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CAVALLINO TREPORTI
13 08
febbraio
Direttore Responsabile: Alberto Cavazzini - Editore: Associazione Ideazione, piazza S.M. Elisabetta 10, Cavallino Treporti
Registrazione presso il Tribunale di Venezia n. 16/06 del 09/05/2006 - Anno 3 - n°13 - febbraio2008 - Stampa: Grafiche Nardin, Ca’ Savio
[email protected]
PERIODICO DELL’ASSOCIAZIONE IDEAZIONE
2008
[email protected]
Le donne delle associazioni locali preparano la festa dell’8 marzo
Urbanizzare nuove aree o riqualificare l’esistente?
FESTA DELLA DONNA
Testimonianze, appunti e idee [pagine 4, 5]
FATTI E PERSONE
Il nuovo Vescovo Beniamino Pizziol [a pagina 7]
SPORT
La squadra di calcio femminile di Treporti [pagine 10, 11]
Il nostro gruppo consigliare ha recentemente
organizzato un'iniziativa pubblica, che ha visto
una grande e interessata partecipazione, sulle
scelte urbanistiche per il futuro di Cavallino
Treporti in concomitanza con la presentazione
del Documento Preliminare al Piano di
Assetto Territoriale (PAT)
da parte
dell'Amministrazione Comunale.
Con la collaborazione del prof. Francesco
Sbetti, noto studioso che fa parte della Giunta
Esecutiva Nazionale dell'Istituto di Urbanistica
e che ha curato la revisione degli strumenti
urbanistici nella precedente amministrazione,
e avvalendoci di supporti visivi informatici
abbiamo ripercorso la "storia" dell'attività svolta nel biennio fine 2002- fine 2004 che ha
prodotto alcuni importantissimi documenti per
la ricostruzione del quadro urbanistico territo-
riale e per quella che doveva essere la stesura dei futuri strumenti urbanistici.
A partire dal convegno dell'ottobre 2002 sul
paesaggio (per noi l'esaltazione dell'unicità
paesaggistica ambientale è il vero punto di
forza e di partenza di qualsiasi strategia urbanistica), alle collaborazioni con lo IUAV di
Venezia e la Facoltà di Architettura di Ferrara,
all’approvazione del Documento di indirizzi
per la redazione degli strumenti urbanistici nel
dicembre 2003, all'approvazione del Progetto
Preliminare al PRG del settembre 2004, all'adozione della Variante per l'adeguamento al
Palav e la classificazione delle zone di degrado urbanistico dell'ottobre 2004.
segue a pag 2
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DAI BANCHI DELL’OPPOSIZIONE
di Claudio Orazio
segue dalla prima pagina
Nel corso di quegli anni si sono dunque costruite solide fondamenta per
proseguire sulla strada di dotare il
nostro Comune di un suo nuovo quadro urbanistico, che noi abbiamo definito fondativo in quanto primo strumento urbanistico frutto di scelte
autonome del nuovo Comune dopo
la sua costituzione.
Stupisce che gran parte di questo
lavoro straordinario, di grande spessore "culturale", tanto da essere pubblicato nel 2005 in un numero speciale di Urbanistica Dossier, una rivista
specializzata a livello nazionale, e
dalla rivista di Unindustria, sia stato
praticamente abbandonato dall'attuale amministrazione che ha preferito
ricominciare da capo un percorso con
evidente spreco di tempo e di
denaro.
Non è mancato, nel corso dell'iniziativa, un riferimento anche a questioni
di stretta attualità e in particolare
all'intervento di espansione edilizia a
Treporti e a Ricevitoria (dove sono
previsti oltre 100.000 metri cubi di
nuova edificazione) proposto da
imprenditori privati e definito dagli
amministratori comunali come
"rispettoso delle indicazioni del Piano
di Assetto Territoriale" e come esempio del rapporto tra pubblico e privato.
Abbiamo rilevato come ci sia una
contraddizione tra queste dichiarazioni e quanto scritto nel Documento
Preliminare predisposto dalla stessa
Amministrazione, laddove si afferma
che, qualora ci sia bisogno di nuove
costruzioni per residenza, queste
vanno collocate all'interno di aree già
urbanizzate o aree già manomesse
da recuperare, senza ricercare nuove
aree di espansione da urbanizzare,
senza cioè "sprecare" ulteriore territorio.
È peraltro sorprendente come sia
possibile per degli amministratori dichiararsi a priori a favore di un intervento
di questa consistenza
senza aver prima definito
il
"dimensionamento"
futuro del Comune all'interno del nuovo piano
regolatore e cioè quanti
abitanti potrà o dovrà
avere il nostro paese.
Invitiamo quindi l'Amministrazione Comunale a
riflettere
bene
sul
"dimensionare" la crescita
edilizia, ricordando alcuni Veduta dall’alto di Cavallino-Treporti
dati relativi all'andamento
demografico del Comune che in 25 c'è già una potenzialità edificaanni, dal 1981 al 2007, è cresciu- toria per oltre 4000 nuovi abito di 2.500 abitanti passando da tanti che significa cioè aumentare di
10.300 a 12.800, confermando un terzo l'attuale popolazione.
quindi una crescita di 1000 Con questi dati e queste prospettive,
/1200 abitanti ogni 10 anni e non è forse meglio concentrarsi su
ricordando che in base agli strumenti scelte che incentivino la riqualificaziourbanistici già vigenti, agli interventi ne urbana con la dotazione di
già in corso, ai recuperi che si posso- moderni servizi e strutture civili e culno e si devono fare all'interno dei turali e la valorizzazione delle risorse
centri urbani, a quanto si può realizza- ambientali, piuttosto che puntare a
re nelle zone di degrado urbanistico nuove espansioni?
Perché mi sono rivolto al Prefetto
di Claudio Castelli
È opportuno dare una spiegazione su
quanto riportato dalla stampa locale
in merito alle mancate risposte del
Sindaco Vanin a molte nostre interrogazioni e alla mia decisione di rivolgermi al Prefetto e al Difensore Civico
Regionale perché credo sia giusto
che i cittadini vengano messi a conoscenza del modo di agire
dell'Amministrazione Comunale.
Diritto/dovere dei consiglieri di
opposizione è quello di controllare
e fare luce su aspetti dell'attività
amministrativa che a una prima disamina
risultano
poco
chiari;
diritto/dovere
del
Primo
Cittadino è quello di rispondere
secondo i criteri di trasparenza propri
della pubblica amministrazione.
Quando ciò non avviene si lede il
principio basilare del funzionamento
2
della pubblica amministrazione e cioè
quello della correttezza.
Tutto ha inizio a fine agosto dello
scorso anno, quando mi sono accorto che il commercio ambulante praticato sulle aree pubbliche, in più occasioni a mio avviso, non rispettava la
normativa regionale. Mi sono allora
fatto promotore di un'interrogazione
al Sindaco alla quale dopo sei mesi
non è stata data ancora alcuna risposta. Dopo una settimana ho presentato un'altra interrogazione chiedendo
questa volta chiarimenti sul posizionamento di alcuni manufatti sull'arenile. Anche su questa interrogazione
non ho ricevuto ancora nessuna
risposta.
Il Regolamento Comunale prevede
che alle interrogazioni il Sindaco
debba rispondere entro 30 giorni
dalla loro presentazione, ma conscio
del fatto che spesso i tempi della
pubblica amministrazione possono
essere dilatati da molti fattori ho pensato bene di lasciare tempo al tempo
confidando che le risposte sarebbero
presto arrivate. A oggi, fine febbraio 2008, non ho ancora rice-
Il Municipio a Ca’ Savio
vuto alcuna risposta. Da qui la
decisione, dopo tanta paziente e vana
attesa, di rivolgermi al Prefetto e al
Difensore Civico Regionale per
segnalare questo anomalo e irrispettoso comportamento del Sindaco
chiedendo anche se ciò non configurasse una qualche responsabilità
amministrativa.
Non so spiegarmi questo comportamento del Sindaco anche perché le
mancate risposte su specifiche richie-
ste di chiarimenti inducono a pensare
che ci sia qualcosa che non va. Per
questi motivi, per fugare qualsiasi
dubbio, penso che dare risposte
esaustive entro i termini regolamentari sarebbe da parte del Sindaco un
segnale di correttezza e di trasparenza.
Purtroppo, a distanza di mesi, ciò non
è ancora avvenuto.
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Qualità della vita ed edilizia sostenibile
di Susanna Enzo
Recentemente abbiamo avuto modo di ascoltare l'architetto Michele Busarello, che, in
occasione dell'ultima conferenza del ciclo
L'impronta leggera, spiegava ai presenti alcuni aspetti primari del complesso argomento
della sostenibilità ambientale.
Per saperne qualcosa di più, e per capire in
che modo ognuno di noi può orientarsi verso
scelte consapevoli nel settore dell'edilizia
sostenibile, lo abbiamo incontrato.
Qual è il rapporto fra edilizia e ambiente?
“L'edilizia ha finora guardato all'ambiente
come serbatoio inesauribile da cui attingere
aree e materie prime.
Se mi è consentito un excursus storico a grandi linee, posso affermare che si è assistito ad
un cambiamento dei canoni costruttivi dal
secondo dopoguerra ad oggi. Dapprima si privilegiavano aspetti di igiene e funzionalità
nella costruzione. Man mano che cresceva il
benessere della nazione, a questi elementi si è
aggiunta la scelta di materiali costosi o esteticamente d’effetto. Bisogna arrivare agli anni
Ottanta per cominciare a riscontrare un'attenzione verso l'ambiente e l'ecologia. Quello di
quegli anni era un ambientalismo diverso da
quello odierno, in quanto ci si orientava verso
una determinata specie in via d'estinzione.
Attualmente si cerca, per quanto possibile, di
preservare gli ecosistemi nella loro interezza.
Che detta così sembra un'azione immane, ma
invece è resa possibile dai gesti quotidiani di
ciascuno di noi”.
Come applicare tali gesti in edilizia?
“Innanzitutto valutando, nel momento in cui
si opera una scelta di tipo edilizio, non solo i
vantaggi economici, estetici e funzionali di
una costruzione, ma anche quelli ambientali.
Mi spiego meglio: se si decide di acquistare un
immobile, si dovrebbero considerare sia i costi
di costruzione che quelli di uso e di smaltimento alla fine di un ciclo medio di esistenza
di un'abitazione. Quindi, se è vero che inizialmente i costi di costruzione in base a parametri bioedilizi possono sembrare maggiori
rispetto a quelli generalmente adottati, si assisterà ad un assorbimento di tali spese nell'utilizzo dell'abitazione che consentirà risparmio
energetico, salubrità dell'edificio e minore
incidenza ambientale. Inoltre bisogna tenere
conto anche dei costi di smaltimento dei
materiali di costruzione quando l'immobile,
dopo settanta o ottanta anni, verrà demolito”.
Sembra molto sensato, ma in realtà non
si ha la percezione che attualmente si
applichino tali accorgimenti su larga
scala. Come mai?
“Presumo dipenda dal mercato edilizio che è
in mano a immobiliaristi e società che costruiscono condomini a scopo di profitto. Il cittadino che costruisce per se stesso, più attento a
determinati requisiti edilizi perché costituiscono un investimento in qualità di vita, è purtroppo una nicchia. Credo che un cambiamento potrebbe verificarsi se l'utenza iniziasse ad
informarsi in tal senso e richiedesse abitazioni
che rispondano a parametri di edilizia sostenibile”.
Qualche consiglio pratico per chi si
vuole orientare verso costruzioni rispettose dell'ambiente?
“Darsi delle priorità e domandarsi qual è l'uso
che si intende fare di quella abitazione.
Chiedere che vengano utilizzati materiali rinnovabili e riciclabili che hanno riflessi positivi
su ambiente e salute. Meglio ancora se si tratta di materiali locali, che hanno un minor
costo di trasporto e una provenienza controllata e, in genere, consentono di realizzare
costruzioni che si integrano meglio con il paesaggio circostante. Per esempio, se si usano
Michele Busarello
materiali naturali come il legno, accertarsi che
siano certificati e cioè che provengano da vivai
creati all'occorrenza e non da luoghi di cui si
possa compromettere la biodiversità”.
Lasciamo l'architetto portando con noi ancora
molta curiosità su un argomento che ci tocca
da vicino e che ci dà motivo di riflettere. Viene
da chiedersi come modificare le nostre abitudini quotidiane per affrontare in un futuro
piuttosto prossimo l'esaurimento di risorse
non sostenibili. Senza voler essere allarmisti, è
il caso di iniziare ad attivarci.
Cos'è la bio-architettura
di Martina Bacciolo*
La bio-architettura è una metodologia
costruttiva piuttosto complessa, che si
basa sull'approfondimento di numerose tematiche, tra le più importanti la
sostenibilità ambientale, il risparmio
energetico e non da meno la salubrità
degli edifici per il benessere dei fruitori. Le fasi di un buon progetto di
bio-architettura sono: lo studio del
sito e del suo clima, quindi della
quantità di irraggiamento naturale e
dei venti, quindi si valuta la presenza
di campi magnetici di grande intensità e la possibile presenza di gas
naturali come il radon (non presente
nella nostra zona).
La seconda fase è il progetto: l'edificio viene posto nel lotto in modo tale
da essere illuminato il più possibile
dalla luce del sole, creando grandi
vetrate a sud e meno finestre possibili a nord. Infatti nei progetti di bioarchitettura è fondamentale l'apporto
di luce naturale all'interno degli edifici, sia per il benessere psicofisico che
portano questi raggi al corpo umano,
sia perché riscaldano gli ambienti illuminati, riducendo il consumo di energia (sia per l'elettricità che per il riscaldamento).
Per questo motivo ogni stanza viene
posizionata rispetto ai punti cardinali
a seconda della funzione alla quale è
destinata e alla quantità di luce che
necessità durante l'arco della giornata.
La luce diretta a sud, viene studiata e
indirizzata in modo tale che entri nel-
l'edifico durante il periodo invernale e
sia schermata durante l'estate.
Lo stadio successivo è lo studio dei
materiali. Questi vengono scelti in
modo tale che siano garantite le tre
caratteristiche fondamentali: la sostenibilità ambientale, la salubrità e
ovviamente delle ottime qualità tecniche.
Ogni parte del fabbricato dalle fonda zioni, alle pareti, fino ai solai e alla
copertura va studiata calcolandone la
trasmittanza termica singola e complessiva in modo tale che sia garantito un elevato risparmio energetico e
un ottimo comfort igrometrico (aria e
umidità).
I materiali usati sono in prevalenza
materiali tradizionali come il laterizio,
calce e legno. Alcuni si spingono fino
al recupero di tecniche antiche come
l'uso della terra cruda, sia per mattoni
che per intonaci, al riuso della canna
lacustre o della paglia per isolare ecc.
Una nuova tendenza è la prefabbricazione in legno che raggiunge altissimi
standard qualitativi.
L'importante è che ogni tecnica usata
garantisca, appunto, il benessere del
fruitore utilizzando materiali naturali
che non emettano sostanze nocive,
come avviene spesso, invece, anche
se non ce ne accorgiamo, utilizzando
materiali di sintesi chimica.
Gli isolanti naturali (come ad esempio il sughero, la fibra di legno, la
canapa, le fibre mineralizzate, l'argilla
espansa e molti altri) sono materiali
derivati da fonti rinnovabili, per la cui
produzione viene consumata pochissima energia a differenza dei materiali di sintesi chimica che derivano principalmente dal petrolio e sono prodotti ad elevate temperature.
L'isolante naturale e quello di sintesi
garantiscono la medesima trasmittan-
za termica per
l'isolamento
invernale, ma
per l'estate è
necessario
che i materiali
abbiano una
massa consistente per ritardare il tempo che impiega il flusso di
calore a penetrare all'interno (sfasamento termico).
Questo è possibile con i
materiali naturali, in quelli
di sintesi, infatti, è pressoché inesistente.
La fase successiva è la progettazione degli
impianti: gli impianti termici sono calcolati alla massima efficienza, senza
sprechi energetici. Il sistema più diffuso è un impianto integrato a bassa
temperatura che utilizza un riscaldamento a pannelli radianti a pavimento o parete, nei quali scorre acqua
calda riscaldata da un sistema abbinato tra collettori solari termici (pannelli
solari), e caldaia a condensazione
(elevata efficienza).
Gli impianti elettrici vengono studiati,
tramite l'uso di nuovi sistemi di
domotica, in modo che si creino
meno campi magnetici possibili, che
possano essere esclusi completa mente nelle camere durante la notte.
Il tutto viene realizzato in modo da
ottenere il miglior comfort al minor
costo di manutenzione e spesa energetica possibile.
A sostegno di queste metodologie
edilizie numerose normative incentivano il risparmio energetico come le
Leggi finanziarie 2006/2007; altre a
favore dell'edilizia biosostenibile
come la L.R. Veneto n. 4 del 9 marzo
del 2007, che prevede dei contributi
tramite bandi e altri incentivi non
ancora ben definiti per progetti biosostenibili; mentre molti Comuni tra i
quali quello di Venezia hanno già istituito commissioni speciali che valutano i progetti presentati, prevedendo
lo scomputo parziale degli oneri per i
fabbricati che saranno costruiti con i
sistemi di bio-architettura.
*architetto
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PAGINE IN ROSA
Che forza ragazze!
della mia ricerca. La relatrice che mi
ha seguita mi ha lasciata piuttosto
libera nella stesura, così ho potuto
orientare le mie scelte man mano
che procedevo nell'analisi dei dialetti.
di Susanna Enzo
Come ti sei interessata alle lingue
dell'Eurasia?
È stata una lunga e piacevole chiacchierata quella con Ilaria Targhetta e
Martina Tardivo, classe 1985, laureate nel pieno rispetto dei tempi e col
massimo dei voti, rispettivamente, in
Lingue e culture dell'Eurasaia e del
Mediterraneo e in Ingegneria dei
Materiali. Entrambe stanno ora proseguendo il loro percorso di studi per
conseguire la laurea specialistica.
Sicuramente due scelte impegnative
e particolari. Facciamoci raccontare le
loro esperienze.
A che facoltà sei iscritta attualmente,
Ilaria?
Sono iscritta alla laurea specialistica in
Antropologia culturale, etnologia ed
etnolinguistica. Quindi mi sono trasferita dalla facoltà di Lingue e letterature straniere a quella di Lettere.
Questo è stato possibile grazie al
nuovo ordinamento dei corsi che
consente lo spostamento tra facoltà e
anche Università estere per il conseguimento della laurea specialistica.
Parlaci per sommi capi della tua tesi.
È uno studio sulla dialettologia turca.
Ho avuto modo di scrivere parte della
tesi e di fare le mie ricerche a
Samsun, dove ho trascorso cinque
mesi con il progetto Erasmus. Il mio
lavoro è frutto di interviste e registrazioni effettuate su cinque città campione. La permanenza in Turchia è
stata preziosa perché mi ha consentito di riconoscere i vari dialetti ma
anche di focalizzare meglio la finalità
lavoro.
È stato un lavoro che ha richiesto
parecchio impegno. In collaborazione
con un professore di ingegneria aerospaziale ho studiato il fenomeno dell'impatto iperveloce con l'obiettivo di
sviluppare, per quanto possibile, un
modello capace di prevedere il comportamento di alcune tipologie di
materiali sottoposti a tale fenomeno.
In realtà avrei voluto concentrarmi sui
materiali compositi, ma durante lo
studio il mio elaborato ha assunto
una piega diversa. Ora, però, seguendo i corsi di laurea specialistica ho
scoperto un nuovo interesse per
quelle che possono essere le applicazioni dell'ingegneria dei materiali in
campo biomedico e penso che dirigerò il mio percorso di studio in tale
direzione.
Martina e
Ilaria, oltre
al brillante
percorso di
studio, condividono
anche determinate
opinioni ed
esperienze.
Entrambe, Martina Tardivo
infatti, sono consapevoli che la fine
della laurea specialistica per loro
significherà cercare lavoro o proseguire gli studi lontano da casa, perché
una realtà piccola come la nostra non
offre spazio per gli ambiti di loro competenza. Nonostante questo, dimostrano di essere molto affezionate al
loro comune e alla tranquillità che
ancora offre e di aver imparato ad
apprezzarlo di più proprio in seguito
alla permanenza in città.
E provano orgoglio per le esperienze
lavorative stagionali, peculiari del
nostro territorio, che hanno consentito loro un minimo di autonomia economica e un supporto alla famiglia
che le ha sostenute. Sono anche consapevoli che i loro progetti futuri
potranno essere rallentati dal fatto di
essere donne in un mondo lavorativo
che, ancora, non tutela del tutto il
diritto di una donna alla maternità.
Ciononostante da questo incontro
sono emersi il loro amore per lo studio che, pur richiedendo costanti
sacrifici, non manca di essere fonte di
soddisfazione, e la determinazione di
arrivare dove si sono prefissate, qualità ammirevoli in ragazze così giovani. Non ci resta che far loro i complimenti per i traguardi raggiunti e augurare a entrambe vento in poppa per
quelli futuri.
Quanto ti è costato, in termini di sacrificio, laurearti così presto e con il
massimo dei voti?
Ilaria Targhetta
Da bambina sognavo di imparare
molte lingue perché provavo curiosità
per la "diversità". L'interesse mi è
rimasto anche in seguito e mi ha portato a frequentare il liceo linguistico.
Per la scelta universitaria ero dapprima incuriosita dalle lingue orientali,
però poi, con una conoscenza più
approfondita, mi sono rivolta al Medio
Oriente e soprattutto alla Turchia che
è così vicina a noi ma così diversa.
Martina, tu ti sei laureata in Ingegneria
dei materiali con una tesi sui materia li soggetti ad impatto iperveloce, e
cioè con delle applicazioni in ambito
aerospaziale: beh, hai di certo opera-
Le donne del ‘700 a teatro
Lunedì 10 marzo, alle ore 20.45 al
Centro Civico di Ca' Savio, l'associazione Tra Mar e Laugna presenta
Popolane e nobildonne nelle isole
treportine nel Settecento, serata storico-documentale che ripercorre la
storia al femminile del nostro territorio.
L'appuntamento, curato dal professor Piero Santostefano, sarà l'occasione per indagare sulle vite di
Angela Smerghetto Berton e di
Caterina Sagredo, nobildonne del
Settecento.
L'ingresso alla serata è libero.
Scrivici
Se volete dare notizia di particolari iniziative nel nostro territorio o esprimere la vostra opinione su temi che riguardano il nostro Comune, potete scriverci al seguente indirizzo di
posta elettronica: [email protected] o tramite posta all’indirizzo: Cittadini al
Centro, piazza S. M. Elisabetta, 10/11 - Cavallino.
Cittadini al Centro può essere letto anche on line su www.cavallinotreporti.net.
4
to una scelta tosta!
Mi sono resa conto che ho dovuto
tenere un ritmo molto serrato in questi tre anni dedicati quasi esclusivamente allo studio. Lo stare dentro a
determinati tempi ti consente di iscriverti subito alla laurea specialistica
senza perdere dei mesi. Ora, però,
voglio prendermi degli spazi anche
per la vita sociale.
Prospettive future di lavoro?
Il tipo di facoltà che ho scelto ha una
applicazione diretta nel mondo del
lavoro. Conosco ragazzi che appena
conseguita la laurea specialistica sono
stati contattati da aziende per sostenere colloqui. Io sarei interessata a
proseguire con un eventuale dottorato di ricerca, per quanto possa essere
difficile riuscire ad ottenerlo nel settore che mi interessa, e poi pensare al
Complimenti alle donne
Lella Doratiotto, 81 anni, è una grande appassionata di poesia. Ha inviato
alla nostra redazione questa immagine che la ritrae con altre undici donne
(lei è la quarta da sinistra) del nostro Comune durante la serata "Premio
donna" dello scorso 12 dicembre. La redazione di Cittadini al Centro ringrazia la signora Lella per aver inviato questa foto e fa un augurio a lei e a tutte
le altre donne del nostro comune che si sono distinte in particolari settori
e che per questo sono state premiate. La speranza è che dopo questa serata e dopo tutte le feste organizzate, l'Amministrazione Comunale, attraverso la commissione Pari Opportunità, individui altre occasioni per celebrare
le donne mettendo il contenuto davanti all'immagine. Buon lavoro!
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Il talento di Megghi
Donaggio (autore della
famosa canzone degli anni
'60 Io che non vivo) abbia
creduto subito in lei e l'abbia
indirizzata ad Angela
Milanese, nota pianista e
maestra di canto, fondatrice,
con Luca Pitteri, di Venice
Gospel, nonché autrice di
sigle televisive come quella
di Don Matteo.
Ma non sono davanti ad una
ragazzina che insegue il
sogno del mondo dello spettacolo costruendo castelli in
aria, senza avere fondamenta
solide. Lei frequenta il quinto anno al liceo linguistico e
contemporaneamente studia
canto e pianoforte e il prossimo anno intende iscriversi
all'Accademia di canto e recitazione di Milano. È il soprano basso dei Joy Singers guiMegghi Minio, voce dell’Aurora Wind Band
dati dal maestro Andrea
Lo ammetto: mentre Megghi cantava My heart D'Alpaos, coi quali si è esibita a Treporti
will go on mi sono emozionato. Credo che la durante i festeggiamenti per il Natale 2007.
musica sia una delle forme dell'arte capace di Questa carrellata di successi, in un mondo che
suscitare emozioni e Megghi, nonostante la spesso ci appare effimero, non l'ha trasformagiovane età, le evoca. Mi pare di vederla, fra le ta minimamente in una persona frivola.
mura un po' grigie della scuola media Megghi non ha perso il contatto con la realtà.
Carpaccio, sotto lo sguardo attento di colui Al contrario, si è arricchita di queste esperienche l'ha "scoperta", il suo insegnante di musi- ze e insegue piena di speranze, ma anche lucica, Mariano De Rossi, mentre per la prima dissima, il suo sogno. Alla fine dell'intervista,
aggiunge, tranquilla e sicura: "Se non riuscirò
volta si esibisce in pubblico.
Oppure durante una delle nostre manifesta- a cantare, mi iscriverò a Lingue e letterature
zioni preferite, Canzoni sotto le stelle, mentre straniere a Ca' Foscari e mi occuperò di qualinterpreta Doppiamente fragile della cos'altro".
Tatangelo. Mentre mi racconta le sue esperien- Hai le carte in regola per farcela, Megghi, e
ze musicali - e sono già parecchie e di ottimo sono convinto che ce la farai. In bocca a lupo
livello considerando che ha solo 18 anni è per la tua meravigliosa scalata alle stelle!
anche una delle cantanti dell'Aurora Wind
Band - mi rendo conto che Megghi interpreta
Mirco Bodi
benissimo Doppiamente fragile, ma lei di
sicuro non lo è! Mi spiega di come Pino
Sabato 8 Marzo 2008,
ore 20.45, al Centro Sociale Polivalente
DONNE &
DONNE
“Un incontro a più voci”
Anche Ideazione, assieme a molte altre Associazioni, partecipa all'iniziativa del Gruppo Parola di Donna per l'8
marzo 2008. Quello che si sta preparando NON è uno
spettacolo, ma un momento di condivisione fra donne (e
non solo), più raccolto e semplice rispetto a quelli svolti
negli ultimi tre anni.
Quest'anno il tema è l'incontrarsi e il riconoscersi fra
donne che hanno radici diverse, che cioè sono nate o cresciute in posti differenti:
- In cosa siamo diverse?
- Cosa abbiamo in comune?
- Cosa portiamo di originale dalle nostre
culture?
- Cosa abbiamo imparato le une dalle altre?
- Com'è stato, e com'è l'incontrarci fra noi?
Nella serata non mancherà qualche nota musicale, e qualche piccola sorpresa.
L'ingresso sarà libero e per tutti.
info: Cinzia 340 0053550, Lucia 329 1658449.
Col patrocinio e il contributo del Comune di
Cavallino-Treporti.
La nostra storia
Quando eravamo... profughi di guerra
Mia zia Suor Sandra (classe 1918)
racconta sempre, con l'orgoglio di chi
sa di essere stata protagonista di
qualcosa di importante, di essere
nata a Ceva, in provincia di Cuneo,
quando la sua famiglia era profuga
nella Prima Guerra Mondiale.
Stimolata da questa particolarità, decido un giorno di andare con la mia
famiglia a cercare quel convento che
la vide nascere e magari è stato l'imprinting per la sua scelta di vita.
Per prima cosa verifichiamo telefonicamente che siano consultabili i registri di battesimo in parrocchia.
Proviamo anche a telefonare in
biblioteca per sapere se per caso è
stato pubblicato qualcosa sui profughi
della Grande Guerra: nulla, ma una
bibliotecaria gentile ci mette in contatto con l'archivista del Comune il
quale ci fa sapere che esiste un carteggio a riguardo.
Ceva è un paese molto lontano da
Cavallino, sta sui monti del cuneese,
proprio a ridosso della provincia di
Savona ma ha la ferrovia che arriva fin
proprio davanti al convento dei frati
cappuccini dove nacque la zia suor
Sandra.
Troviamo l'elenco di tutti e dove
erano alloggiati, la nota della diaria
che percepivano i grandi e pure quella dei bambini, le date di arrivo e di
ritorno a casa.
Appare allora più chiaro il percorso
che ha portato mia nonna fin lì. In
parrocchia vediamo il registro dei battezzati e il giorno 17 ottobre 1918 troviamo registrato il suo battesimo con
il nome di Angela Martin, nata il 13
ottobre 1918 alle ore 12.00: padrino
suo zio Elia Martin e madrina la sorella Cecilia Martin.
Scopro così che il mio povero bisnon no Salvatore, a 70 anni era partito
con la moglie Rosa, un figlio troppo
grande per la guerra (42 anni), e uno
stuolo di giovani donne: due figlie
con i loro bambini e sette nuore con
i loro piccoli.
Nell'archivio comunale invece troviamo una cartella di documenti dal titolo Profughi veneti. Non senza emozione cominciamo a scorrere questi
carteggi e leggiamo la corrispondenza
tra la Prefettura di Venezia e quella di
Cuneo per individuare i luoghi dove
alloggiare gli abitanti di Cavallino che,
in seguito dell'avanzare del fronte
dopo la disfatta di Caporetto, avrebbero dovuto lasciare le loro terre.
Solo così la famiglia arrivava ad un
totale di 35 persone senza gli uomini
che erano tutti in guerra. Di lì a poco
sarebbe aumentata ancora di una
unità perché nonna Margherita era
incinta di suor Sandra, al secolo
Angela chiamata da tutti Angelina.
Una volta tornati da questo viaggio,
indagando tra gli atti e dai ricordi di
paesani, abbiamo scoperto che molti
degli abitanti di Cavallino nati nel
1918 sono venuti alla luce proprio
nelle località dove le famiglie erano
sfollate.
Dagli atti di chi è nato fuori paese
abbiamo individuato una ventina di
Comuni prevalentemente (ma non
solo) del Nord Italia dove stiamo allargando le ricerche per fare una mappatura dello sfollamento del litorale.
Chi avesse notizie di genitori o parenti sfollati ce lo faccia sapere: potrebbe contribuire a ricostruire un altro
pezzo di storia della Grande Guerra
che anche il nostro paese ha così faticosamente e dolorosamente vissuto.
La storia dei nostri anziani riserva
sempre delle sorprese. Non perdia mo questi preziosi ricordi. Chi ha altre
notizie sui profughi di guerra del
nostro paese può scrivere alla nostra
redazione.
Sandra Martin
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CULTURA & TERRITORIO
Testi tosti - letture al femminile
di Cinzia Condotta
Mamma non mamma
(Storia dell'affido di due gemellini a una single)
di Carla Forcolin
Marsilio editore Venezia 2007
pp. 128 - Euro 11,00
Amiche per la pelle
di Laila Wadia
Edizioni E/O 2007
pp. 160 - Euro 14,00
Racconta la vita nel condominio di una strada immaginaria
- via Ungaretti a Trieste dimenticata sia dal sole, sia dal
Comune - di quattro famiglie immigrate: i Kumar (indiani),
i Fong (cinesi), i Zigovic (bosniaci), i Dardani (albanesi).
L'unico inquilino italiano il sig. Rosso, settantenne solitario
e bisbetico, appassionato di poesia e letteratura, è un estimatore del duce e mal sopporta gli stranieri. Ma sarà proprio la poesia a far da
ponte tra lui e gli altri.
Il romanzo parla al femminile col sorriso sulle labbra. Quattro donne alle prese
con l'apprendimento della cultura e della lingua italiana che, con fatica e alcuni buffi scivoloni, cercano di costruire una rete di amicizie, perché unite si è più
forti e si può fronteggiare l'imminente sfratto.
Una storia bella, spesso divertente, qualche volta amara, per ricordarci che la
diversità può essere una preziosa risorsa.
L'autrice, indiana di Bombay, vive a Trieste dove lavora come collaboratore
esperto linguistico presso l'Università. Traduttrice e interprete, da qualche
tempo si dedica con successo alla scrittura in lingua italiana perché, dice la lingua del paese dove vivi è l'unica vera chiave d'accesso all'integrazione.
Con questo libro ha ottenuto nel 2006, il premio "Popoli in cammino" per
opere inedite.
La testimonianza di un'esperienza personale affettiva gratificante, non priva di difficoltà gestionali e burocratiche. Il
desiderio di prendersi cura di un bambino viene inaspettatamente esaudito con l'affido di due gemellini nigeriani di
tre anni, vissuti fino ad allora con la madre detenuta nel carcere femminile della Giudecca.
Le tematiche affrontate sono legate alle scelte politiche del nostro Paese in
materia di immigrazione, affidamento, infanzia.
L'autrice, veneziana, già insegnante elementare, insegnante di lettere, formatrice di insegnanti, insegnante yoga, è fondatrice e presidente dell'associazione per l'adozione e l'affidamento "La gabbianella e altri animali" con sede a
Venezia - (Tel. 041.5281954 - www.lagabbianella.org. )
Ha già pubblicato: Il gabbianello Marco e altri animali (Piazza); I figli che
aspettano (Feltrinelli).
N.B. Entrambi i libri sono disponibili anche in Biblioteca a Cavallino.
Pensieri inversi e diversi
Da qualche anno assistiamo ad un
inaspettato ritorno d'amore per la
poesia. Indizi congiunti lo confermano: i grandi ascolti e la nutrita partecipazione alle pubbliche letture di
Dante da parte di Roberto Benigni,
l'esorbitante numero di pagine che si
aprono su Google cliccando la parola
"poesia," seconda voce più digitata in
Internet, il successo di vendita dei
volumi di liriche abbinati ai maggiori
quotidiani nazionali. Sono tutte
espressioni di un bisogno, condiviso
da molti, di recuperare il senso
profondo e la sostanza autentica del
vivere. La poesia, spesso con echi di
spiritualità, richiama alla verità dentro
la parola e spinge ad una crescita
interiore. "I poeti sono gli inconsolabili consolatori dell'umanità" scrisse il
poeta greco Ritsos. Avvicinarsi a quest'arte con fiducia ci aiuta a combatte-
re il senso di vuoto e d'insoddisfazione che ci procura spesso il nostro
vivere quotidiano impregnato di falsi
valori, del culto delle apparenze e del
fatuo e di una imperante visione mercantilistica e superficiale dell'esistenza.
Leggiamo poesie dunque, per ritrovare noi stessi, per elevarci attingendo
alla purezza di emozioni e sentimenti
universali, per nutrire lo spirito di
profondità e bellezza!
Con semplicità, senza pretese letterarie o noiosi pedagogismi, con questa
rubrica intendiamo offrirvi dei versi
frutto della fulgente creatività di artisti
celebri o meno famosi, del passato o
contemporanei.
Obiettivo centrato se riusciremo a
regalarvi qualche momento intenso e
se qualcuno deciderà di inserire qualche verso nel suo iPod o ritaglierà
qualche lirica per conservarla.
Giuseppe Ungaretti (1888-1970)
grande poeta del Novecento italiano,
celebre per le sue poesie brevi ma
efficaci nell'esprimere in poche parole profonde verità, scrisse in
"Commiato":
Poesia è il mondo, l'umanità / la pro pria vita / fiorite dalla parola / la limpida meraviglia / di un delirante fer mento / Quando trovo / in questo
mio silenzio / una parola / scavata è
nella mia vita / come un abisso.
E ancora:
Io credo che il giorno in cui non ci
sarà più la poesia, non ci sarà nemmeno l'uomo.
(cit. da Giuseppe Ungaretti, La grande Poesia. Arnoldo Mondadori
Edizioni 2004)
PS: un ringraziamento speciale ai
responsabili di questo periodico per
lo spazio concesso.
Nel nostro Comune nessuna iniziativa
di rilievo è pensata ed organizzata
dalla Pubblica Amministrazione per
valorizzare l'arte poetica e i concittadini che compongono poesie. In altre
realtà gli amministratori sarebbero
orgogliosi di sostenere talenti, sensibilità e ingegni che sono una ricchezza
e un valore aggiunto per una comunità. Chi è interessato a confrontarsi
su questi temi, può scrivere all'indirizzo di posta elettronica: [email protected] o tramite posta all'indirizzo: Cittadini al Centro, piazza S.M.
Elisabetta,10/11- Cavallino.
Donatella Nardin
L'abito fa il monaco
di Mirco Bodi
Di certo Remo Tognati, detto Renzo,
avrebbe negato, sorridendo, questa
affermazione così lontana dal suo
animo, così genuino e semplice.
Eppure nel suo caso corrispondeva a
verità. Il suo stile sobrio, pulito, i tagli
classici e proprio per questo sempre
attuali riflettevano appieno la sua personalità. Lui, che negli anni
Cinquanta, lasciò il suo nebbioso
Polesine - Frassinelle nel cuore della
provincia di Rovigo - per imparare
nella bottega dello zio Aquilino a
Merano, l'arte sartoriale. E i Tognati, a
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dire il vero, avevano ben poco da
imparare in fatto di sartoria. In famiglia il taglio e il cucito si imparava
ancor prima di far di conto. Era una
passione prima che un lavoro. A 27
anni, con l'inseparabile fratello Mario,
arrivava finalmente nel nostro litorale,
su suggerimento dello zio Aquilino,
che a ragione riteneva che qui mancassero mani abili a ricavar vestiti da
stoffe e tessuti. Aveva visto bene lo
zio: Renzo aprì la sua piccola bottega
appena arrivato, nel '56, in via
Treportina, vicino al barbiere
Romano, e fu subito un successo! Era
l'anno in cui tutti si commossero per
la morte di 139 emigranti minatori
italiani in Belgio a Marcinelle. Ma era
anche l'anno del debutto del Re del
rock'n roll Elvis Presley. La tv in casa
era appannaggio di pochi e la gente
si accalcava nei bar per non perdersi
Lascia o Raddoppia. Cavallino gli fu
galeotta: volteggiando a ritmo di valzer in una balera Renzo incontrò Elda
e fu amore per tutta la vita! Arrivarono
presto le amatissime figlie Monica e
Fulvia. Era molto stimato, Renzo, dalla
gente del Cavallino. Si era inserito
benissimo nel tessuto sociale, fatto di
gente dedita al lavoro e fortunatamente ancora capace di vedere la
bellezza delle piccola cose. Un mago
dei tagli maschili: e infatti, chi non si
è rivolto a lui per farsi confezionare
l'abito per il proprio matrimonio o per
accompagnare la figlia all'altare?
È San Silvestro 2006. Renzo sta rientrando a casa dopo una serata con gli
amici di sempre, Elio, Marcello "Ceo",
Nerio, Orlando, Roberto. Quattro
chiacchiere sul lavoro e l'appuntamento per domani per la partita a
carte e chissà, anche forse anche con
la speranza di vittoria della squadra
del cuore - il Milan - di cui era un gran
Remo (Renzo) Tognati
tifoso. Lo attendono invano a casa le
figlie, Elda, Mario e il suo tesoro, la
nipote Carlotta, per salutare il vecchio
anno.
Ma non arriverà questa volta. La sua
umiltà, la sua proverbiale giovialità e
le sue preziose creazioni rimangono
nei cuori dei famigliari e nell'affettuoso ricordo di tutta Cavallino Treporti.
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(A)RISTODEMO: IL NOSTRO VESCOVO
Il 24 febbraio l'ordinazione episcopale in Basilica a San Marco
di Patrizia Castelli
Appartiene alla nostra terra, è cresciuto con le abitudini e le tradizioni di
Cavallino-Treporti. Abbiamo incontrato Sua Eccellenza, Beniamino Pizziol,
che ci parla della sua infanzia e invia
così un messaggio alla nostra comunità.
I suoi ricordi non sono sbiaditi, legati
a qualcosa di lontano, ma a tutto ciò
che ha rappresentato la sua esistenza, quando si stava formando la sua
personalità, quando il suo Paese d'origine è entrato nel suo DNA.
Cresciuto in una famiglia numerosa la mamma aveva nove fratelli Ristodemo, così veniva chiamato, è
vissuto a Ca'Vio dal '47 al '57.
"Ritengo i primi dieci anni della mia
vita felicissimi, anni in cui mi sono
rapportato al nostro territorio e alle
persone dal profondo senso del lavoro, della serietà, della fedeltà - racconta sua Eccellenza-. Ricordo la raccolta
delle pesche poi scomparse con l'inondazione del '66, quando andavo
nei campi con i miei zii. Ricordo l'uccisione del maiale e il salame che la
nonna conservava in cantina per noi
nipotini".
A Ca'Vio, dove ora c'è la Chiesa,
Aristodemo ha giocato a calcio con i
suoi compagni fino alla IV elementare
ricorda il Parroco di Treporti, oggi
monsignore, don Serafino Tenderini.
"Il gioco, il sole, gli spazi, la natura, le
spiagge allora deserte. Ricordo il bar
da Bainado sulla spiaggia e le sue granatine. Penso al forte senso della
comunità, all'impegno nello studio e
all'insegnamento che ho ricevuto nei
piccoli lavori di casa, nel vangare e
zappare, nella semina. Poi i raccolti, lo
scandire il tempo delle stagioni e
tutto questo è entrato nel mio DNA
che ora, a distanza di decenni, considero un fondamento della mia personalità. Dentro di me ci sono i dieci
anni di Ca' Vio, di Treporti".
Con l'autonomia da Venezia, il
Comune ha ulteriormente favorito
questo senso di comunità e si cominciano timidi passi verso una piena
aggregazione. Ora che la nomina a
Vescovo, e quindi i suoi impegni lo
porteranno lontano dal nostro
Litorale, ci chiediamo se riuscirà a
dedicare ancora del tempo alla sua
terra: "La mia terra fa parte della
Diocesi di Venezia e io vengo invitato
più volte a celebrare cerimonie o altre
celebrazioni particolari a Ca'Vio,
Treporti, Ca'Savio e a Cavallino - dice
sua Eccellenza-. Ogni qual volta varco
il ponte di Cavallino sento di entrare
nella mia Patria, anche se questo territorio è cambiato molto nel suo
aspetto.
In genere prediligo percorrere la strada lungo la Laguna, via Pordelio, in cui
ci sono anche le abitazioni di mia
mamma, di mio fratello e mia cognata. Ho sempre occasioni che mi portano alla mia terra ed esiste sempre
quel legame privilegiato che non sarà
esclusivo, ma che la nomina di
Vescovo non diminuirà".
Da cappellano, don Beniamino ha
passato un'estate a fare campeggio in
un'area messa a disposizione dal
campeggio Marina, e dove ritornerà in
veste di Vescovo la prossima estate a
celebrare Messa in occasione dei 50
anni di attività.
Il nostro Litorale è cambiato, è cresciuto proprio dagli anni '60, quando
è iniziata la villeggiatura dei turisti
tedeschi, ma ciò che vogliamo chiedere a sua Eccellenza, Beniamino è
se questa crescita sia positiva o se
ravvisa anche una perdita di valori e
tradizioni, come è stato detto in occasione della visita pastorale: "I valori di
quel tempo, come la fatica, la serietà
nel lavoro, la socialità, abbiamo
rischiato di perderli.
Dal '66 molti agricoltori hanno deciso
di destinare la terra ad usi più proficui
nel breve periodo confrontandosi con
persone europee di diversa nazionalità". L'ospitalità ai "foresti" ha significato un forte impatto per la nostra
comunità e secondo sua Eccellenza:
"Non siamo riusciti a metabolizzare
tutto questo, soprattutto i giovani.
Abbiamo rischiato di perdere l'identità
del territorio e ci siamo un po' dispersi creando quella "doppia stagione" in
cui d'estate gran parte delle persone
sono impegnate in attività turistiche".
"Oggi l'economia del Paese è ancora
prevalentemente agricola, innovativa
e turistica. Per questo è necessario
trovare dei collegamenti fra le due
realtà come ha fatto e sta facendo il
Comune. Inoltre, - prosegue il
Vescovo -, è necessario valorizzare la
bellezza del nostro territorio, magari
con i fiori lungo il muretto della
Sua Eccellenza Beniamino Pizziol
Laguna in via Pordelio, facendo conoscere Lio Piccolo, continuando a curare le spiagge, perché questi sono
doni che abbiamo ricevuto". La realtà
e i cambiamenti sociali apportati
anche dai giovani che sempre più
numerosi sono laureati, hanno favorito la crescita del Litorale.
"In campo pastorale, le quattro realtà
sono ancora individualizzate, distinte,
legate alla particolarità di ogni singola
parrocchia, trascurando l'idea della
comunità. Noi, invece, Patriarca e
Don Beniamino insieme ai parroci,
abbiamo puntato alla prospettiva di
comunità pastorale che significa valorizzare le singole comunità ma in una
visione unitaria. Così, ad esempio, la
pastorale giovanile è diventata una
per tutte le quattro parrocchie".
Sua Eccellenza conosce bene quelli
che sono stati i problemi apportati da
questi cambiamenti: la diffusione di
droghe fra i giovani, le invasioni delle
spiagge la sera, un lieve aumento
della popolazione straniera, tutti feno meni contemporanei che propone di
affrontare innestando i valori del pas sato in questa nuova situazione per
ritrovare il senso d'identità perduta.
Questo è quello che Sua Eccellenza
aveva in serbo di dire oltre a precisare che, riguardo alla sua nomina: "Da
una parte c'è la mia persona con le
sue relazioni umane, dall'altra, il compito che mi è stato affidato. Non è la
singola persona a cambiare, ma le è
riconosciuto un ruolo che è così grande da essere accentuato come un
dono venuto da Dio. A me suona
insolito comunque sentirmi chiamare
Eccellenza".
Soprattutto se a farlo è un familiare
orgoglioso che Aristodemo, don
Beniamino, sia diventato Vescovo il
24 febbraio 2008.
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CULTURA & SOCIETÀ
Il Panevin, gran falò dell'Epifania
di Vanda Enzo
Durante le ultime Feste di Natale e
Capodanno abbiamo avuto modo di
incontrare chi, nel nostro paese, di
solito in quei giorni lavora per dar vita
alle tradizioni più radicate della nostra
cultura, come il Paviner o Beroeon.
Questo rito propiziatorio (si celebra
ogni anno il 5 gennaio) ha origini
antichissime ed è una consuetudine
delle famiglie contadine, ripresa per
ravvivare la tradizione dall’associazione culturale “Usi e costumi”, presieduta dal Cav. Artiano Bodi, che premia il
miglior Paviner tra quelli costruiti dai
vari comitati che fanno a gara per erigere la catasta più alta e più significa-
tiva. Questa festa, un tempo molto
più religiosa, rimane sempre piena di
emozioni perché i ricordi affondano le
radici negli affetti familiari e nell'amore per la terra che le famiglie coltivano faticosamente.
Del mondo contadino ha, infatti, il
significato di invocare la rinascita della
terra: il fuoco consuma le cose vecchie in una pira di sterpaglie, stoppie
di granoturco e vecchie fascine, purificando così la terra che si prepara al
rinnovamento della stagione.
Abbiamo dunque rivolto alcune
domande ai quattro gruppi più rappresentativi del nostro litorale, quelli a
cui è affidata ogni anno la realizzazione dei pavineri: Club Negroni di Ca'
Ballarin, Amici del Paviner di
Cavallino, Compagnia dei Tiraca di Ca'
Pasquali e El Beroeon di Treporti.
Davide, Alessio e Giuliano - Amici del Paviner
Gino Bardella impegnato nei lavori del Paviner
"Il nostro gruppo si chiama Amici del
Paviner ed è composto da 14 persone. La nostra amicizia nasce esattamente 26 anni fa, quando alcuni di
noi erano ancora troppo piccoli per
lavorare ma già desiderosi di farlo.
Siamo orgogliosi, perché il nostro
Panevin è giunto alla 26esima edizio-
ne. Il nostro palo viene solitamente
messo in un fosso, così si mantiene
anche per l'anno successivo (una
volta ne adoperammo uno per ben
sei volte). Quest'anno il palo ha raggiunto l'altezza di 22 metri e per la
sua costruzione abbiamo usato tre
impalcature prestateci gentilmente
dalla ditta Bastianello, così come il terreno, che è privato. Attorno al palo
principale abbiamo messo ben 12
tiranti in ferro zincato. Per il nostro
Paviner usiamo solo canne di granoturco che raccogliamo dagli agricoltori del posto.
Ha una forma conica e viene costruito al contrario: partendo cioè dal
punto più alto inseriamo un solo giro
di canne fino ad arrivare alla base con
circa ottanta mazzi di canne. Questa
particolarità lo fa bruciare molto bene,
in fretta e senza lasciare tracce o residui inquinanti. Per quanto riguarda la
Befana in cima al palo, cerchiamo
ogni anno di cogliere un tema di
attualità del nostro litorale. Così come
l'anno scorso abbiamo realizzato una
Befana a bordo di un pattino con la
Bandiera Blu dell'Unione Europea,
quest'anno abbiamo realizzato una
Befana che brinda al nuovo stemma
di Cavallino Treporti. Tutti questi preparativi li facciamo di sera, nella serra
di Alessio Munerotto, con molta passione, molte discussioni, ma sempre
con tanta amicizia sincera. Anche in
amicizia, e a turno, le ultime due sere
sono per la sorveglianza. Così accade
che restiamo svegli tutta la notte per
controllare che qualche balordo non
dia fuoco al Paviner vanificando il
lavoro di due mesi.
Fino a qualche anno fa, inoltre, c'era
l'usanza di sparare dei colpi di fucile
verso la Befana, ma noi abbiamo
deciso di sostituire il fucile con petardi e fuochi d'artificio, per conservare
comunque qualche gesto goliardico e
allegro. Per quanto riguarda, invece, i
pronostici, visto che il fumo è andato
prima verso il mare e poi improvvisamente verso levante, pensiamo e
speriamo di avere un 2008 buono
almeno per metà!"
Michele Tonon - Club Negroni
"Il gruppo del quale faccio parte si
chiama Club Negroni ed è composto
da 23 persone. Il presidente è
Robertino Marangon e la sede è in via
dell'Aviere 7 a Cavallino. Costruiamo il
Paviner da otto anni, da tre per la frazione di Ca' Ballarin.
Verso i primi di dicembre cominciamo
a raccogliere tutta la legna necessaria
e dopo le feste di Natale ci troviamo
quotidianamente per lavorare assieme.
Su un terreno che ci ospita, un po'
discosto dal centro abitato, piantiamo
un palo alto 18 metri. È già il terzo
anno che adoperiamo lo stesso palo.
Lo sosteniamo con dei tiranti di ferro
zincato per sicurezza, poi andiamo in
alto con un'impalcatura e usiamo dei
macchinari che la ditta Costantini ci
mette gentilmente a disposizione.
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Il parroco è già il terzo anno che viene
a benedire il nostro Paviner.
L'idea di come fare la Befana in cima
al palo ci era già venuta lo scorso
anno. Le idee ci vengono lavorando
in gruppo, questa è la forza dell'associazione.
Non potremmo fare nulla se non ci
fossero gli amici e le famiglie di Ca'
Ballarin che ci sostengono e ci supportano con i viveri mentre lavoriamo
(la porchetta non manca mai, e nemmeno un'ombretta...).
Il Paviner viene acceso purtroppo alle
19.30 (dico purtroppo perché l'orario
sarebbe molto prima, al suono
dell'Ave Maria, ma dobbiamo dar
modo alle persone di vedere anche
quelli che vengono accesi prima del
nostro).
Noi ci teniamo e crediamo nelle tradi-
zioni. La tradizione è il collante che ci
tiene insieme, è la spinta a continuare e quando al momento dell'accensione accompagniamo la mano del
bambino più piccolo ad accendere il
fuoco, attorniati da centinaia di persone, ebbene quell'istante magico ci dà
un'emozione così intensa che ci ripaga di ogni fatica.
Mettiamo i petardi ed i fuochi artificiali perché fanno rumore e allegria
quando gridiamo: "Pan e vin, a beroa
soto el camin!" Per quanto riguarda i
pronostici, i vecchi dicono da sempre
che, anche se il fumo e le scintille
"girano", la stagione è comunque
destinata ad essere promettente".
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Valentino Bortoluzzi Compagnia della Tiraca
Saverio Bubacco - Il
"Beroeon" di Treporti
"La nostra Befana a detta di molta gente era molto bella. Si trattava di
una struttura tridimensionale costruita tutta in metallo e cartapesta.
L'altezza raggiungeva i 21 metri.
Questo lavoro e la raccolta di legna, canne, ramaglie, sparasine, cassette ecc. ha impegnato il nostro gruppo di dieci persone per almeno quaranta giorni lavorativi.
Per la costruzione del Paviner ci siamo serviti di due ceste meccaniche
così abbiamo lavorato in tutta sicurezza.
Ci piace stare insieme e facciamo il Paviner perché è una tradizione.
Mentre lavoriamo non pensiamo di vincere ma se dopo accade ne
siamo ben felici.
L'anno scorso ci siamo classificati terzi, quest'anno siamo arrivati primi e
vogliamo condividere la gioia con tutti coloro che hanno collaborato per
il nostro gruppo e vogliamo ringraziare Aldo Castelli per l'ospitalità del
suo capannone che ha permesso al gruppo di lavorare bene e di creare una "beroea" diversa dal solito. Abbiamo fatto una magnifica festa
con tanta gente intorno.
Anche noi abbiamo offerto cibi e bevande tipiche durante la serata. La
gente era tanta, anche se è stato molto impegnativo, la soddisfazione
del gruppo è stata davvero enorme.
Alle 20.00 abbiamo dato fuoco al Beroeon.
Il pubblico ha garantito uno scenario spettacolare su cui ha dominato il
falò: vero attore della serata! Grazie tutti!"
"Il nostro fantoccio è una befana che scende in un camino alla vallesana
con tanto di cappa di sette metri e che al posto della scopa tiene tra le mani
una grande stella cometa lunga cinque metri!
A fine novembre cominciamo la raccolta delle canne nei campi dei fratelli
Cimarosto. Il Beroeon lo facciamo l'ultimo giorno. Un grosso palo di rovere
fornitoci dalla ditta Gregolin Lavori Marittimi, viene innalzato da terra con la
gru di Giorgio Bacciolo. La cappa del camino viene tutta rivestita da mazzetti di canne legate strettissime perché in questo bruciano più a lungo. Dal
"fogher" al camino, raggiungiamo l'altezza di 20 metri. Per sicurezza abbiamo quattro tiranti di cordino di acciaio. Bruciamo tutte le potature che dà la
vigna. L'area della festa è il campo del cavalier Nardin. Lì si raduna tutta la
comunità di Treporti e facciamo una festa ai bambini regalando loro una calzetta di dolciumi.
Prima di cominciare, il padre spirituale del Beroeon, Don Giorgio Barzan di
Treporti, benedice questo rito. L'acqua benedetta, la luce del fuoco, le invocazioni, i tre pali che tengono quello principale sono tutti elementi che ci
ricordano la nascita di Gesù e la lunga strada dei Re Magi per arrivare ad
adorarlo. Il giorno dopo, grazie alla nostra esperienza, riusciamo a pulire
tutto con gran velocità. La legna dei campi ha ben bruciato e non ha lasciato tracce. Siamo pronti per l'anno prossimo, abbiamo già una nuova idea.
Per i pronostici anche quest'anno si prospetta una nuova annata perché
"quando il fumo va a marina, tanto vin, tanta farina!".
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e uno in particolare a
Mario Nardin capo - beroeon che ci dà animo a continuare e al quale dico
"Ti gà ragion"!"
Il bilancio dello sportello di segretariato sociale
Progetti e prospettive per il 2008
Dopo la sperimentazione del 2006,
UILDM Ve ha deciso di continuare
l'attività di gestione dello Sportello di
Segretariato Sociale anche per il
2007.
Il servizio è stato calibrato unicamente sull'utenza e sulle richieste della
stessa con interventi che hanno spaziato dalle consulenze, ai sostegni
tecnici fino a
quelli di carattere sia sanitario
che sociale.
Durante il 2007
sono stati avviati
tre tipi di intervento: la publicizzazione del
servizio con locandine e brochure, incontri
con l'utenza dopo aver fissato
l'appuntamento,
l'attivazione di
un numero telefonico attivo 24 ore
su 24 che si è rivelato idoneo alle
risposte veloci da dare.
Lo sportello ha consolidato le collaborazioni con altre associazioni locali:
Cisiamoanchenoi, i Volontari del soccorso, l'Auser di Cavallino e inoltre
con il Distretto Sanitario e i Servizi
Sociali del Comune, che si sono sem-
pre dimostrati disponibili all'aiuto e ai
chiarimenti di volta in volta richiesti.
I punti di forza dello sportello si sono
rivelati l'immediatezza delle risposte,
la flessibilità del servizio, la conoscenza del territorio e delle sue risorse
umane e tecniche, il continuo aggiornamento finalizzato a dare sempre
preparate risposte all'utenza.
Inoltre, il fatto di non essere legati alla
struttura pubblica ha permesso un
rapporto diretto e immediato con i
vari interlocutori, che di conseguenza
hanno dato le relative risposte con
immediatezza.
Si è confermata inoltre la compatibilità fra i servizi effettuati dallo
Sportello ed i servizi erogati dall'Ente
Pubblico, per cui non risulta ci siano
mai stati problemi (confermati fra l'altro dall'ottima collaborazione esistente fra i Servizi Comunali e Distrettuali)
di conflitti di competenze.
I proponimenti per il 2008 sono quelli di continuare le attività già attivate
potenziando le informazioni sui diritti
sociali che spettano all'utenza auspicando ancora una volta che
l'Amministrazione Comunale valuti i
risultati ottenuti dello Sportello tornando a ripensare alle attività dello
stesso, come un servizio offerto dalla
stessa Pubblica Amministrazione.
L'impegno della UILDM con lo
Sportello di Segretariato Sociale - e
con il sostegno del Comune - è quello di riuscire a far riaprire i servizi del
Distretto Sanitario che recentemente
sono stati chiusi.
La battaglia portata avanti quasi quotidianamente è stata voluta per dar
seguito alle raccolte firme che sono
state fatte negli ultimi periodi e che
vedono sempre più cittadini propensi
al passaggio verso l'Asl di San Donà.
Gianfranco Bastianello
Progetto Punto Ambiente
L'associazione Verdelitorale ha presentato anche per il 2008 il
Progetto Punto Ambiente che comprende tutta una serie di iniziative
che hanno lo scopo stimolare e
sensibilizzare cittadini e turisti sui
problemi ambientali.
In particolare il progetto si pone
precisi obiettivi: far conoscere la
ricca avifauna tipica della zona
costiera e lagunare, sviluppare una
maggiore consapevolezza in tema
di risparmio energetico e proporre
una riflessione sulla mobilità sicura,
in particolare sull'utilizzo delle piste
ciclabili. Allo scopo di riflettere sulla
necessità di difendere l'ambiente
nel quale viviamo, l'associazione
Verdelitorale ha definito la realizzazione di alcuni progetti: entro il
10 marzo gli studenti delle scuole
del Comune potranno partecipare
al concorso letterario che ha come
tema l'albero, inoltre, venerdì 21
marzo verrà, organizzata una passeggiata ecologica a quiz che coinvolgerà le famiglie.
Comincerà, invece, martedì 4
marzo, presso il Centro Civico di
Ca'Savio, il corso base di bird watching mentre domenica 11 maggio si svolgerà Bimbimbici manifestazione che promuove la sicurezza
stradale.
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SPORT
Calcio femminile al debutto
gruppo.
Curiosa e avvincente è stata la sua idea di realizzare in rete il blog della nostra squadra.
Colgo l'occasione per invitare, gli interessati a
partecipare alle nostre vivaci discussioni e
23 settembre 2007. Una data che entrerà a far
parte degli annali della storia del calcio di
Cavallino Treporti.
Per la prima volta, una squadra di calcio femminile del nostro Comune ha esordito nel
Campionato di calcio femminile di serie D.
"Tutto è iniziato circa due anni fa, in
un campetto di calcetto, dove, un piccolo gruppo di amiche accomunate
dalla passione del calcio, si dava
appuntamento per giocare".
"In seguito - continua Dory - con l'intento di
migliorare le nostre capacità al gioco, abbiamo
contattato Fabio Enzo e sotto la sua guida
abbiamo iniziato ad allenarci e giocare con più
costanza e frequenza. Infine, ad agosto dell'anno scorso il "contatto" con l'ACD Treporti, l'iscrizione della squadra al Campionato, l'inizio
degli allenamenti, il debutto! Tutto si è svolto
in tempi ristretti: è stata una scelta coraggiosa
perché il Mister poteva contare su una rosa
ristretta di tesserate (12/13).
Tutte noi, del resto, eravamo consapevoli di
essere impreparate ad affrontare un
Campionato vero.
Chi ci ha sempre creduto e si è adoperata con
notevole determinazione per formare la squadra è stata Silvia Valentini: è lei l'artefice di
questa entusiasmante avventura. Noi tutte,
sue compagne di squadra le siamo grate per il
suo continuo e importante apporto al nostro
Quanti allenamenti vengono svolti
durante la settimana?
"Ci alleniamo due volte la settimana: di martedì e di giovedì, dalle 20.00 alle 21.30, presso
il Campo Comunale Azzurri d'Italia a Ca' Savio.
È sullo stesso terreno di gioco che la domenica, di pomeriggio, disputiamo le partite di
Campionato davanti ad un pubblico casalingo
che piano, piano, di domenica in domenica,
sta scoprendo il calcio femminile nostrano ed
inizia ad essere sempre più numeroso.
di Massimo Vianello
Esordisce così Dory Cannalire, capitano della
formazione di calcio femminile dell'Associazione Calcio Dilettantistica Treporti.
Veniamo contagiati dal suo smagliante sorriso,
dai suoi gioiosi occhi e dal suo giovane entusiasmo per l'avventura sportiva iniziata qualche mese fa, assieme alle sue compagne e amiche di squadra.
Da subito s'intuisce che sono un gruppo vero,
unito, solidificato da legami di amicizia e di
passione per lo sport che praticano: il calcio.
soddisfazione poter esultare per una vittoria.
Noi ce la metteremo tutta".
Oltre a Dory, all'incontro organizzato dalla
Dory Cannalire, il capitano
prendere visione delle foto e dei divertenti filmati presenti nel nostro sito".
Come sta procedendo la vostra prima
partecipazione al campionato di serie D?
"Sino ad oggi abbiamo disputato 14 partite e
non abbiamo nessun punto in classifica.
Confesso che l'inizio del Campionato è stato,
per tutte noi, un po'... traumatico! Siamo però
consapevoli sia dei nostri limiti, che dei valori
dell'avversario.
Per noi è tutto nuovo, pertanto, non potrebbe
essere altrimenti, quindi ci conforta che l'avvio
del girone di ritorno non è stato disastroso
come quello dell'andata e questo rivela il
nostro lento e progressivo miglioramento che
ci dà fiducia per il prossimo futuro. Dalla partita d'esordio altre ragazze si sono unite al
gruppo iniziale.
Ora contiamo 23 tesserate con una fascia d'età
compresa dai 14 ai 35 anni. Ci stiamo convincendo che vi sia qualche squadra avversaria
alla nostra portata. Sarebbe una bellissima
Fabio Enzo, l’allenatore
Redazione Sportiva di questo giornale, c'è
anche l'allenatore Fabio Enzo.
Mentre il capitano esponeva il suo pensiero, si
capiva, dalla gestualità e dalle espressioni che
assumeva che era partecipe e condivideva le
sue parole: ora muovendo il capo in segno di
approvazione, ora spalancando gli occhi, ora
accennando un sorriso, ora allargando le braccia...
ca del nostro Comune la tua esperienza
maturata nel calcio da professionista.
Negli ultimi anni ti dedichi con passione
all'insegnamento del calcio alle formazioni giovanili. Nel presente, oltre a quest'ultimo aspetto, la tua esperienza è
stata messa al servizio di una squadra
femminile...
"È la mia prima volta e sto maturando un'esperienza di questo tipo. Non nascondo di essere
travolto e coinvolto dall'entusiasmo delle
ragazze, dalla loro voglia di fare, dalla loro passione per il calcio.
C'è molto da lavorare per raggiungere dei
buoni risultati e questo loro lo sanno.
Accettano e svolgono con serietà e impegno,
ad ogni allenamento, i carichi di lavoro da me
proposti.
Presentano lacune tecniche e tattiche dovute
al fatto che si sono avvicinate a questo sport
un po' in ritardo rispetto alle tabelle di marcia.
Adesso è essenziale colmare quel vuoto, ossia
porre rimedio all'assenza dell'insegnamento
all'avvio di questa disciplina sportiva, svolto in
età già evoluta.
Ad ogni buon conto, sono molto fiducioso
perché le ragazze stanno migliorando ad ogni
partita. Sono convinto che non appena riusciranno ad acquisire e mantenere tatticamente,
la posizione nel campo di gioco, i risultati non
tarderanno ad arrivare. È importante evidenziare che questo è il loro primo campionato.
L'obiettivo primario di questa stagione agonistica è di fare esperienza.
Ognuna di loro deve convincersi che è possibile raggiungere il livello di gioco espresso in
campo dalle squadre avversarie.
Queste ultime sono avvantaggiate rispetto a
loro, perché hanno maturato un'esperienza di
gioco decennale ed inoltre hanno partecipato
a campionati di serie superiore.
Pertanto, devono credere nelle loro potenzialità e non demordere. Se riusciranno in questo
e concretizzeranno i miei insegnamenti, soddisfazioni e divertimento non mancheranno".
Siamo convinti che i primi punti in classifica arriveranno presto! In bocca al
lupo ragazze da tutta la Redazione
Sportiva di Cittadini al Centro.
Fabio una vita dedicata al calcio! Da anni
metti a disposizione della realtà calcisti-
Le prossime partite di Campionato
10
Marzo
Aprile
02, Union Maser - Treporti
06, Vicenza Calcio Femm. - Treporti
09, Union Villanova - Treporti
13, Treporti - Dinamo Vellai
30, Treporti - ACS Lughetto
20, 1919 Cadore - Treporti
Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi alla segreteria dell'ACD Treporti, via
Vettor Pisani s.n. Cà Savio, telefono
041 5300937.
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25-02-2008
9:28
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La mia esperienza con la squadra di calcio femminile
Mauro Burighel, accompagnatore ACD
Treporti femminile, ci ha fatto avere la “telecronaca” che segue.
“Mi presentai al calcio Treporti proponendomi alla guida della prima squadra maschile,
Gianni Pettenò mi dirottò a quella femminile.
Accettai. Dopo neppure una settimana di
preparazione alla prima uscita, a Spinea,
prendemmo 21 goal.
Alla seconda, in casa, contro L'Alpes di
Cesiomaggiore (BL), che nel campionato precedente aveva fatto solo due punti, ne prendemmo quattordici, di goal fatti neanche a
sognarsi. La trasferta successiva fu a Pieve
d'Alpago (BL) dove a causa dell'indisponibilità del campo di casa ci aspettava la
Transalpina di Belluno. Loro avevano perso i
play off del campionato 2006 - 2007, sai che
ridere trovarsele di fronte.
Giornata fredda. Io, Fabio e la Monica Vanin
potevamo solo arrancare e lasciar passare i
minuti che ci separavano dal fischio finale.
Ah benon, cinque goal in un quarto d'ora,
otto al trentesimo, undici alla fine del primo
tempo. All'intervallo sentimmo attraverso i
muri Aldo Borsato, incazzatissimo allenatore
dell'altra squadra, che gridava. Undici a zero
alla fine del primo tempo e grida? Pensai e
guardai Fabio che mi disse, lascia perdere,
sono un po' tutti così gli allenatori. Dodici.
Tredici. La Polcino che segnava anche di
testa, la Petra che di cognome fa Invidia sembrava un Eurostar, che se gli metti un traliccio
in mezzo ai binari non gli fai neanche fresco,
volava, facendomi invidia. Quattordici.
Aldo Borsato espulso per aver protestato con
l'arbitro dopo un fallo fischiato a nostro favore. Dai esagerato! Fabio lo guardò di sghimbescio, disse: "Bravo!". Quindici. Sedici.
Il tremendo grido spaccò le Alpi, alle 16.07,
una cosa terrificante, una tipa delle nostre di
là del campo stava gridando come King Kong
facendo vibrare il quinto grado della scala
Mercalli, lasciandoci tutti esterrefatti, spettatori compresi. Era la Saretta Berton che in un
impeto d'ira ricordava alla sua maniera che
Vittorio Grandin (Cioppe), imprenditore
edile di Punta Sabbioni, aveva promesso a
tutte la pizza al primo goal. "Disgrassiae, uno,
el ga dito che ne basta uno (omissis), voemo
farlo, sì o no? Uno el ga dito...". E così facendo scagliò stizzita la palla in retropassaggio,
costringendo la Dora a rimetterla in gioco di
prima. Giusto la Silvia lì davanti la riprese, trasferendola sulla fascia destra alla Charly, che
superata la linea mediana del campo vide la
Lorena in campo per miracolo - zoppicava da
83 minuti - la quale cosa mi fa?
Nientetepopodimenoche un taglio completo
di campo destra - sinistra lungo venti metri.
Fantastico! Direbbe chiunque, brava, pensai,
ma c'è un dettaglio: al centro della difesa c'è
giustappunto la Calcinoni, una specie di chimera ventunenne bravissima travestita da
gazzella che su cento rinvii dall'area, ne ha
presi novantanove a centro campo con la
gamba tesa, chiamando all'ordine la difesa
ogni trenta secondi, roba da mal di
testa cronico.
Non so se si
accorse, non so
se la vide, ma la
palla probabilmente accompagnata
dall'Arcangelo
Gabriele in persona la superò. Si girò per rincorrerla, poco
male, abbiate fede.
L'avevamo anche noi la Fede, due metri più
in là, in atteggiamento di attesa aquilina in
cotanto sito tenuta in gioco da una terzina di
rientro, per sì e no, mezzo metro, l'arbitro in
linea attento non fischiò, di cognome (lei)
Patalossi, agganciata alla palla fece due metri
e rabbiosamente rasoiò l'erba dell'area, mentre Figaro in giornata d'oro, spendendo la
palla fece due metri alla sinistra dell'incolpevole portiere giusto dieci metri dal palo,
lasciando quest'ultima di stucco, per così dire
da noi, col "barbusso incantà".
La palla non fece a tempo a riempire la rete
di tutta la nostra gioia che stavamo saltando
come cavallette, io, Fabio, la Monica e le
ragazze. I pochi spettatori infreddoliti non
capivano, tanta felicità non era giustificata,
forse preoccupati che cento trenta chilometri
in direzione equatore, il Cioppe aveva sentito
una fitta al centro dello sterno, fecero appena
in tempo a dirgli che lasciasse perdere il 118.
Non era un infarto, c'era da prenotare in pizzeria. Perdemmo 18 a 1, ma chi vuoi che se
ne freghi. Treporti femminile era entrato
nella storia, avevamo fatto il primo goal.
Lor signore e signorine sono prime in
classifica. Sissignore. Sono prime in
classifica in tutti il Veneto per la Coppa
Disciplina. Mi pregio di ricordare che la
classifica della Coppa Disciplina è determinata dal comportamento dei giocatori, dalle ammonizioni e dalle espulsioni,
dalle giornate di squalifica, dai ritardi e
soprattutto dal comportamento del pubblico, perché gli insulti all'arbitro sono
conteggiati come penalità e in modo
pesante. Vero è che il pubblico che assiste alle partite della squadra femminile
non sembra lo stesso della prima squadra, anche se è vero il contrario, ma per
le ragazze ha un comportamento differente. Che abbiano fatto un corso di
educazione alle suore Orsoline?
Continuate così! Grazie di cuore.
11
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LETTERE & CURIOSITÀ
Questione ospedale
Oramai i tasselli cominciano a combaciare ed il quadro della situazione
dell'Ospedale di Jesolo assume contorni ben definiti.
Riteniamo che in realtà della struttura
ospedaliera interessa ben poco ai
politici locali; gli interessi sono altri e
molto appetitosi.
Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.
Si vuole a tutti i costi privatizzare
l'Ospedale di via Levantina e, fallita
l'operazione Casa di Cura Rizzola, si
riparte con il San Raffaele di Milano.
Sorge spontanea una domanda: per
quale motivo gli ostacoli che hanno
impedito l'operazione Rizzola dovrebbero essere superati con il San
Raffaele. Intanto la struttura di via
Levantina viene sempre più svilita e
soprattutto sempre più vengono
demotivati i medici, gli infermieri ed i
lavoratori tutti dell'Ospedale che, quotidianamente, vivono una forte situazione di disagio non avendo nessuna
prospettiva per il futuro se non la sensazione di essere in realtà merce di
scambio.
Non parliamo poi di ciò che provano
i cittadini del litorale.
Evidentemente ciò corrisponde esattamente ai disegni di coloro che
vogliono cha vada così.
Per quale motivo il privato dovrebbe
essere migliore del pubblico?
In ogni caso è chiaro che il problema
non è l'ospedale ma il disegno collegato allo svilimento della sanità in
zona per poter poi procedere all'acquisizione delle aree circostanti allo
scopo di creare uno stabilimento che
non la sanità ha ben poco a che
vedere.
Interessi e speculazioni, altro che sviluppo dell'assistenza sanitaria.
Grave, a nostro modo di vedere, la
posizione presa dagli esponenti dei
partiti del centro-sinistra in merito.
Appoggiare la privatizzazione e riprendere il discorso della Croce Rossa di
via Levantina non fa altro che far
diventare i nostri dubbi certezze.
Che si faccia chiarezza. Rifondazione
è per una Sanità pubblica; che gli altri,
a cominciare dal PD dichiarino in
modo netto e preciso per cosa sono.
La nuova presidente di Ideazione
Susanna Enzo è la nuova presidente dell'associazione Ideazione, eletta in sostituzione di
Cristina Darisi. Il consiglio direttivo dell'associazione, rimasto invariato, ringrazia Cristina per il
lavoro svolto e fa i suoi migliori auguri a Susanna. Da sinistra nella foto: Martina Bacciolo,
Sandra Bozzato, la neo eletta presidente Susanna Enzo, Alfio Chiaranda, Massimo Vianello e
Stafania Facco. In primo piano (da sinistra) Cristina Darisi e Claudio Castelli. Nella foto manca
Mirco Bodi.
Una simpatica iniziativa è nata a Natale dal
gruppo di scrittura che s'incontra ancora
presso l'ex scuola Pascoli. Un po' di magia
e tanti sogni per colorare un Natale diverso. Davanti al forte vecchio, chi non conosce uno degli alberi più belli del nostro
territorio: il vecchio gelso robusto e
misterioso che ad ogni stagione ci incanta.
A Natale, bambini e adulti si potevano
recare sotto i suoi rami, trovavano una
filastrocca magica ed augurale ed apprendevano i loro messaggi. Un gioco? Una
fantasia? Chi lo sa. Sicuramente un modo
simpatico per farsi gli auguri e sperare
che si avveri qualche sogno nascosto.
(La foto è di Andrea Salvi).
Il coordinamento comunale del PD
12
Spettabile Redazione,
prima di tutto volevo augurare a tutti voi un felice e sereno 2008 e complimentarmi per il bellissimo articolo che mi avete dedicato. Grazie infinite!
Il 2008, per me, è iniziato con qualche inaspettata sorpresa e desidero
che voi, visto il vostro prezioso interesse nei confronti dei miei versi, siate
i primi a sapere. Ho vinto il primo premio al concorso nazionale di poesia
per giovani autori "Cosa farò per te" (NA), inoltre, sono stata informata
che una mia poesia sta concorrendo per i primi posti al premio letterario
nazionale "Emozioni in bianco e nero", promosso dalla casa editrice Il
Poggio di Foggia.
Sono sicura che sarà stato il vostro articolo a portarmi fortuna!
Mando un caro saluto a tutti voi.
Alessia Barbaro
Salvatore Esposito
Rifondazione Comunista
Jesolo-Cavallino
Coordinamento Circoli Veneto
Orientale
Il gelso del forte vecchio, guardiano delle fate
Si sono svolte il 9 febbraio scorso le
elezioni per il Coordinamento
Comunale del Partito Democratico.
Vi hanno partecipato oltre 200 persone a testimonianza dell'interesse e
delle aspettative suscitate con la
nascita del nuovo partito nella scena
politica nazionale e locale. Nel
Coordinamento Comunale, compo-
Ringraziamenti
sto in misura paritaria da donne e
uomini sono stati eletti: Sandra
Bozzato, Cristina Piroddi, Elia Rui,
Lucia Zanella, Susanna Enzo, Ivana
Perissinotto, Vanda Enzo, Barbara
Dalla Mora, Elisabetta Nardin,
Mariuccia Tonon, Giovanni Lazzarini,
Eros Grandin, Silvio Meneghello,
Vincenzo Gaeta, Sandro Bergamo,
Massimo Vianello, Paolo Spezzani,
Aldo Scarpi, Roberto Scarpa e
Giuseppe Piovesan.
Del Coordinamento Comunale faranno parte di diritto i consiglieri comunale che aderiranno al PD. Delegato
nel Coordinamento Provinciale del
Partito Democratico è stato invece
eletto Claudio Orazio.
Capodanno al bacio
È di Stella Bozzato e Andrea Ballarin il primo bacio scoccato in piazza San Marco alla mezzanotte del 31 dicembre e immortalato dal fotografo de Il Gazzettino. Lo ricorderete: il San
Silvestro veneziano è iniziato con il bacio che migliaia di innamorati si sono scambiati
all'ombra della Basilica per dare il benvenuto al nuovo anno sotto il segno dell’amore.
L'immagine dei due innamorati di Cavallino è diventata il simbolo dell'evento grazie alla
foto apparsa sulla prima pagine del quotidiano veneziano. Che questo sia un buon augurio per Stella e Andrea e per tutti gli abitanti del Comune!
Davanti alle quinte
Continua il programma della rassegna teatrale del Comune di Cavallino Treporti
che si svolge nella sala Teatro di via
Concordia.
Questi i prossimi spettacoli in calendario:
domenica 2 marzo, Strada Carrara con
la prestigiosa compagnia dei Fratelli
Carrara. Venerdì 7 marzo appuntamento
con lo spettacolo La casa nova, mentre
venerdì 14 marzo in scena Il Gobbo di
Rialto.
La conclusione della rassegna è affidata
allo spettacolo Mozart e Salieri in programma venerdì 21 marzo. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 20.45. Biglietto intero 8,00 euro, ridotto 6,00 euro.
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13 | Febbraio 2008 - Idea Comune per Cavallino