Potenza, 13 settembre 2012
Dr. Pasquale Troiano
S.C. Diagnostica
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
della Puglia e della Basilicata
Dr. Pasquale Troiano
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Api
Dr. Pasquale Troiano
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Ape regina
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Ape operaia
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Fuco
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L’alveare è un superorganismo
Una comunità di forme di vita che costituisce una unità sociale si
comporta come se fosse un unico organismo di ordine superiore.
Costituiscono parte essenziale del superorganismo oltre agli individui
che ne fanno parte, anche le strutture che servono a permetterne la
sopravvivenza. (William Morton Wheeler).
Dr. Pasquale Troiano
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Alveare: superorganismo
Come abbiamo visto l'ape è un
insetto sociale. Ma il legame che
unisce tra loro le api di una
famiglia è così intimo e forte che
spesso è l'intera famiglia ad essere
paragonata
ad
un
singolo
individuo.
Dr. Pasquale Troiano
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Alveare: superorganismo
La regina, le operaie e i fuchi,
possono essere viste come cellule
ed organi, ognuno con una propria
importante funzione.
Ogni attività svolta dalle api può
essere vista non come l'azione di
un singolo individuo, ma come
una funzione, finalizzata al
benessere
dell'intero
superorganismo.
Dr. Pasquale Troiano
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Alveare: superorganismo
Con
le
condizioni
climatiche
favorevoli, durante la primavera, le
api costruiscono celle speciali (celle
reali), più grandi delle comuni
cellette esagonali, nutrono le larve
in esse contenute solo con pappa
reale, allevando così nuove regine.
La vecchia regina, prima della
nascita delle figlie lascia l'alveare
(sciama), seguita da una buona parte
delle operaie. Nasce così un nuovo
individuo con le caratteristiche
genetiche dell'organismo che lo ha
generato.
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Alveare: superorganismo
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Stato di salute
Lo stato di salute di un alveare è il
risultato di un delicato equilibrio
che si instaura tra gli ospiti (api
adulte, covata), agenti patogeni e
ambiente
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Malattie
• Patrimonio genetico
APE
• Presenza
• Carica infettante
Patogeno • Virulenza
•
•
•
Ambiente •
Temperatura
Umidità relativa
Piante pollinifere e nettarifere
Ecc
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Api
Api
Patogeno
Malattie
Ambiente
Uomo
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L’apicoltore e le patologie
•
•
•
•
Mancato riconoscimento della malattia
Sospetto presenza di malattia e mancata comunicazione agli organi preposti
Tentativo di terapia
Scarso successo della terapia e diffusione delle malattie.
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•15/09/2012
•15
Api
In effetti risulta problematico:
•
•
•
Diagnosticare in modo corretto e tempestivo una patologia in atto
Individuare e valutare infezioni a livello latente o sub-clinico (es.
peste americana, virosi …)
Controllare la presenza di un parassita o il livello della sua
popolazione (es. varroosi)
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Api
Difficoltà nel riconoscimento delle
cause di malattia dell’’alveare
•
•
•
•
•
Diverse patologie producono una
sintomatologia non caratteristica o
generica
A volte gli effetti dei patogeni sulla
salute dell’alveare sono latenti o
comunque indiretti
Molte infezioni sono diffuse a livello
sub-clinico
Nell’alveare sono presenti più agenti
patogeni, con effetti a volte collegati
o sinergici
I fattori esterni possono interferire
nella determinazione del quadro
clinico.
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Api
La patologia apistica si occupa di tutte le affezioni e stati
morbosi che possono interessare un alveare, dagli individui
adulti (ape operaia; regina e fuco) alle forme pre-immaginali
(uova, larva e pupa).
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Classificazione delle malattie
Secondo la natura:
parassitaria, protozoaria, batterica,
fungina, o virale
Secondo la categoria di
prevalentemente colpita:
api adulte o covata.
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ape
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Principali patologie delle api
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Le malattie di natura parassitaria
•1. varroatosi (Varroa destructor)
•2. acariosi (Acarapis woodi)
•3. braulosi (Braula coeca)
•----------------•4. aethinosi (Aethina tumida)
•5. tropilaelapsosi
•(Tropilaelaps spp.)
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La varroatosi
(la patologia più importante per aspetti sanitari ed economici)
Malattia ubiquitaria
dovuta all’acaro Varroa destructor
Implica trattamenti farmacologici
“a calendario”, indispensabili per la
sopravvivenza delle api
Problematiche:
carenza
di
efficienti
farmaci
veterinari registrati;
associazione con altre patologie (spt.
virosi)
residui nei prodotti dell’alveare
(spt. cera).
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varroa vettore di:
Batteri
Funghi
Virus
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Varroa destructor
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Storia
•E’stato
lo spostamento di colonie di api (nomadismo) ed il
commercio di sciami di api e di regine iniziato negli anni ’50 che
ha permesso un contatto artificiale tra Apis cerana e Apis mellifera
con l’inevitabile diffusione del parassita.
•Soltanto l’Australia e determinate regioni dell’Africa centrale
sono ancora indenni.
•Diffusasi in Europa verso la fine
degli anni 70.
•I primi focolai in Italia risalgono
al 1981 in Friuli.
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Epidemiologia
•La varroa è un’ectoparassita che esercita
un’azione
spoliatricee
meccanico–
traumatica a carico delle api adulte e della
covata.
•Espone inoltre le api ad altri patogeni che aggravano il quadro
lesivo: virus (in primis),ma anche funghi (nosema) e batteri.
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Epidemiologia
•Patologia a lenta evoluzione:
•prima fase senza segni
facilmente
apprezzabili;
•seconda fase con danni limitati;
•terza fase infestazione massiva.
•Nell’arco di 1-2 anni la famiglia non
trattata viene a morte.
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Accrescimento
•Caratteristico
è l’accrescimento della popolazione di varroa
all’interno dell’alveare.
•Il grado di infestazione delle colonie, infatti, raddoppia ogni
mese in cui è presente la covata.
•
•
•
•
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Febbraio
50
100
200
Agosto
3200
6400
12800
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Morfologia
•FEMMINA: di colore bruno-rossastro, di forma ellissoidale appiattita. Il
dorso, di consistenza coriacea, è convesso e ricoperto di peli.
•Larghezza 1,5-2 mm - lunghezza 1-1,5 mm. Dotata di 4 paia di zampe che
terminano con ventose. Vivono 60 giorni in estate e 150 giorni in inverno.
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Morfologia
•MASCHIO: di colore bianco-grigiastro, di forma rotondeggiante
globosa. Possiede un corpo molle, poco cheratinizzato.
•Larghezza 0,7 mm - lunghezza 0,8 mm.
• Durata vita media: circa 7 giorni e comunque non sopravvive all’esterno
delle cellette di covata opercolata.
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Morfologia
Nella femmina l’apparato buccale
è di tipo pungente-succhiante ed
è provvisto di cheliceri, lame dentate che lacerano il tegumento
delle pupe e delle api per accedere
all’emolinfa.
Nel maschio l‘apparato buccale
è modificato, non ha funzione
alimentare ma solo riproduttiva.
Muoiono poco dopo la nascita
e lo sfarfallamento dell’ape.
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Trasmissione
•Contatto diretto
Le varroe attaccate alle api adulte
(in fase foretica), consentono al parassita di
infestare api di altre colonie attraverso il
fenomeno della deriva delle bottinatrici e
dei fuchi e attraverso i fenomeni di saccheggio.
In una giornata di forte attività di
raccolta nettarifera in una colonia
possono arrivare fino a 70 varroe.
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Trasmissione
•Contatto indiretto
•Attraverso l’intervento dell’apicoltore (trasferimento di favi di covata
parassitata per bilanciare la forza degli alveare);
•
con la raccolta di sciami
sconosciuti;
•con il nomadismo
•e le attrezzature per l’apicoltura.
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Ciclo biologico
L'individuo chiave del ciclo
riproduttivo è la femmina adulta,
denominata ” varroa madre". La
sua vita si alterna tra la fase
foretica e la fase riproduttiva.
Il ciclo biologico dura circa 20
giorni (6-14 sulle api adulte, più
un’altra decina all’interno della
cella).
•deutoninfe
•adulto
•protoninfe
La stessa femmina può compiere
fino ad un massimo di 7-8 cicli.
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Fase foretica
La varroa vive a spese degli adulti
nutrendosi dell’emolinfa della
stessa ape, insinuandosi tra le
lamine ventrali dei segmenti
dell’addome.
Durata variabile a seconda della
presenza o meno di covata. In
termine di giorni se presente
covata, di mesi nel periodo
invernale (sverna sul corpo
delle operaie).
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Fase foretica
Diversi fattori possono influenzarne
la durata:
 condizioni climatiche (t° e
umidità)
 periodo dell’anno
 età degli acari
 quantità di covata
 attrattività della covata (es. covata
maschile)
 condizioni della colonia.
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Fase riproduttiva
•
•
Il parassita può riprodursi
esclusivamente all’interno della
covata delle api in metamorfosi
(parassita obbligato).
Le varroe colonizzano la covata
poco prima dell’opercolatura delle
celle (quando le larve hanno 5-6
giorni).
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Fase riproduttiva
•
•
•
I fattori che provocano o
influenzano l'entrata nella cella
non sono del tutto conosciuti.
Vi è l'ipotesi che le varroe in fase
foretica seguano un feromone
emesso dalle larve per penetrare
nella covata al momento giusto.
E‘ probabile che altri gruppi di
molecole, (come anche la
presenza di polline e miele),
intervengano nella attrattività
della covata.
Dr. Pasquale Troiano
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Fase riproduttiva
•
•
•
L'entrata nella covata deve
avvenire ad una scadenza precisa
e costituisce un punto critico nella
vita della varroa.
Entrare troppo presto rappresenta
un rischio notevole per la futura
varroa madre poiché può essere
scoperta dalle api ed essere tolta
dalla
covata
prima
dell'opercolatura della cella.
Entrare tardi non è possibile, dal
momento che la covata sarà
opercolata.
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Ciclo biologico
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Ciclo biologico
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Ciclo biologico
Quando la cella è infestata con una sola
varroa madre, la fecondazione può
avvenire solo fra il maschio e le sue
sorelle ed è perciò fra consanguinei.
Con forti infestazioni due o più acari
femmina possono entrare in una
stessa cella.
La fecondazione di una femmina può
essere ripetuta fino a 9 volte.
La varroa femmina può essere fecondata
unicamente nella cella dove nasce.
Nella cella dove il maschio muore prima
della fecondazione, le femmine
rimangono sterili e infeconde, poiché
una parte del loro apparato genitale si
atrofizza per sempre.
Dr. Pasquale Troiano
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Ciclo biologico
Al momento della nascita dell'ape, una
gran parte della discendenza della
varroa è pronta ad uscire dalla cella.
Le varroe si aggrappano subito alle api
adulte e cominciano la fase foretica.
Le figlie immature e il maschio, privo
dell'apparato boccale, sopravvivono
per poco tempo fuori delle celle
opercolate.
Le varroe hanno una netta preferenza per
le api nutrici in quanto queste ultime
(avendo funzione di nutrire la covata)
gli permettono di rimanere in
prossimità del luogo adatto alla
moltiplicazione.
Dr. Pasquale Troiano
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Ciclo biologico
Meccanismi di difesa dell’ape
- Apertura e rimozione delle celle
parassitate.
-Spulciamento (grooming)
self-grooming
allo-grooming
Meccanismi di resistenza della
varroa
-Mimetismo fisico (allineamento peli
con quelli dell’ape)
-Mimetismo chimico (odore simile a
quello dell’ape)
Dr. Pasquale Troiano
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Sintomatologia
Sulla covata
- covata sparsa (indice di elevata
mortalità)
- puzzo fetido tipico di covata morta
(colla di pesce)
- visione diretta dei parassiti sulle
pupe
- api morte in procinto di sfarfallare
con ligula estroflessa.
Dr. Pasquale Troiano
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Sintomatologia
Sulle api
•
•
•
•
•
•
•
•
irrequietezza
e
maggiore
aggressività,
riduzione
della
popolazione
riduzione del peso e delle
dimensioni delle api dal 7 al 25%
(mini fuchi)
riduzione durata di vita fino al 50%
immunodepressione
riduzione e disfunzioni ghiandolari
riduzione del glicogeno dei muscoli
del volo
incapacità di volare, api oziose
tendenza alla sciamatura.
Dr. Pasquale Troiano
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Sintomatologia
Sulle api
api con ali deformi
presenza di api oziose sul predellino
api con deformazioni dell’addome,
del pungiglione e delle zampe.
Dr. Pasquale Troiano
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Diagnosi
La patologia diffusa nel 100% degli alveari, quindi non si deve
diagnosticare la malattia, ma valutare il grado di infestazione nel corso
dell’anno.
Dal grado di infestazione dipende il futuro della famiglia.
-Valutazione infestazione in celle da fuco
-Valutazione della caduta nel cassettino diagnostico.
Dr. Pasquale Troiano
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Diagnosi
Valutazione infestazione in celle da
fuco
Disopercolando con la forchetta le celle
da fuco: trovare più di 3 celle
infestate su 10 in primavera/inizio
estate = grado di infestazione
elevato.
Dr. Pasquale Troiano
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Diagnosi
Valutazione della caduta naturale
•
•
•
media di varroe cadute in 1 giorno x
100 = n° di varroe presenti
nell’alveare.
In primavera/inizio estate + di 5
varroe/giorno
=
grado
di
infestazione elevato.
In realtà si è visto che tale caduta non è
sempre proporzionale al livello di
infestazione degli alveari in quanto è
fortemente correlata al comportamento
igienico delle diverse famiglie.
Dr. Pasquale Troiano
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Diagnosi
Dr. Pasquale Troiano
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La lotta alla Varroa destructor
1.
2.
3.
Lotta biologica
Lotta con acaricidi naturali e di sintesi
Lotta integrata (combinazione dei due metodi precedenti)
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
•
•
Comporta interventi che non prevedono l’utilizzo di molecole di sintesi
sulle api, quindi che non comportano alcun pericolo di residui sui
prodotti dell’alveare, ma sfruttano comportamenti fisiologici o nemici
naturali della varroa.
Spesso sono impegnativi per l’apicoltore e sono accompagnati da
efficacia acaricida solitamente non determinante.
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
1.
•
•
Eliminazione covata maschile
telaino trappola
telaino Campero
2.
3.
4.
5.
6.
Eliminazione della covata
Funghi entomopatogeni
Selezione genetica delle api regine
Spazio Mussi
Termoterapia
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
 Eliminazione covata maschile
Sfrutta lo spiccato tropismo
della varroa per la covata
maschile
- può essere applicato in
primavera (produzione di
covata da fuco) in maniera
sistematica
- la covata maschile deve essere
eliminata prima che sfarfalli
- permette di eliminare fino al
75% delle varroe.
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
 Telaino Campero o T.I.T. 3
(telaino da nido indicatore
trappola a 3 settori)
E’ un telaino da nido diviso in
tre settori verticali da due
listerelle.
A cadenza settimanale si taglia
una porzione di favo contenente
covata maschile in modo tale che
il telaino funga continamente da
richiamo e da trappola per la
varroa.
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
• Spazio Mussi
Sfrutta il fenomeno del
grooming ed è basato sul
principio di aumentare lo
spazio tra i favi dai soliti 9 mm
a 2 cm.
Le varroe strappate dal corpo
delle api non possono più
aggrapparsi e cadono sul
fondo antivarroa.
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
 Funghi entomopatogeni
Micromiceti nemici naturali
degli acari. (Lodesani et al. 2004 –
APOidea)
Possono determinare mortalità
degli acari fino al 100%.
Metharhizium anisopliae: fungo
cosmopolita patogeno per più di
200
insetti;
assenza
di
patogenicità per le api. Prodotti
commerciali Bioblast (USA) e
Metaquino (Brasile).
Dr. Pasquale Troiano
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Lotta biologica
 Termoterapia
La temperatura deve essere
controllata bene per evitare danni
ai favi di covata. Sfrutta il
principio che le varroe non
sopravvivono a temperature
superiori ai 40 C.
I favi con la covata bengono
posti in cassoni a temepartura di
42-45 C per 15 minuti.
Si colpiscono solo le varroe in
celle opercolate, per cui è
necessario il trattamento delle
varroe in fase foretica.
Dr. Pasquale Troiano
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Selezione genetica
• Si stanno selezionando delle famiglie di Apis mellifera che tollerano
abbastanza bene la varroa.
• Alla base di questo fenomeno di tolleranza vi sono dei meccanismi
identici a quelli dell’ape cerana (rimozione delle larve infestate e
grooming).
Dr. Pasquale Troiano
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Api
PROSPETTIVE FUTURE
•
•
•
•
•
•
I meccanismi di tolleranza che le api potrebbero sviluppare,
attraverso delle modificazioni del loro patrimonio genetico, per
convivere con la varroa o per limitarne la riproduzione, sono:
periodo foretico più lungo;
riduzione della fertilità della varroa sull’ape operaia;
riduzione del periodo di opercolatura;
rimozione della covata infestata (utile anche per covata calcificata e
peste americana);
capacità di “spulciamento” (grooming).
Dr.•15/09/2012
Pasquale Troiano
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•61
Metodi di lotta chimici
Dr. Pasquale Troiano
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Come debellare la varroa?
•
•
1.
2.
Non esistono principi attivi efficaci al 100%
Difficoltà dovute a:
fenomeni di resistenza al farmaco
particolare ciclo biologico della varroa (fase riproduttiva, cella
opercolata irraggiungibile dai farmaci)
• reinfestazioni da apiari vicini
• SCOPO dei trattamenti: contenere il numero di acari presenti per
permettere la sopravvivenza dell’alveare.
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“Soluzione”
• Piani territoriali coordinati e condivisi e ADOTTATI da tutti gli
apicoltori di una stessa zona.
• Coordinamento ASL, e associazioni di apicoltori nella scelta dei
trattamenti da promuovere di anno in anno.
• Informare gli apicoltori.
• Incontri specifici in merito.
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Antiparassitari in apicoltura
Devono possedere i seguenti
requisiti:
 Efficacia contro la varroa
 Assenza di rischi per l’ape
 Assenza di rischi per
l’operatore
 Assenza di rischi per i prodotti
dell’alveare
 Scarsa o nulla induzione di
farmacoresistenza
 Modalità di impiego poco
laboriosa.
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Varroa destructor- Prodotti non consentiti
 Spesso si è fatto ricorso a prodotti
non consentiti, anche di difficile
reperimento sul mercato.
 Molti sono già inefficaci per la
comparsa di ceppi resistenti.
 Residui nel miele.
 Non sufficientemente indagati né
sulla tossicità per l’uomo, né per
l’accumulo nella cera e nel
sistema alveare.
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Attenzione
•
Le aziende apistiche dovranno obbligatoriamente registrarsi
presso la ASL di competenza e tenere il registro dei trattamenti nel
caso di impiego di Perizin e Apitol.
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Normativa sanitaria
• Registrazione dell’azienda (richiesta di codice aziendale)
• Eseguire correttamente i trattamenti antivarroa e detenere l’apposito
registro dei trattamenti vidimato dall’ASL.
• Conservare copia delle ricette e dei documenti di acquisto per 5 anni
dalla data di emissione
• Conservare i certificati relativi alla movimentazione e compravendita
alveari
• Detenere il registro degli alimenti somministrati alle api e i documenti
di acquisto per 5 anni dalla data di emissione
Dr. Pasquale Troiano
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Api
Anagrafe apistica
•
•
DECRETO 4 dicembre 2009 - MINISTERO DEL LAVORO,
DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI- Disposizioni
per l'anagrafe apistica nazionale. (10A04712) (GU n. 93 del 22-42010 )
anagrafe apistica: sistema di identificazione e di registrazione degli
apicoltori e degli apiari.
Dr. Pasquale Troiano
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Api
Ultimo acaricida registrato
•
•
Acido ossalico
Acquistabile senza ricetta
medico veterinaria.
Dr. Pasquale Troiano
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Amitraz
 Impiegato subito dopo la
comparsa della varroa, ha
dimostrato una buona efficacia
acaricida e selettività per l’ape
 E’
stato
utilizzato
fraudolentemente
impegando
prodotti registrati in agricoltura.
 Nel 1999 è stato registrato in
Italia il prodotto APIVAR a
lento rilascio di amitraz perché
il principio attivo è stato
inglobato in strisce di materiale
plastico. Le strisce devono
essere lasciate nei favi per 6 o
più settimane. Viene riferita una
buona efficacia.
Dr. Pasquale Troiano
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Api
Bromopropilato
•
•
•
P.a. contenuto nel Folbex Va, il
primo formulato utilizzato in
Italia.
Si tratta di strisce di cartone da
bruciare nell’alveare, ogni striscia
contiene 370 mg di principio
attivo.
La sua efficacia ha breve durata
ed è esaltata in assenza di covata.
Dr. Pasquale Troiano
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Coumaphos
•
•
•
•
Acaricida
organofosforico
contenuto nel prodotto Perizin.
Si tratterebbe di un prodotto
sistemico capace di raggiungere
gli acari tramite l’emolinfa.
Agisce anche per contatto e le api
lo ingeriscono solo in parte.
Tempo di sospensione 90 giorni.
Asuntol (!!!)
Dr. Pasquale Troiano
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Cimiazolo
•
•
•
Il prodotto commerciale è
APITOL
E’ dotato di attività sistemica,
ma è poco diffuso.
Tempo di sospensione 42
giorni.
Dr. Pasquale Troiano
• IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA •
Api
Fluvalinate
•
•
•
P.a. del formulato APISTAN;
appartiene
alla
classe
dei
piretroidi.
Si è molto diffuso in Italia per la
sua efficacia, anche in presenza di
covata, e per la sua facilità d’uso
(è inglobato in strisce di materiale
plastico).
Gli apicoltori hanno capito che il
Klartan, prodotto per l’agricoltura,
era a base di fluvalinate e l’hanno
utilizzato
in
apicoltura
selezionando così ceppi di varroa
resistenti al p.a.
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Api
Apistan: luci ed ombre
 Un prodotto da utilizzare con
molte cautele perché sono presenti
ceppi resistenti.
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Api
Fluimetrina
• Appartiene alla classe dei
piretroidi.
• Simile all’Apistan, dispensato su
strisce di materiale plastico
• Poco utilizzato probabilmente per
la resistenza crociata con il
Fluvalinate.
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Api
Acido formico
• Acido
organico
fortemente
caustico e irritante per contatto,
inalazione e ingestione. Da usare
con opportuni accorgimenti
• Agisce per evaporazione.
• Non è un prodotto facile: a
sottodosaggio non è efficace e a
sovradosaggi risulta tossico per le
api.
• L’evaporazione è influenzata da
temperatura e umidità.
• Il prodotto è utilizzabile nella
produzione biologica reg. CE
1804/1999.
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Api
Acido lattico
• Agisce per contatto.
• Viene
utilizzato
mediante
irrorazione diretta delle api sui
favi, ad una diluizione del 15%, in
ragione di 5 ml per facciata.
• Ha
breve
azione
ed
è
maggiormente efficace in assenza
di covata.
• Utilizzabile
in
apicoltura
biologica.
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Api
Timolo
• Composto aromatico di discreta
attività acaricida ma dà notevole
fastidio alle api.
• Viene
utilizzato
per
polverizzazione diretta sulle api,
ma bisogna fare attenzione a che
non si verifichi la fuga delle api o
saccheggi.
• E’ utilizzato da diversi anni l’Api
Life Var che contiene 7% di
timolo, mentolo, eucaliptolo e
canfora,
raccomandato
nell’apicoltura biologica.
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Api
Apiguard: luci ed ombre
• E’ risultato poco efficace
• Più difficile l’applicazione del
prodotto in bidoncini
• Rimane comunque un prodotto
interessante ma non esaustivo in
caso di forte infestazione
• Ha un’azione inibente sulla
deposizione: favorisce cioè la
riduzione della covata.
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Apilifevar: luci ed ombre
•Più efficace dell’Apiguard ma è
risultato comunque non sufficiente per
controllare la varroa.
•Riduce la deposizione della covata.
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Apiguard & Apilifevar: una considerazione
Non si conosce il meccanismo di
azione dei prodotti a base di
timolo.
Hanno un effetto preminentemente
di stordimento dell’acaro.
Il “caso Caelli” : una maggior
efficacia con cassettini vaselinati.
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Acido ossalico
• Acido organico
• Periodo di trattamento: novembredicembre
• Temperatura minima 8-10 C
• Le varroe cadono dopo 48-72 ore
• L’acido ossalico è tossico e quindi
non respirare i vapori
• Possibili danni alle famiglie poco
numerose e alle regine.
• Non sono previsti LMR.
• Efficacia 90-95% in assenza di
covata.
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Acido ossalico
• Sostanze naturali (Ac.
ossalico) in alternativa a uso
di medicinali veterinari
ottenuti per sintesi chimica –
Reg. CE 1804/1999 e Reg. CE
546/2004• D’altro canto il solo impiego
dell’Acido ossalico può
apparire inadeguato in special
modo nel meridione d’Italia.
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Trattamento con Acido ossalico in estate
Normalmente l’acido ossalico viene
utilizzato per il trattamento
invernale, poiché la sua azione
non si esplica in presenza di
covata. Nei casi in cui, tuttavia,
l’infestazione si riveli molto alta
già in primavera, in condizioni
climatiche che non permettono
ancora l’utilizzo del timolo, è
possibile effettuare dei trattamenti
cadenzati a distanza di un mese,
in occasione della levata dei
melari. Tale trattamento non
elimina comunque il trattamento
estivo a base di timolo.
A
MENO CHE NON SI
EFFETTUI
IL
BLOCCO
DELLA COVATA
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Modalità di somministrazione Acido
ossalico
• Candito
• Spruzzamento
• Gocciolamento
• Sublimazione (Varrox)
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Modalità di somministrazione Acido ossalico
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Strategia lotta al Sud
•
•
In alcune zone del Sud gli
apicoltori hanno la fortuna di
poter sfruttare, per intervenire
contro la varroa, il blocco di
covata che generalmente si ha
alla fine di agosto, a causa del
caldo eccessivo.
E’possibile intervenire con
acido ossalico o prodotti a
base di timolo.
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LOTTA ALLA VARROASI ED UTILIZZO
DEL FARMACO VETERINARIO
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Regolamento di Polizia veterinaria
•
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Artt. 154 e 155: onnligo di denuncia di peste americana, peste
europea, acariosi, nosemosi.
In seguito è stato fatto obbligo di denuncia anche la varroatosi.
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