VIA COSTITUENTE
progetto esecutivo
Edmondo Costa, Giovanna Costa, Emore Valdessalici
Nel quadro più generale degli interventi di
riqualificazione dell’Oltretorrente rientra anche il
sistema di opere realizzate in Via della Costituente,
in particolare nel tratto compreso fra Via Bixio e
Borgo Parente.
Come da progetto, l’intera area d’intervento è
stata affrontata assegnando al settore lato sud funzioni prettamente connesse alla viabilità, che nel
caso specifico si sono concretizzate con la creazione di una zona per carico e scarico a disposizione
delle attività commerciali, una zona per l’attesa del
bus cittadino e infine un nastro di autoparcheggio
con disposizione a pettine e stalli inclinati.
Il settore opposto (lato nord) è stato riservato
alla creazione di un insieme organico, capace di
contribuire alla valorizzazione, qualificazione e
decoro di tutta l’area pubblica, resasi disponibile
con il disassamento e ridimensionamento della
sede stradale, per la quale è stato previsto un unico senso di marcia.
Si è ottenuto così, indirettamente, di dare al
precedente parterre l’ampiezza idonea a ricevere
nel contesto le così definite “Stanze all’aperto”
costituite da spazi organizzati e accoglienti la cui
vivibilità, pur con tutti i limiti del caso, dovrebbe,
negli intendimenti, risultare non tanto dissimile da
quella offerta dai luoghi privati.
libro qualità urbana 2a versione.indd 181
Sul versante antistante il Liceo Marconi è
stato realizzato un piazzale pavimentato in pietra
di Luserna e lastre di porfido, secondo un preciso
disegno che comprende anche il logo, pure esso in
pietra, dello stesso Istituto.
Tale spazio è stato dimensionato in modo da poter ricevere nel periodo scolastico il massimo numero
di stalli per motocicli da sistemare in modo ordinato
e prestabilito; a latere, poi, si è ricavata una dotazione supplementare di posti per la sosta delle auto.
In corrispondenza degli esistenti passi carrai sono
state previste larghe corsie pavimentate, pure esse,
da lastre in pietra di Luserna con incastonate lastre di
porfido, ad indicare la posizione degli accessi.
Le “Stanze all’aperto”, nel numero di quattro,
sono di varia dimensione e si trovano intercalate a
frange di terreno pavimentato in acciottolato. Gli
spazi a loro destinati, per essere meglio individuati
nel contesto e per offrire quella sensazione di luogo
più raccolto e invitante, sono stati pavimentati con
un materiale particolare, lontano da quello lapideo,
tipicamente stradale; sono stati inoltre dotati di un
insieme di arredi ed attrezzature atte ad assicurare
un grado elevato di comfort e abitabilità.
Nel dettaglio, il pavimento utilizzato consiste
in un sistema modulare specifico per l’ambiente
esterno, robusto e innovativo.
11/01/11 15:43
182
Cento proposte per lo spazio pubblico
Pianta del progetto esecutivo.
Il risultato estetico è quello che vagamente ricorda una pavimentazione in listoni di legno, con
il vantaggio, rispetto a quest’ultimo, di possedere
tutti i requisiti di resistenza all’azione meccanica
e chimica richiesti in questi casi.
Si tratta, in sostanza, di doghe antisdrucciolo a
lunghezza variabile e larghezza di cm 10, in pietra
ricostruita precompressa.
Tali spazi, inoltre, sono stati dotati di vari tipi di
sedute, distribuite secondo una collocazione studiata
e di una serie di fioriere in acciaio corten, in grado
di meglio definire e integrare il paesaggio del luogo.
Al bordo di queste aree, a protezione e difesa
dall’eventuale invadenza di automezzi, è stata
sistemata una cortina di particolari dissuasori in
pietra bianca, dotati di led i quali, oltre ad essere
perfettamente individuabili nelle ore notturne o
di scarsa visibilità, offrono anche un accattivante
effetto luminoso. Segni luminosi sono stati pure
previsti sotto le sedute del tipo lineare, che dis-
libro qualità urbana 2a versione.indd 182
pongono anche di un attacco per filodiffusione.
Infine, a prescindere dall’attuale illuminazione
stradale, per rendere queste “stanze” sempre
invitanti e sicure ad ogni ora, sono stati sistemati
in opportune posizioni, ad intervalli regolari,
numero cinque corpi illuminanti montati su stelo,
atti ad eliminare, assieme agli altri accorgimenti
sopra citati, ogni zona d’ombra.
La presenza, quindi, di tutti questi elementi
funzionali e di arredo, dovrebbe consentire il
raggiungimento dello scopo prefisso.
A servizio dell’intero comparto, in zona baricentrica, è stata collocata anche una fontanella di
gradevole design in acciaio.
Gli accessi, assolutamente privi di barriere
architettoniche, sono assicurati dal vasto marciapiede, totalmente ripavimentato, che lambisce in senso longitudinale tutto il sistema.
Particolare attenzione è stata riservata alla scelta dei vari arredi.
11/01/11 15:43
Capitolo 3 - Via Costituente
183
Immagini dopo l’intervento e dettagli della pianta del progetto esecutivo.
Sezioni di progetto.
libro qualità urbana 2a versione.indd 183
11/01/11 15:43
184
Cento proposte per lo spazio pubblico
Particolari costruttivi della pavimentazione.
Particolari costruttivi dei dissuasori.
Immagini dopo l’intervento.
Gruppo di progettazione
Giovanna Costa (capogruppo) - architetto
Emore Valdessalici (collaboratore) - professore
Edmondo Costa (collaboratore) - architetto
libro qualità urbana 2a versione.indd 184
11/01/11 15:43
Via d’Azeglio
DAL PONTE DI MEZZO A VIA IMBRIANI
Pier Maria Giordani
Analisi del sito dell’intervento
L’area oggetto di riqualificazione urbana comprende il tratto urbano che parte dal Ponte di Mezzo e arriva all’incrocio tra via Imbriani e via d’Azeglio, comprensivo di piazzale Corridoni.
L’area è all’interno di quella parte di città definita “Oltretorrente”, ad ovest del torrente Parma,
che dal 1178, un anno dopo la grande esondazione, assumerà una sempre maggiore rilevanza
espandendosi dalla prima formazione di Co’ di
Ponte fino a porta S. Croce.
Le caratteristiche principali dell’area sono almeno tre. Prima fra tutte la presenza del decumano massimo (Via d’Azeglio) che in questo tratto (da
Barriera Repubblica a Castelguelfo) ha un’inclinazione coincidente, caso insolito nelle città emiliane,
con la centuriazione, generatrice della campagna
parmense. Le altre hanno nella strada consolare il
loro filo connettivo.
Il ponte è, in questo caso, coincidente con un
tratto della Via Emilia. Il Pons lapidis, Ponte di
Pietra, Ponte Dux, ed infine Ponte di Mezzo, più
volte demolito dalle piene rovinose del torrente e
sempre ricostruito è il ponte più importante, è l’elemento che unisce da sempre due parti di città
distinte e differenti. L’attuale forma deriva dall’ul-
libro qualità urbana 2a versione.indd 185
Vista da Via d’Azeglio.
tima ricostruzione avvenuta nel 1934, su progetto
dell’Ing. Dalla Rosa Prati per rendere il passaggio
da una sponda all’altra più idoneo ad una allora
crescente motorizzazione. Il ponte si presenta attualmente con tre corsie per i veicoli e una forte
criticità sia dal punto di vista della fruibilità da
parte dei pedoni, soprattutto sul lato nord, che da
quello dell’arredo urbano.
Al termine del ponte, sulla sinistra, si apre un
invaso che confluisce in via Bixio, dominato dal mo-
11/01/11 15:44
186
Cento proposte per lo spazio pubblico
Planimetria generale, stato di fatto.
numento a Filippo Corridoni da cui prende il nome.
Tale slargo compare già nel rilievo di Smeraldo
Smeraldi del 1592 e ancor prima nella pianta a volo
di uccello del Ponzoni del 1572. Notizie riportano
della “…distruzione della Rocchetta a Co’ di Ponte
sull’area nella quale si formò la piccola piazza triangolare della Rocchetta appunto (ora Corridoni) nella
quale verrà trasportata nel 1566 la campana che
era nella Piazza Maggiore”1. E ancora “Piazza della
Rocchetta (ora Corridoni), è risultata dalla distruzione della Rocchetta di Cò di Ponte preesistente,
distrutta dal cardinal legato Grimani nel 1545.”2
La piazza, o slargo, deve quindi la sua forma
attuale ad una demolizione. Questo vuoto amplifi1) B. Adorni, “Parma rinascimentale e Barocca”, in V. Banzola, Parma.
La città storica, Artegrafica Silva, Parma, 1978.
2) Ibidem.
libro qualità urbana 2a versione.indd 186
ca l’altro elemento in gioco nella comprensione del
luogo che si è chiamati a trasformare e cioè la strada perpendicolare alla via Emilia che da qui parte
in direzione degli Appennini e del Tirreno: la strada
per Luni. Questa è l’antica strada che taglia trasversalmente la parte a sud del territorio parmense, indispensabile per capire la costruzione del territorio
di Parma. Altro elemento che concreta l’immagine
della piazza è il monumento. Costruito da Mario
Monguidi nel 1923 prende il posto dell’antica fontana della Rocchetta costruita nel 1900. Il monumento domina la piazza sia per la sua mole che
per la posizione baricentrica rispetto alla conformazione spezzata dell’invaso. La statua in bronzo,
la cui postura è “…stata ispirata da una pagina del
suo diario di guerra: ma se potrò, cadrò per andare
11/01/11 15:44
Capitolo 3 - Via d’Azeglio, dal Ponte di Mezzo a via Imbriani
più avanti…”3 sovrasta tutto lo spazio aereo della
piazza ed è visibile in modo suggestivo dal Lungoparma.
Questi tre elementi, la Via Emilia, la Via per
Luni e il monumento, ne fanno un luogo unico e
carico di suggestioni; non può essere un caso se
questa è l’unico piazzale che si affaccia sul lato
sud dell’asse consolare (ad eccezione di Piazza
Garibaldi) e l’unico nel quale non sono presenti
edifici pubblici. Altre due piazze si affacciano sul
lato nord, Piazzale S. Giacomo e Piazzale S. Sepolcro, ma sono entrambe legate alla chiesa esistente, più come elemento di pausa sulla cortina
edilizia continua che piazze vere e proprie.
La grande fabbrica della chiesa dell’Annunziata,
aggettante con il proprio pronao e il relativo sagrato
sul selciato della via Emilia è l’ultimo elemento di eccezionalità all’interno dell’area di intervento, affiancato dagli sbocchi su via d’Azeglio di Borgo Fornovo
e di via Imbriani.
Obiettivi e scelte progettuali
L’obiettivo principale perseguito tende ad uniformare i vari interventi succedutisi nel tempo cercando di unificare, dato un principio teorico, le varie
pavimentazioni esistenti e le texture dei materiali.
Il principio su cui si fondano tutte le scelte
progettuali, come abbiamo anticipato, riconosce
nel tratto iniziale di via d’Azeglio, asse centuriale
della città, il succedersi di alcuni frammenti narrativi, architettonici e urbanistici che, se uniti da
un comune filo conduttore possono rappresentarsi
come un unico spazio collettivo.
3) G. Gonizzi, La città delle acque, PPS editrice, Parma, 1999.
libro qualità urbana 2a versione.indd 187
187
Si è ripensato il sistema di pedonalizzazione
sul ponte di mezzo e il suo arredo. Il ponte è un
elemento che deve superare la propria funzione di
infrastruttura e diventare parte integrante del sistema via Mazzini - Via d’Azeglio. Il progetto prevede
la realizzazione di un nuovo marciapiede sul lato
nord, con un’ampiezza di poco meno del doppio di
quello esistente, atta a favorire, nell’immediato, il
forte flusso unidirezionale da Via Mazzini (essendoci su quel lato l’unico attraversamento a raso
del Lungoparma) e, nel futuro, il sicuro aumento
di fruizione causato dalla risistemazione della nuova area della Ghiaia. Vengono mantenute, seppur
ristrette, le attuali tre corsie al centro della strada
e il marciapiede sul lato sud. Viene suggerita anche la possibilità di una sistemazione di arredo del
ponte, usufruendo dei blocchi di pietra che scandiscono a livello della strada il ritmo delle campate
alla quota del torrente come basamenti capaci di
accogliere elementi di decoro urbano. A tal proposito si prevede di studiare nelle fasi successive un
elemento a rimando della figura di San Giovanni
Nepomuceno che qui aveva una cappelletta al centro del ponte.
Si è indagato la possibilità di pedonalizzare
parte di Piazza Corridoni in modo tale da limitare
le interferenze tra i flussi di traffico pedonali e veicolari, che creano difficoltà (nell’attuale attraversamento longitudinale della piazza) e in qualche
punto sono addirittura pericolosi (ad esempio nella
svolta verso Strada Farnese). Il progetto prevede la
chiusura al traffico veicolare nella parte ad ovest
della piazza. Con questa nuova sistemazione, la
strada, che qui parte e arriva, assume una mag-
11/01/11 15:44
188
Cento proposte per lo spazio pubblico
Pianta progettuale.
giore forza data dal disegno rettilineo e dalla sua
congiunzione con la via Emilia. Il monumento perde l’immagine di elemento spartitraffico all’interno
dell’attuale biforcazione stradale per guadagnarsi
una parte di piazza pedonale di cui è esso stesso
limite ed elemento qualificante.
La pavimentazione scelta risponde agli obiettivi
iniziali di uniformare l’area di intervento seguendo
il principio teorico che regola la composizione complessiva dell’area. La pietra di Luserna usata nelle
sistemazioni adiacenti alla Chiesa dell’Annunziata
(Via Imbriani e Borgo Fornovo) e quindi negli episodi collaterali è qui riproposta nella stessa colorazione ma, essendo la piazza un elemento primario,
con una posa diversa. Il disegno recupera la geometria del basamento del monumento, attraverso la
linea poligonale dei cordoli in porfido, moltiplicandosi all’esterno in una sorta di riverberazione nello
libro qualità urbana 2a versione.indd 188
spazio attiguo. Questo disegno si ferma al limite
delle due diverse strade che attraversano la piazza
(ma forse la dimensione del monumento potrebbe
giustificare il proseguimento anche ai marciapiedi
adiacenti, interpretando l’intero invaso come piazza
nella sua interezza), a loro volta differenziate da una
diversa pavimentazione - il basolato originario per la
via Emilia e il porfido per la Via di Luni.
Il progetto prevede la pavimentazione del marciapiede sud di Via d’Azeglio tra Piazza Corridoni
e Borgo Fornovo che, chiaramente, presenterà le
stesse caratteristiche per colore, finitura e posa
della parte terminale del suddetto Borgo.
Analisi viabilistica
La viabilità ha comportato uno studio specifico, soprattutto per quanto riguarda la circolazione
di autobus e filobus.
11/01/11 15:44
Capitolo 3 - Via d’Azeglio, dal Ponte di Mezzo a via Imbriani
L’allargamento del marciapiede nord del ponte
permette di avere una “visiva” continuità con l’allineamento del filo esistente del marciapiede nord
di Via d’Azeglio, migliorando il disegno urbano delle parti pedonali ed eliminando il pericoloso scarto
esistente all’imbocco con Strada Farnese. Sul ponte sono mantenute le tre corsie, una in direzione
est larga 3.50 e due in direzione ovest larghe 3
metri ciascuna.
La pedonalizzazione di parte di Piazza Corridoni permette il passaggio veicolare in entrambe le
direzioni, verso nord e verso sud, a est del monumento. Il progetto prevede, grazie ad un accurato
approfondimento sui raggi di curvatura, il passaggio simultaneo dei due filobus nei rispettivi sensi
di marcia.
È altresì assicurata la svolta dei soli filobus diretti al deposito da Via d’Azeglio verso Via Bixio.
La fermata, attualmente posizionata sul lato ovest
della piazza, viene spostata a sud del monumento,
in corrispondenza di un’area appositamente sagomata per la sosta dei filobus. Tale rientranza è utile
anche ad un possibile utilizzo di parte di via Bixio
all’uso alternato dei sensi di marcia.
Illuminazione e arredo urbano
La piazza presenta un’illuminazione scarsa,
soprattutto per quanto concerne il monumento
che nelle ore serali è praticamente celato dal
buio, in quanto ad altezza maggiore dei fasci
luminosi presenti. Si propone quindi un’illuminazione maggiormente puntuale sulla statua e
sullo stelo con appositi sagomatori in modo da
non recare disturbo alle finestrature adiacenti.
libro qualità urbana 2a versione.indd 189
189
Vista da Via Bixio.
Vista da Strada Farnese.
Si propone anche la sottolineatura del rettifilo ponte - Piazza Corridoni con apposite luci a
terra.
Sono previste sedute in pietra, limitrofe alla
nuova fermata dei bus.
11/01/11 15:44
190
Cento proposte per lo spazio pubblico
Prospetto verifica fattibilità viabilistica.
Proposta di progetto. Vista del ponte con vasi del Petitot da via D’Azeglio.
Immagini dopo l’intervento.
Gruppo di progettazione
Pier Maria Giordani - architetto
libro qualità urbana 2a versione.indd 190
Carlotta Caggiati (collaboratrice)
11/01/11 15:44
PIAZZALE CHAPLIN
Sara Antolotti, Matteo Colla, Matteo Vecchi
L’area di piazzale C. Chaplin si configura attualmente come uno spazio pubblico frutto di
standard urbanistici, uno spazio non progettato,
destinato a verde all’interno di un contesto caratterizzato da una alta densità abitativa. Le caratteristiche principali sono la discontinuità dal
tessuto circostante e l’indeterminatezza formale
dei suoi spazi.
Esso è situato tuttavia in una posizione potenzialmente strategica e di cerniera se si considera la successione costituita da sedime ferroviario
(oggetto di una futura riqualificazione a seguito
della possibile dismissione dei binari), dall’area
dell’ex Palazzetto dello Sport, dal centro sportivo
Quadrifoglio, dal centro parrocchiale di San Marco. Un susseguirsi di aree verdi ed eventi puntuali di grande valore collettivo su cui insistono
gli insediamenti residenziali e che, con opportune
connessioni, può divenire un sistema lineare in
grado di migliorare la qualità urbana del quartiere
e della città.
Il progetto di valorizzazione dello spazio pubblico si pone, pertanto, su due livelli.
Strategico, nello sfruttare le potenzialità dell’area instaurando relazioni con gli spazi interstiziali
adiacenti.
libro qualità urbana 2a versione.indd 191
Vista del progetto.
Percettivo e funzionale, nel riqualificare l’area
verde del piazzale, ripensandone l’organizzazione
spaziale, i materiali e le attrezzature diversificati
in virtù dei possibili fruitori.
Il collegamento ciclopedonale tra l’area di Cà
Peschiera e Largo Beccaria costituisce il nuovo
11/01/11 15:44
192
Cento proposte per lo spazio pubblico
Pianta progettuale.
asse dal quale vengono generati gli spazi del progetto.
Esso prevede di migliorare la fruizione degli
spazi collettivi di Piazzale Chaplin attraverso il
disegno di una superficie connettiva in grado di
garantire la permeabilità del parco, infrangendone
la rigidità dei bordi e portando al centro i punti di
interesse.
libro qualità urbana 2a versione.indd 192
Il progetto è dunque idealmente declinato in
tre macroaree:
- la piazza. Una superficie pavimentata dal tono
terroso costituisce un piccolo centro per la socialità, attrezzato con sedute, una pensilina che
funge da riparo-punto d’ascolto ed una fontana;
- il giardino. Attraversato da un percorso centrale che
ha origine dall’invaso della piazza, è diviso in due
11/01/11 15:44
Capitolo 3 - Piazzale Chaplin
193
Vista progettuale.
Vista progettuale.
libro qualità urbana 2a versione.indd 193
11/01/11 15:44
194
Cento proposte per lo spazio pubblico
aree con diversa vocazione. Nella parte più protetta
viene collocata l’area destinata al gioco bimbi, con
la montagnola e le attrezzature ludiche e piccole
pedane posizionate all’ombra dell’alberature esistenti. Nella parte verso il parcheggio, è collocato
il giardino cromatico, dotato di bordature fiorite,
sedute isolate ed eventuali connessioni Wi-Fi per
chi vuole usufruire del parco in solitudine e relax.
A fianco dell’area giardino il progetto prevede una
riqualificazione degli spazi di sosta, ripensati in
modo da fungere da filtro tra la strada ed il parco.
- Lo spazio per gli sport di strada. Situato
nell’area di risulta adiacente a piazzale Beccaria, sfrutta i leggeri dislivelli del terreno per
individuare un campo polivalente circondato
da una pedana lignea e da movimenti di suolo che favoriscono l’attività ludica e sportiva
spontanea.
Vista aerea del sistema di piazzale Chaplin.
Gruppo di progettazione
Sara Antolotti - architetto
Matteo Vecchi - architetto
Matteo Colla - ingegnere
libro qualità urbana 2a versione.indd 194
11/01/11 15:44
VIA BOCCHI - PARCO ERNANI
Federica Aimi, Letizia Cattani, Elena Romeo
Riflessioni progettuali per un parco urbano
Il parco urbano concettualmente privilegia la
variabilità, introduce nuove figurazioni, nuovi fattori
spazio - temporali nel contesto caotico della città,
diventa un luogo di osservazione. Il parco/giardino
è, al suo interno, organizzazione di sistemi complessi, ambito spaziale che garantisce la socializzazione
degli individui e il rapporto con l’ambiente. Accanto alla variabilità dei linguaggi che lo compongono,
fatti di simulazioni e immagini poetiche, si crea uno
spazio urbano definito, si stabilisce una cornice, un
recinto, il luogo della sosta e del gioco.
Il progetto interviene su un’area verde di proprietà pubblica che si estende per una superficie di
circa 6.000 mq a ovest di Via Savani ed a nord di
Via Bocchi, inserita in un contesto di edilizia residenziale di media densità (a nord e a sud confina
con aree destinate al parcheggio, a est ed a ovest
con edifici condominiali). L’area risulta strategica rispetto al processo di riqualificazione del quartiere: in
questa parte di città, prevalentemente residenziale,
mancano spazi verdi pubblici attrezzati per la sosta
e il gioco. Lo stato di fatto risulta fortemente degradato: le piantumazioni sono insufficienti a garantire
ombreggiatura, le sedute sono scarse e distribuite
casualmente, l’impianto di illuminazione non è sufficiente a garantire sicurezza nelle ore notturne. L’area
libro qualità urbana 2a versione.indd 195
verde è definita da due zone di fatto indipendenti,
delimitate da recinzioni in legno che circoscrivono a
sud un’area dedicata al gioco dei bambini e a nord
un’area attrezzata per i cani. Tale cesura è resa più
netta dall’assenza di connessioni tra le due parti.
Il progetto si sviluppa a partire dall’analisi dello stato attuale, delle esigenze della popolazione
e delle attese del quartiere, ma anche da criteri
di sostenibilità socio-economica e compatibilità
ambientale, dalla necessità di bassi costi di manutenzione e gestione. Si intende trasformare un
luogo oggi di cesura e difficile attraversamento in
un’area di verde urbano con funzione di connessione pedonale e ciclabile tra le aree residenziali
limitrofe, di aggregazione sociale e di svago.
All’interno del progetto il sistema dei percorsi
determina tutta la composizione, disegna il ritmo
e la concatenazione delle unità spaziali. L’osservazione delle attuali vie preferenziali di attraversamento ha portato ad individuare, nella fascia centrale del parco, il percorso principale lungo il quale
si aprono gli spazi tematici; ad esso si collegano
altri attraversamenti che non assolvono solo al ruolo di collegamento tra le parti, ma distribuiscono i
flussi e le corrispondenze percettive.
La scelta di realizzare due accessi pedonali
contrapposti (uno verso il parcheggio che si af-
11/01/11 15:44
196
Cento proposte per lo spazio pubblico
faccia su Via Bocchi e l’altro a nord verso via La
Grola), mette in connessione diretta la zona centrale del parco con gli spazi pubblici prospicienti
l’area di progetto che, da spazio di cesura, diventa
collegamento diretto tra due brani di città. Le pavimentazioni costituiscono la componente permeabile capace di legare tra loro le macro-aree del progetto. Si definiscono, nell’alternanza dei materiali
utilizzati, diversi ambiti di fruibilità, le superfici si
distinguono per i differenti materiali che le compongono. Il verde e le pavimentazioni si integrano,
alternandosi a diversi gradi di intensità: il prato,
elementi autobloccanti che permettono all’erba di
crescere, aree continue in calcestre per consentire gli attraversamenti pedonali o ciclabili. Il prato diventa una superficie attrezzabile, facilmente
accessibile e percorribile per i limitati dislivelli e
le pendenze ridotte. Gli attraversamenti realizzati
in calcestre si dilatano, aprendosi verso il prato.
l tracciati sono realizzati con due diversi tipi di
materiali: elementi autobloccanti drenanti inerbiti
ed una pavimentazione composta da elementi in
calcestruzzo posati secondo uno schema regolare
interrotto saltuariamente per dare luogo alla compenetrazione della vegetazione. I punti nevralgici,
come le aree di sosta che si sviluppano lungo l’asse longitudinale del parco e intersecano i tracciati
primari, sono individuati da pavimentazioni in cemento.
All’interno del sistema del verde i percorsi
si aprono in aree dedicate alla sosta e al gioco.
L’intervento si concentra in particolare nella zona
ovest del parco, per la quale si prevede un riassetto
delle curve di livello e delle differenze di quota,
eliminando spazi che per loro naturale conformazione risultano poco sicuri.
libro qualità urbana 2a versione.indd 196
Il disegno del suolo, dei percorsi e degli spazi
pavimentati nasce anche dalla volontà di conservare
tutte le piante esistenti, ad eccezione dei casi in cui
siano manifeste patologie non rimediabili. Le piantumazioni scandiscono le misure del parco, definendo
i limiti degli ambiti, come quelli destinati alla sosta
delle auto o a delimitazione del prato, alternandosi ai volumi degli edifici circostanti. La scelta delle
specie ha tenuto conto sia delle esigenze dimensionali che di quelle di manutenzione e gestione. La
vegetazione sarà ad alto fusto per garantire la permeabilità visiva, prestando attenzione al necessario
soleggiamento invernale. Anche se in modo limitato,
sarebbe opportuno prevedere un numero contenuto
di esemplari ben sviluppati in alcuni punti di particolare importanza, per restituire da subito l’immagine di un parco formato. Lo studio paesaggistico
dell’area ha portato all’individuazione di diversi tipi
di essenze arboree: a filare, rampicante e cespuglio;
si è prevista la messa a dimora di piante rustiche che
si adattino a qualsiasi terreno, non soffrano l’esposizione al sole e necessitino di bassa manutenzione,
come l’Acer Campestre e il Celtis Australis. Essenze
rampicanti ricoprono i muri perimetrali a disegnare
quinte sceniche o a schermare l’area del parco dagli
edifici circostanti. Trachelospermum Jasminoides,
Parthenocissus Thompsonii, Hedera Helix e Spiraea
garantiscono colorazioni e fioriture gradevoli dal punto di vista estetico e sensoriale; parte dell’area verrà
seminata con prato selvatico in modo da creare uno
scenario caratterizzato da varietà di colori e profumi.
La disposizione delle alberature a filare guida le visuali prospettiche, accompagna chi entra nel parco e
svolge una funzione di protezione per chi attraversa
le aree di sosta; la regolarità di queste piantumazioni
incontra la simulazione di un gesto naturale come
11/01/11 15:44
Capitolo 3 - Via Bocchi - Parco Ernani
quello del verde a “bosco”, in grado di coinvolgere lo
spettatore nella dimensione del giardino romantico e
naturalistico.
Le opere di illuminotecnica rappresentano un
importante momento architettonico, scenografico
e di sicurezza. L’illuminazione come linguaggio
formale e funzionale guida il fruitore attraverso le
principali funzioni del parco, grazie ai differenti sistemi e corpi illuminanti adottati. Il sistema a luce
diretta individua gli accessi principali nelle ore
serali, contribuisce a delineare l’immagine di uno
spazio illuminato, raggiungibile e sicuro, accompagna i percorsi interni, illumina i passaggi principali
e le sedute. Quello a luce indiretta, realizzato con il
posizionamento a 80 cm di altezza di un proiettore
rivolto verso il basso, lungo il margine dei percorsi
pedonali, si alterna alle luci a terra, nelle aree di
aggregazione e lungo il muro di confine ovest.
L’arredo urbano, come componente funzionale e ludica, prevede sedute lineari lungo il perimetro delle aree verdi a scandire i percorsi primari e
le pavimentazioni, delineando a tratti i contorni di
uno spazio mai completamente concluso.
Le sedute puntuali e gli altri elementi di arredo permettono di creare spazi di aggregazione:
la loro collocazione ha l’intento di rafforzare la
nuova vocazione dell’area quale luogo di incontri
e convivialità. I giochi e le attrezzature favoriscono la sosta e la permanenza nel parco; essi
ne occupano la parte centrale caratterizzata dal
rilassamento della pavimentazione in calcestre o
da zone erbose poste a quote più elevate, nelle
quali la varietà dei materiali utilizzati, la plasticità dei giochi di gomma, e i colori vivaci delle
pavimentazioni si integrano con la vegetazione.
Nell’area a sud, in continuità con quella più pro-
libro qualità urbana 2a versione.indd 197
197
Pianta progettuale.
tetta dedicata al gioco dei bambini, l’istallazione
di elementi di arredo urbano ha la triplice funzione di seduta, gioco e costruzione architettonica.
La scelta di disposizione e la misurazione degli
elementi del progetto invitano il parco ad ammettere l’alternarsi e il succedersi di usi temporanei
e ad accogliere in futuro altre funzioni e pratiche.
Il progetto prevede la realizzazione di tutte quelle strutture necessarie affinché il parco possa, in
tempi brevi, consolidarsi ed essere utilizzato, ma
lascia nel contempo spazi e possibilità per accogliere in futuro funzioni nuove e diverse.
11/01/11 15:44
198
Cento proposte per lo spazio pubblico
Sezioni di progetto.
Vista del progetto.
Gruppo di progettazione
Federica Aimi - architetto
Elena Romeo - ingegnere
Letizia Cattani - architetto
libro qualità urbana 2a versione.indd 198
11/01/11 15:44
PIAZZA TERRAMARE, VICOFERTILE
Luigi Di Todaro, Caterina Taraschi
Piazza Terramare è situata a cavallo della strada che da Parma conduce a Collecchio passando
per Vicofertile. Questa strada non è altro che una
deviazione di un percorso molto più ampio e noto
che prende il nome di via Francigena. Sembra
scontato che un tratto di strada così carico di significati e memoria debba ricondurre il pensiero ai
momenti in cui la strada era qualcosa in più che
non un semplice collegamento, mentre al momento attuale, né questo tratto di strada, né la piazza
si fanno carico di questa eredità.
Si è deciso quindi in primis di valorizzare l’elemento lineare (la strada) come elemento generatore di spazi minori ed occasioni da essa dipendenti. Sull’asse segnato dalla marciapiedatura, si
accostano piazza, parcheggio e verde chiaramente definiti nella loro funzione e nella loro dipendenza dalla strada. Alla carreggiata percorsa dalle
auto si accosta un ampio marciapiede; sopra ad
esso vengono collocati dei volumi che diventano elementi misuratori dello spazio e vogliono
riprendere la scansione dei colonnati presenti a
bordo strada in molti centri storici. Questi volumi
o pilastri potranno eventualmente essere previsti
con un particolare sistema di illuminazione con
lo scopo di accentuare anche di sera il tema del
libro qualità urbana 2a versione.indd 199
Planivolumetrico di progetto.
percorso. Si è ritenuto necessario collocare questi
oggetti anche perché il percorso, in passato, era
segnato costantemente da elementi che davano
ai viandanti la certezza del tragitto ed andavano
a creare un legame costante tra percorso e pellegrino.
L’elemento matericamente predominante e che instaura una relazione diretta con la
chiesa romanica di San Gimignano è il portale
di ingresso alla piazza. Una sottile e leggera
copertura che poggia su grandi pilastri segna
indiscutibilmente l’ingresso. I pilastri sono di
forma quadrata e lo spazio che vengono a creare
11/01/11 15:44
200
Cento proposte per lo spazio pubblico
Vista del progetto.
si posiziona a cavallo del percorso pedonale che
fiancheggia la strada. La direzione dei pilastri
è perpendicolare al percorso; in tal modo, si
vengono a formare due assi ortogonali tra loro
e che segnano, uno il senso di percorrenza della strada e l’altro l’asse di penetrazione dello
spazio subito retrostante. Idealmente, il percorso, la piazza, il portico e gli altri elementi si
sommano come apparati aggiunti ad un nucleo
originario per successive sovrapposizioni; proprio come la logica medievale accostava parti di
edifici nuovi a quelli esistenti andando a realizzare grandi e complessi organismi, così questo
pezzo di centro urbano cerca di recepire un’esigenza di continuità che non è stata realizzata
fino ad ora. Sarà una struttura che a seconda
delle necessità potrà essere sfruttata come spa-
libro qualità urbana 2a versione.indd 200
zio coperto e riparato o come quinta scenica per
manifestazioni occasionali.
Il secondo elemento che si posiziona sulla
piazza è una sorta di muro con due grandi bucature. Inutile dire che anch’esso sintetizza in sé l’eterogeneità di un fronte antico in cui le sottili bucature rompono l’imponenza della struttura. Il muro
e le sue bucature hanno più funzioni: fanno da
quinta scenica, segnalano un percorso secondario,
sono elemento portante di una struttura leggera di
frangisole che copre una porzione di piazza sotto la quale trovano posto alcuni sistemi di sedute.
Le bucature a loro volta possono essere utilizzate
come sedute occasionali. Il sistema di copertura
a frangisole permette di raccogliere i raggi solari
troppo caldi soprattutto durante il periodo estivo,
proiettandoli sulla pavimentazione solo in parte; la
luce si dirada diventando però, con gli effetti che
genera nell’arco della giornata, una protagonista
dell’intervento. Da questi due elementi così massivi e collocati al centro di quello che è il luogo urbano per eccellenza, si discostano per dimensioni
e tipologia di materiali i sistemi di seduta ipotizzati
per questo nuovo spazio pubblico.
A lato della piazza vera e propria, è prevista
inoltre una piccola nuova zona verde arredata con
nuovi sistemi di seduta in modo da creare due piccoli “salottini privati”, in parte protetti da bassi
cespugli, in parte da due piccole collinette di terra. Proprio al centro di questa “stanza pubblica
all’aperto” troverà una nuova e più giusta collocazione la statua, già oggi presente e dedicata all’uomo delle terramare, ma ormai quasi sommersa dai
rami e dalle foglie delle piante che la circondano.
11/01/11 15:44
Capitolo 3 - Piazza Terramare, Vicofertile
201
Viste del progetto.
libro qualità urbana 2a versione.indd 201
11/01/11 15:44
202
Cento proposte per lo spazio pubblico
Vista del progetto.
Gruppo di progettazione
Luigi Di Todaro - architetto
libro qualità urbana 2a versione.indd 202
Caterina Taraschi - architetto
11/01/11 15:45
Scarica

Cap. 3.3 - Valorizzazione degli spazi pubblici. Progetti 2009-2010