Istituto d’Istruzione Superiore
IPSS “Leonardo da Vinci” - ITAS “Nitti”
Aprile 2015
Attività formativa sulle dinamiche relazionali interpersonali
e sulle relazioni di apprendimento centrate sullo studente
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Il progetto nasce attorno al fenomeno della
dispersione scolastica
 Gli obiettivi muovono in due direzioni, legate
intimamente tra loro:
a) Contrastarla, facendo leva sul livello delle …
b) … Motivazioni, di insegnanti e studenti.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
I soggetti-persone coinvolti sono gli Insegnanti
nelle vesti di:
 Persone, con il loro bagaglio di vissuti
(dimensione dell’Essere);
 Professionisti, con le competenze, in evoluzione
(la dimensione del Sapere);
 Educatori, leader dei propri studenti
(dimensione del saper far divenire);
gli studenti, con il loro bagaglio di esperienze e
saperi, ancora alla ricerca di una propria Identità.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Il percorso formativo è centrato su questo Incontro,
invitando gli insegnanti a “mettersi allo
specchio” poiché, istituzionalmente,
artefici di questo con-tatto,
al fine di rendere via, via, gli studenti protagonistiintenzionali del proprio divenire
(almeno per ciò che concerne l’impegno scolastico)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
COS’È CHE FA FUNZIONARE L’APRENDIMENTO?
L’incontro tra Insegnante e Studente?
1. MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO
2. AZIONI CENTRATE SU/CON LO STUDENTE
SECONDO UNA VISIONE UMANISTICA DELLA PERSONA
L’INCONTRO DI UN “IO – TU”
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
1. MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO
LEADER
PERSONA
DIMENSIONE
DELL’ESSERE
INSEGNANTE
FORMATORE
DIMENSIONE
DEL SAPERE
EDUCATORE
DIMENSIONE
DEL SAPER FAR ESSERE
DIVENIRE
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
1. MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO
L’INSEGNANTE PERSONA
(Accettazione incondizionata – Congruenza – Empatia –
Emozioni – Comunicazione efficace – Ascolto attivo –
Stile assertivo)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
2. L’APPRENDIMENTO CENTRATO SU/CON LO STUDENTE
L’INSEGNANTE FORMATORE
(Saperi – Il metodo della Ricerca-Azione)
L’INSEGNANTE EDUCATORE
(Stili di apprendimento – Imparare ad imparare –
Osservazione fenomenologica - Autostima – Autoefficacia
– Progetto di vita)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Uno strumento offerto, agli insegnanti
Piano d’Azione Individuale
(favorisce la consapevolezza del sé, partendo dalle proprie
risorse, limiti, aree d’impegno, obiettivi concreti, ostacoli
al raggiungimento degli stessi obiettivi)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
22-04.2015
L’immagine, metaforica, dell’incontro con l’altro
è simile ad una danza.
Un con-tatto in cui avviene qualcosa che nasce
dall’intesa tra due soggetti,
uno dei quali ha il compito di “condurre” l’altro
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
La scelta del tango
pre-contatto
contatto
contatto pieno
uscita
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
METTIAMOCI ALLA PROVA
L’ABBRACCIO
LA DANZA
feedback:
cosa è accaduto? Soffermandoci sul vissuto – oggettivo
descrittivo – e non sul “sentito” – rappresentativo
QUALI RIFLESSIONI – CONSIDERAZIONI?
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
OSSERVIAMO QUESTA SCENA
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Nelle fasi del tango c’è, in metafora,
l’arte dell’educare  ex-ducere,
verbo latino che esprime movimento:
il tirar fuori, portare, guidare.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 Se-ducere  tirar fuori in disparte; fuori dalla massa;
 Con-ducere  non dirigere, ma riunire, collegare: l’unità
della persona attraverso i suoi vissuti;
 In-ducere  suscitare; mettere in movimento nuove
proposte, riflessioni; stimolare la curiosità; far partire
liberando da ogni condizionamento;
 Ab-ducere  promuovere il distacco, la scelta.
Non tutto può essere accolto;
 Tra-ducere  Far passare oltre; condurre avanti;
 De-ducere  togliere, sottrarre;
 Pro-ducere  accrescere, presentare, esporre.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
NELL’INCONTRO INSEGNANTE – STUDENTE
C’è un condurre, come nel tango,
ma anche un “sentire insieme”
e lasciarsi accompagnare dalla musica
danzando insieme
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
NELL’INCONTRO INSEGNANTE – STUDENTE
Quali i movimenti,
con quali strumenti/azioni,
quelli vissuti in classe
con gli studenti?
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’INTEGRAZIONE COGNITIVA
Cosa ho provato
Cosa ho vissuto
Cosa ho imparato
Cosa ho capito
Cosa mi ha “colpito”
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
“Un insegnante ha due compiti:
riempire di sapere le menti dei giovani ma,
soprattutto, dare a quelle menti un orientamento
perché quel sapere non vada sprecato”.
(Goodbye Mr. Holland)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Qual è la “temperatura” di partenza:
 la consapevolezza del proprio stato emotivo,
nel “qui e ora”;
 consente e offre la “misura” del proprio essere ed
esser-ci nel contesto relazionale.
 Esercizio:
“in questo momento sono consapevole che …"
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
LE EMOZIONI IN GIOCO
Gioia, Paura, Tristezza, Rabbia
 Variabili per intensità
 Non esistono emozioni positive o negative
 Spesso negate, accade quando la mente prevale
sulle stesse
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’ingresso in aula è la fase del pre-contatto
(l’epoca dei primi due mesi dell’anno scolastico):
la consapevolezza di sé,
la congruenza con il proprio stato emotivo,
l’accettazione incondizionata dell’altro,
l’empatia,
costituiscono la premessa affinché possa
accadere il contatto/l’incontro con l’altro
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’accettazione incondizionata
 È l’opposto dell’atteggiamento di valutazione
condizionata presumibilmente applicato, a suo
tempo, dai genitori.
 Essa è necessaria per lasciare all’individuo, rispetto a
ciò che va emergendo durante la relazione, la libertà
di scelta che lo conferma soggetto.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’empatia
 la comprensione empatica: sentire il mondo
personale dell’altro “come se” fosse nostro, senza
però mai giungere alla totale identificazione ed
essere capace di trasporlo e rimandarlo a livello
verbale (verbalizzazione).
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’empatia
Duplice è la funzione di questa modalità relazionale:
• fa sì che l’altro si senta compreso fino in fondo,
(Buber: «L’uomo desidera venire confermato nel suo essere da
un altro uomo e desidera avere una presenza nell’essere
dell’altro.
Gli uomini hanno bisogno di conferma proprio perché sono tali»;
• simbolizzando correttamente ciò che, momento per
momento, è presente nel campo esperienziale,
contribuisce al primario obiettivo di aumento della
congruenza.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
La congruenza
 Prevede che «la persona sia, nell’ambito della
relazione, autentica e ben integrata. Nella relazione,
cioè, la persona è liberamente e profondamente se
stessa e la sua esperienza reale è fedelmente
rappresentata nella coscienza. Non assume perciò in
nessun caso atteggiamenti di circostanza» (Rogers).
 Sarebbe infatti poco plausibile che egli si adoperasse
per aumentare la congruenza dell’altro senza essere
lui stesso in questa situazione.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
osservare e descrivere
fenomenologicamente,
quanto osservato,
comporta inoltre una comunicazione efficace,
priva di valutazioni/giudizi.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 Esercizio.:
(trance del film “Scent of woman”, scena 9)
 cosa è accaduto?
(in forma descrittiva e non rappresentativa)
 quali i movimenti suscitati
(l’uno con l’altro?)
 quali gli aspetti di congruenza, accettazione
incondizionata, empatia?
 Feedback
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Fase del Con-tatto
L’agire queste qualità
(legate alla dimensione dell’Essere)
favoriscono il passaggio alla fase del contatto e
l’accadere di quella intenzionalità pedagogica
(educativa e formativa insieme)
che mettono in moto l’apprendimento
(dimensione del Saper fare e Saper far divenire).
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 Esercizio.:
emotività e verbalizzazione
(formulare un messaggio che coinvolga dal punto di vista
emozionale).
 Obiettivo, far sperimentare l’uso della tecnica della
verbalizzazione.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’INTEGRAZIONE COGNITIVA
Cosa ho provato
Cosa ho vissuto
Cosa ho imparato
Cosa ho capito
Cosa mi ha “colpito”
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
“Ogni nozione ha origine nella sua sensazione”.
(Leonardo)
“Non si vede bene che con il cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi”.
(De Saint’Exupery)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 ci accingiamo ad entrare nella fase del
“contatto pieno”:
quella dell’incontro con la persona-studente.
 Si tratta di un incontro nel quale l’insegnante
è coinvolto nella triplice dimensione del suo
Essere, Sapere e Saper far divenire
(educatore).
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 Alla base di questo incontro,
la consapevolezza di trovarci di fronte una
Persona.
 Simile, non identica, alla
Persona-Insegnante:
fatta di sentimenti, capacità riflessiva, mente,
corpo
(visione olistica rogersiana).
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
In quanto Persona ciascuno è un mistero!
Potenziale portatore (sano) di conflitti!
I movimenti dell’insegnare e dell’apprendere
sono contrapposti tra loro.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Andare incontro all’altro comporta …
mettere in gioco l’accettazione incondizionata,
la congruenza, l’empatia, sospendendo:
 V  valutare;
 I  interrogare;
 S  soluzionare;
 S  sostenere/consolare;
 I  interpretare.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Andare incontro all’altro comporta …
 Adottare l’osservazione descrittiva;
- la riduzione fenomenologica “lasciar vedere
da sé solo ciò che si mostra, così come si mostra
da sé”;
- l’Epoché: diventare “spettatore ingenuo e
disinteressato di una particolare esperienza di
vita”.
(Husserl)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Andare incontro all’altro comporta …
 Osservare oltre ciò che appare
 Descrivendo fatti e non elaborando opinioni.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Chi è l’altro da me
?
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
È persona che, come noi, vive dei nostri stessi bisogni
protesa, più o meno consapevolmente,
verso l’autorealizzazione
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Secondo la psicologia umanistica rogersiana trattasi di:
una persona nella sua totalità,
 1. UN AGENTE DI SCELTE
in quanto non può sottrarsi ad operare delle scelte nel
corso della propria vita;
 2. UN AGENTE RESPONSABILE
in quanto risponde personalmente delle proprie scelte;
 3. UN AGENTE LIBERO
in quanto stabilisce liberamente i propri obiettivi.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Nelle vesti di educatore che dà aiuto, lascia
all’educando la responsabilità delle proprie scelte:
«Rispettare la personalità significa (...) aiutare un
individuo a crescere, in base ad un impegno attivo e
personale, verso l’io più elevato che potenzialmente è
in lui; significa in particolare aiutarlo a compiere, in
base al proprio volere, delle scelte in direzione dei fini
migliori».
(Kilpatrick)
Questo è ciò che intendo quando parlo di
accompagnamento intenzionale verso la
consapevolezza.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Le condizioni rogersiane favorevoli alla crescita:
 Un contatto sulla relazione interpersonale
(l’uno provoca una qualche differenza sul piano
esperienziale dell’altro);
 Una delle parti è in uno stato di incongruenza:
discrepanza tra il concetto di sé e l’esperienza
da lui vissuta;
 Deve avvenire la comprensione empatica e la
considerazione positiva incondizionata.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’obiettivo sarà, tra gli altri:
 L’autopercezione;
 L’autodeterminazione;
 L’autoefficacia.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Strumenti e concetti chiave saranno:
 L’empowerment;
 Il cambiamento come processo
(il Piano d’Azione Individuale);
 Un clima facilitante;
 L’autoesplorazione delle risorse utili a
soddisfare un bisogno;
 I vissuti emotivi e motivazionali.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Al centro di questo incontro
la relazione
Con la premessa di conoscere dapprima
il proprio stile relazionale.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE
COS’E’ LA COMUNICAZIONE?
 E’ la modalità per metterci in relazione con …
 … altre persone che a loro volta comunicano …
Conoscere =/= Comprendere
non solo parole!
Parole 7%
Tono della voce 38 Linguaggio del corpo 55%
La vera comunicazione non è il messaggio in sé, ma
come lo percepisce l’altra persona.
Da come parliamo, ci esprimiamo, ci muoviamo, comunichiamo noi
stessi agli altri offrendola conoscenza e la comprensione di noi stessi.
LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE
COMUNICARE E’ ASCOLTARE CON … EMPATIA!
 cos’è l’empatia
Percepire i sentimenti degli altri “come se”;
essere capaci di adottare la loro prospettiva e
coltivare fiducia e sintonia emotiva con un’ampia
gamma di persone fra loro diverse
“patos” è passione!
Ascoltare, allora, è l’esercizio di comprendere fino in
fondo ciò che il nostro interlocutore sta comunicando
LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE
AD IMPARARE AD ASCOLTARE
NON LO INSEGNA NESSUNO!
Appresa
Usata
Insegnata
ASCOLTARE
PARLARE
LEGGERE
SCRIVERE
1^
2^
3^
4^
45%
30%
16%
9%
Per niente
poco
abbastanza
Molto
LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE
PERCHE’ E’ IMPORTANTE ASCOLTARE
È il modo più appropriato per INCONTRARE
l’altro …
È un comunicare per mettere in relazione …
È l’incontro di due storie
L’ascolto è la relazione di aiuto!
“resistere alla tentazione di consigliare o dare
risposte immediate. L’ascolto diventa attivo,
riuscendo a far aprire l’altro che eserciterà
l’ascolto di se stesso!”
L’ASCOLTO
E’ UN’OPPORTUNITA’ PER CONOSCERE E CONOSCERSI E PER FAR
EVOLVERE E ARRICCHIRE LA PROPRIA SOGGETTIVITA’
ATTIVITA’ CORRELATA A VISSUTI ALTERNANTI CHE FAVORISCONO O
BLOCCANO L’ATTIVITA’ STESSA
SOSPETTO
Timore di perdita del proprio punto di
vista, della propria originalità.
Genera PREGIUDIZI basati sulla
certezza di sapere già cosa l’altro dirà
e quindi una sordità che blocca ogni
possibilità di scambio
FIDUCIA
Consapevolezza dei propri limiti e della
capacità di percepire gli altri come
risorsa utile per il loro superamento.
Alimenta curiosità verso le relazioni,
costruisce l’idea di “Far Parte”
LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO
I Processi
dell’Ascolto
MESSAGGIO
(manifesto)
RECEZIONE
(latente)
ELABORAZIONE
(latente)
RISPOSTA
(manifesto)
VISIONE UNIDIREZIONALE DELLA COMUNICAZIONE
LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO
I Processi
dell’Ascolto
MESSAGGIO
(manifesto)
RECEZIONE
(latente)
ELABORAZIONE
(latente)
RISPOSTA
(manifesto)
SONO DUE ASPETTI FONDAMENTALI DEL PROCESSO DI
ASCOLTO
LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO
NELLA FASE DI RECEZIONE DEL MESSAGGIO
 La PERCEZIONE non è la realtà
Scrive Petermann (1938)
"Il nostro mondo non è costituito, in verità, dalle cose, ma piuttosto dalle nostre
prospettive sulle cose … ad es. il bosco è per il contadino un insieme di alberi,
per il perseguitato un rifugio, per un cacciatore una riserva di caccia, per il
viandante un posto d'ombra..“
ATTENZIONE!
1. Ai nostri “occhiali” interni: TEORIA IMPLICITA DELLA
PERSONALITA’
2. All’EFFETTO ALONE
3. Agli STEREOTIPI
4. All’EFFETTO PRIMACY-RECENSY
LA COMUNICAZIONE COME PROCESSO
NELLA FASE DI ELABORAZIONE DEL MESSAGGIO
ATTENZIONE !
ALLA DECODIFICAZIONE DEL MESSAGGIO
TENENDO PRESENTI LE DIVERSE
DIMENSIONI COMUNICATIVE:
1. di CONTENUTO
2. di AUTOPRESENTAZIONE (o di
Autorivelazione)
3. di RELAZIONE
4. di APPELLO
STILI INEFFICACI DI RISPOSTA
1. MORALIZZARE
Giudizio morale che si basa
sul proprio sistema di valori
“Giusto”, “Sbagliato”,
“Buono”, “Cattivo”,
“Dovrebbe essere….”
2. DOGMATIZZARE
La constatazione dogmatica di
fatti inevitabili
“E’ così e così!”
3. DIAGNOSTICARE
Giudizio
sulla
situazione
dell’altro fatto con distanza
“La tua situazione è
questa”
4. INTERPRETARE
Lista di cause che spiegano la
situazione
“Questo è così
perché”
5. GENERALIZZARE
Descrivere le difficoltà di una
persona e/o situazione in
modo generale
“Questo accade a
molti”
STILI INEFFICACI DI RISPOSTA
6. IDENTIFICARE
7. PUSHING
La persona parla delle proprie
difficoltà
Spingere verso una soluzione
determinata
con
consigli
prematuri
“Succede anche a me”
“Come soluzione
propongo”
RISPONDERE IN MODO EFFICACE
Producono l’effetto di far meglio
esprimere l’interlocutore
 PARAFRASI O RIFORMULAZIONE
 VERBALIZZAZIONE
 CHIARIFICAZIONE
 SOMMARIO
 SAPER PORRE DOMANDE
VISIONE CIRCOLARE DELLA COMUNICAZIONE
Messaggio
trasmesso
Destinatario
Mittente
Messaggio
ricevuto
Feedback
OGNI FEEDBACK DATO DIVENTA UN NUOVO MESSAGGIO
RIUSCIAMO A FARCI COMPRENDERE E
A COMPRENDERE L’ALTRO?
DUE ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
Paul Watzalawick
1. Non si può non comunicare
2. Qualsiasi comunicazione ha un aspetto di
contenuto e uno di relazione
Pertanto, ogni comportamento è comunicazione ed ogni
comunicazione è comportamento
ASPETTI DELLA COMUNICAZIONE
In ogni messaggio emesso è possibile “osservare”
(metacomunicando)
quattro aspetti:
1. CONTENUTO
2. RIVELAZIONE DI SE’
3. RELAZIONE
4. APPELLO
ALLO STESSO MODO … IL DESTINATARIO DEL MESSAGGIO …
Appello
Autorivelazione
Contenuto
Relazione
CONTENUTO = che dice la persona?
AUTORIVELAZIONE = che dice di sé la persona?
RELAZIONE = che tipo di relazione mettiamo in atto?
APPELLO = cosa mi sta chiedendo con questa comunicazione?
(il destinatario) E’ COME SE DISPONESSE DI 4 ORECCHIE!
che dice la persona?
cosa mi sta chiedendo
con questa comunicazione?
che dice di sé la persona?
che tipo di relazione mettiamo in atto?
L’UTILIZZO DI UN SOLO ORECCHIO PRODUCE DISTORSIONI
NELLA COMUNICAZIONE
Madre: “che cos’è quello scarabocchio sul
quaderno di matematica?”
Figlia: “se non ti piace il modo con il quale tengo il
quaderno, puoi anche evitare di guardarlo!”
PER QUALE MOTIVO QUESTA COMUNICAZIONE E’ FALLITA?
L’UTILIZZO DI UN SOLO ORECCHIO PRODUCE DISTORSIONI
NELLA COMUNICAZIONE
Relazione:
“Tu certo lo saprai”
Rivelazione di sé:
“non mi piace”
Messaggio
recepito
Relazione:
“sei una pasticciona”
Appello:
“non farlo più”
Messaggio
trasmesso
Contenuto oggettivo:
“C’è uno scarabocchio”
Appello:
“dimmi cos’è”
Rivelazione di sé:
“non so cosa sia”
Contenuto oggettivo:
“C’è uno scarabocchio”
L’UTILIZZO DI UN SOLO ORECCHIO PRODUCE DISTORSIONI
NELLA COMUNICAZIONE
Madre:”Metti la giacca; fuori fa freddo!”
Figlia (con tono insolente): “Ma perché? Non fa per niente freddo!”
Madre: “Ma cara, ci saranno appena 10 gradi e c’è anche vento.”
Figlia (con tono aspro): “se avessi guardato il termometro … ci sono 11,5 gradi!”
Madre: “Fai quello che ti dico o non esci!”
Figlia (arrabbiata): “Io esco!” e va via sbattendo la porta e … senza giacca!
Contenuto oggettivo:
“Fuori fa freddo”
Messaggio della
madre
Relazione:
“da sola non sei in grado
di prendere la decisione
giusta”
Appello:
“metti la giacca”
Rivelazione di sé:
“mi preoccupo della
tua salute”
Perché questa comunicazione è fallita?
A cosa reagisce la figlia?
In quale altro modo poteva esprimersi?
Quale/i significato/i ne avrebbe tratto la madre?
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
“Se riesci a tradurre in parole ciò che senti,
ti appartiene”.
(Henry Roth)
“Parlare oscuramente lo sa fare ognuno.
Chiaro pochissimi”.
(Galileo Galilei)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 Pre-contatto  il primo mese di scuola:
quello utile alla formazione del gruppo classe
 Contatto  secondo mese:
l’insegnante è parte integrante di quel gruppo classe
 Contatto  secondo/terzo mese:
il tempo del “contratto formativo” rivolto a quella classe
e ad ogni singolo studente;
 Contatto pieno  dal terzo mese in poi:
la realizzazione del piano di studi
 Uscita  l’ultimo mese:
la preparazione al conseguimento/raggiungimento
dell’obiettivo finale e la gestione della “separazione”.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’INSEGNAMENTO CENTRATO CON E SULLO STUDENTE
ARTISTI
Visione d’assieme
PENSATORI
Teorie
Prassi
Schemi
L’ASPETTO PSICOLOGICO, MA CONCRETO, PER
METTERE IN AZIONE L’APPRENDIMENTO
Una storia
PROGETTO, PROGRAMMA E
PERSONA
Progetto e Programma erano due amici per la pelle.
Stavano sempre insieme e amavano andare spesso in montagna
per godere le magnifiche vedute dall’alto e beneficiare
dell’aria buona che là si può respirare.
Progetto era un tipo creativo, aveva sempre bellissime
idee, faceva e prospettava al suo amico Programma
affascinanti visioni e escursioni ogni volta più avvincenti.
Programma, dal canto suo, pur condividendo e assecondando
le idee di Progetto, era un tipo più concreto e realista.
Quando usciva con Progetto era lui a consultare le
cartine per individuare gli itinerari migliori da percorrere,
a predisporre l’occorrente per le scalate, a sviluppare
la tabella di marcia, a calcolare i tempi di percorrenza, a
fissare le soste dopo aver individuato i rifugi dove pernottare.
Un giorno, mentre i due si apprestavano a partire per
l’ennesima escursione, s’imbatterono per caso in un tipo
che sembrava particolarmente disorientato, sicuramente
non del posto.
Si accostarono e gli dissero: «Salve, ha bisogno di
qualcosa? Serve aiuto?».
Il tipo, un po’ imbarazzato, rispose: «Mah... veramente...
sono arrivato qui per caso. Percorrendo con l’auto
la valle giù in fondo osservavo queste belle montagne
e ho pensato di venire a vedere più da vicino. Oh, scusate,
continuò, non mi sono ancora presentato: io sono
Persona».
«Piacere. Noi siamo Progetto e Programma», risposero.
«Senti, stavamo appunto partendo per un’escursione
di due giorni. Che ne pensi di venire con noi?».
Persona rispose: «Mah... veramente... non lo so. Ero venuto qui
solo per fermarmi qualche ora. Certo, sarebbe bello arrivare
fin lassù, magari vedrei cose che non ho mai visto».
Progetto e Programma, un po’ incalzando,
continuarono: «Caro amico, non ci pensare troppo. Noi abbiamo
la proposta che fa per te. Seguici e ti faremo sperimentare ciò
che non avresti mai potuto immaginare».
Tra il dubbioso e l’incuriosito, Persona accettò di unirsi alla
coppia. In un baleno gli rimediarono un bel bastone per il
viaggio e uno zainetto con qualche panino e un po’ d’acqua.
La marcia iniziò tra i sentieri della valle che progressivamente
si inoltravano nella boscaglia. La strada risultava
abbastanza accessibile e durante il cammino Programma
e Progetto parlarono a Persona delle loro precedenti
escursioni, di ciò che avevano fatto e visto, della loro bravura
e capacità di inoltrarsi su sentieri impervi e inaccessibili
ai più.
Persona ascoltava con ammirazione. A volte provava
a parlare anche lui. Voleva raccontare di sé, della sua terra
e delle sue lunghe nuotate con gli amici, delle grotte marine
esplorate all’insaputa dei genitori, della sua destrezza
a individuare zone di pesca: lui, infatti, proveniva da
una città di mare. Appena, però, accennava a dire qualche
parola, ecco un altro magnifico episodio delle avventure
di Progetto e Programma.
Ben presto l’amena passeggiata cominciò a presentare
qualche inconveniente. Progetto, che fino a quel momento
si era fidato ciecamente della competenza di
Programma nell’individuare i sentieri adatti, cominciava
a dubitare della sua bravura visto che da circa mezz’ora
giravano sempre intorno alla stessa zona senza riuscire ad
avanzare. Programma rimproverava a Progetto di averlo
disorientato e distratto col suo continuo proporre nuove
mete. Persona, dal canto suo, era provato: il quasi
ininterrotto
racconto dei suoi amici l’aveva stancato e le scarpe
da ginnastica ai piedi, del tutto inadeguate, facevano
male e si erano anche squarciate in più punti.
Progetto e Programma si accorsero che Persona
faceva fatica a proseguire e provarono a
incoraggiarlo e a sostenerlo con qualche
energica pacca sulla spalla. Ben presto, però, si
stancarono di questo continuo supportare
Persona e si rinfacciarono reciprocamente la
decisione di averlo portato con loro. In realtà
Persona non aveva mai raggiunto quelle
altitudini e non era allenato ai ritmi che la
montagna richiede.
Intanto la sua stanchezza si era fatta insostenibile. Un
moto tra l’irato e il rassegnato lo prese improvviso e
violento, anche a causa di quel continuo rimbeccarsi
dei due occasionali compagni di viaggio. Si fermò e
si sedette su un sasso maledicendo ad alta voce il
momento in cui aveva accettato di andare con i due.
Progetto, con fare sprezzante, rispose: «Ma perché
non se ne stanno a casa le persone come te, che non
sono capaci di camminare e sopportare un minimo
di fatica? Restatene lì a poltrire, smidollato!
Noi proseguiremo da soli. Al massimo recupereremo
quel che resta di te al nostro ritorno, sempre che tu
non abbia già provveduto a ridiscendere a valle da
solo».
I tre non si incontrarono mai più.
Persona tornò a valle distrutto sperando di non rivedere
mai più tipi come quelli, rimpiangendo il sole e il
mare della sua terra e conservando una naturale avversità
verso la montagna e le sue bellezze.
Gli altri due arrivarono a una meta, una meta non
prevista, ma per loro comunque bella. Ritornarono a valle
sperando di incontrare un giorno qualcuno che avrebbe
apprezzato le loro capacità e fosse riuscito a condividere
con loro i brividi delle mete ardite.
Intanto continuavano a uscire in coppia, incrociando
saltuariamente gente e volti sconosciuti su sentieri isolati
battuti quasi sempre in una triste solitudine.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
FATTORE IMPORTANTE PER MOTIVARE L’APPRENDIMENTO
È UN RAPPORTO AFFETTIVO INTENSO!
PER POTER PERCEPIRE, L’ESSE UMANO DVE TRASFORMARE
QUALSIASI STIMOLOIN UN’ESPERIENZA SIGNIFICATIVA
È ALLA BASE DIOGNI FORMA DI ATTACCAMENTO
Sicuro - Insicuro - Ambivalente – Evitante
È NELLA RELAZIONE CHE SI STRUTTURA IL
MODELLO OPERATIVO INTERNO
FUNZIONALE ANCHE ALL’APPRENDIMENTO
l’APPROCCIO CENTRATO SULLA PERSONA-STUDENTE
•
LA RELAZIONE DI AIUTO E’ IL RAPPORTO IN CUI SI CERCA
DI PROMUOVERE NEGLI ALTRI LO SVILUPPO, LA
MATURAZIONE, IL FUNZIONAMENTO OTTIMALE E LA
CAPACITA’ DI AFFRONTARE LA VITA;
•
LE RELAZIONI SI PONGONO TUTTE COME OBIETTIVO
FINALE QUELLO DI AIUTARE, PROMUOVERE, FACILITARE
LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELLE PERSONE;…
•
… RESE IN QUESTO MODO ARTEFICI/PROTAGONISTE DEL
PROPRIO DIVENIRE.
L’NSEGNAMENTO CENTRATO CON-SULLO STUDENTE
LO SCOPO DELL’ISTRUZIONE
LO SCOPO DELL’ISTRUZIONE, IL FINE DI UN’EDUCAZIONE
DEMOCRATICA, E’ QUELLO DI AIUTARE GLI STUDENTI A DIVENIRE
INDIVIDUI CHE:
- SONO CAPACI DI AGIRE DI PROPRIA INIZIATIVA E SONO
RESPONSABILI DELLE AZIONI CHE COMPIONO;
- SONO CAPACI DI FARE SCELTE INTELLIGENTI E DI
AUTORIENTARSI;
- APPRENDONO IN MODO CRITICO E SONO CAPACI DI VALUTARE I
CONTRIBUTI DEGLI ALTRI;
- HANNO ACQUISITO CONOSCENZE UTILI ALLA SOLUZIONE DEI
PROBLEMI;
-SONO SOPRATTUTTO IN GRADO DI ADATTARSI CON
FLESSIBILITA’ E CON INTELLIGENZA A NUOVE SITUAZIONI
PROBLEMATICHE;
L’NSEGNAMENTO CENTRATO CON-SULLO STUDENTE
LO SCOPO DELL’ISTRUZIONE
-HANNO INTERIORIZZATO UN APPROCCIO FLESSIBILE AI
PROBLEMI, CHE UTILIZZI IN MODO LIBERO E CREATIVO TUTTE LE
ESPERIENZE CHE A QUEI PROBLEMI SI RIFERISCONO;
-SONO CAPACI DI COLLABORARE EFFICACEMENTE CON ALTRI IN
TUTTE QUESTE ATTIVITA’;
-NON AGISCONO PER L’APPROVAZIONE DEGLI ALTRI MA PER I
PROPRI SCOPI.
L’NSEGNAMENTO CENTRATO CON-SULLO STUDENTE
LE IPOTESI A SOSTEGNO
 Non possiamo insegnare ad una persona direttamente;
possiamo solo facilitare il suo apprendimento;
 Una persona impara in modo significativo solo le cose
che percepisce come strettamente connesse con la
conservazione o i miglioramento della struttura del sé;
 Le esperienze la cui assimilazione implicherebbe un
cambiamento nell’organizzazione del sé tendono ad
essere evitate attraverso il rifiuto o la distorsione del loro
contenuto simbolico;
L’NSEGNAMENTO CENTRATO CON-SULLO STUDENTE
LE IPOTESI A SOSTEGNO
 La struttura e l’organizzazione del sé diventano più rigide in
condizioni minacciose, mentre le barriere si allentano in
condizioni completamente prive di minaccia. Le esperienze
che sono concepite come incongruenti rispetto al sé possono
essere assimilate solo se la struttura del sé in quel determinato
momento è rilassata e tanto flessibile da espandersi in modo
da includerle;
 La situazione educativa che più efficacemente promuove un
apprendimento significativo è quella in cui:
A) La minaccia del sé di colui che apprende è ridotta al
minimo; e
B) Viene facilitata una percezione differenziata del campo
dell’esperienza.
L’INSEGNAMENTO CENTRATO SULLO STUDENTE
LE CONDIZIONI PER UN INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
EFFICACE. L’APPROCCIO INTEGRATO DI GORDON
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
«NUOVE CONSAPEVOLEZZE»
CIASCUNA PERSONA PREDILIGE
UNO STILE DI APPRENDIMENTO
- (ne consegue) IL BISOGNO DI UNA DIDATTITA
CENTRATA SULLO STUDENTE
- (vale a dire) DI LAVORARE SUI PROCESSI CHE CONSENTONO
L’ACCESSO AD UN SAPERE SENSATO/INTENZIONALE …
- … E FORMATIVO PER LA PERSONA
(SECONDO L’ETA’ E IL CONTESTO DI VITA E SECONDO LE
ESIGENZE DELLA PERSONA CHE APPRENDE)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
STILI DI APPRENDIMENTO
L’ATTIVITA’ CHE RIGUARDA L’APPRENDIMENTO E LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI
PUO’ ESSERE VISTA COME LA RISULTANTE DI UN PROCESSO CIRCOLARE
• TUTTI HANNO LO STESSO “PESO”
• IL PROCESSO E’ RICORRENTE
• TUTTO L’APPRENDIMENTO DIVENTA
RIAPPRENDIMENTO
• LA DIREZIONE E’ DATA DALLE
ESIGENZE E DAGLI SCOPI DELLA
PERSONA
• PERTANTO GLI STILI DIVENTANO
INDIVIDUALI SIA NELLA DIREZIONE CHE
NEL PROCESSO
• TUTTO CIO’ GENERA STILI COMPLESSI
CON ASPETTI
CONTEMPORANEAMENTE POSITIVI E
NEGATIVI
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
UN APPRENDIMENTO
EFFICACE STA NELLA
FLESSIBILITA’:
SAPER USARE IL MODO
ADATTO PER UNA
DETERMINATA SITUAZIONE
O PER GLI SCOPI CHE SI
VOGLIONO RAGGIUNGERE
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
- esperienza concreta
da avvio al modello e fornisce il
materiale grezzo, dati,
sentimenti, reazioni, utili al
secondo stadio;
-osservazione riflessiva
consente di verificare le
reazioni di ciascuno e quelle
dell’intero gruppo;
- concettualizzazione astratta
offre le indicazioni e gli
elementi comuni ai quali far
riferimento per valutare le
successive esperienze
(sperimentazione attiva);
- sperimentazione attiva
Lo strumento per valutare il
risultato dell’applicazione dei
concetti scoperti
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
L’Esperienza Concreta
diventa nell’immediato
base per l’Osservazione
Riflessiva;
l’osservazione viene
integrata in una teoria o
Concettualizzazione
Astratta da cui possono
derivare implicanze per
l’azione; le implicanze, o
ipotesi, servono come
guida nella
Sperimentazione Attiva
per creare nuove
esperienze.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Ciascuno nel tempo sviluppa
STILI DI APPRENDIMENTO PERSONALI
stabilendone uno preferenziale
inteso anche come modalità di approccio alla vita:
 CONVERGENTE
 DIVERGENTE
 ASSIMILATIVO
 ACCOMODATIVO
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Tipo
Adattivo
e.c.
s.a.
Tipo
Divergente
o.r.
Tipo
Convergente
Tipo
Assimilativo
c.a.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 CONVERGENTE
Usa preferenzialmente la Concettualizzazione
Astratta e la Sperimentazione Attiva;
ha come manifestazione dominante l’attuazione
pratica delle idee, tende a preferire le cose alle
persone;
è poco incline all’espressione delle emozioni;
sa usare le sue capacità ipotetico deduttive su
problemi specifici;
preferisce le scienze applicate.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 DIVERGENTE
Usa preferenzialmente l’Esperienza Concreta e
l’Osservazione Riflessiva;
ha una elevata abilità immaginativa o fantastica;
tende ad essere interessato alle persone;
ad avere ricca fantasia e accetta le emozioni;
gli piace l’arte e la letteratura.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 ASSIMILATIVO
Usa preferenzialmente la Concettualizzazione
Astratta e l’Osservazione Riflessiva;
ha la capacità di creare modelli astratti;
è forte nel ragionamento induttivo e nei processi
sintetici;
tende ad interessarsi poco alle persone e molto
all’uso pratico delle teorie;
preferisce la matematica e le scienze di base.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
 ACCOMODATIVO
Fa uso della Esperienza Concreta e della
Sperimentazione Attiva;
Gli piace fare le cose, attuare progetti ed
esperimenti e coinvolgersi in esperienze nuove.
Tra tutti i tipi è probabilmente quello che più
facilmente sa rischiare per incontrare ciò che è
nuovo; sa adattarsi a nuove situazioni più
facilmente di altri.
Si appoggia molto alle persone per l’informazione
piuttosto che sulle proprie capacità analitiche.
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Ambienti di apprendimento: il gruppo classe
POSSIBILI AZIONI:
CREARE GRUPPI ORGANIZZATI PER SCOPI DI
APPRENDIMENTO
(il fine è quello di creare per ciascun componente del gruppo le condizioni
ottimali per raggiungere i propri obiettivi)
COME RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI?
A) DALLE REGOLE CHE IL GRUPPO SI DA
(CLIMA ORGANIZZATIVO)
B) DAL MODO IN CUI IL GRUPPO SI STRUTTURA
(ORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO)
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Ambienti di apprendimento: il gruppo classe
Noti gli stili di apprendimento di ciascuno, noti gli obiettivi, note le risorse
OCCORRE DEFINIRE LE REGOLE (IL CLIMA ORGANIZZATIVO)
FATTORI CHE INFLUISCONO SULL’APPRENDIMENTO
Facilitano l’apprendimento
Intralciano l’apprendimento
1……………………………………..
1……………………………………..
2.........................................
2……………………………………..
3……………………………………..
3……………………………………..
4.........................................
4……………………………………..
5.........................................
5……………………………………..
6……………………………………..
6……………………………………..
7……………………………………..
7……………………………………..
8……………………………………..
8……………………………………..
ATTENZIONE LE REGOLE CAMBIANO DA GRUPPO A GRUPPO
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
Ambienti di apprendimento: il gruppo classe
QUESTIONARIO PER VALUTARE IL GRUPPO/ORGANIZZAZIONE
Un gruppo inefficiente
Un gruppo efficiente
per l’apprendimento
per l’apprendimento
1………nessuno ascolta……..
12345678
1……tutti ascoltano.………..
2.........................................
12345678
2……………………………………..
3…………………………………….. 1 2 3 4 5 6 7 8
3……………………………………..
4.........................................
12345678
4……………………………………..
5.........................................
12345678
5……………………………………..
6…………………………………….. 1 2 3 4 5 6 7 8
6……………………………………..
7…………………………………….
7 ……………………………………..
12345678
La valutazione globale si ottiene sommando tutti i numeri segnati e dividendo la
somma per il numero delle frasi valutate.
Valori > di 4 indicano una valutazione positiva dell’esperienza
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
IL “PROBLEMA” DELLA MOTIVAZIONE DEGLI STUDENTI
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
IL “PROBLEMA” DELLA MOTIVAZIONE DEGLI STUDENTI
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
IL “PROBLEMA” DELLA MOTIVAZIONE DEI DOCENTI
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
POSSIAMO TORNARE A
BALLARE IL TANGO!
CON QUALI NUOVE CONSAPEVOLEZZE?
QUALI INTEGRAZIONI?
INSEGNANTI ALLO SPECCHIO
“Ogni uomo è un universo di dignità”.
(Lorenzo Milani)
“Per vivere bene nella società della conoscenza è
necessario che le persone imparino a collegare
ciò che sono con ciò che fanno”.
(Savickas)
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INSEGNANTI ALLO SPECCHIO 4 - "Da Vinci-Nitti"