Potenza, 13 settembre 2012 Dr. Pasquale Troiano S.C. Diagnostica Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ape regina Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ape operaia Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fuco Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api L’alveare è un superorganismo Una comunità di forme di vita che costituisce una unità sociale si comporta come se fosse un unico organismo di ordine superiore. Costituiscono parte essenziale del superorganismo oltre agli individui che ne fanno parte, anche le strutture che servono a permetterne la sopravvivenza. (William Morton Wheeler). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Alveare: superorganismo Come abbiamo visto l'ape è un insetto sociale. Ma il legame che unisce tra loro le api di una famiglia è così intimo e forte che spesso è l'intera famiglia ad essere paragonata ad un singolo individuo. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Alveare: superorganismo La regina, le operaie e i fuchi, possono essere viste come cellule ed organi, ognuno con una propria importante funzione. Ogni attività svolta dalle api può essere vista non come l'azione di un singolo individuo, ma come una funzione, finalizzata al benessere dell'intero superorganismo. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Alveare: superorganismo Con le condizioni climatiche favorevoli, durante la primavera, le api costruiscono celle speciali (celle reali), più grandi delle comuni cellette esagonali, nutrono le larve in esse contenute solo con pappa reale, allevando così nuove regine. La vecchia regina, prima della nascita delle figlie lascia l'alveare (sciama), seguita da una buona parte delle operaie. Nasce così un nuovo individuo con le caratteristiche genetiche dell'organismo che lo ha generato. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Alveare: superorganismo Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Stato di salute Lo stato di salute di un alveare è il risultato di un delicato equilibrio che si instaura tra gli ospiti (api adulte, covata), agenti patogeni e ambiente Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Malattie • Patrimonio genetico APE • Presenza • Carica infettante Patogeno • Virulenza • • • Ambiente • Temperatura Umidità relativa Piante pollinifere e nettarifere Ecc Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Api Patogeno Malattie Ambiente Uomo Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api L’apicoltore e le patologie • • • • Mancato riconoscimento della malattia Sospetto presenza di malattia e mancata comunicazione agli organi preposti Tentativo di terapia Scarso successo della terapia e diffusione delle malattie. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • •15/09/2012 •15 Api In effetti risulta problematico: • • • Diagnosticare in modo corretto e tempestivo una patologia in atto Individuare e valutare infezioni a livello latente o sub-clinico (es. peste americana, virosi …) Controllare la presenza di un parassita o il livello della sua popolazione (es. varroosi) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Difficoltà nel riconoscimento delle cause di malattia dell’’alveare • • • • • Diverse patologie producono una sintomatologia non caratteristica o generica A volte gli effetti dei patogeni sulla salute dell’alveare sono latenti o comunque indiretti Molte infezioni sono diffuse a livello sub-clinico Nell’alveare sono presenti più agenti patogeni, con effetti a volte collegati o sinergici I fattori esterni possono interferire nella determinazione del quadro clinico. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api La patologia apistica si occupa di tutte le affezioni e stati morbosi che possono interessare un alveare, dagli individui adulti (ape operaia; regina e fuco) alle forme pre-immaginali (uova, larva e pupa). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Classificazione delle malattie Secondo la natura: parassitaria, protozoaria, batterica, fungina, o virale Secondo la categoria di prevalentemente colpita: api adulte o covata. Dr. Pasquale Troiano ape • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Principali patologie delle api Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Le malattie di natura parassitaria •1. varroatosi (Varroa destructor) •2. acariosi (Acarapis woodi) •3. braulosi (Braula coeca) •----------------•4. aethinosi (Aethina tumida) •5. tropilaelapsosi •(Tropilaelaps spp.) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api La varroatosi (la patologia più importante per aspetti sanitari ed economici) Malattia ubiquitaria dovuta all’acaro Varroa destructor Implica trattamenti farmacologici “a calendario”, indispensabili per la sopravvivenza delle api Problematiche: carenza di efficienti farmaci veterinari registrati; associazione con altre patologie (spt. virosi) residui nei prodotti dell’alveare (spt. cera). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api varroa vettore di: Batteri Funghi Virus Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Varroa destructor Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Storia •E’stato lo spostamento di colonie di api (nomadismo) ed il commercio di sciami di api e di regine iniziato negli anni ’50 che ha permesso un contatto artificiale tra Apis cerana e Apis mellifera con l’inevitabile diffusione del parassita. •Soltanto l’Australia e determinate regioni dell’Africa centrale sono ancora indenni. •Diffusasi in Europa verso la fine degli anni 70. •I primi focolai in Italia risalgono al 1981 in Friuli. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Epidemiologia •La varroa è un’ectoparassita che esercita un’azione spoliatricee meccanico– traumatica a carico delle api adulte e della covata. •Espone inoltre le api ad altri patogeni che aggravano il quadro lesivo: virus (in primis),ma anche funghi (nosema) e batteri. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Epidemiologia •Patologia a lenta evoluzione: •prima fase senza segni facilmente apprezzabili; •seconda fase con danni limitati; •terza fase infestazione massiva. •Nell’arco di 1-2 anni la famiglia non trattata viene a morte. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Accrescimento •Caratteristico è l’accrescimento della popolazione di varroa all’interno dell’alveare. •Il grado di infestazione delle colonie, infatti, raddoppia ogni mese in cui è presente la covata. • • • • Dr. Pasquale Troiano Febbraio 50 100 200 Agosto 3200 6400 12800 • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Morfologia •FEMMINA: di colore bruno-rossastro, di forma ellissoidale appiattita. Il dorso, di consistenza coriacea, è convesso e ricoperto di peli. •Larghezza 1,5-2 mm - lunghezza 1-1,5 mm. Dotata di 4 paia di zampe che terminano con ventose. Vivono 60 giorni in estate e 150 giorni in inverno. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Morfologia •MASCHIO: di colore bianco-grigiastro, di forma rotondeggiante globosa. Possiede un corpo molle, poco cheratinizzato. •Larghezza 0,7 mm - lunghezza 0,8 mm. • Durata vita media: circa 7 giorni e comunque non sopravvive all’esterno delle cellette di covata opercolata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Morfologia Nella femmina l’apparato buccale è di tipo pungente-succhiante ed è provvisto di cheliceri, lame dentate che lacerano il tegumento delle pupe e delle api per accedere all’emolinfa. Nel maschio l‘apparato buccale è modificato, non ha funzione alimentare ma solo riproduttiva. Muoiono poco dopo la nascita e lo sfarfallamento dell’ape. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Trasmissione •Contatto diretto Le varroe attaccate alle api adulte (in fase foretica), consentono al parassita di infestare api di altre colonie attraverso il fenomeno della deriva delle bottinatrici e dei fuchi e attraverso i fenomeni di saccheggio. In una giornata di forte attività di raccolta nettarifera in una colonia possono arrivare fino a 70 varroe. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Trasmissione •Contatto indiretto •Attraverso l’intervento dell’apicoltore (trasferimento di favi di covata parassitata per bilanciare la forza degli alveare); • con la raccolta di sciami sconosciuti; •con il nomadismo •e le attrezzature per l’apicoltura. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico L'individuo chiave del ciclo riproduttivo è la femmina adulta, denominata ” varroa madre". La sua vita si alterna tra la fase foretica e la fase riproduttiva. Il ciclo biologico dura circa 20 giorni (6-14 sulle api adulte, più un’altra decina all’interno della cella). •deutoninfe •adulto •protoninfe La stessa femmina può compiere fino ad un massimo di 7-8 cicli. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fase foretica La varroa vive a spese degli adulti nutrendosi dell’emolinfa della stessa ape, insinuandosi tra le lamine ventrali dei segmenti dell’addome. Durata variabile a seconda della presenza o meno di covata. In termine di giorni se presente covata, di mesi nel periodo invernale (sverna sul corpo delle operaie). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fase foretica Diversi fattori possono influenzarne la durata: condizioni climatiche (t° e umidità) periodo dell’anno età degli acari quantità di covata attrattività della covata (es. covata maschile) condizioni della colonia. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fase riproduttiva • • Il parassita può riprodursi esclusivamente all’interno della covata delle api in metamorfosi (parassita obbligato). Le varroe colonizzano la covata poco prima dell’opercolatura delle celle (quando le larve hanno 5-6 giorni). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fase riproduttiva • • • I fattori che provocano o influenzano l'entrata nella cella non sono del tutto conosciuti. Vi è l'ipotesi che le varroe in fase foretica seguano un feromone emesso dalle larve per penetrare nella covata al momento giusto. E‘ probabile che altri gruppi di molecole, (come anche la presenza di polline e miele), intervengano nella attrattività della covata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fase riproduttiva • • • L'entrata nella covata deve avvenire ad una scadenza precisa e costituisce un punto critico nella vita della varroa. Entrare troppo presto rappresenta un rischio notevole per la futura varroa madre poiché può essere scoperta dalle api ed essere tolta dalla covata prima dell'opercolatura della cella. Entrare tardi non è possibile, dal momento che la covata sarà opercolata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico Quando la cella è infestata con una sola varroa madre, la fecondazione può avvenire solo fra il maschio e le sue sorelle ed è perciò fra consanguinei. Con forti infestazioni due o più acari femmina possono entrare in una stessa cella. La fecondazione di una femmina può essere ripetuta fino a 9 volte. La varroa femmina può essere fecondata unicamente nella cella dove nasce. Nella cella dove il maschio muore prima della fecondazione, le femmine rimangono sterili e infeconde, poiché una parte del loro apparato genitale si atrofizza per sempre. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico Al momento della nascita dell'ape, una gran parte della discendenza della varroa è pronta ad uscire dalla cella. Le varroe si aggrappano subito alle api adulte e cominciano la fase foretica. Le figlie immature e il maschio, privo dell'apparato boccale, sopravvivono per poco tempo fuori delle celle opercolate. Le varroe hanno una netta preferenza per le api nutrici in quanto queste ultime (avendo funzione di nutrire la covata) gli permettono di rimanere in prossimità del luogo adatto alla moltiplicazione. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ciclo biologico Meccanismi di difesa dell’ape - Apertura e rimozione delle celle parassitate. -Spulciamento (grooming) self-grooming allo-grooming Meccanismi di resistenza della varroa -Mimetismo fisico (allineamento peli con quelli dell’ape) -Mimetismo chimico (odore simile a quello dell’ape) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Sintomatologia Sulla covata - covata sparsa (indice di elevata mortalità) - puzzo fetido tipico di covata morta (colla di pesce) - visione diretta dei parassiti sulle pupe - api morte in procinto di sfarfallare con ligula estroflessa. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Sintomatologia Sulle api • • • • • • • • irrequietezza e maggiore aggressività, riduzione della popolazione riduzione del peso e delle dimensioni delle api dal 7 al 25% (mini fuchi) riduzione durata di vita fino al 50% immunodepressione riduzione e disfunzioni ghiandolari riduzione del glicogeno dei muscoli del volo incapacità di volare, api oziose tendenza alla sciamatura. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Sintomatologia Sulle api api con ali deformi presenza di api oziose sul predellino api con deformazioni dell’addome, del pungiglione e delle zampe. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Diagnosi La patologia diffusa nel 100% degli alveari, quindi non si deve diagnosticare la malattia, ma valutare il grado di infestazione nel corso dell’anno. Dal grado di infestazione dipende il futuro della famiglia. -Valutazione infestazione in celle da fuco -Valutazione della caduta nel cassettino diagnostico. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Diagnosi Valutazione infestazione in celle da fuco Disopercolando con la forchetta le celle da fuco: trovare più di 3 celle infestate su 10 in primavera/inizio estate = grado di infestazione elevato. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Diagnosi Valutazione della caduta naturale • • • media di varroe cadute in 1 giorno x 100 = n° di varroe presenti nell’alveare. In primavera/inizio estate + di 5 varroe/giorno = grado di infestazione elevato. In realtà si è visto che tale caduta non è sempre proporzionale al livello di infestazione degli alveari in quanto è fortemente correlata al comportamento igienico delle diverse famiglie. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Diagnosi Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api La lotta alla Varroa destructor 1. 2. 3. Lotta biologica Lotta con acaricidi naturali e di sintesi Lotta integrata (combinazione dei due metodi precedenti) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica • • Comporta interventi che non prevedono l’utilizzo di molecole di sintesi sulle api, quindi che non comportano alcun pericolo di residui sui prodotti dell’alveare, ma sfruttano comportamenti fisiologici o nemici naturali della varroa. Spesso sono impegnativi per l’apicoltore e sono accompagnati da efficacia acaricida solitamente non determinante. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica 1. • • Eliminazione covata maschile telaino trappola telaino Campero 2. 3. 4. 5. 6. Eliminazione della covata Funghi entomopatogeni Selezione genetica delle api regine Spazio Mussi Termoterapia Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica Eliminazione covata maschile Sfrutta lo spiccato tropismo della varroa per la covata maschile - può essere applicato in primavera (produzione di covata da fuco) in maniera sistematica - la covata maschile deve essere eliminata prima che sfarfalli - permette di eliminare fino al 75% delle varroe. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica Telaino Campero o T.I.T. 3 (telaino da nido indicatore trappola a 3 settori) E’ un telaino da nido diviso in tre settori verticali da due listerelle. A cadenza settimanale si taglia una porzione di favo contenente covata maschile in modo tale che il telaino funga continamente da richiamo e da trappola per la varroa. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica • Spazio Mussi Sfrutta il fenomeno del grooming ed è basato sul principio di aumentare lo spazio tra i favi dai soliti 9 mm a 2 cm. Le varroe strappate dal corpo delle api non possono più aggrapparsi e cadono sul fondo antivarroa. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica Funghi entomopatogeni Micromiceti nemici naturali degli acari. (Lodesani et al. 2004 – APOidea) Possono determinare mortalità degli acari fino al 100%. Metharhizium anisopliae: fungo cosmopolita patogeno per più di 200 insetti; assenza di patogenicità per le api. Prodotti commerciali Bioblast (USA) e Metaquino (Brasile). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Lotta biologica Termoterapia La temperatura deve essere controllata bene per evitare danni ai favi di covata. Sfrutta il principio che le varroe non sopravvivono a temperature superiori ai 40 C. I favi con la covata bengono posti in cassoni a temepartura di 42-45 C per 15 minuti. Si colpiscono solo le varroe in celle opercolate, per cui è necessario il trattamento delle varroe in fase foretica. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Selezione genetica • Si stanno selezionando delle famiglie di Apis mellifera che tollerano abbastanza bene la varroa. • Alla base di questo fenomeno di tolleranza vi sono dei meccanismi identici a quelli dell’ape cerana (rimozione delle larve infestate e grooming). Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api PROSPETTIVE FUTURE • • • • • • I meccanismi di tolleranza che le api potrebbero sviluppare, attraverso delle modificazioni del loro patrimonio genetico, per convivere con la varroa o per limitarne la riproduzione, sono: periodo foretico più lungo; riduzione della fertilità della varroa sull’ape operaia; riduzione del periodo di opercolatura; rimozione della covata infestata (utile anche per covata calcificata e peste americana); capacità di “spulciamento” (grooming). Dr.•15/09/2012 Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api •61 Metodi di lotta chimici Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Come debellare la varroa? • • 1. 2. Non esistono principi attivi efficaci al 100% Difficoltà dovute a: fenomeni di resistenza al farmaco particolare ciclo biologico della varroa (fase riproduttiva, cella opercolata irraggiungibile dai farmaci) • reinfestazioni da apiari vicini • SCOPO dei trattamenti: contenere il numero di acari presenti per permettere la sopravvivenza dell’alveare. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api “Soluzione” • Piani territoriali coordinati e condivisi e ADOTTATI da tutti gli apicoltori di una stessa zona. • Coordinamento ASL, e associazioni di apicoltori nella scelta dei trattamenti da promuovere di anno in anno. • Informare gli apicoltori. • Incontri specifici in merito. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Antiparassitari in apicoltura Devono possedere i seguenti requisiti: Efficacia contro la varroa Assenza di rischi per l’ape Assenza di rischi per l’operatore Assenza di rischi per i prodotti dell’alveare Scarsa o nulla induzione di farmacoresistenza Modalità di impiego poco laboriosa. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Varroa destructor- Prodotti non consentiti Spesso si è fatto ricorso a prodotti non consentiti, anche di difficile reperimento sul mercato. Molti sono già inefficaci per la comparsa di ceppi resistenti. Residui nel miele. Non sufficientemente indagati né sulla tossicità per l’uomo, né per l’accumulo nella cera e nel sistema alveare. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Attenzione • Le aziende apistiche dovranno obbligatoriamente registrarsi presso la ASL di competenza e tenere il registro dei trattamenti nel caso di impiego di Perizin e Apitol. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Normativa sanitaria • Registrazione dell’azienda (richiesta di codice aziendale) • Eseguire correttamente i trattamenti antivarroa e detenere l’apposito registro dei trattamenti vidimato dall’ASL. • Conservare copia delle ricette e dei documenti di acquisto per 5 anni dalla data di emissione • Conservare i certificati relativi alla movimentazione e compravendita alveari • Detenere il registro degli alimenti somministrati alle api e i documenti di acquisto per 5 anni dalla data di emissione Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Anagrafe apistica • • DECRETO 4 dicembre 2009 - MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI- Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale. (10A04712) (GU n. 93 del 22-42010 ) anagrafe apistica: sistema di identificazione e di registrazione degli apicoltori e degli apiari. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Ultimo acaricida registrato • • Acido ossalico Acquistabile senza ricetta medico veterinaria. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Amitraz Impiegato subito dopo la comparsa della varroa, ha dimostrato una buona efficacia acaricida e selettività per l’ape E’ stato utilizzato fraudolentemente impegando prodotti registrati in agricoltura. Nel 1999 è stato registrato in Italia il prodotto APIVAR a lento rilascio di amitraz perché il principio attivo è stato inglobato in strisce di materiale plastico. Le strisce devono essere lasciate nei favi per 6 o più settimane. Viene riferita una buona efficacia. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Bromopropilato • • • P.a. contenuto nel Folbex Va, il primo formulato utilizzato in Italia. Si tratta di strisce di cartone da bruciare nell’alveare, ogni striscia contiene 370 mg di principio attivo. La sua efficacia ha breve durata ed è esaltata in assenza di covata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Coumaphos • • • • Acaricida organofosforico contenuto nel prodotto Perizin. Si tratterebbe di un prodotto sistemico capace di raggiungere gli acari tramite l’emolinfa. Agisce anche per contatto e le api lo ingeriscono solo in parte. Tempo di sospensione 90 giorni. Asuntol (!!!) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Cimiazolo • • • Il prodotto commerciale è APITOL E’ dotato di attività sistemica, ma è poco diffuso. Tempo di sospensione 42 giorni. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fluvalinate • • • P.a. del formulato APISTAN; appartiene alla classe dei piretroidi. Si è molto diffuso in Italia per la sua efficacia, anche in presenza di covata, e per la sua facilità d’uso (è inglobato in strisce di materiale plastico). Gli apicoltori hanno capito che il Klartan, prodotto per l’agricoltura, era a base di fluvalinate e l’hanno utilizzato in apicoltura selezionando così ceppi di varroa resistenti al p.a. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Apistan: luci ed ombre Un prodotto da utilizzare con molte cautele perché sono presenti ceppi resistenti. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Fluimetrina • Appartiene alla classe dei piretroidi. • Simile all’Apistan, dispensato su strisce di materiale plastico • Poco utilizzato probabilmente per la resistenza crociata con il Fluvalinate. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Acido formico • Acido organico fortemente caustico e irritante per contatto, inalazione e ingestione. Da usare con opportuni accorgimenti • Agisce per evaporazione. • Non è un prodotto facile: a sottodosaggio non è efficace e a sovradosaggi risulta tossico per le api. • L’evaporazione è influenzata da temperatura e umidità. • Il prodotto è utilizzabile nella produzione biologica reg. CE 1804/1999. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Acido lattico • Agisce per contatto. • Viene utilizzato mediante irrorazione diretta delle api sui favi, ad una diluizione del 15%, in ragione di 5 ml per facciata. • Ha breve azione ed è maggiormente efficace in assenza di covata. • Utilizzabile in apicoltura biologica. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Timolo • Composto aromatico di discreta attività acaricida ma dà notevole fastidio alle api. • Viene utilizzato per polverizzazione diretta sulle api, ma bisogna fare attenzione a che non si verifichi la fuga delle api o saccheggi. • E’ utilizzato da diversi anni l’Api Life Var che contiene 7% di timolo, mentolo, eucaliptolo e canfora, raccomandato nell’apicoltura biologica. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Apiguard: luci ed ombre • E’ risultato poco efficace • Più difficile l’applicazione del prodotto in bidoncini • Rimane comunque un prodotto interessante ma non esaustivo in caso di forte infestazione • Ha un’azione inibente sulla deposizione: favorisce cioè la riduzione della covata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Apilifevar: luci ed ombre •Più efficace dell’Apiguard ma è risultato comunque non sufficiente per controllare la varroa. •Riduce la deposizione della covata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Apiguard & Apilifevar: una considerazione Non si conosce il meccanismo di azione dei prodotti a base di timolo. Hanno un effetto preminentemente di stordimento dell’acaro. Il “caso Caelli” : una maggior efficacia con cassettini vaselinati. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Acido ossalico • Acido organico • Periodo di trattamento: novembredicembre • Temperatura minima 8-10 C • Le varroe cadono dopo 48-72 ore • L’acido ossalico è tossico e quindi non respirare i vapori • Possibili danni alle famiglie poco numerose e alle regine. • Non sono previsti LMR. • Efficacia 90-95% in assenza di covata. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Acido ossalico • Sostanze naturali (Ac. ossalico) in alternativa a uso di medicinali veterinari ottenuti per sintesi chimica – Reg. CE 1804/1999 e Reg. CE 546/2004• D’altro canto il solo impiego dell’Acido ossalico può apparire inadeguato in special modo nel meridione d’Italia. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Trattamento con Acido ossalico in estate Normalmente l’acido ossalico viene utilizzato per il trattamento invernale, poiché la sua azione non si esplica in presenza di covata. Nei casi in cui, tuttavia, l’infestazione si riveli molto alta già in primavera, in condizioni climatiche che non permettono ancora l’utilizzo del timolo, è possibile effettuare dei trattamenti cadenzati a distanza di un mese, in occasione della levata dei melari. Tale trattamento non elimina comunque il trattamento estivo a base di timolo. A MENO CHE NON SI EFFETTUI IL BLOCCO DELLA COVATA Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Modalità di somministrazione Acido ossalico • Candito • Spruzzamento • Gocciolamento • Sublimazione (Varrox) Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Modalità di somministrazione Acido ossalico Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Strategia lotta al Sud • • In alcune zone del Sud gli apicoltori hanno la fortuna di poter sfruttare, per intervenire contro la varroa, il blocco di covata che generalmente si ha alla fine di agosto, a causa del caldo eccessivo. E’possibile intervenire con acido ossalico o prodotti a base di timolo. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api LOTTA ALLA VARROASI ED UTILIZZO DEL FARMACO VETERINARIO Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Regolamento di Polizia veterinaria • • Artt. 154 e 155: onnligo di denuncia di peste americana, peste europea, acariosi, nosemosi. In seguito è stato fatto obbligo di denuncia anche la varroatosi. Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api Dr. Pasquale Troiano • IZS PUGLIA E BASILICATA - FOGGIA • Api