Il modello del controllo del territorio dei Carabinieri, nell’ambito del “Patto per Roma Sicura” 1. PREMESSA Compito dei Reparti dell’Arma che operano sul territorio è quello di garantire la sicurezza nella propria giurisdizione e, quindi: − in primo luogo di impedire che si commettano reati; − in secondo luogo, qualora questi si verifichino, di scoprirne gli autori. Si tratta in sostanza di due distinte attività dell’Arma che corrispondono ad altrettante esigenze della collettività. La prima esigenza richiesta dai cittadini e quella di non essere vittima di reati e di vivere, comunque, nel proprio ambiente una vita tranquilla, serena e non condizionata dalla presenza e dall’attività di criminali a danno personale (soprattutto) e della comunità. La seconda è che i reati vengano scoperti e gli autori arrestati. E’ ovvio che questa esigenza sia subordinata alla prima: al cittadino interessa certamente se viene scoperto l’autore di un omicidio, arrestati i membri di una banda dedita al traffico di stupefacenti o, ancora, fermato il grosso latitante, ma si sente maggiormente sicuro se non trova la propria abitazione svaligiata, o non viene “borseggiato” o “scippato”, o non assiste allo spaccio di stupefacenti nel giardino antistante la propria abitazione o al mercimonio di prostitute e protettori sotto casa. In tale quadro, come detto, l’attività dell’Arma è duplice: nel primo caso svolge un’azione preventiva, nel secondo conduce un’attività investigativa. La differenza fondamentale tra le due attività è che mentre le indagini, pur impegnando notevoli risorse, non sempre e non rapidamente portano a risultati positivi, l’azione preventiva un risultato lo offre immediatamente: impedisce che si verifichino reati nel luogo e nel momento in cui viene svolta. Non solo, ma mentre il risultato positivo delle investigazioni spesso è vanificato dalla rapida remissione in libertà degli arrestati o dal mancato recupero delle refurtive (nei delitti contro il patrimonio) ed è costellato di difficoltà e di vincoli procedurali nonché sottoposto all’autorità e alla discrezione di altri organi (A.G.) l’attività preventiva non conosce limiti alla propria potenzialità (specie se condotta con i criteri del controllo del territorio) ed al proprio successo, non è generalmente subordinata ad autorità esterne e, se ben sviluppata, rende superflua o non necessaria la repressione. Da questa premessa deriva una prima conclusione: la prevalenza dell’attività preventiva su quella investigativa. 2. SIGNIFICATO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO Fondamento di tutta l’azione di contrasto resta il controllo del territorio, la cui qualificazione ed il cui miglioramento passano attraverso l’interpretazione da attribuire a tale attività: non vigilanza generica, che impedisce la consumazione di reati, peraltro in luoghi e tempi circoscritti, ma azione di osservazione e conoscenza dell’ambiente, volta ad avere la completa padronanza del territorio e sulla criminalità. La “padronanza del territorio”, a sua volta, si realizza se le unità in servizio esterno sono capaci di osservare e conoscere l’ambiente – inteso come “insieme di luoghi e di persone” – nonché di associare alla c.d. vigilanza generica anche la ricerca e la raccolta di notizie, fondamentale strumento di conoscenza ma anche un deterrente verso una criminalità che così si vede “marcata e sorvegliata”. L’attività preventiva si trasforma, in tal modo, in controllo del territorio, inteso come osservazione, conoscenza e padronanza dell’ambiente. 3. SVILUPPO DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO Perché l’attività preventiva si elevi a controllo del territorio occorre rendere più efficiente il sistema di presidio e controllo, adeguandolo alle crescenti esigenze della società. Il che significa: a. adottare metodi operativi che avvicinino le Forze di Polizia alla gente, condividendo, quotidianamente, i bisogni e le istanze di sicurezza di volta in volta espresse (c.d. contatto con la gente); b. presidiare il territorio, mediante criteri di sorveglianza che consentano un rapporto costante di controllo anche delle piccole aree urbane (quartieri, rioni, ecc.), volto, soprattutto, alla prevenzione dei reati; c. coordinare e collegare i diversi operatori della sicurezza tra loro, creando così un sistema che non disperda i dati conoscitivi del territorio, sviluppando tutte le possibili sinergie tra gli operatori delle Forze dell’ordine. Il contatto con la gente è fondamentale per tre motivi: a. serve a costruire un rapporto di fiducia tra Carabinieri e popolazione; b. rende manifesta la presenza dell’Arma all’esterno e dà, quindi, sicurezza alla popolazione, invogliando ad un rapporto di fiducia e di collaborazione; c. consente la possibilità di acquisire notizie ed informazioni utili a migliorare il servizio e renderlo più efficace. 4. SICUREZZA PUBBLICA NELLA CAPITALE a. Percezione della sicurezza La situazione dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica nella Capitale è caratterizzata dalle peculiarità del contesto metropolitano, peraltro interessato dalla presenza delle principali sedi istituzionali, della Città del Vaticano e di una moltitudine di obiettivi sensibili. Secondo le informazioni raccolte nell’espletamento dell’attività preventiva, si è rilevata una costante e generica domanda di sicurezza da parte della popolazione che, avendo quotidianamente coscienza di episodi di microcriminalità (statisticamente rientranti nella media di una metropoli come Roma), richiede una sempre maggiore visibilità delle FF.PP. sul territorio. Si è avvertita, pertanto, l’esigenza di incentivare i contatti con i cittadini al fine di contenere la sensazione d’insicurezza per le risposte che le Istituzioni possono fornire, a fronte delle crescenti minacce, da quella terroristica a quella proveniente da una criminalità diffusa e variegata, spesso alimentata da extracomunitari irregolari. I dati dimostrano, tuttavia, come il minor senso di sicurezza avvertito dai cittadini non è legato al numero dei reati realmente commessi (in calo), ma alle modalità con cui vengono perpetrati: si sono infatti registrati casi in cui soggetti dediti alla consumazione di reati predatori, hanno dato luogo ad inutili forme violenza sulle vittime. b. Dispositivo attuale e linee d’intervento L’attività di controllo del territorio assicurata dal Comando Provinciale Carabinieri di Roma si estrinseca attraverso: − Gruppo di Roma, con competenza nella città di Roma all’interno del GRA, articolato su 9 Compagnie con relativi Nuclei Operativi, Comando CC Piazza Venezia, 58 Stazioni ed il Nucleo Scalo Termini; − Gruppo di Ostia, con competenza nell’area nord della Provincia di Roma esterna al GRA, articolato su un Nucleo Investigativo, 6 Compagnie con relativi Nuclei Operativi e 46 Stazioni; − Gruppo di Frascati, con competenza nell’area sud della Provincia di Roma esterna al GRA, articolato su un Nucleo Investigativo, 9 Compagnie con relativi Nuclei Operativi, una Tenenza e 72 Stazioni; − Reparto Operativo, con competenza nella città di Roma all’interno del GRA, articolato su un Nucleo Investigativo, un Nucleo Radiomobile, un Nucleo Informativo e la Centrale Operativa Provinciale. Più dettagliatamente, 76 delle 176 Stazioni del Comando Provinciale di Roma, operano nell’ambito del Comune di Roma (che si estende oltre il GRA). I servizi che i vari reparti del Comando Provinciale di Roma svolge sono calibrati alle esigenze delle realtà territoriali ove si trovano ad operare, con la finalità comune di infondere maggiore sicurezza nella gente, attraverso: − una estensione dei servizi statici e dinamici, già attivati in molti quartieri della Capitale, anche alle zone periferiche a più elevato tasso delinquenziale; − la dislocazione delle Stazioni Mobili a ridosso di realtà economiche e commerciali, stazioni metropolitane e ferroviarie, ove è più alta la concentrazione di persone in alcune ore del giorno; − l’esecuzione di una serie di servizi in collaborazione con i reparti speciali, nell’ambito dei settori di specifica competenza ed allo scopo di contrastare il lavoro nero e le varie situazioni di illegalità che possano avere ripercussioni sull’ambiente, sulla salute pubblica, ecc.. 5. IL PATTO PER ROMA SICURA In data 29 luglio 2008, presso la Prefettura di Roma, è stato siglato il nuovo Patto per Roma Sicura, che poggia le sue premesse sull’esigenza di: a. garantire sicurezza e qualità della vita agli abitanti, attraverso un’azione congiunta di più livelli di governo, nell’ambito della responsabilità di ciascuno; b. eliminare progressivamente le aree di degrado e di illegalità (sfruttamento della prostituzione, caporalato, accattonaggio, vendita di merci contraffatte, spaccio di droga, abuso di superalcolici, delitti contro il patrimonio); c. ottimizzare i rapporti ed una maggiore integrazione con le polizie locali, nell’ambito delle rispettive competenze; d. elaborare ed aggiornare in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica la “mappa del rischio”, tesa ad individuare le diverse forme di degrado e di criminalità; e. utilizzare il personale delle FF.AA., ai sensi delle norme vigenti (Operazione Strade Sicure), al fine di recuperare unità delle FF.PP. da reimpiegare per il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel “Patto”. Per la parte di competenza, l’Arma dei Carabinieri ha assunto i seguenti impegni: a. dislocamento di Stazioni Mobili per il presidio di 23 zone urbane ed attivazione di servizi d’area per il contrasto alle forme di abusivismo e la prevenzione dei reati contro la persona in zona. Al riguardo sono stati attivati i sotto elencati dispositivi: − Piazza dei Cinquecento, articolato su 3 turni di servizio nella fascia oraria 07.00 – 01.00, con l’impiego complessivo di 22 Carabinieri; − Piazza Vittorio Emanuele e zone limitrofe, articolato su 3 turni di servizio nella fascia oraria 08.00 – 02.00, con l’impiego complessivo di 15 Carabinieri; − Piazza del Popolo, articolato in turni hx24, con l’impiego complessivo di 10 Carabinieri; − Piazza Trilussa/Ponte Sisto/via delle Zoccolette, nella fascia oraria 20.00 – 02.00 (22.00 – 04.00 nei fine settimana), con l’impiego complessivo di 8 Carabinieri; − quartiere Trullo (Largo Cicetti), articolato su 2 turni di servizio nella fascia oraria 08.00 – 20.00, integrato da una pattuglia dinamica della Stazione Villa Bonelli, con l’impiego complessivo di 10 Carabinieri; − Fonte Meravigliosa, nella fascia oraria 08.00 – 14.00 ovvero 14.00 – 20.00, con l’impiego complessivo di 3 Carabinieri; − San Paolo, nella fascia oraria 08.00 – 14.00 ovvero 14.00 – 20.00, con l’impiego complessivo di 3 Carabinieri; − Piazza Navona/Phanteon, nella fascia oraria 19.00 – 01.00 ovvero 20.00 – 02.00, con l’impiego complessivo di 3/6 Carabinieri; − Terminal Anagnina, articolato su 3 turni di servizio nella fascia oraria 07.00 – 01.00, con l’impiego complessivo di 6 Carabinieri e 15 militari dell’Esercito assegnati nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”; − Piazzale della Stazione Tiburtina, articolato nelle fasce orarie 07.00 – 13.00 e 18.00 – 24.00, con l’impiego complessivo di 2 Carabinieri 6 militari dell’Esercito assegnati nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”; − Piazza Santa Maria in Trastevere, disposto nei fine settimana nella fascia oraria 20.00 – 02.00, con l’impiego complessivo di 5/8 Carabinieri; − Monte Mario/via Cortina d’Ampezzo/via della Camilluccia, nella fascia oraria 00.00 – 06.00, con l’impiego complessivo di 5/7 Carabinieri; − Piazzale di Ponte Milvio, disposto nei fine settimana nella fascia oraria 22.00 – 04.00, con l’impiego complessivo di 4/6 Carabinieri; − Piazza del Pigneto, nella fascia oraria 20.00 – 02.00, con l’impiego complessivo di 4/6 Carabinieri; − Piazza del Colosseo, disposto a settimane alterne con la Polizia di Stato, articolato su 2 turni di servizio nella fascia oraria 08.00 – 20.00, con l’impiego complessivo di 6 Carabinieri; − via Cola di Rienzo e zone limitrofe, nella fascia oraria 08.00 – 14.00 ovvero 14.00 – 20.00, con l’impiego di 6/8 Carabinieri; − Piazzale Pino Pascali, nella fascia oraria 00.00 – 05.00, con l’impiego di 6/7 Carabinieri. Il dispositivo è integrato da pattuglie del Nucleo Radiomobile di Roma; − Porta Portese, disposto la domenica mattina nella fascia oraria 07.30 alle ore 13.30, con l’impiego complessivo di 4/6 Carabinieri; − Piazza Farnese – Campo de’ Fiori, disposto a mesi alterni con la Polizia di Stato nei fine settimana, nella fascia oraria 20.00 alle ore 02.00, con l’impiego complessivo di 5/8 Carabinieri; b. intensificazione dei servizi finalizzati al contrasto del commercio abusivo di strada nelle aree di maggior pregio turistico: − via Veneto, disposto giornalmente ed articolato su 2 turni di servizio nella fascia oraria 08.00 – 20.00, con l’impiego complessivo di 4 Carabinieri; − via Frattina, via del Corso, e strade limitrofe, nella fascia oraria 15.00 – 21.00, con l’impiego complessivo di 5/6 Carabinieri; − in Piazza del Popolo, via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta, disposto giornalmente nell’ambito del presidio Hx24 di cui al precedente punto a.; − Piazza Santa Maria in Trastevere, nell’ambito del presidio di cui al precedente punto a.; − in Piazza Navona, Piazza della Rotonda (Phanteon) e vie limitrofe, disposto nell’ambito del presidio di cui al precedente punto a.; − in via Cola di Rienzo e zone limitrofe, disposto nell’ambito del presidio di cui al precedente punto a.. c. Istituzione, in particolari zone esterna al GRA di un servizio di pronto intervento Hx24 per integrare i servizi già dispiegati sul territorio. Lo specifico servizio è stato attivato a cura del Nucleo Radiomobile Provinciale nei quartieri di Acilia ed Infernetto/Casalpalocco, e supporta i servizi preventivi già espletati dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti (Stazioni di Acilia e di Casalpalocco). d. Incremento del programma coordinato tra i reparti territoriali ed i Nuclei dell’Ispettorato del Lavoro per il contrasto del caporalato e controllo sui luoghi di lavoro. L’obiettivo viene perseguito attraverso la pianificazione, con cadenza quindicinale, di servizi congiunti con il Comando CC Tutela per il Lavoro ed il Comando CC Tutela per la Salute, finalizzati alla verifica delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro nonché al contrasto del fenomeno del caporalato. I dispositivi sopra elencati sono stati gradualmente attivati a partire dal 04 agosto 2008, ovvero da quando, in ottemperanza al Decreto Legge sulla Sicurezza del 23 maggio 2008 n. 92, recante “Misure urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”, convertito nella Legge n. 125 del 24 luglio 20081: 1 Operazione strade sicure. a. sono stati ceduti all’Esercito i servizi di vigilanza presso 40 siti ed obiettivi sensibili2, in precedenza svolti dalle FF.PP.; b. sono stati attivati servizi di pattugliamento e perlustrazione congiunti alle Forze di Polizia presso 19 stazioni ferroviarie/metropolitane, 13 delle quali affidate all’Arma, negli di maggiormente sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica. 6. CONCLUSIONI I servizi disposti in attuazione del Patto per Roma Sicura hanno avuto un riscontro positivo ed hanno indubbiamente inciso sull’aumento dell’attività di prevenzione e la conseguente riduzione di reati nella Capitale, ed in particolare nelle aree interessate. In tale ottica è fondamentale che i singoli “attori istituzionali”, ciascuno al proprio livello e nell’ambito delle rispettive attribuzioni negli specifici settori di competenza, persegua gli obiettivi prefissati, evitando così svantaggiose sovrapposizioni. 2 CIE di Ponte Galeria, Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, Pineta di Castelfusano, 37 sedi diplomatiche e di Ambasciate.