Laboratorio cineturismo
Bicocca 3
Ottobre 2010
Buono, pulito e g(i)usto
• Alla luce della sopravvenuta crisi
economica globale la domanda di offerta
“estetica” e consumo “vistoso” si
ridimensiona in termini di domanda di una
nuova “etica”, di una nuova ecologia,
sociale, economica e politica, destinata a
cambiare le strategie di marketing
territoriale, un po’ meno “urbano” e un po’
più “rurale”.
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• Nel nuovo assetto economico globale, insomma,
la tendenza sembra essere non solo verso una
maggiore cooperazione e collaborazione fra i
territori, in contrasto con la precedente
competizione, ma anche verso la
valorizzazione di elementi territoriali di tipo
“soft” quali quelli evidenziati da un film
Sideways: identità locale, autenticità,
sostenibilità, rivalutazione del rapporto con la
natura e di quelli che Petrini definisce i “saperi
contadini”.
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• Di Sideways, lo stesso Petrini (su Lo
Specchio, nel Gennaio 2005), loda la
capacità, lucida e appassionata, di
affrontare un tema come
l’enogastronomia, che Petrini definisce “un
soggetto difficile per il cinema”, trattato di
rado e male dalla settima arte. In
Sideways, la sceneggiatura si sofferma
spesso e volentieri anche su dettagli più
squisitamente “tecnici” relativi al vino.
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• Non a caso, nota Petrini, Sideways è
ambientato proprio in quello Stato che
“più di ogni altro rappresenta il buon vivere
in America: la California”, vero e proprio
presidio enogastronomico all’interno del
panorama americano. Petrini riconduce
questo primato californiano alla natura
geografica della California stessa,
crocevia di culture differenti e luogo
climaticamente molto fortunato
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• A livello enologico, poi, la California è sempre stata
molto presente nel panorama mondiale, fin dai tempi
“delle missioni francescane che hanno caratterizzato la
colonizzazione di queste terre (e che ancora oggi danno
i nomi alle più grandi città)”. Già allora, scrive Petrini, si
piantava la vite e si sperimentava, ma il vero punto di
svolta, l’inizio della “vera epopea enologica californiana”,
va collocata fra fine dell’Ottocento e inizio del
Novecento, con l’arrivo, in California, degli emigranti
italiani e svizzeri “che hanno saputo rendere florida
l’industria del vino”.
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• Dopo lo stop forzato imposto dal
proibizionismo, l’enologia californiana si è
fatta lentamente strada fino a “un vero e
proprio rinascimento che s’avvia all’inizio
degli anni ottanta e arriva fino ai giorni
nostri”.
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• Le zone più importanti e consolidate, a
livello enologico, sono, da sempre, la
Napa Valley e Sonoma County, oggetto di
grandi investimenti economici e
promozionali. Petrini ricorda come “alla
fine degli anni Settanta l’allora governatore
Ronald Reagan concesse enormi benefici
fiscali a coloro che sviluppavano la
produzione di vino”.
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• Agli incentivi governativi si affiancarono
quelli “privati”, frutto anche di una nuova
moda, che vide ricchi imprenditori
americani sostenere la nuova economia
vinicola, investimento “trendy” all’interno
del nuovo “rinascimento” enologico,
simboleggiato da Napa e Sonora e
incoraggiato dalle iniziative dell’enologo
André Tchelistcheff
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• Col passare degli anni, e il diffondersi della
“moda” enologica, Napa e Sonora sono divenute
luoghi turistici di massa, popolate di ristoranti e
vinerie per turisti e di scarsa qualità. Anche per
questo, forse, Sideways prende in
considerazione una zona meno conosciuta ma,
anche, meno contaminata, la zona a nord di
Santa Barbara che è, al momento, la zona
principe nella produzione di pinot nero (la
fissazione del protagonista).
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• Inoltre, è una zona molto più “di nicchia”, rispetto
a Napa e Sonoma. Il successo del film ha,
comunque, stravolto la notorietà turistica della
zona. Già poco tempo dopo l’uscita del film,
Petrini scriveva, infatti, di aver ricevuto
comunicazioni in tal senso dal convivium Slow
Food di Santa Ynéz, dove i luoghi della pellicola
erano già “oggetto di pellegrinaggio e di culto”
poco dopo l’uscita del film: “il motel, il ristorante
e le cantine visitate dai protagonisti”.
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• Piera Detassis: L’inaspettato successo di
Sideways ha messo in ombra la supremazia
vinicola dell’abusata NapaValley, RENDENDO
FAMOSI I LUOGHI IN CUI E’STATO GIRATO:
• -Santa Ynez Valley
• -La comunità di artisti di Los Olivos
• -Il ristorante Hitching Post
• Diventati meta di veri e propri PELLEGRINAGGI
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• Sideways tematizza, pertanto, il rapporto
degli americani con il grande vino, nuovo,
importante, fenomeno di costume e nuova
chance di turismo enogastronomico.
• Il film racconta la storia di due quarantenni
che intraprendono un viaggio di “addio al
celibato” lungo la “via del vino” della
Contea di Santa Barbara
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• La California è così riuscita a proporre una
immagine di sé del tutto nuova, lontana
dai clichè “balneari” o legati agli stereotipi
delle “metropoli violente” (nella fattispecie
Los Angeles e San Francisco) che
avevano fino a quel momento dominato
l’immaginario locale.
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• Va ricordato che per decenni nella cultura
americana la “bottiglia” è stata quella del
WHISKY (o della BIRRA), mentre
Sideways sdogana il VINO dalla
MARGINALITA’ cui Hollywood l’aveva
sempre costretto, presentandolo come
merce esotica e aristocratica, vezzo snob
delle ELITE EUROPEIZZATE
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• Cfr. film di Woody Allen, in cui intellettuali
newyorkesi degustano vino rosso in
eleganti enoteche di Manhattan.
• La connotazione “europea” del film è
percepita anche da diversi critici che
parlano di “RETROGUSTO ENOLOGICO
ALL’EUROPEA” E DI “IMPRONTA
EUROPEA”
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• La Contea di Santa Barbara, nello
specifico, si rifà a modelli europei,
denominandosi, sul proprio sito web,
“American Riviera” , evocando, così, un
paesaggio quasi “mediterraneo” e
propagandandolo, oltre che tramite questa
pellicola di successo, anche attraverso
iniziative di tipo più tecnicamente
“turistico”.
TM
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• La Film Commission locale(www.
SantaBarbaraCA.com) ha stampato in
decine di migliaia di copie, e messo a
disposizione su Internet, una cartina
geografica con tutte le location del film e
ha elaborato un vero e proprio tour
ufficiale sulle orme dei protagonisti del
film, coinvolgendo i ristoratori e gli
operatori turistici presenti nel film.
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• Si parla anche di EFFETTO SIDEWAYS
sulle vendite di Pinot Nero e Merlot (studio
USA 2008)
• Studio su circa 84000 acquisti di bottiglie
di vino da 750 cl fra il 1999 e il 2008 per
capire l’impatto del film (uscito nel 2005)
Buono, pulito e g(i)usto
• Risultati:
• Il film sembra avere avuto un leggero
impatto negativo sul Merlot
• Il film ha avuto un impatto visibile sulle
vendite di Pinot nero, superiore a quello
negativo di Merlot
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• Negli ultimi anni c’è stato, comunque, un
proliferare di film di ambiente rurale e con
una particolare attenzione al tema del
vino.
• Es. Un’ottima annata (Scott, 2006),
ambientato fra Londra e la Provenza,
rappresentati come due luoghi in contrasto
fra loro
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• -Londra: città grigia e metallica, simbolo di
capitalismo cinico e freddo
• -Provenza: luoghi dorati e solari che
provocano un cambiamento nel
protagonista che, da cinico finanziere, si
trasforma in gentiluomo di campagna
dedito ai piaceri della vita quali l’amore, il
cibo, il vino
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• Anche questo film si inserisce nel filone delle
rivalutazioni enogastronomiche, degli elogi alla
lentezza, dello slow food(la bella locandiera di cui si
invaghisce il protagonista è un’acerrima nemica di McDonald’s),
delle contrapposizioni città/campagna in chiave
inferno/paradiso.
• Un’ottima annata punta molto sullo scenario
della Provenza, fotografata in calde tonalità
ocra, in contrasto con le luci livide della City
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• L’ottica del film è smaccatamente
americana nella sua descrizione
dell’Europa rurale come di UN MONDO
NEL QUALE RIFUGIARSI PER
SFUGGIRE ALL’ARTIFICIOSITA’ della
SOCIETA’CAPITALISTICA PIU’
FORSENNATA
• Scrive Dennis SCHWARTZ: It has the look
& the feeling of a travel brochure
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• Lo stesso dicasi per “Sotto il sole della Toscana”,
ambientato fra San Francisco, la campagna
senese, Roma e Positano, che riprende molti
stereotipi del paesaggio e dello stile di vita
“all’italiana”:
• -paesaggi naturali mozzafiato
• -”mangiare” come fulcro della vita sociale
• - that’s amore
• -arte e cultura come heritage
• -ozio creativo e felice
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• Paesaggi da cartolina descritti così dai
critici americani:
• -All pretty postcard landscape
• Film of gorgeous landscapes
• An American woman pursues happiness
where it can’t be avoided
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• -Your first instinct while watching this
movie is TO CALL A TRAVEL AGENT
• -This movie makes your mouth water or
inspire you to book flights to Italy
• -This movie is so rich in color that you can
almost feel the beauty of Italy (come fosse
un dipinto)
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• Il caso di Sideways conferma
l’importazione di questo “modello
toscano” in America, che oppone uno stile
di vita sano ed edonista agli affanni delle
grandi città.
Vino e manga
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Tokyo Sideways
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