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ventre aperto e le zampe posteriori stese sul piano di base. Nella seconda composizione è posta una mela su di un
blocco a destra dal colore rosso fuoco, a terra una melograna circondata da foglie; a sinistra, invece, è raffigurata una
pernice morta, dalle piume colorate, appesa per il becco ad un anello. Nella terza immagine sono disposti, in alto, due
tordi, turdinae, privi di vita, dalle teste incrociate; in basso, funghi rosati, probabilmente lactarius deliciosus.
Nell’ultima composizione, in alto, vi sono due uccelli morti, forse pernici, dalle zampe stecchite; uno dei due ha la
testa pendente verso il basso.
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“Tra gli uccelli la prima delicatezza è il tordo, se il mio giudizio può risolvere la questione, tra i quadrupedi è la lepre”
(Marziale, Xenion, XIII, 92)
Paniere con pesche e pere - Ercolano, Casa dei Cervi (IV, 21), criptoportico, braccio est. 0.37 l., 0.235 h.
Un paniere di vimini con manico tortile è rovesciato su una mensola di legno ed è ricco di pesche e pere.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 73-75, figg. 51-54.
Croisille 1965, pagg. 40-41, n. 46, 46 A, 46 C, 46 D, tavole LXXVIII, 140, 149, 150 LXXIV, 141.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
V. Sampaolo, “Romana Pictura”, catalogo della mostra, Milano 1998, pag. 134, fig. 22, 22 B, 23 C, 22 D, pag. 277.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 166.
408
IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 72-73, fig. 50.
Croisille 1965, pag. 112, n. 319 A, tav. X, n. 18.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
G. Cerulli Irelli, “La pittura di Pompei. Testimonianze dell’arte romana nella zona sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C.”, Milano
1991, tav. 134 a colori.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 146.
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Statua di Dioniso, testa di capro e frutta - Ercolano, Casa dei Cervi (IV, 21). 0.61 l., 0.61 h.
Notiamo un piccolo paesaggio sacrale costituito da rocce ed alberi. A sinistra prende posto la statua di Dioniso, con
una lunga veste, e ai suoi piedi un rametto di foglie d’olivo. Vi è un tirso, un Kantharos d’argento capovolto e
contenente del vino rosso, una testa di un capretto e una brocca di bronzo. Dietro a questi elementi, su di un masso è
posto un vassoio bronzeo contenente una pigna (nux pinea), fichi e datteri: simbolo di dono divino.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 74-76, figg. 55.
Croisille 1965, pag. 31, n. 15, tav. CI, 191-192.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
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Uccelli, pesci, vasi di vetro - Ercolano, Casa dei Cervi (IV, 21). 0.41 l., 0.41 h.
In alto vi sono due oggetti ovoidali, probabilmente prosciutti; in basso a sinistra un pollo sultano, porphyrio porphyrio,
avanza verso una brocca piena di acqua coperta da una coppa di vetro.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 75-76, figg. 56.
Croisille 1965, pag. 39, n. 43, tav. LXXXI, 158.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
“Pompei A.D. 79”, catalogo della mostra, Londra 1976, n. 257.
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Aragosta, martin pescatore, vasi - Ercolano, Casa dei Cervi (IV, 21). 0.41 l., 0.41 h.
A sinistra, sul ripiano superiore due seppie che lasciano pendere i tentacoli; sul piano inferiore, notiamo un’aragosta,
due frutti di mare (murex brandaris), una brocca d’argento raffigurante un Erote a cavallo di un ippocampo e sull’alto
manico è appollaiato un martin pescatore, alcedo atthis, due conchiglie bivalvi e due murici. Dietro la brocca vi è un
tridente per la pesca posto di traverso.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 76-77, fig. 57.
Croisille 1965, pag. 39, n. 43 B, tav. LXXXI, 158.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
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Coniglio, uva, mela, colombo - Ercolano, Casa dei Cervi (IV, 21). 0.38 l. lato.
Sul davanzale della finestra è posata una mela rosso fuoco. A sinistra, ad un anello fissato al muro, vi è una pernice
appesa per il becco; per terra un coniglio rossiccio, che prevale nella scena, sta mangiando un grappolo d’uva.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 77,79, fig. 58.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 147.
Croisille 1965, pag. 39, n. 43 C, tav. LXXVII, 148.
A. Allroggen-Bedel, “Cronache Ercolanesi”, 1975, pagg. 99-103.
F. Coarelli, A. & P. Foglia, “Pompei la vita ritrovata”, Magnus Edizioni S.p.A. Maniago (Pn), pag. 64.
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Pere - Pompei. 0.25 l., 0.13 h.
Sul davanzale di una finestra sono state poste tre pere dal colore rosso bruno: due sono messe in verticale di profilo,
invece, quella a destra è distesa sul lato inferiore.
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Cesto con frutta secca - Pompei. 0.26 l., 0.13 h.
Su un piano marroncino è capovolto, verso sinistra, un cesto di vimini giallo dal quale fuoriescono delle nocciole.
413
414
IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 78-79, fig. 59.
M. Borgongino, “Archeobotanica - Reperti vegetali da Pompei e dintorni”, L’erma di Bretschneider, Roma 2006, pag.
22, fig. 8.
Croisille 1965, pag. 34, n. 27 A, tav. 9.17.
414
IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 78-79, fig. 60.
Croisille 1965, pag. 34, n. 27, tav. IX, n. 17, centro.
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Nocciole - Stabia, Villa San Marco. 1.82 l., 1.73 h. Intonaco dipinto.
Sul ripiano orizzontale tre nocciole ancora con le foglie che emergono sullo sfondo nero.
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Natura morta - Pompei.
Nella composizione sono raffigurati, da sinistra a destra, un grappolo d’uva nero, forse un limone e una pesca, un
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grappolo d’uva gialla e sei fichi.
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M. Borgongino, “Archeobotanica - Reperti vegetali da Pompei e dintorni”, L’erma di Bretschneider, Roma 2006, pag.
37, fig. 21.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 83, fig. 76.
416
M. Borgongino, “Archeobotanica - Reperti vegetali da Pompei e dintorni”, L’erma di Bretschneider, Roma 2006, pag.
14, fig. 1.
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Frutti di mare - Pompei. 0.22 l., 0.13 h.
Sul davanzale di una finestra sono visibili due frutti di mare dalla forma ovoidale-apicata (forse pinna nobilis) , uno
posto in verticale e l’altro disteso, con le valve in risalto, viste internamente, con il mollusco marrone e la conchiglia
madreperlacea.
417
Susine e fichi - Pompei. 0.33 l., 0.15 h.
Sul davanzale di una finestra sono posti due susine e due fichi verdi, le cui ombre sono proiettate sul piano bianco; i
fichi sono spaccati perché maturi. In basso, su di un piano di base giallo, ci sono altri due fichi. Alla parete destra è
appeso un oggetto giallo, probabilmente una verdura.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 78-79, fig. 61.
Croisille 1965, pag. 34, n. 27 C, tav. IX, n. 17, destra.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 81-82, fig. 68.
Croisille 1965, pag. 50, n. 83, tav. IX, n. 16.
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Frutto e prosciutto - Pompei, Casa dell’Ara Massima (VI, 16, 15), tablino F, parete est. Ø 0.23.
Su un gradino posano, a sinistra, un frutto e a destra un prosciutto. Secondo M. Borgongino, in “Archeobotanica Reperti vegetali da Pompei e dintorni”, il frutto sembra un’arancia, secondo Stefano de Caro, invece, si tratti di una
mela o di una pesca gialla.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 79-80, fig. 64.
M. Borgongino, “Archeobotanica - Reperti vegetali da Pompei e dintorni”, L’erma di Bretschneider, Roma 2006, pag.
34, fig. 20.
Croisille 1965, pag. 93, n. 251 B, tav. XCVIII, 187.
PMM, V, pag. 867, fig. 26.
146 | P o m p e i - F i l i e r a E n o g a s t r o n o m i c a e A g r o a l i m e n t a r e
Frutta in una cesta di vimini - Boscoreale, Villa di Popidio Floro. 0.30 l., 0.30 h.
Sul fondo rosso della parete spicca il quadretto di natura morta, profilato da una cornice bianca dipinta. In alto al
centro, un cesto cilindrico di vimini contiene melograne e cotogne collocato su un gradino; a destra, un frutto
poggiato direttamente sul gradino. In basso, in primo piano, una melograna con picciolo e foglie. Prevalgono i toni
caldi, contrastati con sobrietà dal verde delle foglie.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pag. 80, fig. 65.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 18, fig. 6.
Croisille 1965, pag. 63, n. 140, tav. XV, 29.
NSc 1921, pag. 448.
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Frutta in una coppa di vetro - Boscoreale, Villa di Popidio Floro. 0.325 l., 0.33 h.
Sul piano illuminato di un gradino, alle spalle del quale se ne percepisce un secondo, è posta una coppa di vetro in cui
ci sono frutti, tra i quali si può riconoscere una melograna. A sinistra del vaso è poggiata una pera. In basso a destra,
scorgiamo un melograno con foglie, bilanciato in alto, sul ripiano superiore, da un piccolo frutto collocato sul bordo.
Prevalgono i toni freddi del verde della coppa, della pera e delle foglie.
421
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 80-81, fig. 66.
Soprintendenza Archeologica di Pompei, “Cibi e sapori da Pompei e dintorni”, Edizioni Flavius, Antiquarium di
Boscoreale 3 febbraio - 26 giugno 2005, pag. 18, fig. 7.
Croisille 1965, pag. 62, n. 138, tav. XV, n. 30.
NSc 1921, pag. 448.
148 | P o m p e i - F i l i e r a E n o g a s t r o n o m i c a e A g r o a l i m e n t a r e
Gallo e cesto con frutti- Oplontis, Villa di Poppea, quartiere della natatio, stanza 66, parete nord. 0.33 l.,
0.14 h.
Il quadretto raffigura un galletto dalle piume variegate mentre becca dei frutti, presumibilmente delle pere, caduti da
un cesto di vimini rovesciato a forma.
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Pavone e frutta secca - Pompei, Casa della Fontana piccola (VI, 8, 23).
È un acquerello che raffigura un pavone che si dirige verso un cesto di vimini dal quale fuoriescono datteri, fichi secchi
e forse funghi.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 83,85, fig. 74.
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Pernice e uva - Ercolano. 0.23 l., 0.23 h.
Raffigurata è una pernice, asiatica (alectoris chukar) o greca (alectoris graeca), che si appresta a beccare un grappolo
d’uva bianca attaccato ad un ramoscello frondoso.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 83,85, 86, fig. 75.
PPM, V, pag. 196, fig. 78.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pagg. 81-82, fig. 70.
Croisille 1965, pag. 47, n. 71, tav. 57, 109.
150 | P o m p e i - F i l i e r a E n o g a s t r o n o m i c a e A g r o a l i m e n t a r e
Pavone e frutta secca - Pompei, Casa degli Amanti (I, 10, 11), cubicolo 4, parete sud. 0.30 l., 0.34 h.
Sul davanzale di una finestra ci sono due datteri, due mandorle e un fico. In basso, un pavone volge lo sguardo verso
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un dattero e un fico secco.
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IV stile. Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, “La natura morta nelle pitture e nei mosaici delle città
vesuviane”, Electa Napoli 2001, pag. 86, fig. 76.
Croisille 1965, pag. 74, n. 176, tav. LXXI, 137.
PPM, II, pagg. 456-457, figg. 28-29.
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Paniere con pesche e pere - Ercolano, Casa dei Cervi