COCCOLE & BALOCCHI Nido d’Infanzia PROGETTO EDUCATIVO Premessa e Scenario di Riferimento Il progetto educativo è il documento che, con riferimento ad ogni anno educativo, attua il progetto pedagogico. MOTIVAZIONI E CONTESTI Il progetto educativo del nido d’infanzia “Coccole e Balocchi” tiene conto di alcuni assunti teorici fondamentali, che caratterizzano i nidi d’infanzia del territorio, per conservare il proprio ruolo all’interno il sistema integrato dei servizi educativi. Questo aspetto risulta fondamentale per progettare percorsi rivolti agli adulti e ai bambini, in continuità col lavoro di tutta la comunità educante. Il nido d’infanzia è un luogo dove sono valorizzati gli scambi sociali in quanto strumento di crescita, un luogo accogliente e relazionalmente ricco, ma anche ambiente di apprendimento che propone esperienze quotidiane che mettono in moto la curiosità, l’esplorazione, l’immaginazione. Il nido si propone di soddisfare i bisogni del bambino, attraverso la predisposizione di un ambiente che sia adeguato e ricco di proposte, che il bambino trovi cura, attenzione, rispetto per le proprie caratteristiche, e opportunità di creare relazioni con bambini ed adulti. L’ambiente del nido, in funzione dei bisogni dei bambini, deve risultare accogliente, stimolante, cromaticamente riposante e strutturato con particolare attenzione ai materiali e ai tempi, sia del bambino che dell'adulto. 1 Ogni spazio deve essere facilmente accessibile e fortemente connotato, per dar modo ai bambini di orientarsi, riconoscere il diverso utilizzo e le diverse opportunità che questo offre, ma anche permettergli di esplorare, scoprire e compiere in maniera autonoma le proprie esperienze. L’adulto si offre, in questo contesto, come riferimento affettivo e d’ascolto capace, però, di decentrarsi per far emergere il naturale evolversi del progetto d’esplorazione e comprensione della realtà elaborato autonomamente dal bambino. L’educatore predispone il contesto per l’attività dei bambini; interviene sugli elementi di sfondo, organizzando tempi, spazi, materiali, climi affettivi e sociali. Risulta infatti fondamentale curare intenzionalmente l’organizzazione del contesto educativo. L’adulto organizza gli elementi di contesto, non per uniformare la risposta dei bambini, ma per permetterne lo sviluppo di capacità organizzative autonome. Riferimenti Operativi SOGGETTO TITOLARE: Coccole & Balocchi di Bartalini M.e C. snc Sede Legale: via Francesca Vecchia 23, 51017 Pescia (PT) C.F. e P. IVA: 01665410476 Tel.: 377 1492113 E-mail: [email protected] RESPONSABILI DEL PROGETTO Titolare: Bartalini Mariangela C.F.: BRTMNF57L46F32W Luogo e data di nascita: Massa Marittima (GR), il 06/07/1957 cittadinanza: italiana Residenza: Via di Montecarlo 63 – 51017 Pescia (PT) Cell.: 349 2230602 Titolare: Bertolai Stefania C.F.: BRTSFN86L56 Luogo e data di nascita: Firenze (FI), il 16/07/1986 cittadinanza: italiana Residenza: Piazza Anna Frank 4 – 51017 Pescia (PT) Cell.: 366 4256458 2 Descrizione della Struttura Il Coccole e Balocchi nasce nel 2009 come baby parking grazie alla passione delle titolari, che hanno realizzato il loro sogno di una struttura accogliente, confortevole e familiare, consentendo ai bambini e alle famiglie un supporto professionale e flessibile, venendo incontro ai bisogni di grandi e piccini. La struttura avendo sempre avuto caratteristiche e funzionamento simile a un nido d'infanzia, lo diventa nel 2014, grazie al lavoro delle titolari, nelle quali si sviluppa quella crescita professionale ed esperienza nel campo dell'infanzia, che le porta a creare un servizio educativo migliore e adeguato alla crescita, allo sviluppo e al benessere dei bambini. UBICAZIONE E CONTESTO DI ZONA Il territorio in cui è ubicato il nido d’infanzia Coccole e Balocchi è quello della periferia del comune di Pescia, la sua collocazione in una zona tranquilla residenziale, lontana dalla frenesia e dai rumori della città, crea una situazione adatta allo svolgimento di questo servizio educativo, pur rimanendo comunque ben visibile e accessibile, essendo situata nelle vicinanze di un semaforo che smista il passaggio dei lavoratori diretti alle città vicine. Una zona dove si trovano molte famiglie, piccole botteghe e fondi commerciali, gran parte dei bambini che la frequentano sono iscritti dalle famiglie non solo perché qui residenti, ma spesso per la vicinanza o il pratico passaggio per andare al luogo di lavoro. Prima parte: Assetto Organizzativo GLI SPAZI DEL NIDO Lo spazio di un servizio educativo ha una grande importanza rispetto alle esperienze che i bambini possano fare, per questo nel progetto educativo del nido d’infanzia Coccole e Balocchi, la qualità dello spazio deve essere al centro dell’attenzione degli educatori. L’ambiente ha infatti un ruolo fondamentale nel favorire lo sviluppo delle potenzialità del bambino: le cose, gli oggetti sono per lui interlocutori importanti che condizionano i suoi comportamenti, la qualità delle esperienze personali, motorie e relazionali. Per caratterizzare gli ambienti è necessario partire da una attenta osservazione dei bisogni dei bambini e dalle loro potenzialità di sviluppo. Gli spazi del nido d’infanzia sono stati organizzati in modo da creare un ambiente che offra condizioni strutturali incoraggianti sia per gli educatori che vi lavorano, sia per i bambini che usufruiscono dell’ambiente. Occorre tener conto infatti, pensando all’organizzazione degli spazi, in questo nostro progetto, alle stanze di lavoro e agli spazi comuni, secondo un’organizzazione che vede il loro uso complessivo, da parte di tutti i bambini, 3 secondo la modalità del “piccolo gruppo”, con una calendario e tempi che ne consentano un utilizzo non casuale e discontinuo. Tenendo conto anche delle scelte fatte da chi, precedentemente, ha “abitato” il nido, è stato progettato un ambiente con queste caratteristiche: Spazio accogliente e riconoscibile, che trasmette a chi entra nella struttura, anche occasionalmente, l'immagine di una situazione organizzata, calda e accogliente, nella quale sono immediatamente visibili le tracce delle esperienze che bambini e adulti condividono al suo interno. Spazio accogliente anche grazie all’atteggiamento e alle proposte del personale educativo nei confronti dei genitori dei bambini iscritti. Spazio organizzato a misura di bambino, accogliente e riconoscibile, con arredi che richiamano il più possibile quelli familiari e che danno una dimensione di agio e quotidianità. Spazio articolato, differenziato, organizzato con una grande quantità di materiali, giochi e risorse che sollecitino il bambino al massimo grado possibile di autonomia nell'uso delle diverse opportunità, assegnando all'adulto un ruolo di regia generale della situazione. Spazio con materiali sistemati in maniera tale da favorire l’uso autonomo da parte dei bambini che possono vedere e prendere i giochi e gli oggetti senza l’intermediazione degli adulti. Il ruolo dell’adulto sarà, semmai, quello di fare proposte e di partecipare al gioco dei bambini. Spazio abitato in quanto al nido il bambino può trascorrere molto tempo in un momento delicato del suo sviluppo. Lo spazio deve consentire familiarità, intimità, sicurezza come la casa. Così come è importante che i bambini abbiano a disposizione (es. gioco simbolico, gioco euristico, produzione di suoni, ecc.) oggetti di uso quotidiano come gli utensili che trovano e vedono usare normalmente a casa. Spazio prevedibile che consente al bambino un riconoscimento del suo uso e una chiara lettura di quanto viene proposto nei diversi momenti della giornata, uno spazio cioè fortemente connotato e specializzato. Spazio ampio per correre e muoversi, spazio piccolo per stare in intimità. Tane, piccoli angoli, spazi raccolti sono stati pensati per permettere al bambino di trascorrere momenti più raccolti. Spazio curato esteticamente, ovvero l’asilo nido, proprio perché è un luogo abitato da bambini ed adulti, non può essere un luogo anonimo, ma deve essere piacevole, arredato con la cura di una casa con sedie, armadietti, tende e tappeti, con oggetti come specchi, luci, cuscini e decorazioni di vario tipo. 4 Spazio concepito secondo una dimensione personale, tale da permettere di ritrovarsi, di riconoscersi e di riconoscere i propri oggetti e quelli degli altri e maturare quel senso di appartenenza indispensabile per trascorrere al centro, un tempo sereno e di benessere. La scelta di lavorare per gruppi di lavoro divisi per fascia d'età implica lo stabilire quale debbano essere gli spazi di riferimento di ogni gruppo di bambini che in quell’ambiente passeranno molto tempo. Inoltre la scelta di proporre attività di piccolo gruppo implica un’organizzazione ben precisa sull’utilizzo di tutti gli spazi del nido, comporta, per i bambini sperimentare nuovi ambienti, oggetti, giochi con altre caratteristiche, altri stimoli e altre suggestioni. Ecco perché nella cura e nell’allestimento degli spazi sarà fondamentale pensare a bisogni di crescita di tutti i bambini, per consentirne un uso appropriato in base all’età e allo sviluppo evolutivo. SPAZI INTERNI ZONA DI ACCOGLIENZA Questo spazio corrisponde all’ingresso al nido d’infanzia utile per l'accoglienza dei bambini e delle famiglie. Sono presenti armadietti chiusi per i bambini per riporre vestiario e oggetti personali, delle sedie dove i bambini possono sedersi, togliersi le scarpe ed indossare le calze antiscivolo, un rituale che, fatto con il genitore, li prepara all’ingresso e all’inizio della giornata al nido. Questo è anche lo spazio destinato a parte della documentazione che descrive l’organizzazione del servizio, le foto e le linee pedagogiche a cui esso si ispira. Troviamo una bacheca con informazioni relative all’organizzazione del personale e alla composizione del Comitato dei Genitori; la Carta dei Servizi, il Progetto Educativo, il Progetto Pedagogico, il regolamento e le tariffe del servizio. In questo spazio le famiglie possono trattenersi durante l’inserimento dei bambini, possono consultare depliant sulle iniziative. I GRUPPI DI LAVORO In base alla composizione precedentemente descritta sulla composizione dei gruppi dei bambini, divisi per fascia di età, nel nido d’infanzia sono presenti tre gruppi: dei lattanti (3-12 mesi), dei medi (12-23 mesi) e dei grandi (24-36 mesi). L'asilo è anche il luogo dove più facilmente gli educatori possono stabilire relazioni individualizzate e dove il bambino trova attenzione ed ascolto, si riconosce e si sente riconosciuto; è il luogo cui maggiormente il bambino sente di appartenere perché qui trova spazi personalizzati come a casa, condizione questa che garantisce punti di riferimento che danno sicurezza al bambino. Il bambino dà un’importanza particolare a ciò che considera “suo”. Sistemare le foto di ogni bambino sui pannelli di documentazione e di presentazione del gruppo, fare in modo che ciascun bambino abbia una propria scatola, un proprio posto dove sistemare e ritrovare i suoi oggetti, le sue produzioni, le cose che gli appartengono, aiuta il bambino ad orientarsi, a sentire quel luogo familiare. 5 Nella stanza comune è sistemato un diario del bambino e uno del gruppo dove vengono annotate settimanalmente, osservazioni su quanto accaduto nel gruppo e nei bambini, e su come sono trascorsi i momenti di routine. Raccontare ai genitori quanto accaduto durante la settimana, può essere un utile strumento per condividere con loro i momenti trascorsi dal bambino al nido e per gli educatori per verificare l’andamento del gruppo, la scansione della giornata, le proposte fatte, il clima sociale, per verificare ed eventualmente riadattare i propri interventi. LABORATORIO DELLA MANIPOLAZIONE E DELLA PITTURA In questo angolo sono presenti scaffali aperti alla portata dei bambini e mensole, dove sono collocati materiali di consistenza diversa, utili ad attività di manipolazione e travaso. I materiali seriati, sono collocati negli scaffali, in base alle caratteristiche. L'angolo della manipolazione, è dedicato principalmente al gioco dei travasi e qui troviamo: scatole trasparenti con farina gialla-bianca, lenticchie, cacao, riso, pasta; oggetti di uso comune come cucchiai, palette, imbuti, vasetti, bottigliette, ma anche vaschette di legno per giocare individualmente con la sabbia, tubi di cartone, annaffiatoi, colini, cannucce; materiali naturali come foglie, fiori, sassi, sabbia, conchiglie, pigne, semi, terra, legnetti; oggetti e strumenti per lavorare il pongo/argilla; piccole vasche di legno su cui ogni bambino può far giochi di esplorazione e scoperta; piccoli oggetti di uso domestico; un tavolo rotondo e una vasca comune al centro per i travasi. L'angolo della pittura ha un suo tavolo, di forma esagonale per poter lavorare in piccolo gruppo, e un carrello/armadietto contenente i diversi materiali e strumenti per dipingere e incollare, alla portata dei bambini: pennelli, matite, pennarelli, carta, cartoncini colorati, colla, bicchieri e rotoli di cartone, tempere, acquarelli, formine, sagome ecc... LBORATORIO DEL GIOCO EURISTICO Un cesto dei tesori e un armadietto pieno di scaffali, contenenti materiali “speciali” riciclati e di recupero portati da casa dai bambini o raccolti dagli educatori in base a caratteristiche che permettono una facile esplorazione sensoriale e riflessioni intorno agli oggetti: tubi di cartone, tubi flessibili di plastica, rocchetti, scovolini, bigodini, anelli in legno e in metallo, mollette di legno, mestoli di legno e alluminio; oggetti di cucina come la caffettiera, ciotoline e sbatti-panna; stoffe di diversa forma colore e tatto; pigne, conchiglie tappi di sughero ecc... capaci di suscitare interesse e stimolare nei bambini operazioni di seriazione, classificazione, discriminazione delle caratteristiche dei vari oggetti e materiali, sollecitare esperienze sensoriali e sviluppare una manualità sempre più complessa. LABORATORIO DEI GIOCHI DI LUCE Il laboratorio in allestimento è ricavato nella stanza comune delle attività, insieme al laboratorio della manipolazione e pittura, è dedicato ai giochi di luce con un tavolo luminoso. Vari oggetti e materiali, selezionati in base a caratteristiche di lucentezza, colorazione, forma e trasparenza consentono ulteriori osservazioni e scoperte su vari tipi di fenomeni legati alla luce, al buio, ai colori, alla dimensione tridimensionale: oggetti luminescenti, materiali colorati trasparenti, acetati, carte 6 argentate, pile, lampade, specchi, caleidoscopi. I materiali e gli oggetti presenti nel laboratorio sono di un numero adeguato al numero dei bambini che vi si trova a giocare. LABORATORIO DEL GIOCO SIMBOLICO Lo spazio è ricavato nella stanza più ampia della struttura, suddiviso in angoli e zone ben riconoscibili dai bambini, in modo da poter essere usato sia nel piccolo gruppo sia nel momento di condivisione con gli altri. Questo spazio è stato dunque organizzato e arredato con mobili ed oggetti adatti ad ogni fascia di età, che per il gioco simbolico lo caratterizzano nel “far finta di…”: una casa con una piccola cucina, un tavolo con delle sedie, oggetti di uso comune che vengono osservati e adoperati dagli adulti in cucina e nei lavori domestici; un angolo delle bambole con fasciatoi, culle, vestitini e stoffe, tavola e ferro da stiro; un angolo intimo per il “gioco del cucù”; un angolo dei travestimenti per i bambini, con armadietti e specchi. Lo spazio pensato per permettere al bambino di entrare ed uscire dalla realtà e dalla trasfigurazione di essa tramite il gioco, vivendo la propria dimensione affettivo-emotiva liberamente e creando un ponte fra realtà interna ed esterna. Attraverso il gioco simbolico egli rappresenta il “proprio modo di essere al mondo” ed esprime il suo stato di benessere o malessere, la sua sicurezza o la sua insicurezza. Con la finzione inoltre egli crea e realizza modelli di comportamento impossibili nella realtà senza rischiare disapprovazione da parte dell’adulto. Gli arredi della zona del gioco simbolico sono di legno, dal colore chiaro neutro, in maniera tale da far risaltare gli oggetti ivi sistemati e le pareti vivaci. ANGOLI DEI LIBRI Questi spazi sono caratterizzati da piccole librerie a portata dei bambini, dove sono collocati i libri dei bambini negli scaffali più bassi, e quelli di lettura con le educatrici negli scaffali più alti e nelle mensole. I libri sono divisi in due zone a seconda della loro utilità e scopo: quelli nella zona comune sono di lettura didattica e di intrattenimento; quelli nella zona del riposo e del bagno sono adeguati allo scopo della nanna, igiene e temi associati. I libri scelti raccontano le emozioni e i sentimenti dei bambini (paura, tristezza, felicità, gelosia, rabbia), la vita quotidiana fatta di oggetti, luoghi, personaggi in cui i bambini riconoscono elementi familiari, storie di animali, storie di amicizie e di relazioni. I libri presenti sono fatti con materiali diversi vista l’età dei bambini presenti al nido: cartonati, di stoffa, coi buchi, con materiali diversi al tatto. I libri sono sistemati nella libreria con la copertina in primo piano così da favorire nei bambini una scelta consapevole e, nel tempo, il riconoscimento di libri che ascoltati più volte evocano il ricordo e la voglia di sfogliarli di nuovo. La lettura, le immagini e l’ascolto delle storie costituiscono un elemento fondamentale per l’elaborazione di esperienze già vissute dai bambini e stimolano in loro la creazione di nuovi percorsi e nuove strategie per confrontarsi con la realtà. Ascoltare un racconto, magari seduti in poltrona o comodamente accovacciati tra i cuscini, accompagnato da gesti e mimica espressiva, è un momento molto avvincente per il bambino che spesso apporta il suo contributo narrativo arricchendo 7 progressivamente il racconto. Ai bambini del gruppo dei grandi, sarà proposto di scegliere un libro da portare a casa, per il fine settimana, da leggere con i propri familiari. L’attività del “prestalibro” sarà presentata alle famiglie come un’esperienza molto importante, in quanto rappresenta, come altre proposte legate alle attività del nido, un “filo rosso” di continuità fra nido e casa. Portando a casa il libro, i bambini portano un “pezzetto” della loro vita al nido ed è grazie alla collaborazione delle famiglie che questo momento viene valorizzato. BAGNI E ZONE DEL CAMBIO PER I BAMBINI Nella struttura è presente un bagno comune dei bambini, con zone di cambio a servizio del nido. Il bagno è dotato di due fasciatoi, 2 grandi lavabi ad altezza bambino con 3 rubinetti e un flessibile doccia, e 4 piccoli WC, oltre a: scaffali aperti contenenti il cambio di ogni bambino presente, armadietti per riporre materiali e oggetti utili, armadietto chiuso a chiave per riporre sapone, talco e altri oggetti pericolosi. Inoltre è presente una zona morbida di attesa con dei giochi, dove per far sedere i bambini mentre attendono il momento del loro cambio con altri bambini. SPAZIO DEDICATO AGLI ADULTI È un luogo dedicato unicamente agli operatori e ai genitori per incontri assemblee e comitati, situato al primo piano della struttura, con tavoli, sedie, armadi e scaffali per la documentazione, vicino alla segreteria e agli archivi della struttura. Gli operatori possono qui ritrovarsi per le riunioni di coordinamento e per il lavoro di documentazione; un angolo dedicato alla pre-organizzazione e preparazione delle attività dei bambini, con tavolo, PC, stampante, libri, riviste e altri materiali di lavoro delle educatrici. La stanza, collocata in una zona tranquilla e separata dalla vita del servizio educativo, consente di essere utilizzata anche per i colloqui individuali con i genitori. SERVIZI IGIENICI PER ADULTI Nella struttura è presente un bagno comune con spogliatoio per gli educatori, con relativi armadietti personali, e per gli addetti allo sporzionamento, con armadietti dagli scomparti a loro esclusivo uso. Questo è suddiviso da un antibagno (dove si trovano gli armadietti), con porta a chiusura a scorrimento e lavabo con rubinetto a pedale, sapone erogato con dosatore-dispenser, asciugamani a perdere di carta e contenitore porta-rifiuti cartacei con apertura a pedale. CUCINA DI PRODUZIONE E SPORZIONAMENTO Una cucina adatta sia alla produzione alimentare per i bambini sotto i 12 mesi, sia allo sporzionamento e somministrazione per i bambini sopra 12 mesi, tramite servizio di mensa/catering esterno. Dotata di arredi in materiale lavabile e sanificabile in cui vengono riposte le stoviglie e la posateria utilizzata. La zona lavaggio dispone di un lavello in acciaio inox a doppia vasca e lavastoviglie, un lavello a pedale per l'igiene degli operatori con distributore di carta a perdere. Nella cucina sono inoltre presenti: un frigorifero con termometro interno ed esterno per il controllo della temperatura e dotato di congelatore; un armadietto-dispensa chiuso a chiave; 2 piani di lavoro, diversi pensili da cucina e 8 mensole; 4 fuochi a piastra elettrica con cappa aspirante; forno a microonde, bilancia, sterilizzatori, omogenizzatori, scalda-biberon e pappe. Contigua alla cucina troviamo la zona di somministrazione e un altra dispensa alimentare a muro ampia e chiusa a chiave. ZONA DEPOSITO Armadietto con scaffali appositi per immagazzinare e mantenere i prodotti ad uso non alimentare (detergenti, disinfettanti, disinfestanti, ecc.) e le attrezzature di pulizia e sanificazione, al fine di prevenire potenziali contaminazioni di natura chimica e biologica, chiusa con chiave, conservati riparati e fuori dalla portata dei bambini. SPAZIO ESTERNO La struttura dispone di un giardino che scorre lungo i 3 lati posteriori della struttura, recintato e attrezzato a verde di uso esclusivo dei bambini, con giochi e zone naturali, zone all'aria aperta e zone coperte da alberi, una zona pavimentata e al coperto. L'area esterna non è inferiore alla superficie interna. Lo spazio esterno del nido d’infanzia è inteso come parte integrante dell’ambiente interno, offre ampie possibilità al bambino in quanto organizzato in modo tale da favorire e stimolare esperienze di vario tipo. Non è uno spazio indifferenziato, amorfo e poco accogliente o dispersivo, ma ha un’attenta organizzazione e articolazione che, con l'ausilio di opportuni arredi, consente una fruizione consapevole e finalizzata da parte dei bambini. Oltre a quello che può essere programmato come attività, ci sono esperienze sensoriali uniche da poter sperimentare in giardino in diversi momenti, dal tocco dall'erba e degli alberi, alla possibilità di osservare il cielo in tutte le sue trasformazioni temporali, dai rumori della natura agli odori delle stagioni. COMPOSIZIONE DEI GRUPPI Numero ed età degli utenti previsti L’asilo nido può accogliere un massimo di: 22/23 bambini Di età compresa fra: 3 e 36 mesi Numero educatori previsti e prospetto orario Tenendo conto della massima presenza prevista dalla capienza del nido d’infanzia si ipotizza l’impiego del seguente personale, che varia in base al numero dei bambini iscritti ogni anno: 3 educatrici totali, di cui una che riveste anche la figura di collaboratrice negli orari specificati 9 Educatrici Orario 2 7.30 – 18.00 1 7.30 – 12.00 e 14.00 – 16.00 Numero collaboratrici previsti e prospetto orario Collaboratrici Orario 1 12.00 – 14.00 e 16.00 – 18.00 Composizione dei Gruppi I bambini sono divisi in gruppi omogenei per età in modo che possano meglio condividere esperienze di gioco ed esplorazione ambientale. Sono comunque previsti, a livello di programmazione quotidiana e annuale, momenti di interazione fra i bambini di diversa età per favorire la continuità, lo scambio di esperienze e lo sviluppo delle capacità tramite l'imitazione dei più grandi. - Gruppo dei lattanti: bambini dai 3 ai 12 mesi - Gruppo dei grandi: bambini dai 12 ai 23 mesi - Gruppo dei medi: bambini dai 24 ai 36 mesi. Rapporti numerici educatore/bambini In base a quanto previsto dal Regolamento di attuazione dell’articolo 4 bis della Legge Regionale 32/2002 in materia di servizi educativi per la prima infanzia approvato con DGR n. 41/R del 30 luglio 2013, il rapporto numerico adulto/bambini prevede, nel momento di massima presenza: lattanti rapporto 1/6, semidivezzi o medi rapporto 1/7, divezzi o grandi rapporto 1/10. Nella fascia oraria 9.30 – 12.00 e 16.30 – 18.00 è previsto il massimo grado di compresenza fra educatrici, per la continuità di relazione con i bambini nell’arco della giornata e per lo sviluppo della attività educative quotidiane. 10 Organizzazione del Servizio CALENDARIO SCOLASTICO 2014/2015 (preso spunto dalla Delibera Giunta Regionale Toscana n. 279 del 7 aprile 2014) Lunedì 1 settembre Apertura del servizio Lunedì 15 settembre Inizio prolungamento orario Lunedì 29 settembre Inizio attività didattiche Sabato 1 Novembre Festa di Tutti i Santi Lunedì 8 dicembre Festa Immacolata Concezione Da lunedì 22 Dicembre a martedì 6 Gennaio compresi Vacanze di Natale Da giovedì 17 aprile a martedì 22 aprile compresi Vacanze di Pasqua Sabato 25 aprile Anniversario Liberazione Venerdì 1 maggio Festa del Lavoro Lunedì 1 giugno Ponte del 2 giugno Martedì 2 giugno Festa della Repubblica Lunedì 30 giugno Termine delle attività didattiche. Fascia oraria giornaliera e giorni settimanali di apertura Il nido d’infanzia svolgerà il servizio nel periodo da Settembre a Luglio, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18.00, escluse feste segnate in rosso sul calendario, con minimo 42 settimane di apertura. Nel mese di Agosto invece l'apertura sarà solo nella prima e ultima settimana, con tempo corto o lungo a seconda della modalità di frequentazione dei bambini presenti nella struttura (variazioni da modificare nel tempo). In casi eccezionali e prontamente comunicati, alcuni giorni di sabato o domenica, la struttura sarà aperta per attività extra-didattiche, laboratori con le famiglie, Open Day, riunioni o feste. 11 MODULI ORARI DIFFERENZIALI PROPOSTI ALL’UTENZA Mattina 7.30 – 11.30 Mattina 7.30 – 13.30 Mattina 7.30 – 16.30 Intera 7.30 – 18.00 Pomeriggio 13.30 – 16.30 Pomeriggio 13.30 – 18.00 Mezza giornata 11.30 – 16.30 Seconda parte: Programmazione Educativa Organizzazione della Giornata Educativa Le routine costituiscono una serie di momenti che si ripetono nell’arco della giornata in maniera costante e ricorrente. Prevalentemente legate al soddisfacimento di bisogni fisiologici del bambino, costituiscono un notevole elemento di orientamento rispetto ai tempi e al succedersi delle diverse situazioni della giornata. Stabilità e cambiamento sono le caratteristiche principali delle routine: attraverso la ripetizione di determinate azioni, viene offerta ai bambini la possibilità di ritrovarsi in “contenitori”, temporali e spaziali, noti e rassicuranti che progressivamente permettono loro di compiere i primi significativi cambiamenti. La ripetitività dà sicurezza e aiuta i bambini a comprendere la realtà che li circonda: il ripetersi dei momenti di routine rappresenta una condizione di rafforzamento delle abilità cognitive e comportamentali. Mentre è opportuno evidenziare che il termine di routine non va assolutamente interpretato nel senso di riferirsi a situazioni anonime e meccaniche, è altresì vero che la caratteristica della regolarità, legata a queste situazioni, fa si che esse costituiscano per il bambino un vero e proprio orientamento rispetto ai tempi della giornata ed a ciò che, momento per momento, è ragionevole attendersi. La dimensione sociale che caratterizza alcuni di questi contesti è, da un lato, la condivisione con il gruppo, e dall'altro, il rapporto individualizzato con l'educatore, più o meno intenso a seconda dell'età dei bambini considerati. I momenti di routine vanno molto curati sul versante della relazione, ed è comunque vero che vengono padroneggiati dal bambino con livelli anche molto diversi di autonomia e competenza a seconda della loro età e del loro sviluppo. E' opportuno, in tutti questi casi, che un intervento individualizzato rispetti il bambino senza creare in lui frustrazioni: si tratta di intervenire con un aiuto quando il bambino mostra di non essere pronto a 12 fare da solo, ma anche di comunicare al bambino che c'è tempo e disponibilità per quel “provare e riprovare”, che rappresenta il procedimento più naturale per l'acquisizione di nuove competenze. È altresì vero che le routine rappresentano un uso qualitativo della quotidianità e devono far parte della progettualità educativa del nido poiché, assieme ad altre strategie, svolgono un compito fortemente pedagogico. La tavola che presentiamo di seguito, percorre i vari momenti della giornata e i contenuti affettivi e relazionali connessi, la loro collocazione temporale, presupponendo però che il nostro progetto pedagogico si basa, come struttura teorica, sul rispetto dell’individualità del bambino e della sua famiglia, quindi gli educatori rispetteranno gli orari dell’organizzazione della giornata tenendo conto il più possibile degli aspetti individuali dei bambini, delle loro abitudini, della loro storia. 13 LA GIORNATA AL NIDO SCANSIONE ORARIO CONTENUTI GIORNATA ACCOGLIENZA 7.30 9.30 COLAZIONE E 9:30 1° ENTRATA IGIENE E CAMBIO 10.00 Momento molto delicato di transizione costituito dal distacco fra il bambino e il familiare. L’educatrice si dedica allo scambio di informazioni con il genitore ed assume la funzione di mediatore tra il bambino, l’ambiente, gli altri bambini, rispettando i rituali e le strategie individuali di separazione e ambientamento. All’arrivo il bambino ripone la giacca o altri indumenti nel suo armadietto-attaccapanni, si toglie le scarpe e prima di entrare indossa delle calze antiscivolo. È questo un momento socializzante, affettivo, dove i bambini, hanno la possibilità di ritrovarsi. A questo punto della giornata sono arrivati tutti i bambini, che riuniti a tavola, mangiando e conversando con gli educatori. Con un rito, una filastrocca o una canzoncina, si nominano tutti i presenti e si commentano le assenze di alcuni bambini. In questo momento si anticipa inoltre cosa i bambini, con una educatrice, divisi in piccolo gruppo, faranno nel momento successivo: lo spazio dove giocare, i compagni, gli oggetti, quanto accaduto il giorno prima, un evento particolare. In questo momento l’adulto offre supporto ai bisogni dei bambini, a seconda dell’età e dei livelli di autonomia, mentre è sempre presente un’attenta cura del rapporto individualizzato. I bambini sono accompagnati in bagno, in piccoli gruppi, in modo da limitare i tempi di attesa, offrendo ad ogni bambino il tempo necessario per sperimentare la propria autonomia. I bambini, a piccolo gruppo, con una educatrice di riferimento, fruiscono di alcuni spazi del nido, secondo una scansione settimanale delle attività. Durante queste attività le scelte, le azioni, e i processi che i bambini mettono in atto, pur caratterizzati da variabilità e imprevedibilità, avvengono all’interno di un contesto maggiormente definito e circoscritto, rispetto a quanto accade nelle situazioni di gioco libero. ATTIVITÀ 10.30 11.30 1° USCITA 11.30 Momento importante di scambio di informazioni sulla giornata al nido. L’educatrice accompagna il bambino nei rituali di saluto al genitore quando arriva e agli altri bambini. 11.30 12.00 Oltre al momento sopra descritto in cui i bambini vanno a piccoli gruppi in bagno, ci si prepara al momento del pranzo: aiutando i bambini nel rimettere a loro posto gli oggetti usati nell'attività terminata; e con turni settimanali un bambino per tavolo, dei grandi e medi, sarà incaricato di fare il “cameriere” occupandosi dell’apparecchiatura dei tavoli. 12.00 13.00 Il momento del pranzo è un evento, nella vita del nido, ricco di significati. Ogni bambino ha un posto fisso a tavola, questo porta ad avere un clima più disteso e conviviale. I bambini di fascia di età dai 12 ai 23 mesi siedono a uno dei tavoli con una educatrice a sorvegliarli, aiutarli e pranzare con loro; ugualmente ad un altro tavolo vicino quelli dai 23 ai 36 mesi, in modo da essere d'esempio ai più piccoli. Un rito, a fine pranzo, segna la fine di questo momento. PREPARAZIONE AL PRANZO IGIENE E CAMBIO PRANZO 14 2° USCITA 13.30 Anche in questo momento è importante lo scambio di informazioni sulla giornata al nido e l'educatrice accompagna il bambino nei rituali di saluto di uscita o di arrivo, intanto gli altri bambini sono intrattenuti fino al momento della nanna dalla lettura di libri a tema con l'educatrice. RIPOSO 14.00 16.00 La presenza dell’educatore rassicura il bambino nel passaggio dalla veglia al sonno nel rispetto dei ritmi individuali. MERENDA 16.00 Ai bambini viene proposto un piccolo spuntino. 16.30 Altro momento di scambio di informazioni e rituali di saluto di uscita o entrata, intanto gli altri bambini che non escono dopo il riposino tornano in bagno per la cura e il cambio, in previsione della merenda. E 2° ENTRATA 3° USCITA E 3° ENTRATA LIBERO GIOCO 17.00 18.00 USCITA 18.00.00 Dopo la merenda e il momento in bagno, i bambini grandi e medi giocano nella stanza comune, dando modo alle educatrici di poter proporre attività rilassanti divise o di gioco libero condiviso, in attesa dell’arrivo dei familiari. L’educatrice accompagna il bambino nei rituali di saluto al genitore quando arriva e agli altri bambini, e scambio di informazioni o comunicazioni. I bambini che frequentano solo l'orario pomeridiano, con entrata alle ore 13.30 o 16.30, invece del gioco libero nel salone comune, dopo la merenda saranno portati nella loro sezione per le attività educative e didattiche programmate e svolte nella mattinata, a cui non hanno partecipato. 15 Nell'ambito di queste considerazioni di quadro, la giornata si svolge secondo una organizzazione flessibile, comprendendo sia situazioni di gioco, sia libero che organizzato, sia situazioni legate alle cure personali individualizzate. E' importante sottolineare che le dimensioni della relazione e del fare dei bambini fra di loro e con l'adulto costituiscono elementi permanenti sui quali si concentra l'attenzione degli operatori per consentire che l'esperienza dei bambini sia insieme piacevole e di apprendimento. La programmazione settimanale delle attività prevede la divisione dei bambini, in piccolo gruppo. Nel momento, infatti delle attività di piccolo gruppo, ogni ambiente dell’asilo nido, secondo turnazioni settimanali, dà l’opportunità di essere adoperato per attività differenziate: il gioco simbolico o del “far finta di…”; il racconto di storie, i travasi e la pittura, i travestimenti, la manipolazione di vari materiali e oggetti. Ogni gruppo di bambini ha una educatrice di riferimento che osserva il gioco dei bambini e riporta appunti e riflessioni alle colleghe nelle riunioni di coordinamento, e una turnante. Dalle osservazioni di ogni piccolo gruppo e dalle osservazioni fatte nei momenti di routine, si individuano possibili piste d’interesse da parte dei bambini e su queste si fanno proposte mirate al fine di arricchire le opportunità di esplorazione, scoperta, riflessione e apprendimento. Gli obiettivi che gli educatori si pongono durante ogni attività sono i seguenti: il benessere psicofisico dei bambini: ponendo una particolare attenzione ai ritmi individuali, alla composizione dei gruppi e alla sicurezza affettiva di ciascun bambino. il raggiungimento dell’autonomia in relazione alle varie fasce di età: ponendo una particolare attenzione alle attività, alle abilità e alle strategie adottate dal gruppo e dai singoli. la buona disposizione alle relazioni interpersonali: ponendo una particolare attenzione alle relazioni fra bambini/e, a quella fra bambini e adulti, e a quella fra il bambino e l’ambiente. Su questi obiettivi generali gli educatori lavorano attraverso periodici e regolari incontri e si porranno in continuo confronto fra loro in modo da acquisire un’omogeneità di intenti nell’operare. INSERIMENTO Sul piano organizzativo, i bambini divisi in tre gruppi (lattanti, medi e grandi), hanno come riferimento una stanza comune oltre a quelle multifunzionali usate a turno da tutti i gruppi, fin dai primi giorni di permanenza al nido. Alla riapertura del nido a settembre, i bambini che hanno già frequentato l’asilo devono riambientarsi negli spazi, riappropriarsi di giochi e ricreare un ambiente familiare, con oggetti e materiali portati da casa dalle vacanze o che hanno un forte richiamo, la memoria, la continuità di quello che quel gruppo di bambini ha vissuto assieme l’anno precedente. L’inserimento dei bambini nuovi avviene uno alla volta nella durata dai 3 giorni fino a una settimana se occorre. Il primo giorno, verranno accolti i nuovi bambini nel piccolo gruppo, di 4/6 bambini a seconda della fascia di età, con la presenza dell'educatrice di riferimento e del genitore per tutto il tempo di permanenza. Ci sarà modo così di dedicarsi sia alla conoscenza del bambino sia al dialogo con il genitore. Il secondo giorno i bambini si tratterranno assieme più a lungo durante la mattina. Il periodo dell’ambientamento ha la durata massima di una settimana, durante la quale si passa da una presenza costante del genitore, ad un graduale distacco dal secondo/terzo giorno. Si propone di far permanere i bambini a pranzo al nido solo dal terzo giorno di inserimento, se le sue reazioni a questo elemento di novità sono ritenute positive; mentre la permanenza a dormire viene valutata in base alla “disponibilità” a lasciarsi andare serenamente da parte del bambino, nel rispetto dei suoi temi e dei suoi ritmi. Il trattenersi a dormire comunque può essere proposto già dal terzo o quarto giorno della settimana di inserimento. Nel periodo dell’inserimento viene posta una particolare attenzione all’autonomia di movimento del bambino e alla sua possibilità di rendersi protagonista delle sue esperienze, senza che queste passino necessariamente attraverso l’adulto. Anche il genitore dovrà trovare una situazione accogliente in modo da rendere il distacco più sereno possibile. Durante i primi giorni di inserimento la metodologia adottata prevede dunque le seguenti situazioni: L’educatore avrà un atteggiamento di disponibilità all’ascolto, senza mai esprimere giudizi o valutazione su ciò che viene detto dal genitore e all’inizio non prenderà alcuna iniziativa diretta sul bambino, a meno che non sia il bambino stesso a rivolgersi lui, ma si concentrerà soprattutto a dare informazioni e spiegazioni al genitore. Se il bambino esplora l’ambiente, l’educatore lo sottolineerà al genitore, specificando che comunque c’è ancora bisogno della sua presenza. L’educatore si proporrà inizialmente al nuovo bambino in maniera indiretta interagendo con il bambino attraverso mediazioni di giochi, e passerà a modalità più dirette quando il bambino prenderà l’iniziativa o ne accetterà l’interazione. Si può chiedere al genitore che il bambino venga all’asilo portando con se’, da casa, un oggetto, un giocattolo a lui caro per rafforzare l’ingresso nel nuovo posto (“oggetto transizionale”). La sperimentazione dell’assenza della madre verrà proposta quando il bambino avrà cominciato a riferirsi all’educatore e non avrà bisogno del contatto fisico con il genitore. E’ l’educatore che orienta il genitore ad allontanarsi ( es. all’inizio in una stanza adiacente) nel momento più adatto. Nel periodo dell’inserimento sarà cura degli educatori di documentarne le fasi, dal colloquio individuale con i genitori fino al completamento del primo mese di frequenza del bambini al nido. Dopo il colloquio iniziale, è importante è annotare su una scheda personale di ciascun bambino, quanto emerso dal colloquio, poiché molte informazioni risulteranno utili per sostenere il bambino durante la fase dell’ambientamento con strategie adeguate. Per l’osservazione quotidiana sarà invece utile annotare il comportamento del bambino nell’arco della permanenza al nido: durata della permanenza, comportamento manifestato nei confronti del genitore, delle educatori, degli altri bambini, nei contesti della routine, in relazione all’ambiente, agli oggetti, ai materiali. A questo scopo è opportuno tener presente alcune griglie di osservazione utili alla documentazione dell’inserimento per monitorare i comportamenti del bambino durante questa delicata fase, annotare i cambiamenti, progettare e verificare le strategie educative messe in atto per favorirne l’ambientamento. È molto importante verificare, in itinere, con la famiglia come è stato vissuto il periodo dell’ambientamento dal bambino e dai genitori, al fine di sostenere gli adulti e i piccoli, con consigli ed interventi mirati. Per far questo è previsto che le educatrici propongano ai genitori una verifica dell’ambientamento per la valutazione di soddisfazione dell’utenza, a distanza di pochi mesi dall’inizio dell’inserimento del bambino. CRITERI E MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO DEL GRUPPO DI LAVORO Scelte metodologiche Osservazione e Documentazione L’attività d’osservazione dei bambini è intesa come pratica educativa periodica: le informazioni acquisite costituiscono la base per l’organizzazione sia di singole attività da proporre ai bambini, sia della routine quotidiana. L’osservazione al nido ha un posto privilegiato tra tutti gli strumenti 18 educativi, poiché il saper guardare si deve trasformare in “saper vedere” per intervenire. La documentazione nell'ambito della progettazione educativa sviluppa e sostiene la costante riflessione sull'adeguatezza delle ipotesi e delle proposte di volta in volta elaborate dal collettivo e fa sì che siano possibili rimodellamenti progressivi del progetto. L'attività di documentazione premette inoltre di focalizzare l'attenzione sulle singole esperienze vissute dai bambini valorizzandone i contenuti e le competenze. La documentazione costituisce uno strumento fondamentale all’interno del lavoro per progetti in quanto assolve le seguenti funzioni: favorisce l’oggettivazione e la rielaborazione personale e in gruppo dell’esperienza condotta supportando il gruppo e il singolo nell’appropriazione del proprio lavoro; crea una memoria storica dell’intervento; rappresenta complessivamente l’intervento dal punto di vista dei contenuti e del clima dell’esperienza; rappresenta un processo in itinere, supportando l’equipe di lavoro nella ridefinizione progressiva degli obiettivi e delle azioni; assolve ad una funzione comunicativa centrale verso la comunità locale. L’equipe del nido Coccole e Balocchi focalizza il proprio lavoro in maniera documentativa e lo fa attraverso diversi ambiti: Documentazione di processo Scheda personale del bambino nel quale vengono riportati i colloqui individuali prima dell'inserimento e le osservazioni del primo periodo di frequenza. Esso deve fornire un quadro il più possibile completo di quelle che sono le abitudini, gli stili comportamentali e le strategie attuate dal bambino durante questo primo periodo “Diario personale” che documenti l'esperienza del bambino al nido, il suo percorso di crescita, i momenti significativi e i comportamenti caratteristici; Scheda settimanale del gruppo nel quale vengono riportate le osservazioni e la documentazione dell’esperienza dell'intero gruppo dei bambini. Documentazione di comunicazione - Documentazione fotografica, e se possibile audiovisiva, finalizzata ad integrare la documentazione scritta e fornisce un'immediata trasmissione alle famiglie e al territorio dell'esperienza all'interno della struttura. - "Cartella personale" che raccolga tutto quello che viene prodotto dai bambini, a testimonianza del personale percorso evolutivo (disegni, collage ecc...); 19 - "Presentazione del bambino" che fornisca alle famiglie e alla scuola dell'infanzia una memoria del percorso evolutivo del bambino che ha frequentato il nido; - pannelli di documentazione e di comunicazione - archivio storico e fotografico. A partire dall’anno 2010/2011 la documentazione prodotta riguarda in particolare l’analisi dell’esperienza quotidiana dei bambini al nido. Tale documentazione si prefigge il compito di ricostruire i processi sociali e di conoscenza del bambino al nido e di far emergere la complessa rete di esperienze sociali, cognitive ed emotive che, negli anni di frequenza al nido, uno stesso gruppo di bambini e adulti vivono assieme. Al centro di questa scelta c’è l’idea di un “professionista riflessivo”, ossia di un educatore che sa costruire saperi a partire dall’esperienza vissuta, dalla riflessione su di essa. Questo perché il senso del documentare non si esaurisce, nell’elencare fatti, ma nel ragionare sui fatti e nel trovare collegamenti tra loro. In ambito educativo l’attività di documentazione acquista un ruolo centrale, ma nello specifico dei servizi educativi per la prima infanzia documentare può avere vari oggetti e diversi destinatari: bambini, famiglie, altre istituzioni educative e scolastiche. Principalmente occorre tener presente che si documenta per avere memoria dell’esperienza che si fa. Inoltre, è interessante notare il legame che si crea tra destinatari e finalità della documentazione. La documentazione può essere rivolta a: bambini quando si documenta per costruire una memoria di quello che è stato fatto e per consentire ai bambini di interiorizzare meglio l’esperienza vissuta; genitori nel momento in cui li si vuole far partecipare alla vita che i loro bambini fanno nel servizio; educatori, insegnanti, dirigenti, pedagogisti e formatori perché una delle funzioni della documentazione è anche quella di costruire l’identità della scuola. Quando si documenta occorre essere, dunque, disponibili alla condivisione, a costruire un terreno comune, che è diverso dal semplice passaggio di informazioni su un’esperienza osservata e descritta. Rispetto alla documentazione, sicuramente la modalità della scrittura ci è sembrata la più adeguata in quanto la scrittura costituisce un’elaborazione dell’esperienza fatta (non una fotografia), e comporta di dover compiere una selezione di informazioni ritenute rilevanti, una sintesi, una valutazione e discussione dell’esperienza. Abbiamo, a lungo riflettuto, sul fatto che, quando si documenta la propria esperienza in forma scritta, si tratta di osservare una situazione in cui si è uno degli attori partecipanti, dunque di imparare ad osservarsi, prendendo le distanze dal sé, con la 20 consapevolezza di doverla poi narrare. Narrare un evento, una situazione, un’esperienza che si è fatta e che si è osservata, vuol dire anche riprenderne le distanze, rivederla e rirappresentarla. Quello che riteniamo più importante documentare, è narrare gli eventi, non quelli speciali, ma quello che è successo e di quello che è successo le strategie messe in atto dagli adulti sicuramente sono una parte, ma ne sono una parte anche i comportamenti dei bambini, i comportamenti degli altri adulti, l’organizzazione del contesto. Narrare l’esperienza in tutti i suoi aspetti, in quello che succede, implica che chi scrive riesca a considerarsi uno dei soggetti in gioco, riesca cioè ad osservarsi dall’esterno. Documentare l’esperienza quotidiana: assumere la quotidianità come analisi: riflettere sulla qualità dell’esperienza dei bambini al nido in maniera più ampia e considerare questa esperienza nella sua complessità; riflettere sulla vita del bambino nel nido che non può essere vista come una successione di momenti separati, ma che deve essere considerata come un insieme di momenti coerenti fra loro. analizzare la giornata del bambino al nido nei suoi diversi momenti (l’ingresso, le routine, l’uscita) e nella sua scansione (l’inizio, le attese,..); Gli elementi di analisi che si possono tenere presenti sono relativi a riflessioni che ci interrogano, ad esempio, sull’inizio della giornata del bambino al nido, quando inizia e cosa vuol dire iniziare la giornata. È necessario considerare il momento dell’arrivo non solo come accoglienza del bambino e del familiare che lo accompagna, ma soprattutto come momento in cui inizia una nuova giornata da condividere e si riallacciano i fili di senso con l’esperienza che caratterizza la vita quotidiana di quel gruppo di bambini o di quel bambino in particolare. Così come, è importante riflettere su quale valore hanno i momenti dell’attesa (attesa dell’arrivo dei compagni, di fare colazione, di “fare attività”, attesa del pranzo o di andare a letto…), quale valore e quale significato hanno i momenti di routine nell’esperienza quotidiana (colazione, cambio, pranzo, sonno…). Abbiamo già spiegato l’importanza delle routine, nei paragrafi precedenti, ma riteniamo fondamentale soffermarci di nuovo su questo argomento nel trattare della documentazione dell’esperienza quotidiana del bambino al nido. Possiamo definire le routine come momenti portanti della vita del nido perché costituiscono la parte più riconoscibile da parte del bambino dello scorrere della sua giornata. 21 Le routine hanno un’importanza che va oltre la cura del bambino, sono occasioni che definiscono la qualità della vita quotidiana quando: sono pensate e organizzate affinché i bambini possano imparare a fare da soli traendo da questa esperienza piacere e sicurezza di sé; diventano occasione di incontro dove ci si riconosce in quello che si fa e in quello che ci si racconta; assumono un significato condiviso nel gruppo che diventa parte della storia di quel gruppo. Al fine di osservare e narrare la quotidianità per documentare una successione di eventi avvenuti in un contesto, ricostruendone in maniera chiara e coerente il significato e le relazioni significative tra quegli eventi e gli altri svoltisi nel contesto, sono stati presentati strumenti, fra cui quello che gli educatori hanno cominciato da subito ad utilizzare è la scheda settimanale. La scheda settimanale è strutturata in rubriche e contenuti che facilitano all’educatore, l’azione dell’osservare e del narrare in forma scritta. La scheda rappresenta una sintesi sostenibile della settimana e questo significa che, settimana dopo settimana, sono da tenere presenti gli elementi di novità o quelli che hanno una connessione con le settimane precedenti. Sicuramente può non essere facile saper cogliere gli eventi necessari per comprendere qual è lo stato del processo che si sta svolgendo. Non si tratta, cioè, di descrivere semplicemente quello che è avvenuto, ma di passare dalla lista di eventi alla narrazione di eventi. Questo implica un problema di selezione e organizzazione delle informazioni in forma di racconto, racconto che, pur avendo una sua autonomia narrativa, si lega a quello della settimana precedente e fa da base a quello della settimana successiva. E, un’ulteriore difficoltà può essere rappresentata dal dover tener presenti nel racconto, che deve essere un racconto complessivo, i singoli bambini sia nelle loro positività sia nelle loro criticità e difficoltà. Fin dall’inizio del percorso di osservazione e narrazione, attraverso lo strumento della scheda settimanale, è apparsa chiara, agli educatori coinvolti, l’importanza sia di un tempo sia di un linguaggio condiviso, per avere la possibilità di confrontarsi e di crescere attraverso l’utilizzo di uno strumento specifico, finalizzato all’osservazione del comportamento infantile. Sono emersi elementi di contrasto e di collaborazione tra gli educatori, che attraverso una crescita sia personale sia dell’intero gruppo di lavoro, stanno passando dal guardare all’osservare con metodo, ponendosi sempre la scelta del cosa, del come, del dove e del quando osservare. Apprendimento specifico di uno strumento di lavoro da un lato, collaborazione partecipata dagli educatori dall’altro, sono state le principali caratteristiche della stesura delle schede settimanali fino ad adesso, schede che, nel tempo pensiamo possano veramente diventare lo strumento privilegiato di un modo di “fare 22 educazione” mirato a “far capire” quello che si offre ai singoli bambini nella quotidianità della vita del nido. L’inizio dell’uso delle schede dà inoltre la possibilità di una riflessione significativa sul profilo professionale dell’educatore chiamato a “sapere, saper fare e saper essere”: è infatti necessario talvolta assumere l’atteggiamento di un osservatore esterno per valutare oggettivamente la qualità del servizio offerto, dall’altro invece, calarsi profondamente nel clima emotivo di una situazione per non tradire l’unicità di un momento carico di emozione. La difficoltà, ma anche la possibilità di mettere per scritto la vita del nido, consente di coglierne gli elementi di continuità e gli elementi di cambiamento: le “storie”dei bambini rintracciabili nei diari settimanali sono infatti gli unici elementi in grado di tenere insieme e dare significato alle tante diversità disposte nel tempo, legate in modo più o meno stretto da cause, intenzioni, ragioni o semplicemente dal caso. Alla luce del lavoro iniziato, matura una riflessione più generale sul fare educazione oggi: riconoscimento e conferma per gli educatori, riconoscimento e accoglienza per i bambini e per le famiglie, nell’ottica di promuovere una socialità armoniosa e di dare buona forma al tempo trascorso al nido insieme. VALUTAZIONE DEL SERVIZIO Con riferimento al Regolamento 41/R del 2013, la valutazione del servizio educativo Coccole e Balocchi avviene tramite l’adozione di strumenti per la valutazione della qualità e di sistemi di rilevazione della soddisfazione dell’utenza, con l'utilizzo di questionari periodici nell'arco dell'anno e altri strumenti verbali e cartacei per la valutazione di soddisfazione dell’utenza. 23 Ambientamento del bambino: obiettivi OBIETTIVO SUB-OBIETTIVO BUON AMBIENTAMENTO DEL BAMBINO AL NIDO Buon rapporto con SPAZIO FISICO ARTICOLAZIONE DEGLI OBIETTIVI Adattamento a nuove forme, luci, colori, rumori, strutture ambientali Buon rapporto con SPAZIO SOCIALE Buon rapporto con gli ADULTI Buon rapporto con i BAMBINI Buon rapporto con i GENITORI Accettazione della presenza fisica degli altri bambini Non passività nella separazione e nella riunione Riconoscimento dell’adulto Risposta a interazioni Ricerca dei genitori durante il giorno Ricerca dell’adulto a scopo consolatorio e ludico Provocazione di interazioni Passaggio graduale, non traumatico, dalle Orientamento dell’attenzione abitudini di casa a dal riferimento “genitore” al quelle del nido (pasto, riferimento “educatore – sonno, cambio, gruppo di bambini” diversità di orari) Riconoscimento Riconoscimento delle dell’ambiente e degli regole e delle abitudini oggetti Utilizzo degli oggetti: Acquisizione minima funzionale, realistico, delle regole di imitativo, simbolico, comunità. creativo Capacità di orientamento nello spazio e di scelta delle occasioni di gioco Riconoscimento degli altri adulti come individui differenziati Ricerca di alcuni adulti per esigenze specifiche Accettazione delle cure da parte di tutti gli adulti 24 Ambientamento della famiglia: obiettivi OBIETTIVO ARTICOLAZIONE DEGLI BIETTIVI SUB-OBIETTIVO SVILUPPO DI UN RAPPORTO DI FIDUCIA, PARTECIPAZIONE E CONTINUITA' EDUCATIVA CON I GENITORI Buon rapporto con SPAZIO FISICO Familiarità con nuove forme, luci, colori, rumori, strutture ambientali Riconoscimento dell’ambiente e degli oggetti Capacità di orientamento nello spazio Buon rapporto con SPAZIO SOCIALE Buon rapporto con gli ADULTI Buon rapporto con i BAMBINI Buon rapporto con i GENITORI Passaggio graduale, non traumatico, dalle Orientamento dell’attenzione abitudini di casa a dal riferimento “genitore” al quelle del nido (pasto, riferimento “educatore – sonno, cambio, gruppo di bambini” diversità di orari) Accettazione della presenza fisica degli altri bambini Non passività nella separazione e nella riunione Riconoscimento delle regole e delle abitudini Riconoscimento degli adulti che lavorano nel nido Risposta a interazioni Ricerca dei genitori durante il giorno Acquisizione minima delle regole di comunità. Riconoscimento degli altri adulti come individui differenziati Individuazione di alcuni adulti per esigenze specifiche Accettazione delle cure verso il proprio bambino da parte di tutti gli adulti 25 Obiettivi e Metodologia di Intervento Obiettivi Contenuto riferito ai bambini e alle bambine Accudimento e cura La predisposizione di un ambiente pensato e stimolante con particolare attenzione ai luoghi, ai materiali, ai tempi e al ruolo dell’adulto nelle situazioni di gioco e di routine. Promozione dell’identità del bambino Sostegno,sollecitazione dei processi di costruzione dell’autonomia, dell'autostima, della conoscenza del mondo sociale e delle sue regole, conoscenza del mondo naturale e del piacere del proprio corpo in movimento. Relazioni significative Favorire la costruzione di relazioni significative diversificate nel contesto di crescita del bambino. Sviluppo delle competenze Sostegno, promozione e orientamento delle diverse competenze infantili e dei processi di conoscenza attraverso la programmazione di attività e la predisposizione di contesti di esperienza ricchi e stimolanti. Rispetto individuale Attraverso un’osservazione competente si attua un approccio personalizzato alla storia e alle esperienze del bambino e della sua famiglia. Senso di appartenenza Attraverso l’allestimento di un ambiente e di una documentazione dove il bambini trova “traccia” di sé, della sua storia e del proprio gruppo; riconosce rituali e routine; si orienta nello spazio; Continuità con la scuola dell’infanzia La predisposizione di percorsi che facilitino il passaggio della famiglia dal nido alla scuola dell’infanzia considerando il bambino nel suo aspetto globale attraverso strategie educative condivise. Obiettivi Contenuto riferito alle famiglie Costruzione di un buon rapporto con i genitori: Fiducia reciproca, dialogo, scambio e confronto tra le figure adulte significative per il bambino Transazione ecologica: dalla casa al nido Il trasferimento di significati simbolici dall’ambiente familiare a quello del nido attraverso la promozione di esperienze educative marcate dalla continuità e dalla condivisione di un comune progetto educativo Prevenzione del disagio L’attuazione di interventi di prevenzione precoce di situazioni di disagio psico-fisico e socio-culturale. Sostegno mirato a famiglie con particolari bisogni. Partecipazione della famiglia Partecipazione delle famiglie alla vita del servizio, allo sviluppo di una rete di famiglie legate al territorio che si incontrino, si sostengano e condividano un’esperienza con e per i bambini. 26 Promozione della cultura dell’infanzia I genitori insieme all'équipe del nido promuovono momenti di confronto e discussione di gruppo, rafforzando le competenze genitoriali e le conoscenze relative allo sviluppo infantile, offrendo opportunità alle famiglie del territorio. METODOLOGIA Il lavoro del gruppo degli educatori viene impostato ispirandosi a tre criteri fondamentali: il piccolo gruppo: in modo da privilegiare la relazione interpersonale Il piccolo gruppo costruisce il contesto privilegiato di relazione tra bambini, aiutandoli ad avere scambi più frequenti con i compagni. Inoltre le relazioni nel piccolo gruppo favoriscono dinamiche organizzative, di esplorazione, di scoperte che generano scambi significativi. Un compagno può, con la sua attività, sollecitare un interesse di un altro bambino verso quanto sta facendo, arrivando a comprenderne il significato e condividere il gioco, provocando cioè quello che viene definito “effetto lumaca”, una scia lasciata dalle azioni di un bambino, che attrae, sollecita interesse, consente scambio di conoscenze. la strutturazione dello spazio: l’ambiente suddiviso in angoli connotati e diversificati può stimolare l’interesse, sostenere la sperimentazione e la scoperta, esplodere la riflessione permettendo inoltre, ai bambini e alle bambine, dinamicità e libertà di movimento Verifica, auto-valutazione e valutazione del lavoro svolto: attraverso i seguenti strumenti: la documentazione le osservazioni scritte momenti di riflessione (formazione e aggiornamento) riunioni di coordinamento di confronto del gruppo degli educatori con il coordinatore pedagogico (verbalizzata) il confronto con i genitori, sia in gruppo che attraverso i colloqui individuali l’osservazione di materiale fotografico. ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO DI LAVORO NON FRONTALE Il comunemente detto “Monte Ore” annuale previsto per le educatrici impiegate nel servizio è di 120 ore, mentre sono destinate alle collaboratrici 20 ore da impiegare per la formazione e l’aggiornamento, le riunioni di coordinamento e di programmazione, assemblee dei genitori e feste. 27 Parte terza: Rapporti con le Famiglie ATTIVITA' RIVOLTE AI GENITORI Al fine di costruire una buona relazione con i bambini è necessario stabilire un rapporto di collaborazione e di scambio con le loro famiglie. E’ per questo che le educatrici fanno precedere l’ambientamento del bambino al nido da alcuni momenti di incontro con i genitori. Ad ogni incontro assembleare con le famiglie viene redatto un verbale di riunione al fine di documentare e monitorare la partecipazione dei genitori agli eventi proposti dal servizio, gli argomenti trattati, le decisioni prese: Un primo incontro con i genitori nuovi ammessi nel servizio, avviene attraverso un’assemblea, nel mese di settembre, che potrebbe ripetersi nei mesi successivi a seconda della frequenza di richieste e iscrizioni (le iscrizioni della struttura Coccole e Balocchi sono aperte per tutto l'anno didattico) per conoscere la struttura e il personale che vi opera, visitare gli spazi, per ricevere alcune informazioni sull’organizzazione, il progetto educativo e le modalità di inserimento dei bambini. L’inizio della frequenza di ogni bambino al nido, è preceduto da un colloquio individuale, fissato prima dell’inserimento, fra i genitori e gli educatori di riferimento, per approfondire la conoscenza reciproca e per avere notizie sulla storia pregressa del bambino ed altre informazioni necessarie relative alla presa in carico del bambino. In tale occasione le famiglie esprimono e discutono le loro aspettative, i problemi che potrebbero insorgere, le loro ansie, ma anche le motivazione che li hanno portati a scegliere di iscrivere il bambino all’asilo nido. Dopo il colloquio viene inoltre, redatta una scheda dove sono indicati la data di inserimento, dati anagrafici del bambino e recapiti telefonici della famiglia, i nomi di eventuali persone che possono, al posto dei genitori, riprendere il bambino, la composizione del gruppo familiare (genitori, nonni, fratelli ecc...). Vengono registrate inoltre anche informazioni, emerse dal colloquio, sulle modalità di gioco e interazione del bambino con coetanei e adulti, abitudini legate al quotidiano del bambino. I colloqui individuali successivi sono momenti di incontro fondamentali che, verranno riproposti più volte durante l’anno scolastico, per esempio ogni volta che da parte degli educatori o delle famiglie si avvertirà l’esigenza di incontrarsi, fuori dal contesto della quotidianità al nido, per parlare di eventuali difficoltà o disagi riscontrati da parte del bambino. A livello organizzativo possono essere programmati colloqui con le famiglie, sono previsti a gennaio e a maggio, innanzitutto per ascoltare i genitori sulle loro aspettative, ma 28 anche per parlare del loro bambino nel contesto familiare e al nido, lo sviluppo evolutivo, la vita di gruppo ecc... Riunione per la verifica degli inserimenti sono a distanza di pochi mesi dall’inizio dell’ambientamento del bambino, nel mese di ottobre e/o gennaio. Qualche giorno prima della riunione viene consegnata ai genitori una griglia con alcuni spunti per orientarsi nella verifica. Durante la riunione gli educatori raccontano l’andamento degli inserimenti, a livello generale, del gruppo dei bambini, dando modo a tutti i genitori di esprimersi ed esporre le loro impressioni sul percorso fatto dal proprio bambino, ma soprattutto come tale periodo, così delicato per l’intera famiglia, sia stato vissuto direttamente dagli adulti. I genitori possono confrontarsi sulle loro emozioni, raccontare se hanno notato cambiamenti nel bambino nei primi giorni e a distanza di tempo; se la durata dell’inserimento è stata adeguata ai bisogni del bambino; se l’iniziativa del laboratorio per i genitori durante l’inserimento dei bambini è stata piacevole e positiva per loro ecc... Rispetto alla figura di riferimento all’interno viene chiesto, come è stata vissuta da parte della famiglia, se l’educatore è stata di sostegno e ha infuso la fiducia necessaria per distaccarsi dal bambino e allontanarsi dalla struttura serenamente. L’assemblea dell'intero gruppo di lavoro, in cui viene presentata e consegnata, ai genitori, la programmazione educativa proposta ai bambini. Anche questo momento va curato con attenzione da parte degli educatori, sia per coinvolgere tutte le famiglie alla partecipazione, sia nell’esporre in maniera chiara le linee guida che ispirano il progetto, motivando le scelte che hanno portato alla programmazione di particolari attività. In questo modo le famiglie si potranno sentire veramente partecipi, dare disponibilità per collaborare alla realizzazione dei alcuni progetti. Le serate di incontro rivolte non solo ai genitori, ma anche ai nonni, dove si costruiscono giochi per i propri piccoli o si promuovono iniziative rivolte all’infanzia. Anche queste occasioni rappresentano momenti di socialità fra adulti, utili a scambiarsi opinioni ed impressioni. In questi momenti molti genitori hanno la possibilità di trattenersi più a lungo all’interno dell’asilo nido in cui è inserito il proprio bambino, si possono soffermare ad osservare la sistemazione dell’ambiente, la documentazione delle attività quotidiane, ritrovare “tracce” del loro bambino. I temi e le attività trattati durante queste serate saranno scelti dai genitori stessi in base ai loro interessi o alla programmazione educativa, per approfondire e sperimentare personalmente alcuni laboratori. Gite scolastiche rivolte a genitori e bambini insieme, progetti che l’asilo nido propone, sia ai bambini che agli adulti, speciali in quanto, se gestiti con le attenzioni che abbiamo fin qui 29 esposto, sono ricchi di emotività, interesse, scambio, riflessione, apprendimento. Vorremo poter dedicarci a queste iniziative una/due volte l'anno, nel periodo compreso fra marzo e giugno, nei giorni di chiusura della struttura come il sabato o la domenica, questi progetti paralleli a quelli educativi e densi di significato per chi vi partecipa. È importante per un adulto pensare al valore della scoperta e della conoscenza della natura intorno alla vita di un bambino; alla valenza di giocare ed esplorare con i propri bambini; alla qualità del tempo che passano con loro anche fuori dalla vita domestica. Prendersi il tempo stare assieme in un luogo “speciale”, per esempio una fattoria didattica, ricco di stimoli e opportunità anche per il genitore, diventa un’occasione per sperimentare, osservare il bambino con occhi diversi, perché viene visto muoversi autonomamente in un ambiente che non è quello familiare della casa, interagire con altri bambini, flora e fauna, fare giochi di esplorazione e di conoscenza con oggetti e materiali naturali. Ecco che allora l’adulto può riflettere anche sulla natura che spesso, in maniera non consapevole, viene sottovalutata o non considerata nella crescita cognitiva ed emozionale del bambino. Comitato di Gestione: Strumento indispensabile per la partecipazione delle famiglie al progetto educativo del servizio. Nei servizi educativi di Coccole e Balocchi di Pescia, il ruolo del Comitato di Gestione è di organismo istituzionale della vita partecipativa dei servizi, la Carta dei Servizi ne individua ruoli e compiti. Il Comitato, formato dai genitori e dagli educatori, è l’organismo di gestione sociale presente in ogni servizio e attraverso di esso si organizza la partecipazione delle famiglie al progetto educativo. Il Comitato di gestione viene eletto in un’assemblea plenaria all’inizio dell’anno scolastico ed è formato da 1/2 genitori rappresentanti e due educatori. Generalmente vengono riconfermati i membri eletti l’anno precedente, per garantire la continuità del lavoro di questo gruppo, le modalità di coinvolgimento di tutte le famiglie, il proseguimento di progetti a lungo termine, il tipo di collaborazione richiesto, anche con i nuovi eletti. Il Comitato di Gestione può riunirsi 3-4 volte l’anno, l’incontro deve avere un ordine del giorno preciso ed è importante stendere un verbale di quanto discusso e deciso da far circolare fra le famiglie. I compiti di questo organismo e le modalità per un buon coinvolgimento di tutte le famiglie, da parte dello stesso sono: favorire la condivisione delle strategie d'intervento, la partecipazione attiva delle famiglie alla vita del servizio educativo, la programmazione e le attività a carattere generale, come l'organizzazione di eventi, laboratori e feste, e favorire la partecipazione e collaborazione tra genitori e genitori-educatrici in modo da migliorare la qualità del servizio educativo. 30 Parte Quarta: Lavoro in Rete FORMAZIONE L'importanza della formazione per tutto il gruppo di lavoro è finalizzata alla crescita professionale degli operatori, come occasione d'incontro e confronto tra loro. La formazione degli educatori e del personale ausiliario è svolta nel servizio educativo nell’ambito di una programmazione annuale e ne è garantita la continuità nel tempo. Il coordinamento gestionale e pedagogico, sia comunale che di ambito zonale, garantisce la realizzazione di iniziative formative rivolte agli educatori e al personale ausiliario dei servizi del proprio territorio, sia pubblici che privati. Allo scopo di favorire la continuità educativa per i bambini da zero a sei anni i comuni e le conferenze zonali per l’istruzione promuovono iniziative di formazione congiunta per educatori e insegnanti della scuola dell’infanzia, anche tramite la sottoscrizione di accordi specifici. Il team del nido Coccole e Balocchi partecipa ai percorsi formativi organizzati dal Coordinamento pedagogico zonale promosso dalla Regione. COORDINAMENTO PEDAGOGICO Il servizio educativo garantisce la presenza di figure per la direzione gestionale e di coordinamento pedagogico al fine di assicurare la qualità, la coerenza e la continuità degli interventi sul piano educativo, nonché l’omogeneità e l’efficienza sul piano organizzativo e gestionale. Le funzioni di coordinamento pedagogico sono svolte da soggetti in possesso dei titoli di studio secondo legge, nell’ambito delle funzioni vengono realizzate le seguenti attività: supervisione sul gruppo degli operatori del singolo servizio; monitoraggio e valutazione del progetto pedagogico e del progetto educativo; coordinamento delle iniziative di partecipazione delle famiglie; aggiornamento e formazione del personale; raccordo con il coordinamento gestionale e pedagogico comunale e con i servizi socio-sanitari e promozione della continuità con la scuola dell’infanzia; raccordo fra le attività gestionali e le attività pedagogiche. Il nido Coccole e Balocchi si avvale di una collaborazione esterna, tramite la Cooperativa Sociale Pantagruel onlus di Pistoia, per il supporto e la consulenza della programmazione dei progetti educativi e pedagogici, per il coordinamento pedagogico e per la formazione professionale delle educatrici del nido. CONTINUITA' La continuità ha il fine di costruire un percorso unitario nel rispetto delle esigenze del bambino, favorendo il suo passaggio da un’istituzione scolastica all’altra in maniera graduale e dando il senso di un cambiamento positivo. La continuità si realizzerà in diverse direzioni : 31 Da un lato sarà riferito alle relazioni di tipo verticale che si instaurano tra asilo nido e scuola dell’infanzia per favorire la conoscenza dei percorsi educativi specifici di ogni istituzione, la ricerca di modalità di raccordo e di comunicazione, la condivisione di progetti trasversali; Dall’altro riguarderà il rapporto orizzontale che si instaura tra scuola, famiglia e territorio per promuovere la reciproca conoscenza, la condivisione delle scelte educative e l’integrazione di interventi che coinvolgono i diversi interlocutori. Obbiettivi: Per i bambini Far conoscere ai bambini la nuova realtà scolastica Proporre ai bambini esperienze che li aiutino ad affrontare il passaggio alla scuola dell’infanzia Favorire l’esternazione di ansie ed aspettative legate al momento del passaggio Aiutarli a ripercorrere l’itinerario vissuto ed a portare con sé alcuni ricordi significativi legati al proprio vissuto Incoraggiarli ad affrontare e vivere con serenità le nuove proposte didattiche e le diverse scansioni temporali Favorire la condivisione di esperienze didattiche tra bambini ed insegnanti di scuole diverse Per le insegnanti Capacità di collaborazione tra le insegnanti dei due ordini di scuola Condivisione di obiettivi e di strumenti per l’osservazione e la valutazione Verifica di abilità e competenze dei bambini Individuazione di strumenti e modalità per il passaggio di informazioni tra le due scuole Capacità di confronto su tematiche comuni Per i genitori Capacità di vivere la scuola dell’infanzia e il nido come un luoghi di crescita importanti per i loro figli Capacità di collaborare condividendo con le insegnanti il bagaglio personale di ogni bambino Capacità di superare l’ansia per il nuovo inserimento. 32