PROTOCOLLO D’INTESA IN MATERIA DI ADOZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI TRA ASL 5 E GLI ENTI GESTORI C.I.S.A. (CONSORZIO INTERCOMUNALE SOCIOASSISTENZIALE) DI RIVOLI, C.I.S.A.P. (CONSORZIO INTERCOMUNALE SERVIZI ALLA PERSONA) DI GRUGLIASCO, C.I.S.S.A. (CONSORZIO INTERCOMUNALE DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALE) DI PIANEZZA, C.I.DI.S. (CONSORZIO INTERCOMUNALE DEI SERVIZI) DI PIOSSASCO, COMUNITA MONTANA VAL SANGONE DI GIAVENO, CON.ISA (CONSORZIO INTERCOMUNALE SOCIOASSISTENZIALE “VALLE DI SUSA”) DI SUSA, Premesso che ¾ i Consorzi e la Comunità Montana in quanto soggetti gestori degli interventi e dei servizi sociali svolti a livello locale, di cui alla L.R. n° 1 del 8/1/2004 “Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento” esercitano le attività relative alla tutela materno infantile che la normativa nazionale e regionale (art. 9 comma 5 di cui alla legge citata) assegna alla titolarità comunale ed in particolare le attività sociali a rilievo sanitario; ¾ l’ASL 5 esercita le attività relative alla tutela materno infantile che la normativa nazionale e regionale le assegna ed in particolare le attività sanitarie e sanitarie a rilievo sociale ¾ la Legge 31.12.98 n° 476: “Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta all’Aja il 29.5 1993, di modifica alla L. 4.5.1983 n. 184, in tema di adozione di minori stranieri”, prevede una sostanziale revisione culturale ed organizzativa per la coppia aspirante all’adozione e per tutti i soggetti impegnati nel percorso adottivo, in particolare per ciò che concerne la collaborazione e l’integrazione tra i servizi socio-sanitari e gli Enti autorizzati, sia nella fase di preparazione ed informazione delle coppie aspiranti all’adozione, sia nella fase post-adottiva.; ¾ la Legge 28.3.2001 n° 149 modifica ed integra la legge 4.5.1983 n° 184 “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento di minori”; ¾ la D.G.R. 26.3. 2001 n.27- 2549 in merito alla riorganizzazione delle équipes territoriali per le adozioni nazionali ed internazionali invita ad un’organizzazione più mirata e specializzata per le adozioni, per la quale si rende necessario individuare operatori referenti delle ASL e dei servizi socio-assistenziali. ¾ la D.G.R. 13/11/2006 n. 90-4331 fornisce linee di indirizzo in materia di adozione sia per un percorso metodologico dalla fase preparatoria, all’abbinamento, al post adozione, sia 1 per l’organizzazione dei corsi di preparazione per le coppie aspiranti all’adozione nazionale ed internazionale. Preso atto che ¾ le Assemblee degli Enti Gestori delle funzioni socio assistenziali con proprio atto deliberativo approvano la Convenzione per la “definizione, ai sensi della D.G.R. del 26.03.01 n. 27-2549, dell’assetto operativo e gestionale dell’équipe sovrazonale per le adozioni nazionali ed internazionali” tra gli Enti Gestori CISA, CISAP, CISSA, CIDIS, Comunità Montana Val Sangone, CONISA e l’ASL 5, individuando il CISA di Rivoli quale Ente capofila ed il Direttore Generale dell’ASL 5 con propria deliberazione approva la stessa convenzione, di cui il presente protocollo costituisce parte integrante e sostanziale; ¾ gli Enti contraenti condividono i contenuti del documento elaborato dall’équipe sovradistrettuale e lo assumono quale “percorso metodologico di buone prassi in materia di adozione”, in un’ottica di coordinamento dei diversi gruppi di lavoro distrettuali, di consolidamento delle buone prassi e di sperimentazione di modalità operative coerenti con le più recenti linee di indirizzo regionali. Tutto ciò premesso ed al fine di assicurare l’espletamento integrato e coordinato delle attività in materia di adozione di minori, gli Enti Gestori C.I.S.A.P., C.I.S.A., C.I.S.S.A., C.I.DI.S., COMUNITA MONTANA VAL SANGONE, CON.ISA e l’ASL 5 Convengono quanto segue La metodologia di lavoro integrato psicologico e sociale, in base all’esperienza sin qui maturata, ha portato all’acquisizione condivisa della seguente struttura organizzativa, funzionante su due livelli operativi: • Gruppi di Lavoro distrettuali - costituiti da psicologi dell’UOS di Psicologia dell’età evolutiva dell’ASL ed assistenti sociali degli Enti gestori, referenti per l’adozione per il proprio territorio, che si riuniscono di norma a cadenza mensile e che garantiscono la massima integrazione fra il lavoro dell’assistente sociale e quello dello psicologo, anche attraverso specifici momenti di confronto e alcuni colloqui congiunti. • Équipe adozioni sovradistrettuale - costituita dagli assistenti sociali e dagli psicologi dei Gruppi di lavoro distrettuali. Sono previsti due Referenti, uno per la parte sanitaria 2 nominato dall’ASL 5 e uno per la parte sociale, individuato di comune accordo dai Direttori degli Enti Gestori, cui sono attribuiti i seguenti compiti: o promuovere il confronto all’interno di ciascun gruppo professionale, favorendo l’adozione di prassi operative condivise, omogenee e coerenti con l’evoluzione delle conoscenze e degli orientamenti scientifici ed istituzionali; o facilitare la circolazione delle informazioni e degli aggiornamenti all’interno del gruppo professionale e con l’Ente capofila; o rappresentare nei confronti dell’Ente capofila e del Comitato di indirizzo e di monitoraggio le istanze e gli orientamenti del gruppo professionale di appartenenza, dopo aver raccolto, integrato e portato a sintesi, dandovi unitarietà, le diverse opinioni; o formulare, con il coinvolgimento dei colleghi del gruppo professionale, proposte e progetti di lavoro; o favorire la collaborazione e l’integrazione tra le diverse figure professionali coinvolte, monitorando e segnalando al Comitato e all’Ente capofila l’insorgenza di eventuali difficoltà; o proporre all’Ente Capofila l’attribuzione delle valutazioni della coppia nei casi di comprovata incompatibilità o di inopportunità derivanti da precedenti valutazioni negative; o rappresentare, su eventuale delega, l’Ente capofila in riunioni di coordinamento promosse dalla Regione Piemonte. L’équipe è convocata, a cura dell’Ente capofila, con specifico ordine del giorno concordato con i referenti professionali e si riunisce quanto meno tre volte l’anno presso la sede dell’Ente Capofila, secondo un calendario definito preferibilmente ad inizio di ciascun anno. I referenti si rendono garanti della redazione di apposito verbale, riferito a ciascun incontro, anche avvalendosi della collaborazione di personale amministrativo messo a disposizione dall’Ente capofila. Analogamente sono previsti incontri periodici di ciascun gruppo professionale, secondo modalità previste dai relativi Servizi, con la finalità di favorire il confronto interno alla professione, sia in termini di prassi operative che di pensiero progettuale sul tema dell’adozione. GRUPPO DI LAVORO Distrettuale Competenze 3 Le assistenti sociali del gruppo di lavoro territorialmente competente forniscono le informazioni alle coppie interessate all’adozione e le orientano ai corsi di preparazione. Il gruppo di lavoro distrettuale segue la coppia e la famiglia durante tutto l’iter adottivo ed assicura gli adempimenti relativi alle seguenti fasi: ♦ Conoscenza e valutazione della coppia ♦ Aggiornamento periodico dell’idoneità all’adozione internazionale ♦ Abbinamento nell’adozione nazionale ♦ Monitoraggio e sostegno nell’affidamento a rischio giuridico, nell’affidamento preadottivo e nell’adozione internazionale, nel rispetto dei tempi indicati dal Tribunale per i Minorenni e dalle Linee di indirizzo formulate dalla Regione Piemonte. Conoscenza e valutazione delle coppie Il Gruppo di lavoro distrettuale nel corso della riunione mensile individua gli operatori titolari per l’istruttoria i quali, nella stessa sede, concordano il calendario degli incontri; la coppia sarà informata attraverso l’invio di comunicazione formale da parte dell’Ente Gestore. L’iter procedurale, come dettagliato nel documento sul percorso metodologico di buone prassi, prevede colloqui (di cui due congiunti) condotti dall’assistente sociale e dallo psicologo con specifici compiti d’indagine che si assolvono nel rispetto dell’autonomia delle rispettive professionalità e che termina con la stesura di relazioni distinte e conclusioni congiunte da parte degli operatori, come previsto dalla D.G.R. 26.3. 2001 n. 27- 2549 allegato C. Il servizio di medicina legale dell’ASL 5 rilascia le idoneità medico – legali richieste dalla legge alle coppie aspiranti all’adozione, così come previsto dalla D.G.R n° 37-9945 del 14/7/2003 (B.U.R n° 34 del 21/8/2003). Aggiornamento periodico dell’idoneità all’adozione internazionale L’aggiornamento periodico dell’idoneità all’adozione internazionale è previsto per le coppie dichiarate idonee dal Tribunale ed in attesa dell’abbinamento di un bambino straniero: il gruppo di lavoro distrettuale, su incarico del Tribunale per i Minorenni, vigila sulla situazione della coppia e riferisce tempestivamente eventuali circostanze che incidano sul giudizio di idoneità. 4 Adozione nazionale: abbinamento Gli operatori del gruppo di lavoro distrettuale curano gli aspetti dell’abbinamento a seguito di coinvolgimento da parte del Tribunale per i Minorenni, con il quale mantengono una stretta collaborazione; il percorso di abbinamento, descritto dettagliatamente nel documento sul percorso metodologico di buone prassi, prevede le seguenti tappe: - incontro con gli operatori del Tribunale e del minore; - incontro, di norma, con gli operatori della comunità in cui è inserito il minore; - proposta di abbinamento alla famiglia; - accompagnamento della famiglia in comunità; - contatti con altri servizi coinvolti. Adozione nazionale: affidamento a rischio giuridico e affidamento pre-adottivo L’adozione nazionale inizia, di norma, con un periodo di affidamento a rischio giuridico; divenuta definitiva l’adottabilità il Tribunale per i Minorenni dispone l’affidamento preadottivo per un anno, eventualmente prorogabile, allo scadere del quale l’adozione diventa definitiva. Nel corso di questo periodo il nucleo famigliare resta in carico agli operatori del gruppo di lavoro distrettuale che ha svolto l’indagine, i quali hanno il compito di monitorare la situazione, fornire sostegno e produrre le necessarie relazioni periodiche di aggiornamento. Adozione internazionale Nell’adozione internazionale il nucleo familiare viene seguito, su richiesta del Tribunale per i Minorenni, per almeno un anno; in conformità alle richieste del Paese d’origine e alle linee di indirizzo regionali saranno redatte relazioni sullo stato psico-affettivo del minore. Iter procedurale L’iter procedurale richiede, in ogni caso, come previsto nel documento sul percorso metodologico di buone prassi: • colloqui osservativi, di sostegno sociale e psicologico sia per il minore che per i genitori; • l’attivazione di gruppi di monitoraggio e di empowerment, che, in caso di numero insufficiente di famiglie, potranno avere carattere sovradistrettuale; • eventuali gruppi clinici o sedute di trattamento per la famiglia qualora la situazione lo richieda; 5 • la stesura delle relazioni. EQUIPE ADOZIONI - Livello Sovradistrettuale Competenze: ¾ individuare ed elaborare le modalità e le strategie operative comuni, sulla base dell’attività svolta, della prassi e degli approfondimenti formativi; ¾ monitorare e verificare il modello operativo e la sua applicazione, nonché sottoporre, con cadenza trimestrale, le valutazioni all’Ente capofila che ne farà partecipe il Comitato di Indirizzo e di Monitoraggio; ¾ fornire il contributo tecnico-professionale all’Ente capofila per l’organizzazione delle giornate di preparazione e formazione a favore delle le coppie che intendono presentare dichiarazione di disponibilità all’adozione nazionale ed internazionale; ¾ proporre, per il tramite dei referenti, al Coordinatore dell’Ente capofila l’individuazione dell’équipe che deve svolgere l’indagine nei casi di comprovata incompatibilità o di inopportunità derivante da precedenti valutazioni negative, tenendo presente la valutazione dei carichi di lavoro di ciascun gruppo di lavoro distrettuale e dando atto che a parità di carichi di lavoro si terrà presente anche il criterio della maggior vicinanza territoriale della coppia. I referenti inoltrano il parere nel più breve tempo possibile onde non ridurre il tempo a disposizione del gruppo di lavoro distrettuale subentrante. ¾ elaborare i dati in collaborazione con il Coordinatore dell’Ente capofila; ¾ formulare progetti formativi per gli operatori (con particolare attenzione all’inserimento di nuovi operatori nel gruppo di lavoro distrettuale) da sottoporre all’Ente capofila. PERSONALE PREVISTO In base all’esperienza fin qui maturata ed alle indicazioni della Regione Piemonte (D.G.R. 26.3. 2001 n.27- 2549), è emerso che il fabbisogno che ciascuna fase dell’iter adottivo richiede alle singole figure professionali, è il seguente: Conoscenza e valutazione (per coppia) 20 ore psicologo 20 ore assistente sociale 35 ore psicologo 40 ore assistente sociale (per bambino/anno) 12 ore psicologo 12 ore assistente sociale Verifica idoneità (anno) 6 ore psicologo 6 ore assistente sociale Affidamento preadottivo nazionale (per bambino/anno) Affidamento preadottivo internazionale 6 A tali tempi vanno aggiunte le ore necessarie per le riunioni di coordinamento e per la gestione di gruppi congiunti di monitoraggio e empowerment, nonché dei gruppi clinici. La quantificazione del monte ore sarà rivista sulla base degli elementi che deriveranno dall’applicazione del percorso metodologico sulle buone prassi e dall’emanazione di successive linee di indirizzo regionali. Pertanto, per lo svolgimento delle attività soprascritte, l’ASL 5 e gli Enti Gestori si impegnano a mettere a disposizione il proprio personale per un monte ore adeguato a rispondere agli adempimenti previsti dalla normativa vigente, secondo i parametri tendenziali prima evidenziati. In ottemperanza alle indicazioni regionali gli Enti s’impegnano a promuovere la continuità del personale, garantendone, per quanto di competenza, la stabilità e la formazione specifica necessaria per l’espletamento dell’attività. A tal fine gli Enti condividono altresì l’opportunità che i gruppi di lavoro distrettuali mantengano, di norma, una composizione stabile, fatta salva, in via eccezionale, la reciproca sostituzione fra gli psicologi operanti in diversi ambiti distrettuali, nei casi di particolari incrementi delle richieste o di variazione significativa dei carichi di lavoro. La partecipazione alle iniziative di formazione promosse dall’Ente Capofila in favore degli operatori appartenenti ai diversi gruppi di lavoro distrettuale è da intendersi a carattere obbligatorio. Annualmente i contraenti del presente Protocollo si incontreranno per verificare lo stato di attuazione dello stesso e per apportare eventuali modifiche che si rendessero necessarie. Qualora eventi o condizioni organizzative contingenti determinassero o una significativa contrazione delle risorse messe a disposizione dagli Enti, ovvero un significativo incremento delle disponibilità espresse dalle coppie aspiranti, gli stessi ne daranno reciproca e tempestiva informazione concordando i necessari provvedimenti. Collegno li 13/7/2007 Letto, approvato e sottoscritto Per gli Enti contraenti C.I.S.A.P. di Grugliasco Dott. Mauro PERINO ASL5 - Dip.to Territoriale per la Continuità delle Cure U.O.S. Psicologia dell’età evolutiva 7 Dott. Bruno TIRANTI C.I.S.A. di Rivoli Dott. Luciano ROSSO ASL 5 – Distretto n° 1 Collegno Dott.ssa paola FASANO C.I.S.S.A. di Pianezza Dott. Antonio COLONNA ASL 5 – Distretto n° 2 Rivoli Dott.ssa Isabella DE MARCO C.I.di S. di Piossasco Dott.ssa Cristin PUKLY ASL 5 – Distretto n° 3 Orbassano Dott.ssa barbara VINASSA Comunità Montana Val Sangone di Giaveno Dott. Giuseppe GROSSO ASL 5 – Distretto n° 4 Giaveno Dott. Valter GIROTTI Con.I.S.A. di Susa Dott.ssa Laura MUSSANO ASL 5 – Distretto n° 5 Susa Dott. Pasquale GRASSANO 8 PERCORSO METODOLOGICO BUONE PRASSI IN MATERIA DI ADOZIONE Il presente documento risponde alla richiesta di individuare buone prassi, evidenziata formalizzata sin dalla costituzione della Equipe sovradistrettuale e ribadita dai responsabili dei servizi, Enti Gestori e ASL, in occasione della proroga della convenzione stessa nel Dicembre 2005. La richiesta consisteva nell’individuazione di buone prassi di lavoro, in materia di adozione,da applicare su tutto il territorio afferente all’ASL 5. I diversi gruppi di lavoro distrettuali in materia di adozioni del nostro territorio hanno sempre rappresentato un patrimonio di notevole consistenza e qualità, inoltre nel corso degli anni hanno intrapreso iniziative volte a migliorare il lavoro in materia di adozione utilizzando diverse metodologie e strumenti. Questo documento integra e raccorda le due buone prassi di professionalità diverse. Il percorso formulato dal Servizio di Psicologia dell’Età Evolutiva, secondo criteri di appropriatezza ed economicità è contenuto nel PDTA (Percorso Diagnostico terapeutico Adozioni). Il percorso metodologico formulato dai Servizi Sociali è contenuto nel documento inviato ai Direttori degli Enti Gestori. Si evidenzia la necessità di definire modalità operative che, pur considerando le specificità territoriali e le esperienze consolidate, armonizzino e uniformino a livello territoriale le azioni dei servizi sociali e sanitari, in tutte le fasi del percorso adottivo. La complessità del mandato ha sollecitato un’attenta riflessione monoprofessionale che non ha permesso di giungere ad una proposta metodologica comune nel tempo stabilito, giugno 2006. Si è reso pertanto necessario un ulteriore lavoro di confronto tra gli operatori dell’area sociale e psicologica; è stato quindi costituito un gruppo di lavoro rappresentativo delle due professionalità che si è incontrato più volte, svolgendo un delicato lavoro di mediazione ed integrazione tra i singoli documenti indicanti le metodologie seguite dal servizio psicologico e dal servizio sociale. L’approfondito confronto interprofessionale non solo ha permesso l’adempimento del mandato istituzionale e la stesura del documento sulle buone prassi, ma ha favorito importanti spazi di confronto scientifico che hanno rivitalizzato l’interesse e la partecipazione degli operatori che unanimemente hanno richiesto spazi formativi. L’ATTIVITA’ IN MATERIA DI ADOZIONE VIENE SINTETIZZATA NEI DIAGRAMMI DI FLUSSO CHE RIGUARDANO NELLO SPECIFICO LE SEGUENTI ATTIVITA’: - CONOSCENZA E VALUTAZIONE DELLA COPPIA - ADOZIONE NAZIONALE / ABBINAMENTO - MONITORAGGIO INSERIMENTO NAZ / INTERNAZIONALE CONOSCENZA E VALUTAZIONE DELLE COPPIE DISPONIBILI ALL’ ADOZIONE L’obiettivo di questa attività è di effettuare una valutazione psicologica e sociale delle coppie che hanno presentato dichiarazione di disponibilità all’adozione. 9 L’iter procedurale prevede colloqui condotti dallo psicologo e dall’assistente sociale, con specifici compiti di indagine che si raggiungono nel rispetto dell’autonomia delle singole professionalità. ASPETTI PROCEDURALI Alla luce dell’esperienza maturata ed in coerenza con gli orientamenti nazionali e regionali gli operatori convengono sulla necessità di modelli operativi fortemente integrati, nei quali l’attività professionale dello psicologo e dell’assistente sociale, pur mantenendo una propria specificità, non si sommino ma si arricchiscano l’una con l’altra e confluiscano in una visione d’insieme. Per rimandare alla coppia questa immagine di unitarietà si ritiene fondamentale che gli operatori conducano insieme alcuni colloqui, in specifico: ¾ nel primo colloquio insieme accolgono la coppia, illustrano le tappe del percorso in atto, raccolgono le prime informazioni che ciascuno riprenderà nel proprio setting professionale; ¾ nel colloquio conclusivo gli operatori restituiscono alla coppia le valutazioni d’insieme, la informano sui contenuti delle relazioni che saranno trasmesse al Tribunale per i Minorenni, offrendo loro uno spazio di confronto. I Gruppi di Lavoro distrettuali, pertanto, concordano la data del primo incontro che sarà svolto con entrambi i componenti della coppia. La scansione temporale degli interventi delle due figure professionali sarà definita da ciascun Gruppo di Lavoro, nel rispetto delle scadenze previste per legge. Per la figura dello PSICOLOGO il percorso di valutazione viene svolto attraverso: - tre colloqui individuali o di coppia 1 colloquio di restituzione psicologica alla coppia. A questo punto del percorso si inserisce, di norma, il confronto A.S./Psic. Nell’ipotesi di necessità di approfondimento si aggiungono: - 2 sedute con somministrazione di test di personalità. Nel caso in cui la coppia abbia già dei figli è previsto: - 1 colloquio ulteriore con i figli stessi A questo punto del percorso si inserisce, di norma, il confronto A.S./Psic. Sono fatti salvi ulteriori momenti di confronto interprofessionale in itinere, qualora gli operatori lo ritengano opportuno. Seguono: - Restituzione congiunta A.S./Psic. alla coppia; - Redazione della relazione psicologica; - Redazione conclusioni congiunte A.S./Psic; - Invio relazioni al Tribunale. Per la figura dell’ASSISTENTE SOCIALE il percorso di valutazione viene svolto attraverso: - 1 colloquio di coppia, qualora occorra acquisire ulteriori elementi oltre a quelli emersi in occasione del colloquio congiunto; 10 - 2 colloqui individuali. A questo punto del percorso si inserisce, di norma, il confronto A.S./Psic. - Visita domiciliare. Nell’ipotesi di necessità di approfondimento si aggiunge: - 1 colloquio di coppia o individuale. Nel caso in cui la coppia abbia già dei figli è previsto: - Visita domiciliare con la presenza dei figli; 1 colloquio di coppia. A questo punto del percorso si inserisce, di norma, il confronto A.S./Psic. Seguono: - Restituzione congiunta A.S./Psic. alla coppia; - Redazione della relazione sociale; - Redazione conclusioni congiunte A.S./Psic.; - Invio relazioni in Tribunale. La restituzione congiunta A.S./Psic. ha la finalità di informare la coppia sulle risultanze delle valutazioni emerse. 11 12 ADOZIONE NAZIONALE: FASE DI ABBINAMENTO Durante questa fase si svolgono le seguenti attività: Incontro dello psicologo e dell’ass. sociale con il Tribunale per i Minorenni Il Tribunale, sulla base delle informazioni raccolte, dà incarico di procedere all’abbinamento del minore. Incontro con la comunità in cui è inserito il minore L’incontro con la Comunità in cui è inserito il minore viene, di norma, effettuato congiuntamente dall’Assistente sociale e dallo Psicologo con la finalità di svolgere una osservazione diretta sul minore stesso e per raccogliere informazioni dagli operatori della comunità che lo seguono. L’equipe sovradistrettuale formulerà degli indicatori per l’individuazione delle situazioni che non richiedono l’incontro. Primo incontro congiunto per proposta di abbinamento alla famiglia. Il gruppo di lavoro distrettuale fissa, per il tramite dell’Assistente Sociale, il colloquio congiunto con la coppia aspirante all’adozione per proporre il bambino, descrivendone le caratteristiche e il profilo attraverso la valutazione dei dati raccolti in precedenza. Secondo incontro congiunto con la coppia. Durante questo secondo incontro il gruppo di lavoro distrettuale raccoglie la disponibilità o meno della coppia all’abbinamento. Nel caso dell’accettazione dell’abbinamento, in presenza di situazioni particolarmente delicate del bambino, il gruppo di lavoro distrettuale valuterà quale figura professionale affiancherà la coppia e il bambino durante il primo incontro. Nel caso di un minore con caratteristiche non problematiche sarà l’Ass. Sociale ad affiancare la coppia e il bambino durante il primo incontro e a monitorare le fasi dell’abbinamento. Relazione conclusiva per il Tribunale nel caso di non accettazione dell’abbinamento. 13 ADOZIONE NAZIONALE / ABBINAMENTO Incontro TM ass. soc./psicologo No minore problematico? Si Incontro congiunto con il minore presso la comunità 1° incontro congiunto proposta di abbinamento alla coppia 1° incontro congiunto proposta di abbinamento alla coppia II° Incontro congiunto con la coppia II° Incontro congiunto con la coppia No No Accettazione abbinamento Accettazione abbinamento Si Si Relazione Conclusiva ass. soc accompagna la coppia ass. soc e/o psicologo accompagnano la coppia 14 MONITORAGGIO INSERIMENTO NAZ/INTERNAZIONALE ATTIVITA’ PER L’AFFIDAMENTO PRE-ADOTTIVO E ABBINAMENTO INTERNAZIONALE L’obiettivo di questa fase è la valutazione della validità dell’abbinamento coppia-bambino e di provvedere al monitoraggio e al sostegno. Questa fase comprende il periodo che va dall’arrivo del bambino presso la sua nuova famiglia fino al termine del periodo previsto dal Tribunale per i Minorenni e dalle linee guida regionali. Si prevedono le seguenti attività. - Visita domiciliare eventualmente congiunta. Colloquio congiunto entro un mese dall’arrivo del bambino con presentazione del progetto dei servizi. Gruppo mensile congiunto di monitoraggio ed empowerment. Qualora il n° di abbinamenti in corso in ciascun ambito distrettuale non renda né praticabile né quantitativamente opportuna l’attivazione di un gruppo che garantisca un’adeguata numerosità e continuità (es. minimo 4) i referenti programmeranno l’organizzazione di gruppi sovra distrettuali, che vedano preferibilmente coinvolti territori limitrofi. Ciascun gruppo di lavoro, qualora ne sussistano i presupposti, potrà proporre all’equipe sovradistrettuale la sperimentazione di ulteriori gruppi destinati a specifici target, allargando, se del caso, la partecipazione ad altri territori. Attività di competenza dello Psicologo: - 1 colloquio con la coppia e il minore; Incontri trimestrali con la coppia o famiglia; 3 colloqui individuali con il minore nel corso dell’anno; relazioni periodiche se richieste (vedi linee di indirizzo regionale). Se sono presenti problemi per la coppia si prevede: - Gruppo mensile clinico o sedute per coppia o famiglia per un totale di otto sedute. Se i problemi persistono ci sarà la presa in carico a lungo termine ambulatoriale. Se sono presenti problemi riguardanti il bambino: - fino a 4 sedute ulteriori. Se i problemi persistono ci sarà la presa in carico a lungo termine ambulatoriale. Relazione conclusiva Attività di competenza dell’Ass. Sociale: - 3 incontri coppia/famiglia; Visita Domiciliare. 15 Se sono presenti problemi si attivano: - Intervento di rete; Colloqui aggiuntivi. Se i problemi persistono ci sarà una presa in carico a lungo termine territoriale. - Relazione conclusiva. ------------------------------- 16 MONITORAGGIO INSERIMENTO NAZ. / INTERNAZ. Arrivo minore Visita domiciliare congiunta o separata ASSISTENTE SOCIALE Colloquio congiunto ass. soc./psicologo/coppia (entro 1 mese) con presentazione progetto servizi PSICOLOGO Gruppo mensile congiunto di monitoraggio e empowerment 3 incontri coppia famiglia 1 colloquio con la coppia e il minore Visita domiciliare relazioni intermedie no 3 colloqui individuali con il minore nel corso dell'anno Incontri trimestrali coppia o famiglia Sono presenti problemi relazioni intermedie si no Intervento di rete Sono presenti problemi Sono presenti problemi si si Gruppo mensile e clinico per 8 incontri o sedute di coppia o famiglia Colloqui aggiuntivi no no i problemi persistono Fino a 4 sedute ulteriori i problemi persistono i problemi persistono si si Relazione conclusiva Presa in carico a lungo termine ambulatoriale Relazione conclusiva 17 no si Presa in carico a lungo termine ambulatoriale Presa in carico a lungo termine territoriale no CONSIDERAZIONI FINALI Si evidenzia come componente imprescindibile l’integrazione tra le due professioni, che accompagna trasversalmente tutto il percorso e che si concretizza in specifici momenti di confronto, sia nel gruppo di lavoro distrettuale che fra gli operatori sul singolo caso. L’attività di accompagnamento delle famiglie nel post-adozione trova ulteriore modalità di risposta attraverso l’attivazione di gruppi nel primo anno dall’inserimento del bambino e successivamente in caso di necessità di supporto clinico. Per quanto concerne il primo incontro con la coppia, laddove non fosse la prassi ordinaria, gli operatori dovranno sperimentare la conduzione congiunta Assistente Sociale/Psicologo per almeno otto mesi, al fine di permettere un definitivo confronto sulla validità di tale metodologia. Gli esiti delle riflessioni conseguenti al periodo di sperimentazione dovranno essere trasmessi, entro dicembre 2007, a cura dei referenti, all’Ente capofila, per l’eventuale rivisitazione del Protocollo. Tale sperimentazione può essere supportata sia dall’esperienza dei gruppi che l’hanno già realizzata, sia dal percorso formativo in corso di attivazione. I Gruppi di Lavoro distrettuali dovranno impegnarsi altresì ad individuare modalità omogenee e condivise nell’applicazione delle recenti linee di indirizzo regionali in materia di adozione “per un percorso metodologico dalla fase preparatoria all’abbinamento, al post-adozione”, formulando le conseguenti proposte operative che andranno ad integrare il presente documento. L’Ente capofila attiva dei progetti formativi condivisi, che rappresentano un’ulteriore opportunità di arricchimento professionale ed uno spazio di riflessione per il lavoro d’èquipe: la partecipazione a tali percorsi formativi, nella loro interezza, da parte degli operatori appartenenti a diversi Gruppi di lavoro distrettuali, deve intendersi a carattere obbligatorio. Collegno 13/7/2007 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ 18