GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2009
ATTUALITÀ
■ 19
Le piste
ATTILIO BOLZONI
ROMA — Nel suo taccuino l’aveva scritto: «Colpo di Stato».
L’aveva scritto ma nessuno, fra
i magistrati di Palermo che indagavano sulla sua morte o fra
i poliziotti e i carabinieri che
inseguivano il suo fantasma, si
era incuriosito per quell’appunto. E mai, negli anni a venire, qualcuno aveva provato a
capirne qualcosa di più. Eppure lui aveva annotato quelle tre
parole — Colpo di Stato — dopo un incontro con l’uomo che
al tempo era considerato il più
potente e inquietante di tutta
la Sicilia: l’avevano chiamato
Mister X, era stato la testa di
ponte fra mafia e americani
per lo sbarco sull’isola nel ‘43,
il suo nome era Vito Guarrasi.
Tutti lessero allora, trentanove anni fa, quelle tre parole. E
tutti le dimenticarono.
L’appunto di un giornalista
scomparso per mano di mafia
e tanto altro di una Palermo
lontana è finito in un libro che
ha un titolo che annuncia tutto: «Mauro De Mauro, la verità
scomoda». L’ha scritto Francesco Viviano, il cronista che
ha ritrovato anche quel documento che si era «perduto» fra
migliaia di carte e paludose
istruttorie. Un foglio ricopiato
su carta intestata — «L’Ora, il
redattore capo» — tre righe
prese dall’agenda di De Mauro
da un collega e consegnate agli
investigatori palermitani. Era
già tutto lì il mistero del rapimento di Mauro, avvenuto la
sera del 16 settembre 1970 in
via delle Magnolie, una delle
strade eleganti di Palermo. Era
stato lui, la vittima, a lasciare la
prima traccia che tutti avrebbero ignorato: «Colpo di Stato». Più giù, su quell’appunto,
c’era anche scritto: «... colpo di
stato continuato, uomini anche mediocri ma di rottura, la
guerra è un anacronismo».
Il nuovo libro di Viviano ricostruisce, partendo da quella
nota e mettendo insieme gli atti dell’ultima inchiesta giudiziaria — è soltanto qualche anno fa e dopo mille depistaggi
sbirreschi che il sostituto procuratore Antonio Ingroia ha
riaperto il caso, individuato gli
assassini del giornalista e portato a giudizio come mandante Salvatore Riina — perché
Mauro De Mauro è stato condannato a morte dai boss. Sapeva del colpo di Stato, sapeva
che l’ex comandante della Decima Mas, il principe Junio Valerio Borghese — il suo capo di
Nuove rivelazioni
sul cronista:
qualcuno
l’avrebbe invitato
a raccontare ciò
che sapeva del
progettato putsch
In cambio la
promessa: vivrai
una volta, De Mauro in gioventù era stato un «repubblichino» — stava organizzando
un golpe per l’8 dicembre di
quell’anno: il 1970. Al colpo di
stato avevano aderito anche
alcuni fascisti palermitani. E i
capi della Cupola. Di quel piano era venuto a conoscenza in
qualche modo Mister X, Vito
Guarrasi. Ne parlò lui con
Mauro De Mauro. I mafiosi si
insospettirono e il giornalista
svanì per sempre.
Le indagini più recenti del
pm Ingroia hanno scoperto
come il reporter, il più famoso
del quotidiano della sera di Palermo, scivolò nella trappola.
Fu fermato sotto casa da Emanuele D’Agostino, uomo d’onore della famiglia di Santa
Maria di Gesù. Era accompagnato da altri due boss: uno era
Stefano Giaconia, l’altro Bernardo Provenzano. Era stato
Totò Riina a dare l’ordine di
prelevarlo per poi ucciderlo
con il metodo della lupara
bianca. Quello che ancora non
era noto — ma che il libro di Viviano rivela — è che nel tragit-
Il personaggio
Mauro De Mauro scomparve la
sera del 16 settembre del 1970
sotto la sua casa in via delle
Magnolie, a Palermo. Giornalista
del quotidiano siciliano «L’Ora»
aveva pubblicato le più
importanti inchieste sul
«sacco» edilizio della città
e sui misteri mafiosi
MATTEI
Secondo la polizia
De Mauro fu ucciso
mentre ricostruiva gli
ultimi giorni di vita dell’ex
presidente Eni Enrico
Mattei, morto in volo da
Catania a Linate nel 1962
per una bomba
DROGA
I carabinieri presentarono un rapporto che
ipotizzava collegamenti
fra la scomparsa del
giornalista e un traffico
di stupefacenti da lui
scoperto. Fu un vero e
proprio depistaggio
ESATTORIE
Il capo della Mobile
Boris Giuliano era
convinto che De Mauro
avesse scoperto
qualcosa sui terribili
cugini di Salemi, gli
esattori Nino e Ignazio
Salvo, mafiosi
Il libro
“Mauro De Mauro,
la verità scomoda”: è il
titolo del libro del giornalista
Francesco Viviano
dedicato al mistero
della scomparsa del
giornalista siciliano.
Aliberti editore,
pagg 160, 15 euro
De Mauro, l’ultima pista
caccia all’uomo che lo tradì
Quell’appunto dimenticato nell’agenda: colpo di Stato
GOLPE
Questa pista fu svelata
nel 2001 dal pentito
corleonese Di Carlo:
De Mauro era venuto a
sapere che gli ex amici
della Decima Mas stavano organizzando un
golpe con la mafia
to dalla sua casa al luogo dove
il suo cadavere è stato seppellito (probabilmente alla foce
del fiume Oreto), il giornalista
è stato obbligato a far visita
«presso un suo conoscente».
L’ipotesi sullo sfondo di una
pista investigativa ancora tutta da percorrere: un «giuda»
avrebbe tradito De Mauro.
Uno che l’avrebbe invitato a
confessare tutto ciò che sapeva sul golpe del principe Borghese, uno che gli avrebbe garantito che sarebbe tornato a
casa dopo aver detto tutto.
Questo personaggio — intorno al quale a Palermo s’indaga
— sarebbe ancora vivo.
Il resto del libro è sull’avventurosa esistenza di un uomo
nato a Foggia nel 1921, figlio di
un chimico e di un’insegnante
di matematica, un ragazzo reclutato nelle file dei fascisti
«decisi a tutto», l’accusa e il
successivo proscioglimento
per aver partecipato alla strage
delle Fosse Ardeatine, una fuga verso la Sicilia sotto falso
nome. Dopo tante vite, l’ultima: quella di giornalista a L’Ora, il quotidiano delle grandi
battaglie siciliane, una voce libera nella Palermo soffocata
dai mafiosi. Sono firmate da
COMUNE
DI CASTELLUCCIO SUPERIORE
Prot. N° 418 del 3/2/2009
COMUNICAZIONE DI AVVIO DI PROCEDIMENTO PER L’ IMPOSIZIONE DEL VINCOLO PREORDINATO ALL’ESPROPRIO E PER LA DICHIARAZIONE DI
PUBBLICA UTILITA’ DEI LAVORI “VALORIZZAZIONE OASI NATURALISTICA DELLA PESCHIERA” (ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 e dell’art. 16 comma 4 DPR 327/2001)
Si comunica che è intenzione dei Comuni di Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore e Latronico dare avvio al procedimento diretto all’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità degli immobili sotto specificati da acquisire per la realizzazione delle opere di cui all’oggetto.L’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità coinvolge un numero di destinatari superiore a 50 per cui, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 11.2 TU, non si procede alla comunicazione personale ma a pubblico avviso, di cui si dispone l’affissione all’Albo pretorio dei Comuni di Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore e Latronico, nonché su un quotidiano a diffusione nazionale e uno a diffusione locale nonché sul sito internet del Comune di
Castelluccio Superiore.Dall’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio e della dichiarazione di pubblica utilità sono interessate le seguenti ditte e i sottoelencati mappali:
COMUNE DI CASTELLUCCIO SUPERIORE:
Celani Giuditta Fu Egidio Fg 48, Part. 532; Celano Caterina Maria Fg 48, Part. 533; Carlomagno Felice, Carlomagno Francesco Antonio, Carlomagno Maria Giuseppa, Carlomagno Antonietta Natale, Carlomagno Rosaria, Carlomagno Vito Antonio Fg 48, Part. 219; Celani Francesco Fu Egidio Fg. 48 Part. 234; Celano Mara Carmela Rosa, Gioia Giovanni Fu Angelo, Gioia Prospero Fu Angelo, Mardei Angelo, Mardei Mariantonia, Celano Francescantonio, Celano Giuditta Marianna,
Celano Maria Giuditta, Celano Maria Giovanna, Celano mariantonia, Celano angelo, Celano Pasquale, Celano Sante Raffaele Fg 48, Part. 232; Laino Franco, Laino Antonio, Laino Raffaele, Orofino Annunziata Fg. 48 Part. 229; Celani Giuditta Fu Egidio Fg. 48 Part. 222; Celani Raffaele Fu Egidio Fg. 48 Part. 500; Catalano
Pasqualino Fg. 49 Part. 45, 46, 47, 51,52,59,60, 271, 210; Lamoglie Antonio Fu Egidio, Lamoglie Giuseppe Fu Domenico Fg. 49 Part. 48; De Biase Cherubina Fu
Francesco Mar Gioia Fg. 49, Part. 68; Milione Carmela, Montuori Anna Maria, Montuori Filomena, Montuori Giovanni Domenico, Montuori Antonietta Fg, 49 Part.
211; De Biase Francesco Fg. 49 Part. 212; Arleo Maria Giuseppina Fu Egidio Ved. De Biase, De Biase Carmela, De Biase Angelica, De Biase Francesco, De Biase Giuseppe, De Biase Immacolata, De Biase Maria, De Biase Pasquale, De Biase Rosina, De Biase Vincenzo, Milione Domenica, Milione Maria Giuseppa, Milione Alberto, Milione Nicola, Milione Antonio, Milione Vincenzina Fg. 49 Part. 213; Gioia Maria Egidia Di Domenico Ved Taranto, Taranto Domenico Fu Francesco
Paolo, Taranto Filomena Fu Francesco Paolo, Taranto Francesco Fu Francesco Paolo Fg. 49, Part. 72; Conte Maria Fu Nicola Ved. Pignataro, Pignataro Biagio Fu
Carmine, Pignataro Carmela Fu Carmine, Pignataro Domenico Fu Carmine, Pignataro Egidio Antonio Fu Carmine, Pignataro Genoveffa Fu Carmine, Pignataro Maria Giuseppa Fu Carmine, Pignataro Rosina Fu Carmine Fg. 49 Part. 76; Pignataro Domenico Fu Carmine Fg. 49 Part. 164; Celano Antonietta Di Francesco, Celano Carmela Di Francesco, Costanzo Francesco Maria, Labanca Domenica Fu Egidio, Labanca Egidio Fu Giuseppe, Labanca Giovanna Fu Angelo, Labanca Giuseppe Fu Giuseppe, Labanca Nicolina Fu Angelo, Labanca Nicolina Fu Giuseppe, Costanzo Egidio, Costanzo Antonio Fg. 49 Part. 159; Papaleo Anastasia, Papaleo Egidio, Papaleo Maria Antonia, Papaleo Nicola, Papaleo Giuseppe, Papaleo Vincenza Fg. 49 Part. 157; Celani Lodovico Fu Bonifacio Fg 49 Part. 155; Celani Antonio Natale, Celani Domenico, Celani Giuseppe Fu Pasquale, Celani Maria Filomena, Celani Maria Rosina, Celani Maria Carmela, Celani Pasquale Antonio, Milione Maria Domenica Fg. 49 Part. 152,139,140; Catalano Isabella Fu Giuseppe, Labanca Maria Antonia, Ruggiero Rosa Fu Giovanni Battista Fg. 49 Part.
145; Di Lascio Maria Lucia, Labanca Egidio Fg. 49 Part. 146; Longo Angelica Fu Antonio, Longo Filomena Fu Antonio, Longo Fiorenzo Fu Antonio, Longo Ofelia
Fu Antonio, Longo Remo Fu Antonio, Longo Romolo Fu Antonio, Scardino Caterina Fu Nicola Ved. Longo Fg. 49 Part. 140.
COMUNE DI LATRONICO:
Lo Fiego Filomena Fu Giuseppe, Milione Carmela Fu Vincenzo Mar De Biase Fg. 38 Part. 119; Celani Francesco Di Pasquale Detto Scagliente, Celani Giuseppe
Di Pasquale Detto Scagliente Fg. 38 Part. 122, Roberti Pasquale Fu Francesco Fg. 38 Part. 160; Branca Pasquale Antonio Orlando, Gentile Francesco Antonio,
Gentile Maria Caterina, Gentile Margherita Fg. 38 Part. 124;
COMUNE DI CASTELLUCCIO INFERIORE:
Lamoglie Angelo Fu Giovanni Detto Cristianeddo Fg. 9 Part. 40; Gioia Angelica Fu Domenico, Gioia Maria Egidia Di Domenico Fg. 9 Part. 41, 43; Gioia Angelica Di
Giuseppe, Gioia Maria Di Giuseppe Fg. 9 Part. 42; Lamoglie Giovanni Fu Angelo Fg. 9 Part. 44; Celano Carmela Di Francesco, Celano Mariantonia Di Francesco,
Celano Francesco Fg. 9 Part. 144; Orofino Caterina Fu Prospero Ved. Scardino, Scardino Domenico Fu Francesco Paolo, Scardino Filippo Fu Francesco Paolo,
Scardino Rosa Fu Francesco, Scardino Teresa Fu Francesco, Scardino Vincenzo Fu Francesco Paolo Fg. 1 Part. 1, 2, 3, 5, 7, 8; De Biase Maria Anna Fu Francesco Mar. Pierro Fg. 1 Part. 9; Orofino Margherita Fu Giovanni Battista, Orofino Maria Giuseppa Fu Giovanni Battista Fg. 1 Part. 10; Orofino Giacinta Fu Giuseppe
Mar. Gioia Fg. 1 Part. 12; Orofino Italia Fu Felice Fg. 1 Part. 13; De Biase Teresa Fu Pietro Mar. Orofino Fg. 1 Part. 14; Crispino Angelo Fu Vincenzo Detto Bottiglio
Fg. 1 Part. 15; Orofino Nicola Fu Prospero Fg. 1 Part. 20; Costanzo Antonietta Fu Custode Fg. 1 Part. 21; De Maria Maria Antonia Fu Pasquale Mar. Orofino Fg. 1
Part. 24; De Maria Margherita Fu Pasquale Mar. D'amico Fg. 1 Part. 25; De Biase Carmela Fu Ignazio, De Biase Giuseppe Fu Ignazio, De Biase Maria Angela Fu
Ignazio, De Biase Pasquale Fu Ignazio Fg. 1 Part. 33,34,35; Papaleo Luigia Di Vincenzo Fg. 1 Part. 36; Costanzo Antonietta Fu Custode Fg. 1 Part. 39; Celani Francesco Fu Nicola, Celani Maria Giuseppa Fu Nicola Fg. 1 Part. 42; Branca Pasquale Antonio Orlando, Gentile Francesco Antonio, Gentile Maria Caterina, Gentile
Margherita Fg. 1 Part. 43.
Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 11.2 i soggetti interessati possono formulare osservazioni entro i successivi 30 (trenta) giorni decorrenti dalla pubblicazione
del presente avviso. Il proprietario dell’area può chiedere che l’esproprio riguardi anche le frazioni residue dei suoi beni che non siano state prese in considerazione, qualora risulti per esse una disagevole utilizzazione ovvero siano necessari considerevoli lavori per disporne una agevole utilizzazione. Presso l’Ufficio Espropriazioni di ciascun Comune interessato dalla realizzazione delle opere citate, ai sensi dell’art. 16, comma 1 del D.P.R. 327/2001, è depositato il progetto definitivo
delle opere da eseguire.Le predette osservazioni verranno valutate dall’Autorità ai fini delle definitive determinazioni.Ai sensi dell’art. 8 della L. 241/90, si precisa
quanto segue: l’amministrazione competente è il Comune di Castelluccio Superiore;l’oggetto del procedimento è l’acquisizione dei suoli per la realizzazione dei lavori; il Responsabile del Procedimento è l’arch. Chiara M.A. Boccia;si potrà prendere visione degli atti del procedimento presso l’Ufficio Espropriazioni di ciascun
Comune interessato; di tale documentazione depositata potrà essere presa visione ed estratta copia dalle ore 10.00 alle ore 12.00 di ciascun giorno lavorativo.
Il Responsabile del procedimento Arch. Chiara M. A. Boccia
Totò Riina dopo l’arresto nel 1993
Il processo
TRE ANNI
Da tre anni l’unico
imputato per la
morte di Mauro De
Mauro è Salvatore
Riina, accusato
come mandante
del delitto
IL PM
Il caso De Mauro è
stato riaperto qualche
anno fa dal pm Antonio
Ingroia, che ha
individuato gli
assassini e portato a
giudizio Riina
LA SENTENZA
La sentenza per la
morte di De Mauro è
prevista all’inizio
dell’estate. Saranno
passati 39 anni dalla
scomparsa del
giornalista
Mauro De Mauro molte delle
inchieste più «dure» di quegli
anni. Sul traffico di stupefacenti. Sul «sacco» edilizio della
città. Sulle contiguità fra mafia
e politica. Fu lui il primo a pubblicare già nel 1962 anche l’organigramma di Cosa Nostra —
decine, famiglie, mandamenti
— la stessa mappa che 22 anni
dopo rivelerà il pentito Tommaso Buscetta al giudice Falcone. Uno scoop dopo l’altro
fino a quella notizia che fu la
causa della sua morte. Le indagini che seguirono e gli investigatori che le orientarono —
unica eccezione il commissario di polizia Boris Giuliano
che nove anni dopo la scomparsa di Mauro fu ucciso anche lui dai sicari di Riina — sono finite per tre decenni negli
archivi polverosi del Palazzo di
Giustizia di Palermo. Fu però
Leonardo Sciascia a spiegare
con una sola frase perché era
morto davvero Mauro: «Ha
detto la cosa giusta all’uomo
sbagliato e la cosa sbagliata all’uomo giusto».
Repubblica Nazionale
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De Mauro, l`ultima pista caccia all`uomo che lo tradì