DATA NEWS on line 50 anni di attivita’ per i beni culturali NOTIZIARIO DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI Organo di informazioni culturali del CENTRO DOCUMENTAZIONE BENI CULTURALI - Sezione Archivistica Luigi Ceci Centro Studi Cistercensi - Centro Documentazione Fortificazioni S. ANTIMO: per l’antica abbazia c’è il rischio di cadere nell’abbandono News...dal MiBACT Anno XXIV - Nuova serie 5 sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 Roma - Tel/fax 06 5084493 [email protected] - [email protected] [email protected] - [email protected] 2015 Direttore Responsabile: Luisa Chiumenti - Editore: Mauro Ceci Registrazione Tribunale di Roma n°53/2001 dell’8/2/2001 MAGGIO www.centrodocumentazionebeniculturali.it /centro documentazione beni culturali News...dal MiBACT 5x1000 Una firma per la cultura Determinazione delle modalità di richiesta di inserimento nelle liste dei soggetti ammessi al riparto della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche destinata, in base alla scelta del contribuente, alla finalità del finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. ANNO FINANZIARIO 2015 PREMESSA L’articolo 23, comma 46, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dispone che a decorrere dall’anno finanziario 2012, tra le finalità alle quali può essere destinata, a scelta del contribuente, una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è inserita quella del finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 maggio 2012 sono stabilite le modalità di richiesta dell’inserimento nelle liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità di riparto delle somme destinate, in base alla scelta del contribuente, alla predetta finalità di finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. MODALITÀ DI PRESENTAZIONE E CONTENUTI DELLA DOMANDA Ai fini del presente avviso pubblico, per soggetti da ammettere al riparto, ai sensi del D.P.C.M. del 30 maggio 2012, si intendono gli enti senza scopo di lucro, legalmente riconosciuti, che realizzino, conformemente alle proprie finalità principali definite per legge o per statuto, attività di tutela, di promozione o di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, che dimostrino di operare in tale campo da almeno cinque anni rispetto all’anno finanziario di riferimento e che abbiano realizzato, nel suddetto periodo, attività di tutela, di promozione o di valorizzazione di beni culturali o paesaggistici appartenenti a soggetti pubblici, ovvero aperti alla pubblica fruizione, di valore complessivamente almeno pari a euro 150.000,00. I soggetti che intendono partecipare al riparto della quota del cinque per mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, vengono iscritti in un apposito elenco tenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali. L’iscrizione si effettua previa compilazione del modulo di domanda da inoltrare esclusivamente per via telematica, mediante l’apposita procedura accessibile dal sito web del Ministero, al seguente indirizzo: https://procedimenti.beniculturali.gov.it Nella domanda stessa l’Ente richiedente deve inserire il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Tutti i documenti allegati alla domanda devono essere inviati, in formato PDF, esclusivamente attraverso la procedura telematica resa disponibile nell’apposita area web dedicata sul sito del Ministero. Alla domanda presentata ai sensi dell’art. 2, comma 3 del D.P.C.M. del 30 maggio 2012, è allegata, con le medesime modalità telematiche, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, redatta secondo il modulo di cui all’Allegato “A”, sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente richiedente, relativa al possesso dei requisiti che qualificano il soggetto fra quelli contemplati dalle disposizioni di cui all’art.2, comma 1 del D.P.C.M. del 30 maggio 2012. La sottoscrizione della domanda, della dichiarazione e dei documenti allegati, deve essere effettuata mediante firma digitale del rappresentante legale o tramite copia, per immagine non autenticata, di un documento di identità valido, ai sensi dell’art. 65 del Codice dell'amministrazione digitale (CAD). Alla domanda è allegata altresì, sempre con le medesime modalità telematiche, una relazione sintetica descrittiva dell’attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici svolta nell’ultimo quinquennio nonché, in caso di interventi di restauro, le copie dichiarate conformi, ai sensi degli articoli 19 e 47 del D.P.R. n.445/2000, delle autorizzazioni agli interventi e dei conseguenti atti di collaudo, rilasciate dagli Uffici competenti, con le indicazioni di riferimento (date e protocollo). Per l’iscrizione nell’elenco le domande devono essere inviate al Ministero entro il 1 Giugno 2015 (in considerazione della festività del 31 maggio 2015) al fine di concorrere al riparto delle risorse relative al periodo d’imposta corrispondente all’annualità 2014. E’ prevista la possibilità di annullare la propria domanda e presentarne una nuova, previa cancellazione della precedente, sempre entro il termine del 1 giugno 2015. Per la validità giuridica dell’annullamento della domanda, il sistema chiederà una conferma che l’Ente dovrà inviare tramite posta certificata (PEC). Tale funzionalità è gestita in maniera automatica dal sistema informatico stesso. Informazioni ed assistenza potranno essere richieste al seguente indirizzo di supporto: [email protected] Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo entro il 15 giugno 2015 redige l’elenco degli enti che hanno presentato istanza, indicando per ciascun nominativo la denominazione, tipologia di appartenenza, la sede e il codice fiscale. L’elenco è pubblicato entro il 30 giugno 2015 sul sito web del Ministero. Eventuali errori relativi all’iscrizione nell’elenco possono essere fatti valere, entro il successivo 15 luglio 2015, dal legale rappresentante dell’ente richiedente, ovvero da un suo delegato, attivando la apposita funzionalità presente nella procedura telematica . Dopo aver proceduto alla verifica degli eventuali errori di iscrizione segnalati, il Ministero redige una versione aggiornata dell’elenco, da pubblicare sul sito sopra indicato entro il 31 luglio 2015. VALUTAZIONE DELLE DOMANDE Entro il 31 agosto 2015, i legali rappresentanti dei soggetti iscritti nell’elenco sottoscrivono e spediscono, attraverso procedura telematica, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, relativa alla persistenza dei requisiti di cui all’art. 2, comma 1, del D.P.C.M. del 30 maggio 2012 come dichiarati nella domanda di iscrizione all’elenco. Alla dichiarazione sostitutiva deve essere allegata, a pena di decadenza dal beneficio, copia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La presentazione della dichiarazione sostitutiva è condizione necessaria per l’ammissione al riparto della quota del 5 x mille. Il Ministero procede, entro il 30 ottobre 2015, ai controlli, anche a campione, circa la veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui all’art. 2 del D.P.C.M. 30 maggio 2012, commi 4 e 7, ed ai sensi degli articoli 43 e 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000. I soggetti che non risultano in possesso dei requisiti previsti dalla norma ai fini dell’iscrizione negli elenchi sono cancellati dall’elenco con provvedimento formale del Direttore Generale Bilancio. Entro il 15 novembre 2015 il Ministero pubblica sul proprio sito web l’elenco dei soggetti ammessi al beneficio del cinque per mille, nonché quello dei soggetti esclusi dal riparto. RIPARTO DEL CINQUE PER MILLE La quota del cinque per mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche dei contribuenti che hanno apposto la firma nel riquadro destinato al sostegno alle attività di tutela, promozione s e g u e a pa g.2 8 S o m m a r i o Hanno collaborato a questo numero: con CONTRIBUTI di: * CECI Arch. Mauro, Direttore * CHIUMENTI Arch. Luisa, Centro Document.ne Beni Culturali - Roma giornalista pubblicista e scrittrice, Roma GIULIANO Anna Ministero per i Beni Culturali, Roma * SERANGELI Roberto, Webmaster del CDBC, Ministero per i Beni Culturali, Roma - Andrea Alberto Moramarco; - Alessandra Cococcetta; - Maria Teresa Schiavino; - Silvia Garbini; - Lorenzo Lazzerini; - Fiora Bonelli; - Carla Conti; N°5 - Maggio 2015 News dal MiBACT - 5x1000 Una firma per la cultura 2 Notizie dalla Sezione Archivistica “Luigi Ceci” - Trasferiti allo Stato archivi e biblioteche delle ex Province di Andrea Alberto Moramarco - ARCHIVIO DI STATO DI TORINO - ARCHIVIO DI STATO DI VICENZA - ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE - SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA DELL’UMBRIA E DELLE MARCHE - ARCHIVIO DI STATO DI MACERATA - ARCHIVIO DI STATO DI RIETI - ARCHIVI LOCALI DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA di Alessandra Cococcetta - ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA - ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO - ARCHIVIO DI STATO DI BENEVENTO - ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI - ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO di Maria Teresa Schiavino - SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA SICILIA - ARCHIVIO DI STATO DI ORISTANO Normative Tecnico-Professionali & Interventi Pubblici a cura di Mauro Ceci - Apertura dell’Archivio-Museo CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma nell'Abbazia di Valserena 18 Restauri 4 4 5 5 6 6 7 7 8 8 9 10 11 12 13 - COLOSSEO COSÌ FUNZIONAVA LA MACCHINA DELLO SPETTACOLO 18 - Beni culturali: bando da 4 milioni per la gestione di antichi palazzi, chiese e castelli. 19 - Mostre, Convegni & Musei - Grande Guerra, la rassegna stampa di 100 anni fa - ANTONIO CANOVA. ALL’ORIGINE DEL MITO - A tavola con gli Etruschi di Marzabotto - Pietro Berrettini. Omaggio a un genio cortonese - Lacus Iuturnae. La fontana sacra del Foro Romano - Il Trono Corsini. Un capolavoro, un enigma - Le collezioni di Cristina di Svezia: stato della ricerca - PABLO ATCHUGARRY. Città Eterna, eterni marmi. di Luisa Chiumenti - “Una finestra su Roma”: Mostra fotografica di Rino Barillari a Roma. di Luisa Chiumenti - Jubilaeum Figurarum - FAUSTO PIRANDELLO Londra, Estorick Collection of modern italian art * * * 13 Centro Documentazione Fortificazioni - GIORNATE NAZIONALI DEI CASTELLI 23-24 MAGGIO 2015 di Silvia Garbini 14 - Vicopisano: completato il restauro della Torre delle Quattro porte di Lorenzo Lazzerini 16 Centro Studi Cistercensi - La millenaria abbazia di Sant'Antimo di Fiora Bonelli 17 D A T A N E W S - Notiziario per i Beni Culturali e Ambientali Direttore Responsabile: Luisa Chiumenti - Editore: Mauro Ceci Registrazione Tribunale di Roma n°53/2001 dell’8/2/2001 - 00128 Roma - Via Ettore Arena, 19 - Tel.06 5084493 Il Notiziario è consultabile gratuitamente sul sito: www.centrodocumentazionebeniculturali.it 20 20 21 21 22 23 24 24 25 26 26 DATA NEWS 4 on line - Maggio 2015 Notizie dal....... Sezione Archivistica Luigi Ceci Dich iarazione di “N otevole Interesse Storico” del 25 febbraio 1995 D ire ttore : M auro C E C I C ura tore : B r uno FOR A ST I E R I Sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 ROMA [email protected] tel / fax 06 5084493 - e-mail: Speciale decreto/5 - Trasferiti allo Stato archivi e biblioteche delle ex Province lontano" , dedicata a Papa Giovanni Paolo II, morto dieci anni fa e canonizzato nell’aprile del 2014. di Andrea Alberto Moramarco Il decreto enti locali, approvato dal Consiglio dei Ministri, contiene anche disposizioni dirette alla tutela del patrimonio culturale delle ex Province. Nella bozza di testo in entrata al Cdm, il decreto legge detta, infatti, alcune norme finalizzate a tutelare in maniera particolare il patrimonio archivistico e bibliografico contenuto negli archivi e negli altri istituti e luoghi di cultura appartenenti alle Province. Riassegnazione degli archivi La principale disposizione prevede l'emanazione di un «piano di razionalizzazione e riassegnazione degli archivi e degli altri istituti della cultura delle province», al fine di garantire una continuità del servizio pubblico di fruizione del patrimonio archivistico provinciale. Tale piano dovrà disciplinare il passaggio agli archivi di Stato competenti per territorio di tutti i documenti degli archivi storici delle province (escluse le città metropolitane) e, eventualmente, degli altri istituti e luoghi della cultura provinciali, nonché il trasferimento al ministero dei Beni culturali degli immobili demaniali di proprietà delle province adibiti a sede o depositi degli archivi. Il piano dovrà essere emanato entro il 30 settembre con decreto del ministero dei beni culturali, di concerto con ministero degli Affari regionali e ministero dell'Economia, sentita l'Agenzia del demanio, nonché previa intesa della Conferenza unificata. Per assicurare la tutela del patrimonio archivistico in condizioni uniformi su tutto il territorio nazionale, il comma 3 prevede, poi, delle modifiche di coordinamento al Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004). Disposizioni sul personale La norma del decreto legge prevede, poi, delle misure in favore del personale, in deroga al divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato, stabilito dalla legge di Stabilità 2015. Il comma 2 riguarda i dipendenti degli archivi provinciali e prevede che entro la fine di ottobre, con decreto del ministero per la Semplificazione nella Pa, di concerto con ministero dell'Economia e ministero dei Beni culturali, saranno individuate le unità di personale in servizio a tempo indeterminato presso archivi e altri luoghi di cultura provinciali, eventualmente assegnati allo Stato, da trasferire alle dipendenze del Ministero dei beni culturali, anche in soprannumero ed entro il limite di spesa di 2,5 milioni di euro annui. Il Dl prevede, invece, l'assunzione di 100 direttori di musei, nel rispetto della dotazione organica, da inquadrare in apposito profilo professionale denominato "Direttore di istituti e luoghi della cultura" e da scegliere con procedura di selezione pubblica internazionale entro il 15 settembre tra i professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali (articolo 9-bis del Codice dei beni culturali). Tutto ciò al fine di assicurare l'attuazione delle misure relative ai trasferimenti degli archivi e di garantire «la piena integrazione dei sistemi museali regionali e comunali con il sistema museale nazionale». Consip per i servzi di assistenza Infine, altra innovazione importante, SI consente alle amministrazioni aggiudicatrici presso gli istituti e luoghi di cultura di appartenenza pubblica l'utilizzo di Consip Spa, ovvero la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, quale centrale di committenza per lo svolgimento delle procedure di gara per l'affidamento in concessione dei servizi previsti dall'articolo 117 del Codice dei beni culturali, cioè tutti quei servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico (punti vendita, accoglienza, vigilanza, caffetteria ecc…). da: * * * ARCHIVIO DI STATO DI TORINO Giovanni Paolo II, l'Immortale A Torino, presso la sezione Corte dell'Archivio di Stato (piazza Castello, 209), dal 28 maggio 2015 è aperta la mostra internazionale Immortale -Da Lolek a San Giovanni Paolo. La storia di un uomo "venuto da L’ e s p o s i zione, che proseguirà fino al 2 agosto, è corredata da 130 fotografie, video originali, documenti radiofonici ospitati nel percorso dell’Archivio di Stato. La mostra internazionale – realizzata in collaborazione da Perlage, Comune di Torino e con patrocinio di Expo - è stata tratta da un libro del giornalista e scrittore Antonio Preziosi (per anni inviato e poi direttore del Gr1) con lo stesso titolo (Rai Eri, 160 pagine, 19 euro; prefazione del cardinale Stanislao Dziwisz). Archivio di Stato di Torino tel. 011 540382 [email protected] * Una storia della fotografia italiana Giovedì 28 maggio 2015, si inaugura a Torino, presso la Sala Ipogea dell’Archivio di Stato (via Piave, 21), l’esposizione Una storia della fotografia italiana. 1841-1941, curata da Anne Cartier Bresson, Capo conservatore del Patrimonio, Direttrice del Laboratorio di restauro e conservazione delle fotografie di Parigi, e da Monica Maffioli, storica della fotografia, già Direttore del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze. La nascita della fotografia ha una forte connotazione francese, in quanto si deve a Daguerre, nel 1839, l’invenzione della nuova arte, che però quasi subito superò i confini d’oltralpe. Infatti la mostra si apre con un dagherrotipo italiano, in particolare di un paesaggio fiorentino, datato 1841. E la datazione dei materiali esposti in mostra rappresenta uno straordinario valore storico – dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale – , un inedito viaggio estetico e d’autore attraverso la fotografia italiana, nonché un percorso culturale, sociale, urbanistico e paesaggistico. L’internazionalità dell’Italia in campo fotografico si afferma ben presto: a partire dalla presenza di numerosi dagherrotipisti, quali Amici e Duroni, che hanno quindi recepito la nuova tecnica francese. Per proseguire con molti fotografi stranieri, il cui materiale è presente in mostra, che hanno trovato in Italia, terra del Grand Tour, dell’arte e del paesaggio, fonte di ispirazione per le loro fotografie: da Anderson a Macpherson, da Sommer a Rive. Ed a ragione si può dire che questi fotografi siano diventati “patrimonio” della storia della fotografia italiana, così come quelli operanti sul territorio nazionale: dai Fratelli Alinari a Brogi, da Ca- DATA NEWS on line - Maggio 2015 neva a Ponti, ecc. Il primo Novecento italiano è celebrato con alcuni tra i più noti autori esponenti di quelle correnti artistiche di ricerca, come il Pittorialismo, con Guido Rey, Peretti Griva, o gli autochrome del principe Chigi e di Roster, e di avanguardia, come il nostro Futurismo, con Paladini, Wanda Wulz, Castagneri, Parisio fino a richiamare gli autori di quel Neorealismo che si espresse in modo esemplare attraverso la fotografia e il cinema italiani. 5 foglio matricolare. È stata riprodotta l’intera serie dei Ruoli della classe 1899 senza attuare nessuna selezione e, pertanto, si potrebbe trovare un nominativo ripetuto più volte. La banca dati è stata caricata nel sito web dell’associazione ARSAS ed è consultabile all'interno del sito dell’Archivio di Stato di Vicenza, alla pagina Patrimonio documentario (Ruoli matricolari, classe 1899). V. Balocchi, Firenze, 1938, stampa alla gelatina bromuro d'argento, 385 x 284. Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari - archivio Balocchi, Firenze Le fotografie raccontano quindi due storie: quella della fotografia in Italia (anche a cura di autori stranieri) e quella dei fotografi italiani (anche con scatti realizzati all’estero). I materiali esposti in mostra, oltre 200 pezzi, sono originali d’epoca, e provengono dalle collezioni Alinari: a partire dall’archivio fotografico costituito dai 3 Fratelli fondatori della famosa casa fotografica fiorentina nel 1852, si è aggiunto un patrimonio di fotografie, conservato presso le Raccolte Museali Fratelli Alinari, il cui punto di forza sta nell’aver saputo assorbire molto presto l’attività di altri studi fotografici professionisti. Un ricco catalogo accompagna l’esposizione. Informazioni dal 29 maggio al 26 luglio 2015 orari lunedì-venerdì: ore 10-13, 15-18; sabato e domenica: ore 16-19 Chiuso il 2 e il 24 giugno Ingresso: intero € 7, ridotto € 5 Informazioni: [email protected], tel. 011.4604111 Archivio di Stato Vicenza tel. 0444510827 [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE La "Storia" del Varchi, per un'edizione critica Archivio di Stato di Torino tel. 011 540382 [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI VICENZA Grande Guerra, i ragazzi della classe 1899 Per ricordare il centenario della Grande Guerra, l’Archivio di Stato di Vicenza, in collaborazione con l’Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici onlus, ARSAS, pubblica, a partire al 26 maggio 2015, una banca dati dedicata ai "ragazzi della classe 1899”. La banca dati, ricavata dai registri dei Ruoli matricolari, contiene le informazioni anagrafiche di ciascun militare collegate alla fotografia del Benedetto Varchi (1503-1565) legge la "Storia fiorentina" a Cosimo I de' Medici, di Giuseppe Ciaranfi (1838-1902), olio su tela, cm 99x123. A Firenze, venerdì 29 maggio 2015, alle ore 15.30, l'Archivio di Stato e DATA NEWS 6 on line - Maggio 2015 l’annessa Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica "Anna Maria Enriquez Agnoletti" promuovono, presso l’Auditorium dell’Archivio (viale Giovine Italia, 6), una conferenza intitolata Per una edizione critica della Storia del Varchi. Il problema storico-testuale, a cura di Dario Brancato e Salvatore Lo Re. La conferenza intende fare il punto sul problema storico e testuale della Storia fiorentina di Benedetto Varchi (1503-1565), anche alla luce di nuove scoperte fra le fonti d’archivio e bibliotecarie, in vista di una nuova edizione critica curata dai due relatori. Commissionata dal duca Cosimo nel 1546 e stampata solo nel 1721, l’opera infatti divenne presto oggetto di appropriazioni ideologiche per la sua natura repubblicana, e allo stesso tempo attirò l’attenzione di eruditi e filologi, costantemente alla ricerca di materiali d’autore. La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento posti. Archivio di Stato di Firenze tel. 055 263201 [email protected] * * * SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA DELL’UMBRIA E DELLE MARCHE Cibo, paesaggio, architettura Info: tel. 075972861; fax 0759728639 e-mail [email protected] Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche sede di Perugia tel. 0755 052198 [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI MACERATA A Perugia, il 21 maggio 2015, con inizio alle ore 16.30, la Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche, presso la sua sede (via XIV settembre, 79), In occasione della V Giornata degli archivi di Architettura, organizza la conferenza Cibo paesaggio architettura archivi, alla quale prendono parte Rossella Santolamazza, con una relazione in cui darà conto del censimento degli archivi degli architetti presenti nella regione Umbria, e Luciano Giacché, con un intervento dal titolo Campi di carte, campi di terra in cui affronterà il tema dell’"agriCultura", ponendo in relazione “i campi di carte”, cioè i documenti d’archivio con la loro storia secolare, con i “campi di terra”, cioè i diversi modi di coltivazione e con essi le trasformazioni del paesaggio agrario. Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche sede di Perugia tel. 0755 052198 [email protected] * Manlio Magnini alla Grande guerra A Deruta (PG), presso la Casa della cultura e dell’Associazionismo (piazza Guglielmo Marconi), domenica 24 maggio, con inizio alle ore 17, si inaugura la mostra Per non dimenticare: la Grande guerra 1915-1918. La collazione libraria del tenente colonnello Manlio Magnini di Deruta. Il materiale bibliografico esposto proviene dalla biblioteca privata di Marsilio Magnini, medico di Deruta, ed è giunto alla biblioteca della Soprintendenza archivistica per l'Umbria (via XIV settembre, 79) nel marzo 2014, grazie alla donazione che i familiari hanno voluto fare in memoria del dottor Marsilio, morto a Deruta nel 2010. Insieme al fondo bibliografico è stato donato allo Stato anche l'archivio della famiglia, dichiarato l'8 luglio 2014 di interesse storico particolarmente importante, e depositato presso l'archivio di Stato di Perugia. Quindicidiciotto Dal 24 maggio al 7 giugno 2015, l’Archivio di Stato di Macerata, in collaborazione con la Prefettura di Macerata e nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale, ripropone la mostra Quindicidiciotto, echi della Grande Guerra nei documenti dell’Archivio di Stato di Macerata, presso il Salone di rappresentanza della Prefettura di Macerata. I documenti esposti seguono il fluire degli eventi bellici, dalle prime avvisaglie al lento percorso di costruzione della pace, offrendo uno spaccato, per molti versi inedito, sul modo in cui un’area periferica del Regno d’Italia – la provincia di Macerata – si trovò esposta, direttamente o indirettamente, al conflitto. La prospettiva è ovviamente limitata, tuttavia, nel ricostruire gli “echi”, in un contesto locale, del primo conflitto della storia che possa definirsi come veramente globale, la mostra offre l’immagine di un territorio che vive intensamente l’esperienza della guerra, dalle prime frizioni fra interventisti e neutralisti all’adesione incondizionata, al comune sforzo nazionale; che sperimenta la guerra direttamente – attraverso i bombardamenti sulla costa – e indirettamente, con la popolazione civile impegnata a supportare le truppe e a supplire all’assenza degli uomini al fronte; e che ne resta segnato – soprattutto – in termini di vite umane, lasciando un Paese dal tessuto sociale profondamente mutato. La mostra, costituita da oltre settanta documenti, è stata suddivisa in sette percorsi tematici: il fine è di mostrare i vari modi – tra fronte militare e fronte interno, fra la dimensione globale del conflitto e la realtà locale – in cui la provincia di Macerata vive e affronta la guerra, rispondendo nel corso degli anni alle necessità che la situazione di volta in volta presenta. A supporto, è stato realizzato anche un video che sintetizza gli eventi attraverso una galleria documenti, fotografie e cartoline illustrate, anch’esse conservate nell’Istituto. DATA NEWS on line - Maggio 2015 7 Venerdì 29 maggio 2015, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 17.30, è visitabile la mostra sulla figura del grande agronomo Nazareno Strampelli, realizzata dall'Archivio di Stato di Rieti (viale L. Canali, 7). La mostra è collocata nell'Ara Pacis, nell'àmbito dell’importante rassegna Romacereali, il meeting internazionale della filiera cerealicola organizzato da ARM, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma. La mostra dedicata a Strampelli costituisce un'anticipazione dell’esposizione permanente, anche questa scientificamente realizzata dall’Archivio di Stato di Rieti, che sarà inaugurata nel castello Morando-Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano il prossimo mese di giugno nel contesto dell’Expo. Presso l’auditorium dell’Ara Pacis si alterneranno durante la mattina autorevoli esperti del mondo cerealicolo internazionale: Darren Cooper, Xavier Rousselin, Svetlana Synkovska, Rutger Koekoek, mentre nel pomeriggio è previsto l’intervento sulla vicenda storica di Nazareno Strampelli del direttore dell’Archivio di Stato di Rieti Roberto Lorenzetti. Archivio di Stato di Rieti tel. 0746 20429 [email protected] * * * ARCHIVI LOCALI DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA ARCHIVI COMUNALI E STORICI, ABBANDONATI DAL 6 APRILE 2009 22 maggio 2015 Informazioni dal 24 maggio al 7 giugno 2015 Macerata, Salone di rappresentanza della Prefettura piazza Libertà, 15 orari inaugurazione: domenica 24 maggio 2015, ore 11 lunedì - domenica: dalle 16 alle 19 sabato: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 La mostra potrà essere aperta anche nelle mattinate infrasettimanali per visite scolastiche, contattando l'Ufficio di Segreteria della Prefettura di Macerata (tel. 0733 2541). Archivio di Stato di Macerata tel. 0733 236521 [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI RIETI Nazareno Strampelli, agronomo Archivio comunale - Palazzo Margherita Nazareno Strampelli con la moglie Carlotta. Al piano terra di Palazzo Margherita, resta l’archivio intatto alla notte del sei aprile 2009. Scaffali buttati giù, la confusione dei faldoni, pratiche introvabili in uno spettacolo che non avremmo mai voluto raccontare. Le foto ce le ha consegnate un cittadino aquilano, in cerca di una sua pratica, alla ricerca della quale ha trovato questo spettacolo e naturalmente la pratica non è stata trovata. E’ così che Massimo Cialente crede di poter custodire la storia di una città antica come L’Aquila? Non sarebbe bastato il minimo impegno in questo caso? E invece la storia degli uffici è sempre quella, uno scaricabarile vergognoso, parecchi dirigenti trincerati dietro la carenza di personale per cui non è mai arrivato il momento buono per recuperare i faldoni, metterli in salvo dall’umidità, fare un archivio serio, custodire per le prossime generazioni uno straccio di passato. DATA NEWS 8 Il custode primo è il segretario generale Carlo Pirozzolo, garante dell’istituzione e dei suoi atti, ma in questo macello e a sei anni dal terremoto, è facile capire la cura per la cosa pubblica. Non va meglio al primo piano dove per i corridoi sono ancora ammassati faldoni, atti di Giunta di decenni fa e di Consiglio a breve sicuramente introvabili perché deperiti, e non avendo provveduto né a salvarli né a digitalizzarli saranno persi per sempre. A breve inizieranno i lavori, lasceranno nelle mani dell’impresa il delicato compito di spostarli per i lavori, figuriamoci, saranno accatastati da una parte all’altra e addio. E’ un andazzo generale al quale il primo cittadino, che ha le chiavi di questa città, avrebbe dovuto dire no, non lo ha mai fatto. Dall’accatastamento delle carte della ricostruzione, buttate da una parte all’altra dai commissari e poi dimenticate, dopo la fine dei commissariamenti, nel palazzo ex Isef, oggi Gran Sasso Science Institute e chi sa che fine hanno fatto, non si trova più nulla, alla conservazione degli atti del Tribunale, sotto l’umidità e le intemperie dell’interporto di Avezzano, fino all’Archivio di Stato, dopo il sisma nel nucleo industriale, dove ci dicono le temperature non siano affatto adatte ad una sana conservazione degli atti più antichi, e al patrimonio della Biblioteca provinciale “S.Tommasi” aperta nel 1848, la Tommasiana, per andare a finire a tutti gli uffici comunali custodi dell’anagrafe, della leva militare fin dai primi novecento, dello sviluppo demografico del territorio, dei matrimoni, delle concessioni urbanistiche ed edilizie e della storia di questa città, massacrata da quattro barbari incivili che si dicono amministratori, ma non sanno nemmeno di che stiamo parlando. Non c’è infatti un inventario, un archivio vero, un Regolamento ferreo di conservazione mentre gli stanzoni, vecchi garage a Palazzo Rotilio, dove hanno fatto di tutto per portare i fitti a quell’imprenditore, presi, dissero, anche per gli archivi, restano vuoti da anni. on line - Maggio 2015 sciano Sant'Angelo (TE), il 20 giugno e a Capitignano (AQ), il 5 luglio. In contemporanea avranno luogo raduni di auto d'epoca a cura della Old Motors Club d'Abruzzo. Il 23 maggio l'orario sarà dalle ore 9 alle 12. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 luglio 2015 con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 16.30 venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13 Archivio di Stato di Pescara tel. 085 4549724 [email protected] * U r b an Fo o d Alessandra Cococcetta da: * * * ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA Ville dannunziane a Pescara A Pescara, il 28 maggio 2015, a partire dalle ore 14, in piazza Primo Maggio, l'Archivio di Stato di Pescara (via C. De Titta, 1) partecipa all'evento Urban Food con un momento di lettura interpretativa su testi tratti dal volume di Paola Sorge A tavola con d’Annunzio, con la partecipazione degli attori Giulia Basel e Massimo Vellaccio del Florian Metateatro. Urban Food è realizzato dall’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera "F. De Cecco", in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Pescara. Durante la manifestazione si svolge una miriade di avvenimenti all’insegna dell’enogastronomia e della tipicità e autenticità dei prodotti del territorio, in perfetta sintonia, quindi, con i temi dell’Expo di Milano. Si prevede la presentazione di libri, momenti artistici e musicali, minicorsi legati all’agroalimentare (vino, olio, ortaggi e conserve), oltre a gustosi cibi preparati dagli insegnanti e dagli studenti dell’IPSSAR. Archivio di Stato di Pescara tel. 085 4549724 [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO L’ora di storia? Andiamo in Archivio. La questione meridionale raccontata dagli alunni della III E del Liceo Classico P. Colletta di Avellino L’Archivio di Stato di Avellino presenta venerdì 15 maggio 2015, dalle ore 16.30 alle ore 19.00, in via Verdi, presso la sua sede nel complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico, il laboratorio didattico L’ora di storia? Andiamo in Archivio. La questione meridionale raccontata dagli alunni della III E del Liceo Classico P. Colletta di Avellino. Nell'ambito dell’attività del Servizio Didattica dell’Archivio, gli allievi - coordinati dall'insegnante prof.ssa Marilella Manzo con il supporto dell’archivista di stato Marisa Bellucci - durante il corrente anno scolastico hanno aderito al progetto “Leggo, conosco, scrivo”, focalizzando l’attenzione sulla Questione meridionale. Organizzati in gruppi, gli studenti hanno effettuato la lettura e la schedatura archivistica dei documenti prescelti, organizzando criticamente i dati raccolti in un originale dvd, articolato in moduli riguardanti temi cruciali, quali le questioni fiscali e demaniali, il brigantaggio, la vita della classe agraria del Sud ed i contributi di insigni meridionalisti irpini. Sabato 23 maggio 2015, a Pescara, presso la Sala espositiva (con ingresso da via Palizzi) dell'Archivio di Stato, alle ore 9, si inaugura la mostra fotografico-documentaria Percorso Liberty. Ville dannunziane a Pescara, a cura dell’architetto Anita Boccuccia. L'evento rientra nel progetto Expo e Territori della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Durante il periodo di esposizione sono stati organizzati tre incontri per approfondireche in loco, attraverso visite guidate, momenti salienti delle vicende architettoniche a Pescara con riferimenti, oltre alle Ville Liberty a Pescara Pineta, il 6 giugno, anche a due complessi di pregio a Mo- PROGRAMMA Archivio di Stato di Avellino, Carcere borbonico, via Verdi 17 15 maggio 2015, ore 16,30 Saluti istituzionali Michelina Sessa, direttore Archivio di Stato di Avellino Claudia La Pietra, dirigente scolastico Liceo Classico P. Colletta di Avellino Intervengono Marilella Manzo, docente Liceo Classico P. Colletta di Avellino Marisa Bellucci, funzionario Archivio di Stato di Avellino e gli alunni della III E, Liceo Classico P. Colletta di Avellino DATA NEWS on line - Maggio 2015 9 coinvolte nell’analisi storico- geografica del territorio campano. Per l’occasione verrà proiettato il cortometraggio inedito “L’evoluzione urbana di Avellino dalle origini ai tempi d’oggi” a cura del dott. Armando Montefusco, con il prof. Geppino Del Sorbo e la giomalista Roberta Giordano. PROGRAMMA Archivio di Stato di Avellino, Carcere borbonico, via Verdi 17 21 maggio 2015 Ore 16.30 visita guidata al complesso monumentale dell’ex” Carcere Borbonico”, restaurato e adattato a cittadella della cultura Ore 17.00 visione del cortometraggio “Evoluzione urbana di Avellino dalle origini ai tempi d’oggi”. * * * ARCHIVIO DI STATO DI BENEVENTO La difficile ricerca della libertà Venerdì 29 e sabato 30 maggio 2015, nella sala storica Biblioteca Pacca dell’Archivio di Stato di Benevento, si tiene l'evento che segna la conclusione del progetto Ricerca delle fonti tra siti “autorevoli” e documenti d’archivio, realizzato dagli studenti delle classi III A e III B del Liceo Scientifico “Galilei”, con il coordinamento scientifico dell’Archivio di Stato di Benevento. Redattore: AMALIA DELLA SALA Informazioni Evento: 15 maggio 2015 Avellino, Archivio di Stato Orario: 16.30-19.00 Telefono: 0825779111 - Fax: 0825779516 E-mail: [email protected] [email protected] Sito web: http://www.asavellino.beniculturali.it * Quando” e “dove”: la memoria e il territorio Michelina Sessa Il giorno 21 maggio 2015 alle ore 16.30, presso la sede dell’Archivio di Stato di Avellino nel complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico, si svolgerà un incontro con la sezione Campania dell’AIIG- Associazione Italiana Insegnanti di Geografia dal titolo “Quando” e “dove”: la memoria e il territorio, dedicato alle tematiche ed alle metodologie Grazie a una specifica convenzione tra i due Istituti gli studenti, guidati dalla professoressa Mariagrazia Cotugno, dopo alcuni incontri introduttivi in Archivio, hanno approfondito uno studio dal titolo La difficile ricerca della libertà. Violenza di famiglia, violenza di società e violenza di Stato nei documenti dell’Archivio di Stato di Benevento. Gli studenti saranno protagonisti, attraverso l’esposizione delle relazioni, la proiezione di video e la lettura di brani degli argomenti relativi alla ricerca: gli omicidi di prossimità, la difficile selezione dei podestà, la prostituzione, i confinati politici e l’internamento a Benevento tra il 1900 e 1945. I funzionari dell’Archivio, quindi, hanno operato una prima selezione della documentazione da proporre, fornendo assistenza e consulenza nella consultazione. L’Archivio di Stato di Benevento ha operato da tempo la scelta di promuovere la diffusione della conoscenza della documentazione conservata anche tra gli studenti, facilitando il contatto diretto con le fonti archivistiche. È convinzione dell’Archivio, infatti, che il contatto diretto con le fonti faciliti la formazione di una metodologia di ricerca e la maturazione di una sensibilità culturale, che possa produrre conoscenza filologicamente certa e diventare valore e metodo scientifico-professionale, oltre che civile. All’incontro di sabato 30 maggio, alle ore 10, sarà presente la professoressa Silvana Abeasis, che visse come protagonista l’internamento durante la Seconda Guerra mondiale a Benevento, tra il 1942 e il 1943. DATA NEWS 10 Introdurranno e concluderanno il Direttore dell’Archivio di Stato, Valeria Taddeo, e il Dirigente scolastico dell’I.I.S. “Galilei-Vetrone”, Grazia Pedicini. Archivio di Stato di Benevento tel. 0824 21513 [email protected] * * * on line - Maggio 2015 I GRECI IN CAMPANIA: 500 ANNI DI STORIA Venerdì 5 giugno 2015 alle ore 10.00, presso la sala Filangieri dell'Archivio di Stato di Napoli sarà inaugurata la mostra documentaria, iconografica e bibliografica I GRECI IN CAMPANIA: 500 ANNI DI STORIA, curata da Jannis Korinthios. ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI Prendi un ben fatto remo e in via ti metti Mercoledì 20 maggio 2015, alle ore 16.30, nella Sala Catasti dell’Archivio di Stato di Napoli, si inaugura la mostra di Augusto Massa Prendi un ben fatto remo e in via ti metti…, promossa dall’Associazione Culturale “Levania rivista di poesia”. Al centro dell’iniziativa il tema del viaggio che dal verso dell’Odissea, che dà titolo alla mostra, si dipana nelle opere dell’artista e nei versi dei poeti. Foreste di “remi dipinti”, piccole sculture, ma soprattutto ipiccolibroggetto attraverso i quali si propone un percorso di ricerca che, esplorando il contemporaneo, ritrova l’antico e l’unicità tipica dei documenti custoditi dall’Archivio o del libro realizzato completamente a mano. I piccolibroggetto sono infatti costruiti interamente dall’artista che utilizza cartone e carta su cui interviene poi dipingendo e riscrivendo versi di poeti della cui collaborazione si avvale. I versi tradotti in figura e colore sono quelli dei poeti Cinzia Caputo, Floriana Coppola, Marco De Gemmis, Marisa Papa Ruggiero, Enzo Rega, Angela Schiavone. I versi di Gabriele Frasca sostanziano invece una nuova collana che sarà presentata durante l’inaugurazione e che vede la collaborazione tra Augusto Massa ed altri artisti come Francesco Alessio, Gerardo Di Fiore, Gabriele Castaldo e Giuseppe Pirozzi. La parola poetica, la lettura curata da Paola Nasti e la fisarmonica di Generoso Veglione scandiranno le tappe del viaggio preceduto dagli interventi di Imma Ascione (direttore dell’Archivio di Stato), Eugenio Lucrezi ed Enza Silvestrini (“Levania rivista di poesia”), Gabriele Frasca (presidente Fondazione Premio Napoli) e Sergio Brancato (sociologo presso la Federico II di Napoli). Ed ancora tredici giovani poeti (Flavia Balsamo, Martina Belmonte, Lorenza Carannante, Mary Rose Crispino, Luca Di Bernardo, Emmanuel Di Tommaso, Margherita Foresti, Melania Panico, Antonio Perrone, Lorenzo Pradel, Anna Ruotolo, Giordano Saulino, Fabrizio Maria Spinelli) daranno vita ad un’azione poetica che muove da lontano. In circa un mese, con la cura dell’associazione Levania, i poeti hanno costruito un testo collettivo: a partire da un inizio dato (il verso omerico ed altri quattro scritti da Levania) ciascun poeta, come in un gioco dal sapore surrealista, ha aggiunto tre versi collegandosi a quelli precedenti. Un’ideale catena di versi che preannuncia e, nel contempo, completa il viaggio. La mostra sarà visitabile dal 21 maggio al 6 giugno 2015 (lunedì e giovedì 9.30 -11.30 e sabato su prenotazione: tel. 0815638256, [email protected]). La locandina Archivio di Stato di Napoli tel. 081 5638111 [email protected] * Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore di Napoli, si propone per la prima volta la storia moderna dei Greci di Napoli e della Campania, grazie ad una piena e proficua sinergia tra l’Archivio di Stato di Napoli, la Comunità Ellenica di Napoli e Campania, la Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche d’Italia e l’Archivio Privato Typaldos. Questa Mostra è il primo evento sinergico di una serie di manifestazioni che sono già state programmate lungo il prossimo triennio per celebrare la presenza dei Greci dal ‘500 ad oggi. L’evento offre un contributo sostanzialmente inedito sulla diaspora dei Greci. Si è privilegiato un allestimento che promuovesse la cultura condivisa e il rispetto della memoria storica cittadina. La narrazione della storia della comunità prende le mosse proprio dalla costruzione della chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo nel 1518 da parte di Tommaso Asan Paleologo. Si dilunga poi sull’esodo in Occidente delle popolazioni del Levante, in un periodo di grave pericolo per la sopravvivenza dell’Ellenismo e delle popolazioni del cristianesimo orientale, dopo la caduta di Costantinopoli e l’espansione ottomana. L’arrivo in Italia della magna graecorum multitudo favorì la nascita di numerose comunità diasporiche, che diffusero la cultura greca e favorirono altresì gli scambi -non solo culturali- tra l’Occidente e il Levante cristiano. La diaspora dei Greci è un nodo imprescindibile per rileggere non solo la storia dell’Ellenismo moderno e la storia stessa dell’Europa, ma anche la storia economica, demografica e culturale delle città, dei paesi e delle regioni che accolsero numerosi flussi migratori in tempi diversi, sempre regolati da un sistema di capitolazioni e concessioni privilegiate con il riconoscimento delle comunità come minoranze nazionali e religiose protette. Documenti mai esposti finora raccontano la storia dei Greci di Napoli, fin dalla costituzione della fratria dei nazionali Greci nel 1536, due anni dopo l’arrivo dei coronei evacuati da Carlo V dal Peloponneso. Si espongono riproduzioni fotografiche dei codici portati dai Greci durante il XVI sec., per gentile concessione della Biblioteca Nazionale di Napoli/Settore Manoscritti. Si narrano in seguito alcune pagine della diaspora ellenica di Napoli, una diaspora dinamica e fiorente, che riuscì a integrarsi nel cuore stesso della capitale del regno vicereale. Ampio spazio è dedicato al pittore Belisario Corenzio, Il Greco di Napoli, priore del sodalizio nazionale, grazie all’esposizione di importanti documenti notarili e alle riproduzioni fotografiche di alcune sue opere firmate da Luciano Pedicini e pubblicate nella monografia di Panagiotis Ioannou, Belisario Corenzio. La vita e la sua opera (in greco), ed. Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia e Istituto di Studi Mediterranei (Grecia), 2011. In mostra si espone anche il primo statuto notarile della chiesa e confraternita dei nazionali greci in Napoli del 1593. La narrazione si sofferma poi su alcuni personaggi illustri, che presero parte attivamente alla vita comunitaria e cittadina e ad iniziative per il risorgimento della Grecia. Una sezione è dedicata al reggimento Real Macedone fondato dai Borbone nel 1739, arruolando Greci d’Epiro, della Macedonia, della Morea e delle Isole Ionie. In seguito si narra il ruolo dei Greci di Napoli e dei liberali italiani al risorgimento della Grecia. Un pannello è dedicato alla guerra greco-turca del 1897 e al comitato Pro Candia costituito a Napoli alla fine dell’800 per sostenere l’autodeterminazione di Creta. Un altro presenta la figura di Costantino Triantafillis, docente pioniere della prima cattedra universitaria di lingua e letteratura neogreca. Uno spazio importante è dedicato chiaramente all’importante famiglia Typaldos durante gli ultimi 150 anni. In mostra sono inoltre esposte alcune piantine che mostrano il vico de’Greci nel corso dei secoli con alcuni riferimenti su vicende toponomastiche, nonché molte testimonianze della vita della comunità dopo l’Unità d’Italia, attraverso fotografie, cimeli, icone, stampe, oggetti e documenti d’epoca. DATA NEWS on line - Maggio 2015 Un settore concerne l’incendio di Salonicco del 1917, evento che ha provocato la partenza di molti molti ebrei salonichiotti che hanno scelto Napoli come nuova patria. Il capitolo del fascismo e delle leggi di guerra è trattato per la prima volta in assoluto in una sezione dove si è scelto di narrare la vicenda dei Greci e degli ebrei Greci di Napoli nel periodo 1940-1945, offrendo alcune inedite testimonianze sui campi di internamento e sul loro rientro a Napoli dopo la fine della guerra per il recupero delle proprietà sequestrate in quanto beni nemici. In chiusura si espongono alcuni documenti sul governo ellenico in esilio a Cava de’Tirreni nell’autunno del 1944, pannelli fotografici sugli espatriati Greci del Dodecaneso in Italia e sulla missione nel 1948 di Spiridione Marinatos per il recupero delle antichità trafugate durante la guerra. La rinascita nel dopoguerra è infine documentata con la vicenda della chiesa dei SS. Pietro e Paolo sfuggita miracolosamente ad una progettata demolizione, essendo l’unico edificio rimasto in piedi dell’antico rione dei Guantai, pur soffocato da altissimi palazzi, mentre prima costituiva una delle più elevate quote altimetriche. All'inaugurazione interverranno, Imma Ascione, direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli, Michael Kokkinos, direttore generale del Segretariato Generale per i Greci all’Estero del Ministero degli Esteri della Repubblica Ellenica, Alexandros Tomasos, console onorario di Grecia, Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Marco Galdi, presidente della Società Filellenica Italiana, Elsa Evangelista, direttore del conservatorio San Pietro a Majella, Pier luigi Campagnano, presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Paul Kyprianou, presidente della Comunità Ellenica di Napoli e Campania e Jannis Korinthios, che presenterà la mostra, insieme con Sotiris Papadimitriou. La mostra sarà aperta dal 5 giugno al 30 settembre il lunedì e il giovedì alle 9.30 e alle 11.30 con ingresso gratuito. Visite guidate alla mostra su prenotazione: tel. 0815638256 e-mail: [email protected] Il comitato organizzativo della Mostra è diretto da Jannis Korinthios, Rossana Spadaccini, Paul Kyprianou e Sotiris Papadimitriou con la collaborazione di Giovanna Caridei, Maria Maiorano, Giuseppina Raimo, Giuliana Ricciardi e Ferdinando Salemme. L’allestimento della mostra è firmato da Sotiris Papadimitriou. La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero Italiano dei Beni Culturali, del Ministero Ellenico degli Affari Esteri, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Central Union of Municipalities and Communities of Greece, della Società Filellenica Italiana, della Foundation for Research and Technology - Hellas (FORTH) Institute for Mediterranean Studies, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del Conservatorio San Pietro a Majella, della Comunità Ebraica di Napoli, del Comune di Pylos/Nestor, della Maniatakeion Foundation e dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Napoli e con il sostegno del Console Onorario di Grecia a Napoli Alexandros Tomasos, di Nicola Barkas e della Fondazione ODCEC di Napoli. Gli organizzatori ringraziano la famiglia Typaldos per il prezioso contributo offerto per l’allestimento di questa Mostra. * Mediterraneo: fotografie tra terre e mare a Napoli tra cibi, culture e attualità I percorsi espositivi organizzati quest'anno da "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" coinvolgono a Napoli l'Accademia di Belle Arti, l'Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. All'Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con il Biennio di Specializzazione di Fotografia, dall'11 giugno i registi e fotografi Francesco Cabras e Alberto Molinari presentano i lavori sul Mediterraneo realizzati attraverso video d'arte dove la fotografia ha una componente essenziale. Tra questi il cortometraggio ‘There she Blows’, prodotto da Greenpeace e Ganga Film, è una parabola poetica sull’amore per il mare, la piccola pesca artigianale e l’arte. Il progetto nasce infatti da un’idea del pittore Massimo Catalani che con il pescatore Paolo Fanciulli interpreta gli altri personaggi. Il cortometraggio concorre al ‘Foodies Challenge 2015’ che si svolge all'Expò di Milano dove verrà premiato il video che contiene la miglior ricetta realizzata da uno chef e da un artista. Ad accompagnarli la giornalista e fotografa Silvana Grippi con "Donne e culture". "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" nell'edizione 2015 ha raccolto attraverso un bando pubblico una serie di progetti fotografici dedicati ai temi del rapporto tra cibo, cultura e mercati. La giuria composta da Beppe Bolchi, Clelia Belgrado e Aniello Barone ha selezionato un numero di fotografi alcuni dei quali, Francesco Fratta, Gianluca Capri, Linda de' Nobili, Luigia Bersani e Sandro Lombardo, in mostra all'Archivio di Stato di Napoli dall'11 giugno. Il dialogo intergenerazionale e quello interdisciplinare in questo progetto espositivo si intrecciano amalgamando in un tutt'uno, che crea domande e pone dubbi, l'intero percorso espositivo. Generi e linguaggi dialogano e si confrontano per una fotografia sempre più vicina al fattore "umano", alla persona e alla sua socialità come valore essenziale. In quest'ottica sono state realizzate le esposizioni-proiezioni, a cura di Patrizia Varone, nelle sedi dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e nella sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. In quest'ultima alla 11 Sala Leopardi, Cristina Mastrandrea, Michela Fabbrocino e Zoe Vincenti il 30 giugno alle ore 12, apriranno una finestra sull'attualità, unica nell'edizione del 2015 di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", puntando gli sguardi da donne sulle donne. Anche quest'anno dunque "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" presenta questo territorio di mediazione qual è ed è sempre stato il Mediterraneo. Area dove si è realizzato fin dall'antichità un laboratorio di intrecci culturali ed artistici, che ha prodotto e suggerito linee di sviluppo singolari tanto quanto motivi di attrito elevandola a "sperimentale" luogo di relazioni dove le culture e le arti si confrontano, si modificano e si contaminano. Un ulteriore modo per soffermarsi su argomenti che aprono dialoghi sul "media" fotografia e sulla sua contemporaneità. Riflessioni che inducono altrettante elaborazioni su memoria, documento, sguardo e curiosità sul mondo. L'inaugurazione dell'esposizione e la presentazione di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" si terrà nell'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Napoli giovedì 11 giugno alle ore 12. Saranno presenti, oltre alla curatrice Patrizia Varone, il Direttore dell'Accademia Giuseppe Gaeta, la Direttrice dell'Archivio di Stato Imma Ascione, la Direttrice della Biblioteca Nazionale Vera Valitutto. Il calendario e gli orari delle esposizioni sono reperibili ed in distribuzione presso l'Accademia di Belle Arti, l'Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale, oltreché consultabili su www.mediterraneofotografia.eu/web/ La manifestazione "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", è organizzata e promossa da "Lo Cunto" Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro, ed ha il Patrocinio della Commissione Europea, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, di UniMed, Unione delle Università del Mediterraneo, di Issm-Cnr, Istituto per gli Studi delle Società del Mediterraneo-Cnr. Informazioni “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare": edizione 2015 Napoli "Lo Cunto" Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro Accademia di Belle Arti di Napoli, Archivio di Stato, Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III, Commissione Europea; Ordine Nazionale dei Giornalisti; Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo; Issm-Cnr, Istituto per gli Studi delle Società del Mediterraneo. DEApress; ArtsLife Patrizia Varone, Aniello Barone 11 giugno - 18 luglio 2015 sedi: Accademia di Belle Arti di Napoli: dall'11 al 27 giugno Via Bellini, 36 dal martedì al sabato dalle ore 10,30 alle ore 13. Archivio di Stato di Napoli: dall'11 giugno al 3 luglio Piazzetta Grande Archivio, 5 il lunedì e il giovedì alle ore 9,30 e alle ore 11,30. Gruppi su prenotazioni: tel. 0815638256 email: [email protected] Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli: dal 30 giugno al 18 luglio, Piazza del Plebiscito, 1 dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle ore 18. www.mediterraneofotografia.eu/web/ Ufficio Stampa Mediterraneo Fotografie [email protected] Patrizia Varone - cell. 3275807138 - [email protected] * * * ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO "1915 Ri-Vivere la guerra": una mostra all'Archivio di Stato di Salerno di Maria Teresa Schiavino Come raccontare il livello "locale" della Prima Guerra Mondiale, per una 12 città che sembra non averla vissuta, perché troppo lontana dal fronte, dalle trincee, dagli scoppi delle granate? La documentazione archivistica viene in aiuto di questa esigenza, rivelando in che misura ogni città della penisola sia stata investita dal tragico evento e ne abbia patito le conseguenze. DATA NEWS on line - Maggio 2015 giornali. Si ricostruisce la storia di un soldato, fatta di memorie private. Ma, accanto, ci sono le lettere di supplica rivolte soprattutto alla regina Elena da parte di donne i cui uomini - mariti, fratelli, figli - sono partiti alla guerra. Alcuni documenti della Prefettura documentano la difficoltà di portare avanti il lavoro dei campi da parte di piccole comunità rurali decimate dall'emigrazione e dalla guerra; richieste di sussidi da parte di altre famiglie danno la misura delle grandi difficoltà affrontate da chi è rimasto a combattere sul fronte interno. Una sezione a parte riguarda la Massoneria, di cui autorevole rappresentante fu un antico direttore dell'Archivio di Stato di Salerno, che ha lasciato il proprio archivio da cui è possibile ricostruire la posizione della massoneria nei confronti dell'intervento. La sezione "In fuga dalla guerra" riaccoglie documenti riguardanti coloro che nel conflitto non volle nemmeno entrarci, a costo di farsi passare per matto, o addirittura di morire. La cultura del tempo è rappresentata da una serie di libri del 1915 e dintorni. La mostra è organizzata nell'ambito di una serie di iniziative promosse dal Comitato scientifico locale, voluto dall'amministrazione Comunale, composto da: Archivio di Stato di Salerno, Archivio Storico Diocesano, Comune di Salerno, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano-Sezione di Salerno, MIUR-URS Campania UAT Salerno, OGEPO, Provincia di Salerno, Società Salernitana di Storia Patria, Soprintendenza Archivistica della Calabria e della Campania, Università degli Studi di Salerno; la ricerca è stata condotta da Renato Dentoni Litta, Eugenia Granito, Maria Teresa Schiavino e Anna Sole per l'Archivio di Stato di Salerno; Lucia Napoli, Maria Manzo, Stella Nunziante Cesàro e Antonio Iemma per l'Archivio Comunale; Wilma Leone per la Biblioteca Provinciale. Nel corso dell'inaugurazione è stato presentato un video/documentario dal titolo “La Grande Storia del Capitano Gerbaldi” a cura dell'Associazione DAVI.Co.N, realizzato grazie alla documentazione messa a disposizione degli eredi di Geraldo Gerbaldi. La mostra sarà aperta fino alla fine di maggio 2016 dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 18,30 e il sabato dalle 8,00 alle 13,00. Da: * * * SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA SICILIA I LUOGHI DEL CIBO. PALERMO, SECC. XIX-XX La motivazione della mostra "L'Italia in guerra", in corso, appena inaugurata, il 23 maggio 2015, presso l'Archivio di Stato di Salerno, è quella di portare alla luce il doppio livello, locale e globale, del primo grande conflitto del '900. Mettendo insieme materiali provenienti dall'Archivio di Stato, dall'Archivio storico del comune e dalla Biblioteca Provinciale di Salerno, oltre che da archivi privati, si è riusciti a ricostruire i primi momenti dell'entrata in guerra dell'Italia, così come furono vissuti dai cittadini della nostra provincia. I documenti - sopratutto carte della Prefettura, corrispondenze fra sindaci e prefetti, ordinanze e manifesti comunali - si dipanano in un lungo e complesso racconto, diviso in due grandi corpi: "La mobilitazione" e "I Salernitani al fronte". La mobilitazione inizia con i telegrammi di convocazione del Parlamento per la ratificazione del Patto di Londra. Segue la documentazione con cui Sindaci e Prefetti comunicano l'entusiasmo e gli auspici per la guerra appena iniziata, e, subito dopo, gli innumerevoli ordini di mobilitazione. La provincia è tutta tesa allo sforzo bellico: dalle partenze dei primi contingenti di truppe dalla stazione di Salerno alla requisizione delle scuole per gi alloggiamenti militari, fino al censimento degli animali, cavalli e bovini, e dei mezzi di trasporto. Si adottano misure eccezionali per la protezione delle coste e delle ferrovie. Come nei tempi antichi, in caso di attacchi sarebbe stato il campanone del Duomo ad avvisare i cittadini di Salerno dell'incombente pericolo. La popolazione civile è mobilitata nella raccolta di generi di prima necessità per le truppe, e per la prima volta, “fare la calza” assurge a dignità nazionale, con la necessità di produrre in grandi quantità maglie, calze, guanti e sciarpe per i soldati. Nascono comitati cittadini, e si cerca di affidare la lavorazione della lana alle famiglie in cui ci siano soldati partiti al fronte, per offrire loro un sostegno economico. Le carte che riguardano il Prestito Nazionale di Guerra portano alla luce il lato più nascosto degli interessi economici che si nascondono sotto lo sventolare delle bandiere. Anche la censura sulla stampa e sulle comunicazioni rivela i suoi effetti a livello locale, col ferreo controllo sui pochi giornali di provincia e con le pagine bianche al posto degli articoli censurati. La sezione sulla mobilitazione si conclude con l'arrivo, in provincia di Salerno, dei primi prigionieri per cui saranno allestiti dei campi, soprattutto nel lontano Vallo di Diano, a Padula. La sezione "Salernitani al fronte" si serve per buona parte di corrispondenze private, lettere e cartoline spedite dalla zona di guerra ai familiari rimasti a casa, ma anche di corrispondenze pubblicate sui V Giornata nazionale degli archivi di architettura DATA NEWS on line - Maggio 2015 13 La Soprintendenza Archivistica della Sicilia - Archivio di Stato di Palermo e l’Archivio storico comunale di Palermo aderiscono alla V Giornata nazionale degli archivi di architettura, con l’allestimento di una mostra di progetti e documenti provenienti dallo stesso Archivio storico comunale e dall'Archivio privato della famiglia Damiani- Mancinelli Fundarò. Sono esposti progetti di“Offelerie”(pasticcerie), Caffè e Chioschetti, una sorta di botteghe“ all'aperto”, dove, grazie al clima mite, ci si ritrovava e si gustavano bibite, gelati, liquori e altre prelibatezze della tradizione siciliana. Una sezione della mostra è dedicata ai progetti di tre mercati a firma dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, il progettista del teatro “Politeama”. Soltanto due furono realizzati, quello ubicato a piazzetta degli Aragonesi e l’altro “del pesce” presso Porta S. Giorgio, l'attuale piazza XIII Vittime. Oggi rimangono solo le rovine del primo, vicino il Teatro Massimo, mentre il secondo andò totalmente distrutto da un incendio. Si può apprezzare anche il progetto di Ernesto Basile, il massimo rappresentante del Liberty a Palermo, del Caffè del Teatro Massimo che rappresentava sicuramente un luogo simbolo della cultura del Novecento, costituendo negli anni Venti centro di incontri e di svago della buona società della Belle Epoque, sede del circolo della stampa sino a vent'anni fa e che di recente è stato restituito alla fruizione. Durata della mostra: 28 maggio - 7 giugno 2015 Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.00-13.00 / 15.00-17.00; sabato 9.00-13.00 Martedì 2 giugno chiuso Luogo: Soprintendenza Archivistica della Sicilia-Archivio di Stato di Palermo Sede Catena Via Vittorio Emanuele 31 Palermo Telefono: 091 2510628/322079 E-mail: [email protected]/ [email protected] Sito web: http://www.archiviodistatodipalermo.it/ * * * ARCHIVIO DI STATO DI ORISTANO La provincia di Oristano e le due guerre Giovedì 28 maggio 2015, alle ore 11, a Oristano, presso l'Archivio di Stato (piazza Ungheria, 9), nell'ambito delle iniziative organizzate per il Centenario della Grande Guerra, si tiene la presentazione del progetto di digitalizzazione dei Ruoli matricolari: registri di grande formato che venivano compilati dal Distretto militare per classi di età, al momento dell’arruolamento. Di ogni militare venivano riportati i dati anagrafici, paternità e maternità, i caratteri somatici, il grado di alfabetizzazione e tutte le informazioni relative alla vita militare tra cui, oltre alla data di arruolamento, il corpo, la carriera, le campagne militari e le onorificenze. Tutte queste informazioni sono da oggi accessibili attraverso una pagina dedicata, all'interno del sito dell'Archivio. Archivio di Stato di Oristano tel. 0783 310530 [email protected] * * * Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 1/2015 N O R M AT I V E T E C N I C O - P RO F E S S I O NA L I & I N T E RV E N T I P U B B L I C I a cura di Mauro Ceci - RSPP Sanatorie edilizie in aree vincolate, il potere di controllo della Soprintendenza Il Consiglio di Stato fa il punto sull'annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche da parte dei Comuni. Con la sentenza del 4.5.2015, n. 2215 il Consiglio di Stato precisa come il potere di controllo che spetta alle Soprintendenze sulle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dai Comuni in sede di sanatoria edilizia in aree vincolate, non sia affatto un controllo formale, ma vera e propria attiva cogestione del vincolo, funzionale – osserva correttamente il Giudice amministrativo - all'“estrema difesa” dello stesso; conseguentemente l’annullamento dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune può derivare dal riscontro di qualsiasi vizio di legittimità. Nel caso di specie, si è trattato di un’opera collocata nella fascia dei trecento metri dal mare, fascia nella quale la legge regionale della Puglia 31 maggio 1980, n. 56 vieta, all’art. 51 lett. f) salvo quant'altro disposto da leggi statali e regionali….sino all' entrata in vigore dei piani territoriali…qualsiasi opera di edificazione. In tali casi, sottolinea il Consiglio di Stato, la possibilità di sanare l’opera abusiva è esclusa in radice, posto che la norma regionale introduce un divieto assoluto, ancorché temporaneo, di edificazione entro la fascia costiera, al quale si aggancia con immediatezza la misura sanzionatoria prevista dal legislatore statale, e cioè l'impossibilità di sanatoria dell'abuso, senza eccezioni, limiti o condizionamenti, anche in applicazione dell’art. 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Sentenza interessante non solo in punto di diritto, ma anche perché lascia trasparire, e non poco, l’assoluta necessità, condivisa dal pensiero comune, di preservare “strenuamente” il bene pubblico per eccellenza: il paesaggio italiano. Paolo Pittori (19 maggio 2015) * * * Appalti e contratti: chi può rilasciare le garanzie fideiussorie a corredo dell’offerta? Appalti e contratti, l’Anac spiega che gli organismi che possono rila- sciare garanzie fideiussorie sono le banche, le assicurazioni e gli intermediari presenti negli elenchi della Banca d’Italia Dopo una serie di segnalazioni pervenute su garanzie fideiussorie rilasciate da soggetti non autorizzati, l’Anac ha pubblicato il Comunicato del 1° luglio 2015, in cui spiegato che, in base all’articolo 75 del Codice Appalti, la garanzia fideiussoria può essere bancaria, assicurativa o rilasciata da soggetti iscritti nell’albo degli intermediari, previsto dal Testo Unico Bancario, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile. Dal momento che l’Albo unico degli intermediari non è stato ancora istituito e che dal 12 maggio 2015 ha preso avvio il regime transitorio di dodici mesi, fino al 12 maggio 2016 gli intermediari abilitati al rilascio delle garanzie previste dal Codice dei Contratti, sono soltanto quelli iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del Testo unico bancario. In particolare, si tratta di società per azioni con sede legale e direzione generale in Italia e con un capitale determinato dalla Banca d’Italia in relazione al tipo di attività. Le Stazioni Appaltanti dovranno quindi verificare che le garanzie a corredo dell’offerta siano rilasciate da soggetti preventivamente autorizzati e inseriti negli elenchi della Banca d’Italia. La Banca d’Italia ha messo a disposizione anche un elenco dei soggetti non autorizzati. * * * Dalla formazione dei lavoratori ai locali interrati: ecco le risposte su POS, PSC e valutazione dei rischi Ecco le nuove risposte a una serie di questi su valutazione dei rischi, POS per imprese familiari, formazione dei lavoratori,locali interrati. I nuovi interpelli 2015 La Commissione interpelli, prevista dal D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sicurezza), ha la funzione di dare delucidazioni in merito alla corretta applicazione della normativa in tema di salute e sicurezza del lavoro. Le indicazioni fornite dalla Commissione costituiscono dei criteri interpretativi e direttivi per l’esercizio delle attività di vigilanza. Interpelli sicurezza sul lavoro, i 5 nuovi interpelli di giugno 2015 Il 25 giugno 2015 il Ministero del Lavoro ha pubblicato 5 nuovi interpelli, a seguito di istanza dei soggetti autorizzati, che mirano a chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi in materia di salute e sicurezza del lavoro. DATA NEWS 14 Notizie dal... Istanza: criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare Destinatario: Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza (Federcoordinatori) Il quesito riguarda la corretta interpretazione del decreto interministeriale del 4 marzo 2013 inerente criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. In particolare viene chiesto come può rientrare la figura del coordinatore per la sicurezza (citato nell’art. 100 del D.Lgs. 81/2008 quale redattore del PSC, ma mai nel decreto del 4 marzo 2013) e quali, eventualmente, i suoi compiti. In risposta, il Ministero chiarisce che il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), di competenza del coordinatore per la sicurezza, deve contenere “l’analisi degli elementi essenziali di cui all’allegato XV.2, in relazione: […] all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione ai lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante” (allegato XV del D.Lgs. 81/2008). Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 2/2015 Istanza: criteri di qualificazione del docente formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro Destinatario: Consiglio Nazionale degli Ingegneri Il secondo interpello riguarda la richiesta di chiarimenti in merito ai requisiti che devono possedere i docenti dei corsi di formazione. In particolare, viene chiesto se il docente in materia di salute e sicurezza può svolgere il ruolo di formatore per ognuna delle 3 aree tematiche previste, ossia: 1. area normativa/giuridica/organizzativa 2. area rischi tecnici/igienico-sanitari 3. area relazioni/comunicazioni La Commissione chiarisce che il docente potrà assumere il ruolo di docente nei corsi di formazione per datore di lavoro, che intenda svolgere i compiti di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, per lavoratori, dirigenti, a condizione che attesti di essere in possesso dei criteri di cui al Decreto 6 marzo 2013, per ciascuna delle aree tematiche. Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 3/2015 Istanza: applicazione dell’art. 96 del d.lgs. n. 81/2008 alle imprese familiari Destinatario: Federazione Nazionale UGL Sanità Con l’interpello 3/2015 viene chiesto se le imprese familiari che operano nei cantieri temporanei e mobili devonoredigere il POS (Piano Operativo Sicurezza). on line - Maggio 2015 Il Ministero del Lavoro ha chiarito che, in base all’art. 96 del Testo unico per la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), ilPOS deve essere redatto dai datori di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici anche se nel cantiere opera un’unica impresa e anche se questa è a conduzione familiare o conta meno di dieci addetti. Inoltre il POS deve riportare tutti i punti previsti dall’Allegato XV, ad esclusione degli obblighi che non si applicano alle imprese familiari (esempio: le imprese familiari non devono indicare la figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione né i nominativi degli addetti al primo soccorso). Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 4/2015 Istanza: formazione e valutazione dei rischi per singole mansioni ricomprese tra le attività di una medesima figura professionale Destinatario: Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) L’ANCE ha avanzato istanza di interpello per conoscere la corretta interpretazione circa la corretta valutazione dei rischi nel caso in cui un lavoratore sia chiamato a svolgere compiti che richiedono una specifica formazione. La Commissione evidenzia che la valutazione redatta dal datore di lavoro deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori ed il relativo documento deve essere redatto in modo da essere idoneo strumento per la pianificazione e prevenzione degli interventi aziendali. Per quanto riguarda la formazione, chiarisce che deve essere correlata alla valutazione dei rischi e deve essere periodicamente rivista in relazione all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi. Pertanto, i contenuti e la durata della formazione specifica, costituiscono un percorso minimo che il datore di lavoro dovrà valutare se sufficiente e da integrare tenendo conto sia di nuove normative che di quanto emerso dalla valutazione dei rischi. Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 5/2015 Istanza: interpretazione dell’art. 65 del d.lgs. n. 81/2008 sui locali interrati e seminterrati Destinatario: Consiglio Nazionale degli Ingegneri Il CNI chiede se è corretta l’interpretazione dell’art. 65 del D.Lgs. 81/2008 circa la modalità di utilizzo dei locali interrati e seminterrati, ossia se, in determinate condizioni, possono essere adibiti anche ad altre lavorazioni. La Commissione chiarisce che l’organo di vigilanza preposto deve provvedere a motivare congruamente il provvedimento di autorizzazione in base a quanto imposto dalla norma; così anche eventuali limitazioni sull’orario di lavoro devono essere concretamente motivate e correlate alle esigenze imposte dalla norma. * * * Centro Documentazione Fortificazioni Presidente: Conte Pietro Teofilatto Direttore: Arch. Mauro Ceci Sede sociale: Castello Teofilatto - 03010 TORRE CAJETANI (FR) Sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 ROMA e-mail [email protected] Giornate nazionali dei Castelli dedicate alla Grande Guerra GIO R NATE N A Z I O N A L I D E I C A S T E LLI 23-24 MAGGIO 2015 di Silvia Garbini Le “Giornate Nazionali dei Castelli 2015” sono dedicate a “LA GRANDE GUERRA” e inserite nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia. Oltre alle regioni del Nord, direttamente coinvolte nel conflitto e interessate da specifiche strutture fortificate, tutte le altre regioni hanno partecipato attivamente con opere, uomini e il sacrificio di molti di essi. In tutta Italia ci sono edifici fortificati realizzati poco prima della guerra che in qualche modo ripetono tipologie e armamenti utilizzati sul fronte, oltre a strutture logistiche di appoggio alle fortificazioni, come le caserme, i distretti militari e l’organizzazione per il trasporto delle truppe ed armamenti verso il fronte. Con l’impegno delle giornate dedicate alla Grande Guerra, tanti altri aspetti potranno dare luce nuova oltrechè un prezioso contributo alla lettura di questo momento storico, e a tenere sempre vivo il ricordo delle numerose vittime e del valore dei tanti “ragazzi” che vi hanno partecipato e che ora non ci sono più (nel 2008 è scomparso l’ultimo dei Cavalieri di Vittorio Veneto) . Il tema generale verrà svolto nel rispetto dell’autonomia delle singole Sezioni nell’articolazione dei propri programmi per le Giornate nazionali con conferenze, mostre, visite guidate, fra le quali quella ad una struttura specifica collegata al tema, o in assenza di questa, all’allestimento in altro ambiente di una mostra fotografica di oggetti e di ricordi da parte di chi conserva ancora la testimonianza di un congiunto che l’ha vissuta. Le giornate sono il momento in cui l’Istituto Nazionale si apre all’opinione pubblica con l’impegno di tutti i soci, con scambi, ove possibile, con le diverse Sezioni (pur nella contemporaneità dell’evento) e con il coinvolgimento delle scuole al fine di avvicinare i giovani al mondo dei castelli e della lunga storia che essi rappresentano. Il poster della manifestazione è speciale, come speciale è il ricordo della Grande Guerra, infatti pur nel rispetto della linea compositiva delle precedenti edizioni si è voluto inserire un’immagine appositamente predisposta per l’evento, grazie alla generosità di un bravissimo e noto pittore sardo, Massimo Carta. Un acquarello dai colori pieni di vita che vogliono rievocare le numerose morti di cui la Grande Guerra è stata causa come possibile rinascita e pace, proprio attraverso la conoscenza, la cultura e la storia, identificata dal castello che, in primo piano, si riconosce dal grande portale, le finestrature e la merlatura di coronamento. I riferimenti patriottici sono delicatamente presenti nelle velature di colore e nella convergenza delle direttrici che rappresentano la riunione di diverse provenienze dai centri italiani verso un unico scopo, chiaramente espresso dal viso di un giovanetto con elmo, simbolo di una Italia “giovane” (unita da appena 50 anni nel Regno di Sardegna) intorno al quale e per il quale tanti italiani, soprattutto giovani, hanno combattuto con sacrificio della propria vita. DATA NEWS on line - Maggio 2015 Tutte le attività programmate dalle diverse Sezioni dell’Istituto Italiano dei Castelli intorno al 23 e 24 maggio p.v. (Giornate Nazionali dei Castelli) a seconda delle disponibilità logistiche e di partecipazione dei relatori, avranno lo scopo di raccoglierci tutti nel ricordo di un passato molto doloroso e ancora vivo in tantissime famiglie, senza dimenticare i nostri obiettivi statutari per i quali sono fondamentali la condivisione ed il coinvolgimento di tutti. PROGRAMMI DELLE SEZIONI CAMPANIA Napoli - giovedì 21 maggio, Castel dell’Ovo, ore 17, presso la sala CAI, presentazione del quaderno “Castel dell’Ovo – dalle origini al XX secolo” Salerno – venerdì 22 maggio, Castello di Arechi, ore 16,30, tavola rotonda: “I castelli in provincia di Salerno: prospettive di valorizzazione” Riardo – sabato 23 maggio, castello di Riardo, tavola rotonda: “I castelli lungo l’antica via Latina: un itinerario di valorizzazione possibile” Gesualdo – domenica 24 maggio, Palazzo Pisapia, tavola rotonda: “I castelli dell’Irpinia: prospettive di valorizzazione” Sabato 23 maggio / domenica 24 maggio – visite guidate ai castelli di Agropoli (SA) – Castellabate (SA) – Rocca Cilento (SA) – Riardo (CE) – Pietramelara (CE) – Baia e Latina(CE) – Calvi Risorta (CE) – Marzano Appio (CE),Vairano Patenora CE) - Gesualdo (AV), Grottamimarda (AV), Montemiletto (AV) Info: [email protected] EMILIA ROMAGNA La Sezione insieme al centenario della Prima Guerra Mondiale dedica queste giornate al Novecentenario della morte di Matilde di Canossa Bianello (RE): visite al castello (esterno ed interni) Domenica 24 : ore 15.00 - ore 19.00 (18,30 ultima visita) Rossena (RE): visite al castello (esterno ed interni) Sabato 23 : pomeriggio ore 14.30 - ore 18,30 Domenica 24 : mattina ore 10.00 - ore 12.30 / pomeriggio ore 14.30 ore 18,30 Rossenella (RE): visite alla torre (esterno ed interno) Sabato 23 : pomeriggio ore 14.30 - ore 18,30 Domenica 24 : mattina ore 10.00 - ore 12.30 / pomeriggio ore 14.30 ore 18,30 Museo della Grande Guerra di Bibbiano (RE): Visita guidata (collezione privata) - Domenica 24 : ore 15.00 - ore 17.00 Info: Istituto Italiano dei Castelli Sez.ER - cell. 391.1233717 - [email protected] Ideanatura Snc (Castello di Bianello) - cell. 338.6744818 - [email protected] Associazione “Matilde di Canossa” (Castello di Rossena e Torre di Rossenella) - tel. 0522.878974 [email protected] FRIULI VENEZIA GIULIA 23 maggio Presentazione a Gorizia degli atti del Convegno organizzato dalla sezione Friuli Venezia Giulia il 20 aprile 2012 nel castello di Gorizia in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici del FVG “Paesaggi di guerra. Memoria e progetto” a cura di Alessandra Quendolo, Istituto Italiano dei Castelli, Gaspari Editore, Udine 2014. 24 maggio: - Visita al Parco tematico della Grande Guerra di Monfal- 15 cone. Info: - [email protected] LOMBARDIA Bergamo: sabato 30, ore 20,30: incontro sul tema: "Le fortificazioni di Mozzanica". Barbara Oggionni: "Le mura di Mozzanica prima delle distruzioni ottocentesche" - Riccardo Caproni: "Ruolo e vicende del borgo fortificato nella difesa del confine del Fosso Bergamasco" - Adriano Carpani: "Le mura, la fossa e gli spalti: storia di una fine annunciata" domenica 31: visite guidate al centro storico (Piazza, Torre cinquecentesca, Parrocchiale, S. Marta) e ai resti delle mura. Ogni luogo, oggetto di visita guidata, avrà una sua guida. Orari: ore 9,30-12 - ore 15-18 Como: 23 maggio. Unitamente alle iniziative curate dai Musei Civici, la delegazione propone le seguenti visite: ore 10,00-12.30 (forse anche di pomeriggio, orario da precisare) visita al MuRAC e al rifugio antiaereo della storica palazzina della Croce Rossa in Via Italia libera, recentemente musealizzato. ore 14,00-15,30, presso il Civico Museo Archeologico in piazza Medaglie d’Oro, visite guidate alla mostra “Como e la Grande Guerra”, realizzata da Musei Civici, Liceo Statale “Giovio”, Centro Studi Filippo Buonarroti, con il coordinamento dei prof. Ornella Zagami, Antonio Larocca e Salvo Bordonaro. ore 16,00-16,30, visite guidate ai resti archeologici della Porta di Como Romana in via Cesare Cantù, e alla mostra "Le mura di Como da Cesare a Napoleone", curata dalla Società Archeologica Comense e dall'Archivio di Stato. ore 17,00 si potrà continuare il percorso storico con un giro in città lungo le mura e le torri medievali di Como. Cremona: TORNATA–Fraz. ROMPREZZAGNO, domenica 3 maggio (sabato 16 e domenica 17 per gruppi e su prenotazione): visite libere ore 15,3019; visita guidata a Tornata dalle ore 15,00; CREMONA, domenica 10 maggio ore 15,30: visita guidata e gratuita alle mura di Crema con la Pro-loco e le guide “Il ghirlo”; domenica 13 settembre, ore 15,00: visita guidata e gratuita a Villa Edallo Labadini a cura del Gruppo antropologico cremasco e della Pro-loco, con gli arch. Luciano Roncai e Dado Edallo e lo storico Walter Venchiarutti. CASTELDIDONE, sabato 16 maggio: visite guidate a Villa Mina della Scala ogni ora dalle 15 alle 18; ore 15,30 visita animata per bambini con merenda; domenica 17 maggio: visite guidate a Villa Mina della Scala, alla parrocchiale e alla Cascina Mot ogni ora dalle 10 alle 18. PANDINO, sabato 16 e domenica 17 maggio: visite guidate al castello (prezzo ridotto 2 euro). Info: [email protected] MOLISE 23 maggio, nel Castello Monforte di Campobasso, dove c’è il Sacrario dedicato ai Caduti delle due guerre mondiali, ci sarà un Concerto di canti di guerra. 23 e 24 maggio: Visita guidata di numerosi castelli molisani aperti al pubblico per l'occasione. 24 maggio: Seminario sui lavori di restauro, da poco terminati, del Castello di Bagnoli del Trigno. 29 maggio: nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso ci sarà la consegna della XIV Targa d'argento “Premio Cultura” della Sezione Molise al famoso archeologo Richard Hodges, Rettore dell’Uni- DATA NEWS 16 versità Americana di Roma e già direttore degli scavi nell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno (IS). Nell’occasione si parlerà dell’Abbazia e dell’incastellamento nell’alta Valle del Volturno. Info: [email protected] PIEMONTE VALLE D’AOSTA Conferenza sul Forte di Exilles che con il Forte Sapé (l’uno è sede del Museo delle Truppe alpine, l’altro, realizzato nel 1874 e dismesso nel 1928, rappresenta un interessante esempio di modello di fortificazione per la guerra alpina) e sul Forte di Bard (ricostruito nel 1830-1838 su progetto dell’ingegnere del Genio Francesco Antonio Olivero, ospita, nell’Opera Ferdinando, il Museo delle Frontiere e delle fortificazioni alpine, di recente inaugurazione). Info: [email protected] SARDEGNA Attività incentrata sul ricordo della Grande guerra 1915-18 che si svolgerà: - nelle delegazioni di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari; - in città sede di reparti militari che hanno partecipato alla Grande Guerra o ne attestano il ricordo, come Macomer, Iglesias, Teulada, Perdasdefogu, Abbasanta; - in città che hanno dato i natali a personalità di spicco nella guerra, come Emilio Lussu, nativo di Armungia, o valorosi decorati come Monserrato, Settimo San Pietro, Sanluri, ecc.; - vari centri che con mostre o racconti ricordano la vita del fronte, come Bonorva (SS), Cagliari, ecc. Verranno aperte nell’occasione al pubblico, con visite guidate e proiezioni di filmati, le Caserme di Cagliari (151° Reggimento) e di Sassari (152° Reggimento) e di Macomer (5° Reggimento Genio Guastatori Brigata meccanizzata “Sassari”). Nelle stesse città si terranno mostre e incontri di studio con conferenze di storici, docenti universitari, studiosi o anche familiari di soldati che hanno documentato con diari, disegni o racconti sofferenze, difficoltà e tragedie cui hanno assistito o che hanno vissuto direttamente, in sedi messe a disposizione dalle municipalità o da associazioni che in collaborazione ricordano lo stesso evento. A Bonorva, in provincia di Sassari, verrà allestita una mostra con i disegni e scritti che il fante, l’avv.Giovanni Antioco Mura, aveva mandato dal fronte alla famiglia. Ad Armungia (CA), verrà ricordato Emilio Lussu, che ha documentato con il suo libro “Un anno sull’Altipiano" i momenti più significativi sotto tanti aspetti della vita che egli stesso ha vissuto sul fronte. A Sanluri, nel Castello dove si trova esposto, nel Museo del Risorgimento ivi allestito, il Tricolore della Vittoria che il 3 novembre 1918 il bersagliere sardo Lorenzo Putzu issò nella Trieste liberata, si svolgerà una giornata di visite e di incontri nel ricordo di tante testimonianze portate da figli, nipoti e famigliari di valorosi reduci e caduti nella Grande Guerra. Info: [email protected] on line - Maggio 2015 museograndeguerra.it. Sabato 30 visita al castello di Thiene - www.castellodithiene.com; 31 maggio visite alle mura di Cittadella - www.turismo.comune.cittadella.pd.it ed al castello di Roncade - www.castellodironcade.it; domenica 7 visita al forte Monte Tesoro (Sant’Anna d’Alfaedo – VR) www.comune.santannadalfaedo.verona.it; domenica 14 visita al forte di Monte Ricco (Pieve di Cadore – BL) www.comune.pievedicadore.bl.it info generali: [email protected] da: * * * Vicopisano: completato il restauro della Torre delle Quattro porte SICILIA Lunedì 25 maggio alle ore 11.00 alla Scuola Superiore dell'Università di Catania - Via Valdisavoia, 9 Catania - Conferenza del prof. Giuseppe Giarrizzo, Accademico dei Lincei, dal titolo: "La Grande Guerra: effetti sugli equilibri europei, difese militari e tributo di sangue". Info: [email protected] TOSCANA 23 maggio in collaborazione con la Fondazione Osservatorio Ximeniano, nei locali di via Borgo San Lorenzo, 26 Firenze. Mostra dedicata alla 1° guerra mondiale, articolata in due sezioni: a) Testimonianze del contributo della Toscana alla Grande Guerra. b) Ricordi dei posteri attraverso la presentazione di foto e testi significativi. L’apertura della mostra, alle ore 18, sarà preceduta da una serie di interventi. Info: [email protected] TRENTINO ALTO ADIGE Visita al Forte - Werk Colle delle Benne - in collaborazione con il Comune di Levico. Le visite al Forte saranno possibili per piccoli gruppi. In alcuni ambienti dello stesso sarà allestita una Mostra di materiale inedito proveniente da collezionisti privati e sino ad ora non esposto, in particolare una raccolta di documenti realizzata da un amico e contemporaneo di Cesare Battisti. Info: [email protected] UMBRIA 23 Maggio, ore 10,30 visita di Sant'Ercolano a Perugia, elegante chiesa a forma di torre innalzata tra il XIII e il XIV secolo sul luogo del martirio e della prima sepoltura del santo vescovo della città, defensor civitatis contro I Goti . Negli anni Venti la chiesa fu scelta per accogliere il monumento di bronzo al milite ignoto , raffigurante un giovane soldato morente, posto su un masso di roccia del monte Grappa, che offre la vita alla patria, opera dello scultore Aroldo Bellini. 24 Maggio ore 10,30 visita guidata alla mostra La Grande Guerra e l'Umbria, allestita a palazzo Baldeschi, a Perugia. Info: [email protected] VENETO 1915 – 2015 – il Veneto nella Grande Guerra 23 – 24 maggio visite al forte San Felice (Chioggia) - www.eventi.chioggia.org; domenica 24 maggio visite al forte di Campolongo (Rotzo) - www.eco- I lavori erano iniziati nel 2013 ed è previsto anche il recupero della altre torri che costituiscono l'accesso al borgo del Brunelleschi. Il sindaco Taglioli: "Vorremmo renderla accessibile anche all'interno" di Lorenzo Lazzerini, 26 Maggio 2015 Dopo un periodo di restauro durato circa due anni la Torre delle Quattro Porte torna al suo antico splendore. Si tratta di una delle nove torri di Vicopisano ed è uno dei più spettacolari esempi di edificio medievale presenti nel borgo fortificato dal Brunelleschi. Si staglia verso il cielo per 15 metri ed era allo stesso tempo torre di guardia e porta d'ingresso al castello, l'unica che si è conservata. Proprio per il fatto di essere una porta, quindi uno deiprincipali bersagli degli attacchi in epoca medievale, la torre presenta quattro fasi salienti di costruzione, evidenziate anche dall’utilizzo di materiale diverso, che DATA NEWS on line - Maggio 2015 17 variano dalla costruzione, databile alla fine del XII secolo, fino all’ultimo intervento nel XV secolo dopo la conquista fiorentina. "La Torre delle Quattro Porte è uno dei gioielli incastonato in una cinta muraria e in un centro storico in cui altre parti e altre torri sono in fase di recupero – dice il vicesindaco con delega al turismo Matteo Ferrucci – i lavori stanno procedendo rapidamente". da: * * * Notizie dal... Centro Studi Cistercensi Istituito il 12 luglio 1994 Presidente: Dom Federico Farina Direttore: Arch. Mauro Ceci se d e: Abba zi a d i Ca s a ma ri (F R) - Tel / fax 0 7 7 5 - 2 8 3 4 3 0 em a i l : cen t ro s t u d i ci s t ercen s i @ g ma i l . co m La millenaria abbazia di Sant'Antimo I monaci custodi stanno per andare via e per l’antica abbazia c’è il rischio di cadere nell’abbandono di Fiora Bonelli MONTALCINO. L’abbazia di Sant’Antimo è prossima alla chiusura? Potrebbe esserlo. Autorevoli fonti riferiscono che entro la fine dell’anno i monaci premostratensi, che adesso abitano il complesso conventuale nella campagna di Montalcino, al confine con la provincia di Grosseto, dovranno lasciare l’abbazia medievale, fondata niente meno che da Carlo Magno, per trasferirsi ad Avignone. Già pochi giorni fa il padre priore si sarebbe recato ad Avignone per prendere visione del lavoro da fare e pare che il vescovo di Siena starebbe cercando una comunità che possa rimpiazzare i frati che dovranno andarsene. Una notizia che sta riempiendo di sgomento tutta l’Amiata e tutta la Val d’Orcia. Infatti il gruppo di monaci di Sant’Antimo nel 1979 ha dato origine a una comunità in pianta stabile nella prestigiosa abbazia e ha messo in piedi un grande lavoro di sistemazione della chiesa e dei suoi dintorni con l’aiuto di tanti scout che hanno dato mani e passione al restyling di tutto il complesso che era abbandonato da oltre 530 anni. Così i “monaci francesi” sono entrati a far parte dell’identità stessa dell’Amiata e della Val d’Orcia, con i loro canti gregoriani di grande impatto emotivo ad ascoltare i quali arrivano fedeli e appassionati di musica sacra da ogni parte del mondo che vengono a visitare Sant’Antimo che sorge nella solitaria Valle Starcia, a pochi chilometri a sud di Montalcino, uno dei monumenti in stile romanico più importanti della Toscana. I frati premostratensi sono circa 1300 nel mondo e la loro perdita potrebbe significare la rovina dell’abbazia che essi custodiscono e curano, prestandosi come guide e ospiti a tutti i numerosissimi turisti che visitano questo splendore. Ancora non si conoscono i dettagli del trasferimento che, comunque, pare cosa fatta. E dall’Amiata arrivano appelli a non trasferire questi monaci. Il più immediato è quello di Charlotte Horton, proprietaria del castello di Potentino di Seggiano, che subito si è messa in moto per segnalare la cosa, di portata internazionale, ai mass media, compresi quelli della Gran Bretagna, perché anche qui è presente questo ordine regolare di monaci. Anche la curia senese e la soprintendenza non starebbero con le mani in mano. Vescovo e soprintendenza si sarebbero messi in moto per trovare un altro ordine monacale che possa sostituire i frati premostratensi, perché è fondamentale che l’abbazia non resti priva di sorveglianti. Ma comunque non sarà la stessa cosa. I canonici bianchi, che seguono la regola di Sant’Agostino il cui ordine fu fondato da San Norberto da Xanten nei primi anni del 1100, sono una vera istituzione di Sant’Antimo e hanno animato l’abbazia oltre che col loro canto gregoriano, anche con le più disparate attività: dai campi scout alla produzione di prodotti tipici, come la birra artigianale cruda fatta con un processo secolare tramandato di generazione in generazione o anche la gelatina di birra. «Per l’Amiata la presenza dei monaci è davvero un valore aggiunto inestimabile. E nessuno vuole che se ne vadano», dice Charlotte Horton. * * * da: il Tirreno, ED. GROSSETO DATA NEWS 18 Apertura dell’Archivio-Museo CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma nell'Abbazia di Valserena Mercoledì 20 maggio 2015 la Triennale di Milano ospiterà all’interno del Teatro Agorà (primo piano) la conferenza stampa di presentazione del nuovo Archivio-Museo dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) che aprirà al pubblico in maniera permanente a partire da sabato 23 maggio nell’Abbazia cistercense di Valserena, tradizionalmente identificata come la stendhaliana “Certosa di Parma”, a pochi chilometri dal centro della città emiliana. Alla conferenza stampa presenzieranno Loris Borghi (Rettore dell’Università di Parma e Presidente CSAC), Claudio De Albertis (Presidente Triennale di Milano), Andrea Cancellato (Direttore Triennale di Milano), Francesca Zanella e Carlo Quintelli (curatori e membri del Consiglio direttivo CSAC) e Claudia Conforti (membro del Comitato Scientifico Consultivo dello CSAC). L’Archivio dello CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo. Il nuovo Archivio-Museo dello CSAC si prospetta come uno spazio multifunzionale, dove le aree del Museo si integrano a quelle già esistenti dell’Archivio e del Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria, di organizzazione di mostre e pubblicazione on line - Maggio 2015 dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei, tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi e La Triennale di Milano, una delle Istituzioni con cui lo CSAC ha maggiormente collaborato nel corso degli anni. Il percorso espositivo del nuovo Archivio-Museo, attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenterà la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra. Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci. Sarà presente anche un bookshop dove sarà possibile acquistare tra l’altro i cataloghi e i manifesti delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969. CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università di Parma Abbazia di Valserena, Strada Viazza di Paradigna, 1 Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015 Orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15; sabato e domenica dalle 10 alle 20 Ingresso: 10 euro Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti e docenti. Gratuità per persone con disabilità e bambini sotto i 12 anni. Per informazioni al pubblico: www.csacparma.it [email protected]; +39 0521 033652 Per prenotazioni [email protected] * * * R E S T A U R I COLOSSEO COSÌ FUNZIONAVA LA MACCHINA DELLO SPETTACOLO Torna nei sotterranei del Colosseo una delle macchine che rendevano l'anfiteatro degli imperatori il più complesso apparato scenografico dell'impero. Uno dei 28 montacarichi in uso da Domiziano a Macrino (fine I sec.d.C-inizi III d.C.): invisibili agli spettatori, improvvisamente proiettavano le belve sull'arena, per animare gli spettacoli di caccia o per eseguire le condanne a morte. Il montacarichi è stato realizzato seguendo rigorosi criteri filologici e le originarie modalità costruttive. Per il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini, «la positiva collaborazione tra pubblico e privato nella ricostruzione di uno dei più complessi apparati scenografici dell’antichità dimostra quanto ancora si possa fare per la valorizzazione del Colosseo. La suggestione di questa macchina scenica potrà essere colta appieno quando sarà restituita l’arena all'anfiteatro Flavio. Il ministero è al lavoro per questo grande progetto di tutela e valorizzazione che aumenterà la carica evocativa di uno dei monumenti più famosi al mondo arricchendone il percorso di visita e rendendolo ancora più fruibile e comprensibile ai viaggiatori». «È un importante intervento di archeologia sperimentale -spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti-, perché comincia a svelarci in concreto cosa potessero essere gli spettacoli al Colosseo. La ricostruzione dell'intera arena, su cui stiamo lavorando, dovrà resti- tuire in chiave contemporanea questa grandiosa macchina scenica». L'operazione nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area archeologica di Roma e la Providence Pictures, che nel 2013 propone la ricostruzione di un montacarichi per la realizzazione del documentario Colosseum- DATA NEWS on line - Maggio 2015 Roman death trap, del regista Gary Glassman, assumendosi i costi dell'intera operazione. La Soprintendenza chiede che il dispositivo scenico sia fedele all'originale, che funzioni e duri oltre la realizzazione del film a beneficio di studiosi e visitatori. Sotto la direzione di Rossella Rea, archeologa e responsabile del monumento, il progetto viene realizzato dall'ingegnere Umberto Baruffaldi con la consulenza scientifica dell'ingegnere Heinz Beste, dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma, e dell'architetto Barbara Nazzaro. La progettazione e la costruzione del montacarichi sono durati 15 mesi: «Un intervento, unico al mondo -racconta Rossella Rea-, che si è svolto sotto la vigilanza della Soprintendenza: il manufatto è stato posizionato con estrema precisione nella collocazione originale, senza neanche sfiorare le strutture antiche». La Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma in collaborazione con Electa presenta oggi la ricostruzione del montacarichi: le dimensioni del macchinario corrispondono a quelle ricavate dalle tracce rimaste nelle murature in tufo nel sotterraneo del Colosseo. La gabbia misura 180 cm per 140, con un metro di altezza interna. L'ascensione, di circa 7 metri, è ottenuta con 15 giri di argano sospinto da 8 uomini che lavoravano su due piani alti 1.60 metri, 4 sotto e 4 sopra. Potevano essere sollevati fino a 300 chili di carico. Dopo la messa in onda del documentario, questa macchina scenica è resa visibile a tutti visitatori, entrando a far parte dei percorsi didattici e delle visite guidate al Colosseo. SCHEDA TECNICA – IL MONTACARICHI RICOSTRUITO Dimensioni del montacarichi: 480 cm per 174 cm per 790 cm di altezza Peso del montacarichi (gabbia + struttura): 3.300 chili (struttura 2800 kg, gabbia 500 kg) Dimensioni della gabbia: 180 cm per 140 cm per 100 cm di altezza in- 19 Colosseo- Argano, rocchetto, gabbia e botola, il montacarichi delle belve ©VirginiaSedia terna Capacità di trasporto della gabbia: 300 kg Corda utilizzata: 100 mt totali, 50 mt per la movimentazione della gabbia, 50 mt per la movimentazione della botola Bronzo per la realizzazione delle pulegge: 90 kg Piombo per contrappesi: 120 kg Distanza percorsa dalla gabbia, dal sotterraneo al piano dell'arena: 8 metri Rotazioni dell'argano necessarie per una manovra di ascensione: 15 giri Forza motrice: 8 uomini schierati su due piani alti 1.60 metri, 4 sotto e 4 sopra, più 3 manovratori posizionati sul piano superiore Posizione del montacarichi: nel corridoio sotterraneo che segue il perimetro meridionale. Fino all'incendio del 217 d.C., il medesimo corridoio ospitava una fila di 14 montacarichi, altri 14 nel corridoio settentrionale. Dimensioni dei sotterranei del Colosseo: 76 mt di massima lunghezza e 44 mt alla massima larghezza Animali trasportati, secondo le fonti: felini, orsi, lupi, struzzi, cervi * * * Beni culturali: bando da 4 milioni per la gestione di antichi palazzi, chiese e castelli. Alla Puglia la parte del leone Promuovere l'uso «comune» dei beni culturali delle regioni meridionali da parte della collettività come strumento di coesione sociale: è l'obiettivo della terza edizione del Bando «Il bene torna comune», promosso dalla Fondazione con il Sud. Una iniziativa che ha permesso di individuare 14 beni inutilizzati nel Mezzogiorno e che ora potranno essere valorizzati con interventi proposti dalle comunità locali, da organizzazioni non profit in partnership con altre associazioni, imprese, istituzioni. La Fondazione mette a disposizione fino a 4 milioni di euro di risorse private per finanziare attività sociali e culturali economicamente sostenibili, capaci di favorire la piena fruizione dei beni da parte della collettività e di sviluppare un processo di sviluppo locale. Il Bando scade il 14 luglio 2015. Quattordici i beni individuati - su un totale di 221 proposti da enti pubblici e privati proprietari di immobili di rilevanza storico-artistica e culturale che sono stati selezionati sulla base di specifici criteri, come le condizioni generali, il potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, l'accessibilità e la fruibilità. Sette beni si trovano in Puglia: Castello di Sannicandro di Bari, Chiesa e convento delle Olivetane a Bitonto (BA), Bastione di San Giacomo a Brindisi, Palazzo Amati a Taranto, Convento dei Francescani Neri a Specchia (LE), Palazzo Marchesale Belmonte Pignatelli a Galatone (LE), Distilleria Nicola De Giorgi a San Cesario di Lecce (LE). Cinque beni si trovano in Sicilia: Villa Manganelli a Zafferana Etnea (CT), Chiesa della Madonna della Raccomandata a Sciacca (AG), Castello di Federico II a Giuliana (PA), Padiglione 10 e Padiglione 20 dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Due in Campania: Palazzo Macchiarelli a Montoro (AV), Palazzo di Paolo V a Benevento. La proprietà di ognuno dei 14 beni ha già stipulato un accordo con la Fondazione per concedere al soggetto responsabile della proposta di progetto che sarà selezionata e finanziata con il Bando la disponibilità dell'immobile per un periodo di almeno 10 anni. Le richieste di contributo non possono superare i 500mila euro, con una quota massima del 50% per i costi di ristrutturazione e di restauro del bene. 11 Maggio 2015, da: DATA NEWS 20 on line - Maggio 2015 M O S T R E M U S E I & CON V EGN I Grande Guerra, la rassegna stampa di 100 anni fa Il progetto voluto dal ministero dei Beni e delle Attività e culturali. Franceschini: «Leggere e guardare i giornali dell’epoca serve ad avere uno spaccato di quei tempi difficili» L'Assessorato dell'Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d'Aosta informa che verrà inaugurata venerdì 12 giugno 2015, alle ore 18, al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Antonio Canova. All’origine del mito, dedicata a uno dei più affermati scultori e pittori italiani (17571822), ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo, che nelle sue opere ha fatto rivivere la bellezza dell’antica statuaria greca e i temi della mitologia classica. L’esposizione, curata da Mario Guderzo, direttore del Museo Gipsoteca di Possagno (Treviso), paese natale di Canova, e dallo studioso Giancarlo Cunial, rappresenta un’occasione unica per ammirare, per la prima volta in Valle d’Aosta, un nucleo consistente di gessi dell’artista, alcuni dei quali sono pezzi unici poiché non esistono più gli originali in marmo, andati perduti. Sfogliare comodamente dallo schermo del pc di casa, dal proprio smartphone o dal tablet i giornali più importanti pubblicati durante la Grande Guerra. Da oggi, domenica 24 maggio, questo viaggio nel tempo è possibile grazie al progetto voluto dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. «Dal 24 maggio è disponibile una rassegna stampa quotidiana che, a un secolo di distanza, ci restituisce la rappresentazione del conflitto nei giornali dell’epoca e offre uno spaccato della società, dei costumi e del dibattito politico e culturale dell’Italia in quei difficili anni», dice il ministro Dario Franceschini. Il 24 maggio non è un giorno a caso. Proprio oggi si celebra il centenario dell’ingresso dell’Italia in guerra. E a partire da oggi tutti i giornali dell’epoca, daLa Stampa alla Gazzetta del Popolo passando per il Corriere della Sera, sono consultabili in formato pdf nell’edizione di cento anni fa sui siti del MiBACT www.beniculturali.it, della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma www.bncrm.librari.beniculturali.it e della struttura di missione di governo per le celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale www.centenario1914-1918.it. Le testate ancora consultabile grazie alla collaborazione degli editori ancora oggi in attività sono: il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero, Il Mattino, L’Avanti, la Gazzetta del Popolo, Gazzetta Trevisana, Il Gazzettino, Il Giornale d’Italia, L’Idea Nazionale, La Patria del Friuli, Il Popolo d’Italia, La Provincia di Treviso, La Provincia di Treviso, Il Secolo e La Tribuna. * * * ANTONIO CANOVA. ALL’ORIGINE DEL MITO Aosta, Centro Saint-Bénin Via Festaz, 27 13 giugno - 11 ottobre 2015 Orario: 10-13 / 14-18 Chiuso il lunedì La mostra di Aosta presenta al pubblico una selezione di oltre sessanta opere: preziosi gessi, alcuni marmi, acqueforti, dipinti a tempera e olii provenienti dalla Fondazione Canova, che documentano “l’origine del mito” - come giustamente recita il sottotitolo della mostra - dallo schizzo iniziale al bozzetto in terracotta, alla statua in argilla fino al modello in gesso su cui venivano fissati i chiodini (chiamati “repère”), grazie ai quali era possibile trasferire nel marmo le esatte proporzioni dell’opera. Tra le opere esposte ricordiamo l’elegante scultura in gesso Danzatrice con le mani sui fianchi(1812) e il busto in marmo Francesco I d’Austria (1804). Antonio Canova nacque a Possagno (Treviso), a circa 80 km da Venezia, nel 1757. Fin da giovanissimo denotò una naturale inclinazione per la scultura. Nel 1768 cominciò a lavorare nella bottega d’arte dei Torretti che successivamente lo introdussero nel mondo veneziano ricco di fermenti culturali e artistici. A Venezia, Canova frequentò la scuola di nudo all’Accademia e studiò disegno traendo spunto dai calchi in gesso della Galleria di Filippo Farsetti. Nel 1779 Canova compì il suo primo viaggio a Roma, dove produsse le sue opere più belle. Egli fu anche pittore, soprattutto nel periodo che trascorse nuovamente nel suo paese natio, poiché Roma era stata occupata dai francesi. Gran parte dell’opera pittorica dell’artista rimase di sua proprietà e oggi è possibile ammirarla al Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno. Il comitato scientifico della mostra è composto da Mario Guderzo, Presidente, Giancarlo Cunial, Daria Jorioz e Beatrice Buscaroli. La rassegna realizzata al Centro Saint-Bénin di Aosta costituisce una significativa collaborazione tra la Fondazione Canova e la Soprinten- DATA NEWS on line - Maggio 2015 denza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta. Il catalogo bilingue italiano e francese, riccamente illustrato, è pubblicato da Silvana Editoriale e sarà posto in vendita al prezzo di euro 30,00. L’esposizione resterà aperta sino all’11 ottobre 2015. Il costo del biglietto d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; entrata gratuita per i minori di 18 anni. Per ulteriori informazioni: Assessorato Istruzione e Cultura Attività espositive: tel. 0165.274401 [email protected] Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687 www.regione.vda.it * * * Marzabotto (BO). L’alimentazione secondo gli Etruschi: le risorse dell’ambiente, il consumo dei cibi e gli aspetti simbolici dei banchetti in onore dei defunti in una mostra inserita nel progetto Semi, Musei in Emilia-Romagna per Expo 2015 A tavola con gli Etruschi di Marzabotto Quando Fufluns vegliava sui banchetti. Dal prezioso vasellame d’importazione greca usato nei simposi alle stoviglie d’ogni giorno, dalle risorse alimentari alla lavorazione delle materie prime, un viaggio tra usi, costumi e rituali degli abitanti di Marzabotto di 2500 anni fa 21 Cuore della sezione dedicata al simposio sono le due sepolture di V secolo a.C. rinvenute nel 1969 a Sasso Marconi. Arricchite per l’occasione di pannelli che illustrano gli aspetti simbolici della complessa ideologia del banchetto dell'aldilà, le due tombe presentano corredi dotati di tutti gli elementi più significativi del servizio da vino, dalla ceramica attica ai grandi recipienti e utensili in bronzo. Mutuato integralmente dalla pratica greca -salvo che per la presenza delle donne- l’adesione all’ideologia del banchetto è ampiamente attestata a Marzabotto nel suo valore simbolico, legato in particolare al culto di Dioniso, che si esprimeva nella ritualità della preparazione e del consumo del vino, e in intermezzi di musica, danza, poesia e giochi. Oltre alle testimonianze della fine ceramica d’importazione, restano i contenitori come tazze e brocche in ceramica comune prodotte in abbondanza nei laboratori della città, usati nel quotidiano specie per il consumo del più tipico dei loro piatti a base di fava, piselli o ghiande. Il percorso tra le varie sale del museo evidenzia l’uso dei diversi recipienti fittili di produzione locale, di forma chiusa o aperta, utilizzati per contenere o consumare alimenti liquidi e solidi. Alcune anfore commerciali venute da oltremare e una macina per il grano consentono di approfondire i temi dei prodotti d'importazione e della lavorazione delle materie prime mentre la presenza di pozzi e bacili (louteria) introducono alle modalità di sfruttamento domestico delle risorse idriche. Al vino e alla sua divinità emblematica, Dionysos, è dedicata la vetrina della sala III contenente la statuetta in bronzo raffigurante Fufluns (il Dionysos etrusco) nudo e con il kantharos in mano, rinvenuta nell’Ottocento a Sasso Marconi, e alcuni vasi attici dalle necropoli della città etrusca di argomento dionisiaco. La mostra è inserita nel progetto Semi che l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna dedica ai temi di Expo Milano 2015 mettendo in rete più di 100 musei e luoghi d’arte per dare vita a un racconto collettivo fatto di itinerari ed eventi speciali distribuiti su tutto il territorio regionale Statuetta in bronzo raffigurante il Dionysos etrusco (Fufluns), nudo e con in mano il kantharos, il tipico bicchiere da vino che lo contraddistingue come divinità Su tutto vegliava Fufluns, divinità degli alberi e della fecondità, signore del vino e del delirio mistico. Il suo regno, il simposio; la sua icona, una coppa da vino (kantharos). Dionysos per i Greci, Bacco per i Romani, il più gaudente degli Dei testimonia quanto da sempre il cibo, al di là della sua funzione nutritiva, abbia espresso altri valori, simbolici e sociali. Collegata al tema di Expo Milano, la mostra “A tavola con gli Etruschi di Marzabotto” illustra con reperti corredati da pannelli, didascalie e schede di sala, alcuni aspetti specifici dell'alimentazione degli etruschi: le risorse dell’ambiente, le modalità del consumo del cibo e i suoi aspetti simbolici collegati ai banchetti in onore dei defunti. Lo straordinario bronzetto raffigurante Fufluns è il testimonial di un viaggio alla scoperta di un popolo raffinato descritto dagli antichi come godereccio e mondano, perennemente a tavola mentre stuoli di schiavi servono cibi succulenti versando vino in grandi coppe. Il viaggio parte dalla terra, non a caso generosa come attesta la sezione dedicata alle risorse alimentari integrata da recenti studi paleobotanici. A Marzabotto si coltivavano orzo, farro e grano in quantità, si producevano fichi e legumi, si allevavano maiali e ovini, si cacciavano cervi e selvaggina, si importavano olio e vino. Sulle tavole dei ricchi regnava l’abbondanza. I cuochi preparavano carne arrostita o bollita condita con salse a base di cereali, verdure e spezie. La carne, cibo di lusso il cui consumo era legato e precisi rituali, si mangiava con focacce, uova e verdure e il pasto era chiuso da frutta e dolciumi. Il vino era miscelato con acqua e insaporito con spezie, miele o formaggio grattugiato. Il tutto servito in raffinato vasellame da mensa, piatti, vassoi e stoviglie addobbavano la tavola, il vino era attinto da grandi crateri e versato nei calici e nelle tazze dei singoli commensali. Accanto ai vasi etruschi, la mostra concentra l’attenzione sui preziosi vasi attici decorati e sui servizi in bronzo poi deposti nelle tombe per consentire al defunto di banchettare nella sua nuova vita nell’aldilà. Vengono dalle necropoli di Kainua le ceramiche attiche e a vernice nera di VI-IV sec. a. C. tra cui spiccano crateri, kylikes(coppe) e uno straordinario kantharos bifronte con teste di menade e satiro. Museo Nazionale Etrusco «Pompeo Aria» Via Porrettana sud n. 13 Marzabotto (BO) dal 17 maggio 2015 al 10 gennaio 2016 negli orari di apertura del museo: Dal 1 aprile al 31 ottobre da Martedì a Domenica dalle 9 alle 18.30 Dal 1 novembre al 31 marzo da Martedì a Domenica dalle 9 alle 17.30 Chiuso il lunedì, Natale e Capodanno Ingresso € 3,00 – gratuito per under 18 e la prima domenica di ogni mese Info 051.932353 [email protected] www.archeobologna.beniculturali.it Carla Conti, rapporti con i Media della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna Via Belle Arti n. 52, 40126 Bologna tel. 051.223773 – 051.220675 – 051.224402 (interno 123) * * * Pietro Berrettini Omaggio a un genio cortonese Sabato 6 giugno Cortona, Sala Medicea di Palazzo Casali Sabato 6 giugno 2015, nella Sala Medicea di Palazzo Casali, Cortona ospiterà una Giornata di studio su Pietro Berrettini “Omaggio ad un genio cortonese”. L’iniziativa (promossa dal Comune di Cortona, dal MAEC, dall’Accademia Etrusca e dalla Fondazione Settembrini) si propone di offrire una lettura inconsueta della versatile creatività del Berrettini, concentrando l’attenzione sugli aspetti più innovativi della sua opera, come verrà illustrato da Francesco Moschini, coordinatore dei lavori, nella presentazione della Giornata. Scorreranno così, susseguendosi nelle diverse relazioni, racconti ed immagini - alcune delle quali inedite o realizzate appositamente per l’evento - della storia sorprendentemente moderna del Berrettini. Un artista straordinario, collezionista, studioso e restauratore dell’antico, ideatore di una tecnica pittorica personalissima (Claudio Strinati), progettista innovatore di edifici e giardini (Alessandro Barbagallo), dominatore dello spazio nella Galleria di Alessandro VII al Quirinale (Francesco Colalucci), Princepsaccademico, fondatore di una “bottega di giovani” che darà poi luogo alla Scuola dei Cortoneschi (Fabrizio Lemme), utilizzatore attento delle più complesse lavorazioni degli argentieri romani (Claudio Franchi), incomparabile maestro di prospettive nell’illusione dell’infinito (Marcello Fagiolo), grande architetto ed artefice orgoglioso della sua “diletta figlia” ed erede universale, la chiesa dei santi Luca e Martina (Paolo Portoghesi). La felice coincidenza, di temi e di tempi, con la grandiosa mostra sul barocco romano, in pieno svolgimento a Palazzo Cipolla, rende ancora più attuale e significativo questo momento di omaggio che la città natale ha voluto dedicare a Pietro da Cortona. Comune di Cortona: tel. 0575 637226 MAEC -Accademia Etrusca, P.zza Signorelli 9, Cortona, tel 0575 DATA NEWS 22 6372359 [email protected] Giornata di studio su Pietro Berrettini “Omaggio ad un genio cortonese” Cortona, Palazzo Casali 6 giugno 2015 Ore 10.00 Saluti di benvenuto. - Francesco Moschini: Introduzione alla giornata e presentazione delle relazioni - Mons. Giuseppe Sciacca: “Pietro Berrettini, artista ed uomo di fede.” - Sandro Barbagallo: “ Le ville pontificie ed i loro giardini.” - Francesco Colalucci: “La Galleria di Alessandro VII al Quirinale”. - Claudio Strinati: “Il metodo di lavoro di Pietro da Cortona – L’invenzione di una nuova tecnica pittorica .” Ore 13:00 Pausa Buffet Ore 14:30 Ripresa dei lavori - Fabrizio Lemme: “ La scuola dei cortoneschi.” - Claudio Franchi: “Gli argenti del Conservatorio di Sant’Eufemia.” - Marcello Fagiolo: “ L’illusione dell’infinito” - Paolo Portoghesi: “ Pietro da Cortona architetto”. Moschini, Colalucci, Strinati, Fagiolo, Portoghesi: Conclusioni – prospettive ed auspici. * * * Lacus Iuturnae La fontana sacra del Foro Romano venerdì 6 marzo - 20 settembre 2015 Tempio di Romolo nel Foro Romano Roma, Largo della Salara Vecchia Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola,forse Giuturna. La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che completa la rassegna nel Tempio di Romolo è uno splendido esemplare in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio Aquarum). L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate e torna adesso on line - Maggio 2015 ad essere visibile al pubblico. Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra. Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più importante a Roma, sin dall’età arcaica. Tutte le sculture esposte sono state oggetto di accurati interventi conservativi finalizzati alla presentazione al pubblico. Tempio di Romolo Il tempietto circolare del Foro Romano, noto come tempio di Romolo, apre nuovamente al pubblico per presentare il gruppo scultoreo della Fonte di Giuturna con uno straordinario allestimento che restituisce le suggestioni di acqua e luce dell’antica sorgente. Per esaltare la pianta centrale dell’edificio, si è collocato il gruppo scultoreo dei Dioscuri con i cavalli nell’asse luminoso della lanterna barocca, mantenendo come fulcro l’ara romana della fonte intorno alla quale erano presumibilmente poste le sculture. La statua di Apollo fa da quinta, ieratica e imponente, all’intero gruppo scultoreo. L’acqua, i cui riflessi sono stati ricreati sulle pareti del tempio illuminato da un nuovissimo impianto che riproduce la luce naturale, è il filo rosso che lega il monumento alle sculture del lacus Iuturnae. Infatti, ancora oggi il tempio conserva un pozzo quadrato senza parapetto, visibile attraverso un vetro nell’area destra del pavimento della rotonda, e nella cripta una sorgente d’acqua, utilizzata nella liturgia medievale dall’adiacente chiesa dei Santi Cosma e Damiano. All’epoca medievale risalgono i resti degli affreschi che decorano le pareti. In occasione di questa riapertura la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma ha operato interventi conservativi che hanno permesso di consolidare la fragile pellicola pittorica e consentito aggiornati studi con nuove datazioni. Anche all’esterno del tempio, nelle due nicchie che fiancheggiano la facciata concava ai lati dell’ingresso, e un tempo sede di statue di culto, ci sono tracce di dipinti murali risalenti al medioevo. Il tempio di Romolo oggi si presenta come un edificio di mattoni coperto a cupola con un imponente portale. Nonostante il restauro integrale avvenuto nel XVII secolo, la decorazione, costituita da elementi di spoglio, come la stessa porta, non ha subito sostanziali modificazioni. Ma è soprattutto la porta di bronzo ad impressionare con la sua maestosità. Persino la serratura è ancora quella originale e perfettamente funzionante con la chiave di ferro costituita da un cuneo e da un’impugnatura tubolare. Per le caratteristiche stilistiche dell’incorniciatura in marmo bianco del portale, l’insieme risulta databile al periodo severiano (II-III secolo d.C.). Sulla destinazione del monumento in età imperiale sono state avanzate numerose ipotesi, ma la più nota, e che ne dà il nome, è quella secondo la quale l’imperatore Massenzio avrebbe riutilizzato l’edificio come tempio dedicato al figlio, Valerio Romolo, morto in giovane età nel 309 e divinizzato. Alcuni studiosi hanno ipotizzano che l’edificio sia stato progettato come vestibolo circolare di accesso al Foro della Pace, i cui scavi sono oggi visibili da via dei Fori Imperiali, per fungere da raccordo tra l’aula rettangolare, forse la biblioteca, del Templum Pacis appunto - trasformata nel VI secolo in chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (visibile anche dall’interno del tempio) - e la via Sacra. In origine il tempio aveva quattro porte in asse: le altre due comunicavano con le due aule absidate ai lati della DATA NEWS on line - Maggio 2015 rotonda. Si è voluto anche riconoscere, sulla base dell’interpretazione delle fonti scritte, la ricostruzione massenziana del Tempio di Giove Statore e, nelle due aule rettangolari laterali, i sacelli dei Penati o Tempio dei Penati. Altre ipotesi hanno voluto variamente riconoscere nella struttura il Tempio dei Penati, fanum Urbis, la sala per le udienze del praefectus Urbi. Nel medioevo l’edificio circolare ebbe la funzione di vestibolo della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, decorato con pitture parietali. I più antichi affreschi sembrano essere quelli esistenti nella cripta sotterranea e non accessibile ai visitatori. In una nicchia della cripta sono raffigurati la Madonna con bambino tra due santi che tengono in mano le cassette dei rimedi, forse i santi medici titolari della chiesa; quest’affresco è stato datato al X secolo. 23 Allestimento Studio di Architettura di Andrea Mandara con Claudia Pescatori, Roma Lighting design Consuline di Francesco Iannone e Serena Tellini, Milano * * * CONFERENZA Il Trono Corsini. Un capolavoro, un enigma Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini Via della Lungara, 10 - Roma 15 maggio 2015 – ore 17.30 Daniela Porro, direttore del Segretariato Regionale per il Lazio, e Giorgio Leone, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini, hanno organizzato la conferenza Il Trono Corsini. Un capolavoro, un enigma che si terrà il 15 maggio 2015 alle ore 17.00 presso la GNAA in Palazzo Corsini. L’appuntamento con gli approfondimenti dedicati alle opere archeologiche e di scultura protagoniste dell’esposizione 3D in Corsini. L’arte attraverso la fotografia digitale - in programma dal 29 aprile al 18 maggio 2015 presso la Galleria Corsini – prosegue con una conferenza dedicata all’enigmatico Trono Corsini. Nella rotonda si succedono diversi cicli di decorazioni parietali: alla metà del XIII secolo possono essere assegnate pitture ad imitazione di tendaggi o velari che in origine decoravano le pareti. La nicchia absidata sulla sinistra della rotonda, che in basso ospita un sarcofago in terracotta, rappresenta al centro Cristo in trono tra Maria Maddalena e Maria Salomè, sulla volta i simboli dei Quattro Evangelisti e sulle paretine laterali a destra le Marie al sepolcro, a sinistra scena del Convito a casa di Simone il fariseo. A sinistra dell’ingresso verso la parte sotterranea della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano è conservato un monumento funerario costituito da un tabernacolo incorniciato da colonnine, ornato in basso da riquadri in finti marmi policromi, con al centro la Madonna in trono con Bambino tra i santi medici: il dipinto è attribuito a Jacopo Torriti ed è databile alla fine del XIII secolo. La presenza reiterata di santi con poteri curativi è da mettere in relazione con la presenza di sorgenti d’acqua considerata curativa, tanto che il luogo nel medioevo era meta di pellegrinaggio. In occasione della trasformazione barocca della chiesa da parte di papa Urbano VIII (1623-1644), l’edificio del Tempio di Romolo fu decorato con un lanternino sulla cupola, con iscrizione dedicatoria del 1638; il pavimento assieme con quello della chiesa seicentesca fu rialzato di circa 8 metri; l’edificio fu privato di almeno un terzo della sua altezza complessiva. Solo alla fine del XIX secolo, con gli interventi di scavo di Rodolfo Lanciani, fu riportata la quota pavimentale antica e riallestita la porta originale, com’è visibile oggi. Nel restauro eseguito dalla Soprintendenza per gli interventi legati al Giubileo del 2000 è stata completamente demolita la volta barocca ricostituendo la volumetria antica; il livello del XVII secolo è stato reso chiaramente riconoscibile con intonaco bianco e negli innesti delle volte di sostegno, così come i tronconi dei quattro pilastri portanti della volta seicentesca lasciati a testimonianza dell’intervento moderno. LACUS IUTURNAE La fontana sacra del Foro Romano Sede Tempio di Romolo, Foro Romano www.archeoroma.beniculturali.it Promossa Soprintendenza Speciale per il Colosseo, e prodotta da il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, con Electa Soprintendente Francesco Prosperetti Collaborazione scientifica Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte Per la parte archeologica Patrizia Fortini con Francesca Consoli Per i restauri Giovanna Bandini con Silvia Borghini (assistenza per le movimentazioni) Carlo Usai (per le sculture) RWS srl (per gli affreschi) L’opera, rinvenuta nel 1732 durante gli scavi per la costruzione della Cappella Corsini in San Giovanni in Laterano, ha da sempre destato la curiosità e l’interesse, non solo degli studiosi ma anche dei collezionisti, come testimoniano le numerose repliche realizzate fin dal Settecento. Il trono, infatti, si ispira alla tipologia e alle decorazioni etrusche, ma è realizzato con una tecnica e un materiale eminentemente romani: il marmo. Databile al I sec. d.C., rappresenta così un esemplare unico, realizzato probabilmente per glorificare e nobilitare le origini della famiglia dei Plautii, legata per vie matrimoniali a celebri discendenti etruschi come la nobildonna Urgulania. Restano da chiarire, però, la sua funzione e le complesse soluzioni iconografiche della decorazione del basamento, che tutt’ora alimentano il dibattito scientifico. Interverranno: Maria Anna De Lucia, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Massimiliana Pozzi, egittologa e orientalista. Per informazioni: Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini DATA NEWS 24 Via della Lungara 10, Roma tel. +39 06 68802323 e-mail: [email protected] http://galleriacorsini.beniculturali.it https://www.facebook.com/galleriacorsini Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini Direttore: Giorgio Leone Coordinamento dell’evento: Luca Galano – [email protected] Ufficio Stampa Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma Anna Loreta Valerio - tel. 06 69994218 e-mail: [email protected] Ufficio Stampa Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini Alessandro Cosma – [email protected] Maria Francesca Castaldo – [email protected] * * * CONVEGNO INTERNAZIONALE Le c ol l ez i on i di C r i s ti na d i S v e z ia: st a t o d e l l a r i c e rc a Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini Via della Lungara, 10 - Roma 25 maggio 2015 ore 16.30 - 26 maggio 2015 ore 9.30 on line - Maggio 2015 ziosi oggetti d’arte e di antichità di cui amò circondarsi e i luoghi che la videro protagonista. Il suo nome è inscindibilmente legato a Palazzo Riario, poi acquisto dalla famiglia di papa Clemente XII, le cui tracce furono inglobate da Ferdinando Fuga nell'odierno Palazzo dei principi Corsini, trasformato alla fine dell’Ottocento nella prima sede Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma. Nell'itinerario espositivo della Galleria, è ancora custodita l’“Alcova della Regina”, che fu la camera da notte di Cristina, allestita ancora oggi nelle forme in cui ella la adattò. Al convegno parteciperanno, in qualità di relatori, Giulia Fusconi, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Martin Olin, Görel Cavalli-Björkman, Maria Cristina Molinari, Eva Nilsson Nylander, Maria Elisa Micheli, Sofia Ekman, Hans Henrik Brummer, Ingo Herklotz, Delfin Rodriguez Ruiz, Therese Sjøvoll, Manola Ida Venzo, Enzo Borsellino. Info: Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini Via della Lungara, 10 - 00165 Roma Tel. 06. 68.80.23.23 [email protected] www.facebook.com/galleriacorsini Coordinamento del Convegno: Tullia Carratù, Maria Assunta Sorrentino [email protected] [email protected] Archivio Fotografico: Lia Di Giacomo, Direttore Gennaro Aliperta, Maria Castellino, Roberta Gelli, Maximiliano Massaroni, Massimo Taruffi, Mauro Trolese, Gianfranco Zecca Ufficio Stampa: Anna Loreta Valerio Tel. 06 69994218 -249 [email protected] * * * PAB LO ATCHU GARR Y. Città Eterna, eterni marmi. Roma, Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano - Via Quattro Novembre, 94 (fino al 7 febbraio 2016) di Luisa Chiumenti Il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano di Roma è una delle scenografie più suggestive e atte ad ospitare le opere di Pablo Atchugarry. La mostra dal titolo “Pablo Atchugarry.Città Eterna, eterni marmi”, si presenta come un’importante retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry promossa da Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e dall’IILA - Istituto Italo-Latino Americano, dalla Fundación Pablo Atchugarry con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia. Organizzazione di Visiva e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Daniela Porro, Segretario Regionale Mibact per il Lazio, congiuntamente con la direzione della Galleria Corsini, diretta da Giorgio Leone, l'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, con il suo direttore Martin Olin, l'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, con Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, aprono il Convegno internazionale dedicato al collezionismo di Cristina di Svezia che si terrà il 25 e 26 maggio 2015 presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini. Le due giornate di studio prevedono la presenza degli studiosi che di recente hanno analizzato la figura della regina Cristina di Svezia come patrona delle arti e raffinata collezionista a Roma e a Stoccolma. L’obiettivo del convegno è quello di presentare l’attuale stato degli studi sulla “Minerva del Nord”, riconsiderando e aggiornando, alla luce delle nuove scoperte, le ricerche avviate a partire dall’inizio del Novecento. L’eccentrica e poliedrica personalità della regina Cristina, infatti, offre ancora oggi numerosi aspetti da approfondire: le relazioni che intrattenne con i grandi intellettuali ed eruditi della Roma del Seicento, i pre- Esposte all’aperto, nei meravigliosi spazi offerti dai Mercati di Traiano, le quaranta opere, di cui dieci monumentali, sono state quasi tutte scolpite da Atchugarry, in quel marmo di Carrara con cui furono scolpiti tanti capolavori del nostro Rinascimento. Atchugarry “intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni delicatamente ascensionali”… “innegabili rimandi a una classicità che ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni marmi”. Ed ecco il “Grande angelo” , opera del 2006 che si staglia, colmo di significati, all’interno delle antiche arcate, come punto di partenza ideale per poter inseguire le vette di quel sublime che risiede nella trasformazione astratta di un pensiero sollecitato da straordinari rimandi. E se “Pomona”, opera del 1994 fa sbocciare un germoglio di compattezza al centro di una forma che si sfrangia tutto intorno in molteplici DATA NEWS on line - Maggio 2015 pieghettature di soave eleganza, ecco “ Vertunno” che “si appoggia saldamente al terreno prima di aprire il ventaglio di fioriture laterali dove i vuoti e i pieni si alternano alla rincorsa della leggerezza”. Altrettante sculture dalle dimensioni leggermente più contenute sono presenti in mostra, mentre le stanze situate sui quattro livelli del complesso architettonico accolgono piccole composizioni concepite pur sempre in marmo di Carrara e in quel bronzo dipinto recentemente utilizzato con successo dall'artista uruguayano. 25 Nato a Montevideo (Uruguay), il 23 agosto del 1954, da genitori appassionati di arte, Pablo Atchugarry ebbe modo di dare libera espressione alla sue capacità ed ai molti interessi artistici esprimendosi inizialmente con la pittura, ma avvicinandosi poi gradualmente alla spazialità che gli veniva offerta da materiali come cemento, ferro e legno. Ed ecco nascere così, nel 1971, la sua prima scultura in cemento intitolata “Cavallo”, cui seguirà, nel 1974, una serie di altre sculture in cemento e ferro come: “Escriturasimbólica”, “Estructuracósmica”, “Metamorfosisprehistórica”, “Maternidad” e “Metamorfosisfemenina”. Alla fine degli anni ‘70, dopo aver partecipato a diverse mostre a Montevideo, Buenos Aires, Porto Alegre e Brasilia, Atchugarry compie diversi viaggi di studio e perfezionamento in Spagna, Francia e Italia dove realizzerà a Lecco, nel 1978, la sua prima mostra personale. Successivamente le sue tele vengono esposte in diverse città come Milano, Copenaghen, Parigi, Coira, Bergamo e Stoccolma. Alla fine degli anni ‘70, dopo aver partecipato a diverse mostre a Montevideo, Buenos Aires, Porto Alegre e Brasilia, Atchugarry compie diversi viaggi di studio e perfezionamento in Spagna, Francia e Italia dove realizzerà a Lecco, nel 1978, la sua prima mostra personale. Successivamente le sue tele vengono esposte in diverse città come Milano, Copenaghen, Parigi, Coira, Bergamo e Stoccolma. E sarà nel 1979 il suo “incontro” con la bellezza, l’eleganza e la luce del marmo e nascerà la sua prima scultura in marmo, intitolata “La Lumière”. Seguiranno nel 1982, anno in cui l’artista si stabilirà definitivamente a Lecco, il primo progetto monumentale in marmo di Carrara “La Pietà”, opera ricavata da un unico blocco di marmo di 12 tonnellate. Attualmente Atchugarry vive e lavora a Lecco e Manantiales, dove si occupa dello sviluppo della Fundación Pablo Atchugarry, del Parco internazionale di sculture monumentali e dell’insegnamento e della diffusione dell’arte. Una mostra di grande fascino, nella suggestiva collocazione delle opere negli spazi straordinari dei Mercati Traianei. Per informazioni: www.zetema.it www.mercatiditraiano.it tel.060608 * * * “Le opere dialogano tra di loro tracciando percorsi, senza sovrastare l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico, così che la magia si perpetua”. Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione. Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali, riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione. “Una finestra su Roma”: Mos tr a fotogr afica di Rino Barillari a Rom a . di Luisa Chiumenti Nel quartiere Eur di Roma si è aperto un nuovo spazio, il NUOVO STORE by MAS.CO.METAL A MARCHIO SCHÜCO, allestito all’insegna design, architettura di interni, sostenibilità energetica, ma anche aperto alla cultura. Nato dalla partnership tra Mascometal srl, presente nel Lazio dal 1957 e attiva nel settore dei serramenti in tutto il territorio nazionale e il noto brand Schüco, che rappresenta il più alto livello di sistemi per infissi in alluminio nel mondo tale spazio si articola su due piani: cinque grandi vetrate caratterizzano il piano su strada e permettono di apprezzare e visionare le numerose tipologie di infissi, così da poter individuare le soluzioni di arredo più utili alle esigenze della clientela; al piano inferiore un’area attrezzata che verrà dedicata alla progettazione e dove avranno luogo incontri/seminari e appuntamenti che periodicamente verranno organizzati per approfondire tematiche di settore. Ma, in occasione dell’inaugurazione Mas.Co.Metal ha voluto allestire una interessante rassegna fotografica dal titolo ‘Una finestra su Roma..’. Curata dell’Architetto Maria Grazia Perna, l’esposizione vuole essere un omaggio a Rino Barillari, Il “Re dei paparazzi”, "Er King" nell’affet- DATA NEWS 26 tuoso appellativo con il quale è conosciuto anche oltre confine. Ed è così che, il più noto fotoreporter di tutti i tempi ha da poco festeggiato i settant’anni, trascorrendo l’intera sua vita nel fotografare fotografare star del jet set internazionale ed episodi anche piuttosto forti e duri della vita romana, si presenta oggi al pubblico romano con una ventina di foto. La selezione, fatta dallo stesso fotografo, è stata fatta con l’intenzione di dare al visitatore “le immagini più rappresentative della vita della Capitale”. - Maggio 2015 tigiano per lavori in ferro e serramenti, ma è già possibile rintracciarvi quella professionalità e quelle capacità che nel 1990 porteranno alla nascita della MAS.CO.METAL srl. Oggi, ampliando le attività produttive e disponendo di macchinari moderni e nuove e ampie strutture su un’area complessiva di 6000 mq, propone un’immagine di azienda competitiva e leader nel settore su tutto il territorio nazionale. Grazie all’apporto deciso e determinante del Rag. Pietro Mastrosanti, che raccoglie nel 1990 la non facile eredità imprenditoriale paterna, dirige la MAS.CO.METAL srl, con la legittima aspirazione di sempre puntando a nuovi e prestigiosi traguardi. L’ausilio fidato di un ufficio tecnico valido e operatori specializzati creano un team vincente offrendo un servizio alla clientela qualificato e affidabile. * * * Originario del sud d’Italia, da cui partì giovanissimo, egli si spostò verso la “conquista” “Hollywood sul Tevere”, quella Roma che viveva in quegli anni il suo difficile, ma entusiasta periodo del dopoguerra italiano. Ed ecco che diventano obiettivo preferito della sua macchina fotografica, non solo attrici, attori e tanti protagonisti della "Dolce vita", ma anche i personaggi più importanti dell’ultimo mezzo secolo: dai Papi ai presidenti della Repubblica, dai premier italiani e stranieri ai protagonisti del mondo della finanza, della politica e della nobiltà romana. Inoltre, dagli anni ’60, egli si dedica ad una “vera e propria registrazione degli episodi più salienti degli anni di piombo e del terrorismo, e anche di cronaca nera, sempre cercando di documentare anche le sparatorie, le rapine, i rapimenti e gli attentati terroristici: Importante fu in particolare un “colpo” giornalistico per cui il Tempo sarebbe diventato il quotidiano con il maggiore numero di lettori: l'assalto terroristico delle BR alla sede DC di piazza Nicosia, e poi ancora documentò l'attentato palestinese all'aeroporto di Fiumicino, l'omicidio del giudice Minervini da parte degli estremisti di sinistra, i sequestri Paul Getty e Gianni Bulgari. Non si tirava mai indietro dal documentare eventi anche molto gravi e pericolosi, per cui è giusto ricordare la frase che scrisse Achille Bonito:”Dio Perdona, Barillari no”. Per informazioni: Ufficio Stampa - Maria Serra - Paola Pacchiani Cell.: 335/5464558 - 338/27.15.138 e-mail: [email protected]; [email protected]; La “MAS.CO.METAL.srl costruzione metalliche” nasce a Ferentino (FR) nel 1957, come ditta individuale, adottando come ragione sociale il nome del fondatore Flavio Mastrosanti: è solo un piccolo laboratorio ar- FAUSTO PIRANDELLO Londra, Estorick Collection of modern italian art 8 luglio – 6 settembre 2015 Dall'8 luglio al 6 settembre 2015 la Estorick Collection di Londra ospita una retrospettiva dedicata a Fausto Pirandello, uno dei pittori più significativi e influenti dell'arte italiana dagli anni Trenta ai Cinquanta. La mostra, a cura di Fabio Benzi e organizzata dalla Estorick Collection in collaborazione con la Fondazione Fausto Pirandello, presenterà al pubblico inglese la complessità della sua figura indicando un sintetico percorso della sua pittura attraverso circa cinquanta opere scelte tra i capolavori dell'artista. Questa monografica, la prima in Inghilterra, ha diversi motivi di interesse. Innanzitutto quello di far conoscere un personaggio così centrale dell'arte italiana di metà Novecento, strettamente legato alla figura del celeberrimo padre, Luigi; un ulteriore motivo di interesse può inoltre essere rappresentato da una singolare assonanza che negli anni Trenta e Quaranta lo avvicina tematicamente e figurativamente, persino stilisticamente, a uno dei maggiori pittori inglesi del Novecento, Lucien Freud. Questa assonanza indiscutibilmente fortissima, mostra due aspetti assai affini della creatività novecentesca che emergono in Europa, indipendentemente e certamente senza contatti diretti e in momenti differenti, da una sensibilità tuttavia comune, volta allo scavo della personalità, nella ricerca di una "realtà" cruda e carnale, dagli esiti "oggettivi" e impietosi. Ultimo aspetto, legato alla sede Estorick, è che lo stesso collezionista raccolse ed espose opere di Pirandello nelle mostre storiche della sua collezione (realizzate negli anni Cinquanta), di cui una sarà presente in mostra. on line DATA NEWS on line - Maggio 2015 27 vimento tra i maggiori degli anni Trenta italiani, che rigettando il classicismo "novecentista" degli anni Venti si allargò a definire tutta la pittura romana del decennio. Dal 1928 al 1930 si stabilì a Parigi, dove la sua pittura maturò definitivamente, a contatto con gli "Italiens de Paris", sviluppando un carattere surreale pur nella costante definizione di una realtà scabra e di una tecnica molto attenta alle stesure spatolate del cubismo. Al ritorno a Roma, al principio del 1931, inizia un percorso decisamente autonomo, anche se legato alla pittura "tonale" degli amici Cavalli e Capogrossi, e lo scavo della realtà diviene il carattere dominante della sua espressione lucida e contorta al tempo stesso. Le figure umane, suo tema prediletto, vengono definite in una carnalità concentrata sul corpo anziché sulla psicologia, in composizioni di ambiguità spiazzante e dai significati quasi indecifrabili, dove prevale una ritualità astratta, una monumentalità senza retorica e di drammaticità esistenziale, privata di qualsiasi accento narrativo. Fausto Pirandello, Pioggia dorata. 1933 Fausto Pirandello, Befana in piazza Navona. 1951 Fausto Pirandello nasce a Roma nel 1899, e inizia a dedicarsi alla pittura subito dopo la fine della prima guerra mondiale. La sua cultura mitteleuropea, educata in seno alle Secessioni romane, si incrocia presto con la pittura del suo primo maestro Felice Carena. Tuttavia un'inquietudine volta a dettagli conturbanti, a composizioni diagonali, a una realtà senza concessioni, lo differenzia dal clima classicista del ritorno all'ordine romano e in particolare dal classicismo del maestro. Durante l'apprendistato presso Carena conoscerà Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli, che con lui e Corrado Cagli diverranno, nei primi anni Trenta, i maggiori protagonisti della giovane "Scuola Romana": mo- Fausto Pirandello, Siccita La sua visione concitata, le sue composizioni affollate o altrimenti le sue figure isolate in una carnalità impietosa, furono di esempio fulminante per Renato Guttuso (che su di lui scrisse pagine di bellissima esegesi negli anni Trenta) e per tutta la pittura italiana degli anni della seconda guerra mondiale (in particolare di "Corrente") che ricercava un'espressione consona alla drammaticità del periodo. Un espressionismo drammatico e inclemente, che divenne anche bandiera di un antifascismo antiretorico ed esistenziale. Negli anni del dopoguerra Pirandello continua nel suo percorso autonomo, mostrandosi distaccato dai principali gruppi di tendenza che si formano in Italia, soprattutto sotto l'ègida di Lionello Venturi (Fronte Nuovo delle Arti), con cui tuttavia è in contatto (a lui il critico d'arte già esule antifascista dedica un lungo articolo nel 1954). In consonanza però con gli artisti del "Fronte Nuovo" egli sperimenta l'inserzione, sulla sua pittura espressionista e materica, di scomposizioni di origine cubista, già ben conosciute durante il suo soggiorno parigino. Tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta Pirandello sviluppa il suo nuovo stile, fatto di piani spezzati e concitati, di geometrie ellittiche ed espressioniste, definendo la sua nuova visione di realtà, in dialogo con molta arte del suo tempo: da Afro a Leoncillo, da De Kooning all'informel francese, da Birolli a Morlotti. Dagli anni Venti alla morte Pirandello fu presente in tutte le più importanti esposizioni italiane (Biennali veneziane, Quadriennali romane, Sindacali, ecc.) e in moltissime straniere, e fu costantemente attivo nel dibattito culturale italiano con posizioni di grande modernità e internazionalismo. Saranno presenti in mostra opere di grande importanza storica, come Composizione (1928), Donne con salamandra (1928-30), Interno di mattina (1931), La pioggia d'oro (1933), Palestra (1934), La scala (1934), Donne che si pettinano (1937), Bagnanti (1938), Le indossatrici (1945), Befana a piazza Navona (1951), Attraverso gli occhiali (1953-54), Bagnanti sulla spiaggia (1961). Per l'occasione sarà pubblicato un catalogo con saggi del curatore Fabio Benzi, di Francesco Leone e di Flavia Matitti. Orari > Da mercoledì a sabato 11:00 - 18:00, domenica 12:00 - 17:00, lunedì e martedìM chiuso Biglietto > £ 5. Ridotto £ 3.50, National Art pass £ 2.50, Gratuito per bambini fino ai 16 anni e studenti con tesserino Info > tel. +44 (0)2077049522 - [email protected] - www.estorickcollection.com Ufficio stampa Italia > StudioBegnini - Tel. +39 348 4105409-349 5512059 - [email protected] - www.studiobegnini.it Ufficio Stampa UK e accrediti > Alison Wright - tel. +44 (0)1608811474 - [email protected] * * * DATA NEWS 28 on line - Maggio 2015 continua da pag. 2 News...dal MiBACT e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici è assegnata al Ministero, che provvede al riparto tra i soggetti inclusi nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio del cinque per mille. Al fine di partecipare al riparto, ciascuno dei soggetti iscritti nell’elenco presenta, a pena di decadenza, entro il 30 novembre 2015, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita area disponibile sul sito web del Ministero, il programma delle attività e degli interventi che intende realizzare con il contributo proveniente dalla quota del cinque per mille, con l’indicazione, nel caso che il programma preveda anche interventi di restauro, degli estremi della prescritta autorizzazione rilasciata dai competenti organi periferici del Ministero, ovvero allegando copia della stessa, dichiarata conforme all’originale, ai sensi degli articoli 19 e 47 del D.P.R. n.445/2000. Ciascun iscritto può presentare un unico programma, il quale può, peraltro, anche consistere nella realizzazione di un insieme coordinato di attività e/o interventi, anche aventi ad oggetto beni diversi. A tal fine, per “interventi” si intendono i lavori finalizzati alla conservazione o al miglioramento della pubblica fruizione di beni culturali o paesaggistici appartenenti a soggetti pubblici ovvero aperti alla pubblica fruizione; per “attività” si intendono le iniziative di raccolta di fondi per la realizzazione degli interventi come sopra descritti, nonché le iniziative, non consistenti nell’effettuazione di lavori, comunque preordinate e funzionali alla tutela o al miglioramento della pubblica fruizione dei beni suddetti, ovvero aventi ad oggetto la loro gestione finalizzata all’apertura al pubblico. Il programma dovrà contenere l’indicazione del valore degli interventi previsti, che deve essere almeno pari a euro 30.000,00. Nel caso in cui siano previsti anche interventi di restauro, il programma medesimo deve essere debitamente validato dagli Uffici competenti in sede di rilascio delle relative autorizzazioni. Dovrà altresì, in ogni caso, dimostrarsi la disponibilità, da parte del soggetto proponente, di risorse finanziarie sufficienti ad integrare l’importo eventualmente non coperto dal contributo. Nel caso in cui, per gli eventuali interventi di restauro inclusi nel programma, l’autorizzazione alla realizzazione, corredata dalla validazione del valore finanziario del programma, non sia stata ancora rilasciata dall’Ufficio competente alla data di presentazione del programma, il soggetto istante ha facoltà di produrre copia, dichiarata conforme all’originale, delle relative domande di autorizzazione. Ai fini del riparto della quota di cui all’art. 4, comma 1, i programmi sono suddivisi in tre fasce, in base al relativo valore fi- nanziario. Ai programmi di valore da euro 30.000,00 fino a euro 100.000,00 è assegnato il trenta per cento delle risorse disponibili; ai programmi di valore maggiore di euro 100.000,00 e fino a euro 300.000,00 è assegnato il trenta per cento delle risorse disponibili; ai programmi di valore maggiore di euro 300.000,00 è assegnato il quaranta per cento delle risorse disponibili. Per ciascuna fascia, le risorse disponibili sono ripartite in misura proporzionale al valore dei programmi ammessi. Le risorse eventualmente eccedenti sono ripartite tra le fasce in modo da rispettare il relativo peso proporzionale. Il riparto è operato, ai sensi dell’art. 4, commi 4 e 5, del D.P.C.M. del 30 maggio 2012, con decreto del Direttore generale bilancio entro il 15 aprile 2015, salvo le disponibilità finanziarie assegnate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. L’elenco dei progetti presentati, con l’indicazione, per i progetti ammessi, delle somme assegnate a seguito del riparto è pubblicato sul sito web del Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo. La corresponsione della quota del cinque per mille avverrà, a cura del Ministero, entro sei mesi dalla disponibilità effettiva delle relative somme. OBBLIGO DI RENDICONTAZIONE I soggetti destinatari delle somme sono tenuti a redigere un apposito rendiconto. I termini e le modalità di presentazione del rendiconto saranno indicati nel decreto di riparto dei fondi, tenuto conto della tipologia e della specificità dei programmi di interventi finanziati. RECUPERO SOMME I contributi erogati sono soggetti a recupero nei casi indicati dall’art. 13 del D.P.C.M. del 23 aprile 2010, ove compatibili. Si informa che i dati raccolti da questa Amministrazione saranno utilizzati per le sole finalità inerenti allo svolgimento della procedura, nel rispetto delle disposizioni vigenti (art.13 d.lgs. n. 196/2003) Il Direttore Generale Bilancio Dott. Paolo D’Angeli * * *