I DISTURBI DI ACQUISIZIONE DEL LINGUAGGIO SCRITTO Dott.ssa: Oriana Fassina Logopedista A.ULSS 16 U.O. Materno-infantile I DISTURBI DI ACQUISIZIONE DEL LINGUAGGIO SCRITTO Disturbi non specifici di apprendimento (DNSA) Disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze non limitata a uno o più settori specifici delle competenze scolastiche, ma estesa a più settori 2 I DISTURBI DI ACQUISIZIONE DEL LINGUAGGIO SCRITTO Disturbi specifici di apprendimento (DSA) Disturbi neurofunzionali congeniti a prevalente base genetica e a diversa espressività clinica a seconda delle fasi di sviluppo 3 Disturbi Specifici di Apprendimento DSA Dislessia Difficoltà specifica nella lettura Disgrafia Difficoltà a livello grafoesecutivo. E’ una difficoltà che investe la scrittura e non il contenuto Disortografia Difficoltà a rispettare le regole ortografiche. Discalculia Difficoltà nelle abilità di calcolo o della scrittura e lettura del numero 4 Comorbilità La Letteratura internazionale è concorde nel riconoscere che una parte dei bambini con DSA presenta disturbi psicopatologici associati. Nella pratica clinica emerge la quasi sistematica associazione con altri disturbi sia dei diversi DSA tra loro, sia di DSA con disturbi patologici. (Comorbilità – Consensus Conference 2007) 5 Comorbilità Nei Maschi più frequenza dei disturbi esternalizzanti (ADHD, Disturbi della condotta). Nella Femmine più frequenza dei disturbi internalizzanti (Ansia e Depressione) Viene individuata una correlazione tra età della diagnosi di DSA e insorgenza del disturbo psicopatologico: quanto più tardi si formula la diagnosi, quanto più si evidenzia la presenza di disturbi psicopatologici associati (Gagliano et al. 2007). 6 Processo di Lettura La lettura è un atto cognitivo che può essere definito come un processo che permette di attribuire un suono o un significato a una sequenza di segni 7 Processo di Lettura Oralizzazione o Decifrazione Inteso come attività di trasformazione del testo scritto in enunciato verbale Comprensione Inteso come attività di ricerca del significato 8 Processo di Lettura Attività di decodifica e codifica del segnosuono e suono-segno come decifrazione delle singole parole Attività di tipo semantico,sintattico, lessicale che permettono la comprensione ( Giacomo Stella ) 9 Per leggere un buon lettore utilizza tre organizzatori: 1. 2. 3. 1. 2. 3. morfemico semantico sintattico Permette di ordinare gli aspetti decifrativi delle parole È legato alla conoscenza delle parole della frase È legato alla conoscenza della struttura sintattica della frase 10 Il Processo di Lettura si avvale di sei componenti specifiche,definite aree ( Cesare Cornoldi ) 1. 2. 3. 4. 5. 6. analisi e memoria analisi e memoria uditiva e ritmo serialità visiva da sx a dx integrazione visiva-uditiva memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva globalità visiva 11 Processo di Lettura La teoria sullo sviluppo dei componenti del modello standard dell’apprendimento della lettura prevede tre tappe. ( Marshall e coll.- Frith ) Fase logografica: caratterizzata dalla formazione di un vocabolario visivo per un insieme ristretto di parole 12 Fase alfabetica: il bambino inizia a costruire un meccanismo di ricodificazione fonologica,impara la corrispondenza sequenziale grafema-fonema Fase ortografica: caratterizzata dall’acquisizione del meccanismo di ricodificazione fonologica che consente efficienti procedure di segmentazione e di conversione grafema-fonema 13 Modello Parisi-Castelfranchi 1. 2. 3. Comprensione letterale (costruzione rete strutturale) Comprensione inferenziale (costruzione rete esplicativa) Ricostruzione della gerarchia degli scopi 14 Modello Parisi-Castelfranchi 1. 2. 3. Comprensione letterale: permette il recupero delle informazioni esplicite di un racconto o di un testo Comprensione inferenziale: permette la rielaborazione e il confronto delle conoscenze astratte del brano Ricostruzione della gerarchia degli scopi: permette la ricostruzione dello scopo che l’autore vuole trasmettere 15 Modello Parisi-Castelfranchi Il vecchio chiama la bambina.La bambina va in cucina.Egli allora le chiede di prendere la ciotola che è sullo scaffale.La bambina la prende e la mette sul tavolo davanti all’uomo. Indichiamo: il vecchio = x1 la bambina = x2 la ciotola = x3 lo scaffale = x4 16 Il bambino dovrà tenere in mente che: la seconda “bambina”corrisponde a x2 a seguire c’è “egli”, che corrisponde a x1 lo stesso vale per “le” che corrisponde a x2 se poi indichiamo “ciotola” e “scaffale” rispettivamente con x3 e x4,vediamo che il “che” successivo corrisponde a x3, così come “la”. Questo tipo di analisi permette una comprensione letterale 17 Per la comprensione inferenziale bisogna fare domande del tipo: Perché la bambina va in cucina? Dov’è il vecchio? Saper fare inferenze significa avere capacità di memoria e di collegamento su dati che non sono esplicitati,ma che sono ricavabili da ciò che è scritto. 18 Per la ricostruzione degli scopi si chiede: A che scopo il vecchio chiama la bambina? Qual è lo scopo finale che vuole trasmettere l’autore? Questo tipo di lettura sottende tutta una serie di processi complessi che richiedono attività specifiche. 19 Tipologia degli errori nella Lettura Comprensione Difficoltà nella comprensione letterale di un testo Difficoltà nella comprensione inferenziale di un testo Difficoltà nella comprensione degli scopi di un testo 20 Tipologia degli errori nella Lettura Decifrazione ERRORI VISIVI 1. 2. 3. 4. La parola letta è simile alla parola scritta per: forma, lunghezza, metà grafemi in comune. Omissioni di parole Salto di righe Inversioni statiche ERRORI FONOLOGICI 1. 2. 3. 4. 5. La parola letta rimane abbastanza fedele a quella scritta Sostituzione Omissione Inversione Aggiunte 21 Tipologia degli errori nella Lettura Decifrazione Sostituzioni Plurimi Omissioni Accenti Inversioni Ripetizioni Aggiunte Pause Digrammi Punteggiatura Globalità 22 Strategie iperanalitiche (basate sulla ricodificazione fonologica) 1. 2. 3. 4. 5. 6. Ripetizioni all’interno della parola Presenza di errori fonologici e visivi Errori di accento Poche autocorrezioni Lentezza sia nella lettura di parole che di nonparole Utilizzazione contestuale carente 23 Strategie ipoanalitiche (basate sul contesto o sulla conoscenza del soggetto) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Presenza di errori morfologici Presenza di errori sui monosillabi Omissive e ripetizioni di parole intere Presenza di errori fonologici e visivi con produzione di parole Aggiunte Numerose autocorrezioni La lettura delle parole risulta più fluida e corretta rispetto alla lettura di non-parole Eccessiva utilizzazione del contesto 24 Disturbo specifico di Scrittura Disortografia e Disgrafia Il disturbo di scrittura si suddivide in due componenti:una di natura linguistica e una di natura motorio-prassica. Il 1^ quadro viene chiamato disortografia: esso coinvolge la strumentalità e quindi l’applicazione di regole ortografiche. Il 2^ quadro è la cosiddetta disgrafia: è un disturbo prassico della scrittura e comprende anche gli aspetti visuospaziali. Il disturbo specifico di scrittura raramente si trova isolato,di solito è in associazione ad altri disturbi specifici. 25 Processo di Scrittura La scrittura si organizza attraverso la convergenza di una serie di competenze motorie,cognitive e neuropsicologiche che si sviluppano progressivamente nell’ambito dell’età prescolare. Abbiamo due abilità nella scrittura: - la cifratura - la scrittura spontanea La cifratura del codice può essere paragonato alla decifrazione, mentre la scrittura spontanea è paragonabile alla comprensione. 26 Tipologia degli errori nella Scrittura Cifratura ERRORI FONOLOGICI 1. Sostituzioni 2. Inversioni 3. Omissioni 4. Perseverazioni 5. Fusioni 6. Frammentazioni ERRORI ORTOGRAFICI 1. Digrammi 2. Doppie 3. Accenti 4. Apostrofi 5. Divisione in sillabe 6. Punteggiatura Difficoltà grammaticali-semantiche 27 Tipologia degli errori nella Scrittura Scrittura spontanea Disabilità di rievocazione dei dati relativi alla propria mappa cognitiva Disabilità di strutturazione dei dati in sequenze logico-temporali-causali Disabilità nell’uso delle regole della lingua scritta 28 Tipologia degli errori nella Scrittura Scrittura spontanea Per scrivere un soggetto deve: Rievocare dei dati che fanno parte del proprio bagaglio culturale ed esperenziale Dare una sequenza logico-temporo causale a ciò che deve scrivere Produrre frasi complete a livello scritto 29 Disgrafia La disgrafia è un tipo di disprassia intesa come “incapacità o scarsa abilità a programmare e ad eseguire atti visuomotori consecutivi”. ( G. Sabbadini, 1987 ) 30 Disgrafia Si può identificare la tipologia del b/o disgrafico, pur senza pretendere una vera e propria classificazione: Bambini rigidi Bambini negligenti Bambini impulsivi Bambini maldestri Bambini lenti 31 Disgrafia Difficoltà specifiche Impugnatura del mezzo grafico e posizione:l’impugnatura è scorretta,rigida Orientamento e spazio grafico:capacità visuospaziale problematica Direzione del gesto grafico:frequenti inversioni della direzionalità Dimensione dei grafemi:scarso rispetto delle dimensioni Ritmo grafico:eccessiva velocità o lentezza 32 Disturbo specifico del Calcolo Discalculia evolutiva Nel disturbo specifico del calcolo possono essere compromesse diverse capacità,incluse quelle linguistiche, percettive,attentive e matematiche. Il disturbo di calcolo è spesso in comorbilità con altri disturbi:dislessia,disgrafia,…. Il disturbo di calcolo può dipendere da cattivo funzionamento o anomalia del “modulo numerico innato”. 33 Disturbo specifico del Calcolo Discalculia evolutiva I numeri hanno un livello lessicalesemantico-sintattico: il livello lessicale riguarda il nome del numero il livello semantico riguarda la quantità del numero il livello sintattico riguarda la grammatica interna al numero. 34 Quando segnalare Se al termine del primo anno della Scuola Primaria l’alunno presenta : Difficoltà nell’associazione grafema/fonema e viceversa Mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura Eccessiva lentezza nella lettura e scrittura Incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile 35 Quando segnalare La diagnosi di discalculia non può essere formulata prima della 3^ classe,anche se già nel primo ciclo possono essere rilevate discrepanze tra la capacità cognitiva globale e l’apprendimento del calcolo numerico. L’efficienza del problem-solving matematico appare invece correlata al livello delle competenze cognitive o al livello della competenza linguistica. 36 I PREREQUISITI Il processo di apprendimento della lettoscrittura nasce da un lavoro attivo di integrazione tra codice linguistico-verbale e codice iconico- visivo. Inoltre è necessaria un’ ulteriore integrazione tra le operazioni di analisi fonologica e le operazioni motorioprassiche. 37 Percezione visiva È una funzione cognitiva che ci permette di operare su stimoli visivi e ha il massimo sviluppo tra i 3 e i 7 anni. A 4 anni si percepisce la differenza di grandezza e la mancanza delle parti A 5 anni si percepisce la differenza di orientamento A 6 anni si percepisce la differenza per inversione La percezione visiva è espressamente legata allo spazio e il linguaggio scritto è un sistema che si esprime con simboli disposti da sinistra a destra. 38 Percezione uditiva Uuna funzione cognitiva che permette di compiere “un’analisi consapevole del linguaggio orale,fornendo informazioni sulla sua struttura,in modo da riconoscerne tutti i suoni che verranno associati ai corrispondenti segni”. (Stella,1996) La percezione uditiva è legata al tempo. Per imparare un linguaggio scritto il bambino deve essere in grado di isolare la parola dalla frase, la sillaba dalla parola, i fonemi dalla sillaba. 39 Percezione uditiva Il deficit percettivo e di integrazione temporale si traduce in errori di scrittura, dovuti alla confusione tra suoni sordi e sonori, omissioni di vocali e consonanti, omissioni di doppie. L’educazione musicale allena la percezione uditiva e facilita la discriminazione dei fonemi (tale abilità è correlata a compiti metafonologici di fusione e segmentazione). 40 Integrazione visiva-uditiva Per leggere è necessario, almeno nella prima fase di apprendimento, far corrispondere uno stimolo visivo (grafema scritto) ad uno stimolo uditivo (fonema). Per scrivere è necessario far corrispondere uno stimolo uditivo (fonema) ad uno stimolo visivo (grafema). Un armonico sviluppo tra modalità percettive uditive e visive porta alla consapevolezza fonologica, che unita ad un’ adeguata competenza semantica e sintattica, permette la comprensione e la produzione del messaggio scritto. 41 Organizzazione spazio-temporale Le nozioni temporo-spaziali non sono categorie percettive ma acquisizioni intellettuali. L’ organizzazione spaziale si basa sulla capacità di ricostruire e organizzare mentalmente dati che derivano dalle esperienze corporee. L’ organizzazione temporale si basa sulla capacità di ricostruire e organizzare mentalmente dati che derivano da esperienze relative alla durata, alla velocità,all’intervallo, all’intensità che sono nozioni di tipo temporale. 42 Funzione simbolica Attraverso l’esperienza senso-percettiva-motoria il bambino acquisisce una serie di conoscenze e nozioni che rimarrebbero fine a se stesse se egli non avesse poi la possibilità di evocarle a livello mentale, anche in loro assenza. Attraverso quella che Piaget definisce “funzione simbolica” il bambino acquisisce la capacità di rappresentazione a livello mentale. Il processo di simbolizzazione ha inizio verso i 18 mesi circa di età e sta alla base del linguaggio 43 orale. Sviluppo linguistico Uno sviluppo linguistico (sia in produzione e/o in comprensione) atipico è uno dei fattori più compromettenti per l’apprendimento della letto-scrittura. La persistenza di difficoltà di ordine fonologico e morfo-sintattico,pur con un’evoluzione positiva per quanto riguarda l’eloquio, è causa di difficoltà nell’acquisizione della lingua scritta. 44 Consapevolezza fonologica La consapevolezza fonologica è la capacità, da parte del bambino,di percepire, discriminare ed usare i fonemi della lingua secondo precise regole linguistiche. Non va però confusa con la competenza articolatoria,cioè la capacità di articolare correttamente i suoni. Gli ultimi studi la ritengono strettamente correlata alla capacità di lettura e scrittura. 45 Consapevolezza fonologica E’ di grande utilità sviluppare e rinforzare la consapevolezza fonologica, già nella Scuola dell’Infanzia, attraverso attività che stimolino i b/i a riflettere sull’aspetto formale e fonologico delle parole, al di là del loro significato. E’ altrettanto importante attuare percorsi di lavoro sugli aspetti linguistici e metalinguistici prima ancora che sulla lettura e produzione di testi scritti,sia nelle prime fasi di apprendimento della letto-scrittura sia con b/i con DSA diagnosticato (De Cagno e Marotta,2003) 46 Consapevolezza fonologica Esercizi utili a sviluppare le abilità metafonologiche: Utilizzazione di rime e filastrocche Discriminazione della lunghezza di parole (battere le mani,mettere in fila blocchetti colorati,ecc.) Discriminazione di parole fonemicamente simili (pane/cane,spalla/palla,suola/suora) Discriminazione di sillabe (pa/ba, ti/di) Discriminazione di sillaba atona e accentata per abituare all’accento 47 Esercizi sul riconoscimento sull’iniziale di parola: far prendere coscienza del modo in cui sono composte le parole è la base del processo di segmentazione delle stesse (es. “E’ arrivato un bastimento carico di…” Discriminazione di suoni lunghi e corti per abituare alle doppie Delezione della sillaba iniziale ( es. Se alla parola “mare” togli “ma” cosa resta? ) Scrittura di non-parole (parole che non esistono nella lingua italiana ma ne rispettano le regole): esercizio molto utile il primo anno della Scuola Primaria. 48 Educazione all’ascolto Le Storie (di Stein e Glenn ) Ambiente ↓ Evento iniziale → risposta Risposta interna → piano Tentativi → soluzione Conseguenza → reazione 49 MOTIVAZIONE ATTENZIONE MEMORIA sono indispensabili a qualsiasi tipo di apprendimento 50 Attenzione Prolungare i tempi di attenzione secondo questa successione: 1. 2. 3. 4. Attenzione motoria Attenzione visiva Attenzione uditiva Attenzione verbale 51 Memoria Stimolare: la memoria a breve termine di sillabe, parole, frasi la memoria visiva di singoli stimoli grafici e di sequenze di stimoli grafici la memoria spaziale di stimoli grafici (memory, domino) il completamento di frasi contrari e analogie la memoria a lungo termine per facilitare il ricordo di nomi e verbi 52 Operatività mentale Attività da proporre: Classificazioni Inclusioni Seriazioni Corrispondenza 1/1 Integrazione tra simboli numerici e quantità Ecc.,ecc… 53 Indicatori di rischio di DSA Alcune abilità appaiono più di altre correlate con i successivi apprendimenti e sono: Quelle relative alla capacità linguistica intesa sia come capacità di decodificare e codificare il messaggio verbale sia come capacità di esprimersi controllando gli aspetti fonologici, semantici e sintattici. Il bambino con Disturbo Specifico di Linguaggio denomina e definisce , quindi distanzia mentalmente, gli oggetti in ritardo. 54 Indicatori di rischio di DSA Quelle relative all’ area prassica intesa come capacità di progettazione e coordinazione del movimento in vista di uno scopo. L’area prassica riguarda: -produzione grafica -organizzazione e coordinazione delle mani -ricostruzione di forme con e senza modelli,ecc. 55 Indicatori di rischio di DSA Il disturbo dell’attenzione nel bambino con ritardo del linguaggio è collegabile alla mancanza di tracce mnesiche verbali utilizzabili, mentre nel bambino con ritardo psicomotorio l’instabilità (che è ancora mancanza di attenzione) sembra essere correlata alla mancanza di tracce prassiche. 56 Indicatori di rischio di DSA La produzione grafica nei bambini con disturbo del linguaggio e/o con disturbo dell’organizzazione motoria non è adeguata: il disegno dell’oggetto,per molto tempo,viene confuso con l’oggetto reale. Nello sviluppo normale della capacità rappresentativa il bambino ha bisogno di denominare gli oggetti che rappresenta nel suo disegno:la conoscenza verbale precede e guida il disegno. 57 Fattori protettivi Area della lettura e scrittura Assenza di difficoltà fonologiche Adeguata organizzazione morfo-sintattica nel linguaggio spontaneo Adeguata comprensione grammaticale Abilità narrative (racconto orale di immagini) Abilità nel riconoscere la sillaba/il suono iniziale di una parola Abilità nel riconoscere parole in rima Abilità in compiti di fusione/segmentazione orale Abilità nella denominazione automatica rapida Abilità nella fluenza fonemica e categoriale Saper riconoscere e/o scrivere almeno alcuni grafemi 58 Fattori protettivi Area dei numeri e del calcolo Saper recitare i numeri almeno fino a 10 Saper contare gli elementi di un set di oggetti Saper indicare il numero di oggetti contati Saper riconoscere e mostrare piccole quantità con le dita Saper indicare il numero più grande e più piccolo tra due, entro la decina Saper distinguere lettere da numeri Saper riconoscere procedure di conteggio errato da parte di un adulto Saper eseguire addizioni entro la decina 59 Legge Regionale 4 marzo 2010, n.16 Interventi a favore delle persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento(DSA) e disposizioni in materia di Servizio Sanitario Regionale 60 Legge Regionale 4 marzo 2010, n.16-art. 2 Promuovere la diagnosi precoce dei DSA nell’ambito di una stretta collaborazione tra strutture socio-sanitarie, pubbliche e private, famiglie e istituzioni scolastiche (comma b); Formare e sensibilizzare gli operatori sociosanitari, gli insegnanti e i genitori in merito alle problematiche collegate ai DSA (comma c); Promuovere e favorire percorsi riabilitativi idonei per le persone con DSA (comma e); Favorire specifiche iniziative volte a facilitare l’apprendimento e il pieno sviluppo della persona con DSA (comma f). 61 Legge 8 ottobre 2010,n.170 ( Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico ) Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. 62 Strumenti compensativi Tabella dei mesi, dell’alfabeto e dei vari caratteri Tavola pitagorica Tabella delle misure e delle formule Calcolatrice Registratore Cartine geografiche e storiche Pc con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale Cassette registrate (dagli insegnanti, dagli alunni, “Libro parlato”) Dizionari di lingua straniera computerizzati, tabelle, traduttori Testi corredati da cd-rom e testi informatizzati. 63 Misure dispensative Dispensa dalla lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, lettura di consegne, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline Dispensa dallo studio delle lingue straniere in forma scritta Tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio Organizzazione di interrogazioni programmate Assegnazione di compiti a casa in misura ridotta Possibilità di uso di testi ridotti non per contenuto, ma per quantità di pagine 64 Strumenti compensativi e misure dispensative COMPENSARE = potenziare nel tempo lavorando sulle funzioni integre e perciò ignorando quelle deficitarie. DISPENSARE = “prendere atto”, si impedisce il peggioramento di un danno, evitando il passaggio da DSA a disturbo generalizzato RIABILITARE = lavorare sulle difficoltà/funzioni deficitarie mirando al loro recupero. È limitata nel tempo Gli strumenti compensativi,per la loro funzione di ausilio,sono particolarmente consigliati per la Scuola Primaria e in generale per la fase di alfabetizzazione strumentale dei diversi apprendimenti. Le misure dispensative si estendono anche agli Istituti di istruzione secondaria superiore. 65 Criticità strumenti compensativi Ci sono delle criticità negli strumenti compensativi per quanto riguarda la modalità d’uso, la tipologia di software e l’addestramento. Il PC può aiutare a individuare e a correggere gli errori usando strumenti di controllo (correttore ortografico e sintesi vocale) ma non corregge da solo l’errore. Il PC con sintesi vocale non è adeguato perché la sintesi legge male, cioè legge senza capire cosa legge: a volte sono presenti addirittura errori di pronuncia. Bisogna inoltre tener conto della maggiore difficoltà che richiede “ studiare ascoltando”. Gli alunni con DSA devono essere portati più precocemente, rispetto agli altri,all’uso del PC ed alla sua corretta utilizzazione. 66 Criticità strumenti compensativi Gli strumenti compensativi non vanno proposti alla Scuola di istruzione Secondaria perché: l’alunno si è abituato ad essere aiutato e c’è sempre qualcuno al suo fianco (di solito un genitore) che a volte si sostituisce a lui l’età è critica in quanto si pone il problema dell’identità sociale e dell’appartenenza al gruppo:lo strumento compensativo viene visto come segno di “diversità”e quindi rifiutato l’addestramento all’uso del PC deve avvenire prima che le richieste dell’ambiente (in particolare la Scuola) diventino troppo elevate 67 Come aiutare il bambino con DSA L’uso del PC a scuola e a casa Mappe concettuali e schemi alla lavagna Quanto scritto alla lavagna dovrebbe rimanere fino a quando tutti gli alunni hanno copiato Compiti a casa ridotti:hanno bisogno di più tempo e maggiore impegno Far lavorare con il testo aperto:hanno deficit nella memoria di lavoro Vocaboli lingua straniera da far memorizzare oralmente prima di scriverli Esercitare i prerequisiti Partire dall’esperienza concreta 68 Come aiutare il bambino con DSA Scomporre il processo cognitivo in passaggi semplici: necessitano di un’elevata attenzione Far riflettere sull’errore Favorire i lavori di gruppo Evitare esercitazione complesse,usare esercizi semplici e graduali Spiegare il perché delle richieste “diverse” Cercare di fornire strumenti di base elementari Controllare che i compiti siano eseguiti correttamente (per favorire ordine e precisione). 69 Conclusioni I dati raccolti sulla storia naturale di questi disturbi evidenziano che: 1. 2. 3. 4. 5. 6. vi è un miglioramento nella scrittura nella lettura alcune componenti, come la correttezza,vengono parzialmente recuperate attraverso l’esercizio altre componenti,come la rapidità, sembrano invece indifferenti al recupero la comprensione del testo sembra seguire altri profili di sviluppo per il sistema dei numeri e del calcolo sono necessari studi longitudinali la gran parte dei b/i disgrafici non migliora dopo la 4^ classe della Scuola Primaria. 70 Conclusioni E’ molto importante la precocità dell’intervento e l’individuazione dei bambini a rischio per orientare l’intervento e per prevenire le possibili conseguenze di tipo psicologico (frustrazione,ansia,rabbia,depressione). E’ consigliabile,se il bambino è nel primo ciclo della Scuola Primaria, una terapia logopedica; per i bambini più grandi è utile un trattamento abilitativo per potenziare le strategie di compenso e metacognitive e rinforzare gli automatismi. E’ necessario che l’ambiente che circonda il bambino, cioè la Famiglia e la Scuola, vada incontro alle sue difficoltà aiutandolo nella costruzione di un’immagine di sé non fallimentare. È indispensabile un adattamento della didattica con l’adozione di strategie compensative e dispensative del compito. 71 Secondo il neurologo inglese Critchley il futuro di un bambino con DSA è tanto migliore: Quanto migliori sono le sue capacità cognitive Quanto più precoce e adeguato è l’intervento Quanto non è presente comorbilità psichiatrica Quanto più il bambino e il suo disturbo vengono compresi dall’ambiente. 72