COSA FARE
Vita notturna
Catania possiede un'intensa vita notturna, conosciuta anche all'estero come una delle città più
movimentate a livello europeo per divertimento e intrattenimento. Una delle zone più rinomate in
tal senso è il centro storico, in particolar modo tra Piazza Duomo, Piazza Università e Piazza Teatro
Massimo dove si trova il grosso dei locali notturni, spesso affollati, soprattutto in estate, quando le
strade e le piazze diventano una "propaggine" delle attività, aprendo ai caffè concerto la città
La tradizione dello spettacolo presso locali, essi fossero bar o trattorie, trova origine nella prima
diffusione del fenomeno in Italia, con l'apertura di locali notturni adatti anche a piccole forme di
spettacolo nella città di Napoli verso la fine del XIX secolo. I letterati catanesi, che erano spesso
per lavoro nella città partenopea, portarono la novità anche alla città etnea. Tuttavia dal secondo
dopoguerra il fenomeno conobbe una brusca interruzione. Verso la fine degli anni sessanta e nei
primi anni settanta vi fu un primo segnale di ripresa, sebbene nuovamente interrotta dal decennio
seguente. La rinascita e relativa regolarizzazione dei caffè concerto nella Catania odierna si deve
all'accordo tra esercenti e l'amministrazione comunale della metà degli anni novanta, guidata
dall'allora sindaco Enzo Bianco che volle fortemente tale convenzione, orientando l'attenzione
verso il centro storico, altrimenti destinato all'oblio.
I chioschi
Un'importante attrazione culinaria di Catania è senza dubbio il chiosco delle bevande, dove
vengono servite bibite dissetanti estive, tipiche della cultura cittadina. I chioschi delle bevande
sono unici nel loro genere: un tempo c'erano i venditori ambulanti di bibite (lo zammù - cioè
l'anice innanzitutto): man mano, questa attività si è stabilizzata e da strategici luoghi ombrosi dove
appostarsi per vendere rinfreschi ai catanesi soffocati dal caldo, i venditori si sono collocati in
queste particolari architetture quadrate o circolari, dalle cui aperture - simili a finestre - essi
distribuiscono i preparati.
Il fenomeno dei chioschi ebbe inizio nel 1896, con il chiosco Costa che si trovava in Piazza Stesicoro
ed il chiosco Vezzosi in Piazza Duomo. Più recente di qualche anno è quello di Giammona, che si
trovava in Piazza Cavour. Nei primi anni del Novecento un'ordinanza decise che la vista delle
signore ferme a dissetarsi al chiosco turbasse l'ordine pubblico e così i chioschi vennero spostati: il
chiosco di Costa venne spostato da Piazza Stesicoro in Piazza Spirito Santo, il chiosco Vezzosi e
quello di Giammona in Piazza Vittorio Emanuele II.
Sembra che la tradizione degli sciroppi di frutta mescolati al seltz derivi dall'utilizzo dell'acqua
naturalmente effervescente del lago di Naftia, nei pressi di Palagonia (la cosiddetta mofeta dei
Palici, caratterizzata da forti emissioni di anidride carbonica già sfruttate per fini commerciali e il
cui nome richiama evidentemente le proprietà). La bibita più celebre da gustare al chiosco è il
seltz, limone e sale, una semplice ricetta molto dissetante, come il mandarinetto-limone, a base
appunto di sciroppo di mandarino e succo di limone spremuto sul posto.
MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE
La città antica
Del periodo greco a Catania non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali
(terremoti che hanno rovinato la città, colate laviche) che antropici, come le ricostruzioni che
spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi
campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Miglior
fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito fino ad oggi testimoniando
l'importanza della città in antico, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali
della città (la gran parte di questi - tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna
istoriata - sono esposti al Museo civico
Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo,
le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, varie altre strutture termali (in Piazza Sant'Antonio,
Piazza Itria, Piazza Dante dove è stata trovata la strada basolata oggi allo scoperto) i resti di un
acquedotto presso via Grassi e alcuni edifici funerari, il foro sono i maggiori resti attualmente
visibili della Catania romana. Il Teatro romano e l'Odeon sono stati restaurati negli ultimi anni e
sono comodamente visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visibili dal 1907 (anno in cui sono
stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro e dal cortiletto di vico Anfiteatro.
Probabilmente anche 'u Liotru, il simbolo della città situato attualmente al centro di Piazza Duomo,
è stato costruito in epoca romana o forse più antico. È un manufatto in pietra lavica porosa, che
raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro,
negromante semi-leggendario e grande avversario di Leone il Taumaturgo. L'elefante è
sormontato da un obelisco egittizzante di cronologia incerta con figure probabilmente legate al
culto isideo.
Per quanto concerne i beni mobili antichi ritrovati degni di nota sono senza dubbio la stipe votiva
di Piazza San Francesco che ha restituito importanti reperti fino al IV secolo (tale stipe è
considerata tra le più ricche ed importanti del mondo classico), come pure una serie di monete
prodotte a Catania, che comprende conii - da quelli arcaici - con Nike e Zeus in trono, ispirati ai
conii di Aitna - a quelli dei grandi incisori - Eveneto, Eraclide e Procle, con testa di Apollo o di
Amenano.
Del periodo Tardo Antico rimangono i resti delle necropoli a nord e ad est della città (tra cui visibili
i mausolei di Viale Regina Margherita e Vico Ipogeo), come pure numerosi frammenti, lapidi (tra
cui quella di Julia Fiorentina esposta al Louvre), o il cippo esposto al Castello Ursino. Sono invece di
epoca Paleocristiana le cripte di Sant'Euplio, di Santa Maria La Grotta, della cappella nell'Ospedale
Garibaldi, nonché gli ambienti del cosiddetto Sacro Carcere.
La città medioevale
Un monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto (nome derivante dalla famiglia nobiliare
che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una
"trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva
conoscenza grazie ai disegni di Jean Houel.
Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci Castello (presso il comune
omonimo) e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata
dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassareliquiaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.
Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della chiesa di Sant'Agata al Carcere e il famoso
Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e
dei benedettini, dal 1927), coevo dell'altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e
del siracusano Castel Maniace. Invece il portale della scomparsa San Giovanni e il balcone di
palazzo Platamone risalgono al periodo Aragonese.
La città rinascimentale
P. Mortier, Catane ou Catania - Ville de Sicile,
Amsterdam, dopo il 1575
Del periodo tardo aragonese rimangono poche
tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù
situata nella piazza omonima e costruita nel 1498
è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa
fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è
del Cinquecento e solo la Cappella Paternò
mantiente l'originale struttura gotica.
Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero
dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata
la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel
1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto
edificio permangono tutt'oggi le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia
dell'antico archeggiato del corridoio di meridione.
Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il
1550 e il 1555 su progetto di Tiburzio Spannocchi. Il progetto in realtà prevedeva l'ampliamento
delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale
(tra cui l'antica Torre del Vescovo del 1302), ma non riuscì ad essere portato a termine. La colata
dell'eruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che,
rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortna muraria,
detta popolarmente fortino, su cui ancora si apre la porta d'accesso (Porta del Fortino vecchio in
via Sacchero, un tempo dedicata al duca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono
ancora sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la Porta Ferdinandea ancora oggi erroneamente
detta "'u furtinu" ("il fortino").
Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e
libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non
esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla
fortificazione del Regnum.
La città barocca
Catania è stata ampiamente rovinata dai terremoti che
hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo
territorio circostante è stato più volte coperto da colate
laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi
caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse
macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta
sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi
disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma
terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in
tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di
una storiografia fantasiosa. Tuttavia in epoca storica
(forse nel 122 a.C. e nel 252) è testimoniata dal punto di
vista archeologico la presenza di colate che giunsero a
colpire parte della città.
Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto
urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di
fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera
dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che hanno dato
alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che
hanno aiutato la rinascita della città si ricordano
Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo Di Benedetto e
Girolamo Palazzotto.
L'eruzione del 1669 che investì la città (affresco di Giacinto Platania, sagrestia della Cattedrale di
Catania).
Fontana dell'elefante.
Monumenti barocchi
Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
la Cattedrale di Sant'Agata
la chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II
la chiesa di Sant'Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
la chiesa di Sant'Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora
d'Angiò
la chiesa di San Benedetto, in via Crociferi
la Chiesa di San Domenico, sull'omonima piazza
la chiesa di San Giuliano, in via Crociferi
la chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante
la Chiesa di San Placido, sull'omonima piazza
il Monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
la Basilica della Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la
Fontana dell'Amenano, in piazza del Duomo
il Palazzo Biscari, in via Biscari
il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
il Palazzo Bruca, in Via Vittorio Emanuele II, sede del Museo del Giocattolo
il Palazzo Fassari Pace, in Via Vittorio Emanuele II
il Palazzo Valle, in Via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
la Porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
la fontana dell'Elefante
il Convitto Cutelli
La città novecentesca
Nel 1890 venne inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo
Bellini, seguendo lo stile dell'opera di Parigi, in piazza
Vincenzo Bellini. Negli anni trenta a Catania iniziò la
costruzione del Palazzo di Giustizia e in seguito la fontana de I
Malavoglia. Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato
diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso
universitario della Cittadella, che oggi è una delle assi portanti
dell'Università.
Il fondo intitolato a Mario Rapisardi, presso le Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero.
« A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche
parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo
anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di
usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi. »
(Epigrafe di Mario Rapisardi)
Mercati e mercatini
Uno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il
mercato del pesce della pescheria sempre rutilante di colori,
voci e odori. Un altro caratteristico è il mercato di Piazza Carlo
Alberto, meglio conosciuto come " Fera o Luni", ovvero la
"Fiera del Lunedì'" poiché originariamente il mercato era
attivo soltanto un giorno a settimana, esattamente il lunedì.
Nella stessa piazza tutte le domeniche si tiene un importante
"mercato delle pulci".
Un mercato di "bric a brac" è aperto la domenica sotto gli
archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini. Altro mercato molto frequentato è quello che si
svolge il venerdì in piazza I Viceré nel quartiere nord di Barriera del Bosco. Una risorsa non meno
importante riguarda i mercatini rionali di Catania.
La pescheria
Links utili:
Note sulla città e il territorio:
www.comune.catania.it www.provincia.catania.it
www.turismo.catania.it
Info trasporti:
Bus:
www.aziendasicilianatrasporti.it
Auto:
www.radiotaxicatania.org
Treni:
www.circumetnea.it
www.etnatrasporti.it
www.autostrade.it
www.trenitalia.it
Aereo:
www.aeroporto.catania.it
Nave:
www.tirrenia.it
www.tttlines.it
www.gnv.it
Info eventi culturali in città:
www.lapis.it www.vivicatania.it
escursioni:
www.etnaexperience.com
www.etnasicilytouring.com
www.saistrasporti.it
www.amt.ct.it