LA DESTINAZIONE
Antica pieve di San Pietro di Feletto
lungo la strada del Prosecco
E LA SUA “MARCA GIOIOSA ET AMOROSA”
Una città che promette molti piaceri, dell’intelletto
e dei sensi, dove l’arte e la bellezza sono in ogni angolo.
Ma anche nei dintorni, ricchi di gioielli da scoprire
e riscoprire: dai castelli alle ville palladiane, dalle cantine
alle specialità gastronomiche. Senza dimenticare che
il Trevigiano, oltre a essere colto, è anche operoso.
Qui sorgono infatti importanti distretti industriali
e artigianali, espressioni del migliore made in Italy e
strutture ricettive di pregio. Insomma un paradiso ideale
per team building, post congress e incentive
Testo di Luciana Sidari e foto di Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso
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reviso fa parte di quelle
bellissime Urbes Pictae,
le città dove nell’antichità le facciate dei palazzi
nobiliari o comunali erano affrescate, per mostrare la
ricchezza e anche il gusto dei
proprietari e per rappresentare
il potere di questi ultimi. Un gusto che è rimasto nel Dna degli
abitanti e della città, infatti racchiusa dalle mura del XVI secolo - caput della “Marca gioiosa
et amorosa”, forse così detta
perché dopo il Mille ed il risveglio operoso dopo la mancata
fine del mondo - Treviso doveva essere davvero gaia, tanto
che nella parlata del tempo l’atto d’amare veniva chiamato
“danza trivigiana”. Non solo la
città è ancora ricca di monumenti che rappresentano l’arte
e la storia dei vari secoli ma è
stata anche recuperata in tutte
le maniere, sia dai privati sia
dalle istituzioni, che hanno reso
la cittadina davvero un gioiello.
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FOTO A. TONETTO
Piazza dei Signori, nel cuore di Treviso
Refrontolo. Il Molinetto della Croda
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Possagno. Tempio canoviano
Le recenti mostre alla Casa Dei
Carraresi nel cuore della città,
a Palazzo Sarcinelli nella via
più bella di Conegliano, a Palazzo Bomben e alla Fondazione Benetton, attirano migliaia
di visitatori in città. Basta fare
una passeggiata lungo il Sile, il
fiume che attraversa Treviso e
la rende sonora, per il chiacchiericcio di piccoli rivi d’acqua pulitissima, nella zona del
Mercato del pesce e del canale
Buranelli, reso immortale dallo
scrittore Giovanni Comisso,
per rendersi conto che davvero
la città è una destinazione che
promette molti piaceri, dell’intelletto e dei sensi.
Altrettanto interessante, suggestiva è la regione, attraversata
da sud a nord dall’autostrada
A27 che unisce Venezia a Bellu100 5-6 2011 | www.mastermeeting.it
no, ricca di Castelli, come quello di Serravalle a Vittorio Veneto, di Susegana dei Conti di
Collalto, spesso evoluzione di
presidi romani, costruiti a difesa del territorio e in secondo
tempo ingentiliti per fare da residenza a principi, marchesi
(cioè governatori della Marca)
e conti, che tra una guerra e
l’altra governavano su un territorio baciato dagli elementi naturali. L’altra ricchezza ereditata dal passato e condivisa con
le province di Venezia, Padova,
Vicenza, sono le Ville, un fenomeno culturale ed architettonico riconosciuto patrimonio
UNESCO, fatte costruire dalle
famiglie aristocratiche durante
il dominio della Serenissima da
architetti come Andrea Palladio e dai suoi allievi, famose
sono Villa Maser e Villa Emo
affrescate da pittori come Tiepolo, Veronese.
Il Trevigiano è un raro esempio
di territorio colto, sembra il sogno, l’utopia realizzata da umanisti e non è un caso che alla
corte di Caterina Cornaro fossero riuniti tutti gli intellettuali
del tempo e che nell’Abbazia di
Nervesa circa nel 1558 Monsignor Giovanni della Casa abbia
scritto il Galateo: non c’è luogo
che non sia dolce, armonioso,
gioioso. Dal confine con il Bellunese e le Dolomiti, da Vittorio Veneto si scende verso Conegliano, dove il paesaggio collinare corrisponde esattamente
a quello immortalato dal grande Cima; oppure da Cison di
Valmarino, dove si trova Castel
Brando si scende alla deliziosa
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Possagno. L’ala Lazzari all’interno della gipsoteca Canoviana
ne, Castelfranco Veneto, un’altra città murata e merlata; da
questa ridente città, dove Mario Brunello il violoncellista gestisce con la sua Associazione
uno spazio culturale, si arriva
Follina con la sua bellissima
Abbazia e verso le tondeggianti
colline di Valdobbiadene – famose per il Prosecco ed il Cartizze – candidata col suo territorio al riconoscimento Unesco e Possagno dove si trovano
la casa natale, l’emozionante
Gypsoteca e il Tempio di Antonio Canova.
Da Possagno il passo è breve
per conoscere il luogo ove regnò Caterina Cornaro, regina
di Cipro, Asolo, la città dei cento orizzonti, un luogo che ancora oggi incanta i visitatori per
la sua bellezza, qui Robert Browing ed Elizabeth Barrett,
Eleonora Duse e d’Annunzio
hanno scritto le pagine più importanti delle loro passioni.
Scendendo verso Treviso, si
può visitare la città di Giorgio-
nella zona sud del capoluogo,
sul famoso Terraglio, la strada
napoleonica che unisce Venezia a Treviso, dove si affacciano altre bellissime ville venete,
alcune di proprietà di istituzio-
Conegliano di sera, lungo via XX Settembre con scorcio sul Duomo
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La Cattedrale di Asolo rappresenta il cuore antico della città
Castelfranco Veneto, città murata
e patria del Giorgione. Nella foto
la statua dell’artista con la torre
dell’orologio sullo sfondo
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ni, altre di privati, altre restaurate ed adibite ad hotel, come
Villa Contarini Nenzi, alle porte
di Treviso.
Risalendo verso nord, percorrendo la Postumia che corre
parallela all’autostrada e che
taglia il Piave, si arriva a Ponzano Veneto, icona del nordest,
dell’intraprendenza e creatività
dell’imprenditoria trevigiana,
qui si trova, in una bellissima
villa veneta, il quartier generale
della famiglia Benetton che come gli antichi mecenati, affascinati dall’ingegno umano e
dalla bellezza, hanno scelto per
le loro sedi edifici storici,per
esempio Villa Minelli, restaurata da Carlo Scarpa e il Relais
Monaco, che ha appena compiuto dieci anni di attività, una
villa veneta restaurata da Afra
e Tobia Scarpa, un hotel congressuale con un cuore antico,
al quale si accede da un rigoglioso vigneto. Poco lontano
sorge Fabrica un complesso di
edifici antichi e moderni, opera
di Tadao Ando. Il benessere qui
non è stato dilapidatorio nei
confronti dell’ambiente, qui
tutto è bello ed è normale che
una famosa cantina come Villa
Sandi abbia la sua sede in una
bella Villa Veneta.
Poco lontano ci sono altri distretti operosi, per esempio
quello delle calzature, degli
scarponi da sci e dell’abbigliamento tecnico-sportivo. Da
Montebelluna si arriva al Montello e alle zone sacre alla patria, sul Grappa, sul Montello e
sulle rive del Piave si sono giocate le sorti di molti soldati du-
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FOTO T. BENINCA
Villa Emo a Fanzolo, patrimonio dell’Unesco e dimora palladiana
Follina. Abbazia cistercense del XII sec.
rante la prima guerra mondiale: quando si passa sul ponte
della Priula, si scorge l’acqua
trasparente del letto del fiume
che si fa strada tra i sassi e la
ghiaia ed un cartello ricorda
che il Fiume Piave è sacro alla
Patria.
Il territorio è talmente ricco di
distretti industriali ed artigianali da giustificare la recente costruzione di hotels destinati al
congressuale e ai soggiorni business, è il caso di BHR a Quinto di Treviso, aperto da pochi
anni, a due passi dall’aeroporto
Canova, di Move Hotel di Mogliano appena inaugurato o di
ParkHotel Villa Fiorita a Monastier, ad est di Treviso, entrambi a pochi minuti dall’aeroporto
di Venezia e di Treviso.
In questo eden si passa dal fiu-
me e dalla pianura alle colline
e alle montagne, tutto il territorio è una sorpresa dal punto di
vista dell’enogastronomia: a
parte la miriade di Strade del
vino, in ogni paese c’è una specialità: le castagne a Combai,
gli asparagi a Cimadolmo, i
funghi nel Montello, il radicchio a Castefranco, il fiore rosso di Treviso (quello a foglie
rosse e bianche, lunghe e sottili), il Prosecco ed il Cartizze a
Valdobbiadene, il Prosecco superiore di Conegliano, i formaggi dai nomi evocativi come
“Il bastardo del Grappa, il
“Morlacco”, qui si viaggia a sopressa e polenta, qui si fa la Sopa Coada, in pratica una minestra con brodo, mollica e pezzetti di piccione, servita dentro
una pagnotta, scavata ed unta,
che viene infornata e covata
per ore al caldo del forno. I vini
del Piave sono forti, robusti co-
me il Raboso, il Cabernet, il Cabernet Franc.
Ecco questo focus è solo un
“aperitivo” su Treviso, ci sono
tante strutture, tante cittadine,
tanti invitanti stimoli, ma le incentive house, le società di team building, PCO, Meeting
Planner, le aziende che stanno
progettando dei meeting o degli
eventi, sono avvisate: questa
terra è inebriante come le sue
bollicine, ormai conosciute nel
mondo, tanto da minacciare la
bevanda simbolo dei cugini
francesi. Qui, chi vi accoglierà
si darà da fare per farvi gustare
il territorio, nella Piazza principale di Treviso si trova la Fontana delle tette dalle quali si favoleggia uscisse il vino, qui si faceva l’Ombralonga, una passeggiata tra le ombre, cioè i calici di
Prosecco, qui è stato girato “Signore e Signori” di Pietro Ger■
mi... E il mito continua!
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