SALUTE CARDIOVASCOLARE
SOMMARIO
Rischi di malattie cardiovascolari
Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato come non ci sia alcuna associazione concreta tra
l’assunzione moderata di caffè e l’infarto coronarico. Anzi, una dose moderata di caffè assunto
abitualmente, è stato associato con un minor rischio di infarto nelle donne.
Inoltre, solo nelle donne, pare esserci una relazione inversa tra assunzione di caffè e rischio di
ictus.
Questo tipo di relazione è forte soprattutto nelle donne che sono ex fumatrici o che non hanno
mai fumato.
Fattori di rischio di malattie cardiovascolari
La natura del rapporto tra assunzione di caffè e pressione sanguigna non è tuttora precisa ma
in linea generale, si può affermare come un consumo regolare di caffè non aumenti il rischio di
ipertensione.
Componenti del caffè, esclusa la caffeina, sono responsabili per l’aumento del colesterolo LDL
totale. Comunque, queste sostanze sono contenute nel caffè bollito e non filtrato.
Un numero esiguo di studi preliminari hanno dimostrato l’effetto a breve termine del caffè sulla
dilatazione arteriosa: prima di giungere a conclusioni, vanno però eseguiti studi maggiormente
approfonditi.
Nonostante ci siano degli studi che suggeriscono come elevate assunzioni di caffè aumentino
l’omocisteina nel sangue, la relazione tra alti livelli della stessa e rischi di scompensi cardiaci
non è ancora chiara.
Meccanismi
Il meccanismo tra la relazione di consumo di caffè ed il ridotto rischio di ictus, più le potenziali
associazioni con i fattori di rischio della malattie coronariche, hanno ancora bisogno di ulteriori
approfondimenti. Molto probabilmente la caffeina non è l’unica responsabile per questo effetto:
altri componenti del caffè, come cafestol, potassio e polifenoli, possono anche avere un ruolo.
SALUTE CARDIOVASCOLARE
La portata del problema
Le patologie cardiovascolari sono la causa numero uno delle morti in Europa, per il
52% delle donne e il 42% degli uomini.
Nella sola Europa, queste patologie sono responsabili per i decessi di 4 milioni di
persone all’anno e costa all’economia dell’Unione Europea 196 miliardi di Euro
l’anno.
Un ruolo per lo stile di vita e per la dieta
Le cardiopatie sono malattie dovute da molteplici possibili fattori, come la pressione
del sangue alta, il diabete, il fumo e il colesterolo alto. Il fattore ereditarietà gioca un
ruolo nella cardiopatia coronarica e nell’ictus, ma entrambi sono largamente
influenzati da fattori tipo lo stile di vita come la dieta, l’attività fisica e il fumo.
COF
CONSUMO DI CAFFè E SALUTE CARDIOVASCOLARE
Un consumo regolare di caffè non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari
Un vasto insieme di studi è stato realizzato sia su pazienti sani che su pazienti che avessero
già sofferto di patologie cardiovascolari o di uno dei fattori di rischio. In generale non sembra
esserci prova che suggerisca un effetto negativo dell’uso moderato di caffè sulle patologie
cardiovascolari.
Caffè e rischio di infarto coronarico
Un’ampia meta analisi di 21 studi pubblicati nel 2009 sul consumo di caffè e il rischio di
infarto coronarico ha rilevato un’ampia discrepanza fra loro. Comunque non è stata trovata
un’associazione statisticamente rilevante tra il consumo di caffè e il rischio a lungo termine di
infarto coronarico: emerge però come, il consumo moderato e regolare di caffè sia associato
ad un minor rischio di infarto nelle donne.
Nemmeno tre studi più recenti hanno rilevato una connessione fra il consumo di caffè e il
rischio di infarto coronarico: infatti uno studio olandese ha riscontrato il rischio minore nei
gruppi di persone analizzate, che consumano abitualmente 2/3 tazze al giorno.
In conclusione, l’ampia maggioranza di studi individuali non ha trovato una reale
associazione tra il consumo di caffè e il rischio di infarto.
Il consumo di caffè non aumenta il rischio di icuts
Il più autorevole ed approfondito studio sulle connessioni tra consumo di caffè e ictus, lo
Studio Americano delle Infermiere sulla Salute, ha rilevato un’associazione inversa
statisticamente importante tra il consumo di caffè e l’incidenza di ictus. Quest’associazione
era specialmente forte nel sotto gruppo analizzato di ex fumatori e non fumatori. In ogni
caso, questi risultati non sono stati supportati da altri studi.
CONSUMO DI CAFFE’ E FATTORI DI RISCHIO DI PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
Consumo di caffè e pressione sanguigna
La natura precisa della relazione tra caffè e pressione del sangue non è ancora chiara;
la maggior parte degli studi suggerirebbero come un consumo regolare di caffè non
aumenti il rischio di ipertensione.
Un’ampia panoramica del 2008 sull’effetto del regolare consumo di caffè sulla
pressione ha dimostrato come alcuni studi abbiano riscontrato un effetto protettivo del
caffè mentre altri un piccolo innalzamento di pressione (1-2 mm Hg) a fronte di un
consumo di circa 5 tazze al giorno rispetto alla non assunzione o al consumo di caffè
decaffeinato.
Consumo di caffè e colesterolo – effetti del metodo di filtraggio
La maggioranza degli studi dimostrerebbe come gli effetti del caffè sui livelli di
colesterolo sia in gran parte dipendente dal metodo di filtraggio. Il cafestol e in minor
misura, il kahweol, innalzano i livelli del colesterolo totale e LDL nel sangue. Ad ogni
modo, questi componenti passano solo nel caffè non filtrato, mentre sono trattenuti dal
filtro di carta in quello filtrato. Il caffè bollito scandinavo, Cafetière, greco e turco sono
tutti associati all’innalzamento del colesterolo. Il caffè solubile contiene invece a stento
queste sostanze e non ha quindi effetti sul colesterolo nel sangue. L’espresso contiene
circa la metà di queste sostanze rispetto al caffè non filtrato e, se servito in quantità
moderate, ha effetti trascurabili sui livelli di colesterolo nel sangue. Gli effetti del caffè
sul colesterolo sono comunque transitori e si riducono quando se ne cessa il consumo.
Ulteriori studi vanno effettuati per stabilire definitivamente gli effetti del caffè sui livelli di
colesterolo.
Consumo di caffè e fluidità del sangue
Finora solo alcuni esperimenti minimi e a breve periodo sono stati condotti in merito
agli effetti del caffè sulla fluidità del sangue nell’arteria brachiale. Hanno osservato una
riduzione del 22% nella fluidificazione del sangue dopo l’assunzione di una tazza di
caffè espresso. Sono comunque richiesti studi più ampi prima che venga stabilita
qualunque tipo di implicazione fra il caffè e gli effetti a breve termine come vaso
costrittore.
Consumo di caffè e omocisteina nel sangue
Ci sono delle prove che mettono in relazione come alti livelli di assunzione di caffè (tra
le 6 e le 10 tazze al giorno) possano aumentare i livelli di omocisteina nel sangue. In
ogni caso, non è ancora chiaro se, con la riduzione dei livelli di omocisteina, scenda
anche il rischio di patologie cardiovascolari.
STUDI SUI PAZIENTI – ALCUNE LIMITAZIONI
Studi che prendono in analisi pazienti che hanno condizioni patologiche, dal diabete
all’infarto miocardico e all’ipertensione, hanno mostrato un’ampia varietà di risultati riguardo
gli effetti del consumo di caffè sui rischi di malattie cardiovascolari.
Tutti gli studi dimostrano che c’è una grande quantità di comorbidità che possono
potenzialmente influenzarne i risultati, inclusa la tipologia di caffè, fattori ereditari dei pazienti
e possibili effetti biochimici di alcune componenti del caffè. Quindi, queste difficoltà nel
reclutare pazienti con patologie può portare ad avere un numero basso di partecipanti alle
ricerche e un loro trattamento clinico potrebbe interferire con i test.
CONCLUSIONI
Evidenze scientifiche suggeriscono come un consumo moderato di caffè non aumenta il
rischio di patologie cardiovascolari. Nonostante l’assunzione di caffè sia stata associata ad
effetti moderati sui rischi di tali patologie, i meccanismi sottostanti questi effetti hanno
bisogno di ulteriori approfondimenti.
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