidi che dettano la linea a proposito di cosa è sano e cosa no; latifondi premiati anche nella nuova PAC a dispetto delle rotazioni agrarie (che nemmeno questa volta sono state introdotte come minima misura di saggezza agronomica) e di un uso della chimica che resta libero: in pochi decidono ciò che riguarda i campi e la vita di tutti gli europei. Ma la salute e i soldi d’Europa sono di tutti gli europei. Il diritto di scegliere non spetta, sempre meno non spetterà, soprattutto in futuro, ai soliti quattro “cagnass”: sarebbe meglio per loro se capissero l’aria che tira e cambiassero il proprio atteggiamento verso coloro che sono, in definitiva, i clienti e i finanziatori dell’agricoltura del Vecchio Continente. 8 F isco e T ributi L’ Agenzia delle Entrate dà una mano a chi si affida al fisco telematico Accordo con Confagricoltura Piemonte per semplificare gli adempimenti dei contribuenti agricoli E’ stato siglato un protocollo di intesa tra la Direzione regionale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate e Confagricoltura Piemonte, in attuazione dell’accordo quadro stipulato a dicembre a livello nazionale. Obiettivo dell’intesa è la semplificazione degli adempimenti fiscali per gli agricoltori e la riduzione dei relativi costi, attraverso l’uso delle piattaforme telematiche Civis e Pec. In particolare, saranno rese più rapide ed efficaci la trattazione delle comunicazioni inviate ai contribuenti nell’am- bito delle procedure di liquidazione automatica delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, nonché l’inoltro delle richieste di riesame in autotutela degli esiti dei controlli automatizzati. QUESTO è IL PATTO Per effetto dell’accordo, Confagricoltura Piemonte si impegna a promuovere l’uso dei servizi telematici all’interno delle proprie strutture territoriali e tra i propri associati, per una velocizzazione dei rapporti con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e uno snellimento delle varie pratiche. L’Agenzia, da parte sua, si impegna a fornire risposte rapide, entro un massimo di dieci giorni lavorativi, a tutte le istanze di riesame in autotutela inviate attraverso Civis e l’utilizzo della Pec. Saranno inoltre previste precise modalità per fornire ai rappresentanti delle strutture territoriali di Confagricoltura Piemonte appositi appuntamenti prioritari nel caso non sia disponibile l’utilizzo della modalità telematica. 9 A ttualità di G iuseppe C agnassi [email protected] La rivincita dell’umile “panot” da scarto a principe del mais Il tutolo sta diventando protagonista di una singolare stagione di successo, grazie alle tecnologìe che ne permettono la raccolta su larga scala, tra vantaggi alimentari ed economici In questi ultimi mesi si è sentito molto parlare dei tutoli di mais (meglio conosciuti in Piemonte come “panot”). Questo argomento è diventato di attualità in quanto si stanno sviluppando tecnologie che permettono la loro raccolta su larga scala. In questo momento economico in cui i costi delle materie prime per alimentare gli animali sono aumentati a dismisura molti allevatori si sono interessati alla raccolta dei tutoli. E’ quindi utile capire le caratteristiche di questo prodotto per sapere quali altri alimenti può sostituire nella razione e poter quantificare il margine economico che ne può derivare dalla raccolta. LE DIETE DEI RUMINANTI Il tutolo è un alimento fibroso che trova il suo migliore utilizzo nelle diete dei ruminanti. I bovini nello specifico presentano un fabbisogno minimo di fibra per permettere il corretto funzionamento del sistema digerente. Per questi animali la fibra è una risorsa in quanto, grazie alla azione della microflora ruminale, sono in grado di ricavarne energia. La parte dei vegetali che normalmente viene chiamata fibra è costituita da tre principali componenti: l’emicellulosa, la cellulosa e la lignina. Queste si differenziano tra di loro in base alla digeribilità molto alta e più rapida per le emicellulose, più lenta per la cellulosa, mentre la lignina risulta completamente indigeribile. FIBRA DIGERIBILE Sulla base di questi elementi possiamo dire che un alimento fibroso è tanto migliore quanto più alto è il contenuto di emicellulose e cellulosa e quanto più basso è il contenuto di lignina. Bisogna inoltre far notare che la lignina non solo è di per se una sostanza indigeribile ma la Tabella 1: Principali componenti della fibra in alcuni alimenti per bovini Percentuale sulla sostanza secca Polpe di barbabietola Buccette di soia Tutoli e brattee di mais Fieno Loietto Fieno di medica primo taglio Emicellulose 21 17 40 27 13 Cellulosa 29 44 38 23 33 Lignina 2 2 4 9 7 “Fibra digerita dai bovini” 50 61 78 50 46 10 stessa si localizza nei tessuti vegetali a ridosso della cellulosa, per cui in alimenti molto ricchi di lignina viene anche ridotta la digeribilità della cellulosa. (vedi tabella 1) Nella tabella 1 sono stati messi a confronto alcuni alimenti fibrosi. Il tutolo è quello che contiene la maggior quantità di fibra digeribile apportata in grande misure da emicellulose. Il tutolo presenta un basso livello di lignina, circa pari alla metà di quella contenuta nei fieni. Quindi il tutolo si può ritenere un apportatore di fibra di alta digeribilità e può essere inserito nelle razioni per sostituire alimenti come le polpe di barbabietola o le buccette di soia. TUTOLO E BRATTEE Nell’affrontare l’argomento raccolta tutoli è importante capire se è meglio raccogliere il solo tutolo, oppure è più conveniente raccogliere anche le brattee che fanno da involucro alla spiga. Anche in questo caso la risposta ci viene dalla analisi delle frazioni fibrose: infatti tutolo e brattee sono uguali come contenuto di emicellulose e cellulosa, ma le brat- tee contengono solo il 2 % di lignina contro il 6% del tutolo (vedi tabella 2). Per questa ragione è consigliabile raccogliere anche le brattee; così facendo si migliora la digeribilità media del prodotto raccolto ed il quantitativo ricavato passa da 8 a 15 quintali per giornata. RACCOLTA E STOCCAGGIO Per aziende che alimentano gli animali con il carro unifeed, la migliore tecnologia per lo stoccaggio è quella che prevede la conservazione del prodotto senza essicazione mediante la realizzazione di balle fasciate. Si realizzano in questo modo dei Tabella 2: Principali componenti della fibra in tutoli e bratee Percentuale sulla sostanza secca Tutolo di mais Brattee che coprono la spiga Tutoli e brattee di mais Emicellulose 40 40 40 Cellulosa 36 40 38 Lignina 6 2 4 “Fibra digerita dai bovini” 76 80 78 micro insilati nei quali la conservazione del tutolo viene garantita da un processo di acidificazione operato da lattobacilli. I costi di raccolta e fasciatura sono attualmente pari a 7,00 euro al quintale di prodotto raccolto. TOCCASANA Si è sovente sentito dire: “… che il tutolo è buono solo per accendere la stufa”. Questa è una affermazione completamente sbagliata. In realtà il tutolo può essere un valido strumento per abbassare il costo delle razioni. Inoltre può avere nelle diete specifiche funzioni tra cui quella di migliorare lo sviluppo ruminale nei vitelli durante la fase di svezzamento. Può essere inserito nelle razioni delle vacche in lattazione con l’obiettivo di aumentare il grasso nel latte. Può evitare i comuni problemi di acidosi che si manifestano nei bovini all’ingrasso; ed inoltre la sua raccolta può permetterci di aumentare la marginalità della coltura del mais fino a 150,00 euro per giornata piemontese. 11 A ttualità Novità sui voucher: si possono spendere oltre i trenta giorni Il Ministero del lavoro ha chiarito che, limitatamente al settore agricolo, e fino alla modifica delle procedure, anche telematiche, di rilascio dei nuovi buoni lavoro – che, come noto, devono essere numerati progressivamente e datati – i voucher non devono essere necessariamente spesi entro 30 giorni dal loro acquisto, ma anche in un periodo successivo. prestatore relativa al mancato superamento, nell’anno, del limite di 5.000 euro “costituisce elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio”, relativamente al rispetto di tale requisito economico. I voucher di 10 euro in agricoltura, infine, possono anche non rispettare il criterio Una recente circolare ministeriale chiarisce i termini dell’utilizzo dei “buoni lavoro” L’indicazione è contenuta nella circolare ministeriale del 18 febbraio 2013, che torna sull’argomento del lavoro occasionale accessorio modificando parzialmente le indicazioni operative fornite in precedenza e, in particolare, solo per il settore agricolo, apportando chiarimenti che semplificano molto la gestione dei voucher utilizzati per i lavori stagionali. BUONI LAVORO DI UN’ORA Inoltre, la dichiarazione del 12 di equivalenza “un voucher = 1 ora di lavoro”, purché le ore di lavoro del prestatore occasionale siano retribuite con un numero di voucher che garantisca il rispetto della retribuzione oraria prevista dalla contrattazione collettiva di riferimento. A sottolineare con soddisfazione i chiarimenti forniti dal dicastero è stata Confagricoltura Cuneo, che ha parlato di revisione “in senso meno restrittivo” delle precedenti disposizioni operative sull’utilizzo dei voucher nel settore primario. A ttualità Rottami e rifiuti agricoli Istruzioni per il trasporto Le regole che vanno osservate dalle aziende Le ditte e le aziende, per trasportare i propri rifiuti non pericolosi (ad esempio rottami di ferro, metalli in genere, macerie, legno, carta, ecc.) dalla propria sede o cantiere di lavoro ai vari centri di raccolta, devono osservare delle regole obbligatorie. Per il trasporto dei rifiuti la ditta, iscrivendosi all’Albo Gestori Rifiuti della CCIAA di Torino, ottiene un’autorizzazione al trasporto specifico, anche per minime quantità. Per informazioni contattare la CCIAA di Torino al n. 011/57161 o visitare il sito www.to.camcom.it Le ditte che sono in possesso di partita IVA non possono conferire i propri rifiuti alle aree ecologiche in quanto le normative prevedono che solo i privati cittadini possano scaricare un quantitativo giornaliero non superiore ai 30 kg. Avendo l’autorizzazione si possono trasportare i rifiuti semplicemente compilando prima della partenza un formulario in ogni sua parte; è consigliabile comunque, per le prime volte, chiedere aiuto per una corretta compilazione ai centri di raccolta destinatari del rifiuto. Nel caso le quantità fossero troppo ingombranti per essere trasportate sui mezzi, è consigliabile richiedere l’intervento di ditte autorizzate con i loro mezzi muniti di gru e cassoni scarrabili. 13 A ttualità Triplicati i prezzi della verdura ma le quotazioni agricole calano Gli ultimi dati Istat documentano una tendenza che preoccupa il settore primario. Occorrono nuove strategie d’impresa 14 “Mentre a gennaio crescono i prezzi al consumo (+0,2% a gennaio rispetto a dicembre 2012) si contraggono invece quelli dei prodotti agricoli”, lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati definitivi sull’inflazione a gennaio, diffusi dall’Istat. Sulla base dei dati Ismea, Confagricoltura osserva che le quotazioni agricole sono calate dell’1,2% a gennaio su dicembre; gli ortaggi segnano a gennaio un incremento sul mese precedente del 3,2% all’origine. «La dinamica al consumo penalizza i consumatori e conferma il potenziale deflativo della produzione primaria – osserva Confagricoltura - i ve- getali freschi a gennaio, rispetto a dicembre, sono costati ben il 9,2% in più ai consumatori». GRANDE DISTRIBUZIONE «Aumenti dei listini all’origine delle verdure a gennaio e febbraio sono fisiologici – spiega Confagricoltura - perché pesano i fattori meteorologici e gli incrementi dei costi, ad esempio, per il riscaldamento di serre e stalle. Resta la forte discrepanza di quotazioni, con i prezzi al dettaglio triplicati rispetto a quelli all’origine». Confagricoltura pone in evidenza anche il calo delle vendite al dettaglio (-0,8% nel 2012 rispetto all’anno precedente quelle alimentari) che si stanno concentrando sempre più nei canali della grande distribuzione (+0,6%) ed in particolare del discount (+1,6%). «Tendenze – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli da tenere presenti nelle strategie d’impresa, anche quelle volte ai nuovi mercati». 15 E nologia Primavera di bellezza La stagione di Vinum Dal 27 aprile al 1° maggio, Alba mette in vetrina l’orgoglio delle Langhe, tra sogni, gusto e realtà Torna ad Alba “Vinum”. L’appuntamento si terrà nel lungo weekend dal 27 aprile al 1° maggio 2013 inserito nell’ambito della Primavera di Bellezza, un insieme di eventi promossi dalla Città di Alba. L’appuntamento sarà con le nuove annate delle 16 denominazioni: oltre 130 i produttori proposti dai sommeliers presso la Grande Enoteca e oltre 400 le etichette in degustazione: Barbaresco Docg, Barolo Docg, Dolcetto di Diano d’Alba Docg, Dogliani Docg, Roero Docg, Roero Arneis Docg, Alba Doc, Barbera d’Alba E nologia Doc, Dolcetto d’Alba Doc, Langhe Doc, Nebbiolo d’Alba Doc, Verduno Pelaverga Doc, vini aromatici, spumanti e passiti. con il presidente del Consorzio Giuseppe Di Martino e un grande chef. - Mercoledi’ 1° maggio: “I 40 anni dell’Albeisa, bottiglia di territorio” L’IMMAGINARIO DEL VINO Presso la Grande Enoteca sarà possibile partecipare ad incontri sul tema del vino e del suo immaginario: - Sabato 27 aprile alle 18: presentazione del libro di Carlo Arnulfo “Langhe E Roero - dal suolo al bicchiere” - Domenica 28 aprile alle 18: “Massimo Martinelli – vino e seduzione” - Lunedi’ 29 aprile alle 18: “La pasta di Gragnano, una grande tradizione” con Alberto Cordero di Montezemolo e Pietro Ratti. DEGUSTAZIONI Oltre alla Grande Enoteca, presso il Palazzo mostre e congressi, si terranno le Wine tastings experience: l’originale formula di degustazione ideata da Strada del Barolo, Grandi Vini di Langa e Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco dove enologi e sommelier raccontano il territorio e introducono alla scoperta dei grandi vini di Langhe e Roero. 17 E nologia NARRATORI Altro appuntamento è quello con i Narratori del Vino, che all’interno della Grande Enoteca offrono al turista molteplici attività legate al mondo del vino: tre postazioni che attraverso i sensi, il territorio e la storia, raccontano il mondo del vino e i suoi protagonisti con giochi e sorprese. Come “contorno” alle degustazioni presso la Grande Enoteca, ci saranno tantissimi appuntamenti nelle piazze della città. MORDI E FUGGI In piazza Medford Streetfood proporrà specialità in versione “da asporto”, pasti semplici, “mordi e fuggi”, cui si 18 uniranno cibi di strada della tradizione delle diverse regioni italiane. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Condotta Slow Food di ci sarà Streetfish, cibo da strada con prodotti a base di pesce, il tutto accompagnato dalle bollicine dell’Alta Langa Docg. Alba, Langhe e Roero. Inoltre quest’anno, a sostegno di Streetfood, in piazza Savona dal 27 aprile al 1° maggio GRAGNANO La Città di Alba sarà anche coinvolta in un gemellaggio con la Pasta di Gragnano, città della Campania dove è presente un’antica e prestigiosa attività di produzione di pasta, famosa per la qualità delle semole, dell’essicazione e dei formati. Il Consorzio “Gragnano Città della Pasta”, che comprende oltre 10 pastifici, è stato fondato nel 2003 con l’obiettivo di difendere e rilanciare la grande tradizione della pasta del sud. Il 30 aprile e il 1° maggio, quindi, in piazza Risorgimento, i visitatori saranno avvolti nei profumi della cucina del sud con il Consorzio Pasta di Gragnano in abbinamento con il Dogliani Docg. Al ministero piace il dolcetto dell’Istituto enologico di Alba Tra le venticinque produzioni selezionate in tutta Italia c’è anche quella della Scuola albese. Premiazione a Vinitaly Venerdì 8 marzo 2013 si è concluso il “2° Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia” indetto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. L’evento è stato realizzato con la collaborazione dell’AssoEnologi, che si è assunta la responsabilità dell’esecuzione tecnico operativa del Concorso. Il Concorso - riservato solo ai vini a denominazione di origine e a indicazione geografica tipica e ai vini spumanti prodotti unicamente dagli Istituti di Istruzione tecnica - si è proposto di evidenziare le migliori produzioni sensibilizzando gli Istituti verso sempre maggiori livelli qualitativi, stimolando così una più rispondente didattica. La cerimonia di apertura e di presentazione del “2° Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia” si è svolta giovedì 7 marzo nella sala Cavour del Ministero delle politiche agricole. Le analisi sensoriali dei vini si sono svolte in commissioni di valutazione composte ognuna da tre qualificati enologi e da due giornalisti specializzati del settore vitivinicolo, hanno valutato 51 campioni presentati da 23 Istituti in rappresentanza di 14 regioni italiane. Venticinque vini sui cinquantuno presentati hanno superato il punteggio di 80 centesimi, secondo il metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues”, ottenendo la qualificazione di “ottimo” e, pertanto, si sono fregiati del riconoscimento di qualità stabilito dal regolamento del Concorso. Fra i venticinque big anche il Dolcetto d’Alba Doc 2011 dell’Istituto enologico “Umberto I” di Alba, la cui premiazione si svolgerà in occasione del 47° Vinitaly, a Verona domenica 7 aprile prossimo. Floriano Luciano 19 A ttualità di O svaldo B ellino Mercalli alla fiera di Savigliano «Decrescere per sopravvivere» «Che il tempo sia cambiato, basta chiederlo agli agricoltori. Sono loro i primi ad aver sperimentato sul campo gli effetti della mutazione climatica in atto». Parola del metereologo Luca Mercalli, intervenuto venerdì 15 marzo alla Crusà Neira di Savigliano nell’ambito degli eventi collaterali della trentaduesima edizione della Fiera della Meccanizzazione agricola. 20 UNA TERRA NON BASTA PIù Mercalli ha illustrato un quadro molto preoccupante: «Se andremo avanti di questo passo – ha detto il metereologo -, tra appena 30 o 40 anni per sopravvivere avremo bisogno di due “terre” e non potremmo più starci su una sola». Il primo imputato è il petrolio: «Bisogna tirarsene fuori, incentivando al massimo la produzione di energia pulita». Negli ultimi 150 anni è stata consumata una quantità tale di riserva fossile, come non era avvenuto in tutto il resto della storia dell’umanità. L’effetto serra “aggiuntivo” è ben documentabile dalle foto che ognuno di noi ha potuto scattare sui ghiacciai alpini nelle gite domenicali degli ultimi 20 anni, come ha mostrato lo stesso Mercalli attingendo dall’album di famiglia. La neve e il ghiaccio si sono vistosamente ritirati, la temperatura è cresciuta e sta “impazzendo”, passando da un record all’altro, come è avvenuto l’anno scorso per il freddo invernale e il caldo estivo. Il metereologo parla del ruolo strategico dell’agricoltura nelle nuove sfide ambientali, tra biogas, cemento e stili di vita L’ITALIA COME L’ALGERIA «Lasciando le cose come stanno – osservava Mercalli -, nel 2100 la temperatura del nostro territorio sarà mediamente salita di almeno 6 gradi. Nelle ipotesi più attendibili, l’Italia potrebbe diventare come l’Algeria». Come se ne esce? Agendo immediatamente su clima, energia e materie prime: «Bisogna ridurre gli sprechi energetici, favorire l’agricoltura a chilometri zero, attrezzarsi il più possibile nella produzione di energia pulita in grado di sostituirsi a quella tradizionale. Dobbiamo cambiare i nostri stili di vita, limitare l’uso dell’automobile all’essenziale, rinunciare alle fragole a Natale e preferire piuttosto le arance mediterranee di stagione, isolare termicamente le nostre case, fare a meno degli aerei militari F 35…». BIOGAS PRO E CONTRO Tutte azioni che si possono già mettere in pratica, ma che spesso si scontrano con costi e pregiudizi difficili da superare. Così come, in agricoltura, si fa presto a dire che gli impianti a biomasse possono essere alimentati anche dal mais, salvo dover poi fare i conti, come è stato fatto notare dalla platea, con l’aumento del costo dei mangimi e quindi con il rischio di chiusura delle stalle che si vedono in tal modo sottratto il foraggio destinato agli animali. Gli impianti di biogas, inoltre, occupano fisicamente molto spazio in proporzione alle loro potenzialità energetiche, in contraddizione con un’altra necessità più volte evocata: lo stop alla cementificazione dei terreni agricoli. In una parola, quindi, l’accompagnamento alla “decrescita” per salvare il pianeta, da un lato appare imprescindibile, ma dall’altro necessità di una rivoluzione in primo luogo culturale, con l’agricoltura che gioca in questa partita un ruolo assolutamente strategico. 21 O rtofrutticoltura L’Europa riconosce l’Igp della Mela Rossa Cuneo Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, dal 15 marzo la “Mela Rossa di Cuneo” ha ottenuto l’indicazione geografica protetta (IGP) per l’Italia. «Da almeno tre anni - osserva Michele Quaglia, presidente di zona della Coldiretti Saluzzo -, aspettavamo che l’Unione Europea riconoscesse quello che per il territorio 22 piemontese è uno dei maggiori punti di eccellenza. La mela rossa Cuneo è conosciuta in tutti i continenti e le ottime qualità organolettiche l’hanno fatta apprezzare su tutti i mercati. Ci auguriamo che l’identificazione comunitaria serva ad affermare le capacità imprenditoriali dei produttori piemontesi, riconoscendo loro il O rtofrutticoltura Dopo un faticoso iter durato anni, il traguardo è stato ufficialmente raggiunto il 15 marzo. Commenti entusiastici dal settore frutticolo dovuto ruolo all’interno della filiera». Aggiunge Domenico Sacchetto, presidente Assortofrutta e del Consorzio Mela Rossa Cuneo: «Auguriamoci che questo traguardo dia visibilità anche alle altre produzioni d’elite della Granda e possa garantire un maggior reddito ai produttori». Un riconoscimento che “conferma la qualità, il lavoro e la storicità che stanno alla base della Mela Rossa Cuneo”, commenta il presidente della sezione Ortofrutticola della Confagricoltura di Cuneo, Alberto Giordano, al quale fa eco il direttore zonale della Confagricoltura di Saluzzo, Marco Bruna: «Adesso avremo a disposizione un’arma in più per farci valere sul mercato nazionale e internazionale. La speranza è che questa indicazione si traduca anche in maggiori benefici per tutti i produttori». te P re se n in fi e ra fi o re F ru tt in sc o Lagna 23 F iere Fruttinfiore sotto il segno della Mela Rossa Cuneo nuova stella delle Igp Il conferimento del marchio da parte dell’Unione europea apre nuove prospettive di mercato per la frutticoltura locale. Se ne discute nei convegni di venerdì 12 e sabato 13 aprile a Lagnasco L’undicesima edizione di Fruttinfiore a Lagnasco (12-13-14 aprile), quest’anno sarà sotto il segno della “Mela Rossa Cuneo”, che ha appena ottenuto dall’Unione europea l’agognato marchio Igp. Un riconoscimento che segna per la frutticoltura locale nuove possibilità di sviluppo, secondo percorsi professionali e commerciali che saranno ampiamente dibattuti nei due convegni in programma nel Castello, venerdì 12 aprile alle 18,30 e sabato 13 alle 10. 24 PREMIO FRUTTINFIORE Sempre nel Castello, a margine dell’incontro organizzato in collaborazione tra le Associazioni di produttori e le Associazioni di categoria, venerdì pomeriggio, dopo la cerimonia inaugurale, avverrà la consegna del Premio Fruttinfiore, giunto alla sua quarta edizione, che viene assegnato ogni anno ad un personaggio pubblico distintosi per l’impegno nei confronti della filosofia “green”. VETRINA DEL GUSTO Tra gli altri appuntamenti della fiera, in piazza Umberto I, troveranno posto gli stand istituzionali con gli ospiti provenienti anche da altre regioni, ma soprattutto i Consorzi di tutela dei prodotti agricoli della provincia di Cuneo. Partendo dal mercatino di via Roma e via Tapparelli, fino all’area delle Eccellenze di Fruttintavola, Fruttinfiore diventa inoltre la vetrina del gusto. Gli espositori propongono prodotti legati alla frutta F iere ed alle eccellenze enogastronomiche ed artigianali della Granda. FUOCHI NEL CASTELLO La sera del sabato, dopo lo spettacolo pirotecnico delle 20,30, sarà possibile effettuare una romantica passeggiata all’interno dei giardini del Castello, debitamente illuminati ed aperti per l’occasione. Ancora nel suggestivo scenario del Castello, la frutta si metterà in mostra e si abbinerà all’arte. Accanto alla mostra pomologica allestita a cura del CReSO, con la presentazione di tutte le più importanti varietà di mele coltivate nel saluzzese, troverà spazio la mostra delle migliori fotografie partecipanti al concorso fotografico alla scoperta dei beni culturali ed architettonici della nostra provincia, promosso dal gruppo FAI Giovani Cuneo che avrà il suo culmine con la cerimonia di premiazione, nella sala Convegni del Castello, il sabato pomeriggio alle 18. DONNE E ARTE Il Salone di Via Tapparelli ospiterà una mostra di lavori femminili organizzata in collaborazione con l’Associazione I passatempi di Griselda, dove troverà spazio l’esposizione dei prodotti di artigianato realizzati direttamente dalle signore locali. Sempre nel Salone di Via Tapparelli sarà anche allestita una mostra di disegni ed il benessere è rappresentato dalla sesta edizione della Camminata tra i frutteti in fiore, organizzata in collaborazione con la Scuola del Cammino di Saluzzo: partenza dal piazzale Asprofrut, domenica alle 10. Area verde realizzata da Dotta Vivai realizzati da studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Torino che promuoveranno anche dei laboratori di pittura nella natura, cui potranno partecipare grandi e bambini, esperti e principianti. FRUTTA E BENESSERE Un curioso abbinamento tra Fruttinfiore Per chi intende correre, l’occasione è offerta dalla terza edizione della Corsa podistica non competitiva attraverso le campagne lagnaschesi, organizzata in collaborazione con la Podistica Valvaraita: partenza dal piazzale Asprofrut, venerdì alle 18,30. 25 La festa della frutta in fiore a Lagnasco per guardare con speranza al futuro Dal 12 al 14 aprile il Salone delle tecnologie applicate all’ortofrutticoltura, mercatini, camminate e gastronomia Torna a Lagnasco dal 12 al 14 aprile Fruttinfiore, la manifestazione che per tre giorni vuole festeggiare la migliore produzione frutticola locale, per la frutta: quella sana, buona... e in fiore! L’inaugurazione della XI edizione è prevista per venerdì 12 aprile alle 16.30 nel piazzale Asprofrut. Fruttinfiore accompagnerà i visitatori in una full immersion nel mondo della frutta facendo scoprire e valorizzare il lavoro di un intero territorio. Un territorio ricco di colture, ma 26 anche di cultura, di gente con ambizione, volontà, caparbietà, che grazie alla continua innovazione ha saputo trasformare antiche tradizioni nella moderna frutticoltura. Come da tradizione, anche l’edizione 2013 vanta un calendario ricco di appuntamenti. Protagonisti saranno, come sempre, lo STAO, Salone delle Tecnologie Applicate all’Ortofrutticoltura, i mercatini ricchi di prelibatezze, i laboratori e tante attività didattiche per i più piccoli. E non solo: arte e convegni, bancarelle ricche di curiosità, fuochi d’artificio, ospiti e, per tutti gli appassionati di fitwalking, la V edizione della “Camminata tra i frutteti in fiore” . Confermato, inoltre, Fruttintavola, un percorso gastronomico in collaborazione con le Associazioni di categoria, per celebrare la frutta anche a tavola, tra piatti tradizionali e gustose ricette innovative. Tre giornate davvero intense, dunque, che porteranno i visitatori a conoscere ed apprezzare il mondo della frutta, nella splendida cornice di un territorio ricoperto di fiori e frutti. All’organizzazione, la cui regia è affidata alla Pro Loco di Lagnasco, partecipano, oltre all’Amministrazione comunale che ha fortemente voluto ed appoggiato la manifestazione, le tre più importanti associazioni di produttori frutticoli del Piemonte, quali l’Asprofrut, la Lagnasco Group e l’Ortofruit Italia, nonché l’Associazione che le raccoglie: Assortofrutta. 27 N otizie dalle aziende Il mistero dei patentini agricoli e il valore aggiunto della formazione Parla il direttore del Centro Formazione e Ricerca Merlo, Paolo Peretti Sui patentini per la conduzione dei mezzi agricoli si sta sentendo di tutto e non a tutti è chiaro come ci si debba comportare. A margine dei convegni che la recente Fiera della meccanizzazione agricola di Savigliano ha dedicato all’argomento, interviene il direttore del Centro Formazione e Ricerca Merlo, Paolo Peretti. «La formazione è obbligatoria per legge da anni – osserva Peretti -, riguardo ai trattori agricoli e forestali, l’accordo Stato/Regioni in vigore dal 12 marzo scorso definisce un protocollo didattico minimo uguale per tutti (argomenti, durata, verifiche, test, prove pratiche, valutazioni, etc.) nel quale la informazione e la formazione devono essere completate dall’addestramento in un percorso formativo adeguato e specifico. Dal 12 marzo scorso è quindi obbligatorio disporre di un attestato di formazione per la conduzione di queste macchine e, salve poche esclusioni esplicitamente previste, non sarà più possibile condurre una trattrice agricola o un trattore forestale senza la prescritta abilitazione». Chi è obbligato alla formazione? «Qualsiasi lavoratore che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro – continua Peretti - o che svolge attività lavorativa con trattori agricoli o forestali nell’ambito dell’organizzazione del datore di lavoro, con o senza retribu- 28 zione. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestano la loro attività per conto delle società o degli enti stessi». Per quali trattori agricoli vige l’obbligo di formazione? «Per qualsiasi trattore agricolo o forestale con motore, a ruote o cingoli, con velocità per costruzione non inferiore a 6 km/h e che venga utilizzato per lavorazioni in contesto agricolo o forestale, potendo essere equipaggiato con attrezzi per tirare, trainare, movimentare e trasportare carichi». L’attestato di formazione ha una scadenza? «Si. Se l’attestato è stato ottenuto secondo il protocollo formativo indicato nell’Accordo Stato/Regioni in vigore dal 12 marzo 2013, la sua validità è di cinque anni. Alla scadenza può essere rinnovato per altri cinque anni partecipando ad un corso di aggiornamento di almeno quattro ore». Chiunque può fare formazione? «No, salve poche eccezioni particolari, i corsi di formazione possono essere fatti solo da Soggetti Formatori opportunamente accreditati come Ente Formativo presso le strutture regionali». Il lavoratore agricolo può evitare la formazione? «No. Deve comunque almeno partecipare ad un corso di aggiornamento. Per soddisfare in parte le istanze delle associazioni di categoria – conclude Peretti - è stata infatti prevista la facoltà, per coloro i quali sono in possesso di esperienza documentata di almeno 2 anni al momento di entrata in vigore dell’Accordo (12 marzo 2013), di fare solo un corso di aggiornamento entro il 12 marzo 2017, rinnovabile ogni cinque anni. Attenzione però, meglio non farsi troppe illusioni. Alcune compagnie di assicurazione hanno già cominciato a modificare le polizze inserendo tra i danni non coperti da garanzia quelli causati da operatore “non abilitato a norma delle disposizioni in vigore”. E questa abilitazione non è solo la patente di guida, ma proprio l’attestato di formazione, adeguata e specifica. Molti lo chiamano patentino, per alcuni è soltanto un certificato, per troppi è purtroppo un mero fatto burocratico. Per tutti deve invece essere l’attestazione di un percorso formativo serio e costruttivo che permette di accrescere le proprie competenze e capacità professionali guardando con fiducia al valore umano e sociale che questo comporta». F iere Benvenuta primavera! Mondovì sorride alla nuova stagione Sabato 13 e domenica 14 aprile il tradizionale appuntamento agricolo e folcloristico La Fiera di primavera di Mondovì è tradizionalmente il segno del risveglio della natura. L’annuncio che è finito l’inverno e sta prorompendo la primavera, nell’eterna girandola delle stagioni che non conosce crisi, perché fortunatamente appartiene al mon- do reale e non a quello dello spread. La rassegna monregalese quest’anno festeggia la sua cinquantaquattresima edizione e si svolge sabato 13 e domenica 14 aprile, dalle 9 alle 19, a Mondovì Breo. In primo piano, le attrezzature agricole, insieme ai supporti per il giardinaggio, le piante, i fiori, i prodotti enogastronomici delle valli piemontesi, i sapori del monregalese e le produzioni biologiche, senza dimenticare la ceramica, l’artigianato, l’oggettistica e i servizi legati al turismo e agli hobby. Centinaia di bancarelle e percorsi espositivi di ogni tipo, a dimensione professionale e famigliare. Su tutto, l’atmosfera particolarmente suggestiva della manifestazione, che rivela in ogni dettaglio le sue radici antiche, il richiamo a usi e tradizioni peculiari di una terra e di un popolo. 29 R icerca Al Creso, le nuove frontiere della confusione sessuale Incontro al vertice interregionale dei ricercatori e dei tecnici sugli aggiornamenti dei metodi per la stagione 2013 Ricercatori e tecnici delle regioni italiane dove la confusione sessuale è ormai ampiamente diffusa in frutticoltura (Sud-Tirolo, Trentino, Emilia-Romagna, Valtellina e Piemonte) si sono dati appuntamento al Centro ricerca per la frutticoltura (Creso) di Manta per confrontarsi sugli ultimi aggiornamenti dei metodi, in tempo utile per l’ap- 30 plicazione alla stagione 2013. Un workshop di esperienze scientifiche che ha permesso di scambiare sul campo dati e termini di paragone molto preziosi per affinare le strategie difensive dei frutteti. EVOLUZIONE IN CAMPO «L’efficacia della sola confusione sessuale – osserva il direttore del Creso, Silvio Pellegrino - non è scontata. Le principali criticità si riscontrano in situazioni particolari: frutteti con un’elevata pressione dei carpofagi, impianti di forma irregolare o sotto vento; infine andamenti stagionali sfavorevoli. Il buon esito della confusione sessuale è legato all’organizzazione tecnica presente sul territorio. Il supporto dei Centri di consulenza è indispensabile per monitorare il rilascio dei feromoni dai dispenser, seguire passo a passo l’evoluzione in campo e adottare tempestivamente gli interventi correttivi». UNA STORIA DI SUCCESSO La confusione sessuale rappresenta una storia di successo per la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare della frutticoltura. Ha consentito di sostituire gran parte degli interventi insetticidi con un metodo intelligente che previene gli accoppiamenti degli insetti dannosi. E’ oggi la strategia su cui si basa la difesa dai principali lepidotteri del melo e del pesco. Nel 2012 nella sola provincia di Cuneo la superficie protetta con il metodo naturale è stata di 2.600 ettari di melo e ben 4.150 ettari di pesco, in quest’ultimo caso il 92 % della superficie totale. VANTAGGI SUL MERCATO Considerato che la confusione consente di sostituire almeno tre interventi insetticidi convenzionali all’anno, è facile immaginare il beneficio e la ricaduta sull’ambiente. La riduzione dei residui di agrofarmaci sui frutti, fino anche all’azzeramento, ha inoltre favorito la competitività della frutticoltura piemontese sui mercati internazionali, anche quelli più esigenti e restrittivi in termini di sicurezza alimentare. 31 Z ootecnia Qual’è la più bella frisona della provincia di Cuneo? Dopo tre anni di assenza, torna la mostra il 26 e 27 aprile, a Saluzzo. Spazio anche alle “pezzate rosse” Torna, dopo tre anni di assenza, la Mostra-concorso provinciale della razza frisona. Non più a Fossano, ma al Foro boario di Saluzzo, venerdì 26 e sabato 27 aprile. L’evento rinasce per iniziativa di un gruppo di allevatori della sezione frisona dell’As- 32 sociazione provinciale allevatori di Cuneo, con il supporto di numerosi sponsor privati dei settori dei mangimi e della genetica animale. Sarà in esposizione, ma non in gara, anche una selezione dei migliori capi di razza “pezzata rossa” della provin- cia di Cuneo. Il programma prevede l’arrivo e la sistemazione degli animali il venerdì, mentre il sabato, dalle 8,30 alle 13 si svolgerà la fiera, con la sfilata e la valutazione morfologica dei capi, suddivisi per categorie, fino alla proclamazione della campionessa provinciale. Giudice della gara sarà Davide Errera di Mantova. Al momento è iscritta una cinquantina di capi. Il riferimento tecnico per la partecipazione all’evento è l’Apa di Cuneo. Z ootecnia La produzione di latte torna nella quota? Pubblicati i dati del Sistema informativo agricolo nazionale. Si ridimensiona lo sforamento dei primi mesi del 2012 Sul portale del Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) sono stati aggiornati i dati delle consegne di latte a primi acquirenti alla data del 31 dicembre 2012. La produzione dei primi 9 mesi della campagna 2012/13 si attesta a 80.054.060 quintali di latte rettificato (vale a dire calcolata la % di gras- so), che rispetto al medesimo periodo della campagna precedente rappresenta un aumento del latte rettificato consegnato pari allo 0,67%. «Da questo confronto – commenta il responsabile del settore latte della Cia di Cuneo, Paolo Ambrogio - emerge che si sta tendenzialmente attenuando l’aumento registrato nei primi mesi, quando si erano visti addirittura sforamenti di oltre il 4%. Oggi siamo al di sopra della produzione della precedente campagna di 530.000 quintali contro oltre 1 milione di quintali che si registrava a fine settembre». Secondo Ambrogio “se l’andamento degli ultimi mesi dello scorso anno si confermasse anche nei primi tre mesi del 2013, potrebbe non verificarsi il superamento della quota nazionale. Tuttavia è necessario da parte dei produttori moderare l’andamento delle produzioni negli ultimi tre mesi della campagna”. 33 Z ootecnia La carne non è debole se lo spirito è forte (e l’informazione giusta) Il nutrizionista Andrea Poli e gli operatori della filiera zootecnica al convegno di Confagricoltura a Savigliano sulla “regina della tavola” carne” che l’associazione provinciale ha organizzato giovedì 14 marzo alla Crusà Neira di Savigliano, con l’editorialista di “terraoggi.it” e “L’imprenditore agricolo”, Floriano Luciano, nel ruolo di moderatore. «Il quadrilatero composto da Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Fossano rappresenta il cuore della zootecnia cuneese e piemontese; è qui che operano allevamenti all’avanguardia sotto tutti i punti di vista. La carne, che da un lato è un piacere quando arriva sulla nostra 34 tavola, talvolta diventa purtroppo un dispiacere per chi la produce, perché l’elevata qualità delle produzioni non è adeguatamente remunerata dal mercato». Così Oreste Massimino, presidente di Confagricoltura Cuneo ha introdotto il convegno “I piaceri della COSA MANGI OGGI? Tanti gli ospiti di eccezione, a partire dalla presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia, che ha richiamato all’attenzione i recenti manifesti della nuova campagna “anti carne” dei vegani, con la foto di un bambino fatto a pezzi e messo in una confezione da banco al supermercato accanto alla scritta “Cosa mangi oggi?”, e la teoria dell’”impronta idrica”, secondo cui la produzione di carne sarebbe tra le più impattanti per l’ambiente: «Sono argomenti che condizionano l’opinione pubblica e che quindi attendono delle risposte dalla scienza», ha osservato la presidente, mettendo in guardia dalla disinformazione. REGINA DELLA TAVOLA Andrea Poli, direttore scientifico del Nutrition Foundation of Italy, ha fatto chiarezza sulle proprietà nutrizionali della carne, sgombrando il campo da alcuni luoghi comuni che provocano danni all’economia del settore: «C’è molta disinformazione in questo campo - ha esordito Poli -. Per prima cosa occorre sottolineare che la speranza di vita si è allungata di 5 anni nel breve volgere di 15 anni, ma alla natura non importa di come e quanto viviamo, siamo noi a doverci occupare del nostro benessere. Ecco dunque l’importanza di aumentare l’attività fisica e consumare meno calorie. Ma esiste anche una strategia complementare che consiste nell’ingannare i meccanismi della sazietà. E qui entra in gioco il ruolo fondamentale della carne, in quanto la sua assunzione fa scendere la grelina, ossia la sostanza che il nostro stomaco produce quando è vuoto, mantenendo l’effetto per più tempo». E poi una precisazione sugli studi epidemiologici che connettono il consumo di carne all’insorgenza di determinate patologie: «Si basano - ha sottolineato Poli - su ricerche condotte in Paesi anglosassoni, dove il consumo di carne è decisamente più elevato che in Italia. La carne rappresenta una fonte inesauribile di proteine dall’elevato valore biologico, ha un alto potere saziante e una quota di ferro e zinco. Deve dunque continuare ad essere una delle regine della nostra tavola». FILIERA D’ECCELLENZA A seguire sono intevenuti Fabrizio Guidetti, presidente di Unipeg, Aldo Muraro, presidente di Unaitalia, e Giovanna Parmigiani, presidente nazionale della Sezione Suinicola di Confagricoltura che hanno fatto il punto sullo stato economico in cui versano gli allevamenti italiani di bovini, polli, galline e suini. Ci si è poi addentrati nella realtà della zootecnia cuneese grazie ai contributi di Roberto Chialva, presidente di Apa Cuneo, Luigi Allasia, amministratore delegato di Carni Dock di Lagnasco, e Giancarlo Simoni, fondatore di Ora Agricola di Cherasco. Claudio Sacchetto, assessore regionale all’Agricoltura, ha ricordato invece l’impegno della Regione a favore della zootecnia piemontese, mentre il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, ha così concluso i lavori: «Come consumatori, di fronte alla filiera della carne italiana, dobbiamo essere tranquilli e soddisfatti perché produciamo nella maniera migliore al mondo e abbiamo trasformatori e macellatori di eccellenza. Malgrado tutto questo, però, c’è ancora chi muove nei confronti del nostro settore le accuse più infondate. Bisogna far capire all’opinione pubblica che quelle non rappresentano la verità». 35 N otizie dalle aziende Tecnoengineering Specialisti in coperture Tecnoengineering produce ed installa tunnel agricoli ed industriali a gamba dritta, ad arco singolo e doppio, coperture speciali per cippato, bio-gas, reti frangivento, tamponamenti in pvc, serbatoi flessibili per liquami e stalle/coperture per bestiame. Alla cascina Panatera nuovi tunnel per stoccaggio fieno, ricovero attrezzi e macchinari Nuova ed importante realizzazione alla cascina Panatera di Venaria Reale (To), grossa azienda produttrice di latte e foraggi. La soc. Tecnoengineering di Ponte Priula di Susegana (Tv), in collaborazione con Albino Rocca di Carrù (Cn), ha realizzato due tunnel GDT (a gamba dritta) larghi 13 e lunghi 33 metri, con altezza gamba di 6,50 metri, senza tiranti sulla capriata, con un innovativo sistema di ancoraggio al terreno, senza alcuna opera muraria e senza fondazioni in cemento. “Questo è il capannone più richiesto – osserva Fabio Bortoluzzi, contitolare dell’azienda trevigiana -, perchè permette un elevato stoccaggio verticale dei più svariati tipi di merce, è di veloce installazione, può essere uti- lizzato in agro/zootecnia per più utilizzi (stalle/ricovero animali – copertura trincee – copertura cereali e materiali per impianti biogas o riciclo rifiuti). L’azienda veneta fornisce, grazie al proprio studio di progettazione, la relazione di calcolo in base alla posizione geografica ed al tipo di terreno. Viene certificata e calcolata la resistenza alla neve, al vento ed al sisma in base alla severa normativa oggi vigente. Tutta la lavorazione dei materiali, dalla carpenteria alla copertura in PVC ignifugo classe 2, compresa anche la posa in opera, viene eseguita direttamente da Tecnoengineering che garantisce così i suoi prodotti per ben 10 anni, fornendo, se necessaria, assistenza e manutenzione al cliente.”. La società Tecnoengineering, con 36 un’esperienza più che trentennale, opera in Italia ed all’estero, progetta, realizza ed installa coperture standard o su misura in acciaio/telo pvc ad alta resistenza per uso industriale e agricolo. Costruisce strutture solide ma nel contempo economiche, realizzabili in tempi brevi, utilizzando i migliori profilati d’acciaio zincato che vengono lavorati con macchine automatiche da personale altamente specializzato, seguendo gli standard di controllo qualità ISO 9001. Il rivenditore per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è Albino Rocca di Carrù (Cn). www.roccaalbino.it www.tecno-engineering.eu PSR - MISURA 111 Sottoazione B Il contenimento dei tripidi dannosi alle colture agrarie L’impiego degli insetti utili sostituisce gli insetticidi I tripidi sono una famiglia di insetti assai dannosa alle colture agrarie. Spesso i danni che provocano sono difficilmente diagnosticabili e non sempre gli imprenditori agricoli sono in grado di capirne la gravità dell’attacco. Essi sono molto piccoli, di colore giallo, più scuri quando adulti, sottili ed allungati, visibili ad occhio nudo solo negli stadi di età più avanzati. Si nutrono dei liquidi presenti nei tessuti vegetali che scalfiscono con gli stiletti boccali succhiandone poi il contenuto che ne fuoriesce. Colpiscono moltissime colture agrarie quali le frutticole, fra cui pesche nettarine e fragole, le orticole, primi fra tutti fagioli, peperoni e porri. Numerosi anche i danni alle colture floricole meno comuni quelli sui cereali. Quando le colture sono in fioritura i tripidi si insediano nei fiori nutrendosi del contenuto dei granuli di polline e degli altri organi del fiore. Anche i frutticini appena formati sono seriamente danneggiati così come le foglie soprattutto nella pagina inferiore. Il contenimento dei tripidi con sostanze chimiche, siano esse di sintesi che naturali, appare spesso molto problematico. Si assiste ad una crescente inefficacia di un prodotto fitosanitario in relazione alla resistenza rapida che il parassita sviluppa nei confronti della sostanza attiva insetticida, soprattutto se si verifica l’abuso di tale prodotto con più trattamenti successivi e con dosi troppo elevate. A complicare il tutto è lo stesso comportamento del parassita, con più generazioni all’anno e con l’abitudine a vivere nascosto fra gli anfratti e i ripiegamenti dei tessuti vegetali. Molte sostanze, poi, oltre che uccidere sommariamente i tripidi, eliminano invece tutti i loro limitatori naturali. Gli attacchi gravi inducono poi i coltivatori a sperimentare insetticidi fosforganici (dimetoato, clorpirifos, clorpirifos-metile, phosmet) o fenossiderivati (etofenprox) deleteri per la microfauna utile al contenimento non solo dei tripidi ma di molti altri parassiti. La ricomparsa sul mercato di un vecchio insetticida carbammato a base di metomil non fa che aumentare questi fenomeni. Buoni prodotti di cui spesso si è fatto abuso compromettendone l’efficacia sono quelli a base di spinosad, una sostanza chimica naturale di derivazione batterica, la quale ha un ottimo profilo ambientale e tossicologico. Fra le sostanze naturali si annovera poi l’impiego della Beauveria bassiana, efficace in determinate condizioni e dell’azadiractina, entrambe abbinabili ad un programma di lotta biologica con insetti utili. Fra i più noti i predatori Orius laevigatus, molto efficace in prossimità della fioritura e l‘Amblyseius nelle 2 specie cucumeris e swirskii. Il 2012 ha visto un significativo impiego di queste specie, nelle coltivazioni floricole e orticole anche in pieno campo su fragola, porro e fagiolo. A cura di Davide Mondino - dottore Agronomo- [email protected] 37 Z ootecnia «Allevatori, non lasciamoci prendere dallo sconforto, la prospettiva c’è» «Il lavoro svolto fino a oggi ha prodotto risultati. Ora la Piemontese è conosciuta da tutti, siamo competitivi sul prezzo, anche se non ancora tutti in Italia mangiano la nostra carne. Vuol dire che c’è ancora molto spazio, per farci conoscere e apprezzare dai consumatori che già ci stimano».Così il presidente dell’Anaborapi, Albino Pistone, alla vigilia della nuova annata zootecnica degli allevatori della razza Piemontese. AIUTIAMOCI DA SOLI Un incontro organizzato 38 Z ootecnia dall’Anaborapi in collaborazione con la Sezione Piemontese dell’APA di Cuneo, con un bilancio a luci ed ombre, dal cambio di assetto organizzativo su base regionale per risparmiare sui costi mantenendo la qualità dei servizi, agli ulteriori investimenti per essere sempre più protagonisti sul mercato. Il presidente della Sezione Razza Piemontese Renato Giordano ha ribadito la volontà di guardare avanti con coraggio, senza aspettarsi troppo in fatto di aiuti pubblici. «Abbiamo visto – ha sottolineato Giordano – che la commercializzazione diretta paga, dobbiamo aiutarci da soli». GRANDE DISTRIBUZIONE Assente il presidente Apa Alla vigilia della nuova annata zootecnica, l’Anaborapi disegna il quadro del mercato della razza Piemontese Roberto Chialva, a Roma per impegni in sede nazionale, era il direttore dell’associazione allevatori Bartolomeo Bovetti a far vibrare nella platea dei soci le corde dell’orgoglio di categoria: «Non facciamoci condizionare dalle difficoltà del momento, che esistono a cominciare dai recenti contraccolpi per la carne di cavallo spacciata per manzo. Il nostro impegno è di continuare a lavorare bene e continuare a investire per tenere il passo di un mercato che si amplia offrendoci la possibilità di crescere». In questa direzione, il dottor Bovetti ha accennato a promettenti trattative per potenziare la presenza nella grande distribuzione organizzata, “sempre più interessata alla carne Piemontese”. ETICHETTATURA Sullo sfondo, resta il problema del nuovo regolamento Ue sulla certificazione delle carni, con l’abolizione dell’etichettatura facoltativa, una norma che permetteva di inserire informazioni volontarie su razza, sesso, alimentazione dell’animale. Ora che lasagne, hamburger e tortellini contenenti carne di cavallo, spacciata per manzo, sono finite nei supermercati e nelle mense di mezza Europa, Italia compresa, la questione delle etichette torna con forza. Il tentativo che vede in prima fila il sistema allevatoriale italiano è di riaprire il “dossier trasparenza” all’interno della discussione sulla nuova politica agricola comune. 39 ARPROMA I nforma Associazione Regionale Produttori Macchine Agricole Il premio della meccanizzazione ai costruttori più innovativi Alla Fiera di Savigliano, assegnati nove riconoscimenti per le proposte che aprono nuovi orizzonti tecnici Anche quest’anno alla trentaduesima Fiera della meccanizzazione agricola di Savigliano sono pervenute molteplici adesioni al concorso per le novità tecniche, concorso molto ambito per i costruttori di macchine agricole che dà pregio e visibilità alle nuove proposte. Dopo accurate valutazioni del comitato composto da tecnici qualificati di cui fanno parte il Cnr – Imamoter, l’Arproma (Associazione regionale produttori macchine ed attrezzature agricole), l’Unacma (Unione nazionale commercianti macchine agricole), l’Enama (Ente nazionale meccanizzazione agricola) e Unacoma (Unione nazionale costruttori macchine agricole), oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, sono state identificate ben nove aziende meritevoli del riconoscimento. Venerdi 15 marzo, durante l’inaugurazione della Fiera, sono state quindi premiate dalle varie autorità presenti le seguenti aziende: Ditta Barale e Olivero srl • Via Torino 60 • 12045 Fossano Novità Tecnica: Pressa compattatrice imballatrice/fasciatrice Motivazione: Macchina utilizzabile in modo polivalente sia in azienda che in pieno campo che consente automaticamente di recuperare, compattare, imballare e fasciare materiali agricoli vari riducendo i volumi di carico e di trasporto e facilitando il loro stoccaggio. Ditta Bella Enrico & C • Via Umberto I • 10060-Piscina (TO) Novità Tecnica: Sarchiatrice-rincalzatrice Motivazione: Macchina multifunzione, destinata alla agricoltura biologica mediante adozione di tecniche di minima lavorazione, dotata di cerniere con parallelogramma articolato a geometria variabile che può essere facilmente convertita in una rincalzatrice a dischi sfalsati. Ditta Berra Massimo • Via Pinerolo 60 • 10060 Pinerolo Novità Tecnica: Gruppo diserbo portato a ridotto impatto ambientale Motivazione: Macchina diserbatrice dotata di sistema di controllo satellitare che permette la riduzione dell’impatto ambientale mediante la segnalazione automatica delle zone trattate abbinato ad un dispositivo di apertura/chiusura automatica degli ugelli che vanno a trovarsi in zona di sovrapposizione Ditta Boffa Guido snc Wgreen Tecnology • Via Cane Guido 102 12055 Diano d’Alba (CN) Menzione Tecnica: Veicolo a trazione elettrica a tre ruote motrici Motivazione: Macchina semovente a trazione elettrica facilmente spostabile ideata per il trasporto di operatori su terreni particolarmente pendenti e, in particolare in vigneti e frutteti, 40 che ne facilita gli spostamenti con sensibili riduzioni della fatica specialmente di persone anziane o dotate di handicap. Ditta Colombardo Mauro • Reg. Leiso 30 • 14050 S. Marzano Oliveto (AT) Menzione Tecnica: Trivella idraulica versatile Motivazione: Trivella idraulica versatile, installabile anteriormente e posteriormente alla trattrice che, mediante tre movimenti permette l’estirpo e il reimpianto di piante particolarmente idonea per il reimpianto di barbatelle in filare. Ditta Merlo spa • Via Nazionale 3 • 12010 S. Defendente di Cervasca (CN) Menzione Tecnica: Sollevatore telescopico Multifarmer 40.9 Motivazione: Macchina dotata di centralina elettronica di controllo che permette significativi miglioramenti tecnologici in grado di ridurre i consumi di carburante mediante l’ottimizzazione dei rendimenti in funzione delle condizioni di utilizzo e della gestione delle potenze erogate. Ditta Metal Agricola snc • Via Michelini 43 • 12038 Levaldigi (CN) Menzione Tecnica: Pianale e verricello per Spallegna verticale Motivazione: Spaccalegna verticale dotata di tavolo girevole plastico che permette di ridurre la fatica di utilizzo della macchina durante l’adattamento richiesto da pezzature diverse dei tronchetti unitamente ad un nuovo verricello dotato di dispositivo di avvolgimento e svolgimento controllato del cavo. Ditta Racca srl • Via Roma 87 • 12030 Marene(CN) Novità Tecnica: Unità cippatrice per tutoli di mais Motivazione: A seguito di recenti studi che hanno evidenziato l’utilizzabilità dei tutoli di mais come prodotti per biomassa, per farine zootecniche, per la preparazione di lettiere e per altre destinazioni quali materiale per la lucidatura e levigatura di oggetti metallici, per materie plastiche e altro ancora, e stata realizzata questa Unità Cippatrice applicabile a mietitrebbiatrice che consente, durante le normali fasi di trebbiatura, di sminuzzare e raccogliere contemporaneamente anche i tutoli di mais. Ditta Ricca Andrea & C • Via Vecchia di Cuneo 57 • 12022 Busca Menzione Tecnica: Spaccalegna orizzontale Hacca Motivazione: Nuova struttura per spaccalegna orizzontali realizzata, con materiali innovativi, in grado di ridurre la fatica degli operatori nelle fasi di spaccatura di tronchi di legno mediante piano di appoggio con innovativa forma telescopica. N otizie dalle aziende Nelle vigne c’è Tryke, nato senza rivali! Tre ruote contro il mal di schiena La Wgreen Tecnology di Boffa Guido snc di Diano d’Alba, da anni produce attrezzature a trazione elettrica che permettono un consistente aumento di produzione riducendo i costi e migliorando la qualità lavorativa per molteplici settori agricoli in special modo per il settore vitivinicolo. La vicinanza al cliente diretto ha sempre portato alla creazione di macchine da lavoro dotate di considerevoli autonomie, facilità di utilizzo e grande affidabilità. Da questi presupposti è nato TRYKE, un veicolo a tre ruote motrici unico nel suo genere. Presentato in anteprima alla trentaduesima Fiera della meccanizzazione agricola di Savigliano ha subito riscosso un notevole interesse ed ha vinto il premio come “Menzione Tecnica” al concorso delle novità tecniche. TRYKE nasce per venire in aiuto di tutte le persone che svolgono lavori nei filari di “potatura, scarzolatura, sfoltimento” e quindi sono sempre esposti a dolori alla schie- E’ il nuovo agevolatore della Wgreen Tecnology Quello che mancava per lavorare meglio, ora c’è! na e alle gambe. Nel tempo sono già state provate soluzioni per ovviare a questi problemi, ma con scarsissimi risultati, specialmente nei vigneti a grandi pendenze. TRYKE, dopo un lungo periodo di prove si è subito rilevato affidabile, facile da utilizzare, ergonomico e soprattutto comodo da trasportare, in soli due minuti si può smontare e riporre nel baule di una qualsiasi auto. I suoi punti di forza sono sicuramente la trazione a tre ruote motrici con controllo elettronico, il servosterzo elettrico e la possibilità di adattarlo in base alle pendenze del terreno da lavorare. L’ergonomia è stata messa alla base del progetto, infatti l’operatore ha la possibilità di regolarsi la postazione di lavoro in modo ottimale, così da evitare il mal di schiena comune a tutti i vitivinicoltori. Oggi le statistiche dichiarano che oltre il 50% dei lavoratori operanti in questo settore agricolo è colpito da problemi muscolo-scheletrici. Il veicolo offre la possibilità di ridurre notevolmente la fatica fisica, in quanto si lavora comodamente seduti, al contempo i ritmi di lavoro divengono molto più rapidi aumentandone di molto la produttività. Risultato concreto: 30% di aumento di produttività, evitando ogni tipo di patologia fisica. Il suo sistema di guida, gestito completamente da una centralina elettronica, avviene tramite piccoli movimenti delle gambe lasciando sempre le mani libere per poter lavorare così in modo ottimale. TRYKE va ad arricchire la gamma delle motocarriole Wgreen Tecnology a trazione elettrica, valido aiuto per attuare la norma ISO 14001 riguardo la certificazione ambientale. 41 F isco di e tributi Alberto tealdi, commercialista [email protected] Attenzione alla responsabilità solidale per i contratti di appalto L’Agenzia delle entrate il 1 marzo ha chiarito che la normativa riguarda anche le aziende agricole Gli imprenditori agricoli, siano essi costituiti sotto forma di ditta individuale, società semplice, società di persone o società di capitali, devono anche loro adempiere e prestare attenzione a quanto previsto dalla norma introdotta dal DL 83/2012 in materia di responsabilità solidale per il versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef che 42 scaturiscono da contratti di appalto e di subappalto. INTERESSA TUTTI Inizialmente era stato sostenuto da più parti che tale disciplina riguardava solamente il settore edile, l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 2/E/2013 del 1° marzo ha invece ritenuto che la norma è applicabile a tutti i settori produttivi quindi settore agricolo compreso. Ma di che cosa si tratta e soprattutto in quali casi l’imprenditore agricolo stipula contratti di appalto? Andiamo con ordine. La norma prevede che qualora un soggetto appaltatore concede in subappalto un’opera od un servizio deve accertarsi, prima di pagare il subappaltatore per il lavoro prestato, che questi abbia correttamente adempiuto agli obblighi fiscali scaduti a quella data, vale a dire che abbia versato l’Iva sulle fatture relative alle prestazioni effettuate e che abbia versato le ritenute Irpef relative allo stipendio degli eventuali dipendenti di cui si è avvalso. Se in violazione alla norma l’appaltatore paga il subappaltatore senza accertarsi che i versamenti fiscali siano avvenuti è solidalmente responsabile con il subappaltatore per il loro versamento, questo comporta che se il subappaltatore non versa l’Iva o non versa le ritenute Irpef l’appaltatore sarà chiamato a versarle, per conto del subappaltatore, nel limite del valore della prestazione effettuata dal subappaltatore stesso. Analogamente il committente che stipula un contratto di appalto con un’impresa, prima di pagare, deve anch’egli accertarsi di quanto sopra sia con riferimento alla ditta alla quale ha commissionato i lavori sia con riferimento ai subappaltatori di cui l’impresa si è eventualmente avvalsa altrimenti, sempre qualora il soggetto appaltatore (o l’eventuale subappaltatore) non abbia versato quanto dovuto, scatta la sanzione amministrativa in F isco capo al committente da un minimo di Euro 5.000,00 ad un massimo di Euro 200.000,00. CONTO TERZISTI E APPALTI AGRICOLI Nel mondo agricolo spesso ci si può trovare nella casistica in cui l’imprenditore agricolo è committente di un appalto, ad esempio: quando commissiona i lavori agricoli ad un conto terzista di una certa dimensione ed organizzazione di mezzi e personale; quando conclude un contratto per la costruzione di un fabbricato strumentale; quando conclude un contratto per l’installazione di un impianto di fotovoltaico o di biogas o per un qualsiasi altro importante impianto aziendale, ecc... quindi non si tratta di casistiche isolate ma di eventualità piuttosto comuni, anche perché il contratto di appalto non è un contratto che ha l’obbligo della forma scritta e pertanto può capitare di commissionare un lavoro senza avere la consapevolezza che, di fatto, si è nell’ambito del contratto di appalto. L’imprenditore per poter accertare la regolarità dei versamenti deve farsi rilasciare dall’appaltatore una e tributi dichiarazione sostitutiva di atto notorio (simile a quelle che è riportata a fianco) nella quale viene dichiarato che quanto dovuto all’erario è stato regolarmente versato o le valide motivazioni per cui non è ancora stato versato (per esempio perchè non sono ancora scaduti i termini per il versamento, la fattura è soggetta all’Iva per cassa, ecc....). L’imprenditore agricolo è autorizzato a non effettuare il pagamento fintanto che non è in possesso di tale autocertificazione. Ottenuta l’autocertificazione è liberato da ogni responsabilità evitando così il rischio di sanzioni o di versamenti in solido. CHI NE è ESCLUSO La circolare di cui sopra ha espressamente escluso dalla normativa, tra gli altri, i contratti di prestazione d’opera, i contratti di fornitura di beni e le prestazioni rese nell’ambito consortile (consorzi o cooperative). Quindi qualora la prestazione di servizi o l’esecuzione dell’opera ricada nel contratto d’opera, che si differenzia da quello di appalto in quanto le prestazioni sono effettuate da professionisti o da piccoli imprenditori, non è necessario ottenere l’autocertificazione. Si tratta ad esempio delle prestazioni del veterinario, del nutrizionista, dell’impresa edile familiare o della ditta contoterzista anch’essa a gestione prevalentemente familiare, ecc... Infine è opportuno ricordare che la responsabilità vale solo per i versamenti scaduti al momento del pagamento, se quindi l’appaltatore emette fattura ed il committente la paga contestualmente, ovviamente ai fini Iva non è ancora scaduto alcun termine per il versamento quindi il committente non avrà alcuna responsabilità e se vorrà potrà omettere di chiedere l’autocertificazione, se però sono stati impiegati dipendenti risulta più complicato verificare i termini di scadenza del versamento delle ritenute quindi è consigliabile richiederla. 43 F isco di e tributi Alberto tealdi, commercialista [email protected] Tassazione catastale: trasformare le società agricole in tempo utile Dal 2015 entra in vigore il regime ordinario sulla base delle risultanze di bilancio, ma è bene muoversi in anticipo A seguito della già trattata abolizione, a fare data dal periodo di imposta 2015, della tassazione su base catastale per le società agricole apportata dal DL Stabilità, società che dovranno quindi essere assoggettate a tassazione ordinaria sulla base delle risultanze di bilancio, si ritiene sia necessario valutare per tempo la loro trasformazione in società semplice la quale, così come l’imprenditore agricolo individuale, continua a godere del favorevole regime fiscale. ARRIVARE PREPARATI Premesso che le norme tributarie sono in continuo “fermento” e che quindi da adesso a fine 2014 la norma possa ancora cambiare, si ritiene poco probabile comunque che venga ristabilita la situazione di favore 44 attualmente in vigore in quanto la modifica è già stata introdotta a seguito della necessità di cassa del bilancio dello Stato. Sarà quindi necessario arrivare “all’appuntamento” preparati. Innanzitutto la trasformazione comporta l’assolvimento da parte della società di una serie di adempimenti civilistici quali delibere dei soci ecc...in molti casi, soprattutto per le società di capitali costituite per la produzione di energia elettrica in ambito agricolo, gli investimenti sono stati fortemente finanziati dagli istituti bancari i quali tra le altre garanzie hanno richiesto ed ottenuto il pegno sulle quote sociali e pertanto risultano essere loro ad avere i diritti di voto necessari, salvo patto contrario, per adottare le predette delibere. F isco Questo risulta in molti casi un primo passaggio non così veloce visti anche tutti gli adempimenti interni che tali istituti sono tenuti a rispettare. ANTICIPARE I TEMPI Considerato che la norma colpisce comunque ogni società agricola, quindi sia quelle che producono energia elettrica, sia quelle che producono vino, piuttosto che cereali o che svolgono l’attività di allevamento di animali ecc... l’altro aspetto comune a tutti riguarda l’eventuale contestazione dell’elusività dell’operazione da parte dell’Amministrazione Finanziaria. La stessa sosterrà infatti, quasi sicuramente, che la finalità dell’operazione è stata solamente quella di ottenere un risparmio fiscale senza altre valide ragioni economiche. Tale assunzione potrebbe aprire un contenzioso con il Fisco soprattutto nel caso in cui la trasformazione venga fatta a ridosso dell’entrata in vigore della sfavorevole norma fiscale, limitando così le motivazioni a favore del contribuente. EVITARE I CONTENZIOSI In questo momento effettuare la trasformazione non comporta invece alcuna elusione in quanto si tratterebbe di trasformare una società e tributi in regime di tassazione catastale in altra con pari regime, per di più mediante un’operazione onerosa in quanto la trasformazione comporta, nell’ambito delle società agricole a regime catastale, la tassazione sulle plusvalenze dei beni immobili sociali e qui si apre un ulteriore altro importante discorso sulla qualifica o meno di beni immobili, dal punto di vista fiscale, degli impianti di produzione di energia elettrica. E’ dunque consigliabile sin da ora valutare con il proprio consulente i termini, le modalità ed i costi dell’operazione di trasformazione. 45 F isco e tributi Posta elettronica certificata obbligatoria entro il 30 giugno Tutte le imprese agricole sono tenute a comunicare il loro indirizzo telematico, con valore legale Entro il 30 giugno, le imprese individuali agricole (come tutte le altre) dovranno ottemperare a un nuovo obbligo normativo: la comunicazione del proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec), come previsto dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Il provvedimento per l’iscrizione nel Registro delle Imprese riguarda anche le aziende agricole in regime di esonero Iva che si iscrivono al registro imprese della Camera di Commercio di Cuneo, così come le imprese individuali già iscritte nel Registro delle Imprese prima dell’entrata in vigore del suddetto decreto legge, che risultano attive. «La Posta elettronica certificata (Pec) - informa Daniela Destefanis, responsabile di zona della Cia di Alba - è il sistema di posta elettronica che fornisce al mittente documentazione elettronica attestante 46 l’invio e la consegna di documenti informatici. Tale documentazione ha valore legale». CANALE ESCLUSIVO A partire dal 1 luglio 2013, tutte le informative, dichiarazioni, scambi di informazioni, richiesta documenti etc, tra imprese di qualunque forma e natura e la pubblica amministrazione dovranno essere effettuati esclusivamente tramite Pec. Vista la sua importanza ai fini legali i possessori dell’indirizzo di posta dovranno periodicamente controllarlo. In mancanza della comunicazione entro il 30 giugno 2013 della propria Pec da parte di tali imprese, osserva Destefanis, il Registro Imprese sospenderà a partire dal 1 luglio 2013, ogni domanda di iscrizione da queste presentata, in attesa che la stessa sia integrata con l’indirizzo di posta elettronica certificata dell’impresa, e comunque per 45 giorni. Trascorso tale periodo, in mancanza di regolarizzazione, la domanda si intende non presentata. IMPARARE INTERNET «Se è pur vero che la domanda di iscrizione del solo indirizzo Pec è esente dall’imposta di bollo e da diritti di segreteria - commenta la responsabile della Cia albese – e può costituire anche un’opportunità, non c’è dubbio che per molte imprese agricole l’obbligo presenta dei problemi in considerazione del livello estremamente basso di diffusione della connettività ad internet nelle aree rurali. La Cia cuneese ha in programma iniziative di formazione per l’uso delle procedure informatiche per cui invitiamo gli interessati a rivolgersi alle sedi zonali dell’organizzazione». V oci dai campi «E adesso dateci un ministro che abbia calzato gli stivali fin da piccolo» Non penso si sia mai parlato tanto di politica come negli ultimi mesi, e non è un male, ma sono certo che non si è mai parlato così poco di agricoltura nello stesso tempo. L’agricoltura oggi è rimasta l’unica forza che ancora non delocalizza in nome della globalizzazione, non licenzia o mette in cassa integrazione i suoi occupati, nel tentativo di recuperare produttività, ma al contrario cresce in tutti i settori e si conferma prima in valore nell’esportazione, verso quelle economie che riescono ancora a crescere, in attesa che in Europa il vento della recessione cambi direzione, in primis per mano dei diversi governi cosicché tornino a crescere i consumi interni. FARE PULIZIA Anche dalle nostre campagne sono certo che siano venuti parte dei voti che hanno cambiato gli equilibri all’interno del Parlamento, cioè: meno Lega, meno Pdl, meno Pd e meno Udc, ma mi accorgo ogni giorno che molti colleghi hanno votato i grillini, non come scelta di “protesta”, affermazione di “comodo” da parte di chi non intende in realtà cambiare o che cambi nulla, ma perché dopo averli provati tutti o quasi, dopo averli ascoltati tutti o quasi, ma soprattutto dopo aver creduto a tutti o quasi, si è voluto fare come si fa in una stalla dopo il passaggio di una malattia. Si fa pulizia, si introducono animali nuovi e si cerca di migliorare il management, per riuscire ad andare avanti, cosa che nelle condizioni attuali, non è solo difficile, ma quasi impossibile. MINISTRO CON GLI STIVALI Non so se nelle file dei grillini ci siano agricoltori, a pieno titolo e non per hobby, ma me lo auguro, perché direi che la stragrande maggioranza degli agricoltori e dei lavoratori Italiani ne hanno abbastanza di ministri usciti dagli uffici dei ministeri o dei partiti, ma che vedrebbero con favore a capo di quello che ritengo essere uno, se non il più importante dicastero dei prossimi governi, un agricoltore, che gli stivali li abbia già calzati anche da piccolo, che sappia come crescono le piante e come si possono allevare gli animali, che si faccia aiutare da chi i conti in campagna li deve far tornare da sempre, ogni giorno, dando lavoro a tanta, tanta gente, sapendo che per uscire da questa gravissima crisi bisogna aiutare chi il lavoro lo crea, non mortificandolo con tasse e balzelli vari e a vario titolo che rendono solo tutti un po’ più poveri. BUONA VOLONTà Beh, in questo marasma, siamo e sono in tanti ad aspettare di vedere che cosa faranno i grillini, saltando dai campi al Parlamento, sperando che se non loro direttamente, almeno gli altri per paura di ripetere i risultati dell’ultimo turno elettorale, facciano quello che potremmo fare o aver fatto meglio ognuno di noi, senza essere nominati senatori a vita, e cioè usare il buon senso, non aver paura di un’Europa che ogni giorno si sta svelando sempre più una spesa, più che una risorsa, perché altrimenti in campagna si vedrà sempre più gente saltare invece di correre, non tanto per scelta quanto per necessità. E se, col tempo, la pazienza e la buona volontà, di cui gli agricoltori tutti sono maestri, nulla cambierà, allora veramente “arrendetevi, siete circondati!”. Continuma a travajè per ades Antonino Bedino [email protected] 47 A ttualità Agreenculture, l’innovazione scende in campo a Savigliano Fondazione Symbola e Coldiretti hanno presentato il Rapporto sulle tecnologie agricole verdi. Analisi e premi A dispetto di quanto si potrebbe affermare se ci si fermasse solo alle apparenze, il settore primario è non solo un settore tradizionale e in controtendenza rispetto alla crisi, ma è anche giovane, rosa e fortemente innovativo. GIOVANI AGRICOLTORI CRESCONO Per convincersene basta citare qualche dato: l’agricoltura è il settore che nel 2012 ha fatto registrare il più elevato aumento nel numero di lavoratori 48 dipendenti con un incremento record del 3,6%, mentre l’andamento generale del mercato del lavoro ha mostrato livelli elevati di disoccupazione. Si stima inoltre che un lavoratore dipendente su quattro assunti in agricoltura abbia meno di 40 anni e sono ben 57 mila imprese condotte da giovani con meno di 35 anni, secondo la Coldiretti. Ancor più dirompente la presenza femminile nel settore: quasi un’azienda su tre è condotta da una donna. Significa- tivo anche il numero delle aziende agricole che investono in tecnologie verdi e processi sostenibili: tra il 2009 e il 2011 il 54,9% delle imprese ha dichiarato di aver ridotto l’utilizzo di energia ed acqua e il 22% di aver ridotto sensibilmente l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti (Green Italy 2012 – Symbola Unioncamere). ASSET AMBIENTALE Così come accade per tutto il comparto agricolo, il miglioramento della performance ambientale è diventato un asset strategico anche per la produzione di macchine agricole. Un settore nel quale l’Italia, con circa 2 mila imprese, vanta il primato europeo per numero di aziende e con oltre 31 mila addetti è seconda solo alla Germania per numero di lavoratori. Idem dicasi per il fatturato: A ttualità 7,3 miliardi di euro contro i 7,6 della Germania e un valore aggiunto di 1,4 miliardi di euro. Ma in fatto di investimenti di settore l’Italia non conosce rivali in Europa: 226 milioni di euro a fronte dei 174 della Germania. Investimenti che il Belpaese impiega soprattutto per migliorare i processi produttivi e i prodotti stessi, tanto che in due anni, dal 2008 al 2010, si è ridotta del 40% l’energia utilizzata per unità di prodotto e si sono ridotti di circa 9 mila tonnellate anche gli output di rifiuti e scarti di lavorazione. EXPORT CHE VOLA Nulla da stupirsi, quindi, se l’export vola, raggiungendo picchi di 3,8 miliardi di euro e traina il saldo della bilancia commerciale di settore (elaborazione Symbola su dati Eurostat riferiti al 2010). Per avere un’istantanea del settore basta guardare ai numeri relativi alle trattrici, che rappresentano il dato più significativo della meccanizzazione agricola. Il fatturato dalla vendita di trattori agricoli italiani è passato da 1,9 miliardi di euro del 2010 ai 2,2 del 2011; in aumento anche la produzione, cresciuta nello stesso biennio del 12% (da 61.040 a 67.954 unità). TRATTORI SUPERSTAR A trainare il mercato è soprattutto l’export: l’esportazione di trattrici nel 2011 ha visto un aumento del volume di affari pari al 10,63% rispetto al 2010, in termini economici un aumento del 14,32%. Ad oggi l’Italia esporta quasi la totalità della sua produzione di trattori agricoli: solo 14.512 trattori su 67.954 sono stati venduti in Italia nel 2011 (dati elaborati da FederUnacoma). Come dire che la notorietà e la fama del made in Italy passa non solo per l’arte, il design, o la moda, ma anche per i trattori. Vista l’importanza e la vitalità del settore, la Fondazione Symbola e Coldiretti, in collaborazione con l’Ente Manifestazioni di Savigliano e l’Enama e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, per la trentaduesima Fiera della meccanizzazione agricola hanno lanciato il Rapporto sulle tecnologie agricole verdi – Agreenculture, il primo rapporto espressamente dedicato alle innovazioni tecnologiche green nella meccanizzazione agricola, che istituisce anche una menzione per le aziende che si siano particolarmente distinte su questo fronte. AGREENCULTURE Insieme a Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola, e Albano Agabiti, della Coldiretti Nazionale, hanno presentato il Rapporto a Palazzo Taffini di Savigliano, Gloria Monasterolo, presidente Ente manifestazioni di Savigliano; Marcello Gatto, presidente Coldiretti Cuneo e Sandro Liberatori, direttore Enama. In questa prima edizione, hanno ricevuto la menzione del Rapporto sulle tecnologie agricole verdi – Agreenculture le aziende: - Ricca Andrea (gestione delle risorse forestali, premiata nella sezione sostenibilità processi produttivi); - Caffini Sprayers Equipment (protezione delle colture, menzionata nella sezione tecnologie per l’ambiente); - Merlo (produzione di trattrici, menzionata nella sezione efficienza delle macchine agricole); - Maschio (fresatrici zappatrici erpici rotanti, menzionata per la sostenibilità dei processi produttivi); - AgriArt (agricoltura di precisione, menzionata nella sezione tecnologia per l’ambiente); - Fradent (produzioni industriali, menzionata per la sostenibilità dei processi produttivi); - CHN (trattori ad alta efficienza, menzionata appunto per l’efficienza delle macchine agricole). 49 Z ootecnia La riduzione dei suini mette in difficoltà i piccoli allevamenti Poco più di nove milioni di capi in Italia, mentre l’export dei salumi cresce al record storico Nell’ambito del convegno “I piaceri della carne” a Savigliano la neo presidente della sezione nazionale suinicoltori di Confagricoltura, l’allevatrice piacentina Giovanna Parmigiani, ha presentato 50 una relazione articolata sul comparto italiano ed europeo. QUADRO INCERTO Continua a rimanere incerto ed instabile il quadro della suinicoltu- ra europea – secondo la Parmigiani - infatti dai dati riscontrabili la situazione odierna mantiene la contrazione già registrata dal 2011 ove il patrimonio suinicolo dell’Unione europea a 27 membri, ha manifestato una flessione (-1,5%), scendendo da 151 a 148,6 milioni di capi. Un decremento importante, risultato da una concomitanza di fattori: un andamento stagnante dei consumi, flessioni significative in molti degli Stati membri, incertezze rispetto all’applicazione delle normative sul benessere, aumento dei costi dei mangimi, restrizioni finanziarie alle imprese. A determinare questa contrazione – secondo Confagricoltura - hanno concorso una molteplicità di fattori. Innanzitutto i bassi margini: il 2011/12 è stato il sesto anno consecutivo con margini pesantemente negativi per un allevamento medio nella UE. Le evidenti ripercussioni stanno determinando un rivolgimento del sistema allevatoriale che premia un modello di allevamento caratterizzato da dimensioni sempre più grandi e moderne, compromettendo evidentemente i piccoli allevamenti. PIU’ BENESSERE, MENO SCROFE Il patrimonio suinicolo nazionale nel 2012 è risultato costituito da 9,279 milioni di capi, in lieve decrescita (-0,1%) rispetto al dicembre 2011. La normativa sul benessere ha determinato una ulteriore forte contrazione del numero complessivo delle scrofe che 717 mila del 2010 sono scese a 585 mila unità. Continua inoltre la contrazione delle scrofe non montate, scese rispetto al 2010 del (-10,5%) indice preoccupante delle disaffezione dell’allevatore. Dati confermati da un recente rapporto della UE che ribadisce che per quanto riguarda il settore suinicolo, la contrazione delle consistenze registrata nel 2011, con partico- Z ootecnia produttivo del 2012 e del 2013, la produzione di carni suine dovrebbe riprendere la sua crescita dalla seconda metà del 2014 e nel 2022 dovrebbe ritornare ai livelli del 2011 (circa 23 milioni di tonnellate). Inoltre lare riguardo al patrimonio delle scrofe (-3,2% nell’UE), sta determinando un calo della produzione di carne suina a livello europeo stimato in -0,4% nel 2012 e -3,2% nel 2013. Tale contrazione è una conseguenza dell’entrata in vigore delle norme sul benessere delle scrofe e dei costi più elevati dei mangimi. Dopo il calo PREOCCUPA IL MERCATO INTERNO Il dato preoccupante è quello relativo al grado di auto approvvigionamento nazionale della carne suina, considerate le flessioni di produzione interna e consumi, è sceso intorno al 68,1% dal 69,5% del 2010 con un calo 1,4 punti. Considerando l’insieme dei salumi e delle carni suine fresche la flessione arriva a -2,6% per un quantitativo pro-capite pari a 31,3 Kg contro i 32,1 Kg del 2010. Anche la redditività dell’allevamento è decisamente calata. Di contro si è registrato un “record storico” delle esportazioni di salumi italiani nel 2011. Secondo l’Istat nel 2011 i prodotti della salumeria italiana hanno raggiunto la cifra record di 1 miliardo e 40 milioni di euro (+6,8%) per un totale di 138.000 ton (+10,5%). Secondo stime del “Centro Studi Confagricoltura” per l’export del comparto nel 2012 è previsto un aumento del 5-6 per cento in valore rispetto al 2011 superando abbondantemente i 500 milioni di euro. 51 A ttualità Patentini e revisione macchinari agricoli Cresce la protesta contro i legislatori Cresce la protesta sulle incertezze normative riguardanti i patentini e le revisioni delle macchine agricole. A fianco degli agricoltori, bombardati da informazioni di ogni tipo su corsi, attestati e necessità di adeguamento delle 52 attrezzature, sono scese in campo anche l’Associazione regionale produttori macchine agricole (Arproma) e l’Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole (Unacma), che in due distinti e affollati convegni alla Fiera della meccanizzazione agricola di Savigliano hanno posto con forza il problema dell’assenza dei decreti attuativi e dei regolamenti di applicazione delle nuove leggi. PRODUTTORI E CONTROLLORI Luigi Cometto, presidente del Car (Centro artigiano revisioni), ha sottolineato come, in mancanza di decreti attuativi, esista tuttora A ttualità Alla Fiera della meccanizzazione agricola di Savigliano produttori e venditori al fianco degli imprenditori agricoli nulla ci è stato chiesto ed ora ci ritroviamo con nuove ed impegnative incombenze, senza addirittura avere le linee guida che ci permettano una loro corretta applicazione». un’oggettiva difficoltà ad attrezzare delle strutture in grado di procedere ai controlli periodici dei macchinari agricoli. «Se Cuneo è la provincia con il primato della produ- zione di macchine agricole – osservava Luca Crosetto, presidente di Arproma -, avremmo potuto essere validi interlocutori del legislatore per la compilazione delle normative. Invece, VENDITORI A farsi portavoce del disagio della categoria (oggettivamente in difficoltà ad organizzarsi per adempiere agli obblighi legislativi, in assenza di regolamenti applicativi) è stato anche il presidente dell’Associazione commercianti di macchine agricole (Acma) di Cuneo, Gabriele Racca, mentre Rodolfo Catarzi illustrava le attività di Unacma orientate all’accreditamento dell’associazione e dei propri associati per il rilascio del patentino e per la revisione delle macchine agricole. L’auspicio di tutti è che la situazione si possa al più presto chiarire, “attraverso quelle azioni sindacali necessarie a riportare il legislatore verso un ripensamento delle normative più consono alle esigenze delle imprese”. 53 N otizie dalle aziende CLAAS dai trattori alla raccolta Tutta la tecnologia che conta per i professionisti dell’agricoltura Con un secolo di esperienza, più di 300 modelli in offerta ed un brevetto depositato ogni settimana dal 1921 CLAAS è il numero 1 in Europa nel campo delle mietitrebbie ed il numero 1 al mondo in materia di trincia semoventi. Oggi CLAAS offre anche una nuova generazione di trattori: 12 gamme con più di 60 modelli da 72 a 524 cavalli che rappresentano già un riferimento nelle rispettive categorie. CLAAS si è imposta anche come leader di tecnologia e, non a caso, di prestazioni agricole. Grazie alla moderna ed efficiente rete di concessionari ed officine autorizzate, CLAAS è presente ogni giorno ovunque voi siate per offrirvi un sostegno all’altezza delle vostre ambizioni. Chi semina l’innovazione raccoglie il successo. 54 La nuova LEXION Una garanzia di prestazioni TRAC con motore idrostatico sull’assale posteriore • Nuovi motori Tier 4i fino a 598 CV a regime ridotto per ottimizzare i consumi • Esclusiva cingolatura TERRA TRAC a sospensione idropneumatica con velocità fino a 40 Km/h • Nuovo DYNAMIC COOLING Esclusivo sistema di raffreddamento orizzontale con portata variabile e risparmio di potenza fino a 20 CV • Nuovo canale convogliatore per la versione MONTANA per testate fino a9m • Nuovo esclusivo assale posteriore a quattro snodi per pneumatici da 1,65 m di diametro • Nuovi cassoni granella fino a 12.500 l con velocità di scarico fino a 130 l/sec • Nuovo esclusivo CEMOS AUTOMATIC per la regolazione automatica della separazione e pulitura granella • Nuova trazione integrale POWER • Nuovo battitore chiuso con maggiore capacità produttiva • Nuove trasmissioni della testata maggiorate e canali alimentatori a 4 catene per prestazioni superiori • Un design innovativo e accattivante A ttualità Il mercatino dell’usato agricolo gratis in diretta su terraoggi.it Mercatino dell’usato agricolo, prodotti della bottega alimentare per i consumatori… Accanto alle notizie, il primo quotidiano agricolo indipendente on line della provincia di Cuneo, terraoggi.it, sta intensificando la promozione delle applicazioni gratuite a servizio degli agricoltori, per comprare e vendere macchinari e prodotti. DOVE INSERIRE GLI ANNUNCI Inserire gli annunci è facile. Sul lato sinistro della prima pagina del sito www.terraoggi.it compaiono le due aree denominate “Mercatino dell’usato” e “Bottega alimentare”, con le immagini a rotazione degli ultimi annunci pubblicati. Nel riquadro del Mercatino (ma la procedura vale allo stesso identico modo anche per la Bottega), si clicca sul pulsante “vai al mercatino” per accedere all’area di caricamento o lettura degli annunci. COME CARICARLI Se si vuole caricare un annuncio basterà cliccare sul pulsante verde in alto “clic- Inserire gli annunci è facile, ecco come fare. Si possono mettere foto, prezzi e descrizione ca qui per caricarlo” e comparirà una mascherina da compilare (“cercasi” o “vendesi”, in alto, a seconda del caso) con i dati dell’annuncio (oggetto che si vuole vendere, la descrizione dell’oggetto, la foto e il prezzo) e i dati personali di chi inserisce l’annuncio (nome, cognome, paese e email). Dopo di che si clicca sul quadratino nella stessa mascherina, in basso a sinistra, per l’informativa sulla privacy e sul tasto rosso, in centro, denominato “invia”. L’annuncio verrà cosi ricevuto dalla redazione, che si riserverà di pubblicarlo verificandone prima l’attendibilità. CONTATTA IL PROPRIETARIO In basso a destra, nel riquadro di ogni annuncio, c’è il tasto “leggi tutto” per accedere alla mascherina con le informazioni complete dell’annuncio. Qui si può cliccare su “contatta il proprietario” (pulsante in basso a destra) per mandare una email al titolare dell’annuncio, specificando la propria email, come richiesto dall’apposita mascherina, selezionando infine “rispondi” (e il solito quadretto per l’informativa privacy). Da quel momento, terraoggi.it esce di scena, perché chi vuole vendere e chi vuole comprare sarà reciprocamente collegato tramite la propria email per la trattativa. Trattandosi di una piattaforma a base prevalentemente locale (province Cuneo, Torino, Asti) è molto probabile che gli affari vadano in porto, perché i soggetti interessati sono vicini. 55 N otizie dalle aziende “Mondo servizi” apre alla plastica ritirandola direttamente in cascina Novità dell’azienda braidese di servizi ecologici Le plastiche utilizzate in agricoltura per vari usi costituiscono da sempre un’impellenza nel momento in cui debbano essere smaltite. Che si tratti di sacchi vuoti del concime, teli serre, nylon dei balloni, reti antigrandine o altro, le aziende agricole devono in qualche modo provvedere al loro corretto smaltimento per non inquinare in alcun modo l’ambiente e per non incorrere in sanzioni onerose. Una novità per risolvere questo problema è data 56 da Mondo Servizi, azienda braidese di servizi ecologici che collabora da tempo con le aziende agricole per lo smaltimento dei rifiuti, e che propone un servizio di raccolta differenziata di queste plastiche ritirandole direttamente presso le cascine. Il risultato di questo servizio è un grande interesse ed un costante aumento delle plastiche recuperate a fronte di un notevole risparmio economico da parte dell’agricoltore. N otizie dalle aziende Tour Fendt alla cascina Baida Emozioni in campo dopo la pioggia Presentato il nuovo Fendt 500 Vario alta affluenza di imprenditori agricoli di spaziosità e visibilità dell’interno, un vero e proprio capolavoro di estetica e funzionalità. Il parabrezza bombato fino al tetto consente la massima visibilità con il caricatore frontale sollevato, garantendo una posizione di guida perfettamente ergonomica. Durante la giornata dimostrativa, i tecnici della Fendt, con il concessionario Stefano Barale, spiegavano e facevano scoprire le Il “tour Fendt 2013” ha fatto tappa alla Cascina Baida di Carmagnola (To), domenica 10 marzo, con la presentazione del nuovo Fendt 500 Vario. Alta l’affluenza degli imprenditori agricoli, che hanno risposto con grande interesse e attenzione professionale all’invito della prova in campo. Si sono svolte prove di aratura e lavorazione del terreno con i quattro modelli numerose particolarità del sistema di comando Fendt Vario Tronic e il massimo confort di guida, tutto made in Germany. Per brindare all’evento, Stefano Barale ha offerto un ricco buffet a tutti, siglando una giornata ricca di emozioni per chi ha visto all’opera questi nuovi trattori, mentre aravano con forza e risoluzione i terreni inzuppati di pioggia, in condizioni davvero difficilissime. Fendt 500 Vario, le cui motorizzazioni vanno da 125 cv a 165 cv di potenza massima, abbinate alla parsimoniosa tecnologia SCR che crea una nuova categoria di elevata efficienza e il meglio dei motori Fendt di alta potenza. Da subito si notava la nuova cabina Visio Plus e i primi commenti di chi provava a guidare il trattore sono stati tutti positivi, soprattutto per le straordinarie caratteristiche 57 Z ootecnia Le bufale di Morisiasco sul podio a Napoli Primo premio per l’allevamento di Caraglio alla fiera Agrisud. Campioni di genetica Il vento del nord si addice all’allevamento della bufala. La conferma giunge dal successo ottenuto dall’allevamento Moris di Franco e Ivan Morisiasco di Caraglio alla recente Fiera Agrosud. Nell’ambito della manifestazione che si è tenuta a Napoli ai primi di marzo, l’azienda associata all’Apa di Cuneo ha preso parte alla settima Mostra Nazionale della bufala di razza mediterranea. Era la prima volta assoluta per un allevamento piemontese Moris ha ricevuto l’invito dall’Anasb (Associazione 58 Nazionale Allevatori Specie Bufaline) per i traguardi raggiunti a livello produttivo e genetico nel corso di un’attività ultradecennale. IMPECCABILI Tre i soggetti in latte presentati da Moris sotto il Vesuvio, al concorso che vedeva schierati in passerella 110 capi tutti di alto valore genetico. Le bufale, condotte impeccabilmente nel ring da Ivan Morisiasco, hanno cominciato subito a mettersi in evidenza. Ed è arrivata la prima menzione d’onore. Ma la grande sorpresa è venuta quando la bufala 116 di catalogo è salita sul gradino più alto del podio della sua categoria, ricevendo il premio come miglior genotipo. Non è finita lì. Il momento più importante, durante la finalissima, ha visto la bufala dell’azienda Moris designata riserva assoluta della mostra. Grande la gioia dei Morisiasco, consci di aver rappresentato al meglio il Piemonte e in particolare la provincia di Cuneo. ASTA BUFALINA Al termine dei lavori di valutazione si è svolta la quarta asta nazionale della specie bufalina. In vendita 10 soggetti abbinati ad altrettanti stock di seme di alto valore genetico. La commissione d’asta era composta dal direttore Anasb Angelo Coletta, dall’ispettore nazionale Massimo Neri e dal banditore ufficiale Maurizio Pagge, tecnico dell’Apa di Cuneo e ispettore di razza Pezzata Rossa italiana (Pagge è stato anche il giudice dei conduttori). Un momento qualificante per l’Associazione provinciale allevatori di Cuneo, che opera da sempre per favorire nuove sinergie tra le varie razze a livello nazionale. 59 R adici di Aldo Ponso Il pianto di una donna misteriosa sulle ali del bombardiere: «Povra gent!» I ricordi di guerra, vissuti da me ragazzo, rivivono ormai sbiaditi. Sono “flash” di avvenimenti lontani nel tempo, ma non meno crudi, vissuti a Piasco, paese di fondovalle, luogo di transito delle opposte fazioni in lotta: dapprima italiani e francesi, poi fascisti e partigiani. Rivedo la cavalleria, in sosta per giorni nei pressi di casa, posta sotto il castello, nei pressi del Combale Bondonia: ricordo i nomi 60 di alcuni soldati, che a volte ci lanciavano in groppa al cavallo più grosso... Rivedo il vicino di casa, soldato Giuseppe Garnero, in partenza per la Russia sul cancello del cortile, mentre saluta tutti; risento le sue parole accorate e profetiche d’addio: «Sono tornato dall’Africa, ma stavolta non tornerò più!...». Rivedo l’elmetto a visiera tronca dei tedeschi che ci facevano sempre paura: specie quando spianavano la mitraglia sul sagrato della parrocchiale. Rivedo Giacomo Mattio, quel baldo giovanotto piaschese di Sant’Antonio, mentre sale festoso sul carro dei partigiani, diretti alla caccia dei fascisti di Villafalletto, dove rimarrà ucciso. LA CICOGNA DELLA MORTE Risento la voce angosciata della vicina di casa: «Stasera Piasco sarà tutta in fiamme!». Questa la minaccia di rappresaglia dei tedeschi, che avevano trovato il corpo di un loro soldato ucciso nei pressi del paese (minaccia poi scongiurata grazie all’intervento del dottor Francesco Serra, che conosceva la loro lingua). Risento e rivedo la “Cicogna” volteggiare sulle case, lanciando bombe incendiarie, ed il grande fumo-fuoco sprigionato improvvisamente dalla casa Brugiafreddo, colpita dalla bomba, finita sul pagliaio... e gli uomini a spegnerlo con i secchielli. Infine penso ai partigiani, a cui ci aggregavamo volentieri, specie sulla collina di Sant’Orso, dove essi avevano appostato un cannoncino rivolto a Costigliole e che, per scherzo, facevano l’atto di infilarvi le bombe, mentre noi fuggivamo a nasconderci, turandoci gli orecchi. Ma ecco un ricordo particolarissimo: la donna del sogno. LA DONNA DEL SOGNO Un giorno, recandomi con la sorellina Mariuccia a prendere il latte dagli zii sulle colline di Villanovetta, sentii la zia più anziana, “Ma- R adici La guerra vista con gli occhi di un ragazzo. Italiani e francesi, fascisti e partigiani. Avvenimenti che non vanno dimenticati gna Nin”, raccontarci lo strano sogno della notte precedente (che riporto nella lingua in cui sapeva esprimersi meglio): «Nuiautri i j’eru ent ca, quand a l’uma sentù ‘n fort artrun ed n’uruplan ch’a venia da darè ed ca. I suma surtì fora per vedi lon ch’a i-era. E i l’uma vist n’aviun ch’a pasava bas bas sj’arbu dla muntagna. Venìa da Verseul e ‘ndasia vers el Piasch. Peui a l’è rivà ensima a nosta ca e l’ha continuà so viage. Alura mi l’hai vist ensima a l’uruplan na fumna, vestìa de scur cuma s’a fèissa el deul, setà darè dla carlenga e girà co endarè, cun la testa ent la man. A se vedìa ch’a piurava. Ma, pena passà ij cup dla ca, chila a l’ha aussà la testa vers nuiautri e a l’ha mach dit: “Povra gent!” Peui a l’ha bità turna la testa en fauda. E l’uruplan a l’ha continuà so voli cum armur vers el Piasch e Varmala (unda disìu ch’a i-era na Fumna ch’a piurava...)». La zia terminava qui quel triste racconto enigmatico, cosciente che qualcuno dall’alto pensava a noi e con noi soffriva, ignorando chi fosse quella donna. Ma ora, a mente lucida, e pensando alla zia, assidua aderente alle giovani “Figlie di Maria”, crediamo di conoscere chi fosse quella donna “vestìa de scur, cuma s’a feissa el deul” e perchè aveva esclamato: “Povra gent! Povra gent!” TRADUZIONE “Noialtri eravamo in casa, quando abbiamo sentito un forte rombo di un ereoplano proveniente dal retro di casa. Siamo usciti fuori per vedere cosa c’era e abbiamo scorto un aereo che passava basso, quasi raso gli alberi della nostra montagna. Proveniva da Verzuolo e proseguiva verso Piasco. Poi passando sulla nostra casa, ha proseguito il suo cammino. Allora ho potuto scorgere sull’aereo una donna seduta dietro la carlinga e rivolta all’indietro con la testa tra le mani. Si capiva che piangeva. Ma, appena superati i tetti della nostra casa, la donna ha alzato la testa verso di noi e ha esclamato: “Povera gente!” Poi ha rimesso la testa in grembo, mentre l’aereo continuava rombante il suo volo verso Piasco e Valmala (dove dicevano che vi era stata una donna che piangeva...). 61 R adici di Giuseppe Brandone Le ostriche dei poveri che fanno bene all’amore Breve storia delle lumache in gastronomia tra ricette, curiosità e gustose leggende Chiocciole o lumache, quando in gastronomia nominiamo questi gustosi gasteropodi, il pensiero corre subito ai francesi con la loro famosa ricetta, sbandierata in ogni occasione quale piatto di alta cucina. Anzi, il loro piatto nazionale: “escargots à la burguignonne”, databile comunque verso la metà del 1800. Storia ben diversa quella italiana: l’impiego gastronomico francese delle lumache era stato preceduto dalla nostra gastronomia. Il Platina (1475) e lo Scappini (1570) menzionano, tra le altre, delle salse all’aglio per accompagnare le lumache e lo Scappi le serve nel loro guscio, condite semplicemente con l’olio. LA FIERA FREDDA Nel 1569 il duca Emanuele Filiberto di Savoia rese franca la Fiera Fredda di Borgo San Dalmazzo, mercato di lumache che esisteva già in epoca romana. Diversi scrittori e viaggiatori francesi del ‘500 e del ‘ 600 testimoniano come in Italia (e particolarmente in Lombardia) si faccia grande consumo alimentare di chiocciole, mentre in Francia non siano assolutamente considerate e quindi rifiutate dalla cucina d’oltralpe ancora per almeno due secoli. In Lombardia le lumache erano conside- 62 rate le “ostriche del povero”. In effetti le chiocciole hanno accompagnato l’evoluzione dell’uomo fino dagli albori della civiltà, come dimostrato dagli ammassi di gusci rinvenuti vicino alle caverne preistoriche; in seguito, i Romani non solo ne erano ghiotti, ma le allevavano in appositi recinti chiamati “cocleari” per poi esportarle in tutti i Paesi dell’Impero. Erano degli allevamenti veri e proprii, lontani precursori di quelli attualmente a ciclo biologico completo presenti nel cuneese, in particolare, a Cherasco (sede dell’Associazione nazionale elicicoltori, fondata da Giovanni Avagnina) e a Borgo San Dalmazzo. Dall’avvocato Giovanni Goria, vicepresidente dell’Accademia italiana della cucina chiocciole alla piemontese, la ricetta più semplice, che può servire da eccellente antipasto o addirittura per aperitivo. E, per finire, ancora Roma, anzi Trastevere, la notte del 24 giugno con la “Festa de Noantri”, dove la chiocciola la fa da regina, mentre la venditrice di lumache canta: “La lumachella a cento! Guardate che colore, v’infoca tutto quanto, v’aiuta a fa l’ammore!” LA BENEDIZIONE DEL PAPA Pare che sia vera la storia di quell’antico Papa che avendo voglia di mangiarsi un bel piatto di lumache offertegli in un cestino da un devoto suddito, all’obiezione del suo cuoco che si trattava di animali terrestri per cui, essendo di quaresima, bisognava mangiare di magro, benedì le chiocciole seduta stante ordinando loro “Estote pisces in aeternum!” (D’ora in poi sarete pesci per l’eternità!) e da allora raccomandate dalla Chiesa nei digiuni e penitenze dell’osservanza cristiana. “Le chiocciole vengono lessate, infarinate, passate in uovo e pangrattato; fritte in padella e servite, color dell’oro, croccanti e bollenti, insieme ad un calice di freschissimo Spumante Brut”. LA RICETTA Gli affari dell’imprenditore VENDO Terreno agricolo in zona pianeggiante di giornate 4. Comune Clavesana, vicinanze Carrù. Tel. 338/6073895 Trattrice John Deere 6630, 3000 ore circa. Euro 40.000 trattabili. 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