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50 anni di attivita’
per i beni culturali
NOTIZIARIO DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Organo di informazioni culturali del
CENTRO DOCUMENTAZIONE BENI CULTURALI
- Sezione Archivistica Luigi Ceci
Centro Studi Cistercensi - Centro Documentazione Fortificazioni
S. ANTIMO:
per l’antica
abbazia c’è
il rischio
di cadere
nell’abbandono
News...dal MiBACT
Anno XXIV - Nuova serie
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sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 Roma - Tel/fax 06 5084493
[email protected] - [email protected]
[email protected] - [email protected]
2015
Direttore Responsabile: Luisa Chiumenti - Editore: Mauro Ceci
Registrazione Tribunale di Roma n°53/2001 dell’8/2/2001
MAGGIO
www.centrodocumentazionebeniculturali.it
/centro documentazione beni culturali
News...dal MiBACT
5x1000
Una firma per la cultura
Determinazione delle modalità di richiesta di inserimento nelle
liste dei soggetti ammessi al riparto della quota del cinque per
mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche destinata, in
base alla scelta del contribuente, alla finalità del finanziamento
delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
ANNO FINANZIARIO 2015
PREMESSA
L’articolo 23, comma 46, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
dispone che a decorrere dall’anno finanziario 2012, tra le finalità
alle quali può essere destinata, a scelta del contribuente, una
quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è inserita quella del finanziamento delle attività di
tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
Nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30
maggio 2012 sono stabilite le modalità di richiesta dell’inserimento nelle liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità
di riparto delle somme destinate, in base alla scelta del contribuente, alla predetta finalità di finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici.
MODALITÀ DI PRESENTAZIONE E CONTENUTI DELLA DOMANDA
Ai fini del presente avviso pubblico, per soggetti da ammettere
al riparto, ai sensi del D.P.C.M. del 30 maggio 2012, si intendono gli enti senza scopo di lucro, legalmente riconosciuti, che
realizzino, conformemente alle proprie finalità principali definite
per legge o per statuto, attività di tutela, di promozione o di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, che dimostrino di
operare in tale campo da almeno cinque anni rispetto all’anno
finanziario di riferimento e che abbiano realizzato, nel suddetto
periodo, attività di tutela, di promozione o di valorizzazione di
beni culturali o paesaggistici appartenenti a soggetti pubblici,
ovvero aperti alla pubblica fruizione, di valore complessivamente almeno pari a euro 150.000,00.
I soggetti che intendono partecipare al riparto della quota del
cinque per mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche,
vengono iscritti in un apposito elenco tenuto dal Ministero per i
beni e le attività culturali.
L’iscrizione si effettua previa compilazione del modulo di domanda da inoltrare esclusivamente per via telematica, mediante
l’apposita procedura accessibile dal sito web del Ministero, al
seguente indirizzo: https://procedimenti.beniculturali.gov.it
Nella domanda stessa l’Ente richiedente deve inserire il proprio
indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
Tutti i documenti allegati alla domanda devono essere inviati,
in formato PDF, esclusivamente attraverso la procedura telematica resa disponibile nell’apposita area web dedicata sul sito
del Ministero.
Alla domanda presentata ai sensi dell’art. 2, comma 3 del
D.P.C.M. del 30 maggio 2012, è allegata, con le medesime modalità telematiche, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, redatta secondo il modulo di cui all’Allegato “A”,
sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente richiedente, relativa al possesso dei requisiti che qualificano il soggetto fra
quelli contemplati dalle disposizioni di cui all’art.2, comma 1 del
D.P.C.M. del 30 maggio 2012.
La sottoscrizione della domanda, della dichiarazione e dei documenti allegati, deve essere effettuata mediante firma digitale
del rappresentante legale o tramite copia, per immagine non
autenticata, di un documento di identità valido, ai sensi dell’art.
65 del Codice dell'amministrazione digitale (CAD).
Alla domanda è allegata altresì, sempre con le medesime modalità telematiche, una relazione sintetica descrittiva dell’attività
di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici svolta nell’ultimo quinquennio nonché, in caso di interventi di restauro, le copie dichiarate conformi, ai sensi degli
articoli 19 e 47 del D.P.R. n.445/2000, delle autorizzazioni agli
interventi e dei conseguenti atti di collaudo, rilasciate dagli Uffici
competenti, con le indicazioni di riferimento (date e protocollo).
Per l’iscrizione nell’elenco le domande devono essere inviate al
Ministero entro il 1 Giugno 2015 (in considerazione della festività del 31 maggio 2015) al fine di concorrere al riparto delle risorse relative al periodo d’imposta corrispondente all’annualità
2014.
E’ prevista la possibilità di annullare la propria domanda e presentarne una nuova, previa cancellazione della precedente,
sempre entro il termine del 1 giugno 2015. Per la validità giuridica dell’annullamento della domanda, il sistema chiederà una
conferma che l’Ente dovrà inviare tramite posta certificata
(PEC).
Tale funzionalità è gestita in maniera automatica dal sistema informatico stesso.
Informazioni ed assistenza potranno essere richieste al seguente indirizzo di supporto: [email protected]
Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo entro
il 15 giugno 2015 redige l’elenco degli enti che hanno presentato istanza, indicando per ciascun nominativo la denominazione, tipologia di appartenenza, la sede e il codice fiscale.
L’elenco è pubblicato entro il 30 giugno 2015 sul sito web del
Ministero.
Eventuali errori relativi all’iscrizione nell’elenco possono essere
fatti valere, entro il successivo 15 luglio 2015, dal legale rappresentante dell’ente richiedente, ovvero da un suo delegato,
attivando la apposita funzionalità presente nella procedura telematica . Dopo aver proceduto alla verifica degli eventuali errori
di iscrizione segnalati, il Ministero redige una versione aggiornata dell’elenco, da pubblicare sul sito sopra indicato entro il 31
luglio 2015.
VALUTAZIONE DELLE DOMANDE
Entro il 31 agosto 2015, i legali rappresentanti dei soggetti iscritti
nell’elenco sottoscrivono e spediscono, attraverso procedura
telematica, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai
sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, relativa alla persistenza dei requisiti di cui
all’art. 2, comma 1, del D.P.C.M. del 30 maggio 2012 come dichiarati nella domanda di iscrizione all’elenco. Alla dichiarazione
sostitutiva deve essere allegata, a pena di decadenza dal beneficio, copia non autenticata di un documento di identità del
sottoscrittore. La presentazione della dichiarazione sostitutiva
è condizione necessaria per l’ammissione al riparto della quota
del 5 x mille.
Il Ministero procede, entro il 30 ottobre 2015, ai controlli, anche
a campione, circa la veridicità delle dichiarazioni sostitutive di
cui all’art. 2 del D.P.C.M. 30 maggio 2012, commi 4 e 7, ed ai
sensi degli articoli 43 e 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000. I soggetti che non risultano in possesso dei requisiti previsti dalla norma ai fini dell’iscrizione negli
elenchi sono cancellati dall’elenco con provvedimento formale
del Direttore Generale Bilancio.
Entro il 15 novembre 2015 il Ministero pubblica sul proprio sito
web l’elenco dei soggetti ammessi al beneficio del cinque per
mille, nonché quello dei soggetti esclusi dal riparto.
RIPARTO DEL CINQUE PER MILLE
La quota del cinque per mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche dei contribuenti che hanno apposto la firma nel riquadro destinato al sostegno alle attività di tutela, promozione
s e g u e a pa g.2 8
S o m m a r i o
Hanno collaborato a questo numero:
con CONTRIBUTI di:
* CECI Arch.
Mauro, Direttore
* CHIUMENTI
Arch. Luisa,
Centro
Document.ne Beni
Culturali - Roma
giornalista
pubblicista e
scrittrice, Roma
GIULIANO
Anna
Ministero per i
Beni Culturali,
Roma
* SERANGELI
Roberto,
Webmaster del
CDBC, Ministero
per i Beni
Culturali, Roma
- Andrea Alberto Moramarco;
- Alessandra Cococcetta;
- Maria Teresa Schiavino;
- Silvia Garbini;
- Lorenzo Lazzerini;
- Fiora Bonelli;
- Carla Conti;
N°5 - Maggio 2015
News dal MiBACT
- 5x1000 Una firma per la cultura
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Notizie dalla Sezione Archivistica “Luigi Ceci”
- Trasferiti allo Stato archivi e biblioteche delle ex Province
di Andrea Alberto Moramarco
- ARCHIVIO DI STATO DI TORINO
- ARCHIVIO DI STATO DI VICENZA
- ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE
- SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA DELL’UMBRIA E
DELLE MARCHE
- ARCHIVIO DI STATO DI MACERATA
- ARCHIVIO DI STATO DI RIETI
- ARCHIVI LOCALI DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA
di Alessandra Cococcetta
- ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA
- ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO
- ARCHIVIO DI STATO DI BENEVENTO
- ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI
- ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO
di Maria Teresa Schiavino
- SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA SICILIA
- ARCHIVIO DI STATO DI ORISTANO
Normative Tecnico-Professionali & Interventi
Pubblici
a cura di Mauro Ceci
- Apertura dell’Archivio-Museo CSAC
Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di
Parma nell'Abbazia di Valserena
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Restauri
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- COLOSSEO COSÌ FUNZIONAVA LA MACCHINA DELLO
SPETTACOLO
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- Beni culturali: bando da 4 milioni per la gestione di antichi
palazzi, chiese e castelli.
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-
Mostre, Convegni & Musei
- Grande Guerra, la rassegna stampa di 100 anni fa
- ANTONIO CANOVA. ALL’ORIGINE DEL MITO
- A tavola con gli Etruschi di Marzabotto
- Pietro Berrettini. Omaggio a un genio cortonese
- Lacus Iuturnae. La fontana sacra del Foro Romano
- Il Trono Corsini. Un capolavoro, un enigma
- Le collezioni di Cristina di Svezia: stato della ricerca
- PABLO ATCHUGARRY. Città Eterna, eterni marmi.
di Luisa Chiumenti
- “Una finestra su Roma”: Mostra fotografica di Rino Barillari
a Roma. di Luisa Chiumenti
- Jubilaeum Figurarum
- FAUSTO PIRANDELLO
Londra, Estorick Collection of modern italian art
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Centro Documentazione Fortificazioni
- GIORNATE NAZIONALI DEI CASTELLI 23-24 MAGGIO
2015
di Silvia Garbini
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- Vicopisano: completato il restauro della Torre delle Quattro porte
di Lorenzo Lazzerini
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Centro Studi Cistercensi
- La millenaria abbazia di Sant'Antimo
di Fiora Bonelli
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D A T A N E W S - Notiziario per i Beni Culturali e Ambientali
Direttore Responsabile: Luisa Chiumenti - Editore: Mauro Ceci
Registrazione Tribunale di Roma n°53/2001 dell’8/2/2001 - 00128 Roma - Via Ettore Arena, 19 - Tel.06 5084493
Il Notiziario è consultabile gratuitamente sul sito: www.centrodocumentazionebeniculturali.it
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- Maggio 2015
Notizie dal.......
Sezione Archivistica
Luigi Ceci
Dich iarazione di “N otevole Interesse Storico” del 25 febbraio 1995
D ire ttore : M auro C E C I
C ura tore : B r uno FOR A ST I E R I
Sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 ROMA
[email protected]
tel / fax 06 5084493 - e-mail:
Speciale decreto/5 - Trasferiti allo
Stato archivi e biblioteche delle ex
Province
lontano" , dedicata a Papa Giovanni Paolo II, morto dieci anni fa e canonizzato nell’aprile del 2014.
di Andrea Alberto Moramarco
Il decreto enti locali, approvato dal Consiglio dei Ministri, contiene anche
disposizioni dirette alla tutela del patrimonio culturale delle ex Province.
Nella bozza di testo in entrata al Cdm, il decreto legge detta, infatti, alcune norme finalizzate a tutelare in maniera particolare il patrimonio archivistico e bibliografico contenuto negli archivi e negli altri istituti e
luoghi di cultura appartenenti alle Province.
Riassegnazione degli archivi
La principale disposizione prevede l'emanazione di un «piano di razionalizzazione e riassegnazione degli archivi e degli altri istituti della cultura delle province», al fine di garantire una continuità del servizio
pubblico di fruizione del patrimonio archivistico provinciale. Tale piano
dovrà disciplinare il passaggio agli archivi di Stato competenti per territorio di tutti i documenti degli archivi storici delle province (escluse le
città metropolitane) e, eventualmente, degli altri istituti e luoghi della cultura provinciali, nonché il trasferimento al ministero dei Beni culturali
degli immobili demaniali di proprietà delle province adibiti a sede o depositi degli archivi. Il piano dovrà essere emanato entro il 30 settembre
con decreto del ministero dei beni culturali, di concerto con ministero
degli Affari regionali e ministero dell'Economia, sentita l'Agenzia del demanio, nonché previa intesa della Conferenza unificata.
Per assicurare la tutela del patrimonio archivistico in condizioni uniformi
su tutto il territorio nazionale, il comma 3 prevede, poi, delle modifiche
di coordinamento al Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004).
Disposizioni sul personale
La norma del decreto legge prevede, poi, delle misure in favore del personale, in deroga al divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato, stabilito dalla legge di Stabilità 2015. Il comma 2 riguarda i
dipendenti degli archivi provinciali e prevede che entro la fine di ottobre,
con decreto del ministero per la Semplificazione nella Pa, di concerto
con ministero dell'Economia e ministero dei Beni culturali, saranno individuate le unità di personale in servizio a tempo indeterminato presso
archivi e altri luoghi di cultura provinciali, eventualmente assegnati allo
Stato, da trasferire alle dipendenze del Ministero dei beni culturali,
anche in soprannumero ed entro il limite di spesa di 2,5 milioni di euro
annui.
Il Dl prevede, invece, l'assunzione di 100 direttori di musei, nel rispetto
della dotazione organica, da inquadrare in apposito profilo professionale
denominato "Direttore di istituti e luoghi della cultura" e da scegliere con
procedura di selezione pubblica internazionale entro il 15 settembre tra
i professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali (articolo 9-bis del Codice dei beni culturali). Tutto ciò al fine di assicurare
l'attuazione delle misure relative ai trasferimenti degli archivi e di garantire «la piena integrazione dei sistemi museali regionali e comunali con
il sistema museale nazionale».
Consip per i servzi di assistenza
Infine, altra innovazione importante, SI consente alle amministrazioni
aggiudicatrici presso gli istituti e luoghi di cultura di appartenenza pubblica l'utilizzo di Consip Spa, ovvero la centrale acquisti della pubblica
amministrazione italiana, quale centrale di committenza per lo svolgimento delle procedure di gara per l'affidamento in concessione dei servizi previsti dall'articolo 117 del Codice dei beni culturali, cioè tutti quei
servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico (punti vendita,
accoglienza, vigilanza, caffetteria ecc…).
da:
* * *
ARCHIVIO DI STATO DI TORINO
Giovanni Paolo II, l'Immortale
A Torino, presso la sezione Corte dell'Archivio di Stato (piazza Castello,
209), dal 28 maggio 2015 è aperta la mostra internazionale Immortale
-Da Lolek a San Giovanni Paolo. La storia di un uomo "venuto da
L’ e s p o s i zione, che
proseguirà fino al 2 agosto, è corredata da 130 fotografie, video originali,
documenti radiofonici ospitati nel percorso dell’Archivio di Stato.
La mostra internazionale – realizzata in collaborazione da Perlage, Comune di Torino e con patrocinio di Expo - è stata tratta da un libro del
giornalista e scrittore Antonio Preziosi (per anni inviato e poi direttore
del Gr1) con lo stesso titolo (Rai Eri, 160 pagine, 19 euro; prefazione
del cardinale Stanislao Dziwisz).
Archivio di Stato di Torino
tel. 011 540382
[email protected]
*
Una storia della fotografia italiana
Giovedì 28 maggio 2015, si inaugura a Torino, presso la Sala Ipogea
dell’Archivio di Stato (via Piave, 21), l’esposizione Una storia della fotografia italiana. 1841-1941, curata da Anne Cartier Bresson, Capo
conservatore del Patrimonio, Direttrice del Laboratorio di restauro e conservazione delle fotografie di Parigi, e da Monica Maffioli, storica della
fotografia, già Direttore del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze.
La nascita della fotografia ha una forte connotazione francese, in quanto
si deve a Daguerre, nel 1839, l’invenzione della nuova arte, che però
quasi subito superò i confini d’oltralpe. Infatti la mostra si apre con un
dagherrotipo italiano, in particolare di un paesaggio fiorentino, datato
1841.
E la datazione dei materiali esposti in mostra rappresenta uno straordinario valore storico – dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale –
, un inedito viaggio estetico e d’autore attraverso la fotografia italiana,
nonché un percorso culturale, sociale, urbanistico e paesaggistico.
L’internazionalità dell’Italia in campo fotografico si afferma ben presto:
a partire dalla presenza di numerosi dagherrotipisti, quali Amici e Duroni,
che hanno quindi recepito la nuova tecnica francese. Per proseguire
con molti fotografi stranieri, il cui materiale è presente in mostra, che
hanno trovato in Italia, terra del Grand Tour, dell’arte e del paesaggio,
fonte di ispirazione per le loro fotografie: da Anderson a Macpherson,
da Sommer a Rive. Ed a ragione si può dire che questi fotografi siano
diventati “patrimonio” della storia della fotografia italiana, così come
quelli operanti sul territorio nazionale: dai Fratelli Alinari a Brogi, da Ca-
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- Maggio 2015
neva a Ponti, ecc.
Il primo Novecento italiano è celebrato con alcuni tra i più noti autori
esponenti di quelle correnti artistiche di ricerca, come il Pittorialismo,
con Guido Rey, Peretti Griva, o gli autochrome del principe Chigi e di
Roster, e di avanguardia, come il nostro Futurismo, con Paladini, Wanda
Wulz, Castagneri, Parisio fino a richiamare gli autori di quel Neorealismo
che si espresse in modo esemplare attraverso la fotografia e il cinema
italiani.
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foglio matricolare.
È stata riprodotta l’intera serie dei Ruoli della classe 1899 senza attuare
nessuna selezione e, pertanto, si potrebbe trovare un nominativo ripetuto più volte.
La banca dati è stata caricata nel sito web dell’associazione ARSAS ed
è consultabile all'interno del sito dell’Archivio di Stato di Vicenza, alla
pagina Patrimonio documentario (Ruoli matricolari, classe 1899).
V. Balocchi, Firenze, 1938, stampa alla gelatina bromuro d'argento, 385 x 284.
Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari - archivio Balocchi, Firenze
Le fotografie raccontano quindi due storie: quella della fotografia in Italia
(anche a cura di autori stranieri) e quella dei fotografi italiani (anche con
scatti realizzati all’estero).
I materiali esposti in mostra, oltre 200 pezzi, sono originali d’epoca, e
provengono dalle collezioni Alinari: a partire dall’archivio fotografico costituito dai 3 Fratelli fondatori della famosa casa fotografica fiorentina
nel 1852, si è aggiunto un patrimonio di fotografie, conservato presso
le Raccolte Museali Fratelli Alinari, il cui punto di forza sta nell’aver saputo assorbire molto presto l’attività di altri studi fotografici professionisti.
Un ricco catalogo accompagna l’esposizione.
Informazioni
dal 29 maggio al 26 luglio 2015
orari
lunedì-venerdì: ore 10-13, 15-18; sabato e domenica: ore 16-19
Chiuso il 2 e il 24 giugno
Ingresso: intero € 7, ridotto € 5
Informazioni: [email protected], tel. 011.4604111
Archivio di Stato Vicenza
tel. 0444510827
[email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE
La "Storia" del Varchi, per
un'edizione critica
Archivio di Stato di Torino
tel. 011 540382
[email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI VICENZA
Grande Guerra, i ragazzi della
classe 1899
Per ricordare il centenario della Grande Guerra, l’Archivio di Stato di
Vicenza, in collaborazione con l’Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici onlus, ARSAS, pubblica, a partire al 26
maggio 2015, una banca dati dedicata ai "ragazzi della classe 1899”.
La banca dati, ricavata dai registri dei Ruoli matricolari, contiene le informazioni anagrafiche di ciascun militare collegate alla fotografia del
Benedetto Varchi (1503-1565) legge la "Storia fiorentina" a Cosimo I de'
Medici, di Giuseppe Ciaranfi (1838-1902), olio su tela, cm 99x123.
A Firenze, venerdì 29 maggio 2015, alle ore 15.30, l'Archivio di Stato e
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- Maggio 2015
l’annessa Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica "Anna Maria
Enriquez Agnoletti" promuovono, presso l’Auditorium dell’Archivio (viale
Giovine Italia, 6), una conferenza intitolata Per una edizione critica
della Storia del Varchi. Il problema storico-testuale, a cura di Dario
Brancato e Salvatore Lo Re.
La conferenza intende fare il punto sul problema storico e testuale della
Storia fiorentina di Benedetto Varchi (1503-1565), anche alla luce di
nuove scoperte fra le fonti d’archivio e bibliotecarie, in vista di una nuova
edizione critica curata dai due relatori.
Commissionata dal duca Cosimo nel 1546 e stampata solo nel 1721,
l’opera infatti divenne presto oggetto di appropriazioni ideologiche per
la sua natura repubblicana, e allo stesso tempo attirò l’attenzione di eruditi e filologi, costantemente alla ricerca di materiali d’autore.
La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento posti.
Archivio di Stato di Firenze
tel. 055 263201
[email protected]
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SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA
DELL’UMBRIA E DELLE MARCHE
Cibo, paesaggio, architettura
Info: tel. 075972861; fax 0759728639
e-mail [email protected]
Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche
sede di Perugia
tel. 0755 052198
[email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI MACERATA
A Perugia, il 21 maggio 2015, con inizio alle ore 16.30, la Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche, presso la sua sede (via
XIV settembre, 79), In occasione della V Giornata degli archivi di Architettura, organizza la conferenza Cibo paesaggio architettura archivi,
alla quale prendono parte Rossella Santolamazza, con una relazione
in cui darà conto del censimento degli archivi degli architetti presenti
nella regione Umbria, e Luciano Giacché, con un intervento dal titolo
Campi di carte, campi di terra in cui affronterà il tema dell’"agriCultura",
ponendo in relazione “i campi di carte”, cioè i documenti d’archivio con
la loro storia secolare, con i “campi di terra”, cioè i diversi modi di coltivazione e con essi le trasformazioni del paesaggio agrario.
Soprintendenza archivistica dell’Umbria e delle Marche
sede di Perugia
tel. 0755 052198
[email protected]
*
Manlio Magnini alla Grande guerra
A Deruta (PG), presso la Casa della cultura e dell’Associazionismo
(piazza Guglielmo Marconi), domenica 24 maggio, con inizio alle ore
17, si inaugura la mostra Per non dimenticare: la Grande guerra
1915-1918. La collazione libraria del tenente colonnello Manlio Magnini di Deruta.
Il materiale bibliografico esposto proviene dalla biblioteca privata di Marsilio Magnini, medico di Deruta, ed è giunto alla biblioteca della Soprintendenza archivistica per l'Umbria (via XIV settembre, 79) nel marzo
2014, grazie alla donazione che i familiari hanno voluto fare in memoria
del dottor Marsilio, morto a Deruta nel 2010. Insieme al fondo bibliografico è stato donato allo Stato anche l'archivio della famiglia, dichiarato
l'8 luglio 2014 di interesse storico particolarmente importante, e depositato presso l'archivio di Stato di Perugia.
Quindicidiciotto
Dal 24 maggio al 7 giugno 2015, l’Archivio di Stato di Macerata, in collaborazione con la Prefettura di Macerata e nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale, ripropone la mostra
Quindicidiciotto, echi della Grande Guerra nei documenti dell’Archivio di Stato di Macerata, presso il Salone di rappresentanza della
Prefettura di Macerata.
I documenti esposti seguono il fluire degli eventi bellici, dalle prime avvisaglie al lento percorso di costruzione della pace, offrendo uno spaccato, per molti versi inedito, sul modo in cui un’area periferica del Regno
d’Italia – la provincia di Macerata – si trovò esposta, direttamente o indirettamente, al conflitto. La prospettiva è ovviamente limitata, tuttavia,
nel ricostruire gli “echi”, in un contesto locale, del primo conflitto della
storia che possa definirsi come veramente globale, la mostra offre l’immagine di un territorio che vive intensamente l’esperienza della guerra,
dalle prime frizioni fra interventisti e neutralisti all’adesione incondizionata, al comune sforzo nazionale; che sperimenta la guerra direttamente – attraverso i bombardamenti sulla costa – e indirettamente, con
la popolazione civile impegnata a supportare le truppe e a supplire all’assenza degli uomini al fronte; e che ne resta segnato – soprattutto –
in termini di vite umane, lasciando un Paese dal tessuto sociale profondamente mutato.
La mostra, costituita da oltre settanta documenti, è stata suddivisa in
sette percorsi tematici: il fine è di mostrare i vari modi – tra fronte militare
e fronte interno, fra la dimensione globale del conflitto e la realtà locale
– in cui la provincia di Macerata vive e affronta la guerra, rispondendo
nel corso degli anni alle necessità che la situazione di volta in volta presenta.
A supporto, è stato realizzato anche un video che sintetizza gli eventi
attraverso una galleria documenti, fotografie e cartoline illustrate, anch’esse conservate nell’Istituto.
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- Maggio 2015
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Venerdì 29 maggio 2015, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 17.30, è visitabile la mostra sulla figura del grande agronomo Nazareno Strampelli,
realizzata dall'Archivio di Stato di Rieti (viale L. Canali, 7). La mostra è
collocata nell'Ara Pacis, nell'àmbito dell’importante rassegna Romacereali, il meeting internazionale della filiera cerealicola organizzato da
ARM, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma.
La mostra dedicata a Strampelli costituisce un'anticipazione dell’esposizione permanente, anche questa scientificamente realizzata dall’Archivio di Stato di Rieti, che sarà inaugurata nel castello
Morando-Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano il prossimo mese di giugno
nel contesto dell’Expo.
Presso l’auditorium dell’Ara Pacis si alterneranno durante la mattina autorevoli esperti del mondo cerealicolo internazionale: Darren Cooper,
Xavier Rousselin, Svetlana Synkovska, Rutger Koekoek, mentre nel
pomeriggio è previsto l’intervento sulla vicenda storica di Nazareno
Strampelli del direttore dell’Archivio di Stato di Rieti Roberto Lorenzetti.
Archivio di Stato di Rieti
tel. 0746 20429
[email protected]
* * *
ARCHIVI LOCALI DELLA PROVINCIA
DELL’AQUILA
ARCHIVI COMUNALI E STORICI,
ABBANDONATI DAL 6 APRILE 2009
22 maggio 2015
Informazioni
dal 24 maggio al 7 giugno 2015
Macerata, Salone di rappresentanza della Prefettura
piazza Libertà, 15
orari
inaugurazione: domenica 24 maggio 2015, ore 11
lunedì - domenica: dalle 16 alle 19
sabato: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19
La mostra potrà essere aperta anche nelle mattinate infrasettimanali per
visite scolastiche, contattando l'Ufficio di Segreteria della Prefettura di
Macerata (tel. 0733 2541).
Archivio di Stato di Macerata
tel. 0733 236521
[email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI RIETI
Nazareno Strampelli, agronomo
Archivio comunale - Palazzo Margherita
Nazareno Strampelli con la moglie Carlotta.
Al piano terra di Palazzo Margherita, resta l’archivio intatto alla notte del
sei aprile 2009. Scaffali buttati giù, la confusione dei faldoni, pratiche
introvabili in uno spettacolo che non avremmo mai voluto raccontare.
Le foto ce le ha consegnate un cittadino aquilano, in cerca di una sua
pratica, alla ricerca della quale ha trovato questo spettacolo e naturalmente la pratica non è stata trovata.
E’ così che Massimo Cialente crede di poter custodire la storia di una
città antica come L’Aquila? Non sarebbe bastato il minimo impegno in
questo caso? E invece la storia degli uffici è sempre quella, uno scaricabarile vergognoso, parecchi dirigenti trincerati dietro la carenza di personale per cui non è mai arrivato il momento buono per recuperare i
faldoni, metterli in salvo dall’umidità, fare un archivio serio, custodire per
le prossime generazioni uno straccio di passato.
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Il custode primo è il segretario generale Carlo Pirozzolo, garante dell’istituzione e dei suoi atti, ma in questo macello e a sei anni dal terremoto, è facile capire la cura per la cosa pubblica. Non va meglio al primo
piano dove per i corridoi sono ancora ammassati faldoni, atti di Giunta
di decenni fa e di Consiglio a breve sicuramente introvabili perché deperiti, e non avendo provveduto né a salvarli né a digitalizzarli saranno
persi per sempre.
A breve inizieranno i lavori, lasceranno nelle mani dell’impresa il delicato
compito di spostarli per i lavori, figuriamoci, saranno accatastati da una
parte all’altra e addio. E’ un andazzo generale al quale il primo cittadino,
che ha le chiavi di questa città, avrebbe dovuto dire no, non lo ha mai
fatto. Dall’accatastamento delle carte della ricostruzione, buttate da una
parte all’altra dai commissari e poi dimenticate, dopo la fine dei commissariamenti, nel palazzo ex Isef, oggi Gran Sasso Science Institute e
chi sa che fine hanno fatto, non si trova più nulla, alla conservazione
degli atti del Tribunale, sotto l’umidità e le intemperie dell’interporto di
Avezzano, fino all’Archivio di Stato, dopo il sisma nel nucleo industriale,
dove ci dicono le temperature non siano affatto adatte ad una sana conservazione degli atti più antichi, e al patrimonio della Biblioteca provinciale “S.Tommasi” aperta nel 1848, la Tommasiana, per andare a finire
a tutti gli uffici comunali custodi dell’anagrafe, della leva militare fin dai
primi novecento, dello sviluppo demografico del territorio, dei matrimoni,
delle concessioni urbanistiche ed edilizie e della storia di questa città,
massacrata da quattro barbari incivili che si dicono amministratori, ma
non sanno nemmeno di che stiamo parlando.
Non c’è infatti un inventario, un archivio vero, un Regolamento ferreo di
conservazione mentre gli stanzoni, vecchi garage a Palazzo Rotilio,
dove hanno fatto di tutto per portare i fitti a quell’imprenditore, presi, dissero, anche per gli archivi, restano vuoti da anni.
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- Maggio 2015
sciano Sant'Angelo (TE), il 20 giugno e a Capitignano (AQ), il 5 luglio.
In contemporanea avranno luogo raduni di auto d'epoca a cura della
Old Motors Club d'Abruzzo.
Il 23 maggio l'orario sarà dalle ore 9 alle 12. La mostra resterà aperta al
pubblico fino al 10 luglio 2015 con i seguenti orari:
dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 16.30
venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13
Archivio di Stato di Pescara
tel. 085 4549724
[email protected]
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U r b an Fo o d
Alessandra Cococcetta
da:
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ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA
Ville dannunziane a Pescara
A Pescara, il 28 maggio 2015, a partire dalle ore 14, in piazza Primo
Maggio, l'Archivio di Stato di Pescara (via C. De Titta, 1) partecipa all'evento Urban Food con un momento di lettura interpretativa su testi
tratti dal volume di Paola Sorge A tavola con d’Annunzio, con la partecipazione degli attori Giulia Basel e Massimo Vellaccio del Florian
Metateatro.
Urban Food è realizzato dall’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera "F. De Cecco", in collaborazione con
l’Amministrazione Comunale di Pescara. Durante la manifestazione si
svolge una miriade di avvenimenti all’insegna dell’enogastronomia e
della tipicità e autenticità dei prodotti del territorio, in perfetta sintonia,
quindi, con i temi dell’Expo di Milano.
Si prevede la presentazione di libri, momenti artistici e musicali, minicorsi legati all’agroalimentare (vino, olio, ortaggi e conserve), oltre a gustosi cibi preparati dagli insegnanti e dagli studenti dell’IPSSAR.
Archivio di Stato di Pescara
tel. 085 4549724
[email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO
L’ora di storia? Andiamo in Archivio.
La questione meridionale raccontata dagli alunni della III E
del Liceo Classico P. Colletta di Avellino
L’Archivio di Stato di Avellino presenta venerdì 15 maggio 2015, dalle
ore 16.30 alle ore 19.00, in via Verdi, presso la sua sede nel complesso
monumentale dell’ex Carcere Borbonico, il laboratorio didattico L’ora di
storia? Andiamo in Archivio. La questione meridionale raccontata
dagli alunni della III E del Liceo Classico P. Colletta di Avellino.
Nell'ambito dell’attività del Servizio Didattica dell’Archivio, gli allievi - coordinati dall'insegnante prof.ssa Marilella Manzo con il supporto dell’archivista di stato Marisa Bellucci - durante il corrente anno scolastico
hanno aderito al progetto “Leggo, conosco, scrivo”, focalizzando l’attenzione sulla Questione meridionale.
Organizzati in gruppi, gli studenti hanno effettuato la lettura e la schedatura archivistica dei documenti prescelti, organizzando criticamente i
dati raccolti in un originale dvd, articolato in moduli riguardanti temi cruciali, quali le questioni fiscali e demaniali, il brigantaggio, la vita della
classe agraria del Sud ed i contributi di insigni meridionalisti irpini.
Sabato 23 maggio 2015, a Pescara, presso la Sala espositiva (con ingresso da via Palizzi) dell'Archivio di Stato, alle ore 9, si inaugura la mostra fotografico-documentaria Percorso Liberty. Ville dannunziane a
Pescara, a cura dell’architetto Anita Boccuccia.
L'evento rientra nel progetto Expo e Territori della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Durante il periodo di esposizione sono stati organizzati tre incontri per
approfondireche in loco, attraverso visite guidate, momenti salienti delle
vicende architettoniche a Pescara con riferimenti, oltre alle Ville Liberty
a Pescara Pineta, il 6 giugno, anche a due complessi di pregio a Mo-
PROGRAMMA
Archivio di Stato di Avellino, Carcere borbonico, via Verdi 17
15 maggio 2015, ore 16,30
Saluti istituzionali
Michelina Sessa, direttore Archivio di Stato di Avellino
Claudia La Pietra, dirigente scolastico Liceo Classico P. Colletta di
Avellino
Intervengono
Marilella Manzo, docente Liceo Classico P. Colletta di Avellino
Marisa Bellucci, funzionario Archivio di Stato di Avellino
e
gli alunni della III E, Liceo Classico P. Colletta di Avellino
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- Maggio 2015
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coinvolte nell’analisi storico- geografica del territorio campano.
Per l’occasione verrà proiettato il cortometraggio inedito “L’evoluzione
urbana di Avellino dalle origini ai tempi d’oggi” a cura del dott. Armando Montefusco, con il prof. Geppino Del Sorbo e la giomalista Roberta Giordano.
PROGRAMMA
Archivio di Stato di Avellino, Carcere borbonico, via Verdi 17
21 maggio 2015
Ore 16.30 visita guidata al complesso monumentale dell’ex” Carcere
Borbonico”, restaurato e adattato a cittadella della cultura
Ore 17.00 visione del cortometraggio “Evoluzione urbana di Avellino
dalle origini ai tempi d’oggi”.
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ARCHIVIO DI STATO DI BENEVENTO
La difficile ricerca della libertà
Venerdì 29 e sabato 30 maggio 2015, nella sala storica Biblioteca Pacca
dell’Archivio di Stato di Benevento, si tiene l'evento che segna la conclusione del progetto Ricerca delle fonti tra siti “autorevoli” e documenti
d’archivio, realizzato dagli studenti delle classi III A e III B del Liceo
Scientifico “Galilei”, con il coordinamento scientifico dell’Archivio di Stato
di Benevento.
Redattore: AMALIA DELLA SALA
Informazioni Evento:
15 maggio 2015
Avellino, Archivio di Stato
Orario: 16.30-19.00
Telefono: 0825779111 - Fax: 0825779516
E-mail: [email protected] [email protected]
Sito web: http://www.asavellino.beniculturali.it
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Quando” e “dove”: la memoria e il territorio
Michelina Sessa
Il giorno 21 maggio 2015 alle ore 16.30, presso la sede dell’Archivio di
Stato di Avellino nel complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico, si svolgerà un incontro con la sezione Campania dell’AIIG- Associazione Italiana Insegnanti di Geografia dal titolo “Quando” e “dove”:
la memoria e il territorio, dedicato alle tematiche ed alle metodologie
Grazie a una specifica convenzione tra i due Istituti gli studenti, guidati
dalla professoressa Mariagrazia Cotugno, dopo alcuni incontri introduttivi in Archivio, hanno approfondito uno studio dal titolo La difficile ricerca della libertà. Violenza di famiglia, violenza di società e violenza di
Stato nei documenti dell’Archivio di Stato di Benevento. Gli studenti saranno protagonisti, attraverso l’esposizione delle relazioni, la proiezione
di video e la lettura di brani degli argomenti relativi alla ricerca: gli omicidi
di prossimità, la difficile selezione dei podestà, la prostituzione, i confinati politici e l’internamento a Benevento tra il 1900 e 1945.
I funzionari dell’Archivio, quindi, hanno operato una prima selezione
della documentazione da proporre, fornendo assistenza e consulenza
nella consultazione.
L’Archivio di Stato di Benevento ha operato da tempo la scelta di promuovere la diffusione della conoscenza della documentazione conservata anche tra gli studenti, facilitando il contatto diretto con le fonti
archivistiche. È convinzione dell’Archivio, infatti, che il contatto diretto
con le fonti faciliti la formazione di una metodologia di ricerca e la maturazione di una sensibilità culturale, che possa produrre conoscenza
filologicamente certa e diventare valore e metodo scientifico-professionale, oltre che civile.
All’incontro di sabato 30 maggio, alle ore 10, sarà presente la professoressa Silvana Abeasis, che visse come protagonista l’internamento durante la Seconda Guerra mondiale a Benevento, tra il 1942 e il 1943.
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Introdurranno e concluderanno il Direttore dell’Archivio di Stato, Valeria
Taddeo, e il Dirigente scolastico dell’I.I.S. “Galilei-Vetrone”, Grazia Pedicini.
Archivio di Stato di Benevento
tel. 0824 21513
[email protected]
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- Maggio 2015
I GRECI IN CAMPANIA:
500 ANNI DI STORIA
Venerdì 5 giugno 2015 alle ore 10.00, presso la sala Filangieri
dell'Archivio di Stato di Napoli sarà inaugurata la mostra
documentaria, iconografica e bibliografica I GRECI IN CAMPANIA:
500 ANNI DI STORIA, curata da Jannis Korinthios.
ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI
Prendi un ben fatto remo e in via ti metti
Mercoledì 20 maggio 2015, alle ore 16.30, nella Sala Catasti dell’Archivio di Stato di Napoli, si inaugura la mostra di Augusto Massa Prendi
un ben fatto remo e in via ti metti…, promossa dall’Associazione Culturale “Levania rivista di poesia”.
Al centro dell’iniziativa il tema del viaggio che dal verso dell’Odissea,
che dà titolo alla mostra, si dipana nelle opere dell’artista e nei versi dei
poeti.
Foreste di “remi dipinti”, piccole sculture, ma soprattutto ipiccolibroggetto
attraverso i quali si propone un percorso di ricerca che, esplorando il
contemporaneo, ritrova l’antico e l’unicità tipica dei documenti custoditi
dall’Archivio o del libro realizzato completamente a mano. I piccolibroggetto sono infatti costruiti interamente dall’artista che utilizza cartone e
carta su cui interviene poi dipingendo e riscrivendo versi di poeti della
cui collaborazione si avvale. I versi tradotti in figura e colore sono quelli
dei poeti Cinzia Caputo, Floriana Coppola, Marco De Gemmis, Marisa
Papa Ruggiero, Enzo Rega, Angela Schiavone. I versi di Gabriele Frasca sostanziano invece una nuova collana che sarà presentata durante
l’inaugurazione e che vede la collaborazione tra Augusto Massa ed altri
artisti come Francesco Alessio, Gerardo Di Fiore, Gabriele Castaldo e
Giuseppe Pirozzi.
La parola poetica, la lettura curata da Paola Nasti e la fisarmonica di
Generoso Veglione scandiranno le tappe del viaggio preceduto dagli interventi di Imma Ascione (direttore dell’Archivio di Stato), Eugenio Lucrezi ed Enza Silvestrini (“Levania rivista di poesia”), Gabriele Frasca
(presidente Fondazione Premio Napoli) e Sergio Brancato (sociologo
presso la Federico II di Napoli).
Ed ancora tredici giovani poeti (Flavia Balsamo, Martina Belmonte, Lorenza Carannante, Mary Rose Crispino, Luca Di Bernardo, Emmanuel
Di Tommaso, Margherita Foresti, Melania Panico, Antonio Perrone, Lorenzo Pradel, Anna Ruotolo, Giordano Saulino, Fabrizio Maria Spinelli)
daranno vita ad un’azione poetica che muove da lontano.
In circa un mese, con la cura dell’associazione Levania, i poeti hanno
costruito un testo collettivo: a partire da un inizio dato (il verso omerico
ed altri quattro scritti da Levania) ciascun poeta, come in un gioco dal
sapore surrealista, ha aggiunto tre versi collegandosi a quelli precedenti.
Un’ideale catena di versi che preannuncia e, nel contempo, completa il
viaggio.
La mostra sarà visitabile dal 21 maggio al 6 giugno 2015 (lunedì e giovedì 9.30 -11.30 e sabato su prenotazione: tel. 0815638256, [email protected]).
La locandina
Archivio di Stato di Napoli
tel. 081 5638111
[email protected]
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Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore di Napoli, si propone per la prima volta la storia moderna dei Greci di Napoli e della
Campania, grazie ad una piena e proficua sinergia tra l’Archivio di Stato
di Napoli, la Comunità Ellenica di Napoli e Campania, la Federazione
delle Comunità e Confraternite Elleniche d’Italia e l’Archivio Privato Typaldos.
Questa Mostra è il primo evento sinergico di una serie di manifestazioni
che sono già state programmate lungo il prossimo triennio per celebrare
la presenza dei Greci dal ‘500 ad oggi.
L’evento offre un contributo sostanzialmente inedito sulla diaspora dei
Greci. Si è privilegiato un allestimento che promuovesse la cultura condivisa e il rispetto della memoria storica cittadina.
La narrazione della storia della comunità prende le mosse proprio dalla
costruzione della chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo nel 1518 da
parte di Tommaso Asan Paleologo.
Si dilunga poi sull’esodo in Occidente delle popolazioni del Levante, in
un periodo di grave pericolo per la sopravvivenza dell’Ellenismo e delle
popolazioni del cristianesimo orientale, dopo la caduta di Costantinopoli
e l’espansione ottomana.
L’arrivo in Italia della magna graecorum multitudo favorì la nascita di numerose comunità diasporiche, che diffusero la cultura greca e favorirono
altresì gli scambi -non solo culturali- tra l’Occidente e il Levante cristiano.
La diaspora dei Greci è un nodo imprescindibile per rileggere non solo
la storia dell’Ellenismo moderno e la storia stessa dell’Europa, ma anche
la storia economica, demografica e culturale delle città, dei paesi e delle
regioni che accolsero numerosi flussi migratori in tempi diversi, sempre
regolati da un sistema di capitolazioni e concessioni privilegiate con il
riconoscimento delle comunità come minoranze nazionali e religiose
protette.
Documenti mai esposti finora raccontano la storia dei Greci di Napoli,
fin dalla costituzione della fratria dei nazionali Greci nel 1536, due anni
dopo l’arrivo dei coronei evacuati da Carlo V dal Peloponneso.
Si espongono riproduzioni fotografiche dei codici portati dai Greci durante il XVI sec., per gentile concessione della Biblioteca Nazionale di
Napoli/Settore Manoscritti.
Si narrano in seguito alcune pagine della diaspora ellenica di Napoli,
una diaspora dinamica e fiorente, che riuscì a integrarsi nel cuore stesso
della capitale del regno vicereale.
Ampio spazio è dedicato al pittore Belisario Corenzio, Il Greco di Napoli,
priore del sodalizio nazionale, grazie all’esposizione di importanti documenti notarili e alle riproduzioni fotografiche di alcune sue opere firmate
da Luciano Pedicini e pubblicate nella monografia di Panagiotis Ioannou, Belisario Corenzio. La vita e la sua opera (in greco), ed. Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia e Istituto di Studi
Mediterranei (Grecia), 2011.
In mostra si espone anche il primo statuto notarile della chiesa e confraternita dei nazionali greci in Napoli del 1593.
La narrazione si sofferma poi su alcuni personaggi illustri, che presero
parte attivamente alla vita comunitaria e cittadina e ad iniziative per il risorgimento della Grecia.
Una sezione è dedicata al reggimento Real Macedone fondato dai Borbone nel 1739, arruolando Greci d’Epiro, della Macedonia, della Morea
e delle Isole Ionie. In seguito si narra il ruolo dei Greci di Napoli e dei liberali italiani al risorgimento della Grecia. Un pannello è dedicato alla
guerra greco-turca del 1897 e al comitato Pro Candia costituito a Napoli
alla fine dell’800 per sostenere l’autodeterminazione di Creta. Un altro
presenta la figura di Costantino Triantafillis, docente pioniere della prima
cattedra universitaria di lingua e letteratura neogreca.
Uno spazio importante è dedicato chiaramente all’importante famiglia
Typaldos durante gli ultimi 150 anni.
In mostra sono inoltre esposte alcune piantine che mostrano il vico de’Greci nel corso dei secoli con alcuni riferimenti su vicende toponomastiche, nonché molte testimonianze della vita della comunità dopo l’Unità
d’Italia, attraverso fotografie, cimeli, icone, stampe, oggetti e documenti
d’epoca.
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- Maggio 2015
Un settore concerne l’incendio di Salonicco del 1917, evento che ha
provocato la partenza di molti molti ebrei salonichiotti che hanno scelto
Napoli come nuova patria.
Il capitolo del fascismo e delle leggi di guerra è trattato per la prima volta
in assoluto in una sezione dove si è scelto di narrare la vicenda dei Greci
e degli ebrei Greci di Napoli nel periodo 1940-1945, offrendo alcune inedite testimonianze sui campi di internamento e sul loro rientro a Napoli
dopo la fine della guerra per il recupero delle proprietà sequestrate in
quanto beni nemici.
In chiusura si espongono alcuni documenti sul governo ellenico in esilio
a Cava de’Tirreni nell’autunno del 1944, pannelli fotografici sugli espatriati Greci del Dodecaneso in Italia e sulla missione nel 1948 di Spiridione Marinatos per il recupero delle antichità trafugate durante la
guerra.
La rinascita nel dopoguerra è infine documentata con la vicenda della
chiesa dei SS. Pietro e Paolo sfuggita miracolosamente ad una progettata demolizione, essendo l’unico edificio rimasto in piedi dell’antico
rione dei Guantai, pur soffocato da altissimi palazzi, mentre prima costituiva una delle più elevate quote altimetriche.
All'inaugurazione interverranno, Imma Ascione, direttrice dell'Archivio
di Stato di Napoli, Michael Kokkinos, direttore generale del Segretariato Generale per i Greci all’Estero del Ministero degli Esteri della Repubblica Ellenica, Alexandros Tomasos, console onorario di Grecia,
Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Marco Galdi, presidente della Società Filellenica Italiana, Elsa Evangelista, direttore del conservatorio San Pietro
a Majella, Pier luigi Campagnano, presidente della Comunità Ebraica
di Napoli, Paul Kyprianou, presidente della Comunità Ellenica di Napoli
e Campania e Jannis Korinthios, che presenterà la mostra, insieme
con Sotiris Papadimitriou.
La mostra sarà aperta dal 5 giugno al 30 settembre il lunedì e il giovedì
alle 9.30 e alle 11.30 con ingresso gratuito.
Visite guidate alla mostra su prenotazione: tel. 0815638256 e-mail: [email protected]
Il comitato organizzativo della Mostra è diretto da Jannis Korinthios,
Rossana Spadaccini, Paul Kyprianou e Sotiris Papadimitriou con la collaborazione di Giovanna Caridei, Maria Maiorano, Giuseppina Raimo,
Giuliana Ricciardi e Ferdinando Salemme.
L’allestimento della mostra è firmato da Sotiris Papadimitriou.
La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero Italiano dei Beni
Culturali, del Ministero Ellenico degli Affari Esteri, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Central Union of Municipalities and
Communities of Greece, della Società Filellenica Italiana, della Foundation for Research and Technology - Hellas (FORTH) Institute for Mediterranean Studies, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del
Conservatorio San Pietro a Majella, della Comunità Ebraica di Napoli,
del Comune di Pylos/Nestor, della Maniatakeion Foundation e dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Napoli e con il sostegno del Console
Onorario di Grecia a Napoli Alexandros Tomasos, di Nicola Barkas e
della Fondazione ODCEC di Napoli.
Gli organizzatori ringraziano la famiglia Typaldos per il prezioso contributo offerto per l’allestimento di questa Mostra.
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Mediterraneo: fotografie tra terre e mare
a Napoli tra cibi, culture e attualità
I percorsi espositivi organizzati quest'anno da "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" coinvolgono a Napoli l'Accademia di Belle Arti,
l'Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.
All'Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con il Biennio di
Specializzazione di Fotografia, dall'11 giugno i registi e fotografi Francesco Cabras e Alberto Molinari presentano i lavori sul Mediterraneo
realizzati attraverso video d'arte dove la fotografia ha una componente
essenziale. Tra questi il cortometraggio ‘There she Blows’, prodotto da
Greenpeace e Ganga Film, è una parabola poetica sull’amore per il
mare, la piccola pesca artigianale e l’arte. Il progetto nasce infatti da
un’idea del pittore Massimo Catalani che con il pescatore Paolo Fanciulli
interpreta gli altri personaggi. Il cortometraggio concorre al ‘Foodies
Challenge 2015’ che si svolge all'Expò di Milano dove verrà premiato il
video che contiene la miglior ricetta realizzata da uno chef e da un artista.
Ad accompagnarli la giornalista e fotografa Silvana Grippi con "Donne
e culture".
"Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" nell'edizione 2015 ha raccolto
attraverso un bando pubblico una serie di progetti fotografici dedicati ai
temi del rapporto tra cibo, cultura e mercati. La giuria composta da
Beppe Bolchi, Clelia Belgrado e Aniello Barone ha selezionato un numero di fotografi alcuni dei quali, Francesco Fratta, Gianluca Capri,
Linda de' Nobili, Luigia Bersani e Sandro Lombardo, in mostra all'Archivio di Stato di Napoli dall'11 giugno.
Il dialogo intergenerazionale e quello interdisciplinare in questo progetto
espositivo si intrecciano amalgamando in un tutt'uno, che crea domande
e pone dubbi, l'intero percorso espositivo. Generi e linguaggi dialogano
e si confrontano per una fotografia sempre più vicina al fattore "umano",
alla persona e alla sua socialità come valore essenziale.
In quest'ottica sono state realizzate le esposizioni-proiezioni, a cura di
Patrizia Varone, nelle sedi dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e nella
sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. In quest'ultima alla
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Sala Leopardi, Cristina Mastrandrea, Michela Fabbrocino e Zoe Vincenti
il 30 giugno alle ore 12, apriranno una finestra sull'attualità, unica nell'edizione del 2015 di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", puntando gli sguardi da donne sulle donne.
Anche quest'anno dunque "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare"
presenta questo territorio di mediazione qual è ed è sempre stato il Mediterraneo. Area dove si è realizzato fin dall'antichità un laboratorio di
intrecci culturali ed artistici, che ha prodotto e suggerito linee di sviluppo
singolari tanto quanto motivi di attrito elevandola a "sperimentale" luogo
di relazioni dove le culture e le arti si confrontano, si modificano e si
contaminano. Un ulteriore modo per soffermarsi su argomenti che
aprono dialoghi sul "media" fotografia e sulla sua contemporaneità. Riflessioni che inducono altrettante elaborazioni su memoria, documento,
sguardo e curiosità sul mondo.
L'inaugurazione dell'esposizione e la presentazione di "Mediterraneo:
fotografie tra terre e mare" si terrà nell'Aula Magna dell'Accademia di
Belle Arti di Napoli giovedì 11 giugno alle ore 12. Saranno presenti, oltre
alla curatrice Patrizia Varone, il Direttore dell'Accademia Giuseppe
Gaeta, la Direttrice dell'Archivio di Stato Imma Ascione, la Direttrice
della Biblioteca Nazionale Vera Valitutto.
Il calendario e gli orari delle esposizioni sono reperibili ed in distribuzione
presso l'Accademia di Belle Arti, l'Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale, oltreché consultabili su www.mediterraneofotografia.eu/web/
La manifestazione "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", è organizzata e promossa da "Lo Cunto" Associazione di Promozione Sociale,
senza scopo di lucro, ed ha il Patrocinio della Commissione Europea,
dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, di UniMed, Unione delle Università
del Mediterraneo, di Issm-Cnr, Istituto per gli Studi delle Società del Mediterraneo-Cnr.
Informazioni
“Mediterraneo: fotografie tra terre e mare": edizione 2015
Napoli
"Lo Cunto" Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro
Accademia di Belle Arti di Napoli, Archivio di Stato, Biblioteca Nazionale
di Napoli Vittorio Emanuele III, Commissione Europea; Ordine Nazionale dei Giornalisti; Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo;
Issm-Cnr, Istituto per gli Studi delle Società del Mediterraneo.
DEApress; ArtsLife Patrizia Varone, Aniello Barone
11 giugno - 18 luglio 2015
sedi: Accademia di Belle Arti di Napoli: dall'11 al 27 giugno
Via Bellini, 36 dal martedì al sabato dalle ore 10,30 alle ore 13.
Archivio di Stato di Napoli: dall'11 giugno al 3 luglio
Piazzetta Grande Archivio, 5
il lunedì e il giovedì alle ore 9,30 e alle ore 11,30.
Gruppi su prenotazioni: tel. 0815638256
email: [email protected]
Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli: dal 30 giugno al 18
luglio, Piazza del Plebiscito, 1
dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle ore 18.
www.mediterraneofotografia.eu/web/
Ufficio Stampa Mediterraneo Fotografie
[email protected]
Patrizia Varone - cell. 3275807138 - [email protected]
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ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO
"1915 Ri-Vivere la guerra":
una mostra all'Archivio di Stato di Salerno
di Maria Teresa Schiavino
Come raccontare il livello "locale" della Prima Guerra Mondiale, per una
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città che sembra non averla vissuta, perché troppo lontana dal fronte,
dalle trincee, dagli scoppi delle granate? La documentazione archivistica
viene in aiuto di questa esigenza, rivelando in che misura ogni città della
penisola sia stata investita dal tragico evento e ne abbia patito le conseguenze.
DATA NEWS
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- Maggio 2015
giornali. Si ricostruisce la storia di un soldato, fatta di memorie private.
Ma, accanto, ci sono le lettere di supplica rivolte soprattutto alla regina
Elena da parte di donne i cui uomini - mariti, fratelli, figli - sono partiti
alla guerra.
Alcuni documenti della Prefettura documentano la difficoltà di portare
avanti il lavoro dei campi da parte di piccole comunità rurali decimate
dall'emigrazione e dalla guerra; richieste di sussidi da parte di altre famiglie danno la misura delle grandi difficoltà affrontate da chi è rimasto
a combattere sul fronte interno. Una sezione a parte riguarda la Massoneria, di cui autorevole rappresentante fu un antico direttore dell'Archivio di Stato di Salerno, che ha lasciato il proprio archivio da cui è
possibile ricostruire la posizione della massoneria nei confronti dell'intervento.
La sezione "In fuga dalla guerra" riaccoglie documenti riguardanti coloro che nel conflitto non volle nemmeno entrarci, a costo di farsi passare per matto, o addirittura di morire. La cultura del tempo è
rappresentata da una serie di libri del 1915 e dintorni.
La mostra è organizzata nell'ambito di una serie di iniziative promosse
dal Comitato scientifico locale, voluto dall'amministrazione Comunale,
composto da: Archivio di Stato di Salerno, Archivio Storico Diocesano,
Comune di Salerno, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano-Sezione di Salerno, MIUR-URS Campania UAT Salerno, OGEPO, Provincia di Salerno, Società Salernitana di Storia Patria, Soprintendenza
Archivistica della Calabria e della Campania, Università degli Studi di
Salerno; la ricerca è stata condotta da Renato Dentoni Litta, Eugenia
Granito, Maria Teresa Schiavino e Anna Sole per l'Archivio di Stato
di Salerno; Lucia Napoli, Maria Manzo, Stella Nunziante Cesàro e
Antonio Iemma per l'Archivio Comunale; Wilma Leone per la Biblioteca Provinciale.
Nel corso dell'inaugurazione è stato presentato un video/documentario
dal titolo “La Grande Storia del Capitano Gerbaldi” a cura dell'Associazione DAVI.Co.N, realizzato grazie alla documentazione messa a disposizione degli eredi di Geraldo Gerbaldi. La mostra sarà aperta fino
alla fine di maggio 2016 dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 18,30 e il
sabato dalle 8,00 alle 13,00.
Da:
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SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA
PER LA SICILIA
I LUOGHI DEL CIBO. PALERMO,
SECC. XIX-XX
La motivazione della mostra "L'Italia in guerra", in corso, appena inaugurata, il 23 maggio 2015, presso l'Archivio di Stato di Salerno, è quella
di portare alla luce il doppio livello, locale e globale, del primo grande
conflitto del '900. Mettendo insieme materiali provenienti dall'Archivio
di Stato, dall'Archivio storico del comune e dalla Biblioteca Provinciale
di Salerno, oltre che da archivi privati, si è riusciti a ricostruire i primi
momenti dell'entrata in guerra dell'Italia, così come furono vissuti dai cittadini della nostra provincia.
I documenti - sopratutto carte della Prefettura, corrispondenze fra sindaci e prefetti, ordinanze e manifesti comunali - si dipanano in un lungo
e complesso racconto, diviso in due grandi corpi: "La mobilitazione" e
"I Salernitani al fronte".
La mobilitazione inizia con i telegrammi di convocazione del Parlamento
per la ratificazione del Patto di Londra. Segue la documentazione con
cui Sindaci e Prefetti comunicano l'entusiasmo e gli auspici per la guerra
appena iniziata, e, subito dopo, gli innumerevoli ordini di mobilitazione.
La provincia è tutta tesa allo sforzo bellico: dalle partenze dei primi contingenti di truppe dalla stazione di Salerno alla requisizione delle scuole
per gi alloggiamenti militari, fino al censimento degli animali, cavalli e
bovini, e dei mezzi di trasporto. Si adottano misure eccezionali per la
protezione delle coste e delle ferrovie. Come nei tempi antichi, in caso
di attacchi sarebbe stato il campanone del Duomo ad avvisare i cittadini
di Salerno dell'incombente pericolo.
La popolazione civile è mobilitata nella raccolta di generi di prima necessità per le truppe, e per la prima volta, “fare la calza” assurge a dignità nazionale, con la necessità di produrre in grandi quantità maglie,
calze, guanti e sciarpe per i soldati. Nascono comitati cittadini, e si cerca
di affidare la lavorazione della lana alle famiglie in cui ci siano soldati
partiti al fronte, per offrire loro un sostegno economico.
Le carte che riguardano il Prestito Nazionale di Guerra portano alla luce
il lato più nascosto degli interessi economici che si nascondono sotto lo
sventolare delle bandiere.
Anche la censura sulla stampa e sulle comunicazioni rivela i suoi effetti
a livello locale, col ferreo controllo sui pochi giornali di provincia e con
le pagine bianche al posto degli articoli censurati. La sezione sulla mobilitazione si conclude con l'arrivo, in provincia di Salerno, dei primi prigionieri per cui saranno allestiti dei campi, soprattutto nel lontano Vallo
di Diano, a Padula.
La sezione "Salernitani al fronte" si serve per buona parte di corrispondenze private, lettere e cartoline spedite dalla zona di guerra ai familiari rimasti a casa, ma anche di corrispondenze pubblicate sui
V Giornata nazionale degli archivi di architettura
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on line
- Maggio 2015
13
La Soprintendenza Archivistica della Sicilia - Archivio di Stato di Palermo
e l’Archivio storico comunale di Palermo aderiscono alla V Giornata nazionale degli archivi di architettura, con l’allestimento di una mostra di
progetti e documenti provenienti dallo stesso Archivio storico comunale
e dall'Archivio privato della famiglia Damiani- Mancinelli Fundarò.
Sono esposti progetti di“Offelerie”(pasticcerie), Caffè e Chioschetti, una
sorta di botteghe“ all'aperto”, dove, grazie al clima mite, ci si ritrovava e
si gustavano bibite, gelati, liquori e altre prelibatezze della tradizione siciliana.
Una sezione della mostra è dedicata ai progetti di tre mercati a firma
dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, il progettista del teatro “Politeama”. Soltanto due furono realizzati, quello ubicato a piazzetta degli
Aragonesi e l’altro “del pesce” presso Porta S. Giorgio, l'attuale piazza
XIII Vittime. Oggi rimangono solo le rovine del primo, vicino il Teatro
Massimo, mentre il secondo andò totalmente distrutto da un incendio.
Si può apprezzare anche il progetto di Ernesto Basile, il massimo rappresentante del Liberty a Palermo, del Caffè del Teatro Massimo che
rappresentava sicuramente un luogo simbolo della cultura del Novecento, costituendo negli anni Venti centro di incontri e di svago della
buona società della Belle Epoque, sede del circolo della stampa sino a
vent'anni fa e che di recente è stato restituito alla fruizione.
Durata della mostra: 28 maggio - 7 giugno 2015
Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.00-13.00 / 15.00-17.00; sabato
9.00-13.00
Martedì 2 giugno chiuso
Luogo: Soprintendenza Archivistica della Sicilia-Archivio di Stato di Palermo
Sede Catena Via Vittorio Emanuele 31 Palermo
Telefono: 091 2510628/322079
E-mail: [email protected]/ [email protected]
Sito web: http://www.archiviodistatodipalermo.it/
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ARCHIVIO DI STATO DI ORISTANO
La provincia di Oristano e le due guerre
Giovedì 28 maggio 2015, alle ore 11, a Oristano, presso l'Archivio di
Stato (piazza Ungheria, 9), nell'ambito delle iniziative organizzate per il
Centenario della Grande Guerra, si tiene la presentazione del progetto
di digitalizzazione dei Ruoli matricolari: registri di grande formato che
venivano compilati dal Distretto militare per classi di età, al momento
dell’arruolamento. Di ogni militare venivano riportati i dati anagrafici, paternità e maternità, i caratteri somatici, il grado di alfabetizzazione e tutte
le informazioni relative alla vita militare tra cui, oltre alla data di arruolamento, il corpo, la carriera, le campagne militari e le onorificenze.
Tutte queste informazioni sono da oggi accessibili attraverso una pagina
dedicata, all'interno del sito dell'Archivio.
Archivio di Stato di Oristano
tel. 0783 310530
[email protected]
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Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 1/2015
N O R M AT I V E T E C N I C O - P RO F E S S I O NA L I
& I N T E RV E N T I P U B B L I C I
a cura di Mauro Ceci - RSPP
Sanatorie edilizie in aree vincolate, il
potere di controllo della
Soprintendenza
Il Consiglio di Stato fa il punto sull'annullamento delle
autorizzazioni paesaggistiche da parte dei Comuni.
Con la sentenza del 4.5.2015, n. 2215 il Consiglio di Stato precisa come
il potere di controllo che spetta alle Soprintendenze sulle autorizzazioni
paesaggistiche rilasciate dai Comuni in sede di sanatoria edilizia in aree
vincolate, non sia affatto un controllo formale, ma vera e propria attiva
cogestione del vincolo, funzionale – osserva correttamente il Giudice
amministrativo - all'“estrema difesa” dello stesso; conseguentemente
l’annullamento dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune
può derivare dal riscontro di qualsiasi vizio di legittimità.
Nel caso di specie, si è trattato di un’opera collocata nella fascia dei trecento metri dal mare, fascia nella quale la legge regionale della Puglia
31 maggio 1980, n. 56 vieta, all’art. 51 lett. f) salvo quant'altro disposto
da leggi statali e regionali….sino all' entrata in vigore dei piani territoriali…qualsiasi opera di edificazione.
In tali casi, sottolinea il Consiglio di Stato, la possibilità di sanare l’opera
abusiva è esclusa in radice, posto che la norma regionale introduce un
divieto assoluto, ancorché temporaneo, di edificazione entro la fascia
costiera, al quale si aggancia con immediatezza la misura sanzionatoria
prevista dal legislatore statale, e cioè l'impossibilità di sanatoria dell'abuso, senza eccezioni, limiti o condizionamenti, anche in applicazione
dell’art. 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
Sentenza interessante non solo in punto di diritto, ma anche perché lascia trasparire, e non poco, l’assoluta necessità, condivisa dal pensiero
comune, di preservare “strenuamente” il bene pubblico per eccellenza:
il paesaggio italiano.
Paolo Pittori
(19 maggio 2015)
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Appalti e contratti: chi può rilasciare le
garanzie fideiussorie a corredo
dell’offerta?
Appalti e contratti, l’Anac spiega che gli organismi che possono rila-
sciare garanzie fideiussorie sono le banche, le assicurazioni e gli intermediari presenti negli elenchi della Banca d’Italia
Dopo una serie di segnalazioni pervenute su garanzie fideiussorie rilasciate da soggetti non autorizzati, l’Anac ha pubblicato il Comunicato
del 1° luglio 2015, in cui spiegato che, in base all’articolo 75 del Codice
Appalti, la garanzia fideiussoria può essere bancaria, assicurativa o rilasciata da soggetti iscritti nell’albo degli intermediari, previsto dal Testo
Unico Bancario, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile.
Dal momento che l’Albo unico degli intermediari non è stato ancora istituito e che dal 12 maggio 2015 ha preso avvio il regime transitorio di
dodici mesi, fino al 12 maggio 2016 gli intermediari abilitati al rilascio
delle garanzie previste dal Codice dei Contratti, sono soltanto quelli
iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del Testo unico bancario.
In particolare, si tratta di società per azioni con sede legale e direzione
generale in Italia e con un capitale determinato dalla Banca d’Italia in
relazione al tipo di attività.
Le Stazioni Appaltanti dovranno quindi verificare che le garanzie a corredo dell’offerta siano rilasciate da soggetti preventivamente autorizzati
e inseriti negli elenchi della Banca d’Italia.
La Banca d’Italia ha messo a disposizione anche un elenco dei soggetti
non autorizzati.
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Dalla formazione dei lavoratori ai locali
interrati: ecco le risposte su POS, PSC e
valutazione dei rischi
Ecco le nuove risposte a una serie di questi su valutazione dei rischi,
POS per imprese familiari, formazione dei lavoratori,locali interrati. I
nuovi interpelli 2015
La Commissione interpelli, prevista dal D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sicurezza), ha la funzione di dare delucidazioni in merito alla corretta applicazione della normativa in tema di salute e sicurezza del lavoro.
Le indicazioni fornite dalla Commissione costituiscono dei criteri interpretativi e direttivi per l’esercizio delle attività di vigilanza.
Interpelli sicurezza sul lavoro, i 5 nuovi interpelli di giugno 2015
Il 25 giugno 2015 il Ministero del Lavoro ha pubblicato 5 nuovi interpelli,
a seguito di istanza dei soggetti autorizzati, che mirano a chiarire alcuni
dubbi interpretativi emersi in materia di salute e sicurezza del lavoro.
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Notizie dal...
Istanza: criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione,
integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare
Destinatario: Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori
della Sicurezza (Federcoordinatori)
Il quesito riguarda la corretta interpretazione del decreto interministeriale
del 4 marzo 2013 inerente criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di
traffico veicolare.
In particolare viene chiesto come può rientrare la figura del coordinatore
per la sicurezza (citato nell’art. 100 del D.Lgs. 81/2008 quale redattore
del PSC, ma mai nel decreto del 4 marzo 2013) e quali, eventualmente,
i suoi compiti.
In risposta, il Ministero chiarisce che il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), di competenza del coordinatore per la sicurezza, deve
contenere “l’analisi degli elementi essenziali di cui all’allegato XV.2, in
relazione: […] all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano
rischi per il cantiere, con particolare attenzione ai lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante” (allegato
XV del D.Lgs. 81/2008).
Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 2/2015
Istanza: criteri di qualificazione del docente formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Destinatario: Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Il secondo interpello riguarda la richiesta di chiarimenti in merito ai requisiti che devono possedere i docenti dei corsi di formazione.
In particolare, viene chiesto se il docente in materia di salute e sicurezza
può svolgere il ruolo di formatore per ognuna delle 3 aree tematiche
previste, ossia:
1. area normativa/giuridica/organizzativa
2. area rischi tecnici/igienico-sanitari
3. area relazioni/comunicazioni
La Commissione chiarisce che il docente potrà assumere il ruolo di docente nei corsi di formazione per datore di lavoro, che intenda svolgere
i compiti di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, per
lavoratori, dirigenti, a condizione che attesti di essere in possesso dei
criteri di cui al Decreto 6 marzo 2013, per ciascuna delle aree tematiche.
Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 3/2015
Istanza: applicazione dell’art. 96 del d.lgs. n. 81/2008 alle imprese familiari
Destinatario: Federazione Nazionale UGL Sanità
Con l’interpello 3/2015 viene chiesto se le imprese familiari che operano
nei cantieri temporanei e mobili devonoredigere il POS (Piano Operativo
Sicurezza).
on line
- Maggio 2015
Il Ministero del Lavoro ha chiarito che, in base all’art. 96 del Testo unico
per la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), ilPOS deve essere redatto
dai datori di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici anche se nel
cantiere opera un’unica impresa e anche se questa è a conduzione familiare o conta meno di dieci addetti.
Inoltre il POS deve riportare tutti i punti previsti dall’Allegato XV, ad
esclusione degli obblighi che non si applicano alle imprese familiari
(esempio: le imprese familiari non devono indicare la figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione né i nominativi degli addetti al primo soccorso).
Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 4/2015
Istanza: formazione e valutazione dei rischi per singole mansioni ricomprese tra le attività di una medesima figura professionale
Destinatario: Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE)
L’ANCE ha avanzato istanza di interpello per conoscere la corretta interpretazione circa la corretta valutazione dei rischi nel caso in cui un
lavoratore sia chiamato a svolgere compiti che richiedono una specifica
formazione.
La Commissione evidenzia che la valutazione redatta dal datore di lavoro deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori ed il relativo documento deve essere redatto in modo da essere
idoneo strumento per la pianificazione e prevenzione degli interventi
aziendali.
Per quanto riguarda la formazione, chiarisce che deve essere correlata
alla valutazione dei rischi e deve essere periodicamente rivista in relazione all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi. Pertanto, i contenuti
e la durata della formazione specifica, costituiscono un percorso minimo
che il datore di lavoro dovrà valutare se sufficiente e da integrare tenendo conto sia di nuove normative che di quanto emerso dalla valutazione dei rischi.
Interpelli sicurezza sul lavoro, interpello 5/2015
Istanza: interpretazione dell’art. 65 del d.lgs. n. 81/2008 sui locali interrati e seminterrati
Destinatario: Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Il CNI chiede se è corretta l’interpretazione dell’art. 65 del D.Lgs.
81/2008 circa la modalità di utilizzo dei locali interrati e seminterrati,
ossia se, in determinate condizioni, possono essere adibiti anche ad
altre lavorazioni.
La Commissione chiarisce che l’organo di vigilanza preposto deve provvedere a motivare congruamente il provvedimento di autorizzazione in
base a quanto imposto dalla norma; così anche eventuali limitazioni
sull’orario di lavoro devono essere concretamente motivate e correlate
alle esigenze imposte dalla norma.
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Centro Documentazione
Fortificazioni
Presidente: Conte Pietro Teofilatto
Direttore: Arch. Mauro Ceci
Sede sociale: Castello Teofilatto - 03010 TORRE CAJETANI (FR)
Sede legale: Via Ettore Arena, 19 - 00128 ROMA
e-mail [email protected]
Giornate nazionali dei Castelli dedicate alla Grande Guerra
GIO R NATE N A Z I O N A L I D E I C A S T E LLI
23-24 MAGGIO 2015
di Silvia Garbini
Le “Giornate Nazionali dei Castelli 2015” sono dedicate a “LA GRANDE
GUERRA” e inserite nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia.
Oltre alle regioni del Nord, direttamente coinvolte nel conflitto e interessate da specifiche strutture fortificate, tutte le altre regioni hanno partecipato attivamente con opere, uomini e il sacrificio di molti di essi.
In tutta Italia ci sono edifici fortificati realizzati poco prima della guerra
che in qualche modo ripetono tipologie e armamenti utilizzati sul fronte,
oltre a strutture logistiche di appoggio alle fortificazioni, come le caserme, i distretti militari e l’organizzazione per il trasporto delle truppe
ed armamenti verso il fronte. Con l’impegno delle giornate dedicate alla
Grande Guerra, tanti altri aspetti potranno dare luce nuova oltrechè un
prezioso contributo alla lettura di questo momento storico, e a tenere
sempre vivo il ricordo delle numerose vittime e del valore dei tanti “ragazzi” che vi hanno partecipato e che ora non ci sono più (nel 2008 è
scomparso l’ultimo dei Cavalieri di Vittorio Veneto) .
Il tema generale verrà svolto nel rispetto dell’autonomia delle singole
Sezioni nell’articolazione dei propri programmi per le Giornate nazionali
con conferenze, mostre, visite guidate, fra le quali quella ad una struttura specifica collegata al tema, o in assenza di questa, all’allestimento
in altro ambiente di una mostra fotografica di oggetti e di ricordi da parte
di chi conserva ancora la testimonianza di un congiunto che l’ha vissuta.
Le giornate sono il momento in cui l’Istituto Nazionale si apre all’opinione
pubblica con l’impegno di tutti i soci, con scambi, ove possibile, con le
diverse Sezioni (pur nella contemporaneità dell’evento) e con il coinvolgimento delle scuole al fine di avvicinare i giovani al mondo dei castelli
e della lunga storia che essi rappresentano.
Il poster della manifestazione è speciale, come speciale è il ricordo della
Grande Guerra, infatti pur nel rispetto della linea compositiva delle precedenti edizioni si è voluto inserire un’immagine appositamente predisposta per l’evento, grazie alla generosità di un bravissimo e noto pittore
sardo, Massimo Carta. Un acquarello dai colori pieni di vita che vogliono
rievocare le numerose morti di cui la Grande Guerra è stata causa come
possibile rinascita e pace, proprio attraverso la conoscenza, la cultura
e la storia, identificata dal castello che, in primo piano, si riconosce dal
grande portale, le finestrature e la merlatura di coronamento.
I riferimenti patriottici sono delicatamente presenti nelle velature di colore e nella convergenza delle direttrici che rappresentano la riunione
di diverse provenienze dai centri italiani verso un unico scopo, chiaramente espresso dal viso di un giovanetto con elmo, simbolo di una Italia
“giovane” (unita da appena 50 anni nel Regno di Sardegna) intorno al
quale e per il quale tanti italiani, soprattutto giovani, hanno combattuto
con sacrificio della propria vita.
DATA NEWS
on line
- Maggio 2015
Tutte le attività programmate dalle diverse Sezioni dell’Istituto Italiano
dei Castelli intorno al 23 e 24 maggio p.v. (Giornate Nazionali dei Castelli) a seconda delle disponibilità logistiche e di partecipazione dei relatori, avranno lo scopo di raccoglierci tutti nel ricordo di un passato
molto doloroso e ancora vivo in tantissime famiglie, senza dimenticare
i nostri obiettivi statutari per i quali sono fondamentali la condivisione
ed il coinvolgimento di tutti.
PROGRAMMI DELLE SEZIONI
CAMPANIA
Napoli - giovedì 21 maggio, Castel dell’Ovo, ore 17, presso la sala CAI,
presentazione del quaderno “Castel dell’Ovo – dalle origini al XX secolo”
Salerno – venerdì 22 maggio, Castello di Arechi, ore 16,30, tavola rotonda: “I castelli in provincia di Salerno: prospettive di valorizzazione”
Riardo – sabato 23 maggio, castello di Riardo, tavola rotonda: “I castelli
lungo l’antica via Latina: un itinerario di valorizzazione possibile”
Gesualdo – domenica 24 maggio, Palazzo Pisapia, tavola rotonda: “I
castelli dell’Irpinia: prospettive di valorizzazione”
Sabato 23 maggio / domenica 24 maggio – visite guidate ai castelli di
Agropoli (SA) – Castellabate (SA) – Rocca Cilento (SA) – Riardo
(CE) – Pietramelara (CE) – Baia e Latina(CE) – Calvi Risorta (CE) –
Marzano Appio (CE),Vairano Patenora CE) - Gesualdo (AV), Grottamimarda (AV), Montemiletto (AV)
Info: [email protected]
EMILIA ROMAGNA
La Sezione insieme al centenario della Prima Guerra Mondiale dedica
queste giornate al Novecentenario della morte di Matilde di Canossa
Bianello (RE): visite al castello (esterno ed interni)
Domenica 24 : ore 15.00 - ore 19.00 (18,30 ultima visita)
Rossena (RE): visite al castello (esterno ed interni)
Sabato 23 : pomeriggio ore 14.30 - ore 18,30
Domenica 24 : mattina ore 10.00 - ore 12.30 / pomeriggio ore 14.30 ore 18,30
Rossenella (RE): visite alla torre (esterno ed interno)
Sabato 23 : pomeriggio ore 14.30 - ore 18,30
Domenica 24 : mattina ore 10.00 - ore 12.30 / pomeriggio ore 14.30 ore 18,30
Museo della Grande Guerra di Bibbiano (RE): Visita guidata (collezione
privata) - Domenica 24 : ore 15.00 - ore 17.00
Info: Istituto Italiano dei Castelli Sez.ER - cell. 391.1233717 - [email protected]
Ideanatura Snc (Castello di Bianello) - cell. 338.6744818 - [email protected]
Associazione “Matilde di Canossa” (Castello di Rossena e Torre di Rossenella) - tel. 0522.878974 [email protected]
FRIULI VENEZIA GIULIA
23 maggio
Presentazione a Gorizia degli atti del Convegno organizzato dalla sezione Friuli Venezia Giulia il 20 aprile 2012 nel castello di Gorizia in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici del FVG “Paesaggi di guerra. Memoria e progetto” a cura di Alessandra Quendolo,
Istituto Italiano dei Castelli, Gaspari Editore, Udine 2014.
24 maggio: - Visita al Parco tematico della Grande Guerra di Monfal-
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cone.
Info: - [email protected]
LOMBARDIA
Bergamo: sabato 30, ore 20,30: incontro sul tema: "Le fortificazioni di
Mozzanica".
Barbara Oggionni: "Le mura di Mozzanica prima delle distruzioni ottocentesche" - Riccardo Caproni: "Ruolo e vicende del borgo fortificato
nella difesa del confine del Fosso Bergamasco" - Adriano Carpani: "Le
mura, la fossa e gli spalti: storia di una fine annunciata"
domenica 31: visite guidate al centro storico (Piazza, Torre cinquecentesca, Parrocchiale, S. Marta) e ai resti delle mura. Ogni luogo, oggetto
di visita guidata, avrà una sua guida. Orari: ore 9,30-12 - ore 15-18
Como: 23 maggio. Unitamente alle iniziative curate dai Musei Civici, la
delegazione propone le seguenti visite: ore 10,00-12.30 (forse anche di
pomeriggio, orario da precisare) visita al MuRAC e al rifugio antiaereo
della storica palazzina della Croce Rossa in Via Italia libera, recentemente musealizzato.
ore 14,00-15,30, presso il Civico Museo Archeologico in piazza Medaglie d’Oro, visite guidate alla mostra “Como e la Grande Guerra”, realizzata da Musei Civici, Liceo Statale “Giovio”, Centro Studi Filippo
Buonarroti, con il coordinamento dei prof. Ornella Zagami, Antonio Larocca e Salvo Bordonaro.
ore 16,00-16,30, visite guidate ai resti archeologici della Porta di Como
Romana in via Cesare Cantù, e alla mostra "Le mura di Como da Cesare a Napoleone", curata dalla Società Archeologica Comense e dall'Archivio di Stato.
ore 17,00 si potrà continuare il percorso storico con un giro in città lungo
le mura e le torri medievali di Como.
Cremona:
TORNATA–Fraz. ROMPREZZAGNO, domenica 3 maggio (sabato 16
e domenica 17 per gruppi e su prenotazione): visite libere ore 15,3019; visita guidata a Tornata dalle ore 15,00;
CREMONA, domenica 10 maggio ore 15,30: visita guidata e gratuita
alle mura di Crema con la Pro-loco e le guide “Il ghirlo”; domenica 13
settembre, ore 15,00: visita guidata e gratuita a Villa Edallo Labadini a
cura del Gruppo antropologico cremasco e della Pro-loco, con gli arch.
Luciano Roncai e Dado Edallo e lo storico Walter Venchiarutti.
CASTELDIDONE, sabato 16 maggio: visite guidate a Villa Mina della
Scala ogni ora dalle 15 alle 18; ore 15,30 visita animata per bambini
con merenda; domenica 17 maggio: visite guidate a Villa Mina della
Scala, alla parrocchiale e alla Cascina Mot ogni ora dalle 10 alle 18.
PANDINO, sabato 16 e domenica 17 maggio: visite guidate al castello
(prezzo ridotto 2 euro).
Info: [email protected]
MOLISE
23 maggio, nel Castello Monforte di Campobasso, dove c’è il Sacrario
dedicato ai Caduti delle due guerre mondiali, ci sarà un Concerto di canti
di guerra.
23 e 24 maggio: Visita guidata di numerosi castelli molisani aperti al
pubblico per l'occasione.
24 maggio: Seminario sui lavori di restauro, da poco terminati, del Castello di Bagnoli del Trigno.
29 maggio: nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso
ci sarà la consegna della XIV Targa d'argento “Premio Cultura” della Sezione Molise al famoso archeologo Richard Hodges, Rettore dell’Uni-
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versità Americana di Roma e già direttore degli scavi nell’Abbazia di
San Vincenzo al Volturno (IS). Nell’occasione si parlerà dell’Abbazia e
dell’incastellamento nell’alta Valle del Volturno.
Info: [email protected]
PIEMONTE VALLE D’AOSTA
Conferenza sul Forte di Exilles che con il Forte Sapé (l’uno è sede del
Museo delle Truppe alpine, l’altro, realizzato nel 1874 e dismesso nel
1928, rappresenta un interessante esempio di modello di fortificazione
per la guerra alpina) e sul Forte di Bard (ricostruito nel 1830-1838 su
progetto dell’ingegnere del Genio Francesco Antonio Olivero, ospita,
nell’Opera Ferdinando, il Museo delle Frontiere e delle fortificazioni alpine, di recente inaugurazione).
Info: [email protected]
SARDEGNA
Attività incentrata sul ricordo della Grande guerra 1915-18 che si svolgerà:
- nelle delegazioni di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari;
- in città sede di reparti militari che hanno partecipato alla Grande
Guerra o ne attestano il ricordo, come Macomer, Iglesias, Teulada, Perdasdefogu, Abbasanta;
- in città che hanno dato i natali a personalità di spicco nella guerra,
come Emilio Lussu, nativo di Armungia, o valorosi decorati come Monserrato, Settimo San Pietro, Sanluri, ecc.;
- vari centri che con mostre o racconti ricordano la vita del fronte, come
Bonorva (SS), Cagliari, ecc.
Verranno aperte nell’occasione al pubblico, con visite guidate e proiezioni di filmati, le Caserme di Cagliari (151° Reggimento) e di Sassari
(152° Reggimento) e di Macomer (5° Reggimento Genio Guastatori Brigata meccanizzata “Sassari”).
Nelle stesse città si terranno mostre e incontri di studio con conferenze
di storici, docenti universitari, studiosi o anche familiari di soldati che
hanno documentato con diari, disegni o racconti sofferenze, difficoltà e
tragedie cui hanno assistito o che hanno vissuto direttamente, in sedi
messe a disposizione dalle municipalità o da associazioni che in collaborazione ricordano lo stesso evento.
A Bonorva, in provincia di Sassari, verrà allestita una mostra con i disegni e scritti che il fante, l’avv.Giovanni Antioco Mura, aveva mandato
dal fronte alla famiglia.
Ad Armungia (CA), verrà ricordato Emilio Lussu, che ha documentato
con il suo libro “Un anno sull’Altipiano" i momenti più significativi sotto
tanti aspetti della vita che egli stesso ha vissuto sul fronte.
A Sanluri, nel Castello dove si trova esposto, nel Museo del Risorgimento ivi allestito, il Tricolore della Vittoria che il 3 novembre 1918 il bersagliere sardo Lorenzo Putzu issò nella Trieste liberata, si svolgerà una
giornata di visite e di incontri nel ricordo di tante testimonianze portate
da figli, nipoti e famigliari di valorosi reduci e caduti nella Grande Guerra.
Info: [email protected]
on line
- Maggio 2015
museograndeguerra.it.
Sabato 30 visita al castello di Thiene - www.castellodithiene.com;
31 maggio visite alle mura di Cittadella - www.turismo.comune.cittadella.pd.it ed al castello di Roncade - www.castellodironcade.it;
domenica 7 visita al forte Monte Tesoro (Sant’Anna d’Alfaedo – VR) www.comune.santannadalfaedo.verona.it;
domenica 14 visita al forte di Monte Ricco (Pieve di Cadore – BL) www.comune.pievedicadore.bl.it
info generali: [email protected]
da:
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Vicopisano: completato il restauro
della Torre delle Quattro porte
SICILIA
Lunedì 25 maggio alle ore 11.00 alla Scuola Superiore dell'Università
di Catania - Via Valdisavoia, 9 Catania - Conferenza del prof. Giuseppe
Giarrizzo, Accademico dei Lincei, dal titolo: "La Grande Guerra: effetti
sugli equilibri europei, difese militari e tributo di sangue".
Info: [email protected]
TOSCANA
23 maggio in collaborazione con la Fondazione Osservatorio Ximeniano, nei locali di via Borgo San Lorenzo, 26 Firenze.
Mostra dedicata alla 1° guerra mondiale, articolata in due sezioni:
a) Testimonianze del contributo della Toscana alla Grande Guerra.
b) Ricordi dei posteri attraverso la presentazione di foto e testi significativi.
L’apertura della mostra, alle ore 18, sarà preceduta da una serie di interventi.
Info: [email protected]
TRENTINO ALTO ADIGE
Visita al Forte - Werk Colle delle Benne - in collaborazione con il Comune di Levico. Le visite al Forte saranno possibili per piccoli gruppi. In
alcuni ambienti dello stesso sarà allestita una Mostra di materiale inedito
proveniente da collezionisti privati e sino ad ora non esposto, in particolare una raccolta di documenti realizzata da un amico e contemporaneo di Cesare Battisti. Info: [email protected]
UMBRIA
23 Maggio, ore 10,30 visita di Sant'Ercolano a Perugia, elegante chiesa
a forma di torre innalzata tra il XIII e il XIV secolo sul luogo del martirio
e della prima sepoltura del santo vescovo della città, defensor civitatis
contro I Goti . Negli anni Venti la chiesa fu scelta per accogliere il monumento di bronzo al milite ignoto , raffigurante un giovane soldato morente, posto su un masso di roccia del monte Grappa, che offre la vita
alla patria, opera dello scultore Aroldo Bellini.
24 Maggio ore 10,30 visita guidata alla mostra La Grande Guerra e
l'Umbria, allestita a palazzo Baldeschi, a Perugia.
Info: [email protected]
VENETO
1915 – 2015 – il Veneto nella Grande Guerra
23 – 24 maggio visite al forte San Felice (Chioggia) - www.eventi.chioggia.org;
domenica 24 maggio visite al forte di Campolongo (Rotzo) - www.eco-
I lavori erano iniziati nel 2013 ed è previsto anche il recupero della
altre torri che costituiscono l'accesso al borgo del Brunelleschi.
Il sindaco Taglioli: "Vorremmo renderla accessibile anche all'interno"
di Lorenzo Lazzerini, 26 Maggio 2015
Dopo un periodo di restauro durato circa due anni la Torre delle Quattro
Porte torna al suo antico splendore. Si tratta di una delle nove torri di
Vicopisano ed è uno dei più spettacolari esempi di edificio medievale
presenti nel borgo fortificato dal Brunelleschi. Si staglia verso il cielo per
15 metri ed era allo stesso tempo torre di guardia e porta d'ingresso al
castello, l'unica che si è conservata.
Proprio per il fatto di essere una porta, quindi uno deiprincipali bersagli
degli attacchi in epoca medievale, la torre presenta quattro fasi salienti
di costruzione, evidenziate anche dall’utilizzo di materiale diverso, che
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variano dalla costruzione, databile alla fine del XII secolo, fino all’ultimo
intervento nel XV secolo dopo la conquista fiorentina.
"La Torre delle Quattro Porte è uno dei gioielli incastonato in una cinta
muraria e in un centro storico in cui altre parti e altre torri sono in fase
di recupero – dice il vicesindaco con delega al turismo Matteo Ferrucci
– i lavori stanno procedendo rapidamente".
da:
* * *
Notizie dal...
Centro Studi Cistercensi
Istituito il 12 luglio 1994
Presidente: Dom Federico Farina
Direttore: Arch. Mauro Ceci
se d e: Abba zi a d i Ca s a ma ri (F R) - Tel / fax 0 7 7 5 - 2 8 3 4 3 0
em a i l : cen t ro s t u d i ci s t ercen s i @ g ma i l . co m
La millenaria abbazia di Sant'Antimo
I monaci custodi stanno per andare via e per l’antica abbazia c’è il
rischio di cadere nell’abbandono
di Fiora Bonelli
MONTALCINO. L’abbazia di Sant’Antimo è prossima alla chiusura? Potrebbe esserlo. Autorevoli fonti riferiscono che entro la fine dell’anno i monaci
premostratensi, che adesso abitano il complesso conventuale nella campagna di Montalcino, al confine con la provincia di Grosseto, dovranno lasciare l’abbazia medievale, fondata niente meno che da Carlo Magno, per trasferirsi ad Avignone.
Già pochi giorni fa il padre priore si sarebbe recato ad Avignone per prendere visione del lavoro da fare e pare che il vescovo di Siena starebbe
cercando una comunità che possa rimpiazzare i frati che dovranno andarsene.
Una notizia che sta riempiendo di sgomento tutta l’Amiata e tutta la Val d’Orcia. Infatti il gruppo di monaci di Sant’Antimo nel 1979 ha dato origine
a una comunità in pianta stabile nella prestigiosa abbazia e ha messo in piedi un grande lavoro di sistemazione della chiesa e dei suoi dintorni
con l’aiuto di tanti scout che hanno dato mani e passione al restyling di tutto il complesso che era abbandonato da oltre 530 anni. Così i “monaci
francesi” sono entrati a far parte dell’identità stessa dell’Amiata e della Val d’Orcia, con i loro canti gregoriani di grande impatto emotivo ad ascoltare
i quali arrivano fedeli e appassionati di musica sacra da ogni parte del mondo che vengono a visitare Sant’Antimo che sorge nella solitaria Valle
Starcia, a pochi chilometri a sud di Montalcino, uno dei monumenti in stile romanico più importanti della Toscana.
I frati premostratensi sono circa 1300 nel mondo e la loro perdita potrebbe significare la rovina dell’abbazia che essi custodiscono e curano, prestandosi come guide e ospiti a tutti i numerosissimi turisti che visitano questo splendore.
Ancora non si conoscono i dettagli del trasferimento che, comunque, pare cosa fatta. E dall’Amiata arrivano appelli a non trasferire questi monaci.
Il più immediato è quello di Charlotte Horton, proprietaria del castello di Potentino di Seggiano, che subito si è messa in moto per segnalare la
cosa, di portata internazionale, ai mass media, compresi quelli della Gran Bretagna, perché anche qui è presente questo ordine regolare di monaci.
Anche la curia senese e la soprintendenza non starebbero con le mani in mano. Vescovo e soprintendenza si sarebbero messi in moto per trovare
un altro ordine monacale che possa sostituire i frati premostratensi, perché è fondamentale che l’abbazia non resti priva di sorveglianti. Ma comunque non sarà la stessa cosa.
I canonici bianchi, che seguono la regola di Sant’Agostino il cui ordine fu fondato da San Norberto da Xanten nei primi anni del 1100, sono una
vera istituzione di Sant’Antimo e hanno animato l’abbazia oltre che col loro canto gregoriano, anche con le più disparate attività: dai campi scout
alla produzione di prodotti tipici, come la birra artigianale cruda fatta con un processo secolare tramandato di generazione in generazione o anche
la gelatina di birra.
«Per l’Amiata la presenza dei monaci è davvero un valore aggiunto inestimabile. E nessuno vuole che se ne vadano», dice Charlotte Horton.
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da:
il Tirreno, ED. GROSSETO
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Apertura dell’Archivio-Museo CSAC
Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell'Università di Parma nell'Abbazia di
Valserena
Mercoledì 20 maggio 2015 la Triennale di Milano ospiterà all’interno del
Teatro Agorà (primo piano) la conferenza stampa di presentazione del
nuovo Archivio-Museo dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma) che aprirà al pubblico in maniera
permanente a partire da sabato 23 maggio nell’Abbazia cistercense di
Valserena, tradizionalmente identificata come la stendhaliana “Certosa
di Parma”, a pochi chilometri dal centro della città emiliana.
Alla conferenza stampa presenzieranno Loris Borghi (Rettore dell’Università di Parma e Presidente CSAC), Claudio De Albertis (Presidente
Triennale di Milano), Andrea Cancellato (Direttore Triennale di Milano),
Francesca Zanella e Carlo Quintelli (curatori e membri del Consiglio
direttivo CSAC) e Claudia Conforti (membro del Comitato Scientifico
Consultivo dello CSAC).
L’Archivio dello CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle,
raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della
ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX
secolo. Uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi
in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo.
Il nuovo Archivio-Museo dello CSAC si prospetta come uno spazio multifunzionale, dove le aree del Museo si integrano a quelle già esistenti
dell’Archivio e del Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in
Italia, che mantiene e potenzia le attività di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria, di organizzazione di mostre e pubblicazione
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dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei, tra cui il MoMA di New York, il Centre
Pompidou di Parigi e La Triennale di Milano, una delle Istituzioni con
cui lo CSAC ha maggiormente collaborato nel corso degli anni.
Il percorso espositivo del nuovo Archivio-Museo, attraverso gli spazi
della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala
Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenterà la complessità e la
ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra.
Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un
bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei
monaci.
Sarà presente anche un bookshop dove sarà possibile acquistare tra
l’altro i cataloghi e i manifesti delle mostre che lo CSAC ha realizzato a
partire dal 1969.
CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena, Strada Viazza di Paradigna, 1
Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015
Orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15; sabato e domenica dalle
10 alle 20
Ingresso: 10 euro
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti e docenti.
Gratuità per persone con disabilità e bambini sotto i 12 anni.
Per informazioni al pubblico: www.csacparma.it
[email protected]; +39 0521 033652
Per prenotazioni
[email protected]
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R E S T A U R I
COLOSSEO
COSÌ FUNZIONAVA LA MACCHINA
DELLO SPETTACOLO
Torna nei sotterranei del Colosseo una delle macchine che rendevano
l'anfiteatro degli imperatori il più complesso apparato scenografico dell'impero. Uno dei 28 montacarichi in uso da Domiziano a Macrino (fine
I sec.d.C-inizi III d.C.): invisibili agli spettatori, improvvisamente proiettavano le belve sull'arena, per animare gli spettacoli di caccia o per eseguire le condanne a morte.
Il montacarichi è stato realizzato seguendo rigorosi criteri filologici e le
originarie modalità costruttive.
Per il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario
Franceschini, «la positiva collaborazione tra pubblico e privato nella ricostruzione di uno dei più complessi apparati scenografici dell’antichità
dimostra quanto ancora si possa fare per la valorizzazione del Colosseo.
La suggestione di questa macchina scenica potrà essere colta appieno
quando sarà restituita l’arena all'anfiteatro Flavio. Il ministero è al lavoro
per questo grande progetto di tutela e valorizzazione che aumenterà la
carica evocativa di uno dei monumenti più famosi al mondo arricchendone il percorso di visita e rendendolo ancora più fruibile e comprensibile ai viaggiatori».
«È un importante intervento di archeologia sperimentale -spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti-, perché comincia a svelarci in concreto cosa potessero essere gli spettacoli al Colosseo.
La ricostruzione dell'intera arena, su cui stiamo lavorando, dovrà resti-
tuire in chiave contemporanea questa grandiosa macchina scenica».
L'operazione nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza Speciale
per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area archeologica di
Roma e la Providence Pictures, che nel 2013 propone la ricostruzione
di un montacarichi per la realizzazione del documentario Colosseum-
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Roman death trap, del regista Gary Glassman, assumendosi i costi dell'intera operazione. La Soprintendenza chiede che il dispositivo scenico
sia fedele all'originale, che funzioni e duri oltre la realizzazione del film
a beneficio di studiosi e visitatori. Sotto la direzione di Rossella Rea, archeologa e responsabile del monumento, il progetto viene realizzato
dall'ingegnere Umberto Baruffaldi con la consulenza scientifica dell'ingegnere Heinz Beste, dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma, e
dell'architetto Barbara Nazzaro.
La progettazione e la costruzione del montacarichi sono durati 15 mesi:
«Un intervento, unico al mondo -racconta Rossella Rea-, che si è svolto
sotto la vigilanza della Soprintendenza: il manufatto è stato posizionato
con estrema precisione nella collocazione originale, senza neanche sfiorare le strutture antiche».
La Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma in collaborazione con Electa presenta oggi la ricostruzione del montacarichi: le dimensioni del
macchinario corrispondono a quelle ricavate dalle tracce rimaste nelle
murature in tufo nel sotterraneo del Colosseo. La gabbia misura 180 cm
per 140, con un metro di altezza interna.
L'ascensione, di circa 7 metri, è ottenuta con 15 giri di argano sospinto
da 8 uomini che lavoravano su due piani alti 1.60 metri, 4 sotto e 4
sopra. Potevano essere sollevati fino a 300 chili di carico.
Dopo la messa in onda del documentario, questa macchina scenica è
resa visibile a tutti visitatori, entrando a far parte dei percorsi didattici e
delle visite guidate al Colosseo.
SCHEDA TECNICA – IL MONTACARICHI RICOSTRUITO
Dimensioni del montacarichi: 480 cm per 174 cm per 790 cm di altezza
Peso del montacarichi (gabbia + struttura): 3.300 chili (struttura 2800
kg, gabbia 500 kg)
Dimensioni della gabbia: 180 cm per 140 cm per 100 cm di altezza in-
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Colosseo- Argano, rocchetto, gabbia e botola, il montacarichi delle belve
©VirginiaSedia
terna
Capacità di trasporto della gabbia: 300 kg
Corda utilizzata: 100 mt totali, 50 mt per la movimentazione della gabbia, 50 mt per la movimentazione della botola
Bronzo per la realizzazione delle pulegge: 90 kg
Piombo per contrappesi: 120 kg
Distanza percorsa dalla gabbia, dal sotterraneo al piano dell'arena: 8
metri
Rotazioni dell'argano necessarie per una manovra di ascensione: 15
giri
Forza motrice: 8 uomini schierati su due piani alti 1.60 metri, 4 sotto e
4 sopra, più 3 manovratori posizionati sul piano superiore
Posizione del montacarichi: nel corridoio sotterraneo che segue il perimetro meridionale.
Fino all'incendio del 217 d.C., il medesimo corridoio ospitava una fila di
14 montacarichi, altri 14 nel corridoio settentrionale.
Dimensioni dei sotterranei del Colosseo: 76 mt di massima lunghezza
e 44 mt alla massima larghezza
Animali trasportati, secondo le fonti: felini, orsi, lupi, struzzi, cervi
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Beni culturali: bando da 4 milioni per la gestione di antichi
palazzi, chiese e castelli. Alla Puglia la parte del leone
Promuovere l'uso «comune» dei beni culturali delle regioni meridionali
da parte della collettività come strumento di coesione sociale: è l'obiettivo della terza edizione del Bando «Il bene torna comune», promosso
dalla Fondazione con il Sud.
Una iniziativa che ha permesso di individuare 14 beni inutilizzati nel
Mezzogiorno e che ora potranno essere valorizzati con interventi proposti dalle comunità locali, da organizzazioni non profit in partnership
con altre associazioni, imprese, istituzioni. La Fondazione mette a disposizione fino a 4 milioni di euro di risorse private per finanziare attività
sociali e culturali economicamente sostenibili, capaci di favorire la piena
fruizione dei beni da parte della collettività e di sviluppare un processo
di sviluppo locale. Il Bando scade il 14 luglio 2015.
Quattordici i beni individuati - su un totale di 221 proposti da enti pubblici
e privati proprietari di immobili di rilevanza storico-artistica e culturale che sono stati selezionati sulla base di specifici criteri, come le condizioni generali, il potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, l'accessibilità e la fruibilità.
Sette beni si trovano in Puglia: Castello di Sannicandro di Bari, Chiesa
e convento delle Olivetane a Bitonto (BA), Bastione di San Giacomo a
Brindisi, Palazzo Amati a Taranto, Convento dei Francescani Neri a
Specchia (LE), Palazzo Marchesale Belmonte Pignatelli a Galatone
(LE), Distilleria Nicola De Giorgi a San Cesario di Lecce (LE).
Cinque beni si trovano in Sicilia: Villa Manganelli a Zafferana Etnea
(CT), Chiesa della Madonna della Raccomandata a Sciacca (AG), Castello di Federico II a Giuliana (PA), Padiglione 10 e Padiglione 20 dei
Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.
Due in Campania: Palazzo Macchiarelli a Montoro (AV), Palazzo di
Paolo V a Benevento.
La proprietà di ognuno dei 14 beni ha già stipulato un accordo con la
Fondazione per concedere al soggetto responsabile della proposta di
progetto che sarà selezionata e finanziata con il Bando la disponibilità
dell'immobile per un periodo di almeno 10 anni. Le richieste di contributo
non possono superare i 500mila euro, con una quota massima del 50%
per i costi di ristrutturazione e di restauro del bene.
11 Maggio 2015, da:
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M O S T R E M U S E I & CON V EGN I
Grande Guerra, la rassegna stampa di 100 anni fa
Il progetto voluto dal ministero dei Beni e delle
Attività e culturali. Franceschini: «Leggere e
guardare i giornali dell’epoca serve ad avere uno
spaccato di quei tempi difficili»
L'Assessorato dell'Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle
d'Aosta informa che verrà inaugurata venerdì 12 giugno 2015, alle ore
18, al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Antonio Canova. All’origine
del mito, dedicata a uno dei più affermati scultori e pittori italiani (17571822), ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo, che nelle sue
opere ha fatto rivivere la bellezza dell’antica statuaria greca e i temi della
mitologia classica.
L’esposizione, curata da Mario Guderzo, direttore del Museo Gipsoteca
di Possagno (Treviso), paese natale di Canova, e dallo studioso Giancarlo Cunial, rappresenta un’occasione unica per ammirare, per la prima
volta in Valle d’Aosta, un nucleo consistente di gessi dell’artista, alcuni
dei quali sono pezzi unici poiché non esistono più gli originali in marmo,
andati perduti.
Sfogliare comodamente dallo schermo del pc di casa, dal proprio smartphone o dal tablet i giornali più importanti pubblicati durante la Grande
Guerra. Da oggi, domenica 24 maggio, questo viaggio nel tempo è possibile grazie al progetto voluto dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. «Dal 24 maggio è disponibile una rassegna stampa
quotidiana che, a un secolo di distanza, ci restituisce la rappresentazione del conflitto nei giornali dell’epoca e offre uno spaccato della società, dei costumi e del dibattito politico e culturale dell’Italia in quei
difficili anni», dice il ministro Dario Franceschini.
Il 24 maggio non è un giorno a caso. Proprio oggi si celebra il centenario
dell’ingresso dell’Italia in guerra. E a partire da oggi tutti i giornali dell’epoca, daLa Stampa alla Gazzetta del Popolo passando per il Corriere
della Sera, sono consultabili in formato pdf nell’edizione di cento anni
fa sui siti del MiBACT www.beniculturali.it, della Biblioteca Nazionale
Centrale di Roma www.bncrm.librari.beniculturali.it e della struttura di
missione di governo per le celebrazioni del centenario della Prima
Guerra Mondiale www.centenario1914-1918.it.
Le testate ancora consultabile grazie alla collaborazione degli editori
ancora oggi in attività sono: il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero, Il Mattino, L’Avanti, la Gazzetta del Popolo, Gazzetta Trevisana, Il Gazzettino, Il Giornale d’Italia, L’Idea Nazionale, La Patria del
Friuli, Il Popolo d’Italia, La Provincia di Treviso, La Provincia di Treviso,
Il Secolo e La Tribuna.
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ANTONIO CANOVA.
ALL’ORIGINE DEL MITO
Aosta, Centro Saint-Bénin
Via Festaz, 27
13 giugno - 11 ottobre 2015
Orario: 10-13 / 14-18
Chiuso il lunedì
La mostra di Aosta presenta al pubblico una selezione di oltre sessanta
opere: preziosi gessi, alcuni marmi, acqueforti, dipinti a tempera e olii
provenienti dalla Fondazione Canova, che documentano “l’origine del
mito” - come giustamente recita il sottotitolo della mostra - dallo schizzo
iniziale al bozzetto in terracotta, alla statua in argilla fino al modello in
gesso su cui venivano fissati i chiodini (chiamati “repère”), grazie ai quali
era possibile trasferire nel marmo le esatte proporzioni dell’opera. Tra
le opere esposte ricordiamo l’elegante scultura in gesso Danzatrice con
le mani sui fianchi(1812) e il busto in marmo Francesco I d’Austria
(1804).
Antonio Canova nacque a Possagno (Treviso), a circa 80 km da Venezia, nel 1757. Fin da giovanissimo denotò una naturale inclinazione per
la scultura. Nel 1768 cominciò a lavorare nella bottega d’arte dei Torretti
che successivamente lo introdussero nel mondo veneziano ricco di fermenti culturali e artistici. A Venezia, Canova frequentò la scuola di nudo
all’Accademia e studiò disegno traendo spunto dai calchi in gesso della
Galleria di Filippo Farsetti. Nel 1779 Canova compì il suo primo viaggio
a Roma, dove produsse le sue opere più belle. Egli fu anche pittore, soprattutto nel periodo che trascorse nuovamente nel suo paese natio,
poiché Roma era stata occupata dai francesi. Gran parte dell’opera pittorica dell’artista rimase di sua proprietà e oggi è possibile ammirarla al
Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno.
Il comitato scientifico della mostra è composto da Mario Guderzo, Presidente, Giancarlo Cunial, Daria Jorioz e Beatrice Buscaroli. La rassegna realizzata al Centro Saint-Bénin di Aosta costituisce una
significativa collaborazione tra la Fondazione Canova e la Soprinten-
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denza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta.
Il catalogo bilingue italiano e francese, riccamente illustrato, è pubblicato
da Silvana Editoriale e sarà posto in vendita al prezzo di euro 30,00.
L’esposizione resterà aperta sino all’11 ottobre 2015. Il costo del biglietto
d’ingresso è di 6 euro intero, 4 euro ridotto; entrata gratuita per i minori
di 18 anni.
Per ulteriori informazioni:
Assessorato Istruzione e Cultura
Attività espositive: tel. 0165.274401
[email protected]
Centro Saint-Bénin: tel. 0165.272687
www.regione.vda.it
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Marzabotto (BO). L’alimentazione secondo gli Etruschi: le risorse
dell’ambiente, il consumo dei cibi e gli aspetti simbolici dei banchetti in
onore dei defunti in una mostra inserita nel progetto Semi, Musei in
Emilia-Romagna per Expo 2015
A tavola con gli Etruschi di Marzabotto
Quando Fufluns vegliava sui banchetti. Dal prezioso vasellame d’importazione greca usato nei simposi alle stoviglie d’ogni giorno, dalle risorse alimentari alla lavorazione delle materie prime, un viaggio tra
usi, costumi e rituali degli abitanti di Marzabotto di 2500 anni fa
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Cuore della sezione dedicata al simposio sono le due sepolture di V secolo a.C. rinvenute nel 1969 a Sasso Marconi. Arricchite per l’occasione
di pannelli che illustrano gli aspetti simbolici della complessa ideologia
del banchetto dell'aldilà, le due tombe presentano corredi dotati di tutti
gli elementi più significativi del servizio da vino, dalla ceramica attica ai
grandi recipienti e utensili in bronzo.
Mutuato integralmente dalla pratica greca -salvo che per la presenza
delle donne- l’adesione all’ideologia del banchetto è ampiamente attestata a Marzabotto nel suo valore simbolico, legato in particolare al culto
di Dioniso, che si esprimeva nella ritualità della preparazione e del consumo del vino, e in intermezzi di musica, danza, poesia e giochi.
Oltre alle testimonianze della fine ceramica d’importazione, restano i
contenitori come tazze e brocche in ceramica comune prodotte in abbondanza nei laboratori della città, usati nel quotidiano specie per il consumo del più tipico dei loro piatti a base di fava, piselli o ghiande.
Il percorso tra le varie sale del museo evidenzia l’uso dei diversi recipienti fittili di produzione locale, di forma chiusa o aperta, utilizzati per
contenere o consumare alimenti liquidi e solidi. Alcune anfore commerciali venute da oltremare e una macina per il grano consentono di approfondire i temi dei prodotti d'importazione e della lavorazione delle
materie prime mentre la presenza di pozzi e bacili (louteria) introducono
alle modalità di sfruttamento domestico delle risorse idriche.
Al vino e alla sua divinità emblematica, Dionysos, è dedicata la vetrina
della sala III contenente la statuetta in bronzo raffigurante Fufluns (il
Dionysos etrusco) nudo e con il kantharos in mano, rinvenuta nell’Ottocento a Sasso Marconi, e alcuni vasi attici dalle necropoli della città etrusca di argomento dionisiaco.
La mostra è inserita nel progetto Semi che l’Istituto Beni Culturali della
Regione Emilia-Romagna dedica ai temi di Expo Milano 2015 mettendo
in rete più di 100 musei e luoghi d’arte per dare vita a un racconto collettivo fatto di itinerari ed eventi speciali distribuiti su tutto il territorio regionale
Statuetta in bronzo raffigurante il Dionysos etrusco (Fufluns), nudo
e con in mano il kantharos, il tipico bicchiere da vino che lo
contraddistingue come divinità
Su tutto vegliava Fufluns, divinità degli alberi e della fecondità, signore
del vino e del delirio mistico. Il suo regno, il simposio; la sua icona, una
coppa da vino (kantharos).
Dionysos per i Greci, Bacco per i Romani, il più gaudente degli Dei testimonia quanto da sempre il cibo, al di là della sua funzione nutritiva,
abbia espresso altri valori, simbolici e sociali.
Collegata al tema di Expo Milano, la mostra “A tavola con gli Etruschi di
Marzabotto” illustra con reperti corredati da pannelli, didascalie e schede
di sala, alcuni aspetti specifici dell'alimentazione degli etruschi: le risorse
dell’ambiente, le modalità del consumo del cibo e i suoi aspetti simbolici
collegati ai banchetti in onore dei defunti.
Lo straordinario bronzetto raffigurante Fufluns è il testimonial di un viaggio alla scoperta di un popolo raffinato descritto dagli antichi come godereccio e mondano, perennemente a tavola mentre stuoli di schiavi
servono cibi succulenti versando vino in grandi coppe.
Il viaggio parte dalla terra, non a caso generosa come attesta la sezione
dedicata alle risorse alimentari integrata da recenti studi paleobotanici.
A Marzabotto si coltivavano orzo, farro e grano in quantità, si producevano fichi e legumi, si allevavano maiali e ovini, si cacciavano cervi e
selvaggina, si importavano olio e vino.
Sulle tavole dei ricchi regnava l’abbondanza. I cuochi preparavano
carne arrostita o bollita condita con salse a base di cereali, verdure e
spezie. La carne, cibo di lusso il cui consumo era legato e precisi rituali,
si mangiava con focacce, uova e verdure e il pasto era chiuso da frutta
e dolciumi. Il vino era miscelato con acqua e insaporito con spezie, miele
o formaggio grattugiato.
Il tutto servito in raffinato vasellame da mensa, piatti, vassoi e stoviglie
addobbavano la tavola, il vino era attinto da grandi crateri e versato nei
calici e nelle tazze dei singoli commensali.
Accanto ai vasi etruschi, la mostra concentra l’attenzione sui preziosi
vasi attici decorati e sui servizi in bronzo poi deposti nelle tombe per
consentire al defunto di banchettare nella sua nuova vita nell’aldilà. Vengono dalle necropoli di Kainua le ceramiche attiche e a vernice nera di
VI-IV sec. a. C. tra cui spiccano crateri, kylikes(coppe) e uno straordinario kantharos bifronte con teste di menade e satiro.
Museo Nazionale Etrusco «Pompeo Aria»
Via Porrettana sud n. 13
Marzabotto (BO)
dal 17 maggio 2015 al 10 gennaio 2016
negli orari di apertura del museo:
Dal 1 aprile al 31 ottobre da Martedì a Domenica dalle 9 alle 18.30
Dal 1 novembre al 31 marzo da Martedì a Domenica dalle 9 alle 17.30
Chiuso il lunedì, Natale e Capodanno
Ingresso € 3,00 – gratuito per under 18 e la prima domenica di ogni
mese
Info 051.932353
[email protected]
www.archeobologna.beniculturali.it
Carla Conti, rapporti con i Media della Soprintendenza Archeologia
dell’Emilia-Romagna
Via Belle Arti n. 52, 40126 Bologna
tel. 051.223773 – 051.220675 – 051.224402 (interno 123)
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Pietro Berrettini
Omaggio a un genio cortonese
Sabato 6 giugno
Cortona, Sala Medicea di Palazzo Casali
Sabato 6 giugno 2015, nella Sala Medicea di Palazzo Casali, Cortona
ospiterà una Giornata di studio su Pietro Berrettini “Omaggio ad un
genio cortonese”.
L’iniziativa (promossa dal Comune di Cortona, dal MAEC, dall’Accademia Etrusca e dalla Fondazione Settembrini) si propone di offrire una
lettura inconsueta della versatile creatività del Berrettini, concentrando
l’attenzione sugli aspetti più innovativi della sua opera, come verrà illustrato da Francesco Moschini, coordinatore dei lavori, nella presentazione della Giornata.
Scorreranno così, susseguendosi nelle diverse relazioni, racconti ed
immagini - alcune delle quali inedite o realizzate appositamente per
l’evento - della storia sorprendentemente moderna del Berrettini. Un artista straordinario, collezionista, studioso e restauratore dell’antico, ideatore di una tecnica pittorica personalissima (Claudio Strinati),
progettista innovatore di edifici e giardini (Alessandro Barbagallo), dominatore dello spazio nella Galleria di Alessandro VII al Quirinale (Francesco Colalucci), Princepsaccademico, fondatore di una “bottega di
giovani” che darà poi luogo alla Scuola dei Cortoneschi (Fabrizio
Lemme), utilizzatore attento delle più complesse lavorazioni degli argentieri romani (Claudio Franchi), incomparabile maestro di prospettive nell’illusione dell’infinito (Marcello Fagiolo), grande architetto ed
artefice orgoglioso della sua “diletta figlia” ed erede universale, la chiesa
dei santi Luca e Martina (Paolo Portoghesi).
La felice coincidenza, di temi e di tempi, con la grandiosa mostra sul
barocco romano, in pieno svolgimento a Palazzo Cipolla, rende ancora
più attuale e significativo questo momento di omaggio che la città natale ha voluto dedicare a Pietro da Cortona.
Comune di Cortona: tel. 0575 637226
MAEC -Accademia Etrusca, P.zza Signorelli 9, Cortona, tel 0575
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6372359
[email protected]
Giornata di studio su Pietro Berrettini
“Omaggio ad un genio cortonese”
Cortona, Palazzo Casali
6 giugno 2015
Ore 10.00 Saluti di benvenuto.
- Francesco Moschini: Introduzione alla giornata e presentazione delle
relazioni
- Mons. Giuseppe Sciacca: “Pietro Berrettini, artista ed uomo di fede.”
- Sandro Barbagallo: “ Le ville pontificie ed i loro giardini.”
- Francesco Colalucci: “La Galleria di Alessandro VII al Quirinale”.
- Claudio Strinati: “Il metodo di lavoro di Pietro da Cortona – L’invenzione di una nuova tecnica pittorica .”
Ore 13:00 Pausa Buffet
Ore 14:30 Ripresa dei lavori
- Fabrizio Lemme: “ La scuola dei cortoneschi.”
- Claudio Franchi: “Gli argenti del Conservatorio di Sant’Eufemia.”
- Marcello Fagiolo: “ L’illusione dell’infinito”
- Paolo Portoghesi: “ Pietro da Cortona architetto”.
Moschini, Colalucci, Strinati, Fagiolo, Portoghesi: Conclusioni – prospettive ed auspici.
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Lacus Iuturnae
La fontana sacra del Foro Romano
venerdì 6 marzo - 20 settembre 2015
Tempio di Romolo nel Foro Romano
Roma, Largo della Salara Vecchia
Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su
un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola,forse Giuturna.
La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che
completa la rassegna nel Tempio di Romolo è uno splendido esemplare
in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove
aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio
Aquarum).
L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca
distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate e torna adesso
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ad essere visibile al pubblico.
Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il
bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra.
Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più
importante a Roma, sin dall’età arcaica.
Tutte le sculture esposte sono state oggetto di accurati interventi conservativi finalizzati alla presentazione al pubblico.
Tempio di Romolo
Il tempietto circolare del Foro Romano, noto come tempio di Romolo,
apre nuovamente al pubblico per presentare il gruppo scultoreo della
Fonte di Giuturna con uno straordinario allestimento che restituisce le
suggestioni di acqua e luce dell’antica sorgente. Per esaltare la pianta
centrale dell’edificio, si è collocato il gruppo scultoreo dei Dioscuri con
i cavalli nell’asse luminoso della lanterna barocca, mantenendo come
fulcro l’ara romana della fonte intorno alla quale erano presumibilmente
poste le sculture.
La statua di Apollo fa da quinta, ieratica e imponente, all’intero gruppo
scultoreo.
L’acqua, i cui riflessi sono stati ricreati sulle pareti del tempio illuminato
da un nuovissimo impianto che riproduce la luce naturale, è il filo rosso
che lega il monumento alle sculture del lacus Iuturnae. Infatti, ancora
oggi il tempio conserva un pozzo quadrato senza parapetto, visibile attraverso un vetro nell’area destra del pavimento della rotonda, e nella
cripta una sorgente d’acqua, utilizzata nella liturgia medievale dall’adiacente chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
All’epoca medievale risalgono i resti degli affreschi che decorano le pareti. In occasione di questa riapertura la Soprintendenza Speciale per il
Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
ha operato interventi conservativi che hanno permesso di consolidare
la fragile pellicola pittorica e consentito aggiornati studi con nuove datazioni. Anche all’esterno del tempio, nelle due nicchie che fiancheggiano la facciata concava ai lati dell’ingresso, e un tempo sede di statue
di culto, ci sono tracce di dipinti murali risalenti al medioevo.
Il tempio di Romolo oggi si presenta come un edificio di mattoni coperto
a cupola con un imponente portale. Nonostante il restauro integrale avvenuto nel XVII secolo, la decorazione, costituita da elementi di spoglio,
come la stessa porta, non ha subito sostanziali modificazioni. Ma è soprattutto la porta di bronzo ad impressionare con la sua maestosità. Persino la serratura è ancora quella originale e perfettamente funzionante
con la chiave di ferro costituita da un cuneo e da un’impugnatura tubolare. Per le caratteristiche stilistiche dell’incorniciatura in marmo bianco
del portale, l’insieme risulta databile al periodo severiano (II-III secolo
d.C.).
Sulla destinazione del monumento in età imperiale sono state avanzate
numerose ipotesi, ma la più nota, e che ne dà il nome, è quella secondo
la quale l’imperatore Massenzio avrebbe riutilizzato l’edificio come tempio dedicato al figlio, Valerio Romolo, morto in giovane età nel 309 e divinizzato.
Alcuni studiosi hanno ipotizzano che l’edificio sia stato progettato come
vestibolo circolare di accesso al Foro della Pace, i cui scavi sono oggi
visibili da via dei Fori Imperiali, per fungere da raccordo tra l’aula rettangolare, forse la biblioteca, del Templum Pacis appunto - trasformata
nel VI secolo in chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (visibile anche dall’interno del tempio) - e la via Sacra. In origine il tempio aveva quattro porte
in asse: le altre due comunicavano con le due aule absidate ai lati della
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rotonda.
Si è voluto anche riconoscere, sulla base dell’interpretazione delle fonti
scritte, la ricostruzione massenziana del Tempio di Giove Statore e, nelle
due aule rettangolari laterali, i sacelli dei Penati o Tempio dei Penati.
Altre ipotesi hanno voluto variamente riconoscere nella struttura il Tempio dei Penati, fanum Urbis, la sala per le udienze del praefectus Urbi.
Nel medioevo l’edificio circolare ebbe la funzione di vestibolo della
chiesa dei Santi Cosma e Damiano, decorato con pitture parietali. I più
antichi affreschi sembrano essere quelli esistenti nella cripta sotterranea
e non accessibile ai visitatori. In una nicchia della cripta sono raffigurati
la Madonna con bambino tra due santi che tengono in mano le cassette
dei rimedi, forse i santi medici titolari della chiesa; quest’affresco è stato
datato al X secolo.
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Allestimento Studio di Architettura di Andrea Mandara con Claudia Pescatori, Roma
Lighting design Consuline di Francesco Iannone e Serena Tellini, Milano
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CONFERENZA
Il Trono Corsini. Un capolavoro,
un enigma
Galleria Nazionale d'Arte Antica in
Palazzo Corsini
Via della Lungara, 10 - Roma
15 maggio 2015 – ore 17.30
Daniela Porro, direttore del Segretariato Regionale per il Lazio, e Giorgio
Leone, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini, hanno organizzato la conferenza Il Trono Corsini. Un capolavoro,
un enigma che si terrà il 15 maggio 2015 alle ore 17.00 presso la GNAA
in Palazzo Corsini.
L’appuntamento con gli approfondimenti dedicati alle opere archeologiche e di scultura protagoniste dell’esposizione 3D in Corsini. L’arte attraverso la fotografia digitale - in programma dal 29 aprile al 18 maggio
2015 presso la Galleria Corsini – prosegue con una conferenza dedicata
all’enigmatico Trono Corsini.
Nella rotonda si succedono diversi cicli di decorazioni parietali: alla metà
del XIII secolo possono essere assegnate pitture ad imitazione di tendaggi o velari che in origine decoravano le pareti. La nicchia absidata
sulla sinistra della rotonda, che in basso ospita un sarcofago in terracotta, rappresenta al centro Cristo in trono tra Maria Maddalena e Maria
Salomè, sulla volta i simboli dei Quattro Evangelisti e sulle paretine laterali a destra le Marie al sepolcro, a sinistra scena del Convito a casa
di Simone il fariseo.
A sinistra dell’ingresso verso la parte sotterranea della chiesa dei Ss.
Cosma e Damiano è conservato un monumento funerario costituito da
un tabernacolo incorniciato da colonnine, ornato in basso da riquadri in
finti marmi policromi, con al centro la Madonna in trono con Bambino
tra i santi medici: il dipinto è attribuito a Jacopo Torriti ed è databile alla
fine del XIII secolo.
La presenza reiterata di santi con poteri curativi è da mettere in relazione con la presenza di sorgenti d’acqua considerata curativa, tanto
che il luogo nel medioevo era meta di pellegrinaggio.
In occasione della trasformazione barocca della chiesa da parte di papa
Urbano VIII (1623-1644), l’edificio del Tempio di Romolo fu decorato con
un lanternino sulla cupola, con iscrizione dedicatoria del 1638; il pavimento assieme con quello della chiesa seicentesca fu rialzato di circa
8 metri; l’edificio fu privato di almeno un terzo della sua altezza complessiva.
Solo alla fine del XIX secolo, con gli interventi di scavo di Rodolfo Lanciani, fu riportata la quota pavimentale antica e riallestita la porta originale, com’è visibile oggi.
Nel restauro eseguito dalla Soprintendenza per gli interventi legati al
Giubileo del 2000 è stata completamente demolita la volta barocca ricostituendo la volumetria antica; il livello del XVII secolo è stato reso
chiaramente riconoscibile con intonaco bianco e negli innesti delle volte
di sostegno, così come i tronconi dei quattro pilastri portanti della volta
seicentesca lasciati a testimonianza dell’intervento moderno.
LACUS IUTURNAE
La fontana sacra del Foro Romano
Sede Tempio di Romolo, Foro Romano
www.archeoroma.beniculturali.it
Promossa Soprintendenza Speciale per il Colosseo, e prodotta da il
Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, con Electa
Soprintendente Francesco Prosperetti
Collaborazione scientifica Istituto Nazionale di Archeologia e Storia
dell’Arte
Per la parte archeologica Patrizia Fortini con Francesca Consoli
Per i restauri Giovanna Bandini con Silvia Borghini (assistenza per le
movimentazioni) Carlo Usai (per le sculture) RWS srl (per gli affreschi)
L’opera, rinvenuta nel 1732 durante gli scavi per la costruzione della
Cappella Corsini in San Giovanni in Laterano, ha da sempre destato la
curiosità e l’interesse, non solo degli studiosi ma anche dei collezionisti,
come testimoniano le numerose repliche realizzate fin dal Settecento.
Il trono, infatti, si ispira alla tipologia e alle decorazioni etrusche, ma è
realizzato con una tecnica e un materiale eminentemente romani: il
marmo.
Databile al I sec. d.C., rappresenta così un esemplare unico, realizzato
probabilmente per glorificare e nobilitare le origini della famiglia dei Plautii, legata per vie matrimoniali a celebri discendenti etruschi come la nobildonna Urgulania.
Restano da chiarire, però, la sua funzione e le complesse soluzioni iconografiche della decorazione del basamento, che tutt’ora alimentano il
dibattito scientifico.
Interverranno: Maria Anna De Lucia, Direttore del Museo Nazionale
Etrusco di Villa Giulia e Massimiliana Pozzi, egittologa e orientalista.
Per informazioni:
Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini
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Via della Lungara 10, Roma
tel. +39 06 68802323
e-mail: [email protected]
http://galleriacorsini.beniculturali.it
https://www.facebook.com/galleriacorsini
Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini
Direttore: Giorgio Leone
Coordinamento dell’evento:
Luca Galano – [email protected]
Ufficio Stampa
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma
Anna Loreta Valerio - tel. 06 69994218
e-mail: [email protected]
Ufficio Stampa
Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini
Alessandro Cosma – [email protected]
Maria Francesca Castaldo – [email protected]
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CONVEGNO INTERNAZIONALE
Le c ol l ez i on i di C r i s ti na d i S v e z ia:
st a t o d e l l a r i c e rc a
Galleria Nazionale d'Arte Antica in
Palazzo Corsini
Via della Lungara, 10 - Roma
25 maggio 2015 ore 16.30 - 26 maggio 2015 ore 9.30
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ziosi oggetti d’arte e di antichità di cui amò circondarsi e i luoghi che la
videro protagonista.
Il suo nome è inscindibilmente legato a Palazzo Riario, poi acquisto
dalla famiglia di papa Clemente XII, le cui tracce furono inglobate da
Ferdinando Fuga nell'odierno Palazzo dei principi Corsini, trasformato
alla fine dell’Ottocento nella prima sede Galleria Nazionale d'Arte Antica
di Roma. Nell'itinerario espositivo della Galleria, è ancora custodita l’“Alcova della Regina”, che fu la camera da notte di Cristina, allestita ancora
oggi nelle forme in cui ella la adattò.
Al convegno parteciperanno, in qualità di relatori, Giulia Fusconi, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Martin Olin, Görel Cavalli-Björkman, Maria Cristina Molinari, Eva Nilsson Nylander, Maria Elisa
Micheli, Sofia Ekman, Hans Henrik Brummer, Ingo Herklotz, Delfin
Rodriguez Ruiz, Therese Sjøvoll, Manola Ida Venzo, Enzo Borsellino.
Info:
Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini
Via della Lungara, 10 - 00165 Roma
Tel. 06. 68.80.23.23
[email protected]
www.facebook.com/galleriacorsini
Coordinamento del Convegno:
Tullia Carratù, Maria Assunta Sorrentino
[email protected]
[email protected]
Archivio Fotografico: Lia Di Giacomo, Direttore
Gennaro Aliperta, Maria Castellino, Roberta Gelli, Maximiliano Massaroni, Massimo Taruffi, Mauro Trolese, Gianfranco Zecca
Ufficio Stampa: Anna Loreta Valerio
Tel. 06 69994218 -249 [email protected]
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PAB LO ATCHU GARR Y.
Città Eterna, eterni marmi.
Roma, Museo dei Fori Imperiali – Mercati
di Traiano - Via Quattro Novembre, 94
(fino al 7 febbraio 2016)
di Luisa Chiumenti
Il Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano di Roma è una delle scenografie più suggestive e atte ad ospitare le opere di Pablo Atchugarry.
La mostra dal titolo “Pablo Atchugarry.Città Eterna, eterni marmi”, si
presenta come un’importante retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry promossa da Assessorato alla Cultura e al
Turismo di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e dall’IILA - Istituto Italo-Latino Americano, dalla Fundación Pablo Atchugarry
con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia. Organizzazione
di Visiva e servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Daniela Porro, Segretario Regionale Mibact per il Lazio, congiuntamente con la direzione della Galleria Corsini, diretta da Giorgio Leone,
l'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, con il suo direttore Martin
Olin, l'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, con Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, aprono il Convegno internazionale dedicato al
collezionismo di Cristina di Svezia che si terrà il 25 e 26 maggio 2015
presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini.
Le due giornate di studio prevedono la presenza degli studiosi che di
recente hanno analizzato la figura della regina Cristina di Svezia come
patrona delle arti e raffinata collezionista a Roma e a Stoccolma. L’obiettivo del convegno è quello di presentare l’attuale stato degli studi sulla
“Minerva del Nord”, riconsiderando e aggiornando, alla luce delle nuove
scoperte, le ricerche avviate a partire dall’inizio del Novecento.
L’eccentrica e poliedrica personalità della regina Cristina, infatti, offre
ancora oggi numerosi aspetti da approfondire: le relazioni che intrattenne con i grandi intellettuali ed eruditi della Roma del Seicento, i pre-
Esposte all’aperto, nei meravigliosi spazi offerti dai Mercati di Traiano,
le quaranta opere, di cui dieci monumentali, sono state quasi tutte scolpite da Atchugarry, in quel marmo di Carrara con cui furono scolpiti tanti
capolavori del nostro Rinascimento. Atchugarry “intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni
delicatamente ascensionali”… “innegabili rimandi a una classicità che
ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni
marmi”.
Ed ecco il “Grande angelo” , opera del 2006 che si staglia, colmo di significati, all’interno delle antiche arcate, come punto di partenza ideale
per poter inseguire le vette di quel sublime che risiede nella trasformazione astratta di un pensiero sollecitato da straordinari rimandi.
E se “Pomona”, opera del 1994 fa sbocciare un germoglio di compattezza al centro di una forma che si sfrangia tutto intorno in molteplici
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pieghettature di soave eleganza, ecco “ Vertunno” che “si appoggia saldamente al terreno prima di aprire il ventaglio di fioriture laterali dove i
vuoti e i pieni si alternano alla rincorsa della leggerezza”.
Altrettante sculture dalle dimensioni leggermente più contenute sono
presenti in mostra, mentre le stanze situate sui quattro livelli del complesso architettonico accolgono piccole composizioni concepite pur
sempre in marmo di Carrara e in quel bronzo dipinto recentemente utilizzato con successo dall'artista uruguayano.
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Nato a Montevideo (Uruguay), il 23 agosto del 1954, da genitori appassionati di arte, Pablo Atchugarry ebbe modo di dare libera espressione
alla sue capacità ed ai molti interessi artistici esprimendosi inizialmente
con la pittura, ma avvicinandosi poi gradualmente alla spazialità che gli
veniva offerta da materiali come cemento, ferro e legno. Ed ecco nascere così, nel 1971, la sua prima scultura in cemento intitolata “Cavallo”, cui seguirà, nel 1974, una serie di altre sculture in cemento e
ferro come: “Escriturasimbólica”, “Estructuracósmica”, “Metamorfosisprehistórica”, “Maternidad” e “Metamorfosisfemenina”.
Alla fine degli anni ‘70, dopo aver partecipato a diverse mostre a Montevideo, Buenos Aires, Porto Alegre e Brasilia, Atchugarry compie diversi
viaggi di studio e perfezionamento in Spagna, Francia e Italia dove realizzerà a Lecco, nel 1978, la sua prima mostra personale. Successivamente le sue tele vengono esposte in diverse città come Milano,
Copenaghen, Parigi, Coira, Bergamo e Stoccolma.
Alla fine degli anni ‘70, dopo aver partecipato a diverse mostre a Montevideo, Buenos Aires, Porto Alegre e Brasilia, Atchugarry compie diversi
viaggi di studio e perfezionamento in Spagna, Francia e Italia dove realizzerà a Lecco, nel 1978, la sua prima mostra personale. Successivamente le sue tele vengono esposte in diverse città come Milano,
Copenaghen, Parigi, Coira, Bergamo e Stoccolma.
E sarà nel 1979 il suo “incontro” con la bellezza, l’eleganza e la luce del
marmo e nascerà la sua prima scultura in marmo, intitolata “La Lumière”. Seguiranno nel 1982, anno in cui l’artista si stabilirà definitivamente a Lecco, il primo progetto monumentale in marmo di Carrara “La
Pietà”, opera ricavata da un unico blocco di marmo di 12 tonnellate.
Attualmente Atchugarry vive e lavora a Lecco e Manantiales, dove si
occupa dello sviluppo della Fundación Pablo Atchugarry, del Parco internazionale di sculture monumentali e dell’insegnamento e della diffusione dell’arte.
Una mostra di grande fascino, nella suggestiva collocazione delle opere
negli spazi straordinari dei Mercati Traianei.
Per informazioni:
www.zetema.it
www.mercatiditraiano.it
tel.060608
* * *
“Le opere dialogano tra di loro tracciando percorsi, senza sovrastare
l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico, così che la magia si perpetua”.
Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del
tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle
dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione. Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo
che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali,
riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione.
“Una finestra su Roma”:
Mos tr a fotogr afica
di Rino Barillari
a Rom a .
di Luisa Chiumenti
Nel quartiere Eur di Roma si è aperto un nuovo spazio, il NUOVO
STORE by MAS.CO.METAL A MARCHIO SCHÜCO, allestito all’insegna
design, architettura di interni, sostenibilità energetica, ma anche aperto
alla cultura. Nato dalla partnership tra Mascometal srl, presente nel
Lazio dal 1957 e attiva nel settore dei serramenti in tutto il territorio nazionale e il noto brand Schüco, che rappresenta il più alto livello di sistemi per infissi in alluminio nel mondo tale spazio si articola su due
piani: cinque grandi vetrate caratterizzano il piano su strada e permettono di apprezzare e visionare le numerose tipologie di infissi, così da
poter individuare le soluzioni di arredo più utili alle esigenze della clientela; al piano inferiore un’area attrezzata che verrà dedicata alla progettazione e dove avranno luogo incontri/seminari e appuntamenti che
periodicamente verranno organizzati per approfondire tematiche di settore.
Ma, in occasione dell’inaugurazione Mas.Co.Metal ha voluto allestire
una interessante rassegna fotografica dal titolo ‘Una finestra su Roma..’.
Curata dell’Architetto Maria Grazia Perna, l’esposizione vuole essere
un omaggio a Rino Barillari, Il “Re dei paparazzi”, "Er King" nell’affet-
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tuoso appellativo con il quale è conosciuto anche oltre confine. Ed è
così che, il più noto fotoreporter di tutti i tempi ha da poco festeggiato i
settant’anni, trascorrendo l’intera sua vita nel fotografare fotografare
star del jet set internazionale ed episodi anche piuttosto forti e duri della
vita romana, si presenta oggi al pubblico romano con una ventina di
foto. La selezione, fatta dallo stesso fotografo, è stata fatta con l’intenzione di dare al visitatore “le immagini più rappresentative della vita della
Capitale”.
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tigiano per lavori in ferro e serramenti, ma è già possibile rintracciarvi
quella professionalità e quelle capacità che nel 1990 porteranno alla nascita della MAS.CO.METAL srl.
Oggi, ampliando le attività produttive e disponendo di macchinari moderni e nuove e ampie strutture su un’area complessiva di 6000 mq,
propone un’immagine di azienda competitiva e leader nel settore su
tutto il territorio nazionale.
Grazie all’apporto deciso e determinante del Rag. Pietro Mastrosanti,
che raccoglie nel 1990 la non facile eredità imprenditoriale paterna, dirige la MAS.CO.METAL srl, con la legittima aspirazione di sempre puntando a nuovi e prestigiosi traguardi. L’ausilio fidato di un ufficio tecnico
valido e operatori specializzati creano un team vincente offrendo un servizio alla clientela qualificato e affidabile.
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Originario del sud d’Italia, da cui partì giovanissimo, egli si spostò verso
la “conquista” “Hollywood sul Tevere”, quella Roma che viveva in quegli
anni il suo difficile, ma entusiasta periodo del dopoguerra italiano. Ed
ecco che diventano obiettivo preferito della sua macchina fotografica,
non solo attrici, attori e tanti protagonisti della "Dolce vita", ma anche i
personaggi più importanti dell’ultimo mezzo secolo: dai Papi ai presidenti della Repubblica, dai premier italiani e stranieri ai protagonisti del
mondo della finanza, della politica e della nobiltà romana. Inoltre, dagli
anni ’60, egli si dedica ad una “vera e propria registrazione degli episodi
più salienti degli anni di piombo e del terrorismo, e anche di cronaca
nera, sempre cercando di documentare anche le sparatorie, le rapine,
i rapimenti e gli attentati terroristici: Importante fu in particolare un
“colpo” giornalistico per cui il Tempo sarebbe diventato il quotidiano con
il maggiore numero di lettori: l'assalto terroristico delle BR alla sede DC
di piazza Nicosia, e poi ancora documentò l'attentato palestinese all'aeroporto di Fiumicino, l'omicidio del giudice Minervini da parte degli estremisti di sinistra, i sequestri Paul Getty e Gianni Bulgari. Non si tirava
mai indietro dal documentare eventi anche molto gravi e pericolosi, per
cui è giusto ricordare la frase che scrisse Achille Bonito:”Dio Perdona,
Barillari no”.
Per informazioni:
Ufficio Stampa - Maria Serra - Paola Pacchiani
Cell.: 335/5464558 - 338/27.15.138 e-mail: [email protected];
[email protected];
La “MAS.CO.METAL.srl costruzione metalliche” nasce a Ferentino (FR)
nel 1957, come ditta individuale, adottando come ragione sociale il
nome del fondatore Flavio Mastrosanti: è solo un piccolo laboratorio ar-
FAUSTO PIRANDELLO
Londra, Estorick Collection of modern italian art
8 luglio – 6 settembre 2015
Dall'8 luglio al 6 settembre 2015 la Estorick Collection di Londra ospita
una retrospettiva dedicata a Fausto Pirandello, uno dei pittori più significativi e influenti dell'arte italiana dagli anni Trenta ai Cinquanta. La mostra, a cura di Fabio Benzi e organizzata dalla Estorick Collection in
collaborazione con la Fondazione Fausto Pirandello, presenterà al pubblico inglese la complessità della sua figura indicando un sintetico percorso della sua pittura attraverso circa cinquanta opere scelte tra i
capolavori dell'artista.
Questa monografica, la prima in Inghilterra, ha diversi motivi di interesse. Innanzitutto quello di far conoscere un personaggio così centrale
dell'arte italiana di metà Novecento, strettamente legato alla figura del
celeberrimo padre, Luigi; un ulteriore motivo di interesse può inoltre essere rappresentato da una singolare assonanza che negli anni Trenta
e Quaranta lo avvicina tematicamente e figurativamente, persino stilisticamente, a uno dei maggiori pittori inglesi del Novecento, Lucien
Freud.
Questa assonanza indiscutibilmente fortissima, mostra due aspetti assai
affini della creatività novecentesca che emergono in Europa, indipendentemente e certamente senza contatti diretti e in momenti differenti,
da una sensibilità tuttavia comune, volta allo scavo della personalità,
nella ricerca di una "realtà" cruda e carnale, dagli esiti "oggettivi" e impietosi. Ultimo aspetto, legato alla sede Estorick, è che lo stesso collezionista raccolse ed espose opere di Pirandello nelle mostre storiche
della sua collezione (realizzate negli anni Cinquanta), di cui una sarà
presente in mostra.
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vimento tra i maggiori degli anni Trenta italiani, che rigettando il classicismo "novecentista" degli anni Venti si allargò a definire tutta la pittura
romana del decennio.
Dal 1928 al 1930 si stabilì a Parigi, dove la sua pittura maturò definitivamente, a contatto con gli "Italiens de Paris", sviluppando un carattere
surreale pur nella costante definizione di una realtà scabra e di una tecnica molto attenta alle stesure spatolate del cubismo. Al ritorno a Roma,
al principio del 1931, inizia un percorso decisamente autonomo, anche
se legato alla pittura "tonale" degli amici Cavalli e Capogrossi, e lo scavo
della realtà diviene il carattere dominante della sua espressione lucida
e contorta al tempo stesso. Le figure umane, suo tema prediletto, vengono definite in una carnalità concentrata sul corpo anziché sulla psicologia, in composizioni di ambiguità spiazzante e dai significati quasi
indecifrabili, dove prevale una ritualità astratta, una monumentalità
senza retorica e di drammaticità esistenziale, privata di qualsiasi accento narrativo.
Fausto Pirandello, Pioggia dorata. 1933
Fausto Pirandello, Befana in piazza Navona. 1951
Fausto Pirandello nasce a Roma nel 1899, e inizia a dedicarsi alla pittura subito dopo la fine della prima guerra mondiale. La sua cultura mitteleuropea, educata in seno alle Secessioni romane, si incrocia presto
con la pittura del suo primo maestro Felice Carena. Tuttavia un'inquietudine volta a dettagli conturbanti, a composizioni diagonali, a una realtà
senza concessioni, lo differenzia dal clima classicista del ritorno all'ordine romano e in particolare dal classicismo del maestro.
Durante l'apprendistato presso Carena conoscerà Giuseppe Capogrossi
ed Emanuele Cavalli, che con lui e Corrado Cagli diverranno, nei primi
anni Trenta, i maggiori protagonisti della giovane "Scuola Romana": mo-
Fausto Pirandello, Siccita
La sua visione concitata, le sue composizioni affollate o altrimenti le sue
figure isolate in una carnalità impietosa, furono di esempio fulminante
per Renato Guttuso (che su di lui scrisse pagine di bellissima esegesi
negli anni Trenta) e per tutta la pittura italiana degli anni della seconda
guerra mondiale (in particolare di "Corrente") che ricercava un'espressione consona alla drammaticità del periodo. Un espressionismo drammatico e inclemente, che divenne anche bandiera di un antifascismo
antiretorico ed esistenziale.
Negli anni del dopoguerra Pirandello continua nel suo percorso autonomo, mostrandosi distaccato dai principali gruppi di tendenza che si
formano in Italia, soprattutto sotto l'ègida di Lionello Venturi (Fronte
Nuovo delle Arti), con cui tuttavia è in contatto (a lui il critico d'arte già
esule antifascista dedica un lungo articolo nel 1954).
In consonanza però con gli artisti del "Fronte Nuovo" egli sperimenta
l'inserzione, sulla sua pittura espressionista e materica, di scomposizioni
di origine cubista, già ben conosciute durante il suo soggiorno parigino.
Tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta Pirandello sviluppa il
suo nuovo stile, fatto di piani spezzati e concitati, di geometrie ellittiche
ed espressioniste, definendo la sua nuova visione di realtà, in dialogo
con molta arte del suo tempo: da Afro a Leoncillo, da De Kooning all'informel francese, da Birolli a Morlotti. Dagli anni Venti alla morte Pirandello fu presente in tutte le più importanti esposizioni italiane (Biennali
veneziane,
Quadriennali romane, Sindacali, ecc.) e in moltissime straniere, e fu costantemente attivo nel dibattito culturale italiano con posizioni di grande
modernità e internazionalismo. Saranno presenti in mostra opere di
grande importanza storica, come Composizione (1928), Donne con salamandra (1928-30), Interno di mattina (1931), La pioggia d'oro (1933),
Palestra (1934), La scala (1934), Donne che si pettinano (1937), Bagnanti (1938), Le indossatrici (1945), Befana a piazza Navona (1951),
Attraverso gli occhiali (1953-54), Bagnanti sulla spiaggia (1961). Per
l'occasione sarà pubblicato un catalogo con saggi del curatore Fabio
Benzi, di Francesco Leone e di Flavia Matitti.
Orari > Da mercoledì a sabato 11:00 - 18:00, domenica 12:00 - 17:00,
lunedì e martedìM chiuso
Biglietto > £ 5. Ridotto £ 3.50, National Art pass £ 2.50, Gratuito per
bambini fino ai 16 anni e studenti con tesserino
Info > tel. +44 (0)2077049522 - [email protected] - www.estorickcollection.com
Ufficio stampa Italia > StudioBegnini - Tel. +39 348 4105409-349
5512059 - [email protected] - www.studiobegnini.it
Ufficio Stampa UK e accrediti > Alison Wright - tel. +44 (0)1608811474
- [email protected]
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DATA NEWS
28
on line
- Maggio 2015
continua da pag. 2
News...dal MiBACT
e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici è assegnata
al Ministero, che provvede al riparto tra i soggetti inclusi nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio del cinque per mille.
Al fine di partecipare al riparto, ciascuno dei soggetti iscritti
nell’elenco presenta, a pena di decadenza, entro il 30 novembre
2015, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita
area disponibile sul sito web del Ministero, il programma delle
attività e degli interventi che intende realizzare con il contributo
proveniente dalla quota del cinque per mille, con l’indicazione,
nel caso che il programma preveda anche interventi di restauro,
degli estremi della prescritta autorizzazione rilasciata dai competenti organi periferici del Ministero, ovvero allegando copia
della stessa, dichiarata conforme all’originale, ai sensi degli articoli 19 e 47 del D.P.R. n.445/2000.
Ciascun iscritto può presentare un unico programma, il quale
può, peraltro, anche consistere nella realizzazione di un insieme
coordinato di attività e/o interventi, anche aventi ad oggetto beni
diversi. A tal fine, per “interventi” si intendono i lavori finalizzati
alla conservazione o al miglioramento della pubblica fruizione
di beni culturali o paesaggistici appartenenti a soggetti pubblici
ovvero aperti alla pubblica fruizione; per “attività” si intendono
le iniziative di raccolta di fondi per la realizzazione degli interventi come sopra descritti, nonché le iniziative, non consistenti
nell’effettuazione di lavori, comunque preordinate e funzionali
alla tutela o al miglioramento della pubblica fruizione dei beni
suddetti, ovvero aventi ad oggetto la loro gestione finalizzata
all’apertura al pubblico.
Il programma dovrà contenere l’indicazione del valore degli interventi previsti, che deve essere almeno pari a euro 30.000,00.
Nel caso in cui siano previsti anche interventi di restauro, il programma medesimo deve essere debitamente validato dagli Uffici competenti in sede di rilascio delle relative autorizzazioni.
Dovrà altresì, in ogni caso, dimostrarsi la disponibilità, da parte
del soggetto proponente, di risorse finanziarie sufficienti ad integrare l’importo eventualmente non coperto dal contributo.
Nel caso in cui, per gli eventuali interventi di restauro inclusi nel
programma, l’autorizzazione alla realizzazione, corredata dalla
validazione del valore finanziario del programma, non sia stata
ancora rilasciata dall’Ufficio competente alla data di presentazione del programma, il soggetto istante ha facoltà di produrre
copia, dichiarata conforme all’originale, delle relative domande
di autorizzazione.
Ai fini del riparto della quota di cui all’art. 4, comma 1, i programmi sono suddivisi in tre fasce, in base al relativo valore fi-
nanziario.
Ai programmi di valore da euro 30.000,00 fino a euro
100.000,00 è assegnato il trenta per cento delle risorse disponibili; ai programmi di valore maggiore di euro 100.000,00 e fino
a euro 300.000,00 è assegnato il trenta per cento delle risorse
disponibili; ai programmi di valore maggiore di euro 300.000,00
è assegnato il quaranta per cento delle risorse disponibili. Per
ciascuna fascia, le risorse disponibili sono ripartite in misura
proporzionale al valore dei programmi ammessi.
Le risorse eventualmente eccedenti sono ripartite tra le fasce
in modo da rispettare il relativo peso proporzionale.
Il riparto è operato, ai sensi dell’art. 4, commi 4 e 5, del D.P.C.M.
del 30 maggio 2012, con decreto del Direttore generale bilancio
entro il 15 aprile 2015, salvo le disponibilità finanziarie assegnate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
L’elenco dei progetti presentati, con l’indicazione, per i progetti
ammessi, delle somme assegnate a seguito del riparto è pubblicato sul sito web del Ministero dei beni e le attività culturali e
del turismo.
La corresponsione della quota del cinque per mille avverrà, a
cura del Ministero, entro sei mesi dalla disponibilità effettiva
delle relative somme.
OBBLIGO DI RENDICONTAZIONE
I soggetti destinatari delle somme sono tenuti a redigere un apposito rendiconto. I termini e le modalità di presentazione del
rendiconto saranno indicati nel decreto di riparto dei fondi, tenuto conto della tipologia e della specificità dei programmi di interventi finanziati.
RECUPERO SOMME
I contributi erogati sono soggetti a recupero nei casi indicati
dall’art. 13 del D.P.C.M. del 23 aprile 2010, ove compatibili.
Si informa che i dati raccolti da questa Amministrazione saranno
utilizzati per le sole finalità inerenti allo svolgimento della procedura, nel rispetto delle disposizioni vigenti (art.13 d.lgs. n.
196/2003)
Il Direttore Generale Bilancio
Dott. Paolo D’Angeli
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Maggio edizione completa - Centro Documentazione beni Culturali