SOMMARIO 1 Copertina: La nostra bella Chiesa (foto Gian Attilio Valli) 2 Sommario - Orario Sante Messe - Numeri telefonici 3 Editoriale: Nuovo anno pastorale 4 Restauri della Chiesa: raccolto il primo S.O.S. 5 Questione di soldi 6 Chiesa Universale - Chiesa Diocesana 10 Calendario - Numeri utili 11 Calendario dell'anno della fede 12 È ancora tanta la fame di Cristo 14 Riflettiamo: La roba 16 Accogliere per progettare 17 30° di sacerdozio di Mons. Pierino Sacella 18 Iniziative del gruppo "La casa" 19Arcobaleno 20 Passpartù - Minicre 2012 22 Casa di riposo Faccanoni 23 Volontarie Casa di Riposo 24 Fondo Scuola Materna - Spazio Gioco - Maria Ecuador 25 Comunicato Alpini 27 Centro Tennis Comunale 28 Fiera della caccia 29 Tennis Club Sarnico 30 Fotocronaca gita in Puglia 31"El saùr dela tera" 32 Sarnico nella storia del Risorgimento 34 I volti: Pietro Ruggeri 35 Associazione Anziani e Pensionati 36 Come eravamo 38 L'alpino Piero è andato avanti 39 Fotocronaca 40 Mi curo di te - La cura e l'affetto 41 Ospedale: Miniaturizzazione del guanto Hi Tech 42 AVIS Sarnico e Basso Sebino 44 Le pagine del Comune 50 Attività dell'A.S.D. Judo Sarnico 51 Il gruppo AIDO Sarnico ricorda Ugo Buelli 53 Anagrafe parrocchiale - Santa Teresa di Lisieux 56 Vecchia foto: Le sorelle Capelli Settembre 2012 Il prossimo numero de “il Porto” sarà in distribuzione da sabato 27 Ottobre 2012. Si raccomanda l'invio degli articoli in word e delle immagini in Jpeg ad alta risoluzione, entro e non oltre lunedì 15 ottobre 2012, a [email protected] o la consegna in segreteria presso la casa parrocchiale. Il materiale pervenuto oltre il limite stabilito non potrà essere pubblicato se non nel mese successivo. Grazie per la collaborazione. Orario Sante Messe Festivo ore 8.00 - 8.45 (Ospedale) 9.30 - 11.00 - 18.00 - 20.00 (Parrocchia) Feriale ore 7.00 (Osp.) 8.00 - 16.00 - 20.00 ore 10.00 ogni giovedì (Casa di riposo) Vigilia di Festa ore 16.00 (Casa di riposo) - 18.00 - 20.00 (Parrocchia) Funerali: ore 15.15 N. Telefonici ed e-mail utili Parrocchia 035 910056 don Luciano 348 9049113 Oratorio 035 912 078 don Loris 328 3932361 Sacrista 339 2087660 Centro pr. ascolto 035 910916 Sala Giochi (Meulì) 035 912107 Cine Junior 035 910916 Centro Quader 035 912420 Centro Famiglia 035 911252 Casa di riposo 035 4261453 Il Battello 035 914421 Carabinieri 035 910031 Emergenza sanitaria 118 Guardia medica 035 914553 Ospedale 035 3062111 Farmacia 035 910152 (orari 8.30-12.30 / 15.30-19.30 Sito web: www.parrocchiasarnico.it E-mail sito web: [email protected] Sito C.SI.: www.csioratoriosarnico.it E-mail C.S.I.: [email protected] E-mail de “ilPorto: [email protected] E-mail parroco: [email protected] E-mail don Loris: [email protected] c/c postale Parrocchia: N. 49089303 Direttore responsabile: GIUSEPPE VALLI Amministrazione: don LUCIANO RAVASIO - Casa parrocchiale: Tel. 035 910 056 Autorizzazione Tribunale di Bergamo n. 1 del 14.01.1971 Stampa e inserzioni pubblicitarie: Tipografia Sebina Sarnico - Tel. 035 910 292 Redazione: don L. Ravasio, don L. Fumagalli, M. Dometti (CIVIS), R. Gusmini e S. Marini. Collaboratori: don V. Salvoldi, A. Arcangeli, P.L. Billi, L. Cuni, G. Cadei, C. Casati, G. Dossi, G. F. Gaspari, P. Gusmini, R. Modina, G. Schivardi e S. Venchiarutti. Progetto grafico: Studio Példy - Ufficio abbonamenti: Segreteria Casa parrocchiale - Tel. 035 910 056 E D I T O R I A L E Nuovo anno pastorale a cura di Don Luciano Martedì, pomeriggio e sera, ci guiderà il Vangelo di Giovanni, la domenica pomeriggio quello di Luca N on abbiamo quaggiù una dimora stabile, viviamo protesi verso la vita che ci è data e che è eterna. Per questo è necessario non interrompere il cammino intrapreso, grati a coloro che hanno testimoniato la bellezza e la fatica della vita nelle generazioni precedenti. Siamo protesi verso il futuro convinti che solo nell’unità possiamo avere la forza di affrontare i momenti più difficili. Le prove e la precarietà che sperimentiamo in questi nostri giorni, tutti contati e, parecchi, segnati dal dolore, ci fanno pensierosi e ci riconducono a fissare lo sguardo, con saggezza, su ciò che rimane e ha senso. I giorni della violenza, i giorni del terremoto che distrugge le case e le chiese, antiche e non, e fa crollare i luoghi di lavoro, richiamano alla mente la precarietà dell'esistenza terrena dell'uomo che è tuttavia meravigliosa. Si impone dunque l'urgenza di ridirci per dove e verso dove an- diamo, qual è il senso delle cose, qual è la nostra chiamata. Proprio le Scritture che leggiamo e celebriamo ogni giorno nella liturgia, offrono risposte alle nostre menti e cuori inquieti: «Considerate, fratelli, la vostra vocazione», dice san Paolo. Daremo il primo posto all’ascolto della Parola di Dio che spalanca gli orizzonti ampi della Verità e della Vita. Convinti che è il Cristo che ancora oggi ci affascina per trovare ciò che dà ampio respiro alla vita, percorrendo i momenti di catechesi, cercheremo i vari incontri che Gesù ha avuto. Lui ha assunto la nostra carne fragile e mortale e ha vinto la morte, è risorto ed è il nostro punto di arrivo. - i pastori, - Marta e Maria, - l’indemoniato di Gerasa; - l’incontro col Buon Ladrone - e, sempre per strada, col Risorto… Dio ci chiama a essere nel Figlio, conformi a lui per essergli assimilati nella morte ma anche nella risurrezione. L'anno liturgico è l'itinerario per compiere quest'opera; la liturgia nell'anno cade su di noi come uno stampo e ci plasma. Essa conduce ogni credente in Gesù a vivere della sua vita per il dono dello Spirito che il Padre effonde, massimamente nei sacramenti. L'anno liturgico è come la via pedagogica della Chiesa che ci prende per mano e ci conduce, di domeniOgni MARTEDI, pomeriggio e ca in domenica, di festa in festa, di sera, sarà guidato dagli incontri giorno in giorno, «educandoci», cioè che Lui ha avuto nel VANGELO conducendoci fuori, scuotendoci da una DI GIOVANNI: situazione di indifferenza ad una sempre - i primi discepoli, maggiore assimilazione a Gesù. Lo Spiri- Filippo e Natanaele, to invade sempre più la nostra esistenza, - Nicodemo, la risana, la rende capace di comunione - la Samaritana al pozzo, e solidarietà, la libera, la rende capace di - il paralitico alla piscina di Betsatà, essere “dono” e felice. - ci metteremo a faccia a faccia con Lui Per questo è dolce obbedire alla come Pietro, Chiesa che ha aperto per noi i suoi - lo incontreremo con la don- tesori di grazia, la Parola del Signore inna adultera e sentiremo su di nanzitutto, la preghiera e il suo canto. noi lo sguardo nuovo del cieco nato; - l’incontro con Marta, La catechesi non è altro che un aiuto - con i greci e le varie culture a divenire consapevoli del dono e - fino a fare esperienza di Lui Risorto della missione che ciascuno ha, perché il insieme alla Maddalena e Tommaso… contatto con Lui possa essere realmente un'esperienza di salvezza, la sorgente Ogni DOMENICA pomeriggio della carità che sola può trasfigurare il daremo spazio a questi incontri mondo e renderlo vivibile. di vita accompagnati dal VAN- Senza Dio l'uomo non può vivere GELO DI LUCA. bene: questo lo dobbiamo sapere tutti - con Bartimeo il cieco che è per strada. e dire a tutti: è lo Spirito che conduce e - L’emorroissa, illumina a fare scelte buone. Set. 2012 ilPorto - 3 Restauri della chiesa: raccolto il primo S.O.S. Foto di Gian Attilio Valli I l segnale di aiuto lanciato da queste pagine dal Consiglio Pastorale per gli affari economici è stato raccolto da Silvano Marini che, allo scopo di raccogliere fondi per i restauri della chiesa parrocchiale, da venerdì 5 a domenica 28 ottobre presenterà presso la chiesa di San Rocco: "La storia sostiene il nostro cammino" Venerdì 5 ottobre ore 20.30 - Il celebre abbraccio fra Giovanni XXIII con mons. Pietro Bonassi in San Pietro a Roma - 50° di sacerdozio di don Giovanni Ferraroli Mercoledì 10 ottobre ore 20.30 - "Paolino" storia di una vocazione di Silvano Marini - Produzione Carmelitani scalzi Ecco le proposte: - Mostra di fotografie: "Sarnico e vita" di Silvano Marini - Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 - "Vent'anni di storia di Sarnico" fotografo e regista sport, fatti e ricorrenze varie - I quadri di Cinto Galizzi: "Colore e luce" più altri ricevuti il "Cinto" nel film "Idea del colore" e donati - I filmati di Silvano: "Documenti e storia" Mercoledì 24 ottobre ore 20.30 - "Una visita al castello" 1959 Programma e orari - "Il messaggio" 1960 Giorni di apertura: - "Poesia e lavoro del lago d'Iseo" ogni mercoledì dalle 20.30 alle 23.00 Documentario sulla costruzione dei motoscafi in mogano sabato dalle 16.00 alle 22.00 dell'ing. Carlo Riva e domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 22.00 La proiezione dei vari filmati con una breve presentazione dell'autore avverrà nei seguenti giorni: 4 - ilPorto Set. 2012 R E S T Questione di soldi A U R I a cura del C.P.A.E. Durante i mesi di LUGLIO e AGOSTO 2012 le offerte pervenute alla parrocchia registrano l’importo di: che aggiunte a quelle pervenute dall’inizio dei lavori di restauro di: ammontano complessivamente al 31 AGOSTO 2012 a: Euro Euro Euro 1.135,00 1.108.850,00 1.109.985,00 Alla stessa data risultano spesi di cui da pagare ancora ai fornitori e debito bancario residuo del mutuo e debito bancario del fido di conto corrente Euro " " " 3.320.000,00 150.437,00 884.416,00 489.727,00 G RAZIE! ai benefattori che in questi due mesi con le loro offerte hanno voluto sostenere il gravoso impegno della Parrocchia. Meritano una segnalazione: - Alcuni ammalati che non mancano di versare mensilmente il loro obolo. - La Sezione Cacciatori per la Fiera degli uccelli. - Coltivatori diretti di tutta la Lombardia in occasione della loro festa regionale , con la celebrazione della S. Messa presso la nostra Parrocchiale. S. O. S. La situazione finanziaria si sta aggravando e i prossimi mesi saranno ancora più impegnativi. Le rate del mutuo a tasso variabile di circa Euro. 27.000-28.000 ciascuna (variano infatti in base all’andamento dei tassi di interesse) scadranno inesorabilmente ogni tre mesi e per un totale quindi di Euro 110.000 all’anno. Se calcoliamo che dal 1° gennaio al 31 agosto di quest’anno le offerte per il restauro ammontano a Euro 33.000,00, siamo molto lontani dall’importo delle rate da pagare. Se qualcuno potesse sostenere la Parrocchia con: PRESTITI INFRUTTIFERI DI INTERESSI si eviterebbe di accendere ulteriori fidi bancari. D’altra parte chi dispone attualmente di risparmi ben sa che anziché incassare gli interessi, paga le varie spese (di tenuta conto, quelle forfettarie, ritenuta fiscale sugli interessi, imposta di bollo, ecc.) che in alcuni casi sono superiori agli interessi maturati. Prestandoli alla Parrocchia non incasserebbe interessi ma nemmeno pagherebbe spese, e soprattutto farebbe un’opera molto buona. Il prestito è autorizzato e garantito dalla Curia di Bergamo e la scadenza non è vincolante (due o tre anni), quindi sarà possibile ritirare la somma prestata con un preavviso di una settimana. Set. 2012 ilPorto - 5 CHIESA UNIVERSALE Chiesa russa e polacca: perdono e riconciliazione da “Avvenire" Storica firma a Varsavia. Via di rinnovamento Nel Castello reale della capitale polacca, Varsavia, si è svolta la cerimonia della firma di un appello congiunto cattolico-ortodosso ai popoli della Russia e della Polonia. Le firme al documento sono state apposte da patriarca ortodosso di Mosca e di tutta la Russia Kirill e dal presidente della Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo di Przemysl, Jòzef Michalik. La fase preparatoria di questo evento era in corso da circa tre anni. «Ci rivolgiamo ai nostri fedeli affinché preghino per ottenere il perdono dei torti, delle ingiustizie e di tutti i mali inflitti reciprocamente nel corso dei secoli» si legge nell’appello. La cerimonia si è svolta in presenza di una vasta delegazione ufficiale della Chiesa ortodossa russa giunta in Polonia con Kirill. Per la Chiesa cattolica, spiccava la presenza del Cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, già segretario particolare di papa Giovanni Paolo II, e quella del nunzio apostolico a Varsavia, l’arcivescovo Celestino Migliore. Numerosi, in un clima di forte emozione, anche i membri del governo polacco, gli intellettuali, gli uomini di cultura. «Le Chiese - ha continuato Kirill - non possono negare l’importanza di questi fatti». Nello steso tempo «il benessere economico costruito sulla tendenza egoistica ad utilizzare i prossimi e i lontani solo come un fronte di risorse, alla fine porterà delusione e sofferenze». «A livello interstatale vengono fatti non pochi sforzi per avvicinare i nostri popoli, cosa che senza dubbio corrisponde agli interessi economici comuni, tuttavia non sono sufficienti le sole considerazioni pragmatiche per costruire rapporti autenticamente fraterni fra i russi e i polacchi», ha rivelato il capo della Chiesa ortodossa russa. Nel testo del documento, dopo il richiamo evangelico che «Gesù Cristo è la nostra pace e la nostra riconciliazione» si legge: «Noi ci incamminiamo sulla via del dialogo sincero, nella speranza che esso ci aiuterà a guarire le ferite del passato e a superare i pregiudizi e l’incomprensione, ed anche a rafforzarci nella volontà di riconciliazione». «Esso - afferma il documento - deve aiutarci a conoscerci meglio gli uni gli altri, a ristabilire la fiducia reciproca e in questo modo arrivare alla riconciliazione». «L’anno liturgico tempo educativo» Oltre 400 i partecipanti alla "Settimana Liturgica Nazionale" Da Trieste a Marsala con uno sbarco in piena regola, sono gli oltre 400 partecipanti alla Settimana Liturgica nazionale. L’idea di una strada da compiere è del resto ben presente, e fin dal tema, nella Settimana del 2012. Un Tema : «L’anno liturgico: pellegrini nel tempo - Itinerario educativo alla sequela di Cristo», nel quale i convegnisti si immergono fin dalle prime battute con lo stesso trasporto con cui i turisti fanno il bagno sulle spiagge non lontane dalla sede dei lavori. Aiutati anche, in questa loro full immerson spirituale, dal messaggio che il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, invia a nome del Papa. «La Settimana - scrive il porporato - ponendo l’attenzione sull’anno liturgico, colto nella sua valenza educativa, si colloca nell’orizzonte tematico decennale indicato dalla Cei». Che cos’è infatti lo stesso anno liturgico, se non «Cristo stesso che vive sempre nella sua Chiesa e che prosegue il cammino di immensa misericordia da Lui iniziato? Perciò, aggiunge Bertone, esso «diventa luogo e strumento permanente della presenza di Cristo tra i fratelli, di educazione alla fede, nonché struttura celebrativa che consente 6 - ilPorto Set. 2012 una esposizione continua e progressiva del piano salvifico di Cristo». Il Papa, conclude il segretario di Stato, «auspica che la Settimana tragga beneficio anche dalla considerazione dell’Anno della fede, che la Chiesa universale si appresta a vivere nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio e che porrà al centro il valore del nostro credere, nella prospettiva della nuova evangelizzazione». Sono indicazioni di prospettiva subito riprese, nella prolusione di apertura, Monsignor Felice Di Molfetta. «L’educazione normale e più comune dei fedeli alla mentalità e allo spirito cristiano - afferma il vescovo Satriano - deve avvenire proprio attraverso il percorso dell’anno liturgico, con i ricorrenti appuntamenti delle domeniche e delle feste». La liturgia è scuola permanente attorno al Signore risorto e luogo educativo e rivelativi in cui la fede prende forma e viene trasmesso. In sostanza, come fa notare il vescovo di Mazara del Vallo, «l’anno liturgico ci sprona a correre, come pellegrini, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento». Un compito che i liturgisti presenti conoscono bene e continueranno ad approfondire. Sul monte Lussari una fede senza confini Sloveni, italiani e austriaci si affidano alla Vergine « O Regina del Monte Santo di Lussari, che da oltre 650 anni vegli dal luogo dove s’incontrano i tre popoli d’Europa: il latino, lo slavo ed il tedesco, conserva il tesoro della pace, sospiro di ogni luogo. Fa che i popoli d’Europa s’incontrino in fraterna intesa nella stima e nel rispetto vicendevole, nello sviluppo della comune civiltà cristiana». In tremila - friulani, sloveni e tedeschi - pregano, nelle rispettive lingue, ai 1700 metri del Santuario Mariano del Lussari. Il «pellegrinaggio dei tre popoli, a 30 anni di distanza, ritorna al confine tra l’Italia, l’Austria e la Slovenia. L’accompagnano verso l’altare l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzolato, l’emerito di Udine, Pietro Brolla, l’arcivescovo di Lubiana, Anton Stres, il vescovo di Gurk, Alois Schwarz, il vescovo di Capodistria, Jurij Biziak e il vescovo di Celje, Stanislav Lipoviek, tra due ali di folla che ha raggiunto il Santuario. Si prega e si canta in quattro lingue, cinque con il latino. L’arcivescovo Mazzolato ricorda le origini, - «Trent’anni fa l’Europa pativa dolorose e violente divisioni sociali e politiche imposte ai popoli. Uno dei più duri confini di queste divisioni passava proprio accanto a questo Santuario che oggi ci accoglie». «Ci stiamo rendendo conto che non basta accordarsi su una moneta unica o creare una struttura organizzativa per ottenere un’intesa profonda tra popoli con tradizioni culturali diverse - riflette ancora l’arcivescovo -. I popoli si sentono uniti se hanno un’anima comune che li fa sentire vicini, pur nella diversità di tradizioni e costumi. L’Europa, per essere unita ha bisogno di trovare un’anima comune e l’anima è la parte spirituale di un uomo, di un popolo, e di un continente». Dice lo sloveno monsignor Stres - «In questi tempi così difficili abbiamo bisogno di una fede più ferma e di una speranza più viva». Chiediamo alla Madonna - spiega il carinziano monsignor Schwarz - di intercedere per le preoccupazioni e le esigenze dei nostri Paesi». Monsignor Bizjak, di Capodistria . «Questo è un punto d’incontro fra cielo e terra. È la metafora, se vogliamo, di come superare anche questa crisi. Con un supplemento di vita spirituale». L’impegno della Chiesa per una società più giusta Si chiude a Cipro il simposio dei vescovi europei Di fronte alla crisi che ha colpito l’Europa, la Chiesa risponde attraverso le parole del Vangelo, rilanciando la pastorale sociale. Un obiettivo condiviso anche dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e in particolare dalla sua Commissione Caritas in veritate, che ha convocato a Nicosia, sull’isola di Cipro, l’incontro sul tema «L’impegno della Chiesa nella promozione della coesione sociale in Europa». I Vescovi delle Conferenze Episcopali europee, hanno dapprima partecipato alla Messa presieduta dall’arcivescovo di Malines-Bruxelles, André-Joseph Léonard e successivamente ai Vespri con l’arcivescovo dei Maroniti di Cipro,Youssef Soueif. L’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, ha sottolineato il contributo essenziale che può fornire la dottrina sociale cattolica, ricordando quell’invito «alla trasparenza, all’onestà e alla responsabilità, soprattutto quando si affrontano le questioni economiche», contenuto nella Lettera enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, che peraltro, dà il nome alla Commissione del Ccee, presieduta dal vescovo di Trieste. Gli ospiti hanno ricevuto il saluto del Sindaco di Nicosia che ha ricordato quelle iniziative in programma «affinché la nostra capitale, così ricca di arte e storia, possa nel 2017 ricevere il titolo di “Capitale europea della cultura”». Nicosia rappresenta l’ultima capitale europea divisa da un muro: una spaccatura che è fortemente sentita dalla popolazione e in particolare dalla comunità maronita. Anche a loro si sono rivolte le preghiere dei vescovi europei che, hanno iniziato il dibattito attraverso gli interventi dell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin e del professore Vincenzo Buonuomo, docente alla Pontificia Università Lateranense, che ha ribadito come la crisi economica che ormai interessa quasi tutti i paesi europei, vada affrontata come «un problema di crisi di valori essenziali che sono alla base del vivere della persona e del suo inserimento nel contesto sociale». «Bisogna puntare a promuovere una coesione economica e territoriale basata sulla solidarietà - ha sottolineato Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio e delegato della Cei. - in quanto naturale espressione della fede dei cristiani». Concetto ripreso anche dall’arcivescovo dei maroniti d Cipro, Youssef Soueif, che ha sottolineato con forza l’importanza di «pensare al bene comune, lottando contro ogni forma di individualismo» ricordando anche le parole di speranza e di ritorno alle radici cristiane invocate da Benedetto XVI. «C’è bisogno di un impegno sociale della Chiesa non solo attraverso l’assistenza immediata, ma anche attraverso un supporto spirituale, come da anni svolge la Chiesa di Cipro». E quest’isola, ha precisato padre Evencio Herrera Diaz, vicario generale del Patriarcato latino per Cipro, è «l’esempio lampante di quanto il mondo sempre più variegato a livello religioso, etnico e linguistico sia importante investire sulla coesione sociale». Concludendo, il cardinal Bagnasco ha ricordato che “l’Europa è il grembo originario del cristianesimo e non deve perdere questo grande dono”. Set. 2012 ilPorto - 7 CHIESA DIOCESANA Mons. Beschi per Sant’Alessandro: «Chiesa responsabile dei giovani» da “L’Eco di Bergamo” La comunità cristiana è chiamata a rigenerarsi Bergamo si è raccolta in Cattedrale, in Città alta, per festeggiare il suo Patrono, Nella giornata di Sant’Alessandro, a celebrare la Messa è stato il vescovo monsignor Francesco Beschi che ha ricordato le ultime attività della Diocesi e le prossime in programma. «Penso ai 50 anni della Missione in Bolivia della nostra Diocesi, senza dimenticare le altre missioni che si sono aperte successivamente. Ma insieme a questo c’è un altro motivo di gioia: ci accingiamo ad aprire l’Anno della Fede nel ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II e ci prepariamo nel 2013 a commemorare, ancora una volta, la carissima figura di Papa Giovanni XXIII nel 50° della sua morte» Monsignor Beschi ha proseguito ricordando come questa epoca che stiamo vivendo « è un momento che rinnova la nostra responsabilità di cristiani e la coscienza di come non solo nella storia ma anche oggi la vita cristiana si dispiega all’interno della vita di tutti gli uomini e quindi il rapporto tra la Chiesa e la società nel suo insieme è un rapporto ineludibile». «La Chiesa - ha proseguito il vescovo - è una presenza consistente, pervasiva, influente, autorevole, tutto questo significa una grandissima responsabilità, soprat- tutto nei confronti di coloro che non si riconoscono nella Chiesa, di coloro che perseguono vie diverse, anche convinzioni diverse. Ma penso alla responsabilità che la Chiesa ha nei confronti dei giovani, delle giovani generazioni, non solo dei giovani credenti, ma dei giovani tutti, nelle loro attese e nelle loro speranze». La sera il vescovo Francsco Beschi ha presieduto una Concelebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna per la solennità patronale, alla presenza di una folta assemblea, fra cui il Sindaco e le autorità. All’omelia il vescovo ha parlato del paradosso di Sant’Alessandro. «Patrono è colui che protegge, Il paradosso di Sant’Alessandro è non essere stato capace di proteggersi e di salvarsi, come già Gesù Cristo» «Sant’Alessandro è protettore della nostra diocesi e della nostra città. Oggi, i cristiani, insieme ai non credenti e a chi non si riconosce nella fede cristiana, sono chiamati a proteggere la città, che significa anche ricostruire un patrimonio di bene condivisi e il bene comune, regalandolo alla città e ai suoi abitanti». Tre ministri per il Museo della Cattedrale La visita dei ministri Cancellieri, Ornaghi e Terzi di Sant’Agata. Il Vescovo: «Un tesoro di archeologia, storia e arte» Da sinistra il sindaco Tentorio, il vescovo Beschi, i ministri Terzi, Cancellieri e Ornaghi, la consorte di Terzi, Donatella Cinque 8 - ilPorto Tre ministri entusiasti. - Beni Culturali, Esteri e Interni - per l’inaugurazione del Museo della Cattedrale. Un pomeriggio memorabile per la città, con percorsi e pubblici diversi che sono poi confluiti - insieme a tantissimi cittadini e turisti curiosi - sotto Palazzo della Ragione per assistere alla cerimonia d’inaugurazione all’aperto, accanto all’ingresso del museo che si apre sotto la balaustra del Duomo. Un tesoro fatto di archeologia, storia e arte, ma - come ha sottolineato il vescovo Francesco Beschi nel suo discorso di benvenuto e ringraziamento - soprattutto di energia sorgiva della comunità, alla quale i bergamaschi d‘oggi possono attingere per ritrovare il senso della loro storia e dell’impegno alla solidarietà. «La realizzazione di un Museo non dimentica il presente, rispetto al quale la diocesi resta impegnata. La solidarietà e la generosità Set. 2012 non vengono meno mentre ci si occupa di cultura,, ma dalla cultura si traggono le energie per impegnarsi ancora di più a fianco di chi è in difficoltà. Il contesto stesso di questa città dà un significato particolare a quanto è stato scoperto e viceversa. E proprio sotto terra, alle radici della cattedrale, della casa di tutti, incontriamo gli occhi straordinari dei santi affrescati in un tempo lontano e tornati a provocarci, a invitarci a guardare oltre, illuminati da una luce che è anche quella della fede». Il vescovo ha una parola di ringraziamento e ricordo per tutti . i ministri presenti, le Autorità, i Parlamentari, i collaboratori, sostenitori, tecnici e sovrintendenze, maestranze. Il Ministro Terzi sottolinea che è stato compiuto un salto di qualità culturale altissimo… La bergamasca d’adozione Annamaria Cancellieri, ministro degli interni confessa il proprio felice sbalordimento «per tanta bellezza e tanta storia scoperta» . È il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi a concludere gli interventi, spiegando al pubblico di Piazza Vecchia che cosa troverà nel museo, sottolineando che le pietre di una cattedrale conservano e riflettono l’anima di una comunità. Poi, insieme al Vescovo che ricorda il significato di una cattedrale citando Paolo VI, taglia il nastro e lo scrigno del tempo è ufficialmente aperto. «Qui si impara la logica del dono. Nel mondo non si vive di soli interessi» Il bilancio del vescovo Beschi dopo due settimane di visita e incontri nel Paese sudamericano Mons. Eugenio Scarpellini Vescovo Ausiliario di El Alto (Bolivia) In queste settimane, ha incontrato molti missionari… «Io penso che sia riconoscibile una passione capace di animare dal di dentro il servizio che queste persone stanno offrendo. Persone che sono venute qui con una ricchezza di motivazioni ma che, per rimanere , hanno continuamente rinnovato la scelta iniziale… Tante storie di vita che sono riuscite a dare continuità a 50 anni di storia … «Vuole dire qualcosa che non è estemporaneo, che assume il valore di continuità costruttiva e non un’esperienza fine a se stessa… Dice anche la capacità della nostra Chiesa di Bergamo, delle persone che sono venute qui e delle Chiese che ci hanno accolto, di dare continuità e di far passare questa passione di generazione in generazione… Nelle relazione al gruppo, Lei ha indicati quella di farsi testimoni della logica del dono…« La logica del dono appartiene all’esperienza cristiana e non solo…Qui si sta dimostrando che la logica del dono è capace di costruire la storia, il mondo… Parlando della logica del dono ha anche introdotto l’importanza del predisporsi a ricevere… «All’interno della lettura della logica del dono in termini nuovi va sottolineato anche l’aspetto dell’imparare a ricevere. È una prospettiva biblica e cristiana che nasce dall’esperienza di un dono. La figura di Maria è grandissima a partire dal sì non passivo allo Spirito Santo. Non è solo una prospettiva spirituale o relazionale, ma si tratta di entrare in qualcosa di molto nuovo in cui la necessità di imparare a ricevere s’impone. Noi non siamo abituati a questo: noi prendiamo, meritiamo, siamo disposti a donare, ma per noi imparare a ricevere è più difficile»….«Mi sembra che sia molto diffusa nella nostra terra la cultura del dono, che si esprime in termini di gratuità, a volte veramente impressionante dal profilo quantitativo. Dobbiamo però imparare a metterci insieme nelle difficoltà e nella costruzione di prospettive nuove. La logica del dono è disinteressato e il ricevere è tanto importante quanto il dare. Tutto questo non lo vedo evidente nella società: è un cambiamento di stile e di approccio… Perché a proposito dei 50 anni di presenza in Bolivia lei parla di cooperazione? «Oggi la necessità di camminare insieme è molto forte rispetto al passato: avvertiamo la bellezza di una storia scritta nei decenni scorsi in cui la risposta ai bisogni fondamentali e l’aiuto alle chiese più povere si è manifestato in modo sorprendente e capace di suscitare meraviglia. Noi abbiamo una bellissima storia che sta continuando, ma in Italia ci sono più preti provenienti da Paesi stranieri in servizio pastorale di quanti l’Italia non ne invii all’estero. Nella nostra diocesi siamo in una posizione privilegiata, ma dobbiamo utilizzare questo privilegio in termini di crescita, Avere anche noi dei sacerdoti stranieri, non per necessità, è un modo serio di raccogliere l’eredità di questa storia. Qual è il futuro della missione bergamasca in Bolivia?...«Vorremmo metterci sempre più a disposizione di una soggettività locale: il vescovo, il clero locale e le autorità.Vogliamo essere al servizio.Vedo che la presenza dei bergamachi, penso ai laici che hanno realizzato opere significative, è talmente apprezzata che tendenzialmente la richiesta è di mantenere ciò che abbiamo costruito in questi 50 anni con timore che , con il calo delle vocazioni e risorse, tutto questo non venga sostenuto. La seconda domanda, molto interessante che ci viene fatta riguarda un bisogno di formazione permanente per il clero. I nostri oratori modello per i giovani di tutta Italia Aperto a Bergamo il meeting nazionale: oltre 500 partecipanti H1O, il primo appening degli oratori Italiani, ha preso avvio - dopo l’accoglienza nella diocesi di Bergamo e di Brescia di animatori, sacerdoti, educatori giunti da ogni parte d’Italia - con un incontro dedicato al confronto svolto nel Centro Oratori bergamaschi in via Goisis. La riflessione rivolta agli oltre 500 presenti è stata guidata da don Michele Falabretti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dell’età evolutiva (Upee) e presidente di OdlOratori della Lombardia. Un percorso quello proposto da don Michele alla scoperta delle caratteristiche del «modello lombardo» degli oratori peculiare di una realtà, ma da cui si possono prendere spunti per dare vita a nuove e originali esperienze. Riferendosi alle grandi figure del passato da San Filippo Neri, al vescovo Carlo Borromeo, a San Giovanni Bosco, don Falafretti ha mostrato come ognuno di loro avesse conosciuto e applicato esperienze precedenti per poi rielaborarle in modo personale e in grado di rispondere ai bisogni delle comunità. IL confronto dell’esperienze diventa allora un momento importante. Don Michele ha esplicitato una preoccupazione riguardo la realtà bergamasca : «Si rischia l’equivoco di pensare che le strutture siano il punto di partenza, al contrario gli spazi nascono e sono pensati in base ai bisogni educativi espressi dai giovani e individuati dalle comunità. L’oratorio sono le persone». Il progetto educativo condiviso in Lombardia e su cui si lavora è stato sintetizzato in una frase che don Falabretti ha tratto dallo scritto di un giovane diacono sull’idea di oratorio: «Lavoriamo perché i giovani se ne vadano, decidendo di andarsene»: si propone un accompagnamento alla crescita in una fase della vita, affinché il giovane vada nel mondo a vivere il mondo, come buon amministratore, lavoratore, moglie, marito, padre o madre. E scelga altri percorsi di vita impegnandosi nel volontariato. «L’oratorio lombardo sta provando a insistere su questo aspetto. Vive nel territorio. È come una casa di famiglia, da cui si deve uscire per costruire altro». «Vogliono riassumere . aggiunge Marta Locatelli - gli aspetti attualmente più significativi nell’ottica di una proposta nazionale sugli oratori: La condivisione di modelli e lo scambio di esperienze, compresa quella spirituale; la riflessione esplicita sulle dinamiche dell’oratorio e sui suoi processi educativo-pastorali; la conoscenza di prassi e di attività che gli oratori offrono». La bellezza di H1O sta anche nello scambio fra gli oratori italiani. Set. 2012 ilPorto - 9 Ottobre 2012 OTTOBRE LUN 1 Santa Teresa di Lisieux ore 19.30 Processione e Santa Messa MER 3 ore 20.30 Corso di preparazione al parto ore 20.30 Dopo la Messa "Transito di S. Francesco" GIO 4 ore 14.30 Inizio catechesi elementari VEN 5 ore 17.30 Inizio catechesi medie SAB 6 ore 6.30 Peregrinatio a Stella Maris ore 21.00 Concerto: "Stabat Mater " di Luigi Boccherini con Elena Gallo DOM 7 ore 16.00 Vespri e Benedizione ore 18.00 Processione e mandato operatori past. LUN 8 ore 20.45 Consiglio Pastorale - Lettera del Vescovo MAR 9 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti MER 10 Corso per i fidanzati GIO 11 50° del Concilio Vaticano II - Apertura anno della fede ore 17.00 Matrimonio in S. Paolo VEN 12 ore 21.00 Incontro genitori dei battezzandi SAB 13 ore 11.00 Matrimonio - Fiaccolata AIDO -Tornei e Castagnata in Oratorio Corso nuovi Ministri Straord. Eucarestia DOM14 ore 16.00 Battesimi - Castagnata in Oratorio MAR 16 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti MER 17 ore 20.30 Incontro Parroco Catetechisti VEN 19 Scuola di preghiera in Seminario DOM21 Giornata Missionaria Mondiale MAR 23 ore 16.30 - 20.30 Catechesi adulti MER 24 Convegno missionario ore 20.00 Ufficio comunitario DOM 28 Giornata Parrocchiale della scuola ore 15.00 Associazione Santo Rosario ore 16.00 Catechesi MAR 30 ore 16.30 - 20.30 catechesi adulti MER 31 Ordinazioni Diaconali ore 18.00 Santa Messa festiva NUMERI UTILI UFFICI COMUNALI tel. 035 924111 - fax 035 924165 Uffici Amministrativi (anagrafe) tel. 035 924126 da lunedì a venerdì 9.00 -12.30 lunedì martedì giovedì 17.30 -18.30 Ufficio Tecnico Comunale Urbanistica/Edilizia Privata tel. 035 924145 Lavori Pubblici/manutenzione tel. 035 92414 Polizia municipale tel. 035924 114 - 335 5454846 da lunedì a venerdì 9.00-12.30 /15.00 - 18.00 Ufficio assistente sociale tel. 035 924152 lunedì 17.30-18.30 mercoledì/giovedì 9.00 12.30 Ufficio tributi tel. 035 924112 lunedì mercoledì venerdì 9.00 -12.30 giovedì 17.30-18.30 PROTEZIONE CIVILE Sede operativa: tel. 035 911893 Responsabile operativo: tel. 338 5467160 e.mail: [email protected] BIBLIOTECA COMUNALE tel. 035 912134 lunedì chiuso Martedì 14.30-19.00 Mercoledì 15.00-19.00 Giovedì 09.00-12.30 15.00-19.00 Venerdì 15.00-19.00 Sabato 09.00-12.30 / 15.00-17.00 C O Calendario dell'Anno della Fede M anca poco all’inizio dell’Anno della fede, che sarà aperto con una solenne celebrazione presieduta dal Papa nella mattina di giovedì 11 ottobre, in piazza San Pietro. Il calendario dell’Anno - che si concluderà il 24 novembre 2013 - prevede alcuni avvenimenti che vedranno la presenza di Benedetto XVI insieme a una serie di incontri, convegni e iniziative che approfondiranno i diversi temi religiosi e culturali legati alla celebrazione. Vi terremo informati sui più importanti: ecco ciò che la segreteria ha messo a disposizione per questi mesi. 2012 6 ottobre, Assisi Nella città di san Francesco il Cortile dei Gentili organizza un incontro di dialogo tra credenti e non credenti sul tema della fede. 7-28 ottobre, Città del Vaticano. Tredicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema: «Nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». 11 ottobre, Città del Vaticano A San Pietro, alle 10, Benedetto XVI presiede la solenne apertura dell’Anno della fede con i padri sinodali e i presidenti delle Conferenze episcopali. L’Azione Cattolica Italiana organizza, dalle 18.30 alle 21.30, una fiaccolata da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro in ricordo del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. 12 ottobre, Roma Sul tema «La fede di Dante» serata culturale e artistica presso la chiesa del Gesù in Roma, alle 21, organizzata dal Pontificio Consiglio per la Cultura in collaborazione con la Rettoria del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina e la Casa di Dante in Roma. Sarà proposto il canto XXIV del Paradiso, che contiene la professione di fede del sommo poeta. M U N I T À da l'"Osservatore Romano" 20 ottobre, Roma Pellegrinaggio al Gianicolo e veglia missionaria organizzati dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. 21 ottobre, Città del Vaticano Benedetto XVI presiede la canonizzazione di sei martiri e confessori della fede: Jacques Barthieu, sacerdote gesuita, martire missionario in Madagascar (1896); Pietro Calungsod, laico catechista, martire nelle Filippine (1672); Giovanni Battista Piamarta, sacerdote testimone della fede nell’educazione alla gioventù (1913); Madre Marianne (Barbara Cope), testimone della fede nel lebbrosario di Molokai (1918); Maria del Monte Carmelo, religiosa in Spagna (1911); Caterina Tekakwitha, laica indiana convertita alla fede cattolica (1680); Anna Schäffer, laica bavarese, testimone dell’amore di Cristo dal letto di sofferenza (1925). 26-30 ottobre, Roma Congresso dell’Unione mondiale degli insegnanti cattolici sul ruolo dell’insegnante e della famiglia nella formazione integrale degli studenti, con la partecipazione della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e celebrazione per l’Anno della fede. 15-17 novembre, Città del Vaticano Ventisettesima conferenza internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari sul tema «L’ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale». 1 dicembre. Celebrazione con il Santo Padre dei primi Vespri di Avvento per i Pontifici atenei romani, i seminari e collegi ecclesiastici, e le università, organizzata dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica. 28 dicembre, Roma Apertura dell’incontro europeo di giovani, organizzato dalla comunità di Taizé in collaborazione con il Vicariato di Roma. L’incontro si concluderà il 2 gennaio 2013. Set. 2012 ilPorto - 11 R I F L E T T I A M O a cura di don Valentino Salvoldi È ancora tanta la fame di Cristo Le mie mani sorreggono l'ostia e la gente continua a danzare, a danzare... A scoltate: «Quand’ero un ragazzino, mi batteva forte il cuore quando mi accostavo a ricevere la particola consacrata. Poi, un po’ alla volta mi sono abituato alla messa: vi andavo quando ero protagonista di qualche evento. L’abbandono della Chiesa da parte dei miei amici mi ha ulteriormente raffreddato. Ora sento ancora, ogni tanto, la nostalgia della messa, ma ci vado solo nelle feste grandi.Vorrei parlarne con gli amici, ma il gruppo impedisce di affrontare discorsi impegnativi. Che cosa può averci portato a questa situazione? Perché Cristo non affascina più tanti cristiani che non sentono il bisogno dell’eucaristia?». Il vantaggio di girare il mondo mi dà la possibilità di godere di tante esperienze positive riguardo alla fame e sete di Dio in tantissime persone. Ho solo l’imbarazzo della scelta per mettere in evidenza che è ancora tanta la fame di Cristo. A Mosca, alla metà degli anni Settanta, in case private passavo le notti discutendo sulla fede e all’alba i credenti, pre- 12 - ilPorto Set. 2012 valentemente ortodossi, non mi lasciavano andare senza una commovente celebrazione eucaristica – era come se fossimo nelle catacombe – e i non cristiani mi chiedevano di dare loro anche solo il pane benedetto, perché non volevano essere esclusi da un rito tanto bello. A Lahore, in Pakistan (Paese dove i cattolici sono solo lo 0,5%), la settimana santa del 1985, la preparazione alla Pasqua vedeva tutti i giorni la chiesa gremita di giovani, che mi chiedevano solo di non aver premura di terminare quei riti che li facevano sognare di poter morire con Cristo e risorgere con lui. In Canada, agli inizi del 2000, dopo una conferenza in una scuola di Toronto, avendo detto agli studenti che mi sarebbe piaciuto celebrare con loro l’Eucaristia e ungerli con il sacro crisma - affinché portassero il profumo di Cristo nel mondo - mi sono trovato con oltre trecento giovani a celebrare una delle più belle messe della mia vita. Quanto all’Africa, folle oceaniche di giovani animano quelle messe durante le quali si sperimenta il fascino del mistero dell’Incarnazione: un Dio che si fa corpo, si fa carne e diventa uno di noi; un Dio che viene a cercarci, quasi a elemosinare il nostro amore. Un Dio che cerca l’uomo e gli chiede di mangiare il suo corpo e bere il suo sangue. Questa verità incanta e commuove il cristiano africano che, confrontandosi con le altre religioni - nelle quali è preminente lo sforzo umano nel cercare di raggiungere Dio percepisce il privilegio di appartenere alla Chiesa cattolica. Questa insegna che Dio non solo si rivela, ma addirittura va alla ricerca dell’uomo per attirarlo a sé, liberarlo dal male e affrancarlo dalla morte con la propria morte, e infine ricondurlo all’unità del suo amore. Unità tra gli esseri umani, resa possibile dall’unità con Cristo che ci attira a sé. Anzi, ci trasforma in Lui, in un progressivo processo di divinizzazione. A chi mi chiede come mai si arrivi, in Europa, a non sentire il bisogno di nutrirsi di Cristo, potrei rispondere che la vita secondo lo Spirito, la religione, la fame e sete del Signore sono realtà da non prendere per scontate. Se si mette Dio al secondo posto nella nostra vita, Egli non ci fa violenza. Prova a parlarci, ma se il nostro cuore è occupato in cose vane e se la nostra vita è colma di attività puramente umane, non trova il terreno necessario a far germogliare quei semi che ha posto in noi, nella giovane età. Quando mi accorgo che sto sbagliando nel mio rapporto con il Signore, Egli mi regala una crisi di fede: campanello d’allarme, invito a fermarmi per non diventare “adultero” in senso biblico, cioè mettere il Signore al secondo posto. Mi spiego con un esempio che mi permette, mentre mi confesso ad alta voce, di sottolineare ancora una volta quanto sia apprezzata l’Eucaristia in Africa. Lokinvar (Zambia). Ho imparato a mie spese che, continuando a lavorare ininterrottamente, un po' alla volta mi svuoto, divento triste e ho ben poco da comunicare agli altri. Allora, periodicamente, sospendo ogni attività di insegnamento e mi ritiro per una settimana in un luogo deserto. Nel silenzio, nella meditazione, nella preghiera ritrovo l'armonia, rinnovo le mie forze, mi preparo all'incontro con gli altri. Qui in Zambia, non avendo la possibilità di raggiungere il deserto, mi reco in una località vicino a un lago. È venerdì: è il mio quinto giorno di silenzio e sento il bisogno di comunicare con qualcuno. Un giovane avanza con una barca verso di me. Lo guardo ed egli si ferma: pure lui sembra desiderare un incontro. Mi chiede il motivo della mia solitudine e gli rispondo che sono prete e sto cercando Dio. «Un prete?», esclama. «Dov'è la tua parrocchia?». «Non ho parrocchia. Sono un prete insegnante». Desidera sapere dove e quando celebrerò la messa e io gli dico che non ho ancora scelto un momento e un luogo particolari. «E perché non vieni tra la mia gente? Da anni non abbiamo un prete. Mio nonno è catechista e tutte le domeniche legge la parola di Dio e aiuta, come può, i fedeli a pregare». Insiste perché vada con lui. Accetto l'invito. Trascorriamo quasi tutta la giornata sulla barca e io lo aiuto a remare. Prima di giungere al villaggio, prende il tamburo parlante e comunica un messaggio, che evidentemente viene accolto con gioia: sul piccolo molo troviamo infatti tante persone che ci attendono, danzando. Ora il giovane pronuncia alcune parole nella sua lingua e la gente è subito in fermento. Qualcuno porta dell'acqua e mi lava i piedi, altri recano con sé unguenti profumati. Mi offrono latte di capra. L'atmosfera è densa di attesa. Arriva il catechista e piange di gioia. Mi confida: «Padre, non ricordo più da quanti anni non vedevo un sacerdote. Facciamo festa! Lei è l'uomo della festa». Mi descrive la situazione religiosa. C'è da stupirsi al pensiero di come abbia potuto, da solo, mantenere viva una piccola Chiesa; come abbia potuto conservare la fede in Dio; come sia riuscito, nel nome di Cristo, a rimanere fedele alla Chiesa cattolica: una Chiesa tanto lontana, che pare essersi dimenticata di questo angolo della terra. La gente pensa con gioia alla messa che verrà celebrata il giorno dopo e si accosta al sacramento della Riconciliazione. Nonostante tutti gli anni passati senza la presenza di un sacerdote, le confessioni sono belle e significative: non un semplice elenco di colpe, ma innanzitutto un inno di ringraziamento e di lode a Dio perché ha mandato me, che ora posso concedere il perdono nel suo nome e spezzare il pane eucaristico. La notte trascorre tra le danze. La gente porta tutto ciò che ha, per fare festa. Qualcuno, forse, s'inebria oltre misura, ma tutto serve a far cadere le barriere... Spunta il nuovo giorno. Il mattino presto, il catechista suona uno strumento che diffonde note armoniose, simili a rintocchi di antiche campane. Tutto il villaggio è in fermento. Le strade vengono pulite e la gente porta fiori freschi per adornarle: tra poco si snoderà la processione e io passerò per quelle vie con il corpo di Cristo. Avevo con me una piccolissima quantità di vino, ma neppure un'ostia, così, durante la notte, abbiamo preparato con un po' di farina una specie di pane azzimo che spezzeremo insieme. Appena pronuncio le parole della consacrazione, mi appare uno spettacolo stupendo. La gente si alza e comincia a danzare attorno all'altare, cantando tantissime volte: «Questo è il mio corpo per voi, per tutti». La donna più anziana, facendo vibrare velocemente la lingua tra le labbra, emette l'ululato tipico dei giorni di festa, come quando arriva il re. Le mie mani sorreggono l'ostia e la gente continua a danzare, a danzare... Dopo la messa c'è il pasto comunitario. Mi sento quasi in colpa al pensiero che tra poco me ne andrò. Cosa posso fare per queste persone, sapendo che non tornerò più nella loro terra? Prometto che parlerò ai vescovi della loro situazione, affinché mandino tra di loro, in modo permanente, l'”uomo della festa” oppure consentano di consacrare prete quell'anziano catechista così che possa celebrare l'Eucaristia, lui che per anni ha alimentato il sogno della comunità di vivere attendendo la festa per eccellenza, attorno a un altare. Set. 2012 ilPorto - 13 R I F L E T T I A M O Riflettiamo: "La Roba" a cura di Pier Luigi Billi «Roba mia vientene con me» L’unica cosa che porteremo con noi dopo questa vita è il bene fatto agli altri C irca trentadue anni fa, facevo riflettere su di un argomento che mi è sempre piaciuto: “La roba” e rileggendolo l’ho trovato, ora più che mai, sempre attuale e veritiero. Giovanni Verga, scrittore verista catanese, scrive nella sua novella “La Roba”, che quell’esaltato di Mazzarò quando gli dissero che era giunto il tempo di lasciare la sua roba per pensare alla sua anima, uscì nel cortile come un forsennato e barcollando andava ad ammazzare a colpi di bastone le sue anatre e i suoi tacchini strillando: «Roba mia vientene con me». Sembrava il gesto di un folle, ma per Mazzarò era la sola conclusione logica di una vita trascorsa esclusivamente con la mente rivolta verso la roba, verso cioè il possesso smoderato di una realtà che non appaga in maniera totale. 14 - ilPorto Set. 2012 L’unica cosa che porteremo con noi dopo questa vita è il bene che abbiamo fatto agli altri. Ho potuto constatare che chi fa del bene raccoglierà molto più di quello che ha seminato. La nostra forza sta nella nostra bontà d’animo. Dio, nostro Padre, non si lascia superare in generosità, Egli ha dato tutto per le sue creature. La roba può avere soltanto valore se messa al servizio degli altri, beneficiandosi entrambi, cioè colui che possiede e colui che la lavora. Mazzarò invece aveva nella sua vita soltanto un chiodo fisso: tutta quella roba, che aveva acquistato lavorando dalla mattina alla sera. Molte persone amano la bella vita: motoscafi, gioielli costosissimi, vestiti dal prezzo delirante e non sanno più adattarsi, qualora venisse a mancare loro quello di cui hanno sempre goduto. Nel quinto canto dell’inferno, Dante fa dire a Francesca da Rimini: «Non è maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria». È proprio vero cari amici. C’è chi ha la mania del possedere, il cui fine è quello di manifestarsi e di accumulare continuamente, affermando e potenziando proprio ego. Costui è schiavo di quel potere economico che ha costruito più o meno onestamente. Il potente e ricco Onassis ogni tanto prendeva l’aereo e andava a Parigi a trovare un amico barbone che aveva scelto di vivere così dopo aver lasciato tutto quello che possedeva. Onassis si sentiva attratto dalla scelta di questo suo amico, ma non aveva il coraggio di imitarlo. Le belle donne, la vita agiata lo attraevano continuamente. Tornava a casa però più sollevato dopo quella rapida visita. Esistono uomini che pongono il loro scopo nella carriera, sia quella politica come quella ecclesiastica e commettono spesso azioni non giuste pur di rimanere sempre ai primi posti. Tutti fini non strettamente necessari, ma che vengono accettati come valore assoluto, distruggono la nostra anima come quella di Mazzarò. In realtà in questo mondo materialista, esiste la mancanza di un vero fine da parte dell’uomo e la verità, che vuol dire impegno, è da molti scartata. Il denaro e la smoderata lussuria hanno preso il posto di tutta una verità trascendentale. Mazzarò è disperato perché deve lasciare tutto, quella roba acquistata con tanti sacrifici. Esistono però altri Mazzarò ai quali spiace vedere la propria vita sfuggire in quanto hanno riposto tutte le loro attenzioni nel soddisfare tutti i loro vizi. Anche questa è “Roba” da lasciare. L’amore è la cosa più bella, ma molti lo infangano. Con l’avanzare dell’età il vigore fisico scompare e scompare anche il desiderio, rimane l’unione sincera di due persone che si sono volute bene nonostante i tanti sacrifici e qualche litigio. Ogni coppia ha delle discussioni, ma queste devono diventare dialogo e confronto. La fine di Mazzarò e come quella di noi tutti, abolisce i privilegi dei quali alcuni di noi hanno goduto durante il corso dell’esistenza. Allora non ci saranno i falsi e approfittatori avvocati a difendere cause ingiuste, non ci saranno più psicologi per difendere la nostra infermità mentale nel momen- to in cui abbiamo commesso il male, ma ci sarà soltanto una voce, la voce della nostra coscienza che ci mostrerà quali siamo realmente. Come Mazzarò molti saranno angosciati e disperati perché vedono che il loro cuore è stato legato alla materia e si accorgeranno di aver corso dietro a cose inutili. La misericordia di Dio nostro Padre è grande; se l’uomo invocherà perdono, questo suo desiderio di purificazione verrà senz’altro e constaterà la sua immensa misericordia. Non dobbiamo disperarci come Mazzarò per gli anni trascorsi nell’errore in quanto noi cristiani sappiamo che la morte non faceva parte del nostro destino originario, la nostra libertà ci ha tradito ma Cristo, con la morte in croce, ha risolto tutti i nostri problemi. È proprio così, per sempre. Riflessioni in ospedale Gesù noi contempliamo Te appeso sul duro legno della croce. Aiutaci con la Tua grazia a portare e sopportare il peso della sofferenza fisica e spirituale. Noi vogliamo sopportare anche il peso del dovere fino alla fine. Non dobbiamo perdere il coraggio, non vogliamo retrocedere o vacillare. Con il Tuo aiuto noi vogliamo compiere il nostro dovere di vita e raggiungere la nostra meta eterna. Pier Luigi Billi Set. 2012 ilPorto - 15 Accogliere per progettare Attività di valorizzazione della collaborazione Scuola/Famiglie S abato 15 settembre, presso l’Istituto Comprensivo di Sarnico, si è svolto, alla presenza di oltre 20 genitori del plesso di Sarnico, il primo incontro organizzato dal "Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie" (realtà composta dalle Associazioni di rappresentanza dei genitori nella scuola che valorizza i percorsi di collaborazione educativo-formativa portati avanti dai genitori in ambito scolastico) (1) Relatori: due elementi del gruppo collaborazione scuola famiglia: Paolo Pezzotta esperto in formazione e comunicazione, promotore dell ‘iniziativa "formazionegenitori.com". Dott. Giorgio Piccioli Capelli moderatore e Presidente A.Ge. Sarnico Il percorso proposto intende valorizzare la partecipazione dei genitori nella comunità scolastica, rendendo evidenti e significativi alcuni momenti di accoglienza nelle scuole e di formazione alla rappresentanza in sinergia con i docenti. Esso nasce da un intenso lavoro di ascolto dei genitori, di raccolta di esperienze e di collaborazione in molteplici realtà scolastiche, unite ad una costante riflessione su ciò che favorisce il successo formativo di ragazzi e ragazze nella costruzione dei loro progetti di vita. Il progetto parte quest’anno in fase sperimentale con il coinvolgimento diretto di un numero di scuole limitato (circa una dozzina), nella sola provincia di Bergamo. Tuttavia tutte le scuole e i genitori interessati possono partecipare agli incontri di progettazione e aderire – anche successivamente – al progetto, contribuendo a fare dell’accoglienza un evento diffuso. COSA viene proposto ai genitori già attivi nelle scuole? • di attivarsi per progettare e realizzare il momento di accoglienza nella propria scuola (in collaborazione con dirigenza e docenti). • di restare in rete comunicando l’adesione al progetto e partecipando agli incontri di supporto alla progettazione e di valutazione dell’esperienza. • di promuovere gli incontri di formazione alla rappresentanza presso i nuovi genitori della loro scuola. Due date importanti: • Sabato 29 settembre 2012, a Bergamo, in Piazzale degli Alpini, Cerimonia di apertura dell’anno scolastico • Sabato 17 novembre 2012, a Bergamo si celebrerà la Giornata europea dei genitori e della scuola, occasione istituzionale per valorizzare le buone prassi di collaborazione tra scuola e famiglie attive nel territorio. L’evoluzione della giornata si è poi svolta con un splendida iniziativa nata in collaborazione col Comune di Sarnico, che ringraziamo sentitamente, con il Comitato Genitori Sarnico, intesa come festa dell’accoglienza per la scuola, e di tutti i ragazzi al lido “FONTANì”. Complice una splendida giornata di sole, incastonata in una particolare cornice di colore delicato e settembrino, in un clima gioioso e giocoso tutti i bambini e ragazzi intervenuti dai 4 ai 14 anni, sono intrattenuti con giochi organizzati, staffette, giochi a tema, slalom, disegni, sotto l’occhio vigile di 5 animatori capitanati dalla D.ssa Rota Elisa (laureata in psicopedagogia infantile ed esperta di problematiche della crescita e adolescenziali). Non potevano di certo mancare i gonfiabili per la gioia di piccoli e grandi, e servizio bibite, con cola, acqua, succhi di frutta, té, aranciate, (sono stati utilizzati oltre 1.200 bicchieri di plastica), e succose merende (a base di dolcetti, torte, biscotti, snack, patatine etc.) gentilmente offerti dal gruppo COMITATO GENITORI SARNICO. Un caloroso ringraziamento a tutti i volonterosi volontari che si sono prestati per il miglior svolgimento della festa. ACCOGLIERE PER PROGETTARE La proposta si rivolge ai comitati e alle associazioni genitori perché promuovano nella loro scuola, in collaborazione con dirigenza, docenti, e (dove significativo) figure del territorio, un momento / percorso di accoglienza delle nuove famiglie che diventi occasione per valorizzare e rafforzare (anche tramite la progettazione) la colN.B. ricordiamo a tutti i genitori di Sarnico che quest’anno ci salaborazione tra scuola e famiglie (e territorio). ranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio d’Istituto, che rimarrà in carica per 3 anni, inutile ricordarvi l’importanza di esserci per ACCOGLIERE PER PARTECIPARE Una scuola che accoglie (che non si limita a raccontare ma sa anche Sarnico e per tutti i nostri ragazzi, Sarnico non è mai stata rappreascoltare, comunica, interagisce) può promuovere appartenenza. sentata degnamente per mancanza di un numero adeguato di geSe i genitori si sentono parte della scuola, con un ruolo e un valore nitori in Consiglio d’Istituto, proprio perché non sono stati votati non solo formale, si può dare senso e promuovere la partecipazio- dai genitori di Sarnico, la sola cosa da fare è ricordarsi di andare a ne. Allora i genitori diventano rappresentanti (non per caso ma per votare nei tempi e nei luoghi (a scuola) che vi verranno comunicati scelta) e si sentono sostenuti (con la formazione e la messa in rete). nei prossimi giorni. (1) Il "Gruppo per la collaborazione tra la scuola e le famiglie" è composto da: Ufficio X Bergamo; FoPAGS Bergamo (Forum Provinciale delle Associazioni dei Genitori nella Scuola) di cui fanno parte AGeSC (Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche), A.Ge (Associazione Italiana Genitori), CGD (Coordinamento Genitori Democratici); Coor.co.ge. Bergamo (Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni dei genitori delle scuole secondarie superiori della provincia di Bergamo); Genitori e Scuola - Comitato di Bergamo. Il Gruppo si avvale della collaborazione del Centro Incontra per la genitorialità del Comune e della Provincia di Bergamo e di Medas (Movimento Educativo per il diritto allo studio). Per maggiori informazioni sul gruppo visita il sito www.caos.bg.it 16 - ilPorto Set. 2012 30° di sacerdozio: don Pierino e la gioia di essere Prete e Alpino C seguiamo da anni. - dice un gruppo di suoi amici - Si sta bene con lui: è un burlone, simpaticamente scherzoso però molto serio nelle cose importanti». Un ritratto che nella sua semplicità è aderente alla personalità di Mons. Sacella, un modo per dimostrargli affetto e riempirgli il carniere di dolci pensieri. Don Pierino - come noi di Sarnico ancora lo chiamiamo - ha ereditato la passione per la caccia e per il rispetto dell’ambiente ascoltando i racconti del padre Gigi e dei parenti, cacciatori da sempre. Giovanissimo prese la licenza di caccia per vivere in prima persona le emozioni che aveva sentito narrare. Una passione imposta dalla cultura e dalla tradizione venatoria della zona in cui è cresciuto, una sorta di “eredità genetica” presente nei bergamaschi che prende il sopravvento e li attrae verso questo mondo. In occasione del suo XXV, sul Porto riferii alcune riflessioni su di lui fatte dai suoi parrocchiani di Torre Maina che nel mese di giugno gli hanno fatto una gran festa. Le ripropongo, non perché non ho voglia di scriverne altre, ma in quanto le ritengo ancora attuali. Lo definirono “Il buon Samarita- M U N I T À a cura di Civis G iovanni Paolo II diceva: «La vocazione è un dono che Dio non nega a nessuna comunità» aggiungendo «è come il buon seme che cresce e fruttifica dove trova la buona terra». Il 15 agosto Sarnico ha festeggiato il XXX di sacerdozio di uno dei suoi sacerdoti più amati: Mons. Piero Sacella. Una cerimonia semplice e senza eccessi, proprio come semplice e misurato è sempre stato il festeggiato: Santa Messa di ringraziamento, abbraccio dei suoi concittadini e cena al Ristorante “Panorama” con il parroco don Luciano, i suoi amici e mamma Caroli che amorevolmente lo ha seguito nei suoi spostamenti. Pierino Sacella nasce nel 1955 in un territorio dove la terra è buona e la gente operosa ed onesta, sa congiungere la durezza del lavoro al diletto del buon vivere. Pescatori, contadini e picaprede che da sempre hanno insegnato che vivere è un’esperienza faticosa, ma rappresenta una grande ricchezza. Fu ordinato Sacerdote il 19 giugno del 1982 e fino ad allora, gli alpini erano per lui le “penne nere” e non quei personaggi che operano a braccia tese e a mani aperte a favore degli altri. Questi allegri personaggi fecero poi presa su di lui. Curato a Capriate dall’82 all’86 diventa Cappellano militare degli alpini a Silandro dall’86 al 95 e a Torino dal 95 al 97. L’11 ottobre 2000 riceve il titolo di Monsignore e 5 anni dopo gli vengono assegnati i gradi di Tenente Colonnello. I capelli imbiancano insieme alla penna. Oggi è Cappellano presso l’Accademia Militare di Modena, ma vive a Torre Maina, ai piedi della collina modenese, nelle vicinanze di Maranello. «Noi di Sarnico lo O 20 giugno 1982 Il giovane don Pierino Sacella al termine della sua prima Messa battezza Elena, Marinella, Emanuele e Alessandro no” che agisce in base a ciò che la situazione richiede senza seguire leggi o dettami, un “Don”, non in viaggio sulla strada che conduce da Gerusalemme a Gerico, bensì da Sarnico a Modena, senza avere in testa il tipico Kefiah ma un più rassicurante cappello d’alpino; la figura del viandante è sostituita dalla sua Parrocchia a Torre Maina, una vecchietta, un tempo di nobile stirpe ma che l’incuria degli uomini le aveva tolto la dignità. Quell’uomo mosso da compassione, si rimboccò le maniche, si aggiustò il cappello d’alpino e cominciò a curarle le ferite. Bravo oltre che buono quel Samaritano. Ha risanato la vecchia signora fino a darle vita nuova. Un viaggio, quello da Sarnico a Torre Maina che Don Pierino non ha fatto da solo, i samaritani erano tanti e a rimettere a nuovo la vecchietta hanno contribuito anche un gruppo di volontari del luogo e gli alpini di Sarnico, accolti dalla popolazione di Torre Maina con gioia, affetto e …lambrusco, ospitati nelle loro case a mangiare e a dormire per riprendere il lavoro il giorno successivo con rinnovato entusiasmo. Auguri don Pierino e grazie di tutto: per l'affetto che porti ancora per la tua Sarnico, per la tua semplicità, la tua purezza di cuore, il tuo carisma e per la passione che metti in ogni cosa che fai. Quello che ho scritto lo penso veramente, come pernso anche che in occasione di una mia prossima visita a Torre Maina -speriamo presto- non mi farai mancare, oltre all'abbraccio sempre gradito di mama Caroli, un piatto di salumi dei tuoi, il gnocco fritto ed una bottiglia di Lambrusco. Ti vogliamo bene! Set. 2012 ilPorto - 17 C O M U N I T À a cura del gruppo "La Casa" Iniziative 2012-2013 del Gruppo Diocesano "La casa" Separati, Divorziati, risposati: nella Chiesa una "Casa" anche per loro la sofferenza di questo divorzio.[...] E poi, quanto a queste persone, dobbiamo dire che la Chiesa le ama, ma esse devono vedere e sentire questo amore. Mi sembra un grande compito di una parrocchia, di una comunità cattolica, di fare realmente il possibile perché esse sentano di essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non possono ricevere l'Assoluzione e l'Eucaristia: devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa. [...] Che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede, con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell'amore, del Matrimonio; e che questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico, ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede. Penso che la loro sofferenza, se realmente inferiormente accettata, sia un dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa». Anche nell'omelia della S.Messa di domenica 3 giugno il Papa è tornato su questi temi: «Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica.Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza» Facciamo tesoro di queste parole del Papa e cerchiamo di attuarle nelle nostre comunità, anche appoggiando e favorendo le iniziative del gruppo diocesano "La Casa" che da anni sta sostenendo questa pastorale nella nostra diocesi. Le sue attività sono indicate in un apposito dépliant a disposizione in parrocchia o anche contenute sul sito internet: www.lacasabg.it (tel. 035.278224, risponderà don Eugenio Zanetti). Rimane comunque a tutti l'impegno di essere vicini con la preghiera e l'aiuto a coniugi, figli, parenti, amici coinvolti in queste situazioni matrimoniali, affinchè davvero si sentano ancora amati dal Signore e dalla sua Chiesa. N el giugno scorso si è svolto a Milano il settimo incontro mondiale delle famiglie con la presenza del Papa Benedetto XVI. Forse per la prima volta, tra i tanti temi trattati, è stato dato uno spazio particolare anche alle situazioni di separazione, divorzio o nuova unione; non per sminuire il valore del matrimonio e della famiglia, ma per richiamare il dovere della Chiesa di rimanere vicini anche a queste persone. Più che alle nostre parole, vogliamo dare spazio a quelle che il Papa ci ha rivolto con tanta passione e accoramento. Nella serata delle testimonianze di sabato 2 giugno, fra le risposte che il Papa ha offerto su diverse problematiche ce n'è stata una proprio su questi temi: «Grazie per tutto quello che fate per aiutare queste persone sofferenti. In realtà, questo problema dei divorziati risposati è Gli incontri del gruppo "La Casa" si terranno presso l'Oratorio una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. E non abbiamo in via Monte Grappa 4; a Villongo S.Filastro il 1° martedì di semplici ricette. La sofferenza è grande e possiamo solo aiutare ogni mese dalle 20,30 alle 22,30. le parrocchie, i singoli ad aiutare queste persone a sopportare 18 - ilPorto Set. 2012 C O Arcobaleno M U N I T À a cura della Redazione M° Gian Carlo Corna: concerto a Ponte di Legno Nell'ambito dell'edizione "Ponte di Legno classica 2012", lo scorso agosto il M° Gian Carlo Corna si è esibito nella cittadina camuna nel corso della tredicesima edizione degli Incontri musicali in ricordo di Papa Paolo VI. Dal Centro Famiglia: segnalazione Precisisamo che Il "Circolo la Famiglia", in Via Faccanoni, sede anche della Bocciofila Pietro Tagliabue, non ha nulla a che fare con il "CENTRO FAMIGLIA" in via Libertà 21. Tale precisazione si rende necessaria in quanto molti cittadini hanno equivocato attribuendo a noi l’iniziativa del corso per l’uso computer che si sta organizzando presso il suddetto Circolo. La classe 1942 in festa per i 70 anni I coscritti del '42 hanno organizzato per sabato 20 ottobre la festa dei 70 anni. Il pranzo si terrà presso il ristorante "Al Poggio" (angolo fra Corso Europa e via Alpini). Il programma prevede: ore 11.00 S. Messa in parrocchia per i coscritti defunti, ore 12.30 pranzo. Per questioni organizzative confermare la partecipazione a Giuditta Rinaldi 035911144 Anna Carrara 035910498 - Luigino Belussi 035913219 - Gigi Picco 3292093039 Classe 1951 "pizza insieme" Gli appartenenti alla classe 1951 si ritroveranno giovedì 18 ottobre alle ore 20.00 presso la pizzeria Paris (ACLI) per un megapizza da festeggiare in allegria. Neolaureata Il 13 luglio 2012, presso la Facoltà di Economia dell’"Università degli Studi di Brescia", Chiara Albertinelli ha conseguito la laurea magistrale in Consulenza Aziendale e Libera Professione con la votazione di 110/110 e Lode, presentando la tesi dal titolo: “La continuità dell’azienda in crisi - il progetto di risanamento”. La famiglia, i parenti e gli amici si congratulano con la neolaureata per il risultato raggiunto e le augurano un futuro professionale pieno di soddisfazioni. Complimenti anche dalla Redazione de "il Porto" che augura a Chiara un radioso futuro. Set. 2012 ilPorto - 19 C O M U N I T À Passpartù - Mini Cre 2012 a cura della Scuola Materna Q uest'anno abbiamo trascorso l'estate immersi nelle parole. Parole importanti, provenienti dal cuore, che ci hanno permesso di comunicare sentimenti, pensieri, idee e progetti. Ogni settimana siamo stati accompagnati da una parola in particolare che è diventata il nostro PASSPARTÙ, la chiave per vivere la settimana in serenità, convinti che ogni parola, al posto giusto, rende la vita più bella. Le parole scelte, una per settimana, dovevano essere pronunciate ogni mattina da tutti i bambini, prima di passare sotto al tunnel magico che li avrebbe catapultati nel mondo del Mini Cre. Prima settimana: AMICIZIA. I bambini attraverso particolari giochi e attività si sono conosciuti, hanno scoperto nuovi amici e ritrovato quelli di sempre. Per dare la giusta importanza alle nuove conoscenze ogni bambino ha realizzato un libricino dove ha ritratto alcuni dei nuovi amici che porterà nel cuore. Nella seconda settimana ci ha fatto compagnia la FELICITA': quella per l'inizio di una nuova avventura alla scoperta di giochi, luoghi e nuove amicizie. I bambini hanno costruito uno splendido aquilone che hanno liberato nel cielo. La terza settimana la FANTASIA ha regnato sovrana e i bambini si sono sbizzarriti creando fantastici vasetti di sale colorato. Per concludere la nostra estate, GRAZIE è stato il PASSPARTU per l'ultima settimana. I bambini hanno ringraziato i loro genitori, per aver permesso loro di divertirsi e giocare insieme a tanti amici e le insegnanti, per averli accompagnati in questo breve percorso ludico. Ultimi, ma non per importanza, gli amici che hanno condiviso con loro una caldissima, ma divertentissima estate. 20 - ilPorto Set. 2012 Ma cosa credete?!? Non abbiamo fatto solo questo! Abbiamo anche passeggiato per il paese mangiando pizzette, caramelle e altre specialità; siamo stati a giocare a mini golf, abbiamo trascorso alcune mattinate in diversi parchi gioco di Sarnico divertendoci tantissimo e infine abbiamo trascorso due splendide giornate al Parco Lido Nettuno, dove abbiamo giocato tutto il giorno in libertà e abbiamo fatto uno splendido pic-nic tutti insieme. Il caldo ci ha permesso di fare il bagno anche nelle nostre bellissime piscinette, giocare con l'acqua, schizzarci, lottare con le pistole ad acqua e anche con i palloncini. Insomma è stata un'estate divertentissima per tutti! A questo punto vogliamo fare alcuni ringraziamenti speciali per l'aiuto, la disponibilità e l'amore che hanno dimostrato verso i bambini: Bohèm-BonBon per le sue dolci caramelle, Mini-golf per le sue fantastiche piste, panificio Ghisalberti per le buonissime pizzette, Sebinotour per suo magico bus e la gelateria Gusto che ha rinfrescato le nostre giornate con un buonissimo gelato. C O M U N I T À Casa di riposo A. Faccanoni a cura di Mario Sacella Con gli ultimi interventi, il bilancio della Casa di Riposo è in sicurezza Il mancato accreditamento da parte dell'ASL - scontato senza l’intervento immobiliare - sarebbe equivalso alla chiusura della Casa di Riposo La casa di Riposo vista dall'elicottero Foto Sandro Bellini 22 - ilPorto I n questi ultimi mesi si sono letti continui e ripetuti attacchi alla Casa di Riposo. Lasciando alla politica la competenza di rispondere a chi denuncia scarsa trasparenza nella gestione, credo che, di fronte ad esternazioni così forti da immaginare addirittura un default del Comune di Sarnico, sia giusto trasmettere un po' di serenità a chi vive la Casa di Riposo, ospiti, familiari, dipendenti e volontari, che umanamente immagino preoccupati. Sono nel Consiglio della Casa di Riposo dal 2004 con il compito di curarne la gestione economica e finanziaria, compito certamente defilato rispetto a quello dei principali attori, Presidente e Parroco a cui spettano decisioni importanti e partecipazione attiva per il buon andamento della struttura, ma comunque importante visto l'essenzialità del rigore nei conti - oggi - per la sopravvivenza della Casa di Riposo, essendo venuti a mancare negli anni gli interventi generosi delle famiglie fondatrici, Bortolotti e Colombo. L'equilibrio di bilancio è stata una priorità di fronte anche all'esigenza di affrontare l'importante investimento sulla struttura, da diversi anni non più adeguata alle normative in tema di assistenza sanitaria. Per i non addetti ai lavori credo sia importante sapere che il mancato accreditamento da parte delle autorità competenti (ASL) – praticamente scontato senza l’intervento immobiliare – sarebbe equivalso alla chiusura della Casa di Riposo. Set. 2012 Dopo una prima netta revisione dell'organizzazione dolorosa ed impopolare sotto certi aspetti, ma altrettanto necessaria per ricondurre l'Ente in una situazione di autosufficienza, all'epoca molto lontana, si è focalizzata l'attenzione su un intervento certamente di non semplice gestione. I numeri sono noti. L'opera ha impegnato risorse per 9 milioni di euro così recuperate: - euro 4.500.000 dalla cessione della vecchia Casa di Riposo - euro 4.000.000 dalla concessione di un finanziamento ipotecario sul terreno donato dal Comune di Sarnico - euro 500.000 (ca) dalle risultanze della gestione ordinaria di cassa. Avendone la possibilità si decise, all'interno del progetto, di creare a latere della struttura di 70 posti, una unità supplementare (30 posti) che potesse nel tempo compensare le maggiori esigenze finanziarie derivanti dal mutuo, in attesa eventualmente di nuove concessioni in accreditamento da parte della Regione. I costi molto elevati - devono essere mantenuti gli standards voluti dall'Asl - hanno reso poco accessibile questa parte della struttura, anche se le occupazioni occasionali sino ad oggi non sono mai state sotto le 8 unità. Capire realmente i costi gestionali della nuova struttura non è stato immediato, tuttavia le previsioni si sono rivelate abbastanza attendibili. Chiuso in sostanziale pareggio il primo esercizio nella Nuova Sede, in sede di approvazione si è condivisa la necessità di trovare ricavi alternativi che potessero in qualche modo proteggere da eventi straordinari, che in una struttura come la nostra sono all'ordine del giorno. Oltre a piccoli interventi organizzativi si è decisa la realizzazione di un impianto fotovoltaico che, per dimensione, potesse soddisfare le esigenze di energia della Casa, permettendo anche l'incasso di interessanti incentivi dal GSE. Qui, con estrema consapevolezza, ci si è assunti il rischio di vedere “eticamente” criticata la decisione di affidare l'appalto ad una società vicina al Presidente, ma le condizioni per sostenere l'investimento (tempi e garanzie) in quel momento non consentivano alternative. Con gli ultimi interventi il bilancio della Casa di Riposo è in sicurezza e l'esercizio in corso chiuderà, salvo eventi al momento inimmaginabili, in sostanziale pareggio, senza tener conto di partite straordinarie in entrata ancora da realizzare che potrebbero tornare utili magari per ridurre parzialmente l'importo del mutuo. Un sentito grazie alle "Volontarie della Casa di Riposo" a cura di Civis A Persone normali che fanno cose speciali o persone speciali che fanno cose normali? lla “Casa di Riposo Faccanoni” c’è sempre tanto da fare e la crisi certamente non aiuta. L'ospitalità all'anziano deve costantemente rinnovarsi e non sempre l’intervento pubblico basta a soddisfare le tante necessità. Ed allora Bepina, Virginia, Pierina e Titti lasciano i loro impegni di mamme, mogli e nonne per dedicarsi gratuitamente con passione, entusiasmo e soprattutto cuore, alla cura della Casa di riposo del loro paese: non il “Ricovero vecchi” come veniva chiamato, ma un “mondo speciale” che merita attenzioni speciali. Con cura aggiustano e cuciono federe, lenzuola e coperte, stirano tonnellate di indumenti e tovaglie. Alcune di loro fino a pochi anni fa confezionavano personalmente la biancheria per i letti degli ospiti. Un impegno anche contro lo spreco, perché grazie ad un’accurata attività di selezione di quanto loro stesse raccolgono, ridanno vita a qualcosa di utile che invece sarebbe finito nella discarica. «Ma non è tutto - precisa Lidia Gervasoni, coordinatrice delle volontarie - ci sono anche Antonia, Cecilia, Zita, Ernestina, Rosa e Ada tutte pensionate di Sarnico tra i 70 e gli 80 anni che da oltre un ventennio passano il paese al setaccio, alla ricerca dei premi da mettere in palio alla pesca benefica che propongono annualmente. E se quanto raccolto non è sufficiente, realizzano loro stesse ciò che è necessario fino a riempire quasi del tutto la chiesetta di San Rocco, messa a disposizione per la pesca benefica. Se qualcosa rimane invenduto, non importa, verrà riciclato l’anno successivo». È sorprendente pensare come lo scorso anno, in quindici giorni, siano riuscite nell’intento di regalare alla Casa di Riposo un elettrocardiografo computerizzato altamente tecnologico ed altre attrezzature di igienizzazione di presidi sanitari del valore di quasi 12.000 euro. Il 10 agosto di quest'anno hanno terminato la loro "Pesca di Beneficenza" ricavando 7.000 euro per poter acquistare un secondo apparecchio per il lavaggio e la disinfezione di apparecchiature igieniche, accessorio fondamentale per il lavoro quotidiano delle infermiere che garantisce agli ospiti una protezione igienica conto le infezioni. Al termine di questo impegno hanno inviato alla redazione de "il Porto" due righe, ma non per autoincensarsi, solamente per ringraziare «tutte le persone che hanno voluto partecipare con il loro contributo e in particolare don Luciano che ci ha gentilmente ospitato nella chiesetta di San Rocco». Una lezione di umiltà e di carità cristiana che ci ha toccato e invogliato a scrivere di loro. «Un fermento di entusiasmo - afferma il direttore sanitario dott. Evelino Barcella - che ha dato in questi anni risultati incredibili e grazie a loro abbiamo potuto acquisire fondamentali apparecchiature: un saturimetro che permette, in emergenza, la rilevazione della saturazione arteriosa e della frequenza cardiaca, un apparecchio per la radioterapia, un imprecisato numero di sedie a rotelle, apparecchi per aerosol, vasca per idromassaggio, oltre a tutta la biancheria piana e i tovagliati. Non sono un contabile ma credo che i fondi raccolti in questi anni per la Casa di Riposo abbiano un valore ben più elevato di quanto si possa immaginare». Persone normali che fanno cose speciali, riservate nel loro altruismo che non ostentano divise o simboli ma che hanno l'obiettivo di fare, non chissà cosa, ma lavorare per qualcosa ed è questo che le rende invece “persone speciali”. La visibilità la concedono solo quando organizzano la lotteria. Pensare però che operino solo per la raccolta fondi vorrebbe dire sminuire gli altri aspetti del servizio che esercitano e lo spirito collaborativo che le anima. Ma perché di queste persone alcuni giornali della nostra zona non ne parlano mai? Perché la loro attività dev'essere eclusivamente orientata ad un informazione di parte caratterizzata da espressioni forti e di grande effetto?! Queste donne meravigliose ci insegnano invece che non bisogna limitarsi alle parole, ma che occorre adoperarsi tangibilmente a favore di chi necessita di avere accanto chi porga una mano e offra loro un sorriso. Set. 2012 ilPorto - 23 Anch'io a scuola grazie a te... a cura di Carla Casati - Commissione testimonianza L Le vacanze sono finite e il nuovo anno scolastico è iniziato, le aspettative dei genitori sono tante e le novità per i bambini altrettante. Purtroppo c’è anche la dura realtà lavorativaeconomica di tante famiglie che continuano ad interpellare le comunità cristiane. Come l’anno scorso, anche quest’anno, in collaborazione con il Comune, la Scuola materna, la Parrocchia e l’Associazione Laboratorio Famiglie Solidali, si vogliono sostenere economicamente queste famiglie che stanno facendo fatica ad arrivare alla fine del mese. Frequentare la scuola materna per un bambino è un’opportunità importante, da non sottovalutare, per la crescita, la socializzazione, la serenità e il benessere di questi piccoli che rimanendo a casa patirebbero un ulteriore discrimine rispetto ai coetanei più fortunati di loro. Quindi si chiede un aiuto a tutte quelle persone che, sup- portate dalla propria sensibilità e carità umana e cristiana, credono che la miglior testimonianza alla propria fede stia nella frase «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». (Mt 25,40). L’anno scorso con il vostro aiuto siamo riusciti ad aiutare cinque famiglie per un totale di 3.000 euro, quest’anno ne abbiamo già in lista sette ma nell'arco dell'anno, visto i tempi che corrono, potrebbero aumentare. Il contributo potete portarlo in busta chiusa in casa parrocchiale o al Centro di Primo Ascolto, tutte le mattine dalle 9 alle 10, oppure ai membri della commissione testimonianza. Oltre al buon uso del vostro sostegno, si garantirà l’anonimato. Grazie infinite per l’aiuto che ci avete dato e grazie per quello che ci darete! Aperto lo "Spazio gioco" L e mamme volontarie dell’Associazione ricordano che lo Spazio Gioco è aperto da martedì 25 settembre nei giorni di: MARTEDÌ e VENERDÌ dalle 9,30 alle 11,30 MERCOLEDÌ e GIOVEDÌ dalle 16,00 alle 18,00 Le porte dello Spazio Gioco sono aperte a tutte le famiglie che hanno i bambini tra gli 0 e i 6 anni, che vogliono divertirsi e confrontarsi con grandi e piccoli. Le porte dell’Associazione, inoltre, sono aperte a tutte quelle persone di buona volontà che vogliono mettersi in gioco nell’ambito del volontariato. Per informazioni contattare Carla 340 3113005 Il "Grazie" di Maria e Anna dall'Ecuador Quito, 30 agosto 2012 C arissimi don Luciano e don Loris, carissimi amici del Gruppo Missionari, carissimi bambini del catechismo, carissimi catechisti, carissimi tutti della Parrocchia di Sarnico. Sono giunti i frutti della vostra generosità. Insieme ad Anna (Maura) vi ringraziamo di cuore. Commuove pensare allo sforzo di tutti voi, alla generosità del vostro cuore verso questa gente a voi sconosciuta. Ognuno di voi, anche chi ha donato tanto ed ha voluto essere “nascosto”, è un segno della Bontà di Dio per chi soffre e spera. Vi ringrazio ancora di cuore a nome di questi ammalati, vi abbracciamo tutti, uno ad uno, con tanto affetto e bene. Vostre Maria e Anna 24 - ilPorto Set. 2012 A Paolo Ravelli "Capogruppo" seguito della scomparsa del suo stimatissimo Capogruppo Angelo Ravelli, avvenuta il 5 giugno scorso, il gruppo alpini comunica ha ricostituito un nuovo Consiglio e nominato Capogruppo il figlio Paolo Ravelli, giudicato unanimemente valido per assolvere il compito che così lodevolmente aveva svolto il padre. Sono state inoltre assegnate le cariche sociali distribuite con l'intento di ritrovare la forza per proseguire l'opera che, con eccezionale abnegazione, ha sempre svolto il compianto Angelo. In tutti i componenti del nuovo Consiglio si è sviluppata un'univoca convinzione che ciascuno dovrà adoprarsi per cercare di svolgere, per quanto possibile, le funzioni prima assolte con entusiasmo, tenacia, serietà e passione dal compianto Capogruppo del quale non a cura dell'Alpino Gigi Picco possiamo non ricordare lo spirito con il quale svolgeva i compiti che la comunità gli affidava, con la certezza che sarebbero stati assolti. Chi veniva chiamato da lui per collaborare si sentiva investito di una responsabilità intima, eccezionale e profonda. La richiesta di aiuto, trasmessa in modo amichevole e personale, si concludeva ogni volta con le parole: «Me racomande!». Il nuovo Capogruppo ha distribuito incarichi specifici, affidati secondo le caratteristiche di ciascuno, non dimenticando gli "Amici degli Alpini" cioè coloro che pur non essendo penne nere sono iscritti e che si sono sempre prodigati nell'espletamento delle mansioni affidate. A loro l'invito a continuare apartecipare alle riunioni del primo lunedì del mese. Nella foto (anno 2003) al centro Angelo e Paolo Ravelli Set. 2012 ilPorto - 25 26 - ilPorto Set. 2012 Centro Tennis Comunale di via Cortivo S P O R T a cura del Centro Tennis Comunale "Competitività, crescita e divertimento" Il circolo tennis di via Cortivo continua a crescere con nuovi innesti e giovani di valore Alcuni allievi della "Scuola Tennis 2012" con il Maestro Oscar Sacella A l termine dell'anno agonistico-sportivo 2012 il Centro Tennis Comunale di Sarnico, tracciando un bilancio della propria attività, può sicuramente essere soddifatto per i risultati ottenuti, frutto degli sforzi profusi negli scorsi anni. Competitività, crescita e divertimento sono state le parole d'ordine del sodalizio di via Cortivo. Il 2012 è stato infatti la prosecuzione di un intenso 2011 che ha confermato il fermento, la passione e la costante crescita del sodalizio presieduto dal Maestro Nazionale Federale Oscar Sacella. Numerose le squadre iscritte ai campionati, sia di Coppa Italia maschile e femminile, che a livello giovanile. Tra queste da segnalare il successo della squadra femminile in "Coppa Comitato Lombardo" a livello regionale N.C. (Coppa Italia), l’ottimo comportamento nel "Campionato Regionale" della squadra Under 12 maschile, il raggiungimento del tabellone nazionale da parte della squadra Over 40, la partecipazione al campionato di serie C maschile ed infine il raggiungimento delle finali nei campionati Juniores femminile e Under 14 maschile. Grazie al supporto dei nostri sponsor che, nonostante il momento di crisi economica che stiamo attraversando hanno continuato a sostenerci, abbiamo potuto organizzare tre importanti manifestazioni sportive: Il Torneo Nazionale IV categoria singolare maschile, il Torneo Regionale Circuito Orobico giovanile e il Torneo Nazionale di III Categoria Limitato. Il circolo è sempre stato presente alle competizioni amatoriali con il Torneo Sociale, il Torneo Permanente invernale e la 12 ore di tennis. Il Centro Tennis Comunale ha partecipato attivamente anche alla "Sarnico Sport" e ha dato anche quest'anno, fino al 21 settembre, la possibilità a tutti i ragazzi dai 4 ai 18 anni di conoscere il tennis che, oltre a favorire coordinazione e concentrazione, sviluppa l’autocontrollo e l’educazione al fair-play. Proprio per questo sono state proposte prove gratuite per l’approccio a questa disciplina sportiva, e da lunedì 1 ottobre avrà inizio la "Scuola Tennis 2012-2013". Rimane sempre la possibilità a tutti di usufruire del campo dal lunedì al sabato (9.00 - 23.00) e la domenica (9.00 - 18.00). Per informazioni contattare il Maestro Oscar Sacella al n. 329.0209064 Set. 2012 ilPorto - 27 A S S O C I A Z I O N I a cura del segretario Mario Bravi 57^ Fiera della Caccia: grazie Caligola! La fiera per chi la vive, per chi lavora duro per prepararla, è qualche cosa di unico, straordinario Lino Mussinelli (classe 1934) con "Mirca", segugio a pelo liscio premiata come il più bel cane da caccia del paese 28 - ilPorto S i, avete letto bene: nessun errore di stampa nel titolo, grazie Caligola! Grazie all’equatoriale ciclone d’aria torrida che il 15 Agosto ha soffiato su tutta Italia, facendo schizzare le colonnine di mercurio a 38° gradi. Così, irrimediabilmente, le entrate alla 57° Fiera della Caccia hanno fatto registrare il “minimo storico” da quando l’evento è inserito nella splendida cornice del Lido di Nettuno. Mi par di sentire già i vostri commenti: “Ma sei impazzito? Il troppo caldo ti ha fritto il cervello?”, no … ho solo cambiato l’angolazione da cui fare considerazioni. Non lo dico tanto per dire, non per accontentarmi, ma lo dico convinto. La “colpa” di questa mia strana posizione è imputabile a un mio omonimo cacciatore … con qualche “stagione venatoria” alle spalle in più di me. Alle 19:00 del 15 AgoSet. 2012 sto ero seduto al Bar del Lido e non si poteva certo dire che sul mio volto trapelasse allegria. Lo ammetto, mi aspettavo il “botto”. Attendevo la replica della “Fiera dei record” del 2008 con 8000 persone che avevano invaso il Lido. Nell’ insonne notte del 14 Agosto sognavo ad occhi aperti questa cosa, le stelle splendevano e le previsioni meteo non lasciavano dubbi: 15 Agosto al sole! Ma non è andata così, davanti ad una birra fresca per calmare l’arsura stavo cercando d’incassare il “colpo subito” quando il mio omonimo “collega” mi chiede: «Che c’è Mario?», «Cosa vuoi che ci sia … le entrate sono andate male» rispondo io. Lui mi guarda, sorride e ribatte :«Lascia perdere i numeri Mario, non capisci … pensa alla giornata che hai passato, pensa a quello che puoi vivere grazie alla nostra passione». C’è voluto un mese per pensarci, non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta e devo dire che aveva ragione lui. La Fiera è per chi la vive, per chi lavora duro per prepararla, qualche cosa di unico, straordinario. Non si può pensare che non ci sia la Fiera, è come immaginare un anno senza il 1° di Gennaio: matematicamente impossibile. È motivo d’orgoglio per Sarnico e i suoi cacciatori (forse non tutti sanno che è fra le cinque fiere venatorie più importanti di tutta la Lombardia), la Fiera è passione. Passione non quantificabile, non calcolabile, non traducibile in entrate od uscite. Passione allo stato puro, “senza se e senza ma” … come la caccia. Una passione che ti permette di vivere e sentirti vivo. Una passione che non permette ai numeri di invaderti , ti protegge dal mero metro “quantitativo” dandoti la possibilità di vivere esperienze “qualitative”. Quindi grazie a tutti quelli che si sono impegnati per realizzare la nostra fiera, grazie alla “vecchia guardia” che resiste e persiste senza mollare nonostante le primavere che avanzano …grazie Caligola, per avermi permesso di riscoprire l’essenza della mia passione. Termino con vero spirito di confronto, e senza voler far polemica, chiedendo a chi ci dipinge come dei sadici killer che sfogano animalesche pulsioni ammazzando in maniera indiscriminata e spietata qualsiasi creatura vivente, di venire a conoscere il nostro mondo. Venite a vedere quanta dedizione, quanta passione mettiamo nella pratica della nostra attività che ci fa sperimentare nell’essere parte di “qualcosa di più grande”. Un qualcosa di cui non possiamo disporre a nostro piacimento ma di cui possiamo sentirci parte, un qualcosa che siamo chiamati a rispettare e a curare responsabilmente in qualità di uomini. Questo qualcosa è il “creato” e la nostra passione ci permette d’abbassare la soglia d’onnipotenza presente in tutti gli uomini “moderni” (noi compresi), ricordandoci che anche noi abbiamo dei limiti e non possiamo sempre fare e disfare a nostro piacimento. Ritornare a qualche novità a cura di don Loris P uò sembrare confuso e fuorviante il titolo di questo articolo p: non è una svista, o uno delirio del sottoscritto, ma il tentativo di sintetizzare l’obiettivo di questo scritto. In quello che leggerete non troverete grosse novità, ma un rinnovato invito a considerare seriamente il tempo della catechesi dei ragazzi. Quanto segue è frutto della riflessione del gruppo catechisti, scaturita anche dalle considerazioni e pareri raccolti presso i genitori. Cominciamo ad entrare nella logica che la catechesi non deve necessariamente seguire il ritmo delle classi scolastiche. Per la comunità di Sarnico d’ora in poi esisteranno due trienni di preparazione ai sacramenti: • Il primo è quello di preparazione alla Prima comunione, che prevede nel secondo anno la Prima confessione. Idealmente corrisponde alla 2°, 3°e 4°classe della scuola primaria. • Il secondo triennio è quello di preparazione alla Cresima che idealmente corrisponde alla 5° classe della primaria e alla 1° e 2° classe della secondaria. Cosa significa idealmente? Che continuiamo ad avere come riferimento la scansione scolastica degli anni, ma ogni famiglia sa anche che è necessario svolgere l’intero percorso per accostarsi ad un sacramento. Sarà la frequenza al cammino di preparazione che permetterà di ricevere un sacramento, e non l’appartenenza ad una certa classe scolastica. Ogni famiglia che sceglie di far partecipare i propri figli alla catechesi sa di dover percorrere interamente questo percorso, senza la possibilità di “saltare” uno o più anni. La partecipazione ad almeno 2/3 del percorso di un anno garantisce la continuazione del cammino. Anche ai genitori è chiesto di vivere con cura e attenzione il tempo della preparazione ai sacramenti dei figli: per questo motivo negli anni si è passati dagli incontri serali al cosiddetto Family Day. Questo viene esteso e modificato nella sua forma: perché sia un cammino fruttuoso deve proporre ed avere uno sguardo diverso sugli adulti; deve stimolare una formazione dei catechisti per poter tenere gli incontri in modo adeguato; deve essere un percorso dove una parte della comunità aiuta e accompagna gli adulti. Concretamente la proposta si articola in questo modo: • Nella domenica della presentazione di una classe che riceve un sacramento, dopo la partecipazione alla messa delle 9.30 si svolgerà per i genitori un incontro di riflessione. Dopo il pranzo condiviso insieme in oratorio ci sarà il momento di restituzione e preghiera, e la conclusione. • Il secondo incontro si terrà nel mese di febbraio con tutte e tre le classi presenti; ed infine l’ultimo incontro quello del ritiro, di poco precedente alla celebrazione del sacramento. In conclusione questo può apparire un percorso duro: in fondo non è più di quanto si è sempre chiesto. Prima di tutto si chiede di esserci, e di crederci. Si chiede di essere fedeli ad un impegno che ciascuno liberamente si prende. La presenza non è tutto, e non basta, ma è il punto di partenza fondamentale. Tutto questo insieme ad un momento che è vita vissuta, cammino che si realizza passo dopo passo, la messa domenicale: qui vi aspettiamo per soffrire e gioire insieme come comunità nel Signore! Le proiezioni cinematografiche al Cine Teatro Junior riprenderanno sabato 27 ottobre 2012. Vi aspettiamo numerosi! Modulo iscrizione catechesi Montecampione – Campo medie 2012 N on è estate senza il campo scuola dell’oratorio! Così anche quest’anno, come di consueto, il nostro instancabile don ha organizzato, con l’aiuto degli animatori, il campo scuola per noi ragazzi delle medie. Dal 22 al 29 luglio siamo stati a Montecampione e abbiamo passato un’indimenticabile settimana in compagnia, lontano dalle grinfie dei genitori. La prima sera si è rivelata un po’ traumatica: il freddo e la pioggia ci hanno lasciato un po’ storditi, ma la cena e la prima serata insieme ci hanno aiutato ad entrare nel clima. Le giornate erano piuttosto simili tra di loro, sebbene ognuna sia stata speciale: la mattina dopo colazione, ci riunivamo all’aperto per la preghiera quotidiana e, successivamente, ci dividevamo nelle quattro squadre per discutere e commentare insieme le proposte del tema del campo: il tempo. Dopo pranzo ci divertivamo tutto il pomeriggio con dei giochi a squadre. E la sera dopo cena ci preparavamo per le serate: chi chiedeva al don cosa avremmo fatto durante la serata si sentiva rispondere: cerchiamo di conquistare il mondo! Così ogni serata era una sorpresa e si rivelava la parte più bella della giornata, sempre diversa e magica; in particolare la serata più speciale è stata l’ultima, quella danzante, prolungatasi fino quasi all’una di notte. Non sono mancate le camminate, dove siamo stati messi alla prova e il grande gioco notturno a sorpresa, quando ormai eravamo convinti di riposare tranquilli. In men che non si dica è volata una settimana che ha segnato la nostra estate ed è diventata una delle settimane più belle della nostra vita. Vorremmo approfittare di questo articolo per ringraziare di cuore il don, gli animatori Miriana Belussi, Elisabetta Cadei, Rebecca Campigli, Simone Belometti, Stefano Nicoli, Stefano Grassi, Fabio Vigani, Mario Gallinelli, Matteo Cadei, Federico Zonca, Giacomo Pansera, Alberto Vignoni, i cuochi e tutti coloro che con il loro impegno e disponibilità, hanno reso possibile questa nuova meravigliosa esperienza. Ilaria Cisco - Arianna Marini - Simona Oberti - Giulia Volpi - Serena Belussi Ponte di Legno - Campo estivo ADO 2012 S ono stati dieci giorni che hanno lasciato davvero il segno. Tra giochi, momenti di preghiera, passeggiate in montagna, scherzi notturni e risate senza fine, è già arrivato il momento di tornare a casa. Tutto quello che ci rimane però è un bellissimo ricordo, impossibile da definire con un solo aggettivo. Sono stati momenti che ci hanno fatto crescere, accompagnati da momenti positivi di gioia, senza nascondere quelli negativi. Gli argomenti che abbiamo tratA cura di tato ci hanno fatto riflettere e confrontare: parlare del nostro corpo, di quanCarlotta Freti to è bello e prezioso, scoprire come facilmente lo si può rovinare e distruggere è stata un’occasione da non sprecare. Avevamo inoltre la consapevolezza di alloggiare in una casa per ferie realizzata in ricordo di Samuele, morto nel 2004 all’età di diciannove anni, stroncato da un tumore. Anche la storia che abbiamo conosciuto di Giulia Gabrieli, morta nel 2011 a quattordici anni a causa del cancro che l’ha colpita, è comune a quella di Samuele. E allora dobbiamo ringraziare Giulia e Samuele che ci hanno fatto maturare, don Loris che non demorde mai e organizza sempre il campo scuola, Graziella, Luisa e Federico, perché senza di loro non ci saremmo mai sfamati a sufficienza. Poi grazie a Luca e Massimo che se non si fossero inventati i loro giochi impossibili, non sarebbe stata la stessa cosa. E infine grazie all’armonia che si è creata, alle amicizie e alle nuove conoscenze. “Con la pioggia o la tempesta, ma col cuore sempre in festa, canteremo ancora fino all’aurora.” C Route estiva 2012 osì è cominciato il nostro viaggio alla scoperta della Corsica: un salto sul primo treno per Milano e poi di corsa al porto di Genova per imbarcarci, entusiasti e desiderosi di arrivare sull’isola. Dopo una lunga, umida e insonne nottata, le luci di una meravigliosa e accesa alba ci hanno fatto ammirare la costa corsa. Arrivati a Bastia abbiamo preso un trenino per raggiungere Calvi, cittadina situata dalla parte opposta dell’isola. Nei giorni seguenti abbiamo intrapreso a piedi lo stesso percorso fatto con il treno, ma al contrario, con meta Bastia. Purtroppo, giunti alla località di Belgodere, vista l’impossibilità di attraversare il deserto Des Agriates, abbiamo cambiato itinerario, decidendo di percorrere in lungo il cosiddetto “indice” dell’isola. Sono stati giorni di cammino e fatica, ma soprattutto di intenso legame e profonda unità, riscoprendo la bellezza della comunità e della natura circostante. Il tema approfondito è stato quello della Libertà, affrontato da tutti con grande interesse e partecipazione. Il percorso si è concluso con due magnifiche veglie: una organizzata dai capi, con lo splendido sfondo di una spiaggia al tramonto; l’altra da noi. E’ stata una route all’insegna del cammino e della fede, di canti a squarciagola e di risate sincere. Ringraziamo tutti per questa fantastica avventura, un caloroso abbraccio. a cura de: Il Clan “La Brace” Roberta Parigi T utta la comunità parrocchiale di Sarnico gioisce accogliendo la notizia dei primi voti di Roberta Parigi presso la Comunità Missionaria di Villaregia.Vogliamo assicurare a lei la nostra preghiera in questo passo così importante, ed allo stesso tempo continuare ad invocare il dono dello Spirito perchè sempre nuove vocazioni sorgano in mezzo ai giovani. cmv Comunità Missionaria di Villaregia Lonato del Garda 15 settembre 2012 Carissima comunità parrocchiale di Sarnico, Carissimi don Luciano e don Loris, con il cuore pieno di gioia di sapermi figlia amata del Padre vi scrivo per condividere un importante passo del mio cammino di donazione a Dio e ai fratelli. Il 28 ottobre 2012, alle 10.30, presso la nostra casa di Lonato del Garda (BS), celebrerò per la prima volta i voti di povertà, castità, obbedienza e comunità per la missione ad gentes, come missionaria della comunità missionaria di Villaregia. Durante questa celebrazione, insieme a me, consegneranno il loro Sì al Signore altri due fratelli missionari, Alessio Rais, e Rossella Rebaioli, e due coppie di sposi missio- nari, Fabrizia e Gabriele Bettini, Lidia e Andrea Campana. Nella stessa celebrazione Katjuscia Baraldi, esprimerà la definitività della sua appartenenza a Dio come missionaria, con i voti perpetui. Giungo a questo momento desiderosa di realizzare il progetto di Dio sulla mia vita, ricca di gratitudine verso lui che mi ha scelto per partecipare alla costruzione del Suo Regno e continua a sostenermi con il suo amore misericordioso. Nell’offerta del mio piccolo Sì mi sento sostenuta dall’affetto e la vicinanza della mia famiglia, della Comunità e dei tanti fratelli e amici incontrati lungo il cammino. Un saluto fraterno carico di affetto. Roberta Parigi c.m. C.S.I. Oratorio SARNICOSPORT Dal 7 al 9 settembre, presso il Lido Nettuno, si è svolta l’edizione 2012 della SARNICOSPORT. Manifestazione alla quale hanno partecipato moltissime Associazioni Sportive che hanno presentato le loro proposte in ambito agonistico e non, a tutti i visitatori. Anche noi vi abbiamo preso parte presentando tutte le attività in programma per A.S. 2012/2013 e che di seguito vi presentiamo: • Grande successo ha avuto la possibilità di “provare” a pagaiare con le nostre imbarcazioni: sono arrivate talmente tante richieste che ad un certo punto abbiamo dovuto esporre il cartello “POSTI ESAURITI”. • I due tornei di BEACH VOLLEY organizzati come sempre in maniera egregia dai ns. collaboratori/allenatori Carlo ed Elena. Come di consueto, partenza SABATO 8 Settembre ore 9-21.30 con il Torneo Amatoriale 3x3 Misto che ha visto cimentarsi sulla sabbia 18 squadre composte da giocatori/giocatrici più o meno giovani (dai 16 ai 40 anni e oltre…), per poi proseguire DOMENICA 9 Settembre ore 9-22 con il torneo “Professional” 2x2 Misto che ha visto sfidarsi coppie di buon livello. Divertimento, sport, amicizia, lealtà e bel tempo (a differenza dello scorso anno in cui il campo si era trasformato in una piscina…) hanno fatto da protagonisti, insieme a tutti gli atleti/partecipanti. Per concludere, i ringraziamenti vanno a chi ha organizzato, a chi ha sudato in campo, a chi ha collaborato. Un doveroso grazie va anche a Diego ed Anteo che hanno preziosamente collaborato alla buona riuscita di entrambi i tornei. È sempre emozionante arrivare la domenica sera, stressati, stanchi, ma soddisfatti per la buona riuscita della manifestazione, soprattutto se sono i partecipanti (provenienti, oltre che da Sarnico, da paesi sparsi per le province di Bergamo e Brescia) a compli- mentarsi per quanto organizzato. • Nel pomeriggio di domenica abbiamo organizzato due triangolari di CALCIO nel campetto di erba sintetica per le formazione della categorie Esordienti e Pulcini. Nello spazio messo a nostra disposizione c’è stata anche la possibilità di provare il TENNIS TAVOLO sui “campi di gioco” che abbiamo messo a disposizione. KAYAK Domenica 16 settembre è stata per il gruppo CSI kayak Sarnico una giornata all’insegna di un evento che unisce lo spirito della competizione allo spirito della compagnia: la MARATONA DEL REMO, seconda edizione. L’evento è stato organizzato in collaborazione dalle principali società sportive sebine attive nello sport del remo tra le quali il Csi Oratorio Sarnico ha ricoperto mansioni organizzative e promozionali della manifestazione. Un grazie particolare va alla Canottieri Sebino Lovere che ci ha ospitati, a Chi ci ha regalato una stupenda mattina di fine estate e a tutti quelli che hanno collaborato alla buona riuscita. Di prima mattina, un gruppo di “avventurosi” sorridenti e carichi di adrenalina si è lanciato nella competizione partendo dal lungolago di Lovere, affrontando un percorso di circa 13 km e con i più “temerari” scendendo fino alla boa di Tavernola macinando così ben 26 km. Un insieme di discipline come voga in piedi, canottaggio, sedile fisso, sedile scorrevole, kayak, canoa e dragon boat hanno colorato il percorso ed entusiasmato i partecipanti, oltre che gli spettatori. Il traguardo, sudato e meritato ha premiato le varie discipline e il gruppo CSI kayak Sarnico ha potuto annoverare ben quattro trofei: Riccardo, primo nella maratonina (percorso breve), Stefano, primo nella categoria sedile fisso (jole), il gruppo più numeroso e Irene, prima donna nel percorso breve, già vincitrice nella prima edizione! Una giornata inusuale e divertente che incentiva lo spirito di gruppo e invita ad essere sempre più numerosi! Nei prossimi mesi inizieranno anche i corsi “base” ed “esperto”. Per informazioni più dettagliate ed aggiornate visitate il nostro sito web, all’indirizzo: http://csikayaksarnico.altervista.org. PALLAVOLO I campionati di PALLA- VOLO inizieranno nel mese di ottobre. Per la stagione sportiva 2012/2013 ci presentiamo alla linea di start, con le seguenti proposte/squadre: • SECONDA DIVISIONE FIPAV (neo-promossa lo scorso anno: 1° classificata nel proprio girone di Terza Divisione Eccellenza); • AMATORIALE MISTO CSI (al via una nuova esperienza…); • ALLIEVE CSI (squadra riconfermata dallo scorso anno, con alcuni nuovi innesti); • MINI-VOLLEY PER BAMBINI E BAMBINE DEL LE CLASSI 2°/3°/4° ELEMENTARE (la nuova “sfi da” per garantire il nostro futuro…); Sarà possibile visionare all’indirizzo web www.volleysarnico.4000.it tutto il nostro operato, seguire gli appuntamenti, le date delle partite, i comunicati, le news… Vi aspettiamo numerosi per supportarci durante i nostri incontri di campionato: - GIOVEDI’ ORE 21 presso il PALAZZETTO DELLO SPORT DI SARNICO (partite casalinghe, in alternanza, SECONDA DIVISIONE e AMATORIALE MISTO CSI) - SABATO ORE 19 presso il PALAZZETTO DELLO SPORT DI SARNICO (partite casalinghe ALLIEVE CSI). CALCIO La stagione sportiva 2012/2013 è alle porte. Quando sarà distribuito questo numero della rivista il campionato sarà già iniziato. Quest’anno i nostri “calciatori” prenderanno parte ai campionati di Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Dilettanti e, per la prima volta per la nostra Associazione Sportiva, quello degli Amatori (o come si definiscono “Over 40”). Le partite casalinghe si svolgeranno nella giornata di sabato al Quader (in via Libertà), tranne quelle dei “Dilettanti B” che giocheranno la domenica mattina al Campo Comunale 2 (via Cortivo) e gli “Over 40” che disputeranno tutte le loro partite a Bergamo. Per tutto il resto rivolgersi in Sede (al Quader in via Libertà) nei giorni di martedì e giovedì dalle 19 alle 20, oppure consultate il nostro sito Internet: www. csioratoriosarnico.it . La Maratona del remo A cura di: Renato Carminati, Daniele Giudici Carlo Belussi, Sara Cossu FOTOCRONACA Sabato 13 dalle 18.00 torneo di pallavolo e calcio 3vs3 nella gabbia per adolescenti e giovani. Domenica dalle ore 14.00 tornei per ragazzi delle medie gonfiabili, giochi, tombola e CASTAGNATA naturalmente Sabato 13 ottobre dalle ore 18.00 e domenica 14 ottobre dalle ore 14.00 IN ORATORIO CASTAGNE E STRINU' Vi aspettiamo Anche quest’anno il rosa dona al Tennis Club Sarnico S P O R T a cura del Presidente Dino Valerio Le tenniste del sodalizio di via Garibaldi si sono guadagnate l'accesso al campionato di D2 E c'è anche il Campione Italiano "Over-80 di poter raggiungere questo ambito traguardo e quindi la loro felicità e l’entusiasmo (condivisi da moltissimi Soci del Circolo) sono ancora maggiori. Confidiamo infine che il prossimo anno possano competere nel difficile Campionato D2, fiduciosi che il nostro Circolo sosterrà l’impegno di queste magnifiche ragazze. Nella foto in alto: da sinistra Daiana, Paola, Stefania e Anastasia S e si parla di tennis femminile al Tennis Club Sarnico è facile, ed indubbiamente lo è stato, essere profeti: anche quest’anno il colore più sfavillante del Circolo di Viale Garibaldi è il ROSA. La scorsa stagione scrivevamo che le ragazze della Squadra iscritta al Campionato Regionale F.I.T. Serie D3 (Stefania Festa capitano, Paola Borghi, Daiana DoSotto il dott. nati, la giovanissima new entry Anastasia Salikhova e la Giuseppe Briola riserva Eva Volpi), dopo aver vinto la Coppa Regionale (a sinistra) 4.6/N.C. 2011, avrebbero gettato i loro cuori oltre l’ostacolo; siamo felici di congratularci con loro giacché le nostre giocatrici hanno vinto il campionato e si sono quindi qualificate per la SERIE D2, dopo un incontro al cardiopalma, vincendo 7-1 al tie-break del terzo set del doppio decisivo. Certo che a maggio nessuna di loro avrebbe sperato CAMPIONATO ITALIANO A SQUADRE DI SERIE A1 E’ ormai imminente l’inizio del campionato che vedrà la partecipazione di 14 squadre tra le quali sarà presente anche la nostra, forte dei seguenti atleti: PEDRINI-GIRAUDO-VAN SCHEPPINGEN-BONARDI-MARINI AYRTON-PANTANO-BERGOMI-MARINI ALESSANDRO-GUSMERI. Ed ecco il calendario (in grassetto le partite in casa, che saranno giocate presso il Centro Tennis di Cividino): 21 ottobre - Tennis Club Sarnico - Circolo Tennis Ata Battisti Trento 28 ottobre - Tennis Club Sarnico - T.C.Parioli Roma 01 novembre - Circolo Tennis Palermo-Tennis Club Sarnico 04 novembre - Tennis Club Sarnico - Club La Meridiana 11 novembre - T.C. Italia - Tennis Club Sarnico 18 novembre - Circolo Canottieri Aniene - Tennis Club Sarnico NUOVO CAMPIONE ITALIANO “OVER-80” I nostri complimenti vanno al socio dott. GIUSEPPE BRIOLA, campione nazionale “Over-80”, titolo conquistato il 16 settembre a Milano Marittima. Grazie a questo titolo parteciperà, tra qualche settimana, al campionato internazionale “Over 80” che si svolgerà sempre a Milano Marittima. A lui va il nostro plauso per la sportività, correttezza, saggezza e voglia di giocare che riesce a trasmettere a chi lo avvicina. In bocca al lupo per la conquista del titolo mondiale! Set. 2012 ilPorto - 29 Fotocronaca gita in Puglia a cura di Silvano Marini Sul Porto ...ma di Otranto S. Messa e fiaccolata a S. Giovanni Rotondo Nei pressi di Andria a "Castel del Monte" Alle grotte di Zenzalusa nel Salentino 30 - ilPorto Set. 2012 S. Messa nella cattedrale di Altamura "El saùr de la tèra" Una pura espressione dell'intimo P O E S I A D I A L E T TA L E a cura di Civis C on piacere dedichiamo uno spazio sul nostro mensile ad Aldo Alceo Gianani, nostro stimato concittadino, che nel pomeriggio di domenica 16 settembre, presso il monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, ha presentato il libro di poesie in dialetto bresciano "El Saùr de la tèra" scritte dallo zio paterno Sergio Gianani, di cui ha curato una traduzione in lingua italiana, le illustrazioni ed una galleria fotografica con didascalie che introducono l'ambiente e l'epoca che hanno ispirato l'autore. L'opera si inserisce nella collana "Lo scudo e il leone", edita dalla Casa Editrice Sardini e diretta dal prof. Pietro Gibellini, ordinario di Letteratura italiana all'università "Cà Foscari" di Venezia, che ne ha curato la prefazione. Già nel 1981, quando partecipò alla recita di alcune poesie tratte appunto da “Saùr de la tèra”, vivificate dall’interpretazione di Ernesto Guastalla, Aldo rimase sopraffatto dalle emozioni che quei versi gli procurarono e il primo pensiero fu di invitare lo zio a farne una trascrizione in lingua italiana, nella convinzione che Il giornalista il dialetto bresciano fosse destinato, poeta, saggista, nel volgere di pochi decenni, a divenscrittore e tare un reperto archeologico oggetpittore to di studi per pochi eletti. Sergio Gianani Glielo disse, ma lui dimostrò scarso nato a Brescia interesse. nel 1924 Convinto del valore delle poesie dello zio, tornò alla carica in altre occasioni, sottolineando il fatto che una Autoritratto olio su tela versione in lingua italiana avrebbe contribuito a lasciare una traccia duratura dell’idioma bresciano. Sergio però da quell’orecchio non ci sentiva. Iniziò quinidi ad accarezzare l’idea di provarci in prima persona e quando si decise affrontò "La Balada de Venansi Bergamì" che, essendo la più lunga e la più drammatica, considerava la più difficile da restituire nella sua intensità espressiva. Gli ci vollero tre giorni, durante i quali si estraniò da tutto e mettendo a dura prova la pazienza dei familiari, ma alla fine fu soddisfatto del risultato. Aveva però bisogno di conferme perché, come dicono a Napoli, “ogni scarrafone è bello a mamma soa” e una conferma autorevole gli giunse inaspettata da Luciano Bertoli, validissimo attore, che lavorava come dirigente alle dipendenze di un amico al quale aveva mostrato la sua prima fatica. Un ulteriore stimolo e un contributo alla comprensione di un paio di termini dialettali che aveva erroneamente interpretato, lo ebbe dal compianto Giannetto Valzelli. (che fu direttore di Brescia Oggi e grande amico dello zio) quando, completatata la traduzione dei primi due capitoli, glieli inviò per avere un suo giudizio. La sua risposta fu: «La traduzione del dialetto è fatta con amore e sommo rispetto del testo originale». Féer de primaera Febbre di primavera Ancö gho idee che ula E vòj ’ndà dré gna a regole gna a norme, sbande per squisitesse sensa furma, per föm leser e ciar. Vores disfam nel sul de primaera, esser come on bu udur che va rasit de lota ’n lota tra böcc che böta e fii d’erbèta nöa. Vores esser ensema – Se Dio ’l la concedès – töcc e nüssü. Ah, la bèla cundissiù Che forse l’è dei morcc. Ho idee che volano, oggi. E non voglio seguir né regole né norme Sbando per squisitezze senza forma, Per fumi leggeri e chiari. Vorrei dissolvermi nel sol di primavera, essere come un buon odore che va rasente di zolla in zolla tra gemme che sbocciano e fili d’erba nuova. Vorrei essere al tempo stesso – Se Dio lo concedesse – tutti e nessuno. Ah, la bella condizione Che forse è dei morti. Set. 2012 ilPorto - 31 S T O R I A a cura di Giusi Dossi Sarnico nella storia del Risorgimento Alcune precisazioni sui "Fatti di Sarnico" del 1862 A sinistra Monumento a Francesco Cucchi (Bergamo, 17 dicembre 1834 – Roma, 2 ottobre 1913). Patriota e politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVIII legislatura. A destra foto del Cucchi. 32 - ilPorto N nell’ultimo articolo de “il Porto” ho scritto: «Purtroppo nei libri di storia che vanno per la maggiore (non parliamo poi dei manuali scolastici) i fatti di Sarnico sono quasi del tutto ignorati, erroneamente riportati o addirittura stravolti». Questa frase non è piaciuta ad un lettore il quale mi ha giustamente fatto notare che non è sempre stato così. Negli anni '50 e ‘60 del secolo scorso intellettuali di valore hanno scritto correttamente di quel tentativo fallito di Garibaldi nella nostra provincia per liberare il Trentino e soltanto nei decenni successivi essi sono stati sostanzialmente ignorati. Nelle prossime puntate di questa rubrica non mancherò di segnalare quei libri, ma sinceramente devo ammettere che ci sono delle eccezioni anche oggi soprattutto ad opera di storici stranieri – e in Italia mi viene subito in mente la sarda Anna Tola (che vive a Bergamo) o Eva Cecchinato. Cominciamo questa volta dalla prima con i l suo "Garibaldi, la felicità. nella libertà" che dedica un capitolo ai fatti di Sarnico. «A Torino Garibaldi incontra più volte il re e Rattazzi (siamo nella primavera del 1862 [n.d.r.]), e questi contatti alimentano la voce di una possibile spedizione nei Balcani - scrive la Tola - guidaSet. 2012 ta dallo stesso Garibaldi, con lo scopo di assecondare la sollevazione delle popolazioni contro l’Austria e da lì muovere per liberare Venezia. Il presidente del Consiglio Rattazzi promette un milione di lire e due battaglioni di carabinieri genovesi al comando di Menotti». Dunque, si dà per certa la compromissione del Governo. A questo punto interviene Vittorio Emanuele II che, malgrado fosse stato fin dal primo momento della partita, incomincia a preoccuparsi delle conseguenze nello scatenare una guerra europea. Chiama il garibaldino bergamasco Francesco Cucchi, vecchio amico del Generale e lo promuove come intermediario presso lo stesso Garibaldi e Francesco Nullo. «Cucchi - sottolinea la Tola - è in grado di rendersi conto dei pericoli che avrebbe rappresentato una mossa senza l’esercito regio sullo scacchiere internazionale». La descrizione dell'arresto dei volontari e di Nullo è esemplare sulla scia precisa della maggior biogrofa dell'eroe dei due stati, Giuliana Donati Petteni. «Queste misure violente e ingiustificate provocano l'indignazione di Garibaldi che, appena saputo dell 'arresto di Nullo, corre dal Prefetto di Bergamo per comunicare al Ministero che quel valoroso ufficiale aveva agito per suo ordine. Ma il governo ha interesse a tagliar fuori la responsabilità del Generale e insiste a far ricadere tutta la colpa sul Nullo». I giornali moderati e vicini al governo amplificano e ingigantiscono i fatti, secondo la Tola, «…mentre Crispi replica che il governo in realtà sapeva tutto, ma che la vera intenzione dei volontari era di recarsi in Grecia a sostenere il popolo contro Re Ottone, impresa per la quale il governo aveva promesso l’appoggio politico, uomini e un milione di lire». A questo punto Anna Tola si rifà ad un certo A. Bizzoni che si chiede: «Che Rattazzi volesse rinnovare la tragedia di Sapri?(*) Ricordiamo che anche allora Rattazzi lasciò agire Pisacane (*) e i suoi, pur sapendo che il governo borbonico era preavvisato… Ma vi è di più, e da ciò appare evidente che Rattazzi - ironizza lo storico - era non solo consenziente, ma complice: l 'ordine al colonnello medico Ripari di recarsi dal signor Capriolo, segretario dell'Interno, uomo di fiducia di Rattazzi, a richiedere il versa- mento del milione o parte di esso, destinato per la spedizione in Grecia …è stato dato dal porto di Trescore?» (dove Garibaldi si trovava per curarsi dall’artrite[n.d.r.]). Garibaldi a quanto pare, è la conclusione a cui giunge la Tola, ha solo iniziato a organizzare un progetto che ha lo scopo di gettare le basi per una spedizione concordata con il governo e il re. L’azione più grave sui “Fatti di Sarnico - aggiunge - è che si è sparato sulla folla inerme e ci sono stati dei martiri (cioè i quattro morti davanti alle carceri di Brescia che manifestavano per la liberazione di Nullo, [n.d.r.]). «Questi incidenti determinano una rottura clamorosa tra Garibaldi ed il governo Rattazzi» - scriverà E. E. Ximenes nell’”Epistolario di Garibaldi, che sfocerà di lì a poco in un altro tentativo di Garibaldi, destinato al fallimeto, quello di Aspromonte. Questa volta per la liberazione di Roma ancora sotto il dominio del papa. (*) Carlo Pisacane (Napoli 1818 - Sanza 1857). Fu uno dei primi teorici del socialismo in Italia, sostenne la priorità della questione sociale rispetto a quella politica. Partecipò alla prima guerra d'indipendenza (1848) e alla difesa della Repubblica romana (1849). Nel 1857, con lo scopo di sollevare al Sud un'azione rivoluzionaria che scongiurasse la soluzione monarchica della questione italiana, organizzò con G. Mazzini la spedizione fallita di Sapri. Pisacane e i suoi, non sostenuti dalla sperata insurrezione, furono attaccati dai soldati borbonici. Il patriota ferito, si uccise. La triste vicenda del Pisacane, resta ancora oggi immortalata nei delicati e semplici versi de “La spigolatrice di Sapri” del poeta patriottico Luigi Mercantini: “…Eran trecento e non vollero fuggire, parean tre mila e vollero morire; ma vollero morir col ferro in mano, e avanti a loro correa sangue il piano: fin che pugna vid’io per lor pregai, ma un tratto venni men, né più guardai: io non vedea più fra mezzo a loro quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!”. Pietro Ruggeri - ol Castegna Un altro assiduo frequentatore del parco "Plan de Cuques". La fotografia ha una dedica: «Per il nonno pù buono e lavoratore del mondo. I tuoi nipoti Francesco e Chiara» 34 - ilPorto Set. 2012 A S S O C I A Z I O N I Associazione Anziani e Pensionati a cura di Gian Franco Gaspari Un Agosto "olimpico" S econdo programma si è svolto “L’Agosto Insieme” 2012 con un calendario ristretto ma sempre valido: - La tombolata del 2 agosto nel cortile della sede, non eccezionale per le presenze, ma sempre interessante; un grazie doveroso alla Presidente Emy e alle sue collaboratrici per la preparazione della serata e la raccolta dei premi. Grazie anche a Mario Dometti, nostro socio prezioso, per il suo impegno di presentatore ed animatore della serata, coincidente anche con la conquista dell’oro olimpico delle nostre schermitrici. La visita alle Terme di Boario Presenti una cinquantina di soci, è stata apprezzata da tutti sia per il programma svolto, sia anche per il pranzo comunitario che ha raccolto piena soddisfazione da parte di tutti i partecipanti. La gita a San Fermo Ha chiuso le iniziative dell’Agosto Insieme: partenza in pullman ove ci attendono altri soci che formano una compagnia di una quarantina di persona. Dopo la visita e la sosta al piazzale superiore, verso le 17.00 raggiungiamo la Baita dove è tutto pronto per la consumazione della merenda a base di salame, anguria e dolce. Un momento di autentico relax allietato dalla fisarmonica di Silvio Belotti che ringraziamo, come pure ringraziamo il nostro bravo autista e soprattutto la nostra Presidente Emy. Ritorno a Sarnico alle 19.30. Abbiamo anche il piacere di comunicare che per l’anno prossimo ritorneremo con tanta gioia alla Stella Maris. Riflessione: Le campane a cura di Gian Franco Gaspari C ontinuando il nostro cammino fra le tante e tante occasioni per ricordare il nostro essere cristiani, dopo la Genuflessione e il Segno della Croce, non possiamo qui dimenticare le campane ed il loro suono, che una volta era per tutti un richiamo quanto mai sentito ed in un certo modo, atteso. Ricordo ai miei tempi i suoni delle campane che noi ascoltavamo allora e con quale spirito li ascoltavamo. Mi piace qui ricordarli, non solo per il numero di volte che suonavano, ma per come venivano accolti dalla gente. Intanto li vogliamo elencare: - L’Ave Maria al mattino ed alla sera - Il tocco del mezzogiorno - Il segno della S.Messa quotidiano con un particolare tocco quando la Messa era celebrata dal Parroco - Il segno delle Messe festive ed in particolare nelle solennità (il primo tocco di solito mezz’ora prima dell’orario stabilito, il secondo dopo un quarto d’ora e si diceva: “al suna i bocc”; e l’ultimo prima di iniziare la funzione, la mitica “campanèla”) - Il segno per i nuovi battezzati - Il segno per gli agonizzanti (7-5-3 tocchi) - Il segno per i morti (distinto per maschi e per femmine) - Il segno in caso di forti temporali - Il segno durante lo svolgimento delle processioni Oggi di tutti quei segni cosa è rimasto?: - L’Ave Maria al mattino ed alla sera - Il tocco per i defunti - I segni per le varie feste e le messe solenni o quotidiane. Sono ancora ascoltati? Sono ancora un richiamo per tutti i fedeli? Abbiamo l’impressione che per la maggior parte dei casi sia un fastidio... Un solo invito: ritorniamo alle vecchie abitudini e, per quelle poche volte che ci è dato ascoltarle, il pensiero ritorni al loro vero senso cristiano e forse può darsi che cessi anche il fastidio. Buon ascolto, allora! Set. 2012 ilPorto - 35 F O T O S T O R I C H E Come eravamo a cura della Redazione Cena classe 1936 Da sinistra seduti: Emilio Zenoni, Don Paolo Belussi (Padre Celestino), Arcangelo Grassi, Raulo Buelli e Domenico Savoldi. Da sinistra sopra: don Felice Luiselli, Eliseo Belussi, Piero Bonardi, Giovanni Spolti, Lino Bellini, (seminascosto), Gianni Castelletti, Giovanni Mussinelli, Aldo Scattini, Mario Giupponi, Cesare Besenzoni, Carlo Marini, Arcangelo Brescianini, Giovanni Cadei, Fausto Parigi, Antonio Belussi e Luigi Fedreghini. Ci sono tanti modi per guardare una fotografia... Anno 1920 "Ammogliati-Scapoli" Definire chi siano gli atleti che stanno per disputare il "clasico" (detto alla spagnola) Ammogliati - Scapoli è piuttosto difficile, com'è arduo distinguere quali gli uni e quali gli altri. Un indizio che in divisa nera siano i "single" ce lo forniscono i tre seduti: quello col pallone "cola strenga" in mano e l'ultimo a destra; portare la retina fermacapelli alla Lino Banfi era un vezzo tipico degli scapoli di allora, come altrettanto vezzose sono le bretelle dell'atleta in ginocchio. Il fatto poi che siano in dieci - quindi con più fiato - è un'altra traccia a favore di questa tesi. Ci lasciano qualche perplessità i tre a sinistra, un po' "fuori misura" per essere scapoli. Il primo di loro dovrebbe essere il portiere, lo si deduce dalle ginocchiere che spuntano dai pantaloncini (escludia36 - ilPorto Set. 2012 mo siano mutandoni di flanella contro l'artrite). Da avanspettacolo la tenuta con il cappello marinaresco del guardalinee. Alla moda invece i calzettoni modello "Missoni" del terz'ultimo giocatore a destra e i pantaloncini modello "estate al mare" con le calze arrotolate e scarpe Prada del vicino. Se guardate con attenzione troverete due atleti un po' ...sopra le righe: uno con la sigaretta in bocca e l'altro fra le dita ed un terzo (in centro-dietro) che per l'occasione si è appena fatto lo shampoo. Al di là dell'ironia è una foto bellissima, scalda il cuore e fa tanta tenerezza. Sarebbe bello che qualcuno identificasse queste persone e ce lo facesse sapere. Set. 2012 ilPorto - 37 R I C O R D I a cura dI Sandro Arcangeli L'alpino Piero è andato avanti col suo passo "lènt e seguènt" Alpini di Sarnico: i migliori sono andati avanti Nella foto da sinistra, dopo il bandì: Signora Luciana Maffi, Sandro Arcangeli, Mario Fanti, Signora Virginia Galizzi, Piero Galizzi, Angelo Ravelli e Giuseppe Mutti Alcuni di loro sono andati avanti. 38 - ilPorto U n personaggio. Leader e imprenditore. Il suo motto è: “o conosci o devi imparare”. Come può un ragazzo Sarnicese purosangue, operaio, Alpino, senza capitali, ma ricco di idee, costruirsi, crescere e straripare ed arrivare dalle sponde del lago ad essere uno dei più grandi imprenditori lombardi? Sono domande senza risposta, o la sola risposta possibile è: la grande passione creativa, la fede dei costruttori ed il coraggio dei sognatori. E’ riuscito ad organizzare se stesso ed i collaboratori che hanno tratto vantaggio dalla sua instancabile presenza. Chiuso e riservato. Poca retorica. Tanto senso pratico. Guarda all’essenziale. Duro con i collaboratori ed esigente con se stesso. Non è un grande esperto di salotti, né un grande comunicatore. Sa però scegliere l’uomo giusto, mettergli a disposizione le risorse necessarie, motivarlo e poi lasciarlo Set. 2012 lavorare. Così è diventato il re della gomma. L’unico modo di scuoterlo è sfidarlo. Conquista la devozione dei “suoi” non con gesti temerari, ma con le sue doti di comandante. Non è servile. Lo stimo. Per lui ho affetto (tanto!). Ex Alpino, ora plurinonno. Non ha frequentato le superiori. Non è amico di leader di partito. E’ semplicemente il primo in Italia nel campo delle guarnizioni di gomma ed affini (prodotti così invisibili, ma tanto necessari). Il suo divertimento è primeggiare. È un finto burbero, ma benefico. Guarda sempre avanti perché dice: "l’avvenire per me è una grande opportunità". Lo stimo come persona integra e leale. È abituato a vincere. Spesso è bersagliato dagli attacchi, ma è inevitabile per chi è diventato il primo della classe. E’ purtroppo una regola aspra, ma si deve accettare. La sua attività nasce vicino all’acqua dolce del lago di Sarnico nel 1962. Dal padre pescatore ha ereditato “ tutti i pesci del lago che riuscirai a catturare”. Dalla madre l’astuzia del piccolo commercio. Partito dalle semplici o-ring, ha poi gradualmente focalizzato la produzione su fasce sempre più specializzate e diversificate. Ha consolidato la professionalità degli operatori e l’affidabilità dei prodotti certificati più volte dal Lloyd Register È riuscito ad assorbire le migliori professionalità della zona (operai, impiegati, disegnatori, interpreti, manager ecc.). Ha fiducia nella propria accortezza, nella propria tenacia, nella propria capacità di superare gli ostacoli. Sotto la sferza delle difficoltà continua a sperare, a lottare: anzi raddoppia gli sforzi e … nei momenti difficili non abbandona la nave e siede tenace sulle sedie che nessuno vuole perché “scottano”. In queste occasioni difficili rovescia la situazione e vince. Perché? Dice “e’ meglio eccedere nello sperare che nel disperare, poiché l’uno appartiene alla vita, l’altro alla morte”. Il suo lavoro ha sempre dato un enorme contributo allo sviluppo dell’industria. Non credo sia un dittatore. No. Sue sono le responsabilità, sue le fabbriche. Perciò non vedo nulla di male nel fatto che sia lui l’ultimo a decidere. Qual è il suo ruolo? Studiare nuove soluzioni, nuove combinazioni, sviluppare, insomma, la base dell’industria della gomma in generale. I suoi avversari dicono che i suoi prodotti hanno accorgimenti migliori degli altri. Il segreto? La compattezza della squadra e la bravura dei progettisti. Ha una preveggenza degna di un chiromante. Capisce le cose tre giorni prima; conosce bene gli uomini e il loro com- pito, perché dice “bisogna capire un minuto prima che cosa ha in mente quello che ti sta di fronte”. I lati negativi: impulsività e diffidenza. E’ convinto che se gli avvenimenti vanno in una certa maniera non dipende dal destino. Gran parte della nostra sorte è nelle nostre mani, e lui lo sa. Oggi è un uomo libero. Ha libertà d’azione, di fare e non fare. “Non faccio cose che non mi rendono più felice”. Trae piacere da questa libertà di decidere perché “è eccitante mettersi alla prova ogni giorno ed ottenere risultati”. Ha sempre cercato di trarre divertimento dalla propria attività e vuole trasmetterla ai figli e nipoti. Rivendica anche la libertà di smettere. Però ha ancora progetti da realizzare, ma lo vuole fare divertendosi, con molto entusiasmo e caparbio ottimismo. Caro Piero, nel cammino della vita rimane fermo il riferimento della tua amicizia. 29 giugno, San Pietro Fotocronaca a cura di Silvano Marini Aliseo 2012 Festa di San Rocco La Benedizione agli ammalati La Processione L'Unzione dei malati C O M U N I T À a cura del dott. Bruno Vedovati Consultorio Familiare Basso Sebino Mi curo di te - La cura e l'affetto Supporto psicologico per chi si prende cura del proprio familiare anziano non autosufficiente Il Consultorio Familiare Basso Sebino mette a disposizione un’attenzione particolare alla cura della persona anziana. traumatico per la persona che ne è colpita ed i suoi familiari. La cura e l’affetto. Gruppo di sostegno psicologico al caregivers familiare nella cura dell’anziano. L a cura degli anziani non autosufficienti può rischiare di essere faticosa e vissuta in solitudine. Anche chi aiuta va sostenuto. È per questo che il Consultorio Familiare propone un servizio di consulenza e sostegno, quale strumento efficace per ridurre lo stress relazionale e di cura, per chi si occupa di una persona anziana non autosufficiente. Chi si prende cura viene aiutato a partire dalle proprie aspettative, ad attuare i comportamenti più adeguati ai bisogni ed alle capacità, favorendo inoltre una più adeguata comunicazione. La consulenza può rivelarsi particolarmente utile a par- tire dalla diagnosi per facilitare l’elaborazione dei sentimenti connessi all'organizzazione di una quotidianità rispettosa delle esigenze di tutti fino all’eventualità di decidere il ricovero del familiare, gestendo consapevolmente il senso di colpa, il dolore e la rabbia. Inoltre, può essere utile nella fase di deprivazione dopo la morte, ma anche per altri eventi e necessità meno gravose. Gli interventi sono mirati a ridurre i disagi psicologici, a mantenere una comunicazione aperta con i familiari, in quanto l’avvento di una non autosufficienza viene generalmente vissuta come un momento di profonda crisi e rappresenta un grande evento Per informazioni CONSULTORIO FAMILIARE Basso Sebino via Roma, 35 Villongo tel. 035.4598420 [email protected] - sito web www.consultoriofamiliarebg.it Siamo presenti anche su face book: http://it-it.facebook.com/pages/Basso-Sebino-Consultorio-Familiare/280970431956948?sk=notes 40 - ilPorto Set. 2012 Il sostegno attraverso il gruppo rappresenta e costituisce per i caregiver un luogo, reale e al tempo stesso simbolico, in cui diviene possibile trasformare le proprie esperienze, anche quelle più dolorose, in rinnovata disponibilità verso gli altri. I familiari si riuniscono per scambiarsi esperienze ed emozioni e per aiutarsi reciprocamente con idee pratiche per affrontare il duro compito dell'assistenza. Il gruppo di auto mutuo aiuto si rivolge ai familiari ed è un luogo in cui ci si può confrontare, sostenere, condividere gli stessi problemi, le stesse esperienze e soluzioni, superando così l’isolamento che li circonda. Il gruppo è condotto da una psicologa. Gli incontri avranno cadenza quindicinale in giorni e orari da stabilirsi. L’iniziativa è completamente gratuita. Miniaturizzazione del guanto Hi Tech S A N I T À a cura di Elena Raspini Gloreha Home TC è nata da un’intensa collaborazione tra Idrogenet, università e ospedali. I drogenet – la società di Lumezzane nata nel 2004 dalla volontà di undici piccole e medie imprese del territorio bresciano, l’anno scorso ha lanciato sul mercato Gloreha Professional, un dispositivo high tech per la riabilitazione di pazienti neurologici con deficit alla mano che, grazie alla sua composizione modulare, è altamente flessibile e adattabile alle caratteristiche del paziente. Oggi, anche grazie al bando di Regione Lombardia e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Idrogenet ha i fondi necessari per progettare, nei prossimi due anni, un mini -Gloreha. Gloreha Home TC, studiata per la riabilitazione della mano a domicilio, sarà la miniaturizzazione del suo predecessore e sarà fornita di un controllo a distanza in grado di acquisire e trasmettere in remoto alcune informazioni fisiologiche sul paziente e sull’andamento della terapia. Gloreha è nata da un’intensa collaborazione tra azienda, università e ospedali. Il dispositivo è stato realizzato da Idrogenet con il grande contributo tecnico scientifico di Habilita, dell’Istituto Villa Beretta di Costa Masnaga e dell’Università di Brescia. La gestazione è stata lunga ma ha riscosso l’interesse delle strutture sanitarie. Attualmente i guanti per la mobilizzazione passiva delle articolazioni delle dita sono una decina in Italia, soprattutto al nord. Nel nuovo progetto, Gloreha Home TC è impegnata anche l’Unità Operativa di riabilitazione dell’Ospedale di Sarnico. Una sanità in linea con il progresso scientifico e tecnologico deve utilizzare lo strumento della ricerca e percepire questa come vero e proprio investimento. La valorizzazione della ricerca, della conoscenza e dell’innovazione continuano a rappresentare una delle priorità per l’Ospedale di Sarnico. Set. 2012 ilPorto - 41 A S S O C I A Z I O N I a cura del gruppo AVIS Giovani L'AVIS si tinge di sport L'AVIS presente a "Sarnico Sport 2012" vere nelle giovani generazioni stili di vita più sani e più regolati, in modo che possano donare sangue con tranquillità e costanza. Il risultato è stato assai positivo, con la pre-iscrizione di una ventina di nuovi potenziali donatori, di cui sette si sono già presentati nei giorni successivi per ottenere l’idoneità. L’emozione è stata molto forte quando si vedevano passare i bambini di varie classi che riconoscevano con ammirazione i loro lavoretti, preparati alla fine dell'anno scolastico per le borse di studio offerte dall'AVIS, che riconosce così l'impegno e la partecipazione al mondo della solidarietà. Abbiamo avuto altre numerose persone che chiedevano informazioni di tipo sanitario e i procedimenti per arrivare a donare il sangue. Al centro ontinua col solito entusia- re il sangue per un aiuto concreto ai Ospite gradita la medaglia di bronzo Olimpica a Londra di ginnastica Romina smo e la forte frequenza meno fortunati. Laurito, da parte del Gruppo Gio- Quest'anno abbiamo deciso di in- ritmica a squadre Romina Laurito medaglia di vani AVIS di Sarnico, l'or- serirci nella Festa dello Sport, met- che si è congratulata per il lavoro bronzo di gin- ganizzazione e la partecipazione ad tendo un gazebo, dove sono stati promozionale da noi svolto e ci ha nastica ritmica eventi e feste che hanno lo scopo, esposti i lavori che hanno realizza- concesso di fare uno scatto con tutti a squadre alle oltre che di promuovere e informa- to i ragazzi delle scuole elementari, noi. Si ringraziano infine tutti i giovani del Olimpadi di re le persone circa le attività svolte, medie e superiori. Londra anche di continuare la ricerca e l'i- A questa festa L'AVIS si è associata Gruppo per l’impegno profuso duscrizione di persone pronte a dona- perché da sempre cerca di promuo- rante la manifestazione. C L’“Anguriata” dell’AVIS all’Olimpic Sport Village di Villongo e, primi in Europa, la mitica "Castagnata" ANGURIATA Nel pomeriggio di Domenica 12 agosto, presso l’Olimpic Sport Village di Villongo, si è tenuta la tradizionale “Anguriata” organizzata dall’Avis di Sarnico e Basso Sebino, con la collaborazione del Gruppo Giovani. È stata una giornata colma di divertimento e anguria a volontà, dove la folta partecipazione di giovani ha consentito la buona riuscita di questo pomeriggio trascorso insieme. Un pubblico divertito ha assistito alle gare dei numerosi concorrenti, conclusesi con la premiazione dei primi 42 - ilPorto Set. 2012 quattro adulti classificati e dei bambini sotto i 14 anni. Il responsabile della Piscina Olimpic ha affermato che questa è la migliore anguriata mai fatta. La manifestazione rientra tra le iniziative dell’Avis per diffondere la cultura della donazione di sangue e trovare nuovi donatori. CASTAGNATA Nei giorni 14-15-16 settembre, con la collaborazione del Gruppo Giovani, anche quest’anno si è tenuta la trazionale “Castagnata” in piazza XX Settembre. Le giorna- te magnifiche, con un sole ed una temperatura ancora da piena estate, hanno fatto affluire tantissima gente che ha potuto gustare le prime castagne della stagione, accompagnate da “strinù” e da un ottimo vin brulè. C Anche questa manifestazione ha comunque avuto come scopo quello di sensibilizzare, soprattutto i giovani, alla donazione di sangue di cui c’è estremo bisogno. osì parlò il presidente Vittorio Marconi in consiglio ai primi di luglio. «Dobbiamo essere i primi a fare la castagnata anche quest’anno! Costi quello che costi!». E in effetti le castagne sono …costate 5-7 euro al chilo. Ma non erano il cibo dei poveri? Il buon Serafino Falconi ha fatto il giro di tutto il Piemonte per trovare i 14 quintali necessari per la festa ma alla fine c'è riuscito. «O mai trèbülat issé tat ai me dé!» ha detto scaricando l'ultimo sacco. Sono veramente a rischio castagne e marroni, come il panda e la foca monaca; l'andamento anomalo del clima e un pericoloso fungo patogeno stanno mettendo a repentaglio uno dei frutti simbolo della stagione autunnale e per secoli risorsa preziosa per le popolazioni rurali. Ora per entrare nel Guinness dei primati Vittorio Marconi & C. proporranno la prossima castagnata per la ...2a di Pasqua! Civis D A L C O M U N E a cura di Sara Venchiarutti Ufficio Stampa del Comune Cultura e spettacoli nel palcoscenico estivo di Sarnico Musicisti, artisti di strada, teatranti in costume e cantanti: sono stati anche questi i protagonisti dell’estate appena terminata a Sarnico L Nella foto: a stagione 2012 ha senza dubbio decretato il suci protagonisti di cesso della terza edizione del Sebino Summer Class "Scior picapree Master Festival, di cui la nostra cittadina è ente de e pescadur" capofila: più di 5.000 persone hanno assistito agli ol2012 nella tre 20 concerti organizzati dall’associazione non profit “I serata del 7 Musici di Parma” coinvolgendo anche altri 10 Comuni del luglio lago d’Iseo. Foto San Marco 44 - ilPorto Nomi noti del panorama musicale italiano e internazionale sono sbarcati a Sarnico, per concerti davvero suggestivi, come “Il gran galà della lirica” tenutosi lo scorso 13 luglio alla Villa Surre. Oltre a grandi musicisti, nella nostra cittadina sono arrivati anche più di 100 giovani appassionati di musica: si tratta di studenti provenienti da tutto il mondo che hanno aderito alla Master Class, ovvero al corso di perfezionamento musicale ospitato dall’Istituto Serafino Riva. I ragazzi hanno potuto partecipare a lezioni di violino, viola, violoncello, fagotto, oboe, flauto, clarinetto, tromba, saxofono e canto, tenute da docenti di fama internazionale come Christoph Hartmann (oboista dei Berliner Philarmoniker), Matthias Racz (primo fagotto della Tonhalle - Orchester Zurich), Giorgio Versiglia, Stefano Pagliani (violinista di fama internazionale, per anni Spalla della Scala di Milano), Stefano Conzatti (primo clarinetto dell’Arena di Verona), Andrea Lucchi (prima tromba dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia), Cinzia Forte (soprano), Andrea Oliva (primo flauto dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia) e Maurizio Saletti, solo per citarne alcuni. I migliori allievi di ciascuna classe hanno anche avuto la pos- Set. 2012 sibilità di suonare con I Musici di Parma durante i concerti pomeridiani e serali. Perfettamente riuscita anche la versione itinerante di “Scior, Picaprede e Pescadur” che, per volontà esplicita degli organizzatori, è stato proposto in versione ridotta per contenere le spese: le principali scene dello spettacolo organizzato, dall’Associazione Sarnon, si sono infatti svolte nella contrada e nei negozi del centro storico, in occasione dell’apertura dei saldi. L’edizione 2012 era infatti dedicata al tema “Botteghe Storie e Locande” per offrire a tutti i turisti uno squarcio di storia e di cultura, con oltre 100 spettacoli ripetuti negli esercizi commerciali ed in alcuni punti della nostra cittadina. L’idea di combinare entrambi gli eventi, culturali da un lato e commerciali dall’altro, ha premiato gli organizzatori. Bagno di folla anche per il tradizionale appuntamento con il Sarnico Busker Festival che per tre giorni consecutivi ha riempito, con la fortuna di un tempo davvero favorevole, tutto il centro storico e il lungolago di Sarnico, oltre che quello della vicina Paratico. La tredicesima edizione ha portato 150 artisti provenienti da tutto il mondo tra giocolieri, mangiafuoco, trapezisti, clown e maghi per offrire duecento spettacoli completamente gratuiti: un calendario davvero record, che ha attirato nella nostra cittadina oltre 30.000 spettatori. Tra concerti, rassegne e spettacoli il cartellone delle manifestazioni estive è proseguito senza sosta fino ad arrivare al tradizionale appuntamento dedicato ai più piccoli, la festa dei Balocchi dello scorso 15 settembre. Un appuntamento importante non solo per le centinaia di bambini che si sono divertiti a ritmo di laboratori, animazione, gonfiabili e merendine da leccarsi i baffi ma anche per i genitori, visto l’incontro organizzato proprio in favore delle famiglie e delle politiche familiari. Soddisfatto il nostro Assessore al Turismo Alberto Marini: «Credo che l’offerta delle manifestazioni estive di quest’anno sia stata davvero apprezzata: i visitatori, i turisti ma anche gli stessi cittadini hanno apprezzato il nostro intento di unire le forze con tutte le associazioni del territorio per creare un mosaico di eventi di qualità e di forte interesse. La scelta di puntare sulla qualità ha fatto la differenza: abbiamo ricevuto moltissimi consensi di pubblico e anche di stampa. Da un lato abbiamo cercato di ridurre sensibilmente le spese per far fronte a questo momento di ristrettezza economica, dall’altro non abbiamo voluto intaccare il livello qualitativo delle nostre manifestazioni. E non possiamo che essere davvero soddisfatti dei risultati». Set. 2012 Nelle fotografie: Gran galà della lirica - Studenti della Master Class Festa dei balocchi - Scior picaprede e pescadur: la peste e la storia del lago interpretata dall'"enjoydance" ilPorto - 45 Sport da record per un'estate in movimento Le manifestazioni estive più importanti della Provincia e della Regione sono passate da Sarnico Il Sindaco: «Agosto e settembre sono stati mesi di grande fermento per la nostra cittadina» Nella foto: alcuni "Riva" durante il raduno di Sarnico Foto San Marco 46 - ilPorto N ell’estate in cui le Olimpiadi di Londra hanno affascinato e interessato gli sportivi di tutto il mondo, la nostra cittadina ha raggiunto un record davvero importante: le più grandi manifestazioni sportive che si sono registrate nei mesi di agosto e settembre sul Sebino, in tutta la provincia e perché no in tutta la Regione sono infatti passate da qui, dal nostro Lido Nettuno, dal lungolago, dalle nostre piazze. Eventi che sono andati al di là dei confini provinciali e che hanno ottenuto un indubbio richiamo internazionale con consensi, di pubblico e anche di stampa, raggiunti anche al di fuori del nostro confine. Il Giro d’Italia femminile del 7 luglio, la settima edizione del Triathlon lo scorso 26 agosto, i Riva days dal 31 Agosto al 4 Settembre, la Festa dello Sport dal 7 al 9 settembre e, per finire, la manifestazione “Aliseo” nel weekend del 15 e 16 settembre hanno davvero trasformato la nostra cittadina in una cittadella quasi olimpica. Naturalmente nessuna disciplina è stata protagonista assoluta dell’estate: la forza delle manifestazioni sarnicesi è stata proprio quella di dare spazio e visibilità a tutti gli sport praticabili, dai più tradizionali come corsa, ciclismo o nuoto a quelli meno diffusi ma altrettanto interessanti come le varie arti marziali, con un occhio di riguardo a tutti gli sport acquatici. Set. 2012 135 cicliste sono partite da Sarnico per l’ultima tappa del Giro Rosa, 600 atleti hanno affrontato gare di nuoto, corsa e ciclismo per il triathlon, 500 armatori da tutto il mondo hanno sfilato per il raduno Riva, oltre 20.000 persone hanno affollato il Lido Nettuno per la festa dello sport, circa 7.000 hobbysti sono stati richiamati da Aliseo. Insomma, un vero e proprio trionfo di sport per tutti i gusti che ha anche dimostrato la grande versatilità degli spazi che la nostra cittadina può offrire: in particolare il Lido Nettuno si è dimostrato palcoscenico perfetto per molte di queste manifestazioni. Dopo aver ospitato per tutta l’estate turisti e cittadini nel suo grande parco per trascorrere il tempo libero all’aria aperta e sul lago, il Lido ha infatti accolto anche migliaia di sportivi in una cornice unica e suggestiva. Davvero soddisfatto il nostro Sindaco Franco Dometti «Il Triathlon, i Riva days, la festa dello sport, solo per citare alcuni eventi: possiamo davvero dire che agosto e settembre sono stati mesi di grande fermento per la nostra cittadina, che insieme a turisti e visitatori, ha potuto contare su manifestazioni di grande sport, dal respiro internazionale. Per noi è una vera soddisfazione, oltre che un prezioso incentivo a continuare in questa direzione: quella di combinare le vocazioni della nostra realtà, con occasioni turistiche davvero importanti». L’Ingegner Carlo Riva, Bob Bridger - Chef designer della Apple di Cupertino (California) - e il nostro Sindaco Franco Dometti nel corso del "Riva Days" Serata inaugurale di Sarnico Sport Acquagym per i più Giovani alla Festa dello Sport Giovani atlete durante la Festa dello Sport Dimostrazione di arti marziali al Lido Nettuno Piazza XX Settembre allestita per il Triathlon Olimpico Atleti del Triathlon Olimpico durante la frazione di nuoto Atlete del Giro d’Italia femminile a Sarnico Foto Ghilardi/Bicibg.it Il nuovo alberghiero fa il pieno di studenti Nella foto: al centro il sindaco Franco Dometti con il famoso chef Gualtiero Marchesi ed alcuni alunni delle scuole. Foto San Marco 48 - ilPorto S ono stati 604 gli allievi che lo scorso 12 settembre hanno varcato la soglia dell’Istituto Serafino Riva. Si tratta del record di iscritti dalla nascita della scuola, raggiunto senza dubbio grazie ai consensi che il nuovo indirizzo dell’alberghiero ha raccolto. Se infatti le cifre rivelano che il numero totale di alunni è sempre stato in costante aumento negli anni dal 2003 ad oggi, va anche detto che il dato in questione non si era mai nemmeno avvicinato alla soglia dei 600 studenti. Rispetto allo scorso anno, in particolare, l’aumento è stato sensibile: ben 90 studenti in più per la scuola sarnicese che dal 1 settembre può anche contare su una nuova dirigente scolastica reggente, la professoressa Romana Rosa Marchetti. Il merito di questo boom va, senza dubbio, al nuovo indirizzo alberghiero dedicato ai servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera partito nei giorni scorsi, per il quale sono state formate tre classi con un totale di 76 iscritti alle classi prime. Un vero e proprio record, accompagnato anche dal successo degli indirizzi Itis Meccanica/Informatica e IPIA/IeFP Meccanica in costante aumento. La campagna di promozione e di lancio del nuovo indirizzo, tenuto a battesimo lo scorso 16 febbraio dallo chef Gualtiero Marchesi, ha infatti dato i suoi frutti. La nostra amministrazione, in prima linea per la promozione di questo nuovo settore, si è impegnata a realizzare in pochi mesi una nuova struttura (posta nel cortile interno del Serafino Riva) che ora ospita un vero e proprio laboratorio di cucina di oltre 120 m2 con tutte le attrezzature necessarie Set. 2012 (piani cottura, forni professionali, lavelli, friggitrici, abbattitori, magazzini e depositi per gli alimenti) ed una sala ristorazione che può ospitare oltre 40 persone sedute. Gli studenti sono stati anche dotati di un’apposita uniforme con il logo del nuovo istituto da indossare durante le ore di laboratorio. Per i 76 studenti sono stati assunti tre nuovi insegnanti, uno per il laboratorio di cucina, uno per il laboratorio di sala e uno per la conservazione degli alimenti. Soddisfatta del traguardo raggiunto la nostra Vice Sindaco Romy Gusmini «Questi dati dimostrano che amministrazione, scuola e Provincia hanno lavorato insieme, prendendo la scelta giusta. La scelta di ascoltare il territorio, capire le necessità dei giovani e le prospettive che per loro si delineano. Sapere che i giovani della nostra zona hanno apprezzato questa decisione ci lusinga e non può che spingerci a lavorare in questa direzione per continuare a garantire una scuola di qualità». Oltre alla realizzazione del laboratorio di cucina, la nostra amministrazione comunale ha anche riqualificato l’intera area verde che insiste nella zona dell’istituto di istruzione (in Via Cortivo), creando un nuovo parco di oltre 2000 m2 che potrà essere sfruttato sia dagli studenti, sia da tutti coloro che utilizzano le vicine strutture sportive, sia da tutti i cittadini come area relax. L’area, che sarà dotata di panchine, di una fontanella, di nuovi arredi e di un impianto di illuminazione ad hoc, rimarrà infatti aperta anche al di fuori degli orari scolastici. Nelle prossime settimane è previsto il taglio del nastro per il nuovo indirizzo alberghiero. Il Lido Nettuno si trasforma in un campo base Saranno oltre 400 i volontari presenti all'esercitazione Nella foto: Esercitazione del gruppo ANA della Protezione Civile Sarnico S i trasformerà in una vera e propria base operativa il Lido Nettuno che nelle giornate del 29 e 30 settembre ospiterà l’esercitazione della protezione civile della provincia di Bergamo. Oltre 400 volontari tra alpini, sommozzatori, addetti all’antincendio boschivo, cinofili, sub e vigili del fuoco saranno presenti per svolgere delle esercitazioni a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Numerose saranno le simulazioni di intervento che, coinvolgendo molte zone della nostra cittadina, dimostreranno come agiscono i nuclei della protezione civile, in caso di necessità: presso la località Forcella si terrà una simulazione di intervento per spegnere un incendio dall’elicottero, in prossimità dell’ex hotel Il Cantiere invece si simulerà la ricerca di persone travolte dalle macerie con il supporto di cani specializzati, in mezzo al lago si simulerà anche un finto naufragio di un battello di linea con a bordo 40 volontari e infine, al parco Lazzarini, i volontari faranno fronte ad un’esondazione del lago per mettere in sicurezza l’area. Naturalmente tutti gli interessati potranno recarsi anche al Lido Nettuno, il cuore pulsante dell’esercitazione, per sentirsi parte della protezione civile per un weekend intero. Per domenica 30 alle ore 11.00 inoltre è prevista la celebrazione della Santa Messa presso il campo allestito al Lido. Sarnico porta fortuna a Carmine Abate È stato proprio lo scrittore Carmine Abate il vincitore della 50a edizione del premio Campiello. Il premio letterario è stato assegnato lo scorso 1 settembre. L’autore era stato nella nostra cittadina solo qualche mese prima, lo scorso 16 giugno, per presentare il romanzo "La collina del vento", edito da Mondadori. Ed è stato proprio grazie al libro presentato a Sarnico al centro Culturale Sebinia che lo scrittore calabrese ha sbaragliato gli avversari, aggiudicandosi 98 voti sui 273 arrivati dalla giuria composta da lettori. «Dedico il Premio a mia moglie e ai miei figli- ha dichiarato lo scrittore durante la cerimonia al teatro La Fenice di Venezia. In questa edizione del cinquantenario la responsabilità di scrivere storie non solo intriganti ma impegnate come questa è ancora più grande. Otto anni fa sono arrivato terzo. Sono proprio felice». In un certo senso quindi…Sarnico ha portato fortuna! Set. 2012 ilPorto - 49 A S S O C I A Z I O N I Attività dell'A.S.D. Judo Sarnico a cura di Giovanni Cadei Ben ritrovati sulle pagine de “il Porto” dopo la pausa estiva È ripresa l’attività associativa e, come è ormai tradizione da qualche anno, il “La” è stato dato da "Sarnico Sport", la festa dello sport svoltasi al Lido Nettuno. Il tempo durante tutto il fine settimana ha dato una mano agli organizzatori ed il sole ha fatto da stupenda cornice a questo simpaticissimo evento. Gli Judoka dell’ASD Judo Sarnico hanno onorato questa festa partecipando con il loro stand e presentando due allenamenti/dimostrazione per cercare di invogliare gli spettatori a provare a praticare questo bellissimo sport. Ha preso parte a questa esibizione anche Diego Cressi, nostro concittadino che ormai, essendo entrato nella squadra delle Fiamme Azzurre, ha intrapreso una carriera professionistica. Per poter partecipare alla Festa dello Sport Diego ha dovuto chiedere un particolare permesso ai manager della squadra ed ha lasciato per una giornata il ritiro collegiale di Torino. I suoi prossimi impegni, ha dichiarato Diego nelle brevi parole di saluto, saranno la partecipazione a due prove di Coppa Europa in nord Europa (Svezia e Norvegia) delle quali Vi daremo sicuramente conto nelle prossime edizioni de Il Porto. Anche un altro nostro atleta ha già ripreso l’attività e proprio un impegno agonistico gli ha impedito di essere sul Tatami alla Festa dello Sport: si tratta di Andrea Aloisi, impegnato quest’anno nel Campionato Italiano Master 2012. Nell’appuntamento di Follonica Andrea ha conquistato, in una gara che vedeva la partecipazione di diversi atleti della Nazionale Master, un significativo terzo posto che segue l’altra medaglia di bronzo 50 - ilPorto Set. 2012 Nella foto a sinistra gli atleti dell'ASD Judo Sarnico alla festa dello Sport A destra Andrea Aloisi medaglia di bronzo alle prove del Campionato Italiano di Follonica. conquistata a Tarcento alla fine del mese di Giugno. Prossimo appuntamento per Andrea a metà dicembre a Bergamo per il Torneo Sankaku, ultima prova del campionato. Nel 2011 si era classificato al 1° posto: speriamo in un bis che lo porterebbe nelle prime posizioni della classifica finale. Rinnoviamo infine l’invito a tutti a venirci a trovare nel Palazzetto dello Sport di via Donatori di Sangue nelle giornate di Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 17.30 alle 21.00: saremo lieti di fornirvi tutte le informazioni e ci sarà la possibilità di un mese di prova gratuito per cercare di capire se il Judo è il Vostro sport. È previsto anche un corso di difesa personale, dedicato soprattutto agli adulti ed in particolare alle signore. A presto! Il Gruppo AIDO Sarnico ricorda Ugo Buelli a cura del Presidente Leandro Mora I n occasione del XXV anniversario della morte del Cav. Ugo Buelli, primo Presidente provinciale dell’Aido Bergamo – nonché co-fondatore dell’Aido- il Gruppo Pluricomunale di Sarnico, in collaborazione con la Sezione Provinciale, organizza per Sabato 13 ottobre alle ore 20.30 una Fiaccolata in sua memoria. Nato a Sarnico il 18 ottobre 1909, Ugo Buelli ha sempre creduto fortemente al valore della donazione di organi; uomo riservato ma di grande cuore, contribuì a far crescere i primi gruppi Aido e lasciò un ricordo indelebile alla Sezione Provinciale, che guidò per ben tre mandati consecutivi (dal 1975 al 1984) e al gruppo Aido Sarnico, che presiedette dal 1974 al 1978. Per tutti questi motivi, ci è sembrato un atto doveroso ricordare un anniversario tanto importante, che cade in concomitanza con la “Giornata Nazionale Aido”, quasi a voler rafforzare il legame tra il nostro caro Presidente e l’Associazione. Vi aspettiamo dunque numerosi a questo importante evento, che ci dà la possibilità di riportare alla memoria una delle figure più importanti della nostra beneamata associazione. GRUPPO PLURICOMUNALE AIDO DI SARNICO Comprendente: Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Foresto Sparso e Gandosso Elezione del nuovo Consiglio Direttivo per i quadriennio 2012/2016: Mora LeandroPresidenteSarnico Brignoli ManuelaSegretariaSarnico Vitali Roberto Vice Presidente Vicario Sarnico Brevi Barbara Vice Presidente Sarnico Scaburri Gennara Consigliere referente Gandosso Mora LauraAmministratriceSarnico Cimarelli G. Franco Consigliere referente Foresto Sparso Polini Domenico ConsigliereSarnico Duci Franca Consigliere referente Foresto Sparso Acerbis Agnese Consigliere referente Adrara San Rocco Finazzi AdaminaConsigliereSarnico Foresti Battista Consigliere referente Adrara San Martino Gafforelli Sofia Consigliere referente Foresto Sparso COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: Belussi Artemisio Presidente revisore Roggeri Iris Revisore dei conti Sarnico Adrara San Martino Set. 2012 ilPorto - 51 Rinati alla vita della Grazia Bresciani Davide di Luca e Picco Anna Lisa Nato a Iseo il 26.04.2012 Battezzato a Villongo il 28.08.2012 Madrine: Picco Monica e Ghitti Ottavia Quattro generazioni bis Grande gioia nella famiglia di Assunta Bonardi. Aver avuto per la seconda volta nella vita la IV generazione non è cosa comune. Nella foto sopra (anno 2012) il piccolo Alessandro in braccio alla bisnonna Assunta con alle la piccola Gloria (oggi mamma) in braccio alla spalle nonna Daniela e la nipote Gloria, mamma mamma Daniela con a fianco nonna Assunta e di Alessandro. Nella foto a destra a (anno 1982) la bisnonna Paola. Santa Teresa di Lisieux a cura della Redazione trare nel Carmelo, la religiosa e martire Edith Stein scriveva ad un’amica: «Leggendo “Storia di un’anima” la sola impressione che ho avuto è che mi trovavo davanti una vita umana unicamente e totalmente attraversata fino in fondo dall’amor di Dio. Io non conosco nulla di più grande e, in quanto possibile, vorrei trasferire un poco di questo nella mia vita e nella vita di coloro che mi circondano». Sono molti coloro che di fronte alla dottrina-esperienza di Teresa di Lisieux potrebbero esprimere gli stessi sentimenti. La Santa del silenzio di Dio, di un Dio che è Amore Misericordioso, attraverso i suoi scritti, ci prende per mano e ci accompagna nella scoperta dell’amore che è totale dedizione e offerta di sé. "Amare è dare tutto, è dare anche se stessi". Qui sta il segreto di questa giovane ardente e sapiente ragazza di 24 anni... Son bastati 24 anni alla giovane Teresa Martin per diventare "la più grande santa dei tempi moderni" (Pio X), "Patrona universale delle Missioni" (Pio XI), "Dottore della Chiesa" (Giovanni Paolo II). A dire il vero, non ebbe gran fortuna nella vita: malgrado una felice infanzia ad Alençon, dove nacque il 2 gennaio 1873 (ultima di nove bimbi dei quali quattro morti alla nascita), perde ben presto la madre (tumore al seno) e rimane profondamente ferita. Si impone un trasloco del papà con le cinque ragazze a Lisieux, nella bella villa dei Buissonnets. Le entrate successive delle sue due sorelle maggiori al Carmelo esasperano la sua angoscia. Infelice a scuola, nonostante la pronta e Thérèse anta Teresa di Lisieux, non comune intelligenza, cade gravemente malata. Un’insistente preghiera a Maria Françoise monaca carmelitana, è la salva il 13 maggio 1883: ha 10 anni. La "Vergine del sorriso" diventa sua Madre. Marie Martin stata una religiosa e misti(Alençon, 2 ca francese, meglio nota Chi volesse leggere alcune note del suo diario, può connettersi al sito della pargennaio 1873, come "Santa Teresa del Bambi- rocchia digitando: www.parrocchiasarnico.it/Pagine/Santi/STeresa.htm. no Gesù", nome con il quale è La sezione è stata curata da Gabriella Cadei. Lisieux, 30 venerata. In una lettera del 17 settembre luglio 1933, poco prima di en1897) S Set. 2012 ilPorto - 53 Nella casa del Padre 40) Volante Ivona 43) Galizzi Pierino 46) Bresciani Carolina 41) Buelli Elio 44) Lelli Roberto 47) Lorenzi Renata 42) Pezzini Mauro 45) Viviani Maria 48) Berattino Francesca di anni 91 Deceduta il 19.07.2012 di anni 77 Deceduto il 16.08.2012 di anni 61 Deceduto il 07.08.2012 di anni 82 Deceduto il 22.08.2012 di anni 83 Deceduto il 16.08.2012 Ivona Roberto di anni 89 Deceduta il 22.08.2012 di anni 93 Deceduta il 24.08.2012 di anni 84 Deceduta il 27.08.2012 di anni 94 Deceduta il 29.08.2012 Elio Mauro Pierino Maria Carolina Renata L'Associazione Anziani e Pensionati è vicina all'amico Piero Signorelli per la scomparsa della cara moglie Vittoria Cancelli. A lui viene dedicato questo scritto di Henry Scott Holland. Francesca 54 - ilPorto «La morte non è niente. Sono solamente passata dall'altra parte: è come fossi nascosta nella stanza accanto. Quello che eravamo prima l'uno per l'altra lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: c'è una continuità che non si spezza. Non sono fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontana, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace». Set. 2012 Anni '30: Le sorelle Capelli (da sinistra: Gianna, Giuliana e Zeffera)