Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Seminario di aggiornamento per giornalisti sui temi della Protezione Civile Roma - 25 Marzo 1999 Gli strumenti di intervento nelle situazioni di emergenza Le strutture operative di protezione civile: competenze, organizzazione, coordinamento i Vigili del Fuoco A cura di Gianmario Gnecchi Federazione Nazionale della Stampa Italiana Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 CORPO NAZIONALE dei VIGILI DEL FUOCO LEGGE 27 Dicembre 1941 N. 1570 Nuove norme per l'organizzazione dei servizi antincendi Art. 1. E' istituito e posto alla diretta dipendenza del Ministero dell'Interno il CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO, il quale è chiamato a tutelare la incolumità delle persone e la salvezza delle cose... Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 a) Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, quale componente fondamentale della Protezione Civile b) Le Forze Armate c) Le Forze di Polizia d) Il Corpo Forestale dello Stato e) I Servizi Tecnici Nazionali f) I gruppi nazionali di ricerca scientifica, l’Istituto naz.le di geofisica ed altre istituzioni di ricerca g) La Croce Rossa Italiana h) Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale i) Il Volontariato l) Il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Schema indicativo della proporzionalità tra i tempi delle diverse fasi di un evento incidentale/calamitoso Sviluppo Incidente Soccorso e Stabilizzazione Conclusione incidente Ripristino servizi essenziali Bonifica e ritorno alla normalità Previsione e prevenzione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 L’importanza della pianificazione nella gestione delle emergenze: suggerimenti operativi VIGILI DEL FUOCO 115 Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 VIGILI DEL FUOCO 115 Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Il peggior piano di emergenza è non aver alcun piano Il secondo peggior piano è averne due Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 L'importanza della Pianificazione 1 2 3 Senza un'adeguata pianificazione tutta l'attività di Protezione Civile diventa molto più difficile. E’ quindi necessario: • • • • a. Pianificare gli scenari b. Pianificare le situazioni di emergenza c. Pianificare le azioni d. Pianificare le risorse Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 • Il soccorso alla popolazione, per il salvataggio di persone intrappolate nelle macerie Sequenza degli Obiettivi di Protezione Civile durante l’emergenza • Il ricovero della popolazione fornendo una prima protezione dalle intemperie, assistenza e vettovagliamento • La verifica del funzionamento delle infrastrutture e la messa in funzione dei servizi essenziali • La messa in sicurezza delle strutture pericolanti • Il progressivo ripristino delle attività sociali/economiche/produttive • L'avvio del processo di ritorno alla normalità Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Come organizzarsi mentalmente alla gestione di un’emergenza? E’ necessario iniziare il lavoro prefigurandosi già il risultato finale. Ad esempio, per emergenza sisma: SCENARIO SITUAZIONE D’EMERGENZA Scosse terminate Tutta la popolazione nei moduli abitativi AZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Inizio del ripristino delle condizioni di normalità RISORSE PER IL SOCCORSO Tutti i soccorritori a casa (eventuale miglioramento dei presidi di soccorso pre-esistenti) Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Come organizzarsi mentalmente alla gestione di un’emergenza? SCENARIO SITUAZIONE D’EMERGENZA Inizio sisma Vittime Popolazione senza ricovero Popolazione nei campi di accoglienza Scosse successive in atto Scosse terminate Tutta la popolazione nei moduli abitativi AZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Soccorso alle vittime Ricovero per la popolazione Sostegno alla popolazione Puntellamenti e demolizioni Inizio del ripristino delle condizioni di normalità RISORSE PER IL SOCCORSO Massimo afflusso di soccorritori e risorse Solo soccorritori necessari e ben distribuiti Tutti i soccorritori a casa (eventuale miglioramento dei presidi di soccorso pre-esistenti) Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Livelli di azione in ambito di Protezione Civile • Indirizzo generale e supporto economico: Organo Politico/Amministrativo • Ruolo strategico gestionale: Organo Tecnico di Gestione • Attività operativa : Componenti Operative del S.N.P.C. (Servizio Nazionale di Protezione Civile) Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Il C.O.M. deve rappresentare il Centro dove vengono “prodotte” le migliori decisioni per il raggiungimento dell’obiettivo finale che è il superamento dell’emergenza Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Una possibile suddivisione di ruoli tra il Sindaco e la Struttura del C.O.M. nella fase iniziale della crisi IL CITTADINO IL SINDACO Presenta un'esigenza Svolge azione di filtro Il. C.O.M. Elabora la soluzione IL CITTADINO IL SINDACO Ottiene la soluzione all'esigenza Adatta la soluzione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 PREFETTURA di PERUGIA 4 Istituzione del C.O.M. intercomunale di Foligno e impiego del metodo Augustus C.C.S. Centro Coordinamento Soccorsi C.O.M. FOLIGNO Responsabile Staff Tecnico SALA OPERATIVA Staff Amministrativo Segreteria SINDACI DEI COMUNI COLPITI Funzione 1 Tecnico Scientifico Pianificazione Funzione 2 Sanità e Assistenza Sociale Funzione 3 Mass-Media e Informazione Funzione 4 Volontariato Funzione 5 Materiali e Mezzi Funzione 6 Trasporto, circolazione e viabilità Funzione 7 Telecomunicazioni Funzione 8 Servizi Essenziali Funzione 9 Censimento danni a persone e cose Funzione 10 Strutture Operative S.a.R.(Search and Rescue) Funzione 11 Enti Locali Funzione 12 Assistenza alla popolazione, logistica evacuati Funzione 13 Derrate alimentari Vestiario Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Aspetti che hanno reso meno pesante la gestione: Aspetti che hanno causato appesantimenti nella gestione dell'emergenza: Sequenza di continue scosse Vastità del territorio Distribuzione degli insediamenti abitativi Massiccia presenza di beni artistici, ambientali, archeologici e culturali negli edifici e sul territorio. • Poche vittime e limitati danni alle persone Pochi danni agli animali (limitatissimi problemi di igiene pubblica) Infrastrutture viarie senza danni rilevanti (ponti, viadotti, gallerie) Servizi ancora efficienti (energia elettrica, gas, acquedotti, fognature, linee telefoniche e di telecomunicazione) Immediatezza del soccorso Posizione centrale dell'area colpita rispetto al resto d'Italia che ha facilitato l'afflusso di risorse. Disponibilità di sufficienti risorse in loco Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 riconoscere e determinare i confini del problema analizzare le risorse disponibili e Schema commisurarle allo scenario della fissare gli obiettivi e le prioritá sequenza di azioni da stabilire le modalitá di intervento intraprendere accertarsi che le operazioni vengano svolte in sicurezza e secondo la da parte “regola dell’arte” della tecnica di chi gestisce interventistica una rilevare e valutare costantemente i emergenza risultati conseguiti prevedendo un (piccola continuo adattamento delle risorse e o grande che sia) delle strategie per far fronte a nuove situazioni chiudere l’emergenza Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 1 le persone direttamente coinvolte nell'incidente (operai, conduttori dell'impianto, autotrasportatori) 2 le persone, non direttamente coinvolte, che vengono man mano a conoscenza dell'incidente (altri operai, impiegati, altri utenti della strada, passanti) 3 le squadre di primo soccorso (vigili del fuoco, forze dell'ordine, ambulanze) 4 il personale specialista (squadre speciali dei vigili del fuoco, tecnici aziendali provenienti da altri stabilimenti, ASL, società per la bonifica) Le diverse fasi della gestione operativa dell’intervento Sviluppo incidente Stabilizzazione 5 le autorità (sindaco, responsabile dell'azienda, ecc.) Conclusione Ripristino servizi essenziali Bonifica e ritorno alla normalità Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Gradi di difficoltà di gestione delle emergenze e relativi strumenti di management Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Ciclo operativo degli interventi per incidente stradale Tratto da: Lukas of America, Qualification Course Manual , Stamford ,CT , USA rimozione e trasporto conclusione estricazione trattamento sanitario incidente con persone intrappolate risposta accesso al paziente stabilizzazione del veicolo attesa arrivo in posto controllo dei pericoli valutazione della situazione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 IL MODELLO A "OTTO PASSI" • • • • • • • • 1 - Controllo e gestione del sito 2 - Identificazione del materiale coinvolto 3 - Analisi dei pericoli e del rischio 4 - Valutazione degli indumenti protettivi e delle attrezzature 5 - Coordinamento delle informazioni e delle risorse 6 - Controllo, confinamento e contenimento del prodotto 7 - Decontaminazione 8 - Chiusura dell'intervento Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Il Vigile del Fuoco Sa valutare il rischio prima di assumerlo è un professionista Sa bilanciare il rischio assunto nella gestione con il risultato dei rischi che vuole ottenere Infatti, sulla scena dell’intervento: E sa fare tutto in pochi minuti primi (molto spesso in una manciata di secondi). Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 A proposito di rischio... Noi rischieremo -anche molto- le nostre vite per salvare delle altre vite umane. Noi rischieremo le nostre vite un poco, e in maniera calcolata, per salvare quei beni che sono ancora salvabili. Noi non rischieremo affatto le nostre vite per quei beni che sono già andati persi. Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard 2 addestramento Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard 2 3 addestramento applicazione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard 2 4 3 revisione e critica addestramento applicazione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard 5 2 4 3 correzione revisione e critica addestramento applicazione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Lo sviluppo del sistema 1 stabilire procedure standard 5 2 4 3 correzione revisione e critica addestramento applicazione Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Le attività di Protezione Civile La preparazione dell’apparato di soccorso Prevenzione Previsione Protezione mitigare le conseguenze Revisione Preparazione Verifica Addestramento Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Vi ringrazio per l’attenzione Buon Lavoro Gianmario Gnecchi Vigili del Fuoco di Bergamo e-mail: [email protected] [email protected] internet: http://www.vigilidelfuoco.bergamo.it Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Determinare i confini del problema (assessment) • Per strutturare la risposta all’emergenza in corso, e per poter applicare correttamente la pianificazione già svolta, è necessario determinare i confini del problema, cioè identificare quali e quanti sono i “punti di crisi” in atto Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Determinare i confini del problema (assessment) • Solo attraverso una rapida “ricognizione” del territorio -subito dopo l’evento- si riesce a costruire la “fotografia” dell’emergenza in atto. • Sulla base di questa “mappatura” i gestori dell’emergenza riescono a organizzare le priorità e a distribuire le risorse • Quanto prima si riesce a disporre dei dati relativi alla situazione reale e tanto più efficace sarà la risposta della struttura operativa di soccorso Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Alcuni punti chiave per favorire l’assessment • Organizzare localmente e capillarmente un sistema “a prova di emergenza” per la ricognizione delle aree coinvolte e la successiva immediata comunicazione alla struttura gestionale • (ricordandosi che proprio da dove non provengono notizie in breve tempo si può supporre un coinvolgimento più pesante nell’evento calamitoso) Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Funzioni previste secondo il “Metodo Augustus” 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 tecnico scientifico, pianificazione sanità, assist. sociale veterinaria mass-media e informazione volontariato materiali e mezzi trasporto, circolazione e viabilità telecomunicazioni servizi essenziali censimento danni persone cose strutture operative S.a.R. enti locali materiali pericolosi logistica evacuati zone ospitanti coordinamento centri operativi Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Aspetti sui quali agire per ottenere i migliori risultati nella gestione del C.O.M. •1 Qualità delle Persone e delle Organizzazioni •2 Qualità dei Metodi e delle Procedure •3 Qualità delle risorse strumentali e tecnologiche Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 • 1 Conoscenza dei luoghi, delle situazioni e delle risorse locali • 2 Analoga esperienza di gestione emergenze maturata in altre occasioni Fattori chiave per una valida gestione del C.O.M. • 3 Capacità di mantenersi “distaccati” dalla drammaticità degli eventi Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 Problemi di coordinamento? Vigili del Fuoco di Bergamo GMG 1999 FRONT LINE .. Se non togli il computer che hai messo sopra il tubo...!!! BACK OFFICE ...PROCEDURA 1... SPEGNERE LE FIAMME !!!