Il linguaggio cinematografico Parte 2 A che cosa servono i movimenti di macchina? Il più delle volte questo fine è di carattere narrativo, serve a sviluppare il racconto del film mostrando nuovi elementi. Un primo piano di una persona seduta alla sua scrivania: per fare conoscere la sua famiglia, i suoi hobby, il tipo di lavoro che svolge, può essere utile ricorrere a una panoramica Così come il movimento tende a coprire lo sguardo della macchina da presa, allo stesso modo, al di là di quanto sta dicendo, il personaggio nasconde qualcosa. Quindi può suggerire informazioni allo spettatore che vanno oltre o addirittura negano quanto affermato dai dialoghi. Le inquadrature soggettive • per coinvolgere maggiormente lo spettatore e suscitare in lui particolare tensione. • accresce l’immedesimazione in quanto mostra esattamente ciò che vede un personaggio – se questi per esempio teme di cadere in un burrone, lo spettatore percepisce tale timore in quanto può guardare direttamente nel vuoto e vedere lo strapiombo osservato dal personaggio. Il ricorso al narratore • Fornisce allo spettatore un’interpretazione precisa di alcuni avvenimenti narrati nel film. • Può riferire quanto risulti impossibile da mostrare attraverso un’immagine, come i pensieri e i sentimenti del personaggio. • Opposta è la funzione della voce off, che invece serve a fornire una ricostruzione oggettiva di una vicenda, non riferibile ad alcun personaggio. La scenografia • È lo spazio del film inquadrato dalla macchina da presa, all’interno del quale si muovono i personaggi interpretati dagli attori. • Questo spazio, quindi, fa da cornice all’azione, ma è anche dotato di notevoli potenzialità espressive. Come si realizza la scenografia? - scegliendo un contesto reale che asseconda quanto indicato sulla sceneggiatura; - attraverso un apposito allestimento realizzato per il film all’interno di un teatro di posa. Se si sceglie la prima strada, si procederà a una serie di sopralluoghi che hanno lo scopo di individuare lo spazio più idoneo, da adattare in relazione alle esigenze della narrazione. Per esempio, se la storia del film è ambientata alla fine dell’Ottocento sarà necessario non fare entrare nell’inquadratura oggetti dei nostri giorni (antenne televisive, insegne dei negozi, ecc). Contesto reale Il film racconta una storia d’amore tra due giovani inglesi sbocciata a Firenze nei primi anni del Novecento. A questo scopo nelle scene girate in città è stato eliminato tutto ciò che è successivo a questa data. In questa immagine, per esempio, in cui i due innamorati stanno parlando affacciati a una finestra con vista panoramica, sono state coperte le antenne televisive. Camera con vista (1985) di James Ivory Allestimento Si preparano dei progetti, via via adattati o modificati, che prendono il nome di bozzetti Si può ricorrere a modellini: spazi scenografici creati con dimensioni molto ridotte, che appariranno “normali” una volta inquadrati Set per il film Cleopatra Cinecittà Scenografia e montaggio • In alcuni casi lo spazio filmico può non coincidere né con uno spazio reale, né con un allestimento appositamente realizzato, ma essere piuttosto il risultato di un accostamento (montaggio) di due immagini realizzate in tempi e luoghi diversi, che una volta proiettate in continuità danno l’impressione di essere un unico spazio. • Per esempio, se una prima inquadratura mostra un signore che ha alle spalle la basilica di San Pietro e volge lo sguardo verso l’alto dove si vede l’orologio della torre di Londra, si avrà l’impressione di una piazza che ha su un lato il monumento vaticano e sull’altro quello londinese. Scenografia virtuale • Le moderne tecnologie digitali, inoltre, permettono di creare scenografie virtuali, ricorrendo per esempio alla sovrapposizione di più immagini. Funzioni della scenografia • Narrativa – Carattere esplicativo • fornisce informazioni per la comprensione di alcuni elementi della storia (articoli di giornale incorniciati) – Carattere allusivo • suggerisce o anticipa sviluppi successivi della storia (pioggia battente) • Psicologica • asseconda e rispecchia lo stato d’animo di un personaggio o contrasta La luce • Componente fondamentale di un’inquadratura, quella con cui vengono illuminati soggetti, luoghi e scene di un film. • Si possono ottenere risultati espressivi modificandone – la direzione e – l’intensità •Luci diffuse – si propagano in maniera uniforme •Luci orientate – seguono una precisa direzione • Frontale, ombra lunga, effetto inquietante • Controluce, la luce proviene dalle spalle, mostra solo sagome • Dall’alto, luce naturale • Dal basso, sospetta inquietante Intensità della luce • L’intensità della luce è data generalmente dalla fonte luminosa. – Un sole di mezzogiorno è più intenso di quello al tramonto. • Esistono però alcuni strumenti con cui modificare l’intensità luminosa, agendo direttamente sulla macchina da presa. – Molto usato è il diaframma, collocato sull’obiettivo della macchina, che permette di regolare la quantità di luce con cui impressionare la pellicola. Il colore • I filtri, vale a dire degli schermi trasparenti, di vetro o di gelatina, si dispongono davanti all’obiettivo, per intensificare la presenza di un colore. – L’effetto ottenuto è simile a quello prodotto da un paio di occhiali colorati – La scelta di assegnare una «dominante» cromatica a una o più inquadrature del film non è casuale • per esempio una dominante rosa intende anticipare il buon esito della sequenza Componenti della colonna sonora • Le parole coincidono con i dialoghi pronunciati dagli attori e, in alcuni casi, con la voce narrante. • I rumori, invece, sono tutti gli effetti sonori del film che contribuiscono a rendere maggiormente credibile ciò che mostrano le immagini. • La musica, infine, è il motivo sonoro che accompagna lo scorrimento delle immagini. Quando però la registrazione dei dialoghi serve a tradurre la lingua originale degli attori in quella degli spettatori che seguiranno il film nelle sale, si parla di doppiaggio. Colonna sonora • Parte della pellicola cinematografica sulla quale vengono incisi i dialoghi e ogni altro tipo di evento sonoro. • Più comunemente, l'espressione indica la musica composta o arrangiata espressamente come commento alle immagini del film. – – – – titoli di testa di coda sottolinea specifici momenti della narrazione nel musical, svolge una propria e fondamentale funzione narrativa. • Possono anche contenere "musica interna", intradiegetica proveniente cioè da una sorgente sonora visibile sullo schermo, come una radio, un jukebox o uno strumento musicale • uno degli esempi più celebri di musica interna è il brano As Time Goes By suonato in Casablanca (1942) di Michael Curtiz. Il montaggio • Il montaggio è il procedimento che unisce i pezzi di pellicola relativi a due inquadrature girate in momenti differenti. • Detto altrimenti è un accostamento di due diverse immagini, realizzato al termine delle riprese. La dissolvenza • Quando un regista unisce più inquadrature, relative a soggetti, a tempo e a spazi diversi, deve cercare di mettere sempre lo spettatore in condizione di seguire il flusso del racconto. • la dissolvenza incrociata, che si realizza facendo scomparire progressivamente una prima immagine mentre contemporaneamente, sempre in maniera progressiva, appare una seconda. • dissolvenza in apertura o in chiusura, è quella che utilizza un fondo di colore uniforme (solitamente nero) per far scomparire la prima immagine e far apparire la seconda; Senza montaggio… • il cinema sarebbe destinato a riprendere solo la realtà, e quindi a uniformarsi allo scorrere reale del tempo, di fatto insopportabili per lo spettatore. • Il montaggio, invece, offre due possibilità diverse: – consente di creare un tempo del film diverso da quello reale; – consente di imprimere al tempo un’accelerazione tale da mostrare in poche immagini una situazione che nella realtà è il risultato di un lungo processo, avvenuto nel corso di diversi anni. – consente anche di passare, nel corso della narrazione di un film, da un tempo presente a uno passato o futuro. • Flash back o forward Lo stacco • ovvero il passaggio diretto e immediato da un piano a quello successivo • campo-controcampo • è quel tipo di montaggio che mostra alternativamente due personaggi che dialogano l’uno di fronte all’altro. S. Kubrick, Orizzonti di gloria (1957) • In una sala dello Stato Maggiore francese (siamo nel 1916 durante la Prima Guerra Mondiale) un Generale riceve la visita di un Ufficiale che gli propone di attaccare “il formicaio”, una collina imprendibile in mano ai tedeschi. • Il colloquio fra i due inizia con un campo - controcampo durante il quale il Generale rifiuta la proposta dell’Ufficiale: attaccare “il formicaio” è impossibile e comporterebbe solamente numerose ed inutili perdite umane. • Ad un certo punto, in coincidenza con il tentativo di corruzione dell’Ufficiale (propone una promozione) e con le successive menzogne del Generale (le false preoccupazioni per i propri uomini), lo schematismo del campo controcampo ha termine e la macchina da presa comincia ad effettuare delle evoluzioni circolari nel salone. I movimenti di macchina vengono così a formare una sorta di ragnatela e rappresentano una metafora della trappola verbale che l’Ufficiale sta tendendo al Generale. Orizzonti di gloria • Nel processo contro tre soldati (estratti a sorte) accusati di codardia durante l’attacco al “formicaio” la corte marziale è riunita in un ampio salone e gli imputati vengono interrogati ad uno ad uno dall’accusa. • Quando parla il procuratore non avviene nessun controcampo: le inquadrature che riguardano il procuratore comprendono anche le spalle e le teste della giuria (in ombra e in primo piano - ad indicare il sostanziale accordo tra la corte e l’accusa: il processo in realtà non è che una farsa), le inquadrature che riguardano il soldato accusato comprendono solo quest’ultimo (isolato e destinato alla propria tragica sorte). • Quando invece parla il Colonnello (Kirk Douglas), incaricato della difesa dei soldati, quest’ultimo è inquadrato da solo (le “ombre” della giuria non ci sono più) e il presidente della giuria è inquadrato in controcampo (ad indicare il disaccordo tra il Colonnello e la giuria) Montaggio alternato • Misterioso omicidio a Manhattan di Woody Allen • Un’agiata casalinga, interpretata da Diane Keaton, si convince che dietro la morte per infarto della sua vicina di casa si nasconda in realtà un uxoricidio così si introduce nell’appartamento del vicino, dopo averne trafugato le chiavi dalla portineria. • L’uomo è appena uscito, ma una volta in strada si accorge di aver dimenticato qualcosa. • E così mentre torna sui suoi passi, la donna sta curiosando in casa sua. • montaggio alternato tra le immagini della donna nella casa del presunto assassino e quelle del presunto assassino che, all’insaputa di lei, sta tornando a casa montaggio parallelo • Due blocchi narrativi che non si incontrano mai. • I due blocchi, per esempio, possono procedere con lo stesso sviluppo narrativo, per mostrare parallelamente le stesse tappe della vita di due personaggi (l’adolescenza, la scuola, il lavoro ecc.). – Ad esempio Novecento (1976) è un film in due atti di Bernardo Bertolucci in cui si narra la storia di due bambini nati lo stesso giorno, il 1° gennaio del 1900, nello stesso latifondo. Uno è figlio di contadini, mentre l’altro è l’erede del padrone. Così il film segue le vite parallele di questi due personaggi così vicini eppure così lontani.