9 ° GIOVEDÌ 17 DICEMBRE 2015 ore 20.30 VENERDÌ 18 DICEMBRE 2015 ore 20.3 0 OTTAVIO DANTONE | Direttore BERIT SOLSET | Soprano DELPHINE GALOU | Contralto MARTIN VANBERG | Tenore MATTHEW BROOK | Basso CORO MAGHINI CLAUDIO CHIAVAZZA | Maestro del coro Bach 9 ° GIOVEDÌ 17 DICEMBRE 2015 ore 20.3 0 VENERDÌ 18 DICEMBRE 2015 ore 20.3 0 OTTAVIO DANTONE | Direttore BERIT SOLSET | Soprano DELPHINE GALOU | Contralto MARTIN VANBERG | Tenore MATTHEW BROOK | Basso CORO MAGHINI CLAUDIO CHIAVAZZA | Maestro del coro Johann Sebastian Bach (1685-1750) Messa in si minore BWV 232 per soli, coro e orchestra (1724/49) I Missa Kyrie 1 Kyrie eleison 2 Christe eleison 3 Kyrie eleison Gloria 4 Gloria in excelsis 5 Et in terra pax 6 Laudamus te 7 Gratias agimus tibi 8 Domine Deus 9 Qui tollis peccata mundi 10 Qui sedes ad dexteram Patris 11 Quoniam tu solus sanctus 12 Cum sancto Spiritu II 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Symbolum Nicenum Credo in unum Deum Patrem omnipotentem Et in unum Dominum Et incarnatus est Crucifixus Et resurrexit Et in Spiritum Sanctum Dominum Confiteor Et expecto III Sanctus Sanctus IV Osanna, Benedictus, Agnus Dei et Dona nobis pacem 1 Osanna in excelsis 2Benedictus 3 Osanna in excelsis 4 Agnus Dei 5 Dona nobis pacem Durata: 2h 10’ ca. Ultima esecuzione Rai a Torino: 21 febbraio 2003, Jeffrey Tate, Juliane Banse, Katja Lytting, Steve Davislim, Christian Gerhaher, Franz-Josef Selig, Coro Maghini, Claudio Chiavazza. Il concerto di giovedì 17 dicembre è trasmesso in collegamento diretto su Rai 5, e in streaming audio-video su www.osn.rai.it. Il concerto di venerdì 18 dicembre è trasmesso in collegamento diretto su Radio 3 per il programma “Radio 3 Suite”. La ripresa televisiva è effettuata dal Centro di Produzione Rai di Torino. JOHANN SEBASTIAN BACH Messa in si minore BWV 232 per soli, coro e orchestra È radicata in molti la convinzione che la Messa rappresenti un genere musicale specificamente legato alla confessione cattolica e che pertanto anche le Messe bachiane costituiscano un “omaggio” alla tradizione romana e conseguentemente una deviazione dallo spirito e dalla liturgia luterane. In realtà, la prassi musicale ammetteva l’intonazione di mottetti latini e la realizzazione in stile concertante dei testi dell’Ordinarium Missae in particolari circostanze di carattere solenne. Al tempo di Bach sappiamo che a Lipsia nelle prime due feriae delle tre feste principali (Natale, Pasqua, Pentecoste), come pure nelle altre feste particolari dell’anno liturgico, era consentito eseguire a più voci (figuraliter) il Kyrie, il Gloria e il Sanctus; nel caso dei primi due testi c’è da tenere presente che la terminologia corrente li designava globalmente con la parola Missa. Questo termine è appunto quello che compare nella partitura bachiana della cosiddetta Messa in si minore (BWV 232) per indicare le prime due parti della composizione, inviate dal Kantor nel 1733 al nuovo sovrano, il duca Federico Augusto Il, per sollecitare una nomina nella cappella di corte, nomina poi avvenuta solo alla fine del 1736. A Dresda, capitale del ducato di Sassonia nei cui confini è compresa anche Lipsia, vigeva una situazione alquanto anomala, poiché a dispetto della generale fede luterana dei suoi abitanti il sovrano era cattolico (il padre Federico Augusto I era stato politicamente costretto ad abbracciare il credo romano essendo stato eletto re di Polonia). La duplice confessione aveva portato alla creazione di due distinte cappelle di corte, una per i riti della chiesa luterana e l’altra per quelli della chiesa cattolica. Che le Messe o le sezioni di Messa scritte da Bach siano state proposte anche a Dresda non è documentato, ma se esse lo furono si può pensare che abbiano potuto avere una doppia destinazione. [...] Al di sopra del problema “confessionale”, sta la particolare natura di quello che già CarI Friedrich Zelter definiva nel 1811, “verosimilmente il più grande capolavoro musicale che il mondo abbia visto”. Non è eccessivamente imprudente sostenere che quasi tutti i venticinque numeri di cui consta la partitura non sono pagine originali, ma parodie o adattamenti più o meno rilevanti di opere precedenti. Il fatto è appurato (o ritenuto assai probabile) in tredici casi, ma sussistono buone possibilità che quasi tutti i restanti brani siano elaborazioni di altre pagine perdute. Tanto più mirabile, comunque, appare l’opera bachiana se si considera che essa è tutta o in gran parte il frutto di un montaggio razionale e perfettamente equilibrato che sul piano dei risultati musicali s’impone come creazione originale ed unica. L’ambivalenza che è propria della tecnica della parodia e che la Messa in si minore porta in sé come un segno di grandezza pareggia quell’altra ambivalenza che sposa due riti e due confessioni e fonde in un unico corpo le due grandi espressioni del pensiero cristiano, la teologia della gloria di ascendenza cattolica e la teologia della croce di ascendenza luterana. Realizzata, dunque, in almeno tre distinti momenti (1724, 1733, 1747-49) e uscita dalle mani dell’artifex come una aggregazione naturale di sostanze varie, come una concrezione o condensazione di elementi stilistici affini oppure contrapposti, l’opera è di quelle che più apertamente manifestano, nella sua quasi esasperata monumentalità e nella sua irripetibile polivalenza, la concordia delle idee, l’armonia dei gesti, il razionale patto di alleanza che compone ogni interna contraddizione, ogni esterno dissidio. È nella forma architettonica - sognata, ideata, realizzata infine - che le virtù de l’invenzione musicale, anche di quella sperimentata in altri campi e poi trasferita sotto l’impulso logico ed implacabile della parodia in altre celesti sfere, offrono le migliori garanzie di riuscita. Paradossalmente il materiale che è stato estratto da un gruppo non omogeneo di opere risalenti a tempi diversi si ricompone, con stupefacente coordinazione, in un corpo organico nel quale testo e musica procedono riconoscendosi l’uno nell’altro. La tripartizione del Kyrie pare scontata (ma in due delle successive “Messe luterane”, BWV 235 e 236, questa sezione non osserverà la distribuzione in trittico) e sembra ripetere in alcuni particolari di stesura il corrispondente movimento di una Messa dovuta a Johann Hugo Wilderer. L’osservazione è di quelle che fanno soltanto cronaca e che non scalfiscono la purezza del monumento. Un motto di quattro battute apre perentoriamente la pagina con un tutti significativamente mancante delle solenni trombe; segue un lungo intervento strumentale, introduzione al grande Kyrie, che sviluppa in forma fugata (poi ripreso dal coro) un tema dall’incedere solenne, patriarcale, processionale, tortuoso e teso in una costante progressione verso l’alto e secondo formule “ ostinate”. Un sentimento funebre di cordoglio anima la pagina ed un tono epico si intravede nella possente architettura a 5 voci. Di tutt’altra natura è, invece, il secondo Kyrie che fissa il testo su un’arcaica struttura mottettistica, riducendo a 4 le voci, Il Christe centrale è, per contrasto con la pietas di cui è circondato, un brano luminoso, elaborato sotto forma di duetto, in tonalità maggiore (contro il minore delle altre due sezioni); da notare che in questo caso, come nei casi degli altri due duetti (nn. 7 e 14), la struttura a due è richiamata in coincidenza di testi che riguardano la seconda persona della Trinità. Nella suddivisione del Gloria in otto episodi (quattro affidati al coro e quattro ai solisti) parrebbe difficile riconoscere a prima vista l’esecuzione di un piano organico prestabilito. E tuttavia, il testo dell’hymnus angelicus sembra essere stato sottoposto ad analisi e risolto musicalmente in maniera conseguente. Il simbolismo e l’aderenza allo spirito e alla forma dell’inno sono ad ogni passo evidenti e di grandissima qualità è sempre il discorso musicale, che forse solo nel caso dell’aria per basso con corno da caccia (Quoniam) sembra conoscere un cedimento. Ma la temperatura è elevata nei brani corali, tutti a 5 voci ad eccezione del Gratias, parodia di un brano a quattro: dal tripudiante Gloria con l’eterea fuga sull’Et in terra pax (che chiama in causa la multitudo militiae coelestis di cui parla Luca 2, 14) all’apoteosi del Cum Sancto Spiritu, dal Gratias agimus con la sua arcaica gravitas mottettistica al patetico e insieme superbo Qui tollis. E splendidi fiori si raccolgono nel giardino delle altre due arie, quasi concepite come pannelli corrispondenti (un violino solista nel Laudamus, un oboe d’amore nel Qui sedes; ma in entrambi i casi l‘accompagnamento è affidato agli archi). Un caso particolare è il duetto: le due voci - acute propongono dapprima simultaneamente i due primi versetti (sul Padre e sul Figlio) ma alternandosi nelle proposte dei due testi e conducendo il discorso in imitazione; sul terzo versetto, quello dell’Agnus Dei, invece, le due voci procedono in perfetto parallelismo e su un unico testo. Fatto non trascurabile è l’aggiunta della parola altissime all’espressione Domine Fili unigenite Jesu Christe; la parola non trova riscontro nel Missale Romanum ma figura come tropo nel Graduale della Thomaskirche (sec. XIV) relativamente a quattro Gloria. La distribuzione della materia nel Symbolum Nicenum obbedisce, ovviamente a criteri del tutto diversi dominati da strutture architettoniche rigorose e fra loro corrispondenti ed equidistanti: raggiunta mediante una operazione di adeguamento, di calibrature, poiché inizialmente il Symbolum era suddiviso in otto (e non in nove) numeri. [...] Il Symbolum si apre con un brano che è un vero e proprio mottetto a 7 voci (5 vocali e 2 strumentali) con basso continuo. In senso tecnico, la pagina funge da “intonazione”, sostituisce il celebrante al quale la liturgia affida le prime parole del testo (Credo in unum Deum). La realizzazione mottettistica bachiana s’ispira a modelli arcaici (si pensi al Monteverdi sacro o allo Schütz dei Geistliche Konzerte) e utilizza un tema a valori larghi direttamente attinto dal Credo autentico gregoriano (nel quarto modo, ipofrigio che si ritrova anche nel Gesangbuch di Gottfried Vopelius (1682). Non è senza significato ricordare, e il fatto testimonia ancora una volta dell’attenzione che Bach prestava alla conoscenza dei contemporanei, che lo stile di questa “intonazione” è parente prossimo di quelle create da Giovanni Battista Bassani per cinque dei suoi sei Credo della raccolta di Messe intitolata Acroama Missale (pubblicata ad Augsburg nel 1709); tale raccolta venne interamente copiata sotto il controllo di Bach intorno al 1740 e il Kantor si fece premura di aggiungervi, rispettando lo “stile antico”, l’intonazione del Credo per la quinta Messa. La poderosa costruzione mottettistica del brano in questione osserva rigorosamente lo stile contrappuntistico, ma all’imitazione che governa le parti vocali si aggiunge una figurazione ostinata affidata al basso continuo; alle cinque voci si sommano le parti dei violini I e Il, sempre proponenti lo scultoreo tema ecclesiastico. A questo brano introduttivo segue il Patrem, dapprima cantato dai bassi in concomitanza con le parole Credo in unum Deum riaffermate dalle altre tre voci (il coro è qui a quattro voci), e poi trasferito sulle altre voci. Carattere arcaico ha ancora il “lamento” del Crucifixus che risulta da una trasformazione (parodia) della prima parte del coro introduttivo alla cantata BWV 12, e più ancora il Confiteor che utilizza come cantus firmus la corrispondente melodia del Credo gregoriano, presente nel citato graduale della Thomaskirche. Le restanti parti dell’Ordinarium Missae sono state suddivise da Bach in due sezioni che rispettano la prassi liturgica propria di Lipsia; l’Osanna e il Benedictus, che nel Missale Romanum sono parti integranti del Sanctus, sono concepiti come brani a se stanti. Come già sappiamo, per la prima sezione il Kantor ha ripreso senza modifiche un Sanctus composto nel 1724 e più volte eseguito nei giorni del Natale e della Pasqua di anni successivi. La composizione si presenta a 6 voci e dotata di un organico strumentale superiore a quello proprio dalle altre sezioni della Messa. L’incedere solenne e grandioso della prima parte trova un elemento di contrasto nella dinamica fuga sul Pleni sunt coeli (che ricorda quella del mottetto Singet dem Herrn). In quest’ultimo passo è da notare l’adozione di un’espressione che si discosta da quella del Missale Romanum, là dove è detto “pIeni sunt coeli gloria tua”, Bach usa la dizione “gloria ejus” (come avverrà anche nei Sanctus BWV 237 e 238) che riporta quel passo alla veste biblica originale (lsaia 6, 3). L’Osanna comporta l’impiego di un doppio coro; siamo ancora in presenza, dunque, di un’altra disparità nella distribuzione dei ruoli vocali a conferma dell’indipendenza con la quale le singole sezioni sono state elaborate. Nella sua forma originale, l’Osanna (che è la parodia del brano iniziale di una cantata profana perduta) doveva avere un’introduzione strumentale (quella stessa che ora chiude l’episodio), poi soppressa da Bach al momento di trasformare la pagina in una composizione sacra agganciata al Sanctus. Il Benedictus è una toccante aria per tenore, forse la più significativa di tutta la Messa in si minore, con uno strumento melodico concertante non indicato, ma individuabile in un flauto traverso. Bipartito è l’Agnus Dei che si presenta nella tradizionale suddivisione con il Dona nobis pacem elaborato in maniera indipendente: quest’ultima sezione è una parodia “di secondo grado” dal momento che si tratta di una rielaborazione del Gratias agimus tibi (n. 6) il quale a sua volta ripeteva la propria origine da una pagina della Cantata BWV 29. Alberto Basso (dal programma di sala del 4 ottobre 1990) MISSA (Kyrie e Gloria) coro (a 5 voci) Kyrie eleison soprani I e II Christe eleison coro (a 4 voci) Kyrie eleison coro (a 5 voci) Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis. soprano Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te. coro (a 4 voci) Gratias agirnus tibi propter magnam gloriam tuam. soprano e tenore Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens, Domine Fili unigenite Jesu Christe altissime. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. coro (a 4 voci) Qui tollis peccata mundi, miserere nobis, Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. contralto Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. basso Quoniarn tu solus sanctus, tu solus Dominus, tu solus altissimus, Jesu Christe. coro (a 5 voci) Cum Sancto Spiritu, in gloria Dei Patris. Amen. SYMBOLUM NICENUM coro (a 5 voci) Credo in unum Deum. coro (a 4 voci) Patrem omnipotentem, factorem coeli et terrae visibiliutn otnniurri et invisibiliutn. soprano e contralto Et in unum Dominum Jesum Christum, Filium Dei unigenitum et ex Patre natum ante omnia saecula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero, genitum non factum consubstantialem Patri, per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de coelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine. et homo factus est. coro (a 5 voci) Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine et homo factus est. coro (a 4 voci) Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato, passus et sepultus est. coro (a 5 voci) Et resurrexit tertia die secundum Scripturas, et ascendit in coelum, sedet ad dexteram Dei Patris, et iterum venturus est cum gloria judicare vivos et mortuos, cujus regni erit finis. basso Et in Spiritum Sanctum Dominum et vivificantem, qui ex Patre Filioque procedit, qui cum Patre et Filio simul adoratur et congloroficatur, qui locutus est per Prophetas. Et unam sanctam catholicam et apostolicam Ecclesiam. coro (a 5 voci) Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum, et expecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi. Amen. SANCTUS coro (a 6 voci) Sanctus Dominus Deus Sabaoth, Pleni sunt coeli et terra gloria ejus. OSANNA, BENEDICTUS, AGNUS DEI ET DONA NOBIS PACEM coro (a 8 voci) Osanna in excelsis. tenore Benedictus qui venit in nomine Domini. contralto Agnus Dei qui tollis peccata mundi, miserere nobis. coro (a 4 voci) Dona nobis pacem. OTTAVIO DANTONE Diplomato in organo e in clavicembalo al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, è stato premiato al Concorso Internazionale di Parigi e di Bruges e tiene corsi di perfezionamento di clavicembalo, musica da camera, basso continuo e improvvisazione. Dal 1996 è il direttore musicale dell’Orchestra Accademia Bizantina di Ravenna ed è ospite delle istituzioni più prestigiose, tra cui la Staatskapelle di Berlino, la Philharmonie e la Konzerthaus. Nel 1999 ha tenuto il suo debutto operistico con la prima esecuzione moderna del Giulio Sabino di Sarti e l’Accademia Bizantina al Teatro Alighieri di Ravenna. Fra gli impegni recenti: ha inaugurato la stagione 2014/15 dirigendo il Messiah di Haendel sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, ha diretto Il barbiere di Siviglia ad Oviedo, è stato impegnato nelle produzioni di Tancredi e Orfeo all’Opéra de Lausanne, La verità in cimento e La clemenza di Tito all’Opernhaus di Zurigo, Le nozze di Figaro alla Staatsoper di Amburgo, Il barbiere di Siviglia e Don Giovanni a Bilbao, La Cenerentola all’Opéra National de Paris. In campo sinfonico terrà concerti con l’Orchestra Filarmonica della Scala, i Duisburger Philharmoniker, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, la Kammerorchester Basel e l’Orchestra of the Age of Enlightenment di Londra. Ha inoltre diretto importanti produzioni, fra le quali, Il viaggio a Reims, Così fan tutte e Rinaldo al Teatro alla Scala, Rinaldo al Glyndebourne Opera Festival e alla Royal Albert Hall di Londra, L’Arbore di Diana al Teatro Real di Madrid, Una cosa rara al Palau de les Arts di Valencia, L’italiana in Algeri alla Staatsoper di Berlino e all’Opéra de Lausanne, Juditha Triumphans al Teatro La Fenice di Venezia, Tito Manlio al Barbican Centre di Londra e a Dortmund, Giulio Cesare all’Opéra de Lausanne, Orlando e Rinaldo al Beaune Festival, Le nozze di Teti e Peleo e L’Edipo Colono al Rossini Opera Festival di Pesaro, Ascanio in Alba al Teatro Comunale di Bologna, Nina, ossia la pazza per amore di Paisiello nelle produzioni del Teatro alla Scala, del Piccolo Teatro di Milano e di Ravenna Festival, Marin Faliero (con Mariella Devia e Michele Pertusi) al Teatro Regio di Parma. Numerose sono le sue registrazioni televisive e radiofoniche in Italia e all’estero. Dal 2003 incide regolarmente per Decca e per Naïve. È stato più volte ospite dell'OSN Rai e nel 2013 ha diretto il Messiah di Händel. BERIT SOLSET Ha studiato all'Accademia di Musica Norvegese di Stato a Oslo e alla Scuola statale di Musica di Karlsruhe. Ha debuttato nella lirica come Woodmaiden in Ophelia – death by water singing di Henrik Hellstenius. Tra i ruoli interpretati: Susanna ne Le nozze di Figaro, Rosina nel Barbiere di Siviglia, Belinda in Dido and Aeneas di Purcell, Abel nel Primo omicidio di Scarlatti, Sigrun nella prima mondiale di Malleus Maleficarum di Ragnar Rasmussen e ha cantato in Melancholia di Georg Friedrich Haas. Il suo repertorio spazia dal Rinascimento e dal Barocco sino alla musica contemporanea. Collabora con direttori quali Bayl, Boman, Bucknall, Böck, Dantone, Gaudenz, Labadie, Parkman, Parrott, V. Petrenko, Petrou, Wilder e Willens. Gli appuntamenti più importanti delle passate stagioni l'hanno vista impegnata nella Messa in Fa minore di Bruckner con la Oslo Philharmonic Orchestra, in Die Schöpfung di Haydn e nel Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn con l'Orchestra della Radio Norvegese e ha registrato Die Geburt Jesu Christi con la Kölner Akademia, con cui ha cantato anche la Passionskantate di Hertel e l'Oratorio di Natale di Agricola. Si citano ancora Iphis in Jephtha di Heandel con l'Accademia Bizantina e la prima mondiale di The Lapse of Time di Christophersen. Ha collaborato spesso in Italia con l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento; inoltre si è esibita nella Passione secondo Matteo di Bach con la Filarmonica di Oslo, in Die Schöpfung di Haydn a Oslo con l'Ensemble Allegria e in forma semi-scenica al Gloger Festival, nel Messiah di Haendel a Oslo, nell'Oratorio di Natale di Bach a Trondheim, nel Requiem di Carl Rütti a Sandefjord e in concerto nei festival musicali di Tromsoe, Gloppen e Sunnmøre. Tra i prossimi impegni: Oreste di Haendel a Brema, Il giardino d'amore di Scarlatti al Musikfestspiele Sanssouci di Potsdam, la Messa in si minore di Bach a Tromsoe, il Gloria di Vivaldi con Fabio Biondi e l'Orchestra di Stavanger, l'Oratorio di Natale di Bach a Örebro, la Nona di Beethoven a Sidney, Peer Gynt a Tokyo e Dido and Aeneas di Purcell alla Arctic Opera. DELPHINE GALOU Nata a Parigi, ha studiato filosofia alla Sorbona, pianoforte e canto. Nel 2004 è stata selezionata come “Scoperta dell'anno” dall'associazione francese per la promozione di giovani artisti (ADAMI). Ha deciso di specializzarsi nel repertorio barocco, collaborando con ensemble come Balthasar Neumann Ensemble (Thomas Hengelbrock), I Barocchisti (Diego Fasolis), Accademia Bizantina (Ottavio Dantone), Collegium 1704 (Václav Luks), la Venice Baroque Orchestra (Andrea Marcon), Il Complesso Barocco (Alan Curtis), Les Siècles (François-Xavier Roth), Les Arts Florissants (Jonathan Cohen), Le Concert des Nations (Jordi Savall), l'Ensemble Matheus (Jean-Christophe Spinosi), Les Musiciens du Louvre Grenoble (Marc Minkowski), Le Concert d'Astrée (Emmanuelle Haïm), Les Ambassadeurs (Alexis Kossenko) e Les Talens Lyriques (Christophe Rousset). Ha cantato al Théâtre des Champs-Elysées, all'Angers Opéra di Nantes, all'Opéra de Montpellier, alla Royal Opera House di Londra, al Theater St Gallen, al Teatro di Basilea, all'Haendel Festival di Karlsruhe, al Schwetzingen Festival, alla Staatsoper di Berlino, al Theater an der Wien e al Maggio Musicale Fiorentino. La sua discografia include il Vespro per la festività dell'Assunta di Porpora con la direzione di Martin Gester (Live recording Ambronay), Teuzzone di Vivaldi diretta da Jordi Savall (Naïve), Orlando 1714 di Vivaldi con Federico Maria Sardelli (Naïve), La Concordia dei Pianeti di Caldara sotto la guida di Andrea Marcon (Deutsche Grammophon) e L'incoronazione di Dario di Vivaldi e la Petite Messe Solennelle di Rossini diretta da Ottavio Dantone (Naïve). MARTIN VANBERG Il tenore svedese si è laureato all'Accademia dell'Opera di Copenaghen nel 2010. Nel 2011 ha fatto il suo debutto operistico all'Opera di Gothenburg come Oronte nell'Alcina. Tra gli impegni delle passate stagioni si segnalano il Conte Almaviva nel Barbiere di Siviglia e la partecipazione al Vespro della Beata Vergine di Monteverdi all'Opera di Gothenburg, il ruolo del titolo nella Jephtha di Haendel con l'Accademia Bizantina a Varsavia, Cephalus ne Gli amori di Apollo e di Dafne di Cavalli a Copenaghen, Lysander nel Sogno di una notte di mezza estate di Britten al Läckö Opera Festival, la Messa in si minore di Bach con l'Orchestra di Gothenburg e con ReBaroque, la Messa in do minore di Mozart a Malmö, l'Oratorio di Natale di Bach a Stavanger e ha cantato più volte nel Requiem di Mozart. In concerto si è esibito in sale quali Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Vienna, Kölner Philharmonie e Tivoli di Copenhagen. Collabora regolarmente con Badea, Bayl, Bedford, Bernardini, Cummings, Dantone, Dausgaard, Björkman, Dornwald, Ingebretsen, Layton, Malmberg, Manze, Mortensen, Phipps, Rilling, Jensen, Soustrot e Toni. Nella stagione 2014/15 ha cantato nella Passione secondo Giovanni di Bach con l'Orchestra di Aarhus, nel Det bedste sted di Daniel Hjort alla ØresundsOperan, nel Hion om natten di Christoffer Nobin con l'Orchestra di Norrköping, ne La Creazione di Haydn a Stoccolma, nel St. Nicholas di Britten a Witten, l'Oratorio di Natale di Bach a Odense e in varie produzioni del Messiah di Haendel a Milano, Copenhagen, Lund e Stavanger. Tra i futuri e recenti impegni: il Messiah di Haendel a Padova con I Solisti Veneti e Scimone, Jephtha di Haendel a Beaune e la Passione secondo Giovanni di Bach a Milano con Dantone e l'Accademia Bizantina, la Messa in si minore di Bach a Tromsoe e il Magnificat di Bach a Poznan. MATTHEW BROOK Ha cantato con direttori quali Sir John Eliot Gardiner, Richard Hickox, Sir Charles Mackerras, Harry Christophers, Christophe Rousset, Paul McCreesh e Sir Mark Elder e con orchestre come la Philharmonia, la London Symphony, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Royal Philharmonic, la Baroque Orchestra di Friburgo, l'English Baroque Soloists, Gabrieli Consort & Players, la Royal Northern Sinfonia, l'Orchestre National de Lille, l'Orchestre des Champs-Élysées, la Hallé Orchestra, la Melbourne Symphony, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, il Collegium Vocale Gent e la City of London Sinfonia. Tra gli impegni recenti e futuri: l'incisione di Anacreon di Rameau con l'Orchestra of the Age of Enlightenment, Zebul in Jephtha con The Sixteen e la vittoria di un Gramophone Award per il Requiem di Mozart con Dunedin Consort. Brook ha cantato nella Passione secondo Giovanni di Bach con il Monteverdi Choir e con Soli Deo Gloria a Chicago con John Nelson; nel Requiem di Mozart con la Seattle Symphony Orchestra e Ludovic Morlot e con l'Istituto Fryderyk Chopin di Varsavia; nel Messiah di Haendel con I Pomeriggi Musicali di Milano e con la Washington National Cathedral; ne La Creazione di Haydn con BBC NOW e la Haendel & Haydn Society di Boston; nel Magnificat di Bach con l'Orchestra Arion Baroque a Montreal; il ruolo di Valens nella Theodora con Early Music di Vancouver; il Requiem di Fauré con l'Orchestre de Chambre de Paris e le cantate di Bach con la Nederlandse Bachvereniging. Infine, ha cantato nell'Orfeo, nell'Ulisse e nei Vespri di Monteverdi per l'Early Music Festival di Boston. CORO MAGHINI E CLAUDIO CHIAVAZZA Intitolato a una delle figure più significative della vita musicale di Torino, Ruggero Maghini (direttore del Coro Rai dal 1950 per oltre vent’anni) il Coro Maghini si è costituito nel 1995, sotto la direzione di Claudio Chiavazza, in occasione di una produzione con l’OSN Rai, con cui collabora ancora oggi affrontando pagine del repertorio sinfonico-corale di Bach, Mozart, Beethoven, Verdi, Brahms, Grieg, Falla e Gershwin. Nel 2006, in occasione del Concerto inaugurale del restaurato Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino, ha preso parte alla Sinfonia n. 2 di Mahler diretta da Frühbeck de Burgos; ha in seguito partecipato alla 47ª Semana de Musica Religiosa di Cuenca con il War Requiem di Britten e la Messa da Requiem di Verdi. Più recentemente ha cantato La Creazione di Haydn, The Messiah di Haendel e la Messa in mi bemolle di Schubert. Collabora stabilmente con l’Academia Montis Regalis e De Marchi per concerti nelle stagioni dell’Unione Musicale di Torino e della Società del Quartetto di Milano. Ha partecipato alla 50ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale, al Festival di Musica Antica di Bruges, all’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, dove nel 2013 ha cantato ne La Clemenza di Tito di Mozart e nel 2014 nella Messa in si minore di Bach. Affronta anche il repertorio per coro a cappella, dal barocco alla musica contemporanea. A fianco del Coro è sorta, nel 2005, l’Accademia Maghini per la formazione vocale dei coristi, sia amatoriali che professionisti, e l’organizzazione di eventi quali la rassegna Musica nei luoghi dello spirito. Claudio Chiavazza ha studiato presso il Conservatorio di Torino diplomandosi in Clarinetto, Musica Corale e Direzione di coro. Si è perfezionato in direzione corale con Peter Erdei presso l’Istituto Kodály in Ungheria. È direttore del Coro Maghini. Ha diretto concerti in Europa spaziando dal canto gregoriano alla polifonia vocale contemporanea, con diverse prime esecuzioni. Ha collaborato con direttori quali Frühbeck de Burgos, Ahronovitch, K. Petrenko, G. Albrecht, Järvi, Baudo, Preston, Tate, Mena, Noseda, Marshall, Rilling, Hogwood, King, Dantone, De Marchi. Ha diretto diversi complessi partecipando a festival quali MITO Settembre Musica, Tempus Paschale di Torino, 50ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale (Pa), Armoniche Fantasie, Musica Recercata di Genova, Festival dei Saraceni, 5° Festival Musicale della Via Francigena, Les Baroquiales di Sospel, Musique Sacrée di Avignone e Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. CORO MAGHINI SOPRANI PRIMI Chiara Albanese Bettina Eickelberg Roberta Giua Nadia Kuprina Caterina Iora Anna Piroli Karin Selva SOPRANI SECONDI Valentina Argentieri Cristina Camoletto Valentina Chirico Alessandra Maniccia Teresa Nesci Silvia Prot Arianna Stornello CONTRALTI PRIMI Elena Camoletto Manuela Cattaneo Isabella Di Pietro Vittoria Novarino Maria Russo CONTRALTI SECONDI Giulia Beatini Elisa Brizzolari Eliana Laurenti Annalisa Mazzoni Svetlana Skvorzova TENORI PRIMI Stefano Gambarino Massimo Lombardi Corrado Margutti Phillip Peterson Claudio Zinutti PARTECIPANO AL CONCERTO TENORI SECONDI Alessandro Baudino Adriano Gaglianello Fabrizio Nasali Marco Pollone Rober Alecio Rieffel VIOLINI PRIMI *Roberto Ranfaldi, °Giuseppe Lercara, Constantin Beschieru, Lorenzo Brufatto, Irene Cardo, Aldo Cicchini, Patricia Greer, Valerio Iaccio, Francesco Punturo, Elisa Schack. BASSI PRIMI Sergio Alcamo Francesco Coppo Marco Milanesio Dario Previato Dario Ribechi VIOLE *Luca Ranieri, Geri Brown, Giovanni Matteo Brasciolu, Federico Maria Fabbris, Margherita Sarchini, Clara Trullén Sáez. BASSI SECONDI Riccardo Bertalmio Riccardo Bovina Renato Cadel Cesare Costamagna Ermanno Lo Gatto MAESTRO DEL CORO Claudio Chiavazza VIOLINI SECONDI *Roberto Righetti, Valentina Busso, Pietro Bernardin, Roberto D’Auria, Michal Ďuriš, Alessandro Mancuso, Marcello Miramonti. VIOLONCELLI *Pierpaolo Toso, Ermanno Franco, Stefano Blanc, Michelangiolo Mafucci. CONTRABBASSI *Gabriele Carpani, Antonello Labanca. FLAUTI *Giampaolo Pretto, Fiorella Andriani. OBOI *Francesco Pomarico, Sandro Mastrangeli, Teresa Vicentini. OBOI D’AMORE *Francesco Pomarico, Teresa Vicentini. CLARINETTI *Enrico Maria Baroni, Franco Da Ronco. FAGOTTI *Andrea Corsi, Cristian Crevena. CORNO DA CACCIA *Ettore Bongiovanni TROMBE PICCOLE *Marco Braito, Daniele Greco D’Alceo, Alessandro Caruana. TIMPANI *Claudio Romano CLAVICEMBALO *Luca Guglielmi ORGANO POSITIVO *Stefano Demicheli *prime parti ° concertini CONCERTO FUORI ABBONAMENTO CLASSICA PER TUTTI Torino - Auditorium Rai - Concerti Stagione 2015.2016 4 concerti per le famiglie con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai MERCOLEDÌ 23 DICEMBRE 2015 ore 20.30 CONCERTO DI NATALE FIABA E MUSICA MERCOLEDÌ 23 DICEMBRE 2015 ore 15.30 Concerto di Natale “Fiaba e Musica” JURAJ VALČUHA | Direttore MASSIMO MACRÌ | Violoncello LORENZO BRANCHETTI | Attore JURAJ VALČUHA | direttore LORENZO BRANCHETTI (Milo Cotogno) | attore Musiche di Ljadov, Grieg, Prokof’ev, Rimskij-Korsakov, Dukas Pëtr Il’ič Čajkovskij Andante cantabile per violoncello e orchestra d’archi (dal Quartetto n.1 op. 11) Sergej Prokof'ev Cenerentola. Suite n. 1 op. 107 dal balletto ispirato alla fiaba di Charles Perrault Anatolij Ljadov Baba Jaga, quadro musicale op. 56 da una leggenda popolare russa Paul Dukas L’apprendista stregone, scherzo sinfonico da una ballata di Goethe Edvard Grieg Marcia dei troll Nikolaj Rimskij-Korsakov Volo del calabrone, episodio dall’opera La fiaba dello zar Saltan Poltrone numerate in ogni settore 15,00 euro Igor Stravinskij Petruška. Quarto quadro dal balletto (Festa popolare) Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino Biglietteria via Rossini 15 10124 - Torino Tel: 011/8104653 011/8104961 Fax: 011/8170861 [email protected] www.osn.rai.it Biglietti in vendita dal 1° dicembre 2015 Poltrona numerata in ogni settore: 10,00 euro Poltrona numerata Under 15 in ogni settore: 5,00 euro www.facebook.com/osnrai instagram.com/orchestrasinfonicarai @OrchestraRai SABATO 9 GENNAIO 2016 ore 16.00 presentazione di Massimo Bernardini JAMES CONLON | direttore Musiche di Varèse, Beethoven SABATO 16 GENNAIO 2016 ore 16.00 presentazione di Massimo Bernardini JURAJ VALČUHA | direttore TRULS MØRK | violoncello Musica di Schumann SABATO 5 MARZO 2016 ore 16.00 presentazione di Massimo Bernardini JURAJ VALČUHA | direttore NIKOLAJ DEMIDENKO | pianoforte Musica di Ligeti, Beethoven I CONCERTI 10 ° GIOVEDÌ 7 GENNAIO 2016 ore 20.3 0 VENERDÌ 8 GENNAIO 2016 ore 20.3 0 JAMES CONLON | Direttore Edgard Varèse Intégrales, per strumenti a fiato e percussioni Franz Schreker Kammersymphonie in un movimento Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 CARNET da un minimo di 6 concerti scelti fra i due turni e in tutti i settori Adulti: 24,00 euro a concerto Under 30: 5,00 euro a concerto SINGOLO CONCERTO Poltrona numerata: da 30,00 a 15,00 euro (ridotto giovani) INGRESSO Posto non assegnato: da 20,00 a 9,00 euro (ridotto giovani) BIGLIETTERIA Tel. 011/8104653 - 8104961 - Fax 011/8170861 [email protected] - www.osn.rai.it www.facebook.com/osnrai instagram.com/orchestrasinfonicarai @OrchestraRai