ANNO 2
NUMERO
16
aprile
2013
d e l l a
P r o v i n c i a
G RAN D A
L’agricoltura
non si ferma!
INVIATO A T U T T I G L I I M P R E N D I TORI A G RICO L I D E L L A P ROVINCIA G RAN D1A
2
3
SOMMARIO
55
L’ editoriale
5
Rondini, grilli e il papa piemontese
O rizzonte
6
Il ritorno del baratto versione 5 stelle
L’ aria
8
terra
che tira
La politica agricola decisa
da quattro “cagnass”
F iere
24
26
L’IMPRENDITORE AGRICOLO
della provincia Granda
Direttore responsabile: Osvaldo Bellino
Direttore editoriale: Valerio Maccagno
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38
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Associato
Unione Stampa periodica Italiana
Copia gratuita
4
58
Qual’è la più bella frisona
della provincia di Cuneo?
La produzione di latte
torna nella quota?
La carne non è debole
se lo spirito è forte
«Allevatori non lasciamoci prendere
dallo sconforto, la prospettiva c’è »
La riduzione dei suini mette
in difficoltà i piccoli allevamenti
Le bufale di Morisiasco
sul podio a Napoli
A. r . pro . m . a .
40
informa
Il premio della meccanizzazione
ai costruttori più innovativi
A ttualità
10
12
13
14
20
48
52
F isco
9
42
44
46
La rivincita dell’umile “panot”
Novità sui voucher
Rottami e rifiuti agricoli
Istruzioni per il trasporto
Triplicati i prezzi della verdura
Mercalli alla fiera di Savigliano
Agreenculture, l’innovazione
scende in campo a Savigliano
Patentini e revisione macchinari
agricoli, cresce la protesta
e
T ributi
L’agenzia delle Entrate dà una mano
a chi si affida al fisco telematico
Attenzione alla responsabilità
solidale per i contratti di appalto
Tassazione catastale: trasformare
le società agricole in tempo utile
Posta elettronica certificata
obbligatoria entro il 30 giugno
N otizie
dalle aziende
28
Il mistero dei patentini agricoli
36
Tecnoengineering
Specialisti in coperture
Nelle vigne c’è Tryke, nato senza rivali!
Claas, dai trattori alla raccolta
41
Z ootecnia
Progetto grafico: Marco Grussu
Pubblicità: Réclame
Fruttinfiore sotto il segno della
Mela Rossa Cuneo, nuova stella
delle Igp
La festa della frutta in fiore
a Lagnasco
Benvenuta primavera! Mondovì
sorride alla nuova stagione
Il mercatino dell’usato agricolo
gratis in diretta su terraoggi.it
54
56
57
“Mondo Servizi” apre alla plastica
Tour Fendt alla cascina Baida
E nologia
16
19
Primavera di bellezza
La stagione di Vinum
Al ministero piace il dolcetto
dell’Istituto enologico di Alba
V oci
47
dai campi
«E adesso dateci un ministro
che abbia calzato gli stivali fin
da piccolo»
R icerca
30
Al Creso, le nuove frontiere
della confusione sessuale
O rtofrutticoltura
22
L’Europa riconosce l’Igp
della Mela Rossa Cuneo
R adici
60
62
Il pianto di una donna misteriosa sulle ali del bombardiere: «Povra gent!»
Le ostriche dei poveri che
fanno bene all’amore
M ercatino
63
Gli affari dell’imprenditore
L’ editoriale
di
O svaldo B ellino
Rondini, grilli
e il papa piemontese
Se è vero che una rondine non fa primavera, cosa dovremmo
dire dei grilli? Saranno loro, questa volta, a portare la primavera? Oppure ci annunceranno l’estate della carestia?
Certo che tanti grilli per la testa non si erano mai visti.
Dai campi (molti dai campi e dalle valli, un tempo verdi al
sole delle Alpi) sono arrivati fino in Parlamento, e ora aspettano di balzare nelle stanze dei bottoni.
Ma sono grilli, mica rondini, così nessuno sa ancora dove
aspettarseli.
Intanto, con la primavera è arrivato il “papa piemontese”.
Si è affacciato per la prima volta dal balcone di San Pietro dicendo che i fratelli cardinali erano andati a prenderlo “quasi alla fine del mondo”, ma in realtà ai piemontesi
non sarà sfuggito che potesse trattarsi di “uno di loro”, quando un secondo più
tardi aveva aggiunto “ma siamo qui”. C’è tutto un mondo dietro quell’espressione
tipicamente piemontese, “suma si”, tradotta alla lettera in italiano dal nuovo papa,
che come tutti gli argentini discendenti dagli emigranti del Piemonte probabilmente
conosce la lingua dei suoi avi meglio di quella di Dante.
“Suma si” è una bella espressione, rassicurante. Coniugata al plurale maiestatis,
trasmette un senso di tranquillità, famigliarità, perché unisce, abbraccia, fa sentire
che non si è soli, che dietro a quell’uno che arriva ci sono tutti. Una sensazione di
stabilità, perché vuol dire esserci con tutto se stessi, pronti a fare quel che c’è da fare,
senza tirarsi indietro.
Wojtyla aveva detto “non abbiate paura”, che più o meno è la stessa cosa.
State tranquilli, “suma si”, si può guardare con fiducia al futuro, nonostante tutto.
Dopo un papa ne viene un altro e così è anche per le stagioni, come sanno bene gli
agricoltori. Non c’è crisi che possa bloccare la fioritura, né spread che tolga il latte
alle vacche. L’agricoltura non può fermarsi e gli agricoltori sanno vedere ben oltre le
cinque stelle, perché da sempre hanno come orizzonte il firmamento intero.
5
O rizzonte T erra
di
F loriano L uciano
Il ritorno del baratto
versione cinque stelle
Beppe Grillo è la star del momento: teleguida i “suoi”
cinquestelle e lancia anatemi, riempie le piazze delle città e
quelle del web, provocando ed accusando, ma – per ora –
non rispondendo alle domande.
Nella sua veste di predicatore del mondo perfetto da tempo
sostiene l’economia dell’autoproduzione, dell’autoconsumo e
del baratto.
Nella recensione del libro “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, il signor Grillo disserta
di economia con riferimenti anche all’agricoltura sostenendo che “comprare di meno vuol
dire far diminuire il Pil, ma non per forza significa avere di meno: basta prodursi da sé o
scambiare con altri autoproduttori quel che non si compra più”.
La teoria della “decrescita felice” può anche risultare affascinante, ma in via teorica
appunto, alla prova dei fatti e su volumi economici reali diventa inapplicabile.
Coltivarsi quattro pomodori e due teste d’insalata in un orto ai margini della ferrovia o su
un balcone può pure risultare fattibile, ma il valore economico non incide certo in maniera
significativa sui volumi e valori dei prodotti commercializzati.
Se parliamo in concreto di polli, galline, maiali o vacche e vitelli la teoria di Grillo sfonda
nella conclamata irrealtà.
Vuole davvero farci autoprodurre o peggio barattare il milione e 250 mila tonnellate di
carne di pollo realizzate ogni anno in Italia?
Ed i 12 miliardi di uova prodotti li facciamo tutti nei sottoscala dei palazzi per poi barattarli
con i 2 milioni e mezzo di tonnellate di mele prodotte nel nostro paese?
Oppure ci rivolgiamo sul mercato mondiale del baratto (sempre se c’è) e li scambiamo con
il milione e mezzo di tonnellate di nocciole prodotte nel mondo?
Domande semplici e banali forse ma che attendono risposte adeguate.
Nell’attesa, sorgono altre questioni, fra tutte una: ma il signor Grillo, ad esempio, cosa
avrebbe da barattare?
6
7
L’ aria
di
che tira
M ichele A ntonio F ino
La politica agricola decisa
da quattro “cagnass”
Due milioni e mezzo di europei nei mesi scorsi hanno firmato una petizione
per mettere al bando l’uso di agrofarmaci neocotinoidi, che per proteggere
dai parassiti, uccidono le api.
Ricorderete tutti anni fa la morìa di nobili insetti, dovuta all’uso di quei
veleni per conciare i semi di mais: l’aerosol di neocotinoidi che le moderne
seminatrici pneumatiche spargevano (involontariamente) sui campi, seminati
nel periodo in cui decine di specie fioriscono, causava la morte di interi
alveari; le api semplicemente non sapevano più tornare a casa dopo aver
raccolto il nettare, con il senso di orientamento sconvolto dal pesticida.
Venerdì 15 marzo il comitato messo in piedi dalla Commissione Europea per discutere il
problema nell’ambito delle questioni che riguardano la catena alimentare e la salute animale,
non ha accolto la richiesta di due milioni e mezzo di europei, per il voto contrario di Germania
e Inghilterra.
Adesso la palla torna nelle mani della Commissione, mentre, giova dirlo, il Comitato non si è
molto curato anche del fatto che Italia e Francia hanno messo al bando questi principi attivi e
che l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (pubblica e indipendente) ha definito quello
connesso all’uso di Clothianidin, Imidacloprid e Thiamethoxam (che si trovano alla base di
prodotti di largo uso) come un rischio “alto e acuto” per le api da miele.
Niente: non la scienza, non l’opinione pubblica, non gli interessi degli apicoltori hanno potuto
qualcosa contro le multinazionali dell’agrofarmaco. Le lobby trionfano ancora una volta e
parlano di successo pieno per una vitale misura di protezione per i raccolti.
Come no, siamo certi della loro genuina e disinteressata affezione per i raccolti sani ed
abbondanti.
Così non può andare avanti. Margari soppiantati da speculatori sui pascoli di montagna;
produttori di pesticidi che dettano la linea a proposito di cosa è sano e cosa no; latifondi
premiati anche nella nuova PAC a dispetto delle rotazioni agrarie (che nemmeno questa volta
sono state introdotte come minima misura di saggezza agronomica) e di un uso della chimica
che resta libero: in pochi decidono ciò che riguarda i campi e la vita di tutti gli europei.
Ma la salute e i soldi d’Europa sono di tutti gli europei.
Il diritto di scegliere non spetta, sempre meno non spetterà, soprattutto in futuro, ai soliti
quattro “cagnass”: sarebbe meglio per loro se capissero l’aria che tira e cambiassero il proprio
atteggiamento verso coloro che sono, in definitiva, i clienti e i finanziatori dell’agricoltura del
Vecchio Continente.
8
F isco
e
T ributi
L’ Agenzia delle Entrate
dà una mano a chi si
affida al fisco telematico
Accordo con Confagricoltura Piemonte per semplificare
gli adempimenti dei contribuenti agricoli
E’ stato siglato un protocollo di intesa
tra la Direzione regionale del Piemonte
dell’Agenzia delle Entrate e Confagricoltura Piemonte, in attuazione dell’accordo quadro stipulato a dicembre a
livello nazionale. Obiettivo dell’intesa è
la semplificazione degli adempimenti
fiscali per gli agricoltori e la riduzione
dei relativi costi, attraverso l’uso delle
piattaforme telematiche Civis e Pec.
In particolare, saranno rese più rapide
ed efficaci la trattazione delle comunicazioni inviate ai contribuenti nell’am-
bito delle procedure di liquidazione automatica delle dichiarazioni dei redditi e
dell’Iva, nonché l’inoltro delle richieste
di riesame in autotutela degli esiti dei
controlli automatizzati.
QUESTO è IL PATTO
Per effetto dell’accordo, Confagricoltura Piemonte si impegna a promuovere
l’uso dei servizi telematici all’interno
delle proprie strutture territoriali e tra i
propri associati, per una velocizzazione
dei rapporti con gli uffici dell’Agenzia
delle Entrate e uno snellimento delle varie pratiche. L’Agenzia, da parte sua, si
impegna a fornire risposte rapide, entro
un massimo di dieci giorni lavorativi, a
tutte le istanze di riesame in autotutela
inviate attraverso Civis e l’utilizzo della
Pec. Saranno inoltre previste precise
modalità per fornire ai rappresentanti
delle strutture territoriali di Confagricoltura Piemonte appositi appuntamenti
prioritari nel caso non sia disponibile
l’utilizzo della modalità telematica.
9
A ttualità
di
G iuseppe C agnassi
[email protected]
La rivincita
dell’umile “panot”
da scarto
a principe del mais
Il tutolo sta diventando protagonista
di una singolare stagione di successo,
grazie alle tecnologìe che ne
permettono la raccolta su larga scala,
tra vantaggi alimentari ed economici
In questi ultimi mesi si è sentito molto parlare dei tutoli di mais (meglio
conosciuti in Piemonte come “panot”).
Questo argomento è diventato di
attualità in quanto si stanno sviluppando tecnologie che permettono la
loro raccolta su larga scala.
In questo momento economico in
cui i costi delle materie prime per
alimentare gli animali sono aumentati a dismisura molti allevatori si sono
interessati alla raccolta dei tutoli.
E’ quindi utile capire le caratteristiche di questo prodotto per sapere
quali altri alimenti può sostituire
nella razione e poter quantificare
il margine economico che ne può
derivare dalla raccolta.
LE DIETE DEI RUMINANTI
Il tutolo è un alimento fibroso che
trova il suo migliore utilizzo nelle
diete dei ruminanti. I bovini nello
specifico presentano un fabbisogno
minimo di fibra per permettere il
corretto funzionamento del sistema
digerente.
Per questi animali la fibra è una
risorsa in quanto, grazie alla azione
della microflora ruminale, sono in
grado di ricavarne energia.
La parte dei vegetali che normalmente viene chiamata fibra è costituita
da tre principali componenti: l’emicellulosa, la cellulosa e la lignina.
Queste si differenziano tra di loro in
base alla digeribilità molto alta e più
rapida per le emicellulose, più lenta
per la cellulosa, mentre la lignina
risulta completamente indigeribile.
FIBRA DIGERIBILE
Sulla base di questi elementi possiamo dire che un alimento fibroso
è tanto migliore quanto più alto è il
contenuto di emicellulose e cellulosa
e quanto più basso è il contenuto
di lignina. Bisogna inoltre far notare che la lignina non solo è di per
se una sostanza indigeribile ma la
Tabella 1: Principali componenti della fibra in alcuni alimenti per bovini
Percentuale sulla
sostanza secca
Polpe di
barbabietola
Buccette
di soia
Tutoli e brattee
di mais
Fieno
Loietto
Fieno di medica
primo taglio
Emicellulose
21
17
40
27
13
Cellulosa
29
44
38
23
33
Lignina
2
2
4
9
7
“Fibra digerita dai bovini”
50
61
78
50
46
10
stessa si localizza nei tessuti vegetali
a ridosso della cellulosa, per cui in
alimenti molto ricchi di lignina viene
anche ridotta la digeribilità della
cellulosa. (vedi tabella 1)
Nella tabella 1 sono stati messi a
confronto alcuni alimenti fibrosi.
Il tutolo è quello che contiene la
maggior quantità di fibra digeribile
apportata in grande misure da emicellulose. Il tutolo presenta un basso
livello di lignina, circa pari alla metà
di quella contenuta nei fieni. Quindi
il tutolo si può ritenere un apportatore di fibra di alta digeribilità e
può essere inserito nelle razioni per
sostituire alimenti come le polpe di
barbabietola o le buccette di soia.
TUTOLO E BRATTEE
Nell’affrontare l’argomento raccolta
tutoli è importante capire se è meglio raccogliere il solo tutolo, oppure
è più conveniente raccogliere anche
le brattee che fanno da involucro
alla spiga. Anche in questo caso la
risposta ci viene dalla analisi delle
frazioni fibrose: infatti tutolo e brattee sono uguali come contenuto di
emicellulose e cellulosa, ma le brat-
tee contengono solo il 2 % di lignina
contro il 6% del tutolo (vedi tabella
2). Per questa ragione è consigliabile
raccogliere anche le brattee; così
facendo si migliora la digeribilità
media del prodotto raccolto ed il
quantitativo ricavato passa da 8 a 15
quintali per giornata.
RACCOLTA E STOCCAGGIO
Per aziende che alimentano gli animali con il carro unifeed, la migliore
tecnologia per lo stoccaggio è quella
che prevede la conservazione del
prodotto senza essicazione mediante
la realizzazione di balle fasciate.
Si realizzano in questo modo dei
Tabella 2: Principali componenti della fibra in tutoli e bratee
Percentuale sulla
sostanza secca
Tutolo
di mais
Brattee che
coprono la spiga
Tutoli e brattee
di mais
Emicellulose
40
40
40
Cellulosa
36
40
38
Lignina
6
2
4
“Fibra digerita
dai bovini”
76
80
78
micro insilati nei quali la conservazione del tutolo viene garantita da
un processo di acidificazione operato
da lattobacilli. I costi di raccolta e
fasciatura sono attualmente pari a
7,00 euro al quintale di prodotto
raccolto.
TOCCASANA
Si è sovente sentito dire: “… che il
tutolo è buono solo per accendere la
stufa”. Questa è una affermazione
completamente sbagliata. In realtà
il tutolo può essere un valido strumento per abbassare il costo delle
razioni. Inoltre può avere nelle diete
specifiche funzioni tra cui quella di
migliorare lo sviluppo ruminale nei
vitelli durante la fase di svezzamento. Può essere inserito nelle razioni
delle vacche in lattazione con l’obiettivo di aumentare il grasso nel latte.
Può evitare i comuni problemi di
acidosi che si manifestano nei bovini
all’ingrasso; ed inoltre la sua raccolta può permetterci di aumentare la
marginalità della coltura del mais
fino a 150,00 euro per giornata
piemontese.
11
A ttualità
Novità sui voucher: si possono
spendere oltre i trenta giorni
Il Ministero del lavoro ha chiarito che, limitatamente al settore
agricolo, e fino alla modifica delle procedure, anche telematiche,
di rilascio dei nuovi buoni lavoro
– che, come noto, devono essere numerati progressivamente e
datati – i voucher non devono essere necessariamente spesi entro
30 giorni dal loro acquisto, ma
anche in un periodo successivo.
prestatore relativa al mancato
superamento, nell’anno, del
limite di 5.000 euro “costituisce
elemento necessario e sufficiente
ad evitare, in capo al datore di
lavoro, eventuali conseguenze di
carattere sanzionatorio”, relativamente al rispetto di tale requisito
economico. I voucher di 10 euro
in agricoltura, infine, possono
anche non rispettare il criterio
Una recente circolare ministeriale
chiarisce i termini dell’utilizzo
dei “buoni lavoro”
L’indicazione è contenuta nella circolare ministeriale del 18
febbraio 2013, che torna sull’argomento del lavoro occasionale
accessorio modificando parzialmente le indicazioni operative
fornite in precedenza e, in particolare, solo per il settore agricolo, apportando chiarimenti che
semplificano molto la gestione
dei voucher utilizzati per i lavori
stagionali.
BUONI LAVORO DI UN’ORA
Inoltre, la dichiarazione del
12
di equivalenza “un voucher = 1
ora di lavoro”, purché le ore di
lavoro del prestatore occasionale
siano retribuite con un numero di
voucher che garantisca il rispetto
della retribuzione oraria prevista
dalla contrattazione collettiva di
riferimento. A sottolineare con
soddisfazione i chiarimenti forniti
dal dicastero è stata Confagricoltura Cuneo, che ha parlato di
revisione “in senso meno restrittivo” delle precedenti disposizioni
operative sull’utilizzo dei voucher
nel settore primario.
A ttualità
Rottami e rifiuti agricoli
Istruzioni per il trasporto
Le regole che vanno osservate dalle aziende
Le ditte e le aziende, per trasportare i propri rifiuti non pericolosi (ad
esempio rottami di ferro, metalli
in genere, macerie, legno, carta,
ecc.) dalla propria sede o cantiere
di lavoro ai vari centri di raccolta, devono osservare delle regole
obbligatorie.
Per il trasporto dei rifiuti la ditta,
iscrivendosi all’Albo Gestori Rifiuti della CCIAA di Torino, ottiene
un’autorizzazione al trasporto specifico, anche per minime quantità.
Per informazioni contattare la
CCIAA di Torino al n. 011/57161 o
visitare il sito www.to.camcom.it
Le ditte che sono in possesso di
partita IVA non possono conferire
i propri rifiuti alle aree ecologiche
in quanto le normative prevedono
che solo i privati cittadini possano
scaricare un quantitativo giornaliero non superiore ai 30 kg.
Avendo l’autorizzazione si possono
trasportare i rifiuti semplicemente
compilando prima della partenza
un formulario in ogni sua parte;
è consigliabile comunque, per le
prime volte, chiedere aiuto per una
corretta compilazione ai centri di
raccolta destinatari del rifiuto.
Nel caso le quantità fossero troppo
ingombranti per essere trasportate
sui mezzi, è consigliabile richiedere l’intervento di ditte autorizzate
con i loro mezzi muniti di gru e
cassoni scarrabili.
13
A ttualità
Triplicati i prezzi
della verdura
ma le quotazioni
agricole calano
Gli ultimi dati Istat
documentano una tendenza
che preoccupa il settore
primario. Occorrono nuove
strategie d’impresa
14
“Mentre a gennaio crescono i prezzi al consumo (+0,2% a gennaio
rispetto a dicembre
2012) si contraggono
invece quelli dei prodotti
agricoli”, lo sottolinea
Confagricoltura in relazione ai dati definitivi
sull’inflazione a gennaio,
diffusi dall’Istat.
Sulla base dei dati Ismea,
Confagricoltura osserva
che le quotazioni agricole sono calate dell’1,2%
a gennaio su dicembre;
gli ortaggi segnano a
gennaio un incremento
sul mese precedente del
3,2% all’origine.
«La dinamica al consumo
penalizza i consumatori
e conferma il potenziale
deflativo della produzione primaria – osserva
Confagricoltura - i ve-
getali freschi a gennaio,
rispetto a dicembre, sono
costati ben il 9,2% in più
ai consumatori».
GRANDE
DISTRIBUZIONE
«Aumenti dei listini
all’origine delle verdure a
gennaio e febbraio sono
fisiologici – spiega Confagricoltura - perché pesano i fattori meteorologici
e gli incrementi dei costi,
ad esempio, per il riscaldamento di serre e stalle.
Resta la forte discrepanza
di quotazioni, con i prezzi
al dettaglio triplicati
rispetto a quelli all’origine».
Confagricoltura pone in
evidenza anche il calo
delle vendite al dettaglio
(-0,8% nel 2012 rispetto all’anno precedente
quelle alimentari) che
si stanno concentrando
sempre più nei canali
della grande distribuzione
(+0,6%) ed in particolare
del discount (+1,6%).
«Tendenze – conclude
l’Organizzazione degli
imprenditori agricoli da tenere presenti nelle
strategie d’impresa, anche quelle volte ai nuovi
mercati».
15
E nologia
Primavera di bellezza
La stagione di Vinum
Dal 27 aprile al 1° maggio,
Alba mette in vetrina
l’orgoglio delle Langhe,
tra sogni, gusto e realtà
Torna ad Alba “Vinum”.
L’appuntamento si terrà nel
lungo weekend dal 27 aprile al 1°
maggio 2013 inserito nell’ambito
della Primavera di Bellezza, un
insieme di eventi promossi dalla
Città di Alba.
L’appuntamento sarà con
le nuove annate delle
16
denominazioni: oltre 130
i produttori proposti dai
sommeliers presso la Grande
Enoteca e oltre 400 le etichette
in degustazione: Barbaresco
Docg, Barolo Docg, Dolcetto
di Diano d’Alba Docg, Dogliani
Docg, Roero Docg, Roero Arneis
Docg, Alba Doc, Barbera d’Alba
E nologia
Doc, Dolcetto d’Alba Doc,
Langhe Doc, Nebbiolo
d’Alba Doc, Verduno
Pelaverga Doc, vini
aromatici, spumanti e
passiti.
con il presidente del
Consorzio Giuseppe Di
Martino e un grande chef.
- Mercoledi’ 1° maggio:
“I 40 anni dell’Albeisa,
bottiglia di territorio”
L’IMMAGINARIO
DEL VINO
Presso la Grande Enoteca
sarà possibile partecipare
ad incontri sul tema
del vino e del suo
immaginario:
- Sabato 27 aprile alle 18:
presentazione del libro di
Carlo Arnulfo “Langhe
E Roero - dal suolo al
bicchiere”
- Domenica 28 aprile alle
18:
“Massimo Martinelli –
vino e seduzione”
- Lunedi’ 29 aprile alle 18:
“La pasta di Gragnano,
una grande tradizione”
con Alberto Cordero di
Montezemolo e Pietro
Ratti.
DEGUSTAZIONI
Oltre alla Grande Enoteca,
presso il Palazzo mostre
e congressi, si terranno le
Wine tastings experience:
l’originale formula di
degustazione ideata
da Strada del Barolo,
Grandi Vini di Langa e
Consorzio di tutela Barolo
e Barbaresco dove enologi
e sommelier raccontano
il territorio e introducono
alla scoperta dei grandi
vini di Langhe e Roero.
17
E nologia
NARRATORI
Altro appuntamento è
quello con i Narratori del
Vino, che all’interno della
Grande Enoteca offrono
al turista molteplici
attività legate al mondo
del vino: tre postazioni
che attraverso i sensi,
il territorio e la storia,
raccontano il mondo del
vino e i suoi protagonisti
con giochi e sorprese.
Come “contorno” alle
degustazioni presso
la Grande Enoteca,
ci saranno tantissimi
appuntamenti nelle piazze
della città.
MORDI E FUGGI
In piazza Medford
Streetfood proporrà
specialità in versione “da
asporto”, pasti semplici,
“mordi e fuggi”, cui si
18
uniranno cibi di strada
della tradizione delle
diverse regioni italiane.
L’iniziativa è realizzata
in collaborazione con la
Condotta Slow Food di
ci sarà Streetfish, cibo
da strada con prodotti
a base di pesce, il tutto
accompagnato dalle
bollicine dell’Alta Langa
Docg.
Alba, Langhe e Roero.
Inoltre quest’anno, a
sostegno di Streetfood,
in piazza Savona dal
27 aprile al 1° maggio
GRAGNANO
La Città di Alba sarà
anche coinvolta in un
gemellaggio con la Pasta
di Gragnano, città della
Campania dove è presente
un’antica e prestigiosa
attività di produzione
di pasta, famosa per la
qualità delle semole,
dell’essicazione e dei
formati. Il Consorzio
“Gragnano Città della
Pasta”, che comprende
oltre 10 pastifici, è stato
fondato nel 2003 con
l’obiettivo di difendere
e rilanciare la grande
tradizione della pasta del
sud.
Il 30 aprile e il 1°
maggio, quindi, in
piazza Risorgimento, i
visitatori saranno avvolti
nei profumi della cucina
del sud con il Consorzio
Pasta di Gragnano in
abbinamento con il
Dogliani Docg.
Al ministero
piace il dolcetto
dell’Istituto
enologico
di Alba
Tra le venticinque produzioni selezionate in tutta Italia
c’è anche quella della Scuola albese.
Premiazione a Vinitaly
Venerdì 8 marzo 2013 si è
concluso il “2° Concorso
Enologico Istituti Agrari
d’Italia” indetto dal Ministero
delle politiche agricole
alimentari e forestali e dal
Ministero dell’Istruzione
dell’Università e della Ricerca.
L’evento è stato realizzato
con la collaborazione
dell’AssoEnologi, che si è
assunta la responsabilità
dell’esecuzione tecnico
operativa del Concorso.
Il Concorso - riservato solo
ai vini a denominazione
di origine e a indicazione
geografica tipica e ai
vini spumanti prodotti
unicamente dagli Istituti
di Istruzione tecnica - si
è proposto di evidenziare
le migliori produzioni
sensibilizzando gli Istituti
verso sempre maggiori
livelli qualitativi, stimolando
così una più rispondente
didattica.
La cerimonia di apertura
e di presentazione del “2°
Concorso Enologico Istituti
Agrari d’Italia” si è svolta
giovedì 7 marzo nella sala
Cavour del Ministero delle
politiche agricole.
Le analisi sensoriali dei vini si
sono svolte in commissioni
di valutazione composte
ognuna da tre qualificati
enologi e da due giornalisti
specializzati del settore
vitivinicolo, hanno valutato
51 campioni presentati da 23
Istituti in rappresentanza di
14 regioni italiane.
Venticinque vini sui
cinquantuno presentati
hanno superato il punteggio
di 80 centesimi, secondo
il metodo di valutazione
“Union Internationale des
Oenologues”, ottenendo la
qualificazione di “ottimo”
e, pertanto, si sono fregiati
del riconoscimento di qualità
stabilito dal regolamento del
Concorso.
Fra i venticinque big anche
il Dolcetto d’Alba Doc
2011 dell’Istituto enologico
“Umberto I” di Alba, la cui
premiazione si svolgerà in
occasione del 47° Vinitaly,
a Verona domenica 7 aprile
prossimo.
Floriano Luciano
19
A ttualità
di
O svaldo B ellino
Mercalli alla fiera
di Savigliano
«Decrescere
per sopravvivere»
«Che il tempo sia cambiato,
basta chiederlo agli
agricoltori.
Sono loro i primi ad aver
sperimentato sul campo
gli effetti della mutazione
climatica in atto».
Parola del metereologo Luca
Mercalli, intervenuto venerdì
15 marzo alla Crusà Neira
di Savigliano nell’ambito
degli eventi collaterali della
trentaduesima edizione della
Fiera della Meccanizzazione
agricola.
20
UNA TERRA
NON BASTA PIù
Mercalli ha illustrato un
quadro molto preoccupante:
«Se andremo avanti di
questo passo – ha detto il
metereologo -, tra appena
30 o 40 anni per sopravvivere
avremo bisogno di due
“terre” e non potremmo più
starci su una sola».
Il primo imputato è il
petrolio: «Bisogna tirarsene
fuori, incentivando al
massimo la produzione di
energia pulita».
Negli ultimi 150 anni è stata
consumata una quantità tale
di riserva fossile, come non
era avvenuto in tutto il resto
della storia dell’umanità.
L’effetto serra “aggiuntivo”
è ben documentabile dalle
foto che ognuno di noi ha
potuto scattare sui ghiacciai
alpini nelle gite domenicali
degli ultimi 20 anni, come ha
mostrato lo stesso Mercalli
attingendo dall’album di
famiglia. La neve e il ghiaccio
si sono vistosamente ritirati,
la temperatura è cresciuta e
sta “impazzendo”, passando
da un record all’altro, come
è avvenuto l’anno scorso per
il freddo invernale e il caldo
estivo.
Il metereologo parla del ruolo
strategico dell’agricoltura
nelle nuove sfide ambientali,
tra biogas, cemento e stili di vita
L’ITALIA COME L’ALGERIA
«Lasciando le cose come
stanno – osservava Mercalli
-, nel 2100 la temperatura
del nostro territorio sarà
mediamente salita di almeno
6 gradi. Nelle ipotesi più
attendibili, l’Italia potrebbe
diventare come l’Algeria».
Come se ne esce? Agendo
immediatamente su
clima, energia e materie
prime: «Bisogna ridurre gli
sprechi energetici, favorire
l’agricoltura a chilometri
zero, attrezzarsi il più
possibile nella produzione
di energia pulita in grado
di sostituirsi a quella
tradizionale. Dobbiamo
cambiare i nostri stili di vita,
limitare l’uso dell’automobile
all’essenziale, rinunciare
alle fragole a Natale e
preferire piuttosto le arance
mediterranee di stagione,
isolare termicamente le
nostre case, fare a meno
degli aerei militari F 35…».
BIOGAS PRO E CONTRO
Tutte azioni che si possono
già mettere in pratica, ma
che spesso si scontrano con
costi e pregiudizi difficili
da superare. Così come, in
agricoltura, si fa presto a dire
che gli impianti a biomasse
possono essere alimentati
anche dal mais, salvo dover
poi fare i conti, come è stato
fatto notare dalla platea,
con l’aumento del costo
dei mangimi e quindi con
il rischio di chiusura delle
stalle che si vedono in tal
modo sottratto il foraggio
destinato agli animali.
Gli impianti di biogas,
inoltre, occupano
fisicamente molto spazio
in proporzione alle loro
potenzialità energetiche, in
contraddizione con un’altra
necessità più volte evocata:
lo stop alla cementificazione
dei terreni agricoli.
In una parola, quindi,
l’accompagnamento alla
“decrescita” per salvare il
pianeta, da un lato appare
imprescindibile, ma dall’altro
necessità di una rivoluzione
in primo luogo culturale,
con l’agricoltura che gioca
in questa partita un ruolo
assolutamente strategico.
21
O rtofrutticoltura
L’Europa
riconosce l’Igp
della Mela
Rossa Cuneo
Con la pubblicazione
sulla Gazzetta Ufficiale
dell’Unione Europea, dal
15 marzo la “Mela Rossa
di Cuneo” ha ottenuto
l’indicazione geografica
protetta (IGP) per l’Italia.
«Da almeno tre anni
- osserva Michele Quaglia, presidente di zona
della Coldiretti Saluzzo -,
aspettavamo che l’Unione Europea riconoscesse
quello che per il territorio
22
piemontese è uno dei
maggiori punti di eccellenza. La mela rossa Cuneo è conosciuta in tutti
i continenti e le ottime
qualità organolettiche
l’hanno fatta apprezzare
su tutti i mercati.
Ci auguriamo che l’identificazione comunitaria
serva ad affermare le
capacità imprenditoriali
dei produttori piemontesi, riconoscendo loro il
O rtofrutticoltura
Dopo un faticoso iter
durato anni,
il traguardo è stato
ufficialmente
raggiunto il 15 marzo.
Commenti entusiastici
dal settore frutticolo
dovuto ruolo all’interno
della filiera».
Aggiunge Domenico
Sacchetto, presidente Assortofrutta e del
Consorzio Mela
Rossa Cuneo:
«Auguriamoci che
questo
traguardo dia
visibilità
anche
alle altre
produzioni d’elite
della Granda
e possa garantire un maggior reddito ai produttori».
Un riconoscimento che
“conferma la qualità, il
lavoro e la storicità che
stanno alla base della
Mela Rossa Cuneo”,
commenta il presidente
della sezione Ortofrutticola della Confagricoltura
di Cuneo, Alberto Giordano, al quale fa eco il
direttore zonale della
Confagricoltura
di Saluzzo,
Marco
Bruna:
«Adesso
avremo
a disposizione
un’arma
in più per
farci valere
sul mercato nazionale e
internazionale.
La speranza è che questa
indicazione si traduca anche in maggiori benefici
per tutti i produttori».
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Lagna
23
F iere
Fruttinfiore sotto il segno
della Mela Rossa Cuneo
nuova stella delle Igp
Il conferimento del marchio da parte dell’Unione europea apre
nuove prospettive di mercato per la frutticoltura locale. Se ne
discute nei convegni di venerdì 12 e sabato 13 aprile a Lagnasco
L’undicesima edizione di Fruttinfiore a
Lagnasco (12-13-14 aprile), quest’anno
sarà sotto il segno della “Mela Rossa Cuneo”, che ha appena ottenuto
dall’Unione europea l’agognato marchio
Igp. Un riconoscimento che segna per la
frutticoltura locale nuove possibilità di
sviluppo, secondo percorsi professionali
e commerciali che saranno ampiamente
dibattuti nei due convegni in programma
nel Castello, venerdì 12 aprile alle 18,30
e sabato 13 alle 10.
24
PREMIO FRUTTINFIORE
Sempre nel Castello, a margine dell’incontro organizzato in collaborazione tra
le Associazioni di produttori e le Associazioni di categoria, venerdì pomeriggio,
dopo la cerimonia inaugurale, avverrà la
consegna del Premio Fruttinfiore, giunto
alla sua quarta edizione, che viene
assegnato ogni anno ad un personaggio
pubblico distintosi per l’impegno nei
confronti della filosofia “green”.
VETRINA DEL GUSTO
Tra gli altri appuntamenti della fiera, in
piazza Umberto I, troveranno posto gli
stand istituzionali con gli ospiti provenienti anche da altre regioni, ma soprattutto i Consorzi di tutela dei prodotti
agricoli della provincia di Cuneo.
Partendo dal mercatino di via Roma e
via Tapparelli, fino all’area delle Eccellenze di Fruttintavola, Fruttinfiore diventa
inoltre la vetrina del gusto. Gli espositori
propongono prodotti legati alla frutta
F iere
ed alle eccellenze enogastronomiche ed
artigianali della Granda.
FUOCHI NEL CASTELLO
La sera del sabato, dopo lo spettacolo
pirotecnico delle 20,30, sarà possibile
effettuare una romantica passeggiata all’interno dei giardini del Castello,
debitamente illuminati ed aperti per
l’occasione. Ancora nel suggestivo
scenario del Castello, la frutta si metterà
in mostra e si abbinerà all’arte. Accanto
alla mostra pomologica allestita a cura
del CReSO, con la presentazione di tutte
le più importanti varietà di mele coltivate
nel saluzzese, troverà spazio la mostra
delle migliori fotografie partecipanti al
concorso fotografico alla scoperta dei
beni culturali ed architettonici della nostra provincia, promosso dal gruppo FAI
Giovani Cuneo che avrà il suo culmine
con la cerimonia di premiazione, nella
sala Convegni del Castello, il sabato
pomeriggio alle 18.
DONNE E ARTE
Il Salone di Via Tapparelli ospiterà una
mostra di lavori femminili organizzata in
collaborazione con l’Associazione I passatempi di Griselda, dove troverà spazio
l’esposizione dei prodotti di artigianato
realizzati direttamente dalle signore
locali. Sempre nel Salone di Via Tapparelli
sarà anche allestita una mostra di disegni
ed il benessere è rappresentato dalla
sesta edizione della Camminata tra i
frutteti in fiore, organizzata in collaborazione con la Scuola del Cammino di
Saluzzo: partenza dal piazzale Asprofrut,
domenica alle 10.
Area verde realizzata da Dotta Vivai
realizzati da studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Torino che promuoveranno anche dei laboratori di pittura nella
natura, cui potranno partecipare grandi
e bambini, esperti e principianti.
FRUTTA E BENESSERE
Un curioso abbinamento tra Fruttinfiore
Per chi intende correre, l’occasione è
offerta dalla terza edizione della Corsa
podistica non competitiva attraverso le
campagne lagnaschesi, organizzata in
collaborazione con la Podistica Valvaraita: partenza dal piazzale Asprofrut,
venerdì alle 18,30.
25
La festa della frutta in fiore
a Lagnasco per guardare
con speranza al futuro
Dal 12 al 14 aprile il Salone delle tecnologie applicate
all’ortofrutticoltura, mercatini, camminate e gastronomia
Torna a Lagnasco dal 12 al
14 aprile Fruttinfiore, la
manifestazione che per tre
giorni vuole festeggiare la
migliore produzione frutticola locale, per la frutta: quella
sana, buona... e in fiore!
L’inaugurazione della XI
edizione è prevista per venerdì 12 aprile alle 16.30 nel
piazzale Asprofrut. Fruttinfiore accompagnerà i visitatori
in una full immersion nel
mondo della frutta facendo
scoprire e valorizzare il lavoro
di un intero territorio. Un
territorio ricco di colture, ma
26
anche di cultura, di gente
con ambizione, volontà, caparbietà, che grazie alla continua innovazione ha saputo
trasformare antiche tradizioni
nella moderna frutticoltura.
Come da tradizione, anche
l’edizione 2013 vanta un
calendario ricco di appuntamenti. Protagonisti saranno,
come sempre, lo STAO,
Salone delle Tecnologie
Applicate all’Ortofrutticoltura, i mercatini ricchi di
prelibatezze, i laboratori e
tante attività didattiche per
i più piccoli. E non solo: arte
e convegni, bancarelle ricche
di curiosità, fuochi d’artificio,
ospiti e, per tutti gli appassionati di fitwalking, la V
edizione della “Camminata
tra i frutteti in fiore” .
Confermato, inoltre, Fruttintavola, un percorso gastronomico in collaborazione con
le Associazioni di categoria,
per celebrare la frutta anche
a tavola, tra piatti tradizionali
e gustose ricette innovative.
Tre giornate davvero intense, dunque, che porteranno
i visitatori a conoscere ed
apprezzare il mondo della
frutta, nella splendida cornice di un territorio ricoperto di
fiori e frutti.
All’organizzazione, la cui
regia è affidata alla Pro Loco
di Lagnasco, partecipano,
oltre all’Amministrazione
comunale che ha fortemente
voluto ed appoggiato la manifestazione, le tre più importanti associazioni di produttori frutticoli del Piemonte,
quali l’Asprofrut, la Lagnasco
Group e l’Ortofruit Italia,
nonché l’Associazione che le
raccoglie: Assortofrutta.
27
N otizie
dalle aziende
Il mistero dei patentini agricoli
e il valore aggiunto della formazione
Parla il direttore del Centro Formazione e Ricerca Merlo, Paolo Peretti
Sui patentini per la conduzione dei mezzi agricoli si sta sentendo di tutto e non a
tutti è chiaro come ci si debba comportare. A margine dei convegni che la recente Fiera della meccanizzazione agricola
di Savigliano ha dedicato all’argomento,
interviene il direttore del Centro Formazione e Ricerca Merlo, Paolo Peretti.
«La formazione è obbligatoria per legge da anni – osserva Peretti -, riguardo
ai trattori agricoli e forestali, l’accordo
Stato/Regioni in vigore dal 12 marzo
scorso definisce un protocollo didattico
minimo uguale per tutti (argomenti, durata, verifiche, test, prove pratiche, valutazioni, etc.) nel quale la informazione
e la formazione devono essere completate dall’addestramento in un percorso
formativo adeguato e specifico. Dal 12
marzo scorso è quindi obbligatorio disporre di un attestato di formazione per
la conduzione di queste macchine e, salve poche esclusioni esplicitamente previste, non sarà più possibile condurre una
trattrice agricola o un trattore forestale
senza la prescritta abilitazione».
Chi è obbligato alla formazione?
«Qualsiasi lavoratore che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore
di lavoro – continua Peretti - o che svolge
attività lavorativa con trattori agricoli o
forestali nell’ambito dell’organizzazione
del datore di lavoro, con o senza retribu-
28
zione. Sono equiparati i soci lavoratori di
cooperative o di società, anche di fatto,
che prestano la loro attività per conto
delle società o degli enti stessi».
Per quali trattori agricoli vige
l’obbligo di formazione?
«Per qualsiasi trattore agricolo o forestale con motore, a ruote o cingoli, con
velocità per costruzione non inferiore a
6 km/h e che venga utilizzato per lavorazioni in contesto agricolo o forestale,
potendo essere equipaggiato con attrezzi per tirare, trainare, movimentare e trasportare carichi».
L’attestato di formazione
ha una scadenza?
«Si. Se l’attestato è stato ottenuto secondo il protocollo formativo indicato
nell’Accordo Stato/Regioni in vigore dal
12 marzo 2013, la sua validità è di cinque anni.
Alla scadenza può essere rinnovato per
altri cinque anni partecipando ad un corso di aggiornamento di almeno quattro
ore».
Chiunque può fare formazione?
«No, salve poche eccezioni particolari, i
corsi di formazione possono essere fatti
solo da Soggetti Formatori opportunamente accreditati come Ente Formativo
presso le strutture regionali».
Il lavoratore agricolo può evitare
la formazione?
«No. Deve comunque almeno partecipare ad un corso di aggiornamento. Per
soddisfare in parte le istanze delle associazioni di categoria – conclude Peretti - è
stata infatti prevista la facoltà, per coloro
i quali sono in possesso di esperienza documentata di almeno 2 anni al momento di entrata in vigore dell’Accordo (12
marzo 2013), di fare solo un corso di
aggiornamento entro il 12 marzo 2017,
rinnovabile ogni cinque anni. Attenzione
però, meglio non farsi troppe illusioni.
Alcune compagnie di assicurazione hanno già cominciato a modificare le polizze
inserendo tra i danni non coperti da garanzia quelli causati da operatore “non
abilitato a norma delle disposizioni in vigore”. E questa abilitazione non è solo la
patente di guida, ma proprio l’attestato
di formazione, adeguata e specifica.
Molti lo chiamano patentino, per alcuni è soltanto un certificato, per troppi è
purtroppo un mero fatto burocratico.
Per tutti deve invece essere l’attestazione
di un percorso formativo serio e costruttivo che permette di accrescere le proprie competenze e capacità professionali
guardando con fiducia al valore umano e
sociale che questo comporta».
F iere
Benvenuta primavera!
Mondovì sorride
alla nuova stagione
Sabato 13 e domenica 14 aprile il tradizionale
appuntamento agricolo e folcloristico
La Fiera di primavera di
Mondovì è tradizionalmente il segno del risveglio della natura.
L’annuncio che è finito
l’inverno e sta prorompendo la primavera,
nell’eterna girandola delle
stagioni che non conosce
crisi, perché fortunatamente appartiene al mon-
do reale e non a quello
dello spread.
La rassegna monregalese
quest’anno festeggia la
sua cinquantaquattresima edizione e si svolge
sabato 13 e domenica 14
aprile, dalle 9 alle 19, a
Mondovì Breo.
In primo piano, le attrezzature agricole, insieme
ai supporti per il giardinaggio, le piante, i fiori, i
prodotti enogastronomici
delle valli piemontesi, i
sapori del monregalese e
le produzioni biologiche,
senza dimenticare la ceramica, l’artigianato, l’oggettistica e i servizi legati
al turismo e agli hobby.
Centinaia di bancarelle e
percorsi espositivi di ogni
tipo, a dimensione professionale e famigliare. Su
tutto, l’atmosfera particolarmente suggestiva della
manifestazione, che rivela
in ogni dettaglio le sue
radici antiche, il richiamo
a usi e tradizioni peculiari di una terra e di un
popolo.
29
R icerca
Al Creso, le nuove frontiere
della confusione sessuale
Incontro al vertice interregionale
dei ricercatori e dei tecnici
sugli aggiornamenti dei metodi
per la stagione 2013
Ricercatori e tecnici delle regioni
italiane dove la confusione sessuale è ormai ampiamente diffusa in
frutticoltura (Sud-Tirolo, Trentino,
Emilia-Romagna, Valtellina e Piemonte) si sono dati appuntamento
al Centro ricerca per la frutticoltura (Creso) di Manta per confrontarsi sugli ultimi aggiornamenti dei
metodi, in tempo utile per l’ap-
30
plicazione alla stagione 2013. Un
workshop di esperienze scientifiche che ha permesso di scambiare
sul campo dati e termini di paragone molto preziosi per affinare le
strategie difensive dei frutteti.
EVOLUZIONE IN CAMPO
«L’efficacia della sola confusione
sessuale – osserva il direttore del
Creso, Silvio Pellegrino - non è scontata.
Le principali criticità si
riscontrano in situazioni
particolari: frutteti con
un’elevata pressione dei
carpofagi, impianti di
forma irregolare o sotto
vento; infine andamenti
stagionali sfavorevoli. Il
buon esito della confusione sessuale è legato
all’organizzazione tecnica presente sul territorio.
Il supporto dei Centri di
consulenza è indispensabile per monitorare il
rilascio dei feromoni dai
dispenser, seguire passo
a passo l’evoluzione in
campo e adottare tempestivamente gli interventi
correttivi».
UNA STORIA
DI SUCCESSO
La confusione sessuale
rappresenta una storia di
successo per la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare della
frutticoltura. Ha consentito di sostituire gran
parte degli interventi
insetticidi con un metodo
intelligente che previene
gli accoppiamenti degli
insetti dannosi. E’ oggi
la strategia su cui si basa
la difesa dai principali
lepidotteri del melo e del
pesco. Nel 2012 nella
sola provincia di Cuneo
la superficie protetta
con il metodo naturale
è stata di 2.600 ettari di
melo e ben 4.150 ettari
di pesco, in quest’ultimo
caso il 92 % della superficie totale.
VANTAGGI
SUL MERCATO
Considerato che la
confusione consente
di sostituire almeno tre
interventi insetticidi
convenzionali all’anno,
è facile immaginare il
beneficio e la ricaduta
sull’ambiente. La riduzione dei residui di agrofarmaci sui frutti, fino
anche all’azzeramento,
ha inoltre favorito la
competitività della frutticoltura piemontese sui
mercati internazionali,
anche quelli più esigenti
e restrittivi in termini di
sicurezza alimentare.
31
Z ootecnia
Qual’è la più
bella frisona
della provincia
di Cuneo?
Dopo tre anni di assenza, torna la
mostra il 26 e 27 aprile, a Saluzzo.
Spazio anche alle “pezzate rosse”
Torna, dopo tre anni di
assenza, la Mostra-concorso
provinciale della razza frisona. Non più a Fossano, ma
al Foro boario di Saluzzo, venerdì 26 e sabato 27 aprile.
L’evento rinasce per iniziativa
di un gruppo di allevatori
della sezione frisona dell’As-
32
sociazione provinciale allevatori di Cuneo, con il supporto
di numerosi sponsor privati
dei settori dei mangimi e
della genetica animale.
Sarà in esposizione, ma non
in gara, anche una selezione dei migliori capi di razza
“pezzata rossa” della provin-
cia di Cuneo.
Il programma prevede l’arrivo e la sistemazione degli
animali il venerdì, mentre il
sabato, dalle 8,30 alle 13 si
svolgerà la fiera, con la sfilata
e la valutazione morfologica
dei capi, suddivisi per categorie, fino alla proclamazione
della campionessa provinciale. Giudice della gara sarà
Davide Errera di Mantova.
Al momento è iscritta una
cinquantina di capi. Il riferimento tecnico per la partecipazione all’evento è l’Apa di
Cuneo.
Z ootecnia
La produzione di latte
torna nella quota?
Pubblicati i dati del Sistema
informativo agricolo nazionale.
Si ridimensiona lo sforamento
dei primi mesi del 2012
Sul portale del Sian (Sistema
informativo agricolo nazionale) sono stati aggiornati i
dati delle consegne di latte
a primi acquirenti alla data
del 31 dicembre 2012. La
produzione dei primi 9 mesi
della campagna 2012/13 si
attesta a 80.054.060 quintali di latte rettificato (vale a
dire calcolata la % di gras-
so), che rispetto al medesimo periodo della campagna
precedente rappresenta un
aumento del latte rettificato
consegnato pari allo 0,67%.
«Da questo confronto –
commenta il responsabile
del settore latte della Cia
di Cuneo, Paolo Ambrogio
- emerge che si sta tendenzialmente attenuando
l’aumento registrato nei
primi mesi, quando si erano
visti addirittura sforamenti di
oltre il 4%.
Oggi siamo al di sopra della
produzione della precedente
campagna di 530.000 quintali contro oltre 1 milione di
quintali che si registrava a
fine settembre».
Secondo Ambrogio “se
l’andamento degli ultimi
mesi dello scorso anno si
confermasse anche nei primi
tre mesi del 2013, potrebbe
non verificarsi il superamento della quota nazionale.
Tuttavia è necessario da parte dei produttori moderare
l’andamento delle produzioni negli ultimi tre mesi della
campagna”.
33
Z ootecnia
La carne non è debole
se lo spirito è forte
(e l’informazione giusta)
Il nutrizionista Andrea Poli e gli operatori della filiera
zootecnica al convegno di Confagricoltura a Savigliano
sulla “regina della tavola”
carne” che l’associazione provinciale ha
organizzato giovedì 14 marzo alla Crusà
Neira di Savigliano, con l’editorialista di
“terraoggi.it” e “L’imprenditore agricolo”, Floriano Luciano, nel ruolo di
moderatore.
«Il quadrilatero composto da Cuneo,
Saluzzo, Savigliano e Fossano rappresenta il cuore della zootecnia cuneese e piemontese; è qui che operano
allevamenti all’avanguardia sotto tutti i
punti di vista. La carne, che da un lato
è un piacere quando arriva sulla nostra
34
tavola, talvolta diventa purtroppo un
dispiacere per chi la produce, perché
l’elevata qualità delle produzioni non
è adeguatamente remunerata dal
mercato». Così Oreste Massimino,
presidente di Confagricoltura Cuneo ha
introdotto il convegno “I piaceri della
COSA MANGI OGGI?
Tanti gli ospiti di eccezione, a partire
dalla presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia, che ha richiamato all’attenzione i recenti manifesti
della nuova campagna “anti carne”
dei vegani, con la foto di un bambino
fatto a pezzi e messo in una confezione da banco al supermercato accanto
alla scritta “Cosa mangi oggi?”, e la
teoria dell’”impronta idrica”, secondo
cui la produzione di carne sarebbe tra
le più impattanti per l’ambiente: «Sono
argomenti che condizionano l’opinione
pubblica e che quindi attendono delle
risposte dalla scienza», ha osservato la
presidente, mettendo in guardia dalla
disinformazione.
REGINA DELLA TAVOLA
Andrea Poli, direttore scientifico del
Nutrition Foundation of Italy, ha fatto
chiarezza sulle proprietà nutrizionali
della carne, sgombrando il campo da
alcuni luoghi comuni che provocano
danni all’economia del settore: «C’è
molta disinformazione in questo campo
- ha esordito Poli -. Per prima cosa occorre sottolineare che la speranza di vita
si è allungata di 5 anni nel breve volgere
di 15 anni, ma alla natura non importa
di come e quanto viviamo, siamo noi a
doverci occupare del nostro benessere.
Ecco dunque l’importanza di aumentare l’attività fisica e consumare meno
calorie. Ma esiste anche una strategia
complementare che consiste nell’ingannare i meccanismi della sazietà. E qui
entra in gioco il ruolo fondamentale
della carne, in quanto la sua assunzione
fa scendere la grelina, ossia la sostanza
che il nostro stomaco produce quando
è vuoto, mantenendo l’effetto per più
tempo».
E poi una precisazione sugli studi epidemiologici che connettono il consumo
di carne all’insorgenza di determinate
patologie: «Si basano - ha sottolineato Poli - su ricerche condotte in Paesi
anglosassoni, dove il consumo di carne
è decisamente più elevato che in Italia.
La carne rappresenta una fonte inesauribile di proteine dall’elevato valore biologico, ha un alto potere saziante e una
quota di ferro e zinco. Deve dunque
continuare ad essere una delle regine
della nostra tavola».
FILIERA D’ECCELLENZA
A seguire sono intevenuti Fabrizio
Guidetti, presidente di Unipeg, Aldo
Muraro, presidente di Unaitalia, e
Giovanna Parmigiani, presidente
nazionale della Sezione Suinicola di
Confagricoltura che hanno fatto il punto sullo stato economico in cui versano
gli allevamenti italiani di bovini, polli,
galline e suini. Ci si è poi addentrati
nella realtà della zootecnia cuneese
grazie ai contributi di Roberto Chialva,
presidente di Apa Cuneo, Luigi Allasia, amministratore delegato di Carni
Dock di Lagnasco, e Giancarlo Simoni,
fondatore di Ora Agricola di Cherasco.
Claudio Sacchetto, assessore regionale all’Agricoltura, ha ricordato invece
l’impegno della Regione a favore della
zootecnia piemontese, mentre il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto
Abellonio, ha così concluso i lavori:
«Come consumatori, di fronte alla filiera della carne italiana, dobbiamo essere
tranquilli e soddisfatti perché produciamo nella maniera migliore al mondo
e abbiamo trasformatori e macellatori
di eccellenza. Malgrado tutto questo,
però, c’è ancora chi muove nei confronti del nostro settore le accuse più infondate. Bisogna far capire all’opinione
pubblica che quelle non rappresentano
la verità».
35
N otizie
dalle aziende
Tecnoengineering
Specialisti in coperture
Tecnoengineering produce ed installa tunnel agricoli ed industriali
a gamba dritta, ad arco singolo e doppio, coperture speciali per
cippato, bio-gas, reti frangivento, tamponamenti in pvc, serbatoi
flessibili per liquami e stalle/coperture per bestiame.
Alla cascina Panatera nuovi tunnel per stoccaggio fieno,
ricovero attrezzi e macchinari
Nuova ed importante realizzazione alla
cascina Panatera di Venaria Reale (To),
grossa azienda produttrice di latte e foraggi. La soc. Tecnoengineering di Ponte
Priula di Susegana (Tv), in collaborazione con Albino Rocca di Carrù (Cn), ha
realizzato due tunnel GDT (a gamba
dritta) larghi 13 e lunghi 33 metri, con
altezza gamba di 6,50 metri, senza
tiranti sulla capriata, con un innovativo
sistema di ancoraggio al terreno, senza
alcuna opera muraria e senza fondazioni in cemento. “Questo è il capannone
più richiesto – osserva Fabio Bortoluzzi,
contitolare dell’azienda trevigiana -,
perchè permette un elevato stoccaggio
verticale dei più svariati tipi di merce, è
di veloce installazione, può essere uti-
lizzato in agro/zootecnia per più utilizzi
(stalle/ricovero animali – copertura trincee – copertura cereali e materiali per
impianti biogas o riciclo rifiuti). L’azienda veneta fornisce, grazie al proprio
studio di progettazione, la relazione di
calcolo in base alla posizione geografica
ed al tipo di terreno. Viene certificata e
calcolata la resistenza alla neve, al vento
ed al sisma in base alla severa normativa oggi vigente. Tutta la lavorazione dei
materiali, dalla carpenteria alla copertura in PVC ignifugo classe 2, compresa
anche la posa in opera, viene eseguita
direttamente da Tecnoengineering che
garantisce così i suoi prodotti per ben
10 anni, fornendo, se necessaria, assistenza e manutenzione al cliente.”.
La società Tecnoengineering, con
36
un’esperienza più che trentennale,
opera in Italia ed all’estero, progetta,
realizza ed installa coperture standard
o su misura in acciaio/telo pvc ad alta
resistenza per uso industriale e agricolo. Costruisce strutture solide ma
nel contempo economiche, realizzabili
in tempi brevi, utilizzando i migliori
profilati d’acciaio zincato che vengono
lavorati con macchine automatiche da
personale altamente specializzato, seguendo gli standard di controllo qualità
ISO 9001. Il rivenditore per Piemonte,
Liguria e Valle d’Aosta è Albino Rocca di
Carrù (Cn).
www.roccaalbino.it
www.tecno-engineering.eu
PSR - MISURA 111
Sottoazione B
Il contenimento dei tripidi
dannosi alle colture agrarie
L’impiego degli insetti utili sostituisce gli insetticidi
I tripidi sono una famiglia di insetti assai
dannosa alle colture agrarie. Spesso i danni
che provocano sono difficilmente diagnosticabili e non sempre gli imprenditori agricoli
sono in grado di capirne la gravità dell’attacco. Essi sono molto piccoli, di colore giallo,
più scuri quando adulti, sottili ed allungati,
visibili ad occhio nudo solo negli stadi di età
più avanzati. Si nutrono dei liquidi presenti
nei tessuti vegetali che scalfiscono con gli
stiletti boccali succhiandone poi il contenuto
che ne fuoriesce. Colpiscono moltissime colture agrarie quali le frutticole, fra cui pesche
nettarine e fragole, le orticole, primi fra tutti
fagioli, peperoni e porri. Numerosi anche
i danni alle colture floricole meno comuni
quelli sui cereali. Quando le colture sono in
fioritura i tripidi si insediano nei fiori nutrendosi del contenuto dei granuli di polline e
degli altri organi del fiore. Anche i frutticini
appena formati sono seriamente danneggiati così come le foglie soprattutto nella
pagina inferiore. Il contenimento dei tripidi
con sostanze chimiche, siano esse di sintesi
che naturali, appare spesso molto problematico. Si assiste ad una crescente inefficacia
di un prodotto fitosanitario in relazione alla
resistenza rapida che il parassita sviluppa nei
confronti della sostanza attiva insetticida,
soprattutto se si verifica l’abuso di tale prodotto con più trattamenti successivi e con
dosi troppo elevate. A complicare il tutto è
lo stesso comportamento del parassita, con
più generazioni all’anno e con l’abitudine
a vivere nascosto fra gli anfratti e i ripiegamenti dei tessuti vegetali.
Molte sostanze, poi, oltre che uccidere sommariamente i tripidi, eliminano invece tutti
i loro limitatori naturali. Gli attacchi gravi
inducono poi i coltivatori a sperimentare insetticidi fosforganici (dimetoato, clorpirifos,
clorpirifos-metile, phosmet) o fenossiderivati
(etofenprox) deleteri per la microfauna utile
al contenimento non solo dei tripidi ma di
molti altri parassiti. La ricomparsa sul mercato di un vecchio insetticida carbammato a
base di metomil non fa che aumentare questi fenomeni. Buoni prodotti di cui spesso si
è fatto abuso compromettendone l’efficacia
sono quelli a base di spinosad, una sostanza
chimica naturale di derivazione batterica,
la quale ha un ottimo profilo ambientale
e tossicologico. Fra le sostanze naturali si
annovera poi l’impiego della Beauveria bassiana, efficace in determinate condizioni e
dell’azadiractina, entrambe abbinabili ad un
programma di lotta biologica con insetti utili. Fra i più noti i predatori Orius laevigatus,
molto efficace in prossimità della fioritura e
l‘Amblyseius nelle 2 specie cucumeris e swirskii. Il 2012 ha visto un significativo impiego
di queste specie, nelle coltivazioni floricole
e orticole anche in pieno campo su fragola,
porro e fagiolo.
A cura di Davide Mondino - dottore
Agronomo- [email protected]
37
Z ootecnia
«Allevatori, non lasciamoci
prendere dallo sconforto,
la prospettiva c’è»
«Il lavoro svolto fino a oggi
ha prodotto risultati.
Ora la Piemontese è conosciuta da tutti, siamo competitivi sul prezzo, anche se non
ancora tutti in Italia mangiano la nostra carne.
Vuol dire che c’è ancora molto spazio, per farci conoscere
e apprezzare dai consumatori
che già ci stimano».Così il
presidente dell’Anaborapi,
Albino Pistone, alla vigilia
della nuova annata zootecnica degli allevatori della razza
Piemontese.
AIUTIAMOCI DA SOLI
Un incontro organizzato
38
Z ootecnia
dall’Anaborapi in collaborazione con la Sezione Piemontese dell’APA di Cuneo,
con un bilancio a luci ed
ombre, dal cambio di assetto
organizzativo su base regionale per risparmiare sui costi
mantenendo la qualità dei
servizi, agli ulteriori investimenti per essere sempre più
protagonisti sul mercato.
Il presidente della Sezione
Razza Piemontese Renato
Giordano ha ribadito la
volontà di guardare avanti
con coraggio, senza aspettarsi troppo in fatto di aiuti
pubblici.
«Abbiamo visto – ha sottolineato Giordano – che la
commercializzazione diretta
paga, dobbiamo aiutarci da
soli».
GRANDE
DISTRIBUZIONE
Assente il presidente Apa
Alla vigilia della nuova
annata zootecnica,
l’Anaborapi disegna
il quadro del mercato
della razza Piemontese
Roberto Chialva, a Roma
per impegni in sede nazionale, era il direttore
dell’associazione allevatori
Bartolomeo Bovetti a far
vibrare nella platea dei soci
le corde dell’orgoglio di
categoria: «Non facciamoci
condizionare dalle difficoltà
del momento, che esistono
a cominciare dai recenti
contraccolpi per la carne
di cavallo spacciata per
manzo.
Il nostro impegno è di
continuare a lavorare bene
e continuare a investire per
tenere il passo di un mercato che si amplia offrendoci
la possibilità di crescere». In
questa direzione, il dottor Bovetti ha accennato
a promettenti trattative
per potenziare la presenza
nella grande distribuzione
organizzata, “sempre più
interessata alla carne Piemontese”.
ETICHETTATURA
Sullo sfondo, resta il problema del nuovo regolamento Ue sulla certificazione
delle carni, con l’abolizione
dell’etichettatura facoltativa, una norma che permetteva di inserire informazioni
volontarie su razza, sesso,
alimentazione dell’animale.
Ora che lasagne, hamburger e tortellini contenenti
carne di cavallo, spacciata
per manzo, sono finite nei
supermercati e nelle mense
di mezza Europa, Italia compresa, la questione delle
etichette torna con forza.
Il tentativo che vede in
prima fila il sistema allevatoriale italiano è di riaprire
il “dossier trasparenza”
all’interno della discussione
sulla nuova politica agricola
comune.
39
ARPROMA I nforma
Associazione Regionale Produttori Macchine Agricole
Il premio della meccanizzazione
ai costruttori più innovativi
Alla Fiera di Savigliano, assegnati nove riconoscimenti
per le proposte che aprono nuovi orizzonti tecnici
Anche quest’anno alla trentaduesima Fiera della meccanizzazione
agricola di Savigliano sono pervenute molteplici adesioni al concorso
per le novità tecniche, concorso molto ambito per i costruttori di
macchine agricole che dà pregio e visibilità alle nuove proposte.
Dopo accurate valutazioni del comitato composto da tecnici
qualificati di cui fanno parte il Cnr – Imamoter, l’Arproma
(Associazione regionale produttori macchine ed attrezzature
agricole), l’Unacma (Unione nazionale commercianti macchine
agricole), l’Enama (Ente nazionale meccanizzazione agricola) e
Unacoma (Unione nazionale costruttori macchine agricole), oltre ai
rappresentanti delle associazioni di categoria, sono state identificate
ben nove aziende meritevoli del riconoscimento.
Venerdi 15 marzo, durante l’inaugurazione della Fiera, sono state
quindi premiate dalle varie autorità presenti le seguenti aziende:
Ditta Barale e Olivero srl • Via Torino 60 • 12045 Fossano
Novità Tecnica: Pressa compattatrice imballatrice/fasciatrice
Motivazione: Macchina utilizzabile in modo polivalente sia in
azienda che in pieno campo che consente automaticamente di
recuperare, compattare, imballare e fasciare materiali agricoli
vari riducendo i volumi di carico e di trasporto e facilitando il loro
stoccaggio.
Ditta Bella Enrico & C • Via Umberto I • 10060-Piscina (TO)
Novità Tecnica: Sarchiatrice-rincalzatrice
Motivazione: Macchina multifunzione, destinata alla agricoltura
biologica mediante adozione di tecniche di minima lavorazione,
dotata di cerniere con parallelogramma articolato a geometria
variabile che può essere facilmente convertita in una rincalzatrice a
dischi sfalsati.
Ditta Berra Massimo • Via Pinerolo 60 • 10060 Pinerolo Novità Tecnica: Gruppo diserbo portato a ridotto impatto
ambientale
Motivazione: Macchina diserbatrice dotata di sistema di controllo
satellitare che permette la riduzione dell’impatto ambientale
mediante la segnalazione automatica delle zone trattate abbinato
ad un dispositivo di apertura/chiusura automatica degli ugelli che
vanno a trovarsi in zona di sovrapposizione
Ditta Boffa Guido snc Wgreen Tecnology • Via Cane Guido 102
12055 Diano d’Alba (CN)
Menzione Tecnica: Veicolo a trazione elettrica a tre ruote motrici
Motivazione: Macchina semovente a trazione elettrica
facilmente spostabile ideata per il trasporto di operatori su terreni
particolarmente pendenti e, in particolare in vigneti e frutteti,
40
che ne facilita gli spostamenti con sensibili riduzioni della fatica
specialmente di persone anziane o dotate di handicap.
Ditta Colombardo Mauro • Reg. Leiso 30 • 14050 S. Marzano
Oliveto (AT) Menzione Tecnica: Trivella idraulica versatile
Motivazione: Trivella idraulica versatile, installabile anteriormente e
posteriormente alla trattrice che, mediante tre movimenti permette
l’estirpo e il reimpianto di piante particolarmente idonea per il
reimpianto di barbatelle in filare.
Ditta Merlo spa • Via Nazionale 3 • 12010 S. Defendente di
Cervasca (CN) Menzione Tecnica: Sollevatore telescopico Multifarmer 40.9
Motivazione: Macchina dotata di centralina elettronica di controllo
che permette significativi miglioramenti tecnologici in grado di
ridurre i consumi di carburante mediante l’ottimizzazione dei
rendimenti in funzione delle condizioni di utilizzo e della gestione
delle potenze erogate.
Ditta Metal Agricola snc • Via Michelini 43 • 12038 Levaldigi (CN) Menzione Tecnica: Pianale e verricello per Spallegna verticale
Motivazione: Spaccalegna verticale dotata di tavolo girevole
plastico che permette di ridurre la fatica di utilizzo della macchina
durante l’adattamento richiesto da pezzature diverse dei tronchetti
unitamente ad un nuovo verricello dotato di dispositivo di
avvolgimento e svolgimento controllato del cavo.
Ditta Racca srl • Via Roma 87 • 12030 Marene(CN) Novità Tecnica: Unità cippatrice per tutoli di mais
Motivazione: A seguito di recenti studi che hanno evidenziato
l’utilizzabilità dei tutoli di mais come prodotti per biomassa, per
farine zootecniche, per la preparazione di lettiere e per altre
destinazioni quali materiale per la lucidatura e levigatura di oggetti
metallici, per materie plastiche e altro ancora, e stata realizzata
questa Unità Cippatrice applicabile a mietitrebbiatrice che consente,
durante le normali fasi di trebbiatura, di sminuzzare e raccogliere
contemporaneamente anche i tutoli di mais.
Ditta Ricca Andrea & C • Via Vecchia di Cuneo 57 • 12022 Busca Menzione Tecnica: Spaccalegna orizzontale Hacca
Motivazione: Nuova struttura per spaccalegna orizzontali
realizzata, con materiali innovativi, in grado di ridurre la fatica degli
operatori nelle fasi di spaccatura di tronchi di legno mediante piano
di appoggio con innovativa forma telescopica.
N otizie
dalle aziende
Nelle vigne c’è Tryke, nato senza
rivali! Tre ruote contro
il mal di schiena
La Wgreen Tecnology di Boffa
Guido snc di Diano d’Alba, da
anni produce attrezzature a
trazione elettrica che permettono un consistente aumento di produzione riducendo i
costi e migliorando la qualità
lavorativa per molteplici settori agricoli in special modo
per il settore vitivinicolo. La
vicinanza al cliente diretto ha
sempre portato alla creazione
di macchine da lavoro dotate
di considerevoli autonomie,
facilità di utilizzo e grande affidabilità.
Da questi presupposti è nato
TRYKE, un veicolo a tre ruote
motrici unico nel suo genere. Presentato in anteprima
alla trentaduesima Fiera della
meccanizzazione agricola di
Savigliano ha subito riscosso
un notevole interesse ed ha
vinto il premio come “Menzione Tecnica” al concorso
delle novità tecniche.
TRYKE nasce per venire in
aiuto di tutte le persone che
svolgono lavori nei filari di
“potatura, scarzolatura, sfoltimento” e quindi sono sempre esposti a dolori alla schie-
E’ il nuovo agevolatore
della Wgreen Tecnology
Quello che mancava
per lavorare meglio, ora c’è!
na e alle gambe.
Nel tempo sono già state provate soluzioni per ovviare a
questi problemi, ma con scarsissimi risultati, specialmente
nei vigneti a grandi pendenze.
TRYKE, dopo un lungo periodo di prove si è subito rilevato
affidabile, facile da utilizzare,
ergonomico e soprattutto comodo da trasportare, in soli
due minuti si può smontare e
riporre nel baule di una qualsiasi auto.
I suoi punti di forza sono sicuramente la trazione a tre ruote motrici con controllo elettronico, il servosterzo elettrico
e la possibilità di adattarlo in
base alle pendenze del terreno da lavorare. L’ergonomia
è stata messa alla base del
progetto, infatti l’operatore
ha la possibilità di regolarsi la
postazione di lavoro in modo
ottimale, così da evitare il mal
di schiena comune a tutti i vitivinicoltori.
Oggi le statistiche dichiarano
che oltre il 50% dei lavoratori operanti in questo settore
agricolo è colpito da problemi
muscolo-scheletrici. Il veicolo
offre la possibilità di ridurre
notevolmente la fatica fisica,
in quanto si lavora comodamente seduti, al contempo i
ritmi di lavoro divengono molto più rapidi aumentandone di
molto la produttività. Risultato concreto: 30% di aumento
di produttività, evitando ogni
tipo di patologia fisica. Il suo
sistema di guida, gestito completamente da una centralina
elettronica, avviene tramite
piccoli movimenti delle gambe lasciando sempre le mani
libere per poter lavorare così
in modo ottimale.
TRYKE va ad arricchire la
gamma delle motocarriole
Wgreen Tecnology a trazione elettrica, valido aiuto per
attuare la norma ISO 14001
riguardo la certificazione ambientale.
41
F isco
di
e tributi
Alberto tealdi,
commercialista
[email protected]
Attenzione alla responsabilità
solidale per i contratti di appalto
L’Agenzia delle entrate il 1 marzo ha chiarito che
la normativa riguarda anche le aziende agricole
Gli imprenditori agricoli,
siano essi costituiti sotto
forma di ditta individuale,
società semplice, società
di persone o società di
capitali, devono anche
loro adempiere e prestare
attenzione a quanto previsto dalla norma introdotta
dal DL 83/2012 in materia
di responsabilità solidale
per il versamento dell’Iva
e delle ritenute Irpef che
42
scaturiscono da contratti di
appalto e di subappalto.
INTERESSA TUTTI
Inizialmente era stato
sostenuto da più parti che
tale disciplina riguardava
solamente il settore edile,
l’Agenzia delle Entrate con
la Circolare n. 2/E/2013 del
1° marzo ha invece ritenuto
che la norma è applicabile
a tutti i settori produttivi
quindi settore agricolo compreso. Ma di che cosa si
tratta e soprattutto in quali
casi l’imprenditore agricolo
stipula contratti di appalto?
Andiamo con ordine.
La norma prevede che qualora un soggetto appaltatore concede in subappalto
un’opera od un servizio
deve accertarsi, prima di
pagare il subappaltatore per
il lavoro prestato, che questi
abbia correttamente adempiuto agli obblighi fiscali
scaduti a quella data, vale a
dire che abbia versato l’Iva
sulle fatture relative alle
prestazioni effettuate e che
abbia versato le ritenute
Irpef relative allo stipendio
degli eventuali dipendenti
di cui si è avvalso.
Se in violazione alla norma
l’appaltatore paga il subappaltatore senza accertarsi
che i versamenti fiscali siano avvenuti è solidalmente
responsabile con il subappaltatore per il loro versamento, questo comporta
che se il subappaltatore
non versa l’Iva o non versa
le ritenute Irpef l’appaltatore sarà chiamato a versarle,
per conto del subappaltatore, nel limite del valore della
prestazione effettuata dal
subappaltatore stesso.
Analogamente il committente che stipula un
contratto di appalto con
un’impresa, prima di pagare, deve anch’egli accertarsi
di quanto sopra sia con
riferimento alla ditta alla
quale ha commissionato i
lavori sia con riferimento ai
subappaltatori di cui l’impresa si è eventualmente
avvalsa altrimenti, sempre
qualora il soggetto appaltatore (o l’eventuale subappaltatore) non abbia versato
quanto dovuto, scatta la
sanzione amministrativa in
F isco
capo al committente da un
minimo di Euro 5.000,00
ad un massimo di Euro
200.000,00.
CONTO TERZISTI
E APPALTI AGRICOLI
Nel mondo agricolo spesso
ci si può trovare nella casistica in cui l’imprenditore
agricolo è committente di
un appalto, ad esempio:
quando commissiona i
lavori agricoli ad un conto
terzista di una certa dimensione ed organizzazione di
mezzi e personale; quando
conclude un contratto per
la costruzione di un fabbricato strumentale; quando
conclude un contratto per
l’installazione di un impianto di fotovoltaico o di
biogas o per un qualsiasi
altro importante impianto
aziendale, ecc... quindi non
si tratta di casistiche isolate
ma di eventualità piuttosto
comuni, anche perché il
contratto di appalto non è
un contratto che ha l’obbligo della forma scritta e
pertanto può capitare di
commissionare un lavoro
senza avere la consapevolezza che, di fatto, si è
nell’ambito del contratto di
appalto. L’imprenditore per
poter accertare la regolarità
dei versamenti deve farsi rilasciare dall’appaltatore una
e tributi
dichiarazione sostitutiva di
atto notorio (simile a quelle
che è riportata a fianco)
nella quale viene dichiarato
che quanto dovuto all’erario è stato regolarmente
versato o le valide motivazioni per cui non è ancora
stato versato (per esempio
perchè non sono ancora
scaduti i termini per il versamento, la fattura è soggetta all’Iva per cassa, ecc....).
L’imprenditore agricolo è
autorizzato a non effettuare
il pagamento fintanto che
non è in possesso di tale
autocertificazione. Ottenuta
l’autocertificazione è liberato da ogni responsabilità
evitando così il rischio di
sanzioni
o di versamenti in solido.
CHI NE è ESCLUSO
La circolare di cui sopra
ha espressamente escluso
dalla normativa, tra gli altri,
i contratti di prestazione
d’opera, i contratti di fornitura di beni e le prestazioni
rese nell’ambito consortile
(consorzi o cooperative).
Quindi qualora la prestazione di servizi o l’esecuzione dell’opera ricada nel
contratto d’opera, che si
differenzia da quello di
appalto in quanto le prestazioni sono effettuate da
professionisti o da piccoli
imprenditori,
non è necessario ottenere
l’autocertificazione.
Si tratta ad esempio delle
prestazioni del veterinario,
del nutrizionista, dell’impresa edile familiare o della ditta contoterzista anch’essa a
gestione prevalentemente
familiare, ecc... Infine è
opportuno ricordare che la
responsabilità vale solo per
i versamenti scaduti al momento del pagamento, se
quindi l’appaltatore emette
fattura ed il committente
la paga contestualmente,
ovviamente ai fini Iva non
è ancora scaduto alcun
termine per il versamento
quindi il committente non
avrà alcuna responsabilità
e se vorrà potrà omettere
di chiedere l’autocertificazione, se però sono stati
impiegati dipendenti risulta
più complicato verificare
i termini di scadenza del
versamento delle ritenute
quindi è consigliabile richiederla.
43
F isco
di
e tributi
Alberto tealdi,
commercialista
[email protected]
Tassazione catastale:
trasformare le società
agricole in tempo utile
Dal 2015 entra in vigore
il regime ordinario sulla base
delle risultanze di bilancio,
ma è bene muoversi
in anticipo
A seguito della già trattata abolizione, a fare data
dal periodo di imposta
2015, della tassazione su
base catastale per le società agricole apportata
dal DL Stabilità, società
che dovranno quindi essere assoggettate a tassazione ordinaria sulla base
delle risultanze di bilancio, si ritiene sia necessario valutare per tempo
la loro trasformazione in
società semplice la quale,
così come l’imprenditore
agricolo individuale, continua a godere del favorevole regime fiscale.
ARRIVARE PREPARATI
Premesso che le norme
tributarie sono in continuo “fermento” e che
quindi da adesso a fine
2014 la norma possa ancora cambiare, si ritiene
poco probabile comunque che venga ristabilita
la situazione di favore
44
attualmente in vigore in
quanto la modifica è già
stata introdotta a seguito
della necessità di cassa
del bilancio dello Stato.
Sarà quindi necessario
arrivare “all’appuntamento” preparati. Innanzitutto la trasformazione comporta l’assolvimento da
parte della società di una
serie di adempimenti civilistici quali delibere dei
soci ecc...in molti casi,
soprattutto per le società
di capitali costituite per
la produzione di energia
elettrica in ambito agricolo, gli investimenti sono
stati fortemente finanziati dagli istituti bancari i
quali tra le altre garanzie
hanno richiesto ed ottenuto il pegno sulle quote
sociali e pertanto risultano essere loro ad avere i
diritti di voto necessari,
salvo patto contrario,
per adottare le predette
delibere.
F isco
Questo risulta in molti
casi un primo passaggio
non così veloce visti anche tutti gli adempimenti
interni che tali istituti
sono tenuti a rispettare.
ANTICIPARE I TEMPI
Considerato che la norma
colpisce comunque ogni
società agricola, quindi
sia quelle che producono energia elettrica, sia
quelle che producono
vino, piuttosto che cereali
o che svolgono l’attività
di allevamento di animali ecc... l’altro aspetto
comune a tutti riguarda
l’eventuale contestazione
dell’elusività dell’operazione da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
La stessa sosterrà infatti,
quasi sicuramente, che la
finalità dell’operazione
è stata solamente quella
di ottenere un risparmio
fiscale senza altre valide
ragioni economiche. Tale
assunzione potrebbe aprire un contenzioso con il
Fisco soprattutto nel caso
in cui la trasformazione
venga fatta a ridosso
dell’entrata in vigore
della sfavorevole norma
fiscale, limitando così le
motivazioni a favore del
contribuente.
EVITARE I CONTENZIOSI
In questo momento
effettuare la trasformazione non comporta
invece alcuna elusione in
quanto si tratterebbe di
trasformare una società
e tributi
in regime di tassazione
catastale in altra con
pari regime, per di più
mediante un’operazione onerosa in quanto la
trasformazione comporta,
nell’ambito delle società
agricole a regime catastale, la tassazione sulle plusvalenze dei beni immobili sociali e qui si apre un
ulteriore altro importante
discorso sulla qualifica o
meno di beni immobili,
dal punto di vista fiscale,
degli impianti di produzione di energia elettrica.
E’ dunque consigliabile
sin da ora valutare con
il proprio consulente i
termini, le modalità ed i
costi dell’operazione di
trasformazione.
45
F isco
e tributi
Posta elettronica
certificata obbligatoria
entro il 30 giugno
Tutte le imprese agricole sono tenute
a comunicare il loro indirizzo telematico,
con valore legale
Entro il 30 giugno, le imprese individuali agricole (come tutte le altre)
dovranno ottemperare a un nuovo
obbligo normativo: la comunicazione del proprio indirizzo di posta
elettronica certificata (Pec), come
previsto dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221.
Il provvedimento per l’iscrizione
nel Registro delle Imprese riguarda
anche le aziende agricole in regime di esonero Iva che si iscrivono
al registro imprese della Camera di
Commercio di Cuneo, così come
le imprese individuali già iscritte
nel Registro delle Imprese prima
dell’entrata in vigore del suddetto
decreto legge, che risultano attive.
«La Posta elettronica certificata
(Pec) - informa Daniela Destefanis,
responsabile di zona della Cia di
Alba - è il sistema di posta elettronica che fornisce al mittente documentazione elettronica attestante
46
l’invio e la consegna di documenti
informatici. Tale documentazione ha
valore legale».
CANALE ESCLUSIVO
A partire dal 1 luglio 2013, tutte le
informative, dichiarazioni, scambi
di informazioni, richiesta documenti
etc, tra imprese di qualunque forma
e natura e la pubblica amministrazione dovranno essere effettuati
esclusivamente tramite Pec.
Vista la sua importanza ai fini legali
i possessori dell’indirizzo di posta
dovranno periodicamente controllarlo. In mancanza della comunicazione entro il 30 giugno 2013 della
propria Pec da parte di tali imprese, osserva Destefanis, il Registro
Imprese sospenderà a partire dal
1 luglio 2013, ogni domanda di
iscrizione da queste presentata, in
attesa che la stessa sia integrata
con l’indirizzo di posta elettronica
certificata dell’impresa, e comunque per 45 giorni. Trascorso tale
periodo, in mancanza di regolarizzazione, la domanda si intende non
presentata.
IMPARARE INTERNET
«Se è pur vero che la domanda di
iscrizione del solo indirizzo Pec è
esente dall’imposta di bollo e da
diritti di segreteria - commenta la
responsabile della Cia albese – e
può costituire anche un’opportunità, non c’è dubbio che per molte
imprese agricole l’obbligo presenta dei problemi in considerazione
del livello estremamente basso di
diffusione della connettività ad
internet nelle aree rurali. La Cia
cuneese ha in programma iniziative
di formazione per l’uso delle procedure informatiche per cui invitiamo
gli interessati a rivolgersi alle sedi
zonali dell’organizzazione».
V oci
dai campi
«E adesso dateci
un ministro che abbia
calzato gli stivali
fin da piccolo»
Non penso si sia mai parlato
tanto di politica come negli
ultimi mesi, e non è un male,
ma sono certo che non si è
mai parlato così poco di agricoltura nello stesso tempo.
L’agricoltura oggi è rimasta
l’unica forza che ancora non
delocalizza in nome della
globalizzazione, non licenzia
o mette in cassa integrazione
i suoi occupati, nel tentativo
di recuperare produttività,
ma al contrario cresce in tutti
i settori e si conferma prima
in valore nell’esportazione,
verso quelle economie che
riescono ancora a crescere,
in attesa che in Europa il
vento della recessione cambi
direzione, in primis per mano
dei diversi governi cosicché
tornino a crescere i consumi
interni.
FARE PULIZIA
Anche dalle nostre campagne sono certo che siano
venuti parte dei voti che
hanno cambiato gli equilibri
all’interno del Parlamento,
cioè: meno Lega, meno Pdl,
meno Pd e meno Udc, ma
mi accorgo ogni giorno che
molti colleghi hanno votato
i grillini, non come scelta di
“protesta”, affermazione di
“comodo” da parte di chi
non intende in realtà cambiare o che cambi nulla, ma perché dopo averli provati tutti
o quasi, dopo averli ascoltati
tutti o quasi, ma soprattutto
dopo aver creduto a tutti o
quasi, si è voluto fare come
si fa in una stalla dopo il
passaggio di una malattia.
Si fa pulizia, si introducono
animali nuovi e si cerca di
migliorare il management,
per riuscire ad andare avanti,
cosa che nelle condizioni
attuali, non è solo difficile,
ma quasi impossibile.
MINISTRO CON
GLI STIVALI
Non so se nelle file dei grillini
ci siano agricoltori, a pieno
titolo e non per hobby, ma
me lo auguro, perché direi
che la stragrande maggioranza degli agricoltori e dei
lavoratori Italiani ne hanno
abbastanza di ministri usciti
dagli uffici dei ministeri o dei
partiti, ma che vedrebbero
con favore a capo di quello
che ritengo essere uno, se
non il più importante dicastero dei prossimi governi,
un agricoltore, che gli stivali
li abbia già calzati anche da
piccolo, che sappia come
crescono le piante e come si
possono allevare gli animali,
che si faccia aiutare da chi
i conti in campagna li deve
far tornare da sempre, ogni
giorno, dando lavoro a tanta,
tanta gente, sapendo che per
uscire da questa gravissima
crisi bisogna aiutare chi il lavoro lo crea, non mortificandolo con tasse e balzelli vari
e a vario titolo che rendono
solo tutti un po’ più poveri.
BUONA VOLONTà
Beh, in questo marasma,
siamo e sono in tanti ad
aspettare di vedere che cosa
faranno i grillini, saltando dai
campi al Parlamento, sperando che se non loro direttamente, almeno gli altri per
paura di ripetere i risultati
dell’ultimo turno elettorale,
facciano quello che potremmo fare o aver fatto meglio
ognuno di noi, senza essere
nominati senatori a vita, e
cioè usare il buon senso, non
aver paura di un’Europa che
ogni giorno si sta svelando sempre più una spesa,
più che una risorsa, perché
altrimenti in campagna si
vedrà sempre più gente
saltare invece di correre, non
tanto per scelta quanto per
necessità. E se, col tempo, la
pazienza e la buona volontà,
di cui gli agricoltori tutti sono
maestri, nulla cambierà, allora veramente “arrendetevi,
siete circondati!”.
Continuma a travajè per ades
Antonino Bedino
[email protected]
47
A ttualità
Agreenculture, l’innovazione
scende in campo a Savigliano
Fondazione Symbola e Coldiretti
hanno presentato il Rapporto
sulle tecnologie agricole verdi.
Analisi e premi
A dispetto di quanto si potrebbe affermare se ci si fermasse solo alle apparenze, il settore primario è non solo un
settore tradizionale e in controtendenza
rispetto alla crisi, ma è anche giovane,
rosa e fortemente innovativo.
GIOVANI AGRICOLTORI CRESCONO
Per convincersene basta citare qualche
dato: l’agricoltura è il settore che nel
2012 ha fatto registrare il più elevato aumento nel numero di lavoratori
48
dipendenti con un incremento record
del 3,6%, mentre l’andamento generale del mercato del lavoro ha mostrato
livelli elevati di disoccupazione. Si stima
inoltre che un lavoratore dipendente
su quattro assunti in agricoltura abbia
meno di 40 anni e sono ben 57 mila
imprese condotte da giovani con meno
di 35 anni, secondo la Coldiretti.
Ancor più dirompente la presenza femminile nel settore: quasi un’azienda su
tre è condotta da una donna. Significa-
tivo anche il numero delle aziende agricole che investono in tecnologie verdi e
processi sostenibili: tra il 2009 e il 2011
il 54,9% delle imprese ha dichiarato
di aver ridotto l’utilizzo di energia ed
acqua e il 22% di aver ridotto sensibilmente l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti
(Green Italy 2012 – Symbola Unioncamere).
ASSET AMBIENTALE
Così come accade per tutto il comparto
agricolo, il miglioramento della performance ambientale è diventato un asset
strategico anche per la produzione
di macchine agricole. Un settore nel
quale l’Italia, con circa 2 mila imprese,
vanta il primato europeo per numero
di aziende e con oltre 31 mila addetti è
seconda solo alla Germania per numero
di lavoratori. Idem dicasi per il fatturato:
A ttualità
7,3 miliardi di euro contro i 7,6 della
Germania e un valore aggiunto di 1,4
miliardi di euro.
Ma in fatto di investimenti di settore
l’Italia non conosce rivali in Europa: 226
milioni di euro a fronte dei 174 della
Germania. Investimenti che il Belpaese
impiega soprattutto per migliorare i processi produttivi e i prodotti stessi, tanto
che in due anni, dal 2008 al 2010, si è
ridotta del 40% l’energia utilizzata per
unità di prodotto e si sono ridotti di
circa 9 mila tonnellate anche gli output
di rifiuti e scarti di lavorazione.
EXPORT CHE VOLA
Nulla da stupirsi, quindi, se l’export
vola, raggiungendo picchi di 3,8 miliardi
di euro e traina il saldo della bilancia
commerciale di settore (elaborazione Symbola su dati Eurostat riferiti al
2010).
Per avere un’istantanea del settore
basta guardare ai numeri relativi alle
trattrici, che rappresentano il dato più
significativo della meccanizzazione
agricola. Il fatturato dalla vendita di
trattori agricoli italiani è passato da
1,9 miliardi di euro del 2010 ai 2,2 del
2011; in aumento anche la produzione,
cresciuta nello stesso biennio del 12%
(da 61.040 a 67.954 unità).
TRATTORI SUPERSTAR
A trainare il mercato è soprattutto l’export: l’esportazione di trattrici nel 2011
ha visto un aumento del volume di
affari pari al 10,63% rispetto al 2010,
in termini economici un aumento del
14,32%. Ad oggi l’Italia esporta quasi la
totalità della sua produzione di trattori
agricoli: solo 14.512 trattori su 67.954
sono stati venduti in Italia nel 2011 (dati
elaborati da FederUnacoma). Come dire
che la notorietà e la fama del made in
Italy passa non solo per l’arte, il design,
o la moda, ma anche per i trattori.
Vista l’importanza e la vitalità del settore, la Fondazione Symbola e Coldiretti,
in collaborazione con l’Ente Manifestazioni di Savigliano e l’Enama e con il
patrocinio del ministero dell’Ambiente,
per la trentaduesima Fiera della meccanizzazione agricola hanno lanciato
il Rapporto sulle tecnologie agricole verdi – Agreenculture, il primo
rapporto espressamente dedicato alle
innovazioni tecnologiche green nella
meccanizzazione agricola, che istituisce
anche una menzione per le aziende
che si siano particolarmente distinte su
questo fronte.
AGREENCULTURE
Insieme a Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola, e Albano
Agabiti, della Coldiretti Nazionale,
hanno presentato il Rapporto a Palazzo
Taffini di Savigliano, Gloria Monasterolo, presidente Ente manifestazioni di
Savigliano; Marcello Gatto, presidente
Coldiretti Cuneo e Sandro Liberatori,
direttore Enama.
In questa prima edizione, hanno ricevuto la menzione del Rapporto sulle
tecnologie agricole verdi – Agreenculture le aziende:
- Ricca Andrea (gestione delle risorse
forestali, premiata nella sezione sostenibilità processi produttivi);
- Caffini Sprayers Equipment (protezione delle colture, menzionata nella
sezione tecnologie per l’ambiente);
- Merlo (produzione di trattrici, menzionata nella sezione efficienza delle
macchine agricole);
- Maschio (fresatrici zappatrici erpici
rotanti, menzionata per la sostenibilità
dei processi produttivi);
- AgriArt (agricoltura di precisione,
menzionata nella sezione tecnologia per
l’ambiente);
- Fradent (produzioni industriali, menzionata per la sostenibilità dei processi
produttivi);
- CHN (trattori ad alta efficienza, menzionata appunto per l’efficienza delle
macchine agricole).
49
Z ootecnia
La riduzione dei suini
mette in difficoltà
i piccoli allevamenti
Poco più di nove milioni di capi in Italia,
mentre l’export dei salumi cresce
al record storico
Nell’ambito del convegno
“I piaceri della carne”
a Savigliano la neo presidente della sezione
nazionale suinicoltori di
Confagricoltura, l’allevatrice piacentina Giovanna
Parmigiani, ha presentato
50
una relazione articolata
sul comparto italiano ed
europeo.
QUADRO INCERTO
Continua a rimanere
incerto ed instabile il
quadro della suinicoltu-
ra europea – secondo la
Parmigiani - infatti dai
dati riscontrabili la situazione odierna mantiene la
contrazione già registrata
dal 2011 ove il patrimonio suinicolo dell’Unione
europea a 27 membri, ha
manifestato una flessione
(-1,5%), scendendo da
151 a 148,6 milioni di
capi. Un decremento importante, risultato da una
concomitanza di fattori:
un andamento stagnante dei consumi, flessioni
significative in molti degli
Stati membri, incertezze
rispetto all’applicazione
delle normative sul benessere, aumento dei costi
dei mangimi,
restrizioni finanziarie alle
imprese.
A determinare questa
contrazione – secondo
Confagricoltura - hanno
concorso una molteplicità
di fattori.
Innanzitutto i bassi margini: il 2011/12 è stato
il sesto anno consecutivo
con margini pesantemente negativi per un allevamento medio nella UE.
Le evidenti ripercussioni
stanno determinando un
rivolgimento del sistema
allevatoriale che premia
un modello di allevamento caratterizzato da
dimensioni sempre più
grandi e moderne, compromettendo evidentemente i piccoli allevamenti.
PIU’ BENESSERE,
MENO SCROFE
Il patrimonio suinicolo
nazionale nel 2012 è
risultato costituito da
9,279 milioni di capi, in
lieve decrescita (-0,1%)
rispetto al dicembre 2011.
La normativa sul benessere ha determinato una
ulteriore forte contrazione
del numero complessivo
delle scrofe che 717 mila
del 2010 sono scese a
585 mila unità.
Continua inoltre la contrazione delle scrofe non
montate, scese rispetto al
2010 del (-10,5%) indice
preoccupante delle disaffezione dell’allevatore.
Dati confermati da un
recente rapporto della
UE che ribadisce che per
quanto riguarda il settore
suinicolo, la contrazione
delle consistenze registrata nel 2011, con partico-
Z ootecnia
produttivo del 2012 e
del 2013, la produzione
di carni suine dovrebbe
riprendere la sua crescita
dalla seconda metà del
2014 e nel 2022 dovrebbe ritornare ai livelli del
2011 (circa 23 milioni di
tonnellate).
Inoltre
lare riguardo al patrimonio delle scrofe (-3,2%
nell’UE), sta determinando un calo della produzione di carne suina a livello
europeo stimato in -0,4%
nel 2012 e -3,2% nel
2013.
Tale contrazione è una
conseguenza dell’entrata
in vigore delle norme sul
benessere delle scrofe e
dei costi più elevati dei
mangimi. Dopo il calo
PREOCCUPA
IL MERCATO INTERNO
Il dato preoccupante è
quello relativo al grado di
auto approvvigionamento
nazionale della carne suina, considerate le flessioni
di produzione interna e
consumi, è sceso intorno
al 68,1% dal 69,5% del
2010 con un calo 1,4
punti.
Considerando l’insieme
dei salumi e delle carni
suine fresche la flessione
arriva a -2,6% per un
quantitativo pro-capite
pari a 31,3 Kg contro i
32,1 Kg del 2010.
Anche la redditività
dell’allevamento è decisamente calata.
Di contro si è registrato
un “record storico” delle
esportazioni di salumi
italiani nel 2011.
Secondo l’Istat nel 2011
i prodotti della salumeria
italiana hanno raggiunto
la cifra record di 1 miliardo e 40 milioni di euro
(+6,8%) per un totale di
138.000 ton (+10,5%).
Secondo stime del “Centro Studi Confagricoltura”
per l’export del comparto nel 2012 è previsto
un aumento del 5-6 per
cento in valore rispetto al
2011 superando abbondantemente i 500 milioni
di euro.
51
A ttualità
Patentini
e revisione
macchinari
agricoli
Cresce la protesta
contro i legislatori
Cresce la protesta sulle incertezze normative
riguardanti i patentini e le
revisioni delle macchine
agricole. A fianco degli
agricoltori, bombardati da
informazioni di ogni tipo
su corsi, attestati e necessità di adeguamento delle
52
attrezzature, sono scese
in campo anche l’Associazione regionale produttori
macchine agricole (Arproma) e l’Unione nazionale
dei commercianti di macchine agricole (Unacma),
che in due distinti e affollati convegni alla Fiera della
meccanizzazione agricola
di Savigliano hanno posto con forza il problema
dell’assenza dei decreti
attuativi e dei regolamenti
di applicazione delle nuove
leggi.
PRODUTTORI
E CONTROLLORI
Luigi Cometto, presidente
del Car (Centro artigiano
revisioni), ha sottolineato
come, in mancanza di decreti attuativi, esista tuttora
A ttualità
Alla Fiera della meccanizzazione
agricola di Savigliano
produttori e venditori al fianco
degli imprenditori agricoli
nulla ci è stato chiesto ed
ora ci ritroviamo con nuove
ed impegnative incombenze, senza addirittura avere
le linee guida che ci permettano una loro corretta
applicazione».
un’oggettiva difficoltà ad
attrezzare delle strutture in
grado di procedere ai controlli periodici dei macchinari agricoli.
«Se Cuneo è la provincia
con il primato della produ-
zione di macchine agricole
– osservava Luca Crosetto,
presidente di Arproma -,
avremmo potuto essere
validi interlocutori del legislatore per la compilazione
delle normative. Invece,
VENDITORI
A farsi portavoce del disagio della categoria (oggettivamente in difficoltà ad
organizzarsi per adempiere
agli obblighi legislativi, in
assenza di regolamenti
applicativi) è stato anche
il presidente dell’Associazione commercianti di
macchine agricole (Acma)
di Cuneo, Gabriele Racca,
mentre Rodolfo Catarzi
illustrava le attività di Unacma orientate all’accreditamento dell’associazione e
dei propri associati per il
rilascio del patentino e per
la revisione delle macchine
agricole.
L’auspicio di tutti è che la
situazione si possa al più
presto chiarire, “attraverso quelle azioni sindacali
necessarie a riportare il
legislatore verso un ripensamento delle normative
più consono alle esigenze
delle imprese”.
53
N otizie
dalle aziende
CLAAS dai trattori alla raccolta
Tutta la tecnologia che conta per i professionisti dell’agricoltura
Con un secolo di esperienza, più di
300 modelli in offerta ed un brevetto depositato ogni settimana dal
1921 CLAAS è il numero 1 in Europa
nel campo delle mietitrebbie ed il
numero 1 al mondo in materia di
trincia semoventi.
Oggi CLAAS offre anche una nuova
generazione di trattori: 12 gamme
con più di 60 modelli da 72 a 524
cavalli che rappresentano già un riferimento nelle rispettive categorie.
CLAAS si è imposta anche come
leader di tecnologia e, non a caso,
di prestazioni agricole.
Grazie alla moderna ed efficiente
rete di concessionari ed officine
autorizzate, CLAAS è presente ogni
giorno ovunque voi siate per offrirvi
un sostegno all’altezza delle vostre
ambizioni.
Chi semina l’innovazione raccoglie il
successo.
54
La nuova LEXION
Una garanzia di prestazioni
TRAC con motore idrostatico sull’assale posteriore
• Nuovi motori Tier 4i fino a 598 CV
a regime ridotto per ottimizzare i
consumi
• Esclusiva cingolatura TERRA TRAC
a sospensione idropneumatica con
velocità fino a 40 Km/h
• Nuovo DYNAMIC COOLING
Esclusivo sistema di raffreddamento
orizzontale con portata variabile
e risparmio di potenza fino a 20 CV
• Nuovo canale convogliatore per la
versione MONTANA per testate fino
a9m
• Nuovo esclusivo assale posteriore
a quattro snodi per pneumatici da
1,65 m di diametro
• Nuovi cassoni granella fino a
12.500 l con velocità di scarico fino
a 130 l/sec
• Nuovo esclusivo CEMOS AUTOMATIC per la regolazione automatica
della separazione e pulitura granella
• Nuova trazione integrale POWER
• Nuovo battitore chiuso con maggiore capacità produttiva
• Nuove trasmissioni della testata
maggiorate e canali alimentatori a 4
catene per prestazioni superiori
• Un design innovativo e accattivante
A ttualità
Il mercatino dell’usato agricolo
gratis in diretta su terraoggi.it
Mercatino dell’usato agricolo, prodotti della bottega alimentare per i consumatori…
Accanto alle notizie, il primo quotidiano
agricolo indipendente on line della provincia di Cuneo, terraoggi.it, sta intensificando la promozione delle applicazioni gratuite a servizio degli agricoltori, per comprare
e vendere macchinari e prodotti.
DOVE INSERIRE GLI ANNUNCI
Inserire gli annunci è facile. Sul lato sinistro
della prima pagina del sito www.terraoggi.it compaiono le due aree denominate
“Mercatino dell’usato” e “Bottega alimentare”, con le immagini a rotazione degli
ultimi annunci pubblicati. Nel riquadro del
Mercatino (ma la procedura vale allo stesso
identico modo anche per la Bottega), si
clicca sul pulsante “vai al mercatino” per
accedere all’area di caricamento o lettura
degli annunci.
COME CARICARLI
Se si vuole caricare un annuncio basterà
cliccare sul pulsante verde in alto “clic-
Inserire gli annunci
è facile, ecco come
fare. Si possono
mettere foto, prezzi
e descrizione
ca qui per caricarlo” e comparirà una
mascherina da compilare (“cercasi” o
“vendesi”, in alto, a seconda del caso) con
i dati dell’annuncio (oggetto che si vuole
vendere, la descrizione dell’oggetto, la foto
e il prezzo) e i dati personali di chi inserisce l’annuncio (nome, cognome, paese e
email). Dopo di che si clicca sul quadratino
nella stessa mascherina, in basso a sinistra,
per l’informativa sulla privacy e sul tasto
rosso, in centro, denominato “invia”. L’annuncio verrà cosi ricevuto dalla redazione,
che si riserverà di pubblicarlo verificandone
prima l’attendibilità.
CONTATTA IL PROPRIETARIO
In basso a destra, nel riquadro di ogni
annuncio, c’è il tasto “leggi tutto” per accedere alla mascherina con le informazioni
complete dell’annuncio. Qui si può cliccare
su “contatta il proprietario” (pulsante in
basso a destra) per mandare una email
al titolare dell’annuncio, specificando la
propria email, come richiesto dall’apposita
mascherina, selezionando infine “rispondi” (e il solito quadretto per l’informativa
privacy).
Da quel momento, terraoggi.it esce di
scena, perché chi vuole vendere e chi vuole
comprare sarà reciprocamente collegato
tramite la propria email per la trattativa.
Trattandosi di una piattaforma a base
prevalentemente locale (province Cuneo,
Torino, Asti) è molto probabile che gli affari
vadano in porto, perché i soggetti interessati sono vicini.
55
N otizie
dalle aziende
“Mondo servizi” apre alla plastica
ritirandola direttamente in cascina
Novità dell’azienda braidese di servizi ecologici
Le plastiche utilizzate in
agricoltura per vari usi
costituiscono da sempre
un’impellenza nel momento in
cui debbano essere smaltite.
Che si tratti di sacchi vuoti
del concime, teli serre, nylon
dei balloni, reti antigrandine
o altro, le aziende agricole
devono in qualche modo
provvedere al loro corretto
smaltimento per non
inquinare in alcun modo
l’ambiente e per non incorrere
in sanzioni onerose.
Una novità per risolvere
questo problema è data
56
da Mondo Servizi, azienda
braidese di servizi ecologici
che collabora da tempo
con le aziende agricole per
lo smaltimento dei rifiuti,
e che propone un servizio
di raccolta differenziata di
queste plastiche ritirandole
direttamente presso le
cascine.
Il risultato di questo servizio
è un grande interesse
ed un costante aumento
delle plastiche recuperate
a fronte di un notevole
risparmio economico da parte
dell’agricoltore.
N otizie
dalle aziende
Tour Fendt alla cascina Baida
Emozioni in campo dopo la pioggia
Presentato il nuovo Fendt 500 Vario
alta affluenza di imprenditori agricoli
di spaziosità e visibilità
dell’interno, un vero e
proprio capolavoro di estetica
e funzionalità.
Il parabrezza bombato
fino al tetto consente la
massima visibilità con il
caricatore frontale sollevato,
garantendo una posizione
di guida perfettamente
ergonomica.
Durante la giornata
dimostrativa, i tecnici della
Fendt, con il concessionario
Stefano Barale, spiegavano
e facevano scoprire le
Il “tour Fendt 2013” ha
fatto tappa alla Cascina
Baida di Carmagnola (To),
domenica 10 marzo, con
la presentazione del nuovo
Fendt 500 Vario.
Alta l’affluenza degli
imprenditori agricoli, che
hanno risposto con grande
interesse e attenzione
professionale all’invito della
prova in campo.
Si sono svolte prove di
aratura e lavorazione del
terreno con i quattro modelli
numerose particolarità del
sistema di comando Fendt
Vario Tronic e il massimo
confort di guida, tutto made
in Germany.
Per brindare all’evento,
Stefano Barale ha offerto
un ricco buffet a tutti,
siglando una giornata ricca
di emozioni per chi ha visto
all’opera questi nuovi trattori,
mentre aravano con forza e
risoluzione i terreni inzuppati
di pioggia, in condizioni
davvero difficilissime.
Fendt 500 Vario, le cui
motorizzazioni vanno da
125 cv a 165 cv di potenza
massima, abbinate alla
parsimoniosa tecnologia SCR
che crea una nuova categoria
di elevata efficienza e il
meglio dei motori Fendt di
alta potenza.
Da subito si notava la nuova
cabina Visio Plus e i primi
commenti di chi provava a
guidare il trattore sono stati
tutti positivi, soprattutto per
le straordinarie caratteristiche
57
Z ootecnia
Le bufale di Morisiasco
sul podio a Napoli
Primo premio per l’allevamento di Caraglio
alla fiera Agrisud. Campioni di genetica
Il vento del nord si addice
all’allevamento della
bufala. La conferma giunge
dal successo ottenuto
dall’allevamento Moris di
Franco e Ivan Morisiasco di
Caraglio alla recente Fiera
Agrosud. Nell’ambito della
manifestazione che si è
tenuta a Napoli ai primi di
marzo, l’azienda associata
all’Apa di Cuneo ha preso
parte alla settima Mostra
Nazionale della bufala di
razza mediterranea. Era la
prima volta assoluta per un
allevamento piemontese
Moris ha ricevuto l’invito
dall’Anasb (Associazione
58
Nazionale Allevatori Specie
Bufaline) per i traguardi
raggiunti a livello produttivo
e genetico nel corso di
un’attività ultradecennale.
IMPECCABILI
Tre i soggetti in latte
presentati da Moris sotto
il Vesuvio, al concorso che
vedeva schierati in passerella
110 capi tutti di alto valore
genetico. Le bufale, condotte
impeccabilmente nel ring
da Ivan Morisiasco, hanno
cominciato subito a mettersi
in evidenza. Ed è arrivata la
prima menzione d’onore. Ma
la grande sorpresa è venuta
quando la bufala 116 di
catalogo è salita sul gradino
più alto del podio della sua
categoria, ricevendo il premio
come miglior genotipo.
Non è finita lì. Il momento
più importante, durante
la finalissima, ha visto la
bufala dell’azienda Moris
designata riserva assoluta
della mostra. Grande la gioia
dei Morisiasco, consci di aver
rappresentato al meglio il
Piemonte e in particolare la
provincia di Cuneo.
ASTA BUFALINA
Al termine dei lavori di
valutazione si è svolta la
quarta asta nazionale della
specie bufalina. In vendita
10 soggetti abbinati ad
altrettanti stock di seme
di alto valore genetico. La
commissione d’asta era
composta dal direttore Anasb
Angelo Coletta, dall’ispettore
nazionale Massimo Neri e dal
banditore ufficiale Maurizio
Pagge, tecnico dell’Apa
di Cuneo e ispettore di
razza Pezzata Rossa italiana
(Pagge è stato anche il
giudice dei conduttori). Un
momento qualificante per
l’Associazione provinciale
allevatori di Cuneo, che
opera da sempre per favorire
nuove sinergie tra le varie
razze a livello nazionale.
59
R adici
di
Aldo Ponso
Il pianto di una donna
misteriosa sulle ali
del bombardiere:
«Povra gent!»
I ricordi di guerra, vissuti da me
ragazzo, rivivono ormai sbiaditi.
Sono “flash” di avvenimenti lontani nel tempo, ma non meno crudi,
vissuti a Piasco, paese di fondovalle, luogo di transito delle opposte
fazioni in lotta: dapprima italiani
e francesi, poi fascisti e partigiani.
Rivedo la cavalleria, in sosta per
giorni nei pressi di casa, posta
sotto il castello, nei pressi del
Combale Bondonia: ricordo i nomi
60
di alcuni soldati, che a volte ci
lanciavano in groppa al cavallo più
grosso... Rivedo il vicino di casa,
soldato Giuseppe Garnero, in partenza per la Russia sul cancello del
cortile, mentre saluta tutti; risento
le sue parole accorate e profetiche
d’addio: «Sono tornato dall’Africa,
ma stavolta non tornerò più!...».
Rivedo l’elmetto a visiera tronca
dei tedeschi che ci facevano sempre paura: specie quando spianavano la mitraglia sul sagrato della
parrocchiale.
Rivedo Giacomo Mattio, quel
baldo giovanotto piaschese di
Sant’Antonio, mentre sale festoso
sul carro dei partigiani, diretti alla
caccia dei fascisti di Villafalletto,
dove rimarrà ucciso.
LA CICOGNA
DELLA MORTE
Risento la voce angosciata della
vicina di casa: «Stasera Piasco sarà
tutta in fiamme!». Questa la minaccia di rappresaglia dei tedeschi,
che avevano trovato il corpo di un
loro soldato ucciso nei pressi del
paese (minaccia poi scongiurata
grazie all’intervento del dottor
Francesco Serra, che conosceva
la loro lingua). Risento e rivedo la
“Cicogna” volteggiare sulle case,
lanciando bombe incendiarie, ed
il grande fumo-fuoco sprigionato
improvvisamente dalla casa Brugiafreddo, colpita dalla bomba,
finita sul pagliaio... e gli uomini a
spegnerlo con i secchielli. Infine
penso ai partigiani, a cui ci aggregavamo volentieri, specie sulla
collina di Sant’Orso, dove essi
avevano appostato un cannoncino rivolto a Costigliole e che, per
scherzo, facevano l’atto di infilarvi
le bombe, mentre noi fuggivamo a
nasconderci, turandoci gli orecchi.
Ma ecco un ricordo particolarissimo: la donna del sogno.
LA DONNA DEL SOGNO
Un giorno, recandomi con la sorellina Mariuccia a prendere il latte
dagli zii sulle colline di Villanovetta, sentii la zia più anziana, “Ma-
R adici
La guerra vista con gli occhi
di un ragazzo. Italiani
e francesi, fascisti e partigiani.
Avvenimenti che non vanno
dimenticati
gna Nin”, raccontarci lo strano
sogno della notte precedente (che
riporto nella lingua in cui sapeva
esprimersi meglio): «Nuiautri i
j’eru ent ca, quand a l’uma sentù
‘n fort artrun ed n’uruplan ch’a
venia da darè ed ca. I suma surtì
fora per vedi lon ch’a i-era. E i
l’uma vist n’aviun ch’a pasava bas
bas sj’arbu dla muntagna. Venìa
da Verseul e ‘ndasia vers el Piasch.
Peui a l’è rivà ensima a nosta ca
e l’ha continuà so viage. Alura
mi l’hai vist ensima a l’uruplan
na fumna, vestìa de scur cuma
s’a fèissa el deul, setà darè dla
carlenga e girà co endarè, cun la
testa ent la man. A se vedìa ch’a
piurava.
Ma, pena passà ij cup dla ca, chila
a l’ha aussà la testa vers nuiautri
e a l’ha mach dit: “Povra gent!”
Peui a l’ha bità turna la testa en
fauda.
E l’uruplan a l’ha continuà so voli
cum armur vers el Piasch e Varmala (unda disìu ch’a i-era na Fumna
ch’a piurava...)».
La zia terminava qui quel triste
racconto enigmatico, cosciente
che qualcuno dall’alto pensava a
noi e con noi soffriva, ignorando
chi fosse quella donna. Ma ora,
a mente lucida, e pensando alla
zia, assidua aderente alle giovani “Figlie di Maria”, crediamo di
conoscere chi fosse quella donna
“vestìa de scur, cuma s’a feissa el
deul” e perchè aveva esclamato:
“Povra gent! Povra gent!”
TRADUZIONE
“Noialtri eravamo in casa, quando
abbiamo sentito un forte rombo di
un ereoplano proveniente dal retro
di casa. Siamo usciti fuori per vedere cosa c’era e abbiamo scorto
un aereo che passava basso, quasi
raso gli alberi della nostra montagna.
Proveniva da Verzuolo e proseguiva verso Piasco.
Poi passando sulla nostra casa, ha
proseguito il suo cammino.
Allora ho potuto scorgere sull’aereo una donna seduta dietro la
carlinga e rivolta all’indietro con la
testa tra le mani.
Si capiva che piangeva.
Ma, appena superati i tetti della
nostra casa, la donna ha alzato la
testa verso di noi e ha esclamato:
“Povera gente!” Poi ha rimesso la
testa in grembo, mentre l’aereo
continuava rombante il suo volo
verso Piasco e Valmala (dove dicevano che vi era stata una donna
che piangeva...).
61
R adici
di
Giuseppe Brandone
Le ostriche dei poveri
che fanno bene all’amore
Breve storia delle lumache in gastronomia
tra ricette, curiosità e gustose leggende
Chiocciole o lumache, quando in
gastronomia nominiamo questi gustosi
gasteropodi, il pensiero corre subito
ai francesi con la loro famosa ricetta,
sbandierata in ogni occasione quale
piatto di alta cucina. Anzi, il loro piatto
nazionale: “escargots à la burguignonne”, databile comunque verso la metà
del 1800. Storia ben diversa quella italiana: l’impiego gastronomico francese
delle lumache era stato preceduto dalla
nostra gastronomia.
Il Platina (1475) e lo Scappini (1570)
menzionano, tra le altre, delle salse
all’aglio per accompagnare le lumache e
lo Scappi le serve nel loro guscio, condite semplicemente con l’olio.
LA FIERA FREDDA
Nel 1569 il duca Emanuele Filiberto di
Savoia rese franca la Fiera Fredda di
Borgo San Dalmazzo, mercato di lumache che esisteva già in epoca romana.
Diversi scrittori e viaggiatori francesi del
‘500 e del ‘ 600 testimoniano come in
Italia (e particolarmente in Lombardia)
si faccia grande consumo alimentare di
chiocciole, mentre in Francia non siano
assolutamente considerate e quindi
rifiutate dalla cucina d’oltralpe ancora
per almeno due secoli.
In Lombardia le lumache erano conside-
62
rate le “ostriche del povero”. In effetti
le chiocciole hanno accompagnato
l’evoluzione dell’uomo fino dagli albori
della civiltà, come dimostrato dagli
ammassi di gusci rinvenuti vicino alle caverne preistoriche; in seguito, i Romani
non solo ne erano ghiotti, ma le allevavano in appositi recinti chiamati “cocleari” per poi esportarle in tutti i Paesi
dell’Impero. Erano degli allevamenti
veri e proprii, lontani precursori di quelli
attualmente a ciclo biologico completo
presenti nel cuneese, in particolare, a
Cherasco (sede dell’Associazione nazionale elicicoltori, fondata da Giovanni
Avagnina) e a Borgo San Dalmazzo.
Dall’avvocato Giovanni Goria, vicepresidente dell’Accademia italiana della cucina chiocciole alla piemontese, la ricetta
più semplice, che può servire da eccellente antipasto o addirittura per aperitivo. E, per finire, ancora Roma, anzi
Trastevere, la notte del 24 giugno con
la “Festa de Noantri”, dove la chiocciola
la fa da regina, mentre la venditrice di
lumache canta: “La lumachella a cento!
Guardate che colore, v’infoca tutto
quanto, v’aiuta a fa l’ammore!”
LA BENEDIZIONE
DEL PAPA
Pare che sia vera la storia di quell’antico
Papa che avendo voglia di mangiarsi un
bel piatto di lumache offertegli in un
cestino da un devoto suddito, all’obiezione del suo cuoco che si trattava
di animali terrestri per cui, essendo
di quaresima, bisognava mangiare di
magro, benedì le chiocciole seduta
stante ordinando loro “Estote pisces in
aeternum!” (D’ora in poi sarete pesci
per l’eternità!) e da allora raccomandate dalla Chiesa nei digiuni e penitenze
dell’osservanza cristiana.
“Le chiocciole
vengono lessate,
infarinate, passate in
uovo e pangrattato;
fritte in padella
e servite, color dell’oro,
croccanti e bollenti,
insieme ad un calice
di freschissimo
Spumante Brut”.
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