L’Osteoporosi L’osteoporosi è una malattia dello scheletro, caratterizzata da una riduzione della massa ossea, che predispone alle fratture ossee. E’ una malattia molto diffusa tanto che, in Italia, più di 5 milioni di donne, oltre i 40 anni, sono affette da questa patologia. L’osteoporosi è una patologia che si può prevenire con alcune semplici misure, che vanno adottate sin dalla tenera età, quali un adeguato apporto di calcio con la dieta, una regolare attività fisica e l’eliminazione di alcuni fattori di rischio come fumo e alcol. Intervista a Vincenzo La Milia, medico nefrologo della Struttura di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “A. Manzoni” di Lecco Che cos’è l’osteoporosi? L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, che si manifesta con una riduzione della massa ossea e un peggioramento della microarchitettura delle ossa, cui conseguono una aumentata fragilità e una tendenza alle fratture. L’osteoporosi non provoca sintomi ma predispone (è un fattore di rischio) per le fratture osse. Oltre il 50% dei pazienti con osteoporosi avranno nel corso della loro vita una o più fratture dovute all’osteoporosi. Da che cosa è provocata? L’osteoporosi è una malattia dovuta a molteplici fattori, ma in cui un ruolo chiave è svolto dalla riduzione o mancanza degli ormoni sessuali (femminili e maschili) che si manifesta con l’aumentare dell’età. Nell’osteoporosi prevale il riassorbimento osseo (dovuto agli osteclasti) rispetto alla formazione di nuovo osso (dovuto agli osteblasti) con il risultato di avere una minore massa ossea ed un osso più fragile. A quale età insorge con maggiore frequenza? L’osteoporosi è più frequente nelle donne, dopo la menopausa, rispetto agli uomini di pari età: circa il 23% delle donne, dopo i 40 anni, è affetto da osteoporosi mentre tale percentuale è di circa il 15% negli uomini, ma dopo i 60 anni di età. L’osteoporosi post-menopausale interessa tipicamente le donne entro 20 anni dalla menopausa ed è dovuta alla carenza degli ormoni estrogeni, fondamentali per il metabolismo osseo, che insorge, appunto, con la menopausa. L’osteoporosi senile colpisce entrambi i sessi e riflette le influenze esercitate sull’osso dalle modificazioni del metabolismo conseguenti all’invecchiamento che si traducono nella riduzione della formazione di nuova massa ossea. Esistono anche forme di osteoporosi secondarie ad altre malattie (ad esempio l’artrite reumatoide) o ad insorgenza giovanile ma sono molto più rare. L’osteoporosi è la malattia più comune del metabolismo osseo e rappresenta un problema di grande rilevanza sociale. Infatti si stima, per difetto, che in Italia vi siano oltre 5 milioni di persone affette da osteoporosi mentre nel mondo le persone affette da osteoporosi sono oltre 200 milioni. Quali conseguenze ha l’osteoporosi? L’osteoporosi è quasi sempre asintomatica (rari i casi di dolori in assenza di fratture o microfratture), ma predispone al rischio di fratture ossee per minimi traumi o senza traumi. Le fratture osteoporotiche più frequenti sono quelle vertebrali, femorali e del polso (radio distale), ma tutti i distretti ossei possono essere interessati. In Italia si calcola che ogni anno avvengano circa 415.000 fratture da osteoporosi nella popolazione sopra i 45 anni di età (la maggior parte dopo i 65 anni di età) e circa 160.000 ricoveri dovuti ad esse. Le fratture di femore hanno un elevato rischio di mortalità (circa 15.000 morti all’anno). Le fratture vertebrali (molto più numerose di quelle femorali), oltre alla sintomatologia dolorosa, riducono la qualità di vita per l’incurvamento progressivo della colonna vertebrale con conseguente alterazioni respiratorie e gastro-intestinali. Le fratture di polso (che sono circa 65.000 l’anno nei pazienti sopra i 65 anni di età) sono un fattore di rischio per fratture in altri distretti corporei. L’osteoporosi può essere curata con successo? L’osteoporosi è una malattia che può essere efficacemente prevenuta e curata. La prevenzione dovrebbe iniziare sin dalla nascita e prevede un’adeguato apporto di calcio con la dieta (latte e latticini) e un’idonea attività fisica (basta semplicemente camminare almeno 30 minuti al giorno): in tal modo, in età giovanile, si formerà una massa ossea maggiore e si ridurranno i rischi di osteoporosi in età avanzata. Per un’efficace prevenzione va abolito il fumo e l’abuso di alcol. Nei pazienti con osteoporosi, oltre a queste, è necessario iniziare una terapia a lungo termine (anni o per tutta la vita) con supplementazione di vitamina D (in caso di carenza) e con dei farmaci specifici antiosteoporosi. Con tale terapia il rischio di fratture da osteoporosi si riduce di oltre il 50%.