SOMMARIO
1 Copertina: La nostra bella Chiesa (foto Gian Attilio Valli)
2 Sommario - Orario Sante Messe - Numeri telefonici
3 Editoriale: Nuovo anno pastorale
4 Restauri della Chiesa: raccolto il primo S.O.S.
5 Questione di soldi
6 Chiesa Universale - Chiesa Diocesana
10 Calendario - Numeri utili
11 Calendario dell'anno della fede
12 È ancora tanta la fame di Cristo
14 Riflettiamo: La roba
16 Accogliere per progettare
17 30° di sacerdozio di Mons. Pierino Sacella
18 Iniziative del gruppo "La casa"
19Arcobaleno
20 Passpartù - Minicre 2012
22 Casa di riposo Faccanoni
23 Volontarie Casa di Riposo
24 Fondo Scuola Materna - Spazio Gioco - Maria Ecuador
25 Comunicato Alpini
27 Centro Tennis Comunale
28 Fiera della caccia
29 Tennis Club Sarnico
30 Fotocronaca gita in Puglia
31"El saùr dela tera"
32 Sarnico nella storia del Risorgimento
34 I volti: Pietro Ruggeri
35 Associazione Anziani e Pensionati
36 Come eravamo
38 L'alpino Piero è andato avanti
39 Fotocronaca
40 Mi curo di te - La cura e l'affetto
41 Ospedale: Miniaturizzazione del guanto Hi Tech
42 AVIS Sarnico e Basso Sebino
44 Le pagine del Comune
50 Attività dell'A.S.D. Judo Sarnico
51 Il gruppo AIDO Sarnico ricorda Ugo Buelli
53 Anagrafe parrocchiale - Santa Teresa di Lisieux
56 Vecchia foto: Le sorelle Capelli
Settembre 2012
Il prossimo numero de “il Porto” sarà in distribuzione da
sabato 27 Ottobre 2012. Si raccomanda l'invio degli articoli
in word e delle immagini in Jpeg ad alta risoluzione, entro e
non oltre lunedì 15 ottobre 2012, a [email protected] o la consegna in segreteria presso la casa
parrocchiale.
Il materiale pervenuto oltre il limite stabilito non potrà essere pubblicato se non nel mese successivo.
Grazie per la collaborazione.
Orario Sante Messe
Festivo
ore 8.00 - 8.45 (Ospedale)
9.30 - 11.00 - 18.00 - 20.00 (Parrocchia)
Feriale
ore 7.00 (Osp.) 8.00 - 16.00 - 20.00
ore 10.00 ogni giovedì (Casa di riposo)
Vigilia di Festa
ore 16.00 (Casa di riposo) - 18.00 - 20.00
(Parrocchia)
Funerali: ore 15.15
N. Telefonici ed e-mail utili
Parrocchia
035 910056
don Luciano
348 9049113
Oratorio
035 912 078
don Loris
328 3932361
Sacrista
339 2087660
Centro pr. ascolto 035 910916
Sala Giochi (Meulì) 035 912107
Cine Junior
035 910916
Centro Quader 035 912420
Centro Famiglia 035 911252
Casa di riposo 035 4261453
Il Battello
035 914421
Carabinieri
035 910031
Emergenza sanitaria 118
Guardia medica 035 914553
Ospedale
035 3062111
Farmacia
035 910152
(orari 8.30-12.30 / 15.30-19.30
Sito web: www.parrocchiasarnico.it
E-mail sito web:
[email protected]
Sito C.SI.: www.csioratoriosarnico.it
E-mail C.S.I.:
[email protected]
E-mail de “ilPorto:
[email protected]
E-mail parroco:
[email protected]
E-mail don Loris:
[email protected]
c/c postale Parrocchia:
N. 49089303
Direttore responsabile: GIUSEPPE VALLI
Amministrazione: don LUCIANO RAVASIO - Casa parrocchiale: Tel. 035 910 056
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Stampa e inserzioni pubblicitarie: Tipografia Sebina Sarnico - Tel. 035 910 292
Redazione: don L. Ravasio, don L. Fumagalli, M. Dometti (CIVIS), R. Gusmini e S. Marini.
Collaboratori: don V. Salvoldi, A. Arcangeli, P.L. Billi, L. Cuni, G. Cadei, C. Casati, G. Dossi, G. F. Gaspari, P. Gusmini, R. Modina, G. Schivardi
e S. Venchiarutti.
Progetto grafico: Studio Példy - Ufficio abbonamenti: Segreteria Casa parrocchiale - Tel. 035 910 056
E D I T O R I A L E
Nuovo anno pastorale
a cura di Don Luciano
Martedì, pomeriggio e sera, ci guiderà il Vangelo di Giovanni, la domenica pomeriggio quello di Luca
N
on abbiamo quaggiù una dimora stabile, viviamo protesi
verso la vita che ci è data e
che è eterna.
Per questo è necessario non interrompere il cammino intrapreso, grati a coloro che hanno testimoniato la bellezza
e la fatica della vita nelle generazioni
precedenti. Siamo protesi verso il futuro convinti che solo nell’unità possiamo
avere la forza di affrontare i momenti
più difficili.
Le prove e la precarietà che sperimentiamo in questi nostri giorni, tutti contati
e, parecchi, segnati dal dolore, ci fanno
pensierosi e ci riconducono a fissare lo
sguardo, con saggezza, su ciò che rimane e ha senso.
I giorni della violenza, i giorni del terremoto che distrugge le case e le chiese,
antiche e non, e fa crollare i luoghi di
lavoro, richiamano alla mente la precarietà dell'esistenza terrena dell'uomo
che è tuttavia meravigliosa.
Si impone dunque l'urgenza di
ridirci per dove e verso dove an-
diamo, qual è il senso delle cose,
qual è la nostra chiamata.
Proprio le Scritture che leggiamo e celebriamo ogni giorno nella liturgia, offrono risposte alle nostre menti e cuori
inquieti: «Considerate, fratelli, la vostra
vocazione», dice san Paolo. Daremo il
primo posto all’ascolto della Parola di
Dio che spalanca gli orizzonti ampi della
Verità e della Vita.
Convinti che è il Cristo che ancora oggi
ci affascina per trovare ciò che dà ampio respiro alla vita, percorrendo i momenti di catechesi, cercheremo i vari incontri che Gesù ha avuto. Lui ha assunto
la nostra carne fragile e mortale e ha
vinto la morte, è risorto ed è il nostro
punto di arrivo.
- i pastori,
- Marta e Maria,
- l’indemoniato di Gerasa;
- l’incontro col Buon Ladrone
- e, sempre per strada, col Risorto…
Dio ci chiama a essere nel Figlio,
conformi a lui per essergli assimilati nella morte ma anche nella
risurrezione.
L'anno liturgico è l'itinerario per compiere quest'opera; la liturgia nell'anno
cade su di noi come uno stampo e ci
plasma. Essa conduce ogni credente in
Gesù a vivere della sua vita per il dono
dello Spirito che il Padre effonde, massimamente nei sacramenti.
L'anno liturgico è come la via pedagogica della Chiesa che ci prende per
mano e ci conduce, di domeniOgni MARTEDI, pomeriggio e ca in domenica, di festa in festa, di
sera, sarà guidato dagli incontri giorno in giorno, «educandoci», cioè
che Lui ha avuto nel VANGELO conducendoci fuori, scuotendoci da una
DI GIOVANNI:
situazione di indifferenza ad una sempre
- i primi discepoli,
maggiore assimilazione a Gesù. Lo Spiri- Filippo e Natanaele,
to invade sempre più la nostra esistenza,
- Nicodemo,
la risana, la rende capace di comunione
- la Samaritana al pozzo,
e solidarietà, la libera, la rende capace di
- il paralitico alla piscina di Betsatà,
essere “dono” e felice.
- ci metteremo a faccia a faccia con Lui Per questo è dolce obbedire alla
come Pietro,
Chiesa che ha aperto per noi i suoi
- lo incontreremo con la don- tesori di grazia, la Parola del Signore inna adultera e sentiremo su di nanzitutto, la preghiera e il suo canto.
noi lo sguardo nuovo del cieco nato;
- l’incontro con Marta,
La catechesi non è altro che un aiuto
- con i greci e le varie culture
a divenire consapevoli del dono e
- fino a fare esperienza di Lui Risorto della missione che ciascuno ha, perché il
insieme alla Maddalena e Tommaso…
contatto con Lui possa essere realmente un'esperienza di salvezza, la sorgente
Ogni DOMENICA pomeriggio della carità che sola può trasfigurare il
daremo spazio a questi incontri mondo e renderlo vivibile.
di vita accompagnati dal VAN- Senza Dio l'uomo non può vivere
GELO DI LUCA.
bene: questo lo dobbiamo sapere tutti
- con Bartimeo il cieco che è per strada. e dire a tutti: è lo Spirito che conduce e
- L’emorroissa,
illumina a fare scelte buone.
Set. 2012
ilPorto - 3
Restauri della chiesa:
raccolto il primo S.O.S.
Foto di Gian Attilio Valli
I
l segnale di aiuto lanciato da queste pagine dal Consiglio
Pastorale per gli affari economici è stato raccolto da Silvano
Marini che, allo scopo di raccogliere fondi per i restauri della
chiesa parrocchiale, da venerdì 5 a domenica 28 ottobre presenterà presso la chiesa di San Rocco:
"La storia sostiene il nostro cammino"
Venerdì 5 ottobre ore 20.30
- Il celebre abbraccio fra Giovanni XXIII con mons. Pietro Bonassi in San Pietro a Roma
- 50° di sacerdozio di don Giovanni Ferraroli
Mercoledì 10 ottobre ore 20.30
- "Paolino" storia di una vocazione
di Silvano Marini - Produzione Carmelitani scalzi
Ecco le proposte:
- Mostra di fotografie: "Sarnico e vita" di Silvano Marini - Mercoledì 17 ottobre ore 20.30
- "Vent'anni di storia di Sarnico"
fotografo e regista
sport, fatti e ricorrenze varie
- I quadri di Cinto Galizzi: "Colore e luce" più altri ricevuti
il
"Cinto" nel film "Idea del colore"
e donati
- I filmati di Silvano: "Documenti e storia"
Mercoledì 24 ottobre ore 20.30
- "Una visita al castello" 1959
Programma e orari
- "Il messaggio" 1960
Giorni di apertura:
- "Poesia e lavoro del lago d'Iseo"
ogni mercoledì dalle 20.30 alle 23.00
Documentario sulla costruzione dei motoscafi in mogano
sabato dalle 16.00 alle 22.00
dell'ing.
Carlo Riva
e domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 22.00
La proiezione dei vari filmati con una breve presentazione dell'autore avverrà nei seguenti giorni:
4 - ilPorto
Set. 2012
R
E
S
T
Questione di soldi
A
U
R
I
a cura del C.P.A.E.
Durante i mesi di LUGLIO e AGOSTO 2012 le offerte pervenute alla
parrocchia registrano l’importo di:
che aggiunte a quelle pervenute dall’inizio dei lavori di restauro di:
ammontano complessivamente al 31 AGOSTO 2012 a:
Euro
Euro
Euro
1.135,00
1.108.850,00
1.109.985,00
Alla stessa data risultano spesi
di cui da pagare ancora ai fornitori
e debito bancario residuo del mutuo
e debito bancario del fido di conto corrente
Euro
"
"
"
3.320.000,00
150.437,00
884.416,00
489.727,00
G
RAZIE! ai benefattori che in questi due mesi con le loro offerte hanno voluto sostenere il gravoso impegno della
Parrocchia. Meritano una segnalazione:
- Alcuni ammalati che non mancano di versare mensilmente il loro obolo.
- La Sezione Cacciatori per la Fiera degli uccelli.
- Coltivatori diretti di tutta la Lombardia in occasione della loro festa regionale , con la celebrazione della S. Messa presso
la nostra Parrocchiale.
S. O. S.
La situazione finanziaria si sta aggravando e i prossimi mesi saranno ancora più impegnativi.
Le rate del mutuo a tasso variabile di circa Euro. 27.000-28.000 ciascuna (variano infatti in base all’andamento dei tassi di interesse) scadranno inesorabilmente ogni tre mesi e per un totale quindi di Euro 110.000 all’anno. Se calcoliamo che dal 1°
gennaio al 31 agosto di quest’anno le offerte per il restauro ammontano a Euro 33.000,00, siamo molto lontani dall’importo
delle rate da pagare. Se qualcuno potesse sostenere la Parrocchia con:
PRESTITI INFRUTTIFERI DI INTERESSI
si eviterebbe di accendere ulteriori fidi bancari.
D’altra parte chi dispone attualmente di risparmi ben sa che anziché incassare gli interessi, paga le varie spese (di tenuta conto,
quelle forfettarie, ritenuta fiscale sugli interessi, imposta di bollo, ecc.) che in alcuni casi sono superiori agli interessi maturati.
Prestandoli alla Parrocchia non incasserebbe interessi ma nemmeno pagherebbe spese, e soprattutto farebbe un’opera molto
buona.
Il prestito è autorizzato e garantito dalla Curia di Bergamo e la scadenza non è vincolante (due o tre anni), quindi sarà possibile
ritirare la somma prestata con un preavviso di una settimana.
Set. 2012
ilPorto - 5
CHIESA UNIVERSALE
Chiesa russa e polacca: perdono e
riconciliazione
da “Avvenire"
Storica firma a Varsavia. Via di rinnovamento
Nel Castello reale della capitale polacca, Varsavia, si è svolta la cerimonia
della firma di un appello congiunto cattolico-ortodosso ai popoli della
Russia e della Polonia. Le firme al documento sono state apposte da patriarca ortodosso di Mosca e di tutta la Russia Kirill e dal presidente della
Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo di Przemysl, Jòzef Michalik.
La fase preparatoria di questo evento era in corso da circa tre anni. «Ci
rivolgiamo ai nostri fedeli affinché preghino per ottenere il perdono dei
torti, delle ingiustizie e di tutti i mali inflitti reciprocamente nel corso dei
secoli» si legge nell’appello. La cerimonia si è svolta in presenza di una
vasta delegazione ufficiale della Chiesa ortodossa russa giunta in Polonia
con Kirill.
Per la Chiesa cattolica, spiccava la presenza del Cardinale arcivescovo di
Cracovia, Stanislaw Dziwisz, già segretario particolare di papa Giovanni
Paolo II, e quella del nunzio apostolico a Varsavia, l’arcivescovo Celestino
Migliore. Numerosi, in un clima di forte emozione, anche i membri del
governo polacco, gli intellettuali, gli uomini di cultura. «Le Chiese - ha
continuato Kirill - non possono negare l’importanza di questi fatti». Nello
steso tempo «il benessere economico costruito sulla tendenza egoistica
ad utilizzare i prossimi e i lontani solo come un fronte di risorse, alla fine
porterà delusione e sofferenze». «A livello interstatale vengono fatti non
pochi sforzi per avvicinare i nostri popoli, cosa che senza dubbio corrisponde agli interessi economici comuni, tuttavia non sono sufficienti le
sole considerazioni pragmatiche per costruire rapporti autenticamente
fraterni fra i russi e i polacchi», ha rivelato il capo della Chiesa ortodossa
russa.
Nel testo del documento, dopo il richiamo evangelico che «Gesù Cristo
è la nostra pace e la nostra riconciliazione» si legge: «Noi ci incamminiamo sulla via del dialogo sincero, nella speranza che esso ci aiuterà a
guarire le ferite del passato e a superare i pregiudizi e l’incomprensione,
ed anche a rafforzarci nella volontà di riconciliazione». «Esso - afferma il
documento - deve aiutarci a conoscerci meglio gli uni gli altri, a ristabilire
la fiducia reciproca e in questo modo arrivare alla riconciliazione».
«L’anno liturgico tempo educativo»
Oltre 400 i partecipanti alla "Settimana Liturgica Nazionale"
Da Trieste a Marsala con uno sbarco in piena regola, sono gli oltre 400 partecipanti
alla Settimana Liturgica nazionale.
L’idea di una strada da compiere è del resto
ben presente, e fin dal tema, nella Settimana del 2012.
Un Tema : «L’anno liturgico: pellegrini nel
tempo - Itinerario educativo alla sequela di
Cristo», nel quale i convegnisti si immergono fin dalle prime battute con lo stesso
trasporto con cui i turisti fanno il bagno sulle spiagge non lontane dalla sede dei lavori.
Aiutati anche, in questa loro full immerson
spirituale, dal messaggio che il cardinale
Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, invia a nome del Papa. «La Settimana
- scrive il porporato - ponendo l’attenzione
sull’anno liturgico, colto nella sua valenza
educativa, si colloca nell’orizzonte tematico decennale indicato dalla Cei». Che
cos’è infatti lo stesso anno liturgico, se non
«Cristo stesso che vive sempre nella sua
Chiesa e che prosegue il cammino di immensa misericordia da Lui iniziato? Perciò,
aggiunge Bertone, esso «diventa luogo e
strumento permanente della presenza di
Cristo tra i fratelli, di educazione alla fede,
nonché struttura celebrativa che consente
6 - ilPorto
Set. 2012
una esposizione continua e progressiva del
piano salvifico di Cristo». Il Papa, conclude
il segretario di Stato, «auspica che la Settimana tragga beneficio anche dalla considerazione dell’Anno della fede, che la Chiesa
universale si appresta a vivere nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio e che
porrà al centro il valore del nostro credere,
nella prospettiva della nuova evangelizzazione». Sono indicazioni di prospettiva subito riprese, nella prolusione di apertura,
Monsignor Felice Di Molfetta. «L’educazione normale e più comune dei fedeli alla
mentalità e allo spirito cristiano - afferma
il vescovo Satriano - deve avvenire proprio
attraverso il percorso dell’anno liturgico,
con i ricorrenti appuntamenti delle domeniche e delle feste». La liturgia è scuola permanente attorno al Signore risorto e luogo
educativo e rivelativi in cui la fede prende
forma e viene trasmesso. In sostanza, come
fa notare il vescovo di Mazara del Vallo,
«l’anno liturgico ci sprona a correre, come
pellegrini, tenendo fisso lo sguardo su Gesù,
colui che dà origine alla fede e la porta a
compimento». Un compito che i liturgisti
presenti conoscono bene e continueranno
ad approfondire.
Sul monte Lussari una fede senza confini
Sloveni, italiani e austriaci si affidano alla Vergine
« O Regina del Monte Santo di Lussari, che da
oltre 650 anni vegli dal luogo dove s’incontrano
i tre popoli d’Europa: il latino, lo slavo ed il tedesco, conserva il tesoro della pace, sospiro di ogni
luogo. Fa che i popoli d’Europa s’incontrino in fraterna intesa nella stima e nel rispetto vicendevole, nello sviluppo della comune civiltà cristiana».
In tremila - friulani, sloveni e tedeschi - pregano,
nelle rispettive lingue, ai 1700 metri del Santuario Mariano del Lussari. Il «pellegrinaggio dei tre
popoli, a 30 anni di distanza, ritorna al confine
tra l’Italia, l’Austria e la Slovenia. L’accompagnano
verso l’altare l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzolato, l’emerito di Udine, Pietro Brolla,
l’arcivescovo di Lubiana, Anton Stres, il vescovo
di Gurk, Alois Schwarz, il vescovo di Capodistria,
Jurij Biziak e il vescovo di Celje, Stanislav Lipoviek,
tra due ali di folla che ha raggiunto il Santuario.
Si prega e si canta in quattro lingue, cinque con
il latino. L’arcivescovo Mazzolato ricorda le origini, - «Trent’anni fa l’Europa pativa dolorose e
violente divisioni sociali e politiche imposte ai
popoli. Uno dei più duri confini di queste divisioni passava proprio accanto a questo Santuario
che oggi ci accoglie». «Ci stiamo rendendo conto
che non basta accordarsi su una moneta unica
o creare una struttura organizzativa per ottenere un’intesa profonda tra popoli con tradizioni
culturali diverse - riflette ancora l’arcivescovo -.
I popoli si sentono uniti se hanno un’anima comune che li fa sentire vicini, pur nella diversità di
tradizioni e costumi. L’Europa, per essere unita
ha bisogno di trovare un’anima comune e l’anima
è la parte spirituale di un uomo, di un popolo,
e di un continente». Dice lo sloveno monsignor
Stres - «In questi tempi così difficili abbiamo bisogno di una fede più ferma e di una speranza
più viva». Chiediamo alla Madonna - spiega il carinziano monsignor Schwarz - di intercedere per
le preoccupazioni e le esigenze dei nostri Paesi».
Monsignor Bizjak, di Capodistria . «Questo è un
punto d’incontro fra cielo e terra. È la metafora,
se vogliamo, di come superare anche questa crisi.
Con un supplemento di vita spirituale».
L’impegno della Chiesa per una società più giusta
Si chiude a Cipro il simposio dei vescovi europei
Di fronte alla crisi che ha colpito l’Europa, la Chiesa risponde attraverso le parole del Vangelo, rilanciando la pastorale sociale. Un obiettivo
condiviso anche dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa
(Ccee) e in particolare dalla sua Commissione Caritas in veritate, che
ha convocato a Nicosia, sull’isola di Cipro, l’incontro sul tema «L’impegno della Chiesa nella promozione della coesione sociale in Europa».
I Vescovi delle Conferenze Episcopali europee, hanno dapprima partecipato alla Messa presieduta dall’arcivescovo di Malines-Bruxelles,
André-Joseph Léonard e successivamente ai Vespri con l’arcivescovo
dei Maroniti di Cipro,Youssef Soueif. L’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, ha sottolineato il contributo essenziale che può fornire la dottrina
sociale cattolica, ricordando quell’invito «alla trasparenza, all’onestà e
alla responsabilità, soprattutto quando si affrontano le questioni economiche», contenuto nella Lettera enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, che peraltro, dà il nome alla Commissione del Ccee,
presieduta dal vescovo di Trieste. Gli ospiti hanno ricevuto il saluto
del Sindaco di Nicosia che ha ricordato quelle iniziative in programma «affinché la nostra capitale, così ricca di arte e storia, possa nel
2017 ricevere il titolo di “Capitale europea della cultura”». Nicosia
rappresenta l’ultima capitale europea divisa da un muro: una spaccatura che è fortemente sentita dalla popolazione e in particolare
dalla comunità maronita. Anche a loro si sono rivolte le preghiere dei
vescovi europei che, hanno iniziato il dibattito attraverso gli interventi
dell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin e del professore Vincenzo Buonuomo, docente alla Pontificia Università Lateranense, che ha
ribadito come la crisi economica che ormai interessa quasi tutti i paesi
europei, vada affrontata come «un problema di crisi di valori essenziali che sono alla base del vivere della persona e del suo inserimento
nel contesto sociale». «Bisogna puntare a promuovere una coesione
economica e territoriale basata sulla solidarietà - ha sottolineato Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio e delegato della Cei. - in quanto
naturale espressione della fede dei cristiani». Concetto ripreso anche
dall’arcivescovo dei maroniti d Cipro, Youssef Soueif, che ha sottolineato con forza l’importanza di «pensare al bene comune, lottando
contro ogni forma di individualismo» ricordando anche le parole di
speranza e di ritorno alle radici cristiane invocate da Benedetto XVI.
«C’è bisogno di un impegno sociale della Chiesa non solo attraverso
l’assistenza immediata, ma anche attraverso un supporto spirituale,
come da anni svolge la Chiesa di Cipro». E quest’isola, ha precisato
padre Evencio Herrera Diaz, vicario generale del Patriarcato latino
per Cipro, è «l’esempio lampante di quanto il mondo sempre più
variegato a livello religioso, etnico e linguistico sia importante investire
sulla coesione sociale».
Concludendo, il cardinal Bagnasco ha ricordato che “l’Europa è il
grembo originario del cristianesimo e non deve perdere questo grande dono”.
Set. 2012
ilPorto - 7
CHIESA DIOCESANA
Mons. Beschi per Sant’Alessandro:
«Chiesa responsabile dei giovani»
da “L’Eco di Bergamo”
La comunità cristiana è chiamata a rigenerarsi
Bergamo si è raccolta in Cattedrale, in Città alta, per festeggiare il suo
Patrono, Nella giornata di Sant’Alessandro, a celebrare la Messa è stato il
vescovo monsignor Francesco Beschi che ha ricordato le ultime attività
della Diocesi e le prossime in programma.
«Penso ai 50 anni della Missione in Bolivia della nostra Diocesi, senza
dimenticare le altre missioni che si sono aperte successivamente. Ma insieme a questo c’è un altro motivo di gioia: ci accingiamo ad aprire l’Anno
della Fede nel ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II e ci prepariamo nel 2013 a commemorare, ancora una volta, la carissima figura
di Papa Giovanni XXIII nel 50° della sua morte» Monsignor Beschi ha
proseguito ricordando come questa epoca che stiamo vivendo « è un
momento che rinnova la nostra responsabilità di cristiani e la coscienza
di come non solo nella storia ma anche oggi la vita cristiana si dispiega
all’interno della vita di tutti gli uomini e quindi il rapporto tra la Chiesa
e la società nel suo insieme è un rapporto ineludibile». «La Chiesa - ha
proseguito il vescovo - è una presenza consistente, pervasiva, influente,
autorevole, tutto questo significa una grandissima responsabilità, soprat-
tutto nei confronti di coloro che non si riconoscono nella Chiesa, di coloro che perseguono vie diverse, anche convinzioni diverse. Ma penso
alla responsabilità che la Chiesa ha nei confronti dei giovani, delle giovani
generazioni, non solo dei giovani credenti, ma dei giovani tutti, nelle loro
attese e nelle loro speranze».
La sera il vescovo Francsco Beschi ha presieduto una Concelebrazione
eucaristica nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna per la solennità
patronale, alla presenza di una folta assemblea, fra cui il Sindaco e le
autorità. All’omelia il vescovo ha parlato del paradosso di Sant’Alessandro.
«Patrono è colui che protegge, Il paradosso di Sant’Alessandro è non
essere stato capace di proteggersi e di salvarsi, come già Gesù Cristo»
«Sant’Alessandro è protettore della nostra diocesi e della nostra città.
Oggi, i cristiani, insieme ai non credenti e a chi non si riconosce nella fede
cristiana, sono chiamati a proteggere la città, che significa anche ricostruire un patrimonio di bene condivisi e il bene comune, regalandolo alla
città e ai suoi abitanti».
Tre ministri per il Museo della Cattedrale
La visita dei ministri Cancellieri,
Ornaghi e Terzi di Sant’Agata. Il
Vescovo: «Un tesoro di archeologia, storia e arte»
Da sinistra
il sindaco
Tentorio,
il vescovo
Beschi, i ministri Terzi,
Cancellieri e
Ornaghi, la
consorte di
Terzi, Donatella Cinque
8 - ilPorto
Tre ministri entusiasti. - Beni Culturali, Esteri e Interni - per
l’inaugurazione del Museo della Cattedrale. Un pomeriggio
memorabile per la città, con percorsi e pubblici diversi che
sono poi confluiti - insieme a tantissimi cittadini e turisti curiosi - sotto Palazzo della Ragione per assistere alla cerimonia d’inaugurazione all’aperto, accanto all’ingresso del museo
che si apre sotto la balaustra del Duomo. Un tesoro fatto di
archeologia, storia e arte, ma - come ha sottolineato il vescovo Francesco Beschi nel suo discorso di benvenuto e ringraziamento - soprattutto di energia sorgiva della comunità, alla
quale i bergamaschi d‘oggi possono attingere per ritrovare il
senso della loro storia e dell’impegno alla solidarietà. «La realizzazione di un Museo non dimentica il presente, rispetto al
quale la diocesi resta impegnata. La solidarietà e la generosità
Set. 2012
non vengono meno mentre ci si occupa di cultura,,
ma dalla cultura si traggono le energie per impegnarsi ancora di più a fianco di chi è in difficoltà.
Il contesto stesso di questa città dà un significato
particolare a quanto è stato scoperto e viceversa.
E proprio sotto terra, alle radici della cattedrale,
della casa di tutti, incontriamo gli occhi straordinari
dei santi affrescati in un tempo lontano e tornati a
provocarci, a invitarci a guardare oltre, illuminati da
una luce che è anche quella della fede». Il vescovo
ha una parola di ringraziamento e ricordo per tutti . i ministri
presenti, le Autorità, i Parlamentari, i collaboratori, sostenitori,
tecnici e sovrintendenze, maestranze. Il Ministro Terzi sottolinea
che è stato compiuto un salto di qualità culturale altissimo…
La bergamasca d’adozione Annamaria Cancellieri, ministro degli interni confessa il proprio felice sbalordimento «per tanta
bellezza e tanta storia scoperta» . È il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi a concludere gli interventi, spiegando al
pubblico di Piazza Vecchia che cosa troverà nel museo, sottolineando che le pietre di una cattedrale conservano e riflettono
l’anima di una comunità. Poi, insieme al Vescovo che ricorda il
significato di una cattedrale citando Paolo VI, taglia il nastro e lo
scrigno del tempo è ufficialmente aperto.
«Qui si impara la logica del dono. Nel mondo non si vive di soli interessi»
Il bilancio del vescovo Beschi dopo due settimane di visita e incontri nel Paese sudamericano
Mons. Eugenio Scarpellini Vescovo Ausiliario di El Alto (Bolivia)
In queste settimane, ha incontrato molti missionari…
«Io penso che sia riconoscibile una passione capace di animare dal di
dentro il servizio che queste persone stanno offrendo. Persone che sono
venute qui con una ricchezza di motivazioni ma che, per rimanere , hanno
continuamente rinnovato la scelta iniziale…
Tante storie di vita che sono riuscite a dare continuità a 50 anni
di storia … «Vuole dire qualcosa che non è estemporaneo, che assume
il valore di continuità costruttiva e non un’esperienza fine a se stessa…
Dice anche la capacità della nostra Chiesa di Bergamo, delle persone
che sono venute qui e delle Chiese che ci hanno accolto, di dare continuità e di far passare questa passione di generazione in generazione…
Nelle relazione al gruppo, Lei ha indicati quella di farsi testimoni
della logica del dono…« La logica del dono appartiene all’esperienza
cristiana e non solo…Qui si sta dimostrando che la logica del dono è
capace di costruire la storia, il mondo… Parlando della logica del
dono ha anche introdotto l’importanza del predisporsi a ricevere… «All’interno della lettura della logica del dono in termini nuovi
va sottolineato anche l’aspetto dell’imparare a ricevere. È una prospettiva
biblica e cristiana che nasce dall’esperienza di un dono. La figura di Maria
è grandissima a partire dal sì non passivo allo Spirito Santo. Non è solo
una prospettiva spirituale o relazionale, ma si tratta di entrare in qualcosa
di molto nuovo in cui la necessità di imparare a ricevere s’impone. Noi
non siamo abituati a questo: noi prendiamo, meritiamo, siamo disposti
a donare, ma per noi imparare a ricevere è più difficile»….«Mi sembra
che sia molto diffusa nella nostra terra la cultura del dono, che si esprime in termini di gratuità, a volte veramente impressionante dal profilo
quantitativo. Dobbiamo però imparare a metterci insieme nelle difficoltà
e nella costruzione di prospettive nuove. La logica del dono è disinteressato e il ricevere è tanto importante quanto il dare. Tutto questo non lo
vedo evidente nella società: è un cambiamento di stile e di approccio…
Perché a proposito dei 50 anni di presenza in Bolivia lei parla di
cooperazione? «Oggi la necessità di camminare insieme è molto forte
rispetto al passato: avvertiamo la bellezza di una storia scritta nei decenni
scorsi in cui la risposta ai bisogni fondamentali e l’aiuto alle chiese più
povere si è manifestato in modo sorprendente e capace di suscitare
meraviglia. Noi abbiamo una bellissima storia che sta continuando, ma in
Italia ci sono più preti provenienti da Paesi stranieri in servizio pastorale
di quanti l’Italia non ne invii all’estero. Nella nostra diocesi siamo in una
posizione privilegiata, ma dobbiamo utilizzare questo privilegio in termini
di crescita, Avere anche noi dei sacerdoti stranieri, non per necessità, è
un modo serio di raccogliere l’eredità di questa storia. Qual è il futuro
della missione bergamasca in Bolivia?...«Vorremmo metterci sempre
più a disposizione di una soggettività locale: il vescovo, il clero locale e le
autorità.Vogliamo essere al servizio.Vedo che la presenza dei bergamachi,
penso ai laici che hanno realizzato opere significative, è talmente apprezzata che tendenzialmente la richiesta è di mantenere ciò che abbiamo
costruito in questi 50 anni con timore che , con il calo delle vocazioni e
risorse, tutto questo non venga sostenuto. La seconda domanda, molto
interessante che ci viene fatta riguarda un bisogno di formazione permanente per il clero.
I nostri oratori modello per i giovani di tutta Italia
Aperto a Bergamo il meeting nazionale: oltre 500 partecipanti
H1O, il primo appening degli oratori Italiani, ha preso avvio - dopo l’accoglienza nella diocesi di Bergamo e di Brescia di animatori, sacerdoti, educatori giunti da ogni parte d’Italia - con un incontro dedicato al confronto svolto
nel Centro Oratori bergamaschi in via Goisis. La riflessione rivolta agli oltre
500 presenti è stata guidata da don Michele Falabretti, direttore dell’Ufficio
diocesano per la pastorale dell’età evolutiva (Upee) e presidente di OdlOratori della Lombardia. Un percorso quello proposto da don Michele alla
scoperta delle caratteristiche del «modello lombardo» degli oratori peculiare di una realtà, ma da cui si possono prendere spunti per dare vita a nuove
e originali esperienze. Riferendosi alle grandi figure del passato da San Filippo Neri, al vescovo Carlo Borromeo, a San Giovanni Bosco, don Falafretti
ha mostrato come ognuno di loro avesse conosciuto e applicato esperienze
precedenti per poi rielaborarle in modo personale e in grado di rispondere ai bisogni delle comunità. IL confronto dell’esperienze diventa allora
un momento importante. Don Michele ha esplicitato una preoccupazione
riguardo la realtà bergamasca : «Si rischia l’equivoco di pensare che le strutture siano il punto di partenza, al contrario gli spazi nascono e sono pensati
in base ai bisogni educativi espressi dai giovani e individuati dalle comunità.
L’oratorio sono le persone». Il progetto educativo condiviso in Lombardia e
su cui si lavora è stato sintetizzato in una frase che don Falabretti ha tratto
dallo scritto di un giovane diacono sull’idea di oratorio: «Lavoriamo perché i
giovani se ne vadano, decidendo di andarsene»: si propone un accompagnamento alla crescita in una fase della vita, affinché il giovane vada nel mondo
a vivere il mondo, come buon amministratore, lavoratore, moglie, marito,
padre o madre. E scelga altri percorsi di vita impegnandosi nel volontariato.
«L’oratorio lombardo sta provando a insistere su questo aspetto. Vive nel
territorio. È come una casa di famiglia, da cui si deve uscire per costruire
altro». «Vogliono riassumere . aggiunge Marta Locatelli - gli aspetti attualmente più significativi nell’ottica di una proposta nazionale sugli oratori: La
condivisione di modelli e lo scambio di esperienze, compresa
quella spirituale; la riflessione esplicita sulle dinamiche dell’oratorio e sui suoi processi educativo-pastorali; la conoscenza di
prassi e di attività che gli oratori offrono». La bellezza di H1O sta
anche nello scambio fra gli oratori italiani.
Set. 2012
ilPorto - 9
Ottobre 2012
OTTOBRE
LUN 1
Santa Teresa di Lisieux
ore 19.30 Processione e Santa Messa
MER 3 ore 20.30 Corso di preparazione al parto
ore 20.30 Dopo la Messa "Transito di S. Francesco"
GIO 4 ore 14.30 Inizio catechesi elementari
VEN 5 ore 17.30 Inizio catechesi medie
SAB 6 ore 6.30 Peregrinatio a Stella Maris
ore 21.00 Concerto: "Stabat Mater " di Luigi
Boccherini con Elena Gallo
DOM 7 ore 16.00 Vespri e Benedizione
ore 18.00 Processione e mandato operatori past.
LUN 8 ore 20.45 Consiglio Pastorale - Lettera del Vescovo
MAR 9 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti
MER 10
Corso per i fidanzati
GIO 11
50° del Concilio Vaticano II - Apertura anno della fede
ore 17.00 Matrimonio in S. Paolo
VEN 12 ore 21.00 Incontro genitori dei battezzandi
SAB 13 ore 11.00 Matrimonio - Fiaccolata AIDO -Tornei
e Castagnata in Oratorio
Corso nuovi Ministri Straord. Eucarestia
DOM14 ore 16.00 Battesimi - Castagnata in Oratorio
MAR 16 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti
MER 17 ore 20.30 Incontro Parroco Catetechisti
VEN 19 Scuola di preghiera in Seminario
DOM21 Giornata Missionaria Mondiale
MAR 23 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti
MER 24
Convegno missionario
ore 20.00 Ufficio comunitario
DOM 28 Giornata Parrocchiale della scuola ore 15.00 Associazione Santo Rosario
ore 16.00 Catechesi
MAR 30 ore 16.30 - 20.30 catechesi adulti
MER 31
Ordinazioni Diaconali
ore 18.00 Santa Messa festiva
NUMERI UTILI
UFFICI COMUNALI
tel. 035 924111 - fax 035 924165
Uffici Amministrativi (anagrafe)
tel. 035 924126
da lunedì a venerdì 9.00 -12.30
lunedì martedì giovedì 17.30 -18.30
Ufficio Tecnico
Comunale
Urbanistica/Edilizia Privata tel. 035 924145
Lavori Pubblici/manutenzione tel. 035 92414
Polizia municipale tel. 035924 114 - 335 5454846
da lunedì a venerdì 9.00-12.30 /15.00 - 18.00
Ufficio assistente sociale tel. 035 924152
lunedì 17.30-18.30 mercoledì/giovedì 9.00 12.30
Ufficio tributi tel. 035 924112
lunedì mercoledì venerdì 9.00 -12.30 giovedì 17.30-18.30
PROTEZIONE
CIVILE
Sede operativa: tel. 035 911893
Responsabile operativo: tel. 338 5467160
e.mail: [email protected]
BIBLIOTECA
COMUNALE
tel. 035 912134 lunedì chiuso
Martedì 14.30-19.00 Mercoledì 15.00-19.00
Giovedì 09.00-12.30 15.00-19.00 Venerdì 15.00-19.00
Sabato 09.00-12.30 / 15.00-17.00
C
O
Calendario dell'Anno della Fede
M
anca poco all’inizio dell’Anno della fede, che sarà
aperto con una solenne celebrazione presieduta
dal Papa nella mattina di giovedì 11 ottobre, in
piazza San Pietro. Il calendario dell’Anno - che si
concluderà il 24 novembre 2013 - prevede alcuni avvenimenti che vedranno la presenza di Benedetto XVI insieme
a una serie di incontri, convegni e iniziative che approfondiranno i diversi temi religiosi e culturali legati alla celebrazione. Vi terremo informati sui più importanti: ecco ciò che la
segreteria ha messo a disposizione per questi mesi.
2012
6 ottobre, Assisi
Nella città di san Francesco il Cortile dei Gentili organizza
un incontro di dialogo tra credenti e non credenti sul tema
della fede.
7-28 ottobre, Città del Vaticano.
Tredicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei
vescovi sul tema: «Nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana».
11 ottobre, Città del Vaticano
A San Pietro, alle 10, Benedetto XVI presiede la solenne
apertura dell’Anno della fede con i padri sinodali e i presidenti delle Conferenze episcopali.
L’Azione Cattolica Italiana organizza, dalle 18.30 alle 21.30,
una fiaccolata da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro
in ricordo del cinquantesimo anniversario dell’apertura del
Concilio Vaticano II.
12 ottobre, Roma
Sul tema «La fede di Dante» serata culturale e artistica
presso la chiesa del Gesù in Roma, alle 21, organizzata dal
Pontificio Consiglio per la Cultura in collaborazione con la
Rettoria del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina e la
Casa di Dante in Roma. Sarà proposto il canto XXIV del
Paradiso, che contiene la professione di fede del sommo
poeta.
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U
N
I
T
À
da l'"Osservatore Romano"
20 ottobre, Roma
Pellegrinaggio al Gianicolo e veglia missionaria organizzati
dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
21 ottobre, Città del Vaticano
Benedetto XVI presiede la canonizzazione di sei martiri e
confessori della fede: Jacques Barthieu, sacerdote gesuita,
martire missionario in Madagascar (1896); Pietro Calungsod,
laico catechista, martire nelle Filippine (1672); Giovanni Battista Piamarta, sacerdote testimone della fede nell’educazione alla gioventù (1913); Madre Marianne (Barbara Cope),
testimone della fede nel lebbrosario di Molokai (1918);
Maria del Monte Carmelo, religiosa in Spagna (1911); Caterina Tekakwitha, laica indiana convertita alla fede cattolica
(1680); Anna Schäffer, laica bavarese, testimone dell’amore
di Cristo dal letto di sofferenza (1925).
26-30 ottobre, Roma
Congresso dell’Unione mondiale degli insegnanti cattolici
sul ruolo dell’insegnante e della famiglia nella formazione
integrale degli studenti, con la partecipazione della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e celebrazione per
l’Anno della fede.
15-17 novembre, Città del Vaticano
Ventisettesima conferenza internazionale del Pontificio
Consiglio per gli Operatori Sanitari sul tema «L’ospedale,
luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale».
1 dicembre.
Celebrazione con il Santo Padre dei primi Vespri di Avvento
per i Pontifici atenei romani, i seminari e collegi ecclesiastici,
e le università, organizzata dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica.
28 dicembre, Roma
Apertura dell’incontro europeo di giovani, organizzato dalla
comunità di Taizé in collaborazione con il Vicariato di Roma.
L’incontro si concluderà il 2 gennaio 2013.
Set. 2012
ilPorto - 11
R I F L E T T I A M O
a cura di don Valentino Salvoldi
È ancora tanta la fame di Cristo
Le mie mani sorreggono l'ostia e la gente continua a danzare, a danzare...
A
scoltate: «Quand’ero un ragazzino, mi batteva
forte il cuore quando mi accostavo a ricevere
la particola consacrata. Poi, un po’ alla volta mi
sono abituato alla messa: vi andavo quando ero
protagonista di qualche evento. L’abbandono della Chiesa
da parte dei miei amici mi ha ulteriormente raffreddato.
Ora sento ancora, ogni tanto, la nostalgia della messa, ma ci
vado solo nelle feste grandi.Vorrei parlarne con gli amici, ma
il gruppo impedisce di affrontare discorsi impegnativi. Che
cosa può averci portato a questa situazione? Perché Cristo
non affascina più tanti cristiani che non sentono il bisogno
dell’eucaristia?».
Il vantaggio di girare il mondo mi dà la possibilità di godere
di tante esperienze positive riguardo alla fame e sete di Dio
in tantissime persone. Ho solo l’imbarazzo della scelta per
mettere in evidenza che è ancora tanta la fame di Cristo.
A Mosca, alla metà degli anni Settanta, in case private passavo le notti discutendo sulla fede e all’alba i credenti, pre-
12 - ilPorto
Set. 2012
valentemente ortodossi, non mi lasciavano andare senza
una commovente celebrazione eucaristica – era come se
fossimo nelle catacombe – e i non cristiani mi chiedevano
di dare loro anche solo il pane benedetto, perché non volevano essere esclusi da un rito tanto bello.
A Lahore, in Pakistan (Paese dove i cattolici sono solo lo
0,5%), la settimana santa del 1985, la preparazione alla Pasqua vedeva tutti i giorni la chiesa gremita di giovani, che
mi chiedevano solo di non aver premura di terminare quei
riti che li facevano sognare di poter morire con Cristo e
risorgere con lui.
In Canada, agli inizi del 2000, dopo una conferenza in una
scuola di Toronto, avendo detto agli studenti che mi sarebbe
piaciuto celebrare con loro l’Eucaristia e ungerli con il sacro
crisma - affinché portassero il profumo di Cristo nel mondo - mi sono trovato con oltre trecento giovani a celebrare
una delle più belle messe della mia vita.
Quanto all’Africa, folle oceaniche di giovani animano quelle
messe durante le quali si sperimenta il fascino del mistero
dell’Incarnazione: un Dio che si fa corpo, si fa carne e diventa uno di noi; un Dio che viene a cercarci, quasi a elemosinare il nostro amore. Un Dio che cerca l’uomo e gli chiede
di mangiare il suo corpo e bere il suo sangue.
Questa verità incanta e commuove il cristiano africano che,
confrontandosi con le altre religioni - nelle quali è preminente lo sforzo umano nel cercare di raggiungere Dio percepisce il privilegio di appartenere alla Chiesa cattolica.
Questa insegna che Dio non solo si rivela, ma addirittura va
alla ricerca dell’uomo per attirarlo a sé, liberarlo dal male e
affrancarlo dalla morte con la propria morte, e infine ricondurlo all’unità del suo amore. Unità tra gli esseri umani, resa
possibile dall’unità con Cristo che ci attira a sé. Anzi, ci trasforma in Lui, in un progressivo processo di divinizzazione.
A chi mi chiede come mai si arrivi, in Europa, a non sentire
il bisogno di nutrirsi di Cristo, potrei rispondere che la vita
secondo lo Spirito, la religione, la fame e sete del Signore
sono realtà da non prendere per scontate. Se si mette Dio
al secondo posto nella nostra vita, Egli non ci fa violenza.
Prova a parlarci, ma se il nostro cuore è occupato in cose
vane e se la nostra vita è colma di attività puramente umane, non trova il terreno necessario a far germogliare quei
semi che ha posto in noi, nella giovane età.
Quando mi accorgo che sto sbagliando nel mio rapporto
con il Signore, Egli mi regala una crisi di fede: campanello
d’allarme, invito a fermarmi per non diventare “adultero” in
senso biblico, cioè mettere il Signore al secondo posto. Mi
spiego con un esempio che mi permette, mentre mi confesso ad alta voce, di sottolineare ancora una volta quanto
sia apprezzata l’Eucaristia in Africa.
Lokinvar (Zambia). Ho imparato a mie spese che, continuando a lavorare ininterrottamente, un po' alla volta mi
svuoto, divento triste e ho ben poco da comunicare agli
altri. Allora, periodicamente, sospendo ogni attività di insegnamento e mi ritiro per una settimana in un luogo deserto.
Nel silenzio, nella meditazione, nella preghiera ritrovo l'armonia, rinnovo le mie forze, mi preparo all'incontro con gli
altri. Qui in Zambia, non avendo la possibilità di raggiungere
il deserto, mi reco in una località vicino a un lago.
È venerdì: è il mio quinto giorno di silenzio e sento il bisogno di comunicare con qualcuno. Un giovane avanza con
una barca verso di me. Lo guardo ed egli si ferma: pure lui
sembra desiderare un incontro.
Mi chiede il motivo della mia solitudine e gli rispondo che
sono prete e sto cercando Dio.
«Un prete?», esclama. «Dov'è la tua parrocchia?».
«Non ho parrocchia. Sono un prete insegnante».
Desidera sapere dove e quando celebrerò la messa e io
gli dico che non ho ancora scelto un momento e un luogo
particolari. «E perché non vieni tra la mia gente? Da anni
non abbiamo un prete. Mio nonno è catechista e tutte le
domeniche legge la parola di Dio e aiuta, come può, i fedeli
a pregare». Insiste perché vada con lui.
Accetto l'invito. Trascorriamo quasi tutta la giornata sulla
barca e io lo aiuto a remare. Prima di giungere al villaggio,
prende il tamburo parlante e comunica un messaggio, che
evidentemente viene accolto con gioia: sul piccolo molo
troviamo infatti tante persone che ci attendono, danzando.
Ora il giovane pronuncia alcune parole nella sua lingua e la
gente è subito in fermento. Qualcuno porta dell'acqua e mi
lava i piedi, altri recano con sé unguenti profumati. Mi offrono latte di capra. L'atmosfera è densa di attesa.
Arriva il catechista e piange di gioia. Mi confida: «Padre, non
ricordo più da quanti anni non vedevo un sacerdote. Facciamo festa! Lei è l'uomo della festa». Mi descrive la situazione
religiosa. C'è da stupirsi al pensiero di come abbia potuto,
da solo, mantenere viva una piccola Chiesa; come abbia potuto conservare la fede in Dio; come sia riuscito, nel nome
di Cristo, a rimanere fedele alla Chiesa cattolica: una Chiesa
tanto lontana, che pare essersi dimenticata di questo angolo
della terra.
La gente pensa con gioia alla messa che verrà celebrata il
giorno dopo e si accosta al sacramento della Riconciliazione. Nonostante tutti gli anni passati senza la presenza di
un sacerdote, le confessioni sono belle e significative: non
un semplice elenco di colpe, ma innanzitutto un inno di
ringraziamento e di lode a Dio perché ha mandato me, che
ora posso concedere il perdono nel suo nome e spezzare
il pane eucaristico.
La notte trascorre tra le danze. La gente porta tutto ciò che
ha, per fare festa. Qualcuno, forse, s'inebria oltre misura, ma
tutto serve a far cadere le barriere...
Spunta il nuovo giorno. Il mattino presto, il catechista suona
uno strumento che diffonde note armoniose, simili a rintocchi di antiche campane. Tutto il villaggio è in fermento.
Le strade vengono pulite e la gente porta fiori freschi per
adornarle: tra poco si snoderà la processione e io passerò
per quelle vie con il corpo di Cristo. Avevo con me una piccolissima quantità di vino, ma neppure un'ostia, così, durante
la notte, abbiamo preparato con un po' di farina una specie
di pane azzimo che spezzeremo insieme.
Appena pronuncio le parole della consacrazione, mi appare
uno spettacolo stupendo. La gente si alza e comincia a danzare attorno all'altare, cantando tantissime volte: «Questo
è il mio corpo per voi, per tutti». La donna più anziana,
facendo vibrare velocemente la lingua tra le labbra, emette
l'ululato tipico dei giorni di festa, come quando arriva il re.
Le mie mani sorreggono l'ostia e la gente continua a danzare, a danzare...
Dopo la messa c'è il pasto comunitario. Mi sento quasi in
colpa al pensiero che tra poco me ne andrò. Cosa posso
fare per queste persone, sapendo che non tornerò più nella
loro terra?
Prometto che parlerò ai vescovi della loro situazione, affinché mandino tra di loro, in modo permanente, l'”uomo della festa” oppure consentano di consacrare prete quell'anziano catechista così che possa celebrare l'Eucaristia, lui che
per anni ha alimentato il sogno della comunità di vivere
attendendo la festa per eccellenza, attorno a un altare.
Set. 2012
ilPorto - 13
R I F L E T T I A M O
Riflettiamo: "La Roba"
a cura di Pier Luigi Billi
«Roba mia vientene con me»
L’unica cosa che porteremo con noi dopo questa vita è il bene fatto agli altri
C
irca trentadue anni fa,
facevo riflettere su di un
argomento che mi è sempre piaciuto: “La roba” e
rileggendolo l’ho trovato, ora più
che mai, sempre attuale e veritiero.
Giovanni Verga, scrittore verista
catanese, scrive nella sua novella “La Roba”, che quell’esaltato di
Mazzarò quando gli dissero che
era giunto il tempo di lasciare la sua
roba per pensare alla sua anima,
uscì nel cortile come un forsennato
e barcollando andava ad ammazzare a colpi di bastone le sue anatre e
i suoi tacchini strillando: «Roba mia
vientene con me». Sembrava il gesto di un folle, ma per Mazzarò era
la sola conclusione logica di una vita
trascorsa esclusivamente con la
mente rivolta verso la roba, verso
cioè il possesso smoderato di una
realtà che non appaga in maniera
totale.
14 - ilPorto
Set. 2012
L’unica cosa che porteremo con
noi dopo questa vita è il bene che
abbiamo fatto agli altri. Ho potuto
constatare che chi fa del bene raccoglierà molto più di quello che ha
seminato.
La nostra forza sta nella nostra
bontà d’animo. Dio, nostro Padre,
non si lascia superare in generosità,
Egli ha dato tutto per le sue creature. La roba può avere soltanto valore se messa al servizio degli altri,
beneficiandosi entrambi, cioè colui
che possiede e colui che la lavora.
Mazzarò invece aveva nella sua vita
soltanto un chiodo fisso: tutta quella roba, che aveva acquistato lavorando dalla mattina alla sera.
Molte persone amano la bella vita:
motoscafi, gioielli costosissimi, vestiti dal prezzo delirante e non sanno più adattarsi, qualora venisse a
mancare loro quello di cui hanno
sempre goduto. Nel quinto canto
dell’inferno, Dante fa dire a Francesca da Rimini: «Non è maggior
dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria». È proprio vero
cari amici. C’è chi ha la mania del
possedere, il cui fine è quello di manifestarsi e di accumulare continuamente, affermando e potenziando
proprio ego. Costui è schiavo di
quel potere economico che ha costruito più o meno onestamente. Il
potente e ricco Onassis ogni tanto
prendeva l’aereo e andava a Parigi a
trovare un amico barbone che aveva scelto di vivere così dopo aver
lasciato tutto quello che possedeva. Onassis si sentiva attratto dalla
scelta di questo suo amico, ma non
aveva il coraggio di imitarlo.
Le belle donne, la vita agiata lo attraevano continuamente. Tornava a
casa però più sollevato dopo quella
rapida visita.
Esistono uomini che pongono il
loro scopo nella carriera, sia quella
politica come quella ecclesiastica e
commettono spesso azioni non giuste pur di rimanere sempre ai primi
posti. Tutti fini non strettamente
necessari, ma che vengono accettati come valore assoluto, distruggono la nostra anima come quella di
Mazzarò. In realtà in questo mondo
materialista, esiste la mancanza di
un vero fine da parte dell’uomo e la
verità, che vuol dire impegno, è da
molti scartata. Il denaro e la smoderata lussuria hanno preso il posto di
tutta una verità trascendentale.
Mazzarò è disperato perché deve
lasciare tutto, quella roba acquistata
con tanti sacrifici.
Esistono però altri Mazzarò ai quali spiace vedere la
propria vita sfuggire in quanto hanno riposto tutte le
loro attenzioni nel soddisfare tutti i loro vizi.
Anche questa è “Roba” da lasciare.
L’amore è la cosa più bella, ma molti lo infangano.
Con l’avanzare dell’età il vigore fisico scompare e
scompare anche il desiderio, rimane l’unione sincera
di due persone che si sono volute bene nonostante i
tanti sacrifici e qualche litigio.
Ogni coppia ha delle discussioni, ma queste devono
diventare dialogo e confronto. La fine di Mazzarò e
come quella di noi tutti, abolisce i privilegi dei quali
alcuni di noi hanno goduto durante il corso dell’esistenza.
Allora non ci saranno i falsi e approfittatori avvocati a
difendere cause ingiuste, non ci saranno più psicologi
per difendere la nostra infermità mentale nel momen-
to in cui abbiamo commesso il male, ma ci sarà soltanto una voce, la voce della nostra coscienza che ci
mostrerà quali siamo realmente. Come Mazzarò molti saranno angosciati e disperati perché vedono che il
loro cuore è stato legato alla materia e si accorgeranno di aver corso dietro a cose inutili.
La misericordia di Dio nostro Padre è grande; se l’uomo invocherà perdono, questo suo desiderio di purificazione verrà senz’altro e constaterà la sua immensa
misericordia.
Non dobbiamo disperarci come Mazzarò per gli anni
trascorsi nell’errore in quanto noi cristiani sappiamo
che la morte non faceva parte del nostro destino originario, la nostra libertà ci ha tradito ma Cristo, con la
morte in croce, ha risolto tutti i nostri problemi.
È proprio così, per sempre.
Riflessioni in ospedale
Gesù noi contempliamo Te appeso sul duro legno della croce. Aiutaci con la Tua grazia a portare e sopportare il
peso della sofferenza fisica e spirituale.
Noi vogliamo sopportare anche il peso del dovere fino alla fine.
Non dobbiamo perdere il coraggio, non vogliamo retrocedere o vacillare. Con il Tuo aiuto noi vogliamo compiere
il nostro dovere di vita e raggiungere la nostra meta eterna.
Pier Luigi Billi
Set. 2012
ilPorto - 15
Accogliere per progettare
Attività di valorizzazione della collaborazione Scuola/Famiglie
S
abato 15 settembre, presso l’Istituto Comprensivo di Sarnico, si è svolto, alla presenza di oltre 20 genitori del plesso
di Sarnico, il primo incontro organizzato dal "Gruppo per la
Collaborazione tra Scuola e Famiglie" (realtà composta dalle
Associazioni di rappresentanza dei genitori nella scuola che valorizza i percorsi di collaborazione educativo-formativa portati avanti
dai genitori in ambito scolastico) (1)
Relatori: due elementi del gruppo collaborazione scuola famiglia:
Paolo Pezzotta esperto in formazione e comunicazione, promotore dell ‘iniziativa "formazionegenitori.com".
Dott. Giorgio Piccioli Capelli moderatore e Presidente A.Ge. Sarnico
Il percorso proposto intende valorizzare la partecipazione dei genitori nella comunità scolastica, rendendo evidenti e significativi alcuni
momenti di accoglienza nelle scuole e di formazione alla rappresentanza in sinergia con i docenti. Esso nasce da un intenso lavoro
di ascolto dei genitori, di raccolta di esperienze e di collaborazione
in molteplici realtà scolastiche, unite ad una costante riflessione
su ciò che favorisce il successo formativo di ragazzi e ragazze nella
costruzione dei loro progetti di vita.
Il progetto parte quest’anno in fase sperimentale con il coinvolgimento diretto di un numero di scuole limitato (circa una dozzina),
nella sola provincia di Bergamo.
Tuttavia tutte le scuole e i genitori interessati possono partecipare
agli incontri di progettazione e aderire – anche successivamente –
al progetto, contribuendo a fare dell’accoglienza un evento diffuso.
COSA viene proposto ai genitori già attivi nelle scuole?
• di attivarsi per progettare e realizzare il momento di accoglienza
nella propria scuola (in collaborazione con dirigenza e docenti).
• di restare in rete comunicando l’adesione al progetto e partecipando agli incontri di supporto alla progettazione e di valutazione
dell’esperienza.
• di promuovere gli incontri di formazione alla rappresentanza
presso i nuovi genitori della loro scuola.
Due date importanti:
• Sabato 29 settembre 2012, a Bergamo, in Piazzale degli Alpini,
Cerimonia di apertura dell’anno scolastico
• Sabato 17 novembre 2012, a Bergamo si celebrerà la Giornata
europea dei genitori e della scuola, occasione istituzionale per valorizzare le buone prassi di collaborazione tra scuola e famiglie attive
nel territorio.
L’evoluzione della giornata si è poi svolta con un splendida iniziativa nata in collaborazione col Comune di Sarnico, che ringraziamo
sentitamente, con il Comitato Genitori Sarnico, intesa come festa
dell’accoglienza per la scuola, e di tutti i ragazzi al lido “FONTANì”.
Complice una splendida giornata di sole, incastonata in una particolare cornice di colore delicato e settembrino, in un clima gioioso
e giocoso tutti i bambini e ragazzi intervenuti dai 4 ai 14 anni, sono
intrattenuti con giochi organizzati, staffette, giochi a tema, slalom, disegni, sotto l’occhio vigile di 5 animatori capitanati dalla D.ssa Rota
Elisa (laureata in psicopedagogia infantile ed esperta di problematiche della crescita e adolescenziali).
Non potevano di certo mancare i gonfiabili per la gioia di piccoli
e grandi, e servizio bibite, con cola, acqua, succhi di frutta, té, aranciate, (sono stati utilizzati oltre 1.200 bicchieri di plastica), e succose merende (a base di dolcetti, torte, biscotti, snack, patatine etc.)
gentilmente offerti dal gruppo COMITATO GENITORI SARNICO.
Un caloroso ringraziamento a tutti i volonterosi volontari che si
sono prestati per il miglior svolgimento della festa.
ACCOGLIERE PER PROGETTARE
La proposta si rivolge ai comitati e alle associazioni genitori perché promuovano nella loro scuola, in collaborazione con dirigenza,
docenti, e (dove significativo) figure del territorio, un momento /
percorso di accoglienza delle nuove famiglie che diventi occasione
per valorizzare e rafforzare (anche tramite la progettazione) la colN.B. ricordiamo a tutti i genitori di Sarnico che quest’anno ci salaborazione tra scuola e famiglie (e territorio).
ranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio d’Istituto, che rimarrà
in carica per 3 anni, inutile ricordarvi l’importanza di esserci per
ACCOGLIERE PER PARTECIPARE
Una scuola che accoglie (che non si limita a raccontare ma sa anche Sarnico e per tutti i nostri ragazzi, Sarnico non è mai stata rappreascoltare, comunica, interagisce) può promuovere appartenenza. sentata degnamente per mancanza di un numero adeguato di geSe i genitori si sentono parte della scuola, con un ruolo e un valore nitori in Consiglio d’Istituto, proprio perché non sono stati votati
non solo formale, si può dare senso e promuovere la partecipazio- dai genitori di Sarnico, la sola cosa da fare è ricordarsi di andare a
ne. Allora i genitori diventano rappresentanti (non per caso ma per votare nei tempi e nei luoghi (a scuola) che vi verranno comunicati
scelta) e si sentono sostenuti (con la formazione e la messa in rete). nei prossimi giorni.
(1)
Il "Gruppo per la collaborazione tra la scuola e le famiglie" è composto da: Ufficio X Bergamo; FoPAGS Bergamo (Forum Provinciale delle Associazioni dei
Genitori nella Scuola) di cui fanno parte AGeSC (Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche), A.Ge (Associazione Italiana Genitori), CGD (Coordinamento
Genitori Democratici); Coor.co.ge. Bergamo (Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni dei genitori delle scuole secondarie superiori della provincia di
Bergamo); Genitori e Scuola - Comitato di Bergamo. Il Gruppo si avvale della collaborazione del Centro Incontra per la genitorialità del Comune e della Provincia
di Bergamo e di Medas (Movimento Educativo per il diritto allo studio). Per maggiori informazioni sul gruppo visita il sito www.caos.bg.it
16 - ilPorto
Set. 2012
30° di sacerdozio: don Pierino
e la gioia di essere Prete e Alpino
C
seguiamo da anni. - dice un gruppo di suoi amici - Si sta bene con
lui: è un burlone, simpaticamente
scherzoso però molto serio nelle
cose importanti». Un ritratto che
nella sua semplicità è aderente
alla personalità di Mons. Sacella, un
modo per dimostrargli affetto e riempirgli il carniere di dolci pensieri.
Don Pierino - come noi di Sarnico
ancora lo chiamiamo - ha ereditato la passione per la caccia e per il
rispetto dell’ambiente ascoltando
i racconti del padre Gigi e dei parenti, cacciatori da sempre.
Giovanissimo prese la licenza di
caccia per vivere in prima persona
le emozioni che aveva sentito narrare. Una passione imposta dalla
cultura e dalla tradizione venatoria
della zona in cui è cresciuto, una
sorta di “eredità genetica” presente nei bergamaschi che prende il
sopravvento e li attrae verso questo mondo.
In occasione del suo XXV, sul Porto riferii alcune riflessioni su di lui
fatte dai suoi parrocchiani di Torre
Maina che nel mese di giugno gli
hanno fatto una gran festa.
Le ripropongo, non perché non
ho voglia di scriverne altre, ma in
quanto le ritengo ancora attuali.
Lo definirono “Il buon Samarita-
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a cura di Civis
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iovanni Paolo II diceva: «La vocazione è un
dono che Dio non nega
a nessuna comunità» aggiungendo «è come il buon seme
che cresce e fruttifica dove trova
la buona terra».
Il 15 agosto Sarnico ha festeggiato il XXX di sacerdozio di uno dei
suoi sacerdoti più amati: Mons.
Piero Sacella. Una cerimonia
semplice e senza eccessi, proprio
come semplice e misurato è sempre stato il festeggiato: Santa Messa di ringraziamento, abbraccio dei
suoi concittadini e cena al Ristorante “Panorama” con il parroco
don Luciano, i suoi amici e mamma
Caroli che amorevolmente lo ha
seguito nei suoi spostamenti.
Pierino Sacella nasce nel 1955 in
un territorio dove la terra è buona
e la gente operosa ed onesta, sa
congiungere la durezza del lavoro
al diletto del buon vivere. Pescatori, contadini e picaprede che da
sempre hanno insegnato che vivere è un’esperienza faticosa, ma
rappresenta una grande ricchezza.
Fu ordinato Sacerdote il 19 giugno
del 1982 e fino ad allora, gli alpini
erano per lui le “penne nere” e
non quei personaggi che operano a braccia tese e a mani aperte
a favore degli altri. Questi allegri
personaggi fecero poi presa su di
lui. Curato a Capriate dall’82 all’86
diventa Cappellano militare degli
alpini a Silandro dall’86 al 95 e a
Torino dal 95 al 97. L’11 ottobre
2000 riceve il titolo di Monsignore
e 5 anni dopo gli vengono assegnati i gradi di Tenente Colonnello.
I capelli imbiancano insieme alla
penna. Oggi è Cappellano presso
l’Accademia Militare di Modena,
ma vive a Torre Maina, ai piedi della collina modenese, nelle vicinanze di Maranello. «Noi di Sarnico lo
O
20 giugno 1982
Il giovane don Pierino
Sacella al termine
della sua prima Messa
battezza Elena, Marinella, Emanuele e
Alessandro
no” che agisce in base a ciò che
la situazione richiede senza seguire
leggi o dettami, un “Don”, non in
viaggio sulla strada che conduce
da Gerusalemme a Gerico, bensì
da Sarnico a Modena, senza avere
in testa il tipico Kefiah ma un più
rassicurante cappello d’alpino; la figura del viandante è sostituita dalla
sua Parrocchia a Torre Maina, una
vecchietta, un tempo di nobile stirpe ma che l’incuria degli uomini le
aveva tolto la dignità. Quell’uomo
mosso da compassione, si rimboccò le maniche, si aggiustò il cappello d’alpino e cominciò a curarle le
ferite. Bravo oltre che buono quel
Samaritano. Ha risanato la vecchia
signora fino a darle vita nuova. Un
viaggio, quello da Sarnico a Torre
Maina che Don Pierino non ha fatto da solo, i samaritani erano tanti
e a rimettere a nuovo la vecchietta
hanno contribuito anche un gruppo di volontari del luogo e gli alpini
di Sarnico, accolti dalla popolazione di Torre Maina con gioia, affetto
e …lambrusco, ospitati nelle loro
case a mangiare e a dormire per
riprendere il lavoro il giorno successivo con rinnovato entusiasmo.
Auguri don Pierino e grazie di tutto: per l'affetto che porti ancora
per la tua Sarnico, per la tua semplicità, la tua purezza di cuore, il
tuo carisma e per la passione che
metti in ogni cosa che fai.
Quello che ho scritto lo penso veramente, come pernso anche che
in occasione di una mia prossima
visita a Torre Maina -speriamo
presto- non mi farai mancare, oltre all'abbraccio sempre gradito
di mama Caroli, un piatto di salumi dei tuoi, il gnocco fritto ed una
bottiglia di Lambrusco.
Ti vogliamo bene!
Set. 2012
ilPorto - 17
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a cura del gruppo "La Casa"
Iniziative 2012-2013 del
Gruppo Diocesano "La casa"
Separati, Divorziati, risposati: nella Chiesa una "Casa" anche per loro
la sofferenza di questo divorzio.[...]
E poi, quanto a queste persone, dobbiamo dire che la Chiesa
le ama, ma esse devono vedere e sentire questo amore. Mi
sembra un grande compito di una parrocchia, di una comunità
cattolica, di fare realmente il possibile perché esse sentano di
essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non
possono ricevere l'Assoluzione e l'Eucaristia: devono vedere
che anche così vivono pienamente nella Chiesa. [...]
Che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede,
con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa e possano
vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché
servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell'amore,
del Matrimonio; e che questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico, ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede. Penso che
la loro sofferenza, se realmente inferiormente accettata, sia un
dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono
la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa».
Anche nell'omelia della S.Messa di domenica 3 giugno il Papa è tornato su questi temi:
«Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da
esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che
il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica.Vi incoraggio
a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le
diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza»
Facciamo tesoro di queste parole del Papa e cerchiamo di attuarle nelle nostre comunità, anche appoggiando e favorendo
le iniziative del gruppo diocesano "La Casa" che da anni sta sostenendo questa pastorale nella nostra diocesi. Le sue attività
sono indicate in un apposito dépliant a disposizione in parrocchia o anche contenute sul sito internet: www.lacasabg.it (tel.
035.278224, risponderà don Eugenio Zanetti).
Rimane comunque a tutti l'impegno di essere vicini con la preghiera e l'aiuto a coniugi, figli, parenti, amici coinvolti in queste
situazioni matrimoniali, affinchè davvero si sentano ancora amati
dal Signore e dalla sua Chiesa.
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el giugno scorso si è svolto a Milano il settimo incontro mondiale delle famiglie con la presenza del
Papa Benedetto XVI. Forse per la prima volta, tra i
tanti temi trattati, è stato dato uno spazio particolare
anche alle situazioni di separazione, divorzio o nuova unione;
non per sminuire il valore del matrimonio e della famiglia, ma
per richiamare il dovere della Chiesa di rimanere vicini anche a
queste persone.
Più che alle nostre parole, vogliamo dare spazio a quelle che
il Papa ci ha rivolto con tanta passione e accoramento. Nella
serata delle testimonianze di sabato 2 giugno, fra le risposte
che il Papa ha offerto su diverse problematiche ce n'è stata una
proprio su questi temi:
«Grazie per tutto quello che fate per aiutare queste persone
sofferenti. In realtà, questo problema dei divorziati risposati è Gli incontri del gruppo "La Casa" si terranno presso l'Oratorio
una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. E non abbiamo in via Monte Grappa 4; a Villongo S.Filastro il 1° martedì di
semplici ricette. La sofferenza è grande e possiamo solo aiutare ogni mese dalle 20,30 alle 22,30.
le parrocchie, i singoli ad aiutare queste persone a sopportare
18 - ilPorto
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Arcobaleno
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a cura della Redazione
M° Gian Carlo Corna: concerto a Ponte di Legno
Nell'ambito dell'edizione "Ponte di Legno classica 2012", lo scorso agosto
il M° Gian Carlo Corna si è esibito nella cittadina camuna nel corso della
tredicesima edizione degli Incontri musicali in ricordo di Papa Paolo VI.
Dal Centro Famiglia: segnalazione
Precisisamo che Il "Circolo la Famiglia", in Via Faccanoni, sede anche
della Bocciofila Pietro Tagliabue, non ha nulla a che fare con il "CENTRO
FAMIGLIA" in via Libertà 21.
Tale precisazione si rende necessaria in quanto molti cittadini hanno equivocato attribuendo a noi l’iniziativa del corso per l’uso computer che si
sta organizzando presso il suddetto Circolo.
La classe 1942 in festa per i 70 anni
I coscritti del '42 hanno organizzato per sabato 20 ottobre la festa dei 70 anni. Il pranzo si
terrà presso il ristorante "Al Poggio" (angolo fra Corso Europa e via Alpini). Il programma
prevede: ore 11.00 S. Messa in parrocchia per i coscritti defunti, ore 12.30 pranzo.
Per questioni organizzative confermare la partecipazione a Giuditta Rinaldi 035911144 Anna Carrara 035910498 - Luigino Belussi 035913219 - Gigi Picco 3292093039
Classe 1951 "pizza insieme"
Gli appartenenti alla classe 1951 si ritroveranno giovedì 18 ottobre alle ore 20.00 presso la
pizzeria Paris (ACLI) per un megapizza da festeggiare in allegria.
Neolaureata
Il 13 luglio 2012, presso la Facoltà di Economia dell’"Università degli Studi di Brescia", Chiara Albertinelli ha
conseguito la laurea magistrale in Consulenza Aziendale e
Libera Professione con la votazione di 110/110 e Lode,
presentando la tesi dal titolo: “La continuità dell’azienda in
crisi - il progetto di risanamento”.
La famiglia, i parenti e gli amici si congratulano con la neolaureata per il risultato raggiunto e le augurano un futuro
professionale pieno di soddisfazioni.
Complimenti anche dalla Redazione de "il Porto" che augura a Chiara un radioso futuro.
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ilPorto - 19
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Passpartù - Mini Cre 2012
a cura della Scuola Materna
Q
uest'anno abbiamo trascorso l'estate immersi
nelle parole.
Parole importanti, provenienti dal cuore, che
ci hanno permesso di comunicare sentimenti,
pensieri, idee e progetti.
Ogni settimana siamo stati accompagnati da una parola in
particolare che è diventata il nostro PASSPARTÙ, la chiave
per vivere la settimana in serenità, convinti che ogni parola,
al posto giusto, rende la vita più bella.
Le parole scelte, una per settimana, dovevano essere pronunciate ogni mattina da tutti i bambini, prima di passare
sotto al tunnel magico che li avrebbe catapultati nel mondo
del Mini Cre.
Prima settimana: AMICIZIA. I bambini attraverso particolari
giochi e attività si sono conosciuti, hanno scoperto nuovi
amici e ritrovato quelli di sempre. Per dare la giusta importanza alle nuove conoscenze ogni bambino ha realizzato un
libricino dove ha ritratto alcuni dei nuovi amici che porterà
nel cuore.
Nella seconda settimana ci ha fatto compagnia la FELICITA':
quella per l'inizio di una nuova avventura alla scoperta di
giochi, luoghi e nuove amicizie. I bambini hanno costruito
uno splendido aquilone che hanno liberato nel cielo.
La terza settimana la FANTASIA ha regnato sovrana e i
bambini si sono sbizzarriti creando fantastici vasetti di sale
colorato.
Per concludere la nostra estate, GRAZIE è stato il PASSPARTU per l'ultima settimana. I bambini hanno ringraziato i loro
genitori, per aver permesso loro di divertirsi e giocare insieme a tanti amici e le insegnanti, per averli accompagnati
in questo breve percorso ludico. Ultimi, ma non per importanza, gli amici che hanno condiviso con loro una caldissima,
ma divertentissima estate.
20 - ilPorto
Set. 2012
Ma cosa credete?!? Non abbiamo fatto solo questo!
Abbiamo anche passeggiato per il paese mangiando pizzette, caramelle e altre specialità; siamo stati a giocare a mini
golf, abbiamo trascorso alcune mattinate in diversi parchi
gioco di Sarnico divertendoci tantissimo e infine abbiamo
trascorso due splendide giornate al Parco Lido Nettuno,
dove abbiamo giocato tutto il giorno in libertà e abbiamo
fatto uno splendido pic-nic tutti insieme.
Il caldo ci ha permesso di fare il bagno anche nelle nostre
bellissime piscinette, giocare con l'acqua, schizzarci, lottare
con le pistole ad acqua e anche con i palloncini.
Insomma è stata un'estate divertentissima per tutti!
A questo punto vogliamo fare alcuni ringraziamenti speciali
per l'aiuto, la disponibilità e l'amore che hanno dimostrato
verso i bambini: Bohèm-BonBon per le sue dolci caramelle,
Mini-golf per le sue fantastiche piste, panificio Ghisalberti
per le buonissime pizzette, Sebinotour per suo magico bus
e la gelateria Gusto che ha rinfrescato le nostre giornate
con un buonissimo gelato.
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Casa di riposo A. Faccanoni
a cura di Mario Sacella
Con gli ultimi interventi, il bilancio della Casa di Riposo è in sicurezza
Il mancato accreditamento da parte dell'ASL - scontato senza l’intervento immobiliare - sarebbe equivalso alla chiusura
della Casa di Riposo
La casa di
Riposo vista
dall'elicottero
Foto Sandro
Bellini
22 - ilPorto
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n questi ultimi mesi si sono letti continui e ripetuti attacchi alla Casa
di Riposo.
Lasciando alla politica la competenza di rispondere a chi denuncia scarsa trasparenza nella gestione, credo che, di fronte ad esternazioni così
forti da immaginare addirittura un default del Comune di Sarnico, sia giusto trasmettere un po' di serenità a chi vive la Casa di Riposo, ospiti, familiari, dipendenti e volontari, che umanamente immagino preoccupati.
Sono nel Consiglio della Casa di Riposo dal 2004 con il compito di curarne la gestione economica e finanziaria, compito certamente defilato
rispetto a quello dei principali attori, Presidente e Parroco a cui spettano
decisioni importanti e partecipazione attiva per il buon andamento della struttura, ma comunque importante visto l'essenzialità del rigore nei
conti - oggi - per la sopravvivenza della Casa di Riposo, essendo venuti a
mancare negli anni gli interventi generosi delle famiglie fondatrici, Bortolotti e Colombo.
L'equilibrio di bilancio è stata una priorità di fronte anche all'esigenza di
affrontare l'importante investimento sulla struttura, da diversi anni non
più adeguata alle normative in tema di assistenza sanitaria.
Per i non addetti ai lavori credo sia importante sapere che il mancato
accreditamento da parte delle autorità competenti (ASL) – praticamente
scontato senza l’intervento immobiliare – sarebbe equivalso alla chiusura
della Casa di Riposo.
Set. 2012
Dopo una prima netta revisione
dell'organizzazione dolorosa ed impopolare sotto certi aspetti, ma altrettanto necessaria per ricondurre
l'Ente in una situazione di autosufficienza, all'epoca molto lontana, si è
focalizzata l'attenzione su un intervento certamente di non semplice
gestione.
I numeri sono noti. L'opera ha impegnato risorse per 9 milioni di
euro così recuperate:
- euro 4.500.000 dalla cessione della
vecchia Casa di Riposo
- euro 4.000.000 dalla concessione di un finanziamento ipotecario
sul terreno donato dal Comune di
Sarnico
- euro 500.000 (ca) dalle risultanze
della gestione ordinaria di cassa.
Avendone la possibilità si decise,
all'interno del progetto, di creare
a latere della struttura di 70 posti,
una unità supplementare (30 posti)
che potesse nel tempo compensare le maggiori esigenze finanziarie
derivanti dal mutuo, in attesa eventualmente di nuove concessioni in
accreditamento da parte della Regione.
I costi molto elevati - devono essere mantenuti gli standards voluti
dall'Asl - hanno reso poco accessibile questa parte della struttura,
anche se le occupazioni occasionali
sino ad oggi non sono mai state sotto le 8 unità.
Capire realmente i costi gestionali
della nuova struttura non è stato
immediato, tuttavia le previsioni si
sono rivelate abbastanza attendibili.
Chiuso in sostanziale pareggio il
primo esercizio nella Nuova Sede,
in sede di approvazione si è condivisa la necessità di trovare
ricavi alternativi che potessero in qualche modo proteggere da
eventi straordinari, che in una struttura come la nostra sono
all'ordine del giorno.
Oltre a piccoli interventi organizzativi si è decisa la realizzazione di un impianto fotovoltaico che, per dimensione, potesse
soddisfare le esigenze di energia della Casa, permettendo anche
l'incasso di interessanti incentivi dal GSE. Qui, con estrema
consapevolezza, ci si è assunti il rischio di vedere “eticamente”
criticata la decisione di affidare l'appalto ad una società vicina al
Presidente, ma le condizioni per sostenere l'investimento (tempi e garanzie) in quel momento non consentivano alternative.
Con gli ultimi interventi il bilancio della Casa di Riposo è in sicurezza e l'esercizio in corso chiuderà, salvo eventi al momento inimmaginabili, in sostanziale pareggio, senza tener conto di
partite straordinarie in entrata ancora da realizzare che potrebbero tornare utili magari per ridurre parzialmente l'importo del
mutuo.
Un sentito grazie alle "Volontarie della Casa di Riposo"
a cura di Civis
A
Persone normali che fanno cose speciali o persone speciali che fanno cose normali?
lla “Casa di Riposo Faccanoni” c’è sempre tanto da fare e la crisi
certamente non aiuta. L'ospitalità all'anziano deve costantemente
rinnovarsi e non sempre l’intervento pubblico basta a soddisfare
le tante necessità. Ed allora Bepina, Virginia, Pierina e Titti lasciano
i loro impegni di mamme, mogli e nonne per dedicarsi gratuitamente con
passione, entusiasmo e soprattutto cuore, alla cura della Casa di riposo del
loro paese: non il “Ricovero vecchi” come veniva chiamato, ma un “mondo
speciale” che merita attenzioni speciali. Con cura aggiustano e cuciono federe, lenzuola e coperte, stirano tonnellate di indumenti e tovaglie. Alcune
di loro fino a pochi anni fa confezionavano personalmente la biancheria
per i letti degli ospiti. Un impegno anche contro lo spreco, perché grazie ad
un’accurata attività di selezione di quanto loro stesse raccolgono, ridanno
vita a qualcosa di utile che invece sarebbe finito nella discarica.
«Ma non è tutto - precisa Lidia Gervasoni, coordinatrice delle volontarie - ci sono anche Antonia, Cecilia, Zita, Ernestina, Rosa e Ada
tutte pensionate di Sarnico tra i 70 e gli 80 anni che da oltre un ventennio passano il paese al setaccio, alla ricerca dei premi da mettere in
palio alla pesca benefica che propongono annualmente. E se quanto raccolto non è sufficiente, realizzano loro stesse ciò che è necessario
fino a riempire quasi del tutto la chiesetta di San Rocco, messa a disposizione per la pesca benefica. Se qualcosa rimane invenduto, non
importa, verrà riciclato l’anno successivo».
È sorprendente pensare come lo scorso anno, in quindici giorni, siano riuscite nell’intento di regalare alla Casa di Riposo un elettrocardiografo computerizzato altamente tecnologico ed altre attrezzature di igienizzazione di presidi sanitari del valore di quasi 12.000 euro. Il 10
agosto di quest'anno hanno terminato la loro "Pesca di Beneficenza" ricavando 7.000 euro per poter acquistare un secondo apparecchio
per il lavaggio e la disinfezione di apparecchiature igieniche, accessorio fondamentale per il lavoro quotidiano delle infermiere che garantisce agli ospiti una protezione igienica conto le infezioni.
Al termine di questo impegno hanno inviato alla redazione de "il Porto" due righe, ma non per autoincensarsi, solamente per ringraziare
«tutte le persone che hanno voluto partecipare con il loro contributo e in particolare don Luciano che ci ha gentilmente ospitato nella
chiesetta di San Rocco». Una lezione di umiltà e di carità cristiana che ci ha toccato e invogliato a scrivere di loro.
«Un fermento di entusiasmo - afferma il direttore sanitario dott. Evelino Barcella - che ha dato in questi anni risultati incredibili e grazie a
loro abbiamo potuto acquisire fondamentali apparecchiature: un saturimetro che permette, in emergenza, la rilevazione della saturazione
arteriosa e della frequenza cardiaca, un apparecchio per la radioterapia, un imprecisato numero di sedie a rotelle, apparecchi per aerosol,
vasca per idromassaggio, oltre a tutta la biancheria piana e i tovagliati. Non sono un contabile ma credo che i fondi raccolti in questi anni
per la Casa di Riposo abbiano un valore ben più elevato di quanto si possa immaginare».
Persone normali che fanno cose speciali, riservate nel loro altruismo che non ostentano divise o simboli ma che hanno l'obiettivo di fare,
non chissà cosa, ma lavorare per qualcosa ed è questo che le rende invece “persone speciali”. La visibilità la concedono solo quando organizzano la lotteria. Pensare però che operino solo per la raccolta fondi vorrebbe dire sminuire gli altri aspetti del servizio che esercitano
e lo spirito collaborativo che le anima.
Ma perché di queste persone alcuni giornali della nostra zona non ne parlano mai? Perché la loro attività dev'essere eclusivamente orientata ad un informazione di parte caratterizzata da espressioni forti e di grande effetto?!
Queste donne meravigliose ci insegnano invece che non bisogna limitarsi alle parole, ma che occorre adoperarsi tangibilmente a favore
di chi necessita di avere accanto chi porga una mano e offra loro un sorriso.
Set. 2012
ilPorto - 23
Anch'io a scuola grazie a te...
a cura di Carla Casati - Commissione testimonianza
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Le vacanze sono finite e il nuovo anno scolastico è iniziato,
le aspettative dei genitori sono tante e le novità per i bambini altrettante. Purtroppo c’è anche la dura realtà lavorativaeconomica di tante famiglie che continuano ad interpellare le
comunità cristiane.
Come l’anno scorso, anche quest’anno, in collaborazione con il Comune, la Scuola materna, la Parrocchia e l’Associazione Laboratorio Famiglie Solidali, si vogliono sostenere economicamente queste
famiglie che stanno facendo fatica ad arrivare alla fine del mese.
Frequentare la scuola materna per un bambino è un’opportunità
importante, da non sottovalutare, per la crescita, la socializzazione,
la serenità e il benessere di questi piccoli che rimanendo a casa patirebbero un ulteriore discrimine rispetto ai coetanei più fortunati
di loro. Quindi si chiede un aiuto a tutte quelle persone che, sup-
portate dalla propria sensibilità e carità umana e cristiana, credono
che la miglior testimonianza alla propria fede stia nella frase «Tutto
quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli
più piccoli, l’avete fatto a me». (Mt 25,40).
L’anno scorso con il vostro aiuto siamo riusciti ad aiutare cinque
famiglie per un totale di 3.000 euro, quest’anno ne abbiamo già in
lista sette ma nell'arco dell'anno, visto i tempi che corrono, potrebbero aumentare.
Il contributo potete portarlo in busta chiusa in casa parrocchiale o
al Centro di Primo Ascolto, tutte le mattine dalle 9 alle 10, oppure
ai membri della commissione testimonianza.
Oltre al buon uso del vostro sostegno, si garantirà l’anonimato.
Grazie infinite per l’aiuto che ci avete dato e grazie per quello che
ci darete!
Aperto lo "Spazio gioco"
L
e mamme volontarie
dell’Associazione ricordano
che lo Spazio Gioco è aperto da martedì 25 settembre nei
giorni di: MARTEDÌ e VENERDÌ dalle 9,30 alle 11,30
MERCOLEDÌ e GIOVEDÌ
dalle 16,00 alle 18,00
Le porte dello Spazio Gioco
sono aperte a tutte le famiglie che hanno i bambini tra gli 0 e i 6 anni, che
vogliono divertirsi e confrontarsi con grandi e piccoli.
Le porte dell’Associazione, inoltre, sono aperte a tutte quelle persone di
buona volontà che vogliono mettersi in gioco nell’ambito del volontariato.
Per informazioni contattare Carla 340 3113005
Il "Grazie" di Maria e Anna dall'Ecuador
Quito, 30 agosto 2012
C
arissimi don Luciano e don Loris, carissimi amici del Gruppo Missionari, carissimi bambini del catechismo, carissimi catechisti, carissimi tutti della Parrocchia di Sarnico.
Sono giunti i frutti della vostra generosità. Insieme ad Anna (Maura) vi ringraziamo di cuore.
Commuove pensare allo sforzo di tutti voi, alla generosità del vostro cuore verso questa gente a
voi sconosciuta.
Ognuno di voi, anche chi ha donato tanto ed ha voluto essere “nascosto”, è un segno della Bontà di Dio per
chi soffre e spera.
Vi ringrazio ancora di cuore a nome di questi ammalati, vi abbracciamo tutti, uno ad uno, con tanto affetto e
bene.
Vostre Maria e Anna
24 - ilPorto
Set. 2012
A
Paolo Ravelli "Capogruppo"
seguito della scomparsa del suo stimatissimo Capogruppo
Angelo Ravelli, avvenuta il 5 giugno scorso, il gruppo alpini
comunica ha ricostituito un nuovo Consiglio e nominato
Capogruppo il figlio Paolo Ravelli, giudicato unanimemente valido per assolvere il compito che così lodevolmente aveva svolto il padre.
Sono state inoltre assegnate le cariche sociali distribuite con l'intento di ritrovare la forza per proseguire l'opera che, con eccezionale
abnegazione, ha sempre svolto il compianto Angelo.
In tutti i componenti del nuovo Consiglio si è sviluppata un'univoca
convinzione che ciascuno dovrà adoprarsi per cercare di svolgere,
per quanto possibile, le funzioni prima assolte con entusiasmo, tenacia, serietà e passione dal compianto Capogruppo del quale non
a cura dell'Alpino Gigi Picco
possiamo non ricordare lo spirito con il quale svolgeva i compiti che
la comunità gli affidava, con la certezza che sarebbero stati assolti.
Chi veniva chiamato da lui per collaborare si sentiva investito di una
responsabilità intima, eccezionale e profonda. La richiesta di aiuto,
trasmessa in modo amichevole e personale, si concludeva ogni volta
con le parole: «Me racomande!».
Il nuovo Capogruppo ha distribuito incarichi specifici, affidati secondo le caratteristiche di ciascuno, non dimenticando gli "Amici degli
Alpini" cioè coloro che pur non essendo penne nere sono iscritti e
che si sono sempre prodigati nell'espletamento delle mansioni affidate. A loro l'invito a continuare apartecipare alle riunioni del primo
lunedì del mese.
Nella foto (anno 2003) al centro Angelo e Paolo Ravelli
Set. 2012
ilPorto - 25
26 - ilPorto
Set. 2012
Centro Tennis Comunale
di via Cortivo
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a cura del Centro Tennis Comunale
"Competitività, crescita e divertimento"
Il circolo tennis di via Cortivo continua a crescere con nuovi innesti e giovani di valore
Alcuni allievi
della "Scuola
Tennis 2012"
con il Maestro
Oscar Sacella
A
l termine dell'anno agonistico-sportivo 2012 il
Centro Tennis Comunale di Sarnico, tracciando un bilancio della propria attività, può sicuramente essere soddifatto per i risultati ottenuti,
frutto degli sforzi profusi negli scorsi anni. Competitività,
crescita e divertimento sono state le parole d'ordine del
sodalizio di via Cortivo.
Il 2012 è stato infatti la prosecuzione di un intenso 2011
che ha confermato il fermento, la passione e la costante
crescita del sodalizio presieduto dal Maestro Nazionale
Federale Oscar Sacella.
Numerose le squadre iscritte ai campionati, sia di Coppa
Italia maschile e femminile, che a livello giovanile.
Tra queste da segnalare il successo della squadra femminile in "Coppa Comitato Lombardo" a livello regionale
N.C. (Coppa Italia), l’ottimo comportamento nel "Campionato Regionale" della squadra Under 12 maschile, il
raggiungimento del tabellone nazionale da parte della
squadra Over 40, la partecipazione al campionato di serie C maschile ed infine il raggiungimento delle finali nei
campionati Juniores femminile e Under 14 maschile.
Grazie al supporto dei nostri sponsor che, nonostante il
momento di crisi economica che stiamo attraversando
hanno continuato a sostenerci, abbiamo potuto organizzare tre importanti manifestazioni sportive:
Il Torneo Nazionale IV categoria singolare maschile, il
Torneo Regionale Circuito Orobico giovanile e il Torneo
Nazionale di III Categoria Limitato.
Il circolo è sempre stato presente alle competizioni amatoriali con il Torneo Sociale, il Torneo Permanente invernale e la 12 ore di tennis.
Il Centro Tennis Comunale ha partecipato attivamente
anche alla "Sarnico Sport" e ha dato anche quest'anno,
fino al 21 settembre, la possibilità a tutti i ragazzi dai 4
ai 18 anni di conoscere il tennis che, oltre a favorire coordinazione e concentrazione, sviluppa l’autocontrollo e
l’educazione al fair-play. Proprio per questo sono state
proposte prove gratuite per l’approccio a questa disciplina sportiva, e da lunedì 1 ottobre avrà inizio la "Scuola
Tennis 2012-2013".
Rimane sempre la possibilità a tutti di usufruire del campo dal lunedì al sabato (9.00 - 23.00) e la domenica (9.00
- 18.00).
Per informazioni contattare il Maestro Oscar Sacella al
n. 329.0209064
Set. 2012
ilPorto - 27
A S S O C I A Z I O N I
a cura del segretario Mario Bravi
57^ Fiera della Caccia:
grazie Caligola!
La fiera per chi la vive, per chi lavora duro per
prepararla, è qualche cosa di unico, straordinario
Lino Mussinelli
(classe 1934)
con "Mirca",
segugio a pelo
liscio premiata
come il più bel
cane da caccia
del paese
28 - ilPorto
S
i, avete letto bene: nessun errore
di stampa nel titolo, grazie Caligola!
Grazie all’equatoriale ciclone d’aria
torrida che il 15 Agosto ha soffiato
su tutta Italia, facendo schizzare le colonnine di mercurio a 38° gradi. Così, irrimediabilmente, le entrate alla 57° Fiera della
Caccia hanno fatto registrare il “minimo
storico” da quando l’evento è inserito
nella splendida cornice del Lido di Nettuno.
Mi par di sentire già i vostri commenti:
“Ma sei impazzito? Il troppo caldo ti ha
fritto il cervello?”, no … ho solo cambiato l’angolazione da cui fare considerazioni. Non lo dico tanto per dire, non per
accontentarmi, ma lo dico convinto. La
“colpa” di questa mia strana posizione è
imputabile a un mio omonimo cacciatore
… con qualche “stagione venatoria” alle
spalle in più di me. Alle 19:00 del 15 AgoSet. 2012
sto ero seduto al Bar del Lido e non si poteva certo dire che sul mio
volto trapelasse allegria. Lo ammetto, mi aspettavo il “botto”. Attendevo la replica della “Fiera dei record” del 2008 con 8000 persone
che avevano invaso il Lido. Nell’ insonne notte del 14 Agosto sognavo ad occhi aperti questa cosa, le stelle splendevano e le previsioni
meteo non lasciavano dubbi: 15 Agosto al sole!
Ma non è andata così, davanti ad una birra fresca per calmare l’arsura stavo cercando d’incassare il “colpo subito” quando il mio omonimo “collega” mi chiede: «Che c’è Mario?», «Cosa vuoi che ci sia
… le entrate sono andate male» rispondo io. Lui mi guarda, sorride
e ribatte :«Lascia perdere i numeri Mario, non capisci … pensa alla
giornata che hai passato, pensa a quello che puoi vivere grazie alla
nostra passione». C’è voluto un mese per pensarci, non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta e devo dire che aveva ragione lui. La Fiera
è per chi la vive, per chi lavora duro per prepararla, qualche cosa
di unico, straordinario. Non si può pensare che non ci sia la Fiera, è
come immaginare un anno senza il 1° di Gennaio: matematicamente
impossibile. È motivo d’orgoglio per Sarnico e i suoi cacciatori (forse
non tutti sanno che è fra le cinque fiere venatorie più importanti di
tutta la Lombardia), la Fiera è passione. Passione non quantificabile,
non calcolabile, non traducibile in entrate od uscite. Passione allo
stato puro, “senza se e senza ma” … come la caccia. Una passione
che ti permette di vivere e sentirti vivo. Una passione che non permette ai numeri di invaderti , ti protegge dal mero metro “quantitativo” dandoti la possibilità di vivere esperienze “qualitative”.
Quindi grazie a tutti quelli che si sono impegnati per realizzare la
nostra fiera, grazie alla “vecchia guardia” che resiste e persiste senza
mollare nonostante le primavere che avanzano …grazie Caligola,
per avermi permesso di riscoprire l’essenza della mia passione.
Termino con vero spirito di confronto, e senza voler far polemica,
chiedendo a chi ci dipinge come dei sadici killer che sfogano animalesche pulsioni ammazzando in maniera indiscriminata e spietata qualsiasi creatura vivente, di venire a conoscere il nostro mondo. Venite
a vedere quanta dedizione, quanta passione mettiamo nella pratica
della nostra attività che ci fa sperimentare nell’essere parte di “qualcosa di più grande”. Un qualcosa di cui non possiamo disporre a nostro piacimento ma di cui possiamo sentirci parte, un qualcosa che
siamo chiamati a rispettare e a curare responsabilmente in qualità
di uomini. Questo qualcosa è il “creato” e la nostra passione ci permette d’abbassare la soglia d’onnipotenza presente in tutti gli uomini
“moderni” (noi compresi), ricordandoci che anche noi abbiamo dei
limiti e non possiamo sempre fare e disfare a nostro piacimento.
Ritornare a qualche novità
a cura di
don Loris
P
uò sembrare confuso e
fuorviante il titolo di questo articolo p: non è una
svista, o uno delirio del
sottoscritto, ma il tentativo di sintetizzare l’obiettivo di questo scritto.
In quello che leggerete non troverete grosse novità, ma un rinnovato
invito a considerare seriamente il tempo della catechesi dei ragazzi.
Quanto segue è frutto della riflessione del gruppo catechisti, scaturita anche dalle considerazioni e
pareri raccolti presso i genitori. Cominciamo ad entrare nella logica che la catechesi non deve necessariamente seguire il ritmo delle classi scolastiche. Per la comunità di Sarnico d’ora in poi esisteranno
due trienni di preparazione ai sacramenti:
• Il primo è quello di preparazione alla Prima comunione, che prevede nel secondo anno la Prima
confessione. Idealmente corrisponde alla 2°, 3°e 4°classe della scuola primaria.
• Il secondo triennio è quello di preparazione alla Cresima che idealmente corrisponde alla 5° classe
della primaria e alla 1° e 2° classe della secondaria.
Cosa significa idealmente? Che continuiamo ad avere come riferimento la scansione scolastica degli
anni, ma ogni famiglia sa anche che è necessario svolgere l’intero percorso per accostarsi ad un sacramento. Sarà la frequenza al cammino di preparazione che permetterà di ricevere un sacramento,
e non l’appartenenza ad una certa classe scolastica.
Ogni famiglia che sceglie di far partecipare i propri figli alla catechesi sa di dover percorrere interamente questo percorso, senza la possibilità di “saltare” uno o più anni.
La partecipazione ad almeno 2/3 del percorso di un anno garantisce la continuazione
del cammino. Anche ai genitori è chiesto di vivere con cura e attenzione il tempo
della preparazione ai sacramenti dei figli: per questo motivo negli anni si è passati dagli
incontri serali al cosiddetto Family Day. Questo viene esteso e modificato nella sua
forma: perché sia un cammino fruttuoso deve proporre ed avere uno sguardo diverso sugli adulti;
deve stimolare una formazione dei catechisti per poter tenere gli incontri in modo adeguato; deve
essere un percorso dove una parte della comunità aiuta e accompagna gli adulti.
Concretamente la proposta si articola in questo modo:
• Nella domenica della presentazione di una classe che riceve un sacramento, dopo la partecipazione alla messa delle 9.30 si svolgerà per i genitori un incontro di riflessione. Dopo il pranzo condiviso
insieme in oratorio ci sarà il momento di restituzione e preghiera, e la conclusione.
• Il secondo incontro si terrà nel mese di febbraio con tutte e tre le classi presenti; ed infine l’ultimo
incontro quello del ritiro, di poco precedente alla celebrazione del sacramento.
In conclusione questo può apparire un percorso duro: in fondo non è più di quanto si è sempre
chiesto. Prima di tutto si chiede di esserci, e di crederci. Si chiede di essere fedeli ad un impegno che
ciascuno liberamente si prende.
La presenza non è tutto, e non basta, ma è il punto di partenza fondamentale. Tutto questo insieme
ad un momento che è vita vissuta, cammino che si realizza passo dopo passo, la messa domenicale:
qui vi aspettiamo per soffrire e gioire insieme come comunità nel Signore!
Le proiezioni cinematografiche al Cine Teatro
Junior riprenderanno
sabato 27 ottobre 2012.
Vi aspettiamo numerosi!
Modulo iscrizione catechesi
Montecampione – Campo medie 2012
N
on è estate senza il campo scuola dell’oratorio! Così anche quest’anno, come di consueto,
il nostro instancabile don ha organizzato, con l’aiuto degli animatori, il campo scuola per
noi ragazzi delle medie. Dal 22 al 29 luglio siamo stati a Montecampione e abbiamo passato
un’indimenticabile settimana in compagnia, lontano dalle grinfie dei genitori. La prima sera si
è rivelata un po’ traumatica: il freddo e la pioggia ci hanno lasciato un po’ storditi, ma la cena e la prima
serata insieme ci hanno aiutato ad entrare nel clima. Le giornate erano piuttosto simili tra di loro, sebbene ognuna sia stata speciale: la mattina dopo colazione, ci riunivamo all’aperto per la preghiera quotidiana e, successivamente, ci dividevamo nelle quattro squadre per discutere e commentare insieme le
proposte del tema del campo: il tempo. Dopo pranzo ci divertivamo tutto il pomeriggio con dei giochi
a squadre. E la sera dopo cena ci preparavamo per le serate: chi chiedeva al don cosa avremmo fatto
durante la serata si sentiva rispondere: cerchiamo di conquistare il mondo! Così ogni serata era una
sorpresa e si rivelava la parte più bella della giornata, sempre diversa e magica; in particolare la serata
più speciale è stata l’ultima, quella danzante, prolungatasi fino quasi all’una di notte. Non sono mancate
le camminate, dove siamo stati messi alla prova e il grande gioco notturno a sorpresa, quando ormai
eravamo convinti di riposare tranquilli.
In men che non si dica è volata una settimana che ha segnato la nostra estate ed è diventata una delle
settimane più belle della nostra vita.
Vorremmo approfittare di questo articolo per ringraziare di cuore il don, gli animatori Miriana Belussi,
Elisabetta Cadei, Rebecca Campigli, Simone Belometti, Stefano Nicoli, Stefano Grassi, Fabio Vigani, Mario Gallinelli, Matteo Cadei, Federico Zonca, Giacomo Pansera, Alberto Vignoni, i cuochi e tutti coloro
che con il loro impegno e disponibilità, hanno reso possibile questa nuova meravigliosa esperienza.
Ilaria Cisco - Arianna Marini - Simona Oberti - Giulia Volpi - Serena Belussi
Ponte di Legno - Campo estivo ADO 2012
S
ono stati dieci giorni
che hanno lasciato davvero il segno.
Tra giochi, momenti di
preghiera, passeggiate in montagna, scherzi notturni e risate
senza fine, è già arrivato il momento di tornare a casa.
Tutto quello che ci rimane però
è un bellissimo ricordo, impossibile da definire con un solo aggettivo.
Sono stati momenti che ci hanno
fatto crescere, accompagnati da
momenti positivi di gioia, senza
nascondere quelli negativi.
Gli argomenti che abbiamo tratA cura di
tato ci hanno fatto riflettere e confrontare: parlare del nostro corpo, di quanCarlotta Freti
to è bello e prezioso, scoprire come facilmente lo si può rovinare e distruggere è stata un’occasione da non sprecare.
Avevamo inoltre la consapevolezza di alloggiare in una casa per ferie realizzata in ricordo di Samuele, morto nel 2004 all’età di diciannove anni, stroncato
da un tumore.
Anche la storia che abbiamo conosciuto di Giulia Gabrieli, morta
nel 2011 a quattordici anni a causa del cancro che l’ha colpita, è
comune a quella di Samuele.
E allora dobbiamo ringraziare
Giulia e Samuele che ci hanno
fatto maturare, don Loris che
non demorde mai e organizza
sempre il campo scuola, Graziella, Luisa e Federico, perché senza
di loro non ci saremmo mai sfamati a sufficienza.
Poi grazie a Luca e Massimo che
se non si fossero inventati i loro
giochi impossibili, non sarebbe
stata la stessa cosa. E infine grazie all’armonia che si è creata, alle
amicizie e alle nuove conoscenze.
“Con la pioggia o la tempesta, ma col cuore sempre in festa, canteremo ancora fino all’aurora.”
C
Route estiva 2012
osì è cominciato il nostro viaggio
alla scoperta della Corsica: un salto
sul primo treno per Milano e poi di
corsa al porto di Genova per imbarcarci, entusiasti e desiderosi di arrivare sull’isola.
Dopo una lunga, umida e insonne nottata,
le luci di una meravigliosa e accesa alba ci
hanno fatto ammirare la costa corsa.
Arrivati a Bastia abbiamo preso un trenino
per raggiungere Calvi, cittadina situata dalla
parte opposta dell’isola.
Nei giorni seguenti abbiamo intrapreso a
piedi lo stesso percorso fatto con il treno,
ma al contrario, con meta Bastia.
Purtroppo, giunti alla località di Belgodere,
vista l’impossibilità di attraversare il deserto
Des Agriates, abbiamo cambiato itinerario,
decidendo di percorrere in lungo il cosiddetto “indice” dell’isola.
Sono stati giorni di cammino e fatica, ma
soprattutto di intenso legame e profonda
unità, riscoprendo la bellezza della comunità e della natura circostante.
Il tema approfondito è stato quello della Libertà, affrontato da tutti con grande interesse e partecipazione.
Il percorso si è concluso con due magnifiche
veglie: una organizzata dai capi, con lo splendido sfondo di una spiaggia al tramonto; l’altra da noi.
E’ stata una route all’insegna del cammino e
della fede, di canti a squarciagola e di risate
sincere.
Ringraziamo tutti per questa fantastica avventura, un caloroso abbraccio.
a cura de: Il Clan “La Brace”
Roberta Parigi
T
utta la comunità parrocchiale di Sarnico gioisce accogliendo la notizia dei primi voti di Roberta Parigi
presso la Comunità Missionaria di Villaregia.Vogliamo assicurare a lei la nostra preghiera in questo
passo così importante, ed allo stesso tempo continuare ad invocare il dono
dello Spirito perchè sempre nuove vocazioni sorgano in mezzo ai giovani.
cmv Comunità Missionaria di Villaregia
Lonato del Garda
15 settembre 2012
Carissima comunità parrocchiale di
Sarnico,
Carissimi don Luciano e don Loris,
con il cuore pieno di gioia di sapermi figlia
amata del Padre vi scrivo per condividere
un importante passo del mio cammino di
donazione a Dio e ai fratelli.
Il 28 ottobre 2012, alle 10.30, presso la nostra casa di Lonato del Garda (BS), celebrerò per la prima volta i voti
di povertà, castità, obbedienza e comunità
per la missione ad gentes, come missionaria
della comunità missionaria di Villaregia.
Durante questa celebrazione, insieme a
me, consegneranno il loro Sì al Signore altri
due fratelli missionari, Alessio Rais, e Rossella Rebaioli, e due coppie di sposi missio-
nari, Fabrizia e Gabriele
Bettini, Lidia e Andrea
Campana.
Nella stessa celebrazione Katjuscia Baraldi,
esprimerà la definitività della sua appartenenza a Dio come missionaria, con i voti
perpetui.
Giungo a questo momento desiderosa di
realizzare il progetto di Dio sulla mia vita,
ricca di gratitudine verso lui che mi ha scelto per partecipare alla costruzione del Suo
Regno e continua a sostenermi con il suo
amore misericordioso.
Nell’offerta del mio piccolo Sì mi sento sostenuta dall’affetto e la vicinanza della mia
famiglia, della Comunità e dei tanti fratelli e
amici incontrati lungo il cammino.
Un saluto fraterno carico di affetto.
Roberta Parigi c.m.
C.S.I. Oratorio
SARNICOSPORT
Dal 7 al
9 settembre, presso il Lido Nettuno, si è svolta
l’edizione 2012 della SARNICOSPORT.
Manifestazione alla quale hanno partecipato moltissime Associazioni Sportive che hanno presentato le loro proposte in ambito agonistico e non, a
tutti i visitatori.
Anche noi vi abbiamo preso parte presentando
tutte le attività in programma per A.S. 2012/2013
e che di seguito vi presentiamo:
• Grande successo ha avuto la
possibilità di “provare” a pagaiare con le nostre imbarcazioni:
sono arrivate talmente tante richieste che ad un certo punto
abbiamo dovuto esporre il cartello “POSTI ESAURITI”.
• I due tornei di BEACH VOLLEY organizzati
come sempre in maniera egregia dai ns. collaboratori/allenatori Carlo ed Elena. Come di consueto,
partenza SABATO 8 Settembre ore 9-21.30 con il
Torneo Amatoriale 3x3 Misto che ha visto cimentarsi sulla sabbia 18 squadre composte da giocatori/giocatrici più o meno giovani (dai 16 ai 40 anni e
oltre…), per poi proseguire DOMENICA 9 Settembre ore 9-22 con il torneo “Professional” 2x2
Misto che ha visto sfidarsi coppie di buon livello.
Divertimento, sport, amicizia, lealtà e bel tempo
(a differenza dello scorso anno in cui il campo si
era trasformato in una piscina…) hanno fatto da
protagonisti, insieme a tutti gli atleti/partecipanti.
Per concludere, i ringraziamenti vanno a chi ha
organizzato, a chi ha sudato in campo, a chi ha collaborato. Un doveroso grazie va anche a Diego
ed Anteo che hanno preziosamente collaborato
alla buona riuscita di entrambi i tornei. È sempre
emozionante arrivare la domenica sera, stressati,
stanchi, ma soddisfatti per la buona riuscita della
manifestazione, soprattutto se sono i partecipanti
(provenienti, oltre che da Sarnico, da paesi sparsi
per le province di Bergamo e Brescia) a compli-
mentarsi per quanto organizzato.
• Nel pomeriggio di domenica abbiamo organizzato due triangolari di CALCIO nel campetto di
erba sintetica per le formazione della categorie
Esordienti e Pulcini. Nello spazio messo a nostra
disposizione c’è stata anche la possibilità di provare il TENNIS TAVOLO sui “campi di gioco” che
abbiamo messo a disposizione.
KAYAK
Domenica 16 settembre è stata
per il gruppo CSI kayak Sarnico una giornata all’insegna di un evento che unisce lo spirito della competizione allo spirito della compagnia: la MARATONA DEL REMO, seconda edizione. L’evento è
stato organizzato in collaborazione dalle principali
società sportive sebine attive nello sport del remo
tra le quali il Csi Oratorio Sarnico ha ricoperto
mansioni organizzative e promozionali della manifestazione. Un grazie particolare va alla Canottieri
Sebino Lovere che ci ha ospitati, a Chi ci ha regalato una stupenda mattina di fine estate e a tutti
quelli che hanno collaborato alla buona riuscita.
Di prima mattina, un gruppo di “avventurosi” sorridenti e carichi di adrenalina si è lanciato nella
competizione partendo dal lungolago di Lovere,
affrontando un percorso di circa 13 km e con i più
“temerari” scendendo fino alla boa di Tavernola
macinando così ben 26 km. Un insieme di discipline come voga in piedi, canottaggio, sedile fisso,
sedile scorrevole, kayak, canoa e dragon boat hanno colorato il percorso ed entusiasmato i partecipanti, oltre che gli spettatori.
Il traguardo, sudato e meritato ha premiato le
varie discipline e il gruppo CSI kayak Sarnico ha
potuto annoverare ben quattro trofei: Riccardo,
primo nella maratonina (percorso breve), Stefano,
primo nella categoria sedile fisso (jole), il gruppo
più numeroso e Irene, prima donna nel percorso
breve, già vincitrice nella prima edizione!
Una giornata inusuale e divertente che incentiva
lo spirito di gruppo e invita ad essere sempre più
numerosi!
Nei prossimi mesi inizieranno anche i corsi “base”
ed “esperto”. Per informazioni più dettagliate ed
aggiornate visitate il nostro sito web, all’indirizzo:
http://csikayaksarnico.altervista.org.
PALLAVOLO I campionati di PALLA-
VOLO inizieranno nel mese di ottobre. Per la stagione sportiva 2012/2013 ci presentiamo alla linea
di start, con le seguenti proposte/squadre:
• SECONDA DIVISIONE FIPAV (neo-promossa
lo scorso anno: 1° classificata nel proprio girone di
Terza Divisione Eccellenza);
• AMATORIALE MISTO CSI (al via una nuova esperienza…);
• ALLIEVE CSI (squadra riconfermata dallo scorso
anno, con alcuni nuovi innesti);
• MINI-VOLLEY PER BAMBINI E BAMBINE DEL
LE CLASSI 2°/3°/4° ELEMENTARE (la nuova “sfi
da” per garantire il nostro futuro…);
Sarà possibile visionare all’indirizzo web www.volleysarnico.4000.it tutto il nostro operato, seguire gli
appuntamenti, le date delle partite, i comunicati, le
news…
Vi aspettiamo numerosi per supportarci durante i
nostri incontri di campionato:
- GIOVEDI’ ORE 21 presso il PALAZZETTO DELLO SPORT DI SARNICO (partite
casalinghe, in alternanza, SECONDA DIVISIONE
e AMATORIALE MISTO CSI)
- SABATO ORE 19 presso il PALAZZETTO DELLO SPORT DI SARNICO (partite
casalinghe ALLIEVE CSI).
CALCIO
La stagione sportiva 2012/2013
è alle porte. Quando sarà distribuito questo numero della rivista il campionato sarà già iniziato.
Quest’anno i nostri “calciatori” prenderanno parte ai campionati di Pulcini, Esordienti, Giovanissimi,
Dilettanti e, per la prima volta per la nostra Associazione Sportiva, quello degli Amatori (o come si
definiscono “Over 40”).
Le partite casalinghe si svolgeranno nella giornata di
sabato al Quader (in via Libertà), tranne quelle dei
“Dilettanti B” che giocheranno la domenica mattina
al Campo Comunale 2 (via Cortivo) e gli “Over 40”
che disputeranno tutte le loro partite a Bergamo.
Per tutto il resto rivolgersi in Sede (al Quader in via
Libertà) nei giorni di martedì e giovedì dalle 19 alle
20, oppure consultate il nostro sito Internet: www.
csioratoriosarnico.it .
La Maratona del remo
A cura di: Renato Carminati, Daniele Giudici
Carlo Belussi, Sara Cossu
FOTOCRONACA
Sabato 13 dalle 18.00
torneo di pallavolo e
calcio 3vs3 nella gabbia
per adolescenti e giovani.
Domenica dalle ore
14.00 tornei per ragazzi delle medie gonfiabili, giochi, tombola e
CASTAGNATA naturalmente
Sabato
13 ottobre
dalle ore 18.00
e domenica
14 ottobre
dalle ore 14.00
IN ORATORIO CASTAGNE
E STRINU'
Vi aspettiamo
Anche quest’anno il rosa dona
al Tennis Club Sarnico
S
P
O
R
T
a cura del Presidente Dino Valerio
Le tenniste del sodalizio di via Garibaldi si sono guadagnate l'accesso al campionato di D2
E c'è anche il Campione Italiano "Over-80
di poter raggiungere questo ambito traguardo e quindi la loro felicità e l’entusiasmo (condivisi da moltissimi
Soci del Circolo) sono ancora maggiori.
Confidiamo infine che il prossimo anno possano competere nel difficile Campionato D2, fiduciosi che il nostro Circolo sosterrà l’impegno di queste magnifiche
ragazze.
Nella foto in
alto: da sinistra
Daiana, Paola,
Stefania e
Anastasia
S
e si parla di tennis femminile al Tennis Club Sarnico è facile, ed indubbiamente lo è stato, essere
profeti: anche quest’anno il colore più sfavillante
del Circolo di Viale Garibaldi è il ROSA.
La scorsa stagione scrivevamo che le ragazze della
Squadra iscritta al Campionato Regionale F.I.T. Serie
D3 (Stefania Festa capitano, Paola Borghi, Daiana DoSotto il dott. nati, la giovanissima new entry Anastasia Salikhova e la
Giuseppe Briola riserva Eva Volpi), dopo aver vinto la Coppa Regionale
(a sinistra) 4.6/N.C. 2011, avrebbero gettato i loro cuori oltre l’ostacolo; siamo felici di congratularci con loro giacché le
nostre giocatrici hanno vinto il campionato e si sono
quindi qualificate per la SERIE D2, dopo un incontro
al cardiopalma, vincendo 7-1 al tie-break del terzo set
del doppio decisivo.
Certo che a maggio nessuna di loro avrebbe sperato
CAMPIONATO ITALIANO A SQUADRE DI
SERIE A1
E’ ormai imminente l’inizio del campionato che vedrà la partecipazione di 14 squadre tra le quali sarà
presente anche la nostra, forte dei seguenti atleti:
PEDRINI-GIRAUDO-VAN SCHEPPINGEN-BONARDI-MARINI AYRTON-PANTANO-BERGOMI-MARINI ALESSANDRO-GUSMERI.
Ed ecco il calendario (in grassetto le partite in casa,
che saranno giocate presso il Centro Tennis di Cividino):
21 ottobre - Tennis Club Sarnico - Circolo
Tennis Ata Battisti Trento
28 ottobre - Tennis Club Sarnico - T.C.Parioli
Roma
01 novembre - Circolo Tennis Palermo-Tennis Club
Sarnico
04 novembre - Tennis Club Sarnico - Club La
Meridiana
11 novembre - T.C. Italia - Tennis Club Sarnico
18 novembre - Circolo Canottieri Aniene - Tennis
Club Sarnico
NUOVO CAMPIONE ITALIANO
“OVER-80”
I nostri complimenti vanno al socio dott.
GIUSEPPE BRIOLA, campione nazionale “Over-80”, titolo conquistato il 16 settembre a Milano Marittima. Grazie a questo titolo
parteciperà, tra qualche settimana, al campionato internazionale “Over 80” che si svolgerà
sempre a Milano Marittima. A lui va il nostro
plauso per la sportività, correttezza, saggezza
e voglia di giocare che riesce a trasmettere a
chi lo avvicina. In bocca al lupo per la conquista
del titolo mondiale!
Set. 2012
ilPorto - 29
Fotocronaca gita in Puglia a cura di Silvano Marini
Sul Porto ...ma di Otranto
S. Messa e fiaccolata a S. Giovanni Rotondo
Nei pressi di Andria a "Castel del Monte"
Alle grotte di Zenzalusa nel Salentino
30 - ilPorto
Set. 2012
S. Messa nella cattedrale di Altamura
"El saùr de la tèra"
Una pura espressione dell'intimo
P O E S I A D I A L E T TA L E
a cura di Civis
C
on piacere dedichiamo uno
spazio sul nostro mensile
ad Aldo Alceo Gianani, nostro stimato concittadino,
che nel pomeriggio di domenica
16 settembre, presso il monastero
di San Pietro in Lamosa a Provaglio
d’Iseo, ha presentato il libro di poesie in dialetto bresciano "El Saùr
de la tèra" scritte dallo zio paterno
Sergio Gianani, di cui ha curato una
traduzione in lingua italiana, le illustrazioni ed una galleria fotografica
con didascalie che introducono l'ambiente e l'epoca che hanno ispirato
l'autore.
L'opera si inserisce nella collana "Lo
scudo e il leone", edita dalla Casa
Editrice Sardini e diretta dal prof. Pietro Gibellini, ordinario di Letteratura
italiana all'università "Cà Foscari" di
Venezia, che ne ha curato la prefazione.
Già nel 1981, quando partecipò alla
recita di alcune poesie tratte appunto da “Saùr de la tèra”, vivificate
dall’interpretazione di Ernesto Guastalla, Aldo rimase sopraffatto dalle
emozioni che quei versi gli procurarono e il primo pensiero fu di invitare lo zio a farne una trascrizione in
lingua italiana, nella convinzione che
Il giornalista
il dialetto bresciano fosse destinato,
poeta,
saggista,
nel volgere di pochi decenni, a divenscrittore e
tare un reperto archeologico oggetpittore
to di studi per pochi eletti.
Sergio
Gianani
Glielo disse, ma lui dimostrò scarso
nato a Brescia
interesse.
nel 1924
Convinto del valore delle poesie dello zio, tornò alla carica in altre occasioni, sottolineando il fatto che una Autoritratto olio
su tela
versione in lingua italiana avrebbe
contribuito a lasciare una traccia duratura dell’idioma bresciano. Sergio
però da quell’orecchio non ci sentiva.
Iniziò quinidi ad accarezzare l’idea di
provarci in prima persona e quando
si decise affrontò "La Balada de Venansi Bergamì" che, essendo la più
lunga e la più drammatica, considerava la più difficile da restituire nella
sua intensità espressiva.
Gli ci vollero tre giorni, durante i
quali si estraniò da tutto e mettendo
a dura prova la pazienza dei familiari,
ma alla fine fu soddisfatto del risultato. Aveva però bisogno di conferme perché, come dicono a Napoli,
“ogni scarrafone è bello a mamma
soa” e una conferma autorevole gli
giunse inaspettata da Luciano Bertoli, validissimo attore, che lavorava
come dirigente alle dipendenze di
un amico al quale aveva mostrato la
sua prima fatica. Un ulteriore stimolo e un contributo alla comprensione di un paio di termini dialettali che
aveva erroneamente interpretato, lo
ebbe dal compianto Giannetto Valzelli. (che fu direttore di Brescia Oggi
e grande amico dello zio) quando,
completatata la traduzione dei primi
due capitoli, glieli inviò per avere un
suo giudizio. La sua risposta fu: «La
traduzione del dialetto è fatta con
amore e sommo rispetto del testo
originale».
Féer de primaera
Febbre di primavera
Ancö gho idee che ula
E vòj ’ndà dré gna a regole gna a norme,
sbande per squisitesse sensa furma,
per föm leser e ciar.
Vores disfam nel sul de primaera,
esser come on bu udur che va rasit
de lota ’n lota
tra böcc che böta
e fii d’erbèta nöa.
Vores esser ensema –
Se Dio ’l la concedès – töcc e nüssü.
Ah, la bèla cundissiù
Che forse l’è dei morcc.
Ho idee che volano, oggi.
E non voglio seguir né regole né norme
Sbando per squisitezze senza forma,
Per fumi leggeri e chiari.
Vorrei dissolvermi nel sol di primavera,
essere come un buon odore
che va rasente di zolla in zolla
tra gemme che sbocciano
e fili d’erba nuova.
Vorrei essere al tempo stesso –
Se Dio lo concedesse – tutti e nessuno.
Ah, la bella condizione
Che forse è dei morti.
Set. 2012
ilPorto - 31
S
T
O
R
I
A
a cura di Giusi Dossi
Sarnico nella storia
del Risorgimento
Alcune precisazioni sui "Fatti di Sarnico" del 1862
A sinistra
Monumento a
Francesco Cucchi (Bergamo,
17 dicembre
1834 – Roma, 2
ottobre 1913).
Patriota e politico italiano.
Fu senatore del
Regno d'Italia
nella XVIII
legislatura.
A destra foto
del Cucchi.
32 - ilPorto
N
nell’ultimo articolo de “il Porto” ho scritto:
«Purtroppo nei libri di storia che vanno
per la maggiore (non parliamo poi dei manuali scolastici) i fatti di Sarnico sono quasi
del tutto ignorati, erroneamente riportati o addirittura stravolti».
Questa frase non è piaciuta ad un lettore il quale mi
ha giustamente fatto notare che non è sempre stato
così. Negli anni '50 e ‘60 del secolo scorso intellettuali
di valore hanno scritto correttamente di quel tentativo fallito di Garibaldi nella nostra provincia per liberare il Trentino e soltanto nei decenni successivi essi
sono stati sostanzialmente ignorati.
Nelle prossime puntate di questa rubrica non mancherò di segnalare quei libri, ma sinceramente devo
ammettere che ci sono delle eccezioni anche oggi soprattutto ad opera di storici stranieri – e in Italia mi
viene subito in mente la sarda Anna Tola (che vive a
Bergamo) o Eva Cecchinato.
Cominciamo questa volta dalla prima con i l suo "Garibaldi, la felicità. nella libertà" che dedica un capitolo
ai fatti di Sarnico. «A Torino Garibaldi incontra più
volte il re e Rattazzi (siamo nella primavera del 1862
[n.d.r.]), e questi contatti alimentano la voce di una
possibile spedizione nei Balcani - scrive la Tola - guidaSet. 2012
ta dallo stesso Garibaldi, con lo scopo di assecondare
la sollevazione delle popolazioni contro l’Austria e da
lì muovere per liberare Venezia.
Il presidente del Consiglio Rattazzi promette un milione di lire e due battaglioni di carabinieri genovesi al
comando di Menotti».
Dunque, si dà per certa la compromissione del Governo. A questo punto interviene Vittorio Emanuele
II che, malgrado fosse stato fin dal primo momento
della partita, incomincia a preoccuparsi delle conseguenze nello scatenare una guerra europea. Chiama
il garibaldino bergamasco Francesco Cucchi, vecchio
amico del Generale e lo promuove come intermediario presso lo stesso Garibaldi e Francesco Nullo.
«Cucchi - sottolinea la Tola - è in grado di rendersi conto dei pericoli che avrebbe rappresentato una
mossa senza l’esercito regio sullo scacchiere internazionale».
La descrizione dell'arresto dei volontari e di Nullo
è esemplare sulla scia precisa della maggior biogrofa
dell'eroe dei due stati, Giuliana Donati Petteni. «Queste misure violente e ingiustificate provocano l'indignazione di Garibaldi che, appena saputo dell 'arresto
di Nullo, corre dal Prefetto di Bergamo per comunicare al Ministero che quel valoroso ufficiale aveva
agito per suo ordine. Ma il governo ha interesse a tagliar fuori la
responsabilità del Generale e insiste a far ricadere tutta la colpa
sul Nullo». I giornali moderati e vicini al governo amplificano e
ingigantiscono i fatti, secondo la Tola, «…mentre Crispi replica
che il governo in realtà sapeva tutto, ma che la vera intenzione
dei volontari era di recarsi in Grecia a sostenere il popolo contro Re Ottone, impresa per la quale il governo aveva promesso
l’appoggio politico, uomini e un milione di lire».
A questo punto Anna Tola si rifà ad un certo A. Bizzoni che si
chiede: «Che Rattazzi volesse rinnovare la tragedia di Sapri?(*)
Ricordiamo che anche allora Rattazzi lasciò agire Pisacane (*) e
i suoi, pur sapendo che il governo borbonico era preavvisato…
Ma vi è di più, e da ciò appare evidente che Rattazzi - ironizza
lo storico - era non solo consenziente, ma complice: l 'ordine al
colonnello medico Ripari di recarsi dal signor Capriolo, segretario dell'Interno, uomo di fiducia di Rattazzi, a richiedere il versa-
mento del milione o parte di esso, destinato per la spedizione in
Grecia …è stato dato dal porto di Trescore?» (dove Garibaldi si
trovava per curarsi dall’artrite[n.d.r.]).
Garibaldi a quanto pare, è la conclusione a cui giunge la Tola,
ha solo iniziato a organizzare un progetto che ha lo scopo di
gettare le basi per una spedizione concordata con il governo e
il re. L’azione più grave sui “Fatti di Sarnico - aggiunge - è che
si è sparato sulla folla inerme e ci sono stati dei martiri (cioè i
quattro morti davanti alle carceri di Brescia che manifestavano
per la liberazione di Nullo, [n.d.r.]).
«Questi incidenti determinano una rottura clamorosa tra Garibaldi ed il governo Rattazzi» - scriverà E. E. Ximenes nell’”Epistolario di Garibaldi, che sfocerà di lì a poco in un altro tentativo
di Garibaldi, destinato al fallimeto, quello di Aspromonte. Questa volta per la liberazione di Roma ancora sotto il dominio del
papa.
(*) Carlo Pisacane (Napoli 1818 - Sanza 1857). Fu uno dei primi teorici del socialismo in Italia, sostenne la priorità della questione
sociale rispetto a quella politica. Partecipò alla prima guerra d'indipendenza (1848) e alla difesa della Repubblica romana (1849). Nel
1857, con lo scopo di sollevare al Sud un'azione rivoluzionaria che scongiurasse la soluzione monarchica della questione italiana, organizzò con G. Mazzini la spedizione fallita di Sapri. Pisacane e i suoi, non sostenuti dalla sperata insurrezione, furono attaccati dai soldati
borbonici. Il patriota ferito, si uccise.
La triste vicenda del Pisacane, resta ancora oggi immortalata nei delicati e semplici versi de “La spigolatrice di Sapri” del poeta patriottico
Luigi Mercantini: “…Eran trecento e non vollero fuggire, parean tre mila e vollero morire; ma vollero morir col ferro in mano, e avanti
a loro correa sangue il piano: fin che pugna vid’io per lor pregai, ma un tratto venni men, né più guardai: io non vedea più fra mezzo a
loro quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!”.
Pietro Ruggeri - ol Castegna
Un altro assiduo frequentatore del parco "Plan de Cuques". La fotografia ha una dedica:
«Per il nonno pù buono e lavoratore del mondo. I tuoi nipoti Francesco e Chiara»
34 - ilPorto
Set. 2012
A S S O C I A Z I O N I
Associazione Anziani e Pensionati
a cura di Gian Franco Gaspari
Un Agosto "olimpico"
S
econdo programma si è svolto “L’Agosto Insieme” 2012 con un calendario ristretto ma sempre valido:
- La tombolata del 2 agosto nel cortile della sede, non eccezionale per le
presenze, ma sempre interessante; un grazie doveroso alla Presidente Emy
e alle sue collaboratrici per la preparazione della serata e la raccolta dei premi.
Grazie anche a Mario Dometti, nostro socio prezioso, per il suo impegno di presentatore ed animatore della serata, coincidente anche con la conquista dell’oro
olimpico delle nostre schermitrici.
La visita alle Terme di Boario
Presenti una cinquantina di soci, è stata apprezzata da tutti sia per il programma
svolto, sia anche per il pranzo comunitario che ha raccolto piena soddisfazione
da parte di tutti i partecipanti.
La gita a San Fermo
Ha chiuso le iniziative dell’Agosto
Insieme: partenza in pullman ove ci
attendono altri soci che formano
una compagnia di una quarantina di
persona.
Dopo la visita e la sosta al piazzale
superiore, verso le 17.00 raggiungiamo la Baita dove è tutto pronto
per la consumazione della merenda
a base di salame, anguria e dolce.
Un momento di autentico relax allietato dalla fisarmonica di Silvio Belotti
che ringraziamo, come pure ringraziamo il nostro bravo autista e soprattutto la nostra Presidente Emy.
Ritorno a Sarnico alle 19.30. Abbiamo anche il piacere di comunicare che per l’anno prossimo ritorneremo con tanta gioia alla Stella
Maris.
Riflessione: Le campane
a cura di Gian Franco Gaspari
C
ontinuando il nostro cammino fra le tante e tante
occasioni per ricordare il nostro essere cristiani,
dopo la Genuflessione e il Segno della Croce, non
possiamo qui dimenticare le campane ed il loro
suono, che una volta era per tutti un richiamo quanto mai
sentito ed in un certo modo, atteso.
Ricordo ai miei tempi i suoni delle campane che noi ascoltavamo allora e con quale spirito li ascoltavamo.
Mi piace qui ricordarli, non solo per il numero di volte che
suonavano, ma per come venivano accolti dalla gente. Intanto li vogliamo elencare:
- L’Ave Maria al mattino ed alla sera
- Il tocco del mezzogiorno
- Il segno della S.Messa quotidiano con un particolare tocco
quando la Messa era celebrata dal Parroco
- Il segno delle Messe festive ed in particolare nelle solennità (il primo tocco di solito mezz’ora prima dell’orario
stabilito, il secondo dopo un quarto d’ora e si diceva: “al
suna i bocc”; e l’ultimo prima di iniziare la funzione, la
mitica “campanèla”)
- Il segno per i nuovi battezzati
- Il segno per gli agonizzanti (7-5-3 tocchi)
- Il segno per i morti (distinto per maschi e per femmine)
- Il segno in caso di forti temporali
- Il segno durante lo svolgimento delle processioni
Oggi di tutti quei segni cosa è rimasto?:
- L’Ave Maria al mattino ed alla sera
- Il tocco per i defunti
- I segni per le varie feste e le messe solenni o quotidiane.
Sono ancora ascoltati?
Sono ancora un richiamo per tutti i fedeli?
Abbiamo l’impressione che per la maggior parte dei casi sia
un fastidio... Un solo invito: ritorniamo alle vecchie abitudini
e, per quelle poche volte che ci è dato ascoltarle, il pensiero
ritorni al loro vero senso cristiano e forse può darsi che
cessi anche il fastidio.
Buon ascolto, allora!
Set. 2012
ilPorto - 35
F O T O
S T O R I C H E
Come eravamo
a cura della Redazione
Cena classe 1936
Da sinistra seduti: Emilio Zenoni,
Don Paolo Belussi (Padre Celestino),
Arcangelo Grassi, Raulo Buelli e Domenico Savoldi.
Da sinistra sopra: don Felice Luiselli,
Eliseo Belussi, Piero Bonardi, Giovanni Spolti, Lino Bellini, (seminascosto),
Gianni Castelletti, Giovanni Mussinelli, Aldo Scattini, Mario Giupponi,
Cesare Besenzoni, Carlo Marini, Arcangelo Brescianini, Giovanni Cadei,
Fausto Parigi, Antonio Belussi e Luigi
Fedreghini.
Ci sono tanti modi per guardare una fotografia... Anno 1920 "Ammogliati-Scapoli"
Definire chi siano gli atleti che stanno per disputare il "clasico" (detto
alla spagnola) Ammogliati - Scapoli è piuttosto difficile, com'è arduo
distinguere quali gli uni e quali gli altri. Un indizio che in divisa nera
siano i "single" ce lo forniscono i tre seduti: quello col pallone "cola
strenga" in mano e l'ultimo a destra; portare la retina fermacapelli alla
Lino Banfi era un vezzo tipico degli scapoli di allora, come altrettanto
vezzose sono le bretelle dell'atleta in ginocchio. Il fatto poi che siano
in dieci - quindi con più fiato - è un'altra traccia a favore di questa
tesi. Ci lasciano qualche perplessità i tre a sinistra, un po' "fuori misura" per essere scapoli. Il primo di loro dovrebbe essere il portiere, lo
si deduce dalle ginocchiere che spuntano dai pantaloncini (escludia36 - ilPorto
Set. 2012
mo siano mutandoni di flanella contro l'artrite). Da avanspettacolo
la tenuta con il cappello marinaresco del guardalinee. Alla moda invece i calzettoni modello "Missoni" del terz'ultimo giocatore a destra
e i pantaloncini modello "estate al mare" con le calze arrotolate e
scarpe Prada del vicino. Se guardate con attenzione troverete due
atleti un po' ...sopra le righe: uno con la sigaretta in bocca e l'altro fra
le dita ed un terzo (in centro-dietro) che per l'occasione si è appena
fatto lo shampoo.
Al di là dell'ironia è una foto bellissima, scalda il cuore e fa tanta
tenerezza. Sarebbe bello che qualcuno identificasse queste persone
e ce lo facesse sapere.
Set. 2012
ilPorto - 37
R
I
C
O
R
D
I
a cura dI Sandro Arcangeli
L'alpino Piero è andato avanti
col suo passo "lènt e seguènt"
Alpini di Sarnico: i migliori sono andati avanti
Nella foto da
sinistra, dopo il
bandì: Signora
Luciana Maffi,
Sandro Arcangeli, Mario Fanti,
Signora Virginia
Galizzi, Piero
Galizzi, Angelo
Ravelli e Giuseppe
Mutti
Alcuni di loro sono
andati avanti.
38 - ilPorto
U
n personaggio. Leader e
imprenditore. Il suo motto
è: “o conosci o devi imparare”.
Come può un ragazzo Sarnicese
purosangue, operaio, Alpino, senza
capitali, ma ricco di idee, costruirsi,
crescere e straripare ed arrivare
dalle sponde del lago ad essere uno
dei più grandi imprenditori lombardi? Sono domande senza risposta, o
la sola risposta possibile è: la grande
passione creativa, la fede dei costruttori ed il coraggio dei sognatori.
E’ riuscito ad organizzare se stesso
ed i collaboratori che hanno tratto
vantaggio dalla sua instancabile presenza.
Chiuso e riservato. Poca retorica.
Tanto senso pratico. Guarda all’essenziale. Duro con i collaboratori ed
esigente con se stesso.
Non è un grande esperto di salotti, né un grande comunicatore.
Sa però scegliere l’uomo giusto,
mettergli a disposizione le risorse
necessarie, motivarlo e poi lasciarlo
Set. 2012
lavorare. Così è diventato il re della
gomma. L’unico modo di scuoterlo
è sfidarlo. Conquista la devozione
dei “suoi” non con gesti temerari,
ma con le sue doti di comandante.
Non è servile. Lo stimo. Per lui ho
affetto (tanto!).
Ex Alpino, ora plurinonno. Non ha
frequentato le superiori. Non è
amico di leader di partito. E’ semplicemente il primo in Italia nel
campo delle guarnizioni di gomma
ed affini (prodotti così invisibili, ma
tanto necessari). Il suo divertimento
è primeggiare. È un finto burbero,
ma benefico. Guarda sempre avanti perché dice: "l’avvenire per me è
una grande opportunità". Lo stimo
come persona integra e leale. È abituato a vincere. Spesso è bersagliato dagli attacchi, ma è inevitabile per
chi è diventato il primo della classe.
E’ purtroppo una regola aspra, ma si
deve accettare.
La sua attività nasce vicino all’acqua
dolce del lago di Sarnico nel 1962.
Dal padre pescatore ha ereditato
“ tutti i pesci del lago che riuscirai a
catturare”. Dalla madre l’astuzia del
piccolo commercio.
Partito dalle semplici o-ring, ha poi
gradualmente focalizzato la produzione su fasce sempre più specializzate e diversificate. Ha consolidato
la professionalità degli operatori e
l’affidabilità dei prodotti certificati
più volte dal Lloyd Register È riuscito
ad assorbire le migliori professionalità della zona (operai, impiegati, disegnatori, interpreti, manager ecc.).
Ha fiducia nella propria accortezza,
nella propria tenacia, nella propria
capacità di superare gli ostacoli. Sotto la sferza delle difficoltà continua a
sperare, a lottare: anzi raddoppia gli
sforzi e … nei momenti difficili non
abbandona la nave e siede tenace
sulle sedie che nessuno vuole perché “scottano”. In queste occasioni
difficili rovescia la situazione e vince.
Perché? Dice “e’ meglio eccedere
nello sperare che nel disperare, poiché l’uno appartiene alla vita, l’altro
alla morte”. Il suo lavoro ha sempre
dato un enorme contributo allo sviluppo dell’industria.
Non credo sia un dittatore. No.
Sue sono le responsabilità, sue le
fabbriche. Perciò non vedo nulla di
male nel fatto che sia lui l’ultimo a
decidere.
Qual è il suo ruolo? Studiare nuove
soluzioni, nuove combinazioni, sviluppare, insomma, la base dell’industria della gomma in generale.
I suoi avversari dicono che i suoi
prodotti hanno accorgimenti migliori degli altri. Il segreto? La compattezza della squadra e la bravura
dei progettisti. Ha una preveggenza
degna di un chiromante.
Capisce le cose tre giorni prima; conosce bene gli uomini e il loro com-
pito, perché dice “bisogna capire un minuto prima che cosa ha in
mente quello che ti sta di fronte”.
I lati negativi: impulsività e diffidenza. E’ convinto che se gli avvenimenti vanno in una certa maniera non dipende dal destino. Gran
parte della nostra sorte è nelle nostre mani, e lui lo sa.
Oggi è un uomo libero. Ha libertà d’azione, di fare e non fare.
“Non faccio cose che non mi rendono più felice”. Trae piacere da
questa libertà di decidere perché “è eccitante mettersi alla prova
ogni giorno ed ottenere risultati”. Ha sempre cercato di trarre divertimento dalla propria attività e vuole trasmetterla ai figli e nipoti.
Rivendica anche la libertà di smettere. Però ha ancora progetti da
realizzare, ma lo vuole fare divertendosi, con molto entusiasmo e
caparbio ottimismo.
Caro Piero, nel cammino della vita rimane fermo il riferimento della
tua amicizia.
29 giugno, San Pietro
Fotocronaca a cura di Silvano Marini
Aliseo 2012
Festa di San Rocco
La Benedizione agli ammalati
La Processione
L'Unzione dei malati
C
O
M
U
N
I
T
À
a cura del dott. Bruno Vedovati
Consultorio Familiare Basso Sebino
Mi curo di te - La cura e l'affetto
Supporto psicologico per chi si prende cura del proprio familiare anziano non autosufficiente
Il Consultorio Familiare Basso Sebino mette a disposizione un’attenzione particolare alla cura della persona anziana.
traumatico per la persona che ne è
colpita ed i suoi familiari.
La cura e l’affetto.
Gruppo di sostegno psicologico
al caregivers familiare nella cura
dell’anziano.
L
a cura degli anziani non autosufficienti può rischiare di
essere faticosa e vissuta in
solitudine. Anche chi aiuta va
sostenuto. È per questo che il Consultorio Familiare propone un servizio di consulenza e sostegno, quale
strumento efficace per ridurre lo
stress relazionale e di cura, per chi si
occupa di una persona anziana non
autosufficiente.
Chi si prende cura viene aiutato a
partire dalle proprie aspettative, ad
attuare i comportamenti più adeguati ai bisogni ed alle capacità, favorendo inoltre una più adeguata
comunicazione. La consulenza può
rivelarsi particolarmente utile a par-
tire dalla diagnosi per facilitare l’elaborazione dei sentimenti connessi
all'organizzazione di una quotidianità
rispettosa delle esigenze di tutti fino
all’eventualità di decidere il ricovero
del familiare, gestendo consapevolmente il senso di colpa, il dolore e la
rabbia. Inoltre, può essere utile nella
fase di deprivazione dopo la morte,
ma anche per altri eventi e necessità
meno gravose.
Gli interventi sono mirati a ridurre
i disagi psicologici, a mantenere una
comunicazione aperta con i familiari,
in quanto l’avvento di una non autosufficienza viene generalmente vissuta come un momento di profonda
crisi e rappresenta un grande evento
Per informazioni
CONSULTORIO FAMILIARE
Basso Sebino
via Roma, 35
Villongo tel. 035.4598420
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40 - ilPorto
Set. 2012
Il sostegno attraverso il gruppo rappresenta e costituisce per i caregiver
un luogo, reale e al tempo stesso
simbolico, in cui diviene possibile trasformare le proprie esperienze, anche quelle più dolorose, in rinnovata
disponibilità verso gli altri.
I familiari si riuniscono per scambiarsi esperienze ed emozioni e per aiutarsi reciprocamente con idee pratiche per affrontare il duro compito
dell'assistenza.
Il gruppo di auto mutuo aiuto si rivolge ai familiari ed è un luogo in cui
ci si può confrontare, sostenere, condividere gli stessi problemi, le stesse
esperienze e soluzioni, superando
così l’isolamento che li circonda.
Il gruppo è condotto da una psicologa. Gli incontri avranno cadenza
quindicinale in giorni e orari da stabilirsi.
L’iniziativa è
completamente gratuita.
Miniaturizzazione del
guanto Hi Tech
S
A
N
I
T
À
a cura di Elena Raspini
Gloreha Home TC è nata da un’intensa collaborazione tra Idrogenet, università e ospedali.
I
drogenet – la società di Lumezzane
nata nel 2004 dalla volontà di undici
piccole e medie imprese del territorio bresciano, l’anno scorso ha lanciato
sul mercato Gloreha Professional, un dispositivo high tech per la riabilitazione di
pazienti neurologici con deficit alla mano
che, grazie alla sua composizione modulare, è altamente flessibile e adattabile
alle caratteristiche del paziente.
Oggi, anche grazie al bando di Regione
Lombardia e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Idrogenet ha i fondi necessari per progettare,
nei prossimi due anni, un mini -Gloreha.
Gloreha Home TC, studiata per la riabilitazione della mano a domicilio, sarà la
miniaturizzazione del suo predecessore
e sarà fornita di un controllo a distanza
in grado di acquisire e trasmettere in remoto alcune informazioni fisiologiche sul
paziente e sull’andamento della terapia.
Gloreha è nata da un’intensa collaborazione tra azienda, università e ospedali.
Il dispositivo è stato realizzato da Idrogenet con il grande contributo tecnico
scientifico di Habilita, dell’Istituto Villa
Beretta di Costa Masnaga e dell’Università di Brescia.
La gestazione è stata lunga ma ha riscosso l’interesse delle strutture sanitarie.
Attualmente i guanti per la mobilizzazione passiva delle articolazioni delle dita
sono una decina in Italia, soprattutto al
nord.
Nel nuovo progetto, Gloreha Home TC è impegnata anche l’Unità Operativa di riabilitazione dell’Ospedale di Sarnico.
Una sanità in linea con il progresso scientifico e tecnologico
deve utilizzare lo strumento della ricerca e percepire questa
come vero e proprio investimento.
La valorizzazione della ricerca, della conoscenza e dell’innovazione continuano a rappresentare una delle priorità per l’Ospedale di Sarnico.
Set. 2012
ilPorto - 41
A S S O C I A Z I O N I
a cura del gruppo AVIS Giovani
L'AVIS si tinge di sport
L'AVIS presente a "Sarnico Sport 2012"
vere nelle giovani generazioni stili di
vita più sani e più regolati, in modo
che possano donare sangue con
tranquillità e costanza.
Il risultato è stato assai positivo, con
la pre-iscrizione di una ventina di
nuovi potenziali donatori, di cui sette si sono già presentati nei giorni
successivi per ottenere l’idoneità.
L’emozione è stata molto forte
quando si vedevano passare i bambini di varie classi che riconoscevano con ammirazione i loro lavoretti,
preparati alla fine dell'anno scolastico per le borse di studio offerte
dall'AVIS, che riconosce così l'impegno e la partecipazione al mondo
della solidarietà.
Abbiamo avuto altre numerose persone che chiedevano informazioni
di tipo sanitario e i procedimenti
per arrivare a donare il sangue.
Al centro
ontinua col solito entusia- re il sangue per un aiuto concreto ai Ospite gradita la medaglia di bronzo Olimpica a Londra di ginnastica
Romina
smo e la forte frequenza meno fortunati.
Laurito,
da parte del Gruppo Gio- Quest'anno abbiamo deciso di in- ritmica a squadre Romina Laurito
medaglia di
vani AVIS di Sarnico, l'or- serirci nella Festa dello Sport, met- che si è congratulata per il lavoro
bronzo di gin- ganizzazione e la partecipazione ad tendo un gazebo, dove sono stati promozionale da noi svolto e ci ha
nastica ritmica eventi e feste che hanno lo scopo, esposti i lavori che hanno realizza- concesso di fare uno scatto con tutti
a squadre alle oltre che di promuovere e informa- to i ragazzi delle scuole elementari, noi.
Si ringraziano infine tutti i giovani del
Olimpadi di
re le persone circa le attività svolte, medie e superiori.
Londra
anche di continuare la ricerca e l'i- A questa festa L'AVIS si è associata Gruppo per l’impegno profuso duscrizione di persone pronte a dona- perché da sempre cerca di promuo- rante la manifestazione.
C
L’“Anguriata” dell’AVIS all’Olimpic Sport Village di Villongo e, primi in Europa, la mitica "Castagnata"
ANGURIATA
Nel pomeriggio di Domenica 12 agosto, presso l’Olimpic Sport Village di Villongo, si è tenuta la tradizionale
“Anguriata” organizzata dall’Avis di Sarnico e Basso Sebino, con la collaborazione del Gruppo Giovani.
È stata una giornata colma di divertimento e anguria a
volontà, dove la folta partecipazione di giovani ha consentito la buona riuscita di questo pomeriggio trascorso
insieme.
Un pubblico divertito ha assistito alle gare dei numerosi concorrenti, conclusesi con la premiazione dei primi
42 - ilPorto
Set. 2012
quattro adulti classificati e dei bambini sotto i 14 anni.
Il responsabile della Piscina Olimpic ha affermato che
questa è la migliore anguriata mai fatta.
La manifestazione rientra tra le iniziative dell’Avis per
diffondere la cultura della donazione di sangue e trovare
nuovi donatori.
CASTAGNATA
Nei giorni 14-15-16 settembre, con la collaborazione
del Gruppo Giovani, anche quest’anno si è tenuta la trazionale “Castagnata” in piazza XX Settembre. Le giorna-
te magnifiche, con un sole ed una temperatura ancora
da piena estate, hanno fatto affluire tantissima gente che
ha potuto gustare le prime castagne della stagione, accompagnate da “strinù” e da un ottimo vin brulè.
C
Anche questa manifestazione ha comunque avuto come
scopo quello di sensibilizzare, soprattutto i giovani, alla
donazione di sangue di cui c’è estremo bisogno.
osì parlò il presidente Vittorio Marconi in consiglio ai primi di luglio. «Dobbiamo essere i primi a fare la castagnata anche
quest’anno! Costi quello che costi!». E in effetti le castagne sono …costate 5-7 euro al chilo. Ma non erano il cibo dei poveri? Il
buon Serafino Falconi ha fatto il giro di tutto il Piemonte per trovare i 14 quintali necessari per la festa ma alla fine c'è riuscito.
«O mai trèbülat issé tat ai me dé!» ha detto scaricando l'ultimo sacco.
Sono veramente a rischio castagne e marroni, come il panda e la foca monaca; l'andamento anomalo del clima e un pericoloso fungo
patogeno stanno mettendo a repentaglio uno dei frutti simbolo della stagione autunnale e per secoli risorsa preziosa per le popolazioni
rurali. Ora per entrare nel Guinness dei primati Vittorio Marconi & C. proporranno la prossima castagnata per la ...2a di Pasqua!
Civis
D A L
C O M U N E
a cura di Sara Venchiarutti
Ufficio Stampa del Comune
Cultura e spettacoli nel
palcoscenico estivo di Sarnico
Musicisti, artisti di strada, teatranti in costume e cantanti: sono stati anche questi i protagonisti dell’estate
appena terminata a Sarnico
L
Nella foto:
a stagione 2012 ha senza dubbio decretato il suci protagonisti di
cesso della terza edizione del Sebino Summer Class
"Scior picapree Master Festival, di cui la nostra cittadina è ente
de e pescadur"
capofila: più di 5.000 persone hanno assistito agli ol2012 nella
tre 20 concerti organizzati dall’associazione non profit “I
serata del 7
Musici di Parma” coinvolgendo anche altri 10 Comuni del
luglio
lago d’Iseo.
Foto San Marco
44 - ilPorto
Nomi noti del panorama musicale italiano e internazionale
sono sbarcati a Sarnico, per concerti davvero suggestivi,
come “Il gran galà della lirica” tenutosi lo scorso 13 luglio
alla Villa Surre. Oltre a grandi musicisti, nella nostra cittadina sono arrivati anche più di 100 giovani appassionati di
musica: si tratta di studenti provenienti da tutto il mondo
che hanno aderito alla Master Class, ovvero al corso di
perfezionamento musicale ospitato dall’Istituto Serafino
Riva. I ragazzi hanno potuto partecipare a lezioni di violino,
viola, violoncello, fagotto, oboe, flauto, clarinetto, tromba,
saxofono e canto, tenute da docenti di fama internazionale come Christoph Hartmann (oboista dei Berliner Philarmoniker), Matthias Racz (primo fagotto della Tonhalle
- Orchester Zurich), Giorgio Versiglia, Stefano Pagliani
(violinista di fama internazionale, per anni Spalla della Scala
di Milano), Stefano Conzatti (primo clarinetto dell’Arena
di Verona), Andrea Lucchi (prima tromba dell’Orchestra
dell’Accademia di Santa Cecilia), Cinzia Forte (soprano),
Andrea Oliva (primo flauto dell’Orchestra dell’Accademia
di Santa Cecilia) e Maurizio Saletti, solo per citarne alcuni.
I migliori allievi di ciascuna classe hanno anche avuto la pos-
Set. 2012
sibilità di suonare con I Musici di Parma durante i concerti
pomeridiani e serali. Perfettamente riuscita anche la versione itinerante di “Scior, Picaprede e Pescadur” che, per
volontà esplicita degli organizzatori, è stato proposto in
versione ridotta per contenere le spese: le principali scene
dello spettacolo organizzato, dall’Associazione Sarnon, si
sono infatti svolte nella contrada e nei negozi del centro
storico, in occasione dell’apertura dei saldi.
L’edizione 2012 era infatti dedicata al tema “Botteghe Storie e Locande” per offrire a tutti i turisti uno squarcio di
storia e di cultura, con oltre 100 spettacoli ripetuti negli
esercizi commerciali ed in alcuni punti della nostra cittadina. L’idea di combinare entrambi gli eventi, culturali da un
lato e commerciali dall’altro, ha premiato gli organizzatori.
Bagno di folla anche per il tradizionale appuntamento con
il Sarnico Busker Festival che per tre giorni consecutivi ha
riempito, con la fortuna di un tempo davvero favorevole,
tutto il centro storico e il lungolago di Sarnico, oltre che
quello della vicina Paratico.
La tredicesima edizione ha portato 150 artisti provenienti
da tutto il mondo tra giocolieri, mangiafuoco, trapezisti,
clown e maghi per offrire duecento spettacoli completamente gratuiti: un calendario davvero record, che ha attirato nella nostra cittadina oltre 30.000 spettatori.
Tra concerti, rassegne e spettacoli il cartellone delle manifestazioni estive è proseguito senza sosta fino ad arrivare
al tradizionale appuntamento dedicato ai più piccoli, la festa dei Balocchi dello scorso 15 settembre.
Un appuntamento importante non solo per le centinaia di bambini che si sono divertiti a ritmo di laboratori, animazione, gonfiabili e merendine da leccarsi i baffi ma anche per i genitori, visto l’incontro organizzato proprio in favore
delle famiglie e delle politiche familiari.
Soddisfatto il nostro Assessore al Turismo Alberto Marini: «Credo che l’offerta delle manifestazioni estive di quest’anno sia stata davvero apprezzata: i visitatori, i turisti ma anche gli stessi cittadini hanno apprezzato il nostro intento di
unire le forze con tutte le associazioni del territorio per creare un mosaico di eventi di qualità e di forte interesse.
La scelta di puntare sulla qualità ha fatto la differenza: abbiamo ricevuto moltissimi consensi di pubblico e anche di
stampa. Da un lato abbiamo cercato di ridurre sensibilmente le spese per far fronte a questo momento di ristrettezza economica, dall’altro non abbiamo voluto intaccare il livello qualitativo delle nostre manifestazioni. E non possiamo
che essere davvero soddisfatti dei risultati».
Set. 2012
Nelle fotografie:
Gran galà della lirica - Studenti della Master Class Festa dei balocchi
- Scior picaprede e
pescadur: la peste
e la storia del
lago interpretata
dall'"enjoydance"
ilPorto - 45
Sport da record per
un'estate in movimento
Le manifestazioni estive più importanti della Provincia e della Regione sono passate da Sarnico
Il Sindaco: «Agosto e settembre sono stati mesi di grande fermento per la nostra cittadina»
Nella foto:
alcuni "Riva"
durante il
raduno di
Sarnico
Foto
San Marco
46 - ilPorto
N
ell’estate in cui le Olimpiadi di Londra hanno
affascinato e interessato gli sportivi di tutto il
mondo, la nostra cittadina ha raggiunto un record davvero importante: le più grandi manifestazioni sportive che si sono registrate nei mesi di agosto
e settembre sul Sebino, in tutta la provincia e perché no
in tutta la Regione sono infatti passate da qui, dal nostro
Lido Nettuno, dal lungolago, dalle nostre piazze. Eventi
che sono andati al di là dei confini provinciali e che hanno
ottenuto un indubbio richiamo internazionale con consensi, di pubblico e anche di stampa, raggiunti anche al di fuori
del nostro confine.
Il Giro d’Italia femminile del 7 luglio, la settima edizione del
Triathlon lo scorso 26 agosto, i Riva days dal 31 Agosto
al 4 Settembre, la Festa dello Sport dal 7 al 9 settembre
e, per finire, la manifestazione “Aliseo” nel weekend del
15 e 16 settembre hanno davvero trasformato la nostra
cittadina in una cittadella quasi olimpica.
Naturalmente nessuna disciplina è stata protagonista assoluta dell’estate: la forza delle manifestazioni sarnicesi
è stata proprio quella di dare spazio e visibilità a tutti gli
sport praticabili, dai più tradizionali come corsa, ciclismo
o nuoto a quelli meno diffusi ma altrettanto interessanti
come le varie arti marziali, con un occhio di riguardo a
tutti gli sport acquatici.
Set. 2012
135 cicliste sono partite da Sarnico per l’ultima tappa del
Giro Rosa, 600 atleti hanno affrontato gare di nuoto, corsa
e ciclismo per il triathlon, 500 armatori da tutto il mondo
hanno sfilato per il raduno Riva, oltre 20.000 persone hanno affollato il Lido Nettuno per la festa dello sport, circa
7.000 hobbysti sono stati richiamati da Aliseo.
Insomma, un vero e proprio trionfo di sport per tutti i
gusti che ha anche dimostrato la grande versatilità degli
spazi che la nostra cittadina può offrire: in particolare il
Lido Nettuno si è dimostrato palcoscenico perfetto per
molte di queste manifestazioni.
Dopo aver ospitato per tutta l’estate turisti e cittadini nel
suo grande parco per trascorrere il tempo libero all’aria
aperta e sul lago, il Lido ha infatti accolto anche migliaia di
sportivi in una cornice unica e suggestiva.
Davvero soddisfatto il nostro Sindaco Franco Dometti «Il
Triathlon, i Riva days, la festa dello sport, solo per citare
alcuni eventi: possiamo davvero dire che agosto e settembre sono stati mesi di grande fermento per la nostra cittadina, che insieme a turisti e visitatori, ha potuto contare su
manifestazioni di grande sport, dal respiro internazionale.
Per noi è una vera soddisfazione, oltre che un prezioso
incentivo a continuare in questa direzione: quella di combinare le vocazioni della nostra realtà, con occasioni turistiche davvero importanti».
L’Ingegner Carlo Riva, Bob Bridger - Chef designer della Apple di
Cupertino (California) - e il nostro Sindaco Franco Dometti nel
corso del "Riva Days"
Serata inaugurale di Sarnico Sport
Acquagym per i più Giovani alla Festa dello Sport
Giovani atlete durante la Festa dello Sport
Dimostrazione di arti marziali al Lido Nettuno
Piazza XX Settembre allestita per il Triathlon Olimpico
Atleti del Triathlon Olimpico durante la frazione di nuoto
Atlete del Giro d’Italia femminile a Sarnico
Foto Ghilardi/Bicibg.it
Il nuovo alberghiero fa il pieno di studenti
Nella foto:
al centro il
sindaco Franco
Dometti con
il famoso chef
Gualtiero Marchesi ed alcuni
alunni delle
scuole.
Foto San Marco
48 - ilPorto
S
ono stati 604 gli allievi che lo scorso 12 settembre
hanno varcato la soglia dell’Istituto Serafino Riva.
Si tratta del record di iscritti dalla nascita della scuola, raggiunto senza dubbio grazie ai consensi che il
nuovo indirizzo dell’alberghiero ha raccolto.
Se infatti le cifre rivelano che il numero totale di alunni è
sempre stato in costante aumento negli anni dal 2003 ad
oggi, va anche detto che il dato in questione non si era mai
nemmeno avvicinato alla soglia dei 600 studenti. Rispetto
allo scorso anno, in particolare, l’aumento è stato sensibile:
ben 90 studenti in più per la scuola sarnicese che dal 1
settembre può anche contare su una nuova dirigente scolastica reggente, la professoressa Romana Rosa Marchetti.
Il merito di questo boom va, senza dubbio, al nuovo indirizzo alberghiero dedicato ai servizi per l’enogastronomia
e l’ospitalità alberghiera partito nei giorni scorsi, per il quale sono state formate tre classi con un totale di 76 iscritti
alle classi prime. Un vero e proprio record, accompagnato
anche dal successo degli indirizzi Itis Meccanica/Informatica e IPIA/IeFP Meccanica in costante aumento.
La campagna di promozione e di lancio del nuovo indirizzo, tenuto a battesimo lo scorso 16 febbraio dallo chef
Gualtiero Marchesi, ha infatti dato i suoi frutti. La nostra
amministrazione, in prima linea per la promozione di questo nuovo settore, si è impegnata a realizzare in pochi mesi
una nuova struttura (posta nel cortile interno del Serafino
Riva) che ora ospita un vero e proprio laboratorio di cucina di oltre 120 m2 con tutte le attrezzature necessarie
Set. 2012
(piani cottura, forni professionali, lavelli, friggitrici, abbattitori, magazzini e depositi per gli alimenti) ed una sala ristorazione che può ospitare oltre 40 persone sedute. Gli
studenti sono stati anche dotati di un’apposita uniforme
con il logo del nuovo istituto da indossare durante le ore
di laboratorio. Per i 76 studenti sono stati assunti tre nuovi
insegnanti, uno per il laboratorio di cucina, uno per il laboratorio di sala e uno per la conservazione degli alimenti.
Soddisfatta del traguardo raggiunto la nostra Vice Sindaco
Romy Gusmini «Questi dati dimostrano che amministrazione, scuola e Provincia hanno lavorato insieme, prendendo la scelta giusta. La scelta di ascoltare il territorio,
capire le necessità dei giovani e le prospettive che per loro
si delineano. Sapere che i giovani della nostra zona hanno apprezzato questa decisione ci lusinga e non può che
spingerci a lavorare in questa direzione per continuare a
garantire una scuola di qualità». Oltre alla realizzazione del
laboratorio di cucina, la nostra amministrazione comunale
ha anche riqualificato l’intera area verde che insiste nella
zona dell’istituto di istruzione (in Via Cortivo), creando un
nuovo parco di oltre 2000 m2 che potrà essere sfruttato
sia dagli studenti, sia da tutti coloro che utilizzano le vicine
strutture sportive, sia da tutti i cittadini come area relax.
L’area, che sarà dotata di panchine, di una fontanella, di
nuovi arredi e di un impianto di illuminazione ad hoc, rimarrà infatti aperta anche al di fuori degli orari scolastici.
Nelle prossime settimane è previsto il taglio del nastro per
il nuovo indirizzo alberghiero.
Il Lido Nettuno si trasforma in un campo base
Saranno oltre 400 i volontari presenti all'esercitazione
Nella foto:
Esercitazione
del gruppo
ANA della
Protezione
Civile Sarnico
S
i trasformerà in una vera e
propria base operativa il Lido
Nettuno che nelle giornate
del 29 e 30 settembre ospiterà l’esercitazione della protezione
civile della provincia di Bergamo.
Oltre 400 volontari tra alpini, sommozzatori, addetti all’antincendio
boschivo, cinofili, sub e vigili del
fuoco saranno presenti per svolgere delle esercitazioni a cui tutta la
cittadinanza è invitata a partecipare.
Numerose saranno le simulazioni
di intervento che, coinvolgendo
molte zone della nostra cittadina,
dimostreranno come agiscono i
nuclei della protezione civile, in
caso di necessità: presso la località
Forcella si terrà una simulazione
di intervento per spegnere un incendio dall’elicottero, in prossimità
dell’ex hotel Il Cantiere invece si simulerà la ricerca di persone travolte dalle macerie con il supporto di
cani specializzati, in mezzo al lago si
simulerà anche un finto naufragio di
un battello di linea con a bordo 40
volontari e infine, al parco Lazzarini,
i volontari faranno fronte ad un’esondazione del lago per mettere in
sicurezza l’area.
Naturalmente tutti gli interessati potranno recarsi anche al Lido
Nettuno, il cuore pulsante dell’esercitazione, per sentirsi parte della
protezione civile per un weekend
intero.
Per domenica 30 alle ore 11.00
inoltre è prevista la celebrazione
della Santa Messa presso il campo
allestito al Lido.
Sarnico porta fortuna a Carmine Abate
È
stato proprio lo scrittore Carmine Abate il vincitore della
50a edizione del premio Campiello. Il premio letterario è
stato assegnato lo scorso 1 settembre.
L’autore era stato nella nostra cittadina solo qualche mese
prima, lo scorso 16 giugno, per presentare il romanzo "La collina
del vento", edito da Mondadori.
Ed è stato proprio grazie al libro presentato a Sarnico al centro Culturale Sebinia che lo scrittore calabrese ha sbaragliato
gli avversari, aggiudicandosi 98 voti sui 273 arrivati dalla giuria
composta da lettori.
«Dedico il Premio a mia moglie e ai miei figli- ha dichiarato lo
scrittore durante la cerimonia al teatro La Fenice di Venezia. In
questa edizione del cinquantenario la responsabilità di scrivere
storie non solo intriganti ma impegnate come questa è ancora
più grande. Otto anni fa sono arrivato terzo. Sono proprio felice».
In un certo senso quindi…Sarnico ha portato fortuna!
Set. 2012
ilPorto - 49
A S S O C I A Z I O N I
Attività dell'A.S.D. Judo Sarnico
a cura di Giovanni Cadei
Ben ritrovati sulle pagine de “il Porto” dopo la pausa estiva
È ripresa l’attività associativa e, come è ormai tradizione da qualche anno,
il “La” è stato dato da "Sarnico Sport", la festa dello sport svoltasi al Lido
Nettuno.
Il tempo durante tutto il fine settimana ha dato una mano agli organizzatori ed il sole ha fatto da stupenda cornice a questo simpaticissimo
evento.
Gli Judoka dell’ASD Judo Sarnico hanno onorato questa festa partecipando con il loro stand e presentando due allenamenti/dimostrazione per
cercare di invogliare gli spettatori a provare a praticare questo bellissimo
sport.
Ha preso parte a questa esibizione anche Diego Cressi, nostro concittadino che ormai, essendo entrato nella squadra delle Fiamme Azzurre, ha
intrapreso una carriera professionistica.
Per poter partecipare alla Festa dello Sport Diego ha dovuto chiedere
un particolare permesso ai manager della squadra ed ha lasciato per una
giornata il ritiro collegiale di Torino.
I suoi prossimi impegni, ha dichiarato Diego nelle brevi parole di saluto,
saranno la partecipazione a due prove di Coppa Europa in nord Europa
(Svezia e Norvegia) delle quali Vi daremo sicuramente conto nelle prossime edizioni de Il Porto.
Anche un altro nostro atleta ha già ripreso l’attività e proprio un impegno agonistico gli ha impedito di essere sul Tatami alla Festa dello Sport:
si tratta di Andrea Aloisi, impegnato quest’anno nel Campionato Italiano
Master 2012. Nell’appuntamento di Follonica Andrea ha conquistato, in
una gara che vedeva la partecipazione di diversi atleti della Nazionale
Master, un significativo terzo posto che segue l’altra medaglia di bronzo
50 - ilPorto
Set. 2012
Nella foto a
sinistra gli atleti
dell'ASD Judo
Sarnico alla
festa dello Sport
A destra
Andrea Aloisi
medaglia di
bronzo alle
prove del
Campionato
Italiano di
Follonica.
conquistata a Tarcento alla fine
del mese di Giugno.
Prossimo appuntamento per
Andrea a metà dicembre a
Bergamo per il Torneo Sankaku,
ultima prova del campionato.
Nel 2011 si era classificato al 1°
posto: speriamo in un bis che lo
porterebbe nelle prime posizioni della classifica finale.
Rinnoviamo infine l’invito a tutti
a venirci a trovare nel Palazzetto
dello Sport di via Donatori di
Sangue nelle giornate di Lunedì,
Mercoledì e Venerdì dalle 17.30
alle 21.00: saremo lieti di fornirvi
tutte le informazioni e ci sarà la
possibilità di un mese di prova
gratuito per cercare di capire se
il Judo è il Vostro sport.
È previsto anche un corso di difesa personale, dedicato soprattutto agli adulti ed in particolare
alle signore.
A presto!
Il Gruppo AIDO Sarnico ricorda Ugo Buelli
a cura del Presidente Leandro Mora
I
n occasione del XXV anniversario della morte del
Cav. Ugo Buelli, primo Presidente provinciale dell’Aido Bergamo – nonché co-fondatore dell’Aido- il
Gruppo Pluricomunale di Sarnico, in collaborazione
con la Sezione Provinciale, organizza per Sabato 13
ottobre alle ore 20.30 una Fiaccolata in sua memoria.
Nato a Sarnico il 18 ottobre 1909, Ugo Buelli ha sempre creduto fortemente al valore della donazione di
organi; uomo riservato ma di grande cuore, contribuì
a far crescere i primi gruppi Aido e lasciò un ricordo
indelebile alla Sezione Provinciale, che guidò per ben
tre mandati consecutivi (dal 1975 al 1984) e al gruppo
Aido Sarnico, che presiedette dal 1974 al 1978.
Per tutti questi motivi, ci è sembrato un atto doveroso
ricordare un anniversario tanto importante, che cade
in concomitanza con la “Giornata Nazionale Aido”,
quasi a voler rafforzare il legame tra il nostro caro
Presidente e l’Associazione.
Vi aspettiamo dunque numerosi a questo importante
evento, che ci dà la possibilità di riportare alla memoria una delle figure più importanti della nostra beneamata associazione.
GRUPPO PLURICOMUNALE AIDO DI SARNICO
Comprendente: Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Foresto Sparso e Gandosso
Elezione del nuovo Consiglio Direttivo per i quadriennio 2012/2016:
Mora LeandroPresidenteSarnico
Brignoli ManuelaSegretariaSarnico
Vitali Roberto
Vice Presidente Vicario
Sarnico
Brevi Barbara
Vice Presidente
Sarnico
Scaburri Gennara
Consigliere referente
Gandosso
Mora LauraAmministratriceSarnico
Cimarelli G. Franco Consigliere referente
Foresto Sparso
Polini Domenico
ConsigliereSarnico
Duci Franca
Consigliere referente
Foresto Sparso
Acerbis Agnese
Consigliere referente
Adrara San Rocco
Finazzi AdaminaConsigliereSarnico
Foresti Battista
Consigliere referente
Adrara San Martino
Gafforelli Sofia
Consigliere referente
Foresto Sparso
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI:
Belussi Artemisio
Presidente revisore
Roggeri Iris
Revisore dei conti Sarnico
Adrara San Martino
Set. 2012
ilPorto - 51
Rinati alla vita della Grazia
Bresciani Davide
di Luca e Picco Anna Lisa
Nato a Iseo il 26.04.2012
Battezzato a Villongo il 28.08.2012
Madrine: Picco Monica e Ghitti Ottavia
Quattro generazioni bis
Grande gioia nella famiglia di Assunta Bonardi.
Aver avuto per la seconda volta nella vita la IV
generazione non è cosa comune.
Nella foto sopra (anno 2012) il piccolo Alessandro in braccio alla bisnonna Assunta con alle la piccola Gloria (oggi mamma) in braccio alla
spalle nonna Daniela e la nipote Gloria, mamma mamma Daniela con a fianco nonna Assunta e
di Alessandro. Nella foto a destra a (anno 1982) la bisnonna Paola.
Santa Teresa di Lisieux
a cura della Redazione
trare nel Carmelo, la religiosa e martire Edith Stein scriveva ad un’amica: «Leggendo “Storia di un’anima” la sola impressione che ho avuto è che mi trovavo davanti
una vita umana unicamente e totalmente attraversata fino in fondo dall’amor di
Dio. Io non conosco nulla di più grande e, in quanto possibile, vorrei trasferire
un poco di questo nella mia vita e nella vita di coloro che mi circondano». Sono
molti coloro che di fronte alla dottrina-esperienza di Teresa di Lisieux potrebbero
esprimere gli stessi sentimenti.
La Santa del silenzio di Dio, di un Dio che è Amore Misericordioso, attraverso i
suoi scritti, ci prende per mano e ci accompagna nella scoperta dell’amore che è
totale dedizione e offerta di sé.
"Amare è dare tutto, è dare anche se stessi". Qui sta il segreto di questa giovane ardente e sapiente ragazza di 24 anni... Son bastati 24 anni alla giovane Teresa Martin
per diventare "la più grande santa dei tempi moderni" (Pio X), "Patrona universale
delle Missioni" (Pio XI), "Dottore della Chiesa" (Giovanni Paolo II).
A dire il vero, non ebbe gran fortuna nella vita: malgrado una felice infanzia ad
Alençon, dove nacque il 2 gennaio 1873 (ultima di nove bimbi dei quali quattro
morti alla nascita), perde ben presto la madre (tumore al seno) e rimane profondamente ferita. Si impone un trasloco del papà con le cinque ragazze a Lisieux,
nella bella villa dei Buissonnets. Le entrate successive delle sue due sorelle maggiori
al Carmelo esasperano la sua angoscia. Infelice a scuola, nonostante la pronta e
Thérèse
anta Teresa di Lisieux, non comune intelligenza, cade gravemente malata. Un’insistente preghiera a Maria
Françoise
monaca carmelitana, è la salva il 13 maggio 1883: ha 10 anni. La "Vergine del sorriso" diventa sua Madre.
Marie Martin
stata una religiosa e misti(Alençon, 2
ca francese, meglio nota Chi volesse leggere alcune note del suo diario, può connettersi al sito della pargennaio 1873, come "Santa Teresa del Bambi- rocchia digitando: www.parrocchiasarnico.it/Pagine/Santi/STeresa.htm.
no Gesù", nome con il quale è La sezione è stata curata da Gabriella Cadei.
Lisieux, 30
venerata. In una lettera del 17
settembre
luglio 1933, poco prima di en1897)
S
Set. 2012
ilPorto - 53
Nella casa del Padre
40) Volante Ivona
43) Galizzi Pierino
46) Bresciani Carolina
41) Buelli Elio
44) Lelli Roberto
47) Lorenzi Renata
42) Pezzini Mauro
45) Viviani Maria
48) Berattino Francesca
di anni 91
Deceduta il 19.07.2012
di anni 77
Deceduto il 16.08.2012
di anni 61
Deceduto il 07.08.2012
di anni 82
Deceduto il 22.08.2012
di anni 83
Deceduto il 16.08.2012
Ivona
Roberto
di anni 89
Deceduta il 22.08.2012
di anni 93
Deceduta il 24.08.2012
di anni 84
Deceduta il 27.08.2012
di anni 94
Deceduta il 29.08.2012
Elio
Mauro
Pierino
Maria
Carolina
Renata
L'Associazione Anziani e Pensionati è vicina all'amico Piero Signorelli per la scomparsa della cara
moglie Vittoria Cancelli. A lui viene dedicato questo scritto di Henry Scott Holland.
Francesca
54 - ilPorto
«La morte non è niente. Sono solamente passata dall'altra parte: è come fossi nascosta nella stanza accanto.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altra lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce,
non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose
che tanto ci piacevano. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome pronuncialo senza la minima traccia d'ombra
o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: c'è una continuità che non si
spezza. Non sono fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono
lontana, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace».
Set. 2012
Anni '30: Le sorelle Capelli (da sinistra: Gianna, Giuliana e Zeffera)
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Settembre - Parrocchia Sarnico