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Pisa. , 1-0 nieembre l_ 83
ANNO XI:
SA
Avvertenze.
Il Giornale si pubblica ogni
Sabato
Direzione e Amministrazione via
la Faggiola n. 8, - Le lettere non
trancate si respingono. - I manoscritti
ancorché non pu`)hlicati non si restituiscono Si renderit conto dei libri
e gio mali rimessi ali' Ufhzio qualora
siete(' courormi allo spirito del periodico. - G i annunzi cent. 15 per linea
o spazio di linea.
« Beited;co lutti gli associali a/La Cnoce
hsANA LEONE XIII
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S _E T T I 111 A IV A I,
PERIODICO
coraggio
al Direttore. (16 011obre 1881).
Prezzo Abbenamen:e.
A domicilio in tutta l'Italia t. Il anno L. 4. 60 - In semeatre
2. - Un trimestre L. 1, 15 Alt' Uffizi° - ln anno L. 4. 00 Un semestre L. 2, 00 - Un trimestre L, 1, 00.
Un
numero separato costa cent. IO.
Deus Vos benedica( dummodo Veritas
))raecedat, comitetur et srquatu r.
,
(
Pr. TX.
l'Io I X agli Sr•ittore della Croce Pisanal
Le inserzioni per la CROCE PISANA, dalla Francia si ricevono esclusivamente presso l'Agence principale de Publicité E. E. OBLIEGHT, Paris, rue de Richelieu 92.
Riprendiamo la puWicazione delle
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L. P. - Dalla Chiesa di Pomezzana L. 4. - Dalla
Parrocchia di Nicosia L. 16. - Dalla Parrocchia di
S. Salvadore al Colle L. 5.56. - Dalla Prioria della
"Maddalena L. 11,58. - Dalla Cong„rezazione dei Parrochi L. 100. - Dalla Parrocchia di Valdicastello
L. 28,35. - Dalla !neve di Pomaja L. 10. - Dalla
Cura di Zambra L. 12. - Dalla Parrocchia di S.
Andrea a Lama L. 6. - Dalla Pievania di Arane
L. 12. - Dalla Parrocchia di S. insto L. 2,10. Dalla Parrocchi• Putiguauo L. 22.50.
.
-
-
(continua).
TOTALE L. 1402,511.
I veri_Dralliotori della civi12
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In Aleppo di Siria i PP. Francescafi hanno aperto fino dal 1859 un
collegio per la educazione religiosa
e scientifica della gioventù. Questo
utilissimo istituto, ad onta della ristrettezza dell'edilizio, accoglie adesso più di 253 alunni. Vi s'insegna,
oltre la religione, varie lingue, come
l' italiana, la francese, l'araba e la
turca; la geografia, la storia, le matematiche, la geometria, la storia
naturale, la rettorica., il diritto commerciale, il disegno e la musica. Vi
si è perfino stabilito un concerto
musicale sotto la direzione di un religioso, il P. Innocenzio; il che ha
accresciuto la simpatia della popolazione verso quegli zelanti e benemeriti padri. Il corpo consolare della
città avendo assistito agli esami pubblici dei giovani collegiali sul finire
del1'anna scolastico, ne fu soddisfattissimo, o non che limitarsi alle con-
gratulazioni a voce (che tal volta di vera civiltà che con sublime anpossono essere di mera formalità), ! negazione ed a prezzo di grandi
sacrifizi si affaticano di donare ai
ne scrisse con molta lode ai rispetpopoli, ed in modo speciale alla giotivi governi. Un giorno poi di doventù,
la sana educazione basata
menica essendosi il governatore della città incontrato cogli alunni messi nel timore di Dio, principio di ogni
tutti in graziosa uniforme e sfilati sapienza e sorgente di temporale
in bell'ordine, si fermò a guardarli prosperità e vantaggio ; 'sono da ancon vera compiacenza, e rivoltosi ai noverarsi adesso anche i Padri Gemaestri e ai sorveglianti, espresse suiti di Beyrouth, i quali hanno colà
con bel garbo tutta la sua soddisfa- fondato una Scuola Apostolica, allo
zione e la lode, dicendo: Voi vera- scopo di preparare santi e dotti opemente avete portata la vera civiltà rai per le missioni d'oriente; che
è quanto dire altrettanti caritatevoli
in questi paesi.
Una tal preziosa confessione in promotori di civiltà vera per le vaste regioni tarttora avvolte tra tebocca di un turco, è come l'eco della voce della storia di tutti i paesi nebre dell'errore, dello scisma o
del mondo, la quale ove non sia fal- dell' alcorano.
Ci è capitato per accidentalità
sificata dai nemici della Chiesa catun manifesto venuto da Beyrouth,
tolica, deve necessariamente confessare che ogni vera civiltà è derivata in cui si parla della grande utilità
dalla religione di Gesù Cristo, e che di quella istituzione, nata sotto gli
perciò i ministri di questa religione auspicii di Pio IX nel 1867 e besono i veri promotori di civiltà. Trop- nedetta dall'attuale Pontefice Leone
po lunga cosa sarebbe riandare tutte XIII con suo breve diretto 1'8 marle opere e tutte le istituzioni che zo del corrente anno al direttore
della mentovata Scuola Apostolica.
per mezzo del clero sono nate, creIn quel manifesto si fa ancora apsciute e dilatate, a guisa di piante
pello alla carità dei cattolici, probenefiche, per tutto il mondo ed in
mettendo
loro in ricambio delle pie
tutti i secoli. E benchè ai dì nostri
non poche di esse sie,no state disper- elargizioni che saranno per fare come soci e protettori, insigni vanse dal turbine rivoluzionario, nondimeno quelle che ancor rimangono e taggi spirituali.
E qui a proposito delle Missioni
le nuove sorte sotto la ispirazione
della carità crisliana, vviificante e cattoliche nei paesi degli infedeli,
non debilitante, appariscono come quanto non avremmo a dire intorno
apportatrici di civiltà vera e come ai missionarii promotori della vera
contrapposto alla menzognera civiltà. civiltà del Vangelo in mezzo a poMenzognera d.ciamo quella civiltà poli efferati e barbari ! Gli Annali
che ha messo in non cala il fonte della Propagazione della Fede sono
ripieni di fatti che dimostrano come
di ogni bene, l'essere perfettissimo,
Iddio cioè, cui lo spirito umano deve in un colla luce della verità anche
i materiali vantaggi si diffondono
tendere come a suo tipo di perfezionamento, e come a fine ultimo per le terre calcate dalle orme dei
di ogni vera civiltà. Questa è basata banditori evangelici. Là, per esempio, in Zanguebar il P. Horner innei comandamenti di Dio e nei precetti della Chiesa ; ed il catechismo troduce con meraviglia degli abitanti
cattolico è il codice sublime che gui- l' uso dell'aratro francese. - LA a
da gli uomini per la via della feli- Verata in Oceania il P. Montinacità temporale ed eterna. Cercate yeur scavando un piccolo pozzo in
anzi tutto il regno di Dio e la sua un'arida terra fa stupire i paesani
giustizia, disse Cristo nel Vangelo, che da lui imparano il modo di dise le altre cose vi saranno date per setarsi e si confessano imbecilli di
giunta. - A norma di questo inse- contro ai papalangui, cioè i missiognamento, la Chiesa ha sempre in- nari. - E in Senegambia lo staculcato ai popoli di rivolgere i pen- bilimento di S. Giuseppe della missieri al cielo prima che alla terra; sione presenta nove diverse officine,
e non alla terra soltanto coine fan- nelle quali i giovinetti imparano dino i mondani, dimentichi che l'uomo versi mestieri secondo la loro attiè nato a formar l'angelica farfalla tudine. Senza poi parlare di quel
che vola alla giustizia senza scher- che fanno in vantaggio dei popoli le
altre missioni delle più remote ed imi, come dice Dante.
nospite contrade del globo, e i molteTra quei benemeriti promotori
I
s
plici istituti cattolici di Terra Santa,
tra i quali primeggia l'Orfanotrofio
del Can. Belloni in Bettelemme ; anchein mezzo ai popoli civili, anche nel
seno dell'Italia nostra, 'quanti stabilimenti, quante utili opere tendono
a migliorare moralmente e material.
mente le condizioni della società, e
ricondurla sul retto sentiero d'onde
i nemici del bene la ebbero allontanata! Quanto provvidenziali appariscono le istituzioni di un Cottolengo, di un Don Bosco, di un I'.
Lodovico da Casoria e di un'Anna
Lapini ! E le colonie agricole dei
Benedettini? E i Trappisti alle Quattro Fontane nell'agro romano?
Tutte queste opere fanno sommo
onore alla Chiesa cattolica, sotto la
cui direzione son nate e vivono vita.
rigogliosa e feconda. Esse sono una
stupenda smentita alle asserzioni di
chi disse la Chiesa ed il clero nemici della civiltà e del progresso, e
fautori d'oscurantismo e d'ignoranza. Se oggidi i governi in cambio
di essere mancipl della Massoneria,
fossero ossequenti alla Chiesa, ed
anziché incepparne la benefica azione, ne secondassero le sante intenzioni e la provvida sua operosità in
bene spirituale e temporale de'popoli ; si potrebbero sopprimere gli
eserciti permanenti che tanto aggravio recano all'erario dello stato,
e non farebbe più d' uopo moltiplicare le carceri e gli ergastoli, il che
è sfregio manifesto, anzi irrisoria
antitesi , della tanto decantata civiltà.
Ma se i governi credono di non
aver bisogno della Chiesa per render
grandi e prosperi gli stati, la Chiesa.
sa di non aver bisogno di loro per
sussistere e per far vivere e fruttificare le sue opere e le sue istituzioni. E quando dopo i sociali rivolgimenti che or minacciano lo
nazioni , ipopoli torneranno a riposarsi tranquilli all'ombra di lei,
ed a gustare di bel nuovo i salutiferi frutti che -questa pianta divina
può sola produrre; allora questi popoli, non più illu-i dagli inganni da •
gli empi, saranno costretti ripetere
ai ministri della Chiesa, con parole
simili a quelle del Governatore turco di Aleppo: - Voi veramente avete conservala la vera civiltà in
questi paesi. -
•
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I-4 A_
cur,rt-roes_A_
(Continuazione)
Chi dalla nuova via della Pieve
di Calci giunge alla Certosa, non
vede da prima davanti ai suoi occhi che un semplice editlzio umile
nella sua struttura e che si distende
lateralmente per largo tratto. Esso
comprende gli annessi della Certosa,
come la farmacia ed altre stanze
per diversi usi. Nel mezzo è il portone d'ingresso con davanti un piccolo loggiato da cui si accede alla
chiesa pubblica di S. Sebastiano, costruita nel 1672. Sulla cima dell'antiporto d' ingresso al monastero sorge una statua di S. Bruno, con sotto
la iscrizione riguardante l'anno della
fondazione. Alcune altre iscrizioni la•ine recano sentenze di santi Padri
relative alla solitudine monastica.
Varcata la soglia dell'ingresso,
la marmorea facciata della Certosa
comparisce in tutta la sua magnificenza davanti all'ampo cortile interno. Al venerando Priore Moggi,
di cui più addietro ho parlato, si
deve quel sontuoso ingrandimento
ed abbellimento del monastero. Egli
fece che la chiesa rimanesse nel bel
mezzo dell'edifizio, e che la facciata
di essa primeggiasse per maggior
copia di arehittetonici e marmorei
ornamenti. La scala, già eseguita
sotto altro priore nel 1718, fu arricchita di bei lavori cinquantaquattro anni più tardi a tempo di detto
Moggi e dalla mano del bravo scultore carrarese Pompeo Franchi, che
fece pure gli altri ornati della facciata e le statue che costarono scudi
]000, ed intorno alle quali lavorò
tre anni.
Entrando nel sacro tempio, s'incontra una parete che serve di di.
visione tra il coro dei conversi e
quello dei monaci. Sopra vi stava il
simulacro del Gesù penante sotto la
croce, che ora è in S. Giuseppe a
Pisa : in suo luogo sta ora su detta
parete una copia di quello (1). Il coro grande è tutto adorno di eleganti
stalli. Le pareti della chiesa sono
decorate di belle pitture eseguite in
parte da alcuni pittori di Milano, ed
in parte da altri di Bologna. Quelle
però della cupola e delle pareti laterali al maggiore altare, sono lavoro del certosino D. Stefano Cassiani, che rappresentò da un lato li
martirio di S. Gorgonio, dall'altro
S. Giovanni Evangelista ante portemi latinam. Credesi che quella figura di un certosino si che vede dipinta in basso al primo quadro, sia
il vero ritratto del medesimo pittore
Cassiani.
L'altar maggiore incominciato
nel 1676 è ricco di marmi e d' intarsiature. Bellissimo è il ciborio
con otto colonnine di broccatello di
Spagna e quattro sportelli di bronzo
attribuiti a uno scolaro di Gian Bologna. La tavola poi che decora l'altare è un capolavoro di Baldassare
Franceschini di Volterra: presenta
la Vergine col Bambino, S. Giovanni, S. Gorgonio e S. Bruno. Quest' ultimo è in atto di dedicare il disegno della Certosa alla gran Madre
di Dio.
Le altre pitture della chiesa rappresentano alcuni fatti dell' Antico
Testamento.
D. S.
(1) Il Gesù che ora è in S. Gimeppe fa
scolpito dal pisano artista Giuseppe Giacobhi, e costò scudi quaranta.
(RITARDATO).
14 novembre.
Domenica scorsa i radicali tennero l'ai.nunziato Comizio per 1' allargamento del
voto amministrativo. La riunione ebbe
luogo al R. Teatro dei Floridi, ma il resultato fu minimo, e l' aspettativa dei [romotori dell' adunanza fu delusa davvero
Appena un migliaio di persone rispose
all' appello affisso a larghe striscie rosse per
tutta la città. La platea del teatro per due
terzi ripiena era occupata da non pochi curiosi: la lettura dei telegrammi di adesione
al Comizio fu accolta con freddezza marcatissima: la medesima indifferenza accolse
le parole di certo Bettini che funzionava da
presidente.
L'avv. Mangiai — che, fra parentesi, è
consigliere comunale — recitò un calorosissimo discorso, pieno delle solite frasi sesquipedali e senza senso, delle quali ornai il
popolo fa il conto che meritano. Il suo discorso passò con freddezza, ancor nei punti
più salienti, se ne togli i pochi applausi suscitati alle violenti diatribe contro i moderati e i trasformisti e alla velenosa genia
dei clericali.
Data lettura (lei!' ordine del giorno chiedente il suffragio amministrativo esteso a
tutti gl' individui d' ambo i sessi : s'intuonò
dalla banda l' inno di Garibaldi, accolto da
acclamazioni, e la radunanza si sciolse in
ordine perfetto.
Un particolare: mentre si leggevano i
dispacci da inviarsi a coloro che aderirono
al Comizio, parecchie voci gridarano, Anche a Cipriani !
Ciò produsse un po' d' ilarità nei presenti.
La questura avea preso energiche e
straordinarie precauzioni.
*
Domenica mattina un bel gruppo di soci
e segnatamente di operai, della nostra Associazione cattolica, compievano il pellegrinaggio al Santuario di Montenero, ove il
M. R. Prof. Villa celebrava il Divin Sacritizio infervorando i presenti con sacro e coni-
:
Movente parlare ani S. Comunione.
APPENDICE
dal fido compagno, che abbaiando con strepito, cominciò la sua ricerca nelle profondità caveri rose della montagna.
Al termine di mi'ora la valanga rottasi
LA SPERANZA
OS SIA I
aveva restituito loro il corpo gelido di Giovenale. Miste alle lacrime di che inondava
il s.:o volto Benedetto, nel mentre che aliefelice si prestavano le cure che ricevute
nveva esso medesimo, alzava preghiere, taVersione libera dal francese
stava il seuo di lui che credeva •di sentire
battere tuttora, e benediceì r, Dio alla più
Ma non può reggere a lotte così vio- piccola risorsa di speranza che sorprendea
lente; la vertigine si cala sopra i suoi oc- la sua tenerezza.
chi. l' udito si fa sordamente grave ed ci
Un gemito lamentevole li fece trasalire
cade svenuto!
tutti: la v.ta ristatasi tutta al cuore ridia
Quando si fu scosso dal deliquio, un fuoco per le sue membra e circolò nelle vene. Il
Chiaro e gradevole ravvivava le sue mem- SUO amico era stato salvato. Ma il soggiorno
bra assiderate, un cane smisurato leccava doloroso che egli aveva fatto nel suo letto
i suoi piedi e gli venivano prodigate cure di gelo, aveva oppresso la parte sinistra
da un vecchio e da una donna, e le loro della sua peraona ; e il disgraziato non ne
labbra, quando e' si svegliò, si unirono per l'acquistò l' uso che mercò le cure dei buoni
ringraziare il cielo. Benedetto si associò ai religiosi.
costoro cantici di riconoscenza, un grido gli
Se tu non ti fossi abbandoaato di anisfuggì .
mo! ... dicevagli Benedetto.
— Dio grande! .. . io non era solo, e
Onore a questa religione umanitaria,
sono stato salvato io solo ! ... La valanga perché è divina, la quale sulla sommità delle
ha p: esa una vittima.
Alpi, ne' deserti della Russia sparso ha questi
— Un altro infelice? gridò il vecchio ; angeli tutelati, consacrati alla siilvezza dei
partiamo. E Benedetto dimentico del suo fratelli loro, rappresentanti sulla terra di
dolore, si s:a.nciò avanti, e dietro lui il de- quella immortale provvidenza che veglia
no vece:Ao pure si cacciò innanzi, seguito sul figlio suo gettato in balia dei notti, e
5
corriere di Aivorno
DUE GLOATIEPti DELLA j.i @SCOVIA
,
*
.
che segue il viaggiatore nelle aride sabbie
infuocate, e che coerente alle. leggi di sua
giustizia impenetrabile, ridona spesse volte
la vita all'infelice che soccombe, come un
vascello da guerra scorrendo per le acque
getta il canapo al naufrago che si annega
e cui raccoglie nell' ilifuriar della tempesta.
Cap . IV.
Dopo lasciati i buoni religiosi, i nostri
due amici si rimisero in viaggio, sperando
raggiungere gli avanzi dell'esercito francése
ed affatto inconsapevoli di un altro infortunio
che era loro per incogliere: ahimè ! schiavi
dovevano essere condotti in Siberia.
E là egualmente, non si lasciando l'uno
I' altro, Benedetto insiste v a nello ispirare
fiducia ali' amico suo Giovenale, il quale al
colmo dello seuoramento gli rispondea
l'ira.
— Odimi, dieea per dolce modo 13enedetto, infini+a è la speranza.
— No; voi non mi persuaderete più;
le belle parole vostre mi hanno molte volte
riconfortato! Ma a tutto v' ha il SUO termine; a nulla più credo io; voglio :: 1 essere
disperato, ma non vo' essere gonzo più di
quello fui
«
— E che non SODO elle() CO .so'aziani
, queste che vi hanno fatto tal uomo da sop.
liii 11
I J
Tutti si accostarono all' Eucaristica
Mensa con fervore ammirabile, ed era bello
il vedere quei giovani vigorosi e quelle
persone dabbene, spregianti le blandizie e
gli allettamenti del mondo, stringersi in
santa unione a Cristo Gesti, per combattere
le battaglie della vera civiltà cristiana che
rende felici i popoli.
Dopo una modesta colezione, servita in
una delle attigue stanze del convento dei
Valombrosani, i soci discesero con perfetto
ordine a pie del monte, ove recitate le litanie della Vergine, e invocato il suo ausilio
potentissimo e la sua protezione celeste, si
sciolsero, e alla spicciolata si fece ritorno
in città.
Sono ben lieto di annunziare che il nostro pio Sodalizio prospera mirabilmente
ogni di. In una delle adunanze passate si
espressero le più lusinghiere speranze per
la fondazione di una scuola cattolica pei
soci e pei figli dei soci ; quest' opera — un
po' ardua se vogliamo — sarebbe dì utilità
grandissima al bene della classe operaia,
oggi specialmente in cui il catechismo fu
tolto dalle scuole comunali. Speriamo nell' aiuto del Signore, onde questi nostri desiderii possano un giorno divenire evidenti
realtà.
**
Non abbiamo molte notizie degne di
nota — tutt'altro. La cronaca cittadina
tace, e ne ho piacere, cioè lo stato della
tranquillità pubblica è soddisfacentissimo.
La notte di domenica, pel forte vento
che agitava il nostro Tirreno, naufragava
né' pressi di Vada il brigantino Paola. Si
salvarono il capitano e tre marinai: quattro
invece perirono miseramente, compreso il
figlio del capitano.
Adesso, nell' ora in cui scrivo, soffia
fortissimo il libeccio, e il mare è nei suoi
pieni Uscii! anche neI nostro Porto i bastimenti ebbero a solliire dei danni, fortunatamente assai lievi.
• *
Fa proprio un gran dispiacere il veder
odierno incessante spettacolo della stampa liberalesca, la quale mentre di continuo
mai cessa dall' insultare e vilipendere la reportare le pene e gli affanni della schiavitù?
— E sarebbe stato giuocoforza sopportarle seeza altro; la speranza che un momento arride fa vieppiù amara la realtà
che restaci dopo.
— Perciò voi manco avete di rassegnazione, perciò la vostra fiducia in Dio è
interessata, perchè con Esso lui voi fate
conti a spigolo, perchè su Lui fidate senza
fede, come un creditore che dubbieggia di
un debitore onesto e dabbene.
— Sì, io vi consiglio ancor io di durarla, mio povero Beuedetto; se non vi conoscessi a prova, credo che mi muovereste
a commiserazione. Sempre la ostinazione
medesima. E la madre vostra alla quale
volete tanto bene, per la quale avevate voi
fatti sogni dorati, e di tanti neppure.. uno
si è realizzato, la mettete voi Del giusto
peso a cosiffatta bilancia? E dunque favore
del cielo l' averne privato voi per sempre?
Ah! non mi dite verbo della madre
mia ! Questo solo nome ha risvegliato in
me tante dolorose memorie. Si la pena di
essere da lei disgiunto per sempre sarebbe
forse il solo scoglio capace di estinguere la
mia fiducia ia Dio .... Ella per cui area
iu sacrificato la mia libertà! Ella il cui bene
io vo-rei a costo di laido il mio sangue !
Ella la cui vecchiezza io vagheggiava in
.
—
lI1:.I1
lig-ione e il Pontefice, brucia i suoi granel- ricevere più di 400 giovani, e sempre con
lini d' incenso alle altre religioui, che se- molta soddisfazione di quanti, corrispondencondo lo statuto sabaudo — pel quale a do ali' invito, vollero onorata di lor presensentire i liberali hanno grande venerazione — za quella sala.
La prima volta fu il 5 di novembre.
sono semplicemente tollerate.
Ne' dì decorsi celebravasi a sinagoga In questo giorno si fece la solenne inauguuna funzione per festeggiare il 100.° anno razione del nuovo anno scolastico. Dopo la
del!' ebreo Moutefiore livornese. Sono ben cerimonia religiosa, che ebbe luogo in S.
lungi dal negare le filantropiche opere di Caterina, alla quale intervenne S E. R ma
questo benefattore deli' umanità, ma mi fe- Mons. Arcivescovo Ferdinando Conte Capcero veramente stomaco le lodi, le ammi- poni, si passò nella grande aula della Bilrazioni, i lirici entusiasmi cui si debandonò blioteca, dove il Rettore del Collegio e Sela stampa liberalesca, e descrivendo nei minario sig. Dott. Pietro Marcacci lesse il
suoi più minuti particolari la cerimonia, e discorso inaugurale. Da quell' uomo conosciriportando le iscrizioni, tal da sembrare la tore del Cuore dei giovani come egli è, sareligione dominante in Italia fosse l'ebrai- peva che la lettura dei libri cattivi è la
piaga che fa più strage di essi, ed egli con
SITIO, mentre quando si celebrano feste cattoliche, alle quali prende parte spessissimo quel suo fare libero, spigliato, franco, ne
tutta la cittadinanza, o si passano sotto si- fece tema del suo dire. Fu un discorso tutto
lenzio, o si deridono, si scherniscono, si vi- fuoco, tutto energia ; un discorso che ebbe
fiori per il Manzoni e per chi scrisse come
lipendono.
Anche pel centenario del riforma ore lui, anatemi per il verismo e i poeti veriLutero i giornali liberali inneggiarono a que- sti ; un discorso in breve che strappò agli
sto apostata, chiamandolo grande, beneme- uditori ripetuti e sinceri applausi.
rito della sua patria ed altre simili sciocLa seconda volta fu domenica, 25 corchezze. Il Telefono poi, usciva ieri con un rente. Quei medigimi 400 giovani, che poarticoletto di fede, che a prima vista ve- chi giorni avanti erano stati in quella medevasi copiato dalle medesime parole dei desima sala a sentirsi dire che era venuto
giornaloni di destra, suoi carezzatiti. Non il tempo di abbandonare le ricreazioni ausaprei dirvi se in que!lo sconclusionato par- tunnali per ripreedere con alacrità gli studi,
lare fosse più la empietà o le ridicolaggini: vi torna amo ora per ricevere il premio doera una lode continua, sperticata, incessante, vuto al loro profitto e alla loro diligenza.
a chi fomentava le colpe, incitava gli odii,
Fu una festa veramente simpatica: una
promuoveva le guerre ciVili, eccitando alla ; di quelle feste che ci riportano più da virapina e al saccheggio le germaniche po- cino agli anni della giovinezza, che ci ridepolazioni ...
stano nella mente pensieri lieti e ci rimetSe questi sono gli uomini benemeriti del tono in cuore affetti forse troppo dimenti
loro paese, lascio al buon senso dei lettori cati. La sala era preparata a festa: i 50,000
il giudicarlo.
volumi nascosti nelle loro vecchie cartapeMARINO.
core o nelle loro eleganti copertine o nelle
loro legature in brochure, ne erano gli arazzi; arazzi ben degni di una sala consacrata alla scienza e alle feste scolastiche.
Due cori, musieati dal bravo Maestro
30 novembre.
sig. Alessandro bel Chicca. echeggiarono in
La solenne distribuzione dei muli al Seminario-Colle) .quella sera per salutare il simpatico nostro
Arcivescovo , che , circondato dal Rev.mo
di Santa Caterilla.
questo
Due volte in
mese la Biblioteca Caaitolo della Primaziale, da un buon nudel Seminario e Collegio Arcivescovile di mero di Parrochi, da un eletto stuolo di
S. Caterina di questa città si è aperta a distinte persone della città, si stava sulla
cattedra, lieto di poter premiare con le sue
sereno abbastanza onorata e felice .... Or proprie mani quei giovani che si distinsero
che fa ella? Qual'è mai divenuta? Io la nelle letterarie discipline. Il Maestro di 5.a
reggo fin di qui; vedovu, messa già a dure ginnasiale, sig. Dott. Pietro Cola, lesse un
prove per tante amarezze, ella piange la elegante ed applaudito discorso, nel quale
tracciò la storia dell'arte nelle sue relazioni
morte mia, ella versa lacrime sul suo
e sei rappresenta lottante nel con la letteratura, facendo poi capo alla vita
ed alle opere dell'illustre Duprè. E Duprò
freìdo contro la più affannosa agonia, spie
le sue opere furono poi soggetto di tre
rante lontano dalla patria, senza che la sua
mano materna gli abbia chiusi gli occhi, componimenti latini e di un sonetto, letti
senza che presso di sè abbia una tomba da quattro alunni del Seminario dopo la
premiazione. Furono anche letti da tre gioper deporvi il suo corpo e piangervi ....
Ah! si voi mi avete aperto la più atroce vani collegiali dei forbiti ed eleganti versi
ferita nel cuore; io mi abbandonerei. mio del Maestro sig. Antonio Lupetti, i quali
poco adatta
Dio, se non sapessi dover rivedere un giorno descrissero, in una circostanza
4
sì,
ma
con
molta
verità
e sentimento, almia madre.
cune scene dell'orribile catastrofe di Casa— Grazie di tanto! ... Nell'aspettativa
micciola.
di questo giorno, rimettiam mano ai nostri
arnesi e ci poniatno al lavoro per campare
La festa era terminata dopo tre ore,
la nostra miserabil vita di un pane più mi- che erano passate come passa il tempo
sero; avanti ; ecco là il capo degli schiavi,
quando siamo felici. L'Arcivescovo moveva
schiavo esso pure, il quale viene a farci dalla cattedra benedicendo a tutti : tutti aprientrare nelle nostre capanne a furia di plaudirono, batterono le mani, gridarono evstalfilate.
viva. Era un tripudio, una gioia! Persino i
— Via Giovenale, rientriamo! ri- libri, i vecchi libri, pareano gioire dai loro
prendiam 1' opera nostra. Avvegnacha la bruni scaffali! Son 100 anni che nel mese
memore idea della mia madre m' abbia in- di novembre, nel medesimo giorno, alla metenerito, non però vogli credere che il cuor desima ora, vedono ripetersi la medesima
mio punto abbia perduto di vigore.
festa, sempre bella, sempre giovane, sempre gaia, sempre commovente!
(continua)
Quanti giovani che hanno avuto i loro
premi in questa sala, ora vi hanno le loro
,
PISANE
,
opere! E fra i quattrocento .giovani che domenica ricevettero la medaglia, ehi sa quanti
autori in fieri non ci saranno! Quello che
non dubito si è che, in grazia delle solerti
e paterne cure del Rettore sig. Pietro Niarcacci, del Vice Rettore sig. Giuseppe Sivieri,
dei Maestri coadiuvati ed incoraggiati tutti
dalla preziosa benevolenza dell'Arcivescovo
Cappotti, da questo numeroso stuolo di giovani usciranno degli uomini utili alla società,
alla religione, alla patria.
UN TESTIMoNE.
Castel del nano (Diocesi di Montaleino).
Dopo l'Enciclica Supremi .1postolatus
del regnante Sommo Politetice a noi comunicata con apposita notificazione da Monsi-
gnor Vescovo nostro, il Rosario non solo
fu recitato nelle due chiese parrocchiali, che
qui abbiamo, ma ancora nelle cappelle ed
oratorii pubblici e ad ore diverse per omodo di ogni classe di persone. Fu poi sin
da principio comune il deaiderio che in quesCanno venisse celebrata con più splendida
solennità la festa della Madonna del Rosario; ma poichè alcuni cittadini, non escluso
un dei nostri px.rochi ed altri sacerdoti,
eccitati dal grido « A. Roma, a Roma »,
avean preso in que'giorni la via dell'Eterna
Città, si convenne di rimettere la festa a
migliore occasione, che non tardò a presentarsi. Il:fatti, non appena i pellegrini furono
qua di ritorno, pieni di quel santo entusiasmo che si suscita in ogni cuore che ha fede,
Roma papale colle sue maestose basiliche,
i santuari, i monumenti, le dimostrazioni,
e più ancora la elettrizzante parola e la
Benedizione del Vicario di Gesù Cristo, par-
" iIie 'Va I
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laminata come nel dì precedente. Nò qui
ebbe fine la solennità, perchè a soddisfare
il comune voto, fu necessario tenere esposto il divoto simulacro sino alla domeilica
successiva. Intanto ogni giorno e da mane
e da sera, la chiesa fu affilata sempre con
gran frequenza di fedeli, i quali a sfogo della
loro devozione verso la Vergine Immacolata
furono larghi di oblazioni e doni. Venuta
poi la domenica seguente, fu messa, come
suol dirsi, la corona all' edifizio colla tanto
desiderata processione per tutto le vie del
Paese.
Di nuovo Monsignor Vescovo nelle prime ore del mattino disse la Messa bassa.
Quindi poco oltre le ore nove, ebbe principio la processione. Seguivano la Croce
due a due in gran numero e in divoto con tegno i fedeli; venivano poi sotto il propria
s!endardo e colla vaga varietà de' loro co.
lori le diverse Confraternite, il Clero assai
numeroso vestito di ricchi paramenti, e il
Vescovo in abiti pontiticali. Il trono di Maria Sama era portato dai membri (Ieri
Confraternite vestiti di cappa, e quattra
disditti signori, in abito nero, ne stavan •
ai lati sorreggendone i fiocchi. Erano come quattro guardie nobili al trono delln
,
Regina del cielo!
Dopo ne veniali° le ancelle, vo' dire la
Pia Unione delle Figlie di Maria, tutto nel
loro modesto costume e sotto il proprio ves
sillo.
In quest' ordine la processione uscita I li
chiesa, prese il largo svolgendosi mi
erand' effetto intorno intorno a vastissima
piazza rotonda, e da questa s' internò nelle
vie del paese tutte messe a festa con arazzi
e tappeti alle finestre e ai balconi, come
usasi comunemente nel giorno del Corptt:
Domini. L'aria era mite e il cielo così limpido e sereno che parca sorridesse a qui l
trionfo della Madre di Dio. A questo facea
brillante contrasto la soddisfazione e la gioia
che tralucea da ogni volto.
Del resto, ordine perfetto. Quando la
processione rientrò in chiesa, non appena
il venerato Simulacro fu collocato al suo
posto, Monsignor Vescovo salutò con analoghe parole la Vergine ed eneoruiò la pietà
dei fedeli; quindi ebbe luogo, come nella
domenica precedente la Messa cantata a
più voci, e la sera dopo le solite funzioni
e la recita .del Rosario si dia fine alla straordinaria festa, la quale merita di essere
scritta negli annali religiosi di questo popolo, già tanto ricchi di simili avvenimenti,
i quali attestano essere la sua fede più inconcussa che le basi del!' Amiata che lo rieuopre della sua ombra colossale.
-
ve che il divisato tributo di figliale ossequio a Maria SS. non si potesse più a lungo
protrarre. Allora con felice idea si pensò
di levar fuori dal santuario di Noceto, che
è proprietà della nebite famiglia Ginameschi,
un antico e venerato simulacro della Madonna del Sacro Cuor di Gesti, che fili° da
remota età i Castelpianesi si erano scelta
per atwocata, come è chiaro dalle parole che
si trovano sci itte nel piedistallo sul quale
il detto simulacro sorge e riposa: Advocata
et refuJium Castriplanensium • Il progetto fu
accolto con esultanza, e clero e popo!o si dettero con mirabile accordo ad eseguirlo.
Nella sera pertanto del sabato, 20 ottobre,
Maria 8S. entrava, sull' iinUrunire, nella nostra. Chiesa propositurale del paese, vagamente illuminata, e collocavasi in apposito
x
trono sull'altare maggiore, mentre il popolo la salutava con divoti cantici.
La mal tina seguente, domenica, MonsiLIBRI E GIORNALI
gnor Vescovo nostro, cui erano state fatte
speciali premure, celebra la S. Messa, fece IL PELLEGRINAGGIO ITALIANO IN FRANCIA
NEL Lut.n.to 1883. .nte di un pellegrino —
il fervorino e distribuì il Pube Euearistico
Bologna, presso la Società Oleografica.
a molti fedeli, che non furono certo meno
Prezzo cent. 50.
di seicento. Più tardi ebbe luogo la Messa
Tanto per coloro che hanno preso parte
solenne in canto fratto sotto la direzione a questa insigne manifestazione del sentidel Cappellano D. Gustavo Loti i, il quale tuetito cattolico italiano, quanto per coloro
tanto in questa quaut o nelle Litanie ed al- che non poterono parteciparvi, sarà utilissima e dilettevole la lettura di questo oputre laudi della sera, più volte ripetute, moscoletto scritto con sommo brio e con tanto
strò quanto sia addentro nelle maravigliose entusiasmo, ed invoglierà certamente molti
bellezze del canto ecclesiastico. Li Vescovo e molti a far parto della pia carovana in
che pontificalmente assisteva, dopo il Van- altre circostanze.
* •
gelo disse dalla sua cattedra 1' Omelia ; e
CALENDARIO PERPETUO ACCOMODATO ALLA
IL
grande fu l' effetto che nell' animo di queINTELLIGENZA. DI TUTTI RC. Opera del
sta popolazione produssero le sue acconce
Can. Pellegrino Tosai!. — Modena, Tip.
ed autorevoli parole.
'dell' Immacolata 1883. Prezzo L. 3.
Anche il giorno il Vescovo pontificò ai
Il Rev.mo Can. Tosatti ha reso un sevespri e la sera prese parte col popolo al gnalato servigio alla iTpubblica lett.
S. Rosario, recitato a chiesa totalmente il- con questo suo Ilbro del Calendario PLir,,
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Diario Sacro
In esso espone in modo facile e popolare
tutto ciò che riguarda il Calendario, cioè Porigine di esso. le diverse vicende subite dal
medesimo, la correzione fattane da Gregorio XIII da cui ebbe il nome di Gregoriano.
Tratta con molta precisione e chiarezza dei
diversi cicli, cioè del numero d oro, delle
epatte, dell' indizione Romana, del ciclo solare etc. e dal Modo di servirsene per determinare la Pasqua e le feste mobili. Dà
alcuni brevi cenni intorno al Martirologio
Romano, sulla struttura, forma ed uso del
medesimo. Seguono poscia interessanti notizie sul Calendario degli Ebrei, del modo di
trovare la loro Pasqua, sul Calendario Romano antico, turco, greco, cinese, egiziano e
repubblicano francese.
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pecembre.
>11 2 Domenica prima dell'Avvento. AI Duomo
quesia e nelle successive domeniche fino al
S. Natale, prima della rnes.:a cantata, si fa dal
Clero l'Assoluzione dei Defunti, e dopo la detta
messa, a ore •1, v'è predica. Nella prioria di S.
Matteo festa con esposizione del SS. Sdcratneeto
in suffragio dei Definiti.
3 Lun. S. Francesco Saverio C. Apostolo delle
Indie orieetali e Patrono della pia Opera della
Proptgazione della Fede. Festa in S. Eufrasia.
4 Mari. S. Pier Grlsologo V. e D. e coni. di
S. Sabba Abate. In S. Appollonia a ore 23- comincia il Triduo dell'Immacolata Concezione.
31erce S.,13ibiana V. e M. In S. biada Tri
(uno dell'Immacolata.
(i Giov. S. Niccolò V. e C. Taumaturgo. Festa
titolare in S. Niccela Festa pure al Duomo essendo S Niccolò Protettore dei Cherici, e in S.
Andrea dove si venera una di lui immagine. Nella
chiesa prioria di S. M. Maddalena cotniticia il Triduo delrlruni. Concezione a ore 23 e tuez.
'i Veti. S. Arnbrogio V. e D. In S. Appollonia a ore 24 nflizio solenne della ft. Vereine.
tB 8 Sab. lmMACOLATA CONCEMNE Dl IARIA
SANTIS.SIMA. Al Duomo predica a ore il . Festa
in S. Francesco, in S. Dominio dei Cappuccini,
in S. Giovannitio, in S. Croce, in S. Enfrasia-,
in S. Anna, in S. Nerbi° e in S. Stefano exiramoenia. Festa solenne in S. Appollonia con intervento di S. E. lt Mons. Arcivescovo, che vi
celebra la messa a ore 7 e m-z. A ore I I messa
cantata in musica. Nella sera Completa . Benedizione e canto della SALVE.
ilI
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Il Progresso, via dei Mille, 7, Torino.
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Notizie italiane
SI I
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contiene la bella ed esatta biografia del
defunto Arcivescovo Mons. Paolo Micallef.
I nostri lettori già ne conoscono il pregio
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del nostro giornale. Sarà però caro a tutti
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ricordo di quel degno Pastore.
Estrazione 31 Dicembre 1883.
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LA STORIA Dl CRISTINA. — Cristina era
la più cara bambina del vicinato. Non piangeva
mai, si lasciava far tutto, buona busta, quando
i signori la regalavano li ringraziava con una
soavità che rapiva, vispa, svelta e piena di vita,
ma Cristina era figlia di poveri, mal v esti'a,
mal nutrita e mite alloggiata. Un bel gioi no
Cristina scomparve ! Una febbre violenta la
tenne alcuni giorni a letto. Quando esci Cristina non era più quella; triste, melanconica,
sgujata, pallida, con gli occhi cispesi, il collo
affilato e bernocculuto nei molti ingorghi glandulari e a poco divvenne panciuta, lemembta
si affilavano, non camminò più. Una febbretta
lesta comparve ogni sei a. Questo lento disfacimento commosse il vicinato. Si chiamò un
dottore che la dichiarò affetta dalla tabe mesenterica Un si enot e fre i vicini che conosceva
per propria esperienza la irtù dello Seiroppa
di Pariglina preparato dal cav. Nlazzolini, glie
ne donò una bottiglia Al finire di questa Cri.
stina era ritivig,orita, poteva far qualche passo
e sorrideva con malioconicà ingenuità a e hi
l'accarezzava. Mangiava un po' più. La guarigione si andava operando. Vi voleva un'altra
bottiglia che gli fu generosamente regaleta
dallo stesso inventore. Ora Cristina rifatta è vegeta e robusta e prega per la salute del suo
liberatore. Oh, quanti e quanti di questi fatti
potrebbero citarsi giacché è fuori di dubbia
che lo Sciroppo di Pariglina del Mazzolini di
Roma conta fra le sue eminenti qualita quella
di guarire mirabilmente le malaltie
Si-REGALANO LIRE !OH
a chi proverà esistere una
TINTURA per i capelli e per
la barba migliore di quella dei
Fratelli Zemin, la quale è
una azione rapida ed istantana, non macchia la pelle, né
brucia i capelli; ha il pregio di
culorire in gradazioni diverse
e ha ottenuto un immenso
successo nel mondo, talelìè le
fichi- ste supolano ogni aspett ..ti a Sola ed unica Ven
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tamente dal Prezzo originario di 1 ti.. a
chiedergli un'udienza. Sua Eminenza rispoquello di 1,75 — 250 — '3 — 4 —/5 sino
se che si sarebbe recato egli stesso al Paal massimo di 6 franchi cadono come puossi
verificare consultando i giornali Parigini di
lazzo del Duca, e Sua A. R. esprimeva il
quell'epoca.
desiderio di riceverlo con tutti gli onori doProgramma Ufficiale completo un' elenco
vuti alla sua dignità.
di Unti i 50,000 Premi e Regolamento di
« Infatti venerdi il Principe Amedeo, re- estrazione si distribuisce gratis presso
VeiPUL:.
duce appena da Monza. ove era andato a tutti i Rivenditori.
INVIARE IMMEDIATAMENTE
festeggiare il natalizio della Regina, riceveIo richieste con vaglia o l'abiti alla Banca Fratelli
va nel suo Palazzo 1' Ealinenza Stia.
CASARETO di Francesco, in Genova Via Carlo Fe« 11 ricevimento ebbe luogo colla massi- lice, 10, incaricata delr emissione.
ma solennità. Il Duca rivestiva l' uniforme
sredizione dei biglietti si fa raccomandata e
da Generale. Accompagnato dalla sua Casa, franca di porto itt tutto il Regno ed all'Estero, per
ricevette il Cardinale al suo scendere dalla le richieste di un centina:o e più: alle richieste
inferiori aggiungere centesimi 50 per le
Carrozza e lo riaccompageò in fondo allo spese postali.
e;ealone qqando partì. i valletti, in dne file,
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Fratelli BINGEN Ratichieri. Piazza Gimpetto., I —
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paasagg;o
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facevano ala al
OLIVA Francesco Giaciuto, Cambia-Valute, Via S. Li• Ieri poi, verso le tre, S. A. R., recan- CS 102.
Io Verona, presso la Civica Cassa di Ridosi in carrozza di gran gala al Palazzo Ar- sparmio. In tutte Italia presso i Cambiavalute,
Banche Popolari,
civescovile, restituiva a Sua Eminenza la le Casse di Risparmio, leComunali.
In risa
le Esattorie Erarìali e
visita, accompagnato dal Marchese Drago- pre so S. VITO 'PACI?, S. Sepilero, 4, — ANGELO
Tabaccaio Ling' amo Regio accanto al Grumi
netti e da due aiutanti di campo in grande Salvadori
llotel. — AiteAmo Cuzzeat sotto Borzo.
II bit, inno.
« La klta del Duca dure circa venti
Estrazione 31 Dicembre 1883
Lilauli r
' Brevetée cn france et à rEtranger.
Il vero liquore Bénédictine trova a 'ISA presso le persone
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CENTOMILA , CINQUANTAM ILA
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e/ichès sa disegni originali e del suo 3ht eo speciale.
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In un anno: 2003 incisioni originali; 400 modelli da tagliare; 200 disegni
artisticamente
alcolorati
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inoltre
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IP 'Pezzo d" Abbonamento (franco nel Regno)
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Grande Ediz. L. 116.
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Tutte le signore di buon gusto s' indirizziro al Giornale la STAGIONF in Milano,
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Pisa, tipografia Mariotti 1883.
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