MARIA MONTESSORI (1870-1952) NASCITA E FAMIGLIA • • • • • Nacque a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870. Suo padre, Alessandro Montessori, nacque nel 1832 a Ferrara da una nobile famiglia bolognese. Aveva lavorato come impiegato nel dipartimento delle finanze papali e quindi nelle fabbriche del sale di Comacchio e Cervia. Nel 1865 era stato inviato a Chiaravalle, dove conobbe Renilde Stoppani. Sua madre, Renilde Stoppani, apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri. Era una ragazza intelligente ma non potè frequentare l’università perché allora le donne non vi erano ammesse. Si sposarono nel 1866 e maria nacque quattro anni dopo. Suo zio, l’abate Antonio Stoppani, fu un esempio molto importante per la nipote. GLI STUDI • • • • La giovane Maria venne sviluppando un grande interesse per le materie scientifiche. A dodici anni espresse il desiderio di diventare ingegnere e di frequentare una scuola tecnica, scelta incompatibile col desiderio del padre che voleva che diventasse maestra. Dopo non poche battaglie riuscì ad iscriversì alla Regia Scuola Tecnica Michelangelo Buonarroti di Roma, che oltre da Maria era frequentata da un’altra sola ragazza. Concluse i tre anni con ottimi voti e furono seguiti da altri quattro anni di studio, fino al 1890, al Regio Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci. Si iscrisse alla facoltà di scienze fisiche, naturali e matematiche dell’università di Roma. Due anni dopo si rivolse al ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli per convincerlo a farla entrare nella facoltà di medicina. Nel 1892 divenne ufficialmente studentessa di medicina e si laurea nel 1896. VITA SENTIMENTALE • • • • • Conobbe Giuseppe Ferruccio Montesano, giovane medico con il quale collaborò e di cui si innamorò. Il 31 marzo 1898 Maria diede alla luce di nascosto un bambino che chiamò Mario, frutto dell’amore con il collega. Nonostante il loro affiatamento, Maria Montessori e Giuseppe Montesano non pensarono al matrimonio: la gravidanza fu tenuta nascosta, il parto avvenne in tutta segretezza a Roma e il piccolo fu subito affidato ad una balia. Nel 1901 avvenne la rottura tra Maria e Giuseppe, i due amanti anche se avevano deciso di non contrarre matrimonio, si erano promessi di non sposarsi mai con nessun altro. Sarebbe stata la decisione di Montesano di sposare un’altra donna a provocare la rottura definitiva. Montesano acconsentì a riconoscere Mario in cambio dell’accettazione da parte di Maria del suo matrimonio. NASCE LA NUOVA MARIA MONTESSORI • • Dopo un breve periodo di sofferenza Maria ricomincia da capo: riprende in mano la propria vita e la imposta in modo diverso. Lascia la scuola Ortofrenica dove si occupa di bambini subnormali e si allontana da tutti gli incarichi che ha avuto in comune con Giuseppe Montesano, mantenendo soltanto, l’insegnamento di Igiene e Antropologia presso l’Istituto Superiore del Magistero femminile di Roma. Si iscrive alla facoltà di filosofia e pedagogia e segue anche corsi di psicologia sperimentale. INFLUENZA DI ITARD E SEGUIN • • • • Itard e Seguin furono due pedagogisti di fine ‘800, che si occuparono di bambini selvaggi, cresciuti con gli animali, a cui fecero fare un percorso educativo per inserirli nella società. Maria partecipò a dei convegni nei quali conobbe i due studiosi, venne a conoscenza dei loro metodi sperimentali. Dopo aver appreso il loro metodo viene aperto a Roma l’Istituto Medico Pedagogico, nel quale sperimentò il nuovo metodo con 50 bambini presi da un manicomio. I metodi usati con successo per i bambini subnormali potevano essere applicati con successo ancora maggiore ai bambini normali. LE CASE DEI BAMBINI • • • • La prima Casa venne innaugurata il 6 gennaio 1907 nel degradato quartiere di San Lorenzo. I bambini, una cinquantina, furono affidati alla maestra Candida Nuccitelli, sotto la responsabilità e la direzione di Maria Montessori. “Era proprio come un gruppo di bambini selvaggi, vissuti in una foresta di gente perduta ed oltre i confini della società civile”. Ciò che prima era accessibile soltando alle donne ricche adesso lo era anche per le operaie. • • • MATERIALE MONTESSORIANO Fondamentale era il materiale, costruito in legno. È un materiale sensoriale e motorio. Si divide in: - didattico-analitico (unica qualità dell’oggetto) - didattico-autocreativo (educa il bambino ad autocorreggersi) - didattico-attraente (oggetti di facile manipolazione) Sono presenti, però, delle regole che il bambino deve rispettare: disciplina, ordine, silenzio, rispetto dei compagni, buone maniere, non devono esserci liti, pulizia della persona. IL METODO • • • • Tutto doveva essere a misura di bambino, nelle aule non esistono le cattedre per le insegnanti le quali stanno accanto ai bambini. È una scuola che asseconda le capacità del bambino. Vengono svolti esercizi tattili, sul peso, sulle diverse forme, sul gusto, sull’udito, sulle gradazioni di colori, per la scrittura e per la lettura. Il metodo prevede un progressivo e graduale utilizzo di materiale attraverso il quale il bambino inizia a compiere attività come inserire figure geometriche in spazi di uguale forma, lettere con le quali comporre le prime parole, esercizi di manualità. Sostenne la necessità di stimolare l’attività e il rapporto col bambino partendo dai suoi bisogni e interessi, e cioè implica, che il bambino deve sentirsi libero, imparare a diventare autonomo, non bisogna abituarlo alla passività, ma dargli materiale strutturato in base ai suoi bisogni e le sue capacità, lasciandolo scegliere, e facendolo operare liberamente. FINALMENTE INSIEME A MARIO • A 15 anni, nella primavera del 1913, Mario andò a vivere con sua madre. Maria era andata a trovare il ragazzo nel suo collegio di Castiglion Fiorentino, senza dirgli, neppure questa volta di essere sua madre. Ma Mario non era più un bambino, era cresciuto, aveva riflettuto e si era convinto che la signora che da quando aveva memoria andava periodicamente a fargli visita non poteva essere che sua madre. glielo disse e partì con lei. Lo presentò sempre come nipote e soltanto nel testamento lo chiamò “mio figlio”. RAPPORTO CON MUSSOLINI • 1915 -> In Italia, a causa della guerra, il suo insegnamento era stato in parte dimenticato. • Siamo ormai in piena epoca fascista, e Maria Montessori e Benito Mussolini hanno rapporti piuttosto stretti. • Nei primi anni 20 il Metodo Montessoriano era stato, in Italia, piuttosto trascurato. Mario Montessori, nell’inverno 1923, scrisse allora a Mussolini lamentando la situazione. Informato poi che Maria era a Roma chiese di incontrarla, e quel primo approccio fu assai positivo. Mussolini promise che l’avrebbe aiutata. • In quegli anni, infatti, furono instaurati corsi di formazione per insegnanti e il Metodo Montessoriano entrò a far parte della riforma scolastica Gentile. MARIA E MUSSOLINI: LA ROTTURA • La collaborazione non era destinata a durare a lungo. Anche se Mussolini aveva bisogno dell’aiuto di Maria per alfabetizzare la nazione, i problemi non tardarono a presentarsi. • La libertà d’azione che le era stata accordata nei primi tempi non era conciliabile con la prassi di Mussolini e il regime, appena ne ebbe la possibilità, tentò di controllare il suo operato. • Le persone che affiancavano il Duce iniziarono a criticarla accusandola di aver rubato le idee pedagogiche ad altre pedagogiste (sorelle Agazzi: contrassegno) • Tutte le scuole Montessoriane vennero chiuse in Italia. MARIA MONTESSORI E MAHATMA GANDHI • I due erano coetanei e avevano molte cose in comune. • Il primo incontro, era avvenuto il 19 novembre del 1931 a Londra, Gandhi rappresentava l’India ad una importante Tavola Rotonda, e Maria aveva programmato per quegli stessi giorni il suo ennesimo corso internazionale. • Dopo quel primo incontro non si persero più di vista. • Nei suoi dieci anni di soggiorno in India Maria operò moltissimo per il sistema scolastico indiano. LA MORTE “Dopo la guerra le scuola e i centri Montessori per insegnanti fiorirono di nuovo, e lei passava molto tempo leggendo e scrivendo. Un giorno di maggio, in piena stagione dei tulipani, io pranzavo con lei davanti a una finestra dalla quale si vedevano i fiori e il mare. Le dissi che avevo incontrato un ufficiale del Ghana, una nazione che stava per diventare indipendente e aveva un disperato bisogno di scuole. Lasciai la stanza per cercare nell’atlante la cartina dell’Africa. Quando tornai la mamma era morta. Avrebbe voluto andare nel Ghana, o in qualunque altro posto i bambini avessero avuto bisogno di lei.” Mario Montessori MARIO MONTESSORI • A 17 anni si sposa con una ricca donna americana con cui più tardi divorziò. Da lei ebbe tre figli. • Andò a vivere in Spagna con la madre e divenne il suo braccio destro. • La aiutò nei suoi studi e nei viaggi. OPERA NAZIONALE MONTESSORIANA Ente morale, diffonde la conoscenza e tutela del metodo montessoriano. LIBRI SCRITTI DA MARIA MONTESSORI LE INFORMAZIONI SONO STATE PRESE DA: A CURA DI: Rosita Martino e Erica Marinoni